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Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo proiettata al 2023, in crescita il budget

Fondazione Cariplo, approvato il Documento previsionale programmatico annuale per il 2023: il commento di Andrea Mascetti e dei commissari varesini della Commissione Centrale di Beneficenza.

Andrea Mascetti, profilo biografico cultura360

Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo si rafforza nel 2023

Nel corso della riunione della Commissione Centrale di Beneficenza di cui fa parte anche Andrea Mascetti, Fondazione Cariplo ha approvato il Documento previsionale programmatico annuale per il 2023 in cui sono definiti obiettivi e risorse per l’attività filantropica. In un contesto di incertezza economica l’ente nato per sostenere iniziative e progetti di utilità sociale, in partnership con le reti del territorio, gli enti non profit e le istituzioni e con la fondamentale collaborazione delle Fondazioni di Comunità locali rafforza il proprio impegno come conferma anche l’aumento del budget: 171 milioni di euro, 21 in più dei 150 milioni stanziati per l’anno in corso. Nove gli obiettivi chiave individuati all’interno delle tradizionali aree di intervento: sfide demografiche; cambiamenti climatici, tutela dell’ambiente e della biodiversità; contrasto alla povertà; occupabilità; nuove forme della partecipazione culturale; ricerca scientifica; sistemi territoriali di welfare; abitare sociale; capacity building delle organizzazioni non profit. Andrea Mascetti opera da anni in Fondazione Cariplo nel ruolo di Coordinatore della commissione Arte e cultura: insieme a lui nella Commissione Centrale di Beneficenza lavorano anche Elisa Fagnani, Giuseppe Banfi e Sarah Maestri.

Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo non farà mancare il suo apporto al territorio

Unitamente gli altri commissari varesini della Commissione Centrale di Beneficenza, Andrea Mascetti ha sottolineato come anche nel 2023 Fondazione Cariplo “non farà mancare il suo apporto agli enti del terzo settore del territorio, anzi ha deciso di incrementare le risorse perché i problemi che le nostre comunità stanno affrontando mettono sempre più a dura prova la tenuta”. L’ottica, come si legge nella nota diffusa in merito dall’ente, è di contribuire significativamente ad “accorciare le distanze”, ossia a creare e ampliare le opportunità di realizzazione, crescita e partecipazione per ciascun individuo, come fattore di sviluppo per la comunità e per il Paese. “Senza l’agire di associazioni, cooperative, fondazioni, volontari molte delle iniziative spesso a sostegno di chi è più in difficoltà non si potrebbero realizzare”: la soddisfazione di Andrea Mascetti e degli altri commissari varesini è in queste parole.  

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Stefano De Capitani: gli asset per una evoluzione funzionale delle città, il focus

Il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani: risparmio energetico, economia circolare, mobilità controllata e recupero delle aree “direttrici che promuovono una sempre maggiore attenzione all’ambiente e alla sostenibilità dei centri urbani”. 

Stefano De Capitani, Presidente Municipia S.p.A.

Stefano De Capitani: digital innovation, gli asset per l’evoluzione della città

“Disegnare le città del domani vuol dire seguire i capisaldi dell’evoluzione smart”: Stefano De Capitani, presidente di Municipia S.p.A., li individua in risparmio energetico, economia circolare, mobilità controllata e recupero delle aree in quanto “direttrici che promuovono una sempre maggiore attenzione all’ambiente e alla sostenibilità dei centri urbani”. In un approfondimento pubblicato sui suoi canali social, il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani spiega come in quest’ottica le governance debbano affrontare “un processo step by step, che si accresce con la capacità di creare un reale ecosistema digitale in grado di interconnettere e coordinare le diverse azioni sul territorio”.

Municipia S.p.A., il presidente Stefano De Capitani: realizzare città sostenibili e al servizio delle persone vuol dire investire nella digitalizzazione

C’è un punto che però deve rimanere focale”, precisa Stefano De Capitani: “Qualsiasi intervento, a prescindere dalla vastità dall’impatto, deve essere calato tenendo conto del contesto complessivo del territorio urbano”. Diversamente il rischio potrebbe essere che se ne vanifichi l’efficacia: per scongiurarlo è quindi necessario garantire “un dialogo infra e intersettoriale e una visione d’insieme”. Lo strumento per la realizzazione di opere di interesse collettivo, come Municipia S.p.A. ha modo di appurare quotidianamente nei progetti di Digital Transformation che porta avanti in tutto il Paese a fianco di Comuni di ogni dimensione, è nella collaborazione fra pubblica amministrazione locale e settore privato. “Realizzare una smart city vuol dire investire nella digitalizzazione al fine di soddisfare i parametri fondativi e mettere in atto tutte le opportunità connesse alle tecnologia al servizio delle persone”, ribadisce infine Stefano De Capitani.

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Origini ed evoluzione di Serenissima Ristorazione

Innovare, crescere e lavorare le parole chiave della filosofia aziendale portata avanti da Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione

I numeri di Serenissima Ristorazione

Oltre 9mila dipendenti, 14 società controllate e una produzione annua di 50 milioni di pasti: sono i numeri di Serenissima Ristorazione. Fin dai primi anni della sua fondazione, avvenuta negli anni ’80 ad opera del Presidente Mario Putin, il Gruppo si è imposto come punto di riferimento nel panorama italiano della ristorazione collettiva. Un successo frutto di un approccio global service e di un profilo fortemente votato all’internazionalizzazione. Oggi Serenissima Ristorazione, che ha il suo headquarter a Vicenza, opera in Italia, Spagna e Polonia ed è attiva in diversi segmenti della ristorazione: socio-sanitario, scolastico, Horeca e aziendale gli ambiti principali. Il Gruppo è riuscito a mantenere un trend di crescita costante, arrivando ad un fatturato consolidato superiore ai 400 milioni di euro. Un percorso merito soprattutto della filosofia aziendale adottata: innovare, crescere e lavorare i valori che guidano quotidianamente l’operato dell’azienda.

Serenissima Ristorazione: innovazione e sostenibilità, le iniziative

Consapevole del ruolo svolto nei confronti della collettività, Serenissima Ristorazione è costantemente impegnata nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni all’avanguardia in grado di garantire prodotti e servizi sempre più eccellenti e affidabili. Ne è un esempio il Centro Cottura di Boara Pisani, in provincia di Padova, che oltre a risultare tra i più grandi (30mila pasti al giorno) è anche uno dei centri tecnologicamente più avanzati d’Europa. Negli ultimi anni il Gruppo ha investito fortemente anche nella digitalizzazione, coinvolgendo tutti i suoi ambiti di attività, dalla ristorazione aziendale alla formazione, nel processo di trasformazione digitale. Anche la sostenibilità, declinata in tutte le sue forme, è uno dei pilastri delle attività di Serenissima Ristorazione. Diverse le iniziative e le campagne di sensibilizzazione lanciate nelle scuole e nelle aziende su temi quali la corretta alimentazione, il recupero alimentare e il consumo consapevole. Il Gruppo prende parte anche a interventi di project financing ad alto valore sociale, come ad esempio l’attivazione del “Servizio Banca del Latte Umano Donato (BLUD) – Lactarium” in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Padova.

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Serenissima Ristorazione: innovazione e sostenibilità nella ristorazione collettiva

Fondata a Vicenza a metà degli anni ’80, Serenissima Ristorazione è impegnata quotidianamente nel soddisfare le esigenze alimentari di tutti, un compito che porta avanti ormai da decenni. Ciò significa garantire standard sempre elevati nella ristorazione collettiva per asili, scuole, aziende, ospedali e RSA.

Serenissima Ristorazione, da oltre 30 anni al servizio dell’alimentazione

Quella di Serenissima Ristorazione è una storia fatta di grande attenzione verso uno dei bisogni primari dell’essere umano: l’alimentazione. Esigenza che l’azienda fondata dal Presidente Mario Putin pone al centro delle proprie attività, insieme alla ricerca costante di soluzioni che soddisfino le necessità del settore. Di strada ne è stata fatta tanta da quando, negli anni ’80, Serenissima Ristorazione ha fatto ingresso sul mercato: da allora è stata capace di raggiungere una posizione di leadership a livello nazionale – con una produzione giornaliera che si aggira sui 200.000 pasti – a cui va aggiunta anche una presenza importante in Paesi come la Spagna e la Polonia. Oggi le attività del Gruppo si estendono in diverse aree della ristorazione collettiva, includendo gli ambiti socio-sanitario, commerciale, aziendale e scolastico.

Serenissima Ristorazione: alcuni progetti del Gruppo e l’attenzione all’innovazione

Oltre alla fornitura di servizi di ristorazione, Serenissima Ristorazione è attiva anche in iniziative di project financing. In tal senso ha attivato, ad esempio, una collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Padova per il Servizio Banca del Latte Umano Donato (BLUD) – Lactarium. Strumento a dir poco vitale per le necessità nutrizionali dei neonati, il servizio prevede la selezione, la raccolta, il controllo, il trattamento, la conservazione e la distribuzione del latte umano donato, da utilizzare per specifiche necessità mediche. In ambito aziendale, anche con il supporto di Rossi Catering (società afferente al Gruppo), Serenissima Ristorazione garantisce ampia diversificazione nei servizi e nella fornitura di prodotti italiani, sempre con un occhio di riguardo alla qualità. Il successo raggiunto è supportato da una precisa strategia di investimenti verso l’innovazione tecnologica. Un esempio su tutti: lo stabilimento di Boara Pisani (Padova), il più grande d’Italia e d’Europa per quanto concerne il “legame refrigerato”, ovvero quella tecnica innovativa che permette di preservare il gusto degli alimenti e i principi nutritivi in essi contenuti.

