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“Progetto Giovani” di Banca Generali: formazione e mentorship per il private banking del futuro

Da Banca Generali un percorso di sviluppo a 360° per i giovani consulenti che vogliono diventare professionisti del private banking.

Banca Generali, un ricambio generazionale per innovare la consulenza private banking

Offrire il massimo supporto alla nuova generazione di consulenti private banking e prepararsi a intercettare le esigenze di una clientela sempre più giovane. È l’obiettivo di “Progetto Giovani”, la recente iniziativa promossa da Banca Generali nel solco della politica di ricambio generazionale delineata dal Piano Strategico 2022-2024. Un piano di ingresso destinato ai talenti under 35 che intendono sviluppare le skills necessarie per eccellere nella professione ed entrare a far parte del network di private banker e wealth advisor di Banca Generali. A spiegarlo è il Vice Direttore Generale dell’Istituto Marco Bernardi, che parla di un vero e proprio “travaso di competenze” dai professionisti affermati verso i giovani consulenti: “Come banca leader nel private banking in Italia siamo consapevoli della necessità di allargare le maglie della nostra professione anche a una nuova generazione di consulenti che saranno coloro i quali si occuperanno di creare valore per il risparmio del futuro. Siamo convinti che il percorso creato possa rappresentare la strada giusta per la creazione di valore nel lungo periodo”.

Private banking, con “Progetto Giovani” Banca Generali scommette sulle skills relazionali

Il Progetto di Banca Generali prevede un percorso di 36 mesi tra formazione continua e attività di mentorship. Oltre a garantire l’aggiornamento costante sotto il profilo delle competenze tecniche, l’iniziativa si focalizzerà in particolar modo sullo sviluppo delle capacità relazionali. Fondamentale per l’Istituto leader nel private banking è infatti la componente empatica, necessaria a creare il rapporto di fiducia tra professionisti e clienti. I partecipanti verranno inoltre messi alla prova con un obiettivo di portafoglio, con i tutor che alla fine del percorso decideranno se dar vita o meno ad un nuovo team di consulenti under 35 dedicato al private banking. Abbassare l’età media e favorire il ricambio generazionale non è tuttavia l’unico scopo di Banca Generali, che attraverso consulenti sempre più giovani si prepara a intercettare le esigenze di quella fascia di clienti che ancora non è private ma è destinata a diventarla: “In questo le nuove generazioni rappresentano sicuramente un bacino dal quale vogliamo pescare – commenta Bernardi – con giovani consulenti che possono così crescere di pari passo insieme ai propri clienti”.

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Resilienza investimenti sostenibili ESG: il report O-Fire promosso da Banca Generali

Nonostante gli investimenti sostenibili ESG siano più resilienti del mercato, è ora necessario concentrarsi sul gap comunicativo tra imprese e Tassonomia UE. Il primo report O-Fire promosso da Banca Generali, AIFI e Università di Milano Bicocca.

Banca Generali: report su investimenti sostenibili ESG e parametri Tassonomia UE

Un forte disallineamento tra i dati ESG forniti dall’industria europea e i parametri indicati dalla Tassonomia UE, classificazione introdotta nel 2020 per individuare le attività economiche eco-sostenibili e accelerarne la transizione ecologica. È quanto emerso dal primo rapporto annuale di O-Fire, Osservatorio sulla Finanza d’Impatto e sue Ricadute Economiche, promosso da Banca Generali, AIFI e Università di Milano Bicocca. “Serve grande responsabilità e coordinamento da parte delle istituzioni per incanalare nella corretta direzione gli sforzi delle imprese nella transizione sostenibile”, ha dichiarato Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali. Dal report presentato il 29 novembre scorso presso l’Università Bicocca è inoltre emersa una maggiore resilienza degli investimenti sostenibili ESG rispetto al mercato, oltre a una correlazione tra le performance ambientali e finanziarie delle imprese, principalmente quelle attive in ambito energetico.

Report O-Fire e investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: “Focalizzarsi sulla definizione delle best practices

Prendendo in esame l’analisi di alcune fonti, tra cui Morningstar, Bloomberg e Ocse, il report ha rilevato una maggiore resilienza degli investimenti sostenibili ESG nei confronti della crisi economica in atto. Gli afflussi netti dei fondi sostenibili hanno infatti raggiunto i 23 miliardi di dollari nel terzo trimestre del 2022, 35 nel trimestre precedente e circa 80 nel primo. Dati ben diversi rispetto agli investimenti convenzionali (fondi del mercato generalizzato) che, al contrario, hanno subito deflussi pari a circa 280 miliardi nel secondo trimestre e 200 miliardi nel terzo. Terminata “una prima fase di forte crescita delle sensibilità ambientali e dell’offerta di investimenti ESG”, ha sottolineato il Vice Direttore Generale di Banca Generali, “serve ora focalizzarsi sulla definizione delle best practices e indirizzare in modo ancora più costruttivo questo percorso virtuoso”. “Ringraziamo l’Università Statale Bicocca – ha aggiunto – e tutte le persone coinvolte nel progetto per lo straordinario e meticoloso lavoro di analisi che traccia una linea importante su cui riflettere per le sfide future dell’industria degli investimenti sostenibili”.

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Private banking e digitale, come garantire sicurezza? Il focus dell’AD di Banca Generali Mossa

L’analisi dell’AD di Banca Generali fornisce un quadro sugli sviluppi più rilevanti che stanno interessando il settore del private banking: al centro il ruolo dei wallet per le attività di detenzione e transazione delle criptovalute.

Private banking: wallet “sempre più importanti”, le parole dell’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa

Se è vero che il settore del private banking manifesta sempre più vitalità e interesse da parte di risparmiatori e investitori, è anche vero che di pari passo è necessario occuparsi di ciò che rende le operazioni, gli investimenti e le attività sempre più efficaci e sicure. Un tema verso cui Banca Generali pone massima attenzione per garantire risultati di qualità. Parte da queste premesse l’analisi che l’AD Gian Maria Mossa ha condiviso di recente sul suo profilo LinkedIn, intervento centrato sulle valute digitali e su come renderne sicure le operazioni. Il punto per l’AD di Banca Generali risiede nello strumento dei wallet: “Un po’ sottovalutati negli scorsi anni soprattutto dai clienti meno esperti, ma diventano sempre più importanti”, scrive l’AD, specificando come questi risultino molto importanti poiché consentono di “avere nelle proprie mani la custodia dei propri fondi”.

Banca Generali: tecnologia e sicurezza sono cruciali nel private banking

Numerose le ragioni per cui i wallet si legano strettamente al tema della sicurezza nel private banking: “È l’unico strumento che permette la reale detenzione delle proprie criptovalute”, evidenzia l’AD Gian Maria Mossa, rimarcandone la sicurezza in quanto “le transazioni dei wallet sono scritte in blockchain, quindi sono immutabili e sempre tracciabili”. Inoltre, il wallet è personale, per cui ogni utente ha il proprio e solo da lui può essere utilizzato” e “l’utente possiede la chiave privata che permette appunto di movimentare questi fondi, garantendone l’esclusiva proprietà”. Guardando allo scenario futuro, l’AD rileva come “il ruolo dei wallet sarà sempre più centrale con l’evoluzione del mondo delle digital currencies”: sicurezza e tecnologia, di conseguenza, sono fondamentali in tale evoluzione, con un occhio di riguardo alle “tecnologie affidabili e sviluppate in ambito europeo”. In tutto questo Banca Generali è orientata da anni verso il potenziamento di strumenti d’avanguardia specifici per il private banking. Lo conferma l’impegno assunto per strutturare servizi di elevata sicurezza ed efficienza: uno tra tutti BG Conio, il servizio di Conio Inc. messo a disposizione da Banca Generali e dedicato al mondo dei bitcoin.

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Gian Maria Mossa: Banca Generali sempre più impegnata negli investimenti sostenibili ESG

“Crescita demografica, la finanza sostenibile per guardare al lungo periodo” è il titolo di un recente intervento di Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali, dedicato al tema degli investimenti sostenibili ESG.

Il valore degli investimenti sostenibili ESG per Banca Generali e per l’AD Gian Maria Mossa

Transizione sostenibile e crescita demografica, ma anche scelte finanziarie e investimenti sostenibili ESG: questi i punti al centro della riflessione di Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali, pubblicata di recente sul suo profilo LinkedIn. Intervento che si sofferma su diverse sfide connesse al tema dello sviluppo sostenibile, prima tra tutte quella dell’evoluzione demografica a livello mondiale. “8 miliardi, è il numero di abitanti del Pianeta secondo l’ultima stima fatta dall’ONU, che ne prevede ben 9 per il 2037”, scrive l’AD di Banca Generali: una crescita demografica senza precedenti” che ci invita “a riflettere sulle responsabilità e l’impegno di ciascuno nelle sfide per un futuro sostenibile”. L’auspicio, prosegue Gian Maria Mossa, è quello di “politiche orientate al lungo periodo in grado di favorire uno sviluppo che tenga conto del benessere delle persone e della sostenibilità delle risorse”. Di fronte a ciò il settore finanziario non è rimasto immobile, tutt’altro: con decisione si è diretto sempre più verso le scelte di tipo responsabile e verso la strutturazione di investimenti sostenibili ESG.

Banca Generali: etica e responsabilità per rafforzare gli investimenti sostenibili ESG

Come evidenziato dall’AD di  Banca Generali, proviene da diversi ambiti la spinta verso gli investimenti sostenibili ESG: realtà che includono, ad esempio, “i grandi colossi finanziari globali, a partire dalle banche americane ai grandi operatori europei fino ai fondi sovrani” che “stanno progressivamente sposando sempre di più i temi della transizione sostenibile, della trasparenza di governance e della centralità delle persone, alzando progressivamente l’asticella nella direzione delle proprie scelte”. Anche il settore regolativo è parte di tale processo attraverso la “definizione dell’architrave della tassonomia e nelle norme di classificazione delle dinamiche ESG, prendendo spunto dalle best-practices in continua evoluzione sul mercato”. Nonostante nel complesso si tratti “solo di un inizio”, è rilevante “portare al centro dell’attenzione le tematiche ESG”: per l’AD Gian Maria Mossa ciò evidenzia “una visione secondo cui il valore e l’etica nelle scelte dell’investitore possono rafforzare gli effetti dell’investimento stesso e garantire risultati concreti nel lungo periodo sia sul fronte del rendimento che sul fronte sociale”. Si inserisce così l’impegno di Banca Generali nello strutturare e proporre investimenti sostenibili ESG sempre più ispirati ai principi dello sviluppo sostenibile.

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Consulenti under 40 e prodotti dedicati, come cambia il private banking di Banca Generali

Private banking, una rete di consulenti sempre più giovane e soluzioni di investimento innovative la risposta di Banca Generali ai cambiamenti in corso nel settore.

