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Massimo Malvestio: la legge Madia a cinque anni dall’approvazione, l’intervista

“Draghi dovrebbe cercare di rilanciare la legge Madia ma i partiti non glielo permetteranno”: la realtà delle municipalizzate nell’intervista a Massimo Malvestio, avvocato ed editorialista.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: gli interessi dei partiti nelle società a partecipazione pubblica

Di pochi giorni fa l’ennesima sentenza che condanna Asco Holding, la società “nei fatti governata dalla Lega”, a pagare circa 10 milioni di euro ai Comuni per aver attribuito un valore inferiore alle loro quote. Per la holding un’altra sconfitta. Per Plavisgas, il nucleo di azionisti privati di cui l’avvocato Massimo Malvestio è socio e ispiratore, invece un’ulteriore vittoria nella battaglia che porta avanti da anni per chiedere il pieno rispetto della legge Madia. “Una legge che gli enti pubblici e i partiti sembrano più impegnati ad aggirare che ad applicare” scrive “Venezie Post” che ha intervistato in merito l’avvocato trevigiano, oggi a Malta dove guida in qualità di Presidente Praude Asset Management Ltd. Secondo Massimo Malvestio la vicenda Asco Holding dimostra come i partiti non siano intenzionati a mollare la presa sulle municipalizzate: “Le società a partecipazione pubblica piacciono a tutti. Piacciono ai partiti, a tutti i partiti. Appena un partito arriva in giunta, comincia a mostrare un apprezzamento del tutto nuovo per le partecipate dell’ente. Mano a mano poi che familiarizzano con la gestione, l’attaccamento diventa morboso. Anche i giudici, compresi quelli contabili, hanno dato prova di essere spesso molto comprensivi verso queste strutture”. La legge Madia sulle società a controllo pubblico è stata approvata cinque anni fa ma, al di là di una “prima formale applicazione” che ha portato alla chiusura di alcune società “per lo più del tutto marginali”, la realtà non sembra essere cambiata.

Massimo Malvestio: la Madia, un’ottima legge e un’alternativa tra il controllo dei partiti e le privatizzazioni

Oggi la realtà non parla solamente di buone società mai vendute ma anche di una ripresa dell’espansione, come evidenzia l’avvocato Massimo Malvestio nell’intervista dello scorso 1° giugno: “Asco Holding sta comprando azioni Ascopiave. Lo stesso sta accadendo in Iren. Torino e Genova stanno comprando e pagano persino premi sul prezzo di mercato. È vero che Iren è quotata e quindi la partecipazione diretta è legittima, ma non mi pare proprio che la legge Madia legittimasse la ri-espansione. I Comuni piangono il morto dicendo che non hanno denari per l’ordinaria amministrazione, ma hanno denari per comprare azioni in borsa”. Questo dunque il quadro: i Comuni tornano ad acquistare quote di società pubbliche e raramente per gestirle bene. Perché se la natura delle società a controllo pubblico dovrebbe essere quella di garantire servizi o investimenti che i privati non trovano conveniente fare, ma che sono fondamentali per lo sviluppo di una comunità, oggi lo scopo sembra essere quello di distribuire dividendi ai Comuni e occupare posti nei CdA da parte delle seconde file dei partiti: “Di fatto è molto più facile alzare una tariffa che imporre un’imposta. I partiti hanno capito che con la gestione delle tariffe, e di un enorme patrimonio che già esiste, si possono ottenere grandi entrate per gli enti senza che nessuno protesti. Anzi: la narrazione è che gli utili sono l’effetto dell’opera di grandi manager”. Uomini spesso impreparati? Secondo Massimo Malvestio “vi sono società pubbliche dove i manager potrebbero essere stati scelti da qualsiasi privato. In altri casi invece il limite della decenza è superato di slancio”. Il problema non è “nel fatto che, in società pubbliche, i manager siano di fiducia delle forze politiche” ma che ci sono partecipate “dove il presidente ha come tratto saliente del curriculum l’avere fatto tanti anni l’autista al segretario del partito”. E anche in quest’ottica, come ribadisce l’avvocato nell’intervista ripresa anche da “Emilia Post”, la Madia si riconferma “un’ottima legge”: un’alternativa tra il controllo dei partiti e le privatizzazioni.

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La soluzione di Gruppo Green Power permette di beneficiare del Superbonus 110%

Superbonus 110% è la detrazione fiscale varata dal Governo e dedicata alla riqualificazione energetica degli immobili: con un team di esperti, Gruppo Green Power offre ai propri clienti una soluzione per beneficiare di tale incentivo.

Gruppo Green Power

Superbonus 110%: il servizio a 360° di Gruppo Green Power

Incentivare la riqualificazione energetica degli edifici con un’agevolazione del 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, termine prorogabile di altri 6 mesi per i condomini che a quella data abbiano completato i lavori per almeno il 60%: è l’obiettivo del Superbonus, inserito dal Governo italiano nel D.L. Rilancio 34/2020. Gruppo Green Power offre la consulenza del proprio team di esperti per ottenere il bonus fiscale guidando le famiglie durante tutto il processo. Dalle operazioni di verifica (che comprendono i sopralluoghi necessari, le verifiche catastali e il rilascio del pre-Attestato di Prestazione Energetica – APE), al completamento delle pratiche amministrative fino alla scelta dei prodotti più adatti all’ottimizzazione energetica. La misura di incentivazione prevede che gli interventi di riqualifica debbano consentire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. La soluzione messa a disposizione da Gruppo Green Power permette di godere delle detrazioni fiscali, limitare i costi energetici del proprio immobile e incrementare il valore dell’edificio.

Gruppo Green Power: storia e core business dell’azienda

Fondato nel 2010 a Mirano (VE), Gruppo Green Power è diventato in poco tempo uno dei leader nazionali nel settore delle energie rinnovabili: l’azienda offre al mercato domestico servizi e prodotti di efficientamento energetico quali pannelli fotovoltaici, pompe di calore, climatizzatori, accumulatori e sistemi ibridi. L’etica del Gruppo è in linea con gli obiettivi stabiliti dal Ministero dell’Ambiente volti a ridurre l’inquinamento prodotto dai combustibili fossili. Le soluzioni proposte ai clienti sono totalmente orientate al risparmio energetico. A tal proposito l’attività di Gruppo Green Power mira a conciliare il benessere con il rispetto per l’ambiente: i servizi offerti garantiscono comfort e sicurezza e supportano lo sviluppo sostenibile. “Abbiamo intrapreso un percorso capace di offrire le migliori soluzioni sul mercato italiano che assicurano alti standard per il risparmio energetico e il vostro benessere e capaci di contribuire a garantire un futuro sano alle generazioni di domani”.

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Gli interventi di Serenissima Ristorazione per gli istituti romani

Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, ha parlato del piano dell’azienda per le scuole in cui opera nel Municipio IX di Roma. Coinvolti più di 8mila alunni e studenti suddivisi tra asili nido, scuole dell’infanzia e primarie.

Serenissima Ristorazione

Il piano di Serenissima Ristorazione per le scuole gestite nel Municipio IX di Roma

Tre differenti tipologie di intervento in più di 50 scuole e dieci asili nido, che vedono la partecipazione di oltre 8mila alunni e studenti. Questo prevede il nuovo planning di Serenissima Ristorazione per gli istituti gestiti nel Municipio IX di Roma, che a fronte di un investimento totale di 300mila euro punta sul contenimento dell’impronta ambientale delle attività, su una educazione alimentare veicolata con metodi facili e divertenti e sull’impiego di nuovi macchinari che semplificano il lavoro degli operatori. In particolare, si prevede l’utilizzo di frigoriferi professionali e refrigeratori, unitamente a forni di recente costruzione che contribuiranno a diminuire gli sprechi di energia in una percentuale variabile tra il 30% e il 50%, sempre garantendo la conservazione delle pietanze alle migliori temperature e con le proprietà organolettiche dei prodotti impiegati. L’implementazione di specifiche presse pneumatiche avrà poi come conseguenza la diminuzione della massa dei rifiuti in una misura tra il 66% e l’80%. Caratteristica imprescindibile del nuovo intervento di Serenissima Ristorazione è l’importanza attribuita all’educazione al cibo, che si articolerà in tre iniziative diversificate a seconda dell’età dei partecipanti. Per le scuole primarie sono stati pubblicati due fumetti online, allo scopo di favorire il consumo consapevole dei prodotti alimentari. Gli alunni delle scuole dell’infanzia studieranno invece sulle tavole colorate della “Mensa a colori” i concetti principali relativi alla nutrizione. I bimbi degli asili nido, infine, impareranno divertendosi grazie al gioco interattivo “Il carrello della spesa”.

Serenissima Ristorazione: le soluzioni in favore dei lavoratori

Nel piano è stata riservata particolare importanza al miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti attraverso l’impiego di sistemi e soluzioni che minimizzano lo sforzo fisico. Tra questi vale la pena citare macchinari ad elevato tasso di tecnologia con procedure automatizzate che supportano il lavoratore nelle mansioni più ripetitive e stoviglie con un peso ridotto tra il 50% al 90% al fine di facilitarne il trasporto. “Siamo consapevoli di quanto oggi per ogni azienda sia importante garantire un servizio di qualità, rispettoso dell’ambiente e che metta al primo posto le necessità delle persone (in questo caso dei bambini) e dei dipendenti” – queste le parole di Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione. “Per questo motivo abbiamo pensato che il nostro nuovo piano per le scuole di Roma dovesse comprendere tutti questi elementi. Alla nostra esperienza nei campi della ristorazione e della sanificazione abbiamo dunque unito l’expertise di una società specializzata nella Kids Communication. Il risultato è un piano d’azione che, tra l’altro, prevede un programma di educazione alimentare appositamente pensato per le esigenze delle diverse classi di età considerate. Non nascondo che la grave crisi causata dalle chiusure imposte dal Covid ha prodotto serie difficoltà nel nostro settore con numerose aziende che hanno dovuto riconsiderare i propri piani ed investimenti per il futuro. Da parte nostra non abbiamo mai mollato, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo elaborato un nuovo modello di preparazione e consegna dei pasti che rispetta tutti i più alti standard di sicurezza alimentare evitando qualsiasi contaminazione. Questo era e rimane il nostro obiettivo primario. Oggi più di ieri”.

