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Comunicazione in Italia: il profilo di Rodolfo Belcastro

Attualmente Rodolfo Belcastro si occupa della Comunicazione (interna e corporate) e di Media Relations per la controllata di Cdp SACE: giornalista professionista, in passato ha collaborato con realtà come Ansa e Italpress.

Rodolfo Belcastro

Rodolfo Belcastro: dal giornalismo freelance alle prime esperienze di comunicazione corporate

Originario di Palermo, Rodolfo Belcastro nasce nel 1975: dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città natale, frequenta nello stesso Istituto un Master in Giornalismo. Comincia quindi a lavorare come giornalista freelance, occupandosi in particolare di nuove tecnologie e TLC. Una delle esperienze più importanti di quegli anni è la partecipazione in qualità di inviato al "MacWorld Conference & Expo", convention di Apple che si teneva ogni anno a New York e a San Francisco. Nello stesso periodo scrive per il Giornale di Sicilia e avvia la sua collaborazione con l’agenzia di stampa Italpress. Nel 2000 il primo approccio diretto con la Comunicazione aziendale: la Compagnia Italiana Turismo S.p.A. (CIT) lo nomina Direttore delle relazioni esterne e i rapporti istituzionali per la sede siciliana del Gruppo. Terminata l’esperienza nel 2004, Rodolfo Belcastro entra come giornalista nella Redazione Interni e Cronache italiane per l’ANSA.

Da ANAS a SACE: l’evoluzione di Rodolfo Belcastro

La collaborazione con l’ANSA prosegue per circa tre anni, in seguito Rodolfo Belcastro viene nominato Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali di ANAS (oggi FS), dove rimane fino al 2015. In quegli stessi anni perfeziona la sua conoscenza nella comunicazione corporate: diventa infatti socio Ferpi (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche), allargando le sue competenze in settori quali infrastrutture, energia e oil&gas, e occupandosi come advisor di uffici stampa, reputazione aziendale e analisi di scenario. Alla fine del 2015 la svolta: il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti lo nomina Responsabile Reputation Management, ruolo che ricopre fino al 2018. Entra poi nel Gruppo Compagnie Industriali Riunite: come Direttore della Comunicazione consolida le sue competenze nella Corporate Identity. L’esperienza in CIR, holding della famiglia De Benedetti, dura tuttavia solo un anno: Cdp lo vuole infatti come Chief Communications Officer di SACE, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo. Attualmente Rodolfo Belcastro è anche Adjunct professor e speaker presso la LUISS Business School, dove collabora in diversi programmi di alta formazione manageriale, e presso Link Campus University.

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Business

Riva Acciaio: le barre a caldo del leader europeo della siderurgia

Come divisione italiana del Gruppo Riva, Riva Acciaio è una delle aziende leader nel settore siderurgico europeo con diversi stabilimenti presenti nel Nord del Paese.

Riva Acciaio

Barre a caldo: la linea di Riva Acciaio

Controllata di Riva Forni Elettrici, Riva Acciaio è presente nel settore della siderurgia dalla metà degli anni ’50. Nata da un’idea dei fratelli Emilio e Adriano, dal primo sito industriale di Caronno Pertusella l’azienda negli anni si è ampliata fino a diventare proprietaria degli stabilimenti di Malegno, Cerveno, Sellero e Lesegno. Quest’ultimo ospita anche il laboratorio di Ricerca e Sviluppo, che dall’inizio degli anni 2000rappresenta non solo il cuore tecnologico dell’azienda ma anche la continua attenzione verso le innovazioni tecnologiche applicabili alla siderurgia. La linea di barre tonde a caldo, o semplicemente barre tonde, è uno dei risultati di questa impostazione. La loro realizzazione avviene attraverso la laminazione a caldo di billette e blumi di colata continua e vengono impiegate per realizzare ingranaggi, alberi, trasmissioni, mozzi e, in generale, per componenti estremamente resistenti. Esistono poi le barre quadre, che si differenziano per la presenza di una sezione quadrata con spigolo vivo o raggiato, e infine quelle piatte, con una sezione rettangolare con spigolo vivo o smussato: entrambe le tipologie fornite da Riva Acciaio vengono utilizzate per produrre componenti per l’impiantistica industriale o le macchine utensili.

Le origini e l’espansione di Riva Acciaio

Prima di fondare Riva Acciaio, i fratelli Riva possedevano la "Riva & C.", specializzata nel commercio di rottami. È il 1957 quando, in provincia di Varese, nasce lo stabilimento di Caronno Pertusella, primo impianto di produzione diretta. Dopo 4 anni arriva la svolta che ha segnato il successo italiano e internazionale: grazie alla collaborazione con la Danieli, azienda di impiantistica, viene infatti installato il primo impianto di colata continua. La nuova tecnologia risulta talmente efficiente da raddoppiare la produzione in poco tempo. Il successo porta alla prima delle numerose acquisizioni: viene infatti rilevato l’impianto di Lesegno. Pochi anni più tardi, mentre Adriano Riva fonda in Canada la Associated Steel Industries, Emilio travalica i confini nazionali realizzando l’acquisizione di Iton Seine (Francia) e di Siderurgica Servillana (Spagna). Fino agli anni ’90 l’azienda continua nella sua opera di espansione in Italia e in Europa, rilevando impianti come le Officine e Fonderie Galtarossa a Verona e il laminatoio n. 3 di Charleroi-Marcinelle in Belgio. Oggi Riva Acciaio è controllata dalla "Riva Forni Elettrici" e concentra le attività italiane del Gruppo Riva.

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Comunicati

Almo Collegio Borromeo: il progetto “Horti” tra aree verdi ed edifici storici


L’Almo Collegio Borromeo di Pavia è uno degli Istituti di merito più antichi del Paese: dal 1561 la sua mission è quella di offrire una formazione d’eccellenza per gli studenti che, seppur dotati, hanno scarse possibilità economiche.

Almo Collegio Borromeo

Agenda ONU: il piano dell’Almo Collegio Borromeo

I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 sono stati individuati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite con il fine di creare un percorso sociale ed economico che possa ridurre povertà e disuguaglianze, con un’attenzione particolare all’ambiente. L’Almo Collegio Borromeo ha deciso di condividere tali Obiettivi: attraverso il progetto “Horti”, l’Istituto vuole continuare ad agire concretamente per salvaguardare il futuro delle nuove generazioni. L’iniziativa nasce con l’intento di promuovere attività culturali, artistiche e pastorali sfruttando gli ampi spazi verdi degli “Horti borromaici” e degli edifici storici al suo interno, come la Cascina secentesca e l’ex Pio Luogo Pertusati, oggi sede della Sezione Laureati. Situati oltre le mura del Collegio, gli Horti fungono da cerniera tra l’Istituto e il contesto urbano della città: sono stati riqualificati e ospitano una mostra permanente dedicata all’arte contemporanea, rispettando dunque uno degli Obiettivi dell’Agenda, ossia quello del miglioramento in ottica sostenibile degli spazi vitali. Grazie al Progetto, anche la Cascina è stata interamente ristrutturata, diventando anch’essa luogo di esposizioni e percorsi artistici aperti gratuitamente al pubblico. Si allarga dunque la mission dell’Almo Collegio Borromeo: attraverso “Horti”, l’Istituto è riuscito infatti a tradurre i bisogni di formazione dei giovani adeguandoli a percorsi di Sviluppo Sostenibile.

I luoghi dell’Almo Collegio Borromeo

Oltre all’area degli Horti e al Palazzo Storico, l’Almo Collegio Borromeo ospita nei suoi spazi anche due giardini, uno Secentesco e l’altro Ottocentesco. Il primo è stato realizzato nel 1629 dall’architetto Francesco Maria Richini: al suo interno è possibile ammirare siepi di Bosso, una fontana e un tunnel di carpini. Quello Ottocentesco è invece caratterizzato da un prato all’inglese e da uno stile Romantico: entrambi i giardini vengono utilizzati dagli studenti sia per attività di studio che di svago. All’interno dell’Istituto si trova anche una Cappella dedicata a Santa Giustina martire e a San Carlo, al cui interno è possibile ammirare gli affreschi del ‘500 realizzati dal pittore Giovanni Battista Muttoni. La struttura è dotata inoltre di palestra e di diversi campi sportivi all’aperto. L’Almo Collegio Borromeo offre dunque un ambiente estremamente adatto alla formazione dei giovani che frequentano l’Università di Pavia: un luogo che grazie ai suoi spazi è portatore di cultura a tutti i livelli, al di là di quello accademico, che rimane ovviamente centrale.

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Business

I successi del fondatore di Springwater Capital LLC, Martin Gruschka

Martin Gruschka è un manager con una lunga carriera nel mondo finanziario, che include esperienze professionali di rilievo internazionale. Oggi è Managing Partner di Springwater Capital LLC, società da lui co-fondata nel 2002.

Martin Gruschka, managing partner springwater capital llc

Martin Gruschka: gli esordi professionali e le aree di specializzazione

Con una formazione specialistica che include le aree dell’Economia, del Commercio e della Filosofia, ambiti nei quali Martin Gruschka si è laureato presso le Università di Munster, Friburgo e Stanford, il fondatore di Springwater Capital LLC è un manager affermato nel campo finanziario. Il suo percorso formativo include una borsa di studio ricevuta dalla Fondazione Rotary International, in seguito alla quale Martin Gruschka intraprende un percorso professionale che lo condurrà a ricoprire posizioni di grande responsabilità. Nel 1990 entra in Deutsche Bank a Berlino, dove è assunto come Management Consultant per le società di medie dimensioni del Gruppo. Successivamente Consulente Strategico in St. Gallen Consulting Group, il suo percorso lo conduce presso Arthur D. Little, società in cui ricopre il ruolo di Responsabile dell’European Media Group. Tale esperienza gli consente di ampliare le proprie competenze in ambito media, telecomunicazioni e tecnologia.

Martin Gruschka: le esperienze internazionali e la fondazione di Springwater Capital LLC

Forte delle nomine pregresse e delle competenze maturale, Martin Gruschka prosegue la propria carriera con altri incarichi di responsabilità internazionale: trasferitosi a Londra, entra in Deutsche Morgan Grenfell in qualità di Associate Director del Media Group, occupandosi del ramo degli investimenti bancari. Nel 1999, un altro trasferimento internazionale: è l’anno dell’incarico a New York in qualità di Investment Manager per Veronis Suhler Stevenson, società di private equity per la quale ricoprirà la stessa posizione professionale anche nella capitale britannica. Ed è a Londra che, nel 2002, Martin Gruschka avvia una propria attività insieme ad altri soci: le esperienze negli investimenti in capitale privato e nella consulenza strategica, infatti, gli permettono di fondare Springwater Capital LLC, società di investimenti multi-strategia con sedi a Lussemburgo, Madrid e Milano, per cui attualmente è Managing Partner. Martin Gruschka è anche Membro del Consiglio di Amministrazione di Aernnova, Daorje, Nervión, e Wamos, società appartenenti al portafoglio Springwater. In passato è stato inoltre Presidente, Amministratore Delegato e Membro di oltre 40 società in Europa e negli USA, tra cui importanti multinazionali e società quotate in borsa.

