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18 Settembre 2019

Comunicati

A2A: la biografia di Luca Valerio Camerano


Luca Valerio Camerano è l’attuale CEO della multiutility italiana A2A. Laureato in Economia e Commercio, ha maturato un’esperienza consolidata nel settore economico e finanziario. Sulla base dei risultati raggiunti e della professionalità dimostrata, è stato premiato nell’ambito dei CEO Awards di Forbes.

Luca Valerio Camerano, CEO A2A

Luca Valerio Camerano: formazione e crescita professionale

Luca Valerio Camerano nasce a Roma nel 1963. Dopo aver conseguito a pieni voti la laurea in Economia e Commercio presso l’Università LUISS Guido Carli nel 1988, decide di proseguire il proprio precorso formativo all’estero, frequentando l’Advanced Management Programme della INSEAD Business School di Fontainebleau. Nel 1992 muove i primi passi professionali presso CITIBANK, istituto finanziario internazionale all’interno del quale si occupa di investimenti e Corporate Banking fino al 2000. In seguito, viene assunto dal Gruppo Industriale di Piacenza Camuzzi in qualità di Direttore Strategie e Sviluppo. Negli anni tra il 2000 e il 2006, Luca Valerio Camerano svolge incarichi dirigenziali in Enel, per poi spostarsi all’estero, nominato Amministratore Delegato di GDF SUEZ Energie. Dal 2014 è impegnato alla guida della multiutility italiana A2A, che nei suoi anni di gestione ha ottenuto molteplici traguardi, tra i quali 16 quarter positivi, il miglior risultato nella storia del Gruppo. Sulla base degli obiettivi raggiunti, nel 2018 è stato premiato nell’ambito dei CEO Award dalla rivista Forbes.

A2A: la multiutility guidata da Luca Valerio Camerano

Considerato uno tra i 100 manager più importanti d’Italia, Luca Valerio Camerano è alla guida di A2A dal 2014. Nata nel gennaio 2008 a Milano a seguito della fusione delle aziende AEM, EASM e ASMA, la società è attiva nel settore della produzione, distribuzione e vendita di energia elettrica e gas e del ciclo idrico integrato. Inoltre, si occupa dei servizi ambientali e di efficienza energetica, mobilità elettrica e smart city. Con oltre 12.000 dipendenti, è una delle principali multiutility italiane ed è quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa di Milano. Tra i valori principali spiccano l’innovazione e l’uso della tecnologia al fine di costruire un futuro migliore; la sostenibilità per assicurare benessere alle generazioni successive e la responsabilità che si concretizza nell’impegno a mantenere le promesse. Sotto la gestione di Luca Valerio Camerano, l’azienda ha conseguito risultati eccellenti: l’esercizio del 2018 riporta un Margine Operativo Lordo (Ebitda) pari a 1,23 miliardi di euro (+3% rispetto al 2017), un Utile Netto pari a 344 milioni di euro e investimenti per un totale di circa 500 milioni di euro, in crescita del 10% rispetto all’anno precedente.

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Salute e Benessere

Come deve essere una cuccia da esterno per cani di qualità

 

I cani sono creature speciali: rendono la vita migliore delle persone, donandogli tutto l’amore che hanno. Ma sono spesso molto irruenti.

Gli appartamenti delle città sono spazi angusti, soprattutto per i cani di grossa taglia; per questo, se è possibile si preferisce mettere questi animali nei giardini o nei terrazzi, dove sono liberi di scorrazzare e divertirsi, evitando così che rompano oggetti preziosi all’interno o che sporchino casa.

Se lasciati principalmente fuori dall’abitazione, gli amici a quattro zampe hanno bisogno di accoglienti luoghi dove dormire e riposare, ovvero cucce da esterno per cani, in grado di mantenerli al riparo dalle fredde temperature durante l’inverno e proteggerli dalle roventi estati italiane.

Come deve essere una cuccia da esterno per cani

I cani regalano affetto quotidiano al proprio padrone e per questo non devono essere mai trascurati, nella speranza di risparmiare, ma anzi gli vanno donati i migliori accessori.

Quando si sceglie la cuccia, la qualità non deve essere secondaria: i cuccioletti devono sentirsi a proprio agio in un ambiente confortevole, visto che è un luogo dove passano molto tempo.

