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Traghetti Moby Spa e Tirrenia: come ottenere la polizza Covid-19 per l’estate 2021

La polizza gratuita è valida per chi prenota una tratta con Moby Spa e Tirrenia entro il 31 dicembre.

Moby Spa

La nuova campagna di Moby Spa e Tirrenia

Un’assicurazione multirischi che tutelerà i viaggiatori anche in caso di positività al Covid-19: è questa la novità dell’offerta messa in campo da Moby Spa e Tirrenia per la prossima estate. Le due compagnie di navigazione, che fanno parte del Gruppo Onorato Armatori, offriranno gratuitamente la polizza a tutti coloro che, entro la fine dell’anno in corso, prenoteranno un viaggio sulle tratte da e per Sardegna, Sicilia e Corsica. A queste, secondo la nota diffusa dalle due aziende, si aggiungeranno anche quelle per l’Isola d’Elba. Nello specifico, è previsto un rimborso completo del biglietto "in caso di annullamento per qualsiasi evento imprevisto, oggettivamente documentabile". La dicitura comprende di fatto anche un eventuale contagio da Coronavirus. Inoltre, sempre per chi intende viaggiare sui traghetti di Moby Spa e Tirrenia sono previste, come nella stagione estiva appena conclusa, anche delle agevolazioni per imbarcare la propria auto.

Moby Spa e Tirrenia: le specifiche dell’assicurazione

Prima dell’avvento della pandemia, erano numerose le persone che decidevano di anticipare la prenotazione di viaggi e vacanze. Tuttavia, nel contesto attuale di emergenza sanitaria, l’incertezza la fa da padrona. Ecco perché Moby Spa e Tirrenia hanno deciso di venire incontro ai viaggiatori attraverso la nuova polizza. Un’assicurazione che copre diversi scenari in relazione alla positività al Covid-19. A seguito di conclamata infezione da Coronavirus dell’Assicurato o dei suoi familiari, la polizza garantisce il rimborso della penale applicata contrattualmente dal Contraente ai sensi delle Condizioni Generali di Trasporto. La copertura assicura, inoltre, un’indennità da convalescenza, a condizione che la diagnosi avvenga durante lo svolgimento del viaggio e che l’infezione comporti un conseguente ricovero in Istituto di Cura all’interno di un reparto di Terapia Intensiva. In caso di interruzione soggiorno a seguito di quarantena, Moby Spa e Tirrenia rimborsano le penali addebitate per il soggiorno alberghiero prenotato e non usufruito entro il limite di € 800,00 per Assicurato e le eventuali spese alberghiere/di soggiorno a carico dell’Assicurato per il periodo di quarantena entro il limite di € 100,00 al giorno per un massimo di 8 giorni, qualora detta quarantena non possa svolgersi al domicilio dell’Assicurato.

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Scuole, l’importanza di una corretta sanificazione: Lorenzo Mattioli ne parla a Radio 24

Radio 24: il Presidente di Confindustria Servizi Hcfs Lorenzo Mattioli parla di scuola e sanificazione nel corso della trasmissione “Focus Economia”.

Lorenzo Mattioli: l’intervento a Radio 24 del Presidente di Confindustria Servizi Hcfs

“La ripartenza del Paese passa attraverso le sanificazioni e le disinfezioni”: a sottolinearne il valore, in un’intervista a Radio 24, è il Presidente di Confindustria Servizi Hcfs Lorenzo Mattioli. Intervistato da Sebastiano Barisoni lo scorso 10 settembre sulla riapertura delle scuole, il Presidente ha evidenziato come le attività di sanificazione e disinfezione siano ormai essenziali non solo per mettere in sicurezza studenti, personale scolastico e operatori ma anche per garantire “la continuità delle attività ed evitare un altro lockdown”. Qualche numero: interventi di sanificazione dovrebbero riguardare più di 93 milioni di metri quadri e oltre 36mila plessi scolastici. Nei giorni scorsi il governo ha stanziato 39 milioni di euro per l’anno 2020, anche nell’ottica di sanificare i locali sedi di seggio elettorale in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie del mese di settembre. Una dotazione che dovrà essere rifinanziata nel 2021. Secondo il Presidente Lorenzo Mattioli è necessario però che tale attività, ancora considerata periodica, diventi obbligatoria.

Scuola e sanificazione: le considerazioni del Presidente di Confindustria Servizi Hcfs Lorenzo Mattioli

“L’Italia è all’avanguardia nel settore del Facility Management. È un settore in grandissima crescita e sviluppo, anticiclico” spiega il Presidente di Confindustria Servizi Hcfs Lorenzo Mattioli intervistato da Radio 24. E oggi, anche per la necessità di garantire nuovi standard in tutti i contesti lavorativi e sociali, si prevede una crescita a due cifre. Occorrerebbe dunque investire di più nel settore, riconoscendone il valore: “Il settore non si è mai fermato. Il nostro servizio fondamentale è stato ricordato anche dal Santo Padre. Le nostre aziende hanno fatto un servizio straordinario nelle aziende, negli ospedali, nei reparti Covid. Purtroppo è considerato ancora un servizio periodico”. Lorenzo Mattioli nell’intervista parla anche della necessità di protocolli e requisiti standard mirati a contenere il fenomeno, rischioso, di operatori “improvvisati”: “Serve personale altamente specializzato, preparato, competente. Anche perché è pericoloso. Le scuole non possono improvvisare: devono rivolgersi a società specializzate”.

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Studio Legale di Andrea Mascetti: cosa cambia con l’attuazione della Direttiva PIF

Nuovo focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti in materia di Protezione di Interessi Finanziari dopo l’adozione del d.lgs. 75/2020.

Andrea Mascetti

Studio Legale di Andrea Mascetti: le modifiche al D.lgs. n. 231 del 2001

Lo scorso 15 luglio il Governo italiano ha adottato il decreto legislativo 75/2020, avente ad oggetto l’attuazione della Direttiva UE 2017/1371 riguardante la Protezione di Interessi Finanziari. L’avvocato Monica Alberti, dello Studio Legale fondato da Andrea Mascetti, ha realizzato un’analisi sulla cosiddetta Direttiva PIF e sulle modifiche che quest’ultima ha comportato nell’ordinamento penale italiano. In primis, è stato ampliato il numero dei reati previsti dal d.lgs. 231/2001. Sono state infatti introdotte nelle ipotesi di reato la frode nelle pubbliche forniture di cui all’art. 356 c.p., la frode ai danni del Fondo europeo agricolo di garanzia e del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo, il reato di peculato di cui all’art. 314, c.1, c.p. (è escluso il peculato d’uso), di peculato mediante profitto dell’errore altrui ex art. 316 c.p. e infine di abuso d’ufficio ex art. 323 c.p. Il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti evidenzia anche le novità nel novero dei reati tributari: sono stati aggiunti i reati di dichiarazione infedele, art. 4 d.lgs. 74 del 2000, ma solo in caso di gravi frodi IVA transfrontaliere, di omessa dichiarazione di cui all’art. 5 d.lgs. 74 del 2000, in caso di gravi frodi IVA transfrontaliere e di indebita compensazione ex art. 10 quater in caso di gravi frodi IVA transfrontaliere nonché di contrabbando (D.P.R. 43 del 1973) di cui al nuovo art. 25 sexiesdecies.

Studio Legale di Andrea Mascetti: le novità su fattispecie di reato e leggi speciali

Il decreto 75/2020 è intervenuto con importanti modifiche anche su diverse fattispecie di reato presenti nel Codice Penale e in diverse leggi speciali, con il risultato di averne inasprito le sanzioni. Con l’attuazione della direttiva PIF, spiega la collaboratrice dello Studio Legale di Andrea Mascetti, sono infatti previste nuove aggravanti in caso di offesa degli interessi finanziari dell’Unione Europea o quando il danno o il profitto siano superiori a euro 100.000: la novità riguarda i delitti di cui all’art. 316 c.p. – peculato mediante profitto dell’errore altrui -, art. 316 ter c.p. – indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato – e art. 319 quater c.p. – induzione indebita a dare o promettere utilità. Modifiche anche per l’art. 322 bis c.p. e l’art. 640 c.p.: la punibilità è stata infatti estesa anche in caso di attività illecite ai danni dell’Unione Europea. Inoltre, il decreto di luglio ha portato cambiamenti al T.U. delle disposizioni legislative in materia doganale (D.P.R. 43/1973), introducendo due nuove circostanze aggravanti al reato di contrabbando, mentre in tema di controlli degli aiuti comunitari alla produzione dell’olio di oliva (l. n. 898 del 1986) sono state aumentate le pene previste dall’art. 2. Infine, secondo lo Studio Legale di Andrea Mascetti, le novità più importanti hanno riguardato d.lgs. n. 74 del 2000 in tema di reati tributari. Adesso le ipotesi di reato previste nell’art. 2 (dichiarazione fraudolenta mediante l’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti, mediante altri artifici e dichiarazione infedele) sono punibili a titolo di tentativo qualora siano compiute anche nel territorio di altro Stato membro dell’Unione europea al fine di evadere l’imposta sul valore aggiunto per un importo complessivo non inferiore a dieci milioni di euro.

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Serenissima Ristorazione preventiva oltre 100 milioni di euro per investimenti

Serenissima Ristorazione ha approvato il bilancio aziendale 2019, caratterizzato da numeri in crescita rispetto al precedente. Nei piani della società nel triennio 2019 – 2022, oltre 100 milioni di euro tra acquisizioni e nuovi centri cottura.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione approva il bilancio aziendale del 2019

Serenissima Ristorazione ha confermato il bilancio aziendale 2019, caratterizzato da tutti gli indicatori in crescita rispetto al precedente esercizio. In dettaglio, da sottolineare sono il valore di produzione, che ha superato i 412 milioni di euro, in aumento del 30% sul 2018, e il fatturato consolidato di 408 milioni, che è incrementato del 31,32%. Per quanto concerne invece l’utile e l’EBITDA, questi si sono attestati su cifre più caute ma tuttavia molto incoraggianti, crescendo rispettivamente dell’1,49% e del 17,26% sul 2018. Il merito è da attribuire in larga parte a un business plan ambizioso, che ha preventivato oltre 100 milioni di euro di investimenti nel triennio 2019-2022 e destinati a supportare un importante piano di acquisizioni, per una presenza sempre più significativa sul territorio, e la costruzione di nuovi centri cottura nel rispetto delle più stringenti norme igienico-sanitarie. Inoltre Serenissima Ristorazione, nel corso del 2019, ha rilevato la società Euroristorazione, che conta 2.900 lavoratori e 17 centri cottura dai quali ogni anno partono più di 20 milioni di pasti verso scuole, ospedali e aziende. Tale acquisizione consente alla realtà guidata da Mario Putin di diversificare il proprio pacchetto clienti nei territori ricoperti.

