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Massimo Malvestio: la legge Madia a cinque anni dall’approvazione, l’intervista

“Draghi dovrebbe cercare di rilanciare la legge Madia ma i partiti non glielo permetteranno”: la realtà delle municipalizzate nell’intervista a Massimo Malvestio, avvocato ed editorialista.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: gli interessi dei partiti nelle società a partecipazione pubblica

Di pochi giorni fa l’ennesima sentenza che condanna Asco Holding, la società “nei fatti governata dalla Lega”, a pagare circa 10 milioni di euro ai Comuni per aver attribuito un valore inferiore alle loro quote. Per la holding un’altra sconfitta. Per Plavisgas, il nucleo di azionisti privati di cui l’avvocato Massimo Malvestio è socio e ispiratore, invece un’ulteriore vittoria nella battaglia che porta avanti da anni per chiedere il pieno rispetto della legge Madia. “Una legge che gli enti pubblici e i partiti sembrano più impegnati ad aggirare che ad applicare” scrive “Venezie Post” che ha intervistato in merito l’avvocato trevigiano, oggi a Malta dove guida in qualità di Presidente Praude Asset Management Ltd. Secondo Massimo Malvestio la vicenda Asco Holding dimostra come i partiti non siano intenzionati a mollare la presa sulle municipalizzate: “Le società a partecipazione pubblica piacciono a tutti. Piacciono ai partiti, a tutti i partiti. Appena un partito arriva in giunta, comincia a mostrare un apprezzamento del tutto nuovo per le partecipate dell’ente. Mano a mano poi che familiarizzano con la gestione, l’attaccamento diventa morboso. Anche i giudici, compresi quelli contabili, hanno dato prova di essere spesso molto comprensivi verso queste strutture”. La legge Madia sulle società a controllo pubblico è stata approvata cinque anni fa ma, al di là di una “prima formale applicazione” che ha portato alla chiusura di alcune società “per lo più del tutto marginali”, la realtà non sembra essere cambiata.

Massimo Malvestio: la Madia, un’ottima legge e un’alternativa tra il controllo dei partiti e le privatizzazioni

Oggi la realtà non parla solamente di buone società mai vendute ma anche di una ripresa dell’espansione, come evidenzia l’avvocato Massimo Malvestio nell’intervista dello scorso 1° giugno: “Asco Holding sta comprando azioni Ascopiave. Lo stesso sta accadendo in Iren. Torino e Genova stanno comprando e pagano persino premi sul prezzo di mercato. È vero che Iren è quotata e quindi la partecipazione diretta è legittima, ma non mi pare proprio che la legge Madia legittimasse la ri-espansione. I Comuni piangono il morto dicendo che non hanno denari per l’ordinaria amministrazione, ma hanno denari per comprare azioni in borsa”. Questo dunque il quadro: i Comuni tornano ad acquistare quote di società pubbliche e raramente per gestirle bene. Perché se la natura delle società a controllo pubblico dovrebbe essere quella di garantire servizi o investimenti che i privati non trovano conveniente fare, ma che sono fondamentali per lo sviluppo di una comunità, oggi lo scopo sembra essere quello di distribuire dividendi ai Comuni e occupare posti nei CdA da parte delle seconde file dei partiti: “Di fatto è molto più facile alzare una tariffa che imporre un’imposta. I partiti hanno capito che con la gestione delle tariffe, e di un enorme patrimonio che già esiste, si possono ottenere grandi entrate per gli enti senza che nessuno protesti. Anzi: la narrazione è che gli utili sono l’effetto dell’opera di grandi manager”. Uomini spesso impreparati? Secondo Massimo Malvestio “vi sono società pubbliche dove i manager potrebbero essere stati scelti da qualsiasi privato. In altri casi invece il limite della decenza è superato di slancio”. Il problema non è “nel fatto che, in società pubbliche, i manager siano di fiducia delle forze politiche” ma che ci sono partecipate “dove il presidente ha come tratto saliente del curriculum l’avere fatto tanti anni l’autista al segretario del partito”. E anche in quest’ottica, come ribadisce l’avvocato nell’intervista ripresa anche da “Emilia Post”, la Madia si riconferma “un’ottima legge”: un’alternativa tra il controllo dei partiti e le privatizzazioni.

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Come formare i responsabili dei manufatti contenenti amianto

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Come formare i responsabili dei manufatti contenenti amianto

Un corso in presenza a Brescia il 28, 29 e 30 giugno 2021 per la formazione dei responsabili del rischio amianto. L’obiettivo è di favorire le conoscenze per la localizzazione, la caratterizzazione e la valutazione dei manufatti contenenti amianto.

 

L’amianto, benché una legge nel 1992 ne abbia bandito estrazione e impiego, è ancora largamente presente nel nostro territorio. Secondo alcune stime in Italia sono circa 10 milioni le unità immobiliari in cui si possono trovare materiali contenenti amianto e le sole coperture in cemento amianto ammontano quasi a 2 miliardi di metri quadri.

 

Proprio per ovviare ai rischi correlati alla presenza di amianto nelle strutture edili, il Decreto ministeriale 6 settembre 1994 indica che dal momento in cui viene “rilevata la presenza di materiali contenenti amianto in un edificio, è necessario che sia messo in atto un programma di controllo e manutenzione al fine di ridurre al minimo l’esposizione degli occupanti”. E il proprietario dell’immobile e/o il responsabile dell’attività che vi si svolge dovrà “designare una figura responsabile con compiti di controllo e coordinamento di tutte le attività manutentive che possono interessare i materiali di amianto”.

 

Tuttavia per questa figura, denominata “Responsabile del Rischio Amianto” (RRA), in questi anni non sono state ancora fornite chiare indicazioni sulla durata del percorso formativo, sugli enti formatori e sui contenuti dei corsi di formazione.

 

Il nuovo corso per il responsabile dei manufatti contenenti amianto

Proprio per riuscire a fornire comunque una formazione adeguata a queste figure professionali così importanti per la prevenzione del rischio amianto, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza a Brescia il 28, 29 e 30 giugno 2021 un corso di 24 ore in presenza dal titolo “Responsabile dei manufatti contenenti amianto con compiti di controllo e manutenzione”.

 

Il corso è rivolto non solo ai tecnici aventi il compito di controllare i manufatti contenenti amianto e di redigere i piani di manutenzione, ma anche a RSPP/ASPP, formatori, consulenti, coordinatori e tecnici della prevenzione. E ha l’obiettivo di favorire le conoscenze per la localizzazione, la caratterizzazione e la valutazione dei manufatti contenenti amianto.

In particolare, verranno fornite le competenze necessarie per:

  • riconoscere le diverse tipologie di materiali contenenti amianto ed il grado di rischio causato dall’esposizione ad esso;
  • redigere il programma di controllo e manutenzione, l’informativa agli occupanti ed i report annuali.

 

Il docente del corso in presenza sarà Marco Magro, consulente e formatore esperto sicurezza sul lavoro e tematiche relative all’amianto.

 

Le competenze necessarie per i responsabili del rischio amianto

La normativa prevede che il Responsabile del Rischio Amianto (RRA) coordini le attività di manutenzione che possono riguardare i materiali contenenti amianto (MCA) e che sia di supporto in merito a diverse attività inerenti il rischio amianto.

 

In questo senso sono diverse le competenze necessarie.

Ad esempio:

  • saper coordinare e gestire al meglio le attività di manutenzione sui materiali contenenti amianto;
  • accertare la presenza di MCA per assistere il proprietario e/o il responsabile nelle attività di censimento;
  • saper utilizzare adeguate metodologie per la valutazione dei rischi associati alla presenza dei materiali;
  • gestire le attività di custodia in modo codificato redigendo il piano di controllo e manutenzione sui MCA;
  • conoscere le tecniche di bonifica e i rischi, oltre che i costi, a queste associate in modo da indirizzare al meglio il proprio committente;
  • gestire adeguatamente la comunicazione del rischio.

 

Il programma e le informazioni sul corso

Il corso di 24 ore in presenza “Responsabile dei manufatti contenenti amianto con compiti di controllo e manutenzione” si svolgerà dunque nei giorni 28, 29 e 30 giugno 2021 (9.00/18.00), con esame pratico finale, a Brescia presso la sede di AiFOS Service in Via Branze, 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia

 

Questi alcuni degli argomenti affrontati nelle tre giornate:

  • Normativa italiana e regionale sull’amianto
  • Tipologie materiali contenenti amianto
  • Le malattie principali connesse all’esposizione alle fibre di amianto
  • Modalità di protezione dalle fibre
  • Modalità di campionamento (campioni massivi e aria)
  • Monitoraggi delle fibre aereodisperse
  • Metodologie di analisi
  • Compilazione schede di censimento
  • Indici di valutazione (versar, regionali)
  • Cenni normativi lavori in quota
  • Valutazione del rischio amianto
  • Predisposizione programma di manutenzione e controllo
  • L’informativa agli occupanti
  • Verifica requisiti operatori amianto e procedure bonifica
  • FAV
  • Gestione rifiuti
  • Sorveglianza sanitaria
  • Responsabilità e sanzioni
  • Uso DPI e vestizione/svestizione
  • Protezione del respiro e fit-test
  • Posizionamento campionatori
  • Campionamenti e valutazioni in campo.

 

Il corso è valido come 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati seconda area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro), Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/responsabile_dei_manufatti_contenenti_amianto_con_compiti_di_controllo_e_manutezione

 

 

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

10 giugno 2021

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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I motivi per cui non riesci a perdere peso

Sono diverse le ragioni che portano le persone a sentire la necessità di perdere peso, dall’arrivo della prova costume a problematiche legate alla salute o semplicemente per fini estetici. Eppure, non tutti riescono nell’intento nonostante siano attenti nell’alimentazione e diligenti dal punto di vista della giusta dose di attività sportiva e fisica. Il dimagrimento, infatti, non è un processo meccanico valido per tutti; molte persone si affidano a consigli trovati sulla rete o a diete riciclate nel tempo, non pertinenti con la propria condizione fisionomica. Ovviamente, questa è solo una delle tante circostanze che possono causare un rallentamento in merito alla perdita di peso o addirittura ostacolarla. Un aiuto concreto per chi affronta con difficoltà un percorso di dimagrimento è offerto dalle eccezionali qualità di Slim4vit, che trovi sul sito slim4vit.fit. Si tratta di un prodotto unico nel suo genere per composizione e concretezza dei risultati.

I nemici del dimagrimento

Come accennato precedentemente, è piuttosto comune per alcune persone riscontrare una certa difficoltà nel perdere peso e i motivi sono piuttosto vari e soggettivi. Un esempio pratico può essere la differenza di massa muscolare; quando si tende a confrontare la propria dieta e i rispettivi progressi con altre persone, spesso si può notare come il processo di dimagrimento sia diversificato. Questo perché esistono fisicità maggiormente tendenti ad ingrassare, per cui è necessario optare per un regime alimentare e di attività fisica più rigido rispetto a chi ha un metabolismo maggiormente attivo e veloce. Un altro aspetto fondamentale legato al dimagrimento è senza dubbio la qualità e durata del sonno; è risaputo infatti che chi dorme meno di 6 ore a notte troppo spesso, possa riscontrare maggiori difficoltà nel perdere peso rispetto a chi ha un’attività di sonno regolare e sana. Non meno trascurabile è il concetto di responsabilità e serietà; quando si affronta un percorso nutrizionale, magari accostato ad attività fisica regolare, è assolutamente necessario seguirne alla lettera le direttive. Cedere facilmente o cadere spesso nella tentazione di mangiare cibi poco sani possono rovinare tutti gli obbiettivi raggiunti fino a quel momento.

I migliori prodotti per dimagrire

Un percorso di dimagrimento che si rispetti deve necessariamente seguire un regime alimentare studiato per la persona singola, certamente correlato ad un programma di allenamento volto a stimolare la perdita di peso e tonificare il corpo. Ovviamente, lo sviluppo delle ricerche e studi in merito, ha portato alla nascita di prodotti integrativi capaci di sopperire alle mancanze alimentari o alla carenza di energie, ma soprattutto prodotti in grado di portare ad un dimagrimento regolare senza dover ricorrere fin da subito alle fatiche dell’attività fisica o a diete estremamente restrittive senza un minimo di gradualità. Un esempio eccezionale è Slim4vit; si tratta di un composto che già dalla prima settimana di assunzione genera effetti positivi e concreti. Gli effetti che si riscontrato dopo soli 7 giorni sono una notevole perdita di peso e gonfiore, questo grazie alla capacità di questo composto di bruciare più velocemente i grassi, velocizzare il metabolismo e di convertire in energia utile i grassi e gli alimenti consumati.

