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Fabio Inzani: un edificio sostenibile a 360° per l’Autostazione di Bologna

Tecnicaer Engineering, società guidata da Fabio Inzani, ha vinto la gara indetta per la riqualificazione dell’Autostazione degli autobus di Bologna. I dettagli del progetto.

 Fabio Inzani

Fabio Inzani: un terminal 2.0 per dare maggiore vivacità e attrattiva al luogo

Il Gruppo di Ingegneria Integrata guidato dal Presidente Fabio Inzani ha l’obiettivo di dare vita a un nuovo spazio pubblico capace di diventare identitario per la città di Bologna. Da qui la necessità di superare l’idea di “non luogo”: il concetto coniato dall’antropologo francese Marc Augé identifica tutte quelle aree con la singolarità di non essere identitarie, relazionali e neppure storiche. L’intero edificio si trova in una posizione piuttosto strategica, considerata una via di accesso preferenziale alla città storica: malgrado ciò, l’attuale mancanza di qualità urbana vanifica le potenzialità dell’intera area. Proprio per il legame con elementi di interesse quali Via Indipendenza, il Parco della Montagnola e Piazza VIII Agosto, oltre alla prossimità con Piazza XX Settembre e lo stretto rapporto con le preesistenze storiche come la Rocca Galliera e il tratto dell’antica cerchia muraria, un terminal 2.0 dovrebbe essere in grado di sfruttare tali potenzialità a 360°. Attraverso un mix funzionale, alla presenza di attività commerciali, terziarie, espositive, ludiche e ricreative, e anche grazie alla piazza progettata dirimpetto alla struttura, il nuovo Hub potrà garantire maggiore vivacità e attrattiva al luogo.

Fabio Inzani, uno Smart Green Building per la città di Bologna

Il progetto ideato dal team coordinato da Fabio Inzani mira a riqualificare l’intera area attraverso la progettazione di una nuova piazza, l’ampliamento volumetrico verso est e una ristrutturazione integrale interna. Anche la facciata verrà sottoposta a un restyling: pensata come una sorta di “pelle” moderna e attiva, sarà idonea a informare gli utenti grazie a schermi led e codici QR. La parte esterna rispetterà il progetto originale firmato dagli architetti Luigi Vignali e Luigi Riguzzi nel 1967. La società guidata da Fabio Inzani si impegnerà per rendere l’Autostazione di Bologna un edificio altamente performante ed efficiente dal punto di vista energetico, sostenibile a 360° e a basso impatto ambientale. Gli interventi seguiranno i protocolli ambientali di riferimento (LEED e ITACA) per la creazione di uno Smart Green Building capace di annullare quasi totalmente il fabbisogno energetico che verrà quindi coperto da fonti rinnovabili. L’utilizzo di soluzioni passive intelligenti, la condivisione dei principi costruttivi e l’uso di tecnologie innovative consentiranno a Tecnicaer Engineering di perseguire un corretto modello di sostenibilità ambientale.

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Iren è Top Employer 2023. Il Presidente Luca Dal Fabbro: tra le eccellenze in ambito HR

Secondo il Top Employers Institute, Iren è Top Employer Italia 2023. La multiutility presieduta da Luca Dal Fabbro riceve la certificazione per il sesto anno di seguito.

Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: Iren tra le eccellenze italiane in ambito HR

Per il sesto anno consecutivo Iren riceve la certificazione Top Employer Italia. La società multiservizi presieduta da Luca Dal Fabbro si riconferma dunque tra le eccellenze italiane in quanto a politiche e strategie adottate per il benessere dei dipendenti. Il Top Employers Institute, l’ente certificatore che dal 1991 si occupa di valutare e certificare le condizioni di lavoro all’interno delle aziende, prende in esame aspetti quali i benefit, i piani di carriera, la formazione e le politiche HR pensate per la crescita professionale e il benessere dei dipendenti. Le sei macroaree interessate dalla valutazione comprendono: people strategy, ambiente di lavoro, acquisizione di talenti, formazione, diversità, inclusione e benessere. Quest’anno, per la 15esima edizione italiana, sono state premiate 141 aziende.

Luca Dal Fabbro: Iren si impegna da anni nello sviluppo e nella crescita delle persone

Ottenere per il sesto anno di fila la certificazione Top Employer, che tra l’altro richiede l’adeguamento a standard estremamente elevati, non fa che testimoniare l’impegno profuso da Iren nello sviluppo e nella crescita delle persone del Gruppo. La società presieduta da Luca Dal Fabbro conta sette poli operativi sul territorio (Genova, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Torino, La Spezia e Vercelli), per un totale di circa 11mila dipendenti. Negli anni, la multiutility ha sostenuto diverse iniziative volte a favorire un ambiente di lavoro che promuovesse l’evoluzione, la salute e la sicurezza. Welfare aziendale, work-life balance, coinvolgimento di nuovi talenti, programmi sulla diversità e l’inclusione ne sono degli esempi. Stando al Piano Industriale decennale, Iren punta ad assumere, entro il 2030, circa 7.000 nuove unità costituite soprattutto da under 30, e a portare al 30% la percentuale delle manager donna.

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Piano Industriale Iren2030, l’AD Gianni Vittorio Armani: 600 milioni per la digitalizzazione

In occasione del convegno “Utilities e digitalizzazione”, l’Amministratore Delegato di Iren Gianni Vittorio Armani ha spiegato la decisione della società di investire 600 milioni di euro in digitalizzazione.

Gianni Vittorio Armani al convegno “Utilities e digitalizzazione”: Iren dedica 600 milioni ai servizi digitali

Sarà la digitalizzazione a godere di una significativa fetta degli investimenti previsti nel Piano Industriale Iren2030, in cui la somma totale ammonta a 13 miliardi di euro. A raccontarlo è stato l’AD Gianni Vittorio Armani in occasione del convegno organizzato a Milano da Fondazione Utilitatis in collaborazione con Agici, Finanza d’Impresa, dal titolo “Utilities e digitalizzazione”. Iren investirà dunque 600 milioni di euro in digitalizzazione pura. Di questi, circa la metà sarà destinata ad attività customer oriented ed avrà come obiettivo quello di migliorare la qualità del servizio e il rapporto con i clienti.

Gianni Vittorio Armani: Iren modello di riferimento nell’applicazione dell’Internet of Things

Dai dati di raccolta differenziata registrati sui territori serviti da Iren (che in alcune aree dell’Emilia Romagna raggiunge picchi dell’86%), emerge come l’azienda sia divenuta un “modello di riferimento sul territorio nazionale per l’applicazione dell’Internet of Things nella quotidianità dei servizi”, ha raccontato Gianni Vittorio Armani. Di fatto, come ha spiegato l’AD di Iren, “la digitalizzazione nella filiera dei rifiuti permette un costante monitoraggio del servizio e dei conferimenti da parte degli utenti, elementi che consentono un utilizzo più intelligente delle attrezzature a vantaggio anche di una più equa tariffazione”.

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Corporate Finance: Cap Advisory, i servizi

CAP Advisory è specializzata in M&A e Restructuring. I servizi, le competenze e i punti di forza della boutique finanziaria con sede a Milano.

CAP Advisory

I servizi offerti da CAP Advisory

Attraverso attività rivolte principalmente alle PMI ma anche a Banche, Assicurazioni, Istituzioni Finanziarie e Fondi di investimento, CAP Advisory offre diversi servizi: M&A (buy side e sell side) e reperimento di nuova finanza, operazioni di ristrutturazione dell’indebitamento finanziario e gestione dei rapporti con tutti gli stakeholder, operazioni di turnaround e successivo monitoraggio della gestione. Fondata a Milano dai partner Fabrizio Viola (Partner & Chairman), Fabio Cassi (Partner & CEO) e Matteo Pattavina (Partner), la boutique indipendente di Corporate Finance è nata da uno spin-off della Cassi e Associati. Cap Advisory, è specializzata in Restructuring e M&A e offre ai suoi clienti una consolidata esperienza in operazioni straordinarie sul debito e sull’equity.

CAP Advisory, i punti di forza

Con l’obiettivo di offrire ai propri clienti il massimo supporto durante tutte le differenti fasi delle operazioni, Cap Advisory fa affidamento su collaboratori con un adeguato livello di seniority e con il giusto background tecnico-settoriale. Il team di professionisti messo a disposizione può infatti vantare comprovate competenze industriali, finanziarie e strategiche multisettoriali e una vasta esperienza in operazioni di Corporate Finance. Tra i principali competitor del settore, Cap Advisory garantisce, grazie all’esperienza pregressa sviluppata anche in ambito imprenditoriale, un approccio “azienda-oriented” offrendo indicazioni di business oltre a quelle finanziarie. L’operato dei tre founder è guidato da passione, competenze, relazioni, riservatezza, nonché da un comprovato track record nel mondo del Banking & Finance.