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Francesco Milleri, il percorso del Top Manager: incarichi in Luxottica ed EssilorLuxottica

Francesco Milleri: i traguardi conseguiti nel ruolo di Vicepresidente e AD di Luxottica e l’apporto decisivo all’operazione che ha portato alla nascita di EssilorLuxottica.

Francesco Milleri

EssilorLuxottica: ritratto biografico dell’Amministratore Delegato Francesco Milleri

È stato designato AD di EssilorLuxottica nello scorso dicembre. Insieme a Paul du Saillant, attuale Vice AD, e al suo team Francesco Milleri ha guidato il processo di integrazione tra le due società che oggi, come dicono i risultati conseguiti nel primo trimestre 2021, ha acquisito un "ulteriore slancio". È stato un "ottimo inizio d’anno", evidente nei numeri: i ricavi consolidati nel periodo gennaio-marzo ammontano a 4.060 milioni di Euro, con un incremento su base annua del 7,3% rispetto al primo trimestre 2020 (+14,3% a cambi costanti) e a +1,9% a cambi costanti sul primo trimestre del 2019. "Sebbene la pandemia ci abbia posto sfide sempre più impegnative le abbiamo affrontate con decisione, raggiungendo un aumento significativo dei ricavi che hanno superato i livelli pre-pandemia", ha commentato in merito l’AD Francesco Milleri, unitamente al Vice AD di EssilorLuxottica, sottolineando gli "importanti passi avanti" fatti in diverse aree di attività, le nuove acquisizioni e il continuo impegno "sui temi di sostenibilità e responsabilità sociale, e i programmi inclusivi", sempre "al centro della nostra mission e del nostro modello di business".

Da Abstract a Luxottica: l’iter formativo e professionale di Francesco Milleri

Francesco Milleri è Vicepresidente e Amministratore Delegato di Luxottica da gennaio 2017. Laureatosi con lode in Giurisprudenza all’Università di Firenze nel 1987, ha conseguito un MBA in Business Administration con alto merito all’Università Bocconi: in seguito alla vittoria della borsa di studio "Donato Menichella" bandita dalla Banca d’Italia, si è trasferito negli Stati Uniti dove ha avuto modo di specializzarsi in Corporate Finance alla Stern School of Business della New York University. Nel 1996 fonda Abstract, società di consulenza strategica specializzata in definizione e ingegnerizzazione dei processi aziendali. Ne è alla guida quando, in qualità di advisor, inizia a collaborare con Luxottica giocando un ruolo fondamentale nella fase di digitalizzazione dei processi di business in cui è impegnato in quegli anni il Gruppo. Interpretando la visione imprenditoriale di Leonardo Del Vecchio, fornisce un importante contributo al rinnovamento operativo e tecnologico di Luxottica occupandosi dell’ottimizzazione e dell’implementazione di processi aziendali chiave. Nel 2016 il Presidente lo chiama a lavorare stabilmente in azienda, inizialmente nel ruolo di Amministratore con funzioni vicarie: successivamente ne diventerà Vicepresidente e Amministratore Delegato. In questi anni il Gruppo registra una crescita considerevole: dal 2015 al 2019 le vendite cumulate salgono di circa il 40% rispetto al periodo 2010-2013, passando da 26 a 36 miliardi di Euro; l’utile netto cumulato cresce di circa l’80% e il valore medio del margine netto sale dal 7,5% circa a oltre il 10%. In virtù delle sue competenze, il Presidente di Luxottica gli conferisce ulteriori incarichi di fiducia, anche in assenza di ruoli formali, affidandogli un importante ruolo di garante e interprete delle strategie condivise. Francesco Milleri opera inoltre nel CdA della Fondazione Leonardo Del Vecchio e in quello dell’Istituto Europeo di Oncologia, in rappresentanza della Fondazione stessa.

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Il credito cooperativo oggi: la vision di Massimo Malvestio a “Venezie Post”

Le BCC e il credito cooperativo oggi: l’intervista di “Venezie Post” all’avvocato Massimo Malvestio, esperto di finanza e territori e autore del libro del 2006 “Credito cooperativo. Storia di uomini, bisogni e successi in Veneto”.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: oggi dell’idea di banca territoriale e di mutualità all’origine delle Bcc resta molto poco

Il credito cooperativo è morto: c’è bisogno di nuove forme di mutualità. È l’avvocato Massimo Malvestio a lanciare il messaggio, intervistato sul tema da “Venezie Post”. L’attuale Presidente di Praude Asset Management Ltd aveva già esplorato il mondo delle Bcc in un suo libro pubblicato nel 2006: da allora sono trascorsi 15 anni e “di mezzo c’è stata la crisi della Lehman che ha svelato la fragilità del sistema finanziario mondiale”. Uno shock “secondo me non ancora del tutto compreso e che comunque non ha ancora finito di produrre conseguenze”: a esplodere è stata soprattutto “la produzione di regole, di controlli e di controllori” e le banche “sono passate dalle mani dei banchieri a quelle dei compliance officer e dei risk manager”. Ma cosa resta oggi dell’idea di banca territoriale e di mutualità che erano all’origine delle Bcc? Secondo Massimo Malvestio “molto poco di entrambe”: quello che oggi manca è il collegamento tra banca e territori. Basti pensare che “la Bcc di Roma è arrivata a Padova!”. E le aggregazioni avvengono in modo casuale dal punto di vista territoriale, scavalcano province e regioni: “I soci sono in molte banche molte decine di migliaia e quindi non conoscono più gli amministratori che, di fatto, vengono a controllare le assemblee che devono eleggerli”. L’unica vera caratteristica ormai rimasta è la non contendibilità e la grande difficoltà di accedere al capitale di rischio: in questo si traduce oggi la forma cooperativa secondo l’avvocato. Ma non solo: “La mutualità poi non è più compatibile con regole di vigilanza così dettagliate e diffuse che di fatto impongono un unico modello di banca, o almeno, un modello naturalmente lucrativo e non mutualistico”.

Massimo Malvestio, Presidente di Praude Asset Management Ltd: la decisione di trasferirsi a Malta

Nell’intervista pubblicata lo scorso 12 maggio Massimo Malvestio si esprime inoltre su Iccrea e Ccb e promuove l’iniziativa di microcredito sviluppata dalla diocesi di Treviso: “Spero che abbia un grande successo e che possa essere la prima tra molte”. Nel 2014 l’avvocato ha deciso di trasferirsi a Malta dove oggi, in qualità di Presidente del Comitato per gli Investimenti, guida Praude Asset Management Ltd. Nell’intervista parla anche di questa scelta: “Dopo avere fatto per trent’anni anni l’avvocato, volevo fare il gestore e forse combinare insieme le due esperienze dopo che, all’inizio della mia carriera, ero stato a un passo dal potere anche diventare agente di cambio. Mi pare che le società di gestione e i fondi siano in Irlanda, in Lussemburgo, a Londra, qualcuno anche a Malta (che ho preferito per il clima, soprattutto) e mi pare che in questi Paesi sia pieno di gestori italiani. Talvolta i più bravi gestori italiani. Un motivo ci sarà: tassazione, regolamentazione, rapporto con i regolatori? Non lo so per certo, probabilmente tutte e tre le cose insieme: i numeri sono spietati e sono di una chiarezza inequivocabile”. Massimo Malvestio continua comunque a guardare con grande attenzione all’evoluzione del modello delle Bcc e del credito mutualistico nel nostro Paese e in particolare nella regione in cui è nato: “Io ho sempre amato il Veneto, che è una terra policentrica, piena di identità e di storie di lavoro che, come raccontavo nel mio libro, si è affrancato dalla miseria anche grazie alle casse rurali banche di comunità e molte volte banche degli ultimi che riescono a diventare i primi. Ho avuto la fortuna di vivere da vicino tante belle storie, davvero entusiasmanti e così le ho raccontate. Ecco: se la Bcc Prealpi, della Marca, San Biagio, San Giorgio e diverse altre avessero potuto diventare spa, se avessero potuto raccogliere denari e crescere e mantenere integro il loro Dna, magari avrei continuato a scrivere di Bcc, storie di uomini e di imprese nei loro territori. Adesso non vedo cose altrettanto belle come le storie che ho raccontato. Adesso le storie le scrivono minuto per minuto i compliance officer e i risk manager. Non mi pare serva altro, per ora”.

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Festival di Varese Estense, Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): “La città ha bisogno di ritrovarsi”

Il Festival si terrà dal 25 giugno all’11 luglio ai Giardini Estensi. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, è intervenuto alla presentazione dell’evento.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: “Evento per ridare speranza alla città”

Giunto alla sua quarta edizione, quest’anno il Festival teatrale di Varese Estense offrirà un calendario di 11 spettacoli tra opere, musica, letteratura e cinema. L’evento, promosso da Officine Teatrali Red Carpet e Giorni Dispari Teatro, è stato organizzato nella cornice dei Giardini Estensi, dove sono previsti 1.000 posti a sedere. Tra i sostenitori, oltre al Comune e alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, anche Fondazione Cariplo. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione, durante la presentazione della kermesse ha sottolineato l’importanza del Festival, definendolo un’iniziativa “ideale per un tentativo di rinascita” della città. Tra i titoli di punta del programma “Sogno di una notte di mezz’estate” di William Shakespeare e “Le Nozze di Figaro” di Mozart con la Como Lake Philarmonic Orchestra diretta da Roberto Gianola per la regia di Serena Nardi. “È con grande gioia che per il terzo anno Fondazione Cariplo partecipa a questa brillante iniziativa che esalta, in primis, la costanza di chi milita per un’idea di bellezza e di comunità di cui tutti sentiamo sempre più il bisogno”, ha dichiarato Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti: “Varese deve ritrovare la propria identità culturale”

Il Festival intende lanciare un vero e proprio “messaggio di speranza” in un momento in cui il Paese sta ancora affrontando gli effetti dell’emergenza sanitaria. “In tempi in cui bruttura e decadenza sembrano averla vinta in ogni dove – ha sottolineato Andrea Mascetti – questo festival fa bella mostra di uno spirito di sana rivolta ideale”. Si tratta di un’occasione di rilancio soprattutto per la città di Varese e in particolare per il settore della cultura, uno dei più colpiti dalla pandemia. “La città ha bisogno d’identità, di ritrovarsi – ha continuato il Coordinatore di Fondazione Cariplo – perché in quest’ultimi anni si è persa certamente ed è un po’ caduta nel dimenticatoio. I nomi portati avanti, da Beethoven a Mozart a Donizetti, daranno una nuova allure alla nostra città che ne ha molto bisogno”. Fondamentale l’impegno delle persone: “Grazie agli indefessi organizzatori di questo Festival dedicato alla Musica, al Teatro e alla Bellezza, entronauti di una ricerca quanto mai necessaria in questi tempi perigliosi. Uno di loro – ha concluso Andrea Mascetti – oggi ha detto che noi varesini dobbiamo rimetterci insieme e ridare speranza alla nostra città”.

