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Aglea Salus e Dottori.it siglano un accordo per la tutela della salute e la diffusione della cultura della prevenzione sanitaria in Italia

La società Generale di Mutuo Soccorso Aglea Salus e Dottori.it (https://www.dottori.it), il più grande portale online di prenotazione visite specialistiche e accertamenti diagnostici, hanno siglato un accordo per la tutela della salute e la diffusione della cultura della prevenzione sanitaria in Italia.

Obiettivo della partnership è offrire agli Associati Aglea Salus la possibilità di accedere al network degli specialisti di Dottori.it, che conta oltre 40.000 medici, con un sistema di prenotazione utile, comodo e soprattutto gratuito; al contempo, l’intesa permetterà agli utenti registrati sul portale di sottoscrivere una copertura sanitaria particolarmente vantaggiosa, che consentirà loro di usufruire di 1 o 2 prestazioni gratuite sul network Dottori.it, riducendo così i costi della spesa “out of pocket” sostenuta dalle famiglie.

“Da oggi anche coloro che si rivolgono al web per la ricerca di uno specialista potranno usufruire di un servizio di assistenza che risponde alla consapevolezza dell’importanza di tornare ad investire sulla qualità della vita, sulla persona e sulle sue esigenze in fatto di salute e benessere – ha dichiarato Filippo Buono, Presidente di Aglea Salus.In questa partnership con Dottori.it si fondono i nostri comuni principi, votati alla diffusione di una cultura di tutela della salute attraverso la prevenzione sanitaria e di un corretto stile di vita”.

Si conferma così la strada intrapresa da Aglea Salus nella ricerca di procedure virtuose, finalizzate a favorire programmi di prevenzione come primo e più importante passo di tutela della propria salute, semplificando l’accesso ai piani assistenziali con le soluzioni tecnologicamente innovative di Dottori.it, che vanno a implementare il set dei servizi già disponibili per gli Associati.

Intraprendere questa collaborazione costituisce un valore aggiunto per i nostri utenti e per gli Associati della mutua – commenta Paolo Bernini, CEO di Dottori.it.La convenzione è frutto di una visione condivisa fin da subito con Aglea Salus per ciò che concerne i valori legati alla solidarietà e alla mutualità. È da sempre nostra cura diffondere la cultura della prevenzione e della tutela della salute perché si tratta di un diritto imprescindibile da tutelare”.

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Web e salute, per il 52% dei medici italiani il rapporto con i pazienti è migliorato con la diffusione di internet

Se oltre il 49% della popolazione* ammette di utilizzare spesso internet come un vero e proprio oracolo della salute, per i medici specialisti italiani il “dottor Web” non rappresenta un problema, anzi. L’ultima indagine di Dottori.it (https://www.dottori.it), portale leader in Italia per la prenotazione online di specialisti, rivela che per il 52% dei medici specialisti italiani con la diffusione di internet il rapporto con i pazienti è migliorato.

Dalle risposte ottenute da un panel di 2.000 professionisti iscritti al sito soltanto il 9% degli intervistati ha accusato il web di aver peggiorato, rispetto al passato, la relazione con gli ammalati, mentre per il 39% non ci sono stati cambiamenti. Guardando all’area geografica in cui operano gli specialisti che hanno risposto al sondaggio, chi ha visto migliorare maggiormente il suo rapporto con i pazienti, dopo la diffusione di internet, sono i medici che lavorano al Sud e nelle Isole: fra loro la percentuale sale al 56%.

Il rapporto medico specialista-paziente, con internet, è diventato più interattivo per il 52% degli specialisti, mentre è più personalizzato per il 15%. L’8% ha dichiarato di avere una relazione più approfondita con chi ha in cura.

Con il web il paziente è cambiato

Osservando con gli occhi di uno specialista, come sono cambiati i pazienti dalla diffusione del web? Secondo il 45% dei medici chi richiede la loro consulenza è più attivo nella ricerca di un dottore che sia specializzato proprio nel trattamento della sua patologia.

Tante luci, ma anche qualche ombra: il 39% dei professionisti dichiara di ricevere pazienti più allarmati da ciò che hanno letto sul web circa i loro sintomi. La fiducia riposta in ciò che si trova su internet porta il 38% degli specialisti intervistati a notare come ci siano sempre più persone portate all’autodiagnosi e più suscettibili e influenzabili dalle storie lette in rete (per il 34% dei rispondenti). Il sondaggio ha confermato come il web abbia un importantissimo ruolo all’interno della prevenzione, tanto che per il 34% degli specialisti i pazienti italiani sono diventati più attenti a questi temi proprio grazie a internet.

Il 22% dei medici ha denunciato una maggiore inclinazione al fai da te in tema salute da parte del paziente 2.0. La fiducia nello specialista rimane tuttavia indiscussa e solo per il 13% dei professionisti questa è scemata a causa dell’uso del web. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, internet non ha reso i pazienti più aperti nel parlare di tematiche sensibili: soltanto l’8% dei medici ha notato una maggiore disinvoltura verso problemi “imbarazzanti”.

«La discussione sul ruolo del web nel mondo della salute viene spesso affrontata dal punto di vista dei pazienti e raramente da quello dei medici – sostiene Paolo Bernini, CEO di Dottori.itPer questo abbiamo pensato di chiedere agli specialisti quali ripercussioni avesse avuto la diffusione di internet sulla loro professione. Potrebbero sorprendere scoprire che sono over 60 gli specialisti che reputano il rapporto con i pazienti 2.0 più interattivo; in realtà, dalla crescita del nostro portale, notiamo come la fascia d’età di un medico, così come di un paziente, non sia più la discriminante dell’uso della tecnologia offerta dal sito».

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Chiantishire addio? Ora gli inglesi vogliono il mare italiano

Gli inglesi, si sa, amano l’Italia e ormai da decenni i paperoni made in UK hanno fatto del nostro Paese una delle mete più ambite per comprare casa. Il primo amore è stato la Toscana, dove hanno preso casa o passato le ferie personaggi come Sting e Tony Blair, ma secondo un’indagine condotta da Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) e LuxuryEstate.com (http://www.luxuryestate.com), i siti leader del settore, negli ultimi tempi qualcosa sta cambiando e, complice anche l’assottigliarsi dell’offerta fra le colline del Chianti, gli acquirenti britannici guardano con sempre maggiore attenzione al mare italiano.

L’indagine ha preso in esame le richieste provenienti dal Regno Unito e legate ad immobili di lusso italiani; nell’ ultimo anno non solo il numero complessivo delle richieste è notevolmente cresciuto (+15%), ma sono cambiati sia le destinazioni prescelte sia, con esse, i budget messi a disposizione.

Fino al 2015 le richieste che avevano come oggetto immobili nel Chianti rappresentavano il 30% di quelle fatte dai cittadini britannici, ma nel primo semestre del 2016 sono diventate il 14% del totale. Non è mutato invece il budget che gli inglesi intendono spendere per comprare una casa di lusso nella campagna Toscana; era, ed è, di circa 2,1 milioni di euro.

In media, però, se i cittadini britannici che cercano immobili di lusso in Italia si orientano su un budget di 3,4 milioni di euro (+9,7% anno su anno), sono disposti a spendere cifre notevolmente maggiori se l’immobile si trova nelle località di mare più note. L’analisi ha evidenziato come, nel caso in cui la casa dei desideri si trovi a Taormina, Portofino o Capri, la spesa preventivata oscilli fra i 6 ed i 10 milioni di  euro.

Nell’immaginario britannico, probabilmente, l’Italia è soprattutto grandi paesaggi e mare cristallino, ma non si disdegnano nemmeno gli acquisti nelle città anche se, in quel caso, i budget si riducono; è risultato dall’analisi che se puntano ad un immobile di lusso a Roma, Firenze o Milano (una delle mete con la maggiore crescita di interesse, forse anche per l’effetto lungo dell’ EXPO),  i sudditi di Elisabetta II  vogliono spendere  una cifra compresa fra i 2 ed i 3 milioni di euro.

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Assicurazioni viaggio: le richieste aumentano del 23,5%

Gli italiani non rinunciano a viaggiare, ma prendono qualche precauzione in più. Secondo i numeri dell’osservatorio di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni-viaggi.html) a luglio 2016 le richieste di assicurazioni legate ai viaggi sono aumentate del 23,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Fin troppo semplice individuare fra le cause di questo picco il clima di tensione internazionale che tutti respiriamo. I numeri, che fino a maggio facevano registrare un incremento nelle ricerche comunque contenuto (+10%), sono aumentati a giugno con un primo +14% per arrivare poi al picco di luglio e addirittura ad un incremento del 26% se la meta del viaggio è la Francia o la Germania.

Un’ulteriore riprova di questa ipotesi arriva dall’analisi del tipo di copertura che ci si vuole garantire; quasi una richiesta su quattro è legata all’annullamento del viaggio; si aspetta l’ultimo secondo per decidere se partire o meno e, in questo modo, non si perde denaro.

«Organizzare in autonomia i propri viaggi è diventata una pratica molto comune. – spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it Oggi è il viaggiatore che sceglie volo, luogo di pernottamento e, anche, l’assicurazione. Fino a poco tempo fa in molti non comprendevano il vantaggio di spendere qualche euro in più ma non doversi preoccupare di spese mediche impreviste, smarrimenti bagagli o annullamenti, ma adesso questo beneficio è sempre più chiaro. La situazione internazionale che stiamo vivendo, inoltre, ci ha reso tutti più prudenti e l’incredibile aumento di richieste di coperture assicurative sui viaggi, troppo ampio per essere derubricato a un trend stagionale, ne è una delle dimostrazioni

L’indagine, condotta su un campione di oltre 100.000 richieste di assicurazione arrivate nel corso dell’ultimo anno e non legate a pacchetti vacanza, ha evidenziato anche altri aspetti importanti. In Italia i viaggiatori più propensi ad aggiungere autonomamente una copertura assicurativa alle loro ferie sono i lombardi, seguiti dai residenti nel Lazio e da quelli della Toscana.

Valle d’Aosta, Molise e Calabria sono invece le regioni dove è meno frequente il ricorso ad un’ assicurazione viaggio.

Il 56% di chi richiede la copertura assicurativa del viaggio è uomo; il 36% ha un’età compresa fra i 25 ed i 34 anni o, nel 24% dei casi, fra i 35 ed i 44 anni. Molto inferiore la percentuale di chi ricorre all’assicurazione e ha già superato i 65 anni, sono appena il 5% del totale.

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Vendesi castello…con fantasma

Sarà per la recente uscita nelle sale del film Ghostbusters o per il fascino che le storie legate al paranormale hanno sempre avuto, fatto sta che ormai anche la presenza di ospiti in lenzuolo ed ectoplasma è un plus da mettere in evidenza.

Come avviene nell’annuncio, pubblicato sulle pagine di Immobiliare.it, relativo ad uno splendido castello piemontese, quello di Arignano, nella cui descrizione si legge: “Vendesi antico e suggestivo castello nel Monferrato, completo di fantasma e tesoro”.

Del tesoro non si hanno, chiaramente, indicazioni precise, ma quanto al fantasma pare che gli avvistamenti siano stati molteplici.

La struttura in vendita sorge nella parte più alta di uno splendido paesino medievale distante appena 20 chilometri da Torino, ed è noto anche come Rocca di Arignano. Caratterizzato da un’imponente torre quadrata ornata con merli tipici del periodo in cui è stato costruito, il castello è ben visibile fin dall’ingresso in paese ed è rimasto praticamente immutato dal XV secolo.

