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Come Investire in Oro ? Oro Fisico e Oro Finanziario

Come investire in oro, necessità di una precisazione in quanto è possibile effettuare due tipologie di investimento che possano essere riconducibili al prezzo dell’oro.
Una riguarda come investire in oro fisico e cioè principalmente attraverso lingotti e monete da investimento che possono essere detenuti personalmente ed eventualmente venduti a banchi metalli o attività come quella del sito web compro oro Firenze.
L’altro modo riguarda come investire in oro finanziario attraverso strumenti finanziari come gli etf o azioni collegate all’andamento futuro del prezzo aureo o in alternativa acquistando azioni di società minerarie.
Il vantaggio di investire in oro fisico è rappresentato soprattutto dalla sicurezza in quanto non sono necessari intermediari per monetizzare il valore dell’oro.
Non per nulla quando si parla di oro come bene rifugio si intende principalmente di lingotti oro 24 carati riconosciuti e certificati nel loro livello di purezza.
L’oro fisico detenuto direttamente non è soggetto ai rischi di quello finanziario che non viene mai ritirato dagli acquirenti ma lasciato in custodia presso caveau specializzati.
In caso di grave default del paese o del sistema finanziario il rischio è che l’oro acquistato potrebbe non essere consegnato o convertito in denaro.
Non per nulla gli stessi paesi che detengono riserve auree, investono in oro fisico sotto forma di lingotti 24 carati e in oro finanziario che in caso di grave crisi economica potrebbe non essere pagato in quanto privo di una reale copertura con un bene fisico.
I lingotti non sono il solo modo di come investire in oro, anche se sono il metodo più conveniente in quanto il prezzo della lavorazione di questi incide in modo minore rispetto ad altre forme di oro fisico.
Anche attraverso le monete è possibile acquistare oro da investimento, in questo caso il vantaggio è quello di essere un investimento più facilmente suddivisibile rispetto ai lingotti.
A prescindere da questo possono essere considerati forme di investimento qualsiasi altro oggetto in oro ma il loro valore non arriva come i lingotti ad essere riconosciuto con il prezzo aureo del momento.
Questo avviene poiché gli oggetti in oro che non sono certificati come puri ai 99,9 millesimi devono essere lavorati dai banchi metalli che provvedono ad una nuova fusione fino ad essere resi sotto forma di lingotti 24 carati, che sono i soli per i quali è riconosciuto la quotazione del momento senza sconti.

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Progettazione illuminotecnica: di cosa si tratta

Chi si dedica alla progettazione di interni non si occupa solo di curare l’arredamento di una ambiente o di disporre degli elementi in uno spazio. Deve anche studiare come la luce interagisce e può valorizzare il design complessivo. Progettare un ambiente considerando adeguatamente l’illuminazione significa valutare le dimensioni della stanza, la destinazione d’uso ed il tipo di luce da impiegare (diretta o indiretta, toni caldi o freddi, intensità).

Una corretta valutazione contribuisce non solo all’estetica, ma anche all’aspetto funzionale. Basti notare che spesso le lampade a parete sono utilizzate nei corridoi o sulle scale per tracciare un percorso, rappresentando una guida. Diversamente, in una cucina, una lampada a sospensione consente di visualizzare senza sforzo tutto quello che è posizionato sul piano di lavoro. Ogni differente esigenza deve accompagnarsi ad una precisa e consapevole scelta di illuminazione.

Per questo la progettazione illuminotecnica parte proprio dalle esigenze del cliente, che vanno correttamente decodificate e interpretate anche grazie a sopralluoghi. In seguito viene avviato il processo di studio, attraverso calcoli illuminotecnici che portano a identificare alcune possibili soluzioni. Attraverso appositi software vengono svolte una serie di simulazioni per valutare le migliori opzioni disponibili da inserire nel progetto definitivo.

Il progetto individua tutti i punti luce, la corretta tonalità per ogni ambiente, le soluzioni tecniche più opportune per l’illuminazione. Questo percorso conoscitivo permette di valorizzare il design proposto dall’architetto, migliorando la vivibilità di ogni spazio abitativo.

Anche in ufficio o in negozio

L’esigenza di rivolgersi ad un consulente esperto in illuminotecnica non riguarda solo la clientela residenziale. Le applicazioni possono essere molteplici anche sul posto di lavoro.   La luce è un elemento essenziale anche in un negozio, mentre i clienti valutano un acquisto, o sperimentano un’atmosfera elegante e rilassata.

Negli uffici ogni aspetto deve essere votato alla funzionalità. I lavoratori passeranno molte ore nella loro area di lavoro e devono poter svolgere le loro attività con un’illuminazione adeguata, senza compromettere la vista, e offrendo la possibilità di lavorare in completa sicurezza.

L’integrazione di luci a led può condurre inoltre ad una riduzione dei costi energetici e ad un impatto positivo per l’ambiente. Rendere il posto di lavoro più efficiente dal punto di vista energetico può rappresentare un vantaggio per l’azienda e per i lavoratori. Esiste un’ampia gamma di soluzioni per qualsiasi tipo di ambiente (residenziale, commerciale o industriale) e le possibilità di personalizzazione sono infinite. La costante evoluzione delle tecnologie consente di adottare configurazioni customizzate e smart.

La luce può essere regolata sia in maniera manuale che automatica, le variazioni possono correggere o integrare le attuali situazioni di illuminazione naturale. Ciò significa controllare intensità, temperatura cromatica, e ciclo naturale della luce. Si tratta di un grosso vantaggio che garantisce, senza alcuno sforzo, il massimo confort visivo, un connubio perfetto tra innovazione, design e funzionalità

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Team Service: il progetto di successo di Emilio Innocenzi

Presidente dal 1999, Emilio Innocenzi guida Team Service con impegno, passione e professionalità: da oltre 30 anni l’azienda è specializzata in ambito Facility Management e offre servizi a livello internazionale.

Emilio Innocenzi

Emilio Innocenzi: il progetto Team Service

Originario di Roma, Emilio Innocenzi (classe 1956) avvia negli anni ’80 un nuovo progetto con la collaborazione di alcuni amici e compagni di università: dal 1985 Team Service opera nel settore dei servizi agli immobili. L’attività del Gruppo, fortemente basata sui valori di affidabilità, concretezza, qualità e innovazione, permette di offrire servizi e soluzioni personalizzati ai clienti presenti sul territorio nazionale e internazionale. Ciascuna delle società consorziate è infatti specializzata in un determinato ambito professionale. L’esperienza consolidata del team in diversi ambiti quali impianti e manutenzione, servizi sanitari, ristorazione, move in e move out, reception e accoglienza, pulizia, igiene e verde ha permesso all’azienda di conquistare una posizione di leadership in questo settore. Impegno, passione e professionalità sono le tre costanti che fin dall’inizio hanno guidato l’operato di Emilio Innocenzi, nominato nel 1999 Presidente: da quel momento i successi, l’innovazione e l’espansione a livello internazionale hanno caratterizzato l’attività di Team Service.

Team Service: i risultati raggiunti da Emilio Innocenzi

Dalla sua fondazione nel 1985, Team Service ha raggiunto numerosi successi nel corso degli anni. Tra il 1987 e il 1996 la realtà guidata da Emilio Innocenzi ha registrato una fase di forte crescita integrando alla propria attività l’esperienza di numerosi professionisti con background diversi. La preziosa collaborazione con altri esperti, che hanno contribuito ad arricchire la multidisciplinarità, le competenze tecniche e i metodi offerti dal Gruppo, ha permesso di generare un forte valore aggiunto. Più tardi la crescita dell’azienda ha consentito l’inaugurazione di alcune filiali sul territorio nazionale: la prima a Milano e le successive a Pescara (1993) e Torino (1994). Non solo, negli anni ’90 il Gruppo guidato da Emilio Innocenzi ha ampliato la propria offerta, proponendo servizi e soluzioni anche nell’ambito delle pulizie, della ristorazione, del verde, della sanità e dell’ambiente. Inoltre, negli anni 2000 Cile, Stati Uniti e Spagna hanno accolto le nuove filiali del Gruppo attivo in ambito Facility Management.

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Alessandro Benetton: Oh My Generation, il nuovo talk online dedicato a giovani e imprenditoria

Il primo episodio di Oh My Generation è andato in onda lo scorso 12 novembre. Ospiti di Alessandro Benetton lo youtuber Marcello Ascani e lo studente Andrea Baiocco.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: con Oh My Generation un confronto tra generazioni

Gli ostacoli per chi vuole intraprendere la carriera imprenditoriale sono molteplici. Domande e dubbi sono all’ordine del giorno: una condizione che si trova a dover affrontare non solo il professionista in erba, ma spesso anche l’imprenditore più navigato. Il dialogo tra le generazioni assume dunque un ruolo centrale. Promuoverlo è lo scopo di OMG! – Oh My Generation, un nuovo format targato Alessandro Benetton. Il fondatore di 21 Invest, da sempre attivo sui social, ha deciso di realizzare, con la presenza di un pubblico, una nuova serie di incontri e interviste incentrati sul mondo dell’imprenditoria adottando una chiave di lettura il più possibile intergenerazionale. Un’evoluzione della sua rubrica Youtube, #uncaffèconalessandro. OMG! è stata presenta da Alessandro Benetton lo scorso lunedì 24 ottobre al 21WOL di Milano, durante la registrazione del primo episodio. Per l’occasione l’imprenditore ha risposto alle domande in compagnia dello youtuber Marcello Ascani e dello studente Andrea Baiocco.

