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Claudio Descalzi: prospettive di sviluppo della collaborazione tra Eni e SNOC


Eni, l’AD Claudio Descalzi incontra l’Emiro di Sharjah dopo l’avvio della produzione dal campo di Mahani: tra i temi in agenda anche la transizione energetica e lo sviluppo di progetti nell’ambito delle rinnovabili.

Claudio Descalzi collaborazione SNOC

Claudio Descalzi, l’AD di Eni incontra l’Emiro di Sharjah (UAE): si rafforza la collaborazione con SNOC

Il punto sulle attività di Eni nell’Emirato di Sharjah ma non solo. In occasione dell’incontro tra l’AD Claudio Descalzi  e sua Altezza Sultan bin Muhammad Al-Qasimi, Emiro di Sharjah nonché membro del Consiglio supremo federale degli Emirati Arabi Uniti, si è approfondito anche il tema della transizione energetica con particolare attenzione ai progetti nel settore delle energie rinnovabili, sempre più strategici per Eni e per il Medioriente. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi è impegnato con SNOC nell’esplorazione di future collaborazioni nell’ampia catena del valore dell’energia, comprese le rinnovabili.

Claudio Descalzi: la collaborazione tra SNOC ed Eni guarda alla sostenibilità e alla transizione energetica

I traguardi raggiunti finora con un incredibile time-to-market sono il risultato del supporto di Sultan bin Muhammad Al-Qasimi e della continua e proficua collaborazione tra SNOC ed Eni”, ha commentato l’AD Claudio Descalzi in occasione dell’incontro con l’Emiro di Sharjah. È da gennaio 2019, quando acquisì i diritti esplorativi delle aree onshore A, B e C, che Eni è impegnata nel Paese: lo scorso 4 gennaio è stato annunciato l’inizio della produzione dal campo di Mahani, situato nella Concessione Area B, assieme a SNOC, la compagnia di Stato, ed è impegnata nelle attività di esplorazione nelle aree A e C dell’Emirato. Non a caso Claudio Descalzi ha sottolineato come siano “grandi traguardi di cui essere orgogliosi, considerando anche le eccezionali sfide sostenute durante l’anno a causa della pandemia da COVID-19“.

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Energy Talks: l’AD di Eni Claudio Descalzi all’evento di RCS Academy


La velocità del cambiamento green dipenderà in buona parte dalla capacità delle istituzioni, delle aziende e dei consumatori di lavorare insieme: le riflessioni dell’AD di Eni Claudio Descalzi, intervistato in occasione dell’Energy Talks “Energia e Imprese, Operazione Green Deal” di RCS Academy.

Claudio Descalzi

Energy Talks, l’invito di Claudio Descalzi: collaborare per rendere la transizione energetica più veloce ed equa

In Eni “siamo sempre in transizione” ma oggi sicuramente “è tutto più accelerato” e “irreversibile”: a sottolinearlo è l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, intervenuto lo scorso 21 ottobre al forum “Energia e Imprese, Operazione Green Deal” nell’ambito degli Energy Talks di RCS Academy. “Da quando l’energia è il motore della civiltà siamo sempre stati in transizione. Oggi le nuove fonti di energia incalzano le vecchie: dobbiamo ridurre la componente carbonica mantenendo la sicurezza energetica”, ha spiegato l’AD parlando delle sfide che il mondo dell’energia è chiamato ad affrontare nell’immediato futuro. Secondo Claudio Descalzi la capacità delle istituzioni, delle aziende e dei consumatori di lavorare insieme si rivelerà determinante nel velocizzare il cambiamento green: “Se il sistema viene lasciato a se stesso e al mercato vinceranno sempre le fonti di energia più accessibili, meno costose e che comportano minori interventi sulle infrastrutture”. In quest’ottica “saranno cruciali gli incentivi”: oggi infatti le rinnovabili rappresentano solo il 2% nel settore energy, nonostante su questo fronte siano stati investiti 3,5 trilioni di dollari.

Eni, l’AD Claudio Descalzi: occorre un mix energetico sempre più efficiente nel ridurre le emissioni

“Ci troviamo in una emergenza ambientale”, ha evidenziato Claudio Descalzi intervenendo agli Energy Talks di RCS Academy: occorre quindi “creare un processo di trasformazione più veloce di quanto fatto in passato” e allo stesso tempo “più equo” in modo da non lasciare fuori i Paesi sottosviluppati, perché “l’energia è vitale come l’acqua”. Fondamentale è “essere moderati” dal momento che “è difficile abbandonare qualcosa che costa poco” e “pensare a un mix energetico che per gradi diventi sempre più efficiente nel ridurre le emissioni“: in questa prospettiva è più appropriato lavorare su prodotti in grado di sfruttare le infrastrutture disponibili, come ha spiegato Claudio Descalzi. È il caso, ad esempio, dei biocarburanti testati per i motori dei mezzi pesanti: “L’idea è che funzionino sull’esistente in modo da non stravolgere i processi produttivi e le catene di montaggio”. L’AD ha invitato infine ad essere “pragmatici” e a scegliere “un mix energetico meno impattante”, puntando sulla condivisione e sulle tecnologie, oltre che sulla capacità e sulle competenze acquisite sinora.

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B20 Italy, Claudio Descalzi: Covid-19 ha evidenziato interconnessione globale

Claudio Descalzi è uno dei manager selezionati alla guida delle Task Forces a lavoro sui temi da portare al G20, presieduto quest’anno dall’Italia.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: quattro le priorità sul tavolo in tema di sostenibilità

"Nel nostro lavoro intendiamo concentrarci su quattro emergenze globali prioritarie: malattie infettive, disastri ambientali, guasti alle infrastrutture informatiche e migrazione forzata": a parlare è Claudio Descalzi, intervenuto alla presentazione della nuova Task Force del B20 Italy, che si occuperà dei temi chiave dell’agenda economica globale in vista del G20 di Roma previsto il prossimo ottobre. Presieduto dall’Amministratore Delegato di Eni, l’Action Council on Sustainability and Global Emergencies si aggiunge alla lista dei team formati da Confindustria per formulare proposte di policy da portare all’attenzione del Vertice dei Capi di Stato. I lavori del Business Summit partiranno il prossimo 21 gennaio e si concluderanno nel mese di luglio. La Task Force guidata da Claudio Descalzi opererà per offrire soluzioni contro le "minacce potenziali per il raggiungimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile fissati dalle Nazioni Unite".

Claudio Descalzi: 2020 anno drammatico, fondamentale proteggere le economie

Di fronte all’attuale periodo storico, l’obiettivo dell’Action Council è quello di trasmettere ai Governi del G20 le azioni politiche ed economiche per una ricostruzione più sostenibile. "Senza dubbio il 2020 è stato un anno drammatico – ha commentato Claudio Descalzilo scoppio della pandemia di Covid-19 ha esposto la fragilità del nostro mondo alle emergenze globali e ha dimostrato quanto i nostri sistemi siano interconnessi: una crisi locale può trasformarsi rapidamente in un’emergenza globale, capace di colpire le società, le economie e l’ambiente in tutto il pianeta". Per questo, secondo il manager, c’è bisogno di coinvolgere tutti gli attori più importanti a livello globale in un percorso che possa ridisegnare il futuro: "Ci impegniamo per consentire alla comunità imprenditoriale di ridurre i rischi e le conseguenze derivanti dalle emergenze globali. Un insieme di politiche efficaci è fondamentale per le imprese e i governi di tutto il mondo, per proteggere le economie e le persone da rischiosi effetti domino e per gettare le basi di economie più verdi, più inclusive e di società più forti e resilienti", ha concluso Claudio Descalzi.

