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antonio.guastalla

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Abito Muu Muu: quando e come indossarlo


Il Muu Muu è un abito sciolto di origine hawaiana che pende dalla spalla. Proprio come la camicia Aloha, i modelli di Muumuu sono spesso caratterizzati da colori brillanti e da motivi floreali, ma a volte vengono utilizzati anche dei motivi polinesiani generici.

Al contravo di quanto avviene con la camicia Aloha, nelle Hawaii i vestiti Muu Muu non vengono molto indossati come abiti per la vita di tutti i giorni, per andare al lavoro ad esempio, vengono invece utilizzati molto nelle occasioni formali, come matrimoni, festival e la famosa Merrie Monarch hula competition. Un settore nel quale gli abiti Muu Muu vengono molto indossati è quello alberghiero, nel quale le donne lo utilizzano spesso come divisa. Per via della loro comodità e della vita non stretta, questi vestiti vengono spesso utilizzati dalle donne in dolce attesa durante il periodo della maternità.

La parola muʻumuʻu vuol dire “Tagliare”, perché originariamente il Muu Muu era un vestito tagliato, molto più corto della versione attuale. Nelle Hawaii il vestito Muu Muu viene indossato dal 1950 ed oggi è indossato anche nei paesi europei, nella sua versione più moderna. Non è raro infatti che abiti dallo stile molto simile a quello del Muu Muu vengano indossati, nella stagione estiva, anche per occasioni importanti come matrimoni e cerimonie in quasi tutti i paesi europei.

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Per ogni necessità: come scegliere le giuste lenti a contatto


Un ottimo punto di partenza è avere a disposizione un’ampia scelta. E ve l’assicura Lenti-a-contatto.it. Ma potrebbe non bastare per scegliere le lenti a contatto. Perché per trovare le LAC che fanno al caso vostro bisogna innanzitutto capire quali sono le vostre esigenze. E poi individuare, tra le varie tipologie di LAC, quella che fa davvero al caso vostro.

Soffrite dei più comuni difetti della vista, come miopia, ipermetropia e astigmatismo? Oppure la presbiopia comincia a darvi qualche fastidio di troppo? In questo caso (e sempre dopo esservi consultati con il vostro medico curante o il vostro oculista) la scelta cade sulle lenti a contatto con il necessario potere correttivo. Sicuramente preferibili agli occhiali.

In commercio esistono diversi tipi di lenti a contatto. Che si differenziano (anche) per la loro durata. Da questo punto di vista ci sono le giornaliere, le quindicinali e le mensili. La differenza? Le giornaliere hanno un costo un po’ più alto ma non necessitano di manutenzione, perché a fine giornata vanno solo tolte e buttate via. Quindicinali e mensili costano meno ma hanno bisogno della manutenzione.

Lenti a contatto che si differenziano anche per i materiali utilizzati. E infatti esistono LAC morbide, rigide e rigide gas-permeabili (queste ultime impropriamente dette semirigide). Quelle consigliate? Sicuramente le lenti a contatto morbide, che sono confortevoli e facili tanto da mettere quanto da togliere.

Per non parlare del vostro stile di vita. Siete delle persone molto attive, che escono spesso e alle quali piace praticare sport? Allora largo alle lenti a contatto morbide, specialmente giornaliere: sarà come non averle nemmeno sugli occhi. Se invece siete delle persone più che altro sedentarie, le rigide possono andar bene.

Infine c’è un ultimo aspetto da considerare se si parla di come scegliere le lenti a contatto: per quante ore al giorno contate di portarle? Infatti le lenti a contatto morbide andrebbero indossate al massimo per otto ore al giorno, anche non consecutive. Invece le lenti a contatto gas-permeabili andrebbero indossate al massimo per dieci ore al giorno, anche non consecutive.

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Come fare la manutenzione delle lenti a contatto


Su Clearvision.it è possibile trovare le migliori LAC in commercio al prezzo più conveniente. Ma bisogna prendersi cura di questi dispositivi medici, per fare in modo che si conservino a lungo e restino in buono stato. In altre parole bisogna sapere come effettuare nel modo corretto la manutenzione delle lenti a contatto.

Manutenzione delle lenti a contatto che si svolge in quattro fasi:

Pulizia – Serve a rimuovere dalla superficie della lente depositi come muco, proteine, cosmetici, e in generale depositi di vario tipo. Se la pulizia non viene effettuata correttamente, la bagnabilità del materiale e il comfort della lente possono diminuire drasticamente.

Disinfezione – Sulla superficie della lente possono depositarsi batteri o altri microrganismi. Con conseguenze poco piacevoli per l’occhio, che può andare incontro ad arrossamenti, infezioni o problemi ben più gravi. Una corretta disinfezione serve a preservare la salute degli occhi.

Risciacquo – Dopo la disinfezione il prodotto utilizzato resta sulla superficie della lente. Per rimuoverlo si procede con il risciacquo della lente. In questo modo non soltanto si eliminano i residui del risciacquo ma si mantiene la bagnabilità della lente. Inoltre con il risciacquo si mantiene il livello del pH su valori neutri o lievemente basici.

Lubrificazione – Infine si arriva all’ultima fase della manutenzione delle lenti a contatto, ovvero la lubrificazione. Necessaria per fare in modo che la lente a contatto resti idrofila. Inoltre si protegge la superficie della lente, e si avita che i depositi sebacei delle dita entrino in contatto con l’occhio.

Diversamente da quanto possa sembrare la manutenzione delle lenti a contatto è molto facile e veloce, soprattutto dopo le prime volte. Per chi non avesse proprio voglia, ci sono sempre le lenti a contatto morbide usa e getta giornaliere.

Per quanto riguarda i prodotti, per la manutenzione delle lenti a contatto bisogna usare soltanto le soluzioni apposite. Potete utilizzarne una per ognuna delle fasi, oppure ricorre alla pratica e conveniente soluzione unica.

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Le tendenze e i capi must have autunno inverno 2014-2015 per l’uomo


Concluse le fashion week di Milano, Londra, Parigi e New York che preannunciano già i trend del prossimo anno, è tempo di focalizzare l’attenzione su quelle che saranno le tendenze della moda uomo per l’autunno inverno 2014-2015.

Niente di completamente nuovo, mai nulla di scontato: corsi e ricorsi della storia ci insegnano che tutto torna e anche per la moda vale lo stesso discorso. L’uomo contemporaneo si presenta raffinato ed elegante ma al tempo stesso predilige un look confortevole e pratico, molto urban e very casual, soprattutto negli outfit da giorno.

Protagoniste indiscusse della moda uomo le fantasie a quadri, il tanto amato tartan degli scozzesi. Sulle camicie, sui maglioni, persino sui cappotti. Nulla di nuovo dunque, è vero, ma assolutamente reinterpretato, grazie alle nuove colorazioni: nero, grigio e blu. Del resto sono questi i colori dominanti di tutta la stagione che si ripresentano anche nei completi formali da giorno.

Capo must have della moda maschile è il gilet doppiopetto: un tuffo nel passato riporta indietro di qualche secolo e se non fosse per l’abbinamento con un paio di jeans e camicetta a quadri, sembrerebbe di essere di nuovo nelle Londra dell’Ottocento in piena rivoluzione industriale. In doppiopetto è anche il cappotto, valida alterativa ad un piumino che indossa l’uomo elegante quando cade nelle tentazioni dello sportswear.

Che dire poi degli accessori? Se in passato appartenevano all’universo femminile, oggi la regola non vale più. Tracolle da ufficio, borse in formato maxi per il tempo libero, guanti in pelle, sciarpe, cappelli e occhiali da sole, sono tutti quei non plus ultra di cui un uomo attento allo stile e alle tendenze non può davvero fare a meno.

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Box Più di Erg Mobile: più punti, più traffico telefonico, più sconti carburante


Total Erg si è lanciata ormai da qualche anno anche nel mobile con l’operatore telefonico Erg Mobile che con le sue convenienti tariffe sta facendo concorrenza ai giganti della telefonia mobile.

