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Team Service: il progetto di successo di Emilio Innocenzi

Presidente dal 1999, Emilio Innocenzi guida Team Service con impegno, passione e professionalità: da oltre 30 anni l’azienda è specializzata in ambito Facility Management e offre servizi a livello internazionale.

Emilio Innocenzi

Emilio Innocenzi: il progetto Team Service

Originario di Roma, Emilio Innocenzi (classe 1956) avvia negli anni ’80 un nuovo progetto con la collaborazione di alcuni amici e compagni di università: dal 1985 Team Service opera nel settore dei servizi agli immobili. L’attività del Gruppo, fortemente basata sui valori di affidabilità, concretezza, qualità e innovazione, permette di offrire servizi e soluzioni personalizzati ai clienti presenti sul territorio nazionale e internazionale. Ciascuna delle società consorziate è infatti specializzata in un determinato ambito professionale. L’esperienza consolidata del team in diversi ambiti quali impianti e manutenzione, servizi sanitari, ristorazione, move in e move out, reception e accoglienza, pulizia, igiene e verde ha permesso all’azienda di conquistare una posizione di leadership in questo settore. Impegno, passione e professionalità sono le tre costanti che fin dall’inizio hanno guidato l’operato di Emilio Innocenzi, nominato nel 1999 Presidente: da quel momento i successi, l’innovazione e l’espansione a livello internazionale hanno caratterizzato l’attività di Team Service.

Team Service: i risultati raggiunti da Emilio Innocenzi

Dalla sua fondazione nel 1985, Team Service ha raggiunto numerosi successi nel corso degli anni. Tra il 1987 e il 1996 la realtà guidata da Emilio Innocenzi ha registrato una fase di forte crescita integrando alla propria attività l’esperienza di numerosi professionisti con background diversi. La preziosa collaborazione con altri esperti, che hanno contribuito ad arricchire la multidisciplinarità, le competenze tecniche e i metodi offerti dal Gruppo, ha permesso di generare un forte valore aggiunto. Più tardi la crescita dell’azienda ha consentito l’inaugurazione di alcune filiali sul territorio nazionale: la prima a Milano e le successive a Pescara (1993) e Torino (1994). Non solo, negli anni ’90 il Gruppo guidato da Emilio Innocenzi ha ampliato la propria offerta, proponendo servizi e soluzioni anche nell’ambito delle pulizie, della ristorazione, del verde, della sanità e dell’ambiente. Inoltre, negli anni 2000 Cile, Stati Uniti e Spagna hanno accolto le nuove filiali del Gruppo attivo in ambito Facility Management.

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FME Education unisce il patrimonio culturale italiano con le potenzialità del presente

Guardare ai dati pre-pandemia e intraprendere percorsi per rendere maggiormente fruibile la cultura e generare nuova domanda. Consapevole delle potenzialità culturali del nostro Paese, FME Education promuove iniziative per valorizzare l’interazione tra digitale e cultura.

FME Education

FME Education: ripensare e promuovere il patrimonio storico-culturale

I dati forniti dal MiBACT relativi al periodo pre-pandemia mostrano da diversi anni un notevole e costante aumento del numero di fruitori della ricchezza del patrimonio culturale italiano. Nel 2019 i musei e i parchi archeologici statali (al primo posto il Colosseo, seguito da Pompei e Uffizi) hanno raggiunto un totale di circa 55 milioni di visitatori: i numeri attuali sono però ancora distanti da quelli pre-Covid ed è quindi necessario riprogrammare e ripensare l’intero settore culturale. A condividere tale visione è la Casa Editrice FME Education che, fin dalla sua fondazione nel 2003, promuove numerosi progetti e iniziative in ambito culturale. Fondazione Symbola, in collaborazione con Alessio Re (Fondazione Santagata per l’economia della cultura) e Giovanna Segre (Università di Torino), ha realizzato un contributo, mostrando la necessità di intraprendere percorsi diversi in grado di comprendere le potenzialità del nostro sistema culturale e cogliere le opportunità offerte dal digitale.

FME Education: coniugare il patrimonio culturale con le potenzialità tecnologiche

L’emergenza sanitaria ha accelerato la trasformazione digitale, permettendo una rapida diffusione dell’uso dei mezzi tecnologici nella stragrande maggioranza dei settori. Se anche il mondo della cultura, fortemente colpito dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, beneficiasse dei vantaggi offerti dalla tecnologia, questa contribuirebbe a facilitarne la fruibilità: il digitale rappresenta infatti un efficace asset di sviluppo e innovazione per il patrimonio culturale italiano. È quindi necessario investire nell’innovazione, coinvolgendo anche i più giovani: FME Education è tra le principali realtà impegnate nella realizzazione di progetti di qualità a supporto del patrimonio storico-culturale, con particolare attenzione verso l’innovazione tecnologica. L’intervento di Fondazione Symbola sottolinea: “Nel 2020 abbiamo assistito a un periodo iniziale in cui, causa pandemia, le realtà culturali si sono dedicate in gran parte a iniziative di tipo virtuale, anche per mantenere il dialogo e la connessione con il pubblico. Oggi, però, è doveroso entrare in un’ottica successiva, in cui il patrimonio storico-culturale non sia soltanto mostrato”.

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Gruppo Riva: statale 28, necessario intervento di messa in sicurezza

Lo stabilimento di Gruppo Riva sorge sulla statale 28 di Lesegno dove ogni giorno centinaia di mezzi effettuano manovre compromettendo di fatto la sicurezza di cittadini e lavoratori. L’azienda e le Amministrazioni dei due Comuni interessati chiedono quindi un intervento di messa in sicurezza.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: più sicurezza sulla statale 28

Incrementare il livello di sicurezza sulla statale 28: è il contenuto della richiesta presentata da Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano. Lo stabilimento del Gruppo sorge esattamente sulla statale tra Lesegno e il Comune di San Michele Mondovì, dove un elevato numero di mezzi esegue quotidianamente manovre: è esattamente in quel tratto di strada che quasi 200 veicoli effettuano manovre di ingresso e di uscita coinvolgendo di conseguenza circa 400 volte la superficie della statale 28. La sicurezza dei lavoratori è quindi strettamente connessa alla necessità di intervento sollecitato ai relativi Sindaci. Intanto, le Amministrazioni di Lesegno e San Michele Mondovì hanno chiesto di trasformare la zona circostante in centro abitato, aumentando il numero di possibili accessi lungo la statale.

Gruppo Riva: l’incontro in Regione

Domenico Michelotti, Sindaco di San Michele Mondovì, ribadisce la necessità di intervenire rapidamente: “L’urgenza di trasformare la zona in centro abitato diventa prioritaria alla luce dell’imminente apertura di un baby parking”. L’Amministrazione di Lesegno ha suggerito la realizzazione di una rotonda al fine di far defluire il transito dei mezzi pesanti in un punto nevralgico della strada. Di conseguenza, un intervento sulla statale 28 sarebbe vantaggioso non solo per Gruppo Riva, ma anche per i due Comuni limitrofi, i quali hanno chiesto un incontro alla regione Piemonte. Il meeting si è tenuto a Torino e ha coinvolto il Vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Graglia, l’Assessore Marco Gabusi e i funzionari dell’ANAS. La sicurezza, sottolinea Franco Graglia, “è il tema sollevato dall’azienda e dalle due Amministrazioni che chiedono, su quel tratto di statale, più possibilità di accessi. Prevista solo se un’area diventa centro abitato”.

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Stefania Bariatti: il percorso professionale e accademico

Stefania Bariatti inizia la sua carriera in ambito accademico come ricercatrice di Diritto Internazionale. Con oltre 150 pubblicazioni in diverse lingue e innumerevoli incarichi di rilievo come docente e avvocato, è oggi una figura chiave nel suo settore di riferimento.

Stefania Bariatti

Stefania Bariatti: l’inizio della carriera in ambito accademico

Esperienze di rilievo in ambito accademico e legale: Stefania Bariatti si è contraddistinta negli anni per le sue competenze e l’impegno profuso, sia a livello nazionale che internazionale, per il suo settore di appartenenza, diventando una figura chiave per l’Italia e all’estero in ambito giuridico. Dopo la Laurea in Giurisprudenza nel 1979, nel 1983 diventa ricercatrice di Diritto Internazionale. È Professore ordinario dal 1994, insegnando Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale presso le Università di Sassari e Milano-Bicocca. È solo l’inizio di una carriera accademica che non si esaurisce, valica i confini nazionali e arriva fino agli atenei stranieri. Stefania Bariatti è autrice di oltre 150 pubblicazioni in italiano, inglese, francese e tedesco, su argomenti di Diritto Internazionale Privato, Diritto dell’Unione Europea e Diritto Internazionale.

Stefania Bariatti: il suo percorso in ambito internazionale

Nel 2002 Stefania Bariatti inizia ad esercitare come avvocato esperto in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Negli anni arriva a ricoprire i ruoli di partner presso un primario studio italiano. L’esperienza acquisita e i traguardi raggiunti la porteranno ad essere scelta per dirigere lo studio di Bruxelles e le practice di diritto della concorrenza europeo ed italiano. In concomitanza con le attività in ambito accademico e professionale, di recente ha assunto incarichi di consigliere di amministrazione negli organi di governo di società quotate, portando con sé il ricco patrimonio di competenze sviluppato nello stesso ruolo presso istituzioni accademiche e fondazioni no profit. Stefania Bariatti ha ricoperto incarichi di rilievo internazionale svolti in rappresentanza o su indicazione del Governo Italiano. Rappresentante dell’Italia presso la Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato e nel Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione Europea, ha svolto attività di assistenza presso il Parlamento Europeo e la Commissione Europea nella redazione di strumenti legislativi dell’Unione nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile. Dal 2011 fa parte del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza.

