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Marco Nicola Domizio: dagli esordi alla fondazione di Ares Ambiente

Le principali tappe della carriera professionale di Marco Domizio, Founder della società specializzata nell’intermediazione dei rifiuti Ares Ambiente.

 Marco Domizio

L’esordio professionale di Marco Nicola Domizio

Classe 1974, l’imprenditore Marco Nicola Domizio, ancora prima di dare vita ad Ares Ambiente – tra le aziende Best Performer della provincia di Bergamo – ha esordito professionalmente nel settore dell’intermediazione dei rifiuti. Terminate le scuole superiori e ottenuto il diploma, collabora per sei anni con un’azienda del comparto. Tale esperienza gli consente di approfondire le sue conoscenze e maturare competenze nella gestione dei rifiuti e nelle gare d’appalto. Successivamente entra in una società specializzata in attività di spurghi e pulizie aziendali in qualità di Responsabile Commerciale. In quegli stessi anni, inoltre, Marco Domizio collabora attivamente alla realizzazione di un impianto di compostaggio, tutt’oggi attivo nella provincia di Bergamo.

Le esperienze che hanno portato Marco Domizio a fondare Ares Ambiente

Terminati i precedenti incarichi, Marco Nicola Domizio prosegue la sua attività nel settore dei rifiuti presso una primaria azienda della provincia di Milano assumendo il ruolo di Responsabile Commerciale. Qui contribuisce all’installazione di sette impianti di trito-vagliatura nella Regione Campania e si occupa dell’attività di trasporto transfrontaliero di rifiuti. La carriera professionale di Marco Domizio viene ulteriormente arricchita grazie al ruolo di Responsabile di un impianto di compostaggio in provincia di Bergamo e grazie alla collaborazione successiva con due società attive del settore ambientale. Tali esperienze lo portano a fondare, nel 2008, Ares Ambiente: la società è attiva su tutto il territorio italiano ed è specializzata nel recupero, trasporto e smaltimento di rifiuti urbani speciali.

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Il Vescovo ospite nello stabilimento di Riva Acciaio a Lesegno

Il Vescovo della diocesi di Mondovì, un Comune situato nella provincia di Cuneo, è stato nel mese di dicembre a Lesegno per fare visita alla comunità del posto. Qui è stato ospitato nello stabilimento di Riva Acciaio per un incontro con i lavoratori della fabbrica.

Riva Acciaio

Il Vescovo in visita allo stabilimento di Riva Acciaio

Il mons. Egidio Miragoli, Vescovo di Mondovì, ha trascorso la mattinata nel paese di Lesegno, accolto dal Sindaco Emanuele Rizzo e dai cittadini, per celebrare insieme la messa. Una “bellissima accoglienza – ha commentato il Vescovo – cosa che purtroppo non ho visto in altri piccoli Comuni della zona. Causa la denatalità o addirittura la mancata natalità, ho visto parecchia gente di una certa età, ma ragazzi e giovani pochi o addirittura nessuno. Questo è un argomento su cui bisogna pensare e riflettere”. Ad ospitarlo nel pomeriggio è stato lo stabilimento di Riva Acciaio, dove responsabili e operai si sono riuniti per ricevere una solenne benedizione.

Il ruolo dello stabilimento di Lesegno nella realtà di Riva Acciaio

Durante la visita, mons. Miragoli ha definito Riva Acciaiouna realtà produttiva importante per tutto il territorio”. Nato negli anni ’60, lo stabilimento di Lesegno è in effetti tra i poli produttivi di maggior rilievo della società che ospita qui il suo cuore tecnologico. Attivo dall’inizio degli anni 2000, il Laboratorio di ricerca e sviluppo è dotato di apparecchiature sofisticate come il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800” e collabora con centri universitari di eccellenza quali il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia, e la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. L’acciaio prodotto a Lesegno è destinato soprattutto alla costruzione di uso generale, alla bonifica, alla cementazione, ai trattamenti di tempra superficiale, ad usi particolari per impianti a pressione, alla fabbricazione di molle e all’applicazione nella trattoristica.

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Valuta unica anche in Sud America, a guidare la svolta sono Brasile e Argentina

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  • 31 Gennaio 2023

Tra qualche tempo probabilmente diremo addio al Real e al Peso. Brasile e Argentina stanno infatti discutendo concretamente riguardo alla creazione di una valuta unica che inizialmente potrebbe riguardare solo loro, ma coinvolgerebbe in seguito anche altri paesi del Sud America.

La nuova valuta unica

valuta unicaL’annuncio di questo progetto verrà fatto dal presidente brasiliano Lula e da quello argentino Fernandez. Analogamente a quanto accaduto per l’euro nel vecchio continente, anche la valuta unica sudamericana comincerebbe a circolare parallelamente alle valute preesistenti. Gradualmente ne prenderebbe poi il posto.

Se il progetto, al quale sono già state invitate altre nazioni latinoamericane, andrà in porto si verrà a creare il secondo blocco valutario più grande al mondo.
Rappresenterebbe infatti circa il 5% del Pil globale. Per avere un’idea della proporzione, l’unione valutaria più grande del mondo, l’euro, comprende circa il 14% del Pil globale.

I primi passi

Le discussioni da parte delle due maggiori economie sudamericane sono cominciate durante il vertice di Buonos Aires della Celac, ossia il meeting che coinvolge trentatré stati latino-americani ed i Caraibi.

Se davvero si arrivasse ad una valuta unica anche in Sud America, sarebbe una svolta per il commercio regionale. Le due nazioni sono la forza trainante del blocco commerciale regionale Mercosur, che comprende anche Paraguay e Uruguay. Ma la svolta sarebbe anche dal punto di vista politico. Infatti ridurrebbe la dipendenza di questa economia dal dollaro statunitense, al quale sono legate da un rapporto di correlazione inversa.

Quanto questo possa essere importante si comprende osservando quello che è accaduto nell’ultimo anno. Con il dollaro che è cresciuto rispetto a tutte le valute emergenti (anche se nelle ultime settimane si vedono le tipiche figure di inversione del trend), le importazioni per Brasile ed Argentina sono schizzate alle stelle, perché comprare dall’estero è molto più dispendioso. Avere una valuta unica cambierebbe gli scenari.

Il futuro è nel “Sur” ?

La nuova valuta potrebbe chiamarsi “Sur”, ossia Sud, secondo un suggerimento fornito dal Brasile.
È chiaro che per arrivare alla concreta realizzazione del piano serviranno anni. Bisogna cominciare studiando i parametri necessari per realizzare la moneta comune: fiscali, economici, ruolo delle banche centrali, ecc.

Peraltro va ricordato che si tratta di un progetto del quale Argentina e Brasile avevano già discusso negli anni passati, ma i colloqui erano sempre naufragati soprattutto per l’opposizione del Banco do Brasil. Ma adesso lo scenario è diverso perché le ultime elezioni hanno portato al potere tanto in un paese che nell’altro dei leader di sinistra, ciò significa che la base politica è più forte.

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Davide D’Arcangelo: il profilo professionale dell’esperto di innovazione e politiche industriali

Davide D’Arcangelo è Vicepresidente del network di imprese Impatta e co-fondatore della holding di partecipazione Next4. È un esperto di Innovazione, politiche industriali e cluster tecnologici, e un Innovation Manager iscritto all’albo MISE.

Davide D'Arcangelo

Il ritratto professionale di Davide D’Arcangelo

Davide D’Arcangelo opera come consulente digitale per numerosi enti pubblici, tra cui MEF, Anci, IFEL e Confindustria. È membro del Nucleo di valutazione dei progetti di ricerca della Regione Lazio e della task force nazionale di Anip-Confindustria. Fa parte del Comitato Tecnico Scientifico di Anci Lazio e del Training Camp IFEL Campania. Ricopre il ruolo di Business Developer presso la holding di partecipazione da lui fondata, Next4, ed è un componente del Comitato Scientifico di Fondazione Italia Digitale, la prima fondazione italiana dedicata alle policies digitali a livello pubblico e privato. Davide D’Arcangelo è anche Investor Relator di scale-up di successo quali Speri Ingegneria, AAtech e Termo, e autore di numerosi articoli e studi incentrati su temi di politiche industriali.

Davide D’Arcangelo: formazione e primi incarichi professionali

Classe 1976, Davide D’Arcangelo si è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi “Roma Tre”. Nel corso della sua carriera ha collaborato, in qualità di advisor, con diverse realtà private, tra cui Lucciola & Partners S.r.l. e Orrick Herrington & Sutcliffe. Per conto di società di rilievo quali Menarini S.p.A., IBM S.p.A., Novamont S.p.A., Luiss Business School, IBI-Lorenzini S.p.A., IRCSS San Raffaele, Noovle S.p.A., Giomi S.p.A., Sigma Tau S.p.A. e Corden Pharma S.p.A., ha preso parte a numerosi progetti di ricerca. La sua attività più intensa è stata però dedicata all’assistenza tecnica per gli Enti locali, soprattutto in materia di fondi europei. Partner di “Iniziativa” e membro del CdA del Parco Scientifico di Castel Romano, da tempo offre supporto ad enti ed istituzioni nei progetti di politiche industriali ed animazioni territoriali.

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Andrea Mascetti: a Milano i nuovi uffici dello Studio Legale Mascetti

Andrea Mascetti: “Abbiamo aperto la nuova sede milanese dello Studio che oggi si trova nella prestigiosa Casa Borletti in Via San Vittore n. 40. Vivere e lavorare negli spazi ideati e realizzati da Giò Ponti negli anni ‘20 è un’esperienza che rende ancora più entusiasmante il nostro lavoro ed il nostro impegno”.

Andrea MAscetti

Andrea Mascetti: la nuova sede milanese dello Studio Legale Mascetti

Tra i “grandi traguardi” raggiunti lo scorso anno dallo Studio Legale Mascetti, come ricorda l’avvocato Andrea Mascetti, c’è anche l’apertura della nuova sede milanese. Fondato a Varese nel 2004, ha acquisito negli anni notevole rilievo proprio grazie alla qualità dei servizi forniti e alla capacità di aggiornarsi costantemente specializzandosi in diversi ambiti di particolare interesse per l’opinione pubblica: la web reputation, il diritto ambientale ma anche la normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti (Legge 231), per citarne solo alcuni. “Ogni giorno ci poniamo la domanda di come declinare il nostro lavoro di professionisti del Diritto con le aspettative e gli interessi dei nostri clienti, in un contesto dove la complessità normativa e la velocità dei tempi di reazione sembrano non concedere tregua”, sottolinea l’avvocato Andrea Mascetti in un video sul sito dello Studio Legale Mascetti, oggetto recentemente di un importante restyling.

