Università degli Studi di Bergamo e consulenti del lavoro: sottoscritta convenzione quinquiennale di praticantato anticipato
L’Università degli studi di Bergamo e l’Ordine dei consulenti del lavoro di Bergamo giovedì 17 settembre hanno sottoscritto, a margine dell’assemblea annuale dell’Ordine svoltasi al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo, una nuova convenzione per il tirocinio che anticipa la pratica professionale.
Gli studenti avranno la possibilità di svolgere 6 dei 18 mesi del praticantato previsto per l’accesso alla professione di consulente del lavoro in concomitanza dell’ultimo anno di corso di studio per il conseguimento della laurea di primo livello o a ciclo unico in giurisprudenza.
Università degli Studi di Bergamo e Ufficio scolastico provinciale: nei risultati del test di medicina la scuola bergamasca è eccellenza
Sono stati resi noti i risultati del test d’accesso ai corsi di laurea a numero programmato in Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria, sostenuti lo scorso 3 settembre da 744 studenti di Bergamo e provincia (58.343 in tutta Italia, 11259 i posti disponibili per medicina e 1103 per odontoiatria).
Gli idonei, ovvero quelli che hanno totalizzato i 20 punti minimi necessari per concorrere alla graduatoria nazionale e alla distribuzione dei posti disponibili, sono stati il 68, 68,3% del totale (39.848 giovani) con un punteggio medio di 35,27.
Il punteggio medio più alto a livello di ateneo è di 39,44 registrato a Bergamo, così come la percentuale di idonei più alta (80,56%).
«Alla luce di tali risultati, conseguiti dalle nostre ragazze e dai nostri ragazzi, otteniamo un’ulteriore conferma che la scuola bergamasca è d’eccellenza e che inoltre, durante il lockdown e i mesi di chiusura delle scuole, la didattica a distanza ha permesso di tenere ben saldo il filo delle relazioni e garantire continuità al prezioso ruolo educativo e formativo della scuola – dichiara la Direttrice dell’Ufficio scolastico territoriale di Bergamo, Patrizia Graziani –. Questo ci incoraggia a proseguire sulle strade dell’innovazione e la comparazione oggettiva dei punteggi mostra ancora una volta, come spesso avviene in vari prestigiosi concorsi anche nazionali e internazionali, che i nostri studenti si collocano fra le eccellenze. Un plauso va a loro come all’intero sistema scuola, grazie alla professionalità e alla dedizione di tanti insegnanti in grado di motivare allo studio e di appassionare gli studenti alla propria materia. Una dote che hanno mostrato anche in questo eccezionale e terribile periodo della pandemia».
«Questo risultato – sottolinea il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini – è ancora più straordinario quest’anno, il primo anno in cui i candidati hanno dovuto sostenere il test nell’Ateneo più vicino alla loro residenza. È stata una sorpresa per noi, da un lato, e una ulteriore conferma, dall’altro, della qualità della scuola bergamasca che ripaga i nostri sforzi per come ci siamo dovuti organizzare in breve tempo per trovare una soluzione sicura e accessibile a tutti come il Lazzaretto. Qui si sono presentati un numero davvero significativo di studenti da cui ho raccolto diverse testimonianze, anche toccanti, sulla scelta di Medicina, comprensibile dopo quello che la nostra provincia ha passato. Racconti, numeri ed eccellenze che ci indicano una sola strada da seguire: far tesoro dei cervelli dei nostri ragazzi, delle competenze dei nostri presidi ospedalieri e dei nostri docenti e una ulteriore conferma dell’opportunità, da tanti auspicata, di avere presto a Bergamo un nuovo corso di laurea in Medicina»
Il punteggio più alto è stato conseguito a Padova 88,50. I primi 100 classificati sono concentrati in 37 atenei. Gli atenei con il maggior numero di candidati tra i primi 100 sono: Bologna (15), Insubria (9), Napoli Federico II (6), Torino (6) e Catania (6), Bergamo (5) e Milano (5).
*fonte: nota stampa del MUR
SACE, l’AD Pierfrancesco Latini commenta i risultati del primo semestre
Solo attraverso Garanzia Italia, la società guidata da Pierfrancesco Latini ha garantito ad oggi volumi per oltre 10 miliardi di euro.

Pierfrancesco Latini: “Operazioni con indotto su territorio, lavoratori e famiglie”
Durante l’emergenza sanitaria, SACE ha investito enormi risorse per la tutela e il rilancio dell’economia italiana. I risultati parlano chiaro: la società chiude infatti il primo semestre 2020 con circa 20 miliardi di volumi mobilitati e un utile pari a 64,5 milioni di euro. “Un chiaro segnale – ha dichiarato l’AD Pierfrancesco Latini – che SACE, soprattutto in questo momento difficile, è al fianco delle imprese italiane”. Rispetto agli inizi del 2019, la realtà è arrivata a quota 11 miliardi di euro, segnando un +37%, a sostegno di export e dell’internazionalizzazione delle imprese italiane. Da aprile è stato inoltre attivato Garanzia Italia, strumento figlio del cosiddetto “Decreto Liquidità”, che finora ha messo sul piatto oltre 10 miliardi di finanziamenti erogati per supportare la liquidità delle realtà in crisi a causa della pandemia. “Gli impatti di Garanzia Italia si estendono ben oltre gli importanti volumi erogati. Dietro ogni operazione, infatti, non c’è mai la sola azienda beneficiaria, ma tutto l’indotto generato sul territorio, i lavoratori, i fornitori, le famiglie. Un impatto – conclude Pierfrancesco Latini – che si moltiplica attraverso le filiere sostenute con quest’operatività: dall’agri-food alla moda, dall’automotive ai servizi turistici ad altri comparti cardine del tessuto imprenditoriale manifatturiero italiano”.
Formazione ed esperienze professionali di Pierfrancesco Latini
Alla guida di SACE da novembre 2019, Pierfrancesco Latini ha operato in Cassa Depositi e Prestiti tre anni prima in qualità di Chief Risk Officer. Prima della nomina, ha fatto parte anche dei Consigli di Amministrazione di realtà come Saipem e Airfirm. Originario di Montefiascone, in provincia di Viterbo, ha frequentato la LUISS Guido Carli di Roma, laureandosi in Economia e Commercio e collaborando successivamente presso l’Ufficio Studi Economici dell’Istituto. È stato inoltre Borsista del Ministero A.A.E.E. presso l’Università di Scienze Economiche di Budapest. Dopo un anno come Ufficiale di Complemento della Guardia di Finanza presso il IV Reparto del Comando Generale, diventa analista per la Commissione Europea, lavorando nella Direzione Generale Affari Economici e Finanziari. Nel 1998 BNL lo assume come Responsabile Ufficio Gestione Integrata dell’Attivo, ma l’anno seguente fa il suo ingresso in ItaInvest S.p.A.: in circa 5 anni ricopre i ruoli di Responsabile Risk Management & Asset Allocation, Direttore Attrazione Investimenti Esteri e Marketing Territoriale di Sviluppo Italia e infine Consigliere di Amministrazione del Fondo Pensione Dirigenti. È il 2007 quando, dopo una parentesi nel Gruppo Capitalia come Vice Direttore Centrale Responsabile Monitoraggio crediti, entra a far parte del Gruppo Unicredit, che lo vuole come Chief Risk Officer della Divisione Retail/Unicredit Banca per la Casa. Prima di iniziare la sua avventura con il Gruppo Cdp, Pierfrancesco Latini dà inizio ad una lunga collaborazione con il Gruppo BNP Paribas, arrivando a far parte del comitato di Direzione di BNL e del Risk Executive Committee del Gruppo.
La valutazione e la gestione delle emergenze in azienda
Comunicato Stampa
La valutazione e la gestione delle emergenze in azienda
Il 16 ottobre 2020 si terrà a Brescia un corso di formazione per la valutazione e gestione delle emergenze e per acquisire la capacità previsionale degli eventi negativi in azienda e nel territorio.
In tutti i luoghi di lavoro la valutazione e gestione delle emergenze sono attività molto importanti che, se svolte correttamente e da operatori idoneamente formati, sono in grado di prevenire o, eventualmente, ridurre i danni alla salute e sicurezza dei lavoratori e all’integrità degli impianti aziendali dipendenti da “disastri” naturali o da emergenze causate dall’uomo.
Partendo dalla constatazione che “prevenire è meglio che curare” ogni azienda e ogni territorio deve riflettere su quali siano gli strumenti più idonei per affrontare le emergenze e per formare con efficacia il proprio personale riguardo alla loro valutazione e gestione.
Il corso di formazione per la valutazione e gestione delle emergenze
Per fornire agli operatori idonee competenze in materia di gestione delle emergenze, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 16 ottobre 2020 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “Se l’avessi saputo prima – valutazione e gestione delle emergenze in azienda”.
Il corso si pone l’obiettivo di far acquisire la capacità previsionale degli eventi negativi in azienda e nel territorio, avendo a disposizione un metodo per poterli misurare.
Al termine del percorso formativo il discente conoscerà il concetto di vulnerabilità e sarà in grado di applicarlo nei contesti in cui opera.
I docenti del nuovo corso in presenza:
- Gregorio Barberi: formatore esperto in gestione delle emergenze
- Massimiliano Longhi: emergency manager in ambito antincendio e nel settore prevenzione, pianificazione e gestione delle emergenze
La valutazione dei danni e gli strumenti offerti dalla tecnologia
Le cause dei rischi conseguenti alle emergenze possono essere molte e varie. I rischi non dipendono solo dalla possibilità che un eventuale evento catastrofico si verifichi, ma anche dalla vulnerabilità dell’area esposta e dal livello di antropizzazione del territorio esposto.
Per affrontare il problema correlato a emergenze ed eventi catastrofici ogni insediamento dovrebbe valutare innanzi tutto la pericolosità del territorio relativamente ai rischi ai quali è esposto. È poi possibile anche applicare precise metodologie statistiche ai dati ottenuti, magari determinando gli intervalli di tempo in cui un fenomeno tende a riproporsi. E la stima dei danni prevedibili, secondo la vulnerabilità del territorio, consente di fare una valutazione complessiva del rischio cui una comunità è esposta.
La scienza e la tecnologia possono poi offrire utili strumenti per migliorare la preparazione e la risposta ai disastri naturali e a quelli causati dall’uomo. In questo senso i sistemi di previsione e di allerta possono costituire un elemento essenziale per poter prendere le giuste decisioni: forniscono alle organizzazioni un tempo prezioso per intraprendere le misure di preparazione e per coordinare la gestione dell’emergenza.