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Ideal Standard presenta Ceraplan e i nuovi miscelatori

Il Chief Design Officer Roberto Palomba ha reinterpretato per Ideal Standard la storica linea Ceraplan così da arricchirla dei benefici delle nuove tecnologie in merito a usabilità, durabilità e sostenibilità.

Ideal Standard

Ideal Standard lancia il restyling della collezione Ceraplan

Ideal Standard ha rivoluzionato la collezione Ceraplan grazie a un restyling completo, pensato per unire modernità e tradizione. Il risultato: una produzione di qualità basata sullo stile e sul comfort. Il classico miscelatore Ceraplan è protagonista del bagno da oltre 20 anni, ma è stato oggi reinterpretato dal Chief Design Officer di Ideal Standard Roberto Palomba, dello studio Palomba Serafini Associati. Ora è più sottile, più moderno e dalle linee morbide e arrotondate. All’interno si caratterizza per l’ingegnerizzazione tedesca. Lo stile e la tecnologia si uniscono quindi in un unico prodotto, che si inserisce in un catalogo più ampio che comprende lavabi, bidet, vasche, docce e lavelli da cucina.

Ideal Standard: le peculiarità dei nuovi miscelatori

I nuovi miscelatori Ideal Standard sono belli da vedere ma non solo. Sono pensati per essere efficaci dal punto di vista dell’utilizzo quotidiano: la bocca di erogazione, ad esempio, ha diverse altezze regolabili, mentre la finitura cromata SmartShine ne facilita la pulizia. È possibile regolare inoltre la temperatura e il flusso dell’acqua: in questo senso, Ideal Standard ha ideato un sistema che consente di preimpostare i limiti di temperatura in fase di installazione, così da tutelare gli utenti più vulnerabili. Il miscelatore Ceraplan protegge l’ambiente, in quanto progettato per favorire il risparmio di acqua ed energia (solo 51/min per tutti i modelli di lavabo e bidet). I tempi di installazione sono ridotti grazie al sistema EasyFix e EasyFix+, che prevede l’uso di componenti preassemblati. Un attento collaudo di ogni singola parte garantisce la durabilità, così da ridurre la manutenzione necessaria per tutta la vita del prodotto.

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House to House, nuovi posti di lavoro per la ripartenza: le persone il patrimonio più importante

House to House al fianco del Paese per la ripartenza post-pandemia: il piano di espansione prevede l’inserimento di nuove risorse, un’opportunità unica per chi aspira a una carriera nel settore.

House to House

House to House: la crescita dell’azienda che investe nelle persone

Da Treviso, dove nel 2006 è nata per iniziativa di Nicola Lunardon, House to House si è fatta strada nel settore degli elettrodomestici e dei prodotti naturali per il bucato, arrivando in pochi anni a conquistare le pagine del “Financial Times”. Testata di prestigio internazionale, nel 2019 ha inserito l’azienda trevigiana nelle 1.000 Europe’s Fastest Growing Companies per il terzo anno consecutivo riconoscendone l’importante e rapida crescita: secondo i parametri del “Financial Times”, House to House ha conquistato la 423ª posizione con un tasso di crescita del +400%. Un riconoscimento di cui parla anche “Treviso Today” in un articolo del 2019 in cui ripercorre la storia dell’azienda e i risultati raggiunti in tempi davvero rapidi. E oggi come allora, nonostante la pandemia, l’azienda guidata da Nicola Lunardon non si ferma e guarda avanti, proiettata verso nuovi traguardi.

House to House: nuovi posti di lavoro per soddisfare sempre più efficacemente le richieste dei clienti

Innovazione, sostenibilità e persone: il patrimonio più importante per House to House, nonché motore inarrestabile di crescita. Da qui, dopo la pandemia, l’azienda è intenzionata a ripartire: puntando su nuovi professionisti a cui offrire la grande opportunità di diventare specialisti del settore. Nel nuovo progetto di espansione aziendale in fase di sviluppo si prevede infatti l’inserimento di nuove risorse in tutta Italia, per riuscire a fare fronte alle richieste che arriveranno in un Paese sempre più proiettato alla ripartenza dopo lo scoppio della pandemia. House to House propone a quanti volessero intraprendere una carriera nel settore l’occasione di mettersi alla prova nonché di formarsi all’interno di H-Lab, l’Accademia di Formazione in cui vengono costantemente organizzati corsi e appuntamenti specifici per diventare dei veri specialisti, con le migliori tecniche per guadagnare di più e aumentare la propria leadership e le proprie competenze in diversi ambiti.

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EssilorLuxottica chiude Q3 in positivo, Francesco Milleri: “Crescita trainata da modello multichannel”

Performance solida per EssilorLuxottica, Gruppo guidato da Francesco Milleri. Decisivo il contributo di GrandVision.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: fatturato EssilorLuxottica +33% grazie a GrandVision

Dopo un primo semestre da record, i risultati del Q3 2021 confermano l’andamento positivo di EssilorLuxottica. Nel terzo trimestre la società ha infatti registrato un fatturato che si aggira intorno ai 5,5 miliardi, segnando un +33% rispetto al periodo pre-Covid a cambi costanti. Soddisfatto Francesco Milleri, che si è detto orgoglioso della performance ottenuta dall’azienda, in linea con l’accelerazione del secondo semestre. Fondamentale nel percorso di crescita il ruolo di GrandVision, consolidata solo dallo scorso 1° luglio: "Con GrandVision, nel primo trimestre di consolidamento nel gruppo, il fatturato comparabile di EssilorLuxottica è cresciuto ancora più rapidamente – ha spiegato Francesco Milleriregistrando un aumento del 9,3% rispetto ai livelli pre-COVID". Da luglio a settembre il business retail ha infatti toccato quota 1,8 miliardi di euro, crescendo dell’11,6% rispetto al 2019.

Francesco Milleri: prodotti innovativi e iniziative commerciali alla base dei risultati positivi di EssilorLuxottica

Alla luce dei numeri del terzo trimestre, il Gruppo ha potuto aggiornare nuovamente le stime per l’anno: "Con ricavi in accelerazione, la nostra azienda ha ampliato i margini in maniera sostanziale – ha dichiarato Francesco Milleridimostrando fino a che punto può beneficiare della leva operativa". A rendere possibile il trend positivo di EssilorLuxottica, secondo l’AD, è stato il modello di business "aperto e omnichannel", al quale vanno aggiunti sia le nuove iniziative commerciali integrate che lo sviluppo di prodotti sempre più innovativi. Il Gruppo, fa sapere il manager, è sempre più impegnato nel portare avanti il programma sulla sostenibilità presentato lo scorso maggio: "Continua a consolidarsi anche ‘Eyes on the Planet’, la roadmap costruita attorno a importanti pilastri come la carbon neutrality, la circolarità, la cura della vista nel mondo, l’inclusione e l’etica". Tra le iniziative ricordate da Francesco Milleri la campagna globale sui problemi della vista tra i minori annunciata durante la Giornata Mondiale della Vista 2021.

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È nata “Parma è donna”, associazione battezzata dall’ex Sindaco Pietro Vignali

“Parma è donna” è il nome dato alla nuova associazione sostenuta dall’ex Sindaco Pietro Vignali, che promette di stare al fianco delle donne e delle famiglie per una società più equa ed inclusiva.

Pietro Vignali

Pietro Vignali: lo scopo di “Parma è donna”

Il manifesto dell’associazione è stato sottoscritto da oltre 30 persone e nello scorso mese di novembre è diventata a tutti gli effetti un’entità giuridica, fatto sancito dalla firma dell’atto costitutivo a cui ha partecipato anche l’ex Sindaco di Parma Pietro Vignali. I principali ambiti di interesse dell’associazione possono essere riassunti in welfare, sicurezza e ruolo della donna nella società. In particolare, è proprio alle donne che la nuova realtà vuole dare una mano, per aiutarle a non dover più scegliere tra carriera e famiglia e a farle sentire veramente parte attiva della società. “Le donne svolgono un ruolo cruciale nella società e nella famiglia. Per questo sono fondamentali servizi che consentano alla donna di poter svolgere questo ruolo e al contempo poter partecipare appieno alla vita sociale, culturale, economica della città coltivando le proprie ambizioni e sogni senza rinunciare al proprio tempo libero e al proprio benessere psico fisico”, ha commentato l’ex Sindaco.

Tutti gli ambiti trattati dall’associazione sostenuta da Pietro Vignali

Non soltanto la normalizzazione di un equilibrio carriera-famiglia per le donne tra i temi cari all’associazione, ma anche la maternità, l’inserimento di incentivi anziché penalizzazioni per l’assunzione delle donne, case per le giovani coppie e la formazione in giovane età per lo sviluppo di capacità imprenditoriali femminili. L’ex Sindaco Pietro Vignali si è sempre schierato a favore di politiche incentrate sulla famiglia e sull’agevolazione della vita delle donne. Nel 2010, sotto la sua amministrazione, Parma era diventata la prima città italiana ad utilizzare il “quoziente familiare”, uno strumento fiscale pensato per tener conto nella tassazione del reddito del numero di persone che compongono il nucleo familiare.