Alessandro Benetton: nella prima puntata di OMG! credibilità imprenditoriale e sostenibilità

Durante il primo dibattito di OMG! la discussione ruota intorno a tre domande principali. La prima ha riguardato gli ostacoli che si possono trovare sul percorso che porta a diventare imprenditori. Tra i principali la credibilità imprenditoriale e la difficoltà riscontrata soprattutto dai più giovani nel far accettare la propria idea di business. Un’esperienza che Alessandro Benetton conosce bene. L’imprenditore ha infatti dovuto lottare per andare oltre il business model della famiglia: "È in casi come questi che è possibile scoprire che sei un vero imprenditore. Perché a prescindere da tutto, tu quella cosa la vuoi realizzare, dimostrare che è vera". Il focus si è spostato poi sulle prospettive future dell’umanità e del pianeta. Al centro la vision di imprenditori come Elon Musk, che ambisce a inviare la prima missione di esseri umani su Marte. "Mi piace l’idea e mi piace pensare che possiamo andare oltre – spiega Alessandro BenettonAllo stesso tempo però mi fa paura pensare che possa essere una fuga dalle nostre responsabilità. Dobbiamo per prima cosa mettere a posto la nostra presenza su questo pianeta". Nella parte finale della puntata si è parlato invece di paure e dubbi degli imprenditori più giovani, legati soprattutto alle crescenti responsabilità sul piano sociale. L’importante è che di fronte a qualsiasi difficoltà si reagisca con impegno: "Proprio Elon Musk ha detto recentemente che lavorare tanto è una delle cose più importanti per un imprenditore. Una cosa che non è cambiata né col tempo, né con le tecnologie".

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Come utilizzare in sicurezza i gas tecnici industriali

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Come utilizzare in sicurezza i gas tecnici industriali

Un corso in presenza a Brescia il 26 gennaio 2022 permetterà di acquisire gli strumenti e le conoscenze adeguate all’utilizzo in sicurezza dei gas tecnici industriali.

 

Con “gas tecnici industriali” s’intende una vasta gamma di gas che, utilizzati in molti processi e settori, sono alla base dei processi produttivi di quasi tutte le attività industriali. Sono gas ricavati dall’atmosfera, da processi produttivi o da giacimenti, che possono essere utilizzati in fase gassosa, solida o liquida, a seconda delle applicazioni e delle esigenze, e possono essere stoccati in bombole e serbatoi a pressioni e temperature differenti.

 

Benché siano gas molto diffusi nel mondo del lavoro, il problema è che ancora oggi si rileva una scarsa conoscenza dei pericoli associati al loro utilizzo e al loro stoccaggio. Scarsa conoscenza e ridotta consapevolezza dei rischi che possono causare infortuni anche molto gravi.

 

Per poterli prevenire è necessario un adeguato percorso di formazione in grado di fornire idonee informazioni in materia di sicurezza partendo dalle caratteristiche chimico/fisiche dei gas e dalle buone prassi da adottare durante la loro manipolazione.

 

Ci sono corsi in presenza che possono aiutare i lavoratori e le aziende a utilizzare correttamente e in sicurezza i gas tecnici industriali?

 

Corso in presenza sull’utilizzo dei gas tecnici industriali

Partendo dalla necessità di prevenire gli infortuni nell’utilizzo di questi gas, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 26 gennaio 2022 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “Utilizzo in sicurezza dei gas tecnici industriali”.

 

L’obiettivo del corso è quello di creare un momento di riflessione circa l’utilizzo in sicurezza dei gas tecnici industriali partendo dalla classificazione in base alle loro proprietà chimico/fisiche, attraverso un approccio pratico che permetta di mettere in evidenza i principali rischi sia nella manipolazione dei recipienti che nell’utilizzo dei singoli gas.

 

Durante il corso verranno chiariti il concetto di pressione, volume e temperatura osservando l’interdipendenza di questi parametri e gli effetti che questi potrebbero avere in caso di incidente. Verranno valutate le principali misure di prevenzione per la corretta gestione dei rischi derivati dalla loro manipolazione, dal loro impiego e dallo stoccaggio.

 

I docenti sono:

Antonio Notaris: formatore qualificato AiFOS esperto in chimica;

Marco Gaviraghi: chimico e Tecnologo Farmaceutico, direttore dell’Area Lombardia per SIAD S.p.A.

 

Gas tecnici industriali: la classificazione e la valutazione dei rischi

Tutti i gas, a seconda dello stato fisico in cui si trovano nei recipienti, possono essere suddivisi in 3 differenti gruppi:

  • Gas compressi: gas allo stato gassoso stoccati ad alte pressioni all’interno di recipienti cavi.
  • Gas liquefatti: gas liquefatti a temperatura ambiente, stoccati in un recipiente cavo ed in equilibrio con la componente gassosa
  • Gas disciolti: gas disciolto in solvente (unico caso è l’acetilene).

E a seconda delle caratteristiche chimiche possiamo suddividere i gas anche in:

  • Inerti: gas che in condizioni normali di T (temperatura) e P (pressione), se miscelati all’aria, non reagiscono con altre sostanze generando sottossigenazione
  • Infiammabili: gas che miscelati all’aria, in presenza di un innesco, reagiscono formando una fiamma (incendio)
  • Comburenti: gas che alimentano una combustione (atmosfera sovraossigenata-incendio)
  • Tossici: pericolosi per l’uomo (avvelenamento)
  • Corrosivi: in grado di provocare danni a persone e cose (ustioni chimiche).

 

Si segnala che la presenza di una sostanza chimica o una miscela ad alte pressioni richiede una valutazione approfondita di tutti i rischi legati che non riguarda solo la natura chimica dei prodotti, ma anche tutti gli aspetti fisici e logistici. E se molte informazioni necessarie si possono trovare sulla scheda di sicurezza (SDS) della sostanza, molte altre devono essere desunte in relazione al contesto operativo.

 

Gas tecnici industriali: i contenuti e le informazioni sul corso

Il corso di 8 ore in presenza “Utilizzo in sicurezza dei gas tecnici industriali” si svolgerà, dunque, il 26 gennaio 2022 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – a Brescia presso la sede di AiFOS Service in Via Branze, 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Questi alcuni dei contenuti del corso:

  • Cenni di chimica;
  • P, T e V e loro relazione
  • Produzione e trasporto;
  • Recipienti;
  • Tipologie di gas (inerti, infiammabili ed ossidanti);
  • Rischi associati al loro utilizzo;
  • Caratteristiche gas criogenici
  • Bombole: colorazione ogiva, punzonatura, raccordi valvole;
  • Bombole: movimentazione e uso in sicurezza; ricollaudo;
  • Il corretto stoccaggio;
  • Riduttori di pressione, caratteristiche generali

 

Il corso prevede anche una parte pratica relativa alla dimostrazione, attraverso l’utilizzo di alcune tipologie di gas tecnici, dei diversi rischi associati alla loro manipolazione.

 

Il corso è valido come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati seconda area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/utilizzo_in_sicurezza_dei_gas_tecnici_industriali

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

25 novembre 2021

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Campus by Night 2021: Mario Melazzini tra gli ospiti

Dal 7 al 9 ottobre 2021 si è tenuto il Campus by Night, evento organizzato dall’Università di Bologna e suddiviso in tre giorni di incontri, mostre e spettacoli: tra gli ospiti anche l’AD di ICS Maugeri S.p.A. Mario Melazzini.

Mario Melazzini

L’incontro con Mario Melazzini

"Cosa rende la vita ‘vita’?": questo il titolo che gli organizzatori hanno dato alla XVIII edizione del Campus by Night. L’evento, che è stato realizzato in collaborazione con l’associazione studentesca Student Office dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e The Crew, si è incentrato su una serie di riflessioni scaturite da un anno e mezzo di pandemia: "Su cosa fondiamo la nostra speranza?" e "Vale la pena vivere questo momento che sembra sospeso?". Mario Melazzini è stato tra i primi a presenziare all’evento. L’incontro con l’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., intitolato "La prospettiva della salute dentro le sfide della pandemia", si è tenuto infatti nel corso della prima serata ed ha fornito alla comunità universitaria il punto di vista di un esperto sulla tematica della salute ai tempi del Coronavirus.

Mario Melazzini: la biografia

Oltre ad essere l’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini è anche medico, specialista in Ematologia generale Clinica e Laboratorio e un ricercatore in ambito onco-ematologico. Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Pavia, ha effettuato il tirocinio presso la Clinica Medica II del Policlinico San Matteo e si è poi specializzato in Ematologia Generale Clinica e Laboratorio. Nel 1995 inizia la sua collaborazione con la Fondazione Salvatore Maugeri. Diventa dapprima Primario e poi Dirigente Responsabile presso l’Unità di coordinamento centrale di Medicina del lavoro del Centro Medico di Pavia. Dopo la diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica, ricopre anche l’incarico di Direttore Scientifico del Centro Clinico Nemo e quello di Presidente nazionale dell’Aisla. Continua ad avanzare di carriera, ricoprendo incarichi di crescente responsabilità e prestigio, pure in ambito istituzionale, arrivando nel 2016 ad assumere il ruolo di Presidente del Consiglio di Amministrazione e Direttore Generale di AIFA – Agenzia Italiana del Farmaco. Ha scritto diversi libri e tenuto seminari didattici. Tra gli importanti riconoscimenti conferiti la Medaglia d’oro di Benemerenza Civica Ambrogino d’Oro dal Comune di Milano e l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana".

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FME Education unisce il patrimonio culturale italiano con le potenzialità del presente

Guardare ai dati pre-pandemia e intraprendere percorsi per rendere maggiormente fruibile la cultura e generare nuova domanda. Consapevole delle potenzialità culturali del nostro Paese, FME Education promuove iniziative per valorizzare l’interazione tra digitale e cultura.

FME Education

FME Education: ripensare e promuovere il patrimonio storico-culturale

I dati forniti dal MiBACT relativi al periodo pre-pandemia mostrano da diversi anni un notevole e costante aumento del numero di fruitori della ricchezza del patrimonio culturale italiano. Nel 2019 i musei e i parchi archeologici statali (al primo posto il Colosseo, seguito da Pompei e Uffizi) hanno raggiunto un totale di circa 55 milioni di visitatori: i numeri attuali sono però ancora distanti da quelli pre-Covid ed è quindi necessario riprogrammare e ripensare l’intero settore culturale. A condividere tale visione è la Casa Editrice FME Education che, fin dalla sua fondazione nel 2003, promuove numerosi progetti e iniziative in ambito culturale. Fondazione Symbola, in collaborazione con Alessio Re (Fondazione Santagata per l’economia della cultura) e Giovanna Segre (Università di Torino), ha realizzato un contributo, mostrando la necessità di intraprendere percorsi diversi in grado di comprendere le potenzialità del nostro sistema culturale e cogliere le opportunità offerte dal digitale.

