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Musica e Video

Phil May è morto. Musicista e icona della musica rock britannica degli anni sessanta

Phil May - The Pretty Things

Musica in lutto, il cantante e leader della storica band è morto per un incidente in bicicletta

18 Maggio 2020

Grave lutto nel mondo della musica rock. A 75 anni è morto Phil May. Ad inizio settimana è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Queen Elizabeth Hospital di King’s Lynn, nel Norfolk, a seguito di una bruttissima caduta in bicicletta.
Le sue condizioni erano gravissime e purtroppo i medici non sono riusciti a salvargli la vita. La notizia è stata confermata dal manager della band: “È con profonda tristezza che il management di The Pretty Things deve annunciare la morte del leader della band, Phil May. Phil è morto alle 7.05 di venerdì 15 maggio al Queen Elizabeth Hospital, Kings Lynn, Norfolk. Aveva 75 anni.

Il cantante stava trascorrendo la quarantena nel Norfolk contea dell’Inghilterra orientale, si affaccia a nord e a est sul Mare del Nord, insieme alla moglie e alla famiglia. La scorsa settimana il cantante era uscito da casa per fare un giro con la bicicletta ed è rimasto ferito dopo una bruttissima caduta. Soccorso immediatamente dagli operatori sanitari e trasportato d’urgenza all’ospedale di King’s Lynn, Phil May era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’anca.

Grande musicista e icona della musica rock britannica, Phil May aveva fondato nel 1963 i The Pretty Things, insieme al chitarrista Dick Taylor. Riconosciuto per il suo stile unico e sicuramente fuori dagli schemi del tempo, May fu uno dei primi a presentarsi al grande pubblico coi capelli lunghi. I Pretty Thing, tra i principali esponenti musicali del movimento mod, erano nati a Londra nel 1963, grazie a May e al chitarrista Dick Taylor. Quest’ultimo aveva suonato nei Little Boy Blue and the Blue Boys con Keith Richards e Mick Jagger, divenuti poi i Rolling Stones con l’ingresso di Brian Jones.
Il nome per il nuovo gruppo, The Pretty Things, fu scelto in onore del titolo di una canzone composta nel 1955 da Willie Dixon. Il loro suono caratterizzato da una certa frenesia fu subito apprezzato dal pubblico, tanto che nel biennio 1964-1965 ben tre dischi entrarono nelle classifiche: Rosalyn / Big Boss Man; Don’T Bring Me Down / We’ll Be Together; Honey I Need / I Can Never Say.

Photo by Frank Hoensch/Redferns via Getty Images

Lo straordinario successo fece però implodere la band: Pendleton abbandonò il gruppo nel dicembre 1966, seguito due mesi dopo da John Stax. Si chiudeva così un capitolo della storia musicale dei Pretty Things.
La band di May ha tenuto uno dei suoi ultimi concerti il 13 dicembre 2018 a Londra, con la partecipazione di amici come David Gilmour (ex Pink Floyd) e Van Morrison.

FONTE:  caffeinamagazine.it
IMMAGINI:  caffeinamagazine.it | youtube.com

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Attualità e News

Covid-19 e piazze deserte – Intervista a Jacopo Mastrangelo

Coronavirus - la testimonianza del giovane chitarrista Jacopo Mastrangelo che suona Morricone

Covid-19 e piazze deserte – Intervista a Jacopo Mastrangelo

Omnibus – La7:  Allora Jacopo ha 18 anni quindi quest’anno tra l’altro ti trovi anche ad affrontare come tanti i tuoi coetanei la maturità che non si sa ancora come sarà per voi.
Come ti è venuto in mente di suonare davanti a quella meravigliosa piazza vuota?
Perché tu hai detto di aver scoperto che una piazza vuota fa più paura di una piazza piena.
Jacopo: allora è andata come una cosa per partecipare a questi flash mob. Una idea  che abbiamo preso io e mio padre innanzitutto; solo ci siamo resi conto che appunto, due settimane fa,
che la piazza era vuota e allora abbiamo improvvisato con la chitarra elettrica e poi nei giorni successivi insomma abbiamo fatto un piano diverso per giorno senpre al tramonto suonavamo
e cosi facciamo ancora oggi.

Omnibus – La7:
  Lo fai ancora oggi? (ndR intervista del 14 aprile 2020)
Jacopo: Si, certo  (ndR le esecuzioni musicali continuano ad oggi 16 maggio, giorno 63)

Omnibus – La7:
 
Quindi ogni giorno a quell’ora tu suoni un brano diverso. Tu fai il liceo classico, ma la musica è la tua passione, sarà il tuo mestiere ti piacerebbe?
Jacopo:  insomma io volevo credere, vorrei insomma seguire le orme di mio padre, mi padre è dottore commercialista, però insomma è successa questa cosa.
Questo è successo improvviso e nulla si esclude.

Omnibus – La7:
  Insomma senti sai che c’è stata anche un po di polemica  perché c’è chi ha detto che questi flash mob con le musiche suonate dai balconi erano un po, sono un po, come dire irrispettose, perché coincidono alle 18 con un bollettino triste quotidiano in cui sai che la protezione civile dà i numeri di giornata di questa di questa epidemia ma tu pensi che invece possa essere un modo diciamo così anche e soprattutto per i giovani per dare un segnale diverso oltre a quello che purtroppo c’è cioé triste che riguarda altri numeri ?
Jacopo: sì purtroppo la realtà è quella ma lo facciamo per dare appunto un messaggio di speranza come per dire di continuare ad esistere e di stare insieme anche se siamo distanti.
Faccio vedere appunto speranza di riavvicinare le persone

Omnibus – La7:  poi naturalmente per forza in maniera distanziata perché tu quella piazza non la puoi neanche riempire di coetanei, che non possono uscire, non possono andare appunto in piazza, per forza di farlo da solo. Al limite ti puoi organizzare con qualche altro balcone vicino. Senti io ho interrotto qualche video lezione questa mattina a scuola?
Jacopo:  si ,  di filosofia.

Omnibus – La7:  non ti chiedo chi è la tua insegnante perché diciamo che ho una pratica con la tua scuola ma come stai vivendo come state vivendo questo un momento di isolamento tra tra di voi tra ragazzi?
 Jacopo:  Lo stiamo vivendo nel  modo migliore insomma, ci contattiamo ci sentiamo per per darci forza a vicenda.




Omnibus – La7:  siete anche quelli che hanno più dimestichezza con gli strumenti tecnologici quindi magari attraverso quello  mantenete in contatto ma vi manca proprio il contatto fisico e non poter uscire la sera anche la scuola, voglio dire anche la scuola magari state iniziando a riapprezzare il momento della scuola oppure no? Potreste continuare così?
Jacopo:  da una parte si, io credo innanzitutto che anche livello dello studio sia più facile studiare quando si va a scuola e non in questa situazione di video lezioni.
Insomma la scuola ti da quella ‘ansia che ti fa a muovere che ti fa venire la voglia di studiare. Noi giovani appunto comunque ci diamo forza a vicenda e ci manca molto il contatto, così ci manca  anche un semplice abbraccio, una semplice stretta di mano, quello insomma cominciamo ad apprezzare quello che ogni giorno.

