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Oltre 15k visualizzazioni per Gianfranco GFN: “All Night Long”!

È uscito lo scorso 19 marzo 2021, “All Night Long”, il nuovo singolo del chitarrista compositore Gianfranco GFN, ormai da tempo affermatosi nel contesto musicale internazionale.

Il brano è un invito a cogliere la vita in tutte le sue forme e sfaccettature ad iniziare proprio dalle storie d’amore, che non sempre sono facili.

Il video è un meraviglioso one take di una sessione studio dove traspare tutta l’arte e la passione per la musica.

Gianfranco ha da poco inciso il suo ultimo album, del quale ci presenta All Night Long” – altro singolo dopo il fortunato “Why” – che vede le incantevoli voci di Florence Chitacumbi e Paula Bright accompagnate da un tappeto di note musicali creato dallo stesso Gianfranco GFN alla chitarra, David Caraccio al basso, Davide Longo alla batteria e Christian Chopard alle tastiere. Il testo è stato curato personalmente da Alan Jackson.

La carriera discografica di Gianfranco ha origine nel lontano 2011 con il disco “Linea”, seguito nel 2014 dall’EP “Interlude”, per poi arrivare al 2016 alla produzione di “DownTown In Person” e concludersi con “Ca’giazz”, nel 2019. Cosa avrà in serbo per noi questo artista dalle influenze jazz, blues, bossa e funk?

Lo scopriremo molto presto, ma intanto: “All Night Long”!

 

 

Acquista ▶ https://gianfrancogfn.bandcamp.com/releases

Ascolta ▶ https://open.spotify.com/album/7bhORrSV4MSBaoQLxPUPeJ

Guarda e Iscriviti ▶ https://youtu.be/RmLTA2GkdnM

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Si intitola “Rimani” il nuovo singolo di Virginio

Virginio torna e si riconnette ai temi degli esordi, rileggendoli alla luce della maturità.

Sono passati diversi anni da quando, nel 2006, Virginio si presenta sul palco del teatro Ariston. Lo scenario è Sanremo, che schiera in campo un cantautore giovanissimo, nato a Fondi ma trapiantato a Milano. Un artista garbato, cortese ma non per questo incapace di osservare la realtà, la sua realtà, per far esplodere rabbia, dolori, silenzi. Il brano che Virginio presenta nella categoria Giovani si chiama “Davvero”, racconta l’incomunicabilità con la figura paterna, la difficoltà di ritrovarsi davanti a un crocevia di compromessi e comprensioni. Dopo, per Virginio, c’è stato tanto. Il trionfo ad Amici, il successo di tre album, la scrittura, per sé e per artisti di fama internazionale che si sono affidati alla sua firma, in grado di dare parola ai sentimenti.  Oggi, però, il cantautore avverte l’esigenza di riconnettersi alla purezza degli esordi, rileggendola alla luce della maturità. Delle esperienze vissute, assimilate, macerate. La volontà, da parte di Virginio, è quella di affrontare – da “ribelle gentile”, come sempre è dall’inizio della sua carriera – sentimenti, paure ed emozioni come distillato di vita.

Rimani, il primo singolo del nuovo album dell’etichetta MP FILM SRL (distr. Believe), è una costruzione visiva e musicale, che Virginio rielabora e consegna al pubblico come fosse un film, un caleidoscopio di sensazioni che raccontano come, nella vita, sia necessario il cambiamento. La trasformazione, anche di un rapporto. Per arrivare alla propria libertà.  Rimani racconta la volontà di rielaborare e dare nuova forma a quegli amori che hanno esaurito la loro energia. Relazioni cui è impossibile restituire vita, se non sacrificando la propria necessità di andare oltre. «Mi è capitato di vivere delle storie che erano arrivate al capolinea. Avevamo investito entrambi, ma ormai tutto era diventato frammentario», racconta Virginio.  «Arrivi a un punto in cui dici che non è giusto ripensare solo alla fine, del tuo rapporto, al dolore che in prossimità fa più male… eppure non puoi neppure trascinare inutilmente qualcosa che non esiste più». Tutto questo si riconnette alla ricerca di libertà totale cui Virginio tende da sempre, come persona e come artista: «Perché restare invischiati in un rapporto ormai logorato solo per la paura di affrontare il futuro, di fronteggiare i cambiamenti? Perché restare seduti su una sedia, impotenti, davanti a una certezza che in fondo è solo un alibi?», continua.  «Come ogni artista, sono imprevedibile. Nei limiti, però: quando per seguire l’istinto rischi di fare molto male a un’altra persona devi fare un passo indietro, essere delicato, anche a costo di sembrare indeciso, quando in realtà sai perfettamente cosa vuoi», continua Virginio. Rimani è «un brano che mi rappresenta, è un brano che si è ‘scelto’ da solo. Ne abbiamo provinate tante, con l’etichetta MP, ma Rimani mi cercava, tornava sempre», afferma. «Rimani rappresenta esattamente quello che sono io. Anche se non l’ascoltasse mai nessuno io sarei fiero di averla scritta e cantata». 

 

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Federico Motta Editore: ripercorriamo le principali tappe della storia della biomedicina

Autorevolezza, qualità, innovazione: sono le caratteristiche che hanno consentito a Federico Motta Editore di diventare un simbolo dell’Editoria milanese. Tra i saggi pubblicati, vi è anche quello di Gilberto Corbellini dedicato alla storia della biomedicina.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: alla scoperta della biomedicina

“La Vita in laboratorio” è un saggio pubblicato da Federico Motta Editore ad opera dell’epistemologo Gilberto Corbellini. Nel testo sono riepilogate le principali fasi che riguardano la scoperta di nuovi metodi di studio per la materia vivente. Con l’epidemia da Covid-19 si è reso ancor più evidente quanto sia fondamentale la scienza, in particolare quelle biomediche, che riuniscono in sé biologia, chimica, fisica e altre branche di studio. La biomedicina getta le sue radici nel 1800. Nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore si parte infatti da Lavoisier, che per primo ipotizzò delle relazioni chimiche negli organismi viventi. Mulder in seguito utilizzò per primo il termine “proteine”: era il 1839. Risale allo stesso secolo anche la scoperta degli enzimi. Pasteur invece fonda, di fatto, le basi della moderna microbiologia. Corbellini ricorda inoltre il lavoro di Ernst Felix Hoppe-Seyler, che inventa il termine “biochimica”. Allo stesso tempo, anche la fisiologia sperimentale stava affrontando un periodo importante di sviluppo, diventando definitivamente una disciplina alla base di altre scienze come la patologia o la farmacologia.

Federico Motta Editore: un simbolo di autorevolezza e qualità

Autorevolezza e tradizione: sono questi i tratti distintivi che da sempre caratterizzano Federico Motta Editore, una Casa Editrice simbolo di Milano. Le attività svolte sono state riconosciute dai principali organi istituzionali e la Casa Editrice si è aggiudicata certificazioni importanti come il Premio Cenacolo e l’Ambrogino d’Oro. La qualità delle pubblicazioni si è raggiunta anche grazie alle collaborazioni con autori di fama internazionale. Il prof. Umberto Eco ha partecipato alla realizzazione delle opere della collana Historia – La grande storia della civiltà europea: l’Antichità, il Medioevo e l’Età Moderna, per una collaborazione durata più di dieci anni. Altri nomi illustri che hanno lavorato con Federico Motta Editore sono ad esempio Margherita Hack, Mario Tozzi e Angelo Lombardi. La Casa Editrice si è contraddistinta per una forte propensione all’innovazione: negli anni ha deciso di accompagnare ai suoi testi strumenti diversi come le tavole transvision, il sonobox, le videocassette e il CD-Rom.

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Dirigenti italiani: la carriera di Claudio Machetti

Classe 1958, manager di Enel Claudio Machetti vanta anche esperienze professionali pregresse presso Banco di Roma e Ferrovie dello Stato Italiane.

Claudio Machetti manager Gruppo Enel

Claudio Machetti: esperienze formative e primi incarichi professionali

Nato nel 1958 a Roma, Claudio Machetti opera attualmente in qualità di manager del Gruppo Enel. Entrato nella multinazionale dell’energia come Responsabile dell’Area Finanza, oggi è a capo della Divisione Global Trading, che si occupa di gestire il portafoglio integrato della società operando su tutti i mercati all’ingrosso, sia fisici che finanziari, relativi alle commodity energetiche. Diplomato in studi classici al “Tito Lucrezio Caro” di Roma, prosegue il suo percorso formativo laureandosi in Statistica presso l’Università “La Sapienza”. È il 1983 quando ha inizio l’iter che lo porterà in Enel. La sua prima esperienza è a Milano, dove viene assunto come impiegato in una delle filiali del Banco di Roma. Successivamente torna a Roma, passando alla Direzione Centrale. Qui Claudio Machetti si specializza nell’analisi finanziaria dei gruppi industriali italiani più importanti, sviluppando competenze anche nel settore Equity.

Claudio Machetti: l’ingresso in FS Italiane e la carriera in Enel

L’esperienza di Claudio Machetti presso il Banco di Roma continua: nel 1990 viene nominato Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari, incarico che ricoprirà per due anni. Nel 1992 entra in Ferrovie dello Stato Italiane come Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Il percorso in FS Italiane dura 8 anni: il manager arriva a ricoprire il ruolo di Direttore della Finanza Operativa e allo stesso tempo è uno dei fautori della nascita di Fercredit, società captive di servizi finanziari, diventandone anche Amministratore Delegato. I successi ottenuti gli consentono di passare al Gruppo Enel. Dopo i primi anni da Responsabile dell’Area Finanza, nel 2005 viene nominato Direttore Finanziario della multinazionale. Contemporaneamente contribuisce alla nascita di Enelfactor ed Enel Insurance, fa parte di diversi importanti CdA (Terna, Wind, Endesa) ed è Presidente sia di Fopen che di Fondenel. Successivamente (2014), dopo 5 anni a dirigere la Divisione Risk Management, arriva ai vertici della Global Trading Business Line del Gruppo, è Amministratore Unico di Enel Global Trading Spa, braccio operativo della Business Line. Dal 2016 al 2018 Claudio Machetti è anche Presidente di Fondenel, il Fondo Pensione dei dirigenti del Gruppo.