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Antonio Franchi: a Palazzo Ravasio il comfort è green

Sostenibilità e comfort guidano il progetto sviluppato da Antonio Franchi per Palazzo Ravasio. Materiali e impianti green saranno i protagonisti dell’intervento di ristrutturazione.

Antonio Franchi

Storia, comfort e sostenibilità: il progetto di Antonio Franchi per Palazzo Ravasio

Palazzo Ravasio (Verona) porta con sé decenni di storia: ragion per cui l’intervento di ristrutturazione e modernizzazione curato da Antonio Franchi (The Residenze) mira a preservare lo stile, la naturale eleganza e il valore intrinseco dell’edificio, garantendo al contempo il pieno rispetto per l’ambiente e il benessere umano. Il progetto abbraccia quindi i principi di architettura sostenibile attraverso scelte specifiche e consapevoli. La limitazione dei consumi e la diminuzione dell’uso di combustibili fossili a favore di materiali e tecniche green e di forme di energia più pulite renderanno il “nuovo” Palazzo Ravasio un edificio moderno, sostenibile e confortevole. Le attività portate avanti dal team di The Residenze e Antonio Franchi si basano sui valori di sostenibilità: la forte attenzione verso il risparmio energetico permetterà di creare un immobile in classe A, ricco di impianti di ultima generazione e di sistemi di isolamento in grado di limitare i consumi e garantire quindi il massimo comfort termico ai dimoranti.

Antonio Franchi: un impianto di riscaldamento e raffrescamento al 100% green

Le scelte green implementate dalla società guidata da Antonio Franchi prevedono l’isolamento termico sulle pareti esterne, il rivestimento delle pareti con biointonaco a base di calce naturale, l’utilizzo di idropittura organica minerale eco-compatibile alternata a un biospatolato per la finitura a parete e la messa in posa di pavimenti biocompatibili. Un’altra caratteristica sostenibile del progetto è la proposta di un impianto tecnologicamente avanzato e al 100% green: l’eliminazione di qualsiasi combustibile fossile permetterà di limitare le emissioni nell’atmosfera e di conseguenza di tutelare l’ambiente. L’utilizzo di due pompe di calore aria-acqua, alimentate unicamente da energia elettrica, consentirà il funzionamento della climatizzazione invernale ed estiva e della produzione sanitaria attraverso un meccanismo a cascata. Il sistema sarà in grado di prendere calore dall’aria esterna e portarlo all’interno delle unità abitative tramite un sistema radiante a pavimento a bassa inerzia, e per il periodo estivo svolgerà la stessa funzione, ma con un sistema di deumidificazione. Ogni dimorante avrà l’opportunità di personalizzare il proprio impianto regolando il funzionamento dei servizi e la temperatura di ogni ambiente.

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Reddito di Cittadinanza? Per Giampiero Catone non funziona

Il commercialista, politico, editore e giornalista Giampiero Catone riflette sulle motivazioni che rendono il Reddito di Cittadinanza nient’altro che uno spreco di risorse.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: ecco perché il Reddito di Cittadinanza è una misura fallimentare

Ogni anno vengono spesi 7 miliardi e 200 milioni di euro per finanziare il Reddito di Cittadinanza che, secondo Giampiero Catone, “non creano occupazione”. Per il titolare de “La Discussione”, quello che è stato promosso come uno strumento per abolire la povertà è “un errore clamoroso” che “costa ai cittadini circa 7,2 miliardi l’anno”, senza che questo vada effettivamente a migliorare l’attuale e inefficiente sistema di assunzioni e lavoro. “A testimoniare l’assurdo sperpero di risorse – argomenta Giampiero Catoneanche la relazione della Corte dei conti che ricorda come solo il 2% delle persone che hanno ricevuto il Reddito di cittadinanza è riuscito a ottenere un lavoro attraverso i centri per l’impiego. Quel posto è costato allo Stato una somma incredibile, 52 mila euro, il doppio del costo di un lavoratore di una impresa privata o assunto in un ufficio pubblico”.

Giampiero Catone: bisognerebbe puntare su welfare e lavoro

Anziché usare il Reddito di Cittadinanza come un incentivo al lavoro, Giampiero Catone afferma che sarebbe meglio “dividere le strategie”, dando da un lato degli “aiuti veri alle fasce di popolazione fragile” e dall’altro sostegno a “chi vuole lavorare, alle imprese che assumono, a giovani e adulti che intendono formarsi per un nuovo tipo di occupazione”. Di conseguenza, la chiave per un futuro migliore risiederebbe prima di tutto nella liberazione della retorica che ha accompagnato il RdC, poi nel dare aiuto a chi ne ha bisogno e facilitare “gli aiuti alle imprese per creare lavoro stabile, ben remunerato e soprattutto sicuro”. È chiaro che per il giornalista è attraverso la creazione di lavoro a tempo indeterminato che si riuscirebbe finalmente a favorire lo sviluppo, l’economia e i consumi, non incentivando il “fannullonismo” con i soldi pubblici.

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18 mila scuole riaperte grazie a Italchimica

Azienda di origini padovane specializzata in detergenti e cosmesi, Italchimica ha concorso con i suoi prodotti a sanificare istituti scolastici, ospedali e altri ambienti di lavoro, rendendoli sicuri per un ritorno in presenza.

Italchimica

Alessandro Fioretto, AD di Italchimica: i nostri prodotti hanno permesso ai ragazzi di tornare a scuola in sicurezza

L’azienda padovana ha fornito prodotti per la pulizia e la sanificazione a tantissime scuole, contribuendo di fatto al rientro in aula di milioni di ragazzi. “Con i nostri prodotti siamo in 18 mila scuole. E se a settembre abbiamo lavorato affinché potessero riaprire, ora continuiamo a farlo per mantenere al sicuro i nostri ragazzi e le loro famiglie”, ha affermato Alessandro Fioretto, AD di Italchimica. Igienizzanti, soluzioni disinfettanti e idroalcoliche: questi gli articoli che sono andati per la maggiore e che hanno permesso un incremento del fatturato del 38% rispetto all’anno precedente. Dall’inizio della pandemia, infatti, Italchimica ha realizzato circa 12 milioni di prodotti legati all’emergenza Covid-19, su 21 milioni di articoli in totale. Oltre agli istituti scolastici sono stati riforniti anche ospedali, Rsa, uffici, catene di supermercati e della ristorazione.

L’evoluzione di Italchimica

L’AD di Italchimica racconta con orgoglio di quando decise di avviare la sua azienda di detergenti e cosmesi. All’epoca si occupava personalmente di miscelare le proprie formule, che venivano rimestate con un grosso remo di acciaio di prima mattina, per poi essere versate nei flaconi nel pomeriggio e consegnate ai clienti la sera. Il tutto avveniva nel garage di casa. Circa vent’anni dopo Italchimica è diventata una delle più importanti aziende italiane di detergenti, con una buona fetta di clienti anche all’estero. Tra i punti di forza della società vi sono l’italianità e la qualità dei prodotti, l’estrema attenzione all’aspetto della sostenibilità. “Siamo un’azienda del cleaning professionale tutta italiana. E abbiamo l’intero processo produttivo tutto nello stesso stabilimento, in modo da mantenere un costante controllo sulla qualità dei flaconi che mettiamo in commercio”, sottolinea Alessandro Fioretto, “E poi diventare sempre più ecosostenibili. Tutta l’innovazione in sviluppo ha preso questa piega green. E da poco abbiamo anche pubblicato il primo bilancio di sostenibilità”.

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Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo, nel 2022 cresce budget per iniziative solidali e culturali

Nella programmazione 2022 di Fondazione Cariplo riflettori puntati su solidarietà, cultura e ripartenza. La Commissione Centrale di Beneficenza, di cui fa parte Andrea Mascetti, ha deciso di aumentare il budget per andare incontro alle nuove esigenze dei territori.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo in campo contro le criticità post pandemia

Fondazione Calibro ha annunciato lo scorso 29 ottobre l’approvazione del Documento previsionale programmatico annuale per il 2022. Tra le novità più rilevanti l’aumento del budget complessivo destinato alle opere solidali e culturali, che raggiunge quota 150 milioni rispetto ai 138 stanziati nel 2020. La decisione è stata portata avanti dalla Commissione Centrale di Beneficenza, presieduta dal Presidente Giovanni Fosti e che tra i suoi membri vede anche Andrea Mascetti. Il motivo dell’aumento è presto detto. Sono sotto gli occhi di tutti gli effetti collaterali dell’emergenza sanitaria. Nella Programmazione di Fondazione Cariplo si fa riferimento a criticità emergenti come le nuove povertà, il welfare in ageing, l’occupabilità e la povertà educativa e digitale. Problematiche che dovranno essere affrontate per entrare in quello che la Fondazione definisce l’anno della ripartenza. Tra gli strumenti più importanti, secondo Fondazione Cariplo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: risorse che se ben utilizzate possono innescare un rilancio su tutto il territorio italiano.

