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Massimo Malvestio: le analisi lungimiranti dell’avvocato

L’avvocato Massimo Malvestio ha firmato diversi editoriali analizzando alcune delle più importanti questioni politiche, economiche e finanziarie che hanno interessato il Nord Est italiano negli anni scorsi.

Massimo Malvestio: la vision lungimirante negli editoriali firmati dall’avvocato

Le analisi di Massimo Malvestio, avvocato e attuale Presidente del Comitato Investimenti di Praude Asset Management, su alcune delle più rilevanti questioni politiche ed economiche riguardanti il Nord Est italiano hanno trovato spazio per anni su diverse testate autorevoli e oggi è impossibile non rilevarne la lungimiranza. Basti pensare all’editoriale pubblicato nel luglio 2007 sul “Corriere del Veneto” intitolato “Poltrone e compensi” in cui l’avvocato si esprimeva su alcune polemiche legate ai compensi degli amministratori di società partecipate dagli enti locali. “A Valdobbiadene, ad esempio, vengono investiti quasi 7 milioni di euro (700 per abitante, ma a Zenson di Piave e Refrontolo sono circa 5.000 per abitante) nell’Ascopiave ma non spendono nulla per un acquedotto che ha perdite ben oltre il 50 per cento…” scriveva Massimo Malvestio richiamando l’attenzione sull’urgenza di un intervento sull’acquedotto. Ed è notizia di questi giorni che nel bel mezzo della siccità che sta colpendo pesantemente anche il Veneto, a Valdobbiadene, Segusino e Quero-Vas, a causa della crisi idrica, è stata ridotta la portata delle reti e si è reso necessario un intervento.

Massimo Malvestio: l’editoriale del 2007 in cui sollecitava i lavori per l’acquedotto di Valdobbiadene

A riprendere l’editoriale del 2007 in cui Massimo Malvestio sollecitava i lavori all’acquedotto è “Vicenza Più” che riporta anche le dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane a “Citynews” dal Presidente di Ats: “Gli interventi a Bagolino rientrano in un importante piano di investimenti per il rinnovo della rete idrica a Valdobbiadene che comprende anche frazioni quali Guia e San Pietro di Barbozza. Investire nel miglioramento delle condotte significa rendere più efficiente il sistema idrico integrato, con riduzione delle perdite e tutela del bene acqua, a beneficio di utenti e ambiente”. Il quotidiano web “Vicenza Più” ha sentito in merito anche Massimo Malvestio: “Penso che lei capisca ora perché a un certo punto mi sono stufato di scrivere… Oggi sembra che sia la sorte cinica e bara che ha colpito Valdobbiadene ma nessuno dice che per decenni hanno avuto un acquedotto colabrodo e se ne sono fregati…”. Diversi editoriali scritti dall’avvocato tra il 2003 e il 2013 sono stati raccolti in “Mala Gestio: Perché i Veneti Stanno Tornando Poveri”, pubblicato da Marsilio nel 2012. Sempre per Marsilio nel 2006 aveva pubblicato “Credito Cooperativo – Storia di Uomini, Bisogni e Successi in Veneto”.

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Cosa fare quando si resta chiusi fuori di casa?

La vita, come ben sappiamo, a volte ci riserva degli inconvenienti inattesi. Può capitare che, proprio in un giorno speciale, l’auto non parta oppure che si perda il portafoglio durante un viaggio all’estero. Tra tutte le seccature che possono capitare c’è anche quella di restare chiusi di fuori di casa. Succede, ad esempio, quando si spezza la chiave all’interno della serratura, o quando la serratura, dopo tanti anni di onorato servizio, si blocca senza un apparente motivo.

Se un inconveniente del genere si verifica di giorno il problema può essere risolto con diverse opzioni, se invece capita di notte la situazione appare decisamente più complicata. Ad ogni modo il primo consiglio è sempre lo stesso: mantenere la calma.

Il secondo consiglio è quello di valutare attentamente la situazione. Se la serratura è integra e funzionante ma è solo la chiave a non essere disponibile potrebbe essere una buona idea contattare chi potrebbe avere una chiave di riserva (un parente, la domestica, ecc). Se questa azione non è perseguibile allora potremmo valutare di accedere nell’immobile con altri metodi fai da te.

Ovviamente, come proprietari, dovremmo conoscere perfettamente l’immobile e valutare la presenza di punti di accesso alternativi (una finestra che spesso resta aperta, una porta molto vecchia, ecc) e pensare quale tra questi percorsi potrebbe consentire l’accesso senza dover danneggiare la struttura o parti di essa. È utile tenere a mente che sempre sconsigliata qualsiasi manovra temeraria tipo l’accesso dal tetto o qualsiasi azione che possa mettere a rischio la propria incolumità o quella degli altri.

Se i precedenti interventi non hanno risolto la situazione diventa necessaria l’assenza si professionisti. Ci sono due opzioni: rivolgersi ad un fabbro oppure ai vigili del fuoco.

Quando rivolgersi al fabbro

Esistono numerosi professionisti che offrono un servizio di apertura porte blindate rendendosi disponibili 24 ore. Quindi, anche nel bel mezzo della notte, potrebbero intervenire in maniera rapida e risolvere il problema.

Questa categoria di professionisti, grazie all’ esperienza nella lavorazione dei metalli, dispone di tutti gli strumenti necessari a forzare una serratura, o farla cedere consentendo un rapido accesso (di solito nell’arco di mezz’ora è possibile rientrare in casa). I migliori professionisti cercano di raggiungere l’obiettivo senza dover danneggiare la porta blindata e suggerendo esclusivamente la sostituzione della serratura che ha dato problemi.

Quando rivolgersi ai vigili del fuoco

I vigili del fuoco possono essere contattati quando le altre opzioni sono state scartate o quando è rimasto qualcuno in casa (un bambino, o un anziano) che potrebbe essere a rischio. È utile ricordare che l’intervento dei VdF potrebbe non essere immediato (se sono coinvolti in casi più urgenti) e non è gratuito. Una volta constata la situazione i vigili sceglieranno come intervenire: forzando la serratura usando un punto d’accesso alternativo. Non è escluso che per accedere all’immobile alcune strutture vengano danneggiate (un vetro, una finestra o una porta, ad esempio).

Concludendo

Come avrete compreso le opzioni di intervento sono molto differenti tra di loro a seconda della situazione di partenza. Mantenendo la calma e analizzando con cura quali possibilità abbiamo effettivamente a  disposizione possiamo prendere la decisione migliore  per risolvere il problema e garantire la nostra sicurezza anche in futuro.

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10 curiosità sulle ricette italiane che amerai

Il cibo è una parte enorme della cultura italiana e noi italiani lo prendiamo molto sul serio.

Così seriamente in effetti, che alcuni abbinamenti di cibo, se richiesti in un ristorante, possono farti guadagnare sguardi strani o addirittura alzare gli occhi!

In questo articolo troverai alcuni fatti divertenti e interessanti sul cibo italiano e alcune tradizioni al riguardo che possono essere divertenti da imparare e aiutarti a goderti ancora di più le ricette della tradizione e a infrangere le regole consapevolmente, se lo desideri!

La pizza Margherita è la regina di tutte le pizze

La Pizza Margherita è la regina di tutte le pizze e non solo per la sua popolarità ma anche per le sue origini.

La pizza Margherita deve il suo nome a una vera regina, la regina Margherita di Savoia, per la quale questa pizza fu preparata per la prima volta.

La storia racconta che lo chef napoletano Raffaele Esposito un giorno decise di creare un piatto degno di una regina e creò una pizza che avesse i colori della bandiera italiana: rossa (sugo di pomodoro), bianca (mozzarella) e basilico (verde) – un tricolore commestibile!

La pizza napoletana è patrimonio mondiale dell’UNESCO

La pizza è disponibile in diverse varianti ma la pizza che si mangia a Napoli, fatta secondo tradizione, è così speciale che l’UNESCO ha dichiarato l’arte di renderla patrimonio immateriale!

In effetti, non c’è niente di simile e se sei abbastanza fortunato da assaggiare la vera pizza napoletana, è difficile tornare indietro e goderti qualcos’altro!

Ci sono oltre 300 formati di pasta in Italia

La pasta è l’alimento principale della dieta italiana e arriva in tavola, letteralmente, in tutte le forme e dimensioni.

Ad oggi puoi acquistare oltre 300 tipi di pasta fresca e quella secca. L’Italia produce oltre 3 tonnellate di pasta ogni anno.

In Italia, il tipo di pasta lunga più diffuso

I formati di pasta lunga più diffusi in Italia sono gli spaghetti, mentre quelli corti più diffusi penne, rigatoni, fusilli e farfalle.

Alcune paste sono disponibili in due formati ‘rigato’ (con piccole scanalature) e ‘liscio’: scegli sempre ‘rigato’ perché assorbe meglio il sugo!

Il pane toscano non ha sale per ragioni storiche

Se avete mai assaggiato il pane toscano, avrete notato che è fatto senza sale, caratteristica che lo rende sorprendentemente delizioso!

Il motivo della mancanza di sale è storico: pare che Pisa avesse il controllo sul commercio del sale e, nel 1100, impose una tassa sul sale.

Firenze ha deciso di resistere, si è rifiutata di pagare e ha creato il pane senza di esso, rendendolo così buono da diventare uno dei cibi più famosi della regione!

La cucina siciliana è fortemente influenzata dai sapori arabi

La cucina siciliana è diversa da quella di molte altre regioni e ha alcuni sapori sbalorditivi come il marzapane e il cuscus che la distinguono dagli altri nell’Italia continentale.

La ragione di questa differenza è l’influenza della meravigliosa cucina araba che arrivò in Sicilia durante il periodo della civiltà araba e anche per la vicinanza all’Africa settentrionale.

Il Prosciutto di Parma non è solo prosciutto crudo

Il prosciutto di Parma è spesso chiamato “prosciutto crudo” in italiano, tuttavia, non tutto il prosciutto è prosciutto di Parma!

Il prosciutto di Parma è una denominazione alimentare specifica di un prodotto originario della regione di Parma e noto per una tradizione e tecnica di preparazione particolarmente importanti.

Il vero prosciutto di Parma è tutelato dalla normativa comunitaria ed è ora DOP, quindi solo il vero prosciutto può essere commercializzato con questo prestigioso nome

Il Parmigiano Reggiano risale al medioevo

Il Parmigiano Reggiano, altro alimento made in Italy ormai conosciuto in tutto il mondo, esiste da oltre 9 secoli!

La storia racconta che fu creato per la prima volta dai monaci benedettini in Emilia, la regione ancora famosa per la sua produzione.

I pomodori non sono originari dell’Italia

Il pomodoro, considerato uno degli alimenti base della dieta mediterranea, è arrivato in Italia dall’America.

Sono entrati nella dieta mediterranea solo a metà del XVI secolo ma hanno preso così bene che ora sono coltivati ​​in diverse parti del paese e ampiamente utilizzati in cucina.

Nessuno sa dove sia nato il tiramisù

Non è del tutto chiaro dove sia nato il Tiramisù ma si racconta che sia nato a Treviso, che è la città con le maggiori pretese sulla sua paternità.

Al giorno d’oggi è così diffuso in Italia che lo trovi ovunque tu sia.

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Industria siderurgica ostaggio della Russia (grazie al gas)

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  • 23 Agosto 2022

Se la Russia contro l’Ucraina sta usando certe armi, contro l’Europa ne sta usando altre. Mosca ci tiene in ostaggio grazie all’energia, della quale è la nostra principale fornitrice.
Ne fa le spese la nostra industria, in special modo quella del settore più “energivoro”, come la siderurgia.

