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Marzo 2021

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Continua la rivoluzione della formazione con il Safety Webcamp 2021

Comunicato Stampa

 

Continua la rivoluzione della formazione con il Safety Webcamp 2021

 

Il 21 maggio 2021 si terrà la nuova edizione del Safety Webcamp 2021, una innovativa giornata formativa a distanza per migliorare, condividere e confrontare le esperienze professionali. Un primo elenco dei webinar disponibili.

 

Sicuramente una delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, in questi mesi contrassegnati dalle preoccupazioni per la diffusione del virus SARS-CoV-2, è la riduzione della socialità. Non parliamo, in questo caso, della socialità correlata al tempo libero, ma della socialità professionale, quella che è originata dal continuo incontro e confronto di idee e strategie, dal mettere in comune difficoltà, scoperte ed esperienze, ad esempio durante una riunione o un momento formativo in presenza.

 

Tuttavia sia la formazione, sia la condivisione delle competenze e delle esperienze sono elementi fondanti di ogni professionalità, anche in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Ed è necessaria, dunque, una formazione innovativa che, rispettando le limitazioni richieste dall’emergenza COVID-19, sia ugualmente in grado di ricostruire quel tessuto di incontri e scambi di conoscenze così importante per ogni operatore.

 

Esiste anche in periodo di pandemia una formazione efficace in grado di rinnovare e condividere le competenze? Ci sono strumenti innovativi per rivoluzionare il modo di fare formazione che sono attivi e funzionali anche durante l’emergenza COVID-19?

 

La nuova rivoluzione del Safety Webcamp 2021

Proprio per sviluppare e sperimentare nuove strade di formazione e condivisione, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il quarto anno consecutivo il Safety Webcamp (Barcamp nel 2018 e 2019 e Webcamp nel 2020 e 2021) che si terrà il 21 maggio 2021. Una “coinvolgente”, una “bellissima esperienza” (sono alcuni feedback relativi all’incontro del 2020) di libera partecipazione e condivisione per creare e consolidare relazioni tra i tanti formatori e professionisti della sicurezza che hanno voglia di partecipare a una giornata dinamica e sono disponibili a svilupparla con nuove modalità formative.

 

Che cosa è il Safety Webcamp?

Il Webcamp è un Barcamp svolto a distanza, utilizzando gli strumenti tecnologici che permettono di erogare formazione in modalità sincrona, ed avere un’interazione tra i partecipanti ed il facilitatore. E il Barcamp è una non-conferenza su un tema specifico, che nasce dal desiderio di imparare e condividere in un contesto aperto e libero, in cui è benvenuto a partecipare chiunque abbia il desiderio di confrontarsi e discutere con gli altri.

In questo evento, i cui temi di discussione sono decisi dai partecipanti, si rispetta la metodologia dell’Open Space Technology con l’obiettivo di favorire il libero pensiero, la curiosità, la divulgazione e la diffusione di nuovi contenuti e metodologie in ambito salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

 

 

I primi webinar del Safety Webcamp AiFOS

Ricordando che il Webcamp è un incontro tra formatori e operatori che possono presentare a loro volta un webinar e diventare così facilitatori, ricordiamo alcuni dei webinar già programmati per il Safety Webcamp 2021:

  • La responsabilità dell’RSPP: Covid-19 e non solo (Lorenzo Fantini – Direttore dei Quaderni della sicurezza AiFOS, già dirigente divisioni salute e sicurezza del Ministero del lavoro e delle politiche sociali): In cosa consiste la responsabilità dell’RSPP? Cosa rischia il RSPP se (per imprudenza, negligenza o imperizia) trascura di segnalare una situazione di rischio o fornisce delle indicazioni sbagliate? Quale è il ruolo del RSPP rispetto alle disposizioni emergenziali in materia di Covid-19 al lavoro e come va esercitato? La segnalazione del RSPP nelle sentenze e nella pratica: come e quando procedere. RSPP e consapevolezza del proprio ruolo e, di conseguenza, delle proprie responsabili. Dei casi di studio e giudiziali saranno a supporto dell’erogazione del webinar
  • La comunicazione in tempo di SARS-COV-2 (Nicola Corsano – Formatore esperto nelle metodologie didattiche esperienziale e consulente per la sicurezza sul lavoro): Home working, mascherine, accessi differenziati, percorsi a senso unico, ecc.. Riflessione su come cambia la comunicazione (inclusa l’informazione e la formazione) in tempo di Sars-CoV-2.
  • Il Dante Sicurezza: colui che dà la sicurezza che si tornerà “a riveder le stelle” (Andrea Cirincione – Psicologo del Lavoro – Consulente di Direzione – Formatore motivazionale): Ancora oggi il viaggio dantesco stimola per la sua vitalità inesauribile. La sua ispirazione è cronaca del tempo e racconto senza tempo. La nostra sfida sarà leggerne la disarmante attualità.
  • Le corrette modalità di informazione al consumatore (Matteo Fadenti – Tecnico della prevenzione, formatore e consulente): Allergeni, etichette e menù, conosci già tutto? Verranno illustrate le ultime novità sulla tematica, con le indicazioni principali teoriche ed operative. E dopo la teoria ci si esercita insieme a mettersi nei panni di un gestore di un ristorante o produttore di alimenti o…
  • Il sentiero di mezzo: tra analogico e digitale (Alessandra Marconato – Coach e formatrice): A volte sembra che il mondo si sia trasformato in un grande webinar… ma è proprio così? Quanto il digitale e l’analogico posso andare d’accordo ai tempi dei webinar, della FAD, delle dirette Facebook, Instagram, Linkedin e le conversazioni di Clubhouse? E i grandi discorsi su apprendimento, ergonomia, stress che fine hanno fatto?

 

Le informazioni per iscriversi al Safety Webcamp 2021

Il Safety Webcamp 2021 si terrà dunque online il 21 maggio 2021, dalle ore 9.00 alle 15.30, e ogni partecipante dovrà disporre di una webcam, di un microfono, un dispositivo di riproduzione audio e di una rete stabile.

 

L’evento inizierà con un momento in plenaria in videoconferenza dove saranno presentati i facilitatori, i relativi webinar e le regole della giornata. Saranno poi organizzati i diversi webinar (la durata è definita in 90 minuti), anche in contemporanea, e saranno presentate attività, sessioni formative e di discussione.

Il partecipante si iscrive all’intera giornata formativa, ma l’iscrizione ai singoli incontri in webinar avverrà al momento.

 

Per iscriversi al Webcamp e per ulteriori informazioni: www.safetybarcamp.it

 

Segnaliamo che l’evento è valido come aggiornamento relativo a 5 ore per RSPP e ASPP, 1 ora per formatori prima area tematica, 2 ore per formatori seconda area tematica e 2 ore per formatori terza area tematica.

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.safetybarcamp.it[email protected]

 

 

18 marzo 2021

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Renato Mazzoncini, A2A: la performance del Gruppo al 30 settembre 2020

Renato Mazzoncini, AD e DG di A2A, commenta la performance del Gruppo nei primi nove mesi del 2020: investimenti in crescita e impatto contenuto a fronte di uno scenario particolarmente complesso.

Renato Mazzoncini, AD A2A

Investimenti in crescita per A2A nei primi nove mesi del 2020: le considerazioni dell’AD Renato Mazzoncini

"I risultati economico-finanziari, conseguiti in un contesto senza precedenti, confermano la solidità del Gruppo e la sua resilienza": a sottolineare il valore della performance di A2A nei primi nove mesi dell’anno è l’Amministratore Delegato e Direttore Generale Renato Mazzoncini. Investimenti in aumento del 5%, a 413 milioni di euro, rispetto a quelli record del 2019 (394 milioni di euro). Lo scenario eccezionale, contraddistinto dallo scoppio della pandemia e dalla sua evoluzione, non incide significativamente sulla performance del Gruppo: il Margine operativo lordo si attesta a 822 milioni di euro (-7% rispetto ai primi nove mesi del 2019) mentre il Margine operativo lordo ordinario a 818 milioni (-5%). Il Gruppo guidato da Renato Mazzoncini registra al 30 settembre ricavi per 4,805 miliardi (-10,7%) mentre l’utile netto è di 219 milioni (-12,4%). La posizione finanziaria netta di consolidato nei primi nove mesi del 2020 risulta pari a 3,381 miliardi: a fine 2019 era di 3,154 miliardi.

A2A, l’AD e DG Renato Mazzoncini: i risultati confermano la solidità del Gruppo e la sua resilienza

"Nonostante l’emergenza e le difficoltà causate della pandemia siamo riusciti a dare continuità e qualità ai nostri servizi, a garantire la tutela della salute dei nostri dipendenti e a mettere le basi per lo sviluppo futuro attraverso investimenti superiori a quelli realizzati nei primi nove mesi del 2019", ha sottolineato Renato Mazzoncini. "Nel valutare i risultati di questi primi nove mesi siamo soddisfatti in particolar modo da quelli operativi", ha spiegato l’AD di A2A aggiungendo come la contrazione sia imputabile "di fatto prevalentemente alla BU generazione fortemente penalizzata da uno scenario energetico molto debole il cui impatto è stato contenuto, oltre che dalla strutturale pluralità delle fonti di produzione, da una accorta attività di copertura realizzata nei mesi precedenti". A2A, come rimarcato da Renato Mazzoncini, "pur in uno scenario con prezzi del gas e dell’energia in contrazione, trae la sua forza dalla differenziazione dei propri Business e dal forte attaccamento ai territori che ci consentono di guardare ai prossimi mesi con tranquillità".

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Sostenibilità: Gruppo Danieli aderisce allo United Nations Global Compact

Da tempo Gruppo Danieli porta avanti il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile, un ambito che la società vuole sostenere anche per mezzo dell’importante adesione allo United Nations Global Compact.

Gruppo Danieli

Gruppo Danieli: i valori del programma UN Global Compact

Guidata da Gianpietro Benedetti, Gruppo Danieli ha sede a Buttrio (UD) ed è riconosciuta su scala internazionale nella produzione di impianti siderurgici, un settore in cui promuove soluzioni sostenibili e innovative. Proprio grazie a tali fattori, la società è impegnata nella ricerca di una produzione dell’acciaio che sia sempre più green: in tal senso si inserisce anche la recente adesione allo United Nations Global Compact, importante progetto istituito dalle Nazioni Unite nel 2000 e finalizzato alla promozione della responsabilità sociale societaria. Con una lettera di adesione indirizzata al Segretario Generale dell’ONU, la società di Buttrio ha dunque espresso condivisione verso i valori portanti dell’iniziativa: adottare politiche sostenibili in ambito ambientale e sociale con il fine di sviluppare attività produttive che siano responsabili e sostenibili. La portata del progetto è rappresentata anche dal numero delle realtà partecipanti: più di 9.500 aziende e 3.000 sottoscrittori provenienti da più di 160 Paesi nel mondo. Ora anche Gruppo Danieli, che in tal modo incrementa il proprio contributo verso la crescita e lo sviluppo sostenibile.