FME Education: coniugare il patrimonio culturale con le potenzialità tecnologiche

L’emergenza sanitaria ha accelerato la trasformazione digitale, permettendo una rapida diffusione dell’uso dei mezzi tecnologici nella stragrande maggioranza dei settori. Se anche il mondo della cultura, fortemente colpito dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, beneficiasse dei vantaggi offerti dalla tecnologia, questa contribuirebbe a facilitarne la fruibilità: il digitale rappresenta infatti un efficace asset di sviluppo e innovazione per il patrimonio culturale italiano. È quindi necessario investire nell’innovazione, coinvolgendo anche i più giovani: FME Education è tra le principali realtà impegnate nella realizzazione di progetti di qualità a supporto del patrimonio storico-culturale, con particolare attenzione verso l’innovazione tecnologica. L’intervento di Fondazione Symbola sottolinea: “Nel 2020 abbiamo assistito a un periodo iniziale in cui, causa pandemia, le realtà culturali si sono dedicate in gran parte a iniziative di tipo virtuale, anche per mantenere il dialogo e la connessione con il pubblico. Oggi, però, è doveroso entrare in un’ottica successiva, in cui il patrimonio storico-culturale non sia soltanto mostrato”.

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Stefano Donnarumma: gli investimenti di Terna nelle reti

L’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma: “Progetti di Terna fondamentali per decarbonizzare il Paese”.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma (Terna): fondamentale incrementare il mix energetico con più fonti rinnovabili

Novità in casa Terna. Il Ministero della Transizione Ecologica ha firmato l’avvio del procedimento autorizzativo della Tratta Est del Tyrrhenian Link, il ramo dell’elettrodotto sottomarino progettato per collegare Campania e Sicilia. Un’opera che secondo l’Amministratore Delegato e Direttore Generale del Gruppo, Stefano Donnarumma, svolgerà un ruolo cruciale nel processo di transizione energetica del Paese. Il manager ha infatti sottolineato come Terna sia concentrata più che mai “sulla realizzazione dei progetti previsti dal nostro Piano Industriale, che procedono speditamente in base ai tempi prefissati e sono fondamentali per consentire al nostro Paese di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione”.

Stefano Donnarumma (Terna): investimenti in accelerazione per il sesto trimestre consecutivo

Per la realizzazione del Tyrrhenian Link il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma ha stanziato circa 3,7 miliardi di euro, coinvolgendo circa 250 imprese. Il Ramo Est, che secondo le stime potrà essere operativo già a fine 2025, sarà la prima tratta ad essere completata. Ancora in essere la fase di consultazione per la Tratta Ovest, che collegherà Sicilia e Sardegna. Il completamento è previsto entro il 2028. L’opera, oltre a consentire un più efficace utilizzo delle fonti rinnovabili, contribuirà al miglioramento di tutta la rete elettrica italiana. “A partire da maggio dello scorso anno – ha ricordato Stefano Donnarummaabbiamo deciso di imprimere un importante cambio di passo alle attività di Terna, consapevoli del nostro fondamentale ruolo di registi della transizione energetica e di volano per la ripresa economica del Paese”.

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Fondi monetari, deflussi record su aumento appettito al rischio dei mercati

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  • 23 Novembre 2021

Nonostante la forte ripresa dei contagi da Covid, l’umore dei mercati finanziari si è soltanto intiepidito ma non c’è alcuna paura tra gli oepratori. A dimostrare l’esistenza di questo sentiment è un dato importante: i flussi verso i fondi monetari sono crollati al livello minimo storico.

L’appeal dei fondi monetari

fondi monetariPrima di comprendere quale significato si nasconde dietro tale dato, bisogna ricordare cosa sono i fondi monetari.
Si tratta di fondi comuni di investimento il cui patrimonio, per statuto, deve essere investito in strumenti finanziari di debito a breve termine, come BOT o pronti contro termine, con scadenza inferiore a 12 mesi. Si tratta quindi di impieghi di capitale con rischio molto contenuto.

La conseguenza logica di questo dato è che se i fondi monetari hanno perso appeal, vuol dire che gli operatori stanno diventando propensi a rischiare di più. Questa constatazione viene anche confermata dai recenti rally dei mercati azionari, che forse sono l’indicatore affidabile più importante. I titoli quotati in Borsa sono infatti gli asset di rischio più noti, giacché sono i più volatili.
I fondi azionari peraltro hanno accumuato 19 miliardi di euro di afflussi netti a settembre.

L’industria del risparmio gestito

Per quanto riguarda il risparmio gestito nel suo complesso, a fine settembre il patrimonio gestito complessivo dell’industria europea era di 20.837 miliardi di euro, in calo dell’1,2% rispetto ad agosto.
A settembre la raccolta di fondi aperti e fondi alternativi si è attestata a 9 miliardi di euro, in calo rispetto ai 53 miliardi di agosto.
Quelli aperti hanno subito un deflusso di 3 miliardi (ad agosto erano invece cresciuti), mentre quelli alternativi sono schizzati di 13 miliardi di euro (ad agosto erano invece calati).

Ma come detto tra i vari fondi, quelli che spiccano di più sono i fondi monetari, che hanno registrato a settembre i maggiori deflussi mai osservati. I market maker comunicano infatti che hanno chiuso il mese con fuoriuscite pari a 57 miliardi di euro, rispetto ad afflussi per 11 miliardi ad agosto.

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Acqua Bracca, un capolavoro di retroetichetta

Il Gruppo Bracca veste i panni del grande pittore albinese, dedicando le etichette delle proprie bottiglie in vetro da un litro al progetto di restauro “Moroni 500” della Fondazione Creberg che vede il recupero di capolavori di Giovan Battista Moroni per celebrare il cinquecentesimo anniversario della nascita dell’artista orobico.

A partire dal mese di novembre, infatti, due milioni di bottiglie con la retroetichetta personalizzata promuoveranno i beni storico-artistici lasciati in eredità dal Moroni e riportati dalla Fondazione Credito Bergamasco all’originario splendore. Nello specifico, la retroetichetta svela un dettaglio dell’opera Crocifisso con i Santi Crisogono, Cristoforo, Francesco d’Assisi e un Santo martire, (cm. 250×160), conservata presso la Chiesa del Santissimo Redentore di Seriate (BG) e ripristinata al Progetto “Grandi Restauri”, che ha comportato, nel tempo, il recupero di sedici opere moroniane (trenta se si considerano le singole opere componenti i polittici) e un fitto programma di iniziative culturali e didattiche – promosse dalla Fondazione in collaborazione con il Museo Diocesano Bernareggi – consultabili visitando il link www.fondazionecreberg.it riportato sulla retroetichetta.

“Il Gruppo Bracca ogni anno dedica la retroetichetta personalizzata delle bottiglie Bracca da 1 litro a progetti culturali, di salute e di valorizzazione del territorio. – afferma Luca Bordogna, amministratore delegato del Gruppo Bracca – In questo caso abbiamo scelto di

“vestire” le nostre bottiglie con le opere di Giovan Battista Moroni portando sulle tavole dei nostri consumatori l’invito a conoscere le ricchezze artistiche di casa riportate a nuova luce dalla Fondazione Credito Bergamasco con cui abbiamo avuto piacere a rinnovare la collaborazione”.  Un impegno di cui la stessa Fondazione CREBERG è grata in quanto propulsivo di sempre maggiore attenzione rispetto al valore dell’arte del territorio.

 

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Stop per l’hub vaccinale di Capodichino: il commento di Gianni Lettieri

Si conclude l’esperienza di uno dei più grandi centri vaccinali in Italia. L’hub era stato inaugurato lo scorso 2 maggio in uno spazio concesso gratuitamente da Atitech, l’azienda guidata da Gianni Lettieri.

Gianni Lettieri

Hub vaccinale di Capodichino, per Gianni Lettieri un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico-privato

Dopo ben 260mila dosi di vaccino somministrate e sei mesi di intensa attività, per il centro di Capodichino, avendo pienamente raggiunto l’obiettivo per cui è nato, è arrivato il momento di chiudere i battenti. L’hub, sorto in uno degli hangar di Atitech, è stato uno dei protagonisti indiscussi della campagna vaccinale napoletana. Un’esperienza che Gianni Lettieri, Presidente della MRO, non ci penserebbe due volte a ripetere. L’imprenditore si è detto estremamente soddisfatto dei risultati raggiunti, merito di un impegno portato avanti da tutti gli attori in campo: “Un esempio virtuoso di sinergia tra pubblico e privato che ha visto collaborare Atitech, Regione Campania e Asl Napoli 1”. Quello di Capodichino è stato uno dei centri vaccinali più performanti d’Italia. Al suo interno 32 box vaccinali, 14 box di accettazione e diversi locali destinati all’attesa in sicurezza e al primo soccorso. 150 le unità di personale impiegate quotidianamente: “Uno sforzo enorme – ha commentato Gianni Lettieri, che poi ha aggiunto – anche per questo non capisco chi si ostina a manifestare contro i vaccini e il green pass: vaccinarsi oggi è un dovere civico altrimenti si corre il rischio di vanificare lo sforzo di tutti”.

Gianni Lettieri: il modello Atitech nel contrasto alla pandemia

La decisione di offrire gratuitamente uno dei propri hangar nasce proprio dal Presidente di Atitech. Fin dalle prime settimane di emergenza sanitaria, Gianni Lettieri è stato uno dei primi imprenditori ad attivarsi nel contrasto agli effetti della pandemia. “È iniziata con la donazione di 20 mila mascherine alla Regione – ricorda – passando per l’apertura della mensa aziendale alle famiglie bisognose della zona. Poi un fondo per i dipendenti, che erano in Cigs, che non potevano andare avanti nonostante i nostri anticipi”. Numerosi poi gli appelli rivolti sia al Governo sia alla sua categoria. La scorsa primavera l’idea di donare gli spazi dell’Avio 2 per realizzare uno dei centri vaccinali interaziendali più grandi del Paese: “Sin dall’inizio ho pensato che per uscire da questa brutta storia fosse necessario l’impegno e la collaborazione di tutti. Dei tanti hangar presenti a Capodichino, ho messo a disposizione il più grande, ne ho parlato con il Presidente De Luca ed è nata questa operazione. Un’esperienza significativa – conclude Gianni Lettiericredo unica in Europa”.