Omnibus – La7:  tu sei spaventato da quello che sta accadendo?
Jacopo:  sì, nel senso siamo siamo tutti un po spaventati alla fine, però insomma appunto io ho preso questa iniziativa con mio padre appunto per far spaventare di meno le persone.
Come per dire che andrà tutto bene, per sentirci italiani, ecco per sentirsi italiani

Omnibus – La7: per sentirsi italiani, è una bella frase, questa una bella cosa. Che ti aspetti da questa maturità, come vorresti farla?
Jacopo:  sono un po spaventato, perché non so se avrei preferito uno una maturità normale di tipo normale, appunto perché adesso non si sa ancora cosa dobbiamo fare, come sarà ben organizzato, insomma diciamo siamo anche molto confusi tutti quanti.

Omnibus – La7:  forse vi mancherà un po anche appunto quella, quel batticuore classico, no quella notte prima degli esami, anche i 100 giorni se non sbaglio i 100 giorni non si possono fare?
Jacopo:  non li ho potuti fare per la mia classe, purtroppo noi ci siamo, ci manca ma anche quel senso di ansia ma che anche allo stesso tempo voler bene all’intera classe, insomma una cosa che riappacifica tutti quanti nella maturità.

Omnibus – La7:  io mi auguro che comunque la recuperiate magari anche d’estate, mettiamola così.  Senti ci puoi dire che brano ha in mente di suonare stasera? (ndR  14 aprile 2020)
Jacopo:  non lo so con certezza, pensavo  con mio padre a “Fratello sole, sorella luna”

Omnibus – La7:  non ti posso chiedere di prendere una chitarra e farsi due note
Jacopo:  adesso è un pochino complicato

Omnibus – La7:  va bene però allora ascolteremo e vedremo i prossimi appuntamenti alle alle 19, sempre su quella piazza bellissima, al tramonto. Ma quando fai diciamo così il tuo momento musicale, ti colleghi con i tuoi compagni, i tuoi amici via magari via zoom?
Jacopo:  non l’ho mai fatto, può essere un’idea.

Omnibus – La7:  poi collegali tutti via computer, con tante tanti modi  e poi è così un modo di farli partecipare!? Jacopo in bocca al lupo che torni alle videolezioni che adesso
sono le 9.35 sempre di filosofia. In bocca al lupo un abbraccio a te e tutti i ragazzi naturalmente che poi vivono questo momento e che che vivranno anche un altro momento importante per tutti i diciottenni maturandi.
Si dice sempre che è un esperienza di crescita di vita, loro quest’anno insomma sono sono costretti a viverla così però anche questo fa parte dell’esperienza, del bagaglio di esperienza.
Mi raccomando Jacopo è coinvolgi come puoi anche i tuoi amici e questa può essere un’idea, poi verremo a verificare.
In bocca al lupo, ti lascio alla tua video lezione. Ciao allora ci fermiamo qui

FONTE:  youtube.com  Canale La7 Attualità

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Adesivo con Greta Thumberg violentata distribuito da una compagnia petrolifera canadese

Greta Thumberg al parlamento svezia stoccolma 2018

Adesivo con Greta Thumberg violentata distribuito da una compagnia petrolifera canadese

Greta Thumberg al parlamento svezia stoccolma 2018Un adesivo esplicito della diciassettenne Greta Thunberg che viene violentata da un uomo che ha il marchio di una compagnia petrolifera canadese.

Secondo HuffPost Canada , l’adesivo è stato trovato dalla cittadina di Alberta, Michelle Narang, che nonostante fosse un sostenitore dell’industria petrolifera e del gas, si è sentita in dovere di pubblicare un’immagine dell’adesivo su Facebook che ne criticava l’esistenza.

Si presumeva che l’adesivo fosse stato distribuito nei luoghi di lavoro per essere indossato su elmetti protettivi e circolava tra i dipendenti di X-Site Energy Services la scorsa settimana con la conoscenza di uno dei dirigenti.

Secondo quanto riferito, il manager ha risposto alla denuncia dicendo che Thunberg “non era una bambina” … il che sembra in qualche modo irrilevante.

Thunberg ha risposto via twitter ( qui subito in basso )nel suo modo tipicamente misurato, twittando che questo dimostra che lei e la sua causa stanno vincendo.

Questo ovviamente ha un senso. Thunberg ha una storia di irritazione irrazionale da parte di molte persone stizzite dalle problematiche climatiche da lei sostenute, nonostante il suo unico obiettivo nella vita sia davvero quello di ridurre al minimo la distruzione del pianeta a causa dei cambiamenti climatici.

In qualche modo, personaggi del calibro di Donald Trump, Piers Morgan, Jeremy Clarkson e così via sembrano incapaci di lasciarla in pace e sentono il bisogno di lanciare costantemente insulti e minimizzare il suo impatto.

Ciò è ora aumentato fino al punto di immagini di violenza sessuale, il che è ovviamente preoccupante.
È anche fortemente di genere: ci si può solo chiedere se un attivista maschio sarebbe soggetto a un trattamento così pesanti e concludere che probabilmente non succederebbe.

FONTE:  indy100.com
IMMAGINE:  indy100.com

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Greta Thunberg: avere la Sindrome di Asperger è come avere i superpoteri

Greta Thunberg: avere la Sindrome di Asperger è come avere i superpoteri

Greta Thunberg: avere la Sindrome di Asperger è come avere i superpoteri

L’attivista contro i cambiamenti climatici sedicenne svedese Greta Thunberg (C) partecipa ad una manifestazione a Montreal, Quebec, Canada, 27 settembre 2019. Credit EPA-EFE / VALERIE BLUM

Greta Thunberg non ha solo attirato l’attenzione internazionale sui cambiamenti climatici, ma anche sulla Sindrome di Asperger o in generale sull’autismo.
È stata definita antisociale e goffa, ma non ne è offesa e non si pone problemi a dire che ha la sindrome di Asperger.

L’attivista di diciassette anni Greta Thunberg è attualmente la persona più famosa affetta dalla sindrome di Asperger. Altre star con questa condizione includono Susan Boyle della trasmissione inglese Got Talent , il creatore di Pokémon Satoshi Tajiri e Sir Anthony Hopkins, vincitore del premio Oscar.
Greta Thunberg ha parlato con orgoglio della sua diagnosi, arrivando fino a chiamarla la sua “superpotenza”.

Tuttavia, vivere con l’Asperger non è sempre facile. Essere diversi a volte ha un prezzo, per coloro che vivono con Asperger e i loro cari. I numeri mostrano che è “cinque volte più prevalente nei maschi che nelle femmine”.

Olivia (non il suo vero nome), sta crescendo un bambino con Asperger in Sudafrica. Descrive le molte lotte che la sua famiglia ha dovuto affrontare nel corso degli anni. “L’autismo non è un dono … non è glamour e non dovrebbe essere glorificato dai media”.

A suo figlio di 12 anni, Jonathan (non il suo vero nome), fu diagnosticato quello di Asperger quando aveva nove anni. Olivia afferma che sebbene Jonathan sia altamente intelligente, specialmente quando si tratta di computer e matematica, manca di abilità sociali ed è incline a gravi bizze.

Olivia afferma che la scuola pubblica è stata disastrosa per Jonathan sin dall’inizio. Per quanto riguarda l’educazione ai bisogni speciali in Sudafrica, la psicologa Claire Battiston afferma: “In questo paese mancano scuole adeguate per i bambini con qualsiasi tipo di esigenza speciale. È difficile per gli insegnanti [della scuola pubblica] prestare adeguata attenzione ai bambini con Asperger. Abbiamo una scuola pubblica che si occupa di ASD grave, anche se è molto rara ”.