Il gas mette in ginocchio l’industria

industria siderurgicaDopo aver faticosamente imboccato la via di uscita dal tunnel del Covid, la siderurgia adesso si trova in una situazione ancora peggiore. Perché gli ordini in aumento non bastano, se i costi per produrli diventano esorbitanti a causa delle bollette.

Lo stop di fine agosto annunciato da Gazprom ha di nuovo alzato la tensione e il nervosismo. La nostra industria teme che ci si avvii verso uno stop autunnale. Infatti a questi livelli di prezzo del gas, l’aggiornamento di ottobre delle tariffe ARERA (l’Autorità dell’energia) potrebbe portare al raddoppio delle bollette.

Il costo del gas

Il prezzo del gas, dopo essere stato a lungo dentro un pattern rettangolo, si è affacciato sui 300 euro, facendo balzare la prospettiva di un razionamento per ridurre i consumi.

Secondo un recente studio degli economisti del MES, uno stop delle forniture di gas russo ad agosto porterebbe ad esaurire le riserve nei paesi di Eurolandia già a fine anno, innescando razionamenti e recessione. Senza interventi per tagliare i consumi, il Pil dell’eurozona perderebbe l’1,7% con un impatto del 2,5% per le due nazioni più esposte, Italia e Germania.

I timori della siderurgia

La questione energetica ha inevitabili impatti negativi sulle filiere dell’industria, oltre che ovviamente sulle bollette dei cittadini.
Si è capito che fino alla fine dell’inverno saremo ostaggio delle decisioni di Putin. E questo acuisce la preoccupazione per tutti quei settori gasivori, che rischiano di dover fermare le fabbriche.

La produzione di acciaio, come noto, richiede l’utilizzo di molta energia. Alcuni forni delle acciaierie utilizzano principalmente corrente, altri riscaldano i laminati col metano.
Ma mentre il prezzo dell’energia cresce, quello dell’acciaio cala per via della riduzione della domanda. Si sta delineando una broadening formation (andamento a megafono) che produce un mix economico devastante per l’industria.

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L’esperienza di Copma nel settore dell’igiene ambientale e della sanificazione

Puntando su ricerca, tecnologie all’avanguardia e specializzazione, Copma ha raggiunto una posizione apicale nel settore nazionale dei servizi alle imprese. Fondata a Ferrara nel 1971, è ideatrice e proprietaria dell’innovativo sistema di sanificazione Pchs® (Probiotic Cleaning Hygiene System).

Copma

Copma, realtà d’eccellenza nel Made in Italy

Incrementare la qualità dei servizi per generare un miglioramento nella qualità della vita: si esprime così l’obiettivo che Copma, società cooperativa ferrarese, persegue fin dalla nascita avvenuta agli inizi degli anni ’70. Oltre 50 anni di attività che hanno consentito all’azienda di sviluppare sistemi e tecnologie dal grande impatto innovativo, risultato di decenni dedicati alla ricerca e sviluppo. In tal modo Copma riesce ad esprime standard elevati in materia di pulizia e sanificazione ambienti per grandi comunità – ad esempio, Pubblica Amministrazione, aziende sanitarie e ospedaliere, industria e uffici – così come per impianti di trattamento aria in edifici di qualsiasi dimensione. È specializzata, inoltre, nella manutenzione, progettazione e realizzazione di aree verdi sia pubbliche che private. Negli anni la realtà di Ferrara ha esteso le proprie attività anche in altri segmenti del terziario, una crescita realizzata partecipando in diverse società attive nella cura e diagnostica, nel trattamento e smaltimento rifiuti e nel settore immobiliare.

Il sistema Pchs® di Copma, i traguardi e le certificazioni

Grazie all’esperienza maturata negli anni, Copma ha ideato e messo a punto un innovativo sistema di sanificazione denominato Pchs® (Probiotic Cleaning Hygiene System). Realizzato in collaborazione con l’Università di Ferrara, Pchs® consente di ridurre le infezioni ospedaliere impiegando specifici detergenti microbici, procedure certificate, un controllo microbiologico e l’utilizzo di materiali innovativi in microfibra. Tale sistema garantisce una riduzione del 52% delle infezioni ospedaliere rispetto ai disinfettanti chimici tradizionali, nonché una protezione di 24 ore contro il Covid-19, presentando anche vantaggi in termini di costi e ridotto impatto ambientale. La qualità raggiunta è attestata da diverse certificazioni di settore, tra cui Qualità (UNI EN ISO9001), Responsabilità Sociale (SA8000), Sistema di Gestione Ambientale (UNI EN ISO 14001) e Sicurezza del lavoro e Tutela della salute (UNI ISO 45001). Dal 2010 il suo Sistema Qualità è riconosciuto conforme allo Standard ANMDO – IQC, identificando Copma quale partner affidabile per le grandi aziende ospedaliere. Non da ultimo, Copma è stata insignita del “Merit Award” da parte dell’Ente di Certificazione SGS Italia, che premia le realtà più efficienti nel sistema globale di gestione.

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Nicola Volpi: BIC Capital e QCapital insieme per il nuovo percorso di crescita di OTK Kart Group

I nuovi investitori andranno ad affiancare la famiglia Robazzi, che resta alla guida del Gruppo. A guidare il club deal Nicola Volpi, esperto di private equity.

Nicola Volpi

Nicola Volpi: OTK Kart Group, espansione e nuovi business gli obiettivi del nuovo percorso

“OTK è un’eccellenza del tessuto imprenditoriale italiano, da decenni leader mondiale di un interessante settore. Insieme vogliamo contribuire a scrivere una nuova pagina della sua gloriosa storia”. Con queste parole Nicola Volpi, ex Permira, ha commentato l’operazione annunciata nei giorni scorsi da OTK Kart Group. Il leader mondiale dei go-kart ha deciso di rinnovare l’assetto societario affidandosi ad un club deal organizzato da BIC Capital e QCapital. Il gruppo di investitori acquisirà il 70% del capitale dell’azienda di Prevalle, proprietaria del marchio Tony Kart e della squadra corse “Tony Kart Racing Team”. L’ingresso dei nuovi soci, guidati da Nicola Volpi (Founder di BIC Capital) e Stefano Miccinelli (Presidente di QCapital), si accompagna ad un obiettivo ben preciso: l’avvio di un nuovo percorso di consolidamento sui mercati internazionali. Oggi il Gruppo della Famiglia Robazzi distribuisce i suoi prodotti 100% Made in Italy in oltre 70 Paesi con filiali negli USA, in Giappone e a Singapore. Ma il trend più che positivo degli ultimi anni parla chiaro: il business dei kart da competizione è destinato a crescere, specie in Nord America, Australia ed Europa. Ed è in questi mercati che OTK Kart Group vuole continuare ad espandersi.

OTK Kart Group, Nicola Volpi e soci al fianco della famiglia Robazzi

“Le sfide del futuro – ha dichiarato Nicola Volpici vedranno impegnati, al fianco della famiglia Robazzi, in un percorso di ulteriore crescita della società con l’obiettivo di espandersi in nuovi business e su nuovi mercati internazionali”. Il rinnovato assetto societario non andrà quindi ad inficiare la governance dell’azienda, che resterà alla Famiglia Robazzi. Roberto Robazzi, confermato nel ruolo di Presidente e Amministratore Delegato di OTK, ha commentato: “Oggi è un giorno speciale per la nostra azienda che grazie all’apporto di nuovi soci entra in una nuova emozionante fase del suo percorso di crescita”. Percorso che, tuttavia, non si limiterà a rafforzare la presenza del Gruppo sui mercati esteri: nelle intenzioni dell’azienda c’è anche la volontà di sviluppare nuove linee di prodotti full electric e puntare maggiormente su nuovi segmenti come produzione e vendita di kart da noleggio per uso amatoriale: “Non vediamo l’ora di lavorare al fianco dei nuovi prestigiosi partner, per intraprendere nuove sfide e continuare a costruire il futuro di OTK Kart Group a vantaggio dei dipendenti, dei clienti e di tutti gli appassionati”, conclude l’AD.

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Innovazione e sostenibilità, il libro di Paolo Gallo sulla digitalizzazione di Italgas

Edito da Luiss University Press, il libro accende i riflettori sul rapporto tra digitalizzazione e decarbonizzazione. Paolo Gallo: “Italgas la prima utility al mondo con un network full digital”.

Paolo Gallo

Paolo Gallo: “Innovazione deve essere costante, rischio è di rimanere in superficie”

Il conflitto in Ucraina, il rincaro dell’energia e i mutamenti geopolitici sempre più repentini hanno dato nuovo impulso al percorso verso la transizione ecologica. Per incrementare l’uso delle fonti rinnovabili e raggiungere la neutralità climatica al 2050 la parola d’ordine è tecnologia. Ne è sicuro Paolo Gallo, che al rapporto sempre più indissolubile tra digitale e sostenibilità ha voluto dedicare un libro. “Diario di volo – Come guidare la trasformazione digitale tra innovazione e sostenibilità” porta avanti una tesi ben precisa prendendo spunto dal percorso intrapreso da Italgas negli ultimi cinque anni: senza transizione digitale, ogni tentativo di contribuire alla lotta al cambiamento climatico risulterà vano. Un assunto vero per tutti gli attori in gioco, e in particolare per le aziende, per le quali “la trasformazione digitale ha chiaramente un inizio, ma non può avere una fine”. Sviluppo e innovazione non solo devono essere costanti, ma devono coinvolgere tutti i livelli dell’azienda. Limitarsi a digitalizzare gli asset oggi significa “rimanere in superficie”: il vero cambiamento, secondo Paolo Gallo, deve essere esteso al mindset aziendale e alle persone, le uniche in grado di mettere a valore le potenzialità del progresso tecnologico.

Paolo Gallo: obiettivo net zero, necessario sfruttare il potenziale delle reti esistenti

L’esempio arriva proprio dall’esperienza di Paolo Gallo alla guida di Italgas. Grazie al percorso di trasformazione intrapreso, entro l’anno il Gruppo sarà la prima utility al mondo con un network interamente digitalizzato. L’infrastruttura sarà a breve in grado di gestire in maniera efficiente le diverse tipologie di gas rinnovabili come biometano e idrogeno: “Per raggiungere i target climatici fissati dall’Ue è necessario sfruttare il potenziale delle infrastrutture esistenti e adottare un approccio che tenga conto del contributo di più fonti energetiche. Non si può pensare che un solo vettore energetico consenta di raggiungere l’obiettivo net zero”, ha dichiarato l’AD in occasione della presentazione del libro tenutasi alla Microsoft House di Milano. Nel frattempo Italgas, che durante la pandemia ha potuto operare senza particolari criticità grazie alle soluzioni tecnologiche già implementate come cloud e contatori intelligenti, sta lavorando sull’interpretazione dei dati: “Ne stiamo ricevendo a milioni non solo dai contatori – ha spiegato Paolo Galloma anche dagli altri dispositivi che abbiamo installato e quindi ci stiamo allenando sull’interpretazione di questi dati per cambiare il modo in cui lavoriamo”.

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Claudio Machetti: “Il nuovo nome è l’evoluzione del modello di business di Enel”

Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line di Enel, Claudio Machetti definisce il nuovo nome come un "lungo viaggio che la nostra linea di business ha iniziato alcuni anni fa per rispecchiare l’evoluzione della mission del Gruppo Enel".

