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16 Aprile 2021

Salute e medicina

Battaglia vinta: farmaci per uso umano agli animali

Farmaci per uso umano ora anche per gli animali

Il farmaco equivalente per uso umano  anche per uso veterinario è ora realtà:
Il ministro della salute Roberto Speranza ha firmato il decreto che riconosce la possibilità di prescrivere un medicinale per uso umano che contiene lo stesso principio attivo di quello veterinario sulla base della migliore convenienza economica dell’acquirente.
Era una richiesta che un’istanza che era stata avanzata da tutte le associazioni e dall’ Enpa (Ente nazionale per la protezione degli animali) in primis dal 2006 è supportata anche da tanti consiglieri comunali regionali e dai cittadini stessi perché  effettivamente aiutare i propri animali e tutelarne i diritti della salute è fondamentale perché si mette e nella possibilità di poter curare i propri animali anche con patologie gravi e con farmaci che possano agevolare la salute dell’animale stesso senza dover incorrere in spese costose e comunque  costi troppo alti. Ne siamo soddisfatti, è una grande vittoria!  è una vittoria per loro per i loro diritti perché  loro non hanno una sanità pubblica e quindi le spese per curarli sono altissime quindi questa è una prima battaglia vinta.
Adesso spero che si prenderà anche in considerazione  l’iva in merito ai ricoveri anche presso gli studi veterinari perché al momento l’iva è del 22 per cento.
Qquindi io spero che sia il primo passo.
Ma cosa ne pensano i veterinari? Se vero che il farmaco veterinario rispetto all’equivalente umano costa di più, è pur vero che il farmaco veterinario rispetto al farmaco umano a parità di principio attivo ha delle caratteristiche diverse che riguardano in particolare la somministrazione quindi la posologia del farmaco e anche l’appetibilità e poi parliamo anche di un altro aspetto importante che la patologia cioè riuscire ad avere una formulazione di farmaco disponibile biodisponibile per un gatto per un cane di un chilo per un gatto per un cane di 40 50 oltre per avere questo c’è bisogno di varie formulazioni che vanno a coprire tutto il range cosa che in patologia umana chiaramente non c’è.
Dovranno essere fatte delle spiegazioni, delle delucidazioni molto più accurate non legate solamenteal prezzo o al costo di una terapia perché quello sì è un aspetto importante, in particolare in questo periodo, però vincolante molto su tanti altri aspetti che invece non vengono considerati almeno per il momento.

FONTE: YouTube

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Comunicati

Alessandro Benetton: perché lo studio all’estero non deve spaventare

È online l’ultimo episodio della rubrica #UnCaffèConAlessandro. Sul portale del “Corriere della Sera”, Alessandro Benetton affronta il tema delle esperienze formative internazionali durante il periodo universitario.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “Normale avere paura. L’importante è saperla dominare

Studiare all’estero è un’esperienza unica, spesso irripetibile. Nella maggior parte dei casi si tratta di un’occasione che può essere colta solo durante gli anni dell’Università. Ed è fondamentale farlo, se le circostanze lo permettono. Anche oggi, se è possibile rispettare le misure di contrasto al Covid-19. Alessandro Benetton non ha dubbi sul valore del partire e iniziare un percorso formativo in un altro Paese. In un recente video pubblicato sul suo canale Youtube e ripreso dal portale del “Corriere della Sera”, l’imprenditore ha parlato dei suoi anni di studio negli Stati Uniti e delle sfide che ha dovuto affrontare in un contesto profondamente diverso dalla sua città di origine, Treviso. La paura della solitudine è uno dei primi sentimenti che i giovani studenti provano quando pensano di partire: “Posto nuovo, una lingua non tua, lontano dagli amici e dalla famiglia: è normale pensare che vi sentirete soli, ma vi garantisco che non succederà – afferma Alessandro BenettonNei miei anni di studio all’estero ho stretto parecchie amicizie che sono ancora importanti e fondamentali oggi. La chiave in questo caso è buttarsi senza aver paura: pensate che attorno a voi ci sono tanti studenti nella vostra stessa situazione. Basta solo fare la prima mossa”.

