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18 Giugno 2021

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La malasanità pediatrica

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  • 18 Giugno 2021

Oggi i casi di malasanità pediatrica nel nostro paese sono in costante aumento, come purtroppo è possibile constatare dai vari Tg nazionali. Vi sono casi di bambini che muoiono improvvisamente dopo il parto e senza alcun motivo plausibile, bambini che presentano dei sintomi che spesso vengono ignorati o non presi sul serio dai medici o direttamente diagnosi errate con conseguenze facilmente immaginabili.

Gli errori medici sono di per sé fastidiosi, nei casi migliori, perché ci si aspetta che il medico sia sempre in grado di intuire quale patologia ci stia creando problemi e soprattutto una cura efficace per porvi rimedio. Quando il problema riguarda un bambino però, diventa ancora più importante non sbagliare ed individuare immediatamente il problema.

Proprio per questo diventa sempre più importante vigilare sull’operato dei medici e sulla qualità del loro intervento.

Una diagnosi errata, un intervento non necessario o una terapia non adeguata possono avere serie conseguenze sia sulla salute del bambino che sullo stato esistenziale e patrimoniale dei genitori, e proprio al verificarsi di uno di questi casi è bene sapere che la legge tutela sempre chi subisce questo tipo di danno e colui che lo ha causato è chiamato a risponderne.

Se ritieni che tuo figlio sia stato vittima di una caso di malasanità pediatrica, sappi che www.dannoesalute.it può assisterti e fare in modo da farti ottenere non solo il risarcimento dovuto in questi casi, ma anche fare in modo che chi ha sbagliato paghi per l’errore commesso. Se non sei certo sia questo il caso di tuo figlio, contatta Danno e Salute tramite l’apposito form di contatto presente sul sito e riuscirai a fare chiarezza, individuando da subito le eventuali azioni da intraprendere per fare in modo che chi ha sbagliato vada incontro alla giustizia e possa essere messo di fronte alle proprie responsabilità.

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Carenza di ferro: sintomi e rimedi

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  • 18 Giugno 2021

La carenza di ferro, che origina l’anemia, è un problema molto comune per il quale all’interno del nostro organismo non c’è un livello di ferro ottimale con la conseguenza che il trasporto di ossigeno all’interno del sistema vascolare non è efficace.

Quali sono i sintomi della carenza di ferro?

I tipici segnali di una anemia, e dunque carenza di ferro, sono una stanchezza generale immotivata ed il fiato corto. Questi sintomi possono essere più lievi e marginali all’inizio, dato che il nostro organismo va comunque ad utilizzare tutte le riserve di depositi di ferro a sua disposizione. Quando anche le scorte si esauriscono, tali sintomi iniziano a diventare più intensi e si manifestano con un affaticamento più accentuato, frequenti mal di testa e insonnia, vertigini, sensazione di avere mani e piedi freddi, unghie fragili, battiti cardiaci accelerati e perdita di capelli.

 

Cosa origina la carenza di ferro nell’organismo?

È da premettere che spesso alla base di una anemia da carenza da ferro vi sono delle componenti genetiche. A causare altresì l’anemia possono essere le frequenti perdite di sangue come quelle legate al ciclo mestruale, ma anche uno scarso apporto di ferro nella nostra dieta.

Se infatti l’alimentazione non è varia, non si riesce ad introdurre nel corpo il sufficiente quantitativo di ferro. In alcuni casi è anche possibile che l’assunzione di ferro sia adeguata ma, a causa di un difetto metabolico, l’organismo non riesce ad assorbire il quantitativo sufficiente di ferro che viene assunto tramite l’alimentazione. Ciò avviene in particolar modo quando vi sono dei problemi a livello intestinale.

 

Come prevenire la carenza di ferro?

Prevenire l’insorgere di una carenza di ferro è molto importante per evitare che possano presentarsi patologie più importanti in seguito. Per questo motivo, la raccomandazione principale è quella di seguire un’alimentazione che possa essere il più possibile varia e che preveda inoltre la presenza di cibi che contengono una buona quantità di ferro.