La leggenda, per sua natura non verificata né verificabile, narra che nelle segrete oggi irraggiungibili costruite sotto il castello si trovasse un lunghissimo tunnel sotterraneo con cui, i pochi che sapevano dell’esistenza del passaggio, potevano arrivare sino a Torino e, siamo ancora una volta nel campo inverificabile del si dice, pare che fra di essi vi fosse anche il mitico alchimista Cagliostro.

L’annuncio, pubblicato su Immobiliare.it dalla Polytropon general contracts chiarisce che il castello, nonostante la struttura sia assolutamente solida, necessiti comunque di alcuni interventi di manutenzione e di restauro, il che spiega un prezzo, 600.000 euro, tutto sommato non così elevato se siete disposti ad assumervi l’onore del restauro; se invece volete acquistare l’immobile già ristrutturato la richiesta raddoppia ed arriva a 1.200.000 euro.

Fantasma, ed eventuale tesoro se mai doveste trovarlo, sono compresi nel prezzo.

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Dottori.it lancia l’app per cercare il proprio medico

Andare in vacanza con il medico “in tasca” è finalmente possibile: è online l’app del portale Dottori.it (https://www.dottori.it), che consente di trovare lo specialista più adatto alle proprie esigenze dovunque ci si trovi, quindi anche mentre si è lontani dai medici abitualmente consultati.

L’applicazione è completamente gratuita e permette di ricercare medici e professionisti sanitari nel portale più utilizzato in Italia (oltre 40mila gli specialisti presenti) direttamente dal proprio dispositivo mobile. È possibile effettuare la ricerca in base alla loro specializzazione, alla propria patologia, alla prestazione desiderata o al nome e cognome del medico che si cerca.

Grazie alla geolocalizzazione, uno dei parametri che l’utente può impostare è quello della vicinanza al punto in cui si trova (casa propria, l’ufficio ma anche il posto in cui si è in vacanza); una volta scelto il medico è possibile consultarne l’agenda e selezionare data e ora per prenotare una visita. Tramite l’app è possibile verificare il curriculum e le specializzazioni del professionista medico, oltre che leggere i commenti lasciati da pazienti che lo hanno già conosciuto. In fase di prenotazione è possibile, infine, visualizzare le tariffe delle prestazioni in modo chiaro e trasparente, evitando di avere sorprese al momento dell’appuntamento.

L’app è multiutente: permette di creare più avatar e prenotare delle visite per tutta la famiglia, gestendo le diverse agende sanitarie da un unico account. Grazie all’applicazione è possibile ricevere le notifiche e organizzare un sistema di alert, per evitare di dimenticare gli appuntamenti presi.

Due le versioni dell’app: quella per iOS è disponibile per iPhone, iPad e iPod Touch ed è scaricabile sull’Apple Store al link https://itunes.apple.com/it/app/dottori.it/id1132636113?mt=8; è compatibile con iOS da 8.x 9.x. L’app per dispositivi Android (4.4 o versioni successive) è scaricabile nel Google Play Store al link https://play.google.com/store/apps/details?id=it.dottori.consumer.

L’applicazione per i pazienti arriva dopo il lancio, avvenuto negli scorsi mesi, di AgendaDottori – l’app di Dottori.it che permette ai medici di digitalizzare i flussi di comunicazione con chi ha in cura, gestendone le richieste, le prenotazioni e le cartelle cliniche.

«Dottori.it è una startup italiana che punta a semplificare il percorso di ricerca e scelta del medico – sostiene Paolo Bernini, CEO di Dottori.ite lo sviluppo delle app per iOS e Android vuole proprio velocizzare e migliorare la relazione tra i pazienti e gli specialisti, offrendo a entrambi un modo innovativo e pratico per ottimizzare i tempi con il massimo dei risultati».

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Positano e Portofino sono le località più care di agosto, la Campania è la regione a più “alta concentrazione” di mete lussuose

Il mare cristallino e gli scorci da favola non sono le uniche cose che accomunano Positano, Portofino e Taormina: queste tre località sono anche quelle in cui le vacanze ad agosto costeranno di più. Secondo un’analisi del portale Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, nel mese dell’alta stagione 2016 si arriveranno a spendere fino a 200 euro a notte per non rinunciare al fascino di queste mete da sempre ambite dal jet set mondiale.

Lo studio ha preso in considerazione il costo giornaliero di un alloggio “tipo” – un appartamento con quattro posti letto – affittato nelle settimane centrali del mese di agosto: si sono classificate prime in classifica, con una spesa media richiesta identica, Positano e Portofino, dove si spendono 200 euro a notte. È sempre al mare la terza sul podio e si tratta della località siciliana del lusso per eccellenza, ossia Taormina in cui vengono chiesti mediamente 190 euro per un affitto turistico. Si tratta di cifre sicuramente importanti e che, in queste località, non hanno subito variazioni annuali, pur consentendo a chi non è disposto a rinunciare alle loro bellezze e al loro fascino di risparmiare circa il 30% rispetto alle tariffe medie degli hotel nelle stesse località.

Per l’estate 2016 è la Campania la regione più popolata di mete high cost che sono rientrate nella top 20 di Casevacanza.it: oltre alla regina della classifica, Positano, anche Amalfi registra costi elevati per gli affitti turistici e qui la media è pari a 155 euro al giorno. Seppur di poco, Capri ha superato Ischia per i costi degli appartamenti ad agosto, considerate le due richieste medie pari rispettivamente a 160 euro e 140.

Da sempre mete del turismo d’élite, le due grandi isole italiane, Sicilia e Sardegna, rimangono ricercatissime. Oltre a Taormina, della Sicilia si trovano in classifica anche Lipari e Favignana, dove le case vacanze costano mediamente 160 euro a notte. In Sardegna, invece, le località con i prezzi più elevati sono risultate la rinomata Porto Cervo (Arzachena) con una media di 180 euro a notte, La Maddalena (170) e Alghero (165).

Se il filo conduttore della classifica è il mare, rientra in una posizione piuttosto elevata della top 20 solo una località di montagna, Cortina d’Ampezzo, che non perde il suo fascino nemmeno nella bella stagione e registra un costo medio di 175 euro, arrivando al quinto posto.

Per chi ama le coste della Toscana, Porto Santo Stefano è la località più cara con una media di 170 euro a notte, seguita da Forte dei Marmi (140) e Castiglione della Pescaia (130).

Anche se Roma è uscita dalla classifica del lusso estivo, il Lazio resta grazie ai costi di Ponza e Sperlonga. Sulla piccola isola del Tirreno si spendono mediamente 170 euro a notte, cifra giustificata anche dall’offerta ridotta di immobili turistici, mentre nel borghetto di case bianche a picco sul mare di Sperlonga la media è di 150 euro. Non poteva mancare il tanto rinomato Salento che ha piazzato ben tre delle sue località nella graduatoria dei prezzi più elevati: il gran numero di richieste ha portato Otranto, Gallipoli e Porto Cesareo a essere fra le venti mete più care per l’estate 2016, con prezzi che vanno dai 150 ai 125 euro.

«Scegliere una casa vacanza nel periodo dell’alta stagione implica sempre un netto risparmio rispetto a quanto si spenderebbe in un hotel nella stessa località ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries srl, proprietaria di Casevacanza.it e questo è vero anche per le mete del turismo d’élite. La soluzione di un affitto turistico, così, diventa ideale per chi non vuole rinunciare alle vacanze nelle mete più “in” senza spendere cifre troppo elevate. Le mete citate nella nostra classifica offrono spesso soluzioni immobiliari di gran prestigio: a una clientela molto esigente viene offerta maggiore privacy e indipendenza rispetto a quanto garantiscono le più classiche strutture alberghiere.»

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Immobili residenziali: nel primo semestre 2016 prezzi in calo del 2,1%

Continua a rallentare la discesa dei prezzi del mercato residenziale italiano e, secondo l’Osservatorio condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), nel primo semestre 2016 la riduzione è stata pari al 2,1%.

Si conferma quindi la tendenza evidenziata nelle rilevazioni precedenti che avevano fatto registrare, per il 2015 un -5,1% sui dodici mesi, diventato poi -2,9% nel secondo semestre dello scorso anno.

A giugno 2016 il prezzo medio di un immobile italiano è stato pari a 1.964 euro al metro quadrato, anche se con oscillazioni importanti lungo lo Stivale; al Nord il costo evidenziato dall’Osservatorio sul mercato residenziale italiano messo a punto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it è pari a 1.969 euro al metro quadro che diventano 1.652 euro al Sud e addirittura 2.381 euro al metro quadro al Centro.

Importante anche la differenza in termini assoluti fra grandi e piccoli centri: nelle località con oltre 250.000 abitanti il costo medio al metro quadro è pari a 2.610 euro; 1.721 euro per ciascun metro quadrato nei comuni con meno di 250.000 residenti.

Le differenze, però, diventano minime se si analizzano i valori, e le relative variazioni, in termini percentuali; tanto al Nord quanto al Sud Italia i prezzi si sono ridotti del 2% su base annua e, rispettivamente, dello 0,7% e dello 0,6% da marzo a giugno 2016. Al Centro le diminuzioni di costo sono state pari al 2,5% nei dodici mesi e allo 0,5% nell’ultimo trimestre.

La situazione varia poco anche se l’analisi viene fatta considerando come parametro la dimensione della città; nell’anno i prezzi si sono ridotti dell’1,9% nei grandi centri, del 2,2% in quelli più piccoli.

«Come avevamo previsto – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itdopo anni di forte crisi il mercato immobiliare italiano tende nuovamente alla stabilità e questo non può che essere un bene anche per gli investitori che, infatti, ritornano a guardare con interesse al nostro Paese

I capoluoghi di Regione

Anche nel primo semestre del 2016 Firenze conserva il primato di capoluogo di regione più caro d’Italia con un prezzo al metro quadro pari a 3.418 euro, comunque inferiore dello 0,4% rispetto al 2015; seconda, nella classifica dei prezzi, è Roma che registra un calo importante nell’anno (-2,4%) e arriva ad una media di 3.381 euro al metro quadro sorpassando di un soffio Milano che si ferma a 3.255 euro (-0,3% nell’anno).

Osservando la classifica dal lato opposto, il capoluogo di regione più economico è Catanzaro, dove per comprare casa si spendono mediamente 1.162 euro (-2,7% nell’anno), seguito da Campobasso (1.292 euro/mq; -6,7% rispetto al 2015) e Perugia (1.311 euro/mq; -6,5% rispetto al 2015)

Il capoluogo di regione che nel corso degli scorsi dodici mesi ha subito il calo maggiore dei prezzi è Aosta: ai piedi del Monte Rosa i costi delle case sono scesi dell’8,2%.

Uno solo dei venti capoluoghi di regione italiana ha visto invece crescere il prezzo degli immobili: è Potenza che con 1.693 euro al metro quadro porta la variazione al +1,8% su base annua e addirittura al +2,2% da marzo a giugno 2016.

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On air il primo spot di Dottori.it

È in onda in questi giorni la prima campagna pubblicitaria televisiva del portale Dottori.it (https://www.dottori.it), primo portale in Italia per la scelta e la prenotazione del medico, con oltre 40mila specialisti e 300mila visitatori al mese.  La creatività è firmata dall’agenzia PicNic di Niccolò Brioschi, la regia è di Marcello Lucini, mentre la casa di produzione è The BigMama.

Dottori.it ha scelto di incrementare la propria visibilità puntando ai principali network televisivi nazionali e mostrando agli italiani come sia semplice scoprire chi è lo specialista più idoneo alle  esigenze di ciascun paziente.