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Riva Acciaio: una storia di innovazione e qualità

Riva Acciaio, facente parte di Riva Forni Elettrici, si distingue oggi per lo stabilimento all’avanguardia di Lesegno: nel laboratorio infatti troviamo il “Gleeble 3800”, simulatore termomeccanico fiore all’occhiello dell’azienda.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: dalla fondazione al “Gleeble 3800”

Riva Acciaio è un’azienda leader in Italia nel settore siderurgico, nata nel 1954, fu fondata grazie all’iniziativa di Emilio e Adriano Riva. Controllata di Riva Forni Elettrici, Riva Acciaio è oggi attiva con oltre 1.000 dipendenti e possiede 5 stabilimenti ubicati a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS). La produzione è indirizzata sia al mercato italiano che a quello europeo. L’esperienza di oltre 60 anni accumulata nel settore siderurgico, l’ha resa un’azienda di primo piano per la realizzazione di prodotti lunghi e per la lavorazione di acciai di alta qualità. Riva Acciaio, negli anni, ha investito con costanza e determinazione in innovazione e sviluppo, diventando così la prima azienda italiana ad adottare nei suoi impianti la colata continua curva. Il laboratorio di Lesegno è all’avanguardia e dotato del simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”.

Riva Acciaio: garanzia di qualità

In contatto con realtà importanti come l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano, Riva Acciaio prosegue sulla strada della ricerca e dell’ammodernamento, con un’ottica di riguardo verso le tematiche ambientali e di sicurezza, tutti gli stabilimenti sono infatti certificati ISO 14001 e ISO 45001. Inoltre, gli stabilimenti di Caronno, Lesegno, Cerveno e Malegno sono certificati secondo la norma IATF16949 che consente di fornire il mercato dell’auto. Gli stakeholder rimangono sempre al centro delle politiche aziendali grazie ad un accurato monitoraggio e allo sviluppo dei processi. Gli stabilimenti Riva Acciaio puntano al continuo miglioramento delle performance e sono sottoposti a costanti verifiche da parte di enti terzi ed indipendenti, che si occupano di controllare le conformità della gestione degli impianti industriali.

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Susanna Esposito: i suggerimenti per contrastare il Covid-19 durante la terza ondata

I danni che le chiusure delle scuole hanno arrecato ai giovani non sono più sostenibili: così Susanna Esposito in un appello rivolto al Governo durante la terza ondata.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: l’appello dei medici

La riapertura parziale delle scuole è uno dei recenti risultati ottenuti dal nuovo Governo nel contrasto all’emergenza sanitaria. Oggi, grazie all’istituzione di zone con diversi gradi di restrizioni e soprattutto all’accelerazione della campagna vaccinale, buona parte degli studenti è tornata in presenza. Susanna Esposito, Ordinaria di Pediatria all’Università di Parma, fin dai primi mesi di pandemia aveva posto l’attenzione sui rischi della didattica a distanza come modalità unica di insegnamento. La virologa è stata anche tra i promotori di due appelli rivolti al Governo sulla strategia da adottare per limitare gli effetti della terza ondata, tutelando sia la salute che l’istruzione dei più giovani. Le richieste del gruppo di medici, tra cui Stefano Zona, specialista in Malattie infettive dell’Ausl di Modena, si sono concentrate sull’adozione di lockdown intermittenti almeno fino al mese di giugno, con particolare attenzione durante i periodi festivi. Uno degli obiettivi principali permettere agli istituti scolastici di ripartire al più presto con la didattica in presenza. Per Susanna Esposito una priorità non più rimandabile: con la chiusura reiterata delle scuole, i danni psicologici e fisici sui ragazzi rischiavano infatti di diventare sempre più consistenti.

Susanna Esposito: DAD non basta, accelerare su campagna vaccinale

L’opinione di Susanna Esposito sulla didattica a distanza è sempre stata critica. Per la Presidente di WAidid infatti si tratta di una modalità stancante e spesso anche inefficiente. Ora che elementari e medie sono tornate in presenza, è necessario che anche i licei raggiungano il 100%. Al momento il miglior alleato per uscire dall’emergenza sanitaria e consentire un rientro sicuro a tutti gli studenti è la campagna vaccinale. Dopo alcuni mesi di tentennamenti, in Italia il ritmo delle somministrazioni giornaliere ha raggiunto il target prefissato di 500mila. Tuttavia persiste il problema della disponibilità delle dosi. Numerosi anche gli episodi di rifiuto del vaccino per timore degli effetti collaterali. Ma i benefici sono ben superiori ai rischi, soprattutto se si considera lo sviluppo di nuove varianti. Susanna Esposito non ha dubbi: bisogna vaccinare il più possibile e raggiungere il 70% della popolazione in modo tale da ottenere l’immunità di gregge. Possibilmente concludendo al più presto le somministrazioni a insegnanti e personale scolastico, indispensabili per continuare nel processo di riapertura totale delle scuole.

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Alessandro Azzi: “Mutue di Comunità”, il sostegno al territorio della Federazione Lombarda delle BCC

Alessandro Azzi, nel progetto "Mutue di Comunità" l’impegno della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo a favore delle comunità colpite dalla crisi innescata dal Covid-19.

Alessandro Azzi

Alessandro Azzi, Presidente di Federazione Lombarda delle BCC: il progetto "Mutue di Comunità"

"Solo a partire dalla cooperazione e dal lavoro comune si possono affrontare le sfide future con speranza e successo": è racchiuso in queste parole il valore di "Mutue di Comunità", iniziativa della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo guidata attualmente da Alessandro Azzi. "Le BCC lombarde vogliono dare il proprio contributo, impegnandosi a riscoprire, rinnovare e diffondere le migliori esperienze di attenzione alla prossimità territoriale e di sviluppo delle comunità" si legge nella nota diffusa dall’organismo associativo, nato nel 1964 per rappresentare e fornire assistenza, consulenza e formazione alla rete delle BCC basate in Lombardia. Promosso in partnership con COMIPA (Consorzio tra Mutue Italiane di Previdenza e Assistenza), il progetto "Mutue di Comunità" punta a far diventare le associazioni mutualistiche nate col sostegno delle banche di credito cooperativo lombarde i nuovi agenti di sviluppo della comunità e del territorio nel post-Covid, in linea con la mission dell’ente che Alessandro Azzi guida da trent’anni.

Alessandro Azzi: il supporto della Federazione Lombarda delle BCC alle comunità locali nel post-Covid

Dare sostegno a soci, clienti e dipendenti delle BCC oggi significa innanzitutto offrire supporto alle comunità su cui pesano gli effetti della crisi economica e sociale innescata dalla pandemia. È l’impegno della Federazione Lombarda delle Banche di Credito Cooperativo, come dice il progetto "Mutue di Comunità" fortemente sostenuto anche dal Presidente Alessandro Azzi. Non solo garantire sostegno economico alle famiglie ma anche supporto alle persone per ogni necessità che si presenta nel corso della loro vita: sussidi alla nascita dei Figli, copertura di spese scolastiche, gite di gruppo, attività sportive, iniziative culturali e formative o, ancora, tariffe scontate e accesso agevolato alle strutture sanitarie, programmi di prevenzione sono solamente alcuni degli ambiti su cui si focalizza l’iniziativa. Nell’ambito del progetto inoltre l’organismo associativo presieduto da Alessandro Azzi svolge il ruolo di centro di assistenza e di servizi di supporto alle associazioni mutualistiche che saranno progressivamente istituite. Sono 17 le banche che hanno già aderito all’iniziativa: nelle diverse province lombarde il progetto potenzialmente potrebbe interessare oltre un milione di persone.

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Kiko Milano: a Cristina Scocchia il Cavalierato nell’Ordine della Legione d’Onore di Francia

Il conferimento del titolo di Cavaliere nell’Ordine della Legione d’Onore, l’onorificenza più alta attribuita dalla Repubblica francese a Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, per il suo “percorso straordinario, sempre orientato verso il futuro”.

Cristina Scocchia

Kiko Milano: all’AD Cristina Scocchia la più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica francese

Insignita della più alta onorificenza attribuita dalla Repubblica francese per il suo “percorso straordinario, sempre orientato verso il futuro”: il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur (Cavaliere nell’Ordine della Legione d’Onore) di cui oggi può fregiarsi Cristina Scocchia è stato conferito all’AD di Kiko Milano dall’Ambasciatore di Francia Christian Masset nel corso di una cerimonia a Palazzo Farnese. L’Ambasciatore ha ricordato inoltre “l’eccellenza del suo operato” alla guida di L’Oréal Italia tra il 2014 e il 2017. L’AD di Kiko Milano si è detta “onorata ed emozionata” al termine della cerimonia: “Ricevere la Legione d’Onore è un grande privilegio”. Cristina Scocchia ha quindi ringraziato l’Ambasciatore e le autorità francesi “per questo prestigioso riconoscimento che cercherò di onorare con impegno e orgoglio”.

Cristina Scocchia: la Legione d’Onore un prestigioso riconoscimento da onorare con impegno e orgoglio

Il titolo di Cavaliere dell’Ordine della Legione d’Onore è uno dei diversi riconoscimenti che sono stati attribuiti a Cristina Scocchia a fronte dei traguardi conseguiti nel corso della sua carriera. Tra questi la Mela d’Oro per il Management nell’ambito del 27esimo Premio Marisa Bellisario (2015) e il titolo di miglior CEO per la categoria Retail ai CEO Italian Awards (2019). Nel 2019 “Forbes” l’ha inclusa nella prestigiosa classifica delle 100 donne leader più influenti, riconoscendole l’impegno nel promuovere valori legati allo sviluppo aziendale, alla leadership, alla diversità e alla sostenibilità. Il titolo di Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur conferito a Cristina Scocchia è stato istituito da Napoleone nel 1802: è attribuito a quanti nel proprio percorso professionale e di vita si contraddistinguono per il coraggio e le virtù.