Tra questi ricordiamo la carne rossa in generale ma anche la frutta secca, le verdure a foglia verde, fagioli e lenticchie. Per migliorare l’efficacia dell’assorbimento del ferro è possibile assumere questi cibi assieme ad altri che contengono un buon quantitativo di vitamina C. Esistono inoltre degli appositi integratori alimentari, che puoi visionare accedendo a questo sito, che consentono di tornare rapidamente ai valori ideali di ferro nell’organismo.

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“Long Covid”: l’esperienza di ICS Maugeri per la riabilitazione

ICS Maugeri, per combattere il "long Covid" si punti a un percorso riabilitativo basato su 4 pilastri: recupero respiratorio per i pazienti più gravi, nutrizionale, motorio e riabilitazione di tipo psicologico.

ICS Maugeri S.p.A.

ICS Maugeri: l’insorgere del "long Covid"

Anche dopo un tampone negativo il Covid-19 può lasciare strascichi importanti, sintomi persistenti come debilitazione, mancanza di fiato, astenia. Tale quadro medico è definito "long Covid", una vera e propria sindrome indagata dalla medicina che colpisce giovani e meno giovani. Su di questa è in prima linea ICS Maugeri S.p.A., sia per quanto riguarda la ricerca che per quanto concerne la riabilitazione. Il Dottor Michele Vitacca, Direttore del Dipartimento di Pneumologia Riabilitativa degli ICS Maugeri, ha di recente rilasciato un’intervista alla rubrica di TgCom24 "Dentro i fatti". La sindrome del "long Covid" si manifesta come un "mantenimento dei sintomi prevalenti come l’astenia cronica e la mancanza di fiato da sforzo oltre la dodicesima settimana dall’evento acuto o dal momento dell’infezione, o addirittura dall’ospedalizzazione". Questa condizione può verificarsi più severamente in persone che non hanno avuto il ricovero, è quindi del tutto indipendente da età, genere ed entità dei sintomi nella fase acuta della malattia.

L’impegno di ICS Maugeri per la riabilitazione

"Anche persone giovani possono soffrire di questo prolungamento e di questi sintomi", ha spiegato il Direttore del Dipartimento di Pneumologia Riabilitativa degli ICS Maugeri. Per questo motivo una riabilitazione adeguata è fondamentale, in modo da consentire un "recupero delle attività normali e delle proprie abilità". La riabilitazione può essere di tipo respiratorio e/o neuromotorio e può essere più o meno prolungata nel tempo. L’impegno di ICS Maugeri S.p.A. è massimo, per far sì che la sintomatologia possa regredire efficacemente fino a scomparire. Per velocizzare il percorso si deve puntare su un buon follow-up e un ottimale monitoraggio presso gli ambulatori dedicati, nonché bisogna impostare "un percorso riabilitativo basato su 4 pilastri: recupero respiratorio per i pazienti più gravi, nutrizionale, motorio e riabilitazione di tipo psicologico".

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Gruppo Danieli, guidato da Gianpietro Benedetti, inaugura il nuovo laminatoio dell’acciaieria ABS

Gruppo Danieli, realtà guidata da Gianpietro Benedetti, ha annunciato la data d’inaugurazione del nuovo impianto QWR 4.0 delle Acciaierie Bertoli Safau: l’innovativo laminatoio contribuirà alla transizione verso un futuro più green.

Gianpietro Benedetti

Gruppo Danieli, guidato da Gianpietro Benedetti, inaugura il nuovo impianto QWR

Il prossimo 8 giugno verrà inaugurato il nuovo impianto QWR (Quality Wire Rod 4.0) delle Acciaierie Bertoli Safau (ABS) – divisione Steelmaking di Gruppo Danieli – a Pozzuolo del Friuli, in provincia di Udine: diventerà "il nuovo riferimento mondiale per la laminazione della vergella". La multinazionale italiana ha investito circa 190 milioni di euro per la realizzazione del nuovo laminatoio che, grazie alla fusione tra intelligenza artificiale e competenze umane, rappresenterà il modello più innovativo e moderno del mondo prestando particolare attenzione al tema della sostenibilità. "Abs utilizza per l’85% materiali da riciclo, ovvero rottame ferroso, e impiega energia elettrica per l’alimentazione del processo fusorio", ha spiegato Gianpietro Benedetti, Presidente del Gruppo. Lo stabilimento avrà una capacità produttiva di 500 mila tonnellate di vergella l’anno e non prevede la presenza di operatori in linea, le operazioni potranno infatti essere gestite a distanza con processori automatizzati e controllati digitalmente.

