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Riva Acciaio finanzia ancora una volta il restauro del Santuario della Via Crucis

La convenzione è stata firmata dai vertici di Riva Acciaio e dal parroco don Giuseppe Franzoni. In Valle Camonica la società è presente con tre stabilimenti.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: dettagli e finalità della donazione

Tra le realtà che hanno fatto la storia della siderurgia nella Valle Camonica c’è sicuramente Riva Acciaio. Presente con gli stabilimenti di Sellero, Malegno e Cerveno, negli anni il leader italiano del settore è riuscito a creare un legame sempre più saldo con il territorio e il suo sviluppo non solo economico, ma anche sociale e artistico. Non sorprende che lo scorso giugno la società abbia deciso di contribuire nuovamente al progetto di restauro del Santuario della Via Crucis di Cerveno. Un’ulteriore donazione di 20mila euro – la prima, analoga, risale a dicembre 2019 – per restituire al pubblico alcune delle cappelle dell’edificio storico che sorge di fianco la chiesa parrocchiale del borgo. A siglare il nuovo accordo Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio, e il parroco don Giuseppe Franzoni, promotore del progetto di restauro. In calce anche la firma di Andrea Martinelli, Consigliere Delegato del Gruppo.

Riva Acciaio: il rapporto con il territorio della Valle Camonica

Le nuove operazioni di restauro della Via Crucis di Cerveno andranno ad aggiungersi ai progetti già conclusi da don Giuseppe Franzoni negli anni precedenti, tra cui i lavori delle cappelle VI e IX, terminati lo scorso novembre. Durante la firma il parroco ha messo in evidenza l’impegno di Riva Acciaio nei confronti della comunità. A ringraziare la società anche la Sindaca di Cerveno Marzia Romano, da sempre sostenitrice del progetto. Il rapporto tra il primo operatore siderurgico italiano e il territorio ha radici lontane. Tutto ha inizio negli anni ’60, quando il Gruppo diventa prima azionista di minoranza e poi responsabile della gestione dello storico stabilimento di Malegno, sorto negli anni ’30. Nel 1983 l’acquisizione dello storico sito di Cerveno, mentre quello di Sellero entra a far parte di Riva Acciaio nel 1995. Grazie ad importanti investimenti in infrastrutture, ricerca e tecnologie, oggi le fabbriche formano una triade impegnata a portare avanti la tradizione siderurgica nella Valle Camonica.

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Ares Ambiente, cosa prevede il processo di macro raccolta dei rifiuti

Nata nel 2008 su iniziativa di Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente è riconosciuta come una delle eccellenze bergamasche nel settore dell’intermediazione dei rifiuti. Di recente l’azienda ha preso parte anche all’European Waste Management Conference.

Ares Ambiente: cosa prevede la macro raccolta

Con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, Ares Ambiente è una realtà che opera da oltre dieci anni nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Fondata da Marco Domizio, offre su tutto il territorio nazionale servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Grazie ai mezzi a disposizione e alle tecnologie impiegate, Ares Ambiente è in grado di rispondere a qualsiasi tipo di esigenza, tra cui anche servizi di macro raccolta. L’azienda gestisce l’intero processo di smaltimento e/o recupero, occupandosi anche della gestione documentale. Le attività svolte si articolano in sei fasi: sopralluogo con controllo visivo del rifiuto, verifica dell’analisi chimica, identificazione della destinazione finale e disponibilità a ricevere, trasporto e infine invio del FIR. Numerose le lavorazioni e le attività che producono i rifiuti, pericolosi e non, della macro raccolta: agricoltura, conserve alimentari, industria dolciaria e della panificazione, produzione di bevande, lavorazione del legno, lavorazioni dell’industria tessile, estrazione di minerali ed apparecchiature elettroniche ne sono un esempio.

Ares Ambiente: le fasi del processo di recupero

Oltre allo smaltimento, il servizio di macro raccolta offerto da Ares Ambiente prevede anche il recupero di determinati materiali come terre, refrattari, ceneri, polveri, materiale da demolizione e FORSU, sigla che sta per Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano. Cinque le fasi del processo di gestione del rifiuto, sia esso materiale di recupero o materiale destinato allo smaltimento finale: verifica dell’idoneità dei documenti di analisi e caratterizzazione del rifiuto; individuazione del potenziale impianto; integrazione del leaching test (test di cessione) quando previsto o richiesto; compilazione della scheda di omologa richiesta dall’impianto e infine le attività di trasporto, se richieste dal cliente. Va ricordato inoltre che Ares Ambiente ha accesso diretto, sia in Italia che in Europa, ad impianti di smaltimento finali, discariche e termovalorizzatori, nonché ad impianti di trattamento e recupero. Non è un caso che l’azienda abbia preso parte con uno stand all’European Waste Management Conference, la tre giorni di Bergamo tenutasi lo scorso giugno e dedicata all’industria della gestione dei rifiuti, alle nuove tecnologie e alle soluzioni integrate nell’ambito dell’economia circolare.

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Davide D’Arcangelo: Impatta4Equity, presentato il nuovo programma di investimento

L’investment company guarda all’innovability italiana ispirandosi ai valori di sostenibilità espressi da Papa Francesco. Il programma è stato presentato a Roma dai fondatori Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: Impatta4Equity, gli obiettivi

Dopo il successo ottenuto dal club deal investor Next4, i fondatori Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta puntano all’innovability italiana e alla transizione ecologica. E lo fanno prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco contenute nell’Enciclica Laudato si’. Nasce così Impatta4Equity, la prima investment company a coniugare criteri ESG e Dottrina Sociale della Chiesa. Promossa dal network di imprese e professionisti IMPATTA, ispirata all’Earth Day e coordinata da Next4, la nuova realtà è stata presentata lo scorso 23 giugno a Roma presso lo spazio Facebook “Binario F”. “Di fronte all’escalation della crisi climatica e alle evidenti difficoltà delle istituzioni, che nonostante 26 Conferenze sul Clima non riescono a invertire la rotta e a fermare il costante aumento delle emissioni di CO2 in atmosfera, Papa Francesco ha invitato ogni cittadino responsabile a fare la propria parte e ha lanciato una piattaforma d’azione globale, Laudato si’ Action Platform, grazie alla quale possiamo tutti contribuire a generare il cambiamento di cui l’umanità e il pianeta hanno sempre più urgente bisogno”, ha dichiarato nel suo intervento il CEO di Impatta4Equity Pierluigi Sassi. L’evento, al quale hanno preso parte anche Davide D’Arcangelo e Angelo Paletta, è stata l’occasione per illustrare agli oltre 100 investitori i dettagli del programma di investimento.

Davide D’Arcangelo: innovazione e abbattimento della CO2, i due progetti pilota

Attraverso il suo programma, la realtà lanciata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta intende finanziare la migliore innovazione italiana, puntando su aziende e start-up inserite in un percorso di economia sostenibile. La valutazione degli investimenti avverrà tramite Values Metrics, strumento di misurazione frutto della collaborazione nata tra Core Values, PWC, Anima e Movimento per l’Economia del Bene Comune. Una combinazione di criteri ESG e valori sociali grazie alla quale i promotori dell’iniziativa intendono replicare i risultati ottenuti dal primo programma d’investimento di Next4 dedicato alla Sanità Digitale, con il club deal investor che in soli due anni è stato in grado di triplicare il proprio valore. Durante la presentazione sono stati svelati anche i dettagli dei due progetti pilota avviati. Il primo andrà a finanziare la realizzazione di una piattaforma destinata alle aziende in grado di certificare l’abbattimento delle emissioni di CO2 delle flotte tramite blockchain. Il digitale è protagonista anche del secondo progetto, che riguarda sempre lo sviluppo di una piattaforma appoggiata a una blockchain ma in grado di certificare la produzione e l’autoconsumo delle future Comunità Energetiche.

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Andrea Mascetti: l’avvocato tra i nuovi ingressi nel CdA di Proger S.p.A.

L’ingresso dell’avvocato Andrea Mascetti nel CdA di Proger S.p.A.: con oltre 1.000 professionisti operativi in circa 20 Paesi del mondo, la società propone un approccio globale per la progettazione integrata e la gestione di grandi interventi e programmi complessi, in diversi settori, per clienti pubblici e privati.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti entra nel CdA di Proger S.p.A.

Nel comunicare l’ingresso dell’avvocato Andrea Mascetti nel CdA, Proger S.p.A. ne ha sottolineato l’esperienza acquisita in materia di Diritto Civile e Amministrativo. L’avvocato, come comunicato dalla società stessa lo scorso 14 luglio, entra a far parte del Board insieme a Patrizia Ravaioli, Direttore Generale Formez PA – Centro di Formazione e Studi della Pubblica Amministrazione nonché Presidente Associazione Donne Leader in Sanità. Proger S.p.A., nel settore da 70 anni, è oggi una delle prime società di engineering & management in Italia nonché la prima no captive se si considera la posizione di Gruppo: da anni si posiziona stabilmente nel ranking mondiale delle prime 100 società internazionali di ingegneria all’interno della Top 225 International Design Firms stilata dalla prestigiosa testata americana “Engineering News Record”. Andrea Mascetti porterà nel CdA della società le competenze acquisite in oltre 30 anni di carriera.

Andrea Mascetti: profilo professionale e competenze

Nato nel 1971 a Varese, Andrea Mascetti è titolare dello Studio Legale Mascetti. Laureato in Giurisprudenza, agli inizi della sua carriera ha collaborato presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. Esercita la propria attività professionale prevalentemente nell’ambito del diritto civile e amministrativo, oltre che delle applicazioni del decreto legislativo 231/01. In ambito civile ha maturato una consolidata esperienza in particolare nel diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali, oltre che in alcune aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro, sia come consulente che in qualità di processualista. In materia di diritto amministrativo svolge attività difensiva avanti ai TAR e al Consiglio di Stato oltre che consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. Da diversi anni l’avvocato Andrea Mascetti si occupa anche di web reputation e diritto dell’arte.

