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13 Ottobre 2016

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Olimpiadi, Medaglie d’oro ma non troppo

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  • 13 Ottobre 2016

Non tutti sanno che nonostante la conquista di una medaglia d’oro alle Olimpiadi sia uno dei traguardi più ambiti da un atleta durante la sua carriera, le medaglie d’oro che vengano messe al collo dei vincitori sono realizzate con una lega che è composta in gran parte da argento.
Le ultime medaglie di oro puro furono coniate per le Olimpiadi del 1912 a Stoccolma, c’è da considerare che in epoca moderna il numero di discipline ammesse alla manifestazione olimpica è notevolmente aumentato.
Oggi per realizzare con oro puro le medaglie da assegnare ai vincitori sarebbe necessario comprare oro una spesa di 35 milioni di euro circa, una cifra enorme da sostenere per le federazioni sportive.
Per quanto riguarda il riconoscimento agli atleti vincitori il premio non si limita alla medaglia d’oro, il grosso del valore è costituito da un premio in soldi che varia da paese a paese.
Il premio in denaro che ricevano gli atleti italiani che vincano una medaglia d’oro è di 140 mila euro lordi che esentasse diventano poco più di 80 mila euro, una cifra che può sembrare congrua per una disciplina minore ma che è lontana anni luce dai compensi che ricevano gli atleti degli sport più pagati anche per un normale campionato.
Il compenso in soldi riservato ai propri vincitori varia molto da paese a paese, in alcuni casi non è previsto nemmeno un premio in denaro, nonostante ciò al di là delle medaglie d’oro e dei compensi in denaro chi riesce a vincere un Olimpiade acquisisce una notorietà che solitamente permette agli atleti di trovare sponsor e altre fonti di reddito tramite la pubblicità acquisita grazie alle Olimpiadi.
Bisogna considerare che le Olimpiadi non sono certo una manifestazione a cui si partecipa per soldi, calcolando che la manifestazione si svolge ogni 4 anni e che gli atleti più dotati in genere partecipano ad un paio di Olimpiadi durante la propria carriera.
Per questi motivi un Olimpiade non la si può considerare un affare per gli atleti che vi partecipano se non per la grandissima visibilità che questa manifestazione offre soprattutto agli sport minori che sono infinitamente meno seguiti e conosciuti rispetto agli sport come il calcio dove soldi e notorietà abbondano per tutti.
Questo però non è certo un problema olimpico ma riguarda piuttosto la mancanza di fondi pubblici da assegnare allo sport, soltanto gli sport più seguiti riescano ad avere grazie al finanziamento dei grandi sponsor internazionali che per ragioni di profitto premiano solo gli sport più popolari.

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EnOcean amplia la sua gamma di prodotti con i moduli BLE operanti sui 2,4 GHz

 Il fornitore di tecnologie EnOcean GmbH amplia la sua gamma di prodotti e presenta il modulo radio PTM 215B senza batterie con funzionalità NFC per sistemi Bluetooth Low Energy (BLE) 2,4 GHz.
 Il modulo BLE 2,4 GHz consente lo sviluppo di funzioni di commutazione per sistemi di illuminazione BLE. A partire dal 2017 verranno offerti anche sensori BLE.
EnOcean, l’azienda leader mondiale nello sviluppo della tecnologia wireless “energy harvesting”, cioè dispositivi in grado di convertire l’energia presente nell’ambiente in energia elettrica così che per funzionare non richiedono cavi e neppure batterie, introduce una importante innovazione nella sua gamma di prodotti: i moduli radio autoalimentati per sistemi BLE 2,4 GHz. I nuovi moduli complementano la tecnologia wireless EnOcean nella banda inferiore a 1 GHz e i prodotti ZigBee wireless a 2,4 GHz.
Il modulo interruttore PTM 215B è il primo prodotto della gamma BLE 2,4 GHz ed è dotato per la prima volta della funzionalità NFC, semplificando così l’inizializzazione e la configurazione dell’interruttore. Il PTM 215B si basa sul fattore di forma del modulo PTM 21x, inventato e definito da EnOcean, e può essere integrato nel design di numerosi interruttori già presenti sul mercato. Inoltre viene offerto anche come prodotto finale white label. Così EnOcean consente a produttori terzi di realizzare soluzioni con sensori radio autoalimentati ed esenti da manutenzione anche nella banda di frequenza dei 2,4 GHz, da impiegare ovunque negli impianti domotici e nei moderni sistemi di controllo delle luci.
Con il nuovo modulo interruttore BLE, la tecnologia EnOcean ora può essere integrata anche nei sistemi Bluetooth 2,4 GHz, dove già operava con i prodotti ZigBee, rispondendo così all’attuale tendenza di mercato nell’ambito delle applicazioni illuminotecniche.
In questo modo, ad esempio, i produttori di sistemi BLE possono integrare la tecnologia energy harvesting di EnOcean nella loro gamma di prodotti e sviluppare sistemi ambientali di radiocomando senza batterie. Grazie al fattore di forma standardizzato del PTM 21x, i produttori di interruttori possono integrare agevolmente il nuovo modulo 2,4 GHz nella loro offerta di prodotti e impiegare sistemi BLE utilizzando specifici sistemi di automazione che non richiedono batterie e manutenzione.
“Con l’inserimento del modulo radio BLE nella nostra gamma di prodotti compiamo un ulteriore importante passo avanti verso il collegamento degli apparecchi nell’Internet degli oggetti (IoT)”, spiega Wald Siskens, amministratore delegato di EnOcean. “Quale fornitore leader di radiotecnologia senza batterie, EnOcean consente lo sviluppo di applicazioni IoT autoalimentate per l’impiego nell’automazione degli edifici, negli impianti domotica e nei sistemi di controllo delle luci a LED, nonché nelle applicazioni industriali”.
Il primo membro EnOcean della famiglia di prodotti BLE 2,4 GHz è un modulo interruttore a base radio con funzionalità NFC
Il modulo interruttore a base radio PTM 215B funziona sui 2,4 GHz ed è meccanicamente compatibile con il fattore di forma del modulo standard PTM 21x (sub 1 GHz). Di conseguenza consente ai produttori di interruttori un’agevole migrazione nei più svariati design di interruttori. Grazie alla nuova funzionalità NFC integrata è possibile inizializzare il modulo mediante contatto diretto con gli apparecchi NFC senza alcun comando manuale. Inoltre possono essere configurati numerosi parametri in modo semplice e automatizzato. Questo permette ad esempio la modifica di dati di protocollo o la trasmissione di informazioni aggiuntive, quale l’appartenenza ai gruppi. I nuovi apparecchi possono così essere integrati in modo semplice e rapido nei sistemi esistenti, riducendo notevolmente la possibilità di errore durante l’installazione.
Oltre al modulo interruttore su base radio, la gamma BLE 2,4 GHz di EnOcean comprende anche prodotti finali white label: interruttori radio con bascula singola (ESRP) e doppia (EDRP) per il mercato americano.
Nel 2017 il modulo interruttore verrà integrato da moduli sensore su base solare per: porte e finestre, temperatura/umidità, luce.
Con EnOcean l’Internet degli oggetti è senza batterie
EnOcean utilizza il principio dell’energy harvesting, che consente di produrre energia dall’ambiente circostante, per realizzare reti di sensori radio autoalimentati. Una peculiarità di questa tecnologia sono i trasformatori di energia miniaturizzati, che per l’appunto trasformano il movimento, la luce o la temperatura in energia elettrica. In abbinamento a un sistema efficiente di gestione dell’energia, la tecnologia energy harvesting rende possibile la comunicazione fra gli apparecchi IoT esenti da manutenzione sulla base di diversi standard radio come EnOcean, ZigBee e BLE. Così, con i sensori radio che non richiedono manutenzione, EnOcean offre una maggiore flessibilità ed efficienza energetica, nonché un risparmio di tempo e denaro negli edifici intelligenti.
La nostra azienda
La EnOcean GmbH è l’azienda che ha sviluppato e brevettato la radiotecnologia senza batterie che viene distribuita sotto il marchio Dolphin. Con sede a Oberhaching, nei pressi di Monaco di Baviera, EnOcean produce e distribuisce soluzioni con sensori radio che non necessitano di manutenzione per applicazioni senza batterie nell’ambito di Internet degli oggetti utilizzabili per l’automazione industriale e degli edifici, negli impianti domotici e nei sistemi di comando delle luci a LED. I prodotti EnOcean si basano su trasformatori di energia miniaturizzati, componenti elettronici a risparmio energetico e un’affidabile radiotecnologia per diversi standard. Per le loro soluzioni di sistema, i realizzatori di prodotti leader sul mercato si affidano da 15 anni ai moduli radio di EnOcean e hanno già allestito in tutto il mondo diverse centinaia di migliaia di edifici.
Ulteriori informazioni sono reperibili al sito www.enocean.com.
Contatto ufficio stampa
Gina Klute
EnOcean GmbH
Tel. +49 (0)89 67 34 689-76
Cell. +49 (0)160 908 117 29

[email protected]
www.enocean.com

Roberto Signorelli
M & C Europe
T +39 02 58215 777
M +39 335 64 140 83
[email protected]

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Come cambia l’abbigliamento per la ristorazione con le nuove tendenze

L’abito non fa il monaco. Sarà vero, ma indossare una giacca a cuoco progettata secondo i migliori criteri di funzionalità e resistenza e realizzata con i materiali più adeguati a un uso intensivo, la differenza la fa, eccome. Se poi ci aggiungiamo qualche dettaglio glam, ecco che ne nasce l’identikit della divisa moderna. Perché pure ai cuochi (e al loro abbigliamento per la ristorazione) è concesso un tocco di vanità, anche se non stanno sotto i riflettori televisivi.
Nonostante si tratti di abbigliamento per la ristorazione professionale, i produttori specializzati lo confermano: alla divisa da cuoco (obbligatoria per legge), oltre ai requisiti tecnici oggi si richiede un taglio che valorizzi la figura. Maschile o femminile che sia.
Per questo numerose aziende che operano nel settore dell’abbigliamento da chef, di anno in anno, ‘sfornano” nuove collezioni, modelli all’ultima moda, sempre diversi e creativi ma con precisi obiettivi: attenta ricerca stilistica, utilizzo di tessuti pregiati e cura per i dettagli rivolta a tutti quegli operatori che ricercano un capo non solo comodo e di qualità, ma soprattutto una divisa che possa incarnare al meglio la loro professionalità. 
Falda, grembiule, giacca da cuoco, copri capo, pantaloni, camicie, gonne, gilet, abitini, spencer, grembiule, parannanza, casacca, completi, calzature: tutti realizzati con un occhio di riguardo i materiali. Ci sono modelli di giacche da cuoco realizzati in tessuto speciale antimacchia per far scivolare via acqua e olio, oppure con il trattamento ‘Indantrene” che garantisce l’assoluta permanenza dei colori. E ancora tessuti antistiro, solidi, resistenti a strappi, luce, candeggio e strofinamento. Il cotone è il materiale che regna sovrano per le sue doti di freschezza, affidabilità, vestibilità, mixato in piccole percentuali a materiali più flessibili come l’elastame, il poliestere, il polycotone e la cangiante viscosa. Molto interessante, tra le novità di quest’anno, l’impiego su un capo professionale del ‘dry best”, un tessuto in rete utilizzato per inserti dalle proprietà antibatteriche: la sua fibra speciale Hydroplus funge da serbatoio e trattiene il sudore inibendo gli odori.
Insomma anche il mondo dell’abbigliamento per chef non resta immune alle nuove tendenze e anzi, molti produttori cercano di reinventare questo settore trovando il giusto mix tra creatività e comfort per gli operatori del settore.

