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31 Ottobre 2023

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Andrea Mascetti: l’importanza dei progetti che valorizzano il turismo alpino in Lombardia

Sei milioni di euro: questa è la cifra che Finlombarda, in tandem con Banca Sella e Rsi Srl, investirà nell’ammodernamento degli impianti sciistici di Colere, rendendo l’intero comprensorio più attraente per il turismo e aumentando il numero di escursioni. Lo ha annunciato il Presidente Andrea Mascetti.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti (Finlombarda): il turismo alpino asset fondamentale per il territorio

Lo ha sottolineato anche il Presidente Andrea Mascetti parlando del coinvolgimento di Finlombarda nel progetto di rilancio del comprensorio sciistico “Colere Ski Area 2200”: il turismo alpino gioca un ruolo chiave “per lo sviluppo economico della nostra regione sia d’estate, sia d’inverno” e ne rappresenta “uno degli asset principali”. Parole che esprimono efficacemente il valore dell’operazione portata avanti con il contributo della società finanziaria di Regione Lombardia guidata da Andrea Mascetti: il finanziamento siglato da Istituto per il Credito Sportivo, nel ruolo di lead arranger, Finlombarda, società finanziaria di Regione Lombardia, e Banca Sella con Rsi Srl per un importo del valore complessivo pari a 6 milioni di euro e con una durata di 17 anni, punta a rendere più attraente il comprensorio sciistico invernale e aumentare le attivià escursionistiche della Val di Scalve.

Andrea Mascetti: “Colere Ski Area 2200”, focus sul progetto di rilancio realizzato anche grazie a Finlombarda

Nelle parole del Presidente Andrea Mascetti si legge la soddisfazione per la partecipazione di Finlombarda “al finanziamento in pool del comprensorio sciistico di Colere”. Il finanziamento è assistito dalla garanzia concessa dal Fondo di garanzia per l’impiantistica sportiva gestito da Istituto per il Credito Sportivo: Rsi Srl, che si è aggiudicata la concessione per la progettazione, costruzione, manutenzione e gestione di “Colere Ski Area 2200” in provincia di Bergamo nell’ambito della procedura di gara indetta dal Comune di Colere, investirà le risorse finanziarie per rilanciare la competitività e attrattività del comprensorio sciistico. “La competitività dei nostri territori passa anche dalla valorizzazione di quei fattori indispensabili per un turismo montano di successo” ha evidenziato infine il Presidente Andrea Mascetti.

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Terna: di cosa di occupa il gestore della rete elettrica nazionale

Terna è una società per azioni italiana che opera nel settore delle reti di trasmissione, è proprietaria della rete di trasmissione nazionale dell’elettricità in alta e altissima tensione ed è il più grande operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa.

Terna, il gestore della rete elettrica nazionale

Terna: la storia

Terna nasce nel 1999 a seguito della liberalizzazione del settore elettrico. Inizialmente controllata dal Gruppo Enel, nel 2005 viene trasferita alla Cassa Depositi e Prestiti e avvia un processo di crescita che la porta a sviluppare elettrodotti strategici per l’integrazione delle fonti rinnovabili e l’interconnessione con i Paesi limitrofi. La mission della società diventa quella di garantire la sicurezza e la qualità dell’approvvigionamento elettrico nazionale, contribuendo allo sviluppo sostenibile del Paese nel ruolo di regista e abilitatore della transizione energetica. Nel corso degli anni arriva così ad affermarsi come punto di riferimento nell’ambito della sostenibilità ambientale, sociale e di governance, testimoniato anche dalla lunga serie di riconoscimenti ricevuti da enti indipendenti ed esperti del settore. Nel 2022 il Gruppo lancia Terna Academy, un hub di ricerca e formazione che ha lo scopo di promuovere lo sviluppo di competenze utili ad affrontare le sfide della transizione energetica. Poco dopo inaugura anche il Tyrrhenian Lab, un centro di formazione d’eccellenza realizzato in partnership con le Università di Cagliari, Salerno e Palermo rivolto ai talenti del Mezzogiorno.

Terna: le attività

Dal 2004 quotata nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana, Terna conta oggi oltre 5.000 dipendenti. Il Gruppo è gestore di più di 74mila km di linee elettriche in alta tensione, 896 stazioni di trasformazione e smistamento e 26 linee di interconnessione con l’estero. La società si occupa, da un lato, della pianificazione, costruzione e gestione delle infrastrutture di trasmissione e dei servizi connessi, dall’altro delle attività non soggette a regolazione tariffaria quali le attività internazionali, le energie rinnovabili e lo sviluppo tecnologico. Inoltre, Terna è attiva a livello internazionale con Terna Plus, la società che si occupa di sviluppare nuovi business mediante l’esportazione di competenze tecniche sotto forma di technical advisory e assistenza, presente anche in Albania, Brasile, Cile, Perù e Uruguay. Attualmente, il Gruppo è impegnato nella realizzazione di diverse opere volte a potenziare le connessioni energetiche tra il Nord e il Sud Italia e tra la Penisola e l’estero. Rientrano tra queste: l’elettrodotto Italia-Tunisia, il Tyrrhenian Link e l’Adriatic Link.

