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Novembre 2023

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Infortuni domestici: più di 2 milioni nel 2022. L’emergenza continua. Lavorare sulla prevenzione.

INCIDENTI DOMESTICI: 2 MILIONI 448 MILA NEL 2022 IN ITALIA

IN POCHI GIORNI, TRA VENETO E FRIULI, DUE VITTIME PER UN CAMBIO DI LAMPADINA IN CASA: SI TRATTA DI UN CINQUANTENNE DI RONCHIS IN COMA E DI UN 78ENNE DI SPINEA CHE HA PERSO LA VITA NELLA TARDA MATTINATA DI IERI.

MA IL DRAMMA NON CONOSCE CONFINI GEOGRAFICI E COLPISCE TUTTA L’ITALIA DA NORD A SUD DEL PAESE.

EPPURE LA GRAN PARTE DEGLI INCIDENTI POTREBBE ESSERE EVITATA.

IN CASA, COME AL LAVORO, MANCA LA CULTURA DELLA SICUREZZA. FACCIAMO INFORMAZIONE E FORMAZIONE ATTRAVERSO I MEDIA TRADIZIONALI, MA ANCHE CON I SOCIAL PERCHÉ SIMILI TRAGEDIE NON DEVONO RIPETERSI.

QUESTA È UN’EMERGENZA NAZIONALE IN CUI SI DEFINISCONO NITIDAMENTE GLI IDENTIKIT DELLE VITTIME: DONNE, BAMBINI E ANZIANI.

Intervento di Mauro Rossato Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering.

Nella tarda mattinata di ieri 27 novembre a Spinea nel veneziano un uomo di 78 anni ha perso la vita cambiando una lampadina in terrazza. Ha perso l’equilibrio ed è precipitato. Mentre, è di pochi giorni fa la notizia di un cinquantenne in Friuli Venezia Giulia che, per compiere lo stesso tipo di intervento, è caduto dalla scala sulla quale era salito. Ha battuto la testa e ha immediatamente perso conoscenza, finendo in coma. Prima di lui a settembre, sempre a causa di una caduta dall’alto in casa, ha perso la vita un 67enne nel padovano.

Ma questi sono solo alcuni dei più recenti e gravi incidenti che accadono tra le mura domestiche ogni giorno nel nostro Paese.

Perché la casa, il rifugio più sicuro per eccellenza, è in realtà uno dei luoghi più pericolosi della quotidianità. E a dirlo come spesso accade, accanto alle notizie di cronaca, sono le indagini statistiche.

Le più recenti rilevazioni ISTAT relative all’ultimo trimestre del 2022 hanno contato 612 mila incidenti domestici e 549 mila persone che hanno subito ferite o sono morte. Un’emergenza evidentemente sottovalutata dal momento che, attraverso una proiezione annuale, si parla di circa 2 milioni 500 mila incidenti in quattro trimestri.

Milioni di infortunati tra i quali, stando sempre alle più recenti indagini ISTAT disponibili, ma relative agli anni precedenti, danno una percentuale di decessi pari allo 0,3%. Percentuale che, applicata ai dati del 2022 (2.196.000 persone coinvolte) porterebbe a 6.588 vittime per il 2022.

Secondo l’ISTAT nel 2022, più del 64,3% degli incidenti domestici vede come vittima una donna, il 22% ha più di 80 anni. Oltre il 5% degli incidenti coinvolge i bambini e adolescenti da 0 ai 14 anni.

In base ai dati raccolti dal sistema SINIACA (Sistema Informativo Nazionale Incidenti in Ambienti di Civile Abitazione), istituito presso l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), gli incidenti domestici più frequenti sono le cadute (una persona su due e soprattutto donne anziane) che possono provocare non solo danni fisici, e conseguente disabilità, ma anche disturbi psicologici, ansia e depressione dovuti alla paura di cadere nuovamente. Mentre, i principali fattori che determinano le cadute in casa sono: lavori domestici, scale (fisse o removibili), sedie, sgabelli, pavimenti lisci, bagnati o sconnessi, fili elettrici o prolunghe, tappetini per il bagno, ostacoli vari (sporgenze e spigoli, piedini o gambe dei mobili), illuminazione insufficiente, assunzione di farmaci, in grado di provocare sonnolenza, disturbi motori e visione confusa, malattie come l’osteoporosi.

Gli ambienti più pericolosi sono: la cucina (20%), soggiorno e camera da letto (26%), scale (10%), bagno (7%), a causa di superfici scivolose o bagnate di sanitari, vasca, doccia, pavimento, altri locali interni (8%), garage e cantina (13%), giardino e altre aree esterne alla casa (6%).

Ma se le principali cause di infortunio si conoscono, com’è possibile che non si riesca ad invertire la tendenza?

Data la frequenza degli infortuni a dir poco sottostimata, occorre pensare ad un piano di prevenzione più accurato e mirato con campagne efficaci che vadano dalla scuola alla famiglia anche attraverso i media tradizionali e i social. Questo contribuirebbe alla diffusione di corretti stili di vita, con particolare attenzione alle categorie a maggior rischio, ovvero donne, bambini e anziani.

Senza il sostegno di un’informazione capillare nel nostro Paese, infatti, continueremo anno dopo anno a rileggere le statistiche e a ritrovare ancora milioni di infortuni.

Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega Engineering

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Gian Maria Mossa: “Financial Times”, Banca Generali è “Best Private Bank in Italy 2023”

Gian Maria Mossa: Banca Generali è la “Best Private Bank in Italy 2023”, la qualità e l’unicità del percorso di sviluppo nei servizi di consulenza patrimoniale alle famiglie sono stati riconosciuti dalla giuria composta dai giornalisti delle testate del Gruppo “Financial Times”, The Banker e PWM.

Gian Maria Mossa

Gian Maria Mossa: Global Private Banking Awards, Banca Generali premiata come “Best Private Bank in Italy 2023”

Banca Generali, guidata da Gian Maria Mossa, è “Best Private Bank in Italy 2023”: lo ha decretato la giuria internazionale raccolta dalle testate specializzate del Gruppo “Financial Times” al termine di un lungo processo di selezione e valutazione. Il riconoscimento attesta in particolare la qualità e l’unicità del percorso di sviluppo nei servizi di consulenza patrimoniale alle famiglie che negli ultimi anni, con la guida di Gian Maria Mossa, ha subito una forte accelerazione. Non a caso è la quinta volta negli ultimi sette anni che questo importante riconoscimento viene assegnato a Banca Generali, anche alla luce dei risultati di rilievo raggiunti sotto il profilo della qualità del lavoro e dell’ambiente inclusivo e sostenibile che è riuscita a creare per tutti gli stakeholders nonostante le sfide e le incognite poste dal mercato.

Gian Maria Mossa: Banca Generali, l’impegno nel promuovere un ambiente inclusivo e sostenibile

Il punto di forza dell’Istituto che Gian Maria Mossa guida dal 2017 “in un mercato italiano del private banking altamente competitivo, risiede anche nelle iniziative chiave poste in essere per servire la sua base clienti composta da individui con patrimoni elevati”. La giuria, nello spiegare le motivazioni del riconoscimento, ha fatto riferimento anche alla personalizzazione del servizio, all’ampiezza della gamma e alla soddisfazione dei clienti nel rapporto con la rete, oltre a specifiche iniziative, come quella ad esempio per le donne banker o per i giovani talenti. Ha inoltre riconosciuto il percorso di crescita di Banca Generali e i progressi raggiunti nel promuovere un ambiente inclusivo e sostenibile, in linea con gli obiettivi del Piano strategico, come evidenziato in diverse occasioni anche dall’AD Gian Maria Mossa. I Global Private Banking Awards, giunti alla quindicesima edizione, si sono affermati tra i più rilevanti riconoscimenti nel settore del private banking globale: il premio come “Best Private Bank in Italy 2023” a Banca Generali è stato ufficialmente annunciato in occasione della cerimonia ufficiale.

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Stefano Venier: Snam, il valore dei progetti in sviluppo a Ravenna per il futuro dell’energia

Snam, l’AD Stefano Venier a Ravenna per presentare insieme al Sindaco i progetti sul territorio e le ricadute economico-occupazionali: dai lavori per la collocazione e l’allacciamento della FSRU BW Singapore al primo progetto italiano di CCS su scala industriale legato all’hub di Ravenna.

 Stefano Venier, AD di Snam

Stefano Venier: Snam e il Comune di Ravenna presentano i progetti dell’azienda sul territorio

L’AD di Snam Stefano Venier è intervenuto a Ravenna insieme al Sindaco Michele de Pascale e al COO Massimo Derchi per illustrare i progetti dell’azienda sul territorio. In occasione dell’incontro è stata firmata anche la convezione per le opere di compensazione e mitigazione riconosciute alla città a fronte dell’accoglienza garantita alla nave rigassificatrice FSRU BW Singapore. La seconda nave rigassificatrice acquistata da Snam, la cui entrata in esercizio è prevista per la fine del 2024, garantirà al Paese 5 miliardi di metri cubi di gas aggiuntivi oltre a quelli già forniti dalla FSRU Golar Tundra in attività a Piombino da luglio 2023. Di grande rilevanza strategica il progetto, come ha spiegato l’AD di Snam Stefano Venier: “Ha un ruolo strategico per la diversificazione e la sicurezza energetica del Paese. Assieme all’impianto di Piombino, garantirà 10 miliardi all’anno di metri cubi di gas, pari al 15% dei consumi nazionali, con il 40% della domanda che a quel punto sarà coperto dal GNL”. I lavori collegati alla collocazione e all’allacciamento della FSRU BW Singapore permetteranno al Comune di effettuare importanti interventi in diversi ambiti: dalla rigenerazione urbana alla mobilità sostenibile, dalla riforestazione al risparmio energetico, per un impegno complessivo pari a circa 24 milioni di euro. Notevoli anche le ricadute occupazionali: saranno più di 1.200 le persone impiegate e verranno coinvolti più di 100 fornitori della provincia di Ravenna e della Regione Emilia Romagna e assegnati contratti a imprese del territorio del Ravennate per oltre 300 milioni di euro.

Stefano Venier: l’avanzamento dei lavori per il progetto pilota CCS (Carbon Capture and Storage) in sviluppo a Ravenna

L’AD Stefano Venier, in occasione della conferenza stampa a Ravenna, ha fornito aggiornamenti anche sull’avanzamento dei lavori nell’ambito del progetto CCS che porta avanti insieme a Eni: “Sono stati completati al 60% e già nel 2024 prevediamo di iniziare a catturare le prime molecole di anidride carbonica”, ha spiegato l’AD di Snam aggiungendo che “farà di Ravenna il più grande hub del Mediterraneo per la cattura e lo stoccaggio della CO2”. L’avvio della fase 1 è previsto infatti per l’inizio del prossimo anno con l’iniezione ai fini dello stoccaggio permanente di 25mila tonnellate all’anno di CO2, catturate dall’impianto di gas di Casal Borsetti di Eni. La fase 2 verrà avviata invece entro il 2026 e raggiungerà una capacità di stoccaggio di 4 milioni di tonnellate all’anno entro il 2030. Infine, ulteriori espansioni potranno portare i volumi fino a 16 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Snam abiliterà il progetto realizzando e gestendo le infrastrutture con cui trasportare la CO2: come ha sottolineato anche l’AD Stefano Venier, Ravenna si conferma per il Gruppo un polo strategico, lungo il quale transiterà anche il corridoio dell’idrogeno verde proveniente dal Nord Africa.