Olivia ha avuto insegnanti che piangevano e le urlavano per la frustrazione. Suo figlio ora è in una scuola privata con bisogni speciali che ha solo sette bambini in una classe.

Jonathan fatica a comprendere qualsiasi tipo di interazione sociale, che va dal sarcasmo e dall’ironia all’umorismo. Inoltre, non è in grado di leggere il linguaggio del corpo e lo stato d’animo di qualcuno.

“Quella parte del suo cervello non funziona. Non capisce perché dovrebbe salutare le persone, dire addio, essere gentile, parlare con voce amichevole, ed essere premuroso ”dice Olivia.

Jonathan ha anche sensibilità sensoriali, cosa che spesso accade con Asperger.

“Alcuni giochi per computer lo rendono aggressivo, come Fortnite , a causa della stimolazione eccessiva. Troppa stimolazione sociale o persone lo fanno impazzire “, dice Olivia.

Sia Olivia che Jonathan sono stati oggetto di ridicolo sociale, con alcuni genitori che vietano ai loro figli di giocare con Jonathan.

“Ho avuto altre mamme che mi urlavano dicendo che era posseduto, strano, malato o strano. Le persone non capiscono, poiché nostro figlio sembra normale, ma poiché la parte sociale del suo cervello non funziona affatto, può dire le cose più orribili e non capisce perché le persone sono poi arrabbiate con lui. ”

Quando Jonathan viene deriso e preso in giro per le sue condizioni, ricorre alla violenza.

“Li farà del male. Non capisce che non può fisicamente sradicare la sua rabbia sugli altri bambini “, dice Olivia.

Affrontando la questione della violenza, Battiston afferma che “Questi bambini hanno difficoltà a regolare le emozioni. Per loro, le emozioni sono molto travolgenti e non possono comunicare nello stesso modo in cui tu e io possiamo. E così tendono ad agire in modo aggressivo come un modo per comunicare la lotta interna che stanno vivendo. ”

Anche i genitori e gli operatori sanitari hanno bisogno di supporto.

“Spesso faremo riferimento ai genitori per il loro supporto psicologico ed emotivo. Parte della ricezione di questa diagnosi comporta un processo di lutto perché c’è una perdita “, afferma Battiston.

“Come genitore, avrai speranze e sogni quando porti un bambino nel mondo; è molto difficile ricevere una diagnosi come l’autismo, perché significa che devi riconoscere che qualunque cosa tu stia sperando e sognando potrebbe realisticamente non essere realmente realizzabile ”.

Olivia ha speranze e sogni per suo figlio, ma teme di non riuscire mai a mantenere un lavoro. Con le relazioni sociali e personali che rappresentano un grande ostacolo con quelle di Asperger, Olivia afferma che “ogni successo deriva da relazioni oneste con gli esseri umani e mio figlio meraviglioso non vede il valore in un altro essere umano, vede il valore delle cose. Per quanto possa sognare, non credo che potrà mai avere un matrimonio normale. ”

Sebbene alcuni, come Greta Thunberg, possano ritenere che la loro diagnosi sia un dono o una “superpotenza”, la realtà è che per altri non è così. Olivia e la sua famiglia lottano quotidianamente con le condizioni di Jonathan.

“Mi sento spesso un totale fallimento come madre. Non posso guarirlo o farlo stare meglio. Ha causato molta tensione nel nostro matrimonio. ”

Offrendo consulenza ad altri genitori che hanno un figlio con Asperger, Olivia afferma che i genitori non dovrebbero incolpare se stessi.

“Non incolpare neanche tuo marito o tua moglie, stanno davvero facendo del loro meglio.” Olivia suggerisce anche di cercare di trovare il tempo di fare le cose che ti piacciono e di “nutrirti con gli hobby esterni, se puoi”.

Secondo l’OMS, circa uno su 60 bambini sviluppa autismo. Tuttavia, uno studio deve ancora essere fatto per determinare il numero totale di casi di ASD in Sudafrica, o in qualsiasi altra parte dell’Africa sub-sahariana. Come paese, abbiamo ancora molta strada da fare per poter rappresentare con precisione la popolazione.

Le barriere linguistiche e culturali riducono anche il tasso di diagnosi e, con una carenza di professionisti qualificati, verranno effettivamente diagnosticati solo alcuni sudafricani con ASD.

“Dobbiamo pensare a ciò che è culturalmente appropriato, con il DSM-V che è uno strumento diagnostico occidentale”, afferma Battiston.

A parte le differenze culturali, Battiston suggerisce che un altro motivo dietro statistiche imprecise e inaffidabili è perché non tutti hanno accesso all’assistenza sanitaria.

“Se parliamo di gruppi di popolazione, quindi, nelle tipiche società occidentali, le famiglie della classe media bianca potrebbero venire per il trattamento più spesso perché possono permetterselo”.

I genitori dovrebbero chiedere al proprio medico di famiglia un rinvio a un pediatra dello sviluppo se sospettano che il loro bambino possa avere autismo. Puoi visitare l’ Autismo Western Cape per saperne di più sui segnali di pericolo dell’autismo nella prima infanzia. Sebbene l’assistenza sanitaria a prezzi accessibili in Sud Africa sia limitata, ci sono alcuni gruppi di supporto e consapevolezza a cui le famiglie possono rivolgersi per ottenere assistenza.

Autism South Africa e Autism Western Cape sono gruppi di supporto nazionali e regionali che forniscono elenchi di fornitori di servizi nella tua zona e offrono eventi per le persone dello spettro ASD e formazione per le persone che desiderano essere maggiormente coinvolte.

Genitori o persone care che hanno bisogno di supporto emotivo possono contattare la rete di genitori autistici di Johannesburg . Inoltre, Autism in Action offre supporto a coloro che vivono a Durban.

Greta Thunberg ha aperto le porte alle persone per avere discussioni aperte e franche sui disturbi della salute mentale, in particolare l’ASD. Una maggiore consapevolezza della sindrome di Asperger o dell’autismo è necessaria nella società in generale se un bambino su 60 ha la condizione. Soprattutto perché, a differenza di Greta Thunberg, Susan Boyle, il creatore di Pokémon Satoshi Tajiri e Sir Anthony Hopkins, vincitore del premio Oscar, non tutti con ASD sono altamente funzionali. Tutti possono condurre una vita di qualità migliore, tuttavia, se c’è più consapevolezza e supporto a disposizione di loro e delle loro famiglie.

FONTE: dailymaverick.co.za
AUTORE: Di Shani Reddy
IMMAGINI: dailymaverick.co.za

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Notizie dal mondo

Regno Unito e UE si scontreranno per trovare accordo sul commercio  per i prossimi 11 mesi

Michel Barnier a capo del gruppo per la negoziazione sulla brexit

Regno Unito e UE si scontreranno per trovare accordo sul commercio  per i prossimi 11 mesi

LONDRA – La Gran Bretagna e l’Unione Europea hanno iniziato a scontrarsi con le mosse di apertura lunedì sulla conclusione di un accordo commerciale post Brexit, chiarendo che ciascuna parte è disposta ad andarsene senza un accordo piuttosto che un compromesso su questioni chiave.

