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Come funziona il laser a diodo?


Il laser a diodo è un trattamento di epilazione che viene definita come progressiva e permanente, e che ad oggi rappresenta sicuramente un metodo di grande efficacia in quanto consente, seduta dopo seduta, di indebolire il pelo e risolvere definitivamente il problema dei peli superflui.

A differenza della luce pulsata, che emette luce non coerente, l’apparecchiatura al diodo laser emette una luce coerente a 808 nm non visibile, permettendo di colpire in modo più efficace il cromoforo senza danneggiare il tessuto circostante.

Il laser a diodo consente l’uso di spot di grandi dimensioni e raggiunge anche i follicoli posti in profondità. Permette di effettuare trattamenti di epilazione in tempi minori rispetto alla luce pulsata, con risultati superiori e più duraturi. Il laser facilita l’esecuzione dei trattamenti, che sono più piacevoli sia da effettuare che da ricevere.

La depilazione, o più correttamente epilazione laser, è il trattamento per rimuovere progressivamente (ovvero in varie sedute e nel corso del tempo), ed impedire la ricrescita, dei peli superflui che possono crescere in varie zone del corpo.

Questo tipo di trattamento è sempre più richiesto, sia da uomini che da donne, in quanto un’eccessiva o anomala presenza di peli (es. irsutismo) può provocare imbarazzo ed insicurezze, e quindi si ricorre alla epilazione laser per motivi prevalentemente estetici.

In particolare i laser per la depilazione hanno come bersaglio la melanina presente nel bulbo pilifero. Il laser emette un fascio di luce molto concentrata, che viene assorbita direttamente e selettivamente dalla melanina che è presente nel bulbo del pelo.

Mediante fototermolisi selettiva l’energia luminosa emessa dal laser produce energia termica (calore), causando un’ esplosione delle cellule del bulbo pilifero e l’eliminazione dello stesso, ed impedendo quindi in futuro la ricrescita dei peli.

La seduta di epilazione laser è indolore, il paziente non avverte particolari stimoli dolorosi, solo un leggero calore. La zona interessata viene preventivamente rasata e deve essere detersa e priva di creme, profumi, deodoranti o qualunque prodotto che possa interagire. Si stende sulla zona un leggero film di gel trasparente, e quindi si procede all’applicazione del laser. Dopo il trattamento può comparire un leggero arrossamento della pelle (eritema follicolare), che scompare spontaneamente dopo il trattamento stesso.

Vantaggi del laser a diodo:

– Veloce, sicuro ed efficace
– Sicuro su ogni tipo di pelle, anche abbronzata
– Utilizzabile durante tutto l’anno, anche d’estate
– Trattamenti sempre più confortevoli
– Risultati duraturi nel tempo
– Tempi di trattamenti ridotti rispetto alla luce pulsata
– Risultati già visibili dopo la prima seduta.

L’intervallo tra le sedute ed il numero di applicazioni varia in base ai singoli casi e al tipo di problematica.

Nelle settimane precedenti al trattamento, e immediatamente dopo, si deve evitare l’esposizione ai raggi solari e/o a lampade UVA e non assumere farmaci che aumentino la sensibilità della pelle alla luce. I filtri solari sono indispensabili prima di esporre la zona trattata ai raggi solari per evitare rischi di iper-pigmentazioni.

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Quando è meglio sottoporsi alla depilazione laser?


Ogni pelo ha un suo ciclo di vita autonomo, che consiste in tre fasi: anagen, catagen e telogen. Bisogna tenerne conto quando ci si sottopone alla depilazione laser.

Nella fase Anagen, all’interno del bulbo pilifero si formano nuove cellule, i melanociti, che costituiranno il pelo ad una velocità di circa 1 cm al mese.

Nella fase Catagen, che segue la fase Anagen, il follicolo pilifero si restringe e il bulbo pilifero si separa dalla papilla dermica che lo nutre. Il pelo può rimanere ancorato al follicolo ma cade facilmente con leggeri sfregamenti causati per esempio dal lavarsi e dall’asciugarsi.

Nell’ultima fase, la Telogen, il pelo termina definitivamente la sua crescita ma rimane attaccato al follicolo pilifero. Quest’ultimo continua a restringersi, il bulbo pilifero si distanzia ulteriormente dalla papilla dermica e il pelo può cadere. Conclusasi questa fase, il follicolo pilifero rientra nella fase Anagen.

Si forma quindi un nuovo pelo che, crescendo, porta all’espulsione del vecchio pelo in fase Telogen, qualora quest’ultimo non fosse già caduto spontaneamente.

Quando si interviene con il laser, è difficile eliminare tutti i peli nello stesso momento, perché possono trovarsi in fasi diverse: alcuni stanno crescendo, altri sono a metà del loro ciclo vitale, altri ancora stanno per cadere.

Per essere sicuri di eliminarli alla radice è necessario colpirli nella fase anagen, cioè quando i bulbi piliferi sono ancora saldamente attaccati alla coppa germinativa.

Questo perché l’efficacia del trattamento dipende dalla quantità di energia luminosa assorbita dalla melanina, che è la sostanza che conferisce il colore scuro al pelo. Nella fase Anagen è presente molta melanina all’interno del bulbo pilifero, quindi più energia sarà assorbita, e il bulbo sarà distrutto.

Un ulteriore motivo dell’efficacia del trattamento in fase Anagen è rappresentato dal fatto che il fusto del pelo è connesso al bulbo pilifero solo in questo momento del ciclo del pelo mentre ne è sconnesso nelle altre fasi.

Solo se il laser riesce a “bruciare” questa struttura il pelo non ricrescerà. Ecco perché, per ottenere risultati duraturi, è necessario sottoporsi a un discreto numero di sedute, con cadenza regolare e per alcuni mesi, durante i quali è meglio non esporsi al sole.

Il rischio, altrimenti, potrebbe essere la formazione di antiestetiche macchie cutanee (discromie): di colore scuro se ci si espone al sole mentre si sta seguendo il trattamento o chiaro se la pelle è già abbronzata.

Il numero delle sedute varia da 5 a 8, con intervalli di tempo di un mese per le prime 2 sedute e di circa 2 mesi per le successive. Con questo protocollo generalmente si ottiene una depilazione permanente del 99% dell’area trattata.

Al termine, sono consigliabili sono una o due sedute di richiamo ogni anno.

https://www.medestetique.com/

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Come smettere di essere pigri


Abbiamo tutti periodi di tempo in cui ci sentiamo meno energici e lottiamo per trovare motivazione. È comune sentirsi così in certe occasioni ma, quando questi momenti iniziano a diventare più frequenti o durano per periodi più lunghi, potremmo iniziare a vederci in modo diverso. I nostri obiettivi diventano meno importanti, troviamo difficile sentirci ispirati e potremmo iniziare a chiederci se siamo capaci. Potremmo persino iniziare a definirci pigri.

Il nostro “sé” ideale

Tutti abbiamo la sensazione di chi vogliamo essere, di come vogliamo comportarci, degli obiettivi che vogliamo raggiungere e di come vogliamo mostrarci nel mondo. Il sé ideale è un concetto in psicologia che si riferisce all’immagine che portiamo nella nostra mente di ciò che il nostro sé migliore dovrebbe apparire, agire e sentire. Il nostro sé ideale è spesso un’immagine della produttività e del raggiungimento di determinati obiettivi, comportamenti sani e altro.  Sfortunatamente, le nostre vite indaffarate spesso non consentono molta riflessione sul nostro io ideale e sembra perdersi nella confusione, nascosto da qualche parte con le nostre risposte d’infanzia a “Cosa vuoi essere da grande?”

Non sei solo

Se ti senti pigro o improduttivo a volte, non sei certamente solo. Recenti sondaggi hanno indicato che l’80% delle persone che stabiliscono la risoluzione di un nuovo anno non riusciranno a raggiungere l’obiettivo previsto. Cos’è che rende così difficile rimanere produttivi e lavorare verso i nostri obiettivi desiderati?

Ci sono molte cose che possono ostacolare la nostra produttività e il raggiungimento degli obiettivi, lasciandoci a considerarci “pigri”. A volte gli ostacoli sono situazionali o correlati a tempi e opportunità, mentre altre volte possiamo creare noi stessi gli ostacoli con il nostro approccio, la nostra mentalità o i nostri metodi.

Le vecchie abitudini sono dure a morire

Per fare progressi reali e abbandonare i nostri vecchi schemi “pigri”, dobbiamo riconoscere cosa potrebbe influenzare la nostra incapacità di raggiungere i nostri obiettivi o lasciarci meno produttivi di quanto vorremmo essere. Quindi, ciò che potresti pensare come “pigro” potrebbe essere solo una questione di cambiare il tuo approccio e sbarazzarti di vecchie abitudini inutili che ti hanno impedito di sentirti produttivo e raggiungere i tuoi obiettivi.

Ecco alcune di queste abitudini che possono impedirci di raggiungere i nostri obiettivi. Se qualcosa in questo elenco sembra familiare, non ti preoccupare, sei tutt’altro che solo:

  • Rendere i tuoi obiettivi troppo grandi o complicati. Vogliamo tutti raggiungere l’apice, ma potremmo sottovalutare gravemente lo sforzo e il tempo necessari per arrivare lassù. Se ci arrendiamo dopo poche ore, non è perché siamo pigri, ma perché potremmo aver capito che abbiamo calcolato male la quantità di tempo e fatica.
  • Aspettati di essere perfetto. Quando stiamo lavorando per un obiettivo, ci aspettiamo che la strada sia liscia e coerente quando, in realtà, il percorso verso il nostro obiettivo sarà molto probabilmente pieno di colpi di scena, curve e battute d’arresto.
  • Ascolta il tuo critico interiore. Se il termine “pigro” fa parte del tuo dialogo interiore, ci sono probabilmente dichiarazioni più negative e critiche che vengono dal tuo critico interiore su base regolare. Puoi anche far emergere il tuo critico interiore nel tentativo di motivare te stesso. Che succede? La tua voce critica si concentra su tutti i tuoi difetti e carenze, piuttosto che su eventuali punti di forza e attributi positivi che potrebbero aiutarti ad andare avanti.
  • Ascoltare le critiche degli altri.  Mentre apprendiamo di noi stessi e del mondo attraverso le nostre esperienze, riceviamo feedback dagli altri che aiutano a modellare il nostro concetto di sé. Quando una persona importante per noi ci ha chiamato pigri in passato, può davvero influenzare il modo in cui ci vediamo anche nell’età adulta. Potremmo anche sentire le persone criticare i nostri sforzi nella nostra vita adulta, lasciandoci a provare insicurezza o scoraggiamento.
  • Non creare un piano d’azione. Quando troviamo l’ispirazione e ci emozioniamo per un nuovo obiettivo, possiamo dimenticare l’importanza di creare un piano. La nostra eccitazione per l’obiettivo può farci muovere velocemente e con molta passione, ma trasformarci in un senso di essere sopraffatti e sentirci senza meta.

Cosa iniziare per fare

Fortunatamente, ci sono molti passi realizzabili che puoi fare per cambiare le cose o rimanere in pista con i tuoi obiettivi:

  • Crea obiettivi piccoli e raggiungibili. Puoi ancora desiderare di raggiungere l’apice, ma suddividi quell’enorme obiettivo in obiettivi più piccoli che ti aiuteranno a sentirti più realizzato e motivato a continuare a scalare. Mentre consideri il quadro generale, ricorda i passaggi chiave che saranno necessari per arrivarci e scriverli. Se necessario, suddividili in obiettivi ancora più piccoli o di breve durata.
  • Prenditi del tempo per sviluppare un piano. Siediti con te stesso per un momento mentre rifletti sui tuoi desideri e obiettivi, considerando quei piccoli e raggiungibili passi che dovrai compiere per arrivarci. Sii realistico riguardo alla quantità di sforzo, tempo, denaro, aiuto o altri fattori coinvolti nel raggiungimento di questo obiettivo. Entrare nel processo con un piano d’azione ti aiuterà a sentirti più sicuro e pacifico, oltre a darti qualcosa a cui fare riferimento quando ti senti scoraggiato o hai una battuta d’arresto.
  • Concentrati sui tuoi punti di forza. Se sei abituato a un critico interiore che si concentra sui tuoi difetti e difetti, troverai grandi benefici nel fare un inventario dei tuoi punti di forza. Trovi difficile pensare a qualche punto di forza personale? Considera ogni sfida che hai affrontato e rifletti su quali punti di forza personali hai usato per superare quell’esperienza. Se hai ancora difficoltà a identificare i punti di forza, chiedi ad amici o parenti quello che vedono come il tuo più grande punto di forza.
  • Festeggia le piccole vittorie. Celebrare le tue vittorie mentre raggiungi i piccoli obiettivi o anche quando superi le battute d’arresto, può aiutarti a continuare ad andare avanti.  L’orgoglio che proviamo nel raggiungere i nostri obiettivi può aiutare a rafforzare il dialogo interiore più positivo. Sperimentiamo una maggiore auto-efficacia con ogni risultato, che può aiutarci a trovare un successo a lungo termine.
  • Recluta supporto. Va bene chiedere aiuto lungo la strada. Prosperiamo quando siamo collegati a persone importanti in modo positivo e sano. Consenti a queste persone di supporto importanti di far parte della tua esperienza. Potresti volere che festeggino con te lungo la strada o potresti volerti rivolgere a loro nei momenti di bisogno quando incontri una battuta d’arresto o un ostacolo. Trovare rassicurazione e incoraggiamento da parte di persone importanti della nostra vita può aiutarci a sviluppare una maggiore resilienza.

La tua salute fisica

I nostri sentimenti di pigrizia possono anche essere influenzati da come ci prendiamo cura di noi stessi fisicamente. Possiamo apprendere nuove abitudini di definizione degli obiettivi e lavorare per sfidare i nostri schemi di pensiero negativi, ma dobbiamo anche considerare cosa stiamo facendo per i nostri corpi. Prendersi cura della nostra salute fisica può aiutare a preparare il terreno per una maggiore energia che, a sua volta, può permetterci di mettere in atto questi altri cambiamenti positivi.

Cibo

Ciò che mangiamo gioca un ruolo significativo nel modo in cui ci sentiamo energici. Quando i nostri programmi non concedono molto tempo per la pianificazione e la preparazione degli alimenti, potremmo trovarci a raggiungere rapidamente opzioni in movimento, opzioni che offrono poco valore nutrizionale per aiutarci a mantenere livelli di energia adeguati. Gli alimenti ad alto contenuto di proteine, ad esempio, possono aiutare i nostri corpi a mantenere livelli di zucchero nel sangue più stabili e impedirci di sentire alti e bassi drastici nella nostra energia durante il giorno.