Gianpietro Benedetti conduce Gruppo Danieli verso un futuro più green

La multinazionale italiana con sede a Buttrio è ormai diventata uno dei player mondiali nella produzione di impianti siderurgici: il laminatoio QWR 4.0 renderà ABS la prima acciaieria in Europa in grado di offrire la più ampia varietà di prodotti di acciai speciali. Il Gruppo continua la corsa verso la transizione sostenibile: il nuovo impianto verrà alimentato grazie a un forno brevettato da Gruppo Danieli e capace di ridurre non solo i consumi e le emissioni, ma anche il 50% degli scarti di lavorazione. "Abbiamo la leadership del green steel, ovvero dell’acciaio verde, a basso impatto e bassissime emissioni", ha dichiarato Gianpietro Benedetti. "Credo che questa regione abbia il potenziale per guidare la transizione green dell’acciaio e per conquistare una posizione di leadership nella siderurgia che, insieme alla meccanica, è uno dei settori trainanti, e insieme all’automazione, direi anche strategico".

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Stefano De Capitani: l’impegno di Municipia S.p.A. per la Digital Transformation

Tecnologia e trasformazione digitale al servizio dei cittadini, per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente: l’intervista a Stefano De Capitani, Presidente di Municipia S.p.A.

Stefano De Capitani

Stefano De Capitani: focus sulla trasformazione digitale della PA

"Offrire in tutti gli ambiti di interesse della Pubblica Amministrazione locale risposte veloci ai cittadini e ai dipendenti con strumenti adeguati e tecnologicamente avanzati": emerge in queste parole di Stefano De Capitani la vision di Municipia S.p.A., società del Gruppo Engineering e leader in progetti per Smart City e trasformazione digitale. "Dalla digitalizzazione dei processi alla sicurezza sul posto di lavoro, dalla continuità dei servizi (da garantire anche a distanza) alla gestione e tutela dei dati": tutti gli ambiti della PA sono coinvolti in tale processo, all’interno di un percorso reso ancora più necessario dall’emergenza del 2020. "Adesso siamo a un punto di svolta e i Comuni devono cogliere tutte le opportunità offerte dal digitale", spiega il Presidente, "anche grazie all’arrivo dei fondi europei". Si tratta di cifre importanti che, sottolinea, se accompagnate da una visione strategica innovativa "possono trasformare completamente il settore pubblico, rendendolo all’altezza delle aspettative dei cittadini, in grado di rispondere ai loro bisogni e generare progresso". Ma con quali strumenti affrontare al meglio tale trasformazione digitale? È chiaro il messaggio di Stefano De Capitani: "In primis, la parola chiave è Cloud" per "migliorare l’efficienza operativa dei sistemi, abbattere i costi, semplificare i processi, garantire la protezione dei dati e velocizzare l’erogazione dei servizi ai cittadini e alle imprese". Per far ciò occorre una "Data Driven Governance, ossia governance pubblica basata sulla capacità di prendere decisioni su indicazioni provenienti dall’elaborazione di dati". Il fine ultimo è "la citizen experience": in altri termini, "la persona al centro di tutto".

Stefano De Capitani: tecnologia e Partenariato Pubblico Privato per le Augmented City