Lo spot pubblicitario è ambientato nella sala d’attesa di uno studio specialistico: il protagonista, interpretato dall’attore Walter Leonardi, entra e abbraccia calorosamente il medico (Saverio Buono) che lo accoglie con affetto. Mentre decanta le qualità dello specialista ad un’altra paziente in attesa, basta poco per scoprire che tutto ciò che sa del medico lo ha scoperto grazie a Dottori.it. Trovare velocemente il medico migliore per i tuoi bisogni regala la sensazione di conoscere il dottore da sempre: un elemento determinante, questo, per chi ha bisogno di essere curato.

Lo spot mostra non solo la possibilità di ricercare il proprio specialista su Dottori.it tramite desktop e smartphone, ma anche le funzionalità più importanti disponibili sul sito, come poter leggere le opinioni dei pazienti o prenotare la visita online, come ha fatto il protagonista dello spot.

I due partner televisivi scelti per la promozione del portale sono Rai e Discovery Italia: lo spot sarà in programmazione nei formati 30’’ e 15”. Dottori.it sarà presente su tutti i canali RAI, sia quelli generalisti sia quelli specializzati, sarà on air su tutti i canali del network Discovery e sponsorizzerà per 6 settimane le trasmissioni a tema medico dei canali Real Time e Nove.

«Siamo molto contenti della qualità di questo spot – ha dichiarato Paolo Bernini, CEO di Dottori.it – perché la creatività riesce ad evidenziare, in maniera ironica e un po’ irriverente, il ruolo fondamentale che la scelta dello specialista medico ha nella nostra vita. Quando la conoscenza personale o il passaparola non sono sufficienti per consultare il professionista più adeguato a risolvere i nostri problemi, il web diventa una risorsa indispensabile, e Dottori.it punta proprio a semplificare questo processo».

Di seguito il link allo spot nel formato 30’’, che sarà presente anche nella home page del portale:
https://www.youtube.com/watch?v=w2rCh6Rtj-4.

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Quasi un quarto delle nuove carte di credito italiane in Lombardia, ma gli italiani continuano a preferire i conti correnti

Nonostante le misure di incoraggiamento alla diffusione dei pagamenti elettronici, l’Italia è ancora lontana dalle medie europee di utilizzo di carte di credito. Lo dimostra un’indagine condotta dal comparatore di prodotti finanziari Facile.it (http://www.facile.it/conti.html) su un campione di circa 100.000 richieste per nuovi conti correnti e carte di credito giunte al portale nel primo semestre 2016. In base ai dati ottenuti, la ricerca di conti correnti ha superato di tre volte quella relativa alle carte di credito.

Scendendo nel dettaglio delle richieste effettuate, si nota come la loro provenienza geografica vari a seconda del tipo di prodotto cercato.

Se le regioni del Sud compaiono tra le prime posizioni per la comparazione di carte di credito, quando si tratta di conti correnti in cima alla classifica si trovano principalmente regioni del Nord Italia; tutto questo nonostante quasi un quarto delle nuove richieste di carte di credito italiane abbia come titolare un residente in Lombardia.

La regione occupa la prima posizione per l’interesse dimostrato dai suoi cittadini sia per le carte di credito che per i conti correnti; nel corso del semestre analizzato è arrivato da qui il 22,7% delle nuove richieste di carte di credito ed il 26,13% di quelle relative ai conti. A seguire, in entrambe le classifiche, troviamo il Lazio, da dove è stato effettuato il 17,4% del totale di ricerche per le carte di credito e il 16,75% per i conti correnti.

Analizzando la terza e la quarta posizione delle due classifiche si nota il diverso approccio tra Nord e Sud per ciò che riguarda i due prodotti finanziari: nella lista delle regioni più interessate alle carte di credito, la Campania e la Sicilia occupano rispettivamente il terzo e quarto posto, con una percentuale pari al 9,85% e 8,07% sul totale delle richieste. Cambia tutto se si guarda ai conti correnti in cui terza e quarta regione in classifica si trovano al Nord e sono il Veneto e l’Emilia Romagna; da queste due arriva rispettivamente il 9,03% e il 7,37% delle richieste.

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Sicilia, Calabria e Abruzzo: qui la vacanza ad agosto è low cost

Anche se agosto è sinonimo di alta stagione scegliere il low cost è comunque possibile: basta puntare mete turistiche ancora poco note per tenere in tasca fino al 60% del budget. Secondo il portale Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, ad agosto 2016 le opportunità più interessanti per conciliare il relax delle vacanze con il risparmio si trovano in Sicilia, Calabria e Abruzzo.

Casevacanza.it ha monitorato i prezzi medi richiesti per notte ad agosto e le prenotazioni effettuate negli ultimi 60 giorni; sulla base della richiesta tipo – quella di un appartamento affittato da 4 persone – la località turistica regina del low cost in altissima stagione è San Salvo, in provincia di Chieti: qui si spendono all’incirca 35 euro a notte. Nota per il suo ampio arenile sabbioso, le acque pulite e la qualità dei servizi, premiati annualmente con la Bandiera Blu, la località abruzzese è strategica anche per conoscere larga parte della costa adriatica, in primis le vicine isole Tremiti.

A seguire, con 40 euro a notte, due mete molto diverse tra loro: Borghetto Santo Spirito, in provincia di Savona, e Conversano, ad una trentina di chilometri di Bari. La prima, altro comune premiato con la Bandiera Blu, è una base perfetta per muoversi alla volta delle tante località liguri limitrofe; la seconda è un bellissimo borgo medievale, il cui patrimonio culturale fa il paio con la vicinanza strategica con alcune delle spiagge più belle della costa barese: quelle di Polignano a Mare e Monopoli in primis. Quarto posto per Castellabate, in provincia di Salerno, che ha mantenuto prezzi davvero contenuti (42 euro a notte) nonostante la popolarità raccolta con il film “Benvenuti al Sud”.

Guardando le altre località che compongono la classifica stilata da Casevacanza.it si nota come le regioni più ricorrenti nella top 20 della convenienza siano la Sicilia, la Calabria e l’Abruzzo: Aci Castello (in provincia di Catania, 47 euro per notte), Palma di Montechiaro (Agrigento, 50 euro), Falcone (Messina, 57 euro) e Palermo (60) fanno della Sicilia la regione low cost per eccellenza. Si difende bene la Calabria, che nel 2015 aveva ben 6 località su 20 tra le più convenienti; adesso ne ha solo tre, e tutte in provincia di Cosenza: Paola, Santa Maria del Cedro e Scalea (tutte e tre a 45 euro per notte). Per l’Abruzzo, oltre alla citata San Salvo, compaiono in classifica due località della provincia di Teramo: Martinsicuro (nota per la marina di Villa Rosa) e Tortoreto, ambita soprattutto dai gruppi di giovani – rispettivamente con 50 e 53 euro per notte.

L’unica località presente in Sardegna è Masaìnas, nella provincia di Carbonia-Iglesias: nota per la spiaggia di Is Solinas, con la sua sabbia bianca e i bellissimi ginepri, richiede un prezzo medio per notte di 57 euro; la Puglia – oltre a Conversano – ha in classifica Carovigno, in provincia di Brindisi: anche quest’anno non c’è molto spazio per il Salento, dove i prezzi medi rimangono ben più elevati. Le uniche località turistiche montane presenti in classifica sono Malè, in Trentino Alto Adige e Valtournenche, in Valle d’Aosta: in entrambe si spendono circa 50 euro a notte, molto meno di quanto costa soggiornarvi durante il periodo invernale.

«Le ferie low cost – ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries, società proprietaria di CaseVacanza.it non sono più un tabù per nessuno ed è stato proprio questo atteggiamento a favorire il business delle case vacanza e delle altre strutture ricettive extra-alberghiere. Internet ha reso più facile muoversi alla volta di luoghi meravigliosi e ancora poco conosciuti, dove gli affitti possono arrivare a costare fino al 60% in meno rispetto alle località più prenotate nelle stesse regioni.»

Ecco di seguito l’elenco delle località con i canoni più bassi per agosto (prezzi medi per notte relativi ad immobili con quattro posti letto).

NB: si indicano anche le frazioni laddove queste siano una destinazione turistica.

 

Località Provincia Regione costo medio per notte (4 persone)
San Salvo Chieti Abruzzo 35
Borghetto Santo Spirito Savona Liguria 40
Conversano Bari Puglia 40
Castellabate (Punta Licosa) Salerno Campania 42
Paola Cosenza Calabria 45
Santa Maria del Cedro Cosenza Calabria 45
Nova Siri Matera Basilicata 45
Scalea Cosenza Calabria 45
Aci Castello (Aci Trezza) Catania Sicilia 47
Malè Trento Trentino-Alto Adige 50
Martinsicuro (Villa Rosa) Teramo Abruzzo 50
Palma di Montechiaro Agrigento Sicilia 50
Valtournenche Aosta Valle d’Aosta 50
Abetone Pistoia Toscana 52
Tortoreto Teramo Abruzzo 53
Falcone Messina Sicilia 57
Masaìnas Carbonia Iglesias Sardegna 57
Carovigno Brindisi Puglia 58
Taggia (Arma di Taggia) Imperia Liguria 58
Palermo Palermo Sicilia 60

 

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Nasce Feries.com, il network mediterraneo del turismo extra-alberghiero

Il portale Casevacanza.it (http://www.casevacanza.it), tra i siti leader in Italia per gli affitti turistici e partner di Immobiliare.it, presenta oggi la sua versione internazionale: nasce Feries.com (http://www.feries.com), disponibile in cinque lingue – inglese, francese, tedesco, spagnolo e russo – e dedicato all’utenza straniera.

Il portale punta a raccogliere domanda ed offerta non solo di case vacanza ma di tutte le strutture ricettive extra alberghiere, che ormai rappresentano un’alternativa sempre più amata dai turisti di tutto il mondo: bed&breakfast, residence, campeggi e agriturismi si aggiungono alle case vacanza per offrire ai turisti di ogni nazionalità un punto di riferimento mentre si viaggia.

Se da un lato Feries.com consentirà ai turisti che cercano strutture ricettive extra alberghiere di visualizzare nella propria lingua gli annunci pubblicati da privati e professionisti – con un notevole incremento della semplicità d’uso, possibile anche grazie al nuovo sistema di prenotazione istantanea – dall’altro permetterà a chi propone la propria struttura di accedere ad un bacino potenziale di clienti ancora più ampio, cosa fino ad oggi ostacolata dai limiti linguistici.

«I mercati esteri, per ciò che concerne il business delle case vacanza ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries – sono sempre più cruciali, e ci è sembrato naturale pensare ad un allargamento dei nostri orizzonti, in un mondo in cui anche il turismo di massa è ormai globale. Grazie alla nascita di Feries.com la nostra società si internazionalizza e si pone l’obiettivo di creare, anche attraverso accordi con portali di altre nazioni, un network “mediterraneo” del turismo extra-alberghiero. Si tratta di un momento di svolta per la nostra web company, che da nazionale si fa internazionale e punta ad un’ulteriore crescita in termini di team, obiettivi e fatturato.»

Sul portale multilingua sono presenti, al momento, oltre 100mila annunci: l’offerta maggiore è concentrata in Italia (43%), seguita da Spagna (11%), Stati Uniti (11%), Croazia (6%) e Francia (5%). Per il lancio del sito Feries.com sono previsti investimenti pubblicitari ad hoc, che partiranno dai mercati in lingua inglese per poi estendersi a quelli in lingua tedesca, francese, spagnola e russa. È in fase di rilascio l’app per sistemi Android e iOS.

