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5 Marzo 2022

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Consulenza aziendale: il profilo di Cristiano Poponcini

Specializzato in operazioni di ristrutturazione e risanamento aziendale, come revisore contabile Cristiano Poponcini ha ricoperto numerosi incarichi per conto di diversi tribunali italiani. È titolare dello Studio Poponcini, fondato agli inizi degli anni ’90.

Cristiano Poponcini

Cristiano Poponcini: gli anni della formazione e le prime attività dello Studio

Dottore commercialista, revisore legale e curatore fallimentare, Cristiano Poponcini è una figura di rilievo nell’ambito della consulenza aziendale. Oggi si occupa principalmente di ristrutturazione e risanamento delle aziende in difficoltà, spesso operando direttamente all’interno delle realtà clienti. Negli anni ha accumulato numerose esperienze per conto del Tribunale di Monza, operando come Commissario Giudiziale e Consulente tecnico. Originario di Monza, si laurea nel 1993 in Economia e Commercio (indirizzo “Professionale”) presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La prima importante esperienza professionale lo vede impegnato presso lo Studio Legale Carpinelli in qualità di responsabile dell’area ristrutturazione e risanamento aziendale. Anni di gavetta che gli danno la possibilità di mettersi successivamente in proprio. È il 1996 quando Cristiano Poponcini fonda lo Studio omonimo. Una realtà che offre servizi di consulenza alle aziende in crisi e che fin da subito si distingue anticipando quella che oggi è la cosiddetta “società tra professionisti”.

Cristiano Poponcini: l’impegno nell’ODCEC

Parallelamente alle attività dello Studio, Cristiano Poponcini si dedica all’assistenza a persone fisiche nelle procedure di sovra-indebitamento e guida operazioni di ristrutturazione aziendale, processi per il risanamento e accesso alle procedure concorsuali. Dal 1996 inizia a ricoprire incarichi per il Tribunale di Monza: è prima Curatore Fallimentare e Commissario Giudiziale, poi Consulente Tecnico del Giudice Penale e del Pubblico Ministero. Gli ultimi incarichi lo vedono Custode Giudiziario e Professionista delegato alle vendite giudiziarie immobiliari. È il 2007 quando la Banca d’Italia lo chiama a partecipare ai lavori per la riforma del Processo Esecutivo. Forte delle competenze acquisite nell’ambito delle procedure concorsuali, l’anno successivo diventa membro della Commissione Procedure Concorsuali presso l’Ordine dei Dottori Commercialisti di Monza e della Brianza, fino a ricoprire la carica di Presidente. Poco dopo arriverà la nomina a Consigliere dell’ODCEC. Negli ultimi anni Cristiano Poponcini ha condiviso la sua trentennale esperienza svolgendo attività di relatore in numerosi corsi di specializzazione e convegni. È inoltre uno degli autori del “Formulario Commentato della Legge Fallimentare” (Ipsoa).

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Nusat, la canzone di Yuri Salvatore dedicata a Delia Duran

Il giovane cantautore e musicista napoletano Yuri Salvatore, classe 1992, ha pubblicato un nuovo singolo. si tratta di “Nusat”, un brano ispiratogli da Nusat Del valle Duran, conosciuta come Delia Duran, attrice e fotomodella attualmente concorrente del Gf vip molto discussa.

“Nusat” è una ballata dal ritmo di salsa che supporta la libertà femminile:una donna dalla mentalità follemente libera. Yuri canta a Nusat la sua ammirazione, spingendola a “fregarsene”dei vari giudizi, soprattutto delle donne, sia nel mondo virtuale che reale:”Tutte esperte Nusat, tutte brave Nusat, tutte pronte a farti la morale Nusat”. pur rimanendo molto critico nei confronti del sistema reality, considera lei come “l’eccezione tra tante persone, che sbraitano e sparlano sei meglio te”. in un contesto che nel brano viene definito “una pattumiera, dove si litiga da mattina a sera”. Salvatore canta ancora una volta la sua visione coerente dell’amicizia uomo/donna, mostrando correttezza ed anche una forma di fedeltà al suo unico amore:”parlo con te come fossi mia amica, ti racconto del mio amore clandestino, lei che mi ama da lontano, io non la tradirei mai”. confermando la possibilità di un rispetto eventuale di due mondi e menti abbastanza diverse, ma forti. il videoclip di “Nusat”autoprodotto, con la collaborazione di Eleonora Lentini, è uscito su youtube il primo marzo,in anteprima esclusiva.

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Biografia di Nicola Volpi, manager pioniere nel Private Equity

Percorso professionale e competenze di Nicola Volpi: tra i soci fondatori del fondo Permira, l’esperto di Private Equity ricopre oggi il ruolo di CEO in Movidea, società fondata insieme a Emilio Petrone.