In particolare Erg Mobile ha attivato da qualche tempo il programma BoxPiù che permette di accumulare punti per i regali, minuti di conversazione e sconti carburante.

Aderire al programma è semplice, basta andare nei punti vendita Total Erg e presentare il proprio codice fiscale, oppure semplicemente scaricare l’app Total Erg sul proprio telefonino, o ancora essere in possesso di una carta di credito Intesa San Paolo.

Aderendo al programma è possibile accumulare per ogni litro di carburante:

  • 2 cent di sconto carburante
  • 2 punti regali
  • 2 crediti telefonici. Al raggiungimento di 240 crediti sarà possibile attivare gratuitamente l’opzione Noi2Più che permette di parlare con un numero a scelta di qualsiasi operatore fino a 6000 minuti al mese.

Associando una sim Erg Mobile alla propria carta fedeltà TotalErg Più, è possibile accumulare ancora più vantaggi in termini di punti, crediti telefonici e sconti:

  • Fino a 120 minuti bonus al mese verso tutti i numeri Erg Mobile e gli operatori di rete fissa nazionali;
  • Sconto di 10 centesimi al litro fino a un massimo di 120 litri al mese;
  • Doppi punti ogni volta che si effettua una ricarica al momento del rifornimento.

Per ottenere una sim Erg Mobile è sufficiente recarsi in un punto vendita Erg Mobile e compilare l’apposito modulo oppure consegnare il modulo scaricato dal sito www.totalerg.it. La sim costa 10 euro ed è comprensiva di 5 euro di attivazione bonus e di 10 euro di traffico telefonico. Inoltre con Erg Mobile non è necessario cambiare numero telefonico; è possibile infatti trasferire il proprio numero e anche il credito residuo sulla nuova sim.

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Il funzionamento delle macchine a controllo numerico


Una caratteristica delle macchine utensili è il controllo numerico. Questo significa che durante le fasi della lavorazione il movimento viene diretto da un computer che, inserito nella macchina stessa, ne dirige gli spostamenti e le funzioni seguendo un programma di lavoro stabilito.

Questo tipo di macchine a controllo numerico hanno bisogno di essere programmate per il tipo di lavorazione che di volta in volta dovranno affrontare ed è inoltre necessario che un operatore assista e controlli tutti i passaggi dell’operazione. Chi si occupa di supervisionare la lavorazione dei materiali deve infatti conoscere la struttura delle macchine a controllo numerico e comprenderne anche il funzionamento nonché essere in grado di modificare i programmi già esistenti oppure inserirne di nuovi.

Con una lunga esperienza iniziata nel 1955, la ditta Laurini srl costruisce macchine a controllo numerico che sono   garanzia di affidabilità e modernità. Per avere maggiori informazioni e assistenza commerciale e tecnica è sufficiente visitare il sito e compialre il form di contatto.

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Le professioni sanitarie: i corsi di laurea e i test di ammissione


Tra le facoltà universitarie più gettonate un posto privilegiato è senza dubbio occupato dalle facoltà che consentono di svolgere professioni sanitarie. Quando si parla di corsi di laurea in professioni sanitarie si intende escludere le facoltà di medicina, odontoiatria, chirurgia e veterinaria, per le quali esistono corsi di laurea specifici. Ma quali sono quindi le professioni sanitarie? I corsi di Laurea in Professioni Sanitarie sono numerosissimi e sono distribuiti in circa 40 Università italiane. Vediamo quali sono alcune delle possibili professioni che è possibile svolgere al termine di tali corsi:

  • Podologo
  • Fisioterapista
  • Logopedista
  • Ortottista
  • Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva
  • Tecnico Riabilitazione Psichiatrica
  • Terapista Occupazionale
  • Educatore Professionale
  • Infermiere
  • Ostetrico
  • Tecnico Ortopedico
  • Tecnico Audioprotesista
  • Tecnico della Fisiopatologia Cardiocircolatoria e Perfusione Cardiovascolare
  • Igienista Dentale
  • Dietista

Nell’ambiente universitario le professioni sanitarie si distinguono dalle professioni di medico, chirurgo, veterinario e odontoiatra perché queste ultime hanno facoltà dedicate, per l’accesso alle quali occorre superare specifici test di ammissione. Anche i corsi di laurea per professioni sanitarie prevedono il superamento di test, decisamente impegnativi e per i quali occorre quindi una giusta preparazione. I test per le professioni sanitarie sono solitamente effettuati da un grande numero di aspiranti studenti, anche perché accade spesso che chi non supera i test di medicina provi a “ripiegare” su queste facoltà, dato che rientrano nella medesima tipologia di studi. I test di quest’anno sono previsti per il 3 settembre in tutta Italia e saranno diversi da ateneo ad ateneo.

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Lavatrice rotta: ecco come smaltirla


A volte capita di trovarsi in difficoltà quando si devono smaltire determinate tipologie di rifiuti, perché non si sa quale sia il modo migliore per liberarsene o perché le loro dimensioni ne rendono difficile il trasporto. All’interno di questa tipologia di rifiuti spiccano sicuramente i rifiuti elettronici, specialmente quelli di grandi dimensioni. Uno degli elettrodomestici che da questo punto di vista risulta più problematico è la lavatrice.

Cambiare lavatrice non è certo una cosa che si a fa tutti i giorni, ma prima o poi capita a tutti di dover affrontare quest’operazione, perché magari l’esemplare presente in casa è troppo usurato e non riesce più a svolgere le sue funzioni in maniera efficace. Quando si deve cambiare una lavatrice ci si trova quindi difronte a due grandi dilemmi: come trasportarla e soprattutto dove portarla. Capita spesso, purtroppo, che la gente non si soffermi più di tanto su questi interrogativi e che abbandoni la sua lavatrice vicino ad un cassonetto o in una discarica abusiva. Nulla di più sbagliato: la lavatrice rientra nella categoria dei rifiuti RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e deve essere smaltita secondo procedure particolari. L’abbandono di una vecchia lavatrice in luoghi non adatti porta a conseguenze fortemente negative. Lasciandola vicino a un cassonetto o in una discarica abusiva infatti non solo si viene meno ai principi che sono alla base del vivere civile, ma si arreca un grande danno all’ambiente. I rifiuti elettrici ed elettronici contengono infatti sostanze altamente dannose per l’ambiente le quali, disperdendosi, potrebbero anche entrare nella catena alimentare.

Cosa occorre fare quindi se si ha la necessità di liberarsi di una vecchia lavatrice? Esiste una soluzione in grado di risolvere tutti i problemi. Occorre rivolgersi ad un’azienda specializzata nello smaltimenti dei rifiuti RAEE. Ci sono infatti aziende che effettuano il ritiro a domicilio di questa tipologia di rifiuti, liberandovi anche dal problema del trasporto. Ma non è tutto: in alcuni casi queste aziende sono disposte a pagare in cambio dei vostri vecchi rifiuti. Una volta ritirata, la vostra vecchia lavatrice sarà portata in un centro specializzato nel quale verrà smaltita secondo le disposizioni di legge e i suoi materiali, per quanto possibile, verranno riutilizzati. Tra le aziende che effettuano questo tipo di servizio c’è Vallone Srl (Vallone.it).

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Estate 2014: ecco cosa va di moda quest’estate


L’estate è ancora nel pieno del suo svolgimento e i negozi, in periodo di saldi, sono più pieni che mai. Ci sono ancora diverse settimane per indossare i capi d’abbigliamento che fanno tendenza quest’anno. Vediamo allora quali sono i capi che stanno spopolando nella moda uomo e donna dell’estate 2014.