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Immobiliare.it, investimento di 1,5 milioni di euro su ProntoPro.it

Immobiliare.it, leader del mercato immobiliare online italiano ha annunciato oggi il suo investimento in ProntoPro.it (http://www.prontopro.it), portale che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale. L’azienda, che qualche mese fa ha raggiunto il traguardo del decimo anno di attività, entra fra i soci della giovane web company con un investimento di 1,5 milioni di euro.

«Molte delle categorie in cui opera ProntoPro.it – ha dichiarato Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – sono legate alla ricerca del migliore artigiano o ditta per i lavori legati alla casa. Per questo motivo riteniamo che l’investimento sia strategico e consentirà molte sinergie che si tradurranno in un ulteriore miglioramento dei servizi per gli utenti».

L’aumento di capitale arriva dopo appena un anno di attività in cui ProntoPro.it ha già inviato oltre 30 milioni di euro di lavori ai 50.000 professionisti e aziende iscritti alla piattaforma ed è diventato il primo portale in Italia del settore per numero di utenti, coprendo 430 categorie negli ambiti più diversi: non solo tutto quello che riguarda la casa – idraulici, imbianchini, elettricisti e molti altri tipi di artigiani – ma anche gli eventi, le lezioni private, l’informatica, il wellness, il giardinaggio, la fotografia, il web e persino la musica.

Nella start-up ha creduto anche TIM riconoscendole la menzione speciale nel programma TIM #WCAP Accelerator 2015.

«ProntoPro.it è uno strumento utile tanto ai professionisti quanto agli utenti. I capitali serviranno per accelerare la crescita della piattaforma che ormai ha dimostrato di funzionare con reciproca soddisfazione di professionisti e utenti – ha dichiarato Marco Ogliengo, CEO di ProntoPro.it. – Professionisti e aziende sono contenti di avere un canale attivo per raggiungere potenziali clienti e far conoscere i propri servizi e la propria professionalità; dall’altro lato i clienti hanno un valido aiuto per cercare il professionista adatto alle loro necessità in modo facile e immediato. La nostra missione è quella di aumentare il valore nel mondo dei servizi e siamo certi che l’accordo siglato con Immobiliare.it ci consentirà di farlo ancora meglio».

Ma come funziona ProntoPro.it? Per gli utenti che sono alla ricerca di un professionista, è sufficiente collegarsi al sito e compilare una scheda con i dettagli del lavoro che si vuole commissionare. In poche ore si riceveranno, gratuitamente, preventivi personalizzati e gli utenti potranno valutarli in autonomia, in base al profilo e alle recensioni dei professionisti.

Per i professionisti l’uso di ProntoPro.it diventa un valido aiuto per aumentare la clientela, avendo a disposizione un portale su cui farsi pubblicità gratuitamente e ottenere richieste di lavoro in linea con la propria offerta. Grazie a questo sistema anche le piccole e medie imprese, che rappresentano il cuore del tessuto economico italiano, hanno la possibilità di farsi conoscere con costi decisamente contenuti.

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Scendono ancora i costi per assicurare le auto: -3,26% nell’ultimo anno

Dopo lo scorso trimestre in cui si era segnalato un arresto del calo dei premi RC auto in Italia, registrandone anzi una crescita pari all’1,42% in tre mesi, nell’ultimo Osservatorio RC Auto di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni.html) e Assicurazione.it, relativo al periodo marzo-maggio 2016, i costi delle polizze tornano a scendere: l’analisi rivela un calo del 2,41% nel trimestre e del 3,26% rispetto a maggio 2015. Nel mese passato la cifra media pagata per assicurare un’auto in Italia è stata pari a 507,18 euro.

L’Osservatorio – al link http://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html – è stato elaborato sulla base dei prezzi praticati dalle compagnie assicurative italiane negli ultimi tre mesi.

«La portata delle oscillazioni dei premi RC auto in Italia, ormai non più eclatanti come un tempo, dimostrano quanto la situazione tenda ormai a stabilizzarsi – afferma Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it. Certo è che iniziative come l’Archivio Integrato Antifrode, gestito dall’Ivass, la riduzione delle truffe grazie all’installazione delle scatole nere a bordo e la sempre maggiore dimestichezza degli italiani con la comparazione possono contribuire a una ulteriore discesa dei premi nel prossimo futuro».

Le variazioni regionali

Nell’ultimo trimestre, il ritorno del trend al ribasso ha coinvolto, seppur in modo diverso, quasi tutte le regioni italiane. Le uniche in cui è proseguito l’aumento, sulla scia del periodo precedente, sono Puglia, Friuli Venezia Giulia e Campania, seppure con percentuali che non raggiungono nemmeno l’1%. Ma se si guarda all’ultimo anno, il calo dei premi ha riguardato tutte le regioni a eccezion fatta della Calabria, dove si è registrato un aumento dello 0,78%.

Confrontando maggio 2015 con maggio 2016, il record del calo premi spetta alla Valle d’Aosta dove, con una polizza media pari a 309,71 euro l’anno, gli automobilisti si sono trovati a pagare ben il 16,64% meno, detenendo il primato di regione più economica d’Italia. Restano invariate anche le altre due posizioni del podio della convenienza, occupate dal Trentino Alto Adige (355,96 euro) e dal Friuli Venezia Giulia (363,97 euro).

La Campania si conferma la regione più cara per le assicurazioni auto: qui nell’ultimo trimestre i costi risultano in lieve aumento (+0,41%) ma, seppur in modo ridotto, sono coinvolti dal calo generale se si guarda agli ultimi dodici mesi (-1,15%); il premio medio per i campani, a maggio, è stato pari a 828,75 euro. Come in passato, sono Puglia e Calabria le altre due regioni con i costi più elevati: qui i premi medi sono pari, rispettivamente, a 636,61 e 631,74 euro.

Le regioni in cui il calo trimestrale è sembrato riprendere con più vigore, con percentuali che vanno oltre il -4%, sono Abruzzo, Emilia Romagna e Molise. Sardegna e Basilicata, invece sembrano essersi stabilizzate quasi del tutto, con cali rispettivamente pari allo 0,20% e allo 0,06% nel trimestre.

Le garanzie accessorie

Se i costi delle polizze tendono nuovamente al ribasso, cresce la popolarità della garanzia relativa all’assistenza stradale, selezionata nel preventivo dal 37,55% degli utenti. Contrariamente all’ultima rilevazione, la infortuni al conducente (18,83%) torna a battere la copertura per la tutela legale (17,39%). Gli italiani sono sempre più interessati alla garanzia che copre le loro auto da furti e incendi: a marzo questa era scelta dal 10,74% degli utenti, mentre a maggio la percentuale è salita al 13,77%.

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Traslochi: in Italia costano fino al 27% in più delle altre nazioni europee

Le statistiche dimostrano che, in media, ogni italiano cambia 4 case nel corso della vita e il più delle volte lo fa in estate. Ma quanto costa trasferirsi? Se lo sono chiesti Immobiliare.it (https://www.immobiliare.it), il più importante portale italiano di annunci immobiliari, e Movinga.it (https://www.movinga.it), sito leader nei traslochi nazionali ed internazionali, che con un osservatorio congiunto hanno fissato in 585 euro il costo medio da sostenere per un trasloco urbano in Italia effettuato tramite professionista*. La cifra è pari a circa il 27% in più di quanto non si paghi nel Regno Unito (460 euro) e appena superiore a quella dovuta in Germania (575 euro); il prezzo da mettere a budget per gli italiani è comunque inferiore a quello che devono sostenere i francesi (615 euro).

L’analisi, condotta su un campione di oltre 15.000 casi registrati nei primi quattro mesi del 2016, ha evidenziato come il prezzo che si paga in Italia sia decisamente più alto anche nel caso di traslochi extra urbani. Chi cambia città, rimanendo comunque dentro i confini nazionali, spende mediamente 1.450 euro in Italia, appena 1.160 euro nel Regno Unito, 1.325 euro in Germania e addirittura 1.430 euro in Francia.

Dove ci si trasferisce

L’Osservatorio congiunto Immobiliare.it e Movinga.it non ha monitorato solo i costi, ma anche le tipologie di trasloco più comuni nelle quattro nazioni usate come campione. Prendendo in esame quelli fatti all’interno della stessa nazione, pur con il 57% di traslochi extra urbani, gli italiani sono il popolo che meno di tutti si trasferisce in un’altra città; in Germania i traslochi verso un altro comune rappresentano il 59% del totale, diventano il 60% in UK e addirittura il 63% in Francia.

Se già siamo poco propensi a muoverci verso un’altra città, figuriamoci quanto lo siamo se la meta è addirittura un’altra nazione. In Italia si mandano oltre confine gli scatoloni con vestiti, soprammobili ed arredi solo nel 2,1% dei casi, mentre i traslochi internazionali rappresentano il 2,9% di quelli commissionati in Germania, il 3% di quelli che partono dal Regno Unito e il 3, 2% di quelli che hanno come nazione di origine la Francia.

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Un italiano su quattro si informa sul mutuo almeno 6 mesi prima di comprare la casa

Il 25,4% di chi si informa sulle sue possibilità di ottenere un mutuo prevede di comprare casa non prima di 6 mesi dopo. Questa è una delle evidenze emerse dall’analisi che, in occasione del lancio della sezione dedicata alla valutazione del proprio profilo di mutuatario, Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it/mutui) ha condotto su un campione di oltre 5.000 italiani alle prese con questa necessità.

«I dati ottenuti – ha dichiarato Carlo Giordano, Amministratore Delegato dell’azienda – raccontano come in Italia sia sempre più comune l’abitudine di informarsi sulla possibilità di ottenere un mutuo molto prima di aver individuato l’immobile da acquistare. Responsabile di questo fenomeno è la maggiore consapevolezza maturata dagli italiani negli anni della crisi che li ha resi più esperti. Sapere realisticamente che cifra è possibile ottenere dalle banche permette di svolgere una ricerca della casa più mirata ed efficace.»

Continuando a scorrere i dati dell’analisi si scopre che chi comincia a pensare ad un mutuo prima ancora che a trovare un appartamento da comprare, nel 29% dei casi è single e nel 28% in coppia, ma senza figli. Abbastanza alta anche la percentuale (21%) di chi ha un solo figlio e magari medita già di andare a vivere in un appartamento più grande.

Nel 70,3% dei casi intervistati si vorrebbe intestare il mutuo ad una sola persona e – ragionando in maniera ottimistica – il 45% del campione si augura di finanziare attraverso il mutuo fino al 100% del valore dell’immobile. Nel 53% delle simulazioni si dichiara un solo percettore di reddito nel nucleo familiare. Se la durata media di un mutuo concesso in Italia è di poco superiore ai 20 anni, fra chi si informa prima di cominciare la ricerca dell’immobile uno su due punta ad avere un finanziamento più lungo e, nel 32% dei casi, lo vorrebbe pari almeno a 30 anni.

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24 milioni di italiani hanno ridotto le spese nell’ultimo anno risparmiando 625 euro

Nell’ultimo anno circa 24 milioni di italiani dichiarano di essere riusciti a tagliare le proprie spese: questo vuol dire che quasi un italiano adulto su due ha trovato un modo per risparmiare rispetto al 2014. La cifra media che ognuno di loro è riuscito a tenere da parte ammonta a 625 euro, tra spese accessorie e obbligatorie. Questa è una delle evidenze messe in luce dalla ricerca* che, in occasione del suo quinto anno di attività, Facile.it (http://www.facile.it), comparatore di prodotti finanziari leader in Italia, ha commissionato all’istituto mUp Research.