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Una nuova biblioteca per le tesi su salute, sicurezza e sostenibilità

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Una nuova biblioteca per le tesi su salute, sicurezza e sostenibilità

 

La Fondazione AiFOS ha predisposto una biblioteca online ad accesso libero che contiene tutte le tesi di laurea che hanno partecipato ai premi istituiti dalla Fondazione in ambito salute, sicurezza sul lavoro e sostenibilità.

 

Le tesi di laurea non rappresentano solo un importante momento della vita di uno studente, in grado di valorizzarne competenze e capacità, ma sono spesso anche una considerevole occasione di riflessione, di approfondimento, di analisi ed elaborazione alla ricerca di nuovi sviluppi e nuove strategie. È all’interno di questi elaborati che spesso si annidano le idee che possono fornire nuovi strumenti di crescita.

E se le tesi di laurea riguardano poi temi delicati come la sostenibilità e la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, le riflessioni contenute potrebbero dare, anche in un questo periodo difficile caratterizzato dall’emergenza COVID-19, nuovo vigore alle strategie di prevenzione di infortuni e malattie professionali.

 

Esiste un luogo virtuale in cui queste tesi di laurea possono essere raccolte? C’è una piattaforma che permette a ciascuno di accedere liberamente alle tesi e consultarle offrendo un nuovo strumento di conoscenza, sviluppo e approfondimento in materia di salute, sicurezza e sostenibilità?

 

La biblioteca per le tesi in materia di salute, sicurezza e sostenibilità

Con questi obiettivi la Fondazione AiFOS, impegnata da molti anni nella diffusione della cultura della salute e della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, ha raccolto in una piattaforma, in una Biblioteca virtuale, chiamata “Biblioteca Tesi Sicurezza” tutte le tesi che hanno partecipato, dal 2014 ad oggi, al “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità”.

 

Le tesi di laurea inserite nella Biblioteca sono di libera consultazione.

Infatti con il consenso degli autori, la Fondazione rende pubblici gli elaborati, li rende liberamente consultabili mettendoli a disposizione non solo di studenti, ricercatori, e accademici, che sentano l’esigenza di approfondire queste tematiche, ma anche di operatori della sicurezza, come, ad esempio, RSPP, Consulenti e Formatori.

 

Ad oggi le tesi presenti nella Biblioteca Tesi Sicurezza sono 268 e sono provenienti da 69 diversi istituti universitari!

 

Il premio tesi di laurea e il sostegno alla Fondazione AiFOS

A organizzare ogni anno il “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità” è la Fondazione AiFOS che, nata nel 2016 con l’intenzione di dar vita ad una realtà filantropica attenta ai temi di promozione della cultura della sicurezza sul lavoro, dell’istruzione e della formazione, porta avanti da diversi anni la sua opera di supporto alla realizzazione di progetti con particolare attenzione alle istituzioni scolastiche, universitarie e di ricerca.

 

Due sono i filoni tematici delle tesi che partecipano al Premio e che sono presenti nella Biblioteca:

  • Salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro:
    • ambito giuridico, normativo, organizzativo;
    • ambito tecnico, ingegneristico, medico;
    • ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale.
  • Sostenibilità in ambito lavorativo, declinata in uno o più dei seguenti argomenti: benessere organizzativo, parità di genere, lavoro dignitoso, diversity management, conciliazione vita-lavoro, corretta gestione ambientale e consumo aziendale responsabile.

 

La Fondazione AiFOS è un ente non profit, che vive delle donazioni degli enti e dei privati che decidono di sostenerla. È possibile aiutarla in queste attività di supporto inviando un contributo all’indirizzo: https://www.fondazioneaifos.org/sostieni-la-fondazione

 

Come utilizzare la Biblioteca Tesi Sicurezza

Per consultare le tesi di laurea in ambito Salute, Sicurezza sul lavoro e Sostenibilità innanzitutto è necessario creare un account gratuito e accedere al database di consultazione.

 

Il motore di ricerca della Biblioteca è strutturato in modo da poter filtrare la ricerca per autore, per anno di discussione della tesi, per ateneo, per corso di laurea, per area tematica e per argomento. Per aree tematiche, attinenti alla salute e sicurezza, si intendono le aree individuate dal Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013 relativo ai criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro.

Un logo segnala, in particolare, le tesi vincitrici del Premio Tesi di Laurea organizzato annualmente dalla Fondazione.

 

Questo è il link per accedere alla Biblioteca Tesi Sicurezza:

https://bibliotecatesi.fondazioneaifos.org/

 

 

Per informazioni :

Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

 

01 aprile 2021

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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Allontanamento dell’amministratore di condominio

Sicuramente, chi abita in un condominio avrà, almeno una volta, avuto da ridire sull’operato dell’amministratore e avrà pensato, di concerto con gli altri condomini, di rimuoverlo dall’incarico. A tal proposito, il nostro Codice Civile disciplina le cause che possono portare all’allontanamento dell’amministratori e gli effetti che ne conseguono.

La revoca assembleare

L’art. 1129 del Codice Civile al suo comma 11 prevede che l’assemblea possa deliberare in ogni momento la revoca dell’amministratore. É sufficiente che la revoca sia stata contemplata nell’ordine del giorno al momento della convocazione e che, in fase di deliberazione, venga raggiunto il quorum previsto per la nomina (maggioranza dei presenti e almeno il 50% dei millesimi, o come diversamente stabilito dal regolamento).

In questo caso, si configura una forma di revoca che prescinde da una giusta causa e che può essere comminata anche in assenza di comportamenti scorretti o negligenti da parte dell’amministratore, ma semplicemente sulla base della volontà assembleare, guidata dalle più disparate ragioni.

Proprio per questo motivo, la Corte di Cassazione appare concorde nel riconoscere all’amministratore revocato il diritto di ricevere il compenso originariamente pattuito per l’intera durata del rapporto e la possibilità di agire in via giudiziale per il risarcimento del danno subito per una revoca ingiusta o pretestuosa.

La revoca per giusta causa o giustificato motivo

Il Codice Civile prevede, sempre all’articolo 1129, anche un’ulteriore forma di revoca, questa volta fondata su una giusta causa o su un giustificato motivo.
In tale caso, al fine di disporre la revoca, è necessario che l’amministratore si sia reso responsabile di comportamenti negligenti o scorretti. La stessa norma segnala alcune gravi irregolarità tipiche quali:

  • mancata convocazione annuale dell’assemblea per l’approvazione del rendiconto annuale;
  • ingiustificato e ripetuto rifiuto alla convocazione dell’assemblea per la revoca e la successiva nomina di un nuovo amministratore;
  • mancata esecuzione di provvedimenti giudiziari o di deliberazioni assembleari;
  • mancata apertura di un conto corrente condominiale;
  • una gestione che abbia creato una possibile confusione tra il suo patrimonio personale e quello del condominio;
  • l’aver acconsentito alla cancellazione di formalità previste nei registri immobiliari per tutelare i diritti condominiali;
  • il non aver curato diligentemente l’azione giudiziaria e la successiva esecutiva coattiva per la riscossione di somme dovute al condominio;
  • la mancata o negligente tenuta dei vari registri (anagrafe condominiale, verbali e assemblee, nomina e revoca dell’amministrazione, contabilità);
  • la mancata comunicazione di alcuni dati, prevista dallo stesso art. 1129 (informazioni da fornire dopo la nomina).

Tale elenco non va considerato tassativo, ovverosia potrebbero sussistere ulteriori ipotesi di grave irregolarità da valutare caso per caso. Tendenzialmente, la Corte di Cassazione ritiene che possa presentarsi una giusta causa di revoca in tutte quelle circostanze in cui il comportamento dell’amministratore, pur senza essere apparentemente scorretto o dissennato, possa alla lunga risultare manifestatamente pregiudizievole per gli interessi dei condomini.

Anche in questi casi, naturalmente, la revoca può essere disposta in via assembleare ma qualora ciò non sia possibile (ad esempio, per mancato raggiungimento dei quorum o per comportamenti scorretti dell’amministratore) si può adire il tribunale e ottenere una revoca giudiziale. La revoca, oltre che per le gravi irregolarità già viste, può essere richiesta anche in caso di omessa o ritardata comunicazione ai condomini di una citazione o di un provvedimento, il cui contenuto eccede le sue attribuzioni (art. 1131, comma 4).

Avendo un carattere urgente ed eccezionale, il processo di revoca giudiziale non necessita dell’azione e della partecipazione di tutti i condomini, ma può essere avviato su iniziativa di uno solo di essi.
Ovviamente, l’amministratore revocato giudizialmente non potrà essere nuovamente nominato dall’assemblea, in tempi successivi.

Conclusione

In conclusione, laddove sorgano delle incomprensioni con il proprio amministratore o ci si voglia rivolgere a un altro professionista, è consigliabile contattare specialisti affidabili e qualificati nella gestione dei condomini, che possano mettere la propria professionalità al servizio di ogni condomino.

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Il bilancio 2019-2020 di Gruppo Danieli: Coronavirus, impatto contenuto

Il Gruppo Danieli investe 190 milioni in una nuova acciaieria in provincia di Udine e darà lavoro a 160 persone: il progetto della controllata Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS), attiva su scala internazionale nel settore della produzione di acciai speciali lunghi.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: i risultati al 30 giugno 2020 e l’impatto della pandemia sui conti

Nonostante lo scenario particolarmente difficile, il bilancio annuale, al 30 giugno scorso, di Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. si è chiuso con un utile netto di 62,9 milioni di euro e ricavi per un totale di 2,8 miliardi di euro: il portafoglio ordini per il Gruppo Danieli, tra i primi tre costruttori di acciaierie al mondo, ammonta a 2,936 miliardi e il patrimonio netto si attesta in crescita, a 1,936 miliardi di euro. Il Consiglio d’Amministrazione, riunitosi per l’approvazione lo scorso 24 settembre sotto la presidenza di Gianpietro Benedetti, ha rilevato come negli ultimi dieci anni l’87% degli utili sia stato reinvestito in azienda. Numeri che indicano come il Gruppo Danieli sia riuscito a contenere gli effetti della pandemia nel settore senza interrompere le attività negli Stati Uniti, in Russia e Cina nonostante l’impossibilità di spostarsi a causa dei lockdown. I risultati conseguiti in questo settore hanno in larga misura compensato il calo di ricavi e margini registrato sul fronte della produzione di acciai speciali, in particolare dalla ABS, su cui ha influito il lockdown del periodo febbraio-giugno.