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Massimo Malvestio, il Veneto oggi: potenzialità e limiti nella vision dell’avvocato

“Una regione che rimane competitiva nel mondo, a dispetto di tutto e di tutti”: il Veneto oggi nelle analisi dell’avvocato Massimo Malvestio.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: il dato che racconta cos’è ancora il Veneto è l’export

Massimo Malvestio mantiene il suo sguardo esperto e analitico sulle principali questioni politiche, economiche e finanziarie che riguardano il territorio dove è nato, ha vissuto e si è mosso per lungo tempo esercitando la professione di avvocato. Non a caso è conosciuto anche per i numerosi editoriali legati al Veneto e alle sue principali realtà imprenditoriali che sono stati pubblicati da autorevoli testate di rilievo nazionale: la sua voce autorevole ancora oggi riecheggia in diversi articoli come il recente “Zaiaeconomics” in cui l’autore Luigi Marcadella si chiede se esiste o meno “una visione aggiornata dello sviluppo regionale ‘made in Zaia’”. Nell’articolo, pubblicato da “Bassanonet”, Massimo Malvestio sostiene come il dato che ancora oggi racconta cos’è il Veneto sia l’export: “Una regione che rimane competitiva nel mondo, a dispetto di tutto e di tutti. C’è ancora un ceto produttivo, di imprenditori e lavoratori, che è di qualità eccezionale. Quando dico ceto produttivo includo anche tutti quei servizi pubblici che sono funzionali alla competitività di un sistema come la sanità, le università, gli enti locali”.

Massimo Malvestio: l’azione senza pensiero non basterà più  

Massimo Malvestio aveva invitato a sostenere e valorizzare maggiormente le eccellenze del territorio anche lo scorso 3 ottobre intervenendo alla presentazione del libro “Non smettere mai di sognare”, scritto da Oscar Marchetto e Andrea Bettini. “Non solo il paesaggio, ma anche un sistema sanitario ai vertici mondiali, le università e un sistema di imprese formidabile”: in quest’ottica, ha spiegato l’avvocato, è fondamentale sviluppare una “visione a lungo termine e non inseguire le contingenze”. Il Veneto, particolarmente in ambito finanziario, paga “anche l’essere una regione policentrica mentre ovunque tutto si riunisce intorno a grandi poli aggreganti”. Parole riprese anche nell’articolo di “Bassanonet” dove Massimo Malvestio ribadisce la necessità di “proporre un modello di sviluppo basato su quello che il Veneto effettivamente è”. La domanda da farsi diventa dunque “come rendere attrattivo e competitivo un territorio policentrico”. Il Veneto dispone comunque di “tali e tante risorse da potercela fare ma l’azione senza pensiero non basterà più”.

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I servizi offerti, le certificazioni e i traguardi raggiunti da Copma

Copma garantisce da oltre 50 anni la massima qualità nella gestione dei servizi di pulizia e sanificazione. L’impegno e i traguardi raggiunti dall’azienda ferrarese.

Copma

Copma, dal 1971 attiva sul territorio nazionale

Fondata nel 1971, Copma è una società cooperativa ferrarese che si è specializzata in oltre 50 anni di attività nel settore dell’igiene ambientale e della sanificazione, nel verde-giardinaggio e nella pulizia dei condotti aeraulici. Il miglioramento della vita per tutta la collettività e l’incremento costante della qualità dei servizi offerti sono da sempre al centro dell’operato aziendale. Nel corso degli anni l’azienda ha saputo affermarsi tra i leader nazionali nel campo della pulizia e della sanificazione di ambienti in grandi comunità (come PA, aziende sanitarie ed ospedaliere, industria e uffici). Oltre alla sanificazione e pulizia degli impianti per il trattamento dell’aria degli edifici, Copma si occupa anche della manutenzione, progettazione e realizzazione di aree verdi, sia pubbliche sia private. Affidandosi alle tecnologie più innovative e perseguendo elevati standard qualitativi, l’azienda ha saputo affermarsi consolidando la propria posizione nel mercato nazionale dei servizi.

Copma: l’innovativo sistema PCHS® e le certificazioni conseguite

Grazie a una consolidata esperienza e a un’importante collaborazione con l’Università di Ferrara, Copma ha ideato il sistema PCHS® (Probiotic Cleaning Hygiene System). L’innovativo sistema di sanificazione è stato sviluppato con l’obiettivo di ridurre quanto più possibile le infezioni ospedaliere: si basa sull’utilizzo di detergenti microbici che garantiscono una protezione fino a 24 ore, un minore impatto ambientale e una considerevole riduzione dei costi. L’azienda è in possesso di specifiche certificazioni quali Responsabilità Sociale (SA8000), Qualità (UNI EN ISO9001), Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) e Sicurezza del lavoro e Tutela della salute (UNI ISO 45001). Conforme allo Standard ANMDO – IQC dal 2010, il Sistema Qualità consente a Copma di inserirsi tra i partner affidabili per le grandi aziende ospedaliere. A conferma dell’impegno dimostrato nel corso degli anni, il Gruppo è stato premiato dall’Ente di Certificazione SGS Italia ricevendo il prestigioso attestato “Merit Award” riservato alle realtà che si differenziano per l’efficienza dimostrata nel sistema globale di gestione.

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Municipia S.p.A.: Green Mobility e Trasporto Pubblico Locale, la vision della società per i Comuni di ogni dimensione

Ripianificare i sistemi di mobilità urbana in maniera efficace e sostenibile, ottimizzando l’uso e lo sviluppo delle risorse economiche e ambientali: la Green Mobility per Municipia S.p.A. rappresenta uno dei cardini delle città intelligenti che guardano al futuro.

Municipia S.p.A.

Municipia S.p.A.: Green Mobility, risposte efficaci per città più sostenibili e sicure

Nel portare avanti quotidianamente la propria mission al fianco di Comuni di ogni dimensione, Municipia S.p.A. riflette quanto la green mobility si configuri come uno dei cardini di città intelligenti che guardano al futuro. “Rimodellare i centri urbani in funzione della sostenibilità, infatti, pone in primo piano la necessità di progettare risposte efficaci per limitare i potenziali rischi ambientali, economici e sociali”, scrive il presidente Stefano De Capitani sui suoi profili social sottolineando come si tratti di una esigenza ancor più stringente “dato che l’Italia è uno dei Paesi al mondo con il più alto numero di auto per abitante (670 vetture ogni mille abitanti)”. D’altronde il mezzo privato risulta ancora oggi quello privilegiato per gli spostamenti, frutto di un’abitudine culturale radicata difficile da scardinare: i Comuni, spiega il presidente di Municipia S.p.A., sono chiamati a gestire la questione “trovando soluzioni innovative che facilitino accessi e spostamenti dei cittadini, all’insegna di un sistema di trasporto pubblico sempre più integrato (sharing mobility, MaaS, mobilità su richiesta, ecc.) e di conseguenza sostenibile”.

Tecnologia, mobilità, ambiente: le soluzioni di Municipia S.p.A. per i Comuni

Parlare di smart cities per Municipia S.p.A. significa “avere fra gli obiettivi quello della riduzione del traffico urbano così da abbassare i livelli di inquinamento, garantire anche alle persone con disabilità uguale accesso ai servizi, facilitare i processi di digitalizzazione (ricerca del parcheggio facilitata dai sensori, pagamenti più semplici tramite pc e smartphone) ma anche garantire la sicurezza stradale”. È una sfida che deve essere condivisa da pubblico e privato, come sottolinea il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani sui suoi canali social, “per migliorare davvero la vita delle persone e compiere quel salto di qualità atteso da troppo tempo”. Elemento abilitante della Smart Mobility, come emerge dai progetti che la società del Gruppo Engineering porta avanti al fianco di Comuni di ogni dimensione, è “la valorizzazione dei dati e delle informazioni, anche attraverso sistemi di rete che consentono un’integrazione ed elaborazione in tempo reale”: le azioni che concorrono alla definizione di un nuovo concetto di mobilità non solo fanno parte delle politiche di sviluppo e modernizzazione ma contribuiscono alla tutela dell’ambiente riducendo sprechi e inquinamento e migliorando la qualità della vita dei cittadini.

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Marco Nicola Domizio: dagli esordi alla fondazione di Ares Ambiente

Le principali tappe della carriera professionale di Marco Domizio, Founder della società specializzata nell’intermediazione dei rifiuti Ares Ambiente.

 Marco Domizio

L’esordio professionale di Marco Nicola Domizio

Classe 1974, l’imprenditore Marco Nicola Domizio, ancora prima di dare vita ad Ares Ambiente – tra le aziende Best Performer della provincia di Bergamo – ha esordito professionalmente nel settore dell’intermediazione dei rifiuti. Terminate le scuole superiori e ottenuto il diploma, collabora per sei anni con un’azienda del comparto. Tale esperienza gli consente di approfondire le sue conoscenze e maturare competenze nella gestione dei rifiuti e nelle gare d’appalto. Successivamente entra in una società specializzata in attività di spurghi e pulizie aziendali in qualità di Responsabile Commerciale. In quegli stessi anni, inoltre, Marco Domizio collabora attivamente alla realizzazione di un impianto di compostaggio, tutt’oggi attivo nella provincia di Bergamo.