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Luca Dal Fabbro (Iren): “Le comunità energetiche porteranno enormi benefici sui territori”

La diffusione delle comunità energetiche potrebbe non solo aiutare il bilancio famigliare, ma anche rendere il Paese più resiliente di fronte alle crisi geopolitiche, come la scarsità di gas seguita alla guerra in Ucraina. Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, evidenzia i pregi di un modello che potrebbe, nei prossimi anni, diventare predominante.

Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo Iren

Luca Dal Fabbro: tre ragioni per cui tutti dovrebbero investire nelle comunità energetiche

In un’analisi dettagliata e approfondita, il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro ha esposto i vantaggi del modello delle cosiddette comunità energetiche, associazioni tra privati residenti nella stessa area (che può essere un condominio, un isolato o un quartiere) che si accordano per acquistare e mantenere un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili (come può essere una serie di pannelli solari). Secondo il Presidente di Iren, le comunità energetiche offrono tre grandi vantaggi: il primo è di natura ambientale, ossia la possibilità di produrre localmente energia pulitao. Il secondo è di carattere economico: non solo l’energia prodotta e consumata verrà scalata dalle bollette, a vantaggio del budget familiare, ma in caso di eccedenza potrà essere ceduta al resto della rete elettrica, con un ulteriore vantaggio economico. Il terzo vantaggio riguarda, invece, l’efficienza: trattandosi di energia prodotta a chilometro zero, sarà caratterizzata da minori sprechi (a causa dell’effetto Ohm, infatti, l’energia che viaggia per lunghi percorsi subisce delle perdite) e subirà interruzioni di servizio e blackout in misura decisamente inferiore. In un periodo in cui i rivolgimenti geopolitici hanno messo a dura prova i conti degli italiani, le comunità energetiche potrebbero rappresentare, secondo Luca Dal Fabbro, una soluzione versatile che aumenterà la resilienza dell’intero Paese.

Luca Dal Fabbro: “Vi spiego perché le comunità energetiche saranno una toccasana per la nostra economia”

L’effetto positivo delle comunità energetiche non si limiterà tuttavia a creare beneficio agli investitori diretti, ma comporterà, spiega Luca Dal Fabbro, potrà avere ricadute positive più ampie. Il Presidente di Iren infatti rileva: “La costruzione di comunità energetiche significa far lavorare il territorio, far lavorare gli elettricisti, gli installatori, i fornitori locali, i manutentori. Quindi, ha un beneficio enorme sul territorio, perché significa scaricare sull’economia dei luoghi questo nuovo modo di produrre energia”. Tutte le fasi della produzione di elettricità tramite le comunità energetiche daranno un “grosso impulso” all’economia: dall’installazione, alla manutenzione, fino allo smaltimento, una grande quantità di denaro sarà investita non per acquistare materie dall’estero, bensì per alimentare l’economia locale. Luca Dal Fabbro sostiene inoltre che il costo di installazione di una comunità energetica è, nonostante le apparenze, molto contenuto. Un condominio di Torino che sta applicando questa tecnica rimborserà l’investimento iniziale, secondo le stime, in sei soli anni: a partire da allora, costituirà un risparmio netto per i condomini. La burocrazia necessaria a procedere all’installazione di un pannello solare è, inoltre, piuttosto snella. Per questo, il Presidente di Iren ritiene che questo modello avrà una diffusione sempre più larga in futuro.

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Vincenzo Sanasi d’Arpe: “Senza Consap molte vittime della strada non sarebbero risarcite”

“Il ruolo sociale ricoperto da Consap – Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada – si fonda sul presupposto che tutti i danneggiati di un sinistro hanno diritto, in ogni caso, a un giusto risarcimento”: in occasione della Giornata per la Memoria delle Vittime della Strada il Prof. Vincenzo Sanasi d’Arpe, AD di Consap, ha ricordato l’importante ruolo sociale ricoperto dalla partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

 Consap

Consap: il ruolo sociale del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada

Il Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada è un organismo di indennizzo gestito da Consap con l’importante funzione di assicurare a coloro che subiscono danni stradali un adeguato risarcimento. Vi sono infatti casi in cui le assicurazioni tradizionali non offrono la necessaria copertura: ad esempio, nell’eventualità di danni causati da veicoli non assicurati oppure di veicoli messi in circolazione contro il volere del proprietario, come nel caso del furto. Può inoltre capitare che, sebbene il veicolo sia correttamente assicurato, la compagnia assicurativa non provveda al rimborso, perché in fallimento o posta in liquidazione coatta. In queste eventualità, Consap interviene consentendo alle vittime di ottenere qualche forma di risarcimento, in virtù della convinzione, sottolineata dall’AD Vincenzo Sanasi d’Arpe, che tutti coloro che hanno subito questo genere di incidenti lo meritino.

Come fare richiesta di risarcimento a Consap: massimali e procedure

Consap gestisce il Fondo di Garanzia delle Vittime della Strada secondo le disposizioni dell’art. 286 del D.Lgs. 209/2005. La liquidazione viene effettuata dalle imprese designate dall’IVASS, consultabili nella sezione “Normativa” del sito della società. I massimali di risarcimento variano in base alla data dell’incidente. Ad esempio, fino all’11 giugno 2022, il massimale per danni alle persone era di € 6.450.000,00, mentre per danni alle cose era di € 1.300.000,00. Per avviare la richiesta, è necessario compilare un modulo specifico sulla homepage del FGVS, fornendo dettagli sul sinistro e inviarlo, insieme a documenti di supporto, all’impresa designata competente e a Consap. Questo processo rigoroso garantisce una gestione conforme alle normative vigenti delle richieste di risarcimento.