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Riva Acciaio (Gruppo Riva): le peculiarità dello stabilimento di Lesegno

“Nel laboratorio, integrato nello stabilimento e che collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa, vengono realizzate le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Riva Forni Elettrici, di cui Riva Acciaio fa parte”: così Valerio Bisio commenta le peculiarità dello stabilimento di Lesegno.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: il “Gleeble 3800”

Il fiore all’occhiello di Riva Acciaio (Gruppo Riva): così è stato definito il laboratorio di Lesegno in un recente articolo pubblicato online da “Provincia Granda”. L’approfondimento si concentra sul laboratorio integrato di Lesegno, unico in Italia ad essersi dotato del “Gleeble 3800”, il simulatore termomeccanico fabbricato dalla società americana DSI. Il simulatore è in grado di effettuare diverse sofisticate operazioni utili in ambito siderurgico. Gruppo Riva ha acquistato questo innovativo macchinario nel 2003: nello stabilimento quindi è possibile riprodurre tutte le fasi di fabbricazione dell’acciaio e di ogni tipo di lega. Il Gleeble è uno strumento di particolare valore nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, una risorsa importante e da sfruttare ampiamente nel settore siderurgico italiano.

Gruppo Riva: gli altri stabilimenti e il valore dell’acciaio

“Provincia Granda” ha riportato nel suo articolo le parole dell’ing. Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio ed ex Direttore dello Stabilimento di Lesegno: “Nel laboratorio, integrato nello stabilimento e che collabora con varie Università e centri di ricerca come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa, vengono realizzate le attività di ricerca e sviluppo del Gruppo Riva Forni Elettrici, di cui Riva Acciaio fa parte”. Gruppo Riva , oltre che a sfruttare le peculiarità del laboratorio di Lesegno, opera a Caronno Pertusella (Va), Sellero, Malegno e Cerveno (BS). È inoltre presente a livello internazionale in Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. Lesegno è un punto di riferimento per la fusione di rottami di acciaio, preparati secondo la direttiva europea 333 del 2011. In questo senso, Gruppo Riva si pone come interlocutore di primo piano per quanto riguarda le politiche legate alla circular economy: l’acciaio infatti è il materiale metallico più diffuso al mondo, e in grado di essere riciclato al 100% praticamente all’infinito.

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Online Fashion Talk: l’intervento dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia

Online Fashion Talk: all’evento organizzato da Rcs Academy e dal "Corriere della Sera" la vision dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia sul futuro del settore.

Cristina Scocchia

Dobbiamo preservare la dignità di chi perde il lavoro: il messaggio di Cristina Scocchia all’Online Fashion Talk

Prepararsi al mondo post-pandemia senza perdere tempo. È il messaggio lanciato da Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, intervenendo al secondo Online Fashion Talk promosso da Rcs Academy e dal "Corriere della Sera". Fondamentale secondo l’AD è accelerare sugli investimenti in innovazione di prodotti e di processi, puntare su digitalizzazione, su percorsi di formazione e di riqualificazione professionale. La pandemia ha impattato duramente nel settore: secondo le stime su 400.000 posti di lavoro, ne sono a rischio 130.000. Sussidi e assegni di disoccupazione da soli non sono sufficienti: "Nel lavoro c’è più di uno stipendio, nel lavoro c’è realizzazione, c’è soddisfazione, c’è dignità e dobbiamo preservare la dignità di chi perde il lavoro". Secondo Cristina Scocchia "l’unico modo per farlo è accelerare i percorsi di formazione e di riqualificazione professionale": in Italia, nonostante i numeri sul fronte della disoccupazione siano "molto preoccupanti", ci sono aziende "che non riescono ad assegnare 240.000 posti di lavoro perché mancano competenze tecnologiche e digitali".

Cristina Scocchia: l’importanza del merito, delle competenze e della responsabilità sociale ed ambientale

In futuro l’e-commerce è destinato a crescere ulteriormente: nei prossimi cinque anni si calcola che un terzo degli acquisti sarà effettuato attraverso canali digitali. Necessario è quindi ripensare il retail, accompagnando questa trasformazione con un cambio di passo anche nella cultura di impresa perché, come evidenziato da Cristina Scocchia, la crescita qualitativa di una azienda passa da una crescita dimensionale: "Maggiore è il capitale e maggiore è l’investimento che ti puoi permettere". Non a caso Kiko Milano ha deciso di rispondere alla pandemia investendo ulteriormente nella propria crescita e sviluppando nuovi prodotti da vendere nei 27 Paesi in cui è presente con i suoi 900 punti vendita. In questo percorso a ricoprire un ruolo sempre più importante è anche la sostenibilità: "È stato un anno difficile. Voglio sperare che il merito, l’importanza delle competenze e l’importanza della responsabilità sociale ed ambientale siano i tre valori positivi che rimangono", ha sottolineato in merito Cristina Scocchia.

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In Italia sempre meno lettori, Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): “Manca l’otium”

Coordinatore di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti ha parlato della crisi della lettura e dell’esempio che la Fondazione vuole trasmettere attraverso un’iniziativa sul tema.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: “Italia uno dei Paesi in cui si legge meno. Situazione peggiore nel mezzogiorno”

È passato qualche mese dalla presentazione del bando “Per il Libro e la Lettura”: 1,5 milioni di euro che Fondazione Cariplo ha deciso di mettere in campo a sostegno di progetti rivolti in particolare a bambini, adolescenti e giovani adulti con scarsa propensione alla lettura. Questo perché il Paese registra sempre meno lettori. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura dell’Ente dal 2019, è intervenuto sul tema: “L’Italia è uno dei Paesi in cui si legge di meno. Di più: la situazione peggiora se si osserva il “lettorato” da nord verso sud. Nel mezzogiorno d’Italia i lettori sono sempre meno”. L’obiettivo del progetto targato Cariplo è chiaro: promuovere il piacere della lettura fra tutte le fasce della popolazione per arginare la crisi culturale. Il Coordinatore non nasconde che il contributo della Fondazione possa risultare esiguo se confrontato ai bisogni attuali del Paese: “È evidente che uno dei grandi problemi di questo Paese è la cultura – sostiene Andrea Mascetti – e noi, come Fondazione Cariplo, vogliamo lanciare un grido di allarme che speriamo venga ripreso dalla politica nazionale, regionale e dal mondo delle associazioni”.

Andrea Mascetti: la tecnologia dietro la crisi della lettura

Solo grazie alla lettura è possibile formare una società di uomini e donne con un pensiero critico. C’è bisogno di una grande opera di sensibilizzazione sul tema, “perché la lettura è scambio e confronto”, afferma Andrea Mascetti. Esemplari in tal senso sono le librerie, oggi “trasformate in una sorta di supermercato, dove puoi trovare dal pallone al giocattolo”. Il Coordinatore di Fondazione Cariplo sottolinea anche l’importanza della figura sempre più rara del libraio, “colui che ti suggeriva il libro curioso, che poteva rispondere alle tue corde, e che soprattutto leggeva tanto”. I problemi tuttavia non sono concentrati solo sull’offerta, ma principalmente sulla domanda. Negli ultimi anni le famiglie hanno dato sempre più spazio alle nuove tecnologie, che hanno sostituito i libri e soprattutto bypassato il concetto di otium: “Un libro è ozio, è isolamento dal resto del mondo. Allo stesso tempo la lettura allarga gli orizzonti, apre la mente. La verità – spiega Andrea Mascetti – è che un tempo nelle case degli italiani c’erano le librerie, grandi, piccole, medie. Ma c’erano. Oggi l’assenza di una libreria impedisce ai nostri ragazzi, e non solo, di avere occasioni, di incuriosirti per la storia, la letteratura”.

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Riva Acciaio: salute in azienda grazie all’adesione al progetto WHP

Riva Acciaio, controllata di Riva Forni Elettrici promuove il benessere dei lavoratori sul territorio varesino abbracciando a pieno le iniziative promosse dalla Rete WHP Lombardia, che comprendono alimentazione sana, attività fisica di gruppo e sensibilizzazione in merito ai danni da fumo e da sostanze additive.

Riva Acciaio

Riva Acciaio aderisce alla Rete WHP

Migliorare le condizioni di salute dei dipendenti e le loro buone abitudini di vita, così come affiancarli nelle necessità quotidiane, è fondamentale per mantenere un clima produttivo e accrescere il senso di appartenenza in azienda, soprattutto nei difficili tempi in cui stiamo vivendo. Per questo Riva Acciaio (Gruppo Riva) ha aderito alle iniziative legate alla Rete WHP Lombardia grazie al coinvolgimento di ATS Insubria. Lo stabilimento siderurgico di Caronno Pertusella in particolare è entrato nel network di imprese presenti sul territorio che si impegnano a migliorare costantemente la salute e il benessere di chi lavora in azienda. Riva Acciaio ha così abbracciato il progetto, puntando su alimentazione sana, attività fisica di gruppo e sensibilizzazione sui danni da fumo e comportamenti additivi. Per lavorare bene bisogna poter conciliare vita quotidiana, sicurezza, competenze e buone abitudini: il programma Workplace Health Promotion (WHP) fa proprio questo, portando avanti l’obiettivo di tutelare e affiancare i lavoratori presenti nelle aziende del territorio.

WHP premia l’impegno di Riva Acciaio

Con il suo stabilimento di Caronno Pertusella in provincia di Varese, Riva Acciaio ha aderito alla Rete WHP per sensibilizzare i dipendenti in merito all’importanza di perseguire uno stile di vita sano, prevenendo così le malattie croniche. Durante l’evento WHP del 1° marzo intitolato “LA RETE DELLE AZIENDE WHP. Promozione della salute: più benessere nei luoghi di lavoro”, Riva Acciaio ha ricevuto un riconoscimento per l’efficacia delle iniziative portate avanti e in qualità di azienda promotrice di benessere sul territorio varesino. Il programma WHP è riconosciuto dal Ministero della Salute ed è realizzato anche grazie al partenariato con Fondazione Soliditas e Confindustria Lombardia. I dipendenti sono coinvolti in modo volontario nelle iniziative. Ogni attività viene poi supervisionata dalle Agenzie di Tutela della Salute – ATS.