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Intermediazione dei rifiuti, Marco Domizio: carriera e successi del fondatore di Ares Ambiente

Numerosi gli impianti di trattamento realizzati nel corso della sua carriera. Tra i principali successi di Marco Domizio la fondazione di Ares Ambiente.

Marco Domizio

Marco Domizio: i primi incarichi e la specializzazione nel settore dell’intermediazione dei rifiuti

Classe 1974, Marco Nicola Domizio è un imprenditore che ha maturato esperienza nel settore dei rifiuti fino alla fondazione di Ares Ambiente. La società, con sede a Treviolo, è specializzata nello smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti urbani, speciali non pericolosi e speciali pericolosi. Attiva dal 2008, oggi Ares Ambiente è considerata tra le aziende Best Performer della provincia di Bergamo e offre i suoi servizi su tutto il territorio italiano. La carriera di Marco Domizio inizia in giovane età, quando subito dopo aver ottenuto il diploma viene assunto in un’azienda di intermediazione dei rifiuti. Un percorso che dura sei anni, grazie ai quali consolida le competenze in materia di gestione dei rifiuti e di gare d’appalto. Tale esperienza gli vale l’incarico come Responsabile Commerciale di una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali.

Marco Nicola Domizio: la realizzazione dei primi impianti e l’iniziativa Ares Ambiente

È in questi anni che Marco Domizio realizza uno dei suoi primi impianti di compostaggio, locato nella provincia di Bergamo e oggi ancora in funzione. Le sue potenzialità vengono notate da una primaria azienda attiva nella provincia di Milano, che gli affida il ruolo di Responsabile Commerciale. Tra i principali risultati ottenuti l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura nella Regione Campania. Per l’azienda si occupa anche di attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti sia a mezzo gomma/intermodale che a mezzo nave. Prima di fondare Ares Ambiente nel 2008 e accompagnarla in un percorso virtuoso di crescita, Marco Nicola Domizio è Responsabile di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo, per poi collaborare con due società attive nel settore ambientale, esperienze che gli hanno consentito di acquisire competenze sia sotto il profilo del trattamento, del deposito e della conoscenza chimico fisica dei rifiuti che nell’ambito gestionale e autorizzativo.

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Fisco, Giampiero Catone: chi pagherà i crediti inesigibili? Meglio il condono tombale

Nella tempesta dei prezzi in salita si fanno strada le cartelle esattoriali, pronte a bussare alla porta di migliaia di italiani. Ma quanti sono i contribuenti che potranno davvero saldare i propri debiti? Il punto della situazione nell’editoriale di Giampiero Catone pubblicato su “La Discussione”.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: chi sono i debitori italiani?

Oltre ai grandi evasori e alle grandi aziende statali, l’esercito dei contribuenti in debito con lo Stato è costituito in buona parte da singoli cittadini e piccole realtà, le stesse che in questo momento si trovano a fare i conti con le abnormi stangate su bollette e carrello della spesa. Proprio a loro sono indirizzate le 13 milioni di cartelle in spedizione in questi giorni e alle quali si aggiungono altre 2,5-3 milioni di cartelle che saranno affidate ad Agenzia delle Entrate Riscossione entro il 2022. Secondo una stima, nel magazzino fiscale ci sarebbero inoltre 900 miliardi di crediti inesigibili, in quanto derivanti da bollette a carico di persone decedute, di imprese fallite e di cittadini che non hanno le risorse per pagare. Un’altra importante informazione da tenere a mente riguarda, secondo Giampiero Catone, il debito delle famiglie, che a fine 2021 ammontava a 574,8 miliardi di euro (21,9 miliardi in più rispetto al 2020). Alla luce dei recenti dati, la Cgia avverte che c’è il rischio di usura. Sono già migliaia le piccole imprese che rischiano il fallimento e sarebbero proprio loro le realtà più esposte.

Le proposte di Giampiero Catone: dalla riforma del Crif al condono tombale

In Italia, quando un cittadino ha un debito, seppur di poco conto e anche se venisse pagato, può sempre scattare la segnalazione al Centro rischi finanziari (Crif). Ed essere negli elenchi della Centrale rischi finanziari significa “avere il conto corrente bloccato, non potere accedere a nessuna linea di credito”. Insomma, si è fuori dalla società civile senza alcuna possibilità di riemergere dai debiti. Per uscire da un sistema che “ha molti limiti ed è invasivo al punto di soffocare il cittadino o l’impresa in momentanea difficoltà”, sarebbe necessario riformare completamente tale strumento. Per quanto concerne invece il tema delle cartelle fiscali, Giampiero Catone invoca il condono tombale come unica soluzione, chiarendo però che è “giusto e necessario che il Governo approvi nuove regole, realizzi un fisco che sappia essere tempestivo, semplice e giusto”. “Sarà necessario azzerare il passato per ridare fiducia verso il futuro”, afferma. E ancora: “Gli italiani non sono un popolo di evasori ma di cittadini e di imprese che pagano. Che seppure in difficoltà possono avere l’opportunità per recuperare”. Propendere per una tregua fiscale significherebbe dare un segnale forte a cittadini e imprese in difficoltà.

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Davide D’Arcangelo partecipa al Festival Digitale Popolare

Il Responsabile Sviluppo di Fondazione Italia Digitale, Davide D’Arcangelo, ha presenziato all’evento organizzato dalla Fondazione, tenutosi dal 7 al 9 ottobre a Torino.

 Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo presente al primo evento italiano dedicato a cultura e policy digitali

Il Co-Founder di Next4 e Vicepresidente di Impatta Davide D’Arcangelo ha partecipato al Festival Digitale Popolare, nel corso del quale è intervenuto per parlare di imprese digitali. L’evento, che si è tenuto a partire dal 7 ottobre nel capoluogo piemontese, è stato il primo in Italia dedicato alla cultura e alle policy digitali. Organizzato dalla Fondazione Italia Digitale, presso la quale Davide D’Arcangelo è inoltre Responsabile Sviluppo, con il patrocinio del Comune di Torino, il Festival si è sviluppato in tre giorni durante i quali si sono susseguiti talk, workshop e laboratori incentrati su una moltitudine di temi: dalla scuola alla cultura, dal turismo alla sanità, dal lavoro alla mobilità. Tutti affrontati seguendo lo stesso filo conduttore: il digitale.

Davide D’Arcangelo e gli altri ospiti

Oltre a Davide D’Arcangelo, che è intervenuto nel corso della prima giornata nell’ambito del modulo “Impresa digitale e innovativa”, hanno preso parte all’evento anche Pierluigi Sassi (Co-Founder di Next4, Presidente di Impatta e Earth Day Italia) e Gianluca Cecchet (CEO di Next Code Academy). Il primo ha parlato di “Blue&Green Revolution”, mentre il secondo ha affrontato il tema delle competenze digitali. Tra gli ospiti erano presenti inoltre esperti del settore, figure istituzionali, accademici e personaggi del mondo dello spettacolo, della cultura, dello sport e dell’innovazione. Tra questi: il fumettista e autore televisivo Makkox; l’epidemiologo Gianni Rezza; l’attrice e dirigente sportiva Cristiana Capotondi; il filosofo Maurizio Ferraris; il calciatore e imprenditore Giorgio Chiellini.

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Attilio Mazzilli: lo Studio Legale Orrick assiste Andriani per l’ingresso di Nuo nel capitale

Andriani ha siglato un accordo che prevede l’ingresso di Nuo come socio di minoranza, con partecipazione del 26,4%. Tra i Partner che hanno assistito l’azienda pugliese vi è anche Attilio Mazzilli, avvocato dello Studio Legale Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP.

Attilio Mazzilli

Attilio Mazzilli al fianco di Andriani nella partnership con Nuo

Specializzata nella produzione di pasta con materie prime naturalmente senza glutine, l’azienda pugliese Andriani ha ufficializzato la stipula di una partnership con Nuo, holding finanziaria nata dalla collaborazione tra Exor e World-Wide Investments. L’operazione prevede l’ingresso di Nuo come socio di minoranza, con partecipazione pari al 26,4%: si tratta del primo investimento nel settore food per la holding guidata dall’AD Tommaso Paoli. Come reso noto, all’operazione ha preso parte anche Attilio Mazzilli, Partner dello Studio Legale Orrick, Herrington & Sutcliffe LLP, che ha assistito Andriani nell’operazione. A seguito dell’accordo, Andriani continuerà a mantenere la maggioranza del capitale sociale, nonché il management aziendale guidato da Michele e Francesco Andriani.

Attilio Mazzilli: Andriani e Nuo, gli obiettivi dell’accordo

La partnership siglata punta ad accelerare il piano di sviluppo dell’azienda pugliese e la sua crescita nei mercati dell’America e dell’Asia. È previsto, inoltre, un aumento degli investimenti per l’innovazione e per i progetti di filiera, con ulteriori investimenti dedicati all’ambito della sostenibilità a lungo termine. Tra gli obiettivi, ad esempio, Andriani punta a raggiungere la neutralità carbonica dello stabilimento entro il 2025. L’operazione che ha condotto alla partnership ha visto Nuo affiancata da Chiomenti e da Gitti and Partners per quanto concerne gli aspetti fiscali. Andriani è stata invece assistita dallo Studio Legale Orrick con un team composto dai Partner Attilio Mazzilli e Alessandro Vittoria, dalla Of Counsel Livia Maria Pedroni e dalla Associate Ginevra Rebecchini. Andriani si è avvalsa, inoltre, di PwC in materia di vendor due diligence finanziaria.

