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Andrea Mascetti: un onore poter contribuire alle iniziative di Valore Italia

Andrea Mascetti, in qualità di Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, si occupa da anni dello sviluppo di progetti in questo ambito: dallo scorso febbraio opera anche nell’Advisory Board di Valore Italia.

Andrea Mascetti nell’Advisory Board di Valore Italia: focus sull’iniziativa

È entrato a far parte dell’Advisory Board di Valore Italia lo scorso febbraio Andrea Mascetti. Il Centro di ricerca e Alta formazione dedicato al restauro e alla conservazione e valorizzazione del Patrimonio culturale e artistico nasce nel 2019 sotto forma di impresa sociale: l’obiettivo è rilanciare la Scuola di Restauro di Botticino, trasferendo le attività dalla storica sede di Brescia alla città di Milano, che con l’Expo 2015 ha visto confermato il suo ruolo internazionale nell’ambito della cultura. Profondo conoscitore del settore in quanto Coordinatore della commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti condivide la mission di Valore Italia.

Andrea Mascetti: l’importanza di Valore Italia

La definisce “un’iniziativa innovativa” Andrea Mascetti, sottolineandone l’importanza in un video: Valore Italia è focalizzata sul restauro ma in realtà ha una vision a 360° in materia di cultura e di lavoro. Luogo dinamico e interdisciplinare, innovativo e sperimentale, permette di studiare le nuove metodologie da applicare al restauro, la conservazione e la valorizzazione del Patrimonio Culturale. Un impegno ma anche una responsabilità: formare i futuri restauratori e gli esperti che si dovranno assumere il compito di questa tutela. “Per me è quindi un onore far parte dell’Advisory Board insieme a un gruppo di persone con competenze elevate”, ribadisce Andrea Mascetti, sicuro che Valore Italia “diventerà un soggetto importantissimo in questo ambito”.

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Valutazione dello stress: le novità per il settore sanitario

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Valutazione dello stress: le novità per il settore sanitario

Un corso in videoconferenza il 6 luglio 2022 presenta l’aggiornamento della metodologia Inail per la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato in relazione ad una nuova variante contestualizzata al settore sanitario.

 

Diverse ricerche e studi in questi anni hanno sottolineato come il settore sanitario sia uno tra i settori lavorativi con maggiore esposizione al rischio stress lavoro-correlato (SLC). E anche l’impatto dell’emergenza pandemica da COVID-19, con le riorganizzazioni dei servizi, delle procedure professionali e gli evidenti elevati rischi biologici, ha notevolmente influito sullo stress e il disagio degli operatori sanitari.

 

In questo contesto una efficace gestione del rischio stress lavoro-correlato è di grande rilevanza non solo per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori del settore ma anche per contribuire al miglioramento dei servizi erogati.

 

Con queste finalità l’Inail ha realizzato specifiche attività di ricerca finalizzate allo sviluppo di nuovi strumenti di valutazione e gestione del rischio SLC che hanno permesso di definire adeguate misure integrative per il settore sanitario.

 

Pur rimanendo inalterato l’impianto previsto dalla metodologia Inail di valutazione e gestione del rischio stress lavoro correlato, i risultati di queste ricerche hanno portato alla pubblicazione di un nuovo modulo Inail contestualizzato alle esigenze di questo particolare settore.

 

Ci sono corsi che permettono di conoscere le novità di questo aggiornamento Inail? Esistono percorsi formativi che forniscono utili indicazioni per la valutazione e gestione del rischio stress nel settore sanitario?

 

Il corso in videoconferenza sull’aggiornamento del modello INAIL

Proprio per migliorare la prevenzione del rischio stress lavoro correlato tra gli operatori sanitari, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 6 luglio 2022 un corso in videoconferenza di 1 ora dal titolo “Stress lavoro-correlato: aggiornamento del modello INAIL per il settore sanitario”.

 

Nel corso si ricorderà che la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato può essere condotta mediante varie metodologie: non esiste una metodologia unica o prevalente, basta che l’azione sia conforme alle richieste di legge.

Tuttavia tra le metodologie più note e diffuse c’è quella descritta dall’INAIL in un manuale che è stato elaborato nel 2011 e aggiornato nel 2017.

 

Come abbiamo visto nel 2022 l’INAIL ha prodotto una variante metodologica contestualizzata al settore sanitario e l’obiettivo del corso è comprendere quali novità l’aggiornamento comporterà nell’immediato e per i prossimi anni.

 

Stress lavoro-correlato: definizioni, normativa e metodologia

Lo stress lavoro-correlato può essere definito (Accordo quadro europeo, 2004), come ‘una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro’.

 

Per questo rischio, che può interessare ogni luogo di lavoro e ogni lavoratore in connessione con le eventuali criticità connesse all’organizzazione e all’ambiente di lavoro, il decreto legislativo 81/2008 stabilisce precisi obblighi.

Il datore di lavoro deve valutare e gestire il rischio stress lavoro-correlato al pari di tutti gli altri rischi per la salute e sicurezza, in recepimento dei contenuti dell’Accordo quadro europeo.

 

Se nel novembre del 2010 la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro ha elaborato specifiche indicazioni necessarie alla valutazione del rischio, l’Inail ha pubblicato nel 2011 una metodologia articolata per fasi e caratterizzata da un approccio partecipativo che prevede il coinvolgimento delle figure della prevenzione e dei lavoratori, in linea con quanto previsto dalla normativa di riferimento.

 

Stress e comparto sanitario: le informazioni sul corso

Il corso di 1 ora in videoconferenza “Stress lavoro-correlato: aggiornamento del modello INAIL per il settore sanitario” si svolgerà, dunque, il 6 luglio 2022, dalle 12.00 alle 13.00.

 

Il corso è valido come 1 ora di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati seconda area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e Consulenti AiFOS (ambito organizzazione e gestione delle risorse umane).

 

Il docente del corso è Andrea Cirincione, formatore AiFOS e psicologo del lavoro e delle organizzazioni.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/stress_lavoro-correlato_aggiornamento_del_modello_inail_per_il_settore_sanitario

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected] –  [email protected]

 

30 giugno 2022

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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L’azienda Ideal Standard ha preso parte al Salone del Mobile 2022: il focus

Ideal Standard per la prima volta alla 60esima edizione del Salone del Mobile di Milano: "Un buonissimo risultato raggiunto anche grazie all’unione di un Team, un’unica squadra che puntava ad un unico obiettivo".

Ideal Standard

Ideal Standard: grande soddisfazione per la partecipazione al Salone del Mobile 2022

Passione, entusiasmo, collaborazione, impegno e orgoglio: questi, come si legge sul profilo Linkedin di Ideal Standard, sono stati "i punti di forza che hanno fatto la differenza durante questi ultimi giorni". Il riferimento è alla partecipazione al Salone del Mobile, prestigiosa manifestazione di rilievo internazionale che si è tenuta quest’anno dal 7 al 12 giugno 2022 come di consueto negli spazi di FieraMilano a Rho. Un’edizione, la 60esima, segnata da numeri importanti, a cui per la prima volta nella sua storia ultra-centennale ha preso parte anche Ideal Standard. L’azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno porta a casa dunque "un buonissimo risultato raggiunto anche grazie all’unione di un Team: un’unica squadra che puntava ad un unico obiettivo, la nostra prima presenza al Salone del Mobile di Milano 2022, una delle più grandi e più importanti fiere mondiali legate al mondo dell’Interior Design".

Ideal Standard: da Solos a Singular™, l’azienda presenta le sue innovazioni più recenti

Rubinetteria, sanitari, docce, vasche, mobili e accessori esclusivi. In uno spazio di 400 mq Ideal Standard ha presentato al Salone del Mobile di Milano le sue proposte più recenti a partire da Solos, innovativo concept che si inserisce nel segmento premium della Atelier Collections: il prodotto "icona" è una combinazione unica di lavabo e miscelatore totalmente integrato dallo straordinario impatto visivo, reso possibile da tecnologie ad alta performance. Non a caso, nel presentarlo Roberto Palomba, Chief Design Officer di Ideal Standard e co-fondatore di Palomba Serafini Associati, ha sottolineato la "totale armonia tra design puro e minimalista ed eccellenza tecnologica". Solos incarna alla perfezione Singular™, innovativo approccio nella progettazione degli ambienti bagno sviluppato dall’azienda per permettere ai clienti di scegliere facilmente tra migliaia di prodotti che attraversano differenti stili, misure, prestazioni tecniche e funzioni specifiche e creare la soluzione giusta per ogni spazio e campo d’applicazione.

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“Déjà Vu”, fuori ora il nuovo singolo dei Flowers For Boys

Il nuovo brano della band pugliese Flowers For Boys “Déjà Vu” racconta di un amore inatteso ma non passeggero. Dopo il lungo inverno è giunto il momento di vivere un’altra incredibile estate e di passarla con le persone amate.

Cosa significa ritornare alle atmosfere roventi dell’estate? Il brano “Déjà Vu” grazie al suo sound ritmato e coinvolgente ci trasporta in una dimensione morbida e fiorente tipica della stagione più attesa dell’anno.

Un fresco cocktail bevuto all’ombra di un sole cocente e di temperature bollenti, la dolce apatia che culla in un pomeriggio estivo e che ti riporta continuamente a sensazioni già vissute: questo è “Déjà vu”, il nuovo singolo dei Flowers for Boys.

Un brano che parla del ritornare ciclicamente, con un appuntamento fisso, agli stati d’animo estivi, che si ripetono sempre allo stesso modo, in maniera routinaria, facendosi percepire come un piacevole Déjà vu.

Un Déjà Vu atteso quasi con impazienza, che va di pari passo con il desiderio che non finisca mai. E invece il tempo passa, sorge la luna e la notte è alle porte. Ma tutto questo, soprattutto se condiviso con qualcuno, non fa altro che riecheggiare forte: tutto può aspettare, può aspettare la luna, può aspettare la notte… Ma tu, aspetta e resta qui.

Credits

Lyrics: Marco Vino, Carlo Candelora, Federico Marinelli, Fabio Casadibari
Composers: Marco Vino, Carlo Candelora, Federico Marinelli, Fabio Casadibari
Producer: Carlo Candelora
Mix: Dario Tatoli
Photo Credits: Marika Sciscio, Gaia Velli Photography

Biografia

Flowers For Boys sono composti da Carlo Candelora (chitarra), Fabio Casadibari (batteria), Federico Marinelli (basso) e Marco Vino (voce). L’origine del nome risiede nella semplicità del gesto di regalare dei fiori. Questa è una pratica antica e universale, eppure continua a generare sorpresa, soprattutto in situazioni ritenute insolite. La stessa genuina meraviglia è data dal sound unico dei Flowers For Boys che accostano originalmente le sonorità dellindiepop brit con l’electro-pop e la House music.