Serenissima Ristorazione: i numeri della società

Serenissima Ristorazione ha dato prova della sua solidità sotto il profilo finanziario essendosi recentemente aggiudicata il Premio Industria Felix, che viene consegnato tutti gli anni alle imprese italiane caratterizzate dai più performanti risultati gestionali e dalla maggiore affidabilità economica. Si è assicurata un posto di rilievo nel suo settore anche grazie a cifre quali: 50 milioni di pasti forniti, 14 società collegate, 9.500 dipendenti in Italia e all’estero e più di 120 ospedali e 250 strutture socio-assistenziali come clienti. “Quest’anno i dati di bilancio mostrano un vero e proprio salto in avanti, con un sensibile aumento del valore di produzione che conferma come il nostro sia un gruppo solido che non intende fermarsi”, queste le parole di Mario Putin, Presidente di Serenissima Ristorazione. “Anche in futuro continueremo ad investire nella costruzione di nuovi centri cottura all’avanguardia per migliorare il servizio che ogni giorno offriamo ai nostri clienti. Un progetto ambizioso che non sarebbe possibile senza il lavoro dei nostri 9.500 dipendenti che voglio ringraziare personalmente insieme ai membri del CdA e a tutti i nostri collaboratori che, anche in un periodo complesso come quello che stiamo attraversando in questi ultimi mesi, hanno dimostrato una passione e uno spirito di sacrificio encomiabili”.

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Il 2019 di Gruppo Riva è stato un anno internazionale, con l’85% del fatturato realizzato all’estero

+9,5% di investimenti, che salgono a 150 milioni, posizione finanziaria netta migliorata e un Ebitda di 136,8 milioni: sono i numeri di Gruppo Riva, che nel 2019 ha mantenuto la sua posizione tra i principali attori del panorama siderurgico europeo.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: i risultati del 2019

Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano e tra i principali a livello Europeo, chiude il 2019 con un fatturato di 3,2 miliardi di euro, di cui l’85% realizzato all’estero. Riva Forni Elettrici, con una quota del 10% del mercato continentale dei prodotti “lunghi” (tondo, vergella e barre per edilizia), ha fatturato principalmente nei suoi 16 siti in Germania, Francia, Belgio, Spagna e Canada. Il Gruppo guidato da Claudio Riva impiega circa 5.400 addetti e ha prodotto 6,3 milioni di tonnellate di acciaio, 714mila in Italia. Questa attività ha generato un Ebitda di 136,8 milioni, con un risultato finale di 15,2 milioni. Gruppo Riva ha intensificato gli investimenti (+9,5%) che sono saliti a 150 milioni, migliorando anche la posizione finanziaria netta. In seguito alla pandemia da Covid-19, l’azienda è stata costretta allo stop delle attività in Italia, riprendendo durante i primi giorni di maggio. Provvedimenti similari sono stati presi anche all’estero, per garantire la sicurezza sul luogo di lavoro.

Gruppo Riva: la storia e la mission aziendale

La storia di Gruppo Riva inizia nel 1954 quando Emilio Riva, supportato dal fratello Adriano, intuisce il grande potenziale di sviluppo del settore siderurgico nell’Italia del dopoguerra. Nell’estate 1956 Emilio Riva decide di passare alla produzione diretta dell’acciaio, facendo entrare in funzione il primo stabilimento a Caronno Pertusella l’anno successivo. Gli anni Sessanta rappresentano la svolta fondamentale per lo sviluppo del settore e sono segnati dalla nuova tecnica produttiva della colata continua, innovazione che rappresenta un importante successo per Gruppo Riva. Nel 1966 arriva anche la prima acquisizione, con leAcciaierie e Ferriere di Lesegno. Negli stessi anni inizia l’espansione sulla scena europea: l’azienda si fa così pioniera del diffondersi delle miniacciaierie nel mondo. Fortemente basato sull’innovazione e sulla digitalizzazione, il Gruppo punta anche alla formazione delle sue professionalità, per garantire la qualità del prodotto. Oggi l’azienda opera in 21 siti produttivi dislocati in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

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Pompeo Pontone: lo studio sui nuovi strumenti di politica monetaria della Fed

Attivo da più di 25 anni nel settore finanziario, in un recente approfondimento Pompeo Pontone ha esaminato gli strumenti moderni di politica monetaria, in particolare quelli adottati dalla Federal Reserve.

Il focus di Pompeo Pontone su Fed, politica monetaria e sistemi di riserva

In che modo sono cambiati gli strumenti di politica monetaria delle autorità monetarie nazionali? E in particolare, quali sono le misure introdotte dalla Fed, la banca centrale degli Stati Uniti, per il raggiungimento dei propri obiettivi di politica monetaria? Di questi argomenti si è occupato Pompeo Pontone, affermato Investor e Investment Specialist, in un articolo pubblicato nella sezione Investment & Finance del suo sito. Dopo un’introduzione che riporta la definizione di politica monetaria – ovvero la politica adottata per controllare 1) il tasso di interesse dei prestiti a brevissimo termine o 2) l’offerta di moneta – l’esperto ha preso in analisi, nello specifico, il modo in cui la Federal Reserve statunitense implementa le proprie azioni di politica monetaria, azioni che, come sottolineato da Pompeo Pontone, sono cambiate nel corso degli ultimi decenni. Se infatti prima della crisi finanziaria del 2007-2009 la Fed attuava la propria politica monetaria per mezzo di riserve limitate e faceva affidamento su operazioni di mercato aperto, oggi, al contrario, la Federal Reserve opera con riserve ampie e pone alla base degli strumenti di politica monetaria l’interesse corrisposto sulle riserve (IOR).

Pompeo Pontone: gli strumenti di politica monetaria della Fed

L’analisi condivisa da Pompeo Pontone sul sito ricorda inoltre che la promozione della piena occupazione e la stabilità dei prezzi rappresentano l’obiettivo cardine verso cui è indirizzata la politica monetaria della Fed, un mandato che la banca riceve dal Congresso degli Stati Uniti. Ma quali sono dunque gli strumenti impiegati dalla Federal Reserve per raggiungere i propri obiettivi? L’esperto di Investment Management ne individua quattro: il primo si configura come il tasso di sconto, ovvero il tasso di interesse applicato dalle reserve banks alle banche commerciali per i prestiti a breve termine; il secondo strumento è quello degli obblighi di riserva, cioè la porzione dei depositi che le banche devono detenere in contanti o presso una reserve bank; le operazioni di mercato aperto rappresentano invece il terzo strumento che Pompeo Pontone elenca tra quelli a disposizione della Fed, segnalando che tali operazioni si configurano come l’acquisto e la vendita di titoli di Stato USA; a conclusione, il quarto strumento, quello dell’interesse sulle riserve, che viene corrisposto sull’eccedenza detenuta presso le reserve banks. Come chiarito da Pompeo Pontone all’interno dell’articolo, questi quattro strumenti influenzano l’ammontare dei fondi presenti all’interno del sistema bancario.

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Qualifiche e traguardi professionali di Rodolfo Belcastro, Chief Communications Officer di SACE

Formazione ed esperienze professionali di Rodolfo Belcastro, Chief Communications Officer di SACE: oggi lavora inoltre come Adjunct professor e speaker in diversi programmi di alta formazione manageriale presso la LUISS Business School.

Rodolfo Belcastro

Rodolfo Belcastro: la laurea in Scienze della Comunicazione e i primi anni nel giornalismo

È Palermo, la città in cui è nato nel 1975, ad assistere alla crescita formativa e professionale di Rodolfo Belcastro, attuale Chief Communications Officer di SACE. Si laurea in Scienze della Comunicazione presso l’ateneo della città siciliana e in seguito decide di specializzarsi in ambito giornalistico: all’interno della stessa Università frequenta la Scuola di Giornalismo biennale, Master valido come praticantato che gli apre le porte del settore. Collabora inizialmente come freelance con diverse testate tra cui l’Agenzia di Stampa Italpress e il Giornale di Sicilia occupandosi di TLC, tecnologia, innovazione e cronaca: è lui a seguire a New York il “MacWorld Conference & Expo”, l’evento annuale del mondo Apple. In contemporanea si interessa anche di comunicazione finanziaria, corporate e istituzionale e nel 2000 è chiamato a gestire le relazioni esterne e i rapporti istituzionali per il gruppo CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A. in Sicilia, nata per promuovere l’Italia come destinazione di turismo internazionale. È il 2004 quando, superato l’esame da giornalista, Rodolfo Belcastro inizia a lavorare per conto della prima Agenzia di Stampa Associata italiana, l’ANSA, all’interno della Redazione Interni, Cronache Italiane.

Rodolfo Belcastro: gli incarichi professionali ricoperti di recente e l’impegno in SACE

In ANAS dal 2007 nel ruolo di Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali, Rodolfo Belcastro supervisiona numerosi progetti in ambito Media Relations, Corporate e Crisis Communication, Comunicazione Istituzionale, Infomobilità, occupandosi anche di notiziari radiofonici e televisivi e di sicurezza stradale. Tra il 2012 e il 2016, in quanto socio professionista Ferpi, è inoltre impegnato nel fornire consulenza manageriale a realtà specializzate nel settore infrastrutture, oil & gas, Epc ed energia: oltre a gestire progetti di comunicazione (strategica, corporate e istituzionale) e a realizzare analisi di scenario, le supporta in ambiti quali strategia comunicativa, contenuti, reputazione e ufficio stampa. Nel dicembre del 2015 entra in Cassa Depositi e Prestiti in qualità di Responsabile del “Reputation Management”: nell’ottica di valorizzare e tutelare l’immagine aziendale e delle Società del Gruppo, alle attività tradizionali affianca il social media management e la gestione delle relazioni con influencer e opinion leader online e offline. Nel febbraio 2018 il Gruppo CIR nomina Rodolfo Belcastro Direttore della Comunicazione: Media Relations, Digital Communications, Sustainability and Corporate Shared Value, Internal Communication e Corporate Identity, in coordinamento con le attività di comunicazione delle controllate Sogefi, KOS e GEDI. Oggi incaricato di guidare il team che cura la comunicazione di SACE, si interessa nello specifico di Brand, Digital and People Communications, Ufficio Stampa ed Editorial Desk, Eventi, Sponsorship e Sostenibilità. Opera inoltre come Adjunct professor e speaker in diversi programmi di alta formazione manageriale presso la LUISS Business School.