Il capo principale per l’abbigliamento dell’uomo è senza dubbio l’intramontabile bermuda, lunghezza al ginocchio. Quest’anno abbiamo trovato i bermuda al ginocchio nelle collezioni di numerosi grandi stilisti ma anche in quelle di diversi marchi del Prêt-à-porter come Zara, H&M, Fred Perry e Guess.

Tornano di moda anchegli stili camouflage, floreale e west. La rivincita del camoufflage si deve soprattutto alla nuova collezione di Philipp Plein 2014 e anche a Valentino, che lo ha utilizzato per completare alcuni coordinati dallo stile casual. Il tessuto dell’estate è senza dubbio il denim e anche in questo caso il contributo di Valentino è stato determinante, grazie ai suoi abbinamenti giacche e pantaloni.

Per le donne invece a spopolare è l’eterno contrasto tra bianco e nero, proposto da numerose grandi firme tra cui Jil Sander, Moschino e Richmond. Ma c’è anche un colore che domina, il bouganville, un violetto chiaro che ha caratterizzato soprattutto la nuova collezione di Armani. Su molte passerelle però abbiamo apprezzato anche le tinte metallizzate, che certamente avranno un discreto successo.  In generale, il look da donna ideale per l’estate 2014 è un look composto da diversi pezzi e caratterizzato da molti accessori, soprattutto cappelli e bijoux.

Cosa aspettate allora? Approfittate degli ultimi giorni di saldi per rendere il vostro stile in linea con le tendenze del momento!

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Posta elettronica aziendale: Zimbra è la soluzione


La posta elettronica è ormai diventato uno strumento indispensabile, sia sul lavoro che per scopi privati. Gli utenti privati, per la gestione delle proprie faccende personali, si affidano di solito alle caselle web mail di noti Email Service Provider, come Hotmail, Gmail, Libero Mail e così via. Le aziende invece tendono a gestire a posta elettronica utilizzando applicazioni che si installano sul computer come Outlook (parte integrante della Suite Macrosoft Office) e Thunderbird (client di posta elettronica sviluppato da Mozilla). Quello di cui vogliamo parlare oggi però è un altro software, utilissimo non solo per la gestione della posta elettronica ma, in generale, per favorire la comunicazione e la collaborazione aziendale. Si tratta di Zimbra Collaboratione Siute, il software open source creato dall’omonima azienda americana e attualmente di proprietà di Telligent.

La soluzione open source Zimbra Collaboratione Suite è fruibile dall’apposito client web ma manche tramite Outlook, Thunderbird e altri client. Zimbra non consente soltanto al gestione della posta elettronica ma consente anche di migliorare la collaborazione all’interno dell’azienda. L’esperienza utente è particolarmente intuitiva, il che consente alle aziende che utilizzano Zimbra di risparmiare nella formazione del personale. Zimbra può essere facilmente connesso ad una soluzione di comunicazione unificata; in questo modo è possibile offrire agli utenti funzionalità avanzate di Click to Call, messaggistica vocale, chat e presence messaging. Zimbra include integrazione immediata per Cisco e Mitel, con il supporto per altre soluzioni di comunicazione unificata tramite un’interfaccia API aperta

Una delle più importanti caratteristiche di Zimbra è il particolare modello di business, basato sul basso costo, che la rende particolarmente conveniente rispetto alle altre soluzioni. Sono molte infatti le aziende, enti pubblici, governativi e di istruzione che hanno già optato per Zimbra e lo utilizzano con soddisfazione.

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Gli impianti fotovoltaici: caratteristiche e vantaggi


Se esiste un modo intelligente di costruire un’abitazione, questo certamente consiste nel fare in modo che essa sia predisposta allo sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili.  L’energia rinnovabile è quella che si rinnova naturalmente, proprio perché proviene da fonti naturali. L’energia rinnovabile per eccellenza è ovviamente l’energia solare e il modo migliore per sfruttarla consiste nell’installazione di pannelli fotovoltaici.  Gli impianti fotovoltaici infatti sono oggi sempre più diffusi nelle abitazioni moderne.

La tecnologia fotovoltaica consente di trasformare i raggi del sole in energia elettrica. Esistono tre principali tipologie di impianti fotovoltaici. La prima è quella degli impianti ad isola, cioè quelli che immagazzinano l’energia solare all’interno di un accumulatore. La seconda tipologia è quella degli impianti grid-connect,  che non accumulano l’energia ma la trasmettono direttamente ad una rete elettrica di distribuzione, oppure direttamente all’impianto elettrico dell’abitazione. La terza tipologia è quella degli impianti ibridi, che sono in grado di accumulare energia ma anche di trasmettere la stessa agli impianti elettrici.

Ovviamente i benefici economici derivanti dall’abbattimento dei costi dell’elettricità sono notevoli ed è soprattutto per questo che negli ultimi anni il numero delle persone che hanno deciso di fare riscorso agli impianti fotovoltaici è cresciuto sensibilmente, anche grazie agli incentivi statali. Costruendo un impianto fotovoltaico infatti è possibile ottenere agevolazioni fiscali sulle spese di installazione, agevolazioni che possono arrivare fino al 50% del totale delle spese iniziali. Inutile specificare che si tratta di lavori molto complessi, che possono essere effettuati soltanto da aziende altamente specializzate.

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In arrivo la nuova Twingo OpenAir


È in arrivo una novità molto interessante nel mondo delle citycar. Negli ultimi mesi del 2014 sarà lanciata sul mercato la nuova Renault Twingo. Intanto la Renault sta programmando una serie di iniziative che serviranno ad ingannare l’attesa, tra le quali anche la possibilità di ordinare, dal 16 giugno al 20 agosto, l’esclusiva versione cabrio, che prende il nome di Renault Twingo OpenAir. Prenotando l’auto in questo lasso di tempo si avrà la possibilità di essere invitati a scoprirla prima del lancio e di ritirarla in anteprima. Una soddisfazione non da poco per gli amanti delle auto, che sanno apprezzare il piacere di distinguersi guidando un modello prima di tutti gli altri.

La campagna promozionale per il lancio di questo nuovo modello prevede un contest su Facebook: gli utenti sono invitati a postare una foto coerente con il tema “divertimento” e collezionare tanti “like”. Il vincitore, che sarà incoronato dalla madrina dell’iniziativa, la cantante Noemi, si aggiudicherò il VIP Experience per la Mostra del Cinema di Venezia in cui si prevedono, oltre al viaggio e pernottamento in pensione completa, un trattamento da vero VIP, compresi il red carpet e l’anteprima di un film.

La Twingo OpenAir sarà la punta di diamante della nuova gamma. Ha un motore da 70 CV, climatizzatore, sensori di parcheggio, cerchi in lega da 16”, connettività e navigazione tramite il nuovo sistema R&GO.

Quindi, in attesa di vederla nelle concessionarie, partecipate al contest e, se già vi convince, perché non prenotarla in anteprima?

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I bermuda e l’abbigliamento da uomo estivo


Tra qualche giorno inizierà ufficialmente l’estate e già da qualche settimana ormai le temperature sono quelle tipiche della bella stagione. È quindi arrivato il momento, anche per i maschietti, di cambiare il proprio look, in modo da poter sopportare le giornate torride che a breve arriveranno. Una costante dell’abbigliamento estivo maschile è rappresentata dai bermuda. Passano gli anni e cambiano i modelli, ma i bermuda restano un capo d’abbigliamento intramontabile.

Rispetto alle donne però gli uomini sono penalizzati. Per il gentil sesso è infatti molto più semplice e naturale indossare abiti freschi nel corso della vita quotidiana, anche al lavoro. Per gli uomini invece è tutto più complicato: è difficile immaginare un uomo che si presenti in ufficio indossando bermuda, quasi sempre è tenuto indossare un paio di pantaloni . A meno che, quindi, non si faccia un lavoro dove l’abbigliamento easy oltre ad essere consentito è un’usanza diffusa, i bermuda sono da tenere in considerazione solo per il tempo libero. Essendo un capo d’abbigliamento particolare però, il consiglio è quello di non abusarne e di limitarne l’utilizzo ad alcune circostanze. Si consiglia, in generale, di indossarlo solo nelle giornate davvero calde, magari per un aperitivo in compagnia di amici. Essendo un capo piuttosto sportivo, i bermuda sono anche ottimi in tutte le circostanze in cui si ha la necessità di stare comodi e di contrastare il caldo. Potete scegliere liberamente il tipo di tessuto, denim o cotone, in base alle specifiche circostanze.