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Gruppo Riva: statale 28, necessario intervento di messa in sicurezza

Lo stabilimento di Gruppo Riva sorge sulla statale 28 di Lesegno dove ogni giorno centinaia di mezzi effettuano manovre compromettendo di fatto la sicurezza di cittadini e lavoratori. L’azienda e le Amministrazioni dei due Comuni interessati chiedono quindi un intervento di messa in sicurezza.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: più sicurezza sulla statale 28

Incrementare il livello di sicurezza sulla statale 28: è il contenuto della richiesta presentata da Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano. Lo stabilimento del Gruppo sorge esattamente sulla statale tra Lesegno e il Comune di San Michele Mondovì, dove un elevato numero di mezzi esegue quotidianamente manovre: è esattamente in quel tratto di strada che quasi 200 veicoli effettuano manovre di ingresso e di uscita coinvolgendo di conseguenza circa 400 volte la superficie della statale 28. La sicurezza dei lavoratori è quindi strettamente connessa alla necessità di intervento sollecitato ai relativi Sindaci. Intanto, le Amministrazioni di Lesegno e San Michele Mondovì hanno chiesto di trasformare la zona circostante in centro abitato, aumentando il numero di possibili accessi lungo la statale.

Gruppo Riva: l’incontro in Regione

Domenico Michelotti, Sindaco di San Michele Mondovì, ribadisce la necessità di intervenire rapidamente: “L’urgenza di trasformare la zona in centro abitato diventa prioritaria alla luce dell’imminente apertura di un baby parking”. L’Amministrazione di Lesegno ha suggerito la realizzazione di una rotonda al fine di far defluire il transito dei mezzi pesanti in un punto nevralgico della strada. Di conseguenza, un intervento sulla statale 28 sarebbe vantaggioso non solo per Gruppo Riva, ma anche per i due Comuni limitrofi, i quali hanno chiesto un incontro alla regione Piemonte. Il meeting si è tenuto a Torino e ha coinvolto il Vicepresidente del Consiglio Regionale Franco Graglia, l’Assessore Marco Gabusi e i funzionari dell’ANAS. La sicurezza, sottolinea Franco Graglia, “è il tema sollevato dall’azienda e dalle due Amministrazioni che chiedono, su quel tratto di statale, più possibilità di accessi. Prevista solo se un’area diventa centro abitato”.

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Roberto Tomasi (Autostrade per l’Italia): “Su Cashback risposte positive, ora a lavoro su mobilità integrata”

Durante il suo intervento su RTL 102.5, l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi ha commentato i primi risultati dell’operazione Cashback, soffermandosi poi sui prossimi step del Gruppo in tema di ammodernamento della rete.

Roberto Tomasi

Roberto Tomasi (Autostrade per l’Italia): grazie all’app Free-to-X presto servizi addizionali

“Abbiamo visto un’attenzione da parte degli utenti molto molto elevata, preso nota di alcuni miglioramenti che possiamo apportare al sistema e stiamo spingendo ancora di più perché la maggior parte degli utenti possa accedere a questo servizio”. A parlare è Roberto Tomasi, Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia. Ospite del programma “Non Stop News”, in onda su RTL 102.5, è intervenuto sul sistema di Cashback partito in via sperimentale lo scorso 15 settembre. Attraverso Free-To-X, la nuova applicazione targata ASPI, gli utenti che subiscono ritardi di più di 15 minuti per via dei cantieri presenti sulle tratte autostradali hanno la possibilità di ottenere un rimborso dei pedaggi che va dal 25 al 100%. Durante il periodo di sperimentazione, che terminerà il prossimo 31 dicembre, è prevista l’attivazione di ulteriori servizi: “Per la fine di ottobre attraverso l’app inseriremo anche la possibilità della previsione del viaggio da qui a 15 giorni, così da poter capire facilmente quali sono le ore migliori per spostarsi”. A partire dal 2022, quando il Cashback inizierà ad entrare a pieno regime, per gli utenti sarà ancora più facile ottenere i rimborsi: “All’inizio del prossimo anno – ha annunciato Roberto Tomasisaremo in grado di avviare un sistema che, grazie alla lettura della targa, sarà in grado di dare la comunicazione diretta al cliente, che non dovrà più fare la foto del biglietto in uscita per dimostrare il suo percorso”.

Roberto Tomasi: informazioni e piattaforme digitali al centro della mobilità integrata

L’iniziativa sul Cashback è solo una piccola parte del nuovo percorso intrapreso dal Gruppo: “Abbiamo un grandissimo programma di investimenti – ha continuato Roberto Tomasiche prevede di ammodernare da qui ai prossimi 50-60 anni tutta la rete del Paese, e in particolar modo la rete di Autostrade per l’Italia, per poterne estendere la vita utile”. Tra i principali obiettivi del piano la trasformazione digitale, sulla quale ASPI ha deciso di investire 200 milioni di euro nei prossimi tre anni e che permetterà al Gruppo di estendersi oltre il sistema autostradale. “Le mobilità non sono concorrenti tra loro, ma tutte funzionali. Il vero successo per il sistema paese, non tanto per Autostrade, è riuscire a integrarle. Ecco perché stiamo lavorando su nuove piattaforme con le quali poter gestire la mobilità integrata anche nelle città metropolitane”. Per Roberto Tomasi sono le informazioni il vero punto di svolta per la mobilità: “Non si tratta solo dell’automobile, ma anche degli altri mezzi e dei servizi annessi: in questo modo l’utente può facilmente sapere cosa utilizzare nel suo percorso e nel modo più economico”. Con effetti anche sulla riduzione dell’inquinamento: “Qualora riuscissimo a ridurre le congestioni dei nodi, oltre al tempo perso delle persone, potremmo ottenere un grandissimo vantaggio anche da un punto di vista ambientale”.

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Stefania Bariatti: il percorso professionale e accademico

Stefania Bariatti inizia la sua carriera in ambito accademico come ricercatrice di Diritto Internazionale. Con oltre 150 pubblicazioni in diverse lingue e innumerevoli incarichi di rilievo come docente e avvocato, è oggi una figura chiave nel suo settore di riferimento.

Stefania Bariatti

Stefania Bariatti: l’inizio della carriera in ambito accademico

Esperienze di rilievo in ambito accademico e legale: Stefania Bariatti si è contraddistinta negli anni per le sue competenze e l’impegno profuso, sia a livello nazionale che internazionale, per il suo settore di appartenenza, diventando una figura chiave per l’Italia e all’estero in ambito giuridico. Dopo la Laurea in Giurisprudenza nel 1979, nel 1983 diventa ricercatrice di Diritto Internazionale. È Professore ordinario dal 1994, insegnando Diritto dell’Unione Europea, Diritto della Concorrenza e Diritto Internazionale presso le Università di Sassari e Milano-Bicocca. È solo l’inizio di una carriera accademica che non si esaurisce, valica i confini nazionali e arriva fino agli atenei stranieri. Stefania Bariatti è autrice di oltre 150 pubblicazioni in italiano, inglese, francese e tedesco, su argomenti di Diritto Internazionale Privato, Diritto dell’Unione Europea e Diritto Internazionale.

Stefania Bariatti: il suo percorso in ambito internazionale

Nel 2002 Stefania Bariatti inizia ad esercitare come avvocato esperto in diritto della concorrenza, contenzioso internazionale e arbitrato commerciale internazionale. Negli anni arriva a ricoprire i ruoli di partner presso un primario studio italiano. L’esperienza acquisita e i traguardi raggiunti la porteranno ad essere scelta per dirigere lo studio di Bruxelles e le practice di diritto della concorrenza europeo ed italiano. In concomitanza con le attività in ambito accademico e professionale, di recente ha assunto incarichi di consigliere di amministrazione negli organi di governo di società quotate, portando con sé il ricco patrimonio di competenze sviluppato nello stesso ruolo presso istituzioni accademiche e fondazioni no profit. Stefania Bariatti ha ricoperto incarichi di rilievo internazionale svolti in rappresentanza o su indicazione del Governo Italiano. Rappresentante dell’Italia presso la Conferenza dell’Aja di diritto internazionale privato e nel Comitato di diritto civile del Consiglio dell’Unione Europea, ha svolto attività di assistenza presso il Parlamento Europeo e la Commissione Europea nella redazione di strumenti legislativi dell’Unione nel settore della cooperazione giudiziaria in materia civile. Dal 2011 fa parte del Gruppo di esperti della Commissione Europea sul diritto dell’insolvenza.

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“Intelligenza artificiale tra mito e realtà”. Motore di sviluppo o pericolo imminente? Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori.

EVENTO DI PRESENTAZIONE

Il libro del prof. Giancarlo Elia Valori sarà presentato martedì 30 novembre 2021 alle ore 15:00 presso l’Università “La Sapienza”, Aula Calasso della Facoltà di Giurisprudenza, Piazzale Aldo Moro 5 – Roma.

Con l’autore vi saranno Oliviero Diliberto, Preside della Facoltà di Giurisprudenza, David de Rothschild, Enrico Cucchiani, Sergio Della Pergola, Andrea Di Porto, Pasquale Forte, Paolo Savona.

Precedono i saluti di Antonella Polimeni, Magnifica Rettrice dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”-

n.b. Sarà possibile seguire l’evento in diretta sul canale YouTube della Facoltà di Giurisprudenza al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=9aqZMro0p5M

Per informazioni: [email protected]

Il Libro.

Un viaggio che parte da Turing e dai suoi esperimenti e arriva a delineare il futuro dell’Intelligenza artificiale e dell’umanità.

Gli sviluppi dell’intelligenza artificiale delineano cambiamenti rapidi e diffusi delle interazioni tra le persone ed i sistemi dotati di capacità di ragionamento. Si aprono nuove possibilità della IA, anche in sinergia con sistemi robotici, in qualità di assistenti degli esseri umani nello svolgimento di vari compiti come il lavoro, la ricerca di informazioni in Rete ed in generale la soluzione di problemi. Di conseguenza è necessario affrontare nuove problematiche di etica applicata che rendono opportune riflessioni intorno a dignità, identità e sicurezza della persona umana, in merito all’accesso equo alle risorse tecnologiche, alla responsabilità individuale o collettiva e alla libertà di ricerca.

Il volume di Giancarlo Elia Valori, Top manager e grande protagonista delle Relazioni internazionali, Presidente di International World Group, consente anche al lettore non esperto della materia, di apprezzare i temi sia etici che tecnologici che ruotano intorno all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale.