Andrea Mascetti: vivere e lavorare negli spazi ideati e realizzati da Giò Ponti è un’esperienza entusiasmante

L’apertura di una nuova sede a Milano, come emerge anche dalle parole dell’avvocato Andrea Mascetti, impreziosisce ulteriormente l’importante storia che lo Studio Legale si è costruito nel tempo. Lo dice anche la location scelta per ospitarne i nuovi uffici a Milano: la “prestigiosa Casa Borletti in Via San Vittore n. 40”. In un post sul nuovo sito dello Studio Legale, l’avvocato Andrea Mascetti in merito evidenzia come “vivere e lavorare negli spazi ideati e realizzati da Giò Ponti negli anni ‘20” sia “un’esperienza che rende ancora più entusiasmante il nostro lavoro ed il nostro impegno”. È qui, oltre che nella sede storica di Varese, che lavorerà il team di professionisti qualificati di cui lo Studio Legale si avvale: “Affrontare qualsiasi questione in modo approfondito, mirato e completo oltre che reperire la soluzione più adatta alle esigenze del cliente è la sfida che, ogni giorno, con fatica e determinazione, noi tutti, avvocati dello Studio Legale Mascetti, ci proponiamo di vincere”.

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Stefano De Capitani: Digital Transformation, il valore nel disegnare il futuro dei Comuni

Digital Transformation dei Comuni: il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani evidenzia la necessità di pianificare strategie a medio-lungo termine per progettare efficacemente il futuro delle nostre città.  

Stefano De Capitani

Stefano De Capitani: progettare il futuro dei Comuni, la vision di Municipia S.p.A.

Impensabile oggi agire solo in emergenza: il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani parla sui suoi canali social dell’importanza di una pianificazione a lungo-medio termine a cui le governance locali dovrebbero guardare per adempiere efficacemente al loro compito di “progettare un cammino di sviluppo delle città socialmente equo, sostenibile, inclusivo e resiliente” e dare risposte concrete alle nuove esigenze dei cittadini. “Delineare il futuro urbano significa puntare a raggiungere questi obiettivi”, spiega Stefano De Capitani. È quanto si propone di fare Municipia S.p.A., ogni giorno al fianco di Comuni di ogni dimensione nel percorso di Digital Transformation. In questo, l’innovazione digitale si configura come primo alleato dei decisori: lo dicono anche i progetti che la società porta avanti in tutto il Paese: “Investire in un sistema della conoscenza basato sull’analisi dei Big Data del contesto urbano permette di organizzare servizi alla cittadinanza su misura e, di conseguenza, dare priorità alla qualità della vita dei cittadini e al rilancio economico della città”.

Stefano De Capitani: smart cities, pensare alla funzionalità e continuità dei nuovi servizi

Gli ultimi anni, spiega il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani sui suoi canali social, “sono stati complessi per i Comuni, dalla gestione della pandemia Covid19 alla recessione economica, ai problemi legati al cambiamento climatico”: sfide affrontate “per lo più in forma emergenziale”. Oggi servono però strategie innovative strutturate con una visione di medio-lungo termine: d’altronde “se già nell’ultimo anno i progetti di smart cities avviati dai Comuni italiani sono aumentati, nel 2023, proprio alla luce delle ricadute positive di questa trasformazione, è prevedibile una corsa all’innovazione ancora più marcata”. In questo scenario “per concretizzare la visione di una città intelligente bisogna pensare alla funzionalità e continuità dei nuovi servizi”, evidenzia in merito Stefano De Capitani: “Il fattore economico rappresenta, senza dubbio, un impegno crescente per i Comuni, sempre più vincolati da problemi di bilancio. Nuove modalità di finanziamento dei progetti, come il partenariato pubblico-privato, rappresentano l’occasione per non gravare sulle casse comunali e sui contribuenti e ottenere il successo che lo sviluppo di comunità così configurate significa per il futuro dei centri urbani”.

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Obiezione vostro onore: insceniamo la sicurezza

Comunicato Stampa

Obiezione vostro onore: insceniamo la sicurezza

In un corso in presenza a Brescia il 21 marzo 2023 sarà possibile analizzare un infortunio e inscenare, attraverso la tecnica simulativa del role playing, un ipotetico procedimento penale davanti ad un giudice. Come comportarsi in tribunale?

 

Nel mondo del lavoro o nei corsi di formazione, quando si parla della tutela della salute e sicurezza, a volte ci si immagina, ad esempio nel caso di un accadimento infortunistico, di essere coinvolti in un procedimento penale e di trovarsi a testimoniare davanti ad un Giudice.

 

Cosa accade se in azienda avviene un infortunio? Come analizzarlo? Se il giudice pone delle domande come rispondere? Come dire la cosa “giusta”? Come comportarsi e che documentazione bisogna produrre?

 

Per comprendere come affrontare queste situazioni, per migliorare i propri comportamenti in un procedimento, per avere utili indicazioni per prevenirlo, esistono nuove metodologie didattiche attive che possono aumentare la consapevolezza dei problemi reali e delle soluzioni possibili: il metodo teatrale e la tecnica del role playing.

 

Obiezione vostro onore: inscenare un processo per fare prevenzione

Proprio per aiutare le aziende e gli attori della sicurezza ad affrontare queste particolari situazioni l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza, utilizzando nuove tecniche formative di simulazione, per il 21 marzo 2023 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “Obiezione vostro onore”.

 

Il corso ha l’obiettivo di informare i partecipanti sulle principali novità normative in ambito sicurezza sul lavoro e di aiutarli a mettersi nei panni del “datore di lavoro”, “responsabile del servizio prevenzione e protezione“, “preposto“, “dirigente“. In questi ruoli costruiranno la loro difesa, nel caso in cui dovessero essere chiamati in Tribunale come indagati o come testimoni.

 

Si cercherà di capire come comportarsi in un procedimento penale e si comprenderà, ad esempio, quando i dialoghi e la documentazione a supporto della difesa sono utili, inefficaci o “armi a doppio taglio”.

 

Le nuove tecniche formative: il teatro e il role playing

Il role playing è una tecnica formativa simulativa preziosa, basata sulla simulazione di qualcosa che ha o che potrebbe avere attinenza con una situazione reale e che è strutturata in modo tale da essere coinvolgente anche dal punto di vista emozionale.

 

In questa tecnica un gruppo di persone arrivano a svolgere, per un tempo limitato, un ruolo attoriale riproducendo situazioni che hanno una forte attinenza con situazioni reali.

 

La metodologia consente, dunque, un’analisi dei vissuti, delle dinamiche interpersonali, delle specificità dei vari ruoli e dei processi di comunicazione correlati al particolare contesto rappresentato.

 

In particolare, nel corso organizzato dall’Associazione AiFOS con questa tecnica si arriva ad una rappresentazione dell’infortunio e del conseguente processo per far emergere i principi della normativa e le più adeguate modalità di comportamento.

 

Attraverso la guida della docente Giovanna Rosa – avvocato che si occupa di consulenza legale e giuridica nel campo della salute e sicurezza sul lavoro – sarà possibile sperimentare materialmente cosa succede in azienda quando accade un infortunio e comprendere cosa fare per prevenire e ridurre questa possibilità.

 

Informazioni e programma del corso in presenza

Il corso di 8 ore “Obiezione vostro onore” si terrà a Brescia il 21 marzo 2023 – dalle 8.30 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.30 – ad AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Durante il corso saranno affrontati i seguenti argomenti:

  • principali novità normativa ambito salute e sicurezza sul lavoro
  • analisi di un infortunio reale
  • analisi di un caso di malattia professionale
  • costruzione della difesa del partecipante (a seconda del ruolo che ricopre in azienda)
  • documentazione da presentare al giudice
  • le frasi “corrette” da pronunciare davanti al giudice
  • esame del caso reale e analisi finale

 

La partecipazione al corso, caratterizzato da una metodologia didattica attiva, vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Formatori qualificati (area 1) e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (area giuridico-amministrativa) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/obiezione_vostro_onore

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

26 gennaio 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Vendere Oro Adesso Conviene ?

Vendere oro che abbiamo in casa senza che questo sia oro da investimento certificato è divenuta una attività comune a molte persone che si rivolgono ad attività come questo compro oro Firenze.
Questo trend è cominciato ad affermarsi dopo il 2000 quando le condizioni economiche dei paesi occidentali sono andate peggiorando in modo progressivo.
La crisi di molti settori e la perdita di posti di lavoro ha improvvisamente fatto impoverire molte persone che si sono rivolte ai compro oro per vendere oggetti preziosi al fine di ottenere una liquidità immediata.
Vendere oro sotto forma di gioielli ed altro è cosi divenuta una attività talmente diffusa da far nascere il settore dei compro oro per come l conosciamo oggi.
La diffusione di queste attività è stata talmente capillare da rendersi necessario da parte delle istituzioni una legge ad hoc introdotta nel 2017.
Ma vendere oro oggi conviene davvero ?
Chi conosce il settore sa che farlo non conviene mai almeno che non ci siano ragioni veramente importanti e determinanti sia per risolvere un problema economico sia per realizzare un progetto che stia molto a cuore.
L’oro è riconosciuto a livello globale come il più sicuro dei beni rifugio, un metallo che fin dall’antichità ha affascinato l’uomo determinando così la storia stessa dell’umanità in molti casi.
Nonostante tutto ciò, se si volesse vendere oro in qualsiasi forma ed in modo veloce il settore dei compro oro fornisce una grande possibilità di scelta.
Per ottenere il massimo del valore la cosa principale è quella di fare una ricerca sul proprio territorio dei vari operatori in oro autorizzati.
Successivamente dopo aver contattato le attività più vicine ed avere ottenuto una valutazione possiamo scegliere l’offerta migliore.
Oggi grazie al gran numero di operatori del settore il prezzo medio di offerta è aumentato spinto da una crescente ed agguerrita concorrenza, al contrario di cosa accadeva nei primi di boom del settore compro oro.
Nonostante ciò per vendere al meglio è bene informarsi e comprendere in quale fase si trovi la quotazione oro ufficiale, che il punto di riferimento per il prezzo aureo a livello globale.
La quotazione oro come quella di ogni altro bene o titolo in borsa è in costate cambiamento.
Per questo motivo sia che si voglia vendere o acquistare oro è sempre bene informarsi, per quanto è possibile,se il prezzo dell’oro si trovi in una fase di ribasso o rialzo.
In questo modo anche un breve periodo di attesa può determinare una convenienza di non poco conto visto che in alcune fasi le oscillazioni anche per l’oro possano concretizzarsi in somme di denaro rilevanti.