Cosa abbinare ai bermuda? Vanno benissimo le t-shirt e le camicie a maniche corte. Per le scarpe si può spaziare: in base al modello di bermuda che si indossa si può decidere di optare per sneakers, scarpe da ginnastica o mocassini sportivi.

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Consigli per imparare l’inglese


È inutile girarci attorno: nell’odierno mondo del lavoro la conoscenza della lingua inglese è ormai diventata un imperativo al quale non è possibile derogare. È sufficiente consultare le offerte di lavoro che si trovano in internet per constatare che tutte le aziende ormai richiedono questo tipo di conoscenza  considerandola come un requisito fondamentale. Come fare quindi per farsi trovare preparati ai colloqui?

Imparare l’inglese non è impresa titanica ma non è nemmeno un gioco da ragazzi. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, studiare l’inglese a scuola non serve a molto, se non a dare un’infarinatura generale di grammatica e ad insegnare i modi di dire più diffusi. Per imparare l’inglese però e innanzitutto necessario ascoltarlo e parlarlo. Un primo consiglio che si può dare quindi è quello di ascoltare il più possibile l’inglese, magari guardando film in lingua originale oppure trasmissioni televisive inglesi. La cosa importate è non perdersi d’animo, non ci se deve arrendere subito se alla prima visione si capirà ben poco;  il segreto sta nel perseverare, continuando con una seconda visione, una terza, una quarta e così via, fino a che parole, frasi ed espressioni non risulteranno chiare. Ancora non basta però: esiste una netta differenza tra capire l’inglese e parlare l’inglese. La cosa più utile in assoluto sarebbe quindi quella di avere delle conversazioni con persone madrelingua, in modo da poter ascoltare e parlare contemporaneamente. Il segreto sta nell’imparare non soltanto le parole, ma anche le frasi e le espressioni; se si conosce un grande numero di frasi si sarà anche in grado di costruire altre frasi e quindi di conversare. Un viaggio in Inghilterra quindi può essere di grande aiuto, a patto che sia lungo abbastanza da consentire un’interazione continua e costante con la gente del posto.

L’ascolto e la conversazione sono quindi la strada migliore, il modo più giusto per arrivare a padroneggiare la lingua. Tuttavia non è possibile trascurare troppo le regole della grammatica e della sintassi, che costituiscono sempre una base importante. È bene quindi aiutarsi con dei buoni libri per imparare l’inglese, avendo cura di scegliere solo i migliori, senza badare ad altri criteri di selezione.

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Cos’è la meccanica di precisione


I componenti meccanici che richiedono un elevato grado di precisione vengono prodotti attraverso delle attività particolari. Si tratta di quelle attività che rientrano nella cosiddetta meccanica di precisione. La caratteristica della meccanica di precisione consiste quindi proprio nel livello di precisione richiesto dalle lavorazioni. I componenti realizzati possono essere utilizzati in diversi campi ma in maniera particolare vengono utilizzati nell’industria meccanica, quindi ad esempio nel settore petrolchimico, nell’elettromeccanica, nei settori pipeline e auto motive).

Nella meccanica di precisione possono essere utilizzati macchinari tradizionali, utilizzati anche per altri scopi ma a volte vengono utilizzati i macchinari a controllo numerico, cioè macchine utensili il cui movimento durante la lavorazione è diretto da un computer integrato nella macchina che ne comanda gli spostamenti e le funzioni secondo un ben definito programma di lavoro. A differenza dei robot, i macchinari a controllo numerico necessitano sempre della supervisione di un essere umano per poter funzionare; tuttavia, essi riescono comunque ad assicurare un livello di precisione infinitesimale.




Proprio perché le macchine di precisione non possono lavorare senza la presenza dell’uomo, è evidente che le aziende che operano nel settore della meccanica di precisione hanno bisogno di personale altamente qualificato, formato, e costantemente aggiornato.

Nel settore della meccanica di precisione esistono aziende italiane che si distinguono al livello mondiale. Per ulteriori informazioni è possibile visitare il sito www.laurini.com.

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Tastiere e mouse vecchi: cosa farne?


A chi non è mai capitato di trovarsi difronte ad una tastiera, un mouse o un hardware non più funzionanti? Succede spesso purtroppo, e siccome non sappiamo come liberarci di questi oggetti, quasi sempre va a finire che li riponiamo in qualche angolo dello sgabuzzino, o in qualche cassetto che non apriremo mai più.
In effetti sbarazzarsi dei rifiuti elettronici può sembrare difficile, in quanto a differenza delle altre tipologie di rifiuti domestici, questi non possono essere buttati nei cassonetti che troviamo sotto casa. Non esistono infatti cassonetti deputati al raccoglimento dei rifiuti RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) ma esiste comunque un modo corretto per smaltirli.

Diciamo innanzitutto che sei i rifiuti RAEE devono essere smaltiti in maniera idonea è perché essi sono potenzialmente molto dannosi per l’ambiente. È quindi necessario che questi rifiuti siano trattati ad hoc, che siano smaltiti e, quando possibile, riciclati. Per smaltire i rifiuti RAEE occorre recarsi presso uno dei tanti centri di raccolta presenti nel territorio nazionale. Per trovare il centro di raccolta più vicino ci si può collegare al sito del Centro Di Coordinamento RAEE: grazie ad un apposito motore di ricerca sarà possibile individuare il centro più vicino a casa propria in maniera semplice e veloce.

Se non avete un centro di raccolta vicino casa esiste anche un’altra possibilità. Esistono delle aziende specializzate che si occupano anche del ritiro dei rifiuti RAEE. Inoltre, in alcuni casi, è possibile che tali aziende prevedano un compenso per il materiale elettronico fornito.

Rispettare l’ambiente è possibile, bastano solo alcune piccole accortezze e un po’ di buona volontà.

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Consigli per chi vuole acquistare macchine da cantiere


Le aziende che lavorano nei cantieri hanno bisogno di macchinari altamente specializzati, capaci di eseguire lavori non eseguibili dalle persone. Questi macchinari, proprio perché sono molto specializzati e offrono performance di alto livello, possono arrivare costare parecchio. È inutile dire che per un’azienda di dimensioni medio-piccole un investimento di questo tipo può essere un investimento molto importante. Per questo motivo molte aziende decidono di optare per macchinari da cantiere usati. Ma conviene davvero acquistare macchinari di questo tipo usati? Ovviamente dipende. Vediamo alcuni consigli per coloro che si apprestano ad acquistare un macchinario da cantiere e sono indecisi se acquistarlo nuovo o usato.

La prima cosa da valutare è l’utilizzo che si deve fare del macchinario. È ovvio che se si è giunti alla decisione di acquistarlo questo macchinario sarà senza dubbio indispensabile, ma quanto dovrà essere utilizzato? Sarà utilizzato saltuariamente, magari come supporto ad altri macchinari, oppure costituirà il mezzo principale che consentirà di svolgere lavori importanti? Questa valutazione, per quanto possa sembrare banale, è molto importante, soprattutto ai fini della scelta tra nuovo e usato.