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“Adnkronos”: l’intervento dell’AD di Eni Claudio Descalzi per il Libro dei Fatti 2020

Il Libro dei Fatti 2020 di "Adnkronos" si avvale del contributo di Claudio Descalzi: "Eni sta cambiando volto, in modo radicale e irreversibile. A febbraio abbiamo presentato un Piano di decarbonizzazione delle attività che porterà l’azienda da qui a 30 anni a essere leader nella produzione e vendita di prodotti decarbonizzati, e del quale i princìpi dell’economia circolare saranno tra i pilastri strategici".

Claudio Descalzi

"Adnkronos", Libro dei Fatti 2020: il "modello Eni" nelle parole dell’AD Claudio Descalzi

È un cambiamento "radicale e irreversibile" quello che porterà Eni a riappropriarsi di un nuovo volto. Lo definisce così l’AD Claudio Descalzi nel suo intervento sul Libro dei Fatti di "Adnkronos": "A febbraio abbiamo presentato un Piano di decarbonizzazione delle attività che porterà l’azienda da qui a trenta anni a essere leader nella produzione e vendita di prodotti decarbonizzati e del quale i princìpi dell’economia circolare saranno tra i pilastri strategici". Per il momento il piano lanciato da Eni "non ha pari nell’industria", come evidenzia l’AD: si avvale di "una metodologia di valutazione delle emissioni unica nel settore, comprensiva di tutti i passaggi della catena di produzione e commercializzazione e di tutti i prodotti generati". È stata elaborata "in collaborazione con esperti del mondo accademico e attraverso un processo di verifica indipendente compiuto da terze parti che ne garantisce un’applicazione coerente". Una strategia dunque "complessa", come rimarca Claudio Descalzi: "Attraverso tecnologie esistenti e il nostro know how coniuga gli obiettivi di continuo sviluppo con una significativa riduzione dell’impronta carbonica delle nostre attività".

Claudio Descalzi: entro trenta anni Eni sarà leader nella produzione di prodotti decarbonizzati

Nell’intervento sul Libro dei Fatti, l’AD Claudio Descalzi illustra inoltre gli obiettivi che il Gruppo si è dato: il più grande "è quello di ottenere al 2050 la riduzione dell’80% rispetto al 2018 delle emissioni nette riferibili all’intero ciclo di vita dei prodotti energetici venduti, che includono emissioni Scope 1, 2 e 3". Eni punta dunque a valorizzare e a rendere sempre più sostenibile il portafoglio upstream oil&gas con l’obiettivo di ridurne l’impronta carbonica attraverso una forte azione di efficienza energetica e l’espansione della componente gas, nell’ambito di una progressiva riduzione della produzione di idrocaburi. Non solo: "Produrremo energia verde sviluppando le rinnovabili; faremo gas, Gnl e idrogeno da gas ripuliti dalla CO2 grazie ai progetti di cattura e stoccaggio; produrremo bio carburanti dalle nostre bioraffinerie, nonché metanolo e idrogeno dai nostri progetti di valorizzazione dei rifiuti organici; faremo chimica bio sfruttando i materiali da riciclo e produrremo biometano di derivazione agricola". È dunque questa l’Eni del futuro, come ribadisce infine Claudio Descalzi: focalizzata su prodotti decarbonizzati che sono destinati "a un enorme parco clienti retail, commerciale e industriale, domestico e relativo alla mobilità sostenibile".

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Eni e SNOC avviano la produzione dal campo di Mahani: il punto dell’AD Claudio Descalzi

Eni, la soddisfazione dell’AD Claudio Descalzi per l’accordo con Snoc in UAE: "Con tecnologia abbiamo dimostrato come aree mature possano rivelare nuove possibilità".

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: tempistiche record dietro l’avvio della produzione dal campo di Mahani

Ennesimo traguardo per Eni: è stato annunciato nei giorni scorsi l’avvio della produzione dal campo di Mahani, situato nella Concessione Area B nell’entroterra dell’Emirato di Sharjah. Frutto della collaborazione con SNOC, compagnia di Stato dell’Emirato di Sharjah, il Gruppo guidato da Claudio Descalzi detiene il 50% di interesse partecipativo nella Concessione denominata Area B dove SNOC è Operatore con il 50%. "L’inizio della produzione è stato raggiunto in meno di due anni dalla firma del contratto petrolifero e in meno di un anno dalla dichiarazione di scoperta grazie alla collaborazione fruttuosa e continua con SNOC", ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi parlando delle tempistiche record con cui è stata portata avanti l’operazione. Eni acquisì infatti l’Area B nel gennaio 2019 attraverso una gara competitiva. L’avvio della nuova produzione rappresenta un primo passo verso la piena valutazione della scoperta a gas e condensati di Mahani annunciata lo scorso gennaio: secondo le stime contiene significativi volumi di risorse di gas e condensato associato.

Claudio Descalzi: focus su attività e progetti di Eni nell’Emirato di Sharjah (UAE)

"Questo è un importante risultato di cui entrambi dobbiamo essere orgogliosi, considerando anche le eccezionali difficoltà logistico-operative affrontate durante l’anno in corso a causa della pandemia COVID-19", ha commentato in merito l’AD di Eni Claudio Descalzi spiegando come la nuova produzione dal campo di Mahani, avviata in meno di due anni, sarà inviata tramite una nuova linea multifase all’impianto di trattamento gas di Sajaa di proprietà di SNOC dove verrà processata. Nell’ambito del progetto è prevista inoltre la perforazione di due pozzi aggiuntivi che saranno connessi all’impianto principale in modo da aumentare ulteriormente la produzione del campo. "L’esplorazione in Sharjah era considerata finita alla fine dagli anni ’80", ha aggiunto Claudio Descalzi: "Invece, insieme a SNOC, abbiamo dimostrato che usando tecnologia allo stato dell’arte e competenze di alto livello, anche aree considerate "mature" possono rivelare nuove potenzialità".

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Claudio Descalzi, presentato il Piano Strategico di Eni alle Segreterie Generali dei sindacati


All’incontro con Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, Claudio Descalzi ha sottolineato l’importanza dei sindacati nel percorso di sviluppo disegnato da Eni.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: per il Piano fondamentale la condivisione tra le Parti

Transizione energetica ed economia circolare sono i pilastri sui quali Eni punterà nel prossimo futuro. Ad annunciarlo è Claudio Descalzi, amministratore delegato del Gruppo, durante la sua partecipazione all’appuntamento con le segreterie generali di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil. Sostenibilità, decarbonizzazione, energie rinnovabili sono le parole chiave del Piano strategico presentato dalla multinazionale dell’energia. Un “nuovo paradigma di sviluppo” che possa equilibrare sostenibilità economica e ambientale, oltre che sociale: “La strategia che Eni ha definito – si legge nella nota diramata in occasione dell’incontro – le consentirà di ottenere un miglior bilanciamento del portafoglio coniugando sempre di più gli obiettivi di redditività e di valore a lungo termine con quelli di sviluppo sostenibile”. Per portare a termine tali obiettivi, la trasformazione dovrà essere messa in atto con il sostegno di tutti gli attori coinvolti. Al termine della riunione con i sindacati, Claudio Descalzi ha comunicato infatti che a breve le Parti sottoscriveranno un nuovo protocollo di relazioni industriali, incentrato in primis su salute, sicurezza e ambiente, ma che riguarderà anche temi come ricerca, innovazione tecnologica e asset integrity.