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Italy’s Best Employer 2024, riconoscimento per GSA

GSA è al primo posto della classifica Italy’s Best Employer 2024 del suo settore. Le valutazioni che hanno generato la graduatoria riguardano il grado di soddisfazione e benessere del lavoro all’interno dell’azienda, prendendo in esame temi quali il welfare, il wellbeing, la conciliazione vita-lavoro e lo smart working.

GSA Gruppo Servizi Associati

GSA è la migliore azienda della safety chain e del multiservice

È GSA – Gruppo Servizi Associati, società leader nel campo della sicurezza e della prevenzione antincendio, ad aver guadagnato il primo posto nella classifica Italy’s Best Employer 2024 per quanto riguarda il settore della prevenzione, sorveglianza e primo soccorso antincendio per le grandi infrastrutture. Valutando oltre 4.500 aziende con più di 250 dipendenti, con la partecipazione di circa 20.000 lavoratori, la graduatoria ha raccolto le 450 aziende top italiane. Con ricavi consolidati pari a 173 milioni di euro nel 2022 e oltre 5.000 dipendenti, GSA ha ricevuto una valutazione di 7,83 su 10, aggiudicandosi la vetta della classifica stilata da Statista. La società – con sedi a Roma, Udine, Milano, Genova, Aosta, Firenze, Napoli, Bari, Cagliari, Oristano e filiali a Chamonix e a Lione, in Francia – opera per clienti di rilievo come Aspi, Anas, il Traforo del Monte Bianco, il Traforo del Gran Sasso, l’Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Regione Lombardia e Fincantieri. A cui si aggiungono importanti aziende ospedaliere, come il Policlinico Umberto I di Roma, il Policlinico Universitario Gemelli, l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e l’Istituto Gaslini di Genova, e altri clienti quali il Senato della Repubblica, il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, il Museo Egizio, la regione Toscana e la regione Marche per quanto riguarda la divisione Facility.

GSA: la soddisfazione del management

GSA – racconta il Vicepresidente e fondatore Alessandro Pedone – da tempo mette al centro del suo percorso di crescita le risorse umane, quale cardine delle proprie best practices. Essere primi significa per noi essere sempre più attrattivi nel mercato del lavoro e ancor meglio percepiti dai clienti. Ormai il wellbeing aziendale deve essere al centro di un sano sviluppo”. Secondo l’AD Antonio Musacchio, è invece “motivo di orgoglio apprendere che anche quest’anno GSA, nel proprio settore, è ai vertici della classifica best employer di Statista”. Nel 2023 l’azienda ha finalizzato importanti trattative sindacali che hanno portato, tra le altre cose, al riconoscimento dei buoni pasto per migliaia di lavoratori. Inoltre, sottolinea l’AD, “continuiamo incessantemente a lavorare per raggiungere gli obiettivi del nostro piano ESG attuando una politica attenta alla salvaguardia dell’ambiente e alle tematiche sociali”, ricordando poi che “grazie alle recenti acquisizioni GSA supererà i 200 milioni di euro di ricavi” ed entrerà, tramite la consociata spagnola Previnsa, “nel complesso mondo delle centrali nucleari divenendo leader europeo in un ambito fortemente specialistico, caratterizzato da stringenti regole e procedure”.

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Sabrina De Filippis: Mercitalia Logistics investirà 9 milioni di euro in Liguria

“Sotto il segno del porto” è il convegno promosso dall’Autorità del Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale che ha avuto luogo nell’Auditorium di Via Fossamastra a La Spezia. All’evento era presente anche l’Amministratore Delegato di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis.

Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis al convegno “Sotto il segno del porto”

La Liguria è una regione strategica per il trasporto merci ferroviario e, di conseguenza, per il Polo Logistica del Gruppo FS. “Circa il 18% dei trasporti totali di Mercitalia Rail sono in questa regione – ha infatti sottolineato Sabrina De Filippisconcentrati principalmente in 4 impianti, tra cui quello di La Spezia che rappresenta circa il 24% dei volumi regionali. I volumi di manovra gestiti in Liguria tramite Mercitalia Shunting & Terminal rappresentano, inoltre, il 23,5% dei volumi complessivi della società”. All’incontro, l’AD di Mercitalia Logistics ha ribadito il piano che interesserà la Liguria, per la quale il Gruppo prevede investimenti per 8 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.

Sabrina De Filippis: potenzieremo le infrastrutture e il sistema della logistica in Liguria

Gli investimenti previsti dal Gruppo FS in Liguria saranno destinati al potenziamento delle infrastrutture e del sistema della logistica e al miglioramento dei servizi rivolti ai passeggeri. Lo ha ricordato Sabrina De Filippis durante il confronto. “Muoviamo l’economia del Paese – ha spiegato l’AD di Mercitalia Logistics – e lo facciamo in modo concreto e sostenibile per rispondere alle esigenze del mercato e per raggiungere gli sfidanti obiettivi dettati dall’Unione Europea. Il Piano Industriale 2023-2032 del Gruppo FS prevede investimenti in Liguria dedicati al completamento e potenziamento di infrastrutture ferroviarie e stradali, al miglioramento dei servizi ai passeggeri, e al potenziamento del sistema della Logistica”. Nello specifico, la società investirà 9 milioni di euro per il potenziamento dei terminal intermodali di Genova Sampierdarena e Santo Stefano di Magra, rinnovando la flotta con nuovi locomotori e incrementando i servizi intermodali e convenzionali.

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Alessandro Benetton e l’eredità della Fondazione Cortina: “Così i Mondiali di Sci hanno rilanciato il territorio”

Con lo scioglimento della Fondazione Cortina, il Presidente Alessandro Benetton ha tracciato un bilancio, sottolineando l’effetto positivo sull’economia, le imprese e il territorio.

 Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: “L’effetto ‘palla di neve’ ha trasformato Cortina in un grande guadagno per le imprese”

La Fondazione Cortina ha concluso la propria opera, e con successo: lo ha affermato Alessandro Benetton, annunciando lo scioglimento della Società e, conseguentemente, il venire meno della propria posizione di Presidente. La Fondazione ha infatti accompagnato imprese, società e realtà locali legate agli importanti Mondiali di Sci di Cortina, con un significativo ritorno economico che si è anche esteso sul territorio e sulle realtà locali. Secondo l’imprenditore, si è trattato del classico “effetto palla di neve”. Alessandro Benetton ha sottolineato come il successo sia stato raggiunto nonostante le estreme difficoltà che la pandemia di Covid-19 ha causato all’economia e alle imprese. In questo senso, l’attività delle Fondazione Cortina potrebbe essere intesa come un efficace modello e paradigma per la gestione di altri grandi eventi del futuro, tra cui le Olimpiadi Invernali del 2026. Secondo un’analisi condotta dal Centro Studi Sose, che ha analizzato gli impatti economici dei Campionati Mondiali di Sci a Cortina nel 2021, il 5,9% delle aziende coinvolte ha registrato un aumento del fatturato e dei ricavi nel 2020, con un valore molto simile a quello del biennio precedente. Il 78,7% delle imprese intervistate ha approvato la scelta del Governo di investire nel territorio, mentre il 62,7% ha ritenuto gli investimenti effettuati come un’importante eredità per la zona di Cortina.

 Alessandro Benetton: i numeri e gli investimenti dietro al successo di Cortina

Quasi il 68% delle imprese intervistate ha ritenuto che la realizzazione delle infrastrutture previste per i Campionati Mondiali di Cortina 2021 abbia rappresentato una buona opportunità per l’occupazione, e quasi il 70% degli imprenditori ha concordato sul fatto che tali investimenti abbiano contribuito al rilancio del territorio, confermando dunque le osservazioni di Alessandro Benetton. Secondo il report di Sose, nel biennio 2018-2020, il 3,5% delle imprese ha beneficiato direttamente delle iniziative legate ai Campionati Mondiali di Sci o agli investimenti effettuati per l’evento, percentuale che sale al 7,1% se si considera anche l’indiretto beneficio. Alla fine del 2021, questi valori aumentano rispettivamente al 3,9% e al 13,6%. Inoltre, i ricavi delle imprese nel biennio 2018-2019 hanno registrato una crescita superiore al 5% rispetto al 2017. Nel 2020, il 5,9% del fatturato delle imprese coinvolte è stato direttamente attribuito ai Mondiali. Un dato interessante riguarda il mercato del lavoro: il 63,5% delle imprese ha dichiarato che, se non ci fossero stati i Campionati del Mondo di Sci, avrebbe assunto meno personale o addirittura non avrebbe assunto affatto. Alessandro Benetton ha inoltre sottolineato che per la realizzazione del progetto sportivo dei Mondiali sono stati investiti circa 100 milioni di euro di fondi pubblici e privati, gestiti dal Commissario straordinario ad acta. Tali investimenti, avviati nel 2018, hanno generato una produzione attivata di oltre 275 milioni di euro e un contributo in termini di valore aggiunto di più di 108 milioni.

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Risparmio energetico a Torino: Il ruolo degli impianti fotovoltaici

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  • 28 Novembre 2023

Come gli impianti fotovoltaici possono contribuire al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni inquinanti.

Il contesto energetico di Torino

Torino, una delle più grandi ed importanti città del nostro paese, è pronta ad intraprendere sfide significative anche nel campo energetico. La dipendenza dalle fonti di energia tradizionali, come il gas naturale e il carbone, comporta infatti costi elevati e un impatto ambientale negativo. In questo contesto, gli impianti fotovoltaici emergono come una soluzione chiave per il risparmio energetico e la transizione verso un sistema più sostenibile.

 

L’energia solare come alternativa pulita

L’energia solare rappresenta un’alternativa pulita e rinnovabile alle fonti di energia convenzionali. Gli impianti fotovoltaici sfruttano l’energia del sole per generare elettricità senza produrre emissioni nocive per l’ambiente. L’installazione di impianti fotovoltaici Torino può svolgere un ruolo significativo nel soddisfare il fabbisogno energetico della città in modo sostenibile.

 

Produzione di energia locale e riduzione dei costi

La produzione di energia locale tramite impianti fotovoltaici consente di ridurre la dipendenza dalle fonti energetiche esterne e di mitigare l’aumento dei prezzi dell’energia. Tra l’altro, l’energia solare può essere utilizzata direttamente negli edifici o immessa nella rete elettrica, generando risparmi significativi sulla bolletta energetica. Con un corretto dimensionamento degli impianti e la gestione intelligente dell’energia, è possibile ridurre notevolmente i costi energetici a lungo termine.

 

L’impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità

Gli impianti fotovoltaici non solo consentono un notevole risparmio energetico, ma hanno anche un impatto positivo sull’ambiente e sulla comunità locale. Riducendo l’utilizzo di combustibili fossili, si contribuisce alla riduzione delle emissioni di gas serra e alla mitigazione dei cambiamenti climatici. Inoltre, l’adozione diffusa di impianti fotovoltaici promuove la sostenibilità e sensibilizza la comunità sull’importanza di un consumo energetico responsabile.