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Intermediazione rifiuti ed economia circolare: l’esperienza di Marco Nicola Domizio

Marco Domizio ha alle spalle un lungo percorso professionale sviluppato in diverse aree del settore ambientale. Esperienze su cui ha fatto leva per avviare una propria iniziativa imprenditoriale, confluita nella nascita di Ares Ambiente.

Marco Domizio: il modello Ares Ambiente

Operare con criteri di efficienza, economicità e trasparenza nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati: con questa filosofia Marco Domizio, esperto del settore, ha avviato Ares Ambiente nel 2008. La sua intuizione si conferma tuttora efficace a distanza di quasi 15 anni. Questo poiché, in un’ottica di economia circolare, il trattamento dei rifiuti richiede un’attenzione massima sia verso l’ambiente sia verso le persone. Specializzata in attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio nazionale, Ares Ambiente occupa oggi una posizione di leadership all’interno del settore. Un primato che, per l’azienda fondata da Marco Domizio, significa garantire servizi che mettono continuamente al centro l’efficienza, l’economicità e la trasparenza.

Marco Domizio: sostenibilità e responsabilità in Ares Ambiente

Ares Ambiente fornisce soluzioni funzionali al trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti), in linea con quanto prevede l’Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE. Negli anni si è specializzata nella gestione e nel trattamento di rifiuti provenienti da diverse tipologie di produttori o detentori: dalle attività produttive a quelle di vendita all’ingrosso e distribuzione di prodotti di varia categoria merceologica. L’intuizione di Marco Nicola Domizio ha reso possibile la creazione di una realtà basata su principi di sostenibilità e responsabilità, sfere che risaltano anche nel Sistema di Gestione Integrata di Qualità, Ambiente, Sicurezza e Responsabilità Sociale di Ares Ambiente. A questo si abbina il Codice Etico impiegato dall’azienda per promuovere valori di correttezza, lealtà, integrità e trasparenza. Per la realtà fondata da Marco Domizio ciò equivale ad assicurare risposte concrete per le diverse esigenze del settore. Non a caso, l’azienda ha ottenuto standard di certificazione elevati nelle aree Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014).

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Massimo Malvestio: “Inflazione? Unica arma della BCE è ‘sterilizzare’ il debito pubblico dei Paesi”

La guerra ha contribuito alla crescita dell’inflazione, ma le cause sono altre. A spiegarlo è l’avvocato Massimo Malvestio. Il fondatore di Praude AM aveva lanciato l’allarme in un editoriale dell’aprile 2021.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: politiche monetarie espansive e bassa natalità tra le principali cause dell’inflazione

Circa un anno fa, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Veneziepost”, l’avvocato e fondatore di Praude Asset Management Massimo Malvestio aveva avvertito sul rischio, per la tenuta economica del Paese, di un’inflazione al 5%. Una previsione quanto mai accurata: con l’aumento dei prezzi, infatti, oggi in Italia si dirige pericolosamente verso la doppia cifra percentuale. Nonostante il confitto scoppiato in Ucraina abbia accelerato il fenomeno, con punte del 20% nei Paesi baltici dell’area euro, l’inflazione è un fenomeno che parte da molto più lontano. In una nuova intervista l’esperto ha provato a spiegarne le cause principali. Tre gli ordini di fattori che, secondo Massimo Malvestio, hanno cominciato a prevalere sulle forze deflattive. Il primo è senza ombra di dubbio da ricercare nelle politiche espansive che le banche centrali hanno portato avanti negli ultimi anni e che hanno prodotto una crescita abnorme delle masse monetarie. Anche le dinamiche demografiche hanno pesantemente influito sul fenomeno, con i nati negli anni ’60 che si avviano verso la pensione in un contesto di crisi di nascite e di manodopera: “E questo non è un problema solo italiano – spiega l’avvocato – si pensi alla Cina dove la one child policy sta cominciando a produrre tutti i suoi effetti anche sulle dinamiche della domanda e offerta di lavoro”.

Massimo Malvestio: ESG fattore dirompente, sempre meno gli investimenti in energia e materie prime

Nell’analisi di Massimo Malvestio il terzo e ultimo fattore legato all’avvento dell’inflazione è la comparsa delle politiche ESG (Environmental, Social and Governance). Criteri che oggi vengono imposti dalle banche e dai fondi non più solo alle società quotate. La conseguenza è stata l’abbandono quasi totale degli investimenti in risorse energetiche e materie prime, con l’Europa che oggi si trova a dover rimediare: “Devono accettare non solo politiche che di ESG non hanno nulla, ma anche legittimare interlocutori e regimi che sul piano dei valori rappresentano l’esatto contrario di quello che queste politiche ESG dicono di volere perseguire”. Finora l’inflazione è stata tenuta sotto controllo dalla Banca Centrale Europea attraverso ingenti acquisti di titoli di stato. Un’opzione che oggi appare sempre meno replicabile, conclude Massimo Malvestio: “Se il fenomeno perdurerà non vedo come la BCE potrà continuare ad acquistare bond per sostenere il mercato. Credo che la ‘sterilizzazione’ del debito pubblico dei singoli stati sia l’unica arma rimasta nell’arsenale per fermare lo spread e la frammentazione fintanto che l’inflazione rimane ai livelli attuali”.

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Francesca Dellera: il successo internazionale dell’attrice che ha scelto oggi una vita riservata

Dai primi lavori come fotomodella al successo internazionale, fino alla scelta di una vita riservata: Francesca Dellera è e continua a essere un’icona di bellezza e sensualità a livello internazionale. Le tappe fondamentali della sua carriera.

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera: la scelta di una vita riservata

“Ho vissuto una vita intensa, internazionale, dove ho ottenuto tanto, ma il successo e la popolarità possono essere esperienze molto violente quando si vivono ad appena 20 anni. Per questo, poi, ho fatto di tutto per scomparire”: Francesca Dellera, icona di bellezza nel mondo, ha rilasciato questa dichiarazione in un’intervista al “Corriere della Sera”. Così dunque la bellissima attrice parla della sua scelta di allontanarsi dalle scene cinematografiche. Francesca Dellera ha fatto una scelta di vita ben precisa improntata alla più assoluta riservatezza nonostante la sua fama continui ad accompagnarla grazie alle interpretazioni di successo che hanno costellato la sua carriera di attrice. Francesca Dellera vive oggi serenamente tra Parigi e Londra insieme al suo compagno.

Francesca Dellera: la carriera di un’icona di bellezza e sensualità

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera è un’artista ancora seguita e ricercata nonostante la sua scelta di una vita riservata. Il contatto con il mondo dello spettacolo avviene inizialmente come fotomodella, ritratta dai più grandi fotografi internazionali come Helmut Newton, Dominique Issermann, Michel Comte, André Rau, Greg Gorman e tanti altri. Sul set, invece, Francesca Dellera ha recitato al fianco di Gina Lollobrigida nella miniserie televisiva “La romana” adattamento dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia che, colpito dall’interpretazione di Francesca, le dedicherà un’intervista (privilegio concesso solo a Sofia Loren e Claudia Cardinale). Il successo internazionale arriva col regista Marco Ferreri che la definisce “la pelle più bella del cinema italiano” e che per lei scrive la sceneggiatura del film “La Carne” presentato con successo al Festival di Cannes. Federico Fellini, colpito dall’interpretazione nel film di Ferreri, la scelse per il ruolo della Fata per il film Pinocchio, un progetto al quale il regista pensava da tempo e che avrebbe dovuto avere Roberto Benigni nel ruolo del burattino; la scomparsa prematura del regista impedì però la realizzazione del film. La rockstar Prince, dopo aver visto le sue foto, andò a Parigi per conoscerla e affittò un cinema per vedere da solo il film “La carne”, proponendole di andare con lui in America ed essere la protagonista di un suo videoclip. Successivamente Francesca Dellera si trasferisce in Francia, dove prende parte ad altri importanti progetti come “L’ours en peluche”, film in cui è la protagonista accanto alla più grande star francese Alain Delon con la regia di Jacques Deray, e la miniserie “Nanà”, una coproduzione italo francese tratta dall’omonimo romanzo di Emile Zola, e nel kolossal internazionale “La contessa di Castiglione”, al fianco al mito del cinema francese Jeanne Moreau e diretta dalla regista Josée Dayan. Dopo quest’ultimo film, per sua intima convinzione, ha deciso di staccarsi dal mondo dello spettacolo per vivere serenamente tra Parigi e Londra insieme al suo compagno.

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Da “Cliché Motta” a Federico Motta Editore: la storia della Casa Editrice

Editoria: oltre 90 anni di esperienza hanno consentito a Federico Motta Editore di proporre volumi innovativi e di alta qualità. Oggi è un punto di riferimento nel panorama italiano.

Federico Motta Editore: dalla riproduzione fotomeccanica all’editoria

La storia di Federico Motta Editore ha inizio nella prima metà del ‘900. È infatti il 1929 quando, dall’idea del fondatore Federico Motta, nasce la “Cliché Motta”, ditta specializzata inizialmente nella riproduzione fotomeccanica. Il passaggio alla sfera editoriale avviene successivamente, negli anni ’30, grazie alla stampa di alcuni fumetti iconici dell’epoca. Qualche decennio più tardi la Casa Editrice raggiunge un ulteriore traguardo: nell’Italia degli anni ’50 vede la luce la prima edizione della nota Enciclopedia Motta. Poco dopo, il canale distributivo viene rimpiazzato dalla vendita diretta alle famiglie che consente alla Casa Editrice di entrare nelle case di milioni di italiani. Con l’arrivo dei figli di Federico Motta, Anselmo e Virginio, la “Cliché Motta” arricchisce e aggiorna ulteriormente l’offerta proponendo una serie di volumi incentrati sui temi della medicina, psicologia, botanica, geologia e zoologia. Gli anni ’80 segnano infine la nascita ufficiale dell’odierna Casa Editrice Federico Motta Editore.