Claudio Descalzi, dal percorso formativo al terzo mandato in Eni

Lo scorso 14 maggio il Consiglio di Amministrazione di Eni ha nominato Amministratore Delegato Claudio Descalzi per la terza volta consecutiva. La prima volta nel 2014, dopo oltre 30 anni di collaborazione. Il manager, originario di Milano, è infatti entrato nella multinazionale agli inizi degli anni ’80. Laureato in Fisica, viene assunto come ingegnere di giacimento. In breve tempo è project manager, con il compito di seguire lo sviluppo di diverse attività internazionali (Congo, Libia, Mare del Nord). Tra il 1990 e il 2005 continua la scalata nel Gruppo: arriva la promozione a Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, la nomina a Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina e infine lo stesso ruolo per l’area Italia, Africa e Medio Oriente. Prima di arrivare alla guida di Eni, Claudio Descalzi ha ricoperto il ruolo di Vice Direttore Generale di Eni e quello di Chief operating officer nella divisione Exploration & Production. Professionista riconosciuto a livello internazionale, nel 2012 è stato insignito della “Charles F. Rand Memorial Gold Medal” per il contributo apportato nel settore Oil&Gas.

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Il mondo sta cambiando: le considerazioni dell’AD di Eni Claudio Descalzi all’evento Ispi


L’intervento di Claudio Descalzi al Med Virtual Dialogue di Ispi e Ministero degli Esteri: l’AD di Eni parla anche del ruolo e della responsabilità dei Paesi più sviluppati nel contribuire alla crescita degli altri.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: decarbonizzazione e transizione energetica un obiettivo positivo e cruciale per il futuro dell’Europa

Il Coronavirus: “Una ragione per accelerare la transizione verso un’energia a basse emissioni di carbonio”. È l’AD di Eni Claudio Descalzi, intervenuto lo scorso 15 luglio al Med Virtual Dialogue, a ribadire quanto già espresso in diverse occasioni da quando lo scorso febbraio l’emergenza sanitaria è scoppiata nel nostro Paese. Confrontandosi con Fatih Birol, Executive Director dell’International Energy Agency, in occasione dell’evento promosso da Ispi e Ministero degli Esteri, l’AD ha ricordato come sia importante “capire bene cosa sta succedendo e soprattutto cosa succederà perché siamo stati impattati duplicemente: da una parte la riduzione della domanda e dall’altra la variazione dei costi”. La crisi però “non ha intaccato le new energy”: transizione energetica e decarbonizzazione rimangono “un obiettivo positivo e cruciale per il futuro di un continente come l’Europa”. Le rinnovabili, per quanto essenziali, “ancora non bastano a soddisfare il fabbisogno energetico e ad assicurare la sicurezza degli approvvigionamenti energetici”: in questa prospettiva il gas gioca quindi un ruolo importante per il mix energetico. Claudio Descalzi ha inoltre evidenziato come la transizione energetica avrà successo solo se si manterranno le infrastrutture “perché non possiamo cambiare tutto”. La decarbonizzazione sarà sempre più essenziale “e dobbiamo accelerare la nostra trasformazione e credo che l’emergenza Covid-19 abbia enfatizzato questo problema”. Importante quindi è comprendere sin da ora che “il mondo sta cambiando e il futuro sarà differente”: bisogna “essere efficienti nello studiare differenti modi di finanziamento e nuovi modelli regolativi”.

Med Virtual Dialogue, Claudio Descalzi: continuiamo a lavorare per garantire l’accesso all’energia in Africa

Un ulteriore tema approfondito nel corso del webinar con l’AD di Eni Claudio Descalzi e l’Executive Director dell’International Energy Agency Fatih Birol riguarda il ruolo dei Paesi più sviluppati nell’incentivare la transizione energetica anche in aree geopolitiche quali il Mediterraneo, il Nordafrica e l’Africa subsahariana, il Medio Oriente. “Il 40% della radiazione solare nel mondo brilla sull’Africa, ma solo l’1% viene utilizzato nel continente per produrre energia. Ecco perché sono necessari investimenti” ha evidenziato l’AD di Eni ribadendo fortemente l’intenzione di continuare a lavorare per garantire l’accesso all’energia in diversi Paesi: “Continuiamo a fornire gas al Ghana, al Congo, all’Angola… Questo è il modo nel quale possiamo aiutare e dall’altra parte dobbiamo implementare l’utilizzo di energia sostenibile per rimpiazzare il gas. Dobbiamo investire lì per cambiare e rendere possibile l’accesso energetico”. Claudio Descalzi ha parlato anche della Libia, in cui si è recato la scorsa settimana: “Ci sono enormi problemi a livello di elettricità e di gas, soprattutto per quanto riguarda l’approvvigionamento delle attività produttive”. Considerando la situazione, le attività di Eni in Libia, “Paese centrale per il Nordafrica e per il Medio Oriente”, procedono bene: “Ricordo che la Libia per noi è una nazione importantissima, soprattutto nella produzione del gas”.

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Eni e ripresa, Claudio Descalzi punta sulla sostenibilità ambientale


Giunto al suo terzo mandato come Amministratore Delegato e Direttore Generale di Eni, Claudio Descalzi è stato uno dei fautori della transizione energetica avviata dalla società nel 2014.

Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni

Coronavirus, Claudio Descalzi: “Prezzo in vite umane elevatissimo”

Ora che l’emergenza sanitaria può dirsi attenuata, la priorità è spingere per la ripresa economica del Paese in modo da allontanare il rischio di una grave crisi sociale. “Uscirne non sarà semplice, ma nulla lo è stato ultimamente. Il Covid-19 ci ha insegnato quanto i piccoli gesti di ognuno siano importanti”: sono le parole di Claudio Descalzi, AD di Eni, intervistato dal “Corriere della Sera” in merito alle difficoltà che il sistema economico si è trovato improvvisamente ad affrontare. Difficoltà che devono essere viste come opportunità, in modo tale da apportare cambiamenti significativi per il futuro: “Abbiamo in noi, come Paese, la forza necessaria per superare questo momento: anche perché mai come oggi l’Europa e l’Italia sono convinte che questa crisi non vada sprecata”. Il settore energetico è stato uno dei più colpiti dalle misure restrittive che i Governi hanno messi in campo a tutela della salute pubblica. Negli ultimi mesi i consumi hanno registrato di fatto una riduzione fino al 25%: “Già adesso vediamo una confortante ripresa. Il prezzo del petrolio attorno ai 40 dollari al barile è un indicatore: non sbagliavamo quando nel 2014 decidemmo di cambiare strategia puntando ad attutire il più possibile gli effetti della volatilità, del su e giù dei prezzi. Perché l’energia – ha dichiarato Claudio Descalziper un Paese come il nostro ma anche per l’Europa è al cuore dell’economia’‘.