Andrea Mascetti: gli obiettivi di Fondazione Cariplo sul fronte cultura

All’interno della Programmazione 2022 ampio spazio è dedicato al sostegno alla cultura, da sempre tema centrale nella strategia filantropica perseguita dalla Fondazione di cui fa parte Andrea Mascetti. Diverse le attività previste sul fronte. Le principali riguardano ad esempio la riqualificazione del patrimonio culturale e paesaggistico attraverso il recupero di luoghi abbandonati: 12 milioni che verranno utilizzati per favorire il riavvicinamento delle persone a percorsi culturali ed educativi. Una buona parte delle risorse, nello specifico oltre 14 milioni di euro, andranno poi alla ricerca scientifica per sostenere ricercatori, in particolare i giovani, e lo studio di temi come economia circolare, data science e biomedica. “Davanti alle sfide e alle opportunità che questo periodo storico ci pone – ha dichiarato il Presidente Giovanni Tosti – abbiamo bisogno di comunità, istituzioni e imprese forti che sappiano lavorare insieme verso un desiderio di futuro”.

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Round da 1 milione per Next4Production: parla il Founder Davide D’Arcangelo

Davide D’Arcangelo è Founder di Next4 ed economista dell’innovazione. Next4Production ha chiuso in overfunding il suo aumento di capitale del valore di un milione di euro e si appresta a investire in sanità digitale e Information Technology (IT).

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: il successo di Next4Production

Next4Production, il club deal investor fondato da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta, ha chiuso in overfunding il suo aumento di capitale del valore di un milione di euro. Il prossimo step sarà investire nei mercati del digital health, dell’Information Technology e dell’innovability. Davide D’Arcangelo, figura chiave per il progetto, è Founder di Next4 ed economista dell’innovazione. Nata come startup innovativa per produrre software di digital health 4.0, oggi Next4 investe in altre startup come venture builder, può così definirsi “metastartup”. Con i suoi investimenti è in grado di supportare nella crescita e nella definizione della struttura dal punto di vista del management, così da portare le startup sul mercato e promuoverle presso fondi di investimento, industries e grandi network. Nelle ultime settimane sono state attivate diverse partnership strategiche di rilievo, come quelle con Open Italy, CubeHub, WDA (Web Digital Advisor) e Select Usa.

Davide D’Arcangelo commenta i risultati raggiunti

“Siamo molto felici della fiducia che gli investitori ci hanno accordato. Quello che viviamo è un momento storico importante per tutto l’ecosistema dell’innovazione italiano ed europeo”: così Davide D’Arcangelo ha commentato il traguardo raggiunto, sottolineando inoltre l’importanza del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Secondo l’economista, “il PNRR rappresenta un’opportunità straordinaria per il sistema Paese e i nostri settori di riferimento, a partire dalla sanità digitale, ne costituiscono i pilastri fondamentali”. Il rapporto tra pubblico e privato vedrà necessariamente i suoi paradigmi rivoluzionati grazie alla transizione ecologica e digitale della Pubblica Amministrazione e delle PMI: da un lato, le imprese avranno risorse e mercato per rinnovare e sviluppare prodotti di frontiera, dall’altro, ha spiegato Davide D’Arcangelo, la Pubblica Amministrazione avrà finalmente terreno per diventare più competitiva, grazie all’innovazione che ha integrato e supportato nel suo sistema. “In questo scenario”, ha concluso il Founder, “Next4 vuole giocare un ruolo da protagonista”.

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Esperti di consulenza aziendale: focus sulla carriera di Cristiano Poponcini

Cristiano Poponcini è titolare dello Studio Poponcini, attivo nel supporto alle aziende in difficoltà. Dottore Commercialista e Revisore Contabile, ha ricoperto diversi incarichi di rilievo per il Tribunale di Monza.

Cristiano Poponcini

Cristiano Poponcini: formazione e prime esperienze professionali

Originario di Monza, Cristiano Poponcini è un commercialista, revisore contabile ed esperto di procedure concorsuali. Da oltre 30 anni opera nella consulenza, occupandosi in particolare di ristrutturazione e risanamento aziendale. Ha fondato lo Studio Poponcini, che dal 1993, grazie ad un team di professionisti, offre servizi alle aziende in crisi. Laureato in Economia e Commercio presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ottiene l’abilitazione come Dottore commercialista iscrivendosi all’Ordine di Monza e della Brianza. Una volta concluso il periodo di apprendistato, grazie alle competenze nel Diritto Fallimentare, entra nello Studio Legale Carpinelli, dove inizia a specializzarsi nell’ambito della ristrutturazione e del risanamento aziendale. Due anni più tardi decide di mettersi in proprio aprendo lo Studio omonimo e dando il via alla sua carriera come consulente a supporto delle imprese in crisi. In quel periodo Cristiano Poponcini consolida la sua esperienza anche nelle procedure concorsuali (concordati preventivi, fallimenti), oltre ad occuparsi di due diligence, attestazioni contabili e perizie di stima.

Cristiano Poponcini: gli incarichi presso il Tribunale di Monza e la carriera nell’Ordine

Dal 1996 al 1999, a latere delle attività come consulente, Cristiano Poponcini ricopre diversi incarichi per conto del Tribunale di Monza. È stato Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale, Consulente Tecnico del Giudice Penale e del Pubblico Ministero in ambito penale commerciale e di usura e infine Custode Giudiziario e Professionista delegato alle vendite giudiziarie immobiliari. Come esperto di procedure concorsuali, inizia ad operare anche come membro della Commissione Procedure Concorsuali presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Monza, diventandone anche Presidente. Un’esperienza che più tardi lo porterà ad essere eletto Consigliere dell’Ordine. Nel 2007 è stato chiamato da Banca d’Italia come relatore in occasione della riforma del Processo Esecutivo. Dal 2011, come mediatore civile iscritto presso la Consob, ha lavorato per la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Per oltre dieci anni, prima di dedicarsi interamente allo Studio, Cristiano Poponcini si è occupato anche di formazione professionale, svolgendo attività di relatore su temi come la Legge Fallimentare e le Procedure Concorsuali Minori e collaborando con realtà di formazione come Zucchetti Software Giuridico.

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Riva Acciaio: l’economia circolare applicata alla siderurgia

Leader italiano nel settore, Riva Acciaio è stata una delle prime realtà a coniugare attività siderurgica e attenzione all’ambiente.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: come la siderurgia può contribuire alla circolarità

Con il Paese sempre più avviato verso la transizione ecologica, anche il settore siderurgico deve porsi l’obiettivo di allineare i propri processi industriali ai target nazionali ed europei sul clima. Un percorso che Riva Acciaio ha intrapreso ormai da anni, consapevole del ruolo fondamentale rivestito dalla siderurgia nello sviluppo sostenibile. È il motivo che ha portato lo storico leader dell’acciaio italiano a condividere il documento dal titolo “Verso un modello di economia circolare per l’Italia”. Promosso dal Ministero dello Sviluppo economico e dal Ministero dell’Ambiente, il vademecum nasce con lo scopo di fornire un inquadramento generale sui principi dell’economia circolare nonché di definire il posizionamento strategico del Paese sul tema. Una delle sezioni principali del documento è dedicata proprio al cambiamento di paradigma che deve avvenire nel mondo dell’impresa, con focus sui nuovi modelli di produzione, il recupero e il riutilizzo dei materiali e il design dei prodotti. Chi si occupa di produrre acciaio parte da una posizione avvantaggiata: si tratta infatti di uno dei materiali più riciclabili al mondo e soprattutto capace di mantenere intatte le proprietà. Un esempio di circolarità applicata ai processi siderurgici sono gli end of waste utilizzati da Riva Acciaio, ossia rottami ferrosi che vengono impiegati per alimentare i forni elettrici degli impianti di Caronno Pertusella (VA) e di Lesegno (CN).

Riva Acciaio: la storia della società

Azienda italiana leader nel settore siderurgico, Riva Acciaio nasce in seno al Gruppo Riva e sviluppa la sua produzione su 5 stabilimenti (Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS)). Nei 60 anni di attività si è specializzata in prodotti lunghi e acciai di qualità, investendo continuamente in innovazione attenzione all’ambiente. Il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800” ne rappresenta il fiore all’occhiello, consentendo di effettuare test e analisi su micro-campioni che vengono poi sfruttati su larga scala. Riva Acciaio ha mantenuto standard elevati nel tempo, certificati dal Sistema di Gestione della Qualità adottato, secondo le norme UNI EN ISO 9001 e IATF16949 e secondo la norma UNI EN ISO 14001 per l’ambiente e la UNI EN ISO 45001 per la sicurezza sui luoghi di lavoro. Il laboratorio di ricerca dello stabilimento di Lesegno è alla base delle innovazioni in ambito siderurgico, insieme alle collaborazioni con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa.

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Alessandro Azzi tra i protagonisti del libro “Credito e responsabilità sociale” di Elena Beccalli

Pubblicato da Vita e Pensiero, l’ultimo lavoro della professoressa Elena Beccalli, preside della Facoltà di Scienze Bancarie – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si focalizza su come il credito, e in particolare la sua forma mutualistica, sia sempre più allineato al concetto di responsabilità sociale. Al testo ha collaborato anche Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda BCC.