L’impegno di Federico Motta Editore tra qualità, autorevolezza e innovazione

Federico Motta Editore è da sempre impegnata nella creazione di prodotti culturali autorevoli e di alta qualità con una costante attenzione all’innovazione. Sono questi i principi cardine alla base del lavoro e delle opere del Gruppo Editoriale che gli hanno consentito di affermarsi come una delle principali Case Editrici sul panorama nazionale. La qualità dell’offerta e l’autorevolezza sono state confermate dai numerosi riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni. All’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 1980, si sono aggiunti il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2004) e il premio Pirelli InterNETional Awards (2007). Anche in termini di innovazione Federico Motta Editore ha saputo rimanere al passo con i tempi e con le nuove tecnologie: dalla diffusione del Sonobox negli anni ’80, soppiantato negli anni ’90 dai CD-ROM e dalle Tavole Transvision, ai progetti legati al web, tra i quali l’Enciclopedia Motta con Internet TV o mottaformazione.it.

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Fabio Inzani (Tecnicaer): la nuova Terapia Semi-Intensiva del Maria Vittoria di Torino

Tecnicaer Engineering, di cui Fabio Inzani è Presidente, ha completato il progetto e la direzione lavori del nuovo reparto di Terapia Semi-Intensiva dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino. All’inaugurazione erano presenti anche l’Assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi, il Direttore Generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco e il Direttore del D.I.R.M.E.I. Emilpaolo Manno.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: il progetto di Tecnicaer Engineering per il Maria Vittoria di Torino

Il team guidato da Fabio Inzani ha portato a termine il progetto e la direzione lavori del nuovo reparto di Terapia Semi-Intensiva destinato ai pazienti Covid-19. Il miglioramento delle finiture e una particolare attenzione nella scelta dei colori, volta a favorire l’umanizzazione degli spazi, hanno consentito di assicurare un’elevata qualità “alberghiera”. La progettazione impiantistica del reparto ha inoltre tenuto conto non solo dell’aspetto prestazionale, ma anche dell’efficientamento energetico. La divisione dei flussi del personale in ingresso e in uscita garantisce la flessibilità e la sicurezza degli spazi in fase di gestione pandemica. L’intervento si caratterizza inoltre per l’utilizzo di tecnologie e materiali che, offrendo un’elevata qualità dal punto di vista manutentivo, di durabilità e di economia gestionale, con metodologie di posa disassemblabili, garantiscono il rispetto delle direttive sui criteri ambientali. Il progetto per il nuovo reparto, sviluppato dal gruppo di lavoro coordinato da Fabio Inzani, rientra nell’ambito del Piano Arcuri: le iniziative volte a contrastare l’emergenza sanitaria mirano al rafforzamento della rete ospedaliera, al potenziamento e all’ampliamento delle aree intensive e alla ristrutturazione dei reparti di pronto soccorso.

Fabio Inzani: alla guida di Tecnicaer Engineering dal 2001

Nato a Rimini nel 1967, Fabio Inzani si laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino con abilitazione alla libera professione dal 1994. Nel 1996 si specializza in “Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri”, con iscrizione presso il Ministero della Sanità in qualità di tecnico abilitato. Dal 2001 è alla guida di Tecnicaer Engineering, specializzata nel settore della progettazione sanitaria, scolastica, carceraria e delle grandi opere pubbliche. La società di Ingegneria Integrata ha realizzato strutture sanitarie, ampliamenti e ristrutturazioni di complessi ospedalieri sul territorio nazionale ed estero tra cui l’Ospedale Dei Bambini “Vittore Buzzi” a Milano, il Day Center 2 dell’Ospedale di Circolo di Varese, il nuovo ospedale Galliera di Genova, il Polo Materno Infantile dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, la ristrutturazione e l’ampliamento del Presidio Ospedaliero del Mugello e gli ampliamenti dell’Ospedale di Prato, degli Spedali Civili di Brescia e dell’Ospedale di Empoli. Da oltre 25 anni Fabio Inzani opera in qualità di Ingegnere General Manager in ambito di edilizia ospedaliera, scolastica e carceraria a livello nazionale e internazionale.

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PA e innovazione, Davide D’Arcangelo: il Public Innovation Manager come abilitatore di cambiamento

Oggi, con l’avvento dell’era digitale e i cambiamenti imposti dalla pandemia, è necessario capire il valore strategico e lo sviluppo tecnologico anche nell’ambito della Pubblica Amministrazione. In un editoriale su “Formiche”, Davide D’Arcangelo ha analizzato l’importanza della figura del Public Innovation Manager.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: la trasformazione della PA e l’importanza del Public Innovation Manager

L’Unione Europea ha basato le scelte di politica comunitaria sui temi dell’innovazione, della transizione ecologica e della crescita occupazionale nel breve e lungo periodo, incentivando gli Stati membri ad abbracciare economie sostenibili e servizi digitali. Definito da Davide D’Arcangelo come un professionista “abilitatore di cambiamento”, il Public Innovation Manager ha quindi un ruolo decisivo nel processo di trasformazione e transizione digitale della Pubblica Amministrazione. Del resto, la ripresa e la rinascita del nostro Paese sono determinate dalle decisioni prese dalle istituzioni, dagli enti e dalle amministrazioni locali. Da qui la capacità della Pubblica Amministrazione di “diventare un acceleratore della crescita economica e sociale dell’Italia, un vero e proprio catalizzatore della ripresa”. Tuttavia, sottolinea Davide D’Arcangelo, tale processo di trasformazione e innovazione non può verificarsi casualmente: è infatti opportuno “traslare le competenze dell’innovation management all’interno degli enti pubblici, dando vita alla nuova figura del Public Innovation Manager”.

Davide D’Arcangelo: le competenze e il ruolo del Public Innovation Manager

Il Public Innovation Manager risponde quindi alla necessità di rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione. Nel delineare tale figura, Davide D’Arcangelo sottolinea la multidisciplinarità del professionista che può vantare competenze in consulenza strategica, innovation management, coaching e project management. Sono infatti le soft skills trasversali e una visione strategica a contribuire alla conclusione del processo di trasformazione e transizione digitale degli enti pubblici. La nuova figura svolge “il ruolo dello stratega”, occupandosi della ricerca e dello sviluppo di progetti innovativi. Il profilo del Public Innovation Manager risulta essere capace di “governare e guidare la trasformazione dell’ente pubblico, spronandolo a pensare ed agire in modo nuovo, facilitando l’individuazione continua di nuove opportunità che si concretizzano nel benessere economico e sociale per i cittadini e le imprese”, ha aggiunto Davide D’Arcangelo. Dal momento che il fine ultimo è creare valore pubblico, non resta che sfruttare le opportunità offerte dal PNRR e impiegare le risorse in modo ottimale.

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Serenissima Ristorazione, la Chief Purchasing Manager Giulia Putin è tra le Top100 secondo “Forbes”

Un prestigioso riconoscimento per Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione, che conferma la grande attenzione del Gruppo verso il mondo femminile e le capacità di ciascun dipendente.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione, Giulia Putin tra le Top100 di “Forbes”

Serenissima Ristorazione, azienda solida che da sempre sa valorizzare anche le donne e le loro competenze. Lo dimostra un grande traguardo raggiunto dalla Chief Purchasing Manager Giulia Putin, tra le 100 figure professionali femminili premiate da “Forbes Italia”. La prestigiosa rivista ha infatti pubblicato a luglio 2022 la Top100 annuale dedicata al tema, riconoscendo alla manager impegno, dedizione e grande capacità di leadership. Serenissima Ristorazione continua dunque la sua tradizione con la seconda generazione della famiglia Putin. Giulia ricopre l’incarico dal 2006, occupandosi della gestione delle procedure d’acquisto, di coordinare le attività dei buyer e di fornire analisi dei report sugli acquisti, così da perseguire obiettivi di miglioramento. “Noi donne ci mettiamo costantemente in discussione e sentiamo l’esigenza di dimostrare, soprattutto se dobbiamo conciliare carriera e famiglia”, ha commentato. “Se io sono riuscita a realizzarmi professionalmente lo devo molto a mio marito Federico, che mi ha aiutata moltissimo nella gestione della famiglia, ma anche a mia madre che mi è stata sempre vicina in questo e a mio padre, il regista vero di Serenissima Ristorazione, che mi ha sempre dato una grande fiducia e non è mai entrato nel mio ruolo e nell’ambito delle mie decisioni”.

Giulia Putin: Serenissima Ristorazione e il valore delle donne

“Non appena ho saputo della notizia, ho reagito con molto stupore”, ha commentato Giulia Putin, esprimendo orgoglio e fierezza per il riconoscimento ricevuto. In Serenissima Ristorazione non è una novità vedere una donna ricoprire ruoli apicali: “Uno dei nostri amministratori delegati è donna, a capo dell’ufficio qualità, dell’ufficio marketing&comunicazione così come nell’ufficio gare, abbiamo una donna. Questo per dire che nella nostra realtà aziendale si può crescere se si ha voglia di mettersi in gioco e dare il proprio contributo.” Laureata in Economia e Legislazione di Impresa presso l’Università Bocconi di Milano, Giulia Putin ha lavorato prima in PricewaterhouseCooper, acquisendo l’esperienza necessaria per poi svolgere al meglio l’incarico in Serenissima Ristorazione. “Sono cresciuta in base alle mie capacità e ai miei talenti e nella nostra azienda funziona alla stessa maniera, chi desidera dare il suo apporto trova il suo posto e questo a prescindere dal sesso biologico”. L’importante, sia per le donne che per gli uomini, è studiare, investire su se stessi e avere tenacia.

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L’azienda Ideal Standard: il progetto del Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club Milan

Ideal Standard ha trovato uno spazio di prestigio all’interno del progetto curato dallo Studio Marco Piva per riqualificare e restaurare Palazzo Bertarelli a Milano.