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Sabato 11 e domenica 12 febbraio 2023 – Salerno Colleziona

I giorni Sabato 11 e domenica 12 febbraio 2023, si terrà, nella accogliente location della Stazione marittima di Salerno (ideata dall’archistar Zaha Hadid) il primo evento collezionistico della città:

SALERNO COLLEZIONA – 1° Convegno Borsa scambio collezionistico numismatico e filatelico.

Mancando da anni un trait d’union tra i collezionisti del nord e del centro della nostra penisola con il meridione, Salerno si fa avanti proponendosi come snodo centrale del collezionismo italiano.

Nei 2 giorni saranno presenti i maggiori nomi della numismatica italiana, importanti Case d’Asta internazionali, provenienti da TUTTE le regioni d’Italia incluso le isole.

Sarà possibile scambiare, visionare, acquistare, far valutare monete, medaglie, banconote, francobolli, stampe, libri ed oggettistica.

Gli orari di apertura e chiusura per entrambi i giorni sono dalle ore 9 alle 19.

L’ingresso è gratuito, l’ampio parcheggio da 25 mila metri quadrati sottostante la Piazza della Libertà permetterà a tutti i collezionisti e curiosi di partecipare all’evento in grande comodità.

L’area espositiva è raggiungibile con ESTREMA facilità da ogni parte della città.

Il sito è a soli 1.8km dalla stazione ferroviaria, raggiungibile con una bellissima passeggiata sul lungomare cittadino.

Convenzioni per ricettività alberghiera e food sono presenti.

Per informazioni su come esporre o partecipare, contattare:

C.O.N. – Centro Organizzativo Numismatico

Attilio Maglio (+39) 3498125912

Pierpaolo Irpino (+39) 3929067646

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Alessandro Noceti: Sustainable Finance, l’importanza di contribuire a un futuro più sostenibile

Il Rhino Bond è “uno strumento finanziario innovativo e unico che rappresenta un importante cambiamento nel modello di finanziamento della conservazione”: la vision di Alessandro Noceti, Direttore di Valeur Capital e Valeur Securities, in un’intervista rilasciata a Class CNBC.

Alessandro Noceti

Alessandro Noceti: l’importanza di promuovere iniziative a favore dell’ambiente e della tutela degli animali

L’attenzione di Valeur Group per le tematiche ambientali è emersa anche nell’intervista rilasciata da Alessandro Noceti recentemente a Class CNBC: “Come Gruppo siamo sempre molto vicini alle tematiche ambientali e di tutela degli animali, sia indirettamente che direttamente tramite la nostra Valeur Foundation, che si impegna per conseguire obiettivi etici”, ha sottolineato il Direttore di Valeur Capital e Valeur Securities parlando dell’investimento nel Wildlife Conservation Bond. “Il titolo obbligazionario ci ha attirato perché emesso da un’emittente sovranazionale tripla A, con un rischio di credito contenuto e quindi di natura non speculativa”, ha spiegato nell’intervista Alessandro Noceti evidenziandone il carattere di “strumento finanziario innovativo e unico”: noto come Rhino Bond, è infatti stato lanciato dalla World Bank nell’ottica di supportare i rinoceronti neri e le comunità locali nell’Addo Elephant National Park e nella Great Fish River Nature Reserve in Sud Africa.

Alessandro Noceti: il profilo formativo e professionale

È attivo da oltre dieci anni nel settore finanziario Alessandro Noceti: oggi Responsabile della Distribuzione di Valeur Group, società indipendente specializzata in asset management, advisory, risk management, trading, strutturazione di fondi di investimento e real estate, ha lavorato anche in Credit Suisse International Investment Banking prima nel ruolo di Analyst – Equity and Fixed Income Derivatives Sales e successivamente in qualità di Associate con responsabilità nella copertura commerciale per la clientela italiana retail e istituzionale. Dal 2012 Vice Presidente, arriva a ricoprire nel 2015 il ruolo di Direttore con responsabilità nella copertura commerciale per il cluster italiano dei Fondi Pensione. Lo stesso anno entra in Valeur Group: Direttore di Valeur Capital Ltd (Londra), entità specializzata in asset management e strutturazione di soluzioni d’investimento, dal 2019 nello stesso ruolo guida Valeur Securities SA (Pfäffikon, Svizzera), efficiente piattaforma di trading con esteso accesso al mercato. Alessandro Noceti si è laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: ha conseguito inoltre un Master in European Business Studies presso la ESCP-EAP European School of Management (Londra/Torino).

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Luigi Ferraris: l’AD del Gruppo FS incontra a Bruxelles la commissaria Vestager

Il meeting si è tenuto lo scorso 15 novembre. Nel frattempo, il Gruppo guidato da Luigi Ferraris sbarca in Spagna con i suoi Frecciarossa.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris (Gruppo FS) impegnato in una due giorni con i rappresentanti europei

Settimane frenetiche per il futuro del trasporto ferroviario del Paese. A pochi giorni dall’ok della Commissione UE alla proroga fino al 2027 del regime italiano per incoraggiare il passaggio del trasporto merci dalla strada alle rotaie, l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo FS Luigi Ferraris si è recato a Bruxelles per una due giorni di incontri con alti funzionari e rappresentanti delle istituzioni europee. Tra i meeting più importanti quello del 15 novembre con Margrethe Vestager, attuale Presidente Esecutiva della Commissione europea nonché Responsabile per le politiche sulla concorrenza. Uno degli ultimi incontri di Luigi Ferraris con i vertici UE risale a giugno, con il manager impegnato a illustrare i principali obiettivi del nuovo Piano al 2031. Un percorso che vede tra i suoi capisaldi la diffusione del sistema ERTMS (European Rail Traffic Management System), che consentirà ai treni dei Paesi europei vicini di operare sulle linee ferroviarie italiane senza interruzioni, e il ruolo strategico delle reti transeuropee dei trasporti, note con l’acronimo inglese TEN-T.

Luigi Ferraris: “Gruppo FS sempre più attivo nel mercato ferroviario europeo integrato

L’impegno del Gruppo FS nella creazione di un sistema ferroviario europeo sempre più integrato va di pari passo con la strategia di espansione avviata prima in Francia e pochi giorni fa in Spagna. Proprio lo scorso 21 novembre il Gruppo guidato da Luigi Ferraris, tramite la controllata iryo, ha inaugurato nella stazione di Madrid Chamartin il primo Frecciarossa 1000 diretto a Valencia. Nei prossimi mesi i treni ad Alta Velocità targati Gruppo FS percorreranno sempre più tratte, da Barcellona a Saragozza fino a Valencia, per poi toccare Siviglia, Malaga e infine Alicante e Albacete. “Lo sbarco del nostro Frecciarossa in Spagna e l’avvio delle attività commerciali della nostra partecipata iryo è l’ultimo tassello, in ordine temporale, di una strategia che vede il Gruppo FS sempre più attivo in un mercato ferroviario europeo integrato e ormai aperto alla concorrenza”, è stato il commento di Luigi Ferraris. Il manager ha poi ricordato che una delle priorità del Gruppo è valorizzare il ruolo virtuoso del treno nel trasporto green sia in Italia che in Europa e contribuire alla costruzione di un modello di trasporto intermodale sempre più sostenibile e digitale: “Intendiamo mettere l’esperienza maturata nel mercato dell’Alta Velocità italiana a disposizione dell’Europa e della Spagna, così da replicare i risultati positivi e i modelli che si sono rivelati di successo, anche e soprattutto per i viaggiatori e per i territori”.

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Fincantieri: strategia di sostenibilità e Piano Industriale 2023-2027, il focus

Fincantieri: “Per noi la sostenibilità non è solo un’opportunità ma una vera e propria missione di rappresentare un modello di eccellenza nel mondo”.

Fincantieri

Nave Digitale e a Zero Emissioni: la vision e l’impegno di Fincantieri

Il futuro di Fincantieri continuerà a parlare di transizione ecologica e digitalizzazione. Lo sancisce il Piano Industriale 2023-2027 che il Consiglio d’Amministrazione ha approvato lo scorso dicembre. Distintività e sostenibilità ne sono i principali tratti distintivi, come ha ricordato anche l’AD Pierroberto Folgiero sottolineandone il valore. Uno dei cinque pilastri della Strategy guarda in particolare al raggiungimento di un target di notevole rilievo: diventare pionieri nel settore delle navi a Zero Emissioni. D’altronde l’attenzione di Fincantieri per la sostenibilità e l’impegno messo in campo si riflette anche nei numerosi progetti su cui è al lavoro. Tra questi l’applicazione a bordo nave di nuove tecnologie di propulsione (nuovi motori a combustione interna e celle a combustibile) e nuovi carburanti (LNG, metanolo, ammoniaca e idrogeno) facendo leva su competenze e capacità produttive già consolidate in-house.

Fincantieri: commitment industriale alla strategia di sostenibilità

La strategia integrata di sostenibilità di Fincantieri punta a coniugare crescita del business e solidità finanziaria con sostenibilità sociale e ambientale e a creare valore nel lungo periodo. Il Piano Industriale 2023-2027 identifica in particolare le diverse aree in cui si orienta l’impegno a favore della sostenibilità: innanzitutto si punta a potenziare la salvaguardia del patrimonio di competenze, promuovendo la crescita e la valorizzazione costante del capitale umano in un ambiente inclusivo ed internazionale. In secondo luogo, a identificare una roadmap per rispondere proattivamente alle regolamentazioni sempre più stringenti e offrire ai clienti soluzioni innovative per il raggiungimento dell’obiettivo di Net Zero. Infine, Fincantieri guarda a un aumento della competitività, attraverso un miglioramento costante dell’efficienza e della sicurezza e mantenendo standard di eccellenza in tutta la filiera di fornitura.

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La BEI approva finanziamento da 1,9 miliardi di euro per il Tyrrhenian Link di Terna

Terna: un nuovo passo in avanti verso la realizzazione del Tyrrhenian Link, “il più importante progetto al mondo di trasmissione di energia elettrica sotto il mare”, come osservato dall’AD e DG del Gruppo Stefano Donnarumma.