Claudio Machetti

Claudio Machetti: "Il nuovo nome rappresenta il nostro modo di lavorare"

Dal 2014 Claudio Machetti è alla guida della Direzione Global Trading che a marzo 2021 è stata rinominata Global Energy and Commodity Management Business Line. Il nuovo nome rispecchia appieno l’evoluzione del modello di business di Enel. Oggi il Gruppo è infatti maggiormente focalizzato sui mercati di energia elettrica, vendita all’ingrosso, ottimizzazione e hedging della produzione, puntando sul concetto di sostenibilità. Facendo leva sui principi di economia circolare, Enel investe non solo sulle spedizioni e sulla logistica, ma anche sul riciclo creando valore dalle materie prime secondarie e dai materiali a fine vita. "La forte attenzione alle energie rinnovabili, la strategia di decarbonizzazione del Gruppo e la crescente attività sui mercati wholesale dell’elettricità – ha commentato Claudio Machettihanno rimodellato il nostro modo di lavorare, che è ben rappresentato nel nuovo nome della linea di business".

Claudio Machetti: da impiegato del Banco di Roma a manager di Enel

Claudio Machetti (Roma, 1958) si laurea in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza ed esordisce professionalmente all’interno del Banco di Roma, inizialmente in qualità di impiegato della filiale di Milano e successivamente come analista finanziario presso la Direzione Centrale di Roma. Dopo aver ricoperto ulteriori incarichi, entra in Ferrovie dello Stato Italiane come Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari, per poi passare alla Direzione della Finanza Operativa. Terminata quest’ultima esperienza, fa il suo ingresso in Enel nel 2000. Inizialmente ricopre il ruolo di Responsabile dell’Area Finanza, collaborando inoltre alla fondazione della controllata finanziaria di Enel, Enelfactor, e diventando successivamente Amministratore Delegato. Viene poi nominato Presidente di Fondenel e Fopen, i due fondi pensione del Gruppo. Nel 2005 Claudio Machetti assume la carica di Direttore Finanziario e quattro anni più tardi viene nominato Direttore per il controllo dei rischi aziendali nella Direzione Risk Management. Dal 2014 è Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line.

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Terna cresce nel primo semestre, Stefano Donnarumma: “Impulso continuo agli investimenti”

Terna ha reso noti i risultati al 30 giugno 2022: migliorano utili e ricavi, boom degli investimenti. Stefano Donnarumma: produzione elettrica continuerà anche con riduzione domanda di gas.

Stefano Donnarumma

Gas, Stefano Donnarumma: Paese pronto per l’inverno, prevediamo gestione normale del sistema

"Se la situazione non cambia da qui a ottobre, potremo avere abbastanza gas negli stoccaggi per affrontare l’inverno": a parlare è Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna. Anche nel caso in cui il Governo decida per un taglio dei consumi, ha aggiunto, il gestore della rete elettrica non avrà particolari ripercussioni e continuerà "una gestione normale del sistema". L’AD e DG del Gruppo ne ha parlato durante una recente conference call dedicata ai conti del I semestre 2022. "I tragici eventi in Ucraina e la crisi energetica internazionale – ha detto Stefano Donnarumma rivolgendosi agli analisti – rendono ineludibile per il nostro Paese, in linea con gli obiettivi previsti dall’Unione Europea, continuare a lavorare al fine di ridurre il più possibile la dipendenza dalle fonti fossili". Un obiettivo ambizioso, che secondo l’AD e DG di Terna può essere raggiunto solo accelerando sullo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Stefano Donnarumma: Terna, nel primo semestre investimenti a +10,2%. In crescita anche utili e ricavi

"In tale ottica, la rete è un fattore abilitante cruciale e per questo Terna sta imprimendo un continuo impulso agli investimenti". A confermarlo i risultati ottenuti durante i primi sei mesi del 2022 e approvati dal CdA. Il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma registra infatti un aumento del 10,2% proprio sugli investimenti, che passano dai 599,6 milioni del 2021 ai 660,5 milioni al 30 giugno 2022. Crescono anche utile netto (+3,5%) e ricavi (+5,9%), che toccano rispettivamente quota 398,1 milioni di euro e 1,330 miliardi. L’Ebitda si attesta a 946,9 milioni (+4,1% rispetto al 2021), mentre diminuisce l’indebitamento finanziario netto, passato dai 10 miliardi del 31 dicembre 2021 agli attuali 8,994 miliardi. Numeri che consentono a Terna di continuare il percorso avviato dal Piano Industriale 2021-2025 "Driving Energy". Il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma è impegnato a portare a termine diversi progetti, in primis Thyrrenian Link e Adriatic Link. Tra le priorità anche il rinnovo delle infrastrutture nelle aree metropolitane e l’entrata in esercizio, entro l’anno, di una nuova interconnessione realizzata con la Francia.

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Private Banking, Banca Generali si conferma solida: nel primo semestre raccolta a 3 miliardi

Nonostante le complessità del periodo, l’Istituto di Private Banking guidato da Gian Maria Mossa presenta numeri che ne confermano la solidità e le prospettive di crescita per il futuro. "Grande lavoro dei nostri professionisti", ha commentato l’AD di Banca Generali.

Private Banking, Banca Generali: "Raccolti frutti del piano strategico al 2024"

La forte contrazione dei mercati nazionali non riesce a frenare Banca Generali. L’istituto italiano leader nel Private Banking ha chiuso il primo semestre con un utile netto consolidato di 131,3 milioni di euro. Un dato apparentemente negativo, se rapportato ai numeri del 2021 (-31%), ma che risponde ad una delle crisi finanziarie peggiori degli ultimi decenni. La conferma arriva dall’utile netto ricorrente, che si attesta a 107,9 milioni di euro, segnando un +30% rispetto al dato dello scorso anno. Tiene anche la raccolta complessiva, che nei primi sei mesi dell’anno ha raggiunto quota 80,9 mld (+3 miliardi). Buone notizie anche sul fonte delle masse investite in prodotti ESG, che oggi rappresentano il 15% del totale, confermando il trend di crescita avviato agli inizi del 2021 (14,3%). Nonostante il periodo, che oltre alle gravi tensioni geopolitiche vede il rafforzarsi delle politiche restrittive da parte delle Banche Centrali, Banca Generali – si legge nella nota ufficiale – "ha potuto raccogliere i frutti del suo impegno a favore di una maggiore sostenibilità finanziaria dei suoi risultati, sottolineato nel corso del recente avvio del piano strategico 2022-2024".

Private Banking, Mossa (Banca Generali): "Buona tenuta grazie alla flessibilità del nostro modello"

Alla base dei risultati ottenuti da Banca Generali nei primi sei mesi del 2022 la flessibilità del modello di business, la spinta alla crescita e l’attenzione alla gestione dei costi. A dichiararlo è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Gian Maria Mossa. Commentando i numeri, il manager alla guida dell’Istituto di Private Banking ha acceso i riflettori sull’impegno e il lavoro svolto dai professionisti del Gruppo: "La componente ricorrente del conto economico mostra una buona tenuta grazie alla grande flessibilità del nostro modello di business, alla ripresa del margine di interesse ed alla tenuta della redditività della componente gestita. Inoltre, anche il mese di luglio sta confermando gli ottimi risultati dei mesi precedenti". Banca Generali ha deliberato la distribuzione di un monte dividendi cash per 228 milioni pari a 1,95 per azione, corrispondenti ad un pay-out del 70,5%. Appare ottimista l’AD, che sottolinea i passi avanti fatti nello sviluppo di importanti progetti avviati con il Piano: "Questo, unito alle prospettive sui tassi e alla continua innovazione dei nostri servizi e offerta ci rende fiduciosi di poter continuare a crescere centrando gli ambiziosi obiettivi che ci siamo prefissati", conclude.

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Alessandro Benetton: “La Traiettoria” conquista sempre più lettori

La classifica dei libri più letti nel mese di luglio: nella categoria “saggistica” svetta “La traiettoria”, l’autobiografia di Alessandro Benetton.

Alessandro Benetton

“La Traiettoria” di Alessandro Benetton convince sempre più lettori

L’autobiografia di Alessandro Benetton è tra i libri più letti nella categoria saggistica. “La Traiettoria” del Presidente di Edizione S.p.A. ha conquistato i lettori risultando il saggio più venduto nelle librerie Mondadori. Il libro ne ripercorre il percorso di crescita umana e professionale attraverso spunti, messaggi, ricordi che Alessandro Benetton ha voluto condividere in particolare con i giovani invitandoli a trovare le proprie coordinate e la spinta per imboccare e seguire la propria strada. “La Traiettoria” è riuscito inoltre a posizionarsi nella classifica della saggistica GFK.

Alessandro Benetton: La Traiettoria, il racconto di un viaggio intimo e onesto

Il racconto della propria infanzia e del rapporto con i genitori, in particolare con il padre. L’adolescenza “un po’ ribelle”, la bocciatura al liceo. E poi i grandi traguardi professionali: Alessandro Benetton si racconta a 360 gradi in “La Traiettoria” parlando delle intuizioni e delle scelte coraggiose che ne hanno inesorabilmente segnato il destino a partire da 21 Invest, la “creatura a cui ho dedicato 30 anni della mia vita”. Ma la conquista più importante per Alessandro Benetton è stata diventare padre: “Ho instaurato con i figli un rapporto diverso rispetto a quello dei miei genitori, con un dialogo più parallelo e meno verticale”. In “La Traiettoria” emerge il racconto di un viaggio tortuoso, segnato anche da errori che hanno portato a nuove scoperte e consapevolezze. Probabilmente è proprio questo ad aver conquistato i lettori.

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LA REPUBBLICA POPOLARE DELLA CINA E I PAESI IN VIA DI SVILUPPO. Di Giancarlo Elia Valori

La RP della Cina attribuisce grande importanza alla sostenibilità del debito dei progetti. Nel 2017 ha firmato i Principi guida sul finanziamento dello sviluppo con 26 Paesi che partecipano alla BRI. Nel 2019, la RP della Cina ha rilasciato il quadro di sostenibilità del debito per i Paesi partecipanti alla BRI. Sulla base della situazione debitoria e della capacità di rimborso dei Paesi debitori, e seguendo i principi di consultazione paritaria, rispetto di leggi e regolamenti, apertura e trasparenza, il quadro mira a rafforzare il monitoraggio e la valutazione dei benefici economici, sociali e di sussistenza dei progetti, e canalizza prestiti sovrani in aree ad alto rendimento, nellʼottica di garantire i rendimenti a lungo termine dei progetti. La RP della Cina ha anche compiuto sforzi proattivi per ridurre lʼonere dei Paesi debitori.Il presidente dellʼUganda Yoweri Museveni ha dichiarato in unʼintervista sul sito asia.nikkei.com il 17 marzo 2022 che «lʼAfrica ha avuto problemi (di debito) negli ultimi 600 anni a causa della tratta degli schiavi, del colonialismo, del neocolonialismo – e nessuno di questi proveniva dalla Cina o dalla RP della Cina». «La RP della Cina ha sostenuto la lotta degli africani contro il colonialismo prima di iniziare lʼattività economica nel continente». Il

presidente ruandese Paul Kagame ha sottolineato che la presenza della RP della Cina in Africa è diversa da quella di altri Paesi: «Non credo che la RP della Cina abbia costretto nessun Paese africano a prendere i propri soldi per accumulare il tipo di debito che potresti trovare con altri Paesi». Il ministro degli Esteri nigeriano Geoffrey Onyeama ha dichiarato che la Nigeria ha scelto società cinesi per progetti infrastrutturali perché erano esperte e offrono tariffe competitive. «Quindi la questione dellʼ“influenza” cinese non entra davvero in gioco».

https://www.bankimpresanews.com/riflessione-elia-valori/2022/08/12/36367_la-repubblica-popolare-della-cina-e-i-paesi-in-via-di-sviluppo/

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Investimenti sostenibili ESG: l’approfondimento nel nuovo blog di Banca Generali

Nel blog di Banca Generali un ampio approfondimento sul valore degli investimenti sostenibili ESG: la sostenibilità rappresenta d’altronde uno dei driver fondamentali del nuovo Piano strategico e finanziario 2022-2024 presentato lo scorso febbraio dall’Istituto.