Il modello proposto da Municipia S.p.A. coniuga la tecnologia con aree quali sostenibilità finanziaria e ambientale, sicurezza, mobilità, welfare e interattività, ambiti cruciali nel presente e nel futuro delle città. "I Comuni sono il centro di tutto", segnala il Presidente Stefano De Capitani: "In questo contesto la tecnologia deve rappresentare il mezzo, non il fine, al servizio dei cittadini, dell’ambiente e dell’economia del territorio". Anche in un’ottica di raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, le strategie devono mirare "alla realizzazione di economie più inclusive, affrontando così le sfide globali che abbiamo davanti in settori cruciali come il welfare, la mobilità, l’efficientamento energetico e la gestione dei rifiuti". In tal senso, l’apporto fornito dalla società del Gruppo Engineering punta ad accelerare la trasformazione digitale, favorendo un percorso che conduca ad "abbattere anche il digital divide, le distanze, le barriere della lingua ed eventuali difficoltà sensoriali e motorie". La chiave di tale trasformazione risiede in quello che il Presidente Stefano De Capitani definisce uno "strumento unico": il Partenariato Pubblico Privato, con cui, conclude, "come Municipia, affianchiamo i Comuni per creare valore sul territorio con progetti di interesse per la collettività in questo particolare momento sociale ed economico". In tal modo è possibile "limitare l’impatto sulla spesa pubblica senza assunzioni di rischi finanziari per l’Ente, ridurre i tempi di realizzazione, ottenere una maggiore efficienza dal punto di vista gestionale ed elevare gli standard qualitativi in tutte le fasi del processo".

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Eni, un primo trimestre in crescita. Claudio Descalzi: “Continuiamo su transizione energetica”

Guardiamo al futuro con ottimismo, ha dichiarato l’Amministratore Delegato Claudio Descalzi commentando i dati economici del Gruppo.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Eni, utile netto di 270 milioni ed Ebit a 1,3 miliardi

Eni chiude il primo trimestre in positivo e si allinea al trend di crescita globale. La multinazionale italiana dell’energia ha registrato risultati incoraggianti, con un salto verso la tanto attesa ripresa post pandemica. "Nell’ambito di uno scenario complesso – ha dichiarato Claudio Descalzi commentando i dati approvati lo scorso 29 aprile dal CdA – l’Ebit adjusted a livello di gruppo di 1,3 miliardi risulta quasi triplicato rispetto a fine 2020. Si consolida inoltre la crescita dell’utile netto, pari a 270 milioni, quasi quintuplicato rispetto allo stesso trimestre 2020". Numeri possibili, ha spiegato l’AD, soprattutto grazie alla forte crescita di settori come E&P e chimica. A conferma dell’andamento positivo di Eni, il manager prevede una "generazione di free cash flow nell’anno superiore a 3 miliardi sulla base dei prezzi correnti del Brent di 60 dollari/barile". Per Claudio Descalzi si tratta di un quadro che consente ad Eni di portare avanti il percorso avviato verso transizione energetica e decarbonizzazione, oltre a consolidare struttura patrimoniale e politica di distribuzione a beneficio degli azionisti.

Claudio Descalzi: la partita di Eni nella transizione energetica

Oltre ad approvare i risultati dei primi tre mesi del 2021, nella stessa giornata il CdA di Eni ha dato anche la sua approvazione per avviare un progetto strategico sul futuro di Eni gas e luce e renewables. La nuova business unit nasce per accentrare le attività di retail ed energia rinnovabile. Il Gruppo guidato da Claudio Descalzi intende "definire e valutare il piano industriale e finanziario del nuovo veicolo societario". Le ipotesi per valorizzare la nuova società sono diverse: si parla infatti di quotazione in Borsa tramite ipo, di cessione o di scambio di una quota minoritaria. L’obiettivo di Eni gas e luce e renewables, si legge nel comunicato ufficiale, è "sviluppare entro il 2025 una capacità di generazione elettrica da fonte rinnovabile superiore a 5 GW". Eni conferma dunque l’impegno e la volontà di "creare valore attraverso la transizione energetica", in linea con il Recovery Plan. "Stiamo affrontando il nostro ruolo intanto con la trasformazione delle raffinerie, con l’economia circolare, i progetti nelle rinnovabili e con la costituzione di una società che ha proprio questo scopo – ha commentato Claudio Descalzi – accelereremo sulla vendita di prodotti biologici, e investendo molto. Soprattutto in Italia".

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Condizionatore ad acqua ecologico: quale scegliere?

Con l’arrivo della stagione estiva, il caldo inizia a diventare un problema da risolvere. Per poter sconfiggere l’afa, sono moltissimi i nuovi strumenti messi a disposizione dalla tecnologia moderna, come i condizionatori ad acqua, cioè dispositivi che funzionano analogamente ai condizionatori ad aria ma che sono più ecologici e meno costosi. Un buon condizionatore ad aria portatile permette di mantenere la temperatura ideale in un ambiente per molto tempo e sfruttando poca energia. Ne è l’esempio perfetto il condizionatore Artic Cube si Aircube.it.

