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Maggio 2020

Prodotti

Consigli su come scegliere un profumo da regalare

Non solo le donne amano i profumi on line e questo “accessorio” è adatto anche agli uomini che vogliono rendere più accattivante il loro stile e look. Scegliere un profumo da uomo, tuttavia, non è semplice e sono tanti gli errori che si rischia di commettere. Vediamo in questo post i consigli di Dyma Profumi per l’acquisto di profumi scontati originali online da uomo.

Cosa caratterizza un profumo (da uomo e non)

Tutti i profumi si caratterizzano per una struttura chimica a piramide, che comprende:

  • note di testa: le prime ad essere percepite, ma che solitamente evaporano dopo mezz’ora dato che sono fresche e leggere;
  • note di cuore: sono più persistenti rispetto alle note di testa e sono solamente spezie o note floreali;
  • note di fondo: sono quelle che aderiscono alla pelle e permettono di lasciare la scia olfattiva desiderata da ogni uomo.

Inoltre, anche se il profumo si presta ad essere indossato in ogni momento della giornata, è importante ricordare quando si acquistano Profumi online Originali che alcune note sono più adatte al giorno ed altre alla sera. Tutto dipende dalla loro avvolgenza e persistenza e per questo quando si sceglie un profumo da uomo è importante fare attenzione alla piramide olfattiva. Le note leggere come agrumi, menta ed eucalipto sono perfette di giorno o nelle calde serate estive.

Ambra, vaniglia, sandalo sono invece essenze più intense e perfette per la sera, anche perché durano più a lungo. Infine, abbiamo le note floreali che sono perfette di giorno o di sera a seconda della loro composizione olfattiva.

Consigli su come scegliere un profumo da uomo per sé

Molti uomini amano comprarsi da loro il profumo, tuttavia andare sui siti di Acquisto Profumi online e scegliere la fragranza giusta non è semplice. Si tratta di una scelta che ha bisogno di tempo e che richiede la conoscenza di essenze e note dato che non è possibile testare il profumo desiderato come in profumeria.

L’ideale, come consigliano i creatori di profumi, sarebbe indossare il profumo qualche giorno prima di prendere la decisione definitiva, ma naturalmente questo non è possibile. Se, in profumeria, per scegliere si usano i cartoncini, chi acquista profumi da uomo online deve affidarsi alle sue conoscenze o comprare il profumo che già conosce.

Sbagliare profumo significa rischiare fastidi come mal di testa e nausea, mentre scegliere una fragranza troppo invadente altera il pH della pelle. Ecco perché nella scelta di un profumo da uomo per sé è meglio continuare ad utilizzare fragranze ed essenze che si conoscono bene, almeno quando si tratta di fare acquisti online. Se, invece, si decide di cambiare profumo meglio testarlo con cura in profumeria e poi trovare la fragranza desiderata sui migliori siti di acquisto profumi online come Dyma Profumi.

Consigli su come scegliere un profumo da regalare

Uomini e donne amano sempre più regalare un profumo a chi amano, compiendo così un atto d’amore vero e proprio. Tuttavia, se scegliere il profumo per sé è difficile, ancora più complesso è scegliere il profumo da regalare agli altri. Il consiglio, in questo caso, è conoscere bene il destinatario, ma anche le sue abitudini. Se il profumo deve essere regalato a qualcuno che esce poco la sera, meglio preferire essenze e fragranze da giorno, mentre se la persona lavora in ufficio il profumo non deve essere invadente.

Chi, invece, utilizza il profumo la sera potrà scegliere note più decise, per colpire la persona amata o raccontare tutte le sfaccettature della sua personalità.

Come vedi, c’è solo l’imbarazzo della scelta e noi di Dyma Profumi, vendita profumi online, abbiamo pensato a proporti una vasta selezione di profumi originali online tra cui scegliere.

 

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Scienza e Tecnologia

Più sicurezza per i dispositivi medici: cresce la richiesta di codici UDI. GS1 Italy unica realtà italiana abilitata al rilascio

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  • 22 Maggio 2020

Nonostante l’emergenza sanitaria abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme di identificazione e tracciabilità dei dispositivi medici in tutta l’Unione europea, le richieste di codici UDI da parte dei produttori non si fermano. GS1 Italy, unica Issuing Entity italiana, aiuta le imprese dei dispositivi medici ad adottare i nuovi regolamenti UE, migliorando la sicurezza dei pazienti, la tracciabilità e i processi di tutta la filiera.

Fino a qualche anno fa la sigla UDI (acronimo di Unique Device Identification) era nota solo agli addetti ai lavori. Ora sta diventando una realtà ampiamente conosciuta a chiunque operi nel settore sanitario.

Lo UDI è infatti il sistema usato per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo la supply chain sanitaria in Europa, Stati Uniti e altri paesi per:

  • Garantire la sicurezza dei pazienti.
  • Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici.

E sebbene l’emergenza sanitaria tuttora in corso abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme UE riguardanti i dispositivi medici e diagnostici in vitro – rispettivamente i Regolamenti EU 745/2017 e 746/2017 – continua a crescere il numero delle aziende produttrici che ne fanno richiesta.

 

Il sistema UDI e gli standard GS1

Lo UDI è un codice alfanumerico che identifica univocamente ogni dispositivo medico presente sul mercato ed è costituito da due parti:

  1. UDI-DI, che identifica il dispositivo medico.
  2. UDI-PI, che rappresenta le informazioni utili alla tracciabilità e rintracciabilità del dispositivo medico.

I regolamenti europei hanno introdotto anche il BASIC UDI-DI, l’identificativo del modello del dispositivo medico, che descrive una famiglia di dispositivi con la stessa destinazione d’uso, classe di rischio e caratteristiche essenziali di progettazione e fabbricazione.

L’identificativo univoco deve essere applicato sull’etichetta dei dispositivi medici, sulle confezioni e/o sugli stessi dispositivi in formato testuale oppure in formato codice a barre o RFID. I dati descrittivi relativi al dispositivo dovranno poi essere caricati su EUDAMED, la banca dati europea dei dispositivi medici.

Gli standard GS1 sono la soluzione per identificare i dispositivi medici anche nel sistema UDI. In particolare:

  • Il GS1 GTIN per lo UDI-DI.
  • Il GS1 GMN per BASIC UDI-DI.
  • Gli Application Identifier GS1 per rappresentare lo UDI.

 

Realizzare e ottenere lo UDI con GS1 Italy

In Europa, per ottenere un codice UDI i produttori devono rivolgersi ad una Issuing Entity abilitata al rilascio e riconosciuta dalla Commissione europea. L’unica Issuing Entity autorizzata in Italia è GS1 Italy, l’associazione che riunisce oltre 35 mila imprese di beni di consumo e che rappresenta GS1, associazione senza scopo di lucro impegnata nello sviluppo e nel mantenimento degli standard più usati al mondo per un’efficiente comunicazione tra imprese, a partire dal più conosciuto in assoluto: il codice a barre.

Gli standard globali GS1 sono i più diffusi e i più utilizzati dagli stakeholder della supply chain sanitaria: basti pensare che l’83% dei dispositivi medici in USA è identificato con gli UDI di GS1 e che GS1 è attiva come Issuing Agency/Entity anche in molti altri regolamenti UDI nel mondo, in particolare Cina, Corea del Sud e Arabia Saudita.

«Come GS1 Italy – che rappresenta in Italia GS1 AISBL, la Issuing Entity accreditata presso la Commissione europea – stiamo supportando le imprese italiane del settore dei dispositivi medici a implementare lo UDI e mettiamo a loro disposizione le competenze e gli strumenti necessari a sostenerle in questo nuovo importante passo avanti nella digitalizzazione dell’healthcare» commenta Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy.

Oltre a rilasciare i codici UDI e a fornire l’assistenza su come rappresentarli mediante codici a barre standard GS1, GS1 Italy fornisce alle imprese assistenza in italiano e personalizzata e mette a disposizione servizi di formazione e di consulenza per aiutare le aziende con la documentazione tecnica dei prodotti (ad esempio, dichiarazioni di conformità, marchio CE, ecc.), a riportare il BASIC UDI-DI e lo UDI-DI e ad implementarli per ottemperare ai requisiti imposti dai nuovi regolamenti europei.

 

L’identificazione dei dispositivi medici assicura tracciabilità ed efficienza

Anche nelle situazioni più complesse come l’attuale emergenza sanitaria, dotare i dispositivi medici di codici UDI consente di armonizzare le norme per la loro identificazione, di accedere alle informazioni fornite dal produttore con una semplice scannerizzazione del codice, di assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi, anche di quelli impiantati nei pazienti, in modo veloce e preciso e di rendere più efficiente la gestione degli inventari e delle scorte di cliniche e ospedali, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure, la sicurezza del paziente e i processi di business di tutta la filiera healthcare.

 

Per saperne di più, visita il sito di GS1 Italy.

***

 

GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

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Comunicati Editoriali News

Emma Muscat fidanzata di Marian Richero

fidanzata di Marian Richero
Vi sveliamo tutto su Emma Muscat, cantante ed ex allieva di Maria De Filippi e fidanzata di Marian Richero. Una delle cantanti più apprezzate delle cantanti venute fuori da Amici 17 è Emma Muscat. La giovanissima e meravigliosa cantante maltese ha fatto parlare di sé per la sua voce melodiosa e per il suo rapporto con un altro protagonista del talent, Biondo. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla carriera e la vita privata di una cantante che ha ancora molto da dare al mondo della musica. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla carriera e la vita privata di una cantante che ha ancora molto da dare al mondo della musica.
Emma Muscat fidanzata di Marian Richero
Chi è Emma Muscat Emma Muscat è nata il 27 novembre 1999 sotto il segno del Sagittario. Viveva a Malta con i genitori e il fratello Kurt e frequenta l’Università di Arte dello Spettacolo. Una scelta ovvia per chi come lei ha sempre amato la musica. All’età di 5 anni ha infatti iniziato a cantare e nel corso del tempo ha avuto modo di esibirsi sia nella sua Malta che in Inghilterra. La sua fama in Italia la deve all’ingresso nella scuola di Amici di Maria De Filippi nel 2017. Durante la sua avventura nel talent ha avuto modo non solo di migliorare la sua tecnica, ma anche di imparare l’italiano. Dopo il talent non è riuscita a confermarsi ad altissimi, livelli, ma nel 2019 ha lanciato una nuova hit, Avec Moi, in compagnia di Biondo: che sia la svolta della sua carriera?
Emma Muscat fidanzata di Marian Richero
Emma Muscat entra a far parte della vita di Marian Richero dopo la relazione che ha avuto con Biondo nel agosto 2019. conosciamo meglio Marian Richero classe 1987 ed è nato il 17 maggio a Peshtera in Bulgaria. Anche lui vive e lavora a Milano sempre nello stesso settore della compagna Emma Muscat.
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Società

Andrea Mascetti, lo Studio Legale analizza l’esonero da responsabilità contrattuale

L’approfondimento pubblicato sul sito ufficiale dello Studio Legale di Andrea Mascetti prende in analisi alcune recenti introduzioni apportate dall’approvazione del Decreto Cura Italia. L’Avvocato Francesca Marra, nello specifico, ha illustrato il tema dell’esonero da responsabilità contrattuale per i soggetti inadempienti “causa Coronavirus”.