Banca Generali: il focus sugli investimenti sostenibili ESG

L’attenzione di Banca Generali sul tema degli investimenti sostenibili ESG e più in generale l’impegno a favore della sostenibilità emerge anche nel blog inaugurato recentemente dall’Istituto con l’obiettivo di raccontare i grandi temi del risparmio, i suoi cambiamenti e i trend che ne caratterizzeranno il futuro utilizzando un linguaggio semplice, chiaro e diretto. E proprio in quest’ottica, anche in virtù del ruolo centrale che la sostenibilità ha assunto all’interno delle politiche economiche dei governi di tutto il mondo, numerosi approfondimenti proposti negli scorsi mesi ruotano intorno ai Sustainable Development Goals (SDGs) e al valore degli investimenti sostenibili ESG, acquisti “che hanno come obiettivo l’ottenimento di profitti, tenendo conto degli elementi di natura ambientale e sociale”. Investire in fondi ESG, come si legge nel blog di Banca Generali, significa infatti contribuire con i propri risparmi allo sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Investimenti sostenibili ESG: la vision di Banca Generali

Banca Generali, in coerenza con il proprio percorso d’innovazione, ha sviluppato un approccio volto alla promozione di investimenti sostenibili ESG, in grado quindi di integrare fattori ambientali, sociali e di buon governo. L’Istituto nello specifico propone strategie d’investimento sostenibili e portafogli costruiti con l’obiettivo di tenere in considerazione le diverse sensibilità e preferenze dei clienti, anche negli ambiti ESG e con un approccio basato sull’aderenza agli “Obiettivi per lo sviluppo Sostenibile” (Sustainable Development Goals o SDGs) promossi dalle Nazioni Unite. L’offerta di Banca Generali, guidata da principi di investimento responsabile, include quindi strategie ESG con un focus su trend quali l’economia circolare, la tecnologia sostenibile e medicale, le nuove modalità di comunicazione e gli approcci a impatto zero: “Il mercato degli investimenti sostenibili ESG, in costante crescita, consente di rafforzare lo sviluppo sostenibile e può diventare un alleato fondamentale nella lotta al cambiamento climatico”.

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Riva Acciaio finanzia ancora una volta il restauro del Santuario della Via Crucis

La convenzione è stata firmata dai vertici di Riva Acciaio e dal parroco don Giuseppe Franzoni. In Valle Camonica la società è presente con tre stabilimenti.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: dettagli e finalità della donazione

Tra le realtà che hanno fatto la storia della siderurgia nella Valle Camonica c’è sicuramente Riva Acciaio. Presente con gli stabilimenti di Sellero, Malegno e Cerveno, negli anni il leader italiano del settore è riuscito a creare un legame sempre più saldo con il territorio e il suo sviluppo non solo economico, ma anche sociale e artistico. Non sorprende che lo scorso giugno la società abbia deciso di contribuire nuovamente al progetto di restauro del Santuario della Via Crucis di Cerveno. Un’ulteriore donazione di 20mila euro – la prima, analoga, risale a dicembre 2019 – per restituire al pubblico alcune delle cappelle dell’edificio storico che sorge di fianco la chiesa parrocchiale del borgo. A siglare il nuovo accordo Valerio Bisio, Presidente del CdA di Riva Acciaio, e il parroco don Giuseppe Franzoni, promotore del progetto di restauro. In calce anche la firma di Andrea Martinelli, Consigliere Delegato del Gruppo.

Riva Acciaio: il rapporto con il territorio della Valle Camonica

Le nuove operazioni di restauro della Via Crucis di Cerveno andranno ad aggiungersi ai progetti già conclusi da don Giuseppe Franzoni negli anni precedenti, tra cui i lavori delle cappelle VI e IX, terminati lo scorso novembre. Durante la firma il parroco ha messo in evidenza l’impegno di Riva Acciaio nei confronti della comunità. A ringraziare la società anche la Sindaca di Cerveno Marzia Romano, da sempre sostenitrice del progetto. Il rapporto tra il primo operatore siderurgico italiano e il territorio ha radici lontane. Tutto ha inizio negli anni ’60, quando il Gruppo diventa prima azionista di minoranza e poi responsabile della gestione dello storico stabilimento di Malegno, sorto negli anni ’30. Nel 1983 l’acquisizione dello storico sito di Cerveno, mentre quello di Sellero entra a far parte di Riva Acciaio nel 1995. Grazie ad importanti investimenti in infrastrutture, ricerca e tecnologie, oggi le fabbriche formano una triade impegnata a portare avanti la tradizione siderurgica nella Valle Camonica.

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Risparmio, con il lockdown gli italiani si sono avvicinati di più alla Borsa

La Consob ha messo in evidenza un dato interessante riguardo al rapporto tra gli italiani, il loro risparmio e la borsa di Milano. Durante il lockdown che è seguito allo scoppio della pandemia da Covid, ben 185 mila cittadini si sono avvicinati per la prima volta al mercato azionario.
Questo boom ha finito anche per modificare il profilo medio degli investitori attivi a Piazza Affari.

Gli investitori e l’impiego del risparmio

borsa milanoDallo studio della Commissione Nazionale per le Società e la Borsa, che ha analizzato l’attività di trading in azioni tra gennaio 2019 e settembre 2021, emerge quindi una crescita significativa dell’interesse verso il mercato azionario da parte del mondo del piccolo risparmio.
Infatti i nuovi investitori, prima del 2019, non avevano mai comprato né venduto azioni.

Il Covid e altri fattori incentivanti

Va evidenziato che l’incremento di 185 mila unità è molto elevato, se teniamo conto che trader attivi in quei mesi erano poco più di 560 mila.
Le new entry nel modo azionario hanno approfittato soprattutto del calo delle quotazioni, che c’è stato subito dopo lo scoppio della crisi pandemica. Che le restrizioni collegate ai lockdown sono state la prima causa dell’incremento dell’interesse verso il mercato azionario italiano, è evidente. Ma anche le innovazioni tecnologiche sono state una concausa, così come la diffusione dei broker 0 zero spread presenti sul mercato.

Cambia il profilo dell’investitore retail

L’avvicinamento di questi individui alla borsa ha comportato inoltre diversi cambiamenti nello scenario complessivo.
Anzitutto il controvalore medio individuale si è abbassato rispetto alla media del 2019. Ciò è dovuto al fatto che il risparmio medio da impiegare è minore. Inoltre i Consob evidenziano che questo gruppo di piccoli investitori è costituito di una popolazione più giovane di 10 anni rispetto agli investitori tradizionali, con una marcata presenza maschile.
Un altro aspetto molto importante riguarda le performance dei nuovi investitori, che in linea di massima sono risultate migliori degli investitori preesistenti.

Presenza permanente

Va infine aggiunto che l’avvicinamento al mercato azionario del popolo del “piccolo risparmio” non è stato un fattore temporaneo, visto che la gran parte ha continuato ad operare anche dopo la fine delle restrizioni. Cioè è andata ad allargare in modo permanente la platea degli investitori retail. Di conseguenza anche i volumi scambiati sul mercato azionario italiano sono cresciuti.
Peraltro il discorso vale per l’intero panorama degli investimenti. Ad esempio è cresciuto il lottaggio forex nel mercato valutario, così come gli investimenti nelle commodities.

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In che modo l’osteopatia influisce sul corpo umano?

L’essere umano è costituito da una struttura, da un sistema energetico e da un sistema emotivo, tutti intimamente legati e che non saprebbero essere dissociati.

L’osteopatia non è una tecnica ma una terapia globale che ristabilisce l’equilibrio di questi 3 livelli del corpo:

  • Liberandolo dalla mobilità che gli consentirà di funzionare correttamente
  • Migliorare la circolazione che lo irriga
  • Migliorare il sistema neurologico e neurovegetativo che lo controlla
  • Migliorare la circolazione dell’energia
  • Liberando impronte emotive che rallentano il recupero
  • Favorendo l’eliminazione delle impurità
  • Permettere al corpo di rigenerarsi in tutti i suoi grandi ritmi (respirazione).

 

Per promuovere l’efficacia delle sessioni di osteopatia, si possono prendere in considerazione alcune precauzioni.

  • Evitare gli eccessi, soprattutto quelli prolungati: eccessi di lavoro, riposo, cibo, stimolanti, che consumano le energie necessarie al recupero e alla guarigione
  • Nessuna attività sportiva o domestica (aspirapolvere, stiro, etc.) per 3 giorni interi.
  • Rispettare l’igiene alimentare: consumare, secondo il proprio appetito, cibi semplici e naturali, possibilmente durante la loro stagione, e non raffinati (i più crudi, i più vicini alla loro origine), in base alla regione climatica in cui ci si trova. Masticare bene il cibo per garantire una buona salivazione e ridurre l’appetito.
  • Bere preferibilmente lontano dai pasti, una quantità di liquido che permetta di urinare più volte al giorno. Evitare il più possibile bevande ghiacciate, gassate, zuccherate e artificiali (soprattutto durante i pasti). Attenzione: se bevi più del solito, dobbiamo urinare più del solito, se non ci sono problemi di ritenzione.
  • Pensa in modo positivo e sii costruttivo in ogni circostanza (i nostri pensieri influenzano le nostre azioni e la nostra salute).
  • Evitare lo stato depressivo che impedisce di prendersi cura di sé. Non dimenticare che il miglior rimedio è se stesso.

Grazie ad ogni specifico corso terapia manuale, ogni professionista è in grado di garantire ai propri pazienti ottimi risultati sia nel breve che a lungo termine.

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Ares Ambiente, cosa prevede il processo di macro raccolta dei rifiuti

Nata nel 2008 su iniziativa di Marco Nicola Domizio, Ares Ambiente è riconosciuta come una delle eccellenze bergamasche nel settore dell’intermediazione dei rifiuti. Di recente l’azienda ha preso parte anche all’European Waste Management Conference.

Ares Ambiente: cosa prevede la macro raccolta

Con sede a Treviolo, in provincia di Bergamo, Ares Ambiente è una realtà che opera da oltre dieci anni nel settore dell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati. Fondata da Marco Domizio, offre su tutto il territorio nazionale servizi di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Grazie ai mezzi a disposizione e alle tecnologie impiegate, Ares Ambiente è in grado di rispondere a qualsiasi tipo di esigenza, tra cui anche servizi di macro raccolta. L’azienda gestisce l’intero processo di smaltimento e/o recupero, occupandosi anche della gestione documentale. Le attività svolte si articolano in sei fasi: sopralluogo con controllo visivo del rifiuto, verifica dell’analisi chimica, identificazione della destinazione finale e disponibilità a ricevere, trasporto e infine invio del FIR. Numerose le lavorazioni e le attività che producono i rifiuti, pericolosi e non, della macro raccolta: agricoltura, conserve alimentari, industria dolciaria e della panificazione, produzione di bevande, lavorazione del legno, lavorazioni dell’industria tessile, estrazione di minerali ed apparecchiature elettroniche ne sono un esempio.

Ares Ambiente: le fasi del processo di recupero

Oltre allo smaltimento, il servizio di macro raccolta offerto da Ares Ambiente prevede anche il recupero di determinati materiali come terre, refrattari, ceneri, polveri, materiale da demolizione e FORSU, sigla che sta per Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano. Cinque le fasi del processo di gestione del rifiuto, sia esso materiale di recupero o materiale destinato allo smaltimento finale: verifica dell’idoneità dei documenti di analisi e caratterizzazione del rifiuto; individuazione del potenziale impianto; integrazione del leaching test (test di cessione) quando previsto o richiesto; compilazione della scheda di omologa richiesta dall’impianto e infine le attività di trasporto, se richieste dal cliente. Va ricordato inoltre che Ares Ambiente ha accesso diretto, sia in Italia che in Europa, ad impianti di smaltimento finali, discariche e termovalorizzatori, nonché ad impianti di trattamento e recupero. Non è un caso che l’azienda abbia preso parte con uno stand all’European Waste Management Conference, la tre giorni di Bergamo tenutasi lo scorso giugno e dedicata all’industria della gestione dei rifiuti, alle nuove tecnologie e alle soluzioni integrate nell’ambito dell’economia circolare.

