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Il 1° maggio di Gruppo Riva tra riconoscimento dei traguardi raggiunti e sfide future

Nel giorno della Festa dei Lavoratori il Vescovo ha tenuto la Santa Messa presso lo stabilimento di Malegno, uno dei siti produttivi appartenenti a Gruppo Riva. Per l’occasione è stato anche intervistato Valerio Bisio, Presidente del CdA del Gruppo.

Gruppo Riva

Il Presidente del CdA Valerio Bisio sul legame che unisce Gruppo Riva alla Valle Camonica

Oltre ad essere il primo operatore siderurgico in Italia, Gruppo Riva è ormai una realtà di fama internazionale. Ciononostante l’azienda ha scelto di mantenere intatto quel profondo legame che la unisce con la Valle Camonica, luogo che ospita ben tre dei suoi stabilimenti: Malegno, Sellero e Cerveno. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione Valerio Bisio ha spiegato che sebbene il Gruppo sia “presente in Italia ma anche in diversi Paesi europei e americani (Spagna, Francia, Germania, Belgio e Canada)”, è ovunque riuscito “ad avere con il territorio un legame stretto”. Partendo dall’esempio del sito produttivo di Lesegno (CN), il quale sorge in una “località dove attività come l’agricoltura e l’allevamento del bestiame sono preponderanti” e nella quale “non si hanno tradizioni importanti e millenarie nella produzione e nella trasformazione dell’acciaio”, Bisio afferma che ciò che si è andato ad instaurare nel corso degli anni è un “rapporto di reciproco rispetto con il territorio”, testimoniato pure dalle numerose richieste che giungono da parte di genitori che chiedono di far assumere i propri figli nelle fabbriche del Gruppo.

Gruppo Riva: questo è un periodo difficile per la siderurgia ma qualità e sicurezza restano la priorità

In una giornata in cui si celebrano i lavoratori, è impossibile non volgere un pensiero a tutti coloro che operano nell’ambito della siderurgia, la quale sta attraversando un periodo alquanto difficile. “Effettivamente il momento non è dei migliori”, ammette Valerio Bisio, “noi che lavoriamo in siderurgia dobbiamo affrontare le difficoltà economiche che non si prevedono di corta durata”. Tra l’aumento dei costi energetici e gli altri effetti della guerra in Ucraina il settore non sta certo vivendo una delle sue migliori stagioni. Il Presidente del CdA assicura però che, nonostante le innegabili difficoltà, Gruppo Riva continua a mettere al primo posto la qualità e la sicurezza sul lavoro. “Proprio negli stabilimenti della Valla Camonica abbiamo sperimentato un corso tenuto in collaborazione con l’Università Cattolica di Brescia sulla consapevolezza nei confronti della propria sicurezza e di quella dei colleghi di lavoro che, visti i risultati e i riconoscimenti ottenuti, verrà esportato in tutte le nostre altre fabbriche”.

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Private equity, venture capital e settore tech: le specializzazioni di Attilio Mazzilli (Orrick)

Oltre al suo ruolo di Partner in Orrick, Attilio Mazzilli è anche Responsabile del Tech Group Italiano e Membro dell’International Technology Companies Group.

Attilio Mazzilli

Attilio Mazzilli: formazione, carriera e ingresso in Orrick

Attilio Mazzilli è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi dal titolo “The Insurance contracts in private international law”. Nel 2003 si abilita all’esercizio della professione legale ed esordisce professionalmente come Associate nello Studio Legale Pavia e Ansaldo di Milano. In seguito, si specializza ulteriormente con un Master of Laws in Business & Corporate Law, che consegue nel 2006 a Los Angeles presso la University of Southern California. Rientrato in Italia, nel 2007 è a Milano come Senior Associate presso lo Studio Legale Chiomenti, dove rimane per quattro anni. Nel 2011 passa alla Studio Carnelutti nelle vesti di Partner e Head of International Development. Il suo attuale incarico in Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP ha inizio nel 2015: Attilio Mazzilli è oggi Partner della nota global law firm e Responsabile del Tech Group Italiano. È inoltre Membro dell’International Technology Companies Group. Nello Studio Legale si occupa di operazioni M&A nazionali e cross-border, in particolare nel private equity, nel venture capital e in ambito tecnologico. Come consulente collabora con importanti società del settore tech, supportando i fondatori in tutte le fasi del ciclo di vita. Assiste, inoltre, startup e fondi di venture capital in materia di finanziamento e in aspetti quali diritto societario, M&A e quotazioni.

Attilio Mazzilli in Orrick: le attività nei settori dell’innovazione, tech e automotive

Diverse le operazioni che vedono protagonista Attilio Mazzilli per conto di Orrick: tra queste, coordinando il Dipartimento Tech, ha affiancato la fintech italiana Scalapay nel mega-round serie B guidato da Tencent. Operazione che ha trasformato Scalapay in “unicorno” dal valore di oltre un miliardo di dollari. Nello stesso ruolo ha assistito Blacksheep Ventures nell’investimento in ID Ward (startup inglese nel settore digital advertising) e Scibids Technology (startup francese attiva nel digital marketing). Tra i suoi clienti anche Cazoo (acquisizione di Brumbrum), Safety21 (cessione quota di maggioranza a BU – Bregal Unternehmerkapital), Cerba HealthCare (acquisizione di Lifebrain da Investindustrial) e Banca Sella Holding e Fabrick (accordo di joint venture con illimity Bank per Hype). Attilio Mazzilli ha assistito anche realtà quali Gruppo Intesa San Paolo, Cattolica Assicurazioni, Teko Telecom, Octo Telematics e Prima Assicurazioni. Nei primi mesi della pandemia, inoltre, ha affiancato il Ministero dell’Innovazione, la Commissione Finanze e VC Hub nella stesura di misure urgenti ad hoc per supportare le aziende tech e innovative in Italia. Per la qualità dei suoi progetti professionali è stato insignito del Premio “Avvocato dell’Anno Venture Capital” (Legalcommunity Awards 2020).

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Ares Ambiente: la vision dell’azienda, le attività e i progetti nel nuovo canale YouTube

La volontà di far conoscere da vicino il mondo in cui lavora ha portato Ares Ambiente, guidata da Marco Domizio, ad aprire un nuovo canale YouTube.

Ares Ambiente

Marco Domizio: Ares Ambiente approda su YouTube, nel nuovo canale anche video animati e ricostruzioni 3D

Il racconto delle attività di Ares Ambiente, di programmi e obiettivi ambientali arriva su YouTube. L’azienda guidata da Marco Domizio specializzata nel servizio di intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati ha deciso di condividere il proprio mondo con gli utenti della popolare piattaforma realizzando una serie di video anche con l’obiettivo di far conoscere la complessità della gestione dei rifiuti nonché il valore che tali attività hanno per l’ambiente e per la comunità. L’azienda fondata nel 2008 da Marco Domizio ha sede a Treviolo (Bergamo): iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali – Sezione Regionale della Lombardia, si occupa di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti urbani, rifiuti speciali, rifiuti pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio italiano, in linea con la classificazione adottata nell’Elenco Europeo dei Rifiuti. Inoltre, grazie all’accesso diretto a diversi impianti di smaltimento finali, alle piattaforme di stoccaggio e agli impianti di recupero, Ares Ambiente è in grado di esportare rifiuti in tutta Europa. Nei video pubblicati sul suo canale YouTube il racconto di questa realtà.

Ares Ambiente: all’interno del canale YouTube dell’azienda guidata da Marco Domizio

L’amore per la terra che ispira Ares Ambiente, impegnata anche a svolgere attività agricola e a coltivare con mezzi propri i terreni di proprietà. La costruzione del nuovo impianto di produzione di ammendanti per l’agricoltura da frazione organica differenziata e dell’impianto di conferimento FORSU e verde. Nel profilo YouTube dell’azienda guidata da Marco Domizio si possono consultare diversi video che ne raccontano attività, progetti e vision ma anche ricostruzioni 3D e video animati sulle metodologie operative, la cui qualità è attestata anche da numerose certificazioni come riporta il canale YouTube: “Per monitorare il suo operato l’azienda si affida ad un Sistema di Gestione Integrata di Qualità, Ambiente, Sicurezza e Responsabilità Sociale. La gestione delle attività è definita attraverso un elaborato sistema di protocolli ed è affidata a un Organismo di Vigilanza indipendente”. Inoltre, con la Dichiarazione ambientale 2020, redatta in conformità al Regolamento EMAS CE n.1221/2009 e REG. UE 2018/2026, Ares Ambiente si è dotata di uno strumento per rendere consapevole la comunità locale e i diversi soggetti esterni su attività, programmi e obiettivi ambientali. L’apertura del canale Youtube nasce anche sotto quest’ottica: migliorare ulteriormente la consapevolezza e il coinvolgimento nei confronti dell’ambiente e dell’eco-sostenibilità di tutti gli operatori interni ed esterni all’azienda in un modo particolarmente semplice e immediato.

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Carriere di successo in ambito commerciale: la storia professionale di Nicola Lunardon

Dalla laurea in Sanità Pubblica alla guida di reti commerciali di migliaia di persone. Un percorso atipico quello di Nicola Lunardon, che tuttavia non ha impedito al manager di conquistare un posto di rilievo nel settore italiano delle vendite.

Nicola Lunardon

Nicola Lunardon: gli studi e i primi passi nel mondo professionale

È all’età di 24 anni che Nicola Lunardon capisce che gli studi appena conclusi non determineranno il suo futuro professionale. Originario di Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, frequenta la facoltà di Sanità Pubblica – Sicurezza Igienico Sanitaria dell’Università di Padova, dove si laurea nel 2005. Pronto a entrare nel mondo del lavoro, inizia subito diverse collaborazioni con alcune realtà attive nelle vendite. Esperienze che avranno un impatto decisivo sulla sua carriera. Stregato dal settore, decide infatti di consolidare le proprie competenze continuando a collaborare con altre aziende. Fin dagli inizi, resosi conto dell’importanza che riveste in termini di crescita aziendale, si dedica contemporaneamente anche all’ambito della formazione. È in quegli anni che prende forma la vision aziendale di Nicola Lunardon e che poco dopo si rivelerà la chiave del suo successo.