Andrea Mascetti

Coronavirus e inadempimento delle prestazioni: l’analisi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

La tematica dell’esonero da responsabilità contrattuale è stata oggetto di recenti disposizioni nell’art. 91, comma 1, del cosiddetto Decreto Cura Italia convertito in legge, introduzioni apportate dal Parlamento nel contesto delle misure emanate per contenere l’emergenza del Coronavirus in Italia. Lo Studio Legale di Andrea Mascetti, con un approfondimento fornito dall’Avvocato Francesca Marra, si è espresso sulla questione, analizzando l’esonero da responsabilità contrattuale previsto per il debitore inadempiente. “Le misure di contenimento imposte dal Governo con i recenti DPCM ed adottate delle parti contrattuali”, si legge nell’analisi,“assurgono quindi, per espressa previsione di legge, a causa per affievolire o escludere la responsabilità del debitore per ritardata o mancata esecuzione delle obbligazioni su di lui gravanti”. L’Avvocato specifica che tale esonero non è operativo in maniera automatica, bensì è necessaria una valutazione dell’Autorità Giudiziaria: “Laddove il debitore adduca che l’inadempimento sia causato dall’adeguamento alle disposizioni restrittive imposte dai decreti emergenziali”, prosegue il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti, “sarà necessario che questi provi che, per effetto delle stesse e nonostante l’impiego dell’ordinaria diligenza, la prestazione sia divenuta, almeno temporaneamente, impossibile”. L’Avvocato sottolinea quindi che disposizioni dell’art. 91, comma 1, del Decreto Cura Italia possano offrire un ulteriore strumento di tutela per il debitore “per le ipotesi in cui la prestazione sia divenuta in tutto o in parte ineseguibile per causa a lui non imputabile”.

Andrea Mascetti, carriera professionale e attività del fondatore dello Studio omonimo

Affermato professionista del settore legale, Andrea Mascetti è il fondatore dello Studio Legale Mascetti. Nato nel 1971, consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1996, in seguito alla quale si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano. Dopo un’esperienza professionale nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove svolge attività di avvocato fino al 2003, l’anno seguente avvia una propria attività, fondando così lo Studio omonimo grazie alle pregresse competenze in materia di diritto societario e amministrativo. Attualmente, inoltre, Andrea Mascetti fornisce attività consulenziali per società, enti locali e aziende pubbliche, ed è Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia in Italia che all’estero. Tra i suoi incarichi correnti, da giugno 2019 è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo per la promozione di progetti di utilità sociale. Bibliofilo e appassionato di storia, è animatore di molte iniziative culturali, oltre a occuparsi, da diversi anni, di web reputation e diritto dell’arte.

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Business

Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro nel nuovo sito di Vercelli

Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli, che sarà aperto il prossimo
primo luglio e su cui la società di Mario Putin punta per una nuova idea di servizio mensa rivista alla luce del Covid-19.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: il nuovo polo industriale di Vercelli

Il pranzo cucinato in camera bianca, da cuochi professionisti e in ambienti simili ai laboratori farmaceutici. Al tavolo «camerieri» muniti di guanti bianchi presentano vassoi termosigillati e declinati in accordo con le esigenze e con le abitudini alimentari del cliente, con pietanze la cui fruizione avviene sui banchi di scuola o sulle scrivanie dell’ufficio. In questo modo ripartirà il servizio di mensa nelle imprese, nelle scuole dell’infanzia e in quelle elementari. Per poter predisporre questa offerta rimodulata alla luce del Coronavirus, Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli di recente costruzione, il cui lancio inaugurale è previsto per il prossimo primo luglio e che porterà con sé, oltre al nuovo sito di confezionamento e stoccaggio, anche 150 nuovi posti di lavoro. Tutto questo per un totale di quasi 500 dipendenti e di circa 200 mila pietanze garantite quotidianamente nella regione piemontese dalla società guidata da Mario Putin. “Siamo una società a conduzione familiare specializzata nella ristorazione collettiva per la sanità – queste le parole di Carlo Garbin, direttore di Serenissima Ristorazione – In Italia serviamo più di 120 ospedali e 250 strutture socio assistenziali. In Piemonte, dove siamo già presenti con un sito logistico e produttivo a Grugliasco, lavoriamo al Mauriziano, nelle aziende sanitarie di Vercelli e del Verbano e anche alle Ogr riconvertite a ospedale anti covid. Questa competenza ci permette di poter gestire il mercato delle nuove mense”.

Serenissima Ristorazione: una nuova idea di mensa post Coronavirus

Serenissima Ristorazione è infatti già attiva da tempo sul territorio regionale piemontese e ora punta all’allargamento della base dei clienti-consumatori, alla luce però dei cambiamenti occorsi in questi mesi anche nelle modalità di fruizione del servizio mensa. Proprio per questa ragione il sito di Vercelli adotta le garanzie protocollari caratteristiche del comparto sanitario e, in questo senso, Carlo Garbin approfondisce il discorso spiegando che “le nostre cucine funzionano come camere bianche, proprio come nei laboratori della farmaceutica. I nostri vassoi sono termosigillati. E contiamo di servire i pasti direttamente sui banchi e sulle scrivanie”. A fronte, inoltre, di previsioni che sembrano indicare una prosecuzione del lavoro agile e della chiusura degli istituti scolastici nel corso dei prossimi mesi, con una contrazione di fatturato calcolata del 30% e una riduzione dei margini del 50%, Serenissima Ristorazione è convinta che le mense, dove sono ancora presenti, debbano necessariamente essere ripensate, anche per fare da volano al rilancio dell’intero settore. “Lo studio del Politecnico di Torino sul ritorno a scuola e anche sulla gestione del pranzo ci ha ispirato profondamente – afferma Carlo Garbin – Siamo convinti che la gestione innovativa dei processi di selezione del cibo e della sua preparazione possa rilanciare tutto il comparto”.

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Comunicati

FME Education: il suo tool MyEdu pensato per la didattica a distanza

L’attuale contesto di emergenza sanitaria ha portato alla chiusura degli istituti scolastici, e conseguentemente all’allargamento esponenziale della platea di destinatari della didattica a distanza. Tra i tool per l’insegnamento da remoto progettati per professori e alunni, la soluzione di FME Education si chiama MyEdu.

FME Education

MyEdu di FME Education supporta l’insegnamento a distanza

A causa della pandemia Covid-19, le scuole sono state temporaneamente chiuse e docenti e alunni hanno dovuto intraprendere la via della didattica a distanza utilizzando in modo massivo le nuove tecnologie. Tra questi sistemi digitali a disposizione degli istituti scolastici c’è anche MyEdu di FME Education: l’Editore specializzato in didattica digitale ha predisposto la distribuzione a titolo gratuito delle proprie piattaforme pensate per l’apprendimento online e secondo le indicazioni ministeriali. MyEdu è uno strumento specializzato nell’apprendimento delle materie insegnate durante gli 8 anni di scuola dell’obbligo e costituito da un database di oltre 2mila corsi, verifiche, esercizi, ma anche giochi e contenuti multimediali, in linea con le più recenti linee guida ministeriali. Tra i numerosi vantaggi, sicuramente la possibilità di schematizzare le lezioni sulla base delle esigenze di ciascun alunno o classe, con assistenza puntuale assicurata grazie a un sistema di monitoraggio dei percorsi di apprendimento e dalla messaggistica istantanea integrata. Inoltre i docenti, grazie al team scuole di FME Education, hanno la possibilità di chiedere in qualsiasi momento un supporto specializzato anche per quanto riguarda la realizzazione delle proprie lezioni innovative e della loro condivisione nel network di MyEdu.

La storia di FME Education

FME Education è un Editore specializzato nell’ambito della didattica che propone contenuti fortemente innovativi per una platea di istituti scolastici e famiglie, pensati per lo studio e la crescita dei ragazzi. L’offerta dell’Editore si rivolge a professori, alunni e genitori, mentre la sua mission è riassumibile nel motto “Imparare divertendosi!”: tecnologia e creatività unite sono in grado di agevolare l’insegnamento e di renderlo più stimolante e piacevole e che, in questo modo, è anche possibile arrivare al duplice traguardo della semplificazione dell’apprendimento da parte degli alunni e dell’insegnamento dei professori. FME Education ha pensato e messo in pratica un ambiente didattico digitale modulare chiamato MyEdu, nello specifico una piattaforma dotata di un vasto repository di corsi, esercizi pratici, giochi e verifiche su tutte le materie curricolari caratteristiche del periodo della scuola dell’obbligo. I contenuti di MyEdu soddisfano le più recenti linee guida ministeriali del MIUR. L’Editore si propone sia alla scuola che alla famiglia, e a loro offre sistemi pensati in modo specifico in base alle singole necessità dei diversi protagonisti: insegnanti, ragazzi e genitori.

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Attualità e News Comunicati Salute e Benessere Società

Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

Comunicato Stampa

Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

L’Associazione AiFOS scrive una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni per far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza.  

 

La formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base non solo di ogni strategia di prevenzione di infortuni e malattie professionali, ma anche delle misure per fronteggiare le emergenze correlate alla gestione e al contenimento del contagio del virus SARS-CoV-2.

A raccontarlo è una lettera aperta scritta dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), a tutela di tutti gli operatori che si occupano di formazione alla sicurezza, per richiedere di far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative.

 

LETTERA APERTA al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni

 

Egregi Presidenti,

la formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base delle misure per fronteggiare le emergenze da Coronavirus anche se – in modo incomprensibile – è stata dimenticata ed abolita dalle norme e dai decreti. Dopo la prima fase della pandemia e la totale chiusura delle attività (comprensibile ed utile) si assiste, nella fase della ripresa, alla mancanza di serie indicazioni e di consapevolezza dell’importanza della formazione quale elemento essenziale per la sicurezza sia negli ambienti di vita che di lavoro.

La formazione alla sicurezza è strettamente connessa al lavoro: non è cosa a parte, ma parte integrante.

Soprattutto nella fase di apertura delle attività produttive, commerciali e sociali che adottano tutte le misure di sicurezza ed applicano il “Protocollo” siglato tra le parti sociali, pare naturale ed ovvio che i medesimi lavoratori possano svolgere, soprattutto all’interno degli ambienti di lavoro, una formazione utile anche alla luce dei pericoli che la pandemia ha fatto emergere.

Sono aperte le attività, i parchi, le chiese e ci si ostina a “tener chiusa” la formazione in presenza.