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Fine degli sconti ed inflazione fanno risalire i premi Rc auto: in Liguria +9,1%

Brutte notizie per gli automobilisti liguri; dopo il prezzo della benzina, anche il costo dell’Rc auto è tornato a salire tanto è vero che, come evidenziato dall’Osservatorio di Facile.it*, a luglio 2022 per assicurare un veicolo a quattro ruote in Liguria occorrevano, in media, 448,99 euro, vale a dire il 9,1% in più rispetto a inizio anno.

La regione risulta essere la seconda area italiana che ha registrato l’incremento più consistente da gennaio a luglio 2022, posizionandosi dopo la Puglia (+9,4%).

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 180.000 preventivi e relative quotazioni effettuati in Liguria e raccolti da Facile.it nel corso dell’ultimo anno.

«Durante il primo semestre dell’anno», spiega Andrea Ghizzoni, Managing Director Insurance di Facile.it. «l’andamento dei premi Rc auto non è stato costante, ma già da aprile è iniziato il trend al rialzo che, secondo le previsioni, dovrebbe proseguire nei prossimi mesi. Va considerato non solo che molte delle scontistiche messe in atto dalle compagnie durante la pandemia si stanno esaurendo, ma anche che i costi dei sinistri stanno crescendo a causa dell’inflazione».

L’andamento provinciale

Se si confronta la tariffa media dell’Rc auto di luglio con quella di gennaio emerge come l’incremento sia stato rilevato, seppur in misura differente, in tutta la Liguria.

A guidare la classifica degli incrementi più consistenti è la provincia di Imperia, area dove lo scorso mese i valori medi sono saliti del 10,7% rispetto a gennaio 2022, raggiungendo i 381,88 euro, seguita da Genova (+10,2%, 476,32 euro).

Continuando a scorrere la graduatoria ligure si trova La Spezia, che a luglio ha registrato un aumento del premio medio del 5,1%, salito a 442,84 euro. Chiude la classifica Savona, area che ha segnato un incremento del 3,1% (362,42 euro).

In valori assoluti, a luglio 2022, Genova è risultata essere la provincia più costosa della regione (premio medio 476,32 euro), Savona la più economica (362,42 euro).

Garanzie accessorie

Guardando alle garanzie accessorie scelte dagli automobilisti liguri in fase di sottoscrizione emerge come, tra coloro che ne hanno inserita una, la più richiesta sia stata l’assistenza stradale, scelta dal 40,6% dei guidatori.

Seppur a grande distanza, seguono tra le coperture aggiuntive maggiormente richieste dagli automobilisti della Liguria la tutela legale (20,7%) e la garanzia infortuni conducente (16,9%).


 

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 187.472 preventivi effettuati in Liguria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 luglio 2021 e il 31 luglio 2022 e i relativi risultati di quotazione prodotti. Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

 

Immagine ©Pixavril

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Davide D’Arcangelo: Impatta4Equity, presentato il nuovo programma di investimento

L’investment company guarda all’innovability italiana ispirandosi ai valori di sostenibilità espressi da Papa Francesco. Il programma è stato presentato a Roma dai fondatori Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: Impatta4Equity, gli obiettivi

Dopo il successo ottenuto dal club deal investor Next4, i fondatori Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta puntano all’innovability italiana e alla transizione ecologica. E lo fanno prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco contenute nell’Enciclica Laudato si’. Nasce così Impatta4Equity, la prima investment company a coniugare criteri ESG e Dottrina Sociale della Chiesa. Promossa dal network di imprese e professionisti IMPATTA, ispirata all’Earth Day e coordinata da Next4, la nuova realtà è stata presentata lo scorso 23 giugno a Roma presso lo spazio Facebook “Binario F”. “Di fronte all’escalation della crisi climatica e alle evidenti difficoltà delle istituzioni, che nonostante 26 Conferenze sul Clima non riescono a invertire la rotta e a fermare il costante aumento delle emissioni di CO2 in atmosfera, Papa Francesco ha invitato ogni cittadino responsabile a fare la propria parte e ha lanciato una piattaforma d’azione globale, Laudato si’ Action Platform, grazie alla quale possiamo tutti contribuire a generare il cambiamento di cui l’umanità e il pianeta hanno sempre più urgente bisogno”, ha dichiarato nel suo intervento il CEO di Impatta4Equity Pierluigi Sassi. L’evento, al quale hanno preso parte anche Davide D’Arcangelo e Angelo Paletta, è stata l’occasione per illustrare agli oltre 100 investitori i dettagli del programma di investimento.

Davide D’Arcangelo: innovazione e abbattimento della CO2, i due progetti pilota

Attraverso il suo programma, la realtà lanciata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta intende finanziare la migliore innovazione italiana, puntando su aziende e start-up inserite in un percorso di economia sostenibile. La valutazione degli investimenti avverrà tramite Values Metrics, strumento di misurazione frutto della collaborazione nata tra Core Values, PWC, Anima e Movimento per l’Economia del Bene Comune. Una combinazione di criteri ESG e valori sociali grazie alla quale i promotori dell’iniziativa intendono replicare i risultati ottenuti dal primo programma d’investimento di Next4 dedicato alla Sanità Digitale, con il club deal investor che in soli due anni è stato in grado di triplicare il proprio valore. Durante la presentazione sono stati svelati anche i dettagli dei due progetti pilota avviati. Il primo andrà a finanziare la realizzazione di una piattaforma destinata alle aziende in grado di certificare l’abbattimento delle emissioni di CO2 delle flotte tramite blockchain. Il digitale è protagonista anche del secondo progetto, che riguarda sempre lo sviluppo di una piattaforma appoggiata a una blockchain ma in grado di certificare la produzione e l’autoconsumo delle future Comunità Energetiche.

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Come un Topper coprimaterasso può migliorare la tua vita e farti risparmiare

Pharmaflex lancia degli innovativi topper ortopedici a doppia densità Made in Italy

Le quasi totalità della popolazione, si sa, passa la maggior parte della giornata stando molte ore in piedi, seduta o davanti ad un pc, magari con postazioni non adeguate. Si riscontra quindi una tendenza ad assumere delle posture che, a lungo andare, vanno ad incrementare il numero già elevato delle persone che soffrono di sintomatologie dolorose a carico di schiena e collo.

Per far fronte a questi fastidi sempre più frequenti, un ruolo cruciale è giocato dalla qualità del riposo notturno, dato che questi possono ripresentarsi ogni giorno fin dal risveglio.

Scegliere il giusto dispositivo per dormire può di fare la differenza

Utilizzare un supporto, che consenta di mantenere una posizione corretta durante la notte, può contribuire efficacemente a risolvere dolori e fastidi, consentendo un risparmio sulle terapie manuali e migliorando la qualità del sonno, con un impatto positivo sulla vita quotidiana.

Ma che succede se in casa si sta utilizzando un materasso vecchio o sbagliato, e non si ha la disponibilità economica per cambiarlo?

Proprio per far fronte a queste necessità è possibile utilizzare un topper coprimaterasso.

Cosa sono i Topper Coprimaterasso

I topper sono dei coprimaterasso imbottiti, più o meno spessi, da stendere sul proprio letto per migliorarne la consistenza. Ancora non conosciuti da tutti, stanno diventando sempre più diffusi nelle case italiane: i consumatori li preferiscono infatti ad un cambio di materasso, proprio perchè considerati una soluzione pratica, economica e funzionale.

I topper sono quindi capaci di sopperire alle mancanze di un materasso usurato o dalla consistenza non piacevole ma, proprio come un materasso standard, i modelli comuni non sono in grado di porre rimedio alle problematiche che interessano la colonna vertebrale.

Per avere un riposo di qualità è importante scegliere il giusto dispositivo per dormire, che permetta di fare la differenza, migliorando la vita diurna.

Per soddisfare queste esigenze nascono i topper ortopedici, dispositivi medici progettati per fornire supporto alle articolazioni e consentire il giusto riposo a chi presenta problematiche di tipo fisiatrico,  consentendo di risolvere il problema in maniera naturale mentre si sta dormendo.

 

 I Topper ortopedici di Pharmaflex

Pharmaflex, azienda Italiana nota per i suoi innovatici cuscini ortopedici, in grado di risolvere a diverse sintomatologie quali Cervicalgia, Reflusso Gastrico e Plagiocefalia, ha ora lanciato un modello di Topper Materasso Ortopedico che ha già riscosso ottimi consensi nelle recensioni degli specialisti del settore.

Come tutti i prodotti del marchio, il Topper Materasso di Pharmaflex è un prodotto innovativo che incorpora tecnologie avanzate, disegnato e testato per aiutare a risolvere tutti quei disturbi della colonna che causano dolori a schiena e collo. Il topper di Pharmaflex agisce assicurando che la colonna vertebrale sia allineata correttamente,mantenendo il corretto distanziamento delle vertebre per evitarne la compressione, responsabile della maggior parte dei sintomi del mal di schiena, con un sollievo immediato.

 

Come per i cuscini Pharmaflex, alla base del topper c’è la tecnologia AirCell, l’evoluzione del Memory Foam: un materiale traspirante con una speciale formula a cellule aperte completamente permeabile all’aria, rinfrescante e piacevole anche nei mesi estivi. Grazie ad AirCell, inoltre, il topper materasso si adatta in maniera ancora più rapida agli spostamenti del corpo rispetto ai topper memory standard, assicurando il massimo comfort in ogni posizione, ma senza deformarsi nel tempo.

 

Le tecnologie che rendono il Topper Ortopedico di Pharmaflex unico sono:

  • 7 differenti zone di supporto specifiche per le diverse zone del corpo;
  • 2 strati a densità variabile, con duplice azione decontratturante e di decompressione;
  • Un’altezza più alta della media di mercato: ben 8cm;
  • La disponibilità in più misure: singolo, una piazza e mezza, matrimoniale e, a richiesta, su misura;
  • Il certificato di Dispositivo Medico di Classe-1

 

 Come funzionano gli strati a diversa densità

La sua stratificazione a base di poliuretano a densità variabile permette al Topper letto di Pharmaflex di assolvere a due compiti:

  1. Decontrazione muscolare: distribuisce il peso del corpo uniformemente, riducendo i punti di pressione e rilassando la muscolatura.
  2. Decompressione vertebrale: favorisce il corretto distanziamento tra le vertebre dorsali e lombari, evitandone lo schiacciamento.

 

Le 7 zone di supporto

Il topper presenta una struttura a onde di dimensioni specifiche, per fornire un perfetto allineamento di ogni parte del corpo:

 

•    Testa e collo

•    Spalle

•    Colonna Vertebrale

•    Bacino

•    Gambe

•    Ginocchia

•    Piedi

La Cover in Fibra di Carbonio

Come tutti i prodotti Pharmaflex, anche il topper ortopedico viene accompagnato da una cover in fibra di carbonio in grado di scaricare le cariche elettromagnetiche accumulate durante il giorno, oltre a essere antibatterica, antiallergica e antivirale.