Banca Generali e Private Banking

Private banking, il percorso di “svecchiamento” targato Banca Generali

Banca Generali guarda al futuro e si prepara ad una nuova fase di crescita puntando su una rete di consulenti sempre più giovani e prodotti in linea con le esigenze della nuova clientela private banking. Per raggiungere gli ambiziosi obiettivi contenuti nel Piano Strategico 2022-2024, l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa sta portando avanti una decisa operazione di “svecchiamento” del proprio network, promuovendo l’ingresso di professionisti under 40. Da inizio anno sono 42 i consulenti entrati finora in organico. Quasi la metà è passato per il canale innovativo del team, che prevede una intensa collaborazione con i senior private banker. Nella stessa direzione va “Progetto Giovani”, piano di ingresso lanciato da Banca Generali e rivolto ai professionisti under 35 intenzionati a sviluppare al meglio le competenze maturate nell’ambito private banking. Un percorso di 36 mesi che vede nella formazione continua e soprattutto nelle attività di mentoring i suoi punti di forza.

Private banking, Bernardi (Banca Generali): “Vogliamo professionisti in grado di dialogare con la nuova fascia di clientela

Il percorso di “svecchiamento” delineato dall’Istituto italiano leader nel private banking non si limita tuttavia all’inserimento e alla formazione di giovani professionisti.  Il cambiamento è in corso anche sul fronte dell’offerta. A spiegarlo è Marco Bernardi, Vice Direttore Generale di Banca Generali, che ha ricordato i numerosi prodotti lanciati dall’Istituto negli ultimi mesi: comune denominatore l’attenzione a temi quali la transizione energetica, l’innovazione e le energie rinnovabili. Tra questi la polizza multiramo BG OLTRE e le nuove linee di Lux IM, l’innovativa SICAV nata per cogliere le opportunità legate ai trend del futuro, dalle fonti green alle nuove tecnologie. Per rispondere ai “mutamenti del contesto socio-economico”, Banca Generali è impegnata quindi su entrambi i fronti: “Siamo convinti che questa progressiva differenziazione dei modelli di servizio sia fondamentale per guidare la Banca verso un ulteriore salto dimensionale nei prossimi anni”, ha detto Bernardi.

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Digital Wealth Management: Edufin3.0 di Banca Generali, il focus dell’AD Gian Maria Mossa

Digital Wealth Management: l’AD Gian Maria Mossa ha sottolineato che “Banca Generali con Edufin3.0 vuole essere la cerniera che unisce i due mondi, quello degli investimenti tradizionali e quello del mondo digital”.

Digital Wealth Management: lo scenario attuale nelle parole di Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali

Banca Generali Istituto leader nel Digital Wealth Management ma anche innovatore nel fornire nuovi approcci verso il mondo degli investimenti. Approcci che vedono nella formazione e nel digitale gli strumenti chiave per avvicinare sia le nuove generazioni che quelle più mature. Ne ha parlato l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa presentando Edufin3.0, progetto dedicato alla formazione in ambito finanziario. L’iniziativa si propone come centrale in un “momento di crisi come quello attuale che determina un forte cambio di paradigma per tutti”, ha dichiarato l’AD: se da un lato i numeri del risparmio in Italia indicano un volume pari a 10,6 trilioni di euro (di cui 3,6 investibili), di questi quasi il 50% (1,4 trilioni) si ritrovano “parcheggiati sui conti correnti”. Per l’AD di Banca Generali “lo scenario cambia se guardiamo al mondo dei consulenti finanziari, che mostra una consapevolezza di ruolo importante: negli ultimi 15 anni le masse dell’industria dei consulenti finanziari, secondo i dati Assoreti, sono cresciuti al ritmo di 200 miliardi di euro ogni 5 anni”. Negli attuali 800 miliardi, ha aggiunto Gian Maria Mossa, “la liquidità pesa per il 15% a conferma che il cliente del consulente finanziario ha una allocazione più orientata al lungo periodo”.

Digital Wealth Management e formazione finanziaria: il progetto Edufin3.0 di Banca Generali

Da diversi anni, però, assistiamo a un mutamento nella distribuzione degli asset, con uno spostamento sempre più marcato dai sistemi tradizionali ai consulenti finanziari. Gli asset digitali continuano così a guadagnare popolarità e con essi cresce anche il Digital Wealth Management. Formazione e informazione, pertanto, sono sempre più necessarie per tenere il passo di un mondo in evoluzione: guarda proprio in questa direzione Edufin3.0, progetto nato dalla collaborazione tra Banca Generali e l’imprenditore digitale Marco Montemagno. Edufin3.0 punta a diffondere cultura positiva sul settore ponendosi come “cerniera” – per citare le parole dell’AD Gian Maria Mossa – tra il mondo degli investimenti tradizionali e quello del mondo digitale. In compagnia di esperti internazionali e con la collaborazione di partner di assoluto livello, quali Pictet Asset Management, Vontobel, Conio, Algorand e Meta, Edufin3.0 fa il punto della situazione sul mondo degli investimenti spaziando dai temi tradizionali come finanza, inflazione e investimenti ad altri più recenti quali Digital Wealth Management, cryptovalute, blockchain e metaverso. Il progetto è articolato in 52 puntate sui principali social media: YouTube, Spotify, Facebook, Twitter e LinkedIn, ma anche Instagram e TikTok per i più giovani. L’obiettivo di Banca Generali è infatti coinvolgere un pubblico che sia il più trasversale possibile.

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Investimenti sostenibili ESG: BG4SDGs, il focus di Banca Generali sul SDG numero 14

Investimenti sostenibili ESG: la vita sotto i mari nelle acque delle Maldive al centro del racconto del nono capitolo di “BG4SDGs – Time to Change”, il progetto promosso e curato da Banca Generali insieme a Stefano Guindani.

Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali alle Maldive con “BG4SDGs – Time to Change”, i dettagli

Non si limita alla promozione di investimenti sostenibili ESG l’impegno di Banca Generali nel diffondere il valore della sostenibilità a livello nazionale e internazionale. Lo dice anche “BG4SDGs – Time to Change”, progetto lanciato il 15 settembre 2021 a Milano per approfondire tutti i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030 attraverso un lavoro di documentazione fotografica di casi critici e situazioni d’eccellenza nel mondo: Brasile, Norvegia e Australia, ma anche Stati Uniti, Turchia e Sudafrica. Tutte le fotografie del progetto BG4SDGs sono consultabili sui canali Instagram di Banca Generali e di Stefano Guindani, fotografo e curatore di “BG4SDGs – Time to Change” insieme ad Alberto Salza, uno dei più apprezzati antropologi a livello internazionale che si occupa di redigere i testi a corredo degli scatti. Il progetto della durata di 17 mesi prevede per ognuno di essi il racconto di un SDG: alla fine gli scatti più rappresentativi saranno oggetto di una mostra fotografica itinerante e di un catalogo dedicato. L’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG in queste settimane è quindi volato alle Maldive per indagare la situazione relativa al Sustainable Development Goal (SDG) numero 14: “Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per lo sviluppo sostenibile”.

Investimenti sostenibili ESG: nel progetto BG4SDGs l’attenzione di Banca Generali per la sostenibilità

Fortemente impegnata sul fronte degli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali ha quindi dedicato il nono capitolo di “BG4SDGs – Time to Change” alla vita sottomarina. Il fotografo Stefano Guindani è andato ad esplorare alcuni angoli delle Maldive lontani dai grandi circuiti dei viaggi organizzati, per scoprire progetti di cooperazione finalizzati a preservare la fauna e la flora marina. Tra queste il Manta Trust, associazione di Dharavandoo che opera per la conservazione dei mobulidi, una specie fortemente minacciata dai rifiuti presenti nei mari. E ancora a Dhigurah, invece, il Whale Shark Research Program tutela gli squali balena, specie autoctona che rischia l’estinzione a causa del cambiamento degli ecosistemi marini maldiviani. Negli scatti emerge come l’intensivo sfruttamento delle spiagge stia riducendo sempre più gli spazi per le tartarughe che non sanno dove deporre le uova: un aiuto arriva però dall’Olive Ridley Project a Dhuni Kholu che si occupa di queste specie prima che diventino a rischio. Ma oltre alle problematiche legate al turismo un’ulteriore sfida per l’arcipelago è rappresentata dal cambiamento climatico: il rapido scioglimento dei ghiacciai, già testimoniato anche nel progetto alle Svalbard in Norvegia, contribuisce ad innalzare rapidamente il livello degli oceani. Non a caso anche il Presidente Ibrahim Solih ha sollevato timori circa la possibilità che le Maldive possano sparire entro la fine del secolo in corso. L’invito di Banca Generali, in virtù del proprio impegno nell’ambito degli investimenti sostenibili ESG e a favore della sostenibilità più in generale, è quindi di invitare le persone a riflettere sull’importanza delle proprie azioni nel proteggere il pianeta e garantire un futuro più roseo alle nuove generazioni.

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Private Banking: Banca Generali, nel progetto “Edufin 3.0” l’importanza del risparmio

Banca Generali: dal Private Banking a blockchain e Crypto Currency, i dettagli del nuovo progetto di educazione finanziaria lanciato dall’AD Gian Maria Mossa.

Private Banking: l’expertise di Banca Generali anche nel nuovo progetto “Edufin 3.0”

Lo ha lanciato nei giorni scorsi Banca Generali, leader nel Private Banking: un innovativo progetto di educazione finanziaria insieme all’imprenditore digitale Marco Montemagno nell’ottica di sensibilizzare e formare quanti desiderino saperne di più oggi di finanza e tematiche correlate anche e soprattutto alla luce dei continui e repentini mutamenti dello scenario attuale. Edufin 3.0 proverà a rispondere a molte delle domande che i tanti si pongono senza riuscire a trovare risposte chiare: dal Private Banking all’inflazione fino al futuro degli investimenti, a blockchain e Non Fungible Token. Da qui l’idea di Banca Generali: le 52 puntate saranno presenti su tutte le principali piattaforme di social media, Facebook, Instagram, YouTube, TikTok e in formato podcast per arrivare anche a una fascia di pubblico più giovane.

Educazione finanziaria: l’attenzione al Private Banking di Banca Generali nelle parole dell’AD Gian Maria Mossa

L’educazione finanziaria è di fondamentale importanza per un futuro sostenibile del risparmio”: l’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa lo ha ricordato lo scorso 28 settembre intervenendo all’evento di presentazione del progetto. Tematiche legate ai mondi del Private Banking, del blockchain e del Crypto Currency saranno quindi sviluppate attraverso una chiave divulgativa diretta che si basa su un linguaggio semplice, corredato da info grafiche e con messaggi ponderati su misura a seconda del tempo a disposizione degli utenti e della loro disponibilità ad approfondire i concetti. “La capacità di affrontare sfide ormai essenziali come la previdenza complementare, la pianificazione dei progetti di vita e in generale la protezione del risparmio non possono più prescindere per nessuno da una corretta conoscenza dei rischi e delle opportunità che giungono dai mercati”, ha spiegato l’AD dell’Istituto leader nei servizi di Private Banking. Riprendendo le parole di Gian Maria Mossa dunque, Banca Generali punta attraverso questo progetto a “valorizzare maggiormente quella straordinaria stampella sociale che rappresenta oggi il risparmio e di avvicinarne ancor più il contributo a supporto dell’economia”.