Innanzitutto il materiale deve essere assolutamente resistente: non deve alterarsi con temperature estreme e con l’acqua e deve essere a prova di graffi e morsi; inoltre deve essere ignifugo e antistatico, in modo che la cuccia non venga intaccata da termiti o parassiti. È anche importante che non assorba liquidi e odori del cane. In particolare, un materiale consigliatissimo è l’hpl multistrato, indistruttibile agli shock termici e all’esuberanza degli amici a quattro zampe e inoltre non necessita di una copertura in caso di pioggia e si può facilmente lavare con semplici detergenti per la casa.

Per il resto, in commercio sono presenti varie tipologie per forma, colore e dimensione, che vanno scelte in base alla taglia del cane e ai propri gusti: per esempio vi sono quelle con un design più classico, in colorazioni neutre e quelle più particolari con fantasie estrose e sgargianti.

Perché regalare una cuccia termica al tuo cane?

Optare per una cuccia isolata termicamente con copertura impermeabile è il miglior regalo che si possa fare al proprio cane: arrangiarla con cuscini e coperte, come si è soliti fare, non è assolutamente sufficiente, ma serve quella termica per tenerli al caldo quando vi sono temperature rigide e tenerli al fresco quando il clima è torrido. In questo modo si garantisce la salute di questi animali, che soffrono come gli umani i cambiamenti termici. Allo stesso tempo, il padrone del cucciolo potrà stare tranquillo perché si elimina il rischio che il proprio piccolo si ammali a causa delle temperature esterne o che prenda un’insolazione.

In particolare quelle riscaldate sono perfette per i cani con un’età avanzata, che hanno un lento metabolismo e conseguentemente hanno varie difficoltà nel riscaldarsi in autonomia, per i cani caratterizzati dal pelo corto e per i cuccioli appena nati, che sono molto sensibili alle basse temperature e il calore della propria mamma non è sufficiente per riscaldarli.

 

 

 

 

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Senato: il Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati interviene al Meeting di Rimini


Maria Elisabetta Alberti Casellati apre i lavori della quarantesima edizione del Meeting di Rimini: politiche a sostegno della famiglia, piena attuazione del diritto all’istruzione, lavoro e terzo settore sono alcuni dei temi su cui si è espresso il Presidente del Senato.

Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

Sostegno istituzionale e politico alla famiglia: Maria Elisabetta Alberti Casellati al Meeting di Rimini

“Le istituzioni e la politica devono sostenere la famiglia con interventi di varia natura che siano strutturali e di lungo periodo”: Maria Elisabetta Alberti Casellati lo ha ribadito nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini. È stato il Presidente del Senato ad aprire lo scorso 18 agosto i lavori della quarantesima edizione. “La famiglia sta vivendo oggi una stagione segnata da un vero e proprio dramma epocale: l’inverno demografico. Una prospettiva che impone un cambiamento culturale che sottolinei con forza il valore sociale della scelta genitoriale” ha osservato il Presidente del Senato. “Fare figli è un investimento a carico delle famiglie ma con effetti benefici a favore dell’intera collettività” ha quindi sottolineato Maria Elisabetta Alberti Casellati invitando a riflettere sulla necessità di “misure economiche e fiscali, ma anche di ordine organizzativo, per rendere concretamente compatibile il ruolo di genitore e quello di lavoratore”. Non solo: “All’Italia serve un intervento legislativo capace di trovare un equilibrio moderno e virtuoso tra la vita privata e professionale delle donne”.

Istruzione e lavoro: il pensiero del Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati

Nel suo intervento al Meeting di Rimini Maria Elisabetta Alberti Casellati si è soffermata inoltre sul valore della formazione: “Sostenere la famiglia significa inoltre riconoscere e valorizzare il suo ruolo imprescindibile nel percorso educativo della persona al fianco degli istituti scolastici di ogni ordine e grado. Famiglia e scuola devono infatti essere protagoniste di una nuova centralità dei percorsi formativi umani, culturali e professionali dei nostri giovani da contrapporre ai preoccupanti segnali di un’emergenza educativa sempre più diffusa”. In merito il Presidente del Senato ha evidenziato come non ci sia vera libertà senza la libertà di educare: “Il diritto di istruzione, sancito dagli articoli 33 e 34 della Costituzione, deve infatti qualificarsi come diritto a un insegnamento libero e, allo stesso tempo, come libero diritto di insegnare”. In quest’ottica scuole e Università devono potersi qualificare come “luoghi di libero sapere, di libero insegnamento e di libero apprendimento”. Maria Elisabetta Alberti Casellati ha osservato infine come la libera iniziativa economica e imprenditoriale “intesa come fonte di lavoro e di opportunità, soprattutto, come vero motore di un sistema sussidiario” debba essere considerata “irrinunciabile”. Per il Presidente del Senato “ne discende quindi l’esigenza di una nuova concezione del lavoro e dell’impresa che sappia essere sintesi tra i valori più solidi della nostra tradizione cristiana e la spinta innovativa dei processi di cambiamento globale in atto”.

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Passaggio dati tra smartphone: iRiparo Transfer rispetta la Privacy e la Sicurezza


Decidi di cambiare il tuo dispositivo mobile e la prima cosa che pensi è: “come gestisco il passaggio dati tra smartphone con sistemi operativi diversi?” La risposta è saper scegliere il software giusto per il trasferimento dati tra Android e iOS nel rispetto del GDPR sulla privacy. Il servizio deve dare garanzie di backup integrale di foto, contatti, chat e nessuna perdita di dati tra sistemi operativi uguali o diversi. Uno dei più validi è iRiparo Transfer, lo trovi nei negozi iRiparo.

iRiparo Transfer come trasferire i contatti da iPhone ad Android

Esiste una soluzione al più ostico dei problemi di tutti coloro che devono cambiare smartphone? Vale a dire il trasferimento dei dati tra dispositivi?
La paura che invade l’utente è sempre la stessa: perderò tutto?
La procedura si complica ulteriormente se il trasferimento deve essere effettuato tra due telefoni che usano sistemi operativi diversi, come ad esempio Android e iPhone.

Abbiamo fatto una ricerca online e abbiamo scoperto che iRiparo, azienda italiana specializzata nell’assistenza sulla telefonia, ha pronta la soluzione: si chiama iRiparo Transfer.
È un software che assicura il passaggio dati tra smartphone, senza il rischio di perdita di contatti, foto e dati di vario genere.

Abbiamo approfondito e chiesto a Carloalberto Rolando, l’Amministratore Delegato di iRiparo, catena di negozi leader nell’assistenza e riparazione di telefonia, quali sono le caratteristiche essenziali che secondo lui deve avere un software che assicura al cliente il trasferimento dati tra smartphone.
La prima cosa da verificare riguarda la sicurezza e riservatezza dei contenuti trasferiti.

iRiparo Transfer ad esempio, nel passaggio tra un telefono e l’altro, salva i dati su memoria esterna in modo criptato e sicuro. A completare il quadro di funzionamento e sicurezza ci sono due elementi che tutelano l’utente: i dati che passano tra uno smartphone e l’altro non restano salvati sul pc del punto vendita iRiparo e il tutto avviene nel rispetto della normativa sulla privacy vigente (GDPR).

Chiediamo ancora a Carloalberto cos’altro deve garantire un software capace di traferire i contatti da iPhone ad Android. Ci dice che già nella domanda abbiamo centrato uno dei temi più interessanti, ovvero la capacità di spostare rapidamente i dati da un dispositivo ad un altro, anche con sistemi operativi differenti, ad esempio tra iOS e Android e viceversa sempre in sicurezza e, soprattutto, in maniera conforme alla disposizione sulla privacy.
L’A.D. di iRiparo è assolutamente certo che le rigide normative che il GDPR del 2018 prescrive in termini di trattamento dei dati personali siano l’elemento chiave che tutela il cliente al 100%.

La nostra curiosità non si esaurisce e così chiediamo al nostro interlocutore quali sono ulteriori caratteristiche di iRiparo Transfer: permette di effettuare interventi software e diagnostica su dispositivi mobili in totale sicurezza senza entrare a contatto con i dati personali dei clienti presenti all’interno dei dispositivi.
iRiparo Transfer è anche uno strumento per effettuare diagnosi e check-up per dispositivi iOS o Android. È infatti un valido supporto per testare i vari componenti dei dispositivi, anche quelli che solitamente non è possibile testare tramite i normali test in accettazione.
iRiparo Transfer effettua diagnosi di funzionamento di batteria, videocamera, microfono, sensori, schermo, etc..

