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Marzo 2021

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Roberto Casula: excursus sulla carriera professionale del dirigente di Eni

La carriera professionale di Roberto Casula, manager che ha maturato negli anni competenze nel settore energetico, anche su scala internazionale.

Roberto Casula

Roberto Casula: gli anni in Agip e l’ingresso in Eni

Cagliaritano, Roberto Casula si è laureato in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’Università della sua città. Dopo aver conseguito l’abilitazione alla professione di Ingegnere, entra a far parte di Agip S.p.A. in qualità di Reservoir Engineer (ingegnere di giacimento). Tale ruolo lo vede inizialmente preposto al production test e al well logging, per poi passare anche all’attività di reservoir modelling che svolge presso Beicip-Franlab, a Sophia Antipolis (Antibes, Francia). Nel 1992 si trasferisce in Luanda presso la consociata Agip Angola Ltd. Due anni più tardi viene nominato Chief Development Engineer. Rientrato in Italia, Roberto Casula assume l’incarico di Development and Production Coordinator di Eni S.p.A. presso la sede di San Donato Milanese, ruolo che lo mette alla guida delle attività di business per i Paesi nelle zone dell’Africa Occidentale e Centro-Asiatiche: è l’inizio di una carriera di successo all’interno del Gruppo.

Roberto Casula: la crescita professionale in Eni

Già dal 2000 Roberto Casula comincia ad assumere ruoli di crescente importanza all’interno del Gruppo Eni: diventa Department Manager (Responsabile dei Servizi Tecnici di Progetto) per le operazioni in Iran. L’anno successivo è Project Director del progetto in corso a Teheran (Iran) denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Nel 2004 diventa invece Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., la consociata con sede a Gela. Ricopre la stessa carica anche per Eni Nord Africa BV, con sede a Tripoli, in Libia. Tornato in Italia nel 2007, Roberto Casula viene nominato Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, dove si trasferisce l’anno successivo per operare in qualità di Chairman (Presidente) delle tre conosciate di Eni in Nigeria. Diviene, successivamente, Executive Vice President con responsabilità sui territori di Africa e Medio Oriente, dove consegue ottimi risultati nelle trattative con le autorità locali. È stato, inoltre, Chief Development, Operations & Technology Officer, responsabile in Italia della nuova Direzione Tecnica.

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Come decorare i tuoi interni dopo il trasloco

Contrariamente a quanto si crede, la popolazione italiana si trasferisce frequentemente, circa quattro volte nella vita, senza contare il periodo studentesco in cui alcuni studenti devono spostarsi ogni anno per proseguire gli studi universitari. Tuttavia, muoversi è sempre un passo stressante ed è importante anticipare tutti i passi per gestire al meglio il proprio stress. Inoltre, il post-trasloco è un momento per divertirsi e decorare la casa a proprio piacimento.

Come gestire i contratti energetici durante un trasloco?

È necessario gestire rapidamente i vari contratti energetici per evitare di trasferirsi in una casa senza elettricità e gas. L’allaccio, voltura o subentro del contatore di energia elettrica è parte integrante della firma di un contratto energetico.

Infatti, dovete necessariamente rescindere il vostro vecchio contratto di fornitura di energia elettrica per stipulare un altro contratto al vostro nuovo indirizzo. Tuttavia, è possibile effettuare un cambio di residenza sul contratto se non si desidera cambiare il proprio fornitore di energia.

  • Contattate il vostro fornitore di energia per notificare il vostro trasferimento.
  • Prendete una lettura del contatore al vostro vecchio indirizzo.
  • Pagare la fattura di chiusura
  • Stimare il consumo energetico della vostra nuova casa
  • Comunicare il punto di consegna o delivery (POD) per la nuova casa

Tutte le informazioni aggiuntive in questa pagina. Il vostro fornitore di energia si occuperà personalmente delle procedure amministrative per la risoluzione del vostro vecchio contratto e l’apertura del vostro nuovo contatore elettrico.

Confronta il prezzo di un abbonamento per il gas e l’elettricità

Dall’apertura del mercato italiano dell’energia alla concorrenza, è possibile cambiare fornitore di energia per sottoscrivere un’offerta energetica più economica.

Pertanto, è consigliabile confrontare il prezzo degli abbonamenti per il gas e l’elettricità al fine di sottoscrivere l’offerta energetica più vantaggiosa. È anche importante confrontare il prezzo per kWh, una variabile che corrisponde al vostro consumo energetico.

Come posso cambiare facilmente il mio indirizzo?

La gestione dei contratti è una fase amministrativa essenziale quando si trasloca, ma non è l’unico passo prima di un trasloco. Infatti, è necessario anche cambiare il proprio indirizzo per rendere ufficiale il trasloco presso le varie amministrazioni italiane.

Troverete tutte le organizzazioni sociali da contattare sul sito web del Servizio pubblico. Questo passo vi permetterà di continuare a ricevere le vostre lettere e le lettere raccomandate. Se aveste bisogno di contattare ENEL, potete visitare la pagina contatti di ENEL Energia.

Decorazione d’interni: alcune idee per sfruttare al meglio il vostro spazio

La fase post-trasloco è il momento più divertente, nonostante la stanchezza del trasloco e i molti passaggi coinvolti. L’arredamento interno non è un palcoscenico da trascurare perché vi permetterà di decorare il posto e di sentirvi a casa.

Siete liberi di scegliere la vostra decorazione d’interni e di optare per un design minimalista, moderno o scandinavo. Se non vi sentite ispirati, potete consultare i cataloghi e i siti web delle principali marche o delle riviste di decorazione, ad esempio.

Alcune persone approfittano anche del trasloco per decorare la loro casa seguendo principi particolari:

Feng-shui: arte di origine cinese per armonizzare l’energia ambientale di un luogo al fine di promuovere la salute, il benessere e la prosperità dei suoi occupanti.
Decorazione eco-responsabile: scelta di arredi nel rispetto dell’ambiente (processo di produzione, riciclaggio, ecc.)

Potete anche richiedere i servizi di un arredatore d’interni per gestire al meglio la disposizione dei mobili, i colori e l’aspetto generale che desiderate. Questi professionisti esperti sfrutteranno i punti di forza del vostro appartamento e ottimizzeranno al meglio gli spazi.

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Gruppo Danieli, export in Russia: linea di trattamento termico da 12,7 milioni di euro

A poche settimane dall’accordo concluso con Mosca per la prima acciaieria green nel continente, Gruppo Danieli formalizza un nuovo contratto con i partner russi.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli e il contributo all’export italiano in Russia

Risale allo scorso primo settembre la firma del contratto che Gruppo Danieli e la compagnia russa Oskol Electrometallurgical Plantl (Oemk) hanno siglato per realizzare il primo impianto europeo per la produzione di acciaio senza l’utilizzo del carbone. Poche settimane più tardi arriva la conferma di una nuova operazione tra il Gruppo di Buttrio e la controllata di Metalloinvest: l’azienda friulana realizzerà per il leader mondiale del settore metallurgico e siderurgico una linea di trattamento termico per laminati. Una commissione dal valore di 12,7 milioni di euro che rientra tra gli obiettivi dell’accordo quadro che la società russa ha stipulato con ben 12 banche internazionali per ottenere finanziamenti destinati alle forniture. Fondamentale il contributo di SACE: la società è infatti intervenuta nell’operazione come garante, permettendo a Gruppo Danieli di stipulare più agevolmente l’accordo. Viene confermato così il buon andamento dell’export Made in Italy nel mercato russo, che secondo l’ultimo rapporto di SACE è destinato ad aumentare già dal prossimo anno.

Gruppo Danieli: le origini

Attualmente Gruppo Danieli è una delle multinazionali italiane più riconosciute del comparto siderurgico: la società è infatti uno dei maggiori produttori di impianti chiavi in mano a livello mondiale. Il Gruppo, che ha sede a Buttrio, in provincia di Udine, conta oltre 9.500 dipendenti ed è quotato nell’indice FTSE Italia Mid Cap della Borsa di Milano. Le origini dell’azienda risalgono ai primi anni del secolo scorso. Era il 1914 quando i fratelli Mario e Timo Danieli, dopo aver comprato le Acciaierie Angelini, entrarono nel settore siderurgico. Già durante i primi anni di attività l’azienda si specializza nella produzione di attrezzature per la lavorazione d’acciaio e di macchine ausiliarie per gli impianti di laminazione. È Luigi, il figlio di Mario, il protagonista del cambiamento della nuova Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A.: tra il 1960 e il 1970 cambia la politica dell’azienda, puntando sulla consegna di impianti chiavi in mano. Un’intuizione che ha permesso al Gruppo di guidare il settore siderurgico italiano e conquistare i mercati internazionali.

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Consumi, gli italiani virano sul discount per la spesa. Boom di vendite con la pandemia

Sono sempre di più gli italiani che per il loro consumi alimentari, si rivolgono ai discount per la spesa di tutti i giorni. A evidenziare questa tendenza sono i dati resi noti di recente dal nostro istituto nazionale di statistica (ISTAT).

Come cambiano i consumi

consumiDurante il mese di gennaio (l’ultimo disponibile nelle rilevazioni), l’analisi dei consumi evidenzia che i discount hanno avuto un incremento delle vendite del 14,1% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.
La crescita dei discount si pone in controtendenza rispetto all’andamento complessivo. Nel primo mese dell’anno c’è stata una infatti diminuzione delle vendite al dettaglio del 6,8% in valore e dell’8,5% in volume rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Peraltro va sottolineato come questa tendenza sia costante e non un fatto eccezionale. C’è infatti un triplo massimo a sottolinearlo, ovvero un trittico consecutivo mensile di picchi di vendite.

Il rally dei discount

Ma la crescita del volume di vendite dei discount non è una cosa recente. In tutto il 2020, l’anno della pandemia, c’è stata una corsa record. Complessivamente lo scorso anno c’è stato un incremento delle vendite pari al 8,1%, con un fatturato medio per metro quadro di 5.800 euro. In pratica, è stato annullato il divario rispetto ai supermercati (che segnano 5.860). Peraltro quello registrato in Italia è il secondo dato più alto tra i principali Paesi dell’Europa occidentale, e molto superiore alla media che è stata del 4,3%.