Gruppo Danieli: la sostenibilità come unica strada per l’acciaio green

Sempre più orientato verso la realizzazione di impianti che permettano l’utilizzo del rinnovabile nella produzione siderurgica, l’impegno di Gruppo Danieli per la sostenibilità si declina attraverso molteplici iniziative. Protagonista a livello internazionale nel comparto siderurgico, la società utilizza anche la tecnologia di riduzione diretta (DRI) e quella dei forni elettrici digitali (Digital Melter), soluzioni che consentono di operare con gas naturale o con il 100% di idrogeno, generando un taglio significativo delle emissioni di CO2. Come evidenziato in un recente intervento di Giacomo Mareschi Danieli, Amministratore Delegato del Gruppo Danieli, “è questa la strada che dobbiamo intraprendere per produrre acciaio che sia realmente green, a disposizione di un’industria sostenibile su scala globale”. Verso la stessa direzione è orientato anche l’utilizzo di forni elettrici con tecnologia Q-ONE, alimentabili con energia proveniente da fonti rinnovabili. E non è un caso che l’attenzione sostenibile di Gruppo Danieli sia stata recentemente riconosciuta dall’organizzazione internazionale Carbon Disclosure Project che, in una scala da A ad F, ha valutato con un rating B le azioni sul fronte ambientale intraprese dall’azienda di Buttrio.

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COVID divieto di licenziamento

E’ stata prorogata la normativa in riferimento al divieto di licenziamento individuale e  collettivo per giustificato motivo oggettivo con D.L. 104/2020 e introdotte dall’articolo 46 D.L. 18/2020 e dall’articolo 80 D.L. 34/2020.

Queste disposizioni rendono l’obbligo al datore di lavoro di impedire il licenziamento ricorrendo alla sospensione delle procedure dello stesso avviate dopo il 23 febbraio 2020.

Rispetto all’impossibilità di procedere con il licenziamento, vi sono tuttavia delle eccezioni. Vediamo insieme:

  1. articolo 14, comma 3, D.L. 104/2020 dove la sospensione non si applica nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali di maggiore rappresentanza a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitato ai dipendenti che decidono di aderire al suddetto contratto a cui viene riconosciuto il trattamento di cui all’articolo 1 del decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22
  2. l’articolo 1, comma 311, L. 178/2020 dispone che le sospensioni di licenziamento di cui ai commi 309  e 310 non trovano la loro applicazione in presenza di alcune condizioni di tipo legale, tra cui l’ipotesi di un accordo collettivo aziendale stipulato dalle organizzazioni sindacali di maggiore rappresentanza sul territorio nazionale.

In entrambi i casi sopra evidenziati il rapporto lavorativo volge al termine non per licenziamento, ma con risoluzione consensuale.

Con inizio 15 agosto 2020 tutte le interruzioni di rapporto lavorativo che sono intervenute con tale modalità andranno esposte nel flusso Uniemens con il codice Tipo di cessazione “2A”

Ulteriori eccezioni dal divieto di licenziamento sono:

  1. personale interessato dal recesso, già impiegato nell’appalto, riassunto a seguito di subentro di nuovo appaltatore in forza di Legge, di CCNL o di clausola del contratto di appalto;
  2. licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione dell’attività;
  3. licenziamenti intimati in caso di fallimento, quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa

Per ulteriori dettagli relativi alla circolare di cui sopra è possibile contattare il nostro centro di elaborazione buste paga milano sul sito ufficiale di Studio Borghi.

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Cambia stile, scegli il kilim

I’ Outlet Kilim è formato da un tessuto piatto, intrecciato a mano, con tecnica a stacchi. Questa tipologia fa parte della stessa categoria degli arazzi, dei Cicim tessuti e cuciti e dei Sumak. L’unica differenza tra i kilim e i Sumak è che questi ultimi vengono intrecciati con una trama un po’ diversa. L’idea comune è che i tappeti in generale vengono realizzati dal lavoro certosino di intreccio dei paesi arabi; anche la struttura del disegno geometrico e coloratissimo dei kilim può rimandare ad uno stile più arabeggiante, ma al contrario di quel che si pensa, i kilim cominciarono ad essere intrecciati dai paesi balcanici, fino poi ad arrivare ai paesi dell’estremo oriente. Noi consigliamo i kilim per la zona giorno e salotti, per dare alla casa sempre un’aria accogliente e calorosa, con un tocco di stile orientale. Rendi la tua casa ancora più bella e affascinante portando al suo interno un pezzo di oriente con un tocco di personalità e contemporaneità.

Come trasformare la zona giorno con i kilim

La zona giorno della casa, in particolare l’area in cui trascorriamo la maggior parte della giornata come il salotto, può diventare un luogo di relax e molto ospitale grazie all’utilizzo dell’arredamento giusto. Basta un piccolo tocco di colore, un dettaglio sgargiante, per rendere un ambiente asettico molto più vitale e di carattere. Il tappeto può essere un elemento decorativo perfetto per ottenere l’effetto cozy, ovvero creare un ambiente confortevole e caldo come un piccolo nido in cui rifugiarsi durante le fredde giornate invernali e trovare calma e freschezza durante le afose giornate estive. Il kilim è ideale per ogni stagione e per ogni ambiente. Ottimo per arredare il salotto, dandogli carattere e personalità, e perfetto anche per la camera da letto. La sua texture lo rende gradevole alla vista e funzionale all’attutimento di eventuali caduti o per non scivolare. Sottile, colorato e piacevole al contatto. I vostri bambini giocheranno in sicurezza e su una superficie adatta, dove potrete sempre vederli.

kilim: la cultura orientale a casa vostra

I più conosciuti dei kilim sono quelli provenienti dall’Anatolia: bellissimi e unici, si può leggere sulla stoffa intrecciata tutta la storia e la cultura dei villaggi in cui vengono realizzati. Ognuno ha la propria personalità, ricco di colori, bellissimo, un vero e proprio pezzo d’epoca. In Caucaso venivano intrecciati bellissimi kilim, come i Kuba, in Iran i Senneh, e non ultimi i kilim curdi di Shassavan e gli Sharkoi realizzati in Tracia. Per tornare alla contemporaneità vediamo che i kilim afgani sono caratterizzati da colori e disegni adatti agli ambienti più moderni. Potrete trovare i nuovi kilim realizzati in Afganistan con nuovi colori vivaci o a pastello. La scelta di questi elementi d’arredamento non solo abbellirà notevolmente la vostra casa e le donerà maggiore personalità, ma vi consentiranno di avere pezzi unici e inimitabili, che fanno parte di una cultura bellissima e che vi racconta la sua storia attraverso ogni singola fibra tessile della migliore qualità e provenienza. Esistono moltissime trame e fantasie di kilim, non ti resta che scegliere quello più adatto allo stile di casa tua.

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Gatto, la dieta corretta per ogni età

Il gatto è un carnivoro stretto: quindi, in linea generale, basta la carne ad offrigli un nutrimento completo, completamente assimilabile e altamente benefico. Nella carne, infatti, sono contenute tutte le proteine e gli aminoacidi che servono al suo corpo per sopravvivere e per mantenersi in salute. In più, la carne apporta i sali minerali, le vitamine del gruppo B e gli acidi grassi essenziali necessari al rinforzo delle ossa, dei denti, delle difese immunitarie, del sistema nervoso, della cute, del pelo e dell’apparato cardiovascolare. A questo alimento va poi associata una fonte di carboidrati leggera e digeribile per soddisfare il fabbisogno energetico senza appesantire o causare intolleranze. Non devono mancare gli ingredienti vegetali ricchi di vitamine, fibre e antiossidanti per un supporto nutrizionale completo e per una protezione attiva da infezioni, malattie croniche e forme tumorali. Tuttavia, le necessità nutrizionali del gatto cambiano a seconda della fascia di età: questi apporti, quindi, devono essere calibrati di volta in volta, così da rispondere in modo mirato alle specifiche esigenze dell’organismo. Nel suo primo anno di vita, il gattino avrà bisogno di una nutrizione molto ricca che prosegua l’azione del latte materno, così da assecondare il corretto sviluppo dei tessuti e da promuovere la “costruzione” di difese immunitarie forti. A fronte di questo elevato potere nutritivo, l’alimento dovrà possedere una spiccata digeribilità per non gravare su una funzionalità digestiva ancora molto delicata. Una consistente inclusione di carne, scelta fra quelle più digeribili e funzionali come il pollo e il pesce, fornirà al gattino tutti i nutrienti più utili alla crescita, ovvero:
– proteine e aminoacidi per il tessuto muscolare;
– fosforo, calcio e vitamina D per ossa, articolazioni e denti;
– potassio e ferro per il sistema cardiovascolare;
– acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6 per un cuore forte, una cute sana e un pelo folto e luminoso;
– vitamine (A, C, gruppo B) per la vista, le funzioni cognitive e il sistema immunitario;
– antiossidanti per la protezione della vitalità cellulare.
A questi apporti vanno associati ingredienti vegetali ricchi di fibre e fermenti prebiotici per la protezione del colon e per una migliore assimilazione dei nutrienti. A partire dai 12 mesi di età, il gatto entra nell’età adulta: completato il processo di crescita, il suo fisico richiede dosaggi più moderati di proteine e sali minerali. Da aumentare, invece, è la quota di vitamine e antiossidanti: offrendo un massiccio rinforzo alle membrane cellulari e al sistema immunitario, infatti, tali nutrienti aiutano il tuo piccolo amico a prevenire infezioni, malattie croniche e tumori. Col passare del tempo, le articolazioni del gatto diventano sempre più soggette a fragilità e infiammazioni: per proteggerle, è molto utile includere nella dieta i condroprotettori (glucosamina e solfato di condroitina). Preziosi anche gli acidi grassi essenziali Omega 3 e Omega 6, utili per preservare la funzione cardiaca e tenere sotto controllo il colesterolo.

Silmarilions di Maria Federica Guagnano. Via Olimpia, 9 – 00040 Rocca Priora (RM)

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Mercato e rischio bolla, ci sono tanti segnali di allerta che nessuno ascolta

Ci sono diversi segnali che alimentano il pericolo “bolla, ma che il mercato pare stia ignorando. Elementi che già in passato sono stati visti molte volte, e che si sono ripresentati. E come accaduto in passato, si pensa che stavolta possa andare diversamente.

I segnali di pericolo per il mercato

mercatoEppure questi segnali non sono neanche pochi. A cominciare dall’ampia liquidità disponibile nel sistema economico, frutto delle politiche espansive e di sostegno varate da Governo e banche centrali per fronteggiare la pandemia.
In secondo luogo, le previsioni economiche che convergono su una crescita che sarà sostenuta. E ancora, la forte partecipazione al mercato degli investitori retail, e la forte concentrazione sui titoli tecnologici e innovativi (a scapito di quelli ciclici).
A questi aspetti si devono aggiungere la disponibilità a comprare a prezzi elevati, malgrado in molti casi non si statti di società che fanno utili, ma soprattutto i movimenti rialzisti dei titoli, che quasi sono verticali.

Il contesto attuale

In un contesto del genere, ossia quando l’andamento dei prezzi diventa verticale, con il Parabolic Sar che sta sempre sotto i prezzi, il mercato vive due situazioni insidiose, che rendono sempre più sottile il confine che separa gli investitori dagli speculatori.

Infatti da un lato si perde di vista il reale rischio sulle posizioni detenute, perché col prezzo che corre, molti gestori sono “costretti” a rimanere dentro il mercato anche se non ne sono convinti. Infatti anche un solo giorno in più di profitti persi (se decidessero di uscire per prudenza) li farebbe sottoperformare rispetto alla concorrenza, e li farebbe apparire come meno efficaci. E’ una specie di forza centrifuga che trattiene tutti all’interno.
Da un altro lato poi, il proprio orizzonte temporale viene a ridursi, fino al punto di arrivare a fare day trading.