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Private banking, le ultime novità di Banca Generali: il commento dell’AD Gian Maria Mossa

Private banking: Banca Generali, crescono consulenza e raccolta. Mossa: “Innovazione e sostenibilità pilastri del nostro piano triennale”.

Private banking: Banca Generali si conferma leader nella consulenza evoluta

Il contesto di incertezza causato prima dalla pandemia e oggi dalla crisi ucraina spinge sempre più famiglie verso una pianificazione finanziaria di qualità. Nonostante lo scenario complesso, consulenza e raccolta sono infatti cresciute anche nei primi sei mesi del 2022. Banca Generali è tra gli istituti di private banking che più di tutti hanno saputo intercettare le nuove esigenze di protezione dei clienti. Con circa 3 miliardi di euro netti raccolti nel semestre e il podio raggiunto nel pro-capite, il modello di business di Banca Generali si conferma solido. In una recente intervista a cura di “Private”, magazine dedicato al private banking, l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa ha dichiarato: “La vicinanza ai nostri banker e ai clienti è il nostro focus principale; siamo una squadra di persone unite nella condivisione non solo di obiettivi ma soprattutto nella responsabilità del nostro ruolo per la tutela del risparmio che è una stampella sociale fondamentale per il Paese”. Tra le dinamiche riscontrate dalla rete di Banca Generali una “crescente maturità e coscienza” dei clienti, che preferiscono affidarsi a dei professionisti piuttosto che lasciarsi guidare dall’emotività: “Continuiamo a crescere nella consulenza evoluta, sia per la parte finanziaria sull’amministrato e il gestito, sia per l’advisory per l’impresa, per il real estate e gli equilibri patrimoniali familiari”.

Private banking, Mossa (Banca Generali): innovazione e sostenibilità pilastri della nostra strategia

A causa della volatilità e delle criticità all’orizzonte sui mercati, nella prima metà dell’anno la raccolta dei fondi ha subito una decelerazione. Una pausa che Mossa definisce come “fisiologica” rispetto ai numeri registrati nel 2021. Per trarre beneficio da questo periodo di incertezza “la parola d’ordine è flessibilità”, ha dichiarato l’AD di Banca Generali: “Per quanto ci riguarda, noi continuiamo ad innovare e infatti nelle scorse settimane abbiamo presentato una nuova soluzione assicurativa denominata Bg Oltre, che unisce alla protezione della gestione separata un nuovo approccio gestito ai principali trend del futuro”. Numerose le soluzioni di private banking lanciate dall’Istituto negli ultimi mesi e destinate alla tutela del patrimonio, tra cui Pronti Contro Termine e l’innovativa linea BG Solution Smart Target. Tra i pilastri della strategia di Banca Generali anche la sostenibilità: “Noi tutti in Banca Generali siamo uniti dalla determinazione e obiettivo di creare qualcosa di duraturo che aiuti a migliorare la vita delle persone. La raccolta mensile ci dimostra la sintonia con i clienti visto che ad oggi su queste soluzioni siamo a 6,3 miliardi di masse Esg in gestione, pari a quasi il 15% dei nostri fondi gestiti”.

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Digital wealth management: Banca Generali lancia “EduFin 3.0”, il focus dell’AD Gian Maria Mossa

Digital wealth management: con Edufin3.0 Banca Generali vuole essere la cerniera che unisce i due mondi, quello degli investimenti tradizionali e quello del mondo digital, il commento dell’AD Gian Maria Mossa.

Banca Generali: “EduFin 3.0”, un’iniziativa social per educare su risparmio e digital wealth management

Nonostante la forte propensione al risparmio, oggi solo il 44,6% degli italiani possiede competenze sufficienti a comprendere le dinamiche finanziarie di base. Un dato che colloca il Paese al penultimo posto della classifica OCSE per educazione finanziaria. Il progetto “EduFin 3.0”, lanciato da Banca Generali, nasce per invertire il trend e diffondere una cultura positiva verso il mondo degli investimenti tradizionali, quello digital e dei servizi di digital wealth management. Presentato lo scorso 28 settembre a Milano presso la torre Generali, il progetto avrà come protagonista Marco Montemagno: un palinsesto di 52 episodi durante i quali l’imprenditore approfondirà tematiche legate al risparmio e alla sua evoluzione in compagnia di esperti internazionali. Dall’inflazione alla blockchain, dagli NFT alle criptovalute fino ai servizi più innovativi di digital wealth management: questi alcuni degli argomenti principali che saranno affrontati in questo nuovo format di Banca Generali che sarà diffuso su tutte le principali piattaforme social, tra cui Facebook, TikTok, Instagram, Youtube e Linkedin, nonché in versione podcast su Spotify. 

Digital wealth management: il valore del nuovo progetto di Banca Generali nelle parole dell’AD Gian Maria Mossa

L’iniziativa promossa da Banca Generali durerà 1 anno, con la prima puntata attesa nei prossimi giorni. Prevista anche la partecipazione di sportivi, attori, personaggi dello spettacolo ed educatori, la cui presenza, mista ad un linguaggio semplice e diretto, servirà a offrire spunti di riflessione chiari e comprensibili sia per le nuove generazioni che per un pubblico più maturo, anche in relazione alle soluzioni di digital wealth management e ai servizi innovativi forniti dall’Istituto. “Banca Generali con Edufin3.0 vuole essere la cerniera che unisce i due mondi, quello degli investimenti tradizionali e quello del mondo digital – ha dichiarato l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa in occasione dell’evento di presentazione – Dobbiamo aiutare tutti a capire dove finisce un mondo e dove inizia un altro. Da qui l’idea di realizzare con Marco Montemagno un progetto di educazione finanziaria per parlare con i ragazzi che conoscono i bitcoin, ma non conoscono i bond e non hanno le idee chiare sulle logiche che devono accompagnare gli investimenti”. Oltre allo youtuber, il progetto coinvolgerà anche Pictet AM, Vontobel AM, Conio, Algorand e Meta: “Siamo felici della disponibilità dei nostri partner nell’affrontare assieme questo percorso che ha l’ambizione di avvicinare ulteriormente l’ampio pubblico dei canali social di Monty verso questo straordinario mondo in rapida evoluzione del fintech”.

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Investimenti sostenibili ESG in Banca Generali: viaggio in Guatemala per il progetto BG4SDGs

Investimenti sostenibili ESG: BG4SDGs – Time to Change è il progetto realizzato da Banca Generali insieme al fotografo Stefano Guindani. Esplorare il mondo della sostenibilità attraverso i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030.

Investimenti sostenibili ESG: BG4SDGs – Time to Change di Banca Generali

Banca Generali insieme a Stefano Guindani, fotografo di fama internazionale, per fare il punto sull’avanzamento dei 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Un’iniziativa confluita in BG4SDGs – Time to Change, progetto che pone le basi per una duplice analisi della questione: da un lato evidenziare l’azione negativa dell’uomo sull’ambiente, dall’altro mostrare importanti soluzioni di recupero attraverso l’innovazione e la sostenibilità. Come illustrato da Banca Generali, la rotta è quella dei Sustainable Development Goals, fondamenta per le strategie connesse agli investimenti sostenibili ESG. I luoghi visitati sono numerosi e rappresentativi di diverse zone nel mondo: Kenya, Brasile, Norvegia, Australia, Stati Uniti, Sudafrica, Israele, Guatemala, solo per citarne alcuni. Proprio in Guatemala il progetto ha approfondito il Sustainable Development Goal numero 1, dedicato a contrastare la povertà in tutte le sue forme: un principio che anche negli investimenti sostenibili ESG può trovare un contributo significativo.

Banca Generali e investimenti sostenibili ESG: focus sull’SDG n. 1

Anche nel capitolo dedicato al Guatemala, l’iniziativa di Banca Generali si è rivolta direttamente “sul campo” per esplorare con chiarezza un punto specifico degli SDGs. In particolare, la lente di Stefano Guindani ha riportato alcune situazioni di estrema povertà riscontrate a Ciudad de Guatemala, capitale dello Stato omonimo, oltre che maggiore zona urbana in America centrale. Qui è presente il fenomeno dei “basureros”, grandi comunità di persone che cercano di sopravvivere in condizioni di povertà estrema. Ciudad de Guatemala ospita infatti un’enorme area con alloggi di fortuna, localmente definita come “discarica della zona 3”. Il fenomeno è purtroppo in crescita anche in altre aree dell’America centrale, come Haiti, Nicaragua e Honduras: luoghi in cui l’SDG n. 1 punta a dare un impulso notevole per sviluppare progetti di contrasto alla povertà in tutte le sue forme. In che modo gli investimenti sostenibili ESG possono spingere verso questa direzione? Come evidenziato da Banca Generali in più occasioni, anche gli investitori privati hanno la possibilità di contribuire alla realizzazione dell’Agenda 2030 ONU: è possibile farlo scegliendo le soluzioni che maggiormente si legano agli investimenti sostenibili ESG, una scelta intenzionale verso attività attente a questi temi.

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Cos’è il Private Banking? L’analisi di Banca Generali dedicata al settore

Come illustrato da Banca Generali, per Private Banking si intente l’attività di fornitura di servizi bancari e finanziari rivolta a clienti con patrimoni di entità rilevante. Alla base del servizio vi sono esigenze finanziarie o di diversa natura non facilmente standardizzabili e, pertanto, altamente personalizzate.

Gli elementi più importanti del Private Banking: l’approfondimento di Banca Generali

Cosa si intende per Private Banking e quali sono le necessità del settore? A queste e altre domande Banca Generali ha fornito risposta con una dettagliata analisi pubblicata sul suo sito ufficiale. Come evidenziato, un elemento di grande caratterizzazione per il settore è l’elevata possibilità di personalizzare i servizi, con modelli e attività su misura calibrate sui bisogni del cliente. Una differenza netta rispetto al Retail Banking, che propone servizi e prodotti prevalentemente standardizzati. L’intervento di Banca Generali evidenzia dunque come, grazie al private banker, si riesca a costruire un rapporto personalizzato con il cliente, basato sulla messa a disposizione di professionisti dedicati: è questa la "condizione sine qua non per la costruzione ed il mantenimento nel tempo di un rapporto basato sulla fiducia". In assenza di tale presupposto, specifica l’Istituto, "non si può quindi parlare di Private Banking".

