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Aprile 2021

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Eni, l’AD Claudio Descalzi sul progetto GNL in Qatar: “Stiamo dialogando con Qatar Petroleum”

"Siamo sicuramente interessati, si tratta di un ottimo progetto": così Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, in merito al progetto intrapreso da Qatar Petroleum sul North Field, nel settore del gas naturale liquefatto (GNL).

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi sul programma GNL: "Stiamo dialogando con Qatar Petroleum"

In occasione della presentazione del Piano Strategico 2021-2024, trasmessa in diretta streaming, l’AD di Eni Claudio Descalzi ha commentato la recente iniziativa di Qatar Petroleum, azienda petrolifera statale qatariota, per lo sviluppo del progetto GNL nel North Field, nel campo del gas naturale liquefatto. "Per quanto riguarda il Qatar, abbiamo discusso con Qatar Petroleum, ne parliamo da tre o quattro anni. Siamo sicuramente interessati, si tratta di un ottimo progetto": questo è quanto ha dichiarato l’AD durante l’evento "Strategy 2021-2024" che, oltre a presentare il Piano Strategico per il prossimo quadriennio e i risultati del 2020, ha previsto una sessione Q&A con gli analisti. "Come sapete è stato rivelato il capex, l’investimento", ha segnalato Claudio Descalzi in merito al progetto di Qatar Petroleum, aggiungendo: "Sono stati in grado di finalizzare degli ottimi contratti. Dipenderà dalle condizioni, ma noi siamo interessati".

Claudio Descalzi: il progetto GNL e l’uso del gas naturale per la decarbonizzazione

Aggiungendo inoltre come non sia possibile al momento annunciare la quota relativa al progetto nel North Field, spiegando che "non è corretto farlo, anche nei confronti di Qatar Petroleum", l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi ha segnalato che Eni ha già manifestato il proprio interesse nei confronti del programma. "Vedremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi quale sarà la gara", ha aggiunto l’AD, "abbiamo manifestato il nostro interesse e vedremo nel prossimo futuro che cosa avverrà". Sviluppare progetti legati all’utilizzo del gas naturale rientra nella strategia di Eni finalizzata a raggiungere una totale neutralità carbonica entro il 2050, un obiettivo espresso chiaramente nel Piano strategico 2021-2024. Il Gruppo guidato dall’AD Claudio Descalzi è infatti fortemente impegnato per accelerare la transizione energetica del comparto e, a tal proposito, prevede che il gas potrà costituire nel lungo termine oltre il 90% della propria produzione.

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Come calmare la tosse

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  • 13 Aprile 2021

Ci sono diverse cose che possiamo fare per calmare la tosse, e la prima cosa che dobbiamo considerare è che tutto dipende dalla sua tipologia. In particolar modo le opzioni a nostra scelta cambiano se si tratta di tosse secca o grassa.

Quello della tosse è un problema che tende a diventare sempre più fastidioso soprattutto quando ci mettiamo a letto la notte e non riusciamo a dormire o riposare bene. Bisogna ad ogni modo premettere che quello della tosse è un meccanismo che il nostro corpo adotta per espellere alcuni agenti irritanti che al momento persistono all’interno delle vie aeree. Vediamo adesso in che modo è possibile calmare la tosse.

 

Come calmare la tosse grassa

Per calmare la tosse grassa è possibile adoperare qualcosa in grado di sciogliere il muco e consentirci di eliminarlo facilmente. A questo proposito sul sito https://farmaciedelsorriso.it/ è possibile trovare specifici farmaci ad azione mucolitica da assumere per via orale, dunque sciroppi, che consentono di risolvere il problema rapidamente.

Allo sciroppo è possibile abbinare anche qualche metodo naturale che può velocizzare il processo di guarigione: in questo caso si rivelano preziosi degli infusi a base di liquirizia o finocchio.

 

Come calmare la tosse secca

Per calmare la tosse secca esistono degli specifici farmaci, gli “antitussivi“, che hanno proprio il compito di andare a sedare la tosse. Di solito questi sciroppi contengono principi attivi che sono in grado di lavorare direttamente sul centro nervoso della tosse. Per un’azione ancora più efficace possiamo ricorrere a rimedi naturali quali gli estratti di edera o il classico miele, dato che entrambi hanno ottime capacità antitussive.

Calmare la tosse di notte

Infine, per calmare la tosse di notte, è bene assumere una posizione reclinata magari mettendo dei cuscini sotto la schiena. Ciò serve ad evitare che il muco possa raggiungere ulteriormente la gola e irritarla. Chiaramente bisogna evitare di dormire sotto l’azione di un ventilatore o condizionatore d’aria. Al contrario, può aiutare utilizzare un deumidificatore.

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UNITRE MILANO – Conferenza del 16 aprile 2021 “ORFEO, EURIDICE E LA MUSICA. IL MUTARE DEL MITO E LA SUA RICEZIONE CON IL MUTARE DELLA STORIA DELL’UOMO”

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una conferenza dal tema: “Orfeo, Euridice e la musica. Il mutare del mito e la sua ricezione con il mutare della storia dell’uomo” in programma per venerdì 16 aprile 2021 alle ore 17:15.

La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotto dal Presentazione Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO) – Relatrice: Dott.ssa Francesca BONAITA (Conservatorio di Musica G. VERDI di Milano – VIOLINISTA).

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 15 aprile 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

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Chi è e cosa fa un ortodontista

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  • 13 Aprile 2021

Quando si pensa alla salute e alla cura dei denti e delle gengive si pensa immediatamente alla figura del dentista. Come molti sapranno, però, il dentista non è l’unica persona a prendersi cura della nostra igiene orale.

In ambito odontoiatrico, infatti, si possono distingue moltissime figure professionali, ognuna delle quali specializzata in un settore specifico. Ad esempio, un dentista “semplice” si occupa della salute orale nel suo complesso, l’odontotecnico è invece colui che si occupa della costruzione di protesi e impianti e così via.

In questo articolo parleremo in particolare di una figura forse poco conosciuta, ma con cui probabilmente abbiamo avuto a che fare tutti quanti: l’Ortodontista Roma. Vediamo innanzitutto quale percorso di studi deve affrontare un’aspirante ortodontista.

Percorso di studi

Prima di continuare è necessario fare una precisazione: un ortodontista è prima di tutto un dentista. Come spiega l’ASIO (Associazione Specialisti Italiani Ortodonzia), infatti, tutti gli ortodontisti sono dentisti, ma non tutti i dentisti sono ortodontisti.

Per diventare un ortodontista, quindi, bisogna innanzitutto diventare un dentista. Per farlo bisogna frequentare il corso di laurea specialistico in Odontoiatria e Protesi dentaria, della durata di 6 anni, presso la facoltà di Medicina e Chirurgia.

Dopo aver conseguito la laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria, l’aspirante ortodontista deve fare un passo in più ed iscriversi ad una delle 19 scuole di specializzazione in ortognatodonzia (o ortodonzia).

La scuola di specializzazione ha una durata di altri 3 anni che, sommati ai 6 del corso di laurea, diventano ben 9 anni di formazione!

L’Ortodontista quindi, è sostanzialmente un odontoiatra specializzato che si occupa della diagnosi dei problemi dentali e/o scheletrici della bocca e del relativo trattamento.

Di cosa si occupa

A questo punto, vediamo nel dettaglio di cosa si occupa l’ortodontista. Partiamo dalla parola ortodonzia. Il temine deriva dal greco e il suo significato letterale è “denti dritti”, da “orthos”, dritto, e “odontos”, dente.

L’ortodonzia è infatti una branca dell’odontoiatria che studia in maniera approfondita tutti i problemi dentali detti malocclusioni (come denti storti, diastema ecc.) e contestualmente di correggerli e aggiustarli.

L’ortodontista, dunque, si occupa di “aggiustare” i nostri denti grazie a trattamenti ortodontici su misura, come gli apparecchi. Inoltre, una parte importante del suo lavoro consiste nel monitoraggio dello sviluppo e della crescita della dentatura per poter eventualmente intervenire tempestivamente fin dalla tenera età.

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Ferrovie dello Stato Italiane, Gianfranco Battisti: “Rilanciare il turismo collegando stazioni e aeroporti”

Ferrovie dello Stato Italiane e Alitalia sono pronte a interagire nel prossimo futuro. Intanto, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti continua con il suo piano di potenziamento della rete.

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti: “Attenzione particolare al Sud

In questi giorni al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità si ragiona sul futuro di ITA (Italia Trasporto Aereo), la newco nata lo scorso novembre per acquistare e gestire le attività di Alitalia. Il Ministro Giovannini ha accennato anche ad una possibile interazione con Ferrovie dello Stato Italiane. Da tempo Gianfranco Battisti, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FS Italiane, spinge per rafforzare le connessioni tra aeroporti e stazioni. Un tema oggi cruciale, sul quale si gioca il rilancio del turismo italiano messo in ginocchio dalla pandemia: “Per questo abbiamo avviato un importante piano di potenziamento dei collegamenti ferroviari con gli aeroporti – ha spiegato il manager – con l’obiettivo di sviluppare un sistema intermodale della mobilità che possa favorire la ripresa del turismo nel nostro Paese”. Nel piano è stata data una maggiore attenzione al Mezzogiorno, “dove Fs – ha specificato Gianfranco Battistiinvestirà il 45% delle risorse provenienti dal Recovery Plan in nuove infrastrutture e nel potenziamento di quelle esistenti”.

Gianfranco Battisti: i progetti di FS Italiane sull’intermodalità

La strategia di potenziamento voluta da Gianfranco Battisti è stata avviata per favorire l’intermodalità tra i diversi punti di accesso al Paese. E riguarda sia i collegamenti diretti con gli aeroporti che le soluzioni alternative treno+bus. I primi sono già stati attivati per gli aeroporti di Roma Fiumicino, Trieste, Ancona Falconara, Palermo Punta Raisi e Cagliari Elmas. Poche settimane fa, portando a termine un investimento di 6,5 milioni di euro, FS Italiane ha terminato i lavori e inaugurato anche la fermata di Catania Aeroporto-Fontanarossa. Napoli, Verona, Olbia, Treviso, Pisa, Roma Ciampino e Lamezia Terme sono invece gli aeroporti già interessati dal servizio treno+bus. Nel futuro, come riportato dal Contratto di Programma RFI, la società guidata da Gianfranco Battisti prevede interventi su altri 6 scali. Verranno infatti potenziati i collegamenti da e per Fiumicino e Malpensa, mentre per gli aeroporti di Venezia, Genova, Bergamo e Brindisi sono previste opere di collegamento ex-novo.

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Climatizzatori Diloc Vision: alte prestazioni, aria igienizzata e design esclusivo

Top di gamma e frutto dell’esperienza Diloc nella climatizzazione, Vision è la nuova linea di climatizzatori ad altissima efficienza energetica in grado di offrire consumi ridotti e performance impeccabili in tutte le stagioni, sia in modalità raffrescamento sia in pompa di calore. I climatizzatori della linea Vision raggiungono infatti classi di efficienza energetica A+++ in raffreddamento stagionale e in riscaldamento (ad eccezione dei mod. D.VISION118 e D.VISION18) e, grazie alla funzione ECO, che imposta automaticamente i parametri di funzionamento basandosi sulle condizioni ambientali, i consumi vengono adeguatamente ridotti. Il gas refrigerante ecologico R32 assicura invece un ridotto impatto ambientale.

Frutto di un impegno pluriennale in ricerca e sviluppo che ha condotto ad altissimi standard produttivi in fatto di selezione dei materiali e ottimizzazione delle performance dei componenti, la linea Vision si distingue per la funzione 3D, in grado di consentire una migliore distribuzione dell’aria nell’ambiente grazie al movimento sincronizzato dei deflettori orizzontali e verticali, integrando le funzionalità e innovazioni tecnologiche che caratterizzano tutte le soluzioni per la climatizzazione firmate Diloc. Fra di esse, il trattamento protettivo Gold, che allunga notevolmente la vita degli scambiatori aumentandone l’efficienza, velocizzando lo sbrinamento e proteggendoli da pioggia, salsedine e altri agenti corrosivi, e la funzione Auto Clean che consente di eliminare autonomamente l’umidità dallo scambiatore di calore, prevenendo la formazione di muffe e batteri.