 

In breve

Gli impianti fotovoltaici rappresentano una soluzione chiave per il risparmio energetico, a Torino così come nell’intera regione Piemonte. Grazie all’energia solare, la città può ridurre la dipendenza da fonti energetiche tradizionali, ridurre i costi energetici e contribuire alla tutela dell’ambiente.

Investire in impianti fotovoltaici significa dunque abbracciare un futuro sostenibile, in cui la produzione di energia pulita diventa una realtà quotidiana. Con la sua esposizione al sole favorevole, che garantisce un buon numero di ore di luce ogni anno, Torino può diventare un modello di riferimento per altre città interessate a ridurre il proprio impatto ambientale e a promuovere un sistema energetico più efficiente.

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Confortare chi sta attraversando il dolore di una perdita

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  • 28 Novembre 2023

Offrire supporto a chi ha subito una significativa perdita è un compito impegnativo. Spesso, ci si trova impreparati, senza sapere cosa dire o fare, e la situazione può risultare ancor più complicata a causa delle restrizioni legate alla pandemia di covid-19. Gli esperti concordano sul fatto che, in questi momenti, la presenza e il sostegno degli amici e dei familiari siano fondamentali. Il distanziamento fisico, necessario per limitare i rischi di contagio, può però ostacolare chi desidera offrire il proprio conforto. Nonostante ciò, è possibile svolgere un ruolo significativo nell’essere di supporto a chi sta vivendo un lutto. Esaminiamo ora alcune modalità per farlo, con un’attenzione particolare ai servizi funebri e alla cremazione a Roma.

Evitare frasi stereotipate inappropriate In situazioni così delicate, frasi convenzionali spesso risultano inadatte e possono persino minimizzare l’entità della perdita. Tentare di razionalizzare il dolore in modo troppo semplicistico, come con affermazioni del tipo “almeno hai gli altri figli” o “è stata la volontà di Dio”, può risultare poco confortante. In questi momenti, è più efficace mostrare semplicemente vicinanza ed empatia, riconoscendo la profondità del dolore e garantendo la propria presenza costante.

Offrire assistenza concreta con servizi funebri a Roma La gestione di questioni pratiche e burocratiche, come l’organizzazione dei funerali, può risultare complicata per chi vive un lutto. In questo contesto, è possibile offrire un supporto concreto contattando servizi funebri a Roma che si occupino di ogni dettaglio, dalla preparazione del corpo all’allestimento floreale e all’ottenimento della documentazione necessaria. Un esempio di agenzia che offre servizi completi, compresa la cremazione, è Bonanni Pompe Funebri Roma.

Preservare la vicinanza nel tempo Spesso, chi affronta un lutto riceve conforto solo nei primi giorni successivi alla perdita. Tuttavia, è cruciale mantenere la presenza nel tempo. Utilizzando la tecnologia, possiamo effettuare videochiamate, inviare messaggi o fiori nel corso delle settimane per confermare la nostra disponibilità ad ascoltare quando la persona ne avrà bisogno.

Ricordare date significative con sensibilità Alcuni giorni possono essere particolarmente difficili per chi vive il lutto. Ad esempio, l’anniversario di matrimonio di chi ha perso il coniuge rappresenta un momento delicato.

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Luca Dal Fabbro: “Concentrarsi sul recupero di materiali rari per garantire il futuro dell’industria italiana”

“Oggi l’Italia manca quasi totalmente della capacità impiantistica per poter estrarre materie prime strategiche”: lo ha affermato il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro di fronte alla Commissione Industria del Senato, sottolineando l’importanza critica del recupero dei materiali rari.

 Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: “Recuperare materie critiche per salvaguardare il futuro dell’industria italiana”

Il recupero delle materie prime cosiddette “rare” o “critiche” non rappresenta solo una questione ambientale, ma innanzitutto una fondamentale necessità strategica: lo ha affermato Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, di fronte alla Commissione Industria del Senato della Repubblica. Il manager ha presentato i risultati di un importante studio sulle materie prime realizzato in collaborazione con Ambrosetti: “Le materie critiche sono 34, quelle strategiche 16. Per quanto riguarda l’industria italiana, dagli studi che abbiamo fatto, emerge che ce ne sono 4-5 che sono pivotali. E questo è importante perché dal punto di vista industriale dobbiamo pensare che alla fine dobbiamo concentrarci sulle nostre priorità e sulla filiera industriale del Paese”. Luca Dal Fabbro ha inoltre rivendicato il ruolo pioneristico di Iren nell’avviare questo processo: il Gruppo sta investendo in diversi impianti di recupero, in località quali Arezzo e il Piemonte, in cui vengono utilizzate le più moderne tecniche, tra cui quelle che fanno affidamento sull’idrometallurgia e l’Intelligenza Artificiale.

Luca Dal Fabbro: “Autorizzazioni per impianti di recupero troppo lente”

Il settore del recupero di materiali rari, osserva tuttavia Luca Dal Fabbro, non è esente da criticità di varia natura. Innanzitutto, burocratiche: l’iter per fare autorizzare un impianto di recupero può durare oltre 4 anni e mezzo. L’Italia sta facendo un buon lavoro sul disassemblaggio dei rifiuti elettronici, ma è quasi completamente priva di strutture per estrarli e reimpiegarli: fare aprire nuovi impianti rapidamente è dunque una necessità urgente. Luca Dal Fabbro ha inoltre messo in evidenza il problema dell’end of waste: “Spesso mancano specifiche norme che lo caratterizzano, cioè cosa fare del prodotto lavorato. Per garantire i flussi di ingresso bisogna poi che il legislatore preveda e incentivi dei sistemi di raccolta. Per realizzare una filiera è necessario sostenere poi la ricerca e l’Italia potrebbe capitanare alcune di queste ricerche”.

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Navigare l’oceano dei cambiamenti, Cristina Scocchia: il piano di crescita di Illycaffè

Nell’attuale panorama economico, le aziende devono affrontare sfide senza precedenti. Cristina Scocchia, Amministratore Delegato di Illycaffè, non è da meno nel fronteggiare le tempeste del mercato globale. Con la saggezza trasmessa dai suoi nonni e l’esperienza acquisita in aziende come Procter & Gamble, L’Oréal e KIKO Milano, si prepara a condurre il Gruppo verso nuove rotte di crescita.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: la strategia resiliente di Illycaffè

La crescita non è mai un percorso lineare, specialmente in un ambiente in cui i costi di produzione sono in costante aumento. Illycaffè ha visto il costo di produzione aumentare del 15%, con un raddoppio dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, Cristina Scocchia e il suo team hanno adottato una strategia coraggiosa. Come ha sottolineato l’AD, “tanto più è dura la salita tanto più devi accelerare per scollinare”. La visione è una delle tre stelle polari che guida il Gruppo e Cristina Scocchia sa esattamente dove vuole condurre l’azienda: verso una presenza globale sempre più forte e un “secondo mercato domestico” negli Stati Uniti. Il piano industriale di Illycaffè prevede una quotazione entro il 2026, dimostrando un impegno a lungo termine per il successo. La seconda stella polare è l’innovazione, unita alla trasformazione digitale e alla sostenibilità. Questi elementi sono cruciali per mantenere la competitività nell’odierno mercato globalizzato. Con il piano di crescita di Illycaffè, l’azienda mira a raddoppiare la sua presenza nell’e-commerce, cercando di passare dal 15% attuale a una quota ancora più importante. La sostenibilità è anch’essa centrale nella strategia del Gruppo che mira a creare valore per l’intera filiera, dimostrando una responsabilità sociale e ambientale.

Cristina Scocchia: un compasso morale solido è indispensabile

La terza stella polare di Illycaffè è rappresentata da un compasso morale forte. In un mercato turbolento, l’etica aziendale e la responsabilità sociale diventano sempre più importanti. Cristina Scocchia ha sottolineato l’importanza di evitare di scaricare i costi sulla filiera cercando di mantenere un equilibrio tra profitto e responsabilità. La visione del Gruppo è riflessa nel suo motto, “Live Happilly”, che è un’incarnazione dei valori di felicità, inclusività, rispetto e curiosità che da sempre guidano l’azienda. Nonostante l’instabilità dei costi di produzione, l’aumento dei prezzi delle materie prime e le sfide della logistica, Illycaffè rimane risoluta. Come sottolineato da Cristina Scocchia, “siamo tutti sulla stessa barca”. Questo spirito di resistenza, coraggio e solidarietà è una testimonianza della resilienza dell’azienda di fronte alle avversità. Dopo la pandemia e di fronte alle nuove sfide, il Gruppo è pronto a costruire il futuro con un nuovo piano industriale. Con una solida base di valori e un impegno per la sostenibilità, si prepara a navigare l’oceano dei cambiamenti economici.

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Claudio Descalzi: Eni al “Green&Blue Talk”, l’intervista all’AD

“Green&Blue Talk”: l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi intervistato dal Vicedirettore del “Corriere della Sera” lo scorso 10 ottobre nel corso dell’evento di Rcs Academy.

Claudio Descalzi

Eni, Claudio Descalzi al “Green&Blue Talk”: la risposta di Eni alle sfide del settore energetico

L’AD Claudio Descalzi è intervenuto nel corso della quinta edizione del “Green&Blue Talk” di Rcs Academy intitolata “Transition To Net Zero – Innovare l’Energia”. Questione energetica, indipendenza e diversificazione per lo sviluppo del sistema-Paese sono alcune delle tematiche che ha affrontato l’AD di Eni intervistato dal Vicedirettore del “Corriere della Sera” Daniele Manca. Parlando del settantennale di Eni, Claudio Descalzi ha sottolineato come un importante punto della trasformazione del Gruppo, nonché “elemento a supporto della transizione”, sia stato “lo spostamento progressivo” dal petrolio al gas che “continuerà nei prossimi anni”. Eni, ha spiegato l’AD, si è focalizzata “sul gas da noi prodotto, rispetto a quello acquistato da terzi riuscendo ad avere un’indipendenza: questo ci ha consentito di essere presenti sull’intera catena del valore e consolidare il nostro rapporto con i Paesi in cui operiamo, in primo luogo in Africa”.

Claudio Descalzi: innovazione e transizione energetica, le tecnologie punto di partenza del cambiamento

Transizione e sicurezza energetica, ha ricordato l’AD Claudio Descalzi, sono le sfide che oggi il mondo dell’energia si trova ad affrontare. La risposta di Eni è nel suo Dna: nella comprovata capacità di evolvere costantemente, di innovare, di essere pioniere dei cambiamenti, di anticiparli come nel 2014 quando, sotto la guida dell’AD, ha preso il via un nuovo percorso di trasformazione orientato a una crescita sostenibile. “Avendo Eni una marcata connotazione industriale il punto di partenza del cambiamento sono state le tecnologie. Tecnologie proprietarie però, che abbiamo voluto sviluppare in casa, nei nostri sette centri di ricerca e attraverso numerosi accordi con atenei internazionali che in questo periodo hanno prodotto più di 8.500 brevetti che coprono tutti i nostri processi industriali”, ha evidenziato l’AD Claudio Descalzi nel corso del “Green&Blue Talk”. Come indicano le parole del manager, nella vision di Eni la transizione energetica è prima di tutto una transizione tecnologica che richiede una forte capacità industriale e innovativa accompagnata da una grande attenzione per la dimensione sociale. Diversificazione del mix energetico e geografico, sviluppo di nuove tecnologie e ruolo centrale del gas sono alla base del modello che Eni ha adottato per rispondere efficacemente alle sfide che si trova ad affrontare oggi il sistema energetico mondiale (sostenibilità ambientale, accesso universale all’energia, sicurezza energetica per citarne alcune).