Il programma e le informazioni per il corso di formazione
Per fornire idonee competenze su questi temi si tiene il corso di 8 ore in presenza “Se l’avessi saputo prima – valutazione e gestione delle emergenze in azienda” che avrà luogo il 16 ottobre 2020 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.
Questi gli argomenti affrontati durante il corso:
- scienza dei disastri: disastri e catastrofi
- le cause e la memoria storica, quale fondamento della cultura del rischio
- valutare e parametrare il rischio (casi pratici contestualizzati in azienda)
- la misurazione del rischio: come e perché saper misurarlo
- il concetto di vulnerabilità
- comunicazione interna (verso i colleghi) ed esterna (verso il pubblico): casi studio e modalità di attuazione
- comunicazione istituzionale verso il 112 e i mass media: tempistiche, modalità, esempi
- comunicazione non verbale: come attuarla in azienda e con quali specificità (esempi pratici). Gli “script” e i “frame”. I “landmark”.
La partecipazione al corso vale come 8 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Formatori qualificati (area 2) e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).
Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/rischi-specifici/rischi-specifici/se_l_avessi_saputo_prima_-_valutazione_e_gestione_delle_emergenze_in_azienda
Per informazioni:
Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected] – [email protected]
17 settembre 2020
Ufficio Stampa di AiFOS
http://www.aifos.it/
Che cosa è lo Smartphone shredder
Vi porgo un piccolo indovinello, è relativamente piccolo, dicono che sia intelligente, ve lo portate sempre in tasca e squilla quando qualcuno vi cerca. Avete indovinato? Esatto, stiamo parlando proprio di lui, lo smartphone. Quante cose si fanno oggi con lo smartphone, puoi chiamare, puoi mandare messaggi, puoi fare ricerche su internet, puoi addirittura pagare con lo smartphone e con la crescente necessità di salvare sempre più dati, gli amrtphone diventano di anno in anno sempre più capienti, ricordo ancora quando agli albori reggevano massimo 2 GB mentre oggi abbiamo telefoni da 256 gb. Ma se un giorno dovessimo smaltire questi smartphone facendo in modo che i dati all’interno vadano eliminati per sempre (come spesso non accade) e che quindi non siano più recuperabili? Ecco che entra in campo lei, la nosta macchina tritatutto.
Cos’è la macchina tritatutto
In origine questo ormai dispensabile attrezzo da ufficio era stato pensato per svolgere un singolo compito, tanto basilare e semplice, quanto indispensabile: distruggere documenti. E lo faceva (e fa) al meglio, con precisione e dedizione, talmente bene che riesce a distruggere fino a 500 fogli alla volta, con diversi tipi di taglio in base alle proprie necessità e diversa gestione delle risorse energetiche e dello spazio di scarto. Ed è stato grazie alla sua performance che ha ottenuto la possibilità di evolversi ed arrivare a distruggere un altro tipo di dati: gli hard disk. A seguito del suo impiego industriale ci si accorse che si sarebbe potuto eseguire l’upgrade definitivo, in grado di ottimizzare ancora di più il suo utilizzo, ovvero l’implementazione della distruzione di supporti di memoria.
Dai documenti agli smartphone
Hard disk, solid state disk (SSD), usb, cd, dvd e tanto altro ancora non avevano scampato quando arrivava lei. Grandi quantità di supporti distrutti in pochi secondi, con tagli estremamente piccoli, da rendere irrecuperabile qualsiasi eventuale dato presente all’interno di tali supporti di memoria. E oltre all’impiego industriale questa macchina vede ancora oggi un impiego “statale” poiché grandi enti come l’NSA o l’FBI utilizzano questi “Shredder” per sbarazzarsi di documenti che contengono dati sensibili sia analogici che digitali. E quale strumento colmo di dati sensibili più dello smartphone? Ne cambiamo così tanti che ogni volta fare i vari passaggi, eliminare il superfluo, smaltirli, è un’operazione troppo lunga e faticosa, così il nostro distruttore prende e appunto “distrugge” tutto nel giro di un semplice “swoosh”. Gigabyte su Gigabyte eliminati in pochi istanti, con un taglio da 40 mm che non lascia via di scampo. E ovviamente tutte le misure di sicurezza possibili e inimmaginabili vengono installate nel nostro distruttore affinchè tutto avvenga al meglio, perché oltre che un lavoro efficace noi ricerchiamo un lavoro efficiente. E non solo smartphone, anche dispositivi digitali leggermente più grandi come i tablet ad esempio, possono essere smaltiti in modo facile e veloce. Insomma, non si sono più scuse, oggi sbarazzarsi del telefono non sarà più un problema, senza se e senza ma e mi raccomando di pensarci bene, perché poi non si torna più indietro.
Dalla progettazione all’inizio dei lavori, tutto sulla ristrutturazione
Quando si decide di ristrutturare casa spesso non si sa da dove partire, quali gli step da seguire e come affrontare possibili problematiche. Qui di seguito proveremo a sintetizzare in 5 punti le fasi per progettare ed effettuare una ristrutturazione.
Quando si decide di fare un lavoro di ristrutturazione è importante tener presente che con un progetto ben definito e professionale sarà possibile migliorare l’efficienza della casa e aumentare il valore dell’immobile, cosa da non sottovalutare se in futuro si deciderà di affittare o vendere l’immobile.
Pianificare
Pianificare una ristrutturazione significa stabilire quali sono le esigenze e quali i risultati che si vogliono ottenere. In questa fase va anche stabilito il budget per fissare un tetto di spesa che potrà variare leggermente in itinere ma non si discosterà comunque dal budget di partenza.
Quando si esegue un lavoro di ristrutturazione innanzi tutto bisogna puntare a riqualificare gli spazi.
Gli spazi che definiscono gli ambienti in casa sono spesso legati a concezioni superate e finiscono per non rispecchiare le esigenze attuali. Un’idea potrebbe essere quella di rimuovere dei muri, come ad esempio quello che divide cucina e salotto, per creare un ambiente unico.
Ristrutturare significa migliorare l’efficienza energetica della casa con una conseguente riduzione dei costi di gestione.
Per migliorare l’efficienza energetica della casa bisogna innanzitutto migliorare l’isolamento termico della struttura. Questo sarà possibile farlo in diversi modi anche a seconda dei lavori che si andranno ad eseguire.
Se la ristrutturazione fosse totale si potrebbe pensare all’isolamento a cappotto, una tecnica per la coibentazione termica in cui si applica sulla superficie delle pareti un materiale isolante.
Se la ristrutturazione invece sarà meno drastica, sarà possibile optare per intonaci termoisolanti.
Cambiare gli infissi permetterà un miglior isolamento termico con un successivo risparmio sui costi del riscaldamento.
Quando parliamo di efficienza energetica ci riferiamo anche ad altri interventi.
L’installazione di impianti di domotica è utile per migliorare la sicurezza in casa, i sistemi di controllo a distanza evitano rischi per disattenzione o dimenticanza e inoltre abbattono i costi di gestione.
Progettare
Prima ancora del progetto, c’è la scelta del tecnico che eseguirà la pianificazione della ristrutturazione.
È importante scegliere il tecnico con cura per far si che le esigenze e i desideri pianificati si trasformino in un progetto reale, soddisfacente e a norma.
Di cosa si occupa il tecnico?
Il tecnico è innanzitutto necessario per presentare la pratica edilizia al Comune prima di iniziare qualsiasi tipo di lavoro.
Oltre ad occuparsi della parte progettuale avrà anche il compito di stilare il preventivo dei lavori. Il tecnico inoltre farà anche da tramite nel caso insorgessero problematiche durante le varie fasi della ristrutturazione, o semplicemente come intermediario tra committente e impresa incaricata dei lavori.
Molte imprese di progettazione Torino offrono un servizio a 360 gradi, seguendo il lavoro dal progetto alla realizzazione affidandosi a professionisti già selezionati. Una soluzione di questo tipo permetterà sicuramente un risparmio di tempo e garantirà un servizio più puntuale ed efficace, evitando la fase successiva della scelta dell’impresa.
La scelta dell’impresa
Importante è non fermarsi alla prima impresa edile ma cercare quella più vicina alle proprie esigenze. Spesso la scelta viene fatta in base al passaparola, non è sbagliato accogliere un suggerimento ma non si deve fare una scelta senza aver fatto un confronto con altre imprese del settore.
Spesso si pensa che un’impresa edile debba essere in grado di fare tutto ma non è così, ogni impresa è specializzata in alcune tipologie di lavoro e di conseguenza potrebbe essere non adatta a fare quello di cui si ha bisogno.
Fase tecnico-burocratica
Come già accennato precedentemente, il tecnico dovrà presentare la pratica dei lavori al Comune e andrà inoltre preparata tutta la documentazione relativa alla sicurezza sul cantiere.
Inoltre, se a causa della ristrutturazione bisognerà occupare una parte di suolo pubblico, per caricare e scaricare i materiali, anche in questo caso sarà necessario fare richiesta di autorizzazione.
Oltre alla burocrazia ordinaria per l’inizio dei lavori, in questi mesi si è molto parlato del Bonus Ristrutturazioni 2020 (Ecobonus). Per usufruire dell’Ecobonus bisognerà essere in possesso di una certificazione di un tecnico abilitato, o del direttore dei lavori, che dimostri che l’intervento è in possesso dei requisiti richiesti, di una scheda informativa relativa agli interventi conseguiti e dell’Attestazione di prestazione energetica (APE).
Con il Bonus Ristrutturazioni 2020 sarà possibile ottenere detrazioni fiscali del 110%, spalmate in cinque anni, per le spese sostenute per lavori di ristrutturazione e di interventi di risparmio energetico realizzate su proprietà condominiali o private (effettuati tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021).
Inizio dei lavori
Dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni è possibile procedere con i lavori. In questa fase bisognerà comunque essere presenti per essere certi che modalità e tempistiche vengano rispettate.
Ma non solo potrebbero insorgere delle problematiche non considerate nelle fasi precedenti che potrebbero portare a modifiche del progetto o semplicemente ad uno slittamento della fase di consegna.
No profit per Digital Marketers
In un mondo in continua espansione, dove la componente digital dell’azienda risulta sempre più importante, anche quei business che non hanno fini lucrativi devono attrezzarsi per far sentire la propria presenza online; così la funzione delle agenzie di digital marketing risulta sempre più rilevante. Prima di addentrarci nella funzione del digital marketing per le organizzazioni no profit dobbiamo capire come esse siano strutturate e come funzionino.