Banca Generali: il valore del rapporto di fiducia nel Private Banking

L’espressione Private Banking determina, dunque, la modalità con cui tali servizi sono forniti: in altri termini, il private banker dedicato. L’approfondimento di Banca Generali ha poi analizzato i diversi servizi che compongono l’offerta di tipo "private", tra cui: gestione di patrimoni mobiliari; consulenza in materia di investimenti; altri servizi di investimento come raccolta e trasmissione ordini, negoziazione in conto proprio, collocamento di strumenti finanziari; servizi di pagamento e di finanziamento; consulenza in ambito assicurativo e previdenziale; non da ultimo, gestione in senso ampio del patrimonio (immobili, opere d’arte, beni di valore). Emerge così come il rapporto di fiducia tra cliente e banca sia di importanza a dir poco fondamentale: è questo infatti un aspetto centrale nei servizi di Private Banking, come sottolineato da Banca Generali. Anche per tale ragione l’Istituto è impegnato in attività contraddistinte da elevati standard di specializzazione, avvalendosi di consulenti finanziari altamente qualificati. A ciò si affianca, da sempre, un utilizzo virtuoso della tecnologia e l’adozione di approcci ESG che guardano alla crescita sostenibile nel lungo periodo.

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Investimenti sostenibili ESG: l’approfondimento nel nuovo blog di Banca Generali

Nel blog di Banca Generali un ampio approfondimento sul valore degli investimenti sostenibili ESG: la sostenibilità rappresenta d’altronde uno dei driver fondamentali del nuovo Piano strategico e finanziario 2022-2024 presentato lo scorso febbraio dall’Istituto.

Banca Generali: il focus sugli investimenti sostenibili ESG

L’attenzione di Banca Generali sul tema degli investimenti sostenibili ESG e più in generale l’impegno a favore della sostenibilità emerge anche nel blog inaugurato recentemente dall’Istituto con l’obiettivo di raccontare i grandi temi del risparmio, i suoi cambiamenti e i trend che ne caratterizzeranno il futuro utilizzando un linguaggio semplice, chiaro e diretto. E proprio in quest’ottica, anche in virtù del ruolo centrale che la sostenibilità ha assunto all’interno delle politiche economiche dei governi di tutto il mondo, numerosi approfondimenti proposti negli scorsi mesi ruotano intorno ai Sustainable Development Goals (SDGs) e al valore degli investimenti sostenibili ESG, acquisti “che hanno come obiettivo l’ottenimento di profitti, tenendo conto degli elementi di natura ambientale e sociale”. Investire in fondi ESG, come si legge nel blog di Banca Generali, significa infatti contribuire con i propri risparmi allo sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente.

Investimenti sostenibili ESG: la vision di Banca Generali

Banca Generali, in coerenza con il proprio percorso d’innovazione, ha sviluppato un approccio volto alla promozione di investimenti sostenibili ESG, in grado quindi di integrare fattori ambientali, sociali e di buon governo. L’Istituto nello specifico propone strategie d’investimento sostenibili e portafogli costruiti con l’obiettivo di tenere in considerazione le diverse sensibilità e preferenze dei clienti, anche negli ambiti ESG e con un approccio basato sull’aderenza agli “Obiettivi per lo sviluppo Sostenibile” (Sustainable Development Goals o SDGs) promossi dalle Nazioni Unite. L’offerta di Banca Generali, guidata da principi di investimento responsabile, include quindi strategie ESG con un focus su trend quali l’economia circolare, la tecnologia sostenibile e medicale, le nuove modalità di comunicazione e gli approcci a impatto zero: “Il mercato degli investimenti sostenibili ESG, in costante crescita, consente di rafforzare lo sviluppo sostenibile e può diventare un alleato fondamentale nella lotta al cambiamento climatico”.

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Digital wealth management, Gian Maria Mossa: Banca Generali aperta a fintech e blockchain

Banca Generali va incontro alle sfide del futuro con un approccio sempre più orientato al digital wealth management. Servizi fintech e innovazioni come la blockchain possono essere di impulso anche ai settori più conservatori, ha detto l’AD Gian Maria Mossa al Salone del Risparmio di Milano.

Banca Generali, l’evoluzione del digital wealth management al Salone del Risparmio di Milano

Con l’arrivo sul mercato dei nativi digitali anche un’industria tradizionale come quella del risparmio, per sopravvivere, dovrà necessariamente aprirsi all’innovazione. Ed è quello che Banca Generali sta facendo ormai dal 2015: l’Istituto è sempre più orientato verso un modello di digital wealth management in grado di cogliere le potenzialità delle nuove frontiere del mondo finanziario. Integrare servizi fintech e nuove tecnologie nel proprio ecosistema assume oggi un valore sempre più strategico. Ne è convinto l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa, tra i protagonisti dell’ultima edizione del Salone del Risparmio di Milano. Nel suo intervento, il manager ha ricordato il percorso avviato da Banca Generali, prima in Italia a dotarsi di un’architettura digitale e di una piattaforma di open banking. Una strategia che oggi consente all’Istituto di “rispondere con puntualità alle necessità dei clienti” e di guardare a tecnologie come la blockchain, che secondo l’AD “porterà una grande innovazione in termini di semplicità, trasparenza, accesso ed efficacia”.

Digital wealth management: il modello di Banca Generali, eccellenza italiana

In poco meno di dieci anni Banca Generali è riuscita, grazie all’integrazione di nuove tecnologie e servizi di partner terzi, a superare i confini del private banking adottando a tutti gli effetti uno dei modelli di digital wealth management più avanzati nel panorama nazionale. Un risultato riconosciuto anche dal “Financial Times”, che nel 2021 ha nominato l’Istituto “Best Private Bank in Italy”. Al Salone di Milano Gian Maria Mossa ha parlato anche di Nft, token e criptovalute, ricordando “BG Conio”, la recente iniziativa lanciata in collaborazione con l’azienda fondata da Vincenzo di Nicola e Christian Miccoli. Un servizio che dallo scorso febbraio consente ai clienti di comprare e vendere Bitcoin operando direttamente mediante il proprio conto corrente attraverso l’app di Mobile Banking Banca Generali Private. Finora sono circa 20mila i clienti che hanno usufruito della novità, secondo l’AD segno di un interesse sempre maggiore verso il mondo delle criptovalute. Un trend che ha ormai destato l’attenzione di tutto il settore, dalle banche centrali agli operatori privati: “Credo sia molto positivo che anche in Italia gli organismi preposti stiano guardando in chiave costruttiva a questo percorso di innovazione che può aprire a nuove opportunità”.

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Private banking, nel nuovo Piano di Banca Generali al centro giovani e formazione

Banca Generali: nuove assunzioni, formazione e prodotti di private banking alternativi per potenziare la rete e sostenere i risparmiatori italiani.

Banca Generali: un modello di private banking sempre più "giovane"

Una raccolta netta tra i 6 e i 7,5 miliardi di euro l’anno con un obiettivo triennale che si attesta tra i 18 e i 22 miliardi. Quello contenuto nel Piano 2022-2024 presentato lo scorso febbraio da Banca Generali è un obiettivo finanziario ambizioso, soprattutto considerando i mutamenti avvenuti negli ultimi mesi. Per rispondere alle sfide dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse, l’Istituto punta su formazione, giovani e soluzioni di private banking che possano offrire ai clienti nuove forme di investimento alternative. Una strada che ha già dato i suoi frutti, con la rete di consulenti e banker in grado di registrare lo scorso maggio 2,5 miliardi di raccolta nonostante la forte volatilità dei mercati. A spiegarlo è il Vice Direttore Generale di Banca Generali, Marco Bernardi, che in un’intervista rilasciata a "We Wealth" ha parlato di un "ambizioso progetto" che prevede l’assunzione di circa 165 banker all’anno. Già in questi primi mesi del 2022 sono stati 90 i nuovi ingressi, di cui 30 giovani: "Quello del ricambio generazionale è un altro target che ci siamo prefissati. I nuovi ingressi hanno un’età media di 42 anni, nettamente inferiore rispetto alla media sia del settore di 53 anni che della nostra struttura".

Private banking, i cambiamenti post Covid-19

Due i fattori che hanno contribuito ai risultati ottenuti dalla rete di Banca Generali. Da un lato la pandemia ha portato ad un indebolimento delle banche commerciali sui territori, lasciando un’area di risparmiatori alla ricerca di nuovi interlocutori. L’inflazione degli ultimi mesi ha poi spostato l’attenzione verso soluzioni di private banking di breve termine: "Oggi il nostro settore ha l’opportunità di accompagnare i risparmiatori in percorsi che, con uno scenario inflattivo all’8%, necessariamente devono dare del valore aggiunto rispetto a lasciare i soldi sul conto corrente", ha commentato Bernardi. In un contesto in cui i mercati appaiono profondamente mutati, l’attività formativa dedicata a consulenti e banker ha quindi la priorità: "Non solo da un punto di vista di aggiornamento delle competenze – sottolinea – ma anche dello studio e dell’approfondimento di nuove competenze. Esemplificativo è stato il periodo del Covid, dove i professionisti hanno dovuto imparare una nuova modalità di comunicazione". L’intenzione di Banca Generali è quella di "creare laboratori dove condividere idee, impressioni e necessità dei clienti" in modo da offrire prodotti di private banking sempre più efficienti e rispondere alla domanda sempre più ingente di asset alternativi. Un percorso che l’Istituto ha avviato già nel 2019 con il lancio di BG4Real, che offre soluzioni di investimento nell’economia reale.

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Digital Wealth Management: il focus di Banca Generali sulle caratteristiche del settore

Digital Wealth Management, quali le strategie più efficaci per proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio? Banca Generali ne ha esplorato il funzionamento con un’analisi pubblicata sul blog ufficiale.

Cos’è il Digital Wealth Management? Il focus di Banca Generali

Un servizio integrato e multidisciplinare è quello che contraddistingue il Wealth Management, espressione in lingua inglese che indica il concetto di "gestione della ricchezza". Il termine prende le forme del Digital Wealth Management quando tale servizio integra con sé gli approcci e gli strumenti legati al digitale. Come illustrato da Banca Generali, si tratta di un servizio professionale rivolto principalmente a individui e/o famiglie benestanti, con il fine di proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio. In questa prospettiva, per "patrimonio" "non si intende esclusivamente la liquidità e gli investimenti finanziari", bensì "la ricchezza familiare nel suo complesso, che può anche essere costituita da proprietà immobiliari, da altri beni di valore, quali ad esempio collezioni di opere d’arte e, nel caso delle famiglie imprenditoriali, dall’impresa di famiglia". Strategie efficaci in tal senso prevedono una necessaria visione d’insieme (in altri termini, un "approccio olistico") che mira, per l’appunto, a proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio "secondo le volontà ed in piena conformità con la normativa di riferimento". Per far ciò, specifica Banca Generali, è di centrale importanza la figura del consulente di fiducia, anche per improntare strategie che, piuttosto che basarsi su piani a breve termine, prediligano l’adozione di approcci con una visione nel lungo periodo.