Si è sempre fatta una certa confusione tra la formazione alla sicurezza sul lavoro e la formazione professionale ed altre tipologie di formazione. La formazione alla sicurezza è quella prevista dal D. Lgs. 81/2008 e le norme che obbligano i datori di lavoro a fornire la formazione ai lavoratori neo assunti, quando cambiano mansione o all’introduzione di nuove tecnologie o attrezzature di lavoro non sono state abolite. Allo stesso tempo non si incide sulla riduzione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro per decreto, ma questo si può fare solo con una seria formazione.

Alcune regioni hanno con chiarezza definito come la videoconferenza abbia il medesimo valore della lezione d’aula e laddove possibile questa modalità è stata molto apprezzata. Siamo certi che proseguirà anche in futuro. Sappiamo bene, tuttavia, che è una metodologia non adatta a tutti i lavoratori, a tutti i settori e a tutte le tipologie di corsi di formazione, in particolare a quelli che prevedono parti pratiche e utilizzo di attrezzature.

Per quanto riguarda la formazione pratica e l’addestramento vi sono state, solo da alcune regioni, aperture alla possibilità di un loro svolgimento, senza voler ammettere che le attività pratiche hanno sempre bisogno di una parte teorica.

Sotto questo aspetto l’Accordo sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, riguardante la formazione dei lavoratori, precisa che detta formazione può avvenire sia in aula che sul luogo di lavoro e, come vuole la legge, in orario di lavoro. Pare ovvio e scontato che proprio le azioni indotte dalla pandemia da COVID-19, che comprendono anche l’informazione e la formazione dei lavoratori, devono poter essere svolte in presenza, nei luoghi di lavoro, nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative!

Si prenda atto – con serietà e tempestività – che questo settore, che coinvolge migliaia di formatori e consulenti della sicurezza, è stato abbandonato a se stesso e che a tutta la categoria da noi rappresentata più viene impedito di lavorare proprio nel momento in cui la loro azione è quanto mai utile ed indispensabile per combattere la pandemia.

 

Accompagnare le aziende, le imprese ed i lavoratori nell’applicazione delle misure di sicurezza si fa con la formazione alla sicurezza sul lavoro che deve subito essere consentita in presenza sull’intero territorio nazionale poiché gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali non conoscono confini e la formazione delle persone sta alla base della salute e sicurezza di tutti.

 

 

Invitiamo tutti gli operatori a diffondere la lettera che è scaricabile attraverso il seguente link:

https://bit.ly/Far-ripartire-la-formazione-alla-sicurezza-sul-lavoro-in-presenza

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

21 maggio 2020

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Eventi News Scienza e Tecnologia

AUGMENTED CITY: LA MILANO DIGITAL WEEK A BERGAMO

Durante l’emergenza sanitaria numerose istituzioni e realtà della città di Bergamo hanno lavorato per supportare le attività sanitarie, industriali, educative e commerciali, consentendo alla cittadinanza di usufruire dei servizi essenziali.

Augmented city è il titolo dell’iniziativa promossa dall’Università degli studi di Bergamo in occasione della Milano Digital Week a Bergamo che si terrà martedì 26 maggio dalle 10 alle 13 in diretta streaming con l’obiettivo di riflettere sul ruolo della tecnologia e della digitalizzazione nella riorganizzazione della sanità, dell’economia, dell’educazione, degli spazi pubblici, privati, industriali e dei servizi.

In collegamento da diversi luoghi simbolo della fase 2 dell’emergenza sanitaria (per esempio Ospedale Papa Giovanni XXIII, Università degli studi di Bergamo, Kilometro Rosso, Confindustria, Aeroporto di Orio al Serio) i relatori presenteranno i risultati delle sperimentazioni e degli studi, nonchè le modalità con cui imprese, ricercatori, docenti ed esperti di tecnologia, sociologia digitale, smart cities, robotica e machine learning continuano a cooperare per consentire un graduale ritorno alla normalità.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla Piattaforma della Milano Digital Week e sul canale Youtube della SdM – Scuola di Alta Formazione dell’Università degli studi di Bergamo. Modera il conduttore radiofonico Pepe Moder.

Per informazioni www.digitalweekbergamo.com [email protected]

 

La Milano Digital Week a Bergamo è un’iniziativa finanziata dall’università degli studi di Bergamo e promossa dal Dipartimento di Scienze Aziendali, Economiche e Metodi Quantitativi, coordinata dalla prof.sa Daniela Andreini e direttrice del Master in Digital Business Development e dal dott. Pepe Moder docente nello stesso master universitario e conduttore di Radio24. Milano Digital Week è la principale manifestazione italiana dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale promossa dal Comune di Milano. L’evento bergamasco Augmented city è il primo a svolgersi fuori dal territorio milanese.

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Comunicati News

Le Cornelle ripartono tra nuove nascite e rispetto delle nuove misure di sicurezza

Si riaprono i cancelli del Parco Faunistico Le Cornelle: è tempo di ripartire. E non c’è nulla che incarni il desiderio di rinascita più delle specie animali che, tra nascite e innamoramenti, rendono ogni stagione unica. Così sarà anche quest’anno, nella fase 2 del post Covid-19, con tante novità: dall’adozione di tutte le prassi igienico – sanitarie richieste dal protocollo governativo, alla nascita di due cuccioli di fenicotteri.

Così come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 24 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo avverrà solo rispettando un rigido protocollo di sicurezza che prevede la misurazione della temperatura all’ingresso che è consentito solo se muniti di mascherine. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante e guanti monouso. Verrà inoltre rispettato il distanziamento sociale e, in particolare l’accesso alle due aree coperte “Rettili” e “Foresta Tropicale” così come per l’area “Selva”, sarà contingentato.

Per evitare assembramenti gli ingressi al Parco sono contingentati per questo si incentiva la vendita online dei biglietti con la tipologia “open” che consente l’ingresso con corsia preferenziale ad ingresso diretto. Tutte accortezze fondamentali per tornare a godere dello spettacolo che regalano le tante specie ospitate dal Parco.

ORARI

Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

Parco Faunistico Le Cornelle

Via Cornelle, 16, Valbrembo (BG)

www.lecornelle.it

UFFICIO STAMPA PARCO LE CORNELLE

[email protected]

BElive | studio associato

Claudia Rota: +39 348 5100463  –  [email protected]

Lucia Masserini: +39 333 3513421  – [email protected]

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News Volontariato e società

Campagna OXO Bergamo “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”:

Si è conclusa la campagna di solidarietà “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”, che in meno di due mesi ha permesso la fornitura gratuita di 884 confezioni di lenti a contatto monouso per personale sanitario e volontari della Croce Rosse e Protezione Civile per un totale di oltre 26.000 lenti a contatto. Il progetto pilota ideato da OXO Italia, consorzio nazionale di ottici optometristi, ha visto il coinvolgimento dei 17 punti vendita presenti sul territorio bergamasco.

Un’iniziativa solidale nata a sostegno del personale medico-infermieristico per aiutare in modo utile e concreto chi, in questo periodo di emergenza, ha messo a rischio la propria salute per salvare quella dei malati da Coronavirus. Questo l’obiettivo di OXO Bergamo che, facendosi promotore del progetto pilota, ha fornito gratuitamente più di 700 confezioni di lenti a contatto giornaliere a marchio OXO a 353 professionisti, tra medici, infermieri di 9 strutture ospedaliere della bergamasca.

La campagna solidale si è estesa anche agli operatori della Croce Rossa e ai volontari della Protezione Civile, cuori della lotta all’emergenza sanitaria, con la fornitura di 178 confezioni di lenti a contatto per 89 operatori sanitari. Un’azione resa possibile grazie al contributo dei 17 punti vendita OXO sul territorio.

Un risultato straordinario, che dimostra quanto la collaborazione e il sostegno sia punti di svolta per la ripartenza, “Siamo orgogliosi del successo di questa iniziativa frutto dall’impegno del consorzio nel fare rete per supportare il nostro territorio – afferma Cesare Ravasio, Presidente di OXO Bergamo – Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati sul nascere di questa campagna dando un piccolo, ma concreto, contributo al personale in corsia ogni giorno”.

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Comunicati

Covid-19, appello Ue per ripresa green: Francesco Starace unico AD italiano tra i firmatari

Enel, Francesco Starace è l’unico AD italiano nella European Alliance for a Green Recovery: “Investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia e in Europa”.

Francesco Starace, AD Enel

Francesco Starace: sostenibilità e investimenti green nel futuro dell’economia, l’alleanza Ue

Una ripresa economica all’insegna dello sviluppo sostenibile. È l’obiettivo per cui è nata la European Alliance for a Green Recovery: lanciata lo scorso 14 aprile su iniziativa dell’eurodeputato francese Pascal Canfin, Presidente della Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, riunisce forze politiche, imprenditoriali ed esponenti della società civile provenienti da 17 Paesi Ue. Tra loro anche l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace, l’unico italiano dei 37 manager d’azienda che ne fanno parte. I membri dell’Alleanza, come riporta una nota, “si sono impegnati a lavorare insieme per creare, supportare e implementare soluzioni per preparare le nostre economie per il mondo di domani”. Fondamentale, secondo il loro punto di vista, è sostenere una strategia economica che preveda “investimenti green” e piani di rilancio funzionali anche alla lotta contro il cambiamento climatico e a incentivare la biodiversità. Sono 180 le personalità che hanno sottoscritto l’appello: oltre a Francesco Starace e agli altri 36 dirigenti d’azienda, fanno parte della European Alliance anche 79 deputati, 28 associazioni imprenditoriali, la confederazione sindacale europea, 7 ONG e numerose associazioni europee.

European Alliance for a Green Recovery: Francesco Starace a “La Stampa”

“L’emergenza sanitaria sta dimostrando come l’adozione di strategie e modelli di business sostenibili, oltre ad avere effetti positivi a livello sociale, rende le aziende meno rischiose e quindi più competitive, garantendo una maggiore solidità nel lungo termine” ha spiegato Francesco Starace a “La Stampa” parlando dell’iniziativa. L’AD ha sottolineato in diverse occasioni come il Green Deal europeo rappresenti in questa prospettiva una grande opportunità. Enel lo ha intuito da tempo e oggi più che mai è fortemente intenzionata ad accelerare in questo percorso dal momento che “le rinnovabili sono sempre più competitive”. Come infatti ha evidenziato a “La Stampa” Francesco Starace, unico AD italiano ad aderire alla European Alliance for a Green Recovery, “investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia ed in Europa”.

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News

Market allocation, ecco la sfida più complicata per i gestori durante la pandemia

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  • 21 Maggio 2020

In questo momento, ovunque si girino gli operatori di mercato vedono più rischi che potenziali opportunità. E’ l’effetto Covid, che ha spazzato via interi settori di investimento, polverizzando guadagni maturati nel corso di anni. Ci siamo svegliati di soprassalto dal sogno di un bull market perenne. La market allocation è diventata la sfida più complessa da affrontare.