Il progetto musicale è nato nel 2019 e conta già una serie di concerti sulle proprie spalle nei più importanti live club del barese (Garage Sound, MAT Laboratorio Urbano), così come la partecipazione ad alcuni importanti contest e festival sul territorio nazionale. I Flowers For Boys sono stati finalisti regionali del premio MarteLive, ospiti sul main stage del Ritratti Festival di Monopoli, dell’ISS Fest di Ruvo di Puglia. Vengono selezionati soprattutto per il grande evento organizzato dal MEI al Meeting di Rimini del 2021.

La band pugliese ha all’attivo un singolo chiamato “L’Estate sulla Pelle”, autopubblicato nel 2020.
Il 22 aprile hanno rilasciato il loro  singolo, “Patricia”, per l’etichetta Angapp Records.

Questo 24 giugno tornano con un brano fresco, estivo ma sempre intenso: “Déjà Vu”

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Prevenire e curare la parodontite a Roma

La parodontite, conosciuta anche con il termine piorrea, è un’infezione batterica che interessa i tessuti e le strutture del parodonto, che hanno la funzione di mantenere saldi i denti nella loro sede naturale all’interno della bocca.

La patologia colpisce tutti i tessuti paradontali e può presentarsi con diversi livelli di gravità. Se non curata adeguatamente, può evolvere da gengivite, in genere corrispondente al primo stadio, fino alla paradentosi, che è il livello più grave della patologia e si manifesta con la caduta dei denti.

La malattia non va quindi sottovaluta sin dalla sua comparsa, vediamo di saperne di più su come prevenire e curare la parodontite presso Roma.

Come prevenire la parodontite

Spesso si è portati a sottovalutare la piorrea nei bambini e negli adolescenti, ma invece la malattia può colpire nelle varie fasce di età con vari livelli. Se non viene curata con efficienza, nel corso dello sviluppo possono presentarsi delle recidive molto aggressive.

Per prevenire la parodontite bisogna iniziare fin dall’infanzia e contrastare l’insorgenza dei sintomi principali per evitare che il processo infiammatorio possa degenerare in un’infezione batterica acuta. Ecco quali sono gli accorgimenti principali da seguire per prevenire la piorrea:

  • Praticare una corretta igiene dentale quotidiana dopo ogni pasto
  • Sottoporsi a sedute di igiene professionale periodiche e costanti
  • Non sottovalutare eventuali sintomi della malattia parodontale

Educare quindi alla prevenzione della malattia parodontale è il miglior modo per scongiurare la malattia. Iniziando quando i bambini sono ancora piccoli è più facile renderli consapevoli dell’importanza dell’igiene orale. Inoltre, è bene affidarsi ad un dentista di fiducia per sottoporli a sedute regolari e continuative.

Come curare la parodontite

La cura tradizionale della parodontite prevede l’uso di terapie chirurgiche molto complesse, antibiotici e farmaci che comunque non hanno efficacia sulle zone più inaccessibili del parodonto, dove si annidano i batteri patogeni.

I trattamenti tradizionali agiscono solamente sui batteri superficiali e non curano i tessuti con efficacia, per cui la patologia non viene eliminata.

Per fortuna esistono metodi all’avanguardia per curare la parodontite, che evitano l’intervento chirurgico e tutti i disagi che comporta. Ad oggi, infatti, grazie al microscopio e al laser parodontale è possibile eliminare subito i batteri patogeni che si annidano nelle aree del parodonto, che i farmaci non sono in grado di raggiungere.

Il microscopio serve per trattare con estrema precisione le zone colpite ed evita di aprire le gengive. Il laser parodontale rimuove tutti i batteri anche da tessuti spugnosi e dall’osso. Questi strumenti, se usati tempestivamente nel trattamento della patologia, garantiscono una regressione graduale della parodontite, fino a fermarla completamente.

Il laser parodontale non è invasivo, è indolore e solitamente viene usato senza ricorrere all’anestesia. Il risultato immediato di questa tecnica è quello di eliminare sin dal primo momento il sanguinamento gengivale.

Inoltre, permette di chiudere le tasche parodontali e rigenera i tessuti parodontali. Il paziente che si sottopone a questo trattamento avverte meno disagi, ottiene risultati decisamente migliori e spende anche meno rispetto al tradizionale intervento chirurgico.

 

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Paolo Gallo (Italgas): con il Piano Strategico 2022-2028 puntiamo su digitale ed efficientamento

Presentato il 15 giugno dall’AD Paolo Gallo, il Piano Strategico 2022-2028 di Italgas punta a completare la trasformazione digitale degli asset e consolidare il ruolo del Gruppo nel settore dell’efficienza energetica.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: Italgas, rete interamente digitale nel breve futuro

Una rete infrastrutturale intelligente in grado di utilizzare i dati raccolti a livello locale per fornire le risposte più adatte, con l’obiettivo, non troppo lontano, di accogliere e distribuire anche i gas rinnovabili come il biometano e l’idrogeno verde. Guarda sempre più avanti Italgas, Gruppo guidato dall’AD Paolo Gallo, per rafforzare il suo ruolo nel settore nazionale dell’efficienza energetica e continuare a fornire un contributo notevole nel raggiungimento dei target climatici UE. Per farlo, l’azienda ha messo in campo investimenti pari a 8,6 miliardi di euro nel periodo 2022-2028. "I nostri piani hanno sempre puntato alla digitalizzazione. Adesso tutti ne parlano ma noi abbiamo iniziato dal 2018 a fare questa trasformazione", ha commentato Paolo Gallo, aggiungendo come Italgas sia oggi "più avanti dei nostri competitor e più avanti anche di tutti gli altri operatori in Europa". Come dichiarato dall’AD, l’obiettivo è giungere "nel giro di un anno, un anno e mezzo, a una rete interamente digitale".

Paolo Gallo: digitale, capitale umano ed efficienza energetica, i pilastri del Piano

Paolo Gallo ha rimarcato come i punti di forza del Piano Strategico siano "la trasformazione digitale, che ci ha accompagnato in tutti questi anni" e "il coinvolgimento delle nostre persone": "Senza le nostre persone fare una trasformazione digitale è un po’ inutile. Raccoglieremmo miliardi di dati ma non avremmo nessuno che sia in grado di usarli". Insieme ai pilastri della digitalizzazione e del capitale umano, Italgas pone in una posizione centrale anche l’efficienza energetica: "È questa la novità del Piano perché crediamo che sia una parte importante. Quindi non solo i gas rinnovabili, i gas verdi e l’idrogeno, ma anche l’efficienza energetica". Un fattore che, ha osservato Paolo Gallo, può dare impulso "come metodo per andare a ridurre il consumo di energia e quindi la dipendenza dai combustibili fossili". Come reso noto da Italgas, il nuovo Piano Strategico prevede anche lo sviluppo della rete greca Depa – per la quale è attesa nei prossimi mesi la conclusione dell’operazione di acquisizione – con un investimento complessivo che ammonta a 1,8 miliardi di euro.

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Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali spiega cosa sono e come funzionano

Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali spiega in un approfondimento sul suo blog perché mai come oggi è fondamentale investire in sostenibilità.

Investimenti sostenibili ESG: l’approfondimento di Banca Generali

Nel nuovo blog nato per informare i risparmiatori e dare risposte concrete ai loro quesiti, Banca Generali dedica un approfondimento agli investimenti sostenibili ESG e al loro valore: "È ormai evidente come il cambiamento climatico sia diventato realtà, lo testimonia l’intensificarsi degli eventi estremi, sempre più spesso al centro delle cronache. La sostenibilità è ormai fondamentale, elemento centrale delle politiche economiche dei governi di tutto il mondo". Di SDGs si parla dal 2015, da quando la comunità internazionale (tutti i 193 Paesi membri dell’ONU) si è imposta obiettivi comuni per favorire lo sviluppo sostenibile del pianeta: ne sono stati individuati 17, articolati in 169 "traguardi" specifici da raggiungere entro il 2030. ESG (Environmental, Social and Governance) è l’acronimo utilizzato in ambito economico per indicare i tre pilastri intorno a cui si erge l’implementazione di investimenti sostenibili: ambiente, società e governance. Il mercato degli investimenti sostenibili ESG, in continua crescita, permette "di rafforzare lo sviluppo sostenibile e può diventare un alleato fondamentale nella lotta al cambiamento climatico": non a caso negli ultimi anni Banca Generali punta sempre più su di essi. E con il supporto di Mainstreet Partners, società londinese specializzata nell’advisory su investimenti sostenibili, l’Istituto ha sviluppato una piattaforma proprietaria in grado di rilevare il livello di sostenibilità delle varie soluzioni di investimento, e di calcolarne l’impatto sui singoli SDGs, "fisicizzandone" il contributo positivo attraverso l’utilizzo di specifiche metriche.

Banca Generali: investimenti sostenibili ESG, quali vantaggi?

In coerenza con il proprio percorso d’innovazione, Banca Generali ha sviluppato un approccio volto alla promozione di investimenti sostenibili ESG: in particolare "vengono proposte strategie d’investimento sostenibili e portafogli costruiti con l’obiettivo di tenere in considerazione le diverse sensibilità e preferenze dei clienti, anche negli ambiti ESG e con un approccio basato sull’aderenza agli "Obiettivi per lo sviluppo Sostenibile" (Sustainable Development Goals o SDGs) promossi dalle Nazioni Unite". Banca Generali integra costantemente la propria offerta guidata anche dai principi di investimento responsabile, contemplando strategie ESG con un focus su trend quali l’economia circolare, la tecnologia sostenibile e medicale, le nuove modalità di comunicazione e gli approcci ad impatto. Nell’approfondimento sono indicati i vantaggi che portano gli investimenti sostenibili ESG, oggi supportati da molteplici fattori: i rinnovati sforzi da parte dei singoli Governi e dell’Unione Europea, trai i quali il Green Deal, la maggior attenzione da parte degli investitori e degli intermediari di mercato oltre che da parte dei consumatori e clienti finali. È anche per questo che si registra "sempre più un trend positivo nei rendimenti degli investimenti in fondi ESG, tendenza che va a sfatare il mito riguardo il rendimento di questo tipo di attività, a lungo guardate con sospetto dal punto di vista della performance": allo stesso tempo "gli indici ESG non solo hanno registrato una migliore performance media, ma anche un rischio più basso".

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I vantaggi di muoversi con un NCC a Milano

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  • 29 Giugno 2022

Muoversi a Milano, ad esempio per presenziare a diversi appuntamenti di lavoro nel corso della stessa giornata e su diverse zone del territorio, può rivelarsi molto più complicato di quanto possa sembrare se si pensa che sarà necessario affrontare il traffico che attanaglia la città, nonché fare i conti con la zona a traffico limitato e la perenne ricerca di un parcheggio nei pressi della propria destinazione.

 

Le difficoltà nel presenziare a più appuntamenti in un arco di tempo breve

Soprattutto chi si muove per lavoro incontra non poche difficoltà nel riuscire a gestire il veicolo nelle situazioni sopra descritte, e deve fare i conti con un notevole stress per riuscire a raggiungere in tempo ciascuna delle sedi che fanno parte del proprio programma di appuntamenti.