Ideal Standard

Radisson Collection Hotel, Palazzo Touring Club Milan: il coinvolgimento di Ideal Standard nel progetto

Che si tratti di un’azienda leader nel settore della progettazione di soluzioni per il bagno, lo dicono anche i numerosi progetti in cui Ideal Standard è coinvolta per la qualità, in termini di funzionalità e design, che contraddistingue le sue proposte. Come nel progetto curato dallo Studio Marco Piva per riqualificare e restaurare Palazzo Bertarelli a Milano, trasformato in quella che oggi è la sede del Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club Milan. Ideal Standard ha trovato uno spazio di prestigio all’interno del progetto: il nuovo hotel a cinque stelle è nato grazie a un intervento architettonico e di interior design che ha preservato l’heritage storico e culturale del palazzo che lo ospita, una delle più belle espressioni del tardo Liberty milanese e sede storica del Touring Club Italiano, coniugando storicità e contemporaneità.

Ideal Standard: soluzioni e idee per l’Hotellerie

La sfida era di creare degli spazi funzionali e integrati al contesto storico dell’edificio da un lato e alle esigenze di una società in continua evoluzione dall’altro: Ideal Standard è stata scelta proprio per esaltare lo stile contemporaneo degli ambienti bagno nelle 89 camere dell’hotel. I lavabi da appoggio Strada II e i sanitari Tesi, due collezioni lanciate dall’azienda che si distinguono per le linee morbide, i profili discreti e il delicato minimalismo, impreziosiscono dunque tutti i bagni delle camere dell’hotel, ognuno diverso dall’altro al fine di promuovere un gioco di contrasti attraverso finiture di rivestimento di grande carattere, contraddistinti da cromie dal bianco al grigio. Come tutti i prodotti all’interno dell’ampia offerta di Ideal Standard, anche Strada II e Tesi permettono al progettista di unire design di prima qualità e performance eccezionali, garanzie sempre più ricercate per i progetti in ambito contract dove è centrale l’utilizzo di soluzioni che combinino design, prestazioni e durabilità.

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L’impegno di Gruppo Riva per una siderurgia sostenibile

Gruppo Riva opera dagli anni ’70 sui principali mercati internazionali, consolidando la propria leadership grazie allo sviluppo di prodotti costantemente all’avanguardia. Particolare attenzione è posta nei confronti del rispetto ambientale.

Gruppo Riva

Rispetto ambientale: per Gruppo Riva un obiettivo aziendale primario e irrinunciabile

La sostenibilità ambientale è oggi un impegno condiviso dalla maggior parte delle realtà imprenditoriali. Tra queste anche Gruppo Riva, che da anni sostiene un modello di economia circolare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Una rigorosa politica in materia ecologica, orientata al pieno rispetto della sostenibilità ambientale delle attività produttive, dei prodotti e dei servizi, viene applicata a tutti gli stabilimenti del Gruppo che sono infatti dotati di moderni sistemi di gestione ambientale. Le diverse strategie messe in atto sono perfettamente in linea con il processo di transizione energetica e con i valori di economica circolare, non solo, sono inoltre orientati al conseguimento degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La produzione dell’acciaio rappresenta uno dei cicli industriali più vicini all’economia circolare: grazie alle sue caratteristiche, l’acciaio è a tutti gli effetti considerato un prodotto green. Le proprietà del materiale, unite all’utilizzo di forni elettrici, consentono a Gruppo Riva di vantare prodotti in grado di contribuire allo sviluppo di un modello economico basato sulla limitazione delle emissioni e sul riciclo dei materiali.

I valori di Gruppo Riva e la strategia di investimenti

I valori alla base della politica aziendale di Gruppo Riva, quali innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale, uniti a una continua strategia di crescita, consentono di mantenere alti gli standard qualitativi dei prodotti, dei servizi e dei processi. Specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica, il Gruppo ha capitale interamente privato e impiega oltre 5.300 dipendenti, con una presenza sempre più qualificata di diplomati e giovani laureati. I 21 siti produttivi sono dislocati in Italia e all’estero tra Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. L’azienda “mantiene un’importante quota di mercato nei prodotti “lunghi” – oltre il 10% a livello europeo (UE a 27) – che ne conferma la posizione di leadership in questo importante segmento di mercato”. Il piano di investimenti portato avanti da Gruppo Riva nel corso degli anni consente di gestire impianti a norma e perfettamente integrati nell’ambiente circostante.

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Le difficoltà degli ospedali esaminate da Giampiero Catone in un editoriale

Il punto di Giampiero Catone sull’attuale situazione della sanità in Italia: “Ospedali in forte difficoltà per la grave carenza di personale. Liste d’attesa impossibili, interventi gravi rinviati. Un milione e mezzo di persone senza nemmeno il medico di famiglia. Intanto si parla dei test universitari di selezione per le facoltà di medicina a numero chiuso”.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: allarme sanità, gli ospedali in “codice rosso”

È un editoriale lucido e critico quello di Giampiero Catone dedicato al tema della sanità pubblica nel Paese. Un argomento gravoso ma necessario da affrontare, anche perché il messaggio di SOS da parte delle corsie sguarnite di personale è oggi sempre più forte. Per quale motivo, allora, bloccare gli accessi per chi vuole studiare medicina? “Un metodo inventato per fare selezioni più o meno alla rinfusa che ha creato un vuoto di professionisti”, si legge nell’articolo: “L’idea era quella di bloccare gli accessi di troppi aspiranti medici. Una selezione preventiva che non ha certo giovato al sistema sanitario nazionale”. Sarebbe bello e razionale, invece, che la selezione avvenisse con “esami veri, durante il percorso di studio e di formazione che sono la garanzia della preparazione dei medici. Invece blocchiamo tutto prima”. A fare da contraltare, ancora in negativo, anche “percorsi demenziali, spesso labirintici e irrisolvibili” che segnano l’accesso dei pazienti al sistema sanitario. Per Giampiero Catone “la sanità è nel baratro senza che si dica chiaramente il perché. Gli ospedali sono alle prese con un caos pericoloso. Dalle corsie ospedaliere sempre più in affanno arrivano gli SOS da ogni parte d’Italia per la carenza di medici”.

Giampiero Catone: assunzioni e superamento dei limiti di spesa, alcune considerazioni

La riflessione di Giampiero Catone ritorna poi sulla questione dei test d’accesso, citando il fatto che, per l’anno accademico 2022/2023, sarà data più attenzione alle materie disciplinari e meno alla logica e alla cultura generale. “Vedremo quanti ragazzi si sottoporranno al quiz di ingresso”, scrive, “quanti supereranno l’esame, infine il dato del ‘numero chiuso’. Magari tra pochi anni ci accorgeremo che metà dei medici presenti nelle nostre corsie di ospedale saranno stranieri, laureati in Paesi che nemmeno sanno cosa siano i test di ingresso. Dovremmo affidarci a professionisti che ci auguriamo sappiano l’italiano”. Ma cosa fare per arginare una crisi così ampia che parte dall’accesso agli studi e giunge alle basi del sistema sanitario? Come riportato nell’editoriale, le associazioni professionali chiedono di “assumere tutto il precariato che si è sviluppato nel settore durante la pandemia e quindi andare oltre i limiti imposti alla spesa sul personale”, allargando la platea delle assunzioni anche “a medici specializzandi a partire dal terzo anno”. Un ulteriore elemento per il cambio di rotta, osserva in conclusione Giampiero Catone, è auspicare che “con i fondi dedicati alla sanità dal Piano nazionale di Ripresa si possa imboccare una nuova strada”.

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I successi e la lungimiranza di Antonio Liseno

Originario della Basilicata, Antonio Liseno ha saputo cogliere con successo le diverse opportunità di crescita. Fondatore della cooperativa Moderna Agricoltura Lavellese e di SG S.p.A., è inoltre il proprietario del San Barbato Resort Spa&Golf.

Antonio Liseno

Antonio Liseno: la prima esperienza imprenditoriale

Originario di Lavello, in Provincia di Potenza, Antonio Liseno nasce il 26 gennaio 1967 e si diploma con la qualifica di Perito Agrario. Il 1987, segna il primo importante traguardo: la nascita di Moderna Agricoltura Novellese, una Cooperativa specializzata nella raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli locali sul territorio nazionale e internazionale. In poco tempo arrivano importanti risultati e la società raggiunge 500 soci consorziati con 300 addetti all’attività agricola, affermandosi così come una delle principali realtà di produzione e distribuzione. Grazie alla gestione della Cooperativa, Antonio Liseno apprende velocemente le dinamiche e i processi logistici legati alla grande distribuzione. Perfeziona così le competenze tecniche della conduzione agricola e quelle finanziarie di gestione delle tesorerie aziendali. Le skills acquisite gli consentono di definire un profilo manageriale di rilievo nella collaborazione con la Grande Distribuzione.

Due importanti traguardi nel percorso professionale di Antonio Liseno

Le competenze acquisite, unite alla conoscenza dei processi di gestione logistica e alla consapevolezza delle relative problematiche finanziare, consentono ad Antonio Liseno di intuire le potenzialità del mercato dei dispositivi di telefonia mobile. Nel 2007 nasce quindi il progetto SG Trading, diventata successivamente SG S.p.A. L’azienda è specializzata nella distribuzione di prodotti elettronici di largo consumo ed è il principale partner nazionale di grandi brand quali Xiaomi, Lg, Apple, Oppo e Huawei, oltre a essere il partner commerciale di Telecom Italia. Ad oggi conta 120 addetti e 3mila agenzie di commercializzazione e distribuzione convenzionate in tutto il mondo. Il 2018 segna un altro importante successo. Antonio Liseno inaugura nella sua terra natia il San Barbato Resort Spa&Golf, un vero e proprio polo di eccellenza nel cuore della Basilicata. Con 60 addetti provenienti dal territorio lucano, il luxury Resort ospita le personalità più note della cucina nazionale e internazionale, valorizzando in particolar modo i prodotti locali. Il ristorante Don Alfonso è tra i motivi di orgoglio dell’intera regione: con la Stella Michelin conquistata il 25 novembre 2020, il ristorante propone un’offerta culinaria di alto livello.