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Risparmio privato, Banca Generali e Marco Montemagno promuovono l’educazione finanziaria

Il risparmio privato è una componente fondamentale della stabilità economica delle famiglie. Tuttavia, in Italia le competenze finanziarie sono al di sotto della media dei Paesi OCSE. Tra le realtà impegnate nella promozione dell’educazione finanziaria Banca Generali, artefice del progetto Edufin 3.0 insieme a Marco Montemagno.

Banca Generali

Imparare a gestire il risparmio privato per le sfide del futuro: l’obiettivo di Edufin 3.0

Come possiamo gestire al meglio il nostro risparmio privato? Come possiamo affrontare le sfide finanziarie del futuro? Queste sono domande che riguardano tutti gli italiani, ma che spesso non trovano risposte chiare e semplici. Per questo motivo, Banca Generali ha lanciato Edufin 3.0, un progetto che vuole rendere l’educazione finanziaria accessibile e coinvolgente per tutti, usando i social media come canale e servendosi delle skills di Marco Montemagno come divulgatore. Il risparmio privato è infatti una componente fondamentale della stabilità economica, ma sulle competenze finanziarie l’Italia sconta un grosso gap rispetto ai principali partner europei e internazionali. Basti pensare che, secondo il rapporto Edufin 2023 del Ministero dell’Istruzione, oltre il 50% dei decisori economici delle famiglie italiane non conosce i concetti di base su temi come la finanza, il risparmio privato e gli investimenti. Percentuale che tende ad aumentare se si prendono in considerazione i dati riguardanti giovani, donne e famiglie a basso reddito. Questo significa che molti italiani non sono in grado di gestire al meglio le proprie finanze e tutelarle in un’ottica di medio-lungo periodo. Edufin 3.0 nasce quindi con l’intento di diffondere contenuti semplici e diretti sui temi della finanza.

La finanza e il risparmio privato a portata di click con Banca Generali

Il format del progetto, curato da Marco Montemagno, consiste in una serie di interviste informali con esperti di vari settori, che spiegano in modo chiaro e divertente i concetti finanziari più importanti. Dalla gestione più basilare del risparmio privato agli strumenti come gli ETF, dagli approfondimenti sulla figura del consulente e del corporate advisory, passando per gli investimenti sostenibili ESG. Punto di forza di Edufin 3.0 è che l’iniziativa promossa da Banca Generali su canali come Youtube, Instagram e TikTok non si limita a educare, ma cerca di coinvolgere un pubblico più vasto e diversificato, dalle nuove generazioni agli adulti, offrendo a tutti la possibilità di approfondire i temi finanziari attraverso un mezzo potente: i social media.

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Stefano Venier (Snam): “Innovazione fattore chiave per la neutralità carbonica”

L’innovazione è il fattore chiave per la transizione energetica verso un sistema a basse emissioni di carbonio. Questo è il messaggio che ha voluto trasmettere Stefano Venier, Amministratore Delegato di Snam, durante il primo evento della quinta edizione di “Green & Blue Talk”, promosso dal “Corriere della Sera”. 

Stefano Venier

Stefano Venier: “Futuro sostenibile? Servono soluzioni innovative”

Il 10 ottobre si è tenuto a Milano “Transition to Net Zero – Innovare l’Energia”, il primo evento di “Green & Blue Talk”, una serie di incontri sul tema dell’energia e della sostenibilità organizzati dal “Corriere della Sera” e da Pianeta 2030. Obiettivo della 5a edizione dell’evento: discutere le sfide e le opportunità che il settore energetico deve affrontare in un contesto geopolitico in continua evoluzione. Tra i protagonisti della giornata, che ha visto la partecipazione delle principali realtà italiane nel settore dell’energia, anche Stefano Venier, Amministratore Delegato di Snam, primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale con una rete, in Italia e all’estero, di circa 38.000 km e attiva anche nello stoccaggio e nella rigassificazione. Il manager, che ha preso parte alla sessione dell’evento dedicata alla questione energetica, indipendenza e diversificazione per lo sviluppo del Sistema Paese, ha messo in evidenza il ruolo dell’innovazione, fattore indispensabile per il futuro sostenibile che l’Europa intende creare: “In un’azienda come Snam, che lavora per abilitare la transizione energetica, il tema dell’innovazione è sicuramente centrale. E l’innovazione – ha aggiunto Stefano Venier riguarda innanzitutto i processi, perché senza questi non troveremmo le soluzioni per arrivare alla neutralità carbonica, obiettivo che dobbiamo conseguire.

Stefano Venier: come Snam affronta la transizione energetica con innovazione interna e Open Innovation

Durante l’evento sono stati affrontati diversi aspetti legati alla transizione energetica, come la diversificazione delle fonti, la sicurezza degli approvvigionamenti, l’ottimizzazione dei costi, la riconversione degli impianti e la riduzione degli impatti ambientali. Sfide che Snam affronta grazie ad un approccio che Stefano Venier ha definito di “dual track”, basato su una combinazione di innovazione sia interna che ispirata al modello Open Innovation. “Gestire l’innovazione diventa quindi un fattore fondamentale”. Senza dimenticare un altro aspetto cruciale da considerare: “È necessario anche costruire una cultura adeguata che sappia recepire e sappia valorizzare l’innovazione portandola a tutti i livelli dell’azienda”, ha concluso l’AD.