Ringraziamo Carloalberto Rolando, l’A.D. di iRiparo, che ci ha aiutato a capire di più sul trasferimento dati tra smartphone. Da ora in avanti sappiamo cosa chiedere a chi ci propone un servizio di passaggio dati tra dispositivi mobili, oppure possiamo scegliere di affidarci direttamente ad uno dei 120 negozi iRiparo sul territorio nazionale per avere un servizio sicuro e uno smartphone in piena salute.

Fonte: marketinginformatico.it

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L’Universita’ degli Studi di Bergamo spicca il volo, ma ora servono nuovi spazi per il futuro

È una «crescita straordinaria» quella che vede protagonista l’Università degli studi di Bergamo che nell’a.a. 2019/2020 raggiungerà i 24.000 studenti. Un numero che fotografa l’evoluzione di un Ateneo e, di conseguenza, di una città, a tutti gli effetti sempre più «universitaria». È questo il quadro tracciato dal rettore dell’Università, Remo Morzenti Pellegrini e dal Prorettore delegato al Ricerca scientifica di Ateneo – Comunicazione istituzionale di Ateneo, Paolo Buonanno nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la Sala Consiliare del Rettorato.

Un appuntamento voluto per fare il punto, per la prima volta, sull’andamento dell’Ateneo e sulle sue esigenze, a partire dal tema dell’ampliamento degli spazi – necessario per garantire lo sviluppo futuro dell’Ateneo – e per condividere una nuova identità quale attrattore di studenti, docenti, opportunità di ricerca e formazione, in una rete di collegamenti che si sviluppa a più scale: nazionale, europea, extraeuropea.

Nessuna “emergenza spazi” per quest’anno accademico ma, come noto, lo scorso luglio l’Ateneo ha pubblicato un avviso di ricerca immobili a uso universitario in vista di un continuo sviluppo. Al bando, che si è chiuso il 10 settembre scorso, rivolto a privati, detentori di immobili o spazi nei territori di Bergamo e Dalmine o immediatamente confinanti, interessati alla cessione, a vario titolo, per uso universitario, hanno risposto in 48. L’Università ha creato una commissione interna, composta dal responsabile dell’ufficio tecnico e da due professori, che valuterà tali offerte e le sottoporrà al Consiglio di amministrazione alla prossima seduta del 24 settembre.

A determinare una tale urgenza rispetto agli spazi, sono i numeri. Si pensi che gli studenti iscritti sono passati dai 15761 del 2014 – 2015 agli oltre 23.000 del 6 settembre 2019.

Gli iscritti totali a tutti i corsi di laurea sono aumentati nel giro di un anno di oltre 2.000 unità, dai circa 20.550 dell’a.a. 2018/2019 ad oltre 23.000. E per il nuovo anno accademico, gli ultimi dati indicano oltre 6.000 immatricolati alle triennali (a fronte dei 5.200 dello scorso anno) e oltre 2.500 pre-iscritti alle magistrali (a fronte degli oltre 1.700 iscritti del 2018).

Rapportando questi dati a quelli della popolazione residente a Bergamo, si scopre quindi che la città ha un rapporto di studente-abitante di 1:5, al pari di storiche città universitarie. Tutto ciò con indubbi benefici per il tessuto economico cittadino (vitto, alloggio, attività ricreative e molto altro). Visto il umero di immatricolati al nuovo anno accademico – quasi la metà provenienti da fuori provincia – si calcola infatti un fabbisogno di oltre 600 alloggi, a fronte di 400 garantiti dalla stessa università e di altri 400 reperiti lo scorso anno. Da qui, l’esigenza di dare priorità, nella scelta delle offerte pervenute attraverso il bando, agli spazi immediatamente disponibili.