Digital Wealth Management e consulenti di fiducia: alcuni esempi di successo in Banca Generali

L’analisi di Banca Generali prosegue focalizzandosi sul ruolo del consulente di fiducia nei servizi di Digital Wealth Management. Una figura, come precisato, di cruciale importanza per "assistere la famiglia nella predisposizione di un inventario del patrimonio familiare", passaggio che consente di esprimere una stima del valore del patrimonio complessivo. Il consulente di fiducia, inoltre, "supporta il referente del nucleo familiare nella rilevazione dei bisogni e dei progetti di vita" e "imposta e sviluppa la pianificazione, tipicamente pluriennale, degli interventi e delle attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti". Il suo ruolo prevede un lavoro di collaborazione con gli altri professionisti di fiducia – quali il commercialista o l’avvocato – nonché di monitoraggio sulle attività svolte dai diversi specialisti. Tra i suoi compiti figurano anche quello di aggiornare costantemente la famiglia sull’avanzamento del piano concordato e di verificare con il referente eventuali modifiche da apportare. Emerge dall’analisi di Banca Generali come ciò presupponga un rapporto di fiducia consolidato con la famiglia, oltre che una conoscenza profonda sugli obiettivi e sulle dinamiche in essa presenti. È questo il motivo per cui l’Istituto dedica grande attenzione alla specializzazione e alla multidisciplinarità nel Digital Wealth Management: per farlo, non a caso, può contare su professionisti dedicati, partner d’eccellenza e strumenti tecnologici avanzati. Tale impegno ha condotto, ad esempio, all’elaborazione di BG Personal Advisory, modello di consulenza evoluto che garantisce una visione integrata sul patrimonio, e alla realizzazione della piattaforma BGPA, strumento ad alto impatto tecnologico che consente di esaminare la sfera degli investimenti finanziari e le altre componenti del patrimonio, come gli asset immobiliari, familiari e di impresa.

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Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali spiega cosa sono e come funzionano

Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali spiega in un approfondimento sul suo blog perché mai come oggi è fondamentale investire in sostenibilità.

Investimenti sostenibili ESG: l’approfondimento di Banca Generali

Nel nuovo blog nato per informare i risparmiatori e dare risposte concrete ai loro quesiti, Banca Generali dedica un approfondimento agli investimenti sostenibili ESG e al loro valore: "È ormai evidente come il cambiamento climatico sia diventato realtà, lo testimonia l’intensificarsi degli eventi estremi, sempre più spesso al centro delle cronache. La sostenibilità è ormai fondamentale, elemento centrale delle politiche economiche dei governi di tutto il mondo". Di SDGs si parla dal 2015, da quando la comunità internazionale (tutti i 193 Paesi membri dell’ONU) si è imposta obiettivi comuni per favorire lo sviluppo sostenibile del pianeta: ne sono stati individuati 17, articolati in 169 "traguardi" specifici da raggiungere entro il 2030. ESG (Environmental, Social and Governance) è l’acronimo utilizzato in ambito economico per indicare i tre pilastri intorno a cui si erge l’implementazione di investimenti sostenibili: ambiente, società e governance. Il mercato degli investimenti sostenibili ESG, in continua crescita, permette "di rafforzare lo sviluppo sostenibile e può diventare un alleato fondamentale nella lotta al cambiamento climatico": non a caso negli ultimi anni Banca Generali punta sempre più su di essi. E con il supporto di Mainstreet Partners, società londinese specializzata nell’advisory su investimenti sostenibili, l’Istituto ha sviluppato una piattaforma proprietaria in grado di rilevare il livello di sostenibilità delle varie soluzioni di investimento, e di calcolarne l’impatto sui singoli SDGs, "fisicizzandone" il contributo positivo attraverso l’utilizzo di specifiche metriche.

Banca Generali: investimenti sostenibili ESG, quali vantaggi?

In coerenza con il proprio percorso d’innovazione, Banca Generali ha sviluppato un approccio volto alla promozione di investimenti sostenibili ESG: in particolare "vengono proposte strategie d’investimento sostenibili e portafogli costruiti con l’obiettivo di tenere in considerazione le diverse sensibilità e preferenze dei clienti, anche negli ambiti ESG e con un approccio basato sull’aderenza agli "Obiettivi per lo sviluppo Sostenibile" (Sustainable Development Goals o SDGs) promossi dalle Nazioni Unite". Banca Generali integra costantemente la propria offerta guidata anche dai principi di investimento responsabile, contemplando strategie ESG con un focus su trend quali l’economia circolare, la tecnologia sostenibile e medicale, le nuove modalità di comunicazione e gli approcci ad impatto. Nell’approfondimento sono indicati i vantaggi che portano gli investimenti sostenibili ESG, oggi supportati da molteplici fattori: i rinnovati sforzi da parte dei singoli Governi e dell’Unione Europea, trai i quali il Green Deal, la maggior attenzione da parte degli investitori e degli intermediari di mercato oltre che da parte dei consumatori e clienti finali. È anche per questo che si registra "sempre più un trend positivo nei rendimenti degli investimenti in fondi ESG, tendenza che va a sfatare il mito riguardo il rendimento di questo tipo di attività, a lungo guardate con sospetto dal punto di vista della performance": allo stesso tempo "gli indici ESG non solo hanno registrato una migliore performance media, ma anche un rischio più basso".

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Digital Wealth Management: l’approfondimento di Gian Maria Mossa, AD e DG di Banca Generali

Metaverso, modelli fintech, blockchain e monete digitali, come si evolve il settore del Digital Wealth Management? Ne ha parlato l’AD e DG di Banca Generali Gian Maria Mossa.

Banca Generali: Digital Wealth Management, le necessità di specializzazione

Con un intervento pubblicato sul profilo LinkedIn, l’AD e DG di Banca Generali, Gian Maria Mossa, propone alcune considerazioni sul futuro del risparmio e sul ruolo della consulenza finanziaria, in particolare nell’area del Digital Wealth Management. Prendendo le mosse da un importante avvenimento accaduto il 1° maggio 2022 – ovvero la prima trasmissione di una partita, Milan-Fiorentina, sul metaverso – l’AD e DG pone l’attenzione su quanto la realtà oggi sia sempre più connessa all’evoluzione tecnologica. Ad esempio, “la prima banca al mondo, l’americana JP Morgan, ha presentato nelle scorse settimane la prima filiale digitale nel metaverso all’interno di un centro commerciale virtuale”, scrive nell’intervento. “Decentraland”, questo il suo nome, consente all’utente di interagire all’interno di spazi virtuali: è solo un esempio di quel “cambiamento del mondo bancario e finanziario iniziato ‘solo’ una decina d’anni fa”, prosegue l’AD e DG di Banca Generali. La velocità di internet ha poi condotto a nuovi modelli fintech, all’Open Banking e all’Open Finance, a cui si è sommata la rivoluzione della blockchain e delle monete digitali. In un contesto di tale portata emergono “nuove necessità di specializzazione che comprendano la digitalizzazione dei processi, l’analisi dei dati e l’adozione di strumenti di intelligenza artificiale”, anche in un’efficace ottica di Digital Wealth Management.

Banca Generali: Digital Wealth Management, il ruolo del capitale umano rimane centrale

La portata del cambiamento “è enorme”, come evidenziato da Gian Maria Mossa: un panorama in cui si inseriscono anche i rischi di frode – ad esempio da parte dei criptopirati – e altri aspetti quali il rischio di disintermediazione per alcuni operatori importanti e la possibilità di esclusione di una fascia di clienti più matura, meno avvezza alla tecnologia ma più facoltosa. Rimanendo in tema di Digital Wealth Management, nello scenario italiano emerge un binomio incentrato su “voglia di digitale e bisogno di consulenza”: “In questo contesto il bisogno di consulenza diventa ancora più impellente. La tecnologia è transformational e non disruptive nel nostro mondo dei servizi finanziari”. Per l’AD e DG di Banca Generali, ben venga “l’innovazione che porti con sé semplificazione, valore ai dati, e miglioramento nell’esperienza e nel servizio bancario. Ma il ruolo del capitale umano, non solo nella comprensione e nella pianificazione dei bisogni del cliente, ma anche nell’accompagnamento a questa sfida verso la nuova frontiera del fintech, resta quanto mai centrale”. Nel Digital Wealth Management, così come nel più ampio mondo dei servizi finanziari, il percorso è ancora ricco di stimoli e “la consulenza avrà sempre più il forte vantaggio di presentarsi con la flessibilità e la prontezza alla ricezione di questi input d’innovazione” insieme alla “consapevolezza di essere custodi di quanto di più caro in ogni ambito transazionale: la fiducia”, così l’AD e DG di Banca Generali al termine dell’intervento.

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Investimenti sostenibili ESG, prosegue il progetto “BG4SDGs – Time to Change” di Banca Generali

Raccontare lo stato di avanzamento dei 17 SDGS con una fotografia al mese: è l’obiettivo del progetto fotografico targato Banca Generali. L’Istituto, punto di riferimento negli investimenti sostenibili ESG, si è affidato agli scatti di Stefano Guindani.

Ragaini (Banca Generali): investimenti sostenibili ESG parte integrante del nostro dna

“Il progetto BG4SDGs Time To Change rappresenta per noi un racconto di una realtà che cerchiamo di far vivere ogni giorno ai nostri clienti attraverso i loro investimenti, guardando al megatrend più importante per la nostra società: la sostenibilità”. È con queste parole che Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generali, commenta gli sviluppi del progetto fotografico che l’Istituto pioniere negli investimenti sostenibili ESG ha lanciato lo scorso settembre. Nato in collaborazione con il fotografo italiano Stefano Guindani e l’antropologo Alberto Salza, “BG4SDGs – Time to Change” vuole raccontare lo stato dell’arte dei 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030. Uno scatto al mese per testimoniare il percorso verso un modello di sviluppo sostenibile. Due le chiavi adottate da Guindani nella sua ricerca, in tutto il mondo, di immagini iconiche relative al processo. La prima è evidenziare l’azione negativa del genere umano sull’ambiente e sulle comunità, mentre la seconda volge lo sguardo verso la sua capacità di lottare contro il cambiamento climatico grazie a soluzioni sempre più innovative e sostenibili. Finora il progetto promosso da Banca Generali è riuscito a raccontare 6 Sustainable Development Goals: “La sostenibilità è parte integrante del dna della nostra Banca – ha aggiunto il Vice Direttore dell’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESGtanto da essere alla base non solo del nostro piano industriale, ma anche di un modello commerciale che non ha eguali sul mercato”.