A distinguere l’avanguardia tecnologica Vision dal resto dell’offerta di alta qualità del catalogo Diloc è inoltre l’ampio range di funzionalità smart al servizio di comfort e intuitività di utilizzo. Fra queste si annoverano la funzione Follow Me, che grazie ad un apposito sensore sul telecomando regola l’emissione d’aria per mantenere una temperatura ideale intorno all’utente e la combinazione di due filtri antibatterici, uno catalitico a freddo e uno agli ioni d’argento, che consentono una purificazione dell’aria con contestuale riduzione dell’inquinamento ambientale.

Estremamente silenziosi, i climatizzatori Vision raggiungono un livello sonoro di soli 20dB e sono in grado di garantire un sorprendente effetto estetico a tutti gli ambienti, anche i più esclusivi, grazie al design sinuoso ed essenziale ottenuto grazie ad una progettazione rigorosa delle linee e dei particolari.

 

Nata nel 2004 come divisione dedicata ai sistemi per la climatizzazione, Diloc è il brand Naicon Group che si propone come partner d’eccellenza per una migliore qualità della vita domestica e lavorativa grazie a soluzioni d’avanguardia per il comfort termico e la qualità dell’aria. Diloc mette a disposizione un fitto catalogo di soluzioni residenziali, commerciali e industriali in grado di offrire il sistema più idoneo per garantire sempre benessere e performance elevate, senza trascurare la sostenibilità: Diloc propone modelli di ultima generazione fino a con 48.000 BTU a basso impatto ambientale, in grado di offrire comfort e silenziosità a fronte di consumi ed emissioni ridotte al minimo. Organizzazione capillare su tutto il territorio nazionale e assistenza immediata post-vendita completano un servizio che fin dalle fasi di progettazione pone le esigenze della clientela e la salvaguardia dell’ambiente al centro dei propri obiettivi.

 

Via Il Caravaggio, 25 – 20060 Pozzuolo M.na Fraz. Trecella (Mi) Italy

Tel: +39 02 95003.1 – Fax: +39 02 95003.313 – Email: [email protected]

 

Ufficio Stampa- Studio Binaschi Milano – www.studiobinaschi.it

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5 Motivi Per Cui Dovresti Affidarti a Un Fotografo Newborn Professionista

La fotografia newborn (cioè i cui soggetti sono bambini appena nati da non più di 15 giorni), è più difficile di quanto sembri. (Se vuoi farti una bella risata, cerca su Google “newborn photography Pinterest fails”). Se vuoi che le foto del tuo bambino abbiano un aspetto professionale e siano effetuate in sicurezza, probabilmente vorrai trovare un fotografo newborn Pistoia con esperienza. Ecco quindi 5 motivi per cui dovresti affidarti a un professionista in questo specifico settore fotografico.

1. Sicurezza

Ho contrassegnato questa motivazione come la numero 1 per una buona ragione! La sicurezza del tuo bambino è preziosa e dovrebbe essere della massima importanza quando si seleziona un fotografo per neonati.

Ci vuole esperienza e pratica per sapere come trattare in sicurezza quelle bellissime pose che vedi sui social o sul web. Molte persone non sanno che alcuni di questi scatti possono essere eseguiti in totale sicurezza solo combinando due immagini insieme in Photoshop. Se vedi foto con neonati sospesi sopra un cesto o su un oggetto dovrebbero sempre essere composti in post-produzione.

Ovviamente non è molto sicuro avere un bambino sospeso senza un sostegno da qualsiasi altezza. La testa del bambino dovrebbe sempre essere sostenuta durante le diverse pose. La sicurezza del tuo bambino è sempre più importante di risparmiare qualche minuto sull’elaborazione grafica in un software di fotoritocco. Quando selezioni un fotografo newborn Firenze, assicurati di scegliere qualcuno che abbia seguito un corso di formazione sulla sicurezza e sappia come posare correttamente un bambino per mantenerlo al sicuro durante la sessione fotografica.

2. Istruzione e formazione

La formazione sulla sicurezza è solo l’inizio per un fotografo newborn. La fotografia dei neonati è molto diversa da qualsiasi altro genere e richiede esperienza, formazione e molta pratica per padroneggiarla. Imparare a calmare i bambini, a farli posare, a regolare l’illuminazione e la composizione, e come ottenere perfettamente ogni piccolo dettaglio, diventa un grande investimento di tempo e denaro.

Il fotografo newborn professionista sa sempre come eseguire uno scatto il più vicino possibile alla perfezione e come ottenere immagini finali migliori. Quando assumi un fotografo di neonati esperto e competente, stai pagando per la sua esperienza e capacità di fornire degli scatti coerenti con il portfolio e gli scatti che normalmente esegue.

3. Competenza nell’editing

Sebbene un fotografo professionista si sforzi di eseguire tecnicamente una fotografia perfetta, la modifica degli scatti newborn presenta una serie di sfide. Alcuni bambini hanno l’ittero per esempio, altri hanno la pelle squamosa, dermatiti o alcuni graffi che si provocano quando si muovono. Alcuni hanno la pelle chiazzata per il caldo in studio (per aiutarli a dormire).

Sapere come correggere questi segni temporanei mantenendo la consistenza della pelle ed evitando l’aspetto eccessivamente aerografato è un’abilità che un buon fotografo newborn dovrebbe possere. Un genitore potrebbe avere un dubbio, per esempio potrebbe consideare una foto perfetta, ma si accorge che la dermatite sulla fronte del neonato possa rovinare la foto. Il fotografo newborn professionsita è in grado di togliere qualsiasi preoccupazione di questo tipo perchè hanno le competenze per affrontare queste problematiche.

Inoltre alcune pose semplicemente non possono essere eseguite in sicurezza senza l’aiuto di Photoshop. I fotografi newborn professionsiti scattano foto interessanti che potrebbero sembrare anche troppo audaci, ma il bambino in realtà rimane sempre al sicuro, protetto e completamente supportato per tutta la durata del servizio.

4. Attrezzatura professionale, illuminazione, oggetti di scena e software

Innanzitutto, voglio chiarire che avere l’attrezzatura non rende automaticamente qualcuno un buon fotografo. Nella fotografia c’è molto di più che fare clic su un pulsante. Detto questo, un fotografo professionista avrà gli strumenti necessari per svolgere bene il proprio lavoro. Assumere un fotografo newborn significa che non devi preoccuparti di fornire la fotocamera, le luci, i cavalletti, gli abiti, gli accessori, gli oggetti di scena ecc. Necessari per creare immagini belle e di alta qualità del tuo bambino.

5. Disponibilità e programmazione

La prima fase di un neonato dura per un periodo di tempo molto breve. Infatti una sessione fotografica newborn si effettua entro i primi 14 giorni di vita del bambino, così è possibile ottenere quelle pose assonnate e rannicchiate.

A circa una settimana di età, il bambino inizia ad allungare quelle piccole braccia e gambe. Dopo circa due settimane, diventano più svegli e vigili e la dermatite infantile è più probabile che si manifesti. (Fare riferimento al punto 3.) Questa è una finestra così breve per ottenere questi preziosi scatti che apprezzerai ancora di più col passare del tempo.

Inoltre, i genitori non dormono molto quando il bambino è appena nato. Assumere un fotografo newborn professionista ti rassicura sul fatto che avrai bellissime foto del tuo dolce bambino e che potrai persino dormire mentre il bambino dorme durante la sessione. Ti dà anche la possibilità di avere quell’inestimabile foto di famiglia con il tuo neonato. Il tuo bambino adorerà questa foto con te negli anni a venire!

Si tratta di un momento così speciale per la propria famiglia, quindi assumere un fotografo newborn fornisce comfort, qualità, coerenza e sicurezza che solo un professionista può garantirti. Allevia un po’ di stress e si preoccupa di tutti i dettagli mentre ti prendi una meritata pausa, sapendo che dopo avrai delle immagini inestimabili che la tua famiglia apprezzerà!

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Per una finanza rispettosa dei valori umani : l’incontro con Laura Panizutti








Spesso l’attività finanziaria viene bollata come desiderio di lucro egoistico.

Esiste però un settore della finanza che mette le persone e l’ambiente al centro dell’attività d’investimento e dell’attività creditizia e che quindi vale la pena di esplorare perché può essere una importante leva economica per una pronta ripresa, una volta che, auguriamoci presto, avremo sconfitto questo dannato virus che ci sta affliggendo, bloccando ogni attività economica.

Di questa specifica impostazione sostenibile dell’attività finanziaria ci aveva già parlato in occasione del primo numero di questa nostra pubblicazione Laura Panizutti, consulente finanziaria e patrimoniale di Conegliano (TV). Abbiamo perciò pensato di rivolgerci a lei per un approfondimento dell’argomento, particolarmente in relazione alla difficile condizione economica del Paese.





“Esiste in effetti tutto un settore della finanza che mette le persone e l’ambiente al centro dell’attività dell’attività creditizia e d’investimento – ci ha risposto – Essa comporta un’accurata e attenta valutazione su come e dove allocare le risorse, in base a precise valutazioni etiche e morali, oltre naturalmente ad un’attenta valutazione del rischio.

Questa è la finanza etica e mutualistica, basata sul principio della solidarietà soprattutto in campo sociale ed economico. Tale impostazione si è diffusa prevalentemente nelle economie avanzate con lo scopo di includere, nel mondo finanziario stesso le categorie sociali più fragili, permettendo loro l’accesso al credito.

Quando poi la finanza etica persegue uno sviluppo sostenibile, ovvero un programma etico di investimenti che tenga conto del benessere delle future generazioni, tutelando anche l’ambiente naturale allora la finanza diventa veramente sostenibile”.

– E come si può sviluppare questa attività nello specifico contesto economico attuale?

Il momento storico che tutti noi stiamo vivendo, rappresenta un cambiamento epocale, nel quale la nostra vita è davvero cambiata da un momento all’altro; queste condizioni, sviluppatesi a seguito della pandemia, hanno impattato prima di tutto sulla salute delle persone ed inevitabilmente sul lavoro mettendo in ginocchio in particolare il comparto turistico, della ristorazione, dello spettacolo e della cultura, che sono alla base dell’identità del nostro Paese. Tutta la filiera turistica, dalla capacità di una località di accogliere e ospitare i turisti alla ristorazione, dai tour Operator alle agenzie di viaggio, ai servizi spiaggia ecc.; tutto il settore è fermo e sull’orlo di una crisi irreversibile.

Ma pensiamo un momento: quanto può valere l’emozione che scatena dentro di noi l’ascolto di un concerto dal vivo? Oppure l’attesa di un nuovo film da vedere all’interno di una sala cinematografica? O l’emozione di vedere da vicino un’opera d’arte all’interno di un museo? Sono cose veramente importanti e solo ora che ne abbiamo consapevolezza. Vorrei inoltre ricordare lo stato d’animo di tutti gli operatori e le operatrici che rischiano di perdere la propria attività professionale, il proprio patrimonio di competenze. Se ci renderemo conto del valore di tutto ciò, che rischiamo di perdere, capiremo quanta importanza e quanto contributo prezioso rappresenti per la nostra nazione Nazione questo capitale umano e comprenderemo che non potremo assolutamente rischiare di perderlo rimanendo indifferenti a quanto sta succedendo”.

E come si potrà concretamente intervenire per prevenire questa perdita irreparabile?

”Il ruolo che hanno Banche, Società di gestione del risparmio, Assicurazioni e tutta la finanza, è determinante per incidere in maniera importante sulla ripresa degli apparati più fragili e nello stesso tempo “motori dell’economia”, così da indurre tutte le aziende finanziarie a rivedere il proprio core business in un’ ottica sostenibile.

Credo che in un contesto delicato come questo, i protagonisti in ambito finanziario debbano essere sostanzialmente 2: da una parte la finanza etica, senza dimenticare i componenti base della finanza stessa (quello che definiamo intermediazione bancaria: raccolta di denaro e di conseguenza il credito) , ma dando vita ad un approccio diverso, con nuovi valori di riferimento: la persona anziché il capitale, l’idea e non il patrimonio, la giusta remunerazione dell’investimento e non la speculazione.