 

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Giampiero Catone: c’è vento di crisi, il Governo tuteli imprese e famiglie

Giampiero Catone evidenzia in un editoriale su “La Discussione” i rischi derivanti dall’innalzamento dei prezzi e sottolinea la necessità da parte del Governo di intervenire per aiutare imprese e famiglie ad affrontare questo difficile momento.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: lo spettro della recessione e lo stop alle forniture

Venti di crisi economica e guerra, che sembravano appartenere al passato, oggi bussano alla nostra porta. Il rincaro dei prezzi pesa sempre di più sulle spalle di cittadini e imprese, quasi sull’orlo di un precipizio. La paura più grande è che dietro l’angolo si nasconda una recessione pronta a scatenare il caos sul sistema produttivo e distributivo. “Il caro energia è un propellente per un effetto domino che travolge famiglie, imprese, occupazione, consumi”, sottolinea la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise. È anche il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ad osservare che “il caro energia inarrestabile rende più concreti i rischi di recessione”. Un’ulteriore preoccupazione deriva dai cosiddetti “margini di garanzia” dei contratti di distribuzione di gas, elettricità e acqua messi a punto dalle società retail che fanno da intermediarie tra i possessori delle fonti energetiche e gli utilizzatori finali. Per sostenere tali margini in Europa, osserva Giampiero Catone, “saranno necessari oltre 1.500 miliardi di dollari” e in Italia la situazione è ancora più complessa dato il ruolo strategico delle finanziarie. Attualmente, l’indice del rischio di liquidità è aumentato del 138%.

Giampiero Catone: la necessità di nuovi fondi per tutelare imprese e famiglie

Nello scenario che ci si pone davanti, urge più che mai tutelare le famiglie e le piccole-medie imprese, ovvero i soggetti più esposti all’impazzito innalzamento dei prezzi. Per garantire loro maggiore sicurezza, il Governo deve mettere in campo ingenti disponibilità finanziarie. Riportando i risultati di un’analisi eseguita dalla Cgia di Mestre, Giampiero Catone individua nella cifra di 35 miliardi di euro la somma necessaria a sostenere le imprese e le famiglie italiane. La Cgia mette in guardia sulle conseguenze: “Se quei 35 miliardi non saranno trovati entro fine anno per arginare i prezzi dell’energia arriva il rischio che moltissime imprese e altrettante famiglie non siano nelle condizioni di pagare le bollette e, conseguentemente, di vedersi chiudere la fornitura, è molto elevato”. Questi fondi sono necessari, oltre che per ridurre le tensioni, per evitare che il sistema vada in blocco. Altrimenti c’è il rischio che le imprese siano costrette a bloccare la produzione, innescando chiusure a catena, con ripercussioni gravissime.

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Andrea Mascetti: l’impegno di Valore Italia per il futuro del Paese

L’intervento di Andrea Mascetti a Montecitorio per “Cultura: una grande sfida per il futuro dell’Italia”, convegno promosso da Valore Italia.

Andrea Mascetti: la presentazione a Montecitorio del programma di Valore Italia

È intervenuto anche Andrea Mascetti lo scorso 21 settembre nella Sala Stampa di Palazzo Montecitorio per presentare la grande sfida per il Paese lanciata da Valore Italia nell’ottica di plasmarne il futuro su valori fondamentali quali bellezza dei paesaggi e identità territoriale, in sinergia con altri tipi di transizione in corso come quella green. Un importante progetto che si incarna concettualmente nell’ambito della cosiddetta “conservazione programmata” basandosi su una visione di lungo periodo (almeno 30 anni): oltre ad Andrea Mascetti nel corso del convegno sono intervenuti anche il Direttore Scientifico di Valore Italia Angelo Crespi, l’On. Federico Mollicone (Coordinatore dell’Intergruppo parlamentare “Cultura, Arte, Sport”) e Patrizia Asproni, Presidente della Fondazione Industria e Cultura. L’ottica è promuovere un grande progetto con un orizzonte temporale di dieci anni, coordinato dal Ministero della Cultura, di messa in sicurezza di tutto il patrimonio storico architettonico culturale italiano.

Andrea Mascetti: arte e cultura, le proposte di Valore Italia per il futuro del Paese

Programmare significa tutelare: nasce su questa consapevolezza il progetto promosso da Valore Italia, come ha ricordato anche Andrea Mascetti nel corso dell’evento di presentazione. Nel documento di proposte, oltre al coinvolgimento di privati e imprese private nelle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale perché fare impresa significa anche fare cultura, emerge anche la necessità di un’importante riforma fiscale che permetta, da un lato, la detraibilità delle spese culturali e, dall’altro, l’abbassamento dell’IVA sulla vendita delle opere d’arte contemporanea e in generale sui prodotti di cultura, al pari dell’IVA agevolata per la vendita dei libri. E ancora l’estensione dell’Art Bonus a istituti e fondazioni private, la costituzione di un fondo cultura per l’innovazione tecnologica delle imprese e un sostegno permanente al libro e alla lettura sul modello proposto da Fondazione Cariplo. Infine Valore Italia propone anche la riattivazione della cosiddetta legge “Duepercento” (estesa per esempio alle opere infrastrutturali), l’istituzione di una rete di residenze di artista nei borghi da ripopolare oppure nei luoghi dismessi all’interno di grandi città e l’apertura di una serie di spazi espositivi (sul modello kunsthalle) per dare la possibilità ai giovani di esporre con più facilità. Andrea Mascetti è entrato nell’Advisory Board di Valore Italia lo scorso febbraio.

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Gli incarichi professionali di Davide D’Arcangelo

Davide D’Arcangelo è un esperto di innovazione, politiche industriali, reti di impresa e cluster tecnologici. È co-fondatore del club deal investor Next4, Vicepresidente del network di imprese Impatta e Presidente della scuola Next Code Academy.

Davide D'Arcangelo

Gli incarichi professionali di Davide D’Arcangelo

Laureato in Giurisprudenza, Davide D’Arcangelo è molto gradito nell’ambito degli enti locali per le sue spiccate competenze nel settore dei fondi europei. È iscritto all’albo MISE degli Innovation Manager ed opera in qualità di consulente digitale per diversi enti pubblici, tra i quali MEF, Anci, IFEL e Confindustria. Attualmente fa parte del Nucleo di valutazione dei progetti di Ricerca della Regione Lazio; è nella task force nazionale di Anip – Confindustria ed è membro del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania. Da anni collabora, in qualità di consulente, con enti e istituzioni per la realizzazione di progetti su politiche industriali e animazioni territoriali. Tra gli enti presso cui ha operato rientrano CCIAA Roma, Roma Città Metropolitana, CNA Roma, Confcommercio Roma, Provincia di Frosinone e Comune di Latina. Di recente è entrato a far parte del comitato scientifico di Fondazione Italia Digitale, realtà italiana dedicata alle policies digitali nel pubblico e nel privato.

Davide d’Arcangelo: le esperienze nel settore privato e le pubblicazioni

Davide D’Arcangelo ha lavorato anche con realtà private come Lucciola & Partners S.r.l. e Orrick Herrington & Sutcliffe, ed ha partecipato a progetti di ricerca finanziati da Menarini S.p.A., IBM S.p.A., Novamont S.p.A., Luiss Business School, IBI-Lorenzini S.p.A., IRCSS San Raffaele, Noovle S.p.A., Giomi S.p.A., Sigma Tau S.p.A. e Corden Pharma S.p.A. Collabora inoltre con l’Università “La Sapienza” di Roma, presso la quale ha realizzato una serie di articoli, ricerche e studi pubblicati che trattano di politiche industriali. È autore, insieme ad Angelo Paletta, di “Minibond. Aziende private e pubbliche possono approvvigionarsi di liquidità a debito emettendo titoli obbligazionari da quotare in Borsa Italiana come soluzione complementare al tradizionale debito bancario nel post-coronavirus”, opera pubblicata nel 2020 da Edusc nella collana Management & Finanza Etica.

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Massimo Malvestio: il percorso professionale, oltre trent’anni tra avvocatura e finanza

Massimo Malvestio: dietro la nascita di Praude Asset Management Ltd la passione per la finanza coltivata parallelamente all’attività di avvocato.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: dall’avvocatura alla finanza, le competenze del fondatore di Praude Asset Management Ltd

Nel 2009 Massimo Malvestio, dopo una lunga serie di importanti esperienze nell’avvocatura, dà vita a Praude Asset Management Ltd, società di gestione patrimoniale che fornisce servizi di investimento operando su licenza della Malta Financial Services Authority (MFSA). “Sono stato un grande amico di Mario Zarattini e ancora prima che si trasferisse a Lugano e fondasse la sua banca molti erano i progetti nel campo finanziario di cui abbiamo discusso insieme” ricorda l’avvocato in un’intervista dello scorso gennaio a “Focus Risparmio” in cui ripercorre gli oltre trent’anni di un percorso professionale in cui la passione per la finanza si è continuamente intrecciata all’attività nell’avvocatura per poi “trovare una forma più compiuta” nella nascita di Praude Asset Management Ltd dove Massimo Malvestio opera ancora oggi in qualità di Presidente del Comitato Investimenti.