«In soli 50 anni, l’Università degli Studi di Bergamo ha saputo costruire percorsi d’avanguardia, distinguendosi per un’offerta formativa prestigiosa, per la capacità di essere al passo sempre con i tempi, come dimostrato anche dall’attivazione dei nuovi percorsi accademici, e per un ottimo placement pari all’81,5% di occupabilità a un anno dal conseguimento del titolo di studio. Tutto ciò ha portato sempre più studenti a scegliere il nostro Ateneo, arrivando molto spesso anche da fuori provincia. Ma – ha sottolineato il rettore Remo Morzenti Pellegrini dobbiamo sempre ricordarci che nella scelta dell’Università pesa non solo “cosa” si studierà, e quindi la facoltà scelta, ma anche “dove”, ovvero la città in cui si trascorrerà una parte così cruciale della propria vita. Per questo è fondamentale rendere Bergamo e il nostro stesso Ateno sempre più accoglienti, anche dal punto di vista di infrastrutture, servizi e logistica, al fine di soddisfare i fabbisogni determinati da questa così rilevante crescita».

Per questa stessa ragione, entro novembre, si intende appaltare l’intervento di ristrutturazione del chiostro minore di Sant’Agostino, dove saranno create delle sale lettura per la biblioteca, un punto ristoro per studenti, uffici, spazi per i docenti e delle aree dedicate alla Scuola di Dottorato. In questo caso, al bando – appena chiuso – hanno partecipato 16 imprese. I lavori dureranno circa 18 mesi, con una spesa di 5.660.000 euro a carico dell’Ateneo con la supervisione, la direzione dei lavori e delle spese di progettazione in capo al Comune di Bergamo, proprietario del complesso. In aggiunta, si sta valutando l’ampliamento del polo di via dei Caniana negli immobili di via Calvi acquisiti dalla Provincia.

Da 2 settimane è poi entrato nel pieno dell’attività il cantiere presso la sede di Dalmine che in 18 mesi porterà al completamento del Campus di ingegneria con nuove aule, laboratori, spazi per i docenti e gli studenti e un’apertura ulteriore di uno spazio da condividere con la città. Il tutto per un importo di 5,4 milioni di euro.

FOCUS FACOLTA’ E ISCRITTI – 8 sedi, 7 dipartimenti, 41 corsi di laurea (15 corsi di Laurea triennale, 23 corsi di Laurea magistrale, 4 corsi di Laurea a ciclo unico), 15 master di primo livello, 6 master di secondo livello, 7 corsi di dottorato, 9 corsi di laurea magistrali in inglese. Tra i corsi di laurea più richiesti figurano: Scienze umane e sociali, Economia e Lingue, ma anche Scienze psicologiche (gli iscritti ai test di ammissione erano 4 volte superiori ai 300 posti disponibili) e Scienze della formazione primaria (al test hanno partecipato in INSERIRE DATO a fronte di 180 posti disponibili).

LA POPOLAZIONE UNIVERSITARIA – Rispetto l’ultima rilevazione, parziale in quanto l’iter delle iscrizioni alle Lauree Magistrali chiuderà a ottobre, lo studente più “anziano” è nato nel 1969, il più giovane nel 2000. Le lauree magistrali si confermano molto attrattive, per il 44% gli studenti provengono da Bergamo e provincia, mentre 33% proviene dalle altre province della Lombardia, il 16% dal resto dell’Italia e il 7% dall’estero.

IL TASSO DI OCCUPAZIONE Nel 2018 (fonte: Indagine sui laureati di Almalaurea, 2019) il tasso di occupazione è stato del 53,8% per le lauree triennali (media nazionale 40,6%) e per le magistrali del 81,5% a distanza di un anno dalla laurea (media nazionale 73,1%) e del 91,8% a distanza di 5 anni dalla laurea (media nazionale 84,1%).

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Mutui per l’acquisto della prima casa: quali sono le migliori proposte del momento


Se sei alla ricerca di un mutuo per la prima casa ma purtroppo non hai i contanti necessari per poterla pagare, richiedere un mutuo è l’unica soluzione finanziaria che si adatta alle tue esigenze. Se hai intenzione di acquistare una prima casa ma non sei abbastanza informato in materia, questo è l’articolo che fa per te. In questa guida sarà spiegato in modo semplice cosa sono i mutui e quali sono le caratteristiche per poter accedere e tutte le procedure per ottenere questa tipologia di agevolazione finanziaria.