Le spese obbligatorie, il risparmio oggi e il confronto con 5 anni fa

Lo studio (di cui è disponibile un’infografica al link http://www.facile.it/infografica/il-risparmio-in-italia.html) ha voluto indagare non solo sul risparmio attuale, ma anche su come sia cambiato il modo di tagliare le spese negli ultimi cinque anni, sia per quanto riguarda le voci obbligatorie del bilancio familiare sia quelle “accessorie”.

Sul fronte delle prime, negli ultimi dodici mesi i risparmi maggiori si sono ottenuti sulle polizze auto e moto; il 38% del campione intervistato (pari a 9,1 milioni di italiani) ha dichiarato di essere riuscito a tagliare il costo della propria assicurazione.

A seguire, scorrendo i numeri dell’indagine, si scopre che, pur senza cambiare operatore, il 36% degli italiani (8,4 milioni di individui) ha risparmiato sui costi telefonici e il 26% (6,1 milioni) lo ha fatto migrando verso un’altra compagnia per i servizi di linea fissa e ADSL; rimanendo nell’ambito delle spese domestiche, il 29% degli intervistati (6,8 milioni) ha affermato di aver risparmiato grazie al cambio di fornitore di energia elettrica e gas.

Se si confrontano i dati con quelli del 2011, la spesa cui gli italiani hanno dovuto rinunciare in percentuale maggiore sono i controlli medici a pagamento. Se cinque anni fa sceglieva di risparmiare sulla salute solo il 15% degli italiani, oggi dichiara di farlo il 34%, vale a dire 8 milioni di cittadini.

Stando alla ricerca è aumentato anche il numero di chi ha ridotto i costi delle assicurazioni per auto e moto – erano il 27% del campione nel 2011 – per le spese telefoniche e per le bollette di luce e gas (rispettivamente il 21% ed il 19% nel 2011).

Gli italiani sembrano aver imparato anche a gestire al meglio i rapporti con la propria banca: dalle interviste risulta che 3,3 milioni di persone sono riuscite a risparmiare cambiando istituto e 570mila lo hanno fatto surrogando o rinegoziando il mutuo.

 Le spese accessorie, il risparmio oggi e il confronto con 5 anni fa

Venendo invece alle cosiddette “spese accessorie”, oggi per risparmiare gli italiani decidono soprattutto di tagliare i pasti fuori casa (67% del campione intervistato) ma, se si confrontano le percentuali con quelle relative al 2011, la voce che ha vissuto l’incremento maggiore è quella delle spese per l’abbigliamento; si è passati, negli ultimi cinque anni, dal 37% al 54%.

Se dal 2011 siamo più disposti a rinunciare a spettacoli a pagamento (29% contro l’attuale 42%), quando si parla di libri, giornali e musei l’interesse sembra in aumento, tanto che se nel 2011 tagliava su queste spese il 19% dei consumatori oggi la percentuale è scesa al 15%.

Il vero risparmio si ottiene dando la giusta attenzione a tutte le spese quotidiane, anche le più piccole; ecco quindi che il 24% dichiara di essere stato indotto a cambiare supermercato grazie a prezzi più vantaggiosi e il 14% di non fare benzina nel primo distributore che capita, ma di scegliere con attenzione quello con i costi inferiori, anche se per raggiungerlo deve fare qualche metro in più.

Il web è lo strumento più usato per risparmiare

Il 57% di chi nell’ultimo anno è riuscito a tagliare le spese domestiche ha dichiarato di aver utilizzato i comparatori e le offerte online, risultati così lo strumento più utile per chi vuole risparmiare. Al secondo posto si trovano i volantini e le offerte dei punti vendita che hanno raccolto il 44% delle preferenze. Medaglia di bronzo a parenti e amici, i cui consigli sono serviti nel 27% dei casi.

«In occasione dei cinque anni di attività abbiamo calcolato che, dal 2011, il risparmio totale permesso agli utenti di Facile.it è stato pari a oltre 260 milioni di euroha dichiarato Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato della società. – Limitandoci alla sola Rc auto e al solo 2015,  confrontando i dati ANIA con i preventivi disponibili su Facile.it, il risparmio per ogni polizza auto è stato pari in media a 88 euro, con picchi superiori ai 2.000 euro».

 

* Al fine di raggiungere gli obiettivi delineati mUp Research ha condotto 1.402 interviste online con individui adulti di età superiore ai 18 anni. Il campione intervistato per l’indagine è rappresentativo della popolazione italiana adulta per sesso, età, area geografica, ampiezza del comune di residenza. Le interviste sono state condotte online tramite somministrazione di un questionario strutturato via CAWI, nel corso del mese di febbraio 2016.

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Immobili di lusso: acquirenti italiani noni nel mondo per budget

Il mercato immobiliare del lusso riprende a muoversi con vivacità e gli italiani giocano in esso un ruolo importante, tanto come venditori quanto come acquirenti. Secondo l’osservatorio condotto da Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) e LuxuryEstate.com (http://www.luxuryestate.com), i siti leader del settore, fra chi ha cercato online immobili di lusso da acquistare, i nostri connazionali sono al nono posto della classifica mondiale per budget disponibile, con una spesa media preventivata pari a 2.756.000 euro.

L’indagine ha considerato tutte le ricerche compiute online negli ultimi sei mesi, ma sui soli immobili ad uso residenziale, escludendo così gli acquirenti che si muovevano per conto di committenti del settore – come, ad esempio, i grandi gruppi industriali dell’ospitalità.

Dai dati è emerso che se il budget medio a disposizione di chi cerca immobili di lusso attraverso il web, ormai canale fondamentale anche per questo settore, è pari a 3.105.000 euro, gli acquirenti di alcune nazioni sono disposti a spendere molto di più. Fra tutti primeggiano i residenti negli Emirati Arabi Uniti che, con un budget medio di 4.105.000 euro dominano la classifica davanti agli statunitensi ed agli svizzeri (primi fra i residenti del Vecchio Continente) che si fermano, rispettivamente, a 3.718.000 euro e 3.301.000 euro.

Quarti, nella classifica degli investimenti resa nota da LuxuryEstate.com ed Immobiliare.it i tedeschi i quali, con un budget di 3.262.000 euro, precedono gli spagnoli che puntano in media ad immobili di valore pari a 3.068.000 euro.

Il sesto posto, occupato dagli acquirenti brasiliani, è anche il primo al di sotto della soglia dei 3 milioni di euro. I compratori che vivono in Brasile sono disposti a spendere in media 2.949.000 euro, appena più dei francesi che si fermano a 2.948.000 euro e sono settimi.

Ottavi, davanti agli italiani, gli acquirenti del Regno Unito. I sudditi di Sua Maestà Elisabetta II cercano immobili di valore medio pari a 2.908.000 euro. Ultimo posto utile, per entrare nella top ten, per i paperoni dell’Arabia Saudita, decimi con un budget di 2.004.000 euro.

Paese che vai…budget che investi

Fino a qui i budget medi, che però cambiano notevolmente a seconda di dove si trova l’immobile da acquistare. Se la casa oggetto del desiderio è a Montecarlo la cifra che gli acquirenti del lusso online sono disposti a spendere è pari a più di cinque volte il valore medio e arriva a 15.461.000 euro, che diventano addirittura 35.000.000 se l’acquirente è di nazionalità svizzera, 32.000.000 se è tedesco o 23.000.000 se è brasiliano. Il Principato governato dalla famiglia Grimaldi è primo anche nella classifica dei budget italiani. Se devono comprare nel paradiso del jet set, i nostri connazionali interessati ad immobili di lusso sono disposti a spendere in media poco meno di 18.000.000 di euro.

Fra le nazioni che attirano i budget maggiori, al secondo posto si trova una piccola sorpresa: gli Emirati Arabi conquistano la medaglia d’argento, sia pure a grande distanza con 6.844.000 euro. Per spiegare questo dato basta pensare alle molte politiche incentivanti che quella nazione ha messo in atto negli scorsi anni per attirare investimenti industriali e, di conseguenza, anche privati, che oggi hanno a disposizione un’economia fiorente e un mercato immobiliare di lusso con offerte incredibili, incluse alcune ville galleggianti.

Alle spalle degli Emirati Arabi, con un investimento di poco superiore ai 6 milioni di euro, gli Stati Uniti, questa volta ricercati particolarmente dai francesi che, per comprare casa dall’altro lato dell’Atlantico, sono disposti a spendere in media 10.573.000 euro. L’Italia, con un budget di 2.245.000 euro, non riesce ad entrare nella top ten delle mete che attirano i capitali più consistenti dei paperoni immobiliari, ma conquista comunque un onorevole quattordicesimo posto, alle spalle della Francia e davanti al Brasile.

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Sanità italiana, digitalizzazione in ritardo ma i portali per le prenotazioni online crescono del 46% in un anno

Mentre in Italia la digitalizzazione della sanità procede a rilento e le strutture pubbliche faticano a costruire la propria presenza sul web, per ciò che concerne le prenotazioni online degli specialisti privati il settore mostra una vitalità significativa: secondo i calcoli di Dottori.it (http://www.dottori.it) i portali per le prenotazioni online sono cresciuti del 46% in un anno per visite e richieste. Un salto in avanti importante, che sottolinea il ruolo sempre più decisivo di internet nella sfera della salute.

Dottori.it, primo player in Italia per la scelta e la prenotazione del medico – con oltre 40mila specialisti e 300mila visitatori al mese – ha fatto il punto sulla domanda di questa tipologia di servizio. Se nel nostro Paese usare internet come un vero e proprio consigliere del benessere è una pratica molto radicata e il 49,1% della popolazione italiana ammette di farlo (dati Demoskopea per Dottori.it), il nuovo bisogno emerso nel corso del 2015 è quello di ottimizzare il processo di scelta e prenotazione del medico.

Trasparenza e velocità sono le due esigenze che guidano chi usa internet per trovare il proprio specialista: da un lato il web permette di selezionare ed identificare il professionista più adatto per il proprio bisogno, in base alle sue specializzazioni e al parere degli altri utenti; dall’altro, grazie alla consultazione in tempo reale dell’agenda del dottore, è possibile gestire al meglio i tempi dell’appuntamento. Senza contare che, statisticamente, il medico presente in rete è più veloce e tempestivo: secondo i calcoli di Dottori.it la conferma delle richieste di prenotazione online avviene nel 51% dei casi entro un’ora, e nel 95% entro le 24 ore dalla richiesta.

A fronte di questo incremento della domanda via web di specialisti, anche l’offerta si adegua: il portale ha registrato un aumento dei medici presenti in rete pari al 70% in un anno. A vantaggio del dottore vi è la possibilità di gestire 24 ore su 24 la propria agenda, i profili dei pazienti e di ridurre il più possibile buchi e no-show. Le specializzazioni mediche cresciute maggiormente sono ginecologia e dermatologia – per via della ricorsività e della frequenza di molte patologie legate a questi ambiti, che rendono questi medici tra i più cercati in rete.

«Con la fusione tra i portali Dottori.it e MedicoFacile.it – dichiara Paolo Bernini, AD di Dottori.itanche in Italia abbiamo finalmente un operatore di dimensione europea, capace di colmare il gap esistente con gli altri Paesi: i due siti offrono un servizio socialmente importante e forniscono uno stimolo all’accelerazione della sanità digitale. Abbiamo obiettivi molto ambiziosi per essere sempre al fianco sia dei pazienti sia dei medici: prevediamo per i prossimi anni di continuare ad incrementare tanto il numero di specialisti prenotabili, quanto quello delle visite prenotate.»