Massimo Malvestio: i traguardi di Praude Asset Management Ltd

“L’attività di avvocato mi ha impegnato a tempo pieno, non abbastanza però da farmi perdere una passione che nel tempo, dati i risultati, ha dovuto quasi obbligatoriamente trovare una forma compiuta”: nelle parole di Massimo Malvestio si leggono quelli che oggi possono considerarsi i punti di forza di Praude Asset Management Ltd. L’interesse che spinge alla conoscenza, alla preparazione. L’esperienza alla base di una vision lungimirante sui mercati finanziari. L’attenzione nell’aggiornarsi di continuo, nell’accrescere e perfezionare le proprie competenze. Non a caso è stata proprio Praude Asset Management Ltd ad aver lanciato Hermes Linder, il fondo che nel 2017 ha vinto il prestigioso Thomson Reuters Lipper Award nella categoria European Small Cap: dal lancio è arrivato a segnare un +600%, con “oltre 340 milioni di euro di patrimonio” riuscendo a piazzarsi “tra il miglior 1% dei fondi Small Cap per rendimento in tre degli ultimi sei anni (su Bloomberg)”. Come ha sottolineato Massimo Malvestio anche in una recente intervista a “I Corrieri del Risparmio”, si tratta di un fondo con “una notevole libertà di movimento e che oggi è investito soprattutto in Italia”.

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Intermediazione dei rifiuti: la carriera di Marco Nicola Domizio, fondatore di Ares Ambiente

Marco Domizio è un imprenditore con un’esperienza consolidata nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Negli anni ha sviluppato competenze gestionali e autorizzative specifiche per il settore, confluite nel 2008 nella fondazione di Ares Ambiente.

Marco Domizio

Intermediazione dei rifiuti e gestione impianti: la carriera di Marco Domizio

Originario di Bergamo, classe 1974, Marco Domizio inizia il suo percorso professionale subito dopo il conseguimento del diploma. Nello specifico viene assunto da un’azienda di intermediazione rifiuti attiva in Lombardia dove, tra le altre cose, si occupa anche della partecipazione nelle gare di appalto. A tale prima esperienza fanno seguito alcuni incarichi come Responsabile Commerciale, inizialmente in una società specializzata in attività di spurghi e pulizie industriali e in seguito presso una primaria azienda della provincia di Milano. Tra i traguardi raggiunti nel periodo, anche l’installazione di sette impianti di trito-vagliatura in Campania. Marco Domizio consolida l’esperienza nel settore occupandosi di trasporto transfrontaliero di rifiuti, sia a mezzo gomma/intermodale che nave, e lavorando come Responsabile Commerciale in un impianto di compostaggio. Prosegue la propria carriera con un incarico come Responsabile nella gestione di una cava di estrazione di minerali naturali e collaborando con due realtà attive in ambito ambientale. Sono queste le ultime esperienze prima della fondazione di Ares Ambiente, realtà specializzata nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati.

Marco Domizio: il modello sviluppato da Ares Ambiente

La solida preparazione nel campo dell’intermediazione dei rifiuti consente a Marco Domizio di fondare una realtà di successo, incentrata sui principi di efficienza, economicità e trasparenza. È così che, in pochi anni, Ares Ambiente riesce a farsi strada nel settore. L’azienda si specializza nei servizi dedicati al comparto ambientale, con attività condotte su tutto il territorio italiano: dallo smaltimento e recupero fino ad occuparsi, per i clienti, del trasporto di rifiuti “speciali pericolosi” e “speciali non pericolosi”. Oggi la realtà fondata da Marco Domizio rappresenta l’anello di congiunzione tra i soggetti attivi in Italia nel ciclo di gestione del rifiuto: un risultato frutto del costante impegno verso servizi basati su qualità ed efficienza. Lo confermano anche le numerose certificazioni acquisite, tra cui Qualità, Ambiente, Sicurezza e Responsabilità Sociale, nonché il titolo di azienda Best Performer nella provincia di Bergamo, assegnato da “LombardiaPost” nel 2021.

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Cerveno: Riva Acciaio tra i sostenitori del restauro delle cappelle

Riva Acciaio ha sottoscritto una convenzione con la parrocchia di Cerveno per l’assegnazione di un contributo finanziario volto a sostenere il restauro della Via Crucis.

Riva Acciaio: il contributo ammonta a 20mila euro

La donazione elargita da Riva Acciaio per il restauro delle cappelle del santuario cervenese della Via Crucis ha un valore di 20mila euro. Si tratta della seconda convenzione che la società sottoscrive con la parrocchia. Nel dicembre di tre anni fa, il colosso della siderurgia aveva messo a disposizione una somma simile per sostenere il borgo di Cerveno e il recupero artistico. Con questa mossa, oltre a dimostrare un grande rispetto per il patrimonio artistico della Valcamonica, il Gruppo non fa che confermare nuovamente il profondo legame che da tempo la unisce con questi luoghi. La vallata alpina ospita infatti tre degli storici stabilimenti di Riva Acciaio: le fabbriche di Sellero, Malegno e Cerveno.

Il Presidente del CdA di Riva Acciaio sulla Via Crucis: un valore inestimabile

Ancor prima che fosse sottoscritta la convenzione, il Presidente del CdA di Riva Acciaio Valerio Bisio si era congratulato con il parroco di Cerveno per “la magnificenza dell’opera cervenese e per il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso”. È stato proprio Valerio Bisio, insieme ad Andrea Martinelli (Consigliere Delegato di Riva Acciaio) e al parroco Don Giuseppe Franzoni a siglare l’accordo. Il sacerdote, promotore della campagna di restauri che nella seconda metà del 2021 ha inaugurato le cappelle VI e IX, ha ringraziato i vertici della società, esprimendo profonda gratitudine per il sostegno assicurato al recupero delle stazioni della Via Crucis e per il supporto messo a disposizione dei bisogni della comunità e del territorio. Non sono mancati i ringraziamenti anche da parte della Sindaca Marzia Romano.

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Il ritratto professionale di Davide D’Arcangelo, esperto in innovazione e politiche industriali

Davide D’Arcangelo è un esperto di innovazione, politiche industriali, reti di impresa e cluster tecnologici. È co-fondatore del club deal investor Next4, Vicepresidente del network di imprese Impatta e Presidente della scuola Next Code Academy.

Davide D'Arcangelo

Gli incarichi professionali di Davide D’Arcangelo

Laureato in Giurisprudenza, Davide D’Arcangelo è molto gradito nell’ambito degli enti locali per le sue spiccate competenze nel settore dei fondi europei. È iscritto all’albo MISE degli Innovation Manager ed opera in qualità di consulente digitale per diversi enti pubblici, tra i quali MEF, Anci, IFEL e Confindustria. Attualmente fa parte del Nucleo di valutazione dei progetti di Ricerca della Regione Lazio; è nella task force nazionale di Anip – Confindustria ed è membro del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania. Da anni collabora, in qualità di consulente, con enti e istituzioni per la realizzazione di progetti su politiche industriali e animazioni territoriali. Tra gli enti presso cui ha operato rientrano CCIAA Roma, Roma Città Metropolitana, CNA Roma, Confcommercio Roma, Provincia di Frosinone e Comune di Latina. Di recente è entrato a far parte del comitato scientifico di Fondazione Italia Digitale, realtà italiana dedicata alle policies digitali nel pubblico e nel privato.

Davide d’Arcangelo: le esperienze nel settore privato e le pubblicazioni

Davide D’Arcangelo ha lavorato anche con realtà private come Lucciola & Partners S.r.l. e Orrick Herrington & Sutcliffe, ed ha partecipato a progetti di ricerca finanziati da Menarini S.p.A., IBM S.p.A., Novamont S.p.A., Luiss Business School, IBI-Lorenzini S.p.A., IRCSS San Raffaele, Noovle S.p.A., Giomi S.p.A., Sigma Tau S.p.A. e Corden Pharma S.p.A. Collabora inoltre con l’Università “La Sapienza” di Roma, presso la quale ha realizzato una serie di articoli, ricerche e studi pubblicati che trattano di politiche industriali. È autore, insieme ad Angelo Paletta, di “Minibond. Aziende private e pubbliche possono approvvigionarsi di liquidità a debito emettendo titoli obbligazionari da quotare in Borsa Italiana come soluzione complementare al tradizionale debito bancario nel post-coronavirus”, opera pubblicata nel 2020 da Edusc nella collana Management & Finanza Etica.

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Ares Ambiente: “Come vengono differenziati i rifiuti speciali da quelli urbani?”

Secondo la normativa vigente, la classificazione dei rifiuti si basa sulla loro origine e pericolosità: l’approfondimento di Ares Ambiente, dal 2008 attiva nell’intermediazione dei rifiuti su tutto il territorio nazionale

Ares Ambiente

Ares Ambiente: la classificazione dei rifiuti

Regolamentata dal D.lgs. 116/2020 del 3 settembre, la classificazione dei rifiuti si basa sull’origine e sulla pericolosità degli stessi: in base all’origine, vengono individuati i rifiuti urbani e speciali; secondo le caratteristiche di pericolosità, la distinzione riguarda invece i rifiuti non pericolosi e pericolosi. Facendo riferimento alla loro provenienza, ricorda Ares Ambiente, è possibile definire quelli urbani (la cui raccolta e successivo smaltimento sono gestiti dalle Pubbliche Amministrazioni) come provenienti dalle abitazioni e quelli speciali come provenienti dalle attività produttive. Urbani e speciali sono a loro volta suddivisi in pericolosi e non pericolosi. I rifiuti speciali possono derivare da: attività agricole e agro-industriali, attività di costruzione e demolizione, lavorazioni industriali, lavorazioni artigianali, attività commerciali, attività di recupero e smaltimento di rifiuti e fanghi, attività sanitarie e veicoli fuori uso. La classificazione consente, tramite il Codice Europeo Rifiuti (CER) presente nell’Elenco Europeo dei Rifiuti (EER), di identificare in modo univoco ogni rifiuto prodotto.

