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Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: #BG4SDGs, focus su città e comunità sostenibili

Banca Generali è da sempre in prima linea negli investimenti sostenibili ESG: l’impegno dell’Istituto nel promuovere l’innovazione e la sostenibilità passa anche attraverso iniziative quali #BG4SDGs, il ciclo di incontri sugli obiettivi al centro dell’Agenda Onu 2030.

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: il valore delle Smart Cities per il futuro del pianeta

Il futuro del pianeta e delle Smart Cities: Banca Generali, Istituto leader negli investimenti sostenibili ESG, ha dedicato al tema un approfondimento nell’ambito di #BG4SDGs, iniziativa nata nell’ottica di promuovere una riflessione attenta sugli obiettivi al centro dell’agenda dell’Onu 2030. Secondo il World Urbanization Prospect pubblicato nel 2018 dalle Nazioni Unite, i due terzi della popolazione globale entro il 2050 vivrà nelle grandi città: India, Cina e Nigeria sono i tre Paesi che faranno da traino per lo sviluppo di questo fenomeno demografico. Il Direttore del “Corriere Innovazione” Massimo Sideri ne ha parlato con Marco Pavone, Associate Professor alla Stanford University e Direttore dell’Autonomous Vehicle Research Lab di NVIDIA. L’urbanizzazione intensiva rappresenta oggi una delle maggiori sfide della nostra società, inclusa nell’Agenda Onu 2030: l’impegno sul fronte della sostenibilità e dell’innovazione è l’arma più potente a nostra disposizione per affrontarla e vincerla. Da sempre attenta nel promuovere investimenti sostenibili ESG, Banca Generali affianca i propri clienti nella costruzione di portafogli che tengono conto delle diverse sensibilità in tema di sostenibilità.

Investimenti sostenibili ESG: l’impegno di Banca Generali

Da sempre in prima linea negli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali punta a favorire la transizione verso modelli sostenibili di sviluppo economico e a generare valore durevole nel tempo anche attraverso l’adozione di Politiche specifiche per gli investimenti responsabili. Un impegno trasversale quello dell’Istituto che guarda ai clienti e alla costruzione di portafogli che possano tenere conto delle loro diverse personali sensibilità in tema ESG (Environmental, Social and Governance) ma anche alla natura delle società stesse verso cui orienta gli investimenti: grazie all’uso di indicatori e di strumenti di screening ESG sviluppati con il supporto di advisor esterni, Banca Generali riesce infatti a determinare se siano coinvolte in settori controversi o abbiano violato il Global Compact delle Nazioni Unite. Le politiche adottate e l’offerta di soluzioni sempre più legate all’impatto ambientale, sociale e di governance hanno permesso all’Istituto di raggiungere la leadership negli investimenti sostenibili ESG, con ben 244 Oicr certificati ESG e cinque linee di gestione dedicate.

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Osservatorio Banca Generali: semestre in crescita per il Private Banking

L’andamento positivo del Private Banking sembra essere confermato anche per i prossimi mesi. Banca Generali: diverse le variabili che hanno contribuito al fenomeno.

Banca Generali: Private Banking Index a +125 rispetto al 2020

Con l’arrivo dei vaccini e l’attenuazione dell’emergenza sanitaria, oggi sotto controllo nella maggior parte dei Paesi, l’economia sta mostrando segnali decisi di ripartenza. Il sentimento di incertezza sta lentamente lasciando spazio ad un vero e proprio entusiasmo. Un clima che oggi consente al Private Banking di proseguire nel trend di crescita. A dirlo è il Private Banking Index (PB-I) dell’Osservatorio targato Banca Generali e LIUC. Lanciato in collaborazione con BlackRock e BNPParibas, il PB-I nasce con l’obiettivo di rappresentare in maniera efficace lo stato di salute del settore. L’indice parte dal 2016 con un valore di 100 punti base. Quest’anno ha registrato un valore di oltre 125 punti rispetto al 2020, confermandone l’andamento positivo registrato fin dall’inizio, anche se in maniera leggermente contenuta. Trend che, secondo i numeri dell’Osservatorio di Banca Generali, è destinato a durare anche nel prossimo semestre.

Banca Generali: i driver della crescita del settore del Private Banking

Oggi le persone sono sempre più alla ricerca di punti di riferimento. La pandemia e l’emergenza climatica hanno generato la nascita di nuovi bisogni. Nei prossimi mesi ciò andrà ad influenzare le prospettive di crescita del Private Banking, spiega Banca Generali. Due le variabili: da un lato la disponibilità di prodotti dedicati alle nuove esigenze, dall’altra anche una cultura finanziaria sempre più diffusa. Tuttavia i driver della crescita sono 4: relazione di fiducia tra banker e cliente, tassi di interesse, l’allocazione degli investitori, il boom dei fondi sostenibili. Tra gli obiettivi principali del settore del Private Banking, sempre secondo l’Osservatorio, quello di scardinare la convinzione, radicata soprattutto in Italia, che mantenere la liquidità sui conti correnti sia una forma di investimento sicura, senza considerare gli effetti dell’inflazione e dell’aumento dei costi di gestione sul potere d’acquisto.

