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Trasporto su strada: cosa cambia a livello europeo

Dopo mesi di contrattazione e incontri il Consiglio Europeo ha finalmente approvato un’ampia riforma per il settore del trasporto su strada, meglio nota come “pacchetto sulla mobilità”

 

Che cosa cambia per il trasporto su strada

Finalmente è stato raggiunto un accordo. Grazie al voto di questi giorni il Consiglio Europeo ha preso una posizione in merito al miglioramento delle condizioni di lavoro degli autotrasportatori.

Le nuove norme  miglioreranno le condizioni di lavoro dei conducenti e regoleranno l’accesso alla professione di autotrasportatore. Tra le novità introdotte, anche nuove norme per l’accesso al mercato del trasporto su strada.

Tra le introduzioni previste, una novità relativa alle tempistiche di lavoro. Vengono infatti definite le ore massime di lavoro e di riposo minime per i conducenti. Altro importante passo in avanti: viene introdotto l’obbligo della tracciatura per il posizionamento dei veicoli mediante dispositivi speciali, i tachigrafi intelligenti.

 

L’iter di introduzione delle nuove norme

Dopo l’approvazione in prima lettura del Consiglio Europeo un lungo iter attende il pacchetto mobilità per il trasporto su strada. Il Parlamento Europeo dovrà adottare in seconda lettura gli atti giuridici prima che questi vengano pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale e vedere così entrare in vigore i regolamenti nei 20 giorni successivi. Le norme contenute nel regolamento saranno applicabili solo 18 mesi dopo l’entrata in vigore degli atti giuridici.

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Emergenza Covid-19, aumento dei rifiuti (civici) e limitazioni alle piattaforme ecologiche

I SERVIZI DI RACCOLTA RIFIUTI PROSEGUONO SENZA SOSTA MENTRE PRENDE AVVIO LA SANIFICAZIONE DELLE STRADE. LA “BERGAMELLI ECOLOGIA E STRADE”, ATTIVA IN 9 COMUNI DELLA VALLE SERIANA RINGRAZIA I PROPRI DIPENDENTI E RACCOMANDA LA MASSIMA ATTENZIONE NELLE CASE.

La raccolta rifiuti e la nettezza urbana sono servizi fondamentali che in questo periodo di assoluta emergenza sanitaria, richiedono ancora maggiore attenzione e devono garantire il rispetto delle nuove norme e regole dettate dal Governo e da Regione Lombardia per ostacolare la diffusione del contagio.

Sul territorio della provincia di Bergamo, tra cui i comuni della Valle Seriana, tragicamente colpiti dall’emergenza Covid 19, facendo fronte alle problematiche di tale emergenza, è stato garantito e adeguato il servizio di raccolta rifiuti e nettezza urbana secondo le direttive impartite dagli enti, integrando con la massima priorità il servizio di sanificazione delle strade.

La “Bergamelli ecologia e strade” (cooperando con altre realtà pubbliche e private) opera nei comuni della Serio Servizi Comunali (Alzano Lombardo, Nembro, Pradalunga e Ranica) oltre che nei comuni di Selvino, Villa di Serio, Vertova, Seriate, Gorle, Torre Boldone, Gazzaniga, Cazzano S. Andrea, Brembate, Brignano. La raccolta di rifiuti ospedalieri e/o urbani è inoltre garantita per le Rsa di Nembro, Alzano Lombardo, Torre Boldone e Gorle.

Un impegno che si è intensificato principalmente per garantire la salute dei dipendenti e quindi di tutti i cittadini, nonché il rispetto delle disposizioni di Governo e Regione Lombardia e le precauzioni intraprese dai singoli Comuni sulle attività di raccolta rifiuti, spazzamento strade e gestione delle piattaforme ecologiche con chiusura totale/parziale per evitare assembramenti. Inoltre, la “Bergamelli ecologia e strade” è riuscita a garantire anche quei servizi che prima del lockdown erano onorevolmente svolti da gruppi di volontari impossibilitati a proseguire la loro opera a causa della situazione straordinaria che stiamo vivendo. Parametrando i primi dati della raccolta rifiuti, si è riscontrato che nonostante la maggior parte delle attività siano chiuse, le quantità complessive risultano mediamente invariate. Ciò significa un importante aumento dei rifiuti (civici) raccolti porta a porta. A tal proposito si raccomanda ai cittadini il rispetto delle prescrizioni per contrastare l’emergenza Covid-19, in particolare quella di gettare nella raccolta indifferenziata, usando un doppio o triplo sacco, tutti i rifiuti che sono stati contagiati.

Le aree pubbliche vengono pulite e sanificate con appositi prodotti eco-compatibili specifici per strade, piazze e marciapiedi. La sanificazione viene eseguita due volte a settimana, in alcuni Comuni anche 3, mentre l’uso dei soffiatori per smuovere foglie e polvere dalle aree più difficoltose è stato bloccato per evitare possibili implementazioni della diffusione del virus.

Sforzo ulteriore è quello svolto, infine, per le residenze sanitarie per anziani, strutture al centro dell’attenzione per la fragilità dei propri ospiti. All’interno di queste realtà i rifiuti da gestire sono notevolmente aumentati rispetto alla fase precedente l’emergenza poiché è incrementato l’utilizzo dei dispositivi di protezione degli operatori sanitari in servizio. In questo caso, per garantire la massima sicurezza sanitaria, tutti i rifiuti raccolti nelle Rsa vengono portati direttamente al termodistruttore.

“Stiamo affrontando questo momento di emergenza con il massimo impegno per garantire un servizio che sia in grado di contribuire al superamento di questa situazione di emergenza” – sottolinea Massimiliano Bergamelli, alla guida dell’impresa insieme ai fratelli Manuel e Matteo – “Lo sforzo che il personale dell’azienda sta compiendo è straordinario e porta con sé una pressione psicologica e un senso di responsabilità eccezionali. Proprio grazie all’impegno costante dei nostri dipendenti, abbiamo svolto i servizi in modo continuativo riuscendo ad essere parte attiva nell’affrontare questa emergenza con regole così stringenti, mai viste prima”.

L’impegno profuso al fine di minimizzare i rischi sul territorio si riflette anche sull’attenzione per gli operatori che agiscono in assoluta sicurezza attraverso la fornitura di tutti i DPI necessari. Ogni dipendente-operatore ha a disposizione mascherine, guanti e tute usa e getta, oltre all’aggiornamento continuo secondo le direttive degli enti competenti.

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Coronavirus: tutto quello che sappiamo del virus ad oggi

CoronaVirus, quali sono i sintomi?

I pazienti che hanno contratto il virus hanno avuto febbre, mancanza di respiro e tosse.

Il virus può anche causare polmonite, un’infezione che infiamma le sacche d’aria nei polmoni e può causarne il riempimento con liquido o pus. I cittadini anziani tendono ad essere più spesso colpiti dal virus rispetto ai giovani.

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Da quando il virus è scoppiato a dicembre dello scorso anno, ha infettato migliaia di persone in tutta la Cina. Sono stati segnalati casi anche in dozzine di altri paesi, tra cui la Germania.

 

Cosa sappiamo del virus?

Di recente gli esperti hanno decodificato la sequenza genica del coronavirus, nota anche come 2019-nCoV. I coronavirus furono scoperti per la prima volta negli anni ’60 e il loro nome deriva dalla loro forma a corona o aureola. I virus di questo tipo non sono di per sé letali. A volte, portano anche a disturbi gastrointestinali e in particolare alla diarrea.
Ma i coronavirus, che sono virus dell’RNA, sono anche estremamente adattabili e geneticamente diversi. Ciò significa che possono facilmente diffondersi e infettare specie diverse. Mentre alcuni coronavirus possono causare il raffreddore comune, altri possono svilupparsi in malattie più gravi che portano a difficoltà respiratorie, polmonite e persino morte.

Nel 2002 e nel 2003, ad esempio, l’aggressivo coronavirus SARS-CoV ha provocato un’epidemia in 30 paesi. In tutto il mondo, oltre 8.000 persone sono state infettate dal virus, circa 1.000 sono morte. E nel 2012, la sindrome respiratoria del Medio Oriente Coronavirus (MERS-CoV) è stata scoperta nella penisola arabica.

 

Cosa si può fare per fermare l’epidemia?

La Cina ha messo in sicurezza la zona più colpita del paese – che ospita circa 50 milioni di persone – nel tentativo di fermare la diffusione.

Gli aeroporti di tutto il mondo – e in particolare in Cina – hanno introdotto controlli sulla febbre per i passeggeri che viaggiano dalla Cina. Molte compagnie aeree hanno iniziato a interrompere i voli verso le aree colpite.

L’Organizzazione mondiale della sanità sta valutando se dichiarare l’epidemia un’emergenza sanitaria pubblica internazionale, il che potrebbe comportare ulteriori restrizioni per i viaggi internazionali.

Come sempre, è consigliabile praticare una buona igiene e cautela, ad esempio evitando lo stretto contatto con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute, o animali selvatici o bestiame, vivi o morti. Le persone dovrebbero lavarsi le mani regolarmente, soprattutto dopo essere state a diretto contatto con una persona infetta.
Che impatto ha avuto sull’economia?

Le preoccupazioni per il virus hanno fatto crollare i mercati azionari asiatici. La memoria del danno economico causato dall’epidemia di SARS tra il 2002 e il 2003 è ancora fresca, con le persone preoccupate per l’impatto sull’industria del turismo e dei viaggi e per le limitazioni alla spesa dei consumatori.

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Riapertura rapida, graduale e selettiva delle attività economiche

COMUNICATO DEGLI ORDINI E DEI COLLEGI PROFESSIONALI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

Siamo consapevoli che, purtroppo, l’emergenza COVID‐19 ha portato il nostro Paese ad affrontare una tragedia sanitaria di dimensioni immani e che stiamo attraversando un delicatissimo momento, forse il più difficile presentatosi dalla Seconda guerra mondiale ad oggi.

In un momento tanto faticoso per l’Italia, per la Lombardia e, in particolare, per Bergamo, gli Ordini e i Collegi Professionali di Bergamo firmatari della presente intendono, in primo luogo, porgere il più sentito ringraziamento al personale medico, ai professionisti sanitari e ai farmacisti per lo sforzo costante e instancabile profuso nella gestione quotidiana dell’emergenza che ci sta investendo.

