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Per la riapertura in sicurezza degli aeroporti italiani ParkinGo lancia il protocollo anti covid-19

Manca pochissimo alla riapertura degli aeroporti italiani e, con essa, a quella di tutte le attività complementari, a partire dai parcheggi. Mercoledì 3 giugno, così come previsto da decreto ministeriale, infatti, terminerà ufficialmente il periodo di stop forzato imposto dall’emergenza Coronavirus e si potrà tornare a volare, a patto che si adottino tutte le misure di sicurezza previste dalle nuove direttive. Misure che ParkinGO, il più importante network di parcheggi per aeroporti, porti e stazioni, ha deciso di rafforzare con uno specifico protocollo.

Distanziamento sociale, sanificazione degli ambienti, scanner biometrici: sono solo alcune delle misure che modificheranno profondamente il modo di volare. Comportamenti pensati per far sentire più sereni i viaggiatori, sia a bordo dell’aereo che nelle fasi che accompagnano la partenza. Una sicurezza che, si spera, possa favorire la ripresa del traffico aereo e, di conseguenza, dell’intero comparto del turismo italiano. Il lockdown, infatti, ha sostanzialmente azzerato il traffico dei cieli, portando il settore in una situazione di estrema difficoltà. Gli aeroporti italiani che hanno chiuso il 2019 con oltre 193 milioni di passeggeri e che avevano stimato per il 2020 il superamento dei 200 milioni di passeggeri, si trovano invece a dover fronteggiare una crisi epocale che fa stimare per l’anno in corso una perdita di circa 130 milioni di passeggeri e una riduzione del fatturato di oltre 1,6 miliardi di euro rispetto all’anno precedente.

«La riapertura degli aeroporti è una grande sfida per tutti gli operatori. Una sfida che potremo vincere solo se i viaggiatori torneranno a sentirsi al sicuro. E la gestione dell’auto privata rientra in questo scenario visto che si ipotizza che l’auto possa essere il modo preferito per arrivare e ripartire dagli aeroporti. Per questo – dichiara il fondatore di ParkinGO, Giuliano Rovelli abbiamo deciso di sviluppare un protocollo ad hoc con una serie di azioni che ci consentiranno di rendere l’auto più sicura di quanto lo fosse al suo arrivo nei nostri parcheggi. Oggi più che mai siamo determinati a lavorare per garantire la migliore esperienza di viaggio, in tutta sicurezza».

Le 5 misure di sicurezza prevedono la sanificazione di tutte le aree di parcheggio, accettazioni e spazi comuni, mascherine certificate e dispositivi di protezione individuali per tutti gli operatori del servizio, Sanification Point con gel detergenti per le mani a base alcolica, barriere in crystal pvc sugli shuttle bus. Compresa nel prezzo la sanificazione di tutte le parti di contatto dei veicoli, come maniglie, volante, cruscotto, cambio e portabagagli. Il tutto grazie alla partnership siglata da ParkinGO con due aziende specializzate: FreeHands e Immunocar, rispettando così i più alti standard di sicurezza.

ParkinGO nasce nel 1995 per soddisfare la crescente domanda di aree di sosta nei pressi dell’aeroporto di Milano Malpensa e diviene ben presto il primo network di parcheggi dedicato a tutti i viaggiatori. ParkinGO cresce negli anni attraverso la gestione diretta dei parcheggi presso gli aeroporti più importanti e con formule di affiliation e franchising negli altri aeroporti. Oggi il Gruppo, un vero e proprio hub della mobilità a 360° conta oltre 90 strutture in Europa, è in continua espansione. www.parkingo.com

FreeHands Gel nasce dalla startup brianzola Freeshape Srl ed è un gel 100% italiano a base alcolica ideale per detergere a fondo le mani senza necessità di risciacquo. www.freehandsgel.com

Immunocar nasce dall’esperienza ventennale dei suoi ideatori nell’industria automotive ed è specializzata nel fornire ai clienti il protocollo e gli strumenti necessari per la sanificazione delle auto con un servizio e una linea prodotti d’eccellenza completa a 360°. https://www.immunocar.com

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Con “Cinque azioni per cambiare il mondo” si conclude il ciclo di webinar per pensieri nuovi “Out of the Box”

Bastano cinque azioni per cambiare il mondo, o meglio, attraverso piccoli cambiamenti quotidiani in cinque aree essenziali di intervento possiamo generare condizioni potremmo avere un impatto enorme sul Pianeta e fare la differenza. Mindset, acqua, energia, plastica, stili di acquisto (cibo, elettronica, abbigliamento).