Le esperienze che hanno portato Marco Domizio a fondare Ares Ambiente

Terminati i precedenti incarichi, Marco Nicola Domizio prosegue la sua attività nel settore dei rifiuti presso una primaria azienda della provincia di Milano assumendo il ruolo di Responsabile Commerciale. Qui contribuisce all’installazione di sette impianti di trito-vagliatura nella Regione Campania e si occupa dell’attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti. La carriera professionale di Marco Domizio viene ulteriormente arricchita grazie al ruolo di Responsabile di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo e grazie alla collaborazione successiva con due società attive del settore ambientale. Tali esperienze lo portano a fondare, nel 2008, Ares Ambiente: la società è attiva su tutto il territorio italiano ed è specializzata nel recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti urbani speciali.

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Il Vescovo ospite nello stabilimento di Riva Acciaio a Lesegno

Il Vescovo della diocesi di Mondovì, un Comune situato nella provincia di Cuneo, è stato nel mese di dicembre a Lesegno per fare visita alla comunità del posto. Qui è stato ospitato nello stabilimento di Riva Acciaio per un incontro con i lavoratori della fabbrica.

Riva Acciaio

Il Vescovo in visita allo stabilimento di Riva Acciaio

Il mons. Egidio Miragoli, Vescovo di Mondovì, ha trascorso la mattinata nel paese di Lesegno, accolto dal Sindaco Emanuele Rizzo e dai cittadini, per celebrare insieme la messa. Una “bellissima accoglienza – ha commentato il Vescovo – cosa che purtroppo non ho visto in altri piccoli Comuni della zona. Causa la denatalità o addirittura la mancata natalità, ho visto parecchia gente di una certa età, ma ragazzi e giovani pochi o addirittura nessuno. Questo è un argomento su cui bisogna pensare e riflettere”. Ad ospitarlo nel pomeriggio è stato lo stabilimento di Riva Acciaio, dove responsabili e operai si sono riuniti per ricevere una solenne benedizione.

Il ruolo dello stabilimento di Lesegno nella realtà di Riva Acciaio

Durante la visita, mons. Miragoli ha definito Riva Acciaiouna realtà produttiva importante per tutto il territorio”. Nato negli anni ’60, lo stabilimento di Lesegno è in effetti tra i poli produttivi di maggior rilievo della società che ospita qui il suo cuore tecnologico. Attivo dall’inizio degli anni 2000, il Laboratorio di ricerca e sviluppo è dotato di apparecchiature sofisticate come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800” e collabora con centri universitari di eccellenza quali il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia, e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’acciaio prodotto a Lesegno è destinato soprattutto alla costruzione di uso generale, alla bonifica, alla cementazione, ai trattamenti di tempra superficiale, ad usi particolari per impianti a pressione, alla fabbricazione di molle e all’applicazione nella trattoristica.

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Davide D’Arcangelo: il profilo professionale dell’esperto di innovazione e politiche industriali

Davide D’Arcangelo è Vicepresidente del network di imprese Impatta e co-fondatore della holding di partecipazione Next4. È un esperto di Innovazione, politiche industriali e cluster tecnologici, e un Innovation Manager iscritto all’albo MISE.

Davide D'Arcangelo

Il ritratto professionale di Davide D’Arcangelo

Davide D’Arcangelo opera come consulente digitale per numerosi enti pubblici, tra cui MEF, Anci, IFEL e Confindustria. È membro del Nucleo di valutazione dei progetti di ricerca della Regione Lazio e della task force nazionale di Anip-Confindustria. Fa parte del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania. Ricopre il ruolo di Business Developer presso la holding di partecipazione da lui fondata, Next4, ed è un componente del Comitato Scientifico di Fondazione Italia Digitale, la prima fondazione italiana dedicata alle policies digitali a livello pubblico e privato. Davide D’Arcangelo è anche Investor Relator di scale-up di successo quali Speri Ingegneria, AAtech e Termo, e autore di numerosi articoli e studi incentrati su temi di politiche industriali.

Davide D’Arcangelo: formazione e primi incarichi professionali

Classe 1976, Davide D’Arcangelo si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi “Roma Tre”. Nel corso della sua carriera ha collaborato, in qualità di advisor, con diverse realtà private, tra cui Lucciola & Partners S.r.l. e Orrick Herrington & Sutcliffe. Per conto di società di rilievo quali Menarini S.p.A., IBM S.p.A., Novamont S.p.A., Luiss Business School, IBI-Lorenzini S.p.A., IRCSS San Raffaele, Noovle S.p.A., Giomi S.p.A., Sigma Tau S.p.A. e Corden Pharma S.p.A., ha preso parte a numerosi progetti di ricerca. La sua attività più intensa è stata però dedicata all’assistenza tecnica per gli Enti locali, soprattutto in materia di fondi europei. Partner di “Iniziativa” e membro del CdA del Parco Scientifico di Castel Romano, da tempo offre supporto ad enti ed istituzioni nei progetti di politiche industriali ed animazioni territoriali.

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Andrea Mascetti: a Milano i nuovi uffici dello Studio Legale Mascetti

Andrea Mascetti: “Abbiamo aperto la nuova sede milanese dello Studio che oggi si trova nella prestigiosa Casa Borletti in Via San Vittore n. 40. Vivere e lavorare negli spazi ideati e realizzati da Giò Ponti negli anni ‘20 è un’esperienza che rende ancora più entusiasmante il nostro lavoro ed il nostro impegno”.

Andrea MAscetti

Andrea Mascetti: la nuova sede milanese dello Studio Legale Mascetti

Tra i “grandi traguardi” raggiunti lo scorso anno dallo Studio Legale Mascetti, come ricorda l’avvocato Andrea Mascetti, c’è anche l’apertura della nuova sede milanese. Fondato a Varese nel 2004, ha acquisito negli anni notevole rilievo proprio grazie alla qualità dei servizi forniti e alla capacità di aggiornarsi costantemente specializzandosi in diversi ambiti di particolare interesse per l’opinione pubblica: la web reputation, il diritto ambientale ma anche la normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (Legge 231), per citarne solo alcuni. “Ogni giorno ci poniamo la domanda di come declinare il nostro lavoro di professionisti del Diritto con le aspettative e gli interessi dei nostri clienti, in un contesto dove la complessità normativa e la velocità dei tempi di reazione sembrano non concedere tregua”, sottolinea l’avvocato Andrea Mascetti in un video sul sito dello Studio Legale Mascetti, oggetto recentemente di un importante restyling.

Andrea Mascetti: vivere e lavorare negli spazi ideati e realizzati da Giò Ponti è un’esperienza entusiasmante

L’apertura di una nuova sede a Milano, come emerge anche dalle parole dell’avvocato Andrea Mascetti, impreziosisce ulteriormente l’importante storia che lo Studio Legale si è costruito nel tempo. Lo dice anche la location scelta per ospitarne i nuovi uffici a Milano: la “prestigiosa Casa Borletti in Via San Vittore n. 40”. In un post sul nuovo sito dello Studio Legale, l’avvocato Andrea Mascetti in merito evidenzia come “vivere e lavorare negli spazi ideati e realizzati da Giò Ponti negli anni ‘20” sia “un’esperienza che rende ancora più entusiasmante il nostro lavoro ed il nostro impegno”. È qui, oltre che nella sede storica di Varese, che lavorerà il team di professionisti qualificati di cui lo Studio Legale si avvale: “Affrontare qualsiasi questione in modo approfondito, mirato e completo oltre che reperire la soluzione più adatta alle esigenze del cliente è la sfida che, ogni giorno, con fatica e determinazione, noi tutti, avvocati dello Studio Legale Mascetti, ci proponiamo di vincere”.

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Le scelte aziendali di Ares Ambiente tra etica e responsabilità sociale

Ares Ambiente conduce la propria attività di corretta gestione dei rifiuti mossa da un solido codice etico che la porta ad effettuare le scelte di business prestando la più estrema attenzione alla tutela delle persone e alla salvaguardia dell’ambiente.

Ares Ambiente

L’etica è il cuore pulsante di Ares Ambiente

Tutte le scelte di business di Ares Ambiente trovano motivo di esistere nell’intenso senso etico che regge l’intero sistema aziendale. Grazie all’adozione di un codice etico, che include principi e comportamenti rilevanti per il buon funzionamento, l’affidabilità e la reputazione della società, il Gruppo trasmette valori quali correttezza, lealtà, integrità e trasparenza. Sono gli stessi su cui si basano le azioni e i comportamenti dei soggetti che operano all’interno dell’organizzazione. Ares Ambiente si affida, di fatto, esclusivamente a tecnici abilitati per le attività di campionamento del rifiuto, a impianti autorizzati o enti competenti preposti e a laboratori chimici accreditati da enti certificatori. Legalità, trasparenza e responsabilità sociale fanno dunque da pilastri della società.