Stesso dicasi per tutti coloro che desiderano invece muoversi a Milano per motivi personali o di piacere: anche per loro districarsi nel traffico caotico può diventare snervante e la gestione del veicolo non è così semplice se non si conosce bene la città e le sue aree ad accesso limitato.

 

La soluzione comoda e pratica

La soluzione che solitamente viene adottata da chi vuol muoversi velocemente in città e senza alcun problema legato alla gestione del veicolo, è quella di optare per un servizio di Ncc Milano.

Si tratta della soluzione sicuramente più comoda e pratica perché consente di poter usufruire di un mezzo moderno interamente riservato, con un autista qualificato che si occuperà in toto della gestione del veicolo, e grazie al quale non si avranno più problemi di alcun tipo legati alla ricerca del parcheggio o all’accesso all’interno di aree a traffico limitato.

Proprio la comodità e l’efficacia del servizio fanno si che questo sia particolarmente richiesto da coloro che hanno necessità di spostamento a Milano, sia che si tratti di lavoro o meno.

Tra l’altro, coloro i quali utilizzano solitamente questo tipo di servizio in occasione di appuntamenti di lavoro o comunque per affari, trovano davvero positivo il potersi dedicare al proprio business anche durante il trasferimento, dato che il comfort di bordo consente tranquillamente di potersi dedicare alle attività quotidiane come se ci si trovasse in ufficio.

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Mezzogiorno: Serenissima Ristorazione è un punto di riferimento per la ristorazione collettiva

Serenissima Ristorazione, leader della ristorazione collettiva, opera anche nel Sud Italia dal 2016, divenendo un punto di riferimento per la ristorazione collettiva e socio-sanitaria del Mezzogiorno.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione garantisce attenzione all’ambiente e prodotti a km 0

“Per Serenissima Ristorazione la sostenibilità è la Stella Polare che ci indica il cammino e che seguiamo costantemente, non solo in termini ambientali, ma anche nel rispetto dei diritti dei lavoratori”. Questo è quanto affermato dal Direttore di Filiale Area Sud Italia dell’azienda, Maurizio Palumbo, dopo che il top player della ristorazione collettiva è stato inserito tra le 300 “Green Stars” della sostenibilità in Italia nella categoria Servizi di Ristorazione. “Ai fruitori del servizio – continua Palumbo – garantiamo la massima qualità possibile utilizzando, ad esempio, servizi in porcellana col cibo tenuto al caldo a 70°C per mantenere inalterate le proprietà organolettiche e posate in acciaio imbustate singolarmente con appositi macchinari senza il contatto dell’uomo”. Estrema attenzione è posta anche nell’approvvigionamento delle materie prime, che devono essere di altissima qualità e provenire da fornitori locali italiani a km zero, in conformità con le politiche si sostenibilità e valorizzazione del territorio alla base dell’operato di Serenissima Ristorazione.

Serenissima Ristorazione: il metodo Cook&Chill all’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli

Serenissima Ristorazione ha avviato nel principale ospedale della Campania e di tutto il Meridione, un centro di produzione dei pasti concepito per garantire la massima qualità e sicurezza alimentare nella ristorazione ospedaliera e socio-assistenziale. All’Ospedale Antonio Cardarelli di Napoli è stato così introdotto il metodo Cook&Chill, l’unico in grado di assicurare un’elevata qualità nutrizionale e organolettica dei cibi e che permette di conservare la salubrità del prodotto, minimizzando il rischio di contaminazione dei cibi e riducendo gli sprechi. Per importare il metodo in tutta la ASL Na1 Centro è stato poi costruito un centro altamente tecnologico per il confezionamento dei vassoi, realizzato nei locali cucina dell’Ospedale del Mare. Da lì i vassoi vengono in seguito distribuiti mediante carrelli termo attivi e rigenerativi presso i reparti dell’Ospedale del Mare e quelli delle strutture afferenti alla Asl Na1 Centro.

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SG S.p.A.: il partner ideale nella distribuzione di prodotti di elettronica

L’attività di SG S.p.A. si fonda sulla disponibilità immediata degli articoli, sulle consegne rapide e sul riassortimento costante della merce. Il Gruppo mira ad affermarsi come partner di riferimento nella distribuzione di prodotti di elettronica.

L’operato di SG S.p.A. ruota attorno ai principi di affidabilità, innovazione e rapidità

Importante player nella distribuzione business-to-business di prodotti di elettronica, SG S.p.A. è oggi una realtà consolidata e affermata sul mercato nazionale ed estero di Europa, America, Africa e Asia. L’operato aziendale è quotidianamente orientato verso i principi di affidabilità, innovazione, rapidità e un ampio assortimento di prodotti che, nel corso degli anni, le hanno consentito di diventare il partner ideale di numerose aziende. Attraverso le centrali logistiche dotate di tecnologie innovative e le quattro sedi presenti a Milano, Roma, Melfi e Bari, il Gruppo gestisce non solo la distribuzione dei prodotti di elettronica di consumo, dei dispositivi sanitari e DPI, ma anche il barter e il controllo dei punti vendita specializzati in prodotti di elettronica e telefonia. Dopo un’attenta analisi del mercato internazionale, i prodotti vengono selezionati da un team di professionisti in grado di garantire il riassortimento continuo della merce, la disponibilità immediata dei prodotti e la rapidità di consegna. I gestionali logistici di ultima generazione presenti nei magazzini e la partnership siglata con Amazon consentono a SG S.p.A. di offrire ai clienti un servizio efficiente e di alta qualità.

Da attività di trading a SG S.p.A.: un percorso di crescita costante

Nata nel 2007, inizialmente come SG Trading per la commercializzazione dei prodotti Telecom Italia, oggi SG S.p.A. consegna in tutto il mondo, da oltre dieci anni, i prodotti dei principali brand di elettronica, tra cui Huawei, Xiaomi, Tim, Amazfit, Roidmi, Panasonic e Sharp. Nel 2010 l’azienda ha lanciato Glam’Our, la linea di telefoni cellulari, smartphone e accessori e dieci anni più tardi ha invece inaugurato la divisione Healthcare Solutions con lo scopo di fornire assistenza ad aziende e privati nel reperire dispositivi sanitari e DPI di alta qualità. Il Gruppo collabora con le grandi catene della GDO e GDS e ha inoltre avviato diverse partnership con i piccoli e grandi dealer, con i system integrator, nonché con i reseller e gli shop indipendenti. Attualmente il portafoglio di SG S.p.A. conta oltre 1.500 prodotti e più di 3.000 clienti: tra questi Coop, Esselunga, Mediaworld, Carrefour, Amazon, Auchan, Iper, Expert, Il Gigante, Famila, oltre a Mondadori, Groupon, Despar, Eprice, SMA, Euronics, Metro Italia, Conforama e Groupon.

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La crescita professionale di Carlo Malinconico: una carriera di oltre 40 anni

La carriera giuridica e gli incarichi in ambito istituzionale: il percorso professionale di Carlo Malinconico , più volte premiato come “avvocato dell’anno in diritto amministrativo”.

Carlo Malinconico

Ambito giuridico: il percorso professionale di Carlo Malinconico

Con una laurea in Giurisprudenza conseguita nel 1972 presso l’Università degli Studi di Milano, Carlo Malinconico esordisce professionalmente in ambito giuridico. È il 1976 quando supera l’esame di abilitazione all’esercizio della professione legale presso la Corte d’Appello di Milano: dapprima ottiene la nomina di Procuratore dello Stato e Uditore Giudiziario e successivamente, nel 1980, diventa Avvocato dello Stato. Tre anni più tardi invece, dopo aver partecipato al più impegnativo dei concorsi pubblici, viene nominato Consigliere di Stato, ricoprendo tale carica per quasi 20 anni. L’impegno in ambito giuridico prosegue e tra il 1986 e il 1990 ricopre il ruolo di Consigliere Giuridico presso gli uffici legislativi di diversi Ministeri: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero del Tesoro, Ministero della Marina Mercantile, Ministero dei Trasporti. Dal 1990 al 1992 opera in qualità di Capo Ufficio Legislativo per il Ministero delle Partecipazioni Statali e fino al 1996 per il Ministero del Tesoro. Nel 1992 riveste inoltre, per cinque anni, la posizione di Consigliere Giuridico dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Carlo Malinconico fonda nel 2003 lo Studio Legale Malinconico (oggi Malinconico&Gentile) con lo scopo di fornire consulenza in diritto amministrativo, diritto civile dei contratti e dei danni, diritto dell’Unione Europea e diritto penale amministrativo.

Carlo Malinconico: gli incarichi istituzionali e i riconoscimenti

Anche in ambito istituzionale sono diversi gli incarichi di rilievo ricoperti da Carlo Malinconico: tra il 1996 e il 2001 dirige il Dipartimento degli Affari Giuridici e Legislativi della Presidenza del Consiglio e tra il 2006 e il 2008, durante il secondo Governo Prodi, è nominato Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Da novembre 2011 a gennaio 2012 ricopre la carica di Sottosegretario del governo tecnico a guida Monti con delega all’Editoria, agli Affari Regionali e al Coordinamento Amministrativo. Nel corso della sua carriera si è aggiudicato per ben tre volte (nel 2015, 2018 e 2019) il Premio Le Fonti, uno dei più ambiti del settore, come “avvocato dell’anno in diritto amministrativo”. Più recentemente, nel 2021, ha avviato, in collaborazione con l’avvocato Domenico Gentile, lo Studio Legale Malinconico&Gentile, attivo nel ramo del diritto amministrativo. Nel marzo 2005, a seguito dei successi ottenuti e della professionalità dimostrata, Carlo Malinconico viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

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Dalla fondazione all’espansione internazionale: i successi di Riva Acciaio

Attiva sul mercato italiano e su quelli principali internazionali, Riva Acciaio ha saputo affermare la propria leadership nella produzione siderurgica anche grazie allo sviluppo di prodotti e servizi costantemente all’avanguardia.