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Sabrina De Filippis anticipa importanti investimenti di Mercitalia in Lombardia al convegno SetteOttavi

“Un’opportunità per ottimizzare la connettività della regione con le maggiori destinazioni italiane ed europee e contribuire al potenziamento della capacità di interscambio modale delle merci di una delle aree più produttive del Nord Italia”: l’AD di Mercitalia Logistics Sabrina De Filippis ha spiegato l’importanza degli investimenti della società in Lombardia.

Sabrina De Filippis, AD di Mercitalia Logistics

Mercitalia Logistics, grande attesi per i nuovi terminal logistici annunciati da Sabrina De Filippis

Sabrina De Filippis ha preso parte al convegno SetteOttavi, organizzato da Confindustria Brescia per fungere da punto di incontro tra istituzione e imprese nel mondo della logistica e dei trasporti. Nel corso dell’importante conferenza, a cui ha presenziato anche il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini, l’AD di Mercitalia Logistics ha annunciato una nuova serie di importanti investimenti, per un totale di 3 miliardi di euro. “Gli investimenti costituiscono uno dei pilastri del nostro Piano Industriale, con oltre 3 miliardi di euro dedicati al rinnovo della nostra flotta, alle tecnologie e ai terminali, che rappresentano il cuore pulsante del mondo della logistica.” In particolare, Mercitalia Logistics ha programmato una serie di importanti iniziative in Lombardia, regione di cui Sabrina De Filippis ha sottolineato la centralità a livello economico e industriale. Nello specifico, il Polo Logistico del Gruppo FS aprirà due nuovi terminal, uno a Segrate (nei dintorni di Milano) e l’altro a Brescia. “In Lombardia siamo concentrati particolarmente sulla realizzazione dei nuovi terminal di Milano e Brescia per oltre 340 mila mq complessivi: un’opportunità per ottimizzare la connettività della regione con le maggiori destinazioni italiane ed europee e contribuire al potenziamento della capacità di interscambio modale delle merci di una delle aree più produttive del Nord Italia.

Sabrina De Filippis: “Così connetteremo la Lombardia al territorio europeo”

Sabrina De Filippis ha sottolineato l’importanza strategica di connettere la Lombardia alla rete europea TEN-T, operazione in cui l’istituzione dei nuovi terminal giocherà un ruolo determinante. L’AD di Mercitalia Logistics ha rivelato, nel corso del suo intervento, importanti dettagli su costi e tempistiche della loro costruzione: “Attraverso la società TerAlp sono in corso i lavori per oltre 100 milioni di euro nel terminal di Milano Smistamento a Segrate, che contiamo di completare entro il 2026, mentre a Brescia, con un investimento di oltre 60 milioni di euro, prevediamo l’attivazione nel 2028. Connessioni che ci consentiranno di movimentare i flussi delle merci, in linea con lo sviluppo dei corridoi della rete europea TEN-T.” Particolarmente atteso dalle imprese è il terminal bresciano ‘La Piccola’, che sarà, secondo le anticipazioni, dotato di attrezzature sofisticate che garantiranno altissimi standard di sostenibilità e sicurezza.

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Progresso e sostenibilità nell’industria siderurgica: le qualità dell’acciaio secondo Gruppo Riva

L’acciaio è un materiale versatile, resistente e anche “green”: quali sono i principali vantaggi del suo utilizzo secondo Gruppo Riva.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: l’acciaio guida il progresso della civiltà

Impiegato in quasi tutti i principali settori produttivi e tecnologici, l’acciaio costituisce da secoli una preziosa risorsa nello sviluppo della civiltà. La sua capacità di resistere alle pressioni, alle temperature, agli agenti atmosferici e alla corrosione, e la sua particolare flessibilità e duttilità hanno fatto sì che l’acciaio venisse utilizzato nei campi più disparati, con un ventaglio di applicazioni davvero molto ampio, favorendo di fatto il progresso. È stato anche grazie all’adozione, da parte delle industrie siderurgiche moderne come Gruppo Riva, di elementi innovativi negli assetti produttivi, organizzativi e finanziari. Le nuove tecnologie hanno infatti permesso di garantire livelli di produttività sempre maggiori, ma anche migliori condizioni di sicurezza e una più attenta tutela ambientale. Tutto ciò ha contribuito a rendere l’acciaio un materiale particolarmente all’avanguardia.

Gruppo Riva: l’acciaio è riciclabile all’infinito

Oggi la produzione di acciaio tramite il ciclo elettrosiderurgico rientra tra i cicli industriali più vicini all’idea di economia circolare e quindi in linea con i requisiti di uno sviluppo sostenibile. I prodotti contenenti acciaio possono essere infatti riutilizzati alla fine del loro ciclo di vita per un numero infinito di volte, senza mai perdere le proprie caratteristiche. Per questo motivo, l’acciaio prodotto a forno elettrico può essere considerato un prodotto “verde”. Anche qui, il ruolo delle aziende siderurgiche ha assunto particolare rilevanza. I crescenti investimenti nei forni elettrici hanno di fatto contribuito a far aumentare progressivamente la produzione di acciaio verde. Gruppo Riva abbraccia appieno tale filosofia produttiva, realizzando all’interno dei suoi stabilimenti esclusivamente acciaio da forno elettrico.