Un brano dalla prefazione di Oliviero Diliberto.
Il libro che avete tra le mani indaga l’intelligenza artificiale con lo spirito giusto mettendo cioè da parte ogni vecchia certezza tolemaica affrontando “senza rete” una materia così inedita e complessa, per molti aspetti sconvolgente. E’ un libro che studia questi fenomeni in modo coraggioso ed altruista. Valori parte dalla storia del fenomeno, da quel genio assoluto di Alan Turing, che ne è stato il pioniere indiscusso, e giunge sino a delineare il futuro“.

Note sull’autore

Giancarlo Elia Valori è uno dei più importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose società italiane (Autostrade per l’Italia) ed estere. Attualmente è Presidente dell’International World Group

Inoltre è Presidente onorario di Huawei Italia nonchè detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 è ambasciatore di buona volontà dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Academie des Sciences de l’Institut de France.

Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro è già qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

Sito web di International World Group: https://www.internationalworldgroup.it

Comunicato stampa di Adolfo Tasinato

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Ideal Standard presenta Ceraplan e i nuovi miscelatori

Il Chief Design Officer Roberto Palomba ha reinterpretato per Ideal Standard la storica linea Ceraplan così da arricchirla dei benefici delle nuove tecnologie in merito a usabilità, durabilità e sostenibilità.

Ideal Standard

Ideal Standard lancia il restyling della collezione Ceraplan

Ideal Standard ha rivoluzionato la collezione Ceraplan grazie a un restyling completo, pensato per unire modernità e tradizione. Il risultato: una produzione di qualità basata sullo stile e sul comfort. Il classico miscelatore Ceraplan è protagonista del bagno da oltre 20 anni, ma è stato oggi reinterpretato dal Chief Design Officer di Ideal Standard Roberto Palomba, dello studio Palomba Serafini Associati. Ora è più sottile, più moderno e dalle linee morbide e arrotondate. All’interno si caratterizza per l’ingegnerizzazione tedesca. Lo stile e la tecnologia si uniscono quindi in un unico prodotto, che si inserisce in un catalogo più ampio che comprende lavabi, bidet, vasche, docce e lavelli da cucina.

Ideal Standard: le peculiarità dei nuovi miscelatori

I nuovi miscelatori Ideal Standard sono belli da vedere ma non solo. Sono pensati per essere efficaci dal punto di vista dell’utilizzo quotidiano: la bocca di erogazione, ad esempio, ha diverse altezze regolabili, mentre la finitura cromata SmartShine ne facilita la pulizia. È possibile regolare inoltre la temperatura e il flusso dell’acqua: in questo senso, Ideal Standard ha ideato un sistema che consente di preimpostare i limiti di temperatura in fase di installazione, così da tutelare gli utenti più vulnerabili. Il miscelatore Ceraplan protegge l’ambiente, in quanto progettato per favorire il risparmio di acqua ed energia (solo 51/min per tutti i modelli di lavabo e bidet). I tempi di installazione sono ridotti grazie al sistema EasyFix e EasyFix+, che prevede l’uso di componenti preassemblati. Un attento collaudo di ogni singola parte garantisce la durabilità, così da ridurre la manutenzione necessaria per tutta la vita del prodotto.

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House to House, nuovi posti di lavoro per la ripartenza: le persone il patrimonio più importante

House to House al fianco del Paese per la ripartenza post-pandemia: il piano di espansione prevede l’inserimento di nuove risorse, un’opportunità unica per chi aspira a una carriera nel settore.

House to House

House to House: la crescita dell’azienda che investe nelle persone

Da Treviso, dove nel 2006 è nata per iniziativa di Nicola Lunardon, House to House si è fatta strada nel settore degli elettrodomestici e dei prodotti naturali per il bucato, arrivando in pochi anni a conquistare le pagine del “Financial Times”. Testata di prestigio internazionale, nel 2019 ha inserito l’azienda trevigiana nelle 1.000 Europe’s Fastest Growing Companies per il terzo anno consecutivo riconoscendone l’importante e rapida crescita: secondo i parametri del “Financial Times”, House to House ha conquistato la 423ª posizione con un tasso di crescita del +400%. Un riconoscimento di cui parla anche “Treviso Today” in un articolo del 2019 in cui ripercorre la storia dell’azienda e i risultati raggiunti in tempi davvero rapidi. E oggi come allora, nonostante la pandemia, l’azienda guidata da Nicola Lunardon non si ferma e guarda avanti, proiettata verso nuovi traguardi.

House to House: nuovi posti di lavoro per soddisfare sempre più efficacemente le richieste dei clienti

Innovazione, sostenibilità e persone: il patrimonio più importante per House to House, nonché motore inarrestabile di crescita. Da qui, dopo la pandemia, l’azienda è intenzionata a ripartire: puntando su nuovi professionisti a cui offrire la grande opportunità di diventare specialisti del settore. Nel nuovo progetto di espansione aziendale in fase di sviluppo si prevede infatti l’inserimento di nuove risorse in tutta Italia, per riuscire a fare fronte alle richieste che arriveranno in un Paese sempre più proiettato alla ripartenza dopo lo scoppio della pandemia. House to House propone a quanti volessero intraprendere una carriera nel settore l’occasione di mettersi alla prova nonché di formarsi all’interno di H-Lab, l’Accademia di Formazione in cui vengono costantemente organizzati corsi e appuntamenti specifici per diventare dei veri specialisti, con le migliori tecniche per guadagnare di più e aumentare la propria leadership e le proprie competenze in diversi ambiti.

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EssilorLuxottica chiude Q3 in positivo, Francesco Milleri: “Crescita trainata da modello multichannel”

Performance solida per EssilorLuxottica, Gruppo guidato da Francesco Milleri. Decisivo il contributo di GrandVision.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: fatturato EssilorLuxottica +33% grazie a GrandVision

Dopo un primo semestre da record, i risultati del Q3 2021 confermano l’andamento positivo di EssilorLuxottica. Nel terzo trimestre la società ha infatti registrato un fatturato che si aggira intorno ai 5,5 miliardi, segnando un +33% rispetto al periodo pre-Covid a cambi costanti. Soddisfatto Francesco Milleri, che si è detto orgoglioso della performance ottenuta dall’azienda, in linea con l’accelerazione del secondo semestre. Fondamentale nel percorso di crescita il ruolo di GrandVision, consolidata solo dallo scorso 1° luglio: "Con GrandVision, nel primo trimestre di consolidamento nel gruppo, il fatturato comparabile di EssilorLuxottica è cresciuto ancora più rapidamente – ha spiegato Francesco Milleriregistrando un aumento del 9,3% rispetto ai livelli pre-COVID". Da luglio a settembre il business retail ha infatti toccato quota 1,8 miliardi di euro, crescendo dell’11,6% rispetto al 2019.

Francesco Milleri: prodotti innovativi e iniziative commerciali alla base dei risultati positivi di EssilorLuxottica

Alla luce dei numeri del terzo trimestre, il Gruppo ha potuto aggiornare nuovamente le stime per l’anno: "Con ricavi in accelerazione, la nostra azienda ha ampliato i margini in maniera sostanziale – ha dichiarato Francesco Milleridimostrando fino a che punto può beneficiare della leva operativa". A rendere possibile il trend positivo di EssilorLuxottica, secondo l’AD, è stato il modello di business "aperto e omnichannel", al quale vanno aggiunti sia le nuove iniziative commerciali integrate che lo sviluppo di prodotti sempre più innovativi. Il Gruppo, fa sapere il manager, è sempre più impegnato nel portare avanti il programma sulla sostenibilità presentato lo scorso maggio: "Continua a consolidarsi anche ‘Eyes on the Planet’, la roadmap costruita attorno a importanti pilastri come la carbon neutrality, la circolarità, la cura della vista nel mondo, l’inclusione e l’etica". Tra le iniziative ricordate da Francesco Milleri la campagna globale sui problemi della vista tra i minori annunciata durante la Giornata Mondiale della Vista 2021.

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Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: #BG4SDGs, focus su città e comunità sostenibili

Banca Generali è da sempre in prima linea negli investimenti sostenibili ESG: l’impegno dell’Istituto nel promuovere l’innovazione e la sostenibilità passa anche attraverso iniziative quali #BG4SDGs, il ciclo di incontri sugli obiettivi al centro dell’Agenda Onu 2030.

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: il valore delle Smart Cities per il futuro del pianeta

Il futuro del pianeta e delle Smart Cities: Banca Generali, Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, ha dedicato al tema un approfondimento nell’ambito di #BG4SDGs, iniziativa nata nell’ottica di promuovere una riflessione attenta sugli obiettivi al centro dell’agenda dell’Onu 2030. Secondo il World Urbanization Prospect pubblicato nel 2018 dalle Nazioni Unite, i due terzi della popolazione globale entro il 2050 vivrà nelle grandi città: India, Cina e Nigeria sono i tre Paesi che faranno da traino per lo sviluppo di questo fenomeno demografico. Il Direttore del “Corriere Innovazione” Massimo Sideri ne ha parlato con Marco Pavone, Associate Professor alla Stanford University e Direttore dell’Autonomous Vehicle Research Lab di NVIDIA. L’urbanizzazione intensiva rappresenta oggi una delle maggiori sfide della nostra società, inclusa nell’Agenda Onu 2030: l’impegno sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione è l’arma più potente a nostra disposizione per affrontarla e vincerla. Da sempre attenta nel promuovere investimenti sostenibili ESG, Banca Generali affianca i propri clienti nella costruzione di portafogli che tengono conto delle diverse sensibilità in tema di sostenibilità.

Investimenti sostenibili ESG: l’impegno di Banca Generali

Da sempre in prima linea negli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali punta a favorire la transizione verso modelli sostenibili di sviluppo economico e a generare valore durevole nel tempo anche attraverso l’adozione di Politiche specifiche per gli investimenti responsabili. Un impegno trasversale quello dell’Istituto che guarda ai clienti e alla costruzione di portafogli che possano tenere conto delle loro diverse personali sensibilità in tema ESG (Environmental, Social and Governance) ma anche alla natura delle società stesse verso cui orienta gli investimenti: grazie all’uso di indicatori e di strumenti di screening ESG sviluppati con il supporto di advisor esterni, Banca Generali riesce infatti a determinare se siano coinvolte in settori controversi o abbiano violato il Global Compact delle Nazioni Unite. Le politiche adottate e l’offerta di soluzioni sempre più legate all’impatto ambientale, sociale e di governance hanno permesso all’Istituto di raggiungere la leadership negli investimenti sostenibili ESG, con ben 244 Oicr certificati ESG e cinque linee di gestione dedicate.