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Salute e Benessere

Covid-19 e bambini, il parere di Susanna Esposito


Pediatra, infettivologa e ricercatrice, Susanna Esposito fa luce sull’impatto che il virus ha avuto sui bambini e sulle scoperte in merito da parte della comunità scientifica.

Susanna Esposito

“Bambini si ammalano a causa degli adulti”: il commento di Susanna Esposito

Sono passati ormai diversi mesi dall’esplosione della pandemia di Covid-19, che ancora oggi imperversa, soprattutto nei Paesi che sono stati colpiti in un secondo momento. Fin da subito la comunità scientifica mondiale si è impegnata a studiare e capire cause ed effetti del virus e della sua diffusione. Una delle scoperte più recenti, ha spiegato Susanna Esposito, virologa di fama internazionale, è che a differenza della ‘normale’ influenza i bambini non si sono dimostrati i principali vettori. Anzi, tutto il contrario: secondo la Presidente di WAdid, i pochi casi registrati tra i minori sono stati causati proprio dagli adulti, molti dei quali hanno continuato a lavorare e ad uscire di casa anche durante il periodo di quarantena. Per di più, quando il virus colpisce i bambini, sono rari i casi in cui sorgono complicanze gravi. Ciò è dovuto, dicono gli studi, alla risposta immunitaria meno efficace, caratteristica naturale dei più piccoli: i sintomi più acuti del virus sono, infatti, causati proprio dalla reazione eccessiva del sistema più ‘maturo’ degli adulti. “Nella nostra città i bambini ricoverati in ospedale sono stati circa 20 e l’evoluzione clinica è stata favorevole in tutti i casi – ha affermato Susanna Esposito, che è anche Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma – In Emilia-Romagna ci sono stati poco più di 200 casi pediatrici positivi per COVID-19, la gran parte dei quali gestita a casa”. Lo scenario è quindi cambiato: secondo la professoressa, adesso è possibile ipotizzare strategie diverse che tutelino i più piccoli, senza tuttavia privarli delle attività scolastiche e ricreative fuori casa che tra l’altro aiutano i genitori che ormai hanno ripreso a lavorare.

Effetti collaterali del virus: Susanna Esposito e l’allarme vaccinazioni

Sebbene dunque i bambini siano meno colpiti dal virus e non abbiano avuto un ruolo attivo nella sua diffusione, è sorto un altro rischio collegato all’epidemia: “Di recente si è osservato un calo nella tendenza dei genitori a portare i propri figli alle sedute vaccinali – ha dichiarato Susanna Esposito – perché l’emergenza Covid ha concentrato l’attenzione sulla necessità di rimanere a casa. L’importanza delle vaccinazioni è stata considerata erroneamente secondaria”. Il problema ha assunto una portata tale da indurre l’Organizzazione Mondiale della Sanità a lanciare un appello ai centri vaccinali. In questi mesi in alcuni Istituti italiani si è registrato un calo che è arrivato fino ad un preoccupante 30%, figlio principalmente di un timore, sbagliato, nei confronti delle strutture sanitarie in generale. Posticipare le vaccinazioni è estremamente deleterio per la salute dei bambini, dato che i richiami seguono delle tempistiche precise. “I centri vaccinali sono assolutamente sicuri – ha tenuto a precisare la dottoressa Susanna Espositosi parla di strutture sanitarie dove i medici non sono mai a contatto con pazienti Covid. Inoltre, vengono sempre rispettate le norme di sicurezza: igiene, sanificazione delle strutture e dispositivi di protezione personali”.

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Business

Ristorazione collettiva: Serenissima Ristorazione sta per inaugurare il nuovo polo di Vercelli

Serenissima Ristorazione, leader della ristorazione collettiva, inaugurerà a luglio il nuovo polo industriale di Vercelli: per garantire qualità e sicurezza, funzionerà con cucine che sono di fatto delle "camere bianche" simili ai laboratori della farmaceutica.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: il nuovo stabilimento a Vercelli

Una struttura che darà lavoro a 150 persone per fornire pasti ancor più sicuri ai clienti delle strutture servite: è il nuovo polo industriale di Serenissima Ristorazione, situato a Vercelli e pensato per confezionare pietanze di qualità, per un servizio a prova di virus. L’azienda di ristorazione collettiva, fondata e guidata dall’imprenditore Mario Putin, ha investito quasi 10 milioni per la realizzazione della struttura che verrà inaugurata a luglio, diventando di fatto il secondo impianto di confezionamento e stoccaggio nell’aria piemontese. Il sito, che si affianca a quello di Grugliasco già operativo da tre anni, porterà a 500 il numero dei dipendenti e a circa 200mila i pasti serviti ogni giorno nella Regione. Serenissima Ristorazione introduce a Vercelli i protocolli tipici della sanità con cucine che funzioneranno come vere e proprie "camere bianche", simili ai laboratori della farmaceutica. Saranno provvisti di vassoi termosigillati e pasti serviti direttamente sui banchi e sulle scrivanie.

Serenissima Ristorazione: una garanzia nel suo settore

Con 300 milioni di fatturato e 9mila dipendenti in totale, in Piemonte Serenissima Ristorazione ha in carico il servizio mensa per importanti realtà aziendali. Anche qui, come nelle scuole e nei siti sociosanitari, l’azienda si impegna a mantenere standard di sanificazione elevatissimi, implementando processi di selezione del cibo e preparazioni sempre più sicuri. Fondata a Vicenza a metà anni ’80, Serenissima Ristorazione è oggi leader nel settore della ristorazione collettiva, con una produzione complessiva giornaliera di 200.000 pasti. L’attenzione verso la ricerca e sviluppo è costante: l’azienda guidata da Mario Putin segue un trend in continua crescita e mira ad espandersi sempre più sul mercato estero.

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Comunicati

Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): 6 milioni di euro per la cultura


Supportare il settore culturale, anche e soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale: è il messaggio sostenuto più volte da Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo nella promozione culturale

Sono 14 i progetti approvati da Fondazione Cariplo nel contesto del bando Beni aperti, iniziativa lanciata a luglio 2019 e che ha visto la partecipazione di 58 progetti da parte di realtà culturali. Tra questi, i 14 progetti selezionati beneficeranno di un finanziamento complessivo di circa 6 milioni di euro, con i quali Fondazione Cariplo anche grazie all’attività della Commissione Arte e Cultura coordinata da Andrea Mascetti intendono promuovere interventi di restauro di beni storico-architettonici e l’avvio di nuove attività. La soddisfazione per il progetto è grande in Fondazione Cariplo, da sempre impegnata nel condurre iniziative di sostegno nei confronti delle realtà culturali, in particolar modo in questo periodo in cui tutto il settore è duramente colpito dalla pandemia del Coronavirus. Un finanziamento ingente, dunque, destinato a organizzazioni private non profit ed enti pubblici o ecclesiastici presenti sul territorio lombardo e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Questo intervento di Fondazione Cariplo che collabora a stretto contatto su questi temi con la Commissione Arte e Cultura guidata da Andrea Mascetti fa seguito a un altro grande intervento della Fondazione che, grazie al bando Luoghi di innovazione culturale, ha recentemente destinato altri 3 milioni di euro a organizzazioni che gestiscono luoghi di cultura.

Andrea Mascetti: i progetti finanziati da Fondazione Cariplo

I 14 progetti che beneficeranno di interventi di valorizzazione includono realtà di grande rilevanza storica e culturale sia in ambito regionale che nazionale: tra questi, la riqualificazione di edifici storici a Bergamo e Cremona, che permetterà la nascita di nuovi centri culturali in rafforzamento dell’offerta turistica locale, la riapertura di una sala cinematografica a Lecco e il finanziamento del progetto Sangregorio: un lascito per le nuove generazioni dell’arte scultorea (Fondazione Sangregorio Giancarlo di Sesto Calende). L’ingente finanziamento prevede, inoltre, la riqualificazione del Teatro Coccia a Novara, del Palazzo Te a Mantova, il potenziamento delle attività culturali di Villa Erba, a Cernobbio, e nelle aree interne di Argegno e Malegno. Sarà, inoltre, riaperta al pubblico la dimora dell’architetto Maroni presso il Complesso del Vittoriale a Gardone Riviera. Un progetto di ampio respiro culturale, quindi, che si inserisce nell’impegno di Fondazione Cariplo finalizzato, come ricordato più volte dal Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, a sostenere il comparto culturale nel Paese più ricco al mondo in quanto a patrimonio culturale e che, da solo, rappresenta il 6% del PIL.

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Società

FME Education: MyEdu arriva sul canale della Rai dedicato ai più piccoli


Uno dei primi effetti delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria è stata la chiusura delle scuole: FME Education, che ha offerto gratuitamente la sua piattaforma digitale, è tra le realtà italiane specializzate nell’e-learning.

FME Education

Lezioni a distanza in TV grazie a FME Education

Dal 20 aprile su Rai Gulp, canale tematico dedicato ai bambini, va in onda “La Banda FuoriClasse”, un nuovo programma che offre agli studenti una serie di video lezioni, documentari ed esercizi didattici. Ogni giorno, dalle 9.15 del mattino, il conduttore Mario Acampa aiuta i più piccoli ad affrontare la temporanea chiusura delle scuole. In una puntata andata in onda il 24 aprile uno degli strumenti utilizzati è stato “MyEdu”, ambiente digitale creato da FME Education, Casa Editrice milanese leader nella didattica a distanza. Il tema affrontato è stato il ciclo dell’acqua, sia dal punto di vista della scrittura che dal punto di vista scientifico: Alessandra Pederzoli, una delle maestre chiamate a tenere le lezioni in diretta TV , ha parlato di acqua dopo aver mostrato agli spettatori il video di MyEdu dedicato proprio all’argomento. L’obiettivo del programma televisivo della Rai coincide perfettamente con la mission che FME Education porta avanti fin dal 2013: educare i bambini grazie ai nuovi strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie. Ma senza dimenticare uno dei fattori più importanti per una didattica efficace: qualità dei contenuti e divertimento.

FME Education: dal 2013 leader di contenuti didattici multimediali

Negli ultimi mesi la didattica a distanza (DAD) è diventata improvvisamente l’unico metodo con il quale insegnanti e studenti hanno potuto continuare le attività scolastiche: la chiusura degli Istituti scolastici è stata infatti una delle prime misure prese dal Governo italiano per fronteggiare la pandemia. FME Education è una delle realtà italiane leader della didattica digitale: nata nel 2013, attraverso MyEdu si rivolge sia agli educatori che agli alunni e alle loro famiglie. Grazie a migliaia di contenuti multimediali tra lezioni, test, video e giochi, la Casa Editrice offre una vasta gamma di servizi. Gli educatori possono usufruire ad esempio di MyEdu Plus, un sistema integrato che mette a disposizione la possibilità di creare lezioni personalizzate, materiale didattico e soprattutto una community dove è possibile condividere progetti e idee. Per gli studenti della scuola dell’obbligo c’è invece MyEdu Family, dedicata ai compiti a casa, un ambiente che supporta i ragazzi nello studio, nelle ricerche e nella preparazione per test ed esami. Tutti i progetti messi a disposizione da FME Education hanno la funzione di stimolare l’insegnamento a distanza: tra gli obiettivi dell’Editore c’è infatti quello di promuovere la digitalizzazione della didattica, obiettivo possibile grazie anche alle numerose collaborazioni con il Ministero dell’Istruzione.