Responsabilità sociale e legalità: due aspetti fondamentali per Ares Ambiente

In quanto intermediario nel settore della gestione dei rifiuti, Ares Ambiente sente forte la responsabilità sociale. Al fine di migliorare costantemente le proprie prestazioni, si sottopone regolarmente a controlli da parte di enti terzi, che certificano il pieno rispetto delle normative e la capacità di soddisfare le richieste e le aspettative dei clienti. Ares Ambiente opera applicando i requisiti della norma SA 8000, con la quale si impegna a comunicare i risultati raggiunti in maniera trasparente, chiara e completa. Con la dichiarazione ambientale 2022-2024, inoltre, contribuisce a far accrescere la consapevolezza della comunità locale e dei soggetti esterni riguardo alle attività e agli obiettivi della società. Sul fronte della legalità, Ares Ambiente è iscritta all’elenco dei fornitori e dei lavoratori non soggetti a tentata infiltrazione mafiosa della prefettura di Bergamo e ha ottenuto 3 stelle nel Rating di Legalità concesso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

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Giampiero Catone: Allarme rosso! In Italia ci sono più pensionati che lavoratori

Il Direttore del quotidiano “La Discussione”, Giampiero Catone, ha pubblicato un editoriale in cui mette in guardia sulla pericolosità di aver raggiunto, in Italia, il punto in cui il numero dei pensionati supera quello dei lavoratori. Ad essere a rischio è l’intero sistema.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: raggiunto un punto critico

Lo chiama “allarme rosso”, Giampiero Catone, il fatto che la platea dei pensionati abbia superato quella dei lavoratori. 22 milioni e 759mila assegni contro 22 milioni e 554mila addetti: questi i numeri che segnano il raggiungimento di un punto critico. “Non è normale, per un Paese che si annovera come potenza economica del G7, che ha una storia industriale di primo piano, che primeggia nell’export, che ha settori come l’agroalimentare che produce eccellenze, che valgono oltre 522 miliardi di euro”, afferma amareggiato il Direttore del quotidiano. Tra le cause che hanno concorso a mettere in atto una tale contraddizione c’è anche la “forte denatalità che, da almeno 30 anni, caratterizza il nostro Paese”. Il risultato è che, tra il 2014 e il 2022, la fascia di popolazione in età più produttiva (25-44 anni) si è ridotta di oltre un milione e 360mila unità. La domanda che, a questo punto, sorge spontanea è: per quanto tempo ancora il Paese potrà reggere questo peso?

Giampiero Catone: le proposte di Marcegaglia e Fracassi

Il carattere emergenziale che assume la situazione si evince anche dai discorsi fatti da figure di rilievo come Emma Marcegaglia, ex Presidente di Confindustria, e Gianna Fracassi, Vicepresidente Generale della CGIL. Giampiero Catone riporta le parole di Marcegaglia, tra l’altro anche imprenditrice a capo di una holding leader nella produzione di acciaio, la quale afferma: “Se non vogliamo il lavoro povero in Italia, bisogna subito mettersi intorno a un tavolo, governo e parti sociali, come nel 1993 con Ciampi. E tornare a parlare di riforme: lavoro, salari, produttività, cuneo fiscale, formazione, politiche attive”. Sulla stessa linea Gianna Fracassi, che sottolinea: “Per invertire la rotta occorre poi stabilizzare l’economia ripartendo dalla domanda pubblica e da un maggior peso economico dello Stato attraverso quindi la promozione dell’occupazione, di un fisco equo e progressivo, nuovo welfare e di nuovi diritti, soprattutto per i giovani e per le donne, che restano i soggetti più esposti”.

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Serenissima Ristorazione sostiene e valorizza le donne in azienda con una partnership con Women at Business

Serenissima Ristorazione ha unito le proprie attività a quelle di Women at Business: la nuova partnership punta a valorizzare ancor più il ruolo delle donne nel Gruppo.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: la partnership con Women at Business

La scintilla è scoccata durante l’evento organizzato da Forbes per premiare le 100 donne più influenti del 2022: è in quest’occasione che Serenissima Ristorazione, azienda leader in Italia nell’ambito della ristorazione collettiva e commerciale, ha incontrato Women at Business, scegliendola per valorizzare la carriera e le competenze delle donne all’interno del Gruppo. Women at Business è una vivace community che favorisce incontri professionali tra donne e aziende grazie a una piattaforma che sfrutta un algoritmo di matching inclusivo. Serenissima Ristorazione da sempre porta avanti gli stessi valori, guardando con interesse al potenziale femminile nel mondo del lavoro: l’80% del personale del Gruppo è composto da donne, si punta a continuare su questa strada per supportare sia il loro ingresso nel mondo del lavoro, sia gli avanzamenti di carriera.

Serenissima Ristorazione per le donne: il commento della Chief Purchasing Manager Giulia Putin

Siamo orgogliosi di avviare questa partnership con Women at Business che mira a contribuire al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e l’empowerment di donne e ragazze attraverso un miglioramento dei paradigmi del mondo del lavoro relativi all’equità di genere e per sostenere lo sviluppo della carriera delle donne”: così si è espressa Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione. Sempre riguardo alla partnership tra il Gruppo e la community di Women at Business, la manager ha commentato come nel 2021 il tasso di occupazione femminile in Italia sia diminuito dello 0,7% dispetto al 2019: “La media dell’Unione Euorpea resta ancora lontana”. La pandemia ha colpito duramente soprattutto le donne, per questo è ancora più importante riguadagnare terreno: “Grazie a questa collaborazione vogliamo trasmettere alle donne che accogliamo all’interno di Serenissima Ristorazione la nostra visione e la passione per il lavoro ispirato ai principi di equità e inclusione”.

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Davide D’Arcangelo: Next4 nel round di investimento da 1,380 milioni in IPSA

Commentando l’esito del round di investimento in IPSA, Davide D’Arcangelo ha evidenziato “innovatività e solidità” quali elementi centrali del progetto.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: Next4 punta sull’innovazione, i dettagli dell’investimento in IPSA

IPSA completa un round di investimento per 1,380 milioni di euro: è quanto emerge dall’operazione conclusa a novembre 2022 con il Fondo Rilancio Startup gestito da CDP Venture Capital Sgr e dall’investitore proponente Next4Production, holding di investimento fondata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta. “Quando abbiamo deciso di investire in IPSA eravamo certi che l’innovatività della sua proposta e la solidità del suo programma di sviluppo potessero essere di interesse anche per un investitore istituzionale”, ha dichiarato Davide D’Arcangelo a margine dell’operazione. Next4 continua così a puntare con forza sull’innovazione, chiudendo con successo una nuova operazione nel settore: nel ruolo di investitore qualificato, la holding di investimento ha attivato il Fondo Rilancio Startup gestito da CDP Venture Capital Sgr, che opera esclusivamente in co-investimento con selezionati soggetti proponenti.

Davide D’Arcangelo: IPSA pronta a scalare il mercato italiano e internazionale

“In IPSA abbiamo visto il potenziale per un nuovo standard nella sanità italiana”, ha aggiunto il Co-Fondatore di Next4 Davide D’Arcangelo, rilevando nella PMI piemontese “una champion pronta a esplodere che aveva bisogno di un piccolo boost per scalare definitivamente non solo il mercato italiano, ma anche a livello internazionale dove peraltro sta già riscuotendo molto interesse e ha già acquisito importanti commesse”. Nello specifico, IPSA è attiva nella realizzazione di prodotti IoT che, integrando hardware e software, supportano i processi di stoccaggio e distribuzione nei reparti ospedalieri e nelle sale operatorie. In particolare attraverso processi integrati di tracciabilità e governo della distribuzione di farmaci e dispositivi medici, in modo da migliorare la sicurezza dei pazienti, ridurre il margine di errore nella somministrazione delle terapie, diminuire gli sprechi e ottimizzare i costi. “Siamo molto orgogliosi di questo round di finanziamento che conferma la qualità delle nostre soluzioni, la loro competitività sul mercato e la loro funzionalità rispetto alle esigenze del SSN”, così l’AD di IPSA Michele Baronio: “Tutto questo ci dà oggi ulteriore spinta e fiducia per accelerare il nostro piano di sviluppo che ci vede diventare attori di riferimento del processo di trasformazione digitale dell’ospedale a beneficio della sostenibilità del sistema sanitario”.

