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Italchimica di Alessandro Fioretto sceglie la cooperativa “Riesco” come fornitore del catering

La cooperativa sociale “Riesco” diventa fornitore ufficiale della mensa di Italchimica, realtà padovana guidata da Alessandro Fioretto attiva nel settore della pulizia professionale I&I e Horeca.

Italchimica

Italchimica, Alessandro Fioretto: con “Riesco” la partnership andrà oltre la ristorazione

Nata in un garage di Padova, in poco meno di 20 anni Italchimica è diventata una delle più importanti aziende italiane di detergenti professionali e cosmetici. Oggi la creatura di Alessandro Fioretto conta 174 dipendenti, 9 marchi di proprietà e prodotti distribuiti in oltre 50 Paesi. Un successo possibile grazie ad una politica aziendale basata su valori come italianità, trasparenza e innovazione. A questi si aggiunge un’attenzione particolare alla sostenibilità sociale. Non sorprende dunque che Italchimica abbia recentemente deciso di avviare una partnership con la cooperativa sociale “Riesco”, che dal 2005 offre servizi di ristorazione di qualità contribuendo contemporaneamente all’integrazione lavorativa delle persone affette da disabilità. La realtà di Saccolongo (PD) è infatti il nuovo fornitore continuativo del catering aziendale per la mensa interna. L’obiettivo della realtà guidata da Alessandro Fioretto è quello di rafforzare il legame tra i dipendenti e le comunità locali, contribuendo a creare un futuro sempre più inclusivo. Ecco perché la partnership non si limiterà alla ristorazione, ma anche alla promozione di iniziative in sinergia con i dipendenti della Cooperativa.

Alessandro Fioretto: Italchimica per il sociale tra “Riesco”, “Treedom” e “Green Change Matters”

Il percorso intrapreso con “Riesco” rappresenta un ulteriore step del progetto di sostenibilità portato avanti da Italchimica. Dal 2019 la società, sotto la spinta del CEO Alessandro Fioretto, ha infatti dato il via a “Green Change Matters”. L’iniziativa ha portato alla pubblicazione dei primi due Rapporti annuali di Sostenibilità, a testimonianza dell’impegno preso nei confronti di tutti gli stakeholder. Per quanto riguarda il tema ambientale, tra gli obiettivi principali della strategia di Italchimica figura la carbon neutrality. La recente adesione al programma “Treedom” va appunto in questa direzione. L’azienda di Alessandro Fioretto, con un impegno triennale, provvederà infatti a finanziare la piantumazione di alberi nei Paesi in via di Sviluppo. Si tratta di un’iniziativa che da un lato consente di compensare le emissioni di CO2 e allo stesso tempo contribuisce alla sussistenza economica e alimentare dei territori. 29 gli alberi piantati nel 2020, con un compenso di emissione di circa 2 tonnellate di anidride carbonica. Per il 2021 Italchimica prevede di superare quota 30.

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Costruire edifici ecosostenibili: l’esempio di Antonio Franchi

Antonio Franchi ha da tempo abbracciato, con la società da lui guidata, un approccio in direzione della costruzione sostenibile degli edifici.

Antonio Franchi

Antonio Franchi: cosa vuol dire architettura sostenibile?

La pressante necessità dettata dalla crisi climatica di trasformare il mondo dell’edilizia in una realtà green, e quindi sostenibile, ha portato spesso ad abusare del termine “sostenibilità”, soprattutto nell’ambito del progetto. Il lavoro svolto da professionisti del settore come il team di The Residenze, società specializzata nel settore immobiliare residenziale di alta gamma e guidata da Antonio Franchi, potrebbe aiutare a fare luce sul concetto di architettura sostenibile. Dal momento in cui l’attenzione all’ambiente non può essere realmente quantificata e definita, ciò che si può fare è prendere in considerazione una serie di fattori che, nel loro insieme, contribuiscono enormemente a ridurre l’impatto ambientale di un edificio e renderlo quindi più sostenibile. Come si evince dall’attività svolta da The Residenze, tali fattori riguardano ad esempio l’utilizzo di materiali non nocivi, l’impiego minimo di risorse non rinnovabili e lo sfruttamento di energie alternative come quella solare.

Antonio Franchi: il progetto di Palazzo Ravasio

Un esempio di approccio di tutela e di cultura volto alla costruzione o rivalorizzazione di un edificio a basso impatto ambientale lo si ritrova nel progetto a cui sta lavorando la società guidata da Antonio Franchi, e che ha come oggetto l’antico edificio veronese di Palazzo Ravasio. Lo storico palazzo, il cui fabbricato risale al 1924, è attualmente soggetto a un processo di rivalorizzazione che intende unire lo stile e l’eleganza alla sostenibilità e l’innovazione, dando vita a un edificio che rispecchia la cultura e l’attenzione all’ambiente. Per raggiungere l’ambizioso obiettivo di un edificio a “triplo zero”, vale a dire a zero emissioni, zero consumo di energia e zero residui, il team di The Residenze effettua una serie di scelte riguardanti ad esempio la selezione di materiali rinnovabili e rigenerabili e l’installazione di impianti moderni ed in linea con le richieste della transizione energetica. Inoltre, l’impiego di nuove risorse come lo smart facility management permette ulteriormente di ottimizzare la gestione degli edifici, riducendo gli sprechi, migliorando il comfort degli occupanti e portando al minimo l’impatto ambientale.

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INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA MITO E REALTÀ. Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori.

Il nuovo libro di Giancarlo Elia Valori “Intelligenza artificiale tra mito e realtà”, Edito da Rubbettino. Un viaggio che parte da Turing e dai suoi esperimenti e arriva a delineare il futuro dell’Intelligenza artificiale e dell’umanità.

Gli sviluppi dell’intelligenza artificiale delineano cambiamenti rapidi e diffusi delle interazioni tra le persone ed i sistemi dotati di capacità di ragionamento. Si aprono nuove possibilità della IA, anche in sinergia con sistemi robotici, in qualità di assistenti degli esseri umani nello svolgimento di vari compiti come il lavoro, la ricerca di informazioni in Rete ed in generale la soluzione di problemi. Di conseguenza è necessario affrontare nuove problematiche di etica applicata che rendono opportune riflessioni intorno a dignità, identità e sicurezza della persona umana, in merito all’accesso equo alle risorse tecnologiche, alla responsabilità individuale o collettiva e alla libertà di ricerca.

Il volume di Giancarlo Elia Valori, Top manager e grande protagonista delle Relazioni internazionali, Presidente di International World Group, consente anche al lettore non esperto della materia, di apprezzare i temi sia etici che tecnologici che ruotano intorno all’utilizzo dell’Intelligenza artificiale.

Un brano dalla prefazione di Oliviero Diliberto.
“Il libro che avete tra le mani indaga l’intelligenza artificiale con lo spirito giusto mettendo cioè da parte ogni vecchia certezza tolemaica affrontando “senza rete” una materia così inedita e complessa, per molti aspetti sconvolgente. E’ un libro che studia questi fenomeni in modo coraggioso ed altruista. Valori parte dalla storia del fenomeno, da quel genio assoluto di Alan Turing, che ne è stato il pioniere indiscusso, e giunge sino a delineare il futuro”.

Per informazioni: [email protected]

Note sull’autore

Giancarlo Elia Valori e? uno dei piu? importanti manager italiani. Docente universitario e attento osservatore della situazione politica ed economica internazionale, nella sua lunga carriera ha ricoperto importanti incarichi in prestigiose societa? italiane (Autostrade per l’Italia) ed estere. Attualmente e? Presidente dell’International World Group

Inoltre e? presidente onorario di Huawei Italia nonche? detentore di importanti cattedre in prestigiosi atenei quali la Yeshiva University di New York, l’Hebrew University di Gerusalemme e la Peking University.

Nel 1992 viene nominato Cavaliere della Legion d’onore con la motivazione: “Un uomo che sa vedere oltre le frontiere per comprendere il mondo”, dall’11 maggio 2001 e? ambasciatore di buona volonta? dell’Unesco per i meriti profusi generosamente nella difesa e nella promozione del patrimonio immateriale. Nel 2002 riceve il titolo di “Honorable” della Acade?mie des Sciences de l’Institut de France.

Tra i suoi libri ricordiamo: Liberi fino a quando? (Lindau 2019), Rapporti di forza (Rubbettino 2019), Geopolitica e strategia dello spazio (Rizzoli 2006), Antisemitismo, olocausto, negazione (Mondadori 2007), Mediterraneo tra pace e terrorismo (Rizzoli 2008), Il futuro e? gia? qui (Rizzoli 2009), La via della Cina (Rizzoli 2010) e Geopolitica dell’acqua (Rizzoli 2011).

A riconoscimento del suo poliedrico impegno di studioso e pubblicista a respiro universale, ha ricevuto il premio giornalistico “Ischia Mediterraneo”, il “Gran Premio Letterario 2011” dal Consiglio Mondiale del Panafricanismo e il “Premio Internazionale della Cultura” dalla International Immigrants Foundation delle Nazioni Unite.

Sito web di International World Group: https://www.internationalworldgroup.it

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Imprese italiane, che batosta: i rincari delle materie prime costano 46,2 mld l’anno

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  • 13 Ottobre 2021

I prezzi delle materie prime che salgono, creano un bel problema alle piccole e medie imprese italiane. Molte di esse infatti stanno vivendo una impennata dei costi di produzione, che alla fine si trasmette sul fatturato. E in definitiva questo mina la già difficile ripresa nell’era post-Covid.

Un grosso problema per le imprese italiane

impreseOccorre rimarcare che le piccole e medie imprese italiane sono circa 848mila, e impiegano oltre 3 milioni di addetti. Se vanno in difficoltà loro, va in difficoltà tutta l’economia.
Anche perché l’aumento dei costi da sostenere si traduce in un minor valore aggiunto e in una minore propensione ad investire. Ciò compromette i processi di innovazione ma anche i progressi nel lavoro, visto che le aziende in alcuni casi sono costrette a utilizzare gli ammortizzatori sociali, nonostante la ripresa degli ordinativi.

Prezzi delle materie prime alle stelle

Secondo gli ultimi dati, durante il mese di agosto i prezzi delle materie prime hanno avuto un incremento del 31,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Non si tratta soltanto di energia, ma anche di materie prime non energetiche. Ma quel che è peggio è che gli indicatori inversione trend non danno ancora segnali che la situazione a berve cambierà.
Alla fine tutto questo aumento si traduce in un peso di ben 46,2 miliardi su base annua. Di questi, la maggior parte (29,8 miliardi) finisce per gravare sulle piccole imprese della manifattura no food. Altri 12,1 miliardi colpiscono le aziende che operano nel settore delle costruzioni. I restanti 4,3 miliardi si abbattono sulle aziende impegnate nella produzione alimentare.

C’è chi deve fermare la produzione

Per alcune piccole imprese (e parliamo anche di aziende famose nel mondo) si tratta di una batosta per il bilancio. Ma in molti casi anche per la produzione stessa. Il prezzo troppo elevato delle materie prime infatti, rende impossibile l’approvigionamento di tutto quello che occorre per l’attività.

Spesso accade che le aziende devono rinunciare a lavorare, per via delle materie prime troppo care e spesso introvabili. In particolare questo accade nel mondo delle costruzioni. Secondo alcuni dati, quasi una impresa su 10 ha affermato di avere problemi a lavorare per via della scarsità di materiali.
Bisogna rimarcare che sulle materie prime sono anche in atto delle manovre speculative. Insomma, sui rincari c’è chi ci sta marciando.

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Mario Melazzini: il percorso professionale del medico a capo di ICS Maugeri S.p.A.

Mario Melazzini è un medico specializzato in Ematologia generale Clinica e Laboratorio e un ricercatore nel campo dell’oncoematologia. È inoltre Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Società Benefit attiva nel settore della Medicina riabilitativa.