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Federico Motta Editore: ripercorriamo le principali tappe della storia della biomedicina

Autorevolezza, qualità, innovazione: sono le caratteristiche che hanno consentito a Federico Motta Editore di diventare un simbolo dell’Editoria milanese. Tra i saggi pubblicati, vi è anche quello di Gilberto Corbellini dedicato alla storia della biomedicina.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: alla scoperta della biomedicina

“La Vita in laboratorio” è un saggio pubblicato da Federico Motta Editore ad opera dell’epistemologo Gilberto Corbellini. Nel testo sono riepilogate le principali fasi che riguardano la scoperta di nuovi metodi di studio per la materia vivente. Con l’epidemia da Covid-19 si è reso ancor più evidente quanto sia fondamentale la scienza, in particolare quelle biomediche, che riuniscono in sé biologia, chimica, fisica e altre branche di studio. La biomedicina getta le sue radici nel 1800. Nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore si parte infatti da Lavoisier, che per primo ipotizzò delle relazioni chimiche negli organismi viventi. Mulder in seguito utilizzò per primo il termine “proteine”: era il 1839. Risale allo stesso secolo anche la scoperta degli enzimi. Pasteur invece fonda, di fatto, le basi della moderna microbiologia. Corbellini ricorda inoltre il lavoro di Ernst Felix Hoppe-Seyler, che inventa il termine “biochimica”. Allo stesso tempo, anche la fisiologia sperimentale stava affrontando un periodo importante di sviluppo, diventando definitivamente una disciplina alla base di altre scienze come la patologia o la farmacologia.

Federico Motta Editore: un simbolo di autorevolezza e qualità

Autorevolezza e tradizione: sono questi i tratti distintivi che da sempre caratterizzano Federico Motta Editore, una Casa Editrice simbolo di Milano. Le attività svolte sono state riconosciute dai principali organi istituzionali e la Casa Editrice si è aggiudicata certificazioni importanti come il Premio Cenacolo e l’Ambrogino d’Oro. La qualità delle pubblicazioni si è raggiunta anche grazie alle collaborazioni con autori di fama internazionale. Il prof. Umberto Eco ha partecipato alla realizzazione delle opere della collana Historia – La grande storia della civiltà europea: l’Antichità, il Medioevo e l’Età Moderna, per una collaborazione durata più di dieci anni. Altri nomi illustri che hanno lavorato con Federico Motta Editore sono ad esempio Margherita Hack, Mario Tozzi e Angelo Lombardi. La Casa Editrice si è contraddistinta per una forte propensione all’innovazione: negli anni ha deciso di accompagnare ai suoi testi strumenti diversi come le tavole transvision, il sonobox, le videocassette e il CD-Rom.

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Pandemia e dispersione scolastica: Susanna Esposito conduce su UNIPR On Air

La pandemia, che ha avuto come conseguenze anche la didattica a distanza e l’impoverimento sociale, mette a rischio le vite scolastiche di tanti studenti: ne ha parlato Susanna Esposito in un’intervista a Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia.

Susanna Esposito

UNIPR On Air: l’intervista condotta da Susanna Esposito

Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e Presidente di WAidid, ha intervistato Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia, nel contesto di “UNIPR On Air”, la rassegna di incontri con personalità di rilievo portata avanti dall’Università di Parma. Dopo le prime due edizioni totalmente dedicate ad argomenti legati al Covid-19, quella attualmente in corso è invece incentrata sull’Agenda 2030 dell’ONU. Iniziata il 18 febbraio, ha visto il secondo incontro, moderato da Susanna Esposito, trattare il Goal 1 dedicato al “Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo”. Durante l’intervista ci si è concentrati sulle devastanti conseguenze della pandemia nel contesto socio-economico del Paese, con un focus particolare sulla crescita della povertà educativa in Italia. Come già denunciato da Save the Children, la crisi sanitaria ha impattato profondamente sulla vita scolastica di bambini e bambine, che si sono trovati in sofferenza o impossibilitati a continuare gli studi.

Susanna Esposito intervista Claudio Tesauro: i rischi per i giovani, in perenne lockdown 

Dal 2008 al 2018 la povertà minorile è triplicata, ha ricordato Claudio Tesauro. Oggi, a seguito delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, un altro milione di bambini rischia di cadere in povertà assoluta. Dall’intervista condotta da Susanna Esposito è inoltre emerso il pericolo che, con l’impossibilità di frequentare compagni e luoghi di cultura, aumenti significativamente anche la dispersione scolastica, fenomeno che è già purtroppo in corso. “Più di 7 ragazzi su 10 dicono di avere almeno un compagno che sta facendo più assenze, mentre quasi il 30% afferma che dal lockdown di primavera almeno un compagno ha abbandonato la scuola”, ha dichiarato Tesauro. Il digital divide non aiuta, e ricordiamo che il 13% degli adolescenti vive in abitazioni prive di PC o tablet. Susanna Esposito ha quindi chiesto consiglio al Presidente per capire come aiutare i ragazzi in questo difficile momento: ne è emerso che la classe dirigente più ricca e agiata dovrebbe assumersi le responsabilità di portare avanti un progetto che garantisca un futuro a tutti gli adolescenti, serve uno sforzo collettivo.

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Arte, la nuova normalità: Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo) al webinar di Fondazione Hruby

La pandemia sta trasformando anche il mondo dell’arte. La sicurezza è oggi un tema imprescindibile, come sostiene Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: la cultura e le nuove esigenze dovute alla pandemia

Uno degli effetti più evidenti del Covid-19 è l’evoluzione del bisogno di sicurezza. La pandemia ha fatto emergere nuove esigenze sulla questione praticamente in ogni settore. Quello della cultura non fa eccezione. È l’argomento affrontato in un recente webinar promosso da Fondazione Hruby dal titolo “Dalla sicurezza alla valorizzazione – Le attuali tecnologie per arte, teatro e musica nella nuova normalità”. All’evento ha preso parte Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. “Il tema della sicurezza nella cultura è fondamentale – ha dichiarato – Lo dimostra il fatto che dei 45 milioni che Cariplo ha messo in campo nel 2019, il 15-20% è andato al recupero del patrimonio culturale”. Per fare in modo che l’industria della cultura abbia gli strumenti per affrontare il cosiddetto “new normal”, è necessario che i responsabili di luoghi come musei, teatri o biblioteche vengano a conoscenza delle soluzioni offerte dalle nuove tecnologie. Un’esigenza che ha anche un valore economico: “Spesso dimentichiamo che il mondo della cultura vale 90 miliardi – ha detto Andrea Mascettisi tratta di circa il 6% del PIL del Paese”.

Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo a sostegno delle realtà di provincia

La sicurezza oggi è sinonimo di valorizzazione. Nel caso del patrimonio artistico, vuol dire anche fruizione e quindi introiti che permettono di proseguire le attività culturali. Tuttavia, ha spiegato Andrea Mascetti, non tutti gli attori in gioco posseggono il know-how e le risorse per implementare le nuove tecnologie e limitare gli effetti della pandemia. “Le grandi organizzazioni culturali hanno mostrato una notevole capacità di inventiva e di riuscire a sopravvivere a questi tempi complicati – ha commentato – Diverso e problematico il mondo delle realtà più piccole, di provincia, che probabilmente non hanno gli strumenti economici adatti”. Nell’ultimo anno Fondazione Cariplo si è mossa in questa direzione: “Abbiamo messo circa 8 milioni nel 2020 e altri 2 milioni nel 2021 per mettere in sicurezza l’associazionismo culturale”. Inoltre, nel mese di gennaio, la Fondazione ha dato il via sul territorio lombardo a “InnovaMusei”: “Un nuovo bando nato con la collaborazione di Regione Lombardia e Unioncamere – ha spiegato Andrea MascettiSi tratta di circa 2 milioni destinati a progetti che, attraverso interventi su digitalizzazione e innovazioni tecnologiche, possono promuovere nuovi modelli organizzativi e di fruizione”.

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Sanremo 2021, l’articolo di Paolo Campiglio sulla finale

Paolo Campiglio riporta sul suo blog le classifiche dei vincitori di Sanremo 2021, sia della manifestazione, sia delle numerose categorie di premi assegnati alle canzoni in gara. Commentati anche i dati Auditel e dei ricavi pubblicitari.

Paolo Campiglio

Paolo Campiglio: i premi della serata finale sanremese

Paolo Campiglio, nell’articolo comparso sul suo blog, annuncia che il gruppo musicale rock dei Måneskin con la canzone “Zitti e buoni” si posiziona al primo posto nella classifica generale della categoria Campioni guadagnandosi così la vittoria della 71ª edizione del Festival di Sanremo. Subito secondo si piazza il duo composto da Francesca Michielin e Fedez con il brano “Chiamami per nome”, mentre la medaglia di bronzo è assegnata ad Ermal Meta e alla sua “Un milione di cose da dirti”. Willie Peyote con la canzone “Mai dire mai (La locura)” è il vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” conferito dalla Giuria della Sala Stampa, avendo guadagnato 21 voti da parte dei giornalisti accreditati. Medaglia d’argento per la coppia Colapesce Dimartino con 13 voti, mentre al terzo posto si posiziona Extraliscio con 6 voti. A Colapesce e Dimartino, con il brano “Musica leggerissima”, è stato inoltre attribuito il premio delle radio-tv locali. Al secondo posto Ermal Meta, al terzo posto la canzone portata in gara da Annalisa. Paolo Campiglio ricorda poi nel suo blog che il gruppo vincitore di questa edizione, composto fin dalla nascita nel 2015 a Roma da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio, era già conosciuto al pubblico generalista grazie alla sua partecipazione nel 2017 all’edizione numero 11 di X Factor, in cui alla fine della gara si erano posizionati secondi dietro a Lorenzo Licitra e, curiosamente, con la presenza di Fedez tra i giurati.

Paolo Campiglio: dati Auditel e pubblicitari relativi a Sanremo 2021

Paolo Campiglio riporta poi nell’articolo del suo blog alcuni dati dell’Auditel relativi alla serata finale, che secondo il monitoraggio è stata vista, in media, da 10 milioni 715 mila spettatori, con il 53,5% di share; inoltre, va sottolineato che la prima parte della serata ha toccato i 13 milioni 203 mila spettatori, ovvero il 49,9% di share, il cui apice è stato invece raggiunto poco prima delle 2 di notte, con il 68,8% di share. Questo per quanto concerne il bilancio degli ascolti, mentre per quello economico Paolo Campiglio evidenzia nel suo articolo un’edizione da record per la manifestazione festivaliera. Infatti, Rai Pubblicità ha guadagnato 38 milioni di euro, uno in più rispetto all’edizione passata, mentre il costo della kermesse, con dati ancora parziali e non completi, si aggira sui 15 milioni di euro, con un utile di 23 milioni. Infine, vale la pena menzionare anche una situazione complessivamente positiva dal punto di vista della sicurezza sanitaria: questo perché nella settimana del Festival, a fronte di un totale complessivo di 5.800 tamponi somministrati a tutti quelli che sono entrati al Teatro Ariston, sono stati solo 8 quelli risultati positivi. Paolo Campiglio, in chiusura del suo articolo, offre i suoi ringraziamenti ai lettori e agli ascoltatori che hanno seguito i suoi passaggi in radio, sul blog e sui canali social di Radio 1 New York e della Stampa Estera e rinnova gli auguri di poter seguire finalmente dal vivo la prossima edizione di Sanremo 2022.