Esempi di cibi e bevande che possono aiutare ad aumentare l’energia includono:

  • mandorle
  • salmone
  • banane
  • yogurt
  • avena
  • foglia di colore verde scuro
  • pollo
  • acqua

Esempi di cibi e bevande da evitare se si desidera aumentare l’energia includono:

  • patatine fritte
  • caramella
  • pane
  • bevande zuccherate
  • ciambelle
  • dolci
  • alcool

Sebbene i cibi zuccherati possano darci una spinta temporanea di energia, è di breve durata e può farci sentire come se i nostri livelli di energia avessero toccato il fondo. I tempi dei nostri pasti e snack possono influire anche sui nostri livelli di energia. Mangiare pasti più piccoli durante il giorno può aiutarci a mantenere livelli di energia costanti, rispetto a mangiare pasti più grandi e pesanti che spesso ci fanno sentire stanchi.

Esercizio

Quando siamo stanchi e ci sentiamo pigri, l’ultima cosa che probabilmente vorremmo fare è l’esercizio. Tuttavia, spostare i nostri corpi può aiutare ad aumentare i nostri livelli di energia e le sensazioni generali di produttività. La ricerca ha dimostrato che anche solo livelli di esercizio da bassi a moderati possono avere un impatto significativo sui nostri livelli di energia, contribuendo a ridurre l’affaticamento.

I modi per incorporare più esercizi possono includere:

  • Portare a spasso il tuo cane
  • Fare jogging con un amico
  • Facendo un’escursione con un gruppo
  • Frequentare una lezione di fitness di gruppo
  • Provare una nuova lezione di yoga

Dormire

I nostri schemi di sonno possono influire notevolmente sui nostri livelli di energia. Se tendi a sentirti pigro, potresti pensare di dormire troppo di notte o di ritrovarti a fare un pisolino prolungato durante il giorno. La creazione di una routine di sonno salutare può aiutarti a mantenere un programma di sonno coerente e, a sua volta, ti aiuta a sentirti più equilibrato ed energico per svolgere compiti e sentirti più produttivo.  Se sei un nottambulo o un sonnellino, questa transizione potrebbe richiedere del lavoro. Tuttavia, essere in grado di iniziare la giornata con maggiore energia e di mantenere i livelli di energia durante il giorno, rende utile la routine del sonno.

Cosa considerare nella routine di cura del sonno:

  • Cerca di andare a letto alla stessa ora ogni notte
  • Obiettivo per 7-9 ore di sonno a notte
  • Limitare il tempo di schermatura almeno un’ora prima di coricarsi
  • Limitare la caffeina dopo l’ora di pranzo

Gestione dello stress

Essere costantemente riprogrammati, con richieste poste su di noi in molteplici aree della nostra vita, può farci sentire esausti fisicamente ed emotivamente. In questi momenti possiamo avere difficoltà a fare passi attivi e prendere decisioni perché siamo esausti. I sentimenti di sfinimento possono farci sentire come se fossimo pigri quando siamo effettivamente stressati e sopraffatti.

Alcuni modi utili per gestire lo stress includono cose come:

  • Incorporando esercizio e movimento nella tua giornata
  • Trovare ragioni per sorridere o ridere
  • Aumentare il tuo supporto sociale
  • Praticare la meditazione ogni giorno

Confini

Un elemento significativo della gestione dello stress è assicurarsi che stiamo usando saggiamente il nostro tempo. Può essere facile dire “sì” ai nostri collaboratori, al nostro coniuge, ai nostri figli e ai nostri amici. Così facile, infatti, che potresti trovarti incapace di adempiere effettivamente a tutto ciò che ti sei impegnato. Guarda dove stai trascorrendo il tuo tempo, fai un inventario delle attività non completate nella tua lista di cose da fare, considera dove puoi educatamente dire “no” in modo da poter usare quel tempo per cose che richiedono la tua attenzione ed energia.

Se l’idea di stabilire dei limiti è nuova per te, la prima coppia di passaggi includerebbe darti il ​​permesso di farlo e di iniziare con piccole cose. Potresti avere paura di come le persone ti risponderanno e va bene. Ricorda che il tuo obiettivo qui è migliorare la cura di sé, aumentare l’energia e sentirti abilitato ad affrontare i compiti e gli obiettivi che sono importanti per te. Creare tempo per te è la chiave e impostare piccoli limiti intorno al tuo tempo ti aiuterà a fare proprio questo.

Non distrarti con il confronto

Infine, quando ci sentiamo pigri, è naturale guardarsi intorno e pensare che tutti gli altri stiano bene, tranne te. Non lasciarti sorprendere dalla distrazione di confrontarti con gli altri.  Ricorda, il nostro critico interiore è un blocco per la nostra produttività e può farci sentire bloccati. Consentiti di presentarti in modo diverso nella tua vita e ricorda che il viaggio è unicamente tuo.

Fare piccoli passi verso una migliore cura di sé, maggiore energia, obiettivi migliori e una sana impostazione dei confini può aiutarti a smettere di sentirti pigro in pochissimo tempo. Definire le priorità e intraprendere azioni coerenti è la chiave per un cambiamento a lungo termine e non c’è momento migliore di adesso per fare quei primi passi.

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Business Scienza e Tecnologia

GS1 Italy: lavori in corso. E cantiere in diretta su Instagram

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  • 15 Luglio 2020


Si chiama Interno 1 ed è il nuovo progetto di GS1 Italy, un concept center nel cuore di Milano che sarà inaugurato in autunno.

Un nuovo canale di comunicazione di GS1 Italy, dei suoi valori, dei servizi che offre alla business community e delle attività di formazione svolte all’Academy di GS1 Italy.

Interno 1 sarà lo spazio dell’innovazione, della ricerca e dello sviluppo di GS1 Italy. Un touchpoint tra mondo digitale e mondo fisico rivolto a un pubblico trasversale, per alimentare il dialogo sui trend contemporanei e creare nuove relazioni con tutti i protagonisti degli scenari più dinamici a livello nazionale e internazionale.

Uno spazio multimediale e interattivo, dove immergersi nella digital transformation. Un contenitore di idee, suggestioni, eventi ed esperienze che faranno scoprire il codice a barre e tutti gli altri standard e soluzioni GS1 in modo nuovo, sorprendente e coinvolgente.

Il cantiere di Interno 1 è appena partito ed è già social: l’avanzamento dei lavori, con il dietro le quinte e le curiosità, si può seguire in tempo reale sul nuovo profilo corporate Instagram, che segna il debutto di GS1 Italy su questo social.

 

Per restare aggiornato su Interno 1, segui GS1 Italy su Instagram e visita il sito di Interno 1.

 

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GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

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Salute e Benessere Scienza e Tecnologia

L’epilazione permanente con la luce pulsata


L’epilazione a luce pulsata è un trattamento più recente del laser. Lo scopo finale dell’epilazione a luce pulsata è quello di indurre l’assottigliamento progressivo e il diradamento della peluria, rallentandone fortemente la ricrescita e rendendola non visibile ad occhio nudo.

Il principio d’azione della luce pulsata è paragonabile a quello dell’epilazione laser, con la differenza che quest’ultima tecnologia agisce a lunghezze d’onda unidirezionali e monocromatiche.

Lo spot di luce pulsata ricerca la melanina, il pigmento che dà colore scuro al pelo, raggiunto il quale, l’energia veicolata nel follicolo si trasforma in calore, provocando una termocoagulazione.

Perciò basta irradiare la zona da epilare con la luce pulsata perchè la melanina faccia scaricare l’energia luminosa nel bulbo pilifero che verrà distrutto insieme alle cellule germinative del pelo, senza danneggiare i tessuti circostanti.

La luce pulsata è adatta sia per il viso che per il corpo e rende possibile il trattamento di zone anche ampie in tempi molto ridotti rispetto alle altre tecniche.

Prima di sottoporre la pelle ai flash della luce pulsata, il cliente indossa degli occhiali protettivi e si applica un apposito gel che agisce sia da conduttore dell’energia luminosa, sia da protettore della cute.

La pelle verrà poi in alcuni casi raffreddata attraverso una apparecchiatura che emette aria fredda, in altri casi il raffreddamento avviene attraverso il contatto con manipoli già raffreddati al loro interno.

Si procede quindi allo sparo degli impulsi che vengono emessi dal manipolo ad intervalli regolari. In pochi tempo si possono trattare zone estese come gli arti inferiori, oppure circoscritte come il labbro superiore.

Al termine della seduta di fotoepilazione, la superficie della pelle verrà ripulita dal gel e da residui costituiti da peli che si sono “staccati” durante il trattamento mentre la restante parte dei peli che si trova sotto la cute cadrà spontaneamente nell’arco di alcuni giorni.

Dopo ogni seduta è indispensabile adottare una totale protezione solare.

Le sedute verranno poi ripetute ad intervalli mensili ed ogni volta verranno eliminati i peli che si trovano in fase “Anagen” ovvero in fase di attività.

Ad ogni trattamento i peli in fase anagen sono circa il 20%, per questo motivo sono necessarie un minimo di 4/5 sedute, a distanza 30-40 giorni l’una, per ottenere risultati ottimali.

Il numero delle sedute dipende dalla zona da trattare e varia da una persona all’altra.

Bisogna inoltre tener conto della sensibilità individuale in ogni persona, dovuta all’età, alla situazione ormonale, come gli stati di iperandrogenismo, al tipo di pelle e di crescita, dal ciclo follicolare di ciascuno, sesso e razza, al tipo di trattamento adoperato dalla persona precedentemente. Perciò non è possibile stabilire a priori quante sedute siano necessarie per ciascuna persona.

La luce pulsata di ultima generazione:

– È veloce, tratta in pochissimo tempo ampie zone del corpo
– È efficace e sicura anche nelle zone più delicate
– Agisce in profondità
– Permette i massimi risultati nella lotta ai peli superflui.

Articolo offerto da https://www.epilcentre.com/

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Scienza e Tecnologia

Depilazione laser: quali risultati aspettarsi?


La depilazione laser rappresenta oggi, sia per le donne che per gli uomini, l’intervento estetico richiesto con maggior frequenza.

La tendenza è per una epilazione rapida e indolore, in grado di offrire una straordinaria combinazione di energia luminosa con il contemporaneo raffreddamento della pelle ed un eccezionale sistema di sicurezza.

Sono finiti i tempi in cui era necessario depilarsi frequentemente. L’epilazione laser è di lunga durata.

La depilazione tramite laser si fonda sul principio del selettivo assorbimento della luce da parte della melanina contenuta all’interno dei fonicoli piliferi. La luce assorbita è trasformata in calore che determina la distruzione definitiva dei peli.

Impulsi accuratamente controllati, composti da un mix di energia di tipo elettrico e ottico, penetrano nell’intero follicolo pilifero e lo distruggono, senza danneggiare la pelle.

Il raffreddamento attivo della superficie cutanea e il controllo dell’impedenza della pelle, effettuato in modo automatico e continuo, garantiscono il massimo della sicurezza.
Quali zone del corpo possono essere sottoposte ad un epilazione di lunga durata?

Labbro superiore, guance, mento, orecchie, ascelle, zona bikini, ventre, gambe, glutei, petto e schiena. Si possono eliminare tutti i peli superflui.

Chi si può sottoporre al trattamento?

Praticamente tutti i soggetti con peluria o peli superflui di colore nero, scuro, biondo (ma non biondo chiaro) fatta eccezione per i soggetti con i peli chiari, bianchi per i quali questo tipo di Laser, come del resto altri tipi, è inefficace.

È possibile ottenere un’epilazione di lunga durata con una sola seduta?

No.

Poiché la luce laser è assorbita dai peli in fase di crescita attiva, è necessario eseguire sedute multiple, il cui numero e il cui intervallo tra sedute dipende dall’area da trattare.

Tutti i follicoli piliferi che il giorno dell’epilazione non si trovano nella fase appropriata per il trattamento devono essere sottoposti ad un trattamento successivo.

La quota di follicoli piliferi in tale fase di crescita varia in base alla zona del corpo, con la conseguenza di un diverso numero di trattamenti necessari.

Per il viso è possibile ottenere un buon risultato dopo un numero di sedute che varia da 2 a 5, per il resto del corpo le sedute possono variare da un minimo di 4 a un massimo di 8.

Fastidi durante il trattamento?

Durante il trattamento e a seconda delle zone il paziente può avvertire bruciore o lievi fitte dolorose, ma subito si può abbassare la potenza del Laser . Certo ciò può andare a discapito della percentuale di peli che cadranno definitivamente e quindi si può prospettare l’eventualità di una seduta in più, ma quello che è importante e che va costantemente sottolineato alla paziente è che così facendo non ci sono fastidi o effetti collaterali.

Cosa succederà dopo il trattamento?

Il trattamento in genere è ben tollerato da quasi tutti i pazienti, che avvertono solo una lieve sensazione di pizzicore.

Dopo una seduta la zona trattata presenta un aspetto diverso da paziente a paziente. Possono manifestarsi un leggero arrossamento o una irritazione che scompaiono in un breve arco di tempo.

Il trattamento è comunque privo di seri effetti collaterali e non provoca cicatrici.

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Qual è il futuro dei chat bot in italiano?


I chat bot sono strumenti versatili e sin dalla loro iniziale applicazione in diversi ambiti del web, hanno riscontrato positivi feedback da parte degli utilizzatori e anche dei venditori. Il panorama internazionale si è mano a mano riempito di queste applicazioni e l’Italia allo stesso modo ha voluto prendere parte a questa nuova tendenza che non conosce limiti di frontiere, introducendo quindi diversi chat bot in lingua italiana, mirati specialmente alla clientela della penisola. Essendo questi programmati per rispondere a richieste definite, la lingua è solo un veicolo per ottenere determinate azioni, perciò la traduzione in diverse lingue non è in sé una cosa complessa ne richiede particolari lavori elaborati.
Il discorso principale riguardante i chat bot italiani sta nel capire se e come la clientela è pronta a relazionarsi con questo innovativo sistema di customer care, che inizialmente potrebbe risultare sorprendente ma anche inaspettato. È altresì vero che i chat bot, soprattutto se ottimizzati propriamente, hanno il vantaggio di non apparire come strumenti automatizzati ma possono sembrare partecipanti di una normale conversazione e quindi fare risentire meno il cliente di questo gap generazionale tra le tecnologie in uso oggi.