Nicola Volpi

Nicola Volpi, 30 anni di esperienza nel Private Equity: formazione e primi incarichi professionali

Nicola Volpi è laureato in Business Administration presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano e ha conseguito una specializzazione in Finanza presso la SDA Bocconi. La sua carriera si avvia in Sefimeta S.p.A. (Gruppo Montedison), dove esordisce nel ruolo di Analista Finanziario. In seguito entra in Sanpaolo Finance, Investment Bank del Gruppo San Paolo (oggi Banca Intesa), dove è nominato Responsabile della divisione di Leverage Finance. Dal 1987 si occupa, in particolare, del finanziamento delle prime operazioni di buy-out realizzate in Italia. La sua esperienza nel settore prosegue nel 1995 in Schroder Ventures Italy, società pioniera nel Private Equity in Italia, di cui diventa partner nel 1997. Dopo due anni Nicola Volpi è tra i protagonisti della fondazione di Permira, società di Private Equity con presenza globale.

Nicola Volpi: i successi con Permira e la fondazione di Movidea

In breve tempo Permira riesce ad affermarsi nel mercato internazionale del Private Equity, con fondi gestiti che superano oggi i 40 miliardi di euro. Nel 2005 Nicola Volpi assume l’incarico di Chief Executive Officer di Permira Associati S.p.A. e, in seguito, entra nell’Executive Committee che guida Permira nel mondo. Numerose le operazioni di acquisizione e dismissione condotte sotto la sua gestione: tra queste, diverse aziende leader nei propri mercati quali Ferretti Yachts, Marazzi, Valentino, Sisal, TFL e Veneta Cucine. Professionista ormai affermato nel settore, nel 2013 Nicola Volpi fonda la società di investimento Movidea insieme a Emilio Petrone. Tuttora ne è alla guida in qualità di Chief Executive Officer. Opera anche nel CdA di Horacio Pagani S.p.A. – di cui è diventato azionista nel 2013 – con ruoli di indirizzo strategico e supporto alla crescita. Tra il 2014 e il 2018 è stato Membro del Board di FC Internazionale S.p.A.

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Illycaffè: Cristina Scocchia porterà il Gruppo in Borsa

Amministratore Delegato di Illycaffè, Cristina Scocchia ha l’incarico di guidare l’azienda verso la Borsa. Il piano industriale è per l’appunto costruito sull’obiettivo della quotazione, ma include anche il raddoppio delle vendite nell’e-commerce e lo sviluppo del business nella grande distribuzione.

Cristina Scocchia

Le sfide future di Cristina Scocchia

Cristina Scocchia presenterà il piano industriale per i prossimi cinque anni: tra le sfide da affrontare, il nuovo ciclo di espansione dell’azienda è il focus principale. Illycaffè punta a potenziare la presenza nel settore Horeca e, contemporaneamente, a rafforzare l’espansione nel canale della grande distribuzione. Un’altra strategia riguarda lo sviluppo della trasformazione digitale, "prevediamo – ha commentato l’AD – il raddoppio dei ricavi dell’e-commerce, che oggi vale il 15% del business, a quota 140-150 milioni". Le azioni strategiche messe in atto dal Gruppo includono inoltre la crescita sul territorio nazionale ed europeo. Illycaffè punta però anche ai mercati esteri di Cina e Stati Uniti dove intende raddoppiare le vendite: "Un brand di qualità come il nostro, una delle bandiere del Made in Italy – ricorda Cristina Scocchiacontinua ad avere molto successo oltreoceano". L’AD ha l’incarico di portare l’azienda alla quotazione in Borsa, ma sui tempi dell’operazione non si pronuncia: esistono tante variabili esterne (dal contesto macroeconomico all’andamento dei mercati in generale) che potrebbero influenzare le scelte strategiche.

Cristina Scocchia: Illycaffè affronta l’aumento dei prezzi delle materie prime

Non spaventa la presentazione dei dati del bilancio 2021 prevista per questo marzo: dopo un 2020 tormentato dall’emergenza sanitaria, ricorda Cristina Scocchia, i dati relativi all’anno appena trascorso confermano infatti un ritorno alla crescita. Nell’attuale panorama, in cui la pandemia e l’introduzione dello smart working hanno cambiato le abitudini, l’accordo con la JDE (per la produzione di capsule in alluminio, compatibili con il sistema Nespresso) resta strategico. I consumi del caffè sono passati dal canale Horeca alla grande distribuzione e secondo l’AD sarà difficile tornare al periodo prepandemia. Affrontando il tema dell’aumento del prezzo delle materie prime, una libbra di caffè è più che raddoppiata, da 1,10 euro nel 2020 all’attuale 2,50 euro: "Stiamo assistendo – spiega Cristina Scocchiaad aumenti per tutte le materie prime con cui tutte le aziende dovranno fare i conti. Situazione aggravata dalle attuali tensioni geopolitiche". In questo caso il modello di agricoltura virtuosa creato da Illycaffè è in grado di supportare l’attività dell’azienda, da sempre impegnata nel rispetto della sostenibilità ambientale e sociale. A Trieste sono da poco terminati i lavori di collaudo del nuovo impianto di trattamento del caffè verde crudo, ma sugli investimenti futuri l’AD del Gruppo non divulga alcun dettaglio: la città "resta la casa madre e qui abbiamo cuore e radici molto solide che vogliamo mantenere".