Che cos’è il mutuo per la prima casa

Per “mutuo” si intende un contratto per il quale il mutuante, che in genere può essere sia una banca o un’agenzia finanziaria che cede il prestito al mutuario, una somma di denaro che dovrà restituire entro un determinato periodo di tempi con gli interessi.Questa tipologia di finanziamento è dedicato solo ed esclusivamente a chi ha intenzione di acquistare una prima abitazione, in genere le banche che cedono finanziamenti a chi ha intenzione di acquistare la prima casa coprono l’80% delle spese mentre per chi acquista una prima casa le coprono totalmente.

Ciò significa che per tutte le giovani coppie che desiderano acquistare la prima casa le spese coperte dalla banca, ovvero il finanziamento sarà del 100&. Esempio: Se un immobile vale 500.000 euro, la banca è tenuta ad anticipare la totale somma, ovvero 500.000 euro. Sono delle agevolazioni, che purtroppo, non tutte le banche mettono a disposizione per chiunque, infatti, in genere sono concessi a chi ha al di sotto dei 40 anni e non di più.

Requisiti

Per poter accedere a questa tipologia di mutuo è necessario possedere determinati requisiti:
– “Essere cittadini italiani o appartenenti all’UE”
– “Essere maggiorenni”

Per quanto riguarda invece i requisiti economici riguardano in base allo stipendio che si acquisisce, quindi in base al “rapporto rata/debito” che in genere è calcolato in base al 30% dello stipendio, in modo tale da poter distribuire al meglio le spese mensili senza pesare sul mutuo della casa per tutti i componenti della famiglia.

Mutuo a tasso fisso o variabile

Per chi ha intenzione di acquistare un’immobile di certo il primo quesito che si farà e se poter accedere ad un mutuo a tasso fisso o a tasso variabile. Prima di chiedere un finanziamento è sempre meglio rimanere informati e capire la differenza tra i due prima di richiedere un preventivo su http://www.migliori-mutui.it. Per mutuo a tasso fisso: per chi non vuole rischiare dal punto di vista finanziario è sempre bene richiedere un mutuo a tasso fisso, ovvero, che “il tasso rimane fisso durante tutto il pagamento”. Il mutuo a tasso variabile: questa tipologia di finanziamento rispetto a quella citata in precedenza, prevede un mutuo con “un tasso più basso” ma con rischi maggiori, perché l’andamento del mutuo “cambia in base all’andamento del mercato”, quindi in questo caso “i rischi sono maggiori”.

Mutui nel 2019: meglio un mutuo a tasso fisso o variabile

A quanto pare, secondo alcune ricerche, gli italiani nel 2019 hanno preferito accedere ad un mutuo a tasso fisso piuttosto che a tasso variabile. La motivazione di questo comportamento è legata al fatto che in questo caso i mutui sono considerati molto più fidati rispetto a quelli a tasso variabile, poter pagare una sola rata fissa è considerata per le giovani coppie una vera e propria sicurezza economica. Per quanto riguarda invece, il tasso variabile, la durata richiesta dai novelli sposini è stata non superiore ai 10 anni, per quanto riguarda questa tipologia di scelta è considerata non rischiosa se si tratta di un pagamento che avviene nel breve tempo possibile.

Come scegliere il mutuo migliore

Per poter scegliere il finanziamento migliore per la prima casa è necessario valutare tre parametri fondamentali:

– “Calcolo della rata di finanziamento”: il calcolo della rata è necessario per poter valutare quali sono i pagamenti che dovranno essere versati dai debitori.

– “TAN E TAG”: sono necessari per capire quale sarà la somma dei tassi di interesse del mutuo.

– “Importo totale dovuto”: non è altro che l’insieme di tutte le spese necessarie per affrontare il pagamento del mutuo.

Cosa succede se salto una rata?

I giovani di oggi costretti a lavorare come precari spesso si trovano in difficoltà nel pagare il mutuo e proprio per questo motivo, se ti dovessi trovare in una spiacevole “situazione” è sempre bene avvisare la banca o l’ente finanziaria per evitare di pagare successivamente delle more. Prima si poter accedere ad un finanziamento è bene informarsi se ci sono istituti di credito che concedono la sospensione seppur momentanea della rata del mutuo. In genere, questa tipologia di sospensione del mutuo può avvenire solo una volta per tutta la durata del mutuo e non di più.