L’Italia e l’autonomia energetica: l’obiettivo di Claudio Descalzi

La pandemia e la conseguente crisi economica hanno reso ancora più evidente l’importanza strategica delle fonti energetiche. Da sempre uno dei punti deboli dell’Italia è la scarsa autonomia in tal senso. Per questo, secondo Claudio Descalzi, sebbene la priorità in questo momento siano gli investimenti sulle infrastrutture, non bisogna dimenticare il ruolo fondamentale dell’energia: “C’è bisogno di energia, in grande quantità, a costi competitivi e rispettando l’ambiente, anzi puntando al suo miglioramento”. Un percorso di cambiamento che Eni ha avviato già dal 2014 e che spinge nella direzione delle energie rinnovabili e della sostenibilità ambientale. Un progetto sul quale Eni ha investito 4 miliardi solo negli ultimi sei anni: “Abbiamo immaginato che in un Paese che non produce risorse primarie sarebbe stato un plus trasformare i rifiuti urbani in olio combustibile decarbonizzato, in biocarburante. Come pure le plastiche, polimeri complessi, in idrogeno o metanolo. Se ci apprestiamo ad avere impianti per assorbire rifiuti organici di 6 milioni di persone trasformandoli è perché abbiamo anticipato i cambiamenti”. Il Coronavirus ha tuttavia portato ad un’accelerazione: “Adesso cambiamo ancora. Se vogliamo, come ci siamo impegnati a, tagliare dell’80% le emissioni assolute nette entro il 2050, abbiamo bisogno di un vestito diverso”. Le due nuove divisioni, “Natural Resources” ed “Energy Revolution”, rappresentano la nuova strategia di Eni per ridurre l’incidenza del petrolio: la prima “renderà sempre più sostenibile l’efficienza energetica”, mentre la seconda sarà impegnata in una produzione “sempre più bio, blu e green”. L’obiettivo di Claudio Descalzi è chiaro: “Rendere l’Italia sempre più autonoma e indipendente dall’estero”.

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Eni risponde all’emergenza Coronavirus, l’AD Claudio Descalzi: il bilancio è solido


“Misure per difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo”: a fronte degli effetti legati all’emergenza Coronavirus, Eni revisiona le attività programmate per il 2020 e 2021, come spiega l’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi, AD Eni

Eni, revisioni attività programmate per il 2020-2021: le considerazioni dell’AD Claudio Descalzi

“Mettiamo in campo questi interventi con l’obiettivo di difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo, preservando al contempo i più alti standard di sicurezza sul lavoro”: è l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi a spiegare le misure decise da Eni in merito al piano di attività per il 2020-2021 presentato al mercato il 18 marzo scorso. La forte riduzione dei prezzi delle commodity e i vincoli oggi prevedibili derivati dalla pandemia di COVID-19 hanno indotto il Gruppo a una revisione. Nel 2020 Eni ridurrà i capex di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget e gli opex di circa 400 milioni di euro. Per il 2021 si prevede invece una riduzione dei capex di circa 2,5 – 3 miliardi di euro, pari al 30-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano. Come specifica il Gruppo guidato da Claudio Descalzi in una nota, a subirne gli effetti saranno soprattutto le attività upstream e in particolare quelle relative all’ottimizzazione della produzione e ai nuovi progetti di sviluppo il cui avvio era previsto a breve. Se il contesto tornasse favorevole, Eni intende riavviare tempestivamente l’attività e con essa il recupero della produzione correlata. Per effetto di questa manovra e dello scenario particolarmente depresso, la produzione nel 2020 è prevista tra 1,8 e 1,84 milioni di barili di olio equivalente al giorno, rimanendo invariata l’anno successivo.

Emergenza Coronavirus, l’AD di Eni Claudio Descalzi acquista 29.300 azioni

“Siamo una compagnia molto solida dal punto di vista finanziario e con ottime prospettive di crescita e creazione di valore sotto il profilo industriale” ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi commentando nei giorni scorsi l’acquisto di 29.300 azioni di Eni S.p.A. per un valore di circa 200.000 euro. “Abbiamo attraversato altri momenti di crisi e siamo riusciti a trasformarli in occasioni per diventare sempre più efficienti. Lo faremo anche questa volta” ha aggiunto l’AD riferendosi all’impegno del Gruppo nell’affrontare l’emergenza sanitaria. “Credo molto nel percorso di trasformazione che stiamo seguendo e che continueremo a intraprendere, mantenendo come assoluta priorità la tutela delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo” ha evidenziato infine Claudio Descalzi.

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Claudio Descalzi, il futuro di Eni sarà green: l’intervista su “Repubblica” all’AD

Entro la metà del XXI secolo Eni diventerà “un fornitore di energia che non estrae petrolio”: “Repubblica” intervista l’AD Claudio Descalzi all’indomani della presentazione del piano 2020-2023 e della Road Map al 2050.

Claudio Descalzi

L’AD Claudio Descalzi a “Repubblica”: il futuro di Eni all’insegna della sostenibilità

Intervistato da “Repubblica”, Claudio Descalzi disegna la nuova Eni. “La nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi proiettandoci nel futuro” afferma l’AD. “Il cambiamento climatico avrà forti ricadute sui nostri mestieri e costruire un’azienda sostenibile nel lungo termine è imperativo sia per le comunità dove operiamo sia per gli investitori”: lasciandosi guidare da questa consapevolezza, cinque anni fa “abbiamo iniziato a pensare a queste strategie e dall’anno scorso mettiamo a punto una metodologia severa che include le emissioni in tutte le tre fasi: la nostra produzione di idrocarburi, l’elettricità che Eni consuma per usi interni e i clienti finali che usano prodotti nostri o di altri che noi vendiamo e che pesano l’80% del totale”. Tagli alle emissioni sono stati annunciati di recente da diverse major del settore ma, come precisa Claudio Descalzi, senza includere tutte le filiere produttive: “Noi abbiamo messo a punto un metodo che contempla i tre tipi di emissioni e ci porterà a produrre carburanti e affini senza più carbonio, perché arrivano da materie naturali o perché cattureremo la Co2 rilasciata nel processo”. Eni prevede quindi al 2050 di tagliare dell’80% le emissioni totali: “Delle sue lavorazioni e degli oltre 20 milioni di clienti che stimiamo di avere allora. Obiettivi che superano le raccomandazioni lea sull’accordo di Parigi”. Trent’anni, definire strategie considerando un orizzonte temporale così ampio è particolarmente complesso, come spiega l’AD a “Repubblica”: “Un modello prova a prevedere ciò che accadrà, contiene il concetto di speranza. E questa progettualità è un fantastico collante di persone, come visto in azienda negli ultimi anni. Anche dieci anni fa nessuno credeva alla dual exploration, che poi abbiamo realizzato e ci ha messo in una posizione finanziaria eccezionale rispetto ai rivali”.

Claudio Descalzi: la nostra strategia coraggiosa ci renderà ancora più competitivi

Nell’intervista a “Repubblica”, pubblicata lo scorso 29 febbraio, l’AD Claudio Descalzi sottolinea inoltre come tra i quattro pilastri su cui poggia la nuova strategia di Eni ci sia anche “il mantenimento della disciplina finanziaria che ci ha permesso di ridurre il debito e aumentare il flusso di cassa oltre i 12 miliardi di euro; cassa che ci consente la nuova remunerazione progressiva delle cedole”. Sugli aspetti industriali del piano: “Alcune tecnologie, come le bioraffinerie o le lavorazioni per cui elimineremo l’olio di palma dal 2023, le stiamo sviluppando da anni. Proprio le mosse nella raffinazione – trasformeremo tutti i siti Eni che trattano idrocarburi in impianti di biogas, biocarburanti, metanolo, idrogeno, e i prodotti di scarto come le plastiche complesse – ci permetterà di utilizzare le infrastrutture già esistenti, nostre e dei destinatari finali, penso alle automobili. Con risparmi immensi di costo”. Nel confermare quindi che al 2050 almeno l’85% della produzione Eni sarà a gas, Claudio Descalzi specifica inoltre che quel gas sarà tutto dell’Eni e non di fornitori terzi: “Ma il calo sarà graduale e avverrà nel rispetto dei contratti in essere. Gli effetti saranno anzi positivi per l’Italia, perché questa trasformazione ridurrà notevolmente non solo il rischio “minerario”, ma anche quello geopolitico: oggi Eni opera in diversi Paesi instabili, ma a tendere, per esempio, la nostra produzione da rinnovabili verrà per il 70% da Paesi Ocse. Con notevoli benefici finanziari, se pensiamo che il nostro costo del capitale in Italia è al 6-7%, in Nigeria il doppio, in Iraq più ancora”.