Nicola Lunardon: aggiornamento continuo e attenzione agli stakeholder i pillar di una strategia efficace

Al manager bastano infatti poco meno di 10 anni per arrivare a creare e guidare una rete distributiva di 15mila persone. Per il livello di fatturato raggiunto, le attività di Nicola Lunardon ottengono diversi riconoscimenti, tra i quali spiccano quello del “Financial Times” e de “Il Sole 24 Ore”, che ne hanno evidenziato in particolare i ritmi sostenuti di crescita. Una leadership di successo figlia di una cultura che si basa su due principi cardine. Il primo riguarda il ruolo dell’azienda nei confronti non solo dei clienti, ma di tutti gli stakeholder, compreso comunità e territori. Per il manager responsabilità, trasparenza e sostenibilità sono principi fondamentali dell’agire aziendale, ai quali si aggiunge la continua ricerca dell’innovazione. Il secondo pilastro della vision di Nicola Lunardon si concentra invece sulle competenze. Promuove infatti un modello basato su formazione e aggiornamento costanti, considerate attività necessarie per anticipare i trend e soprattutto offrire un servizio sempre più efficiente ai clienti. Il manager riconosce inoltre l’importanza di condividere conoscenze e skills acquisite, presupposto necessario ad un lavoro di squadra efficace: la parola d’ordine è infatti “dividere gli sforzi per moltiplicare i risultati”.

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Marco Domizio: il percorso imprenditoriale del Founder di Ares Ambiente

Una lunga esperienza nell’intermediazione dei rifiuti, poi la fondazione di Ares Ambiente, oggi attiva su tutto il territorio italiano: l’iter professionale di Marco Domizio.

Marco Domizio

Marco Domizio: studi e prime esperienze lavorative

Marco Domizio nasce a Bergamo nel 1974 e qui studia come geometra. Subito dopo aver ottenuto il diploma, fa il suo ingresso in un’azienda lombarda attiva nel settore dei rifiuti. Un’esperienza che termina dopo sei anni, quando decide di collaborare in veste di Responsabile Commerciale con una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali. In quegli anni contribuisce ad espandere la clientela e a realizzare un impianto di compostaggio, attivo tutt’oggi, in provincia di Bergamo. Risultati che vengono notati anche da una primaria azienda attiva nella provincia di Milano, che lo assume con il ruolo di Responsabile Commerciale. Collaborando con la società, Marco Domizio consolida la sua carriera nel settore: è infatti il fautore dell’installazione, sul territorio della Regione Campania, di sette impianti di trito-vagliatura.

Marco Domizio: la nascita di Ares Ambiente

Durante gli anni di esperienza nell’azienda milanese, Marco Domizio si specializza anche nella gestione delle attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave. Successivamente, diventa Responsabile Commerciale di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, per poi gestire una cava di estrazione di minerali naturali. In seguito, porta avanti una collaborazione con due realtà attive nel campo ambientale (trasporti conto terzi e intermediazione). Nel 2008 matura la decisione di mettersi in proprio. A Treviolo, in provincia di Bergamo, Marco Domizio fonda Ares Ambiente, S.r.l. specializzata nello smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti urbani, speciali non pericolosi e speciali pericolosi. L’azienda attualmente opera su tutto il territorio nazionale ed è in possesso di numerose certificazioni che ne testimoniano l’attenzione all’ambiente, alla qualità e alla sicurezza (UNI EN ISO 9001:2015, UNI EN ISO 14001:2015 e UNI ISO 45001:2018). Nel 2021, grazie alla costante solidità dimostrata negli anni, Ares Ambiente ha ottenuto il riconoscimento di Azienda Best Performer dal quotidiano “LombardiaPost”.

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Serenissima Ristorazione si impegna nella diffusione della cultura alimentare nelle scuole

Serenissima Ristorazione propone da anni iniziative di educazione alimentare e ambientale che hanno come destinatari maestri e alunni nelle scuole in cui è attiva con i propri servizi. Coinvolti anche genitori e Comitato Mensa.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: le iniziative di educazione alimentare e ambientale nelle scuole

Serenissima Ristorazione è attiva su numerosi progetti che hanno come obiettivo principale quello di sensibilizzare a fini educativi il pubblico delle scuole in cui è presente con i propri servizi su argomenti alimentari ed ambientali. Nel corso di queste iniziative sono distribuiti ai partecipanti, docenti e scolari, materiali didattici che abilitano alla creazione di un percorso di formazione condiviso su salute e buon vivere. Piattaforme similari sono inoltre previste per i genitori degli alunni e per il Comitato Mensa, al fine di rinforzare i concetti alla base dei programmi pensati appositamente per i figli. Tra i progetti che hanno avuto più successo nel corso degli anni: quello basato sull’importanza di frutta e verdura, attraverso la ripartizione in cinque diversi colori rappresentanti i valori nutrizionali e i vantaggi per la salute. Un altro importante programma di Serenissima Ristorazione all’interno degli istituti scolastici è quello che esplicita le differenze esistenti tra sigle come Km zero, biologico, denominazione di origine protetta e indicazione geografica protetta. Occasione, questa, per rendere i ragazzi consapevoli su concetti quali tradizioni, località e territorio di prossimità.

Gli allestimenti di Serenissima Ristorazione a corredo dei progetti nelle scuole

Tra le iniziative di Serenissima Ristorazione sull’educazione alimentare ed ambientale nelle scuole vale la pena citare anche quella incentrata sulla dieta mediterranea, basata sulla nozione di “piramide alimentare”, oppure quella sui cibi dal Mondo, che intende far conoscere la vera origine dei piatti etnici sempre più acquistati nei nostri negozi e ipermercati, e anche presenti in misura sempre maggiore nei menù delle mense scolastiche. Un altro progetto interessante è quello che incoraggia l’introduzione dello sport nelle attività settimanali, focalizzandosi soprattutto sui suoi evidenti vantaggi per la salute. In ultima istanza, il programma sulla riduzione dell’impatto ambientale sensibilizza gli scolari sulla scelta di stili di vita sostenibili anche dal punto di vista alimentare, mentre quello sulla riduzione nell’uso del sale chiarisce in che modo sostituire quest’ultimo con le spezie per insaporire le pietanze sia in realtà una alternativa più salutare. Serenissima Ristorazione, inoltre, per accompagnare anche visivamente gli argomenti esaminati nei diversi corsi, organizza allestimenti scenici all’interno dell’area mensa come, ad esempio, isole per la raccolta differenziata e infografiche pensate appositamente per gli alunni, oltre a lavagne con i piatti del giorno, pannelli decorativi e porta pane e frutta.

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Ideal Standard, azienda leader nella performance: focus su Atelier Collections

Ideal Standard: Atelier Collections, la collezione progettata dallo studio Palomba Serafini Associati per garantire la massima personalizzazione per l’ambiente bagno.

Ideal Standard

Ideal Standard: Atelier Collections, eleganza e personalità per ambienti bagno adatti a ogni necessità

L’eredità culturale è linfa vitale per disegnare la contemporaneità: un principio a cui Ideal Standard si attiene da oltre un secolo per progettare soluzioni e prodotti esclusivi. In quest’ottica è nata anche Atelier Collections: creata dallo studio Palomba Serafini Associati, riunisce innovazione e bellezza per creare ambienti bagno adatti ad ogni esigenza. Nel coniugare design, senso estetico e innovazione, Atelier Collections si configura come elemento d’unione tra il passato, il presente e il futuro dell’azienda. La linea si compone di molteplici prodotti: i sanitari Blend Cube e Blend Curve dalle linee semplici ed eleganti ma anche Conca e Joy, le nuove serie rubinetteria. E molti altri sono esposti all’interno dello showroom inaugurato di recente da Ideal Standard all’interno dell’Headquarter milanese di via Borsi.

Ideal Standard presenta Calla e Joy Neo

Fare tesoro di tutto ciò che è stato fatto, pensato e progettato è compito imprescindibile di Ideal Standard. Lo dicono anche Calla e Joy Neo, le due collezioni lanciate di recente che si inseriscono nel percorso intrapreso dall’azienda con Atelier Collections. Calla coniuga elementi classici con tocchi sottili e contemporanei: protagonista elegante, trasmette autentica raffinatezza anche negli spazi più piccoli. La linea comprende un’ampia gamma di prodotti in ceramica, tra cui eleganti lavabi e colonna, un raffinato wc, oltre al bidet e una vasca freestanding in stile neoclassico. L’estetica neoclassica della collezione si abbina perfettamente con i prodotti di Joy Neo: la linea, disponibile in diverse finiture e varietà di modelli con differenti maniglie, incoraggia l’espressione creativa combinando perfettamente stravaganza e linearità. Entrambe sono disegnate dallo studio Palomba Serafini Associati con cui Ideal Standard collabora da anni per una progettazione in grado di coniugare sempre più efficacemente design e funzionalità.

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Gruppo Riva: profilo dell’azienda e stabilimenti in Italia

In oltre 60 anni di attività, Gruppo Riva è riuscito a conquistare una posizione di leadership riconosciuta a livello mondiale e raggiunta grazie agli elevati standard produttivi e a una costante strategia di crescita.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: il profilo aziendale

Gruppo Riva è oggi il primo operatore siderurgico italiano ed è tra i principali gruppi sul panorama europeo nel settore dell’acciaio. Il suo fondatore è Emilio Riva, un pioniere della siderurgia italiana che nel 1954, in pieno dopoguerra, diede vita al Gruppo che si è poi specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi tramite acciaierie ad arco elettrico. I mercati di riferimento dell’azienda comprendono diversi comparti merceologici, tra i quali quelli della meccanica, dell’automotive e del movimento terra, che esigono tra l’altro standard qualitativi particolarmente elevati. Nei suoi stabilimenti, dislocati tra Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Canada, vengono prodotti anche trafilati, pelati e rettificati a seguito dell’ulteriore lavorazione a freddo dei laminati. Il Gruppo, inoltre, ogni anno realizza un importante programma di investimenti con lo scopo di migliorare costantemente la qualità dei prodotti e dei processi, le condizioni di sicurezza negli stabilimenti e la compatibilità ambientale della produzione.