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Gli alimenti per curare e risolvere la cistite

La cistite è una malattia che riguarda molte persone, chi in forma più lieve e chi in maniera più importante, la maggior parte delle quali sono donne. Il 37% delle donne soffre infatti di almeno un episodio di cistite nella propria vita.

Si tratta di una infezione delle urine che provoca dolore al sistema urinario, bruciore e un costante desiderio di urinare anche subito dopo aver appena urinato.

I rapporti sessuali, le abitudini igieniche e l’alimentazione influenzano lo sviluppo di questa infezione, che una volta che compare di solito tende a manifestarsi di nuovo. Oggi vedremo insieme come combattere la cistite e quali alimenti possono aiutarci allo scopo.

Di fronte alla cistite infatti, il cibo può essere un ottimo alleato. Grazie ad una corretta alimentazione possiamo riuscire a controllare l’infezione e prevenirne il ritorno.

 

Quali alimenti ci aiutano a combattere la cistite?

  • Bere liquidi: per evitare infezioni urinarie, è essenziale mantenere un traffico urinario costante che ci aiuta ad eliminare i batteri che causano l’infezione. Il consumo costante di acqua è un ottima maniera per un sistema urinario sano.
  • Mangia mirtilli rossi Questo frutto impedisce ai batteri di attaccarsi alle pareti delle vie urinarie e, quindi, aiuta a prevenire le infezioni.
  • Mangia cereali integrali: miglio, riso integrale, quinoa, amaranto, avena, grano saraceno. Essendo ricchi di fibre, questi alimenti ci aiutano a regolare il transito intestinale.
  • Consuma legumi 4-5 volte a settimana, dato che rappresentano un’ottima fonte di proteine ​​vegetali.
  • Aumenta il consumo di verdura e frutta, almeno 5 porzioni la settimana.
  • Incorpora nella tua dieta semi oleosi quali sesamo, girasole, zucca.

 

Quali alimenti vanno evitati o limitati?

  • Evita gli zuccheri e le farine raffinate poiché indeboliscono le difese
  • Regola il consumo di grassi saturi per evitare l’accumulo di tossine nelle urine, migliorando così lo stato del sistema urinario.
  • Evita di bere caffè e alcol, i quali sono irritanti

Adottare queste buone regole ti aiuterà a gestire meglio la tua cistite, facendo in modo che questa si manifesti molto più di rado fino a scomparire del tutto.

Se i sintomi della cistite dovessero invece acuirsi, faresti bene a richiedere un teleconsulto medico così da avere rapidamente il parere di un esperto.

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Salone da parrucchiere: l’importanza dei mobili

I primi saloni da parrucchiere apparvero alla fine dell’800 ed erano riservati agli uomini, mentre le donne si pettinavano in casa. Solo nel 20° secolo i parrucchieri sono diventati più democratici ed iniziarono a servire l’intera popolazione.

Oggi, sia che si vada dal parrucchiere in maniera abituale o saltuaria, questo rappresenta un vero momento di relax e comfort. Con la forte concorrenza che c’è sul mercato adesso, i parrucchieri stanno diventando sempre più qualificati e propongono una vasta gamma di servizi per offrire un’esperienza di relax completa a 360°.

Se è vero che l’estetica degli ambienti attiri i clienti, la reputazione di una attività risiede anche nel comfort dei mobili, il che aiuta anche a fidelizzare i clienti. Un arredamento ergonomico e confortevole, infatti, consente ai professionisti di ottimizzare il proprio lavoro e garantire la soddisfazione del cliente.

La zona d’attesa

Il comfort deve esserci in ogni momento del servizio e inizia non appena il cliente varca la soglia della porta. Scegli bene allora poltrone e divanetti, eventualmente reclinabili o con la possibilità di poter allungare i piedi. L’attesa diventa così un momento di relax a sé stante.

La poltrona dello shampoo

È l’ora dello shampoo. La regolazione dell’attrezzatura è fondamentale per evitare disagi sia per il parrucchiere che per il cliente. La regolazione in altezza del lavabo o della poltrona per lo shampoo permette di adattare l’attrezzatura all’altezza necessaria. Ciò ti impedirà di chinarti e limiterà il rischio di mal di schiena, inoltre il cliente non avrà fastidi al collo.

L’inclinazione della sedia (poggiatesta e/o schienale), permette un perfetto posizionamento del cliente rispetto al vassoio e riduce infatti la rigidità del collo. Inoltre, il momento dello shampoo è spesso occasione per offrire trattamenti complementari (massaggio, pedicure, manicure, etc). Un’attrezzatura ergonomica permette al cliente di sfruttare al meglio questo momento e di beneficiare di un comfort ancora maggiore, ad esempio con vasche idromassaggio per massaggi e pedicure, integrate a scomparsa.