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Moby Spa, Tirrenia e Toremar: Gruppo Onorato Armatori predispone il “care manager” a bordo

“La certezza e la serenità di un viaggio sicuro” per i passeggeri dei traghetti Moby Spa, Tirrenia e Toremar, compagnie del Gruppo Onorato Armatori: mascherine, guanti, percorsi creati appositamente per garantire il distanziamento e una nuova figura a bordo, il “care manager”.

Moby Spa

Moby Spa, Tirrenia e Toremar: i traghetti del Gruppo Onorato Armatori navigano in sicurezza con il “care manager”

“Con queste iniziative vogliamo dare ai nostri passeggeri la certezza e la serenità di un viaggio sicuro”: nelle parole di Achille Onorato, Amministratore Delegato del Gruppo Onorato Armatori, emerge l’attenzione che Moby Spa, Tirrenia e Toremar riservano ai passeggeri in viaggio. Mai come oggi infatti, alla luce di quanto il mondo sta vivendo in questi mesi, è fondamentale garantire loro la massima sicurezza. Mascherine, guanti e separazioni in plexiglass, la creazione di percorsi in grado di assicurare il distanziamento: i traghetti di Moby Spa, Tirrenia e Toremar sono stati dotati di tutti i dispositivi necessari, senza trascurare le accortezze essenziali per poter viaggiare in sicurezza. È stata istituita inoltre una nuova figura, il “care manager”, che, come si legge in una nota, “sarà a disposizione di tutti i passeggeri per qualsiasi esigenza o necessità dal momento del loro imbarco fino a quello dello sbarco: indicazioni sanitarie, mascherine, controllo sul distanziamento negli spazi comuni”. A ogni membro dello staff, inoltre, all’inizio di ciascun turno sarà misurata la temperatura corporea e saranno fornite loro le mascherine.

Dare ai nostri passeggeri la certezza e la serenità di un viaggio sicuro: l’impegno di Moby Spa, Tirrenia e Toremar

Garantire ai passeggeri le condizioni di poter viaggiare in massima sicurezza è l’impegno che Moby Spa, Tirrenia e Toremar, compagnie del Gruppo Onorato Armatori, portano avanti in questi mesi su diversi fronti. Oltre ad assicurare, attraverso la creazione di percorsi ad hoc, la distanza di un metro, sono stati attivati appositi protocolli a bordo dei traghetti. In particolare nella sala poltrone l’accesso è “contingentato” con posti lasciati liberi: meno passeggeri per evitare affollamenti. Bar e ristoranti sono aperti, ma i passeggeri possono scegliere di consumare colazione, pranzo o cena in cabina per ridurre le occasioni di contatto. Anche in sicurezza il motto del Gruppo Onorato Armatori rimane “la vacanza inizia dal viaggio” sulle navi Moby Spa, Tirrenia e Toremar.

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Qualità, innovazione e sicurezza: gli standard elevati di Riva Acciaio

Nata nel 1954, Riva Acciaio si è specializzata storicamente nella realizzazione di prodotti “lunghi” con acciaierie ad arco elettrico arrivando, in oltre sessanta anni di attività, a lavorare nei principali Paesi europei.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: sessanta anni di attività tra ricerca, innovazione e leadership di prodotto

Leader in Italia nel settore siderurgico, Riva Acciaio nasce in seno al Gruppo Riva nel 1954: l’azienda è oggi attiva sia in Italia che all’estero e annovera circa 1000 dipendenti, dislocati nei cinque stabilimenti di Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno in Valle Camonica (BS). Già dai primi anni di attività, Riva Acciaio si è contraddistinta per gli investimenti in ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico nell’ottica di realizzare prodotti e servizi sempre più all’avanguardia. In questa prospettiva da diversi anni è stato introdotto un Sistema di Gestione della Qualità in modo da poter soddisfare pienamente le esigenze produttive oltre alle aspettative della clientela e di tutte le parti interessate: basato sulle norme UNI EN ISO 19001 e IATF 16949, è in grado di fornire con regolarità, grazie a un costante monitoraggio e al continuo miglioramento dei processi, prodotti che rispettino le caratteristiche richieste e gli standard requisiti. I valori e i principi fondamentali promulgati da Riva Acciaio sono inclusi nel Codice Etico, finalizzato a ispirare, anche al di là di quanto previsto dalle norme di legge, le condotte e il comportamento di quanti operano all’interno e all’esterno dell’organizzazione aziendale: in particolare i dipendenti, i consulenti, gli agenti, i partner commerciali, i clienti e gli azionisti.

Riva Acciaio: l’eccellenza dello stabilimento di Lesegno

Il continuo miglioramento dei processi interni ed esterni, unitamente al loro costante monitoraggio, ha permesso a Riva Acciaio di affermarsi anche sui mercati internazionali, facendosi conoscere in virtù del forte impegno sul fronte dell’innovazione. Proprio nell’ottica di proseguire in questo percorso, l’azienda all’inizio degli anni 2000 ha avviato un laboratorio all’avanguardia a Lesegno, in provincia di Cuneo: un Centro di Ricerca avanzato che annovera rilevanti collaborazioni con realtà ed enti di primo piano tra cui il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. In oltre sessanta anni di attività Riva Acciaio è arrivata a ricoprire una posizione di primo piano all’interno del settore siderurgico, contribuendo con le sue efficaci intuizioni anche alla sua evoluzione. Ha sviluppato diverse tecniche di produzione innovative, come ad esempio l’introduzione della colata continua curva di cui può ritenersi pioniera. Racchiudendo in sé le attività e la vision caratteristica di Gruppo Riva, Riva Acciaio è oggi una delle primarie realtà siderurgiche del Paese configurandosi inoltre come polo di ricerca e produzione fondamentale per il territorio.

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Federico Motta Editore: la nascita dell’UE nel saggio firmato da Eugenio Capozzi

Il sogno di una democrazia continentale e i primi passi verso l’integrazione europea nel saggio di Eugenio Capozzi che Federico Motta Editore ha pubblicato all’interno de L’Età Moderna.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: pubblicato in L’Età Moderna il saggio di Eugenio Capozzi sulla nascita dell’Unione Europea

Riflettere oggi sul valore dell’integrazione europea è quanto mai importante, anche in virtù del ruolo che l’Unione Europea è chiamata a ricoprire nell’arginare le criticità che l’emergenza sanitaria ed economica legata al Coronavirus sta causando in tutto il mondo. In "Integrazione europea", saggio di Eugenio Capozzi che Federico Motta Editore ha pubblicato in L’Età Moderna, si riflette sulla reale necessità di una unione politica dell’Europa. Per coglierne l’importanza, è opportuno infatti ripercorrerne l’origine focalizzandosi anche sugli intenti e sui valori che ne hanno permeato la crescita. Le prime idee di sinergia tra Paesi nascono nel Settecento, con l’Illuminismo. Ideali fino ad allora utopici che riemergono prepotentemente nel Novecento, in seguito allo scoppio dei conflitti mondiali. Figure di spicco come Luigi Einaudi, Winston Churchill e Charles De Gaulle sono state fondamentali nel concretizzare ragionamenti allora utopici in vere e proprie correnti di pensiero a sostegno di una integrazione europea. Al termine della Seconda Guerra mondiale, Italia, Francia, Repubblica Federale Tedesca, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo fondarono nel 1951 la CECA (Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio): da quel primo nucleo si svilupperà l’Unione Europea. L’Età Moderna è la prima grande opera curata da Umberto Eco per Federico Motta Editore.

Federico Motta Editore: dal 1929 all’insegna della qualità e dell’innovazione

Simbolo di cultura, autorevolezza e qualità, Federico Motta Editore si è affermata storicamente nel cuore della città di Milano: la Casa Editrice fu fondata nel 1929 con il nome di "Cliché Motta". I settori di maggiore interesse spaziavano dalle Enciclopedie all’editoria per ragazzi (MottaJunior), dalle collane di architetture e arte alle riviste di moda. L’innovazione è da sempre la carta vincente di Federico Motta Editore, che si è impegnata negli anni per sfruttare strumenti all’avanguardia che accompagnassero le opere e le rendessero ancor più complete e fruibili. Non sono mancate collaborazioni di spicco con musei nazionali e internazionali, con enti, quotidiani e personalità riconosciute a livello mondiale (Umberto Eco, Margherita Hack, solo per citarne alcuni). La Casa Editrice ha sviluppato partnership e collaborazioni con Telecom, Telefono Azzurro, Zecchino d’Oro, Rai, Ministero dell’Istruzione, Disney, Il Sole 24 Ore, il Corriere della Sera e molti altri.

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Il Gruppo Onorato (Moby Spa, Tirennia e Toremar) viaggia in sicurezza con il “care manager”

Mascherine, guanti, separazioni in plexiglass e il “care manager”: i traghetti Moby Spa, Tirrenia e Toremar del Gruppo Onorato si dotano di tutte le misure per “dare ai nostri passeggeri la certezza e la serenità di un viaggio sicuro”.

Moby Spa, Tirrenia e Toremar: viaggiare in sicurezza con i traghetti del Gruppo Onorato

Viaggiare in sicurezza è fondamentale, specialmente in un momento complicato come quello che stiamo vivendo oggi. Moby Spa, Tirrenia e Toremar hanno dotato i loro traghetti di tutti i dispositivi più importanti: mascherine, guanti e separazioni in plexiglass, oltre alla creazione di percorsi che garantiranno la distanza di un metro. E non solo: a bordo sarà presente anche il “care manager”, una nuova figura che, come spiega una nota del Gruppo Onorato, “sarà a disposizione di tutti i passeggeri per qualsiasi esigenza o necessità dal momento del loro imbarco fino a quello dello sbarco: indicazioni sanitarie, mascherine, controllo sul distanziamento negli spazi comuni”. A ogni membro dello staff, inoltre, all’inizio di ciascun turno sarà misurata la temperatura corporea e saranno fornite mascherine e guanti monouso.

Achille Onorato, AD del gruppo di Moby Spa, Tirrenia e Toremar: “La certezza e la serenità di un viaggio sicuro”

Nel rispetto del distanziamento e con l’obiettivo di evitare affollamenti, sarà contingentato l’accesso nella sala poltrone con posti lasciati liberi. I bar e i ristoranti saranno aperti ma i passeggeri, qualora volessero evitare le occasioni di contatto, avranno la possibilità di consumare colazione, pranzo e cena in cabina. Tra le altre misure adottate con finalità preventive anche la predisposizione degli impianti di aereazione per garantire il cento per cento di ricambio continuo con l’espulsione dell’aria verso l’esterno. Tutte iniziative che, come sottolinea Achille Onorato, Amministratore Delegato del gruppo di Moby Spa, Tirrenia e Toremar, nascono dalla volontà di “dare ai nostri passeggeri la certezza e la serenità di un viaggio sicuro”.