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La soluzione di Gruppo Green Power permette di beneficiare del Superbonus 110%

Superbonus 110% è la detrazione fiscale varata dal Governo e dedicata alla riqualificazione energetica degli immobili: con un team di esperti, Gruppo Green Power offre ai propri clienti una soluzione per beneficiare di tale incentivo.

Gruppo Green Power

Superbonus 110%: il servizio a 360° di Gruppo Green Power

Incentivare la riqualificazione energetica degli edifici con un’agevolazione del 110% sulle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 30 giugno 2022, termine prorogabile di altri 6 mesi per i condomini che a quella data abbiano completato i lavori per almeno il 60%: è l’obiettivo del Superbonus, inserito dal Governo italiano nel D.L. Rilancio 34/2020. Gruppo Green Power offre la consulenza del proprio team di esperti per ottenere il bonus fiscale guidando le famiglie durante tutto il processo. Dalle operazioni di verifica (che comprendono i sopralluoghi necessari, le verifiche catastali e il rilascio del pre-Attestato di Prestazione Energetica – APE), al completamento delle pratiche amministrative fino alla scelta dei prodotti più adatti all’ottimizzazione energetica. La misura di incentivazione prevede che gli interventi di riqualifica debbano consentire il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio. La soluzione messa a disposizione da Gruppo Green Power permette di godere delle detrazioni fiscali, limitare i costi energetici del proprio immobile e incrementare il valore dell’edificio.

Gruppo Green Power: storia e core business dell’azienda

Fondato nel 2010 a Mirano (VE), Gruppo Green Power è diventato in poco tempo uno dei leader nazionali nel settore delle energie rinnovabili: l’azienda offre al mercato domestico servizi e prodotti di efficientamento energetico quali pannelli fotovoltaici, pompe di calore, climatizzatori, accumulatori e sistemi ibridi. L’etica del Gruppo è in linea con gli obiettivi stabiliti dal Ministero dell’Ambiente volti a ridurre l’inquinamento prodotto dai combustibili fossili. Le soluzioni proposte ai clienti sono totalmente orientate al risparmio energetico. A tal proposito l’attività di Gruppo Green Power mira a conciliare il benessere con il rispetto per l’ambiente: i servizi offerti garantiscono comfort e sicurezza e supportano lo sviluppo sostenibile. “Abbiamo intrapreso un percorso capace di offrire le migliori soluzioni sul mercato italiano che assicurano alti standard per il risparmio energetico e il vostro benessere e capaci di contribuire a garantire un futuro sano alle generazioni di domani”.

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Terna, guidata da Stefano Donnarumma, continua a investire su digitale e Open Innovation

Alla guida di Terna dallo scorso maggio, Stefano Donnarumma ha avviato un percorso che vede nelle nuove tecnologie e nel digitale una tappa indispensabile per abilitare la transizione energetica.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: con ‘Driving Energy’ 900 milioni per digitale e innovazione

Raggiungere gli obiettivi sulle emissioni tracciati da Green New Deal europeo e Piano Nazionale Integrato Energia e Clima è la sfida principale di Terna. Il gestore della rete elettrica ad alta tensione è costantemente impegnato nel rafforzamento del suo ruolo come abilitatore e regista italiano della transizione energetica. Un impegno messo nero su bianco dal Piano Industriale 2021-2025 promosso dall’AD e DG Stefano Donnarumma. Sono quasi 9 miliardi gli investimenti, di cui il 95% per loro natura sostenibili, che il Gruppo ha deciso di mettere in campo nei prossimi 5 anni. Poco più della metà andrà allo sviluppo della rete nazionale, in particolare nelle regioni del Sud e nei collegamenti con le isole. Circa 900 milioni saranno invece dedicati all’innovazione. Si tratta di risorse indispensabili per portare a termine la trasformazione digitale sia dell’azienda che delle infrastrutture. Big data, intelligenza artificiale, controlli da remoto: nel progetto di Stefano Donnarumma le nuove tecnologie rappresentano per Terna non solo un’opportunità in termini di efficienza di rete e servizi, ma soprattutto uno strumento indispensabile per raggiungere la transizione energetica.

Stefano Donnarumma: Terna investe su start up e Open Innovation

Sono diverse le attività coinvolte nel processo di innovazione, che attualmente conta oltre 70 progetti già avviati. Il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma sta sperimentando in primis nuovi sistemi di analisi e manutenzione della rete elettrica, impiegando anche sensoristica avanzata e intelligenza artificiale con lo scopo di sviluppare la manutenzione predittiva. L’obiettivo è rendere la rete sempre più sicura, capace di gestire flussi ed elaborare dati in tempo reale, come per il progetto "IoT4TheGrid", partito in Veneto nel 2018. Una sfida che ha intenzione di affrontare avvalendosi anche di "aiuto" esterno. Grazie al suo approccio di Open Innovation, Terna è infatti alla costante ricerca di start up innovative, PMI, università e centri di ricerca che possano offrire idee sempre più innovative applicabili al settore energetico. E non solo: il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma intende sfruttare le potenzialità delle nuove tecnologie anche nella formazione. Ne sono un esempio le sessioni di realtà virtuale previste per permettere ai tecnici di simulare in tutta sicurezza sia interventi standard che attività più rischiose.

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Potenzialità e debolezze della giovane imprenditoria italiana: “Money” intervista Alessandro Benetton

Alessandro Benetton, alla guida di 21 Invest, parla di esperienze personali e racconta la sua visione sul futuro dell’imprenditoria italiana: bisogna aiutare i giovani con percorsi di studi più pragmatici e più vicini al mondo del lavoro. L’importante è avere passione, curiosità ed essere determinati.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton su “Money”: l’Italia ha ancora grandi potenzialità

“Quando avrai trovato le risposte, saranno cambiate le domande”: questo è il mantra che Alessandro Benetton riporta nella sua recente intervista su “Money”, il monito che tutti i giovani imprenditori non dovrebbero mai dimenticare. Durante l’intervista il focus è stato incentrato sull’imprenditoria giovanile e su come migliorare la situazione lavorativa dei nostri ragazzi. L’Italia, secondo Alessandro Benetton, è un Paese ancora ricco di opportunità, che deve necessariamente innovare e progredire. “Lo sto sperimentando con le aziende che sono nel portafoglio di 21 Invest”, ha dichiarato l’imprenditore. “Questa pandemia è stata un acceleratore. Alcuni processi erano già in atto e si sono solo abbreviati i tempi. Si è rivelata un’opportunità per rivedere ed innovare il proprio modello di business, oltre che un’occasione per creare disintermediazione, attraverso nuovi canali che generano un rapporto più diretto con il consumatore e soprattutto per indirizzare importanti investimenti in nuove tecnologie e digitalizzazione”. Tra le skill fondamentali che un giovane d’oggi deve avere per fare impresa c’è sicuramente la passione: “Devi stare in fissa”, commenta Alessandro Benetton. L’importante è essere analitici e precisi, darsi degli obiettivi e perseverare. Sperimentare ed essere curiosi è la chiave per imparare.

Alessandro Benetton: spronare i nostri giovani e diminuire la distanza tra discipline e domanda di lavoro

Nell’intervista a “Money”, Alessandro Benetton ha parlato anche della sua esperienza personale con i propri figli, che oggi sono studenti negli Stati Uniti, un percorso di studi internazionale che già l’imprenditore aveva affrontato in prima persona. La scuola italiana è spesso considerata obsoleta nei suoi approcci, mentre negli USA vige maggior pragmatismo e investimenti da parte di pubblico e privati. Fondamentale è “diminuire la distanza fra ciò che si studia e ciò che le aziende chiedono, magari ricordandosi anche dell’inestimabile patrimonio storico, artistico e culturale dell’Italia.” Fare squadra e incentivare le iscrizioni ad istituti tecnici (ITS), per allinearsi anche con i numeri di Francia e Germania, è al giorno d’oggi la strada da intraprendere. “Il sistema Paese deve favorire maggiormente l’assunzione dei giovani in tutta Italia attraverso piani di flessibilità in entrata, non solo nelle grandi città”, afferma Alessandro Benetton. E per i NEET, i giovani che non studiano e non lavorano, bisogna intervenire sia dal punto di vista pragmatico che emozionale: “Troppo spesso il sistema creato dal nostro Paese fa sentire molti giovani incapaci di prendere una decisione in autonomia una volta finita la scuola dell’obbligo e spesso tra la ricerca di un impiego e la scelta di intraprendere o meno un percorso universitario si scoraggiano. Dobbiamo aiutare i nostri giovani ad essere meno timidi e più responsabili”.

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Miglior mobili a Torino: Quale sevizi cercare in mobilificio per trovarli

Se quello che cerchi sono arredi di qualità in Piemonte, potrai trovare i migliori mobilifici e mobili a Torino.

I mobilifici in Piemonte hanno una storia antichissima, risalente addirittura a prima del 600, per questo quando parliamo di servizi dovremo ricercare solo il meglio se abitiamo in Torino o dintorni.
I migliori mobilifici a Torino sono cresciuti costantemente nell’arco degli anni garantendo la possibilità di fornire sempre una maggiore qualità di servizio ai clienti, unita alla serietà e alla professionalità delle aziende. I loro fabbricanti di mobili a Torino sono stati selezionati e scelti con la massima scrupolosità, per poter essere in grado di garantire serietà, puntualità, assistenza e un ottimo rapporto qualità-prezzo. Volendo solamente raggiungere la piena soddisfazione dei loro cliente negli acquisti nel tempo.

Cosa pretendere da un mobilificio a Torino?

Il cliente deve essere veramente al centro di tutto. Fin dal primo momento in cui mette piede in sede, la missione del mobilificio deve essere infatti una sola: assicurare la massima cura al cliente e ai suoi bisogni, per garantire la piena soddisfazione ancora a distanza di anni dall’acquisto.

Il principale servizio offerto da mobilificio dovrebbe essere quello dell’arredamento della casa in tutti i suoi ambienti: dalla cucina alla camera da letto, dal bagno al soggiorno. Dovrebbe avere uno staff di arredatori scrupolosamente selezionato è sempre pronto ad accompagnare il cliente in tutte le fasi di studio e realizzazione della sua abitazione, compresa la ricerca e la pretesa di poter fornire i migliori mobili a Torino.

Inoltre deve essere naturalmente in grado di accogliere e processare richieste di mobili su misura e di lavorazioni particolari. Infatti un buon mobilificio a Torino, in omaggio alla sua tradizione, dovrebbe poter fare affidamento su una squadra di falegnami capace di realizzare elementi su misura per ogni esigenza e spazio del cliente.
Fornire le squadre di montaggio, anch’esse composte da personale altamente qualificato, per garantire ad ogni cliente un montaggio rapido e di qualità, coerentemente con la filosofia quality oriented.

Per questo il mobilificio si conferma dunque un punto di riferimento obbligato per chi cerca mobili a Torino e dintorni.

mobili torino

Alcuni servizi

Adesso vediamo più nel dettaglio i servizi che metteranno a disposizione alcuni dei migliori mobilifici a Torino:

Montaggio

Un team di montaggio interni, che seguirà i cliente a 360°, dall’ acquisto dei mobili fino al loro montaggio. Che si renderanno disponibili caso imprevisti o problematiche.

Falegnameria

Luogo dove artigiani professionisti saranno in grado di realizzare, con cura e passione, soluzioni su misura adatte ad ogni desiderio e necessità.

Arredatori e architetti

Una squadra di arredatori e architetti che seguirà il cliente con dedizione, dalla proposta di arredo per la casa, fino alla progettazione personalizzata di interni, per rispondere a ogni richiesta o esigenza del momento, selezionando scrupolosamente solo grandi marchi, scelti in base all’ottimo rapporto qualità prezzo. Il tutto senza impegni.