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Il ruolo del freddo nelle attrezzature per panifici

Già da alcuni si sta assistendo all’interno di panifici e pasticcerie alla diffusione di macchine alimentari che normalmente trovano impiego nei ristoranti, come celle frigorifere, abbattitori di temperatura, armadi frigo a temperatura negativa e ovviamente le celle fermalievitazione.
Il freddo rappresenta un’importante evoluzione tecnologica nella programmazione del ciclo produttivo, per questo motivo si è ampiamente diffuso negli ultimi tempi. Le basse temperature vengono utilizzate per bloccare o rallentare l’attività fermentativa del lievito all’interno delle celle fermalievitazione. Impiegando basse temperature nella conservazione degli impasti è pertanto possibile programmare razionalmente il ciclo produttivo. I vantaggi di tale tecnica sono notevoli: riduzione del lavoro notturno, flessibilità di produzione, che consente di cuocere il pane secondo il reflusso di vendita. La fermentazione viene rallentata ponendo gli impasti in celle fermalievitazione, all’interno delle quali avviene la regolazione della temperatura e dell’umidità relativa secondo quattro fasi: abbattimento: in questa fase la pasta introdotta nella cella viene abbassata velocemente di temperatura; conservazione: la pasta viene mantenuta a temperature di circa 1 o 2 °C, a un valore ottimale di umidità pari all’85%; prefermentazione: la temperatura viene rialzata fi no a circa 12 °C quindi i lieviti riprendono gradualmente la propria attività; fermentazione: durante questa fase avviene la lievitazione fi nale della pasta a temperature che di norma non devono superare i 28 °C. Questo sistema permette di effettuare e programmare la cottura del prodotto; l’infornamento potrà essere effettuato dopo 24, 48, 72 ore dall’abbattimento. Con questa tecnica di produzione è importante la scelta delle materie prime: occorre tenere presente che la farina dovrà essere forte, di qualità costante.
Anche le celle frigorifere o gli armadi frigo a temperatura negativa possono essere utili all’interno dei panifici. La tecnica del surgelamento viene generalmente applicata alle paste crude e precotte sia in panificazione che nella “viennoiserie” e in pasticceria. In questi casi, l’aggiunta di alcuni ingredienti come il glutine vitale, il tuorlo d’uovo, i grassi e il miele può migliorare la stabilità degli impasti congelati.

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MASTER IN YACHT DESIGN: SONO APERTE LE ISCRIZIONI ALLA XVI EDIZIONE

La nautica del futuro progettata dagli studenti del Politecnico di Milano e POLI.design

Il futuro della nautica è chiaro: “l’Italia – leader nel mondo in termini di produzione e design – può restare all’avanguardia nel mondo se saprà fornire al mercato yacht fatti “su misura” per coloro che vogliono fare del mare una scelta di vita. (ANSA)

Ed è proprio per rispondere alle esigenze del settore nautico internazionale che il Master in Yacht Design del Politecnico di Milano gestito da POLI.design forma ormai da 15 anni Yacht Designer esperti, in grado di gestire il percorso progettuale e costruttivo di una imbarcazione – a vela e a motore – e di reagire con creatività e competenza e ai nuovi trend ed alle esigenze di una committenza sempre più attenta.

Non a caso il mercato ha già avuto modo di avvalersi della professionalità e della spinta all’innovazione veicolate dagli studenti formati dal Master. Esemplificativo il tasso di placement raggiunto: oltre il 70% degli ex- studenti è oggi attivo nel campo dello yacht design. C’è chi ha aperto uno studio di progettazione, o chi invece ha privilegiato la carriera nella cantieristica come imprenditore o ricoprendo ruoli di direzione di produzione, controllo qualità, project management o interior design.

La XVI edizione del Master torna quindi a febbraio con la Faculty altamente qualificata di sempre e un approccio didattico pensato per spaziare in ambiti disciplinari differenti, dall’ingegneria all’architettura e design, integrando lezioni in aula, esercitazioni progettuali e visite guidate presso cantieri e aziende del settore, oltre a istituti di ricerca applicata. Punto di forza del Master è anche la possibilità di utilizzare, a supporto dello svolgimento delle attività didattiche, i laboratori del Politecnico di Milano, tra cui la Galleria del Vento, il Laboratorio Modelli, il Laboratorio Allestimenti e il laboratorio SMaRT – Lecco Innovation Hub.

A completamento del percorso didattico è previsto uno stage di tre mesi in alcune delle più interessanti realtà professionali, fra cui studi di progettazione e cantieri nautici di primaria importanza come Francesco Paszkowski Design, STAND BY Mariana Radovich, Team for Design, Sireg H3O, Yankee Delta Studio Luca Dini Design, Feadship, Azimut-Bennetti, Rossi Navi, Sanlorenzo, Vismara Marine, Adria Sail.

Per l’edizione 2017 sono disponibili n. 4 esoneri parziali del 25% che verranno assegnate al miglior studente

  • laureato in Design;
  • laureato in Architettura;
  • laureato in Ingegneria;
  • iscritto ad una federazione nazionale di vela

Il termine ultimo per richiedere gli esoneri parziali è il giorno 18/11/2016 ore 13 (ora italiana), gli assegnatari degli esoneri parziali riceveranno comunicazione scritta dal Consorzio POLI.design entro il giorno 28/11/2016.

Per candidarsi è necessario presentare una richiesta scritta in forma libera all’indirizzo [email protected]

Regolamento disponibile qui http://polidesign.net/sites/default/files/Agevolazioni%20MYD.pdf

 Il Master, in lingua inglese, ha la durata di un anno. L’avvio è previsto per febbraio 2017.

I posti disponibili sono 30.

Per Informazioni si prega di contattare l’Ufficio Coordinamento Formazione  POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano:  Tel. (+39) 02 2399 5911; [email protected]

 

Press Contact

Ufficio Comunicazione POLI.design

Tel. (+39) 0223997201

[email protected]

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Borghi Europei del Gusto lungo i Percorsi della Fede: spiritualità e antichi sapori in Emilia Romagna

Luoghi e storie saranno presentati nel corso della rassegna “Borghi d’Europa”, in programma dal 1 al 4 dicembre nella Bassa Padovana e Bassa Veronese

FORLI’-CESENA – Antichi sapori rivivono lungo le strade su cui, nei secoli, sono passati pellegrini e viaggiatori spinti dalla ricerca di spiritualità.

Il progetto “I Percorsi della Fede”, ricco di avvincenti itinerari turistici a carattere culturale, si intreccia infatti con l’associazione internazionale Azione Borghi del Gusto, che ha sede a Padova, pronta ad avviare una serie di eventi specifici in Emilia-Romagna.
L’iniziativa emiliano-romagnola è patrocinata da UCSI ER (Unione Cattolica Stampa Italiana sezione Emilia Romagna): i santuari presi in esame sono l’Abbazia di Santa Maria del Monte di Cesena (FC), l’Eremo di Montepaolo di Dovadola (FC), il Santuario della Beata Vergine della Consolazione di Montovolo (BO), il Santuario di Bocca di Rio (BO) e il Santuario della Madonna di San Luca (BO).

Delegati e rappresentanti dell’Emilia Romagna per “I Percorsi della Fede” presenteranno i luoghi e i siti dal punto di vista storico, culturale e produttivo nel corso della rassegna informativa “Borghi d’Europa”, che si terrà nella Bassa Padovana e nella Bassa Veronese dal 1 al 4 dicembre prossimo.

Associazione Internazionale
Azione Borghi Europei del Gusto
L’Associazione Internazionale “Azione Borghi Europei del Gusto” è nata nel 2007 dalla collaborazione fra La Rotta dei Fenici, Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, e la rete di informazione “L’Italia del Gusto”, con lo scopo di valorizzare e promuovere la conoscenza, lo sviluppo e la diffusione delle culture locali in tutte le loro espressioni.
Il progetto intende unire e collegare borghi e territori europei poco conosciuti e valorizzati, per creare una rete di scambi culturali e istituzionali di ampio respiro.
In particolare, mira alla salvaguardia di quelle terre di cui normalmente non si parla nelle pagine dei giornali, dei territori e dei borghi meno conosciuti in Italia e in Europa.

Nel marzo del 2009 il progetto si è trasformato in “Associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto”, che fonda la sua operatività su una rete aperta alla partecipazione di enti locali (Comuni, Unioni di comuni, Comunità collinari, Consorzi) e associazioni che operano nelle comunità locali stesse, che si impegnano a incrociare e confrontare le proprie esperienze e le proprie politiche, ispirandosi ai principi dell’interculturalismo del Consiglio d’Europa.

Nel 2009 erano 30 i borghi e i territori italiani aderenti. In Europa, l’associazione è presente in 15 Stati. È organizzata per unità tematiche che sono chiamate “Azioni”: Azione Terre della Storia, Azione Aquositas (Terre d’Acqua), Azione Tavola di Budoia (terre di montagna), Azione Collinando (terre di collina), Azione I Binari del Gusto, Azione EuroVinum (Terre del Vino). Ogni Azione interessa un circuito di borghi e territori.

Ogni Azione è aperta alla partecipazione di tutte le Reti italiane ed europee che desiderano partecipare, per segnalare iniziative e progetti che l’Azione stessa provvederà a fare conoscere e a comunicare, mediante un’attività di ufficio stampa locale, regionale, nazionale e internazionale.

INFO:
Roberta Brunazzi
347 4160827
[email protected]

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Cosa sono e come scegliere correttamente un Power Bank

I Power Bank, conosciuti anche come Battery Pack, sono delle batterie ad alta capacità che possono essere collegate a smartphone, tablet e molti altri dispositivi, per ricaricare la batteria di quest’ultimi. Se in passato si era soliti portare una o più batterie di scorta con sé, adesso i Power Bank hanno sostituito questa sorta di “tradizione” ormai vetusta. I vantaggi di un Power Bank sono molteplici, a partire dalla sua universalità fino alle dimensioni sempre più compatte e maggiori capacità, che permettono di effettuare una o più ricariche di dispositivi diversi.
Il funzionamento del Power Bank è molto semplice: basta collegare, attraverso un cavetto con uscita micro usb, la batteria al device. In questo modo si ottiene una carica extra da poter utilizzare ogni volta che se ne ha la necessità, nelle giornate fuori casa. E quando anche la batteria supplementare avrà terminato la carica, sarà possibile ricaricarla alla presa di corrente per ottenere di nuovo il massimo della funzionalità. Un caricabatterie portatile che tutti dovremmo avere a portata di mano, soprattutto se utilizziamo molto lo smartphone sia per lavoro che per svago.
Di Power Bank ne esistono di vari tipi, alcuni posseggono 2 porte USB, in grado di caricare 2 device contemporaneamente, altri non badano alla forma, ma sono tutta sostanza e hanno capacità mostruose, tipo da 20.000 mAh, in grado di ricaricare addirittura un tablet o un 2-in-1, altri Power Bank invece si concentrano sullo stile e sul design elaborato, magari da abbinare al proprio smartphone. Esistono anche Power Bank “ecologici” con celle fotovoltaiche, che si ricaricano con l’energia solare, quindi sono strumenti quasi completamente indipendenti dalla presa di corrente da muro, ideali per luoghi come campeggi o spiagge.
Come detto, esistono tantissime tipologie di Power Bank, ma non tutti i prodotti sono uguali, dal momento che prima dell’acquisto è necessario analizzare vari parametri, come quello della capacità in mAh, il tempo di ricarica del Power Bank e molto altro ancora.  Quest’ultimo è forse uno dei fattori maggiormente considerati al momento dell’acquisto: normalmente più è grande la capacità della batteria di emergenza e più ore ci vorranno per ricaricarla. Un Power Bank medio-piccolo, necessita dalle 2 alle 5 ore per ricaricarsi, mentre per quelli più grandi si può arrivare anche a 20 ore, ma è possibile ricaricare uno smartphone anche più volte con la stessa carica. I migliori brand produttori di Power Bank sono Vultech, Sony, Kensigton, Verbatim.