In questo modo gli investimenti verranno attentamente selezionati oltre che sulla base dei rendimenti realizzati anche in considerazione dell’impatto sociale ed ambientale che i Progetti di investimento hanno, mettendo al centro della propria operatività la responsabilità sociale ed ecologica degli investimenti stessi, incoraggiando anche l’innovazione digitale.

Se queste risorse, poi, contribuiranno alla realizzazione di nuovi progetti, aiutando concretamente tutti i settori più’ fragili, allora potremo dire che finanza etica e quindi sostenibile, può diventare attori chiave per rilanciare la crescita economica

Il secondo protagonista, ma non meno importante, è la Famiglia. Bisogna potenziare l’educazione finanziaria, partendo dalla scuola. L’educazione finanziaria è fondamentale proprio in un momento di crisi quando le persone potrebbero cedere inconsapevolmente a scelte irrazionali, compromettendo così le scelte finanziarie fatte per il raggiungimento dei propri obiettivi pianificati nel corso del proprio ciclo di vita.

Il risparmio è una componente fondamentale nella vita di ciascuna famiglia, contribuisce alla crescita di uno Stato e alla sua crescita economica. Molto spesso però questo risparmio è stato “tradito”, non dimentichiamo tutti i casi eclatanti che dimostrano, la natura sbagliata di certe scelte finanziarie puramente speculative.

La tutela per il risparmiatore richiede delle regole severe, nonché sanzioni certe, per banche e per tutti gli intermediari, ma ciò non può esonerare il risparmiatore da un adeguato livello di autoresponsabilità.

La direttiva dell’Unione Europea MIFID (Markets in Financial Instruments Directive) è volta proprio a questo: a disciplinare i servizi di investimento ma anche a consapevolizzare e informare adeguatamente l’investitore. Oggi, più’ di ieri, per lo stesso risparmiatore (e quindi per le famiglie) avere la possibilità e consapevolezza di finanziare iniziative sociali, progetti di crescita e di ripresa economica attraverso un’attenta selezione dell’investimento (con particolare riguardo al suo aspetto etico), lo rende responsabile moralmente e richiede una sua particolare attenzione al risvolto sociale che possono avere le sue azioni”.


Ringraziamo la Sig.ra Panizutti ed usciamo dal suo ufficio, fiduciosi che un nuovo afflato morale nelle attività economiche e finanziarie ci possa veramente salvare da questo disastro economico che ci minaccia.


Gianluigi Pagano


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Giulio Turcato alla Galleria d’Arte Marchetti di Roma: i “colori mai visti” di un grande pittore del ‘900

A partire da giovedì 15 aprile 2021 (compatibilmente con eventuali restrizioni anti-Covid19) la Galleria Marchetti di Roma (Via Margutta 8) ospiterà la mostra Giulio Turcato. Colori mai visti, realizzata in collaborazione con L’Archivio Giulio Turcato. In esposizione 25 dipinti, a delineare un percorso attraverso tutta la parabola creativa dell’artista – nato nel 1912 a Mantova e scomparso a Roma nel 1995 – fra i più significativi interpreti dell’astrazione europea: dalla figurazione stilizzante dei Comizi, delle Rovine di Varsavia, delle “Venezie”, all’astrazione “informale” dei Reticoli e dei Desertici, alla geniale creazione delle Superfici lunari, alla giocosa “cartografia” di Itinerari e Arcipelaghi, al sontuoso e sensuale luminismo dei Cangianti. Aprirà il percorso l’opera cronologicamente più precoce presente nell’Archivio Turcato: l’inedito dipinto bifronte del 1928-30, su un lato del quale un giovanissimo Giulio Turcato dipinge un Interno, e sull’altro un Porto. A concludere il percorso, l’ultima opera pittorica di grandi dimensioni di Turcato: Dune, del 1992, la cui straordinaria qualità e raffinatezza testimonia della forza creativa conservata dall’artista fino ai suoi ultimi anni . Prima di questa, la galleria Marchetti aveva dedicato a Turcato personali nel 2008 e nel 2011, e un omaggio in occasione del centenario della nascita nel 2012, all’interno della mostra A partire da Forma 1 – Percorsi nell’astrattismo . Catalogo in galleria (Grafiche Turato Edizioni, Padova).
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Giulio Turcato ha arricchito il ‘900 artistico del proprio inimitabile linguaggio, facendo del colore la ragione di una ricerca inesausta, di una sperimentazione durata sino ai suoi ultimissimi anni di vita. Chiunque si accosti al corpus delle sue opere può rendersi conto che si tratta di un esploratore straordinario, che ha fatto dell’arte il codice per interpretare il mondo in tutti i suoi aspetti, dalla biologia all’entomologia, dalla fisica all’astronomia: tutto per lui diventa occasione per nuove invenzioni di forme e colori che ridefiniscono l’immaginario umano, individuale e collettivo, nel momento stesso in cui interpretano i vari modelli di conoscenza. Tutto ciò risulta evidente nella mostra in programma presso la Galleria Marchetti di Roma a partire dal 15 aprile prossimo: si tratta di 25 dipinti che coprono tutto l’arco della ricerca artistica di Turcato, a partire da un interessante quadro inedito, dipinto tra i sedici e i diciotto anni di età, sui due lati: un Interno borghese e un Porto con barche, che risentono di influssi post-impressionisti e matissiani e testimoniano già, nei luminosi à plat, della fascinazione del giovane artista per il colore; e ancora, a inizio percorso, un prezioso Comizio del 1948, dove il tema socio-politico si svincola dalle regole della riproduzione del reale per spiccare il volo verso un’astrazione libera e policromatica; un Rio veneziano (1948-49) che è piuttosto una sinfonia musicale di linee rette e curve, con delicati tocchi materici, una sorta di controcanto lirico al maestoso Cantiere navale del ’47 (l’anno del manifesto di Forma1), con i suoi echi di neoplasticismo. Negli anni ’50, il maturarsi della ricerca astratta di Turcato ci colpisce in un bellissimo esemplare della celebre serie Rovine di Varsavia del (1950), e ancor di più nell’armoniosa e magica policromia di uno strepitoso Giardino di Mičurin del ‘53. Segno, colore, materia si alternano, si combinano o si fondono , in questo decennio, nella personalissima ricerca informale di Turcato, dando origine ai Reticoli, ai Desertici, ai Segnici, sino ad aprire il nuovo decennio con l’affascinante Nebuloso (1960). Gli anni ’60 vedono il colore-materia di Turcato aprirsi alla nuova dimensione del collage, con opere che dialogano con il Nouveau Réalisme e con il New Dada, come quelle delle celebri serie dei Tranquillanti o de La pelle (di cui sono qui presenti due importanti esemplari del 1962) o lavori come Arcipelago con moneta (1964). Di questi anni è anche la geniale invenzione delle Superfici lunari (quella in esposizione è del 1968), dove la materia primigenia dell’Informale si trasforma nel materiale industriale delle “gommepiume”, per trasfigurarsi però in inedita e lirica cosmologia . Negli anni ’70 si sviluppa il raffinato studio sul cangiantismo dei materiali in rapporto alla luce e al punto di vista dello spettatore, insieme a una sempre più intensa e complessa interazione tra materia, forma e colore , sino ad arrivare agli inediti prodigi cromatici degli anni ’80-’90, che culminano nel finissimo arabesco materico-cromatico di un dipinto come Dune (1992), dove la sapienza tecnica è tutt’uno con lo slancio poetico. Giulio Turcato Viene considerato uno dei più significativi interpreti italiani dell’astrattismo, ma il suo lavoro è assai articolato e complesso: quello che contraddistingue la sua poetica è un “nomadismo interiore” che gli ha permesso di affrontare l’astrazione con radicalità e anticonformismo, con determinazione e lirismo, senza mai rinunciare alla sperimentazione. E’ viva in lui l’aspirazione a un totalizzante universo pittorico, che gli permette di trasformare in pittura ogni cosa toccata dalla sua immaginazione, al di là di ogni discriminante tecnica ed esecutiva. Il demone eterno e sempre mutevole di Turcato è il colore, che ora fa corpo con la materia profonda e densa dell’opera, ora brilla di un timbro dissonante, svelato dalle diverse incidenze della luce. Come scrive lo stesso artista, nel 1977: “ i colori sono la nostra libertà/ investono la materia e la trasformano/ la nostra fantasia è realtà nuova”.
SCHEDA TECNICA
Mostra: Giulio Turcato – Colori mai visti A cura di: S. Pegoraro, con la collaborazione dell’Archivio Giulio Turcato, Roma Sede: Galleria d’Arte Marchetti Indirizzo: Via Margutta 8, 00187 Roma Periodo espositivo: 15 aprile –17 giugno 2021(compatibilmente con eventuali restrizioni anti-Covid) Ingresso: libero (con mascherina correttamente indossata e rispetto della distanza regolamentare tra le persone, nell’osservanza delle norme anti Covid-19)
Catalogo : Grafiche Turato Edizioni, Padova Orari: LU 16.30-19.30 ; MAR-SA 10.30-13.00 / 16.30-19.30 Informazioni: tel. 06 3204863; www.artemarchetti.it , [email protected]






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Tarocchi e arte della divinazione

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  • 11 Aprile 2021

Le carte dei tarocchi sono composte da 78 carte, suddivise 22 arcani maggiori e 56 arcani minori, che a loro volta si dividono in quattro figure di corte (re, regina, paggio e cavaliere) e quelli che sono stati chiamati “semi” (ori, bacchette, spade e calici). Ogni carta ne rappresenta un archetipo diverso, che può essere inerente alla vita di ogni essere umano indipendentemente dalla sua origine, vita sociale o altra condizione.

Prendiamo ad esempio la carta del Matto, l’arcano senza numero. Questa carta rappresenta l’energia iniziale, l’entusiasmo per il nuovo, l’accettazione dell’incertezza e dell’ignoto.  La figura presenta un uomo che intraprende un viaggio con un sacco in spalla, seguito da un cane. Pertanto, ogni arcano, ogni carta, rappresentano sensazioni, processi e sentimenti che riguardano la vita umana.

C’è qualcosa di magico nei tarocchi?

Qui vale la pena riprendere uno dei concetti imprescindibili della cartomanzia: la sincronicità. Questo concetto è stato utilizzato per spiegare perché le carte che meglio corrispondono alle domande che poniamo al cartomante sembrano trovare risposta nei tarocchi.

Un esempio di sincronicità è quando un giorno sogni un amico e quello stesso giorno lo incontri nel pomeriggio. Quando si verificano episodi di sincronicità significa che è stato attivato un potere archetipico. Poiché gli arcani dei tarocchi simboleggiano questi poteri, è comprensibile che stimolino eventi di questo tipo.

L’importanza di contattare un bravo cartomante

Durante i consulti di cartomanzia l’indovino può utilizzare elementi dell’aspetto o del comportamento delle persone per ottenere importanti dati e “guidare” così l’interpretazione dei tarocchi.

Se ti chiedi anche tu perché le carte giuste sembrano uscire al momento giusto, la risposta è che le carte escono casualmente e che è il cartomante le interpreta per fornirti le risposte di cui hai bisogno, dunque egli è soltanto uno strumento tra te ed il mondo divino.  Proprio così, un bravo cartomante ha la capacità di interpretare tutte quelle informazioni!

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I tarocchi: tra storia e psicologia

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  • 11 Aprile 2021

Alcuni dicono che i tarocchi siano uno strumento per leggere il passato, il presente e il futuro; altri pensano che i consulti di cartomanzia siano un mezzo utile per la crescita della persona. Per fare chiarezza abbiamo deciso di indagare sulla loro origine, il loro possibile rapporto con la psicologia e capire cosa legge un cartomante  quando usa le sue carte.

Un semplice gioco di carte

Sebbene l’aspetto più noto dei tarocchi sia quello divinatorio, in realtà essi sono nati come un semplice gioco di carte.

La loro origine è incerta, ma si colloca in Italia, nel corso del XV secolo, come evoluzione dei giochi tradizionali dell’epoca.

Paradossalmente, in questo momento (ovvero quando si iniziava a cercare la luce della ragione e l’ignoranza dell’essere umano iniziava a tramontare) nacque anche l’occulto , un insieme di conoscenze che cercavano di padroneggiare i segreti della natura.