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Comunicati

Cultura ed emergenza, il punto di vista di Andrea Mascetti


In un’intervista rilasciata a “Malpensa24”, il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, affronta il tema della cultura alla luce del periodo di emergenza attualmente in corso.

Andrea Mascetti

La cultura secondo Andrea Mascetti: “Bene imprescindibile”

“Sostenere la cultura attraverso interventi che vadano oltre questa situazione emergenziale”: ne è convinto Andrea Mascetti di Fondazione Cariplo, secondo cui il sostegno al comparto culturale sia garantito a prescindere dal periodo emergenziale derivante dal Coronavirus. “L’impegno di Fondazione Comunitaria Cariplo”, prosegue, “sarà di aiutare questo comparto prima di tutto a sopravvivere e poi a ripartire”. Il messaggio dell’avvocato è chiaro: quando si parla di cultura in Italia bisogna pensare a un settore che “vale il 6% del PIL italiano e che conta 1 milione e 500mila lavoratori”. Si tratta di numeri che non lasciano adito a dubbi e che da soli basterebbero a quantificare la rilevanza del settore nel sistema economico in Italia. Ma, come evidenziato da Andrea Mascetti, la realtà dei fatti è ben diversa e rappresenta un paradosso tutto italiano: “Siamo il Paese forse più ricco al mondo in termini di beni e patrimonio culturale, ma anche quello che più di altri ha bisogno di cultura. L’Italia continua a essere in fondo alle classifiche per il rapporto abitanti – libri letti”.

Andrea Mascetti, le priorità di Fondazione Cariplo

Ma quali soluzioni proporre, dunque, per permettere la sopravvivenza di un settore così fortemente in crisi ben prima dell’insorgere della pandemia di Coronavirus? Sicuramente, sostiene Andrea Mascetti, bisogna evitare di tagliare i fondi al settore e continuare a sostenere le realtà culturali, così come stabilito dalla linea seguita da Fondazione Cariplo: “Il nostro statuto prevede lo sviluppo di tutta una serie di attività. Tra queste c’è la cultura, che non rappresenta un incidente, bensì un pezzo importante della mission della Fondazione”. Nel corso dell’intervista il Coordinatore è poi sceso nei dettagli di quali siano le priorità della Fondazione per sostenere il settore in questo periodo: “Ci siamo dati una linea: assistere il mondo della cultura e le imprese che operano in questo settore”, dice Andrea Mascetti, aggiungendo che “il primo obiettivo da raggiungere quindi è garantire la sopravvivenza”. Mantenere in vita il settore, quindi, e valutare la situazione una volta usciti dall’emergenza, come sostenuto dall’Avvocato, il quale conclude il proprio intervento con due impegni per Fondazione Cariplo: mantenere le linee di finanziamento già attive prima della crisi e la possibilità dei primi interventi già entro l’estate. “Non escludiamo”, conclude, “di mettere in campo strumenti speciali oltre a quelli che già si conoscono”.

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Business

Rodolfo Belcastro: formazione e incarichi

Manager esperto di comunicazione, Rodolfo Belcastro ha lavorato nel mondo del giornalismo e poi della Comunicazione Corportate per importanti società, anche quotate, di respiro internazionale prima di assumere l’incarico di Direttore della Comunicazione di SACE.

Rodolfo Belcastro

Rodolfo Belcastro: le prime esperienze nel giornalismo

Palermitano, classe 1975, Rodolfo Belcastro si laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città. Consegue, successivamente, un Master presso la Scuola di Giornalismo dell’Istituto. Le sue prime esperienze professionali lo vedono nel ruolo di freelance: inizia infatti a collaborare con testate specializzate in tecnologia e innovazione. Grazie al suo impegno, viene scelto come inviato all’evento annuale del mondo Apple, il "MacWorld Conference & Expo", che si svolge nelle città di New York e San Francisco. In quegli stessi anni inizia a collaborare con l’agenzia stampa Italpress, oltre a scrivere per "Il Giornale di Sicilia". Nel 2000 inizia la sua prima esperienza nel settore della Comunicazione: fino al 2004 Rodolfo Belcastro è responsabile della Direzione delle Relazioni Esterne e i Rapporti Istituzionali per la sede siciliana di CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A., società nata con lo scopo di promuovere l’Italia come destinazione di turismo internazionale.

Dall’Ansa a SACE: l’ascesa di Rodolfo Belcastro

Terminata l’esperienza in CIT, Rodolfo Belcastro supera con successo l’esame da giornalista professionista e viene assunto in ANSA, la prima Agenzia di Stampa Associata italiana, dove entra nelle Redazioni Interni e Cronache. Nel 2007 diventa Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali di ANAS, oggi appartenente al gruppo FS, occupandosi di Media Relations, Corporate e Crisis Communication. Le sue esperienze nel settore della Comunicazione lo portano a diventare socio e consulente della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (Ferpi), punto di riferimento delle Pubbliche Relazioni nel Paese, rafforzando le sue competenze in diversi settori (infrastrutture, energia etc.). È il 2015 quando entra in Cassa Depositi e Prestiti: per la società ricopre l’incarico di Responsabile del "Reputation Management", che comporta la gestione dell’immagine di tutte le società del Gruppo. Dopo una esperienza a Milano nel Gruppo CIR, holding della famiglia De Benedetti, Rodolfo Belcastro nel 2019 viene nominato Direttore della Comunicazione di SACE – società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e attiva nell’export credit italiano e nel supporto delle imprese colpite dalla emergenza Covid19 – , ruolo che svolge attualmente occupandosi di Brand, Digital and People Communications e attività di Sponsorship.

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Comunicati

Donne italiane in carriera: Beatrice Trussardi e l’imprenditoria culturale

Nel mondo dell’imprenditoria legata alla cultura, le donne risultano spesso in ombra rispetto ai colleghi di sesso maschile: Beatrice Trussardi, figlia del fondatore dell’omonimo Gruppo, è una delle numerose "eccezioni" che rappresenta con forza il successo delle figure femminili nel settore.

Beatrice Trussardi

Dall’amore per la scultura alla guida della Fondazione: Beatrice Trussardi e l’impegno per l’arte

"Mio padre voleva che facessi parallelamente corsi di disegno, di pittura, di storia dell’arte, oltre che sport. Pensava che ognuno dovesse provare tutto e trovare così la propria strada": Beatrice Trussardi racconta in un’intervista in che modo è entrata in contatto con il mondo dell’arte. La futura Presidente della Fondazione Nicola Trussardi, già dagli anni del liceo, si è riscoperta appassionata di arte, con una predilezione per la scultura. La scelta di laurearsi in Art Business & Administration presso la New York University è stata quindi una conseguenza naturale di un’attitudine già coltivata in precedenza. Nella Grande Mela ha avuto l’opportunità di sviluppare un forte senso artistico, soprattutto per quel che riguarda l’arte contemporanea, frequentando diversi seminari di artisti famosi: è qui che inizia a lavorare per musei come il MoMa, il Guggenheim e il The Met. È grazie a queste esperienze che scopre il fascino dell’imprenditoria culturale: per questo nel 1999 Beatrice Trussardi accetta la nomina a Presidente della Fondazione, ente non profit nato nel 1996 a Milano con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura.

Beatrice Trussardi e la rivoluzione della Fondazione Nicola Trussardi

Con l’ingresso di Beatrice Trussardi, la Fondazione Nicola Trussardi inizia il percorso che la porterà a diventare un punto di riferimento nel panorama dell’arte contemporanea. L’imprenditrice ha un obiettivo ben preciso: rendere Milano una città a forte vocazione culturale, sfruttandone gli spazi pubblici e i luoghi meno conosciuti. Con la collaborazione di Massimiliano Gioni alla direzione artistica, dal 2002 la Fondazione abbandona lo spazio riservato di Palazzo Marino, sede del Comune, per dare vita ad un inedito modello itinerante. Palazzo Litta, Palazzo Dugnani e Palazzo Citterio sono solo alcuni esempi di luoghi in cui l’Ente è riuscito a portare diverse installazioni o mostre d’arte; Maurizio Cattelan, Peter Fischli e David Weiss, Ibrahim Mahama sono invece un assaggio degli artisti che hanno potuto collaborare con la Fondazione. Ma Beatrice Trussardi non è solo un’imprenditrice culturale: fa parte del Women’s Leadership Board della John F. Kennedy School of Government, che sostiene l’uguaglianza di genere; è un membro del comitato esecutivo di Aspen Institute Italia, think thank che studia i problemi e le sfide più attuali in ambito politico, economico e sociale; infine, è entrata a far parte dell’Advisory Council di Tent Partnership for Refugees, organizzazione internazionale che si occupa di politiche di inclusione lavorativa per i rifugiati.

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Finanza internazionale: il profilo di Martin Gruschka


Beneficiario di una borsa di studio della Fondazione Rotary International, fin dal suo percorso formativo Martin Gruschka si specializza nel settore dell’alta finanza arrivando a fondare una società di investimenti che opera a livello internazionale.

Gli studi e i primi incarichi professionali di Martin Gruschka

Dopo aver frequentato sia l’Università di Munster che quella di Friburgo, Martin Gruschka completa la sua formazione a Stanford, noto Istituto della California, usufruendo di una borsa di studio della “Rotary Foundation”: termina dunque il suo percorso laureandosi in Economia, Commercio e Filosofia. È il 1990 quando ottiene il primo incarico professionale: viene assunto come Management Consultant alla Deutsche Bank di Berlino, specializzandosi nel settore della privatizzazione. In seguito è Consulente strategico per il St. Gallen Consulting, gruppo svizzero che offre servizi di consulenza finanziaria. La sua svolta professionale arriva con la nomina a Responsabile dell’European Media Group di Arthur D. Little: grazie all’esperienza nella famosa società di consulenza manageriale ha la possibilità di ampliare le sue conoscenze nel settore ITC. La crescita continua con il Media Group di Morgan Grenfell, una delle banche di investimento più antiche di Londra: Martin Gruschka viene infatti nominato Associate Director, ottenendo quindi uno dei primi incarichi di responsabilità.