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Eni avvia il supercalcolatore Hpc5: l’AD Claudio Descalzi alla cerimonia di inaugurazione


Innovazione tecnologica a servizio della sostenibilità energetica: l’AD di Eni Claudio Descalzi presenta il supercalcolatore Hpc5.

Claudio Descalzi, AD Eni

Eni inaugura il nuovo supercomputer Hpc5: le dichiarazioni dell’AD Claudio Descalzi

“Oggi Eni inaugura un’infrastruttura di supercalcolo dalle caratteristiche uniche al mondo in ambito industriale, in grado di potenziare e perfezionare ancora i più complessi processi aziendali a supporto delle attività delle persone Eni, accelerando il nostro processo di digitalizzazione e trasformazione”: sono sufficienti le parole dell’AD Claudio Descalzi per intuire il valore del progetto che ha portato il Gruppo a realizzare il più potente computer al mondo in ambito industriale. Intervenendo all’inaugurazione lo scorso 6 febbraio presso il Green Data Center di Eni in provincia di Pavia, l’AD ne ha evidenziato in particolare l’apporto in relazione al percorso di transizione energetica intrapreso da tempo: “È un ulteriore passo avanti verso il traguardo globale che condividiamo con i partner tecnologici e di ricerca: rendere le energie di domani una realtà sempre più vicina”. Come ha ricordato Claudio Descalzi, compito di Eni è anche “ridurre le incertezze” e in questa prospettiva l’azienda negli ultimi sei anni è cresciuta significativamente, “in tutta la parte di calcolo e non solo in quella”.

Claudio Descalzi: Hpc5, il supercalcolatore Eni è il più potente al mondo in ambito industriale

“Tutto il mondo che riguarda la nostra attività è un mondo che è fatto di numeri, un mondo che non si vede” ha quindi spiegato l’AD Claudio Descalzi: “La modernizzazione che ci riguarda è particolarmente complessa perché non è risolvibile in modo analitico. Se non hai capacità di calcolo non hai la capacità di descrivere dove se e dove andrai”. Il supporto dell’Hpc5 è notevole: il nuovo supercalcolatore affiancando il sistema precedente (HPC4) ne triplica la potenza di calcolo portandola da 18 a 52 PetaFlop/s, pari a 52 milioni di miliardi di operazioni matematiche svolte in un secondo. Claudio Descalzi ha ribadito inoltre come al progetto abbiano collaborano il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Politecnico di Torino, il Massachusetts Institute of Technology (MIT), la Stanford University, insieme ai partner tecnologici, Dell Technologies, Intel e Nvidia: “In questi sei anni di difficoltà per il mondo energetico l’Eni è salita esponenzialmente nelle capacità di calcolo e ha aumentato il numero dei progetti di ricerca. Il time to market dalla ricerca alla messa in pratica è di tre anni e tutti quelli che fanno ricerca sanno che è impossibile. La più grande risorsa per l’Eni quando è nata è stato il gas. In questo momento la più grossa risorsa è la ricerca scientifica, la tecnologia e le competenze”.

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Eni: l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi al Forum Ansa


Claudio Descalzi al Forum Ansa ha parlato del futuro di Eni ma, più in generale, del processo di transizione energetica già in corso in Europa: “Probabilmente non ci nutriremo più di oil & gas ma ci nutriremo di rifiuti. Sarà un mondo completamente diverso”.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: nel futuro ci nutriremo di rifiuti

“Tutti parlano di sostenibilità e esser verdi diventa un fatto ideologico, ma non può essere sulle spalle di un’unica entità, tutti devono contribuire”: Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, ha partecipato al Forum ANSA e ha parlato del futuro dell’energia in Europa. “Gli obiettivi 2030 di riduzione delle emissioni sono raggiungibili, anzi forse li raggiungeremo prima di quella data”, auspica l’AD, che ha anche puntato l’attenzione sulla necessità di trovare un sistema di regole comuni per far sì che tutti, anche gli investitori, possano contribuire al processo di transizione energetica. “L’Eni è già stata trasformata tantissimo ma nel 2030 – 2040 sarà un’altra cosa, in termini di prodotti e in termini di obiettivi, sarà una società che nel 2050 più che rispetterà gli obiettivi anche importanti che si sono date le Nazioni Unite in termini di non superare l’1,6 gradi di riscaldamento terrestre”. Claudio Descalzi ha precisato: “Dal mio punto di vista, per come stiamo andando, probabilmente non ci nutriremo più di oil & gas ma ci nutriremo di rifiuti. Sarà un mondo completamente diverso”. Sono cambiamenti necessari per creare un futuro migliore “non per pochi, ma per tutto il genere umano”.

Claudio Descalzi: il curriculum e la crescita professionale

Di origini milanesi, Claudio Descalzi è Amministratore Delegato di Eni e Presidente di Assomineraria, nonché membro del National Petroleum Council e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Laureato in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano, entra a far parte di Eni in qualità di Ingegnere di giacimento. Inizia così la carriera del manager all’interno del Gruppo, che lo porterà ad assumere un ruolo dirigenziale nella multinazionale attiva nel settore energetico. Tra il 1981 e il 1990 ricopre la carica di Project Manager, occupandosi dello sviluppo delle attività localizzate nel Mare del Nord, in Libia, Nigeria e Congo. Claudio Descalzi diventa Managing Director della consociata di Eni in Congo nel 1994 per poi proseguire la sua carriera all’estero: negli anni successivi è Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata Eni in Nigeria. Assume la carica di Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina tra il 2000 e il 2001, per poi diventare, quattro anni più tardi, Vice Direttore Generale del Gruppo nella divisione Exploration & Production. Viene nominato Amministratore Delegato nel 2014.

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Eni, risultati terzo trimestre 2019: il commento dell’AD Claudio Descalzi


Eni presenta i risultati della terza trimestrale 2019: l’analisi dell’AD Claudio Descalzi sui primi nove mesi dell’anno e le prospettive per il quarto trimestre.

Claudio Descalzi

“Risultati di grande solidità”: l’AD Claudio Descalzi parla della terza trimestrale Eni

Risultati “di grande solidità” quelli conseguiti da Eni nel terzo trimestre 2019. È l’AD Claudio Descalzi a definirli così, presentandoli: “Abbiamo conseguito nel trimestre una crescita rilevante della produzione, pari al 6%, grazie ai contributi dall’Egitto, Kazakhstan, Ghana e la prima produzione dal Messico, ottenuta a soli undici mesi dalla decisione finale di investimento”. L’AD sottolinea come la produzione crescente e i risultati della commercializzazione gas e del marketing oil abbiano permesso di generare nei primi nove mesi dell’anno “un flusso di cassa, in sensibile crescita nonostante lo scenario in peggioramento, pari a 9,4 miliardi di euro, capace di finanziare non solo gli investimenti netti di periodo per 5,6 miliardi di euro ma anche il dividendo e il buy-back previsti per l’intero anno in circa 3,4 miliardi di euro”. Il Gruppo registra un utile netto in calo del 66% rispetto all’anno precedente, a 523 milioni, e l’utile netto adjusted a 776 milioni di euro (-44% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso): numeri su cui pesano uno scenario complesso, segnato anche dall’abbassamento dei prezzi di petrolio e gas. Ma Eni, come sottolineato da Claudio Descalzi, chiude il terzo trimestre migliore di sempre in termini di produzione: 1,89 milioni di boe/giorno, in aumento del 6% escludendo l’effetto prezzo e il portafoglio e nei 9 mesi a 1,85 milioni di boe/giorno (+1,8%).