E’ di tutta evidenza che la salute di ciascun cittadino debba avere primaria considerazione, al di là di ogni e qualsiasi altra tematica od osservazione, ma è altrettanto palese che siamo tutti rivolti in modo coeso a cercare di rispettare le misure utili e opportune al fine di raggiungere tale obiettivo.

E’ ormai manifesto a tutti che la Regione Lombarda, in generale, e Bergamo, in particolare, sono le zone a oggi più colpite dall’emergenza, e che, purtroppo, si sono trovate a vivere una tragedia senza precedenti, assistendo, impotenti, alla perdita di un numero immane di vite umane.

In tale contesto, noi Liberi Professionisti stiamo cercando di dare il nostro fondamentale contributo, sia come cittadini, sia con le nostre competenze e peculiarità, compiendo ogni sforzo possibile, con enorme sacrificio, per affiancare sia gli imprenditori, sia i lavoratori, in un momento che anche a livello economico manifesta ampi segnali di sofferenza.

Il nostro operato si sostanzia, altresì, nel manifestare proposte concrete al Governo, in modo da suggerire strumenti utili da proporre alle Aziende per affrontare e superare nel miglior modo possibile il presente e il futuro, che è alle porte, e che necessita di una oculata gestione sin da subito, per evitare danni di dimensioni ancora più ingenti rispetto a quanto sinora evidenziatosi.

Ovviamente il nostro costante supporto viene garantito sia agli imprenditori sia ai lavoratori, con un sostegno da un lato professionale e dall’altro umano, che passa anche dalla condivisione di una generale e innegabile fortissima preoccupazione per il possibile collasso del nostro sistema economico, nel momento in cui non fosse più in grado di reggere un lockdown prolungato.

E’ in virtù delle considerazioni sinora esposte che gli Ordini e i Collegi Professionali di Bergamo, firmatari della presente, auspicano una riapertura rapida, graduale e selettiva delle attività produttive, con il massimo rispetto delle norme di sicurezza e in collaborazione con l’ATS di Bergamo affinché vengano forniti alle aziende gli strumenti e i dispositivi di protezione necessari, in quanto palesemente necessaria per poter far ripartire il nostro tessuto produttivo quanto prima.

E’ del tutto chiaro che la ripartenza dovrà essere ordinata, con assoluta garanzia della totale sicurezza dei lavoratori e di ciascun cittadino, ma è altrettanto evidente la necessità impellente di fare quanto assolutamente indispensabile, al fine di evitare un collasso irreversibile del nostro sistema economico e sociale. A tal fine potrebbe essere una soluzione adeguata l’apertura contingentata delle aziende e delle imprese commerciali, con la previsione del necessario distanziamento sociale e con la costante e stringente attuazione delle precauzioni sanitarie.

Riaprire le imprese in totale sicurezza è l’unica via per evitare che l’emergenza sanitaria, che ci siamo trovati a vivere, trasformi un momento di crisi in una depressione irreversibile del sistema economico e sociale.

Purtroppo, la prosecuzione dell’attuale situazione e la mancata realizzazione di una riapertura in tempi brevi non potrà che portare a conseguenze economicamente e socialmente devastanti, con ripercussioni evidenti su tutti i cittadini.

ORDINI E COLLEGI PROFESSIONALI DELLA PROVINCIA DI BERGAMO FIRMATARI:

  •  Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo
  •  Ordine dei Consulenti del Lavoro di Bergamo
  •  Collegio dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Bergamo
  •  Collegio Provinciale Geometri e Geometri Laureati di Bergamo
  •  Consiglio Notarile di Bergamo
  •  Ordine dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati di Bergamo
  •  Ordine della professione Ostetrica Interprovinciale di Bergamo Cremona Lodi Milano Monza

    Brianza

  •  Ordine Provinciale dei Chimici e dei Fisici di Bergamo
  •  Ordine Provinciale dei Farmacisti di Bergamo
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Emergenza coronavirus. Banco bpm e Fondazione Creberg erogano 230.000 euro per la cura, l’assistenza, la ricerca, la ripartenza economica

A fronte della situazione di emergenza sanitaria in corso nei nostri territori, Banco BPM e Fondazione Credito Bergamasco hanno disposto contributi complessivi di 230.000 euro in favore di istituzioni e associazioni, bergamasche e bresciane, impegnate in prima linea.

Il programma di interventi prevede significativi contributi liberali, alcuni già erogati, altri in corso di rapida erogazione:

  • all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, all’Ospedale Bolognini di Seriate, agli Spedali Civili di Brescia, alla Fondazione Poliambulanza di Brescia, per acquisto di materiali e/o per forniture e/o per prestazioni in relazione alle attività di cura;
  • alla Associazione Diakonia di Bergamo a sostegno della iniziativa “Abitare la cura”;
  • all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Bergamo per l’acquisto di DPI (Dispositivi di Protezione) per il personale infermieristico (Progetto OPI BG “Insieme ce la possiamo fare“);
  • alla Fondazione CARISMA di Bergamo a supporto delle attività di cura e di assistenza (residenziale e domiciliare) delle persone anziane e/o di persone ammalate;
  • all’ Istituto Angelo Custode di Bergamo a sostegno delle attività di cura e di assistenza residenziale di persone affette da disabilità;
  • al Fondo di Mutuo Soccorso istituito dal Comune di Bergamo, per sostenere la ripresa ed il rilancio delle attività produttive e commerciali della Città di Bergamo;
  • alla Fondazione Ricerca Ospedale Maggiore di Bergamo a supporto alla ricerca medica e scientifica.

Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

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La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”

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Eni risponde all’emergenza Coronavirus, l’AD Claudio Descalzi: il bilancio è solido

“Misure per difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo”: a fronte degli effetti legati all’emergenza Coronavirus, Eni revisiona le attività programmate per il 2020 e 2021, come spiega l’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi, AD Eni

Eni, revisioni attività programmate per il 2020-2021: le considerazioni dell’AD Claudio Descalzi

“Mettiamo in campo questi interventi con l’obiettivo di difendere la solidità del nostro bilancio e del dividendo, preservando al contempo i più alti standard di sicurezza sul lavoro”: è l’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi a spiegare le misure decise da Eni in merito al piano di attività per il 2020-2021 presentato al mercato il 18 marzo scorso. La forte riduzione dei prezzi delle commodity e i vincoli oggi prevedibili derivati dalla pandemia di COVID-19 hanno indotto il Gruppo a una revisione. Nel 2020 Eni ridurrà i capex di circa 2 miliardi di euro, pari al 25% del totale previsto a budget e gli opex di circa 400 milioni di euro. Per il 2021 si prevede invece una riduzione dei capex di circa 2,5 – 3 miliardi di euro, pari al 30-35% di quanto previsto per lo stesso anno a piano. Come specifica il Gruppo guidato da Claudio Descalzi in una nota, a subirne gli effetti saranno soprattutto le attività upstream e in particolare quelle relative all’ottimizzazione della produzione e ai nuovi progetti di sviluppo il cui avvio era previsto a breve. Se il contesto tornasse favorevole, Eni intende riavviare tempestivamente l’attività e con essa il recupero della produzione correlata. Per effetto di questa manovra e dello scenario particolarmente depresso, la produzione nel 2020 è prevista tra 1,8 e 1,84 milioni di barili di olio equivalente al giorno, rimanendo invariata l’anno successivo.

Emergenza Coronavirus, l’AD di Eni Claudio Descalzi acquista 29.300 azioni

“Siamo una compagnia molto solida dal punto di vista finanziario e con ottime prospettive di crescita e creazione di valore sotto il profilo industriale” ha sottolineato l’AD Claudio Descalzi commentando nei giorni scorsi l’acquisto di 29.300 azioni di Eni S.p.A. per un valore di circa 200.000 euro. “Abbiamo attraversato altri momenti di crisi e siamo riusciti a trasformarli in occasioni per diventare sempre più efficienti. Lo faremo anche questa volta” ha aggiunto l’AD riferendosi all’impegno del Gruppo nell’affrontare l’emergenza sanitaria. “Credo molto nel percorso di trasformazione che stiamo seguendo e che continueremo a intraprendere, mantenendo come assoluta priorità la tutela delle nostre persone e delle comunità in cui operiamo” ha evidenziato infine Claudio Descalzi.

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1,5 milioni di volte “no all’embolia polmonare” Bracca Acque Minerali porta in tavola #beactive

Un messaggio importante viaggia su 1,5 milioni di bottiglie di Acqua Minerale Bracca dedicate alla prevenzione delle malattie da Trombosi quest’anno dedicata al’embolia polmonare, tema della 9° Giornata Nazionale per la Lotta alla Trombosi in programma mercoledì 15 aprile 2020.

Bracca Acque Minerali promuove l’hashtag #BEACTIVE, una scelta di salute e un invito a condividere un messaggio di prevenzione che si fa ancora più forte in emergenza Covid-19.

L’embolia polmonare, una patologia subdola e pericolosa, in molti casi mortale, ma che se sospettata e riconosciuta per tempo può essere curata, è la complicanza più grave di una trombosi che colpisce ogni anno in Europa almeno una persona ogni 1000 abitanti. Numeri impressionanti per una patologia difficile da riconoscere e di cui si conosce poco.

Per questo Acque Minerali Bracca ha deciso di continuare a supportare la diffusione di questo messaggio di salute e prevenzione al fianco di ALT Onlus che spiega come riconoscere un’embolia polmonare, i sintomi, le cure e i soggetti a rischio aumentando la consapevolezza della popolazione rispetto a questa patologia che, con le giuste accortezze, può essere evitata in 1 caso su 3.

«La collaborazione con ALT Onlus è consolidata e particolarmente sentita da Acque Minerali Bracca. Crediamo nell’importanza di portare direttamente sulle tavole di milioni di italiani il messaggio di prevenzione oggi più che mai importante per salvaguardare la nostra salute” – sottolinea Luca Bordogna, Amministratore Delegato del Gruppo

 

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Unibg non si ferma: dal 16 al 24 aprile, una visita virtuale alla scoperta dell’Ateneo per orientarsi. Il vademecum per partecipare agli Open Day digitali

Bergamo, 10 aprile 2020 – “Cari studenti, cari ragazze e ragazzi, benvenuti! Facciamo le cose per bene (anche se alla giusta distanza): presentiamoci. Io sono Remo Morzenti Pellegrini, il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo e questo messaggio video è per accogliervi all’interno della nostra università, all’interno della nostra comunità di studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo”.