Riva Acciaio

Innovazione e certificazioni: l’impegno di Riva Acciaio

Fondata nel 1954, Riva Acciaio è da sempre una realtà attenta alle esigenze della clientela e al rispetto delle normative in materia di sicurezza e ambiente: attraverso una ricerca costante di innovazione tecnologica garantisce una produzione di acciaio di alta qualità conosciuta e apprezzata anche a livello europeo. La profonda conoscenza del mercato, unita a importanti investimenti produttivi e tecnologici, consente un continuo controllo e potenziamento dei processi. Da qui la disponibilità di prodotti in linea con le caratteristiche e i requisiti richiesti. Gli stabilimenti di Riva Acciaio operano infatti nel pieno rispetto delle certificazioni UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e UNI ISO 45001, utili al perfezionamento delle prestazioni. Gli stabilimenti di Malegno, di Cerveno di Caronno e di Lesegno producono, grazie alla certificazione IATF16949, anche per il mercato automobilistico. L’applicazione delle Best Available Techniques – BAT ha invece consentito agli stabilimenti di Lesegno, Caronno, Cerveno e di Sellero di ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), mentre quello di Malegno dispone dell’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

L’espansione internazionale di Riva Acciaio

Una specifica politica di espansione, portata avanti da Riva Acciaio con grande lungimiranza, ha indirizzato la produzione di acciai di alta qualità verso il mercato italiano ed estero. In oltre 60 anni di storia, il Gruppo ha acquisito diverse aziende da ristrutturare e rilanciare, in un primo momento in Italia e, successivamente, in tutta Europa. I primi importanti investimenti a livello internazionale risalgono agli anni ’70 con l’acquisizione della Siderúrgica Sevillana (Spagna). Qualche anno più tardi è stata la volta di Francia, Germania e Belgio. Nel 1980 la produzione di acciaio è arrivata a superare il notevole traguardo di 1,1 milioni di tonnellate che ha così consentito al Gruppo di posizionarsi tra i principali operatori europei. Oggi Riva Acciaio è il più grande operatore siderurgico sul territorio nazionale ed è specializzato nella produzione di acciai lunghi e di alta qualità: può contare sull’attività di 21 stabilimenti distribuiti tra Italia, Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada, oltre a impiegare un totale di oltre 5.300 dipendenti.

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Con un’operazione targata Nicola Volpi nasce VR46 Metaverse, il nuovo progetto di Valentino Rossi

Il lancio di VR46 Metaverse è avvenuto lo scorso 17 maggio. Ad accompagnare il pilota nove volte campione del mondo nella sua nuova avventura anche Nicola Volpi, esperto di private equity.

Nicola Volpi

Valentino Rossi, i primi passi nel metaverso e il contributo di Nicola Volpi

Anche VR46 sbarca nel metaverso. Ad annunciare l’avvio del progetto è lo stesso Valentino Rossi, che lo scorso 17 maggio ha lanciato VR46 Metaverse dando inizio, dopo l’addio alla MotoGP, a quella che il pilota ha definito "un’avventura davvero stimolante". La nuova società è il risultato di una joint venture tra la media holding The Hundred e il brand del Dottore. A guidare l’operazione un "partner di livello", l’ex Permira Nicola Volpi. Pioniere del private equity in Italia e oggi alla guida di Movidea, è infatti lead investor di The Hundred, realtà specializzata nello scouting di influencer, nonché azionista di minoranza di VR46, che contribuirà alla realizzazione di contenuti destinati al metaverso del pilota nove volte campione del mondo. Per il brand è un "passo avanti importantissimo", ha commentato Valentino Rossi: "Mi entusiasma poter raggiungere i fans di tutto il mondo portando loro l’atmosfera e l’entusiasmo di VR46 attraverso nuove tecnologie".

Nicola Volpi: cosa prevede e quando verrà inaugurato il metaverso del Dottore

VR46 Metaverse avrà il compito di creare una piattaforma globale interamente dedicata al Dottore e al suo universo, che ad oggi comprende VR46 Racing Team e Academy. Uno spazio digitale dove fan e appassionati di motorsport potranno vivere un’esperienza immersiva e avere l’opportunità anche di interagire con i piloti ufficiali VR46. Con il contributo di The Hundred verranno costantemente sviluppate nuove esperienze virtuali oltre che contenuti dedicati al mondo del gaming e degli NFT. Ad affiancare Nicola Volpi nel ruolo di lead investor anche Antonio Zaccheo, CEO di BIC Capital. I primi contenuti di VR46 Metaverse sono attesi già entro la fine del 2022.

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Hospitality di lusso e cucina d’autore al San Barbato Resort di Antonio Liseno

Antonio Liseno, affermato imprenditore di origini lucane, ha messo tutta la sua esperienza e professionalità al servizio della Basilicata, investendo in un lussuoso progetto che ha dato lavoro a decine di giovani e ha fornito alla regione un nuovo diamante di cui vantarsi.

Antonio Liseno

Antonio Liseno: lusso ed eccellenza al San Barbato Resort di Lavello

La Basilicata è una terra ricca di storia e grandi tradizioni culinarie, probabilmente però non ancora valorizzata come dovrebbe. Consapevole delle enormi ricchezze che ha da offrire il suo territorio, l’imprenditore Antonio Liseno ha fatto della valorizzazione della regione la propria sfida personale. È così che, nell’area del Vulture-Melfese, immerso in un paesaggio naturalistico di rara bellezza e circondato da laghi, castelli, cascate e cantine, ha fatto costruire il San Barbato Resort Spa & Golf, un luxury resort a cinque stelle. Essendo l’unica struttura della categoria nella zona, il San Barbato è andato a costituire quell’esperienza di lusso che mancava nella regione. Dal design agli ambienti, dai materiali alle finiture di pregio, passando per le moderne tecnologie di cui è dotato e i servizi di prima classe che offre: tutto suggerisce un soggiorno davvero esclusivo, incentrato sulla ricerca dell’eccellenza in ogni dettaglio.

Nel resort di Antonio Liseno un’offerta culinaria da fare invidia: la pizzeria di Franco Pepe

Il primo partner a cui si è affidato Antonio Liseno per la realizzazione dell’offerta culinaria del luxury resort è stato Don Alfonso Iaccarino, proprietario di uno dei ristoranti migliori al mondo. Insieme hanno dato vita al raffinato Don Alfonso 1860 San Barbato, nel 2020 premiato con la prestigiosa Stella Michelin. Per arricchire ulteriormente il ventaglio di proposte culinarie della struttura, l’imprenditore ha poi interpellato il pluripremiato maestro della pizza di fama internazionale, Franco Pepe. Da questa partnership è nata la pizzeria Proxima, ispirata alla sede di Caiazzo (CE) e aperta al pubblico dal 1° dicembre 2021. Il ristorante, che replica in toto l’esperienza di “Pepe in Grani”, sorge all’ultimo piano della club house ed è dotato di una terrazza, due sale con due forni, con una capacità di 80 coperti. “Aver portato Franco Pepe in Basilicata è per noi un onore essendo un’eccellenza a livello mondiale”, ha affermato Antonio Liseno, “Con Proxima aumenteremo l’offerta culinaria, nostro fiore all’occhiello”.

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Francesco Milleri: EssilorLuxottica, storia di uno “straordinario percorso”

Lo "straordinario percorso" di un’azienda "unica, capace di rispondere alle crescenti esigenze del nostro settore": l’intervento dell’AD Francesco Milleri all’Assemblea Annuale degli Azionisti di EssilorLuxottica.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: la crescita di EssilorLuxottica nell’intervento all’Assemblea degli Azionisti 2022

Lo ha definito uno "straordinario percorso" l’AD Francesco Milleri parlando lo scorso 25 maggio agli azionisti di quanto fatto da EssilorLuxottica negli ultimi anni: nel corso dell’Assemblea annuale l’AD unitamente al Vice AD Paul du Saillant ha ringraziato gli azionisti "per tutto il loro supporto". Insieme hanno condiviso "l’obiettivo di dare vita a un’azienda unica, capace di rispondere alle crescenti esigenze del nostro settore": oggi lo dicono anche i numeri registrati e i traguardi raggiunti su più fronti, dalla sostenibilità all’innovazione. L’AD Francesco Milleri ha parlato anche dei progressi nella roadmap per la sostenibilità, in linea con la mission di EssilorLuxottica: aiutare il mondo a vedere meglio, vivere meglio. Oggi EssilorLuxottica "è un Gruppo combinato da oltre 21 miliardi, una delle principali società quotate al Cac 40 e all’Euro Stoxx 50 e continua a crescere" scrivendo "una storia unica e stimolante per tutti".

Francesco Milleri: il valore della mission di EssilorLuxottica

Nel solco della mission di EssilorLuxottica, l’AD Francesco Milleri ha annunciato nel corso dell’Assemblea annuale degli Azionisti il lancio della OneSight EssilorLuxottica Foundation attraverso cui "coordineremo i nostri sforzi, le competenze acquisite e le partnership a livello internazionale per contribuire al cambiamento nell’ambito delle politiche per la cura della vista". La Fondazione lavorerà al fianco di partner di riferimento per tradurre in azioni la risoluzione delle Nazioni Unite "Vision for All" e contribuire alla lotta contro i difetti visivi impegnandosi anche per aumentare la consapevolezza dell’importanza della vista e sostenere la creazione di cure visive sostenibili. La consapevolezza che gli occhi siano gli organi sensoriali più preziosi e la loro bellezza vada corretta, protetta ed esaltata impronta le attività di EssilorLuxottica: dalla promozione di iniziative e campagne di sensibilizzazione alla progettazione di prodotti all’avanguardia. Il Gruppo guidato da Francesco Milleri unisce competenze uniche nella realizzazione di lenti e nella produzione di occhiali a marchi amati dai consumatori e a una capacità distributiva globale: una filosofia "che ci permette di aiutare miliardi di persone in tutto il mondo a studiare, lavorare, scoprire ed esprimere al meglio il loro pieno potenziale".

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Mercati finanziari, la crisi erode anche il patrimonio dei super-ricchi

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  • 29 Giugno 2022

Il peso di una inflazione crescente, che costringe le banche centrali ad alzare i tassi di interesse, sta schiacciando i mercati finanziari globali.
Assieme ai timori recessivi riguardo all’economia mondiale, questi fattori stanno colpendo in modo violento i portafogli dei super ricchi del mondo, che si sono sgonfiati sensibilmente negli ultimi mesi.

Il contraccolpo sui mercati finanziari globali

mercati finanziariSecondo i dati pubblicati periodicamente dal Bloomberg Billionaires Index, le 500 persone più ricche del mondo hanno perso dall’inizio dell’anno 1.400 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra shock, tenuto conto che equivale quasi al Pil della Russia interna (secondo la Banca mondiale nel 2020 ammontava a 1.483 miliardi).

Di questi, 345 miliardi di dollari sono stati persi dai primi cinque Paperoni del mondo. Inoltre ben 206 sono andati in fumo nella giornata di lunedì 13 giugno, che è stata terribile per i mercati azionari e ha prodotto esiti catastrofici per le strategie trading intraday dei maggiori hedge funds mondiali.

Il bilancio del 2022

I Paperoni del mondo legano le loro fortune all’andamento della propria compagnia o agli investimenti effettuati sui mercati finanziari, specialmente nel settore azionario. E così, se lo scorso anno il rally dei mercati finanziari avevano aumentato la popolazione dei ricchi di circa l’8%, quest’anno lo scenario è opposto.

Sia chiaro, nessuno di loro finirà sul lastrico, però è palese che nessuno vuole vedere il proprio portafoglio di investimenti diminuire del 20%. Per i clienti più facoltosi poi, il contraccolpo è maggiore perché si tratta di cifre imponenti.
Basta pensare che la persona più ricca del mondo, Elon Musk, ha visto il suo patrimonio personale ridursi di 64,5 miliardi di dollari dalla fine del 2021, portando il suo patrimonio netto a circa 206 miliardi di dollari. Ma batoste analoghe le hanno subite tutti, incluso i maggiori fondi di investimento come Blackrock, Elliott Wave, ecc

I dati globali

Complessivamente i dati mostrano che il numero di ricchi in Asia-Pacifico è diminuito del 4,2%, mentre in Europa sono cresciuti. Questo rende il Vecchio Continente la seconda area di presenza dei super-miliardari, dietro il Nord America che domina la graduatoria da dieci anni.
Eppure, gli americani che rientrano nel Bloomberg Billionaires Index hanno perso circa 760 miliardi di dollari quest’anno, di cui 690 miliardi dalla fine del primo trimestre.