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Francesca Dellera, il successo internazionale di una diva del cinema

Il film “La Carne” ha fatto conoscere al pubblico internazionale la sensualità di Francesca Dellera, lanciandola come icona di bellezza internazionale, poi la scelta, per sua intima convinzione, di una vita riservata lontano dai riflettori con il compagno tra Parigi e Londra.

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera: il successo internazionale di una diva del cinema

Francesca Dellera arriva al mondo dello spettacolo inizialmente come fotomodella, ritratta dai più grandi fotografi internazionali come Helmut Newton, Dominique Issermann, Michel Comte, André Rau, Greg Gorman e tanti altri. Il successo arriva quando è chiamata a recitare come protagonista insieme a Gina Lollobrigida nella miniserie “La romana”, remake del film originale di Luigi Zampa, tratto da un romanzo di Alberto Moravia con 10 milioni di spettatori e un successo tale che Moravia la sceglie per dedicarle un’intervista sul settimanale L’Espresso, privilegio che aveva concesso solo a Claudia Cardinale e Sophia Loren. Il riconoscimento internazionale come attrice cinematografica arriva grazie al regista Marco Ferreri, che scrive appositamente per lei il copione del film “La Carne”, presentato con successo al Festival di Cannes, conferma la dimensione internazionale della sua protagonista. Federico Fellini, colpito dall’interpretazione nel film di Ferreri, la scelse per il ruolo della Fata per il film Pinocchio, un progetto al quale il regista pensava da tempo e che avrebbe dovuto avere Roberto Benigni nel ruolo del burattino; la scomparsa prematura del regista impedì però la realizzazione del film. La rockstar Prince, dopo aver visto le sue foto, andò a Parigi per conoscerla e affittò un cinema per vedere da solo il film “La carne”, proponendole di andare con lui in America ed essere la protagonista di un suo videoclip. Successivamente Francesca Dellera si trasferisce in Francia, dove prende parte ad altri importanti progetti come “L’ours en peluche”, film in cui è la protagonista accanto alla più grande star francese Alain Delon con la regia di Jacques Deray, e la miniserie “Nanà”, una coproduzione italo francese tratta dall’omonimo romanzo di Emile Zola, e nel kolossal internazionale “La contessa di Castiglione”, al fianco al mito del cinema francese jeanne Moreau e diretta dalla regista Josée Dayan.

Francesca Dellera: le interviste e la vita in Francia

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

“Ho vissuto una vita intensa, internazionale, dove ho ottenuto tanto, ma il successo e la popolarità sono esperienze molto violente quando si vivono ad appena 20 anni. Per questo, poi, ho fatto del tutto per scomparire”. Con queste parole, estratte da una delle poche e selezionate interviste concesse da Francesca Dellera e rilasciata al “Corriere della Sera” la bellissima attrice spiegava all’intervistatrice e al pubblico il proprio allontanamento dai set cinematografici. Attualmente Francesca Dellera, ha scelto per sua intima convinzione di condurre una vita improntata alla massima riservatezza tra Parigi e Londra insieme al suo compagno. Il pubblico continua a dimostrarle il proprio affetto e il proprio calore con commenti lusinghieri ai post condivisi sul proprio profilo ufficiale Instagram.

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Buddyfit chiude round da 10 milioni, ad assisterlo il team Orrick guidato da Attilio Mazzilli

Il capitale raccolto verrà destinato allo sviluppo di nuovi servizi e alla crescita dell’organico. Tra i protagonisti dell’operazione Attilio Mazzilli, dal 2015 Partner di Orrick e oggi anche Responsabile del Tech Group italiano.

Attilio Mazzilli

Attilio Mazzilli: quarto round per Buddyfit, Orrick assiste la piattaforma di allenamento in streaming

Importante traguardo per Buddyfit: l’app dedicata all’home-fitness ha infatti chiuso un nuovo round da oltre 10 milioni di euro. A guidarlo come lead investor il fondo Azimut Digitech Fund seguito da Cairo Communications, RCS MediaGroup, noti imprenditori italiani e family office. Orrick ha assistito la startup con un team guidato dai partner Attilio Mazzilli e Alessandro Vittoria, rispettivamente Responsabile e membro del dipartimento Technology Companies Group. Ad assistere Azimut lo studio legale Gianni & Origoni e Gellify in qualità di advisor. Per Buddyfit, fondata nel 2019 da Giovanni Ciferri, Stefano Manzoni e Stefano Cortese, si tratta del quarto aumento di capitale, con il primo da 600mila euro e il più recente da 5 milioni di euro. Un successo travolgente, con numeri sempre più importanti anche grazie alla partecipazione di volti noti dello sport e dello spettacolo come Zlatan Ibrahimovic e Diletta Leotta, oggi soci del progetto. Distinguendosi rispetto alle altre app di fitness, la piattaforma offre un servizio di allenamento in diretta streaming che consente di interagire non solo con numerosi personal trainer o sportivi, ma anche con le altre persone che in quel momento seguono la lezione.

Attilio Mazzilli: Buddyfit, dettagli e obiettivi dell’operazione

I risultati raggiunti in pochi anni dalla startup hanno attirato l’attenzione anche di Diadora, diventato technical sponsor dell’iniziativa lo scorso gennaio. Con il capitale raccolto finora, Buddyfit intende sviluppare nuovi servizi, aumentare il proprio organico di 50 unità e continuare il processo di espansione internazionale già avviato con l’ingresso nel mercato spagnolo. “Il nostro obiettivo è quello di aiutare milioni di persone a stare in salute divertendosi – ha dichiarato il CEO Giovanni Ciferri – è una missione che ci riempie d’orgoglio e ci motiva ogni giorno”. A partecipare all’ultimo round della startup anche numerosi sportivi, tra cui Andrea Pirlo, Massimiliano Allegri, Leonardo Bonucci e Marco Verratti. Il team di Orrick era composto, oltre che da Attilio Mazzilli e Alessandro Vittoria, anche dagli of counsel Livia Maria Pedroni e Flavio Notari, head of tax del dipartimento Technology Companies in Italia, e dalla associate Ginevra Rebecchini. Per lo studio GOP presenti invece il partner Federico Dettori e i senior associate Rodrigo Boccioletti, Giovanni Valentini e Matteo Canonico. Ad assistere Buddyfit sotto il profilo finance la svizzera Alvarium.

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L’azienda Ideal Standard porta Atelier Collections al Salone Internazionale del Bagno

Ideal Standard, i punti di forza della linea Atelier Collections: ogni collezione di questo laboratorio di idee riunisce innovazione e bellezza per favorire la realizzazione di progetti senza tempo.

Ideal Standard

Ideal Standard: la linea Atelier Collections al Salone del Mobile di Milano

Ha destato molta curiosità la linea Atelier Collections di Ideal Standard, presentata recentemente anche nel corso del Salone del Mobile di Milano, importante manifestazione internazionale a cui l’azienda dalla storia ultra-centennale ha preso parte quest’anno per la prima volta. "Il nostro contributo più recente alla cultura del design" la definisce Ideal Standard: la linea Atelier Collections è stata infatti progettata anche nell’ottica di promuovere l’importanza del processo di creazione. Da Solos a Calla e Joy Neo: ogni collezione della linea riunisce innovazione e bellezza per favorire la realizzazione di progetti senza tempo. L’azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno guarda ad Atelier Collections come a un laboratorio di idee: le diverse collezioni sono parti di un universo che crea un progetto unico.

Ideal Standard: in Atelier Collections il valore intramontabile del design

La cultura del design è profondamente radicata nella storia ultra-centennale di Ideal Standard. In quest’ottica è stata progettata anche Atelier Collections: la nuova linea inaugura "una nuova era del design che affonda le radici nel nostro heritage portando avanti il nostro contributo al valore eterno del design". D’altronde, come sottolineato anche dal Chief Design Officer Roberto Palomba, un progetto ben concepito trascende completamente la sua funzione e diventa
senza tempo: "Alcuni progetti Ideal Standard, creati da icone italiane come Ponti e Castiglioni, incarnano alla perfezione questo principio. Sono onorato di seguire le orme di questi maestri italiani e supportare il progresso costante dell’azienda verso l’ideazione e lo sviluppo di innovazioni che, ancora una volta, ridefiniranno non solo il bagno, ma il design in generale". Atelier Collections si colloca alla perfezione in questo percorso.

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Il fenomeno dei rifiuti tecnologici: le considerazioni di SG S.p.A. sulla questione

La società attiva nella distribuzione dei beni tecnologici di consumo, SG S.p.A., è ben consapevole dei problemi di natura ecologica legati al settore della tecnologia. Di seguito, le considerazioni sul triste fenomeno dei rifiuti tecnologici.

SG S.p.A.

SG S.p.A.: rifiuti tecnologici, un fenomeno in crescita

Il modo in cui il mercato tecnologico è radicalmente cambiato ha influito profondamente sul ciclo di vita dei nostri device. Se un tempo i prodotti tecnologici duravano parecchio, grazie anche all’usanza di ripararli nei centri di assistenza specializzati, oggi ogni device che ci passa per le mani ha gli anni, o meglio i mesi, contati. La velocità con cui vengono proposti strumenti sempre più innovativi e i prezzi relativamente contenuti con cui vengono messi sul mercato non fanno che attirare schiere di techno addicted e appassionati, che abbandonano i loro “vecchi” device ancora perfettamente funzionanti pur di assicurarsi i modelli più aggiornati. SG S.p.A., sempre informata in materia di novità tecnologiche, sottolinea come tutti i produttori siano oggi soggetti alle moderne strategie di mercato che impongono loro di lanciare continuamente nuovi prodotti. Tale tendenza ha però contribuito all’insorgenza di un fenomeno ben poco compatibile con l’impellente necessità di costruire un futuro più ecologico: quello dei rifiuti tecnologici. Ad ogni nuovo lancio da parte di un brand, l’ammontare dei device dismessi da smaltire cresce vertiginosamente.