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Wikiceo: tutto quello che devi sapere sul management in Italia

Se vuoi sapere chi sono i manager italiani più influenti, quali sono i settori industriali più importanti in Italia e come si è evoluta l’economia e l’industria del nostro Paese, c’è un sito che fa al caso tuo: Wikiceo è un portale di approfondimento dedicato al mondo manageriale italiano, che offre contenuti interessanti e affidabili su biografie, settori e storia.

Wikiceo, il portale dedicato ai top manager italiani

La mission di Wikiceo

Chi sono i manager italiani che hanno fatto la differenza nel loro settore? Come si è sviluppato il management in Italia nel tempo? Quali sono i settori industriali che caratterizzano il sistema economico italiano? A queste e altre domande risponde Wikiceo, il nuovo portale dedicato alla scoperta del mondo manageriale italiano. Contenuti interessanti e affidabili sulle esperienze formative e professionali dei principali Ceo italiani. La sigla “Ceo” sta per Chief Executive Officer, l’equivalente in Italia dell’Amministratore Delegato. Sul sito è possibile trovare le biografie aggiornate di imprenditori e top manager italiani, così come informazioni sui settori industriali che più di tutti rappresentano la forza propulsiva del Paese, dall’energia fino al settore aerospaziale.

Wikiceo, utile e facile da consultare

Wikiceo è un sito utile e facile da consultare per chi vuole approfondire le tematiche legate al management in Italia. Il portalee offre infatti una ricerca semplice e veloce delle biografie dei manager italiani, divisi per nome, cognome, azienda o settore. Basato sul software libero “MediaWiki”, sviluppato da Wikimedia Foundation per Wikipedia e adottato anche da portali come Wikihow, Wikiceo nasce con l’obiettivo di offrire ai suoi visitatori un’informazione di qualità. Il sito vuole raccontare le storie, le esperienze e le competenze dei manager italiani che hanno contribuito o contribuiscono allo sviluppo economico e industriale del nostro Paese. Dai “Top Manager di sempre” come Gianni Agnelli e Adriano Olivetti ai volti meno noti ma che oggi sono alla guida delle principali realtà del Paese.

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Gianpiero Strisciuglio (RFI): “Con il PNRR e il piano decennale cambieremo le infrastrutture”

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e il piano decennale del Gruppo FS sono due strumenti fondamentali per il futuro delle infrastrutture ferroviarie in Italia: è il messaggio lanciato da Gianpiero Strisciuglio, AD di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), a latere di un convegno organizzato a Bari.

L'AD di Rete Ferroviaria Italiana, Gianpiero Strisciuglio

Gianpiero Strisciuglio: il ruolo di RFI nel PNRR

Come influirà il Piano di Ripresa e Resilienza sul panorama delle infrastrutture ferroviarie in Italia? Quali le sfide e le opportunità che si presentano? Sono le domande alle quali ha provato a rispondere Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), società del Gruppo FS. In occasione del convegno “I ponti e le gallerie italiane del PNRR”, organizzato a Bari dalla Scuola di Ingegneria & Architettura del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, il manager alla guida della capofila del Polo Infrastrutture ha illustrato lo stato di avanzamento dei progetti finanziati dal PNRR. “Come RFI – ha ricordato Gianpiero Strisciuglioabbiamo l’83% dei progetti del PNRR già in fase realizzativa”. Ad oggi RFI è impegnata con oltre 4mila cantieri in tutta Italia, per un totale di più di 42 miliardi di euro tra nuove opere e manutenzione delle linee esistenti. Protagonista degli investimenti soprattutto il Mezzogiorno, dove nei prossimi dieci anni RFI investirà 47 degli 80 miliardi previsti dal Piano del Gruppo FS.

Gianpiero Strisciuglio: il futuro delle infrastrutture ferroviarie in Italia

Un Piano decennale, quello del Gruppo FS, che insieme alle risorse del PNRR avrà un impatto decisivo sullo scenario infrastrutturale del Paese, aumentando il numero di opere civili e migliorando la qualità dei servizi. Per Gianpiero Strisciuglio l’Italia ha la possibilità di compiere un vero e proprio “salto infrastrutturale” con effetti positivi dal punto di vista ambientale, economico e sociale. L’innovazione e la digitalizzazione i principali alleati di questo processo, in particolare sotto il profilo della diagnostica predittiva, oggi indispensabile per verificare lo stato di efficienza dell’infrastruttura ferroviaria e delle opere civili e coordinare la gestione del traffico ferroviario al verificarsi di emergenze e criticità. Non a caso, per stare al passo con l’evoluzione tecnologica RFI collabora con più di 50 università, coinvolgendo anche Italferr e ANAS.

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Luca Dal Fabbro: “Con gli impianti di recupero, si potrà provvedere fino al 30% del nostro fabbisogno di materie critiche”

“Ricordo che siamo la seconda potenza industriale europea, e quindi è molto importante avere anche una focalizzazione sulla strategia di approvvigionamento, assicurarci per evitare i problemi che abbiamo avuto lo scorso anno con il gas”: secondo il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro, la sostenibilità è una questione strategica ancora prima che ambientale.

 Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: “Investimento da mezzo miliardo per ridurre la dipendenza dall’estero per le materie critiche

Iren si è candidata e si candida per essere il leader nel recupero delle materie prime critiche”: lo ha affermato Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, al Forum Ambrosetti, in una sessione dedicata proprio al tema della dipendenza. Che non è solo energetica e di combustibile, ma anche quella da materiali pregiati fondamentali per la costruzione degli apparecchi tecnologici: si tratta delle cosiddette ‘materie prime critiche’, rare sul territorio europeo, e che siamo costretti ad acquistare a caro prezzo, soprattutto dalla Cina. Tuttavia, ha sottolineato Luca Dal Fabbro, una soluzione c’è: si tratta degli impianti di recupero di materia, che possono restituire questi materiali a partire dal riciclo di apparecchi tecnologici, schermi di smartphone e computer: Iren è già pioniere di questa pratica, attraverso gli impianti di Arezzo e Torino che utilizzano tecnologie innovative per recuperare materie critiche a partire dagli schermi LED. Con un investimento di mezzo miliardo di euro, ha dichiarato il Presidente di Iren, si potrebbero costruire una decina di impianti in grado di provvedere al 30% del nostro fabbisogno di materie critiche.

Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro spiega le opportunità del biogas

Il recupero di materie critiche non è l’unica specialità di Iren. Luca Dal Fabbro ha esposto gli ambiziosi progetti della multiutility nell’ambito delle rinnovabili: in particolare le rinnovabili, ma anche il biogas. Di quest’ultimo l’Italia potrebbe produrre, secondo il Presidente di Iren, 10 miliardi di metri cubi all’anno, utilizzando esclusivamente scarti. Iren sta già investendo in questa tecnologia attraverso i propri impianti di Bari, Reggio Emilia e Liguria. Luca Dal Fabbro ha sottolineato che, essendo l’Italia il secondo Paese europeo più industrializzato, permettere ai nostri imprenditori di valersi di energia a basso costo è una priorità non solo ambientale, ma anche strategica. Con le fonti rinnovabili, Iren si è dimostrata in grado di offrire energia pulita a prezzi convenienti.

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CONSAP, Vincenzo Sanasi d’Arpe riconfermato Amministratore Delegato

L’Assemblea degli Azionisti ha rinnovato la fiducia a Vincenzo Sanasi d’Arpe, confermato per il secondo mandato come Amministratore Delegato della concessionaria dei servizi assicurativi pubblici.

L'Amministratore Delegato di Consap Vincenzo Sanasi d'Arpe

Vertici CONSAP, gli azionisti confermano il secondo mandato di Vincenzo Sanasi d’Arpe

Vincenzo Sanasi d’Arpe continuerà a guidare CONSAP, la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici totalmente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, anche per il triennio 2023-2025. A confermare la fiducia l’Assemblea degli Azionisti, riunitasi lo scorso 27 giugno per approvare il Bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2022 e nominare il nuovo Consiglio di Amministrazione. A presiederlo il Dott. Sestino Giacomoni, subentrato a Mauro Masi, mentre gli altri componenti nominati sono l’Avv. Francesca Ceruti, la Dott.ssa Silvia Triggiani e il Dott. Antonio Zennaro. Il nuovo mandato di Vincenzo Sanasi d’Arpe alla guida di CONSAP testimonia l’impegno del manager e i risultati positivi della sua gestione. Oggi la controllata del MEF, responsabile tra le altre cose del Fondo di garanzia per le vittime della strada e del Fondo di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso, gestisce 42 linee di attività per conto di diverse Istituzioni.

La carriera di Vincenzo Sanasi d’Arpe

Considerato tra i massimi esperti italiani di crisi e risanamento d’impresa, Vincenzo Sanasi d’Arpe è un avvocato, accademico e dirigente d’azienda con una lunga esperienza come Commissario Straordinario di grandi gruppi industriali in difficoltà e consulente di società multinazionali. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Modena, ha lavorato per la Honeywell Information System Italia, diventandone Vice Presidente e Amministratore Delegato. Incarichi ricoperti anche per realtà quali il Consorzio S.A.S.T.CA., Bull H.N. Italia e Olivetti. Nel 1987 è stato consigliere sulle partecipazioni statali affiancando Emilio Colombo, allora Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica. Attualmente, oltre a guidare CONSAP, è anche Presidente del World Food Programme Italia. Negli anni, Vincenzo Sanasi d’Arpe ha consolidato anche il suo percorso accademico: oggi è Professore straordinario di Diritto dell’economia presso l’Università degli Studi Guglielmo Marconi di Roma, docente presso l’Università di Roma “La Sapienza” e Direttore del Dipartimento di Diritto ed Economia del Consorzio Universitario Humanitas. È inoltre autore di numerosi testi e articoli sul tema dell’amministrazione straordinaria dei grandi gruppi in crisi, tra cui “L’Amministrazione straordinaria dei grandi gruppi in crisi. Lineamenti Giuridici” (Ed. Jovene, Napoli, 2005).

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La formazione sulla scelta e uso dei DPI per le vie respiratorie

Comunicato Stampa

La formazione sulla scelta e uso dei DPI per le vie respiratorie

Un corso a Brescia il 13 e 14 novembre 2023 fornirà a formatori, addetti e consulenti le nozioni, le competenze e gli strumenti utili alla scelta ed utilizzo corretto dei dispositivi di protezione individuale per le vie respiratorie.