La pandemia incide

Sono diversi i fattori che hanno dato slancio a questa categoria di commercio. Tra i fattori principali il mix tra prezzi competitivi e una modernizzazione di assortimento e offerta. Ma anche le difficoltà economiche di larga parte della popolazione, che ha fatto dirottare i consumi verso questo canale. Del resto la pandemia ha creato milioni di nuovi poveri.
La corsa dei discount alimentari spinge però anche le vendite degli esercizi non specializzati della grande distribuzione. Per loro infatti si registra un incremento del 3,6% rispetto a gennaio 2020.

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Humidor sigari, quali sono i vantaggi?

A cosa serve un Humidor ?

Sono tanti i nuovi appassionati del mondo del sigaro, che nello scoprire le tante novità del settore, si chiedono a cosa serve nello specifico un Humidor per sigari? Spesso infatti chi è nuovo di questo mondo, non capisce per quale motivo per conservare al meglio i propri sigari debba acquistare un Humidor e non possa più comunemente conservarli in un comune contenitore generico. Il motivo per cui questo non è possibile, può essere facilmente ritrovato nella parola stessa Humidor. Cioè Umidificatore. Un buon sigaro, cosi come un buon vino, per essere preservato al meglio deve essere conservato in un’ambiente adeguato e quindi in un ambiente che goda delle circostanze atmosferiche ideali alla sua preservazione. I sigari infatti, subiscono notevolmente gli effetti del clima circostante, il quale può comportare un deterioramento del prodotto, qualora questo sia sottoposto per un lungo lasso di tempo ad un ambiente non ideale per la sua conservazione. Un clima troppo secco ad esempio, può facilmente portare ad una perdita delle qualità e degli aromi del sigaro che subisce il clima arido, seccandosi. Allo stesso modo, un clima troppo umido, potrebbe favorire la creazione di muffe o funghi sulla superficie del sigaro, compromettendone definitivamente l’utilizzo.

È sempre necessario utilizzare un Humidor anche quando si è in viaggio?

Di norma, per tutti i motivi che abbiamo elencato nel paragrafo precedente, minore è l’esposizione del sigaro all’ambiente esterno e minore è la possibilità che questo possa rovinarsi deteriorandosi. Detto questo è chiaro, che l’esposizione per un breve lasso di tempo, comporterebbe un deterioramento impercettibile per qualunque fumatore, ma se ad esempio ci si espone a periodi di tempo più lunghi come quelli che intercorrono per un viaggio, è chiaro che il rischio che il sigaro possa deteriorarsi aumenta. Per venire in conto a questo tipo di problematiche, molte sono le aziende specializzate in articoli per il sigaro, come Xikar ad esempio, ma ve ne sono anche altre, che negli anni hanno messo appunto degli Humidor per sigari da viaggio. Si tratta nello specifico di Humidor di più piccole dimensioni, rispetto ai modelli che siamo abituati ad avere in casa, pensati per ospitare pochi pezzi, proprio al fine di preservarli durante un viaggio o una gita di poche ore.

In conclusione:

In questo breve post, abbiamo parlato di che cos’è un Humidor per sigari e di quali sono i suoi vantaggi, osservando quali e quanti siano i vantaggi derivanti dal suo utilizzo. Poiché grazie alla possibilità di possedere un contenitore capace di mantenere un’atmosfera controllata i vostri sigari, non rischiano di deteriorarsi a causa del clima circostante.

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Alessandro Benetton: il Presidente di Fondazione Cortina 2021 commenta i Mondiali di Sci Alpino

Alessandro Benetton è fiducioso: nonostante gli intoppi e le incertezze dovute alla pandemia e alla forte nevicata dei giorni scorsi, i Mondiali di Sci Alpino a Cortina sono finalmente iniziati. Un grande evento sportivo del genere ha forte valore simbolico, in particolare nel periodo complesso in cui stiamo vivendo.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: non era scontato, ma i Mondiali di Sci di Cortina sono finalmente iniziati

Dopo la falsa partenza causata dalla nevicata a Cortina, i Mondiali di Sci Alpino sono finalmente iniziati: il clima è di grande fiducia, nonostante gli imprevisti. “Le cose cambiano quando meno te lo aspetti”, ha commentato il Presidente di Fondazione Cortina 2021 Alessandro Benetton. “Può accadere in un grande evento, come dimostra la nevicata che ci ha costretti a rinviare le gare qui a Cortina, e può accadere nella politica, con il cambio di leadership al quale il nostro Paese sta assistendo. La differenza la fanno le persone e la loro capacità di gestire questi imprevisti”. Per chi è riuscito ad organizzare un grande evento come i Mondiali durante la pandemia, con tutte le incertezze e i cambi di rotta necessari, affrontare l’inaspettato fa ormai parte delle regole del gioco. “Alcune cose potevano andare meglio”, commenta Alessandro Benetton, ma gli aspetti positivi ci sono e sono tanti. Non era affatto scontato riuscire a far partire l’evento, ma grazie all’impegno della Fondazione, della politica, degli operatori economici e dei volontari le gare sono state rese possibili. Il peggio sembra essere passato: ora anche le condizioni delle piste sono ottimali.

Alessandro Benetton: l’imprenditoria deve guardare a sostenibilità e spinta economica

I Mondiali hanno un grande valore, anche simbolico, per l’intero Paese e direi perfino per il mondo intero, visto che per la prima volta si sperimenta un grande evento sportivo nel pieno di una pandemia”, ha spiegato il Presidente Alessandro Benetton. “Dobbiamo essere felici di tutto questo: stiamo dimostrando che si può avere rispetto degli interessi locali pur nell’ottica di un beneficio nazionale”. Da imprenditore alla guida di 21 Invest, Alessandro Benetton è convinto che ci sia ormai la necessità di rivedere alcune convinzioni radicate nel mondo dell’imprenditoria. Sostenibilità ecologica e sociale e spinta economica non sono più fattori in contrasto, ma devono necessariamente coesistere per garantire un futuro competitivo e prospero alle nuove generazioni. C’è positività da parte dell’imprenditore anche per quanto riguarda il nuovo Governo: avere una leadership indiscussa e competente come quella di Draghi “dovrebbe renderci tutti molto più tranquilli”.

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Il Covid-19 come opportunità di cambiamento: l’appello di Gianfranco Battisti

Nuovi bisogni sono nati nel settore dei trasporti: a parlarne è Gianfranco Battisti, dal 2018 alla guida di Ferrovie dello Stato Italiane.

Gianfranco Battisti, AD FS Italiane

Cortile di Francesco: l’intervento di Gianfranco Battisti

Con l’avvento della pandemia e le numerose restrizioni adottate dai Governi per contrastarla, uno dei settori che più di tutti ha dovuto fare i conti con il Coronavirus è quello dei trasporti. Il tema è stato affrontato ad Assisi dall’Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane Gianfranco Battisti durante la sua partecipazione all’ultima edizione del Cortile di Francesco. In uno degli appuntamenti dell’evento, "La trasformazione dei mercati", il numero uno di FS Italiane ha parlato di come l’emergenza sanitaria in atto stia cambiando le esigenze del settore. "Il post Covid è una straordinaria occasione di discontinuità, dobbiamo cogliere tutte le opportunità per creare un nuovo mondo − ha dichiarato il manager − Sul trasporto regionale, ad esempio, abbiamo l’esigenza strategica di abbassare la curva di ingresso nelle ore di punta. Va completamente ridisegnato il mondo in quanto le persone non possono viaggiare in treni strapieni". Quello del trasporto regionale è uno dei temi sui quali ha puntato la gestione di Gianfranco Battisti: "È una esigenza strutturale sulla quale il mondo del trasporto, insieme alle istituzioni, dovrà riflettere. Questo ci permetterà di far viaggiare i pendolari in sicurezza, facendo pagare meno e riempiendo treni che in altre fasce orarie viaggiano vuoti".

Gianfranco Battisti: la reazione di FS Italiane al Covid-19

Nel suo intervento l’AD di Ferrovie dello Stato Italiane si è poi concentrato su come il Gruppo ha reagito alle sfide nate durante i mesi di emergenza sanitaria: "I trasporti si possono considerare centrali in questa epidemia non solo per un tema sanitario – ha spiegato Gianfranco Battistie proprio per questo stiamo cercando di rivedere il modello di sviluppo dei trasporti. Nella pandemia abbiamo garantito i collegamenti, pur tagliandoli, non solo per i passeggeri, ma per le merci che hanno garantito la sopravvivenza del Paese. Abbiamo realizzato un treno sanitario con le più alte tecnologie mediche disponibili per andare incontro alle esigenze del momento". FS Italiane si è mossa anche oltre il suo settore e ha deciso di riconvertire una delle aree per la produzione di mascherine: "Oggi produciamo 1milione e 200mila mascherine al mese e la produzione in eccesso la doniamo alla Protezione Civile". Iniziative che hanno portato il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti ad essere considerato un esempio: "C’è stato riconosciuto il fatto che siamo un benchmark per come abbiamo gestito l’emergenza sanitaria ridisegnando completamente il modello del trasporto", ha dichiarato il manager a conclusione del suo discorso.

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SACE, focus sull’intervento dell’AD Pierfrancesco Latini al Forum JETCO Italia-Turchia

In occasione del Forum Joint Economic Trade Commission tra Italia e Turchia, l’AD di SACE Pierfrancesco Latini ha illustrato i dettagli dell’accordo di collaborazione siglato con Rönesans Holding, società d’investimento e costruzioni leader in Turchia.