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Le qualità del silicio organico

Il silicio è sicuramente un elemento che esiste in gran quantità sul globo terrestre, appunto la propria concentrazione dicono che sia del 27 %. Questo elemento è in grado di manifestarsi perfino nella forma organica, diventando indispensabile per stare al mondo. Per quanto vi sia questa notevole esistenza sul globo terrestre, il silicio non è risultante nella misura importante per dare forma universalmente le necessità di umanità e habitat. Questo perché dicono che sia radice di un graduale disperdimento con l’andare degli anni. Riscopriamo il silicio organico nella nostra struttura tissutale, vasale, delle ossa, delle ghiandole ed addirittura nel cervello dell’uomo. Questo fatto determina un effetto su qualsiasi organo del corpo e sulla propria opera. Mantenendo permanente il presente valore, il corpo (che in età adulta arriva a farne uso fino all’80 percento) dicono che sia fermo e con buona energia; non è intesa come una situazione inattesa la quale con l’inoltrarsi della propria età si è testimoni di 1 esaurimento che non è reversibile del silicio con esiti significativi sulle caratteristiche di qualità della vita delle persone. Pur trattandosi di un minerale esistente in natura e negli alimenti, non viene cambiato a organico da minerale, procedimento effettuato diversamente dai vegetali. In che modo farlo proprio dunque? Negli prodotti lo troviamo negli ortaggi e nei cereali tuttavia non viene assimilato nel caso che anteriormente non ha ricevuto una mutazione da parte di alcuni microrganismi, il cui prodotto finale è una sorta di gel altamente instabile. Esistono in commercio integratori di silicio che, purtroppo, non riescono a risolvere in modo proficuo la propria insufficienza. Logicamente in un trantran quotidiano è in grado di completare un minimo effetto tuttavia senza conseguire risultati pari ad un miracolo. La risposta relativa a questo dilemma pare che sia l’assunzione di silicio organico che viene assimilato maggiormente dall’organismo, rispetto al precedente, e viene utilizzato direttamente dal metabolismo.

Funzioni e benefici del silicio organico

Il silicio è determinante nella maggior parte delle azioni di biologia ed questo consente al presente minerale di possedere influenza diretta su tante funzionalità degli esseri viventi, per esempio nella fissazione del calcio (e di conseguenza ha un forte impatto sulla stabilità dello scheletro), nel metabolismo corporeo, nel processo di guarigione delle fratture ossee, nella tutela del sistema immunitario, non risulta tossico, non presenta con ogni probabilità effetti secondari, rende più veloce il procedimento di cicatrizzazione e a volte è visto come 1 cruciale antidolorifico, antinfiammatorio e analgesico. Pochi individui hanno capito che fra gli esiti buoni del silicio esiste una vicina relazione con la cute e il processo di invecchiamento; esattamente nel corso dei primi tentativi su questo elemento venne osservato un puro avanzamento di un caso di psoriasi in seguito ad averlo riposto a contatto la cute. Questo pone la pelle liscia e morbida, da migliore aspetto a le rughe, ostacola il diventare vecchi, è di stimolo a il procedimento di nuova generazione delle cellule. Circa il merito dell’invecchiamento delle cellule ne arretra l’avanzamento, diventando un appropriato aiuto nel caso di patologie neurologiche, sclerotiche, cardio-vascolari. Ne deriva che questo piccolo, grande elemento, è suggerito in molte situazioni ciononostante, sfortunatamente, continua ad risultare poco conosciuto.

L’alimentazione e l’elemento silicio

Ti abbiamo in precedenza segnalato della esistenza sel sopra detto minerale nei cereali inoltre prodotti dell’orto. Ciononostante un ulteriore aspetto oltremodo considerevole è in ugual modo la esistenza di vivande le quali danno produzione acido urico che degrada alla svelta il silicio esistente nel corpo. Ci riferiamo a latticini, salumi, zuccheri raffinati, carni. Si conviene che un possibile stile di mangiare potrebbe essere crudista, nel caso che risultasse una opzione poco agibile è considerato corretto stringere il contributo dei alimenti svantaggiosi inoltre fissare l’attenzione nella direzione di quelli pieni del silicio. La meta è visto come conservare una buona omeostasi nel nostro organismo scansando se attuabile la acidosi.

Che tipologia di silicio scegliere?

Il cliente può essere posto in una situazione difficile dato che il mondo del commercio presenta articoli mostrati come silicio organico eppure in questo modo non sembrano.
Si deve porre interesse al silicio vegetale il quale relativamente a quello organico dicono che sia di meno assimilabile (sembra il 3 per cento); ciò non significa che non siano validi come integratori, semplicemente hanno un effetto più labile e non bisogna mai eccedere nella posologia per evitare un sovraccarico a livello renale. La percentuale di assimilabilità del silicio organico è ben oltre il 70%. L’acquirente potrà riconoscere la diversa natura dei due prodotti badando al prezzo, economico per il vegetale. Un innovativo prodotto contenente silicio organico lo potete trovare in Silaqus, con artemisia aggiunta ed plasma marino metodo dr. Quinton. La artemisia appare come 1 pianta dalle diverse caratteristiche positive. Il bioplasma metodo dr. Quinton al contrario mostra novantadue oligoelementi presi per via diretta dalle profonde acque dell’ oceano e sottoposto ad un processo di sterilizzazione per poter essere tranquillamente ingeriti, importanti per la rivitalizzazione e la mineralizzazione dell’organismo. Venduto in una confezione da 1 litro, questo prodotto contiene tutti quegli elementi positivi per il ripristino e il mantenimento dello star bene del nostro corpo umano. Per un prezzo decisamente vantaggioso, sarà per voi possibile dare inizio immantinente ad avere attenzioni per voi stessi, consapevoli della validità di Silaqus. Collegato alla scatola avrete modo di ricevere perfino un piccolo libro con titolo “Guarire l’Artrosi e Ringiovanire l’Organismo“, efficace per fare fronte a questa forma patologica e Al contempo rafforzare le vostre strutture fisiologiche ostacolandone il decadimento.

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100 colori lana per infinite combinazioni cromatiche: Decobel presenta Ovis 1010

Montemurlo (PO), Ottobre 2016 – Moderne e raffinate tecniche di produzione ed antico sapere artigianale. Nascono così le lane Decobel, vera espressione del più autentico Made in Italy, tra le quali Ovis 1010, un raffinato unito lana frutto di un’attenta selezione dei filati più pregiati e di un alto livello delle lavorazioni. Grazie all’eccellente qualità che lo contraddistingue ed alla sua adattabilità e versatilità, Ovis 1010 è il tessuto ideale che, da solo o in coordinato con le altre preziose creazioni Decobel, è in grado di rispondere tanto alle esigenze dell’home living che a quelle del mondo contract-hotellerie.

Caratteristica fondamentale che rende Ovis 1010 un prodotto unico è l’ampia gamma di colori, che Decobel mette a completa disposizione del mondo trade e dell’end user, espressione di una filosofia volutamente customer oriented. Sono 100 infatti le nuances offerte, per una delle collezioni più ampie del settore. A partire dalle tenui tinte pastello, per continuare con eleganti tonalità grigie e beige, finendo con i caldi toni della terra, Decobel offre, proprio come in un’esclusiva luxury boutique, la possibilità di infinite soluzioni tailor made, che rendono il tessuto protagonista indiscusso dell’ambiente.

Grazie al prezioso strumento della cartella colore, inoltre, il cliente viene accompagnato in ogni passo ed invitato a creare libere combinazioni cromatiche, per arricchire di un tocco del tutto personale i propri spazi.

“Ovis 1010 è la risposta di Decobel alle necessità del mercato contemporaneo, che desidera essere stupito con soluzioni nuove, originali e funzionali, appositamente studiate per le proprie esigenze. Offrire una gamma di 100 colori significa dare al cliente la libertà di esprimere la propria personalità, accompagnato con professionalità e competenza in un mondo di possibilità che Decobel studia, progetta e realizza appositamente su misura” ha affermato Gabriele Guidoni, Art Director di Decobel.

DECOBEL S.r.l.
Via dell’Industria, 50/52
59013 Montemurlo (PO) Italia
[email protected]
T. 0573 55539
www.decobel.it

Press office Terzomillennium
[email protected]
[email protected]
T. 045 6050601
www.terzomillennium.net

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SHAREWOOD SU CROWDFUNDME.IT PER DIFFONDERE IN TUTTO IL MONDO LO STRUMENTO CHE RIVOLUZIONA IL TUO MODO DI VIVERE L’OUTDOOR

Milano- Inizia ora la campagna di finanziamento su crowdfundme, di Sharewood, startup italiana che in pochi mesi si è guadagnata l’attenzione di giganti dell’economia e di migliaia di persone che online hanno iniziato a mettere a disposizione la propria attrezzatura sportiva e a noleggiarla da altri membri della community per fare, ovunque ci si trovi, attività outdoor.

La piattaforma, semplice  e intuitiva consente di rimediare ai soliti problemi di spazio, peso, usura e costi, legati al trasporto di attrezzature e consente quindi con maggiore facilità di avere la libertà di muoversi ovunque, senza stress e senza eccessive preoccupazioni, potendo scegliere come sfruttare al meglio il proprio tempo libero, senza rinunciare a nulla.

Oggi grazie alla campagna di equity crowdfunding tutti possono essere partecipi di questo successo e investire le cifre più disparate in cambio di quote societarie.

Il mercato è pronto e in pieno sviluppo: il settore del noleggio dell’attrezzatura outdoor vale 25 miliardi, i praticanti crescono del 54% ogni anno, e quello della sharing economy in pochi anni si prevede che arrivi al valore di 270 miliardi.