 

Michel Barnier a capo del gruppo per la negoziazione sulla brexitIMMAGINE IN EVIDENZA:  Il capo negoziatore della Brexit dell’Unione Europea Michel Barnier parla ai giornalisti durante una conferenza stampa presso la sede della Commissione europea a Bruxelles, lunedì 3 febbraio 2020.

Boris Johnson brexitIl Primo Ministro britannico Boris Johnson delinea la posizione negoziale del suo governo con l’Unione Europea dopo la Brexit, durante un discorso chiave all’Old Naval College di Greenwich, Londra, lunedì 3 febbraio 2020.

03 febbraio 2020 – Il primo ministro britannico Boris Johnson ha inviato una dichiarazione piena di spavalderia a Bruxelles tre giorni dopo che la Gran Bretagna ha lasciato il blocco, il primo paese ad uscire. In un discorso ai leader aziendali e ai diplomatici internazionali a Londra, Johnson ha affermato che “vogliamo un accordo di libero scambio”, ma a nessun costo.
“Non vedo la necessità di legarci a un accordo con l’UE“, ha affermato, insistendo sul fatto che la Gran Bretagna “ripristinerebbe il pieno controllo sovrano” sui suoi confini, sulle sue regole e sulla sua economia. Il capo negoziatore dell’UE Michel Barnier era altrettanto enfatico sul fatto che le 27 nazioni rimaste dell’UE non avrebbero accettato un accordo commerciale britannico solo per evitare un costoso “caos” all’inizio del 2021, quando una transizione post-Brexit di 11 mesi il periodo termina.

“Siamo a favore del libero scambio, ma non saremo ingenui”, ha detto Barnier. “Se la richiesta è di avere un ampio accesso a un mercato di 450 milioni di consumatori europei, zero tariffe, zero quote – questo non sarà a qualsiasi tipo di condizione. ”

Nel loro accordo di divorzio, la Gran Bretagna e l’UE hanno deciso di stringere un “partenariato ambizioso, ampio, profondo e flessibile”, che includa un accordo di libero scambio e accordi per la sicurezza e altri settori. I dettagli devono essere elaborati durante un periodo di transizione che dura fino alla fine del 2020, in cui le relazioni rimangono sostanzialmente invariate. Per il resto di quest’anno il Regno Unito continuerà a seguire le norme dell’UE, sebbene non avrà più voce in capitolo nel processo decisionale dell’UE.

Dopodiché, si profila una scogliera. Ma Johnson ha insistito sul fatto che la scelta di fronte alla Gran Bretagna non era “affare o nessun affare”. “La domanda è se concordiamo un rapporto commerciale con l’UE paragonabile a quello del Canada – o al più come quello con l’Australia“, ha affermato Johnson.

L’Australia non ha un accordo di libero scambio con l’UE e il commercio in stile australiano significherebbe una quantità di nuove tariffe e altri ostacoli tra il Regno Unito e l’UE, il suo vicino più vicino e il più grande partner commerciale.

La Gran Bretagna punta a un accordo di libero scambio di tipo “Canada” con l’UE, che eliminerebbe quasi tutte le tariffe e riguarderebbe sia i beni che i servizi. Ma è irremovibile che non acconsentirà a seguire l’intero libro delle regole dell’UE in cambio di scambi senza ostacoli perché vuole essere libero di divergere per concludere altri nuovi affari in tutto il mondo.

L’Unione Europea insiste sul fatto che non può esserci un accordo commerciale a meno che la Gran Bretagna non accetti una “parità di condizioni” e non pregiudichi le normative dell’UE, soprattutto per quanto riguarda l’ambiente, i diritti dei lavoratori e gli standard di salute e sicurezza.

“Non esiste una cosa come un giro gratuito verso il mercato unico (dell’UE)”, ha affermato il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Sono sempre diritti e doveri in un buon equilibrio”. Johnson, tuttavia, ha raddoppiato la dura posizione della Gran Bretagna nel discorso di lunedì. Lo consegnò nella Painted Hall presso l’Old Royal Naval College di Greenwich sul Tamigi, un punto immerso nelle glorie militari passate della Gran Bretagna. La vasta sala, ricoperta di dipinti che glorificano i successi britannici, è dove l’ammiraglio Horatio Nelson rimase in stato dopo la sua morte nella battaglia di Trafalgar contro le marine di Francia e Spagna nel 1805.

Anche quando ha definito una visione del commercio che imporrebbe nuove barriere tra la Gran Bretagna e l’UE, Johnson ha affermato che il Regno Unito diventerà un campione del libero scambio in un mondo in cui “i protezionisti stanno guadagnando terreno”.

E ha cercato di dissipare i timori dell’UE che una Gran Bretagna post-Brexit taglierà le tutele sul posto di lavoro e sull’ambiente per ottenere un vantaggio competitivo. “Il Regno Unito manterrà i più alti standard in questi settori – meglio, per molti aspetti, di quelli dell’UE – senza la coazione di un trattato”, ha affermato Johnson.

Il messaggio rialzista di Johnson era rivolto tanto a un pubblico nazionale quanto al blocco, ma è improbabile che i leader dell’UE siano rassicurati da ciò che vedranno come intransigenza britannica.

“Il Regno Unito può decidere autonomamente di non rispettare le regole”, ha dichiarato il ministro europeo della Francia, Amelie de Montchalin, prima di aggiungere espressamente: “Ma quando oltrepassa la frontiera, riguarda il luogo in cui arriva”.

Ha affermato che l’UE sarà vigile nel controllare il prodotto stesso quanto nel modo in cui viene prodotto, assicurandosi che rispetti gli standard sociali, ambientali e di altro tipo che sono i cardini della politica dell’UE.

“È importante che i cittadini europei sappiano che il mercato unico sarà protetto”, ha affermato. Barnier ha segnalato che un punto critico nei colloqui sarà la pesca. Ha affermato che l’UE collegherà l’accesso al suo mercato per i prodotti britannici direttamente all’accesso che le barche dell’UE sono date alle acque del Regno Unito.

“Tale accordo sulla pesca sarà indissolubilmente legato all’accordo commerciale”, ha affermato. I colloqui formali sul commercio non inizieranno fino al mese prossimo, una volta approvati da tutte e 27 le nazioni dell’UE. I leader dell’UE hanno ripetutamente avvertito che il calendario è stretto per concludere qualsiasi tipo di accordo. Gli accordi di libero scambio in genere richiedono anni. L’accordo UECanada che il governo britannico ha citato come modello ha impiegato sette anni per negoziare.

Se entro la fine del 2020 non vi sarà alcun accordo e il Regno Unito rifiuta di prorogare il periodo di negoziazione, la Gran Bretagna si trova ad affrontare una brusca interruzione economica dall’Unione Europea, con tariffe e altri ostacoli agli scambi immediatamente imposti tra il Regno Unito e l’UE.

Tale prospettiva allarma molte aziende, in particolare in settori come l’industria automobilistica, che dipendono dal facile flusso di parti oltre i confini. Il diavolo sarà nei dettagli e la posizione della Gran Bretagna, come delineata in un documento del governo, è meno definita nella pietra di quanto suggerito dal discorso di Johnson. Ha affermato che la Gran Bretagna avrebbe negoziato con l’UE “sull’accesso alle acque e le possibilità di pesca” e ha anche parlato di una possibile “cooperazione normativa e di vigilanza” nei servizi finanziari, un’area chiave per l’economia britannica.