Springwater Capital LLC: come opera la società di Martin Gruschka

Negli anni 2000, Martin Gruschka si trasferisce a New York: nella Grande Mela entra nella società di investimenti Veronis Suhler Stevenson. Con il ruolo di Investment Manager si occupa principalmente di Private Equity, concentrandosi su società di Media e Marketing. Dopo due anni, è nuovamente a Londra, nella sede britannica del gruppo. Ed è proprio nella Capitale inglese che il manager fonda Springwater Capital LLC, società di investimenti multi-strategia. È il 2002: oggi, dopo 18 anni di attività, la realtà è attiva con le sue sedi a Milano, Madrid e Lussemburgo. Specializzata in Contrarian Investing, Springwater Capital è cresciuta trasformando in successi acquisizioni complesse. A riprova del suo operato, la società è stata vincitrice di diversi premi e riconoscimenti, come il Rising Star Awards nel 2014 come “Best European Turnaround Investor” e il primo posto nella classifica stilata dallo Spanish Private Equity Institute. Attualmente, Martin Gruschka è attivo come Managing Partner: negli ultimi anni è stato inoltre Presidente, Amministratore Delegato e Membro di numerose società europee e statunitensi.

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Società

Cariplo, Andrea Mascetti: “Periodo attuale occasione per le comunità”


Nato a Varese, Andrea Mascetti è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo: in un’intervista rilasciata a “TicinoLive” ha spiegato il valore dell’identità in un periodo di cambiamenti epocali.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’importanza dell’identità storica

L’emergenza sanitaria in atto ha profondamente mutato le prospettive del mondo. A causa soprattutto delle restrizioni alla mobilità, si è verificata infatti un’accelerazione dell’era digitale, i cui strumenti appaiono ancor più indispensabili per l’essere umano. Ma Andrea Mascetti ha un punto di vista più complesso. L’uomo potrebbe tornare invece a valorizzare le proprie radici storiche e culturali, riscoprendo il proprio rapporto con le comunità territoriali. Avvocato e Titolare dello Studio Legale omonimo, dal 2019 si occupa di Arte e Cultura per Fondazione Cariplo. Il suo auspicio è che uno degli effetti della pandemia sia quello di riportare le persone a focalizzarsi sulla propria identità storica e culturale. Un bisogno che secondo il Coordinatore è una “necessità spirituale e antropologica dell’uomo”. Il punto di partenza saranno proprio le comunità, che dovranno occupare, più che nel recentissimo passato, un ruolo centrale: “Penso che le cose trovino sempre una loro strada: la sensazione – ha spiegato Andrea Mascettiè che in un periodo storico così periglioso e imprevedibile, le comunità ritorneranno luoghi di rifugio e di estremo piacere”.

La contrapposizione tra cultura e tecnica secondo Andrea Mascetti

Le nuove tecnologie, sebbene utili all’essere umano, non potranno mai sostituirsi al concetto di cultura: uno degli inviti più frequenti di Andrea Mascetti è infatti quello di leggere meno pagine Wikipedia e concentrarsi maggiormente sui libri. La cultura, nel senso originale del termine, è una cosa completamente diversa. Sotto questo punto di vista, l’epoca attuale è “arida”, “sfuggente”. La dirompente ‘techne’ di questo secolo non è altro che un mezzo: oggi abbiamo infiniti servizi culturali a disposizione, ma poche fonti vive di cultura in senso stretto. “C’è bisogno di comunità, essenze vibranti, scontri e incontri anche fisici”: la distanza, insita nell’essenza stessa del digitale, spesso si dimostra più un ostacolo che un valore aggiunto. Anche per questo è fondamentale continuare a sensibilizzare le persone nei confronti delle peculiarità dei territori in cui vivono: “Si fa pochissimo per il nostro passato e per la nostra storia – ha dichiarato Andrea MascettiL’assenza di una identità anche storica ma soprattutto di una consapevolezza di ciò che siamo, ha reso il nostro tessuto comunitario più debole e fragile”.

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“Milano per Me”: Michele De Luca annovera Federico Motta Editore tra i simboli della città


Fondata nel 1929, Federico Motta Editore, con i suoi oltre novant’anni di storia, è tra i simboli dell’editoria milanese. Michele De Luca ha menzionato la Casa Editrice nella sua lettera aperta al “Corriere”, un’ode alla città lombarda e alla sua ripartenza dopo l’epidemia di Coronavirus.

Federico Motta Editoria

Federico Motta Editore tra i simboli di Milano

Lo storico marchio milanese Federico Motta Editore è citato tra i principali simboli che hanno fatto la storia della cultura e dell’editoria del capoluogo lombardo. Il “Corriere della Sera” infatti ha pubblicato nel blog “ITALIANS”, curato da Beppe Severgnini, una lettera aperta che è più che altro una poesia dedicata all’amore per questa grande città, fatta di storia, di luoghi e di civiltà. La poesia, scritta da Michele De Luca, cita i simboli e gli avvenimenti principali legati a Milano, tra storia, letteratura e luoghi simbolo. Il testo vuole essere un messaggio di amore e speranza per un futuro più luminoso, dopo i difficili mesi che la città sta affrontando in seguito alla pandemia. “Quando penso Milano”, scrive l’autore, “penso Piazza Fontana Corso Sempione, Van Wood che canta in Via Montenapoleone la Federico Motta in Via Branda Castiglioni”. Con oltre novant’anni di storia, Federico Motta Editore entra così di diritto nella comune memoria dei milanesi e di chi ha conosciuto Milano interessandosi alla sua storia e alla sua cultura. Tra i premi ricevuti degni di menzione, si ricordano il premio Pirelli InterNETional Awards (2007) e l’Ambrogino d’oro assegnato nel 1980.

Federico Motta Editore: la storia della Casa Editrice

Fondata il 14 gennaio 1929 con il nome di “Cliché Motta”, Federico Motta Editore è una Casa Editrice simbolo di autorevolezza e innovazione. I settori di interesse non si limitano alle Enciclopedie, ma spaziano tra editoria per ragazzi (con il marchio Motta Junior) e collane di architettura, riviste di moda e libri d’arte e fotografia. La ricerca di nuovi strumenti per stare al passo con i tempi è parte fondamentale della storia dell’editore: dalle Tavole Transvision al Sonobox, dalle videocassette ai CD-ROM fino all’utilizzo di Internet, Federico Motta Editore ha sempre colto a pieno le rivoluzioni in arrivo. A conferma della qualità e dell’autorevolezza delle opere pubblicate, la Casa Editrice ha collaborato con esperti di fama internazionale quali Umberto Eco e Margherita Hack. Ha avviato partnership con enti rilevanti quali Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, il Ministero dell’Istruzione, Disney, il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera o l’Espresso.

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Almo Collegio Borromeo: la solidarietà degli Alunni in una app rivolta agli anziani


Il progetto “GenAgo” è nato nel 2018 da un’idea degli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia, il collegio di merito più antico d’Italia.

Almo Collegio Borromeo

Il contributo degli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo

“Generation Agorà” è un punto di incontro tra nuove e vecchie generazioni: il progetto è stato realizzato dagli Alunni che frequentano l’Almo Collegio Borromeo con l’obiettivo di offrire un contributo di solidarietà agli anziani di Pavia, città in cui si trova l’Istituto. Il risultato dell’iniziativa è stata la creazione di “GenAgo”, un’applicazione per smartphone che permette agli utenti di chiedere un supporto per diverse attività quotidiane. Dalla spesa al trasporto per visite sanitarie, una volta registrati gli anziani potranno richiedere assistenza tramite l’app, che assegnerà il compito ai volontari. “Crediamo che le generazioni più mature siano una fonte preziosissima di memoria, saggezza ed esperienza – si legge sulla pagina Facebook dedicata al progetto – sogniamo una comunità in cui giovani e anziani si arricchiscano a vicenda, una società in cui nessuno si debba mai sentire solo”. La pandemia causata dal Coronavirus ha tuttavia rinviato il lancio ufficiale dell’app, dato che la maggior parte dei servizi offerti prevede un contatto ravvicinato con gli utenti. Ma gli Alunni dell’Almo Collegio Borromeo non si sono dati per vinti: durante il periodo dell’emergenza i volontari, tramite Facebook, hanno messo in piedi “Quarantena in compagnia”, una serie di iniziative dedicate agli over 65, come letture di gruppo e tour virtuali guidati.

Almo Collegio Borromeo: la storia dell’Istituto fondato da San Carlo

Fin dalla sua nascita, l’Almo Collegio Borromeo è stato caratterizzato da una forte mission etica, ossia quella di offrire ai giovani in condizioni economiche di disagio l’occasione di poter studiare all’Università di Pavia. L’Istituto, in cambio di una media elevata da mantenere durante tutto il percorso, mette a disposizione degli studenti più meritevoli servizi di vitto e alloggio. Completano l’offerta aule studio dedicate, strumentazione informatica, impianti sportivi e diversi spazi verdi. Inoltre, l’Istituto accompagna gli alunni nel loro percorso di crescita grazie a servizi di coaching, una corposa Biblioteca con un famoso Archivio, corsi accessori e incontri formativi con illustri personalità. Fondamentale l’educazione musicale: il Coro e l’Orchestra ogni anno realizzano una stagione di concerti con la partecipazione di musicisti provenienti da tutto il mondo. Nato a metà del XVI secolo da un’idea di San Carlo Borromeo, allora arcivescovo di Milano, oggi l’Almo Collegio Borromeo ospita circa 200 alunni: riconosciuto a livello internazionale, ha diverse partnership attive, come ad esempio quella con il Corpus Christi, il College più antico dell’Università di Cambridge.

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Società

Andrea Mascetti, lo Studio Legale analizza l’esonero da responsabilità contrattuale


L’approfondimento pubblicato sul sito ufficiale dello Studio Legale di Andrea Mascetti prende in analisi alcune recenti introduzioni apportate dall’approvazione del Decreto Cura Italia. L’Avvocato Francesca Marra, nello specifico, ha illustrato il tema dell’esonero da responsabilità contrattuale per i soggetti inadempienti “causa Coronavirus”.

Andrea Mascetti

Coronavirus e inadempimento delle prestazioni: l’analisi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

La tematica dell’esonero da responsabilità contrattuale è stata oggetto di recenti disposizioni nell’art. 91, comma 1, del cosiddetto Decreto Cura Italia convertito in legge, introduzioni apportate dal Parlamento nel contesto delle misure emanate per contenere l’emergenza del Coronavirus in Italia. Lo Studio Legale di Andrea Mascetti, con un approfondimento fornito dall’Avvocato Francesca Marra, si è espresso sulla questione, analizzando l’esonero da responsabilità contrattuale previsto per il debitore inadempiente. “Le misure di contenimento imposte dal Governo con i recenti DPCM ed adottate delle parti contrattuali”, si legge nell’analisi,“assurgono quindi, per espressa previsione di legge, a causa per affievolire o escludere la responsabilità del debitore per ritardata o mancata esecuzione delle obbligazioni su di lui gravanti”. L’Avvocato specifica che tale esonero non è operativo in maniera automatica, bensì è necessaria una valutazione dell’Autorità Giudiziaria: “Laddove il debitore adduca che l’inadempimento sia causato dall’adeguamento alle disposizioni restrittive imposte dai decreti emergenziali”, prosegue il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti, “sarà necessario che questi provi che, per effetto delle stesse e nonostante l’impiego dell’ordinaria diligenza, la prestazione sia divenuta, almeno temporaneamente, impossibile”. L’Avvocato sottolinea quindi che disposizioni dell’art. 91, comma 1, del Decreto Cura Italia possano offrire un ulteriore strumento di tutela per il debitore “per le ipotesi in cui la prestazione sia divenuta in tutto o in parte ineseguibile per causa a lui non imputabile”.