Terna

Terna e BEI insieme per il Tyrrhenian Link

La Banca Europea per gli Investimenti finanzierà circa il 50% del costo totale del Tyrrhenian Link. È quanto si apprende da una nota rilasciata da Terna, società che gestisce la rete di trasmissione di energia elettrica in Italia, che ha comunicato l’avvenuta sottoscrizione di un contratto di finanziamento con la BEI per un importo di 500 milioni di euro. Si tratta della prima tranche dell’ammontare complessivo approvato a servizio del Tyrrhenian Link, pari a 1 miliardo e 900 milioni. “Siamo particolarmente soddisfatti che la Banca Europea per gli Investimenti abbia riconosciuto la strategicità del Tyrrhenian Link, un’infrastruttura fondamentale per la sicurezza del sistema elettrico del nostro Paese”, ha commentato Stefano Donnarumma, AD e DG di Terna: “Il Tyrrhenian Link è il più importante progetto al mondo di trasmissione di energia elettrica sotto il mare, un’opera di eccellenza ingegneristica italiana che consentirà di accelerare in maniera determinante lo sviluppo delle fonti rinnovabili”.

Tyrrhenian Link di Terna: i dettagli del progetto

Il Tyrrhenian Link collegherà la Sicilia con la Sardegna e la penisola italiana attraverso un doppio cavo sottomarino di circa 970 chilometri e 1.000 MW di potenza in corrente continua: un’opera strategica per contribuire allo sviluppo delle fonti rinnovabili e ad accrescere ulteriormente l’affidabilità della rete e la sicurezza energetica. Nello specifico, il contratto di finanziamento da 500 milioni di euro sottoscritto da Terna con la BEI è destinato a supportare la costruzione e messa in esercizio del “Ramo Est” – il cui primo cavo sarà operativo a fine 2025 – per collegare la Sicilia alla Campania. Il “Ramo Ovest” unirà, invece, la Sicilia alla Sardegna. L’opera di Terna, a regime nella sua interezza nel 2028, comporterà un investimento totale di circa 3,7 miliardi di euro, con 250 imprese coinvolte e importanti ricadute per i territori. Nell’ambito del progetto anche un centro di eccellenza per lo sviluppo delle competenze tecnologiche e digitali – il Tyrrhenian Lab – che formerà oltre 150 figure di elevata professionalità in collaborazione con le Università di Cagliari, Palermo e Salerno.

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Le scelte aziendali di Ares Ambiente tra etica e responsabilità sociale

Ares Ambiente conduce la propria attività di corretta gestione dei rifiuti mossa da un solido codice etico che la porta ad effettuare le scelte di business prestando la più estrema attenzione alla tutela delle persone e alla salvaguardia dell’ambiente.

Ares Ambiente

L’etica è il cuore pulsante di Ares Ambiente

Tutte le scelte di business di Ares Ambiente trovano motivo di esistere nell’intenso senso etico che regge l’intero sistema aziendale. Grazie all’adozione di un codice etico, che include principi e comportamenti rilevanti per il buon funzionamento, l’affidabilità e la reputazione della società, il Gruppo trasmette valori quali correttezza, lealtà, integrità e trasparenza. Sono gli stessi su cui si basano le azioni e i comportamenti dei soggetti che operano all’interno dell’organizzazione. Ares Ambiente si affida, di fatto, esclusivamente a tecnici abilitati per le attività di campionamento del rifiuto, a impianti autorizzati o enti competenti preposti e a laboratori chimici accreditati da enti certificatori. Legalità, trasparenza e responsabilità sociale fanno dunque da pilastri della società.

Responsabilità sociale e legalità: due aspetti fondamentali per Ares Ambiente

In quanto intermediario nel settore della gestione dei rifiuti, Ares Ambiente sente forte la responsabilità sociale. Al fine di migliorare costantemente le proprie prestazioni, si sottopone regolarmente a controlli da parte di enti terzi, che certificano il pieno rispetto delle normative e la capacità di soddisfare le richieste e le aspettative dei clienti. Ares Ambiente opera applicando i requisiti della norma SA 8000, con la quale si impegna a comunicare i risultati raggiunti in maniera trasparente, chiara e completa. Con la dichiarazione ambientale 2022-2024, inoltre, contribuisce a far accrescere la consapevolezza della comunità locale e dei soggetti esterni riguardo alle attività e agli obiettivi della società. Sul fronte della legalità, Ares Ambiente è iscritta all’elenco dei fornitori e dei lavoratori non soggetti a tentata infiltrazione mafiosa della prefettura di Bergamo e ha ottenuto 3 stelle nel Rating di Legalità concesso dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

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Giampiero Catone: Allarme rosso! In Italia ci sono più pensionati che lavoratori

Il Direttore del quotidiano “La Discussione”, Giampiero Catone, ha pubblicato un editoriale in cui mette in guardia sulla pericolosità di aver raggiunto, in Italia, il punto in cui il numero dei pensionati supera quello dei lavoratori. Ad essere a rischio è l’intero sistema.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: raggiunto un punto critico

Lo chiama “allarme rosso”, Giampiero Catone, il fatto che la platea dei pensionati abbia superato quella dei lavoratori. 22 milioni e 759mila assegni contro 22 milioni e 554mila addetti: questi i numeri che segnano il raggiungimento di un punto critico. “Non è normale, per un Paese che si annovera come potenza economica del G7, che ha una storia industriale di primo piano, che primeggia nell’export, che ha settori come l’agroalimentare che produce eccellenze, che valgono oltre 522 miliardi di euro”, afferma amareggiato il Direttore del quotidiano. Tra le cause che hanno concorso a mettere in atto una tale contraddizione c’è anche la “forte denatalità che, da almeno 30 anni, caratterizza il nostro Paese”. Il risultato è che, tra il 2014 e il 2022, la fascia di popolazione in età più produttiva (25-44 anni) si è ridotta di oltre un milione e 360mila unità. La domanda che, a questo punto, sorge spontanea è: per quanto tempo ancora il Paese potrà reggere questo peso?

Giampiero Catone: le proposte di Marcegaglia e Fracassi

Il carattere emergenziale che assume la situazione si evince anche dai discorsi fatti da figure di rilievo come Emma Marcegaglia, ex Presidente di Confindustria, e Gianna Fracassi, Vicepresidente Generale della CGIL. Giampiero Catone riporta le parole di Marcegaglia, tra l’altro anche imprenditrice a capo di una holding leader nella produzione di acciaio, la quale afferma: “Se non vogliamo il lavoro povero in Italia, bisogna subito mettersi intorno a un tavolo, governo e parti sociali, come nel 1993 con Ciampi. E tornare a parlare di riforme: lavoro, salari, produttività, cuneo fiscale, formazione, politiche attive”. Sulla stessa linea Gianna Fracassi, che sottolinea: “Per invertire la rotta occorre poi stabilizzare l’economia ripartendo dalla domanda pubblica e da un maggior peso economico dello Stato attraverso quindi la promozione dell’occupazione, di un fisco equo e progressivo, nuovo welfare e di nuovi diritti, soprattutto per i giovani e per le donne, che restano i soggetti più esposti”.

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Claudio Descalzi: crisi e nuove sfide, l’Europa oggi nell’intervento dell’AD di Eni

È fondamentale per l’Europa la collaborazione con l’Africa: l’intervento dell’AD di Eni Claudio Descalzi all’incontro organizzato presso la Santa Sede dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con la rivista di geopolitica “Limes” e i media vaticani.

Claudio Descalzi

L’AD di Eni Claudio Descalzi all’incontro “L’Europa e la guerra: dallo spirito di Helsinki alle prospettive di pace”

L’AD di Eni Claudio Descalzi è intervenuto lo scorso 13 dicembre all’incontro “L’Europa e la guerra: dallo spirito di Helsinki alle prospettive di pace” organizzato dall’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, in collaborazione con la rivista di geopolitica “Limes” e i media vaticani. Per discutere di quali siano le vie concrete e percorribili attraverso cui ridare spazio al dialogo in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, segnato da tensioni geopolitiche, pandemia, crisi economica ed energetica, sono intervenuti il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, l’ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede Francesco di Nitto, il Direttore Editoriale dei Media vaticani Andrea Tornielli e il Direttore della Rivista “Limes” Lucio Caracciolo unitamente all’AD di Eni. La guerra, ha osservato Claudio Descalzi, ha colto l’Europa nel suo momento più debole: “È scarica di energia e piena di competitività interna. Ha dei tassi d’interesse in crescita e un’industria che, rispetto ai partner, paga otto volte la sua energia. Stiamo correndo il rischio di dimenticarci di questa guerra a causa delle sanzioni, correttissime, che però stanno indebolendo la struttura interna europea. L’Europa è sola”.

Claudio Descalzi: il cambiamento climatico una guerra da non dimenticare

L’Europa, ha spiegato nel suo intervento l’AD Claudio Descalzi, è “la sola che sta subendo il peso delle sanzioni e che sta lottando davvero per il cambiamento climatico, una guerra da non dimenticare”. Dall’altra parte invece “c’è l’Africa, che sta pagando altre conseguenze incredibili di questa guerra sul piano energetico ma soprattutto alimentare”. Interrogandosi quindi su come poter costruire un nuovo e più giusto sistema di relazioni internazionali, l’AD di Eni ha sottolineato il valore di “leader con visione e con spiritualità”. La Grande Europa deve pensare di essere debole, ha ribadito Claudio Descalzi: “Dobbiamo renderci conto della nostra debolezza, fare un atto di umiltà. Questo momento di consapevolezza ci deve far diventare visionari verso chi è più debole. Ad esempio, l’Africa. L’Africa e l’Europa sono due grandi entità simili. Siamo deboli. Ma loro lo sanno, noi no. E se riusciamo a creare solidarietà, aiutando sé stessa l’Europa aiuterà anche l’Africa”.

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Fincantieri: nuova nave per l’Istituto Idrografico della Marina, il valore del progetto

Fincantieri costruirà la nuova nave oceanografica maggiore della Marina Militare, l’AD e DG Pierroberto Folgiero: riconosciuta “la capacità distintiva di un Gruppo come il nostro”.