Mario Melazzini

Il percorso professionale di Mario Melazzini

Mario Melazzini nasce nel 1958 a Pavia, dove consegue la laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi della città. È invece presso la Clinica Medica II del Policlinico San Matteo che svolge la sua prima attività di tirocinio pratico e arriva a specializzarsi in Ematologia Generale Clinica e Laboratorio. Divenuto medico convenzionato per l’esercizio della Medicina Generale, inizia a collaborare con la Fondazione Salvatore Maugeri, la quale nel 1995 gli offre un incarico presso il Servizio di Medicina del Lavoro di Veruno. Viene in seguito promosso, dapprima al ruolo di Primario e poi a quello di Dirigente Responsabile, entrambi gli incarichi svolti nel Centro Medico di Pavia – Via Maugeri. Nel 2003 diventa Dirigente Responsabile di ruolo presso l’U.O. di Oncologia II° e nel 2007 presso l’U.O. di Oncologia I°. Dal 2009 al 2011 ricopre invece il ruolo di Direttore del Centro medico di Milano della Fondazione Maugeri. Dopo una serie di esperienze in ambito istituzionale, nel gennaio del 2016 Mario Melazzini assume la carica di Presidente del Consiglio di Amministrazione di AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, e nel novembre dello stesso anno ne diventa Direttore Generale. Ottiene poi un Master di secondo livello in Economia e Management della sanità, conseguito presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e inizia a ricoprire importanti ruoli all’interno di ICS Maugeri S.p.A. È stato Direttore Scientifico centrale di ICS Maugeri e Direttore Generale dell’IRCCS Maugeri Pavia. Oggi è Amministratore Delegato della Società.

Mario Melazzini: la diagnosi di SLA e l’impegno a favore delle cure per le malattie neuromuscolari

Nel 2003 un evento cambia per sempre la vita di Mario Melazzini, sia dal punto di vista personale che professionale: gli viene diagnosticata la Sclerosi Laterale Amiotrofica, comunemente conosciuta con la sigla SLA. Dal momento della diagnosi, decide di impegnarsi su questo fronte e arriva a ricoprire importanti incarichi come quelli di: Direttore Scientifico del Centro Clinico Nemo (specializzato nella diagnosi e cura delle malattie neuromuscolari), Presidente nazionale dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrifica – Aisla Onlus, Presidente di Arisla (la Fondazione Italiana di Ricerca per la Sclerosi Laterale Amiotrifica) dal 2007 al 2016 e Segretario Nazionale FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’handicap (dal 2007 al 2012).

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Massimo Rizza: il profilo del commercialista onorato con la medaglia del Collegio dei Ragionieri

Dopo anni di impegno profuso prima nella Cassa dei Ragionieri e poi nell’ODCEC di Milano, oggi Massimo Rizza guida lo Studio omonimo che ha contribuito a fondare.

Massimo Rizza

Massimo Rizza: gli studi e le prime attività

Volto noto nel settore della contabilità lombarda, Massimo Rizza ha fin da subito affiancato alla sua carriera professionale un’intensa attività a supporto della categoria. Ottenuto il diploma di ragioniere e in seguito l’abilitazione alla professione, incomincia a sviluppare le sue competenze nello Studio fondato con il fratello, lavorando come commercialista e revisore legale. In quegli anni, oltre a conseguire la laurea in Scienze Economiche, prende forma anche l’impegno a livello sociale. Grazie alla nomina come delegato di Milano, diventa infatti membro della Cassa Nazionale dei Ragionieri, ruolo che ricopre fino al 2014. Parallelamente, Massimo Rizza si fa promotore anche di numerose iniziative a livello territoriale, in primis nell’ambito della diffusione della cultura tra i minori, e poi sostenendo attivamente organizzazioni come ad esempio l’Onlus Pane Quotidiano di Milano.

Massimo Rizza: gli anni dedicati all’ODCEC

Durante gli ultimi anni come membro della Cassa Nazionale, Massimo Rizza diventa anche Consigliere della Fondazione dell’Ordine dei Commercialisti ed Esperti Contabili di Milano. L’apporto alla categoria gli vale una medaglia al merito da parte del Collegio dei Ragionieri di Milano e Lodi. È il 2014 quando entra a far parte del Consiglio dell’ODCEC, dove rimarrà in carica fino al 2020. Per un breve periodo svolge anche il ruolo di Segretario, con delega a diverse commissioni di studio (Bilancio integrato, Compliance e modelli organizzativi, Finanziamenti e bandi, Principi contabili, Semplificazione e startup). Tra i successi ottenuti anche l’Oscar di bilancio per le imprese non quotate promosso da FERPI. Conclusasi l’esperienza nell’Ordine, Massimo Rizza è tornato a dedicarsi completamente alle attività dello Studio, una realtà che oggi può contare su una squadra di commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro.

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Gruppo Riva è pronto a cogliere le sfide della ripresa economica avviata nei primi mesi del 2021

Aumento della produzione e conseguente incremento del fatturato: gli investimenti da 88 milioni di euro hanno permesso a Gruppo Riva di avviare la ripartenza economica già nei primi mesi del 2021.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: le problematiche del 2020

Nonostante la ripresa economica abbia ormai preso il via in pressocché tutti i settori, la diffusione del virus e il conseguente stato di emergenza hanno causato un arresto generale dell’economia mondiale. Numerose realtà hanno dovuto affrontare gli effetti causati dalla pandemia da Covid-19: tra queste Gruppo Riva, il primo operatore siderurgico italiano specializzato da oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica. I risultati in termini di bilancio economico raggiunti nel 2020 non sono paragonabili a quelli ottenuti nel 2019, lo scorso anno il Gruppo ha infatti registrato una diminuzione della produzione nonché un calo del fatturato. Gruppo Riva dispone di 5 stabilimenti produttivi sul territorio italiano e 16 distribuiti tra Francia, Canada, Spagna, Belgio e Germania: circa l’89% del fatturato totale viene prodotto dalle controllate europee, circa l’11% dalle società italiane, mentre il profitto proveniente dai Paesi non europei è minimo. L’operatore siderurgico è ora concentrato sulla ripartenza già avviata all’inizio del 2021.

Gruppo Riva: la ripartenza del 2021

L’incremento della domanda e il rilancio dei prezzi sul mercato hanno permesso a Gruppo Riva di aumentare del 18% la produzione: il Gruppo è passato da 1.407 milioni di tonnellate di acciaio prodotto nei primi mesi del 2020 a 1.666 milioni di tonnellate prodotte nello stesso periodo del 2021, confermando la ripresa economica. Con un investimento del valore di 88 milioni di euro, “il gruppo si è posto nelle condizioni di essere pronto a cogliere quella ripresa che si sta registrando nei primi mesi di quest’anno, puntando a mantenere nel medio e lungo termine la propria leadership nel segmento di riferimento a livello europeo”. Il fatturato dell’attività è aumentato del 21% raggiungendo un valore che tocca 881 milioni. “In assenza di eventuali e ulteriori interventi governativi limitativi delle attività produttive è ragionevole presumere per il Gruppo Rfe un risultato in deciso miglioramento rispetto all’esercizio appena concluso”, hanno dichiarato i responsabili di Gruppo Riva, fiduciosi per i risultati che si potranno raggiungere in futuro.

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Linate 2001-2021: una lezione per la prevenzione del futuro

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Linate 2001-2021: una lezione per la prevenzione del futuro

Un webinar gratuito sul case study relativo al disastro aereo di Linate dell’8 ottobre 2001. Cosa può insegnare a chi si occupa di prevenzione? Come analizzare gli incidenti e aumentare la sicurezza?

 

Nel primo mattino dell’8 ottobre 2001 all’aeroporto di Milano-Linate avvenne uno dei disastri aerei italiani con il maggior numero di vittime. L’incidente coinvolse un Cessna Citation CJ2 privato, entrato erroneamente nella pista di decollo principale dell’aeroporto milanese, e un McDonnell Douglas MD-87 in fase di decollo. L’impatto non solo uccise gli occupanti del Cessna ma portò l’MD-87 a schiantarsi contro un edificio adibito allo smistamento dei bagagli. L’impatto e il successivo incendio portarono ad un bilancio finale di 118 vittime.

 

L’analisi dell’incidente di Linate del 2001 mette in evidenza tre diverse dimensioni inerenti gli errori e i fallimenti: la dimensione individuale (ad esempio relativamente a pilota e controllore), quella organizzativa (del contesto organizzativo all’interno avviene l’incidente) e la dimensione interorganizzativa (con riferimento, in questo caso, agli attori della gestione e della regolazione del trasporto del traffico aereo).

 

A distanza di vent’anni cosa si può imparare da quanto avvenne quel giorno di ottobre? Cosa si può apprendere dalla catena di errori, di problemi organizzativi, di disfunzioni che hanno portato all’incidente?

 

Linate 2001-2021: l’importanza di riflettere sugli incidenti

Proprio per affrontare questi temi e riflettere sull’incidente di Linate per migliorare la prevenzione in tutti gli ambienti di lavoro, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per l’8 ottobre 2021 il webinar gratuito “LINATE 2001-2021: com’è cambiata la consapevolezza in questi vent’anni”.

 

Il webinar, promosso in collaborazione con l’Associazione Italiana Non Technical Skill (AINTS), coglie l’occasione per riflettere su ciò che si può apprendere e su come sia cambiata la consapevolezza in materia di sicurezza in questi venti anni.

 

L’incontro non vuole ripercorrere la dinamica o le responsabilità dell’evento, ma raccogliere la lezione che questa drammatica storia insegna a chi si occupa di sicurezza.

 

Come analizzare gli eventi incidentali

Per analizzare correttamente gli eventi incidentali e le non conformità rilevabili è necessario evitare innanzitutto di cercare un capro espiatorio organizzativo, l’individuo (o insieme di individui) coinvolto nell’evento e sul quale ricadono colpe anche di altri. E se si parla di “incidenti inintenzionali”, eventi che sono accaduti non intenzionalmente, è bene favorire approcci non punitivi all’analisi degli eventi.

 

Invece di chiedersi subito “di che è la colpa?” è bene porsi le giuste domande: “Come e perché ha fallito la prevenzione? Cosa possiamo fare per evitare che un incidente riaccada?”. Con queste domande si sposta l’attenzione dal fattore individuale personale ai fattori organizzativi.

 

Ed è importante porsi queste domande partendo già dai cosiddetti near miss, che sono spesso simili, dal punto di vista delle cause, agli incidenti più gravi e dannosi, ma non generando danni, non hanno quel rumore giudiziario e della colpa che rende più difficile apprendere dagli errori.

 

Le informazioni e il programma del webinar

Per apprendere partendo dalle lezioni dell’incidente di Linate si terrà, dunque, venerdì 8 ottobre 2021 – dalle ore 14.30 alle ore 17.30 – il webinar gratuito “LINATE 2001-2021: com’è cambiata la consapevolezza in questi vent’anni”.

 

Riportiamo il programma e le relazioni del webinar.

 

Chairman: Massimo Servadio, Vicepresidente AiNTS, socio AiFOS

 

Relatori:

  • Attilio Pagano, Presidente AiNTS, “Passato, presente e futuro delle NTS: il sottile confine tra competenze individuali e condizioni organizzative”
  • Rocco Vitale, Presidente AiFOS, “La formazione come fattore di organizzazione”
  • Andrea Cirincione, socio AiNTS, Consigliere nazionale AiFOS, “Consapevolezza dell’uso di euristiche comunicative”
  • Gianluca Del Pinto, Segretario di ANACNA, “Il controllo del traffico aereo come sistema complesso e sotto-specificato. Considerazioni sul fattore umano nel XXI secolo”
  • Antonio Chialastri, Comandante di aereomobile, “Quattro domande sulla sicurezza”.