Alessandro Benetton: “Studiare all’estero un investimento

Un’altra delle problematiche più comuni dello studiare all’estero sono i costi, di solito elevati. Costi che in molti casi vengono coperti o ammortizzati dalle famiglie. “Voi mi direte: ‘ma tu sei Alessandro Benetton’. So di essere stato molto fortunato – spiega il fondatore di 21 Invest – ma la questione è un’altra: quando vai a studiare all’estero significa che la tua famiglia sta facendo un investimento su di te. La paura, almeno per me, nasceva dalla possibilità di non essere all’altezza di quell’investimento”. In questo caso, la paura può funzionare come sprone per impegnarsi e ricambiare. L’importante, quando si riflette sulla possibilità di partire, è non procrastinare. Per l’imprenditore ripetersi “c’è sempre tempo” spesso si tratta di una scusa: “Finita l’università, la vita accelera a una velocità pazzesca. Tra la ricerca di lavoro e la voglia di realizzare i propri progetti, il tempo sarà una risorsa scarsa. L’università è il momento perfetto per conoscere il mondo”. Nel video Alessandro Benetton conclude con un monito: “Se potete andare a studiare all’estero, se siete autorizzati, fatelo anche in questo momento. Sarà un’esperienza diversa, magari meno intensa, ma è un treno che passa un paio di volte nella vita. Io credo che rispettando le regole sia meglio salirci, piuttosto che perderlo”.

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FSI cede partecipazione azionaria in Cedacri: il commento di Maurizio Tamagnini

FSI, attraverso il fondo FSI I, ha investito in Cedacri nel dicembre 2017: da allora, l’azienda ha raggiunto risultati significativi anche sul fronte internazionale. "Abbiamo investito, certi del suo potenziale di crescita e dell’importanza strategica della società per l’intero sistema finanziario italiano", ha commentato in merito l’AD e DG Maurizio Tamagnini.

Maurizio Tamagnini

Maurizio Tamagnini su Cedacri: firmato accordo con ION, FSI intenzionata a reinvestire

È delle scorse settimane la notizia dell’accordo siglato tra FSI, guidato da Maurizio Tamagnini, e ION per la cessione della partecipazione azionaria del Fondo (27%) in Cedacri. Lo stesso hanno fatto anche le altre banche azioniste per la restante quota del 73%. In una recente nota, l’AD e DG ha sottolineato che FSI continuerà a sostenere la società e, a tal proposito, prevede di reinvestire come socio di minoranza di ION quasi raddoppiando l’attuale capitale investito. Era il 2017 quando FSI ha deciso in investire in Cedacri, in un’operazione che, in stretta cooperazione con le banche azioniste, ha consentito di rafforzare la leadership e raggiungere traguardi considerevoli, anche in ambito internazionale. Ne sono un esempio le acquisizioni di OASI, leader nel software per antiriciclaggio e segnalazioni di vigilanza, e di CAD IT, specializzata in software per l’area finanza e l’intermediazione titoli. A ciò si aggiunge la migrazione della piattaforma IT di Deutsche Bank Italia verso la piattaforma core banking di Cedacri: completata a maggio 2020, è una delle più grandi migrazioni realizzate in Italia verso una piattaforma di core banking indipendente. "Abbiamo investito in Cedacri, certi del suo potenziale di crescita e dell’importanza strategica della società per l’intero sistema finanziario italiano", ha evidenziato Maurizio Tamagnini.

Maurizio Tamagnini: approccio di FSI orientato alla partnership

"Il team di FSI", ha aggiunto l’AD e DG Maurizio Tamagnini, "dopo i precedenti investimenti di successo in SIA (sistemi di pagamento) e Metroweb (infrastrutture di rete a banda larga), ha dimostrato ancora una volta la capacità e le competenze per facilitare la crescita di un campione digitale e tecnologico italiano, accompagnandolo verso la leadership di mercato a livello nazionale e internazionale". Operazioni che dimostrano come l’ingresso nel capitale di un investitore come FSI, con un approccio paziente e orientato alla partnership, costituisca "un fattore abilitante per sviluppare il potenziale dell’azienda, accelerare la crescita, creare occupazione ed espandersi in modo sostenibile". L’intenzione, ha aggiunto Maurizio Tamagnini, è quella di proseguire a sostenere la società, in linea con un approccio di partnership di lungo periodo. "FSI continuerà a sostenere le aziende tecnologiche italiane come Cedacri", ha concluso, "con l’obiettivo di creare operatori leader per lo sviluppo di lungo termine di verticali digitali che svolgono un ruolo strategico per l’economia italiana".

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