Assistenza post vendita

A disposizione anche dopo l’acquisto, sia per una semplice regolazione o qualsiasi possa essere la necessità, intervenendo in maniera tempestiva ma qualificata.

Progettazione computerizzata

Per iniziare a dare una forma alle idee del cliente, si avvalgono della progettazione computerizzata in 3D, dando la possibilità di vedere in anteprima come la propria casa potrà diventare.

Un buon catalogo

Qualunque sia la stanza da sistemare, è disponibile un catalogo completo e fornito in grado di andare a soddisfare il cliente rispondendo alle sue necessità.

Chi di noi non vorrebbe un aiuto a 360° quando si tratta di ristrutturare casa ? A Torino troverai la soluzione.

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Consigli per la scelta del tavolo giusto

Rinnovare il tuo arredamento può essere una grande sfida, che implica il prendere decisioni delle quali poi non puoi pentirti. Soprattutto per quel che riguarda il tavolo infatti, non è possibile sbagliare o avere ripensamenti. Per questo di seguito ti forniamo alcuni suggerimenti che ti saranno molto utili per scegliere bene.

Il colore

Il colore è un elemento fondamentale quando si tratta di personalizzare casa, anche per quanto riguarda gli arredi. Ma la longevità di un tavolo da pranzo passa anche dal suo riuscire ad integrarsi  perfettamente con l’arredo presente nell’ambiente e con quello che in futuro si andrà ad integrare. Considera che le tonalità basic come nero, grigio, marrone e bianco non passano mai di moda. Inoltre, sono lo sfondo ideale per evidenziare qualsiasi colore più vivace che deciderai di incorporare nel tuo arredamento. Se hai dei bambini o animali irrequieti, ti suggeriamo di evitare il bianco opaco e i legni dai toni chiari.

La base del tavolo

Può sembrare una decisione puramente estetica, ma la base del tuo nuovo tavolo da pranzo influenzerà sicuramente il modo in cui lo utilizzerai. Se stai cercando di ospitare il maggior numero di persone su un tavolo con base regolare, scegli un design con piedistalli per evitare che le gambe del tavolo mettano a disagio i commensali. I piedistalli sono anche ottimi per liberare spazio laddove questo scarseggia. I tavoli con grandi superfici possono promettere ampio spazio per tutti, ma se hanno una struttura complicata non sarà così facile riuscire a sedersi tutti insieme. E c’è solo un modo per evitare difetti di progettazione ben nascosti…optare per i bellissimi tavoli di design.

Questi sono realizzati artigianalmente, li puoi visionare su baudesign.it, e rappresentano tutta la creatività e la bellezza della lavorazione artigianale unita alla creatività, il che li rende delle vere e proprie opere d’arte nel tuo salotto.

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Le lampade artistiche

Cosa fare quando in casa vi è una zona particolarmente buia che non riesce a ricevere luce a sufficienza dalle finestre e che non viene illuminata adeguatamente nemmeno dalle luci artificiali che abbiamo posizionato a soffitto?

È una domanda che sono in tanti a porsi e che trova una risposta efficace in tutte quelle opzioni alternative di illuminazione che oggi il mercato mette a disposizione e che gli interior designers più famosi amano utilizzare. Parliamo ad esempio delle lampade a parete che sono perfette per andare a creare un particolare gioco di luce sul muro e ad esempio andare ad evidenziare determinati quadri o arredi come librerie o altro tipo di ripiano.

Esistono inoltre tantissimi modelli differenti di lampade artistiche che possono essere posizionate dove riteniamo necessario e che possono offrire tutta la propria luce svolgendo comunque una funzione duplice. Da un lato infatti queste servono a garantire l’apporto di luce necessario per poter far risaltare ogni angolo di casa che eventualmente rimarrebbe buio, queste hanno anche il grande vantaggio di apportare un contributo artistico non indifferente in casa in quanto rappresentano tutta la creatività e la manualità dell’artigiano che li ha realizzati.

Una lampada artistica è dunque ciò di cui hai bisogno se al momento la tua necessità è quella di illuminare una zona particolare di casa cercando al tempo stesso di apportare del valore per quel che riguarda il lato artistico e dunque l’impatto visivo. Puoi considerare inoltre, in base al tipo di illuminazione che desideri ottenere, anche le cosiddette lampade da terra le quali possono essere posizionate laddove necessario e offrire un miglior livello di illuminazione senza chiaramente che vi siano particolari pretese per quel che riguarda l’aspetto estetico e dunque Il design. Ad ogni modo le opzioni a tua disposizione sono veramente numerose per quel che riguarda la scelta, sta a te decidere in base alla situazione specifica.

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Economia cinese, al ripresa è così forte da costringere la PBoC a intervenire

In Cina l’uscita dalla crisi pandemica è avvenuta prima degli altri Paesi. E’ stata il primo Paese a recuperare le perdite di produzione, anche in modo robusto.
Addirittura l’economia cinese corre a un passo così spedito, da costringere la banca centrale nazionale a intervenire per evitare un eccessivo surriscaldamento attorno alla sua valuta.

Quanto corre l’economia cinese

economia cineseSe guardiamo ai profitti industriali, si può vedere nella Cina una progressione che non si vede in nessuna altra grande economia. La crescita continua ad essere robusta mese dopo mese, ed è sostenuta in parte da effetti di base, ma anche da una produzione industriale che continua ad essere solidissima.

Profitti industriali senza freni

Il settore che sta facendo da traino è quello minerario e dei metalli, assieme a tutti quelli ad essi connessi. L’aumento dei prezzi delle materie prime, in primo luogo rame e acciaio, ha soffiato forte nelle vele di questo trend e chi fa day trading l’ha visto bene.
Ma anche chimica, telecomunicazioni e macchinari sono settori dove i profitti sono robusti, grazie al forte ciclo globale del settore manifatturiero.
Anche per questo motivo i titoli azionari cinesi hanno registrato performance eccezionali nei maggiori indici globali. Perché il Paese ha dato prova di avere capacità di crescita uniche.

Il sostegno cauto ma deciso della politica

Nel frattempo la politica cinese non registra nessuna brusca inversione di marcia, e anzi rimane orientata a un approccio stimolante. Ma senza eccessi, perché per passare da una crescita forte a una crescita troppo forte, il passo è breve e si potrebbe generare un gap down tecnico.
In sostanza Pechino si è impegnata a evitare una brusca inversione di marcia, nel passaggio dagli stimoli all’irrigidimento – pur adeguando l’entità dei sostegni – e ha definito una linea d’azione coerente con l’impegno assunto.
E così la Banca Popolare Cinese ha aumentato il livello di riserve obbligatorie per i depositi in valuta estera. Motivo? L’eccessivo apprezzamento dello yuan rispetto al dollaro. Ciò infatti rappresenta una minaccia per l’export del Paese.

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Atitech, prestito da Iccrea, CDP e Banco Bpm. Gianni Lettieri: “Al lavoro per polo aeronautico”

L’obiettivo di Atitech è creare un polo di manutenzione aeronautica. Il sostegno finanziario del mondo bancario è sintomo delle potenzialità dell’azienda, ha dichiarato Gianni Lettieri.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: Atitech eccellenza in un settore strategico

Atitech intende lasciarsi alle spalle le difficoltà causate dall’emergenza sanitaria e proseguire nel percorso di crescita avviato negli ultimi anni. Il prestito di 15 milioni ricevuto da Banca Iccrea va proprio in questa direzione. Il Presidente Gianni Lettieri ha specificato che si tratta della prima fase di un’operazione più ampia che vede coinvolti, oltre alla nuova divisione Impresa di Iccrea Banca in qualità di agent e arranger, anche Cassa Depositi e Prestiti e Banco Bpm per un finanziamento complessivo di 25 milioni. Risorse che la realtà di Capodichino utilizzerà per il rilancio post pandemia e per continuare a mantenere la leadership nel settore delle manutenzioni aeronautiche. “Se da una parte dobbiamo ringraziare il sistema creditizio per aver creduto nell’iniziativa – ha detto Gianni Lettieri – dall’altra devo riconoscere il grande contributo del Management e delle maestranze che sono la vera forza di questa azienda”.

Gianni Lettieri: ricreare polo italiano delle manutenzioni aeronautiche

Nata nel 1989 da una costola di ATI (Aero Trasporti Italiani, poi rilevata da Alitalia), oggi Atitech è una realtà riconosciuta a livello internazionale e ricopre una posizione di leadership nel mercato Emea. Tra gli oltre 50 clienti, compagnie aeree come Ryanair e Gruppo Lufthansa, oltre al supporto fornito a Guardia di Finanza e Aeronautica. Per Gianni Lettieri l’azienda di Capodichino “rappresenta una eccellenza in un settore strategico per il Paese e per il territorio”. Il finanziamento ottenuto da Iccrea, che beneficia della garanzia Sace Italia al 90%, verrà investito per dare impulso agli investimenti su efficientamento energetico, sviluppo della green economy e crescita in Italia. Forte delle sue potenzialità e dell’atteso rilancio economico, Atitech guarda già al futuro: “Ora bisogna lavorare per ricreare in Italia il polo delle manutenzioni aeronautiche – ha dichiarato Gianni Lettieri – che va dai motori ai componenti e a tutto quanto ruota attorno all’ aeromobile, una infrastruttura essenziale per il Paese”.

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Enel, il 10% di Open Fiber va a CDP. Francesco Starace: “Fibra unica interessante tra 3-5 anni”

Oggi Open Fiber è il primo operatore wholesale in Italia e il terzo in Europa. Con l’acquisizione di CDP, ha spiegato Francesco Starace, sarà possibile raggiungere i traguardi sulla copertura di fibra nel Paese.

Francesco Starace

Francesco Starace: “Open Fiber una delle cose più belle fatte da Enel in questi anni”

La rete unica non è più una priorità. Per Francesco Starace il discorso su un’eventuale fusione tra Open Fiber e Tim “sarà più interessante fra 3-5 anni”. Lo ha dichiarato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel in un’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”. Il manager è intervenuto in merito alla recente decisione di cedere la propria quota a Cassa Depositi e Prestiti: Enel ha infatti deciso di accettare la proposta di CDP sul 10% di Open Fiber detenuto dalla multinazionale. “È stata una delle cose più belle fatte da Enel in questi anni – ha detto l’AD di Enel, che poi ha sottolineato – Open Fiber ha cablato oltre 11 milioni di case, è il terzo operatore europeo, il primo italiano”. Per concludere l’operazione bisognerà attendere alcuni mesi: “È necessario il parere dell’Antitrust europeo” ha spiegato Francesco Starace. Nel frattempo “anche le banche finanziatrici dovranno dare il via libera sul cambiamento azionario e il governo si deve esprimere ai sensi della normativa sul golden power”.

Francesco Starace: “Sulla copertura digitale approfittare del Recovery”

L’acquisizione del 10% di Open Fiber da parte di Cassa Depositi e Prestiti, ha ricordato l’AD di Enel, rientra nella strategia dell’operatore wholesale. “L’aumento di capitale – ha dichiarato Francesco Starace – faceva parte del business plan. Era un impegno contingente, cioè legato alle necessità. Poiché stiamo vendendo lo facciamo ora per lasciare alla società una dote robusta per lo sviluppo futuro”. Ora bisogna proseguire sugli obiettivi di copertura digitale: per farlo sarà necessario puntare sulle risorse messe in campo dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Ciò non vuol dire scartare l’idea della rete unica, ha precisato l’AD di Enel: “Il vero problema oggi è cosa dobbiamo fare per accelerare la copertura digitale approfittando dell’opportunità del Recovery Fund. E poiché quei fondi sono allocati su base competitiva – ha ricordato Francesco Starace – forse avere più di una rete che compete su aree da coprire risolve qualche imbarazzo e il problema dell’allocazione dei fondi”. Open Fiber continuerà nel suo progetto di copertura del Paese: oggi l’operatore sta già recuperando sui ritardi accumulati nei primi anni del progetto. CDP, che ne deterrà il 60% una volta conclusa l’operazione con Enel, si è impegnata ad apportare nuove risorse prima del closing, finalizzate a sostenere l’accelerazione del piano di sviluppo della rete infrastrutturale.

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Gli interventi di Serenissima Ristorazione per gli istituti romani

Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, ha parlato del piano dell’azienda per le scuole in cui opera nel Municipio IX di Roma. Coinvolti più di 8mila alunni e studenti suddivisi tra asili nido, scuole dell’infanzia e primarie.