Andrea Mascetti, carriera professionale e attività del fondatore dello Studio omonimo

Affermato professionista del settore legale, Andrea Mascetti è il fondatore dello Studio Legale Mascetti. Nato nel 1971, consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1996, in seguito alla quale si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano. Dopo un’esperienza professionale nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove svolge attività di avvocato fino al 2003, l’anno seguente avvia una propria attività, fondando così lo Studio omonimo grazie alle pregresse competenze in materia di diritto societario e amministrativo. Attualmente, inoltre, Andrea Mascetti fornisce attività consulenziali per società, enti locali e aziende pubbliche, ed è Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia in Italia che all’estero. Tra i suoi incarichi correnti, da giugno 2019 è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo per la promozione di progetti di utilità sociale. Bibliofilo e appassionato di storia, è animatore di molte iniziative culturali, oltre a occuparsi, da diversi anni, di web reputation e diritto dell’arte.

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Business

Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro nel nuovo sito di Vercelli


Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli, che sarà aperto il prossimo
primo luglio e su cui la società di Mario Putin punta per una nuova idea di servizio mensa rivista alla luce del Covid-19.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: il nuovo polo industriale di Vercelli

Il pranzo cucinato in camera bianca, da cuochi professionisti e in ambienti simili ai laboratori farmaceutici. Al tavolo «camerieri» muniti di guanti bianchi presentano vassoi termosigillati e declinati in accordo con le esigenze e con le abitudini alimentari del cliente, con pietanze la cui fruizione avviene sui banchi di scuola o sulle scrivanie dell’ufficio. In questo modo ripartirà il servizio di mensa nelle imprese, nelle scuole dell’infanzia e in quelle elementari. Per poter predisporre questa offerta rimodulata alla luce del Coronavirus, Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli di recente costruzione, il cui lancio inaugurale è previsto per il prossimo primo luglio e che porterà con sé, oltre al nuovo sito di confezionamento e stoccaggio, anche 150 nuovi posti di lavoro. Tutto questo per un totale di quasi 500 dipendenti e di circa 200 mila pietanze garantite quotidianamente nella regione piemontese dalla società guidata da Mario Putin. “Siamo una società a conduzione familiare specializzata nella ristorazione collettiva per la sanità – queste le parole di Carlo Garbin, direttore di Serenissima Ristorazione – In Italia serviamo più di 120 ospedali e 250 strutture socio assistenziali. In Piemonte, dove siamo già presenti con un sito logistico e produttivo a Grugliasco, lavoriamo al Mauriziano, nelle aziende sanitarie di Vercelli e del Verbano e anche alle Ogr riconvertite a ospedale anti covid. Questa competenza ci permette di poter gestire il mercato delle nuove mense”.

Serenissima Ristorazione: una nuova idea di mensa post Coronavirus

Serenissima Ristorazione è infatti già attiva da tempo sul territorio regionale piemontese e ora punta all’allargamento della base dei clienti-consumatori, alla luce però dei cambiamenti occorsi in questi mesi anche nelle modalità di fruizione del servizio mensa. Proprio per questa ragione il sito di Vercelli adotta le garanzie protocollari caratteristiche del comparto sanitario e, in questo senso, Carlo Garbin approfondisce il discorso spiegando che “le nostre cucine funzionano come camere bianche, proprio come nei laboratori della farmaceutica. I nostri vassoi sono termosigillati. E contiamo di servire i pasti direttamente sui banchi e sulle scrivanie”. A fronte, inoltre, di previsioni che sembrano indicare una prosecuzione del lavoro agile e della chiusura degli istituti scolastici nel corso dei prossimi mesi, con una contrazione di fatturato calcolata del 30% e una riduzione dei margini del 50%, Serenissima Ristorazione è convinta che le mense, dove sono ancora presenti, debbano necessariamente essere ripensate, anche per fare da volano al rilancio dell’intero settore. “Lo studio del Politecnico di Torino sul ritorno a scuola e anche sulla gestione del pranzo ci ha ispirato profondamente – afferma Carlo Garbin – Siamo convinti che la gestione innovativa dei processi di selezione del cibo e della sua preparazione possa rilanciare tutto il comparto”.

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FME Education: il suo tool MyEdu pensato per la didattica a distanza


L’attuale contesto di emergenza sanitaria ha portato alla chiusura degli istituti scolastici, e conseguentemente all’allargamento esponenziale della platea di destinatari della didattica a distanza. Tra i tool per l’insegnamento da remoto progettati per professori e alunni, la soluzione di FME Education si chiama MyEdu.

FME Education

MyEdu di FME Education supporta l’insegnamento a distanza

A causa della pandemia Covid-19, le scuole sono state temporaneamente chiuse e docenti e alunni hanno dovuto intraprendere la via della didattica a distanza utilizzando in modo massivo le nuove tecnologie. Tra questi sistemi digitali a disposizione degli istituti scolastici c’è anche MyEdu di FME Education: l’Editore specializzato in didattica digitale ha predisposto la distribuzione a titolo gratuito delle proprie piattaforme pensate per l’apprendimento online e secondo le indicazioni ministeriali. MyEdu è uno strumento specializzato nell’apprendimento delle materie insegnate durante gli 8 anni di scuola dell’obbligo e costituito da un database di oltre 2mila corsi, verifiche, esercizi, ma anche giochi e contenuti multimediali, in linea con le più recenti linee guida ministeriali. Tra i numerosi vantaggi, sicuramente la possibilità di schematizzare le lezioni sulla base delle esigenze di ciascun alunno o classe, con assistenza puntuale assicurata grazie a un sistema di monitoraggio dei percorsi di apprendimento e dalla messaggistica istantanea integrata. Inoltre i docenti, grazie al team scuole di FME Education, hanno la possibilità di chiedere in qualsiasi momento un supporto specializzato anche per quanto riguarda la realizzazione delle proprie lezioni innovative e della loro condivisione nel network di MyEdu.

La storia di FME Education

FME Education è un Editore specializzato nell’ambito della didattica che propone contenuti fortemente innovativi per una platea di istituti scolastici e famiglie, pensati per lo studio e la crescita dei ragazzi. L’offerta dell’Editore si rivolge a professori, alunni e genitori, mentre la sua mission è riassumibile nel motto “Imparare divertendosi!”: tecnologia e creatività unite sono in grado di agevolare l’insegnamento e di renderlo più stimolante e piacevole e che, in questo modo, è anche possibile arrivare al duplice traguardo della semplificazione dell’apprendimento da parte degli alunni e dell’insegnamento dei professori. FME Education ha pensato e messo in pratica un ambiente didattico digitale modulare chiamato MyEdu, nello specifico una piattaforma dotata di un vasto repository di corsi, esercizi pratici, giochi e verifiche su tutte le materie curricolari caratteristiche del periodo della scuola dell’obbligo. I contenuti di MyEdu soddisfano le più recenti linee guida ministeriali del MIUR. L’Editore si propone sia alla scuola che alla famiglia, e a loro offre sistemi pensati in modo specifico in base alle singole necessità dei diversi protagonisti: insegnanti, ragazzi e genitori.

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Società

Ecologia: Claudio Bertini, l’esperienza in Cae – Centro Assistenza Ecologica


In seguito alla laurea in Biologia e alle varie specializzazioni, Claudio Bertini si è affermato nel suo settore come un professionista autorevole per le materie ambientali. Attualmente è consulente e docente in aziende e corsi di formazione legati alla legislazione e gestione ambientale.

Claudio Bertini

Claudio Bertini: la formazione e i primi incarichi

Consulente e verificatore ambientale presso numerose aziende di grandi e medie dimensioni, Claudio Bertini è un professionista nel suo settore. La sua formazione è consolidata: è laureato in Biologia presso la Facoltà in Scienze Biologiche dell’Università Politecnica delle Marche. All’interno dello stesso ateneo si è poi specializzato in Biologia Marina, conseguendo un master in Recupero Ambientale attraverso l’utilizzo di tecnologie innovative, Bioremediation e Biotecnologie. Un’ulteriore specializzazione è derivata dal corso per Revisori Ambientali/Ecoauditors per sistemi di gestione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001, presso Confindustria (Roma). Nella gestione aziendale di problematiche relative all’ambiente, si è occupato in particolare di gestione dei rifiuti, emissioni in atmosfera, scarichi idrici, energia, utilizzo razionale delle risorse, suolo e sottosuolo. Claudio Bertini è iscritto all’ordine nazionale dei biologi e dal 1998 al 2003 ha collaborato con l’Università Politecnica delle Marche come consulente per le tematiche legate all’ambiente. Ha organizzato e preso parte a diversi convegni e iniziative correlate allo sviluppo sostenibile, alla valutazione dell’impatto ambientale e ai sistemi di gestione ambientale.

Claudio Bertini: le altre esperienze professionali

La collaborazione di Claudio Bertini con la Camera di Commercio dell’industria e dell’artigianato di Ancona è un’esperienza professionale di rilievo. Negli anni tra il 2001 e il 2004 è stato impegnato come docente e formatore in corsi di formazione per Verificatori Ambientali (scuola Emas di Ancona). Dal 1999 invece, è consulente all’interno di Cae – Centro Assistenza Ecologica di Ancona, tra le maggiori società di consulenza del territorio marchigiano. Attualmente è responsabile tecnico del settore Autorizzazione Integrata Ambientale (IPPC), nonché responsabile tecnico per l’implementazione, la gestione e la verifica dei Sistemi di Gestione Ambientale. Claudio Bertini continua la sua attività come docente formatore in vari corsi di gestione e legislazione ambientale, come esperto di Environmental Risk Analysis e di Money Saving Ambientale. Dal 2001 è responsabile ambientale presso la Somipress srl di Castelfidardo (AN).

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Società

Utili netti al massimo livello per Gruppo Daclé da quando è presidente Paolo Campiglio


Riunione degli azionisti in videoconferenza per il gruppo presieduto da Paolo Campiglio. Nel meeting dei vertici italiani ed esteri di Daclé e controllate, è stato ratificato il bilancio consuntivo 2019 ed è stata ribadita la salvaguardia dei posti di lavoro, anche grazie alla solida posizione patrimoniale e alla disponibilità di liquidi.