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Private Banking, Banca Generali è il miglior istituto in Italia secondo Citywire

Banca Generali primeggia anche nei Citywire Private Banking Awards 2021: "Premio riconosce modello di business e lavoro concreto dei consulenti".

Private Banking, ai Citywire Awards il successo del modello targato Banca Generali

Dopo gli International Business Magazine Awards, Banca Generali ottiene un nuovo riconoscimento che ne testimonia l’eccellenza nel settore bancario. La realtà guidata da Gian Maria Mossa è stata infatti nominata come "Miglior Private Bank Italiana" durante i Citywire Italia Private Banking Awards 2021. Istituiti quest’anno dal gruppo editoriale britannico specializzato nell’analisi dei money managers, gli Awards nascono con lo scopo di riconoscere e valorizzare l’eccellenza nell’industria della tutela e dello sviluppo dei grandi patrimoni. La premiazione si è tenuta a Milano, in un evento organizzato a Palazzo Parigi. A ricevere il premio assegnato a Banca Generali Stefano Lenti, Responsabile Area Consulenti Finanziari. L’Istituto ha avuto il merito di distinguersi rispetto a competitors del livello di Intesa San Paolo e Bnl-Bnp Private Banking. Un risultato possibile, secondo il parere del comitato tecnico, grazie alla qualità dei servizi offerti ma soprattutto ad un modello di business unico nel suo genere.

Banca Generali leader del Private Banking

"Il nostro modello di business – si legge nel comunicato ufficiale di Banca Generalirappresenta ad oggi un unicum in Italia per il suo livello di indipendenza e per la capacità di integrare al proprio interno i migliori servizi di pianificazione patrimoniale per la clientela private". Uno dei punti di forza del leader del Private Banking è l’attenzione rivolta alle innovazioni digitali. Ne è un esempio la piattaforma proprietaria "BG Personal Advisory", che permette la ricerca di soluzioni personalizzate e l’analisi, la pianificazione e il monitoraggio in tempo reale dei patrimoni. Ma il successo del modello di Banca Generali alla prima edizione dei Citywire Italia Private Banking Awards è merito soprattutto della rete dei consulenti. Oltre 2mila tra private bankers e wealth advisor costantemente formati e aggiornati per rispondere prontamente alle nuove esigenze emerse in particolare durante la pandemia: "Il premio riconosce il lavoro concreto di tutti i nostri consulenti sul territorio in prima linea per portare aiuto alle famiglie nelle complesse sfide in un contesto sempre più ricco di variabili".

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Banca Generali: l’Istituto di Private Banking lancia un nuovo servizio digitale di art advisory

Private Banking: con la nuova piattaforma digitale interamente dedicata al settore dell’arte, Banca Generali estende la propria gamma di servizi di digital wealth management.

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Private Banking: arriva la nuova piattaforma di Banca Generali per l’art advisory

Banca Generali lancia un nuovo servizio digitale di art advisory. Leader nel Private Banking, l’Istituto nell’ottica di estendere la propria gamma di servizi di digital wealth management ha sviluppato una nuova infrastruttura informatica interamente dedicata alla consulenza sul patrimonio artistico. "Oggi sempre più clienti ci chiedono informazioni sui servizi di art advisory, specialmente quelli legati alla conservazione e alla valorizzazione delle opere", ha illustrato il Responsabile del Wealth Management Franco Dentella: si tratta di asset, ha aggiunto, che "molto spesso giacciono dimenticate nelle case di molte famiglie italiane". Realtà primaria di Private Banking, Banca Generali si dedicherà dunque anche all’art advisory, ampliando ulteriormente lo storico ecosistema di partnership con i principali operatori del settore.

Banca Generali: crescente domanda di art advisory nel Private Banking

La rete di consulenti di Banca Generali, guidata dal Vice Direttore Generale Marco Bernardi, è costituita da oltre 2.000 private banker e wealth advisor. Professionisti nell’ambito del Private Banking, possono da oggi contare anche sull’innovativa piattaforma concepita per dare risposte efficaci a ogni singola segnalazione del cliente in materia di opere d’arte. Sviluppato sul sistema gestionale di Polaris, il servizio permette al consulente di inviare alla struttura di art advisory di Banca Generali una segnalazione puntuale delle necessità del cliente, seguendone l’intero iter di elaborazione. "Questa nuova piattaforma digitale va proprio nella direzione di rispondere con efficacia e immediatezza a questa crescente domanda", ha aggiunto Franco Dentella: un servizio che "potenzia la gamma d’offerta di soluzioni di digital wealth management a disposizione dei nostri professionisti e che completa il nostro storico ecosistema di partnership con primari operatori del settore per valutazioni, perizie e consulenze, ma anche per avere accesso a tutto il mondo delle aste". La piattaforma si affianca agli accordi già siglati dall’Istituto di Private Banking con Open Care, Art Difender, Art Rite e Christie’s, completando un’offerta di consulenza su patrimoni artistici e collezioni senza eguali nel Paese.