 

L’innovazione in Italia

L’Italia sembra essere un ottimo consumatore delle nuove tecnologie e, nonostante non sia tra i maggiori paesi innovatori e molte infrastrutture non siano al passo con i tempi, la modernizzazione ha colpito in maniera modesta anche questo paese, influenzando la vita dei propri cittadini. Le mail hanno rimpiazzato quasi completamente la posta tradizionale, la messaggistica istantanea ha preso il posto delle chiamate e i giochi da tavolo sono stati messi da parte a vantaggio dell’intrattenimento digitale.
L’introduzione delle innovazioni è sensata ed efficace solo nel momento in cui il mercato è già saturo delle precedenti ed è pronto ad assorbire nuove proposte; la forza dei chat bot sta nel rendere il rapporto del cliente con il venditore molto snello e semplice, senza necessitare di attese spropositate attendendo che il servizio clienti sia disponibile per loro.
È questo che definisce un innovazione come vincente, soprattutto in questo periodo storico dove si è sempre alla ricerca della semplificazione e del comfort maggiore. Ci si ritrova quindi a chiedere se questo è ciò di cui un italiano, in questo caso, può necessitare per ovviare ad un bisogno insoddisfatto; dal momento in cui la risposta è sì e si vuole ridurre il tempo di attesa, ci sono buone probabilità che i chat bot interessino una buona fetta del mercato.

 

Una rivoluzione nel settore terziario

L’automazione e l’intelligenza artificiale non hanno ancora preso la parte che meritano nella nostra quotidianità e viene da chiedersi a che punto sia in Italia questo processo. Sicuramente l’adozione crescente dei chatbot potrebbe segnare il primo importante passo in questi termini, avvicinando quindi i clienti ad un altro tipo di rapporto con i loro marchi preferiti. Da anni a questa parte, nei fast food ad esempio, sono stati introdotti i cosiddetti chioschi digitali ossia dei grandi schermi touch screen dove i consumatori scelgono la loro consumazione con un interazione uomo-macchina e non uomo-uomo.
Nel caso dei digital kiosk non siamo si fronte a un vero e proprio chatbot ma questi, come loro, possono considerarsi i primi giocatori in una partita che vedrà unicamente un aumento dei partecipanti nel futuro prossimo.
L’automazione e la digitalizzazione nella realtà del Bel Paese è da molti vista come una possibilità di svolta per l’economia italiana, una catalisi in grado di rimettere in gioco l’Italia nel panorama europeo; non tutti sono tuttavia d’accordo con questa tesi e si aspettano una forte caduta nell’occupazione che vedrebbe ridotti molti dei posti riguardanti mansioni ripetitive.

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Il feedback, elemento essenziale dei Sistemi complessi


Feedback

Quando parliamo di comunicazione, con la parola “feed-back” intendiamo il fatto di dare ad una persona un riscontro, positivo o negativo, a proposito di qualcosa che ha fatto.

Quando diamo un feed-back negativo, o correttivo, vogliamo indirizzare la persona a variare il proprio comportamento, per migliorare qualcosa che ha fatto ma che poteva essere fatta meglio;
quando invece il nostro feed-back è positivo, il messaggio è: “Va bene, continua così”.
In sintesi il feed-back può essere considerato come il riscontro al nostro comportamento da parte degli altri.

Il processo di feed-back è continuo, circolare ed ha una influenza reciproca tra le parti in causa.

Vale a dire che la persona che lo riceve modificherà, in qualche modo, il suo comportamento, che a sua volta sarà un feed-back sul feed-back, che produrrà un successivo feed-back in una spirale continua. La regolazione dei rispettivi comportamenti tra le parti ha l’effetto di produrre un adattamento funzionale e reciproco.

In generale, il ‘feed-back’ (in italiano retroazione o retro-regolazione), è definito come la capacità di autoregolazione che permette ad un sistema di reinserire, nel sistema stesso, i risultati del proprio comportamento.

Un meccanismo di questo genere è presente negli organismi viventi, nelle organizzazioni, negli ecosistemi, nella biosfera e nei sistemi dinamici studiati dall’ingegneria dei sistemi.

feedback nei sistemi

Come dare feedback efficaci

Innanzitutto , il feedback efficace deve descrivere, non giudicare. Quanto più la nostra descrizione è dettagliata e precisa, tanto più il feedback sarà efficace e utilizzabile da chi lo riceve.

Gli elementi che si discostano dall’asse della descrizione e vanno nell’asse del giudizio sottraggono valore al feedback

Alcune regole generali perché il feed back sia efficace sono:

  1. è espresso in positivo (cosa fare, e non cosa non fare)
  2. riguarda le azioni, non gli atteggiamenti o la personalità;
  3. si riferisce a obiettivi precisi;
  4. è rivolto al futuro;
  5. è tempestivo e continuativo;
  6. è un processo a due vie.
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Comunicati Scienza e Tecnologia

Consumi tra fisico e digitale: le nuove sfide dell’omnicanalità in tre webinar gratuiti

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  • 17 Giugno 2020


Torna in versione online “Gestire l’omnicanalità”, l’evento gratuito di GS1 Italy in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano: tre le sessioni complementari in programma, al via da martedì 23 giugno.

1,6 miliardi di euro: a tanto ammontava il valore del mercato online del food & grocery nel 2019, segnando una crescita di ben +42% rispetto al 2018 e delineando uno scenario in profonda trasformazione già prima che il lockdown spingesse molti italiani a sperimentare, anche per la prima volta, gli acquisti online. E, tra home delivery, servizi click & collect e contingentamento degli ingressi nei negozi, oggi più che mai il consumatore è alla continua ricerca di informazioni per i suoi acquisti e di esperienze fluide e soddisfacenti in tutti i canali e nei touchpoint che ha a disposizione nel mondo fisico e digitale.

Per le aziende, quindi, non fa che confermarsi l’importanza di dati e informazioni, da allineare, aggiornare e condividere, perché possano essere in grado di rispondere alle nuove sfide poste da questo contesto omnicanale:

  • Ottimizzare i processi interni.
  • Migliorare l’esperienza del cliente lungo il suo percorso d’acquisto.
  • Integrare efficacemente online e offline.

Proprio per aiutare le imprese di Industria e Distribuzione, GS1 Italy propone, in versione completamente online, “Gestire l’omnicanalità”, una serie di tre webinar gratuiti, in collaborazione con gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, per spiegare come si è evoluto il mercato, come cambiano il percorso di acquisto e le esigenze dello shopper, quali sono i modelli e le principali innovazioni in atto, e gli strumenti che GS1 Italy mette a disposizione delle imprese per ottimizzare i processi.

L’evento si articola in tre sessioni complementari che si terranno nelle giornate di martedì 23 giugno, martedì 30 giugno e martedì 14 luglio, sempre dalle 10.00 alle 11.30, e che vedranno gli interventi di Andrea Ausili, data & innovation manager GS1 Italy, Ermanno Bertelle, training and HR manager GS1 Italy, e, per gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, Valentina Pontiggia, direttore Osservatori eCommerce B2c e Innovazione Digitale nel Retail.

L’agenda completa e il form di registrazione sono disponibili sul sito di GS1 Italy.

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GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

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Ambiente Scienza e Tecnologia

Il fascino delle lanterne: illumina il tuo gazebo con eleganza


Quando la stagione delle giornate all’aperto e delle cene in giardino si avvicina, ci sembra sempre che manchi quel tocco in più per rendere magici i nostri momenti. Arredare gli spazi aperti non è sempre semplice, richiede soluzioni creative, che siano sufficientemente d’impatto ma non rovinino l’armonia della natura e dell’ambiente circostante.

Una buona idea per rivoluzionare il look dei nostri gazebo e dei nostri giardini è cambiarne l’illuminazione serale e notturna tramite delle lampade da esterno.

Questo tipo di arredo, nella sua semplicità, è molto utile a cambiare l’aspetto dello spazio o a suddividerlo e a rendere immediatamente l’atmosfera più accogliente e suggestiva, facendo sentire le persone a proprio agio.

Andiamo dunque a conoscere alcune delle soluzione più pratiche e appaganti per le nostre rilassanti serate estive: una lampada da soffitto esterno, infatti, deve coniugare al design e ad un’illuminazione efficace anche un dispendio energetico ridotto, poiché rimarrà accesa per molte ore.

 

Come illuminare il proprio gazebo

 

Nel caso in cui si possieda una struttura adeguata, una scelta molto di classe potrebbe ricadere su una lampada a sospensione che troneggi al di sopra del tavolo adibito alla cena o alle serate tra amici. Se si cerca qualcosa di meno impattante e più soft, magari per creare un’atmosfera romantica, una buona soluzione potrebbe essere installare fila di lampade: negli ultimi anni è di gran moda anche nei locali più esclusivi dato il suo forte effetto scenico e le atmosfere suggestive che si creano.

Se invece si ricerca un’illuminazione sì soffusa ma soprattutto con consumi più contenuti, una soluzione moderna e innovativa è rappresentata dal Led. Questo è disponibile in commercio innanzitutto in pratiche strisce, di materiali, modelli e colori differenti, facili da installare su diverse superfici e da adattare al proprio gazebo come più si preferisce. Si può scegliere di illuminare l’intero perimetro della struttura per un’aria più elegante e di classe, o invece optare per soluzioni più creative grazie alle molte varianti disponibili che permettono di giocare con materiali e colori.

Un’ultima idea per il gazebo potrebbe riguadare i faretti: questi, oltre ai classici da posizionare a terra, esistono da soffitto. Sono magari una scelta di minore impatto estetico, ma garantiscono una buona illuminazione e una facile abitabilità degli spazi.

 

Luci per le occasioni importanti

 

Un gazebo oltre che per le normali serate in famiglia può essere uno splendido ambiente anche per le occasioni più importanti, come compleanni, anniversari, matrimoni e feste in generale. In questi casi si può ricorrere a soluzioni più eleganti e fantasiose per stupire i propri invitati e donare la giusta luce a dei momenti che saranno senz’altro memorabili.

Anche in questo caso giocare con i Led potrebbe coniugare stile e bassi consumi: sfruttare i diversi materiali, forme e colori e posizionare le lampade a dovere potrebbe trasformare totalmente uno spazio quotidiano in uno per le grandi occasioni.

Per momenti più romantici e chic, le catene di luci, anche queste disponibili in commercio in tutte le fogge, potrebbero essere la soluzione che stavi cercando. Infine in questi casi anche una scelta di design per le lampade da tavolo potrebbe fare la differenza e rendere la vostra serata davvero magica.

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È NATA COSTANZA, LA APP PER LA DISTANZA. IL BADGE/BRACCIALETTO MADE IN ITALY PER IL SOCIAL DISTANCING È GIA’ REALTÀ PER OLTRE 1000 DIPENDENTI


Un badge o braccialetto collegato ad una App per aiutare le aziende a mantenere i dipendenti al sicuro. Smart Beacon lancia COSTANZA – la App per la distanza. Ad adottarla per i suoi oltre 1000 dipendenti SMAT, la prima azienda in Italia a dotare i propri lavoratori di una App che tuteli la loro salute monitorando costantemente il distanziamento durante lo svolgimento delle quotidiane attività lavorative.

Le persone sono la risorsa più importante per qualsiasi organizzazione ed in questo periodo le aziende sono concentrate a trovare soluzioni efficienti per tutelare al meglio i propri dipendenti. Le idee per aiutare il mondo del lavoro a ripartire sono tante. Una delle soluzioni lanciate dal mondo IT, e già attiva per gli oltre 1000 dipendenti SMAT, arriva dall’azienda italiana Smart Beacon che da sempre studia e realizza applicazioni della tecnologia Beacon per il mondo del turismo e delle aziende.

Sfruttando la tecnologia Beacon l’azienda torinese ha creato COSTANZA – La App per la distanza, che consente ai lavoratori di acquisire comportamenti socialmente corretti e all’azienda di implementare e automatizzare il protocollo di distanziamento.

Ogni dipendente è dotato di un badge o braccialetto associato anonimamente ad un numero di matricola. La applicazione installata sul device aziendale avvisa l’utente qualora si trovi troppo vicino ad un altro collega e, nel pieno rispetto della privacy, traccia in maniera anonima i contatti fra i dispositivi consentendone la ricostruzione precisa in caso di contagio.

Il sistema prevede l’utilizzo combinato di uno smartphone e di un dispositivo (Tag BLE) indossato dal lavoratore. Qualora venga meno la prevista distanza di sicurezza di circa 2 metri fra i due devices, il cellulare emetterà un segnale acustico ed una vibrazione. Nel caso in cui un Tag rimanga nel raggio d’azione di uno smartphone per un periodo di tempo prolungato, l’avviso acustico sarà ripetuto ogni 60 secondi e, se il tempo di contatto ravvicinato supererà i 10 minuti, COSTANZA registrerà l’evento. Le registrazioni, che riguarderanno esclusivamente il numero di matricola dei lavoratori entrati in “contatto”, l’identificativo del cellulare, l’eventuale disattivazione dell’APP ed i riferimenti temporali di data e ora, resteranno disponibili per 60 giorni. Le informazioni raccolte consentiranno, nel caso si verificasse un caso di positività Sars-Cov2 tra i lavoratori, di identificare efficacemente e tempestivamente i cosiddetti “contatti stretti”.

“La nuova era post contagio – ha spiegato Simona Caudera di Smart Beacon – ha richiesto di ripensare rapidamente soluzioni per garantire la sicurezza in azienda. Tutti i luoghi di lavoro devono rispettare i protocolli ma esistono situazioni dove è più difficile mantenere la distanza: pensiamo agli ambienti produttivi e ai cantieri. Siamo partiti da questo tipo di esigenza per creare COSTANZA. Sfruttando la tecnologia Beacon COSTANZA consente alle persone all’interno di una organizzazione di sentirsi sicure di tornare al lavoro.  La App aiuta le persone a capire cosa significa la distanza sociale e l’esposizione, li responsabilizza come parte della nuova normalità nelle operazioni di business. Attraverso un avviso sul proprio cellulare il dipendente viene avvisato se si trova in uno spazio ristretto troppo vicino ad un altro utente, mettendo a repentaglio la sicurezza di entrambi. Dal punto di vista aziendale consente invece all’ufficio del personale, in caso di contagio, di ricostruire i contatti avvenuti e quindi di circoscrivere la quarantena a chi è potenzialmente venuto in contatto con il virus, garantendo la continuità della produzione. La prima azienda ad adottare COSTANZA è stata la SMAT di Torino, che ha dotato tutti gli oltre 1000 dipendenti del nostro badge. La dirigenza dell’azienda, sempre attenta nei confronti della salute dei propri dipendenti, ha dimostrato grande spirito di sensibilità adottando quanto di più innovativo offre il mercato. Il sistema è efficiente, poco invasivo e facilmente implementabile e per questo abbiamo già altre richieste da tutta Europa. Il collegamento con la App consente anche di offrire agli utenti una user experience personalizzata; le aziende possono implementarla con contenuti relativi alla sicurezza, indicazioni dei comportamenti da seguire ed il corretto utilizzo delle dotazioni individuali; per i siti di interesse artistico archeologico di offrire informazioni e contenuti utili alla visita”.