No profit: come funziona
Un’organizzazione no profit, conosciuta anche come attività a scopo non lucrativo, è un’organizzazione che si dedica a perseguire una particolare causa sociale o un determinato punto di vista condiviso da più persone. In termini economici si tratta di un’organizzazione che usa il proprio utile per inseguire i propri obiettivi sociali piuttosto che distribuirli agli “stakeholders” ovvero i detentori di interesse., ai membri e ai proprietari. Quando queste organizzazioni vengono riconosciute dallo Stato ottengono tutta una serie di benefici che le aiutano nella loro “missione”, come ad esempio l’esenzione dalle tasse. Inoltre tali organizzazioni posono operare in vari ambiti, come quello religioso, quello scientifico, quello educativo, e tanto altro, al contrario di quello che si pensa non sono relegate solo all’ambito della beneficienza. Gli aspetti chiave di tali organizzazioni no profit sono la fiducia, onestà, la trasparenza e l’apertura nei confronti di tutte quelle persone che hanno investito tempo, soldi e fede nell’organizzazione. Per quanto riguarda la trasparenza, le organizzazioni no profit devono rendicontare qualsiasi movimento di denaro ai propri donatori, ai propri fondatori e agli enti pubblici. Inoltre la profittabilità di una no-profit deriva da quanto può investire nei suoi progetti e questo dipende ovviamente da quanti donatori riesce ad attrarre, è un circolo virtuoso, più donatori una no-profit ha, più può investire e più cresce in credibilità e più aumenta il numero dei donatori. Non essendo guidate dai soldi, ma avendo comunque bisogno di soldi per i propri progetti, è fondamentale che le no-profit abbiano diversi canali di acquisizione del denaro oltre ai donatori privati, come ad esempio il merchandising, il finanziameto pubblico, le grandi aziende, ed altro ancora. E quale strumento migliore del digital marketing per aumentare le proprie acquisizioni?
Come sfruttare al meglio quest’opportunità
Dal lato dei digital marketer è fondamentale entrare in questo settore con la consapevolezza che anche se parliamo di temi “sensibili” le modalità con cui gestiamo le nostre campagne di comunicazione sono le stesse, quello che cambia sono gli obiettivi, che risultano estremamente importanti. Gli obiettivi sono principalmente due: brand awareness, ovvero fare in modo che si conosca in giro la storia dell’organizzazione, i progetti, i traguardi, nella mente delle persone il brand deve risuonare e deve avere un impatto positivo; fundraising, ovvero portare il semplice utente ad essere fan e quindi donatore. Gli strumenti con il quale fare tutto ciò sono diversi, di seguito ne elencheremo alcuni tra i più importanti.
Email marketing
Attraverso la newsletter puoi raggiungere i tuoi fan e i possibili donatori tenendoli sempre aggiornati sulla situazione dell’organizzazione in termini di traguardi e progetti, inoltre questo strumento risulta molto economico rispetto a tanti altri e può essere utilizzato ripetitivamente all’interno dello stesso mese. Ovviamente il contenuto della mail è molto importante, sia in termini grafici che in termini di scrittura.
Social media
Se pensiamo che trascorriamo in media 6 ore al giorno sui social media risulta chiaro come sia fondamentale avere tutti gli account dell’organizzazione aperti, sistemati e con contenuti sempre aggiornati. Inoltre dai social media possiamo redirezionare gli utenti da qualsiasi parte, che sia il sito o una pagina specifica di raccolta fondi.
Sito e pagina delle donazioni
Il sito è la vetrina digitale dell’azienda e se il sito è fatto male o è poco responsivo, tutta l’immagine digitale ne risente, inoltre è fondamentale dare la possibilità a chi visita il nostro sito di contattarci direttamente e di donare direttamente.
Investitori fai da te, occhio alla trappola dei tassi di interesse bassi
Da anni ormai i report della UE fanno notare che l’Italia, che dovrebbe essere uno dei big d’Europa, ha un grado di educazione finanziaria terribile. Molti risparmiatori del nostro Paese si fermano ai concetti più elementari e non sanno andare oltre.
Una situazione del genere, nel contesto attuale di crisi, diventa una trappola per molti investitori fai da te.
La trappola del fixed income per gli investitori fai da te
Prendiamo il caso più semplice, ovvero quello dei titoli di Stato. A causa dell’emergenza pandemica, governi e banche centrali hanno dovuto spingere al massimo il livello di sostegno all’economia. Tradotto: tassi di interesse bassi e fiumi di liquidità nell’economia. Ma questo significa rendimenti dei bond governativi a livelli estremamente bassi, anche zero.
In uno scenario simile, molti investitori hanno preferito evitare l’obbligazionario, perché ritengono che l’alpha generato coincida con il livello dei rendimenti dei titoli.
I bond governativi hanno ancora un senso
In realtà l’errore che commetto gli investitori fai da te è proprio qui. Non bisogna solo valutare il rendimento. Sono essenziali anche dispersione, volatilità e forma delle curve dei rendimenti. Se si tralasciano questi aspetti, e si trascura il fixed income solo a causa dei tassi di interesse, si commette un passo falso.
Malgrado l’epoca dei tassi bassi, c’è ancora un importante valore nei bond governativi. Le banche centrali infatti continuano ad essere un punto di ancoraggio importante per chi investe, specie per la parte a breve di quasi tutti i mercati obbligazionari sviluppati.
Tralasciare il fixed income per rifugiarsi in safe haven come gli etf oro in euro, quindi aumenta i rischi nell’allocazione del proprio portafoglio.
Occasioni (e rischi) nel corporate
Vale per i titoli di Stato, ma ancora di più per quelli corporate, che sono sicuramente più redditizi. Con qui gli investitori fai da te devono prestare le opportune attenzioni. Perché è certamente più rischioso. Ma, come tutti sappiamo, più rendimento equivale a più rischio. Sul mercato high yield, è interessante notare che che ci sono grandi occasioni tra i fallen angel – ovvero i titoli di grosse aziende che però sono stati declassate al di sotto del rating investment grade. In special modo appartengono al settore energetico e property. Chiaramente, questo tipo di impiego del proprio capitale non è adatto alle strategie di trading a breve termine. E comunque, bisogna stare in allerta sul rischio di default e ai tassi di recupero bassi. Ciò mette in evidenza ancora una volta l’importanza della selezione dei titoli.
Rimedi contro le zanzare: quali scegliere?
I rimedi contro le zanzare sono tantissimi, e spesso non è semplice scegliere più adatto al proprio caso; certo è che le punture di questi insetti sono davvero molto fastidiose, dunque vale davvero la pena di prendere tutti gli accorgimenti del caso per scongiurarli al meglio.
Di seguito alcuni dei migliori consigli della ditta di disinfestazione a Roma AD Service 2009:
Nei mesi estivi, il rischio di essere punti da zanzare si accentua notevolmente, dunque è soprattutto nei periodi più caldi che è necessario prendere ogni tipo di precauzione da questo punto di vista. Ma quali sono, dunque, le più efficaci? Come si può evitare di essere punti con frequenza?
Anzitutto, bisogna scegliere i rimedi più elementari per mettere a protezione la propria casa, ovvero le zanzariere, dunque delle tele composte da una rete molto fina da applicare su tutte le finestre dell’abitazione, in modo da impedire l’accesso agli insetti pur mantenendo le imposte aperte.
Altri rimedi contro le zanzare piuttosto diffusi sono le disinfestazioni, insetticidi di vario tipo, gli accessori ad ultrasuoni, le lampade, gli ammazza zanzare elettrici, tutti accessori che è possibile acquistare anche presso la grande distribuzione, ed il cui costo è decisamente basso.
Altri rimedi contro le zanzare sono i prodotti che è possibile applicare direttamente sulla propria cute, come ad esempio i repellenti, gli oli, le creme antizanzare; applicare sulla pelle delle quantità di aglio, oppure di limone, può rivelarsi allo stesso modo un’ottima soluzione contro questo problema così diffuso in estate.
Per mettersi al riparo dalle punture, inoltre, non bisogna trascurare nemmeno i rimedi naturali, come ad esempio piantare in giardino delle piante antizanzare, oppure allevare in un laghetto dei pesci rossi, ovvero animali che si nutrono di zanzare che e possono rappresentare un validissimo aiuto da questo punto di vista.
Birrificio Gritz: il gusto dell’autunno con la Belga della Danda
FS, Gianfranco Battisti: “2019, il migliore anno della storia del Gruppo”
Ricavi e utile netto da record per la società guidata da Gianfranco Battisti. Il Gruppo conferma la volontà di investire nel Paese, coniugando sia crescita che sostenibilità.
Progetti per strade e ferrovie: il Piano di Gianfranco Battisti
Ferrovie dello Stato si riconferma come una delle società italiane più solide. Il Gruppo guidato da Gianfranco Battisti ha infatti registrato un 2019 estremamente positivo, definito dall’Amministratore Delegato come “il migliore della storia”. Un risultato raggiunto grazie alla razionalizzazione dei costi e alla crescita dei ricavi operativi, con un incremento complessivo del 3%, ossia 363 milioni di euro in più rispetto al bilancio precedente. Ma gli obiettivi di Ferrovie non si fermano, soprattutto in considerazione della crisi causata dall’emergenza sanitaria. “La vera sfida è il 2020 che la pandemia rischia di rendere uno dei più difficili per l’economia italiana. Per questo la società che gestisce i treni italiani si sta preparando alla ripresa con l’accelerazione del piano di investimenti sulle infrastrutture ferroviarie e sulle strade. Si tratta di 20 miliardi di euro – ha dichiarato Gianfranco Battisti – già nel Piano Industriale che saranno spesi con la velocizzazione delle gare e degli appalti”. Un investimento che verrà finalizzato entro il 2020 e che andrà a sostenere lo sviluppo dei settori trasporto, infrastruttura e logistica.