Le insidie dietro l’angolo

Questo scenario è molto pericoloso, perché c’è il rischio che al primo accenno di fuga, si scateni l’ondata di vendite. Di conseguenza, chi ha realizzato un profitto “sulla carta” potrebbe perderlo in brevissimo tempo (una situazione simile a quella che succede normalmente sul mercato delle criptovalute). Ecco perché le verticalizzazioni dei trend sono indicatori di fragilità del mercato e non di forza, come molti pensano oggi. In queste fasi la diversificazione del rischio premia il coraggio di scelte contrarian, che pochissimi possono o hanno il coraggio fare.

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Gianfranco Battisti: le attività internazionali del Gruppo FS Italiane

Si allarga la presenza internazionale del Gruppo FS Italiane, guidato da Gianfranco Battisti: nuove attività in Europa, Asia e Africa.

Gianfranco Battisti

Gianfranco Battisti: FS Italiane tra Sud-Est Asiatico, India e Tunisia

Il 2021 delle Ferrovie dello Stato Italiane parte con una chiara impronta internazionale. L’espansione del Gruppo guidato da Gianfranco Battisti inizia dal Sud-Est Asiatico: recentemente è stato infatti siglato un Preliminary Service Agreement (PSA) con la compagnia thailandese Eastern High-Speed Rail Linking Three Airports. Si parla di un progetto da circa 6 miliardi di euro nato con l’obiettivo di collegare i principali aeroporti del Paese. Previsto anche l’Airport Rail Link di 33 km tra l’aeroporto internazionale di Suvarnabhumi e il centro di Bangkok e l’Airport Link Extension di 22 km per l’aeroporto di Don Muang. Se l’operazione andrà in porto, FS International si occuperà della gestione del servizio e della manutenzione dell’Airport Rail Link a partire dal prossimo autunno. A “pochi” passi di distanza, in India, FS Italiane sarà invece protagonista delle attività di progettazione e supervisione lavori delle linee metropolitane di Kanpur e Agra. Spazio anche per il continente Africano: la società guidata da Gianfranco Battisti assisterà le Ferrovie Tunisine nell’ammodernamento delle linee ferroviarie 22 (Sousse – Mahdia) e 6 (Tunisi – Kasserine).

Europa, lo sguardo ad Est di Gruppo FS Italiane, guidato da Gianfranco Battisti

Nuove commesse anche per l’Europa. L’eccellenza dell’Alta Velocità approda in Grecia: è di pochi giorni fa la notizia dell’arrivo del primo elettrotreno ETR470 dedicato alla linea Atene-Salonicco. Si tratta del “primo di una serie di cinque trasporti – si legge su FS News – per comporre l’intera flotta”. Tramite TrainOSE, il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti sarà responsabile del nuovo servizio. Alta Velocità anche per i Paesi baltici. Italferr, che per conto di FS Italiane si occupa della progettazione e della realizzazione delle linee, sarà impegnata nel supporto alle attività di elettrificazione di 870 chilometri della Rail Baltica. La nuova linea AV metterà Estonia, Lettonia e Lituania in collegamento con il resto del continente. Novità provenienti anche dall’Ucraina: è recente infatti la sottoscrizione di un Memorandum of Understanding tra FS Italiane e Jsc Ukrainian Railways. Nell’intesa ad ampio spettro firmata tra la società guidata da Gianfranco Battisti e le Ferrovie ucraine si parla di esportare il know-how tecnologico, operativo e ingegneristico di FS Italiane a beneficio delle infrastrutture del Paese.

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Sanremo 2021, l’articolo di Paolo Campiglio sulla finale

Paolo Campiglio riporta sul suo blog le classifiche dei vincitori di Sanremo 2021, sia della manifestazione, sia delle numerose categorie di premi assegnati alle canzoni in gara. Commentati anche i dati Auditel e dei ricavi pubblicitari.

Paolo Campiglio

Paolo Campiglio: i premi della serata finale sanremese

Paolo Campiglio, nell’articolo comparso sul suo blog, annuncia che il gruppo musicale rock dei Måneskin con la canzone “Zitti e buoni” si posiziona al primo posto nella classifica generale della categoria Campioni guadagnandosi così la vittoria della 71ª edizione del Festival di Sanremo. Subito secondo si piazza il duo composto da Francesca Michielin e Fedez con il brano “Chiamami per nome”, mentre la medaglia di bronzo è assegnata ad Ermal Meta e alla sua “Un milione di cose da dirti”. Willie Peyote con la canzone “Mai dire mai (La locura)” è il vincitore del Premio della Critica “Mia Martini” conferito dalla Giuria della Sala Stampa, avendo guadagnato 21 voti da parte dei giornalisti accreditati. Medaglia d’argento per la coppia Colapesce Dimartino con 13 voti, mentre al terzo posto si posiziona Extraliscio con 6 voti. A Colapesce e Dimartino, con il brano “Musica leggerissima”, è stato inoltre attribuito il premio delle radio-tv locali. Al secondo posto Ermal Meta, al terzo posto la canzone portata in gara da Annalisa. Paolo Campiglio ricorda poi nel suo blog che il gruppo vincitore di questa edizione, composto fin dalla nascita nel 2015 a Roma da Damiano David, Victoria De Angelis, Thomas Raggi ed Ethan Torchio, era già conosciuto al pubblico generalista grazie alla sua partecipazione nel 2017 all’edizione numero 11 di X Factor, in cui alla fine della gara si erano posizionati secondi dietro a Lorenzo Licitra e, curiosamente, con la presenza di Fedez tra i giurati.

Paolo Campiglio: dati Auditel e pubblicitari relativi a Sanremo 2021

Paolo Campiglio riporta poi nell’articolo del suo blog alcuni dati dell’Auditel relativi alla serata finale, che secondo il monitoraggio è stata vista, in media, da 10 milioni 715 mila spettatori, con il 53,5% di share; inoltre, va sottolineato che la prima parte della serata ha toccato i 13 milioni 203 mila spettatori, ovvero il 49,9% di share, il cui apice è stato invece raggiunto poco prima delle 2 di notte, con il 68,8% di share. Questo per quanto concerne il bilancio degli ascolti, mentre per quello economico Paolo Campiglio evidenzia nel suo articolo un’edizione da record per la manifestazione festivaliera. Infatti, Rai Pubblicità ha guadagnato 38 milioni di euro, uno in più rispetto all’edizione passata, mentre il costo della kermesse, con dati ancora parziali e non completi, si aggira sui 15 milioni di euro, con un utile di 23 milioni. Infine, vale la pena menzionare anche una situazione complessivamente positiva dal punto di vista della sicurezza sanitaria: questo perché nella settimana del Festival, a fronte di un totale complessivo di 5.800 tamponi somministrati a tutti quelli che sono entrati al Teatro Ariston, sono stati solo 8 quelli risultati positivi. Paolo Campiglio, in chiusura del suo articolo, offre i suoi ringraziamenti ai lettori e agli ascoltatori che hanno seguito i suoi passaggi in radio, sul blog e sui canali social di Radio 1 New York e della Stampa Estera e rinnova gli auguri di poter seguire finalmente dal vivo la prossima edizione di Sanremo 2022.

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Rinnovabili: Gruppo Green Power, l’etica sostenibile nei servizi energetici

L’etica sostenibile come percorso efficace per coniugare servizi energetici e attenzione al consumo delle risorse: la storia di Gruppo Green Power, azienda di primo piano in Italia nei settori dell’efficientamento energetico e delle rinnovabili.

Gruppo Green Power

Gruppo Green Power: i progetti per l’efficienza energetica

Impegno per la sostenibilità ambientale, oculatezza nell’utilizzo delle risorse, alti standard di qualità: sono alcune delle caratteristiche che contraddistinguono Gruppo Green Power, azienda attiva nel settore dei servizi connessi all’efficientamento energetico e alle rinnovabili. Nata nel 2010 e con sede operativa a Mirano (VE), il focus delle sue attività è indirizzato in particolare verso il mercato energetico nazionale. È supportata da un team di professionisti specializzati in materia di efficienza energetica e messa in opera di impianti con elevati standard di sostenibilità, due ambiti in cui l’azienda ha consolidato una posizione apicale nel settore a livello nazionale. Oggi la posizione di leader consente a Gruppo Green Power di fornire servizi costantemente all’avanguardia, con un occhio di riguardo nei confronti della salvaguardia ambientale, della qualità e della sicurezza. Completano il suo profilo progetti e attività sviluppate negli ambiti fotovoltaico, sistemi ibridi, accumulatori di energia e pompe di calore ACS.

Gruppo Green Power: il Superbonus 110%

Gruppo Green Power indirizza fin dalla fondazione il proprio impegno verso l’ambito dell’energia rinnovabile, specializzandosi in particolare nel fotovoltaico. Oggi la società supporta i clienti anche nel corso delle pratiche necessarie all’ottenimento del Superbonus 110%. Introdotto con il Decreto Rilancio 34/2020, il bonus è collegato a tutti gli interventi che consentano il miglioramento di almeno 2 classi energetiche dell’edificio. Per l’occasione è stato quindi costituito un team di esperti per affiancare il cliente nella scelta dei prodotti più idonei ed è stato attivato un numero verde, 800 032 833, per rispondere alle richieste di informazioni.

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Fondi europei e transizione energetica: l’AD di Eni Claudio Descalzi all’Italian Energy Summit

L’intervento di Claudio Descalzi all’Italian Energy Summit de “Il Sole 24 Ore”: l’AD di Eni sottolinea come le risorse europee possano rappresentare una grande opportunità per avviare il cambiamento green per un futuro sostenibile.

Claudio Descalzi

Transizione energetica e ripartenza economica: il pensiero di Claudio Descalzi, AD di Eni

Giunto quest’anno alla ventesima edizione, l’Italian Energy Summit riunisce a Milano i protagonisti del settore energetico per dibattere su presente e futuro del mondo dell’energia. Alla prima giornata dell’evento organizzato da “Il Sole 24 Ore” ha partecipato l’AD di Eni Claudio Descalzi che, nel corso del suo intervento, ha posto l’accento sulla grandissima opportunità offerta dal Recovery Fund per la transizione energetica: “Le risorse ci sono ma non sono infinite”, spiega, “serve competenza e capacità di realizzazione per riuscire a investire i 191 miliardi che sono il tesoretto a disposizione dell’Italia”. Fondi notevoli, quelli predisposti dall’Europa per la ripartenza del Paese, ma che è necessario saper gestire bene “perché è un’opportunità incredibile”, ha evidenziato l’AD, “si può mettere in moto la macchina del cambiamento per un futuro energetico pulito”. L’AD di Eni ha ricordato inoltre come l’impegno del Gruppo per la transizione energetica abbia già portato alla realizzazione di “molti progetti legati alla trasformazione del business, che diventerà prima ripulitura di CO2 e poi legato alla circolarità di fonti non fossili”. E il Recovery Fund, ha spiegato Claudio Descalzi, può aiutare ad accelerare tale processo green.

Eni, l’AD Claudio Descalzi: necessarie normative chiare e sviluppare nuovi modelli energetici

Ma l’impegno per accelerare decarbonizzazione e transizione energetica, sia da parte degli operatori energetici che a livello istituzionale, deve andare di pari passo con normative in linea con lo scenario energetico attuale: “Ci devono essere normative chiare”, ha precisato Claudio Descalzi, “le istituzioni danno obiettivi, ma poi ci deve essere un coordinamento nelle normative. Non si pensa al futuro con normative vecchie riferite a una struttura energetica diversa da quella di oggi”. L’AD ha fatto notare inoltre come nella decarbonizzazione del sistema energetico l’Italia possa giocare un ruolo da protagonista anche grazie all’utilizzo dell’idrogeno. “Siamo il più grosso produttore di idrogeno, lo usiamo per noi, ma dobbiamo trovare un mercato che va al di là di quello interno”, ha osservato Claudio Descalzi, che ha aggiunto “abbiamo a Ravenna il più grande polo al mondo di stoccaggio di anidride carbonica. Dal punto di vista progettuale siamo pronti. Ne faremo uno in UK”. L’attenzione green di Eni prevede dunque di proseguire sul percorso della decarbonizzazione, uno degli obiettivi principali del Gruppo: “Pensiamo nei prossimi 5-6 anni di catturare più di 6 milioni di tonnellate all’anno di CO2. Questo è importante per noi e per l’Italia”, ha concluso l’AD.