Gli stabilimenti italiani di Gruppo Riva

L’operatore siderurgico conta in tutto 21 siti produttivi, di cui cinque sono in Italia. Gli stabilimenti sorgono a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Malegno (BS), Cerveno (BS) e Sellero (BS). Quello di Caronno Pertusella è lo stabilimento storico di Gruppo Riva, inaugurato nel marzo del 1957 e luogo dove è stata introdotta per la prima volta la colata continua curva a tre linee. Qui oggi si producono esclusivamente acciai speciali destinati alla produzione delle macchine movimento terra e ai settori minerario, produzione energia e automobilistico. Nello stabilimento di Lesegno che è invece il cuore tecnologico del Gruppo dove sorge un innovativo laboratorio di ricerca e sviluppo dotato di apparecchiature all’avanguardia, si producono e si laminano solo acciai di qualità. Nel sito produttivo di Malegno vengono prodotti prevalentemente tondi, piatti e quadri a spigolo vivo trafilati e pelati e tondi rettificati. Il sito di Cerveno è specializzato nei laminati lunghi di qualità, che vengono utilizzati soprattutto come materiale per stampaggio, trafilatura, pelatura e rettifica, oltre che per l’industria trattoristica e il settore automobilistico. Nella fabbrica di Sellero, infine, si producono laminati a caldo in acciaio di qualità di grandi dimensioni.

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Ares Ambiente: smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti, focus sulle attività

Ares Ambiente opera come anello di congiunzione tra i principali soggetti attivi in Italia nel ciclo di gestione del rifiuto. Fin dalla nascita ha incentrato le sue attività aziendali su scrupolosi criteri di efficienza, economicità e trasparenza.

Ares Ambiente

Ares Ambiente: servizi e ambiti di specializzazione

Nata nel 2008, in pochi anni Ares Ambiente è diventata un punto di riferimento in Italia nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Le sue attività si focalizzano nello smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio nazionale. In particolare, l’azienda opera nella gestione dei rifiuti che hanno come produttore o detentore una vasta tipologia di attività produttive, attività di vendita all’ingrosso e distribuzione di prodotti appartenenti a numerose categorie merceologiche. Ares Ambiente è attiva nel trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti), secondo quanto previsto nella classificazione dell’Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE.

Ares Ambiente, la gestione certificata dei rifiuti

Costantemente aggiornata su normative e autorizzazioni necessarie, Ares Ambiente è impegnata in una gestione dei rifiuti basata su principi di sostenibilità e responsabilità, sia verso l’ambiente sia verso le persone. Valori che, non a caso, convergono nel Sistema utilizzato dall’azienda nella Gestione Integrata di Qualità, Ambiente, Sicurezza e Responsabilità Sociale. Ciò consente una puntuale verifica dell’operato aziendale, influenzandone le prestazioni in maniera significativa. Un accurato sistema di protocolli, inoltre, definisce la corretta gestione delle attività e ne affida la supervisione a un Organismo di Vigilanza indipendente. Ares Ambiente possiede diverse attestazioni negli ambiti Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014), a cui si aggiungono il “Certificato di eccellenza” e la “Convalida dichiarazione ambientale”. È iscritta presso l’Albo Nazionale Gestori Ambientali, Categoria 8 Classe A e Categoria 4F e 5F – Sezione Regionale della Lombardia.

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Restauro e formazione, Andrea Mascetti nuovo membro dell’Advisory Board di Valore Italia

Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura nonché Commissario di Fondazione Cariplo, entra a far parte dell’Advisory Board di Valore Italia.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti nell’Advisory Board di Valore Italia

Riportare in auge le attività della storica Scuola di Restauro di Botticino trasferendole al centro di Milano. È lo scopo per cui nasce Valore Italia, il Centro internazionale di Ricerca e Formazione che il prossimo autunno inaugurerà l’anno accademico 2022 all’interno del nuovo complesso MIND. Per raggiungere l’obiettivo, Valore Italia ha recentemente deciso di avvalersi anche dell’esperienza di Andrea Mascetti eleggendolo come componente dell’Advisory Board. Esperto nel settore della promozione culturale, collabora con Fondazione Cariplo ricoprendo sia il ruolo di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura che quello di membro della Commissione Centrale di Beneficenza. L’ingresso di Andrea Mascetti nel Comitato è un’ulteriore testimonianza della volontà di Fondazione Cariplo di sostenere l’ambizioso progetto lanciato nel 2019 da EINAIP e Umana Forma. Proprio lo scorso novembre l’Ente aveva infatti reso nota la decisione di contribuire allo sviluppo del Centro e alla creazione di uno spazio interdisciplinare e dinamico dedicato allo studio delle nuove metodologie da applicare al restauro, alla conservazione e alla valorizzazione del Patrimonio Culturale italiano.

Andrea Mascetti e Valore Italia: una mission condivisa

La mission di Valore Italia è fare innanzitutto formazione legata al restauro, mettendo a disposizione dei futuri restauratori ed esperti del settore il know-how della Scuola di Botticino all’interno di un luogo simbolo della vivacità culturale di Milano. Un obiettivo condiviso da Fondazione Cariplo e Andrea Mascetti, che da sempre considerano la tutela del Patrimonio culturale come uno dei settori strategici per la crescita del Paese. Dal prossimo autunno il corso per restauratori della Scuola bresciana si terrà nei laboratori ubicati nello stabile di via Cosenz 54, nel Bovisa Design District, distretto milanese dedicato all’innovazione, alla tecnologia e alla creatività. Un risultato possibile anche grazie al supporto dell’Advisory Board, che con Andrea Mascetti conta attualmente otto membri: “Abbiamo pensato che al Progetto potesse essere utile un organismo scientifico e allo stesso tempo istituzionale e di relazioni – ha detto il Direttore Scientifico e Presidente dell’ADBO Angelo Crespi, che ha poi aggiunto – la mission del Comitato rispecchia quella di Valore Italia, che è ovviamente la formazione ma allo stesso tempo prendersi cura dei beni culturali italiani, che sono un giacimento di senso e di identità che abbiamo la necessità e il dovere morale di conservare e valorizzare”.

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Imprenditori italiani: il profilo di Nicola Lunardon, esperto in vendite e formazione

Professionista riconosciuto nell’ambito commerciale, Nicola Lunardon opera da quasi 20 anni come manager e imprenditore.

Nicola Lunardon

Nicola Lunardon: la formazione e l’approccio al mondo delle vendite

Durante i primi anni di formazione Nicola Lunardon non avrebbe mai potuto immaginare che la sua carriera avrebbe preso una direzione imprenditoriale. Originario di Bassano del Grappa (Vicenza), classe 1981, si iscrive alla facoltà di Sanità Pubblica – Sicurezza Igienico Sanitaria dell’Università di Medicina Veterinaria di Padova. Una volta terminati gli studi nel 2005, matura le prime esperienze nell’ambito commerciale, scoprendo una discreta dose di talento. Collaborando con alcune aziende specializzate, cresce in lui una passione tale per il settore da maturare la decisione di dedicarsi esclusivamente al mondo delle vendite. La scelta di Nicola Lunardon si rivela giusta. In meno di dieci anni riesce a imporsi a livello nazionale come manager e imprenditore creando e gestendo una rete distributiva di 15mila unità.

Nicola Lunardon: ruolo delle aziende fondamentale per il benessere degli stakeholder

I risultati ottenuti da Nicola Lunardon non sono passati inosservati. Negli anni la crescita e i numeri delle sue attività sono state notate non solo da “Il Sole 24 Ore”, ma anche da una testata di rilievo internazionale come il “Financial Times”. Il suo successo si fonda su diversi pilastri. Consapevole dei repentini cambiamenti che caratterizzano il settore delle vendite, fin dagli inizi ha dato ampio spazio alla formazione. Aggiornare costantemente il know-how di aziende e venditori è infatti il primo passo per riuscire ad intercettare le nuove esigenze dei clienti. La condivisione di conoscenze e competenze è un altro pilastro della vision di Nicola Lunardon, da sempre sostenitore del “dividere gli sforzi, moltiplicare i risultati”. Alla base la convinzione, maturata in anni di esperienza, che le aziende non debbano essere considerate meri produttori di beni e servizi ma attori protagonisti del benessere economico, sociale e tecnologico dei territori in cui operano.

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Pietro Colucci cede le sue azioni a Sostenya: alla holding il 45,68% delle azioni

Con l’operazione voluta da Pietro Colucci il Gruppo Sostenya ottiene il controllo di Innovatec, leader nel settore della Clean Technology.

Pietro Colucci

Pietro Colucci: i dettagli sul nuovo azionariato di Innovatec

Novità nell’assetto societario di Innovatec. L’imprenditore e azionista di maggioranza Pietro Colucci ha ceduto la propria quota al Gruppo Sostenya. Con il passaggio del 45,68%, pari a 42,515 milioni di azioni, la holding di famiglia acquisisce così il controllo della società. Attiva da oltre 50 anni nell’efficienza energetica, Innovatec oggi è considerata un punto di riferimento nel settore della Clean Technology. A seguito dell’operazione di Pietro Colucci, attualmente il nuovo azionariato di Innovatec è composto dunque da Sostenya, diventata azionista di riferimento, con il restante 53,85% (circa 50,12 milioni di azioni) che invece rimane sul mercato.