Claudio Descalzi: “Da nuovi asset spinta sviluppo, grande fiducia nel futuro”

Nel suo commento l’AD Claudio Descalzi evidenzia come, secondo quanto sembrano confermare i numeri registrati, l’efficiente portafoglio Eni annoveri “uno scenario di break-even ben inferiore a quello riscontrabile nel già difficile scenario odierno. In particolare nel terzo trimestre il Brent ha perso oltre 13 dollari/barile mentre il prezzo del gas in Europa si è ridotto di oltre il 50%, accelerando un trend in riduzione rispetto al 2018 evidente dai primi sei mesi dell’anno”. Le attese per il quarto trimestre fanno ben sperare: “Alla solidità dei risultati contribuiranno poi da fine anno l’acquisizione in Norvegia, che apporterà circa 100 mila barili giorno di produzione, e il contributo stabilizzante della partecipazione nella raffineria di Ruwais che accrescerà del 35% la nostra attuale capacità di raffinazione”. E Claudio Descalzi si sofferma anche sui “continui progressi nei business complementari del futuro, dalle bio-raffinerie, alle rinnovabili e ai primi impianti pilota waste to fuel, che in gran parte fanno leva sulla ricerca interna che sarà sempre più la nostra ‘seconda esplorazione’, volano di generazione di nuovi business”. Basi che gli consentono di guardare “al futuro più prossimo così come a quello di transizione nel medio lungo termine con grande fiducia”.

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Climate Action Summit: ‘La Repubblica’ intervista l’AD Eni Claudio Descalzi


Eni: in occasione dell’assemblea generale dell’Onu a New York, Claudio Descalzi parla a ‘La Repubblica’ dell’impegno del Gruppo nel fronteggiare i cambiamenti climatici.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi a ‘La Repubblica’: inseriti i 17 obiettivi Onu nella nostra mission aziendale

“La forza di un’azienda è fatta anche di valori. Tra i nostri c’è una transizione equa allo sviluppo sostenibile, attenta a ridurre le diseguaglianze”: intervistato da ‘La Repubblica’ in occasione dell’assemblea generale dell’Onu a New York, l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi annuncia un’importante novità per il Gruppo. “Abbiamo inserito i 17 obiettivi Onu dello sviluppo sostenibile nel nostro mission statement, la definizione della missione aziendale” spiega l’AD, sottolineando inoltre come diventino parte “della filosofia portante della nuova Eni”. Non solo: “Qui a New York abbiamo anche firmato la Global Methane Alliance per abbattere le cosiddette emissioni fuggitive, la CO2 che si perde nella catena di trasporto”. Un “percorso che fa bene all’ambiente” come lo definisce Claudio Descalzi: “Siamo un’azienda globale e dobbiamo dare risposte a un problema globale come quello del clima. Lo facciamo in maniera trasparente, con obiettivi dichiarati, certificati da soggetti indipendenti. Ivi compresa la trasparenza finanziaria”.

Claudio Descalzi: gas ed economia circolare, la soluzione Eni per un pianeta sempre più sostenibile

Contribuire significativamente alla sostenibilità del pianeta significa per Eni ridurre le emissioni da fonti fossili e puntare sempre più sul gas e sull’economia circolare, trasformando in energia i rifiuti organici e inorganici come le plastiche. Se carbone, petrolio e gas sono tutte energie fossili, il livello delle emissioni è però molto diverso: si va in ordine decrescente dal primo al terzo. Come osserva Claudio Descalzi, il gas produce metà CO2 del carbone: “Il carbone continua ad avere un ruolo rilevante, pesa per il 38% della produzione di energia mondiale ma per il 77% delle emissioni. Inoltre immette nell’atmosfera che respiriamo biossidi e polveri sottili. Il gas ha un ruolo essenziale nella transizione verso le rinnovabili, visto che consente una riduzione sostanziale di emissioni”. Che l’economia circolare sia per Eni “una cosa molto concreta” è l’AD a ribadirlo nell’intervista: “Trasformare in energia i rifiuti, organici e anche inorganici come le plastiche. In prospettiva non usare più petrolio e gas ma queste masse di rifiuti sempre crescenti perché direttamente proporzionali all’aumento della popolazione mondiale”. Per il Gruppo, nello specifico, “i rifiuti come risorsa da riusare trasformandoli in energia vuol dire un obiettivo di 350.000 tonnellate, e una serie di progetti che coinvolgono Venezia, la Toscana e la Puglia”. Claudio Descalzi precisa infine che per quanto Eni abbia una storia e un profilo legato agli idrocarburi, in prospettiva di un futuro all’insegna della sostenibilità “di strada ne abbiamo già fatta”. E se fino a cinque anni fa erano 65 milioni le tonnellate di CO2 prodotte con petrolio e gas, oggi sono scese a 38 milioni: “L’Eni è cambiata molte volte e siamo dentro a una nuova trasformazione. Non bisogna usare un approccio ideologico, considerarci il nemico assoluto”.

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Eni: Claudio Descalzi punta sul Mozambico


Claudio Descalzi punta sullo sviluppo del Mozambico. Secondo un progetto a medio termine, il Paese inizierà a esportare gas. Per farlo, però, sono indispensabili investimenti e nuove tecnologie: “Da quando abbiamo iniziato i primi pozzi, dal 2006, abbiamo già investito più di 8 miliardi”, ha dichiarato l’AD. Avviati, inoltre, progetti sociali e nell’ambito della sanità.

Claudio Descalzi

Eni: Claudio Descalzi guarda al Mozambico

Il Mozambico è il Paese che ospita il più grande giacimento di gas scoperto negli ultimi vent’anni e Claudio Descalzi, Amministratore Delegato del Gruppo Eni, vuole aprire le porte a tecnologie, sviluppo e investimenti nel territorio. Secondo un progetto a medio termine 2024-2025, il Mozambico inizierà ad esportare gas, ma per centrare l’obiettivo sono necessari investimenti, nuove tecnologie e non solo. Eni, infatti, prevede di entrare in contatto con la cultura del Paese per dar valore alla propria presenza nel territorio, avviando progetti nel campo dell’istruzione e della sanità. A tal proposito, Claudio Descalzi ha dichiarato: “Le tecnologie non sono sufficienti, ci vuole coraggio e anche la capacità di entrare in relazione con una cultura che ci ospita. Se si va solo per investire e portare via il gas senza attenzione al Paese facciamo male a noi stessi, al Paese e non diamo continuità alla nostra presenza. Questo è l’approccio non solo di ENI ma di tutta l’industria italiana”. Tuttavia sono grandi le ambizioni di Eni, si prevede un ritorno intorno ai 100 milioni di dollari: “Questo produrrà per il Paese un ritorno molto importante, ai prezzi attuali il Mozambico in 20-25 anni avrà un ritorno di circa 100 miliardi di dollari, qualcosa di veramente grandioso. E si tratta solo di un terzo del gas che abbiamo trovato da sviluppare”, ha concluso l’Amministratore Delegato.