Con queste parole si apre il video di benvenuto del rettore agli studenti che da giovedì 16 a venerdì 24 aprile si collegheranno in streaming per conoscere da “vicino” l’Università degli studi di Bergamo durante uno dei numerosi eventi di open day digitale, dal titolo “Unibg non si ferma”, organizzati dall’ateneo.

L’ateneo bergamasco, in questo momento di emergenza, ha deciso di non fermare le giornate di presentazione dell’offerta formativa e dei suoi servizi, soprattutto alla luce del successo del primo weekend di porte aperte che lo scorso 15 febbraio ha visto la partecipazione di oltre 600 studenti delle superiori.

E così i futuri studenti, dopo aver individuato il corso di laurea triennale o a ciclo unico di interesse, potranno collegarsi, insieme ad altre migliaia di colleghi, all’evento di presentazione del corso.

Sul sito di Unibg (a questo link www.unibg.it/openday2020) è attiva una sezione dedicata per scoprire l’offerta, i servizi dell’ateneo e il calendario degli Open Day virtuali.

Alla voce “Cerca il tuo corso” lo studente può navigare all’interno dell’offerta formativa e salvare il link della presentazione del corso che si terrà in streaming nel giorno e nell’ora indicati nel programma.

Nella sezione “Servizi unibg” a disposizione lo sportello orientamento, utile strumento per le matricole e le famiglie dei futuri studenti il quale propone tra i tanti, anche counseling personalizzati. Ma non solo, Unibg predispone di servizi agli studenti con disabilità e Disturbi Specifici dell’Apprendimento, tariffe agevolate e convenzioni per la mobilità sostenibile o le numerose opportunità di studio all’estero.

Proseguono anche le attività dello sportello orientamento in modalità telematica in piccolo gruppo: per chiedere informazioni o prenotare un appuntamento è sufficiente collegarsi alla pagina https://www.unibg.it/studia-noi/ti-aiutiamo/orientarsi

 

COME ACCEDERE E PARTECIPARE AGLI OPEN DAY DIGITALI 2020

  1. Collegarsi al sito unibg.it e accedere alla sezione Open Day digitali
  2. Una volta individuati i corsi di laurea di interesse, i servizi e le opportunità che Unibg offre, individuare giorno e ora dell’open day come da calendario.
  3. Salvare il link della diretta
  4. Accedere il giorno e l’ora della diretta. Gli eventi saranno trasmessi sulla piattaforma Microsoft Teams, gratuitamente accessibile da parte di tutti gli utenti. Sempre nella pagina del sito internet dedicata agli open day sono disponibili le istruzioni pe l’utilizzo di Microsoft Teams.
  5. Per consentire inoltre uno svolgimento dello streaming ordinato e utile a tutti, e dare le risposte alle principali domande degli studenti, l’Università ha predisposto dei form da compilare prima dello streaming.
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GSI Security Group dona 300 colombe agli ospedali bergamaschi

300 colombe pasquali da destinare all’Ospedale da Campo di Bergamo, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII e all’Ospedale di Treviglio: questa è l’ultima iniziativa promossa da GSI Security Group, l’istituto di vigilanza con sede a Treviglio, in via Bergamo 62.

Un segno di riconoscenza per gli operatori sanitari, da settimane in prima linea nella battaglia contro il Covid -19. Le colombe infatti, saranno consegnate quest’oggi, venerdì 10 aprile, ai medici e agli infermieri dei reparti Covid, Pronto Soccorso e Terapia intensiva delle tre strutture ospedaliere. Ad accompagnarle, un biglietto di ringraziamento per il grandissimo lavoro svolto e un augurio che questa battaglia venga vinta al più presto. Biglietto che ha accompagnato anche le 50 torte che nei giorni scorsi, GSI Security Group ha donato all’Ospedale di Treviglio.

Si tratta solo dell’ultima iniziativa dell’istituto di vigilanza, che nelle scorse settimane ha destinato oltre 10 mila mascherine all’Ospedale di Treviglio e alle case di riposo del territorio.

“Questi nostri piccoli gesti, vogliono essere solo la dimostrazione di vicinanza e estrema gratitudine a tutti i medici e infermieri che ogni giorno e si stanno prendendo cura di tutto noi, con dedizione e umanità. La colomba pasquale vuole essere solo un augurio di buon auspicio che questa tragedia che ha colpito il territorio bergamasco, possa passare presto”, afferma la Famiglia Rivoltella di Treviglio, proprietaria del Gruppo GSI.

Ma non è finita qui: nelle prossime settimane, GSI consegnerà ulteriori presidi di protezione (mascherine) alle strutture sanitarie più bisognose, e proseguirà la distribuzione finché l’emergenza non sarà terminata.

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Coronavirus: cosa cambia per i rifiuti

L’emergenza Coronavirus ha portato con sé alcune modifiche nelle attività di raccolta e trasporto rifiuti. Vediamole insieme

 

Smaltimento e trasporto rifiuti: cosa cambia

A dettare le nuove regole è l’Istituto Superiore di Sanità che alla luce della situazione attuale è voluta intervenire nella gestione delle attività di raccolta e traporto rifiuti.
Nuove norme quindi per le abitazioni dove vivono soggetti contagiati perché positivi al tampone e dove le attività devono svolgersi con la massima attenzione. Per evitare rischi di contagio la raccolta, il trasporto e lo smaltimento devono infatti seguire regole ben precise.
Tra queste, l’obbligo di interrompere la raccolta differenziata e far confluire insieme tutti i rifiuti prodotti, così da rendere più veloce ed efficiente il reperimento. Tutti i rifiuti domestici quindi, indipendentemente dalla loro natura dovranno essere racchiusi in un unico sacchetto di raccolta. Per questa, dovranno essere utilizzati almeno due sacchetti o più, in base alle loro caratteristiche di resistenza. Da privilegiare, i bidoni a pedale, così da evitare al minimo i contatti e quindi i possibili contagi.

Ultimo step: il trasporto

Una volta terminata la raccolta, il sacchetto dovrà essere chiuso con l’utilizzo di appositi guanti monouso che andranno gettati poi immediatamente in un nuovo sacchetto e l’utente provvederà ad un lavaggio approfondito delle mani.

Per quanto riguarda il servizio di trasporto, i professionisti del settore grazie all’uso di mezzi specializzati nel trasporto rifiuti prenderanno in carico le attività di raccolta, di trasporto e smaltimento rifiuti.

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“AWAY”, il nuovo digital45 dei DEVYA é online!

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Esce oggi sulle piattaforme di musica digitale AWAY, il nuovo digital 45 dei Devya. Registrato presso la Ramkard  e pubblicato dalla White Dolphin Records, “AWAY” è un groove da ballare. Uno spensierato momento per caricarsi o per scaricarsi con nuova energia in un atmosfera di intenso movimento. Lo sfondo vocale è arrogante con un background cupo che si snoda su una linea di plasticità sintetica, acida e metallica. Il digital 45 descrive nel testo la “lontananza”.

La lontananza e l’assenza prolungata danneggiano ogni amicizia, per quanto lo si ammetta così malvolentieri. Gli uomini o le donne che non vediamo più, anche nel caso fossero i nostri più cari amici o parenti. Si disseccano, con il passare degli anni, poco per volta sino a diventare dei concetti. Nei nostri pensieri.

Bio : Devya è il progetto musicale di Devis Simonetti. Dal 1996 al 2002 la permanenza in Inghilterra con Lorenzo Bertoli, grazie al produttore Roberto Concina, gli consente di dedicarsi all’ autoproduzione e alla musica elettronica.

Fonda i Devya con Francesca Mombelli nel 2010. L’album d’esordio, “I Don’t Know What Is Christmas” (uscito per la Media Company Audio Ferox / Paige 2013) è la prova evidente di quanto la new-wave, il brit –pop, lo shoegaze, l’ industrial e il pop sintetico, siano stati ascoltati, assorbiti e rielaborati. Nel 2014 pubblicano il singolo e il video “Going To Town”, partecipando nel 2015 a un radio tour e diverse compilations.

Nel 2017 siglano con la Dark Ace Record Kompany , rilasciando il 14 dicembre il nuovo digital 45 del progetto intitolato “Witch – Hunt”, che anticipa “Black Waves And Floating Foams”, il nuovo E.P. per la medesima label. Producono il video e singolo “Bodies” nel 2018 insieme al regista Paolo Parisotto (BBC ,Rete 4).  Il 7 luglio 2018 pubblicano sempre con la Dark Ace label i singoli dei primi cinque anni di attività: “Collection  2013-2018”, vincendo diversi contest radio in Italia. I Devya sono attualmente al lavoro per il loro nuovo album “When Aliens Call My Name” previsto in uscita quest’ anno con la label Dark Ace Records Kompany.

Link “AWAY” digital 45 : https://whitedolphin.bandcamp.com/track/away

DEVYA for this work are :

  • Yaari Francesca Mombelli : Voice
  • Devis Simonetti : Rebirth 338 2.0, D-50 L.A. synthesizer
  • Record at : Ramkard
  • Pic : Antonino Lardo
  • Art Work : Digitroniks Corporation
  • Etichetta : White Dolphin Records

Digitroniks Corporation 2020

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Vittorio Massone: “La disruption digitale stravolge l’organizzazione aziendale”

Con il proliferare di innovazioni tecnologiche, il mondo imprenditoriale deve venire a patti con un cambiamento radicale del concetto di business model: Vittorio Massone analizza il concetto di disruption digitale partendo dai fenomeni alla base del nuovo paradigma.