Piefrancesco Latini

Pierfrancesco Latini: la cooperazione Italia-Turchia per lo sviluppo dell’export

“Una collaborazione basata su relazioni commerciali solide, ben bilanciate e che poggiano su pilastri importanti”: così Pierfrancesco Latini, Amministratore Delegato di SACE, ha definito le relazioni tra Italia e Turchia, un Paese importante che costituisce il primo mercato di destinazione dell’area Medio Oriente e Nord Africa. Nel corso del Joint Economic Trade Commission, che ha visto la partecipazione di Luigi Di Maio, Ministro italiano degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, e Ruhsar Pekcan, Ministro turco del Commercio, l’AD di SACE ha evidenziato come l’impegno del Gruppo in Turchia rifletta la solidità della partnership bilaterale tra i due Paesi. Il Forum JETCO è stato occasione della stipula di un accordo di collaborazione tra SACE e Rönesans Holding, società d’investimento e costruzioni leader in Turchia, attiva nei settori delle infrastrutture, sviluppo immobiliare, energia e healthcare. “L’operatività di SACE in Turchia riflette pienamente la solidità delle nostre relazioni economiche e commerciali”, ha dichiarato l’AD Pierfrancesco Latini, che ha aggiunto: “Il nostro ufficio internazionale di Istanbul è ormai un punto di riferimento per le imprese italiane che intendono esportare e investire in Turchia”.

Pierfrancesco Latini: le strategie di SACE per il Made in Italy

La partnership siglata da Pierfrancesco Latini rinnova dunque l’impegno di SACE a sostegno dell’export e dell’internazionalizzazione del tessuto imprenditoriale italiano: l’accordo di collaborazione prevede infatti lo sviluppo della cooperazione economica e commerciale tra il nostro Paese e quello turco, con il fine di sviluppare soluzioni assicurative e finanziarie a sostegno delle opportunità di business delle imprese italiane. E proprio verso tale direzione è orientata la partnership con Rönesans Holding che, come rimarcato dalle parole dell’AD di SACE, mira a “facilitare nuove opportunità di business soprattutto per la filiera delle piccole e medie imprese, per lavori e opportunità di business con questa importantissima realtà turca”. Gli stessi obiettivi di supporto all’export sono perseguiti da SACE in numerose altre aree geografiche di grande interesse per l’Italia: tra queste, anche l’Africa subsahariana che, come sottolineato recentemente dall’AD Pierfrancesco Latini, rappresenta un territorio strategico per il Made in Italy e per lo sviluppo di attività di business per le imprese nazionali.

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Videoconferenza: il mio stile di leadership è efficace?

Comunicato Stampa

Videoconferenza: il mio stile di leadership è efficace?

Il 25 marzo 2021 un nuovo corso in videoconferenza permette di individuare lo stile di leadership e di incrementare ed esplorare nuove capacità promuovendo la crescita professionale propria e dei collaboratori.

 

Perché in ogni azienda la cultura della sicurezza sul lavoro si integri con i valori ed i principi che regolano i rapporti tra gli individui e l’organizzazione, è necessario che il middle e il top management esercitino una corretta leadership. Una leadership efficace non solo nell’azione di tutela della salute e della sicurezza, ma anche nel coinvolgimento del personale nelle attività di gestione e nell’applicazione delle regole e delle misure di sicurezza.

 

Il problema è che spesso si assiste nelle aziende ad una mancanza di un adeguato stile di leadership e alla carenza di una cultura soggettiva della sicurezza. Queste lacune possono essere la fonte primaria di diversi problemi che possono riguardare sia i lavoratori (aumento dello stress lavoro correlato, disaffezione al lavoro, ecc.) sia l’azienda stessa (assenteismo, conflittualità interne, inefficienze, scarsa produttività problemi legali, ecc.).

 

Se in un’azienda sono spesso i buoni leader che fanno la differenza, esistono dei percorsi formativi in grado di aiutarci a comprendere il nostro stile di leadership e a fornirci adeguati strumenti di crescita personale e aziendale?

 

Un corso in videoconferenza per migliorare le capacità di leadership

Per trasmettere queste importanti informazioni e strumenti, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza il 25 marzo 2021 il corso di 4 ore in videoconferenza dal titolo “Il mio stile di leadership è efficace?”.

 

L’obiettivo del corso è quello di permettere l’individuazione del proprio stile di leadership, di incrementare ed esplorare nuove capacità dei partecipanti attraverso l’approfondimento delle skills relative ad una leadership efficace, comprendendo come promuovere la propria crescita professionale e dei propri collaboratori.

 

Attraverso le attività esperienziali e le riflessioni che ne scaturiscono, il partecipante avrà modo di misurare l’efficacia dei propri comportamenti rafforzandoli o modificandoli.

 

La docente della videoconferenza – erogata tramite piattaforma informatica ed equiparata alla formazione in presenza – è Sara Calì, formatrice esperienziale e mediatrice interculturale.

 

Come essere una guida per i propri collaboratori

È indubbio che un modello di leadership aziendale efficace preveda la capacità non solo di ottenere la fiducia dei collaboratori, ma anche di costruire un idoneo gruppo/team e per farlo è necessario, tra le altre cose, essere sempre d’esempio ai propri collaboratori evitando di confondere autorità ed autorevolezza.

 

Essere una buona guida per i propri collaboratori vuol dire anche saper affrontare in prima persona, insieme ai collaboratori, gli eventuali rischi d’insuccesso di un’iniziativa, trasmettendo giorno dopo giorno coraggio e intraprendenza. In questo modo non si perde leadership, ma si delega il potere ai collaboratori innescando un processo di creazione e crescita.

 

Per un leader è importante lavorare con le persone e non sulle cose, anche se questa modalità di lavoro può non essere automatica e necessita di doti e competenze.

 

Il programma del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso in videoconferenza “Il mio stile di leadership è efficace?”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà dunque il 25 marzo 2021, dalle ore 9:00 alle 13.00.

 

Durante il corso verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • Riflettere sul proprio stile di leadership: sviluppo di un modello di leadership efficace e personalizzato
  • Conoscenza delle proprie risorse e accrescimento dell’autoefficacia
  • Ottenere la fiducia dai collaboratori
  • Ottenere risultati dai collaboratori: capacità di costruire un team
  • Migliorare le capacità comunicative: i diversi stili di comunicazione
  • Teorie e tecniche di comunicazione

 

La partecipazione al corso vale come 4 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Coordinatori alla sicurezza e per Formatori qualificati area 3. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area organizzativa e gestionale) e per il Registro Consulenti AiFOS ambito organizzazione e gestione risorse umane.

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/il_mio_stile_di_leadership_efficace

 

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected][email protected]

 

 

04 marzo 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Settore idrico: per Renato Mazzoncini (A2A) necessari maggiori investimenti

L’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A Renato Mazzoncini è intervenuto durante la prima giornata dell’Italian Energy Summit promosso da “Il Sole 24 Ore”.

A2A

Renato Mazzoncini (A2A): di primaria importanza investire nel settore idrico

Organizzato online nelle giornate del 29 e 30 settembre, il 20esimo Italian Energy Summit ha affrontato i temi della transizione energetica nell’ottica della ripartenza economica post Covid-19. Alla prima giornata dell’evento ha partecipato Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, con un intervento incentrato sul ruolo delle multiutility per il rilancio del Paese e sull’importanza dello sviluppo del settore idrico in Italia. “Non abbiamo una rete idrica nazionale e mancano investimenti interregionali o tra province”, ha spiegato l’AD e DG, il quale ha posto l’accento sull’incentivazione degli investimenti nel settore idrico del Paese, anche alla luce dei temi di interesse nazionale legati al Recovery Fund. Puntare sugli investimenti nella rete idrica, sia a livello nazionale che tra province e regioni, è dunque di primaria importanza e può dare un apporto significativo in termini di infrastrutture e creazione di posti lavoro. Ma per far ciò, ha spiegato Renato Mazzoncini, è necessario implementare l’integrazione della rete idrica con il fine di “collegare le aree che hanno grande disponibilità di acqua come la Campania con quelle che, come la Puglia, non ne hanno proprio”.

Puntare su infrastrutture strategiche: l’impegno di A2A

Il riferimento proposto dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A è dunque verso un meccanismo integrato di tipo nazionale che consentirebbe sia di convogliare l’acqua dolce verso quei territori che ne sono maggiormente sprovvisti, sia di generare uno strumento di storage energetico nel caso in cui le altre fonti rinnovabili fossero spente. “Soprattutto nel Sud Italia”, ha proseguito Renato Mazzoncini ai microfoni de “Il Sole 24 Ore”, “abbiamo bacini idrici che potrebbero essere ripristinati e utilizzati per i pompaggi”, una risorsa che può rilevarsi determinante anche nella produzione idroelettrica. Cruciale dunque investire nel settore idrico per il rilancio del Paese, contando anche sul prezioso apporto fornito dalla multiutility guidata da Renato Mazzoncini: fortemente impegnata sul fronte della sostenibilità, A2A ha già previsto di incrementare i propri investimenti in infrastrutture strategiche quali rinnovabili, economia circolare e reti idriche. E sempre nell’ottica della sostenibilità e dell’ottimizzazione delle risorse si inserisce inoltre il recente accordo stipulato tra A2A e Snam per lo studio di progetti relativi all’utilizzo dell’idrogeno e finalizzati alla decarbonizzazione del settore energetico.

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Francesco Starace: Enel, solidità e resilienza nei primi nove mesi dell’anno

Enel, approvati i risultati consolidati del terzo trimestre 2020: il Gruppo guidato da Francesco Starace registra una performance operativa e finanziaria “solida” e conferma i target.