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Fragilità – mostra contro la violenza sulle donne

Fragilità

Esposizione Collettiva  di Arte Contemporanea

Galleria GARD – Roma

ARTISTI:  Rossana Bartolozzi – Francesca Bianchi – Angela Esposito – Patricia Glauser – Eleonora Lorenzini   Sonia Mazzoli – Marisa Muzi – Manuela Scannavini – Vincenza Spiridione – Tineke Van der Laan

 

La Galleria GARD presenta da sabato 20 Novembre,  la I° edizione della mostra  “ FRAGILITÀ”

 

 

Siamo state amate e odiate – adorate e rinnegate – baciate e uccise solo perché donne   (A. Merini ).

 

La violenza sulle donne fenomeno diffuso , che troppo spesso culmina nel vituperato crimine del femminicidio, è una piaga sociale contro la quale bisogna assolutamente non restare indifferenti, pertanto in occasione della ricorrenza  del 25 Novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, la Galleria Gard intende sensibilizzare il visitatore affrontando  questa  tematica attraverso un’esposizione collettiva dedicata all’arte contemporanea.

 

Per non dimenticare …

 

L’esposizione si aprirà sabato 20 novembre e resterà visitabile su appuntamento fino al 7 dicembre, 10 Donne sono le artiste selezionate, diverse per stile, linguaggi e tecniche usate, l’obbiettivo è creare un’esposizione ricca di generi artistici che segua il filo della narrazione del tema della mostra.

 

Galleria Arte Roma Design:   è una storica galleria aperta negli anni ’90 che ha nel tempo progettato centinaia di eventi d’arte con più di 500 artisti. Situata al centro di Roma, nel quartiere Ostiense che vede la presenza del sito archeologico della Piramide Cestia, del Cimitero Acattolico in cui sono sepolti molte personalità della  Storia e della Cultura e della Centrale Montemartini, spazio industriale adibito a Museo Archeologico.

 

Soqquadro è un’associazione culturale che nasce nell’ottobre del 2000 e da allora ad oggi ha realizzato più di 150 mostre in spazi pubblici e privati, in Italia e all’Estero, collaborando con circa 500 artisti, pittori, scultori, fotografi, video artisti, performer, designer.

 

A CURA DI: Sonia Mazzoli e Marina Zatta  Staff : Lorenzo e Danielemaria  Salinetti

DOVE: Galleria GARD V. Dei Conciatori 3/i (giardino interno codice entrata 9090) M Piramide

INAUGURAZIONE: Sabato 20 Novembre  – dalle  17.30 alle  20.30

DURATA : Dal 20 Novembre al  7 Dicembre 2021

ORARI:  Dalle 16.30 alle 19.30 –  dal lunedì – al venerdì –  solo su appuntamento “ WhatsApp o Sms”

INGRESSO: libero – Info e Prenotazioni +39 340.3884778 – Infomail: [email protected]

Ufficio Stampa –  Marina Zatta

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È nata “Parma è donna”, associazione battezzata dall’ex Sindaco Pietro Vignali

“Parma è donna” è il nome dato alla nuova associazione sostenuta dall’ex Sindaco Pietro Vignali, che promette di stare al fianco delle donne e delle famiglie per una società più equa ed inclusiva.

Pietro Vignali

Pietro Vignali: lo scopo di “Parma è donna”

Il manifesto dell’associazione è stato sottoscritto da oltre 30 persone e nello scorso mese di novembre è diventata a tutti gli effetti un’entità giuridica, fatto sancito dalla firma dell’atto costitutivo a cui ha partecipato anche l’ex Sindaco di Parma Pietro Vignali. I principali ambiti di interesse dell’associazione possono essere riassunti in welfare, sicurezza e ruolo della donna nella società. In particolare, è proprio alle donne che la nuova realtà vuole dare una mano, per aiutarle a non dover più scegliere tra carriera e famiglia e a farle sentire veramente parte attiva della società. “Le donne svolgono un ruolo cruciale nella società e nella famiglia. Per questo sono fondamentali servizi che consentano alla donna di poter svolgere questo ruolo e al contempo poter partecipare appieno alla vita sociale, culturale, economica della città coltivando le proprie ambizioni e sogni senza rinunciare al proprio tempo libero e al proprio benessere psico fisico”, ha commentato l’ex Sindaco.

Tutti gli ambiti trattati dall’associazione sostenuta da Pietro Vignali

Non soltanto la normalizzazione di un equilibrio carriera-famiglia per le donne tra i temi cari all’associazione, ma anche la maternità, l’inserimento di incentivi anziché penalizzazioni per l’assunzione delle donne, case per le giovani coppie e la formazione in giovane età per lo sviluppo di capacità imprenditoriali femminili. L’ex Sindaco Pietro Vignali si è sempre schierato a favore di politiche incentrate sulla famiglia e sull’agevolazione della vita delle donne. Nel 2010, sotto la sua amministrazione, Parma era diventata la prima città italiana ad utilizzare il “quoziente familiare”, uno strumento fiscale pensato per tener conto nella tassazione del reddito del numero di persone che compongono il nucleo familiare.

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Autostrade per l’Italia: l’AD Roberto Tomasi risponde ai dubbi degli utenti a “Non Stop News”

Nel corso di "Non Stop News", su RTL 102.5, l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi ha risposto a dubbi e quesiti degli utenti, illustrando i piani della Società per l’ammodernamento della rete, il funzionamento del cashback, l’importanza delle nuove norme in tema di sicurezza e il conseguente dispiegamento di cantieri, la centralità della digitalizzazione.

Roberto Tomasi

Roberto Tomasi su RTL 102.5 risponde agli utenti autostradali

"Abbiamo visto un’attenzione da parte degli utenti molto elevata in merito al cashback e – consapevoli dei miglioramenti che possiamo apportare al sistema – stiamo lavorando per incrementare l’accesso all’app e integrare la stessa con una serie di servizi addizionali". Così l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, a "Non Stop News", riferendosi al cashback. L’applicazione offre la possibilità agli utenti di ottenere una modulazione del pedaggio, reintegrato in base al ritardo registrato dall’utenza a causa di cantieri e altre forze avverse sulle tratte. Il rimborso può variare dal 25% al 100%. "Abbiamo un grandissimo programma di investimenti che prevede di ammodernare tutta la rete del Paese e in particolare di Autostrade per l’Italia da qui ai prossimi 50/60 anni, pe r estendere la vita utile della rete". La situazione in Italia, ha ricordato Roberto Tomasi, è particolarmente complessa, siamo secondi solo alla Cina per numero di gallerie. "Quando gli utenti non vedono gli operai al lavoro devono tenere conto che si tratta di limitazioni tecniche e riduzioni della carreggiata per diminuire il carico in quella determinata posizione: il confronto con il Ministero al riguardo è frequentissimo in modo da applicare le norme e gestirle nei tempi migliori".

Roberto Tomasi: i vantaggi di poter pianificare efficacemente il viaggio

"Stiamo lavorando per comunicare meglio all’utenza i lavori che facciamo, per spiegare le complessità degli stessi", ha affermato l’AD Roberto Tomasi a "Non Stop News" su Radio RTL 102.5. "Stiamo ridisegnando le norme del Paese per poter gestire il (nostro) patrimonio infrastrutturale, e ci stiamo occupando anche dei periodi transitori". Il cashback e il digitale sono delle risorse da sfruttare per gestire al meglio la mobilità integrata, entrando così anche nelle aree metropolitane. Autostrade per l’Italia punta a dare all’utenza i mezzi per programmare e prevedere il viaggio: pianificare il percorso in anticipo aiuta a gestire i flussi, fa risparmiare tempo, denaro e ci aiuta a ridurre l’inquinamento. Questi passi concreti verso l’innovazione e la digitalizzazione si orientano al perseguimento della sostenibilità. "Possiamo lavorare moltissimo con queste piattaforme per dare informazioni integrate all’utente che può facilmente prevedere gli orari migliori per mettersi in marcia, ottimizzando così la spesa, i tempi, e al contempo tutelando l’ambiente", ha spiegato Roberto Tomasi.

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L’importanza di bere una buona acqua

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  • 18 Novembre 2021

Ogni anno il 22 Marzo, l’ONU celebra la Giornata Mondiale dell’Acqua con lo slogan “Valorizziamo l’oro blu“. Le ragioni sono facilmente intuibili, dato che l’acqua è al primo posto nell’elenco degli obiettivi di sviluppo sostenibile a larga scala e deve quindi essere accessibile a tutti, in ogni parte del mondo.

In occasione di questa giornata, gli esperti ricordano l’importanza di questo elemento così prezioso per la vita e di conseguenza per il corpo umano, dato che costituisce una percentuale che oscilla tra il 60-70% del nostro organismo.

 

L’importanza dell’acqua all’interno del nostro organismo

Tra queste importanti funzioni spiccano il trasporto di nutrienti alle cellule, il mantenimento del volume sanguigno e dell’equilibrio elettrolitico, nonché la regolazione della temperatura corporea.

L’acqua non può essere sintetizzata dal nostro corpo o immagazzinata in modo efficiente, quindi è necessario un apporto giornaliero sufficiente per compensare le perdite subite attraverso la sudorazione, la respirazione o l’urina, al fine di mantenere un adeguato equilibrio idrico.

Secondo i medici, in generale si raccomanda un consumo totale di acqua che va tra i 2 ed i 2,5 litri al giorno, sia attraverso l’assunzione di bevande (80%), principalmente di acqua, e cibo (20%) come frutta e verdura.

Sebbene si dice che il fabbisogno di acqua giornaliero è variabile per ogni persona anche in base all’età, all’attività fisica e alle condizioni ambientali, il mancato rispetto di questi requisiti provocherebbe uno stato di disidratazione.

 

Non sempre la sete è un indicatore della necessità di bere

Allo stesso modo, non possiamo dimenticare che la sete non è sempre un indicatore affidabile della necessità di bere liquidi, poiché si manifesta in situazioni di leggera disidratazione, e in determinate circostanze o età questo meccanismo non scatta.