Vittorio Massone

Vittorio Massone: “Ecco perché si parla di disruption digitale”

Il termine “disruption” è ormai uno dei più utilizzati nel settore business: significa “rottura”, ma non nel senso comune che esprime un qualcosa di negativo. Anzi, la parola indica quel cambiamento radicale che porta a una visione del tutto diversa di quei paradigmi che fino a quel momento risultavano in qualche modo fissi. Vittorio Massone, Vice Presidente del CdA di Alkemy, affronta in un articolo pubblicato su “Lettera43” la cosiddetta “disruption digitale”. Secondo il consulente, esperto in materia, sono 4 i fenomeni che hanno portato a rivedere completamente i business model di oggi: iperconnettività, machine learning, aumento esponenziale dei dati e l’incremento della potenza di calcolo delle piattaforme informatiche. Con il proliferare delle nuove conoscenze digitali, le imprese sono di fronte ad una vera e propria rivoluzione: “Le aziende tradizionali per continuare ad essere competitive – spiega Vittorio Massonedovranno imparare molto rapidamente a gestire questo connubio tra tecnologia e innovazione”.

Vittorio Massone e la “rottura” dei business model

Ma quali sono gli elementi di business che più di altri subiscono un impatto decisivo da questo cambio di paradigma? Nel suo articolo Vittorio Massone parla in primis della personalizzazione dei clienti e il social marketing ne è un esempio evidente: grazie ai target, ormai è possibile un approccio mirato esclusivamente a quelli che vengono riconosciuti come potenziali acquirenti, riducendo enormemente i costi pubblicitari. Nello stesso ambito la potenzialità delle communities digitali: con un investimento minimo e una gestione accurata dei contenuti diffusi, anche il brand meno noto può ottenere diversi vantaggi, sia nella fidelizzazione del cliente ma soprattutto grazie alla condivisione con la sua cerchia di conoscenze. Infine, secondo Vittorio Massone, un altro ambito profondamente influenzato è quello delle decisioni aziendali: sfruttando data e machine learning, le aziende hanno l’opportunità di cambiare in maniera rapida le strategie messe in campo, soprattutto se la struttura organizzativa è snella e fluida.

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TLC, Elisabetta Ripa ospite di Economia24: l’intervista all’AD di Open Fiber

Il piano banda ultra larga, la fibra FTTH nelle aree Infratel e il potenziale tecnologico di Open Fiber: l’AD Elisabetta Ripa ospite di Economia24, l’approfondimento di RaiNews24.

Elisabetta Ripa, AD Open Fiber

Fibra FTTH nelle aree Infratel: l’impegno di Open Fiber nell’intervista all’AD Elisabetta Ripa

Portare la fibra nelle cosiddette “aree a fallimento di mercato” significa “superare un divario storico”. È quanto sostiene Elisabetta Ripa, che con Open Fiber porta avanti la realizzazione del Piano Banda Ultra Larga. Intervistata da RaiNews 24 nel settembre 2018, l’AD ha illustrato gli interventi relativi alla fibra FTTH nelle aree Infratel, focalizzandosi in particolare sulle soluzioni tecnologiche innovative messe in campo da Open Fiber. La società opera infatti nell’ottica di “minimizzare gli impatti e velocizzare la realizzazione della rete interamente in fibra che arriverà a casa del cliente”. Per posare la fibra è necessario scavare ma Open Fiber, come sottolinea Elisabetta Ripa, sfrutta dove possibile le infrastrutture preesistenti sul territorio. Inoltre per un numero limitato di abitazioni, le cosiddette “case sparse”, è utilizzata una tecnologia Fixed Wireless Access “che ci permetterà di rendere più veloce ed efficace la realizzazione di questa infrastruttura”.

Open Fiber: ritratto formativo e professionale dell’AD Elisabetta Ripa

Originaria di Torino, Elisabetta Ripa si laurea in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza. Oggi Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, inizia la sua carriera nel 1988 in PromoMedia Italia. È però nel Gruppo Telecom Italia, di cui entra a far parte nel 1990, che cresce professionalmente arrivando a ricoprire incarichi manageriali di crescente responsabilità. Nel 2013 viene nominata Amministratore Delegato del Gruppo Sparkle e successivamente AD di Telecom Argentina S.p.A. Tra il 2016 e il 2017 Amministratore Indipendente di Open Fiber, nel gennaio 2018 Elisabetta Ripa diventa Amministratore Delegato e Direttore Generale della società, nata per garantire la copertura delle maggiori città italiane e il collegamento delle aree industriali, con l’obiettivo di realizzare una rete a banda ultralarga pervasiva ed efficiente favorendo il recupero di competitività del “Sistema Paese” e, in particolare, l’evoluzione verso l'”Industria 4.0″”.

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Teresa Morone, fashion blogger italiana si schiera contro la violenza sulle donne

La fashion blogger campana Teresa Morone per il secondo anno consecutivo impegnata nella lotta al bullismo e alla violenza di genere promossa da UsACLI Benevento.

La blogger campana Teresa Morone scende in campo per lottare contro la violenza di genere, il bullismo e il cyberbullismo.

La fashion blogger, 28 anni, originaria del Sannio Beneventano, spesso impegnata in eventi che riguardano la moda e la bellezza ha deciso di aderire per il secondo anno consecutivo al progetto di lotta al bullismo, cyberbullismo e alla violenza di genere promosso dall’unione sportiva ACLI Benevento. “Bisogna mantenere alta la guardia. La nostra è un’epoca ricca di contraddizioni, leggiamo spesso di episodi di cyberbullismo e di violenza sulle donne, questi sono anche i pericoli dei social network. Le distanze si accorciano ed è più facile colpire qualcuno. Ringrazio il presidente USACLI Benevento per la sua lungimiranza e la delegata Immacolata Petrillo per avermi voluta in squadra.”
Per questo – conclude la blogger campana “tramite i miei canali social cerco di denunciare gli episodi di bullismo, cyberbullismo e violenza di genere. Io stessa da piccola sono stata vittima di episodi di bullismo e so molto bene quanto ci si può sentire emarginati e inadeguati. Per molti anni mi sono sentita inadeguata, poi ho capito che il problema non ero io. Mi ricordo che quando aprii il mio blog fui sommersa da insulti anonimi sui social. Spesso blogger è sinonimo di ragazza superficiale, io faccio tante cose non sono solo questo. Spero di poter dare il mio contributo per un’Italia diversa che non ha paura. Mi documento sui casi di femminicidio e gli episodi di bullismo in Italia, conosco le statistiche e nei convegni a cui partecipo ne parlo spesso. Sogno una nazione lontana dalle discriminazioni, aperta al dialogo e al confronto.

 

L’evento
Il primo convegno sarà promosso nella città di Telese Terme dalla delegata U.S. Acli Benevento Immacolata Petrillo, avrà luogo il 7 Marzo alle ore 18:30 nel salone dell’Istituto Comprensivo Telese Terme-Solopaca (scuole elementari), parteciperanno il presidente U.S. Acli Benevento Alessandro Pepe, lo scrittore sannita Gerardo Biscardi con il suo libro “Con le tasche piene di felicità” edito da Edizioni 2000diciassette, l’avvocato Roberto Marino,la dottoressa Angela Rita Rotondi, la dottoressa Maria Vittoria Crocco e il maestro di pugilato Clemente Di Crescenzo.
L’evento è aperto a tutti ed è totalmente gratuito.

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Claudio Machetti, da Responsabile Area Finanza a Direttore della Business Line di Enel

Banco di Roma e Ferrovie dello Stato: prima di dare inizio a quella che diventerà una carriera ventennale nel Gruppo Enel, Claudio Machetti è stato protagonista di un percorso che lo ha visto in principio come analista finanziario, per poi ricoprire ruoli di crescente responsabilità.

Claudio Machetti

Claudio Machetti, la laurea in Statistica e le prime esperienze in ambito finanziario

Romano, classe 1958, Claudio Machetti frequenta la facoltà di Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. Dopo la laurea, conseguita nel 1982, viene assunto dal Banco di Roma che lo vuole in una delle filiali di Milano. L’Istituto lo richiama l’anno dopo nella sede centrale, dove si occupa di analisi finanziarie, specializzandosi nella valutazione di aziende e società quotate in borsa A Roma le sue competenze crescono al punto tale da raggiungere la Direzione Finanziaria, per poi ricoprire il ruolo di Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. La sua esperienza nel Banco di Roma termina nel 1992: passa infatti al Gruppo Ferrovie dello Stato con l’incarico di Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziaria. Riesce a fare carriera anche nella società leader dei trasporti: in soli quattro anni diventa Direttore della Finanza Operativa. Nello stesso periodo Claudio Machetti contribuisce in prima persona alla nascita di Fercredit, società captive del Gruppo, della quale diventa Amministratore Delegato.

Enel: Claudio Machetti raggiunge i vertici del Gruppo

Conclusosi il rapporto con FS, grazie alle ormai consolidate competenze nel settore finanziario, Claudio Machetti fa il suo ingresso in Enel come Responsabile dell’Area Finanza: è l’inizio del 2000 e la società ha da poco concluso la sua fase di privatizzazione. Oltre agli incarichi già citati, il manager partecipa attivamente alla creazione di Enelfactor, finanziaria del Gruppo, e viene nominato Amministratore Delegato della nuova società, ed Enel Insurance, di cui sarà Presidente fino al 2014. Tra il 2004 e il 2008 assume altri incarichi: viene infatti nominato sia Presidente di Fondenel che di Fopen, fondi pensioni del Gruppo dedicati rispettivamente a dirigenti e impiegati. Claudio Machetti siede nei Consigli di Amministrazione di controllate e consociate come Wind, Terna ed Endesa. Il 2014 è l’anno in cui il Gruppo lo vuole alla guida della linea di Global Trading, braccio operativo del gruppo sui diversi mercati.

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Le Buste Personalizzate come nuovo strumento di Marketing

Da oltre 50 anni Rifipack è l’azienda italiana che realizza Shopper Bag Personalizzate ed oggi vuole mostrarti il perché di così tanto successo, difatti le Buste Personalizzate che negli ultimi anni in Italia sono spopolate.

Tantissimi commercianti hanno deciso di affidarsi alle Shopper Personalizzate, infatti poco a poco sono diventate sempre di più uno strumento di marketing pubblicitario. Le Borse In Tessuto Personalizzate vengono utilizzate dalla maggior parte dei negozi per il trasporto delle merci, ma attraverso le Shopper Personalizzabili potrai mettere in mostra il tuo logo e questo è solo uno dei motivi per cui le Borse In Tessuto hanno preso una fetta del mercato significativa ed hanno convinto molti commercianti a fornirle ai propri clienti.