Gruppo Danieli: il profilo di Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. e il nuovo impianto che darà lavoro a 160 persone

Acciaierie Bertoli Safau S.p.A. (ABS) è la divisione steel-making del Gruppo Danieli. Nonostante le difficoltà riscontrate nel primo semestre dell’anno a causa della pandemia, si riconferma tra i leader europei nel settore dei prodotti lunghi di alta qualità. Non a caso continua ad investire in nuovi impianti in Italia: ne entrerà in produzione entro ottobre-novembre uno nuovo, realizzato con investimenti per 190 milioni di euro. È il primo di un programma definito con l’obiettivo di aumentare il fatturato del 50% e confermarne il primato di unica acciaieria per la produzione di acciai di qualità. In ABS, nata nel 1988 dalla fusione tra due acciaierie di lunga esperienza ed alta qualificazione, la secolare esperienza nel settore si coniuga allo spirito di innovazione caratteristico del Gruppo Danieli a cui appartiene, garantendo la massima qualità e la leadership necessaria a soddisfare le richieste dei mercati più esigenti.

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A2A: Renato Mazzoncini sigla MoU con Snam, i dettagli dell’accordo

L’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini: il Memorandum of Understanding siglato con Snam rappresenta "un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione".

A2A

A2A insieme a Snam per lo sviluppo di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione

Guidata da Renato Mazzoncini, A2A è fortemente impegnata sul fronte della decarbonizzazione e della transizione energetica. Guarda in questa direzione anche il Memorandum of Understanding siglato lo scorso 25 settembre con Snam: al centro una cooperazione tecnologica tra le due realtà, finalizzata allo studio di progetti sull’utilizzo dell’idrogeno nell’ambito della decarbonizzazione del settore energetico. L’accordo è stato siglato per conto di A2A da Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale, e da Marco Alverà, Amministratore Delegato di Snam, in occasione del festival della ricerca scientifica Trieste Next, alla presenza del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. La cooperazione è focalizzata in primo luogo sullo studio, l’analisi e la valutazione di fattibilità di progetti legati alla conversione delle centrali termoelettriche del Gruppo a gas naturale, idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno. L’accordo prevede inoltre lo studio di soluzioni finalizzate al retrofit delle esistenti turbine a gas a ciclo combinato di A2A per idrogeno o miscele gas naturale/idrogeno.

Decarbonizzazione: la cooperazione A2A-Snam nelle parole dell’AD e DG Renato Mazzoncini

"Siamo soddisfatti di questo accordo, un’ulteriore accelerazione lungo il percorso della transizione energetica già intrapreso dal nostro Gruppo, coerente con le nostre strategie in tema di economia circolare e decarbonizzazione", ha sottolineato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini parlando della cooperazione con Snam. "Per noi è un’occasione interessante per valorizzare la natura multiutility di A2A sia nella produzione di energia che nella distribuzione", ha spiegato l’AD evidenziando come la collaborazione con Snam possa rappresentare "un’importante opportunità per valorizzare una filiera italiana di infrastrutture chiave per raggiungere l’obiettivo europeo di emissioni zero al 2050". Non a caso l’accordo prevede anche la definizione di iniziative per la produzione, lo stoccaggio e il trasporto di idrogeno da fonti rinnovabili e per modificare le infrastrutture di distribuzione gas di A2A con l’obiettivo di renderle "hydrogen ready".

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Lotta al Covid, Gianfranco Battisti (FS Italiane): a Termini primo hub vaccinale, a breve treni Covid free

Continuano le iniziative di FS Italiane, Gruppo guidato da Gianfranco Battisti, nel contrasto al Covid-19.

Gianfranco Battisti

Termini primo hub vaccinale ferroviario, Gianfranco Battisti: “Giornata importante

Oggi è un giorno importante, perché presentiamo tre iniziative importanti assieme a due grandi istituzioni del Paese: la protezione civile e la Croce Rossa”: a dirlo è Gianfranco Battisti, AD e DG di Ferrovie dello Stato Italiane, durante l’inaugurazione dell’Hub vaccinale allestito presso la stazione Termini, in un’area in Piazza dei Cinquecento. L’evento, tenutosi lo scorso 8 marzo, è stato anche l’occasione per presentare il nuovo treno sanitario, creato per il trasporto di pazienti gravi tra le regioni italiane e oltreconfine. Le due iniziative, alle quali hanno collaborato anche Regione Lazio, Regione Lombardia, il Ministero della Salute e l’Agenzia Regionale Emergenza Urgenza della Lombardia, combattono il Covid-19 su due fronti. Il primo è il contributo alla campagna vaccinale. Grazie all’Hub ferroviario, ha spiegato Gianfranco Battisti, sarà possibile “vaccinare 1.500 persone al giorno” sfruttando le 21 postazioni presenti. Il treno sanitario, “dotato di 8 carrozze che possono trasportare fino a 21 malati” in tutta Europa, aiuterà invece ad alleggerire il carico sugli ospedali. Inoltre, svolgerà anche funzioni di Posto Medico Avanzato.

Gianfranco Battisti: Frecciarossa Covid free in fase di test

La terza iniziativa del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti riguarda invece la realizzazione di treni Covid free. L’Amministratore Delegato ha infatti annunciato che già da aprile inizieranno a viaggiare i primi Frecciarossa con questa caratteristica. La fase sperimentale avverrà sulla tratta Milano – Roma. Nello specifico, chi prenoterà sui Frecciarossa Covid free dovrà obbligatoriamente sottoporsi al tampone antigenico. Il test rapido verrà effettuato un’ora prima della partenza grazie alla collaborazione della Croce Rossa. In caso di esito positivo, il cliente dovrà osservare un periodo di quarantena mentre l’Asl si occuperà del tracciamento. Il biglietto potrà essere riutilizzato tranquillamente in futuro. Gianfranco Battisti ha specificato che, una volta verificata l’efficacia dei treni Covid free, verranno coinvolte nell’iniziativa anche altre mete, in particolare quelle turistiche “come Firenze e Venezia”, per consentire un rilancio in tutta sicurezza.

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Come scegliere il profumo da uomo

I profumi ti ricordano situazioni, persone e luoghi. Quando scegliamo un profumo, dobbiamo tener conto dell’effetto che vogliamo generare in chi lo annuserà. Quasi tutti noi conserviamo gli odori nella memoria e, con essi, possiamo ricordare ed evocare momenti e persone.

Sembra semplice, ma per selezionare un profumo è necessario tenere conto di varie cose: tipo di pelle, profilo e gusto personale e allergie, tra gli altri. Tieni presente che alcune fragranze che sono piacevoli per alcune persone, potrebbero non essere altrettanto gradevoli per altre. Ecco perché è essenziale che acquisti in fretta e che tu conosca alcune informazioni quando scegli un profumo.

 

Come scegliere il profumo ideale

Un’informazione che tutti conosciamo è che lo stesso profumo può generare una risposta diversa in ogni tipo di pelle: un’essenza può emettere più o meno intensità a seconda del tipo di persona e di pelle. Allo stesso modo, la fragranza dura un tempo diverso a seconda di chi la usa.

Per tutto questo, a volte si scopre di aver comprato il profumo sbagliato. Non è facile scoprire quale profumo si adatta meglio a noi, ma ci sono alcune cose che dovresti tenere a mente quando scegli un profumo.

Una fragranza ci identifica allo stesso modo di un buon capo di abbigliamento. Proprio come indossare gli abiti sbagliati può fare una cattiva impressione, scegliere il profumo sbagliato può essere fatale. Di seguito, trovi alcun evergreen:

  1. Le Male di Jean Paul Gaultier:  È un profumo che piace alle donne di tutte le età. Ha una fragranza che esalta il calore e la mascolinità, ti distinguerà dal resto. Per questo motivo lo abbiamo messo in cima alla nostra classifica.
  2. Ck One di Calvin Klein: Questa è la fragranza più venduta in assoluto. È unisex e si distingue perché è uno dei preferiti dalle donne. Questo profumo ha una fragranza molto sottile, quindi può essere utilizzato in qualsiasi evenienza ed evidenzia l’esatto contrasto tra raffinatezza e coraggio.
  3. Pure XS di Paco Rabanne: È la novità. Tutta l’attenzione è rivolta su questo nuovo profumo di Paco Rabanne. Ha uno stile orientale che sprigiona sentori di zenzero e vaniglia. È il nuovo successo di questa casa, che sorprende ogni anno con le sue fragranze.

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Gianni Lettieri (Atitech): “No ai licenziamenti: serve atto di coraggio degli imprenditori”

La scorsa estate l’imprenditore aveva messo in guardia sugli effetti economici del Covid-19. Ora, spiega Gianni Lettieri, non resta che affidarsi a Draghi e al Recovery Fund.

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: per uscire dall’impasse occorre lavorare tutti insieme

Era l’8 agosto quando “Il Denaro” pubblicò un’intervista di Gianni Lettieri sulle difficoltà che le aziende italiane avevano incontrato durante i primi mesi della pandemia. Il monito dell’Amministratore Delegato di Atitech fu chiaro: molte realtà, momentaneamente sostenute dallo Stato, rischiavano di non riuscire a superare l’autunno. Oggi come allora, il patron dell’azienda di Capodichino evidenzia gli scarsi passi in avanti in termini di aiuti da parte dello Stato. “Bisogna stringere i denti e attendere la ripresa – ha recentemente dichiarato ai microfoni di Radio CRC – È vero anche, però, che lo Stato deve dare una mano alle aziende. Devono arrivare subito le risorse per i ristori e per sopperire alla perdita di fatturato. Si è perso troppo tempo”. In merito al blocco dei licenziamenti, il manager si è detto d’accordo con le valutazioni del vicepresidente di Confindustria Maurizio Stirpe, che ha proposto la proroga per tutte le realtà che hanno visto le loro attività sospese o ridotte per legge. Tuttavia, secondo Gianni Lettieri, da parte dei suoi colleghi oggi serve un atto di coraggio: “Gli imprenditori italiani hanno il dovere di tutelare i propri lavoratori in un momento di emergenza come questo, al di là del blocco”.