 

Interviste registrate:

  • Fabio Spadaro, Quality Manager nel settore aeronautico, “L’evoluzione della formazione del personale tecnico negli ultimi vent’anni”
  • Maurizio Catino, professore ordinario di Sociologia dell’organizzazione presso l’Università di Milano-Bicocca, “2001-2021: quale lezione per il futuro”.

 

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti per RSPP/ASPP e Formatori area tematica n.3 (relazioni/comunicazione).

 

Il link per avere ulteriori informazioni e iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/linate_2001-2021

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595037 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

30 settembre 2021

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti “Serve new deal italiano sulla cultura”

Il mecenate è una figura in via di estinzione e il sostegno all’arte arriva sempre più da banche e fondazioni. Andrea Mascetti: “C’è bisogno di un grande progetto italiano per la cultura”.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: “Imprenditori e industriali sempre più sconnessi dalle dinamiche territoriali”

Durante il Rinascimento italiano le più importanti famiglie dell’epoca erano in competizione per assicurarsi gli artisti e gli artigiani più promettenti. I cosiddetti mecenati hanno avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’arte e della cultura italiana: un esempio su tutti Lorenzo de’ Medici. Figure che nel corso dei secoli sono diventate sempre più rare. Il Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo, Andrea Mascetti, è intervenuto sulle cause del fenomeno durante la sua recente partecipazione ad “A tu per tu”, format di interviste lanciato da Fondazione Sangregorio Giancarlo. Uno dei motivi principali della scomparsa del mecenate come singolo è da ricercarsi nell’evoluzione del mondo industriale. Se fino agli anni ’70-’80 i grandi industriali avevano ancora un forte legame con le comunità in cui operavano, questo si è fortemente indebolito per via dell’internazionalizzazione sempre più diffusa delle aziende. Al loro posto si sono inseriti soggetti privati organizzati, in particolare banche e fondazioni: “Sono un tessuto molto radicato su tutto il nostro territorio – ha detto Andrea Mascettisoprattutto nel nord Italia. Queste riescono a sopperire alla carenza di un mondo che ha perso un po’ la dinamica di appartenenza territoriale”.

Andrea Mascetti: “Il Paese ha bisogno di un grande progetto destinato alla cultura”

Al fenomeno che vede gli imprenditori sempre più “lontani” dai territori si aggiunge poi quello della difficoltà nel sostenere i costi di conservazione del patrimonio artistico e culturale privato. “Capita spesso – ha continuato Andrea Mascettiche le famiglie che non possono vantare l’agio di un tempo non riescano più a mantenere il proprio patrimonio intatto e soprattutto fruibile”. A completare il quadro le risorse sempre più limitate degli Enti locali. Problematiche a cui bisogna trovare al più presto rimedio. Una prima soluzione, secondo il Coordinatore di Fondazione Cariplo, potrebbe essere quella di agire a livello fiscale con l’obiettivo di potenziare le possibilità di spesa delle regioni. In questo modo, oltre ad ottenere una gestione più prossima ai territori, si andrebbe anche a rafforzare un’identità di appartenenza. Un singolo intervento che tuttavia dovrebbe essere propedeutico ad un vero e proprio “new deal” della cultura italiana che coinvolga tutti, dai cittadini agli industriali: “Il Paese – conclude Andrea Mascettidovrebbe fare qualcosa di più importante in questo campo di ciò che ha fatto finora. C’è bisogno di concorrenza ‘buona’, una gara positiva e gioiosa: un grande progetto per una sorta di Rinascimento”.

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Treedom: un albero piantato per ogni nuovo dipendente in Italchimica

Un albero piantato per ogni nuovo dipendente: Treedom rappresenta per Italchimica una nuova opportunità per compensare volontariamente le emissioni di CO2.

Italchimica

Italchimica: il progetto Treedom nel segno della responsabilità sociale

Leader nella produzione di detergenti e cosmetici, fin dalla nascita nel 2003 Italchimica ha incentrato le proprie attività su valori ispirati all’etica e alla sostenibilità. Un percorso intrapreso nel solco della responsabilità sociale d’impresa, verso cui la realtà guidata da Alessandro Fioretto indirizza i propri processi produttivi. Numerose le iniziative condotte in quest’area: ad esempio, il progetto “Green Change Matters”, che presenta con trasparenza le scelte effettuate in materia di sostenibilità e da cui deriva il Rapporto di Sostenibilità pubblicato volontariamente dal 2019. Ma non solo: Italchimica aderisce infatti a Treedom, importante programma a livello mondiale per la piantumazione di alberi. L’iniziativa consente di far crescere alberi a distanza, in particolar modo nei Paesi in via di sviluppo, seguendo online l’intero processo di maturazione. Treedom è inserito nel contesto di più ampi progetti agroforestali, il cui obiettivo è favorire l’uso sostenibile delle risorse.

I valori sostenibili al centro di Italchimica

Il programma intrapreso da Italchimica prevede un piano di sviluppo nel triennio 2020-2022. Come segnalato dall’azienda, il primo anno ha già condotto alla piantumazione di 29 alberi da frutto (cacao) in Camerun: l’attività ha reso possibile una compensazione delle emissioni pari a circa 2 tonnellate di CO2. Treedom, inoltre, supporta i territori direttamente coinvolti nella coltivazione degli alberi, fornendo formazione e sostegno finanziario per favorirne la crescita. Italchimica prevede nel 2021 di superare la quota di 30 piantumazioni, continuando fino al 2022 con l’impegno di un nuovo albero per ogni nuovo dipendente. Il progetto rispecchia uno degli assi portanti del Bilancio di Sostenibilità aziendale, quello legato al tema ambientale, ed è in linea con i principi di responsabilità sociale d’impresa perseguiti dall’azienda. Attività come la compensazione delle emissioni e la riforestazione ben rispecchiano infatti la vision della realtà guidata da Alessandro Fioretto: “Creare soluzioni di detergenza e cosmetica professionale che migliorino la qualità della vita nel rispetto della natura”.

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Tumore al seno: a quali segnali dovresti prestare attenzione?

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  • 13 Ottobre 2021

Per quel che riguarda il tumore al seno, ci sono una serie di segnali e sintomi di cui ogni donna dovrebbe essere consapevole. I più comuni sono:

  • Un nodulo palpabile al seno, che di solito non fa male. È il sintomo più comune.
  • Retrazione del capezzolo.
  • Alterazioni della pelle del seno: irritazione, arrossamento, rilassamento o cosiddetta “buccia d’arancia”.
  • Perdite di liquido dal capezzolo, soprattutto se si tratta di sangue o se questo si verifica solo in un seno. Esistono altri processi patologici benigni che possono produrre secrezioni, e che richiedono comunque la corrispondente valutazione di un senologo Milano. Naturalmente, la secrezione di latte materno durante l’allattamento è normale.
  • Cambiamenti nella forma o dimensione del seno o mobilità asimmetrica di questi quando si alzano le braccia.
  • Dolore in qualsiasi parte del seno: sebbene questo non sia un sintomo caratteristico in una fase iniziale del cancro al seno, se si verifica bisogna comunque consultare il proprio medico.

Come viene rilevato e diagnosticato il cancro al seno?

La diagnosi precoce è fondamentale per avere buone possibilità di guarigione dal cancro al seno. Per questo motivo, anche in assenza di sintomi, è consigliabile che la donna si sottoponga ad un regolare autoesame del seno, la cosiddetta autopalpazione. Ciò consiste nell’esaminare il seno autonomamente mediante palpazione alla ricerca di grumi o cambiamenti anormali.

Inoltre, durante le visite ginecologiche annuali, lo specialista può eseguire anche un esame del seno e delle ascelle. Se egli rileva qualsiasi anomalia o alterazione palpabile, potrebbe essere richiesto per la paziente di eseguire alcuni test strumentali come mammografia, ecografia del seno e delle ascelle e, in alcuni casi, risonanza magnetica.

Se si sospetta un cancro, sarà necessaria una biopsia. Questa consiste nel prelevare un campione di tessuto per analizzarlo. Può essere eseguita anche la biopsia chirurgica (rimozione di tessuto sospetto o nodulo in sala operatoria) a questo scopo.

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Il New Green Deal nel concreto: la spiegazione di Luciano Castiglione

Se l’Europa punta a diventare il primo continente a impatto climatico zero, bisogna investire necessariamente in due fattori irrinunciabili: la ricerca e l’innovazione tecnologica, così da trovare nuove soluzioni a rischio ridotto. Di questo si è occupato Luciano Castiglione.

Luciano Castiglione

Il New Green Deal spiegato da Luciano Castiglione

“Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare”: sono le parole di Winston Churchill, che ben racchiudono il cosiddetto New Green Deal. Si tratta della strategia congiunta che l’Europa deve necessariamente adottare per raggiungere l’ambizioso traguardo dell’impatto zero, che nessun Paese può più permettersi di ignorare. Si è occupato dell’argomento Luciano Castiglione, che punta a fornire una spiegazione accurata su cosa significhi attuare il New Green Deal nella pratica. L’esperto sottolinea che si tratta di una strategia europea che ha come obiettivo finale quello di arrivare alla piena decarbonizzazione entro il 2050. Ciò è sinonimo di un’economia nuova e moderna, competitiva sul panorama internazionale, che renderebbe l’Europa il primo continente a impatto climatico zero. Tale importante transizione dipende fondamentalmente da due fattori irrinunciabili: la ricerca e l’innovazione, che interagiscono tra loro per trovare e diffondere nuove possibili soluzioni a rischio ridotto, così da coinvolgere istituzioni, aziende e cittadini.

Luciano Castiglione: la transizione ecologica, nel concreto

Come spiegato da Luciano Castiglione, l’iniziale obiettivo di neutralità climatica entro il 2050 è stato modificato dalla Commissione europea, che ha innalzato l’obiettivo intermedio del 2030 al -55% (era a -40%). Questo, nella pratica, significa concentrarsi sul settore più inquinante, quello energetico, nonché sulla mobilità sostenibile. Il comparto energetico, ricorda Luciano Castiglione, produce oltre il 75% delle emissioni di gas a effetto serra. Tutta l’energia dunque dovrà in futuro provenire da fonti rinnovabili. Per quanto riguarda invece la mobilità, si aspira a ridurre le emissioni prodotte dai trasporti del 90% grazie all’utilizzo di carburanti alternativi ed elettrificazione per il trasporto stradale, ferroviario, aereo e marittimo. Lo sforzo economico da impiegare per raggiungere questi obiettivi è attualmente stato stimato dall’Europa in 350 miliardi di euro: una spesa ingente, che servirà a coprire gli investimenti per il periodo 2021-2030. I benefici però sono irrinunciabili: una riduzione del 60% dell’inquinamento, con contenimento dei danni alla salute per 110 miliardi di euro (entrambi rispetto al 2015), e minori costi di controllo dell’inquinamento atmosferico. Come sottolineato da Luciano Castiglione, tutto questo è attuabile grazie alla presa di coscienza da parte di Governi e cittadini, insieme al costante sviluppo delle tecnologie.

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Macchine punzonatrici

La punzonatura è una tecnica utilizzata nella lavorazione della lamiera che permette di imprimere un segno, o una forma, su una superficie mediante la pressione o la percussione di uno strumento detto punzone (dal latino “punctio”, pungere).

Il primo esempio importante di punzonatura applicata all’arte pittorica si ha nell’affresco della Maestà di Simone Martini nel palazzo Pubblico di Siena (1315 circa). Questa tecnica veniva anticamente utilizzata nella lavorazione e decorazione di metalli e nella produzione di monete, poi anche per la dentellatura dei francobolli.

Oggi viene utilizzata frequentemente in meccanica per lavorare le lamiere, tramite uno stampo o (matrice) ed un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere. La lamiera viene appoggiata sullo stampo e la pressione del punzone provoca la recisione della lamiera.