Fincantieri

La nuova unità Navale Idro-Oceanografica Maggiore (N.I.O.M.) di Fincantieri: i dettagli del progetto

Fincantieri, nell’ambito di un bando comunitario per il settore della Difesa e Sicurezza, ha firmato con il Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti – Direzione degli Armamenti Navali (NAVARM) il contratto per la realizzazione di una nuova unità Navale Idro-Oceanografica Maggiore (N.I.O.M.): destinata all’Istituto Idrografico della Marina, sarà consegnata nel 2026 presso il cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano. Il progetto del valore complessivo di circa 280 milioni di euro comprende inoltre i servizi di supporto logistico integrato e di temporary support per la durata di sei anni più quattro in opzione. L’unità è stata concepita con la massima attenzione verso gli aspetti green, a riprova dell’impegno trasversale a favore della sostenibilità sancito anche nel Piano 2023-2027 di Fincantieri: rientrano tra le sue principali caratteristiche infatti le tecnologie per il contenimento delle emissioni, una propulsione diesel-elettrica per ottimizzare consumi, forme di carena funzionali alla riduzione della resistenza all’avanzamento e l’utilizzo di materiali environment-friendly. E anche il processo produttivo si inserisce in questo percorso, in particolare per quanto riguarda il presidio dei sistemi di gestione ambientale, testimoniato dalla conformità alla norma internazionale ISO 14001 del cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano, nonché da tutti gli altri i siti italiani del Gruppo.

Innovazione tecnologica, sostenibilità e sicurezza nella nuova unità navale progettata da Fincantieri

Siamo fieri che il primato tecnologico di Fincantieri si affermi ancora una volta in un ambito come quello scientifico, che richiede capacità specialistiche peculiari” ha commentato l’AD e DG Pierroberto Folgiero. “L’unità dovrà essere in grado di operare garantendo elevate performance in ogni condizione meteo marina. Questo richiederà l’integrazione di molti sistemi complessi, capacità distintiva di un Gruppo come il nostro, che non solo realizza piattaforme all’avanguardia come le navi militari ma può contare sulla sinergia tra mondo naval e mondo offshore nello sviluppo di sistemi di controllo avanzati”. Ulteriore key driver della nave sarà il tema di Health&Safety che per Fincantieri significa garantire al personale che opererà all’interno dell’unità navale i massimi standard di sicurezza: in quest’ottica è stato sviluppato un approccio proattivo finalizzato a identificare, anche in cooperazione con un parco fornitori di primo livello, le migliori soluzioni tecniche per soddisfare a pieno i requisiti operativi del cliente. Il programma di rinnovamento delle unità navali del servizio idrografico della Marina è parte di un innovativo progetto di respiro europeo che coinvolge anche il Ministero della Difesa: nel 2020 la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) avevano sottoscritto un accordo di finanziamento per supportare la costruzione della nave oceanografica maggiore nonché di due unità più piccole che andranno ad operare nel Mediterraneo.

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La formazione cambia: al via il nuovo Safety Barcamp 2023

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La formazione cambia: al via il nuovo Safety Barcamp 2023

 

Il 31 marzo 2023 si apre a Roma la prima edizione del Safety Barcamp: una giornata formativa aperta e libera per condividere le esperienze e confrontarsi sui temi della salute e sicurezza sul lavoro. Un modo nuovo di vivere insieme la formazione.

 

Quando un percorso di formazione nasce all’interno di un’esperienza di partecipazione delle competenze, quando è vissuto con momenti attivi di apprendimento, con un libero confronto e condivisione di idee, diventa un percorso efficace in grado non solo di aumentare le conoscenze e fornire nuovi strumenti, ma anche di modificare realmente i comportamenti.

 

Per migliorare la formazione in materia di salute e sicurezza è necessaria una nuova formazione partecipata capace di stimolare, tra gli operatori, riflessioni e approfondimenti e la messa in comune di buone prassi, difficoltà, scoperte ed esperienze.

 

Stai cercando un metodo innovativo per migliorare le tue competenze in materia di salute e sicurezza? Cerchi strumenti originali ed efficaci per cambiare il tuo modo di fare formazione?

 

Safety Barcamp 2023 e la rivoluzione della formazione partecipata

Per rivoluzionare la formazione sulla sicurezza torna nel 2023 – in due edizioni, una a Roma nel mese di marzo e una a Padenghe sul Garda nel mese di maggio – il Safety Barcamp, uno spazio formativo innovativo dedicato alla creazione e al consolidamento delle relazioni tra le figure che operano nell’ambito salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Il Safety Barcamp, organizzato dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), è un evento in forma di “non conferenza”, dove i temi di discussione sono decisi dai partecipanti.

Questo spazio formativo permette di imparare e condividere, in un contesto aperto e libero, tutti i temi di salute e sicurezza facenti riferimento alle 3 aree tematiche previste dal Decreto interministeriale 6 marzo 2013:

  • area normativa/giuridica/organizzativa;
  • area rischi tecnici/igienico-sanitaria;
  • area relazioni/comunicazione.

 

L’evento formativo del Barcamp è destinato a tutti i formatori e a tutti i professionisti della sicurezza che vogliono partecipare a una giornata dinamica e sono disponibili a svilupparla con nuove modalità formative.

Ogni partecipante si iscrive all’intera giornata formativa, ma l’iscrizione ai singoli workshop avviene durante l’evento: la scelta di un workshop non è definitiva e la partecipazione è libera e dinamica.

Inoltre è possibile diventare dei facilitatori del Safety Barcamp: i partecipanti possono mettere a disposizione degli altri le proprie conoscenze proponendo agli organizzatori un workshop.

 

Il link per avere ulteriori informazioni, iscriversi al Safety Barcamp, leggere il Regolamento e proporre un workshop: http://www.safetybarcamp.it

 

Il modello formativo del Safety Barcamp 2023

L’evento è progettato seguendo la metodologia dell’Open Space Technology che prevede una profonda interazione e confronto tra i partecipanti con momenti di condivisione non formali: i partecipanti e facilitatori sono responsabilizzati nel collaborare con lo scopo comune di creare un terreno fertile e proficuo di partecipazione e condivisione.

 

Ricordiamo i 4 principi alla base di questa metodologia e del Safety Barcamp:

  • primo principio – “Chiunque venga è la persona giusta”: ogni partecipante è invitato a rendere produttivo il proprio spazio di apprendimento e di condivisione partendo dalle risorse (umane e non) che ha a disposizione e lo circondano;
  • secondo principio – “Qualsiasi cosa accada è l’unica che poteva accadere”: il risultato ottenuto è l’unico che si poteva ottenere, perché le condizioni che si sono verificate, le forze in gioco, le competenze, le relazioni e altro sono diverse ad ogni incontro;
  • terzo principio – “Quando comincia è il momento giusto”: il flusso temporale deve seguire l’esigenza di condivisione e apprendimento dei partecipanti. Il Safety Barcamp sarà un evento strutturato per permettere di frequentare workshop, discussioni, presentazioni lasciando spazio al confronto informale;
  • quarto principio – “Quando è finita è finita”: molte volte per discutere o presentare un tema serve molto più tempo di quello a disposizione. Chi partecipa al Barcamp avrà cura del tempo, non dilungandosi oltre quello stabilito o chiudendo l’attività prima del previsto, se non è più necessario usare il tempo messo a disposizione.

 

Gli obiettivi e le informazioni per il Safety Barcamp a Roma

L’obiettivo di questi eventi organizzati da AiFOS è, dunque, quello di creare per gli operatori e i professionisti una cornice di lavoro favorevole al dialogo, al confronto e alla diffusione e condivisione di conoscenze sul tema della salute e sicurezza sul lavoro.

 

Il primo Safety Barcamp del 2023 si terrà a Roma venerdì 31 marzo 2023 dalle ore 9:30 alle 17:00 presso l’Hotel Villa EUR in Piazzale Marcellino Champagnat, 2.

 

Segnaliamo che l’evento è valido come aggiornamento relativo a 5 ore per RSPP e ASPP, 1 ora per formatori prima area tematica, 2 ore per formatori seconda area tematica e 2 ore per formatori terza area tematica.

 

Il link per avere ulteriori informazioni e iscriversi al Safety Barcamp:

http://www.safetybarcamp.it

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

19 gennaio 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Municipia S.p.A.: Digital Transformation dei Comuni, il valore di uno sguardo lungimirante per i servizi

Municipia S.p.A., il presidente Stefano De Capitani: “L’avvento dei fondi PNRR contribuisce al processo di digitalizzare l’Italia ma si sta aprendo un tema importante per i Comuni, ovvero i successivi costi di gestione dei servizi”.

Municipia S-p.A.

Municipia S.p.A.: nell’ultimo anno un’accelerazione della trasformazione digitale delle città italiane

Il presidente di Municipia S.p.A. Stefano De Capitani ne aveva parlato anche lo scorso 30 novembre intervenendo a Firenze nell’ambito dell’incontro organizzato per ‘Le città possibili’, l’iniziativa che la società del Gruppo Engineering porta avanti insieme a Fondazione Italia Digitale per approfondire i temi legati al digitale nella trasformazione urbana. “Ci sono stati grandi progressi nell’evoluzione digitale delle città”. D’altronde anche ICity Rank, rapporto annuale sulle Smart City in Italia, ne certifica la crescita nel corso degli ultimi 12 mesi. E “il PNRR sta contribuendo a questo processo attraverso una spinta operativa ed economica”: bisogna però dire che se si guarda all’intero territorio nazionale non si può parlare ancora di uno sviluppo omogeneo. Il Paese non viaggia alla stessa velocità in termini di innovazione.

Municipia S.p.A.: Digital Transformation nei Comuni, necessario garantire la sostenibilità dei servizi negli anni a venire

Nel corso dell’evento di Firenze, il presidente di Municipia S.p.A. aveva sottolineato come tale disomogeneità dipenda “dal focus delle varie amministrazioni, da quanto i decisori locali credono nell’utilità della digitalizzazione”. Stefano De Capitani aveva inoltre evidenziato un tema particolarmente importante: i costi successivi di gestione dei servizi realizzati attraverso gli investimenti pubblici. Per quanto il PNRR contribuisca ad accelerare “questa trasformazione intelligente dei centri urbani”, rappresentano “solo il calcio d’inizio” perché è necessario “garantire la sostenibilità di questi servizi negli anni a venire”: non si può infatti pensare alla trasformazione di un servizio pubblico in senso digitale “e poi immaginarsi che questo stesso servizio muoia un anno dopo”. Come insegna anche l’esperienza maturata da Municipia S.p.A. in anni di attività al fianco degli Enti locali nello sviluppo di progetti di Digital Transformation, la soluzione più efficace per “garantire maggiore efficienza e ritorni economici sui territori” è nella collaborazione fra realtà pubbliche e private con l’obiettivo condiviso di creare “spazi smart funzionali alla gestione della complessità dell’ambito socio-economico e ambientale delle città, favorendo inclusione, resilienza, sostenibilità evoluta dell’impianto del contesto cittadino”.