Alessandro Azzi

Alessandro Azzi: il sistema delle BCC come freno alla crisi

Tra gli effetti del Covid-19 l’aumento delle disuguaglianze è forse quello più evidente. Secondo gli ultimi dati Istat, attualmente in Italia oltre 5,6 milioni di persone vivono in condizioni di povertà assoluta. La pandemia ha fatto dunque emergere nuovi bisogni che il mondo del credito ha dovuto intercettare. "Credito e responsabilità sociale" è un volume che offre una panoramica sull’impatto storico che il credito, in particolare quello mutualistico di comunità, ha avuto in termini di responsabilità sociale sui territori. Elena Beccalli, collaborando con esperti come Alessandro Azzi, Pietro Cafaro, Mario Anelli e Sergio Gatti, rivolge la sua attenzione al contributo che le forme di credito mutualistico hanno garantito sia alla finanza, aumentandone la biodiversità, ma soprattutto al concetto di "generatività efficiente". Nel testo un focus particolare è dedicato al tema dell’insolvenza, uno stato patrimoniale ancora oggi caratterizzato da una forte connotazione negativa. Tema che porta poi l’autrice ad affrontare anche il prestito di soccorso e l’accesso al microcredito per i soggetti considerati non più "bancabili". Il sistema delle BCC si conferma, soprattutto nel contesto attuale, come uno degli strumenti più efficienti per lo sviluppo dei territori sia dal punto di vista economico che sociale. La testimonianza portata da Alessandro Azzi, Presidente della Federazione Lombarda BCC, riguarda ad esempio iniziative recenti come "Mutue di Comunità", nata proprio per contrastare la crisi innescata dal Covid-19.

Alessandro Azzi: "Mutue di Comunità", un nuovo welfare è possibile

"Mutue di Comunità" è un progetto che si pone l’obiettivo di creare un nuovo sistema di welfare "allargato" destinato a clienti, dipendenti e soci delle BCC che aderiscono all’iniziativa. La volontà della Federazione Lombarda delle BCC guidata da Alessandro Azzi è quella di rinnovare il ruolo delle banche di credito cooperativo nello sviluppo delle comunità territoriali. Tramite associazioni mutualistiche costituite per affiancarsi alle BCC locali, si avrà accesso a nuove forme di sussidio e rimborso a copertura delle spese familiari nel campo della salute, della cultura e della formazione. All’impegno delle 3 associazioni mutualistiche già operanti da alcuni anni sul territorio, si aggiunge quello di 8 nuovi soggetti costituiti nel corso del 2021 e di altre 9 associazioni che nasceranno nei prossimi mesi. Ad occuparsi del coordinamento del progetto la Federazione guidata da Alessandro Azzi, impegnata anche nel supporto amministrativo e nell’assistenza comunicativa. Il progetto nasce in collaborazione con COMIPA, il Consorzio tra Mutue Italiane di Previdenza e Assistenza.

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Focus sul profilo professionale di Stefania Bariatti

Stefania Bariatti è iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano. Oltre ai vari incarichi come docente, grazie alle esperienze acquisite negli anni, è arrivata a ricoprire ruoli apicali presso diverse associazioni di categoria. Le sue attività si svolgono, su vari fronti, sia in Italia che in ambito internazionale.

Stefania Bariatti

Stefania Bariatti: l’attività accademica

Stefania Bariatti è laureata in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Divenuta ricercatrice di Diritto Internazionale nel 1983, assume il ruolo di professore ordinario nel 1994. È stata docente di Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale nelle Università di Sassari e Milano-Bicocca. Si è dedicata, a partire dal 2002, agli insegnamenti di Diritto Internazionale, Diritto Internazionale Privato e Processuale e International Insolvency Law presso l’Università degli Studi di Milano. L’impegno di Stefania Bariatti in ambito accademico comprende altri incarichi di prestigio, che la portano a tenere diversi corsi e seminari anche in università straniere. È autrice di 150 pubblicazioni in italiano, inglese, francese e tedesco: si è occupata, in particolare, di Diritto Internazionale Privato, Diritto dell’Unione Europea e Diritto Internazionale. È inoltre attiva come co-direttore della Rivista di Diritto Internazionale Privato e Processuale, nonché membro della redazione e del comitato scientifico di varie riviste scientifiche sia italiane che straniere.

Stefania Bariatti: gli altri incarichi

Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano, Stefania Bariatti ha assunto di recente gli incarichi di Board Member negli organi di governo di società quotate, così da apportare il patrimonio di competenze acquisiste presso organi accademici (Università di Sassari e Milano-Bicocca) e fondazioni no profit (CNPDS-Centro Nazionale di prevenzione e Difesa Sociale e Tecnomed). Oggi è nel Consiglio di Amministrazione di A2A S.p.A., Mediaset NV e BNL S.p.A. (Gruppo BNP Paribas), dove ricopre inoltre la carica di Presidente e membro di comitati endoconsiliari. Stefania Bariatti è stata Presidente del Consiglio di Amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., dove è stata anche membro del comitato rischi, e di SIAS S.p.A. (Gruppo Gavio). Ha fatto inoltre parte del Consiglio di ASTM S.p.A. (Gruppo Gavio) e SIT Group S.p.A. Grazie a queste esperienze, è giunta a ricoprire ruoli apicali presso diverse associazioni di categoria. A livello internazionale ha svolto e svolge tutt’ora un’intensa attività di rappresentanza o su indicazione del Governo italiano. Dal 2011, ad esempio, è membro del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza.

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Centri storici, sicurezza e accessibilità: il contributo di Pietro Vignali

Pietro Vignali, Sindaco di Parma dal 2007 al 2011, riflette sui nuovi bisogni emersi nelle città a causa della pandemia.

Pietro Vignali

Pietro Vignali: per rilanciare le città serve un modello europeo

L’emergenza sanitaria e i suoi effetti socio-economici hanno cambiato il volto delle città. Il Covid-19 ha accentuato problematiche quali desertificazione dei centri storici, mancanza di sicurezza e quartieri periferici sempre più degradati. La riqualificazione dei centri urbani diventa dunque fondamentale in ottica di rilancio post-Covid. A dirlo è Pietro Vignali, ex Sindaco di Parma. Riguardo ai centri storici, un suggerimento arriva dai modelli europei. Grazie allo sviluppo e alla programmazione di iniziative culturali, commerciali e logistiche con la creazione di centri commerciali naturali come avevo fatto durante il mio mandato, è possibile creare un ambiente cittadino economicamente e socialmente sostenibile. Non solo. C’è bisogno inoltre di una riqualificazione del patrimonio di edilizia pubblica e di un grande piano casa che punti sull’Housing sociale, progetti che oggi necessitano di figure specializzate. L’ex Sindaco porta l’esempio del “City Manager”, introdotto negli anni del suo mandato proprio con lo scopo di rilanciare il centro storico di Parma. Si tratta di interventi che producono effetti collaterali estremamente positivi, spiega Pietro Vignali, in particolare in tema di vivibilità e sicurezza.

Pietro Vignali: Forze dell’Ordine da sole non garantiscono la sicurezza

La sicurezza urbana è uno dei temi principali affrontati da Pietro Vignali: “Non possiamo far finta di non vedere cosa succede nelle strade della città. Ma non si può pensare di risolvere i tantissimi problemi di degrado e microcriminalità solo con le Forze dell’Ordine, che sono poche e che hanno già tanti problemi più complessi di sicurezza pubblica da seguire”. Una possibile strada potrebbe essere quella di una riforma della Polizia municipale, che potrebbe garantire presidi fissi nei punti critici, sia di giorno che di notte, preservando “vivibilità e qualità della vita”, in particolare nelle città di medie dimensioni. L’ex Sindaco di Parma, che durante il suo mandato aveva elaborato la carta di Parma che era diventato un decreto legge sulla sicurezza urbana, sa bene che l’impiego delle Forze dell’Ordine da solo non è tuttavia sufficiente. Servizi mezzi pubblici migliori, accessibilità e rivitalizzazione sono gli elementi che consentono alle persone di riappropriarsi degli spazi pubblici in tutta sicurezza. Concetto valido soprattutto per i quartieri periferici, conclude Pietro Vignali, che oggi rischiano di diventare dei veri e propri ghetti.

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Non solo stile ed eleganza ma anche sostenibilità: il Palazzo Ravasio ideato da Antonio Franchi

Antonio Franchi è alla guida di un progetto di ristrutturazione che cambierà l’anima di Palazzo Ravasio rendendola più “green”.

Antonio Franchi

La mission del progetto sviluppato da Antonio Franchi su Palazzo Ravasio

Palazzo Ravasio è un antico edificio veronese la cui storia risale al 1924, anno in cui Giuseppe Ravasio acquistò il fabbricato, che fu in seguito demolito e ricostruito per realizzare un palazzo dallo stile monumentale contenente al suo interno degli appartamenti signorili. Per modernizzare l’iconico edificio ci si è affidati alla società guidata da Antonio Franchi, The Residenze, che ha messo a punto un progetto per rendere Palazzo Ravasio un esempio di edilizia ecosostenibile. Il team di The Residenze sa bene, ad esempio, che il riscaldamento e il raffreddamento degli edifici sono tra i principali responsabili dell’inquinamento cittadino e per questo motivo, per la nuova versione di Palazzo Ravasio, mirano a “tagliare” la dipendenza dai fossili, orientandosi verso delle forme di energia più pulite. Un altro aspetto diventato fondamentale è il benessere umano, adesso al centro del progetto. Prestando particolare attenzione alla scelta dei materiali costruttivi e alla qualità dell’aria si garantisce un buon livello di comfort psicofisico degli occupanti. Sono questi gli obiettivi che il team guidato da Antonio Franchi intende raggiungere.