Mobili ergonomici e regolabili

L’ergonomia delle apparecchiature consente inoltre di adattarsi alle persone a mobilità ridotta e di offrire loro la stessa qualità del servizio. Scegli allora adeguatamente le forniture per parrucchieri giuste in base alle tue necessità operative, nonché in funzione degli spazi a disposizione.

Il taglio

Quando si tratta di styling, anche l’ergonomia della sedia in cui avviene il taglio dei capelli è importante. sedia regolabile riduce lo sforzo del parrucchiere durante il suo lavoro, che è particolarmente a rischio di disturbi muscolo-scheletrici. Questo migliora la postura e fornisce un risultato di qualità.

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Milano, Ideal Standard presenta il nuovo showroom

Ideal Standard è leader nelle soluzioni per l’ambiente bagno. La sua storia, lunga oltre un secolo, è da sempre sinonimo di innovazione e design: due elementi posti oggi in grande risalto anche nel nuovo showroom presentato in Via Borsi 9 a Milano.

Ideal Standard

La cultura del design nei nuovi spazi Ideal Standard

Ideal Standard inaugura il suo nuovo showroom all’interno dell’Headquarter milanese, in un edificio dotato di ampie vetrate, specchi d’acqua e grande illuminazione. Uno spazio di narrazione del brand e concepito per soddisfare le esigenze di progettazione di professionisti, architetti e business partner. Ideato come un luogo di lavoro, lo showroom racconta la storia di design e tecnologia che contraddistingue il marchio Ideal Standard fin dalla sua nascita nel 1903: un percorso di successo in grado di anticipare le esigenze dei clienti e soddisfarne a pieno le necessità. I nuovi spazi donano una visione organica sulle proposte del brand, a partire dalla famiglia Atelier Collections: una visione che, grazie a “una galleria” immaginata per valorizzare tutte le possibili declinazioni e soluzioni, conduce attraverso un percorso di scoperta dei prodotti. A ciò contribuiscono anche l’apertura e il dialogo delle vetrine espositive esterne con il contesto circostante e il controllo della luce. La progettazione dello showroom è stata affidata allo studio Palomba Serafini Associati, che ha scelto un design semplice e pulito in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione contemporanea.

Ideal Standard: i dettagli dello showroom di Via Borsi 9

Oltre alla collana Atelier Collections, che propone lavabi, miscelatori, sanitari, vasche, mobili e accessori, nello showroom trovano spazio anche tanti altri prodotti a marchio Ideal Standard, di notevole importanza per il mondo del progetto. Presenti anche diverse novità del brand, come gli articoli realizzati nell’elegante finitura Nero seta. Non solo: gli ambienti dell’Headquarter ospitano un’area tecnica e uno spazio dedicato alla formazione dei partner. Inoltre, consulenti esperti sono a disposizione per accompagnare i progettisti nello sviluppo di progetti conformi alle normative, nella scelta dei prodotti e nella stesura di capitolati e preventivi. Tecnici specializzati offrono supporto, invece, negli aspetti più strettamente legati al cantiere. Infine, con la collaborazione di professionisti provenienti da diversi settori, Ideal Standard ha in programma di realizzare anche percorsi di formazione continua per architetti, installatori e studenti.

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Claudio Machetti: gli incarichi prima e dopo l’ingresso in Enel

Claudio Machetti è manager di Enel e ricopre la carica di Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line del Gruppo.

Claudio Machetti

La storia professionale di Claudio Machetti in Enel

Quella tra Claudio Machetti ed Enel è una storia che dura da oltre 20 anni. Nel 2000 fa il suo ingresso nel Gruppo in qualità di Responsabile dell’Area Finanza. In quello stesso anno collabora alla creazione della controllata finanziaria Enelfactor e della società assicuratrice captive Enel Insurance. Amministratore Delegato di Enelfactor e Presidente di Enel Insurance, mantiene l’incarico fino al 2014. Nel 2005 diventa Direttore Finanziario di Enel e successivamente assume il ruolo di Presidente di Fondonel e Fopen, i due fondi pensione del Gruppo. Mentre la sua carriera in Enel avanza, Claudio Machetti entra anche nei Consigli di Amministrazione di Wind, Terna, Endesa e altre società controllate. Nel 2009 va a ricoprire il ruolo di Responsabile della divisione Risk Management e nel 2014 diventa invece Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line, in precedenza Global Trading.

Il percorso di Claudio Machetti prima di Enel

Diplomatosi al Liceo Classico Tito Lucrezio Caro di Roma, Claudio Machetti si laurea in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. Avvia la sua carriera come impiegato di banca presso la filiale di Milano del Banco di Roma. Nel 1984 diventa analista finanziario della Direzione Centrale di Roma, per poi entrare nell’Ufficio Analisi, dove si occupa di curare l’IPO di società nella Borsa Italiana. La sua prima importante promozione avviene nel 1990, quando viene nominato Vicedirettore Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Dopo due anni lascia definitivamente il Banco di Roma. L’ultimo impiego di Claudio Machetti prima dell’ingresso in Enel è quello in qualità di Direttore della Finanza Operativa in Ferrovie dello Stato Italiane, incarico che segue quello di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari. Tra le sue pregresse esperienze professionali è rilevante menzionare anche la sua partecipazione alla nascita della società Fercredit, della quale è diventato Amministratore Delegato.