 

I dispositivi di protezione individuale (DPI) sono importanti attrezzature destinate ad essere indossate e utilizzate dai lavoratori al fine di preservarli da uno o più rischi che potrebbero minacciare la loro sicurezza o salute durante l’attività lavorativa.

E il loro uso, come ricordato dal Testo unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 81/2008), diventa obbligatorio quando i rischi lavorativi non possono essere evitati o ridotti da idonee misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva o da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

 

Tra questi DPI un ruolo importante è rivestito dagli apparecchi per la protezione delle vie respiratorie (APVR) per i quali, in quanto DPI di terza categoria, destinati a salvaguardare il lavoratore da infortuni gravi o mortali, è previsto un obbligo di informazione, formazione e addestramento circa le modalità del loro corretto impiego.

Tuttavia, nonostante questo obbligo normativo, molte aziende presentano ancora ritardi e carenze nella formazione dei dipendenti sulle corrette procedure per l’uso di tali dispositivi.

 

Esistono corsi che possono contribuire a migliorare la scelta e l’utilizzo corretto dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie? Sono disponibili percorsi di formazione per affrontare gli aspetti relativi alla normativa, alla valutazione e all’uso degli APVR?

 

Un nuovo corso sui DPI per la protezione delle vie respiratorie

Per migliorare l’utilizzo di questi importanti dispositivi in materia di salute e sicurezza l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza nei giorni 13 e 14 novembre 2023 a Brescia un corso di 16 ore in presenza dal titolo “DPI per la protezione delle vie respiratorie. Normativa, valutazione ed utilizzo. Novità e modifiche introdotte”.

 

Il corso ha l’obiettivo di fornire ai formatori, addetti e consulenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro le nozioni, le competenze e gli strumenti utili alla scelta ed utilizzo corretto dei DPI per le vie respiratorie.

 

Il percorso è costituito da una prima parte teorica di introduzione con riferimenti normativi e operativi, durante la quale verranno presentati i principali DPI e le loro caratteristiche, gli agenti inquinanti, i limiti di esposizione e la valutazione corretta per scegliere il DPI idoneo. Successivamente verrà svolta una seconda parte più pratica dove verranno date le indicazioni per l’organizzazione di una corretta formazione e addestramento all’uso degli APVR e verranno svolte delle prove di adattabilità (Fit test).

 

I docenti:

  • Roberto Marasi: formatore qualificato AiFOS, esperto in tematiche relative all’utilizzo dei DPI
  • Marco Magro: formatore qualificato AiFOS, esperto in tematiche relative all’utilizzo degli APVR, membro commissione UNI protezione delle vie respiratorie, fit tester certificato

 

La scelta dei DPI per la protezione delle vie respiratorie

I dispositivi di protezione delle vie respiratorie si distinguono essenzialmente in due categorie:

  • dispositivi filtranti (o respiratori a filtro), in grado di trattenere le sostanze inquinanti presenti nell’ambiente;
  • respiratori (isolanti), in grado di rendere indipendente l’utilizzatore dall’ambiente inquinato.

E il loro funzionamento consiste nel filtrare l’aria inquinata o nel fornire aria respirabile da una sorgente alternativa all’aria pericolosa dell’ambiente di lavoro.

 

La scelta del tipo di dispositivo filtrante o respiratore deve essere fatta solo dopo una corretta valutazione dei rischi lavorativi e in correlazione al tipo di attività svolta, alla qualità e quantità dell’agente inquinante e ai valori limite stabiliti dalla norma o, laddove assenti, dagli elenchi delle organizzazioni scientifiche riconosciute.

 

Inoltre nella scelta dei DPI/APVR più adeguati bisogna tener conto anche di vari altri fattori come, ad esempio, la fatica e durata dell’attività, la durata dei filtri, la libertà di movimento, il campo visivo e l’ergonomia.

 

Informazioni e programma del corso in presenza sui DPI

Il corso di 16 ore in presenza “DPI per la protezione delle vie respiratorie. Normativa, valutazione ed utilizzo. Novità e modifiche introdotte” si terrà a Brescia il 13 e 14 novembre 2023 – – presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Questi gli argomenti affrontati nel corso:

  • Prima giornata (13 novembre, dalle 8:30 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 17:30):
    • normativa di riferimento: D.Lgs. n. 81/08 e UNI 11719:2018
    • Regolamento UE 2016/425 del 9 marzo 2016: esame UE del tipo, Controllo della produzione
    • l’importanza della protezione delle vie respiratorie;
    • valutazione del rischio per scelta APVR
    • agenti inquinanti;
    • limiti di esposizione;
    • gli strumenti di rilevazione;
    • scelta idoneo APVR: tipologie e caratteristiche;
    • esercitazione di gruppo sulla corretta vestizione dei DPI.
  • Seconda giornata (14 novembre, dalle 8:30 alle 13:00 e dalle 13:30 alle 17:00)
    • manutenzione e registrazioni
    • progettare percorso formativo APVR
    • test adattabilità: qualitativo, pro e contro – attività pratica
    • test adattabilità: quantitativo CNC, pro e contro – attività pratica
    • test adattabilità: quantitativo CNP, pro e contro – attività pratica
    • test di verifica dell’apprendimento

 

La partecipazione al corso vale come 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, Formatori qualificati (area 2) e Coordinatori alla sicurezza. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/dpi-per-la-protezione-delle-vie-respiratorie

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

26 ottobre 2023

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Gioielli Oro Storia e Tradizione

I gioielli oro hanno una lunga storia e tradizione che si estende per millenni. L’oro è uno dei metalli più preziosi e desiderati al mondo, ed è stato utilizzato per creare gioielli e ornamenti sin dall’antichità. Ancora oggi i gioielli oro sono considerati oggetti di grande valore che possono essere acquistati e venduti facilmente anche attraverso la diffusa filiera di attività come questo compro oro Firenze.