Lo score che s’intende raggiungere è di 350.000 euro e tutti i dettagli per partecipare all’investimento sono disponibili sulla piattaforma online al link: http://www.crowdfundme.it/projects/sharewood/

“Il lavoro che abbiamo fatto fino ad ora ci ha portato a risultati concreti in brevissimo tempo, ora stiamo affrontando un percorso mirato di crescita e di internazionalizzazione con partner rilevantissimi di massima caratura, adesso puntiamo a diventare il più grande e capillare marketplace di qualità per il noleggio di attrezzatura outdoor” dichiara il CEO e Founder Piercarlo Mansueto

 

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Sharewood è il primo sito web in Europa che permette a chi possiede attrezzatura sportiva come tavole da surf, sci e bici, di scegliere un prezzo e condividerle con altre persone per vivere ovunque un’esperienza outdoor.  La startup ha sede in Italia e sarà presto disponibile in tutta Europa.
Fra i traguardi: Edison Pulse: vinti 65K, primi classificati nella categoria sharing economy;  Vertical VC: vinti 100K e il percorso di accelerazione in Finlandia presso Vertical Healt Accelerator; 1776 Challenge Cup: vittoria del round nazionale italiano; Wolves Summit: selezionati tra le 25 startup finaliste su 350 al “The Great Pitch” di Varsavia; Unicredit Start Lab: vinto il percorso di accelerazione presso Italian Brand Factory;  Bando Startup In Rete: vinti 15K dal Comune di Milano e il percorso di accelerazione presso FabriQ; ReTourism: vinto il percorso di accelerazione promosso da 3040ReGeneration e Alpitour; Share In Action: nomina come uno dei migliori 5 progetti nell’ambito della sharing economy

In questo momento Sharewood è impegnata nella fase di internazionalizzazione con un testing period in Finlandia e l’introduzione del sistema Sharewood in tutti i paesi del nord Europa. Seguiranno successivamente i restanti paesi Europei a cominciare dal Portogallo.

 

About CrowdFundMe

CrowdFundMe è un portale di equity crowdfunding che sostiene le startup innovative, supportando sia l’investitore sia l’imprenditore con tutti gli strumenti e le garanzie necessarie per favorire il successo dei progetti proposti. CrowdFundMe è lo strumento con il quale le startup possono raccogliere i capitali necessari per lo sviluppo del loro piano imprenditoriale.  Il portale è il primo ad implementare la modalità Clicca&Investi, ovvero la possibilità di investire qualsiasi cifrà in una startup direttamente dal portale. CrowdFundMe collabora con prestigiosi partner, tra i quali: Banco Popolare, WebSim e Polihub.

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Il mercato estero del serramento: una panoramica sulle tendenze

Nell’ambito dell’edilizia residenziale ogni Paese presenta chiare peculiarità e il settore del serramento non fa eccezione. Per affrontare gusti ed esigenze lontani da quelli italiani, bisogna tener presente le differenze culturali che influiscono sulla scelta finale. Pavanello Serramenti ha potuto sviluppare una profonda conoscenza di alcuni importanti mercati in cui esporta le sue finestre.

Dubai, Russia, Regno Unito, Francia, Stati Uniti: gli estimatori del Made in Italy si trovano ovunque, ma a volte i valori che lo contraddistinguono non sono sufficienti per suscitare il gradimento di chi è abituato a prodotti molto diversi sia dal punto di vista dei contenuti che da quello estetico.

Esplorando il mondo del serramento ci si imbatte in soluzioni che si discostano notevolmente da quelle adottate a livello nazionale. Nei Paesi anglosassoni, ad esempio, le finestre si aprono solitamente verso l’esterno, tanto che la definizione “finestra all’inglese” indica appunto un serramento che ha un verso d’apertura opposto rispetto allo standard in uso in Italia. Il vantaggio principale è rappresentato dall’aumento dello spazio disponibile all’interno degli immobili, a discapito però della precisione della chiusura – di conseguenza anche delle prestazioni – e ovviamente della pulizia della superficie esterna dei vetri, a meno che l’installazione non avvenga al piano terra.

Un’altra differenza che si riscontra in Paesi come Inghilterra e Stati Uniti, ma anche in Francia, è la prevalenza di prodotti con misure predefinite, al contrario delle ampie possibilità di personalizzazione proposte dai produttori italiani come Pavanello Serramenti. Una versatilità che è profondamente legata alla grande tradizione dei serramenti in legno che il nostro Paese può vantare, mentre l’utilizzo di altri materiali come l’alluminio, che invece viene preferito nei Paesi Arabi e in Cina, limita la libertà costruttiva e quindi anche l’armonia con gli interni e le facciate degli edifici.

Per questo all’estero l’offerta di aziende come Pavanello Serramenti è rivolta a una tipologia di clientela evoluta, in grado di apprezzare sia l’efficienza che il risultato visivo. Anche perché l’alluminio con cui vengono realizzati i serramenti in vendita in Medio ed Estremo Oriente, è generalmente costituito da un blocco unico, non è l’alluminio a taglio termico che in virtù delle sue proprietà isolanti viene utilizzato per produrre serramenti di qualità.

Ciò nonostante in alcuni Paesi in cui l’industria edilizia si è sviluppata solo in tempi relativamente recenti, persiste il pregiudizio che in un clima torrido come può essere quello di Dubai, i serramenti in alluminio siano più indicati di quelli in legno, poiché quest’ultimo materiale viene associato ad altre latitudini, senza considerare che ha un’elevata resistenza agli sbalzi termici, confermata dal suo utilizzo nelle saune.

In materia di riduzione degli sprechi energetici, un obiettivo che secondo i canoni della Comunità Europea un serramento efficiente è tenuto a raggiungere, è interessante osservare che in Russia, invece di ritenerlo un aspetto fondamentale – viste le rigide temperature degli inverni locali – viene trascurato in quanto i combustibili impiegati per riscaldare le abitazioni hanno costi decisamente vantaggiosi.

Tuttavia il fascino che esercitano le eccellenze italiane ha permesso a Pavanello di ottenere commesse alquanto prestigiose, nel caso di una dimora russa particolarmente lussuosa il valore della fornitura ha addirittura superato il milione di euro.

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CHOICE HOTELS INTRODUCE ASCEND HOTEL COLLECTION IN TURCHIA

CHOICE HOTELS INTRODUCE ASCEND HOTEL COLLECTION IN TURCHIA

Accordo firmato per iniziare lo sviluppo con tre hotel

 

Roma, 05 ottobre 2016. Choice Hotels International Inc., una delle più grandicompagnie al mondo, conosciuta per i marchi Comfort, Quality, Clarion, ha annunciato che sta portando il suo marchio esclusivo Ascend Hotel Collection anche in Turchia.

La catena alberghiera ha stipulato un accordo per iniziare con lo sviluppo di tre proprietà Ascend Hotel Collection in Turchia con Sevkon Gayrimenkul A.Ş., una delle più grandi società di sviluppo immobiliare a Smirne, in Turchia, che oltre alla sua esperienza residenziale e commerciale, si sta espandendo nei settori di new design e di lifestyle per hotel e resort.

Il primo boutique hotel si trova ad Alacati Beach, posizionata ad un’ora di auto da Smirne considerata una delle tre spiagge più importanti al mondo per il windsurf. Le 128 camere dell’hotel si affacceranno sulla baia di Alacati sul Mar Egeo e gli ospiti avranno accesso a una delle spiagge preferite sia dai turisti turchi provenienti da Istanbul e da Smirne, sia dai turisti internazionali. Altri servizi e caratteristiche dell’hotel comprenderanno una piscina all’aperto, una palestra, un bagno turco e un ristorante di mare italiano nonché un ristorante à la carte.

Altri alberghi sono stati definiti ad Ayvalik, sull’isola di Cunda, una città di mare sulla costa nord occidentale del Mar Egeo a nord di Smirne ed a Mazi, un’area a sud di Bodrum in cui si stanno sviluppando nuovi resort prossimi all’apertura. Proprio due hotel apriranno qui nel corso dei prossimi tre anni.

Le strutture ricettive Ascend Hotel Collection sono hotel distintivi e indipendenti che si trovano nelle principali destinazioni di viaggio d’affari e di piacere. Offrono agli ospiti un’esperienza esclusiva in boutique hotel con un servizio superiore, sostenuti da uno dei più grandi franchisor nel mondo dell’ospitalità. Choice ha aperto la strada al concetto di soft brand con il lancio dell’ Ascend Hotel Collection nel 2008 e attualmente ha più di 160 hotel in destinazioni chiave di viaggio d’affari e di piacere come New York, Miami, Napa Valley, Sydney, Stoccolma, Nizza, Edimburgo e Dublino.

Nuri Sevil, Manager Partner di Sevkon, dichiara: “Siamo davvero fieri di lavorare con Choice Hotels e di essere i primi ad introdurre l’Ascend Hotel Collection in Turchia. Crediamo che questo soft brand ci dia tanto la libertà necessaria per gestire con successo i nostri boutique hotel quanto il beneficio del supporto, del sistema di riconoscimento e distribuzione del marchio che offre Choice.”

Choice e Sevkon hanno stipulato una partnership strategica per lo sviluppo di altri hotel nelle destinazioni di vacanza e di città in tutta la Turchia.

Georg Schlegel, Managing Director, Choice Hotels Central Europe, ha aggiunto: “Siamo molto lieti che Nuri Sevil, sia individualmente che con Sevkon, svilupperà il marchio Ascend Hotel Collection con noi in Turchia. Crediamo che il nostro esclusivo marchio sia molto adatto e appropriato per molti boutique hotel di alta qualità esistenti in Turchia e puntiamo a sviluppare rapidamente la nostra presenza”.

L’attuale portfolio turco di Choice comprende tre Clarion Hotel a Istanbul ed uno che si trova nella città meridionale turca di Kahramanmaraş, nota come Maraş. A Istanbul il Clarion Hotel Golden Horn si affaccia sullo stretto del Bosforo e si trova sulle rive del Corno d’Oro; il Clarion Hotel Istanbul Mahmutbey è vicino all’aeroporto internazionale di Ataturk, ed è la prima struttura di Choice in Turchia. Il Clarion Hotel & Suites Istanbul Sisli, si trova nel principale centro commerciale della città. Un altro Clarion Hotel è in fase di sviluppo a Bakirköy, Istanbul.

Recentemente Choice Hotels ha annunciato la firma di un accordo di sviluppo per introdurre e sviluppare tre dei più importanti marchi di Choice, Clarion, Comfort e Quality, negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, che prevede il lancio di circa 25 hotel e 8.000 camere d’albergo per il portfolio di Choice negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita entro il 2021.

FINE

 

Choice Hotels

Choice Hotels International, Inc. (NYSE: CHH) è uno dei più grandi gruppi alberghieri al mondo. Con oltre 6.400 alberghi in franchising e 500.000 camere in più di 40 paesi. Al 30 giugno 2016, ben 673 hotel erano in fase di realizzazione. I marchi Ascend Hotel Collection®, Cambria® hotels & suites, Comfort Inn®, Comfort Suites®, Sleep Inn®, Quality®, Clarion®, MainStay Suites®, Suburban Extended Stay Hotel®, Econo Lodge®, Rodeway Inn® e Vacation Rentals by Choice Hotels™ offrono una varietà di scelta tale da soddisfare le esigenze di ogni tipologia di ospite. Con più di 28 milioni di membri, il nostro programma fedeltà Choice Privileges® valorizza ogni viaggio intrapreso dai nostri ospiti con benefici immediati, premi per esperienze eccezionali ogni giorno, a partire dal momento stesso dell’ iscrizione. Tutti gli alberghi e gli appartamenti in affitto sono di proprietà e gestione indipendente. Per ulteriori informazioni visitate i nostri siti www.choicehotels.it e www.choicehotels.com.