Tuttavia, Barnier ha affermato che l’UE continuerà a prepararsi per l’accordo. “Se non riusciamo a farcela entro la fine dell’anno, ci sarà una difficoltà diffusa”, ha detto. Johnson, tuttavia, ha spazzato via l’idea di una Brexit “no-deal” – sebbene questo sia essenzialmente ciò che significa commercio in stile australiano .

Una parola mancava notevolmente dal suo ampio discorso: “Brexit“. Alla domanda se avesse vietato il termine, disse: “Non è vietato. È appena finita. ”Jill Rutter del think-tank politico UK in un’Europa che cambia ha detto che c’era un divario sia nello stile che nella sostanza tra le due parti.

“Il Primo Ministro del Regno Unito ha scelto un discorso in un contesto storico per stabilire linee rosse, abbellite da fioriture retoriche, mentre l’UE ha esposto 167 paragrafi di richieste negoziali in una sala conferenze funzionale a Bruxelles“, ha affermato.

“Dobbiamo sperare che, dietro il discorso di Johnson, i ministri del Regno Unito abbiano concordato la loro versione parallela del testo dell’UE“.

FONTE: mail.com | apnews.com
IMMAGINI: apnews.com

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Scienza e Tecnologia

Eni impianti gonfiabili, adattabilità e alto grado di sperimentabilità

Fotovoltaico organico tra celle stampabili e impianti gonfiabili

Eni impianti gonfiabili, adattabilità e alto grado di sperimentabilità

Dal Centro Ricerca Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara al MIT di Cambridge passando per il finlandese VTT: viaggio lungo strada dell’innovazione per il fotovoltaico organico

Fotovoltaico organico tra celle stampabili e impianti gonfiabili

Leggero, flessibile, economico, personalizzabile e a basso impatto: sulla carta il fotovoltaico organico (Organic PhotoVoltaics – OPV) ha caratteristiche invidiabili. E nonostante l’efficienza di conversione non sia ancora a livello delle tradizionali celle al silicio e delle altre tipologie di fotovoltaico a film sottile, da pochissimo tempo è riuscito a farsi strada nel mercato solare. Al netto dei problemi di resa e stabilità, infatti, la tecnologia organica offre benefici unici che continuano a nutrirne l’appeal anche sul fronte dei costi. Il settore ha messo a punto soluzioni che rendono estremamente semplice ed economica non solo la produzione ma anche il trasporto in zone impervie e l’installazione: lì dove il silicio mostra rigide e pesanti celle nere o blu, il fotovoltaico organico può contare su paste, pellicole, soluzioni liquide o veri e propri inchiostri solari, arrivando in alcuni casi a risparmiare fino al 90 per cento in peso di materiale rispetto la controparte inorganica.

L’adattabilità e l’alto grado di sperimentabilità rendono oggi questa tecnologia un popolare campo di ricerca. Campo a cui partecipa a pieno titolo anche l’Italia. Il Centro Ricerche Eni per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente di Novara lavora dal 2007 sul solare avanzato in collaborazione con diverse accademie italiane ed estere, incluso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) statunitense. In questi anni il progetto condotto nell’Istituto piemontese – uno dei più prestigiosi centri di ricerca industriale in Europa –ha portato alla realizzazione di innovativi moduli fotovoltaici organici, grazie anche della collaborazione con il VTT Technical Research Centre of Finland, il CNR e numerose università italiane. L’obiettivo? Realizzare pannelli economici e versatili che facilitino da un lato l’integrazione del OPV in edilizia e dall’altro l’elettrificazione di aree remote e difficili da raggiungere.

Nel Centro ricerche Eni di Novara è appena entrato in produzione un impianto pilota per la stampa di rulli di OPV. Nel caso dell’Organic PhotoVoltaics, infatti, tutti gli strati della cella possono essere prodotti in soluzione ad atmosfera e temperatura ambiente, utilizzando tecniche di stampa roll to roll molto simili a quelle che si usano per le riviste a colori. In altre parole, questa tecnologia non richiede complicate fasi di deposizioni di vapore né particolari condizioni ambientali. Ciò offre dei diretti vantaggi economici ed ambientali e il risultato è un dispositivo flessibile, leggero, robusto e ultrasottile in grado di assumere qualsiasi forma e su cui è possibile progettare disegni illimitati: può essere stampato su sottili rotoli di plastica, che possono piegarsi o curvarsi attorno alle strutture, essere incorporato nei tessuti per indumenti o accessori o applicato sui materiali edilizi per trasformare finestre e facciate di un edificio in centrali solari integrate. Un’altra opzione, su cui sta lavorando il Centro Ricerche per le Energie Rinnovabili e l’Ambiente, interessa l’applicazione delle celle polimeriche nella sensoristica di un sistema elettrico, nell’ambito dell’Internet Of Things. La soluzione fa leva su una delle grandi capacità del fotovoltaico organico, ossia quella di riuscire a lavorare anche con la luce diffusa negli ambienti interni, rivelandosi pertanto una funzionale fonte d’alimentazione indoor.

Gli ultimi trend di settore hanno sfruttato la leggerezza e flessibilità del fotovoltaico organico per realizzare impianti d’emergenza mobili, facilmente trasportabili in quelle aree remote del pianeta senza accesso all’elettricità o in situazioni di emergenza al verificarsi di grandi calamità. In questo filone di ricerca si inserisce anche il lavoro svolto da Alessandra Cominetti presso il Centro piemontese. Cominetti, assieme al suo team, ha perfezionato la tecnologia dei pannelli solari organici (Organic PhotoVoltaics, OPV) applicandola a un sistema gonfiabile.

Il risultato è una struttura di forma prismatica, dal peso estremamente ridotto e dal facile utilizzo: basta trasportare il kit – inserito in uno zaino – dove necessario, aprirlo per attivare i moduli solari OPV, gonfiarlo con l’aria usando la pompa elettrica alimentata dai moduli stessi e orientarlo nella posizione migliore per la ricezione dei raggi solari e la produzione immediata di elettricità. L’impiego non richiede alcuna preparazione tecnica da parte degli utenti. Inoltre, la struttura gonfiabile è stata concepita per permettere all’impianto di essere ancorato a terra semplicemente inserendo un peso (sassi, sabbia, acqua) nella tasca di cui è dotato oppure, tramite ormeggio, può essere posto sull’acqua a galleggiare. La ricerca sul fotovoltaico organico gonfiabile ha fatto meritare alla scienziata il prestigioso premio dedicato ai giovani innovatori con meno di 35 anni promosso da MIT-Technology Review Italia e dalla Bologna Business School dell’Università di Bologna.

Rinnovabili.it
Redazione
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Fonte: Rinnovabili.it

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Salute e Benessere

Anziani, uno su due dimentica di prendere i farmaci, campagna C.i.a.t. per l’aderenza

io aderisco - c.i.a.t.