Pietro Colucci: a spingere la crescita di Innovatec l’acquisizione di Cobat

La decisione di Pietro Colucci di trasferire la proprietà di Innovatec alla holding Sostenya arriva dopo la conclusione di un’altra importante operazione, che ha contribuito in maniera decisiva alla crescita delle azioni. Lo scorso dicembre il leader della Clean Technology, Innovatec, ha infatti annunciato il suo ingresso in Cobat, con il 56,45% del capitale sociale. Per un corrispettivo di 9,5 milioni di euro, Innovatec è riuscita ad assicurarsi il controllo di una realtà che opera in un settore quanto mai strategico. Cobat è una società specializzata nella gestione dei rifiuti e nel recupero di materiali, in particolare delle batterie esauste. La società, che nel 2020 ha registrato un valore della produzione di 76,5 milioni di euro e un EBITDA di 1,8 milioni di euro, detiene diversi brevetti industriali dedicati al riutilizzo degli accumulatori al litio. Grazie a questa operazione, la società partecipata da Sostenya di Pietro Colucci ha ottenuto la possibilità di posizionarsi come player strategico nel fiorente mercato delle auto elettriche.

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Digitale terrestre: SG S.p.A. chiarisce le principali novità

L’8 marzo scorso è stata raggiunta una nuova tappa per il passaggio, iniziato il 3 gennaio, dei canali HD sulle nuove frequenze del digitale terrestre. SG S.p.A., società specializzata nella distribuzione di beni di consumo tecnici e principale distributore dei grandi brand di elettronica, fa il punto della situazione.

SG S.p.A.

SG S.p.A.: lo switch off dei canali HD

Lo switch off, ovvero la transizione dei canali, sarà un processo nazionale graduale fino alla fine del 2022, spiega SG S.p.A., le vecchie frequenze verranno mantenute in un “doppio binario”. Il passaggio progressivo e non improvviso verso le nuove frequenze risulta fondamentale al fine di concedere il tempo necessario per adeguarsi ai nuovi standard. L’8 marzo scorso è stata attivata in tutta Italia la codifica Mpeg-4 sullo standard tecnologico DVBT: i televisori capaci di supportare tale tecnologia consentono quindi ai cittadini di ricevere i programmi HD. Gli standard innovativi hanno la capacità di migliorare la qualità e aumentare la compressione del segnale, occupando al contempo minore banda. Il secondo switch off, ricorda SG S.p.A., rinviato a data da definirsi, prevede invece il passaggio dallo standard Mpeg-4 al DVB-T2 con codifica Hevc Main 10.

L’approccio di SG S.p.A. verso i cambiamenti tecnologici

La transizione dei canali prevede inoltre il trasferimento della 700Mhz dal broadcasting televisivo, dedicando le bande più capienti al settore mobile e IOT: lo switch off, spiega SG S.p.A., consente infatti di predisporre frequenze per lo sviluppo della telefonia 5G. A stabilire il passaggio è stata l’Unione Europea con lo scopo di ottimizzare le bande. La maggior parte delle TV recenti, in teoria tutte quelle vendute dal 2018 in poi, sono compatibili sia con l’Mpeg-4 sia con l’Hevc. Le opzioni per rimanere aggiornati con gli standard tecnologici sono comunque diverse: dall’utilizzo dei bonus messi a disposizione dal Governo per l’acquisto di nuovi televisori, rottamando il vecchio, all’acquisto senza rottamazione o, ancora, l’utilizzo di un decoder esterno. In linea con le necessità di innovazione, SG S.p.A. ha dismesso, fin dal 2018, gli apparecchi non in grado di soddisfare gli standard tecnologici richiesti.

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Antonio Liseno: ristorante Sansei, i piatti firmati Nobuya Niimori arrivano in Basilicata

Antonio Liseno porta al San Barbato Resort Spa&Golf un po’ di Giappone: con Sansei piatti firmati Nobuya Niimori.

Antonio Liseno

Antonio Liseno: con Sansei portiamo un po’ di Giappone in Basilicata

“Dopo essere stati premiati per il ristorante Don Alfonso 1860 con la prestigiosissima Stella Michelin 2020 – spiega Antonio Lisenosiamo riusciti a portare qui Franco Pepe, il miglior pizzaiolo al mondo. Ora siamo orgogliosi di iniziare questa nuova sfida e di portare un po’ di Giappone qui in Basilicata grazie allo chef Nobuya Niimori, eccellenza in Italia”. Da dicembre 2021 il San Barbato Resort Spa&Golf di Lavello ospita al suo interno Sansei, il ristorante giapponese di altissimo livello che propone piatti esclusivi nati dalla fusione tra la tradizione nipponica e la qualità dei prodotti italiani. “Fare felice il cliente è certamente il modo migliore per tenere viva la mia passione per questo lavoro – racconta Nobuya Niimori – un feedback positivo è quello per cui do il massimo ogni giorno”. L’inaugurazione del nuovo ristorante gourmet non fa altro che arricchire la proposta culinaria del luxury Resort di cui Antonio Liseno è proprietario e promotore. Tra le pendici dell’antico vulcano Monte Vulture e la valle del fiume Ofanto, il San Barbato è l’unica struttura della categoria cinque stelle lusso in tutto il territorio.

Antonio Liseno: Sansei, un ristorante unico nel suo genere

Nato nel 2018 dalla volontà di Antonio Liseno, il San Barbato vanta un concentrato di eccellenze in ambito gastronomico: dal ristorante Don Alfonso 1980 (premiato con la prestigiosa Stella Michelin nel 2020), alla pizzeria Proxima, nata il 1° dicembre 2021 grazie alla collaborazione con il pluripremiato maestro della pizza Franco Pepe. L’inaugurazione di Sansei arricchisce ulteriormente l’offerta culinaria del Resort: gli ospiti saranno accolti da una sala elegante e raffinata, arricchita da 18 maxischermi. “Non si tratterà di mangiare il solito sushi, ma di vivere un’esperienza culinaria autentica con uno dei pochi maestri in grado di coniugare le materie prime di origine giapponese fondendole alla qualità del pesce italiano”, sottolinea Antonio Liseno. “Il San Barbato sta crescendo e non potrei essere più fiero del lavoro che stiamo svolgendo e del servizio che stiamo offrendo ai nostri tantissimi clienti. Con Sansei aumenteremo l’offerta culinaria, sorprendendo tutto il Sud Italia con un ristorante unico nel suo genere”.

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Federico Motta Editore in una poesia pubblicata sul “Corriere della Sera”

“Dall’inizio di questa clausura – scrive Michele De Luca – ho inviato quotidianamente ad un certo numero di conoscenti una newsletter. L’ultima è dedicata a Milano. Ne è venuta fuori questa poesia, che spero piaccia ai lettori di ITALIANS. Con la speranza di vedere presto un lumicino in fondo a questo tunnel”. Nel testo c’è anche un omaggio a Federico Motta Editore.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore tra i simboli che hanno fatto la storia di Milano

La poesia, che in realtà era stata pensata come una lettera aperta, è una dedica di Michele De Luca alla città di Milano, pubblicata sulle pagine online del “Corriere della Sera”, all’interno del blog ITALIANS di Beppe Severgnini. Nella serie di icone e avvenimenti storici menzionati dall’autore che hanno reso unica Milano compare lo storico marchio dell’Editoria italiana Federico Motta Editore. Tra gli eventi di maggiore rilevanza nella storia milanese vengono ricordate ad esempio le cinque giornate, ma sono fondamentali anche gli artisti e gli intellettuali che al loro tempo dedicarono opere al capoluogo lombardo, come Alessandro Manzoni che vi si ispirò per “I Promessi Sposi”. Nella Milano di oggi, così come in quella di ieri, sono soprattutto i luoghi però a conferire ad una città il proprio carattere, rendendola unica e inconfondibile: ecco allora spuntare i nomi dei grandi teatri come La Scala e il Piccolo, quelli dei luoghi iconici come i Navigli e Piazza Fontana, e persino quelli dei famosi atenei milanesi (l’Università Bocconi, l’Università Bicocca e l’Università Statale).

L’omaggio a Federico Motta Editore

Con la sua lunghissima storia, risalente alla Milano degli anni ’30, l’evoluzione di Federico Motta Editore si interseca con quella della città e la sua presenza è impressa nella memoria dei milanesi interessati al settore dell’Editoria e alla cultura. Nella poesia l’autore scrive: “Quando penso Milano penso Piazza Fontana, Corso Sempione, Van Wood che canta in via Montenapoleone la Federico Motta in via Branda Castiglioni”. La Casa Editrice, nata il 14 gennaio 1929 come una ditta specializzata nella riproduzione fotomeccanica, sorse su iniziativa di Federico Motta che iniziò la sua attività commerciale proponendo la sua prima opera enciclopedica in edicole, per raggiungere le famiglie di tutta Italia. Grazie ad una spiccata sensibilità per l’innovazione e a un’estrema attenzione per la qualità, Federico Motta Editore si è quindi affermata nel tempo come un punto saldo dell’Editoria italiana ed è ancora oggi riconosciuta come sinonimo di autorevolezza e tradizione.

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Impatta introduce il Public innovation manager, Davide D’Arcangelo: “Così si apre al Gov-tech”

La Pubblica Amministrazione italiana ha il compito di accompagnare il rilancio economico del Paese. Una sfida che, secondo il Vice Presidente di Impatta Davide D’Arcangelo, può essere vinta solo affidandosi all’innovazione. È qui che entra in gioco la nuova figura professionale promossa dal network di imprese.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: PA deve diventare acceleratore della crescita italiana

Per sfruttare al meglio le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, il Paese necessita di una Pubblica Amministrazione in grado di intercettare le nuove esigenze legate alla transizione digitale ed ecologica. Per stare al passo, gli enti pubblici, e in particolare quelli locali, dovranno essere capace di integrare al loro interno le competenze dell’innovation management. A sostenerlo è il Vice Presidente di Impatta Davide D’Arcangelo. Founder di Next4 ed esperto di Innovazione e politiche industriali, è tra i promotori della figura del Public innovation manager, delineata dal network di imprese Impatta in risposta alle necessità di una PA sempre più efficiente. Un vero e proprio “professionista abilitatore del cambiamento” incaricato di guidare la trasformazione degli enti pubblici: “Il Public innovation manager non è solo un acceleratore per la PA – ha spiegato Davide D’Arcangelo durante l’evento di presentazione organizzato da Impatta lo scorso novembre – ma può aprire ad una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech”.