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Rinnovabili: Gruppo Green Power, l’etica sostenibile nei servizi energetici

L’etica sostenibile come percorso efficace per coniugare servizi energetici e attenzione al consumo delle risorse: la storia di Gruppo Green Power, azienda di primo piano in Italia nei settori dell’efficientamento energetico e delle rinnovabili.

Gruppo Green Power

Gruppo Green Power: i progetti per l’efficienza energetica

Impegno per la sostenibilità ambientale, oculatezza nell’utilizzo delle risorse, alti standard di qualità: sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono Gruppo Green Power, azienda attiva nel settore dei servizi connessi all’efficientamento energetico e alle rinnovabili. Nata nel 2010 e con sede operativa a Mirano (VE), il focus delle sue attività è indirizzato in particolare verso il mercato energetico nazionale. È supportata da un team di professionisti specializzati in materia di efficienza energetica e messa in opera di impianti con elevati standard di sostenibilità, due ambiti in cui l’azienda ha consolidato una posizione apicale nel settore a livello nazionale. Oggi la posizione di leader consente a Gruppo Green Power di fornire servizi costantemente all’avanguardia, con un occhio di riguardo nei confronti della salvaguardia ambientale, della qualità e della sicurezza. Completano il suo profilo progetti e attività sviluppate negli ambiti fotovoltaico, sistemi ibridi, accumulatori di energia e pompe di calore ACS.

Gruppo Green Power: il Superbonus 110%

Gruppo Green Power indirizza fin dalla fondazione il proprio impegno verso l’ambito dell’energia rinnovabile, specializzandosi in particolare nel fotovoltaico. Oggi la società supporta i clienti anche nel corso delle pratiche necessarie all’ottenimento del Superbonus 110%. Introdotto con il Decreto Rilancio 34/2020, il bonus è collegato a tutti gli interventi che consentano il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio. Per l’occasione è stato quindi costituito un team di esperti per affiancare il cliente nella scelta dei prodotti più idonei ed è stato attivato un numero verde, 800 032 833, per rispondere alle richieste di informazioni.

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Kiko Milano investe oltre la crisi: l’AD Cristina Scocchia al “Corriere della Sera”

“Il 2020 è stato un anno duro: negozi chiusi per mesi in tutti i 27 paesi in cui operiamo, contrazione del fatturato e cassa integrazione. Ma la voglia di reagire non ci è mai mancata. Ci siamo rifinanziati, abbiamo continuato a spingere su innovazione e trasformazione digitale e siamo entrati in 3 nuovi mercati creando 300 posti di lavoro”: l’intervista del “Corriere della Sera” all’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: trecento nuove aperture, mille assunzioni e un’ulteriore crescita all’estero nel futuro di Kiko Milano

Un messaggio di positività in una situazione non facile”: intervistata dal “Corriere della Sera” l’AD Cristina Scocchia illustra la risposta di Kiko Milano alla pandemia e alla crisi che ne è derivata: l’apertura di trecento nuovi store entro il 2023 e mille assunzioni. “Bisogna accelerare anche in un contesto macroeconomico in salita”, ha spiegato l’AD: lo scorso anno l’azienda leader nel settore della cosmetica non si è mai fermata, neanche davanti al lockdown e alle chiusure dei negozi. Kiko Milano è entrata in 3 nuovi mercati, ha aperto 40 nuovi negozi e ha creato circa 300 posti di lavoro. Cinquanta persone sono state assunte in Italia, nel quartiere generale di Bergamo. “Aver completato il turnaround nel 2019 ci ha permesso di essere più resilienti, anche nel momento in cui abbiamo chiuso il 99% dei negozi, nel primo lockdown, e il 40% nella seconda ondata”, ha ricordato Cristina Scocchia: “Quasi tutti i nostri store hanno riaperto. Ovvio che non è stato un anno indolore: il 2020 segna una contrazione del fatturato di circa un terzo e profitto negativo”. La pandemia per Kiko Milano è stata un’occasione per crescere ulteriormente sull’e-commerce. In cinque anni, come ricorda l’AD nell’intervista, un terzo di tutto quello che non è food sarà comprato sul web: “Da qui non si torna indietro ed è per questo che continueremo a investire massicciamente sul digitale e sull’omnicanalità. Ma esistono aree del mondo dove il retail è ancora in espansione, come l’Asia-Pacifico, destinata a doppiare il mercato retail Usa. Senza dimenticare il valore dell’esperienza che si fa in negozio, che per il beauty è ancora più importante: non si vendono solo prodotti, ma servizi ed esperienze”.

“Corriere della Sera”, l’AD Cristina Scocchia: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti

La competitività passa attraverso la crescita dimensionale e qualitativa delle aziende, l’internazionalizzazione, l’aggiornamento della governance e, se necessario, l’apertura dei capitali. Non esiste un motivo per smettere di crescere: qualunque sia il settore e la dimensione di partenza, devi sempre aspirare a diventare il campione della tua industry, e poi andare ancora oltre”: l’invito dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia nell’intervista al “Corriere della Sera”. Il piano di investimenti di Kiko Milano nasce anche nell’ottica di dare un esempio e lanciare “un messaggio di positività alle imprese: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti”. Nell’articolo l’AD si è espressa inoltre sul tema del gender gap: oggi in Italia le donne CEO sono il 4,5%. “Le dirigenti sono un terzo del totale nel pubblico, un sesto nel privato: tutti devono sforzarsi per cambiare una situazione che blocca il Paese. Se lavora solo una donna su due, contro il 68% degli uomini, il rilancio non avverrà”, ha spiegato l’AD Cristina Scocchia. Aumentare il tasso di occupazione femminile al 60% garantirebbe un aumento del Pil pari al 7%: “Un’occasione che non possiamo mancare. Nel mio leadership team siamo 50% donne e 50% uomini. Sposo questa massima: il successo arriva quando il talento incontra l’opportunità di dimostrarlo. Per le donne succede ancora troppo di rado”.

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Riva Acciaio: l’esperienza del laboratorio di Lesegno

Nato negli anni ’90, il centro di Ricerca e Sviluppo di Lesegno è oggi uno dei cardini del successo di Riva Acciaio nel comparto siderurgico.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: leader nell’innovazione siderurgica

In Italia l’industria dell’acciaio rappresenta un settore strategico per l’economia nazionale. Oltre ad essere una base solida per il sistema manifatturiero, risulta fondamentale per numerosi comparti, come ad esempio quello delle costruzioni. L’acciaio oggi è ancora una risorsa fondamentale e di conseguenza è importante che le realtà nazionali investano nella ricerca. Lo sa bene Riva Acciaio, che fin dagli anni ’90 si è dotata di un centro R&S dedicato all’innovazione tecnologica. Negli anni il laboratorio, ubicato nello stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è diventato un punto di riferimento a livello nazionale. È l’unico nel Paese, ad esempio, ad essere in possesso di strumentazioni come il Gleeble 3800, un sistema che permette di simulare tutte le fasi di lavorazione partendo da colate di acciaio sperimentali. Ma il ruolo del Centro non si limita al miglioramento della qualità dei prodotti e delle fasi produttive: grazie ad esso, Riva Acciaio è infatti riuscita a creare una rete di collaborazioni a livello nazionale ed europeo, uscendo dal contesto prettamente aziendale.

Riva Acciaio: la ricerca oltre la produzione

Una delle particolarità del laboratorio R&S di Riva Acciaio, come ha ben spiegato Renzo Valentini, docente di Metallurgia dell’Università di Pisa, è stata la capacità di portare avanti le sue attività su due binari. Da un lato la fabbrica in senso stretto e la produzione. Dall’altro, il coinvolgimento di attori e realtà oltre i confini aziendali. È su questa linea che fin dalla sua nascita il Centro di Lesegno ha deciso di coinvolgere gli istituti universitari più importanti del Paese: Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia, e la Scuola Superiore Sant’Anna, per citare alcuni esempi. Ma Riva Acciaio è andata oltre: grazie al laboratorio è riuscita a coinvolgere anche realtà spagnole, francesi e tedesche. Una scelta che ha permesso all’azienda di prendere parte a progetti di ricerca sia nazionale che europei e di affermarsi come punto di riferimento a livello internazionale.

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Nessuna penale per le prenotazioni: la nuova offerta Moby Spa e Tirrenia

Moby Spa e Tirrenia vanno incontro alle esigenze dei viaggiatori in tempi di pandemia. Prevista anche la possibilità di “sospendere” il biglietto fino al 2022.

Moby Spa

Moby Spa e Tirrenia: dettagli e tempi dell’offerta

Uno degli effetti delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria è la difficoltà nel programmare viaggi e spostamenti. L’incertezza sull’evoluzione della pandemia spinge molte persone ad annullare o rinviare le proprie vacanze. È per questo che Moby Spa e Tirrenia hanno deciso di eliminare le penali previste nel caso in cui i viaggiatori abbiano bisogno di modificare la data di partenza. La promozione, valida per chi prenota entro il 15 marzo, è attiva per tutte le tratte che vanno dai porti di Napoli, Genova, Livorno, Civitavecchia e Piombino verso Sardegna, Sicilia e Corsica (Porto Torres, Cagliari, Olbia, Palermo e Bastia). Il biglietto potrà essere cambiato un numero illimitato di volte: è sufficiente mantenere solo destinazione e compagnia selezionate in precedenza. Qualora il prezzo della nuova data risulti minore, Moby Spa e Tirrenia effettueranno un rimborso. In caso contrario, al cliente spetterà esclusivamente il versamento della differenza tariffaria.