Le perdite del mercato azionario hanno intaccato la quota di ricchezza controllata dal top 1% degli americani, che è scesa al 31,8% alla fine del primo trimestre rispetto al record del 32,2% di inizio anno.

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Cristina Scocchia (AD di Illycaffè): Piano Industriale a breve, puntiamo alla quotazione in Borsa

Cristina Scocchia ad “Adnkronos”: “Abbiamo un Piano Industriale a cui sto lavorando insieme a tutta la squadra da quando mi sono insediata e che condivideremo a breve con il CdA”.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia, il punto sugli obiettivi di Illycaffè nelle parole dell’AD

Nuovo Piano Industriale e prospettive di crescita in arrivo per Illycaffè, storica azienda di Trieste specializzata nella produzione di caffè di alta qualità sostenibile. Ne ha parlato recentemente Cristina Scocchia, AD del Gruppo da gennaio 2022. “Questo Piano ha due obiettivi: avviare una nuova fase di crescita e preparare l’azienda alla quotazione in Borsa nell’arco di Piano 2023-26”, evidenzia nell’intervista ad “Adnkronos”: “Vogliamo farlo rafforzando la posizione competitiva che abbiamo in Italia, che per noi è il mercato chiave su cui vogliamo continuare a crescere sia nell’Horeca sia negli altri canali. In Europa invece vogliamo accelerare e in Cina e USA vogliamo addirittura raddoppiare”. Intenzioni ben definite per una crescita in cui la grande scommessa è “l’e-commerce che conta il 15% e vogliamo raddoppiarlo nell’arco di Piano”. Come osservato da Cristina Scocchia, il Piano Industriale sarà di durata quinquennale e giungerà in un contesto storico di post-pandemia e di conflitto in Ucraina. Una “tempesta perfetta” che “non riguarda solo la nostra azienda ma tutte le aziende e tutti i settori”, specifica nell’intervista: “Il problema è che l’impatto di questi avvenimenti non sarà solo a livello economico e politico ma anche sociale e culturale. E di questo si deve tenere conto anche quando si elaborano le strategie aziendali future”.

Cristina Scocchia: in atto “tempesta perfetta” a livello internazionale, serve resilienza e coraggio

Sottolineando come la razionalizzazione dei costi sia “una condizione necessaria ma non sufficiente”, Cristina Scocchia ha condiviso il suo pensiero su come ambire alla crescita: “Servirà un mix strategico basato su innovazione, sostenibilità e trasformazione digitale, perché questo è l’unico modo in una tempesta perfetta per mantenere la competitività aziendale. E poi servirà un mix di resilienza e coraggio, che è necessario per continuare a investire in una situazione di costi alle stelle come questa”. Nonostante il contesto storico, il 2022 per Illycaffè “è partito molto bene”: “Rispetto al +18% di ricavi che avevamo fatto nel 2021 quest’anno stiamo facendo ancora meglio. È un segnale di ottimismo e positività”. La strategia è ora “assorbire questo aumento dei costi senza riversarlo su tutta la catena del valore” e “la capacità oggi sta proprio nell’avere la flessibilità per rispondere a questi fattori esogeni in maniera rapida”, aggiunge Cristina Scocchia. Una riflessione, in conclusione, sulla grande opportunità fornita dal PNRR, definito come “un’occasione storica paragonabile al Piano Marshall”: “Sprecare questa opportunità sarebbe un peccato che le generazioni future non ci perdonerebbero”, così la manager al termine dell’intervista.

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Sistemi per la produzione di sapone

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  • 29 Giugno 2022

Soaptec è una azienda specializzata nel fabbricare macchinari ed impianti personalizzati che si occupano della creazione di saponi. Parliamo sia di saponi Personal Care che Household.

La differenza è che tra i primi rientrano tutti quelli adoperati per la cura della persona quali ad esempio shampoo, docciaschiuma, balsamo, creme corpo, viso e body lotion. Nel secondo caso parliamo invece di tutti i tuoi prodotti che adoperiamo in casa come ad esempio lavapiatti, lavapavimenti, detergente liquido ed ammorbidenti.

Produrre questi due tipi di saponi non richiede un unico tipo di processo produttivo, ma al contrario ci sono delle tecniche specifiche e dunque differenti, che vanno adoperate.

 

Macchinari adatti alle specifiche necessità del cliente

Per questo motivo Soaptec va a produrre impianti produzione sapone solido e macchinari commisurati alle esigenze del singolo cliente e soprattutto in relazione alle sue necessità di produzione.

All’interno di un impianto ci sono infatti tantissimi componenti, i quali possono essere pensati direttamente in base al tipo di utilizzo che si intende fare dell’impianto e dunque del tipo di prodotto che si intende ottenere.

Tra questi ci sono dei sofisticati macchinari che consentono di andare ad usare in maniera assolutamente precisa le materie prime da adoperare.

Ciò è di fondamentale importanza per ottenere saponi di altissima qualità, in quanto un utilizzo approssimativo delle materie prime comporterebbe certamente un risultato non ottimale.

Per questo motivo è previsto l’utilizzo di uno specifico software, progettato appositamente da Soaptec, il quale si occupa del dosaggio del controllo di tutte le fasi della produzione.

Tutti gli impianti progettati e proposti da Soaptec rispettano tutte le normative relative alla sicurezza e all’usabilità. Vengono inoltre impiegati materiali di prima qualità che garantiscono al cliente assoluta affidabilità e durata nel tempo di ogni impianto.

Per informazioni di qualsiasi tipo è possibile contattare il recapito telefonico 0331852312.

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Stefania Bariatti, la carriera accademica e i successi internazionali

Oltre 30 anni di attività accademica non hanno impedito a Stefania Bariatti di distinguersi anche nel settore legale. Esperta di Diritto Internazionale e della concorrenza, negli ultimi anni è entrata a far parte degli organi di governo di società del calibro di MPS, A2A e Mediaset.

Stefania Bariatti

Ricercatrice, professore ordinario e visiting professor: il percorso accademico di Stefania Bariatti

Professore ordinario di Diritto Internazionale, avvocato di successo, rappresentante del Governo italiano in diverse occasioni e membro di spicco nei CdA di numerose società quotate. Una carriera proficua, quella di Stefania Bariatti, alla quale si aggiungono oltre 150 pubblicazioni in tema di diritto. Nasce a Milano e nel 1979 si laurea in Giurisprudenza presso “La Statale”, dove quattro anni più tardi diventa ricercatrice in Diritto Internazionale. Dal 1994 al 2002 è docente di Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale nelle Università di Sassari e Milano-Bicocca. È il 2002 quando ritorna all’Università degli Studi di Milano accettando la cattedra di Diritto Internazionale, incarico che ricopre ancora oggi. Le attività nell’ambito accademico non si limitano tuttavia all’insegnamento. Stefania Bariatti è stata infatti anche Consigliere di Amministrazione (Sassari e Milano-Bicocca), direttore di dipartimento (Milano-Bicocca), direttore di corsi Master (Milano-Bicocca, ISPI) e Presidente di associazioni come il Groupe Européen de Droit International Privé. Ha inoltre ricoperto il ruolo di visiting professor a Tolosa e alla LUISS in Diritto Internazionale Privato.

Stefania Bariatti: incarichi di rappresentanza

Iscritta all’Ordine degli Avvocati di Milano e patrocinante in Cassazione, dal 2002 Stefania Bariatti si è dedicata con successo anche all’avvocatura, svolgendo attività in qualità di esperta in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Per quasi 20 anni è stata partner e of counsel presso un primario studio italiano di stampo internazionale, dove si è occupata di operazioni di concentrazione, procedimenti per intese e abusi di posizione dominante, procedure di insolvenza cross-border e procedimenti arbitrali. L’esperienza acquisita le consente di ricoprire diversi incarichi di rappresentanza su indicazione del governo italiano: ha preso parte alla Conferenza dell’Aja di Diritto internazionale privato, al Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione europea e ha inoltre assistito Parlamento e Commissione europea nella redazione di strumenti legislativi nell’ambito della cooperazione giudiziaria in materia civile. Nel 2014, su designazione dello Stato italiano, è stata eletta membro del Governing Council di UNIDROIT – International Organisation for the Unification of Private Law. Negli ultimi anni l’impegno professionale di Stefania Bariatti si è esteso anche alle società quotate. È stata presidente del Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., SIAS S.p.A. (Gruppo Gavio) e membro del Consiglio di SIT Group S.p.A. e ASTM S.p.A. (Gruppo Gavio). Oggi fa parte del CdA di A2A S.p.A., Mediaset S.p.A. e BNL S.p.A. (Gruppo BNP Paribas). È inoltre Presidente del Comitato Tecnico Antitrust dell’Associazione Bancaria Italiana, di cui in passato è stata Vicepresidente.

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Omaggiare sacchetti di carta personalizzati per migliorare la conoscenza del marchio

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  • 29 Giugno 2022

I sacchetti di carta personalizzati sono considerati un’ottima alternativa a quelli di tessuto,  da regalare in occasione di fiere e congressi per migliorare la conoscenza del marchio e la fedeltà del cliente.

È noto infatti che tante aziende desiderano fare un regalo particolare ai propri clienti e scelgono per questo di regalare tali sacchetti, che verranno poi riutilizzati nel tempo. Sono resistenti e possono incorporare il logo su entrambi i lati per dare la massima visibilità al marchio.

Nella collezione Diemme Bags, fabbrica sacchetti carta di Sovico (MB), troverai sacchetti di carta di ogni grammatura e tipo, personalizzati come preferisci e ideali da consegnare in occasione di attività promozionali o eventi pubblicitari.

Puoi stare sicuro del fatto che al prossimo evento cui parteciperai come azienda, questi prodotti serviranno davvero tanto e farai bene a distribuirli ai tuoi potenziali clienti, con notevoli ritorni pubblicitari per te nonché aumento della brand awareness.

Che dimensioni hanno di sacchetti di carta personalizzati?

Per cominciare, esiste il classico modello di sacchetti di carta aziendali, disponibile in diverse dimensioni: piccola, media e grande, disponibile in vari colori di base e con la possibilità di stampare ciò che vuoi con più colori. Ci sono poi quelli di dimensione e spessore maggiore, notevolmente più grandi di quelli tradizionali. Infine, è possibile usufruire di maniglie più robuste, il che rende tali sacchetti ideali soprattutto se si prevede di inserire al loro interno articoli un po’ più pesanti.

Con quali altri articoli posso abbinare i sacchetti di carta?