Gianni Lettieri: Recovery Fund, un’occasione che non possiamo permetterci di perdere

L’appello rivolto da Gianni Lettieri è sintomatico delle condizioni in cui versa l’economia: “Una crisi che non colpisce soltanto Napoli ma anche città più ricche come Milano – ha continuato il numero uno di Atitech – dove in fila alla Caritas ci sono donne con bambini che prima erano impiegate e che ora si ritrovano in uno stato di indigenza perché non possono più beneficiare della Cassa integrazione”. Per l’imprenditore ora è fondamentale far ripartire il mercato del lavoro, risultato ottenibile solo con la crescita del Pil. Il nuovo Governo rappresenta una speranza in tal senso: “Credo che il presidente Draghi sia una fortuna per l’Italia. Onestamente, negli ultimi due anni abbiamo avuto momenti imbarazzanti da parte del governo, poca credibilità”. E sul Recovery Fund non usa mezzi termini: “È un’occasione unica per il Paese – ha spiegato Gianni Lettieribisogna tener presente che gli importi del Recovery Fund sono di gran lunga superiori a quelli del Piano Marshall, che ha salvato l’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di fondi che bisogna sapere utilizzare e sotto questo aspetto Draghi è una sicurezza. Ha una autorevolezza internazionale e un prestigio che gli consentirà di affrontare al meglio, anche nel nostro Parlamento, le sfide e gli argomenti spinosi che si presenteranno già dai prossimi giorni”.

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Di quale potenza hai bisogno per il mio nuovo condizionatore?

È importante iniziare chiarendo che nella risposta a questa domanda il grado di efficienza energetica della tua casa gioca un ruolo importante.

In termini generali, di solito si stima una potenza di 100 frigorie per metro quadrato . Dobbiamo convertire le frigorie in kW, che è la misura che usiamo per l’energia elettrica. Lo si può fare moltiplicando le frigorie per 0,86 e dividendo il risultato per mille.

Nel nostro caso,  per 30 metri quadrati, otteniamo 3.000 frigorie o 2,58 kW . Questa sarebbe la potenza richiesta per un condizionatore d’aria progettato per raffreddare una grande stanza.

La potenza del dispositivo finirà per far lievitare la nostra bolletta: maggiore è la potenza, più pagheremo . Ecco perché è importante tenere presente che scegliere un dispositivo con più potenza di quella di cui abbiamo bisogno non significherà avere una migliore climatizzazione dell’aria, ma semplicemente un costo maggiore (sia all’acquisto del dispositivo che successivamente, sulla bolletta della luce).

L’opzione più conveniente per quanto riguarda i consumi sarebbe quella di accontentarsi di un ambiente gradevole, abbassare la stima a 50 frigorie per metro quadrato e scegliere un sistema inverter come quello dei condizionatori Mitsubishi, che sia in grado di mantenere una temperatura stabile pur operando al 40% delle prestazioni massime. In questo modo potremmo pagare meno in bolletta e, allo stesso tempo, essere molto efficienti.  

Quale etichetta energetica scegliere?

È facile lasciarsi fuorviare da  etichette di efficienza energetica più semplici di quanto sembri. La classificazione dell’efficienza energetica dei condizionatori d’aria stabilisce una scala di lettere che vanno da A, il più efficiente, a G, il meno efficiente dal punto di vista energetico.

A sua volta,  l’etichetta di ogni apparecchio ci fornisce informazioni  sulle sue prestazioni per zone climatiche e sulla sua efficienza energetica stagionale a freddo (SEER) o sulla sua corrispondenza in calore (SCOP).

Con questi dati è possibile determinare  quale modello di elettrodomestico si adatta meglio alle nostre esigenze. Se optiamo per un sistema di classe energetica A+++, potremmo considerare una riduzione dei consumi elettrici del 30%.

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Valute, la nuova guerra per scalzare il dollaro si gioca sul terreno digitale

Se gli USA sono la potenza più grande al mondo, lo devono alla loro economia che è la più robusta. Un riflesso di questo è la forza del dollaro americano, che tra tutte le valute, oltre a essere quella di riserva è considerata rifugio sicuro di ultima istanza. Più dell’oro.
Ecco perché durante la fase più acuta della pandemia, verso marzo 2020, l’oro addirittura scendeva mentre il biglietto verde saliva. Perché i mercati accumulavano dollari, ritenuto l’elemento economico più “indistruttibile”. E per farlo erano disposti anche a vendere oro, che normalmente è il bene rifugio per eccellenza.

La nuova guerra tra valute

valute digitaliQuesto aspetto bisogna tenerlo a mente, quando si parla di guerra tra valute. Perché lo scontro – apparentemente economico – in realtà è politico. Scalzare il dollaro americano dal trono delle valute internazionali, significa scalzare gli USA dal trono di potenza globale. Russia e Cina sono quelle che ambiscono più di tutti a questo ruolo.Ma ne’ il Rublo ne’ lo Yuan hanno lo stesso potere del dollaro, che è la valuta principale di tute le correlazioni sui mercati valutari. Normalmente la guerra tra valute ha però un fine molto più blando. Serve a sostenere la forza dei propri prodotti all’estero (svalutando il cambio), a combattere l’inflazione (rivalutando) o la disoccupazione.

Il terreno di scontro è digitale

Negli ultimi tempi però, il senso di guerra tra valute è ulteriormente cambiato. O meglio ampliato. Perché si sta spostando sul terreno digitale. Potrebbe essere questo il prossimo fronte dello scontro fra superpotenze.
Gli Stati Uniti vogliono essere pronti. Per questo la Fed ha avviato la sperimentazione di un dollaro virtuale, come ha confermato il governatore Jerome Powell il 18 marzo.
Deve contrastare l’attivismo della Cina, che si sta muovendo da tempo per avere uno Yuan digitale. Ha infatti già attivato 4 progetti pilota in altrettante città.

Dollaro ancora saldo

Avere una valuta digitale significa rendere i pagamenti elettronici rapidi, sicuri e a basso costo. Chi per primo offrirà una moneta capace di sostenere questo sistema, potrebbe avere un grosso vantaggio.
Per questo dopo anni di inerzia, la FED ha accelerato il passo, definendo il progetto “ad alta priorità. Del resto, l’economia statunitense ha perso terreno nel commercio globale (dal 1990 a oggi, la sua quota nelle esportazioni mondiali si è più che dimezzata) e gli USA non vogliono rinunciare allo status di valuta internazionale di riserva, di cui oggi il dollaro gode. Al momento non ci sono indicatori di inversione trend, che evidenziano una perdita di peso del biglietto verde. Ma la FED non vuole correre rischi.

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Francesco Starace: l’AD e DG di Enel all’inaugurazione dell’Executive Master in Finance SDA Bocconi

L’interesse del mondo converge sulla sostenibilità ma servono gli strumenti per permetterne la crescita: il monito dell’AD e DG di Enel Francesco Starace intervenuto all’inaugurazione dell’Executive Master in Finance SDA Bocconi.

Francesco Starace

Francesco Starace: la sostenibilità nell’anno della pandemia, lo sguardo dell’AD e DG di Enel

In tutto il mondo c’è una incredibile attenzione al tema della sostenibilità: a rilevarlo, nel corso di un intervento all’inaugurazione dell’Executive Master in Finance SDA Bocconi, è l’AD e DG di Enel Francesco Starace. Politica e mondo finanziario sono sempre più concentrate su questo fronte, nella consapevolezza “che quello climatico è un rischio concreto nel medio termine e di conseguenza la sostenibilità diventa una priorità”. Nel corso dell’evento, in programma lo scorso 29 gennaio, l’AD ha evidenziato inoltre come sotto questo aspetto ci siano spazi di crescita “ma io vedo un collo di bottiglia: mancano gli strumenti per realizzare ciò”. Eppure “il cambiamento che abbiamo visto nel 2020 sarà irreversibile”: Enel si impegna da tempo in questa direzione, come ha ricordato anche Francesco Starace. “Abbiamo detto che dal 2019 in avanti tutte le nostre future obbligazioni saranno Esg” ha spiegato l’AD: “Non faremo più emissioni standard. Ci vedrete sul mercato ogni anno gradualmente migrando il nostro debito verso questi strumenti”.

Sostenibilità: il pluriennale impegno dell’AD e DG di Enel Francesco Starace

Riconosciuto a livello internazionale per il suo impegno sul fronte della sostenibilità, Francesco Starace è stato nominato di recente Presidente del Consiglio di Amministrazione di Sustainable Energy for All (SEforALL), l’organizzazione internazionale no-profit che in partnership con le Nazioni Unite lavora per garantire l’accesso a un’energia affidabile, sostenibile e moderna per tutti (SDG7). Amministratore Delegato e Direttore Generale di Enel dal 2014, riconfermato lo scorso anno per il terzo mandato, si è distinto fin dal 2008 quando fu nominato AD di Enel Green Power, neonata società del Gruppo specializzata nello sviluppo e nella gestione di attività legate all’energia da fonti rinnovabili. Nei sei anni di gestione di Francesco Starace, Enel Green Power arriva ad affermarsi su scala globale configurandosi tra i principali player del settore. Designato AD e DG di Enel nel maggio 2014, si attiva fin da subito per promuovere la sostenibilità e porla al centro del modello di sviluppo del Gruppo: non a caso nel 2016 ha presentato all’ONU le strategie di Enel per contribuire al raggiungimento degli obiettivi globali di crescita socio economica, sviluppo sostenibile e per combattere climate change e fame nel mondo. Elizabeth Cousens, Vice Presidente del Consiglio di Amministrazione di SEforALL e Presidente e Amministratore Delegato della Fondazione delle Nazioni Unite, in occasione della sua nomina a Presidente del Board lo ha definito “un leader energetico visionario con una lunga esperienza nel guidare l’ambizione imprenditoriale intorno all’azione per il clima, la sostenibilità e l’accesso all’energia per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo che ne sono prive”.

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Le caratteristiche di un buon condizionatore d’aria

Un condizionatore d’aria non si acquista tutti i giorni. Il modello prescelto si occuperà di mantenere gradevole la temperatura della tua casa per anni. Per questo motivo, la decisione di installare un condizionatore d’aria non dovrebbe mai essere presa alla leggera.