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I costi dell’RC auto tornano a crescere: +1,42% in tre mesi

Sembra essersi arrestato il trend al ribasso che ormai da oltre un anno interessava i premi RC auto: stando all’ultimo Osservatorio RC Auto dei portali Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni.html) e Assicurazione.it, relativo periodo dicembre 2015 – febbraio 2016, i costi delle polizze mostrano un leggero aumento, pari all’1,42%. Lo scorso mese, per assicurare un’auto gli italiani hanno pagato mediamente 519,70 euro, premio comunque inferiore dell’11,38% rispetto a quello che le compagnie offrivano un anno fa.

L’Osservatorio – disponibile al link http://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html – ha preso in considerazione i prezzi praticati dalle compagnie assicurative italiane negli ultimi tre mesi.

«Dopo un lungo periodo di ribassi era prevedibile che, sia pur leggermente, i premi riprendessero a crescere. – afferma Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it È proprio in questa fase di premi crescenti che il servizio di confronto di polizze auto diventa ancora più utile».

Le variazioni regionali

L’inversione del trend dei prezzi ha coinvolto, seppur con percentuali diverse, quasi tutte le regioni Italiane. Il record degli aumenti nell’ultimo trimestre è stato registrato in Valle d’Aosta e in Sardegna, dove l’RC auto è cresciuta rispettivamente del 5,21% e del 5,20%. Nonostante ciò, la Valle d’Aosta rimane la regione più conveniente d’Italia per chi deve assicurare un’auto, con un premio medio pari a 328,03 euro (-16% negli ultimi dodici mesi). Seconda per la convenienza delle polizze auto è il Trentino Alto Adige, dove si pagano mediamente 360,84 euro. Al terzo posto, nonostante un aumento trimestrale del 2,25%, troviamo il Friuli Venezia Giulia, dove l’RC auto, a febbraio, è stata pari a 362,12 euro.

Il record dei premi più elevati spetta ancora alla Campania: anche qui il trend dei costi risulta in salita, seppur di poco (+0,97%), e il premio medio è pari a 825,38 euro, frutto comunque di un importantissimo calo annuale pari a oltre il 21%. Come nelle scorse rilevazioni, Calabria e Puglia sono le regioni che seguono la Campania per i premi più elevati, con una media rispettivamente pari a 645,30 e 631,31 euro. Anche qui i costi per assicurare l’auto sono calati sensibilmente nell’anno, ma nell’ultimo trimestre il segno si è invertito: per i calabresi le polizze, da novembre a febbraio, sono aumentate di oltre il 2%, mentre per i pugliesi la crescita si è fermata al +0,55%.

Le regioni in cui i prezzi sembrano continuare la loro discesa sono il Molise e l’Umbria, dove il calo trimestrale è stato pari rispettivamente al 3,32% e al 2,14%. In Abruzzo e in Basilicata la discesa è più lenta con premi ridotti, nel trimestre, dell’1,13 e dell’1,71%. Più vicini alla stabilità, ma non ancora in aumento, i costi per l’RC auto in Liguria, Sicilia e Trentino Alto Adige, regioni in cui il calo non ha raggiunto l’1%.

Le garanzie accessorie

Le ultime rilevazioni sui preventivi richiesti dagli automobilisti dimostrano come sia sempre più popolare la garanzia dell’assistenza stradale: a novembre 2015 la inseriva nel preventivo il 33,07% di chi voleva sottoscrivere una polizza, a febbraio 2016 la stessa percentuale è salita al 34,24%. La tutela legale (inclusa nel 23,64% dei preventivi) ha ormai superato per numero di preferenze quella contro gli infortuni al conducente (20,77%). Rimane quasi invariato rispetto all’ultima rilevazione il ricorso alla tutela contro furto e incendio, scelta dal 10,74% degli utenti.

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Facile.it torna in TV per far risparmiare, ancora, con le scelte giuste

Facile.it (http://www.facile.it), il sito di comparazione leader in Italia ritorna in TV con il suo ottavo spot, affidando ancora una volta la creatività all’agenzia Nadler Larimer & Martinelli (www.nadler.it).

Dopo aver radicalmente modificato concept, ambienti e protagonisti lo scorso anno, Facile.it questa volta comunica nel segno della continuità: inutile risparmiare su ciò che rende piacevole la vita, meglio farlo sulla polizza auto!

La campagna, intitolata “Mare o montagna?”, ha come protagonisti due amici. Durante un viaggio in auto quello alla guida cerca di scoprire il segreto che ha consentito all’altro di permettersi prima una vacanza in montagna e poi una al mare; ha forse avuto un aumento? La risposta, però, è ben diversa da quella che si aspettava: “No, ho risparmiato sulla polizza auto. E’ Facile!”

Ecco che anche l’amico al volante si convince, verifica le offerte disponibili per rinnovare la sua assicurazione e scopre che può risparmiare fino a 500 euro. Sceglie quella più adatta a lui, ripete la formula magica che ormai da anni caratterizza le campagne del comparatore e, dopo aver detto “Facile.it! Facile.it!! Facile.it!!!”, lui (e il suo amico!) si ritrovano in riva al mare a sorseggiare cocktails in dolce compagnia.

La nuova campagna è on air da poche ore ed è già prevista la sua programmazione sulle reti Rai, Mediaset, Sky, Cielo e Discovery Channel.

«Ogni mese vengono vendute tramite Facile.it più di 54mila polizze Rc auto– ha dichiarato Marco Giorgi, Responsabile Marketing di Facile.it –  e il nostro obbiettivo è quello di continuare a garantire a chi sceglie il nostro portale il maggior risparmio possibile mantenendo gli altissimi standard di servizio che da sempre ci caratterizzano, non solo per il comparto RC auto, ma anche per mutui, prestiti, conti correnti, tariffe energia, telefonia e ogni altra spesa confrontabile su Facile.it. Nadler Larimer & Martinelli è riuscita ancora una volta a tradurre tutto ciò in una creatività divertente ed efficace.»

A firmare la regia dello spot, che è stato girato a Milano, è come per il precedente episodio Gigi Piola. Dario Primache e Niccolò Martinelli sono responsabili della direzione creativa mentre la casa di produzione è The Big Mama. Lorenzo Borsetti è l’ executive producer e Giada Sidoti è producer. Il direttore della fotografia è Cesare Danese, Antonino Munafò è il copywriter e Elisabetta Vignolle l’art director.

Visti gli ottimi risultati delle scorse esperienze, anche questa campagna sarà declinata sui social network a cominciare da Facebook e la pianificazione, coordinata con i diversi passaggi TV, sarà mirata a target specifici. Confermata anche la tradizionale attività di promozione di Facile.it sul web, sui principali portali e siti internet.

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Estate 2016: un italiano su 5 ha già prenotato la casa vacanza

Se per molti il last minute è il modello ideale per organizzare le vacanze, un turista su cinque preferisce la programmazione con lungo anticipo: il 19% degli italiani ha già scelto e prenotato la casa vacanza in cui trascorrerà le proprie ferie estive, decidendo a febbraio dove andare a giugno, luglio e persino agosto. A dirlo è CaseVacanza.it (http://www.casevacanza.it), partner di Immobiliare.it e leader in Italia per gli affitti turistici.

Secondo i calcoli del portale, le percentuali delle prenotazioni che avvengono entro 30 giorni dall’inizio del soggiorno sono meno della metà e rappresentano il 48% del totale. La maggioranza degli italiani, invece, preferisce preparare tutto per tempo: nel dettaglio, prenota tra i 30 e i 60 giorni prima il 22% del totale, tra i 60 e i 90 giorni prima l’11% e oltre i 90 giorni dall’inizio del soggiorno, come detto, il 19%.

«Le motivazioni che spingono tanti italiani a prenotare con un anticipo così ampio ha dichiarato Francesco Lorenzani, Amministratore Delegato di Feries srl, proprietaria di Casevacanza.it. – sono diverse, ma prevale la volontà di garantirsi un miglior rapporto qualità-prezzo nella struttura ricettiva scelta. Se è vero che una casa affittata last minute permette di ottenere degli sconti interessanti, che vanno dal 20 al 35% rispetto alla norma, la prenotazione con largo anticipo offre al turista un’ampia possibilità di scelta e maggiori opportunità di trovare la casa ideale, soprattutto se si punta ad una località molto in voga.»

Guardando alle mete che hanno già ricevuto più richieste per l’estate, emerge come siano proprio le destinazioni “top” – ossia quelle che ogni anno troviamo in cima alle classifiche dell’estate –  ad aver concretizzato maggiormente l’interesse, trasformato già in prenotazione. Salento, Romagna, Sardegna e Toscana sono le aree geografiche che sembrano avere più appeal per l’estate 2016. La località che guida la classifica è Porto Cesareo, seguita da Cattolica e San Teodoro, tutte accomunate da tradizionali alti flussi turistici in tutta la stagione estiva. Sono contraddistinte da una minore affluenza di massa ma compaiono comunque in classifica località come Alba Adriatica, Vieste e San Vincenzo.

Qual è la tipologia di casa più prenotata in early booking? Sono i piccoli gruppi – quelli con al massimo 4 persone – a prenotare con maggiore anticipo le loro vacanze: tra di loro la percentuale sale al 21%, mentre scende al 6% nei gruppi con sei o più componenti. Probabilmente, mettere d’accordo poche persone è cosa più semplice, mentre le grandi comitive sono “costrette” a rimandare in misura maggiore la prenotazione.

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Nasce Immoving.ch, il primo portale immobiliare dedicato alla Svizzera italiana, in collaborazione con Immobiliare.it

La Svizzera Italiana ha finalmente il suo portale immobiliare dedicato; dalla collaborazione con Immobiliare.it, leader del mercato italiano, nasce Immoving.ch (www.immoving.ch) il sito per la vendita e l’affitto di case con un focus particolare sul Canton Ticino. Fin dal lancio sono già disponibili 45.000 annunci distribuiti su tutto il territorio elvetico e accessibili non solo a un bacino di utenti svizzeri, ma anche a quello più ampio italiano, proprio grazie alla partnership con Immobiliare.it.

La nascita di Immoving.ch è una grande opportunità non solo per gli acquirenti, ma anche per le agenzie immobiliari: tutti gli annunci di immobili situati nel Canton Ticino pubblicati sul portale saranno replicati su Immobiliare.it; e avverrà lo stesso per quelli inseriti sul sito italiano che verranno resi disponibili anche sulla piattaforma svizzera.

In questo modo agli utenti dei due siti si apre la più grande offerta immobiliare della Svizzera italiana. Il bacino di compratori italiani, infatti, ha un grande potenziale: Milano dista da Lugano poco più di un’ora di auto e la zona ha una enorme carica attrattiva sia verso chi cerca una seconda casa, sia nei confronti di chi vuole acquistare un immobile come fonte di rendita, considerati gli elevati canoni di locazione che si registrano in Svizzera.

Il sito, oltre alla ricerca classica, consente di disegnare su mappa l’area di proprio interesse dove si vorrebbe trovar casa: è la prima volta che questa funzione viene offerta da un portale immobiliare svizzero. Immoving.ch è in italiano ma è disponibile anche in tedesco, francese e inglese.