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Lesegno: lo stabilimento di Gruppo Riva, fiore all’occhiello per l’innovazione

Fondata nel 1954, Gruppo Riva è eccellenza a livello europeo nel settore siderurgico. Lo stabilimento di Lesegno, gestito dalla controllata Riva Acciaio, è conosciuto per le collaborazioni con importanti università e per i risultati in termini di ricerca e sviluppo.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: l’impegno verso l’innovazione

Gruppo Riva ancora oggi possiede in Italia uno dei siti industriali più importanti nel settore della siderurgia. Nello stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è attivo da circa venti anni un vero e proprio Centro di Ricerca e Sviluppo gestito dalla controllata Riva Acciaio. Fiore all’occhiello per l’innovazione, il laboratorio collabora con diverse realtà universitarie italiane. Al suo interno si svolgono analisi e test sia sull’acciaio che su altre tipologie di metalli, grazie alla presenza di apparecchiature sofisticate come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, che rappresenta una strumentazione unica. Tali tecnologie consentono di sviluppare prodotti sempre più innovativi e in linea con le esigenze dei clienti, come ad esempio le barre a caldo. Queste possono essere tonde, quadre e piatte ma tutte le 3 tipologie prodotte da Gruppo Riva vengono realizzate grazie a un processo di laminazione a caldo di billette e blumi di colata continua.

Gruppo Riva: la storia e le attività

Gruppo Riva viene fondato nel 1954 grazie all’intuizione di Emilio Riva, sostenuto dal fratello Adriano, che aveva previsto le potenzialità in Italia del settore siderurgico negli anni del dopoguerra. Storicamente, il Gruppo è specializzato nella realizzazione di prodotti “lunghi” con acciaierie ad arco elettrico. Nell’estate del 1956 Riva passa alla produzione diretta dell’acciaio. Gli anni ’60 rivestono un ruolo fondamentale per lo sviluppo del settore siderurgico e sono segnati da una nuova tecnica produttiva, la colata continua. Quest’ultima rappresenta un grande successo per Gruppo Riva, che nel 1966 rileva inoltre le Acciaierie e Ferriere di Lesegno, in provincia di Cuneo. Sono anni di massicci investimenti anche a livello Europeo. Oggi il successo di Gruppo Riva si basa sulla qualità dei prodotti, sull’ecologia, sulla sicurezza e sulla formazione del personale. Il Gruppo rappresenta un’eccellenza nel suo settore sia in Italia che all’estero e impiega circa 5.600 dipendenti in 21 siti produttivi dislocati in Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada.

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Abuso del diritto, Andrea Silvestri: “Per il fisco messi in discussione principi consolidati”

Andrea Silvestri, avvocato e Coordinatore del Dipartimento di Diritto Tributario dello Studio Legale BonelliErede, è autore del volume “Il fisco che vorrei. Una nuova politica fiscale per far ripartire l’Italia”.

Andrea Silvestri

Certezza del diritto e convenienza fiscale: il pensiero di Andrea Silvestri

È da decenni ormai che in Italia esiste un dibattito sull’abuso del diritto fiscale: una delle poche certezze è che si considera tale la fattispecie in cui un soggetto riesce ad ottenere un risparmio tributario indebito seppur non violando alcuna legge. Tema complesso e reso ancor più ingarbugliato, secondo Andrea Silvestri, dalla mancanza di una certezza del diritto: il sistema italiano che regola la materia fiscale soffre di diversi limiti, alcuni dei quali hanno anche parte di responsabilità nella lentezza dello sviluppo del Paese. L’esperto sottolinea che in materia fiscale non è possibile differenziare in maniera netta tra risparmio lecito ed elusione vietata. In passato la tendenza della giurisprudenza è stata quella di bollare come ‘elusione’, e quindi abuso, la maggioranza dei comportamenti dettati da ragionamenti di convenienza fiscale. Tuttavia, visto che la convenienza potrebbe rientrare nella libertà di scelta sancita per il contribuente, la tendenza negli anni ha subito diversi aggiustamenti, come ad esempio l’applicazione, in caso di reato, esclusivamente di sanzioni amministrative. Ma per Andrea Silvestri alcune recenti sentenze sembrano aver ribaltato nuovamente l’indirizzo giurisprudenziale, rendendolo più restrittivo.

Riorganizzazioni societarie e abuso di diritto: l’analisi di Andrea Silvestri

Il nuovo orientamento, spiega Andrea Silvestri, è percepibile osservando da un lato la svalutazione dell’elemento dell’indebito risparmio di imposta, dall’altro rimuovendo il consolidato principio formulato dalla giurisprudenza sulle riorganizzazioni societarie. Il primo caso è ravvisabile dal comportamento della Corte di Cassazione, che nella sentenza n. 31772/2019, ha giudicato “vantaggio fiscale indebito” l’affrancamento gratuito di un disavanzo: trattandosi di una fusione per incorporazione, si tratta di un’operazione del tutto legittima e in linea con i principi dell’ordinamento tributario, dato che in questo modo viene riequilibrata l’imposizione sulla plusvalenza. Per quanto riguarda le riorganizzazioni societarie, sia la Corte di Cassazione che l’Agenzia delle Entrate, “tendono a confrontare le singole operazioni eseguite all’interno della più ampia riorganizzazione con altre singole operazioni che si sarebbero potute realizzare in alternativa”. Con questa lettura discrezionale, conclude Andrea Silvestri, c’è il rischio di considerare qualsiasi operazione di una riorganizzazione societaria come ‘abusiva’ anche se “i singoli strumenti giuridici adottati rispondono a normali logiche di mercato”.

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Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro nel nuovo polo vercellese

Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro nel polo industriale di Vercelli, su cui scommette per lanciare un nuovo modo di garantire il servizio mensa salvaguardato e tutelato nel dopo Coronavirus.

Serenissima Ristorazione: h2biz

Serenissima Ristorazione: il nuovo sito industriale di Vercelli

Il cibo preparato in camera bianca da personale specializzato e in ambienti simili ai laboratori farmaceutici. Al tavolo «camerieri» dotati di guanti bianchi mostrano vassoi termosigillati e che cambiano in base alle necessità e alle abitudini alimentari del cliente, con piatti che possono essere consumati sui banchi di scuola o sulle scrivanie dell’ufficio. Questa è la modalità con cui sta ricominciando dopo il lockdown il servizio di mensa nelle aziende, nelle scuole dell’infanzia e in quelle elementari. Per essere in grado di garantire tutto ciò in massima sicurezza dopo l’emergenza sanitaria, Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro nel progetto di in un polo industriale di Vercelli di nuova costruzione, inaugurato all’inizio del mese di luglio e che comporterà anche, oltre ad un sito di confezionamento e stoccaggio, l’impiego di 150 nuove figure professionali. Per un totale di quasi 500 dipendenti e di circa 200 mila pasti serviti tutti i giorni sul territorio regionale piemontese dalla realtà guidata da Mario Putin. "Siamo una società a conduzione familiare specializzata nella ristorazione collettiva per la sanità – ha commentato Carlo Garbin, direttore di Serenissima RistorazioneIn Italia serviamo più di 120 ospedali e 250 strutture socio assistenziali. In Piemonte, dove siamo già presenti con un sito logistico e produttivo a Grugliasco, lavoriamo al Mauriziano, nelle aziende sanitarie di Vercelli e del Verbano e anche alle Ogr riconvertite a ospedale anti covid. Questa competenza ci permette di poter gestire il mercato delle nuove mense".

Serenissima Ristorazione: la revisione del servizio mensa dopo la crisi sanitaria

Serenissima Ristorazione è già presente da anni in Piemonte e adesso pianifica un ampliamento della base dei clienti-consumatori, tenendo in conto prima di tutto il riadattamento avvenuto in questi mesi anche nelle modalità di utilizzo del servizio mensa. Proprio per questo motivo, il sito di Vercelli impiega le garanzie dei protocolli tipiche del settore della sanità e, in quest’ottica, Carlo Garbin entra maggiormente nel dettaglio spiegando che "le nostre cucine funzionano come camere bianche, proprio come nei centri di ricerca farmaceutici. I nostri vassoi sono termosigillati. E contiamo di servire i pasti direttamente sui banchi e sulle scrivanie". Come conseguenza degli ultimi aggiornamenti che vedono la prosecuzione dello smart working e del fermo delle scuole nel corso dei prossimi mesi, si calcola inoltre una diminuzione del fatturato e dei margini pari rispettivamente al 30 e 50%. Serenissima Ristorazione è dunque persuasa della necessità di rivedere il servizio di mensa, affinché questo funga da leva per la ripartenza dell’intero comparto. "Lo studio del Politecnico di Torino sul ritorno a scuola e anche sulla gestione del pranzo ci ha ispirato profondamente – sostiene Carlo Garbin – Siamo convinti che la gestione innovativa dei processi di selezione del cibo e della sua preparazione possa rilanciare tutto il comparto".

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I consigli di Paolo Campiglio per ripartire dopo il Coronavirus

Paolo Campiglio interviene nuovamente ad un meeting di EY per dibattere sul dopo Coronavirus. L’invito è a pensare fuori dagli schemi e a coinvolgere le figure apicali più importanti di tutti i comparti produttivi e di rilievo, inclusa la politica.

Paolo Campiglio

Paolo Campiglio parla all’EY Digital Talk

Dopo il meeting sull’innovazione che ha avuto luogo a Capri, Ernst & Young, gruppo globale di servizi professionali di consulenza, revisione contabile e formazione, ha chiesto nuovamente a Paolo Campiglio di intervenire con un suo discorso a margine dell’incontro digitale "Italia Riparte" in merito a scenari e strategie per il nostro Paese post Coronavirus. Per il presidente di Daclé SA, è fondamentale ragionare utilizzando schemi nuovi, con le figure di spicco di politica, economia e industria, e indirizzando gli sforzi sulle strategie future dell’Italia, a partire da una analisi approfondita della crisi economica e sociale che l’emergenza sanitaria scarica sulle spalle dell’attuale generazione e continuando con le soluzioni che i dirigenti delle medie e grandi aziende dovranno adottare nei prossimi mesi. Gli organizzatori dell’appuntamento hanno poi ricordato le donazioni che Paolo Campiglio ha effettuato nella massima riservatezza e anonimato destinate alla Croce Rossa Italiana nei momenti in cui l’Italia era uno degli Stati al mondo più interessati dall’emergenza Coronavirus. Il video dell’incontro è disponibile sul sito internet del "Corriere della Sera".