Paolo Campiglio

Approvato il bilancio consuntivo 2019 del Gruppo guidato da Paolo Campiglio

È durata quattro ore la riunione degli azionisti di Daclé che ha validato il bilancio consuntivo 2019 della società capogruppo e delle controllate dalla holding. L’incontro annuale è avvenuto in modalità conference call, con il presidente Paolo Campiglio dal suo ufficio nella sede italiana, mentre i dirigenti dell’area R&D erano collegati da Ginevra, e con la presenza da remoto dei funzionari delle società partecipate in Polonia e Lituania e dei colleghi delle aziende collegate in Inghilterra e Austria. Per prima cosa è stato smarcato l’argomento principale all’ordine del giorno con un’approfondita relazione sulla gestione economica e imprenditoriale del gruppo durante l’anno 2019 appena trascorso, in cui è stato raggiunto il miglior risultato nella storia da quando Paolo Campiglio è divenuto presidente nel 2015. Successivamente, sono stati discussi aggiornamenti incoraggianti sulla nuova partnership con Penta Investment, il gruppo d’investimento dell’Europa centrale focalizzato sul comparto sanitario in Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Romania, Russia e Ucraina, dove gestisce un network di 1.000 farmacie a marchio Dr. Max, e nel nuovo settore merceologico relativo alla spettrometria di massa e alle biotecnologie in aiuto della farmaceutica e nutraceutica, quindi non solo in Kolinpharma.

Paolo Campiglio: le politiche in atto per affrontare l’emergenza sanitaria

Inoltre, il presidente Paolo Campiglio è intervenuto facendo presente che il gruppo, in queste settimane di emergenza Covid-19 che ha lasciato scoperte numerose aziende con crisi di liquidità, non ha attivato nessuna tipologia di cassa integrazione per i suoi dipendenti e non intende fare domanda per nessun genere di supporto statale o bancario per far fronte alle necessità di cassa. Similmente, Daclé non si è trovata nella posizione di tagliare a dirigenti, funzionari e collaboratori premi di risultato o altri riconoscimenti in favore di domande di sostegno all’occupazione, che continua ad essere salvaguardata grazie alle decisioni dei vertici societari. Daclé, infatti, detiene una situazione patrimoniale forte e una disponibilità di liquidi largamente superiore alle richieste da regolamento per le imprese che gestiscono business di dimensioni medio-grandi e con un elevato capitale sociale. Questa caratteristica relativa al gruppo guidato da Paolo Campiglio lo porta a figurare tra i primi in termini di affidabilità nella classificazione del rating bancario, che rimane ai livelli del precedente esercizio. L’assemblea degli azionisti di Daclé ha infine ratificato la mozione del Consiglio di Amministrazione riguardante la distribuzione dell’utile netto agli azionisti della società.

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Revoca Autostrade, Vito Gamberale: “Non ripetiamo l’errore del caso Itavia”


Fondatore e Presidente di ITEЯ Capital Partners, Vito Gamberale ha ricoperto diversi incarichi in realtà di alto livello: dal 2000 al 2006 è stato Amministratore Delegato di Atlantia, Gruppo che controlla Autostrade per l’Italia S.p.A.

Vito Gamberale

Vito Gamberale: “Attenzione a quella politica che sfrutta il giustizialismo di facciata”

Nel 1980 morirono 81 persone a causa di un incidente aereo provocato da un missile. La compagnia aerea Itavia fu accusata di scarsa manutenzione e ciò provocò il fallimento della società che, tuttavia, nel 2018 è stata riconosciuta estranea ai fatti. La responsabilità della Strage di Ustica, secondo la Cassazione, fu dei Ministeri italiani della Difesa e dei Trasporti. In una lettera al “Corriere della Sera”, Vito Gamberale cita l’accaduto per affrontare la potenziale revoca delle concessioni autostradali inserita dal Governo italiano nell’ultimo decreto Milleproroghe in seguito alla tragedia del Ponte Morandi: “Come insegna la storia, la giustizia in piazza non è reclamata dalla piazza; serve solo a qualcuno per rafforzare il proprio potere del momento, salvo poi trovare la ghigliottina per se stesso, dietro l’angolo”. Secondo il manager, la revoca indiscriminata colpirebbe non solo il Gruppo Benetton, ma anche tutti gli altri azionisti di Atlantia: “Per punire uno, da nessuno inquisito, si uccidono altri 3 innocenti! L’altro azionariato comprende il mercato, ossia i risparmiatori, i cittadini; ma anche investitori istituzionali nazionali ed esteri”. Nel suo appello, Vito Gamberale cerca di limitare i danni di un “giustizialismo di piazza” che, oltre ad essere contro ogni dottrina politica, non sempre corrisponde a verità: “L’inchiesta della Procura di Genova si avvia alla chiusura. Ho maturato la percezione (diretta) che sia condotta con rigore: perché allora una giustizia di piazza deve precedere la giustizia competente?”.

Eni, Tim, Iterchimica e ITER Capital Partners: le tappe del percorso professionale di Vito Gamberale

Attualmente Presidente e Azionista di Iterchimica e fondatore e Presidente di ITER Capital Partners, Vito Gamberale è un ingegnere meccanico con una brillante carriera nel settore manageriale. Laureato all’Università La Sapienza, avvia il suo percorso professionale con un’esperienza nella valutazione delle imprese presso l’Istituto Mobiliare Italiano. Dopo esser diventato Responsabile per le acquisizioni e le privatizzazioni per IMI e la controllata GEPI, nel 1984 entra in Eni, dove è Amministratore Delegato e Presidente di alcune partecipate del Gruppo. L’ascesa professionale continua e nel 1991 la SIP lo nomina Amministratore Delegato: tra i successi conseguiti dal manager, la nascita e la conseguente direzione di Telecom Italia Mobile. Dopo una breve parentesi come Presidente di 21 Investimenti, dal 2000 al 2006 è AD di Atlantia: sotto la sua gestione viene lanciato il gruppo Autostrade. Lascia l’incarico quando la proprietà annuncia la fusione con la spagnola Abertis: nel 2007 fonda e dirige F2i, importante Fondo di investimenti italiano attivo nel comparto infrastrutturale. Ad oggi, oltre al ruolo in Iterchimica, Vito Gamberale è da febbraio 2020 Presidente e Fondatore di ITER Capital Partners, un fondo riservato e dedicato agli investitori istituzionali sempre nel settore delle infrastrutture.

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“Pangea News” intervista Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo)


Andrea Mascetti è avvocato titolare dello Studio Legale Mascetti, coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo e da sempre appassionato lettore. Da mesi ormai si impegna per rilanciare le piccole librerie indipendenti e favorire il diffondersi di letture di qualità in Italia.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’intervista a “Pangea”

“Non credo che le Fondazioni debbano sostituirsi allo Stato o alle Regioni in materia di Sanità o di assistenza alle persone. Dovranno anzi immergersi nelle loro mission più profonde: la cultura, la ricerca scientifica, i grandi temi ambientali (penso soprattutto all’agricoltura e alle aree rurali e alpine da ripopolare), un localismo consapevole e certamente anche una assistenza comunitaria che non pretenda però di sostituirsi ai grandi moduli che rispondono alla politica”: Andrea Mascetti, avvocato alla guida dello Studio Legale Mascetti e coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, ha di recente rilasciato un’interessante intervista a “Pangea News”. Si tratta, di fatto, di un’ampia riflessione che tocca cultura, editoria e il ruolo delle Fondazioni nell’epoca dell’emergenza sanitaria. Troppo spesso la cultura viene vista come qualcosa di vago, un orpello trascurabile, una decorazione: Andrea Mascetti, da appassionato lettore nonché figura chiave all’interno di Fondazione Cariplo, si è impegnato di recente a salvaguardare le librerie indipendenti, gli editori che vanno alla ricerca della qualità, interrogandosi sui motivi per i quali in Italia la lettura sia costantemente in calo, spesso superficiale e poco consapevole.

Andrea Mascetti: editoria ed emergenza sanitaria

Secondo Andrea Mascetti, alle Fondazioni spetta il ruolo di “indicatori, di facilitatori, di alchimisti (e non di apprendisti stregoni) che sappiano porre i giusti ingredienti nelle fucine del misterioso mondo che vedremo avanzare nei tempi prossimi. Ma soprattutto abbiamo il ruolo, come nel caso della cultura, di dare esempi di come le cose possono essere fatte”. Durante l’intervista a “Pangea” è emersa l’utilità della defiscalizzazione e di un fondo salva cultura. Discutendo dell’editoria nel nostro Paese, è evidente che il settore stia affrontando una crisi senza precedenti. “La burocrazia allontana dalla lettura, e solo in un certo spontaneismo possiamo trovare stimoli per una renaissance. L’idea è di ripartire da strutture nuove e autonome di lavoro”, ha spiegato Andrea Mascetti. Durante l’emergenza Coronavirus che stiamo affrontando, si parla molto di riaprire le librerie. Secondo l’avvocato, oggi un bravo libraio ha il compito di stimolare percorsi e letture, ricercare contenuti di pregio come un novello Virgilio. Per ovviare ai problemi di magazzino, che il piccolo non può mantenere, a differenza di colossi come Amazon, serve l’ingegno commerciale. L’importante è ripartire, e farlo dalle piccole realtà che prediligono i libri di qualità.

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L’Almo Collegio Borromeo promuove la cultura con il progetto Condividere l’emergenza


Agevolare la riflessione su tematiche come fragilità umana e incertezza per mezzo della cultura: questa la volontà di Condividere l’emergenza. Sguardi e riflessioni interdisciplinari, iniziativa organizzata dall’Almo Collegio Borromeo con il patrocinio dell’Università di Pavia.

Almo Collegio Borromeo

Almo Collegio Borromeo, la riflessione multidisciplinare sulla pandemia

Il 30 marzo è stata avviata l’iniziativa Condividere l’emergenza. Sguardi e riflessioni interdisciplinari, una collezione di brevi video condivisi sui canali social dell’Almo Collegio Borromeo. Sotto il coordinamento del Rettore del Collegio, Alberto Lolli, e di Clelia Martignoni dell’Università di Pavia, oltre 20 tra professori, intellettuali, medici e artisti instillano spunti di riflessione e propongono opere d’arte per stimolare la consapevolezza sulla situazione emergenziale attuale. Patrocinata dall’Università di Pavia, la raccolta video racconta questo periodo sotto il profilo culturale e attraverso gli strumenti interdisciplinari raccolti da ideatori e partecipanti, quali ad esempio testi letterari, pièce teatrali e cinematografiche, ma anche brani musicali. Tra le personalità di spicco che si sono unite all’iniziativa, vale la pena menzionare il sociologo Alessandro Cavalli, il linguista Giuseppe Antonelli, il filosofo Salvatore Veca, lo storico Paolo Mazzarello, il Presidente di Casa Manzoni Angelo Stella, il latinista Giancarlo Mazzoli, il regista Filippo Ticozzi e l’attrice Anna Nogara. Lo scopo del progetto dell’Almo Collegio Borromeo è, oltre alla diffusione della cultura, anche un tentativo ad ampio spettro di impostare una riflessione critica sulla pandemia in corso, per mezzo delle prospettive veicolate dalle diverse discipline e dell’apporto ad alto valore aggiunto dei numerosi partecipanti.