Smart Beacon è da sempre attiva anche nella realizzazione di soluzioni IT per il turismo, come per esempio la APP La Venaria, realizzata per La Venaria Reale in provincia di Torino e sta lavorando anche ad uno sviluppo del progetto in campo turistico, per consentire l’accesso ai musei, alle chiese e ai siti archeologici in tutta sicurezza.

www.smartbeacon.it

 

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Scienza e Tecnologia

Vantaggi ed utilizzo dei condizionatori portatili


I condizionatori portatili sono degli elettrodomestici in grado di trasformare l’aria calda e umida della stanza in aria fresca e asciutta. Il sistema di funzionamento alla base dei condizionatori portatili è lo stesso degli apparecchi fissi, ovvero un liquido refrigerante. Questo liquido si trova confinato all’interno della macchina ed è in grado di assorbire l’aria calda e di rilasciare aria fresca grazie alla trasformazione del liquido refrigerante in gas. il sistema si completa di una ventola capace di disperdere l’aria fresca e il ricircolo dell’aria calda all’interno del sistema portatile. Alcuni modelli sono anche capaci di realizzare il processo inverso, riscaldando l’aria durante la stagione fredda. Alcuni modelli possono funzionare anche solamente come deumidificatori, quindi particolarmente indicati per ambienti con basso ricircolo di aria e dove possono formarsi zone di condensa.

I climatizzatori fissi sono composti da due parti distinte (generalmente una all’interno dell’ambiente e una parte all’esterno) collegate attraverso tubi e cavi alloggiati all’interno della muratura. I condizionatori portatili contengono all’interno dello stesso apparecchio queste due parti, per la loro installazione quindi non bisogna coinvolgere lavori strutturali o di muratura. I condizionatori portatili sono degli efficacissimi elettrodomestici per mantenere la temperatura ottimale per garantire condizioni di comfort all’interno di abitazioni e uffici.

Come scegliere il migliore condizionatore portatile

Ci sono alcuni parametri da tenere in considerazione quando si decide di acquistare un sistema di climatizzazione portatile quale l’Artic Air https://www.artic-air.it o modelli più sofisticati. Prima di tutto si deve valutare la classe energetica: questa ci permette di capire quanto sarà efficiente l’elettrodomestico che stiamo valutando. Quando si vuole risparmiare infatti, non si deve scegliere solo in base al prezzo della macchina, ma si deve valutare anche qual è il prodotto a più basso consumo e a più alta efficienza energetica.

I prodotti con classe energetica A o superiore sono in genere da preferire. Un altro aspetto importante per la scelta del migliore condizionatore portatile è la sua rumorosità, esistono infatti molti prodotti che costano tanto, rinfrescano poco e in più sono anche molto rumorosi! Alcuni modelli sono dotati di una modalità notturna a bassissima rumorosità che quindi ne permettono l’uso in casa e particolarmente in camera da letto. Se si desidera acquistare un condizionatore da destinare ad un uso domestico è consigliabile scegliere i sistemi dotati di timer di spegnimento e accensione programmabili e dotati di telecomando. Infine i modelli più moderni sono dotati di sistemi compatibili con i principali sistemi di domotica come Alexa e Assistente Google.

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Attualità e News News Scienza e Tecnologia

Mercoledì 3 giugno al via l’Academy sino-italiana sulla manifattura avanzata


Sono attualmente più di 850 gli accordi di collaborazione tra Università italiane e cinesi, di cui 300 siglati con i primi 40 atenei del Dragone. Frutto di un lavoro di cooperazione scientifica e tecnologica avviato nel 1998, negli ultimi anni le relazioni tra Italia e Cina hanno visto consolidarsi partnership e opportunità crescenti lungo un percorso per molti versi coronato con la firma, nel marzo dello scorso anno a Roma, del memorandum d’intesa sulla Nuova Via della Seta. Tra gli obiettivi, il memorandum mira infatti a favorire la cooperazione scientifica e tecnologica tra startup italiane e cinesi.

«Attenzione e reciprocità sono il sale della cooperazione tra l’Italia e la Cina, una relazione che ha dato i migliori frutti proprio sul terreno della scienza, dell’innovazione e degli scambi tecnologici e continua a crescere in modo significativo. Il CI – LAM è una grande opportunità per le nostre università e i nostri giovani ingegneri, ma anche per le imprese e i centri di ricerca, per favorire un sempre maggiore confronto tra Spin off accademici, Start up e PMI innovative dei due Paesi. Incontrarsi, conoscere i rispettivi Paesi, lavorare insieme creando laboratori congiunti ed internazionalizzarsi: è così che si creano le premesse per l’applicazione delle convergenze sul terreno operativo, idea cardine sia della strategia cinese del “ Made in China 2025” e “ Internet +” che del piano italiano “industria 4.0, oggi Transizione 4.0”. Interazioni utili ancora di più oggi, vista la crisi economica che tutti dobbiamo affrontare, e di fronte alla quale mi impegno, anche come ministero, ad essere parte attiva nello sviluppo e nel rafforzamento del programma e delle sue articolazioni» evidenzia il ministro dell’Università e della ricerca, Gaetano Manfredi.

Proprio in questa prospettiva di collaborazione, nel 2017 – sotto l’egida del Ministero dell’Università e della Ricerca e del Ministero cinese della Scienza e della Tecnologia – è nato il CI-LAM, Laboratorio sino-italiano per la Manifattura Avanzata, una piattaforma bilaterale di cooperazione che ha lo scopo di riunire le risorse di università, centri di ricerca e mondo industriale di entrambi i paesi per svolgere attività di ricerca e sviluppo congiunte sulle tecnologie e le piattaforme digitali dedicate al mondo manifatturiero. Il piano di azione del CI-LAM prevede programmi di formazione, scambio e mobilità rivolti a studenti e ricercatori e un supporto alle attività di innovazione e trasferimento tecnologico – con un particolare accento al ruolo delle start-up e delle piccole medie-imprese – al fine di favorire il loro percorso di trasformazione digitale e il processo di internazionalizzazione.

In questa cornice si inserisce anche l’Academy e in particolare la Summer School che, dopo il suo avvio a Napoli nel 2019, conta quest’anno una nuova edizione erogata in modalità telematica.

Mercoledì 3 giugno si è svolta la cerimonia di apertura dell’Academy CI-LAM China Italy Laboratory on Advanced Manufacturing. Partner di questa realtà, confermati anche quest’anno, sono la Tsinghua University di Pechino, l’Università degli Studi di Bergamo, l’Università degli Studi di Napoli Federico II, China Science and Technology Automation Alliance (CSAA) e Campania NewSteel.

L’asse Cina-Italia assume quest’anno un valore ancora più forte nell’ottica della cooperazione internazionale. L’edizione 2020 della Summer School avrebbe dovuto aver luogo negli spazi dell’ateneo cinese ma, a causa dei limiti di viaggio e di distanza imposti dall’emergenza sanitaria globale, il programma originale di attività è stato “virtualizzato” e ampliato sia in termini di numeri che di categorie di beneficiari. L’obiettivo principale è stato quello di traghettare la piattaforma di cooperazione CI-LAM verso nuovi e più ambiziosi obiettivi previsti nell’accordo firmato nel 2017 tra le parti.

In questa nuova versione del programma formativo, in particolare, sono state organizzate due serie di webinar e attività di match-making aventi finalità complementari. Per professionisti, manager e ricercatori sono stati previsti webinar sull’innovazione che mirano a promuovere un efficace scambio tra gli ecosistemi di innovazione dei due paesi sulla produzione avanzata, mentre la Summer School sarà rivolta a studenti, laureati e dottorandi con l’obiettivo di fornire lo stato dell’arte e le direzioni di ricerca future sulle tecnologie chiave nel mondo manifatturiero.

Alla cerimonia di apertura dei lavori hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro dell’Università e Ricerca Gaetano Manfredi, Remo Morzenti Pellegrini rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Arturo De Vivo rettore dell’Università Federico II di Napoli e Yang Bin, prorettore della Tsinghua University.

La CI-LAM Academy è una grande opportunità non solo per la nostra Università ma per tutto il sistema dell’innovazione del nostro territorio. Come ribadisce il rettore Remo Morzenti Pellegrini, si tratta per l’Università di un grande passo verso l’internazionalizzazione e il raggiungimento di una maggiore qualità della ricerca universitaria.

«Negli ultimi anni – sottolinea Remo Morzenti Pellegrini, rettore dell’Università degli studi di Bergamo -abbiamo portato avanti una forte azione di internazionalizzazione e cooperazione su tutti i fronti, dalla ricerca scientifica alla formazione e al trasferimento tecnologico. Con la CI-LAM Academy trova pieno compimento di fatto il triplice ruolo che una moderna università si pone come missione privilegiata verso la società, vale a dire l’orientamento, la formazione e l’avviamento al mondo professionale di giovani talenti, lo sviluppo della ricerca scientifica fondamentale e applicata e il trasferimento e condivisione del sapere con gli altri attori del tessuto economico e sociale nel quale opera. E in un momento storico come questo in cui purtroppo esistono territori, come quello bergamasco, fortemente provati e lacerati dagli effetti dell’epidemia, una iniziativa come quella del CI-LAM ridà fiato, speranza e ottimismo per un futuro di crescita e rinascita del nostro Paese».

«La Federico II è tra i partner fondatori del CI-LAM Joint Lab on Advanced Manufacturing insieme con la China Science and Technology Automation Alliance e con l’Università di Bergamo, grazie alla scelta lungimirante dell’allora rettore Gaetano Manfredi. Oggi soprattutto, in un momento difficile di crisi, è necessario promuovere le azioni della ricerca e dell’innovazione tecnologica in una prospettiva di cooperazione nazionale e internazionale, che dia forza al ruolo strategico dell’Ateneo impegnato sui temi della Manifattura Avanzata e del trasferimento tecnologico, anche in collaborazione con il mondo delle aziende» aggiunge Arturo De Vivo, Rettore Università degli Studi di Napoli Federico II.

 

Il Ci-LAM è un laboratorio di ricerca e di formazione congiunto italo-cinese incentrato sui temi della Fabbrica intelligente nato dalla partnership tra la China Science and Technology Automation Alliance (CSAA), una delle organizzazioni più attive in Cina nell’area della Manifattura Intelligente, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica della Tsinghua University di Pechino, considerato uno dei migliori atenei al mondo nell’area dell’ingegneria e del computer science, il Dipartimento di Ingegneria e scienze applicate e il Dipartimento di Ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione dell’Università degli Studi di Bergamo, il Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione – DIETI dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Campania NewSteel.

La mission del Ci-Lam è di promuovere e migliorare i risultati di uno sviluppo congiunto di ricerca all’avanguardia, incluso il trasferimento e la valorizzazione delle tecnologie sviluppate nei laboratori universitari e nei centri di ricerca coinvolti all’interno del Joint Lab. La visione di lungo termine del CI-LAM è quella di divenire il ponte di collaborazione più efficace tra Cina e Italia nell’area dei sistemi di produzioni avanzati (smart manufacturing systems) e di essere un benchmarking di successo in altre aree del mondo.

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Prodotti Scienza e Tecnologia

Distruggidocumenti da casa: alcuni consigli

Vuoi proprio disfarti di quella bolletta già pagata e ti limiti a gettarla nel cestino? Pensi che strappare la lettera della banca sia sufficiente per non mettere in circolazione i tuoi dati sensibili? Non vuoi far conoscere il tuo indirizzo e ritieni che cancellarlo da un foglio prima di buttarlo sia sufficiente? Non è proprio così. Qualsiasi foglio gettato nella spazzatura può essere facilmente ritrovato e ricomposto da un qualunque malintenzionato che voglia approfittarsi dei tuoi dati. Firme, codici e indirizzi farebbero bene ad essere distrutti. È qui che entra in scena uno strumento davvero utile: il distruggidocumenti.

Se ti sembra che un macchinario così complesso sia adatto solo a grandi aziende ed uffici professionali, forse non sai che esistono modelli appositamente pensati per la sicurezza delle case e dei piccoli uffici.

Per guidarti in questa scelta, che a prima vista può sembrare ardua viste le numerose componenti da considerare e l’elevato tasso tecnico di ciascuna, ti illustreremo alcune semplici caratteristiche di cui tenere conto nell’acquisto di un distruggidocumenti a uso domestico.

 

Scegli la tipologia di taglio più adatta a te

 

I distruggidocumenti presentano due diversi modi di tagliare i fogli che vi si inseriscono: a strisce o in frammenti.

La prima tipologia generalmente consente, a parità di tasso qualitativo, di distruggere un numero più elevato di documenti alla volta rispetto alle macchine che tagliano a frammenti, che però garantiscono un livello di sicurezza maggiore dato le parti più piccole in cui un qualsiasi foglio viene ridotto.

Esistono poi delle sottocategorie inerenti la tipologia di taglio.

I distruggidocumenti a strisce sopra illustrati forniscono una sicurezza di base e per questo sono sempre meno comuni nelle grandi aziende, ma spesso possono essere sufficienti per un uso personale nella distruzione di documenti meno confidenziali.

Un’evoluzione di questa tipologia è data dalle macchine a taglio trasversale, che distruggendo contemporaneamente in due direzioni rendono molto complesso il riassemblaggio dei documenti. Questa particolare caratteristica li rende perfetti per qualunque tipo di utente.

I distruggidocumenti a diamanti sono molto simili ai precedenti, ma sbriciolano ulteriormente la carta e per questo risultano generalmente più costosi.