Lugano, dove ha sede la società, è prima per numero di annunci, sia per le case proposte in vendita sia per quelle offerte in affitto, ma sono diverse centinaia anche gli annunci già pubblicati a Bellinzona, Locarno e Mendrisio, per un totale di oltre 4.000 annunci nel solo Canton Ticino.

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Roma-Buenos Aires: è questa la distanza che percorrono annualmente gli italiani con la loro auto

Un automobilista italiano, in media, percorre con la sua automobile 11.200 chilometri l’anno, la stessa distanza che separa Roma da Buenos Aires. A far viaggiare gli italiani, seppur solo col pensiero, è Facile.it (http://www.facile.it), il più grande portale italiano per la comparazione di tariffe RC auto.

L’analisi ha considerato un campione di 10.000 preventivi compilati a gennaio 2016 e si è focalizzata sui chilometri che gli utenti hanno dichiarato di percorrere in un anno con la loro auto. I valori sono stati tradotti in distanze sul planisfero. Prendendo Roma come punto di partenza, sono gli uomini quelli che riuscirebbero ad arrivare più lontano: la media fra loro è di 11.500 chilometri, la stessa che serve per arrivare a Manila. Le donne, invece, si fermerebbero a Giacarta, dichiarando di guidare mediamente per 10.600 chilometri l’anno.

Guardando alle medie regionali, sono i cittadini residenti in Umbria e in Puglia quelli che usano di più la loro auto: con una media di 12.300 chilometri all’anno, potrebbero arrivare fino alle isole Falkland, il piccolo arcipelago dell’Atlantico meridionale.

Se a Marco Polo ci vollero tre anni e mezzo per raggiungere Khabaliq, l’antica Pechino, ai veneziani dei nostri tempi un anno in macchina basterebbe eccome: la distanza Venezia-Pechino è pari a circa 7.900 chilometri e chi vive in Veneto dichiara di farne mediamente 11.500 l’anno. Rimanendo in tema esploratori, ai toscani un anno non sarebbe sufficiente per replicare l’impresa del loro conterraneo Amerigo Vespucci che arrivò fino alla Terra del Fuoco, dato che da Firenze si contano in linea d’aria oltre 13.000 chilometri e in regione se ne percorrono “soltanto” 11.400 l’anno, quanto basta per raggiungere Montevideo, in Uruguay.

L’ultimo posto della classifica dei chilometri è occupato dagli automobilisti della Sicilia che dichiarano di percorrerne solo 10.300 ogni anno. Partendo con dodici mesi di anticipo da Palermo, i siciliani potrebbero idealmente arrivare in auto a Los Angeles giusto in tempo per la cerimonia di consegna degli Oscar. Tra chi usa meno l’auto ci sono anche gli abitanti del Lazio che dichiarano di guidare mediamente 10.600 chilometri l’anno, molto più di quello che servirebbe per percorrere il tragitto del tormentone musicale Roma-Bangkok (8.800 chilometri).

Analizzando la professione degli utenti che hanno chiesto un preventivo sul portale, a guidare più a lungo è, prevedibilmente, la categoria degli agenti di commercio: chi svolge questa professione  dichiara di percorrere mediamente 16.700 chilometri all’anno. Distanza che consentirebbe loro di arrivare molto più lontano dell’automobilista medio, fino in Tasmania. Se sono gli agenti di commercio quelli che usano di più l’auto, gli insegnanti sono quelli che la guidano di meno, con una media annua pari a 9.500 chilometri. Con questa distanza si potrebbe arrivare in dodici mesi da Roma a San Paolo del Brasile.

Sono pochi di più i chilometri che percorrono in un anno gli ecclesiastici (9.800): abbastanza comunque per replicare, sempre idealmente, l’ultimo viaggio di Papa Francesco in Messico, e andare da Roma a Ciudad Juarez.

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Single e mattone: ecco le dieci città italiane dove è più semplice conquistare casa e amore

Stipendi medi, prezzi delle case, single residenti: sono i fattori principali che determinano dove sia più semplice trovare casa e partner. L’indagine è stata condotta da Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), leader in Italia per gli annunci immobiliari che, incrociando questi dati, ha eletto Trieste come prima nella top ten delle località in cui ci sono più opportunità di individuare l’anima gemella e la casa dei propri sogni.

L’incrocio di tutte le variabili considerate* ha determinato una classifica per certi versi insolita, che vede trionfare, per convenienza e possibilità di incontri, città di medie dimensioni e con alti livelli di servizi. Come anticipato, a guidare questa classifica è Trieste: la sua posizione geografica strategica e l’alta concentrazione di single (le famiglie unipersonali qui rappresentano il 44,4% del totale), cui si aggiungono prezzi immobiliari “abbordabili” per gli stipendi medi della città, la rendono ideale per chi è in cerca di amore e vuole finalmente mettere su casa.

Segue la città degli innamorati per eccellenza, Verona: anche se la storia tra Giulietta e Romeo non è andata a buon fine, l’alta concentrazione di single e i prezzi al metro quadro che non raggiungono mediamente i 1.800 euro, sono le giuste premesse per coronare i propri sogni romantici (e immobiliari). Terza sul podio è Ravenna dove i costi medi degli immobili non superano i 2.000 euro al metro quadro e oltre un terzo della popolazione risulta single.

L’Emilia Romagna è la regione a cui si dovrebbe guardare con maggiore attenzione se si è in cerca di un nido e di qualcuno con cui condividerlo. Nei primi dieci posti della classifica emersa dall’indagine di Immobiliare.it compaiono anche Parma, Reggio Emilia e Modena (rispettivamente al quarto, sesto e nono posto). Evidentemente le opportunità ludiche e ricreative, unite alla buona cucina, rendono il territorio particolarmente adatto ad incontri ed acquisti immobiliari.

Se il Nord Italia sembra indubbiamente il posto migliore in cui vivere, soprattutto in virtù di tassi di disoccupazione più bassi e di stipendi più elevati, per il Centro Italia va menzionata Rieti che è riuscita a entrare nella top ten, occupando il quinto posto.

A chiudere la classifica delle dieci è la città di Belluno, dove le case costano mediamente 1.350 euro al metro quadro e il tasso di disoccupazione è fermo al 7,5%.

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Immobiliare.it torna in TV con uno spot…da sogno

La casa dei sogni diventa realtà nel nuovo spot di Immobiliare.it che sarà trasmesso in anteprima durante la proclamazione del vincitore di Sanremo 2016 per poi essere programmato sulle principali reti televisive da domenica 14 febbraio.

 

La nuova campagna, nata ancora una volta dalla collaborazione tra Immobiliare.it, leader degli annunci immobiliari in Italia, e PicNic si articola in due soggetti, ma rispetto alle precedenti ha molti elementi di novità; cambia il format, cambia il tono di voce e cambiano i protagonisti che, nella nuova creatività, sono tutti giovanissimi, e hanno un’età compresa tra i 4 e i 10 anni. Immobiliare.it ha dato voce alla spontaneità di questi bimbi, facendo loro una semplice domanda: «Qual è la casa dei tuoi sogni?»

 

«Chi più di un bambino può essere davvero sincero e rispondere lasciando libera la sua immaginazione?» afferma Niccolò Brioschi, direttore creativo esecutivo e partner di PicNic «Le richieste dei bambini, come immaginavamo, sono state incredibili; una vera sfida che il team di Immobiliare.it ha accettato e vinto».

«Accontentare un bambino e trovare la sua casa dei sogni è davvero difficile, ma con Immobiliare.it tutto è possibile» aggiunge Silvio Pagliani co-fondatore di Immobiliare.it. «Sul sito e sulle applicazioni c’è la più grande offerta di immobili e cercare è davvero un gioco da ragazzi. Anzi da bambini!»

Se siete curiosi di scoprire cosa hanno risposto i giovani protagonisti e come Immobiliare.it è riuscito a realizzare i loro sogni non vi resta che guardare i nuovi spot dei quali è già disponibile il teaser a questo link: https://youtu.be/u-DJP0lMAh4

Anche nella programmazione c’è una novità: il video teaser del nuovo spot sarà diffuso anche sul web nei principali siti da oggi fino al prossimo sabato.

Per l’agenzia, sotto la direzione creativa di Niccolò Brioschi, hanno lavorato al progetto la copywriter Federica Guidolin e l’art director Riccardo Colombo. L’account director è Veronica Misciattelli. La regia è di Luca e Marcello Lucini. La regia degli effetti speciali è di Marco Chiarini. La casa di produzione è The Big Mama. Produttore esecutivo: Lorenzo Borsetti con Giorgia Salvador. Direttore della fotografia: Davide Artusi. Post produzione video: Videozone. Post produzione audio: Screenplay.

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La competenza prima di tutto: ecco cosa gli italiani apprezzano in un medico

Se è vero che quando si hanno problemi di salute l’emotività è importante, per gli italiani, in fondo, un medico affabile ed empatico non è poi così fondamentale. Il portale Dottori.it (http://www.dottori.it), che riunisce i medici specialisti italiani e permette la scelta e la prenotazione delle visite, ha monitorato le valutazioni date dai pazienti ai professionisti d’Italia e scoperto che ciò che viene maggiormente apprezzato è la competenza del medico (26,1%), seguita – ma a distanza – da gentilezza (12,6%) e meticolosità (9,2%).

L’indagine è stata svolta analizzando i giudizi lasciati dai pazienti sul portale del network MedicoFacile.it, dopo aver effettuato una visita specialistica: i pareri sono stati formulati selezionando gli aggettivi più idonei in un ventaglio di possibilità, che coprivano tanto l’ambito professionale quanto quello relazionale. Il monitoraggio di tutti i pareri pervenuti nel corso del 2015 ha permesso di rilevare quelle che sono le peculiarità di un medico, tanto importanti da indurre il paziente a segnalare il professionista agli altri utenti.

Altre due caratteristiche molto ricorrenti nella valutazione del medico meritevole di pubblica segnalazione sono la serietà (indicata dal 7,9% del campione) e l’onestà (7,7%), che risultano più significativi di aggettivi come “amabile” o “calmo” (indicati rispettivamente dal 6,9% e dal 6,4% dei pazienti che hanno rilasciato una segnalazione).

Aggettivi “ambigui”, che potrebbero essere interpretati in maniera negativa (come “freddo”, “rigido” o “formale”) raccolgono percentuali minime di utilizzo; al contempo, anche caratteristiche solitamente positive in altri ambiti, come “spiritoso” o “originale” vengono accuratamente evitate dai pazienti: è la componente professionale, a scapito di quella personale, a contare davvero. Nonostante ciò, l’empatia gioca un ruolo importante, e viene citata come fondamentale dal 6,4% del campione.

Benché la classifica risulti abbastanza uniforme sul territorio nazionale, alcune regioni danno più valore ad alcune caratteristiche piuttosto che altre: i pazienti di molte regioni del Sud Italia, ad esempio, ritengono degno di nota il fatto che il medico sia onesto (la percentuale sale oltre il 10% in Campania e Calabria) piuttosto che meticoloso. Record di medici amabili in Molise (9,4%), calmi (11,1%) in Friuli Venezia Giulia, schietti (3,9%) in Trentino Alto Adige e pazienti in Calabria (5,1%).

«In un circolo virtuoso che punta a premiare ciò che veramente conta nel corso di un consulto –  dichiara Paolo Bernini, AD di Dottori.itassistiamo ad un uso positivo della rete, che serve a veicolare i punti di forza dei medici con cui i pazienti si relazionano, in un moderno passaparola che premia la qualità dell’assistenza».