Trasformazione digitale e sicurezza: la strategia di Gianfranco Battisti
La crescita di FS nel 2019 ha avuto il merito di sostenere il PIL italiano, le cui previsioni non sono di certo rosee, ma allo stesso tempo, illustra Gianfranco Battisti, ha inciso anche sulla sostenibilità: “Con un valore economico distribuito pari a 10,2 miliardi di euro, un contributo dell’1,4% al Pil italiano e minori emissioni pari a 2,6 milioni di tonnellate di CO2 in atmosfera”. Adesso, oltre agli investimenti annunciati, la strategia di Ferrovie dello Stato verterà su digitale e sicurezza, in modo da riuscire a tenere il passo in un settore profondamente sconvolto dalla pandemia. I pilastri: la ricerca di misure preventive sempre più efficaci da un lato e l’aggiornamento della customer experience dall’altro. Attraverso questi cambiamenti, conclude Gianfranco Battisti, il Gruppo proseguirà gli obiettivi del Piano Industriale 2019 – 2023 cercando di integrare sia la trasformazione digitale che la transizione verde: con l’augurio che tali misure possano riportare l’economia del Paese sui giusti binari.
Il noleggio a lungo termine: la soluzione che sta conquistando il mercato dell’auto
È cosa nota. Il mercato dell’auto è una delle arene più competitive in assoluto. Per rimanere in gioco bisogna continuare a fare scommesse rischiose, perché la posta in gioco ha un buon numero di zeri. Non sorprende quindi che i player storici pianifichino fusioni e che i nuovi attori (sul mercato occidentale) abbiano le spalle coperte già prima di entrare, come la Tesla di Elon Musk e i colossi cinesi come Great Wall.
Eppure c’è un settore che continua a crescere con costanza e che rappresenta un investimento sicuro per i produttori: è il mercato del noleggio a lungo termine.
Ma per capire perché dobbiamo fare un passo indietro.
Breve storia del mercato dell’automotive
Per gran parte della sua storia, il mercato dell’automobile è stato dominato essenzialmente da un solo modello di business: l’acquisto. E se guardiamo indietro, è ben comprensibile il perché.
In Europa, e ancor prima in America, con la fine della seconda guerra mondiale e il susseguente arrivo del boom economico si sono schiuse le porte di un mercato sterminato. Centinaia di milioni di persone che desideravano un auto per uso proprio, avevano finalmente i mezzi economici per acquistarla. La domanda sembrava inesauribile, i profitti destinati a salire. Erano i tempi in cui la FIAT assumeva gli operai appena scendevano dal treno, in cui si costruivano le autostrade, in cui la benzina costava poco e i costi di produzione erano estremamente contenuti.
Pian piano però la situazione è cambiata, e il mercato è giunto a maturazione. I costi di produzione e la concorrenza per le case produttrici sono cresciuti, la domanda dei clienti è calata a fronte di un’offerta sempre maggiore e diversificata. Comprensibilmente, l’acquisto è diventata una scelta sempre più ponderata da parte di un cliente sempre più informato: “Quanto mi costerà questa auto nei prossimi 5 anni?”; “Se decido di cambiarla, riuscirò a venderla?”; “L’uso che intendo farne giustifica l’acquisto?”.
Il noleggio a lungo termine
Detto questo, diventa più facile capire il successo crescente del lungo termine. È infatti una formula che viene incontro alle esigenze dei clienti in un mercato saturo di diverse soluzioni. Ma come funziona?
Essenzialmente come il noleggio normale su un periodo di tempo più lungo. Il cliente non entra in possesso della macchina, ma la prende, appunto, a noleggio dietro il pagamento di un canone mensile. È una scelta per lui vantaggiosa per almeno quattro motivi:
- Delega scartoffie burocratiche e parte delle spese al noleggiatore: assicurazioni, bolli, tagliandi e manutenzione
- Non deve preoccuparsi della svalutazione dell’usato, non essendo di sua proprietà
- L’auto sarà sempre affidabile a livello tecnico e non ci saranno costi extra
- È una formula flessibile. Il cliente ha un contratto da cui può recedere quando vuole.
Le case automobilistiche invece guadagnano soddisfacendo una domanda di auto che non si allinea all’acquisto tradizionale. E possono tarare la propria produzione tenendo conto di questa esigenza del mercato, producendo meno e in maniera mirata.
In questo modello di business un ruolo chiave è giocato infine dall’intermediario. Le case automobilistiche non sono naturalmente in grado di accogliere e processare in maniera diretta le richieste dei clienti: sarebbero troppe e troppo impegnative da seguire nel dettaglio. Come per la vendita devono appoggiarsi ad un concessionario, che unisca expertise tecnico e conoscenza del territorio. Qui entrano in campo attori come Gimax, l’azienda torinese che ha fatto del noleggio lungo termine a torino uno dei punti di forza del suo business. Ponendosi tra cliente e produttore, riesce a coniugare le richieste specifiche del primo con l’offerta del secondo in modo da trovare la soluzione migliore per entrambi.
Energia, il valore delle infrastrutture per l’Italia: webinar con Stefano Donnarumma, AD di Terna
Accorciare e rendere certe le tempistiche autorizzative per far ripartire l’economia con gli investimenti: le parole dell’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma, intervenuto lo scorso 22 luglio nel corso del webinar “Infrastrutture energetiche per la ripresa dell’Italia e per lo sviluppo del Mediterraneo”.
Terna, l’AD e DG Stefano Donnarumma: i nostri investimenti per una ripartenza all’insegna della sostenibilità
Il valore delle infrastrutture energetiche per lo sviluppo del Mediterraneo e la ripresa dell’Italia: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna Stefano Donnarumma ne ha parlato lo scorso 22 luglio intervenendo al webinar organizzato da Confindustria Energia sul tema. L’AD ha evidenziato l’importanza di contribuire ad accelerare gli investimenti infrastrutturali nell’ottica di far ripartire il Paese: “I nostri progetti di sviluppo per un sistema elettrico sicuro, efficiente e decarbonizzato rappresentano un immediato volano per l’economia italiana”. Basterebbe lasciar parlare i numeri: come rileva Stefano Donnarumma “ogni miliardo di investimenti realizzato da Terna ne genera circa 3 di Pil” oltre a creare “svariate centinaia di posti di lavoro”. Oggi però “un nostro progetto importante si conclude in circa 10 anni, di cui 7 di autorizzazioni e 3 di realizzazione”. È quindi nell’interesse di tutti “accorciare e rendere certe le tempistiche autorizzative”: questo l’auspicio che l’AD e DG di Terna ha lanciato nel corso del suo intervento. In merito durante il webinar si è parlato anche dell’eventuale piano di investimenti per il Sud su cui il gruppo è al lavoro insieme a Snam e CDP: “Un possibile intervento da cinque miliardi potrebbe generare sino a diecimila posti di lavoro, tra diretti e indotto, proprio nelle regioni dove ce n’è più bisogno”.
Il ruolo dell’Italia quale hub energetico del Mediterraneo: l’impegno di Terna nelle parole di Stefano Donnarumma
“Terna giocherà un ruolo chiave nella transizione energetica anche grazie allo sviluppo delle interconnessioni con l’estero, che permetteranno al nostro Paese di rafforzare il proprio ruolo quale hub energetico del Mediterraneo”: lo ha sottolineato nel corso del webinar di Confindustria Energia “Infrastrutture energetiche per la ripresa dell’Italia e per lo sviluppo del Mediterraneo” l’AD e DG Stefano Donnarumma. “Dobbiamo sempre guardare alla prospettiva dello sviluppo delle fonti rinnovabili con senso etico e la volontà di creare un mondo più sostenibile” ha aggiunto l’AD facendo notare come ci siano “le possibilità ma bisogna essere molto bravi a farlo”. In questa prospettiva Terna ha predisposto nei prossimi dieci anni oltre 14 miliardi di euro di investimenti per lo sviluppo e l’ammodernamento della rete di trasmissione elettrica nazionale: l’ottica è di abilitare la transizione energetica e favorire la piena integrazione delle rinnovabili in un sistema sempre più complesso. Per raggiungere l’obiettivo è altrettanto necessario però, come indicato dall’AD Stefano Donnarumma, accelerare ulteriormente sulla digitalizzazione: parte di queste risorse si riverserà in questo ambito.
Delivery di Qualità il Catering Ritorna alle Origini per Salvarsi dal Lockdown
Il delivery una parola che negli ultimi anni si è fatta largo nel settore della ristorazione a domicilio grazie anche ad un vecchio paradigma rilanciato da Internet.
Nell’anno del lockdown il delivery è stato consacrato come uno dei settori del rilancio di una economia sprofondata a favore del distanziamento e delle regole che sono state introdotte un po’ ovunque a causa del lockdown imposto.
Analizzando meglio si scopre che il delivery non è altro che la versione light del catering, un servizio che ha origine sulle prime lunghe tratte ferroviarie durante le quali era necessario fornire un sostentamento alimentare ai passeggeri.
Il catering si è diffuso rapidamente fin dai suoi primi utilizzi, in quanto in grado di soddisfare le necessità alimentari in luoghi e in situazioni in cui non vi era altra possibilità.
Negli ultimi anni questo settore della ristorazione era andato ben oltre le sue originali aree di competenza diventando uno dei punti fermi per settori come il wedding.
Settori che in italia hanno rappresentato per anni la possibilità di attirare stranieri disposti a spendere cifre importanti pur di sposarsi e festeggiare il proprio matrimonio in italia.
Basti pensare al livello raggiunto da servizi come i catering Firenze che sono più volte saliti agli onori della cronaca per matrimoni ed eventi di altissimo livello commissionati da facoltosi stranieri.
Oggi tutto questo è al momento sospeso dalla strategia del lockdown, a causa delle regole di distanziamento non è possibile organizzare matrimoni ed eventi con un gran numero di persone almeno in luoghi pubblici.
Questo stato di cose ha completamente fermato matrimoni, feste ed eventi di un certo tipo facendo di fatto sprofondare un settore che per l’italia era molto strategico in quanto permetteva di attrarre un turismo di alto livello.
In questo contesto alcune aziende di catering stanno cercando di reinventarsi tornando alle origini, non più l’organizzazione completa di eventi o feste ma la semplice consegna a domicilio di cibo e bevande.
Per riuscire ad imporsi nel settore del delivery alcune aziende di catering propongono menu di alta qualità cercando di andare ad intercettare quel target di clientela che prima del lockdown commissionava anche un servizio all inclusive.
Affidati agli esperti delle Cremazioni Roma
La cremazione è un servizio sempre più presente nei listini prezzi pompe funebri Roma ed è una pratica sempre più diffusa anche in Italia. Questa pratica prevede la combustione del feretro nel forno crematorio con la conseguente riduzione a cenere. Trascorsa qualche ora si separano le ceneri dalle parti metalliche e se le dispongono in un’urna, che sarà consegnata ai parenti del defunto.