Infine è possibile acquistare distruggidocumenti a taglio crittografico, per l’eliminazione di dati altamente confidenziali. In virtù di ciò, questo tipo di tecnologia viene utilizzato quasi esclusivamente da apparati governativi e militari.

Tipologia d’uso perfetta per la casa

 

Se per un uso domestico si può assumere sia sufficiente un livello di sicurezza basico, è tuttavia importante scegliere un distruggidocumenti delle dimensioni e della potenza più congeniali alle modalità di utilizzo domestiche.

In virtù di ciò si consiglia di rimanere sulle piccole dimensioni e scegliere in base all’intensità e alla frequenza con la quale si ritiene di utilizzare il distruggidocumenti.

I macchinari di tipo compatto distruggono circa 50 pagine al giorno e possiedono il vantaggio di poter essere riposti nel momento in cui rimangono inutilizzati.

I distruggidocumenti da scrivania, invece, possono arrivare alla distruzione di 100 pagine al giorno, a volte anche 10 alla volta. A differenza della prima tipologia, inoltre, sono dotate di un pratico sportello che rende comodo lo svuotaggio e la manutenzione, mentre nei modelli con coperchi rimovibile è facile generare disordine in casa.

 

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Scienza e Tecnologia

Più sicurezza per i dispositivi medici: cresce la richiesta di codici UDI. GS1 Italy unica realtà italiana abilitata al rilascio

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  • 22 Maggio 2020


Nonostante l’emergenza sanitaria abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme di identificazione e tracciabilità dei dispositivi medici in tutta l’Unione europea, le richieste di codici UDI da parte dei produttori non si fermano. GS1 Italy, unica Issuing Entity italiana, aiuta le imprese dei dispositivi medici ad adottare i nuovi regolamenti UE, migliorando la sicurezza dei pazienti, la tracciabilità e i processi di tutta la filiera.

Fino a qualche anno fa la sigla UDI (acronimo di Unique Device Identification) era nota solo agli addetti ai lavori. Ora sta diventando una realtà ampiamente conosciuta a chiunque operi nel settore sanitario.

Lo UDI è infatti il sistema usato per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo la supply chain sanitaria in Europa, Stati Uniti e altri paesi per:

  • Garantire la sicurezza dei pazienti.
  • Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici.

E sebbene l’emergenza sanitaria tuttora in corso abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme UE riguardanti i dispositivi medici e diagnostici in vitro – rispettivamente i Regolamenti EU 745/2017 e 746/2017 – continua a crescere il numero delle aziende produttrici che ne fanno richiesta.

 

Il sistema UDI e gli standard GS1

Lo UDI è un codice alfanumerico che identifica univocamente ogni dispositivo medico presente sul mercato ed è costituito da due parti:

  1. UDI-DI, che identifica il dispositivo medico.
  2. UDI-PI, che rappresenta le informazioni utili alla tracciabilità e rintracciabilità del dispositivo medico.

I regolamenti europei hanno introdotto anche il BASIC UDI-DI, l’identificativo del modello del dispositivo medico, che descrive una famiglia di dispositivi con la stessa destinazione d’uso, classe di rischio e caratteristiche essenziali di progettazione e fabbricazione.

L’identificativo univoco deve essere applicato sull’etichetta dei dispositivi medici, sulle confezioni e/o sugli stessi dispositivi in formato testuale oppure in formato codice a barre o RFID. I dati descrittivi relativi al dispositivo dovranno poi essere caricati su EUDAMED, la banca dati europea dei dispositivi medici.

Gli standard GS1 sono la soluzione per identificare i dispositivi medici anche nel sistema UDI. In particolare:

  • Il GS1 GTIN per lo UDI-DI.
  • Il GS1 GMN per BASIC UDI-DI.
  • Gli Application Identifier GS1 per rappresentare lo UDI.

 

Realizzare e ottenere lo UDI con GS1 Italy

In Europa, per ottenere un codice UDI i produttori devono rivolgersi ad una Issuing Entity abilitata al rilascio e riconosciuta dalla Commissione europea. L’unica Issuing Entity autorizzata in Italia è GS1 Italy, l’associazione che riunisce oltre 35 mila imprese di beni di consumo e che rappresenta GS1, associazione senza scopo di lucro impegnata nello sviluppo e nel mantenimento degli standard più usati al mondo per un’efficiente comunicazione tra imprese, a partire dal più conosciuto in assoluto: il codice a barre.

Gli standard globali GS1 sono i più diffusi e i più utilizzati dagli stakeholder della supply chain sanitaria: basti pensare che l’83% dei dispositivi medici in USA è identificato con gli UDI di GS1 e che GS1 è attiva come Issuing Agency/Entity anche in molti altri regolamenti UDI nel mondo, in particolare Cina, Corea del Sud e Arabia Saudita.

«Come GS1 Italy – che rappresenta in Italia GS1 AISBL, la Issuing Entity accreditata presso la Commissione europea – stiamo supportando le imprese italiane del settore dei dispositivi medici a implementare lo UDI e mettiamo a loro disposizione le competenze e gli strumenti necessari a sostenerle in questo nuovo importante passo avanti nella digitalizzazione dell’healthcare» commenta Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy.

Oltre a rilasciare i codici UDI e a fornire l’assistenza su come rappresentarli mediante codici a barre standard GS1, GS1 Italy fornisce alle imprese assistenza in italiano e personalizzata e mette a disposizione servizi di formazione e di consulenza per aiutare le aziende con la documentazione tecnica dei prodotti (ad esempio, dichiarazioni di conformità, marchio CE, ecc.), a riportare il BASIC UDI-DI e lo UDI-DI e ad implementarli per ottemperare ai requisiti imposti dai nuovi regolamenti europei.

 

L’identificazione dei dispositivi medici assicura tracciabilità ed efficienza

Anche nelle situazioni più complesse come l’attuale emergenza sanitaria, dotare i dispositivi medici di codici UDI consente di armonizzare le norme per la loro identificazione, di accedere alle informazioni fornite dal produttore con una semplice scannerizzazione del codice, di assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi, anche di quelli impiantati nei pazienti, in modo veloce e preciso e di rendere più efficiente la gestione degli inventari e delle scorte di cliniche e ospedali, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure, la sicurezza del paziente e i processi di business di tutta la filiera healthcare.

 

Per saperne di più, visita il sito di GS1 Italy.

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GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

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Eventi News Scienza e Tecnologia

AUGMENTED CITY: LA MILANO DIGITAL WEEK A BERGAMO


Durante l’emergenza sanitaria numerose istituzioni e realtà della città di Bergamo hanno lavorato per supportare le attività sanitarie, industriali, educative e commerciali, consentendo alla cittadinanza di usufruire dei servizi essenziali.

Augmented city è il titolo dell’iniziativa promossa dall’Università degli studi di Bergamo in occasione della Milano Digital Week a Bergamo che si terrà martedì 26 maggio dalle 10 alle 13 in diretta streaming con l’obiettivo di riflettere sul ruolo della tecnologia e della digitalizzazione nella riorganizzazione della sanità, dell’economia, dell’educazione, degli spazi pubblici, privati, industriali e dei servizi.

In collegamento da diversi luoghi simbolo della fase 2 dell’emergenza sanitaria (per esempio Ospedale Papa Giovanni XXIII, Università degli studi di Bergamo, Kilometro Rosso, Confindustria, Aeroporto di Orio al Serio) i relatori presenteranno i risultati delle sperimentazioni e degli studi, nonchè le modalità con cui imprese, ricercatori, docenti ed esperti di tecnologia, sociologia digitale, smart cities, robotica e machine learning continuano a cooperare per consentire un graduale ritorno alla normalità.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla Piattaforma della Milano Digital Week e sul canale Youtube della SdM – Scuola di Alta Formazione dell’Università degli studi di Bergamo. Modera il conduttore radiofonico Pepe Moder.

Per informazioni www.digitalweekbergamo.com [email protected]

 

La Milano Digital Week a Bergamo è un’iniziativa finanziata dall’università degli studi di Bergamo e promossa dal Dipartimento di Scienze Aziendali, Economiche e Metodi Quantitativi, coordinata dalla prof.sa Daniela Andreini e direttrice del Master in Digital Business Development e dal dott. Pepe Moder docente nello stesso master universitario e conduttore di Radio24. Milano Digital Week è la principale manifestazione italiana dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale promossa dal Comune di Milano. L’evento bergamasco Augmented city è il primo a svolgersi fuori dal territorio milanese.

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Business Scienza e Tecnologia

Uso del Metallo Prezioso e Riciclo Oro


Un metallo prezioso come l’oro è attualmente necessario per l’industria tecnologica in modo che i dispositivi realizzati possano garantire una certa durata nel tempo.
La caratteristica conduttività elettrica di un metallo prezioso come l’oro è solo una delle peculiarità che rendono questo metallo necessario, in realtà esistono altri metalli che hanno una maggiore conduttività ma che al contrario del prezioso metallo giallo non garantiscono la stessa durabilità.
I componenti in oro che sono realizzati con oro in dispositivi come gli smartphone sono pin, relè e connettori, parti del dispositivo che inviano i segnali elettrici necessari al funzionamento.
Apple che da sempre predilige la qualità utilizza un metallo prezioso come l’oro anche per fotocamere, bobine di ricarica wireless e schede di vario genere, chiaramente su un singolo dispositivo le quantità di oro sono minime nonostante stiano progressivamente aumentando.
Un fatto che deve far riflettere è però l’impatto ambientale che un metallo prezioso come l’oro produce, nonostante l’utilizzo nel settore tecnologico sia solo un settore dei molti che utilizza il prezioso metallo giallo.
Oggi grazie anche ad attività come i compro oro Firenze, Milano, Roma e di ogni altro luogo si è sviluppato una importante economia che si basa sul riciclo dell’oro usato.
Questo settore che ricicla oro usato, oltreché a permettere ai possessori di monetizzare subito e in modo semplice il valore dei propri ori, sta contribuendo ad una importante attività che permette di recuperare un metallo per il quale la produzione ha un forte impatto negativo sull’ambiente.
In un momento come quello attuale dove l’attenzione verso l’ambiente non è solo doverosa ma necessaria per riuscire ad invertire una pericolosissima tendenza che vede il pianeta non più in grado di sostenere un impatto ambientale devastante, settori come quello del riciclo oro sono fondamentali per riuscire a vincere la battaglia contro l’inquinamento.
In questa battaglia un ruolo fondamentale dovrà passare anche attraverso il riciclo oro dai dispositivi digitali che pur avendo in essi quantità minime del prezioso metallo giallo sono numerosissimi e hanno un periodo di vita molto più breve rispetto a molti altri oggetti in cui è presente l’oro.

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Scienza e Tecnologia

PROTOTIPAZIONE RAPIDA: QUANDO A GUADAGNARCI È IL SETTORE AUTOMOTIVE

L’innovazione continua è una delle chiavi del successo di molti settori, uno tra questi, quello automobilistico. Riuscire ad anticipare le richieste e battere sul tempo la concorrenza è oggi il maggior fattore di successo per le aziende automotive. Ecco perché sempre più si ricorre alla prototipazione rapida

 

Efficienza e tempi ridotti: l’aiuto dalla prototipazione rapida

Sempre più i leader del settore automobilistico si rivolgono alla manifattura additiva. Soprattutto, per portare a termine nel minor tempo possibile la produzione di pezzi in larga scala. Avere dalla propria parte un alleato tecnologico come la prototipazione rapida è una chiave di volta fondamentale per sbaragliare la concorrenza e rendersi davvero imbattibili sul mercato.

Un aiuto concreto, quello della prototipazione al settore automobilistico, che non interessa solo la fase di produzione, ma che parte a monte, dalle fasi di ricerca e sviluppo. La prototipazione consente infatti di ridurre la fase di sviluppo e passare quindi più velocemente a quella di creazione vera e propria. Non è un caso che negli Stati Uniti già l’80-90% dei processi delle case automobilistiche seguano proprio questo modus operandi.

 

Il boom dei veicoli elettrici grazie alla prototipazione rapida

Negli ultimi anni la svolta dell’elettrico nel settore automotive ha senza dubbio rappresentato una delle maggiori innovazioni del settore. A frenare però ancora la diffusione dei veicoli elettrici è senza dubbio il peso delle loro batterie. Grazie alla prototipazione rapida gli ingegneri possono oggi risolvere i problemi di peso delle batterie andando a produrre componentistica di peso ridotto che possa così rendere questi veicoli alla portata di tutti.

Overmach Spa è un’azienda di prototipazione rapida a Parma. Fondata nel 1978 l’azienda ha oggi filiali commerciali in tutta Italia: Vicenza, Torino, Tortona, Brescia e Cuggiono (Milano) e Modena.

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Comunicati Scienza e Tecnologia

Mce – Mostra Convegno Expocomfort 2020 lancia: il Mep Bim Webforum


Al via dal 14 maggio un ciclo di Webinar gratuiti dedicati al MEP BIM, per iniziare a comprendere le innovazioni tecnologiche più importanti di un nuovo modello di progettazione degli impianti, che andrà ad anticipare i temi al centro del MEB BIM FORUM, l’area espositiva e workshop di MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, in calendario dall’8 all’11 settembre 2020 in Fiera Milano.

 Milano, 11 maggio 2020 – MCE – MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT, la fiera leader mondiale nell’impiantistica civile e industriale, nella climatizzazione e nelle energie rinnovabili, in calendario dall’8 all’11 settembre 2020 in Fiera Milano, che si svolgerà in concomitanza con BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO dedicata del riscaldamento a biomassa legnosa, prosegue il suo percorso organizzativo, lanciando  nuova iniziativa online: il MEP BIM WEBFORUM, una serie di webinar gratuiti di informazione per supportare tutta la filiera di riferimento, nel comprendere le tecnologie più importanti di questo modello rivoluzionario della progettazione del sistema edificio-impianto.

IL MEP (Mechanical Electrical Plumbing) rappresenta, infatti, un approccio nuovo della progettazione degli impianti meccanici che sfrutta le enormi potenzialità dell’ambiente BIM (Building Information Modelling), ma richiede nuove regole, nuove procedure e nuove conoscenze. Un cambiamento che coinvolge necessariamente l’intera filiera di riferimento di MCE: dal mondo della progettazione a quello delle aziende produttrici, dalle imprese di installazione per finire con quelle che si occupano di gestione e manutenzione degli impianti.  IL MEB BIM permette una visione di insieme in grado di garantire un’integrazione coerente e sinergica di tutti gli aspetti progettuali per il corretto funzionamento degli impianti di un edificio: dal punto di vista delle prestazioni, della dimensione e della comunicazione fra gli impianti stessi, a tutto vantaggio dei progettisti, di chi realizza l’opera, dei futuri gestori ma anche degli utenti finali.