Durante gli anni, Rifipack si è affermata ed è diventato un punto di riferimento per tutti quei commercianti che necessitano di una Shopper Bag Personalizzata, cosi abbiamo deciso di garantire sempre il nostro impegno dal punto di vista qualitativo, difatti le nostre Borse In Tessuto Personalizzate sono completamente Made in Italy, artigianali e curate nei minimi dettagli.

Rifipack, realizzerà la tua Busta Personalizzata con dedizione e passione poiché riteniamo che la felicità dei nostri clienti sarà il nostro successo di domani, ecco perché realizziamo la Busta In Tessuto dei tuoi sogni.

Teniamo all’ambiente che ci circonda, per questo ci battiamo per creare Buste In Tessuto Personalizzate e Shopper Bag Personalizzate biodegradabili, computabili e riciclabili che rispetteranno l’ambiente nel miglior modo possibile.

Shopper Bag Personalizzate: Ecco come Rifipack crea la tua Busta Personalizzata

Riteniamo che ogni azienda abbia bisogno di capire quale sia la propria clientela ideale a cui vendere i propri prodotti, per questo Rifipack ti mette a disposizione diversi materiali e strumenti per poter credere la Shopper Bag Personalizzate perfetta per tutte le tue esigenze.

Come prima cosa viene scelto il materiale che si vuole usare, di solito il commerciante sceglie in base ai prodotti che vengono venduti all’interno del proprio punto vendita e si può segliere tra, carta, plastica, tessuto TNT e juta, per poi arrivare alla forma della propria Shopper Personalizzata. Potrai scegliere tra i seguenti formati: 54X45 per scarpe e giacche, 36X41 per pantaloni, maglie e camiceria, 26×35 per le maglie e i pantaloni di grandezza più piccola e 22X29 per tutti gli accessori e per gli indumenti intimi.

Una volta scelti forma e materiali potrai decidere se abbinare degli accessori o meno alla tua Shopper Bag Perosalizzate, come i lacci o i manici, inoltre questi accessori serviranno per rendere ancora più piacevole e premium la tua Busta Personalizzata.

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Acciaio: l’analisi del mercato 2020

Un report completo che analizza il settore in ogni sua componente senza tralasciare le attività correlate

 

Un’analisi completa al cuore del mercato

Precision Report ha pubblicato nelle ultime ore il report di analisi del mercato dell’acciaio per l’anno 2020.
Il report analizza in modo dettaglio qual è la crescita del mercato dell’acciaio, le sue dimensioni attuali e le sue opportunità di crescita nell’immediato futuro. In particolare, il report ha l’obiettivo di attrarre quanti più investitori nel mercato dell’acciaio offrendo loro un’analisi fatta di dati concreti, di costi e guadagni aggiornati all’ultimo anno.

L’analisi di mercato per il settore dell’acciaio presentata per il 2020 prende in considerazione in particolare alcune tipologie di acciaio:

  • Acciaio semilavorato
  • Acciaio piatto
  • Acciaio specifico

Da quanto si evince nel report i Paesi che più contribuiscono alla crescita del mercato dell’acciaio sono:

  • Europa
  • Cina
  • Asia
  • Nord America

Trasporto acciaio: affidati alla professionalità di Fertrans!

Il mercato dell’acciaio racchiude in sé alcune attività particolarmente fondamentali, come quella del trasporto.
Fertrans è un importante player del campo del trasporto dell’acciaio a Piacenza. Grazie a un impegno costante il duro lavoro di Fertrans nel corso degli anni è stato ripagato dalla fiducia dei propri clienti. A oggi il trasporto dell’acciaio rappresenta per l’azienda il 25% del fatturato.

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Covid-19: in Lombardia gli operatori sanitari sintomatici sono lasciati senza sorveglianza. È grave e pericoloso per tutti

Lo denunciano gran parte delle sigle della dirigenza del SSN:

ANAAO ASSOMED – CIMO – AAROI-EMAC – FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN – FVM Federazione Veterinari e Medici – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – CISL MEDICI – FESMED – UIL FPL COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA, VETERINARIA SANITARIA– FEDIRETS sez. FEDIR

E’ imprescindibile l’esecuzione del tampone a tutti gli operatori sintomatici, al lavoro o al domicilio, per la salute di tutti. E’ urgente la rettifica delle generiche disposizioni contenute nelle note sulla sorveglianza sanitaria del 29 marzo e del 4 aprile come sostenuto dall’OMS e dall’ECDC e come promesso dal presidente Fontana.

7 aprile 2020 – Il personale sanitario deve essere sottoposto a indagini (tampone rino-faringeo) mirate a valutare l’eventuale positività per SARS-CoV-2 a tutela della salute propria e dei soggetti che vengono a contatto, anche in caso di sintomi lievi come da indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, del Centro Europeo per la prevenzione e controllo delle Malattie, del Ministero della Salute e come dichiarato dalla Regione. Ma i tamponi non vengono fatti e gli operatori sintomatici sono lasciati senza sorveglianza.

La denuncia, sottoscritta dalla gran parte delle sigle della dirigenza del Servizio Sanitario Regionale e da Anaao Lombardia è indirizzata ai massimi vertici della Sanità lombarda (Assessore al Welfare, Giulio Gallera, Direttore Generale Welfare, Luigi Cajazzo, Responsabile dell’unità di crisi, Marco Salmoiraghi) e a tutti i direttori generali, sanitari, amministrativi di ATS E ASST ed enti della Regione.

Stefano Magnone, Segretario Anaao Lombardia, spiega: “E’ gravissimo che le misure stabilite non vengano rispettate, stiamo parlando della salute del nostro personale sanitario che deve essere messo nelle condizioni di portare avanti il proprio lavoro in sicurezza e non diventare esso stesso causa della propagazione del contagio. E’ vitale che il personale sanitario venga sottoposto al tampone rino-faringeo, non solo per una propria salvaguardia ma anche per quella di tutti coloro che gravitano intorno a queste persone, collaboratori, pazienti, familiari. I nostri ospedali sono i primi luoghi dove il contagio si è propagato e spesso sono stati dei veri e propri focolai. Per evitare che accada di nuovo e favorire in modo mirato l’isolamento, devono essere severamente rispettate le linee guida OMS e ECDC che danno come priorità la verifica dello stato di salute del personale sanitario ad alto rischio, cioè sintomatico in presenza o meno, di contatto con paziente o altro operatore CODIV-19 positivo. I sintomi indicativi di una possibile infezione secondo le stesse linee guida ricordiamo sono: tosse secca, ageusia o anosmia, anche in assenza di febbre. Secondo quanto dichiarato dal Presidente Fontana ci aspettiamo che il tampone sia fatto ai Sanitari in presenza anche di un solo sintomo”.

I sindacati chiedono che per ogni operatore positivo sia obbligatoriamente aperta una pratica per infortunio sul lavoro, secondo quanto previsto dalle note INAIL nel tempo intervenute riferendosi in particolare alla nota del 3 Aprile in cui si specifica ancora una volta che è preliminarmente necessaria, ai fini dell’apertura della pratica di infortunio, la certificazione dell’avvenuto contagio. Ogni operatore potrà rientrare nel luogo di lavoro solo dopo due tamponi negativi.

In veste della carica che ricopro – conclude Magnone – insieme ad altre realtà territoriali esigiamo che queste misure vengano rispettate scupolosamente ed è per questo che abbiamo deciso di scrivere una lettera alle autorità di competenza. Una risposta è dovuta e urgente”.

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Alessandro Benetton: servirà la collaborazione di tutti

Alessandro Benetton ha ormai da tempo abbracciato i social network per portare avanti una interessante discussione sui temi legati all’imprenditoria e all’attualità. Dopo l’esperienza del canale Youtube, ha di recente avviato anche una diretta Instagram per discutere della delicata situazione in cui ci troviamo, scambiando opinioni e pensieri coi followers.

Alessandro Benetton

La diretta Instagram di Alessandro Benetton

“Ora dobbiamo salvare prima di tutto delle vite ma dobbiamo pensare anche a salvare il lavoro di domani e chiunque abbia a disposizione degli strumenti deve fare il suo come meglio può”. Lo ha dichiarato Alessandro Benetton, imprenditore alla guida di 21 Invest, durante una recente Instagram Live dedicata allo scambio di riflessioni e impressioni sulla difficile situazione che stiamo vivendo. Il suo account ha oltre 18 mila followers. La diretta Instagram diventa, insieme al canale Youtube ufficiale, un ulteriore mezzo per rimanere in contatto e scambiarsi pensieri e opinioni. “Prima viene la salute, poi il resto, e noi italiani siamo capaci di reagire a tutto” ha commentato Alessandro Benetton. “Mi aspetto, come tutti, una conclamata recessione”. L’opinione dell’imprenditore però non è solo basata su uno scenario economico nefasto, si punta anche alla resilienza degli italiani e alle potenzialità delle nostre imprese. “Attualmente vedo piccoli passi, primi spunti da parte di tanti”. Per vincere però, serve davvero la collaborazione di tutti.

Alessandro Benetton: il percorso professionale

21 Invest (in passato 21 Investimenti) è oggi tra le prime società di private equity in Italia. Annovera oltre 90 investimenti completati e 1,6 miliardi di euro di capitali raccolti presso investitori istituzionali. Tra le operazioni di successo, anche quella relativa all’acquisizione di Forno d’Asolo, società che ha duplicato il fatturato nel corso di tre anni. Alessandro Benetton è fondatore e Managing Partner di 21 Invest. Originario di Treviso, dopo gli studi presso l’Università di Boston e la Harvard Business School, avvia il suo percorso professionale in Goldman Sachs International (Londra). La svolta imprenditoriale arriva a 28 anni, con la fondazione di 21 Investimenti S.p.A. Dal 2017 è alla guida di Fondazione Cortina 2021 con l’incarico di Presidente. L’ente si occupa dell’organizzazione dei Campionati Mondiali di Sci 2021. Alessandro Benetton è Cavaliere del Lavoro. Ha ottenuto diversi riconoscimenti durante la sua carriera, tra cui il Premio EY Imprenditore dell’Anno (2011), il Premio Vittorio De Sica (2014) e il Premio America della Fondazione Italia USA (2016).