Uno di questi personaggi era Court de Gébelin, che vi vedeva proprietà mistiche, misteriose e divinatorie.

Questo soggetto introduceva l’idea che queste carte venissero usate per la divinazione, che fossero arrivate in Europa con gli “zingari” (che nel suo immaginario avevano l’ aspetto degli indovini), e che ognuno dei quattro semi tradizionali rappresentasse gli stati dell’antico Egitto.

La cartomanzia ha a che fare con la psicologia?

Sicuramente. Nei primi decenni del XX secolo, un medico e psichiatra svizzero (di nome Carl Gustav Jung, un discepolo di Freud) era particolarmente interessato ai tarocchi, ma da un punto di vista diverso da quello divinatorio.

Quest’uomo ha fondato la corrente della psicologia analitica , che racchiude un’intera concezione dell’essere umano e comprende diversi concetti tra i quali, “inconscio collettivo”, “archetipo” e “sincronicità”, che sono stati collegati al funzionamento dei tarocchi .

Jung usa i tarocchi come esempio di come gli archetipi radicati nell’inconscio collettivo possano essere rappresentati in quel mazzo di carte, una sorta di “coscienza universale” a cui hanno accesso tutti gli esseri umani.

Dunque, nei tarocchi si possono essere rappresentati comportamenti, esperienze, sentimenti, eventi che praticamente tutti noi abbiamo vissuto ad un certo punto della nostra vita.

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Economia a rischio surriscaldamento, ecco i tre fattori da tenere d’occhio

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  • 11 Aprile 2021

Surriscaldamento economico, inflazione e alta volatilità. Questi sono i tre fattori che di rischio nell’attuale scenario economico, che sta facendo ancora i conti con la pandemia. Fattori che potrebbero generare un clima di tensione sull’economia globale e sui mercati.

Le minacce per l’economia globale

economia globaleAnzitutto c’è il rischio di surriscaldamento economico. Questo pericolo nasce quando le autorità monetarie e fiscali spingono forte e a lungo il piede sull’acceleratore della crescita. E oggi come oggi non c’è dubbio che lo stiano facendo. Basta pensare al piano di rilancio dell’amministrazione Biden, per un importo di 1.900 miliardi di dollari. Fiumi di denaro che passano nell’economia per cercare di riaccenderla.

E’ già accaduto in passato che ci fossero interventi di questo tipo. Ma il fatto inedito sta nella loro portata attuale. Non solo in termini di cifre impiegate, ma pure di diffusione globale.
Non c’è nessun Paese al mondo che non stia pompando liquidità nel mercato.

Rischio balzo dell’inflazione

Ma un rischio forte è anche quello di far balzare in alto l’inflazione. Se nell’economia gira tanta liquidità, a poco a poco che la ripresa prenderà vigore si eserciterà una forte pressione sui prezzi.
Il punto è che le due cose vanno di pari passo, per cui sarà complicato per le banche centrali capire quando sarà il momento giusto per intervenire (bisogna tenere conto che la trasmissione delle politica monetaria all’economia reale avviene solo dopo un certo lasso di tempo).

Volatilità dei mercati

Infine c’è la volatilità. Con massicce placche di denaro che si spostano verso gli asset più rischiosi, c’è il pericolo che il primo vento contrario si trasformi in tempesta in brevissimo tempo. Alcuni indicatori leading, ossia quelli che anticipano i movimenti di mercato, già evidenziano uno scenario di allerta su tutta l’economia.

Questo pericolo è ancora più forte se si considera uno scenario di spread bassi, dove è più difficile e rischioso cercare opportunità interessanti per chi investe. Diventa più difficoltoso gestire il portafoglio e calibrare i pericoli.
In uno scenario in cui in ogni momento potrebbe esserci una revisione al rialzo delle previsioni d’inflazione, si potrebbe innescare un movimento a cascata su tutte le classi di attivi, con effetti dirompenti.

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L’importanza della sicurezza sul posto di lavoro

La sicurezza sul posto di lavoro è diventata una delle principali priorità per le aziende di tutto il mondo. Poiché i luoghi di lavoro sicuri sono anche più produttivi, i datori di lavoro stanno cercando di trovare nuovi modi per mantenere i loro dipendenti al sicuro e in salute.

La sicurezza dei lavoratori si riferisce alla fornitura di un ambiente di lavoro sicuro, dispositivi e procedure di sicurezza, con il fine ultimo di garantire la salute dei lavoratori.

Nel 2020 la sicurezza sul lavoro è diventata una delle principali preoccupazioni per molti datori di lavoro. Non solo la pandemia COVID-19 sta provocando enormi problemi, ma l’emergere del lavoro a distanza sta rendendo più difficile per i datori di lavoro raggiungere i loro dipendenti in smart working.

Approfondiamo l’importanza della sicurezza sul lavoro da diversi punti di vista:

I DIPENDENTI

I dipendenti apprezzano gli ambienti di lavoro sicuri in quanto questo è un segno che il datore di lavoro ha a cuore il loro benessere. Pertanto, i dipendenti che si sentono sicuri sul lavoro sono anche più fedeli ai loro datori di lavoro e rimangono più a lungo all’interno delle loro aziende.

D’altro canto, coloro che non si sentono al sicuro sono molto più propensi a cercare nuovi datori di lavoro.

FINANZE AZIENDALI

Siccome le aziende hanno l’obbligo di garantire condizioni di lavoro sicure, la mancanze di misure di sicurezza adeguate può anche avere gravi conseguenze legali e finanziarie per i datori di lavoro.

PRODUTTIVITÀ

I dipendenti che si sentono al sicuro nel loro ambiente di lavoro sono anche più produttivi di quelli che hanno un certo livello di ansia e paura a causa dell’insicurezza. L’eliminazione dei rischi sul posto di lavoro consente ai dipendenti di fare sempre del proprio meglio.

REPUTAZIONE AZIENDALE

Le aziende che non investono nella sicurezza sul lavoro sviluppano rapidamente una reputazione negativa che ha un grande impatto sul branding e sugli sforzi effettuati per l’attrazione dei talenti. Inoltre, i clienti dell’azienda, i competitors e il pubblico in generale spesso percepiscono tali società come poco professionali.

Come conseguenza, meno dipendenti fanno domanda per entrare in azienda e i lavoratori più qualificati spesso cercano lavoro altrove.

Quali sono le migliori pratiche da mettere in atto per avere una maggiore sicurezza sul posto di lavoro?

Le aziende con dipendenti ad alto rischio di infortunio, spesso dispongono di strategie di sicurezza sul lavoro ben progettate. Poiché sono consapevoli delle conseguenze del trascurare la sicurezza sul lavoro, comprendono che avere un buon piano può migliorare in modo significativo la salute, la sicurezza e il benessere dei loro dipendenti.

Diamo uno sguardo ad alcune delle migliori pratiche per garantire condizioni di lavoro sicure.

1. Identificare tutti i rischi per la sicurezza sul lavoro.
2. Definire le politiche di sicurezza e ricordare ai dipendenti di seguirle.
3. Mantenere i dipendenti istruiti e aggiornati sulle norme di sicurezza.
4. Designare un rappresentante dei lavoratori per la salute e la sicurezza.
5. Incoraggiare il coinvolgimento e la partecipazione dei dipendenti.
6. Consentire un facile accesso a documenti e informazioni.
10. Riconoscere coloro che seguono le regole e i regolamenti.

In passato, i documenti sulla sicurezza sul lavoro erano spesso conservati in raccoglitori cartacei ed era impossibile mantenere le informazioni sempre aggiornate e accessibili a tutti coloro che ne avevano bisogno. Inoltre, era estremamente difficile creare e distribuire contenuti accattivanti che i dipendenti avrebbero letto.

Con l’avanzamento della tecnologia, non è più così. Oggi è molto più semplice garantire che le informazioni sulla sicurezza siano sempre aggiornate e immediatamente accessibili ai dipendenti a rischio, grazie ad email, messaggi, app aziendali.

Anche se ogni ambiente di lavoro è diverso e le funzioni dei dipendenti variano drasticamente, ci sono alcuni suggerimenti per la sicurezza sul lavoro che sono comuni a tutti i datori di lavoro.

Ecco alcuni suggerimenti per te:

1. Sii consapevole delle tue responsabilità legali.
2. Impegnati a mantenere la salute e la sicurezza sul lavoro sempre in primo piano.
3. Acquisisci familiarità con tutte le potenziali situazioni pericolose sul posto di lavoro.
4. Rivedi spesso le politiche e procedure di sicurezza.
5. Tieniti informato con gli aggiornamenti sulla sicurezza dell’azienda.
6. Identifica, valuta e gestisci i pericoli sul posto di lavoro.
7. Informa, forma e supervisiona i tuoi dipendenti sulle pratiche di sicurezza.
8. Garantisci che gli incidenti siano segnalati, registrati e indagati.
9. Condividi le tue preoccupazioni con i dipendenti.
10. Assicurati di essere preparato per le emergenze.

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Guida alla gestione degli affitti brevi

Hai un appartamento da mettere in affitto? Decidere se affittare il tuo appartamento a breve termine su una piattaforma come Airbnb o se cercare inquilini a lungo termine può essere una scelta difficile.

Da un lato, puoi aspettarti un numero di richieste più alto con gli affitti a breve termine, tuttavia, si tratta spesso di affitti stagionali e, soprattutto, la gestione degli affitti a breve termine richiede un certo coinvolgimento nella gestione da parte del proprietario.

Le persone si aspettano un servizio eccellente ed un esperienza di qualità quando affittano un appartamento su Airbnb. Dopotutto, sono in vacanza, e una recensione negativa può causare un danno drastico al tuo business.

Quindi, prima di creare i tuoi account su Airbnb, Booking o Homeaway, devi porti alcune domande:

– Hai tempo a sufficienza per offrire un servizio che possa considerarsi eccezionale?
– Vivi vicino al tuo appartamento?
– Sei contattabile a qualsiasi ora?
– L’appartamento si trova vicino a una popolare meta turistica?
– La tua proprietà è adatta allo smart working?
– È provvista di WiFi?
– È arredata, ben tenuta e pulita?

Una volta deciso che la tua proprietà e il tuo stile di investimento sono adatti all’affitto a breve termine, eccoti alcuni suggerimenti per gestire un appartamento su Airbnb e piattaforme simili.

1) STUDIA LA DISCIPLINA FISCALE

Essere un proprietario comporta alcune normative fiscali vantaggiose. Tuttavia, non conoscere la legge, potrebbe portarti a ricevere delle sanzioni.

Ai sensi della legge n.50/2017, gli affitti brevi non devono avere una durata superiore ai 30 giorni. Dunque non può essere ritenuto affitto di breve durata il contratto stipulato con un conduttore e rinnovato in modo da superare i 30 giorni nell’arco di un anno.

Non tutti i contratti di locazione di breve durata, però, possono essere ritenuti locazioni brevi. La normativa vigente stabilisce infatti che il contratto sia stipulato tra persone fisiche e che la locazione avvenga per meri fini residenziali. Sono escluse quindi le locazioni che rientrano nell’esercizio di impresa ed immobili che non si trovino sul territorio italiano.

2) UN SERVIZIO ECCEZIONALE È IL CUORE DEL TUO BUSINESS

La prima regola degli affitti per le vacanze è che un affitto a breve termine vive e muore in base alle recensioni che riceve. Le recensioni negative vedranno aumentare i giorni vacanti e diminuire l’importo giornaliero che puoi addebitare.

Cose semplici, come consigli sulle cose da fare nelle vicinanze, i migliori eventi locali, i migliori ristoranti e una mappa con l’indicazione del supermercato più vicino, aiuteranno i tuoi ospiti a godersi meglio il soggiorno.

Inoltre, un piccolo regalo di benvenuto è un’altra cosa che i migliori host includono nel servizio. Può trattarsi di cibo, oppure una guida turistica con un biglietto allegato.

3) TIENI D’OCCHIO LE SPESE

Ricordati che avrai le utenze da pagare, le spese di pulizia, i costi di manutenzione e possibili imprevisti. E non dimenticare che le piattaforme come Airbnb chiedono la loro quota per il servizio.

Ogni spesa deve essere contabilizzata e deve avere una motivazione razionale.