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Soffitto termoteso, quale scegliere per arredare l’ambiente

Il soffitto termoteso è un particolare tipo di rivestimento che viene utilizzato nell’ambito commerciale prevalentemente, ma che può essere scelto anche nell’ambito residenziale quando si effettuano dei lavori di ristrutturazione. Esso è composto da due elementi: un profilo realizzato in alluminio leggero perimetrale poco ingombrante ed un telo in PVC molto resistente, da applicare attraverso una fonte di calore, senza lavori di muratura e senza utilizzare sospensioni verticali.

Soffitto termoteso o cartongesso, cosa scegliere

Un soffitto termoteso, a differenza di un soffitto realizzato in cartongesso, è poco ingombrante e riduce solamente del 7% circa lo spazio della stanza, evitando, così, il cosiddetto “effetto scatola”. Installare il cartongesso, poi, richiede molti giorni, costi collegati alla manodopera e diversi lavori di muratura, che sporcano anche l’ambiente circostante. Applicare un soffitto termoteso, invece, è un’operazione rapida: basta circa una giornata per completare il tutto. In più, il soffitto termoteso è maggiormente versatile, in quanto si adatta alla perfezione a qualsiasi ambiente, senza screpolature o imperfezioni, anche nel tempo. Il soffitto termoteso, infatti, dura nel tempo, e non richiede manutenzione. È capace di resistere alle intemperie, perché vengono utilizzati materiali ignifughi e resistenti alle infiltrazioni d’acqua. Tutte queste caratteristiche, rendono senza dubbio il soffitto in pvc una soluzione preferibile al cartongesso.

Soffitto termoteso per arredare

Il soffitto termoteso è anche un’opzione molto valida per arredare l’ambiente, e rendere la stanza  nel quale viene applicato ancora più in linea con l’intero arredamento. SkyDesign propone diverse tipologie di soffitto termoteso, con caratteristiche differenti a seconda delle esigenze del cliente.

Si può optare, ad esempio, per un soffitto teso con stampe in 3D, in grado di rendere la stanza tridimensionale e con un effetto profondità ben definito. Un’alternativa altrettanto interessante è il soffitto luminoso, realizzato con membrane polimeriche illuminate capaci di diffondere il 70% di luce proveniente da un impianto led su tutto il soffitto, per un effetto molto suggestivo e moderno. In questo caso, si può scegliere la luce calda, fredda, oppure luci multicolor, con un semplice “click” dell’interruttore. Per aumentare ancora di più la luminosità, si può scegliere un soffitto teso a specchio, specialmente per ambienti piccoli: grazie alla superficie lucida di questo tipo di soffitto teso, si può riflettere la luce sia naturale che artificiale per far sembrare i luoghi più ampi e spaziosi.  Al contrario, il soffitto opaco, viene utilizzato negli ambienti con eccessiva luminosità per un effetto più attenuato.

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Kiko Milano investe oltre la crisi: l’AD Cristina Scocchia al “Corriere della Sera”

“Il 2020 è stato un anno duro: negozi chiusi per mesi in tutti i 27 paesi in cui operiamo, contrazione del fatturato e cassa integrazione. Ma la voglia di reagire non ci è mai mancata. Ci siamo rifinanziati, abbiamo continuato a spingere su innovazione e trasformazione digitale e siamo entrati in 3 nuovi mercati creando 300 posti di lavoro”: l’intervista del “Corriere della Sera” all’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: trecento nuove aperture, mille assunzioni e un’ulteriore crescita all’estero nel futuro di Kiko Milano

Un messaggio di positività in una situazione non facile”: intervistata dal “Corriere della Sera” l’AD Cristina Scocchia illustra la risposta di Kiko Milano alla pandemia e alla crisi che ne è derivata: l’apertura di trecento nuovi store entro il 2023 e mille assunzioni. “Bisogna accelerare anche in un contesto macroeconomico in salita”, ha spiegato l’AD: lo scorso anno l’azienda leader nel settore della cosmetica non si è mai fermata, neanche davanti al lockdown e alle chiusure dei negozi. Kiko Milano è entrata in 3 nuovi mercati, ha aperto 40 nuovi negozi e ha creato circa 300 posti di lavoro. Cinquanta persone sono state assunte in Italia, nel quartiere generale di Bergamo. “Aver completato il turnaround nel 2019 ci ha permesso di essere più resilienti, anche nel momento in cui abbiamo chiuso il 99% dei negozi, nel primo lockdown, e il 40% nella seconda ondata”, ha ricordato Cristina Scocchia: “Quasi tutti i nostri store hanno riaperto. Ovvio che non è stato un anno indolore: il 2020 segna una contrazione del fatturato di circa un terzo e profitto negativo”. La pandemia per Kiko Milano è stata un’occasione per crescere ulteriormente sull’e-commerce. In cinque anni, come ricorda l’AD nell’intervista, un terzo di tutto quello che non è food sarà comprato sul web: “Da qui non si torna indietro ed è per questo che continueremo a investire massicciamente sul digitale e sull’omnicanalità. Ma esistono aree del mondo dove il retail è ancora in espansione, come l’Asia-Pacifico, destinata a doppiare il mercato retail Usa. Senza dimenticare il valore dell’esperienza che si fa in negozio, che per il beauty è ancora più importante: non si vendono solo prodotti, ma servizi ed esperienze”.

“Corriere della Sera”, l’AD Cristina Scocchia: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti

La competitività passa attraverso la crescita dimensionale e qualitativa delle aziende, l’internazionalizzazione, l’aggiornamento della governance e, se necessario, l’apertura dei capitali. Non esiste un motivo per smettere di crescere: qualunque sia il settore e la dimensione di partenza, devi sempre aspirare a diventare il campione della tua industry, e poi andare ancora oltre”: l’invito dell’AD di Kiko Milano Cristina Scocchia nell’intervista al “Corriere della Sera”. Il piano di investimenti di Kiko Milano nasce anche nell’ottica di dare un esempio e lanciare “un messaggio di positività alle imprese: la crisi finirà, bisogna farsi trovare pronti”. Nell’articolo l’AD si è espressa inoltre sul tema del gender gap: oggi in Italia le donne CEO sono il 4,5%. “Le dirigenti sono un terzo del totale nel pubblico, un sesto nel privato: tutti devono sforzarsi per cambiare una situazione che blocca il Paese. Se lavora solo una donna su due, contro il 68% degli uomini, il rilancio non avverrà”, ha spiegato l’AD Cristina Scocchia. Aumentare il tasso di occupazione femminile al 60% garantirebbe un aumento del Pil pari al 7%: “Un’occasione che non possiamo mancare. Nel mio leadership team siamo 50% donne e 50% uomini. Sposo questa massima: il successo arriva quando il talento incontra l’opportunità di dimostrarlo. Per le donne succede ancora troppo di rado”.

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Terna investe per la crescita del Paese: il focus dell’AD e DG Stefano Donnarumma sul Piano 2021-2025

Terna è regista del sistema con un ruolo centrale nella realizzazione degli obiettivi di decarbonizzazione: l’AD e DG Stefano Donnarumma lancia Driving Energy, il nuovo Piano 2021-2025 che pone al centro investimenti sulla rete, su nuova capacità di accumulo e sull’integrazione delle rinnovabili.

Stefano Donnarumma, AD Terna

Terna, l’AD e DG Stefano Donnarumma: investimenti per 8,9 miliardi di euro nel quinquennio 2021-2025

È "investimenti" la parola chiave del quinquennio 2021-2025 di Terna. Nel nuovo Piano industriale il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma mette in campo 8,9 miliardi di euro per sviluppare, ammodernare e rafforzare la rete di trasmissione elettrica nazionale: una crescita del 22% rispetto al precedente Piano, a conferma del ruolo di Terna quale abilitatore di un sistema elettrico sempre più articolato, sostenibile e tecnologicamente avanzato. Di questi, 5,4 miliardi di euro sono destinati a razionalizzare le reti nelle principali aree metropolitane del Paese, a incrementare le interconnessioni con l’estero e ad accrescere la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato risolvendo le congestioni attualmente presenti. In attività di rinnovo ed efficienza degli asset il Gruppo ha stanziato 2,4 miliardi di euro, funzionali principalmente al miglioramento della qualità del servizio e dei processi, nonché allo sviluppo di soluzioni sostenibili della rete elettrica. Per la sicurezza invece 1,2 miliardi di euro, necessari a sostenere gli interventi per la regolazione della tensione e alla stabilità dinamica del sistema elettrico, quali, ad esempio, l’installazione dei compensatori sincroni nei punti più critici della rete. Nel nuovo Piano, illustrato dall’AD e DG Stefano Donnarumma, è inoltre prevista la realizzazione di tutti gli interventi fondamentali a fronteggiare i rischi connessi al verificarsi di eventi climatici sempre più estremi.

Piano 2021-2025, Stefano Donnarumma: "L’Italia ha delle opportunità eccezionali: Terna vuole renderle possibili"

"Gli investimenti che metteremo in campo nei prossimi cinque anni rappresentano un formidabile volano per la ripresa e porteranno benefici a tutti gli italiani", ha evidenziato l’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma nel presentare il Piano 2021-2025. Agire oggi è fondamentale "per consegnare alle prossime generazioni un sistema elettrico sempre più affidabile, efficiente e decarbonizzato". Diversi i progetti di valore strategico previsti nel Piano: tra questi il Tyrrhenian Link – l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna che contribuirà alla decarbonizzazione della Sardegna integrando diverse zone di mercato con notevoli benefici in termini di efficienza; l’elettrodotto che unirà la zona di Colunga (provincia di Bologna) a quella di Calenzano (provincia di Firenze), che garantisce così un notevole aumento della capacità di scambio fra Centro-Sud e Centro-Nord; l’elettrodotto che unirà le due sponde della Sicilia da Chiaramonte Gulfi (provincia di Ragusa) a Ciminna (provincia di Palermo), funzionale a migliorare la qualità e la continuità della fornitura elettrica nella Regione; il SA.CO.I.3, il rafforzamento del collegamento tra Sardegna, Corsica e Penisola Italiana. "L’Italia ha delle opportunità eccezionali: Terna, regista e guida del sistema elettrico, vuole renderle possibili", ha sottolineato infine l’AD e DG Stefano Donnarumma.

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Nicola Bedin: le modifiche statutarie “green” di Snam, l’Assemblea approva

Nicola Bedin: Snam inserisce nello Statuto il corporate purpose “Energia per ispirare il mondo”, il perseguimento del successo sostenibile tra le finalità a cui conformare le attività della società.