Una seconda valutazione è relativa allo stato del macchinario. Esistono molti siti internet che ospitano annunci di privati che vendono macchinari da cantiere usati, ma ci si può fidare? Naturalmente non esiste una risposta universale a questa domanda, dipende. Una cosa è certa, prima di procedere con l’acquisto è necessario accertarsi delle reali condizioni del mezzo. Occorre quindi far revisionare il macchinario da una persona di fiducia e procedere quindi ad una valutazione della congruità del prezzo. In alternativa, se si vuole andare a colpo sicuro, è possibile rivolgersi ad aziende specializzate, che offrono veicoli usati garantiti. Una di queste aziende è Laurini, azienda specializzata nella produzione e nella vendicata di macchine da cantiere, in particolare di macchine destinate alla posa dei tubi. Oltre a produrre e a vendere macchinari nuovi, Laurini vende anche degli esemplari usati in ottimo stato.

Un’ultima valutazione che occorre fare è quella relativa ai tempi necessari per l’ammortamento del costo: se i tempi sono eccessivamente lunghi, l’acquisto di una macchina usata potrebbe non risultare conveniente.

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Banana bread: la ricetta


Di dolci a base di banane ce ne sono molti e diversi di questi sono abbastanza noti. Un po’ meno noto è forse il banana bread, letteralmente “pane di banane”. In realtà, ovviamente, non si tratta di pane ma di un dolce che si presenta sotto forma di pagnotta, per intenderci la forma tipica del plum-cake. Quella del banana bread è una ricetta molto semplice, che prevede una preparazione di un quarto d’ora circa e una cottura di un’ora. Anche gli ingredienti sono semplici: é tanto che è possibile preparare una banana bread senza preoccuparsi di acquistare nulla, utilizzando le cose che solitamente si hanno in casa.

Ecco gli ingredienti per 6 persone:

  • 4 banane;
  • 2 uova;
  • 200 grammi di farina;
  • 120 grammi di burro;
  • 6 grammi di lievito;
  • 120 grammi di zucchero;
  • un pizzico di cannella;
  • un pizzico di sale.

Schiacciate bene le banane con una forchetta dopodiché, in una ciotola, mescolate lo zucchero e il burro fino a montare il tutto. A questo punto vanno aggiunte le uova e un pizzico di sale, dopodiché le banane e va amalgamato il tutto. Ora tocca alla farina accuratamente setacciata e al lievito: tutto va aggiunto al composto, continuando sempre a mescolare. Il tocco finale è un pizzico di cannella. A questo punto siete pronti per infornare: riempite lo stampo fino a 2/3 e mettete in forno a 180° per un ora. Il banana bread va servito freddo o leggermente riscaldato in forno.

Per altre ricette a base di frutta: Fratelliorsero.it.

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Il disaster recovery e la sua importanza per le aziende


Avete mai sentito parlare di disaster recovery? Se siete imprenditori e in azienda avete una grande mole di dati da conservare, certamente sapete di cosa si tratta, anche se forse l’espressione non vi è nota. Con questa espressione infatti si indicano tutte le misure di emergenza volte a prevenire o a risolvere situazioni gravi all’interno di una realtà aziendale. Potrà sembrare strano o eccessivo, ma sono noti casi di aziende costrette a chiudere in seguito a gravi disastri informatici.

É quindi importantissima, per qualunque azienda, una corretta valutazione dei possibili rischi e dell’impatto che eventuali conseguenze avrebbero. Nello specifico, ogni azienda dovrebbe avere del personale deputato allo svolgimento di alcune fondamentali attività:

  • individuazione degli eventi che potrebbero rappresentare un disastro aziendale e valutazione delle conseguenze;
  • messa a punto delle opportune procedure di recupero: tali procedure dovranno essere accuratamente testate, al fine di garantire la massima sicurezza;
  • aggiornamento continuo delle strategie e delle attività previste per il recupero di situazioni disastrose.

La situazione di disastro aziendale che si verifica più comunemente e che potrebbe colpire gran parte delle aziende di dimensioni medio-grandi è la perdita di dati. Quando i dati hanno un’importanza fondamentale per il business dell’azienda la loro perdita può portare a gravissime conseguenze. Un esempio classico è quello di un’azienda che affida una parte importante del suo business alla vendita online. Un imprevisto evento disastroso potrebbe portare alla perdita dei dati presenti sul sito, il che comporterebbe dei gravi danni. Non sempre è possibile evitare problemi di natura informatica e spesso risulta persino difficile darvi una spiegazione. Quello che però si può fare è attrezzarsi per fare in modo di poter reagire all’evento disastroso.

Il Disaster Recovery può essere favorito dall’utilizzo di specifici software, in grado di aiutare l’azienda ad affrontare ogni specifica situazione nel modo più adatto.

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L’implantologia a carico immediato


La tecnologia in ambito odontoiatrico ha fatto davvero progressi incredibili. Trattamenti che prima risultavano problematici o comunque non piacevoli possono ora essere effettuati in modo agevole, veloce, e con effetti collaterali minimi o nulli. Si parla sempre più spesso, ad esempio, degli apparecchi per i denti trasparenti (ortodonzia invisibile), un’innovazione straordinaria che elimina gli effetti estetici negativi dei tradizionali apparecchi fissi e mobili.

L’innovazione più grande degli ultimi anni è però probabilmente un’altra e riguarda i trattamenti di implantologia. L’implantologia è l’insieme delle tecniche chirurgiche volte a impiantare protesi dentali. A sottoporsi a questa tipologia di trattamento sono quindi tutte quelle persone che, per varie motivazioni, hanno perduto uno o più denti.

Fino a poco tempo fa un intervento di implantologia richiedeva tempi lunghi, variabili dai tre ai sei mesi. Con la tecnica dell’implantologia differita infatti bisognava prima inserire gli impianti nelle ossa mascellari e solo successivamente, dopo alcuni mesi, era possibile applicare la protesi. Oggi invece è possibile utilizzare il metodo dell’implantologia a carico immediato.

Con l’implantologia  a carico immediato l’installazione degli impianti e l’applicazione delle protesi avviene contestualmente, nel corso dello stesso intervento chirurgico. Gli impianti in titanio infatti garantiscono delle prestazioni eccellenti azzerando al contempo il rischio di rigetto o infezioni e rendendo quindi non necessaria l’attesa che fino a poco fa precedeva l’applicazione delle protesi. Oggi quindi è possibile avere denti fissi in poche ore, con una sola visita dentistica. Immediatamente dopo l’intervento è possibile recuperare le proprie funzioni masticatorie al 100%, senza dover attendere oltre. I vantaggi dell’implantologia a carico immediato sono quindi evidenti e ad essi si aggiungono anche quelli di natura economica: essendo sufficiente una sola seduta, i costi del trattamento sono inferiori rispetto a quelli dell’implantologia differita.

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Consigli per una dieta a base di frutta


È possibile mangiare soltanto frutta? Ovviamente no e non c’è da stupirsi se Ashton Kutcher è finito all’ospedale dopo aver seguito una dieta basata esclusivamente sulla frutta. Dopo aver interpretato il ruolo di Steve Jobs al cinema, l’attore americano aveva deciso di immedesimarsi completamente cominciando ad emulare le abitudini alimentari del fondatore di Apple. Steve Jobs era infatti salutista ed assumeva zuccheri esclusivamente dalla frutta. È senza dubbio vero che consumare la frutta faccia bene e che gli zuccheri contenuti nella frutta siano molto più salutari dello zucchero industriale. Questo però non significa che è possibile nutrirsi solo di frutta. Una dieta completa e salutare deve contenere tutti gli elementi nutrizionali fondamentali per lo sviluppo e per la vita dell’organismo: zuccheri, grassi, proteine, e carboidrati. Non è possibile quindi mangiare solo frutta, lo si può fare al massimo per due gironi, con lo scopo di depurare l’organismo.

Se si decide di seguire la dieta della frutta per due giorni, ci si può sbizzarrire con centrifughe, macedonie, succhi, ma anche pomodori, cetrioli peperoni, olive e, senza esagerare, anche la frutta secca. È consigliabile anche il consumo di frutta tropicale come la papaya e l’avocado. In generale però è da preferire la frutta fresca di stagione e bisogna sempre ricordarsi di non esagerare con le dosi.