Immagina di dover spiegare ogni singola spesa a un partner commerciale. Un giorno, lui ti viene a chiedere perchè hai speso 500 Euro per lenzuola e cuscini. Come la metti?

Sebbene tu voglia offrire ai tuoi ospiti un alto livello di esperienza, dovresti bilanciarlo attentamente con il tuo reddito per ottenere un flusso di cassa positivo.

Ricordati che il tuo obiettivo è guadagnare.

4) MANTIENI L’APPARTAMENTO IN BUONE CONDIZIONI

Questo punto sembrerebbe abbastanza semplice. Ma analizziamo comunque uno scenario… sarà divertente.

“Stai andando in vacanza. Sei emozionato perchè è la prima volta che riesci a partire con la tua famiglia dopo numerosi mesi di lockdown. Inoltre, l’Airbnb che hai prenotato, dalle immagini, sembra davvero fantastico.
Guidi per qualche ora con i bambini che chiacchierano e fanno chiasso sul sedile posteriore della macchina.
Finalmente, Google Maps ti porta a destinazione. C’è una cassetta di sicurezza con le chiavi. La apri, entri in casa e una sensazione di depressione ti colpisce allo stomaco.
La tua famiglia entra dopo di te e il chiacchiericcio eccitato che è durato per ore si attenua in un silenzio minaccioso.
La mancanza di pulizia e il disordine di questo appartamento hanno, senza dubbio, rovinato la tua vacanza.
La rabbia prende il posto della depressioni. Decidi che farai tutto il possibile per assicurarti che questo non accada a un altro vacanziere entusiasta.
Ora la tua missione, il tuo unico scopo, è quello di descrivere tutta la tua rabbia in una lunga recensione.
Ma non basta. Contatti anche Airbnb per lamentarti del cattivo stato dell’appartamento che hai affittato.”

Non credere che si tratti di un esempio estremo. Ci sono molti casi come questo.

Penso di aver chiarito il punto a sufficienza: mantieni la proprietà pulita e in ordine, oppure subisci l’ira degli ospiti scontenti (e di Airbnb in seconDa battuta).

5) ADDEBITA TARIFFE COMPETITIVE

Stabilire il prezzo dell’affitto di un appartamento è sempre una sfida. Molte cose possono determinare l’importo dell’affitto: i servizi, la posizione, la metratura e altro ancora.

Per determinare l’importo da addebitare potrebbero essere necessari un pò di tentativi ed errori e potrebbe anche essere necessario modificare il prezzo a seconda della stagione.

Ti consigliamo di fare alcune ricerche di mercato complete. Guarda le proprietà simili alla tua pubblicate sul tuo stesso portale (Airbnb in questo caso) e utilizza le loro tariffe come linea guida.

6) LE FOTOGRAFIE SONO ESSENZIALI!

Avere ottime fotografie è fondamentale. Vale la pena usare una buona macchina fotografica, con il grandangolare, o anche assumere un fotografo professionista se necessario.

Ecco solo tre statistiche che dimostrano quanto sia importante avere fotografie di qualità:

– Il 60% delle persone fa clic su un appartamento solo se è presente un immagine.
– Le pagine con molte immagini ottengono il 94% di visualizzazioni in più.
– Gli ospiti trascorrono il 60% del loro tempo nella ricerca di proprietà guardando le immagini.

Assicurati di avere delle buone fotografie per mostrare al meglio i punti di forza della tua proprietà.

7) UTILIZZA UN SOFTWARE PER LA GESTIONE DEGLI IMMOBILI

Puoi affidare la gestione del tuo appartamento in affitto a una società professionale.

Le società di gestione affitti turistici utilizzano piattaforme software che automatizzano le infinite funzioni di tipo burocratico, la sincronizzazione con i più importanti canali di prenotazione online (come Airbnb, HomeAway, Booking o Trivago), la gestione contabile e la domotica.

In questo modo non dovrai pensarci di persona, ma potrai concentrarti sull’accoglienza degli ospiti e l’espansione del suo business.

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CDP a supporto del Comune di Palma di Montechiaro (AG) per l’efficientamento energetico

Un risparmio di oltre 400mila euro annuali è il risultato atteso dagli interventi finanziati da Cassa Depositi e Prestiti nel Comune di Palma di Montechiaro, in provincia di Agrigento.

Cassa Depositi e Prestiti

Sostenibilità: i dettagli dell’accordo tra Cassa Depositi e Prestiti e Palma di Montechiaro

Volano per lo sviluppo e la ripartenza del Paese, la sostenibilità rappresenta un fattore cruciale nella strategia e nell’operatività di Cassa Depositi e Prestiti. Lo dimostrano anche le iniziative intraprese dal Gruppo per promuovere soluzioni che garantiscano il risparmio energetico tramite l’efficientamento e l’uso consapevole delle risorse. In quest’ottica si inserisce il recente progetto avviato da CDP insieme al Comune di Palma di Montechiaro (AG), che prevede un finanziamento del valore complessivo di 5,5 milioni di euro da destinare alla riqualificazione energetica e gestionale degli impianti di pubblica illuminazione, oltre che all’integrazione dei servizi di smart city e smart metering. Nello specifico, l’iniziativa finanziata da Cassa Depositi e Prestiti è finalizzata all’ammodernamento degli impianti per migliorarne l’efficienza energetica, promuovendo al contempo il rispetto degli standard di sicurezza e il contenimento dell’inquinamento luminoso.

Cassa Depositi e Prestiti: l’impegno per lo sviluppo economico sostenibile

Il contributo fornito da Cassa Depositi e Prestiti al Comune di Palma di Montechiaro permetterà inoltre di integrare nuovi dispositivi e sistemi di sensoristica ambientale, tra cui le funzionalità smart city e smart metering. Gli interventi previsti consentiranno un risparmio energetico previsto ogni anno in oltre 1 milione e 800mila KWh, con una diminuzione in percentuale pari al 66%. Il risparmio complessivo che ne deriva non è da poco in termini economici: gli interventi di efficientamento e ammodernamento si tradurranno infatti in più di 400mila euro risparmiati annualmente dalle casse del Comune siciliano. L’iniziativa sottolinea l’attenzione profusa dal Gruppo Cassa Depositi e Prestiti nei confronti dei principi della sostenibilità, sia in termini ambientali che economici e sociali: un impegno testimoniato anche dal Bilancio di Sostenibilità pubblicato da CDP dal 2019, che pone l’accento sui risultati raggiunti dal Gruppo in tema di sostenibilità.

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Economia circolare: l’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini ai microfoni di Radio 1

“L’anno che abbiamo passato ci ha dato un segnale: ci ha spiegato che i temi dell’economia circolare e della transizione energetica non sono sicuramente più rinviabili”:così l’AD e DG Renato Mazzoncini intervistato da Giancarlo Loquenzi di Zapping Radio 1.

Renato Mazzoncini direttore A2A

A2A, Renato Mazzoncini: porre la transizione energetica al centro degli sforzi

È necessario considerare gli investimenti in ambito sostenibilità ed economia circolare come una priorità per accelerare il passo della transizione energetica: è Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, a lanciare un messaggio in tal senso nel corso dell’intervista rilasciata ai microfoni di “Zapping”, programma radiofonico condotto da Giancarlo Loquenzi su Radio 1. L’obiettivo è quello di far sì che “le risorse naturali che noi utilizziamo oggi, quindi terra, acqua, aria e tutte le risorse del pianeta, vengano effettivamente utilizzate in modo circolare e non vengano consumate”. Il tema è di cruciale importanza ed è al centro delle agende nazionali ed europee: verso tale direzione si dirigono infatti il Recovery Fund e il NextGenerationEU, strumenti che l’UE ha predisposto per incentivare la ripresa e che destinano una gran parte di risorse per accelerare la transizione green. “Risorse molto ben spese perché consentono di entrare in un’ottica di economia circolare”, ha sottolineato Renato Mazzoncini nel corso dell’intervento.

L’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: solare, eolico e idrogeno per la decarbonizzazione

Una svolta, quella verso la sostenibilità, su cui non è più possibile temporeggiare e che richiede apporti significativi dal mondo istituzionale, imprenditoriale e da quello della società civile. “Siamo in una situazione in cui non abbiamo alternative: il nostro pianeta ha risorse che si stanno esaurendo. Non possiamo andar avanti in questa situazione”, ha rimarcato Renato Mazzoncini durante l’intervista, aggiungendo “dobbiamo preservare le risorse del pianeta e saper usar bene l’energia, per essere in grado di ragionare in un’ottica di circolarità”. Ma in quali ambiti è necessario dunque indirizzare gli sforzi in Italia? “Dobbiamo investire in rinnovabili, quindi in impianti fotovoltaici ed eolici”, ha spiegato l’AD e DG di A2A, evidenziando inoltre come sia rilevante investire nelle batterie e idrogeno perché questo consente di avere flessibilità in materia di immagazzinamento dell’energia. E proprio sul tema dell’idrogeno aggiunge: “Queste fonti rinnovabili producono molta energia in momenti in cui magari non serve, che viene ceduta alla rete a prezzi bassissimi e in orari non di punta”. In tali situazioni è interessante valutare la possibilità di produrre idrogeno, perché questo “può servire come accumulo di energia”, ha sottolineato Renato Mazzoncini al termine dell’intervista.

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Siderurgia: i dettagli del nuovo ordine di Gruppo Danieli dalla Turchia

Dopo l’annuncio dell’interesse di Gruppo Habas verso Danieli & C. Officine Meccaniche, arriva la notizia di un nuovo ordine dalla Turchia: la tecnologia dell’azienda di Buttrio continua a riscuotere interesse internazionale.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: il nuovo ordine in Turchia

Gruppo Danieli, la multinazionale di Buttrio che occupa una posizione di primo piano nel panorama mondiale siderurgico, si è aggiudicato un nuovo importante ordine dalla Turchia. La notizia si apprende dal sito internet di Icdas Celik. Si tratta di attività di costruzione, produzione di calcestruzzo, energia e servizi minerari. Il gruppo turco ha confermato la sua preferenza per la tecnologia del Gruppo Danieli e ha ordinato una terza linea di trafilatura che dovrà essere installata a Biga. Nella stessa location già dal 2005 sono in funzione altre due trafilature prodotte dal Gruppo Danieli. Il produttore punta con questa nuova commessa ad aumentare la propria quota di mercato relativa al segmento delle bobine di cavi, ma anche ad aggiungere al portafoglio prodotti dei gradi di acciaio più avanzati. La linea dovrebbe essere avviata entro il secondo trimestre del prossimo anno.

Gruppo Danieli, è previsto un 2021 in crescita

Allo stesso tempo Mediobanca ha confermato il rating neutral per Gruppo Danieli, con un target price a 17,50 euro sul titolo. Attualmente la banca d’affari prevede un fatturato pari a 2,826 miliardi di euro per il 2021, mentre nel 2020 erano previsti 2,803 miliardi. Si punta a una crescita dell’utile netto che passerebbe da 63 milioni dello scorso anno ai 70 previsti per il prossimo. Il rapporto prezzo/utile dovrebbe essere pari a 13,6 volte l’anno venturo da 12,2. Oltre al nuovo ordine in Turchia, la scorsa settimana anche il Gruppo Habas ha contattato la multinazionale italiana per rifornire la sua nuova linea di cavi e sistemi elettrici e di automazione, oltre a dichiararsi molto interessata ai pacchetti tecnologici di Gruppo Danieli. La nuova linea di prodotti a vergella verrà installata nell’acciaieria di Aliaga. L’inizio dei lavori, in questo caso, è previsto per il terzo trimestre del 2021.

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La carriera di Roberto Casula, manager di Eni

Roberto Casula è stato responsabile delle attività tecniche, operative, di progetto e di ricerca e sviluppo in Eni S.p.A., Gruppo per il quale ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità negli anni.