Nicola Bedin

Nicola Bedin: transizione energetica e parità di genere nello statuto Snam, l’Assemblea approva le proposte del CdA

Lo scorso 28 dicembre, sotto la presidenza di Nicola Bedin, il Consiglio di Amministrazione di Snam aveva deliberato di proporre all’Assemblea straordinaria degli Azionisti alcune modifiche allo statuto sociale funzionali a riflettere l’impegno crescente sul fronte della transizione energetica e a recepire le recenti disposizioni della Legge di Bilancio in tema di equilibrio di genere. Proposte che sono state accolte lo scorso 2 febbraio dall’Assemblea riunitasi in sede straordinaria nel pieno rispetto delle disposizioni previste in considerazione dell’emergenza legata alla pandemia: in particolare le delibere riguardano la modifica dell’articolo 2 dello statuto con l’inserimento del “corporate purpose”, principio guida che ispira la società nel perseguimento del successo sostenibile, da includere tra le finalità a cui si deve conformare l’attività di impresa. Nel “corporate purpose” di Snam, ossia “Energia per ispirare il mondo”, si riflette il forte impegno nel promuovere la transizione energetica “verso forme di utilizzo delle risorse e delle fonti di energia compatibili con la tutela dell’ambiente e la progressiva decarbonizzazione”. Non a caso Snam, che dallo scorso giugno annovera Nicola Bedin nel ruolo di Presidente, ha improntato il piano strategico 2020-2024 lanciato il 25 novembre 2020 sulla sostenibilità, definendo obiettivi di notevole rilievo su questo fronte, tra cui il raggiungimento della neutralità carbonica nel 2040 e un incremento degli investimenti dedicati alla transizione energetica e all’adeguamento delle infrastrutture della società al trasporto e allo stoccaggio dell’idrogeno. Oltre all’articolo 2, l’Assemblea ha deliberato modifiche anche per gli articoli 12, 13 e 24 adeguando le vigenti disposizioni statutarie in materia di modalità di elezione dei componenti del Consiglio di Amministrazione alle nuove disposizioni in materia di equilibrio tra i generi di cui al comma 1-ter dell’art. 147-ter del TUF, come modificato dalla cd. Legge di Bilancio 2020. È stata inoltre approvata l’introduzione di una clausola transitoria che prevede che tali disposizioni statutarie troveranno applicazione a decorrere dal prossimo rinnovo del Consiglio di Amministrazione (nuovo comma secondo dell’art. 24 dello Statuto).

Snam: il percorso formativo e professionale del Presidente Nicola Bedin

Originario di Montebelluna (TV) e cresciuto a Pordenone, Nicola Bedin è Presidente di Snam dal giugno 2020, il che lo rende il più giovane con quel ruolo in una società quotata a Milano. Nato nel 1977, annovera in curriculum diverse esperienze di studio all’estero, presso la Charter Oak High School in California, l’University of Texas di Austin e l’University of California di Berkeley. Laureatosi con il massimo dei voti e la lode in Economia Aziendale presso l’Università Bocconi di Milano, inizia a lavorare in Mediobanca come analista finanziario tra il 2001 e il 2004: in seguito passa al Gruppo Ospedaliero San Donato, principale operatore italiano nel settore ospedaliero. Inizialmente assistente di Giuseppe Rotelli, nel 2005 diventa Amministratore Delegato della capogruppo, ricoprendo il ruolo fino al 2017. Si occupa in prima persona del risanamento e del rilancio dell’Ospedale San Raffaele, entrato nel perimetro del gruppo nel 2012. Amministratore Delegato dell’Università Vita-Salute San Raffaele dal 2015 al settembre 2017, è inoltre Amministratore non esecutivo della quotata Italgas S.p.A. dal 2016 e fino all’aprile 2019 e Presidente del Comitato Sostenibilità e componente del Comitato Controllo e Rischi e Operazioni con Parti Correlate. È il 2018 quando dà vita a Lifenet Healthcare, iniziativa imprenditoriale in ambito healthcare che ad oggi conta dieci aziende ospedaliere ed ambulatoriali tra Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna e occupa circa 800 professionisti del settore. Nel giugno 2020 la nomina a Presidente di Snam. Nicola Bedin è inoltre professore a contratto presso l’Università degli Studi di Pavia per l’insegnamento di economia applicata.

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Il vero rap è “Perenne”

Si chiama Benna e il suo nuovo brano “Perenne” racchiude tutta la passione e l’energia che solo un talentuoso rappautore come lui ha da offrire. “Perenne” è il secondo brano di un progetto musicale ben più ampio e basta un verso per entrare subito nello spirito della canzone:

 

«Vi lascerò il mio bacio sul cuscino, per aggiustare le parole dette a voce rotta»

Benna

Ascoltando il brano emerge subito una situazione dove l’artista riflette sul concetto dell’amore paterno come legame inscindibile ed indelebile.

 

Accompagnato da sonorità decise ma armoniose, curate e movimentate, nonché da ritmiche coinvolgenti ed accattivanti, questo artista “rap” – che avevamo lasciato qualche mese fa alle prese con “Bella Italia” – partorisce un singolo che vale la pena di ascoltare, grazie anche agli arrangiamenti del

produttore Mirino e del direttore artistico Nicolas Manfredini, entrambi cari amici dello stesso autore. Il sound fresco e le liriche energiche, che creano il giusto contrasto con un testo ricco di sentimento, fanno di questo brano un perfetto jolly radiofonico che potrebbe essere tranquillamente collocato tra le nuove uscite del mercato italiano. Insomma, un’ottima scelta per riscaldare gli ascoltatori in attesa delle sorprese musicali che l’artista sta preparando!

Il video è stato ideato e curato da Luca Fabbri.

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Carlo Malinconico, pittore barocco del ‘700, figlio di Nicola

Sono poche le informazioni oggi in possesso su Carlo Malinconico, pittore partenopeo proveniente da una famiglia importante: il padre Nicola è stato infatti uno dei più importanti seguaci di Luca Giordano.

Carlo Malinconico pittore

Carlo Malinconico: vita e opere

Nella Chiesa di San Donato Vescovo, a Orta di Avella (Caserta), è possibile osservare un meraviglioso affresco raffigurante il Trionfo dell’Immacolata. L’opera, che decora la navata centrale con altri due riquadri aventi a tema Fatti della Vita della Vergine, è stata realizzata da Carlo Malinconico nel 1734. Originario di Napoli, il pittore barocco nasce agli inizi del XVIII secolo da una famiglia nota nel mondo dell’arte: è infatti figlio di Nicola Malinconico, celebre soprattutto per il suo rapporto con Luca Giordano e che a sua volta aveva come madre Antonia De Pepoli, figlia di Giacinto Popoli. Pochi conoscono le opere di Carlo, l’unico tra i figli a seguire le orme paterne. Uno dei suoi lavori più noti è proprio in collaborazione con il padre, che in quegli anni dirige il programma decorativo per il Duomo di Gallipoli. Nella chiesa pugliese è possibile trovare diverse opere di Carlo Malinconico, tra le quali le più importanti sono le tre tele sul soffitto della navata mediana, dodici riquadri tra i finestroni e la tela al posto della cupola con la raffigurazione del Martirio e la Glorificazione della Santa.

Carlo Malinconico: una vita all’ombra del padre Nicola

Oltre ai dipinti realizzati con il contributo del padre, si conosce poco delle altre opere di Carlo Malinconico. Sono sue le tele che si possono ammirare sulle pareti della cappella della Chiesa di Santa Maria de’ Sette Dolori, a Napoli. Secondo le fonti disponibili, fu il padre di Carlo, Nicola, ad ottenere un discreto successo artistico durante il suo periodo di attività, grazie ad una importante produzione artistica di carattere religioso. Nato anch’egli a Napoli, nel 1663, è stato discepolo di Massimo Stanzione e di Andrea Belvedere, per diventare poi seguace di Luca Giordano. Tra le sue opere più note: il Martirio di Sant’Alessandro, nel Duomo di Bergamo; l’Assunta in Cielo con San Tommaso Becket nella cattedrale di Santa Maria Assunta, a Mottola; o ancora, la Sacra famiglia, oggi esposta nella Galleria dell’Accademia di belle arti di Napoli. A differenza di Carlo Malinconico, del padre si conosce anche parte della vita privata: nel 1700 prese in moglie Rosaria De Magistris, con la quale ebbe in totale sei figli.

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O&G Business: profilo professionale del manager Roberto Casula

Roberto Casula è un manager affermato con grande esperienza nel settore energetico. Nel corso della sua lunga carriera ha assunto incarichi di rilievo per conto di Eni, anche in ambito internazionale.

Roberto Casula entra in eni

Roberto Casula: i primi anni in Agip S.p.A. e l’ingresso in Eni

Ingegnere e manager, Roberto Casula è nato nel 1962 a Cagliari. Dopo aver conseguito una Laurea in Ingegneria Mineraria presso l’Università della sua città, esordisce professionalmente in Agip S.p.A. dove, in qualità di Reservoir Engineer, opera nel campo delle prove di produzione e acquisizione di dati sui giacimenti petroliferi. Successivamente, e fino al 1991, si occupa di reservoir modelling, con responsabilità nella modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti. Fin dai primi anni la sua carriera si sviluppa su area internazionale: nel 1992 è infatti a Luanda, in Angola, come Reservoir Engineer e Petroleum Engineer della consociata Agip Angola Ltd, della quale è nominato Chief Development Engineer nel 1994. Dopo tre anni è nuovamente in Italia: nel ruolo di Development and Production Coordinator, nella sede di San Donato Milanese, Roberto Casula coordina le attività operative e di business svolte da Eni in Africa Occidentale e Asia Centrale. Nel 2001 si trasferisce a Teheran, dove è inizialmente Responsabile dei Servizi Tecnici e successivamente Dirigente e Project Director.

Roberto Casula: la crescita in Eni e i progetti attuali

Terminata l’esperienza in Iran, Roberto Casula assume l’incarico di Managing Director di Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del Gruppo con sede a Gela. Nel corso di tale esperienza opera nel coordinamento delle attività di esplorazione e produzione in territorio siciliano. Una nuova sfida professionale lo porta nuovamente in Africa nel 2005, anno in cui, in Libia, è Managing Director di Eni Nord Africa BV. Nel 2007 è nominato Senior Vice President per la Regione Sub-Sahariana e nel 2011 è Executive Vice President per le aree relative all’Africa e al Medio Oriente. La grande esperienza in ambito energetico, unita alle numerose esperienze di livello internazionale, lo portano nel 2014 a essere nominato Chief Development Operations & Technology Officer, un ruolo a diretto riporto dell’AD, in cui è responsabile delle attività tecnico-operative, progettuali e di ricerca e sviluppo. Con oltre 30 anni di esperienza nel settore energetico, attualmente Roberto Casula si occupa di progetti di open innovation e corporate venture capital in Eni.

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Siderurgia: le esperienze professionali di Gianpietro Benedetti

Dal 1999 la nota multinazionale di Buttrio, specializzata in impianti siderurgici, è guidata da Gianpietro Benedetti: il manager nel 2017 è stato nominato anche Presidente del CdA.

Gianpietro Benedetti

Gianpietro Benedetti: i primi incarichi in Danieli

Gianpietro Benedetti nasce nel 1941 a Tricesimo: terminati gli studi al Malignani, Istituto Tecnico di Udine, avvia il suo percorso professionale in Danieli. Sarà l’inizio di un rapporto estremamente duraturo. Comincia infatti con il ruolo di disegnatore tecnico e in seguito come ingegnere progettista, incarico che ricopre fino al 1968, quando gli viene affidata la direzione dell’Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione. È un momento storico fondamentale per l’azienda: è proprio in quegli anni infatti che Luigi Danieli decide di puntare sulla produzione di impianti siderurgici chiavi in mano, strategia che si rivelerà presto un successo. Dal 1976 al 1982 Gianpietro Benedetti opera in qualità di Direttore del Centro Ricerche, mentre fino al 1986 è responsabile del comparto Sales. Dopo 25 anni dal suo ingresso in azienda diventa Co-Amministratore Delegato, il primo gradino della sua scalata ai vertici della multinazionale.