I vari modelli esistenti sul mercato

Prima inizi a cercare e confrontare modelli, più tempo avrai per prendere una buona decisione e attrezzare in tempo la tua casa per l’arrivo del caldo. In questo modo potrai riflettere sul tipo di aria condizionata di cui hai bisogno, scoprire quali modelli di condizionatori esistono, richiedere preventivi vari così da assicurarti che la tua decisione sia quella giusta.

In linea di massima è consigliato di tenere in considerazione i seguenti problemi quando si acquista un condizionatore d’aria:

  • Potenza: è necessaria una potenza di raffreddamento adeguata alla stanza che vogliamo acclimatare. In questo modo eviterai un consumo di elettricità maggiore del necessario.
  • Rumore: i dispositivi con un livello di rumore basso, inferiore a 45 dB, sono i più comodi. La gamma di condizionatori Daikin offre dispositivi tra i più silenziosi in assoluto.
  • Costo: riferito non solo al prezzo di vendita, ma anche al suo livello di consumo.
  • Etichetta energetica: migliore è la classificazione energetica, più efficiente sarà l’elettrodomestico. I più efficienti hanno l’etichetta A ++ e A +++, oltre ad altre funzionalità per ridurre i consumi, come la modalità Economica. Con questa modalità, puoi risparmiare fino al 60% * del consumo di elettricità rispetto la modalità automatica.
  • Controllo tramite dispositivo mobile: questa è una funzionalità molto utile e la maggior parte dei condizionatori sul mercato non la vanta ancora. Essa non solo ti consente di controllare il tuo condizionatore tramite il cellulare, ma funziona anche con gli assistenti virtuali di Alexa o Google Home.
  • Tipo di refrigerante: i dispositivi che utilizzano il refrigerante R-32 sono più ecologici di quelli che utilizzano R410A . Questo perché ha un effetto zero sulla riduzione dell’ozono, ha il 68% in meno di impatto sul riscaldamento globale e richiede il 30% in meno di carica di refrigerante rispetto al suo predecessore.
  • Installazione: tieni presente che per installare un condizionatore in casadevi avere l’aiuto di un professionista.
  • Manutenzione: se conosci le linee guida per una corretta manutenzione, eviterai molti   problemi e farai durare il tuo condizionatore d’aria molto più a lungo.
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Distanza tra unità interna ed esterna di un condizionatore: perchè è importante?

Durante l’installazione di un nuovo climatizzatore, non dobbiamo solo prendere in considerazione la posizione, ma anche la distanza con l’unità esterna. Sapevi che maggiore è la distanza tra unità interna ed esterna, minori sono le prestazioni del sistema?

Ad esempio, in un impianto con 5 metri di distanza tra unità interna ed esterna, rappresenta una perdita di prestazioni compresa tra il 3% e il 5%. Nel caso in cui la distanza tra l’unità interna e quella esterna sia di 15 metri, vi è una perdita di prestazioni compresa tra il 7% e il 10%.

Inoltre, non tutti i produttori di climatizzatori offrono le stesse possibilità in termini di distanze e i climatizzatori Samsung sono tra i migliori in questo senso.

Quando si tratta dell’unità esterna, la sua posizione è dunque molto importante e poter avere una ventilazione adeguata è essenziale. Pertanto, se viene installata vicino a un muro, non dobbiamo dimenticare che deve esserci una distanza sufficiente affinché l’aria possa fluire facilmente.

Come appare adesso chiaro, è preferibile installarla in un luogo ombreggiato, in quanto la differenza di temperatura tra l’essere colpita direttamente dalla luce solare o essere in ombra può essere di 5 °C a 10 °C . Una differenza che può comportare fino al 20% di consumi in più.

Nel caso dell’unità interna, l’aspetto cui dobbiamo dare la priorità è dunque il risparmio energetico legato anche alla distanza con l’unità esterna, oltre ovviamente al fatto ci siano anche luoghi in cui l’estetica gioca un ruolo importante. Di certo l’ideale è mantenere una distanza massima di 3 metri tra l’unità interna e quella esterna così da sfruttare al massimo il suo potenziale.

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Pandemia e dispersione scolastica: Susanna Esposito conduce su UNIPR On Air

La pandemia, che ha avuto come conseguenze anche la didattica a distanza e l’impoverimento sociale, mette a rischio le vite scolastiche di tanti studenti: ne ha parlato Susanna Esposito in un’intervista a Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia.

Susanna Esposito

UNIPR On Air: l’intervista condotta da Susanna Esposito

Susanna Esposito, ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e Presidente di WAidid, ha intervistato Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia, nel contesto di “UNIPR On Air”, la rassegna di incontri con personalità di rilievo portata avanti dall’Università di Parma. Dopo le prime due edizioni totalmente dedicate ad argomenti legati al Covid-19, quella attualmente in corso è invece incentrata sull’Agenda 2030 dell’ONU. Iniziata il 18 febbraio, ha visto il secondo incontro, moderato da Susanna Esposito, trattare il Goal 1 dedicato al “Porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo”. Durante l’intervista ci si è concentrati sulle devastanti conseguenze della pandemia nel contesto socio-economico del Paese, con un focus particolare sulla crescita della povertà educativa in Italia. Come già denunciato da Save the Children, la crisi sanitaria ha impattato profondamente sulla vita scolastica di bambini e bambine, che si sono trovati in sofferenza o impossibilitati a continuare gli studi.

Susanna Esposito intervista Claudio Tesauro: i rischi per i giovani, in perenne lockdown 

Dal 2008 al 2018 la povertà minorile è triplicata, ha ricordato Claudio Tesauro. Oggi, a seguito delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria, un altro milione di bambini rischia di cadere in povertà assoluta. Dall’intervista condotta da Susanna Esposito è inoltre emerso il pericolo che, con l’impossibilità di frequentare compagni e luoghi di cultura, aumenti significativamente anche la dispersione scolastica, fenomeno che è già purtroppo in corso. “Più di 7 ragazzi su 10 dicono di avere almeno un compagno che sta facendo più assenze, mentre quasi il 30% afferma che dal lockdown di primavera almeno un compagno ha abbandonato la scuola”, ha dichiarato Tesauro. Il digital divide non aiuta, e ricordiamo che il 13% degli adolescenti vive in abitazioni prive di PC o tablet. Susanna Esposito ha quindi chiesto consiglio al Presidente per capire come aiutare i ragazzi in questo difficile momento: ne è emerso che la classe dirigente più ricca e agiata dovrebbe assumersi le responsabilità di portare avanti un progetto che garantisca un futuro a tutti gli adolescenti, serve uno sforzo collettivo.

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Arte, la nuova normalità: Andrea Mascetti (Fondazione Cariplo) al webinar di Fondazione Hruby

La pandemia sta trasformando anche il mondo dell’arte. La sicurezza è oggi un tema imprescindibile, come sostiene Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti: la cultura e le nuove esigenze dovute alla pandemia

Uno degli effetti più evidenti del Covid-19 è l’evoluzione del bisogno di sicurezza. La pandemia ha fatto emergere nuove esigenze sulla questione praticamente in ogni settore. Quello della cultura non fa eccezione. È l’argomento affrontato in un recente webinar promosso da Fondazione Hruby dal titolo “Dalla sicurezza alla valorizzazione – Le attuali tecnologie per arte, teatro e musica nella nuova normalità”. All’evento ha preso parte Andrea Mascetti, Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo. “Il tema della sicurezza nella cultura è fondamentale – ha dichiarato – Lo dimostra il fatto che dei 45 milioni che Cariplo ha messo in campo nel 2019, il 15-20% è andato al recupero del patrimonio culturale”. Per fare in modo che l’industria della cultura abbia gli strumenti per affrontare il cosiddetto “new normal”, è necessario che i responsabili di luoghi come musei, teatri o biblioteche vengano a conoscenza delle soluzioni offerte dalle nuove tecnologie. Un’esigenza che ha anche un valore economico: “Spesso dimentichiamo che il mondo della cultura vale 90 miliardi – ha detto Andrea Mascettisi tratta di circa il 6% del PIL del Paese”.

Andrea Mascetti: l’impegno di Fondazione Cariplo a sostegno delle realtà di provincia

La sicurezza oggi è sinonimo di valorizzazione. Nel caso del patrimonio artistico, vuol dire anche fruizione e quindi introiti che permettono di proseguire le attività culturali. Tuttavia, ha spiegato Andrea Mascetti, non tutti gli attori in gioco posseggono il know-how e le risorse per implementare le nuove tecnologie e limitare gli effetti della pandemia. “Le grandi organizzazioni culturali hanno mostrato una notevole capacità di inventiva e di riuscire a sopravvivere a questi tempi complicati – ha commentato – Diverso e problematico il mondo delle realtà più piccole, di provincia, che probabilmente non hanno gli strumenti economici adatti”. Nell’ultimo anno Fondazione Cariplo si è mossa in questa direzione: “Abbiamo messo circa 8 milioni nel 2020 e altri 2 milioni nel 2021 per mettere in sicurezza l’associazionismo culturale”. Inoltre, nel mese di gennaio, la Fondazione ha dato il via sul territorio lombardo a “InnovaMusei”: “Un nuovo bando nato con la collaborazione di Regione Lombardia e Unioncamere – ha spiegato Andrea MascettiSi tratta di circa 2 milioni destinati a progetti che, attraverso interventi su digitalizzazione e innovazioni tecnologiche, possono promuovere nuovi modelli organizzativi e di fruizione”.

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Fabrizio Palermo scelto da “Fortune Italia” come Businessperson of the Year: l’intervista al manager

Su"Fortune Italia" l’intervista integrale: "Il Gruppo è convinto che il capitale finanziario debba essere messo a servizio dell’industria per difendere e creare occupazione", ha dichiarato Fabrizio Palermo.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: il ruolo di CDP nell’emergenza

Fabrizio Palermo si conferma uno dei top manager italiani: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti è Businessperson of the Year secondo la classifica stilata dalla rivista "Fortune Italia". Il riconoscimento, conferito al manager già lo scorso anno, consolida la sua gestione alla guida di CDP dal 2018. Una conduzione che negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti con l’emergenza Covid-19 e con il ruolo di primo piano assunto grazie alle misure prese dal Governo per contrastare la crisi economica: "Sin dall’inizio dell’emergenza ci siamo attivati per sostenere le imprese e la pubblica amministrazione, agendo su più fronti – ha spiegato l’AD durante l’intervista in versione integrale sul numero di "Fortune Italia" del 2 dicembre – garantire la liquidità e la solidità patrimoniale delle imprese, favorendo il consolidamento e lo sviluppo delle aziende strategiche, e supportare gli enti territoriali per le loro esigenze di spesa corrente e per gli investimenti". Una delle operazioni che più ha avuto successo, secondo Fabrizio Palermo, è stata la rinegoziazione dei mutui a supporto delle Pubbliche Amministrazioni, che grazie al lavoro di Cassa Depositi e Prestiti hanno potuto liberare circa 800 milioni di risorse da destinare ad interventi Covid-19: "Abbiamo poi lanciato CDP Venture Capital per lo sviluppo e l’innovazione del Paese e più recentemente il Fondo Nazionale del Turismo e gli acceleratori CDP, che offrono nuovi strumenti a sostegno dello sviluppo del capitale umano delle imprese".