Serenissima Ristorazione

Il piano di Serenissima Ristorazione per le scuole gestite nel Municipio IX di Roma

Tre differenti tipologie di intervento in più di 50 scuole e dieci asili nido, che vedono la partecipazione di oltre 8mila alunni e studenti. Questo prevede il nuovo planning di Serenissima Ristorazione per gli istituti gestiti nel Municipio IX di Roma, che a fronte di un investimento totale di 300mila euro punta sul contenimento dell’impronta ambientale delle attività, su una educazione alimentare veicolata con metodi facili e divertenti e sull’impiego di nuovi macchinari che semplificano il lavoro degli operatori. In particolare, si prevede l’utilizzo di frigoriferi professionali e refrigeratori, unitamente a forni di recente costruzione che contribuiranno a diminuire gli sprechi di energia in una percentuale variabile tra il 30% e il 50%, sempre garantendo la conservazione delle pietanze alle migliori temperature e con le proprietà organolettiche dei prodotti impiegati. L’implementazione di specifiche presse pneumatiche avrà poi come conseguenza la diminuzione della massa dei rifiuti in una misura tra il 66% e l’80%. Caratteristica imprescindibile del nuovo intervento di Serenissima Ristorazione è l’importanza attribuita all’educazione al cibo, che si articolerà in tre iniziative diversificate a seconda dell’età dei partecipanti. Per le scuole primarie sono stati pubblicati due fumetti online, allo scopo di favorire il consumo consapevole dei prodotti alimentari. Gli alunni delle scuole dell’infanzia studieranno invece sulle tavole colorate della “Mensa a colori” i concetti principali relativi alla nutrizione. I bimbi degli asili nido, infine, impareranno divertendosi grazie al gioco interattivo “Il carrello della spesa”.

Serenissima Ristorazione: le soluzioni in favore dei lavoratori

Nel piano è stata riservata particolare importanza al miglioramento delle condizioni di lavoro dei dipendenti attraverso l’impiego di sistemi e soluzioni che minimizzano lo sforzo fisico. Tra questi vale la pena citare macchinari ad elevato tasso di tecnologia con procedure automatizzate che supportano il lavoratore nelle mansioni più ripetitive e stoviglie con un peso ridotto tra il 50% al 90% al fine di facilitarne il trasporto. “Siamo consapevoli di quanto oggi per ogni azienda sia importante garantire un servizio di qualità, rispettoso dell’ambiente e che metta al primo posto le necessità delle persone (in questo caso dei bambini) e dei dipendenti” – queste le parole di Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione. “Per questo motivo abbiamo pensato che il nostro nuovo piano per le scuole di Roma dovesse comprendere tutti questi elementi. Alla nostra esperienza nei campi della ristorazione e della sanificazione abbiamo dunque unito l’expertise di una società specializzata nella Kids Communication. Il risultato è un piano d’azione che, tra l’altro, prevede un programma di educazione alimentare appositamente pensato per le esigenze delle diverse classi di età considerate. Non nascondo che la grave crisi causata dalle chiusure imposte dal Covid ha prodotto serie difficoltà nel nostro settore con numerose aziende che hanno dovuto riconsiderare i propri piani ed investimenti per il futuro. Da parte nostra non abbiamo mai mollato, ma ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo elaborato un nuovo modello di preparazione e consegna dei pasti che rispetta tutti i più alti standard di sicurezza alimentare evitando qualsiasi contaminazione. Questo era e rimane il nostro obiettivo primario. Oggi più di ieri”.

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“Top500 Imprese Controvento”: il Presidente Gianpietro Benedetti parla dei traguardi di Gruppo Danieli

“Per i prossimi 3/5 anni la strada è ormai tracciata”: Gianpietro Benedetti, Presidente di Gruppo Danieli, ha le idee molto chiare sul futuro del settore e sull’azienda che guida. Ne ha parlato in una video intervista rilasciata a “Nordest Economia” in occasione dell’evento digitale “Top500 Imprese Controvento”.

Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti all’evento digitale di “Nordest Economia”

Una fabbrica d’acciaio su livello regionale: questo è il traguardo raggiunto da Gruppo Danieli, un risultato che la società industriale tra le più importanti del Nordest celebra con orgoglio. “Per i prossimi 3/5 anni la strada è ormai tracciata”, ha dichiarato il Presidente Gianpietro Benedetti durante l’evento digitale “Top500 Imprese Controvento”, organizzato al Teatro Verdi di Trieste da “Nordest Economia”. “L’attività siderurgica nasce da una ricerca che può durare 10 o 15 anni. Danieli ha speso 140 milioni di euro annui in media nella ricerca e nei prototipi: oggi siamo in grado di presentarci al mondo con il minimold del futuro. Una fabbrica di acciaio regionale, che esclude i grandi processi e punta a una logistica contenuta ma che resta competitiva, anche con una piccola produzione”. Si tratta di una siderurgia regionale compatta, che riesce a essere competitiva anche contro i grandi complex. Tale modello è vantaggioso anche dal punto di vista ambientale, grazie alla tecnologia e a una massa ridotta e meglio gestibile. “È un concetto rivoluzionario perché unico”, ha dichiarato il Presidente Gianpietro Benedetti.

Gianpietro Benedetti: Gruppo Danieli punta a diventare sempre più europeo

Durante la video intervista, c’è stato spazio anche per parlare dei futuri progetti e delle prospettive di crescita di Gruppo Danieli. L’Asse con Metinvest punta alla creazione di un nuovo impianto da due miliardi e mezzo che guardi anche all’Europa. Gianpietro Benedetti ha sottolineato che per quanto riguarda gli obiettivi di crescita, i programmi di espansione si basano soprattutto sulla fabbricazione dell’acciaio: “Ci immaginiamo di crescere dagli 800 milioni a oltre un miliardo. Non vogliamo crescere per il puro gusto di farlo”, ha sottolineato Gianpietro Benedetti, “ma puntiamo a essere sempre più europei, così da mediare le flessioni di mercato italiane con quelle dell’UE”. Negli anni il Gruppo si è impegnato per aumentare le attività mantenendole però concentriche al core business, cioè la siderurgia. La diversificazione va invece limitata, per riuscire ad emergere ed eccellere proprio in ambito siderurgico, diventando sempre più un punto di riferimento internazionale nel settore.

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Come accelerare il metabolismo senza assumere farmaci

Il metabolismo lento è una delle cause più comuni di sovrappeso. Accade spesso che, nonostante si conduca una dieta ipocalorica, l’ago della bilancia rimanga fermo al punto di partenza. Le ragioni di un metabolismo bloccato sono da imputare a svariati fattori, tra cui: vita sedentaria, stress, dieta totalmente squilibrata, non assunzione di integratori naturali efficaci e digiuno prolungato. La convinzione più comune, tra chi desidera perdere peso, è che sia necessario ridurre drasticamente le calorie assunte nell’arco della giornata per raggiungere il proprio peso forma. In realtà ciò provocherebbe a lungo andare un rallentamento del metabolismo, portando così ad un calo del dimagrimento. Dopo poco tempo il corpo, in uno stato di deficit prolungato, si abituerebbe all’assunzione delle poche calorie, e lavorerebbe in uno stato dormiente, limitando la possibilità di smaltire grassi e calorie durante le ore della giornata. Per questo è bene seguire una dieta bilanciata in base ai propri parametri, e non iniziare piani alimentari fai da te.

In commercio esistono tanti integratori naturali che agiscono come aiuto per accelerare il metabolismo, promettendo un dimagrimento più rapido. In realtà, non tutti agiscono in maniera così evidente, e il più delle volte sono soldi sprecati. Gli integratori non sono tutti uguali, perché non tutti hanno i medesimi eccipienti e gli stessi quantitativi. Non basta assumere un integratore al cui interno è presente ad esempio la Garcinia Cambogia, le cui proprietà sono famose per accelerare il metabolismo, se questa è in un quantitativo inferiore alla media. Un integratore per agire realmente in maniera sicura deve contenere all’interno degli estratti naturali di sostanze che portino ad avere risultati sperati. É il caso delle compresse di Ideal Slim, uno dei migliori integratori presenti in commercio. Puoi acquistare il prodotto su www.idealslim.net. È composto da ingredienti 100% organic nelle misure giuste, come: estratto di Garcinia Cambogia, fibre di Mela, L-carnitina ed estratto di Foglie di Tè Verde. Per questo è bene se si vuole realmente raggiungere un risultato sperato, permettere al metabolismo di lavorare a pieno ritmo e bruciare grassi e calorie, aiutando il proprio organismo con un integratore di qualità.

Dimagrire camminando 30 minuti al giorno

Condurre una vita attiva, e ridurre quanto più possibile la sedentarietà, è uno dei modi per permettere al metabolismo lento di riprendere a funzionare a pieno regime. Quando si pratica sport l’organismo produce le molecole di endorfine e serotonina: gli ormoni che abbassano il livello di stress. É consigliato perciò, anche a chi non ama praticare attività fisica, svolgere una piccola passeggiata di almeno 30 minuti per permettere all’organismo di bruciare più rapidamente. Esistono piccoli trucchi per accelerare il metabolismo senza particolare sforzo. Ad esempio, è buona abitudine, quando è possibile, ridurre l’utilizzo dell’auto e preferire una camminata, o dimenticarsi dell’ascensore e salire le scale. Sono tutte pratiche che se svolte quotidianamente hanno un effetto positivo sullo stato di salute dell’essere umano.

L’importanza dell’alimentazione

Digiunare non è certamente il modo giusto se si vuole accelerare il metabolismo lento. Ridurre la calorie in maniera drastica è proprio la strada da non percorrere se si desidera dimagrire e raggiungere quanto prima il proprio peso forma. É stato scientificamente dimostrato che, per avere un metabolismo efficiente, è necessario svolgere pasti meno abbondanti ma più frequenti. Cinque, sei spuntini, ad una distanza di circa 2/3 ore tra loro, permettono di svegliare l’organismo, e bruciare molto più rapidamente le calorie assunte. L’idea di mangiare poco, e poco frequentemente, è totalmente errato e non porta a nessun risultato.

I segreti per accelerare il metabolismo senza assumere farmaci

É quindi importante comprendere che per accelerare il metabolismo, ed ottenere così un corpo tonico e in salute non è necessario assumere farmaci. Si può raggiungere il proprio peso ideale con i giusti integratori naturali, mangiando bene, e praticando almeno 30 minuti di camminata al giorno.

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L’importanza di bere un’acqua equilibrata

L’acqua che beviamo apporta al nostro organismo sali minerali imprescindibili per la nostra salute, ed è bene per questo accertarsi che la qualità dell’acqua che assumiamo sia sempre eccellente.

È possibile infatti, che l’acqua del rubinetto che quotidianamente assumiamo possa essere particolarmente ricca di sostanze potenzialmente pericolose per la nostra salute se assunte a lungo, e tra queste sicuramente il cloro ma anche il calcare e alcuni metalli pesanti.

Per evitare di entrare in contatto con questi elementi potenzialmente dannosi per il nostro organismo, ed avere al tempo stesso la certezza di bere un’acqua assolutamente equilibrata e salutare, la soluzione più efficace è quella di adottare uno degli impianti di depurazione Newline  .

Questi efficienti depuratori di ultima generazione garantiscono un’acqua pura e perfettamente bilanciata in ogni situazione, sia che l’utenza sia collegata all’acquedotto pubblico che ad un pozzo.

I depuratori ad osmosi inversa Newline  (li puoi visionare su www.newlinesaluteebenessere.it/) consentono di filtrare dall’acqua tutte quelle sostanze sopracitate e potenzialmente dannose per la salute, regalando così tutta la libertà del poter bere un’acqua veramente sicura e benefica per l’organismo intero.

Non dovrai più vivere con il sospetto che l’acqua che bevi possa essere dannosa per la salute tua e della tua famiglia, e non dovrai più bere sentendo ogni volta quel retrogusto amaro causato probabilmente da un eccesso di ferro. Perché infatti rischiare o sobbarcarsi le pesanti (e costose) casse d’acqua del supermercato, quando è possibile usufruire di un impianto che semplifica la vita e consente al tempo stesso di risparmiare?