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Riva Acciaio, oltre 60 anni di eccellenza nel settore siderurgico

Innovazione, attenzione verso i dipendenti, tecnologie avanzate per una produzione di qualità: sono le caratteristiche che hanno portato Riva Acciaio a guadagnarsi la leadership in Italia nel settore siderurgico, spingendo l’azienda fino alla conquista dell’Europa.

Riva Acciaio

Riva Acciaio: più di 60 anni di innovazione e produzioni di qualità

Con oltre 60 anni di esperienza, Riva Acciaio è leader italiano nel settore della produzione siderurgica. Fondata nel 1954 all’interno di Gruppo Riva, nasce dall’iniziativa dei fratelli Emilio e Adriano Riva. Gestita dalla capogruppo Riva Forni Elettrici, oggi Riva Acciaio dà lavoro a circa mille dipendenti e possiede 5 stabilimenti: quello di Caronno Pertusella (VA), quello di Lesegno (CN), quello di Sellero, quello di Malegno e quello di Cerveno in Valle Camonica (BS). La produzione è destinata sia al mercato italiano che a quello europeo. L’azienda è specializzata nella realizzazione di prodotti lunghi e negli acciai di alta qualità. Tra i primi in Italia ad utilizzare nei suoi impianti la colata continua curva, ha da sempre investito in particolare nella ricerca e nello sviluppo. Possiede, infatti, un laboratorio all’avanguardia che ha permesso lo sviluppo di collaborazioni importanti con l’Università di Pisa, il Politecnico di Torino e il Politecnico di Milano.

Riva Acciaio: le certificazioni

Tutte le attività di Riva Acciaio sono certificate secondo le norme UNI EN ISO 9001. Lo stabilimento di Malegno in particolare, con il reparto di lavorazioni a freddo annesso allo stabilimento di Cerveno, ha ottenuto certificazione IATF16949, che abilita il rifornimento del mercato automobilistico. Per Riva Acciaio è fondamentale mantenere un contatto diretto con gli stakeholder, che rimangono sempre al centro delle politiche aziendali grazie ai sistemi di gestione, ad un accurato monitoraggio e allo sviluppo dei processi. Gli stabilimenti aziendali sono certificati secondo UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 e BS OHSAS 18001 (futura UNI ISO 45001) per ottenere un costante miglioramento delle performance. Sono inoltre periodicamente sottoposti a verifiche da parte di enti terzi ed indipendenti, che si accertano della conformità della gestione degli impianti industriali. Gli stabilimenti di Lesegno, Caronno e Cerveno applicano le BAT (Best Available Techniques) e operano secondo l’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Lo stabilimento di Malegno segue invece l’Autorizzazione Unica Ambientale (AUA).

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Sperimentazione 5G tra Linkem e Open Fiber, Elisabetta Ripa: “Nostra fibra fondamentale”

Nelle ultime settimane è ancora più evidente l’importanza di una rete internet veloce, stabile e soprattutto diffusa capillarmente: Open Fiber e Linkem, società guidate rispettivamente da Elisabetta Ripa e Davide Rota, lavoreranno insieme per l’espansione dello standard 5G applicato alle tecnologie Fixed Wireless Access.

Elisabetta Ripa

Elisabetta Ripa: “Con fibra e 5G anche le zone più isolate potranno ottenere enormi vantaggi”

“Siamo sicuri che la collaborazione con Linkem, operatore che si è distinto da sempre per la sua capacità di innovazione, sarà di reciproca soddisfazione e aprirà la strada a nuove opportunità per il nostro mercato”: con queste parole Elisabetta Ripa, Amministratore Delegato di Open Fiber, ha commentato il recente accordo con Linkem, società di telecomunicazioni specializzata nella tecnologia Fixed Wireless Access. Le due aziende italiane collaboreranno per un progetto innovativo sulla FWA nella banda di frequenze 3,5 Ghz, riconosciuta come pioniera per lo standard 5G. Open Fiber metterà a disposizione tutti i servizi di rilegamento in fibra ottica in modo tale da rendere possibile una connessione compatibile tra antenne e core network di Linkem, assegnataria della banda dal 2008: in questo modo, l’utente finale potrà sfruttare senza problemi tutti i vantaggi del 5G, in primis la velocità, che può arrivare a 1,056 Gbit/s. L’accordo prevede inoltre la sperimentazione nelle zone che più soffrono il digital divide, ossia paesi e comuni isolati e a bassa densità di popolazione, permettendo quindi la diffusione di servizi dedicati per cittadini, imprese e PA: “La nostra rete in fibra è fondamentale per supportare lo sviluppo dei servizi Fwa e 5G – ha dichiarato Elisabetta Ripa – ed è un asset fondamentale per l’abilitazione di tutte le applicazioni innovative, come la telemedicina, il telelavoro o la guida assistita, che possano aver bisogno di integrare anche la mobilità e la pervasività oltre alla larghezza di banda e alla bassa latenza”.

Elisabetta Ripa, manager nel settore TLC

Torinese, classe 1965, Elisabetta Ripa, oltre ad essere Amministratore Delegato e Direttore Generale di Open Fiber, è Consigliere di Amministrazione di Autogrill S.p.A., per la quale è anche Membro del Comitato Strategie; fa parte inoltre del Consiglio di Presidenza di Asstel, l’associazione che rappresenta il comparto TLC per Confindustria. Dopo essersi laureata in Economia e Commercio alla Sapienza, completa la sua formazione in Francia, dove ottiene il Master in Gestione Operativa presso l’Institut Européen d’Administration des Affaires (INSEAD). La sua prima esperienza la vede presso l’agenzia pubblicitaria PromoMedia Italia. Nel 1990 entra in SIP come Responsabile della pianificazione strategica per i servizi mobili, mentre dal 1998 si occupa della gestione e dello sviluppo internazionale della neonata TIM: responsabile del marketing strategico nel 2005, dopo circa sei anni è alla guida della Divisione Servizi Mobili per il segmento Consumer. Dal 2013 al 2015 è Amministratore Delegato per la controllata Sparkle, mentre fino al 2016 è in Sudamerica come AD per il Gruppo Telecom Argentina. Nominata Consigliere di Amministrazione di Open Fiber, Elisabetta Ripa torna in Italia per occuparsi della realizzazione della rete in fibra ottica: nel 2018 diventa Amministratore Delegato.

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Emergenza covid-19 e violenza contro le donne: l’Università di Bergamo in prima linea

Restare a casa in questo momento è fondamentale per tutelare la salute ma non per tutti la propria abitazione rappresenta un posto sicuro, una fonte di protezione; soprattutto per le donne che subiscono atti di violenza da parte dei propri partner.

Per questo motivo l’Università di Bergamo aderisce alla campagna “Libera puoi” promossa dal Dipartimento per le Pari opportunità della Presidenza del Consiglio a sostegno delle donne vittime di violenza durante la difficile emergenza causata dall’epidemia da Covid19 http://www.pariopportunita.gov.it/news/coronavirus-bonetti-una-nuova-campagna-libera-puoi-per-le-donne-vittime-di-violenza/ che invita ad utilizzare in caso di necessità il numero 1522, attivo 24 ore su 24. Disponibile anche l’app “1522”, operativa su IOS e Android, che consente alle donne di chattare con le operatrici e chiedere aiuto e informazioni senza correre il rischio di essere ascoltate dai loro aggressori. Un appello ancora più urgente alla luce dei dati: dall’8 al 15 marzo le chiamate giunte al 1522il numero gratuito antiviolenza e stalking, sono diminuite del 55,1%, 496 in totale rispetto alle 1104 degli stessi giorni del 2019. Nelle prime due settimane di marzo le segnalazioni di casi sono state 101, mentre lo scorso anno, nello stesso periodo, erano state 193. Una diminuzione del 47,7%.

 

Aderiamo oggi alla campagna di promozione del numero 1522 con la sensibilità e l’impegno che da tempo coltiviamo nell’offrire nella programmazione didattica del nostro Ateneo una chiave di interpretazione in grado di dare conto adeguatamente delle dinamiche di genere, studiate e analizzate nell’università di Bergamo da molteplici prospettive di ricerca” sottolinea il Rettore dell’Università degli studi di Bergamo, Remo Morzenti Pellegrini.

 

La questione di come l’isolamento da Covid -19 debba essere considerato in una prospettiva di genere, non si limita solamente alla violenza domestica e al femminicidio, spesso veicolati nell’immagine retorica della donna fragile e vittima ma “richiede anche la necessità di valutare come le modalità di lavoro agile abbiamo un impatto profondamente differente su lavoratrici e lavoratori, pure in ambito accademico, come mostrato da alcuni studi ” sottolinea Barbara Pezzini, Prorettrice con delega alle politiche di equità e diversità. “Senza dimenticare i profili dello svantaggio di genere nel mercato digitale, dell’impatto della digitalizzazione sulla salute delle donne e – in generale – delle diseguaglianze che la pandemia rischia di provocare o rafforzare, chiamando tutte e tutti noi a una riflessione adeguata”, spiega Pezzini.

 

Su questi temi vanno anche ricordati l’impegno e l’attenzione costanti del Comitato Unico di Garanzia, nel contrastare qualsiasi forma di discriminazione e di violenza”, aggiunge la Presidente del CUG Ilia Negri, “con la consapevolezza che una significativa azione di prevenzione debba partire prioritariamente dai settori dell’educazione, della formazione e del lavoro”.

 

L’Università di Bergamo – pur trovandosi al centro dell’emergenza sanitaria mondiale e garantendo il proseguimento della didattica tramite piattaforma online – conferma e rafforza il proprio impegno sui temi del contrasto alla violenza e alle discriminazioni. Proprio nell’Ateneo bergamasco, nell’anno accademico 2018-19 è stato attivato il primo corso curricolare in Italia sulla violenza di genere, che ha offerto una formazione universitaria specifica sul tema. Il corso “Violenza di genere: profili giuridici e psico-sociali” ha riscosso grande interesse tra gli studenti, entrando a far parte in modo stabile nell’offerta formativa dell’Ateneo. Impegno e iniziative che hanno reso l’Università di Bergamo un riferimento internazionale in questo ambito.