Roberto Casula

Roberto Casula: i principali step della carriera

Nato a Cagliari, Roberto Casula si laurea in Ingegneria Mineraria presso l’università della sua città e viene abilitato alla professione dopo aver superato l’esame di Stato. Nel 1988 dà inizio alla sua carriera in Agip S.p.A. con il ruolo di Reservoir Engineer. È l’inizio di un’esperienza trentennale nell’azienda, che lo vede crescere in ruoli e mansioni di sempre maggior rilevanza. Il suo ingresso in Eni e la sua ascesa professionale nel Gruppo iniziano nei primi anni 2000. Roberto Casula ha ricoperto la carica di Chief Development, Operations and Technology Officer di Eni S.p.A., ruolo che lo ha portato a svolgere il ruolo di responsabile delle attività tecniche, operative e di progetto, nonché di ricerca e sviluppo.

Roberto Casula: guardare al futuro dell’approvvigionamento energetico

Grazie all’esperienza maturata nel corso della sua carriera, Roberto Casula si è spesso occupato di tematiche importanti come il rifornimento del gas e le future prospettive in termini di approvvigionamento energetico. In qualità di Chief Development, Operations and Technology Officer di Eni S.p.A. è intervenuto in diversi ambiti internazionali mostrando la sua vision a livello globale su questi argomenti. È sempre auspicabile l’unificazione della pluralità dei mercati del gas oggi presenti in Europa: la frammentazione comporta disomogeneità nell’approvvigionamento delle materie prime, con conseguenti difficoltà di trasporto e perdite a livello economico. Roberto Casula si è inoltre occupato in diverse occasioni delle potenzialità del continente africano, che va supportato attraverso una collaborazione biunivoca che comporti la crescita del territorio attraverso importanti investimenti. Altro punto cardine resta la necessarietà del gas come alternativa al carbon fossile, di grande aiuto per il diffondersi delle rinnovabili.

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Italgas, il bilancio 2020: l’analisi dell’AD Paolo Gallo

Il focus dell’Amministratore Delegato Paolo Gallo sui risultati 2020: Italgas è riuscita a fronteggiare la più grave crisi globale dal dopoguerra grazie all’efficacia delle scelte strategiche assunte negli anni scorsi.

Paolo Gallo

Italgas, il CdA approva i risultati 2020: la soddisfazione dell’AD Paolo Gallo

Italgas non si è fermata nell’anno della pandemia. Lo dicono i risultati approvati lo scorso 11 marzo dal CdA, come evidenziato dall’Amministratore Delegato Paolo Gallo: “L’emergenza sanitaria e gli effetti fortemente penalizzanti della nuova regolazione tariffaria non hanno intaccato il percorso di trasformazione e sviluppo che oggi vede Italgas archiviare un altro anno all’insegna della crescita”. La capacità di reazione di Italgas emerge dalla lettura di tutti gli indicatori finanziari e non-finanziari: “Abbiamo conseguito un EBITDA adjusted di 971,4 milioni di euro, in crescita del 7% rispetto al 2019, e siamo riusciti a contenere i pesanti effetti della Delibera n. 570/2019/R/gas sull’Utile Netto, riportando un risultato di 345,4 milioni di euro in linea con quello dello scorso anno”. In crescita anche gli investimenti, nonostante il periodo di lockdown, che si attestano intorno ai 780 milioni di euro (+5% rispetto al 2019): “Questi risultati sono stati resi possibili dal processo di trasformazione digitale, avviato nel 2017 e tuttora in corso, che ha permesso al Gruppo di remotizzare buona parte della attività continuando a garantire i servizi essenziali agli oltre 7,7 milioni di clienti operando in totale sicurezza”, ha spiegato l’AD Paolo Gallo. Sulla base dei risultati 2020, il CdA di Italgas ha deciso di proporre all’Assemblea degli Azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,277 euro per azione (+8,2% rispetto al 2019).

Paolo Gallo: il percorso di trasformazione e sviluppo di Italgas non è stato intaccato nel 2020

Abbiamo saputo fronteggiare la più grave crisi globale dal dopoguerra grazie alle scelte strategiche assunte negli anni scorsi”, ha sottolineato l’AD Paolo Gallo commentando la performance 2020 del Gruppo. “Le importanti applicazioni, sviluppate nella Digital Factory di Italgas, sono l’esempio più efficace di come il digitale e tecnologie quali l’intelligenza artificiale, il machine learning e la realtà aumentata abbiano elevato il livello di efficienza delle nostre attività”: fondamentale in quest’ottica sono state le ore di formazione per il personale incentrate sull’impiego di nuovi strumenti digitali. “Sul piano operativo, nonostante il prolungato fermo imposto ai cantieri, sono proseguite le attività per l’estensione, la manutenzione e la digitalizzazione del network su tutto il territorio italiano”: l’AD Paolo Gallo ha ricordato in merito quanto fatto in Sardegna, portata a diventare “il principale incubatore di una nuova generazione di infrastrutture destinata a cambiare il volto della distribuzione del gas in Italia ed in Europa e a contribuire in maniera determinante alla transizione energetica”. Nella regione Italgas ha completato circa l’80% dei 1.100 km di reti in progetto: “Reti native digitali che si preparano ad accogliere anche gas diversi dal metano, come idrogeno, biometano e metano sintetico”. E in futuro “innovazione tecnologica, investimenti, presenza capillare sul territorio e sostenibilità continueranno a essere i nostri driver principali per la creazione di valore per gli azionisti e per le comunità in cui operiamo, nella prospettiva di contribuire attivamente al processo di decarbonizzazione dell’economia e di contenimento delle emissioni fuggitive di metano, in coerenza con le indicazioni della Commissione Ue per i DSO del gas, ritenuti attori essenziali della transizione energetica”.

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UNITRE MILANO – Conferenza del 9 aprile 2021 “EVOLUZIONE, CAUSA SUFFICIENTE E LIBERO ARBITRIO”

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una conferenza dal tema molto attuale: EVOLUZIONE, CAUSA SUFFICIENTE E LIBERO ARBITRIO” in programma per venerdì 9 aprile  2021 alle ore 17:15.

La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotta Relatrice:   Prof.ssa Barbara PIOZZINI (PURDUE UNIVERSITY NORTHWEST HAMMOND <USA> /UNITRE MILANO) con- Presentazione del Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 8 aprile 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

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Il Data Protection Officer e la costruzione del sistema privacy

Comunicato Stampa

Il Data Protection Officer e la costruzione del sistema privacy

 

Dal 4 al 6 maggio 2021 un corso in videoconferenza permetterà di vivere un’esperienza concreta e operativa relativa all’approccio alla protezione dei dati personali all’interno di una realtà imprenditoriale.

 

Il Regolamento UE 2016/679 del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali nonché alla libera circolazione di tali dati, ha cambiato in questi anni le modalità di gestione delle informazioni personali per aziende e professionisti. E una delle sue principali novità è stata la richiesta di designazione di una nuova figura di responsabile della protezione dei dati personali, il Data Protection Officer (DPO).

 

Tuttavia per comprendere e applicare queste novità, per conoscere le potenzialità di questo nuovo ruolo e le dinamiche di una efficace protezione dei dati personali sono necessari strumenti innovativi di condivisione delle esperienze pratiche. Ad esempio tecniche formative simulative come il role playing che permette ad un gruppo di persone di svolgere, per un tempo limitato, il ruolo di attori, riproducendo situazioni che hanno una forte attinenza con situazioni reali. Uno strumento che permette di far emergere emozioni e rendere più consapevoli i partecipanti della reale portata dei problemi e dei modi corretti ed efficaci di affrontarli.

 

Esistono delle realtà formative per affrontare e conoscere il ruolo del Data Protection Officer nella costruzione del sistema privacy? Ci sono percorsi formativi innovativi che permettono di vivere un’esperienza operativa in materia di privacy e protezione dei dati personali?

 

Il DPO incontra l’impresa: impostazione del “sistema privacy”

Per far acquisire utili competenze mediante la condivisione di esperienze pratiche l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza un corso di 10 ore dal titolo “Il DPO incontra l’impresa: impostazione del “sistema privacy”. Roleplay esperienziale”. Il corso si terrà in videoconferenza, una formazione a distanza attualmente equiparata alla formazione in presenza, nei giorni 4, 5 e 6 maggio 2021.

 

Durante il percorso formativo e attraverso un gioco di ruolo, i partecipanti vivranno un’esperienza concreta e operativa dell’approccio alla protezione dei dati personali all’interno di una realtà imprenditoriale.

I partecipanti, suddivisi in due gruppi di lavoro, dovranno interpretare il ruolo loro assegnato (funzioni aziendali) sulla base di un canovaccio che sarà consegnato a inizio lavori; il DPO incaricato dovrà guidarli al meglio, con l’obiettivo di costruire il “sistema privacy” dell’impresa.

 

Ciascun gruppo sarà affiancato da un docente con il ruolo di facilitatore d’aula. Sulla base dei materiali prodotti, alla conclusione delle attività ciascun gruppo racconterà all’aula la propria esperienza: il DPO presenterà la propria analisi, l’individuazione dei gap e concorderà con il gruppo il conseguente piano di lavoro sulla base delle priorità individuate; i partecipanti, dopo aver eseguito al meglio le attività concordate con il DPO, illustreranno i “documenti privacy” di propria competenza. È previsto che parte del lavoro operativo assegnato sia svolto dai partecipanti in autonomia nelle ore pomeridiane.

 

Il regolamento europeo e i compiti del Data Protection Officer

Il Data Protection Officer (DPO) è un professionista coinvolto in tutte le questioni inerenti alla protezione ed alla tutela dei dati personali. Il suo compito è di supervisionare la protezione dei dati personali delle organizzazioni in cui è inserito.

Il DPO, che può essere un dipendente dell’azienda o un consulente esterno, grazie alle proprie competenze professionali e munito dei poteri commisurati all’incarico, mette dunque in atto le direttive in merito al trattamento dei dati personali, vigilando sul rispetto delle leggi, fornendo indicazioni circa le attività necessarie e controllando il loro corretto svolgimento.

Questo professionista deve avere una profonda padronanza del funzionamento dell’azienda e delle relazioni tra le sue diverse funzioni, deve saper interagire efficacemente con il vertice e con i dipendenti dell’azienda, deve saper gestire i rischi e capire quando è il caso di avvalersi di un supporto per risolvere problemi che richiedono competenze specialistiche.

 

Le informazioni sul nuovo corso sul sistema privacy aziendale

Il corso di 10 ore “Il DPO incontra l’impresa: impostazione del “sistema privacy”. Roleplay esperienziale” si terrà dunque in videoconferenza nelle seguenti date e orari:

– 4 maggio 2021: dalle 9:00 alle 12:00

5 maggio 2021: dalle 9:00 alle 12:00

6 maggio 2021: dalle 9:00 alle 13:00.

 

Il requisito per la partecipazione al corso è la conoscenza della normativa vigente e l’esperienza professionale sulle problematiche connesse al trattamento dei dati personali all’interno delle organizzazioni, maturata a vario titolo (nel ruolo di consulente, DPO, referente privacy).

 

I docenti del corso sono:

  • Paola Limatola: DPO certificata, consulente con esperienza pluriennale in tematiche relative il trattamento dati personali e organizzazione aziendale.
  • Sebastiano Plutino: DPO certificato, consulente aziendale in Sistemi di gestione, esperto in organizzazione aziendale e strutturazione di processi operativi
  • Giuseppe Galgano: DPO certificato, manager con esperienza pluriennale in tematiche di protezione dei dati e formazione.

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Coordinatori alla sicurezza e Formatori qualificati area 1. Il corso è valido anche per il Registro Consulenti AiFOS ambito “organizzazione e gestione risorse umane”.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/il_dpo_incontra_l_impresa_impostazione_del_sistema_privacy

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

08 aprile 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Rilevatore di monossido di carbonio a batteria BETA 762CO: nessuna fuga di gas con la sicurezza Geca

La protezione dell’ambiente domestico richiede un monitoraggio che sia costante e affidabile: il rilevatore di monossido di carbonio Beta 762CO è la soluzione di Geca per controllare ed evitare pericolose perdite di gas negli impianti di casa. Da oltre trent’anni in prima linea nel settore impiantistica e sicurezza, Geca è azienda leader nella produzione di termostati e rilevatori di gas e fa della tutela la propria missione, con strumenti di massima efficienza nel segnalare le anomalie.