Ecco una panoramica della storia dei gioielli oro:

Antichità:
Gli antichi Egizi sono famosi per i loro gioielli d’oro, che includevano anelli, braccialetti, collane e amuleti. L’oro aveva un significato religioso e simbolico per gli Egizi, ed era associato alla divinità del sole, Ra.
Nell’antica Roma, l’oro veniva utilizzato per creare gioielli come fibbie, spille, orecchini e braccialetti. Questi gioielli erano spesso indossati per mostrare lo status sociale e la ricchezza.
Medioevo:
Durante il periodo medievale, l’oro veniva utilizzato per creare gioielli ecclesiastici, come croci, reliquiari e corone per le chiese. Questi oggetti erano spesso decorati con pietre preziose e smalti.
Rinascimento:
Nel Rinascimento, i gioielli d’oro raggiunsero un nuovo livello di sofisticazione e bellezza. Artisti come Leonardo da Vinci e Benvenuto Cellini crearono opere d’arte in oro, tra cui gioielli e ornamenti.
Periodo moderno:
Nel corso della storia moderna, l’oro è stato utilizzato per creare una vasta gamma di gioielli, dalle semplici fedi nuziali agli intricati gioielli di alta moda. L’oro è diventato un simbolo di status e ricchezza in molte culture.

Tradizioni legate ai gioielli d’oro:
I gioielli d’oro sono spesso considerati regali preziosi e simbolici in occasioni speciali come matrimoni, anniversari e altre celebrazioni importanti.
Molte culture hanno tradizioni legate all’uso di gioielli d’oro come segni di status sociale o come eredità familiare.
L’arte di creare gioielli d’oro è stata tramandata di generazione in generazione in molte famiglie di gioiellieri.
In alcune culture, i gioielli d’oro sono indossati per scopi religiosi o cerimoniali, come per esempio i gioielli utilizzati in matrimoni indiani.
Negli ultimi decenni, c’è stata una crescente consapevolezza riguardo all’importanza di utilizzare oro proveniente da fonti sostenibili e responsabili, per ridurre l’impatto ambientale e sociale dell’industria dell’oro.
In sintesi, la storia e le tradizioni legate ai gioielli d’oro sono ricche e variegate, e l’oro rimane un metallo prezioso molto apprezzato nella creazione di gioielli di grande valore artistico e simbolico.

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Fabio Inzani, i lavori di ristrutturazione del Policlinico di Bologna: “Verso un polo efficiente e accogliente”

“Prevediamo di completare le opere entro la metà del 2024, in modo da restituire alla comunità cittadina un Polo accogliente, efficiente, sostenibile e ben integrato nel tessuto ospedaliero e urbano”: ecco come il progetto di Fabio Inzani, Presidente di Tecnicaer Engineering, renderà il Policlinico più agevole e accessibile per tutti.

 Fabio Inzani

Fabio Inzani: “Così Tecnicaer ha organizzato in modo razionale i flussi di visitatori

Ristrutturare il Polo Materno-Infantile del Policlinico di Sant’Orsola, rendendolo più accessibile ed efficiente per utenza e personale medico ma senza danneggiare le aree verdi e gli edifici circostanti: questa è la complessa sfida tecnica e ingegneristica che Fabio Inzani, Presidente di Tecnicaer Engineering, ha dovuto affrontare. Il punto debole della progettazione precedente è stato individuato nella eccessiva frammentazione delle attività, che costringeva i visitatori a compiere lunghi e inefficienti spostamenti. Tecnicaer ha dunque scelto di ampliare il Padiglione 4 aggiungendo la sezione 4N, accentrando in questa i servizi di emergenza. Le attività diurne, nel progetto dell’Ingegnere Fabio Inzani, rimarranno invece nel Padiglione 4.

Fabio Inzani: “La salvaguardia del verde al centro del progetto di Tecnicaer

Il progetto di Tecnicaer non è stato esente da complicazioni di carattere tecnico: i piani di ristrutturazione erano infatti ostacolati dalla presenza di aree verdi, nonché di edifici protetti da un vincolo. Nonostante queste criticità, Fabio Inzani e Tecnicaer non hanno tardato a escogitare una soluzione: “Abbiamo prestato un’estrema attenzione alla salvaguardia del verde esistente, espiantando e reimpiantando ove possibile gli alberi presenti nell’area di cantiere e prevedendo nuove piantumazioni sostitutive, con l’intento di integrare edifici e parco all’interno di un disegno coerente”. Nonostante i rallentamenti, Fabio Inzani ha confermato che il progetto di ristrutturazione dovrebbe essere completato entro la prima metà del 2024.

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