Le difficoltà della market allocation

market allocationServe prudenza, e questo è fuor di dubbio. I settori più attrattivi rimangono quelli meno colpiti dalla crisi, ma non basta. All’interno di essi, occorre fare una selezione di società che offrano qualità di bilancio, maggiore visibilità degli utili e brand forti. E non ce ne sono molte in giro. Ma il succo della market allocation è proprio questo. In ogni caso, è chiaro a tutti che non potrà esserci una vera ripresa finché sul mercato non ci sarà un cambio di testimone a favore di settori più colpiti dalla crisi, come consumi discrezionali, energetici, finanziari.

Ma non dipende soltanto da fattori economici, bensì anzitutto da quelli sanitari. Se le prospettive di crisi sanitaria miglioreranno visibilmente, allora i potenziali aumenteranno e i rischi scenderanno. Al momento però il rapporto di forza è esattamente al contrario.

Utili troppo compressi

Nella dinamica della market allocation, un ruolo chiave l’hanno sempre avuto gli utili. Al momento però, le prospettive sono nulle e le stime ancora passibili di ribasso. Non si vede ancora all’orizzonte la famosa candela shooting star (quella che segnala l’inversione di rotta). L’economia è infatti crollata in una recessione mai vista negli ultimi 70 anni, con prospettive di decrescita degli utili a due cifre. Si teme che il peggio nelle statistiche economiche debba ancora arrivare. Probabilmente la frenata sarà peggiore di quella della crisi del 2008. Prendendo come riferimento lo S&P 500, pur senza essere troppo pessimisti, si può ipotizzare un calo degli utili per quest’anno a -20%.

La ripresa vera quindi è molto lontana. Probabilmente non avrà la forma di una V, bensì la forma di una U. Non si vedrà nessun inverted hammer. In sostanza si prevede una fase di stallo prima di vedere la ripresa del Pil. E questo nella migliore delle ipotesi, perché rimane ancora in piedi lo scenario di una ripresa a W, quindi calo-ripresa-nuovo calo-nuova ripresa, nel caso la curva dei contagi torni a irrigidirsi.

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Business

Software per la sicurezza sul lavoro

Il nuovo software per la sicurezza sul lavoro, Job81, ti permette di avere sempre sottocchio le esigenze della tua azienda a tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitandoti problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

Il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è un complesso di norme della Repubblica Italiana, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, emanate con il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

Il decreto legislativo 81/2008 propone un sistema di gestione della sicurezza e della salute in ambito lavorativo preventivo e permanente, attraverso:

1) l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio;
2) la riduzione, che deve tendere al minimo, del rischio;
3) il continuo controllo delle misure preventive messe in atto;
4) l’elaborazione di una strategia aziendale che comprenda tutti i fattori di una organizzazione (tecnologie, organizzazione, condizioni operative, ecc…).

Il decreto, inoltre, ha definito in modo chiaro le responsabilità e le figure in ambito aziendale per quanto concerne la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre al massimo i rischi che possono procurare dei danni a questi soggetti.

Il datore di lavoro, in virtù di queste sue responsabilità, deve anche adempiere agli obblighi che gli impongono di mettere nelle condizioni il lavoratore di utilizzare macchinari, utensili e strumentazioni che non presentino nessun rischio per la salute e l’integrità.

A questo si affianca anche l’obbligo di informare e formare i dipendenti circa i pericoli che possono derivare da un utilizzo non idoneo dei macchinari e degli utensili.

A tal proposito, recentemente il D.Lgs. 106/2009, rispetto al D.Lgs. 81/2008, ha previsto delle sanzioni penali più pesanti per la violazione di questi obblighi.

Oltre al dovere di informare, al datore di lavoro viene anche attribuito il compito di vigilare e verificare il rispetto da parte dei lavoratori delle norme antinfortunistiche.

Il datore di lavoro ha quindi un duplice obiettivo: garantire una corretta informazione ed un esatto addestramento, e osservare attentamente che quanto insegnato sia poi messo in pratica dai dipendenti.

Il software per la sicurezza sul lavoro Job81 è nato per permettere di tenere sempre sottocchio tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitando al datore di lavoro problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

Aggiornamenti normativi automatici

Il software gestionale online per la sicurezza e per la gestione della documentazione dedicato ad aziende, professionisti e RSPP, viene tempestivamente aggiornato per adempiere alla normativa di riferimento.

Semplice reperibilità delle informazioni

Job81 ragiona come te! La piattaforma è studiata per rendere ogni operazione pratica e veloce: tutto viene catalogato con una logica impeccabile per aver sempre chiara la situazione dei dipendenti e dell’azienda.

Zero costi hardware grazie al cloud

Tutti i dati inseriti vengono salvati in cloud azzerando la possibilità di perdere informazioni importanti a causa di potenziali attacchi alla sicurezza della rete aziendale.

Riduzione dei tempi di lavoro

Il responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) grazie al software gestionale per la sicurezza perde meno tempo nella verifica della situazione aziendale e ha più tempo per seguire altre attività.

Digitalizzazione dei documenti

E’ ora di dire addio ai documenti cartacei per azzerare il rischio di smarrimento o di errore in fase di archiviazione. Job81 prevede la digitalizzazione di ogni tipo di documento in modo da facilitarne la ricerca e l’archiviazione.

Rischio sanzioni ridotto al minimo

Per evitare di incorrere in procedimenti penali e sanzioni amministrative, Job81 mette a disposizione dell’utente una panoramica aziendale per avere sempre sotto mano la situazione formativa e le certificazioni di ogni dipendente.

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Attualità e News Notizie dal mondo

Covid-19 – Donald Trump si lancia contro Obama dopo le critiche al comportamento contro l’epidemia

Donald Trump arriva alla Casa Bianca su Marine One dopo un fine settimana a Camp David

Covid-19 – Donald Trump si lancia contro Obama dopo le critiche al comportamento contro l’epidemia

“Obama è stato un presidente incompetente”: Trump si lancia contro l’ex presidente dopo le critiche al comportamento contro l’epidemia
Trump afferma di aver sentito i commenti negativi di Obama solo dopo le osservazioni fatte sul suo predecessore

IMMAGINE IN EVIDENZA: Donald Trump arriva alla Casa Bianca su Marine One dopo un fine settimana a Camp David (AFP via Getty Images)

Di ritorno da un fine settimana a Camp David, il presidente, Donald Trump , rispondendo ai giornalisti se avesse avuto qualche reazione alle critiche mosse sabato dal suo predecessore, Barack Obama .
Trump ha affermato di non aver ascoltato i commenti, ma ha dichiarato di Obama: “Era un presidente incompetente. Questo è tutto ciò che posso dire. Gravemente incompetente. ”
Il presidente non ha fatto ulteriori domande ed è entrato  rapidamente nella Casa Bianca,  dopo essere sceso un momento prima dal Marine One (Elicottero presidenziale .
Sabato scorso Obama si è rivolto ai laureati di college e università storicamente neri. Ha rimproverato l’attuale presidente per il comportamento in  risposta al coronavirus , dicendo che ha rilevato delle inettitudini nel cuore del governo.

L’articolo continua dopo l’immagine



“Più di ogni altra cosa, questa pandemia ha completamente, finalmente, fatto cadere il sipario sull’idea che così tanti addetti ai lavori sanno cosa stanno facendo”, ha detto l’ex presidente.
“Molti di loro non stanno nemmeno fingendo di essere al comando.”
Obama ha detto ai laureati: “Quindi, se il mondo migliorerà, dipenderà da voi”.
Sabato scorso, l’ex presidente ha tenuto un discorso separato agli anziani delle superiori durante una cerimonia di inizio virtuale ampiamente trasmessa  in streaming, durante la quale è apparso anche per parlare rivolgendosi al signor Trump.

“Sfortunatamente, molti cosiddetti adulti, compresi alcuni con titoli fantasiosi e lavori importanti, pensano ancora cose che finiscono per non far capire più nulla”.

Domenica mattina, anche il consigliere della Casa Bianca Peter Navarro ha risposto al discorso, dicendo che era contento che Obama avesse un nuovo lavoro come segretario stampa del candidato presidenziale Joe Biden , prima di riferirsi alla precedente amministrazione come “kumbaya di incompetenza”.

È la seconda volta in altrettante settimane che Obama ha criticato pubblicamente l’attuale amministrazione, dopo che è trapelato l’audio di lui che ha definito la risposta della Casa Bianca a Covid-19 un “disastro assoluto caotico”
Trump ha reagito furiosamente cercando di produrre per rappresaglia uno scandalo  parlando di uno pseudo ” Obamagate “.

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Comunicati Società

Roma, prima assemblea di Progetto Italia: Carlo Malinconico Presidente della nuova forza moderata

“Serve una forza moderata per portare l’Italia fuori dalla stagnazione e dalla decrescita”: con questo messaggio, Carlo Malinconico ha inaugurato la prima assemblea di Progetto Italia per la buona politica, nuova forza moderata e riformista, nata nell’alveo politico del centrodestra italiano.

Carlo Malinconico

Carlo Malinconico all’inaugurazione di Progetto Italia

Si è svolto il 4 marzo a Roma, nella sala conferenze del Dub House Hotel, il primo incontro nazionale della nuova formazione di centrodestra denominata Progetto Italia per la buona politica, nata con il fine di far convergere le voci moderate e liberaldemocratiche italiane. Il movimento vede Carlo Malinconico, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nelle vesti di Presidente, e Massimo Baldini in quelle di Coordinatore Nazionale. “La priorità è l’economia”, è il messaggio chiaro di Carlo Malinconico, che ha sottolineato la volontà di Progetto Italia di mettere al centro il sistema delle imprese italiane. L’intervento del giurista ha poi toccato un altro tema caro alla nuova forza politica di stampo moderato: il ruolo dell’Italia nello scenario politico ed economico internazionale, soprattutto in quello europeo: “L’Italia è un grande Paese oggi sottodimensionato in ambito internazionale”, ha dichiarato il Presidente di Progetto Italia, “dobbiamo recuperare un ruolo soprattutto sullo scacchiere europeo: Francia e Germania lavorano a una conferenza sul futuro dell’UE mentre noi siamo assenti a questi tavoli”. Come indicato anche dal nome prescelto per il nuovo movimento moderato, dall’incontro è emersa la necessità di fare ritorno a una “buona politica”, che dia voce al mondo moderato, liberale e democratico e che permetta al Paese di uscire dall’attuale periodo di crisi socio-economica.