Fabrizio Palermo: prossimo obiettivo creare campioni nazionali

Per uscire dalla crisi economica ora c’è bisogno di puntare sulla crescita sostenibile, in linea con il trend mondiale su transizione energetica e decarbonizzazione. "Ci auguriamo tutti che con il 2021 l’emergenza possa essere superata – continua Fabrizio Palermoil nostro contributo sarà focalizzato su innovazione e formazione, anche nella convinzione che Il capitale finanziario debba essere messo a servizio dell’industria per difendere e creare occupazione. CDP supporta il Paese dal 1850, e continuerà ad accompagnare ogni passaggio storico del Paese". Il prossimo obiettivo del Gruppo è quello di aumentare la competitività dell’Italia a livello internazionale. Per farlo, il manager fa affidamento sulle ultime operazioni di CDP nate con lo scopo di creare "veri e propri campioni nazionali" in determinati settori ritenuti strategici: "Mi riferisco alla nascita di Webuild nelle costruzioni, alla fusione SIA-Nexi nei pagamenti digitali, al nostro ingresso in Euronext funzionale all’acquisizione di Borsa Italiana – ha spiegato Fabrizio Palermononché al nostro impegno nell’ambito delle telecomunicazioni, con l’obiettivo di dotare il Paese di una rete unica capace di colmare il gap digitale".

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Consorzio ELIS riunisce oltre 100 CEO: la partecipazione di Elisabetta Ripa, AD di Open Fiber

"Realizziamo una grande infrastruttura in fibra ottica per abilitare la rivoluzione digitale": l’AD di Open Fiber Elisabetta Ripa tra i 100 CEO intervenuti al convegno del Consorzio ELIS "Una Bussola per orientarsi nel Nuovo Mondo. Un Timone per non perdere la rotta".

Elisabetta Ripa

Open Fiber: tra i 100 CEO riuniti dal Consorzio ELIS per confrontarsi sul rilancio del Paese anche Elisabetta Ripa

La rinascita del Paese passa attraverso l’iniziativa del Consorzio ELIS a cui ha preso parte anche Elisabetta Ripa. L’Amministratore Delegato di Open Fiber è infatti tra i 100 CEO che si sono riuniti lo scorso 13 ottobre con l’obiettivo di definire una serie di azioni funzionali a promuovere una efficace trasformazione della scuola, delle imprese e del mondo del lavoro. Dall’incontro è emersa infatti la necessità di un intervento strategico focalizzato sull’educazione dei giovani: occorre che la comunità si impegni fortemente nel prepararli alle grandi sfide che saranno chiamati ad affrontare in futuro. Per questo si deve puntare sempre più sull’apprendimento continuo, su creatività e capacità di adattamento, mai come oggi così fondamentali. In ambito imprenditoriale invece a realtà come quella guidata da Elisabetta Ripa è richiesto di accostarsi sempre più al territorio, di costruire ponti con le comunità e sostenere il Sud, limitando l’abbandono scolastico: l’inclusione è la direzione.

Elisabetta Ripa: la rinascita del Paese passa anche attraverso la digitalizzazione, l’impegno di Open Fiber

"Noi realizziamo una grande infrastruttura in fibra ottica per abilitare la rivoluzione digitale", ha sottolineato Elisabetta Ripa ai microfoni di "Affari Italiani". L’AD di Open Fiber ha parlato del ruolo della società che guida nel quadro delineato nel corso dell’incontro organizzato dal Consorzio ELIS: "Per utilizzare appieno le infrastrutture, sono indispensabili nuove competenze sul mondo del digitale e una nuova cultura più attenta a svilupparle". Elisabetta Ripa ha quindi ribadito l’importanza di lavorare su scuola, educazione e sul reskilling dei lavoratori. E sui progetti di Open Fiber ha evidenziato come l’obiettivo sia di raggiungere 20 milioni di unità immobiliari entro il 2023: la digitalizzazione infatti ha un peso strategico rilevante nella rinascita del Paese.

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Paolo Comana nuovo presidente di Avis Comunale Bergamo

È Paolo Comana, classe 1951 ex-donatore e socio di Avis Comunale Bergamo, il nuovo presidente alla guida di Avis Comunale Bergamo per il prossimo quadriennio. L’elezione è avvenuta nel corso della prima riunione del Direttivo recentemente eletto, tenutasi nella serata di mercoledì 24 marzo.

«È per me un onore poter guidare l’Avis Comunale Bergamo e sono convinto che sia una grande opportunità per diffondere a voce ancor più forte il grande messaggio della “donazione”. Partendo dai messaggi di sensibilizzazione e dalle iniziative sul nostro territorio, sono certo che, in un clima di grande collaborazione, contribuiremo al raggiungimento dei grandi obiettivi dell’Avis come l’autosufficienza di emocomponenti e la tutela dei donatori di sangue».

Queste le parole del neo-eletto presidente Paolo Comana, che succede a Roberto Guerini, ex-presidente in carica per un doppio mandato, che dichiara: «Esprimo grande soddisfazione personale per la scelta del Direttivo che ha indicato all’unanimità Paolo Comana, che in questi anni nei vari ruoli che ha ricoperto ha dimostrato grande dedizione all’Associazione. I miei più cari auguri con l’augurio di essere sempre al servizio di chi ne ha bisogno, un augurio ancora più forte alla luce della pandemia che ha fatto emergere ancor di più l’importanza del ruolo dei volontari a tutti i livelli e di tutte le associazioni»

Nella serata è stato nominato il nuovo consiglio esecutivo: Comana Paolo Presidente, Guerini Roberto Vicepresidente Vicario, Canzi Ferdinanda Vicepresidente, Colombo Daniela Segretario, Nespoli Pesenti Davide Tesoriere.

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Mobilità, l’impegno di A2A nell’idrogeno green: intervista all’AD Renato Mazzoncini

A2A insieme a Fnm e Snam per la nascita in Lombardia della prima “Hydrogen Valley” italiana: il valore del progetto nelle parole dell’AD e DG Renato Mazzoncini.

Renato Mazzoncini manager A2A

A2A con Snam e Fnm per la prima “Hydrogen Valley” italiana: le considerazioni dell’AD Renato Mazzoncini

La prima “Hydrogen Valley” italiana sorgerà in Lombardia. È l’obiettivo a cui A2A lavora insieme a Snam e Fnm, come sancisce l’accordo siglato dall’AD e DG Renato Mazzoncini lo scorso 29 dicembre. La collaborazione punta a individuare modalità di fornitura e rifornimento di idrogeno da fonti rinnovabili e dal recupero di materia per alimentare i nuovi treni della linea Brescia – Iseo – Edolo: il progetto denominato H2iseO è dunque finalizzato alla realizzazione della prima "Hydrogen Valley" italiana in Lombardia, in particolare nel Sebino e in Valcamonica, inoltre dotata a partire dal 2023 di una flotta di treni a idrogeno e delle relative infrastrutture. In seguito, entro il 2025, la soluzione a idrogeno dovrebbe essere estesa anche al trasporto pubblico locale, con circa 40 mezzi gestiti in Valcamonica. Nel sottolineare il valore del progetto, l’AD e DG di A2A ha ribadito come innovazione e sostenibilità siano “due parole chiave della nostra azione, valori che sono alla base di questa importante collaborazione”. La natura multi-business del Gruppo, come evidenziato inoltre da Renato Mazzoncini, “ci pone nella condizione di poter mettere a disposizione diverse soluzioni per la produzione di idrogeno green nell’area interessata dal progetto: dagli impianti idroelettrici ai nostri asset nell’ambito dell’economia circolare”.

L’AD e DG Renato Mazzoncini al “Corriere della Sera”: la vision di A2A sull’idrogeno green

Che A2A punti sull’idrogeno green lo confermano anche i recenti accordi sottoscritti con Ardian, Snam e Fnm per lo sviluppo di progetti in questo ambito. L’AD e DG Renato Mazzoncini ne ha parlato lo scorso 21 dicembre a “L’Economia”, l’inserto del “Corriere della Sera”. “Il punto di partenza per sviluppare l’idrogeno è avere qualcuno che lo voglia utilizzare”, ha spiegato l’AD, osservando inoltre come le fonti rinnovabili abbiano “il problema dell’intermittenza, perciò stabilizzarle tramite batterie e idrogeno è uno degli elementi chiave nella transizione energetica”. Non solo: “Un grande utilizzatore dell’idrogeno sarà la mobilità pesante, dai treni ai grandi camion e autobus. Mentre sui veicoli leggeri penso che le batterie abbiano vinto la partita. E poi c’è l’industria molto energivora: l’idrogeno può aiutarla nel percorso di decarbonizzazione”. In questo contesto si inserisce il progetto di realizzazione della prima Hydrogen Valley italiana: “Queste componenti ci sono tutte e tre: la mobilità, una tradizione industriale pesante rilevante e l’energia prodotta da A2A. Trenord, quando ha ordinato i primi 6 treni a idrogeno per la Brescia-Iseo-Edolo, ha dato la spinta per passare ai fatti. L’obiettivo è trasformare a idrogeno l’intera linea entro il 2026 per le Olimpiadi. Ma i primi treni arriveranno entro il 2023 e se non c’è idrogeno per alimentarli resteranno fermi. Questo è il caso in cui la domanda trascina l’offerta”. Per produrre idrogeno in quell’area A2A ha due le opzioni al vaglio, come anticipa Renato Mazzoncini: “C’è un impianto idroelettrico fluente lungo il fiume Oglio attivo 24 ore su 24. In alcune ore del giorno può essere utile produrre idrogeno. E poi c’è il termoutilizzatore di Brescia che, in un’ottica di economia circolare, può consentire di produrre e accumulare energia”. L’area è strategica anche perché “c’è un panel di industrie pesanti che possono avere grandi benefici”. A2A è dunque concentrata su tutti gli aspetti della filiera in cui può essere protagonista: produttore di H2 per rifornire i treni bresciani e sfruttando i propri impianti rinnovabili ma anche utilizzatore, per alimentare insieme al gas le centrali termoelettriche o per la riconversione di quelle a carbone.