 

 

Come Provare Pharmaflex Topper Materasso Ortopedico

Il topper Pharmaflex viene venduto online e in alcune farmacie sul territorio. Essendo l’azienda consapevole di quanto un prodotto del genere vada “testato” dalle persone, ripropone la sua formula vincente: la possibilità di provarlo per 30 giorni con reso gratuito e ritiro a casa, oltre a una garanzia di 2 anni per dare la massima tranquillità ai clienti.

 

Il sonno rappresenta il 30% della vita di una persona e influenza significativamente il resto della giornata. L’intuizione dei prodotti Pharmaflex è quella di andare a risolvere diverse sintomatologie dolorose in maniera naturale mentre mentre si sta dormendo, evitando la sostituzione dell’intero materasso ed il ricorso alle terapie, consentendo di far ritrovare uil riposo perfetto anche alle persone che ormai non si ricordavano più com’era.

 

Per Maggiori Informazioni pharmaflex.com

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Andrea Mascetti: l’avvocato tra i nuovi ingressi nel CdA di Proger S.p.A.

L’ingresso dell’avvocato Andrea Mascetti nel CdA di Proger S.p.A.: con oltre 1.000 professionisti operativi in circa 20 Paesi del mondo, la società propone un approccio globale per la progettazione integrata e la gestione di grandi interventi e programmi complessi, in diversi settori, per clienti pubblici e privati.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti entra nel CdA di Proger S.p.A.

Nel comunicare l’ingresso dell’avvocato Andrea Mascetti nel CdA, Proger S.p.A. ne ha sottolineato l’esperienza acquisita in materia di Diritto Civile e Amministrativo. L’avvocato, come comunicato dalla società stessa lo scorso 14 luglio, entra a far parte del Board insieme a Patrizia Ravaioli, Direttore Generale Formez PA – Centro di Formazione e Studi della Pubblica Amministrazione nonché Presidente Associazione Donne Leader in Sanità. Proger S.p.A., nel settore da 70 anni, è oggi una delle prime società di engineering & management in Italia nonché la prima no captive se si considera la posizione di Gruppo: da anni si posiziona stabilmente nel ranking mondiale delle prime 100 società internazionali di ingegneria all’interno della Top 225 International Design Firms stilata dalla prestigiosa testata americana “Engineering News Record”. Andrea Mascetti porterà nel CdA della società le competenze acquisite in oltre 30 anni di carriera.

Andrea Mascetti: profilo professionale e competenze

Nato nel 1971 a Varese, Andrea Mascetti è titolare dello Studio Legale Mascetti. Laureato in Giurisprudenza, agli inizi della sua carriera ha collaborato presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. Esercita la propria attività professionale prevalentemente nell’ambito del diritto civile e amministrativo, oltre che delle applicazioni del decreto legislativo 231/01. In ambito civile ha maturato una consolidata esperienza in particolare nel diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali, oltre che in alcune aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro, sia come consulente che in qualità di processualista. In materia di diritto amministrativo svolge attività difensiva avanti ai TAR e al Consiglio di Stato oltre che consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. Da diversi anni l’avvocato Andrea Mascetti si occupa anche di web reputation e diritto dell’arte.

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Terna, Stefano Donnarumma rassicura sul gas: “Stoccaggi basteranno ad affrontare l’inverno”

Il gestore della rete elettrica conferma gli obiettivi del Piano al 2025. Stefano Donnarumma: crisi energetica impone accelerazione su rinnovabili, Paese avrà gas a sufficienza.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: Terna, i conti del I semestre 2022

Nonostante le crisi geopolitiche, se la situazione dovesse rimanere inalterata il Paese ha buone possibilità di affrontare il prossimo inverno con sufficienti riserve di gas. Ne è sicuro Stefano Donnarumma: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna lo ha affermato in occasione di una conference call durante la quale sono stati presentati i conti del primo semestre 2022. Il gestore della rete elettrica nazionale chiude con un utile netto in crescita del 3,5%, passando dai 384,6 milioni di euro del primo semestre 2021 agli attuali 398,1 milioni. Aumentano anche i ricavi (+5,9%), che toccano quota 1,33 miliardi di euro rispetto agli 1,26 dell’anno precedente. Boom degli investimenti, in aumento del 10,2%: sono 660,5 i milioni investiti dal Gruppo guidato da Stefano Donnarumma nella prima metà del 2022, in confronto ai 599,6 del 2021. Scende l’indebitamento netto (8,9 miliardi rispetto ai 10 di dicembre 2021), mentre il margine operativo mostra un incremento del 4,1% (946,9 milioni di euro).

Le dichiarazioni dell’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma

Forte dei numeri, ora Terna continuerà a lavorare per realizzare gli obiettivi contenuti nel Piano Industriale 2021-2025 "Driving Energy". Tra le priorità, ricorda Stefano Donnarumma, ridurre il più possibile la dipendenza del Paese dalle fonti fossili: "Questo obiettivo si può raggiungere principalmente accelerando sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. In tale ottica, la rete è un fattore abilitante cruciale e per questo Terna sta imprimendo un continuo impulso agli investimenti". Sono 10 i miliardi messi sul piatto, di cui 1,7 da investire entro l’anno. Oltre a dedicarsi ad interventi di razionalizzazione delle reti elettriche nelle aree metropolitane (Firenze e Roma sono un esempio), nel secondo semestre sono previsti sia l’avanzamento del Tyrrhenian Link che l’avvio dell’iter autorizzativo per il progetto Adriatic Link. Il Gruppo è inoltre pronto a portare a termine una nuova interconnessione con la Francia, che funzionerà a pieno regime già entro la fine dell’anno. Gli eventi in Ucraina e l’acuirsi della crisi energetica, rassicura Stefano Donnarumma, avranno scarso impatto sulla produzione elettrica: "Possiamo immaginare decisioni del Governo per una riduzione della domanda e questo è il punto più importante, ma per la produzione elettrica prevediamo una normale gestione del sistema".

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Intermediazione rifiuti ed economia circolare: l’esperienza di Marco Nicola Domizio

Marco Domizio ha alle spalle un lungo percorso professionale sviluppato in diverse aree del settore ambientale. Esperienze su cui ha fatto leva per avviare una propria iniziativa imprenditoriale, confluita nella nascita di Ares Ambiente.

Marco Domizio: il modello Ares Ambiente

Operare con criteri di efficienza, economicità e trasparenza nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati: con questa filosofia Marco Domizio, esperto del settore, ha avviato Ares Ambiente nel 2008. La sua intuizione si conferma tuttora efficace a distanza di quasi 15 anni. Questo poiché, in un’ottica di economia circolare, il trattamento dei rifiuti richiede un’attenzione massima sia verso l’ambiente sia verso le persone. Specializzata in attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio nazionale, Ares Ambiente occupa oggi una posizione di leadership all’interno del settore. Un primato che, per l’azienda fondata da Marco Domizio, significa garantire servizi che mettono continuamente al centro l’efficienza, l’economicità e la trasparenza.

Marco Domizio: sostenibilità e responsabilità in Ares Ambiente

Ares Ambiente fornisce soluzioni funzionali al trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti), in linea con quanto prevede l’Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE. Negli anni si è specializzata nella gestione e nel trattamento di rifiuti provenienti da diverse tipologie di produttori o detentori: dalle attività produttive a quelle di vendita all’ingrosso e distribuzione di prodotti di varia categoria merceologica. L’intuizione di Marco Nicola Domizio ha reso possibile la creazione di una realtà basata su principi di sostenibilità e responsabilità, sfere che risaltano anche nel Sistema di Gestione Integrata di Qualità, Ambiente, Sicurezza e Responsabilità Sociale di Ares Ambiente. A questo si abbina il Codice Etico impiegato dall’azienda per promuovere valori di correttezza, lealtà, integrità e trasparenza. Per la realtà fondata da Marco Domizio ciò equivale ad assicurare risposte concrete per le diverse esigenze del settore. Non a caso, l’azienda ha ottenuto standard di certificazione elevati nelle aree Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014).

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Digital wealth management, Gian Maria Mossa: Banca Generali aperta a fintech e blockchain

Banca Generali va incontro alle sfide del futuro con un approccio sempre più orientato al digital wealth management. Servizi fintech e innovazioni come la blockchain possono essere di impulso anche ai settori più conservatori, ha detto l’AD Gian Maria Mossa al Salone del Risparmio di Milano.

Banca Generali, l’evoluzione del digital wealth management al Salone del Risparmio di Milano

Con l’arrivo sul mercato dei nativi digitali anche un’industria tradizionale come quella del risparmio, per sopravvivere, dovrà necessariamente aprirsi all’innovazione. Ed è quello che Banca Generali sta facendo ormai dal 2015: l’Istituto è sempre più orientato verso un modello di digital wealth management in grado di cogliere le potenzialità delle nuove frontiere del mondo finanziario. Integrare servizi fintech e nuove tecnologie nel proprio ecosistema assume oggi un valore sempre più strategico. Ne è convinto l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa, tra i protagonisti dell’ultima edizione del Salone del Risparmio di Milano. Nel suo intervento, il manager ha ricordato il percorso avviato da Banca Generali, prima in Italia a dotarsi di un’architettura digitale e di una piattaforma di open banking. Una strategia che oggi consente all’Istituto di “rispondere con puntualità alle necessità dei clienti” e di guardare a tecnologie come la blockchain, che secondo l’AD “porterà una grande innovazione in termini di semplicità, trasparenza, accesso ed efficacia”.

Digital wealth management: il modello di Banca Generali, eccellenza italiana

In poco meno di dieci anni Banca Generali è riuscita, grazie all’integrazione di nuove tecnologie e servizi di partner terzi, a superare i confini del private banking adottando a tutti gli effetti uno dei modelli di digital wealth management più avanzati nel panorama nazionale. Un risultato riconosciuto anche dal “Financial Times”, che nel 2021 ha nominato l’Istituto “Best Private Bank in Italy”. Al Salone di Milano Gian Maria Mossa ha parlato anche di Nft, token e criptovalute, ricordando “BG Conio”, la recente iniziativa lanciata in collaborazione con l’azienda fondata da Vincenzo di Nicola e Christian Miccoli. Un servizio che dallo scorso febbraio consente ai clienti di comprare e vendere Bitcoin operando direttamente mediante il proprio conto corrente attraverso l’app di Mobile Banking Banca Generali Private. Finora sono circa 20mila i clienti che hanno usufruito della novità, secondo l’AD segno di un interesse sempre maggiore verso il mondo delle criptovalute. Un trend che ha ormai destato l’attenzione di tutto il settore, dalle banche centrali agli operatori privati: “Credo sia molto positivo che anche in Italia gli organismi preposti stiano guardando in chiave costruttiva a questo percorso di innovazione che può aprire a nuove opportunità”.

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Francesco Milleri: “Eyes on Carbon”, l’importanza della decarbonizzazione per EssilorLuxottica

Francesco Milleri: “Eyes on Carbon”, il raggiungimento della Carbon Neutrality (emissioni Scope 1 & 2) nelle attività di EssilorLuxottica previsto entro il 2025.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: per vedere in modo chiaro dobbiamo lavorare in modo pulito, la vision di EssilorLuxottica

“Fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani”, aveva sottolineato l’AD Francesco Milleri lo scorso anno presentando la roadmap per la Sostenibilità di EssilorLuxottica “Eyes on the Planet”. In quell’occasione l’AD aveva parlato inoltre del percorso che il Gruppo ha intrapreso per la progressiva decarbonizzazione delle proprie attività aziendali: non a caso EssilorLuxottica si impegna da tempo nell’individuare soluzioni e processi funzionali all’eliminazione delle emissioni Scope 1 & 2 dalle proprie attività aziendali coinvolgendo diverse aree strategiche e aggiornando regolarmente attrezzature e tecnologie. Il Gruppo punta al raggiungimento della Carbon Neutrality (emissioni Scope 1 & 2) entro il 2025 e, come annunciato dall’AD Francesco Milleri, in Europa entro il 2023.