SG S.p.A.: considerazioni sulle alternative presenti e future

Una delle prime considerazioni fatte da SG S.p.A. riguarda le caratteristiche dei nuovi modelli proposti, i quali presentano differenze sempre meno rivelanti rispetto alle versioni precedenti. Per questo motivo, strumenti tecnologici di largo consumo come gli smartphone oggi non vengono più svalutati con la stessa rapidità di qualche anno fa. Da non molto ha preso rapidamente piede il mercato dei refurbished, vale a dire dei prodotti ricondizionati. Le aziende acquistano device dismessi, li ricondizionano sul piano estetico e di software, e li ripropongono a prezzi ridotti. Questo è sicuramente un modo per limitare almeno in parte il problema. Alcuni brand, tra cui la nota Samsung, stanno tentando di rispondere alle nuove esigenze offrendo prodotti che siano qualitativamente superiori e soprattutto durevoli nel tempo. Ne è un esempio il Samsung S22 Ultra, il quale assicura quattro major updates e cinque anni di patch di sicurezza. Infine, SG S.p.A. rende nota la presenza di prodotti davvero rivoluzionari come gli smartphone Fairphone che propongono una scocca e una scheda madre universali sui quali poter montare la componentistica in tutta autonomia. Sebbene al momento si tratti ancora di device di nicchia, costituiscono comunque un primo passo verso alternative più ecologiche.

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L’azienda Ideal Standard propone i.life, una soluzione completa per il bagno

Ideal Standard: grazie alla sua modularità, la collezione i.life consente un’ampia varietà di soluzioni, con un’attenzione particolare all’igiene e alla sostenibilità in termini di risparmio idrico.

Ideal Standard

Ideal Standard: la mission e i valori dell’azienda leader nella progettazione di soluzioni per l’ambiente bagno

Portare innovazione, qualità e design nel mondo. Da oltre 100 anni Ideal Standard, azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno, lavora per plasmare il futuro del Modern Living provando a dare risposta alle necessità, attuali e future, della propria clientela. Il carattere avanguardistico delle numerose proposte, dai sanitari alla rubinetteria, ma anche cabine e piatti doccia, vasche, mobili, ceramiche e accessori per il bagno, racconta di un’azienda abituata ad anticipare e non a inseguire: non a caso Ideal Standard ha rivoluzionato il settore introducendo una serie di innovazioni che hanno contribuito a rendere l’ambiente bagno sempre più sicuro, sostenibile e confortevole. L’ottica di conciliare funzionalità e design nelle soluzioni proposte e garantire risposte rapide ed efficaci alle necessità attuali e future dei clienti è anche alla base di i.life, uno dei progetti più recenti concepiti appositamente per portare la semplicità del design in tutte le case.

Ideal Standard: i.life, la collezione che migliora il tuo benessere offrendo praticità e bellezza

Dai lavabi ai sanitari fino ai mobili: attraverso i.life l’azienda Ideal Standard è in grado di offrire una vasta gamma di proposte versatili, destinata ad ampliarsi nel tempo, dando la possibilità ai clienti di progettare un ambiente bagno moderno, essenziale e votato ad un comfort duraturo. È "un progetto che nasce per un mercato ampio e trasversale, con un design semplice ed accattivante perfetto per la vita di tutti i giorni", ha sottolineato Roberto Palomba, Chief Design Officer di Ideal Standard. Nella progettazione di i.life si riflette l’attenzione particolare che l’azienda riserva all’igiene e alla sostenibilità in termini di risparmio idrico. Basti pensare alle proposte di i.life, prima linea del programma ad essere lanciata da Ideal Standard: una selezione di lavabi, vasi e bidet provvisti della migliore ingegneria e delle soluzioni tecnologiche leader del settore. Tutti i vasi i.life, ad eccezione dei modelli staccati da parete, dispongono infatti della nuova tecnologia di igiene RimLS+, con uno scarico potente e senza brida che assicura una profonda pulizia a ogni utilizzo: una tecnologia innovativa che unisce pulizia, igiene e risparmio d’acqua.

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Cerveno: il contributo di Gruppo Riva per il restauro della Via Crucis

Un contributo di 20mila euro per il restauro della Via Crucis del borgo di Cerveno: Gruppo Riva è sempre più legato alla Valle Camonica, località che ospita tre dei suoi cinque stabilimenti italiani.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: la donazione alla parrocchia di Cerveno

Un accordo che prevede un contributo di 20mila euro per il restauro del capolavoro artistico di Beniamino Simoni: Gruppo Riva conferma la sua attenzione al patrimonio artistico della Valle Camonica donando questa cifra alla parrocchia di Cerveno. Già tre anni fa l’operatore siderurgico aveva destinato lo stesso importo, avvalorando l’attenzione al territorio che da sempre ne contraddistingue il modus operandi. Soddisfatti il Presidente del CdA del Gruppo, Valerio Bisio, il Consigliere Delegato Andrea Martinelli e il parroco don Giuseppe Franzoni, promotore degli interventi di restauro. Bisio si è congratulato con il sacerdote per la “magnificenza dell’opera cervenese e per il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso”. Il parroco ha, a sua volta, espresso la sua gratitudine al Gruppo Riva per il contributo al restauro e per il sostegno offerto ai bisogni della comunità e del territorio in generale.

Valle Camonica e Gruppo Riva: uno storico legame

Gruppo Riva ha messo al centro del suo operato aziendale l’attenzione nei confronti dei territori in cui possiede degli stabilimenti, sia in Italia che all’estero. In particolare, si è sviluppato un legame sempre più profondo con la Valle Camonica, considerata negli anni un vero e proprio “distretto industriale siderurgico”, grazie alla presenza di ben tre stabilimenti. A Malegno Gruppo Riva ha avviato il più antico degli stabilimenti in terra bresciana, realizzato negli anni ’30. Oggi sono 70 i dipendenti operativi all’interno del complesso, che garantisce un’alta qualità del prodotto, un’attenta integrazione ambientale e un’applicazione certosina della tutela alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. Del 1983 è invece lo stabilimento di Cerveno, conosciuto prevalentemente per il suo laminatoio. Quello di Sellero è arrivato, invece, nel 1995: la fabbrica è costituita da un laminatoio e da un’avanzata torneria cilindri. Da circa 40 anni il legame tra Gruppo Riva e la Valle Camonica si rafforza, anche attraverso l’attenzione al territorio e alle iniziative culturali e artistiche che lo contraddistinguono.

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Singular™ di Ideal Standard: la progettazione del bagno diventa scalabile, semplice e flessibile

Funzionalità ed estrema personalizzazione sono i punti di forza di Singular™, il servizio di progettazione su misura concepito da Ideal Standard per le stanze da bagno. Palomba: "Semplifica il processo senza rinunciare alla creatività"

Ideal Standard

Semplificare la progettazione del bagno: la mission di Ideal Standard

Oltre 100 anni di esperienza nel settore, numerose collaborazioni con i maestri del design e continua ricerca di tecnologie sempre più innovative. C’è questo ed altro dietro il nuovo approccio alla progettazione per il bagno lanciato da Ideal Standard. Con Singular™, questo il nome scelto dall’azienda, progettisti, rivenditori e utenti finali avranno la possibilità di creare soluzioni totalmente personalizzate per l’intero ambiente bagno o per un’area specifica. Un processo che si caratterizza per la sua scalabilità, flessibilità e soprattutto semplicità, senza tuttavia rinunciare alla propria creatività. Diverse infatti le alternative offerte dall’azienda, che vanno dalla rubinetteria alle ceramiche, fino a vasche, docce e altri accessori. "Per me Singular rappresenta una sorta di kit – ha spiegato Roberto Palomba, CDO di Ideal Standard, in occasione della presentazione tenutasi lo scorso aprile – che ogni persona può utilizzare per trovare soluzioni per un bagno personalizzato e ineccepibile dal punto di vista funzionale. Consente di abbinare prodotti scelti tra diverse collezioni, modelli, finiture e dimensioni, per ottenere infinite soluzioni, ognuna con una propria identità unica".

Ideal Standard: Singular™, un approccio cross-category che si rivolge a più settori

Grazie alle numerose soluzioni cross-category di Singular™, Ideal Standard è in grado di dare vita ad un ambiente confortevole dove design, funzionalità, igiene e consumo d’acqua raggiungono un equilibrio perfetto. La personalizzazione consente di rispondere alle esigenze di ogni settore, dal residenziale all’hotellerie fino a scuole e strutture sanitarie: "Che si tratti di un piccolo progetto o di 100 bagni, la nostra consulenza, il servizio di progettazione su misura e la grande esperienza del team garantiscono il supporto tecnico ed estetico necessario alla pianificazione di ogni ambiente – ha dichiarato il Co-Amministratore Delegato di Ideal Standard Jan-Peter Tewes – Ai nostri clienti viene offerta l’opportunità di esplorare molte soluzioni all’interno del nostro ampio portfolio di prodotti, attraverso un semplice processo di selezione integrato, efficiente e sostenibile, arrivando al risultato desiderato nel rispetto delle tempistiche e del budget".

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Andrea Mascetti: un onore poter contribuire alle iniziative di Valore Italia

Andrea Mascetti, in qualità di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, si occupa da anni dello sviluppo di progetti in questo ambito: dallo scorso febbraio opera anche nell’Advisory Board di Valore Italia.