Si usano macchine automatiche (punzonatrici) per tagliare e forare lamiere metalliche (alluminio o acciaio) di spessore fino a 25-30 mm. Con punzonatrici evolute a controllo numerico (CNC) si possono effettuare lavorazioni di taglio e sagomatura (roditura) anche molto complesse in modo veloce e sicuro.

Le punzonatrici sono macchine automatiche che consentono operazioni anche molto complesse di taglio, sagomatura, deformazione e foratura lamiere, in modo veloce e sicuro.

La punzonatura di lamiere con macchine permette la lavorazione della lamiera attraverso uno stampo e un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere: le macchine a controllo numerico offrono la massima precisione e, l’innovazione tecnologica, sempre seguita e ricercata dalla nostra azienda, consente di offrire al cliente un parco macchine particolarmente innovativo.

La punzonatura delle lamiere attraverso l’utilizzo di macchine a controllo numerico ha il notevole vantaggio di consentire la lavorazione della lamiera stessa con uno stampo e un punzone che permettono di riprodurre la forma del foro desiderato. Le macchine a controllo numerico garantiscono la massima precisione nella lavorazione.

Gli interventi di punzonatura di lamiere con macchine a controllo numerico si affiancano ad altre lavorazioni, come la piegatura di lamiere e il taglio.

La punzonatura della lamiera si usa frequentemente in meccanica per lavorare le lamiere, tramite uno stampo o un punzone che riproducono la forma del foro da ottenere. La lamiera viene appoggiata sullo stampo e la pressione del punzone provoca la recisione della lamiera. Si usano macchine automatiche chiamate punzonatrici per tagliare e forare lamiere metalliche.

La punzonatura consente di effettuare aperture, contorni e profili di qualsiasi forma e dimensione all’interno dell’area di lavoro della macchina.

L’attrezzatura per la punzonatura e la roditura è composta da un punzone a tagliare, da una matrice e da un ferma-lamiera. Il punzone a tranciare può essere costituito da un solo punzone o da più punzoni differenti (punzoni multipli).

Il procedimento di taglio si basa su operazioni singole molto semplici: il pezzo viene bloccato nelle pinze e posizionato sotto l’utensile per mezzo di una guida a coordinate. Un punzone a tranciare, che può avere svariate forme, viene azionato idraulicamente e produce ad ogni corsa un foro nel pezzo.

La punzonatura è il procedimento di taglio in cui il punzone a tranciare effettua una corsa singola. La perforazione del pezzo da lavorare corrisponde perfettamente alla geometria del punzone a tranciare. Quest’ultimo può avere una superficie di taglio piana (punzone normale) oppure obliqua (“whisper tool”).

L’utilizzo delle punzonatrici si presta a numerosi settori del comparto industriale, soprattutto nella produzione di manufatti metallici che richiedono elevati gradi di qualità e finitura.

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Zanzariere plissettate: i vantaggi da tenere d’occhio

Le zanzariere plissettate sono modelli che funzionano senza l’ausilio di un cassonetto interno. Infatti, sono vere e proprie reti da riavvolgere a seconda delle proprie necessità, con la chance di avere un ambiente interno sempre ben protetto da insetti e vari altri tipi di intrusioni dall’esterno. Con tali premesse, il dispositivo risulta particolarmente semplice ed elegante senza troppi sforzi. Ecco quali sono i vantaggi delle zanzariere plissettate, con i motivi per entrare in possesso di accessori così accurati.

Una struttura resistente e dalla qualità certificata

Quando si fa il confronto tra vantaggi e svantaggi delle zanzariere plissettate, spesso si parte dall’integrità della loro struttura. Per rendere il proprio compito molto più semplice e soddisfacente, è necessario acquistare un modello dalla qualità sicura e certificata. Un prodotto simile viene concepito per un’esposizione prolungata a smog e intemperie atmosferiche di vario tipo, senza che il suo funzionamento complessivo ne venga compromesso.

Al tempo stesso, una buona zanzariera plissettata non risente in alcun modo di eventuali avvolgimenti improvvisi. Chi ha bambini, anziani e animali a casa può trarre notevole giovamento da un punto di forza così importante. Inoltre, lo scorrimento fluido e silenzioso fa in modo che non possa esserci alcun tipo di blocco o chiusura. L’apertura complessiva, quindi, può essere gestita con la massima precisione possibile a seconda delle necessità domestiche.

Un ingombro minimo in tutte le condizioni

Un altro aspetto che piace molto a coloro che vogliono disporre di una zanzariera plissettata riguarda il suo ingombro ridotto al minimo. In primo luogo, un dispositivo simile può essere installato sia in orizzontale sia in verticale, in base alle proprie esigenze e preferenze. La sua capacità di adattamento è davvero fuori dal comune e le permette di funzionare a dovere con finestre, spazi e porte di qualsiasi natura, senza alcuna limitazione inerente alle relative dimensioni.

Al tempo stesso, tra i vantaggi della zanzariera plissettata, bisogna ricordare un ingombro nullo in corrispondenza della base. La sua guida ha misure comprese tra i 3 e i 7 millimetri, abbastanza trascurabili per ogni ambiente interno. Non ha bisogno di alcun binario inferiore per la sua installazione, non provocando alcun genere di ostacolo a carrozzine e passeggini. Inoltre, va menzionato il suo utilizzo senza la necessità di installare alcun cassonetto o vanno per avvolgerla, con spazi sempre più contenuti e diverse opportunità da tenere sotto osservazione.

Una manutenzione molto contenuta

Le sorprese delle zanzariere plissettate non terminano assolutamente qui. Dispositivi di questo tipo non richiedono pulizia e manutenzione eccessive. Tutto ciò perché non si avvalgono di particolari componenti meccaniche, funzionando in maniera abbastanza semplice e automatica. Con poche attenzioni periodiche, è possibile mantenerle sempre al massimo della loro funzionalità, in modo che lascino passare la luce richiesta in qualsiasi momento della giornata.

La parte posteriore può essere pulita senza difficoltà con l’ausilio di un semplice aspirapolvere, in grado di assorbire ogni tipologia di sostanza o particella. Per quanto riguarda la rete, invece, è sufficiente un comodo panno bagnato da passare con una certa frequenza. Una zanzariera dovrebbe essere messa a nuovo soprattutto durante il periodo primaverile, data l’apparizione più cospicua di polline e sporco. Tuttavia, nel resto dell’anno, bisogna prestare attenzione all’inquinamento atmosferico.

In ogni caso, le zanzariere plissettate risultano particolarmente adatte a ogni circostanza e sorprendono per la loro innata versatilità. Non resta altro da fare che mettere a confronto le varie offerte e trovare il stile e il colore più indicati per i propri gusti, senza preoccuparsi più di tanto per gli spazi disponibili.

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Italchimica: nascita e affermazione in Italia e all’estero, il focus

Italchimica fa dell’innovazione, dell’italianità e della trasparenza i suoi valori fondanti: l’impegno sul fronte della sostenibilità ne costituisce un tratto distintivo.

Italchimica

Italchimica punto di riferimento nel settore della pulizia professionale, in Italia e all’estero

Italchimica nasce nel 2003 su iniziativa della famiglia Fioretto che in meno di venti anni l’ha portata ad essere un punto di riferimento nel settore della pulizia professionale in Italia e all’estero. È anche grazie agli elevati standard d’innovazione che ne contraddistinguono la produzione fin da quando è nata che l’azienda si è conquistata nel tempo la fiducia di un numero sempre più importante di clienti. Nel 2006 si espande con l’acquisizione di India S.p.A., aumentando notevolmente la capacità di produzione. Entrambe le sedi di Italchimica sono dislocate nella zona industriale di Padova: la prima è stata costituita nel 2010 e rappresenta il cuore legale-amministrativo e produttivo dell’azienda, la seconda è formata dal polo logistico. Il 2013 segna la nascita dei due brand della “Divisione Professional” a cui fa seguito un ulteriore ampliamento con diverse linee produttive e showroom aziendale nel 2020. Attiva oggi in 51 Paesi, il 90% dei quali in Unione Europea, annovera nove brand. Il fatturato totale ha raggiunto i 93 milioni di euro nel 2020.

Italchimica: il ruolo prioritario della sostenibilità

Italchimica ha plasmato la propria crescita su valori quali innovazione, italianità e trasparenza. Ma anche l’attenzione per l’ambiente rappresenta un’altra grande priorità per l’azienda. La sostenibilità riveste un ruolo centrale nelle scelte strategiche. Negli ultimi anni Italchimica ha deciso di fare un ulteriore passo avanti, allineando i propri obiettivi con quelli dell’ONU presenti nell’Agenda 2030. Dal 2019 l’impegno è descritto nel Rapporto di Sostenibilità pubblicato annualmente: qui sono riportati in totale trasparenza tutti i dati e le informazioni relativa alle iniziative promosse sul fronte della responsabilità ambientale, sociale ed economica. È l’unico in Italia ad essere riconosciuto dall’organizzazione internazionale indipendente Global Reporting Initiative.

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Germania Scorte di Oro Contro Pericolo Inflazione

Germania è di per se sinonimo di concretezza e solidità le stesse caratteristiche dei lingotti d’oro di cui i tedeschi stanno facendo scorte per prepararsi ai momenti difficili.
Che in Germania il rischio inflazione sia sentito più che in altre zone è abbastanza comprensibile conoscendo la storia stessa di questo paese che ha sempre dato prova di fermezza e solidità anche durante i periodi più difficili.
Il fatto che molti tedeschi stiano accumulando oro per paura di fenomeni economici negativi come l’inflazione non è una sorpresa.
Addirittura il governo tedesco stesso negli ultimi anni ha provveduto urgentemente a far rientrare entro i confini le proprie riserve auree, un fatto che di per se fa comprendere quanto la Germania punti sul prezioso metallo giallo nei momenti di instabilità.
Un fenomeno che in parte accade anche in italia anche se in modo diverso visto che nel nostro paese si ha una maggiore predisposizione anche alla vendita che spesso passa attraverso i molti compro oro Firenze o altrove.
La domanda di oro in Germania è molto forte tanto da essere cresciuta anche dopo un anno di forte domanda come è stato il 2020.
Dobbiamo comunque tenere presente che il sentiment dei tedeschi verso l’oro e soprattutto verso il pericolo dell’inflazione è ancora oggi in parte condizionato da fatti del passato.
La forte domanda di oro da parte dei tedeschi è ancora oggi in parte condizionata dalla tremenda esperienza avuta, sebbene nel secolo scorso, durante la Repubblica di Weimar, un ricordo tragico che fece crollare il potere d’acquisto della valuta.
Oltre a questo un altro fattore che induce a scegliere di comprare oro non solo la Germania ma in generale sono i tassi di interesse negativi in europa che stimolano la scelta anche verso beni non redditizi ma molto solidi come il prezioso metallo giallo.

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UniTreEdu: aperte le iscrizioni per l’Anno Accademico 2021/2022

Partiranno a settembre i corsi del nuovo progetto formativo online “live”

 

 

Sono aperte le iscrizioni per l’Anno Accademico 2021/2022 di UniTreEdu (sito www.unitreedu.com), il progetto di educazione permanente e qualificazione accademica online “live” nato dalla positiva esperienza didattica di UNITRE.

 

UniTreEdu si rivolge a tutti coloro che, senza limiti di età o titoli di studio pregressi, intendono approfondire il proprio interesse verso le più disparate discipline dello scibile umano. La partecipazione alle proposte UniTreEdu è rivolta in particolare a giovani in attesa di occupazione che desiderano sviluppare conoscenze specifiche, giovani orientati a valorizzare le proprie esperienze in ambito didattico, adulti in cerca di occasioni di approfondimento culturale, anziani che desiderano impegnare il tempo coltivando nuovi interessi e tutti coloro che desiderano acquisire nozioni, metodologie e conoscenze teoriche e pratiche da qualsiasi campo del sapere.