Antonio Franchi: i materiali “green” utilizzati nella ristrutturazione

Oltre all’installazione di impianti di ultima generazione e di sistemi di isolamento che ridurranno i consumi, garantendo al contempo il massimo comfort, l’intervento di ristrutturazione portato avanti da Antonio Franchi su Palazzo Ravasio prevede l’impiego di materiali ecosostenibili. L’isolamento termico, ad esempio, sarà assicurato da una controparete costituita da due pannelli isolanti in fibra di canapa vegetale e altri materiali che garantiscono anche un controllo dell’umidità e una riduzione degli inquinanti. Le pareti saranno poi rivestite con biointonaco (a base di calce naturale) e rifiniti con un’idropittura organica minerale eco-compatibile. I pavimenti in parquet saranno invece realizzati con legname biocompatibile e posati con una tecnica che non prevede l’utilizzo di collanti chimici. Persino i rivestimenti e le finestre dovranno essere ecocompatibili, con i primi prodotti con ceramica sostenibile di alta qualità e le seconde in legno lavorato con tecniche altamente sostenibili.

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House to House, opportunità e traguardi: il profilo dell’azienda

La filosofia aziendale di Nicola Lunardon: House to House, nata nel 2006, si è specializzata negli anni in elettrodomestici e prodotti naturali per il bucato.

House to House

House to House: traguardi e riconoscimenti internazionali

House to House offre una grande opportunità lavorativa a chiunque desideri avvicinarsi, a prescindere dalle esperienze precedenti”: la filosofia aziendale, come ha sottolineato in diverse occasioni il fondatore e Presidente Nicola Lunardon, si basa infatti sulla consapevolezza che “tutti possono trovare il proprio spazio e creare il proprio futuro”. L’importante è “essere determinati, porsi un obiettivo e non perderlo mai di vista”: a loro si rivolge House to House, a quanti abbiano voglia di mettersi davvero in gioco e per loro costruisce opportunità lavorative concrete. L’azienda, specializzata in elettrodomestici e prodotti naturali per il bucato, è nata nel 2006 per migliorare la quotidianità delle famiglie italiane: inclusa nel 2019 nella classifica promossa da “Il Sole 24 Ore” delle 350 realtà italiane con il maggiore aumento di fatturato nel periodo 2014-17, è pronta oggi a dare via a un nuovo progetto di espansione aziendale inserendo nuovi collaboratori in tutta Italia per ripartire sempre più fortemente dopo la pandemia e far fronte alle nuove richieste che arriveranno.

Innovazione e sostenibilità: l’anima ecologica ed efficace dei prodotti per il bucato House to House

Innovare per rinnovare è la formula che ha portato House to House a crescere esponenzialmente negli anni, al punto da essere premiata a livello internazionale anche dal “Financial Times” per il trend di crescita. L’attenzione per le persone passa oggi anche attraverso la cura del pianeta: per questo l’azienda specializzata nel settore del bucato domestico negli ultimi anni ha puntato sempre più fortemente anche sulla sostenibilità e sulla creazione di prodotti in grado di contraddistinguersi per il forte principio di ecologia insito, realizzati per raggiungere il massimo livello di efficacia senza alterare l’equilibrio del pianeta. L’ampia offerta di House to House include i Prodigi della Natura, derivanti da materie prime di origine vegetale e composti da ingredienti che provengono dal mondo della cosmesi, per rispettare la pelle. Ma anche prodotti come Agento Absolute, innovativo apparecchio multifunzione che asciuga il bucato in pochi minuti, igienizza e abbatte drasticamente lo stiro. E Hydra Absolute, che lava e igienizza completamente il bucato in soli 25 minuti. Entrambi i prodotti hanno vinto il Red Dot Design Award, il premio “Best of the best”, per il loro principio di ecologia, design, facilità d’uso, materie prime di qualità e risultati straordinari sul bucato.

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Natea, Next4 e Butterfly sottoscrivono aumento di capitale: il commento di Davide D’Arcangelo

Neonatologia e sviluppo tecnologico, “A-round” da 300mila euro per Natea. Davide D’Arcangelo: “Stiamo già immaginando sviluppo su mercati internazionali”.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo (Next4): Natea presto punto di riferimento per le strutture sanitarie

“Cartella Clinica Elettronica” è un software dedicato alle terapie intensive neonatali. Il programma, attraverso tecniche di Deep Learning e Intelligenza Artificiale, è capace di elaborare i dati raccolti dalla strumentazione elettromedicale, riducendo così il rischio clinico per i piccoli pazienti. Si tratta di una delle principali novità sviluppate da Natea, start up nata quest’anno e che ha recentemente chiuso un aumento di capitale da 300mila euro. A coprire il primo Round di finanziamento Next4, club deal investor fondato da Davide D’Arcangelo, e Butterfly, azienda specializzata in soluzioni tecnologiche avanzate per la gestione dei processi decisionali. L’operazione consentirà alla start up il lancio dei primi prodotti basati sull’IA, lo sviluppo di nuovi software e il consolidamento della rete di relazioni sorta con diversi Enti di ricerca e Innovazione. “La crescita dell’impegno di Next4, già socio, è una testimonianza di fiducia da parte di tanti investitori – ha detto Mauro Cofelice, CEO di Natea – Inoltre, l’ingresso di Butterfly nel capitale sociale ci permetterà di allargare il nostro network dal punto di vista dello sviluppo tecnico”. Soddisfatto anche il Founder di Next4: “Siamo certi – ha dichiarato Davide D’Arcangeloche nel medio periodo Natea potrà diventare un punto di riferimento importante per le strutture sanitarie del Paese e stiamo già immaginando uno sviluppo sui mercati internazionali”.

Davide D’Arcangelo (Next4): Natea protagonista dello sviluppo della sanità in chiave digitale

Grazie alla nuova liquidità, nei prossimi mesi la start up potrà concentrarsi sul completamento della suite di prodotti relativi al progetto “Cartella”. L’obiettivo è sviluppare strumenti di nuova generazione che possano contribuire alla sopravvivenza neonatale, accompagnando i pazienti dalla nascita alla dismissione dell’ospedale. Per Davide D’Arcangelo il lavoro di Natea dimostra l’importanza dello sviluppo della sanità in chiave digitale: “Si tratta di uno dei temi strategicamente più rilevanti per il Paese – ha spiegato l’Innovation Manager – e questo è vero a maggior ragione per la terapia intensiva neonatale, che è stata ancora poco impattata dalle potenzialità del 4.0″. Che sotto questo punto di vista ci sia bisogno di un maggiore impegno non lo suggeriscono solo le parole di Davide D’Arcangelo, ma i numeri. Oggi infatti 1 bambino su 10 nasce prematuro e nel 2020 le complicazioni da parto prematuro hanno causato oltre 1 milione di decessi.

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Italchimica attenta all’ambiente

Italchimica è tra le maggiori produttrici di detergenti e cosmetici nel Paese: nei suoi quasi 20 anni di vita è riuscita a diventare un punto di riferimento nel settore della pulizia professionale, sia in Italia che all’estero.

Italchimica

La storia di Italchimica

Italchimica nasce a Padova nel 2003 su iniziativa della famiglia Fioretto, che decide di creare una società basata sui principi di innovazione e trasparenza. A soli tre anni dalla fondazione, l’azienda inizia un percorso di crescita e ampliamento per consolidare la propria esperienza ed estendere la capacità produttiva che la porta all’acquisizione di India S.p.A. nel 2006. Nel 2010 sorge l’Headquarters di Italchimica, ovvero la sede legale-amministrativa e produttiva, ubicata nella zona industriale di Padova. Nel 2013 nascono due brand della “Divisione Professional”, che apre la strada ad un ampliamento dell’offerta con diverse linee produttive ed uno showroom aziendale nel 2020. L’azienda oggi è attiva in 51 Paesi e ha raggiunto un fatturato di 93 milioni di euro.

Italchimica e l’ambiente

I valori che da sempre contraddistinguono Italchimica, vale a dire italianità, innovazione e trasparenza, sono strettamente connessi a una grande attenzione per l’ambiente. L’azienda ha infatti allineato i propri obiettivi aziendali con l’Agenda 2030 dell’ONU. Inoltre, dal 2019 Italchimica pubblica su base volontaria un Rapporto di Sostenibilità in cui vengono forniti, in maniera del tutto trasparente, dati e informazioni in materia ambientale, sociale ed economica. Ad oggi, l’azienda è l’unica in Italia nel settore della detergenza e della cosmetica ad aver pubblicato un Report di Sostenibilità riconosciuto dalla Global Reporting Initiative, un’organizzazione internazionale indipendente. Infine, gli elevati standard di qualità, sicurezza e tutela ambientale sono attestati dalle Certificazioni di sistema ISO 14001, ISO 45001, ISO 9001 e BRC e dalle Certificazioni di prodotto Presidio Medico Chirurgico, EU Ecolabel e CAM.

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Superbonus, online l’ebook dello Studio Legale di Andrea Mascetti su come gestire i contenziosi

Pubblicato da Maggioli Editore, “Superbonus 110. Come evitare e gestire il contenzioso” nasce da una collaborazione tra gli esperti dello Studio Legale di Andrea Mascetti e AC Avvocati.