Gestione rifiuti, Ares Ambiente garantisce efficienza, economicità e trasparenza

Fondata nel 2008 a Treviolo, provincia di Bergamo, Ares Ambiente vanta una profonda conoscenza delle attività di gestione dei rifiuti, nel mercato degli impianti di destino e negli interventi legislativi. Possiede inoltre l’accesso diretto a impianti di smaltimento finali, discariche, termovalorizzatori, piattaforme di stoccaggio e impianti di trattamento. Grazie a un team di professionisti, che condividono competenze traversali, il Gruppo non solo offre assistenza ai clienti, ma gestisce per loro anche i tempi e le modalità dello smaltimento e del recupero del rifiuto. Fondata da Marco Domizio, l’azienda è attiva su tutto il territorio nazionale: oltre a offrire servizi di intermediazione dei rifiuti, si occupa inoltre della gestione degli impianti autorizzati. Ares Ambiente è impegnata in prima linea nel recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti urbani, speciali non pericolosi e speciali pericolosi rispettando i criteri di efficienza, economicità e trasparenza.

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Copma, la cooperativa di Ferrara tra le realtà del progetto “Smart&Value”

L’iniziativa ha coinvolto oltre 300 dipendenti di undici aziende, tra cui Copma, con lo scopo di ottenere indicazioni sulla relazione tra lavoro a distanza e sostenibilità.

Copma

Copma: “Smart&Value”, i risultati dello studio

Misurare quantitativamente i benefici dello smart working sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. È l’obiettivo del progetto “Smart&Value” di Stantec e Dilium, al quale ha preso parte anche la cooperativa Copma. L’iniziativa, lanciata nel 2021 in collaborazione con Sustainability & Circular Economy Lab, ha coinvolto oltre 300 dipendenti di undici aziende. Dopo una prima parte dedicata al training sui principali aspetti dello smart working, negli ultimi sei mesi i partecipanti hanno contribuito alla raccolta finale dei dati relativi ai benefici e ai risparmi del lavoro agile. I risultati, presentati a Bologna lo scorso 15 settembre in occasione dell’evento “La digitalizzazione e la sostenibilità ESG dei modelli di smart working”, parlano chiaro. Grazie all’introduzione di uno smart working parziale sono stati evitati spostamenti per oltre 700mila km ed emissioni di CO2 pari a quelle assorbite in un anno da una foresta di 32 ettari. Per i dipendenti delle aziende – tra le quali, oltre a Copma, anche Autogrill, Enav, Pittarosso e Sisal – evidenti i vantaggi anche dal punto di vista del benessere e della qualità della vita grazie al risparmio ottenuto sui costi (carburante, pedaggi, baby-sitter) e soprattutto sul tempo impiegato per il tragitto casa-lavoro (14mila le ore guadagnate).

Copma: i benefici dello smart working per le aziende

Secondo i dati raccolti da “Smart&Value” i benefici del lavoro agile non si limitano all’impatto sui singoli lavoratori e sulla collettività, ma si riflettono concretamente anche sulle imprese. La maggior parte dei dipendenti ha infatti registrato nel tempo una diminuzione dello stress e un aumento di concentrazione, creatività e tempo dedicato alla formazione. I dipartimenti HR di Copma e delle restanti aziende coinvolte hanno rilevato un miglioramento sul fronte produttività, lavoro per obiettivi e competenze digitali. Buoni i risultati sulla digitalizzazione delle procedure e dei modelli organizzativi, che va ad aggiungersi ad una migliore gestione di spazi e costi. L’evento si è concluso con una tavola rotonda sul futuro dello smart working, dove è stata ribadita l’importanza di fattori abilitanti come la transizione digitale, e infine con la consegna degli attestati di partecipazione alle undici realtà protagoniste del progetto. Rebecca Levy Orelli, Responsabile Scientifico Sustainability & Circular Economy Lab, ha dichiarato: “Smart&Value ha dimostrato che lo smart working si può misurare. Abbiamo aperto una finestra su un mondo intuibile, ma di fatto sconosciuto: e misurare ci permette di conoscere e di prendere decisioni per il futuro delle aziende e della collettività”.

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Serenissima Ristorazione: Mindful Eating, focus sulle pratiche di alimentazione consapevole

Da Serenissima Ristorazione un focus sulla mindfulness applicata all’alimentazione.

Serenissima Ristorazione: come nasce il Mindful Eating

Leader italiano e internazionale nel settore della ristorazione collettiva, Serenissima Ristorazione è impegnata in prima linea nella promozione di iniziative volte a sensibilizzare soprattutto i più giovani su temi quali la sostenibilità ambientale e lo spreco alimentare. Il Gruppo lavora quotidianamente non solo per offrire servizi e prodotti sempre più eccellenti, ma anche per contribuire ad una corretta informazione e diffondere buone pratiche per un’alimentazione sana. Tra queste, Serenissima Ristorazione guarda con attenzione al Mindful Eating: un approccio che nasce dalla mindfulness, una pratica che consiste nel coltivare una più piena presenza di sé. Applicata con successo in ambito clinico, aziendale, sportivo e ospedaliero, negli ultimi anni la pratica è stata estesa anche alla nutrizione. Nasce così la cosiddetta alimentazione consapevole, ossia prendere coscienza del cibo che mangiamo e dell’atto stesso del mangiare. Un nuovo modo di stare a tavola in cui ci si focalizza appieno sulla qualità dell’esperienza, attivando tutti i sensi e ascoltando le emozioni suscitate dal cibo.

Serenissima Ristorazione: i benefici di un’alimentazione consapevole

Se applicato con costanza, il Mindful Eating aiuta a migliorare il rapporto con il cibo. Concentrarsi sull’esperienza alimentare soffermandosi su aspetto, odore, colore e sapore, ponendo attenzione alle reazioni di corpo e mente, aumenta infatti la capacità di percezione della sazietà. Le pratiche di alimentazione consapevole aiutano a ridurre al minimo i fattori, siano essi ambientali, culturali od emotivi, che influenzano l’assunzione di cibo. Nonostante non si tratti di una dieta, l’approccio del Mindful Eating ha effetto anche sulla scelta degli alimenti: essere consapevoli di ciò che si consuma si riflette inevitabilmente sulla qualità e la sostenibilità dei prodotti. Valori che sono alla base dell’operato di Serenissima Ristorazione, certa che le sfide climatiche e alimentari del nostro tempo possano essere vinte solo ottimizzando le potenzialità insite nell’educazione alla buona salute e promuovendo una cultura formativa dell’alimentazione.

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Davide D’Arcangelo: dall’ecosistema di Impatta nasce Impatta4Equity, la nuova investment company

Finanziare l’innovability italiana traendo ispirazione dai valori espressi da Papa Francesco nell’Enciclica Laudato Si’. È questo il principale obiettivo di Impatta4Equity, il nuovo veicolo di investimento fondato da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta.

Davide D’Arcangelo: Impatta4Equity, finanziare l’innovability italiana

Promossa da Impatta, network di imprese e professionisti, l’investment company è stata presentata lo scorso 23 giugno presso lo spazio Facebook “Binario F” della Stazione Termini di Roma. All’evento sono intervenuti i fondatori Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta. “Di fronte all’escalation della crisi climatica e alle evidenti difficoltà delle istituzioni, che nonostante 26 Conferenze sul Clima non riescono a invertire la rotta e a fermare il costante aumento delle emissioni di CO2 in atmosfera – ha commentato il CEO Pierluigi Sassi – Papa Francesco ha invitato ogni cittadino responsabile a fare la propria parte e ha lanciato una piattaforma d’azione globale, Laudato Si’ Action Platform, grazie alla quale possiamo tutti contribuire a generare il cambiamento di cui l’umanità e il pianeta hanno sempre più urgente bisogno”. Nel corso dell’evento sono stati presentati agli oltre 100 investitori i dettagli di Impatta4Equity: il nuovo programma di investimento si focalizzerà sull’innovability italiana e sulla transizione ecologica, cercando di coniugare i criteri ESG e la Dottrina Sociale della Chiesa.

Davide D’Arcangelo: piattaforme digitali e CO2, i progetti pilota

Puntando sulla migliore innovazione italiana, la nuova realtà lanciata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta intende finanziare aziende e start-up già attive in un percorso di economia sostenibile. Per la valutazione delle proposte di investimento, il programma di Impatta4Equity si affiderà a Value Metrics, strumento di misurazione nato dalla collaborazione tra Core Values, PWC, Anima e Movimento per l’Economia del Bene Comune. Nel corso della presentazione i fondatori hanno inoltre svelato i programmi futuri: al momento sono due i progetti pilota avviati dall’investment company. Il primo prevede la realizzazione di una piattaforma in grado di certificare, tramite blockchain, l’abbattimento delle emissioni di CO2 delle flotte aziendali. Anche il secondo progetto si baserà su una piattaforma digitale: pensato per le future Comunità Energetiche consentirà di certificare, sempre tramite blockchain, la produzione e l’autoconsumo di energia. In soli due anni il club deal investor del primo programma d’investimento di Next4 dedicato alla Sanità Digitale è stato in grado di triplicare il proprio valore: con Impatta4Equity, Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta intendono replicare tali risultati.

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Progetti, investimenti e collaborazioni di Riva Acciaio, da oltre 60 anni nel settore siderurgico

Bisogna ripercorrere tutta la storia della siderurgia italiana dal secondo Dopoguerra per giungere all’anno di fondazione di Riva Acciaio, realtà nata nel 1954 all’interno di Gruppo Riva. Oggi leader consolidato del settore, in oltre 60 anni si è imposta in Italia e all’estero con prodotti siderurgici innovativi e di elevata qualità.