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Federico Motta Editore, la storia di uno dei capisaldi dell’Editoria italiana

Fondata nel 1929 come “Cliché Motta”, Federico Motta Editore opera da oltre 90 anni nell’Editoria italiana. Una storia di passione, successi e innovazione.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore, dalla riproduzione fotomeccanica all’Editoria italiana

La storia del Gruppo Editoriale Federico Motta Editore ha inizio nel 1929 nel mondo della riproduzione fotomeccanica. Intorno agli anni ’80, scelte piuttosto lungimiranti consentirono al suo fondatore Federico Motta di indirizzare l’allora “Cliché Motta” verso l’attività editoriale dando così vita a quello che oggi è riconosciuto come uno dei capisaldi dell’Editoria nazionale. Fu la stampa dei fumetti a consentire l’esordio della Casa Editrice in questo nuovo mondo in cui consolidò la propria presenza grazie alla pubblicazione della prima Enciclopedia Motta. Se inizialmente l’Enciclopedia in fascicoli trovò spazio nelle edicole, successivamente iniziò a essere distribuita attraverso la vendita diretta entrando così nelle case degli italiani e diventando un’opera iconica per le famiglie. Rispecchiando i principi di qualità, autorevolezza e tradizione, Federico Motta Editore riuscì pertanto ad affermarsi nel panorama editoriale nazionale offrendo un’offerta culturale sempre più ampia.

Federico Motta Editore, una costante attenzione all’innovazione

Un forte orientamento innovativo guida da decenni la filosofia della Casa Editrice Federico Motta Editore che offre ai propri clienti prodotti culturali autorevoli, di qualità e sempre al passo con i tempi. Sono numerose le proposte innovative e le tecnologie digitali presentate nel corso degli anni. Dal Sonobox, strumento multimediale nato negli anni ’80 per la lettura audio dei testi di Storia Contemporanea dell’Enciclopedia, alla prima enciclopedia multimediale, opera che accompagnava i volumi con floppy disk, CD-ROM, videocassette e Tavole Transvision. È la fine degli anni ’90: con l’arrivo di Internet, la Casa Editrice si dedica a una serie di progetti di editoria digitale come mottaformazione.it e l’Enciclopedia Motta con Internet TV. Da oltre 90 anni Federico Motta Editore si distingue per la qualità, confermata da importanti riconoscimenti quali l’Ambrogino d’Oro (1980) e il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2004).

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Ares Ambiente premiata come Best Performer 2022 da ItalyPost

Il Centro Studi di ItalyPost ha condotto un’indagine sulle aziende delle principali province industriali italiane: la società di intermediazione dei rifiuti Ares Ambiente è tra le 1.000 Best Performer della provincia di Bergamo.

Ares Ambiente

ItalyPost: Ares Ambiente tra le Best Performer del 2022

Reggio Emilia, Modena, Vicenza, Padova, Friuli Venezia Giulia, Treviso, Bergamo, Bologna, Monza Brianza e Brescia: il Centro Studi di ItalyPost ne ha analizzato le imprese per individuare le “Best Performer” del 2022. Per ciascuna provincia sono state identificate 1.000 aziende, andando così a coprire il 70% delle imprese delle fasce di fatturato dai 2 milioni di euro in su. Tra le realtà premiate nella provincia di Bergamo c’è la società di intermediazione di rifiuti con sede a Treviolo Ares Ambiente. I vertici dell’organizzazione fanno sapere di essere orgogliosi di aver raggiunto tale traguardo anche quest’anno, aggiungendo che ciò li spinge a mantenersi ai massimi livelli di efficienza.

Le attività e la mission di Ares Ambiente

Ares Ambiente è una realtà attiva da circa 14 anni nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e della gestione di impianti autorizzati. Fondata nel 2008 dall’imprenditore Marco Domizio, la società si occupa di attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, in un’ottica incentrata sull’efficienza, l’economicità e la trasparenza. Questi sono i valori su cui si fonda l’operato dell’azienda e che oggi vengono riconosciuti anche da ItalyPost con l’assegnazione del titolo di Best Performer. Tra le tipologie di rifiuti di cui si occupa Ares Ambiente ci sono i rifiuti speciali provenienti dalle attività produttive, dagli impianti di trattamento rifiuti, dalle attività industriali in genere, dall’agricoltura e dalle attività estrattive; la Frazione Organica dei Rifiuti Solidi Urbani (FORSU); i rifiuti pericolosi.

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Lavoro, sostegno alle pmi e investimenti: l’editoriale di Giampiero Catone

In un recente editoriale pubblicato su “La Discussione”, Giampiero Catone sostiene la necessità di destinare le risorse del PNRR alle piccole e medie imprese. Tra le priorità del Governo anche favorire gli investimenti privati.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: il PNRR come strumento di tutela delle pmi

Un deciso cambio di passo sulla destinazione dei fondi del PNRR e la creazione delle migliori condizioni per favorire il ritorno degli investimenti privati. In un’editoriale pubblicato sul quotidiano “La Discussione”, il Direttore Giampiero Catone chiede al nuovo Governo “una visione nuova e diversa da ciò che finora è stato propagandato”. A partire dalle risorse del Piano nazionale di Ripresa e Resilienza, finora appannaggio dei potentati economici: “Troppi fondi sono stati assegnati a grandi imprese che hanno svolto la parte del leone, mentre quasi nulla è stato destinato a favore delle piccole imprese e delle Associazioni di categoria che le rappresentano – scrive Giampiero Catonedimenticando che proprio le micro, piccole e medie imprese rappresentano il vero motore produttivo e occupazionale dell’Italia”. Piccole realtà oggi alle prese con il rincaro dell’energia e la mancanza di personale specializzato, che vanno ad aggiungersi all’inefficienza della PA e alla pressione fiscale: “Il Piano di Ripresa deve essere quindi indirizzato a promuovere, favorire e sostenere l’impegno di milioni di piccoli imprenditori, di aziende che sono la forza del Paese e del suo Prodotto interno lordo”.

Giampiero Catone: “Su capacità di risparmio Italia a due velocità, ridurre disuguaglianze

Nel suo editoriale, Giampiero Catone affronta poi il tema del risparmio e della necessità di promuovere gli investimenti privati. Di fronte al divario sempre più crescente tra i nuclei a basso reddito e quelli medio-alti evidenziato di recente dal Governatore della Banca d’Italia, il Governo deve agire al più presto per ridurre le disuguaglianze: “Abbiamo chi può lasciare in banca risorse economiche notevoli e chi è costretto per andare avanti a fare debiti – spiega il Direttore de “La Discussione” – Due Italie troppo diverse. Il Governo può e deve intervenire creando più appeal e redditività negli investimenti tra pubblico e privato, dare sostegni alle famiglie e lavoratori autonomi in difficoltà”. Un obiettivo complesso ma che può essere raggiunto, secondo Giampiero Catone, intervenendo in primis sulla fiscalità e incentivando l’occupazione. Con i 235 miliardi del Piano di Ripresa l’Italia ha tutte le carte in regola per incamminarsi verso un percorso di crescita e sviluppo durevole e soprattutto far tornare i risparmiatori a investire nel Paese, così da moltiplicare l’effetto delle risorse europee.

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Riva Acciaio: l’azienda leader a livello nazionale e internazionale

Riva Acciaio nasce in seno a Gruppo Riva nel 1954. Oggi gode di una posizione di leadership nel settore siderurgico sia sul panorama nazionale che internazionale.

Riva Acciaio

Il profilo e la storia di Riva Acciaio

Riva Acciaio è una delle principali realtà siderurgiche italiane, figlia di Gruppo Riva, primo operatore siderurgico in Italia e quinto in Europa. La società fu fondata nel 1954, in pieno Dopoguerra, dal pioniere della siderurgia italiana Emilio Riva. Da allora si è specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi, fabbricati con acciaierie ad arco elettrico. Nel corso dei suoi 60 anni di attività e grazie agli elevati standard produttivi, è cresciuta sempre di più, espandendosi nei Paesi europei e arrivando a conquistare una posizione di leadership nel settore a livello internazionale. Da giugno 2014 è presieduta da Claudio Riva e impiega oltre 5.500 dipendenti nei suoi 21 siti produttivi. Di questi cinque sono in Italia, sette in Francia, cinque in Germania, due in Belgio, uno in Spagna e uno in Canada.

Riva Acciaio: il mercato di riferimento e il piano investimenti

Il Gruppo detiene un’importante quota di mercato nei prodotti “lunghi” (più del 10% a livello europeo (EU-28)). La società si occupa inoltre di rifornire diversi comparti merceologici, tra i quali alcuni – come la meccanica, l’automotive e il movimento terra – che necessitano di standard qualitativi davvero elevati. La produzione comprende anche trafilati, pelati e rettificati, provenienti dall’ulteriore lavorazione a freddo dei laminati. Con l’intento di migliorare gli aspetti qualitativi dei prodotti e dei processi, delle condizioni di sicurezza negli stabilimenti e della compatibilità ambientale della produzione, ogni anno Riva Acciaio realizza infine un notevole programma di investimenti

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Davide D’Arcangelo: Next4 guida il round di investimento di IPSA

L’innovativa società piemontese IPSA conclude con successo un round di investimento per 1.380 milioni di euro: l’investitore trainante è la Next4Production di Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta.