Ricordiamo che per procedere alla cremazione della salma è necessaria l’attestazione della volontà del defunto, che può essere espressa in tre modi diversi:
- con testamento registrato dal notaio;
- con testamento olografo, datato e firmato;
- con l’iscrizione ad un’associazione pro cremazione riconosciuta o a una società di cremazione.
In questo ultimo caso è necessario compilare un modulo e pagare una quota di iscrizione annuale o una tantum. Allo stesso modo si può decidere di disperdere le ceneri o affidarle a un parente, al coniuge o a un amico. Chi si iscrive a una società pro cremazione ha modo di far rispettare la sua volontà anche in caso di opposizione da parte dei parenti.
Come funziona la cremazione
Se il defunto è iscritto a società o associazioni pro cremazione le pompe funebri devono esserne informate, mentre una volontà non espressa per iscritto può essere riportata dal coniuge o dal parente più stretto entro il sesto grado. Se ci sono più parenti con opinioni contrastanti prevale la decisione della maggioranza assoluta dei familiari di pari grado.
In questo caso la manifestazione del desiderio del defunto di essere cremato deve essere resa nel comune di residenza del defunto o in quello di residenza del dichiarante davanti all’ufficiale di stato civile.
La cremazione del feretro sarà poi effettuata in uno dei poli crematori esistenti sul territorio, che si concentrano soprattutto nel Nord Italia.
Costo della cremazione
Per quanto riguarda il costo cremazione Roma è importante sapere che la cremazione è un servizio pubblico a cui si aggiunge il costo del funerale completo, religioso o civile. Il prezzo della cremazione a Roma varia da forno a forno, tuttavia non supera i massimali di 509,03€+IVA, cifra che si adegua annualmente sulla base del tasso di inflazione.
Non mancano i casi di Comuni che applicano una cifra ridotta, facendosi carico di parte delle spese. Nei costi della cremazione a Roma sono comprese anche le spese per l’istruttoria della pratica di affidamento delle ceneri o della loro dispersione, oltre che ad altre spese connesse al servizio funebre.
I vantaggi della cremazione
Uno dei principali vantaggi della cremazione è la riduzione degli spazi necessari alla sepoltura tradizionale, che trasforma i cimiteri in edifici e luoghi dalle dimensioni importanti. Cremare il corpo del defunto, soprattutto in una grande città come Roma, significa avere la certezza della disponibilità di un loculo.
Oltre a questo, come si può vedere dai listini prezzi pompe funebri Roma, il costo della cremazione è decisamente più basso rispetto alla tradizionale sepoltura e anche chi non ha optato subito per questa soluzione può provvedere in un momento successivo. La cremazione, inoltre, è:
- igienica ed ecologica;
- rispettosa del dolore dei parenti;
- permette di essere sempre vicino ai propri cari, se si conservano le ceneri in casa.
Non tutti oggi scelgono la sepoltura tradizionale e le migliori agenzie di pompe funebri sono aggiornate su pratiche, costi e autorizzazione per procedere alla cremazione del corpo del defunto.
RomaWebLab | Web Agency Roma
Come arredare casa coi tappeti agra
Caratteristiche dei tappeti agra
Il disegno agra, che, come spiegato poco sopra, riprende quello classico indiano o quello persiano rivisitato, è solamente di tipo floreale e rende questo tipo di tappeti estremamente elegante e raffinato.
Oltre al disegno ci sono alcune caratteristiche peculiari che accomunano tutti i tappeti agra. Prima tra tutte il tipo di nodo, che in questo caso è un nodo Ghiordes simmetrico, chiamato così per la città turca in cui è stato utilizzato per la prima volta. Questo tipo di nodo da ai tappeti una consistenza piuttosto robusta, per questo viene utilizzato solitamente nei tappeti più spessi. Un’altra caratteristica comune a questo tipo di tappeti è l’ordito semidepresso: quelle che comunemente viengono chiamate “frange” e si trovano a lato del tappeto, sono in realtà dei fili che costituiscono la struttura dei tappeti e non sono altro che l’ordito, che viene lasciato più lungo rispetto ai fili annodati e realizza quindi una frangia ornamentale che contorna i lati del tappeto. Per la realizzazione di un agra vengono utilizzate, inoltre, due fili di trama in cotone, lane filate esclusivamente a mano e colori vegetali. Si tratta di tappeti molto eleganti e discreti, dai colori spesso tenui e perfetti per adattarsi a ogni ambiente della casa. Per gli amanti del colore, invece, ci sono una serie di tappeti agra rossi che daranno nuova vita anche alle stanze più cupe.
Dove mettere i tappeti agra
I tappeti agra si possono trovare in diverse forme e dimensioni: questo li rende particolarmente adatti per arredare i diversi ambienti della casa, dallo studio alla camera da letto, dal corridoio all’ingresso. Il formato Kelley, lungo e stretto, è perfetto per essere utilizzato in corridoio o come scendiletto. Il formato Jastik, dalle dimensioni limitate, è perfetto per gli ambienti piccoli, come la cameretta dei bambini o un piccolo studio. Da non sottovalutare l’idea di utilizzare i tappeti di piccole dimensioni per creare una composizione, magari un trittico, che con i tappeti agra risulterà molto elegante grazie ai loro colori chiari e tenui. Il colore chiaro che caratterizza questi tappeti li rende inoltre perfetti per le stanze poco illuminate, perché donerà maggiore luminosità dando anche l’impressione di una stanza più grande e ampia: è perfetto quindi per le camere con una sola finestra! I tappeti di dimensioni maggiori, invece, possono essere messi in soggiorno o in sala da pranzo, con mobili scuri e a contrasto per dare all’ambiente uno stile forte e deciso o con mobili chiari per un ambiente più soft e armonico. Grazie ai loro colori chiari e all’estetica pulita e ordinata, sono tappeti che si adattano facilmente anche allo stile moderno.
Come è cambiata la ristorazione negli ultimi 100 anni
Sei nei pressi di Roma e non sai dove andare a mangiare stasera? Da Gradisca, il ristorante – pizzeria a Ciampino, puoi trovare un italianissimo menù che dà risalto non solo alla cucina tipicamente romana ma spazia tra le ricette più caratteristiche del Bel Paese.
Tradizione e arte culinaria italiana balzano all’occhio una volta seduti al tavolo di questo Ristorante – Pizzeria dai tratti caldi e accoglienti, la cui attenzione si rivolge indistintamente sia a grandi che piccini.
Gradisca, a Ciampino, ti offre un servizio di ristorazione davvero completo.
Puoi scegliere se trascorrere il tuo tempo sia con piatti tipicamente da Ristorante, sia degustando una buona pizza, sia di fronte ad una succulenta bistecca, sia per un piccolo o grande aperitivo con gli amici.
Il Ristorante, in particolare, vuole prestare la massima attenzione alla scelta delle materie prime utilizzate per la composizione dei vari piatti, ricercando così sempre il massimo negli standard qualitativi. Il calore e la cordialità del posto sono i due elementi che contraddistinguono il servizio rivolto al cliente, al quale vengono proposte solo ed esclusivamente le migliori etichette nazionali di vino.
Gli stessi princìpi che regolano l’attività di ristorante vengono trasportati nella Pizzeria. In particolare, per la realizzazione delle pizze, Gradisca si rivolge unicamente a fornitori locali in grado di procurare ingredienti propri del territorio, prestando la massima attenzione alla loro freschezza e stagionalità. Inoltre, la varietà di gusti e davvero ampia. Potrai infatti trovare pizze tradizionali, innovative o ordinarne una su richiesta particolare, sempre se non vuoi lasciarti tentare dalla famosisssima pinsa.
Il sapore della tradizione accompagna anche la Bisteccheria di Gradisca.
Oltre a poter assaggiare i classici tagli di bistecca, Gradisca propone infatti un’ampia scelta di carni locali e internazionali. Si spazia infatti dalla tipica Chianina all più esotica Danese, riconoscibile per il suo intenso color rossastro e apprezzata in tutto il mondo per la fragranza e il giusto strato di grasso.
Infine, la scelta di aprire al pubblico anche solo come luogo dove poter condividere con gli amici un simpatico aperitivo. L’intenzione di Gradisca a Ciampino, è quella di dedicare a te e alla tua compagnia un happy hour senza rivali in zona. Si tratta di una tipica e autentica esperienza gourmet che insiste sulla qualità e la scelta delle matrie prime nonchè sulla presentazione dei piatti stessi. La scelta di sfiziosi stuzzichini varia da stagione a stagione, tenendo sempre e comunque conto degli ingredienti più freschi e di stagione.
Gradisca, Ristorante – Pizzeria a Ciampino, ti offre i suoi servizi nel caso in cui decida di organizzare una festa e non sappia dove trascorrere la serata. Compleanni, lauree, feste aziendali o private, cenoni di Natale! Lascia che la professionalità e la cordialità del preparatissimo staff di Gradisca, allestisca per te la tua festa e la renda un momento indimenticabile.
Gli orari di apertura vanno dalle 19 all’una di notte, mentre l’orario dedicato all’aperitivo è dalle 18 alle 20. I giorni di apertura sono dal Mercoledì al Lunedì con Martedì unico giorno di chiusura.
12-13 sett_NUOVE IBRDE JEEP®: LANCIO E TEST DRIVE AL MOTOR VILLAGE DI ARESE
RENEGADE 4XE E COMPASS 4XE: L’IBRIDO PLUG-IN SECONDO JEEP®
Questo weekend al Motor Village di Arese lancio e test drive dei nuovi modelli elettrificati di Jeep®
Sarà un weekend di novità green quello al Motor Village di Arese! Sabato 12 e domenica 13 settembre la concessionaria FCA di Arese ospita il lancio di Renegade 4xe e Compass 4xe, i nuovi modelli elettrificati di Jeep® per la regione EMEA, nati in Italia e pionieri dell’evoluzione “verde” del brand.
Per tutti gli appassionati questo fine settimana sarà l’occasione per vedere da vicino le nuove vetture e scoprirne le funzionalità. Non solo, grazie ai test drive organizzati dal Motor Village sarà possibile vivere in prima persona un’esperienza di guida diversa ed innovativa, alla scoperta di tutte le novità delle ibride plug-in Jeep® 4xe.
Divertimento di guida, eco tecnologie, connettività ed elettrificazione, i nuovi modelli 4xe possono essere 100% elettrici: vetture ideali per la guida quotidiana in città, grazie alla batteria da 11,4 KWh abbinata al motore elettrico da 60 cavalli in grado di assicurare in media 50 km di autonomia in modalità puramente elettrica a zero emissioni.