Andrea Mascetti

Studio Legale di Andrea Mascetti: Superbonus, con AC Avvocati un vademecum dedicato ai giuristi

Al 30 settembre il totale degli investimenti ammessi nell’ambito del Superbonus 110% ammonta a circa 7,5 miliardi. I dati, recentemente rilasciati dall’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA), non lasciano dubbi sulla portata dell’iniziativa introdotta nel 2020 dal D.L. “Rilancio”. Una novità che, dal punto di vista normativo, deve ancora dispiegare i suoi effetti in termini di potenziali profili di illegittimità. Lo Studio Legale di Andrea Mascetti e AC Avvocati hanno deciso di collaborare per fare luce sul tema. Le due law firm hanno da poco annunciato l’uscita di “Superbonus 110%. Come evitare e gestire il contenzioso”, una vera e propria guida dedicata ai giuristi. Edito da Maggioli Editore, il volume offre una serie di indicazioni su come prepararsi ad affrontare i possibili (e anche numerosi, visti i dati ENEA) contenziosi futuri legati al Superbonus. L’ebook si sofferma non solo sugli aspetti della responsabilità civilistica, ma prende in considerazione anche gli aspetti penali e tributari. Tra gli esperti del settore che hanno lavorato alla stesura del vademecum l’avvocato Andrea Mascetti, fondatore dello Studio omonimo, Vincenzo Cristiano, Angelo Carlo Colombo, Chiara Colonetti, Monica Alberti, Monica Biella, Nicolò Filippo Boscarini, Paola Balzarini e Paolo Alessandro Bancher.

Studio Legale di Andrea Mascetti: il profilo di una delle top legal firm italiane

Fondato a Varese nel 2004, in poco più di 15 anni lo Studio Legale di Andrea Mascetti è riuscito a distinguersi diventando una delle migliori boutique legali della Penisola. Un’eccellenza riconosciuta anche dalla rivista “Capital”, che nel 2021 ha promosso lo Studio inserendolo nella top 50 delle legal firm italiane in diritto amministrativo e tra le prime dieci del territorio lombardo. Tra i punti di forza della realtà varesina, che attualmente opera anche attraverso la sede di Milano, la diversificazione e il costante aggiornamento dei servizi legali offerti in campo giudiziale e stragiudiziale. Grazie ad una squadra composta da 9 professionisti esperti, lo Studio guidato da Andrea Mascetti è in grado di fornire assistenza a privati, aziende ed enti pubblici, oltre che nell’ambito del diritto amministrativo, civile e penale, anche nel diritto dell’arte e in materia di web reputation. La legal firm è inoltre specializzata nella consulenza, predisposizione e implementazione dei modelli organizzativi ex D.Lgs. n. 231/2001.

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Strategie di economia circolare nel settore siderurgico: Gruppo Riva

Il primo operatore siderurgico italiano, Gruppo Riva, ha messo al centro della propria politica aziendale la sostenibilità ambientale, adottando strategie di economia circolare.

Gruppo Riva

La storia di Gruppo Riva

Gruppo Riva oggi gode del primato di principale operatore siderurgico in Italia ed è anche tra i primi in Europa. Fondato nel 1954 da Emilio Riva, sorge in un momento molto propizio per il settore siderurgico, nell’Italia del dopoguerra. La sua crescita ha accompagnato la ripresa italiana e ha pian piano portato l’azienda ad espandersi anche all’estero attraverso l’acquisizione di grandi realtà produttive in alcuni dei principali Paesi europei: Francia, Spagna, Belgio e Germania. Gruppo Riva è specializzato nei prodotti lunghi e acciai di qualità, realizzati con le acciaierie ad arco elettrico. All’azienda si riconosce anche il fatto di aver introdotto in Italia la prima colata continua curva a tre linee, messa in funzione per la prima volta nel giugno del 1964.

Gruppo Riva: il contributo all’economia circolare

Da anni Gruppo Riva ha fatto della sostenibilità ambientale uno dei punti cardine della propria strategia. Per questo motivo l’azienda ha iniziato un percorso volto a promuovere l’economia circolare, in linea con le richieste del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero dell’Ambiente. Il contributo di Gruppo Riva alla transizione ecologica è da ritrovare nei modelli adottati nei suoi impianti, ovvero l’utilizzo di polimeri nella produzione dell’acciaio ed il recupero delle scorie in un nuovo ciclo produttivo. Per quanto riguarda quest’ultimo procedimento, ad esempio, le scorie che vengono prodotte dagli scarti dello stabilimento vengono inviate ad impianti che la trasformano in conglomerati cementizi e bituminosi.

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La Germania verso una nuova fase politica: Federico Motta Editore sulla storia del Paese

Mentre la Germania si prepara ad una nuova fase politica, la Casa Editrice Federico Motta Editore ripropone i saggi dell’Età moderna a cura di Umberto Eco che ripercorrono la storia moderna del Paese, dalla Seconda Guerra Mondiale ai giorni nostri.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: da die Stunde Null alla caduta del muro

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale i tedeschi non possono che accettare la sconfitta e reinventarsi un futuro. Per questo motivo, si ricorda nei saggi di Federico Motta Editore che il 1945 rappresenta per i tedeschi un nuovo inizio, ribattezzato in tedesco die Stunde Null, l’ora zero della storia tedesca. Finita la guerra la Germania viene divisa in due: da un lato la Repubblica Democratica Tedesca (DDR), controllata dai sovietici, e dall’altro la Repubblica Federale Tedesca (BRD), sotto il controllo di Stati Uniti e forze alleate. Quando la Russia viene esclusa dalla conferenza di Londra, i sovietici interrompono tutte le comunicazioni con Berlino Ovest e la Germania Ovest. La situazione precipita definitivamente nell’agosto del 1961 quando la DDR erige sbarramenti provvisori per dividere Berlino Est da Berlino Ovest e fermare l’esodo iniziato anni prima. Nasce quindi il muro di Berlino, rimasto in piedi per 28 anni e infine abbattuto nel 1989.

Federico Motta Editore: tutti i cancellieri della Germania

La caduta del muro di Berlino costituisce un’altra tappa fondamentale nella storia della Germania, che viene finalmente unificata. Il Primo Cancelliere della Germania unita è stato Helmut Kohl, in carica dal 1° ottobre 1982 al 27 ottobre 1998. Come si riporta nei saggi editi da Federico Motta Editore, il suo successore è il socialdemocratico Gerhard Schröder, il quale ha mantenuto la carica dal 1998 al 2005. Alle elezioni federali del 2005 viene invece eletta Angela Merkel. Il suo cancellierato è al momento il secondo più lungo della Germania, dopo quello di Helmut Kohl durato 16 anni e 26 giorni. Nel corso di questi 16 anni, la Cancelliera ha dovuto fronteggiare un insieme di questioni politiche, sociali ed economiche derivanti ancora dall’unificazione. Dopo essere stata per tanto tempo una figura portante all’interno dell’Unione Europea, Angela Merkel dice addio alla sua carica da Cancelliera e lascia il posto al prossimo capo di Governo.

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Edilizia ed ambiente: i due mondi conciliati da Tecnicaer Engineering, guidata da Fabio Inzani

Fabio Inzani è Presidente, Amministratore Delegato e Direttore Tecnico di Tecnicaer Engineering, con la quale è riuscito a trovare un equilibrio tra la sostenibilità ambientale ed il settore dell’edilizia.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: in Tecnicaer Engineering abbiamo trovato un punto di incontro tra edilizia e sostenibilità

Da un lato c’è il comportamento passivo e attivo degli edifici e dall’altro l’impellente necessità di ottimizzare l’efficienza energetica degli stessi: due mondi apparentemente opposti che adesso devono incontrarsi per la salvaguardia del pianeta. Nonostante il compito non facilissimo, alcune realtà come la società guidata da Fabio Inzani stanno riuscendo nell’intento, grazie ai prodotti dell’ingegneria innovativa. Tecnicaer Engineering è infatti una società di ingegneria integrata e innovativa che dal 2015 ha adottato un approccio, ormai consolidato, che prevede l’interazione tra tutte le componenti del sistema edilizio, resa possibile dall’impiego di sofisticati strumenti di modellazione digitale parametrica. Tale approccio è stato già utilizzato dalla società in diversi interventi, tra i più recenti vi è la riqualificazione del Centro di addestramento della Polizia di Nettuno, quella dell’Ospedale del Mugello e, infine, quella del nuovo Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa.

Una lente di ingrandimento sulla metodologia utilizzata dalla società guidata da Fabio Inzani

I sistemi di modellazione digitale parametrica messi a punto dal team di Tecnicaer Engineering prevedono la creazione di una replica digitale del complesso edilizio, in gergo chiamata digital twin, la quale simula il comportamento reale del sistema edificio-impianto per poter ottimizzare il suo funzionamento ancora prima che venga effettivamente costruito. Nei recenti interventi portati avanti dalla società guidata da Fabio Inzani, sono state eseguite con questo metodo diverse operazioni. Tra queste: le simulazioni fluidodinamiche che hanno lo scopo di perfezionare la climatizzazione degli ambienti; le analisi energetiche dinamiche che vengono fatte per ottenere degli andamenti sovrapponibili ai reali fabbisogni energetici quotidiani e la previsione della spesa energetica annua; le indagini sul comportamento attivo dell’involucro edilizio che permettono di valutare il beneficio sui fabbisogni energetici e sul regime dei sistemi impiantistici; l’autoapprendimento dei sistemi di generazione che consentono di attivare degli algoritmi capaci di adattare il regime al punto di massimo rendimento di generazione e di emissione dei terminali.

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Italchimica di Alessandro Fioretto sceglie la cooperativa “Riesco” come fornitore del catering

La cooperativa sociale “Riesco” diventa fornitore ufficiale della mensa di Italchimica, realtà padovana guidata da Alessandro Fioretto attiva nel settore della pulizia professionale I&I e Horeca.