Francesco Starace

Francesco Starace: Enel, utile in crescita nei primi nove mesi del 2020 e target confermati

Utile in crescita per Enel nei primi nove mesi dell’anno. Nonostante uno scenario complesso in cui si sono inevitabilmente riflessi gli effetti della pandemia, nel periodo gennaio-settembre 2020 la performance operativa e finanziaria registrata dal Gruppo denota “solidità” e “resilienza”. Lo dicono i risultati al 30 settembre, approvati dal CdA lo scorso 5 novembre, che permettono al Gruppo guidato da Francesco Starace di confermare i target per il 2020 e di mettere in sicurezza il pagamento dei dividendi. Il risultato netto sale a 2,92 miliardi (+259,3%) mentre l’utile netto ordinario di gruppo a 3,593 miliardi (+9%). Sui ricavi, a 48,05 miliardi (-19%), pesano soprattutto le minori quantità di gas ed energia elettrica vendute in Italia e Spagna per effetto della pandemia. L’Ebitda ordinario si attesta poco sopra i 13 miliardi (-0,9%), in lieve riduzione rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente a causa della variazione negativa di Infrastrutture e Reti, principalmente per l’effetto cambi in America Latina, e dei Mercati Finali. Restano quindi confermati gli obiettivi indicati nel piano strategico 2020-22 lanciato dall’AD Francesco Starace e aggiornati lo scorso luglio: 18 miliardi di Ebitda e utile netto di 5-5,2 miliardi. In questo scenario “non c’è alcun rischio” per il pagamento del dividendo per il 2020.

Francesco Starace: nei risultati al 30 settembre 2020 i nuovi traguardi di Enel sul fronte della sostenibilità

L’impegno a favore della sostenibilità di Enel non si è fermato nei primi nove mesi del 2020 nonostante “un quadro macroeconomico volatile e fortemente condizionato dall’epidemia da Covid”: nel mix di produzione l’energia elettrica da fonti rinnovabili supera ampiamente quella termoelettrica e la produzione a zero emissioni raggiunge il 64% della generazione totale. Il Gruppo guidato da Francesco Starace mostra dunque una “significativa resilienza” grazie alla “solida struttura finanziaria”, a un “modello di business integrato lungo la catena del valore” e alla “diversificazione geografica”. Come anticipato lo scorso 8 ottobre dall’AD e DG Francesco Starace nel corso di un evento organizzato da “Il Sole 24 Ore” e dal “Financial Times”, il prossimo 24 novembre Enel presenterà il nuovo piano per il prossimo triennio e “un outlook per i prossimi dieci anni nel quale vediamo un’espansione delle rinnovabili che non ha limiti fisici nei prossimi dieci anni”.

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CDP, nuova apertura a Torino. Fabrizio Palermo: “Puntiamo sui territori”

L’emergenza sanitaria aveva interrotto le nuove aperture delle sedi di Cassa Depositi e Prestiti previste nel 2020: Fabrizio Palermo, durante il discorso tenuto all’evento di inaugurazione, ha illustrato gli obiettivi del Gruppo per i territori.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: “Nuove sedi per rispondere alle esigenze dei territori”

“Oggi siamo all’apertura di una nuova sede territoriale che per noi ha un significato particolare: Torino rappresenta la città dove nasciamo 170 anni fa ed è una città in cui abbiamo lavorato molto”: sono le parole di Fabrizio Palermo , Amministratore Delegato e Direttore Generale, all’apertura della nuova sede del capoluogo piemontese. All’inaugurazione, che si è tenuta lo scorso 10 settembre, sono intervenuti il Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio e la Sindaca Chiara Appendino. Consulenti esperti, finanziamenti, garanzie, private equity: i nuovi uffici torinesi di Via Corte d’Appello, 10 offriranno i loro servizi alle oltre 12.600 imprese e alle oltre 1.300 amministrazioni locali dislocate in Piemonte e in Valle d’Aosta. Lo spazio di CDP, grazie alle 12 risorse presenti in loco, rappresenterà un centro strategico per tutto il territorio: “Siamo felici dei risultati di Torino e speriamo siano di buon auspicio, siamo pronti a firmare qui nuovi protocolli – ha dichiarato Fabrizio Palermoquesto è un segno di come CDP voglia essere vicino alle persone”.

CDP tra nuove aperture e focus sui territori: il commento di Fabrizio Palermo

“Questa ulteriore apertura dimostra quanto vogliamo essere vicini al territorio sostenendone e promuovendone lo sviluppo a livello locale – ha continuato Fabrizio PalermoStiamo andando avanti con il piano di aperture, temporaneamente sospeso a causa della pandemia. Nell’arco di un anno apriremo altri dieci punti territoriali, completando così il piano e dando una presenza costante, stabile e di vicinanza al mondo delle imprese e della pubblica amministrazione in modo capillare, per intercettare le esigenze e tradurle in progetti operativi”. CDP continua quindi a puntare sui territori e sulla crescita sostenibile, veri e propri pilastri dell’ultimo Piano Industriale. “C’è un rapporto storico che unisce il Gruppo ai territori, un rapporto che stiamo rafforzando e innovando grazie a un modello di cooperazione con le pubbliche amministrazioni e le imprese, per rispondere alle esigenze del territorio in una fase caratterizzata da nuove sfide per l’Italia, come la digitalizzazione e la sostenibilità ambientale e sociale”. Durante l’emergenza sanitaria, CDP è rimasta al fianco di PMI e PA attraverso numerosi strumenti e iniziative che hanno limitato la crisi: per il rilancio dell’economia, ha annunciato Fabrizio Palermo, il Gruppo è pronto ad utilizzare le risorse del Recovery Fund.

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Piano Terna 2021-2025, l’AD e DG Stefano Donnarumma: “Sostenibilità al centro degli obiettivi”

Investimenti sostenibili, assunzioni e spinta all’innovazione: il nuovo Piano di Terna per gestire la transizione energetica e raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione.

Terna

Terna: i pilastri del nuovo Piano Industriale

Uno sforzo inedito da 8,9 miliardi di euro per integrare le fonti rinnovabili all’interno della rete elettrica nazionale attraverso investimenti sostenibili, digitalizzazione e innovazione. Il nuovo Piano Industriale 2021-2025 di Terna, approvato lo scorso 19 novembre dal CdA, nasce con l’intento di governare la rivoluzione energetica in atto: "Terna non è solo un operatore cardine del sistema – ha dichiarato l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Donnarumma durante la presentazione del documento – ma un facilitatore del sistema, un regista della transizione energetica". Un Piano che, rispetto al precedente, insiste maggiormente sulla sostenibilità: uno degli obiettivi principali del Gruppo è infatti quello di guidare l’Italia nel raggiungimento degli obiettivi green imposti sia dal Piano Nazionale Integrato Energia e Clima che dal Green New Deal Europeo. Obiettivi raggiungibili, secondo quanto dichiarato dall’AD e DG, attraverso un’accelerazione degli investimenti, il potenziamento delle interconnessioni (un esempio è il Thyrrenian Link con la Sardegna) e la digitalizzazione della rete per sfruttare a pieno regime la potenza generata dalle rinnovabili, oggi in crescita. "Attraverso questo Piano Industriale vogliamo rafforzare il fondamentale ruolo di Terna non solo per il sistema elettrico nazionale, ma per tutto il nostro Paese, con uno sguardo al contesto mediterraneo di cui l’Italia è il naturale hub energetico", ha commentato il manager.

Terna, il nuovo Piano Industriale tra digitalizzazione e nuove assunzioni

Delle risorse messe in campo da Terna per raggiungere gli obiettivi del nuovo Piano Industriale, una parte cospicua sarà dedicata agli interventi su digitalizzazione e innovazione. Circa 900 milioni di euro verranno investititi nei prossimi cinque anni per potenziare le attività di controllo da remoto delle stazioni elettriche e delle infrastrutture grazie all’installazione di sistemi di sensoristica, monitoraggio e diagnostica. "Gli investimenti sono disegnati per rispondere ad uno scopo di lungo periodo che è quello della decarbonizzazione. Non c’è però solo la sostenibilità ambientale – ha specificato la Presidente Valentina Bosetti – ma anche il welfare e la sicurezza del lavoro". Ed è proprio sulle assunzioni che Terna prevede un incremento del 10% nei prossimi tre anni, portando il Gruppo a superare le 5.000 unità. Inoltre, grazie all’integrazione delle nuove tecnologie, il gestore della rete elettrica ha previsto l’introduzione di nuovi modelli di organizzazione del lavoro (uffici virtuali, coworking) in linea con lo scenario attuale. Per questo attraverso il Piano Industriale è stato costituto un comitato direttivo che avrà lo scopo di garantire funzionalità del lavoro, benefici logistici e qualità della vita.

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Claudio Descalzi: prospettive di sviluppo della collaborazione tra Eni e SNOC

Eni, l’AD Claudio Descalzi incontra l’Emiro di Sharjah dopo l’avvio della produzione dal campo di Mahani: tra i temi in agenda anche la transizione energetica e lo sviluppo di progetti nell’ambito delle rinnovabili.

Claudio Descalzi collaborazione SNOC

Claudio Descalzi, l’AD di Eni incontra l’Emiro di Sharjah (UAE): si rafforza la collaborazione con SNOC

Il punto sulle attività di Eni nell’Emirato di Sharjah ma non solo. In occasione dell’incontro tra l’AD Claudio Descalzi  e sua Altezza Sultan bin Muhammad Al-Qasimi, Emiro di Sharjah nonché membro del Consiglio supremo federale degli Emirati Arabi Uniti, si è approfondito anche il tema della transizione energetica con particolare attenzione ai progetti nel settore delle energie rinnovabili, sempre più strategici per Eni e per il Medioriente. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi è impegnato con SNOC nell’esplorazione di future collaborazioni nell’ampia catena del valore dell’energia, comprese le rinnovabili.

Claudio Descalzi: la collaborazione tra SNOC ed Eni guarda alla sostenibilità e alla transizione energetica

I traguardi raggiunti finora con un incredibile time-to-market sono il risultato del supporto di Sultan bin Muhammad Al-Qasimi e della continua e proficua collaborazione tra SNOC ed Eni”, ha commentato l’AD Claudio Descalzi in occasione dell’incontro con l’Emiro di Sharjah. È da gennaio 2019, quando acquisì i diritti esplorativi delle aree onshore A, B e C, che Eni è impegnata nel Paese: lo scorso 4 gennaio è stato annunciato l’inizio della produzione dal campo di Mahani, situato nella Concessione Area B, assieme a SNOC, la compagnia di Stato, ed è impegnata nelle attività di esplorazione nelle aree A e C dell’Emirato. Non a caso Claudio Descalzi ha sottolineato come siano “grandi traguardi di cui essere orgogliosi, considerando anche le eccezionali sfide sostenute durante l’anno a causa della pandemia da COVID-19“.