Newline  fornisce inoltre assistenza tecnica ai propri clienti, per questo ti sarà possibile ricevere in casa la visita di un tecnico qualora necessario. È sufficiente invece contattare il recapito telefonico 0399908240 per ricevere ulteriori informazioni o per ricevere la visita di un consulente senza impegno.

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Nicola Bedin: il curriculum del fondatore di Lifenet Healthcare

Designato Presidente di Snam nel giugno 2020, Nicola Bedin ha dato vita tre anni fa a Lifenet Healthcare, nuova e moderna realtà nel panorama della sanità italiana.

Nicola Bedin

Lifenet Healthcare: ritratto formativo e professionale del fondatore Nicola Bedin

Nicola Bedin è fondatore di Lifenet Healthcare, iniziativa imprenditoriale nel settore healthcare: nata nel 2018, annovera ad oggi dieci aziende ospedaliere ed ambulatoriali tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna e dà lavoro a circa 800 persone. Nato nel 1977 a Montebelluna, in provincia di Treviso, si è laureato in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano: il suo percorso formativo include numerose esperienze di studio all’estero presso atenei di rilievo mondiale come la University of Texas di Austin e la University of California di Berkeley. Ha frequentato inoltre il quarto anno di scuola superiore presso la Charter Oak High School, negli Stati Uniti. Nel 2001 la carriera di Nicola Bedin prende avvio in Mediobanca: lavora come analista finanziario fino al 2004, quando decide di intraprendere una nuova esperienza professionale presso il Gruppo Ospedaliero San Donato, principale operatore italiano nel settore ospedaliero.

Nicola Bedin: l’esperienza nel Gruppo Ospedaliero San Donato e la nomina a Presidente di Snam

Nicola Bedin lavora all’interno del Gruppo Ospedaliero San Donato per dodici anni, ricoprendo diversi ruoli di rilievo: designato Amministratore Delegato della capogruppo nel 2005, contribuirà a una significativa crescita dei ricavi annui che arriveranno nel 2017 a circa 1,6 miliardi di euro (nel 2005 erano circa 600 milioni). In questi anni opera inoltre come Amministratore Delegato all’interno dell’IRCCS Ospedale San Raffaele (2012-2017) e dell’Università Vita-Salute San Raffaele (2015-2017). Tra il 2016 e la fine del 2019 è Amministratore non esecutivo della quotata Italgas S.p.A., nonché Presidente del Comitato Sostenibilità e componente del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate. Dal 18 giugno del 2020 è Presidente di Snam: il più giovane a ricoprire tale incarico tra le 40 società a maggiore capitalizzazione quotate a Milano. Nicola Bedin è attivo anche in ambito accademico: attualmente insegna Economia Applicata presso l’Università degli Studi di Pavia in qualità di professore a contratto.

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Francesco Milleri, il percorso del Top Manager: incarichi in Luxottica ed EssilorLuxottica

Francesco Milleri: i traguardi conseguiti nel ruolo di Vicepresidente e AD di Luxottica e l’apporto decisivo all’operazione che ha portato alla nascita di EssilorLuxottica.

Francesco Milleri

EssilorLuxottica: ritratto biografico dell’Amministratore Delegato Francesco Milleri

È stato designato AD di EssilorLuxottica nello scorso dicembre. Insieme a Paul du Saillant, attuale Vice AD, e al suo team Francesco Milleri ha guidato il processo di integrazione tra le due società che oggi, come dicono i risultati conseguiti nel primo trimestre 2021, ha acquisito un "ulteriore slancio". È stato un "ottimo inizio d’anno", evidente nei numeri: i ricavi consolidati nel periodo gennaio-marzo ammontano a 4.060 milioni di Euro, con un incremento su base annua del 7,3% rispetto al primo trimestre 2020 (+14,3% a cambi costanti) e a +1,9% a cambi costanti sul primo trimestre del 2019. "Sebbene la pandemia ci abbia posto sfide sempre più impegnative le abbiamo affrontate con decisione, raggiungendo un aumento significativo dei ricavi che hanno superato i livelli pre-pandemia", ha commentato in merito l’AD Francesco Milleri, unitamente al Vice AD di EssilorLuxottica, sottolineando gli "importanti passi avanti" fatti in diverse aree di attività, le nuove acquisizioni e il continuo impegno "sui temi di sostenibilità e responsabilità sociale, e i programmi inclusivi", sempre "al centro della nostra mission e del nostro modello di business".

Da Abstract a Luxottica: l’iter formativo e professionale di Francesco Milleri

Francesco Milleri è Vicepresidente e Amministratore Delegato di Luxottica da gennaio 2017. Laureatosi con lode in Giurisprudenza all’Università di Firenze nel 1987, ha conseguito un MBA in Business Administration con alto merito all’Università Bocconi: in seguito alla vittoria della borsa di studio "Donato Menichella" bandita dalla Banca d’Italia, si è trasferito negli Stati Uniti dove ha avuto modo di specializzarsi in Corporate Finance alla Stern School of Business della New York University. Nel 1996 fonda Abstract, società di consulenza strategica specializzata in definizione e ingegnerizzazione dei processi aziendali. Ne è alla guida quando, in qualità di advisor, inizia a collaborare con Luxottica giocando un ruolo fondamentale nella fase di digitalizzazione dei processi di business in cui è impegnato in quegli anni il Gruppo. Interpretando la visione imprenditoriale di Leonardo Del Vecchio, fornisce un importante contributo al rinnovamento operativo e tecnologico di Luxottica occupandosi dell’ottimizzazione e dell’implementazione di processi aziendali chiave. Nel 2016 il Presidente lo chiama a lavorare stabilmente in azienda, inizialmente nel ruolo di Amministratore con funzioni vicarie: successivamente ne diventerà Vicepresidente e Amministratore Delegato. In questi anni il Gruppo registra una crescita considerevole: dal 2015 al 2019 le vendite cumulate salgono di circa il 40% rispetto al periodo 2010-2013, passando da 26 a 36 miliardi di Euro; l’utile netto cumulato cresce di circa l’80% e il valore medio del margine netto sale dal 7,5% circa a oltre il 10%. In virtù delle sue competenze, il Presidente di Luxottica gli conferisce ulteriori incarichi di fiducia, anche in assenza di ruoli formali, affidandogli un importante ruolo di garante e interprete delle strategie condivise. Francesco Milleri opera inoltre nel CdA della Fondazione Leonardo Del Vecchio e in quello dell’Istituto Europeo di Oncologia, in rappresentanza della Fondazione stessa.

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Come abituarsi a portare una dentiera

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  • 4 Giugno 2021

Perché mettere la dentiera

Molte persone hanno timore di rivolgersi ad un dentista quando soffrono di edentulia (mancanza di dentatura naturale) perché provano imbarazzo, ma anche perché l’idea di indossare delle protesi dentarie come le Dentiere Roma non è facile da accettare.

In realtà, il nostro dentista è l’unica persona in grado di aiutarci ed indirizzarci verso la soluzione più adatta alle nostre caratteristiche ed esigenze.

Le Dentiere sono spesso la soluzione più consigliata, soprattutto quando a mancare è un’intera arcata dentale, e non “solo” qualche dente. Inoltre, possono risolvere moltissimi problemi causati da questa condizione, come le difficoltà nella masticazione e nella fonazione, che possono provocare imbarazzo.

Vediamo qui cosa si può fare per abituarsi a portare la dentiera quotidianamente.

Come abituarsi a portarla

Abituarsi a portare quotidianamente una dentiera può essere difficoltoso per alcuni pazienti, per questo non bisogna mai vergognarsi a chiedere informazioni ed assistenza al proprio dentista.

Ci sono infatti alcune piccole accortezze da seguire per abituarsi ad indossare la propria protesi con naturalezza. Vediamone alcune. Una delle cose più importanti da fare è sicuramente abituarsi a masticare facilmente con la protesi.

Per farlo, è consigliabile iniziare con cibi morbidi, tagliati a piccoli pezzi. Inoltre, sarebbe bene masticare, soprattutto all’inizio, molto lentamente ed impiegare nella masticazione sia i denti di destra che quelli di sinistra.

Ma la masticazione non è l’unico fattore potenzialmente problematico, c’è anche la fonazione. Uno dei consigli più frequenti per imparare a parlare correttamente indossando la dentiera è quello di leggere ad alta voce un libro, una rivista o simili.

In questo modo il pazienta avrà la possibilità di esercitarsi nella pronuncia, consentendo allo stesso tempo alle guance, alle labbra, alla lingua di abituarsi al peso della protesi.

Infine, una cosa molto importante da fare all’inizio è indossare continuamente la dentiera, in modo che il palato, le gengive, le ossa e la bocca nel suo complesso al peso e alla struttura della protesi.

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Italgas, l’AD Paolo Gallo: “Nel 2022 la nostra rete sarà completamente digitalizzata”

L’Italia è all’avanguardia sull’approccio Open Innovation, secondo Paolo Gallo: l’AD di Italgas ha raccontato le recenti esperienze dell’azienda, alla ricerca di start up da finanziare per rafforzare la trasformazione digitale promossa negli ultimi cinque anni.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: sul digitale percorso “incredibile” da parte dell’azienda

L’Open Innovation rappresenta una delle strade maestre per ottenere e gestire le tecnologie indispensabili nelle sfide dei prossimi anni: digitalizzazione, sostenibilità, transizione energetica. Ed è proprio su questi temi che si è soffermato un recente webinar promosso dal quotidiano “La Stampa” e intitolato “Open Innovation: Università e Impresa per dare futuro alle idee”. Tra gli ospiti intervistati dal Direttore Massimo Giannini anche Paolo Gallo, Amministratore Delegato di Italgas. Il manager ha ricordato l'”incredibile” percorso della società in tema di innovazione: “Italgas ha messo l’innovazione al centro dal 2016, quando è tornata in Borsa. Ed ha avviato un processo di trasformazione digitale che ha coinvolto tutta l’azienda”. Italgas si è concentrata prima di tutto sulle reti, in modo da renderle sempre più digitalizzate e quindi in grado di trasmettere informazioni, riceverle e di essere gestite da remoto. L’obiettivo finale è la digitalizzazione completa: “Un traguardo vicino – ha dichiarato Paolo Gallo – abbiamo già sostituito i vecchi contatori con quelli intelligenti e tutti i nuovi saranno digitali. Stiamo iniziando a raccogliere miliardi di dati e a interpretarli per gestire al meglio la rete: l’anno prossimo saremo l’unica multiutility ad avere una rete completamente digitale”.

Paolo Gallo: start up indispensabili per migliorare processi aziendali

L’esempio di Italgas, secondo l’AD, testimonia l’avanguardia italiana in tema di Open Innovation: “Il Paese si trova in una posizione di rilievo – è il pensiero di Paolo Gallo – per fare un esempio relativo al nostro settore, molti operatori stranieri del gas vengono da noi per capire come migliorare le reti”. E il Governo si sta muovendo nella direzione giusta per rafforzare questa leadership, ha commentato il manager, individuando in modo chiaro gli obiettivi da raggiungere. Gli investimenti futuri nel settore gas andranno infatti da un lato al completamento del processo di digitalizzazione, dall’altro punteranno a estendere la rete in aree del Paese ancora non raggiunte: “Se voglio avere una rete capace di veicolare i nuovi gas rinnovabili – spiega – è fondamentale averne una ben collegata agli impianti di produzione”. Ma la forza dell’Open Innovation viene dalle collaborazioni. In questo senso le start up rappresentano uno dei migliori alleati. Italgas è avanti anche in questo campo. Proprio durante il webinar sono state infatti rivelate le tre realtà vincitrici di “Idea 4 Italgas”, la Call organizzata lo scorso novembre per trovare una start up capace di contribuire alla trasformazione tecnologica dell’azienda: “Un percorso non nuovo – ha detto Paolo Gallo – nel 2018 in California, grazie ad una start up del posto, siamo riusciti a incrementare di mille volte la capacità di trovare le perdite di gas”.