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Italchimica, Alessandro Fioretto: con “Riesco” la partnership andrà oltre la ristorazione

Nata in un garage di Padova, in poco meno di 20 anni Italchimica è diventata una delle più importanti aziende italiane di detergenti professionali e cosmetici. Oggi la creatura di Alessandro Fioretto conta 174 dipendenti, 9 marchi di proprietà e prodotti distribuiti in oltre 50 Paesi. Un successo possibile grazie ad una politica aziendale basata su valori come italianità, trasparenza e innovazione. A questi si aggiunge un’attenzione particolare alla sostenibilità sociale. Non sorprende dunque che Italchimica abbia recentemente deciso di avviare una partnership con la cooperativa sociale “Riesco”, che dal 2005 offre servizi di ristorazione di qualità contribuendo contemporaneamente all’integrazione lavorativa delle persone affette da disabilità. La realtà di Saccolongo (PD) è infatti il nuovo fornitore continuativo del catering aziendale per la mensa interna. L’obiettivo della realtà guidata da Alessandro Fioretto è quello di rafforzare il legame tra i dipendenti e le comunità locali, contribuendo a creare un futuro sempre più inclusivo. Ecco perché la partnership non si limiterà alla ristorazione, ma anche alla promozione di iniziative in sinergia con i dipendenti della Cooperativa.

Alessandro Fioretto: Italchimica per il sociale tra “Riesco”, “Treedom” e “Green Change Matters”

Il percorso intrapreso con “Riesco” rappresenta un ulteriore step del progetto di sostenibilità portato avanti da Italchimica. Dal 2019 la società, sotto la spinta del CEO Alessandro Fioretto, ha infatti dato il via a “Green Change Matters”. L’iniziativa ha portato alla pubblicazione dei primi due Rapporti annuali di Sostenibilità, a testimonianza dell’impegno preso nei confronti di tutti gli stakeholder. Per quanto riguarda il tema ambientale, tra gli obiettivi principali della strategia di Italchimica figura la carbon neutrality. La recente adesione al programma “Treedom” va appunto in questa direzione. L’azienda di Alessandro Fioretto, con un impegno triennale, provvederà infatti a finanziare la piantumazione di alberi nei Paesi in via di Sviluppo. Si tratta di un’iniziativa che da un lato consente di compensare le emissioni di CO2 e allo stesso tempo contribuisce alla sussistenza economica e alimentare dei territori. 29 gli alberi piantati nel 2020, con un compenso di emissione di circa 2 tonnellate di anidride carbonica. Per il 2021 Italchimica prevede di superare quota 30.

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Costruire edifici ecosostenibili: l’esempio di Antonio Franchi

Antonio Franchi ha da tempo abbracciato, con la società da lui guidata, un approccio in direzione della costruzione sostenibile degli edifici.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: cosa vuol dire architettura sostenibile?

La pressante necessità dettata dalla crisi climatica di trasformare il mondo dell’edilizia in una realtà green, e quindi sostenibile, ha portato spesso ad abusare del termine “sostenibilità”, soprattutto nell’ambito del progetto. Il lavoro svolto da professionisti del settore come il team di The Residenze, società specializzata nel settore immobiliare residenziale di alta gamma e guidata da Antonio Franchi, potrebbe aiutare a fare luce sul concetto di architettura sostenibile. Dal momento in cui l’attenzione all’ambiente non può essere realmente quantificata e definita, ciò che si può fare è prendere in considerazione una serie di fattori che, nel loro insieme, contribuiscono enormemente a ridurre l’impatto ambientale di un edificio e renderlo quindi più sostenibile. Come si evince dall’attività svolta da The Residenze, tali fattori riguardano ad esempio l’utilizzo di materiali non nocivi, l’impiego minimo di risorse non rinnovabili e lo sfruttamento di energie alternative come quella solare.

Antonio Franchi: il progetto di Palazzo Ravasio

Un esempio di approccio di tutela e di cultura volto alla costruzione o rivalorizzazione di un edificio a basso impatto ambientale lo si ritrova nel progetto a cui sta lavorando la società guidata da Antonio Franchi, e che ha come oggetto l’antico edificio veronese di Palazzo Ravasio. Lo storico palazzo, il cui fabbricato risale al 1924, è attualmente soggetto a un processo di rivalorizzazione che intende unire lo stile e l’eleganza alla sostenibilità e l’innovazione, dando vita a un edificio che rispecchia la cultura e l’attenzione all’ambiente. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un edificio a “triplo zero”, vale a dire a zero emissioni, zero consumo di energia e zero residui, il team di The Residenze effettua una serie di scelte riguardanti ad esempio la selezione di materiali rinnovabili e rigenerabili e l’installazione di impianti moderni ed in linea con le richieste della transizione energetica. Inoltre, l’impiego di nuove risorse come lo smart facility management permette ulteriormente di ottimizzare la gestione degli edifici, riducendo gli sprechi, migliorando il comfort degli occupanti e portando al minimo l’impatto ambientale.

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Massimo Rizza: il profilo del commercialista onorato con la medaglia del Collegio dei Ragionieri

Dopo anni di impegno profuso prima nella Cassa dei Ragionieri e poi nell’ODCEC di Milano, oggi Massimo Rizza guida lo Studio omonimo che ha contribuito a fondare.

Massimo Rizza

Massimo Rizza: gli studi e le prime attività

Volto noto nel settore della contabilità lombarda, Massimo Rizza ha fin da subito affiancato alla sua carriera professionale un’intensa attività a supporto della categoria. Ottenuto il diploma di ragioniere e in seguito l’abilitazione alla professione, incomincia a sviluppare le sue competenze nello Studio fondato con il fratello, lavorando come commercialista e revisore legale. In quegli anni, oltre a conseguire la laurea in Scienze Economiche, prende forma anche l’impegno a livello sociale. Grazie alla nomina come delegato di Milano, diventa infatti membro della Cassa Nazionale dei Ragionieri, ruolo che ricopre fino al 2014. Parallelamente, Massimo Rizza si fa promotore anche di numerose iniziative a livello territoriale, in primis nell’ambito della diffusione della cultura tra i minori, e poi sostenendo attivamente organizzazioni come ad esempio l’Onlus Pane Quotidiano di Milano.

Massimo Rizza: gli anni dedicati all’ODCEC

Durante gli ultimi anni come membro della Cassa Nazionale, Massimo Rizza diventa anche Consigliere della Fondazione dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano. L’apporto alla categoria gli vale una medaglia al merito da parte del Collegio dei Ragionieri di Milano e Lodi. È il 2014 quando entra a far parte del Consiglio dell’ODCEC, dove rimarrà in carica fino al 2020. Per un breve periodo svolge anche il ruolo di Segretario, con delega a diverse commissioni di studio (Bilancio integrato, Compliance e modelli organizzativi, Finanziamenti e bandi, Principi contabili, Semplificazione e startup). Tra i successi ottenuti anche l’Oscar di bilancio per le imprese non quotate promosso da FERPI. Conclusasi l’esperienza nell’Ordine, Massimo Rizza è tornato a dedicarsi completamente alle attività dello Studio, una realtà che oggi può contare su una squadra di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro.

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Gruppo Riva è pronto a cogliere le sfide della ripresa economica avviata nei primi mesi del 2021

Aumento della produzione e conseguente incremento del fatturato: gli investimenti da 88 milioni di euro hanno permesso a Gruppo Riva di avviare la ripartenza economica già nei primi mesi del 2021.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: le problematiche del 2020

Nonostante la ripresa economica abbia ormai preso il via in pressocché tutti i settori, la diffusione del virus e il conseguente stato di emergenza hanno causato un arresto generale dell’economia mondiale. Numerose realtà hanno dovuto affrontare gli effetti causati dalla pandemia da Covid-19: tra queste Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano specializzato da oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica. I risultati in termini di bilancio economico raggiunti nel 2020 non sono paragonabili a quelli ottenuti nel 2019, lo scorso anno il Gruppo ha infatti registrato una diminuzione della produzione nonché un calo del fatturato. Gruppo Riva dispone di 5 stabilimenti produttivi sul territorio italiano e 16 distribuiti tra Francia, Canada, Spagna, Belgio e Germania: circa l’89% del fatturato totale viene prodotto dalle controllate europee, circa l’11% dalle società italiane, mentre il profitto proveniente dai Paesi non europei è minimo. L’operatore siderurgico è ora concentrato sulla ripartenza già avviata all’inizio del 2021.

Gruppo Riva: la ripartenza del 2021

L’incremento della domanda e il rilancio dei prezzi sul mercato hanno permesso a Gruppo Riva di aumentare del 18% la produzione: il Gruppo è passato da 1.407 milioni di tonnellate di acciaio prodotto nei primi mesi del 2020 a 1.666 milioni di tonnellate prodotte nello stesso periodo del 2021, confermando la ripresa economica. Con un investimento del valore di 88 milioni di euro, “il gruppo si è posto nelle condizioni di essere pronto a cogliere quella ripresa che si sta registrando nei primi mesi di quest’anno, puntando a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”. Il fatturato dell’attività è aumentato del 21% raggiungendo un valore che tocca 881 milioni. “In assenza di eventuali e ulteriori interventi governativi limitativi delle attività produttive è ragionevole presumere per il Gruppo Rfe un risultato in deciso miglioramento rispetto all’esercizio appena concluso”, hanno dichiarato i responsabili di Gruppo Riva, fiduciosi per i risultati che si potranno raggiungere in futuro.

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