Francesco Milleri: verso la Carbon Neutrality entro il 2025, cominciando dall’Europa nel 2023

L’impegno per la decarbonizzazione, supportato fortemente dall’AD Francesco Milleri, si inserisce in un quadro più ampio che vede EssilorLuxottica promuovere sempre più iniziative e progetti per contribuire al conseguimento degli SDGs, i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. Produrre e utilizzare energia elettrica rinnovabile, ovunque sia possibile, e arrivare a un mix globale di energia elettrica che provenga al 100% da fonti rinnovabili significa ad esempio incentivare il raggiungimento dell’Obiettivo 7 (assicurare a tutti l’accesso a sistemi energetici puliti, economici, sostenibili, affidabili e moderni). E guarda in questa direzione anche la decisione di introdurre nei principali siti di produzione del Gruppo una tecnica di galvanica ecosostenibile (un sistema integrato di trattamento e riciclo dell’acqua). E ancora l’Obiettivo 13 che implica di agire per il clima: nella vision di EssilorLuxottica non significa solamente intervenire per ridurre le emissioni di carbonio ma anche investire in progetti per la protezione e il recupero degli ecosistemi naturali nonché alla promozione del benessere delle comunità locali. L’impegno del Gruppo guidato da Francesco Milleri non riguarda solo chi vi lavora ma anche fornitori e clienti, a riprova che il benessere del pianeta implica uno sforzo trasversale e condiviso. Basti pensare alle spedizioni: EssilorLuxottica dà ai clienti la possibilità di scegliere le modalità di consegna più ecologiche, adattando l’esperienza di acquisto ai loro valori. E lavora in collaborazione con i fornitori logistici alla riduzione delle proprie emissioni indirette (Scope 3) verso l’obiettivo finale di zero emissioni.

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Sostenibilità e sicurezza sul lavoro, un binomio inscindibile

Comunicato Stampa

Sostenibilità e sicurezza sul lavoro, un binomio inscindibile

Online il secondo Quaderno della Sicurezza AiFOS 2022 dedicato alla sostenibilità e alla sicurezza sul lavoro. La versione integrale è disponibile gratuitamente per i soci AiFOS e per tutti i lavoratori del settore pubblico.

 

I temi connessi allo sviluppo sostenibile stanno acquisendo, in relazione alle future sfide ambientali, economico e sociali, sempre più rilevanza in tutte le scelte della nostra società, da quelle istituzionali e aziendali a quelle individuali.

 

Una prima definizione di sviluppo sostenibile risale al 1987 e si trova nel cosiddetto Rapporto Brundtland: la sostenibilità è in grado di “assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

Questa definizione si è evoluta nel tempo. Se la sostenibilità era inizialmente centrata sugli aspetti ecologici, ha ormai acquisito un significato più globale che tiene conto sia della dimensione ambientale che di quella economica e sociale: tre ambiti che sono in un rapporto sinergico e sistemico e che portano ad un nuovo modello e definizione di progresso e di benessere.

 

Per approfondire il tema dello sviluppo sostenibile mettendo in rilievo anche le connessioni con la salute e la sicurezza sul lavoro, è stato pubblicato dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) il nuovo Quaderno della Sicurezza AiFOS n. 2 del 2022 dal titolo “Sostenibilità e sicurezza sul lavoro, un binomio inscindibile”.

 

Il link per poter sfogliare la demo online:

https://www.aifoservice.it/sfogliabili/quaderni-della-sicurezza/2022/Q2/Demo/

 

I Quaderni della Sicurezza AiFOS: un punto di riferimento del settore

I Quaderni della Sicurezza sono una rivista scientifica trimestrale a carattere monografico edita dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) dal 2010. La Direzione Scientifica è affidata all’avvocato Lorenzo Fantini, già dirigente della divisione salute e sicurezza del Ministero del lavoro.

 

I Quaderni della Sicurezza AiFOS sono divenuti punto di riferimento nel settore, ottenendo grandi riconoscimenti non solamente a livello nazionale: su tutti, spiccano i contributi esclusivi concessi annualmente dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

 

A partire dal 2020 la pubblicazione non è più in formato cartaceo, ma esclusivamente online, al fine di ridurre l’impatto ambientale delle attività associative nell’ambito dei progetti di sostenibilità AiFOS: ciò consente di risparmiare 1720 kg di carta, 26 alberi, 757.000 litri di acqua, nonché 13.072 kWh di energia elettrica all’anno.

 

Il Quaderno della Sicurezza 2/2022: sostenibilità e sicurezza sul lavoro

Nel Quaderno della Sicurezza AiFOS n. 2/2022 l’editoriale di Lorenzo Fantini sottolinea come la “visione integrata” delle tre dimensioni dello sviluppo – ambientale, sociale ed economico (senza dimenticare la responsabilità istituzionale) – “si concretizza proprio nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e si finalizza alla redazione dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile (Sustainable development goals, SDGs) redatti dall’Onu: ecco allora che ‘assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri’ diventa la definizione di sviluppo sostenibile che si propone di creare un nuovo modello di società, secondo criteri di maggior responsabilità in termini sociali, ambientali ed economici, finalizzati ad evitare il collasso dell’ecosistema terrestre”.

 

Ricordiamo che nell’Agenda 2030, programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, sono diversi gli obiettivi, i goal direttamente o indirettamente connessi ai temi del benessere, della salute, della sicurezza su lavoro e della formazione.

Ne riportiamo alcuni:

  • goal 3 – Salute e benessere
  • goal 4 – Istruzione di qualità
  • goal 5 – Parità di genere
  • goal 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica
  • goal 12 – Consumo e produzione responsabili
  • goal 15 – Vita sulla terra (Ambiente)

 

In questo disegno complessivo di un nuovo modello di società – continua l’editoriale – il Quaderno racconta come tutti “possono fare la loro parte, non solo dalle aziende ai consumatori finali, ma anche ogni singolo attore della sicurezza”.

Senza dimenticare che in questo momento di transizione, “il valore di un atteggiamento etico è ormai innegabile, tanto che la sostenibilità è considerata come un elemento strategico in grado di innescare nuove dinamiche competitive e di giocare un ruolo cardine nella competizione dei mercati”.

 

Il link per poter sfogliare la demo online:

https://www.aifoservice.it/sfogliabili/quaderni-della-sicurezza/2022/Q2/Demo/

 

La diffusione gratuita dei Quaderni della Sicurezza ai dipendenti pubblici

Al di là della possibilità per i soci AiFOS di leggere la versione integrale della rivista, l’Associazione AiFOS ha deciso di diffonderla gratuitamente tra i lavoratori del settore pubblico con l’obiettivo è di aumentare conoscenza, consapevolezza e prevenzione nel settore pubblico dei temi connessi a salute, sicurezza, formazione e sostenibilità.

 

Per leggere la rivista i dipendenti pubblici possono registrarsi utilizzando il seguente link:

http://bit.ly/Iscrizione-gratuita-Quaderni-AiFOS

 

La sostenibilità – è ancora Lorenzo Fantini a sottolinearlo nell’editoriale – è la ‘chiave di volta’ “per affrontare le sfide per l’impostazione di un nuovo modello di società. Ciò potrà essere possibile solo imparando a mettere in discussione sia i bisogni che le soluzioni, misurando l’impatto diretto delle innovazioni” e cercando di valutarne anche i riflessi indiretti. Solo allora si sarà in grado di realizzare un’innovazione responsabile e sostenibile, “in grado di modificare il tessuto della società attraverso una maggiore attenzione alle responsabilità morali, verso cui ciascun individuo dovrebbe sentirsi impegnato”.

 

Per informazioni:

Direzione nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595037 – www.aifos.it[email protected]

 

28 luglio 2022

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Cannabis terapeutica: cos’è, vantaggi, tipologie e novità

La cannabis terapeutica, nota anche come marijuana, è un tipo di farmaco derivato dalla pianta di cannabis. Contiene sostanze chimiche note come cannabinoidi, che hanno dimostrato di avere effetti terapeutici.

La cannabis agisce interagendo con il sistema endocannabinoide (ECS) dell’organismo. Si tratta di un sistema di recettori che si trovano in tutto il corpo, compreso il cervello. Questi recettori sono coinvolti in molte funzioni diverse, tra cui la regolazione del dolore, dell’appetito e dell’umore.

Quando i cannabinoidi della cannabis si legano a questi recettori, possono contribuire a modulare queste funzioni. Questo può dare sollievo a sintomi come il dolore e la nausea, e può anche migliorare la qualità della vita delle persone affette da determinate condizioni mediche.

Esistono diversi modi per utilizzare la cannabis terapeutica. Può essere fumata, inalata come vapore, consumata sotto forma di edibili o applicata topicamente. Il metodo di utilizzo dipende dalle preferenze del paziente e dalla condizione da trattare.

La cannabis terapeutica è utilizzata per trattare un’ampia gamma di condizioni, tra cui:

  • Dolore cronico
  • Artrite
  • Cancro
  • Malattia di Crohn
  • Sclerosi multipla
  • epilessia
  • Nausea e vomito
  • Perdita di appetito
  • Ansia
  • Depressione
  • Disturbo da stress post-traumatico
  • Disturbi del sonno

Ottenere una prescrizione per la cannabis terapeutica

Per ottenere una prescrizione per la cannabis terapeutica, occorre consultare innanzitutto un professionista sanitario autorizzato. Può trattarsi di un medico, di un infermiere o di un assistente medico.

L’operatore sanitario dovrà valutare l’anamnesi e i sintomi attuali del paziente. Dovrà inoltre stabilire se esistono altri potenziali trattamenti da provare prima.

Se l’operatore sanitario decide che la cannabis terapeutica è una buona opzione di trattamento, ne prescriverà la ricetta.

Sono disponibili diversi tipi di prodotti a base di cannabis terapeutica.

La cannabis terapeutica si presenta in molte forme diverse, a seconda dell’uso che se ne farà.

Tipi di cannabis medica

In Italia spesso si parla di preparazioni galeniche effettuate da farmacie specializzate.

I brand di cannabis terapeutica prescrivibili in Italia, in base alle concentrazioni di CBD/THC, sono:

  1. Bedrocan
  2. Bedrolite
  3. Bedrobinol
  4. Bediol
  5. Bedica
  6. Sativex

Ci sono numerose proposte di legge in Parlamento che potrebbero migliorare la situazione per i pazienti permettendo la coltivazione della cannabis per uso terapeutico, ma al momento non sembra che la classe politica sia interessata a portare avanti questa battaglia.

Metodi di assunzione della cannabis terapeutica

Ci sono diversi modi in cui le persone possono assumere la cannabis terapeutica. Il metodo più comune è quello di fumarla, ma alcune persone preferiscono mangiarla sotto forma di edibili o berla come tè. Esistono anche forme topiche di cannabis terapeutica che possono essere applicate direttamente sulla pelle.

Fumare la cannabis terapeutica è il metodo di consumo più popolare, ma non è necessariamente il più efficace. Fumare qualsiasi cosa può essere dannoso per i polmoni e il fumo di marijuana contiene molte delle stesse tossine e sostanze cancerogene del fumo di tabacco. Tuttavia, fumare cannabis terapeutica permette al paziente di sentirne gli effetti quasi immediatamente.

Mangiare cannabis terapeutica è una buona alternativa per chi non vuole fumarla. Cannabis-gli edibili infusi stanno diventando sempre più popolari man mano che sempre più persone ne conoscono i benefici. Gli edibili possono richiedere un po’ più di tempo per fare effetto rispetto al fumo, ma in genere durano di più e forniscono un livello di sollievo più costante.