Presidenza e nuovi successi: il percorso di Gianpietro Benedetti in Danieli

Nel 1991 Gianpietro Benedetti viene nominato Direttore Generale. In quegli anni alla guida del Gruppo c’è Cecilia Danieli, Presidente e Amministratore Delegato che porta nuova linfa alla multinazionale. L’azienda continua a puntare sulle acquisizioni e ad aumentare i suoi assets, come accade ad esempio con la francese Rotelec e l’italiana Techint Machine: una strategia che porterà la società a più che raddoppiare utili e dipendenti. Nel 1999 viene scelto per continuare il percorso avviato da Cecilia, prematuramente scomparsa: diventa quindi prima Amministratore Delegato, successivamente anche Presidente. Danieli continua ad affermarsi a livello internazionale: tra il 2005 e il 2006 nascono due impianti, rispettivamente in Cina e in Tailandia, mentre in Ucraina, Polonia e India vengono aperti nuovi uffici. Ad oggi il Gruppo conta circa 10.000 dipendenti sparsi in oltre dieci Paesi e un fatturato di oltre 3 miliardi di euro. Nel 2017 Gianpietro Benedetti viene infine nominato Presidente del Consiglio di Amministrazione e dell’Executive Board di Danieli. Grazie ai suoi successi, è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro della Repubblica Italiana e di lauree ad honorem dalle Università di Trieste e Udine.

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Riva Acciaio: l’esperienza del laboratorio di Lesegno

Nato negli anni ’90, il centro di Ricerca e Sviluppo di Lesegno è oggi uno dei cardini del successo di Riva Acciaio nel comparto siderurgico.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: leader nell’innovazione siderurgica

In Italia l’industria dell’acciaio rappresenta un settore strategico per l’economia nazionale. Oltre ad essere una base solida per il sistema manifatturiero, risulta fondamentale per numerosi comparti, come ad esempio quello delle costruzioni. L’acciaio oggi è ancora una risorsa fondamentale e di conseguenza è importante che le realtà nazionali investano nella ricerca. Lo sa bene Riva Acciaio, che fin dagli anni ’90 si è dotata di un centro R&S dedicato all’innovazione tecnologica. Negli anni il laboratorio, ubicato nello stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è diventato un punto di riferimento a livello nazionale. È l’unico nel Paese, ad esempio, ad essere in possesso di strumentazioni come il Gleeble 3800, un sistema che permette di simulare tutte le fasi di lavorazione partendo da colate di acciaio sperimentali. Ma il ruolo del Centro non si limita al miglioramento della qualità dei prodotti e delle fasi produttive: grazie ad esso, Riva Acciaio è infatti riuscita a creare una rete di collaborazioni a livello nazionale ed europeo, uscendo dal contesto prettamente aziendale.

Riva Acciaio: la ricerca oltre la produzione

Una delle particolarità del laboratorio R&S di Riva Acciaio, come ha ben spiegato Renzo Valentini, docente di Metallurgia dell’Università di Pisa, è stata la capacità di portare avanti le sue attività su due binari. Da un lato la fabbrica in senso stretto e la produzione. Dall’altro, il coinvolgimento di attori e realtà oltre i confini aziendali. È su questa linea che fin dalla sua nascita il Centro di Lesegno ha deciso di coinvolgere gli istituti universitari più importanti del Paese: Politecnico di Milano, Politecnico di Torino, le Università di Genova, Pisa e Brescia, e la Scuola Superiore Sant’Anna, per citare alcuni esempi. Ma Riva Acciaio è andata oltre: grazie al laboratorio è riuscita a coinvolgere anche realtà spagnole, francesi e tedesche. Una scelta che ha permesso all’azienda di prendere parte a progetti di ricerca sia nazionale che europei e di affermarsi come punto di riferimento a livello internazionale.

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Nessuna penale per le prenotazioni: la nuova offerta Moby Spa e Tirrenia

Moby Spa e Tirrenia vanno incontro alle esigenze dei viaggiatori in tempi di pandemia. Prevista anche la possibilità di “sospendere” il biglietto fino al 2022.

Moby Spa

Moby Spa e Tirrenia: dettagli e tempi dell’offerta

Uno degli effetti delle restrizioni causate dall’emergenza sanitaria è la difficoltà nel programmare viaggi e spostamenti. L’incertezza sull’evoluzione della pandemia spinge molte persone ad annullare o rinviare le proprie vacanze. È per questo che Moby Spa e Tirrenia hanno deciso di eliminare le penali previste nel caso in cui i viaggiatori abbiano bisogno di modificare la data di partenza. La promozione, valida per chi prenota entro il 15 marzo, è attiva per tutte le tratte che vanno dai porti di Napoli, Genova, Livorno, Civitavecchia e Piombino verso Sardegna, Sicilia e Corsica (Porto Torres, Cagliari, Olbia, Palermo e Bastia). Il biglietto potrà essere cambiato un numero illimitato di volte: è sufficiente mantenere solo destinazione e compagnia selezionate in precedenza. Qualora il prezzo della nuova data risulti minore, Moby Spa e Tirrenia effettueranno un rimborso. In caso contrario, al cliente spetterà esclusivamente il versamento della differenza tariffaria.

Moby Spa e Tirrenia: il significato del “biglietto sospeso”

Oltre all’annullamento delle penali, Moby Spa e Tirrenia hanno introdotto anche il “biglietto sospeso”. Si tratta di un’opzione che consente ai viaggiatori di prenotare senza conoscere in anticipo la data di partenza. La possibilità offerta dalle due Compagnie del Gruppo Onorato Armatori riguarda le stesse destinazioni di cui sopra. Il “biglietto sospeso” è dunque simile a un credito. Uno degli aspetti più importanti della nuova opzione è che il ticket potrà essere utilizzato non solo quest’anno, ma anche per tutto il 2022. L’unico limite, come per l’annullamento delle penali, riguarda destinazione e compagnia, che non potranno essere cambiati. Le due iniziative messe in campo nascono per attenuare il sentimento di incertezza scaturito dal Covid-19. Quest’anno, grazie a Moby Spa e Tirrenia, sarà possibile dedicarsi alle proprie vacanze con il massimo della libertà, mettendo da parte la paura di eventuali cambi di programma.

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Siderurgia: le proposte di Gruppo Riva per un acciaio green

Certificazioni, sistemi di gestione della qualità e costante applicazione delle migliori tecnologie disponibili: il percorso sostenibile di Gruppo Riva.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: il successo dei rottami

Gruppo Riva, primo operatore siderurgico italiano e tra i principali gruppi europei nel settore dell’acciaio, possiede 21 stabilimenti dislocati in 6 diversi Paesi, ha all’attivo quasi 5.400 dipendenti e vanta miliardi di euro di fatturato. Un successo che parte da lontano. E soprattutto ha inizio da un qualcosa che l’idea comune associa all’inservibilità: i rottami. Prima di inaugurare il primo stabilimento di produzione dell’acciaio, che nascerà a Caronno Pertusella nella prima metà degli anni ’50, i due fratelli Riva, Emilio e Adriano, avevano fondato la “Riva & C.”, che si occupava appunto di commercio di rottami. Prevedendo gli effetti della crescita economica di quel periodo, i Riva decidono di investire sulla produzione diretta e in pochi anni, grazie anche alla continua sperimentazione di nuove tecnologie, riescono a imporsi sul mercato internazionale dominato dai colossi esteri. Adesso, dopo quasi settant’anni, Gruppo Riva continua a servirsi di rottami ferrosi, ma con un fine diverso: promuovere i principi dell’economia circolare e rendere la elettrosiderurgia sempre più sostenibile.

Gruppo Riva: connubio tra acciaio e sostenibilità

Oggi non si parla più di semplici rottami, ma di rottami riciclati definiti “end of waste” secondo il Regolamento Europeo 333/2011. Gruppo Riva li utilizza per alimentare i suoi forni elettrici, installati all’interno di tutti gli stabilimenti al posto dei classici altoforni. L’azienda sfrutta a pieno la riciclabilità dell’acciaio, che oggi può essere definito un prodotto green grazie alle sue caratteristiche che lo rendono riutilizzabile praticamente all’infinito. Un modello di produzione sostenibile in linea con la politica ambientale adottata dal Gruppo. Tutti i siti produttivi sono in possesso delle autorizzazioni ambientali (in Italia AIA e AUA) e della certificazione ISO 14001, oltre ad applicare le BAT (Best Available Techniques; migliori tecniche disponibili) per ridurre l’impatto sull’ambiente. Risultati possibili grazie anche all’impegno di Gruppo Riva su Ricerca e Sviluppo, attività svolte dal laboratorio nato nello stabilimento di Lesegno. Un Centro oggi riconosciuto a livello europeo, capace di ottenere collaborazioni con le più importanti università italiane e di partecipare a progetti di ricerca internazionali.

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Elisabetta Ripa (Open Fiber) partecipa all’appuntamento online “Rilanciamo l’Italia”

Elisabetta Ripa è alla guida di Open Fiber, la società partecipata da Enel e CDP che si occupa di cablare il territorio nazionale in fibra ottica. Durante la diretta streaming “Rilanciamo l’Italia”, l’AD e DG ha parlato del massiccio lavoro in corso già da anni per rafforzare le nostre infrastrutture.

Elisabetta Ripa

Elisabetta Ripa partecipa all’incontro online “Rilanciamo l’Italia”

In una situazione di grave criticità come quella in cui stiamo vivendo, diventa ancor più fondamentale interrogarsi sugli obiettivi del Paese, per far fronte comune e accelerare la risoluzione dei problemi più impellenti che inficiano la quotidianità di tutti. Proprio per questo motivo risultano particolarmente rilevanti iniziative come “Rilanciamo l’Italia”, un ciclo di appuntamenti in diretta streaming per parlare della rinascita del Paese: non solo economia, ma anche e soprattutto cultura e sociale, per ricostruire insieme il futuro dell’Italia. A uno di questi appuntamenti ha preso parte anche l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber Elisabetta Ripa. Open Fiber è la società partecipata da Enel S.p.A. e Cassa Depositi e Prestiti nata con l’obiettivo di cablare il territorio nazionale in fibra ottica. Elisabetta Ripa è stata la protagonista della discussione, coordinata dagli economisti Lucrezia Reichlin e Francesco Drago. È innegabile che l’emergenza sanitaria abbia reso ancor più impellente la necessità di dotare il Paese di reti a banda ultra larga altamente performanti, che possano rispondere alle nuove esigenze e all’esponenziale crescita dei consumi dovuti allo smart working e alla limitazione degli spostamenti.