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UNITRE MILANO – Lezione Magistrale del 5 marzo 2021 “Il ruolo degli Archetipi nell’Architettura Contemporanea”

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una lezione magistrale dal tema: “Il ruolo degli archetipi nell’architettura contemporanea” in programma per venerdì 5 marzo 2021 alle ore 17:15.

La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotta Prof. Marco Marinacci di UNITRE MILANO -Università eCampus e Fondazione Primato.

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 4 marzo 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

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Capire il perché di ciò che accade: con la cartomanzia è possibile

Non sempre nella vita le cose scorrono facili come le abbiamo programmate o come desideravamo, e delle volte capita di affrontare dei momenti in cui ci poniamo delle domande e abbiamo tanti dubbi che rimangono irrisolti. Questa è una situazione che tipicamente può presentarsi in settori quali quello affettivo, la salute, il lavoro o aspetti economici.

Chiaramente, come in ogni cosa, è normale che vi siano degli alti e bassi, ma nel momento in cui ci troviamo a vivere in prima persona un momento “no”, iniziamo a porci delle domande e a chiederci come poter superare le difficoltà della vita che ci troviamo ad affrontare e soprattutto quale ne sia la causa.

La cartomanzia è in grado di offrirti le risposte

In situazioni di questo tipo, l’unica soluzione in grado di fornire risposte attendibili e pertinenti ai nostri problemi è la cartomanzia: un bravo cartomante infatti, è in grado di “leggere” (attraverso i tarocchi ma non solo) la nostra vita e tutto quello che al momento ruota intorno a noi. Queste persone così speciali sono in grado di vedere quello che nessun altro può vedere o percepire, possono realmente togliere il velo e dunque svelarci una verità che fino a un attimo prima ci era completamente celata.

Tramite un consulto di cartomanzia infatti, è possibile ottenere risposte alle proprie domande e riuscire dunque a capire il perché di determinati avvenimenti o di particolari comportamenti delle persone intorno a noi.

Il sito centrocartomanti.it mette a disposizione dei servizi di cartomanzia a basso costo grazie al quale è possibile ricevere il consulto di un cartomante professionista senza spendere grandi cifre, ma con la certezza di ricevere ugualmente un servizio professionale e di qualità. Chi usufruisce di questo servizio ha Infatti l’assoluta certezza che il cartomante o la cartomante che risponderà al telefono sarà una persona assolutamente competente e perfettamente in grado di fornire risposte alle domande che verranno poste. Per questo motivo le loro previsioni hanno grandi possibilità di successo, basta solo avere fiducia.

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Marco Durante, Presidente di LaPresse S.p.A.: più buonsenso e prudenza per scongiurare un nuovo lockdown

“Dobbiamo tutti essere coscienti dei rischi, sia per la salute che per l’economia e dare segno di maggiore responsabilità”: il monito del fondatore e Presidente di LaPresse S.p.A. Marco Durante, in seguito all’aumento dei contagi.

Marco Durante

LaPresse S.p.A., intervista al Presidente Marco Durante: l’impegno di tutti per contrastare l’aumento dei contagi

Un invito ad avere più consapevolezza, ad essere prudenti. Si rivolge all’opinione pubblica il fondatore e Presidente di LaPresse S.p.A. Marco Durante, intervistato in merito all’aumento del numero di contagi: “Dobbiamo tutti essere coscienti dei rischi, sia per la salute che per l’economia e dare segno di maggiore responsabilità”. È necessario che tutti facciano un passo indietro: le misure restrittive definite nel nuovo Dpcm secondo l’editore e imprenditore sono “fondamentali” per contenere la pandemia ma occorre farle mantenere. Questo è il problema: “Dobbiamo essere cattivi per il bene del Paese”. In quest’ottica Marco Durante esorta l’Esecutivo di Giuseppe Conte ad “avere il coraggio di far intervenire l’esercito che fermi le persone” senza mascherina: “Purtroppo andando in giro ci rendiamo conto che specialmente i giovani o anche persone della mia età girano con la mascherina abbassata, non si lavano le mani. E tutto questo peggiora la situazione”.

Il valore dell’informazione nei giorni della pandemia: il commento del Presidente Marco Durante

“Il virus è presente in tutto il mondo e tutto il mondo deve farci i conti”, sottolinea nell’intervista Marco Durante. L’aumento dei contagi, secondo il fondatore e Presidente di LaPresse S.p.A., si deve anche alla riapertura “tutto d’un colpo” di locali, ristoranti, negozi: “E ci abbiamo aggiunto la scuola. Tutto giusto, perché il mondo deve andare avanti. Se non andiamo avanti l’industria si ferma e si fermerebbe tutto il Paese, però dobbiamo fare più attenzione”. Occorre prudenza, soprattutto tra le mura domestiche: “C’è preoccupazione che i bambini dalle scuole portino il virus in casa, ai nonni e ai genitori. Stiamo salendo di nuovo come numeri e ora manca poco a un lockdown mirato”. Per evitarlo serve l’impegno di tutti, come ricorda Marco Durante: bisogna fare il possibile per salvaguardare l’economia del Paese. In questo contesto di particolare complessità, LaPresse S.p.A. non si ferma: “L’informazione è un bene primario su cui continuo, soprattutto oggi, a investire. C’è bisogno di informazione primaria, certificata, verificata sempre ma in questa epoca ancora di più. I social li usiamo tutti ma le notizie, le informazioni devono arrivare da fonti certe, da professionisti”. Nuove assunzioni a settembre, l’apertura di 15 sedi nel mondo: “Ci vogliono coraggio e fiducia. Noi andiamo avanti”, ribadisce il Presidente.

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Pavimentazione ad incastro in gomma per esterni

La pavimentazione ad incastro in gomma per esterni è ideale quando la pavimentazione preesistente presenta dei danni o inestetismi tali per i quali è necessario adottare una soluzione geniale.

Non sempre si dispone infatti di piastrelle dello stesso tipo per sostituire quelle danneggiate, o non sempre è possibile andare ad effettuare un intervento che garantisca un ripristino soddisfacente. In questi casi, la soluzione più rapida da applicare, e al tempo stesso quella che garantisce risultati migliori, è quella di adottare la pavimentazione di gomma.

Quella proposta da Giocare in Sicurezza in particolar modo, è realizzata con gomma di pneumatico riciclata e garantisce il massimo del drenaggio, oltre ad essere antiscivolo. Le piastre in gomma hanno la caratteristica di essere facilmente adattabili a qualsiasi tipologia di superficie, possono tranquillamente essere sagomate e dunque inserirsi perfettamente in qualsiasi tipologia di contesto.

Questa tipologia di pavimento inoltre è totalmente drenante, per cui sarà possibile calpestarlo anche dopo un violento temporale senza il pericolo di provocare schizzi d’acqua o scivolare. Questa soluzione è perfetta anche per tutte quelle aree giochi all’aperto all’interno delle quali i bambini possono accidentalmente cadere, andando ad attutire qualsiasi caduta tanto che spesso i bimbi si divertono a “ruzzolare” volutamente su questo tipo di pavimentazione.

L’effetto drenante, anche in questo caso, svolge un ruolo fondamentale perché consente ai bimbi di poter giocare senza che vi siano dei ristagni d’acqua a causare spruzzi, ma al contrario una superficie assolutamente accogliente che può essere utilizzata anche al termine di un copioso temporale.

La pavimentazione ad incastro in gomma per esterni di Giocare in Sicurezza è dunque una soluzione che si presta perfettamente a più di un utilizzo, e risolve i problemi di quanti desiderano dei pavimenti più sicuri e confortevoli sia all’interno di aree ludiche che in terrazza o in balcone.

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White Dolphin Records presenta il nuovo album industrial degli Stuka : “ἂλφα, βῆτα, γάμμα”

Banner Promo 4 Stuka WDR18

La White Dolphin Records di Devis Simonetti presenta il nuovo album post – industriale del gruppo mitteleuropeo WDR18.

Registrato nei Ramkard studios di Udine, “ἂλφα, βῆτα, γάμμα” è il nuovo album degli Stuka. Dopo L’ extended play “Sturzkampfflugzeug“, gli Stuka si presentano nel mercato discografico del 2021 con questa opera composta da dieci tracce. Martelli, coltelli, compressori, ritmiche ipnotiche sequenziali, rievocano i tempi bellici dell’epoca moderna, dove gli Stuka vogliono convertire il “ricordo” nefasto della guerra, in un diretto messaggio d’amore e un mistico annegamento dei sensi. Ispirandosi a gruppi storici come Throbbing Gristle , Einstürzende Neubauten e Front 242, esplorano teoria e pratica dell’ eros, sottolineando percorsi sonori musicali underground rumorosi in sequenze industriali di samples bordello dove innervano alla saggezza della pace e a riflettere alle forme di “Cupido”, alla propaganda, il destino, le storie e i luoghi comuni. I loro battiti metallici, le dissonanze e le tempeste ritmiche dipingono scenari apocalittici con possibilità di uscita e di salvezza: ogni brano è avvolto in un senso quasi tangibile di vuoto, ansia e di passione, a metà tra un incubo freudiano e un trip lisergico, riassume tutta la “poetica” di “ἂλφα, βῆτα, γάμμα”. Nelle loro mani tutto viene trasformato e deformato per essere messo al servizio delle nevrosi lancinanti dei sequencers e dei deliri rumoristici dei due percussionisti alfa e beta . Il bass synth tedesco di “Mabab” di gamma, fa scivolare il disco nelle tracce elettroniche di “Joker Bass” e “Girls”. Prosegue nelle danze indemoniate industriali di”Mantra” fino ai melodrammi decadenti come “Zenman”. A completare l’ampissimo spettro musicale dall’opera arrivano poi due infernali tour de force rumoristici, forse i più radicali e estremi del loro repertorio: la maligna “Kolapsser” e l’estenuante sinfonia della “fabbrica” digitale di “Komputer Loop-teria”.