Il grande vantaggio dei sacchetti sta nel fatto che possono essere abbinati ad ogni altro tipo di omaggio aziendale. Puoi distribuirli insieme a una penna, un taccuino e un braccialetto in occasione di un evento importante, consentendo a tutti di far conoscere il tuo marchio a tutti i partecipanti che verranno allo stand in cui ti trovi. In questo modo, se avranno certamente un bel ricordo della tua attività.

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Alessandro Benetton a RTL 102.5: “La Traiettoria è un libro dedicato soprattutto ai più giovani”

Un insieme di ricordi ed emozioni che diventa autobiografia e al tempo stesso libro motivazionale. Nasce così "La Traiettoria" di Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: "Dai social sto imparando molto. Il mio un diario personale che vuole ispirare"

Imprenditore alla guida di 21 Invest, Alessandro Benetton oggi è conosciuto anche per il suo impegno nel mondo dello sport e per la presenza assidua sui social. Ed è proprio dalle attività sul web che prende forma l’idea di pubblicare per la prima volta un libro. A parlarne è lo stesso imprenditore, che lo scorso 14 giugno è stato ospite di "W l’Italia", trasmissione radiofonica in onda su RTL 102.5, per presentare "La Traiettoria". Un volume, edito da Mondadori, che va oltre il semplice racconto autobiografico e punta a imporsi come libro motivazionale, rivolgendosi in particolare ai più giovani. "Per la prima volta, quando ho festeggiato i 50 anni, ho guardato indietro per ritrovare vecchi compagni di scuola e sono incappato nei temi che ho scritto alle elementari. Ho ritrovato la passione per la scrittura e ho iniziato a tenere un diario personale". Diario che viene poi notato dai ragazzi che gli danno una mano a gestire i social, attività nata soprattutto per comunicare la differenza sostanziale tra il suo percorso imprenditoriale e il business di famiglia: "Nonostante fosse nato come progetto personale – ha spiegato Alessandro Benettonper i ragazzi del team il mio diario aveva le potenzialità per diventare fonte di ispirazione. Dai social sto imparando tantissimo".

Alessandro Benetton: "Mortificare i giovani un errore, bisogna valorizzare le loro capacità"

Nonostante una vita ricca di successi e soddisfazioni personali, ne "La Traiettoria" di Alessandro Benetton i veri protagonisti sono, paradossalmente, i fallimenti: "È proprio nel momento in cui le cose non vanno bene che sei obbligato ad uscire dalla comfort zone. Lì si apre il mondo del cambiamento e la vera scoperta della propria traiettoria". Un insegnamento che va dato soprattutto ai giovani: "Spesso gli adulti mortificano i ragazzi sottolineandone le mancanze, piuttosto che a valorizzare ciò che sanno fare. E tendono a parlare delle esperienze passate come prove facili da superare, io invece ho cercato di raccontare esattamente come mi sentivo in quel momento". La bocciatura al secondo anno di liceo è un esempio perfetto: "Una vera svolta per me: ho imparato presto che ognuno di noi è ciò che fa quando gli capita quello che non si aspetta". Pochi anni più tardi la decisione di studiare negli Stati Uniti: "Dovevo scoprire se ero bravo a fare qualcosa, capire di essere Alessandro e non solo un Benetton. Sono stati anni fantastici, soprattutto perché ho potuto coltivare la mia passione per l’economia e la finanza". Il libro, dedicato ai genitori, parla molto anche di emozioni. Durante l’intervista l’imprenditore dedica ampio spazio al padre Luciano. Un rapporto che non è mai stato semplice: "Poteva sembrare freddo ma esprimeva la sua generosità guardandoti da lontano, non favorendoti, perché il concetto che voleva trasmettere è che per essere felici bisogna poter rispondere delle proprie scelte". Ed è proprio da questo rapporto che nasce una delle avventure che Alessandro Benetton ricorda con più soddisfazione, la Presidenza di Benetton Formula: "Un’intuizione straordinaria di mio padre, che aveva deciso che l’azienda doveva diventare internazionale, e uno degli strumenti che potevano permetterlo era entrare in Formula 1. Ma la semplice sponsorizzazione non gli bastava e decise di comprare il team. Mentre lavoravo in una banca di affari a Londra mi ha chiesto di dare un’occhiata ai numeri della scuderia, e da lì è iniziato un percorso di grandi cambiamenti e di coraggio, grazie al quale abbiamo potuto scoprire un grande pilota come Michael Schumacher".

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Luciano Castiglione, l’editoriale: rincaro delle bollette, ragioni e possibili soluzioni

Luciano Castiglione: la vision lungimirante dell’esperto sui rincari delle bollette in un editoriale scritto nel gennaio 2022 per il suo blog.

Luciano Castiglione

Bollette e rincari: l’editoriale di Luciano Castiglione

Esperto nel settore dell’efficientamento energetico, Luciano Castiglione analizza sul suo blog alcuni dei temi maggiormente discussi dall’opinione pubblica, legati all’ambito professionale in cui opera. Come ad esempio il rincaro delle bollette, da mesi al centro di articoli e trasmissioni televisive: in un editoriale del gennaio 2022 Luciano Castiglione scrive che non si deve colpevolizzare il green deal né la spinta verso le rinnovabili e neanche i movimenti d’opinione: a gravare sul rincaro delle bollette di luce e gas è “la mancanza di una visione organica degli approvvigionamenti energetici europei ed il continuo procedere in ordine sparso delle Nazioni per affrontare un tema così delicato e onnicoinvolgente”.

Luciano Castiglione: il ruolo dell’Europa nella vision dell’esperto

L’andamento dei costi del gas naturale e di conseguenza dell’energia elettrica, spiega Luciano Castiglione, si deve ascrivere alle “dinamiche della politica internazionale (rapporti Russia/UE, Cina/Russia, Russia/USA) da un lato e delle scelte fatte dalle UE nel corso degli ultimi anni dall’altro”. Parole che lette oggi denotano una certa lungimiranza: nell’editoriale Luciano Castiglione sottolineava infatti come si stesse intervenendo in questo contesto solamente attraverso “soluzioni tampone” nell’ottica di “evitare che tutto il peso di queste scelte (e delle non-scelte) ricada interamente sulle bollette degli imprenditori italiani”. Diventa quindi necessario individuare “soluzioni strutturali” perché solamente così si può contribuire concretamente a “rendere il futuro più solido”: solo una ferma volontà politica finalizzata a riequilibrare il mix energetico europeo secondo l’esperto “potrà farci uscire dal tunnel velocemente”. E per far sì che all’orizzonte non si creino altri tunnel l’Europa deve prepararsi a porre in atto “contestualmente una pluralità di scelte senza alcuna preclusione dogmatica”. Un’evidenza oggi sotto gli occhi di tutti.

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Valutazione del rischio elettrico: stato dell’arte e norma CEI 11/27

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Valutazione del rischio elettrico: stato dell’arte e norma CEI 11/27

Nel mese di luglio 2022 un corso in videoconferenza si soffermerà sulle novità introdotte dalla nuova edizione 2021 della norma CEI 11-27, sulla valutazione del rischio elettrico e sulle principali misure di prevenzione.

 

Tutte quelle operazioni ed attività di lavoro sugli impianti elettrici, ad essi connesse e vicino ad essi”. Questa definizione di lavoro elettrico, contenuta nella norma CEI 11-27Lavori su impianti elettrici” chiarisce in maniera inequivocabile che sono tipici esempi di lavori elettrici:

  • i lavori elettrici sotto tensione, ossia quei lavori svolti su impianti elettrici mantenuti in tensione
  • i lavori su impianti elettrici messi fuori tensione
  • i lavori svolti nelle immediate vicinanze di parti di tensione non protette (conduttori nudi).

Per poter garantire la sicurezza dei lavoratori è necessario, come lo è per tutti i rischi professionali, una attenta valutazione del rischio, una analisi preventiva documentata orientata all’individuazione delle misure di prevenzione da adottare per garantire la sicurezza.

 

L’articolo 82 del D.Lgs. 81/2008 vieta esplicitamente i lavori elettrici sotto tensione, consentendone tuttavia l’esecuzione quando affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica.

Si fa quindi un implicito riferimento alla sopra citata norma CEI 11-27 e alle figure degli addetti ai lavori elettrici qualificati come PES, PAV e – proprio in riferimento ai lavori elettrici sotto tensione – PEI.

 

Ci sono corsi che affrontano il tema della valutazione del rischio elettrico e delle misure di prevenzione alla luce della normativa vigente? Ci sono percorsi formativi in videoconferenza che permettono di conoscere le novità apportate dalla nuova edizione della norma CEI 11/27?

 

Il corso in videoconferenza su rischio elettrico e norma CEI 11/27

Per favorire la prevenzione dei rischi elettrici nel mondo del lavoro l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 4 e 5 luglio 2022 una nuova edizione della videoconferenza di 8 ore dal titolo “La valutazione del rischio elettrico e la nuova CEI 11/27 edizione V”.

 

Il corso si pone l’obiettivo di illustrare la valutazione del rischio elettrico nei diversi step e spiegare le principali misure da attuare al termine della valutazione.

Nel percorso formativo, che si terrà tramite piattaforma informatica e in sincrono (tra persone presenti nello stesso momento), sono trattate anche le maggiori novità introdotte dalla nuova edizione 2021 della norma CEI 11-27 (edizione V).

 

Il docente del corso è Alessio Celeste, formatore qualificato per la sicurezza sul lavoro, esperto nelle verifiche di impianti elettrici negli ambienti di lavoro, Ispettore per il DPR 462/01 aree I, II, III.

 

La quinta edizione della norma relativa ai lavori su impianti elettrici

Pubblicata dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), la quinta edizione della Norma CEI 11-27Lavori su impianti elettrici” si applica a tutti i lavori elettrici e anche ai lavori non elettrici, come, ad esempio, i lavori edili eseguiti in prossimità di impianti elettrici, di linee elettriche aeree o in vicinanza di cavi sotterranei non isolati o insufficientemente isolati. Mentre la norma non si applica ai lavori sotto tensione su impianti a tensione superiore a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua (norma CEI 11-15).

 

Rispetto alla precedente edizione della norma, alcune modifiche riguardano l’aggiornamento della definizione di RI (Persona designata alla conduzione dell’impianto elettrico durante l’attività lavorativa), URL (Persona o Unità Responsabile della realizzazione del lavoro) e PL (Persona preposta alla conduzione dell’attività lavorativa).

Sono presenti anche:

  • precisazioni in merito al lavoro elettrico e ai controlli funzionali;
  • indicazioni nuove riguardanti l’organizzazione del lavoro, le comunicazioni e la formazione e l’aggiornamento degli addetti ai lavori elettrici (i corsi relativi alla teoria possono essere svolti anche in videoconferenza o in eLearning);
  • un aggiornamento relativo alle esclusioni dei lavori sotto tensione.

Si segnala, inoltre, l’inserimento dell’Allegato H (Ulteriori informazioni per il lavoro in sicurezza).