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21 House of Stories di Alessandro Benetton sui Navigli: l’intervista del “Corriere della Sera”

Descrivendo 21 House of Stories, Alessandro Benetton ha evidenziato la grande importanza della condivisione delle idee: “Progettare il futuro fuori dalla propria zona di comfort è vincente”.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: 21 House of Stories, ospitalità per tendenze emergenti

Il valore della comunità, della condivisione e del vivere insieme. Nasce da questi presupposti 21 House of Stories, il progetto di Alessandro Benetton ideato insieme al fratello Mauro. Dopo il successo raggiunto in Città Studi, una nuova sede è stata inaugurata sul Naviglio Pavese di Milano, con hotel di design a quattro stelle, 104 camere, piscina, due terrazze, bar e ristoranti. Il tutto con possibilità di co-working in pieno stile ospitalità ibrida. “L’idea mi è venuta pensando ai Campus americani, frequentati sia da me che dai miei figli”, ha spiegato Alessandro Benetton in un’intervista rilasciata al “Corriere della Sera”: “Al di là dell’apprendimento e dell’aspetto puramente accademico, mi hanno fatto capire il valore della comunità, dello stare insieme, della condivisione. Ecco allora uno spazio dedicato all’ospitalità ibrida, dove rilassarsi ma anche lavorare grazie al co-working”. Un’iniziativa che punta allo scambio reciproco e attraverso cui sviluppare nuovi progetti: “Ecco la cosa più bella sarebbe, tra un anno, sapere che qui dall’incontro e dalla creatività di due giovani è nata una nuova startup. Per me il tema della condivisione delle idee è chiave: progettare il futuro fuori dalla propria zona di comfort è vincente”.

Alessandro Benetton: più servizi in un unico luogo, Milano piena di energia

Alessandro Benetton ha inoltre evidenziato come 21 House of Stories continui a puntare su Milano dopo la precedente apertura in Città Studi: “Una città che attrae, dinamica e piena di energia, in cui succede molto. I dati sul turismo anche internazionale sono straordinari. E poi ci sono tanti stranieri che vengono a studiare qui: mi auguro che dopo tanti anni in cui parliamo di fuga di cervelli si possa invertire la rotta”. Anche la scelta dei Navigli è frutto del fattore attrattivo esercitato da Milano: “Ne abbiamo uno anche in Città Studi: poi c’è stata l’occasione di questo immobile in via Ascanio Sforza. Per me i Navigli sono sempre stati un posto iconico, di tendenza, rappresentativi della Milano contemporanea. Questo sistema di canali è un esempio perfetto dell’ingegnosità di questa città”. A conclusione dell’intervista anche alcune considerazioni su “La Traiettoria”, libro di Alessandro Benetton pubblicato da Mondadori nel 2022. “Mi piaceva l’idea che nella mia storia, quella di un giovane che cresce, i lettori potessero trovare invece che delle palesi differenze, dei punti in comune, che toccano tutti. Come, per esempio gli errori e gli aggiustamenti che si fanno durante il proprio percorso”, ha dichiarato l’imprenditore: “Io ho vissuto i momenti tristi anche come un’occasione per ridisegnare la mia vita. Conosciamo noi stessi quando incontriamo degli ostacoli e dal modo in cui reagiamo: possono essere anche un’opportunità di crescita”.

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Renato Mazzoncini (A2A): investimento da 307 milioni per una Brescia più sostenibile

307 milioni gli investimenti di A2A per la transizione ecologica e l’economia circolare del territorio: lo ha sottolineato l’AD Renato Mazzoncini.

 Renato Mazzoncini, Amministratore Delegato di A2A

Renato Mazzoncini presenta i Bilanci di Sostenibilità Territoriale per Brescia e Milano

La Life Company A2A opera quotidianamente per supportare il percorso di transizione ecologica dei territori in cui è presente: per dimostrarlo, l’AD Renato Mazzoncini ha presentato il Bilancio di Sostenibilità Territoriale di Brescia, che mostra come i progetti di A2A abbiano un impatto positivo in termini di efficienza energetica, riduzione delle emissioni, ciclo idrico ed altri aspetti fondamentali per le comunità in cui il Gruppo si trova ad operare.  A Brescia, in particolare, la Life Company ha mostrato risultati particolarmente positivi: la società guidata da Renato Mazzoncini ha investito 307 milioni di euro e generato un impatto economico complessivo di 447 milioni di euro. Anche a Milano A2A ha presentato risultati notevoli, con investimenti arrivati a 370 milioni e il 100% dei rifiuti avviato a recupero di energia o di di materia.

Renato Mazzoncini: gli innovativi progetti di A2A sul territorio bresciano

Brescia rappresenta, secondo l’AD Renato Mazzoncini, un caso peculiare: è infatti “L’unica provincia in cui A2A gestisce tutti i servizi di cui si occupa: rifiuti, teleriscaldamento, sistema idrico integrato, produzione, distribuzione e vendita di energia, distribuzione e vendita di gas, mobilità elettrica e illuminazione pubblica. È un unicum.”. Non a caso, dunque, è proprio qui che la Life Company ha sperimentato alcuni fra i progetti più innovativi. Fiore all’occhiello la rete di teleriscaldamento, lunga oltre 680 chilometri e in grado di servire 180.000 appartamenti equivalenti utilizzando esclusivamente fonti rinnovabili. Con un ulteriore investimento di 100 milioni di euro, A2A ha implementato a Brescia la tecnologia flue gas cleaning condensation che, valendosi del calore generato dal termovalorizzatore, permette di scaldare ben 12.500 appartamenti.

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FME Education: le metodologie educativo-didattiche ai tempi della digitalizzazione

L’integrazione degli strumenti digitali nella didattica ha segnato la nascita a metodologie innovative che permettono di coniugare l’apprendimento e il divertimento: le soluzioni di FME Education vanno proprio in questa direzione.

FME Education

FME Education: strumenti digitali e nuove metodologie didattiche

La digitalizzazione è un processo che sta investendo tutti gli ambiti della nostra vita, implicando cambiamenti profondi nel modo di vivere. In ambito scolastico, le tecnologie digitali sono divenute degli strumenti ormai fondamentali da integrare nelle metodologie educativo-didattiche. Quelle più nuove tengono conto dell’interazione tra le varie aree di sviluppo (cognitiva, emotivo-affettiva, istintuale, culturale, sociale) e delle fasi evolutive degli studenti. In alcuni casi, come accaduto durante la pandemia, il digitale ha sostituito completamente la formazione in presenza, ma ci si è presto resi conto che è la combinazione della didattica tradizionale con le nuove tecnologie a garantire un’esperienza di apprendimento migliore per gli studenti. Lo sa bene FME Education che da tempo propone soluzioni basate su tale approccio.

Le soluzioni di FME Education in ambito didattico

Riconoscendo la trasformazione digitale come una sfida impegnativa ma necessaria, da dieci anni FME Education propone soluzioni digitali innovative per il mondo della formazione. Con i suoi strumenti, fornisce agli studenti degli strumenti adatti per combinare l’apprendimento e il divertimento. Conoscendo approfonditamente i processi di apprendimento degli studenti, l’Editore milanese fornisce supporto a genitori e insegnanti in tutte le relative fasi del processo. FME Education pensa infatti anche ai docenti, supportandoli con corsi di formazione e percorsi didattici digitali. Le soluzioni dell’Editore specializzato in formazione e contenuti digitali innovativi si rivolgono dunque a studenti, insegnanti, famiglie e scuole e hanno come obiettivo quello di supportare l’apprendimento e l’insegnamento con proposte che combinano esperienza, tecnologie e creatività.

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True Italian Experience: il profilo professionale dell’AD Maurizio Rota

Maurizio Rota si è specializzato nell’ambito della comunicazione integrata, dell’innovazione tecnologica e dello sviluppo di imprese basate sulle nuove tecnologie. Attualmente, ricopre l’incarico di Vicepresidente e Amministratore Delegato di True Italian Experience.

Maurizio Rota, Vicepresidente e Amministratore Delegato di True Italian Experience

Maurizio Rota: le attività professionali

Diplomato presso il Liceo Scientifico “Dante Alighieri” di Matera e laureato in Ingegneria Informatica presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, Maurizio Rota si distingue per uno stile caratterizzato dall’equilibrio tra disruption e organizzazione. Nel corso della sua carriera professionale ha lavorato a numerosi progetti all’avanguardia e in linea con le tendenze del momento, conseguendo diversi successi. La solida formazione accademica, unita a una profonda conoscenza delle tecnologie, gli hanno permesso di spiccare nel suo ambito. Rientrano tra i suoi maggiori successi quello di aver contribuito alla creazione e allo sviluppo di WOSM© – World Open Source Monitoring, tra i sistemi di Media Intelligence e analisi Big Data più avanzati al mondo per la raccolta, l’analisi e la gestione dei dati provenienti da TV, stampa, radio, siti web e social network.

Il percorso manageriale di Maurizio Rota in Assist Group

Nel 2016, Maurizio Rota diventa Direttore Generale e Membro del Consiglio di Amministrazione di Assist Group, realtà indipendente che opera nell’ambito della comunicazione e del marketing strategico. Dal 2020 è Amministratore Delegato di True Italian Experience, un’azienda innovativa attiva nel settore del turismo incoming che fa parte di Assist Group, assumendo un ruolo cruciale nella definizione e attuazione di strategie finalizzate alla promozione dell’Italia all’estero, alla vendita di esperienze di viaggio e alla digitalizzazione di tutta la filiera turistica. Maurizio Rota è infatti specializzato nella supervisione di progetti di rilevanza nazionale e internazionale volti a valorizzare brand e prodotti mediante strategie e attività di marketing e comunicazione.

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Rapporto AiFOS 2023: un convegno sulla qualificazione del formatore

Comunicato Stampa

Rapporto AiFOS 2023: un convegno sulla qualificazione del formatore

 

I risultati della ricerca sulla qualificazione del formatore alla sicurezza, la presentazione del Rapporto AiFOS 2023 e il convegno gratuito del 6 dicembre 2023 a Roma.

 

Affinché la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro sia un elemento cruciale nelle strategie di prevenzione di infortuni e malattie professionali, è necessario che i formatori siano qualificati e competenti, consapevoli delle proprie responsabilità, abili nella comunicazione e aggiornati sulle ultime novità normative, tecnologiche e metodologiche.

 

Ricordiamo che il Decreto Interministeriale del 6 marzo 2013 ha stabilito i “criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro” al fine di migliorare la qualità della formazione. Tuttavia, a più di dieci anni dall’approvazione del decreto, è ormai essenziale fare un bilancio relativo alle competenze dei docenti, che rivestono un ruolo fondamentale per l’efficacia del processo formativo.