Paolo Campiglio, imprenditore e critico televisivo

Paolo Campiglio nasce a Milano nel 1975. Consegue il diploma presso il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo e continua poi frequentando la facoltà di Farmacia all’Università di Pavia, proseguendo nel tempo la tradizione farmaceutica della famiglia. Attualmente è direttore esecutivo della holding del gruppo Daclé e presidente di Daclé SA. Ha maturato significative esperienze in ambito consulenziale come associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Ha rivestito inoltre ruoli di primissimo piano in qualità di direttore e coordinatore di numerose realtà a livello nazionale ed internazionale. Accanto all’attività come imprenditore è stato impegnato a livello politico come consigliere comunale di Legnano per tre mandati e nell’ultimo di questi è stato anche presidente del Consiglio comunale. Paolo Campiglio è infine conosciuto per il suo lavoro di critico tv e reporter radiofonico: ospite fisso della sala stampa RAI al Festival di Sanremo, tra le rassegne da lui coperte per conto di svariate stazioni radio vale la pena ricordare anche quelle cinematografiche, come ad esempio il Festival di Cannes e la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

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Martin Gruschka: la figura professionale e l’esperienza in Italia e all’estero

Martin Gruschka ha fondato Springwater Capital LLC nel 2002. Tale decisione è arrivata a seguito di una carriera già ampiamente consolidata nel settore del Private Equity, degli investimenti bancari in capitale privato e di importanti esperienze in campi quali telecomunicazioni, media, tecnologia.

Martin Gruschka

Martin Gruschka: i primi anni della carriera

Con oltre 25 anni di esperienza nell’ambito degli investimenti bancari, Martin Gruschka è un professionista attivo nella consulenza strategica. Esperto di investimenti in capitale privato, ha conoscenze approfondite nel settore dei media, delle telecomunicazioni e della tecnologia. Oggi lavora come Managing Partner di Springwater Capital LLC, la società di investimento multi-strategia che ha contribuito a fondare nel 2002. È inoltre Membro del Consiglio di Amministrazione di diverse società del portafoglio di Springwater, come ad esempio Aernnova, Daorje, Nerviòn e Wamos. Laureato in Economia, Commercio e Filosofia, Martin Gruschka ha beneficiato di una borsa di studio dalla Fondazione Rotary International dopo aver frequentato le Università di Muenster, Friburgo e Stanford. La sua carriera è iniziata nel 1990 in Deutsche Bank, presso la sede di Berlino, dove ha ricoperto il ruolo di Management Consultant per le società di medie dimensioni del Gruppo. Passato in seguito a St. Gallen Consulting come Consulente strategico, viene nominato Responsabile dell’European Media Group della società Arthur D. Little (Zurigo). È l’inizio di una carriera dal respiro internazionale.

Martin Gruschka: le esperienze più significative e la fondazione di Springwater Capital LLC

Trasferitosi a Londra, Martin Gruschka diventa Associate Director del Media Group di Deutsche Morgan Grenfell, società per la quale si dedica al settore degli investimenti bancari. Dal 1999 ricopre invece il ruolo di Investment Manager per Veronis Suhler Stevenson, occupandosi di Private Equity. Per svolgere questo incarico lavora prima nella sede di New York e poi in quella di Londra, specializzandosi in investimenti in capitale privato. Forte di tali importanti esperienze professionali, Martin Gruschka decide di fondare la sua attività nel 2002: dà vita a Springwater Capital LLC a Londra, per poi trasferirsi in Svizzera nel 2003. Oggi la società ha sedi in Lussemburgo, a Madrid e Milano. Negli anni ha ricoperto svariati incarichi di rilievo come Presidente, Amministratore Delegato e Membro per oltre 40 società in Europa e Stati Uniti. Ha lavorato in realtà quotate in borsa e multinazionali, entrando in settori quali ingegneria, logistica, ambiente e turismo.

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Società

Classifica delle migliori aziende italiane: Serenissima Ristorazione nella top 400

A partire dalla fondazione avvenuta a Vicenza a metà degli anni ’80, Serenissima Ristorazione è divenuta una delle protagoniste del settore della ristorazione in Italia: caratterizzata da un trend in costante crescita, la realtà è stata identificata tra le 400 migliori aziende italiane in cui lavorare.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione nella top 400 per qualità dell’ambiente di lavoro

“Siamo onorati di questa notizia” è stato il commento di Mario Putin, Presidente della società, in seguito all’inserimento di Serenissima Ristorazione nella classifica delle migliori aziende italiane in cui lavorare. Elaborata dalla società tedesca indipendente Statista, leader nel campo dei dati di mercato online, l’indagine ha rilevato i migliori posti di lavoro in Italia, secondo il gradimento espresso dagli stessi dipendenti. La ricerca ha chiesto di esprimere anonimamente la propria valutazione su una scala da 0 a 10, indicando la probabilità di consigliare o meno l’azienda a conoscenti o familiari. I risultati hanno indicato 400 aziende italiane con un punteggio superiore alla media: tra queste, l’ottimo esito di Serenissima Ristorazione, giunta in posizione 261, a conferma della soddisfazione dei dipendenti nei confronti del luogo di di lavoro. Non solo, l’azienda vicentina ha inoltre primeggiato nel proprio settore di riferimento, quello relativo a servizi, gastronomia, turismo e attività ricreative. “Le persone che la compongono”, ha proseguito Mario Putin, “rappresentano da sempre la forza della nostra azienda. Il risultato di questa indagine è il più importante attestato di stima che si possa desiderare”. Il risultato ottenuto da Serenissima Ristorazione è frutto di una cura costante verso la qualità dell’ambiente di lavoro, unita ad una continua attenzione verso la ricerca e lo sviluppo.

Serenissima Ristorazione: sostenibilità, attenzione e qualità nella ristorazione

Con un trend in costante crescita e attività intraprese sia in Italia che all’estero, nel corso dei decenni Serenissima Ristorazione è diventata una realtà leader nel settore della ristorazione commerciale e collettiva, con una produzione complessiva di 200.000 pasti giornalieri. Fondata negli anni ’80, la società è specializzata nella fornitura di servizi in ambito commerciale, sociosanitario, scolastico e aziendale, con attività che si estendono dall’organizzazione delle mense fino al catering. Oltre alla ricerca e allo sviluppo, che consentono di garantire un’elevata qualità dei prodotti, i valori che contraddistinguono la società sono rappresentati dalla sostenibilità – in particolar modo l’attenzione verso la tutela dell’ambiente e la lotta agli sprechi – e dalla promozione di una corretta alimentazione. A supportare, inoltre, la posizione di primo piano nel settore della ristorazione, un’opera di internazionalizzazione avviata da Serenissima Ristorazione fin dalla fondazione: dagli anni ’80, infatti, ha dato vita ad attività anche in ambito europeo, in particolare in Spagna e in Polonia.

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Società

Lo Studio Legale di Andrea Mascetti tra i 500 migliori in Italia

Competenza professionale ed esperienza: sono le motivazioni del prestigioso riconoscimento ricevuto dallo Studio Legale di Andrea Mascetti, inserito dalla rivista Capital nella classifica dei migliori 500 studi legali nazionali.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’impegno e il lavoro di squadra alla base del successo

Lo Studio Legale guidato da Andrea Mascetti si è affermato nel settore Amministrativo e Regolamentare della classifica stilata dalla prestigiosa rivista Capital. Sulla base della selezione effettuata da PBV Monitor, le migliori 500 legal firm sul territorio nazionale sono state selezionate prendendo in considerazione, oltre a fattori quali competenza e qualità dei servizi, anche elementi come il radicamento nel territorio e la conoscenza del tessuto imprenditoriale e istituzionale. “Questo riconoscimento mi fa un enorme piacere”, ha dichiarato Andrea Mascetti, che inoltre ha sottolineato l’importanza del lavoro di squadra portato avanti dallo Studio Legale da lui fondato: “Voglio condividerlo con tutti i miei colleghi: in primis Paola Balzarini per l’impeccabile lavoro che svolge quotidianamente con la sua magnifica squadra”. Il riconoscimento conferito da Capital premia la competenza e l’affidabilità dello Studio Legale Mascetti, oltre al suo impegno al servizio delle realtà e delle aziende del territorio. La legal firm è composta da un gruppo di professionisti specializzati nel settore amministrativo, oltre che in quello penale e societario, che dal 2004 supportano aziende, privati ed enti pubblici.

Il profilo professionale di Andrea Mascetti: specializzazioni e incarichi

Fondatore dello Studio Legale omonimo, Andrea Mascetti è un affermato professionista del settore legale e consulente in diritto commerciale e amministrativo. Nato a Varese nel 1971, consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1996. Si iscrive in seguito all’Ordine degli Avvocati del capoluogo lombardo, a cui segue, fino al 2003, un’esperienza professionale intrapresa nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. L’anno seguente fonda lo Studio Legale Mascetti, in materia di diritto amministrativo, civile e penale. Andrea Mascetti fornisce inoltre attività di consulenza per società, enti locali e aziende pubbliche, e ricopre incarichi di Membro e Presidente di Organismi di vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia italiane che estere. Bibliofilo e appassionato di storia, si occupa anche di web reputation e diritto dell’arte. Da giugno 2019 ricopre l’incarico di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

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L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool presenta il nuovo blog “L’intemperante”

L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool nasce nel 1991 con l’obiettivo di promuovere ricerche, studi e attività informativa e divulgativa legati al tema delle bevande alcoliche e dei comportamenti di consumo, con un focus particolare sul comportamento dei giovani.

Osservatorio Permamente su Giovani e l'Alcool

Perché nasce il blog dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

"L’intemperante violerà confini e supererà barriere. Non sempre chiedendo il permesso. Metterà il naso dove non ci si aspetta. Dirà la sua, se e quando serve, fuori dal coro": è con questo atteggiamento che l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool dà vita al suo nuovo blog. L’Associazione, che dagli anni ’90 si occupa di studiare a 360° il fenomeno del consumo di alcolici, ha deciso di creare "L’Intemperante" per fare emergere la propria voce fuori dal coro. Ricerche, informazioni, analisi: il portale offrirà diversi contributi per una conoscenza più approfondita del mondo dell’alcol, con un’enfasi particolare sulle dinamiche che coinvolgono i più giovani. Contributi per comprendere il ruolo degli alcolici in maniera il più possibile obiettiva: gli approfondimenti affronteranno il tema del bere anche in una chiave ‘positiva’, ossia come promozione di scelte consapevoli sulla base di rischi e benefici. Uno dei capisaldi dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è infatti lo sviluppo di strategie per incrementare il bere responsabile: per questo l’OPGA "predilige un approccio antiproibizionista e di minimizzazione del danno".