Davide D'Arcangelo

IPSA e il ruolo della holding fondata da Davide D’Arcangelo

IPSA è una PMI specializzata nella micro-logistica ospedaliera di farmaci, dispositivi medici ed emocomponenti. Mediante l’integrazione di hardware e software, l’azienda ha ideato un’intera gamma di prodotti IoT per supportare gli operatori sanitari nei reparti ospedalieri e nelle sale operatorie. Si tratta di una soluzione che porterà miglioramenti sia in termini di sicurezza del paziente, dato che ridurrà il margine d’errore nella somministrazione delle terapie, sia in termini di efficientamento. L’utilizzo di questi prodotti consentirà infatti di perfezionare il processo di approvvigionamento e gestione dei farmaci, riducendo così gli sprechi. Nel recente round di investimento, la società è riuscita a portarsi a casa 1.380 milioni di euro. La holding di investimento fondata da Davide D’Arcangelo e i suoi soci, la Next4Production, ha avuto un ruolo determinante nell’operazione, attivando per un milione di euro il Fondo Rilancio Startup, il quale opera solo in co-investimento con determinati soggetti proponenti.

Davide D’Arcangelo: IPSA ha il potenziale per un nuovo standard nella sanità italiana

Utilizzare la digitalizzazione per rendere i servizi sanitari più efficienti è una priorità nel nostro Paese. Di fatto è uno degli obiettivi del PNRR, nel quale sono previsti investimenti per oltre 4 miliardi di euro per la digitalizzazione di circa 300 strutture sanitarie. La proposta di IPSA si muove proprio in questa direzione. Anche il Co-fondatore di Next4Production Davide D’Arcangelo ha ammesso di aver subito visto un enorme potenziale “per un nuovo standard nella sanità italiana, una champion pronta a esplodere che aveva bisogno di un piccolo boost”. “Quando abbiamo deciso di investire in IPSA – spiega – eravamo certi che l’innovatività della sua proposta e la solidità del suo programma di sviluppo potessero essere di interesse anche per un investitore istituzionale”. La società sta già riscuotendo parecchio interesse non solo sul mercato italiano ma anche a livello internazionale.

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Serenissima Ristorazione sigla partnership con Women at Business

Serenissima Ristorazione ha scelto Women at Business per valorizzare le competenze femminili e supportare le donne nello sviluppo della propria carriera.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione, la partnership con Women at Business

La recente iniziativa prevede un’importante collaborazione tra Serenissima Ristorazione, realtà leader nel settore della ristorazione collettiva e commerciale, e Women at Business, la prima community di incontri professionali tra donne e aziende la cui piattaforma, basata su un algoritmo di matching inclusivo, consente di incentivarne l’inserimento valorizzandone inoltre le competenze. “Siamo orgogliosi di avviare questa partnership con Women at Business che mira a contribuire al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e l’empowerment di donne e ragazze attraverso un miglioramento dei paradigmi del mondo del lavoro relativi all’equità di genere e per sostenere lo sviluppo della carriera delle donne”, ha dichiarato Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione. Un nuovo percorso in cui iter di selezione sempre più equi, trasparenti e privi di discriminazioni consentiranno di supportare le donne e la loro carriera.

L’impegno di Serenissima Ristorazione per una maggiore cultura dell’uguaglianza

Grazie a questa collaborazione vogliamo trasmettere alle donne che accogliamo all’interno del nostro Gruppo la nostra visione e la passione per il lavoro ispirato ai principi di equità e inclusione”, ha aggiunto la Chief Purchasing Manager Giulia Putin. La nuova partnership conferma l’impegno di Serenissima Ristorazione, che mira quindi a incrementare la cultura dell’uguaglianza di genere abbattendo gli stereotipi che da sempre ostacolano le donne nel loro percorso professionale. I numeri dimostrano l’importanza che riveste la parità di genere in Serenissima Ristorazione: l’80% del personale è infatti composto da donne anche in aree di responsabilità. Uno degli AD è donna, così come le manager che guidano l’Ufficio Qualità, l’Ufficio Marketing&Comunicazione e l’Ufficio Gare. La visione del Gruppo va di pari passo con i principi di Women at Business, che è inoltre partner di “4 Weeks 4 Inclusion”, il più grande evento interaziendale sui temi dell’inclusione e della diversità.

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Rincaro prezzi, Giampiero Catone: Governo tuteli imprese e famiglie

Nel suo editoriale, Giampiero Catone mette in luce le attuali problematiche economiche e i rischi derivanti dall’incremento dei prezzi. Famiglie e PMI italiane i soggetti maggiormente colpiti.

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Giampiero Catone

Giampiero Catone, mobilitare nuovi fondi a tutela di famiglie e imprese

Nel contesto attuale in cui ci troviamo emerge l’urgenza di tutelare in particolar modo le famiglie e le piccole-medie imprese italiane: oggi rappresentano infatti i soggetti maggiormente colpiti dall’impennata dei prezzi. Come evidenziato da Giampiero Catone dai risultati di un’analisi eseguita dalla CGIA di Mestre risulta necessario stanziare una somma pari a 35 miliardi di euro a sostegno di imprese e famiglie italiane. “Se quei 35 miliardi non saranno trovati entro fine anno per arginare i prezzi dell’energia – avverte la CGIA – arriva il rischio che moltissime imprese e altrettante famiglie non siano nelle condizioni di pagare le bollette e, conseguentemente, di vedersi chiudere la fornitura, è molto elevato”. Il Governo è quindi tenuto a mobilitare ingenti risorse finanziarie non solo per ridurre le tensioni, ma anche per evitare che l’intero sistema vada in blocco. Se così non fosse c’è il rischio concreto che le imprese si vedano costrette a bloccare la produzione provocando chiusure a catena con ricadute gravi.

Giampiero Catone: caro energia, il rischio recessione è concreto

La guerra e la crisi economica sono oggi i due temi maggiormente discussi anche a livello europeo. L’impennata dei prezzi nel nostro Paese, che grava soprattutto su cittadini e imprese italiane già in difficoltà, fa crescere il timore di una possibile recessione capace di mettere in subbuglio l’intero sistema produttivo e distributivo. Giampiero Catone riporta le parole della Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise secondo cui “il caro energia è un propellente per un effetto domino che travolge famiglie, imprese, occupazione, consumi”. “Il caro energia inarrestabile – aggiunge il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli – rende più concreti i rischi di recessione”. In tale scenario si aggiunge un altro argomento allarmante: i cosiddetti “margini di garanzia” dei contratti di distribuzione di gas, elettricità e acqua perfezionati dalle società retail che fanno da intermediari tra le utility e gli utilizzatori finali. Con un incremento dell’indice del rischio di liquidità del 138%, la situazione italiana è piuttosto allarmante e a livello europeo, conferma Giampiero Catone, “saranno necessari oltre 1.500 miliardi di dollari” per sostenere tali margini.

l 138%, la situazione italiana è piuttosto allarmante e a livello europeo, conferma Giampiero Catone, “saranno necessari oltre 1.500 miliardi di dollari” per sostenere tali margini.

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Esperienze e iniziative imprenditoriali di Marco Domizio, Founder di Ares Ambiente

Marco Nicola Domizio è l’imprenditore che ha dato vita nel 2008 ad Ares Ambiente, azienda bergamasca leader nell’intermediazione dei rifiuti.

Marco Domizio

Marco Domizio: i primi passi nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

Oltre 20 anni di carriera nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati, fautore di numerosi impianti dislocati su tutto il territorio italiano e fondatore di Ares Ambiente, realtà leader nel settore. Marco Domizio nasce a Bergamo nel 1974 e, dopo essersi diplomato, entra a far parte di un’azienda di intermediazione rifiuti attiva nella Regione Lombardia. Una prima esperienza che si rivelerà fondamentale: sei anni durante i quali sviluppa le prime competenze anche nell’ambito delle gare di appalto. Successivamente inizia a collaborare con una società specializzata negli spurghi e nelle pulizie industriali. Nel ruolo di Responsabile Commerciale si occupa con successo dell’espansione della clientela e contribuisce alla realizzazione di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo. Con lo stesso ruolo viene assunto da una primaria azienda della provincia di Milano: in quegli anni Marco Nicola Domizio è tra i principali fautori dell’installazione di sette impianti di trito – vagliatura nel territorio della regione Campania. L’imprenditore cresce anche sotto il profilo delle competenze, occupandosi di attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave.