Rafforzamento delle infrastrutture: la riflessione di Elisabetta Ripa

In un momento di tale criticità, il ruolo delle infrastrutture è fondamentale per abilitare i servizi del futuro. La competizione è necessaria, in quanto fa da innesco per portare avanti un ciclo importante di investimenti. Come specificato dall’AD Elisabetta Ripa , Open Fiber porta avanti da tre anni un modello disruptive ma neutrale rispetto agli operatori delle tlc a cui offre all’ingrosso servizi in fibra ottica: “Il Paese va dotato di una rete in fibra evoluta e scalabile per le esigenze del futuro”. Come spiegato da Elisabetta Ripa, attualmente “siamo arrivati ad un terzo in due anni. Ci vuole tempo per realizzare l’infrastruttura che servirà per i prossimi anni della nostra vita”. Il caso Open Fiber è esemplificativo: dimostra come l’intervento statale e dei fondi pubblici risulti fondamentale per realizzare la copertura necessaria. Gli ostacoli rimangono l’elevata burocrazia e i processi normativi, che tolgono tempo ed energie. Una semplificazione dei processi porterebbe a un’accelerazione dei tempi di gestione organizzativa, così da poter realizzare le opere più importanti per il futuro dei nostri giovani e non solo.

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Webinar: organizzazione, innovazione, sostenibilità e sicurezza

Comunicato Stampa

Webinar: organizzazione, innovazione, sostenibilità e sicurezza

 

Il 26 marzo 2021 un convegno in modalità webinar si sofferma su organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza. Durante il webinar saranno presentate le tesi premiate nel Premio Tesi di Laurea AiFOS 2020.

 

In questi mesi contrassegnati dall’emergenza COVID-19 alcuni temi, come quelli relativi alla sostenibilità, all’innovazione e all’organizzazione, sono diventati sempre più rilevanti per la pianificazione di strategie future e il rilancio dell’economia. Lo stesso Ricovery Plan, il piano di rilancio richiesto dall’Unione Europea, presuppone una transizione verso un’economia sostenibile. Sostenibile non solo a livello ambientale, ma anche economico e sociale.

 

Il webinar su organizzazione, innovazione, sostenibilità e sicurezza

Proprio per ricordare il legame tra sviluppo sostenibile e tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), organizza per il 26 marzo 2021 il convegno gratuito, in modalità webinar, “Organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza”.

 

Ricordiamo che la Fondazione AiFOS è una realtà filantropica attenta ai temi di promozione della cultura della sicurezza sul lavoro, dell’istruzione, della formazione e della sostenibilità. L’attività della Fondazione si pone l’obiettivo di sviluppare un modello di intervento che possa portare alla consapevolezza che vivere in un mondo sano e sicuro, ricco di coscienza riguardo i temi del benessere sociale sia la base per uno sviluppo sostenibile della comunità.

 

Il webinar si soffermerà sui temi della sostenibilità con particolare riferimento alle nuove frontiere della sicurezza, alla necessità di nuovi modelli organizzativi e di uno sforzo comune per ideare strumenti di innovazione. E proprio a questo proposito la Fondazione AiFOS presenterà un piano di ricerca in materia di formazione innovativa.

 

Durante il webinar verranno poi premiati i lavori premiati in relazione al Premio tesi di laurea 2020 indetto dalla Fondazione.

 

Il Premio tesi di laurea 2020 su sicurezza e sostenibilità

Attraverso il “Premio tesi di laurea nell’ambito della salute e sicurezza sul lavoro e sostenibilità” la Fondazione AiFOS ha voluto favorire lo sviluppo, la riflessione e la elaborazione di idee innovative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e in materia di sostenibilità.

 

Il Premio ha riguardato tesi che, discusse tra il primo novembre 2019 ed il 31 ottobre 2020, hanno trattato i seguenti temi:

  • Salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro (ambito giuridico, normativo, organizzativo; ambito tecnico, ingegneristico, medico; ambito psicologico, educativo, formativo, relazionale);
  • Sostenibilità in ambito lavorativo (benessere organizzativo, parità di genere, lavoro dignitoso, diversity management, conciliazione vita-lavoro, corretta gestione ambientale e consumo aziendale responsabile, …).

 

Segnaliamo che la Fondazione AiFOS ha confermato anche l’edizione 2021 del Premio introducendo un nuovo filone tematico di premiazione, al fine di individuare le migliori tesi sui sistemi formativi innovativi nell’era post-Covid.

 

Il programma del convegno e le informazioni per iscriversi al webinar

Per parlare di sostenibilità e sicurezza si terrà venerdì 26 marzo 2021 – dalle ore 14.30 alle ore 17.00 – il convegno, in modalità webinar, dal titolo “Organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza”.

 

14.30-14.45 Paolo Carminati, Presidente Fondazione AiFOS

Apertura lavori – La Fondazione AiFOS e il nuovo piano di ricerca sulla “Formazione Innovativa”

 

14.45-15.15 Luca Solari, Presidente Comitato Scientifico Fondazione AiFOS

Lectio Magistralis – Organizzazione, innovazione, sostenibilità: le nuove frontiere della sicurezza

 

15.15-16.15 Dialogo con i vincitori del “Premio Tesi di Laurea Fondazione AiFOS” 2020

Modera: Luca Solari

 

  • Salvatore Pentimalli, Università degli Studi di Torino, “Analisi approfondita degli infortuni a fini di prevenzione: implementazione di un approccio computer-assistito specifico per attività in sotterraneo”
  • Ada Malagnino, Università del Salento, “Integrating statistics based fire risk assessment with building life-cycle management”
  • Martina De Vito, Università di Roma La Sapienza, “In2 – Informazione Infortunistica”
  • Fabiana Faraone, Università degli Studi di Udine, “La sicurezza condivisa. L’utilizzo dello strumento di incident e near misses reporting”
  • Veronica Previde Massara, Università Cattolica del Sacro Cuore, “4 day-week: implementazione della legge di Parkinson e del principio di Pareto allo smart working. Analisi del caso Perpetual Guardian”
  • Marco Contu, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, “Salute e sicurezza dei lavoratori nella contrattazione collettiva: una prospettiva multilivello”
  • Eleonora Bonacchi, Università degli Studi di Padova, “Definizione di criteri ambientali e di salute e sicurezza nella gestione del rischio della supply chain: caso studio Leroy Merlin Italia”
  • Victoria Ferrua, Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, “Benessere, salute e sicurezza del lavoro con disabilità nella legislazione e nella prassi. Un caso di studio”

 

16.15-16.30 Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS

Chiusura Lavori – Presentazione Portale “Biblioteca Tesi Sicurezza”

 

16.30-17.00 Dibattito finale

 

Il link per iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/organizzazione_innovazione_sostenibilita

 

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa), RSPP/ASPP.

 

Per avere ulteriori informazioni si può fare riferimento a Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

 

11 marzo 2021

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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Risalita dei contagi, Marco Durante: “Serve buon senso a livello globale”

"Il virus è presente in tutto in mondo e tutto il mondo deve farci i conti", ha dichiarato Marco Durante.

Marco Durante

Europa nel pieno della seconda ondata: il commento di Marco Durante

"Dobbiamo tutti essere coscienti dei rischi, sia per la salute che per l’economia e dare segno di maggiore responsabilità. Tutti devono essere capaci di fare un passo indietro": Marco Durante, Presidente di LaPresse S.p.A., è intervenuto sull’impennata dei contagi che sta colpendo in particolare l’Italia e l’Europa. Il manager si è detto estremamente preoccupato per l’andamento della pandemia nelle ultime settimane: "Il contagio è aumentato perché tutto d’un colpo abbiamo riaperto tutto: locali, ristoranti, negozi. E ci abbiamo aggiunto la scuola. Tutto giusto, perché il mondo deve andare avanti. Se non andiamo avanti l’industria si ferma e si fermerebbe tutto il Paese, però dobbiamo fare più attenzione". Secondo il Presidente di LaPresse S.p.A., fondamentale è la prudenza all’interno delle mura domestiche. La maggioranza dei virologi sostiene infatti che l’infezione corre più velocemente tra i familiari: "C’è preoccupazione che i bambini dalle scuole portino il virus in casa ai nonni e ai genitori – ha spiegato Marco Durante stiamo salendo di nuovo come numeri e ora manca poco a un lockdown mirato".

Marco Durante: "Essere cattivi per il bene del Paese"

Per contrastare la risalita dei contagi, il 18 ottobre il Governo italiano ha imposto nuove restrizioni attraverso un Dpcm che rimarrà in vigore fino al 13 novembre. Tuttavia Marco Durante, sebbene ritenga fondamentali le misure restrittive adottate dall’Esecutivo, insiste sull’importanza del comportamento del singolo: "Purtroppo andando in giro ci rendiamo conto che specialmente i giovani o anche persone della mia età girano con la mascherina abbassata, non si lavano le mani. E tutto questo peggiora la situazione". Attualmente la priorità è cercare di evitare un nuovo lockdown, che metterebbe sotto pressione un’economia già profondamente in crisi: "Per questo, il governo dovrebbe "avere il coraggio di mettere l’esercito che ferma le persone senza mascherina, dà le multe. Cominciamo a essere cattivi per il bene del Paese". Secondo il Presidente di LaPresse S.p.A., che considera la pandemia come la Terza Guerra Mondiale, l’utilizzo dei militari è indispensabile per diminuire i rischi. Rischi che provengono anche dai vicini europei: "Quando c’è una guerra i confini sono confini. Io non credo che sia necessario chiudere tutto – ha specificato Marco Durantema rispettare le regole di ogni Paese, in Francia e in Spagna sono più festaioli di come siamo noi, ma anche l’Inghilterra che è nella peggior condizione da marzo. Vuol dire che qualcosa non va, la gente non si aiuta. La gente deve controllarsi. Tutti quanti a livello globale dovremmo metterci maggiore buonsenso".

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Quale dentifricio utilizzare?

Abbiamo chiesto ad alcuni professionisti che operano presso studi dentistici Legnano consigli su quelli che possono essere i dentifrici da preferire per la pulizia quotidiana dei denti. La prima cosa da valutare quando si deve scegliere quale dentifricio acquistare è la quantità di fluoro in esso presente.

Considera che per gli adulti il dentifricio dovrebbe contenere almeno 1000 o meglio ancora 1500 ppm di fluoro. Per i bambini è invece sufficiente una quantità non superiore alle 500 ppm.

Devi sapere infatti che il fluoro aiuta a prevenire la carie, per cui è bene che questo sia presente nel nuovo dentifricio che ti accingi ad acquistare. Chiaramente è proprio la quantità di fluoro presente in ciascun tipo di dentifricio a fare la differenza.

 

Quale dentifricio se si hanno i denti sensibili?

Nel caso di denti sensibili esistono particolari tipi di dentifricio particolarmente adatti a chi è interessato da questo disturbo, considera comunque che la sensibilità è soggettiva. Anzi, nel caso in cui la sensibilità dovesse permanere nonostante l’utilizzo di questo prodotto, è preferibile rivolgersi al tuo dentista di fiducia che potrà indicarti una alternativa più efficace per risolvere il tuo problema.

Ricorda invece di evitare di adoperare, soprattutto per periodi di tempo prolungati, dentifrici sbiancanti ad alta azione abrasiva in quanto questi possono acuire i problemi di sensibilità e rovinare lo smalto. Vanno bene invece dentifrici specifici se sei interessato da eccessiva sensibilità, parlane comunque con il tuo dentista per avere il suo parere.

Ricorda infine che non è il dentifricio ad effettuare la pulizia dei tuoi denti, ma a farlo è il movimento del tuo spazzolino. Per questo, sentiti libero di scegliere il dentifricio che preferisci anche in base al suo gusto e alla sensazione di freschezza che ti lascia dopo l’utilizzo.

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Integrazione A2A – AEB: il focus dell’AD e DG Renato Mazzoncini sull’operazione

Integrazione A2A – Ambiente Energia Brianza (AEB), siglato l’atto di scissione per il perfezionamento dell’operazione: il commento dell’AD e DG Renato Mazzoncini.