Le attività dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool

L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool è attivo ormai da 30 anni: nata nel 1991 a Roma, l’Associazione è stata creata con lo scopo di offrire contributi scientifici sui comportamenti del bere. Fin da subito l’approccio utilizzato è stato quello multidisciplinare: affrontare il tema dell’alcol non solo come sostanza, ma analizzandone gli aspetti socio-antropologici, psico-sociali, epidemiologici ed economici. Un approccio definito come "alcologia sociale", ossia lo studio dei rapporti e delle dinamiche che nascono, in particolare tra i giovani, attorno al mondo dell’alcol. I contributi dell’OPGA si propongono una missione ben precisa: diffondere una cultura del bere responsabile e informare adeguatamente in materia di prevenzione del danno alcol correlato, con un impegno anche nei confronti dell’industria delle bevande alcoliche, dei mass media e dei policy makers. L’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool, oltre ad aver promosso svariate ricerche sul tema, è infatti attivo in numerose attività di relazione con soggetti scientifici ed istituzionali, italiani e non, diffondendo la propria visione e portando il proprio contributo al dibattito alcologico internazionale.

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Top 500 Legal firm: lo Studio di Andrea Mascetti nella classifica di Capital

Andrea Mascetti, avvocato specializzato in diritto societario ed amministrativo, fonda il suo Studio nel 2004: oggi è una realtà affermata nel panorama legale italiano.

Andrea Mascetti

Il commento di Andrea Mascetti

“Questo riconoscimento mi fa un enorme piacere: voglio condividerlo con tutti i miei colleghi: in primis Paola Balzarini, per l’impeccabile lavoro che svolge quotidianamente con la sua magnifica squadra”: sono le parole dell’avvocato Andrea Mascetti, titolare dello Studio omonimo, sul riconoscimento ricevuto da Capital. Il noto magazine di Class Editori ha infatti inserito la realtà legale di Varese, che si è contraddistinta nel settore Amministrativo e Regolamentare, tra le Top 500 in Italia. La classifica, stilata sulla base delle Legal firm scelte da PBV Monitor, società che ogni anno analizza più di 30mila tra cause e transazioni, ha preso in considerazione non solo qualità, affidabilità e competenza professionale, ma anche il livello di inserimento territoriale degli studi legali. Oltre ad essere fondatore dello Studio, Andrea Mascetti è anche Coordinatore della Commissione Cultura della Fondazione Cariplo: da anni è promotore di iniziative culturali finalizzate alla promozione dell’identità storica e culturale del territorio lombardo.

Andrea Mascetti: la storia del fondatore

Nato a Varese nel 1971, Andrea Mascetti è un avvocato e consulente specializzato in diritto societario e amministrativo. Dopo gli studi classici, frequenta la facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, laureandosi nel 1996. Superato l’esame e ammesso all’Ordine degli Avvocati della sua città, dà il via al suo percorso professionale presso lo Studio Legale Tributario associato ad Ernst & Young, una delle Big Four nell’ambito dei servizi di consulenza e revisione aziendale. Nel 2004 si mette in proprio e fonda lo Studio Legale Mascetti, concentrandosi in particolar modo nell’ambito del diritto amministrativo e commerciale. Oggi lo Studio di Andrea Mascetti offre consulenza anche nel settore penale, nel campo del diritto dell’arte e della web reputation.

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Comunicazione in Italia: il profilo di Rodolfo Belcastro

Attualmente Rodolfo Belcastro si occupa della Comunicazione (interna e corporate) e di Media Relations per la controllata di Cdp SACE: giornalista professionista, in passato ha collaborato con realtà come Ansa e Italpress.

Rodolfo Belcastro

Rodolfo Belcastro: dal giornalismo freelance alle prime esperienze di comunicazione corporate

Originario di Palermo, Rodolfo Belcastro nasce nel 1975: dopo aver conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città natale, frequenta nello stesso Istituto un Master in Giornalismo. Comincia quindi a lavorare come giornalista freelance, occupandosi in particolare di nuove tecnologie e TLC. Una delle esperienze più importanti di quegli anni è la partecipazione in qualità di inviato al "MacWorld Conference & Expo", convention di Apple che si teneva ogni anno a New York e a San Francisco. Nello stesso periodo scrive per il Giornale di Sicilia e avvia la sua collaborazione con l’agenzia di stampa Italpress. Nel 2000 il primo approccio diretto con la Comunicazione aziendale: la Compagnia Italiana Turismo S.p.A. (CIT) lo nomina Direttore delle relazioni esterne e i rapporti istituzionali per la sede siciliana del Gruppo. Terminata l’esperienza nel 2004, Rodolfo Belcastro entra come giornalista nella Redazione Interni e Cronache italiane per l’ANSA.

Da ANAS a SACE: l’evoluzione di Rodolfo Belcastro

La collaborazione con l’ANSA prosegue per circa tre anni, in seguito Rodolfo Belcastro viene nominato Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali di ANAS (oggi FS), dove rimane fino al 2015. In quegli stessi anni perfeziona la sua conoscenza nella comunicazione corporate: diventa infatti socio Ferpi (Federazione Italiana Relazioni Pubbliche), allargando le sue competenze in settori quali infrastrutture, energia e oil&gas, e occupandosi come advisor di uffici stampa, reputazione aziendale e analisi di scenario. Alla fine del 2015 la svolta: il Gruppo Cassa Depositi e Prestiti lo nomina Responsabile Reputation Management, ruolo che ricopre fino al 2018. Entra poi nel Gruppo Compagnie Industriali Riunite: come Direttore della Comunicazione consolida le sue competenze nella Corporate Identity. L’esperienza in CIR, holding della famiglia De Benedetti, dura tuttavia solo un anno: Cdp lo vuole infatti come Chief Communications Officer di SACE, Polo dell’export e dell’internazionalizzazione del Gruppo. Attualmente Rodolfo Belcastro è anche Adjunct professor e speaker presso la LUISS Business School, dove collabora in diversi programmi di alta formazione manageriale, e presso Link Campus University.

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Riva Acciaio: le barre a caldo del leader europeo della siderurgia

Come divisione italiana del Gruppo Riva, Riva Acciaio è una delle aziende leader nel settore siderurgico europeo con diversi stabilimenti presenti nel Nord del Paese.

Riva Acciaio

Barre a caldo: la linea di Riva Acciaio

Controllata di Riva Forni Elettrici, Riva Acciaio è presente nel settore della siderurgia dalla metà degli anni ’50. Nata da un’idea dei fratelli Emilio e Adriano, dal primo sito industriale di Caronno Pertusella l’azienda negli anni si è ampliata fino a diventare proprietaria degli stabilimenti di Malegno, Cerveno, Sellero e Lesegno. Quest’ultimo ospita anche il laboratorio di Ricerca e Sviluppo, che dall’inizio degli anni 2000rappresenta non solo il cuore tecnologico dell’azienda ma anche la continua attenzione verso le innovazioni tecnologiche applicabili alla siderurgia. La linea di barre tonde a caldo, o semplicemente barre tonde, è uno dei risultati di questa impostazione. La loro realizzazione avviene attraverso la laminazione a caldo di billette e blumi di colata continua e vengono impiegate per realizzare ingranaggi, alberi, trasmissioni, mozzi e, in generale, per componenti estremamente resistenti. Esistono poi le barre quadre, che si differenziano per la presenza di una sezione quadrata con spigolo vivo o raggiato, e infine quelle piatte, con una sezione rettangolare con spigolo vivo o smussato: entrambe le tipologie fornite da Riva Acciaio vengono utilizzate per produrre componenti per l’impiantistica industriale o le macchine utensili.

Le origini e l’espansione di Riva Acciaio

Prima di fondare Riva Acciaio, i fratelli Riva possedevano la "Riva & C.", specializzata nel commercio di rottami. È il 1957 quando, in provincia di Varese, nasce lo stabilimento di Caronno Pertusella, primo impianto di produzione diretta. Dopo 4 anni arriva la svolta che ha segnato il successo italiano e internazionale: grazie alla collaborazione con la Danieli, azienda di impiantistica, viene infatti installato il primo impianto di colata continua. La nuova tecnologia risulta talmente efficiente da raddoppiare la produzione in poco tempo. Il successo porta alla prima delle numerose acquisizioni: viene infatti rilevato l’impianto di Lesegno. Pochi anni più tardi, mentre Adriano Riva fonda in Canada la Associated Steel Industries, Emilio travalica i confini nazionali realizzando l’acquisizione di Iton Seine (Francia) e di Siderurgica Servillana (Spagna). Fino agli anni ’90 l’azienda continua nella sua opera di espansione in Italia e in Europa, rilevando impianti come le Officine e Fonderie Galtarossa a Verona e il laminatoio n. 3 di Charleroi-Marcinelle in Belgio. Oggi Riva Acciaio è controllata dalla "Riva Forni Elettrici" e concentra le attività italiane del Gruppo Riva.

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Almo Collegio Borromeo: il progetto “Horti” tra aree verdi ed edifici storici

L’Almo Collegio Borromeo di Pavia è uno degli Istituti di merito più antichi del Paese: dal 1561 la sua mission è quella di offrire una formazione d’eccellenza per gli studenti che, seppur dotati, hanno scarse possibilità economiche.

Almo Collegio Borromeo

Agenda ONU: il piano dell’Almo Collegio Borromeo

I 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 sono stati individuati dall’Organizzazione delle Nazioni Unite con il fine di creare un percorso sociale ed economico che possa ridurre povertà e disuguaglianze, con un’attenzione particolare all’ambiente. L’Almo Collegio Borromeo ha deciso di condividere tali Obiettivi: attraverso il progetto “Horti”, l’Istituto vuole continuare ad agire concretamente per salvaguardare il futuro delle nuove generazioni. L’iniziativa nasce con l’intento di promuovere attività culturali, artistiche e pastorali sfruttando gli ampi spazi verdi degli “Horti borromaici” e degli edifici storici al suo interno, come la Cascina secentesca e l’ex Pio Luogo Pertusati, oggi sede della Sezione Laureati. Situati oltre le mura del Collegio, gli Horti fungono da cerniera tra l’Istituto e il contesto urbano della città: sono stati riqualificati e ospitano una mostra permanente dedicata all’arte contemporanea, rispettando dunque uno degli Obiettivi dell’Agenda, ossia quello del miglioramento in ottica sostenibile degli spazi vitali. Grazie al Progetto, anche la Cascina è stata interamente ristrutturata, diventando anch’essa luogo di esposizioni e percorsi artistici aperti gratuitamente al pubblico. Si allarga dunque la mission dell’Almo Collegio Borromeo: attraverso “Horti”, l’Istituto è riuscito infatti a tradurre i bisogni di formazione dei giovani adeguandoli a percorsi di Sviluppo Sostenibile.