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Webinar: le nuove strategie per un futuro gender equity

Comunicato Stampa

Webinar: le nuove strategie per un futuro gender equity

 

L’8 marzo 2022 un webinar gratuito si sofferma sull’applicazione di principi di equità e giustizia tra lavoratori e lavoratrici a partire dalle attuali differenze in termini di diritti, rischi, obblighi e opportunità.

 

L’Unione europea più volte si è espressa sulla necessità di valorizzare la promozione della tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro anche attraverso una prospettiva di genere.

Malgrado questi richiami nel nostro Paese l’approccio di genere in materia di sicurezza è spesso ignorato e non si tiene sufficientemente in conto, ad esempio, delle differenze biologiche e socio-culturali tra uomini e donne nelle valutazioni e nelle strategie di prevenzione.

 

Secondo invece la “gender equity” (l’equità di genere) bisogna individuare queste differenze e ovviare agli squilibri tra i sessi, cercando una parità di trattamento e una equivalenza in termini di diritti, benefici, obblighi e opportunità.

 

Il webinar gratuito sulle strategie per un futuro gender equity

Proprio per affrontare questi temi e favorire un approccio sensibile alla dimensione di genere rispetto alla tutela della salute e sicurezza sul lavoro, la Fondazione AiFOS, in collaborazione con l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), organizza per l’8 marzo 2022, in occasione della “Giornata internazionale della donna”, un convegno gratuito dal titolo “Le nuove strategie per un futuro gender equity”.

 

Durante il convegno, in modalità webinar, un termine utilizzato per identificare sessioni informative e formative a cui è possibile prender parte attraverso una connessione informatica in sincrono, si parlerà di equità di genere. E lo si farà partendo dalle varie problematiche che possono sorgere in azienda, con particolare riferimento al tema dello stress e della conciliazione vita-lavoro, e ricordando l’impatto della pandemia e l’impegno della Fondazione AiFOS connesso al Premio Tesi di laurea in materia di “pari opportunità”.

 

Ricordiamo che la Fondazione AiFOS è una realtà filantropica attenta ai temi di promozione della cultura della sicurezza sul lavoro, dell’istruzione, della formazione e della sostenibilità. Uno degli obiettivi della Fondazione è quello di aumentare la consapevolezza che vivere in un mondo sano e sicuro, attento ai temi del benessere sociale, sia la base per uno sviluppo sostenibile della comunità.

 

La gender equity e le indicazioni della normativa italiana

A livello normativo ricordiamo che il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto legislativo 81/2008) si propone, nel primo articolo, l’obiettivo di garantire “l’uniformità della tutela delle lavoratrici e dei lavoratori”. Inoltre lo stesso Testo Unico richiede espressamente di valutare tutti i rischi compresi quelli ‘connessi alle differenze di genere’.

 

Dunque se alla luce degli obblighi normativi i datori di lavoro dovrebbero inserire le problematiche legate al genere nella valutazione dei rischi e favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, in realtà c’è ancora molta strada da fare affinché l’attenzione alle diversità di genere in ambito lavorativo si concretizzi in una idonea tutela di salute e benessere delle donne lavoratrici.

 

Il programma del convegno e le informazioni sul webinar

Proprio per favorire una migliore equità di genere si terrà martedì 8 marzo 2022 – dalle ore 14.30 alle ore 16.30 – il convegno, in modalità webinar, “Le nuove strategie per un futuro gender equity”.

 

Questi gli interventi:

  • Paola Favarano, Presidente Sofia – Comitato Donne AiFOS, La gender Equity prima, durante e dopo il covid;
  • Paolo Carminati, Presidente Fondazione AiFOS, L’impegno della Fondazione AiFOS e il premio tesi “pari opportunità”
  • Elena Bruna, partecipante Premio Tesi Fondazione AiFOS, Il sessismo in azione: complimenti nella selezione del personale e benessere psicologico
  • Jessica Levorato, partecipante Premio Tesi Fondazione AiFOS, L’impatto della pandemia nella conciliazione dei tempi di vita e lavoro. Il caso delle lavoratrici calzaturiere della Riviera del Brenta
  • Priscilla Dusi, Psicologo del lavoro e delle organizzazioni, esperta di consulenza sui processi di organizzazione aziendale, Le strategie per gestire lo stress per la Gender Equity

 

Al termine si terrà la Tavola Rotonda Comitato SOFiA, Empowerment e downshifting tra mito e realtà.

 

Il link per iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/le_nuove_strategie_per_un_futuro_gender_equity

 

In correlazione al webinar è stato realizzato un brevissimo sondaggio a cui tutti sono invitati a rispondere e il cui esito verrà analizzato durante il webinar.

Questo il link relativo al sondaggio: https://www.menti.com/6foxohjgsg

 

A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di n. 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa), RSPP/ASPP.