Investimenti sostenibili ESG: l’approccio di Banca Generali

L’iniziativa di Banca Generali si inserisce dunque nel più ampio ventaglio di attività che vedono l’Istituto impegnato nel perseguire un percorso di crescita sostenibile. Negli anni il modello di business si è sempre più ispirato a principi di integrità, responsabilità sociale e innovazione. Ne è un esempio concreto BG Personal Portfolio, la piattaforma proprietaria dedicata agli investimenti sostenibili ESG lanciata nel 2019 in collaborazione con MainStreet Partners, nota società londinese di advisory. Uno strumento in grado di quantificare il contributo generato dagli investimenti in relazione al singolo Sdg su cui il cliente ha deciso di investire. Dal suo lancio, Banca Generali è riuscita a imporsi come punto di riferimento, superando quota 7 miliardi nelle masse convogliate in strumenti certificati ESG. Non è un caso dunque che la sostenibilità rappresenti uno dei perni del Piano strategico e finanziario presentato a febbraio, e che gli investimenti sostenibili ESG rientrino tra le priorità al 2024: l’Istituto ha annunciato infatti che entro il prossimo triennio prevede di raggiungere una percentuale del 40% in prodotti ESG (fondi e wrappers) sul totale delle soluzioni gestite complessive, raddoppiando di fatto quella attuale (20%).

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Investimenti sostenibili ESG: il progetto “BG4SDGs – Time to Change” di Banca Generali

Da un lato gli effetti generati dall’uomo sull’ambiente, dall’altro le modalità per intervenire con azioni di recupero sostenibile: Banca Generali, Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, insieme al fotografo Stefano Guindani in "BG4SDGs – Time to Change".

Banca Generali: Agenda ONU 2030, una "bussola imprescindibile" negli investimenti sostenibili ESG

A che punto è la realizzazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite? Quali sono i risultati raggiunti? A queste e altre domande è dedicato "BG4SDGs – Time to Change", progetto fotografico realizzato da Stefano Guindani, fotografo di respiro internazionale, e Banca Generali. Come reso noto dall’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, l’obiettivo è indagare lo stato di avanzamento dei 17 traguardi stabiliti dall’ONU nel documento "Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile", siglato a Parigi nel 2015. Per la sua ricerca Stefano Guindani ha viaggiato oltre i confini nazionali individuando casi critici e situazioni di eccellenza, spaziando tra Kenya, Brasile, Norvegia, Australia, Stati Uniti e Sudafrica. Un percorso che si muove lungo il solco dell’Agenda ONU 2030, una "bussola imprescindibile" nei principi legati agli investimenti sostenibili ESG, come evidenziato dall’AD dell’Istituto Gian Maria Mossa.

Investimenti sostenibili ESG: gli obiettivi del progetto "BG4SDGs – Time to Change" di Banca Generali

Tra le tappe del viaggio, Stefano Guindani ha testimoniato ad esempio gli sviluppi di un progetto in Kenya: qui, nel deserto del Chalbi – una delle zone più inospitali dell’Africa – alcune tribù locali hanno dato vita a un piccolo centro abitato chiamato North Horr. In questo contesto, l’organizzazione Amref ha avviato Heal, iniziativa che punta a cambiare radicalmente il rapporto di interdipendenza tra uomo e ambiente. È solo una delle ricerche riportate nel progetto "BG4SDGs – Time to Change" di Banca Generali, il cui obiettivo è esplorare sia gli effetti dell’uomo sull’ambiente sia gli interventi possibili per costruire un futuro realmente sostenibile. Tale filosofia si inserisce nelle attività portate avanti dall’Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, da sempre impegnato nella costruzione di soluzioni in linea con i Sustainable Development Goals dell’ONU. È anche il motivo per cui le proposte di Banca Generali sono sempre più indirizzate verso il cruciale ambito degli investimenti sostenibili ESG.

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Private banking, Banca Generali risponde alle domande più frequenti sul suo nuovo blog

Si chiama "Protezione&Risparmio" il blog presentato lo scorso 2 maggio da Banca Generali. Un portale dedicato al mondo del private banking e agli argomenti di attualità legati al settore.

Private banking e informazione, perché nasce il blog di Banca Generali

Fornire supporto ai risparmiatori e aiutarli a comprendere in maniera semplice e chiara i temi economici che dominano il dibattito attuale. È l’obiettivo di "Protezione&Risparmio", il nuovo blog lanciato da Banca Generali sul private banking e non solo. Per intercettare il bisogno sempre maggiore di informazione economica, il portale si propone infatti come una vera e propria testata dall’approccio giornalistico e divulgativo, con l’intento di approfondire gli argomenti di attualità e offrire così un contributo concreto all’educazione finanziaria del Paese. "In un mondo dell’informazione sempre più complesso e saturo di voci – ha spiegato in occasione del lancio Michele Seghizzi, Direttore Marketing & Relazioni Esterne di Banca GeneraliProtezione&Risparmio ha l’obiettivo di proporsi come spazio accurato e professionale per dare risposte concrete ai quesiti dei risparmiatori attraverso l’esperienza dei nostri professionisti". Il blog, ha fatto sapere l’Istituto in una nota, verrà aggiornato settimanalmente grazie alla collaborazione sia degli esperti dell’Istituto che di accademici, economisti e protagonisti della società civile. Al momento sono diversi i temi già affrontati sul portale: oltre ad un focus sul private banking, si parla infatti di inflazione, investimenti sostenibili ESG, economia reale e degli effetti del conflitto russo-ucraino.

Il private banking secondo Banca Generali

Uno dei primi articoli pubblicati dal team di Banca Generali è dedicato al private banking e a quelle che sono le risposte alle domande più diffuse. La caratteristica principale da tenere a mente quando si parla di questo particolare settore bancario è che a fare la differenza non sono i servizi, ma la modalità di erogazione. Rispetto al retail banking, che si rivolge ad una clientela estremamente ampia con prodotti standardizzati, il private banking nasce per soddisfare i bisogni di una clientela con patrimoni di entità rilevante (la soglia di ingresso è in media attorno ai 500.000 euro) e soprattutto prevede necessariamente il coinvolgimento di un professionista dedicato con cui costruire nel tempo un rapporto di fiducia. Diversi i servizi di cui è possibile avvalersi, dalla gestione dei patrimoni mobiliari e immobiliari fino alla consulenza in materia di investimenti, assicurazioni o previdenza. I private banker oggi sono in grado di supportare i clienti a 360°, supervisionando e coordinando anche attività diverse dai servizi bancari e avvalendosi di una rete di professionisti terzi. Per Banca Generali nel private banking fondamentale è il rapporto di fiducia che si viene a creare tra banker e cliente: "Questa è la nostra Mission – si legge sul blog – in un contesto di sostanziale omogeneità nella value proposition relativa ai servizi di private banking, ci distinguiamo rispetto agli altri operatori per i servizi di consulenza patrimoniale offerti ai Clienti attraverso relazioni di fiducia che si instaurano tra il Consulente e il Cliente. Una relazione che assume un ruolo centrale nel nostro modello di servizio ed è valorizzata dall’offerta che mettiamo a disposizione".

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Fintech e nuovi servizi private banking nel prossimo triennio di Banca Generali

Sviluppo delle piattaforme digitali, nuovi target di mercato e zero emissioni al 2040. Con il nuovo Piano industriale, Banca Generali traccia un nuovo percorso di crescita. Il Gruppo intende rafforzare il suo posizionamento nel private banking e assumere via via le caratteristiche di una banca sempre più Fintech.

Banca Generali: grazie al digitale personalizzazione totale di offerta e servizi private banking

Raccolta netta totale tra i 18 e i 22 miliardi, masse tra i 105 e i 110 miliardi e una crescita annua dell’utile netto del 10-15%. I principali target finanziari fissati da Banca Generali nel nuovo Piano industriale 2022-2024 testimoniano le forti ambizioni di crescita del Gruppo, che intende continuare sulla scia dei risultati da record raggiunti lo scorso anno. Per conseguire tali obiettivi, il leader del private banking ha definito una strategia basata su tre pillar in grado di valorizzare gli storici punti di forza dell’Istituto. “Il primo – ha dichiarato l’AD Gian Maria Mossa – punta ad avvicinare ulteriormente la Banca ai nostri professionisti ed ai nostri Clienti, grazie all’evoluzione dell’offerta e del modello di servizio e a un crescente supporto alla rete”. Entrando nel dettaglio, lo scopo di Banca Generali è servire una platea di clienti private banking più ampia, rafforzando la propria presenza in particolare nei segmenti High Net Worth e Affluent. Un’opportunità che l’Istituto intende cogliere proponendo soluzioni sempre più personalizzate grazie al supporto del digitale, con piattaforme dedicate in grado di intercettare le esigenze di entrambe le fasce di mercato.

Banca Generali: modello data driven e iniziative in tema di sostenibilità

Il secondo pilastro del nuovo Piano, strettamente connesso al primo, nasce con l’obiettivo di trasformare Banca Generali in una banca sempre più improntata al Fintech, continuando sul processo di digitalizzazione, open banking e automatizzazione avviato negli ultimi anni. Uno sviluppo che consentirà all’Istituto di private banking di predisporre tre modelli di servizio specifici (Enhanced, Guided, Self) differenziati per accessibilità digitale. Terzo e ultimo pillar la sostenibilità. Da sempre centrale nella strategia, per il prossimo triennio l’obiettivo è rafforzare il posizionamento del Gruppo nell’ambito e rendere Banca Generali “punto di riferimento su tematiche ESG per tutti gli stakeholder”. L’impegno dell’Istituto continuerà a coinvolgere ogni livello della società, dai clienti fino agli azionisti, con uno sguardo sempre rivolto alle comunità e alle future generazioni. Diverse le iniziative in campo. Lato dipendenti, il focus verterà su work-life balance, Diversity e Inclusion. In tema di sostenibilità ambientale, Banca Generali raggiungerà zero emissioni nette entro il 2040. La Banca si è detta inoltre pronta a sottoscrivere gli impegni sia del Principle of Responsible Investment (PRI) che della Task Force on Climate-related Financial Disclosures. In aggiunta, entro il 2024 il Gruppo intende toccare quota 40% di prodotti ESG sul totale delle soluzioni gestite.

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Private Banking, Banca Generali conferma 2021 positivo: i suoi consulenti i più produttivi

Banca Generali si conferma ancora una volta tra gli istituti private banking leader in Italia. Sotto i riflettori i risultati ottenuti nel 2021 dai consulenti del Gruppo.