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AGEI- GIORNATE DELLA GEOGRAFIA 2019


Nei giorni 19-21 settembre 2019 il Centro Studi su Territorio dell’Università degli Studi di Bergamo ha organizzato le Giornate della Geografia 2019. Si tratta di un evento annuale che richiama i Geografi di tutte le Università italiane afferenti all’AGeI, ovvero l’Associazione dei Geografi Italiani, e vede quest’anno la partecipazione di circa duecento membri provenienti da tutta Italia. Esso suggella il ruolo di riferimento a livello italiano del gruppo di Geografi bergamaschi diretto da Emanuela Casti, Direttore del Centro studi sul territorio dell’Università di Bergamo.
L’evento ha l’obiettivo di proseguire la riflessione scaturita dalla precedente edizione padovana del 2018 sulla public geography presentando a colleghi e soci AGeI gli studi e le sperimentazioni che la sede universitaria bergamasca da anni sta conducendo, anche a livello internazionale, sulla cartografia quale operatore di una geografia pubblica. L’aver investito sulla conoscenza – teorica prima che tecnica – della cartografia ha permesso di evidenziare il ruolo pubblico della geografia proprio in virtù delle sue pratiche cartografiche. Quest’ultime da sempre attribuitele, assumono oggi un rilievo inedito: le nuove sfide come quella dell’uso dei Big Data per tracciare il movimento degli individui e far emergere le singolarità dei luoghi identificano nel mapping il luogo deputato all’intreccio di competenze e “sguardi” interdisciplinari. Infatti, attraverso la visualizzazione cartografica le elaborazioni algoritmiche acquistano consistenza geografica diventando realmente comprensibili e accessibili. Inoltre, il continuo mutamento dei dispositivi per l’analisi, l’emergere di nuove domande di ricerca e le dinamiche che investono i sistemi urbani, impongono alle discipline territorialiste un costante rinnovamento fondato sulle pratiche.
In tale prospettiva, la scuola geografica di Bergamo intende mostrare le proprie ricerche e riflessioni secondo un approccio data-driven che oggi viene denominato geografia computazionale, quale ulteriore ed inedita declinazione della geografia pubblica.
Il programma è molto intenso e distribuito su tre giornate. I lavori si aprono giovedì 19 settembre alle ore 14:00 in Aula Magna con due sessioni e seguono il 20 nella sede di Pignolo la mattina per la terza sessione e nel pomeriggio in via Salvecchio 19, nella nuova sede ristrutturata e dedicata alla nuova laurea magistrale in Geourbanistica.
Sabato i geografi saranno accompagnati in due escursioni una in Città Alta, guidata da Renato Ferlinghetti e dal titolo “Città Alta tra architettura di pietra e architettura verde” e una in Valle Camonica, guidata da Emanuela Casti e dal titolo “Mappe rupestri della Valcamonica: Bedolina, carta o plastico?”.
Per info: www.unibg.it/diathesis

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Settimana europea della mobilità sostenibile: l’Università in prima linea per promuovere la mobilità ciclabile

Sostenibilità, questa la parola d’ordine della “Settimana Europea della Mobilità” promossa dalla Commissione Europea e che si tiene ogni anno dal 16 al 22 settembre.

Anche l’Università degli Studi di Bergamo ha raccolto la sfida e partecipa a questa manifestazione con una serie di eventi volti a promuovere la mobilità ciclabile verso i poli universitari ma soprattutto una maggior consapevolezza in tema di sostenibilità ambientale nei propri studenti.

Si parte mercoledì 18 dalle 16.30 alle 18.30 nella sede di Via dei Caniana 2, con il convegno dal titolo “Bicicletta e Università”, che vedrà come ospiti l’Arch. Stefano Zenoni, Assessore alla Mobilità e Ambiente del Comune di Bergamo, il Prof. Paolo Pileri, Docente Politecnico di Milano e Responsabile scientifico del progetto VENTO e i rappresentanti dell’associazione ciclistica UCSforzatica, moderati dalla porf.ssa Maria Rosa Ronzoni, Mobility manager d’Ateneo, che spiegheranno come nei contesti urbani la bicicletta è il mezzo di trasporto più rapido e conveniente.