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6 suggerimenti per migliorare le strategie di Content Marketing

Man mano che espandi la portata della tua azienda online, ti verrà lasciato a considerare quali strategie di marketing digitale dovresti implementare. L’elenco è lungo e vario, ma una strategia su cui potresti concentrarti è una strategia di contenuto. Questo può essere un ottimo modo per invitare nuovi clienti al tuo sito web e incoraggiarli a fare clic per vedere più di ciò che hai da offrire. Sebbene la creazione di contenuti possa essere abbastanza facile da iniziare, è utile sapere cosa puoi fare per implementarla nella tua strategia di marketing digitale e migliorarne il successo sul tuo sito web. Ecco allora qualche consiglio da un’agenzia SEO Milano.

Che cos’è il content marketing e cosa può fare per te?

Il content marketing promuove il proprio marchio creando contenuti, in genere articoli di blog, progettati per informare i consumatori su un determinato argomento. Presenta informazioni pertinenti al consumatore senza necessariamente promuovere i prodotti del marchio. Il mantenimento di un flusso costante di contenuti può influire sul modo in cui i consumatori vedono il tuo marchio, poiché genera una voce autorevole che fa sembrare la tua azienda competente, affidabile e disponibile. Sebbene una strategia di contenuto sia più spesso sottile nel promuovere i prodotti o i servizi offerti dalla tua azienda, può comunque incentivare le vendite facendo riferimento a tali prodotti e integrandoli naturalmente nel flusso di contenuti. Dai un’occhiata a questi suggerimenti per sviluppare la tua strategia di content marketing.

Fai una domanda

Tutti i contenuti iniziano con un concetto. Un modo semplice per generare idee per argomenti su cui puoi produrre contenuti è porre domande su ciò che fai. Le persone si rivolgeranno a Internet per ottenere risposte a domande specifiche a cui tu e i tuoi prodotti e servizi potreste essere in grado di rispondere. Considera il tuo settore, i prodotti che offri, le domande che vedi spesso nelle e-mail del servizio clienti o nei commenti sui social media o persino domande pertinenti nei risultati dei motori di ricerca. Ciascuna di queste domande è un’opportunità per la creazione di contenuti. Crea articoli che rispondano direttamente ad alcune delle domande generali poste dalle persone e trasforma il tuo sito web in una risorsa a cui i consumatori sentono di potersi rivolgere per ottenere informazioni pertinenti e informative.

Crea un titolo forte

Nel mondo online, devi essere in grado di catturare rapidamente l’attenzione. Un buon modo per farlo è con un titolo breve ma allettante. Prima che i tuoi consumatori leggano anche una singola frase dell’articolo del tuo blog, vedranno il titolo e decideranno subito se vogliono fare clic e leggere. Rendi i titoli del tuo blog diretti e SEO-friendly in modo che abbiano maggiori possibilità di essere scoperti online. Per aiuto nella ricerca delle parole chiave giuste per creare argomenti e titoli, puoi fare riferimento a esperti SEO di eCommerce che sapranno come ottimizzare i tuoi contenuti per essere consigliati dalle ricerche su Google.

 

Rendilo facile da leggere

Una volta che un utente fa clic sul tuo articolo, vorrai che rimanga sul tuo sito web e continui a navigare nel tuo sito web. Per mantenere un utente sulla pagina, assicurati che l’articolo sia ben scritto e facilmente digeribile. Il corpo del post dovrebbe essere pertinente al titolo e dovrebbe essere suddiviso in modo che non sia solo un muro di testo. Separare i paragrafi e i punti con immagini e intestazioni. Considera la possibilità di formattare i tuoi articoli come “elenchi”, in modo che i consumatori si sentano più facili da leggere e digerire. Inoltre, assicurati di aggiungere link interni a prodotti, categorie, servizi o pagine di destinazione pertinenti a quell’articolo specifico e che incoraggeranno gli utenti a continuare a esplorare il tuo sito e guidarli lungo la canalizzazione di acquisto.

Concentrati su un tema

Per collegare ulteriormente i tuoi contenuti a una strategia di marketing digitale, puoi promuovere in modo incrociato i post del tuo blog con altri aspetti dei tuoi sforzi di marketing. Concentrati su un particolare tema o messaggio che stai cercando di spingere per il tuo marchio e crea contenuti attorno a questo. Ad esempio, un’azienda di abbigliamento potrebbe produrre un articolo sulle divertenti attività estive per promuovere il loro nuovo lancio di costumi da bagno. Invia e-mail, crea post sui social media che riflettono sullo stesso argomento e collega i tuoi vari canali di comunicazione per consegnare in modo efficace un messaggio specifico.

Pubblica in modo coerente

La creazione di contenuti richiede tempo. Richiede creazione e pubblicazione coerente e continua. Pubblicare costantemente rende la tua azienda più affidabile per i consumatori che vedranno il sito web del tuo brand come una risorsa affidabile e affidabile per le informazioni relative ai loro interessi. Mantenere un programma di pubblicazione coerente può anche aiutare con una strategia di email marketing fornendo una fonte costante di contenuti che puoi inviare ai nostri lettori iscritti.

Connettiti a una campagna PPC

Dopo aver sviluppato un flusso coerente di post sul blog e creato articoli efficaci con un buon coinvolgimento, potresti prendere in considerazione l’idea di espandere la tua strategia di contenuto per includere tattiche PPC eCommerce. Creando un flusso coerente di contenuti, inizierai a generare informazioni che possono aiutarti a determinare a cosa gli utenti sono più interessati al tuo sito web. Puoi quindi utilizzare queste informazioni per avviare una campagna di ricerca a pagamento che indirizzerà più traffico al tuo sito web.

 

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Scegliere la giusta location per eventi

Per scegliere la giusta location per eventi (vedi come fare sul sito limitless-solutions.it) è necessario non sbagliare, anche se comunque cimentarsi nell’organizzazione può essere davvero difficoltoso. Molte volte c’è bisogno di un aiuto fondamentale per capire quale sia la scelta migliore. È giusto dire, inoltre, che purtroppo molti organizzatori di eventi non sono molto in gamba, ed è per questo che credono che le location siano tutte uguali e che una valga l’altra. In realtà, è necessario prendere in considerazione soltanto delle sale che siano adatte alla tipologia della clientela e soprattutto all’evento che si vuole organizzare. Questo articolo sarà in grado di fornire delle informazioni adatte per chi si trova ancora in alto mare con l’organizzazione di un evento, ma che desidera che tutto sia perfetto. Dunque, è necessario imparare a scegliere la propria location senza commettere grandi errori.

Linea guida per scegliere la miglior location

Per scegliere la miglior location è necessario in primo luogo valutare la posizione. Questo è uno degli aspetti fondamentali, proprio perché la sala dei venti deve essere raggiungibile in modo semplice e veloce da tutti gli invitati. Inoltre, bisogna anche valutare la distanza della location in cui si vuole organizzare il proprio evento rispetto a quelle che sono le principali vie di comunicazione, come le autostrade, le stazioni ferroviarie, le fermate dei bus, gli aeroporti e metropolitane. Naturalmente, prima di attuare la scelta migliore è sempre bene capire con quale mezzo i possibili partecipanti raggiungeranno la location. Ad esempio, c’è chi viene da molto lontano, come qualche parente che vive all’estero, che di conseguenza sarà costretto ad arrivare in aereo, quindi probabilmente apprezzerà che la location si avvicina all’aeroporto.

Altri potrebbero prendere il treno, ed è per questo che gradiranno la vicinanza della location con la stazione ferroviaria o con l’autobus o la metro. Se gli ospiti arriveranno in automobile, allora sarà molto più semplice la scelta della location, anche se comunque c’è chi preferisce che gli accordi autostradali siano abbastanza scorrevoli e soprattutto che ci sia la presenza di un parcheggio quando si arriva all’evento. Dunque, è naturale comprendere che non è impossibile accontentare tutti, ma è comunque necessario prendere in considerazione la propria volontà. Per tale ragione bisogna prendere in considerazione anche l’idea di scegliere una location lontana di tutte queste vie di comunicazione, in modo che si crei un’atmosfera molto più intima tra i partecipanti. Se ci sono difficoltà per alcuni di raggiungere l’evento, allora saranno di gradimento organizzare una sorta di pullman enorme con il quale accompagnare gli invitati.

Dimensione della sala e tipologia di evento

Le altre due questioni importanti da prendere in considerazione sono le dimensioni della sala e la tipologia dell’evento. Per quanto riguarda le dimensioni, la questione si fa abbastanza semplice, proprio perché è necessario soltanto individuare il numero di invitati che arriveranno con sicurezza. Dopodiché, sarà necessario informarsi sugli spazi a disposizione, e scegliere una sala meeting che sia adatta e capiente. Inoltre, è assolutamente essenziale capire che sia una sala troppo grande che una troppo piccola possono rendere difficile la riuscita dell’evento. Infatti, se la location è troppo piccola c’è il rischio è che non tutti gli invitati possano sedersi, invece se troppo grande sarà difficile incorporare tutti e creare un’atmosfera gioiosa ed intima.

Infine, c’è da scegliere la tipologia della sala che naturalmente dipende da quella dell’evento da organizzare. Tutto ruota soprattutto sull’atmosfera che si vuole trasmettere e percepire agli invitati durante il meeting. Dunque, se si vuole creare un senso di intimità sarà possibile scegliere un grande agriturismo, nel caso in cui si voglia fornire un’immagine lussuosa allora sarà opportuno scegliere un hotel a cinque stelle. Mentre invece chi ama rifarsi alla tradizione alla cultura del proprio luogo allora potrà optare per una dimora storica.

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Le conseguenze della pandemia sul lavoro di professionisti e imprese

Comunicato Stampa

Le conseguenze della pandemia sul lavoro di professionisti e imprese

 

L’associazione AiFOS ha realizzato un secondo sondaggio nel 2021 per comprendere le conseguenze in termini di fatturato della crisi economica provocata dalla pandemia. Un operatore su quattro ha chiuso il 2020 con un calo di fatturato tra il 30% e il 50%.

 

L’emergenza COVID-19 e tutte le necessarie misure di contenimento e gestione del virus SARS-CoV-2 hanno avuto, in questi due anni, pesanti ripercussioni non solo sulle nostre abitudini di vita, ma anche su economia e lavoro.

L’anno 2020, che rimarrà nella storia per le conseguenze sanitarie della pandemia, non solo ha cambiato radicalmente il mondo del lavoro, ma si è rilevato un anno infausto anche per le conseguenze economiche sulle attività di aziende e professionisti che si occupano, a diversi livelli, di salute e sicurezza sul lavoro.

 

Per comprendere la dimensione di queste conseguenze l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), su invito di Confcommercio Professioni, ha consultato i propri soci AiFOS per capire in che misura le attività di formazione e consulenza siano state colpite – in termini di fatturato – dalla crisi economica provocata dalla pandemia tuttora in atto.

 

È stato effettuato un primo sondaggio tra l’1 e il 10 novembre 2020, quando la situazione era ancora molto incerta e in divenire, e i dati sul fatturato ancora non definitivi.

A seguito di questo primo rilevamento l’Associazione AiFOS ha recentemente svolto un secondo sondaggio, tra l’11 e il 21 maggio 2021, per verificare se e in che misura le attese e valutazioni di imprenditori e liberi professionisti associati ad AiFOS si siano rispecchiati nel fatturato 2020.

 

Il sondaggio di novembre 2020: l’attività di formazione e di consulenza

Ricordiamo brevemente alcuni risultati della prima indagine di novembre 2020.

 

Riguardo alle attività di formazione i risultati del primo sondaggio (novembre 2020) mostravano che se il 48,5% dei formatori coinvolti dichiarava un calo di fatturato “percepito” nell’anno 2020 era preoccupante constatare che per più del 15% degli intervistati il fatturato dall’attività di formazione si era sostanzialmente azzerato (calo superiore al 70%) mentre per un 10% il calo percepito era nel range 51-70%.

 

Anche l’attività di consulenza era risultata penalizzata dal lockdown. In questo caso il 40,6% degli intervistati riportava un calo compreso tra l’11% e il 50% nell’anno 2020 rispetto all’esercizio precedente.

 

L’indagine ha poi coinvolto anche diverse aziende, associate AiFOS, e per quanto riguarda la formazione è stato rivelato nel 59% dei casi, rispetto all’anno precedente, un calo compreso tra l’11% e il 50% (in particolare quasi il 24% è nella fascia 31-50%).