 

I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi

La videoconferenza di 8 ore “La valutazione del rischio elettrico e la nuova CEI 11/27 edizione V”, organizzata dall’Associazione AiFOS, si terrà nelle seguenti giornate e orari:

  • 4 luglio 2022, dalle 9.00 alle 13.00 (4h)
  • 5 luglio 2022, dalle 9.00 alle 13.00 (4h).

 

Durante la videoconferenza verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Brevi cenni di fisica: l’elettricità, i sistemi elettrici.
  • Rischio elettrico: IEC 60479-1 effetti dell’elettricità sul corpo umano; statistica: le cause più comuni di folgorazione.
  • La valutazione del rischio elettrico: D.Lgs 81/08, La valutazione del rischio passo per passo, CEI 11-27 – La valutazione delle distanze.
  • La scelta delle attrezzature e dei Dispositivi di Protezione Individuale: attrezzature isolate e isolanti: tipologie, procedure d’uso e manutenzione, DPI per il rischio elettrico: tipologie, procedure d’uso e manutenzione.
  • La formazione per gli addetti: la nuova edizione CEI 11-27 – PES, PAV, idoneità al lavoro sotto tensione in BT.
  • Procedure di lavoro a seguito della valutazione: CEI 11-27 – lavori fuori tensione, sotto tensione e in prossimità.

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP, ASPP, Formatori Area 2, Coordinatori. Corso valido per HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/la_valutazione_del_rischio_elettrico_e_la_nuova_cei_11_27_edizione_v

 

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

21 giugno 2022

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Attilio Mazzilli: Unicredit e Orrick insieme per l’Italy Tech Day, presentate 5 scale-up green

Innovazione e sostenibilità made in Italy all’evento organizzato da Unicredit in collaborazione con lo Studio Orrick. Tra i protagonisti dell’evento Attilio Mazzilli, avvocato ed esperto di private equity e venture capital.

Attilio Mazzilli

Attilio Mazzilli: “Innovation for Good”, gli obiettivi della piattaforma targata Unicredit

Accendere i riflettori sulle eccellenze italiane nel settore dell’Impact innovation: è l’obiettivo di “Italy Tech Day -Innovation for Good”. L’evento, promosso lo scorso dicembre da Unicredit in collaborazione con lo Studio Orrick, è stata l’occasione per presentare ad una platea di investitori internazionali, privati e istituzionali, 5 scaleup selezionate per aver sviluppato soluzioni e progetti di successo nell’ambito della sostenibilità. A condurre l’incontro Attilio Mazzilli, Partner e Responsabile del Tech Group italiano di Orrick, coadiuvato da Francesca Perrone (Unicredit). Rispetto alla precedente edizione, il focus si sposta dal Lifestyle alle idee imprenditoriali focalizzate sull’impatto. Una decisione maturata in seguito ai numeri raggiunti dall’impact investing, che nel 2020 ha toccato il suo record massimo arrivando a quota 715 miliardi di dollari. Un trend che l’Italia non può permettersi di ignorare, soprattutto considerando il ruolo che il Paese ricopre nel panorama tech europeo. Ad oggi sono infatti 16mila le startup e le PMI innovative cresciute del 14% a dispetto della crisi generata dalla pandemia. Di queste, oltre l’8% è specializzata nel green.

Attilio Mazzilli: le startup protagoniste dell’Italy Tech Day

È su questi temi che si è concentrato il panel “Innovation Talks – Time to transition”, moderato da Massimiliano Magrini (Managing Partner United Ventures) e al quale hanno preso parte Nicolò Ubertalli (Responsabile UniCredit Italia), Ernesto Ciorra (Chief Innovability® Officer ENEL), Sebastiano Cossia Castiglioni (Vegan Investor & Activist), Elisabeth Rizzotti (Co-Founder, COO, MD Italy newcleo), Alfredo Maria De Falco (Head of CIB Italy UniCredit) e Ash Puri (Investor Lightrock). A conclusione dell’evento, Attilio Mazzilli e Francesca Perrone hanno introdotto “Impact Innovation: Italian game changers”, parte dedicata ai progetti delle scale-up selezionate, ovvero 3BEE, Anemotech, Next, Treedom e U-Earth. Tutte realtà che hanno nel loro Dna la tutela dell’ambiente e il benessere delle comunità. Le attività di Treedom, la piattaforma fiorentina che permette di piantare un albero a distanza, ne sono un esempio: attualmente sono più di 2 milioni gli alberi piantati dalla startup tra Africa, Sud America e Italia. “Con la terza edizione del Tech Day – ha commentato Andrea Burchi, Regional Manager Centro Nord di Unicredit – guardiamo al futuro mettendo in contatto scale-up, cioè società innovative che già operano con successo sul mercato e ambiscono a una crescita oltre confine”.

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Agenzia delle Entrate, debiti non riscossi a 1.100 miliardi: il commento di Giampiero Catone

Cresce in maniera vertiginosa il conto italiano delle tasse non pagate. Per Giampiero Catone il “nodo è arrivato al pettine” e istituzioni e partiti dovranno offrire risposte adeguate.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: “Famiglie oneste in difficoltà, si colpiscano illegalità ed evasori seriali”

Una situazione “difficile, per non dire esplosiva” quella descritta da Ernesto Maria Ruffini, Direttore dell’Agenzia delle Entrate, nella sua recente Audizione in Commissione sul Federalismo fiscale alla Camera. In Italia, la somma dei debiti fiscali non riscossi ha infatti superato quota 1.100 miliardi di euro. Un insoluto, spiega Giampiero Catone, figlio non solo di “furbetti o evasori seriali” ma anche di un contesto economico sempre più insostenibile che continua a colpire soprattutto famiglie e piccole imprese. “Anche le persone oneste e laboriose sono senza soldi – scrive il giornalista in un editoriale dedicato al tema sul quotidiano “La Discussione” – non riescono ad arrivare a fine mese e non possono pagare. La nostra proposta è realistica: si faccia un condono in aiuto di famiglie e imprese. Si colpiscano le illegalità e i grandi evasori seriali”. Gli interventi attuati dai Governi negli ultimi anni, dalla rottamazione al saldo e stralcio, non hanno ottenuto l’effetto desiderato. L’emergenza Covid-19 la goccia che ha fatto traboccare il vaso, con un totale di quasi 22 anni di debiti iscritti a ruolo non recuperati: “Ancora più imbarazzante – aggiunge Giampiero Catoneil calcolo totale di cartelle, dalle 130 alle 140 mila con 16 milioni di cittadini iscritti a ruolo. Impossibile inoltre che con 8 mila dipendenti l’Agenzia delle Entrate sia in grado di gestire, una situazione così ampia”.

Giampiero Catone: “La politica assicuri gli strumenti per affrontare il tema delle tasse”

La palla ora passa alla politica e ai partiti, che dovranno decidere come affrontare la questione: “È necessario, per il direttore Ruffini, un intervento legislativo. Solo le Camere possono decidere cosa fare e come attuare una svolta. Cosa che da tempo – sottolinea Giampiero Catonesollecitiamo anche noi. Siano le istituzioni e, soprattutto, la politica e i partiti a dire cosa è necessario fare e quali strumenti mettere in campo”. In un momento storico estremamente delicato, caratterizzato da disagio sociale crescente, aumento della povertà, caro energia e precarizzazione, bisognerà tutelare il più possibile le fasce in difficoltà: “Il Parlamento colpisca le grandi aziende di Stato che hanno dilapidato miliardi e creato buchi economici spaventosi. Ma salvi le piccole imprese, le famiglie e quanti possono ancora credere in uno Stato che sappia ripartire con regole certe e soprattutto eque”, conclude Giampiero Catone.

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Segnaletica luminosa: quando si usa?

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  • 20 Giugno 2022

La segnaletica luminosa è fondamentale per segnalare, di notte o in condizioni di scarsa visibilità, la presenza di un cantiere o di eventuali situazioni di potenziale pericolo per gli utenti della strada.

È l’art. 41 del Codice della Strada a prevedere la loro presenza, individuando la tipologia ed il livello di illuminazione così come dimensioni e forme.

Quali tipi di segnalazione luminosa esistono?

Esistono differenti tipologie di segnalazione luminosa, ciascuna progettata in maniera specifica per risolvere un tipo di necessità in particolare. Il fine è sempre quello di garantire agli utenti della strada la massima sicurezza anche in condizioni di scarsa visibilità o oscurità.

Ecco alcune tra le tipologie di segnalazione luminosa più comuni:

Lampada da cantiere: è un tipo di lampada ad accensione crepuscolare, dunque si accende automaticamente al buio, ed è alimentata a batterie. Solitamente è possibile vedere i modelli con led lampeggiante giallo o rosso.

Cartello passaggio obbligatorio: è un tipo di segnale luminoso che viene posto nella parte posteriore di veicoli operativi, o mezzi e macchinari di qualsiasi tipo quando sostano su strada o effettuano manutenzione stradale di qualsiasi tipo, sia da fermi che in movimento. Il cartello, che reca una freccia girevole, prevede la presenza di due led lampeggianti.

Marker stradale: i marker stradali sono utilissimi per evidenziare eventuali punti pericolosi così come ostacoli, dossi o semplicemente segnapasso. Si accendono automaticamente al crepuscolo e si ricaricano con l’energia solare.

Quando ricorrere alla segnaletica luminosa?

Come accennato, è possibile sfruttare la segnaletica luminosa per evidenziare agli utenti della strada tutte quelle situazioni di potenziale pericolo che possono derivare da ingombri presenti su strada, così come mezzi al lavoro, irregolarità dell’asfalto o altra fonte di pericolo.

Soprattutto la notte, quando le condizioni di visibilità diventano scarse, poter usufruire di soluzioni come quelle che puoi visionare su SibeShop diventano fondamentali.

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Gianni Lettieri (Atitech): “Pnrr e infrastrutture per colmare gap del Mezzogiorno”

Oggi la competitività non si limita solo alle aziende, ma coinvolge anche i territori. Lo sa bene Gianni Lettieri, che su “La Discussione” espone il suo punto di vista in merito a Pnrr, Mezzogiorno e conflitto russo-ucraino.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: “Inflazione problema serio, Europa agisca tempestivamente per la pace”

Da controllata Alitalia a MRO indipendente più grande d’Europa. Un’evoluzione veloce, quella di Atitech. A guidare la crescita dell’azienda di Capodichino Gianni Lettieri. Imprenditore napoletano classe 1956, sposato con tre figli, una lunga esperienza nel settore tessile e dell’abbigliamento, acquisisce Atitech nel 2009 tramite Meridie S.p.A. e ne diventa Presidente. In poco più di dieci anni la società arriva ad essere considerata una delle più importanti realtà del mercato EMEA. Oggi Atitech guarda al futuro e, con la recente offerta di acquisto dell’ex ramo maintenance Alitalia, l’obiettivo è dotare il Paese di un Polo unico per le manutenzioni aeronautiche. Sono però molte le preoccupazioni in questo periodo: dagli effetti della guerra russo-ucraina all’utilizzo delle risorse del Pnrr. Gianni Lettieri ne ha parlato in una recente intervista rilasciata al quotidiano “La Discussione”. “Il mio timore – ha dichiarato in merito al conflitto – è che duri troppo. Si tratta di una tragedia inaspettata, arrivata proprio quando stavamo venendo fuori dal disastro pandemia”. L’Europa, aggiunge, non può permettersi di affrontarne gli effetti sul sistema economico, tra i quali spicca l’inflazione, un fenomeno da non sottovalutare, soprattutto considerando il rialzo dei tassi di interesse: “È giusto il sostegno che stiamo dando all’Ucraina, ma le diplomazie Europee devono agire tempestivamente per arrivare alla pace”.