Carlo Malinconico, la carriera del giurista e Presidente di Progetto Italia

Originario di Roma, città dove tutt’oggi risiede insieme a sua moglie, Carlo Malinconico è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Avvocato dello Stato durante i cosiddetti anni di piombo, diventa Consigliere di Stato nel 1985, superando, come primo in graduatoria, uno dei concorsi pubblici più complessi. In seguito a tale esperienza, nel 2002 riceve un incarico di docenza nella Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze (SSEF), a cui fa seguito l’ottenimento della cattedra di Giurisprudenza presso l’Università di Udine. Al contempo, le competenze specialistiche nel settore legale lo conducono alla fondazione dell’omonimo Studio Legale, specializzato nell’ambito del diritto amministrativo. Nel 2005 il giurista ottiene un altro incarico di docenza, insegnando Giurisprudenza presso l’Università di Roma – Tor Vergata. Esperto di diversi rami del diritto, tra gli incarichi di rilievo di Carlo Malinconico spiccano quelli di Segretario Generale del secondo Governo Prodi e Sottosegretario di Stato del Governo Monti. È stato, inoltre, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro, Consigliere Giuridico dell’Autorità della concorrenza e del mercato, oltre che Direttore Generale dell’Autorità dell’energia elettrica.

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News Salute e Benessere

Gli aspiranti medici al lavoro per il test di medicina

Mentre il test d’ingresso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia in programma il prossimo 1° settembre è ancora circondato da incognite a causa dell’emergenza Covid-19, molti aspiranti medici guardano verso l’estero per iniziare la loro carriera internazionale.

Quest’anno saranno 13.500 i posti disponibili per le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle università pubbliche italiane (+ 17% rispetto allo scorso anno), ma si stima che il 1°settembre si presenteranno al test ben 70mila future matricole. Il numero di esclusi è altissimo ma c’è una strada alternativa che piace sempre di più: molti aspiranti medici guardano, infatti, all’estero per una carriera internazionale.

Le università straniere offrono infatti, più tempo all’esperienza in corsia e in sala operatoria grazie a percorsi didattici basati in gran parte sulla pratica, lo studio in lingua inglese in un contesto accademico, il confronto con modalità didattiche innovative che spaziano da laboratori di biochimica fino alle simulazioni di casi clinici su simulatori dei pazienti e soprattutto maggiori opportunità di carriera, grazie al conseguimento di un titolo accademico valido in Europa, Canada e USA. L’esperienza internazionale, infatti, fa spiccare il volo alle carriere: in media la retribuzione lievita del 40%, le prospettive di occupazione sono molto maggiori, il mercato di riferimento è più stimolante.

Lo sostiene Medicor Tutor, società che accompagna gli aspiranti medici preparandoli a una brillante carriera universitaria con prospettive internazionali, a fronte di 6 anni di attività in Italia a fianco di più di 1.000 studenti che hanno scelto di studiare Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia oltre frontiera.

Mete preferite e università di prim’ordine per gli aspiranti medici italiani: la Charles University di Praga (tra le 30 migliori università d’Europa), la Masaryk University di Brno (tra le 100 migliori università d’Europa), ma anche l’Universidad Europea di Madrid, l’Universidad Europea di Valencia, la Università Pavol Josef Safarik di Kosice in Slovacchia, la University of Rijeka a Fiume in Croazia, l’European University Cyprus a Nicosia e la Pleven Medical University in Bulgaria.

«Secondo lo studio condotto da The Joint Action on European Health Workforce Planning and Forecasting la prospettiva di una carriera internazionale è sempre più attrattiva per gli aspiranti medici. Si stima che in Europa nei prossimi anni ci sarà bisogno di un milione di professionisti sanitari. Aver studiato in un contesto internazionale, con una formazione in lingua inglese, sarà un plus riconosciuto che consentirà al giovane universitario di costruire il proprio percorso lavorativo, certo di aver ricevuto la migliore formazione possibile. Teorica, sì, ma anche pratica. Perfetta per affrontare ogni genere di situazione» – dichiara Luca Petti Cammarata, direttore generale di Medicor Tutor.

 

TEST D’INGRESSO – Le prossime date per i test di ingresso nelle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia delle Università partner di Medicor Tutor sono le seguenti:

– Università di Rjeka (Fiume): Sabato 18 Luglio 2020 – Verona/Roma/Milano;

– Charles University di Praga (sede di Pilsen): Sabato 25 Luglio 2020 – Roma/Milano;

– Masaryk University di Brno: Sabato 01 e Lunedì 03 Agosto 2020 – Roma/Milano;

– UPJS University di Kosice: Sabato 22 Agosto 2020 – Roma/Bari/Milano.

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Comunicati

I vantaggi offerti da un antifurto wireless

Gli antifurti casa wireless sono i piu affidabili? Questa è una delle prime domande che ci si dovrebbe porre quando ci si accinge ad acquistare un sistema allarme casa di questo tipo. Come noto, gli impianti wireless sono quelli che funzionano senza fili: le varie componenti sono collegate le une con le altre attraverso delle onde radio utilizzando frequenze convenzionali. Optando per una soluzione di questo genere, non si ha più a che fare con cablaggi ingombranti e, di conseguenza, non si è costretti a effettuare alcun tipo di lavori di muratura.

 

Caratteristiche della centrale di allarme

A prescindere dal tipo di centrale con cui si ha a che fare, a ciascun rivelatore deve corrispondere una zona specifica della casa. Grazie a questa prerogativa, se si dovesse verificare un guasto a essere esclusa sarebbe unicamente una parte dell’impianto. A volte la centrale può includere un pulsante silenzioso anti rapina: nel momento in cui esso viene premuto, il combinatore telefonico e il sistema wifi integrato trasmette un segnale di allarme silenzioso. Infine, è indispensabile che la centralina possieda una batteria a tampone di backup, così da poter funzionare anche quando l’energia elettrica viene a mancare.

 

La soluzione antifurto casa offerta da Beta Elettronica

Con l’azienda Beta Elettronica si può essere certi di proteggere la propria abitazione e la propria attività commerciale. Questa azienda, infatti, propone un allarme antifurto wireless multifunzionale, che non solo rileva intrusioni da parte di estranei e tentativi di effrazione, ma ha anche la capacità di segnalare fughe di gas, allagamenti o fumo, di gestire la domotica per la casa etc etc. Volendo, è possibile collegare il sistema con una centrale operativa allo scopo di verificare quello che sta succedendo in tempo reale. Il sito di Beta Elettronica consente a chi lo desidera di calcolare un preventivo direttamente online in soli 60 secondi.

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Musica e Video

Phil May è morto. Musicista e icona della musica rock britannica degli anni sessanta

Phil May - The Pretty Things

Musica in lutto, il cantante e leader della storica band è morto per un incidente in bicicletta

18 Maggio 2020

Grave lutto nel mondo della musica rock. A 75 anni è morto Phil May. Ad inizio settimana è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Queen Elizabeth Hospital di King’s Lynn, nel Norfolk, a seguito di una bruttissima caduta in bicicletta.
Le sue condizioni erano gravissime e purtroppo i medici non sono riusciti a salvargli la vita. La notizia è stata confermata dal manager della band: “È con profonda tristezza che il management di The Pretty Things deve annunciare la morte del leader della band, Phil May. Phil è morto alle 7.05 di venerdì 15 maggio al Queen Elizabeth Hospital, Kings Lynn, Norfolk. Aveva 75 anni.

Il cantante stava trascorrendo la quarantena nel Norfolk contea dell’Inghilterra orientale, si affaccia a nord e a est sul Mare del Nord, insieme alla moglie e alla famiglia. La scorsa settimana il cantante era uscito da casa per fare un giro con la bicicletta ed è rimasto ferito dopo una bruttissima caduta. Soccorso immediatamente dagli operatori sanitari e trasportato d’urgenza all’ospedale di King’s Lynn, Phil May era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’anca.

Grande musicista e icona della musica rock britannica, Phil May aveva fondato nel 1963 i The Pretty Things, insieme al chitarrista Dick Taylor. Riconosciuto per il suo stile unico e sicuramente fuori dagli schemi del tempo, May fu uno dei primi a presentarsi al grande pubblico coi capelli lunghi. I Pretty Thing, tra i principali esponenti musicali del movimento mod, erano nati a Londra nel 1963, grazie a May e al chitarrista Dick Taylor. Quest’ultimo aveva suonato nei Little Boy Blue and the Blue Boys con Keith Richards e Mick Jagger, divenuti poi i Rolling Stones con l’ingresso di Brian Jones.
Il nome per il nuovo gruppo, The Pretty Things, fu scelto in onore del titolo di una canzone composta nel 1955 da Willie Dixon. Il loro suono caratterizzato da una certa frenesia fu subito apprezzato dal pubblico, tanto che nel biennio 1964-1965 ben tre dischi entrarono nelle classifiche: Rosalyn / Big Boss Man; Don’T Bring Me Down / We’ll Be Together; Honey I Need / I Can Never Say.

Photo by Frank Hoensch/Redferns via Getty Images

Lo straordinario successo fece però implodere la band: Pendleton abbandonò il gruppo nel dicembre 1966, seguito due mesi dopo da John Stax. Si chiudeva così un capitolo della storia musicale dei Pretty Things.
La band di May ha tenuto uno dei suoi ultimi concerti il 13 dicembre 2018 a Londra, con la partecipazione di amici come David Gilmour (ex Pink Floyd) e Van Morrison.

FONTE:  caffeinamagazine.it
IMMAGINI:  caffeinamagazine.it | youtube.com

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Eventi News Salute e Benessere

Il Sistema Sanitario “alla prova” dell’emergenza | Al via il 25 maggio il webinar organizzato da Aipda e coordinato dal rettore Remo Morzenti Pellegrini

Un confronto su come il Sistema Sanitario ha reagito all’emergenza Covid-19 è d’obbligo. A fare da moderatore all’incontro il rettore Remo Morzenti Pellegrini, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo.  

Sotto la direzione di AIPDA, Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo, il 25 maggio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, si terrà il webinar dal titolo ‘Il Sistema sanitario “alla prova” dell’emergenza’, un confronto e dibattito per riflettere e discutere sui temi più caldi dell’attualità. A presentare l’incontro sarà Carla Barbati, presidente di Aipda, mentre a introdurre e coordinare i diversi interventi sarà il rettore Remo Morzenti Pellegrini, membro del Consiglio direttivo.

Si prospetta un incontro denso di contenuti, considerata la grande partecipazione, che vede come ospiti: Andrea Lenzi, Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita; Franco Locatelli, Ordinario di Pediatria generale e specialistica dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”  e Presidente del Consiglio superiore di Sanità; Domenico Mantoan, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco; Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene Generale Applicata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del comitato esecutivo OMS. Gli esperti dialogheranno con i professori di diritto amministrativo di diverse università italiane: Nicola Aicardi, Università degli Studi di Bologna, Giandomenico Falcon, professore Emerito dell’Università di Trento, Rosario Ferrara, Università degli Studi di Torino e Luiss, Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “G. Carli” di Roma eAlessandra Pioggia, Università degli Studi di Perugia. Il dibattito finale verrà introdotto e coordinato da Alfredo Contieri e Marina D’Orsogna, membri del Consiglio direttivo di Aipda.

La partecipazione è gratuita e accessibile tramite la piattaforma Zoom. Sarà possibile iscriversi al webinar entro il 24 maggio, inviando una mail di richiesta all’indirizzo di posta: [email protected].