Vediamo quindi un buon esempio di dieta della frutta. La colazione è il pasto più importante della giornata e deve quindi essere sostanzioso. La frutta di stagione può essere consumata a volontà, abbinata ad una spremuta senza zucchero e ad un po’ di the verde. Per lo spuntino di metà mattinata sarà sufficiente un mela accompagnata da un po’ di frutta secca, noci o mandorle. A pranzo si può optare per un’insalatona mista, per un piatto di pasta alle verdure o per una fresca insalata di riso. Per la merenda pomeridiana l’ideale è una centrifuga o, in alternativa, una bella porzione di macedonia ma rigorosamente senza zucchero. A cena potete concedervi un po’ di pesce alla piastra, accompagnato da una zuppa di legumi.

È bene ribadire che questa dieta può essere seguita per un massimo di due giorni dopodiché occorre tornare ad avere un’alimentazione completa.

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Lenti a contatto al mare: alcune indicazioni


L’estate è alle porte e nelle località più calde già iniziano i primi timidi tentativi di organizzare e trascorrere week end al mare. Utilizzare le lenti a contatto al mare è sempre stato un problema, in quanto le lenti dovrebbero essere utilizzate in luoghi puliti e dove non c’è pericolo che vengano a contatto con batteri e altri agenti che potrebbero causare irritazioni o infezioni. Il mare da questo punto di vista non è il luogo più adatto, perché durante una giornata in spiaggia le mani sono sempre molto sporche e non è quindi possibile maneggiare le lenti, a meno che non ci si sia adeguatamente organizzati in precedenza.

Un altro aspetto da non sottovalutare è quello della salinità dell’acqua. L’acqua del mare infatti, infiltrandosi tra l’iride e la lente, può provocare fastidiose irritazioni proprio a causa della sua salinità.

Il fatto che indossare le lenti a contatto sulla spiaggia non sia comodo e richieda numerose accortezze non vuol dire però che chi ha disturbi della vista non possa andare al mare. Al contrario, chi soffre di miopia, di astigmatismo o di presbiopia può godersi una giornata di relax tra lettino e acqua anche senza dover necessariamente indossare gli occhiali. In che modo? È sufficiente seguire alcune regole di condotta che consentiranno di evitare spiacevoli conseguenze. La regola fondamentale è quella di non maneggiare mai le lenti senza aver accuratamente lavato le mani e comunque sempre in un luogo che sia il più possibile pulito. Se si ha la necessità di maneggiare le lenti quindi occorrerà recarsi in bagno, detergersi le mani e riporre le lenti in un recipiente con l’apposito liquido. Quando si entra in acqua poi, sarà sufficiente indossare degli occhialetti protettivi per fare in modo che l’acqua salata non entri a contatto diretto con gli occhi.

Insomma, portare le lenti a contatto al mare è possibile, bisogna solo essere certi di farlo in modo prudente e coscienzioso.

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Congiuntivite allergica: alcuni consigli


È arrivata la primavera e insieme ai primi caldi sono tornate, puntualissime, anche le fastidiose allergie. Le allergie sono al quarto posto tra le patologie più diffuse al mondo e possono essere di svariati tipi. Quelle che colpiscono a primavera sono causate dal polline e vanno solitamente ad aggredire le vie respiratorie e gli occhi, dando vita a brutti raffreddori e a congiuntiviti allergiche. È probabilmente proprio quest’ultimo il sintomo più fastidioso. Ecco alcuni consigli per alleviare i fastidiosi effetti della congiuntivite allergica.

La prima cosa da fare è vincere la tentazione di grattarsi, perché grattandosi non si fa altro che aumentare l’irritazione e di conseguenza il fastidio. Bisogna quindi cercare di toccarsi gli occhi il meno possibile, anche se il prurito è fastidioso. Un’altra buona abitudine è quella di indossare occhiali da sole, per proteggersi  non solo dai raggi che aumenterebbero l’irritazione, ma anche dal contatto con altri pollini. Per essere certi di garantire un buono stato di igiene agli occhi in queste circostanze è bene evitare l’utilizzo di lenti a contatto multiuso. Chi indossa le lenti dovrebbe optare per quelle giornaliere, in modo da ridurre la possibilità di venire contatto con allergeni.  È inoltre fondamentale la pulizia degli occhi, da effettuare con salviettine umidificate antiallergiche.

Chi soffre di allergie al polline dovrebbe evitare, durante la primavera, di passeggiare nei parchi o in campagna. Va inoltre evitato il contatto con la polvere e in generale con ambienti non molto puliti.

In ogni caso, quando si è vittime di attacchi allergici è necessario rivolgersi al proprio medico al fine di valutare la gravità della situazione e i comportamenti da tenere per risolverla. Eventualmente sarà il medico, in base alla sua valutazione, a decidere di consigliare il ricorso ad antistaminici o colliri cortisonici.

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La pulizia dei denti e l’igiene orale


La maggior parte delle persone è convinta di curare la prioria igiene orale in maniera corretta, ma purtroppo non sempre è così. Un’igiene orale completa e corretta risulta un obiettivo molto difficile da raggiungere e per questo è bene essere informati e prendere coscienza di alcune regole basilari importantissime. Ecco allora alcuni consigli per chi vuole prendersi cura dei propri denti nel migliore dei modi.

Il primo consiglio è ben noto a tutti, anche se in molti si dimenticano di seguirlo: cambiare lo spazzolino. La sostituzione dello spazzolino è un’operazione fondamentale, sia perché dopo un po’ lo spazzolino perde la sua efficacia sia perché, a lungo andare, diventa un vero e proprio deposito di batteri. Sarebbe buona norma utilizzare lo stesso spazzolino per un periodo di tempo non superiore a due mesi.  Un secondo consiglio riguarda invece la scelta dello spazzolino. Sul mercato ci sono moltissimi tipi di spazzolini e non sono tutti uguali, soltanto un dentista può dirci qual è quello più adatto alle nostre specifiche caratteristiche ed esigenze. Così come la scelta dello spazzolino, anche la scelta del dentifricio è importante, per ragioni fondamentalmente analoghe: i dentifrici disponibili sono una miriade ma soltanto alcuni sono realmente adatti a noi.

Una buona regola da seguire è quella di non condividere mai lo spazzolino con altre persone. Se questo consiglio può apparire ovvio e scontato, quello di non condividere il dentifricio lo è certamente meno. Di norma infatti all’interno di una famiglia ogni persona dovrebbe avere il suo personale tubetto di dentifricio e gli spazzolini non dovrebbero essere mai conservati nello stesso recipiente. Tutto questo serve ad evitare che ci possano essere contatti diretti e indiretti tra spazzolini, con conseguente passaggio di batteri. Fondamentale è poi la pulizia dello spazzolino, che dovrebbe avvenire attraverso l’utilizzo di acqua ossigenata o colluttorio. Lo spazzolino poi non va mai chiuso nella custodia ma va lasciato in un recipiente all’area aperta: in questo modo si evita la concentrazione di batteri e la formazione di muffe.

Il lavaggio dei denti, per essere completo, dovrebbe durare almeno due minuti e dovrebbe essere preceduto dall’utilizzo del filo interdentale. Inoltre, poiché lo spazzolino per quanto sofisticato non riuscirà mai a raggiungere tutte le zone della bocca, ogni tanto andrebbe fatta una pulizia dei denti dal dentista. Molte persone evitano di recarsi dal dentista per la pulizia dei denti perché sono spaventati dallo possibilità di dover pagare un conto salato. In realtà i trattamenti di igiene orale non costano molto, o almeno non sempre. Ultimamente poi si sta diffondendo il concetto di ortodonzia solidale, che prevede l’offerta di prestazioni dentistiche di qualità a prezzi accessibili. Non ci sono grandi ostacoli quindi, una corretta igiene orale è possibile,è tutta questione di volontà e di attenzione.