Anche l’off-road non teme confronti con le tradizionali 4×4 Jeep: grazie ai due motori elettrici con funzione powerloop la trazione 4×4 è sempre disponibile nell’utilizzo in off-road prolungato per avventure estreme senza pensieri.
Qualche altro dato, 4xe è sinonimo di:
- prestazioni (fino a 240 CV di potenza)
- divertimento di guida (velocità massima pari a 130 km/h in modalità solo elettrica e a 200 km/h in modalità ibrida)
- efficienza (con consumi pari a circa 2 litri/100 km in modalità ibrida)
- responsabilità ambientale (con emissioni di CO2 inferiori a 50 g/km nella modalità ibrida).
Per tutti gli amanti delle quattro ruote, o anche solo per i curiosi, l’appuntamento è per questo fine settimana, dalle 9.30 alle 19, al Motor Village di Arese.
Prenota subito il tuo test drive: 02 6943 0940.
ASPI: il ritratto professionale di Roberto Tomasi
Da febbraio 2019 Roberto Tomasi ricopre la carica di Amministratore Delegato: sotto la sua guida ASPI ha lanciato un piano di trasformazione basato su sostenibilità, digitalizzazione e R&S.
Roberto Tomasi: formazione e prime esperienze professionali
Ingegnere Meccanico laureato presso l’Università di Padova, Roberto Tomasi intraprende un percorso formativo manageriale: segue con successo sia l’Executive Program della Harvard Business School (Massachussetts) che l’International Executive Program presso INSEAD (Francia), conseguendo anche il Master in Finance e Project Control della SDA Bocconi. Successivamente, entra a far parte del corpo tecnico dell’esercito presso la divisione mezzi militari della IVECO, a Bolzano. In seguito opera per la divisione Heavy Duty di FIAT AVIO, grazie alla quale ottiene un importante incarico a livello internazionale, ossia la partecipazione alla realizzazione in Siria di un impianto di energia elettrica. Conclusasi l’esperienza in FIAT, Roberto Tomasi inizia una breve collaborazione con una società di produzione di macchine tessili, la Nuovo Pignone – Gruppo GE: è il 1996 quando entra a far parte di Enel in qualità di Direttore delle Unità di Business delle Centrali di produzione di energia elettrica in Liguria.
Da Enel ad ASPI: gli incarichi di Roberto Tomasi
Il rapporto tra Roberto Tomasi ed Enel durerà fino al 2015. Durante i vent’anni passati nel Gruppo, il manager ha ricoperto numerosi incarichi di elevata responsabilità. Cinque anni dopo il suo ingresso in azienda, ricopre il ruolo di Responsabile dell’Area Cicli Combinati del Gruppo, con la gestione di oltre 7.000 MW installati. Nel 2004 assume l’incarico di Senior Vice President come responsabile del Procurement delle Grandi Commesse, mentre nel 2006 quello di Vice President della Business Unit di Ingegneria del Gruppo. In quegli anni arricchisce le sue esperienze in Russia, Spagna e Slovacchia, coordinando oltre mille risorse in ambito internazionale. L’ultimo incarico nella multinazionale dell’energia è quello in qualità di Responsabile della Generazione a Carbone, che dura pochi mesi, Roberto Tomasi viene nominato Co-Direttore Generale di Autostrade per l’Italia (ASPI), diventando poco dopo Consigliere del CdA sia del Gruppo che di altre controllate. Tra la fine del 2018 e gli inizi del 2019 viene nominato prima Direttore Generale e infine Amministratore Delegato. Pochi mesi fa la società ha dato il via al Piano di Trasformazione, che si concluderà nel 2023, caratterizzato da un importante “change management” con l’obiettivo di dare priorità alla sicurezza sulle strade, al mondo della ricerca e dello sviluppo e infine alla mobilità sostenibile per la creazione di una “green infrastructure”.
La formazione in presenza per redigere le schede dati di sicurezza
Comunicato Stampa
La formazione in presenza per redigere le schede dati di sicurezza
Il 7 ottobre 2020 si terrà a Brescia un corso in presenza per acquisire idonee conoscenze e capacità per redigere correttamente le Schede di Dati di Sicurezza (SDS) ai sensi del regolamento REACH.
Roma, DATA – Se una delle più importanti misure di prevenzione è costituita dalla formazione dei lavoratori, dalla conoscenza dei rischi e delle buone prassi per gestirli, non c’è dubbio che in questi mesi, a causa dell’emergenza COVID-19, una parte della formazione, laddove non svolta in remoto, si sia arrestata.
In relazione all’attuale evoluzione epidemiologica è dunque importante poter ripartire oggi anche con la formazione in presenza e con riferimento ai tanti rischi non biologici a cui sono soggetti i lavoratori, ad esempio in relazione all’esposizione ai rischi chimici. Rischi che, come ricordato dalla campagna europea 2018-2019 “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose” rappresentano una minaccia significativa per la salute e la sicurezza in molti luoghi di lavoro.
E uno strumento importante per favorire la prevenzione di questi rischi è la Scheda Dati di Sicurezza (SDS) che – disciplinata dal Regolamento 830/2015/UE, che modifica e aggiorna l’Allegato II del Regolamento REACH – garantisce la trasmissione delle informazioni necessarie alla gestione in sicurezza di una sostanza chimica.
Esistono in Italia nuovi corsi di formazione in presenza per conoscere e redigere le schede dati di sicurezza in conformità con quanto indicato nei regolamenti europei?
Il corso in presenza per la redazione delle schede dati di sicurezza
Per fornire agli operatori idonee competenze e conoscenze per redigere le Schede di Dati di Sicurezza, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 7 ottobre 2020 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “La redazione delle schede di dati di sicurezza secondo il regolamento REACH”.
Questi gli argomenti che verranno affrontati durante il corso:
- Analisi del Regolamento 830/2015/UE (allegato II – Regolamento REACH)
- Verifica delle richieste presenti sia di carattere generale che di ogni sezione delle SDS e delle informazioni minime richieste e modalità di recupero delle medesime
- Tecniche di classificazione previste dal Regolamento CLP principalmente per i rischi della salute
- Esempi di calcolo per le miscele e di verifica dei singoli end point tossicologici
- Verifica di alcune SDS presenti in mercato
- Esercitazione di redazione guidata di una SDS di una miscela
Le schede dati di sicurezza e il Regolamento REACH
Il 31 maggio 2018 è entrato in vigore, in tutte le sue parti, il Regolamento REACH (Regolamento 1907/2006/CE) che concerne la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche.
Il Regolamento, che ha l’obiettivo di migliorare la protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente, si applica, in particolare, a tutte le sostanze chimiche fabbricate, importate, vendute, usate in quanto tali o all’interno di miscele e prodotti.
Nel Regolamento REACH la Scheda Dati di Sicurezza (SDS) rappresenta un importantissimo strumento di tutela per ricavare e trasferire le informazioni di pericolosità di sostanze e di miscele. Chi compila la SDS deve tenere presente che tale scheda deve informare il lettore in merito ai pericoli di una sostanza o di una miscela e fornire informazioni su come stoccare, manipolare e smaltire in modo sicuro la sostanza o la miscela in questione. Ed è quindi necessario che la compilazione sia fatta da persone competenti che abbiano ricevuto una formazione adeguata.
Le informazioni per il corso di formazione a Brescia
Per fornire tutte le competenze adeguate alla redazione delle SDS si tiene il corso di 8 ore in presenza “La redazione delle schede di dati di sicurezza secondo il regolamento REACH” che avrà luogo il 7 ottobre 2020 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.
Il docente del corso è Alessandro Fregni, consulente e formatore esperto di rischio chimico e regolamenti REACH e CLP
La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Formatori qualificati (area 2) e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).
Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/rischi-specifici/rischi-specifici/la_redazione_delle_schede_di_dati_di_sicurezza_secondo_il_regolamento_reach
Per informazioni:
Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected] – [email protected]
10 settembre 2020
Ufficio Stampa di AiFOS
http://www.aifos.it/
Cosa sono i tappeti kilim patchwork e perché devi averne uno
Il patchwork è una tecnica che consiste nel cucire assieme pezzi diversi di stoffa, spesso di diverse dimensioni, per un risultato stravagante e moderno. Essendo una lavorazione che richiede materie prime di diverse forme e dimensioni, si presta perfettamente per il riciclo e il riutilizzo di qualsiasi tipo di stoffa, e anche, in questo caso, dei tappeti. Si tratta infatti di una tecnica che viene utilizzata per dare nuova vita a tappeti che altrimenti adrebbero buttati perché usurati o rovinati, tra i più particolari possiamo trovare i patchwork kilim, che utilizzano appunto ritagli dei famosi tappeti kilim.
Tappeti kilim: origini e storia
Questo tipo di tappeto è originario del medio oriente e viene prodotto nelle zone che vanno dai Balcani al Pakistan. La sua particolarità è che viene tessuto, e non intrecciato come i classici tappeti, e proprio per questo non è raro vederli appesi al muro come arazzi. Essendo fatto di tessuto e senza pelo, inoltre, si presta particolarmente bene per essere usato per la realizzazione di tappeti patchwork. Purtroppo però l’assenza di pelo li rende molto più delicati degli altri tappeti, e non c’è quindi da sorprendersi se ci sono giunti pochi tappeti kilim dal passato: anche per questo motivo vengono realizzati i patchwork kilim, per dare nuova vita a questo tipo di tappeto che si rovina facilmente e che deve quindi essere tenuto con estrema cura. Questo fa sì che i kilim siano piuttosto difficili da reperire, soprattutto se di buona fattura, e ha contribuito ad aumentarne negli anni il valore commerciale: ci sono zone del medio oriente che producono questo tipo di tappeto esclusivamente per l’esportazione. Solitamente vengono realizzati in filo di cotone, canapa o lana.