Davide D’Arcangelo: Innovation management veicolo per una nuova cultura nella PA

Per portare a compimento il processo di transizione digitale e cogliere la grande opportunità offerta dal PNRR, aggiunge Davide D’Arcangelo, la figura lanciata da Impatta interpreterà all’interno delle PA diversi ruoli strategici. Ricercatore di idee, esploratore dell’innovazione, responsabile Cip, sviluppatore organizzativo di progetti innovativi: grazie a skills trasversali, il Public innovation manager sarà in grado di creare “strumenti in grado di semplificare la burocrazia e veicolare una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della pubblica amministrazione”. Secondo Davide D’Arcangelo, oggi la PA italiana ha tutte le carte in regola per svolgere il ruolo di acceleratore della crescita economica e sociale del Paese. Ma non è possibile lasciare al caso un processo di trasformazione e innovazione così complesso. Con una visione strategica e soprattutto improntata alle opportunità del digitale, il Public innovation manager avrà il compito di spronare gli enti pubblici a pensare e agire in modo innovativo e a creare nuovo valore pubblico.

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Riva Acciaio: leader siderurgico in Italia

Riva Acciaio prende vita su iniziativa dei fratelli Emilio e Adriano Riva nel dopoguerra.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: di cosa si occupa

Nata in seno al Gruppo Riva, Riva Acciaio è una realtà leader nel settore siderurgico con sedi di produzione sia in Italia che all’estero. Fondata nel 1954 da Emilio Riva, l’azienda è cresciuta esponenzialmente diventando un punto di riferimento nel settore. Attualmente possiede cinque stabilimenti sul territorio italiano, che si trovano a Caronno Pertusella (VA), Sellero (BS), Lesegno (CN), Malegno (BS) e Cerveno (BS), e altri siti in Belgio, Francia, Germania, Spagna e Canada. La sua produzione si concentra soprattutto sulla realizzazione di acciai di alta qualità destinati ai prodotti lunghi, a loro volta indirizzati prevalentemente ai settori della meccanica, come quello dell’automotive e delle macchine movimento terra. Riva Acciaio è inoltre la prima azienda italiana ad aver utilizzato la colata continua curva.

Riva Acciaio: il laboratorio di Lesegno e le certificazioni

All’interno dello stabilimento di Lesegno c’è il fiore all’occhiello dell’azienda: il Centro di Ricerca e Sviluppo. Si tratta di un laboratorio innovativo che collabora con importanti realtà quali l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano. Qui vengono utilizzate attrezzature all’avanguardia, come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Per assicurare l’estrema qualità del prodotto e dell’intero processo produttivo, l’attenzione riposta nei confronti della salvaguardia ambientale e della cura dei dipendenti, Riva Acciaio effettua periodicamente dei controlli per mano di enti terzi e indipendenti, che verificano le performance degli stabilimenti e la gestione degli impianti. Gli stabilimenti di Caronno, Cerveno, Malegno e Lesegno hanno così ottenuto la certificazione IATF 16949, mentre lo stabilimento di Sellero è certificato dalla norma UNI EN ISO 9001. Tra le altre certificazioni anche la UNI ISO 45001 e la UNI EN ISO 14001, oltre all’AIA e all’AUA.

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Rete elettrica, il ruolo dell’interconnessione nelle parole di Stefano Donnarumma (Terna)

Già interconnessa attraverso 26 linee transfrontaliere, l’Italia punta a consolidare la sua posizione di hub elettrico dell’Europa e dell’area mediterranea. Per farlo, ha evidenziato Stefano Donnarumma, l’interrelazione con l’estero ricopre un ruolo di primaria importanza.

Stefano Donnarumma

Aggiornamento Piano Industriale 2021-2025: le dichiarazioni di Stefano Donnarumma

Lo scenario energetico attuale esprime necessità di trasporto, garanzia di sistema e stabilità sempre crescenti. A tal proposito, le connessioni con i Paesi esteri forniscono elementi essenziali a garantirne l’equilibro. Lo ha confermato Stefano Donnarumma, AD e DG di Terna, intervenendo il 24 marzo a Roma alla presentazione dell’aggiornamento sul Piano Industriale 2021-2025 "Driving Energy". "La rete europea è una rete unica di fatto", ha osservato: da ciò deriva che "un malfunzionamento che avviene anche a 1.000 chilometri dal nostro confine può avere un effetto sul nostro sistema se non ci fossero sistemi di difesa sufficientemente adeguati". È accaduto, ad esempio, a gennaio 2021, quando il sistema elettrico nazionale rispose bene a un guasto in Croazia che generò un blackout nel Paese balcanico. In quell’occasione i sistemi di difesa italiani e quelli francesi evitarono la diffusione dell’evento al resto del continente. Come rimarcato da Stefano Donnarumma, è anche questo il significato dell’interconnessione e della ricerca della stabilità nel sistema elettrico internazionale.

Equilibrio energetico, Stefano Donnarumma: puntare su una rete europea integrata

"L’interconnessione è un elemento fondamentale", ha ribadito Stefano Donnarumma nell’intervento, aggiungendo come Terna sia già al lavoro per rafforzare tale processo di connessione. Ne sono un esempio i nuovi collegamenti con Francia, Austria, Tunisia e Grecia, che si andranno ad aggiungere alle 26 linee transfrontaliere già operative. Una rete di collegamenti che vede l’Italia, anche in virtù della sua posizione geografica, al centro dell’hub elettrico in Europa e nell’area del Mediterraneo. Come ricordato dall’AD e DG, il Gruppo è inoltre al lavoro nel progetto Sa.Co.I.3, ovvero il rifacimento del collegamento Sardegna-Corsica-Italia. In un’ottica temporale più lontana l’impegno di Terna è continuare a guardare alle interconnessioni come "la vera soluzione per un equilibro energetico internazionale", ha spiegato Stefano Donnarumma, "e anche per garantire il superamento di determinate fonti energetiche che, indipendentemente dalla loro provenienza, non sono quelle del futuro".

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L’azienda Ideal Standard: prodotti e soluzioni per il bagno tra design e funzionalità

Dai sanitari alle docce ma anche vasche, rubinetteria, mobili e accessori per il bagno: i prodotti certificati di Ideal Standard, da oltre 100 anni leader del settore per performance ed eccellenza.

Ideal Standard

Ideal Standard: prodotti certificati per i clienti di ieri, di oggi e di domani

I prodotti Ideal Standard sono garanzia di qualità e solidità: dalle materie prime alla progettazione fino a collaudo e manutenzione, i sanitari, la rubinetteria, docce, vasche, miscelatori, mobili e accessori esclusivi per il bagno sono alla base della reputazione che l’azienda si è costruita in oltre 100 anni di attività arrivando a imporsi come leader del settore. Testati e approvati in modo indipendente, tendono costantemente ai massimi livelli di efficienza, igiene e praticità. L’azienda lavora a stretto contatto con gli organismi di regolamentazione, definendo lo standard dei prodotti che, nel corso della sua storia ultra-centennale, hanno contribuito a rivoluzionare il corso dell’intero settore. Non a caso la leadership nella performance di Ideal Standard è riconosciuta a livello internazionale.

Ideal Standard: vision e ispirazioni nella storia ultra-centennale dell’azienda

Nel corso della storia Ideal Standard ha modellato il futuro della progettazione per il bagno: l’azienda, collaborando a stretto contatto con i più importanti designer del periodo, è divenuta un punto di riferimento nella cultura del design: il know-how, la capacità e l’expertise di quanti lavorano quotidianamente all’interno degli undici siti produttivi tra Europa, Medio Oriente e Nord Africa. L’ampia gamma di prodotti e le soluzioni per il bagno sono progettate nell’ottica di soddisfare le necessità dei clienti, presenti e futuri, come l’azienda si propone di fare da quando è stata fondata: in Ideal Standard la tradizione ispira il futuro, la forma segue la funzione, il design è vitale, l’artigianato è essenziale, la qualità è fondamentale e l’esperienza diventa il tutto. Essere parte di questa visione significa lavorare nell’ottica di creare e rafforzare costantemente l’integrazione tra perfezione funzionale e bellezza estetica: in questo si esprime “il valore intramontabile del design” come lo concepisce e lo esprime l’azienda.

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Serenissima Ristorazione: innovazione e qualità nello stabilimento di Boara Pisani

Serenissima Ristorazione è leader in Italia nel settore della ristorazione collettiva. Tra i suoi maggiori successi, il centro di produzione di Boara Pisani ha dalla sua innovazione tecnologica e sostenibilità, grazie a pannelli solari e un sistema che sfrutta l’energia geotermica.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione a Boara Pisani: sostenibilità e innovazione

Innovazione e sostenibilità, due pilastri sui quali si basa l’intera storia di Serenissima Ristorazione, nata a Vicenza a metà anni ’80 e oggi leader in Italia nel settore della ristorazione collettiva. Tra le maggiori testimonianze del grande successo lo stabilimento di Boara Pisani (PD), inaugurato nel gennaio 2010. Il centro di produzione, con 12mila metri quadri d’ampiezza e 40mila pietanze preparate ogni giorno in regime di legame refrigerato, si attesta come il più grande sul territorio nazionale. Tra i maggiori d’Europa, lo stabilimento dà lavoro a 300 operai specializzati e si configura come un esempio di grande innovazione tecnologica. Basti pensare all’attività costante di ricerca e sviluppo e all’ampio utilizzo di fonti energetiche rinnovabili: Serenissima Ristorazione sfrutta infatti l’energia geotermica e il calore generato all’interno del centro stesso, che viene poi convogliato e riutilizzato nuovamente. In loco sono posizionati inoltre diversi pannelli fotovoltaici che sfruttano direttamente l’energia solare, minimizzando così l’impatto ambientale delle attività svolte.