I luoghi dell’Almo Collegio Borromeo

Oltre all’area degli Horti e al Palazzo Storico, l’Almo Collegio Borromeo ospita nei suoi spazi anche due giardini, uno Secentesco e l’altro Ottocentesco. Il primo è stato realizzato nel 1629 dall’architetto Francesco Maria Richini: al suo interno è possibile ammirare siepi di Bosso, una fontana e un tunnel di carpini. Quello Ottocentesco è invece caratterizzato da un prato all’inglese e da uno stile Romantico: entrambi i giardini vengono utilizzati dagli studenti sia per attività di studio che di svago. All’interno dell’Istituto si trova anche una Cappella dedicata a Santa Giustina martire e a San Carlo, al cui interno è possibile ammirare gli affreschi del ‘500 realizzati dal pittore Giovanni Battista Muttoni. La struttura è dotata inoltre di palestra e di diversi campi sportivi all’aperto. L’Almo Collegio Borromeo offre dunque un ambiente estremamente adatto alla formazione dei giovani che frequentano l’Università di Pavia: un luogo che grazie ai suoi spazi è portatore di cultura a tutti i livelli, al di là di quello accademico, che rimane ovviamente centrale.

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I successi del fondatore di Springwater Capital LLC, Martin Gruschka

Martin Gruschka è un manager con una lunga carriera nel mondo finanziario, che include esperienze professionali di rilievo internazionale. Oggi è Managing Partner di Springwater Capital LLC, società da lui co-fondata nel 2002.

Martin Gruschka, managing partner springwater capital llc

Martin Gruschka: gli esordi professionali e le aree di specializzazione

Con una formazione specialistica che include le aree dell’Economia, del Commercio e della Filosofia, ambiti nei quali Martin Gruschka si è laureato presso le Università di Munster, Friburgo e Stanford, il fondatore di Springwater Capital LLC è un manager affermato nel campo finanziario. Il suo percorso formativo include una borsa di studio ricevuta dalla Fondazione Rotary International, in seguito alla quale Martin Gruschka intraprende un percorso professionale che lo condurrà a ricoprire posizioni di grande responsabilità. Nel 1990 entra in Deutsche Bank a Berlino, dove è assunto come Management Consultant per le società di medie dimensioni del Gruppo. Successivamente Consulente Strategico in St. Gallen Consulting Group, il suo percorso lo conduce presso Arthur D. Little, società in cui ricopre il ruolo di Responsabile dell’European Media Group. Tale esperienza gli consente di ampliare le proprie competenze in ambito media, telecomunicazioni e tecnologia.

Martin Gruschka: le esperienze internazionali e la fondazione di Springwater Capital LLC

Forte delle nomine pregresse e delle competenze maturale, Martin Gruschka prosegue la propria carriera con altri incarichi di responsabilità internazionale: trasferitosi a Londra, entra in Deutsche Morgan Grenfell in qualità di Associate Director del Media Group, occupandosi del ramo degli investimenti bancari. Nel 1999, un altro trasferimento internazionale: è l’anno dell’incarico a New York in qualità di Investment Manager per Veronis Suhler Stevenson, società di private equity per la quale ricoprirà la stessa posizione professionale anche nella capitale britannica. Ed è a Londra che, nel 2002, Martin Gruschka avvia una propria attività insieme ad altri soci: le esperienze negli investimenti in capitale privato e nella consulenza strategica, infatti, gli permettono di fondare Springwater Capital LLC, società di investimenti multi-strategia con sedi a Lussemburgo, Madrid e Milano, per cui attualmente è Managing Partner. Martin Gruschka è anche Membro del Consiglio di Amministrazione di Aernnova, Daorje, Nervión, e Wamos, società appartenenti al portafoglio Springwater. In passato è stato inoltre Presidente, Amministratore Delegato e Membro di oltre 40 società in Europa e negli USA, tra cui importanti multinazionali e società quotate in borsa.

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Salute e Benessere

Covid-19 e bambini, il parere di Susanna Esposito

Pediatra, infettivologa e ricercatrice, Susanna Esposito fa luce sull’impatto che il virus ha avuto sui bambini e sulle scoperte in merito da parte della comunità scientifica.

Susanna Esposito

“Bambini si ammalano a causa degli adulti”: il commento di Susanna Esposito

Sono passati ormai diversi mesi dall’esplosione della pandemia di Covid-19, che ancora oggi imperversa, soprattutto nei Paesi che sono stati colpiti in un secondo momento. Fin da subito la comunità scientifica mondiale si è impegnata a studiare e capire cause ed effetti del virus e della sua diffusione. Una delle scoperte più recenti, ha spiegato Susanna Esposito, virologa di fama internazionale, è che a differenza della ‘normale’ influenza i bambini non si sono dimostrati i principali vettori. Anzi, tutto il contrario: secondo la Presidente di WAdid, i pochi casi registrati tra i minori sono stati causati proprio dagli adulti, molti dei quali hanno continuato a lavorare e ad uscire di casa anche durante il periodo di quarantena. Per di più, quando il virus colpisce i bambini, sono rari i casi in cui sorgono complicanze gravi. Ciò è dovuto, dicono gli studi, alla risposta immunitaria meno efficace, caratteristica naturale dei più piccoli: i sintomi più acuti del virus sono, infatti, causati proprio dalla reazione eccessiva del sistema più ‘maturo’ degli adulti. “Nella nostra città i bambini ricoverati in ospedale sono stati circa 20 e l’evoluzione clinica è stata favorevole in tutti i casi – ha affermato Susanna Esposito, che è anche Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma – In Emilia-Romagna ci sono stati poco più di 200 casi pediatrici positivi per COVID-19, la gran parte dei quali gestita a casa”. Lo scenario è quindi cambiato: secondo la professoressa, adesso è possibile ipotizzare strategie diverse che tutelino i più piccoli, senza tuttavia privarli delle attività scolastiche e ricreative fuori casa che tra l’altro aiutano i genitori che ormai hanno ripreso a lavorare.

Effetti collaterali del virus: Susanna Esposito e l’allarme vaccinazioni

Sebbene dunque i bambini siano meno colpiti dal virus e non abbiano avuto un ruolo attivo nella sua diffusione, è sorto un altro rischio collegato all’epidemia: “Di recente si è osservato un calo nella tendenza dei genitori a portare i propri figli alle sedute vaccinali – ha dichiarato Susanna Esposito – perché l’emergenza Covid ha concentrato l’attenzione sulla necessità di rimanere a casa. L’importanza delle vaccinazioni è stata considerata erroneamente secondaria”. Il problema ha assunto una portata tale da indurre l’Organizzazione Mondiale della Sanità a lanciare un appello ai centri vaccinali. In questi mesi in alcuni Istituti italiani si è registrato un calo che è arrivato fino ad un preoccupante 30%, figlio principalmente di un timore, sbagliato, nei confronti delle strutture sanitarie in generale. Posticipare le vaccinazioni è estremamente deleterio per la salute dei bambini, dato che i richiami seguono delle tempistiche precise. “I centri vaccinali sono assolutamente sicuri – ha tenuto a precisare la dottoressa Susanna Espositosi parla di strutture sanitarie dove i medici non sono mai a contatto con pazienti Covid. Inoltre, vengono sempre rispettate le norme di sicurezza: igiene, sanificazione delle strutture e dispositivi di protezione personali”.

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Business

Ristorazione collettiva: Serenissima Ristorazione sta per inaugurare il nuovo polo di Vercelli

Serenissima Ristorazione, leader della ristorazione collettiva, inaugurerà a luglio il nuovo polo industriale di Vercelli: per garantire qualità e sicurezza, funzionerà con cucine che sono di fatto delle "camere bianche" simili ai laboratori della farmaceutica.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: il nuovo stabilimento a Vercelli

Una struttura che darà lavoro a 150 persone per fornire pasti ancor più sicuri ai clienti delle strutture servite: è il nuovo polo industriale di Serenissima Ristorazione, situato a Vercelli e pensato per confezionare pietanze di qualità, per un servizio a prova di virus. L’azienda di ristorazione collettiva, fondata e guidata dall’imprenditore Mario Putin, ha investito quasi 10 milioni per la realizzazione della struttura che verrà inaugurata a luglio, diventando di fatto il secondo impianto di confezionamento e stoccaggio nell’aria piemontese. Il sito, che si affianca a quello di Grugliasco già operativo da tre anni, porterà a 500 il numero dei dipendenti e a circa 200mila i pasti serviti ogni giorno nella Regione. Serenissima Ristorazione introduce a Vercelli i protocolli tipici della sanità con cucine che funzioneranno come vere e proprie "camere bianche", simili ai laboratori della farmaceutica. Saranno provvisti di vassoi termosigillati e pasti serviti direttamente sui banchi e sulle scrivanie.

Serenissima Ristorazione: una garanzia nel suo settore

Con 300 milioni di fatturato e 9mila dipendenti in totale, in Piemonte Serenissima Ristorazione ha in carico il servizio mensa per importanti realtà aziendali. Anche qui, come nelle scuole e nei siti sociosanitari, l’azienda si impegna a mantenere standard di sanificazione elevatissimi, implementando processi di selezione del cibo e preparazioni sempre più sicuri. Fondata a Vicenza a metà anni ’80, Serenissima Ristorazione è oggi leader nel settore della ristorazione collettiva, con una produzione complessiva giornaliera di 200.000 pasti. L’attenzione verso la ricerca e sviluppo è costante: l’azienda guidata da Mario Putin segue un trend in continua crescita e mira ad espandersi sempre più sul mercato estero.

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Comunicati

Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): 6 milioni di euro per la cultura

Supportare il settore culturale, anche e soprattutto in un periodo di crisi come quello attuale: è il messaggio sostenuto più volte da Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo nella promozione culturale

Sono 14 i progetti approvati da Fondazione Cariplo nel contesto del bando Beni aperti, iniziativa lanciata a luglio 2019 e che ha visto la partecipazione di 58 progetti da parte di realtà culturali. Tra questi, i 14 progetti selezionati beneficeranno di un finanziamento complessivo di circa 6 milioni di euro, con i quali Fondazione Cariplo anche grazie all’attività della Commissione Arte e Cultura coordinata da Andrea Mascetti intendono promuovere interventi di restauro di beni storico-architettonici e l’avvio di nuove attività. La soddisfazione per il progetto è grande in Fondazione Cariplo, da sempre impegnata nel condurre iniziative di sostegno nei confronti delle realtà culturali, in particolar modo in questo periodo in cui tutto il settore è duramente colpito dalla pandemia del Coronavirus. Un finanziamento ingente, dunque, destinato a organizzazioni private non profit ed enti pubblici o ecclesiastici presenti sul territorio lombardo e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola. Questo intervento di Fondazione Cariplo che collabora a stretto contatto su questi temi con la Commissione Arte e Cultura guidata da Andrea Mascetti fa seguito a un altro grande intervento della Fondazione che, grazie al bando Luoghi di innovazione culturale, ha recentemente destinato altri 3 milioni di euro a organizzazioni che gestiscono luoghi di cultura.