Riva Acciaio

L’esperienza di Riva Acciaio e le introduzioni nel settore siderurgico

Riva Acciaio nasce nel 1954 grazie a un’idea lungimirante avuta dai fratelli Emilio e Adriano Riva. Sin da allora, la realtà del Gruppo Riva ha specializzato le proprie attività dedicando particolare attenzione agli investimenti in ricerca e sviluppo per le nuove tecnologie. Riva Acciaio è riuscita così a raggiungere una posizione di leadership a livello nazionale e risultati di rilievo anche nel contesto europeo. Conta oggi, in Italia, più di 1.000 dipendenti e cinque stabilimenti ubicati a Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS). Tra le intuizioni d’avanguardia dell’azienda, anche quella di aver introdotto in Italia la tecnologia della colata continua curva a tre linee. Tale innovazione venne impiegata per la prima volta nello stabilimento di Caronno Pertusella, riuscendo nel tempo a rivoluzionare i processi siderurgici dell’intero settore su scala nazionale.

Riva Acciaio: le attività a Lesegno con il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”

Lo stabilimento di Lesegno rappresenta il cuore tecnologico di Riva Acciaio grazie a un laboratorio di ricerca e sviluppo che opera al servizio di tutti gli impianti del Gruppo. Nato negli anni ’90, ospita le più recenti tecnologie in ambito siderurgico e collabora con importanti centri universitari come il Politecnico di Milano e quello di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia. A Lesegno è presente – unico in Italia – il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, che consente di ricreare l’intero ciclo di lavorazione dell’acciaio su provini “in miniatura” appositamente realizzati. È uno strumento per la conduzione di test e analisi di tipo termico, chimico e meccanico su diversi tipi di metalli: lo scopo è riprodurre su campioni di poche centinaia di grammi ciò che sarà realizzato in larga scala nelle produzioni da centinaia e migliaia di tonnellate. Non da ultimo, dalle numerose collaborazioni di Riva Acciaio sono nate diverse attività sperimentali e di ricerca, sviluppate anche a livello europeo attraverso progetti dedicati all’innovazione siderurgica.

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Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo, le celebrazioni per i trent’anni di attività

Andrea Mascetti: Fondazione Cariplo indirizza le proprie risorse verso iniziative che favoriscano “buone pratiche” da poter replicare contribuendo significativamente a portare e creare valore nel lungo termine.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti omaggia Fondazione Cariplo per il trentennale

“Senza Fondazione Cariplo il mondo della cultura nella nostra regione ma anche nelle province di Novara e Verbania non sarebbe quella che oggi vediamo”: emerge distintamente nelle parole di Andrea Mascetti, Coordinatore dell’Area arte e cultura e membro della commissione centrale di beneficenza, il valore dell’ente che da trent’anni opera nel territorio promuovendo la vita delle comunità. L’anniversario è stato celebrato nel corso di un importante evento che ha avuto luogo lo scorso 14 luglio a Milano presso il Teatro Franco Parenti: in un video realizzato per l’occasione l’avvocato Andrea Mascetti e quanti operano all’interno di Fondazione Cariplo ne hanno sottolineato l’impegno nel sostenere il territorio e i soggetti più vicini ai bisogni delle persone.

Andrea Mascetti, Coordinatore dell’Area arte e cultura di Fondazione Cariplo

Fondazione Cariplo, come ha ricordato in diverse occasioni anche l’avvocato Andrea Mascetti, è fortemente impegnata nel tutelare e valorizzare il patrimonio culturale del territorio (beni archeologici, artistici, architettonici, museali, archivistici ed ambientali) e nel supportare le attività artistiche, culturali e performative. Lo dicono anche i numeri del bilancio 2021 presentato nelle scorse settimane: 956 i progetti finanziati lo scorso anno, di cui 471 in ambito artistico e culturale. Da trent’anni punto di riferimento per il territorio, Fondazione Cariplo indirizza le proprie risorse verso iniziative che favoriscano “buone pratiche” da poter replicare in modo da poter contribuire significativamente a portare e creare valore nel lungo termine: una vision condivisa anche dall’avvocato Andrea Mascetti nel suo ruolo di Coordinatore dell’Area arte e cultura.

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Serenissima Ristorazione, ricavi in crescita nel 2021

Il fatturato è aumentato del 23,71% rispetto al 2020. Il Vice Presidente di Serenissima Ristorazione, Tommaso Putin, ha elogiato la flessibilità e la spinta all’innovazione che hanno trainato il Gruppo.

Serenissima Ristorazione in crescita: il bilancio di esercizio 2021

Serenissima Ristorazione è in crescita. Ad oggi si tratta di una delle realtà più importanti nel campo della ristorazione commerciale e collettiva, con una produzione di 50 milioni di pasti annui, 14 società controllate, oltre 10.000 dipendenti in Italia e all’estero. Il Consiglio di Amministrazione del gruppo ha approvato il bilancio consolidato di esercizio 2021, che ha evidenziato gli ottimi risultati ottenuti. Il fatturato è aumentato del 23,71% rispetto al 2020 e si attesta oltre i 400 milioni, mentre gli utili hanno registrato un incremento del 23,7% e ammontano a oltre 10 milioni. L’Assemblea dei Soci ha anche rinnovato le cariche sociali. Il fondatore Mario Putin resta alla guida di Serenissima Ristorazione come Presidente, così come Flavio Massimiliano Faggion e Sonia Fosser continueranno ad essere Amministratori Delegati. Tommaso Putin invece, la seconda generazione della famiglia imprenditoriale, è stato nominato Vice Presidente con delega all’Amministrazione e alla Finanza.

Serenissima Ristorazione: Tommaso Putin commenta i risultati

“L’anno 2021 si è chiuso molto positivamente, sia in termini di crescita dimensionale sia dal punto di vista della redditività. Il settore della ristorazione è stato uno dei più colpiti dal Covid, i risultati del nostro gruppo non sarebbero stati possibili senza l’impegno dei collaboratori, che sono rimasti in prima linea nella gestione del servizio durante la pandemia”: questo il commento di Tommaso Putin, soddisfatto dei risultati ottenuti da Serenissima Ristorazione. Il Vice Presidente ha sottolineato che, tra gli elementi chiave che hanno trainato il Gruppo fuori dalla bufera, ci sono stati la flessibilità e la propensione al cambiamento e all’innovazione. Si punta ora a proseguire lungo questo percorso di crescita con un piano industriale che “prevede di raggiungere i 500 milioni di euro di fatturato annuo entro il prossimo triennio”. Ha aggiunto: “Gli incoraggianti numeri positivi confermano come il nostro sia un gruppo solido che non intende fermarsi”. Serenissima Ristorazione ha in programma investimenti per oltre 30 milioni di euro in nuove acquisizioni e potenziamento della capacità produttiva.

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Round da 1.8 milioni per la startup Futura: Attilio Mazzilli tra i Business Angel

La giovane start-up italiana Futura raccoglie 1.8 milioni di euro: Attilio Mazzilli (Orrick) tra i Business Angel nel round da record per il settore education in Italia.

Attilio Mazzilli

Tra i Business Angel che supportano Futura anche Attilio Mazzilli

L’intelligenza artificiale la fa da padrone e fa il suo ingresso nel settore education in Italia: grazie a un round seed da record, la start-up di successo Futura ha raccolto 1.8 milioni di euro. La raccolta fondi ha catturato l’interesse di grandi investitori a livello nazionale e internazionale, tra cui United Ventures, Exor Seeds, Ithaca Ventures e LVenture Group. Tra i Business Angel che hanno affiancato l’operazione anche Attilio Mazzilli, Partner e Responsabile di Orrick, Herrington & Sutcliffe. Di cosa si occupa Futura? Nata nel 2020 dall’idea di tre italiani under 25, la start-up è impegnata nella creazione, sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie, di un’intelligenza artificiale capace di realizzare percorsi personalizzati rivolti agli studenti per il superamento dei test di ammissione universitari e il tutoring. L’intento di Futura è quello di rivoluzionare l’intero processo di studio rendendo l’apprendimento più efficace e veloce: gli studenti hanno l’opportunità di seguire corsi tenuti da docenti selezionati scegliendo percorsi ad hoc secondo le proprie esigenze.

Attilio Mazzilli: gli obiettivi futuri della giovane start-up italiana

In meno di due anni Futura ha raggiunto risultati importanti: con oltre 1.500 studenti iscritti e una crescita media del 20% mese su mese, la realtà conta oggi un team di 15 membri. Il progetto della giovane start-up, sostenuta da Attilio Mazzilli, che ha beneficiato di un round seed record da 1.8 milioni di euro, ha l’obiettivo di testare le competenze di ciascun studente per realizzare successivamente un piano di studi personalizzato. Il mercato internazionale sarà il prossimo importante step: Futura punta infatti a rafforzare la propria posizione sul territorio italiano e diventare il punto di riferimento in Europa nella test preparation e nel tutoring. Intende inoltre quadruplicare il fatturato nel 2022. Il CEO Andrea Chirolli ha espresso il proprio entusiasmo per i mesi a venire, manifestando orgoglio verso un team competente e appassionato, il cui profondo impegno ha contribuito a rendere possibile questo progetto di successo.

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Versamento tasse e scadenze, Giampiero Catone: molti italiani in difficoltà

C’è tempo fino all’8 agosto per pagare le rate della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio” originariamente in scadenza nel 2021. “Chi riuscirà a saldare i debiti?”: l’approfondimento di Giampiero Catone sul quotidiano “La Discussione”.