Mezzogiorno, Pnrr e agenda del Governo: il commento di Gianni Lettieri

Uno strumento per rilanciare il Paese e contrastare gli effetti di pandemia e conflitto russo-ucraino esiste, secondo Gianni Lettieri, e si chiama Pnrr. Le risorse europee rappresentano infatti “un’occasione unica e imperdibile” se utilizzate per colmare il divario che ancora oggi esiste tra Nord e Sud dell’Italia: “Se non crescerà il meridione non crescerà il Paese. Per decenni il Pil del Nord è cresciuto al 3/4% l’anno, ma sommato a quello del Mezzogiorno, il nazionale crollava al di sotto dell’uno per cento. Vi è, dunque, l’assoluta necessità di unire il Paese, anche sulla produttività”. Per il Presidente di Atitech il Governo dovrebbe inserire tra le priorità dell’agenda un programma di formazione per le PA destinato alle regioni del Mezzogiorno: “Storicamente non è mai esistita una grande capacità progettuale e di spesa al Sud. È sufficiente osservare quanti miliardi di euro di fondi strutturali della Comunità Europea non siano stati spesi”. Lo Stato dovrebbe poi abbandonare la politica degli incentivi e operare per rendere competitivi i territori con investimenti focalizzati sulle infrastrutture e i servizi: “Se l’azienda opera in un territorio poco competitivo è destinata a finire, perché oggi la competizione non avviene più tra azienda e azienda, ma tra territori che funzionano e territori che non funzionano”.

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Ares Ambiente: la classificazione dei rifiuti speciali e dei rifiuti urbani, il focus

Con un articolo di approfondimento sul sito ufficiale, Ares Ambiente è intervenuta sul tema della classificazione dei rifiuti, un importante strumento che consente di identificarli in modo univoco.

Ares Ambiente

D.Lgs. 117/2020 e classificazione: l’analisi di Ares Ambiente

In un’ottica di tutela ambientale e sviluppo dell’economia circolare, la classificazione dei rifiuti si rivela di grande importanza per identificare in maniera univoca i rifiuti generati da diverse tipologie di attività. Come evidenziato da Ares Ambiente, in ambito italiano la normativa è espressa nel D.Lgs. 117/2020, che regolamenta la classificazione secondo i criteri dell’origine e della pericolosità dei rifiuti. In base alla prima, la distinzione è tra rifiuti urbani e rifiuti speciali, in base alla seconda è invece tra pericolosi e non pericolosi. Prendendo in considerazione il criterio dell’origine, i rifiuti si definiscono urbani quando derivano dalle abitazioni: in questo caso, la raccolta e lo smaltimento sono gestiti dalle Pubbliche Amministrazioni. I rifiuti sono invece classificati come speciali quando derivano dalle attività produttive. Entrambi i tipi, specifica Ares Ambiente, possono essere distinti tra pericolosi e non pericolosi.

Ares Ambiente: il Codice Europeo dei Rifiuti e le attività aziendali

Il D.Lgs. 117/2020 è intervenuto in materia di rifiuti speciali per definirne la provenienza. Si tratta di rifiuti derivanti da: attività agricole e agro-industriali; attività di costruzione e demolizione; lavorazioni industriali; lavorazioni artigianali; attività commerciali; attività di recupero e smaltimento di rifiuti e fanghi; attività sanitarie; veicoli fuori uso. La classificazione consente di identificare in modo univoco i rifiuti sulla base di un codice presente nell’Elenco Europeo dei Rifiuti (codice EER), noto come Codice Europeo dei Rifiuti (CER). L’impegno di Ares Ambiente in tal senso prosegue fin dalla fondazione avvenuta nel 2008 su iniziativa di Marco Nicola Domizio. Le attività sono incentrate sullo smaltimento, il recupero e il trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, in tutto il territorio nazionale. Negli anni l’azienda si è specializzata nella gestione di rifiuti che hanno come produttore o detentore un’ampia varietà di attività produttive, attività di vendita all’ingrosso e di distribuzione di prodotti provenienti da diverse categorie merceologiche. La qualità dei servizi ha consentito ad Ares Ambiente di diventare un punto di riferimento nel settore, grazie a una continua attenzione verso l’efficienza, l’economicità e la massima trasparenza.

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Digital Wealth Management: l’approfondimento di Gian Maria Mossa, AD e DG di Banca Generali

Metaverso, modelli fintech, blockchain e monete digitali, come si evolve il settore del Digital Wealth Management? Ne ha parlato l’AD e DG di Banca Generali Gian Maria Mossa.

Banca Generali: Digital Wealth Management, le necessità di specializzazione

Con un intervento pubblicato sul profilo LinkedIn, l’AD e DG di Banca Generali, Gian Maria Mossa, propone alcune considerazioni sul futuro del risparmio e sul ruolo della consulenza finanziaria, in particolare nell’area del Digital Wealth Management. Prendendo le mosse da un importante avvenimento accaduto il 1° maggio 2022 – ovvero la prima trasmissione di una partita, Milan-Fiorentina, sul metaverso – l’AD e DG pone l’attenzione su quanto la realtà oggi sia sempre più connessa all’evoluzione tecnologica. Ad esempio, “la prima banca al mondo, l’americana JP Morgan, ha presentato nelle scorse settimane la prima filiale digitale nel metaverso all’interno di un centro commerciale virtuale”, scrive nell’intervento. “Decentraland”, questo il suo nome, consente all’utente di interagire all’interno di spazi virtuali: è solo un esempio di quel “cambiamento del mondo bancario e finanziario iniziato ‘solo’ una decina d’anni fa”, prosegue l’AD e DG di Banca Generali. La velocità di internet ha poi condotto a nuovi modelli fintech, all’Open Banking e all’Open Finance, a cui si è sommata la rivoluzione della blockchain e delle monete digitali. In un contesto di tale portata emergono “nuove necessità di specializzazione che comprendano la digitalizzazione dei processi, l’analisi dei dati e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale”, anche in un’efficace ottica di Digital Wealth Management.

Banca Generali: Digital Wealth Management, il ruolo del capitale umano rimane centrale

La portata del cambiamento “è enorme”, come evidenziato da Gian Maria Mossa: un panorama in cui si inseriscono anche i rischi di frode – ad esempio da parte dei criptopirati – e altri aspetti quali il rischio di disintermediazione per alcuni operatori importanti e la possibilità di esclusione di una fascia di clienti più matura, meno avvezza alla tecnologia ma più facoltosa. Rimanendo in tema di Digital Wealth Management, nello scenario italiano emerge un binomio incentrato su “voglia di digitale e bisogno di consulenza”: “In questo contesto il bisogno di consulenza diventa ancora più impellente. La tecnologia è transformational e non disruptive nel nostro mondo dei servizi finanziari”. Per l’AD e DG di Banca Generali, ben venga “l’innovazione che porti con sé semplificazione, valore ai dati, e miglioramento nell’esperienza e nel servizio bancario. Ma il ruolo del capitale umano, non solo nella comprensione e nella pianificazione dei bisogni del cliente, ma anche nell’accompagnamento a questa sfida verso la nuova frontiera del fintech, resta quanto mai centrale”. Nel Digital Wealth Management, così come nel più ampio mondo dei servizi finanziari, il percorso è ancora ricco di stimoli e “la consulenza avrà sempre più il forte vantaggio di presentarsi con la flessibilità e la prontezza alla ricezione di questi input d’innovazione” insieme alla “consapevolezza di essere custodi di quanto di più caro in ogni ambito transazionale: la fiducia”, così l’AD e DG di Banca Generali al termine dell’intervento.

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Municipia S.p.A.: soluzioni e piattaforme per accelerare la trasformazione digitale dei Comuni

Innovare nei servizi pubblici significa ripensare i processi rendendo la gestione pubblica più semplice, efficiente, trasparente, sicura, sostenibile, meno costosa: l’impegno di Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering, per i Comuni di ogni dimensione.

Municipia S.p.A.

Municipia S.p.A.: ammodernamento del sistema pubblico, servizi online efficienti per avvicinare cittadini e imprese all’Ente

La pandemia ha fatto emergere la necessità di un’accelerazione sul fronte della Digital Transformation: Municipia S.p.A., la società del Gruppo Engineering leader nel settore Smart City, lo sperimenta quotidianamente affiancando Comuni di ogni dimensione nel garantire la massima accessibilità a cittadini e imprese in una ottica di ammodernamento del sistema pubblico. Più trasparenza e semplificazione dei procedimenti amministrativi, tempi rapidi, modalità sicure di trasferimento dei dati: l’efficienza dei servizi online è fondamentale per avvicinare ulteriormente i Comuni ai cittadini e alle imprese del territorio. Non a caso nel fornire agli Enti locali soluzioni e piattaforme funzionali, Municipia S.p.A. promuove lo sviluppo di un modello di servizio pubblico digitale circolare, in linea con una Trasformazione Digitale "end-to-end" che possa migliorare la qualità della vita del cittadino e produrre al contempo risparmio economico ed efficienza amministrativa e quindi valore per la collettività.

Municipia S.p.A.: la tecnologia quale "spunto" accelerativo della trasformazione digitale dei processi

Stefano De Capitani, presidente di Municipia S.p.A., ha sottolineato in diverse occasioni l’importanza della tecnologia digitale per gli Enti locali: anche di recente, approfondendo il tema sui suoi social, ha ribadito come tale consapevolezza rappresenti "una pietra miliare nel percorso di cambiamento della cultura del settore pubblico". Emerge anche dalla Relazione 2021 del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL) sui livelli e la qualità dei servizi offerti dalle Pubbliche Amministrazioni centrali e locali alle imprese e ai cittadini che, come osserva Stefano De Capitani, "l’Italia è impegnata nelle azioni volte alla ripresa socio-economica delineata dal Pnrr. In questo contesto, la Pubblica Amministrazione, centrale e locale (con i Comuni in testa) è stata investita del ruolo di motore del rilancio del Paese, anche nei termini di competitività nell’ambito europeo". Le conclusioni, come indicato dal presidente di Municipia S.p.A., si possono considerare positive "soprattutto per la centralità con cui è inserito il tema della digitalizzazione e per la consapevolezza dimostrata riguardo all’importanza della tecnologia digitale (nelle sue forme integrate), quale "spunto" accelerativo della trasformazione dei processi sul territorio e in particolare nelle città".

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