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Anziani, uno su due dimentica di prendere i farmaci, campagna C.i.a.t. per l’aderenza

Più di un over 65 su due si dimentica di prendere antidepressivi e farmaci anti-colesterolo. Quelli contro l’ipertensione, poi, hanno una percentuale ancor più bassa, ma la criticità tocca anche altri trattamenti. Partendo da questa realtà,  il Comitato italiano per l’aderenza alla terapia (Ciat), del quale fa parte anche Federfarma, ha  promosso la campagna nazionale Io aderisco, tu che fai, iniziativa che cerca di coinvolgere giovani e anziani proprio per evitare di dimenticare le terapie delle malattie croniche.

Lo stesso Ciat, riferisce un lancio Ansa, fa emergere un quadro che fa riflettere: solo il 44% degli anziani riesce a seguire la terapia contro la depressione, il 41% quella delle statine per il controllo del colesterolo e solo il 37% prende i medicinali contro l’ipertensione rispettando le indicazioni dei medici.

In occasione dell’VIII Congresso nazionale di Senior Italia FederAnziani a Rimini, proprio nell’ambito di questa campagna, sono stati presentati quattro spot con protagonista Claudio Lippi. Nei filmati si vede la nipotina che ricorda al presentatore televisivo di prendere regolarmente i farmaci.

“Solo la metà dei pazienti assume i farmaci secondo le modalità corrette”  afferma Vincenzo Mirone,  responsabile scientifico di Ciat. “Promuovere l’aderenza terapeutica a 360 gradi significa investire nel futuro” ha aggiunto Roberto Messina, presidente di Senior Italia FederAnziani. “Si calcola che entro il 2028 i pazienti cronici in Italia “ammonteranno a circa 25 milioni. Per assisterli la spesa totale sarà di oltre 70 miliardi di euro”.

Secondo Antonio Russo, tesoriere nazionale di Aiom (Associazione italiana di oncologia medica), per i pazienti colpiti da tumore “fino al 30% delle terapie orali non vengono portate a termine e ben il 50% dei trattamenti non viene assunto così come indicato”. E Luigi Sinigaglia, presidente nazionale della Sir (Società italiana di reumatologia) informa che “ben il 40% dei malati con artrite reumatoide non assume regolarmente le cure”. 

Sull’argomento è intervenuto anche il vicemnistro della Salute Pierpaolo Sileri, affermando che “l’invecchiamento della popolazione comporta la necessità di un nuovo modello di sanità, che deve essere fortemente integrato con il sociale”.

“La persona anziana, con una o più patologie croniche, in condizione spesso di solitudine e di disagio economico, in ragione della sua fragilità richiede una presa in carico di tutti i suoi bisogni” ha spiegato Sileri. “Sulla base di questa valutazione, il ministero della Salute ha emanato il Piano nazionale della cronicità, che mette al centro il paziente-persona attraverso progetti di assistenza personalizzata che coinvolgono medici di base, farmacisti, specialisti e assistenti sociali. Il piano è stato recepito ormai da tutte le Regioni eccetto tre: il Friuli Venezia Giulia, che lo adotterà entro la fine dell’anno, la Sicilia, dove è in fase di recepimento, e la Sardegna”.

Un’altra priorità per la gestione delle cronicità è lo sviluppo della sanità digitale. “L’obiettivo”  ha detto al riguardo il viceministro “è essere più vicini agli anziani, garantendo prestazioni a domicilio attraverso servizi di televisita, teleassistenza e telemonitoraggio. Il nostro sistema di welfare deve andare quindi nella direzione del superamento della logica dei silos di spesa”ha aggiunto “che pensa in termini di singoli servizi e prestazioni erogate, considerando gli interventi nel loro complesso con il relativo impatto economico e sociale. Un cambiamento di prospettiva per un vero welfare di comunità, che favorisce una vera integrazione sociosanitaria”.

Il viceministro, riferendosi all’ambito della prevenzione negli anziani, ha considerato anche la possibilità di estendere gli screening oncologici (per la mammella e il colon retto) fino a 74 anni: “Aumentando l’incidenza di tumore con l’avanzare dell’età”  ha concluso “è necessario garantire diagnosi precoci e cure immediate, perchè anche gli anziani possono guarire dal cancro”.

FONTE: www.rifday.it
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Editoriali Salute e Benessere

Amazon Pharmacy per il la vendita di farmaci online

Amazon vende farmaci online in USA


Amazon vende farmaci online in USA

Amazon Pharmacy per il la vendita di farmaci online

Roma, 21 novembre – “Le minacce della e-pharmacy sono il vero nemico da cui debbono guardarsi le farmacie: un gigante come Amazon ci mette poco a cannibalizzare il settore, mettendo in ginocchio la rete degli esercizi territoriali, come è già accaduto in altri mercati per una miriade di piccoli negozi”.

Lo diceva poco più di un anno Silvio Garattini, presidente dell’Istituto Mario Negri,  in un’intervista rilasciata alla rivista iFarma nell’estate del 2018, perfettamente consapevole dei profondi cambiamenti prodotti dall’information technology, capace di cambiare il mondo in una manciata di anni senza che molti quasi se ne accorgessero e facessero in tempo ad adeguarsi, finendo in molti casi per essere travolti.

Il rischio paventato dall’autorevole farmacologo sembra ora essersi fatto più vicino e minaccioso: il gigante mondiale dell’e-commerce, Amazon, ha infatti annunciato nei giorni scorsi la nascita di Amazon Pharmacy, divisione che si occuperà di uno dei pochi mercati destinati a crescere (quello appunto dei farmaci) al quale l’azienda di Jeff Bezos guarda con attenzione e interesse da anni, come testimoniato dall’acquisizione a carissimo prezzo, nel 2017, di PillPack. Operazione che merita un breve riassunto, anche per meglio per comprendere il significato della nuova mossa di Amazon.

PillPack, come qualcuno ricorderà, è l’azienda fondata da un farmacista e un ingegnere informatico che ha sviluppato un innovativo sistema di gestione dei medicinali: il cliente, dopo aver attivato un account, indica sia i farmaci che usa normalmente sia la sua farmacia di riferimento (che detiene le prescrizioni mediche), quindi fornisce i propri dati assicurativi e quelli di pagamento. Dopodiché PillPack consegna al cliente un dispositivo che contiene tutti i medicinali correttamente divisi per giorno in bustine etichettate. In questo modo, il paziente non deve fare altro che sfilare dalla bocca del dispenser la sua bustina quotidiana. Grazie a una app per smartphone, è poi possibile gestire i nuovi ordini per la ricarica e ricevere la consegna in pacco anonimo direttamente a casa. Nel caso di cambiamento di prescrizioni o scadenze, il proprio medico può direttamente contattare l’azienda.

Un servizio molto evoluto e personalizzato, dunque, grazie anche alla dettagliata profilazione dei  clienti-pazienti e dei loro bisogni. Ma anche un servizio fin qui rivelatosi efficiente, preciso e puntuale e con ricadute estremamente positive in termini di aderenza alle terapie, fattore che lo rende molto interessante anche agli occhi delle compagnie assicurative: cure appropriate e assunte correttamente sono una variabile fondamentale nella ottimizzazione e quindi nel contenimento delle spese sanitarie. Ovviamente, per sviluppare il suo business ha dovuto chiedere (ottenendole senza troppa fatica) le licenze per vendere farmaci al pubblico, asset fondamentale e che – insieme a tutto il resto – ha convinto Bezos a sborsare l’iperbolica cifra di un miliardo di dollari per assicurarsi PillPack, considerandola l’arma finale per arrivare (in tempi relativamente brevi) ad assicurarsi una quota del 30% del mercato delle farmacie online statunitensi, con margini impressionanti.