Moby Spa e Tirrenia: il significato del “biglietto sospeso”

Oltre all’annullamento delle penali, Moby Spa e Tirrenia hanno introdotto anche il “biglietto sospeso”. Si tratta di un’opzione che consente ai viaggiatori di prenotare senza conoscere in anticipo la data di partenza. La possibilità offerta dalle due Compagnie del Gruppo Onorato Armatori riguarda le stesse destinazioni di cui sopra. Il “biglietto sospeso” è dunque simile a un credito. Uno degli aspetti più importanti della nuova opzione è che il ticket potrà essere utilizzato non solo quest’anno, ma anche per tutto il 2022. L’unico limite, come per l’annullamento delle penali, riguarda destinazione e compagnia, che non potranno essere cambiati. Le due iniziative messe in campo nascono per attenuare il sentimento di incertezza scaturito dal Covid-19. Quest’anno, grazie a Moby Spa e Tirrenia, sarà possibile dedicarsi alle proprie vacanze con il massimo della libertà, mettendo da parte la paura di eventuali cambi di programma.

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Siderurgia: le proposte di Gruppo Riva per un acciaio green

Certificazioni, sistemi di gestione della qualità e costante applicazione delle migliori tecnologie disponibili: il percorso sostenibile di Gruppo Riva.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: il successo dei rottami

Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio, possiede 21 stabilimenti dislocati in 6 diversi Paesi, ha all’attivo quasi 5.400 dipendenti e vanta miliardi di euro di fatturato. Un successo che parte da lontano. E soprattutto ha inizio da un qualcosa che l’idea comune associa all’inservibilità: i rottami. Prima di inaugurare il primo stabilimento di produzione dell’acciaio, che nascerà a Caronno Pertusella nella prima metà degli anni ’50, i due fratelli Riva, Emilio e Adriano, avevano fondato la “Riva & C.”, che si occupava appunto di commercio di rottami. Prevedendo gli effetti della crescita economica di quel periodo, i Riva decidono di investire sulla produzione diretta e in pochi anni, grazie anche alla continua sperimentazione di nuove tecnologie, riescono a imporsi sul mercato internazionale dominato dai colossi esteri. Adesso, dopo quasi settant’anni, Gruppo Riva continua a servirsi di rottami ferrosi, ma con un fine diverso: promuovere i principi dell’economia circolare e rendere la elettrosiderurgia sempre più sostenibile.

Gruppo Riva: connubio tra acciaio e sostenibilità

Oggi non si parla più di semplici rottami, ma di rottami riciclati definiti “end of waste” secondo il Regolamento Europeo 333/2011. Gruppo Riva li utilizza per alimentare i suoi forni elettrici, installati all’interno di tutti gli stabilimenti al posto dei classici altoforni. L’azienda sfrutta a pieno la riciclabilità dell’acciaio, che oggi può essere definito un prodotto green grazie alle sue caratteristiche che lo rendono riutilizzabile praticamente all’infinito. Un modello di produzione sostenibile in linea con la politica ambientale adottata dal Gruppo. Tutti i siti produttivi sono in possesso delle autorizzazioni ambientali (in Italia AIA e AUA) e della certificazione ISO 14001, oltre ad applicare le BAT (Best Available Techniques; migliori tecniche disponibili) per ridurre l’impatto sull’ambiente. Risultati possibili grazie anche all’impegno di Gruppo Riva su Ricerca e Sviluppo, attività svolte dal laboratorio nato nello stabilimento di Lesegno. Un Centro oggi riconosciuto a livello europeo, capace di ottenere collaborazioni con le più importanti università italiane e di partecipare a progetti di ricerca internazionali.

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Covid-19 e crisi economica: le parole di Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, a Otto e Mezzo

“Uno shock di offerta e domanda che non si vedeva dalla crisi petrolifera del ’79”: l’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia interviene a Otto e Mezzo sottolineando l’importanza di prevenire tensioni sociali nell’attuale contesto di crisi economica e perdita dell’occupazione.

Cristina Scocchia, AD Kiko

Kiko Milano, l’intervento dell’AD Cristina Scocchia a Otto e Mezzo

L’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova il comparto della cosmetica e, in generale, tutto il settore della distribuzione non alimentare, con grandi ricadute in termini di fatturato e di occupazione: a evidenziarlo è Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, nel corso di un intervento a Otto e Mezzo, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber. Quella in corso, spiega l’AD, è una crisi di offerta e domanda a cui non si assisteva dal ’79, con “una perdita stimata tra il 37% e il 50% di fatturato”, un’oscillazione determinata dalla capacità delle misure restrittive di tenere sotto controllo la curva del contagio. La contrazione dei fatturati, prosegue Cristina Scocchia nel suo intervento, causerà “una perdita tra 24 e 33 miliardi di IVA, con un forte impatto per lo Stato” e, molto più significativo in termini di solidità sociale, “un impatto ancora più forte per l’occupazione, perché si rischia tra il 15% e 27% di un milione e mezzo di posti di lavoro”, ovvero quel volume occupazionale determinato dal settore della distribuzione non alimentare.

Cristina Scocchia: sostenere famiglie e imprese e preservare la coesione sociale

Cristina Scocchia ha quindi invitato a riflettere, in un contesto di tale difficoltà per tutta l’economia nazionale, su quanto sia fondamentale impegnarsi a prevenire l’emergere di tensioni sociali. Perché con la possibilità di perdere fino a un terzo dei posti di lavoro e con un’impresa su 5 che rischia di non sopravvivere, “allora purtroppo potrebbero esserci tensioni sociali e noi dobbiamo prevenirle”. Da qui, sottolinea l’AD di Kiko Milano, emerge la necessità di un intervento da parte dello Stato per mezzo di “un’iniezione di liquidità importante e adeguata per le famiglie e per le imprese” ma, specifica, “non possiamo aspettare i tempi della prima fase”. Infine un messaggio affinché, in un periodo di grandi difficoltà come questo, il mondo istituzionale rimanga unito per gestire al meglio la complessità della crisi: “Tutti giochino il proprio ruolo con senso di responsabilità”, spiega Cristina Scocchia, che aggiunge “è già estremamente difficile riuscire a gestire la salute e l’economia. Oltre a questo, in Italia si ha l’impressione che si voglia gestire anche il consenso politico: fermiamoci alle due variabili più importanti, che sono la salute e l’economia”.

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Agreement tra operatore di fintech e Serenissima Ristorazione in aiuto della filiera produttiva

Serenissima Ristorazione ha concluso una partnership con FinDynamic in supporto ai suoi fornitori: lo scopo è quello di scongiurare situazioni di scarsa liquidità, grazie a una piattaforma digitale basata sull’idea del dynamic discounting.

 Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: l’intesa con FinDynamic

Serenissima Ristorazione ha avviato una collaborazione in sinergia con FinDynamic con l’obiettivo di supportare concretamente i propri fornitori attraverso una piattaforma digitale di fintech e dynamic discounting: si tratta di un metodo innovativo per scongiurare il verificarsi di carenze di liquidità da parte della filiera, pericolo ancora più reale in questo periodo di instabilità economica conseguente alla pandemia. Grazie al sistema concepito da FinDynamic, l’impresa che si posiziona al vertice della filiera lascia ai propri fornitori libertà di incassare le fatture in anticipo, a fronte di uno sconto variabile sulla base dei giorni di anticipo. In seguito alla ricezione della richiesta, l’azienda capo-filiera salda direttamente il pagamento. In un contesto complesso dal punto di vista economico, la realtà di Vicenza è in prima linea nel proporre una soluzione innovativa modellata sull’idea del fintech, uno dei metodi più efficaci nell’agganciare la necessaria ripresa economica. Per mezzo della collaborazione con Serenissima Ristorazione, FinDynamic continua il suo percorso di crescita operando sulla sua piattaforma digitale un ammontare di fatture pari a 2,5 miliardi di euro. Inoltre, si fa portavoce di una mission tesa a semplificare le relazioni tra aziende capofila e fornitori, possibile grazie a tecnologie ad alto tasso di innovazione.

Il commento di Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, sull’accordo con FinDynamic

Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, ha così commentato la collaborazione sinergica lanciata insieme a FinDynamic: “Siamo molto soddisfatti della nuova partnership con FinDynamic, che ci permetterà di garantire i pagamenti ai fornitori – partner essenziali per tutta la procedura di preparazione e consegna dei pasti – in modo semplice e immediato. Il Dynamic Discounting è infatti uno strumento innovativo e molto utile che si adatta alla perfezione ad un settore complesso come quello della ristorazione collettiva, dove si rileva la presenza di un gran numero di soggetti che hanno necessità di gestire i pagamenti in maniera continua e flessibile”. Anche Paolo Pesenti, Operations Director di FinDynamic, ha espresso la propria felicità per l’intesa avviata con Serenissima Ristorazione, che si inserisce in un più ampio e strutturato contesto di crescita dell’azienda di fintech: “L’accordo con il Gruppo Serenissima va ad allargare il novero delle partnership che sta caratterizzando la crescita di FinDynamic e delle soluzioni fintech innovative. Offriamo un servizio sempre più capace di trasformare la relazione tra clienti e fornitori in un autentico rapporto di partnership. In particolar modo nell’ultimo periodo, legato all’emergenza sanitaria in Italia, ci poniamo l’obiettivo di incentivare uno sviluppo sostenibile nell’ambito della gestione della liquidità, da sempre un problema per le PMI italiane”.

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Eccellenze italiane: il percorso di Riva Acciaio alla ricerca della qualità

Dalle certificazioni al laboratorio R&S di Lesegno: la qualità come principio guida delle attività di Riva Acciaio.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: il Sistema di Gestione della Qualità

Era il 1954 quando i fratelli Emilio e Adriano Riva ebbero l’idea di puntare sul settore siderurgico, in forte espansione grazie alla ripresa economica post conflitto mondiale. Nacque così Riva Acciaio: da un singolo stabilimento ubicato a Caronno Pertusella, oggi il leader italiano può contare su un totale di 5 impianti e circa 1.000 dipendenti. L’azienda è riuscita in quasi 70 anni di attività a migliorare costantemente produzione e servizi offerti, arrivando a competere anche sui mercati internazionali contro i colossi stranieri. Uno degli elementi fondanti del successo l’impegno nella ricerca e il continuo miglioramento dei processi. Una politica che si esprime soprattutto grazie al Sistema di Gestione della Qualità certificato in base alle norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949. Un Sistema che ha consentito a Riva Acciaio di sfruttare le risorse in maniera sempre più efficace e di concentrarsi sulle esigenze di tutti gli stakeholder.