L’innovazione tecnologica introdotta dalla digitalizzazione dei prodotti e dei processi al centro del MEP BIM è fondamentale per riuscire a comprenderne i vantaggi, le dinamiche ma anche le criticità, ancora da superare, per una sinergia del sistema edificio-impianto in grado di ottimizzare le prestazioni energetiche degli edifici. MEP BIM WEBFORUM di MCE, vuole essere un percorso formativo ed informativo virtuale, di alto livello, per avvicinare tutti gli interlocutori della manifestazione a tematiche che poi troveranno il loro momento di approfondimento e confronto reale durante i quattro giorni del MEP BIM FORUM a MCE 2020.

“In questo particolare scenario, abbiamo deciso di lanciare una nuova iniziativa digitale, di informazione e formazione, dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia, che intende offrire nuove occasioni di riflessione su alcuni dei grandi cambiamenti che sta vivendo il mondo dell’impiantistica a centro della nostra manifestazione. Il MEP BIM WEBFORUM di MCE  si avvarrà del supporto scientifico del Dipartimento ABC del Politecnico di Milano, di alcune delle nostre associazioni di riferimento, a partire da AICARR, Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria, Riscaldamento e Refrigerazione, di aziende specializzate, come le software house che parteciperanno all’area espositiva del MEP BIM FORUM di MCE ma anche della collaborazione di studi di progettazione e professionisti così da offrire un ampio confronto fra tutti gli attori coinvolti.”

Il calendario del MEP BIM WEBFORUM di MCE prevede appuntamenti pomeridiani, 40 minuti, a cadenza settimanale. Si parte il prossimo 14 maggio, alle ore 17:00, con “MEP BIM: Una visione d’insieme tra Architettura e Impianti”, volto a presentare una visione di base degli elementi del MEP BIM, per proseguire, il prossimo 21 maggio, sempre alle ore 17:00, con “MEP BIM: Impianti meccanici dalla valutazione prestazionale alla gestione” e il 28 maggio, ore 17:00 con “MEP BIM: Dal componente impiantistico all’oggetto BIM, quali strategie”. Sono ancora in via di definizione gli ulteriori appuntamenti.

È possibile già registrarsi all’appuntamento del 14 maggio 2020 a questo link: https://www.mcexpocomfort.it/Eventi–Convegni/MEP-BIM-Web-Forum/

 

MCE– MOSTRA CONVEGNO EXPOCOMFORT e BIE – BIOMASS INNOVATION EXPO sono manifestazioni fieristiche di proprietà di Reed partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 30 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business. Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel.+39 02/43517038, [email protected].

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Scienza e Tecnologia

Porte automatiche, come funzionano?


In questo articolo, scritto con la collaborazione dell’azienda di installazione porte automatiche Cinque P di Piacenza, scopriamo come sono fatte e come funzionano le porte automatiche.

La maggior parte delle porte automatiche utilizza sensori di rilevamento del movimento o sensori ottici. Sono installati sui lati della porta, per attivare l’apertura / chiusura delle porte.

Molte persone tendono a credere che le porte automatiche siano un’invenzione del mondo moderno. Potrebbe sorprenderti sapere invece che le porte automatiche sono in circolazione da quasi mezzo secolo. Nel corso del tempo, queste porte sono diventate tecnologicamente più sofisticate, ma l’idea è in circolazione da un bel po’.

Tutte le porte automatiche, indipendentemente dal tipo o dal design, sono costituite da sensori che aiutano ad attivare l’apertura / chiusura delle porte quando necessario. Diamo un’occhiata ai vari tipi di sensori utilizzati nelle porte automatiche:

installazione porte automatiche

Porte automatiche con sensori di pressione

Negli anni ’60, i “tappeti di controllo” venivano usati come sensori per rilevare l’approccio dei pedoni. Questi tappeti hanno rilevato cambiamenti nel peso / pressione su una specifica area del terreno davanti e dietro le porte. Se il peso riscontrato in una determinata area fosse superiore al limite impostato (il “limite di innesco” era impostato inferiore al peso umano medio), le porte si aprivano.

Il vantaggio di usare questo tipo di sistema era, ed è ancora, che le porte rimangono aperte fino a quando c’è una pressione sul tappeto, o in altre parole, se c’è una persona in piedi / che cammina vicino alle porte. Ciò non solo facilita l’ingresso / l’uscita rapidi, ma impedisce anche alle porte di “chiudersi” su un individuo.

Porte automatiche con rilevatori di movimento o sensori ottici

In questi giorni, tuttavia, la maggior parte delle porte automatiche utilizza sensori di rilevamento del movimento o sensori ottici, che sono installati sui lati della porta, per attivare l’apertura / chiusura delle porte. Questi sensori, come suggeriscono i loro nomi, rilevano o “cercano” un movimento davanti al cancello. In questi sensori, il movimento viene rilevato da un raggio a microonde (10,5 GHz) prodotto da un’antenna installata sull’intestazione della porta e generalmente punta verso il basso e verso l’esterno.

Questi sensori sono abbastanza efficaci, ma hanno un grosso difetto: possono solo rilevare il movimento. Pertanto, una persona che sta ferma o cammina molto lentamente (come gli anziani) potrebbe non essere rilevata, il che può causare incidenti.

Sensori a infrarossi

Questi sensori specializzati utilizzano la tecnologia a infrarossi per attivare l’apertura / chiusura delle porte. Questi sensori rilevano i cambiamenti di temperatura nell’area circostante le porte, quindi quando un individuo si avvicina alle porte, la loro firma di calore viene rilevata dai sensori, che fanno aprire le porte!

Si noti che questi sensori funzionano in modo efficiente da soli, ma sensori diversi sono spesso utilizzati in varie combinazioni in un unico sistema per prevenire singhiozzi o sviste. Ad esempio, i sensori di movimento fanno il loro lavoro innescando il meccanismo di apertura non appena rilevano o “vedono” il movimento davanti alle porte. Tuttavia, se l’individuo si muove troppo lentamente o sta fermo vicino alle porte, i sensori di pressione rilevano il peso dell’individuo e impediscono alle porte di chiudersi fino a quando il peso non viene alleviato, cioè la persona si allontana da essa o passa attraverso la porta .

Come si aprono effettivamente le porte?

Dopo che i sensori rilevano la presenza di un individuo, il lavoro di apertura / chiusura effettiva delle porte deve essere completato. I sensori sono collegati a una trasmissione elettronica, che è collegata ai pannelli della porta tramite un azionamento ausiliario o una ruota dentata. L’azionamento ausiliario è collegato da cinghie di gomma che regolano i movimenti di apertura e chiusura delle porte. Nella parte inferiore di queste porte sono presenti dei rulli che consentono alle porte di scorrere in modo uniforme.

Oggigiorno le porte automatiche sono incredibilmente comode e abbastanza sicure, ma si lavora sempre per scoprire progetti migliori e più intelligenti. Non so te, ma personalmente, mi piacerebbe una porta che si apre con uno schiocco delle dita o un semplice comando parlato.

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Scienza e Tecnologia

Cavo USB – Scopriamo come è fatto


In questo articolo, scritto con l’aiuto del portale cavousb.it, scopriamo come è fatto un cavo USB. Oggetto che utilizziamo ogni giorno per collegare i nostri dispositivi.

I cavi USB collegano molti dei nostri dispositivi preferiti al computer, ma la maggior parte di noi non smette di pensare a cosa succede sotto il cofano o sotto la guaina isolante, in modo più preciso.

cavo usb

Il cavo USB

Ci sono alcune parti di base di un cavo USB: ci sono le due estremità di collegamento, i fili all’interno e la guaina attorno ai fili. Il cavo consente il trasferimento di dati tra il computer e il dispositivo collegato tramite USB. Spesso hanno un tallone di ferrite che aiuta a ridurre il “rumore” ad alta frequenza.

I fili

I fili stessi sono in genere fatti di rame o argento, come molti dispositivi elettronici. Questo perché entrambi i metalli sono conduttori particolarmente buoni. Se tagli un cavo USB, vedresti i piccoli fili all’interno, collegati a entrambe le estremità. Questi cavi trasmettono i dati dal punto A al punto B, passando le informazioni lungo. Anche i cavi realizzati con fibre ottiche – vetro ottico ultra-fine che “irradia” segnali avanti e indietro – stanno iniziando a entrare nel mercato.

Perlina di ferrite

Il cordone in alcuni cavi è chiamato tallone di ferrite e viene utilizzato come inibitore delle interferenze ad alta frequenza, poiché tutti i cavi emettono alcune onde radio per natura dell’elettromagnetismo. Come indica il nome, contiene ferrite, una lega di ferro comunemente usata nei magneti. Ciò può aiutare a prevenire il sovraccarico dei cavi USB e garantire un funzionamento regolare riducendo le onde radio ambientali.

Connettori

I connettori alle estremità di un cavo USB sono in genere realizzati in ottone (una lega di rame e zinco) placcati con nichel, sebbene alcuni siano anche placcati in oro. Il flusso “A” è il connettore che si collega al computer, mentre il flusso “B” va al dispositivo. I connettori hanno spesso forme diverse per evitare che gli utenti si confondano su ciò che finisce.

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MEETING ONLINE COME SHOW TV: STARCHESTNUT LANCIA VES

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  • 21 Aprile 2020


Con l’emergenza mondiale che imporrà forti limitazioni per i mesi a venire, sfruttare appieno le potenzialità del digitale diventa imperativo per i business di ogni settore. Con alle spalle anni di esperienza nella produzione di eventi, l’agenzia di comunicazione Starchestnut lancia VES – Virtual Event Solution, la soluzione che rivoluziona il mondo degli eventi, su qualsiasi piattaforma siano ospitati. E anche i più semplici meeting online diventano, in 24 ore, puro entertainment.

 

Dall’inizio del lock-down sono cresciuti a livello esponenziale i meeting digitali: riunioni, conferenze, presentazioni, videolezioni, persino degustazioni. Il mondo reale si è trasferito online e, stando alle previsioni, passeranno mesi prima di poter tornare a sale affollate ed incontri vis a vis. Per questo Starchestnut, agenzia milanese di comunicazione, ha deciso di impiegare il suo vasto know-how nella produzione di eventi per sviluppare un nuovo servizio capace di rendere qualsiasi meeting online coinvolgente, interattivo e 100% personalizzabile, il tutto, con il supporto di una regia, come in uno show televisivo.

Si tratta di VES – Virtual Event Solution, una soluzione innovativa pensata per connettere le spokesperson al pubblico (clienti, dipendenti, media…) e portare online l’evento, sfruttando il know-how creativo e progettuale d’agenzia integrato in una regia di tipo televisivo. Convention, eventi stampa, presentazioni corporate e di prodotto, live events, formazione, B2B e B2C Heart-Warming events ed anche House Party: non importa dove si trovino fisicamente relatori e partecipanti, VES è una soluzione modulare e “pronta all’uso” (basta un solo giorno lavorativo per implementare il sistema) operabile su qualsiasi piattaforma: dai principali sistemi di videoconferenza (Google Hangout Meet, Zoom, …) ai social network (Facebook, Instagram), fino a siti web e all’interno delle reti aziendali (intranet, extranet).

«Stiamo assistendo ad una trasformazione epocale del modo di fare relazione e non possiamo prevedere con esattezza quando il mondo tornerà alla normalità. Ma sappiamo che nei prossimi mesi persisteranno limitazioni su viaggi ed eventi e, con ogni probabilità, i manager ricollocheranno budget destinati alle trasferte ricorrendo a soluzioni online – spiega Davide Jucker, Partner e Creative Director di Starchestnut. Per questo, i numerosi anni di esperienza nel settore, ci hanno portato a creare una soluzione per tutte quelle aziende che vogliono distinguersi e raggiungere i propri interlocutori in modo innovativo e personalizzato. Così è nato VES – Virtual Event Solution, ispirandoci al format televisivo, reso però più elastico e dinamico per portare online l’esperienza di un evento offline».

Del resto, la tecnologia viaggia veloce e le classiche piattaforme su cui ci siamo ormai abituati a dialogare nelle ultime settimane stanno diventando già “monotone”, con il rischio che i meeting online perdano efficacia con il calare dell’attenzione, soprattutto quando si tratta di riunioni interne col team di lavoro. E se si considera, complice anche la crisi economica derivante dall’emergenza sanitaria, che nei prossimi 12/24 mesi le aziende dovranno creare delle opportunità virtuali di “incontro” tagliando i costi di trasferte e affitto location, diventa indispensabile trovare soluzioni online efficaci ad un prezzo accessibile.

È su queste premesse che Starchestnut, specializzata nello sviluppo di strategie di engagement, nella creazione di contenuti e nella produzione di eventi, ha sviluppato Virtual Event Solution come soluzione per riconnettere i brand con i clienti, i manager con i collaboratori, le aziende con partner e fornitori, ottimizzando i costi e sfruttando la tecnologia e il format televisivo per rendere coinvolgente la conversazione online, più sintetica e diretta di quella reale. Una soluzione che sta già riscontrando i primi apprezzamenti dalle aziende che hanno iniziato a testarlo per gli incontri settimanali con la forza vendita, come da alcune grandi società che stanno utilizzando VES con i propri top client.

Ma come funziona VES? Si inizia dalla progettazione strategica dell’evento, con l’analisi di obiettivi e target a supporto dello sviluppo di una strategia di engagement efficace. Si definisce quindi una scaletta (tavola rotonda, singoli speech, sessioni di Q&A, ecc.) e si creano i contenuti visivi in linea con la brand identity dell’azienda, capaci di confermare l’esclusività e la credibilità che devono contraddistinguere l’evento, il tutto con il supporto di una regia di tipo televisivo in grado di mantenere sempre alta l’attenzione del pubblico e di dare il giusto risalto a relatori e contenuti.

VES permette di riunire – su quello che, a tutti gli effetti, è un palco digitalefino a otto speaker contemporaneamente, ciascuno con i propri materiali (slide, immagini, video…) e tutti sempre in contatto con la Regia, che li supporta da remoto nelle tempistiche, nella gestione delle loro presentazioni e nel coordinamento della sessione di Q&A.