Serenissima Ristorazione: una storia fatta di impegno e qualità

Serenissima Ristorazione ha una produzione giornaliera di 200.000 pasti. Fondata dall’attuale Presidente Mario Putin, è da sempre attiva nell’ambito della ricerca e dello sviluppo, così da mantenere gli alti standard qualitativi evitando gli sprechi e minimizzando l’impatto ambientale. In continua crescita, l’azienda punta ad espandersi ancor più all’estero. Serenissima Ristorazione porta avanti una collaborazione dall’alto valore sociale con l’Azienda Ospedaliera di Padova: è attivo infatti un Servizio Banca del Latte Umano Donato (BLUD) – Lactarium, e la cucina della struttura è interamente gestita dal Gruppo. L’azienda opera con successo ed efficienza nel campo della ristorazione aziendale, garantendo un servizio vario, basato su prodotti italiani e su prezzi equi. Il risparmio e il recupero alimentare sono da sempre tematiche care all’azienda fondata da Mario Putin, che si adopera nella realizzazione di progetti utili a sensibilizzare i clienti, in partnership con altre associazioni ed enti nazionali.

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SG S.p.A.: la storia dell’azienda, i punti di forza e gli obiettivi futuri

Denominata inizialmente SG Trading, SG S.p.A. oggi svolge un importante ruolo nel settore della distribuzione dei Technical Consumer Goods.

SG S.p.A.

La nascita di SG S.p.A.

SG S.p.A. si occupa attualmente di distribuire in tutto il mondo i prodotti di elettronica di consumo che portano la firma dei principali marchi del settore. Tra questi: Huawei, Tim, Xiaomi, Roidmi, Amazfit, Sharp e Panasonic. La società, attiva nella distribuzione business-to-business, nasce nel 2007 come distributore dei prodotti Telecom Italia. Dopo soli tre anni dalla sua fondazione, lancia il proprio marchio di telefoni cellulari, smartphone e accessori, denominato Glam’Our. Nel 2020 avvia invece la divisione Healthcare Solutions, con lo scopo di fornire assistenza ad aziende e privati nel reperire dispositivi sanitari e DPI di alta qualità. Grazie al suo impegno costante, il Gruppo oggi è diventato un importante player nel settore della distribuzione dei Technical Consumer Goods e annovera nel proprio portafoglio più di 1.500 prodotti e oltre 3.000 clienti. Esselunga, Mediaworld, Coop, Amazon, Carrefour, Expert, Auchan, Il Gigante, Iper, Famila, Despar, Mondadori, Groupon, Euronics, SMA, Eprice, Metro Italia e Conforama tra i principali.

SG S.p.A.: peculiarità e obiettivi dell’azienda

SG S.p.A. punta ad affermarsi come partner di riferimento nella distribuzione di prodotti di elettronica, sia sul mercato italiano che su quello estero. Mettendo alla base del proprio operato qualità come affidabilità, innovazione, rapidità e un ampio assortimento, il Gruppo è già riuscito, nel corso degli anni, ad affermarsi sul mercato nazionale ed estero di Europa, Africa, America e Asia. All’interno delle sue quattro sedi (situate a Milano, Melfi, Roma e Bari) e delle centrali logistiche vengono gestite le attività di distribuzione dei prodotti di elettronica di consumo, dei dispositivi sanitari e DPI, il barter e il controllo dei punti vendita specializzati in prodotti di elettronica e telefonia. Il team incaricato di tali attività èdotato di forti competenze nella selezione dei prodotti sulla base di un’attenta analisi del mercato internazionale, nel garantire immediata disponibilità dei prodotti e nella rapidità di consegna. Da un lato i gestionali logistici di ultima generazione presenti nei suoi magazzini, dall’altro la partnership con Amazon che gli permette di consegnare in 24h fanno sì che SG S.p.A. possa assicurare la costante disponibilità degli articoli e una pronta consegna.

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Ideal Standard: innovazione e design nei prodotti dell’azienda, il focus

Ideal Standard: una lunga e importante storia di innovazioni e traguardi quella dell’azienda che si riflette nelle soluzioni e nei prodotti proposti: sanitari, rubinetteria, docce, vasche, mobili e accessori esclusivi per il bagno.

Ideal Standard

Innovazione, funzionalità e qualità: la vision di Ideal Standard

I prodotti e le soluzioni per il bagno proposti da Ideal Standard, in grado di coniugare qualità, funzionalità, innovazione, design, sicurezza e rispetto dell’ambiente, sono progettati nell’ottica di migliorare la vita delle persone: rimodellare le principali dinamiche del vivere moderno impronta i progetti che l’azienda porta avanti proiettandosi costantemente nel futuro per garantire il meglio ai propri clienti e continuare a rivoluzionare il settore. Per Ideal Standard parlano oggi i traguardi raggiunti in oltre 100 anni di storia, le innovazioni tecnologiche introdotte nel settore, i riconoscimenti ricevuti anche per la capacità di conciliare funzionalità e design nelle proprie proposte. Fondamentali in questa prospettiva le numerose collaborazioni avviate con università, architetti, urbanisti e imprese di costruzione di primo piano: dall’arredo bagno ai sanitari fino agli accessori, l’azienda si propone di fornire soluzioni innovative, studiate appositamente per rispondere efficacemente alle esigenze attuali e future dei clienti.

Ideal Standard: la storia dell’azienda leader nella produzione di soluzioni per il bagno

Propensione all’innovazione e cura per il prodotto: Ideal Standard ha costruito la propria storia ultra-centennale sull’attenzione alla funzionalità e al design delle proprie proposte. Docce, sanitari, rubinetteria, mobili, vasche e accessori: le soluzioni per il bagno dell’azienda si contraddistinguono da sempre per il loro carattere all’avanguardia. Intuizioni che hanno contribuito a rivoluzionare il corso dell’intero settore: non a caso autorevoli personalità del mondo del design e dell’architettura hanno scelto di collaborare con Ideal Standard dando vita a collezioni che ne impreziosiscono tuttora la storia. Non ultima quella con il rinomato Studio Palomba Serafini Associati che ha curato la progettazione anche del nuovo showroom situato in via Borsi 9 all’interno dell’Headquarter milanese dell’azienda.

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Francesco Starace: l’Italia e l’energia, sul “Corriere della Sera” l’editoriale dell’AD di Enel

Necessario puntare sulla riduzione del gas per alimentare le centrali, diversificare e migliorare le tecnologie, accelerare sui rigassificatori: la vision dell’AD di Enel Francesco Starace.

Francesco Starace

Francesco Starace sul “Corriere della Sera”: subito tre scelte cruciali per fronteggiare la crisi energetica

In un editoriale pubblicato dal “Corriere della Sera”, l’AD di Enel Francesco Starace parla della crisi innescata dal precipitare degli eventi in Ucraina e delle ripercussioni per il mondo dell’energia. L’Italia ha ampie possibilità per riuscire ad “essere meno ‘fragile’ e contribuire a rafforzare la politica energetica europea” ma servono subito tre scelte. La prima, indicata dall’AD, è “ridurre la dipendenza dal gas, diminuendo drasticamente quello che si brucia per generare energia elettrica”. Necessario poi “ridurre il quantitativo di gas per usi civili con tecnologie oggi disponibili che rendano più efficiente e sicuro l’utilizzo dell’energia”. Infine, secondo Francesco Starace fondamentale è “diversificare l’approvvigionamento del gas per usi industriali e civili residui realizzando almeno altri due terminali di rigassificazione di GNL che permettano di gestire in maniera più efficace e preventiva le eventuali crisi che potrebbero originarsi nei Paesi dai quali giunge il gas via tubo”. Nell’editoriale l’AD di Enel approfondisce per ognuna di esse “tempi, investimenti (non i costi, i costi sono quelli che si sopportano oggi per comprare il gas a caro prezzo) e le ricadute”.

Francesco Starace: l’Italia può essere meno ‘fragile’ e contribuire a rafforzare la politica energetica europea

“Per ridurre drasticamente la dipendenza da gas per produrre elettricità, la scelta è accelerare la conversione del parco di generazione verso le energie rinnovabili”, spiega l’AD Francesco Starace richiamando la proposta dell’Associazione confindustriale Elettricità Futura che mostra come “realizzare circa 60 GW di capacità rinnovabile nei prossimi tre anni sia una possibilità alla portata del Paese”: il consumo di gas nazionale in questo modo “si ridurrebbe in tre anni di circa 18 miliardi di metri cubi e di ulteriori cinque miliardi nei due anni seguenti, di fatto quasi azzerando la necessità di gas a fini di generazione di energia entro il 2030”. In merito alla riduzione del consumo di gas per usi civili invece “una soluzione esistente e del tutto competitiva è la sostituzione graduale delle caldaie a gas per il riscaldamento con sistemi a pompe di calore”: nonostante tempi più dilatati si arriverebbe comunque “in un periodo di circa dieci anni a ridurre il consumo di gas per usi civili di circa 10 miliardi di metri cubi”. La realizzazione di due terminali di rigassificazione invece richiederebbe “tre anni per il primo, che ha già tutti i permessi, e probabilmente cinque per il secondo, che dovrebbe avere una procedura autorizzativa semplificata” ma attraverso questi impianti si svincolerebbero “dalle forniture via tubo circa 16 miliardi di metri cubi, dando grande flessibilità di approvvigionamento di GNL da paesi diversi (USA, Qatar Australia, Canada)”. L’Italia può quindi “muoversi presto e bene”, attraendo investimenti, tagliando drasticamente i costi di acquisto di gas dall’estero e creando posti di lavoro. Nel farlo, come rimarca infine Francesco Starace, diventerebbe “un punto di forza e non più di debolezza nel sistema energetico europeo, contribuendo a costruire un futuro più libero, oltre che più competitivo e sostenibile per il proprio sviluppo economico nel contesto di una Europa più sicura”.