Riva Acciaio: il ruolo del Centro di Lesegno

La Politica per la Qualità promossa da Riva Acciaio si focalizza su alcuni obiettivi fondamentali. Si va dalla valorizzazione dei dipendenti, coinvolti e informati della rilevanza e dell’importanza della propria attività, al monitoraggio costante dei risultati ottenuti grazie al Sistema di Gestione Aziendale adottato. Principi e valori che consentono all’azienda di sviluppare nuovi prodotti e processi in linea con le aspettative dei mercati. Nello stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, si trova uno dei simboli concreti della strategia portata avanti dalla creatura dei fratelli Riva. Un Centro di Ricerca e Sviluppo nato nel 2003 che in breve tempo ha consentito a Riva Acciaio, oltre ad incrementare e migliorare processi produttivi e qualità dei prodotti, a creare importanti relazioni con istituti di ricerca ed università sia italiani che europei.

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Federico Motta Editore, Historia: approfondimento sulla letteratura dell’Ottocento

Le radici della “cultura di massa” e del rapporto lettore-autore come lo conosciamo oggi vanno ricercate nell’Ottocento: come spiegato da Ezio Raimondi nel saggio dedicato e pubblicato da Federico Motta Editore in Historia, tutto ha inizio con i feuilleton o romanzi d’appendice.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: le origini della “cultura di massa”

L’Ottocento è un secolo di profonde trasformazioni che ha segnato la vita sociale e culturale dei cittadini europei, apportando cambiamenti che si sono protratti fino al giorno d’oggi. Come sottolineato anche nel saggio di Ezio Raimondi, pubblicato in Historia da Federico Motta Editore, è l’epoca in cui la fiducia tipica dell’Illuminismo viene a declinare: la ragione e l’adesione ai modelli letterari del classicismo lasciano posto a una realtà più inquieta e ricca di turbamenti. Il Romanticismo genera una nuova sensibilità, che si concentra su temi profondi come i misteri della natura e l’inconscio: il sogno, il fantastico, il folklore, i sentimenti, l’infanzia diventano così argomenti da approfondire e ai quali dedicarsi. Nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore si analizzano tali trasformazioni per giungere all’origine di quella che noi chiamiamo “cultura di massa”, un fenomeno che ha le sue radici proprio nell’Ottocento.

Federico Motta Editore: l’approfondimento sui romanzi d’appendice

Il testo pubblicato da Federico Motta Editore ad opera di Ezio Raimondi sottolinea come anche a livello sociale nell’Ottocento si verifichi la nascita di una nuova classe borghese, che chiede a gran voce una rivoluzione nel mondo della letteratura. Il ruolo dell’intellettuale e dell’artista in generale deve essere rivisto per adattarsi ad un pubblico in continua crescita, che desidera storie appassionanti per evadere dalla realtà, personaggi profondi nei quali immedesimarsi e vicende interessanti delle quali poter discutere nei caffè. I giornali iniziano a pubblicare recensioni: nasce così l’industria culturale, che spinge i letterati a fare i conti con le esigenze del nuovo mercato. La “cultura di massa” deriva proprio da questo periodo storico utile per approfondire l’avvento dei romanzi d’appendice o feuilleton. Questo genere letterario tipico ottocentesco viene ben analizzato da Federico Motta Editore in alcuni saggi contenuti nell’opera Historia

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Gruppo Green Power: dal 2010 attivo nel comparto dell’efficientamento energetico

Da oltre dieci anni nel mercato delle rinnovabili, Gruppo Green Power si distingue per la sua politica ambientale e per l’offerta in linea con la lotta al cambiamento climatico.

Gruppo Green Power

Gruppo Green Power: nascita ed evoluzione

Gruppo Green Power nasce nel 2010 a Mirano, in provincia di Venezia, con l’obiettivo di commercializzare beni e servizi nel comparto dell’efficientamento energetico domestico e aziendale. Fin dal principio infatti la società si specializza nell’offerta dedicata in particolare a famiglie e piccole e medie imprese, concentrandosi inizialmente sul fotovoltaico. Nel 2012 il Gruppo diventa ufficialmente una Società per Azioni. Due anni dopo un’ulteriore svolta nell’evoluzione aziendale: Gruppo Green Power fa il suo ingresso nel Mercato Alternativo del Capitale, entrando a far parte delle PMI italiane quotate nell’indice FTSE AIM con le prospettive di sviluppo più significativo.

Gruppo Green Power: mission e valori fondanti

Oggi Gruppo Green Power ha un’importante presenza nelle regioni del Nord Italia, con oltre 18.500 clienti e più di 300 addetti. La sua offerta va dagli impianti fotovoltaici ai sistemi ibridi e comprende accumulatori di energia, pompe di calore ACS e sistemi automatizzati. I prodotti all’avanguardia e a basso impatto sono tuttavia solo uno dei motivi della crescita che ha caratterizzato l’azienda fin dai primi anni di attività. Tra le peculiarità della realtà veneta vi è infatti una forte attenzione verso le tematiche ambientali che va oltre il settore di appartenenza. La politica aziendale si basa su un presupposto ben preciso: l’efficienza energetica è imprescindibile per garantire un futuro sano alle generazioni che verranno. Per questo Gruppo Green Power, oltre a contribuire con i propri servizi alla diminuzione delle emissioni di CO2, è impegnato costantemente in attività di sensibilizzazione sulla lotta al cambiamento climatico.

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Andrea Mascetti: la carriera dell’avvocato

Andrea Mascetti è avvocato e consulente esperto in diritto civile, amministrativo e penale. Esercita la propria attività professionale anche nell’ambito delle applicazioni del decreto legislativo 231/01, oltre che all’interno di Collegi Arbitrali e Organismi di Vigilanza.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: la carriera e i traguardi nel settore

Nato nel 1971 a Varese, Andrea Mascetti è titolare e fondatore dello Studio Legale omonimo. Dopo la maturità classica, consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano (1996) e, in seguito allo svolgimento del praticantato, sostiene l’esame di abilitazione presso la Corte di Appello di Milano entrando nell’Ordine degli Avvocati di Varese. Dal 2014 è iscritto all’Ordine di Milano. La sua prima esperienza nel settore è presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove esercita la professione fino al 2003. Grazie alle competenze specialistiche maturate, in particolare in materia di diritto societario e amministrativo, avvia una propria attività nel 2004, anno di fondazione dello Studio Legale Mascetti a Varese e Milano. Negli anni l’attività è supportata dalle competenze di un team di professionisti specializzati in campo giudiziale e stragiudiziale, in materia di diritto amministrativo, civile e penale. Oggi lo Studio Legale ha raggiunto una posizione di primo piano in Italia, un traguardo confermato anche dal prestigioso riconoscimento ricevuto dalla rivista “Capital”, il periodico di Class Editori, che ha incluso lo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti tra le 500 migliori legal firm d’Italia.

Andrea Mascetti: gli incarichi e gli ambiti di specializzazione

Insieme alle attività condotte in qualità di titolare dello Studio Legale, Andrea Mascetti fornisce altresì consulenza stragiudiziale nei confronti di enti pubblici, società commerciali e privati, in particolare in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. È inoltre Presidente e componente di numerosi Organismi di Vigilanza di primarie società nazionali, incarichi che il professionista affianca ad attività difensive davanti ai TAR e al Consiglio di Stato. Le sue competenze specialistiche includono anche le applicazioni del decreto legislativo 231/01 (preparazione, redazione ed implementazione dei Modelli di Organizzazione, Gestione e Controllo), il diritto societario e le materie attinenti ai diritti reali. Tra gli incarichi correnti anche quello di Consigliere Indipendente nel Consiglio di Amministrazione di Italgas S.p.A., nell’ambito del quale presiede anche il Comitato Nomine e Remunerazioni. Bibliofilo e animatore di iniziative culturali, Andrea Mascetti si occupa anche di diritto dell’arte.

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Cerveno, al via il progetto per il restauro delle Capèle: il contributo di Riva Acciaio

Qualità, innovazione, ma anche tutela dell’ambiente e valorizzazione dei territori in cui è presente: Riva Accaio, leader italiano del siderurgico, ha risposto prontamente all’appello per contribuire ai restauri delle Capèle di Cerveno, simbolo storico e culturale di Brescia.

Riva Acciaio società

Riva Acciaio al fianco del territorio bresciano

Il successo di Riva Acciaio non si basa solo sui risultati, ma anche sulla vicinanza al territorio bresciano: l’innovazione e la ricerca della qualità in campo siderurgico si uniscono al profondo radicamento nel territorio e a iniziative di solidarietà per valorizzarlo. Così l’azienda fondata da Emilio e Adriano Riva ha deciso di partecipare al finanziamento per il restauro delle Capèle di Cerveno (BS), una testimonianza importante di arte sacra settecentesca. La sinergia tra Riva Acciaio e il Parroco di Cerveno Don Giuseppe Franzoni è stata supportata dal Sindaco Marzia Romano. In quest’area l’azienda siderurgica è attiva da decenni grazie a uno stabilimento ad alta specializzazione. L’interesse di Gruppo Riva per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico italiano è testimoniato dal finanziamento delle Capèle, un’opera caratterizzata da 14 stazioni di intaglio ligneo del Settecento, ad opera di Beniamino Simoni. Il progetto si colloca in una più ampia operazione di recupero portata avanti dalla parrocchia del Paese che ha aderito al bando Innovacultura della Regione Lombardia.

La donazione di Riva Acciaio: perché è importante restaurare la Capèle di Cerveno

La conservazione delle sculture lignee prevede il consolidamento del legno tarlato, la fermatura dei distacchi della policromia e le successive operazioni di pulitura. Si tratta di un processo che richiede maestria e precisione. I restauri riguarderanno in particolare la sesta e la nona Capèle, intitolate “La Veronica asciuga il volto di Gesù” e “Gesù cade per la terza volta”. Si tratta di opere uniche nel loro genere. In progetto c’è anche la candidatura a sito del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO. Anche per questo motivo Riva Accaio ha appoggiato in toto il progetto, in modo da finanziare un restauro di grande rilevanza per il territorio e per la cultura nazionale. Diverse aziende hanno risposto alla chiamata: Riva Acciaio in particolare ha contribuito con una donazione che permetterà di procedere con il restauro, un gesto di vicinanza tra l’azienda siderurgica e il territorio bresciano. In quest’area va ricordato che è presente uno stabilimento proprio a Cerveno, avviato agli inizi degli anni ’80 e altamente specializzato.

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