Nel corso dell’iniziativa sarà inoltre promosso il concorso per la realizzazione di un video sul tema della mobilità sostenibile rivolto a studenti e personale dell’Università.

Lo sviluppo della mobilità ciclabile in città è fortemente influenzato dalla percezione degli spazi e dei percorsi urbani, per questo – a seguire – sanno affissi cartelli di segnaletica stradale con indicazioni per pedoni e biciclette, mappe e percorsi preferenziali, che aiuteranno ad avere una migliore percezione della geografia urbana, incentivando l’uso della bicicletta, e che collegheranno le diverse sedi dell’Ateneo. Il progetto nasce all’interno dei Living Lab, proposti dall’Università di Bergamo congiuntamente con il Comune di Bergamo e condivisi nell’ambito dei progetti europei LIFE U-MOB e Interreg Shareplace.

Venerdì 20 settembre sarà invece la volta del “Bike2UNIBG day”, in cui studenti, ricercatori e dipendenti sono invitati a recarsi in Università in modo sostenibile. L’Università di Bergamo e CUS Bergamo, in collaborazione con EbikeMe, promuovono l’utilizzo di biciclette a pedalata assistita made in Italy che oggi rappresentano il mezzo più ecologico per collegare fra loro le varie sedi dell’Università.

Riduzione delle emissioni nocive di CO2, semplificazione dei problemi di parcheggio, risparmio in termini di tempo e denaro per tutti gli spostamenti ma anche – e soprattutto – riduzione delle malattie croniche legate ad uno stile di vita sempre più sedentario sono alcuni dei vantaggi di questa iniziativa.

Nel corso della giornata, professori, studenti e tutto il personale dell’Ateneo potranno testare in prima persona, nelle sedi di Via dei Caniana a Bergamo e a Dalmine, le biciclette EbikeMe e confrontarsi con i rappresentanti di FIAB Bergamo Pedalopolis (Federazione Italiana Amici della Bicicletta – Bergamo) che saranno presenti in Via dei Caniana con uno spazio a loro dedicato.

Per informazioni e programma: www.unibg.it

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Comunicati Etica e Società Scienza e Tecnologia

Sostituire la Caldaia Dove Acquistarla e a chi Rivolgersi per Installazione


Sostituire la caldaia è una spesa di non poco conto sia per il costo della caldaia stessa che per quello della manodopera di un idraulico Siena o di qualsiasi altra città italiana.
Quando dobbiamo sostituire la caldaia oltre all’aspetto economico dobbiamo anche prestare attenzione a quello funzionale anche acquistando la migliore caldaia questa deve corrispondere alle nostre esigenze e a quelle dell’abitazione dove dovrà essere installata.
Sostituire la caldaia necessita anche di una installazione adeguata e corretta in mancanza della quale la caldaia potrebbe non solo avere una resa ed un consumo maggiore ma anche andare incontro a malfunzionamenti e ad una durata minore dell’impianto, oltreché ad una minore sicurezza.
Per evitare brutte sorprese perciò non solo dovremo scegliere una caldaia nuova e sicura ma dovremo anche affidarsi anche un idraulico competente nel sostituire una caldaia.
Per quanto riguarda i costi di installazione dobbiamo tenere conto che il lavoro di manodopera per il montaggio di una caldaia in una situazione standard che non necessiti di ulteriori lavori extra è di circa trecento euro, questo è comunque un prezzo non fisso che potrebbe aumentare a seconda della zona e di eventuali lavori di adattamento.
Se non avete un idraulico di fiducia che sia in grado di sostituire la caldaia potremo scegliere tra uno dei vari fornitori di caldaie che sono spesso provvisti di centri assistenza autorizzati che offrono pacchetti dove oltre alle caldaie è compresa la installazione completa di messa in funzione a costi vantaggiosi.
Questi forniranno anche l’assistenza necessaria post installazione in modo da poter sempre offrire la migliore soluzione su impianti di cui hanno una profonda conoscenza.
In questo modo anche se spenderete qualcosa in più rispetto ad altre offerte che potrete trovare girando su Internet o presso installatori autonomi sarete comunque garantiti sia per la qualità della nuova caldaia che sulla buona installazione dell’impianto.

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