Andrea Mascetti nell’Advisory Board di Valore Italia: focus sull’iniziativa

È entrato a far parte dell’Advisory Board di Valore Italia lo scorso febbraio Andrea Mascetti. Il Centro di ricerca e Alta formazione dedicato al restauro e alla conservazione e valorizzazione del Patrimonio culturale e artistico nasce nel 2019 sotto forma di impresa sociale: l’obiettivo è rilanciare la Scuola di Restauro di Botticino, trasferendo le attività dalla storica sede di Brescia alla città di Milano, che con l’Expo 2015 ha visto confermato il suo ruolo internazionale nell’ambito della cultura. Profondo conoscitore del settore in quanto Coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti condivide la mission di Valore Italia.

Andrea Mascetti: l’importanza di Valore Italia

La definisce “un’iniziativa innovativa” Andrea Mascetti, sottolineandone l’importanza in un video: Valore Italia è focalizzata sul restauro ma in realtà ha una vision a 360° in materia di cultura e di lavoro. Luogo dinamico e interdisciplinare, innovativo e sperimentale, permette di studiare le nuove metodologie da applicare al restauro, la conservazione e la valorizzazione del Patrimonio Culturale. Un impegno ma anche una responsabilità: formare i futuri restauratori e gli esperti che si dovranno assumere il compito di questa tutela. “Per me è quindi un onore far parte dell’Advisory Board insieme a un gruppo di persone con competenze elevate”, ribadisce Andrea Mascetti, sicuro che Valore Italia “diventerà un soggetto importantissimo in questo ambito”.

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L’azienda Ideal Standard ha preso parte al Salone del Mobile 2022: il focus

Ideal Standard per la prima volta alla 60esima edizione del Salone del Mobile di Milano: "Un buonissimo risultato raggiunto anche grazie all’unione di un Team, un’unica squadra che puntava ad un unico obiettivo".

Ideal Standard

Ideal Standard: grande soddisfazione per la partecipazione al Salone del Mobile 2022

Passione, entusiasmo, collaborazione, impegno e orgoglio: questi, come si legge sul profilo Linkedin di Ideal Standard, sono stati "i punti di forza che hanno fatto la differenza durante questi ultimi giorni". Il riferimento è alla partecipazione al Salone del Mobile, prestigiosa manifestazione di rilievo internazionale che si è tenuta quest’anno dal 7 al 12 giugno 2022 come di consueto negli spazi di FieraMilano a Rho. Un’edizione, la 60esima, segnata da numeri importanti, a cui per la prima volta nella sua storia ultra-centennale ha preso parte anche Ideal Standard. L’azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno porta a casa dunque "un buonissimo risultato raggiunto anche grazie all’unione di un Team: un’unica squadra che puntava ad un unico obiettivo, la nostra prima presenza al Salone del Mobile di Milano 2022, una delle più grandi e più importanti fiere mondiali legate al mondo dell’Interior Design".

Ideal Standard: da Solos a Singular™, l’azienda presenta le sue innovazioni più recenti

Rubinetteria, sanitari, docce, vasche, mobili e accessori esclusivi. In uno spazio di 400 mq Ideal Standard ha presentato al Salone del Mobile di Milano le sue proposte più recenti a partire da Solos, innovativo concept che si inserisce nel segmento premium della Atelier Collections: il prodotto "icona" è una combinazione unica di lavabo e miscelatore totalmente integrato dallo straordinario impatto visivo, reso possibile da tecnologie ad alta performance. Non a caso, nel presentarlo Roberto Palomba, Chief Design Officer di Ideal Standard e co-fondatore di Palomba Serafini Associati, ha sottolineato la "totale armonia tra design puro e minimalista ed eccellenza tecnologica". Solos incarna alla perfezione Singular™, innovativo approccio nella progettazione degli ambienti bagno sviluppato dall’azienda per permettere ai clienti di scegliere facilmente tra migliaia di prodotti che attraversano differenti stili, misure, prestazioni tecniche e funzioni specifiche e creare la soluzione giusta per ogni spazio e campo d’applicazione.

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Mezzogiorno: Serenissima Ristorazione è un punto di riferimento per la ristorazione collettiva

Serenissima Ristorazione, leader della ristorazione collettiva, opera anche nel Sud Italia dal 2016, divenendo un punto di riferimento per la ristorazione collettiva e socio-sanitaria del Mezzogiorno.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione garantisce attenzione all’ambiente e prodotti a km 0

“Per Serenissima Ristorazione la sostenibilità è la Stella Polare che ci indica il cammino e che seguiamo costantemente, non solo in termini ambientali, ma anche nel rispetto dei diritti dei lavoratori”. Questo è quanto affermato dal Direttore di Filiale Area Sud Italia dell’azienda, Maurizio Palumbo, dopo che il top player della ristorazione collettiva è stato inserito tra le 300 “Green Stars” della sostenibilità in Italia nella categoria Servizi di Ristorazione. “Ai fruitori del servizio – continua Palumbo – garantiamo la massima qualità possibile utilizzando, ad esempio, servizi in porcellana col cibo tenuto al caldo a 70°C per mantenere inalterate le proprietà organolettiche e posate in acciaio imbustate singolarmente con appositi macchinari senza il contatto dell’uomo”. Estrema attenzione è posta anche nell’approvvigionamento delle materie prime, che devono essere di altissima qualità e provenire da fornitori locali italiani a km zero, in conformità con le politiche si sostenibilità e valorizzazione del territorio alla base dell’operato di Serenissima Ristorazione.

Serenissima Ristorazione: il metodo Cook&Chill all’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli

Serenissima Ristorazione ha avviato nel principale ospedale della Campania e di tutto il Meridione, un centro di produzione dei pasti concepito per garantire la massima qualità e sicurezza alimentare nella ristorazione ospedaliera e socio-assistenziale. All’Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli è stato così introdotto il metodo Cook&Chill, l’unico in grado di assicurare un’elevata qualità nutrizionale e organolettica dei cibi e che permette di conservare la salubrità del prodotto, minimizzando il rischio di contaminazione dei cibi e riducendo gli sprechi. Per importare il metodo in tutta la ASL Na1 Centro è stato poi costruito un centro altamente tecnologico per il confezionamento dei vassoi, realizzato nei locali cucina dell’Ospedale del Mare. Da lì i vassoi vengono in seguito distribuiti mediante carrelli termo attivi e rigenerativi presso i reparti dell’Ospedale del Mare e quelli delle strutture afferenti alla Asl Na1 Centro.

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SG S.p.A.: il partner ideale nella distribuzione di prodotti di elettronica

L’attività di SG S.p.A. si fonda sulla disponibilità immediata degli articoli, sulle consegne rapide e sul riassortimento costante della merce. Il Gruppo mira ad affermarsi come partner di riferimento nella distribuzione di prodotti di elettronica.

L’operato di SG S.p.A. ruota attorno ai principi di affidabilità, innovazione e rapidità

Importante player nella distribuzione business-to-business di prodotti di elettronica, SG S.p.A. è oggi una realtà consolidata e affermata sul mercato nazionale ed estero di Europa, America, Africa e Asia. L’operato aziendale è quotidianamente orientato verso i principi di affidabilità, innovazione, rapidità e un ampio assortimento di prodotti che, nel corso degli anni, le hanno consentito di diventare il partner ideale di numerose aziende. Attraverso le centrali logistiche dotate di tecnologie innovative e le quattro sedi presenti a Milano, Roma, Melfi e Bari, il Gruppo gestisce non solo la distribuzione dei prodotti di elettronica di consumo, dei dispositivi sanitari e DPI, ma anche il barter e il controllo dei punti vendita specializzati in prodotti di elettronica e telefonia. Dopo un’attenta analisi del mercato internazionale, i prodotti vengono selezionati da un team di professionisti in grado di garantire il riassortimento continuo della merce, la disponibilità immediata dei prodotti e la rapidità di consegna. I gestionali logistici di ultima generazione presenti nei magazzini e la partnership siglata con Amazon consentono a SG S.p.A. di offrire ai clienti un servizio efficiente e di alta qualità.

Da attività di trading a SG S.p.A.: un percorso di crescita costante

Nata nel 2007, inizialmente come SG Trading per la commercializzazione dei prodotti Telecom Italia, oggi SG S.p.A. consegna in tutto il mondo, da oltre dieci anni, i prodotti dei principali brand di elettronica, tra cui Huawei, Xiaomi, Tim, Amazfit, Roidmi, Panasonic e Sharp. Nel 2010 l’azienda ha lanciato Glam’Our, la linea di telefoni cellulari, smartphone e accessori e dieci anni più tardi ha invece inaugurato la divisione Healthcare Solutions con lo scopo di fornire assistenza ad aziende e privati nel reperire dispositivi sanitari e DPI di alta qualità. Il Gruppo collabora con le grandi catene della GDO e GDS e ha inoltre avviato diverse partnership con i piccoli e grandi dealer, con i system integrator, nonché con i reseller e gli shop indipendenti. Attualmente il portafoglio di SG S.p.A. conta oltre 1.500 prodotti e più di 3.000 clienti: tra questi Coop, Esselunga, Mediaworld, Carrefour, Amazon, Auchan, Iper, Expert, Il Gigante, Famila, oltre a Mondadori, Groupon, Despar, Eprice, SMA, Euronics, Metro Italia, Conforama e Groupon.

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Dalla fondazione all’espansione internazionale: i successi di Riva Acciaio

Attiva sul mercato italiano e su quelli principali internazionali, Riva Acciaio ha saputo affermare la propria leadership nella produzione siderurgica anche grazie allo sviluppo di prodotti e servizi costantemente all’avanguardia.