 

Per avere ulteriori informazioni si può fare riferimento a Fondazione AiFOS c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia, via Branze, 45 – 25123 Brescia Tel. 030.6595037 Fax 030.6595040 [email protected]

 

03 marzo 2022

 

 

Ufficio Stampa Fondazione AiFOS

[email protected]

www.fondazioneaifos.org

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Francesco Milleri: EssilorLuxottica, nel 2021 “abbiamo molto di cui essere orgogliosi”

Il 2021 è stato un anno cruciale per EssilorLuxottica, il primo del percorso come nuova azienda integrata: le considerazioni dell’AD Francesco Milleri.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: EssilorLuxottica, il 2021 un anno fondamentale nel percorso come azienda integrata

Ha parlato di “risultati importanti” l’AD Francesco Milleri ripercorrendo il 2021 di EssilorLuxottica. Un anno ricco di momenti e iniziative cruciali su diversi fronti: la nuova generazione di smart glasses Ray Ban – Meta, la prima roadmap per un futuro sostenibile, l’acquisizione di GrandVision, il lancio di prodotti innovativi per l’eyecare e l’eyewear, le nuove partnership e Leonardo, la piattaforma globale di formazione unica nel suo genere, sono alcune delle tappe che hanno segnato il primo anno del nuovo corso di EssilorLuxottica come azienda integrata. Il Gruppo che l’Amministratore Delegato Francesco Milleri guida unitamente al Vice AD Paul du Saillant ha realizzato importanti passi avanti contribuendo alla creazione di un’organizzazione sempre più forte, in grado di implementare la propria visione strategica e allo stesso tempo di costruire valore per i propri stakeholder.

Francesco Milleri: EssilorLuxottica, le tappe fondamentali del 2021

“Abbiamo molto di cui essere tutti orgogliosi”, hanno scritto lo scorso dicembre l’AD Francesco Milleri e il Vice AD nel messaggio indirizzato a quanti lavorano quotidianamente per la crescita di EssilorLuxottica aiutando “le persone nel mondo a vedere meglio e vivere meglio, nel segno della nostra mission aziendale”. Traguardi e opportunità hanno segnato il 2021 di una realtà che sta contribuendo a ridefinire il settore grazie al suo modello di integrazione verticale, al suo footprint globale e a una leadership chiara. L’azienda rimane al centro della trasformazione del settore grazie a un approccio omnichannel unico, riconfermandosi leader nell’innovazione e rafforzando il proprio impegno nel portare la “salute degli occhi” a tutti, “ovunque”. “Non abbiamo mai smesso di costruire il nostro futuro assieme”, ha ribadito l’AD Francesco Milleri nel messaggio scritto a quattro mani con il Vice AD Paul du Saillant: “Guardiamo al 2022 con fiducia e ottimismo. EssilorLuxottica continuerà a guidare l’evoluzione creando opportunità e valore”.

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Banca d’Italia avverte: bisogna insegnare l’educazione finanziaria già a scuola

Come aveva già fatto altre volte in passato, la Banca d’Italia ha rilanciato l’allarme riguardo all’educazione economica e finanziaria dei cittadini italiani. Il nostro livello culturale in tema di finanza è troppo basso, al punto che si può parlare di diffusa ignoranza.

L’avvertimento lanciato dalla Banca d’Italia

banca italiaIl nostro istituto centrale ha lanciato nuovamente questo monito durante l’audizione in Commissione Istruzione pubblica al Senato di Magda Bianco, capo del dipartimento della tutela dei clienti dell’Istituto centrale. Banca d’Italia ha voluto rimarcare come il tema dell’alfabetizzazione finanziaria sia di estrema importanza a livello internazionale.

Infatti avere le competenze utili per poter compiere delle scelte economiche responsabili e consapevoli, è la base per costruire una partecipazione attiva dei cittadini alla vita economica del paese.
L’educazione finanziaria non è quindi qualcosa di utile solo al singolo individuo, ma all’intera collettività. Più la conoscenza è diffusa, più la stabilità finanziaria del sistema nel suo complesso risulterà agevolata.

Confronto europeo impietoso

Il tema dell’educazione finanziaria ed economica torna quindi nuovamente sul tavolo. Ancor più dopo che le recenti indagini hanno evidenziato il grado di arretratezza culturale degli italiani.
I cittadini del Belpaese hanno una educazione economica e finanziaria estremamente bassa rispetto ai loro colleghi europei.

Ci limitiamo alla conoscenza sommaria dei concetti più banali e semplici: inflazione e tasso di interesse, per dirne un paio. Ma si tratta veramente di pochi concetti. Quando il grado di complessità si fa leggermente più elevato, le risposte sono carenti e nella maggior parte assenti: in pochi sanno cos’è il tasso composto, cosa sono i contratti per differenza o peggio ancora le candele heikin ashi, un indicatore di flusso o un il margine operativo.