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Mercato immobiliare residenziale: nel 2015 prezzi scesi del 5,1%. -2,9% nel II semestre

Se il 2015 è stato un anno positivo per il mercato immobiliare – grazie alla forte ripresa dei mutui, che ha rimesso in moto tutto il settore – per quanto riguarda i prezzi di vendita è stato contraddistinto da una ulteriore contrazione: -5,1% in un anno, con un -2,9% solo nel secondo semestre 2015. È questo il dato principale dell’Osservatorio sul mercato immobiliare residenziale italiano condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it).

A dicembre 2015 il prezzo medio ponderato richiesto per gli immobili residenziali italiani è sceso a 2.056 euro per metro quadro (era 2.166 un anno prima). Il dato che spinge all’ottimismo è, invece, quello relativo all’ultimo trimestre, contraddistinto da una vera e propria frenata della discesa prezzi: -0,4% da ottobre a dicembre.

Il calo degli importi richiesti per metro quadro è il principale responsabile della stazionarietà dell’offerta immobiliare, che nel corso dell’anno ha subito una variazione minima: a dicembre 2015 l’offerta immobiliare residenziale in vendita era, secondo i calcoli del portale, nell’ordine di 1.250.000 unità; a questi immobili vanno aggiunti i circa 450.000 immobili in offerta di affitto.

«La discesa dei prezzi di vendita – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itpur in fase d’arresto nell’ultimo trimestre dell’anno, non ha certamente stimolato la volontà di mettere in vendita i propri immobili, portando molti proprietari ad attendere tempi migliori

Nord, Centro e Sud; grandi e piccole città

A differenza di quanto registrato nel corso del 2014 – anno contraddistinto da un calo maggiore dei prezzi nelle regioni del Centro e del Sud Italia e da una maggiore tenuta a Nord – il 2015 vede la situazione ribaltata: nel corso dell’anno è proprio al Nord del Paese che si è registrata la riduzione più consistente dei prezzi richiesti, -5,7%. Il picco è in Liguria, che ha perso in media il 7,6% dei prezzi a metro quadro, seguita da Friuli Venezia Giulia (-7,3%) e Sicilia (-7,0%).

Questa discrepanza non varia anche isolando i dati del secondo semestre, visto che i prezzi delle case del Nord Italia sono scesi del 3,5% da giugno a dicembre – contro i -2,2% e -2,4% delle altre zone del Paese.

Interessante notare come, nel corso dell’anno, i cali registrati nelle grandi città (quelle con più di 250mila abitanti) e nei piccoli centri siano percentualmente simili, benché in termini assoluti costi sempre di più comprare casa nelle metropoli rispetto ai piccoli centri (2.699 euro/mq VS 1.684); a livello semestrale, invece, sono i centri di dimensioni maggiori a vedere un calo leggermente più elevato dei prezzi medi richiesti (-3,1% vs -2,7%).

La Regione con il prezzo medio di vendita più elevato è il Trentino Alto Adige (3.014 euro per metro quadro), mentre la Regione in cui il dato medio è il più basso è la Calabria, con 1.115 euro a metro quadro richiesti a dicembre.

I capoluoghi di Regione

Il 2015 è l’anno in cui Roma ha definitivamente ceduto il primato di capoluogo più caro a Firenze: pur perdendo meno rispetto alla città toscana (-4,3% vs -6,0%), la Capitale non riesce a riguadagnare il suo storico primato, assestandosi a 3.413 euro al metro quadro. Firenze, con i suoi 3.436 euro al metro quadro, è quindi il capoluogo più caro d’Italia. Milano è ancora terza sul podio dei prezzi di vendita, con una media di 3.262 euro richiesti al metro quadro per le abitazioni.

Pur con prezzi in leggera crescita rispetto ad un anno fa, è Catanzaro il capoluogo di Regione che ha i prezzi più bassi d’Italia, con una media al metro quadro pari a 1.195 euro (-1,9% nel secondo semestre).

Il capoluogo di regione che nel corso del 2015 ha subito il calo maggiore dei prezzi è Trieste: la città del Friuli Venezia Giulia ha vissuto una notevole contrazione, pari al 9%, sebbene la tendenza dell’ultimo trimestre riporti ottimismo al comparto immobiliare cittadino.

Scende notevolmente anche il valore degli immobili ad Ancona (-7,5% in un anno) e a Genova (che perde il 7,1% in un anno ma arresta la discesa nel secondo semestre). In controtendenza la performance de L’Aquila, che vede un incremento del suo prezzo medio di vendita nel settore residenziale, pari al 2,3%: questo dato è frutto della crescita dei prezzi medi registrata nel solo secondo semestre (+3%), che ribalta i numeri in negativo della rilevazione del primo semestre e, in generale, il crollo degli ultimi anni, più netto che altrove.

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Le case cantoniere diventano abitazioni (anche di lusso) e si vendono sul web

Dopo le chiese sconsacrate, i mulini e i bunker anti atomici, ora sono le case cantoniere a finire in vendita online. Fino agli anni ’80 erano le abitazioni dei cantoni, operai addetti alla cura delle strade statali, ma quando i costi di mantenimento si sono fatti troppo esosi il Demanio ha deciso di dismetterle. Se un recente accordo siglato tra ANAS, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Ministero delle Infrastrutture e Agenzia del Demanio permetterà di utilizzare molti di questi immobili come sedi di attività di promozione territoriale, qualcuno può già comprarle, visto che molte delle 1.224 strutture sono già in vendita e, tra gli annunci di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it), si trovano diversi edifici di questo tipo riconvertiti in abitazioni, da Nord a Sud.

Come evidenziato dallo studio effettuato dal portale, tante ex case cantoniere in vendita sul web, sono oggi trasformate in vere e proprie dimore di lusso. La più cara si trova in Toscana, a Scansano, nella provincia di Grosseto: al prezzo di 850.000 euro si può diventare proprietari di Villa Pietra, un’antica casa cantoniera su tre piani, recentemente ristrutturata, nel bel mezzo delle colline della Maremma, dotata di piscina a sfioro e bellissima veranda esterna con vista sul mare. Nel parco naturalistico di Montioni (LI), a 15 chilometri da Massa Marittima, è in vendita per 500.000 euro un’altra ex casa cantoniera “di lusso” in cui la facciata è rimasta di rosso pompeiano, il tipico colore che avevano questi edifici: la proprietà è stata ristrutturata con interni rustici in pietra viva e comprende un grande spazio esterno.

E accanto alla ferrovia, ancora nel livornese, a Rosignano Marittimo, servono 275.000 euro per aggiudicarsi un altro di questi immobili ristrutturato e con un’enorme terrazza vista mare. Nella provincia di Torino, a Poirino, per 300.000 euro è possibile acquistare un’altra villetta color rosso pompeiano, con ampie vetrate e spazi esterni molto curati sulla cui facciata, nella recente ristrutturazione, si è addirittura mantenuta la tipica insegna delle case cantoniere su cui si indicava il chilometro e la strada statale (S.S. n. 29 del Colle di Cadibona).

In alcuni casi a vendere sono ancora le istituzioni, a cui è passata la gestione di questi immobili una volta dismessi dal Demanio; è il caso della casa cantoniera in vendita a Chivasso (TO), per la quale la città metropolitana di Torino ha indetto un’asta pubblica con base di partenza di 143.100 euro.

Sulla scia della recente moda di inaugurare strutture ricettive in location insolite e molto “caratteristiche”, in alcuni annunci si propone di adibire le case cantoniere a bed & breakfast o case vacanza. In un edificio a Desenzano del Garda (BS), per esempio, viene proposta questa idea di attività turistica per un quadrilocale da ristrutturare, inserito in una vecchia grande casa cantoniera immersa in un contesto definito nell’annuncio “scenografico”. In un annuncio in Sicilia ritroviamo la stessa proposta: a Castelvetrano (TP), località vicina al sito archeologico di Selinunte, si vende un immobile ristrutturato (in questo caso il rosso pompeiano è stato sostituito da una tonalità di beige meno vistosa) con due appartamenti indipendenti in vendita per 150.000 euro, perfetti per un’attività turistica.

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Nel 2016 RC auto in aumento per oltre un milione e mezzo di italiani

Se il 2015 è stato contraddistinto da tante novità nel settore delle assicurazioni auto (prima tra tutte la smaterializzazione del contrassegno) di cui non sono ancora ben chiari gli effetti, per qualcuno il 2016 inizia con un’amara certezza: secondo le rilevazioni di Facile.it (http://www.facile.it/assicurazioni.html) saranno oltre un milione e mezzo gli italiani che, avendo provocato un sinistro nel corso dell’ultimo anno, dovranno pagare un premio assicurativo più elevato dell’anno appena trascorso.

Il portale, leader nella comparazione di assicurazioni auto, ha analizzato oltre 800.000 preventivi realizzati sul sito tra novembre e dicembre 2015 e ha calcolato quanti automobilisti verranno penalizzati per aver causato un incidente: sono il 4,43% degli utenti alle prese con il rinnovo della loro assicurazione, percentuale in crescita rispetto a quella dello scorso anno (4,09%). Il dato, rapportato al parco auto circolante, ed escludendo il numero di veicoli che secondo ANIA viaggiano senza alcuna copertura assicurativa, ci porta vicino alla soglia di un milione e seicentomila cittadini colpevoli di un sinistro regolarmente denunciato alla propria compagnia.

L’analisi socio-demografica del campione permette di far emergere alcune significative risultanze: in primis, le donne si rivelano più maldestre (oppure più oneste con la propria compagnia) rispetto agli uomini, visto che tra questi ultimi la percentuale di chi denuncia sinistri con colpa si ferma al 4,10%, mentre cambieranno classe di merito il 5% delle donne. Analizzando le differenze in base all’età, i meno penalizzati dal cambio classe sono chiaramente i più giovani (peggiorerà la propria classe di merito solo il 3,51% di chi ha meno di 30 anni); la performance peggiore si registra, invece, tra i più adulti: oltre i 60 anni cambierà classe di merito il 5,39% degli automobilisti.

L’analisi della categoria professionale dichiarata in fase di preventivo rivela che sono i medici e gli infermieri ad aver chiesto in misura maggiore l’intervento della compagnia assicurativa – e ad esserne penalizzati con un cambio di classe di merito: tra di loro la percentuale arriva al 5,56%. Li seguono a stretto giro gli insegnanti (5,46%) e i pensionati (5,45%). Come già negli anni passati, indossano la divisa gli italiani che cambieranno meno di tutti la propria classe: i più prudenti sono, infatti, vigili urbani e membri delle forze armate.

Il comportamento degli italiani al volante non è lo stesso in tutta Italia: si conferma il tradizionale primato della Toscana come regione con la percentuale più elevata di soggetti che peggiorano la classe di merito (siamo al 5,88%). A seguire troviamo l’Umbria (5,63%) e il Lazio (5,55%). Fanalino di coda la Calabria (solo il 2,91% degli automobilisti ha dichiarato di aver avuto un incidente con colpa) e la Puglia (2,93%).

«Il 2016 sarà un anno molto importante – spiega Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.itper capire come evolverà il comparto assicurativo auto, viste anche le recenti innovazioni prodotte in materia legislativa. Per ciò che riguarda i costi delle polizze, nel 2016 i prezzi tenderanno alla normalizzazione: potrebbe arrestarsi il trend al ribasso che ha caratterizzato lo scorso anno e che ha fatto calare i premi del 20%. In quest’ottica, meno favorevole per i consumatori, il confronto sarà uno strumento indispensabile per risparmiare e scegliere al meglio anche nel nuovo anno».

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