 

 

Per informazioni:

www.unibg.it

 

Fonti:

http://www.ingenere.it/articoli/lavorare-casa-non-e-smart

http://www.ingenere.it/articoli/svantaggio-genere-mercato-digitale

http://www.ingenere.it/news/salute-donne-messa-crisi-pandemia

http://www.ingenere.it/articoli/perche-la-pandemia-non-ci-rende-tutti-uguali

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MADE IN ITALY: CALZE ILEANA SCEGLIE DRYARN® PER L’EMERGENZA MASCHERINE

L’Italia si attrezza per rispondere all’emergenza coronavirus e la moda si mobilita per produrre mascherine. È il caso di CALZE ILEANA SPA che da sempre rivendica con orgoglio la cura del dettaglio Made in Italy e che ha la propria sede a Carpenedolo, nel bresciano, una delle zone più duramente colpite dal COVID-19.

CALZE ILEANA SPA, ha riconvertito 10 delle proprie macchine di produzione per destinarle alla produzione di mascherine. Solo nei primi tre giorni sono state prodotte 35.000 mascherine lavabili e riutilizzabili.

Per realizzare i dispositivi di protezione di primo livello CALZE ILEANA ha scelto Dryarn®, scegliendo ancora una volta questo filato per le sue performance. Le mascherine in Dryarn® sono leggere, traspiranti, batteriostatiche, lavabili e quindi riutilizzabili.

Dryarn® è la fibra più leggera esistente in natura: grazie al suo basso peso specifico permette di realizzare mascherine estremamente leggere.

Dryarn® è traspirante e dermatologicamente testato e pertanto non crea effetti indesiderati sulla pelle del viso, soprattutto delle persone più sensibili o che presentano problemi dermatologici.

Dryarn® asciuga velocemente, è molto stabile, non subisce variazioni dimensionali anche dopo ripetuti lavaggi ed è resistente alle abrasioni, caratteristiche che lo rendono ideale per la realizzazione di mascherine.

“Quando mi hanno chiesto di riconvertire la produzione – afferma Luca Bondioli, GM di CALZE ILEANA – non abbiamo esitato. L’emergenza spinge tutti a fare del proprio meglio per aiutare l’Italia ad uscire il più presto possibile dall’emergenza. Le mascherine che produciamo sono destinate ad enti ma ho voluto pensare anche alla popolazione civile. Oggi è molto difficile trovare mascherine per la gente comune e, attraverso il contatto diretto con l’azienda ([email protected]) , tutti avranno la possibilità acquistarle. E siccome in questi giorni la tempestività è tutto, garantisco la spedizione gratuita in 2 giorni dall’ordine”.

www.calzeileana.it

www.dryarn.com

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Marketing e Shopper Personalizzate

Le Buste Stampate per Negozi sono diventate sempre più utilizzate a livello nazionale, difatti per i commercianti sono diventate a tutti gli effetti uno strumento di marketing a cui affidare la maggior parte della pubblicità della propria azienda.

Ci sono svariati motivi per cui le Shopper Personalizzabili sono sempre più utilizzate fra i commercianti, uno dei quali riguarda sopratutto il punto di vista marketing dell’azienda, difatti con l’utilizzo delle Buste personalizzate, avrai l’opportunità di mettere in mostra il tuo logo, cioè il testimonial gratuito e principale della tua azienda. Tuttavia questo è solo uno dei vantaggi che le Shopper Personalizzate possono offrirti.

Shopper Personalizzabili: Come individuare la tua principale clientela

Ogni azienda vuole mirare a clienti ben precisi, per questo attraverso le Shopper Personalizzate Economiche di diversa forma, colore e materiale faciliterai la tua selezione ed attirerai una clientela maggiore.

Rifipack ti consiglia di rispondere a determinate domande che ti permetteranno d’individuare la Shopper Stampate per Negozi Personalizzate perfetta per il tuo negozio.

  • Quale voglio che sia il mio cliente ideale ?
  • Esiste un metodo per far tornare i clienti nel proprio negozio ?
  • Cosa si aspettano i clienti dal servizio che offro ?
  • Quali sono i prodotti che vengono maggiormente acquistati dalla mia clientela ?

Dando una riposta a queste domande, riuscirai a capire quale sia la Buste Personalizzate Stampate più adatta alle tue esigenze e a quelle dei tuoi clienti, inoltre riuscirai ad avere un quadro marketing molto più dettagliato che riuscirà in poco tempo ad attirare più persone all’interno del tuo negozio.

Grazie alle Shopper Bag Personalizzate potrai far riconoscere il tuo marchio a più gente, sponsorizzando su di esse nuovi prodotti attraverso messaggi provocatori ed accattivanti, oppure potresti comunicare eventuali sconti in atto nel tuo negozio.

Per questo motivo migliaia di commercianti in Italia hanno deciso di affidarsi alle Shopper Personalizzate.

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Mercati e Covid-19, neppure l’healthcare si salva dalla situazione difficile

Ci troviamo nel pieno della crisi dovuta all’emergenza da coronavirus, che sta intaccando tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana. Le complessità della lotta contro il virus partito dalla Cina sono evidenti anche sui mercati, dove timori e incertezze hanno spinto le Borse di tutto il mondo al tracollo. Nemmeno un settore tradizionalmente “difensivo” come l’healthcare si è salvato.

La crisi che affrontano i mercati

mercati healthcareQuando si parla di healthcare, si parla di un universo molto composito. Esso comprende società di assicurazione sanitaria, ospedali,  produttori di farmaci e di apparecchiature medicali. Generalmente viene considerato dai mercati come un settore tradizionalmente “difensivo”. Peraltro proprio in questa situazione di emergenza sanitaria dovrebbe avere slancio. Invece gli strumenti ad esso dedicati stanno calando, sia pure con una maggiore capacità di resistenza rispetto ad altri settori. Se l’analisi tecnica evidenzia che il complesso azionario ha ceduto il 30% in un mesetto e mezzo, il settore dell’healthcare si ferma al 20% circa.

Healthcare e lotta al virus

Il punto è che la lotta al Coronavirus ha distolto risorse e attenzione dalla fase finale della sperimentazione di nuove medicine. Inoltre la stretta economica globale si ripercuote su quelle aziende dell’healthcare – tantissime – che sono maggiormente indebitate. Non ci si deve stupire quindi se anche questo comparto sta attraversando uan fase complessa.

La natura difensiva del settore fa pensare che l’healthcare in parte resisterà a una sempre più probabile recessione globale sui mercati otc, che dovrebbe essere in linea se non superiore a quella vista durante il periodo 2008-2009. Tuttavia, se la pandemia dovesse impattare in modo ancora forte sull’economia globale, con un incremento dei senza lavoro o con una scarsa copertura sanitaria o assicurativa, allora la domanda legata all’healthcare potrebbe scendere e penalizzare il settore (anche se in questo caso è lecito aspettarsi un intervento dei governi).

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In 10 giorni e 16 mila ore a titolo gratuito è pronto l’ospedale alla Fiera di Bergamo

“Siamo contenti perché abbiamo finito l’ospedale dei bergamaschi. Una corsa contro il tempo grazie al lavoro di tutti, insieme in cordata, contro COVID-19.”  È gioia e soddisfazione quella che si respira nelle parole di Giacinto Giambellini – Presidente di Confartigianato Imprese Bergamo – e tra gli artigiani che in soli 10 giorni hanno completato i lavori per la realizzazione dell’ospedale da campo dell’Associazione Nazionale Alpini che da installazione di tende si è trasformato in una struttura permanente ed è ora pronto ad accogliere i primi pazienti.

Più di 16.000 ore di lavoro per un contributo che va oltre al valore economico. 250 artigiani altamente specializzati si sono messi al servizio dell’ospedale dei bergamaschi con alpini e tifosi della curva nord, per dare supporto all’impresa che ha l’appalto dei lavori.

Gli artigiani di Confartigianato Bergamo hanno lavorato senza sosta per 10 giorni all’interno della struttura alla realizzazione delle pareti, al supporto nel montaggio e cablaggio dei quadri fino all’installazione dell’impianto gas ed elettrico e all’esterno, a quattro mani con i ragazzi della curva, alla realizzazione della piattaforma per gli elicotteri

La “chiamata” è arrivata lunedì 23 marzo via mail a Confartigianato Imprese Bergamo: “Abbiamo bisogno di 12 tra posatori di pareti e imbianchini per rispettare i tempi di apertura dell’ospedale da campo alla Fiera di Bergamo” – ha scritto Antonio Tonarelli, direttore logistico gruppo intervento medico chirurgico ospedale da campo – fondazione A.N.A. onlus. La risposta non si è fatta attendere. Attraverso Confartigianato Bergamo, la mattina dopo, in cantiere c’erano 250 artigiani: muratori, carpentieri, cartongessisti, imbianchini, idraulici, impiantisti tecnici del gas e elettricisti specializzati in cordata al lavoro per poter aprire l’ospedale il prima possibile e dare una boccata di ossigeno alle aziende ospedaliere al collasso. Con 142 posti letto, dei quali 72 destinati alla terapia intensiva e sub-intensiva e i restanti a chi sta uscendo dalla fase critica del Covid-19, l’ospedale da campo che sarà gestito dall’azienda ospedaliera Papa Giovanni è oggi realtà.

Un supporto che non si ferma con la consegna dell’ospedale da campo. Infatti, Confartigianato Bergamo e i suoi artigiani si sono messi a disposizione per le attività di manutenzione e pronto intervento per gli impianti idraulici e elettricisti.

Un grande orgoglio artigiano quello delle imprese bergamasche che stanno fronteggiando l’emergenza da Coronavirus con grande senso di responsabilità, impegnandosi a rispettare i vincoli imposti dalle Istituzioni e attrezzandosi con tutti gli strumenti necessari per tutelare dipendenti, clienti e fornitori. L’emergenza da Coronavirus è anche economica, oltre che sanitaria. Sono 30.408 le imprese artigiane registrate nella bergamasca, che danno lavoro a quasi ottantamila persone e rappresentano il motore economico della nostra provincia, oggi in ginocchio ma sempre pronte a rispondere e ad agire.

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Terna: emergenza Covid-19, le misure adottate dal gruppo guidato da Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: l’emergenza Coronavirus non ferma Terna. Le misure adottate dal Gruppo per garantire la continuità dei flussi di energia e l’operatività in condizioni di sicurezza per i propri dipendenti.