 

Proprio a partire da questa esigenza, nel 2023 l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha avviato una nuova attività di ricerca per analizzare la situazione della qualificazione dei formatori, raccogliere l’opinione dei docenti qualificati e fare eventuali proposte migliorative per un futuro aggiornamento dei criteri.

I risultati del nuovo Rapporto AiFOS 2023, che comprende le analisi e i risultati della ricerca, saranno presentati a Roma il 6 dicembre 2023 durante un convegno gratuito in presenza.

 

La ricerca AiFOS sulla qualificazione del formatore alla sicurezza

L’Associazione AiFOS ha dunque condotto nel 2023 la nuova attività di ricerca “La qualificazione del formatore alla sicurezza” che sarà raccolta nel Rapporto AiFOS 2023.

 

Alla ricerca, svolta tramite questionari, hanno partecipato 669 formatori da tutta l’Italia.

 

Cercando di raccogliere qualche dato sulla figura del formatore alla sicurezza, come emerge dai questionari, possiamo dire che quasi nel 70% dei casi si tratta di un operatore maschio che opera in più realtà aziendali (69%) e con qualifica in tutte le tre aree (66,7%).

 

Riprendiamo anche qualche dato relativo alle sue opinioni.

 

Riguardo alla normativa e ai criteri attuali di qualificazione della figura del formatore si sostiene che i criteri sono abbastanza semplici, che tutti possono accedere alla qualificazione (la pensano in questo modo il 63,2% degli operatori) e che i criteri non consentono, dunque, una efficace selezione delle professionalità (73,1%).

 

E in vista di una revisione dei criteri di qualificazione dei formatori alla sicurezza, la maggioranza degli operatori che hanno partecipato alla ricerca indica che si dovrebbe puntare di più sull’esperienza svolta dai formatori (83,7%), si dovrebbe prevedere un’area comune a tutti (comunicazione) e poi prevedere diverse aree tematiche (74,6%), dovrebbe essere reso obbligatorio il possesso della capacità di comunicazione (82,1%), dovrebbe essere prevista come obbligatoria la frequenza di un corso formazione formatori per la didattica (75%), dovrebbe essere specificato meglio cosa si intende per “esperienza lavorativa o professionale coerente con l’area tematica della docenza” (78,6%).

 

Inoltre è importante definire con chiarezza le caratteristiche che deve possedere un istruttore per le parti pratiche (93,6%).

 

Rimandiamo alla partecipazione al convegno del 6 dicembre 2023 che presenterà nel dettaglio i vari risultati e le altre tematiche affrontate nella ricerca.

 

Il convegno gratuito sulla qualificazione del formatore alla sicurezza

Proprio per presentare il Rapporto AiFOS e riflettere sui risultati della ricerca, il 6 dicembre 2023 si terrà il convegno gratuito in presenza “La qualificazione del formatore alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2023”.

 

Il convegno si terrà a Roma – presso il Centro Congressi Confcommercio (Sala Solari) in Piazza G.G. Belli 2 – dalle 10.00 alle 13.00.

 

L’incontro servirà anche a far emergere criticità, punti di forza e possibili suggerimenti di modifica al Decreto Interministeriale. Infatti i risultati del sondaggio verranno sottoposti all’attenzione della Commissione Consultiva per spronarla a rivedere ed aggiornare i criteri di qualificazione, anche alla luce delle nuove competenze digitali e relazionali che il formatore deve aver sviluppato dopo gli anni della pandemia.

 

Il programma dell’evento e le informazioni per iscriversi

Veniamo agli interventi e alla struttura del convegno gratuito “La qualificazione del formatore alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2023:

 

Moderatore

Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS

 

Saluti istituzionali

Anna Rita Fioroni, Presidente Confcommercio Professioni

 

Interventi

Marco Masi, Presidente Comitato Scientifico AiFOS

Sara Stabile, Primo ricercatore DiMEILA INAIL (Dipartimento medicina epidemiologia igiene del lavoro e ambientale)

Mario Gallo, Segreteria Tecnica Ministero del Lavoro

Rocco Vitale, Presidente AiFOS

Matteo Fadenti, Vicepresidente AiFOS

 

Conclusioni

Lorenzo Fantini, Direttore dei Quaderni della Sicurezza AiFOS. Già Dirigente Ministero del Lavoro, divisione salute e sicurezza

 

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 3 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa) e RSPP/ASPP.

 

Per avere ulteriori dettagli sul convegno gratuito e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/la-qualificazione-del-formatore-alla-sicurezza-rapporto-aifos-2023

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

23 novembre 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Caronno Pertusella, il primo stabilimento di Riva Acciaio: così ha fatto la storia dell’industria siderurgica

Caronno Pertusella e Malegno sono due stabilimenti storici di Riva Acciaio: uno è stato il luogo che ha visto l’esecuzione della prima colata continua a tre linee in Italia, il secondo è il primo impianto del Gruppo in Val Camonica.

 Riva Acciaio

Caronno Pertusella: il primo stabilimento di Riva Acciaio

Caronno Pertusella, Comune situato nella provincia di Varese, rappresenta uno dei pilastri di Riva Acciaio. La sua storia inizia nel 1956, quando Emilio Riva intraprese la costruzione di questo stabilimento, completandola in soli sette mesi. Il 7 marzo 1957, giorno della prima colata, è ancor oggi celebrato come l’anniversario ufficiale del Gruppo Riva. Ma la vera innovazione è arrivata nel 1964, quando Caronno Pertusella ha adottato la tecnologia pionieristica della colata continua curva a tre linee. Questa innovazione ha rivoluzionato il settore siderurgico italiano, consentendo di ottenere billette direttamente dall’acciaio liquido, aumentando l’efficienza produttiva e riducendo i costi, e facendo così la fortuna di Riva Acciaio. Oggi, dopo decenni di investimenti costanti, Caronno Pertusella è divenuto uno degli stabilimenti più avanzati ed ecologicamente compatibili. È specializzato nella produzione di acciai speciali, sia al carbonio che legati. Billette e blumi da colata continua vengono prodotti in una vasta gamma di dimensioni e qualità e sono utilizzati per la realizzazione di macchine per movimento terra, nel settore minerario, nella produzione di energia e nell’industria automobilistica.

Malegno: il più antico stabilimento di Riva Acciaio in Val Camonica

Lo stabilimento di Malegno rappresenta un sito storico nello sviluppo di Riva Acciaio. Situato nella Valle Camonica, un’area con una lunga tradizione nella metallurgia, Malegno è il più antico dei tre stabilimenti del Gruppo in quella zona. Costruito negli anni ’30 con il nome di Società Elettrosiderurgica di Valle Camonica (SELVA), è controllato totalmente da Riva Acciaio a partire dagli anni ’90. Oggi, lo stabilimento di Malegno è specializzato nella produzione di tondo trafilato, pelato e rettificato in acciai per cementazione e bonifica, oltre a trafilati quadri e piatti in acciai da costruzione. I prodotti trovano applicazione in diversi settori, tra cui specialmente quello dell’automotive. Lo stabilimento ha ricevuto un grande numero di attestati: la certificazione UNI EN ISO 9001 per la gestione della qualità, l’UNI EN ISO 14001 per la gestione ambientale, l’UNI ISO 45001 per la salute e la sicurezza sul lavoro e la IATF 16949 per la fabbricazione di prodotti destinati all’ automotive.

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Il centenario di Italo Calvino: Federico Motta Editore approfondisce l’opera del grande scrittore

Capace di spaziare tra numerosi generi e utilizzare un novero di registri che vanno dal fiabesco allo sperimentale, Italo Calvino è senza dubbio un gigante della letteratura italiana: per questo, Federico Motta Editore ne analizza l’impatto in diversi volumi.

 Federico Motta Editore

Un secolo di Italo Calvino: Federico Motta Editore omaggia il grande autore

Federico Motta Editore festeggia il centenario di Italo Calvino: nato il 15 ottobre 1923 a Santiago de Las Vegas (Cuba), Calvino ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura italiana e internazionale, diventando uno dei giganti del ‘900. La sua produzione letteraria, sviluppata in 40 intensi anni di attività dell’autore, ha toccato uno straordinario numero di generi e pratiche letterarie, dando prova di eclettismo e di un inesauribile desiderio di sperimentare le possibilità sconfinate dell’arte della scrittura. “Il sentiero dei nidi di ragno”, pubblicato nel 1948, costituisce l’esordio letterario dello scrittore, un libro che riprende la personale esperienza nella lotta partigiana: il romanzo narra infatti il tema della Resistenza vista dagli occhi di un bambino. Successivamente, Calvino si orienta invece verso un genere totalmente diverso ovvero la fiaba e il racconto fantastico, realizzando la celeberrima trilogia “I nostri antenati”: “Il visconte dimezzato” (1952), “Il barone rampante” (1957) e “Il cavaliere inesistente” (1959). Risale al 1963 “Giornata di uno scrutatore”, che costituisce un momento di riflessione etica e politica. Come afferma Giulio Iacoli nelle pagine de “L’età moderna”, volume curato da Federico Motta Editore, in quest’opera Calvino tratta “tutto il periodo retrostante dell’impegno politico e dell’adesione a un rigore laico e illuministico

Italo Calvino nelle opere di Federico Motta Editore

Una caratteristica dell’opera di Calvino, come evidenziato da Federico Motta Editore, è quella di reinventarsi continuamente, buttandosi in sperimentazioni sempre più spericolate e ardimentose. A partire dal 1965, Calvino pubblica infatti le “Cosmicomiche”, in cui il programma illuministico della Giornata viene sviluppato poeticamente. In quest’ultima opera, Calvino utilizza una narrazione che è a metà tra la scrittura scientifica e il racconto mitologico: attraverso lo sguardo di Qfwfq, entità cosmica antica come l’universo, riesce a trasformare i misteri e le meraviglie del cosmo in una continua fonte di stupore. “Se una notte d’inverno un viaggiatore” (1979) è invece il romanzo postmoderno per eccellenza, con il quale Calvino si interroga sulla natura stessa della narrazione. La trama, squisitamente metaletteraria, vede come protagonista un Lettore che cerca continuamente il finale di un romanzo incompleto, incappando in altri incipit di storie incomplete. Calvino mostra tutta la sua abilità di scrittore nel cimentarsi in dozzine di generi diversi, dal racconto erotico orientale alla novella filosofica. Italo Calvino morirà nel 1985, lasciando incompiute le “Lezioni americane”, che costituiscono il suo testamento critico e filosofico. Federico Motta Editore approfondisce in maniera estesa l’opera e la figura di Calvino nei suoi volumi: in particolare, nella “Storia generale della letteratura italiana”, ma anche nei volumi dedicati al Novecento di Historia, in cui compare un arguto saggio di Giulio Iacoli.

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Economia Argentina, ecco cosa può succedere con Milei presidente

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  • 28 Novembre 2023

L’Argentina ha scelto Javier Milei come nuovo presidente, indirizzando così il paese verso una svolta non solo politica ma anche della propria economia. L’esponente di estrema destra è infatti favorevole ad una dollarizzazione del paese.