Perché acquistare un patchwork kilim
I tappeti kilim, come abbiamo spiegato poco sopra, sono tappeti molto delicati e per questo, nel corso degli anni, hanno acquistato un certo valore per i collezionisti. Un primo valido motivo per acquistarne un patchwork di kilim è senza dubbio questo: si tratta di una tipologia di tappeto che difficilmente perde valore e può essere sempre rivenduto con facilità, rappresentando un ottimo investimento. In secondo luogo si tratta di tappeti estremamente versatili: essendo, infatti, composti da ritagli di più tappeti, non hanno un unico disegno e un unico schema di colori, ma racchiudono al loro interno diverse fantasie che danno vita a un design unico ed esclusivo che li rende perfetti sia per un arredamento classico sia per uno moderno. Trattandosi poi di un tappeto realizzato dall’unione di diversi tappeti, ognuno di essi è unico nel suo genere: non troverete mai un patchwork kilim uguale a un altro, è perfetto quindi per chi desidera un po’ di unicità ed esclusività nella propria abitazione. Il fatto che si tratti di tappeti senza pelo li rende perfetti come tappeti double face: questo significa che questo tipo di tappeto ha lo stesso disegno da entrambe le parti, e può quindi essere girato in caso si sporcasse o si rovinasse da un lato. Se siete amanti dei tappeti d’epoca, infine, non potete non apprezzare questa tipologia di tappeti, che nasce con l’intenzione di recuperare e riutilizzare tappeti che altrimenti andrebbero buttati e quindi persi per sempre.
Profilo biografico di Roberto Casula, manager Eni
La laurea in Ingegneria Mineraria, i primi incarichi in Agip S.p.A., le posizioni di rilievo internazionale ricoperte in Eni: formazione ed esperienze professionali di Roberto Casula, ingegnere e manager.
Roberto Casula, il percorso formativo e professionale: dalla laurea agli anni Novanta
Roberto Casula, originario di Cagliari, si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’università della città sarda. La sua carriera prende il via in Agip S.p.A. dove fino al 1991 lavora come Reservoir Engineer. In questo ruolo si dedica inizialmente a prove di produzione e acquisizione di dati sui pozzi petroliferi. In seguito arriverà a occuparsi più specificatamente di reservoir modelling, supervisionando la modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti. Nel 1992 si trasferisce in Luanda per lavorare in qualità di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer all’interno della consociata Agip Angola Ltd. Nel 1994 ne diventa Chief Development Engineer. È il 1997 quando Roberto Casula rientra in Italia, chiamato a ricoprire in Eni il ruolo di Development and Production Coordinator: tale incarico lo vede coordinare le attività operative e di business legate ai Paesi dell’Africa Occidentale e Centro-Asiatica.
Roberto Casula, il percorso formativo e professionale: dagli anni 2000 a oggi
Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran, Roberto Casula viene nominato nel 2001 Dirigente e Project Director del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5, incarico che lo porta a trasferirsi a Teheran. Nel 2004 rientra nuovamente in Italia: in Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del gruppo con sede a Gela, opera nel ruolo di Managing Director coordinando le attività di esplorazione e produzione sul territorio. Nel 2005 si trasferisce nuovamente all’estero, in Libia: a Tripoli lavora per conto di Eni Nord Africa BV come Managing Director. Nominato a fine 2007 Senior Vice President per la Regione Sub-Sahariana, arriverà a ricoprire la posizione di Presidente delle tre consociate Eni in Nigeria. Nel 2011 Roberto Casula diventa Executive Vice President in Africa e Medio Oriente. Tre anni dopo, Eni, riconoscendogli i traguardi conseguiti nel corso della sua carriera, gli affida il ruolo di Chief Development Operations & Technology Officer: un incarico di rilievo, a diretto riporto dell’AD, che lo ha portato a coordinare per conto del Gruppo attività tecniche e operative, di progettualità, ricerca e sviluppo.
Smart Working e VoIP al tempo del COVID
Milano, 09 Settembre 2020.
In questo tempo di “nuova normalità” e di Smart Working, arriva anche in Italia l’idea a supporto dell’economia e produttività aziendale di una delle aziende leader in Europa per quanto concerne le telecomunicazioni VoIP.
Dopo Regno Unito Germania ed Europa del Nord, TelcaVoIP International porta anche in Italia la propria idea di VoIP e Smart Working a supporto di aziende ed enti che come ben sappiamo si trovano oggi a dover affrontare non solo il contenimento dei costi ma anche la propria presenza sul mercato e sopratutto la propria reperibilità telefonica in tempi di Smart Working.
Ecco allora che l’azienda di telecomunicazioni Inglese propone alle aziende ed enti l’adozione del proprio sistema di telefonia VoIP in cloud che prevede tra l’altro anche la gestione Smart Working tramite App Mobile sia per Android che IOS.
Le aziende e gli enti che adotteranno l’innovativa soluzione VoIP, avranno il vantaggio di non dover pagare più alcun canone per le proprie numerazioni telefoniche che verrebbero “portate” gratuitamente all’interno della nuova infrastruttura VoIP. Senza dubbio un bel vantaggio economico se pensiamo che in Italia ancora il 70% delle aziende è legata ancora alla obsoleta tecnologia ISDN o ancor peggio RTG. Inoltre, per le aziende presenti su mercati NON ITALIANI, TelcaVoIP International fornirà sempre gratuitamente una numerazione telefonica VoIP del paese con il quale si intrattiene il business.
Perchè in tempi di mercati globali e Smart Working, è importante esserci ed essere ovunque.
Al Parco Ittico Paradiso arriva una nuova specie: tre esemplari di capre orobiche autoctone
Sono arrivati al Parco tre esemplari di capra orobica autoctona, due femmine e un maschio, una preziosa specie protagonista, insieme a tutte le caprette della fattoria, domenica 13 settembre al Parco Ittico Paradiso di un nuovo laboratorio educativo che, dopo il grande successo della giornata sulle Libellule e sulle Damigelle, torna a coinvolgere i più piccoli, in totale sicurezza.
Domenica 13 settembre i bambini verranno accompagnati in un viaggio “in fattoria” alla scoperta di questi animali comuni ma le cui peculiarità sono sconosciute ai più. I bambini potranno così scoprire e prendersi cura degli esemplari presenti al parco aiutando il personale addetto e conoscendo le nuove arrivate al parco: le capre orobiche. Da questa settimana infatti il Parco Ittico ospita tre esemplari, due femmine e un maschio, di questa particolare specie tipicamente originaria delle Orobie e caratterizzata da corna imponenti che si torcono verso i lati, mantello dai colori più svariati e un pelo lungo che sfuma dal nero al grigio.
I laboratori avranno una durata di tre quarti d’ora e, nell’area dedicata, i bambini oltre a conoscere da vicino i due esemplari protagonisti del laboratorio avranno a disposizione materiale creativo, per creare dei piccoli lavoretti a tema, disposto su grandi tavoli per permettere il distanziamento sociale e che ad ogni uso verrà disinfettato dal personale addetto.
Durante i laboratori, i bambini verranno divisi in piccoli gruppi e sarà possibile iscriversi direttamente al Parco nella postazione dedicata. All’interno del Parco, vengono rispettate tutte le norme di sicurezza vigenti per il protocollo Covid-19 che prevedono: l’utilizzo di dispenser igienizzanti disponibili all’ingresso e all’uscita, e nella zona dei laboratori, la sospensione del servizio navetta – con la possibilità di avvicinarsi al Parco in auto, percorrendo l’ultimo tratto a piedi –, e l’obbligo di mascherina.
In caso di maltempo gli eventi saranno rimandati a data da destinarsi. Per info: www.parcoittico.it 02/9065714 – [email protected]. Per rimanere aggiornati sui prossimi eventi visitare la pagina Facebook e Instagram del Parco.
Una coppia di anelli eterni: le fedi nuziali
Uno dei momenti più attesi e romantici di ogni matrimonio è senza dubbio quello dello scambio degli anelli, un gesto apparentemente semplice con cui però i due innamorati si impegnano in una promessa di amore eterno. Questo è un momento in cui tutto sembra essere perfetto, ma chi si è sposato sa quanto sia difficile e complessa la scelta della fedi nuziali.
I futuri sposi, infatti, sono consapevoli del fatto che dovranno portare al dito la fede nuziale finché morte – o divorzio – non li separerà. Risulta quindi di grande importanza scegliere il modello di anello che si adatti perfettamente allo stile sia dello sposo che della sposa.
Per non sbagliare, alcuni optano per dei modelli più semplici, composti da due anelli di forma e colore identici, ma, ovviamente, di dimensioni diverse per lui e per lei. Sempre più sposi scelgono però di optare per una coppia di fedi nuziali caratterizzata da due anelli differenti: per lui un anello semplice e tradizionale, per lei, invece, un anello impreziosito dall’aggiunta di una piccola pietra preziosa o di un piccolo diamante.
Il materiale più gettonato è senza dubbio l’oro in tutte le sue variazioni di colore; oltre al tipico oro giallo risultano, infatti, di grande tendenza le fedi nuziali in oro rosa, in oro bianco e nel cosiddetto oro champagne. Molto raffinate ed eleganti sono anche le fedi bicolore, spesso in oro e argento, e le preziosissime fedi in platino.
Alcuni consigli per scegliere le fedi
La scelta è quindi vastissima e, per non essere colti impreparati una volta arrivati in gioielleria, è necessario farsi un’idea generale, magari spulciando tra i vari cataloghi cartaceri e online. Se siete persone che si fanno prendere facilmente dall’ansia, cercate di pianificare l’acquisto delle fedi nuziali con un certo anticipo. In questo modo avrete la possibilità di ponderare con tranquillità la vostra scelta e di consultarvi con i vostri gioiellieri di fiducia. Se volete poi personalizzare i vostri anelli nuziali con l’incisione dei vostri nomi, di una data o di una parola significativa per la coppia, il consiglio è quello di rivolgersi a una gioielleria con almeno due o tre mesi di anticipo.
La regola principale resta comunque quella di non seguire le mode del momento. Scegliete una coppia di anelli che rispecchi la vostra personalità e che possa abbinarsi con facilità non solo con i vostri altri gioielli, ma anche con i vostri look migliori. Evitate, inoltre, di acquistare gioielli scomodi, pesanti e difficili quindi da indossare.
Chi deve acquistare le fedi nuziali
Infine, una volta stabilito il modello perfetto, si deve decidere a chi spetta il compito di acquistare le fedi. Se in passato, infatti, questo compito era una prerogativa del futuro marito, oggi le situazione è diversa e la coppia tende a dividersi equamente le spese. Le migliori fedi nuziali possono infatti raggiungere cifre importanti, soprattutto se sommate a tutti gli altri costi che comporta una cerimonia nuziale ben ideata.
Sarà quindi sempre molto apprezzato il generoso gesto di un testimone di nozze o di un famigliare che si mostra disposto a sobbarcarsi questa importante spesa.