 

Ogni studente iscritto a UniTreEdu ha la possibilità di costruire un piano studi interamente personalizzato, scegliendo i corsi preferiti fra oltre 250 proposte multidisciplinari e molteplici livelli di approfondimento. La composizione del piano è assolutamente libera, senza limiti di numero di corsi o rami disciplinari e senza alcun onere aggiuntivo rispetto alla quota annuale.

 

 

Per ogni insegnamento è consultabile un programma dettagliato messo a punto dai docenti UniTreEdu, professori universitari, professionisti ed esperti nelle varie discipline che mettono a completa disposizione le loro conoscenze e know-how per fornire una vastissima scelta didattica per ogni livello di approfondimento, dagli insegnamenti propedeutici ai corsi istituzionali, monografici, avanzati e specialistici.

 

Le attività fruibili appartengono a tutti i campi del sapere, con corsi che spaziano dall’ambito artistico, letterario, filosofico, linguistico, medico, psicologico, giuridico, economico, al campo fotocinematografico, musicale, matematico, fisico, chimico, storico, informatico, scientifico, delle scienze umane, sociali, tradizionali, olistiche e della comunicazione, e sono ulteriormente arricchiti da iniziative culturali extraaccademiche, come laboratori, incontri seminariali e occasioni di discussione e ricerca.

 

Tutte le attività formative di UniTreEdu prevedono la possibilità di seguire le lezioni online “live” e di interagire direttamente con i docenti, sia durante le lezioni sia con colloqui personalizzati, l’accreditamento automatico alla frequenza tramite le funzioni della Suite di Google, l’accesso a materiali didattici riservati messi a disposizioni dai docenti, la possibilità di consultare liberamente tutte le riviste scientifiche e le pubblicazioni realizzate dalla Rete Accademica di UNITRE e di usufruire con forti agevolazioni dei servizi e delle attività dei partner di UNITRE.

 

Le attività UniTreEdu per l’Anno Accademico 2021/2022 saranno avviate a partire da fine settembre 2021 e si concluderanno a fine maggio 2022. Al termine dell’Anno Accademico seguirà un ricco programma di Corsi Estivi UniTreEdu, con proposte didattiche e seminariali estese fino a settembre 2022.

 

La quota di iscrizione annuale onnicomprensiva a UniTreEdu per l’Anno Accademico 2021/2022 è di €195,00. Maggiori informazioni sulle modalità di iscrizione e sull’offerta di UniTreEdu sono disponibili accedendo al sito www.unitreedu.com o contattando l’indirizzo [email protected] o telefonando ai numeri 333-6092746 (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 16) e 324-8635155 (dalle 16 alle 23)

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I traguardi raggiunti da Municipia S.p.A., realtà del Gruppo Engineering guidata da Stefano De Capitani

In oltre 30 anni di attività professionale, Stefano De Capitani, attuale Presidente di Municipia S.p.A., ha guidato importanti realtà specializzate in trasformazione digitale e innovazione.

Stefano De Capitani

Stefano De Capitani: incarichi e competenze professionali

Laureato in Economia Aziendale presso l’Università Carlo Cattaneo LIUC nel 1991, Stefano De Capitani diventa Amministratore Delegato per Delisa S.p.A. e successivamente approda in Opera 21 S.p.A. sempre in veste di Amministratore Delegato, incarico che ricopre dal 2002 al 2005. Prosegue alla guida di Insiel S.p.A., una delle più grandi aziende pubbliche di innovazione e trasformazione digitale. Dal 2008 al 2009 ricopre il ruolo di Vice President di IBM Italia e un paio di anni più tardi, in qualità di Direttore Generale, guida CSI Piemonte, consorzio pubblico impegnato nella promozione dell’innovazione tecnologica e della trasformazione digitale. Stefano De Capitani viene successivamente nominato Presidente di Amag S.p.A. (2014 – 2017), guidando la trasformazione in multi-utility e concretizzando la strategia di diversificazione delle linee di attività nei servizi pubblici locali (distribuzione gas ed energia, gestione idrica, teleriscaldamento, igiene urbana, trasporto).

Stefano De Capitani: i traguardi raggiunti con Municipia S.p.A.

Esperto di trasformazione digitale, innovazione tecnologica e di processo, digitalizzazione delle amministrazioni, smart city, partnership pubblico-privato e project financing, e impegnato nella promozione di iniziative sostenibili di natura ambientale e sociale, nel 2017 Stefano De Capitani entra in Municipia S.p.A. (Gruppo Engineering) come Presidente. Coordina la pianificazione e l’attuazione della strategia di crescita dell’azienda che oggi è leader nella creazione di progetti e servizi per le smart cities. La società del Gruppo Engineering ha ampliato le proprie partnership industriali e ha portato a termine, con grande successo, significative operazioni di acquisizione e internazionalizzazione. In oltre 30 anni di carriera Stefano De Capitani ha ricoperto molteplici incarichi come amministratore, consigliere o consulente all’interno di aziende, associazioni, fondi di investimento e fondazioni.

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Francesco Milleri: Ray-Ban Stories, il progetto nelle parole dell’AD di EssilorLuxottica

Smart glasses, EssilorLuxottica e Facebook lanciano Ray-Ban Stories: il potenziale dell’innovativa tecnologia nelle parole dell’AD Francesco Milleri.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: Ray-Ban Stories, dalla collaborazione tra EssilorLuxottica e Facebook gli innovativi smart glasses

Ray-Ban Stories rappresenta “il tassello di un disegno più grande”. Lo ha sottolineato l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri, intervistato dal “Corriere della Sera” insieme al Presidente Leonardo Del Vecchio in occasione del lancio, lo scorso 9 settembre, dei Ray-Ban Stories, gli smart glasses di ultima generazione progettati insieme a Facebook: una collaborazione che porta con sé una concezione completamente nuova della fotografia, della condivisione e dell’ascolto nei momenti più autentici della vita. EssilorLuxottica, guidata da Francesco Milleri, e Facebook hanno infatti sviluppato una tecnologia smart indossabile comodamente anche tutto il giorno: il processore Snapdragon integrato non compromette in alcun modo lo stile, il comfort, l’estetica, né tantomeno il peso, che supera di soli 5 grammi quello dei normali Ray-Ban Wayfarer. Protagonisti della linea sono i modelli Wayfarer e Wayfarer Large: negli smart glasses è integrata una dual camera da 5 MP con funzionalità foto e video, auricolari open-ear molto discreti, oltre a un sistema audio composto da tre microfoni per riprodurre suoni e voce in alta qualità durante le telefonate e i video. Design iconico e contenuti innovativi ma non solo: disponibili in un’ampia gamma di modelli, tra cui i leggendari Ray-Ban Round, per uno stile rétro, o i mitici Meteor, i Ray-Ban Stories saranno lanciati insieme a un’app integrativa, Facebook View (per iOS e Android), che servirà a importare, modificare e condividere in modo semplice i contenuti acquisiti con gli smart glasses, con la possibilità di caricarli su tutte le app social installate sullo smartphone.

Ray-Ban Stories, l’AD Francesco Milleri: l’elettronica entra nel mondo dell’ottica offrendo prospettive inedite

Nell’intervista al “Corriere della Sera” l’AD di EssilorLuxottica Francesco Milleri spiega come Ray-Ban Stories dia “una nuova e promettente prospettiva all’omnichannel”. È l’esempio concreto di come l’elettronica, entrando nel mondo dell’ottica, riesca ad offrire prospettive inedite. E al contempo rappresenta “il tassello di un disegno più grande”, delineato dall’AD nell’intervista: “Si indossano e si usano sia nella vita vera sia in rete, proprio come il gruppo che stiamo costruendo vive in costante equilibrio tra fisico e virtuale”. Francesco Milleri ha quindi parlato della “formidabile trasformazione digitale” che ha interessato EssilorLuxottica negli ultimi cinque anni: “Le fabbriche, i negozi, la comunicazione, tutto oggi viaggia in rete. Poi ci sono i giovani. Ne abbiamo assunti a migliaia negli ultimi anni, a Milano e nel mondo. Ci portano talento, nuovi linguaggi e sensibilità, sul digitale e oltre. Con loro inventiamo nuove professioni nell’eyewear e proiettiamo l’azienda nel futuro”.

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Le anticipazioni di “Scambi” fornite da Paolo Campiglio

Paolo Campiglio ha pubblicato sul suo blog la notizia dell’avvio della prima edizione di “Scambi”, rassegna sanremese che ha coinvolto il quartiere Pigna della città ligure tra il 26 e il 29 agosto scorsi. Tra le associazioni coinvolte, anche Libera.

Paolo Campiglio

Paolo Campiglio racconta “Scambi”

Paolo Campiglio ha recentemente anticipato sul suo blog la partenza della prima edizione di un altro festival sanremese, “Scambi”, lanciato dall’associazione di promozione sociale Oltre e che ha avuto luogo nel quartiere storico La Pigna dal 26 al 29 agosto scorsi. I promotori dell’evento sono stati 15 ragazzi provenienti da tutta Europa mossi dal desiderio di costruire un dibattito che ponesse argine al crescente fenomeno dell’egoismo del luogo e del tempo particolarmente sentito dalla cosiddetta generazione Z. L’iniziativa ha visto il coinvolgimento di tutto il quartiere, dalle piccole aziende, ai ristoratori, ai presidi delle minoranze etniche locali. Vale la pena menzionare inoltre, per alcuni workshop, l’attività portata avanti in sinergia con Libera, associazione di lotta al fenomeno della criminalità organizzata creata da Don Luigi Ciotti. “Scambi” è un’iniziativa pensata per tutti, a prescindere da età, estrazione sociale, appartenenza religiosa, orientamento sessuale o disabilità. Paolo Campiglio ha inoltre seguito con Radio 1 New York per la Stampa Estera l’inaugurazione di giovedì 26 agosto in diretta dal quartiere Pigna di Sanremo, da Piazza Santa Brigida e con gli auguri delle autorità e degli organizzatori. “Scambi” si è poi concluso domenica 29 agosto con la proiezione e la premiazione dei corti in gara nel concorso “Dissolvenze” e con i discorsi di chiusura della kermesse.

Paolo Campiglio: imprenditore e critico televisivo

Paolo Campiglio nasce a Milano nel 1975. Dopo il conseguimento del diploma superiore presso il liceo commerciale a indirizzo giuridico-amministrativo, prosegue gli studi frequentando la Facoltà di Farmacia dell’Università di Pavia e perpetuando in questo modo la tradizione e l’esperienza nel comparto farmaceutico della sua famiglia di origine. Attualmente è direttore esecutivo della holding del gruppo Daclé e presidente di Daclé SA. Ha conseguito inoltre importanti esperienze nel settore consulenziale grazie alle posizioni ricoperte in qualità di associate advisor della British-Polish Chamber of Commerce e vice-presidente esecutivo della Camera di Commercio Italo-Polacca. Ha inoltre rivestito ruoli di spicco in qualità di direttore e coordinatore di numerose realtà sul palcoscenico italiano ed internazionale. Oltre all’attività di imprenditore è stato consigliere comunale di Legnano per tre mandati e presidente del Consiglio comunale nei cinque anni del suo terzo mandato. Paolo Campiglio è infine apprezzato come critico televisivo e reporter radiofonico, essendo ospite ricorrente della sala stampa RAI al Festival di Sanremo, così come di altri appuntamenti da lui seguiti per conto di differenti stazioni radiofoniche.