“ἂλφα, βῆτα, γάμμα” degli Stuka é disponibile in streaming e download negli stores di musica digitale.

Alfa : bass, guitar, metal samples, industrial machines

Beta : Roland W30 & Dj70 samplers, hammer and industrial machines

Gamma : Korg keyboards & Yamaha sequencers

Etichetta : White Dolphin Records

Digitroniks Corporation 2021

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Covid-19 e crisi economica: le parole di Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, a Otto e Mezzo

“Uno shock di offerta e domanda che non si vedeva dalla crisi petrolifera del ’79”: l’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia interviene a Otto e Mezzo sottolineando l’importanza di prevenire tensioni sociali nell’attuale contesto di crisi economica e perdita dell’occupazione.

Cristina Scocchia, AD Kiko

Kiko Milano, l’intervento dell’AD Cristina Scocchia a Otto e Mezzo

L’emergenza Covid-19 sta mettendo a dura prova il comparto della cosmetica e, in generale, tutto il settore della distribuzione non alimentare, con grandi ricadute in termini di fatturato e di occupazione: a evidenziarlo è Cristina Scocchia, AD di Kiko Milano, nel corso di un intervento a Otto e Mezzo, il programma di La7 condotto da Lilli Gruber. Quella in corso, spiega l’AD, è una crisi di offerta e domanda a cui non si assisteva dal ’79, con “una perdita stimata tra il 37% e il 50% di fatturato”, un’oscillazione determinata dalla capacità delle misure restrittive di tenere sotto controllo la curva del contagio. La contrazione dei fatturati, prosegue Cristina Scocchia nel suo intervento, causerà “una perdita tra 24 e 33 miliardi di IVA, con un forte impatto per lo Stato” e, molto più significativo in termini di solidità sociale, “un impatto ancora più forte per l’occupazione, perché si rischia tra il 15% e 27% di un milione e mezzo di posti di lavoro”, ovvero quel volume occupazionale determinato dal settore della distribuzione non alimentare.

Cristina Scocchia: sostenere famiglie e imprese e preservare la coesione sociale

Cristina Scocchia ha quindi invitato a riflettere, in un contesto di tale difficoltà per tutta l’economia nazionale, su quanto sia fondamentale impegnarsi a prevenire l’emergere di tensioni sociali. Perché con la possibilità di perdere fino a un terzo dei posti di lavoro e con un’impresa su 5 che rischia di non sopravvivere, “allora purtroppo potrebbero esserci tensioni sociali e noi dobbiamo prevenirle”. Da qui, sottolinea l’AD di Kiko Milano, emerge la necessità di un intervento da parte dello Stato per mezzo di “un’iniezione di liquidità importante e adeguata per le famiglie e per le imprese” ma, specifica, “non possiamo aspettare i tempi della prima fase”. Infine un messaggio affinché, in un periodo di grandi difficoltà come questo, il mondo istituzionale rimanga unito per gestire al meglio la complessità della crisi: “Tutti giochino il proprio ruolo con senso di responsabilità”, spiega Cristina Scocchia, che aggiunge “è già estremamente difficile riuscire a gestire la salute e l’economia. Oltre a questo, in Italia si ha l’impressione che si voglia gestire anche il consenso politico: fermiamoci alle due variabili più importanti, che sono la salute e l’economia”.

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Gruppo Danieli annuncia l’acquisizione di una nuova commessa in Corea del Sud

Il nuovo contratto siglato da Gruppo Danieli in Corea del Sud: l’azienda di Buttrio continua a farsi strada in tutto il mondo, diversi i progetti su cui è al lavoro.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli tra le eccellenze italiane nel mondo: nuova commessa in Corea del Sud

Il Gruppo Danieli prepara il ritorno in Corea del Sud dove realizzerà la sua prima acciaieria completa di laminatoio. È Korea Steel Shapes Co. a commissionare all’azienda di Buttrio il progetto di un nuovo laminatoio ad alta velocità per la produzione di barre in acciaio di dimensione variabile, da installare nello stabilimento di Chilseo. L’impianto sarà collegato direttamente a una colata Danieli a 5 linee, tramite un riscaldatore a induzione Danieli Automation Q-Heat. Il Gruppo guidato da Gianpietro Benedetti aveva già lavorato in Corea del Sud nel 2007. E anche nel nuovo progetto commissionato dall’azienda coreana emerge l’attenzione del Gruppo Danieli e il suo impegno a favore della sostenibilità: la nuova acciaieria avrà infatti un impatto ambientale molto contenuto, secondo quanto specifica "Il Messaggero Veneto" nel darne notizia.

Gruppo Danieli al lavoro anche negli Stati Uniti: il punto sul progetto per Nacor

Nei prossimi mesi il Gruppo Danieli sarà impegnato a livello internazionale su più fronti: oltre alla commessa in Corea, infatti, Danieli & C. Officine Meccaniche S.p.A. inizierà entro novembre la spedizione delle attrezzature per la costruzione di un nuovo impianto negli Stati Uniti. Il progetto, commissionato dalla statunitense Nucor (Brandenburg; Kentucky), comporta un investimento complessivo di 1,7 miliardi di dollari: l’ordine specifico ha un valore di 330 milioni di dollari. L’impianto a cui lavorerà il Gruppo presieduto da Gianpietro Benedetti entrerà in funzione nel 2022 e sarà il più grande laminatoio al mondo. In particolare il Gruppo Danieli si occuperà di fornire la nuova acciaieria di forno elettrico e laminatoio lamiere di tipo Steckel, unitamente a un pacchetto di automazione e parte elettrica realizzato dalla consociata Danieli Automation.

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Qual è la differenza tra endodontista e ortodontista?

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  • 1 Marzo 2021

Dopo la laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria, un dentista può intraprendere un percorso di specializzazione ed ottenere così un nuovo “titolo”. Un odontoiatra/dentista può infatti essere specializzato in diverse branche dell’odontoiatria come l’ortodonzia,l’endodonzia, la parodontologia ecc. 

Ad esempio, un dentista specializzato in endodonzia sarà un endodontista, mentre uno specializzato in ortodonzia sarà un Ortodontista Roma e così per le altre specializzazioni. Vediamo qui quali sono le differenze tra un endodontista e un ortodontista.

Chi è l’endodontista

Per spiegare chi è l’endodontista e qual è il suo lavoro bisogna partire dall’endodonzia. L’endodonzia è una branca dell’odontoiatria che si occupa di studiare l’endodonto (ovvero l’insieme dei tessuti interni al dente) e le patologie che possono colpirlo.

L’endodontista, dunque, si prende cura della salute del tessuto molle, detto polpa dentaria, presente all’interno del dente. Questo tessuto è molto importante poiché si estende dalla corona fino alla punta della radice del dente

Per questo la salute della polpa è strettamente legata a quella generale del dente: l’endodontista cerca quindi di preservarla per prevenire l’insorgenza di patologie dannose, come le carie.

Chi è l’ortodontista

Vediamo ora chi è l’Ortodontista Roma. Se l’endodontista è un dentista specializzato in endodonzia, l’ortodontista è un medico dentista con una specializzazione in ortognatodonzia

Questa disciplina odontoiatrica, detta anche ortodonzia (lett. “denti dritti” dal greco orthos=dritto e odontos=dente), si occupa di studiare, individuare e correggere vari difetti e asimmetrie che possono presentarsi nella dentatura

La differenza tra un ortodontista e un endodontista sta quindi nel percorso di specializzazione intrapreso dopo la laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria.  

L’ortodontista possiede le conoscenze specifiche necessarie per correggere problemi dentali di vario genere (detti malocclusioni): affollamento dentale, denti storti, diastema ecc. 

In altre parole, grazie alla sue specializzazione l’ortodontista è in grado di aggiustare i nostri denti, correggendone difetti e asimmetrie.

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Agreement tra operatore di fintech e Serenissima Ristorazione in aiuto della filiera produttiva

Serenissima Ristorazione ha concluso una partnership con FinDynamic in supporto ai suoi fornitori: lo scopo è quello di scongiurare situazioni di scarsa liquidità, grazie a una piattaforma digitale basata sull’idea del dynamic discounting.

 Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: l’intesa con FinDynamic

Serenissima Ristorazione ha avviato una collaborazione in sinergia con FinDynamic con l’obiettivo di supportare concretamente i propri fornitori attraverso una piattaforma digitale di fintech e dynamic discounting: si tratta di un metodo innovativo per scongiurare il verificarsi di carenze di liquidità da parte della filiera, pericolo ancora più reale in questo periodo di instabilità economica conseguente alla pandemia. Grazie al sistema concepito da FinDynamic, l’impresa che si posiziona al vertice della filiera lascia ai propri fornitori libertà di incassare le fatture in anticipo, a fronte di uno sconto variabile sulla base dei giorni di anticipo. In seguito alla ricezione della richiesta, l’azienda capo-filiera salda direttamente il pagamento. In un contesto complesso dal punto di vista economico, la realtà di Vicenza è in prima linea nel proporre una soluzione innovativa modellata sull’idea del fintech, uno dei metodi più efficaci nell’agganciare la necessaria ripresa economica. Per mezzo della collaborazione con Serenissima Ristorazione, FinDynamic continua il suo percorso di crescita operando sulla sua piattaforma digitale un ammontare di fatture pari a 2,5 miliardi di euro. Inoltre, si fa portavoce di una mission tesa a semplificare le relazioni tra aziende capofila e fornitori, possibile grazie a tecnologie ad alto tasso di innovazione.