L’ambiente virtuale è interamente brandizzato e personalizzato secondo le necessità dell’azienda. Schede grafiche dedicate a ciascun relatore da visualizzare in funzione del momento e dell’intervento, video walk-in, sottopancia, jingle, video-cartelli, sigla, video interviste, infografiche, graphic e logo animation: ogni contenuto è sviluppato ad hoc per rendere l’evento online esclusivo e coinvolgere al massimo il pubblico, che può diventare parte attiva grazie all’impiego studiato di tecnologie interattive – come questionari, domande a risposta chiusa, pools, ecc. Non solo: per chi volesse, e appena sarà possibile, VES offre la possibilità di integrare il sistema con una troupe video multicamera per ogni relatore, sistema greenback e set luci, tecnico audio dedicato, gestione del segnale di streaming, trucco e parrucco.

Infine, che sia streaming o live, l’evento può svolgersi su più piattaforme contemporaneamente e non richiede agli utenti di scaricare alcun tipo di software o app. Senza dimenticare privacy e sicurezza: tutto il sistema è infatti protetto da password e la connessione audio video dei relatori è di tipo P2P criptata, protetta da password dedicata, unica e auto-generata.

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Sviluppare un sito web di successo : A chi affidarsi…


La nostra Agenzia Web Roma è specializzata nella realizzazione siti web professionali e nell’attività di web design, ovvero pianificazione, progettazione e realizzazione siti web. Realizzare un sito web è un lavoro da fare con la massima competenza, dato che non basta selezionare un template e riempirlo di contenuti, ma va considerata anche l’architettura tecnica e la navigazione da parte dell’utente.

Non solo: è importante affidarsi a una web agency Roma per poter contare su un sito responsive, adatto a smartphone e tablet, in cui ogni elemento è ottimizzato per la navigazione da mobile (colori, font, immagini). Tutti questi dettagli portano a un sito Internet capace di soddisfare gli obiettivi di business e unire funzionalità e design, per generare conversioni e vendite.

Web Agency Roma: l’importanza di un sito web usabile

Come detto, non bastano grafica e contenuti per realizzare un sito web professionale. Oggi la maggior parte delle persone naviga da mobile e, quindi, il sito deve essere facile da usare e navigare anche da smartphone e tablet. La web agency a Roma esperta saprà creare un percorso di navigazione studiato per portare l’utente a compiere l’azione desiderata.

Sviluppare e personalizzare un sito web, ma soprattutto renderlo Siti Internet responsive e quindi adatto a essere visto su diversi dispositivi non è un lavoro semplice e va affidato ad un’agenzia di realizzazione siti web. Spesso, inoltre, non bastano poche ore a realizzare un progetto capace di raggiungere gli obiettivi prefissati e a posizionare il sito sulla prima pagina di Google e dei motori di ricerca.

Alla base c’è un menù di navigazione semplice e diretto, una selezione accurata della tipologia e grandezza dei font, lo studio dei colori del sito. La mappa del sito sarà logica e ben organizzata e a completare l’interfaccia user friendly sarà un design semplice e di buona qualità. In questo modo il sito web avrà un perfetto equilibrio tra razionalità ed emotività.

Perché valutare i servizi di una web agency Roma

Solo una web agency Roma composta da professionisti del settore può aiutarti a studiare nel migliore dei modi l’architettura del nuovo sito, progettando un sito professionale in ogni dettaglio. Alla base della realizzazione siti web da parte della web agency c’è, infatti, lo studio di una chiara strategia di marketing e comunicazione.

Ecco, allora, alcune valutazioni da fare per lo sviluppo Siti Internet ecommerce, che permette alle persone di acquistare direttamente online. Anche in questo caso è importante, innanzitutto, evitare le soluzioni a basso costo, dato che se si vuole vendere online è importante affidare la realizzazione siti internet a professionisti, capaci di ottimizzare non solo la usabilità e la SEO, ma anche il check out e la fase pre-vendita e post-vendita da parte della Web Agency a Roma.

Non solo: chi sceglierà di realizzare il sito web aziendale con Romaweblab potrà contare su aggiornamenti costanti e sull’ottimizzazione del sito web sulla base delle tecniche SEO più avanzate, in modo da ottenere la presenza del sito nelle prime posizioni di Google.

La parola d’ordine del sito web efficace è, infine, semplicità da unire all’immediatezza d’uso: un progetto di realizzazione siti internet vincente è quello che permette all’utente di navigare senza perdere l’orientamento e all’azienda di raggiungere gli obiettivi prefissati in termine di vendite e conversioni. Anche in questo caso Romaweblab è il partner ideale per la creazione siti web capaci di portare al successo la tua azienda.

 

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Ricercatori Unibg al lavoro contro Covid-19


Con l’entrata in vigore del DPCM del 9 marzo, che ha esteso a tutta Italia le misure di contenimento del COVID-19, l’Università degli studi di Bergamo ha dato il via a significativi progetti di ricerca con uno sforzo senza precedenti da parte di molti suoi docenti e ricercatori. La Ricerca sta infatti giocando un ruolo fondamentale in questo momento di emergenza sanitaria.

Dopo la pubblicazione sul Lancet, dello studio condotto in collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria biomedica e l’Istituto Mario Negri sull’andamento del trend dei contagi e  il trend dei pazienti bisognosi di terapia intensiva (la pubblicazione a questo link: https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30627-9/fulltext), venerdì 3 aprile, in occasione della giornata dedicata alla Notte europea della geografia, la prof.ssa di geografia Emanuela Casti, direttore del Centro studi sul territorio e responsabile del laboratorio cartografico Diathesis, interverrà al webinar dal titolo “Questa Terra, questo virus: fare, pensare e insegnare geografia” organizzato dal coordinamento dei Sodalizi geografici italiani (SoGeI)  per contribuire a dare una risposta sul perché la diffusione del contagio ha assunto le attuali proporzioni nel territorio bergamasco. Utilizzando le banche dati prodotte negli anni sugli aspetti socio-territoriali e innovativi sistemi cartografici web, i ricercatori stanno mettendo in rapporto gli aspetti territoriali (distribuzione della popolazione, composizione per fasce di età, varie forme di mobilità, organizzazione del lavoro, inquinamento) con quelli resi pubblici dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità. Stanno emergendo risultati inediti come le differenti età dei contagiati a seconda della Regione, la diversità distributiva in base alla tipologia del dato (reale o percentuale) e alcune implicazioni socio-territoriali quando la percentuale del contagio è rapportata al numero dei residenti.

Uno studio che va ad aggiungersi al lavoro svolto nelle ultime settimane da un gruppo di economisti che vede lavorare insieme l’Ateneo di Bergamo con l’Università La Sapienza di Roma, l’Università di Catania, il CNRS e la Bocconi di Milano (la pubblicazione a questo link https://voxeu.org/article/cross-country-correlation-analysis-research-covid-19 ).  I ricercatori, tra cui il docente di economia dell’ateneo bergamasco Paolo Buonanno, hanno indagato sul perché i contagi e il tasso di mortalità italiano rappresentassero un unicum nel panorama europeo. Molte spiegazioni, trattate anche dalla stampa italiana, facevano riferimento alla struttura familiare italiana (molti giovani adulti e anziani vivono in famiglia) o al fatto che gli italiani abbiano un rispetto più basso delle norme (tra cui anche della quarantena). La maggior parte di queste (frettolose) analisi confronta dati tra diversi Paesi che sono ad uno stadio diverso della diffusione e che hanno metodologie di rilevazione dei deceduti differenti (con o per coronavirus?). Un’analisi equivalente condotta sulle sole regioni italiane ribalta i risultati mostrando come in assenza di dati affidabili e confrontabili sia arbitrario e dannoso cercare di trovare spiegazioni ad un fenomeno molto complesso. È necessario mobilitare studiosi con esperienza nella valutazione delle politiche pubbliche, nell’analisi delle reti e nell’epidemiologia per comprendere le complesse dinamiche alla base dell’epidemia e valutare l’efficacia delle politiche alternative. Per fare ciò, è fondamentale armonizzare i dati e le metodologie di raccolta dei dati sui decessi, almeno in tutti i Paesi europei. Ove possibile, tutti i microdati disponibili sull’esito di test, decessi e pazienti ospedalizzati dovrebbero essere resi pubblici.  Uno studio che sottolinea quanto il disastro globale richieda uno sforzo senza precedenti da parte della comunità accademica. È necessario muoversi rapidamente con la consapevolezza del di suggerire raccomandazioni politiche inefficaci che, in un periodo di crisi, possono comportare costi più elevati rispetto ai benefici.

«Possiamo essere orgogliosi di come, a maggior ragione in questo momento di emergenza, il nostro Ateneo stia mettendo le proprie competenze al servizio del Paese, lavorando in modo sinergico con le istituzioni, gli istituti di ricerca, le imprese. Ringrazio in modo particolare tutti i colleghi che con dedizione lavorano senza sosta anche su questo fronte» sottolinea il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini.

Infine, insieme ad Earthquake Network, il dipartimento di ingegneria gestionale, dell’informazione e della produzione, promuove un’indagine pilota sulla mobilità ed il rischio contagio con particolare riferimento alla Val Seriana, zona tra le più colpite dalla pandemia di COVID-19 nella bergamasca. A tal fine, l’Università chiede a chi abita nei comuni della Val Seriana di installare la app Rilevatore Terremoto visitando il sito (www.sismo.app) o scaricandola dagli store Android e iOS. Dal 2012, l’app aiuta gli italiani nelle emergenze terremoto inviando allerte in tempo reale.  Francesco Finazzi, docente di ingegneria e capo del progetto di ricerca insieme al collega Alessandro Fassò, sottolinea che lo studio vuole essere d’aiuto alle popolazioni coinvolte dall’emergenza COVID-19 monitorando la mobilità delle persone in forma anonima al fine di valutare il rischio di contagio e fornire informazioni utili alla collettività. Installando l’app si partecipa all’indagine pilota la quale verrà condotta da oggi fino al termine del 2020.

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Interior Design: Cos’È e Cosa Fa il Professionista degli Interni


Con il termine interior design s’intende la progettazione degli spazi, dell’arredamento e degli oggetti d’uso comune di un qualunque ambiente interno, dall’abitazione privata all’ufficio, inclusi negozi, attività ristorative e ricettive.

In sostanza, il designer d’interni “gioca” con arredi, oggetti, accessori, colori, decori e illuminazione per modificare la percezione degli spazi interni e migliorarne la fruibilità, senza intervenire sulla struttura dell’ambiente.

La differenza fra interior designer e architetto

Quest’ultimo è un aspetto fondamentale, che differenzia in modo sostanziale l’interior designer dall’architetto. Se, come appena detto, il primo rimodella gli spazi interni senza modificarne la struttura, l’architetto è quel professionista qualificato per trasformare gli ambienti con uno o più interventi sulla struttura stessa di un edificio. Per questo motivo, all’interno di un progetto di ammodernamento e riallestimento di un qualunque spazio, queste due figure sono chiamate a collaborare fra loro.

Cosa fa un interior designer

Il designer degli interni, altra denominazione per indicare l’interior design, non ha a che fare solo con l’organizzazione estetica degli spazi e dei relativi accessori. Il lavoro dell’interior designer va assai oltre questo concetto: un professionista del design per interni deve saper unire al bello la praticità e la funzionalità delle soluzioni proposte. Insomma, in altre parole, oltre che piacevole e proporzionato alla vista, un ambiente interno deve poter essere vissuto in modo confortevole.

Per questo, è di importanza fondamentale scegliere gli arredi giusti per l’attività e le funzioni per cui l’ambiente interno sarà adibito. Inoltre, è necessario garantire materiale e tecnologie di elevata qualità e occorre assicurare l’assenza di eventuali pericoli per la salute delle persone che usufruiranno degli spazi.

Tutto questo dovrebbe far comprendere che il lavoro di questo professionista non corrisponde affatto a quello di uno stilista d’interni, poiché, nel caso dell’interior designer, occorre progettare un ambiente sotto ogni punto di vista, inclusi i dettagli più minuti, con l’obiettivo di trasformare ogni spazio in un contesto vivibile e funzionale all’attività per cui lo stesso è stato destinato.

Interior design e sostenibilità ambientale

In una società, come quella contemporanea, sempre più sensibile alla qualità della vita, è necessario scegliere un interior designer capace di pensare ogni spazio in modo funzionale, così da garantire un’alta vivibilità degli ambienti interni anche per lunghi periodi di tempo. In questo senso, soprattutto negli ultimi anni, il focus di molti interior designer si è spostato con sempre maggior interesse verso l’ecosostenibilità degli spazi.

La sostenibilità e il rispetto dell’ambiente sono due valori sempre più centrali, specie nell’ultimo decennio. Ecco, allora, che sempre più professionisti hanno iniziato a studiare nuove soluzioni compatibili con questa nuova filosofia di vita. In questa prospettiva, il riuso di materiali un tempo considerati solo come scarto è diventato una vera e propria tendenza, soprattutto nel contesto delle abitazioni private. Così, una vecchia porta, se affidata a un abile professionista del design d’interni, diventa un tavolo per la cucina o dei pallet destinati al macero si trasformano in sostegni per delle sedie vintage.

Come diventare interior designer

Oggi, per accedere a questa professione esistono due percorsi principali. Il primo è rappresentato dall’università. In questo senso, sarà prima necessario conseguire una laurea triennale in architettura, per poi specializzarsi in architettura d’interni, di solito di durata biennale.

L’alterativa è frequentare uno dei tanti corsi di formazione professionale erogati da aziende private, possibilmente riconosciuti da uno o più ordini professionali.

Terminati gli studi, è bene far pratica il prima possibile. L’ideale è collaborare con uno o più studi specializzati, in modo da capire il più in fretta possibile quali sono le sfide e la difficoltà della professione. Per trovare uno studio specializzato in interior design, potresti affidarti a Internet, aprire un motore di ricerca e scrivere le parole “interior design” seguite dal nome della città o provincia che t’interessa, per esempio interior design a fidenza e dintorni.

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Come scegliere il miglior consulente seo a Milano ?


consulenza seo Milano 

Con la crescente popolarità di Google, le aziende hanno iniziato a cercare servizi SEO online a Milano e in tutto il territorio della Lombardia. Molte aziende si sono rese conto che possedere un sito Web non è abbastanza per competere in quello che è un mercato estremamente competitivo.

Il sito web di un’azienda dev’essere facilmente accessibile affinchè le persone possano vedere i prodotti e i servizi offerti dall’ azienda. E questo implica che dovrebbe “posizionarsi” per termini di ricerca e parole chiave che spiegano ciò che la tua attività fa e offre. Investire nell’ottimizzazione dei motori di ricerca (SEO) è l’unico modo sicuro per raggiungere questo obiettivo.