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Stefano Donnarumma: l’AD e DG di Terna interviene sul caro bollette ai microfoni di Radio 1

Su Rai Radio 1 l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma protagonista di un approfondimento sul caro bollette e sulle possibili soluzioni da attuare per risolvere il problema alla radice.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma (Terna): dietro il rincaro l’aumento del prezzo del gas

L’aumento dei costi elettrici e delle bollette degli italiani è al centro del dibattito pubblico delle ultime settimane. “Radio anch’io”, la trasmissione condotta da Giorgio Zanchini e Nicole Ramadori, ha dedicato al tema un approfondimento. Tra gli ospiti del programma di Radio 1 Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, gestore della rete elettrica nazionale. Nella prima parte del suo intervento il manager ha ricostruito le cause dietro il rincaro fino al 40% di luce e gas atteso nel prossimo trimestre. “Succede che negli ultimi mesi la ripresa economica internazionale dovuta alla riduzione dell’impatto del Covid ha portato ad un maggiore consumo delle fonti fossili, in particolare del gas. E come sempre accade in un mercato quando cresce la domanda rispetto ad una certa risorsa, i prezzi salgono perché diminuisce la disponibilità”. Il sistema energetico italiano è ancora oggi fortemente dipendente dalle fonti fossili: “Attualmente dalle fonti rinnovabili riusciamo a produrre solo il 35-36% di energia che ci serve. Il restante 60% − precisa Stefano Donnarummaè per la maggior parte gas. Questo comporta che se c’è una forte oscillazione del prezzo, il Paese ne risente su quello dell’energia elettrica”.

Stefano Donnarumma (Terna): flusso dell’energia oggi da sud a nord grazie alle rinnovabili

La ripresa post Covid è tuttavia iniziata da diversi mesi. Finora le bollette di luce e gas hanno sì mostrato un aumento, ma non di questa entità. “Nel precedente trimestre – ricorda Stefano Donnarummail Governo ha operato un intervento di circa 1,2 miliardi di euro per ridurre quelli che si chiamano oneri generali di sistema. Il costo in bolletta si divide in costo della materia prima, ristoro per la gestione delle reti (il nostro, che rappresenta solo il 4% in bolletta), gli oneri di sistema e le imposte”. Un nuovo intervento dello Stato, benché auspicabile visti i tempi stretti, non farebbe che rimandare il problema, spiega l’AD e DG di Terna. “Prospetticamente c’è solo una soluzione. Aumentare la produzione di energia rinnovabile per renderci sempre più autonomi e indipendenti”. Il Mezzogiorno, con la sua abbondanza di sole e di vento, è la chiave per questa transizione: “Il lavoro di Terna è continuare a costruire, irrobustire e adeguare l’infrastruttura di rete affinché si possa prendere l’energia e trasportarla al nord Italia, dove sono collocate le grandi industrie che la assorbono. Abbiamo 18 miliardi di investimenti in 10 anni. Risorse che producono circa 1.000 posti di lavoro per ogni miliardo e un indotto economico tre volte maggiore sul Pil. Questa è ciò che noi facciamo, la nostra missione”, conclude Stefano Donnarumma.

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Presse piegatrici per lamiera

La piegatura è un processo destinato a semplificare la deformazione di un pezzo in lamiera.

Le presse piegatrici sono macchine utensili utilizzate per la piegatura a freddo di lamiere di vario spessore.

Nell’industria meccanica, la piegatrice è una macchina per piegare lamiere e profilati metallici secondo superfici cilindriche (ma in tal caso è denominata calandra) o più spesso secondo diedri con spigolo arrotondato: per lamiere di piccolo spessore vengono impiegate quelle costituite da una lunga morsa orizzontale che afferra un bordo della lamiera mentre un battente incernierato al sostegno della morsa secondo lo spigolo della ganascia inferiore piega in alto la lamiera (p. a mano); per lamiere di notevole spessore è usato il tipo che associa una pressa ad un sistema di stampi e controstampi tra i quali viene posta la lamiera da piegare (pressa piegatrice).

Le possibilità di curvatura della lamiera dipendono dalle caratteristiche del punzone e della matrice e dal tipo di materiale da piegare e il suo spessore. Queste macchine utensili si caratterizzano per potenza e dimensioni e permettono la piegatura di lamiere di spessori diversi.

Le esigenze di produzione determineranno l’utilizzo di un tipo specifico di pressa piegatrice tra le presse piegatrici tradizionali e quelle sincronizzate con controllo numerico, oggi le più diffuse, idrauliche o elettriche.

PIEGATRICI IDRAULICHE

Le piegatrici idrauliche sono strumenti progettati per chi desidera portare a termine un lavoro preciso, veloce e dal risultato sempre ottimale.

Questo tipo di macchinario si compone di una struttura unica, all’interno della quale vengono montati pestoni con doppie righe di scorrimento, interne ed esterne, e cilindri in acciaio ad alta resistenza.

L’unione di questi componenti fa sì che il macchinario sia particolarmente resistente e in grado di sopportare l’uso continuato.

Gli impianti elettrici ed elettronici sono di norma sostituibili: ciò vuol dire che, in caso di usura o di guasto, ogni responsabile potrà richiedere la riparazione del pezzo, senza che si riveli necessario cambiare la propria pressa piegatrice.

Le caratteristiche principali sono la velocità, il basso consumo e la precisione.

Le lavorazioni possono avvenire attraverso due modalità, ovvero:

Ciclo automatico: modalità di funzionamento in cui il ciclo di funzionamento è ripetuto in continuo o ad intermittenza e tutte le funzioni sono ottenute senza intervento manuale dopo l’avviamento.

Ciclo singolo: modalità di funzionamento in cui ogni ciclo di funzionamento deve essere azionato positivamente dall’operatore.

Il ciclo di funzionamento è il movimento completo della parte mobile degli utensili dalla posizione di inizio ciclo (di solito il punto morto superiore) al punto morto inferiore e di nuovo alla posizione di inizio ciclo (di solito il punto morto superiore). Il ciclo di funzionamento include tutte le operazioni eseguite durante questo movimento.

PIEGATRICI ELETTRONICHE

Le presse piegatrici elettroniche sono dotate di un sistema idraulico interno, in grado di distribuire uniformemente le forze chiamate in gioco. In questo modo, non occorre utilizzare ulteriori tavole di centinatura ma basta inserire le lamiere da piegare e azionare il macchinario per modellare la materia prima che si desidera.

Oltre a garantire un lavoro preciso e veloce, le macchine di questo tipo permettono anche un discreto risparmio energetico: queste, infatti, consumano elettricità solo quando sono effettivamente azionate.

Alcuni modelli dispongono di comodi schermi touch screen sui quali digitare i comandi e visualizzare il possibile risultato delle lamiere pressate: un buon modo per evitare di commettere errori.

Il vantaggio principale delle presse piegatrici idrauliche è quello di offrire capacità di piegatura davvero ampie. D’altra parte, richiedono una manutenzione regolare, in particolare su componenti idraulici quali valvole, serbatoi, pompe, filtri e guarnizioni. Inoltre, la perdita di pressione nei cilindri provoca la perdita di olio, che si diffonde intorno alla macchina.

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Come migliorare la gestione di incidenti mancati e near miss

Incidenti mancati e near miss: come gestirli con Lego® Serious Play®

 

Un corso in presenza a Brescia il 25 ottobre 2021 per migliorare la gestione dei near miss aziendali attraverso la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®, uno strumento di facilitazione dell’apprendimento e di accelerazione dei processi decisionali.

 

Per ogni azienda i near miss, i mancati infortuni, gli incidenti sfiorati e tutte le non conformità rilevabili rappresentano informazioni basilari per tutti gli operatori della sicurezza. Queste informazioni evidenziano criticità che devono essere rilevate, registrate e analizzate per migliorare l’organizzazione aziendale e il sistema di prevenzione.

Infatti si stima che per ogni incidente grave nei luoghi di lavoro ci siano circa 30 incidenti meno gravi e 300 incidenti che non hanno provocato danni alle persone: la conoscenza e l’analisi di tutti questi eventi può essere decisiva per prevenire efficacemente infortuni e malattie professionali.

 

Tuttavia per migliorare efficacemente la gestione dei near miss aziendali servono non solo idonee strategie ma anche innovative metodologie formative che siano in grado, utilizzando il gioco come attività connaturata con il processo di crescita, sviluppo e apprendimento, di trasmettere e fare sperimentare nuovi processi aziendali. LEGO® SERIOUS PLAY®, fondata sull’impiego del gioco di costruzione LEGO®, è la metodologia più indicata per affrontare queste tematiche, favorire il cambiamento e migliorare l’innovazione aziendale.

 

Esistono corsi e workshop in presenza che utilizzano metodologie formative basate sul gioco per imparare a gestire efficacemente i near miss e migliorare la prevenzione?

 

Il corso in presenza per la gestione dei near miss

Proprio per migliorare la gestione degli incidenti e infortuni mancati attraverso l’utilizzo di un metodo innovativo l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 25 ottobre 2021 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “WORKSHOP LEGO® SERIOUS PLAY®. Come migliorare la gestione dei near miss”.

 

Il corso ha l’obiettivo di migliorare la gestione dei near miss aziendali partendo anche dalle esperienze di aziende che hanno implementato procedure e protocolli per la rilevazione dei near miss, salvo poi accorgersi che in alcuni casi le rilevazioni erano carenti o comunque poco utili ai fini della prevenzione.

 

Per migliorare la gestione dei near miss è necessario affrontare vari aspetti: l’aumento del numero delle segnalazioni, il miglioramento della qualità della segnalazione e delle informazioni trasmesse, il miglioramento e rispetto delle procedure aziendali riguardo ai tempi di rilevazione, alla modulistica, ai metodi di rilevazione, …

 

Il docente è Lucio Fattori: formatore qualificato in materia di sicurezza sul lavoro e facilitatore certificato di LEGO® SERIOUS PLAY® method and materials.

 

L’utilità della metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®

La metodologia LEGO® SERIOUS PLAY® è un processo innovativo progettato per migliorare l’innovazione e le prestazioni aziendali.

 

Questa metodologia nasce all’inizio degli anni 2000, dalla relazione fra LEGO Group e la business school IMD di Losanna e diventa una vera e propria metodologia di facilitazione fondata sull’impiego dei mattoncini colorati LEGO® come supporto metaforico all’espressione, al confronto e all’accelerazione dei processi decisionali.

La pratica metaforica al centro di LEGO® SERIOUS PLAY® conduce a costruire con le proprie mani modelli tridimensionali del tema in gioco, sia esso di carattere strategico, operativo o relazionale, favorendo un chiaro e reale apprendimento.

Uno strumento utile anche per percorsi formativi in cui si affrontano nuove strategie in materia di salute e sicurezza e la risoluzione di problemi complessi di gestione aziendale.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso “WORKSHOP LEGO® SERIOUS PLAY®. Come migliorare la gestione dei near miss”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà il 25 ottobre 2021 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – a Brescia presso Aifos Service in via Branze n. 45.

 

Durante la giornata verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • introduzione al metodo LEGO® SERIOUS PLAY®
  • la rilevazione dei near miss
  • i principali vantaggi
  • cosa può influire sulla rilevazione
  • come i near miss si inseriscono nel contesto aziendale
  • strategie per il miglioramento delle rilevazioni.

 

La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza, 4 ore di aggiornamento per formatori qualificati seconda area e 4 ore terza area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione per i Consulenti AiFOS (ambito organizzazione e gestione delle risorse umane).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/workshop_lego_serious_play

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

23 settembre 2021

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Palazzo Ravasio a Verona: il progetto di Antonio Franchi

Nella città di Verona la sostenibilità è ormai al centro dello sviluppo. Il nuovo progetto di The Residenze, realtà guidata da Antonio Franchi, per la valorizzazione di Palazzo Ravasio rientra appunto negli interventi volti a trasformare Verona in una città sempre più sostenibile.