Private banking, con 3,5 milioni di raccolta pro capite la rete di Banca Generali guadagna la leadership

Lo scorso anno la raccolta complessiva registrata da Banca Generali ha toccato, oltre ogni previsione, quota 7,7 miliardi di euro. Un risultato storico per l’Istituto di private banking guidato da Gian Maria Mossa che, sull’onda del trend di crescita, ha lanciato il suo nuovo Piano triennale. A contribuire in maniera decisiva al successo del Gruppo la rete di oltre 2mila tra consulenti e wealth advisor. A confermarlo sono i dati recentemente diffusi da Assoreti, con i consulenti di Banca Generali che nel 2021 si piazzano al primo posto in Italia per produttività pro capite. Con una raccolta di 3,55 milioni ciascuno, hanno superato realtà come Fineco Bank (3,53), CheBanca! (2,99) BNL (2,82), Allianz (2,35) e Credem (1,91). La rete è stata capace di intercettare al meglio il boom che ha caratterizzato il 2021 della consulenza finanziaria, con una raccolta netta e un risparmio gestito che in Italia si sono attestati rispettivamente a 57,3 e a 43 miliardi.

Private banking, per i consulenti di Banca Generali un 2021 di successi

La rete di Banca Generali non si è distinta solo nella raccolta. Sempre secondo Assoreti, gli oltre 2mila banker guidati dal Vice Direttore Generale Marco Bernardi hanno rafforzato la propria leadership anche per quanto riguarda gli asset. I consulenti dell’Istituto di private banking hanno infatti chiuso il 2021 con 39,2 milioni di euro di asset pro capite, confermandosi al primo posto. Nella classifica stilata da Assoreti seguono Banca Euromobiliare, Credem, Fineco e Fideuram. Che per gli advisor di Banca Generali il 2021 si sarebbe rivelato un anno di grandi soddisfazioni lo si era capito già prima di guardare i numeri di Assoreti. Oltre ad ottenere per il settimo anno consecutivo il primato come miglior rete di consulenti in Italia secondo l’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza, grazie ai suoi consulenti la Banca ha vinto numerosi premi, classificandosi come miglior istituto in Italia agli International Business Magazine Awards, ai Citywire Awards e ai Global Private Banking Awards 2021.

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Investimenti sostenibili ESG: BG4SDGs, l’impegno di Banca Generali per gli SDGs dell’Onu

Investimenti sostenibili ESG: “BG4SDGs – Time to Change”, Banca Generali in Norvegia per raccontare l’architettura sostenibile.

Investimenti sostenibili ESG: gli appuntamenti sulla sostenibilità di Banca Generali

Sempre più impegnata sul fronte degli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali ha ideato insieme a Stefano Guidani un progetto per raccontare lo stato dell’arte dell’Agenda Onu 2030. Il quinto episodio di “BG4SDGs – Time to Change” ci porta in Norvegia: il focus questa volta è sul Sustainable Development Goals (SDG) numero 11 “Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”. Non a caso a un centinaio di chilometri di distanza da Oslo sorge il Mjøstårnet, attualmente il più alto grattacielo in legno al mondo: il suo corpo è composto da oltre 2.700 metri cubi di legno ricavato dalle foreste dell’area circostante e in grado di assorbire fino a 1.700 tonnellate di CO2. Inoltre gli alberi potati per dar vita alla costruzione del grattacielo sono stati sostituiti da altri due alberi: in pratica, il Mjøstårnet può essere considerato come una foresta all’interno di una foresta. Nonostante prossimamente il suo primato sarà superato, occupa già un posto di rilievo nella storia dell’architettura mondiale. “Trovarsi di fronte al Mjøstårnet appaga la vista e si ha anche la sensazione di essere partecipi dell’inversione di rotta verso una meta ecologista. L’interno e l’esterno del grattacielo regalano la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di contiguo con l’ambiente circostante, quasi fosse una estensione della natura stessa. Credo che questa sia la direzione che dovranno prendere le costruzioni del futuro, per essere sempre più sostenibili dal punto di vista architettonico, estetico, visivo e ambientale”, ha commentato Stefano Guindani, fotografo e curatore di “BG4SDGs – Time to Change”. Banca Generali recentemente ha lanciato il nuovo piano rafforzando ulteriormente il proprio impegno a favore degli investimenti sostenibili ESG.

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: focus sul progetto “BG4SDGs – Time to Change”

Leader negli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali ha presentato “BG4SDGs – Time to Change” lo scorso 15 settembre 2021 a Milano. E ora il progetto proseguirà per altri 12 mesi in modo da approfondire tutti i 17 SDGs dell’Agenda ONU 2030. Per ciascuno di essi il fotografo adotterà una duplice chiave: da un lato si punta ad evidenziare l’azione negativa dell’uomo sull’ambiente e sulla comunità, dall’altro come lo stesso genere umano abbia invece una straordinaria capacità di recupero attraverso soluzioni innovative e sostenibili. Nella sua ricerca, Guindani spazierà oltre i confini italiani ricercando casi critici e situazioni di eccellenza anche all’estero: Brasile, Norvegia e Australia, ma anche Stati Uniti, Turchia e Kenya. Insieme a lui anche Alberto Salza, antropologo tra i più apprezzati a livello internazionale, che curerà i testi e suggerirà alcuni dei progetti da monitorare. Nell’iniziativa si riflette la grande attenzione che Banca Generali, da sempre in prima linea negli investimenti sostenibili ESG, riserva a politiche e soluzioni sempre più legate all’impatto ambientale, sociale e di governance.

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Banca Generali, nel nuovo Piano al 2024 focus sugli investimenti sostenibili ESG

Con il Piano 2022-2024 Banca Generali si prepara ad un nuovo corso. Servizio, innovazione e sostenibilità i pillar strategici. Tra gli obiettivi spicca quello legato agli investimenti sostenibili ESG.

Banca Generali: entro il 2024 investimenti sostenibili ESG al 40% delle masse gestite

Dopo aver superato i principali obiettivi fissati nello scorso triennio, per Banca Generali è tempo di capitalizzare i risultati ottenuti e dare il via ad un nuovo percorso di espansione e di crescita sotto il segno della sostenibilità. La strategia contenuta nel nuovo Piano al 2024, approvato dal CdA lo scorso 14 febbraio, va proprio in questa direzione. L’Istituto, diventato negli ultimi anni punto di riferimento nell’ambito degli investimenti sostenibili ESG, ha deciso di scommettere ancora una volta sui propri elementi distintivi. Valore del servizio, innovazione e sostenibilità sono i pilastri sui quali verrà costruito il nuovo corso del Gruppo guidato da Gian Maria Mossa. “Ci prepariamo ad una nuova fase di forte crescita per la nostra banca – ha dichiarato l’AD – valorizzando i nostri punti di forza: qualità dei professionisti, cultura orientata all’innovazione e impegno nella sostenibilità”. Sul fronte finanziario, gli obiettivi appaiono ambiziosi: secondo le stime, nel prossimo triennio la raccolta raggiungerà quota 18-22 miliardi, le masse gestite e amministrate passeranno dagli 85,7 miliardi dello scorso anno a 105-110 miliardi e la crescita annua dell’utile netto si aggirerà intorno al 10-15%. Prevista una distribuzione di 7,5 – 8,5 euro per azione di dividendi cumulati nel periodo 2022-2025, di cui 2,55 già annunciati. Anche in questo campo Banca Generali intende rafforzare l’approccio legato alla sostenibilità. Il leader degli investimenti sostenibili ESG intende raggiungere entro il 2024 “una percentuale del 40% in prodotti ESG (fondi e wrappers) sul totale delle soluzioni gestite complessive”.

Banca Generali, nel prossimo triennio accelerazione su piattaforme digitali e nuovi servizi

L’impulso sugli investimenti sostenibili ESG è solo una delle molteplici iniziative che Banca Generali intende promuovere sul fronte della sostenibilità. Oltre ad avviare percorsi specifici di formazione per i consulenti, l’Istituto ha reso nota la volontà di sottoscrivere entro il triennio gli impegni del Principle of Responsible Investment (PRI) e della Task Force on Climate related Financial Disclosures (TCFD). Spazio anche a work-life balance, diversità e inclusione e al coinvolgimento dei dipendenti su tematiche come digitale e ambiente. Valore del servizio e innovazione sono le altre due priorità del Piano. Nel primo caso, Banca Generali intende realizzare una “totale personalizzazione” sia dell’offerta che dei modelli di servizi attraverso il potenziamento delle piattaforme dedicate. L’obiettivo è individuare nuovi segmenti di clientela High Net Worth (HNW) e Affluent. Lato innovazione, lo scopo è continuare a costruire una banca sempre più “data driven”, digitale e aperta. Oltre a dedicarsi allo sviluppo delle piattaforme digitali e delle logiche di Business Process Automation, l’Istituto punterà sulla nuova unità di Data Management lanciata nell’ultimo biennio.

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Banca Generali, si conferma la forza degli investimenti sostenibili ESG: masse oltre 6,5 miliardi

Ad accompagnare la crescita degli investimenti sostenibili ESG di Banca Generali la piattaforma BG Personal Portfolio, potenziata nel 2019 grazie alla collaborazione con MainStreet Partners.

Banca Generali: investimenti sostenibili ESG, nel 2021 raccolti 1,4 miliardi di euro

Negli ultimi anni sempre più consumatori, in particolare i giovani, si dimostrano interessati al mondo degli investimenti sostenibili ESG. Tra i fattori che hanno contribuito al recente boom i rischi associati ai cambiamenti climatici e l’avvento della pandemia. Lo dimostra l’ultimo record stabilito da Banca Generali: l’Istituto guidato da Gian Maria Mossa ha infatti chiuso il 2021 con un totale di 6,5 miliardi di masse gestite certificate ESG. Un risultato oltre ogni previsione: si tratta infatti del 18% del risparmio gestito totale, mentre l’obiettivo stimato per l’anno si aggirava intorno al 10%. Nel 2021 la raccolta in fondi ESG ha toccato quota 1,4 miliardi euro: “Siamo nel mezzo di un cambiamento storico dei paradigmi di un mondo degli investimenti – ha dichiarato Andrea Ragaini, Vice Direttore Generale di Banca Generaliche in futuro vedrà la sostenibilità sempre più come elemento centrale nella selezione sia da parte dei distributori, sia della clientela finale”. A trainare il nuovo record nell’ambito degli investimenti sostenibili ESG, ha fatto sapere il Gruppo in una nota, la piattaforma per la gestione degli investimenti finanziari “BG Personal Portfolio”.