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Francesco Milleri: EssilorLuxottica punta sull’economia circolare, investimenti e progetti

Francesco Milleri: l’economia circolare è uno dei pilastri di "Eyes on the planet", il programma lanciato da EssilorLuxottica per promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: EssilorLuxottica, il ruolo della circolarità nella crescita responsabile del Pianeta

La circolarità è un principio fondamentale per tutelare le persone e il pianeta. Non a caso la scorsa estate l’AD Francesco Milleri, nel presentare "Eyes on the planet", la road map per la sostenibilità di EssilorLuxottica, aveva sottolineato come l’economia circolare ne costituisca uno dei pilastri. In linea con l’impegno a favore degli Obiettivi Di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite (SDG), il Gruppo attraverso la promozione di iniziative legate all’economia circolare guarda in particolare al raggiungimento del Goal 9 (Industria, innovazione e infrastrutture) e del Goal 12 (consumo e produzione responsabili). L’ottica in cui si muove EssilorLuxottica è contribuire progressivamente all’abbattimento di rifiuti e sprechi implementando modelli di sviluppo basati sul principio delle quattro "R": Ricerca-Riduzione-Riutilizzo-Riciclo. Ma l’impegno del Gruppo guidato da Francesco Milleri non si esaurisce qui: l’obiettivo infatti è arrivare a creare prodotti circolari sin dall’inizio del processo di innovazione grazie ad una progettazione ecologica.

Francesco Milleri: nelle iniziative di EssilorLuxottica l’impegno concreto per costruire un futuro "bio"

Il futuro di EssilorLuxottica, in linea con l’impegno ribadito dall’AD Francesco Milleri, è all’insegna del "bio": mai come oggi infatti urge lasciarsi alle spalle una produzione basata su materiali di origine fossile e puntare su fonti rinnovabili che generino meno emissioni, siano biodegradabili e più facili da riciclare. È in questa direzione che guarda il Gruppo: lo dice l’implementazione di strumenti di Valutazione del Ciclo di Vita (LCA, Life-Cycle Assessment) funzionali a portare trasparenza e chiarezza nell’intera supply chain partner ma anche l’introduzione di materiali biologici nell’ampia gamma di prodotti. Basti pensare a collezioni speciali come Arnette e Foster Grant, per citarne alcune. Inoltre il Gruppo sta sviluppando uno strumento LCA interno che ci aiuterà a valutare materiali e prodotti, tenendo conto dei diversi aspetti della sostenibilità. La consapevolezza dell’impatto in tutti i livelli permette infatti di non perdere mai di vista ciò che è realmente importante: per riprendere le parole dell’AD Francesco Milleri "fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento, sia per il Pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani".

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Massimo Malvestio: il Nordest tra finanza e imprese, intervista all’avvocato

“Occorre salvare il policentrismo del territorio”: l’invito dell’avvocato Massimo Malvestio nell’intervista a “Nordest Economia” dello scorso 20 gennaio.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: focus sull’intervista rilasciata a “Nordest Economia”

L’apertura del capitale che sta caratterizzando l’imprenditoria nordestina negli ultimi mesi è un fenomeno destinato a svilupparsi e consolidarsi ma solo “se il quadro legislativo rimarrà favorevole”. Lo sottolinea l’avvocato Massimo Malvestio nell’intervista rilasciata a “Nordest Economia” lo scorso 20 gennaio. “Certo, i costi di quotazione sono ancora molto alti e non proporzionati nei casi di imprese che puntano a raccogliere sul mercato soltanto qualche milione di euro. A favore di una progressiva apertura al mercato gioca anche il fatto che la trasparenza è ormai nel Dna della stragrande maggioranza delle nostre imprese, per cui le regole imposte dalla Borsa non sono percepite come un trauma, diversamente da quello che poteva accadere nel passato”, aggiunge il Presidente del Comitato per gli investimenti di Praude Asset Management spiegando poi come in un territorio di Pmi come il Triveneto i fondi di private equity rappresentino “un’opportunità se l’imprenditore è in grado di gestirla”. Infatti “apportano capitali, che costituiscono una leva fondamentale per lo sviluppo delle imprese e quindi del territorio, e rafforzano i presidi di trasparenza nella comunicazione. Quando investono in quote di minoranza, costituiscono quasi sempre una ottima opportunità per imprenditori attrezzati per gestire il rapporto”. Invece secondo Massimo Malvestio nel caso in cui “acquistano la maggioranza facendo ricorso in maniera prevalente al debito e puntano a rivendere il prima possibile, senza mostrare alcun attaccamento verso l’impresa, la sua storia, la gente che ci lavora, il territorio che quell’impresa ha espresso, allora diventano socialmente pericolosi”.

Massimo Malvestio: la trasparenza è nel Dna delle imprese

Impossibile analizzare il fenomeno senza guardare alla situazione in cui versa il territorio, come ricorda Massimo Malvestio: “Il Triveneto deve fermare l’emorragia dei suoi giovani più qualificati e attrarre nuovi talenti. Occorre salvare il policentrismo del territorio: il Covid ha rilanciato i centri minori ed è un’opportunità enorme. Abbiamo carte straordinarie da giocare: non solo il paesaggio, ma anche la qualità della convivenza, un sistema sanitario ai vertici mondiali, le università e un sistema di imprese formidabile. Dobbiamo fermare la deriva a diventare periferia e su questo in effetti bisogna pensare un po’ di più”. Sarebbe quindi utile poter contare anche su un sistema finanziario vicino alle esigenze delle imprese locali: “Il Triveneto non esiste più in termini bancari a parte Cassa Centrale a Trento e a parte la provincia di Bolzano. Le casse di risparmio, le banche popolari e quelle di credito cooperativo sono state private dei rispettivi tratti tipici per via normativa e spinte verso il modello di Spa. Ora si è persa anche Cattolica Assicurazioni, e in questo caso neppure sarebbero mancati i soldi. È così che si diventa periferia, un po’ alla volta”. Il PNRR gioca in quest’ottica un ruolo fondamentale: “È importante che le risorse in arrivo vengano impiegate per investimenti in grado di sostenere la competitività del territorio. Il Triveneto deve fermare l’emorragia dei suoi giovani più qualificati e attrarre nuovi talenti”.

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Guerra in Ucraina e crisi economica: la riflessione di Giampiero Catone su “La Discussione”

“La guerra imporrà restrizioni anche in Italia. L’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina porta con sé l’orrore di morti, di feriti, di persone inermi in fuga, la distruzione delle infrastrutture, delle città e dell’agricoltura, e provocherà anche un effetto domino su tutti i Paesi dell’Unione”: lo ha sottolineato Giampiero Catone in un editoriale su “La Discussione”.

Giampiero Catone

Siamo preparati a una possibile economia di guerra? L’editoriale di Giampiero Catone

Il prolungarsi del conflitto condurrà verso mesi difficili e a dir poco imprevedibili, con tutti gli scenari che rimangono validi. Anche quelli più duri, come un’eventuale economia di guerra nel nostro Paese. Lo ha ricordato Giampiero Catone in un editoriale pubblicato il 13 marzo su “La Discussione”: un approfondimento lucido che esorta a considerare scelte rapide e concrete nel breve periodo. “Dal mondo dell’autotrasporto, della pesca, delle molteplici attività agroalimentari arrivano segnali quotidiani di forte preoccupazione, di tensioni e di inasprimento di decisioni”, scrive nell’intervento. “Il blocco delle materie prime che farà scattare il fermo della produzione di imprese e industrie. Il prezzo dell’energia, di gas, benzina, gasolio, che sale e continua a crescere da settimane, mandando in crisi i budget delle famiglie e le risorse delle piccole imprese”: sono questi alcuni degli effetti economici già provocati in Italia dal conflitto russo-ucraino. Per Giampiero Catone è lecito dunque chiedersi se quella in arrivo sarà “un’economia di guerra” e, soprattutto, se saremo pronti ad affrontarla.

Giampiero Catone: prendere atto che il mondo è cambiato, lo faccia anche la politica

Tra produzione industriale in calo, mancanza di materie prime e relativo aumento dei prezzi, GCO che inizia a razionare le vendite e autotrasportatori pronti allo sciopero, lo scenario che si presenta dinanzi non è di certo dei più rosei. Come evidenziato da Giampiero Catone, uno studio di Fondazione Eni-Enrico Mattei ha messo in guardia sul “rischio più che concreto di un razionamento, cioè dei ‘distacchi programmati’ che si tradurrebbero in black out della corrente elettrica e tagli alle erogazioni di gas per uso industriale o per uso civile (riscaldamento e gas per cucinare)”. E per ristabilire la nostra produzione servirebbero almeno due anni. La conseguenza è presto detta: “Prepararsi all’economia di guerra nelle prossime settimane inizierà a prendere forma, con meno gradi per il riscaldamento, con viaggi in meno in auto, cambi di orari negli uffici, con illuminazione pubblica che sarà ridotta, e visto che andiamo verso l’estate, bisognerà ridurre l’aria condizionata, i viaggi, le gite e le vacanze”. Inflazione, taglio dei consumi e recessione potrebbero accompagnarci nel lungo periodo: l’invito di Giampiero Catone è prenderne atto quanto prima per prepararsi al meglio e “alleviare lo shock delle rinunce a cui non siamo più preparati”. “Il mondo è cambiato”, si legge in conclusione all’editoriale, “dovremmo ritornare a vivere con più attenzione, sobrietà e fiducia verso noi stessi e verso ciò che decideremo. Prendere coscienza dei problemi non è un male, lo faccia anche la politica, che in questi anni ha inseguito ogni chimera e velleità retorica, per non sapere attuare scelte chiare e a beneficio del Paese”.