Private Equity: il profilo professionale di Nicola Volpi, CEO di Movidea
Ritratto biografico e professionale di Nicola Volpi: oggi CEO di Movidea e Consigliere di Amministrazione di Pagani Automobili, è riuscito ad affermarsi nel settore del Private Equity grazie alla consolidata esperienza e un track record di successi.
Nicola Volpi: laurea, specializzazioni e incarichi professionali
Laureato in Business Administration presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, Nicola Volpi avvia il suo percorso professionale dopo aver conseguito la specializzazione in Finance presso la SDA Bocconi. Inizia a lavorare come analista per conto di Sefimeta S.p.A. (Gruppo Montedison) e in seguito arriva in Sanpaolo Finance, Investment Bank del gruppo San Paolo (oggi Banca Intesa) nel ruolo di Responsabile della divisione di Leverage Finance. Si fa strada nel settore organizzando a partire dal 1987 le prime operazioni di Buy-Out in Italia. È il 1995 quando decide di intraprendere una nuova avventura professionale all’interno di una delle prime realtà a occuparsi di Private Equity nel nostro Paese, Schroder Ventures Italy, di cui due anni dopo diventa partner. Nel 1999 crea insieme ad altri soci Permira, che con fondi gestiti per oltre 40 miliardi di euro arriva ad affermarsi rapidamente nel settore del Private Equity inserendosi tra i grandi operatori nel mondo. Nel 2005 è chiamato a ricoprire l’incarico di Chief Executive Officer di Permira Associati S.p.A. e successivamente viene incluso nell’Executive Committee per coordinarne lo sviluppo di Permira nel mondo. In questi anni, sotto la guida di Nicola Volpi, Permira finalizza operazioni di acquisizione e dismissione su aziende attive a livello internazionale: per citarne alcune, Ferretti Yachts, Marazzi, Valentino, Sisal, TFL, Veneta Cucine.
Movidea e Pagani Automobili S.p.A.: le attuali esperienze professionali di Nicola Volpi
Il presente professionale di Nicola Volpi porta il nome di Movidea, holding di partecipazioni di cui è co-fondatore. La società di investimento opera nel settore dei beni e dei servizi di lusso in ambito italiano e internazionale, a supporto di realtà con importanti idee di business attraverso l’immissione di capitali dei Soci e di know-how strategico, finanziario ed economico. Oggi ne è Presidente e Amministratore Delegato. Fa parte, inoltre, del Consiglio di Amministrazione di Pagani Automobili S.p.A.: nel 2013 ne è diventato azionista, con ruoli di indirizzo strategico e supporto alla crescita. Tra il 2014 e il 2018 ha operato nel Board di FC Internazionale S.p.A. Appassionato di sport, musica, arte moderna e viaggi, Nicola Volpi ha fondato Campo Base, un club di appassionati con cui da oltre dieci anni organizza avventure in giro per il mondo in posti insoliti, a contatto con la natura.
12-19/09 IPF Week 2020: Voci Sott’Acqua presenta la video animazione “Vivere con l’IPF si può”
In occasione della Settimana Mondiale dell’IPF, che si svolge quest’anno dal 12 al 19 settembre, finalizzata a portare l’attenzione sulla Fibrosi Polmonare Idiopatica per sensibilizzare sulla patologia, informare e farla conoscere anche in un’ottica preventiva, Voci Sott’Acqua aderisce alle iniziative in programma presentando la video animazione “Vivere con l’IPF si può” realizzata da Reverb, con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim, appositamente per questa ricorrenza.
“Vivere con l’IPF si può” racconta, attraverso un approccio poetico e delicato, come cambia la vita di una famiglia di fronte a una diagnosi di Fibrosi Polmonare Idiopatica e quali siano gli innumerevoli accorgimenti che si possono mettere in atto per affrontarla senza demoralizzarsi e mantenendo una qualità della vita buona e soddisfacente.
Le tematiche trattate nell’animazione sono il frutto del lavoro svolto nel corso di questi anni da Voci Sott’Acqua a fianco dei pazienti, dei parenti e delle associazioni pazienti sparse sul territorio italiano.
Voci Sott’Acqua è, infatti, un progetto di comunicazione e sensibilizzazione di Reverb realizzato con il contributo non condizionato di Boehringer Ingelheim, nato nel 2017 e sviluppatosi nel corso di questi 3 anni attraverso la realizzazione di uno spettacolo teatrale, di interviste video e foto racconti, di cortometraggi e video animazioni, di interviste in strada e dell’attivazione di canali social dedicati che hanno portato alla creazione della più grande community d’Italia dedicata all’IPF. Per raccontare la patologia non solo in modo corretto e rispettoso ma anche con la volontà di fornire suggerimenti effettivamente utili, il progetto si è sviluppato avvalendosi di interviste ai pazienti, ai loro caregivers e ai medici specializzati, sempre con un taglio propositivo e reattivo. A fronte di una patologia che toglie il fiato e porta a rinunciare a tantissime delle attività della propria quotidianità, è possibile trovare degli stratagemmi da mettere in atto per mantenere uno stile di vita soddisfacente, continuando a passare momenti di serenità e soddisfazione con i propri cari? Cercando di trovare delle risposte possibili a questa domanda, Voci Sott’Acqua continua il suo percorso di sensibilizzazione e ascolto, mettendo in atto da quest’anno, a fronte dell’emergenza sanitaria in atto a causa del Covid-19, delle nuove strategie di comunicazione, per essere sempre a fianco dei pazienti.
Il video su Vimeo: https://vimeo.com/454689403/c6608dfb94
LA FIBROSI POLMONARE IDIOPATICA
La Fibrosi Polmonare Idiopatica (IPF) è una patologia polmonare di cui non si conoscono le cause che colpisce principalmente gli uomini sopra i 60 anni: gli alveoli si riempiono di tessuto cicatriziale che rende impossibile lo scambio di ossigeno e anidride carbonica del sangue. Si tratta di una malattia che non ha una cura risolutiva e porta alla morte nel giro di alcuni anni, l’unica speranza di guarigione è il trapianto dei polmoni che si può però effettuare solo in alcuni casi. Esistono diversi farmaci che rallentano notevolmente lo sviluppo della malattia e i suoi effetti sul corpo, allungando le aspettative e la qualità della vita dei pazienti. La diagnosi precoce è fondamentale per poter intervenire efficacemente.
Per informazioni sul progetto Voci Sott’Acqua:
vocisottacqua.org – Fb e Instagram: vocisottacqua – email: [email protected]
Reverb srl:
n dono per la città che rinasce: il volume fotografico di Alex Persico
Alto e basso. Ieri e oggi. Bianco e nero. È una città dalle plurime sfaccettature quella che emerge da «Insolite Visioni. La passione per il volo. Bergamo dall’alto», il volume fotografico edito da Grafica & Arte firmato da Alex Persico, fotografo specializzato in fotografie aeree, che in occasione del trentennale della sua carriera ha deciso di regalare a Bergamo un reportage inedito e profondo, dall’alto valore simbolico. Il volume di Persico, nelle librerie e sui principali siti di e-commerce, cattura infatti l’immagine di una Bergamo desiderosa di tornare alla normalità dopo essere stata travolta dall’emergenza Covid-19.
Ripresa con l’uso di droni – strumento a cui Persico, iscritto al registro ENAC come operatore riconosciuto, si è avvicinato fin dal 2010 -, Bergamo appare ancora più autentica in questo suo scatto di rinascita. Una città che dietro ogni tetto o facciata inneggia alla vita. Il lavoro di Persico si realizza, infatti, per assonanze e contrapposizioni: immagini di edifici storici, immobili rispetto al passaggio del tempo, si alternano a quartieri in rapida trasformazione, che puntano veloci al futuro.
Gli scatti sono stati realizzati in vari periodi dal 2010 ad oggi e ripropongono i paesaggi di un viaggio che inizia a partire dallo svincolo autostradale di Bergamo, da dove si biforcano due arterie che originano il grande anello della circonvallazione nel quale si intersecano le direttrici per l’aeroporto e per il centro della città. La lettura fotografica parte dunque dalla periferia, raggiunge la stazione dei treni, prosegue verso il centro e Città alta e scende lungo i borghi storici e le periferie industriali.
Il volume si completa con una selezione di fotografie tratte dalla pubblicazione “Bergamo dal cielo”, realizzata tra il 1981 e il 1985 da Grafica & Arte con le fotografie di Piero Orlandi, scatti nati da vertiginose riprese aeree, come si usava fare un tempo che dialogano con gli scatti realizzati con i droni. Una sperimentazione che troverà ulteriore espressione in una mostra in programma per la primavera 2021.
«Volevo dedicare a Bergamo, città che negli ultimi mesi ha dovuto affrontare una grande prova, un ricordo che, in un certo senso, fosse immortale, come solo la fotografia sa essere. Ho scelto così di intraprendere un viaggio ad altitudini elevate in cui, grazie alla tecnologia, la città potesse mostrarsi con uno sguardo diverso. E mi sono accorto che è proprio con questa visione dall’alto che Bergamo si è saputa rivelare molto di più di quanto non faccia nella prospettiva orizzontale cui siamo solitamente abituati. Mi sono poi affidato all’utilizzo della scala di grigi con cui ho amalgamato e sfumato il paesaggio. Il bianco e nero non solo ha definito i contorni, ma ha dato forma alle emozioni contrastanti che tutti noi abbiamo vissuto in questi mesi» – anticipa l’autore, Alex Persico.
Il libro vuole quindi essere un modo per celebrare la bellezza e il fascino della città di Bergamo con un occhio moderno, cogliendo le trasformazioni che in questi anni l’hanno attraversata.
Facebook: Alex Persico
Instagram: persicoalex
Linkedin: Persico Alessandro
L’autore – Fotografo professionista fin dal 1990, Alex Persico lavora in maniera autonoma e fonda AP Fotografia, esito della pluriennale esperienza e della sua passione per l’arte del fotografare. Al passo con i tempi, con le nuove tecnologie e il mutamento sociale, Alex abbraccia l’era del digitale sfruttando tutte le sue possibilità fino a sviluppare progetti e lavori tecnologicamente avanzati, specializzandosi e diversificando la sua attività in quattro ambiti: fotografia aerea, virtual tour 3D, shooting aziendali e fotografia d’architettura. Il suo interesse per la tecnologia l’ha portato ad esplorare le innumerevoli possibilità della fotografia aerea mediante l’utilizzo del drone, uno strumento a cui Persico si è avvicinato fin dal 2010, utilizzando SAPR autorizzati.