Il commento di Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, sull’accordo con FinDynamic

Tommaso Putin, CFO di Serenissima Ristorazione, ha così commentato la collaborazione sinergica lanciata insieme a FinDynamic: “Siamo molto soddisfatti della nuova partnership con FinDynamic, che ci permetterà di garantire i pagamenti ai fornitori – partner essenziali per tutta la procedura di preparazione e consegna dei pasti – in modo semplice e immediato. Il Dynamic Discounting è infatti uno strumento innovativo e molto utile che si adatta alla perfezione ad un settore complesso come quello della ristorazione collettiva, dove si rileva la presenza di un gran numero di soggetti che hanno necessità di gestire i pagamenti in maniera continua e flessibile”. Anche Paolo Pesenti, Operations Director di FinDynamic, ha espresso la propria felicità per l’intesa avviata con Serenissima Ristorazione, che si inserisce in un più ampio e strutturato contesto di crescita dell’azienda di fintech: “L’accordo con il Gruppo Serenissima va ad allargare il novero delle partnership che sta caratterizzando la crescita di FinDynamic e delle soluzioni fintech innovative. Offriamo un servizio sempre più capace di trasformare la relazione tra clienti e fornitori in un autentico rapporto di partnership. In particolar modo nell’ultimo periodo, legato all’emergenza sanitaria in Italia, ci poniamo l’obiettivo di incentivare uno sviluppo sostenibile nell’ambito della gestione della liquidità, da sempre un problema per le PMI italiane”.

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Eccellenze italiane: il percorso di Riva Acciaio alla ricerca della qualità

Dalle certificazioni al laboratorio R&S di Lesegno: la qualità come principio guida delle attività di Riva Acciaio.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: il Sistema di Gestione della Qualità

Era il 1954 quando i fratelli Emilio e Adriano Riva ebbero l’idea di puntare sul settore siderurgico, in forte espansione grazie alla ripresa economica post conflitto mondiale. Nacque così Riva Acciaio: da un singolo stabilimento ubicato a Caronno Pertusella, oggi il leader italiano può contare su un totale di 5 impianti e circa 1.000 dipendenti. L’azienda è riuscita in quasi 70 anni di attività a migliorare costantemente produzione e servizi offerti, arrivando a competere anche sui mercati internazionali contro i colossi stranieri. Uno degli elementi fondanti del successo l’impegno nella ricerca e il continuo miglioramento dei processi. Una politica che si esprime soprattutto grazie al Sistema di Gestione della Qualità certificato in base alle norme UNI EN ISO 9001 e IATF 16949. Un Sistema che ha consentito a Riva Acciaio di sfruttare le risorse in maniera sempre più efficace e di concentrarsi sulle esigenze di tutti gli stakeholder.

Riva Acciaio: il ruolo del Centro di Lesegno

La Politica per la Qualità promossa da Riva Acciaio si focalizza su alcuni obiettivi fondamentali. Si va dalla valorizzazione dei dipendenti, coinvolti e informati della rilevanza e dell’importanza della propria attività, al monitoraggio costante dei risultati ottenuti grazie al Sistema di Gestione Aziendale adottato. Principi e valori che consentono all’azienda di sviluppare nuovi prodotti e processi in linea con le aspettative dei mercati. Nello stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, si trova uno dei simboli concreti della strategia portata avanti dalla creatura dei fratelli Riva. Un Centro di Ricerca e Sviluppo nato nel 2003 che in breve tempo ha consentito a Riva Acciaio, oltre ad incrementare e migliorare processi produttivi e qualità dei prodotti, a creare importanti relazioni con istituti di ricerca ed università sia italiani che europei.

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Federico Motta Editore, Historia: approfondimento sulla letteratura dell’Ottocento

Le radici della “cultura di massa” e del rapporto lettore-autore come lo conosciamo oggi vanno ricercate nell’Ottocento: come spiegato da Ezio Raimondi nel saggio dedicato e pubblicato da Federico Motta Editore in Historia, tutto ha inizio con i feuilleton o romanzi d’appendice.

Federico Motta Editore

Federico Motta Editore: le origini della “cultura di massa”

L’Ottocento è un secolo di profonde trasformazioni che ha segnato la vita sociale e culturale dei cittadini europei, apportando cambiamenti che si sono protratti fino al giorno d’oggi. Come sottolineato anche nel saggio di Ezio Raimondi, pubblicato in Historia da Federico Motta Editore, è l’epoca in cui la fiducia tipica dell’Illuminismo viene a declinare: la ragione e l’adesione ai modelli letterari del classicismo lasciano posto a una realtà più inquieta e ricca di turbamenti. Il Romanticismo genera una nuova sensibilità, che si concentra su temi profondi come i misteri della natura e l’inconscio: il sogno, il fantastico, il folklore, i sentimenti, l’infanzia diventano così argomenti da approfondire e ai quali dedicarsi. Nel saggio pubblicato da Federico Motta Editore si analizzano tali trasformazioni per giungere all’origine di quella che noi chiamiamo “cultura di massa”, un fenomeno che ha le sue radici proprio nell’Ottocento.

Federico Motta Editore: l’approfondimento sui romanzi d’appendice

Il testo pubblicato da Federico Motta Editore ad opera di Ezio Raimondi sottolinea come anche a livello sociale nell’Ottocento si verifichi la nascita di una nuova classe borghese, che chiede a gran voce una rivoluzione nel mondo della letteratura. Il ruolo dell’intellettuale e dell’artista in generale deve essere rivisto per adattarsi ad un pubblico in continua crescita, che desidera storie appassionanti per evadere dalla realtà, personaggi profondi nei quali immedesimarsi e vicende interessanti delle quali poter discutere nei caffè. I giornali iniziano a pubblicare recensioni: nasce così l’industria culturale, che spinge i letterati a fare i conti con le esigenze del nuovo mercato. La “cultura di massa” deriva proprio da questo periodo storico utile per approfondire l’avvento dei romanzi d’appendice o feuilleton. Questo genere letterario tipico ottocentesco viene ben analizzato da Federico Motta Editore in alcuni saggi contenuti nell’opera Historia

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Car Wrapping per una Carrozzeria Spettacolare e Protetta

Il car wrapping è una nuova tecnologia che permette di personalizzare la propria auto e proteggerla attraverso particolari pellicole adesive.
La particolari pellicole car wrapping devono essere applicate da personale specializzato di una qualsiasi carrozzeria Firenze o di altro luogo, purché siano provviste dell’esperienza necessaria per stendere nel modo corretto la pellicola scelta dal cliente.
Oggi questo nuovo metodo viene utilizzato in carrozzeria anche in combinazione con speciali verniciature per dare particolari effetti visivi alle auto.
Con il car wrapping è possibile ottenere anche colorazioni e disegni personalizzati senza dover verniciare l’auto, oltretutto particolari richieste non sarebbero possibili da esaudire senza l’utilizzo di questa nuova tecnica di personalizzazione della carrozzeria.
Da non sottovalutare anche la funzione protettiva che il car wrapping svolge contro gli inestetismi provocati dagli agenti atmosferici, e dall’impatto di piccoli sassolini o macchie causate da sostanze che possano intaccare la verniciatura classica della carrozzeria di un auto.
Un altro punto a favore di questa tecnica è che queste pellicole particolare possono essere rimosse facilmente senza lasciare alcun segno sulla verniciatura sottostante.
Una cosa a cui fare attenzione quando si applica il car wrapping è che la verniciatura dell’auto sottostante non sia stata fatta nei precedenti 6 mesi, questo perché una verniciatura della carrozzeria troppo recente potrebbe far risultare difficile una eventuale rimozione futura delle pellicole.
Conviene comunque utilizzare queste pellicole solo su auto con una carrozzeria in perfette condizioni, senza che vi siano dislivelli o ammaccature che potrebbero compromettere la stesura sulla carrozzeria provocando inestetismi più o meno visibili.
Sul mercato vengono vendute anche pellicole del tutto trasparenti che vengono stese sulle auto per evitare graffi e danni dovuti ad impatti con sassolini che possono provocare il danneggiamento della verniciatura delle auto.
Il consiglio è comunque quello di rivolgersi a carrozzerie specializzate in queste nuove tecniche evitando il fai da te a meno che non si abbiano competenze specifiche in questo settore innovativo.

 

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Nicola Bedin su “Il Foglio”: il Covid Index per comprendere la pandemia

Le considerazioni di Nicola Bedin sul Covid Index: nato su iniziativa del data scientist Raffaele Zenti, lo strumento unisce diversi modelli di calcolo per sintetizzare i numeri riguardanti la pandemia.

Nicola Bedin Covid Index

Nicola Bedin: il Covid Index per l’analisi della situazione pandemica

Con un andamento del Covid-19 in costante evoluzione, fare chiarezza sui dati è di fondamentale importanza, oltre che utile alla comprensione del fenomeno. Per farlo è necessaria competenza, evitando il “chiacchiericcio” da parte dei non addetti ai lavori. A evidenziarlo è Nicola Bedin  che, in un editoriale pubblicato su “Il Foglio”, ha condiviso una riflessione sul significato, oggi, della corretta interpretazione dei numeri e delle informazioni. Lo spunto è fornito dal Covid Index, un modello ideato da Raffaele Zenti che, impiegando un processo di machine learning, ha normalizzato e standardizzato i dati sulla pandemia, tra cui ricoveri in terapia intensiva, positivi rispetto al numero di tamponi, deceduti, ricoverati con sintomi, isolamenti domiciliari. Come rimarcato dal fondatore di Lifenet Healthcare, il risultato rappresenta “una metrica descrittiva assolutamente interessante, un termometro che ci fornisce il quadro d’insieme del livello di criticità della situazione”. Il modello restituisce altresì “un pattern sulla forza del virus”, caratterizzato da una valenza di tipo descrittivo e non predittivo. La situazione descritta evidenzia come la seconda ondata sia “solo di poco meno grave della prima”, nonostante, specifica Nicola Bedin, sia chiaro che “ci troviamo comunque in una situazione critica”. L’auspicio del fondatore di Lifenet Healthcare è che lo strumento del Covid Index possa trovare impiego anche nelle istituzioni, col fine di semplificare il monitoraggio della pandemia.