Investimenti sostenibili ESG: Banca Generali, un modello di successo

Già dal 2019 infatti, grazie ad un aggiornamento figlio di una collaborazione con MainStreet Partners, la piattaforma targata Banca Generali consente di sviluppare portafogli profilati sulla base degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile dell’Agenda Onu 2030. L’algoritmo, sviluppato con il contributo della società londinese, permette inoltre di quantificare gli impatti concreti generati dagli investimenti sostenibili ESG per ciascuno degli SDGs. Un progetto grazie al quale finora l’Istituto ha potuto selezionare un paniere di 250 fondi considerati “top” a seguito di una mappatura di oltre 5mila titoli con descrizione qualitativa relativa ai rating Environmental, Social e Governance. L’attenzione di Banca Generali verso gli investimenti sostenibili ESG parte dunque da lontano, ricorda Ragaini: “La pandemia ha contribuito ad accentuare nelle famiglie la percezione dell’importanza di detenere strumenti Esg nei portafogli, ma a questo è importante saper corrispondere le giuste tematiche d’offerta. In questa direzione si inserisce il nostro lavoro degli ultimi due anni, in cui abbiamo ampliato l’offerta tematica e la misurabilità dell’impatto sostenibile”.

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Women’s Empowerment Principles e investimenti sostenibili ESG in Banca Generali

Investimenti sostenibili ESG ma anche grande attenzione al tema “diversity & inclusion”: Banca Generali aderisce al progetto Women’s Empowerment Principles e rafforza l’impegno per la parità di genere nel mondo del lavoro.

Women’s Empowerment Principles: Banca Generali leader in investimenti sostenibili ESG e uguaglianza di genere

“Siamo felici di aver sottoscritto i Women’s Empowerment Principles delle Nazioni Unite. Come parte del Gruppo Generali siamo da sempre attenti a promuovere l’equità, il rispetto e l’inclusione sia verso le nostre persone che nella comunità all’interno della quale operiamo”: sottolinea in questo modo l’AD e DG di Banca Generali Gian Maria Mossa l’adesione del Gruppo ai principi di uguaglianza di genere WEP. Leader in Investimenti sostenibili ESG, l’Istituto diviene in tal modo la prima rete italiana di consulenza e la seconda realtà finanziaria del Paese ad aderire al progetto. “Ci auguriamo che la nostra adesione possa essere di stimolo per tante altre organizzazioni”, aggiunge l’AD e DG Gian Maria Mossa. Banca Generali, dunque, già fortemente attiva nel settore degli investimenti sostenibili ESG, si pone in una posizione di leadership in Italia anche sul tema dell’inclusione di genere nel settore della consulenza finanziaria.

Banca Generali, consulenza finanziaria tra uguaglianza di genere e investimenti sostenibili ESG

“Siamo convinti che solo facendo fronte comune si potrà arrivare ad una vera e propria parità di genere”, così Banca Generali in una nota, “non solo nel mondo del lavoro, ma anche nella quotidianità”. Promossi dalle Nazioni Unite, i Women’s Empowerment Principles forniscono una guida alle imprese su come favorire la parità di genere e l’inclusione nella sfera lavorativa, nei mercati e nella comunità. Questioni per cui l’Istituto leader in investimenti sostenibili ESG porta avanti attività concrete che fanno di Banca Generali un ambiente di lavoro con sostanziale parità di genere tra i dipendenti: un risultato raggiunto anche grazie a progetti specifici per l’inclusione di genere e destinati all’area della consulenza finanziaria, tradizionalmente a maggiore presenza maschile. Tra i pionieri italiani negli investimenti sostenibili ESG, con l’adesione ai Women’s Empowerment Principles Banca Generali conferma un ruolo di primo piano anche come prima rete di consulenti del Paese a sottoscrivere i principi WEP delle Nazioni Unite.

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Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: #BG4SDGs, focus su città e comunità sostenibili

Banca Generali è da sempre in prima linea negli investimenti sostenibili ESG: l’impegno dell’Istituto nel promuovere l’innovazione e la sostenibilità passa anche attraverso iniziative quali #BG4SDGs, il ciclo di incontri sugli obiettivi al centro dell’Agenda Onu 2030.

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: il valore delle Smart Cities per il futuro del pianeta

Il futuro del pianeta e delle Smart Cities: Banca Generali, Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, ha dedicato al tema un approfondimento nell’ambito di #BG4SDGs, iniziativa nata nell’ottica di promuovere una riflessione attenta sugli obiettivi al centro dell’agenda dell’Onu 2030. Secondo il World Urbanization Prospect pubblicato nel 2018 dalle Nazioni Unite, i due terzi della popolazione globale entro il 2050 vivrà nelle grandi città: India, Cina e Nigeria sono i tre Paesi che faranno da traino per lo sviluppo di questo fenomeno demografico. Il Direttore del “Corriere Innovazione” Massimo Sideri ne ha parlato con Marco Pavone, Associate Professor alla Stanford University e Direttore dell’Autonomous Vehicle Research Lab di NVIDIA. L’urbanizzazione intensiva rappresenta oggi una delle maggiori sfide della nostra società, inclusa nell’Agenda Onu 2030: l’impegno sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione è l’arma più potente a nostra disposizione per affrontarla e vincerla. Da sempre attenta nel promuovere investimenti sostenibili ESG, Banca Generali affianca i propri clienti nella costruzione di portafogli che tengono conto delle diverse sensibilità in tema di sostenibilità.

Investimenti sostenibili ESG: l’impegno di Banca Generali

Da sempre in prima linea negli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali punta a favorire la transizione verso modelli sostenibili di sviluppo economico e a generare valore durevole nel tempo anche attraverso l’adozione di Politiche specifiche per gli investimenti responsabili. Un impegno trasversale quello dell’Istituto che guarda ai clienti e alla costruzione di portafogli che possano tenere conto delle loro diverse personali sensibilità in tema ESG (Environmental, Social and Governance) ma anche alla natura delle società stesse verso cui orienta gli investimenti: grazie all’uso di indicatori e di strumenti di screening ESG sviluppati con il supporto di advisor esterni, Banca Generali riesce infatti a determinare se siano coinvolte in settori controversi o abbiano violato il Global Compact delle Nazioni Unite. Le politiche adottate e l’offerta di soluzioni sempre più legate all’impatto ambientale, sociale e di governance hanno permesso all’Istituto di raggiungere la leadership negli investimenti sostenibili ESG, con ben 244 Oicr certificati ESG e cinque linee di gestione dedicate.

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Osservatorio Banca Generali: semestre in crescita per il Private Banking

L’andamento positivo del Private Banking sembra essere confermato anche per i prossimi mesi. Banca Generali: diverse le variabili che hanno contribuito al fenomeno.

Banca Generali: Private Banking Index a +125 rispetto al 2020

Con l’arrivo dei vaccini e l’attenuazione dell’emergenza sanitaria, oggi sotto controllo nella maggior parte dei Paesi, l’economia sta mostrando segnali decisi di ripartenza. Il sentimento di incertezza sta lentamente lasciando spazio ad un vero e proprio entusiasmo. Un clima che oggi consente al Private Banking di proseguire nel trend di crescita. A dirlo è il Private Banking Index (PB-I) dell’Osservatorio targato Banca Generali e LIUC. Lanciato in collaborazione con BlackRock e BNPParibas, il PB-I nasce con l’obiettivo di rappresentare in maniera efficace lo stato di salute del settore. L’indice parte dal 2016 con un valore di 100 punti base. Quest’anno ha registrato un valore di oltre 125 punti rispetto al 2020, confermandone l’andamento positivo registrato fin dall’inizio, anche se in maniera leggermente contenuta. Trend che, secondo i numeri dell’Osservatorio di Banca Generali, è destinato a durare anche nel prossimo semestre.

Banca Generali: i driver della crescita del settore del Private Banking

Oggi le persone sono sempre più alla ricerca di punti di riferimento. La pandemia e l’emergenza climatica hanno generato la nascita di nuovi bisogni. Nei prossimi mesi ciò andrà ad influenzare le prospettive di crescita del Private Banking, spiega Banca Generali. Due le variabili: da un lato la disponibilità di prodotti dedicati alle nuove esigenze, dall’altra anche una cultura finanziaria sempre più diffusa. Tuttavia i driver della crescita sono 4: relazione di fiducia tra banker e cliente, tassi di interesse, l’allocazione degli investitori, il boom dei fondi sostenibili. Tra gli obiettivi principali del settore del Private Banking, sempre secondo l’Osservatorio, quello di scardinare la convinzione, radicata soprattutto in Italia, che mantenere la liquidità sui conti correnti sia una forma di investimento sicura, senza considerare gli effetti dell’inflazione e dell’aumento dei costi di gestione sul potere d’acquisto.

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Private Banking, Banca Generali è il miglior istituto in Italia secondo Citywire

Banca Generali primeggia anche nei Citywire Private Banking Awards 2021: "Premio riconosce modello di business e lavoro concreto dei consulenti".

Private Banking, ai Citywire Awards il successo del modello targato Banca Generali

Dopo gli International Business Magazine Awards, Banca Generali ottiene un nuovo riconoscimento che ne testimonia l’eccellenza nel settore bancario. La realtà guidata da Gian Maria Mossa è stata infatti nominata come "Miglior Private Bank Italiana" durante i Citywire Italia Private Banking Awards 2021. Istituiti quest’anno dal gruppo editoriale britannico specializzato nell’analisi dei money managers, gli Awards nascono con lo scopo di riconoscere e valorizzare l’eccellenza nell’industria della tutela e dello sviluppo dei grandi patrimoni. La premiazione si è tenuta a Milano, in un evento organizzato a Palazzo Parigi. A ricevere il premio assegnato a Banca Generali Stefano Lenti, Responsabile Area Consulenti Finanziari. L’Istituto ha avuto il merito di distinguersi rispetto a competitors del livello di Intesa San Paolo e Bnl-Bnp Private Banking. Un risultato possibile, secondo il parere del comitato tecnico, grazie alla qualità dei servizi offerti ma soprattutto ad un modello di business unico nel suo genere.

Banca Generali leader del Private Banking

"Il nostro modello di business – si legge nel comunicato ufficiale di Banca Generalirappresenta ad oggi un unicum in Italia per il suo livello di indipendenza e per la capacità di integrare al proprio interno i migliori servizi di pianificazione patrimoniale per la clientela private". Uno dei punti di forza del leader del Private Banking è l’attenzione rivolta alle innovazioni digitali. Ne è un esempio la piattaforma proprietaria "BG Personal Advisory", che permette la ricerca di soluzioni personalizzate e l’analisi, la pianificazione e il monitoraggio in tempo reale dei patrimoni. Ma il successo del modello di Banca Generali alla prima edizione dei Citywire Italia Private Banking Awards è merito soprattutto della rete dei consulenti. Oltre 2mila tra private bankers e wealth advisor costantemente formati e aggiornati per rispondere prontamente alle nuove esigenze emerse in particolare durante la pandemia: "Il premio riconosce il lavoro concreto di tutti i nostri consulenti sul territorio in prima linea per portare aiuto alle famiglie nelle complesse sfide in un contesto sempre più ricco di variabili".

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