 

Il sondaggio di maggio 2021: le conseguenze sui liberi professionisti

Veniamo ora al recente sondaggio che si è svolto tra l’11 e il 21 maggio 2021.

 

La fotografia della situazione – scattata a 6 mesi di distanza dalla prima e a seguito della fase più acuta della “seconda ondata” epidemica e con i libri contabili già chiusi – mostra un generale miglioramento, anche se alcuni dati preoccupanti permangono.

 

Poco meno del 20% dei liberi professionisti operanti nel campo della formazione e circa il 9% dei consulenti denunciano ancora un vero crollo del fatturato, più che dimezzato rispetto al 2019 (erano però rispettivamente il 28% e il 16% alla rilevazione di novembre). Di contro, aumentano gli operatori in grado di mantenersi in linea di galleggiamento se non di aumentare il fatturato, passati dal 15% al 26% nel campo della formazione e dal 31% al 37,5% in quello della consulenza.

Sono comunque molti ancora gli intervistati che dichiarano un sensibile calo dei ricavi, soprattutto nell’ambito della formazione dove oltre 1 libero professionista su 4 ha chiuso il 2020 un calo di fatturato compreso tra il 30% e il 50%.

 

Il sondaggio di maggio 2021: le conseguenze sulle imprese associate

Le considerazioni fatte per i liberi professionisti valgono anche per le imprese associate e il miglioramento è ben percepibile soprattutto per quanto riguarda l’attività di formazione.

 

Alcune note positive: sono “solo” il 6% le realtà che hanno accusato un calo superiore al 50% del fatturato 2020, e sfiorano il 40% le aziende in grado di mantenere inalterato o migliorare il fatturato 2019 in ambito consulenziale, con un ulteriore 19% che ha registrato una contrazione minima (0-10%). Rimane tuttavia un dato sicuramente negativo: oltre 1 azienda su 2 operanti nell’ambito della formazione ha subito una diminuzione dei ricavi compresa tra l’11% e il 50%.

 

Nell’annus horribilis 2020 so di molte aziende e professionisti” – commenta e conclude il Presidente AiFOS Rocco Vitale – “che hanno agito anche a prescindere dal tornaconto economico. I nostri associati sono stati tra i primi ad essere chiamati in causa per rispondere alle esigenze delle organizzazioni in questa terribile emergenza sanitaria. Il lavoro fatto è stato molto, e lo shock test servirà senza dubbio per il futuro: basti pensare a webinar e videoconferenze che solo dodici mesi fa non conoscevamo praticamente per nulla ed oggi sono uno strumento di lavoro quotidiano per tutti noi”.

 

Il link per scaricare l’indagine AiFOS sulla perdita di fatturato nel 2020:

http://bit.ly/bilanci2020-indagineAiFOS

 

Per avere ulteriori informazioni si può fare riferimento a AiFOS via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected].

 

 

27 maggio 2021

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Il credito cooperativo oggi: la vision di Massimo Malvestio a “Venezie Post”

Le BCC e il credito cooperativo oggi: l’intervista di “Venezie Post” all’avvocato Massimo Malvestio, esperto di finanza e territori e autore del libro del 2006 “Credito cooperativo. Storia di uomini, bisogni e successi in Veneto”.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: oggi dell’idea di banca territoriale e di mutualità all’origine delle Bcc resta molto poco

Il credito cooperativo è morto: c’è bisogno di nuove forme di mutualità. È l’avvocato Massimo Malvestio a lanciare il messaggio, intervistato sul tema da “Venezie Post”. L’attuale Presidente di Praude Asset Management Ltd aveva già esplorato il mondo delle Bcc in un suo libro pubblicato nel 2006: da allora sono trascorsi 15 anni e “di mezzo c’è stata la crisi della Lehman che ha svelato la fragilità del sistema finanziario mondiale”. Uno shock “secondo me non ancora del tutto compreso e che comunque non ha ancora finito di produrre conseguenze”: a esplodere è stata soprattutto “la produzione di regole, di controlli e di controllori” e le banche “sono passate dalle mani dei banchieri a quelle dei compliance officer e dei risk manager”. Ma cosa resta oggi dell’idea di banca territoriale e di mutualità che erano all’origine delle Bcc? Secondo Massimo Malvestio “molto poco di entrambe”: quello che oggi manca è il collegamento tra banca e territori. Basti pensare che “la Bcc di Roma è arrivata a Padova!”. E le aggregazioni avvengono in modo casuale dal punto di vista territoriale, scavalcano province e regioni: “I soci sono in molte banche molte decine di migliaia e quindi non conoscono più gli amministratori che, di fatto, vengono a controllare le assemblee che devono eleggerli”. L’unica vera caratteristica ormai rimasta è la non contendibilità e la grande difficoltà di accedere al capitale di rischio: in questo si traduce oggi la forma cooperativa secondo l’avvocato. Ma non solo: “La mutualità poi non è più compatibile con regole di vigilanza così dettagliate e diffuse che di fatto impongono un unico modello di banca, o almeno, un modello naturalmente lucrativo e non mutualistico”.

Massimo Malvestio, Presidente di Praude Asset Management Ltd: la decisione di trasferirsi a Malta

Nell’intervista pubblicata lo scorso 12 maggio Massimo Malvestio si esprime inoltre su Iccrea e Ccb e promuove l’iniziativa di microcredito sviluppata dalla diocesi di Treviso: “Spero che abbia un grande successo e che possa essere la prima tra molte”. Nel 2014 l’avvocato ha deciso di trasferirsi a Malta dove oggi, in qualità di Presidente del Comitato per gli Investimenti, guida Praude Asset Management Ltd. Nell’intervista parla anche di questa scelta: “Dopo avere fatto per trent’anni anni l’avvocato, volevo fare il gestore e forse combinare insieme le due esperienze dopo che, all’inizio della mia carriera, ero stato a un passo dal potere anche diventare agente di cambio. Mi pare che le società di gestione e i fondi siano in Irlanda, in Lussemburgo, a Londra, qualcuno anche a Malta (che ho preferito per il clima, soprattutto) e mi pare che in questi Paesi sia pieno di gestori italiani. Talvolta i più bravi gestori italiani. Un motivo ci sarà: tassazione, regolamentazione, rapporto con i regolatori? Non lo so per certo, probabilmente tutte e tre le cose insieme: i numeri sono spietati e sono di una chiarezza inequivocabile”. Massimo Malvestio continua comunque a guardare con grande attenzione all’evoluzione del modello delle Bcc e del credito mutualistico nel nostro Paese e in particolare nella regione in cui è nato: “Io ho sempre amato il Veneto, che è una terra policentrica, piena di identità e di storie di lavoro che, come raccontavo nel mio libro, si è affrancato dalla miseria anche grazie alle casse rurali banche di comunità e molte volte banche degli ultimi che riescono a diventare i primi. Ho avuto la fortuna di vivere da vicino tante belle storie, davvero entusiasmanti e così le ho raccontate. Ecco: se la Bcc Prealpi, della Marca, San Biagio, San Giorgio e diverse altre avessero potuto diventare spa, se avessero potuto raccogliere denari e crescere e mantenere integro il loro Dna, magari avrei continuato a scrivere di Bcc, storie di uomini e di imprese nei loro territori. Adesso non vedo cose altrettanto belle come le storie che ho raccontato. Adesso le storie le scrivono minuto per minuto i compliance officer e i risk manager. Non mi pare serva altro, per ora”.

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Festival di Varese Estense, Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo): “La città ha bisogno di ritrovarsi”

Il Festival si terrà dal 25 giugno all’11 luglio ai Giardini Estensi. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, è intervenuto alla presentazione dell’evento.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: “Evento per ridare speranza alla città”

Giunto alla sua quarta edizione, quest’anno il Festival teatrale di Varese Estense offrirà un calendario di 11 spettacoli tra opere, musica, letteratura e cinema. L’evento, promosso da Officine Teatrali Red Carpet e Giorni Dispari Teatro, è stato organizzato nella cornice dei Giardini Estensi, dove sono previsti 1.000 posti a sedere. Tra i sostenitori, oltre al Comune e alla Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, anche Fondazione Cariplo. Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura della Fondazione, durante la presentazione della kermesse ha sottolineato l’importanza del Festival, definendolo un’iniziativa “ideale per un tentativo di rinascita” della città. Tra i titoli di punta del programma “Sogno di una notte di mezz’estate” di William Shakespeare e “Le Nozze di Figaro” di Mozart con la Como Lake Philarmonic Orchestra diretta da Roberto Gianola per la regia di Serena Nardi. “È con grande gioia che per il terzo anno Fondazione Cariplo partecipa a questa brillante iniziativa che esalta, in primis, la costanza di chi milita per un’idea di bellezza e di comunità di cui tutti sentiamo sempre più il bisogno”, ha dichiarato Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti: “Varese deve ritrovare la propria identità culturale”

Il Festival intende lanciare un vero e proprio “messaggio di speranza” in un momento in cui il Paese sta ancora affrontando gli effetti dell’emergenza sanitaria. “In tempi in cui bruttura e decadenza sembrano averla vinta in ogni dove – ha sottolineato Andrea Mascetti – questo festival fa bella mostra di uno spirito di sana rivolta ideale”. Si tratta di un’occasione di rilancio soprattutto per la città di Varese e in particolare per il settore della cultura, uno dei più colpiti dalla pandemia. “La città ha bisogno d’identità, di ritrovarsi – ha continuato il Coordinatore di Fondazione Cariplo – perché in quest’ultimi anni si è persa certamente ed è un po’ caduta nel dimenticatoio. I nomi portati avanti, da Beethoven a Mozart a Donizetti, daranno una nuova allure alla nostra città che ne ha molto bisogno”. Fondamentale l’impegno delle persone: “Grazie agli indefessi organizzatori di questo Festival dedicato alla Musica, al Teatro e alla Bellezza, entronauti di una ricerca quanto mai necessaria in questi tempi perigliosi. Uno di loro – ha concluso Andrea Mascetti – oggi ha detto che noi varesini dobbiamo rimetterci insieme e ridare speranza alla nostra città”.

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Studio Legale Busto Arsizio

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  • 28 Maggio 2021

Nella vita di ogni giorno è possibile si presentino situazioni dalla difficile risoluzione, per le quali si rende necessario ricevere la consulenza di un legale esperto della materia in questione. Sia che si tratti di problemi relativi a controversie lavorative, che di problemi inerenti la separazione o la complessa gestione di una eredità, è sempre bene rivolgersi ad un legale che sia profondo conoscitore della materia e che possa far valere i nostri diritti e tutelare i nostri interessi.

Il progetto studiolegalebrescia.eu nasce proprio per andare incontro alle necessità di chi ha bisogno di ricevere assistenza legale per far fronte ad una situazione delicata, andando a fornire in maniera rapida il supporto rapido e competente che la situazione richiede. Un professionista regolarmente iscritto all’albo degli avvocati metterà a disposizione del cliente, anche online, tutta la propria esperienza maturata nel settore per risolvere positivamente ogni tipologia di controversia.

Per ricevere assistenza  è sufficiente raggiungere il sito  https://www. studiolegalebrescia.eu e compilare l’apposito modulo: poche ore dopo aver inviato la propria richiesta si riceverà un preventivo di spesa (gratuito e senza impegno) così da poterlo valutare e procedere con il servizio. È una consulenza perfetta sia per privati che per piccole e medie imprese, e la sua forza è la facilità di accesso e l’assoluta rapidità con la quale si riceve l’assistenza legale di cui si ha bisogno.

Perché dunque rischiare muovendosi autonomamente o rivolgendosi a chi non è un profondo conoscitore di quel particolare ramo del diritto, oggetto della consulenza a te necessaria, quando è possibile avvalersi delle prestazioni di una equipe di professionisti di alto livello? Grazie al servizio che questo Studio Legale Busto Arsizio ti offre puoi sempre contare su di una assistenza qualificata e rapida, che ti consentirà di risolvere ogni tipo di controversia o situazione particolare dovesse presentarsi.