Come funzionano i condizionatori ad acqua e perché sono ecologici

A differenza delle loro controparti ad aria, i condizionatori ad acqua funzionano con alimentazione diretta; l’acqua viene posta in un serbatoio apposito, ed il sistema interno del condizionatore cattura l’aria calda dall’esterno attraverso delle ventole. In questo modo, l’aria entra a contatto con il filtro bagnato all’interno del dispositivo, per poi rilasciare aria fresca ed umidificata che si espanderà nell’ambiente. La maggior parte dei condizionatori ad aria, inoltre, è portatile, proprio come il modello Artic Cube, poiché l’alimentazione dello strumento proviene dall’acqua stessa e non dall’aria. Per questo motivo, non sono necessari lavori di montaggio per l’installazione dei tubi in cui debba passare l’aria, ma il condizionatore usa semplicemente l’acqua contenuta nel serbatoio. Infine, il fatto che questo tipo di dispositivo ad acqua sia ecologico dipende dal modo in cui esso funziona, poiché l’intero processo di lavoro del condizionatore non utilizza nè gas di combustione, nè agenti chimici di alcun genere, ma solo l’acqua di cui è fornito.

Pregi e difetti del condizionatore ad acqua

I pregi di un dispositivo di questo genere sono davvero molti, e variano dal costo ristretto del prodotto, fino ad arrivare all’aspetto ecologico. Prima di tutto, bisogna precisare la comodità di utilizzo di un buon condizionatore ad acqua portatile: quest’ultimo, infatti, può essere tranquillamente spostato tra le varie stanze e nei vari ambienti all’interno dell’abitazione, senza alcun tipo di problema. Solitamente questo genere di prodotti è anche fornito di una batteria interna ricaricabile, con un autonomia media di circa 6-8 ore di utilizzo. Tutto ciò rende questo prodotto molto più comodo nell’utilizzo rispetto ai condizionatori fissi ad aria, che non possono essere spostati senza dei lavori appositi. Parlando dell’aspetto ecologico, un buon condizionatore ad aria non produce praticamente alcun tipo di impatto ambientale dannoso, poiché sfrutta poca energia elettrica e non utilizza prodotti dannosi per l’ambiente o per gli esseri viventi. Di conseguenza, la scelta di questo dispositivo può essere un ottimo modo per aiutare l’ambiente, a discapito di altri strumenti per il raffreddamento dell’aria che sono decisamente molto più dannosi.

Nonostante i condizionatori ad aria possano essere un’ottima scelta generale come strumento per rinfrescare l’aria di casa, essi non sono completamente privi di difetti. Il primissimo (e forse unico) problema che si può riscontrare nell’utilizzo di uno di questi dispositivi è sicuramente la rumorosità: specialmente i prodotti meno recenti, infatti, risultano essere molto più rumorosi dei condizionatori ad aria, specialmente perché quelli portatili ad acqua compiono tutte le funzioni fondamentali, come la produzione di aria fresca, lo smaltimento dell’acqua utilizzata ecc…, senza bisogno di impianti esterni. Nel caso in cui i condizionatori portatili ad acqua fossero forniti di un sistema di scarico esterno, infatti, il problema della rumorosità non sussisterebbe. Bisogna comunque precisare che i modelli più nuovi ed ottimizzati, come Artic Cube, hanno comunque una rumorosità molto ridotta, grazie alla nuova tecnologia che viene utilizzata all’interno dei dispositivi.

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SACE: la realtà guidata da Pierfrancesco Latini investe nel progetto sostenibile Dentis Group

Dentis Recycling Italy potrà usufruire di un finanziamento pari a 35 milioni di euro erogato da un gruppo di istituti finanziari e sostenuto dalla garanzia green di SACE, di cui Pierfrancesco Latini è Amministratore Delegato.