Marco Nicola Domizio: Ares Ambiente, il successo dell’iniziativa imprenditoriale

Negli anni successivi Marco Domizio figura come Responsabile Commerciale di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo e, dopo una parentesi come Responsabile alla gestione di una cava di estrazione di minerali naturali, inizia a collaborare con due società, una attiva nei trasporti conto terzi e l’altra nell’intermediazione. Acquisite ormai solide competenze nel settore sia sotto il profilo del trattamento, del deposito e della conoscenza chimico fisica dei rifiuti che nell’ambito gestionale e autorizzativo, nel 2008 Marco Domizio avvia una nuova iniziativa imprenditoriale fondando a Treviolo (BG) Ares Ambiente. Durante gli anni sotto la sua guida, l’azienda è riuscita in breve tempo a imporsi come leader nel panorama nazionale dei rifiuti. Attualmente Ares Ambiente opera su tutto il territorio italiano offrendo servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti urbani, speciali non pericolosi e speciali pericolosi. Di recente, grazie alla solidità economica e finanziaria raggiunta, la società è stata inserita dal “Lombardia Post” tra le imprese “Best Performer” della provincia di Bergamo.

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La carriera professionale di Pietro Colucci, Presidente di Sostenya Group S.r.l.

Con una comprovata esperienza nel settore dei servizi ambientali, Pietro Colucci è attualmente Presidente di Sostenya Group S.r.l. e membro dell’Advisory Board di Innovatec. La carriera professionale.  

Pietro Colucci

La carriera di Pietro Colucci

Entrato nell’azienda di famiglia, attiva nel settore dei servizi ambientali, Pietro Colucci intraprende la carriera professionale a soli 22 anni. Nel 2000 è protagonista dell’acquisizione della divisione italiana del Gruppo statunitense Waste Management, una delle più importanti aziende multinazionali nel settore ambientale, che gli consente di ampliare le attività della sua società. Da questa operazione nasce successivamente il Gruppo Unendo, di cui Pietro Colucci sarà Amministratore Delegato fino al 2009. Più tardi, concluso l’incarico, dà vita al Gruppo Sostenya, holding di partecipazione che opera in ambito ambientale e delle rinnovabili, diventando Presidente e CEO. Incarichi che ricopre anche presso Kinexia, la quotata appartenente al Gruppo Sostenya specializzata nello sviluppo e nella realizzazione di progetti legati al settore delle energie rinnovabili.

Pietro Colucci, dalla laurea alla guida di Sostenya Group

Da oltre 30 anni impegnato nel settore dei servizi ambientali, Pietro Colucci, originario di Napoli (21/07/1960), consegue la laurea in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. È attualmente Presidente di Sostenya Group S.r.l. e membro dell’Advisory Board di Innovatec. Tra gli anni 2006 e 2011 ha inoltre ricoperto il ruolo di Presidente di Assoambiente e, per il quadriennio 2016 – 2020, è stato consigliere del Gruppo Energia di Assolombarda. Cofondatore, in collaborazione con l’ex Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, Pietro Colucci è anche membro del Comitato di Presidenza della rivista Management delle Utilities.

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Davide D’Arcangelo “racconta” la figura del Public Innovation Manager in un editoriale

Davide D’Arcangelo, esperto di innovazione e Vicepresidente del network di imprese Impatta, descrive in un editoriale il profilo del Public Innovation Manager, una figura “cruciale” per la transizione digitale dei Comuni.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: il Public Innovation Manager per un’amministrazione 4.0

La figura del Public Innovation Manager è stata introdotta per la prima volta dal network di imprese Impatta. L’idea alla base è che con questo nuovo professionista si possa semplificare e velocizzare il processo di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione. Per “traghettare gli enti locali verso l’innovazione digitale”, spiega il Vicepresidente Davide D’Arcangelo, servono “una nuova cultura e nuove professionalità con skills trasversali”, ed il Public Innovation Manager sembrerebbe rispondere a queste esigenze. Si tratterebbe di un “vero e proprio coach per ogni comune italiano”, il cui ruolo diverrebbe centrale soprattutto “alla luce del PNRR e delle ingenti somme stanziate”, attualmente in bilico a causa della mancanza di personale adeguato e in grado di presentare progetti validi.

Davide D’Arcangelo: si è concluso il primo corso per formare i Public Innovation Manager

Insieme all’Associazione del Public Innovation Management, a Impatta ed Ecoter, Davide D’Arcangelo fa sapere che si è concluso il primo corso per la formazione dei Public Innovation Manager. Realizzato con il patrocinio della Camera di Commercio di Roma, il progetto ha visto la partecipazione di innovatori provenienti da importanti realtà come il Mit di Boston e l’Università di Harvard. Lo scopo era quello di portare nella Pubblica Amministrazione “i migliori modelli organizzativi e le conoscenze più aggiornate”. Le skills trasversali che sono state trasmesse durante il corso serviranno a introdurre i futuri manager alla “diffusione del partenariato pubblico-privato, del pre-public procurement”, così come a “tutte le nuove frontiere della programmazione europea” e alle “competenze digitali e di gestione energetica” indispensabili per i progetti del PNRR. Il corso ha rappresentato pertanto un primo passo verso un nuovo approccio culturale alla Pubblica Amministrazione.

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Sicurezza e sostenibilità nel trasporto pubblico: Copma presenta a Milano il sistema PCHS®

L’incontro, promosso da Copma e Fulgens Italia, si è tenuto nella cornice di Palazzo Giureconsulti. Tra gli ospiti anche Walter Ricciardi.

Copma

Copma: “Mobilità, sicurezza dei passeggeri e sostenibilità ambientale”, i dettagli dell’evento

Grazie al sistema di sanificazione PCHS®, basato su detergenti ecosostenibili a base di batteri probiotici, è possibile ottenere una maggiore protezione contro le infezioni non solo in ambito ospedaliero, ma anche in spazi stretti come i vagoni di una metropolitana. A dirlo i risultati di uno studio condotto dal centro ricerche Cias dell’Università di Ferrara presentati lo scorso 14 ottobre a Milano durante un convegno organizzato da Copma e Fulgens Italia dal titolo “Mobilità, sicurezza dei passeggeri, sostenibilità ambientale: l’innovativo sistema di sanificazione PCHS®”. L’evento, tenutosi a Palazzo Giureconsulti e moderato dalla giornalista Livia Parisi, è stata l’occasione per discutere di trasporto pubblico e sanificazione, con un focus sui vantaggi dell’innovativa tecnologia sviluppata dalla Cooperativa di Ferrara in collaborazione con l’Università. Testato dal Cias sui treni della metropolitana di Milano, il sistema targato Copma si è dimostrato particolarmente efficace nel garantire l’abbattimento di patogeni e virus e assicurare una protezione di 24 ore: “Come in ambiente sanitario, anche sui treni della metropolitana abbiamo verificato una grande diminuzione dei batteri patogeni e SARS-CoV-2 – ha spiegato dal palco Elisabetta Caselli, ricercatrice del dipartimento di Scienze Chimiche, Farmaceutiche e Agrarie dell’ateneo ferrarese – 63% in meno delle contaminazioni e 77% in meno del carico virale. La ricerca dimostra che le infezioni sono dimezzate, con ritorni positivi anche sui costi”.

Il commento di Walter Ricciardi: “PCHS® di Copma una tecnologia dirompente

Contrariamente ai disinfettanti chimici, il PCHS® risulta un alleato prezioso contro il problema dell’antibiotico-resistenza, oggi particolarmente sentito in Italia. L’utilizzo di batteri probiotici rende il sistema ideato da Copma anche decisamente meno impattante sull’ambiente: “Abbiamo investito molto anche sulla formazione e sull’aspetto culturale di questo progetto – ha dichiarato nel suo intervento Filippo Barbieri, Direttore innovazione e Sviluppo di Copma – le nostre persone che lavorano negli ospedali hanno un ruolo centrale per la piena efficacia della sanificazione”. Tra gli ospiti del convegno anche Walter Ricciardi, Professore ordinario d’Igiene e Medicina Preventiva all’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha definito il PCHS® “una tecnologia dirompente” in grado di offrire un valore aggiunto alla lotta alla pandemia e alla tutela ambientale. In merito ai “risultati straordinari” presentati dal Cias, l’esperto ha commentato: “Questa ricerca italiana merita un palcoscenico internazionale. Oggi siamo a Milano – ha aggiunto – ma il mio invito a scienziati e imprese è di non fermarsi qui”.

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Crisi economica, Giampiero Catone: “La parola d’ordine è mettere in sicurezza famiglie e imprese”

A fronte dell’attuale situazione economica a cui imprese e famiglie italiane devono far fronte, il Governo ha l’obbligo di intervenire con misure concrete. L’editoriale di Giampiero Catone.

 Giampiero Catone, politico e editore italiano

Caro energia, Giampiero Catone: rischio recessione e stop forniture

Se per oltre due anni le emergenze legate alla pandemia hanno minato la quotidianità del mondo intero, oggi il nostro Paese si ritrova a dover affrontare le conseguenze della guerra e della crisi economica. L’attuale impennata dei prezzi non fa altro che gravare progressivamente su cittadini e imprese. Giampiero Catone riporta le parole del Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, secondo cui “il caro energia inarrestabile rende più concreti i rischi di recessione”: una violenta instabilità potrebbe generare effetti gravi sul sistema produttivo e distributivo. “Il caro energia – aggiunge la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise – è un propellente per un effetto domino che travolge famiglie, imprese, occupazione, consumi”. A questa situazione delicata si aggiunge un altro elemento allarmante, ovvero i cosiddetti “margini di garanzia” dei contratti di distribuzione di gas, elettricità e acqua perfezionati dalle società retail che fanno da intermediari tra le utility e gli utilizzatori finali. In Europa, sottolinea Giampiero Catone, “saranno necessari oltre 1.500 miliardi di dollari” per sostenere tali margini. In Italia le finanziarie hanno un ruolo strategico e di conseguenza la situazione risulta essere ancora più complicata. I dati confermano l’incremento dell’attuale indice del rischio di liquidità al 138%.