© 2016. Choice Hotels International, Inc. Tutti i diritti riservati.

 

Per ulteriori informazioni:

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Alessandro Tosti

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Ufficio stampa Choice Hotels c/o IMAGINE Communication                                                                

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Lucilla De Luca [email protected]

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Isolamento sismico: intervento di ristrutturazione alle fondamenta

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  • 13 Ottobre 2016

L’Italia è un paese il cui rischio sismico e idrogeologico è alto, mentre l’80% delle abitazioni – nonostante la normativa vigente – non è adeguatamente strutturata per sopportare eventi naturali e sismici catastrofici. Parte della mancanza è dovuta anche alla disinformazione. Non tutti sanno che esistono metodi per mettere in sicurezza anche gli edifici esistenti grazie al cosiddetto “isolamento sismico”. Persino la Capitale che è sempre stata considerata al sicuro da eventi sismici gravi, in realtà versa in uno stato idrogeologico molto rischioso anche per via delle numerose cavità sotterranee che la rendono maggiormente sensibile anche ad eventi naturali all’apparenza privi di conseguenze disastrose. Per questo motivo, è bene valutare l’opportunità di una stima della sicurezza del proprio stabile e la necessità di far svolgere la ristrutturazione appartamenti Roma a ditte specializzate, certificate e tecnicamente aggiornate sui più innovativi sistemi di messa in sicurezza degli stabili.

Interventi alle fondazioni

Prima di effettuare qualsiasi intervento occorre svolgere un’analisi approfondita del terreno e del sottosuolo sul quale si erige lo stabile. La conoscenza del sottosuolo e delle strutture di fondazione sono le basi per capire il comportamento sismico dello stabile. L’analisi prevede anche la conoscenza della storia di precedenti interventi o modifiche nel tempo sia di carattere geologico che antropico (scavi, costruzioni adiacenti, variazioni di falde, deviazioni di tubature e simili). A coadiuvare l’analisi ci sono, inoltre, le prove penetro metriche (carotaggi), monitoraggio di piezometri per lo studio delle acque sotterranee,l’interazione terreno/fondamenta/struttura. Il risultato dell’analisi consente di provare la vulnerabilità della fondazione e permette di individuare i possibili interventi di ristrutturazione.

In caso di intervento alle fondazioni si dovrà ottenere la massima uniformità dell’appoggio privilegiando interventi di ampliamento della base fondale con sotto-murazione piuttosto che ricorrere a pali di piccolo diametro o altre soluzioni tecniche di consolidamento localizzato. La sotto-murazione rende l’edificio maggiormente in grado di resistere a un evento naturale catastrofico e contenerne i danni. Le normative tecniche italiane per le costruzioni in zone sismiche prevedono l’adozione del cosiddetto isolamento della base dell’edificio dal terreno. Sostanzialmente si tratta di riuscire a porre dei cuscinetti o “ammortizzatori” tra il terreno di appoggio e l’edificio per aumentare la dinamicità o elasticità dell’edificio impedendone il crollo. Un approccio rivoluzionario e, apparentemente contrario alla logica, ma che permette allo stabile di oscillare, di piegarsi, ma non di spezzarsi o crollare. L’intervento di isolamento sismico degli edifici esistenti è un brevetto italiano sviluppato dal centro di ricerca ENEA in collaborazione con il Politecnico di Torino. Questo intervento ha, però, dei costi molto importanti.

La tecnica di isolamento sismico negli edifici esistenti

La tecnologia per l’adeguamento sismico degli edifici esistenti consiste nella realizzazione di una piattaforma isolante sotto il piano di posa delle fondazioni, separando l’edificio dal terreno. Le operazioni prevedono l’inserimento a spinta di tubi orizzontali di grosso diametro al di sotto del piano di fondazione dell’edificio stesso. I dispositivi di isolamento sismico vengono poi piazzati in corrispondenza della porzione orizzontale della sezione del diametro andando a creare due mezzi tubi che possono scorrere l’uno sull’altro. Il mezzo tubo superiore sarà solidale al terreno su cui fonda l’edificio esistente mentre il mezzo tubo inferiore si muoverà con la base stratigrafica del suolo. l’obiettivo è creare una discontinuità tra le fondazioni ed il sottosuolo. Nelle fasi di intervento si dovrà separare il terreno circostante con trincee verticali di minima ampiezza, sufficienti solo a consentire gli spostamenti previsti dalle oscillazioni degli isolatori sismici. Questa tecnica non richiede di effettuare interventi di altra natura sull’edificio e sugli apparati murari storici, né tantomeno di modificare le caratteristiche architettoniche dell’edificio o del complesso monumentale su cui è stato fatto l’intervento. Il risultato che si riesce ad ottenere però, è tale da garantire l’incolumità del patrimonio architettonico e decorativo. Si tratta di una tecnologia fortemente consigliata in un Paese come l’Italia ricco di monumenti storici dove hanno sede anche istituzioni pubbliche e scuole. L’investimento è impegnativo, ma i risultati sul lungo termine creano un vantaggio maggiore. L’isolamento sismico è una tecnica ben nota e adottata all’estero e che sta iniziando ad essere implementata anche in Italia sulle nuove costruzioni, ma che non si era ancora ipotizzata in modo esecutivo per gli edifici esistenti i cui primi tentativi sono stati posti in essere sugli edifici storici dell’Aquila e se ne stanno valutando di simili per intervenire contro le maree a Venezia. ormai, l’adeguamento sismico e la messa in sicurezza degli edifici è una priorità inderogabile per l’Italia.

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SkyAccounting: al via la campagna di equity crowdfunding su starsup.it

Grande successo al Convegno Nazionale dei Giovani Dottori Commercialisti per la presentazione della campagna di crowdfunding, che partirà il prossimo 31 ottobre.

La Spezia, 11 ottobre 2016 – Ideale per grandi aziende e per startup, SkyAccounting è l’innovativo software gestionale cloud che rivoluziona il rapporto tra cliente e commercialista. Sulla stessa piattaforma la condivisione dati è effettuata in maniera automatica, garantendo un grande risparmio di tempo per tutti: per il cliente, che potrà visualizzare l’effettiva situazione aziendale imposte comprese, in qualsiasi momento anche da mobile; per il commercialista, che azzererà per sempre l’inserimento manuale dei documenti contabili e potrà concentrare la propria attività soprattutto sulla consulenza. Risparmio di tempo ma non solo: con SkyAccounting è possibile ridurre fino alll’80% anche i costi di gestione dello studio.

Dietro questo software, in grado di interpretare automaticamente le fatture, c’è Skymeeting SpA, la prima PMI innovativa italiana a lanciare una campagna di equity crowdfunding nel settore del software per aziende e commercialisti.

L’equity crowdfunding è una particolare modalità di finanziamento che permette di raccogliere risorse finanziare in cambio di quote azionarie. I sottoscrittori della campagna, al via il prossimo 31 ottobre, potranno beneficiare di numerosi vantaggi, come l’accesso gratuito ai servizi di SkyAccounting per un controvalore pari all’80% dell’investimento.

Sono davvero poche le PMI innovative ad aver attivato una raccolta in equity crowdfunding. In particolare, Skymeeting SpA è la prima lanciare una campagna di questo tipo nel nel settore digitale” spiega Matteo Piras, presidente di StarsUp Srl, il portale online che ospiterà l’iniziativa.

Un metodo di promozione inedito e innovativo, proprio come il software: “SkyAccounting è un sistema gestionale che si basa su paradigmi nuovi ed assolutamente in linea con la mutata situazione socio economica del nostro paese – afferma Dino Sanguinetti, presidente di Skymeeting SpA -. Questo innovativo modello di business permetterà alla nostra azienda di consolidare e implementare la propria posizione come leader dei servizi di contabilità online”.

In attesa della partenza della campagna, SkyAccounting ha ottenuto ottimi riscontri nel corso della sua presentazione ufficiale, avvenuta durante il Convegno Nazionale UNGDCEC di Arezzo. Per l’occasione è stato annunciato il lancio di due webinar gratuiti, in cui verranno illustrate nel dettaglio tutte le principali funzionalità della piattaforma. Per iscriversi ai webinar e per ulteriori informazioni, visitare il sito
http://crowdfunding.skyaccounting.net/ 

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IL PARADISE RESORT & SPA SBARCA A NEW YORK

IL PARADISE RESORT & SPA SBARCA A NEW YORK

Il resort di San Teodoro in Sardegna in prima linea per il turismo internazionale

 

Roma, ottobre 2016. Mosca, Kiev, Ginevra, Londra, Cannes, sono solo alcune delle tappe internazionali che vedranno protagonista nei prossimi mesi il Paradise Resort & Spa di San Teodoro, in Sardegna, con iniziative speciali, volte a far conoscere questa destinazione ai diversi mercati turistici del mondo.

Dopo una stagione positiva, quella che si conclude il 14 ottobre, il Paradise Resort & Spa già nel corso dell’estate ha dato il via ad un processo di rinnovamento, con l’obiettivo di offrire al turismo internazionale un prodotto 5 stelle con servizi di livello, in una destinazione tanto apprezzata ma ancora poco conosciuta all’estero.

Incontri con operatori, appuntamenti dedicati nelle fiere di settore, eventi speciali che saranno ospitati nei ristoranti omonimi Piccola Cucina – dai quali prende spunto il ristorante gourmet Piccola Cucina del Paradise Resort & Spa – apprezzati all’estero per la tipicità italiana: sono alcune delle iniziative che vedranno il resort in prima linea nella mappa delle attività turistiche nel mondo.

Proprio qui a New York, al Piccola Cucina, si riuniranno a fine ottobre i principali operatori turistici di alto livello, interessati a conoscere questa realtà e la destinazione con tutte le novità in programma.

“Stiamo lavorando intensamente da alcuni mesi per migliorare la qualità dei servizi e incrementare il turismo nazionale ed internazionale in una destinazione tanto amata come la Sardegna” – ha dichiarato Luca Cagliero, che dalla scorsa primavera è alla guida del Paradise Resort & Spa come General Manager. “L’obiettivo è far conoscere ed incrementare il turismo in questa splendida destinazione, che tanto ha da offrire, per la nota bellezza del mare, ma anche per la sua natura, la storia, i tanti luoghi ricchi di cultura e tradizioni e le attività disponibili, dal mare alla montagna.”

Dopo la realizzazione del centro benessere e fitness, appena ultimato, e del nuovo Sunrise Bar realizzato con eleganti arredi Roda, il Paradise Resort & Spa, continuerà con i lavori di restyling per presentarsi con una nuova veste nel 2017.