Certo, non tutto la SEO è uguale. La SEO per le imprese locali può variare notevolmente da quello di un marchio globale. Giulio Stella di Gstarseo.it consulente seo a Milano, spiega che oggi per poter dominare il proprio mercato, è fondamentale poter contare sull’apporto di qualcuno che si occupi del posizionamento seo di un sito e aggiunge “ Si tratta di traffico gratuito proveniente dai motori di ricerca” assumere un consulente SEO Milano è importante se vuoi vedere il tuo sito balzare sulla prima pagina di Google.

L’importanza della SEO locale

Esistono numerosi motivi per cui un’azienda locale deve investire nella SEO, soprattutto se è ben consolidata online. La maggior parte dei consumatori (oltre l’86%) utilizza Internet per la ricerca e l’accesso alle imprese locali. E il 29% cerca aziende locali online almeno una volta alla settimana.

Il 72% afferma che la ricerca è il loro metodo preferito per accedere alle informazioni sui commercianti locali. La ricerca mostra che le ricerche locali portano la maggior parte delle persone a visitare un’azienda entro 24 ore. Da questi dati, puoi vedere chiaramente che, indipendentemente da ciò che offre la tua azienda, è ancora molto importante stabilire una forte presenza online. Con il giusto consulente SEO a Milano puoi farlo facilmente. Ma quali sono le qualità che un consulente seo locale dovrebbe avere:

Flessibilità e serietà. La SEO continua a cambiare continuamente. E un esperto SEO freelance a Milano dovrebbe avere la capacità di far fronte a tali cambiamenti e fornire soluzioni affidabili.

Onestà e trasparenza. I consulenti SEO tengono aggiornati i loro clienti su tutte le loro intenzioni. Poiché è in gioco la reputazione della tua azienda, è fondamentale lavorare con un partner di fiducia. L’Agenzia SEO dovrebbe essere efficace, etica e in grado di rappresentare il tuo marchio in modo positivo.

Come scegliere un servizio SEO affidabile: Consigli

Con le innumerevoli agenzie SEO presenti sul mercato, può essere abbastanza scoraggiante scegliere quella giusta. Ma con i seguenti suggerimenti, può essere più semplice trovare l’agenzia giusta per la tua azienda.

Imposta i tuoi obiettivi. Per ottenere il miglior esperto seo, è necessario individuare le aree specifiche che si desidera migliorare. Ad esempio, potrebbe essere necessario un sito Web completamente nuovo o solo alcuni aggiornamenti SEO. Una buona agenzia fornirà dati sulle aree di interesse più utili.

Capacità di tracciamento dei dati. Un’agenzia SEO dev’essere in grado di tracciare e misurare tutti i dati della tua azienda – dalle telefonate, alle visite al sito fino ad arrivare ai moduli di contatto.

Recensioni e casi studio. Uno dei modi più efficaci per identificare un’agenzia SEO affidabile è quello di controllare le loro testimonianze e le recensioni online. Puoi esplorare il sito Web dell’azienda o cercarli su siti come Google e Yelp.

Budget. Pianifica il tuo budget in anticipo per evitare di rimanere intrappolato in qualcosa che non puoi permetterti. La maggior parte delle aziende fornirà diversi pacchetti mensili tra cui scegliere. Scegli qualcosa di economico che ti semplifichi la vita.

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Scienza e Tecnologia

Come evitare il surriscaldamento del computer


Quando il computer è acceso quasi tutti i suoi componenti elettronici si riscaldano e in alcuni casi possono surriscaldarsi e danneggiarsi.

L’esposizione costante alle alte temperature può causare gravi danni alle componenti della scheda madre. Il surriscaldamento può quindi distruggere e ridurre la durata dei componenti all’interno del computer.

Il principale vantaggio di mantenere il computer “fresco” è quindi quello di aiutarti a evitare costose riparazioni in futuro

Ecco un elenco di modi per mantenere fresco il tuo PC:

SPEGNI IL COMPUTER QUANDO NON VIENE UTILIZZATO

Un computer continua a produrre calore finché è in esecuzione, anche quando non lo si utilizza.

Anche a modalità “ibernazione” non va bene, poiché lascia il disco in rotazione riducendo la vita della stesso. Anche per  solo poco tempo di inattività, ad esempio per la pausa pranzo, spegni il computer.

PULISCI REGOLARMENTE IL COMPUTER

È essenziale pulire regolarmente il computer, in particolare le ventole di raffreddamento.

Le ventole collegate all’interno del case del computer vengono utilizzate per il raffreddamento attivo del computer. Nel tempo, polvere e sporco possono accumularsi in questi ventilatori. Lo sporco accumulato può rallentare o, nel peggiore dei casi, impedire alle ventole di funzionare.

Se le ventole non riescono a espellere l’aria calda abbastanza velocemente, alcune parti interne alla fine si surriscaldano.

Per pulire la ventola di raffreddamento segui questi passi:

1) Spegni il computer e scollega i cavi dalla presa elettrica;
2) Apri il case togliendo le viti con un cacciavite;
3) Pulisci la ventola utilizzando un compressore ad aria compressa (quelli che si usano per gonfiare i pneumatici) tenendoti a una distanza adeguata dalla ventola in modo che il getto non soffi troppo forte contro di essa (provalo prima sulla tua mano per misurarne la potenza), facendo attenzione a tenere la ventola ferma con le dita, un’eccessiva rotazione in un solo verso danneggerebbe irrimediabilmente la Bronzina (o Cuscinetto di rotazione) della ventola stessa

Raccomandazioni importanti:

1) non spruzzare, non versare liquidi e non inserire oggetti direttamente nelle parti del computer.
2) Non usare le bombolette ad aria compressa. Nelle bombolette non c’è veramente aria compressa come il nome suggerisce, ma composti chimici liquidi che si trasformano in gas all’uscita dalla bomboletta.

Già che ci sei puoi prendere in considerazione di pulire anche monitor, tastiera e mouse. Il tuo computer te ne sarà certamente grato.

NON LIMITARE IL FLUSSO D’ARIA ATTORNO AL COMPUTER

Prima di tutto assicurati di collocare il computer in una stanza in grado di fornire sempre un flusso d’aria sufficiente sollevandolo da terra almeno di 30 cm, altrimenti si crea l’effetto “aspirapolvere”.

Ricorda che il PC non deve trovarsi accanto ad altri oggetti che impediscono la circolazione dell’aria, come pareti, mobili o altri elettrodomestici. Dovrebbero esserci almeno due o tre pollici di spazio su entrambi i lati del case.

Poiché la maggior parte dell’aria calda esce dalla presa d’aria sul retro del case del computer, questa parte dovrebbe essere completamente chiara e aperta.

È importante che la posizione fisica non contribuisca ulteriormente al calore del computer.

Accertati che il PC non sia posizionato nelle vicinanze di un forno, un frigorifero, apparecchi di cottura e altre cose che possono soffiare aria calda o trasferire calore nel sistema del computer.

Se la stanza in cui si trova non corrisponde a questi requisiti, prendi in considerazione di spostare il computer in un ambiente più fresco e pulito. Una stanza climatizzata è l’ideale.

USA IL COMPUTER CON LA CUSTODIA CHIUSA

Sembrerebbe logico tenere aperto il case mentre il computer è in esecuzione per mantenerlo più fresco. Non è forse vero?

Non lo è.

Il problema è che sporcizia e polvere si possono accumulare e ostruire più rapidamente le ventole del computer quando il case viene aperto. Ciò può causare il rallentamento o la rottura delle ventole stesse.

VALUTA DI INSTALLARE UNA VENTOLA SUPPLEMENTARE

Questa piccola ventola può essere collegata alla parte anteriore o posteriore del case del computer.

Esistono due tipi di ventole: una in grado di aspirare aria più fresca nella custodia e una in grado di espellere l’aria calda dalla custodia. L’installazione è un ottimo modo per raffreddare il tuo computer.

CAMBIA LA VENTOLA PER LA CPU

La CPU è il componente più importante all’interno del computer. Quando si eseguono applicazioni impegnative, la CPU e la scheda grafica si surriscaldano.

Prendi in considerazione l’acquisto di una ventola per la CPU di alta qualità e più grande in grado di mantenere la temperatura della CPU più bassa rispetto alla ventola CPU pre-installata sul tuo computer.

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Scienza e Tecnologia

Tutto quello che devi sapere per usare la tua TV come monitor del PC


Presto o tardi ti sei sicuramente chiesto anche tu come sarebbe avere un monitor gigante collegato al tuo computer. Pensa ad esempio quanto sarebbero più immersivi i tuoi giochi se avessi un monitor da 50 o 60 pollici invece di un monitor standard da 24 pollici!

Purtroppo, sebbene sia possibile utilizzare una TV come monitor del computer, ciò non significa che sia sempre l’opzione migliore.

In effetti si tratta di una soluzione meno attraente e conveniente di quanto possa sembrare (oltre a più costoso). C’è una ragione per cui le TV ad alta definizione (HDTV) in svendita nei supermercati non vanno a ruba per essere usate come monitor economici.

Nonostante ciò, puoi sicuramente utilizzare una HDTV come schermo del tuo PC.

Ecco tutto ciò che devi sapere su come impostare un televisore come monitor per il tuo computer.

TV AL POSTO DEL MONITOR: SI PUÒ FARE?

La risposta in breve è “Sì”.

Potrebbe essere necessario un cavo speciale, a seconda delle uscite del tuo PC e degli ingressi della tua HDTV, e dovrai controllare un paio di impostazioni, ma non dovresti avere troppi problemi ad agganciare la maggior parte dei PC moderni alla maggior parte dei moderni televisori HD.

I moderni televisori ad alta definizione hanno uscite HDMI. Alcuni televisori HD più vecchi hanno ingressi DVI e alcuni hanno ingressi VGA specificatamente progettati per l’uso del PC.

Se la tua scheda grafica ha un’uscita HDMI sei a posto: basta usare un cavo HDMI per collegare il tuo PC alla televisione.

Se stai utilizzando una scheda grafica o una scheda madre più vecchia che ha solo un’uscita DVI, puoi acquistare un cavo adattatore DVI-HDMI e collegarlo all’uscita HDMI della tua TV HD.

I vecchi televisori ad alta definizione e alcuni vecchi computer che dispongono solo di ingressi e uscite VGA non sono invece una scelta ideale. VGA è infatti un segnale analogico che restituisce un’immagine molto più sfocata e con una risoluzione più bassa di quella ottenibile con un cavo HDMI o DVI.

Se usi DVI o VGA, molto probabilmente dovrai collegare l’audio del tuo PC alla TV separatamente, oppure utilizzare altoparlanti esterni o cuffie.

IMPORTANTE: VERIFICA LA RISOLUZIONE DELLA SCHEDA GRAFICA

Per prima cosa dovrai determinare se la tua scheda grafica (o la grafica integrata del tuo PC) è in grado di trasmettere alla risoluzione della tua TV ad alta definizione.

Se la scheda grafica non è sufficientemente potente rischia di surriscaldarsi e di bruciare! Quindi, mi raccomando, non prendere sotto gamba questo passaggio perché è importantissimo.

1) Per prima cosa devi individuare la risoluzione della tua HDTV consultando il manuale del produttore.

Alcuni televisori ad alta definizione hanno risoluzioni non standard: non è detto quindi che la tua HDTV sia supportata. Tuttavia, la maggior parte delle HDTV si attiene alle risoluzioni standard 720p, 1080p o 4K.

2) Quindi, verifica la massima risoluzione supportata dalla tua scheda grafica/grafica integrata accedendo alle impostazioni del tuo monitor.

Coincide? Allora è tutto okay!

Se invece la tua scheda grafica non è abbastanza potente per supportare la risoluzione dello schermo, non collegarlo.

DENSITÀ DEI PIXEL E QUALITÀ DELL’IMMAGINE

Ci sono alcuni fattori da tenere a mente se desideri utilizzare un HDTV come monitor di un computer.

La densità dei pixel, o il numero di pixel racchiusi in un pollice quadrato dello schermo (misurato in pixel per pollice o ppi), è il fattore più importante da considerare.

Uno schermo per laptop da 15,6 pollici con una risoluzione di 1920 x 1080 ha una densità di pixel di 141,21ppi, mentre uno schermo HDTV da 32 pollici con la stessa risoluzione ha una densità di pixel significativamente inferiore, di soli 68,84ppi.

Più bassa è la densità dei pixel, meno chiara e dettagliata è l’immagine.

TV COME MONITOR: NE VALE LA PENA?

Dipende.

Se il tuo obiettivo è quello di risparmiare tenendo comunque un buon rapporto qualità/prezzo, sappi che una HDTV non ti farà necessariamente risparmiare rispetto a un monitor.

In effetti, se sei in procinto di acquistare un nuovo schermo, il consiglio è quello di acquistare un monitor per computer.

Per prima cosa, i televisori HD più piccoli ed economici hanno in genere una risoluzione di 720p, mentre i monitor con prezzi simili sono quasi sempre 1080p. Quindi, se stai cercando qualcosa di meno di 27 pollici, una HDTV sarà probabilmente più costosa e con una risoluzione inferiore.

Se stai cercando qualcosa di più grande di 27 pollici, ricorda che la densità dei pixel diminuisce in modo significativo con ogni pochi pollici che guadagni, e c’è una buona ragione per cui i produttori di TV HD suggeriscono di sedersi a qualche metro di distanza dai loro schermi.

Se hai bisogno di un monitor da lavoro per leggere le e-mail da vicino o come schermo per vedere film, è consigliabile qualcosa con una densità di pixel abbastanza alta affinché il testo sia leggibile e le immagini del film non sgranate.

E ricorda sempre che un display di grandi dimensioni può comunque causare affaticamento della vista e del collo se ti siedi troppo vicino.

Link: Riparazione computer Roma

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Scienza e Tecnologia

Condensa sulle finestre di casa, come prevenire questo problema


Con il cambio di stagione e il freddo dell’inverno, il fenomeno della condensa sui nostri infissi e serramenti diventa sempre più frequente.

La sua comparsa può portare a problematiche quali muffa attorno ai bordi delle finestre, gocce d’acqua che possono rovinare i nostri pavimenti, soprattutto in presenza di parquet, i nostri mobili in legno e addirittura l’intonaco delle pareti.

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