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Francesco Starace: la nuova era della mobilità nello studio di Enel e Fondazione Symbola

Fondazione Symbola ed Enel presentano “100 Italian E-Mobility Stories 2023”: energie e talenti protagonisti di “una tra le filiere più innovative e dinamiche del Paese”, evidenzia Francesco Starace.

Francesco Starace

Francesco Starace: E-mobility, 100 storie di eccellenze del Made in Italy nel report di Fondazione Symbola, Enel ed Enel X Way

La mobilità sta entrando in una nuova era, più sostenibile ed efficiente: Francesco Starace, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel, ha spiegato con quali ricadute lo scorso 11 gennaio nel corso dell’evento di presentazione di “100 Italian E-Mobility Stories 2023”, lo studio di Fondazione Symbola, Enel e Enel X Way giunto alla quarta edizione che, nel raccontare e premiare le 100 storie di eccellenza protagoniste di questa nuova era della mobilità, fotografa lo stato di salute del settore. “La strada del cambiamento è tracciata come dimostrano i numeri e i progetti di alcune delle più importanti eccellenze presenti nel volume: imprese, centri di ricerca, università e associazioni che con talento e passione sviluppano soluzioni tecnologiche all’avanguardia per la mobilità elettrica, una tra le filiere più innovative e dinamiche del Paese”, ha commentato in merito Francesco Starace. Dal design alla produzione manifatturiera dei veicoli fino all’infrastruttura di ricarica e alla componentistica alle batterie: ognuno nel proprio ambito d’attività si è impegnato concretamente per lo sviluppo di una nuova forma di mobilità che contribuisce “a creare un’economia e una società più a misura d’uomo e per questo con ampie prospettive di crescita, in linea con i principi del Manifesto di Assisi”. L’evento ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Ermete Realacci, Presidente di Fondazione Symbola, ed Elisabetta Ripa, CEO di Enel X Way.

Francesco Starace: il processo di elettrificazione è trasversale e coinvolge più settori

Dallo studio, come sottolineato anche dall’AD Francesco Starace, emerge come la trasformazione della mobilità stia portando interessanti opportunità per l’Italia. È necessario però saperle cogliere: “Il panorama industriale della E-mobility si sta ampliando. C’è grande vitalità in tutto l’indotto italiano e sta continuando a manifestarsi in un settore che dopo 100 anni possiamo dire ha raggiunto una fase di maturità”, ha spiegato l’AD di Enel rifacendosi ai numeri indicati nel report. Nel mondo circolano attualmente quasi 20 milioni di veicoli elettrici per passeggeri, 1,3 milioni di mezzi elettrici commerciali e oltre 280 milioni di ciclomotori, scooter e motocicli elettrici. Le stime recenti prevedono al 2030 una quota di mercato globale per le auto elettrificate superiore al 50%, trainato dalle tecnologie Battery Electric Vehicle. I mercati principali sono la Cina e l’Europa: quest’ultima nel 2021 ha registrato un aumento del 65,7% delle immatricolazioni di auto elettriche o a bassissime emissioni (Ecv) rispetto al 2020. E a dicembre le vendite di veicoli elettrici hanno superato per la prima volta quelle delle autovetture a diesel. In questa transizione l’Italia può giocare un ruolo di primo piano e a più livelli. Inoltre, come ha ricordato Francesco Starace, il processo di elettrificazione è trasversale e coinvolge più settori: “Con l’aumentare delle auto elettriche in strada ci saranno anche nuove esigenze industriali sia in termini di produzione manifatturiera e meccanica, sia di generazione di energia elettrica pulita, sia in chiave chimica per i sistemi di accumulo. La stessa rete elettrica cambierà per far fronte al numero crescente di nuovi veicoli elettrici in arrivo sulle nostre strade. Gli investimenti sulle batterie cresceranno, per ridurre il peso e aumentare le prestazioni, aumentando l’efficienza e la sostenibilità. Le batterie elettrificheranno non solo l’industria, ma molti settori economici nel prossimo futuro”.

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Serenissima Ristorazione sostiene e valorizza le donne in azienda con una partnership con Women at Business

Serenissima Ristorazione ha unito le proprie attività a quelle di Women at Business: la nuova partnership punta a valorizzare ancor più il ruolo delle donne nel Gruppo.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: la partnership con Women at Business

La scintilla è scoccata durante l’evento organizzato da Forbes per premiare le 100 donne più influenti del 2022: è in quest’occasione che Serenissima Ristorazione, azienda leader in Italia nell’ambito della ristorazione collettiva e commerciale, ha incontrato Women at Business, scegliendola per valorizzare la carriera e le competenze delle donne all’interno del Gruppo. Women at Business è una vivace community che favorisce incontri professionali tra donne e aziende grazie a una piattaforma che sfrutta un algoritmo di matching inclusivo. Serenissima Ristorazione da sempre porta avanti gli stessi valori, guardando con interesse al potenziale femminile nel mondo del lavoro: l’80% del personale del Gruppo è composto da donne, si punta a continuare su questa strada per supportare sia il loro ingresso nel mondo del lavoro, sia gli avanzamenti di carriera.

Serenissima Ristorazione per le donne: il commento della Chief Purchasing Manager Giulia Putin

Siamo orgogliosi di avviare questa partnership con Women at Business che mira a contribuire al raggiungimento dell’uguaglianza di genere e l’empowerment di donne e ragazze attraverso un miglioramento dei paradigmi del mondo del lavoro relativi all’equità di genere e per sostenere lo sviluppo della carriera delle donne”: così si è espressa Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione. Sempre riguardo alla partnership tra il Gruppo e la community di Women at Business, la manager ha commentato come nel 2021 il tasso di occupazione femminile in Italia sia diminuito dello 0,7% dispetto al 2019: “La media dell’Unione Euorpea resta ancora lontana”. La pandemia ha colpito duramente soprattutto le donne, per questo è ancora più importante riguadagnare terreno: “Grazie a questa collaborazione vogliamo trasmettere alle donne che accogliamo all’interno di Serenissima Ristorazione la nostra visione e la passione per il lavoro ispirato ai principi di equità e inclusione”.

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FSI, Maurizio Tamagnini: espansione, digitale e diversificazione le nuove sfide di Missoni

Positive le stime per il 2022, con i ricavi che superano i livelli pre-pandemia. A promuovere lo sviluppo del noto marchio di moda FSI, il Fondo guidato da Maurizio Tamagnini.

Maurizio Tamagnini: l’impegno di FSI nella recente evoluzione di Missoni

Risale a giugno 2018 l’ingresso di FSI nel capitale di Missoni, la storica casa di moda fondata da Ottavio e Rosita. L’operazione voluta dalla realtà fondata da Maurizio Tamagnini nasce con uno scopo ben preciso: promuovere la crescita aziendale del marchio attraverso lo sviluppo nel canale retail, l’espansione nei mercati USA e Cina e il consolidamento delle vendite online. Oggi, a distanza di quattro anni, il percorso di rilancio sembra dare i suoi frutti: secondo le stime, Missoni chiuderà il 2022 con 115-120 milioni di ricavi, superando così il fatturato netto pre-pandemia. Fino al 2025 il trend è destinato a continuare, con il Gruppo che prevede di arrivare gradualmente a 150 milioni. Un trend merito non solo degli investimenti messi in campo dal Fondo guidato da Maurizio Tamagnini, ma anche della profonda trasformazione avvenuta con il passaggio dalla matrice familiare ad un modello manageriale.

Maurizio Tamagnini: Missoni, internazionalizzazione e diversificazione le leve della nuova strategia

Simbolo del nuovo corso di Missoni è Livio Proli, Amministratore Delegato e principale artefice dell’accelerazione del Piano Strategico 2020-2025. Cresciuto professionalmente in Armani, Proli è stato scelto da Maurizio Tamagnini per guidare l’espansione dell’iconico brand dopo gli anni complessi della pandemia. Sviluppo che punta principalmente al mercato asiatico e a quello statunitense. Due i nuovi negozi aperti in Cina nell’ultimo anno, ai quali si aggiungono un outlet e un punto vendita elettronico su Tmall. Nel 2023 è previsto invece il rilancio nei mercati giapponese e coreano. Cruciale il ruolo dell’innovazione, sia a livello di prodotto che di digitalizzazione dei processi. Tra gli obiettivi del Piano anche il rafforzamento della squadra dedicata alle vendite online. Lato offerta l’azienda punta sulla diversificazione, promuovendo un vero e proprio stile di vita di lusso Missoni. Un esempio è il progetto Missoni Resort Club, con la prima struttura allestita questa estate in Liguria: “Abbiamo un progetto analogo per le Maldive e poi in tutto il mondo – ha spiegato l’AD Livio Proli – prevediamo di aprire 20 resort entro la fine del 2023”.

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Paolo Gallo: con “Costruttori di futuro” Italgas punta alla net zero economy

Da Italgas azioni concrete e target ambiziosi a beneficio di stakeholder e territori. Paolo Gallo: “Miope considerare la sostenibilità come concetto astratto”.

Paolo Gallo

“Costruttori di Futuro”, i dettagli del Piano e le dichiarazioni dell’AD Paolo Gallo

Il Consiglio di Amministrazione di Italgas ha dato il via libera lo scorso dicembre al Piano di Creazione di Valore Sostenibile 2022-2028. “Costruttori di futuro” – questo il nome scelto dal Gruppo – è stato presentato a Milano dall’Amministratore Delegato Paolo Gallo. Il documento offre una disamina delle azioni concrete che Italgas intende mettere in campo a beneficio di stakeholder e territori in cui opera, nonché dei target ambiziosi da raggiungere al 2028. Ad affiancare il Piano anche il report “Driving innovation for energy transition”, un approfondimento dedicato al rapporto tra le attività di Italgas e gli impatti legati al cambiamento climatico in considerazione delle raccomandazioni della Task Force on Climate-Related Financial Disclosure (TCFD). Entrambi i documenti sono perfettamente in linea con il percorso di sostenibilità tracciato da Italgas con il Piano Strategico, che vede tra gli obiettivi principali la Net Zero Carbon al 2050: “Per anni – ha dichiarato Paolo Gallola sostenibilità è stata considerata un concetto quasi astratto, rispetto al quale adeguare strategie e obiettivi aziendali ma senza una correlazione diretta a uno sviluppo reale”.