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Google annuncia l’arrivo delle lenti a contatto con fotocamera


L’applicazione della tecnologia al settore dell’ottica ha portato, nel giro di pochi anni, alla produzione e commercializzazione di lenti a contatto di ogni tipo, in grado di svolgere funzioni impensabili. Ormai sono in commercio lenti a contatto di tutti i tipi e capaci di correggere qualunque difetto della vista, dalla miopia all’astigmatismo alla presbiopia. Esistono poi lenti cosmetiche, quelle che vengono utilizzate soltanto scopi estetici, nello specifico il cambio del colore degli occhi (per un catalogo completo di lenti a contatto visitare http://www.lenti-a-contatto.it/ ).

Ma non solo, è di pochi mesi fa la notizia di lenti a contatto in grado di misurare la glicemia, utilissime per consentire ai malati di diabete di avere sempre sotto controllo il proprio stato di salute. Ora si parla di un ulteriore passo in avanti, qualcosa di fortemente innovativo. Dopo aver commercializzato con successo i primi modelli di occhiali a realtà aumentata, Google ha infatti annunciato che sta lavorando alla realizzazione di un particolare tipo di lenti a contatto, dotate di fotocamera avanzata e capaci quindi di scattare e trasmettere fotografie. La fotocamera on ostacola il campo visivo di chi indossa le lenti, viene azionata mediante il battito delle ciglia ed è capace anche di inviare a smartphone e tablet le foto scattate.

La cosa più interessante di questo tipo di lenti a contatto è che è stato ipotizzato un possibile utilizzo in ambito medico. Queste lenti sarebbero infatti in grado di rilevare luci, forme e colori degli oggetti, consentendo ai non vedenti di avere informazioni importantissime in grado di aumentare il loro grado di autonomia. Ma non solo. A quanto pare le lenti che Google sta sviluppando sarebbero capaci di captare diversi segnali che arrivano dal corpo e trasmetterli in tempo reale al un medico, in modo da rendere molto più agevole la diagnosi di molte malattie, come ad esempio quelle della pelle.

Dati gli straordinari risultati ottenuti dalla tecnologia in campo ottico, l’utilizzo delle lenti con telecamera in ambito medico non sarebbe qualcosa di fantascientifico. Già il Google Glass infatti sono stati testati in questo ambiato. L’Istituto Clinico Humanitas in provincia di Milano ha infatti sperimentato i nuovi dispositivi per capire se e come possono essere d’aiuto in sala operatoria.

È ancora presto per dire se quest’invenzione diventerà effettivamente qualcosa di concreto. Una cosa è certa: se un paio di lenti a contatto può essere utile in campo medico, allora facciamo tutti il tifo per Google!

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Alcune cose da sapere sui dolcificanti artificiali


Uno dei comportamenti più diffusi tra chi vuole perdere peso o anche semplicemente tenersi in forma è la sostituzione dello zucchero e dei dolcificanti naturali coni dolcificanti artificiali. I dolcificanti artificiali sono quelli che non esistono in natura e che sono quindi ottenuti artificialmente in laboratorio. I più diffusi sono l’aspartame, la saccarina e il ciclammato. Inizialmente destinate ai diabetici, queste sostanze sono oggi molto diffuse nell’industria alimentare e vengono utilizzate per la produzione di dolcificanti in polvere, di bevande dietetiche, di caramelle e chewing gum  senza zucchero  e di molti altri prodotti. Il loro potere dolcificante è molto superiore rispetto a quello dello zucchero e il loro valore calorico è praticamente nullo.

Ci sono però alcune cose che non si sanno riguardo i dolcificanti calorici e alcune precisazioni che è bene tenere presenti.

Cominciamo col dire che l’utilizzo di dolcificanti artificiali raramente è in grado di dare un contributo significativo alla cura dello stato della forma di una persona. Non è certo bevendo bibite dietetiche o evitando di mettere lo zucchero nel caffè che si dimagrisce e ci si tiene in forma, per quello è necessario seguire un’alimentazione equilibrata, sana e corretta, oltre ad un programma di attività fisica mirato.

Aldilà di questo, bisogna fare molta attenzione alle quantità che si assumono perché ad oggi non esiste la certezza che queste sostanze siano innocue. Esperimenti effettuati sui ratti hanno invece dimostrato gli effetti cancerogeni dei dolcificanti artificiali e anche se non esistono evidenze empiriche relative agli esseri umani rimane sempre il dubbio che tali sostanze possano avere degli effetti negativi sull’organismo. È quindi bene non abusare dei dolcificanti ottenuti in laboratorio, limitando il loro utilizzo.

Spesso si sente dire che i dolcificanti artificiali possono fare ingrassare più dello zucchero o dei dolcificanti naturali. Come è possibile che ciò avvenga, dato che questi dolcificanti hanno un valore calorico nullo? Il meccanismo è particolare. Il fatto che stesso che il sapore dolce non è abbinato ad un apporto nutritivo manda in crisi la capacità dell’organismo di regolarsi correttamente, spingendolo a cercare altri dolci. In sostanza i dolcificanti artificiali spingono le persone ad assumente più calorie provocando un effetto opposto a quello per il quale sono stati concepiti.

Quindi i dolcificanti artificiali sono da evitare? No. È però consigliabile evitare di eccedere nel loro utilizzo.

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Week end del primo maggio: alcuni consigli


Dopo un fine settimana non bellissimo dal punto di vista meteorologico, ecco finalmente in arrivo un ponte primaverile a tutti gli effetti. Pare infatti che nei giorni del ponte del 1 Maggio il tempo sarà bello almeno sulle coste. E allora perché non pensare ad un bel week end al mare, un’ottima idea per cominciare ad acquisire un filino di abbronzatura prima delle vacanze estive.

Le località che possono essere scelte per un week end al mare in Italia sono molte e fare un elenco completo sarebbe impossibile. Possiamo però scegliere alcune località e consigliarle come possibili opzioni.

Ecco quindi alcune idee per trascorrere il week end del 1 Maggio al Mare.

Isola D’Elba. È la più grande delle isole dell’Arcipelago Toscano, e la terza più grande d’Italia. Inutile dire che l’isola è famosa soprattutto per le sue splendide spiagge, dislocate nei suoi 147 km di coste.  Tra le spiagge più rinomate citiamo Marina di Campo, Cavoli, Fetovaia, Seccheto, Sant’Andrea, Procchio, Biodola, Lacona, Lido di Capoliveri.  All’Elba sono presenti numerosi alberghi ma è possibile trovare posto anche in uno dei molti campeggi presenti.

Isola di Lampedusa. Per coloro che non sono molto distanti ed hanno quindi la possibilità di raggiungerla in poco tempo, la Sicilia è il luogo ideale per un week end al mare. In particolare per questo week end vi consigliamo la splendida Isola di Lampedusa. Si tratta della più grande delle isole Pelagie, da sempre importante attrazione turistica, in particolar modo per coloro che vogliono trascorrere una vacanza all’insegna del mare, del contatto con la gente e del buon cibo. Il mare che bagna l’isola è inoltre conosciuto come uno dei mari migliori praticare le immersioni subacquee.

Costa Smeralda. Questo è forse il periodo ideale per potersi godere appieno, in totale relax, una piccola vacanza nella più bella delle zone balneari sarde, prima che l’alta stagione  torni ad affollare le spiagge, con conseguente aumento del caos.  Le splendide spiagge sabbiose, le insenature, le isole e i promontori si estendono per un totale di 55 km, facendo della Costa Smeralda la più lunga delle riviere italiane. Le sue acquee cristalline e agli splendidi paesaggi incontaminati rendono la rendono indiscutibilmente unica.