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Salute e Benessere

Dr. Beckmann consiglia come lavare le mascherine in lavatrice

Dr. Beckmann è un’azienda tedesca specializzata in articoli per l’igiene e la cura del bucato. All’interno del suo sito è possibile trovare numerosi consigli per mantenere al meglio qualsiasi capo d’abbigliamento. Attraverso l’utilizzo dei suoi prodotti è possibile prendersi cura della propria lavatrice e di qualsiasi tessuto in maniera impeccabile: la collezione di smacchiatori e di articoli per la cura del bucato ne sono la prova.
In piena emergenza COVID-19, che ha costretto l’intera popolazione a indossare guanti e mascherine per contenere la diffusione del virus, Dr. Beckmann ha deciso di fornire dei consigli di grande utilità a tutti i suoi lettori, suggerendo qual è il modo migliore per lavare in lavatrice le mascherine sartoriali in tessuto e come igienizzarle nella maniera corretta.
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Eventi News

“Sei tu il leader del futuro” | Giovedì 21 maggio appuntamento con “Out of the Box – Webinar per pensieri nuovi”

Ultimi due appuntamenti digitali con “Out of the Box. Ciclo di webinar per pensieri nuovi”, la rassegna a partecipazione libera organizzata dall’istituto paritario iSchool di Bergamo per rispondere alla sfida a cui in questo momento la scuola è chiamata: insegnare ai tempi di Covid 19, facendo crescere le nuove generazioni con una didattica del tutto diversa rispetto a qualsiasi modello precedentemente conosciuto e sperimentato.

Giovedì 21 maggio, dalle 10 alle 11, si rifletterà sulla leadership del futuro insieme a Diana Tedoldi, esperta di leadership development, comunicazione, teamwork e ascolto. Quali caratteristiche dovranno avere i leader di domani? Come si formeranno queste skills? Partendo da una piena realizzazione del proprio potenziale individuale, potremo sentirci “co-autori” del nuovo contesto globale? L’incontro offrirà numerosi spunti per capire come agire in maniera responsabile e consapevole da un punto di vista sociale ed ecologico.

Modera Luca Nosari, docente di diritto di iSchool.

Per accedere al programma e ai webinar, visitare la sezione “esperienze” del sito high.ischool.bg.it

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Business Comunicati

Private Equity: i traguardi professionali di Nicola Volpi

Uno dei partner fondatori di Permira, Nicola Volpi è un professionista con oltre 25 anni di esperienza nel settore del Private Equity.

Nicola Volpi
Nicola Volpi: le prime tappe del suo percorso professionale

Dopo essersi laureato in Business Administration presso l’Università Luigi Bocconi di Milano e dopo aver conseguito un Master in Finanza presso la SDA Bocconi, Nicola Volpi avvia il suo percorso professionale in qualità di analista finanziario in Sefimeta S.p.A. Successivamente, collabora per nove anni con Sanpaolo Finance S.p.A., Investment Bank dell’attuale Gruppo Intesa Sanpaolo. È qui che, in qualità di Responsabile della divisione di Leverage Finance, organizza il finanziamento delle prime operazioni di Buy-Out concluse in Italia. Nel 1999, dopo aver operato in qualità di partner di Schroder Ventures Italy, diventa uno dei Soci fondatori di Permira, fondo di investimento internazionale specializzato in attività di Private Equity. La società diventerà rapidamente protagonista del settore a livello mondiale con oltre 40 miliardi di Euro di capitali in gestione.

Gli incarichi di Nicola Volpi in Permira, FC Internazionale S.p.A. e Movidea

Nel 2005 Nicola Volpi viene nominato Amministratore Delegato di Permira in Italia e successivamente entra a far parte dell’Executive Committee che guida Permira nel mondo. Sotto la sua guida, il Fondo di Private Equity realizza in Italia numerose acquisizioni e dismissioni di successo di marchi leader nel proprio settore fra cui: Ferretti Yachts, Marazzi, Veneta Cucine, Valentino, Sisal. Conclusa l’esperienza, fonda Movidea insieme a Emilio Petrone. Attraverso Movidea investe capitale propri, entrando nel capitale di aziende non quotate con l’obiettivo di accompagnarle in un percorso di crescita e valorizzazione nel lungo temine condiviso con l’imprenditore. Tra le operazioni, l’ingresso nel capitale di Pagani Automobili S.p.A., società a cui, in qualità di Membro del CdA, sta dando supporto di indirizzo strategico e contributo all’importante crescita dei principali KPI registrati negli ultimi anni. Tra il 2014 e il 2018, Nicola Volpi ha operato in qualità di Membro del Consiglio di Amministrazione di FC Internazionale S.p.A., con contributi nell’area finanza straordinaria, organizzazione e pianificazione strategica.

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Prodotti

Coltelli Fox da sopravvivenza, la migliore soluzione per il tuo outdoor.

Scegliere il proprio equipaggiamento da sopravvivenza, non è mai semplice. Finire per acquistare ed utilizzare un prodotto non adatto alle proprie esigenze è molto facile, e questo proprio perché sono sempre di più i marchi, con poca esperienza nel settore che offrono varietà economiche di coltelli da escursione e articoli da campeggio in generale.

Il marchio di coltelli Fox, per chi decide di non voler scendere a compromessi, è da sempre una delle realtà made in Italy che riesce a rispondere con maggiore attenzione alle diverse esigenze degli escursionisti. Il noto marchio di coltelli di Maniago proprio al fine di rispondere a quest’esigenza, da diverso tempo ormai, è autore di uno dei brand di coltelli da escursione i BlackFox.

Il marchio di coltelli BlackFox delle coltellerie Fox ad oggi è uno dei principali marchi di coltelli italiani che riesce a rispondere al meglio alle necessità degli escursionisti più esigenti, offrendo comunque dei prodotti anche a prezzi contenuti. Uno degli articoli, che ha certamente contribuito maggiormente ad ampliare la fama ed il successo di questo marchio negli anni, è il noto coltello da escursione BlackFox Felis, il coltello da esploratore realizzato in acciaio 440C Full Tang, particolarmente apprezzato dagli escursionisti proprio per via della sua eccezionale resistenza sotto pressione che consente di poterlo utilizzare anche anche per svolgere le principali attività di bushcraft, come lo spacco di piccoli tronchi.

La specializzazione, come chiave del successo!

Tra gli aspetti che indubbiamente hanno premiato il marchio di coltelli Fox vi è sicuramente la scelta di settorializzare le diverse produzioni, dividendo per marchi dunque i diversi articoli, cosi da realizzare linee di coltelli specializzate, come il marchio FKMD ( Fox Knives Military Division ) che come è facilmente intuibile dal nome, rappresenta il marchio di coltelli militari specializzato, come BlackFox per i coltelli da escursione. Specializzarsi è stata indubbiamente una delle chiavi del successo di quest’eccezionale azienda italiana che oggi è tra le più note nel panorama internazionale per la produzione di coltelli militari e da sopravvivenza.

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Salute e Benessere Volontariato e società

Come prevenire la diffusione di malattie con l’isolamento

Un’oncia di prevenzione vale una tonnellata di cura.” scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard. Per questo la Chiesa di Scientology ha creato una sezione online, dove sono state inserite le linee guida per la prevenzione e la diffusione di infezioni e malattie, e in questo particolare periodo, per la prevenzione del COVID 19.

Questo centro risorse online è stato creato per fornire informazioni di base su ciò che puoi fare per contribuire a mantenere te stesso e gli altri in buona salute. È possibile scaricare tutto il materiale presente nel sito gratuitamente, compresi gli opuscoli.

Ti invitiamo a utilizzare e a condividere queste informazioni con gli altri. Anche se stiamo tutti mantenendo le distanze, siamo tutti uniti in questo.

Ecco alcuni suggerimenti per prevenire la diffusione di malattie con l’isolamento.

Numero 1: Rimani a casa

Se qualcuno a casa tua si ammala, fai a rimanere a casa tutte le persone con cui vivi, per evitare di infettare altri. Non andare a lavoro o a scuola.

Numero 2: Contatta il tuo medico

Chiama prima di recarti in uno studio medico. È consigliabile rimanere a casa e proteggere altri dall’infezione. In caso di sintomi gravi rivolgiti immediatamente ad un medico.

Numero 3: Isolati

Per isolamento si intende il separarsi dagli altri in modo che non avvenga nessuna trasmissione di germi. Se ti ammali dormi in una stanza separata, usa un bagno separato ed evita gli spazi comuni.

Numero 4: Proteggi le persone anziane

Adotta misure per proteggere le persone anziane e quelle suscettibili alle malattie, tenendole lontane dal malato.

Numero 5: Indossa una mascherina

Le mascherine possono aiutare a limitare la diffusione dei germi quando una persona malata parla, tossisce o starnutisce. Se sei malato o sospetti di esserlo indossa una mascherina.

Numero 6: Evita il contatto con gli animali domestici

Se una persona malata accarezza un animale domestico può lasciare germi sul suo pelo e questi possono essere trasmessi ad altre persone.

Numero 7: Utilizza piatti e utensili usa e getta

Se sei malato utilizza piatti e utensili usa e getta quando possibile.

Numero 8: Separa la biancheria

La biancheria di una persona malata andrebbe lavata separatamente da quella degli altri per prevenire la diffusione dei germi.

Numero 9: Separa la spazzatura

Riserva un cestino dell’immondizia con un sacchetto solo per la persona malata e butta con cura l’immondizia in un contenitore per rifiuti esterno.

Numero 10: Igienizza spesso

Pulisci e igienizza spesso le superfici comuni. Utilizza un normale disinfettante come perossido di idrogeno, candeggina e acqua o alcol denaturato.

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Ufficio Stampa

Chiesa di Scientology

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Salute e Benessere

Gel auto abbronzante Ultra Bronze: serve?

Chi è che non desidera avere una pelle dorata e brillante durante tutto l’anno e non solo in estate. Tante persone per avere un tocco di luminosità in più, spesso ricorrono all’utilizzo di lampade e trattamenti estetici che in alcuni casi potrebbero essere dannose e rovinare la pelle. Uno dei metodi per restare sempre abbronzati è il nuovo trattamento cosmetico Ultra Bronze, un gel autoabbronzante. L’azione di questo gel, che è realizzato con ingredienti naturali ed è ricco di principi nutritivi, contribuisce in maniera immediata a donare alla pelle un’abbronzatura omogenea con poche applicazioni.

Cos’è il gel autoabbronzante Ultra Bronze?

L’azienda HTF ha lanciato Ultra Bronze, questo innovativo prodotto che è contenuto in un barattolo da 100 ml e che dona un particolare colorito ad ogni tipo di pelle, senza una continua esposizione ai raggi UV.
Azione veloce ed immediata: basta u minuto e l’azione dell’olio di germe di grano idrata ed abbronza la pelle in maniera istantanea. Una formula scientificamente testata in laboratorio e composta da ingredienti premium, facile e veloce da utilizzare. La crema gel viene spalmata sulla pelle asciutta con un massaggio leggero e dopo pochi minuti inizia la sua azione abbronzante per un tono luminoso e dorato. Non unge e non macchia e agisce immediatamente per un risultato autoabbronzante visibile e garantito.