Antonio Franchi

Verona: città sostenibile grazie anche al contributo di Antonio Franchi

Celebrata e scelta da Shakspeare come ambientazione per la celeberrima storia d’amore tra Romeo e Giulietta, la città di Verona è da tempo impegnata a diventare un simbolo di sostenibilità ambientale. Tra i nuovi progetti all’insegna della green sustainability emerge Palazzo Ravasio: The Residenze, guidata da Antonio Franchi, si occuperà quindi degli interventi ad uno dei più importanti edifici storici e signorili della città di Verona. Con la nuova versione di Palazzo Ravasio il progetto mira a valorizzare l’intero stabile secondo i principi di sostenibilità. L’amministrazione della cittadina veneta ha già attuato una serie di iniziative volte a ridurre l’impatto ambientale: la conversione verso una mobilità green comprende inoltre la creazione di una rete filoviaria, la trasformazione dei mezzi meno recenti e inquinanti dell’autoparco comunale e l’utilizzo dei mezzi di Atm Verona alimentati a metano. Il progetto intrapreso da Antonio Franchi e The Residenze rientra quindi nella “svolta sostenibile” che il Sindaco veronese Federico Sboarina evoca più volte parlando della propria città.

Antonio Franchi: il progetto di The Residenze per Palazzo Ravasio

In futuro la città di Verona sarà caratterizzata dall’armonia tra arte, storia e sostenibilità. Anche il progetto affidato a The Residenze, realtà guidata da Antonio Franchi, contribuirà a tale obiettivo: gli interventi pensati per modernizzare e e valorizzare Palazzo Ravasio, situato tra il Ponte della Vittoria e il Ponte di Castelvecchio, lo renderanno un edificio confortevole, moderno e sostenibile. Nella città veronese è stato riscontrato un aumento delle richieste anche da parte di privati fortemente intenzionati a ridurre l’impatto ambientale delle proprie abitazioni. “C’è ancora tanta strada da fare ma siamo su quella giusta per provare a regalare un futuro migliore alla nostra meravigliosa città”, ha dichiarato il Sindaco Federico Sboarina soddisfatto degli obiettivi raggiunti sinora. Nel progetto di Palazzo Ravasio Antonio Franchi e il team di The Residenze hanno focalizzato l’attenzione sui dettagli: la scelta in primis di materiali ecologici e di fornitori specializzati in interventi di bioedilizia renderanno quello di Verona un progetto all’avanguardia in termini di materiali e impianti.

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Cosa c’è dentro un vaccino? L’AD di ICS Maugeri S.p.A. lo spiega in una puntata di Superquark

ICS Maugeri S.p.A. è una realtà nata nel 2016 per proseguire le attività clinico-sanitarie ereditate dalla Fondazione Salvatore Maugeri (1965) e che nei diversi Istituti dislocati sul territorio italiano si occupa di medicina riabilitativa e delle cure correlate, ma anche e soprattutto di ricerca e formazione.

ICS Maugeri S.p.A.

L’AD di ICS Maugeri S.p.A. sul contenuto dei vaccini contro il Covid-19 nella puntata di Superquark

I ricercatori degli Istituti Maugeri conducono da sempre attività di ricerca, la quale nell’ultimo anno e mezzo si è incentrata soprattutto sulla creazione e la verifica dei vaccini contro il Covid-19. In quanto centro di ricerca e formazione, in ICS Maugeri S.p.A. si è molto preparati in materia e per questo l’Amministratore Delegato Mario Melazzini è stato intervistato da Superquark per fare luce sul contenuto dei vaccini. Dopo aver chiarito che esiste una distinzione tra quelli a vettore virale come Astrazeneca e J&J e quelli a mRNA come Pzifer e Moderna, Mario Melazzini spiega che nei primi sono presenti amminoacidi "che servono a stabilizzare il farmaco", composti utili per la conservazione contenenti sali, zuccheri o alcoli (come l’etanolo contenuto nel vino) e infine polisorbati, i quali "permettono di tenere insieme la parte oleosa a quella parte acquosa", facilitando l’iniettabilità del farmaco. Tutte sostanze completamente innocue. Nei vaccini "prodotti da Pzifer e Moderna l’elemento chiave" è rappresentato invece dalle molecole di RNA messaggero, racchiuse dentro minuscole gocce di grasso. Sono proprio tali grassi artificiali ad aver scaturito reazioni allergiche in alcune persone. L’AD di ICS Maugeri S.p.A. sottolinea però che si tratta di casi rarissimi e che il prodotto "è estremamente sicuro e sempre valutato al 100%" in quanto a qualità, sicurezza ed efficacia.

ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini: la differenza con gli altri vaccini

Prima di questi vaccini innovativi che si basano su un’informazione genetica, eravamo abituati soprattutto ad un altro tipo di vaccini: quelli realizzati a partire da microbi indeboliti. Appartengono a questa categoria, ad esempio, i vaccini contro il morbillo, la parotite, la rosolia, la varicella e alcuni vaccini contro l’influenza, ai quali probabilmente ci si è sottoposti senza porsi troppe domande. L’AD di ICS Maugeri S.p.A. Mario Melazzini spiega che questi "possono essere inadatti per alcune persone" con un sistema immunitario fragile, dato che anche una forma di infezione molto lieve potrebbe causare gravi problemi. I vaccini invece basati su agenti infettivi uccisi o su loro parti inattivate "vanno bene per tutti ma hanno un problema, cioè la risposta immunitaria che suscitano è meno forte". Per questo motivo viene aggiunto al farmaco una sostanza innocua, l’adiuvante, che serve proprio a stimolare "maggiormente la reazione del nostro sistema immunitario".

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Il mondo delle buste personalizzate per negozi

 

Che tu abbia un negozio o un’attività commerciale, avrai sicuramente a che fare col “problema” delle buste. Vi sono diversi tipi di buste e di regolamentazioni su di esse, ed in generale sono uno strumento molto utile e comodo da avere, ma nei due casi suddetti è certamente un vantaggio considerare la possibilità di utilizzare delle buste personalizzate per negozi invece delle solite buste generiche.

Vi è associata una serie di vantaggi per il tuo negozio o attività, di cui sicuramente molte nascoste ed altre piuttosto palesi, considerarle tutte ci può però far fare una scelta consapevole e migliorare la qualità del nostro servizio, oltre a comprendere appieno, dopo averle utilizzate, quanto e in che modi queste aiutano le vendite e in generale la percezione del servizio che offriamo.

Effetto delle buste personalizzate per negozi sui nostri dintorni

I motivi principali per utilizzare delle buste personalizzate o delle shopper (nome con cui si identificano solitamente le buste personalizzate di carta), sono molto legati all’effetto che esse hanno rispetto all’ambiente circostante. Possiamo considerare i nostri dintorni come l’aura del negozio, gli occhi dei nostri clienti o anche gli occhi di chi ancora non è un cliente e correlare alle nostre buste personalizzate una varietà di effetti e/o vantaggi in questo senso. Esploriamone alcuni:

  • Pubblicità, non tutti ci pensano, ma avere una busta personalizzata per il tuo negozio, significa avere della pubblicità incredibile, dato che qualsiasi tuo cliente porterà con sé i tuoi segni distintivi in giro con sé e mostrerà non solo che ha comprato da te, ma a seconda della composizione della busta la personalità o lo spirito del tuo negozio o attività
  • Marketing rispetto ai clienti acquisiti, è importante fare marketing verso i propri clienti, così che non siano clienti una tantum, ma continuino a comprare i tuoi beni ed usufruire dei tuoi servizi. Delle buste personalizzate a seconda della loro forma, colore ecc., possono trasmettere un’idea di qualità. In particolare se sono riutilizzabili, il cliente potrà usufruirne nella vita di tutti i giorni ed associare il tuo negozio con la sua routine per dare una sensazione più di “casa”
  • Marketing rispetto ai clienti potenziali, dall’esterno sarà facile identificare il negozio e i suoi servizi ed in particolare lo stile che faccia appeal. Delle buste personalizzate mostrano a tutti chi siamo e tengono il prodotto nella mente del consumatore, che sia potenziale o no
  • Eco-friendly, una possibilità da considerare è avere delle buste eco-friendly, di carta o materiali riciclabili e magari anche riutilizzabili. Questo non solo aiuta l’ambiente, ma migliora la percezione che gli altri hanno del nostro negozio, invogliandoli ancora di più a comprare da noi
  • Espedienti di fidelizzazione, sono possibili una miriade di espedienti, come ad esempio uno sconto se il cliente riutilizza la nostra busta personalizzata al momento dell’acquisto. La fidelizzazione è uno dei migliori strumenti di marketing a nostra disposizione, le buste personalizzate e shopper la rendono ancora più facile da attuare
  • Opzioni, dato il grado di personalizzazione di buste e shopper, sarà possibile farne una su misura per le esigenze del negozio ed in particolare che ne rispecchi i valori o la personalità. Sarà certamente meglio usare i colori appropriati, avere dei manici comodi e pensare ad ogni accortezza che si identifichi meglio con la nostra attività

Non rimandare, entra ora nel fantastico mondo delle buste personalizzate e dai al tuo negozio quel boost di personalità di cui ha bisogno!

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Organizzare un viaggio in Sicilia: informazioni utili

La Sicilia è una delle isole più belle e invidiate del nostro Paese, soprattutto per il suo paesaggio eterogeneo e per la sua storia ricca di culture diverse e di eventi fondamentali a livello mondiale. In quest’isola è possibile trovare tutto quello che cercate: ci sono aree più movimentate e rumorose, ci sono le spiagge paradisiache e ci sono anche le zone più tranquille dove vi potrete godere un po’ di silenzio e di relax. Uno dei modi migliori per andare in Sicilia è utilizzare il traghetto, quindi è necessario rimanere aggiornati con https://www.genovapalermo.it/, che vi permetterà di rimanere costantemente aggiornati sulle offerte in corso relative all’acquisto dei biglietti. Vediamo, quindi, dei piccoli consigli per organizzare questo viaggio e cosa visitare una volta arrivati.

Come organizzare un viaggio in Sicilia

Il modo migliore per godervi a pieno l’isola e per visitarla con serenità è, prima di tutto, scegliere il periodo più adatto.
Ad esempio, non è una buona idea fare questo viaggio in agosto, dato che si tratta di un mese in cui il caldo è quasi soffocante, per non parlare del fatto che si tratta di un periodo altamente frequentato da numerosi turisti, anche stranieri, quindi sarà molto difficile andare in delle spiagge piuttosto libere e senza troppi rumori; tuttavia, se è il caos quello che cercate, allora la settimana di Ferragosto vi regalerà la baldoria sicula!

Il momento più adatto per preparare le valigie, quindi, è durante i mesi di giugno e settembre, ossia i periodi di bassa stagione in cui vi è una calura contrastata da una buona ventilazione. Anche maggio è un ottimo mese, ma le temperature serali tendono a scendere a picco.

Per quanto riguarda gli spostamenti, il modo migliore per visitare tutte le località è sfruttando la macchina o la moto che, di fatto, possono anche essere imbarcate con il traghetto. Per andare nelle varie isole, sono disponibili numerosi aliscafi con cui muoversi. Sarebbe meglio, oltretutto, evitare il più possibile i mezzi di trasporto pubblici, dato che potrebbero rivelarsi uno strumento per rallentare le vacanze.

Le più belle località da visitare

Tra le città più famose della Sicilia c’è sicuramente Palermo, intrisa di uno stile barocco tutto da scoprire, soprattutto grazie ai vari monumenti storici e alle stradine piene di fascino. Tra gli edifici principali da visitare, non può mancare il rinomato Teatro Massimo, famoso per la sua acustica amplificata in maniera naturale e per tutti gli eventi annuali che ospita; in generale, però, tutto il centro della città è da scoprire e il modo migliore per farlo è a piedi. Un posto tutto da scoprire è anche la Palermo sotterranea delle Catacombe, in cui sono esposte le salme perfettamente mummificate di migliaia di frati cappuccini.