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Come formare alla gestione dello stress pandemico

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Come formare alla gestione dello stress pandemico

Il 14 aprile 2021 un nuovo corso in videoconferenza ha l’obiettivo di fornire strumenti ai formatori per trattare e accogliere le problematiche legate allo stress pandemico.

 

Dopo un anno di emergenza COVID-19, dopo che il lavoro, la quotidianità, le abitudini di vita sono state stravolte dalle misure di contenimento del virus SARS-CoV-2, dopo che a ogni precauzione presa sono seguite nuove ondate pandemiche, è naturale sentirsi stanchi e sfiniti.

 

E questa situazione di stress, di fatica, denominata “covid fatigue” o “pandemic fatigue”, dovuta a uno stato di crisi prolungato, rappresenta una reazione, assolutamente naturale, che, secondo alcune stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è condivisa dal 60% dei cittadini europei.

 

La “pandemic fatigue”, come ricordato in un documento dell’OMS, si traduce poi in una riduzione della motivazione delle persone nel mettere in atto tutti i comportamenti protettivi raccomandati per la tutela della salute. Una demotivazione e una situazione di stress che possono non solo minare il benessere individuale, ma anche diventare un ostacolo alle strategie di prevenzione del virus sia nei luoghi di vita che di lavoro.

 

Esistono idonei strumenti per aiutare i formatori ad affrontare le problematiche della “covid fatigue” tra i lavoratori? Ci sono percorsi formativi in grado di migliorare la gestione dello stress pandemico?

 

Il corso in videoconferenza sulla gestione dello stress pandemico

Per favorire un’adeguata gestione della “pandemic fatigue” l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 14 aprile 2021 il corso, in videoconferenza, dal titolo “Formare alla gestione dello stress anche a distanza”.

 

Il nuovo corso ha l’obiettivo di fornire strumenti ai formatori per trattare e accogliere le problematiche legate allo stress pandemico (covid fatigue) durante specifiche sessioni di aggiornamento per i diversi soggetti della sicurezza, anche in videoconferenza.

 

I docenti del corso sono:

  • Paola Favarano: Responsabile Formazione di Stantec, membro del Consiglio Nazionale AiFOS e Presidente di “Lavoro da Favola”, Associazione Culturale di Milano.
  • Adele De Prisco: Membro del Direttivo AiFOS, formatrice qualificata, esperta nei processi formative esperienziali, Vicepresidente di “Lavoro da Favola”.

 

Le conseguenze della pandemic fatigue sulle strategie di prevenzione

In questa fase prolungata dell’emergenza COVID-19 molti Paesi europei hanno constatato che alcune importanti precauzioni, come l’igiene delle mani, l’uso delle mascherine o il distanziamento interpersonale, sembrano essere meno diffuse nella popolazione. Questa demotivazione è il segno di quella situazione di stanchezza e stress che viene denominata “pandemic fatigue”.

 

Infatti se all’inizio di una situazione critica la maggior parte delle persone riesce ad attivare un sistema di adattamento mentale e fisico per la sopravvivenza in situazioni di forte stress, quando la situazione si protrae nel tempo, richiedendo profondi cambiamenti delle abituali condizioni di vita e di lavoro, può subentrare un malessere profondo.

In questa situazione, caratterizzata da stanchezza e affaticamento fisico e mentale, può crescere la percezione che i costi del contenimento del virus superino i rischi per la salute con una conseguente diminuzione delle misure di prevenzione applicate.

 

Il programma del corso sulla gestione dello stress anche a distanza

Per migliorare la gestione dello stress pandemico si terrà mercoledì 14 aprile 2021 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 – il corso in videoconferenza “Formare alla gestione dello stress anche a distanza”.

 

Durante la videoconferenza verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • come far emergere problematiche legate alla covid fatigue che impattano sul lavoro
  • come condividere in modo efficace suggerimenti e esperienze per migliorare criticità di tipo organizzativo e relazionale che impattano sullo stress lavoro correlato
  • fornire alcuni strumenti per fronteggiare le situazioni di stress psicofisico applicabili in modo autonomo.

 

La partecipazione al corso vale come 4 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Coordinatori alla sicurezza e Formatori qualificati area 3. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e per il Registro Consulenti AiFOS ambito “organizzazione e gestione risorse umane”.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/formare_alla_gestione_dello_stress_anche_a_distanza

 

 

Per informazioni:

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25 marzo 2021

 

 

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Eni tra decarbonizzazione e tecnologia: l’intervista di Roberto Casula

Manager di Eni, Roberto Casula ha ricoperto posizioni di rilevante responsabilità sia in Italia che all’estero. Attualmente è impegnato nello sviluppo di progetti di open innovation e corporate venture capital per conto del Gruppo.

Roberto Casula

Roberto Casula: Eni tra futuro sostenibile e innovazione tecnologia

L’impegno di Eni sul fronte della decarbonizzazione è frutto dell’efficientamento del modello operativo del Gruppo, combinato con un’attenzione costante alla ricerca e allo sviluppo e nei confronti dell’ambito tecnologico. È il manager Roberto Casula a sottolinearlo nel corso di un’intervista rilasciata a "TechBullion", rivista londinese specializzata in tecnologia finanziaria: "La tecnologia è la risposta a tutto ciò", spiega il manager riferendosi alle trasformazioni nel comparto dell’energia, "negli ultimi 30 anni l’innovazione tecnologica ha diversificato in modo significativo le aree operative e le modalità di produzione". Un settore energetico, prosegue il manager, in cui l’innovazione ha permesso di "contrastare il naturale calo di disponibilità nella produzione di idrocarburi e, al tempo stesso, apportare ulteriori tipologie di risorse per rispondere all’aumento del fabbisogno energetico", in particolare da parte dei Paesi asiatici. Ma in che modo, dunque, affrontare i cambiamenti degli ultimi decenni e rispondere adeguatamente alle sfide del settore Oil&Gas? Roberto Casula risponde che, in uno scenario in continua evoluzione, è di fondamentale importanza "orientare al futuro le proprie strategie di business", al contempo "aumentando l’efficienza delle operazioni quotidiane e riducendo la soglia di redditività e i costi totali, sia dei progetti di sviluppo che delle operazioni, costruendo così una presenza equilibrata nelle attività anticicliche".

Roberto Casula: i progetti di Eni per il target zero emissioni entro il 2030

Ma è l’ambito della sostenibilità ambientale, a cui si lega l’impegno verso la decarbonizzazione, a costituire una delle opportunità di crescita più significative per l’Oil&Gas, come rimarcato dal manager durante l’intervista. "Il tema ambientale e la questione legata alle emissioni di CO2 spingeranno in alto la domanda di gas naturale, inteso sia come fonte energetica che come materia prima dell’industria petrolchimica", spiega Roberto Casula, che sottolinea: "Il gas naturale è fondamentale nel suo ruolo di combustibile ‘di passaggio’ durante la transizione energetica verso un futuro caratterizzato da basse emissioni di CO2". Una prospettiva in cui il ruolo delle fonti rinnovabili sarà progressivamente sempre più cruciale, con una maggiore integrazione del solare, dell’eolico e dei biocarburanti all’interno dei piani aziendali. Da qui, prosegue il manager, la necessità di ulteriori progressi nel campo della ricerca e dello sviluppo, accompagnati dall’avanzamento tecnologico. Ed è per questo che Eni, già da tempo, porta avanti progetti di investimento che incentivano l’innovazione e lo sviluppo tecnologico del settore. Con una presenza globale e un ampio portafoglio di asset industriali, il Gruppo si contraddistingue nella gestione di progetti su scala globale che, come illustrato da Roberto Casula, coinvolgono "ambiti diversi, tra cui l’upstream, il downstream e la generazione di energia". Questo va di pari passo con un piano di decarbonizzazione con cui Eni, grazie a fattori quali efficienza, investimento e protezione ambientale, "pianifica di raggiungere il target delle zero emissioni di carbonio entro il 2030".

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UNITRE MILANO – Seminario del 26 marzo 2021 “TORRI E MURA A MILANO’’.

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, un seminario dal tema: TORRI E MURA A MILANO’’ in programma per venerdì 26 marzo 2021 alle ore 17:15.

Il seminario si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotto dal Prof. Marco MARINACCI (Università eCampus / UNITRE MILANO / FONDAZIONE PRIMATO) e dal Prof. Pierfrancesco SACERDOTI (Architetto- POLITECNICO DI MILANO).

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 25 marzo 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

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Alessandro Benetton: Cortina 2021 porta con sé i segnali della ripartenza

Grande responsabilità per un evento così carico di significati, unita alla soddisfazione e alla consapevolezza di aver lavorato bene: le riflessioni di Alessandro Benetton, Presidente di Fondazione Cortina 2021, sui Campionati Mondiali di Sci.

Alessandro Benetton

Cortina 2021: le considerazioni di Alessandro Benetton sull’evento

Prima grande manifestazione sportiva dopo il rinvio delle Olimpiadi di Tokyo, Cortina 2021 ha rappresentato un importante passaggio nel difficile momento vissuto dall’Italia e dal resto del mondo. Un evento che ha fatto del lavoro di squadra e della determinazione due grandi punti di forza e che ha ricevuto grande partecipazione dal pubblico e dagli stakeholder. “Penso di poter dire che uno degli obiettivi è stato raggiunto”, racconta Alessandro Benetton nell’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”: “È quello che io chiamo ‘effetto palla di neve’, con tutti gli stakeholder che remano nella stessa direzione”. E nonostante la mancanza di tifosi in presenza, a causa delle restrizioni per la pandemia, ciò che è emerso con forza da Cortina 2021 è stato proprio il grande entusiasmo che su più livelli ha coinvolto la manifestazione sportiva. Quell’effetto “a valanga” in grado di “cambiare la storia di un territorio nonostante le avversità”, come evidenziato da Alessandro Benetton, che condivide inoltre una riflessione per il futuro: “Il rilancio dell’immagine di Cortina e dell’Italia è un asset sul quale i giovani potranno investire nel futuro”.