Quell’arma, ora, Bezos si accinge ad usarla in tutta la sua potenza:  lo testimonierebbe, secondo quanto riferisce l’emittente statunitense Cnbc, la decisione  di cambiare la ragione sociale e il logo di PillPack, fin qui presentatasi al pubblico come “an Amazon company”. Ora diventa   “PillPack by Amazon Pharmacy”, a sottolineare un fondamentale upgrading da società satellite a divisione integrata all’interno di Amazon.  Che a sua volta, aggiungendo Pharmacy al marchio, conferma senza alcuna possibilità di equivoco la sua intenzione di premere sull’acceleratore del business pharma,  in particolare nel mercato dei farmaci da prescrizione, che negli USA vale oltre 330 miliardi di dollari e rappresenta per Amazon un’opportunità estremamente redditizia. Fatto che rappresenta una pessima notizia, prima di tutto, per i colossi della distribuzione che gestiscono  tradizionali catene di farmacie, come CVS e Walgreens.

PillPack  ha subito dichiarato che non ci saranno cambiamenti nel servizio per i clienti esistenti o nuovi e che manterrà  comunque il proprio marchio, anche se nelle prossime settimane informerà i suoi clienti della sua nuova “dignità”, utilizzando alla scopo etichette e materiali stampati che includeranno riferimenti ad Amazon Pharmacy. Intanto, sulla home page del sito della società ha già fatto capolino il nuovo logo PillPack by Amazon Pharmacy. E Amazon (altra dimostrazione dell’importanza strategica che annette all’operazione) sta a sua volta promuovendo PillPack, presentandola ai  suoi clienti Prime con una landing page appositamente lanciata per presentare il servizio. Cosa che – per dare un termine di paragone – non era avvenuta in passato per altri settori: il marchio di calzature Zappos, ad esempio, acquistato nel 2009, non menziona mai Amazon, nemmeno nella sua pagina “About us” o in quella relativa ai termini di servizio.

Sulla base di quanto riferisce Cnbc, il percorso è chiaro: “La modifica del marchio significa che le ambizioni di Amazon nel mercato della farmacia vanno anche oltre PillPack” ha dichiarato ad esempio Stephen Buck, un analista che ha lavorato nel settore farmacia per più di un decennio, secondo il quale Amazon Pharmacy potrebbe essere una farmacia che dispensa tutti i tipi di prodotti e prescrizioni e potrebbe anche evolvere in una sorta di marketplace di farmacie, al cui interno altre farmacie propongono la vendita on line di farmaci.

Ulteriore segnale dell’importanza delle novità sul naming di PillPack è la promozione di n altro segnale della crescente importanza di PillPack: l’AD   TJ Parker,  il giovane farmacista che fondò  l’azienda nel 2013 insieme a Elliot Cohen per poi venderla a Bezos nel 2018, ha ottenuto durante l’estate  i galloni di vicepresidente e se in precedenza riferiva al vice presidente di Amazon Nader Kabbani, ora riferisce direttamente a Doug Herrington, vice presidente senior della compagnia per il Nord America.

Se Amazon Pharmacy, almeno negli USA, può approntare il suo assalto finale al mercato dei farmaci, va precisato che una tale prospettiva è al momento preclusa altrove, del tutto o in parte: in Italia, ad esempio, le uniche vendite di farmaci on line consentite sono quelle di medicinali senza obbligo di prescrizione, che peraltro possono essere venduti soltanto dai siti delle farmacie e delle parafarmacie  in possesso di apposita autorizzazione del ministero della Salute. Del tutto vietata, invece, la vendita tramite portali marketplace. Ma, appunto, è la situazione attuale, e potrebbe cambiare, anche alla luce dell’andamento positivo del mercato on line di farmaci Sop e Otc (insieme ovviamente a tutte le altre referenze commerciali), che registra incrementi davvero significativi.

E se mai le regole cambiassero (così come sono inopinatamente cambiate due anni fa quelle sulla proprietà delle farmacie) non sarà inutile ricordare che Amazon in Italia si è già mosso con grande lucidità strategica: è del novembre 2018, solo per fare un esempio, l’ottenimento della licenza per svolgere nel nostro Paese il servizio di corriere postale, con le ragioni sociali Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport. Licenza che, peraltro, si è andata a saldare con l’accordo stretto nel giugno del  2018 con Poste Italiane per la consegna a domicilio dei pacchi del gruppo  (definito all’epoca come “una partnership per lo sviluppo dell’ecommerce in Italia”) e che rafforza le strategie di penetrazione del gigante dell’e-commerce mondiale in Italia.

Tutto questo per dire che il rischio paventato da Garattini non è un esercizio da profeti di sventura, ma la prefigurazione di scenari che non solo sono possibili ma probabili, essendosi già materializzati altrove. Inutile cullarsi nella illusoria convinzione che “certe cose non cambieranno” e che nella società e nella cultura italiana non c’è spazio per quelle che qualcuno ritiene ancora “americanate”, per usare un termine d’altri tempi.

Nella patria della dieta mediterranea, nessuno scommetteva due lire sugli hamburger con patatine e ketchup dei fast food, che invece hanno cambiato le nostre abitudini alimentari e oggi punteggiano i nostri centri storici, parte integrante dei nostri panorami urbani. Ma anche altre “americanate” come Halloween e il Black Friday, solo per fare due esempi di stagione, con buona pace di chi riteneva che mai e poi mai avrebbero potuto attecchire nel Bel Paese, si sono invece radicati a tempo record tra le abitudini nazionali. E questo nonostante si trattasse di “americanate” che non viaggiavano alla velocità supersonica con cui viaggia tutto ciò che il web porta con sè. E solo questo – per tornare alle farmacie – meriterebbe più di una riflessione, L’argomento, invece, non sembra registrare molta attenzione da parte delle rappresentanze di categoria (solo per fare l’ultimo e più fresco degli esempi, nelle 20 pagine della lunga e articolata relazione del presidente Andrea Mandelli al Consiglio nazionale della Fofi del 18 novembre, non una sola riga è dedicata alla questione),  comprensibilmente impegnate in problemi come, solo per citarne alcuni,  la riforma della remunerazione, la farmacia dei servizi e il rinnovo della convenzione: L’urgenza del presente, insomma, prevale sul futuro. Anche quando, come in questo caso,  e per questo, forse, il futuro ha una strettissima parentela con il presente.