Rinomata per le sue spiagge meravigliose è Trapani, attraente soprattutto per l’acqua cristallina del suo mare, anche se possiede anche un bellissimo patrimonio architettonico tutto da scoprire, come per quanto riguarda una delle costruzioni risalenti all’epoca preromanica, cioè la Torre della Colombaia, oltre alle altre attrazioni turistiche simbolo della cultura della città, come il Palazzo Senatorio e le Cento Chiese.

Altra città molto suggestiva è Marsala, ricca di attività culturali in cui partecipare e di meravigliose spiagge dove rilassarsi. È anche un’ottima località per gustarsi tutte le prelibatezze sicule, soprattutto per quanto riguarda la degustazione dei vini locali.

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La storia professionale di Gianni Lettieri, Presidente di Atitech

Imprenditore affermato, Gianni Lettieri è oggi Presidente e AD di Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia quotata in Borsa sul MIV, nonché Presidente di Atitech S.p.A., azienda leader in Europa nel settore della manutenzione aeronautica.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: i traguardi nel settore tessile e gli incarichi istituzionali

Gianni Lettieri è un imprenditore con una consolidata carriera alle spalle. Classe 1956, esordisce nel mondo dell’imprenditoria nel 1979, anno del lancio, insieme a un industriale lombardo, di uno stabilimento produttivo specializzato nella lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio, con sedi a Monza (MB) e Casandrino (NA). Dieci anni dopo è protagonista della nascita della prima società europea per la produzione del tessuto denim-ring: il successo arriva anche negli Stati Uniti, dove una nota rivista internazionale gli dedica la copertina “Giovanni Lettieri selling Denim to the Americans”. Attivo anche in India, in joint venture con il gruppo Raymond, avvia nel 1995 la prima società specializzata nella produzione del tessuto denim. In precedenza partecipa all’asta pubblica per la privatizzazione delle Manifatture Cotoniere Meridionali ed ha la meglio su due imprenditori del Nord Italia. Attivo anche in ambito istituzionale, Gianni Lettieri viene nominato nel 2000 Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino e ricopre il medesimo incarico anche per l’Unione della Provincia di Napoli (2004-2010). Opera, inoltre, nel Comitato Centrale Mezzogiorno di Confindustria Nazionale, nel Comitato Consultivo del Fondo di Promozione del Capitale di Rischio per il Mezzogiorno NHS Mezzogiorno SGR APA e in Confindustria nazionale, sia nella Giunta che nel Direttivo.

Gianni Lettieri: i progetti imprenditoriali e l’impegno durante la pandemia

La carriera di Gianni Lettieri lo vede protagonista, nel 2006, anche della fondazione di CO.S.ER. S.r.l., realtà specializzata nei settori eolico e fotovoltaico. Nel 2007 istituisce la prima investment company del Sud Italia a essere quotata in Borsa: è l’anno di nascita di Meridie S.p.A., di cui tuttora è Presidente e Amministratore Delegato. I progetti proseguono nel 2008 con la nascita di MEDSOLAR S.p.A., startup nel comparto delle energie rinnovabili, e con l’acquisizione di Atitech S.p.A., leader nella manutenzione aeromobili civili e militari, di cui dal 2009 è Presidente. Durante la crisi pandemica Atitech S.p.A. ha attivato diverse iniziative solidali, tra cui la fornitura di dispositivi di protezione individuale alla Regione, progetti di supporto ai più svantaggiati e la messa a disposizione gratuita di un intero hangar per il più grande hub vaccinale del Sud Italia. Ha istituito, inoltre, un fondo da 500.000 euro per l’avviamento di iniziative imprenditoriali per i giovani. In passato Consigliere di Amministrazione de Il Sole24Ore S.p.A. (2008-2010) e Vice Presidente di BusinessMed (2018-2019), Gianni Lettieri ha ricevuto numerosi riconoscimenti nella carriera, tra cui una Laurea Honoris Causa in Giurisprudenza (Università degli Studi di Napoli Parthenope, 2011), il Premio Guido Dorso XXIX Edizione (2008), il Premio Masaniello (2009), il Premio Mediterraneo Economia e Impresa (2010) e il Premio Cuore d’Oro (2010 e 2011). È autore del libro autobiografico “L’imprenditore Scugnizzo. La mia Napoli, le mie sfide”.

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Francesco Milleri: EssilorLuxottica, focus sulla nuova roadmap per la Sostenibilità

Francesco Milleri, l’annuncio dell’AD di EssilorLuxottica: obiettivo del Gruppo è raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: EssilorLuxottica presenta la nuova roadmap per la Sostenibilità

“Eyes on the Planet”: la nuova roadmap per la Sostenibilità di EssilorLuxottica è stata condivisa nelle scorse settimane, in concomitanza con la presentazione dei risultati del primo semestre 2021. Sottolineando l’orgoglio nel presentarla, l’AD Francesco Milleri ha spiegato come si fondi su “importanti pilastri” quali la carbon neutrality, la circolarità, la buona vista nel mondo, l’inclusione e l’etica. E “come segno del nostro impegno a lungo termine in questo ambito, annunciamo oggi il nostro obiettivo di raggiungere la carbon neutrality nelle attività aziendali entro il 2025, a partire dall’Europa entro il 2023”: Francesco Milleri ha quindi evidenziato come “fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta” dia a EssilorLuxottica “ancora maggiore fiducia nel domani”.

Francesco Milleri: aiutare le persone a vedere e vivere meglio la mission di EssilorLuxottica

“La nostra Mission è aiutare le persone a vedere meglio, vivere meglio e godere appieno della vita”: l’AD Francesco Milleri lo ha ricordato in diverse occasioni parlando dell’impegno concreto e trasversale di EssilorLuxottica. Fondamentale per il Gruppo è poter aiutare miliardi di persone in tutto il mondo a studiare, lavorare, scoprire ed esprimere al meglio il loro pieno potenziale realizzando prodotti all’avanguardia, funzionali a correggere, proteggere ed esaltare la bellezza degli occhi, i più preziosi organi sensoriali. Guidata da Francesco Milleri, EssilorLuxottica unisce competenze uniche nella realizzazione di lenti e nella produzione di occhiali a marchi amati dai consumatori e a una capacità distributiva globale.

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Progettare il piano di emergenza e valutare il rischio incendio

Comunicato Stampa

Progettare il piano di emergenza e valutare il rischio incendio

Un corso in presenza a Brescia il 19 ottobre 2021 per fornire gli strumenti di base per conoscere le norme tecniche di prevenzione incendi e predisporre il piano di emergenza valutando le aree di rischio specifico.

 

Uno dei rischi più diffusi e rilevanti nei luoghi di lavoro è sicuramente il rischio incendio, un rischio che dipende non solo dal tipo di attività svolto e dai materiali immagazzinati e manipolati, ma anche da vari altri condizioni e fattori, come, ad esempio, le attrezzature presenti, gli arredi e le caratteristiche costruttive.

 

Per una efficace prevenzione degli incendi, che ha l’obiettivo di garantire sia la sicurezza della vita umana che la tutela di beni e ambiente attraverso la progettazione e predisposizione di piani e azioni conformi alla normativa vigente, è necessaria una corretta formazione.  Formazione che deve tener conto anche all’evoluzione delle norme, ad esempio con riferimento a quanto contenuto nel nuovo Codice di prevenzione Incendi, presente nel Decreto del Ministero dell’Interno del 3 agosto 2015, che si è proposto in questi anni come promotore di un vero e proprio cambiamento nella prevenzione incendi privilegiando, all’impostazione prescrizionale (si impongono regole precettive ed i soggetti obbligati agli adempimenti hanno l’onere di rispettarle), un impostazione più ingegneristica e prestazionale.

 

Il corso in presenza in materia di prevenzione incendi

Proprio partendo dalla necessità di una formazione in materia di prevenzione incendi che tenga conto anche dell’evoluzione normativa, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza a Brescia il 19 ottobre 2021 un corso di 8 ore in presenza dal titolo “La progettazione del piano di emergenza e la valutazione del rischio incendio”.

 

Il corso, rivolto a HSE Manager, ASPP/RSPP, consulenti e coordinatori per la sicurezza, ha l’obiettivo di fornire gli strumenti di base per la comprensione delle regole di base del campo di applicazione delle nuove norme tecniche di prevenzione incendi, con l’obiettivo di predisporre il Piano di Emergenza valutando le aree di rischio specifico, gli scenari di emergenza, la salvaguardia della vita umana, l’incolumità delle persone e la tutela dei beni e l’ambiente.

Attraverso il corso sarà possibile:

  • saper interpretare la valutazione del rischio incendio fornendo le regole base di calcolo;
  • conoscere termini, definizioni, simboli grafici, tipologie dei presidi antincendio, per elaborare piani efficaci seguendo le metodologie comuni applicabili a tutte le attività, privilegiando soluzioni semplici ma complete;
  • seguire gli standard nazionali e internazionali costruendo un piano di aggiornamento puntuale seguendo il continuo avanzamento tecnologico anche basato sulla ricerca scientifica.

 

Il docente è Roberto Marasi: HSE Manager strategico, Professionista Antincendio, R.S.P.P., C.S.E., Formatore con esperienza pluriennale in ambito salute e sicurezza e nello specifico progettazione antincendio, soccorso, e corsi per addetti antincendio dal rischio basso al rischio elevato.

 

Prevenzione incendi: le novità dell’approccio prestazionale

Il nuovo Codice di Prevenzione Incendi privilegia un approccio prestazionale che si basa sullo studio dell’evoluzione dinamica dell’incendio, su previsioni scientifiche delle prestazioni delle strutture progettate, su criteri che caratterizzano l’ingegneria della sicurezza antincendio, Fire Safety Engineering (F.S.E.), su principi ingegneristici, regole e giudizi esperti basati sulla valutazione scientifica del fenomeno della combustione, degli effetti dell’incendio e del comportamento umano.

 

Con questo approccio si affronta la valutazione del rischio incendio, che non è fatta ex ante ma correlata al caso reale e concreto, mediante la previsione di scenari verosimili e lo studio delle prestazioni del progetto durante l’evoluzione dell’incendio. Ci si concentra su tutto ciò che l’attività (struttura, impianti, gestione, ecc.) debba garantire, piuttosto che su come debba essere realizzata.

 

Il programma e le informazioni sul corso

Il corso di 8 ore in presenza “La progettazione del piano di emergenza e la valutazione del rischio incendio” si svolgerà, dunque, il 19 ottobre 2021 – dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – a Brescia presso la sede di AiFOS Service in Via Branze, 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Il percorso didattico è costituito da una parte giuridica di introduzione con riferimenti normativi ed operativi richiesti dalla normativa antincendio e da una seconda parte tecnica comprensiva di una esercitazione tipo per la predisposizione del piano di emergenza aziendale e di una valutazione rischio incendio base.

 

Questi i principali argomenti trattati:

  • Lgs. n. 81/08 e s.m.i., D.M. 3 agosto 2015, DM 10 marzo 1998, D.P.R. n° 151/2011, ecc.;
  • Definizione del contesto e campo di applicazione;
  • Identificazione degli scenari di incendio con la specifica scelta dei gruppi omogenei comportamentali dei soggetti coinvolti;
  • Stima della frequenza e delle conseguenze, con l’obiettivo di stimare il rischio, ridurlo e renderlo accettabile;
  • Differenza tra soluzioni conformi, alternative e in deroga;
  • La salvaguardia della vita con la progettazione prestazionale;
  • Esercitazioni pratiche e principali “errori” commessi dai consulenti;
  • l’impiego dei prodotti per uso antincendio e il loro monitoraggio;
  • L’ingegneria della sicurezza antincendio FSE (cenni);
  • Operatività antincendio.

 

Il corso è valido come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati seconda area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro), Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/la_progettazione_del_piano_di_emergenza_e_la_valutazione_del_rischio_incendio

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

16 settembre 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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