Claudio Descalzi: l’iter professionale dell’AD di Eni

Claudio Descalzi è l’attuale Amministratore Delegato del Gruppo Eni. Nato a Milano nel 1955, consegue la laurea in Fisica presso l’Università degli Studi della città nel 1979. Muove i primi passi professionali nel 1981, anno in cui approda in Eni, lavorando in qualità di Ingegnere di giacimento. Nel corso della sua carriera ha occupato posizioni vertice all’interno del Gruppo: Project Manager, Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, Managing Director della consociata Eni in Congo, Vice Chairman & Managing Director di NAOC, Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production e Chief Operating Officer della stessa. Claudio Descalzi è anche membro del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala e fa parte del National Petroleum Council. Nel dicembre 2016 è stato insignito della Laurea Honoris Causa in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio presso la facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

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Claudio Descalzi in Vaticano: “Definita strategia ben chiara per una transizione rapida”


L’AD di Eni Claudio Descalzi attribuisce una grande rilevanza all’incontro annuale in Vaticano, un momento di riflessione e di confronto sulle attività da svolgere insieme alle altre compagnie per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e affrontare con successo la transizione energetica.

Claudio Descalzi, amministratore delegato Eni

Claudio Descalzi: l’importanza di lavorare in sinergia

L’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi ha incontrato il Papa in Vaticano per parlare di transizione climatica e ambiente. Il Pontefice ha ricevuto le compagnie petrolifere per dialogare sulle grandi tematiche ambientali che caratterizzano il nostro tempo e interpellare i maggiori rappresentanti del settore in Italia. L’AD di Eni ha parlato con grande schiettezza: “È evidente che a 4 anni dall’accordo di Parigi dobbiamo cambiare passo. I progressi sono insufficienti e le emissioni continuano a crescere”. Lavorare in sinergia diventa sempre più importante per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità: Claudio Descalzi ha evidenziato l’importanza che tutti gli attori facciano la loro parte. “Il carico di responsabilità non è limitato alle società energetiche. Investitori, politici e consumatori sono attori chiave del cambiamento e devono riconoscere il loro ruolo nella transizione modificando i propri modelli di consumo, le strategie di investimento e le decisioni politiche”. L’obiettivo di Eni è già ben delineato, come ricorda l’AD: la società punta a “raggiungere la neutralità carbonica dal 2030 per le attività upstream come primo passo materiale e concreto di riduzione delle emissioni”. Il coinvolgimento di tutte le parti in causa è essenziale, in quanto trasformerà l’azione di Eni “in un pieno successo per la società umana e per l’ambiente”.

Claudio Descalzi: i contenuti della discussione in Vaticano

È la seconda volta che Eni partecipa al dialogo in Vaticano su energia e clima. Secondo l’AD Claudio Descalzi si tratta di un’occasione da non sottovalutare: “È uno dei momenti più alti e importanti di incontro dell’anno perché ci consente di discutere delle sfide e della complessità della transizione energetica con le altre società del settore e con i più grandi fondi di investimento mondiali, oltre ad esponenti chiave della comunità scientifica”. Le attività dell’incontro si sono svolte in un clima di grande franchezza e collaborazione, per parlare di transizione giusta e adatta a minimizzare gli impatti sociali. È fondamentale riconoscere “il diritto di gran parte della popolazione mondiale di progredire nello sviluppo e nell’accesso all’energia mentre procediamo il più rapidamente possibile verso un modello energetico a minori emissioni”, ha spiegato Claudio Descalzi. “Abbiamo discusso dell’applicazione di un carbon pricing per promuovere un uso più efficiente delle risorse e favorire l’utilizzo delle fonti più pulite. E infine di come comunicare la strategia e le azioni di decarbonizzazione nel nostro reporting”. L’AD ha concluso sottolineando che per queste nuove attività saranno destinati 3 miliardi di euro di capex nel periodo piano e 500 milioni di euro per la ricerca e sviluppo.

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Eni: Claudio Descalzi spiega le strategie di crescita per l’Italia


Claudio Descalzi ha parlato delle strategie di crescita per l’Italia. Nello specifico, il governo è l’attore principale che deve guidare e sostenere il processo evolutivo. Il sistema economico italiano è forte e solido, si registra un’ottima attività di export relativa a tecnologia e materie prime, ma tutti gli attori coinvolti devono contribuire sinergicamente.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: “Italia in crescita? Sono fiducioso. Il bilancio è positivo”

L’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi, a margine dell’evento “Obbligati a Crescere”, organizzato da “Il Messaggero” in collaborazione con Abi, ha fornito un quadro piuttosto positivo della situazione economica italiana. “Uno scenario realistico” che infonde ottimismo sulle prospettive di crescita. L’Italia ha infatti un ottimo potenziale da sfruttare al meglio: per quanto manchino le grandi industrie, si colloca tra i principali esportatori di tecnologie e materie prime. Tuttavia, Claudio Descalzi ha evidenziato come, per quanto ci siano buone possibilità di sviluppo, tutti gli attori coinvolti debbano contribuire sinergicamente affinché si registrino risultati significativi. Primo su tutti è il governo, che deve accompagnare il processo: “Il sistema deve muoversi in maniera compatta, la crescita deve essere accompagnata dal quadro giuridico”, ha dichiarato il manager. In sostanza, si è dichiarato ottimista e fiducioso, ritendendo l’Italia dotata di tutti gli strumenti necessari e le competenze per reagire.

Claudio Descalzi: dagli studi alla guida di Eni

Laureatosi in Fisica nel 1979, Claudio Descalzi è l’attuale Amministratore Delegato di Eni. La sua carriera professionale all’interno del gruppo inizia nel 1981 in qualità di Ingegnere di Giacimento. In seguito, intraprende un lungo percorso che lo porta a ricoprire posizioni rilevanti quali : Project Manager, Responsabile delle attività operative e di giacimento in Italia, Managing Director della consociata Eni in Congo, Vice Chairman & Managing Director di NAOC, Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, Direttore dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente, Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production e Chief Operating Officer della stessa. Claudio Descalzi si è impegnato nel corso della sua carriera anche in ambito associazionistico e accademico, entrando a far parte del Consiglio Generale di Confindustria, del CdA della Fondazione Teatro alla Scala e del National Petroleum Council per il 2016/2017. Membro del «Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations», è stato insignito di importanti riconoscimenti, tra i quali il prestigioso premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”.

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Il percorso professionale dell’Amministratore Delegato di Eni S.p.A. Claudio Descalzi


Nato a Milano nel 1955, Claudio Descalzi è laureato in Fisica presso l’Università degli Studi della città. Dal 2014 è Amministratore Delegato del Gruppo Eni, con alle spalle 30 anni di esperienza all’interno della multinazionale petrolifera.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: formazione e primi incarichi in Eni

Claudio Descalzi nasce a Milano, dove frequenta l’Università degli Studi conseguendo la laurea in Fisica nel 1979. La sua carriera professionale inizia due anni dopo in qualità di ingegnere di Giacimento all’interno del Gruppo Eni. In seguito, essendo stato nominato Project Manager, si occupa del monitoraggio dell’espansione delle attività nel Mare del Nord e nelle zone della Libia, Nigeria e Congo. Nel 1994 diventa Managing Director della consociata Eni in Congo e prosegue il suo percorso all’estero come Vice Chairman in Nigeria fino al 2000. In virtù di tali esperienze, Claudio Descalzi sviluppa ottime competenze e abilità che gli valgono la promozione a Direttore delle zone dell’Africa, Medio Oriente e Cina. Ha, inoltre, supportato il lancio del Progetto Western Libyan Gas, il primo a monetizzare il gas naturale libico tramite l’esportazione e la vendita in Italia.