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Investimenti sostenibili ESG, un mercato in crescita. Banca Generali: “Rischi dietro l’angolo”

Il mercato degli investimenti sostenibili ESG è in grande fermento. Si tratta tuttavia di strumenti che non sono esenti da rischi, come spiegato da uno dei Responsabili di Banca Generali su "Investire Magazine".

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: un boom che porta a riflettere

Gli investimenti sostenibili ESG si confermano il trend del momento. In pochi anni i fattori ambientali, sociali e di governance hanno acquisito sempre maggiore importanza nel processo di selezione e di ownership delle società. L’obiettivo di questa tipologia di investimenti è generare ritorni di lungo periodo e allo stesso tempo contribuire al raggiungimento di target stabiliti a livello internazionale, come il Trattato di Parigi, l’Agenda ONU 2030 o il Green Deal europeo. Oltre alla tematica centrale relativa al livello di emissioni di CO2, gli investimenti sostenibili ESG comprendono anche obiettivi che riguardano ambiti come il diritto alla formazione dei dipendenti o la parità di genere. La finanza oggi punta dunque sempre di più sulla sostenibilità. Si tratta di un’evoluzione che tuttavia nasconde delle incognite, ha spiegato Corrado Cominotto. In un recente contributo pubblicato su "Investire Magazine", il Responsabile delle gestioni patrimoniali attive di Banca Generali ha descritto i principali rischi del boom ESG. Tra questi, si è soffermato in particolare sul green paradox e il greenwashing.

Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali: rischio bolla a livelli accettabili

Il primo fenomeno analizzato da Cominotto si basa sulla possibilità che l’inclusione di troppi fattori "green" nella ricerca di investimenti sostenibili ESG possa portare ad un risultato diametralmente opposto. Stessa cosa può accadere quando questi non vengono considerati in maniera adeguata. Il greenwashing, in italiano spesso tradotto come ecologismo di facciata, riguarda appunto quella pratica che vede numerose realtà dichiararsi conformi agli ESG quando invece nei fatti non è così. Il Responsabile di Banca Generali vede nell’active ownership una soluzione efficiente: "Si tratta di un approccio trasversale con cui si esercita influenza su una società facendo engagement attraverso il dialogo ed esercitando diritto di voto per spingerla a intraprendere approcci ESG reali". Nella parte finale dell’articolo Cominotto affronta un altro dei principali rischi, ossia quello della bolla green. L’esperto dichiara che, nonostante i bond collegati agli investimenti sostenibili ESG siano caratterizzati effettivamente dal cosiddetto "greenium" (premio maggiore rispetto agli investimenti tradizionali), il fenomeno bolla non si è ancora manifestato: "Tale premio è attualmente a circa 10bp / 15bp in media con casi eccezionali che possono arrivare anche a 25bp. Allo stato attuale – conclude Cominotto – rimaniamo ancora a livelli accettabili".

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Investimenti sostenibili ESG, Banca Generali tra i protagonisti dell’Italian Sustainability Week

Leader in Italia negli investimenti sostenibili ESG, Banca Generali ha superato con largo anticipo l’obiettivo triennale sui trasferimenti delle masse gestite in soluzioni che rispettano i criteri cosiddetti “Environmental, Social and Governance”.

Investimenti sostenibili ESG: il modello di Banca Generali

Banca Generali è stata una delle prime realtà italiane a cogliere il trend dilagante degli investimenti sostenibili ESG. Un cammino iniziato nel 2019 e che dopo circa due anni e mezzo ha già superato qualsiasi previsione. La Banca oggi è infatti riuscita a trasferire il 17% delle masse gestite in soluzioni in linea con i criteri “Environmental, Social and Governance”. Un successo che, secondo Carmelo Reale, è figlio dell’approccio che il Gruppo ha avuto fin dall’inizio nei confronti del concetto di sostenibilità. Intervistato da “ESG News” durante l’Italian Sustainability Week, tenutasi dal 28 giugno al 2 luglio, il General Counsel & Head of Sustainability di Banca Generali ha parlato non solo di resistenza e durata, ma anche di supporto e soprattutto di protezione: “Un valore che viene generato attraverso la fiducia tra persone, l’asset più prezioso che esiste, combinata con l’attenzione verso tutti gli altri stakeholder e con il prezioso supporto della tecnologia“. È su queste basi, spiega Reale, che è stata delineata la strategia in tema di sostenibilità e investimenti sostenibili ESG.