L’elezione di Milei e le conseguenze per l’economia

economia argentinaMilei ha vinto col 56% il ballottaggio contro il progressista Massa (44,04%), candidato ben visto dall’elite internazionale e soprattutto dal Fondo Monetario Internazionale che ha finanziato l’Argentina con un prestito di oltre 50 miliardi di dollari.
Si tratta di una notte storica, ha detto il nuovo presidente.  E non c’è dubbio che lo sarà davvero, anzitutto per l’economia Argentina.

Il ruolo del dollaro

La posizione di Milei rispetto al dollaro statunitense ha un ruolo cruciale nel suo programma politico. Il nuovo presidente ha infatti apertamente dichiarato ce vuole una dollarizzazione dell’economia argentina. Compiere un passo del genere significherebbe dire addio al peso, che ha perso enorme valore nell’ultimo anno e mezzo tanto che le piattaforme online gratis non lo negoziano neanche più.

Il rapporto di cambio rispetto al dollaro è ai massimi storici, e non è difficile immaginare visto il tasso di povertà al 40% nel paese che solo una piccolissima fetta della popolazione si possa permettere di comprare dollari al giorno d’oggi. Il rischio della dollarizzazione quindi è di innescare grosse tensioni sociali.

Nuovo scenario geopolitico

Riflessi importanti sull’economia Argentina si avranno però soprattutto a livello geopolitico. Chiaramente dollarizzare l’economia Argentina significa avvicinare sensibilmente le proprie posizioni a quelle statunitensi, abbandonando quindi sempre di più quelle dei BRICS (principalmente Brasile e Cina). Una vera e propria rivoluzione geopolitica.

La preoccupazione del mondo finanziario

Per questo motivo il mondo della finanza è preoccupato per la vittoria di Milei. Il peso argentino garantito attraverso i mercati paralleli è crollato di oltre il 10% a 1.000 per dollaro (fonte dati XTB group), innescando una nuova svalutazione del tasso di cambio ufficiale. Anche perché Milei promette anche di chiudere la banca centrale.

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Italgas, Paolo Gallo: ambizioso piano da 7,8 miliardi di euro al 2029 per una rete digitale e sostenibile

Italgas, leader nel settore della distribuzione del gas, ha presentato il suo nuovo piano strategico fino al 2029, confermandosi tra le principali realtà industriali impegnate nello sviluppo sostenibile. L’AD Paolo Gallo ha delineato un percorso ambizioso che mira a rendere la rete di distribuzione completamente digitale entro il 2024, investendo complessivamente 7,8 miliardi di euro.

L'Amministratore Delegato di Italgas, Paolo Gallo

Paolo Gallo: 4,6 miliardi per potenziare e modernizzare la rete di distribuzione del gas

Il cuore del piano è rappresentato da un investimento massiccio di 4,6 miliardi di euro per potenziare e modernizzare la rete di distribuzione del gas. Paolo Gallo ha posto l’accento sul raggiungimento della neutralità carbonica entro il 2050, una mossa strategica che richiede l’implementazione di tecnologie avanzate e sostenibili. La digitalizzazione sarà fondamentale, con la rete controllata da remoto attraverso un network proprietario, anticipando le sfide ambientali e tecnologiche. Una parte significativa del piano, pari a 1,6 miliardi di euro, sarà destinata alla trasformazione digitale della rete, garantendo la capacità di accogliere impianti di biometano e sviluppare la tecnologia del reverse flow verso la rete di trasporto. La digitalizzazione contribuirà anche allo sviluppo di un contatore proprietario H2 ready, concepito per integrare l’idrogeno nella rete, un passo chiave verso la sostenibilità energetica. “Il Gruppo si conferma tra le principali realtà industriali in grado di mettere le proprie capacità progettuali, di investimento e di creazione di valore al servizio degli obiettivi di sviluppo sostenibile dei Paesi in cui opera”, ha rimarcato Paolo Gallo.

Paolo Gallo: obiettivi ambiziosi e soluzioni innovative

Il piano prevede inoltre 2,9 miliardi di euro per il potenziamento e il miglioramento delle infrastrutture esistenti, con 170 milioni destinati al completamento del processo di metanizzazione della Sardegna. Il Gruppo guarda anche oltre i confini nazionali, con investimenti in Grecia per estendere la rete e diversificare il business. Paolo Gallo ha ribadito l’impegno dell’Europa nella transizione ecologica, ma ha evidenziato la necessità di bilanciare questa transizione con la sicurezza energetica e costi accessibili per le famiglie e le imprese. Il piano di Italgas si propone di essere una risposta concreta a queste sfide, offrendo soluzioni innovative e sostenibili. Per il 2023, Italgas prevede investimenti tecnici di circa 900 milioni di euro, con ricavi superiori a 1,75 miliardi di euro, un EBITDA di circa 1,8 miliardi e un EBIT di 680 milioni. Il Gruppo guidato da Paolo Gallo mira a raggiungere un fatturato superiore ai 2,7 miliardi di euro e un EBITDA sopra gli 1,8 miliardi entro la fine del piano, con una crescita media annua dell’8% per entrambi gli indicatori. La politica dei dividendi è infine stata aggiornata ed estesa al 2026, con l’intenzione di distribuire una cedola pari al maggiore tra l’importo risultante dal Dps 2022 aumentato del 4% annuo e il Dps pari al 65% dell’utile rettificato per azione.

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Risparmio privato: per il “Financial Times” Banca Generali è il miglior istituto in Italia

La giuria dei Global Private Banking Awards ha deciso di premiare ancora una volta Banca Generali con il titolo di Best Private Bank italiana. L’Istituto si conferma punto di riferimento del risparmio privato grazie a personalizzazione, ampia gamma di servizi e una rete di consulenti in grado di costruire un solido rapporto di fiducia con i clienti.

Banca Generali

Risparmio privato: Banca Generali premiata come migliore in Italia nel 2023

Il risparmio privato è una delle principali sfide per le famiglie, soprattutto in un contesto di incertezza economica e sociale. Tra gli istituti italiani che nel 2023 si sono distinti per i servizi di consulenza c’è Banca Generali. Per la quinta volta in sette anni la banca è stata infatti premiata con il titolo di Best Private Bank in Italy. Giunti alla 15esima edizione, i Global Private Banking Awards sono promossi dal prestigioso Gruppo “Financial Times”. La giuria, composta da giornalisti esperti nel settore, analisti e investitori provenienti da tutto il mondo, ha riconosciuto l’impegno e i risultati di Banca Generali, che ha saputo distinguersi per la qualità e l’unicità della gestione del risparmio privato e dei servizi di consulenza patrimoniale destinati alle famiglie italiane. Un successo che ha beneficiato anche dell’ambiente inclusivo e sostenibile creato dall’Istituto per tutti gli stakeholders.  

Con Banca Generali un servizio personalizzato e innovativo per i clienti HNWI

Negli ultimi anni, Banca Generali è stata protagonista di un percorso di sviluppo incentrato non solo sulla personalizzazione e sulla digitalizzazione dei servizi, ma anche su iniziative volte a valorizzare la carriera di donne e giovani professionisti. Secondo la giuria, tra i punti di forza del leader italiano del risparmio privato ci sono infatti progetti quali “New Generation”, lanciato con l’obiettivo di formare una nuova generazione di consulenti finanziari, e “BGWomen”, un percorso di empowerment rivolto a tutte le professioniste donna e finalizzato a rafforzare il sempre più fragile equilibrio vita-lavoro. A completare il profilo come Best Private Bank in Italia il grado di soddisfazione dei clienti, ottenuto grazie soprattutto al lavoro di consulenti esperti e costantemente aggiornati. In un mercato sempre più competitivo, si legge nella motivazione del riconoscimento, il primato di Banca Generali risiede “anche nelle iniziative chiave poste in essere per servire la sua base clienti composta da individui con patrimoni elevati”.

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Alessandro Benetton: icona di successo e innovazione

Alessandro Benetton emerge come figura chiave nel panorama imprenditoriale e finanziario internazionale. Dalla fondazione di 21 Invest al suo ruolo in Edizione S.p.A., Alessandro incarna l’essenza dell’innovazione e della leadership. La sua carriera si distingue per il successo in diversi ambiti, dalla Formula 1 allo sci alpino, segnando ogni settore con una visione unica e progressista.

Alessandro Benetton

La visione innovativa di Alessandro Benetton

Alessandro Benetton, un nome che riecheggia nel mondo degli affari e dell’imprenditoria, non è solo il figlio del fondatore del Gruppo Benetton, Luciano Benetton, ma un’icona di successo a sé stante. Nato nel 1964 a Treviso, ha seguito un percorso accademico d’eccellenza, culminato con una laurea all’Università di Boston e un MBA all’Università di Harvard. La sua carriera inizia con un’esperienza significativa come analista in Goldman Sachs International a Londra, una tappa che ha plasmato le sue competenze nel settore finanziario.

Il vero salto nella carriera di Alessandro avviene nel 1992, quando, a soli 28 anni, fonda 21 Investimenti, rinominata 21 Invest nel 2018. Questa mossa ha segnato la sua transizione da erede di un colosso industriale a imprenditore autonomo, ponendo le basi per ciò che diventerà uno dei gruppi leader nel private equity europeo. La carica di presidente di Benetton e quella di Giuseppe Prestia come CEO in 21 Invest, testimoniano l’impegno verso l’innovazione e lo sviluppo sostenibile.

L’eredità e l’impatto di Alessandro Benetton

Alessandro Benetton non è solo un brillante uomo d’affari, ma anche un influente leader in diversi settori. La sua presidenza del Benetton Formula 1 Racing Team dal 1988 al 1998 ha rivoluzionato il mondo delle corse, portando a successi storici con piloti del calibro di Michael Schumacher. Inoltre, il suo impegno nel mondo dello sport prosegue con la presidenza della Fondazione Cortina 2021, culminata nell’organizzazione dei Campionati Mondiali di Sci Alpino, un evento che ha lasciato un segno indelebile nello sport italiano.

La leadership di Alessandro si estende anche al settore finanziario ed esplora le dinamiche del mondo manageriale italiano, con ruoli di rilievo in Edizione S.p.A. e Atlantia. La sua visione ha contribuito significativamente alla fusione tra Autogrill e Dufry, creando un nuovo gigante nel settore della ristorazione travel retail. Queste mosse strategiche non solo rafforzano la sua reputazione come imprenditore innovativo, ma anche come un leader capace di navigare e influenzare diversi settori con successo.

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Carlo Messina: Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi del 2023, l’intervista sui risultati

Intesa Sanpaolo ha “capitale in eccesso e siamo pronti a proporre a fine anno un buyback azionario”: l’intervista al CEO Carlo Messina.