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Gianni Lettieri alla “Rivista Aeronautica”: Atitech pronta ad offrire contratti chiavi in mano

Atitech è oggi l’MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente più grande d’Europa. Un successo che il Presidente Gianni Lettieri attribuisce all’esperienza e alla tipologia di servizi offerti.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: Alitalia fondamentale, privatizzazione ha rinforzato approccio Customer Oriented

Alitalia, Ryanair, Air France, Eurowings: sono solo alcune delle compagnie aeree che usufruiscono dei servizi offerti da Atitech. L’azienda napoletana di manutenzione e revisione di aeromobili nel tempo è riuscita a guadagnare una posizione di leadership nel mercato europeo. L’MRO guidata da Gianni Lettieri è attiva anche nel settore militare, fornendo supporto alle flotte dell’Aeronautica e alla Guardia di Finanza. Un’esperienza di oltre trent’anni: Atitech nasce infatti nel 1989 come costola della Compagnia Aerea Regionale ATI basata a Napoli. Inizialmente, l’azienda offriva i suoi servizi esclusivamente ad Alitalia: “Nel 2009 venne privatizzata – ha raccontato il Patron di Atitech in una recente intervista pubblicata sulla “Rivista Aeronautica” – decisi di acquistarla tramite Meridie, un fondo di private equity quotato alla borsa di Milano, continuando a supportare in esclusiva la flotta Alitalia”. Motivo per cui, secondo Gianni Lettieri, la realtà di Capodichino ha potuto contare su un vantaggio competitivo basato su “conoscenza, l’esperienza e lo spirito di appartenenza ad una compagnia aerea”. La privatizzazione è invece responsabile del cambio di mentalità aziendale, diventata più elastica e soprattutto molto più Customer Oriented, ha spiegato l’imprenditore.

Gianni Lettieri: l’evoluzione di Atitech e la strategia per il futuro

Negli ultimi anni Atitech ha superato quota 50 clienti. Un risultato possibile grazie ai continui investimenti sull’aumento della “capability” rispetto ai nuovi velivoli in commercio. “Stiamo lavorando per ottenerla su aeromobili di nuova generazione come l’A220 family e il B787 – ha detto Gianni Lettieri durante l’intervista – Questo significa investire sull’addestramento del personale e sull’acquisto di attrezzature e macchinari”. Due gli obiettivi per il futuro. Da un lato rafforzare il supporto ai clienti con veri e propri contratti chiavi in mano: “I nostri clienti dovranno occuparsi solo della loro missione principale, ovvero volare, al resto ci pensiamo noi: questo è il futuro che immaginiamo per una MRO come la nostra”. C’è poi la volontà di sviluppare attività di supporto per le flotte governative e militari di Paesi stranieri. Per superare le sfide attese, Gianni Lettieri continua a puntare sulla formazione, alla quale Atitech già dedica 50.000 ore all’anno: “L’elemento umano è e rimane centrale. Anche se la componente tecnologica riveste un ruolo importante nel settore della manutenzione, il tecnico, con la sua esperienza e conoscenza, e il lavoro di squadra sono ancora gli elementi che fanno la differenza”.

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Ristrutturazione cliniche e studi medici

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  • 28 Maggio 2021

Quando una clinica o studio medico di ogni tipo è ormai esistente da anni e non è più in grado di offrire ai pazienti un livello di comfort ottimale, è bene pensare ad una ristrutturazione per dare ai locali un aspetto migliore. Lo stesso dicasi per quei casi in cui una struttura medica non è aggiornata per quel che riguarda la sicurezza così come previsto dalla normativa vigente, e diventa per questo motivo necessario effettuare dei lavori che possano consentire alla struttura di offrire un servizio in sicurezza esattamente così come previsto dalla legge.

Ristrutturazioni Cliniche è un’azienda con sede in provincia di Milano specializzata nel riqualificare strutture sanitarie. Questa importante realtà del settore si occupa di tutto, inclusa la fase progettuale, oltre chiaramente a quella realizzativa, per creare degli ambienti sanitari moderni e funzionali in grado di dare subito l’impressione di un ambiente all’avanguardia e curato.

Gli interventi che questa azienda apporta ad ogni tipo di struttura sono conformi a quelle che sono le linee guida delle norme vigenti, sia in ambito regionale che nazionale. Il team vanta la presenza di importanti architetti, professionisti del design e tecnici operai, i quali rappresentano un valore aggiunto e consentono di poter realizzare tranquillamente la ristrutturazione cliniche di ogni tipo di struttura medica virgola sia essa privata che pubblica.

Anche per quel che riguarda gli impianti relativi ad acqua, luce e gas, Ristrutturazioni Cliniche va a creare dei sistemi completamente a norma così da garantire al personale ed al pubblico il massimo della sicurezza per poter usufruire sempre della struttura senza alcun timore. La sede di Ristrutturazioni Cliniche si trova in via Galileo Galilei n°20 a Bresso, in provincia di Milano. Il recapito telefonico per informazioni è lo 026437120.

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ARIA DI FESTA AL PARCO LE CORNELLE: SI CELEBRA LA NASCITA DI QUATTRO CUCCIOLI E L’ARRIVO DI KITALE E NAROK, UNA COPPIA DI GNU

Una cucciola di Pinguino, un pulcino di Gru dal collo bianco e due piccoli Gufi, il Parco festeggia le nuove nascite e l’arrivo dalla Germania di una coppia di Gnu. Da oggi fino a giovedì 27 maggio, su Facebook il contest per assegnare un nome alla cucciola di Pinguino di Humboldt.

Dopo la gioia della riapertura al pubblico del Parco faunistico Le Cornelle, ci sono nuovi arrivi ad aspettare i visitatori per una gita che si tinge di rosa e di azzurro: una cucciola di Pinguino, un pulcino di Gru dal collo bianco e due piccoli Gufi. Nascite dalle storie singolari che rendono l’atmosfera all’interno del Parco ancora più festosa. Ma non solo nuovi nati, anche nuovi arrivi, direttamente dalla Germania, con la coppia di Gnu e un nuovo contest Facebook per assegnare un nome alla cucciola di Pinguino di Humboldt.

Il primo nuovo arrivo è proprio lei, che si aggiunge ai Pinguini di Humboldt del Parco. Un gruppo stabile, che dopo l’arrivo di nuovi esemplari femmine lo scorso anno, conta complessivamente 10 esemplari e conferma l’importanza della tutela e l’efficacia del programma EEP(European Endangered species Programme), il programma europeo di cooperazione tra le strutture faunistiche per la conservazione e riproduzione di specie ad alto rischio di estinzione. I Pinguini, animali molto protettivi, condividono la cova tra madre e padre e si alternano nel processo di incubazione delle uova. Ma la vera particolarità di questa nascita si cela nell’amicizia instaurata tra Braveheart, il pinguino “papà” Roberto, il suo keeper. Un legame stretto di fiducia e affetto che ha dato la possibilità ai Veterinari del Parco di monitorare da vicino tutte le fasi della cova fino alla nascita della cucciola. Un evento speciale che dimostra come il rapporto tra animali e umani sia un valore imprescindibile nella tutela e protezione di tutte le specie.

Alla lista dei nuovi arrivi si aggiungono anche due pulcini di Gufo Africano, dati alla luce da due coppie distinte. I gufi sono conosciuti per essere animali molto territoriali e solitari in natura, ma non le due coppie di genitori, che hanno unito i due piccoli nello stesso nido, collaborando nel processo di allevamento. Questi esemplari, a differenza della maggior parte degli altri volatili, nidificano al suolo, solitamente sotto un albero o un arbusto. Proprio da questo nido, il più grande dei due pulcini ha iniziato a spiegare le ali e volare. I due piccoli crescono fianco a fianco, in un’unica “rara” famiglia allargata.

È fiocco azzurro anche per la famiglia della Gru dal collo bianco, così chiamato per la caratterizzante striscia bianca che colora il suo collo e la sommità della testa. Questi esemplari rientrano in un altro programma EEP delle EAZA (European Association of Zoos and Aquaria). Questi animali, infatti, soffrono principalmente della riduzione delle zone umide, loro habitat naturale, sempre più antropizzate. Si stima che in natura esistano ad oggi solo poche migliaia di esemplari, circa 5.000, per questo la conservazione della specie è fondamentale per garantire la presenza di una popolazione stabile e la nascita di un piccolo è un segnale di speranza.

Ma le novità del Parco non finiscono qui, alle nascite si aggiunge anche l’arrivo di due Gnu, Kitale la femmina e Narok il maschio. Questo mammifero ungulato di grossa taglia, particolarmente diffuso in Africa meridionale e orientale, è un bovide che può raggiungere l’altezza al garrese di 1,4 metri e un peso di 270 kg. Riconoscibile da grandi corna dalla forma di parentesi e dal manto che varia dal grigio- blu al grigio-marrone, lo gnu è un erbivoro nomade. Questi animali, infatti, compiono vere e proprie migrazioni alla ricerca di pascoli verdi essenziali per il loro sostentamento. La coppia ospitata al Parco proviene dallo zoo di Landau in Germania, situato a metà strada tra Francoforte e Stoccarda. Non sono animali a rischio estinzione, ma si connotano come esemplari con un forte valore educativo poiché danno l’opportunità ai visitatori di avvicinarsi e sensibilizzarsi ad una specie del continente africano e alle problematiche relative alla conservazione.

Il parco ci regala sempre tante novità, un luogo in cui grandi e piccini hanno la possibilità di vedere, imparare e toccare con mano il mondo degli animali. Un ambiente che protegge i propri esemplari, con l’obiettivo di sensibilizzare ed educare i visitatori, ma soprattutto di salvaguardare e tutelare le specie in via di estinzione. 

Il contest su Facebook:

Il contest del Parco Le Cornelle per assegnare un nome alla cucciola di Pinguino avrà la durata di 3 giorni (dal 25 al 27 maggio 2021) sulla pagina Facebook del Parco. Chiunque vorrà, infatti, potrà partecipare alla scelta del nome del piccolo commentando il post che lo ritrae con la proposta di nome e il vincitore del concorso riceverà un biglietto d’ingresso omaggio fruibile durante la stagione di apertura del Parco. Verranno considerati solamente i nomi inseriti come commento al post. Per il post è possibile indicare solo un nome. Lo staff del parco sceglierà tre nomi tra quelli proposti e saranno i fan a votare quello più bello.

ORARI: Il Parco è aperto nel rispetto delle disposizioni dei decreti governativi e delle ordinanze regionali vigenti per contrastare la Pandemia Covid-19. Fino a settembre il parco è aperto con orario estivo tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00.

Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

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Campi da padel a Varese

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  • 28 Maggio 2021

Un campo da Padel misura 20 m x 10 ed è composto da 4 differenti quadranti divisi tra loro da una rete. Il campo è circondato da una parete che è alta circa 3 m e deve consentire alla pallina di rimbalzare correttamente. Proprio dalla pressione della pallina dipende la sua capacità di rimbalzare e questa può essere variabile in base alle preferenze dei giocatori. Potremmo sintetizzare dicendo che un campo da Padel è più o meno qualcosa che si trova a metà tra un tradizionale campo da tennis è un campo da squash.

 

Le regole del Padel

Per giocare a Padel è necessario essere in quattro e giocare due contro due, la battuta va effettuata in diagonale con la traiettoria della palla che va dall’alto verso il basso. È consentito di far rimbalzare la palla una volta sul proprio terreno di gioco come avviene con il tennis, si può anche fare in modo che la palla rimbalzi su una parete prima di rispedirla nel campo degli avversari. Dopo che la pallina ha effettuato il rimbalzo può essere colpita è tirata verso il campo avversario anche contro la parete. Queste sono le regole di base per giocare a Padel, adesso cosa serve per iniziare a giocare.

 

Cosa serve per giocare a Padel

Come accennato, padel servono Innanzitutto delle palline che sono molto simili a quelle da tennis. Inoltre è bene scegliere una adeguata racchetta da Padel. Per i principianti e bene scegliere una racchetta con una zona di impatto un po’ più grande e che quindi consenta di colpire la pallina con più facilità. Una racchetta dovrebbe avere un peso ideale che si aggira sui 350 grammi per essere abbastanza maneggevole. Per quel che riguarda le scarpe non esistono al momento delle scarpe specifiche per il Padel ma vanno bene le classiche scarpe sportive che adoperiamo per giocare a tennis. Se ti stai chiedendo invece dove è possibile giocare a Padel Devi sapere che esistono diversi campi da padel Varese in cui è possibile giocare in tutta sicurezza e con il massimo del divertimento.

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