Il rilevatore Beta 762CO sfrutta un sensore a cella elettrochimica per garantire sensibilità e precisione nel controllo dell’aria ed evitare falsi allarmi. Il sensore ha una durata di vita di oltre sei anni ed è in grado di funzionare regolarmente fino a temperature di 45°C e -10°C, fornendo un monitoraggio preciso e continuato di massima affidabilità.

Un intuitivo sistema di notifica a luci led rende le segnalazioni di Beta 762CO chiare e immediate: non appena la concentrazione di monossido nell’aria supera una delle tre soglie d’intervento preimpostate, il rilevatore indica rapidamente la presenza di gas nella stanza  con un avviso ottico e un segnale acustico.

Le eccellenti prestazioni sono confermate anche dalla sicurezza aggiunta dell’automonitoraggio: Beta 762CO è provvisto di un sistema di autoanalisi in grado di segnalare immediatamente eventuali guasti o anomalie, oltre che di un avviso ottico per indicare la necessità di sostituire il dispositivo al termine del periodo consigliato per la migliore garanzia di protezione.

BETA 762CO, la cui batteria ha una vita stimata superiore a ai 6 anni, si rivela pratico e a prova di blackout della rete elettrica, inoltre, proprio per la mancanza di necessità di un cablaggio alla rete, può essere posizionato ovunque.

 

GECA S.r.l. – Via E. Fermi, 98, 25064 Gussago (BS) – Tel. +39 030 3730218 – Fax +39 030 3730228 – E-mail: [email protected] www.gecasrl.it

Ufficio Stampa – Studio Binaschi – Ripa di Porta Ticinese, 39, 20143 Milano – Tel. 02.36699126 www.studiobinaschi.it

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Professional Bettor

professional bettor

Probabilmente, il sogno di qualsiasi scommettitore è quello di riuscire a vincere in maniera sistematica alle scommesse sportive ed essere in grado di generare un reddito mensile costante. Se ti stai chiedendo se sia effettivamente possibile riuscire a guadagnare con le scommesse sportive la risposta è sì, ma per riuscirci è imprescindibile adottare una strategia che sia veramente efficace.

Per far ciò, una buona tecnica è quella di andare ad individuare quelle quote che effettivamente offrono un vantaggio matematico per quel che riguarda le probabilità che quell’evento accada veramente.

Gli errori dei bookmakers

Si tratta dei classici errori che i bookmakers commettono (sul sito Professional Bettor puoi approfondire questo argomento) il che è in grado di regalarti una assoluta posizione di vantaggio nei loro confronti.

Si tratta proprio di una strategia in grado di consentirti di ottenere dei guadagni interessanti in maniera molto più probabile. Quel che devi fare è dunque andare a scommettere in maniera mirata mettendo da parte l’istinto del momento e tutte quelle sensazioni che non derivano da una analisi accurata dei dati ma semplicemente da ciò che pensi possa accadere.

 

Sfrutta a tuo vantaggio la matematica

Dunque le scommesse vincenti sono proprio quelle che riescono a utilizzare a proprio vantaggio la matematica ai danni dei bookmakers, probabilmente la strategia più efficace. Chiaramente riuscire ad individuare eventuali errori da parte degli allibratori richiede da parte tua il dover consultare le quote su tantissime piattaforme diverse e metterle a confronto in maniera tale da riuscire ad individuare quelle più profittevoli per te.

Chiaramente si tratta di una operazione difficile se non impossibile da effettuare a mano per il tempo che richiede. Meglio invece dotarsi degli strumenti giusti che consentono di mettere facilmente a paragone tra loro le quote e tutte le variazioni, così da consentirti di individuare in maniera assolutamente rapida e precisa quelle che sono eventuali falle che possono diventare oggetto di guadagno per te.

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“Storie di umanità. Fotografi per Medici Senza Frontiere” Al via la prima edizione dell’Open Call per fotografi under 30

 Si aprono oggi le iscrizioni alla prima edizione dell’Open Call di fotografia “Storie di umanità. Fotografi per Medici Senza Frontiere”, lanciata dall’organizzazione medico-umanitaria nell’ambito delle iniziative dedicate alla celebrazione del suo cinquantesimo anniversario e realizzata in collaborazione con il festival internazionale di visual narrative Cortona On The Move

Il contest, rivolto a fotografi amatoriali e professionisti residenti in Italia di età compresa tra i 18 e i 30 anni, intende promuovere una riflessione collettiva sulla solidarietà e l’attenzione verso i più vulnerabili attraverso la fotografia. “Storie di umanità” è un tema ampio che permetterà ai partecipanti di esprimere con la massima libertà espressiva il proprio punto di vista sulla condizione umana e l’aiuto tra persone.

La giuria, composta da Arianna Rinaldo, direttrice artistica Cortona On The Move; Renata Ferri, photo editor di Io Donna/Corriere della Sera; Rosy Santella, photo editor di Internazionale; Francesca Mapelli, direttrice comunicazione MSF; Giuseppe La Rosa, multimedia content manager MSF, premierà tre fotografi con l’incarico di realizzare un reportage per documentare il lavoro di MSF sul campo. Il primo classificato potrà documentare un progetto in uno degli 87 Paesi dove opera MSF, mentre il secondo e il terzo visiteranno i progetti in Italia.

Quando una notizia non è presente sui media e sui social, non lo sono neanche le popolazioni vittime di violenze, conflitti ed epidemie. Curare e testimoniare sono elementi fondamentali del DNA di MSF, che da sempre collabora con il mondo della fotografia per rappresentare emergenze vicine o lontane e portarle all’attenzione del pubblico, attraverso un linguaggio coinvolgente come l’immagine” dichiara Giuseppe La Rosa, multimedia content manager di MSF

Da sempre il festival internazionale di visual narrarive Cortona On The Move ospita storie che raccontano il mondo contemporaneo nella sua complessità e nelle sue contraddizioni. La collaborazione con Medici Senza Frontiere ci rende molto orgogliosi e rappresenta un riconoscimento importante al lavoro fatto negli anni. Siamo felici di dare la possibilità a fotografi under 30 di mettere alla prova il loro talento in contesti di difficile accesso come quelli in cui opera Medici Senza Frontiere” dichiara Antonio Carloni, Direttore di Cortona On the Move.

Le iscrizioni sono aperte dal 6 aprile al 5 giugno 2021. 

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Finance: profilo formativo e professionale di Maurizio Tamagnini, AD di FSI

Ha gestito oltre un centinaio di operazioni di finanza straordinaria, private equity, debito ed equity in più di trent’anni di carriera: il ritratto professionale di Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI.

Maurizio Tamagnini

FSI: la carriera internazionale del CEO Maurizio Tamagnini

È l’attuale Amministratore Delegato e Direttore Generale di FSI. Maurizio Tamagnini, nato a Rimini nel 1965, si è costruito un percorso professionale di stampo internazionale. In oltre trent’anni di carriera ha gestito più di un centinaio di operazioni di finanza straordinaria, private equity, debito ed equity, lavorando a New York, Londra e a Milano. Opera inoltre nel Consiglio di Sorveglianza di STMicroelectronics di cui dal 2020 è Presidente (precedentemente aveva ricoperto questa carica dal 2014 al 2017) e nell’Advisory Board di RDIF – Fondo Sovrano Russo, del Business Forum Italia-Francia, del Comitato Esecutivo del Business Forum Italia-Cina, nell’International Executive Board del Beth Israel Deaconess Medical Center (BIDMC) – Harvard Cancer Center di Boston USA e nell’Advisory Board della Comunità di San Patrignano. Laureatosi con lode in Economia Monetaria Internazionale presso l’Università Luigi Bocconi di Milano, Maurizio Tamagnini si è specializzato successivamente negli Stati Uniti presso il Rensselaer Polytechnic Institute di Troy. Ed è sempre all’estero che si afferma professionalmente arrivando a ricoprire ruoli di rilevante responsabilità in Merrill Lynch a New York e a Londra. La nomina nel 2000 a Co-Head di Merrill Lynch Investment Banking in Italia lo riporta a Milano. Nel 2005 diventa Head of Merrill Lynch Italy e Vice Chairman of European Investment Banking: in questa posizione gestisce con successo i collocamenti azionari di Enel, Geox, De’ Longhi e coordina alcune operazioni straordinarie di rilevanza internazionale come la vendita delle divisioni componenti ottiche di Pirelli a Cisco e Corning e quella di Genco per Enel, la fusione fra Autostrade e Newco 28 per Autostrade e per conto di Benetton la cessione di Sportsystem.

Maurizio Tamagnini: i traguardi professionali raggiunti in FSI

È il settembre 2011 quando Maurizio Tamagnini viene nominato Amministratore Delegato di Fondo Strategico Italiano: nel gennaio 2012 diventa inoltre Presidente del Comitato Investimenti di Fondo Strategico Italiano (“FSI”) che gestisce 4,4 miliardi di euro di fondi per investimenti di capitali di rischio in aziende italiane di grandi dimensioni. Oltre a perfezionare investimenti che riguardano importanti realtà come Kedrion Group S.p.A., Metroweb S.p.A., IQ Made in Italy Investment Company S.p.A., Assicurazioni Generali S.p.A., Gruppo Hera S.p.A., Ansaldo Energia S.p.A., Valvitalia S.p.A., SIA S.p.A., Gruppo Trevi S.p.A., Inalca S.p.A., Rocco Forte Hotels, Saipem S.p.A., l’AD chiude una serie di rilevanti accordi tra cui quelli con il Fondo Sovrano Russo e con Kuwait Investment Authority (KIA). Contribuisce attivamente alla costituzione di una joint venture paritetica tra FSI e Qatar Holding LLC (QH) denominata “IQ Made in Italy Investment Company S.p.A.” (di cui è Presidente dal 2013 al 2016). Nel 2014 è invitato a operare nella task force di esperti voluta dal Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi (fino al 2016): inoltre in qualità di membro dell’Organization Committee ha coordinato i lavori di preparazione e realizzazione del campionato mondiale di pallavolo femminile tenutosi a Milano. Il 2016 è l’anno dello spin-off del team dell’ex Fondo Strategico Italiano: incaricato di seguire la costituzione di FSI, Maurizio Tamagnini ne diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale. La società gestisce il fondo denominato FSI I dedicato alle imprese leader del Made in Italy con prospettive di crescita, trasformazione e consolidamento nei mercati internazionali: con una dotazione di 1,4 miliardi di euro è partecipato dai principali investitori istituzionali italiani, fondi sovrani internazionali, asset manager, banche e assicurazioni europee e family offices. Negli anni sono stati perfezionati importanti investimenti in Cedacri, Adler Pelzer, Missoni, Lumson e Kedrion. Particolarmente attivo anche in ambito sociale, Maurizio Tamagnini è Presidente di Wamba Onlus, associazione no profit fondata nel 2004, e Partner di sviluppo dell’Ospedale Cattolico di Wamba in Kenya.

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Permessi per genitori con figli in quarantena (DAD)

Con il Decreto Legislativo 30/2021, entrato in vigore in data 13 marzo 2021, sono state introdotte alcune misure urgenti per far fronte alla diffusione del COVID 19 e interventi a sostegno dei genitori quali lavoratori dipendenti con figli minori in didattica a distanza o in quarantena.

Venendo alle misure introdotte a sostegno delle famiglie, tale Decreto ha disposto che il genitore di figlio che convive e con età inferiore ai 16 anni, lavoratore dipendente, alternativamente all’altro genitore, può svolgere la propria prestazione di lavoro in modalità smart working (lavoro agile) per una durata che corrisponde totalemente o in parte al periodo della sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio, alla durata dell’infezione da COVID 19 del figlio e alla durata del periodo di quarantena del figlio che viene disposta dal Dipartimento di prevenzione dell’ASL territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto.

Nelle singole ipotesi in cui la prestazione di lavoro non possa essere fruita tramite smart working (lavoro agile), il genitore lavorotore dipendente di figlio che convive e di età inferiore ai 14 anni, alternativamente all’altro genitore, può astenersi dal lavoro per un periodo corrispondente in tutto o parziale alla durata effettiva della sospensione  dell’attività didattica in presenza dcel figlio, alla durata dell’infezione da COVID 19 del figlio, nonchè della durata della quarantena del figlio.

Il beneficio viene riconosciuto anche a tutti quei genitori lavoratori dipendenti con figli disabili in situazione di gravità accertata iscritti a scuole di ogni ordine  e grado per le  quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale per i quali sia stata disposta la chiusura.