Nicola Bedin: esperienze formative e percorso professionale

Da giugno 2020 Presidente di Snam, Nicola Bedin è il fondatore di Lifenet Healthcare, realtà attiva nel settore healthcare con dieci aziende ospedaliere e ambulatoriali in Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Originario di Montebelluna (TV) dove è nato nel 1977, è laureato con lode in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano. La sua formazione include diverse esperienze internazionali svolte presso University of Texas, Austin e University of California, Berkeley. Ha frequentato inoltre il quarto anno di scuola superiore presso Charter Oak High School (Stati Uniti). Il suo percorso professionale si avvia come analista finanziario presso Mediobanca (2001-2004). Successivamente è assistente del Prof. Giuseppe Rotelli presso il Gruppo Ospedaliero San Donato, di cui diventa Amministratore Delegato nel 2005 e fino al 2017. In quegli anni è protagonista del rilancio di IRCCS Ospedale San Raffaele. Dal 2015 al 2017 è inoltre AD dell’Università Vita-Salute San Raffaele. Ulteriori nomine ricoperte da Nicola Bedin includono quelle di Amministratore non esecutivo di Italgas S.p.A. (2016-2019), Presidente del Comitato Sostenibilità e componente del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate. Parallelamente alle attività svolte in Snam e Lifenet Healthcare, è attualmente Professore a contratto di Economia Applicata presso l’Università degli Studi di Pavia.

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A2A punta su eolico e fotovoltaico, Renato Mazzoncini: “L’Italia deve darsi una mossa”

L’obiettivo di A2A è consentire ai cittadini di vivere in maniera più sostenibile, lo ha dichiarato l’AD Renato Mazzoncini.

Renato Mazzoncini, AD A2A

Renato Mazzoncini: gli obiettivi di A2A nella corsa alla transizione energetica

Nel suo nuovo piano A2A ha deciso di destinare una grossa quota di investimenti alle energie rinnovabili: la strategia della utility si baserà su risorse chiave come terra, acqua e aria. A dichiararlo è l’Amministratore Delegato Renato Mazzoncini agli Energy Talks organizzati da RCS Academy . L’obiettivo finale è quello di "consentire ai cittadini di vivere meglio possibile, in maniera più sostenibile": per farlo, secondo il manager, bisognerà "guardare al fine più che al mezzo e usando la tecnologia che l’uomo è riuscito a sviluppare". Per questo il Gruppo, attivo dalla fornitura di gas ed elettricità, al ciclo idrico, fino alla gestione dei rifiuti, punterà in particolare su eolico e fotovoltaico. Senza tralasciare lo storico idroelettrico, che deve essere valorizzato. Il tutto sui binari della transizione energetica, un ambito in cui l’Italia registra un netto ritardo rispetto ai partner europei: "Ci sono paesi come l’Italia – ha dichiarato l’AD di A2Ache devono quadruplicare la velocità e paesi come Germania che procedono in modo lineare uniforme".

Renato Mazzoncini: i nuovi progetti di A2A per la sostenibilità

Renato Mazzoncini si è poi soffermato su un altro tema al centro del dibattito economico, ossia l’utilizzo del Recovery Fund: secondo il manager, verranno accettate solo proposte di grandi dimensioni. Per questo A2A è al lavoro su diversi progetti, tra i quali quello destinato a recuperare il calore latente della grande centrale termoelettrica di Cassano D’Adda e utilizzarlo per alimentare il teleriscaldamento di Milano. Ma le attività del Gruppo si espandono anche nell’ambito della mobilità elettrica, settore chiave soprattutto per le aree urbane. "L’Italia è molto indietro e deve velocizzare gli obiettivi di dieci-quindici volte rispetto al resto d’Europa", ha concluso Renato Mazzoncini.

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Italian Energy Summit, Stefano Donnarumma (Terna): “Decarbonizzazione partita da vincere”

Nel corso dell’intervista, Stefano Donnarumma ha annunciato il nuovo Piano Industriale di Terna per il mese di novembre.

Stefano Donnarumma, AD Terna

Covid-19, Stefano Donnarumma: “Una palestra per il sistema elettrico”

Il 29 e il 30 settembre scorso si è tenuta in modalità online la XX edizione dell”Italian Energy Summit, evento dedicato al settore energetico a cura del quotidiano “Il Sole 24 Ore”. Una serie di dibattiti che quest’anno sono stati incentrati principalmente sugli effetti della pandemia e sugli strumenti da mettere in campo per le sfide future. Tra i partecipanti Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna, intervenuto al talk “Il ruolo del TSO nella transizione energetica”. Intervistato da Celestina Dominelli, il manager inizialmente ha descritto gli effetti dell’emergenza sanitaria: “Un impatto c’è stato ed è ancora in corso: mi riferisco principalmente al calo dei consumi, che ad oggi si misura tra il 7 e l’8%. Nei momenti più critici dell’emergenza c’è stato il rischio concreto di andare in sovrapproduzione e Terna ha dovuto in quanto system operator impedire l’immissione di energia rinnovabile. Attualmente ci ritroviamo in un’altra condizione anomala, ossia stiamo esportando energia, anche in quantitativi significativi. Condizioni rare che devono fare molto riflettere”. Nei prossimi anni ci sarà bisogno di regolare attentamente il flusso sempre più ingente dell’energia proveniente dalle fonti rinnovabili: “Il Covid è stata una palestra per il sistema elettrico nazionale su situazioni e condizioni che potrebbero verificarsi in futuro”, ha commentato Stefano Donnarumma.

Stefano Donnarumma: nel nuovo Piano un capitolo su come gestire il “new normal”

Recentemente, la Commissione Europea ha dato una forte accelerata al processo già avviato di decarbonizzazione, ribadendo il crescente peso delle fonti green: “Solo pochi anni fa le unità produttive italiane da collegare alla rete erano circa 800 – ha sottolineato Stefano Donnarummaoggi abbiamo raggiunto gli 800.000: l’incremento sarà continuo e bisognerà creare i presupposti perché ciò avvenga, intervenendo ad esempio nell’ambito autorizzativo. Terna deve fare di tutto nei prossimi anni per abilitare questa crescita: da un lato continuando negli investimenti per sbottigliare la rete, dall’altro dovrà anche raggiungere, meglio di oggi, le aree di potenziale sviluppo”. La transizione energetica rientra anche tra gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima, nel quale Terna riveste un ruolo cruciale: “Una partita che deve essere vinta. Nel piano decennale di Terna si parla di più di 14 miliardi di investimenti destinati alla reinfrastrutturazione, quindi all’irrobustimento e alla resilienza del sistema. Sono convinto che il clima in cui ci troviamo possa essere favorevole per questo importante processo di sviluppo, soprattutto dal punto di vista dell’iter autorizzativo”. Tra le sfide future di Terna, anche la gestione delle nuove modalità di lavoro diffuse in risposta alle restrizioni causate dal Covid: “Una prova complessa ma che abbiamo affrontato grazie all’esperienza nella gestione delle emergenze, che accadono spesso in questo settore. Durante il lockdown è stato attivato in pochi giorni lo smart working per l’80-90% dei dipendenti. Oggi siamo intorno al 30-40%. Indubbiamente oggi siamo di fronte a un cambiamento nel mondo del lavoro. Nel nuovo Piano Industriale che presenteremo indicativamente a novembre – ha dichiarato Stefano Donnarummaci sarà una parte dedicata proprio al cosiddetto ‘new normal’, sugli accordi sindacali, le tecnologie da applicare e in generale tutto ciò che necessiterà fare per garantire al meglio il prosieguo delle attività nel futuro”.

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Gianfranco Battisti: l’impegno di FS Italiane oltre i confini nazionali

Ferrovie dello Stato Italiane: dallo sviluppo dell’AV in Europa all’innovazione tecnologica, dalla progettazione alla realizzazione e manutenzione di infrastrutture, la società guidata da Gianfranco Battistiha raggiunto una posizione di primo piano nell’industria internazionale dei trasporti.

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti: il viaggio di FS Italiane nel mondo

Ricavi esteri che si attestano a 1,8 miliardi di euro nel 2019 (circa il 14% del fatturato totale), con una quota relativa al mercato europeo che rappresenta circa il 94% del fatturato estero: sono alcuni dei numeri raggiunti da Ferrovie dello Stato Italiane nel comparto internazionale dei trasporti, un settore in cui, sotto la guida di Gianfranco Battisti, la società ricopre da anni un ruolo da protagonista. Progettazione, sviluppo tecnologico, direzione lavori, studi di fattibilità, esercizio e manutenzione di infrastrutture costituiscono infatti solo alcuni dei campi in cui FS Italiane ha consolidato un altissimo livello di specializzazione, grazie al quale ha raggiunto la vetta del mercato dei trasporti su scala globale. Risorse di tipo ingegneristico, tecnologico e progettuale che prospettano per il Gruppo un futuro sempre più orientato verso l’esportazione dell’eccellenza italiana oltre i confini nazionali. È questa la direzione tracciata nell’ultimo Piano Industriale presentato dall’AD e DG Gianfranco Battisti, che mette in campo investimenti pari a 58 miliardi di euro per il periodo 2019-2023.

Gianfranco Battisti: i progetti di FS Italiane in Europa e negli altri continenti

Grazie a 22 sedi dislocate in cinque continenti, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti è supportato nelle sue attività internazionali dal costante lavoro di connessione avviato tra la Holding e le società controllate, un impegno che ha consentito a FS Italiane di sottoscrivere 12 accordi di cooperazione internazionale. Sono numerose le società già attive a livello europeo, in particolare nel settore del trasporto ferroviario passeggeri e nei servizi di trasporto merci. Tra queste, Netinera e TX Logistik in Germania, Trenitalia UK nel Regno Unito (tramite le controllate c2c e First Trenitalia West Coast) e Thello in Francia, a cui si aggiungono Ilsa in Spagna, Trainose in Grecia e QBuzz nei Paesi Bassi. Ma i progetti di Ferrovie dello Stato Italiane non si fermano all’area europea: la presenza globale è infatti supportata dalla società d’ingegneria Italferr, con cui FS Italiane è operativa su importanti progetti infrastrutturali in Stati Uniti, India, Colombia, Turchia, Perù ed Egitto. Guidato da Gianfranco Battisti, il Gruppo opera anche in Arabia Saudita e Tailandia per mezzo di FS International, ed è attivo nei servizi di valutazione e certificazione insieme a Italcertifer, che opera in aree quali Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, India e Australia.

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