Carlo Messina

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo è un acceleratore della crescita dell’economia reale in Italia

Il CEO Carlo Messina, intervistato per CNBC Europe, ha commentato i risultati finanziari di Intesa Sanpaolo nei primi nove mesi del 2023 sottolineando come “abbiamo capitale in eccesso e siamo pronti a proporre a fine anno un buyback azionario”. Inoltre “non avremo impatti regolamentari sul nostro capitale nel 2024 e quindi potremo aggiungere un buyback al nostro payout del 75% non solo per il 2023, ma anche per il 2024 e il 2025 se il CdA lo approverà”. I risultati dei primi nove mesi del 2023 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di generare una redditività sostenibile anche in contesti complessi grazie a un modello di business ben diversificato e resiliente. L’utile netto, pari a 6,1 miliardi di euro, si attesta in crescita dell’85,3% rispetto allo stesso periodo del 2022: la stima per l’intero anno supera i 7,5 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo ha maturato dividendi per 4,3 miliardi di euro, diventando la prima banca in Europa per dividend yield: il 40% dei dividendi, destinato alle famiglie italiane e alla Fondazioni azioniste, consente la realizzazione di importanti interventi di carattere sociale nei territori di appartenenza. Soltanto una recessione profonda in Italia “ci potrà far muovere in una posizione diversa, di difesa dei nostri stakeholder a lungo termine, altrimenti restiamo in posizione che ci vede con un profilo di rischio molto limitato e quindi con il bisogno di mantenere un capitale in eccesso a sua volta piuttosto limitato”, ha precisato il CEO Carlo Messina.

Carlo Messina: Intesa Sanpaolo, la forza di un modello di business ben diversificato e resiliente

Nell’intervista il CEO Carlo Messina, oltre a evidenziare la capacità di Intesa Sanpaolo di continuare a generare una profittabilità elevata e sostenibile, ne ha sottolineato il valore anche in quanto promotrice del più importante progetto per la coesione sociale nel Paese, a beneficio di tutti gli stakeholders. “Abbiamo collegato un programma per contrastare la disuguaglianza sociale”, ha spiegato il CEO: 1,5 miliardi di euro per il Sociale da destinare entro il 2027, in aggiunta al miliardo del periodo 2018-2021, qualifica Intesa Sanpaolo quale “istituzione al servizio del Paese, per promuovere una società più equa in modo strutturale e concreto” nonché “principale istituzione in Italia e ai vertici mondiali per impatto sociale” con 1.000 professionisti coinvolti. Il CEO Carlo Messina, in occasione della presentazione dei risultati, ha ricordato inoltre i tratti distintivi del modello unico di Intesa Sanpaolo: “Una consolidata forza commerciale delle divisioni al servizio di famiglie e imprese, uno sviluppo di rilievo delle attività del wealth management, un’offerta digitale tecnologicamente avanzata e una gestione delle attività internazionali improntata all’efficienza. Caratteristiche che consentono alla Banca di trarre benefici non solo dal contesto attuale ma di garantirle resilienza e redditività negli scenari futuri”.

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Turismo in Italia, Maurizio Rota: il potenziale del Paese e le sfide future

Il turismo in Italia ha raggiunto nuovi picchi nel 2023, con un aumento record di visitatori stranieri. Tuttavia, come rivelato dai dati forniti dall’Osservatorio Internazionale di True Italian Experience, di cui Maurizio Rota è Vice Presidente e Amministratore Delegato, emergono sfide significative che l’industria turistica italiana deve affrontare.

Il Vice Presidente e Amministratore Delegato di True Italian Experience, Maurizio Rota

Maurizio Rota: il turismo in Italia tra punti di forza e sfide

L’Italia vanta una serie di punti di forza che continuano a conquistare i turisti internazionali. Il cibo e il vino, la cultura, l’arte, le tradizioni, le bellezze naturali e l’ospitalità sono stati valutati positivamente, dimostrando l’attrattiva del Paese. Tra le città d’arte, Roma è in testa con un aumento del 5,1% rispetto al 2022, seguita da Firenze e Venezia. Tra le regioni, la Puglia è al primo posto con un aumento delle presenze del 6,2%, seguita dalla Toscana e dal Trentino Alto Adige. Sulle coste italiane, la Costiera Amalfitana guida con un incremento del 4,2% delle visite internazionali rispetto all’anno precedente. “Questi dati confermano il grande potenziale del nostro Paese che continua a soddisfare il desiderio di esperienze da parte dei turisti”, ha commentato Maurizio Rota. Nonostante l’entusiasmo dei visitatori, l’Italia è però percepita come una destinazione costosa. L’84% dei turisti stranieri ritiene infatti che il costo del viaggio sia elevato. Tale percezione può essere un deterrente per i viaggiatori a budget limitato e richiede un’attenzione mirata da parte dell’industria turistica italiana. Il clima è un altro aspetto che influenza le esperienze dei turisti. Il 71% dei visitatori ha lamentato le temperature elevate durante il periodo estivo, sottolineando l’importanza di affrontare il cambiamento climatico e fornire comfort ai viaggiatori. Inoltre, il 51% ha manifestato dubbi sulla sicurezza, specialmente durante le ore serali.

Maurizio Rota: “Indicazioni utili per uno sviluppo ottimale del settore

La recente analisi condotta da True Italian Experience ha rivelato che il maggior afflusso di turisti in Italia ad agosto 2023 è stato registrato dagli Stati Uniti, rappresentando il 17,9% del totale, seguiti da turisti tedeschi (8,2%), francesi (6,8%), spagnoli (5,3%) e canadesi (3,4%). Le esperienze turistiche offerte hanno ottenuto un notevole successo, con il 74% dei visitatori che ha partecipato ad almeno tre attività esperienziali. Inoltre, il 63% ha dimostrato una preferenza per destinazioni incentrate principalmente sull’arte e la cultura. Il 61% ha invece optato per vacanze sostenibili e responsabili, mentre il 58% ha espresso l’intenzione di pianificare un nuovo soggiorno a lungo termine entro i prossimi tre anni. “L’analisi condotta da True Italian Experience, grazie al suo Osservatorio permanente che utilizza una tecnologia innovativa in grado di vagliare oltre 25 milioni di fonti web, 88 piattaforme di social network e oltre 120mila testate media, permette una radiografia dettagliata della stagione turistica appena conclusa e consente di dare indicazioni utili per uno sviluppo ottimale del settore”, ha concluso il Vice Presidente e Amministratore Delegato Maurizio Rota aggiungendo che “non bisogna trascurare le indicazioni sull’aumento dei prezzi e sulla sicurezza del territorio, fronti sui quali è necessario trovare soluzioni”.

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Gruppo FS vince concessione da 1 miliardo per il trasporto pubblico nella provincia di Fryslan in Olanda

260 bus carbon free, 80 linee, 155 milioni di passeggeri all’anno, 26 milioni di chilometri percorsi annualmente: questi sono i numeri descritti nel contratto tra la l’Olanda e Gruppo FS che, tramite la partecipata Qbuzz, ha ottenuto in concessione i trasporti della provincia del Fryslan. Il contratto prevede l’assunzione di 660 nuovi impiegati.

 Gruppo FS, società italiana attiva nel trasporto

Qbuzz, società del Gruppo FS, ottiene concessione miliardaria in Olanda

Continua l’espansione internazionale del Gruppo FS: la società olandese Qbuzz, controllata da Busitalia, ha ottenuto una importante concessione per i trasporti su gomma della provincia di Fryslan. La concessione avrà una durata di dieci anni e un valore complessivo di un miliardo di euro. Gli accordi prevedono inoltre 660 nuove assunzioni nello staff di Qbuzz, oltre all’impegno di reinvestire 218 milioni di euro in manutenzione, rinnovo della flotta e innovazione al fine di aumentare il comfort e ridurre l’impatto ambientale. Si tratta di un ulteriore passo in avanti nel piano dell’AD Luigi Ferraris, che prevede di trasformare l’Europa in un “grande mercato domestico” in cui Gruppo FS avrà una posizione di sempre più marcata leadership. Attualmente, Qbuzz è il terzo operatore del trasporto pubblico olandese, gestendo la mobilità di Utrecht, Groningen-Drenthe e DMG (Drechtsteden-Molenlanden-Gorinchem). Lo scorso luglio, la società controllata da Busitalia si è aggiudicata anche l’area metropolitana nel Randstad, tra Amsterdam e Rotterdam.

La flotta sostenibile del Gruppo FS percorrerà 26 milioni di chilometri all’anno a impatto zero

Tramite Qbuzz, Gruppo FS metterà invece a disposizione del Fryslan e dei suoi 650mila abitanti una flotta di 260 bus, all’avanguardia della sostenibilità. Dei 310 mezzi di Qbuzz in Olanda, infatti, ben 278 sono elettrici, mentre 32 alimentati a idrogeno. Oltre alla flotta carbon free, il Gruppo sta anche sperimentando carburanti a basso impatto come l’HVO.  Secondo le stime, i bus di Qbuzz, organizzati in 80 linee, percorreranno 26 milioni di chilometri all’anno, trasportando nello stesso lasso di tempo circa 155 milioni di passeggeri. I bus sostenibili del Gruppo FS sono ideali per una regione come il Fryslan, caratterizzata da ampie aree rurali, centri di piccole dimensioni e splendide attrazioni culturali e paesaggistiche.

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SEO all’Avanguardia con un Pizzico di Ironia: La Guida che Fa Sorridere Google

 

Ciao esploratore SEO intraprendente!

Benvenuto nella guida più divertente e innovativa che abbia mai attraversato il vasto universo della Search Engine Optimization (SEO). Mettiti comodo, prendi una tazza di caffè (o la tua bevanda preferita) e preparati a dominare il mondo di Google con un sorriso!

  1. Inseguire l’Algoritmo Felice di Google: Sì, Google ha un algoritmo felice! E la chiave è farlo sorridere. Scopri cosa rende felice il caro algoritmo e vedrai il tuo sito salire come un razzo nei risultati di ricerca.
  2. Parole Chiave: Il Vocabolario del Successo: Immagina le parole chiave come piccoli segreti che solo tu e Google condividete. Svelali con stile, con un linguaggio che cattura l’attenzione e fa dire a Google, “Questo sito è cool!”
  3. Contenuti: Più Divertenti, Più Google Felice: Google adora ridere, anche quando si tratta di contenuti. Aggiungi un tocco di umorismo ai tuoi articoli e Google ti ricambierà con una posizione di rilievo.
  4. Ottimizzazione On-Page: Un Makeover da Ridere: Aggiungi un po’ di glamour alle tue pagine con tag di titolo e meta description che fanno sorridere. Google apprezza il buon umore!
  5. Backlink: Festa VIP nel Mondo SEO: Costruisci backlink come se stessi organizzando la festa più epica della storia. Google ama chi ha amici (o link) influenti!
  6. Velocità di Caricamento: Non Far Aspettare il Tuo Pubblico: Google è come quel tuo amico impaziente. Fai in modo che il tuo sito si carichi veloce, altrimenti Google se ne andrà altrove a cercare l’intrattenimento.
  7. Mobile Optimization: Il Tuo Sito, Pronto per la Pista da Ballo Mobile: Assicurati che il tuo sito sia pronto per ballare su qualsiasi dispositivo. Google adora chi sa muoversi bene su tutti i tipi di piste da ballo digitali.
  8. Analisi: L’Indiana Jones del Mondo SEO: Sii l’Indiana Jones delle analisi. Scava nei dati con un cappello da esploratore e scopri i tesori nascosti delle statistiche. Google si innamorerà del tuo spirito avventuroso.
  9. Link Interni: Il Mixer del Tuo Contenuto: Collega le pagine del tuo sito come se stessi organizzando il mixer più trendy in città. Google apprezza una buona connessione interna!
  10. Contenuti Evergreen: La Regina della Foresta SEO: Crea contenuti che resistano al passare del tempo come una quercia nella foresta. Google adora la durata, come una buona amicizia.
  11. Esperimenti SEO: La Cucina Segreta di Google: Sperimenta con le tue strategie SEO come uno chef in cucina. Trova la ricetta perfetta che farà leccare i baffi a Google.
  12. User Experience: La Passeggiata nel Parco di Google: Offri un’esperienza utente che faccia sentire gli utenti come in un parco divertimenti. Google ama chi fa divertire i suoi visitatori.