Luigi Ferraris, AD Terna

Luigi Ferraris: emergenza Covid-19, Terna al lavoro per garantire la sicurezza del servizio elettrico

La trasmissione dell’energia elettrica su tutto il territorio nazionale è un servizio pubblico essenziale. Nell’operare in questi giorni di emergenza, Terna ha dovuto adattarsi ai cambiamenti che ne sono derivati. Come si legge in una nota diffusa dal Gruppo guidato da Luigi Ferraris, ora che milioni di italiani sono chiamati a restare a casa per evitare un’ulteriore diffusione del contagio, i consumi domestici crescono mentre diminuiscono quelli industriali. Di conseguenza anche le ore di picco cambiano. Variazioni che chi lavora per garantire il trasporto dell’energia è costretto a fronteggiare per fare in modo che tutto funzioni. Terna dunque fin dai primi giorni di emergenza si è organizzata per assicurare la continuità dei flussi di energia. Ogni giorno, per 24 ore. In sicurezza. Il Gruppo, di cui Luigi Ferraris è Amministratore Delegato e Direttore Generale dal 2017, è il primo TSO (transmission system operator) in Europa ad aver adottato questo modello e ora lo condivide con gli altri gestori europei delle reti di trasporto dell’elettricità.

Luigi Ferraris: Terna farà tutto il possibile per sostenere il Paese nell’accelerare la ripresa

Nell’ottica di garantire la sicurezza dei propri dipendenti, Terna ha adottato diverse misure a partire da quelle igienico-sanitarie. È stato attivato lo smart working per il 100% della popolazione aziendale non direttamente operativa. Il personale che opera negli impianti, secondo quanto riporta una nota del Gruppo di Luigi Ferraris circa il 30% del totale, segue un sistema a rotazione settimanale e viene distribuito su più sedi, così da garantire la distanza di sicurezza di almeno un metro fra le persone. Sono stati sospesi eventi aziendali e corsi di formazione: le riunioni si tengono invece in videoconferenza. È stata poi istituita una polizza assicurativa COVID-19 per tutti i dipendenti, che si attiva in caso di ricovero in ospedale. Terna sottolinea inoltre che in questa situazione storica di emergenza è pronta a fare tutto il possibile per la sicurezza del Paese, in linea con le direttive del nuovo Piano Strategico 2020-2024 illustrato dall’AD e DG Luigi Ferraris.

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Fabrizio Palermo: riunione Cdp, Sace e Simest per piano straordinario 2020 per il Made in Italy

Un focus importante da parte di Cdp è stato già messo in atto per supportare le imprese, soprattutto per quanto riguarda export e internazionalizzazione: l’ha confermato l’AD Fabrizio Palermo durante la riunione con i vertici Sace e Simest in occasione della presentazione del piano straordinario 2020 per il Made in Italy.

Fabrizio Palermo

Fabrizio Palermo: il piano straordinario 2020 per il Made in Italy

Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato di Cdp, ha partecipato alla riunione con i vertici di Sace, Simest e Cdp Venture Capital per la presentazione del piano straordinario 2020 per il Made in Italy. L’AD ha sottolineato le misure già in parte messe in atto dal Gruppo per far fronte all’emergenza coronavirus, che prevedono un miliardo di euro a favore delle imprese, il differimento delle rate dei mutui delle pubbliche amministrazioni, oltre a interventi di moratoria presto introdotti da Sace e Simest. Cdp è “fortemente focalizzata” sul supporto alle imprese, soprattutto sui temi dell’export e dell’internazionalizzazione, ha dichiarato Fabrizio Palermo. Cdp è pronta ad erogare risorse per un miliardo a favore delle aziende, oltre al differimento delle rate dei mutui delle PA nelle zone maggiormente interessate dall’emergenza. Si prevede l’attuazione di ulteriori garanzie a favore di acquirenti esteri per favorire l’export.

Fabrizio Palermo: tutte le iniziative a sostegno delle imprese

Fabrizio Palermo è impegnato in prima persona su tutte le linee di intervento che possono rivelarsi utili o necessarie per sostenere le imprese. Tra queste, rientra il sostegno all’innovazione attraverso il lancio del Fondo nazionale innovazione. Si prevede, inoltre, di supportare la crescita con il lancio dell’Export Basket Bond da 500 milioni, le iniziative di formazione all’export per le aziende, l’avvio di un portale unico che spieghi alle imprese i vari strumenti a loro disposizione. Per le aziende con accordi di filiera nei settori aerospazio, agroalimentare, difesa e ingegneria, l’acceso al credito sarà facilitato. Fabrizio Palermo ha ricordato che il Gruppo Cdp è già di per sé fortemente focalizzato sul supporto all’export e all’internazionalizzazione delle aziende: questi infatti rappresentano “una leva di sviluppo importante per il Paese”. Alle Pmi e alle Mid-Cap è dunque fondamentale fornire tutto il supporto possibile. L’AD ha concluso ringraziando il Governo per il rifinanziamento del fondo 394, gestito dalla controllata Simest e dedicato all’internazionalizzazione delle Pmi.

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Covid-19, l’appello di Susanna Esposito: “Subito tamponi a tappeto agli operatori sanitari esposti a Covid-19”

Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla di Parma e infettivologa di fama internazionale, Susanna Esposito si sofferma sulle politiche relative alla sicurezza degli ospedali italiani: la scarsa tutela degli operatori sanitari porterà, infatti, a gravi conseguenze per tutto il Paese.

Susanna Esposito

Pandemia, Susanna Esposito: “Imprescindibile la sicurezza degli operatori sanitari”

Nessuna azione particolare, sperando nell’immunità di gregge: era la strategia che, fino a qualche giorno fa, aveva adottato per il Regno Unito il Primo Ministro Boris Johnson. Una politica che, secondo le parole di Susanna Esposito, è assimilabile a ciò che sta accadendo nelle strutture ospedaliere italiane durante l’emergenza Covid-19s. Intervistata in una delle ultime puntate di “Coffee Break”, programma di informazione mattutino su La7 condotto da Andrea Pancani, la Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive ha lanciato l’allarme sulle misure adottate finora negli ospedali e sulla gravissima mancanza di dispositivi di protezione individuale, suggerendo urgenti modifiche: “Ci sono molte strategie che sono state impiegate in situazioni epidemiche, che comprendono controlli routinari sul personale sanitario per evitare che diffonda la malattia a pazienti con altre patologie e ai loro familiari “. In caso di impossibilità dovuta alla carenza di organico, bisogna sottoporre gli operatori a controlli quotidiani e sistematici per evitare la circolazione del virus negli ospedali: “È inutile criticare Boris Johnson – ha dichiarato Susanna Espositoperché in Italia, attualmente, nelle realtà ospedaliere, sta accadendo ciò che ha detto il premier inglese. Le Istituzioni, sotto questo aspetto, dovrebbero quantomeno fare un minimo di autocritica”.

Susanna Esposito, la carriera nell’ambito della ricerca

Selezionata come Top Italian Women Scientists della Fondazione Onda per le Scienze Cliniche, Susanna Esposito è una ricercatrice di fama internazionale che attualmente ricopre diversi incarichi di responsabilità: è infatti Professore Ordinario di Pediatria all’Università di Parma, Direttore della Clinica Pediatrica all’Ospedale Pietro Barilla dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria e infine Presidente dell’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici (WAidid). Milanese, classe 1971, specializzata sia in Pediatria che in Malattie Infettive, durante la sua attività di ricerca ha collaborato con diversi istituti stranieri, come il Southwestern Medical Center in Texas e il St George’s Medical Center di Londra: tra i suoi successi l’identificazione di due nuovi Enterovirus. La sua copiosa attività scientifica ha portato a oltre 650 pubblicazioni in extenso, con un Impact Factor medio maggiore di 4 per quelle internazionali e un h index di 69. Per il suo contributo, Susanna Esposito ha ricevuto numerosi riconoscimenti, come il Premio “Carlo Imperato” per il miglior lavoro sperimentale in ambito di “Malattie respiratorie del bambino” e lo Young Investigator Award durante il World Congress of Pediatric Infectious Diseases del 2002.

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Un excursus sulla carriera di Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello è attualmente alla guida della trasformazione digitale di Eni. Il manager ha iniziato la sua carriera in Agip S.p.A., per poi aprirsi sul fronte internazionale con incarichi di maggior rilievo.

Luigino Lusuriello

Luigino Lusuriello: gli anni in Eni e l’incarico attuale

Luigino Lusuriello è Chief Digital Officer di Eni, incarico assunto a partire dal 18 settembre 2018. Tale ruolo lo vede in prima linea sul fronte della trasformazione digitale all’interno dell’azienda: le nuove tecnologie devono essere necessariamente supportate dalle competenze umane. Solo così, lasciando le persone al centro, si può liberare il vero potenziale del digitale. Prima di ottenere questo incarico, il manager si è occupato del coordinamento e della gestione delle attività in Kazakhstan – Karachaganak in qualità di Vice President. Nel 2011 Luigino Lusuriello viene nominato Senior Vice Presidente Programma Iraq. Successivamente, dal 2013 al 2018, è Executive Vice President Operations di Eni, incarico che lo mette alla guida della funzione centrale tecnica del Gruppo, a presidio delle operazioni a livello mondiale.

Luigino Lusuriello: la formazione e i primi incarichi professionali

Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso l’Università di Genova, Luigino Lusuriello ha deciso di consolidare ulteriormente la sua formazione nel 2009 partecipando al corso “The Oxford Advanced Management and Leadership Programme” presso la Said Business School University of Oxford. Dopo aver prestato per quasi 2 anni servizio come ufficiale del Genio Navale nella Marina Militare Italiana, inizia il suo percorso professionale in Agip S.p.A. con l’incarico di progettista di strutture onshore e offshore nella Direzione Ingegneria. In seguito, diventa Construction Yard Manager, Platform Manager in Congo e Manager – Production and Maintenance Technologies per la sede di Crema. In seguito, Luigino Lusuriello lavora come Project Manager, Production Manager e Capo Distretto a Ortona, quest’ultima carica ricoperta anche in Val D’Agri. Dal 2004 la sua carriera si internazionalizza con il ruolo di Managing Director presso Eni Congo e, in seguito, per Eni UK.

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