Bere cannabis terapeutica è un’altra opzione che sta crescendo in popolarità. Il tè alla cannabis può essere preparato utilizzando foglie di cannabis fresche o gemme di cannabis essiccate. Si dice che questo metodo di consumo sia delicato per lo stomaco e aiuti il corpo ad assorbire i cannabinoidi in modo più efficace.

Sono disponibili anche forme topiche di cannabis terapeutica. Questi prodotti vengono applicati direttamente sulla pelle e sono ritenuti utili per il trattamento di dolore, infiammazione e altre condizioni. I prodotti a base di cannabis per uso topico non sono tipicamente psicoattivi, per cui non producono gli stessi effetti collaterali come fumare o mangiare cannabis.

La cannabis terapeutica può essere un trattamento utile per chi soffre di un’ampia varietà di condizioni. È importante parlare con un professionista sanitario qualificato per determinare se la cannabis medica è adatta a voi.

Alternative alla cannabis terapeutica tradizionale

Purtroppo in Italia c’è un grosso problema di reperibilità della cannabis terapeutica.

Anche avendo in mano una ricetta per poter ottenere la cannabis con alto THC, è probabile che le farmacie della propria zona non abbiano disponibilità della sostanza.

Questo accade perché lo stato importa dall’Olanda una quantità insufficiente di cannabis, spingendo le persone a doversi rivolgere al mercato nero oppure a coltivare cannabis in casa.

Una recente alternativa efficace e legale è data dalla cannabis terapeutica HHC.

La cannabis all’HHC è un nuovo tipo di cannabis, perfettamente legale in quanto venduta con pochissimo THC, in grado di generare effetti terapeutici simili a quelli del THC.

Moltissimi pazienti si stanno rivolgendo ai grow shop italiani che vendono cannabis light dato che sono certi di trovare il prodotto e non devono più rivolgersi al mercato nero per reperire la propria terapia.

L’HHC è una vera novità nel mercato perciò nessuno sa come si svilupperà in futuro, ma attualmente è sicuramente un’opzione da considerare se si sta cercando una cannabis con effetti benefici e che eviti rischi con la legge.

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Massimo Malvestio: “Inflazione? Unica arma della BCE è ‘sterilizzare’ il debito pubblico dei Paesi”

La guerra ha contribuito alla crescita dell’inflazione, ma le cause sono altre. A spiegarlo è l’avvocato Massimo Malvestio. Il fondatore di Praude AM aveva lanciato l’allarme in un editoriale dell’aprile 2021.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: politiche monetarie espansive e bassa natalità tra le principali cause dell’inflazione

Circa un anno fa, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Veneziepost”, l’avvocato e fondatore di Praude Asset Management Massimo Malvestio aveva avvertito sul rischio, per la tenuta economica del Paese, di un’inflazione al 5%. Una previsione quanto mai accurata: con l’aumento dei prezzi, infatti, oggi in Italia si dirige pericolosamente verso la doppia cifra percentuale. Nonostante il confitto scoppiato in Ucraina abbia accelerato il fenomeno, con punte del 20% nei Paesi baltici dell’area euro, l’inflazione è un fenomeno che parte da molto più lontano. In una nuova intervista l’esperto ha provato a spiegarne le cause principali. Tre gli ordini di fattori che, secondo Massimo Malvestio, hanno cominciato a prevalere sulle forze deflattive. Il primo è senza ombra di dubbio da ricercare nelle politiche espansive che le banche centrali hanno portato avanti negli ultimi anni e che hanno prodotto una crescita abnorme delle masse monetarie. Anche le dinamiche demografiche hanno pesantemente influito sul fenomeno, con i nati negli anni ’60 che si avviano verso la pensione in un contesto di crisi di nascite e di manodopera: “E questo non è un problema solo italiano – spiega l’avvocato – si pensi alla Cina dove la one child policy sta cominciando a produrre tutti i suoi effetti anche sulle dinamiche della domanda e offerta di lavoro”.

Massimo Malvestio: ESG fattore dirompente, sempre meno gli investimenti in energia e materie prime

Nell’analisi di Massimo Malvestio il terzo e ultimo fattore legato all’avvento dell’inflazione è la comparsa delle politiche ESG (Environmental, Social and Governance). Criteri che oggi vengono imposti dalle banche e dai fondi non più solo alle società quotate. La conseguenza è stata l’abbandono quasi totale degli investimenti in risorse energetiche e materie prime, con l’Europa che oggi si trova a dover rimediare: “Devono accettare non solo politiche che di ESG non hanno nulla, ma anche legittimare interlocutori e regimi che sul piano dei valori rappresentano l’esatto contrario di quello che queste politiche ESG dicono di volere perseguire”. Finora l’inflazione è stata tenuta sotto controllo dalla Banca Centrale Europea attraverso ingenti acquisti di titoli di stato. Un’opzione che oggi appare sempre meno replicabile, conclude Massimo Malvestio: “Se il fenomeno perdurerà non vedo come la BCE potrà continuare ad acquistare bond per sostenere il mercato. Credo che la ‘sterilizzazione’ del debito pubblico dei singoli stati sia l’unica arma rimasta nell’arsenale per fermare lo spread e la frammentazione fintanto che l’inflazione rimane ai livelli attuali”.

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Eventi HAPPY BIO estate 2022 in Romagna con “gente che ama ospitare e coltivare”

Il progetto “Happy Bio” è un tour di andata e ritorno dalla campagna al mare che in questi vent’anni ha disegnato nuovi orizzonti e coltivato stili di vita consapevoli. I molti mesi quasi vissuti “con il freno a mano tirato” hanno reso ancor più grande la voglia, delle persone, di svolgere attività all’aria aperta. Questo privilegia naturalmente le destinazioni che offrono esperienze turistiche strutturate e ben organizzate per cui oggi è fondamentale raccontare e dare visibilità a tutti quei luoghi che hanno un grande potenziale, descrivere quello che la destinazione sta facendo per riorganizzare il sistema turistico e altre informazioni utili a far percepire la destinazione come sicura, serena e, soprattutto, eco-friendly”.

Promosso da Confcommercio Ravenna, Faggioli Experience, dagli stabilimenti balneari e strutture ricettive, cofinanziato dalla Camera di Commercio di Ravenna e dal Comune di Ravenna.

Simbolo della proposta “Happy Bio 2022” il ritorno, ai turisti in vacanza in questa calda estate, di tanta fresca frutta biologica con una stuzzicante degustazione in compagnia oppure in privato con una deliziosa “frutta box” confezionata dalle aziende agricole del territorio di cui capofila Borgo Basino di Cusercoli (FC).

Francesca Faggioli, della “Faggioli Experience”, attuatore del progetto, ha introdotto l’obiettivo dell’iniziativa con queste parole: “Nell’ultimo periodo abbiamo avuto modo di pensare alla nostra quotidianità con l’occasione di rivalutare in modalità eco-friendly le “risorse” del nostro territorio. La gente, i luoghi e sicuramente fra i principali punti di partenza del buon vivere quotidiano l’alimentazione. Proprio questi elementi hanno dato vita al messaggio dell’edizione HAPPY BIO 2022 “Romagna: gente che ama ospitare e coltivare”, immediata espressione di una vocazione territoriale, inserita come elemento centrale per poter conservare “le emozioni di una vacanza ospitale che coltiva … non solo la terra ma relazioni e passioni.“

Fin dalla sua prima iniziativa sulla costa “Happy Bio” ha saputo ispirare e intrattenere, “giocando” la carta dello scambio di conoscenze ed esperienze, per sviluppare anno dopo anno i contenuti dell’eco-sostenibilità in termini di biodiversità, acqua, clima, diversificazione, paesaggio, qualità, educazione e turismo. Migliorando i suoi contenuti esperienziali sostenuti dalla condivisione sui social media dei protagonisti.

Gli appuntamenti saranno al Bagno Perla 34 di Punta Marina Terme, Bagno Nautilus 36 di Punta Marina Terme, Bagno Marinamore 82 di Marina di Ravenna, Albergo Medusa di Punta Marina Terme, Bagno Kiribati 64 di Punta Marina Terme, Bagno Kamala 12 di Punta Marina Terme, Bagno SoleLuna di Lido di Savio, Hotel Bahamas di Lido di Savio, Bagno Ventaglio 66 di Punta Marina Terme, Bagno Baloo Beach 14 di Punta Marina Terme

Incontro di presentazione Martedì 2 agosto ore 17:00 ai Bagni Bologna, Bolognino e Angolo B di Punta Marina Terme.

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Francesca Dellera: il successo internazionale dell’attrice che ha scelto oggi una vita riservata

Dai primi lavori come fotomodella al successo internazionale, fino alla scelta di una vita riservata: Francesca Dellera è e continua a essere un’icona di bellezza e sensualità a livello internazionale. Le tappe fondamentali della sua carriera.

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera: la scelta di una vita riservata

“Ho vissuto una vita intensa, internazionale, dove ho ottenuto tanto, ma il successo e la popolarità possono essere esperienze molto violente quando si vivono ad appena 20 anni. Per questo, poi, ho fatto di tutto per scomparire”: Francesca Dellera, icona di bellezza nel mondo, ha rilasciato questa dichiarazione in un’intervista al “Corriere della Sera”. Così dunque la bellissima attrice parla della sua scelta di allontanarsi dalle scene cinematografiche. Francesca Dellera ha fatto una scelta di vita ben precisa improntata alla più assoluta riservatezza nonostante la sua fama continui ad accompagnarla grazie alle interpretazioni di successo che hanno costellato la sua carriera di attrice. Francesca Dellera vive oggi serenamente tra Parigi e Londra insieme al suo compagno.

Francesca Dellera: la carriera di un’icona di bellezza e sensualità

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera è un’artista ancora seguita e ricercata nonostante la sua scelta di una vita riservata. Il contatto con il mondo dello spettacolo avviene inizialmente come fotomodella, ritratta dai più grandi fotografi internazionali come Helmut Newton, Dominique Issermann, Michel Comte, André Rau, Greg Gorman e tanti altri. Sul set, invece, Francesca Dellera ha recitato al fianco di Gina Lollobrigida nella miniserie televisiva “La romana” adattamento dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia che, colpito dall’interpretazione di Francesca, le dedicherà un’intervista (privilegio concesso solo a Sofia Loren e Claudia Cardinale). Il successo internazionale arriva col regista Marco Ferreri che la definisce “la pelle più bella del cinema italiano” e che per lei scrive la sceneggiatura del film “La Carne” presentato con successo al Festival di Cannes. Federico Fellini, colpito dall’interpretazione nel film di Ferreri, la scelse per il ruolo della Fata per il film Pinocchio, un progetto al quale il regista pensava da tempo e che avrebbe dovuto avere Roberto Benigni nel ruolo del burattino; la scomparsa prematura del regista impedì però la realizzazione del film. La rockstar Prince, dopo aver visto le sue foto, andò a Parigi per conoscerla e affittò un cinema per vedere da solo il film “La carne”, proponendole di andare con lui in America ed essere la protagonista di un suo videoclip. Successivamente Francesca Dellera si trasferisce in Francia, dove prende parte ad altri importanti progetti come “L’ours en peluche”, film in cui è la protagonista accanto alla più grande star francese Alain Delon con la regia di Jacques Deray, e la miniserie “Nanà”, una coproduzione italo francese tratta dall’omonimo romanzo di Emile Zola, e nel kolossal internazionale “La contessa di Castiglione”, al fianco al mito del cinema francese Jeanne Moreau e diretta dalla regista Josée Dayan. Dopo quest’ultimo film, per sua intima convinzione, ha deciso di staccarsi dal mondo dello spettacolo per vivere serenamente tra Parigi e Londra insieme al suo compagno.

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