Giampiero Catone

Scadenze imminenti, Giampiero Catone: “Quale futuro per chi non rispetta i termini di pagamento?”

8 agosto e 30 novembre 2022: ecco le prossime scadenze da segnare in agenda. Per il termine del 31 luglio 2022 sono previsti i cinque giorni di tolleranza che consentono agli italiani di effettuare i pagamenti entro e non oltre il prossimo 8 agosto. “Vedremo a ottobre – scrive Giampiero Catonequanti cittadini ce l’avranno fatta a saldare i debiti. Perché il popolo dei morosi più che di furbi e furbetti è una folla di persone in difficoltà i cui redditi sono stati negli ultimi due anni falcidiati”. Lo scorso 14 dicembre, ricorda il giornalista, oltre 500mila contribuenti non sono riusciti a saldare le rate 2020 e 2021 sospese durante i mesi della pandemia. Persone “decadute – precisano gli analisti finanziari – dai benefici di Rottamazione-ter e Saldo e stralcio e generando al contempo un ammanco per l’erario di 2.45 miliardi di euro”. Oggi, a mesi di distanza, la situazione economica delle famiglie e delle imprese italiane non sembra però essere migliorata. Cosa succederà a coloro che non riusciranno a rispettare i termini di pagamento? “Chi non paga”, spiega Giampiero Catone, “decade dai benefici delle sanatorie con la conseguenza che i versamenti effettuati saranno acquisiti a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto”. “La restante parte del debito – aggiunge – potrà essere riscossa immediatamente dall’Agenzia delle entrate riscossione ed il carico residuo non potrà essere ulteriormente rateizzato”.

Giampiero Catone: “Chiudere per ripartire”

Sono circa 140 milioni le cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate pronte a essere inviate: negli ultimi 20 anni i debiti totali accumulati da un numero considerevole di italiani con l’Agenzia superano i 1.000 miliardi. “Possibile – scrive Giampiero Catoneche si possano recuperare, e noi l’auspichiamo, più o meno 30 miliardi, che possono andare a sostegno di stipendi, pensioni e imprese, ma sarebbe un giro complesso, lungo, con il rischio che una parte dei soldi – come già accade – non andranno nemmeno alle fasce sociali più in difficoltà”. Secondo i dati, il 90% dei debiti è ormai irrecuperabile o già al centro di azioni esecutive, un condono tombale sarebbe quindi una concreta via d’uscita. “Chiudere per ripartire, perché altrimenti famiglie e imprese “chiudono” solo, senza poter ripartire”. “La Crif – continua Giampiero Catonedeve essere riformata e se ha ragione di esistere questa deve essere a favore del cittadino e non ostinatamente e burocraticamente contro persone e imprese”. “Essere pronti ad affrontare la realtà con saggezza – conclude – è quello che si chiede alla politica e, in particolare a un Centrodestra che aspira a Governare”.

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Gruppo Riva: dall’avvio del primo stabilimento alle acquisizioni estere

Dalla sua nascita nel 1954, Gruppo Riva ha saputo consolidare una posizione di primo piano anche a livello internazionale. Dall’avvio del primo stabilimento italiano alle acquisizioni estere.

Gruppo Riva

La storia di Gruppo Riva: le principali tappe

Per ripercorrere le principali tappe della storia di Gruppo Riva è necessario tornare al 1954. Consapevole del grande potenziale del settore siderurgico nel secondo Dopoguerra, Emilio Riva decide, insieme al fratello Adriano, di dare vita a quello che oggi è il primo operatore siderurgico italiano e uno dei principali a livello europeo. Gli anni ’50 portano quindi alla nascita del primo stabilimento del Gruppo in provincia di Varese, nel comune di Caronno Pertusella. L’impianto era dotato di un forno elettrico ad arco con un volume piuttosto inconsueto per l’epoca: la capacità massima raggiungeva infatti le 25 tonnellate, portata maggiore rispetto alle 15 dei forni classici di quel periodo. Poco dopo arriva un ulteriore importante traguardo: negli anni ’60 Gruppo Riva introduce per la prima volta la tecnica della colata continua. I continui investimenti ed i conseguenti miglioramenti degli impianti consentono al Gruppo di intraprendere un grande processo di espansione e di avviare ulteriori stabilimenti sul territorio nazionale.

Le acquisizioni di Gruppo Riva in Italia e all’estero

È il 1966 quando Gruppo Riva rileva le Acciaierie e Ferriere di Lesegno, in provincia di Cuneo: hanno così inizio le prime acquisizioni degli anni ’60 nel settore siderurgico. All’epoca, la produzione annuale del Gruppo era in grado di raggiungere la considerevole cifra di circa 300mila tonnellate di acciaio. Il Gruppo decide quindi di orientare gli investimenti oltre i confini nazionali, consolidando una posizione di primo piano anche grazie al particolare riguardo nei confronti delle nuove tecnologie, dell’automazione del processo di colata e degli impianti computerizzati. La Siderúrgica Sevillana, in Spagna, è la prima acquisizione europea, seguita da quella dell’acciaieria francese di Iton Seine. Il 1978 segna un’importante partnership commerciale con la Cina che fino ad allora acquistava acciaio esclusivamente dal Giappone. Gruppo Riva prosegue poi con ulteriori acquisizioni: a quella delle Officine e Fonderie Galtarossa di Verona, si aggiungono lo stabilimento di Alpa in Francia il Consorzio Genovese Acciaio (COGEA), il laminatoio belga di Charleroi, due impianti nell’ex Germania Est e gli Stabilimenti del Gruppo Sam ancora in Francia.

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Gruppo Riva: oltre 60 anni di esperienza nel settore siderurgico

Grazie a un’esperienza maturata in oltre 60 anni di attività, Gruppo Riva è specializzato nella produzione di prodotti lunghi e acciai di qualità. La leadership a livello internazionale.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: oggi il primo operatore siderurgico italiano

Attivo con 21 stabilimenti e oltre 5.300 dipendenti in Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Canada, Gruppo Riva è oggi uno dei principali operatori siderurgici a livello europeo. Nato nel 1954 dalla lungimiranza del suo fondatore Emilio Riva, il Gruppo è presieduto da giugno 2014 da Claudio Riva. I cinque stabilimenti presenti sul territorio italiano (Caronno Pertusella in provincia di Varese, Lesegno in provincia di Cuneo, e Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica, in provincia di Brescia) incarnano appieno la politica aziendale: qualità, innovazione, sicurezza e sostenibilità ambientale guidano da sempre la filosofia del Gruppo. Grazie a una precisa strategia di crescita, unita a costanti investimenti, l’attività di Gruppo Riva può focalizzarsi sul miglioramento del profilo qualitativo dei prodotti, dei servizi, dei processi, delle condizioni di sicurezza dei lavoratori negli stabilimenti e della produzione, con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale. Il Gruppo siderurgico ha introdotto, per la prima volta in Italia, la colata continua curva a tre linee che il 2 giugno 1964 è entrata in funzione nello stabilimento di Caronno.

A Lesegno il cuore tecnologico di Gruppo Riva

Il polo produttivo presente a Lesegno, in provincia di Cuneo, è oggi un importante Centro di Ricerca all’avanguardia, nonché cuore tecnologico di Gruppo Riva. Lo stabilimento è l’unico laboratorio in Italia a essere dotato di apparecchiature sofisticate come il “Gleeble 3800”: il simulatore termomeccanico consente di ricreare, su provini appositamente realizzati, l’intero ciclo di lavorazione dell’acciaio. L’acciaieria è inoltre dotata di un forno elettrico ad arco da 95 tonnellate in dog-house, un forno-siviera, un impianto di degasaggio sotto vuoto e una macchina di colata continua a 6 linee per billette. Grazie allo stabilimento di Lesegno, Gruppo Riva può vantare una lunga e consolidata esperienza nella collaborazione con centri universitari di eccellenza come il Politecnico di Milano e quello di Torino, le università di Genova, Pisa e Brescia e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. I costanti investimenti, uniti al continuo sviluppo delle nuove tecnologie, consentono al Gruppo di realizzare e offrire ai clienti prodotti e servizi innovativi e di alta qualità.

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Luciano Castiglione: il profilo formativo e professionale

Dagli inizi nel Gruppo Angelini agli incarichi di rilievo manageriale ricoperti per conto di realtà attive in ambito energetico: la crescita professionale di Luciano Castiglione.

Luciano Castiglione

Luciano Castiglione: l’esperienza professionale nel settore energetico, il focus

Esperto di efficientamento energetico, Luciano Castiglione annovera una serie di importanti esperienze professionali nel settore. È il 2000 quando inizia a lavorare in Edison S.p.A.: negli oltre tredici anni di collaborazione arriverà a ricoprire diversi incarichi di rilievo manageriale. Inizialmente Account Manager, nel 2009 assume il ruolo di Wholesales Manager che lo porterà fino al 2014 ad analizzare, negoziare e sviluppare contratti di vendita gas ed energia elettrica sia con le partecipate Edison sia con società esterne. Lo stesso anno arriva in DEA Elettrica S.p.A., società attiva nella Regione Marche che gestisce rete e impianti per la distribuzione di energia elettrica nei comuni di Osimo, Recanati e Polverigi. Luciano Castiglione la guiderà in qualità di Amministratore Delegato fino al 2017 quando entra in Roma Gas&Power S.p.A. come Direttore Commerciale Marketing: si occupa di creazione, sviluppo e gestione della rete commerciale (settori wholesale, top business e retail). Dal 2017 al 2021 è Direttore Generale di Astea Energia S.p.A., chiamato a coordinare il processo di privatizzazione dell’azienda: cura inoltre l’espansione della linea di business di efficienza energetica.