111 camere e suite immerse in un parco naturale di 3 ettari, nell’Area Marina Protetta di Tavolara, 2 piscine con solarium, la spiaggia privata attrezzata a Lu Impostu, conosciuta per la sua fine sabbia bianca e il colore cristallino dell’acqua dal fondale basso, i 2 ristoranti Verandah e Piccola Cucina, il Sunrise Bar, il nuovo centro benessere e fitness con sale trattamenti, sauna, bagno turco, docce emozionali, cascata di ghiaccio e private spa, fitness targato Technogym, saloni e terrazze, servizi per bambini e attività sportive nelle vicinanze, rendono il Paradise Resort & Spa la destinazione ideale per un soggiorno di relax o per visitare la Sardegna, grazie alla sua posizione a soli 20km dall’aeroporto di Olbia Costa Smeralda, proprio di fronte al mare con lo sfondo dell’isola di Tavolara e il Monte Nieddu alle spalle, meta degli amanti delle escursioni in montagna tra cascate e antiche vie dei carbonari, nonché la possibilità di scoprire le zone note e meno note dell’isola a breve distanza.

 

Per eventuali informazioni: Paradise Resort & SPA – Loc. Lu Impostu – San Teodoro, 08020 San Teodoro (OT) – Tel.0784.1908000 – fax 0784.1908001 [email protected]   www.paradiseresortsardegna.com

Ufficio Stampa: IMAGINE COMMUNICATION, Via della Giuliana 58 – 00136 Roma – www.imaginecommunication.eu

Lucilla De Luca [email protected] cell. 335.5839843 – tel. 06.39750290

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Cosa differenzia il tatuaggio per capelli da quello classico

Molto spesso succede che i non addetti ai lavori e coloro che si avvicinano al mondo della tricopigmentazione per la prima volta, possano confondersi tra la tricopigmentazione e il classico tatuaggio decorativo. La tricopigmentazione può essere infatti pensata come un “tatuaggio per capelli”e se tuttavia vi sono analogie con il tattoo classico, è bene ricordare soprattutto le differenze, utili a chi vorrebbe sottoporsi ad un trattamento di tricopigmentazione del cuoio capelluto.
Quella dei capelli tatuati, è una pratica che consente di ridisegnare attraverso tecniche di tatuaggio parte della capigliatura, le sopracciglia e la barba in quelle persone, uomini e donne, che soffrono di caduta temporanea o definitiva dei capelli, per alopecia cicatriziale o androgenetica (la comune calvizie maschile) o per patologie come l’alopecia areata a chiazze, totale o universale. Si tratta di un’alternativa all’uso di parrucche e di una soluzione alternativa o complementare all’autotrapianto per infoltire i capelli Trattandosi di una tecnica di camouflage non serve a curare la patologia ma a mascherare in maniera cosmetica il difetto estetico.
Il classico tatuaggio invece, è una tecnica di decorazione del corpo che esiste da millenni in tutte le culture e porta con se un significato ben preciso (religioso, sociale, estetico, ecc.) a seconda del contesto. Nella sua forma più diffusa, questa tecnica consiste nell’incidere il derma ritardandone la cicatrizzazione con sostanze specifiche.
Per affinità la tricopigmentazione è molto simile al tatuaggio ma si differenzia per tecniche, strumenti e durata e tipologia del pigmento. Nella Tricopigmentazione, i pigmenti, vengono depositati nel derma superficiale, mentre nel tatuaggio nel derma profondo. I pigmenti utilizzati per la Tricopigmentazione possiedono caratteristiche chimiche che limitano la durata nel tempo e sono appositamente studiati per essere inoculati nel cuoio capelluto; quelli tatuaggio sono definitivi e non sono adatti nella maniera più assoluta alla tricopigmentazione. Infine i macchinari e gli aghi da tricopigmentazione sono differenti da quelli del tatuaggio. In particolare, rispetto a quello da tatuaggio decorativo l’ago è più sottile, penetra in uno strato più superficiale del derma e rilascia una quantità controllata di pigmento. Il “disegno” deve risultare micro-preciso e mantenere le sue caratteristiche inalterate nel tempo.

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Auto usate a Bologna: Per Bocars di Citroen ce n’è a sufficienza

Dalla Francia la casa costruttrice Citroen negli ultimi anni si è impegnata anche per salvaguardare l’ambiente, infatti due anni fa ha prodotto la C-Zero, dotata di motore elettrico privo di emissioni nocive. Questa auto ha una buona abitabilità ed in città (il suo terreno ideale) grazie al suo scatto niente male, si muove agile e silenziosa (il rischio è di non essere sentiti da pedoni e ciclisti) con una discreta l’autonomia. Nella sua versione Séduction si ha tutto quello che serve, spiccano comunque tra tutti gli accessori,  il climatizzatore semiautomatico e la radio cd con lettore di musica mp3 ed essendo passati due anni dalla sua commercializzazione, si può tentare di ricercarla in commercio presso i rivenditori di auto usate per risparmiare qualcosa, rispetto al prezzo di listino, potrà accontentare anche l’utente maggiormente esigenze e sarà in grado di percorrere ancora molti chilometri.
Un’altra auto reperibile tra l’usato delle rivendite, è la  C1, sempre di questa casa francese,  allungata di 3 centimetri nella sua ultima versione, rispetto a quelle precedenti, con modelli  a 3 o a 5 porte, in competizione con la Toyota Aygo e la Peugeot 108. In viaggio, su strada, si notano subito le sue sospensioni e la barra antirollio di sezione consistente che promettono un comportamento in curva più rigoroso, senza sacrificare l’agilità nel traffico cittadino.

Tra i professionisti della vendita di auto usate a Bologna, si possono trovare in commercio diverse occasioni per  Citroen C3,  tondeggiante e luminosa nella sua ultima produzione, si presenta lineare ed allo stesso tempo accattivante, anche per il suo motore grintoso, oltre ad essere poco impegnativa durante la guida in città, grazie alla buona visibilità ed un elevato grado di sicurezza in curva, risulta anche comoda  nei viaggi di medio lungo raggio.
Bella da impazzire, dalle forme moderne e completamente personalizzabile è la  Citroen DS3 che da quando è entrata sul mercato ha conosciuto un  alto gradimento da parte degli automobilisti. In città è agile, adatta anche ai viaggi, dà il massimo sulle strade con tante curve, infatti in questa tipologia di percorsi,  mette in luce il suo buon assetto e la vivacità del motore. Tra le versioni che si possono trovare presso il parco usato dei commercianti, si evidenziano per l’equilibrio la 1.6 e-HDi da 92 CV, anche se per questa tipologia di auto sono più adatti i motori 1.6 e-HDi da 114 CV o 1.6 THP a benzina, perchè spingono forte e sono silenziosi.   Questa auto è stata realizzata anche nella versione cabrio, che può far scorrere la sua capote in 16 secondi, anche in movimento, fino ad una velocità di marcia di ben 120 km/h, un deflettore sopra il parabrezza devia i flussi d’aria quando si viaggia “open air” e risulta dotata indubbiamente di originalità,  sicuramente esaltata dai suoi fanali posteriori a led. La versione con il 1.2 VTi e la 1.6 e-HDi, in allestimento So Chic, sono quelle che più si adattano allo spirito della vettura.
Bocars di Bologna, evidenzia che tra le auto usate vi è anche la C4, aggressiva nell’aspetto, capiente nell’abitacolo, stupisce sempre con gadget e dotazioni importanti, mentre le sospensioni e lo sterzo sono ben tarati ed anche nella guida brillante le curve si “pennellano” bene e se si escludono i motori sotto i 100 cavalli, lo sprint non è male, allora si può mettere in evidenza fra le diesel, il 1.6 e-HDi che automaticamente spegne il motore in coda, e in frenata recupera energia per ricaricare la batteria.

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Legno, Arte e Careghe: un percorso tra natura, antichi saperi e vecchi mestieri

Come si lavora il legno, si impagliano le sedie e si scolpisce un volto? Il Centro Consorzi propone una serata di presentazione delle attività didattiche della Scuola d’Arte “A.Murer”, della Scuola del Legno e un affascinante viaggio alla riscoperta di un antico sapere oramai dimenticato, “il seggiolaio”  grazie ad un testimone d’eccezione, ancora attivo nel nostro territorio bellunese.

Comunicato Stampa del 09/10/2016 – Il Centro Consorzi presenterà il 13 ottobre 2016 l’attività didattica 2016/2017 della Scuola del Legno, un percorso iniziato a metà settembre di formazione triennale a qualifica professionale per Operatore del Legno, aperto a tutti i giovani che hanno concluso la Scuola Secondaria di I° Grado (Scuola Media). Attraverso lezioni didattiche, ore di laboratorio e stage i ragazzi riescono a apprendere le principali tecniche di lavorazione del legno oltre a operare in autonomia su macchinari da falegnameria e macchine CNC, sviluppando così la manualità e la creatività.

 

Anche la Scuola d’Arte e Scultura “A.Murer”, scuola intitolata al grande artista falcadino che è stato il “padre” di tutta una generazione di artisti bellunesi, presenterà la sua attività didattica 2016/2017 dedicata agli adulti. Un fitto programma che già prevede tre appuntamenti.

Per fine ottobre 2016 si propone un Corso di “intaglio del Legno” di 40 ore tenuto dal docente Moreno De Biasi, un corso che si rivolge a tutti gli amanti del legno e anche a coloro che fino ad ora non si sono mai cimentati in questa nobile lavorazione. Si potranno apprendere le tecniche di intaglio, affilatura e della conoscenza del legno e degli stili.

Già aperte le iscrizioni per la IX Edizione del Corso di “Scultura su legno e volti lignei nella tradizione popolare”. La docenza del corso è affidata allo Scultore bellunese Beppino Lorenzet, che già collabora con il Centro Consorzi nell’attività con i giovani della “SCUOLA DEL LEGNO”, e dalla pittrice Sara Andrich.

Il corso si propone di far conoscere ai partecipanti le tecniche base per la scultura e l’intaglio su legno. Le lezioni sono prevalentemente di tipo pratico-esperienziale. Il corso si terrà nei mesi di dicembre/gennaio 2017 presso la sede del Centro Consorzi a Sedico.

Come terza proposta, per febbraio/marzo 2017 si propone il corso di “anatomia del volto” tenuto dalla docente Sara Andrich, artista bellunese: “Riuscire a rappresentare il volto umano, sia nel disegno che nel modellato, è da sempre ricerca, aspirazione ed istinto di tutti noi”. Il corso ha la finalità di fornire ai partecipanti un insieme di elementi tecnici di base per il disegno, il modellato e la scultura, specifici per riuscire ad analizzare e a realizzare tridimensionalmente un volto umano.

Infine verrà presentato il Corso di scultura tenuto dal docente Raul Barattin per febbraio 2017 che avrà come filo conduttore il corpo umano, ripercorrendo e andando ad arricchire le basi dei corsi precedenti relativi all’Anatomia umana.

Questo è un corso avanzato, perciò è richiesta una certa familiarità con la scultura.

Proprio durante la serata, il Centro Consorzi ha il piacere di ospitare un ospite d’eccezione: Enrico Stalliviere, il maestro feltrino, ultimo rappresentante di una generazione di seggiolai e impagliatori, che presenterà la storia della fabbricazione della sedia e proporrà il corso di Caregheta. Enrico, autore del libro “Storie di conze e gaburi” è stato insignito del titolo di “Testimone della cultura popolare” per la sua capacità di trasmettere valori e tradizioni perdute del nostro territorio.