Paolo Gallo: “Sostenibilità principale driver per la net zero economy

Una visione miope e distante – ha aggiunto l’AD di Italgas – da quell’idea di azioni e interventi concreti che fanno della sostenibilità il principale driver per raggiungere il traguardo della net zero economy”. Pianeta, persone e partnership sono i tre i pilastri della nuova strategia illustrata da Paolo Gallo, e per ciascuno sono previste linee d’azione, target misurabili e risultati attesi nel medio e nel lungo periodo. Innovazione, sviluppo di competenze, economia circolare, diversità e inclusione i principali alleati per raggiungere gli obiettivi prefissati, con la sostenibilità nel ruolo di faro guida: “I due nuovi documenti vanno proprio in questa direzione: fornire una mappa di dettaglio entro cui muoverci secondo coordinate precise e traguardi intermedi”, ha commentato Paolo Gallo. Uno dei principali traguardi di Italgas al 2028 riguarda la realizzazione di un network al 100% hydrogenready. Contemporaneamente, il Gruppo sarà impegnato nella produzione di 200 tonnellate di idrogeno grazie all’impianto Power to Gas che sorgerà a Sestu (Cagliari).

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Lorenzo Vangelisti: “The CEO Publication” intervista il CEO di Valeur Group, i dettagli

Lorenzo Vangelisti, il Founder di Valeur Group si racconta a “The CEO Publication”: i valori che ne hanno ispirato la crescita, i traguardi raggiunti e i nuovi obiettivi al centro dell’intervista.

Lorenzo Vangelisti

Lorenzo Vangelisti: la vision di Valeur Group nell’intervista al CEO

Circondati di quanti hanno la tua stessa missione”: Lorenzo Vangelisti, intervistato per “The CEO Publication”, riassume in queste parole l’essenza del suo percorso professionale che nel 2010 lo ha portato a dare vita (e a guidare ancora oggi in qualità di CEO) Valeur Group. Specializzato in asset management, advisory, trading, ricerca e real estate, il Gruppo indipendente in oltre dieci anni di attività ha valorizzato molti giovani talenti divenuti oggi professionisti affermati nel settore finanziario. La capacità di creare team di professionisti altamente qualificati, unitamente a una profonda esperienza contraddistinta per gli elevati standard di aggiornamento e alla condivisione di competenze e valori sono alla base della crescita di Valeur Group, come ricorda nell’intervista il CEO Lorenzo Vangelisti.

Lorenzo Vangelisti porta Valeur Group e Valeur Foundation su “The CEO Publication”

Nella vision del CEO Lorenzo Vangelisti ogni obiettivo può essere raggiunto anche da soli ma è insieme che si arriva oltre: questa filosofia permea la crescita di Valeur Group, oggi punto di riferimento nel settore finanziario grazie alla qualità e all’eccellenza dei servizi che è in grado di fornire. Fondamentale in questa ottica anche la propensione all’innovazione e allo sviluppo tecnologico: lo scorso anno l’acquisizione di LinkedTrade Technologies, nota piattaforma SaaS multi-dealer specializzata nella trasformazione digitale dei Prodotti Strutturati, sottolinea l’impegno del Gruppo nel disegnare il futuro del settore. È questa la direzione per portare valore e non solo nelle proprie aree d’attività: come ricorda Lorenzo Vangelisti, infatti, oggi più che mai è necessario impegnarsi trasversalmente contribuendo anche alla crescita della società e a uno sviluppo sostenibile del pianeta. È quello che si propone di fare Valeur Foundation: la no-profit, nata su iniziativa del CEO di Valeur Group, persegue obiettivi di natura umanitaria, culturale, sportiva e in favore degli animali garantendo assistenza alle categorie sociali più deboli.

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“Progetto Giovani” di Banca Generali: formazione e mentorship per il private banking del futuro

Da Banca Generali un percorso di sviluppo a 360° per i giovani consulenti che vogliono diventare professionisti del private banking.

Banca Generali, un ricambio generazionale per innovare la consulenza private banking

Offrire il massimo supporto alla nuova generazione di consulenti private banking e prepararsi a intercettare le esigenze di una clientela sempre più giovane. È l’obiettivo di “Progetto Giovani”, la recente iniziativa promossa da Banca Generali nel solco della politica di ricambio generazionale delineata dal Piano Strategico 2022-2024. Un piano di ingresso destinato ai talenti under 35 che intendono sviluppare le skills necessarie per eccellere nella professione ed entrare a far parte del network di private banker e wealth advisor di Banca Generali. A spiegarlo è il Vice Direttore Generale dell’Istituto Marco Bernardi, che parla di un vero e proprio “travaso di competenze” dai professionisti affermati verso i giovani consulenti: “Come banca leader nel private banking in Italia siamo consapevoli della necessità di allargare le maglie della nostra professione anche a una nuova generazione di consulenti che saranno coloro i quali si occuperanno di creare valore per il risparmio del futuro. Siamo convinti che il percorso creato possa rappresentare la strada giusta per la creazione di valore nel lungo periodo”.

Private banking, con “Progetto Giovani” Banca Generali scommette sulle skills relazionali

Il Progetto di Banca Generali prevede un percorso di 36 mesi tra formazione continua e attività di mentorship. Oltre a garantire l’aggiornamento costante sotto il profilo delle competenze tecniche, l’iniziativa si focalizzerà in particolar modo sullo sviluppo delle capacità relazionali. Fondamentale per l’Istituto leader nel private banking è infatti la componente empatica, necessaria a creare il rapporto di fiducia tra professionisti e clienti. I partecipanti verranno inoltre messi alla prova con un obiettivo di portafoglio, con i tutor che alla fine del percorso decideranno se dar vita o meno ad un nuovo team di consulenti under 35 dedicato al private banking. Abbassare l’età media e favorire il ricambio generazionale non è tuttavia l’unico scopo di Banca Generali, che attraverso consulenti sempre più giovani si prepara a intercettare le esigenze di quella fascia di clienti che ancora non è private ma è destinata a diventarla: “In questo le nuove generazioni rappresentano sicuramente un bacino dal quale vogliamo pescare – commenta Bernardi – con giovani consulenti che possono così crescere di pari passo insieme ai propri clienti”.

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Pierroberto Folgiero: distintività e sostenibilità sono punti qualificanti del nostro Piano

L’AD e DG Pierroberto Folgiero: “Le linee guida del piano 2023-2027 si basano su cinque pilastri volti a far evolvere Fincantieri in leader mondiale nella abilitazione della transizione energetica per le grandi navi e nella costruzione e gestione di navi sempre più automatizzate e digitalizzate”.

Pierroberto Folgiero

Fincantieri approva il Piano industriale 2023-2027: il focus dell’AD e DG Pierroberto Folgiero

Distintività e sostenibilità sono punti qualificanti del nostro Piano”: l’AD e DG di Fincantieri Pierroberto Folgiero lo ha sottolineato commentando la notizia dell’approvazione del Piano industriale 2023-2027 da parte del Consiglio di Amministrazione presieduto dal Generale Claudio Graziano. Il Piano punta a rafforzare la leadership mondiale di Fincantieri nella realizzazione e gestione a vita intera della nave digitale e green, per i settori del turismo crocieristico, della difesa e dell’energia: in quest’ottica, come evidenziato dall’AD e DG Pierroberto Folgiero, distintività e sostenibilità saranno le direttrici che “ci permetteranno di continuare a crescere, volgendo in opportunità le criticità del settore e del contesto macroeconomico”. Non a caso, l’obiettivo è anche di potenziare il posizionamento competitivo internazionale di Fincantieri e dell’industria navalmeccanica italiana creando valore per l’intera filiera.

Pierroberto Folgiero: sostenibilità e distintività centrali per il business

Le linee guida del Piano 2023-2027, ha spiegato Pierroberto Folgiero, sono basate “su cinque pilastri volti a far evolvere Fincantieri in leader mondiale nella abilitazione della transizione energetica per le grandi navi e nella costruzione e gestione di navi sempre più automatizzate e digitalizzate”. Nel suo commento, l’AD ha precisato come a rendere possibile tale evoluzione sia “la focalizzazione sui nostri tre core business (navi da crociera, navi militari e navi specializzate offshore) con riferimento ai quali siamo pronti ad essere pionieri nella abilitazione delle nuove tecnologie”. Per rafforzare ulteriormente il posizionamento e la distintività competitiva di Fincantieri nel panorama dell’industria navalmeccanica a livello internazionale sono inoltre state individuate specifiche linee di azione e progetti strategici da realizzare in arco piano con un focus su capitale umano, tecnologie abilitanti e catene di fornitura. “Il piano prevede l’impegno continuo sulla modernizzazione e digitalizzazione delle operazioni dei cantieri navali fino all’eccellenza, e la massima attenzione alla disciplina finanziaria e al deleveraging”, ha aggiunto in merito l’AD Pierroberto Folgiero sottolineandone il valore.

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Alessandro Benetton, AdR apre all’innovazione: “Giovani avranno ampio spazio di manovra”

Inaugurato lo scorso ottobre, l’Innovation Hub di Fiumicino nasce per migliorare la customer experience dei passeggeri. Ne parla Alessandro Benetton in un’intervista al “Corriere della Sera”.

Alessandro Benetton

Innovation Hub, sul “Corriere della Sera” il commento di Alessandro Benetton: “Non un costo ma un investimento per il futuro

Una nuova era fatta di contaminazione, grandi cambiamenti e macrotrend”: è con queste parole che Alessandro Benetton apre la sua recente intervista al “Corriere della Sera”. Al centro del colloquio l’Innovation Hub recentemente lanciato da Aeroporti di Roma nel Terminal 1 di Fiumicino. Un acceleratore nato in collaborazione con LVenture Group per lavorare a stretto contatto con start-up provenienti da tutto il mondo e contribuire allo sviluppo di prodotti e servizi innovativi destinati all’ecosistema aeroportuale. Dieci le realtà selezionate dalla prima call for ideas, alle quali si aggiungono tre start-up promosse direttamente da AdR, che per l’iniziativa ha previsto un investimento di 50 milioni di euro. Risorse che serviranno per contribuire direttamente al supporto delle strart-up: “L’ordine mondiale sta cambiando, con le piattaforme tecnologiche sempre più fondamentali – ha detto Alessandro Benetton al “Corriere della Sera” – Tutto questo ci obbliga a guardare oltre”. Non è un caso che la Holding guidata dall’imprenditore abbia sostenuto con forza il progetto di AdR: “Mi piace pensare che questo tipo di iniziative non vengano considerate costi ma investimenti. La sostenibilità – ha aggiunto – deve essere vista come un’occasione per dare inizio a un nuovo ciclo, vantaggioso per tutti”.