Benefici e risultati garantiti

Libertà di sfoggiare un’abbronzatura vivace e dorata in qualsiasi momento e senza sottoporsi all’azione di lampade e raggi UV dannosi per la pelle. Un trattamento che non presenta effetti collaterali e che restituisce un meraviglioso effetto luminoso e un colore dorato che ravviva e illumina il corpo senza danneggiare il ph della pelle.

Ingredienti naturali e testati

La composizione della crema autoabbronzante contiene ingredienti naturali e non presenta prodotti nocivi per la pelle, olii o paraffina. Ultra Bronze è realizzato con Olio di germe di grano che va ad idratare la pelle e contemporaneamente la abbronza senza ungerla e rovinarla. Test clinici appropriati, che non sono stati testati sugli animali, hanno escluso effetti collaterali. La crema gel autoabbronzante Ultra Bronze può essere utilizzata ogni giorno sia da uomini che dalle donne per ritrovare un colore sempre vivo e abbronzato come in piena estate.

Come utilizzare la crema UltraBronze

Ultra Bronze va applicata in modo omogeneo sulla pelle, in maniera semplice e immediata, con un leggero massaggio. Bastano pochi passaggi:

  • pulire la pelle da eventuale creme o olii
  • prelevare una piccola quantità di prodotto dal barattolo
  • stendere leggermente la crema con un massaggio effettuando una lieve pressione

L’azione è visibile dopo pochi minuti. Il gel autoabbronzante restituirà subito una carnagione più scura ed un effetto abbronzante da fare invidia.

Opinioni e recensioni della crema Ultra Bronze

Gli utenti che hanno già utilizzato il prodotto sono soddisfatti dei risultati e fieri del nuovo colore della pelle, sempre viva, abbronzata e dorata. Tante persone che lo hanno provato consigliano l’utilizzo del gel autoabbronzante Ultra Bronze che consente di avere una pelle sempre bella e abbronzata in ogni momento.

Ultra Bronze, quanto costa e dove acquistarlo

Questa crema gel della linea HTF non si trova sui vari siti di e-shop o nei negozi, ma si può acquistare attraverso il sito ufficiale https://ultrabronze.eu al prezzo di 49 euro. Un prezzo modico per un prodotto esclusivo e con risultati immediati. Il sito offre un particolare sconto acquistando più barattoli: un barattolo 49 euro, due barattoli 69 euro, tre barattoli 89 euro, 4 barattoli 109 euro e 5 barattoli 129 euro.

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Il ristorante didattico di ISchool scommette sulla Fase 2 e prepara gli studenti alla ripartenza non “menu virtuali”

Non esistono limiti alla creatività, specie in cucina. Così, neanche la Fase 2 del post Covid-19 blocca l’intraprendenza di Taste, il ristorante didattico nel cuore di Bergamo (via Tasso 49) dell’istituto scolastico iSchool. Un luogo che è espressione di un nuovo tipo di didattica, più esperienziale e coinvolgente, nonché un punto di riferimento per la ristorazione firmata dalle nuove generazioni. Uno spazio che, a seguito delle misure adottate per contrastare la pandemia globale, è stato chiamato a ridefinirsi e a puntare, ancora una volta, sull’innovazione lanciando due nuove modalità di fruizione: il Delivery “Fuori di Taste” e il modello Lunch e Take Away.

Con il lockdown e l’interruzione delle lezioni in presenza, infatti, i ragazzi dell’Istituto Alberghiero di iSchool, da sempre mente e cuore di Taste, hanno dovuto ripensare il loro apprendimento. Per farlo, hanno messo in campo tanta originalità e determinazione, impegnandosi, con i loro docenti, a trasformare le lezioni di laboratorio in esercitazioni “a distanza” in formato virtuale. Ogni mattina, collegandosi alla piattaforma di e-learning della scuola, incontrano i loro professori e insieme elaborano nuove ricette, cimentandosi anche nelle presentazioni. Una capacità, quella comunicativa, sempre più apprezzata nel mondo della ristorazione, come dimostrano anche i tantissimi cooking show trasmessi in Tv e sui social. Ma non solo: i ragazzi hanno dovuto studiare un piano di rilancio del ristorante in chiave strategica, culinaria e comunicativa. Prepararsi alla professione non significa solo saper cucinare: si tratta di gestire situazioni difficili e imprevedibili.

«Con l’arrivo della pandemia ci siamo chiesti come avremmo potuto trasformare un’attività concreta e “reale”, come il cucinare, in qualcosa digitale, con il rischio che un insegnamento di questo tipo diventasse meno tangibile e, di conseguenza, meno efficace. La risposta l’abbiamo trovata nel modo in cui iSchool interpreta da sempre la sua missione educativa: ovvero con l’innovazione e l’esperienza vicina alla realtà. La didattica a distanza è diventata così un nuovo stimolo per creare, non una limitazione, e la riapertura di Taste, anche senza la presenza dei ragazzi, ne è la dimostrazione. Riaprire Taste nella Fase 2 significa, infatti, non solo mantenere i contatti con la nostra clientela affezionata, ma soprattutto credere nella ripartenza, nelle nuove opportunità che i nostri studenti potranno cogliere quanto tutto tornerà alla “normalità” ma soprattutto vedere in opera un piano di rilancio studiato insieme ai ragazzi» – dichiara Marco Cavadini, responsabile di Taste e docente dell’Istituto Alberghiero iSchool.

Anche se a distanza, infatti, gli studenti sono sempre impegnati nelle videolezioni e collaborano nella fase ideativa dei menu e delle ricette. Si adoperano, inoltre, nell’analisi dei profili social del ristorante didattico e ragionano sulla trasformazione che il settore dovrà subire a seguito della pandemia. E nel frattempo, in attesa di poter rientrare nella cucina di Taste, vedono il loro ristorante didattico riaprire i battenti con due nuove modalità esperienziali tutte da scoprire.

“Fuori di Taste” porta il ristorante direttamente a casa del cliente, in tutta la provincia di Bergamo, regalando un’esperienza formativa non solo a chi ha ideato la ricetta, ma anche a chi la riceve. Il ristorante, infatti, non fornirà dei piatti pronti, ma volendone preservare al massimo la qualità, chiederà ai clienti di ultimarli a casa. Ordinare da Taste in questa formula significherà, quindi, partecipare a un gioco culinario a più mani, in cui i clienti potranno chiedere consiglio sulle preparazioni dei piatti e cimentarsi in prima persona ai fornelli. Ogni box con i piatti sarà infatti integrata da istruzioni cartacee e dalle indicazioni per collegarsi alle video lezioni digitali.

La modalità “Lunch e Take Away”, invece, si rivolge alla clientela più tradizionale, ovvero a tutti coloro che senza le restrizioni previste per arginare la diffusione di Covid-19, avrebbero consumato il pranzo direttamente al ristorante e che ora, invece, scelgono la formula del “prendi e porta a casa”. In questo caso, i piatti sono di pronto consumo, non richiedono nessun’altra preparazione e, su richiesta, possono essere consegnati a Bergamo città e nei comuni limitrofi.

Le ordinazioni si prendono direttamente online, attraverso il nuovo e-shop https://taste-ristorante-didattico.myshopify.com/ o, in alternativa, via telefono e whatsapp al numero 3397784180, ma anche su Instagram @taste_ischool e su Facebook https://www.facebook.com/TasteBergamo/.

Orari: da lunedì a venerdì, dalle 12 alle 15.

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Raccolta rifiuti: Bergamelli si candida per il Comune di Albino

Un Comune più pulito, ecologicamente più sicuro ed efficiente. Bergamelli, azienda specializzata nel settore dei lavori stradali e nella raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, si candida per occuparsi della raccolta dei rifiuti del Comune di Albino, attualmente gestita da Servizi Comunali, con l’obiettivo di realizzare una gestione migliorativa rispetto a quella in atto.

L’azienda, fortemente radicata sul territorio, ha già presentato la proposta per il servizio e si impegna ad assorbire tutti i lavoratori attualmente in carico a Servizi Comunali, tutelando quindi le maestranze in opera. La proposta presentata e già protocollata prevede: la gestione dell’attività di igiene con ridotto impatto ambientale e la gestione della pulizia delle strade.

In particolare, Bergamelli intende occuparsi a proprio carico: della progettazione, costruzione e gestione della piattaforma ecologica / centro raccolta comunale andando così a ridurre molti dei problemi che attualmente si verificano nella gestione dei rifiuti, tra cui le lamentele del vicinato; della manutenzione ordinaria degli impianti e delle attrezzature; della raccolta e del trasporto dei rifiuti (secco, organico, carta e cartone, plastica, vetro, latte e lattine, rifiuti ingombranti, rifiuti urbani pericolosi, carogne e rifiuti abbandonati, rifiuti da estumulazioni e esumazioni provenienti dai cimiteri comunali) nonché della pulizia delle strade, delle scalinate e dei vialetti dei parchi, della pulizia del piazzale del mercato e dello svuotamento dei cestini, della raccolta delle siringhe usate e abbandonate in luoghi pubblici e di altri servizi e interventi straordinari, in caso ad esempio di fiere.

L’offerta presentata dall’azienda per queste attività consentirebbe un risparmio per l’Amministrazione pubblica di circa 600 mila euro, raggiungibile grazie alla marginalità dei prezzi in essere e alla durata del contratto (15 anni) che permetterebbe all’azienda di diluire l’utile (dal 12% al 7%). Sarebbero inoltre possibili nuove assunzioni di personale, da reperirsi sul territorio di Albino. Già oggi, infatti, Bergamelli impiega circa 100 dipendenti, per il 90% provenienti dalla Valle Seriana e per la restante parte dalla Valle Brembana.

«La raccolta dei rifiuti è una delle attività più importanti per un Comune ed è proprio per rispondere alle esigenze dei cittadini di Albino, che negli ultimi tempi hanno paventato diverse lamentele circa la gestione del servizio, che abbiamo avanzato la nostra proposta. Lavoriamo nel settore da molti anni, abbiamo maturato esperienze speculari nei comuni di Selvino, Brignano e Caravaggio, utilizziamo macchinari tecnologicamente avanzati, costantemente manutenuti, e siamo sempre alla ricerca di soluzioni all’avanguardia: per tutte queste ragioni ci sentiamo particolarmente qualificati per lo svolgimento di questo servizio. Siamo infatti convinti che oggi parlare solo di raccolta differenziata non basti: serve aumentare la qualità e soprattutto investire in impianti innovativi per fare il salto definitivo verso un modello più green e sostenibile» – dichiara Massimiliano Bergamelli, titolare dell’azienda con i fratelli Manuel e Matteo.