Almo Collegio Borromeo: i servizi e i progetti artistico-culturali

Fondato da San Carlo a Pavia nel 1561, l’Almo Collegio Borromeo è il collegio di merito più antico in Italia, nato con lo scopo di permettere a studenti di merito, ma privi di sostentamento economico, di poter studiare presso l’Università di Pavia. Ente morale dal 1922, attualmente è una fondazione privata che si configura esclusivamente come no profit, legalmente riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. La sua offerta formativa prevede la possibilità di servirsi di una Biblioteca con più di 80mila volumi, un Archivio Storico, aule studio e multimediali, attività sportive e servizi di vitto e alloggio. Gli studenti, scelti ogni anno tramite concorso, possono integrare il proprio percorso universitario con lezioni di approfondimento, workshop e seminari, valorizzando e capitalizzando la propria formazione grazie alle collaborazioni che l’Almo Collegio Borromeo ha in attivo a livello internazionale, come quelle con il Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina. Sede, tra le altre cose, del Master in Cooperation & Development, il Collegio è meta ogni anno di studenti internazionali e prevede diverse borse di studio, oltre a stage e attività di tutoring per l’inserimento lavorativo degli alunni, quest’ultima supportata anche dall’Associazione Alunni. L’ultima iniziativa, Condividere l’emergenza. Sguardi e riflessioni interdisciplinari, è parte della variegata offerta artistico-culturale del Collegio, insieme a, tra gli altri eventi, una stagione di musica da camera, un coro, un’orchestra, il corso annuale “Pavia Cello Academy” e progetti in ambito sportivo, come il Trofeo dei Collegi.

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Rete unica, Vito Gamberale commenta la possibile fusione tra Tim e Open Fiber

Manager di lunga esperienza, Vito Gamberale è stato uno dei protagonisti del successo di Tim e si esprime in favore dell’ipotesi che porterebbe il Paese ad avere una rete tlc unica.

Vito Gamberale

Vito Gamberale: "Così lo Stato ha un’occasione per rientrare in Tim ma serve AD indipendente"

Smart working, telelavoro, servizi pubblici: se già da qualche anno la stabilità e la potenza di una connessione internet risultano fondamentali, lo saranno ancora di più nel futuro, in particolar modo se si vuole tenere conto degli effetti dell’attuale emergenza sanitaria. Per questo Vito Gamberale, attualmente Presidente di ITEЯ Capital Partners e con un passato da manager delle tlc, vede di buon occhio una delle ultime ipotesi che circolano in merito alla creazione di una infrastruttura di rete unica. Nelle ultime settimane, infatti, il Governo ha messo sul tavolo la possibilità di costituire una newco che all’interno potrebbe contenere sia Tim che Open Fiber, operatore wholesale only di proprietà di Cassa Depositi e Prestiti nato con l’obiettivo di realizzare un’infrastruttura a banda ultralarga sul territorio nazionale. Entrambe le società sembrano essere predisposte all’accordo: non mancano tuttavia preoccupazioni riguardanti la trasparenza rispetto al mercato. Secondo Vito Gamberale il problema si potrebbe risolvere grazie alla nomina di un AD indipendente. Se portata a termine, l’operazione porterà solo giovamenti: da un lato, attraverso Cdp, il rientro dello Stato in Tim; dall’altro, la fine della rete "sdoppiata", caso più unico che raro in un Paese avanzato.

Dalla Sip alla Tim: il contributo di Vito Gamberale al mondo delle tlc

Nato a Castelguidone, in provincia di Chieti, Vito Gamberale è un Ingegnere Meccanico con un curriculum da top manager. Artefice della nascita di Tim, avvia il suo percorso professionale presso IMI, l’Istituto Mobiliare Italiano, dove si occupa della valutazione delle imprese che operano nel settore meccanico e siderurgico. In seguito è in Gepi, dove gli vengono affidate acquisizioni e privatizzazioni. Il 1991 è l’anno in cui assume uno degli incarichi più importanti della sua carriera: viene nominato Amministratore Delegato della divisione telefonia mobile di SIP. L’obiettivo della società era quello di integrarla alla divisione fissa, guidata da Antonio Zappi: nel 1994 nasce dunque Telecom Italia, mentre nel 1995 Tim, che si occupa della creazione e della gestione delle reti mobili. In pochi anni il risultato dell’operazione, grazie anche all’introduzione della carta prepagata ideata da Vito Gamberale, porterà la società a diventare leader mondiale delle telecomunicazioni.

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Serenissima Ristorazione e l’iniziativa a Spello

Anche Serenissima Ristorazione contribuisce, con una iniziativa locale coordinata dal Comune di Spello, all’aiuto nella situazione di emergenza generata dal Covid-19 e regala 6 quintali di generi alimentari freschi e a lunga conservazione, di qualità e bio, a 75 famiglie residenti a Spello.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: l’iniziativa in sinergia con il Comune di Spello e le realtà locali di volontariato

Numerose famiglie residenti nel Comune di Spello, in provincia di Perugia, riceveranno prodotti alimentari e generi di prima necessità donati da Serenissima Ristorazione, già presente e attiva negli istituti scolastici di Spello, Cannara e Amelia per l’organizzazione del servizio mensa. L’iniziativa, coordinata dal Comune di Spello in sinergia con le realtà associative locali di volontariato, fa parte dei progetti di partenariato locale su cui la municipalità è da sempre molto attiva e punta a garantire un primo supporto reale e tangibile ai nuclei familiari che maggiormente risentono della crisi economica, sociale e alimentare conseguenza della pandemia del Coronavirus. Nel complesso, sono oltre 6 quintali di generi alimentari, in parte provenienti dalle eccedenze di magazzino sul territorio attualmente non impiegate a causa della chiusura delle mense scolastiche e in parte comprate appositamente dal Gruppo per dare via al progetto. Si calcola che il cibo donato da Serenissima Ristorazione possa contribuire a soddisfare le necessità di 75 nuclei familiari, garantendo alimenti pronti per l’uso e alcuni fondamentali per altre preparazioni casalinghe. Tra questi, materie prime di alta qualità a lunga conservazione quali pasta di semola di grano duro biologica, fette biscottate, pangrattato bio, pomodori pelati, carne e pesce in scatola e dolci, ma anche derrate fresche come 200 panetti di burro bio e più di 500 confezioni di spremuta d’arancia fresca biologica.

L’intervento di Miriana Leoni, Responsabile per l’Umbria di Serenissima Ristorazione

Le derrate saranno trasferite dai magazzini di Serenissima Ristorazione alla mensa del collegio di Agraria dell’Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario (ADISU) a Perugia. Da qui saranno poi smistati dalle Associazioni di Volontariato. Per la realtà guidata da Mario Putin questa è la seconda iniziativa portata avanti con il territorio perugino: nei primi tempi della pandemia infatti la società e l’ADISU di Perugia avevano cooperato unite per la distribuzione dei pasti ad alcuni studenti fuori sede della facoltà di Ingegneria che erano stati bloccati a Perugia dalla quarantena e lontani da casa. "In questi giorni così difficili per le famiglie, le imprese e le comunità abbiamo pensato di voler testimoniare la nostra vicinanza ai territori in cui operiamo con un gesto semplice ma importante. Ogni giorno prepariamo pasti freschi con alimenti di prima qualità per gli studenti delle scuole del territorio, ci mancano i loro sorrisi in pausa pranzo. Con questa iniziativa speriamo di portare a casa delle famiglie in difficoltà un po’ di quel sorriso che i ragazzi ci regalano ogni giorno. Serenissima Ristorazione ha fornitori di materie prime di qualità cui si è rivolta per un approvvigionamento speciale, che desidera condividere con la comunità per combattere assieme questo nemico invisibile. Ringraziamo di cuore il Comune di Spello, le associazioni di Volontariato per aver collaborato con noi per la piena realizzazione di questa iniziativa". Queste le parole a commento dell’iniziativa da parte di Miriana Leoni, Responsabile del Gruppo in Umbria.

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Chief Integration Officer: il percorso professionale di Umberto Benezzoli


La fusione tra Sicuritalia e il Gruppo Ivri ha portato alla nascita di un gigante della sicurezza privata: dietro il successo, il lavoro di Umberto Benezzoli, Chief Integration Officer.

Umberto Benezzoli

Umberto Benezzoli, CIO del Polo italiano della sicurezza privata

Per stare al passo, le realtà aziendali sono in continua evoluzione: senza dubbio, uno dei momenti più delicati per una società è quando si appresta a concludere l’acquisizione di un altro soggetto. È qui che entra in campo la figura del Chief Integration Officer. Umberto Benezzoli, in tale ruolo per Sicuritalia, si è occupato della fusione con il Gruppo Ivri: il risultato è stata la creazione di un Polo della sicurezza privata che in Italia, al momento, non ha rivali. In che modo il manager è stato responsabile di questa importante operazione? Un CIO fa da ponte tra la società e le sue filiali al fine di raggiungere gli obiettivi di business. Nel caso di un’acquisizione, svolge una funzione ancora più specifica: integrare i processi aziendali originari con quelli del soggetto acquisito. Per questo motivo spesso il CIO assume un ruolo ufficiale anche nella controparte: nel caso in questione, Umberto Benezzoli è stato infatti nominato Consigliere Delegato di Gruppo Ivri, in modo da gestire al meglio lo sviluppo della nuova governance e delle risorse umane e finanziarie.

Come si diventa CIO: l’esperienza professionale di Umberto Benezzoli

Il ruolo di CIO può presentare diverse sfumature: negli ultimi anni, la figura professionale sta allargando i suoi orizzonti soprattutto grazie ai nuovi sistemi IT. In generale, qualunque sia il campo di applicazione del concetto di “integration”, come prima cosa il CIO ha bisogno di avere una visione ampia del business. I numeri del nuovo Gruppo Sicuritalia-Ivi testimoniano di un lavoro ben svolto: 15.000 dipendenti, 650 milioni di fatturato e un’offerta di servizi che va dalla protezione h24 fino ai più sofisticati sistemi di sicurezza informatici. Le esperienze di Umberto Benezzoli sono numerose e coprono diversi settori produttivi, oltre ad un importante percorso in realtà istituzionali. I ruoli di responsabilità ricoperti in realtà come AGCOM, Promotor International, FNM S.p.A. e Roland Berger hanno fatto sì che acquisisse competenze diversificate: amministrazione, contabilità, risorse umane, per citarne alcune. Ed è proprio questa sorta di “eclettismo” che rende efficace la missione del Chief Integration Officer.

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Almo Collegio Borromeo: attività e offerta formativa

L’Almo Collegio Borromeo, istituto privato riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, offre ai propri studenti una gamma di soluzioni formative a 360 gradi, dai workshop agli incontri con i migliori esperti del mondo universitario e imprenditoriale.