In conclusione, la SEO non deve essere noiosa e complessa. Con un tocco di allegria e innovazione, puoi conquistare il cuore di Google e salire le classifiche come una cometa luminosa nel cielo digitale. Ricorda, divertiti mentre ottimizzi e Google sorriderà di certo sul tuo successo!

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Il successo di Riva Acciaio tra siti produttivi, qualità e innovazione

Riva Acciaio, fondata nel 1954 e parte del Gruppo Riva, si è affermata come il principale produttore italiano di acciai di qualità. Con una produzione destinata al mercato italiano ed estero, le sue attività si svolgono negli stabilimenti di Caronno Pertusella (VA), Lesegno (CN), Sellero, Malegno e Cerveno nella Valle Camonica (BS).

Riva Acciaio

Riva Acciaio: oltre 60 anni di esperienza nel settore siderurgico

Con un’esperienza di oltre 60 anni nella realizzazione di prodotti lunghi e acciai di alta qualità, Riva Acciaio guarda al futuro con l’obiettivo di rimanere competitiva e allineata alle sfide ambientali del settore siderurgico. L’azienda si distingue per il suo laboratorio all’avanguardia presso Lesegno che, dotato del simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”, collabora con istituzioni accademiche di prestigio come l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano. Gli stabilimenti di Cerveno, Malegno, Caronno e Lesegno sono certificati secondo la norma IATF 16949, il che consente al Gruppo di rifornire il mercato dell’automotive con prodotti di alta qualità. Nel frattempo, lo stabilimento di Sellero è certificato secondo la norma UNI ES ISO 9001, garantendo alti standard qualitativi. Riva Acciaio si impegna costantemente nel monitoraggio dei suoi processi produttivi al fine di mantenere gli stakeholder al centro delle politiche aziendali. Tale impegno a lungo termine è un segno tangibile della sua attenzione alla qualità e alla soddisfazione del cliente. Un elemento chiave dell’approccio aziendale è il riguardo costante verso l’innovazione e la sostenibilità.

Riva Acciaio: l’eccellenza dello stabilimento di Lesegno

Nell’ambito delle attività di Riva Acciaio, lo stabilimento di Lesegno emerge come una punta di diamante. Tale impianto, avviato nei primi anni ‘60, è rapidamente diventato un protagonista di primo piano nel settore siderurgico italiano. La sua reputazione si estende oltre i confini nazionali, confermando la sua rilevanza a livello internazionale. Le tecnologie avanzate che caratterizzano le attività del Gruppo sono garanzia di qualità del prodotto. In particolare, lo stabilimento di Lesegno si è distinto grazie all’avvio di due importanti progetti nel 2018 e nel 2020. Tali iniziative hanno ulteriormente consolidato la sua posizione di rilievo nel panorama europeo, dimostrando la capacità di Riva Acciaio di rimanere competitiva e all’avanguardia nel settore.

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Luca de Meo: “In Europa ci sono le competenze per superare il ritardo sull’elettrico”

“Dobbiamo rispondere, la sfida sarà quella di riuscire a recuperare il potenziale ritardo che abbiamo sviluppato sulla catena del valore della vettura elettrica”: lo ha affermato il CEO di Renault Group Luca de Meo, sottolineando complessità e opportunità della rivoluzione elettrica.

 Luca De Meo

Luca de Meo: “Dall’elettrico non si torna indietro

L’elettrico rappresenta il futuro del mondo dell’automobile: lo sostiene Luca de Meo, CEO di Renault Group, evidenziando le altissime somme che le grandi case automobilistiche hanno investito nello sviluppo del settore. “Ormai tutti quanti sono convinti, stanno mettendo i soldi in investimenti necessari perché l’industria dell’automobile sta investendo 250 miliardi nell’affare, quindi quando c’è qualcuno che mi parla, che critica l’industria dell’automobile, che non crediamo troppo all’elettrico, gli farei vedere i conti per dimostrare che in realtà noi stiamo mettendo mani al portafoglio perché queste cose qua funzionano”. Tuttavia, la rivoluzione del settore automobilistico dovrà superare molte sfide e criticità. Innanzitutto, quelle tecniche: fornire un prodotto che non soffra il confronto con i motori tradizionali, né a livello di performance né di pricing. È fondamentale, secondo il CEO di Renault Group, che l’elettrico non rimanga confinato allo status di “prodotto per ricchi”. La sfida più urgente, tuttavia, è rappresentata dal mercato cinese, che ha iniziato a lavorare sull’elettrico con circa una generazione di anticipo e lancerà sul mercato europeo dozzine di modelli a prezzo affidabile. Secondo Luca de Meo, l’Europa ha già gli strumenti per battersi ad armi pari: “Penso che in Europa ci siano le competenze tecniche per poterlo fare”.

Luca de Meo: “Lavoro di squadra tra imprese e Governi per il successo dell’elettrico

Resta in ogni caso fondamentale, secondo Luca de Meo, che venga tracciata una strategia di valorizzazione del settore automobilistico elettrico in Europa, specialmente attraverso il lavoro di squadra tra industrie e Governi. “Noi siamo pronti a sederci al tavolo per sviluppare una strategia che sia efficace e che possa essere modificata se alcune cose non funzionano perché il futuro non è mai prevedibile”. Il CEO di Renault Group sottolinea l’importanza di una collaborazione trasversale tra i vari settori dell’industria europea, in particolare quello energetico e quello delle infrastrutture. Il protezionismo può essere utile, ma è necessario anche un piano di incentivi statali che possano rendere i prodotti elettrici appetibili al grande pubblico nelle prime fasi. Luca de Meo conclude affermando che bisogna avere fiducia nell’industria europea e nella sua capacità di recupero: “Io credo che l’industria europea, non dobbiamo mai dimenticare, è comunque il fiore all’occhiello dell’economia europea e abbiamo i migliori marchi al mondo, quindi bisognerebbe anche evitare di sottostimare le nostre capacità di recupero e di reazione”.

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Quanto Vale l’Oro Davvero

Quando si parla di valore dell’oro si deve fare alcune considerazioni necessarie a specificare il contesto al quale ci riferiamo.
Il valore di questo metallo prezioso che da millenni e apprezzato in ogni luogo del mondo viaria a seconda della qualità delle leghe che vengono utilizzate.
Chi commercia in oggetti in oro esegue sempre una valutazione stando attenti a comprendere bene la percentuale di oro puro presente come sanno bene le attività come questo compro oro Firenze.
L’oro è un metallo troppo morbido per potere essere utilizzato puro, se non per la realizzazione di lingotti che vengono acquistati e successivamente fusi in lega con altri metalli più resistenti.
A seconda dell’oggetto da realizzare vengono scelte le percentuali di altri metalli da fondere insieme all’oro in modo che sia garantita la giusta durezza e stabilità.
In italia per esempio i gioielli in oro sono realizzati con una lega di 18 carati che corrisponde al 75% di oro puro fuso insieme ad altri metalli.
I lingotti al contrario sono realizzati con oro puro 999,99 millesimi, 24 carati, e per questo sono utilizzati anche come mezzo di investimento e detenuti in caveau, come nel caso di quelli delle banche centrali o di privati che scelgono questo metodo per custodirli al sicuro.
Il valore dell’oro può variare notevolmente in base a diversi fattori, tra cui la domanda e l’offerta, le condizioni economiche globali, i tassi di cambio, l’instabilità politica e altri fattori influenti.
Il prezzo dell’oro è generalmente quotato in once troy, ed è spesso monitorato utilizzando il prezzo dell’oro al lingotto.
Per sapere il valore attuale dell’oro, è possibile verificare i siti web finanziari o utilizzare app specializzate che forniscono quotazioni in tempo reale per il prezzo dell’oro.
I prezzi dell’oro possono fluttuare quotidianamente, quindi è importante tenere presente che il valore dell’oro cambierà nel corso del tempo.
Nel mio database di conoscenze, non ho accesso a dati in tempo reale, quindi non posso fornire il prezzo attuale dell’oro.

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Susan Carol Holland e Fondazione Amplifon, tre anni a supporto degli anziani

A partire dalla sua nascita, la mission di Fondazione Amplifon, guidata da Susan Carol Holland, è stata quella di stimolare intellettualmente gli anziani e combattere la loro marginalizzazione e solitudine, utilizzando gli strumenti della tecnologia e della creatività.

 Susan Carol Holland, Presidente Fondazione Amplifon

Susan Carol Holland: il dialogo intergenerazionale come mission di Fondazione Amplifon

Compie tre anni Fondazione Amplifon, onlus guidata da Susan Carol Holland con lo scopo di aiutare gli anziani a combattere la marginalizzazione e la solitudine. La convinzione che guida l’attività della Fondazione è semplice: gli anziani meritano una buona qualità di vita e, soprattutto, hanno molto da insegnare alle nuove generazioni. Nata ai tempi del Covid-19 per portare soccorso alla Terza Età in un momento estremamente difficile, l’onlus si è ora evoluta in una realtà che promuove numerose iniziative sul territorio nazionale per assicurarsi che nessuno rimanga indietro. La Presidente Susan Carol Holland ha così descritto la mission della Fondazione: “Fondazione Amplifon lavora per garantire l’inclusione a tutti coloro che rischiano di rimanere indietro, con attenzione particolare agli anziani nelle loro comunità. Aggregando le migliori energie, idee e professionalità del mondo pubblico e privato, la Fondazione mira a riportare al centro il ruolo e il patrimonio di vita e conoscenza degli anziani, in un’ottica di condivisione intergenerazionale”.

Fondazione Amplifon, tutte le iniziative promosse da Susan Carol Holland

Tra i numerosi progetti che Fondazione Amplifon ha messo in atto a sostegno della Terza Età, sotto la guida di Susan Carol Holland, spicca indubbiamente “Ciao!”, iniziativa che ha portato all’installazione di schermi multimediali in centinaia di RSA e ospizi. Attraverso questi dispositivi, dotati di impianti sonori di alta qualità per facilitare la comprensione da parte degli anziani, i nostri nonni possono intrattenersi con lezioni di yoga, arteterapia, concerti e addirittura visite guidate a splendide città d’arte con come sottofondo canzoni in voga negli anni in cui erano giovani. Il progetto “Viva gli anziani!”, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio, ha permesso di dare sostegno a numerosi anziani soli, sia attraverso supporto materiale (come la spesa o le faccende di casa) che attraverso preziosa compagnia. “Let’s Dream”, invece, ha permesso a molti anziani di vedere avverati i propri desideri: tra questi, un eccezionale concerto di Bobby Solo in una RSA.

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