Claudio Descalzi: l’esperienza come AD di Eni

Claudio Descalzi dirige l’area geografica che comprende Italia, Africa e Medio Oriente tra il 2002 e il 2005 e nel medesimo lasso di tempo è nel CdA di diverse consociate Eni. Con il passare degli anni, consolida la sua posizione all’interno del Gruppo, assumendo l’incarico di Vice Direttore Generale nella divisione Exploration & Production e, in una fase successiva, quello di Chief Operating Officer. Contemporaneamente, è impegnato nella definizione dei piani di sviluppo delle attività upstream in Italia e all’estero, per la quale predispone numerose strategie come la campagna di esplorazione in Mozambico o il lancio di Goliat. Dopo oltre 30 anni di esperienza all’interno della società, nel maggio del 2014 viene nominato Amministratore Delegato del Gruppo. Tra le altre attività, Claudio Descalzi ha ricoperto diverse posizioni in ambito associazionistico e accademico: è stato Componente del Consiglio Generale di Confindustria, Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala, Visiting Fellow of The University of Oxford, Membro del National Petroleum Council per il 2016/2017. Nel 2012 diventa il primo europeo ad essere insignito del prestigioso riconoscimento internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand Memorial Gold Medal 2012”, conferito dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers.

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Claudio Descalzi: i progetti per produrre energia dal moto ondoso


In seguito all’avvio dell’impianto Iswec nelle acque davanti a Ravenna, Eni, Fincantieri, Cdp e Terna uniscono le forze per un progetto ambizioso, basato sulla produzione di energia dal moto ondoso. L’accordo non vincolante è stato firmato dagli AD Claudio Descalzi, Giuseppe Bono, Fabrizio Palermo e Luigi Ferraris.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: il progetto per produrre energia dal moto ondoso

La sfida è riuscire a ottenere impianti di taglia industriale per la fornitura di energia totalmente rinnovabile derivante dal moto ondoso. Tutto è iniziato con l’impianto di produzione Inertial Sea Wave Energy Converter (Iswec), nelle acque dell’Adriatico davanti a Ravenna: installato e avviato da Eni, il sito ha raggiunto un picco di potenza superiore a 51 kW. In futuro si punta ad alimentare piattaforme di medie e grandi dimensioni, nella prospettiva di convertirle in hub per la produzione green. Il 19 aprile Claudio Descalzi (Eni), Fabrizio Palermo (Cdp), Giuseppe Bono (Fincantieri) e Luigi Ferraris (Terna) hanno siglato l’accordo non vincolante per condividere le rispettive competenze e sviluppare impianti di produzione energetica dal moto ondoso su scala industriale, per proseguire lungo la strada della decarbonizzazione e dello sviluppo sostenibile. Eni, guidata dall’Amministratore Delegato Claudio Descalzi, fornirà per questo nuovo progetto i dati e i risultati provenienti dall’impianto pilota Iswec, sviluppato con il Politecnico di Torino e lo spin-off Wave of energy, oltre alle opportunità logistiche e tecnologiche dei propri impianti offshore. Cdp fornirà le competenze economico-finanziarie, Fincantieri darà il suo contributo a livello di progettazione esecutiva, costruzione e installazione, mentre Terna si occuperà delle modalità di connessione e integrazione del sistema di produzione con la rete elettrica o con sistemi ibridi.

La carriera di Claudio Descalzi in Eni

Claudio Descalzi è Amministratore Delegato di Eni, Presidente di Assomineraria, membro del National Petroleum Council e Consigliere di Amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala. Milanese, è laureato in Fisica presso l’Università degli Studi di Milano. Due anni dopo il conseguimento della laurea, entra in Eni come Ingegnere di giacimento, dando il via a un percorso professionale che lo porterà ai vertici dell’azienda. Tra il 1981 e il 1990 è Project Manager per le attività nel Mare del Nord, in Libia, in Nigeria e in Congo. Tra il 1998 e il 2000 si trasferisce all’estero per ricoprire la carica di Vice Chairman & Managing Director di NAOC, consociata di Eni in Nigeria. Tra il 2000 e il 2001 è Direttore dell’area geografica Africa, Medio Oriente e Cina, mentre dal 2002 al 2005 passa alla Direzione dell’area geografica Italia, Africa e Medio Oriente. In seguito viene nominato prima Vice Direttore Generale di Eni nella divisione Exploration & Production, poi, nel 2014, Amministratore Delegato del Gruppo. Claudio Descalzi è stato Presidente di Eni UK ed è il primo europeo ad aver ricevuto il premio internazionale SPE/AIME “Charles F. Rand memorial Gold Medal 2012” dalla Society of Petroleum Engineers e dall’American Institute of Mining Engineers (AIME) per il settore Oil & Gas.

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Claudio Descalzi commenta la partnership con CDP


Eni, sotto la guida di Claudio Descalzi, ha firmato un accordo con Cassa Depositi e Prestiti volto alla promozione congiunta di iniziative in Italia nell’ambito di economia circolare, decarbonizzazione e sostenibilità.

Claudio Descalzi, AD Eni

Claudio Descalzi: Eni firma un accordo con CDP

Una nuova partnership per Eni. L’Amministratore Delegato del Gruppo, Claudio Descalzi, ha incontrato Fabrizio Palermo di Cassa Depositi e Prestiti per firmare un accordo di collaborazione congiunta per iniziative in Italia relative a economia circolare, decarbonizzazione e sostenibilità. In particolare, verranno rilanciati siti industriali mentre sono ancora da valutare: la realizzazione di impianti per la produzione di combustibili a partire dalla frazione organica dei rifiuti; alcune iniziative di elevato impatto socio economico nei Paesi in via di sviluppo; la realizzazione di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ed altri investimenti. Eni, sotto la guida di Claudio Descalzi, aveva già intrapreso la strada della sostenibilità concretamente, avviando la costruzione di due nuovi impianti fotovoltaici in Tunisia e Pakistan attraverso le controllate Eni New Energy Pakistan e Eni Tunisia BV.

Claudio Descalzi: Accordo con CDP d’importanza strategica

Claudio Descalzi ha commentato con soddisfazione l’alleanza siglata: “Un accordo di importanza strategica. La partnership con Cassa Depositi e Prestiti ci dà grande forza per proseguire nel percorso verso un futuro di energia sempre più sostenibile e inserita in un contesto di economia circolare”. L’Amministratore Delegato ha, inoltre, colto l’occasione per ribadire l’importanza di un modello economico sostenibile, la cui realizzazione è possibile solo grazie all’impegno congiunto di tutti: “Il nostro è un percorso ambizioso e concreto, per il quale abbiamo già compiuto passi davvero importanti, ma non possiamo portarlo a termine solo con il nostro impegno. Occorre fare sistema a livello Paese, promuovere la cultura della sostenibilità e della circolarità a tutti i livelli istituzionali e del tessuto economico, e mettere a fattore comune possibilità di investimento e know-how”.

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