Queste sono ovviamente soltanto alcune delle opzioni possibili per chi vuole passare il prossimo week end al mare, la scelta è in realtà molto più ampia. Qualunque sia la scelta finale, però, è necessario tenere presenti alcuni consigli importanti. Prima di organizzare è bene verificare le previsioni meteo attraverso una fonte attendibile, onde evitare che le piogge improvvise tipiche di questo periodo della primavera rovinino tutto. Inoltre, per tutelarsi ed evitare di incappare in situazioni poco gradevoli, è bene sottoscrivere una buona assicurazione di viaggio (per informazioni visitate http://www.travelguard.it/Assicurazione-Viaggio_1079_223276.html).

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La crescita record dei fondi comuni


Che i fondi comuni fossero una delle forme di investimento più in voga negli ultimi tempi non c’era dubbio, ma i dati che emergono dalla mappa mensile del risparmio gestito diffusa oggi da Assogestioni mettono in evidenza un vero e proprio record. 29 miliardi investiti dall’inizio dell’anno, con un patrimonio di settore totale che sfiora i 1.400 miliardi.

I fondi verso i quali gli investitori sono più orientati sono i fondi obbligazionari e flessibili, con flussi rispettivamente pari a 7,9 miliardi e 4,6 miliardi.

Ma cosa sono i fondi comuni di investimento? Benché molto diffusa, questa tipologia di investimento risulta sconosciuta ancora a molti. Facciamo quindi un breve quadro per aiutare coloro i quali ancora non sono ferrati sull’argomento.

I fondi comuni di investimento sono istituti di intermediazione finanziaria cha si occupano di investire i soldi raccolti dai risparmiatori. Il fine è quello di creare valore, facendo guadagnare tanto i gestori del fondo quanto i risparmiatori. I risparmiatori che investono il proprio denaro nel fondo sono detti fondisti; l’entità che si occupa di cerare e gestire il fondo è definita società di gestione ; gli istituti di credito che custodiscono i titoli del fondo sono invece definite banche depositarie.

 

Esistono 3 principali fondi comuni di investimento:

Fondi obbligazionari: sono caratterizzati dal fatto che il denaro dei risparmiatori viene investito in obbligazioni o in titoli di stato.
Fondi azionari: sono caratterizzati dal fatto che il denaro dei risparmiatori è investito in azioni di società quotate in borsa.
Fondi Bilanciati: si tratta di fondi che investono il denaro dei risparmiatori in diverse tipologie di titoli.

Quale tipo di fondo conviene scegliere? La risposta non è semplice, occorre valutare una molteplicità di fattori, a cominciare dalle proprie esigenze personali e dal rischio che si è disposti a correre. I titoli azionari sono in genere più rischiosi rispetto a quelli obbligazionari i quali però presentano lo svantaggio di essere meno redditizi. I fondi bilanciati sono stati concepiti proprio bilanciare il rischio e la redditività, dando vista a forme di investimento ibride.

In ogni caso, la scelta del fiondo di investimento al quale affidare i propri risparmi va effettuata con cautela, magari grazie all’aiuto di una persona esperta, come un consulente finanziario.

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Automobili: gli italiani preferiscono l’usato


A ben vedere il mercato delle automobili non è mai stato toccato più di tanto dalla crisi. Se c’era stata una leggera flessione, ora il mercato sta dando dei forti segnali di ripresa ed in particolare nel settore delle auto usate. Nel 2013 e nei primi mesi del 2014 2 auto acquistate su 3 erano usate. Le motivazioni di questa tendenza sono facilmente intuibili, la situazione di difficoltà che l’Italia sta attraversando ha colpito il portafogli delle persone, modificando inevitabilmente anche i modi di investire e di risparmiare.

L’acquisto di un’auto usata non è però un investimento semplice, si tratta di un’operazione che va svolta con la massima attenzione e la massima cura. Il dubbio principale di chi vuole acquistare un’auto usata è se convenga acquistarla presso un privato o presso una concessionaria. È difficile risolvere questo dubbio, i fattori da considerare sono molti e dipende sempre dai casi specifici. In linea di massima, se ci si rivolge ad una concessionaria si può avere una maggiore garanzia in termini di affidabilità. Molte concessionarie offrono inoltre una garanzia sull’usato che mette al riparo da eventuali spiacevoli sorprese che possono capitare acquistando un‘auto usata. D’altra parte, se ci si rivolge ad un privato si possono avere maggiori chance di trattare sul prezzo ed è quindi più facile riuscire ad ottenere degli sconti. In ogni caso però, quando si acquista un’auto usata occorre valutare il veicolo bene, verificandone il buono stato di persona o grazie all’aiuto di un conoscente intenditore. Un indiscusso vantaggio delle concessionarie consiste nel fatto che queste danno quasi sempre la possibilità di acquistare l’auto con un finanziamento occupandosi si tutte le pratiche necessarie. Ovviamente è possibile chiedere un finanziamento anche se si acquista da un privato ma in quel caso occorre fare da soli, rivolgendosi ad una società finanziaria e sbrigando tutte le pratiche del caso.

I canali attraverso i quali è possibile dirigersi verso l’acquisto di una macchina usata sono quindi molti, si va dai siti specializzati ai siti di annunci generici, dalle riviste specializzate alle concessionarie, agli autosaloni. Ultimamente poi è possibile acquistare un’auto usata perfino nei grandi centri commerciali. Sempre più di frequente infatti capita di trovare esposizioni di autosaloni specializzati nella vendita dell’usato proprio presso i centri commerciali.

Per acquistare delle buone auto usate ci si può rivolgere a:

Automobile.it: portale specializzato
Autoscout24.it: portale specializzato
Subito.it: sito di annunci generalista, con una sezione dedicata alle auto
Renord.com: concessionaria di auto usate a Milano

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Rio Marina e il turismo

Se per le prossime vacanze estive avete pensato all’Isola D’Elba avete fatto certamente una scelta davvero azzeccata. Se poi non avete ancora deciso la
destinazione precisa prendete in consideraizone l’Idea di scegliere Rio Marina, la seconda città dell’Elba per importanza, dopo Portoferraio.

Le origini della città di Rio Marina sono relativamente recenti, la sua nascita risale infatti al 1882, anno in cui si è compiuta la separazione
amministrativa da Rio nell’Elba. Oggi Rio Marina è un’importante località balneare dotata di strutture ricettive e in grado di offrire numerosi servizi ai
turisti. Le sue spiagge sono davvero stupende e si presentano quindi come la meta ideale per tutti coloro che amano il mare. Ma non solo, Rio Marina è
famosa anche per i percorsi che consentono di scoprire la storia delle antiche miniere, sulle quali gli abitanti del territorio basavano l’economia fin dai
tempi degli etruschi. Si può scegleire ad esempio di visitare il museo dei minerali Elbani o il parco minerario Isola d’Elba, luoghi in cui si possono
osservare le tecniche di lavorazione e d estrazione dei minerali, gli impianti e le macchine di miniera.

Anche il porto di Rio Marina deve la sua costruzione allo sfruttamento delle miniere. Inizialmente infatti il porto era utilizzato dalle navi che
trasportavano i materiali estratti. Oggi il porto è utilizzato anche per il trasporto dei turisti che vogliono visita l’Elba, insieme al porto di
Portoferraio e a quello di Cavo. In particolare il porto di Rio Marina è collegato con Piombino, il lembo di terraferma più vicini all’isola, dal quale
partono e arrivano traghetti da tutta Italia.

Le spiagge più importanti di Rio Marina sono:

Ortano: spiaggia molto affascinante, offre la possibilità di piacevoli nuotate lungo la costa;

Porticciolo: graziosa spiaggetta di sabbia e ghiaia;

Cala del Telegrafo: spiaggia dalla sabbia brillante e luccicante;

Cavo: situata davanti all’omonimo paese.

I traghetti che arrivano e partono dal Porto Di Rio Marina sono della compagni Toremar.Per informazioni dettagliate è possibile visitare il sito http://www.traghetti-elbareservation.it.

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