Alessandro Benetton: Cortina 2021 per guardare con ottimismo al 2026

“Con questa struttura organizzativa abbiamo dimostrato che si può fare un grande evento”,prosegue Alessandro Benetton nell’intervista rilasciata a “Il Sole 24 Ore”, “e allo stesso tempo assistere a un rilancio per la comunità, nell’ottica della sostenibilità e in termini di legalità, sicurezza e ambiente”. Quella stessa sostenibilità che, nelle parole del Presidente di Fondazione Cortina 2021, deve trovare integrazione con aspetti di tipo sociale, ambientale ed economico, per far sì che questa non venga considerata come un costo, bensì come “un investimento che crea valore imprenditoriale”. “La sostenibilità ambientale, la sostenibilità sociale e la sostenibilità economica non devono più essere viste come una esclusiva dell’altra. Possono avere tutte la stessa direzione”, specifica infatti Alessandro Benetton, che aggiunge infine un auspicio affinché l’effetto provocato da Cortina 2021 possa tracciare una rotta anche per le Olimpiadi Invernali 2026, in programma a Milano e Cortina: “Tra i lasciti che ho avuto in mente dal giorno uno, una squadra locale di giovani che possano far tesoro dell’esperienza dei Mondiali e riproporla per altri eventi”, questo affinché i Campionati Mondiali di Sci rappresentino un nuovo inizio per Cortina, per la sua comunità e per l’intero Paese.

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La crescita internazionale di Gruppo Danieli: nuovi traguardi in Russia

Pionierismo e sostenibilità: il Gruppo Danieli in Russia si aggiudica una nuova commessa da 430 milioni di euro per la costruzione di una nuova acciaieria green.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: la crescita in Russia all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione

Nel 2019 il Gruppo Danieli si è aggiudicato in Russia undici gare su tredici di impianti siderurgici per conto di vari gruppi dell’acciaio, sbaragliando la concorrenza giapponese e tedesca. E nel corso del 2020, nonostante l’emergenza Coronavirus, la Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. su otto commesse ne ha vinte cinque. Non ultima quella annunciata nei giorni scorsi: la realizzazione di un impianto siderurgico "green" per OMK. Un progetto del valore di 430 milioni di euro per il Gruppo Danieli: inaugurato nel 2024, darà lavoro a oltre 2.000 persone. L’investimento complessivo ammonta a 1,5 miliardi di euro. Si tratta di una nuova, ambiziosa sfida: la costruzione di un impianto a forno elettrico senza l’utilizzo di carbone per produrre grandi quantità di acciaio di elevata qualità per diverse applicazioni. A oggi non esistono acciaierie di questo tipo né in Europa né in USA. "Sarà il primo impianto sostenibile della regione russa di Nizny Novgorod. Siamo presenti nell’area sin dal 1982. Il primo impianto lo abbiamo realizzato in Bielorussia, in collaborazione con la Pirelli, seguito da quello in Ucraina, in collaborazione con la Oto Melara. Siamo stati dei veri pionieri" ha sottolineato in merito il Presidente Gianpietro Benedetti.

Gruppo Danieli: il profilo e il modus operandi dell’azienda di Buttrio

Sempre più green e sostenibile: l’impegno del Gruppo Danieli nell’incentivare la transizione verso una produzione sostenibile si riflette sempre più nei progetti internazionali su cui è al lavoro, come ha evidenziato il Presidente Gianpietro Benedetti. Fondata nel 1914 a Buttrio, in provincia di Udine, Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. è oggi leader a livello internazionale nella produzione di impianti siderurgici: in particolare nel settore dei prodotti lunghi detiene attualmente oltre il 90% di quota. Sono cinque oggi i centri produttivi che annovera il Gruppo Danieli: a Buttrio, Pittsburgh, Parigi, in Svezia e in Germania. Annovera inoltre sedi in Cina (a Pechino e Shanghai) ed è presente in Thailandia con la Danieli Far East e in Russia con la Danieli Volga. Quotata nell’indice FTSE Italia Mid Cap della Borsa di Milano, è attiva anche in Austria e Brasile dove sono dislocati altri centri di servizio.

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Il Rotary e il Governo degli Stati Uniti sostengono la lotta dell’Italia contro il COVID-19

Di fronte all’aumento ripetuto delle infezioni in Italia, il Rotary e il Governo degli Stati Uniti, attraverso l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID), si sono impegnati a sostenere la risposta del Paese al COVID-19 ed alle iniziative di recupero collegate.

 

Nell’ambito della partnership, prevista in 18 mesi, USAID elargirà 5 milioni di dollari alla Fondazione Rotary – ente filantropico del Rotary International – per sostenere la risposta alla pandemia, preparare le comunità per il possibile reiterarsi della crisi e affrontare il conseguente impatto sociale ed economico a medio e lungo termine.

Questa partnership è tra gli impegni degli Stati Uniti verso l’Italia per aiutare a salvare vite e costruire resilienza per il futuro. Ad oggi, gli Stati Uniti hanno elargito 60 milioni in assistenza all’Italia, attraverso USAID.

 

Attraverso la partnership USAID-Rotary in Italia: Comunità contro COVID-19, i 13 distretti italiani del Rotary hanno accesso ciascuno ad almeno tre sovvenzioni da 100.000 dollari, per sostenere progetti nel campo della salute, l’istruzione e lo sviluppo comunitario. Le attività idonee includono la fornitura di attrezzature per le strutture mediche; materiale didattico e attrezzature per le scuole, gli studenti e le famiglie; e risorse per aiutare le aziende a rimanere aperte in sicurezza durante i momenti di crisi sanitaria. Una parte importante di questo sforzo è il sostegno agli studenti nel processo di apprendimento a distanza.

 

“Parte attiva delle comunità in cui opera, il Rotary si è dedicato alla selezione di scuole italiane in cui distribuire tablet per aiutare gli studenti che oggi seguono le lezioni online a seguito della didattica a distanza causata dall’emergenza sanitaria, per garantire a tutte le fasce della popolazione un facile accesso all’istruzione, altrimenti compromesso”, dichiara Giulio Koch, responsabile italiano del progetto Rotary. “La nostra collaborazione con USAID ci fornisce risorse e competenze preziose per contribuire a rendere le nostre iniziative nell’emergenza più impattanti e sostenibili”.

 

“In questa prima tranche di finanziamento americano si è privilegiato l’ambito istruzione: la scuola è il luogo dove le disuguaglianze sociali emergono in modo più evidente. Per questo, come rotariani, abbiamo il dovere di offrire pari opportunità per l’inclusione nel sistema scolastico, a maggior ragione in questo periodo in cui la didattica torna a svolgersi prevalentemente con modalità telematiche. Questo è il principio imprescindibile su cui abbiamo lavorato in queste settimane difficili: attraverso gli Uffici Scolastici Regionali abbiamo effettuato un capillare monitoraggio per capire quali fossero le situazioni più difficoltose per l’accesso alla didattica a distanza e, grazie agli Stati Uniti e TRF, siamo adesso in grado di consegnare agli istituti scolastici più di 5.000 tablet, che permetteranno agli studenti di seguire al meglio le lezioni online”.

 

La pandemia ci ha imposto un nuovo modo di apprendere, un approccio virtuale, per il quale sono necessari dispositivi affidabili.  Grazie a questa iniziativa, diverse centinaia di studenti riceveranno un tablet per facilitare l’apprendimento a distanza.  Siamo fieri di questa partnership con Rotary, attraverso la quale aiutare gli studenti a raggiungere i loro obiettivi, e continueremo ad essere al fianco dell’Italia nella lotta contro il Covid-19, ha dichiarato l’Incaricato d’Affari ad interim dell’Ambasciata degli Stati Uniti in Italia Thomas D. Smitham.  

 

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Scarpe Francesine Uomo: Eleganza e Qualità

Gli elementi distintivi delle scarpe francesine da uomo sono i materia adoperati, il tipo di suola e chiaramente la costruzione, che deve rigorosamente essere fatta a mano e in Italia per poter effettivamente essere definita una scarpa di qualità.

Le francesine uomo di Nottingham Shoes in pelle di vitello sono realizzate in Italia, e proprio questo tipo di pelle è universalmente riconosciuta come quella di migliore qualità per la realizzazione di questo tipo di scarpe.

 

Le decorazioni delle francesine uomo

Anche la decorazione viene effettuata a mano sulle scarpe che trovi su nottinghamshoes.it. La pelle viene Innanzitutto colorata e lavorata con delle sostanze che ne preservano la flessibilità. Questa viene successivamente adagiata su una botte di legno che gira, la quale contiene dell’acqua a 60° e del colorante.

È possibile decorare in diverse maniere le francesine da uomo in base al tipo di prodotto che si intende realizzare. Queste realizzazioni vengono lavorate sulla parte superiore della scarpa che solitamente si distingue tra liscia, semi brogue e full brogue.

 

Come abbinare le francesine uomo

Le francesine uomo in pelle sono delle scarpe tipicamente destinate a occasioni particolarmente formali o da abbinare ad un abito da cerimonia. Sono delle scarpe che possono benissimo abbinarsi ad un abito scuro o grigio, così come ad un abbigliamento da ufficio o ad uno spezzato.

Ad ogni modo ricorda che i dettagli fanno la differenza, per questo in linea generale dovresti sempre abbinare le tue francesine uomo con accessori simili per quel che riguarda il colore ed il tipo di pelle.

La francesina da uomo è dunque una scarpa indispensabile per un uomo che ama vestire in maniera elegante e ha una intensa vita sociale. È un tipo di scarpa stringata che non può mancare nella scarpiera di un uomo che cura e che tiene in maniera particolare al proprio abbigliamento.

Questo tipo di scarpa è diventata nel tempo un vero e proprio status symbol, un’icona maschile che testimonia la cura nello scegliere ciò che si indossa e al tempo stesso tutta l’artigianalità e la qualità della produzione italiana.

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