Questo il ricco programma della serata proposta dal Centro Consorzi. Un ottimo momento per conoscere quali opportunità il Centro offre sia ad adulti che a ragazzi in età scolare.

Ingresso libero – per informazioni Tel. 0437 851311 – [email protected] – Possibilità di prenotazione del posto – solo 80 posti disponibili – rsvp

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Quale pavimentazione scegliere per il bagno?

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  • 13 Ottobre 2016

Essendo uno degli ambienti più frequentati ed “intimi” della casa, il bagno di tanto in tanto potrebbe aver bisogno di un aggiustamento, di una ritoccatina o, se il bilancio familiare lo consente, anche di una ristrutturazione, magari aggiungendovi o cambiando qualche particolare che col passare del tempo non ci piaceva più di tanto. In effetti, un’ottima motivazione per renderlo ancora più comodo o accogliente. Uno dei primi e più importanti elementi che si potrebbero modificare è il pavimento. Prima di procedere con i lavori e poter fare quindi una ristrutturazione bagno Roma, città nella quale si trovano diversi abili professionisti in questo settore, bisogna scegliere bene i materiali da utilizzare, in particolare tipologia e colori più adatti per questo tipo di ambiente.

 

Detto che il bagno è un luogo molto frequentato ed umido, dobbiamo tener presente questi due fattori, in quanto si avrà bisogno di una pavimentazione e quindi di piastrelle resistenti all’usura da un lato e che tendano ad assorbire poca acqua dall’altro. Un’usura dovuta ai molti passaggi effettuati  dalle persone e, al tempo stesso, dal frequente utilizzo di prodotti per la pulizia. E questo porta anche al fattore “igiene”, molto importante in questo tipo di ambiente. Dunque, le piastrelle dovranno essere lavabili facilmente con diversi tipi di detergenti. Di conseguenza, il materiale prescelto dovrà essere resistente, poco o per nulla assorbente e di facile pulizia. La scelta potrebbe ricadere quindi su diverse tipologie: dalla pietra naturale alla ceramica, dal gres fino al cotto, con queste ultime dal costo economico inferiore. Negli ultimi tempi tuttavia, una certa diffusione ha avuto anche il parquet: un materiale “caldo”, esteticamente bello, che con particolari trattamenti si può adattare anche in bagno.
Una volta individuato il materiale più idoneo, bisogna scegliere la forma ed il colore della pavimentazione e quindi delle piastrelle, magari da abbinare anche ai sanitari. In genere, essendo un locale piccolo, la tonalità scelta dovrebbe essere chiara così da ampliare almeno visivamente lo spazio percepito. L’aggiunta poi di uno specchio grande potrebbe rendere ancor più ampia questa percezione. Il colore chiaro inoltre tende anche a rendere più luminoso l’ambiente. Poi si può optare per l’impiego di un’unica oppure per più tonalità abbinate. Per quanto riguarda le forme delle piastrelle, ve ne sono diverse tra cui scegliere: dalle mattonelle classiche di vari formati alle grandi lastre. Esteticamente suggestivo ed elegante sarebbe poi l’uso di un bel mosaico. Una soluzione che se da un lato avrebbe costi superiori rispetto ad altri stili, tuttavia renderebbe quest’ambiente ancora più caldo e accogliente.      

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Un tour all’insegna del verde: i parchi della Capitale

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  • 13 Ottobre 2016

La città di Roma è una delle mete preferite dai turisti di tutto il mondo, che affascinati dalla magnificenza della cultura dell’antica Roma popolano gli hotel Roma per delle vacanze all’insegna della cultura e di tutte le attrazioni che può offrire la capitale.

Roma non è però solo monumenti, infatti per chi ama il verde la capitale offre la possibilità di fare grandi passeggiate e respirare aria aperta nei suoi numerosi e grandi parchi, conosciuti in tutto il mondo.

I  parchi più belli della capitale

Tutti i turisti che vogliono fare un giro per i parchi della capitale hanno solo l’imbarazzo della scelta e possono  quindi scegliere il parco più vicino alla zona dove hanno pernottato.

Villa Borghese

Senza dubbio il più importante parco della capitale, situato nella zona dei Parioli, nei pressi del Pincio, presenta al suo interno delle ampie zone di verde con giardini in stile italiano e la presenza di numerose fontane antiche, alcune  usate come decorazione, mentre in altre è possibile dissetarsi durante il jogging.

All’interno di Villa Borghese si trovano anche numerosi edifici antichi e la Galleria Borghese, che espone opere dei più grandi artisti italiani, come Michelangelo e Raffaello.

Villa Ada

Situata in zona Salario, questa villa presenta diverse zone di verde con boschi e giardini in stile inglese ed è conosciuta soprattutto per i concerti di grandi artisti che vengono fatti durante l’estate.

All’interno di Villa Ada sono presenti numerosi edifici di interesse storico e anche un bunker, che fu fatto costruire durante il periodo della seconda guerra mondiale.

Parco della Caffarella

Il Parco della Caffarella si trova sull’Appia Antica, ed attualmente è considerato tra le aree verdi più  grandi della capitale con ben 132 ettari di verde dove è possibile fare passeggiate e giri in bicicletta.

All’interno del Parco della Cafarella è possibile trovare oltre a monumenti storici come il Colombario costantiniano e il Ninfeo di Egefria, diversi casali antichi che risalgono al Medioevo,  tra questi il più famoso è il Casale della Vacareccia.

Parco Savello

Il Parco Savello e i Giardini degli Aranci si trovano nella zona dell’Aventino e presentano al loro interno un magnifico giardino, che regala una vista mozzafiato su alcuni punti della capitale come il Circo Massimo e il Quartiere Trastevere.

Il nome di Giardino degli Aranci è dato dalla presenza di numerosi e caratteristiche piante di aranci amari e  presenta una struttura simmetrica con un viale, che è stato dedicato all’attore Nino Manfredi dopo la sua morte nel 2004.

 

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Storia e curiosità sul Cimitero Acattolico di Roma

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  • 13 Ottobre 2016

Situato nei pressi di Porta San Paolo, alle spalle della Piramide Cestia, il Cimitero Acattolico rappresenta uno dei luoghi di sepoltura più suggestivi dell’intera Capitale. Adibito ad ultima dimora per coloro che non erano di fede cattolica, considerato che le leggi ecclesiastiche romane non permettevano a questi (protestanti, ortodossi ed ebrei) di essere sepolti in terra consacrata, questo luogo accoglie i resti di italiani e stranieri, personaggi celebri e meno celebri, da ben 300 anni.
Non molto conosciuto da romani e turisti italiani, tuttavia è discretamente visitato da quelli stranieri per la bellezza del luogo, l’originalità artistica di alcune tombe e per essere dimora definitiva di alcuni personaggi famosi. Facilmente raggiungibile dal centro della città ed anche dai diversi hotel Stazione Termini, inizialmente presso il cimitero acattolico cominciarono ad essere sepolti, grazie ad una concessione dell’allora Papa Clemente XI°, alcuni cittadini inglesi della corte degli Stuart in esilio a Roma. In seguito furono seppelliti qui anche altre persone di diversa nazionalità e fede religiosa. Famose e molto visitate sono le tombe di diversi scrittori. Tra questi, un italiano illustre è Carlo Emilio Gadda, romanziere di origine lombarda noto per la varietà e l’originalità del linguaggio usato nei suoi scritti e in particolare nei romanzi appunto. Tra gli stranieri spiccano John Keats, celebre poeta britannico esponente del Romanticismo, deceduto giovanissimo a soli 26 anni a Roma nel 1821 e il cui epitaffio sulla tomba recita amaramente: “Qui giace uno il cui nome è stato scritto sull’acqua”. Poco distante si trova la tomba di un altro poeta inglese, Percy Shelley, anch’egli morto giovanissimo all’età di 30 anni ed esponente come Keats del romanticismo europeo, autore di liriche suggestive e poemi originali e alquanto visionari. La moglie di Percy, tra l’altro, è quella Mary Shelley autrice del celebre “Frankenstein”. Tra le diverse tombe di questo cimitero, spiccano per la loro bellezza quella di William Wetmore Story, scultore di origine stratunitense che creò “L’Angelo del dolore” in onore della moglie defunta e accanto alla quale giace, e quella di Thomas Jefferson Page, esploratore statunitense, la cui ultima dimora è costituita da una bellissima scultura che mostra una statuta, un sarcofago, un obelisco e due colonne. Altri “ospiti” illustri di questo luogo di sepoltura sono il politico e filosofo Antonio Gramsci, tra i fondatori del partito comunista italiano, morto nel 1937, dopo essere stato rinchiuso per diversi anni nelle terribili carceri fasciste; e lo scienziato Bruno Pontecorvo, fisico di fama mondiale e tra i membri del gruppo di giovani pionieri italiani nel settore dell’energia nucleare, guidati dal premio Nobel Enrico Fermi negli anni ’30.         

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Come aiutare un cane smarrito

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  • 13 Ottobre 2016

Può capitare quando si fa una passeggiata o una semplice uscita di imbattersi in cani dispersi o smarriti, per la strada oppure in qualche parco. Alcune persone continuano per la loro strada incuranti, altre invece, per fortuna, si fermano ad aiutare il povero animale in difficoltà. Una volta che ci si è accorti e accertati dell’assenza del loro proprietario, come ci si deve comportare in situazioni simili? Quali sono i comportamenti più appropriati e adatti da tenere quando incrociamo dei cani smarriti che vagano senza meta e alla ricerca del loro proprietario?
Innanzitutto, agiamo con prudenza, in quanto il cane potrebbe essere spaventato e timoroso, di conseguenza potrebbe scappar via da noi. E, nel caso ci si trovasse nei pressi di una strada, questo potrebbe essere pericoloso sia per lui che per eventuali automobili o scooter. Una delle prime cose da fare è controllare gli spostamenti del cane, avvicinarsi a lui in maniera tranquilla e magari cercare di accarezzarlo per infondergli fiducia e calma. Se vicini ad una strada, è bene spostarsi verso un luogo più sicuro : magari un’area verde o un parco, anche offrendogli un pò di cibo per attirarlo. Una volta situati in una zona tranquilla e conquistata la fiducia del cane, possiamo controllare, con la debita accortezza, se ha un collare con una medaglietta identificativa (così da poter contattare immediatamente il suo proprietario) oppure è tatuato all’interno dell’orecchio o della coscia. In caso negativo, bisogna chiamare i vigili urbani oppure le guardie zoofile, mentre se l’animale presentasse delle ferite dobbiamo contattare l’Asl, i cui veterinari sono tenuti ad essere reperibili 24h su 24. In tale situazione è bene non fornirgli acqua o cibo e, se si evidenziassero dei traumi o fratture, bisogna appoggiarlo su una superficie rigida (una tavola di legno o metallo o simili), per evitare un peggioramento delle sue condizioni. Se l’animale si dovesse trovare invece in anfratti, cunicoli o comunque in situazioni particolari, si può richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco. Una volta consegnato a chi di competenza (addetto al canile chiamato dai vigili urbani o veterinario dell’Asl), si potrebbe, nei giorni successivi, creare ed affiggere dei volantini nella zona del ritrovamento, con indicazioni sulle caratteristiche del cane e i contatti di chi ha preso in consegna il cane. La medesima procedura si potrebbe effettuare sul web, pubblicando degli annunci sui siti che trattano di smarrimento animali. Una volta condotto al canile, trascorso un certo periodo di tempo e se il proprietario non si è presentato, il cane diventa adottabile.