Andrea Mascetti: i progetti finanziati da Fondazione Cariplo

I 14 progetti che beneficeranno di interventi di valorizzazione includono realtà di grande rilevanza storica e culturale sia in ambito regionale che nazionale: tra questi, la riqualificazione di edifici storici a Bergamo e Cremona, che permetterà la nascita di nuovi centri culturali in rafforzamento dell’offerta turistica locale, la riapertura di una sala cinematografica a Lecco e il finanziamento del progetto Sangregorio: un lascito per le nuove generazioni dell’arte scultorea (Fondazione Sangregorio Giancarlo di Sesto Calende). L’ingente finanziamento prevede, inoltre, la riqualificazione del Teatro Coccia a Novara, del Palazzo Te a Mantova, il potenziamento delle attività culturali di Villa Erba, a Cernobbio, e nelle aree interne di Argegno e Malegno. Sarà, inoltre, riaperta al pubblico la dimora dell’architetto Maroni presso il Complesso del Vittoriale a Gardone Riviera. Un progetto di ampio respiro culturale, quindi, che si inserisce nell’impegno di Fondazione Cariplo finalizzato, come ricordato più volte dal Coordinatore della Commissione Arte e Cultura Andrea Mascetti, a sostenere il comparto culturale nel Paese più ricco al mondo in quanto a patrimonio culturale e che, da solo, rappresenta il 6% del PIL.

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Società

FME Education: MyEdu arriva sul canale della Rai dedicato ai più piccoli

Uno dei primi effetti delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria è stata la chiusura delle scuole: FME Education, che ha offerto gratuitamente la sua piattaforma digitale, è tra le realtà italiane specializzate nell’e-learning.

FME Education

Lezioni a distanza in TV grazie a FME Education

Dal 20 aprile su Rai Gulp, canale tematico dedicato ai bambini, va in onda “La Banda FuoriClasse”, un nuovo programma che offre agli studenti una serie di video lezioni, documentari ed esercizi didattici. Ogni giorno, dalle 9.15 del mattino, il conduttore Mario Acampa aiuta i più piccoli ad affrontare la temporanea chiusura delle scuole. In una puntata andata in onda il 24 aprile uno degli strumenti utilizzati è stato “MyEdu”, ambiente digitale creato da FME Education, Casa Editrice milanese leader nella didattica a distanza. Il tema affrontato è stato il ciclo dell’acqua, sia dal punto di vista della scrittura che dal punto di vista scientifico: Alessandra Pederzoli, una delle maestre chiamate a tenere le lezioni in diretta TV , ha parlato di acqua dopo aver mostrato agli spettatori il video di MyEdu dedicato proprio all’argomento. L’obiettivo del programma televisivo della Rai coincide perfettamente con la mission che FME Education porta avanti fin dal 2013: educare i bambini grazie ai nuovi strumenti messi a disposizione dalle nuove tecnologie. Ma senza dimenticare uno dei fattori più importanti per una didattica efficace: qualità dei contenuti e divertimento.

FME Education: dal 2013 leader di contenuti didattici multimediali

Negli ultimi mesi la didattica a distanza (DAD) è diventata improvvisamente l’unico metodo con il quale insegnanti e studenti hanno potuto continuare le attività scolastiche: la chiusura degli Istituti scolastici è stata infatti una delle prime misure prese dal Governo italiano per fronteggiare la pandemia. FME Education è una delle realtà italiane leader della didattica digitale: nata nel 2013, attraverso MyEdu si rivolge sia agli educatori che agli alunni e alle loro famiglie. Grazie a migliaia di contenuti multimediali tra lezioni, test, video e giochi, la Casa Editrice offre una vasta gamma di servizi. Gli educatori possono usufruire ad esempio di MyEdu Plus, un sistema integrato che mette a disposizione la possibilità di creare lezioni personalizzate, materiale didattico e soprattutto una community dove è possibile condividere progetti e idee. Per gli studenti della scuola dell’obbligo c’è invece MyEdu Family, dedicata ai compiti a casa, un ambiente che supporta i ragazzi nello studio, nelle ricerche e nella preparazione per test ed esami. Tutti i progetti messi a disposizione da FME Education hanno la funzione di stimolare l’insegnamento a distanza: tra gli obiettivi dell’Editore c’è infatti quello di promuovere la digitalizzazione della didattica, obiettivo possibile grazie anche alle numerose collaborazioni con il Ministero dell’Istruzione.

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Comunicati

Cultura ed emergenza, il punto di vista di Andrea Mascetti

In un’intervista rilasciata a “Malpensa24”, il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, affronta il tema della cultura alla luce del periodo di emergenza attualmente in corso.

Andrea Mascetti

La cultura secondo Andrea Mascetti: “Bene imprescindibile”

“Sostenere la cultura attraverso interventi che vadano oltre questa situazione emergenziale”: ne è convinto Andrea Mascetti di Fondazione Cariplo, secondo cui il sostegno al comparto culturale sia garantito a prescindere dal periodo emergenziale derivante dal Coronavirus. “L’impegno di Fondazione Comunitaria Cariplo”, prosegue, “sarà di aiutare questo comparto prima di tutto a sopravvivere e poi a ripartire”. Il messaggio dell’avvocato è chiaro: quando si parla di cultura in Italia bisogna pensare a un settore che “vale il 6% del PIL italiano e che conta 1 milione e 500mila lavoratori”. Si tratta di numeri che non lasciano adito a dubbi e che da soli basterebbero a quantificare la rilevanza del settore nel sistema economico in Italia. Ma, come evidenziato da Andrea Mascetti, la realtà dei fatti è ben diversa e rappresenta un paradosso tutto italiano: “Siamo il Paese forse più ricco al mondo in termini di beni e patrimonio culturale, ma anche quello che più di altri ha bisogno di cultura. L’Italia continua a essere in fondo alle classifiche per il rapporto abitanti – libri letti”.

Andrea Mascetti, le priorità di Fondazione Cariplo

Ma quali soluzioni proporre, dunque, per permettere la sopravvivenza di un settore così fortemente in crisi ben prima dell’insorgere della pandemia di Coronavirus? Sicuramente, sostiene Andrea Mascetti, bisogna evitare di tagliare i fondi al settore e continuare a sostenere le realtà culturali, così come stabilito dalla linea seguita da Fondazione Cariplo: “Il nostro statuto prevede lo sviluppo di tutta una serie di attività. Tra queste c’è la cultura, che non rappresenta un incidente, bensì un pezzo importante della mission della Fondazione”. Nel corso dell’intervista il Coordinatore è poi sceso nei dettagli di quali siano le priorità della Fondazione per sostenere il settore in questo periodo: “Ci siamo dati una linea: assistere il mondo della cultura e le imprese che operano in questo settore”, dice Andrea Mascetti, aggiungendo che “il primo obiettivo da raggiungere quindi è garantire la sopravvivenza”. Mantenere in vita il settore, quindi, e valutare la situazione una volta usciti dall’emergenza, come sostenuto dall’Avvocato, il quale conclude il proprio intervento con due impegni per Fondazione Cariplo: mantenere le linee di finanziamento già attive prima della crisi e la possibilità dei primi interventi già entro l’estate. “Non escludiamo”, conclude, “di mettere in campo strumenti speciali oltre a quelli che già si conoscono”.

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Business

Rodolfo Belcastro: formazione e incarichi

Manager esperto di comunicazione, Rodolfo Belcastro ha lavorato nel mondo del giornalismo e poi della Comunicazione Corportate per importanti società, anche quotate, di respiro internazionale prima di assumere l’incarico di Direttore della Comunicazione di SACE.

Rodolfo Belcastro

Rodolfo Belcastro: le prime esperienze nel giornalismo

Palermitano, classe 1975, Rodolfo Belcastro si laurea in Scienze della Comunicazione presso l’Università della sua città. Consegue, successivamente, un Master presso la Scuola di Giornalismo dell’Istituto. Le sue prime esperienze professionali lo vedono nel ruolo di freelance: inizia infatti a collaborare con testate specializzate in tecnologia e innovazione. Grazie al suo impegno, viene scelto come inviato all’evento annuale del mondo Apple, il "MacWorld Conference & Expo", che si svolge nelle città di New York e San Francisco. In quegli stessi anni inizia a collaborare con l’agenzia stampa Italpress, oltre a scrivere per "Il Giornale di Sicilia". Nel 2000 inizia la sua prima esperienza nel settore della Comunicazione: fino al 2004 Rodolfo Belcastro è responsabile della Direzione delle Relazioni Esterne e i Rapporti Istituzionali per la sede siciliana di CIT – Compagnia Italiana Turismo S.p.A., società nata con lo scopo di promuovere l’Italia come destinazione di turismo internazionale.

Dall’Ansa a SACE: l’ascesa di Rodolfo Belcastro

Terminata l’esperienza in CIT, Rodolfo Belcastro supera con successo l’esame da giornalista professionista e viene assunto in ANSA, la prima Agenzia di Stampa Associata italiana, dove entra nelle Redazioni Interni e Cronache. Nel 2007 diventa Responsabile dei Rapporti con i Media Nazionali nella Direzione Relazioni Esterne e Rapporti Istituzionali di ANAS, oggi appartenente al gruppo FS, occupandosi di Media Relations, Corporate e Crisis Communication. Le sue esperienze nel settore della Comunicazione lo portano a diventare socio e consulente della Federazione Relazioni Pubbliche Italiana (Ferpi), punto di riferimento delle Pubbliche Relazioni nel Paese, rafforzando le sue competenze in diversi settori (infrastrutture, energia etc.). È il 2015 quando entra in Cassa Depositi e Prestiti: per la società ricopre l’incarico di Responsabile del "Reputation Management", che comporta la gestione dell’immagine di tutte le società del Gruppo. Dopo una esperienza a Milano nel Gruppo CIR, holding della famiglia De Benedetti, Rodolfo Belcastro nel 2019 viene nominato Direttore della Comunicazione di SACE – società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti e attiva nell’export credit italiano e nel supporto delle imprese colpite dalla emergenza Covid19 – , ruolo che svolge attualmente occupandosi di Brand, Digital and People Communications e attività di Sponsorship.

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