Per i periodi di astenzione che vengono fruiti è riconosciuta, in luogo della retribuzione, un’indennita’ pari al 50% della retribuzione calcolata con le regole previste per il trattamento economico delle assenze in caso di congedo di maternità.

Nel caso in cui i figli fossero compresi tra 14 e i 16 anni di età, uno dei genitori, in alternativa all’altro, ha diritto di astenersi dal lavoro senza corresponsione di retribuzione o indennità nè riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Per leggere l’informativa integralmente è possibile accedere al sito di Studio Borghi, esperto in elaborazione paghe e Consulenza del Lavoro a Milano.

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Terna, nel 2020 utile netto a +3,7%. Stefano Donnarumma: “Risultati inimmaginabili a giugno”

Nonostante l’emergenza, continua il trend positivo di Terna, Gruppo guidato dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma.

Stefano Donnarumma

Terna chiude il 2020 in positivo: le dichiarazioni di Stefano Donnarumma

Tutte le azioni messe in atto dall’azienda, soprattutto a partire dal secondo semestre, hanno prodotto risultati che potevano apparire inimmaginabili lo scorso giugno”: a parlare è Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, commentando i risultati positivi raggiunti nel 2020. Il gestore della rete elettrica nazionale ha chiuso l’anno in crescita. Rispetto ai dati del 2019, l’utile netto è aumentato del 3,7%, passando da 757,3 a 785,5 milioni di euro. Sorte simile per i ricavi, che con un +9,5 hanno raggiunto i 2,5 miliardi. Cifre che hanno portato il CdA a proporre all’assemblea un dividendo di 26,95 centesimi di euro per azione, registrando un +8% rispetto all’anno precedente. Crescono anche l’Ebitda (1,8 miliardi) e gli investimenti (1,3 miliardi), segnando rispettivamente un +5,1% e un +6,9%. Stefano Donnarumma si è detto orgoglioso del lavoro svolto dalle persone di Terna, che in un anno definito “complesso”, ha consentito di “assicurare in ogni momento la disponibilità di un bene essenziale per la collettività come l’energia elettrica”.

Stefano Donnarumma: “Terna al centro della transizione

I risultati registrati hanno dimostrato una forte resilienza di Terna agli effetti del Covid-19. Resilienza che si riflette anche negli investimenti: nel 2020, ha reso noto Stefano Donnarumma, il Gruppo ha infatti superato “i target, già ambiziosi, fissati prima della pandemia”. Continua senza intoppi dunque il percorso delineato dal Piano Industriale 2021-2025, presentato lo scorso novembre, che ha messo al centro gli investimenti sulla rete per abilitare transizione energetica sostenibile e favorire il rilancio del Paese. Con gli indicatori in crescita si rafforza il ruolo centrale del Gruppo sia come abilitatore che come leader del processo: “Grazie al lavoro delle donne e degli uomini di Terna – ha dichiarato Stefano Donnarummapotremo raggiungere gli sfidanti obiettivi della transizione ecologica che si è data l’Italia e al cui raggiungimento daremo il nostro contribuito quali registi del sistema energetico nazionale”.

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Open Fiber, l’impegno per il Paese e la sostenibilità: intervista all’AD Elisabetta Ripa

Portare la fibra in tutto il Paese, anche nelle aree cosiddette "a fallimento di mercato", significa anche recuperare gli anni persi sul fronte degli investimenti in infrastrutture digitali: l’intervista per "Numeri 1" di Class CNBC a Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber.

Elisabetta Ripa

Elisabetta Ripa: Open Fiber al lavoro per garantire una connessione stabile, veloce e prontamente reattiva

I vantaggi della fibra ottica, il digital divide, il modello wholesale only e l’ecosostenibilità sono alcuni dei temi su cui si è espressa Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, rispondendo ai giovani studenti che, coadiuvati da Andrea Cabrini, l’hanno intervistata nel corso di "Numeri 1", format di Class CNBC. "In Italia gli investimenti in infrastrutture digitali hanno per decenni lasciato spazio allo sviluppo di tecnologie su infrastrutture mobili e alla valorizzazione delle vecchie tecnologie in rame", ha spiegato l’AD di Open Fiber evidenziando come è proprio a partire da questa consapevolezza che quattro anni fa Open Fiber è nata con l’obiettivo di dotare il Paese di una nuova rete di accesso interamente in fibra ottica "recuperando il tempo perso". Oggi la parola d’ordine è accelerare per fare in modo che l’infrastruttura possa raggiungere il prima possibile le 31 milioni di unità immobiliari del Paese: "Stiamo lavorando su un perimetro di 20 milioni e siamo già oggi oltre i 10 milioni: dobbiamo andare avanti e accelerare". Nelle grandi città ma anche nei piccoli Comuni. E, come precisa Elisabetta Ripa, sempre più all’insegna dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità. La risposta oggi è l’FTTH, la fibra ottica: una nuova tecnologia "che si sta affermando ovunque nel mondo come nuova modalità di accesso in sostituzione del rame". Le caratteristiche fisiche di cui dispone consentono la trasmissione dati ad altissima velocità non solo in download ma anche in upload e inoltre, essendo una rete a bassissima latenza, abilita servizi che hanno bisogno di un rapidissimo interscambio con la rete: basti pensare al gaming, alla didattica a distanza, allo smart working, all’e-health. Una "connessione stabile, veloce e prontamente reattiva" che funziona indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, essendone meno soggetta rispetto al rame.

Elisabetta Ripa: sostenibilità e innovazione tecnologica, la formula di Open Fiber per il futuro del Paese

Nell’intervista a Class CNBC, l’AD Elisabetta Ripa ha parlato inoltre dell’impegno di Open Fiber nel fronteggiare le sfide del digital divide, non solo un tema di mancanza di infrastrutture, ma anche "un problema di competenze, di cultura del digitale su cui dobbiamo lavorare". E, parlando dei traguardi raggiunti dalla società su questo fronte e dei prossimi obiettivi, l’AD ha sottolineato come tali interventi richiedano tempo: "Per sostituire reti datate e costruite in molti anni occorre realizzare l’infrastruttura, stendere la fibra e mettere insieme un grande numero di autorizzazioni che coinvolgono molti soggetti". Oggi "impieghiamo più ad avere i permessi che a realizzare l’infrastruttura", ha osservato Elisabetta Ripa ribadendo la necessità di semplificare la burocrazia in questa ottica. E sulla sostenibilità, l’AD ha spiegato come per Open Fiber si tratti di un impegno declinabile in più modi: "L’infrastruttura è intrinsecamente sostenibile perché la fibra ottica impiega pochissima energia per cui il livello di emissioni di CO2 che ne deriva è bassissimo". E soprattutto abilita un modo di vivere sempre più green: anche solo la possibilità di parlare in videoconferenza ad esempio implica di non doversi spostare. Dunque per Open Fiber il green è un valore ma anche un’opportunità: "Lavoriamo dove possibile sfruttando le infrastrutture preesistenti. E non solo impattiamo il meno possibile su collettività e territorio ma facciamo anche prima con le autorizzazioni".

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Nicola Bedin: nello statuto di Snam entra il “corporate purpose”, focus sull’iniziativa

“Energia per ispirare il mondo”: Snam, presieduta da Nicola Bedin, inserisce il “corporate purpose” nello statuto, a riprova dell’impegno sul fronte della sostenibilità economica, ambientale e sociale.

Nicola Bedin

Nicola Bedin: focus sul “corporate purpose” di Snam, inserito nello statuto

Su proposta del CdA presieduto da Nicola Bedin, l’Assemblea degli Azionisti di Snam riunitasi in sede straordinaria lo scorso 2 febbraio ha approvato la modifica dell’articolo 2 dello statuto con l’inserimento del “corporate purpose”. Il nome, “Energia per ispirare il mondo”, ne riflette efficacemente il valore: l’iniziativa sancisce infatti l’impegno della società nel conformare le proprie attività sul perseguimento di una crescita sostenibile e nell’orientare la transizione energetica “verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”. In questa direzione guarda anche il Piano Strategico 2020-2024, il primo lanciato sotto la presidenza di Nicola Bedin, nominato nel ruolo lo scorso giugno: attraverso maggiori investimenti punta al raggiungimento della neutralità carbonica nel 2040 e a un incremento degli investimenti dedicati alla transizione energetica e all’adeguamento delle infrastrutture della società al trasporto e allo stoccaggio dell’idrogeno. Il modello di business di Snam è sempre più permeato da principi legati alla sostenibilità economica, ambientale e sociale: i fattori ESG ne improntano le scelte a beneficio di tutti gli stakeholder.

Snam: il percorso formativo e professionale del Presidente Nicola Bedin

Sostenibilità ma anche parità di genere: lo scorso 2 febbraio l’Assemblea degli Azionisti convocata sotto la presidenza di Nicola Bedin ha approvato modifiche relative agli articoli 12, 13 e 24 adeguando le vigenti disposizioni statutarie in materia di modalità di elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione alle nuove disposizioni in materia di equilibrio tra i generi di cui al comma 1-ter dell’art. 147-ter del TUF, come modificato dalla cd. Legge di Bilancio 2020. Inoltre è stata approvata l’introduzione di una clausola transitoria che prevede che tali disposizioni statutarie troveranno applicazione a decorrere dal prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione (nuovo comma secondo dell’art. 24 dello Statuto). Nicola Bedin, originario di Montebelluna (TV), è arrivato alla presidenza di Snam nel giugno 2020. È il Presidente più giovane delle 40 principali società quotate d’Italia, come riportato in un articolo di “Forbes” lo scorso 23 febbraio.

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Trasporti: Gianfranco Battisti annuncia il Frecciarossa Covid free Milano – Roma

Alla presentazione del treno sanitario e hub vaccinale, presso la stazione Termini di Roma, l’AD di FS Italiane Gianfranco Battisti ha annunciato che, a partire da aprile, il Frecciarossa Covid free collegherà Milano alla Capitale.

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti: “Vogliamo realizzare un treno Covid free, che andrà inizialmente a Roma e Milano

Inizialmente collegherà Milano e Roma ma l’obiettivo è il raggiungimento delle destinazioni turistiche in estate. Il progetto del Gruppo FS Italiane è la realizzazione di un treno Covid free che, a partire da aprile, consentirà ai viaggiatori di muoversi in maggiore sicurezza. Lo ha annunciato l’Amministratore Delegato Gianfranco Battistialla presentazione del treno sanitario e hub vaccinale, presso la stazione Termini di Roma. La scelta di Roma e Milano è soltanto “la fase di test”. Il manager ha infatti evidenziato come l’obiettivo sia l’implementazione di questa soluzione “soprattutto sulle destinazioni turistiche per l’estate e questa sarà una occasione straordinaria che permette di arrivare a destinazioni, come Venezia e Firenze, in assoluta sicurezza sanitaria”. Gianfranco Battisti ha concluso sottolineando la collaborazione con la Croce rossa per fare i test prima di salire a bordo sia al personale, ma soprattutto ai passeggeri.

Gianfranco Battisti presenta il treno sanitario e inaugura l’hub vaccinale

Il Frecciarossa Covid free è solo una delle numerose iniziative del Gruppo FS Italiane che hanno l’obiettivo di dare un importante sostegno al Paese in questo delicato momento. Presso la stazione Termini di Roma, l’Amministratore Delegato Gianfranco Battisti ha presentato il treno sanitario, un convoglio messo a disposizione per la gestione di emergenze nazionali o internazionali. Dotato di personale sanitario dedicato su carrozze equipaggiate con specifiche attrezzature mediche, il mezzo fungerà come trasporto dei pazienti verso altre zone d’Italia o all’estero per alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e come Posto Medico Avanzato, rappresentando un’integrazione al servizio sanitario territoriale per la gestione delle emergenze. Contemporaneamente, è stato inaugurato da Gianfranco Battisti l’hub vaccinale, una struttura allestita dal Gruppo FS Italiane in piazza dei Cinquecento che, grazie alla dotazione di 21 postazioni, due delle quali dedicate alle persone con disabilità, consentirà a pieno regime di arrivare a 1.500 vaccinazioni al giorno.  

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