Inoltre, gli specialisti aggiungono che sebbene non vi sia un limite massimo di assunzione di acqua nella popolazione generale, in alcune patologie il suo consumo deve essere controllato, come nel caso dello scompenso renale o cardiaco.

Molto importante è infine conoscere qual è la qualità dell’acqua che si beve ed il suo residuo fisso, soprattutto per gli utenti che tendono a sviluppare i cosiddetti calcoli renali. Per loro è consigliabile l’utilizzo del miglior depuratore acqua così da avere la certezza che non vi siano residui ed impurità che possono favorire la formazione dei calcoli.

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Manifesti per ridurre i disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati

Comunicato Stampa

Manifesti per ridurre i disturbi muscoloscheletrici lavoro-correlati

La Fondazione AiFOS ha promosso la realizzazione di diversi manifesti sul tema della prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici e in relazione alla campagna europea “Alleggeriamo il carico!”. Saranno presentati in un webinar il 24 novembre 2021.

 

In Europa milioni di lavoratori sono affetti da disturbi muscoloscheletrici correlati alle attività di lavoro svolte. Questi disturbi, compromissioni delle strutture corporee (muscoli, articolazioni e tendini) e causati o aggravati dal lavoro o dagli effetti dell’ambiente di lavoro, possono essere estremamente nocivi per la qualità di vita di ogni lavoratore.

 

I disturbi muscoloscheletrici risultano oggi il problema di salute legato all’attività lavorativa più diffuso in Europa e l’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha organizzato, per il triennio 2020-2022, la campagna “Ambienti di lavoro sani e sicuri. Alleggeriamo il carico!” con l’obiettivo di aumentare nei luoghi di lavoro la consapevolezza dei rischi e la prevenzione.

 

Tuttavia perché la campagna abbia successo è necessario che sia in grado di coinvolgere tutti – datori di lavoro, dirigenti, lavoratori, cittadini – attraverso anche l’uso di strumenti di comunicazione efficaci e diretti come le immagini.

 

I manifesti degli studenti dell’Accademia di Belle Arti SantaGiulia

La Fondazione AiFOS, impegnata da molti nella diffusione della cultura della salute e sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, ha promosso, in collaborazione con l’Accademia SantaGiulia di Brescia, la realizzazione, tra gli studenti dell’Accademia, di una serie di manifesti relativi ai disturbi muscolo scheletrici e agli obiettivi della campagna europea.

 

Si tratta di un importante progetto di collaborazione tra la Fondazione AiFOS e l’Accademia che, dopo le precedenti esperienze, ad esempio sul tema dello stress lavoro correlato, sui problemi correlati all’invecchiamento della forza lavorativa e sui rischi delle sostanze pericolose, ha permesso di unire competenze diverse con l’obiettivo di realizzare una comunicazione-informazione efficace sui temi della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

Ricordiamo che l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia – più di 300 insegnamenti attivi e quasi 200 tra docenti universitari e professionisti di fama nel settore delle arti e del design – è un’università interamente dedicata all’arte, alla ricerca e alla tecnologia che a Brescia valorizza le doti degli studenti collegando le abilità artistiche tradizionali allo sviluppo di nuove tecnologie digitali e promuovendo costantemente occasioni di formazione professionale.

 

Per l’iniziativa promossa nel 2021 dalla Fondazione AiFOS sono state raccolte le opere di oltre 60 studenti e ne sono state selezionate 39 per realizzare una vera e propria mostra.

Ne saranno premiate 5 che saranno presentate nel webinar che si terrà il 24 novembre 2021.

 

Il link per avere informazioni sul webinar del 24 novembre 2021:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/alleggeriamo_il_carico_prevenzione_delle_problematiche_muscolo-scheletriche

 

L’importanza della prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici

Ricordiamo che in base ai dati provenienti da un’indagine sulle condizioni di lavoro nell’Unione europea circa tre lavoratori su cinque lamentano disturbi muscoloschetrici.

 

In particolare il fattore di rischio più frequentemente identificato è costituito da movimenti ripetitivi della mano o del braccio, ma rischi connessi a questi disturbi includono la postura seduta prolungata, più frequente in questi anni di pandemia, emergente, il sollevamento/spostamento di persone o carichi pesanti e le posizioni faticose o dolorose.

 

I disturbi muscoloscheletrici non costituiscono solo motivo di preoccupazione per i loro effetti sulla salute, ma anche per il loro impatto nocivo sulle aziende e sulle economie nazionali.

 

Il webinar gratuito sui manifesti per la sicurezza

Proprio per presentare i manifesti realizzati dagli studenti e contribuire alla prevenzione dei disturbi muscoloscheletrici, mercoledì 24 novembre 2021, dalle ore 16.00 alle 17.30, si terrà il webinar gratuito “Manifesti per la sicurezza”.

 

Riportiamo il programma del webinar:

 

Saluti iniziali

  • Paolo Carminati, Presidente Fondazione AiFOS
  • Cristina Casaschi, Direttore Accademia di Belle Arti di Brescia SantaGiulia

 

Il progetto AiFOS e la campagna europea

  • Maria Frassine, Referente Network AiFOS Campagne Europee per la sicurezza

 

Dall’idea al manifesto: il progetto con gli studenti

  • Massimo Tantardini e Roberto Freddi, Professori dell’Accademia SantaGiulia referenti del progetto

 

Un’immagine dice più di mille parole: presentazione manifesti vincitori del concorso

  • Andrea Cirincione, Esperto d’arte e psicologo dell’organizzazione
  • Matteo Fadenti, Tecnico della Prevenzione e Vicepresidente AiFOS
  • Silvia Toselli, Responsabile Grafica e Immagine AiFOS
  • Chiara Ballarini, Responsabile Formazione AiFOS
  • Carlo Peruchetti, Servizio Comunicazione AiFOS
  • CIIP, Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione

 

Conclusioni

  • Paolo Carminati, Presidente Fondazione AiFOS

 

Il link diretto per effettuare l’iscrizione al webinar:

https://bit.ly/Manifesti-per-la-sicurezza-24novembre21

 

Alla luce della duratura e fruttuosa partnership con l’Accademia di Belle Arti, nella prossima primavera, anche grazie al contributo della Consulta Interassociativa Italiana per la Prevenzione (CIIP), vedrà la luce il museo virtuale dei manifesti della sicurezza che raccoglierà tutti i lavori svolti dagli studenti dell’Accademia a partire dal 2013.

 

Per informazioni:

Fondazione AiFOS: Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

 

18 novembre 2021

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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La giusta società di recupero crediti

società di recupero crediti

Una società di recupero crediti può essere uno strumento utile o addirittura fondamentale per il tuo business. Purtroppo per una serie di motivi tra cui l’inesperienza, non tutti prestano la giusta attenzione al credito ed a ciò che comporta. Non è solo questo un classico errore, un altro è il troppo zelo, specialmente quando ci si dedica personalmente ad un’operazione così delicata. In entrambi i casi vi è il rischio di fare un danno al proprio business, da due punti di vista:
• Punto di vista finanziario
• Punto di vista della reputazione
Conseguenze del non affidarsi ad una società di recupero crediti
Se non ci si affida ad una società di recupero crediti si può cadere facilmente negli errori suddetti. Cosa succede nell’eventualità del primo errore e cioè nel caso in cui non prestiamo abbastanza attenzione a questa attività?
In questa evenienza dal punto di vista finanziario si avrà una perdita. Questo è chiaro, quello che non tutti comprendono è l’entità di essa. Infatti alcune perdite possono anche risultare minori o irrisorie ad una prima occhiata. Purtroppo però l’accumulo di esse che può subentrare facilmente come routine nel momento in cui avviene la prima volta porterà un danno notevole. Oltre a questo vi saranno problemi dal punto di vista di contabilità e bilancio che sono basati sulla precisione.
Dal punto di vista della reputazione questo significherà un deterioramento dei rapporti coi debitori, ma anche coi nostri creditori. Il primo avverrà perché chiaramente se non recuperiamo da loro i nostri crediti non potremo instaurare un buon rapporto con loro e in molti casi questo modo di fare potrebbe essere sfruttato dagli stessi o da quelli nuovi data la nostra reputazione acquisita. I nostri creditori non saranno contenti se dovranno aspettare a loro volta i pagamenti date le risorse che ritardano ad arrivare a noi.
Cosa cercare in una società di recupero crediti
Quali sono però delle qualità che possiamo ricercare in una società di recupero crediti in modo da essere sicuri che faccia un buon lavoro di cui possiamo essere soddisfatti? Vediamone alcune delle più importanti che ci aiutino ad identificarla:
• Rapidità, questa è una caratteristica fondamentale. Dato che il recupero deve essere veloce per ovvi motivi. Infatti il tempo può essere la variabile che fa la differenza nel riuscire a recuperare i crediti oppure no, a volte se ci si mette troppo, possono diventare effettivamente irrecuperabili
• Trasparenza, forse la caratteristica più importante. Da una garanzia a te, dato che ti verrà comunicato quando un risultato positivo non è possibile per non farti perdere tempo e risorse
• Tecnologia, questa è una comodità incredibile. Non solo da alla società di recupero crediti migliori strumenti e capacità per recuperare i crediti e migliorare i rapporti, ma anche per aggiornare i clienti prontamente per ogni novità
• Rete relazionale, le connessioni sono fondamentali. Da due punti di vista, sia quello della rete propria per raggiungere più facilmente i crediti che ti sono dovuti, sia la capacità di instaurare migliori relazioni con clienti e fornitori per te e migliorare il tuo business

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Antonio Franchi: a Palazzo Ravasio il comfort è green

Sostenibilità e comfort guidano il progetto sviluppato da Antonio Franchi per Palazzo Ravasio. Materiali e impianti green saranno i protagonisti dell’intervento di ristrutturazione.