Almo Collegio Borromeo

La storia dell’Almo Collegio Borromeo

L’Almo Collegio Borromeo affonda le sue radici nel pieno dell’epoca moderna. Viene fondato infatti nel 1561 grazie all’iniziativa di San Carlo Borromeo, arcivescovo di Milano, il quale lo immagina come un luogo dove gli studenti meritevoli, ma privi di mezzi economici di sostentamento, possano proseguire i propri studi all’Università di Pavia. Divenuto nel 1992 ente morale, riconosciuto dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ha esteso le proprie attività anche all’estero grazie alle numerose collaborazioni internazionali, ad esempio con il Corpus Christi College di Cambridge e l’Università di Salta in Argentina. L’Almo Collegio Borromeo, guidato dal Rettore Alberto Lolli, offre quotidianamente servizi e attività ad oltre 190 tra ricercatori, studenti e docenti provenienti da tutto il mondo, mettendo a loro disposizione una Biblioteca con 80mila volumi, aule multimediali e un ricco archivio storico. Ogni anno sede del Trofeo dei Collegi, durante il quale gli studenti possono confrontarsi in diverse discipline atletiche, l’istituto privato dispone di propri campi sportivi. Spazio inoltre anche ai servizi di vitto e alloggio, nonché di assistenza religiosa, morale e culturale.

Almo Collegio Borromeo: i servizi e le attività per gli studenti

Collegio di merito più antico d’Italia, l’Almo Collegio Borromeo promuove la cultura in tutte le sue espressioni e ad ogni livello, con lo scopo di dare vita ad un vero e proprio laboratorio di pensiero, aperto a chiunque voglia attingerne. Tantissime sono infatti le attività extra formative e curriculari organizzate per gli studenti: concerti, conferenze, B-talk, corsi non accreditati. A ciò si vanno ad aggiungere i numerosi corsi accreditati presso l’Università di Pavia, rivolti a tutti gli studenti dell’Ateneo, e previo superamento del relativo esame, che garantiscono il riconoscimento in CFU. Sull’esempio delle volontà espresse dai suoi fondatori, San Carlo e Federico Borromeo, l’Almo Collegio Borromeo fa della musica un importante strumento pedagogico sin dal momento della fondazione: prova ne è l’aula dedicata all’ascolto e all’educazione musicale, la quale ospita il Coro e l’Orchestra del Collegio (aperti agli studenti previa audizione e selezione). Oltre alla vasta offerta formativa dedicata a tutti gli alunni, comprensiva di orientamento al lavoro, workshop, seminari e incontri con imprenditori e docenti, il Collegio mette a disposizione una rete di coaching e tutoring (senior e junior) per assistere gli studenti nel proprio percorso di maturazione sia umana, sia accademica.

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Gruppo Sicuritalia-IVRI, il ritratto di Umberto Benezzoli


Classe 1959, originario di La Spezia, Umberto Benezzoli è un manager con comprovate esperienze sia nelle istituzioni pubbliche che nelle aziende private.

Umberto Benezzoli

Acquisizione IVRI: l’operazione che ha visto il coinvolgimento di Umberto Benezzoli

Fino a settembre dell’anno scorso, il primato nel settore della sicurezza privata in Italia era conteso tra due Gruppi, Sicuritalia e IVRI. Grazie anche all’apporto del manager Umberto Benezzoli, nominato Chief Integration Officer per Sicuritalia, è stato possibile creare le condizioni per avviare un processo di fusione tra le due realtà. Attraverso un’offerta del valore di circa 155 milioni di euro, divisi tra 85 milioni di enterprise value e 70 milioni di crediti vantati dalle banche, IVRI è stato ufficialmente acquisita a settembre, dopo il via libera da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. L’impegno del manager nelle operazioni di integrazione tra i diversi asset aziendali ha portato alla nascita di un vero e proprio Polo, il primo assoluto nel settore italiano. Per agevolare l’operazione, Umberto Benezzoli è stato nominato Consigliere Delegato e Presidente nelle varie società del Gruppo Ivri.

Umberto Benezzoli: il contributo del manager nel pubblico e nel privato

Umberto Benezzoli è un manager esperto che ha ricoperto incarichi sia per società private che per pubbliche amministrazioni. Le sue competenze spaziano tra gestione, risorse umane, sistemi IT e finanza. Dopo aver terminato gli studi in Economia e Commercia presso l’Università di Genova, è chiamato al vertice del Comitato Fiere di Confindustria come Segretario Generale, esperienza professionale che ripeterà in seguito per l’Ente Autonomo Fiera di Verona. Dal 1998 al 2002 entra a far parte dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, in veste di Direttore delle Risorse Umane e Finanziarie. I suoi precedenti incarichi nel comparto fieristico lo portano al ruolo di Direttore Generale per Promotor International, società leader del settore che lo nomina in seguito Amministratore Delegato. Dal 2007 al 2015 gli incarichi presso le Istituzioni: Direttore Generale della Giunta della Regione Lombardia e in seguito Direttore Generale di ARPA. Infine, prima degli incarichi in Sicuritalia e IVRI, Umberto Benezzoli è stato Direttore Generale di FNM S.p.A., uno dei più importanti operatori italiani nel settore della mobilità integrata.

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Studio Legale di Andrea Mascetti: “Visitare i figli rientra tra i motivi di assoluta urgenza”


In questi giorni lo Studio Legale di Andrea Mascetti, ha condiviso sul suo sito alcune informazioni dettagliate in merito ai repentini cambiamenti avvenuti nell’ambito legale per via dei decreti del Governo italiano.

Andrea Mascetti, avvocato

Studio Legale di Andrea Mascetti: “Diritto di visita resta prevalente”

La diffusione in Italia del contagio da Covid-19, rivelatasi in breve una pandemia, ha comportato una serie di scelte da parte del Governo: tra le misure eccezionali adottate per favorire il contenimento del Coronavirus uno dei comuni denominatori è la restrizione della libertà di circolazione. Ciò ha comportato diverse problematiche in tutti gli ambiti, tra i quali quelli del diritto. Lo Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, conscio delle difficoltà causate da questi provvedimenti, sta realizzando diversi focus sull’argomento. Tra quelli trattati, l’avvocato Marta Cipriani si è concentrata sul diritto di visita dei figli da parte di genitori separati, divorziati non collocatari, oltre alle coppie separate di fatto alle quali manca ancora un documento che ne attesti l’ufficialità. Con il decreto del 9 marzo, il Governo ha limitato gli spostamenti dei cittadini, a meno che non fossero comprovati da motivi lavorativi, di salute o necessità: tra questi “gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti, in ogni caso secondo le modalità previste dal Giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio”. Per i genitori separati di fatto, l’organizzazione e l’eventuale decisione è stata lasciata alla civile collaborazione tra le parti. Tuttavia sono sorti diversi problemi, uno dei quali riguardante il caso di una madre che, vista l’emergenza sanitaria, ha deciso di trasferirsi dai propri genitori con i figli: la controparte è stata quindi impossibilitata ad esercitare il diritto di visita. Grazie ad un provvedimento del Tribunale di Milano datato 11 marzo, il padre ha ottenuto il rispetto degli accordi previsti in precedenza: l’atto ha quindi sancito, in questo caso, la prevalenza del diritto di visita rispetto alle misure ministeriali. Lo Studio di Andrea Mascetti spiega che il Giudice, in questo caso, ha valutato come “indispensabile” il mantenimento del rapporto dei figli con entrambi i genitori, senza dimenticare che restano invariate “le cautele che l’attuale emergenza sanitaria richiede”.

Da “necessità” a “urgenza”: il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti

La materia si è complicata poche settimane dopo, quando il 22 marzo il Governo ha emanato due provvedimenti, rispettivamente un’ordinanza del Ministeri della Salute e una degli Interni. Insieme hanno inasprito i divieti, trasformando la “situazione di necessità” in “esigenze di assoluta urgenza” e vietando gli spostamenti da un Comune all’altro. Ancora, il 26 marzo, il Tribunale di Bari ha accolto la richiesta di una madre di sospendere le visite da parte del padre residente in un altro Comune: l’ordinanza è stata motivata proprio dal periodo particolare, che corrisponde ad un “sacrificio di tutti i cittadini”. Il dibattito giurisprudenziale tende invece a favorire l’impostazione del Tribunale di Milano e dunque la prevalenza del diritto di visita anche post decreto 22 marzo. Come illustra lo Studio Legale di Andrea Mascetti, a confermare questa lettura è anche lo stesso Governo: tra le FAQ del sito ufficiale (www.governo.it/it/faq-iorestoacasa ) il diritto di visita viene fatto rientrare tra i “comprovati motivi di urgenza”.

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Crisi economica, Andrea Silvestri: “Opportuno pensare alla crescita a medio termine”


Andrea Silvestri, avvocato specializzato nel diritto tributario, è un professionista riconosciuto a livello nazionale e internazionale: secondo l’esperto, l’emergenza causata dalla pandemia deve portare in Italia a riflettere sul sistema fiscale e produttivo attualmente in vigore.

Andrea Silvestri

Strumenti fiscali e rimpatrio delle attività produttive: il commento di Andrea Silvestri

L’Italia è ufficialmente in lockdown dal 9 marzo scorso. Nelle diverse misure emergenziali varate dal Governo italiano, come ad esempio il decreto legge soprannominato “#IoRestoaCasa”, è stata stabilita la chiusura di imprese e attività commerciali ad eccezione di quelle ritenute strategiche. Andrea Silvestri, fondatore e coordinatore del Dipartimento di Diritto Tributario del noto Studio legale BonelliErede, pone l’accento sugli interventi dedicati all’economia. Uno degli insegnamenti di questa inaspettata crisi è infatti la rilevanza delle attività industriali. La difficoltà degli Stati a reperire dispositivi di protezione sul mercato internazionale ne è un esempio evidente. In momenti di crisi globale, l’indipendenza produttiva è vitale: “Mi auguro fermamente che il Governo favorisca con vigore il rimpatrio in Italia di attività produttive (c.d. reshoring) – dichiara Andrea Silvestrianche attraverso forti incentivi fiscali: impariamo dall’emergenza e pianifichiamo per il futuro”.

Andrea Silvestri: “Essenziale incentivare gli investimenti”

Oltre alle misure per combattere la crisi economica causata dalla chiusura della maggior parte delle aziende, per Andrea Silvestri bisogna iniziare ad avere una strategia anche per la ricrescita del Paese. Il tributarista sostiene infatti che il dibattito politico di queste settimane sia incentrato esclusivamente su soluzioni a breve termine, peccando di lungimiranza. Uno degli strumenti più efficaci in tal senso potrebbe essere quello fiscale: “Sono convinto che si debba cogliere l’occasione per introdurre anche norme a più lungo termine a favore delle imprese, così da incentivare investimenti e occupazione, con effetti sulla crescita a medio termine”. L’esperto pone l’accento sulla problematica italiana dell’incertezza prodotta dalle leggi in materia fiscale, che causa enormi ritardi per un eventuale sviluppo economico. Grazie alla sua esperienza Andrea Silvestri, che ha collaborato con realtà del calibro di Deloitte & Touche, sostiene che il fisco, attualmente, non è solo uno strumento di gettito, ma anche un fattore di competitività internazionale.

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