Riva Acciaio

Innovazione e certificazioni: l’impegno di Riva Acciaio

Fondata nel 1954, Riva Acciaio è da sempre una realtà attenta alle esigenze della clientela e al rispetto delle normative in materia di sicurezza e ambiente: attraverso una ricerca costante di innovazione tecnologica garantisce una produzione di acciaio di alta qualità conosciuta e apprezzata anche a livello europeo. La profonda conoscenza del mercato, unita a importanti investimenti produttivi e tecnologici, consente un continuo controllo e potenziamento dei processi. Da qui la disponibilità di prodotti in linea con le caratteristiche e i requisiti richiesti. Gli stabilimenti di Riva Acciaio operano infatti nel pieno rispetto delle certificazioni UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e UNI ISO 45001, utili al perfezionamento delle prestazioni. Gli stabilimenti di Malegno, di Cerveno di Caronno e di Lesegno producono, grazie alla certificazione IATF16949, anche per il mercato automobilistico. L’applicazione delle Best Available Techniques – BAT ha invece consentito agli stabilimenti di Lesegno, Caronno, Cerveno e di Sellero di ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), mentre quello di Malegno dispone dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

L’espansione internazionale di Riva Acciaio

Una specifica politica di espansione, portata avanti da Riva Acciaio con grande lungimiranza, ha indirizzato la produzione di acciai di alta qualità verso il mercato italiano ed estero. In oltre 60 anni di storia, il Gruppo ha acquisito diverse aziende da ristrutturare e rilanciare, in un primo momento in Italia e, successivamente, in tutta Europa. I primi importanti investimenti a livello internazionale risalgono agli anni ’70 con l’acquisizione della Siderúrgica Sevillana (Spagna). Qualche anno più tardi è stata la volta di Francia, Germania e Belgio. Nel 1980 la produzione di acciaio è arrivata a superare il notevole traguardo di 1,1 milioni di tonnellate che ha così consentito al Gruppo di posizionarsi tra i principali operatori europei. Oggi Riva Acciaio è il più grande operatore siderurgico sul territorio nazionale ed è specializzato nella produzione di acciai lunghi e di alta qualità: può contare sull’attività di 21 stabilimenti distribuiti tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, oltre a impiegare un totale di oltre 5.300 dipendenti.

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Hospitality di lusso e cucina d’autore al San Barbato Resort di Antonio Liseno

Antonio Liseno, affermato imprenditore di origini lucane, ha messo tutta la sua esperienza e professionalità al servizio della Basilicata, investendo in un lussuoso progetto che ha dato lavoro a decine di giovani e ha fornito alla regione un nuovo diamante di cui vantarsi.

Antonio Liseno

Antonio Liseno: lusso ed eccellenza al San Barbato Resort di Lavello

La Basilicata è una terra ricca di storia e grandi tradizioni culinarie, probabilmente però non ancora valorizzata come dovrebbe. Consapevole delle enormi ricchezze che ha da offrire il suo territorio, l’imprenditore Antonio Liseno ha fatto della valorizzazione della regione la propria sfida personale. È così che, nell’area del Vulture-Melfese, immerso in un paesaggio naturalistico di rara bellezza e circondato da laghi, castelli, cascate e cantine, ha fatto costruire il San Barbato Resort Spa & Golf, un luxury resort a cinque stelle. Essendo l’unica struttura della categoria nella zona, il San Barbato è andato a costituire quell’esperienza di lusso che mancava nella regione. Dal design agli ambienti, dai materiali alle finiture di pregio, passando per le moderne tecnologie di cui è dotato e i servizi di prima classe che offre: tutto suggerisce un soggiorno davvero esclusivo, incentrato sulla ricerca dell’eccellenza in ogni dettaglio.

Nel resort di Antonio Liseno un’offerta culinaria da fare invidia: la pizzeria di Franco Pepe

Il primo partner a cui si è affidato Antonio Liseno per la realizzazione dell’offerta culinaria del luxury resort è stato Don Alfonso Iaccarino, proprietario di uno dei ristoranti migliori al mondo. Insieme hanno dato vita al raffinato Don Alfonso 1860 San Barbato, nel 2020 premiato con la prestigiosa Stella Michelin. Per arricchire ulteriormente il ventaglio di proposte culinarie della struttura, l’imprenditore ha poi interpellato il pluripremiato maestro della pizza di fama internazionale, Franco Pepe. Da questa partnership è nata la pizzeria Proxima, ispirata alla sede di Caiazzo (CE) e aperta al pubblico dal 1° dicembre 2021. Il ristorante, che replica in toto l’esperienza di “Pepe in Grani”, sorge all’ultimo piano della club house ed è dotato di una terrazza, due sale con due forni, con una capacità di 80 coperti. “Aver portato Franco Pepe in Basilicata è per noi un onore essendo un’eccellenza a livello mondiale”, ha affermato Antonio Liseno, “Con Proxima aumenteremo l’offerta culinaria, nostro fiore all’occhiello”.

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Stefania Bariatti, la carriera accademica e i successi internazionali

Oltre 30 anni di attività accademica non hanno impedito a Stefania Bariatti di distinguersi anche nel settore legale. Esperta di Diritto Internazionale e della concorrenza, negli ultimi anni è entrata a far parte degli organi di governo di società del calibro di MPS, A2A e Mediaset.

Stefania Bariatti

Ricercatrice, professore ordinario e visiting professor: il percorso accademico di Stefania Bariatti

Professore ordinario di Diritto Internazionale, avvocato di successo, rappresentante del Governo italiano in diverse occasioni e membro di spicco nei CdA di numerose società quotate. Una carriera proficua, quella di Stefania Bariatti, alla quale si aggiungono oltre 150 pubblicazioni in tema di diritto. Nasce a Milano e nel 1979 si laurea in Giurisprudenza presso “La Statale”, dove quattro anni più tardi diventa ricercatrice in Diritto Internazionale. Dal 1994 al 2002 è docente di Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale nelle Università di Sassari e Milano-Bicocca. È il 2002 quando ritorna all’Università degli Studi di Milano accettando la cattedra di Diritto Internazionale, incarico che ricopre ancora oggi. Le attività nell’ambito accademico non si limitano tuttavia all’insegnamento. Stefania Bariatti è stata infatti anche Consigliere di Amministrazione (Sassari e Milano-Bicocca), direttore di dipartimento (Milano-Bicocca), direttore di corsi Master (Milano-Bicocca, ISPI) e Presidente di associazioni come il Groupe Européen de Droit International Privé. Ha inoltre ricoperto il ruolo di visiting professor a Tolosa e alla LUISS in Diritto Internazionale Privato.

Stefania Bariatti: incarichi di rappresentanza

Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano e patrocinante in Cassazione, dal 2002 Stefania Bariatti si è dedicata con successo anche all’avvocatura, svolgendo attività in qualità di esperta in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Per quasi 20 anni è stata partner e of counsel presso un primario studio italiano di stampo internazionale, dove si è occupata di operazioni di concentrazione, procedimenti per intese e abusi di posizione dominante, procedure di insolvenza cross-border e procedimenti arbitrali. L’esperienza acquisita le consente di ricoprire diversi incarichi di rappresentanza su indicazione del governo italiano: ha preso parte alla Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato, al Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione europea e ha inoltre assistito Parlamento e Commissione europea nella redazione di strumenti legislativi nell’ambito della cooperazione giudiziaria in materia civile. Nel 2014, su designazione dello Stato italiano, è stata eletta membro del Governing Council di UNIDROIT – International Organisation for the Unification of Private Law. Negli ultimi anni l’impegno professionale di Stefania Bariatti si è esteso anche alle società quotate. È stata presidente del Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., SIAS S.p.A. (Gruppo Gavio) e membro del Consiglio di SIT Group S.p.A. e ASTM S.p.A. (Gruppo Gavio). Oggi fa parte del CdA di A2A S.p.A., Mediaset S.p.A. e BNL S.p.A. (Gruppo BNP Paribas). È inoltre Presidente del Comitato Tecnico Antitrust dell’Associazione Bancaria Italiana, di cui in passato è stata Vicepresidente.

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Luciano Castiglione, l’editoriale: rincaro delle bollette, ragioni e possibili soluzioni

Luciano Castiglione: la vision lungimirante dell’esperto sui rincari delle bollette in un editoriale scritto nel gennaio 2022 per il suo blog.

Luciano Castiglione

Bollette e rincari: l’editoriale di Luciano Castiglione

Esperto nel settore dell’efficientamento energetico, Luciano Castiglione analizza sul suo blog alcuni dei temi maggiormente discussi dall’opinione pubblica, legati all’ambito professionale in cui opera. Come ad esempio il rincaro delle bollette, da mesi al centro di articoli e trasmissioni televisive: in un editoriale del gennaio 2022 Luciano Castiglione scrive che non si deve colpevolizzare il green deal né la spinta verso le rinnovabili e neanche i movimenti d’opinione: a gravare sul rincaro delle bollette di luce e gas è “la mancanza di una visione organica degli approvvigionamenti energetici europei ed il continuo procedere in ordine sparso delle Nazioni per affrontare un tema così delicato e onnicoinvolgente”.

Luciano Castiglione: il ruolo dell’Europa nella vision dell’esperto

L’andamento dei costi del gas naturale e di conseguenza dell’energia elettrica, spiega Luciano Castiglione, si deve ascrivere alle “dinamiche della politica internazionale (rapporti Russia/UE, Cina/Russia, Russia/USA) da un lato e delle scelte fatte dalle UE nel corso degli ultimi anni dall’altro”. Parole che lette oggi denotano una certa lungimiranza: nell’editoriale Luciano Castiglione sottolineava infatti come si stesse intervenendo in questo contesto solamente attraverso “soluzioni tampone” nell’ottica di “evitare che tutto il peso di queste scelte (e delle non-scelte) ricada interamente sulle bollette degli imprenditori italiani”. Diventa quindi necessario individuare “soluzioni strutturali” perché solamente così si può contribuire concretamente a “rendere il futuro più solido”: solo una ferma volontà politica finalizzata a riequilibrare il mix energetico europeo secondo l’esperto “potrà farci uscire dal tunnel velocemente”. E per far sì che all’orizzonte non si creino altri tunnel l’Europa deve prepararsi a porre in atto “contestualmente una pluralità di scelte senza alcuna preclusione dogmatica”. Un’evidenza oggi sotto gli occhi di tutti.

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