Antonio Franchi

Storia, comfort e sostenibilità: il progetto di Antonio Franchi per Palazzo Ravasio

Palazzo Ravasio (Verona) porta con sé decenni di storia: ragion per cui l’intervento di ristrutturazione e modernizzazione curato da Antonio Franchi (The Residenze) mira a preservare lo stile, la naturale eleganza e il valore intrinseco dell’edificio, garantendo al contempo il pieno rispetto per l’ambiente e il benessere umano. Il progetto abbraccia quindi i principi di architettura sostenibile attraverso scelte specifiche e consapevoli. La limitazione dei consumi e la diminuzione dell’uso di combustibili fossili a favore di materiali e tecniche green e di forme di energia più pulite renderanno il “nuovo” Palazzo Ravasio un edificio moderno, sostenibile e confortevole. Le attività portate avanti dal team di The Residenze e Antonio Franchi si basano sui valori di sostenibilità: la forte attenzione verso il risparmio energetico permetterà di creare un immobile in classe A, ricco di impianti di ultima generazione e di sistemi di isolamento in grado di limitare i consumi e garantire quindi il massimo comfort termico ai dimoranti.

Antonio Franchi: un impianto di riscaldamento e raffrescamento al 100% green

Le scelte green implementate dalla società guidata da Antonio Franchi prevedono l’isolamento termico sulle pareti esterne, il rivestimento delle pareti con biointonaco a base di calce naturale, l’utilizzo di idropittura organica minerale eco-compatibile alternata a un biospatolato per la finitura a parete e la messa in posa di pavimenti biocompatibili. Un’altra caratteristica sostenibile del progetto è la proposta di un impianto tecnologicamente avanzato e al 100% green: l’eliminazione di qualsiasi combustibile fossile permetterà di limitare le emissioni nell’atmosfera e di conseguenza di tutelare l’ambiente. L’utilizzo di due pompe di calore aria-acqua, alimentate unicamente da energia elettrica, consentirà il funzionamento della climatizzazione invernale ed estiva e della produzione sanitaria attraverso un meccanismo a cascata. Il sistema sarà in grado di prendere calore dall’aria esterna e portarlo all’interno delle unità abitative tramite un sistema radiante a pavimento a bassa inerzia, e per il periodo estivo svolgerà la stessa funzione, ma con un sistema di deumidificazione. Ogni dimorante avrà l’opportunità di personalizzare il proprio impianto regolando il funzionamento dei servizi e la temperatura di ogni ambiente.

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Reddito di Cittadinanza? Per Giampiero Catone non funziona

Il commercialista, politico, editore e giornalista Giampiero Catone riflette sulle motivazioni che rendono il Reddito di Cittadinanza nient’altro che uno spreco di risorse.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: ecco perché il Reddito di Cittadinanza è una misura fallimentare

Ogni anno vengono spesi 7 miliardi e 200 milioni di euro per finanziare il Reddito di Cittadinanza che, secondo Giampiero Catone, “non creano occupazione”. Per il titolare de “La Discussione”, quello che è stato promosso come uno strumento per abolire la povertà è “un errore clamoroso” che “costa ai cittadini circa 7,2 miliardi l’anno”, senza che questo vada effettivamente a migliorare l’attuale e inefficiente sistema di assunzioni e lavoro. “A testimoniare l’assurdo sperpero di risorse – argomenta Giampiero Catoneanche la relazione della Corte dei conti che ricorda come solo il 2% delle persone che hanno ricevuto il Reddito di cittadinanza è riuscito a ottenere un lavoro attraverso i centri per l’impiego. Quel posto è costato allo Stato una somma incredibile, 52 mila euro, il doppio del costo di un lavoratore di una impresa privata o assunto in un ufficio pubblico”.

Giampiero Catone: bisognerebbe puntare su welfare e lavoro

Anziché usare il Reddito di Cittadinanza come un incentivo al lavoro, Giampiero Catone afferma che sarebbe meglio “dividere le strategie”, dando da un lato degli “aiuti veri alle fasce di popolazione fragile” e dall’altro sostegno a “chi vuole lavorare, alle imprese che assumono, a giovani e adulti che intendono formarsi per un nuovo tipo di occupazione”. Di conseguenza, la chiave per un futuro migliore risiederebbe prima di tutto nella liberazione della retorica che ha accompagnato il RdC, poi nel dare aiuto a chi ne ha bisogno e facilitare “gli aiuti alle imprese per creare lavoro stabile, ben remunerato e soprattutto sicuro”. È chiaro che per il giornalista è attraverso la creazione di lavoro a tempo indeterminato che si riuscirebbe finalmente a favorire lo sviluppo, l’economia e i consumi, non incentivando il “fannullonismo” con i soldi pubblici.

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Premio Nobel, festa italiana con Giorgio Parisi. Quanto guadagnerà?

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  • 16 Novembre 2021

Qualche settimana fa l’Italia ha vissuto una nuova soddisfazione. Infatti il 73enne Giorgio Parisi è stato insignito del premio Nobel per la Fisica per le sue ricerche sui sistemi complessi. Al di là dell’altissimo valore scientifico, visto il prestigio e la notorietà del premio Nobel, c’è anche un bel guadagno in denaro.

Che guadagno frutta un premio Nobel?

pemio nobelVa precisato che l’accademia svedese non ha ancora reso ancora noti i compensi. Per questo motivo possiamo solo fare ragionamenti teorici. Tuttavia, non andremo molto lontani dalla realtà.

Il Nobel prevede l’assegnazione di una somma di denaro, come espressa volontà testamentaria di Alfred Nobel. Dal 2017 il premio riconosce un compenso fino a 9 milioni di corone (quasi 900mila euro) al vincitore.

Va precisato che nel caso in cui ci sia più di un vincitore per categoria, il guadagno viene diviso equamente.

Vincitori di gruppo

E’ proprio questo il caso di Giorgio Parisi. Il fisico romano infatti non è stato il solo a ricevere il premio per la Fisica. Con lui è stata premiata una coppia di studiosi, altre mani forti della scienza: Syukuro Manabe e Klaus Hasselman.

Il motivo per cui il premio è stato diviso a metà, sta nel fatto che i loro studi hanno tutti riguardato i sistemi complessi. Syukuro Manabe e Klaus Hasselman hanno studiato il clima e il meteo. Il sistema complesso studiato da Parisi invece riguarda i sistemi fisici “dalla scala atomica a quella planetaria”.

Gli studi dei tre premi Nobel

Il giapponese Syukuro Manabe è riuscito a dimostrare il rapporto tra l’anidride carbonica presente in atmosfera e l’effetto serra. Altri scienziati c’erano riusciti prima di lui, tuttavia Manabe ha costruito un convincente modello fisico in grado di spiegarlo. Tale modello gli permise anche di prevedere che se la concentrazione di anidride carbonica fosse raddoppiata, avremmo assistito a un aumento della temperatura media della Terra di 2 °C. Un previsione che si è dimostrata sostanzialmente esatta.

Ampliando gli studi di Manabe, il tedesco Klaus Hasselmann ha identificato molti dei fattori che erano coinvolti nella grande varietà del tempo meteorologici sulla Terra, dimostrando che un fenomeno apparentemente caotico come il meteo, in realtà può essere descritto con la matematica e la fisica. Hasselmann creò un modello climatico stocastico, dove la casualità è incorporata nel modello stesso. Hasselman e Manabe sono quindi tra le fondamenta della modellizzazione del clima che abbiamo imparato a conoscere in questi anni.

Giorgio Parisi si è invece dedicato a un particolare tipo di sistema complesso, chiamato vetro di spin. Senza addentrarci nel discorso tecnico, possiamo dire soltanto che lo studio di Parisi è riuscito a influenzare non solo la fisica, ma anche la matematica, la biologia, le neuroscienze e l’apprendimento automatico.

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Città più sicure, Stefano De Capitani (Municipia S.p.A.): “Gestione tecnologica strumento per le PA”

Oggi la sicurezza nelle città ha una portata molto più ampia e include ambiti inediti come la cybersecurity. Per Stefano De Capitani, Presidente di Municipia S.p.A., l’unica via per una gestione efficiente è affidarsi ai nuovi strumenti digitali.

Municipia S.p.A.

Municipia S.p.A., Stefano De Capitani: “Fondamentale distinguere tra sicurezza reale e percepita”

I rischi per una città considerata poco sicura sono numerosi. Depauperamento della popolazione, chiusura delle attività produttive, minori investimenti. Con ovvie conseguenze sia per l’economia del territorio che per i bilanci comunali. Per affrontare un fenomeno complesso come la sicurezza urbana, le Amministrazioni necessitano di un approccio integrato di gestione tecnologica. A dirlo è Stefano De Capitani, esperto di digital innovation alla guida di Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering leader nella trasformazione digitale delle PA. Aumentare la sicurezza nelle città, spiega, non significa intervenire solo su ordine pubblico e decoro. La definizione oggi comprende anche la sicurezza stradale e quella sociale, alle quali si è recentemente aggiunta la cybersicurezza. Tre i nodi principali da sciogliere prima di agire, secondo il Presidente di Municipia S.p.A.: il primo, fondamentale, è capire se le città si trovano di fronte ad un problema di sicurezza reale o percepita e intervenire in tal senso. Il secondo nodo riguarda invece l’identificazione della percezione individuale, condizionata da numerosi fattori come ad esempio cronaca e media.

Municipia S.p.A., Stefano De Capitani: “Con tecnologia possibile integrare i dati. Attenzione anche ai bilanci”

Quando si parla di sicurezza urbana, continua Stefano De Capitani, è necessario tenere in considerazione anche un ulteriore aspetto, quello della sostenibilità economica: “Gli investimenti devono essere sì realizzati nell’immediato – afferma il Presidente di Municipia S.p.A.ma anche supportati dalle idonee risorse nel medio-lungo termine senza far nascere disequilibri nei bilanci locali”. È evidente dunque che in tema di sicurezza le Amministrazioni non possono più limitarsi ad interventi puramente settoriali. Per quanto concreti, per risultare efficaci devono essere compresi in un sistema di gestione che solo il digitale oggi può offrire. Stefano De Capitani porta l’esempio dell’esperienza di Municipia S.p.A.: “La società lavora a fianco delle città in un crescendo di richieste di supporto alla progettazione, sviluppo e gestione di sistemi integrati delle tecnologie. Sistemi che analizzano le informazioni raccolte nei diversi comparti e che sono capaci, mediante il riscontro centralizzato con le banche dati dell’intero comparto urbano, di dare indicazioni agli amministratori e ai decisori territoriali su base reale nell’immediato e in ambito predittivo”.

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