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Paolo Bonolis affida la realizzazione della sua web TV ad un azienda dell’avellinese.

 

In questi giorni si è svolto a Roma l’evento TENNIS & FRIENDS per promuovere la salute attraverso lo sport e soprattutto l’importanza della prevenzione delle malattie tiroidee e metaboliche.

All’evento era presente anche la SDL2005 srl la quale svolgeva i suoi casting per la selezione dei prossimi concorrenti di “Avanti un altro” il programma tv di Paolo Bonolis.

La SDL ha colto anche l’occasione per presentare il nuovo portale e la sua web tv, presenti alla presentazione personaggi illustri come Paolo Bonolis e sua moglie Sonia Bruganelli, Claudia Ruggeri e tanti altri.

Il sito in questione è SDL.TV il quale è una vera e propria tv via web, che permette di accedere a video inediti, backstage, clip e casting di Avanti un Altro, Ciao Darwin e tutte le trasmissioni principalmente condotte da Paolo Bonolis e Luca Laurenti.

Paolo Bonolis lo definisce: “SDLTV la tv per tutti e di tutti”

Lo stesso Bonolis ha affidato la realizzazione della web tv alla MAC srl, azienda dell’avellinese specializzata nella gestione di servizi IT e WEB.

Dopo che la MAC si è aggiudicata la realizzazione del portale SDL.TV, parla il dott. Gianluca Rotondi CEO dell’azienda: “Un emozione e una gratificazione unica per un’azienda come la nostra che negli anni, con non pochi sacrifici, è riuscita, pur partendo da una piccola realtà come quella di Avellino, a farsi strada e a farsi conoscere in Italia. Ringrazio Paolo per averci preferito, la nostra promessa è che metteremo in campo tutto il nostro know-how per portare SDLTV, ancora più in alto, a conoscenza di tutti”

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Nascita ed evoluzione delle memorie flash

La memoria Flash si inserisce nel vasto mondo delle memorie a semiconduttore nella  classe delle memorie non-volatili e riprogrammabili. Il termine  non-volatile sta ad indicare la capacità di una memoria a  mantenere l’informazione in essa immagazzinata anche in assenza della tensione di alimentazione per un tempo indefinitamente lungo. La riprogrammabilità indica invece la possibilità di modificare il contenuto informativo delle celle di memoria. A far parte di questa classe troviamo anche le memorie EPROM (Eraseble Programmable Read Only Memory) e le EEPROM (Elettricaly Erasable PROM). Per capire perché il mercato delle memorie Flash abbia di gran lunga sorpassato per quantità quello delle memorie sorelle EEPROM e EPROM è necessario spendere qualche parola sulle loro differenze strutturali e funzionali. Per quanto riguarda la programmazione, le tre memorie si basano pressoché sullo stesso principio in quanto sfruttano il concetto di floating-gate, che verrà esposto nel successivo paragrafo; ma la caratteristica che distingue le tre memorie è legata all’operazione di cancellazione. La memoria EPROM viene cancellata rimuovendo il chip dal sistema nel quale è inserito e sottoponendolo a radiazione ultravioletta. Per quanto riguarda le memorie EEPROM, questa viene cancellata per via elettrica; il grosso vantaggio legato a tale tecnica è che l’operazione avviene on-chip ovvero non è necessario estrarre il chip dal circuito nel quale è inserito.
La limitazione delle EEPROM risiede però nell’utilizzare due transistor per ogni bit di informazione memorizzato, uno di selezione e l’altro di conservazione.  La FLASH, invece, a differenza delle EEPROM necessita di un unico transistor per ogni bit di informazione, in quanto non presenta il transistor di selezione. Il vantaggio offerto dalla FLASH consiste quindi in un aumento della capacità della memoria per unità di area, nonostante che l’assenza del transistor di selezione abbia reso impossibile la cancellazione selettiva di un unico bit o di una parola. Per alleggerire questa limitazione si realizzano flash memory, organizzate in settori logici, permettendo così la cancellazione di singoli blocchi di memoria tramite l’applicazione di tensioni elevate al substrato oppure al source comune.  Si comprende quindi come le memorie Flash vengano adottate in quei sistemi in cui sia richiesta non-volatilità, bassi costi, alto grado di integrazione e come l’informazione non necessiti di frequenti aggiornamenti.  I campi di applicazione che negli ultimi anni si sono sviluppati per le memorie Flash sono numerosi; per fare qualche esempio basta citare le fotocamere digitali che necessitano di una memoria in grado di immagazzinare grandi quantità di dati, in sistemi logici principalmente microprocessori, per immagazzinare codici di identificazione o per la realizzazione di  smart card.

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6 jeans da uomo adatti per il tuo fisico

Ha una storia e una filosofia chilometrica alle spalle, è il fil rouge che unisce più generazioni. Ha vestito tuo nonno, tuo padre e ora veste anche te. Corri verso il tuo armadio e apri le ante: stai certo di trovare tanti di quei modelli di jeans che non sapevi di avere. Ma sono quelli giusti per te e quelli che meglio si adattano al tuo fisico? Ogni capo di abbigliamento deve essere come una seconda pelle ma i jeans ancora di più. Vediamo insieme, allora, dei brevi consigli di stile che ti suggeriscono come scegliere il jeans giusto per farti spendere poco. Se sei magro puoi acquistarne uno in denim chiaro, con tasca America; se hai qualche chiletto in più opta per uno dalla tinta più scura con tasca normale.

Se hai le spalle larghe e bacino stretto il consiglio è quello di rinunciare ai modelli stretch a favore di un jeans dal taglio morbido per bilanciare le proporzioni.

Hai qualche problemino in fatto di altezza? No problem, Clayton ti offre più soluzioni: jeans a vita alta, lavaggi sia chiari che scuri. Attento ai risvoltini: ti faranno sembrare ancora più basso. Osa pure se sei alto: jeans chiari, skinny e con cavallo basso sono i benvenuti.

Schiarisciti le idee e guarda l’intera collezione di jeans Clayton. Osserva i particolari e acquista spendendo poco grazie ai saldi al 70%. Inoltre puoi avere la spedizione gratuita con un ordine minimo di € 49,00. Cosa aspetti: acquista ora il jeans che fa per te!

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Global Power Gaetano Zoccatelli Riforma Tariffe Rete Bolletta Luce

Dal 1 gennaio 2016 è entrata in vigore la riforma delle tariffe di rete per le utenze residenziali, introdotta dalla direttiva europea 27/2012 sull’efficienza energetica e resa possibile dalla Delibera 582/2015/R/EEL dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) in attuazione di quanto previsto dall’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 102/2014. Il punto di Global Power, azienda presieduta da Gaetano Zoccatelli e fornitore leader di aziende, Enti e Amministrazioni Pubbliche italiane

land area in Europe the night

Gradualmente, nell’arco di tre anni, si dovrà superare l’attuale struttura progressiva delle tariffe di rete e per gli oneri generali di sistema, in cui il costo unitario del kWh cresce all’aumentare dello scaglione di consumo di riferimento. Una volta a regime, a partire dal 1 gennaio 2018, la tariffa di rete (i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica) e la tariffa per gli oneri di sistema (i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico), che attualmente rappresentano oltre il 40% della bolletta, saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo.

L’utente, quindi, pagherà in modo equo per i servizi che utilizza e per l’energia che effettivamente consuma. Il provvedimento interesserà circa 30 milioni di utenti elettrici residenti, indipendentemente dal fatto che abbiano scelto il regime di maggior tutela o il mercato libero. Resterà invariata, invece, la tariffazione per i non residenti.

I possibili effetti negativi che potrebbero colpire le famiglie in difficoltà a seguito della riforma verranno annullati dal bonus sociale di sconto, che l’Autorità ha già comunicato di voler aumentare dal 20% al 35%, ampliando anche la platea di chi ne ha diritto.

Japan Osaka night panorama

Con il superamento del vecchio sistema di scaglioni a costi differenziati anche le bollette risulteranno semplificate e più trasparenti.La riforma, inoltre, intende sostenere la diffusione di comportamenti all’insegna del risparmio energetico promuovendo l’impiego di apparecchiature elettriche come pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione, che potrebbero sostituire altre fonti energetiche molto meno rinnovabili (ad es., gas o gpl), generando un possibile ulteriore risparmio complessivo. Fino ad oggi, invece, l’utilizzo di queste apparecchiature, che richiedono consumi maggiori ed aumenti della potenza installata, è stato penalizzato proprio degli eccessivi costi legati alla tariffazione progressiva.

FONTE: Global Power

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Chiantishire addio? Ora gli inglesi vogliono il mare italiano

Gli inglesi, si sa, amano l’Italia e ormai da decenni i paperoni made in UK hanno fatto del nostro Paese una delle mete più ambite per comprare casa. Il primo amore è stato la Toscana, dove hanno preso casa o passato le ferie personaggi come Sting e Tony Blair, ma secondo un’indagine condotta da Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it) e LuxuryEstate.com (http://www.luxuryestate.com), i siti leader del settore, negli ultimi tempi qualcosa sta cambiando e, complice anche l’assottigliarsi dell’offerta fra le colline del Chianti, gli acquirenti britannici guardano con sempre maggiore attenzione al mare italiano.

L’indagine ha preso in esame le richieste provenienti dal Regno Unito e legate ad immobili di lusso italiani; nell’ ultimo anno non solo il numero complessivo delle richieste è notevolmente cresciuto (+15%), ma sono cambiati sia le destinazioni prescelte sia, con esse, i budget messi a disposizione.

Fino al 2015 le richieste che avevano come oggetto immobili nel Chianti rappresentavano il 30% di quelle fatte dai cittadini britannici, ma nel primo semestre del 2016 sono diventate il 14% del totale. Non è mutato invece il budget che gli inglesi intendono spendere per comprare una casa di lusso nella campagna Toscana; era, ed è, di circa 2,1 milioni di euro.

In media, però, se i cittadini britannici che cercano immobili di lusso in Italia si orientano su un budget di 3,4 milioni di euro (+9,7% anno su anno), sono disposti a spendere cifre notevolmente maggiori se l’immobile si trova nelle località di mare più note. L’analisi ha evidenziato come, nel caso in cui la casa dei desideri si trovi a Taormina, Portofino o Capri, la spesa preventivata oscilli fra i 6 ed i 10 milioni di  euro.

Nell’immaginario britannico, probabilmente, l’Italia è soprattutto grandi paesaggi e mare cristallino, ma non si disdegnano nemmeno gli acquisti nelle città anche se, in quel caso, i budget si riducono; è risultato dall’analisi che se puntano ad un immobile di lusso a Roma, Firenze o Milano (una delle mete con la maggiore crescita di interesse, forse anche per l’effetto lungo dell’ EXPO),  i sudditi di Elisabetta II  vogliono spendere  una cifra compresa fra i 2 ed i 3 milioni di euro.

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