L’auspicio di Banca d’Italia

Per questo motivo la Banca d’Italia spinge affinché venga promossa l’educazione economica e finanziaria fin dai primi anni di scuola, come vorrebbero alcuni disegni di legge in discussione in Parlamento.

Tutto questo discorso assume maggior rilievo, vista la situazione attuale di grande difficoltà per il paese. Siamo ancora alle prese con le conseguenze drammatiche dovute alla pandemia. Inoltre  adesso gli scenari di guerra in Ucraina complicano ulteriormente tutto.
Bisogna scongiurare il rischio che l’educazione economica e finanziaria venga percepita come qualcosa che non sia prioritario ed essenziale, ma puramente accessorio. E’ la base per costruire un paese finanziariamente ed economicamente stabile nel suo complesso.

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Banca Generali, nel nuovo Piano al 2024 focus sugli investimenti sostenibili ESG

Con il Piano 2022-2024 Banca Generali si prepara ad un nuovo corso. Servizio, innovazione e sostenibilità i pillar strategici. Tra gli obiettivi spicca quello legato agli investimenti sostenibili ESG.

Banca Generali: entro il 2024 investimenti sostenibili ESG al 40% delle masse gestite

Dopo aver superato i principali obiettivi fissati nello scorso triennio, per Banca Generali è tempo di capitalizzare i risultati ottenuti e dare il via ad un nuovo percorso di espansione e di crescita sotto il segno della sostenibilità. La strategia contenuta nel nuovo Piano al 2024, approvato dal CdA lo scorso 14 febbraio, va proprio in questa direzione. L’Istituto, diventato negli ultimi anni punto di riferimento nell’ambito degli investimenti sostenibili ESG, ha deciso di scommettere ancora una volta sui propri elementi distintivi. Valore del servizio, innovazione e sostenibilità sono i pilastri sui quali verrà costruito il nuovo corso del Gruppo guidato da Gian Maria Mossa. “Ci prepariamo ad una nuova fase di forte crescita per la nostra banca – ha dichiarato l’AD – valorizzando i nostri punti di forza: qualità dei professionisti, cultura orientata all’innovazione e impegno nella sostenibilità”. Sul fronte finanziario, gli obiettivi appaiono ambiziosi: secondo le stime, nel prossimo triennio la raccolta raggiungerà quota 18-22 miliardi, le masse gestite e amministrate passeranno dagli 85,7 miliardi dello scorso anno a 105-110 miliardi e la crescita annua dell’utile netto si aggirerà intorno al 10-15%. Prevista una distribuzione di 7,5 – 8,5 euro per azione di dividendi cumulati nel periodo 2022-2025, di cui 2,55 già annunciati. Anche in questo campo Banca Generali intende rafforzare l’approccio legato alla sostenibilità. Il leader degli investimenti sostenibili ESG intende raggiungere entro il 2024 “una percentuale del 40% in prodotti ESG (fondi e wrappers) sul totale delle soluzioni gestite complessive”.

Banca Generali, nel prossimo triennio accelerazione su piattaforme digitali e nuovi servizi

L’impulso sugli investimenti sostenibili ESG è solo una delle molteplici iniziative che Banca Generali intende promuovere sul fronte della sostenibilità. Oltre ad avviare percorsi specifici di formazione per i consulenti, l’Istituto ha reso nota la volontà di sottoscrivere entro il triennio gli impegni del Principle of Responsible Investment (PRI) e della Task Force on Climate related Financial Disclosures (TCFD). Spazio anche a work-life balance, diversità e inclusione e al coinvolgimento dei dipendenti su tematiche come digitale e ambiente. Valore del servizio e innovazione sono le altre due priorità del Piano. Nel primo caso, Banca Generali intende realizzare una “totale personalizzazione” sia dell’offerta che dei modelli di servizi attraverso il potenziamento delle piattaforme dedicate. L’obiettivo è individuare nuovi segmenti di clientela High Net Worth (HNW) e Affluent. Lato innovazione, lo scopo è continuare a costruire una banca sempre più “data driven”, digitale e aperta. Oltre a dedicarsi allo sviluppo delle piattaforme digitali e delle logiche di Business Process Automation, l’Istituto punterà sulla nuova unità di Data Management lanciata nell’ultimo biennio.

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Stefano Donnarumma: Terna spinge sulla mobilità green, flotta rinnovata con 220 veicoli elettrici

Arval Service Lease Italia si aggiudica il bando indetto dal Gruppo guidato da Stefano Donnarumma.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: l’obiettivo di Terna è rendere il parco automezzi più efficiente e sostenibile

Non è un segreto che Terna sia uno dei principali candidati al ruolo di guida della transizione energetica italiana. Oggi la rete elettrica è uno dei fattori abilitanti fondamentali per il cambio di paradigma in corso. Da anni la realtà guidata da Stefano Donnarumma è a lavoro per realizzare un modello di sviluppo sempre più sostenibile, basato sulle rinnovabili. L’impegno di Terna sul tema della sostenibilità non si limita tuttavia all’integrazione delle fonti green nella rete. La società ha da poco reso nota l’aggiudicazione del bando europeo da 50 milioni di euro indetto alcuni mesi fa con l’obiettivo di rimodernare il proprio parco degli automezzi operativi rendendolo più efficiente e soprattutto più sostenibile. Degli oltre 1.000 veicoli che andranno ad aggiungersi alla flotta, 220 sono infatti elettrici, mentre la restante quota si divide tra endotermici e ibridi. L’appalto, che prevede il noleggio a lungo termine, è stato assegnato ad Arval Service Lease Italia.