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Sicurezza urbana, Pietro Vignali: c’è bisogno anche dell’esercito

Pietro Vignali, ex Sindaco di Parma, è intervenuto durante una puntata del Tg4 per offrire il suo punto di vista sulle misure da prendere per aumentare la sicurezza urbana.

Pietro Vignali

Le soluzioni di Pietro Vignali per garantire maggiore sicurezza nelle città

Come testimoniano i sempre più frequenti fatti di cronaca, negli ultimi anni si è assistito ad un incremento dei reati legati alla sicurezza urbana, a loro volta causati dall’aumento delle baby gang e della violenza giovanile. Ciò che più desta preoccupazione, sottolinea Pietro Vignali, è che se “da una parte sono aumentati sempre di più i reati che hanno a che fare con la sicurezza urbana, dall’altro invece abbiamo assistito a sempre meno risorse per le forze di polizia”, le quali sono inoltre dotate di sempre meno attrezzature. La concomitanza di questi due fenomeni ha reso il problema dei reati urbani quasi incontrollato. Per fermare il declino urbano, che va tra l’altro ad influire sulla qualità della vita, “serve innanzitutto ripristinare la legalità con nuclei dedicati alla sicurezza urbana”. Sarebbe utile “utilizzare la polizia locale come polizia di prossimità e soprattutto, come diceva anche il governatore Fontana, servono dei presidi fissi con l’utilizzo anche dell’esercito”, afferma l’ex Sindaco di Parma.

Le misure per la sicurezza urbana a Parma durante il mandato dell’ex Sindaco Pietro Vignali

Durante il suo mandato come Sindaco di Parma, Pietro Vignali aveva già affrontato la questione, intervenendo come ha suggerito nel corso della puntata. “C’erano questi fenomeni già allora. – ricorda l’ex Sindaco – Già da tempo questo problema ha coinvolto anche le città di medie dimensioni, da sempre abituate a non convivere con questi fenomeni”. All’epoca era ricorso a cinque presidi fissi, fornitigli dall’allora Ministro dell’Interno Roberto Maroni, durante l’ultimo Governo Berlusconi. “Con i presidi fissi dell’esercito in cinque punti della città – ha affermato Pietro Vignalila situazione si era completamente risolta, aggiungendo a questi anche però nuclei di vigili urbani e nuclei dedicati alla sicurezza urbana nei punti più sensibili”.
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Luciano Castiglione: focus sulle esperienze manageriali nel settore dell’energia

Luciano Castiglione è un professionista specializzato nel settore dell’energia. Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi di crescente responsabilità e maturato solide competenze manageriali.

Luciano Castiglione

Luciano Castiglione: percorso formativo e incarichi nel Gruppo Angelini

Originario di Caltanissetta, città in cui nasce nel 1969, Luciano Castiglione consegue il Diploma di Maturità presso il Liceo Classico R. Settimo. Nel 1991 si laurea in Farmacia con il massimo dei voti presso l’Università degli Studi di Palermo. Successivamente, supera l’esame di abilitazione ed esordisce professionalmente in ambito commerciale. In parallelo si dedica ulteriormente ad accrescere la propria formazione completando diversi corsi di specializzazione presso istituti e atenei di spicco, tra cui Pharma Group, IMS Health e SDA Bocconi. Nel 1993 Luciano Castiglione fa il suo ingresso nel Gruppo Angelini, che lo nomina Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione di L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A. La sua esperienza nel Gruppo dura sette anni, durante i quali cresce professionalmente fino al ruolo di Responsabile Logistico – Commerciale del Centro Italia.

Energia ed efficientamento energetico: l’esperienza di Luciano Castiglione

A partire dal 2000 Luciano Castiglione intraprende nuove sfide professionali nel settore dell’energia. Inizialmente è in Edison S.p.A., dove ricopre incarichi di crescente rilevanza: tra questi, Account Manager per la zona Adriatica e, dal 2009 al 2014, quello di Wholesale Manager con responsabilità nell’analisi, negoziazione e sviluppo di contratti di vendita gas ed energia elettrica, sia con le partecipate di Edison che con società esterne. La carriera nel settore prosegue nel 2014 in qualità di Amministratore Delegato di Dea S.p.A., società attiva nella gestione di reti e impianti per la distribuzione di energia elettrica nei comuni di Osimo, Recanati e Polverigi. Dal 2017 è in Roma Gas & Power S.p.A., che lo nomina Direttore Commerciale e Marketing. Successivamente passa ad Astea Energia S.p.A. (Gruppo SGR) per ricoprire l’incarico di Direttore Generale (2017-2021). Nel corso di tale esperienza completa con successo la fase di privatizzazione dell’azienda e l’espansione delle attività connesse all’efficientamento energetico. Luciano Castiglione opera oggi nella Direzione Commerciale Area Adriatico Sud di Unoenergy S.p.A.

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Le anticipazioni di Paolo Campiglio: un 2022 centrale per gli eventi

Paolo Campiglio, presidente di Daclé, ha dichiarato che il 2022 sarà caratterizzato da eventi speciali in collaborazione con realtà terze. Dopo il Festival di Sanremo a febbraio, prossimo appuntamento previsto con Monnalisa nel Mondo.

Paolo Campiglio

Paolo Campiglio prevede un 2022 all’insegna degli eventi per Daclé

Daclé, dopo essere entrata a far parte dell’Unione Pubblicità Associati, l’organo che riunisce le più importanti aziende che impiegano denaro in pubblicità, ha aumentato di tre volte le spese e il bilancio per la promozione e la divulgazione del brand. Il presidente Paolo Campiglio ha recentemente comunicato che il 2022 sarà un anno significativo per gli eventi speciali e il primo grande avvenimento di sponsorizzazione ha avuto luogo ai primi di febbraio. Daclé ha infatti collaborato con Area Stile all’interno della hospitality lounge al Festival di Sanremo per tutta la durata della kermesse televisiva, vista quest’anno da più di 11 milioni di telespettatori. Inoltre, da marzo a settembre, farà pubblicità a Monnalisa nel Mondo in tutte le qualificazioni e nella finale nazionale: due grandi manifestazioni e due vetrine importanti nel settore dello spettacolo che uniscono salute e bellezza. Per questi motivi, come spiega anche Paolo Campiglio, Daclé ha recepito l’esortazione a includere le sue star tra i volti immagine che rappresenteranno l’impresa nelle campagne pubblicitarie che saranno predisposte nel corso del 2022. Sono invece aperte le negoziazioni per la partecipazione al gruppo delle aziende di alta gamma, ognuna primeggiante nel proprio comparto, che sponsorizzeranno l’hospitality lounge alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. In questo caso, Daclé gareggia per quello farmaceutico.

Paolo Campiglio: le tappe del percorso professionale

Paolo Campiglio nasce a Milano nel 1975. Dopo aver ottenuto il diploma superiore presso il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo, continua i suoi studi presso la facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia. Attualmente è direttore esecutivo della holding del gruppo Daclé e presidente di Daclé SA. Ha maturato decisive esperienze nel comparto consulenziale come conseguenza dei ruoli ricoperti in qualità di associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Ha inoltre rivestito posizioni di primissimo piano, ad esempio come direttore e coordinatore di differenti realtà in ambito italiano ed internazionale. Paolo Campiglio è inoltre attivo come critico televisivo e corrispondente radiofonico, e in tali vesti è ospite fisso della sala stampa RAI al Festival di Sanremo, così come di altre kermesse da lui raccontate per conto di numerose stazioni radiofoniche.

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Davide D’Arcangelo: il Public Innovation Manager come driver di una PA rinnovata

Gli esponenti di Impatta delineano i tratti di una nuova figura professionale, quella del Public Innovation Manager, che secondo Davide D’Arcangelo rappresenterebbe un punto di svolta nella PA.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: come nasce la figura del Public Innovation Manager

L’ideatore della nuova figura professionale è Impatta, un network di imprese e professionisti impegnati nel campo dell’innovazione e dello sviluppo sostenibile, e di cui Davide D’Arcangelo è Vice Presidente. Il Public Innovation Manager nasce come una risposta all’incalzante necessità di rendere la Pubblica Amministrazione più efficiente e, soprattutto, metterla nelle condizioni di poter affrontare al meglio la sfida posta dal PNRR. Il Vice Presidente di Impatta, esperto di innovazione, politiche industriali, corporate finance e di fondi europei, ha posto l’accento sul grande valore che avrebbe tale figura professionale, la quale potrebbe potenzialmente divenire driver di una PA rinnovata.

L’intervento di Davide D’Arcangelo alla presentazione del manifesto

Il manifesto con cui è stato introdotto il Public Innovation Manager è stato lanciato durante un evento tenutosi presso la Casa del Cinema di Roma lo scorso 30 novembre. In quell’occasione sono intervenuti diversi esponenti delle istituzioni, amministratori locali e manager. Il Sottosegretario con delega agli Affari Europei, Vincenzo Amendola, ha sottolineato ancora una volta il bisogno di “cambiare in maniera profonda la pubblica amministrazione, strutturandola in maniera differente”, riconoscendo che “la proposta di un managing innovativo va in questa direzione”. Il Vice Presidente di Impatta, Davide D’Arcangelo, ha voluto invece evidenziare le potenzialità della nuova figura professionale. “Il public innovation manager – ha affermato – non è solo un acceleratore per la PA, ma può aprire ad una nuova filiera industriale, quella del Gov-tech, creando strumenti in grado di semplificare la burocrazia e veicolare una nuova cultura negli enti locali, nuovi standard e tecnologie a servizio della pubblica amministrazione”.

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