FONTE: www.rifday.it
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Salute e Benessere

Parafarmacia. Esselunga apre le sue e la prima è in provincia di Milano

parafarmacia

Parafarmacia e GDO

Esselunga, grande catena italiana di supermercati, ha inaugurato la prima parafarmacia della catena all’interno del Superstore di Pioltello, centro dell’hinterland est di Milano, la prima di una serie di Parafarmacie a marchio Esselunga che vedranno un graduale sviluppo nel corso del 2018 e negli anni successivi.
È quanto si apprende da alcuni siti che si occupano di retail che sottolineano la presenza di “farmacisti qualificati che offrono assistenza e consulenza”. Previsto un assortimento di “oltre 300 referenze tra farmaci di automedicazione, farmaci senza obbligo di prescrizione, i cosiddetti Otc e Sop, e prodotti omeopatici.
L’area si completa con lo scaffale degli integratori, organizzati per funzione/bisogno, con quello della dermocosmesi suddiviso per marca e con lo scaffale dedicato alla cura dei capelli. I farmaci da banco e i dispositivi medici sono detraibili fiscalmente”. Per quanto riguarda gli orari, la Parafarmacia Esselunga osserva quelli dello store: dal lunedì al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica dalle 9 alle 20. L’interesse della catena per il settore è iniziata alcuni anni fa quando diede degli spazi, esterni allo store, per farmacie gestite direttamente da Essere Benessere, società di gestione di farmacie e parafarmacie del Gruppo FD di Segrate (Mi).
Con la recente scelta Esselunga apre un nuovo settore di interesse per il quale già da alcuni mesi cercava personale.
Risalgono infatti a 2 mesi fa gli annunci comparsi su Linkedin per laureati in Farmacia o in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche (Ctf); iscritti all’albo dei farmacisti e abilitati al ruolo, per ricoprire ruoli di responsabilità del reparto per dare “servizio di assistenza alla clientela per i prodotti Otc, Sop, integratori e dermocosmesi” e svolgere attività di assistenza e servizio alla clientela, corretto approvvigionamento dei prodotti, analisi dei dati di vendita e dei kpi, organizzazione e gestione del personale di reparto (mansioni, programmazione orari, ferie), valorizzazione e formazione del personale, declinazione e rispetto delle guide line aziendali.

Simona Zazzetta

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Dieta e Alimentazione News

Il governo francese stanzia 1,1 miliardi di euro per la produzione biologica

Il governo francese ha stanziato 1,1 miliardi di euro per gli agricoltori che vogliono passare alla produzione biologica. In questo modo, si vuole evitare che la Francia finisca con l’importare prodotti su larga scala.


Stéphane Travert, attuale Ministro all’Agricoltura francese.

In Francia la domanda di prodotti biologici è in forte aumento. Secondo il governo, quindi, la cosa migliore è sostenere gli agricoltori nella transizione verso la coltivazione biologica piuttosto che mantenere le loro aziende.

Al momento la Francia non è in grado di soddisfare la richiesta nazionale di prodotti biologici e, di conseguenza, il 30% viene importato a prezzi più bassi possibile e questo danneggia la posizione competitiva degli agricoltori francesi. Il governo teme che, senza un intervento, i volumi d’importazione continueranno ad aumentare.

Al momento la superficie agricola francese coltivata in regime biologico ammonta al 6,5% del totale. Grazie agli aiuti economici, nel 2022 aumenterà fino al 15%.

Secondo il ministero la sovvenzione da 1,1 miliardi di euro messa a disposizione per la produzione biologica corrisponderà a un aumento del 62% rispetto al piano di sostegno finanziario precedente.

Testo e traduzione FreshPlaza. Tutti i diritti riservati.

 

Data di pubblicazione: 11/04/2018

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News Volontariato e società

Testamento biologico: a Macerata c’è il registro grazie alla Coscioni


Anche il Comune di Macerata ha istituito il registro per il testamento biologico, ricordando che è grazie in primis all’associazione Luca Coscioni che è stata approvata la legge 219  del 2017 sul biotestamento.

Era il 28 ottobre 2009, quando nella sala dell’ Antica Biblioteca dell ’Università di Macerata si svolse un incontro pubblico su questo tema del fine vita e testamento biologico, alla presenza, tra gli altri, di Mina Welby (moglie di Piergiorgio Welby), militante  e ora co-presidente dell’associazione Luca Coscioni.

“Un lungo iter iniziato nell’ottobre 2009”

Il 19 dicembre 2011 l’associazione inviò una lettera al sindaco di Macerata per chiedere l’istituzione del registro comunale per il testamento biologico. E nel corso del 2013 raccolse firme anche a Macerata sulla proposta di legge d’iniziativa popolare per l’autodeterminazione nel fine vita. In tutta Italia vennero raccolte 67mila firme di cittadini, poi depositate in Parlamento.

Enrica Caferri presidente cellula Ancona Luca Coscioni e il segretario Renato Biondini

Il 16 febbraio 2016  l’associazione Luca Coscioni inviò una nuova lettera al sindaco di Macerata per chiedere l’istituzione del registro, firmata dal segretario Renato Biondini e dalla prof.ssa Chiara Campagnoli di Macerata; mentre  l’ 8 giugno dello stesso anno all’Ospedale di Macerata venne organizzata una conferenza stampa per illustrare l’ordine del giorno che il consigliere David Milozzi aveva depositato in Consiglio comunale per l’istituzione del registro, alla presenza della presidente di Pensare Macerata Alessandra Orazi, Zelinda Piccioni presidente di Cittadinanzattiva, Biondini e anche il dott. Americo Sbriccoli presidente dell’ordine dei medici della provincia di Macerata.

Nella successiva seduta del 28 giugno, il Consiglio comunale di Macerata approvò un ordine del giorno per l’istituzione  di un  registro dei testamenti biologici (detto anche  più propriamente dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari).

Nonostante questo risultato però, la Giunta e l’Amministrazione comunale non dettero seguito alla volontà espressa dalla maggioranza consiliare e non ebbero la volontà politica di istituire questo registro per le dat (acronimo di dichiarazioni anticipate dei trattamenti sanitari).

Per sensibilizzare la cittadinanza e le istituzioni, l’associazione Luca Coscioni organizzò a Macerata altri due incontri pubblici: uno il 15 ottobre 2016, alla sala convegni dell’Hotel Claudiani, relatori Americo Sbriccoli  presidente ordine dei medici e odontoiatri di Macerata, Boris Rapa consigliere regionale delle Marche gruppo Uniti per le Marche, Lara Ricciatti deputata di Sinistra italiana, Monica Olioso vedova di Max Fanelli, Massimo Tombesi medico di medicina generale e specialista di medicina interna, David Miliozzi consigliere comunale e capogruppo di Pensare Macerata, Ninfa Contigiani presidente del consiglio delle donne comune di Macerata e  Zelinda Piccioni  presidente di Cittadinanzattiva di Macerata.

Il secondo, dal titolo Fine vita e autodeterminazione, si svolse all’Università degli studi di Macerata il 15 maggio 2017 con la partecipazione della prof.ssa  Ines Corti e il  prof. Giovanni Di Cosimo dell’  Università degli studi di Macerata, Monica Olioso vedova di Massimo “Max” Fanelli, Irene Manzi, deputata del Partito Democratico e  Roberta Battinelli dell’associazione  studentesca  Officina Universitaria.

Dopo l’entrata in vigore della legge sul biotestamento, il 15 marzo 2018, insieme all’associazione Radicali Marche l’associazione Luca Coscioni ha inviato a tutti i Comuni delle Marche, e quindi anche a quello di Macerata, una lettera nella quale si chiedeva di istituire quanto prima il registro delle dat così come prescritto dalla legge 219 del 2017.

Oggi, finalmente, il Comune di Macerata lo ha istituito. Ma l’informazione sul tema è carente ed è per questo che l’associazione Luca Coscioni ha indetto una giornata nazionale di mobilitazione e di informazione in tutta Italia per il 21 aprile.

Saranno presenti anche a Macerata con un banchetto informativo nel pomeriggio di sabato 21 aprile in Via Matteotti 16/20, all’altezza della galleria del commercio.

 

 

 

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