Pierfrancesco Latini

SACE, guidata da Pierfrancesco Latini, sostiene il progetto Dentis Group

SACE – società assicurativo-finanziaria di cui Pierfrancesco Latini è Amministratore Delegato – supporterà il progetto del Gruppo Dentis Recycling Italy garantendo un finanziamento green da 35 milioni di euro erogato da un gruppo di istituti finanziari composto da Deutsche Bank, Intesa SanPaolo, Unicredit e CDP. Grazie a questa operazione, Dentis Recycling Italy – azienda cuneese specializzata nel recupero del PET – realizzerà un nuovo impianto per il riciclo di bottiglie in PET per alimenti presso lo stabilimento di Sant’Albano Stura, diventando così uno dei più importanti poli europei per il riciclo. Il progetto di crescita sostenibile rientra negli obiettivi del Green New Deal e nelle garanzie verdi rilasciate dalla realtà guidata da Pierfrancesco Latini.

Pierfrancesco Latini: le garanzie green del Gruppo SACE

Il tema della sostenibilità è entrato a far parte della mission del Gruppo guidato da Pierfrancesco Latini: SACE può rilasciare le garanzie green come previsto dal Decreto Legge "Semplificazioni" (76/2020). Le garanzie verdi contribuiscono al perseguimento degli obiettivi del Green New Deal e sono destinate al finanziamento di progetti che hanno la finalità di agevolare la transizione verso un’economia a minor impatto ambientale, integrare i cicli produttivi con tecnologie a basse emissioni per la produzione di beni e servizi sostenibili e promuovere una nuova mobilità a minori emissioni inquinanti. "Oramai è diffusa la consapevolezza che la sostenibilità rappresenta una grande opportunità di investimento, crescita e occupazione per le società moderne – ha dichiarato Pierfrancesco Latini – In questo senso, la riconversione del tessuto produttivo italiano, attraverso il sostegno agli investimenti "green", costituisce un’occasione unica per far crescere la competitività del nostro Paese nel mondo".

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Gli ingredienti del successo di Kiko raccontati da Cristina Scocchia

L’Amministratore Delegato di Kiko Cristina Scocchia racconta di come l’azienda abbia affrontato la pandemia e dei progetti in cantiere.

Cristina Scocchia

Il 2020 di Kiko raccontato da Cristina Scocchia

Il 2020 è stato un anno duro per tutti e non sono molte le aziende che possono affermare di esserne uscite più forti di prima. Kiko è però tra queste. L’azienda italiana di cosmetici con sede a Bergamo non si è fatta frenare dalla pandemia e ha anzi incrementato gli investimenti. L’Amministratore Delegato Cristina Scocchia spiega che buona parte del merito è da ascrivere al successo raggiunto nel biennio 2018-2019. È proprio il turnaround di questi due anni che "ha permesso di gettare le basi strategiche che si sono rivelate essenziali per essere resilienti durante la pandemia". Alla base di questi risultati ci sono stati tre ingredienti fondamentali: innovazione del prodotto, digitalizzazione dell’azienda e crescita dell’e-commerce, anche su piattaforme come Amazon e Zalando. Così, nonostante l’azienda sia stata costretta a chiudere il 99% dei negozi fisici durante la prima ondata e il 40% durante la seconda, Kiko si è dimostrata più resiliente che mai.

Cristina Scocchia: entro il 2023 apriremo 300 nuovi punti vendita

Durante la pandemia, l’azienda si è data da fare, riuscendo ad approdare in tre nuovi mercati: Grecia, Balcani ed Arabia Saudita, creando anche 300 nuovi posti di lavoro. Inoltre, come sottolinea l’AD Cristina Scocchia, un altro aspetto importante da tenere a mente quando si pensa alla risposta di Kiko alla pandemia riguarda il rifinanziamento da 270 milioni di euro (100 dei quali garantiti da Sace), e grazie a cui si può "proseguire nel percorso di crescita internazionale dell’azienda: il piano per il 2020-2023 prevede l’apertura di 300 monomarca, che si aggiungono ai 900 attuali, di cui cento nel 2021 in nuovi Paesi come Filippine, Tailandia, Indonesia, Slovenia, Croazia, Ucraina, Algeria, Marocco, Tunisia, Giordania, creando circa mille posti di lavoro inclusi i 300 del 2020".

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