Stefano Donnarumma: Terna, innovazione protagonista nel rinnovo della flotta

La decisione di rinnovare la flotta nasce dalla volontà di Terna di rispondere alle nuove esigenze aziendali. Con il Piano industriale presentato da Stefano Donnarumma, il Gruppo ha infatti messo il turbo sugli investimenti. Basti pensare che solo nel 2021 il gestore ha avviato sulla rete italiana ben 37 interventi del valore di oltre 1 miliardo di euro. I nuovi mezzi elettrici si rendono quindi necessari per garantire l’operatività dei cantieri. Efficienza e sostenibilità, dunque, ma anche spazio all’innovazione, che per Terna rappresenta da sempre uno dei driver strategici. I nuovi veicoli “dovranno integrarsi pienamente con le strumentazioni tecniche del corporate car sharing aziendale che prevede, tra l’altro, la possibilità di prenotare gli autoveicoli con una App, di monitorare l’utilizzo degli asset aziendali e di garantire un’assistenza h24, 7 giorni su 7, agli operativi in servizio”.

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Fame nervosa: le cause e i rimedi per combatterla e perdere peso

La fame nervosa è un disturbo alimentare molto frequente che colpisce in misura maggiore le donne dall’età adolescenziale ai 45 anni circa. Studi recenti dimostrano che anche la popolazione maschile ne è colpita in modo crescente. La conseguenza più comune di questa condizione è l’aumento di peso. Conoscere la causa della fame nervosa è la base per superarla intraprendendo uno stile di vita più sano. Una corretta attività sportiva e un’alimentazione equilibrata che preveda anche l’assunzione di integratori alimentari mirati, sono la soluzione più indicata per risolvere problematiche di questo genere.

Sintomi e cause della fame nervosa

Assumere cibo con insolita voracità o tendere a mangiare spesso pur non avendo effettivamente fame sono entrambe sentinelle di una condizione di fame nervosa. Le cause possono essere sia di origine biochimica che di natura emotiva, tuttavia non di rado le due cose vanno insieme essendo noi esseri umani un complesso sistema psico-fisico. Sul piano strettamente biologico, uno stato di ipoglicemia – ovvero di basso apporto di zuccheri nel sangue, scatena un’alterazione dell’ipotalamo che ci porta a volere mangiare di più. Ma non solo. Spesso è la nostra condizione emotiva che sta all’origine di questo disturbo alimentare. Stati persistenti di tristezza, rabbia, ansia e solitudine – solo per citarne alcuni, innescano una condizione più generale di stress a cui l’organismo reagisce ricercando una sorta di compensazione. Come? Assumendo cibo in maniera sregolata senza una reale necessità.

Conseguenze

Uno stile alimentare alterato, in cui a farla da padrona è una vera e propria fame compulsiva, non andrebbe mai ignorato. Le conseguenze della fame nervosa possono essere molteplici tra cui obesità e diabete, due patologie che possono a loro volta scatenarne altre. Molto frequenti sono anche i danni a livello dell’apparato cardiovascolare dal momento che il fisico si trova in una condizione di affaticamento e sovraccarico dato dall’eccessivo incremento del peso corporeo. In casi più gravi si può incorrere anche in ictus.

Rimedi per gestire la fame nervosa

Prendere consapevolezza di avere un disturbo alimentare è il primo passo per iniziare a curarlo. Solo così sarà possibile esplorare il disagio emotivo che scatena la fame nervosa per riuscire a calmarla. Ecco perchè è importante agire su più fronti. Un rimedio sempre molto efficace è svolgere una corretta attività fisica che tra i tanti benefici ha quello di alzare il tono dell’umore e dunque di contrastare eventuali stati ansiosi o depressivi.

La regola dei cinque pasti al giorno aiuta ad equilibrare l’apporto calorico nel corso della giornata e a smorzare il senso di fame. Integratori alimentari a base naturale si rivelano particolarmente efficaci per dare senso di sazietà e indurre ad un benefico effetto calmante così come descritto sul sito web Ketodietintegratore.com. Più in generale, nella dieta giornaliera non dovrebbe mai mancare un buon apporto di fibre e frutta fresca, alimenti in grado di dare senso di sazietà pur mantenendo un livello calorico molto contenuto.

Sebbene la fame nervosa sia una condizione molto diffusa, i rimedi per contrastarla sono molteplici. Se si sta attraversando un periodo di forte stress, anche buone pratiche di training autogeno e yoga possono rivelarsi particolarmente efficaci per favorire il ripristino di un buon equilibrio psicofisico.

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