Così come evidenziato dal Rapporto Ispra sui Rifiuti Urbani 2019, infatti, quella di Bergamo è già una provincia virtuosa per la raccolta differenziata (con percentuali che arrivano al 75,3%), ma ci sono ancora importanti ambiti di miglioramento. Nel solo 2018, infatti, la produzione nazionale dei rifiuti urbani è stata quasi di 30,2 milioni di tonnellate, con una crescita più marcata al Nord (+2,7%). In valore assoluto, il Nord Italia ha prodotto circa 14,3 milioni di tonnellate, pari a circa 517 kg per abitante, in crescita di 14 kg a persona rispetto al 2017. Numeri che impongono una gestione ancora più attenta della raccolta dei rifiuti.

Bergamelli srl si è costituita nel 1965 specializzandosi nel settore lavori stradali. Dal 1970 ha iniziato a operare nel settore della raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani specializzandosi successivamente nella raccolta e trasporto dei rifiuti assimilabili, speciali, tossico e nocivi, nella raccolta differenziata e nella gestione dei centri di raccolta comunali, agendo nel pieno rispetto delle normative in materia ambientale. Dal 1999 al 2010 ha gestito nel proprio sito di Nembro un’attività di stoccaggio e recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Dal mese di aprile del 2010 la gestione si è trasferita al nuovo impianto di stoccaggio rifiuti speciali non pericolosi presso la nuova sede di Albino. Presso la sede viene gestito anche l’impianto di recupero materiali inerti regolarmente autorizzato dalla Provincia di Bergamo. L’azienda conta 100 dipendenti, tutti del territorio, e 80 mezzi, la maggior parte dei quali a metano, che subiscono un ricambio ogni 5 anni, con un fatturato tra i 12 e i 15 milioni di euro.

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RC auto: ad aprile crollo record dei premi in FVG (-18,49%). Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti del Friuli-Venezia Giulia dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati nella regione hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (10,46% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -18,49% rispetto allo stesso mese del 2019. Il dato è ancor più rilevante se si considera che la riduzione nazionale è stata pari al 15,04%.

In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Friuli-Venezia Giulia occorrevano, in media, 317,50 euro, vale a dire ben 72 euro in meno rispetto ad aprile 2019.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 120.700 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

«Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».

Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.

Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

L’andamento provinciale

Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Friuli-Venezia Giulia ad aprile 2020 è il quarto più importante rilevato a livello nazionale, con una diminuzione a doppia cifra in tutte le aree della regione.

La provincia del Friuli-Venezia Giulia che ha visto scendere in misura maggiore il prezzo dell’RC auto è stata quella di Udine dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 21,31% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 306,04 euro.

Segue nella graduatoria regionale la provincia di Gorizia, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 19,11% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 312,20 euro.

Diminuzione inferiore alla media regionale, ma comunque superiore a quella nazionale, per la provincia di Pordenone, che con un calo del 16,05% e un valore medio RC auto pari a 302,17 euro, è risultata essere non solo l’area del Friuli-Venezia Giulia ma anche la provincia italiana dove, ad aprile 2020, assicurare un veicolo a quattro ruote costava meno.

Chiude la classifica regionale la provincia di Trieste, dove il premio medio è diminuito “solo” del 14,28% stabilizzandosi a 369,30 euro, il più alto registrato nella regione.

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 120.786 preventivi effettuati in Friuli-Venezia Giulia su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

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RC auto: ad aprile crollo record dei premi in Calabria (-11,83%).  Prezzi mai così bassi, ma risaliranno

Con l’avvio della Fase 2 e il graduale ritorno alla normalità molti automobilisti calabresi dovranno fare i conti con il rinnovo dell’RC auto; la buona notizia è, come emerso dall’osservatorio di Facile.it, che il costo dell’assicurazione continua a calare. Se già a marzo 2020 i premi medi rilevati in Calabria hanno iniziato a risentire positivamente del lockdown (2,40% su base annua), ad aprile 2020 la diminuzione è stata ancor più importante, con un eloquente -11,83% rispetto allo stesso mese del 2019.

In valori assoluti significa che, lo scorso mese, per assicurare un veicolo a quattro ruote in Calabria occorrevano, in media, 582,78 euro, vale a dire ben 78 euro in meno rispetto ad aprile 2019.

Il dato emerge dall’analisi di un campione di oltre 145.600 preventivi effettuati in Calabria attraverso Facile.it da marzo 2019 ad aprile 2020 e delle relative quotazioni offerte da un panel di compagnie che rappresentano, considerando i premi totali raccolti, circa il 55% del mercato RCA italiano*.

«Come avevamo previsto il calo rilevato a marzo era solo l’inizio di un trend al ribasso ancora più importante, confermato dai dati di aprile», spiega Diego Palano, Managing Director assicurazioni di Facile.it «Tuttavia con buona probabilità la curva si invertirà presto soprattutto perché, con l’interruzione graduale della quarantena e i nuovi limiti imposti al trasporto pubblico, il numero delle auto in circolazione – e con esso quello dei sinistri – tornerà ad aumentare.».

Lo straordinario calo dei prezzi, come evidenziato da Facile.it, è in buona parte legato al lockdown imposto dal Governo a causa del Covid, restrizione che ha portato nei mesi di marzo e aprile ad una drastica diminuzione sia dei veicoli in circolazione sia, di conseguenza, dei sinistri stradali.

Con il ritorno alla normalità questi due elementi potrebbero riprendere a crescere; essendo essi fondamentali per il calcolo delle tariffe assicurative, è facile prevedere che ciò comporterà inevitabili rincari a scapito degli automobilisti. Ecco perché, spiegano gli esperti del comparatore, il consiglio per tutti coloro che hanno una polizza in scadenza è di rinnovare l’assicurazione ora, anche se il veicolo non viene utilizzato, mettendosi al riparo dai futuri aumenti.

L’andamento provinciale

Il calo dei prezzi evidenziato da Facile.it in Calabria ad aprile 2020, seppur inferiore alla media nazionale (-15,04%), è stato rilevante, con una diminuzione importante in tutte le aree della regione, ad eccezione della provincia di Cosenza.

Guardando alla classifica delle aree calabresi dove i prezzi sono scesi, al primo posto si posiziona la provincia di Crotone dove, ad aprile 2020, il calo è stato del 19,12% rispetto allo stesso mese del 2019, con un premio medio sceso a 681,12 euro. Nonostante il calo sia stato una vera e propria boccata di ossigeno per gli automobilisti crotonesi, il prezzo rilevato nella provincia rimane ancora il più alto della regione, quinto a livello nazionale tra le province più costose del Paese.

Seguono nella graduatoria regionale la provincia di Catanzaro, dove ad aprile 2020 la diminuzione è stata del 18,44% su base annua, con un premio medio stabilizzatosi a 490,95 euro, il più basso rilevato nella regione, e quella di Reggio Calabria, dove il calo è stato del 16,28%, con un premio medio fermo a 582,26 euro. Diminuzioni inferiori alla media regionale per la provincia di Vibo Valentia (-7,37%, premio medio pari a 648,24 euro).

Una eccezione, come detto, è stata la provincia di Cosenza, dove il premio medio, in controtendenza con l’andamento nazionale, è aumentato del 3,77%, toccando i 569,36 euro.

 

* L’Osservatorio calcola il premio di assicurazione RC auto medio e le sue variazioni negli ultimi 12 mesi. Questa ricerca è basata su 145.657 preventivi effettuati in Calabria su Facile.it dai suoi utenti tra il 1 aprile 2019 e il 30 aprile 2020 e i relativi risultati di quotazione prodotti.Facile.it confronta le compagnie assicurative elencate a questa pagina: https://www.facile.it/come-funziona.html#compagnie_confrontate

 

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Prodotti

Tappeti indiani moderni: la tradizione incontra l’innovazione

Figlia della grande tradizione del Medio e Lontano Oriente, l’arte dei tappeti fu probabilmente introdotta in India tra la metà del ‘500 e l’inizio del ‘600. Il Gran Mogol Akbar, infatti, avrebbe riunito a palazzo gli artigiani persiani e artisti famosi per la realizzazione dei motivi per produrre direttamente in loco questi manufatti unici, dando inizio alla tradizione dei tappeti indiani. La produzione è proseguita in modo florido per almeno altri due secoli, soprattutto con motivi persiani e mediante l’utilizzo di lana di pecora e preziosissime sete.
Dopo un periodo in cui si è assistito ad una forte perdita in termini di qualità (ad eccezione di pochi centri), l’arte dei tappeti indiani ha visto il suo rifiorire a partire dall’ottenimento dell’indipendenza nel 1947. Sebbene quest’arte paghi ancora lo scotto dell’eredità di un periodo poco felice, negli ultimi anni la fabbricazione indiana di tappeti è tornata su alti livelli, soprattutto grazie all’utilizzo di materiali pregiati e alla sempre maggiore commistione con l’arte contemporanea.

Verso l’innovazione

Nell’arte moderna molti si affidano a tecniche e materiali misti per realizzare le proprie opere: lo stesso è successo per donare nuova vita all’antichissima tradizione dei tappeti indiani.
L’incontro tra lane pregiate, luminosi inserti in seta, canapa o, raramente, cotone nei tappeti moderni, rigorosamente annodati a mano come chiede la tradizione, consente di vedere sotto una nuova luce il prodotto di una storia centenaria. Anche gli effetti decorativi risentono della ventata di modernità: non più legati solo ai disegni classici, gli schemi predefiniti lasciano spazio alla creatività e all’estro del maestro artigiano. L’utilizzo dei diversi materiali, poi, dona infinite differenze cromatiche e di riflesso.
Tra trama e ordito è possibile scorgere ogni volta un’immagine o un’emozione diversa: alcuni infondono la pace e la tranquillità dei fiumi indiani grazie ai colori tenui e alle fantasie attinenti, altri donano tutta la vivacità delle terre d’Oriente grazie ai loro materiali pregiati e alle scelte cromatiche audaci. 

Ideale per ogni arredamento

Nei tappeti moderni indiani compaiono suggestioni di quello che per gli artigiani che li realizzano rappresenta l’esotico: l’Occidente. Componenti estetiche che richiamano la natura indiana si uniscono a cromaticità che non sfigurerebbero in nessun salotto d’Europa, ma che anzi donerebbero unicità proprio in virtù della congiunzione tra i due mondi.
La contaminazione stilistica è la principale fonte di originalità di questi manufatti e grande motivo di apprezzamento da parte di chi sceglie l’arte moderna senza rinunciare al fascino di questa tradizione lontana nel tempo e nello spazio. Li rende adatti agli arredamenti più classici e a quelli più urbani, all’attico di città come alla villa di campagna, per chiunque non voglia mai rinunciare al fascino del design e dell’artigianato orientale. La versatilità di questi prodotti non si limita al soggiorno o al loft: sono tappeti perfetti anche per camere e camerette o, perché no, per studi professionali e stanze da studio.
Il collegamento tra tradizione e modernità dona dunque un valore unico a questa manifattura che racchiude in sé il lascito di un passato splendente e la visione futuristica di un domani.

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