Giampiero Catone, la necessità di nuove risorse a sostegno di famiglie e imprese

Tutela delle famiglie e delle piccole-medie imprese italiane: è la parola d’ordine necessaria a sostenere i soggetti che più subiscono gli effetti dell’incremento dei prezzi. Una maggiore sicurezza dovrebbe essere garantita dal Governo attraverso l’erogazione di ingenti risorse finanziarie. Da un’indagine realizzata dalla Cgia di Mestre, riporta Giampiero Catone, emerge la necessità di destinare una cifra di 35 miliardi di euro a sostegno di famiglie e imprese italiane. Gli investimenti non solo limiterebbero le tensioni, ma potrebbero inoltre ovviare al problema di un eventuale arresto del sistema. È reale il rischio che le imprese siano indotte a interrompere la produzione, causando chiusure a catena e inevitabili ripercussioni. “Se quei 35 miliardi non saranno trovati entro fine anno per arginare i prezzi dell’energia – sottolinea la Cgia – arriva il rischio che moltissime imprese e altrettante famiglie non siano nelle condizioni di pagare le bollette e, conseguentemente, di vedersi chiudere la fornitura, è molto elevato”.

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Il saggio edito da Federico Motta Editore sulla scoperta dei virus

La scoperta dei virus e la nascita dell’immunologia: Federico Motta Editore approfondisce il tema attraverso il saggio “Sviluppo e difese dell’organismo” di Gilberto Corbellini, pubblicato sull’Età moderna.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: virus, dalla loro scoperta al Covid-19

Oggi, a oltre due anni dallo scoppio della pandemia da Covid-19, il virus, seppur mutato, continua a circolare tra la popolazione. Il mondo dei virus e il suo studio rappresentano argomenti scientifici di grande interesse. Gli esperti hanno tuttavia iniziato ad approfondire il tema soltanto in tempi recenti. Anche se è solo da poco più di un secolo che si studiano i virus, sono ragguardevoli i progressi raggiunti in pochi anni. A ripercorrere le tappe principali di questo percorso è il saggio “Sviluppo e difese dell’organismo” di Gilberto Corbellini, pubblicato sull’Età moderna di Federico Motta Editore. In questo approfondimento la Casa Editrice ripercorre la storia dei virus a partire dalle prime scoperte. Già in passato il processo di immunizzazione naturale era noto agli scienziati che però non conoscevano le cause e i meccanismi di trasmissione delle malattie. Il primo traguardo, ricorda Federico Motta Editore, arriva nel 1776 quando Edward Jenner diffuse in Inghilterra il vaccino contro il vaiolo, ricavato da bovini infetti. L’esistenza dei virus rimase sconosciuta fino al 1898: quell’anno Martinus Willem Beijerinck riuscì a isolare il virus del mosaico, più piccolo ancora di un batterio.

Federico Motta Editore, quando nacque l’immunologia?

L’immunologia nacque a fine Ottocento, ma – come riportato da Federico Motta Editore – vide il suo massimo sviluppo durante il Novecento grazie al contributo del chimico francese Louis Pasteur, oggi considerato il padre della moderna microbiologia. Approfondendo i temi dell’immunizzazione indotta dai vaccini, suppose che gli individui potessero diventare immuni a una malattia dopo un contatto con un agente patogeno non letale. È così che nel 1879 Pasteur scoprì che i germi patogeni attenuati potevano essere impiegati per immunizzare i pazienti. Alle scoperte del chimico francese si aggiunsero poi anche quelle di Elie Mechnikov, il quale per primo intuì che la risposta attiva dell’organismo agli agenti patogeni induceva all’immunizzazione. Non solo, negli anni Novanta gli studi di Paul Ehlrich portarono inoltre alla scoperta di anticorpi e antigeni.

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Tecnicaer Engineering, Fabio Inzani: il progetto per il Palazzo di Giustizia di Milano

Fabio Inzani, alla guida della società di Ingegneria Integrata Tecnicaer Engineering (consorziata Mythos), ha coordinato il progetto di fattibilità tecnica ed economica relativo ai lavori di riqualificazione del Palazzo di Giustizia di Milano.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: l’attuale stato dei luoghi interessati dal progetto

Sebbene le aree che saranno soggette a riqualificazione non versano attualmente in uno stato di conservazione particolarmente critico, i lavori di rifunzionalizzazione e ristrutturazione effettuati negli anni sono risultati poco accorti dal momento in cui hanno portato ad uno snaturamento degli spazi, che si allontanano dal progetto originario elaborato dall’architetto Marcello Piacentini. Seppur mantenendosi entro i canoni del minimo intervento, il progetto studiato dal team guidato da Fabio Inzani si propone di ricostituire una visione d’insieme dell’opera, con l’intento di restituire al Palazzo il giusto decoro e la sua dignità.

Fabio Inzani: gli interventi previsti

Tra i principali obiettivi dell’intervento vi è la riqualificazione energetica e impiantistica dell’edificio, a cui poi si aggiungono anche il risanamento delle facciate interne e il restauro degli elementi di pregio. Mediante l’utilizzo di tecnologie avanzate si otterrà quindi la massimizzazione delle caratteristiche essenziali in quanto a efficienza energetica, utilizzo di fonti rinnovabili, sicurezza, affidabilità funzionale, manutenibilità, semplicità ed elasticità funzionale, durabilità ed economicità di esercizio, sempre nel pieno rispetto dei vincoli ambientali esistenti. La soluzione progettuale messa a punto dal gruppo di lavoro a cui fa capo Fabio Inzani mira pertanto a realizzare un organismo impiantistico omogeneo.

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Dai rottami ferrosi alla leadership nel settore siderurgico: i traguardi di Gruppo Riva

Considerato tra gli industriali europei più innovativi e lungimiranti degli ultimi 50 anni, Emilio Riva ha saputo creare un’azienda all’avanguardia: i traguardi di Gruppo Riva.

Gruppo Riva

Gruppo Riva, dal commercio di rottami alla leadership nel settore siderurgico

Specializzato inizialmente nel commercio di rottami ferrosi nell’Italia dei primi anni ’50, Gruppo Riva ha saputo cogliere ben presto le prospettive di sviluppo del settore siderurgico italiano. Grazie anche a una politica espansionistica volta all’acquisizione di importanti realtà produttive europee, il Gruppo è diventato, nell’arco di alcuni decenni, una delle prime realtà siderurgiche del Vecchio Continente. Gli investimenti destinati alla ricerca e all’innovazione hanno sempre avuto un ruolo di primo piano nella strategia aziendale: l’introduzione della colata continua curva a tre linee – per la prima volta in Italia nello stabilimento di Caronno Pertusella – è stata la prima di una serie di importanti novità tecnologiche che hanno consentito all’azienda di raggiungere traguardi significativi. Lo stabilimento di Lesegno, considerato il cuore tecnologico di Gruppo Riva, è inoltre l’unico laboratorio in Italia a essere dotato del simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, impiegato per la simulazione, su provini appositamente realizzati, dell’intero ciclo di lavorazione dell’acciaio.

La visione strategica di Emilio Riva, fondatore di Gruppo Riva

Lungimiranza e visione strategica di ampio respiro: questi i principali elementi distintivi che per anni hanno guidato le scelte di Emilio Riva. Considerato il pioniere della siderurgia italiana nel dopoguerra, nei primi anni ’50 avvia, insieme al fratello Adriano, la propria attività imprenditoriale. Nasce così Gruppo Riva, tra i principali leader nel settore siderurgico. Riva ha avuto un ruolo centrale nella fase di privatizzazione dell’acciaio non solo in Italia, ma anche in Germania, Francia e Belgio, dove oggi il Gruppo possiede un totale di 21 stabilimenti. Per l’influenza avuta nella ristrutturazione della siderurgia in Europa, contribuendo inoltre alla tutela di numerosi posti di lavoro, gli sono state conferite significative onorificenze: Gran Croce al Merito dal Re del Belgio (2000), Cavaliere dell’Ordine al Merito dalla Repubblica federale tedesca (2002) e Legion d’onore francese (2005). Grazie alle importanti novità introdotte nel ciclo di produzione dell’acciaio, il fondatore di Gruppo Riva è considerato tra gli industriali europei più innovativi e lungimiranti degli ultimi 50 anni.

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