Investimenti sostenibili ESG, Carmelo Reale: progetti e obiettivi principali di Banca Generali

I risultati positivi finora raggiunti da Banca Generali sono solo l’inizio di un percorso che attualmente conta tre obiettivi principali. Il primo è quello di continuare sulla strada degli investimenti sostenibili ESG, puntando ad aumentare ancora di più quel 17%. La formazione continua delle risorse è il secondo target: “Sostenibilità vuol dire anche persone – sottolinea Carmelo Reale – così da fornire un servizio di valore sempre maggiore ai nostri clienti”. Ultimo, ma non meno importante, l’approccio sostenibile alla digitalizzazione: “Crediamo che il digitale debba essere sfruttato non per sostituire la relazione bensì per renderla più fluida e dinamica al fine di far emergere il valore del rapporto cliente-consulente”. Tra i diversi progetti in linea con i target portati avanti da Banca Generali, l’Head of Sustainability porta l’esempio della piattaforma proprietaria dedicata alla consulenza in tema di investimenti sostenibili ESG. Uno strumento nato nel 2019 e che permette di “associare i portafogli dei clienti ai loro obiettivi personali, disegnando progetti in linea con i 17 SDGs dell’Agenda Onu 2030”. Investimenti allineati agli SDGs Onu anche nel caso dell’iniziativa BG4Real, nata per rispondere alla crisi economica causata dalla pandemia. Un progetto che, conclude Reale, connettendo risparmio privato ed economia reale valorizza sia il risparmio che il tessuto produttivo.

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Banca Generali: sempre più giovani mostrano interesse per gli investimenti sostenibili ESG

Banca Generali, su dieci sottoscrittori di fondi verdi, 6 fanno parte della I-Generation: sono i risultati della ricerca realizzata dall’Istituto sugli investimenti sostenibili ESG e la loro percezione nel Paese.

Banca Generali: cresce l’attenzione verso gli investimenti sostenibili ESG

Più si è giovani, più assumono importanza valori come l’ambiente, la parità di genere e l’inclusione. Un comportamento che si riflette anche nelle decisioni finanziarie. A mostrare maggiore propensione verso gli investimenti sostenibili ESG sono infatti i nati tra il 1995 e il 2012. A rivelarlo i risultati di una recente ricerca curata da Banca Generali, che oggi gestisce 244 fondi con Certificazione ESG. La cosiddetta I-Generation, con il 64,6%, è al primo posto per interesse verso gli investimenti responsabili. Seguono subito dopo i Millenial (61,3%), o anche Generazione Y, (nati tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni ’90). Per l’Istituto è il chiaro segnale di come i giovani siano i più attenti al benessere collettivo e meno al semplice ritorno economico. Un’evoluzione della coscienza ambientale e sociale che, secondo il contributo di Banca Generali, incontra ancora resistenze nelle generazioni precedenti. Sia per I-Gen che Millenial sono infatti oltre 6 su dieci i sottoscrittori di investimenti sostenibili ESG, con percentuali però via via più basse fino ai nati durante la Ricostruzione (44,7%) e gli ultra novantenni (18%).

Banca Generali: effetti degli investimenti sostenibili ESG su ambiente e società

La ricerca promossa da Banca Generali ha anche evidenziato la crescente fiducia da parte dei giovani verso gli investimenti sostenibili ESG. Una fiducia tale che oggi più della metà degli appartenenti all’I-Gen si è dichiarata disponibile ad affidare a fondi responsabili anche oltre la metà del proprio patrimonio (43,7% per i Millenial). Anche la pandemia ha giocato un ruolo fondamentale nel cambio di percezione sugli aspetti ambientali e sociali avvenuto negli ultimi anni. A testimoniarlo il fatto che tra i 14 obiettivi per lo sviluppo sostenibile (SDGs) coperti dai fondi ESG dell’Istituto, oggi il più ricercato sia "Salute e Benessere", poi "Sociale e Ambiente" e infine "Governance". Ma quali gli effetti concreti degli investimenti sostenibili ESG? Secondo le stime di Banca Generali, le strategie di investimenti green scelte dai propri clienti hanno portato ad un risparmio di emissioni di CO2 nell’ordine di 1.655,9 milioni di chilogrammi. Per quanto riguarda il tema della salute, sono stati oltre 90mila i trattamenti medici forniti ai pazienti a rischio e oltre la metà delle società target (55%) che hanno un elevato livello di soddisfazione tra i dipendenti. Sul fronte parità di genere, nelle società sottostanti ai fondi Esg le donne con un incarico manageriale e che siedono nei CdA raggiungono il 24%. Percentuali che crescono (82%) in tema di lotta alla corruzione.

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