Alessandro Benetton: “Innovation Hub modello replicabile in tutto il settore della mobilità

Tra i progetti in corso d’opera spiccano soluzioni innovative come “Digiport”, sviluppata da Airsiders e che consente di visualizzare sul proprio smartphone tutte le informazioni, i servizi disponibili e i percorsi dell’aeroporto. Intanto AdR è pronta a lanciare una seconda call for ideas. Un’edizione ancora più allargata, spiega Alessandro Benetton: “La contaminazione di idee e tecnologie deve essere meno disciplinata. I giovani avranno più spazio per presentare progetti anche apparentemente meno legati a questo settore”. Il progetto di open innovation già prevede collaborazioni con altri scali e soprattutto, sottolinea Alessandro Benetton, è un modello facilmente replicabile nei diversi rami del settore dei trasporti, dalle stazioni ferroviarie fino alle autostrade: “I canali che per noi erano classici, come la banca d’affari o la società di consulenza, oggi vengono messi in discussione dalla voglia di essere più al centro del proprio destino. Un’opportunità – conclude – resa possibile dalle nuove tecnologie”.

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Alessandra Ricci, su “Il Messaggero” intervista all’AD di SACE: “Pmi spina dorsale del Paese”

Sostenibilità, sostegno alle PMI e innovazione i pilastri del nuovo Piano Strategico di SACE. L’AD Alessandra Ricci ne ha parlato in un’intervista rilasciata a “Il Messaggero”.

Alessandra Ricci

Alessandra Ricci: con “Insieme 2025” SACE è pronta a guidare le aziende verso un orizzonte sostenibile

Garantire al tessuto economico una maggiore resistenza alle sfide dei mercati, rilanciare la competitività di imprese e Paese e guidarli verso un orizzonte sostenibile. A illustrare gli obiettivi del nuovo Piano Strategico di SACE “Insieme2025” è l’Amministratore Delegato Alessandra Ricci in una recente intervista pubblicata sul quotidiano “Il Messaggero”. “Al centro di tutto c’è la sostenibilità economica, sociale e green – ha spiegato la manager – un maggior sostegno alle Pmi investendo in tecnologia e innovazione, e il rafforzamento di una cultura aziendale ego-less, senza ego”. Il nome scelto testimonia la volontà di SACE di costruire un percorso “per e con le aziende”, partendo innanzitutto dall’ascolto e dalla condivisione di valori: “Si tratta di un piano di azioni e strumenti che possano incidere sul tessuto economico nazionale in maniera capillare ed efficace, cercando di raggiungere le Pmi che ne costituiscono la spina dorsale”. Tecnologia, digitalizzazione ed education i principali driver strategici, aggiunge Alessandra Ricci, in linea con il percorso portato avanti da SACE in materia di semplificazione dell’offerta e coinvolgimento delle Pmi.

Alessandra Ricci: “Su export puntiamo a una crescita di oltre il 30% dei volumi

Sono 111 i miliardi messi sul piatto da SACE con il nuovo Piano, tra investimenti, progetti supportati e liquidità garantita. DI questi, oltre 60 miliardi andranno a sostenere settori ad alto impatto per l’economia italiana e progetti connessi alla transizione green. Sul fronte dell’export, nel triennio 2023-2025 il Gruppo guidato da Alessandra Ricci punta ad una crescita di oltre il 30% dei volumi di contratti assicurati e investimenti garantiti per circa 49 miliardi. Un Piano che si rivolgerà ad una platea sempre più ampia: l’obiettivo di SACE è infatti quello di raddoppiare le piccole e medie imprese servite raggiungendo quota 65mila. E lo farà attraverso un nuovo ecosistema digitale che consentirà un facile accesso a prodotti, servizi e strumenti di Business Promotion offerti dal Gruppo. Prosegue intanto l’impegno di SACE sul fronte del caro energia. Negli ultimi mesi l’offerta si è arricchita con diversi strumenti pensati per supportare le aziende alle prese con gli effetti del conflitto russo-ucraino. Iniziative che, sottolinea Alessandra Ricci, hanno registrato una forte adesione “Dalla Garanzia SupportItalia sui finanziamenti alle imprese che abbiano subito ripercussioni economiche negative a seguito della crisi russo-ucraina, agli strumenti come Cauzione Energia Pmi per facilitare la dilazione del pagamento delle fatture dei consumi energetici”.

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Nuova società veicolo, Stefano Donnarumma: Terna accelera su innovazione

Stefano Donnarumma: attraverso Terna Forward, nuova società dedicata all’innovazione tramite investimenti di corporate venture capital, Terna accelera sull’innovazione tecnologica.

Terna

Terna, Stefano Donnarumma: la nuova società veicolo dedicata all’innovazione

Un importo iniziale di 50 milioni di euro e un nuovo special purpose vehicle: la costituzione della nuova società veicolo, Terna Forward, ha l’obiettivo di incrementare la collaborazione di Terna con startup e PMI ad alto potenziale innovativo e di crescita in ambito hi-tech. Nonostante il Gruppo sia dotato di una struttura dedicata all’innovazione con all’attivo lo sviluppo di circa 70 progetti altamente tecnologici, il gestore della rete elettrica nazionale guidato da Stefano Donnarumma ha scelto di premere ulteriormente l’acceleratore sull’innovazione tecnologica supportando lo sviluppo di progetti con un approccio di open innovation. Individuare le migliori opportunità tecnologiche e traslarle all’interno delle altre società del Gruppo, al fine di elaborare spin off di progetti innovativi, è il principale obiettivo di Terna. Tra gli altri ambiti di applicazione, il Gruppo ha inoltre individuato l’utilizzo della meccatronica: tecnologie strategiche con una forte previsione di crescita come robot, droni ed esoscheletri vengono già utilizzati dall’azienda per il monitoraggio e la manutenzione degli asset.

Stefano Donnarumma: gli obiettivi futuri di Terna

Attraverso la nuova società veicolo, Terna punta ad avviare, nel breve termine, una partnership con lo scopo di sviluppare le prime sperimentazioni in laboratorio e testare in campo i prototipi realizzati. L’obiettivo a lungo termine riguarda invece l’espansione dell’applicazione di tali tecnologie lungo tutta la rete elettrica nazionale: circa 75mila chilometri di linee e circa 900 stazioni elettriche su tutto il territorio italiano. La collaborazione del Gruppo guidato da Stefano Donnarumma consentirà di investire nello sviluppo e nelle competenze delle realtà più promettenti, dotate inoltre delle tecnologie di maggiore impatto per accelerare il processo di transizione energetica. Il programma di corporate entrepreneurship Terna Ideas ha recentemente premiato le idee di innovazione sostenibile nate all’interno dell’azienda. Per l’edizione 2023, anche community di startup, scaleup, aziende innovative, ricercatori e solver potranno partecipare proponendo idee e iniziative.

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Gruppo FS, nuovo step per il collegamento Palermo – Catania – Messina: RFI lancia gara da 1,7 miliardi

La gara indetta da RFI (Gruppo FS) riguarda i lavori del lotto funzionale Caltanissetta Xirbi – Lercara. Il progetto prevede anche la realizzazione della nuova stazione di Vallelunga.

Gruppo FS: gli interventi previsti nella nuova gara RFI

Buone nuove per il trasporto ferroviario siciliano. Lo scorso 8 novembre Rete Ferroviaria Italiana, controllata del Gruppo FS, ha indetto la gara per i lavori del lotto funzionale Caltanissetta Xirbi – Lercara Friddi, Comune della Provincia di Palermo. Il bando, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, prevede un investimento di circa 1,7 miliardi di euro, di cui 470 milioni coperti con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Risorse che verranno utilizzate per la progettazione esecutiva e la realizzazione di 47 chilometri di nuovo tracciato in variante, circa 10 chilometri di viadotti e otto gallerie naturali per 21 chilometri totali. Tra gli interventi programmati anche la nuova stazione di Vallelunga, insieme con i posti di movimento di Marcatobianco, Marianopoli, e San Cataldo. Il lotto è parte del nuovo collegamento ferroviario Palermo – Catania – Messina, per il cui ammodernamento Gruppo FS ha stanziato 9,3 miliardi di euro, di cui 1,44 miliardi finanziati sempre dal PNRR. Diminuire le tempistiche di viaggio l’obiettivo dell’opera, che una volta portata a termine consentirà di spostarsi da Palermo a Catania in meno di due ore.

L’impegno del Gruppo FS per la mobilità dell’isola

La nuova gara indetta da RFI arriva a meno di un mese di distanza dall’aggiudicazione, sempre in Sicilia, di un appalto per 616 milioni di euro per gli interventi sulla tratta Nuova Enna – Dittaino, anch’essa parte integrante della Palermo – Catania – Messina. Ad aggiudicarsi il bando lanciato dal Gruppo FS il Raggruppamento Temporaneo di Imprese con Webuild Italia nel ruolo di capofila e Impresa Pizzarotti come mandante. Gli interventi prevedono la realizzazione di tre gallerie e un viadotto, per un totale di 9,5 chilometri, oltre alla nuova stazione di Enna Nuova e all’ammodernamento di quella di Dittaino. Sempre per conto di RFI, Webuild è già alle prese con i lavori, ormai in fase avanzata, nelle tratte Bicocca – Catenanuova, mentre la scorsa estate, tramite il Consorzio Messina Catania Lotto Sud, ha avviato le attività di cantiere per realizzare il raddoppio dei binari delle tratte Fiumefreddo – Taormina/Letojanni e Taormina – Giampilieri. Infine, lo scorso settembre la controllata del Gruppo FS ha aggiudicato una gara per diversi interventi sulla linea Dittaino – Catenanuova: oltre 588 milioni per costruire la nuova stazione di Catenanuova, realizzare un nuovo tracciato da 7 km di viadotto e 2,3 di galleria. La conclusione per fasi dei numerosi interventi in corso lungo la Palermo – Catania – Messina, si legge sul portale “FS News”, consentirà “progressive riduzioni dei tempi di percorrenza, a vantaggio delle persone che viaggiano per motivi di lavoro, studio e turismo”.

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