Renato Mazzoncini, AD A2A

Renato Mazzoncini: integrazione A2A e AEB, perfezionamento dell’operazione

È stato sottoscritto il 27 ottobre, con efficacia il 1° novembre 2020, l’atto di scissione per il perfezionamento dell’operazione di integrazione tra A2A e Ambiente Energia Brianza (AEB). Dopo il provvedimento di autorizzazione emesso nei giorni scorsi dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, è stato dunque implementato il percorso di integrazione industriale territoriale che porterà il Gruppo guidato da Renato Mazzoncini a entrare nel capitale sociale di AEB con una quota pari al 34%: i Comuni soci manterranno la maggioranza delle azioni, con il ruolo di capofila al Comune di Seregno, con circa il 37%. L’operazione punta a rinforzare la competitività e la vocazione territoriale di AEB, garantendole una crescita sostenibile e duratura nel tempo. I benefici industriali previsti sono molteplici, come si legge in una nota diffusa da A2A: rafforzamento della capacità competitiva di AEB, migliore accesso al credito e rinforzata capacità di investimento, sinergie commerciali e operative, sharing di piattaforme e know-how per servizi innovativi.

A2A, Renato Mazzoncini: un altro passo avanti nel processo di consolidamento in Lombardia

“Le integrazioni fra utility risultano strategiche per estrarre importanti sinergie e garantire la crescita”, ha sottolineato Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato e Direttore Generale di A2A, in merito al perfezionamento dell’operazione di integrazione. Il Piano industriale, definito dal Gruppo insieme ad AEB, traguarda obiettivi importanti con investimenti superiori a 300 milioni di euro in cinque anni, di cui oltre 190 milioni di euro nelle aree dei Comuni soci. “Grazie a questa partnership, AEB potrà contare su un EBITDA di oltre 50 M€ raggiungendo una dimensione rilevante anche nel panorama nazionale. Siamo soddisfatti di aver portato a termine questa operazione che consente al nostro Gruppo di compiere un altro passo avanti nel processo di consolidamento in Lombardia”, ha spiegato l’AD e DG di A2A Renato Mazzoncini. In base al Piano, parte integrante degli accordi, saranno individuati inoltre driver strategici per lo sviluppo organico dei business presidiati (illuminazione pubblica e vendita energia elettrica e gas), nell’aggiudicazione delle gare gas negli ambiti strategici e nello sviluppo di nuovi business (efficienza energetica, smart city, e-mobility). L’aggregazione può rappresentare inoltre uno strumento di ulteriore crescita esterna attraverso partnership industriali con altre utility attive nei territori limitrofi.

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“Diario di un sogno” sulle note di Bruce Springsteen

“Diario di un sogno. E quell’incontro allo Stone Pony ad Asbury Park” parla di un incontro che ha cambiato la vita dei protagonisti, ma anche di un viaggio alla scoperta degli Stati Uniti e di se stessi, nell’estate del 1987. Alberto e Luca, sono due giovanissimi ragazzi della provincia di Lecco, che intraprendono un viaggio negli Stati Uniti d’America, alla scoperta di New York, Washington, Pittsburgh, Los Angeles, San Francisco, Boston fino ad Asbury Park luogo reso celebre dalle canzoni di Bruce Springsteen. A raccontare le tappe del viaggio, Alberto Lanfranchi fondatore del gruppo “NOI & Springsteen” anima del festival dedicato a The Boss, quest’anno alla sua quinta edizione con il titolo “Bergamo racconta Springsteen”.

“Il 22 agosto 1987 è per noi una data indimenticabile: alle 13.00 dopo aver vagato per Asbury Park alla scoperta dei luoghi resi celebri dalle canzoni di The Boss, ci siamo ritrovati davanti allo Stone Pony, lo storico locale dove Springsteen e altri giovani talenti avevano iniziato la loro carriera. Con un po’ di astuzia e fortuna siamo riusciti ad entrare e al bancone del bar abbiamo incontrato lui, Bruce Springsteen”. Nel libro Alberto racconta l’emozione di parlare con il proprio idolo musicale: “quando ci chiese perché eravamo lì e rispondemmo che era per lui, sorrise esclamando <che scemi>. Lo ricordo come se fosse accaduto ieri. Ci ha invitati ad assistere al suo concerto la sera stessa, sebbene non avessimo ancora 21 anni” racconta l’autore.

Uno scatto di quella serata è diventato la copertina di un articolo del Rolling Stone e del New York Times che – nel raccontare gli anni di successo dello Stone Pony – ha narrato anche la storia di Alberto e Luca. “Diario di un sogno” non si limita tuttavia a raccontare questo straordinario incontro, ma anche a ripercorrere le tappe di un viaggio interiore e di crescita dei protagonisti, Alberto e il cugino Luca. Un viaggio nel futuro in un’America profondamente diversa dalla piccola provincia di Lecco, ma anche un viaggio oltre il confine dell’adolescenza, delle proprie radici e sicurezze. Un viaggio nell’amicizia che ha vinto il trascorrere degli anni e che prosegue ancora oggi con l’avventura del gruppo “NOI & Springsteen” che ogni anno propone eventi culturali nazionali e internazionali in campo artistico e musicale a lui dedicati.

Il libro – realizzato in piena autonomia con il sistema di self publishing e curato da Patrizia de Rossi, giornalista e scrittrice –è promosso sul sito www.noiespringsteen.com. I proventi delle vendite sono utilizzati per promuovere le iniziative culturali e musicali dell’associazione tra cui contest COVER ME, il contest dedicato alle canzoni di Bruce, unico al mondo e giunto alla seconda edizione dopo il grandissimo successo dello scorso anno. Si tratta di una competizione gratuita aperta a tutti gli artisti nazionali e internazionali, solisti o band, che arrangiando in modo originale un brano musicale daranno nuove interpretazioni del ricco repertorio di Bruce Springsteen per decretare la miglior band o il miglior artista interprete, al via il 31 marzo.

Attesissimo il 18 aprile 2021 al Teatro Sociale di Bergamo lo spettacolo teatrale “COME UN KILLER SOTTO IL SOLE” con l’attrice italiana Mariangela D’Abbraccio.

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Claudio Machetti: la carriera professionale del dirigente di Enel

Claudio Machetti ha iniziato il suo percorso professionale in Banco di Roma come impiegato, per poi passare al ruolo di analista finanziario. Arriva in Enel nei primi anni del 2000 come Responsabile dell’Area Finanza: oggi è alla guida della Global Trading Business Line del Gruppo.

Claudio Machetti, manager Enel

Claudio Machetti: i primi passi nella carriera professionale

Conseguita la maturità classica presso il Liceo "Tito Lucrezio Caro", Claudio Machetti frequenta Scienze Statistiche all’Università La Sapienza, laureandosi nel 1982. La sua carriera ha inizio presso il Banco di Roma come impiegato nella filiale di Milano. Trasferitosi due anni dopo alla Direzione Centrale, assume il ruolo di analista finanziario e cura l’analisi del merito di credito dei grandi gruppi industriali del Paese. In seguito, decide di specializzarsi in equity e opera come funzionario all’interno della Direzione Finanziaria (Ufficio Analisi Finanziarie), curando l’IPO di alcune società nella Borsa Italiana. Nominato Responsabile del nucleo Analisti Finanziari nel 1990, successivamente passa a Ferrovie dello Stato come Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Claudio Machetti assume poi il ruolo di Direttore della Finanza Operativa (1996): sono gli stessi anni in cui collabora alla costituzione di Fercredit, di cui diventerà Amministratore Delegato. Fa il suo ingresso in Enel nel 2000 come Responsabile dell’Area Finanza e costituisce Enelfactor, società finanziaria captive del Gruppo di cui diventa da subito AD. Sempre nel 2000 costituisce Enel Insurance, società assicuratrice captive del Gruppo, per la quale ricopre il ruolo di Presidente fino al 2014.

Claudio Machetti: focus sugli incarichi in Enel

Presidente di Fondenel e Fopen, nel 2005 Claudio Machetti diventa Direttore Finanziario di Enel, incarico che lo porta a diretto riporto dell’Amministratore Delegato. Si occupa, tra l’altro di M&A, dei rapporti con gli investitori e con le agenzie di rating. Attivo nel board di diverse consociate, tra le quali Wind Telecomunicazioni, Endesa e Terna, nel 2009 viene scelto per guidare la Direzione Risk Management appena avviata e dedicata al controllo dei rischi aziendali (finanziari, creditizi, industriali, assicurativi e relativi alle commodities). In seguito alla ristrutturazione aziendale del 2014, Claudio Machetti viene incaricato di guidare la Direzione Global Trading, una delle 4 Business Line del Gruppo: è l’incarico che mantiene tutt’oggi, occupandosi di gestire il sourcing di carbone, gas ed olio combustibile, la gestione dei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica (in tutti i Paesi dove Enel è attiva) e la programmazione degli impianti di generazione. È inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione di Enel Trade. Durante la sua permanenza in Enel è stato due volte presidente di Fondenel ed una di Fopen, i due fondi pensione dei dipendenti del gruppo.

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UNITRE MILANO – Lezione Magistrale del 12 marzo 2021 “Dalla moneta alle criptovalute. Trasformazioni dell’attuale mercato valutario”

L’Università delle Tre Età UNITRE Milano propone nell’ambito delle proprie attività accademiche, una Lezione Magistrale dal tema: Dalla moneta alle criptovalute. Trasformazioni dell’attuale mercato valutario” ” in programma per venerdì 12 marzo 2021 alle ore 17:15.

La conferenza si terrà online sulla piattaforma Google Meet e verrà condotta Prof. Massimiliano Bonavoglia di Università e-Campus- UNITRE MILANO.

UNITRE MILANO si configura come una “comunità del sapere” di carattere universitario, libera e indipendente, che si propone di offrire a tutti gli iscritti un’ampia scelta di opportunità culturali, senza alcun limite di età o di titoli di studio. I convegni, le conferenze e i seminari organizzati da UNITRE Milano rappresentano un’occasione di apprendimento e confronto su argomenti di interesse che abbracciano diversi punti di vista e approcci multidisciplinari.

La ricca offerta di corsi che UNITRE propone ai soci iscritti per l’Anno Accademico 2020/2021 è stata ulteriormente ampliata rispetto agli anni passati, includendo argomenti didattici provenienti da ogni ambito del sapere: dalla storia locale alla letteratura straniera, dalle lingue antiche ai rudimenti di fisica, passando per numerosi laboratori creativi e approfondimenti monografici. Centinaia di corsi e laboratori, tenuti da docenti universitari, esperti e professionisti di settore, sono a completa disposizione degli studenti, con un fitto programma di lezioni frequentabili online tramite la nuova piattaforme UNITRE Education. (UNITREMILANO.EDUCATION) La quota associativa permette la frequenza, in assoluta libertà, di qualsiasi corso scelto e con le modalità che si preferiscono. Alle lezioni si affiancano le numerose iniziative extraaccademiche, come conferenze, convegni, visite guidate e attività formative online, che si prolungheranno anche durante i mesi estivi.

Per iscriversi, è necessario indicare il proprio nominativo via mail all’indirizzo [email protected] entro le ore 12:00 di giovedì 11 marzo 2021. Il link per accedere alla conferenza sarà diffuso solo fra gli utenti prenotati.

UNITRE Milano: Università delle Tre Età – Via Ariberto, 11 – 20123 Milano   www.unitremilano.com –   [email protected]

Ufficio Stampa: Studio Binaschi, Ripa di Porta Ticinese, 39 – 20143 – Milano Tel: 02- 36699126 – [email protected]

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