Luciano Castiglione: percorso formativo e precedenti esperienze professionali

Prima di specializzarsi nel comparto energetico, Luciano Castiglione ha lavorato diversi anni nel Gruppo Angelini: inizialmente Direttore Tecnico del Centro di Distribuzione de L’Aquila per A.DI.VAR S.p.A., sarà in seguito promosso Responsabile Logistico – Commerciale del Centro Italia. Originario di Caltanissetta, si è diplomato nel 1987 al liceo classico R. Settimo. Si è successivamente iscritto all’Università di Palermo dove nel 1991 si è laureato in Farmacia con il massimo dei voti. Tra il 1997 e il 1998, nell’ottica di ampliare il range di competenze acquisite, Luciano Castiglione sceglie di frequentare una serie di corsi di rilievo. Tra questi “Il marketing e l’analisi delle potenzialità”, “Facing e category management” e “La cultura del cliente”, tenuti a Milano da Pharma Group; “Management aziendale e GeoMarketing” a cura della IMS Health e “La gestione della forza di vendita” presso la SDA Bocconi.

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Massimo Malvestio: le analisi lungimiranti dell’avvocato

L’avvocato Massimo Malvestio ha firmato diversi editoriali analizzando alcune delle più importanti questioni politiche, economiche e finanziarie che hanno interessato il Nord Est italiano negli anni scorsi.

Massimo Malvestio: la vision lungimirante negli editoriali firmati dall’avvocato

Le analisi di Massimo Malvestio, avvocato e attuale Presidente del Comitato Investimenti di Praude Asset Management, su alcune delle più rilevanti questioni politiche ed economiche riguardanti il Nord Est italiano hanno trovato spazio per anni su diverse testate autorevoli e oggi è impossibile non rilevarne la lungimiranza. Basti pensare all’editoriale pubblicato nel luglio 2007 sul “Corriere del Veneto” intitolato “Poltrone e compensi” in cui l’avvocato si esprimeva su alcune polemiche legate ai compensi degli amministratori di società partecipate dagli enti locali. “A Valdobbiadene, ad esempio, vengono investiti quasi 7 milioni di euro (700 per abitante, ma a Zenson di Piave e Refrontolo sono circa 5.000 per abitante) nell’Ascopiave ma non spendono nulla per un acquedotto che ha perdite ben oltre il 50 per cento…” scriveva Massimo Malvestio richiamando l’attenzione sull’urgenza di un intervento sull’acquedotto. Ed è notizia di questi giorni che nel bel mezzo della siccità che sta colpendo pesantemente anche il Veneto, a Valdobbiadene, Segusino e Quero-Vas, a causa della crisi idrica, è stata ridotta la portata delle reti e si è reso necessario un intervento.

Massimo Malvestio: l’editoriale del 2007 in cui sollecitava i lavori per l’acquedotto di Valdobbiadene

A riprendere l’editoriale del 2007 in cui Massimo Malvestio sollecitava i lavori all’acquedotto è “Vicenza Più” che riporta anche le dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane a “Citynews” dal Presidente di Ats: “Gli interventi a Bagolino rientrano in un importante piano di investimenti per il rinnovo della rete idrica a Valdobbiadene che comprende anche frazioni quali Guia e San Pietro di Barbozza. Investire nel miglioramento delle condotte significa rendere più efficiente il sistema idrico integrato, con riduzione delle perdite e tutela del bene acqua, a beneficio di utenti e ambiente”. Il quotidiano web “Vicenza Più” ha sentito in merito anche Massimo Malvestio: “Penso che lei capisca ora perché a un certo punto mi sono stufato di scrivere… Oggi sembra che sia la sorte cinica e bara che ha colpito Valdobbiadene ma nessuno dice che per decenni hanno avuto un acquedotto colabrodo e se ne sono fregati…”. Diversi editoriali scritti dall’avvocato tra il 2003 e il 2013 sono stati raccolti in “Mala Gestio: Perché i Veneti Stanno Tornando Poveri”, pubblicato da Marsilio nel 2012. Sempre per Marsilio nel 2006 aveva pubblicato “Credito Cooperativo – Storia di Uomini, Bisogni e Successi in Veneto”.

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L’esperienza di Copma nel settore dell’igiene ambientale e della sanificazione

Puntando su ricerca, tecnologie all’avanguardia e specializzazione, Copma ha raggiunto una posizione apicale nel settore nazionale dei servizi alle imprese. Fondata a Ferrara nel 1971, è ideatrice e proprietaria dell’innovativo sistema di sanificazione Pchs® (Probiotic Cleaning Hygiene System).

Copma

Copma, realtà d’eccellenza nel Made in Italy

Incrementare la qualità dei servizi per generare un miglioramento nella qualità della vita: si esprime così l’obiettivo che Copma, società cooperativa ferrarese, persegue fin dalla nascita avvenuta agli inizi degli anni ’70. Oltre 50 anni di attività che hanno consentito all’azienda di sviluppare sistemi e tecnologie dal grande impatto innovativo, risultato di decenni dedicati alla ricerca e sviluppo. In tal modo Copma riesce ad esprime standard elevati in materia di pulizia e sanificazione ambienti per grandi comunità – ad esempio, Pubblica Amministrazione, aziende sanitarie e ospedaliere, industria e uffici – così come per impianti di trattamento aria in edifici di qualsiasi dimensione. È specializzata, inoltre, nella manutenzione, progettazione e realizzazione di aree verdi sia pubbliche che private. Negli anni la realtà di Ferrara ha esteso le proprie attività anche in altri segmenti del terziario, una crescita realizzata partecipando in diverse società attive nella cura e diagnostica, nel trattamento e smaltimento rifiuti e nel settore immobiliare.

Il sistema Pchs® di Copma, i traguardi e le certificazioni

Grazie all’esperienza maturata negli anni, Copma ha ideato e messo a punto un innovativo sistema di sanificazione denominato Pchs® (Probiotic Cleaning Hygiene System). Realizzato in collaborazione con l’Università di Ferrara, Pchs® consente di ridurre le infezioni ospedaliere impiegando specifici detergenti microbici, procedure certificate, un controllo microbiologico e l’utilizzo di materiali innovativi in microfibra. Tale sistema garantisce una riduzione del 52% delle infezioni ospedaliere rispetto ai disinfettanti chimici tradizionali, nonché una protezione di 24 ore contro il Covid-19, presentando anche vantaggi in termini di costi e ridotto impatto ambientale. La qualità raggiunta è attestata da diverse certificazioni di settore, tra cui Qualità (UNI EN ISO9001), Responsabilità Sociale (SA8000), Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) e Sicurezza del lavoro e Tutela della salute (UNI ISO 45001). Dal 2010 il suo Sistema Qualità è riconosciuto conforme allo Standard ANMDO – IQC, identificando Copma quale partner affidabile per le grandi aziende ospedaliere. Non da ultimo, Copma è stata insignita del “Merit Award” da parte dell’Ente di Certificazione SGS Italia, che premia le realtà più efficienti nel sistema globale di gestione.

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Riva Acciaio finanzia ancora una volta il restauro del Santuario della Via Crucis

La convenzione è stata firmata dai vertici di Riva Acciaio e dal parroco don Giuseppe Franzoni. In Valle Camonica la società è presente con tre stabilimenti.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: dettagli e finalità della donazione

Tra le realtà che hanno fatto la storia della siderurgia nella Valle Camonica c’è sicuramente Riva Acciaio. Presente con gli stabilimenti di Sellero, Malegno e Cerveno, negli anni il leader italiano del settore è riuscito a creare un legame sempre più saldo con il territorio e il suo sviluppo non solo economico, ma anche sociale e artistico. Non sorprende che lo scorso giugno la società abbia deciso di contribuire nuovamente al progetto di restauro del Santuario della Via Crucis di Cerveno. Un’ulteriore donazione di 20mila euro – la prima, analoga, risale a dicembre 2019 – per restituire al pubblico alcune delle cappelle dell’edificio storico che sorge di fianco la chiesa parrocchiale del borgo. A siglare il nuovo accordo Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio, e il parroco don Giuseppe Franzoni, promotore del progetto di restauro. In calce anche la firma di Andrea Martinelli, Consigliere Delegato del Gruppo.

Riva Acciaio: il rapporto con il territorio della Valle Camonica

Le nuove operazioni di restauro della Via Crucis di Cerveno andranno ad aggiungersi ai progetti già conclusi da don Giuseppe Franzoni negli anni precedenti, tra cui i lavori delle cappelle VI e IX, terminati lo scorso novembre. Durante la firma il parroco ha messo in evidenza l’impegno di Riva Acciaio nei confronti della comunità. A ringraziare la società anche la Sindaca di Cerveno Marzia Romano, da sempre sostenitrice del progetto. Il rapporto tra il primo operatore siderurgico italiano e il territorio ha radici lontane. Tutto ha inizio negli anni ’60, quando il Gruppo diventa prima azionista di minoranza e poi responsabile della gestione dello storico stabilimento di Malegno, sorto negli anni ’30. Nel 1983 l’acquisizione dello storico sito di Cerveno, mentre quello di Sellero entra a far parte di Riva Acciaio nel 1995. Grazie ad importanti investimenti in infrastrutture, ricerca e tecnologie, oggi le fabbriche formano una triade impegnata a portare avanti la tradizione siderurgica nella Valle Camonica.

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