Giovedì 28 maggio, dalle 10 alle 11, ne parleremo con Diana Tedoldi, esperta in comunicazione, teamwork e ascolto, durante “cinque azioni per cambiare il mondo”, l’ultimo appuntamento del ciclo di webinar gratuiti per pensieri nuovi “Out of the Box” organizzata dall’istituto paritario iSchool di Bergamo.

Un tema, quello della responsabilità verso il nostro pianeta, particolarmente sentito dalla scuola che nell’ultimo anno scolastico è stata protagonista di una significativa svolta green, con azioni concrete che hanno aiutato gli studenti a diminuire l’impatto sul pianeta. Dal potenziamento della raccolta differenziata alla distribuzione di borracce, dall’eliminazione della plastica da tutti i dispenser di merendine, dal bar e dalla mensa all’adesione del progetto previsto dalla Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, fino all’assegnazione di un segnalibro simbolico per ricordare quali sono i gesti quotidiani che rendono la scuola ecologicamente più sostenibile.

Un anno scolastico che si è aperto con l’intervento del Presidente della società metereologica italiana, Luca Mercalli, e si conclude con 5 azioni per cambiare il mondo. Un percorso di consapevolezza che spinge a mettersi in discussione al fine di migliorarsi sempre.

Modera il webinar Christian Bonanno, docente di scienze umane e filosofia di iSchool.

Per accedere visitare la sezione “esperienze” del sito high.ischool.bg.it

La rassegna “Out of the Box” è organizzata dall’istituto paritario iSchool di Bergamo per rispondere alla sfida a cui in questo momento la scuola è chiamata: insegnare ai tempi di Covid 19, facendo crescere le nuove generazioni con una didattica del tutto diversa rispetto a qualsiasi modello precedentemente conosciuto e sperimentato.

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LOCKDOWN E INQUINAMENTO DELLE CITTÀ LA MOBILITÀ ELETTRICA MOTORE DELLA NUOVA NORMALITÀ? A THAT’S MOBILITY DAL 29 AL 30 OTTOBRE IL PUNTO SUL FUTURO DEL SETTORE.

Milano, 22 maggio 2020 – Fervono i lavori per THAT’S MOBILITY, la Conference&Exhibition B2B dedicata alla mobilità elettrica e sostenibile, organizzata da Reed Exhibitions Italia in collaborazione con l’Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, in calendario dal 29 al 30 ottobre 2020, che dedicherà ampio spazio alle nuove esigenze di mobilità urbana nate a seguito dell’emergenza covid-19 e alla necessità di una riflessione sulle nuove politiche di trasporto e modelli di spostamento di cittadini e lavoratori nelle nostre città.

Lockdown e smart working hanno contribuito a diminuire le emissioni di CO2 in molte città come dimostrano le prime analisi ed alcuni studi come “Clear evidence of reduction in urban CO2 emissions as a result of Covid-19 lockdown across Europe” avviato e promosso dall’Icos Ecosystem thematic centre (Etc), centro coordinato dalla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e dall’Università della Tuscia, che ha evidenziato come in sette città europee ad alta densità di traffico e di attività commerciali, le misure restrittive ed il blocco del traffico hanno portato a emissioni di CO2 ridotte fino al 75%. Più in dettaglio, prendendo per esempio i primi dati sulla Lombardia, in pieno centro della Pianura Padana che per la sua configurazione geografica e l’intensa presenza industriale risulta fra le aree più inquinate del nostro paese, il blocco di molte attività e la riduzione degli spostamenti, soprattutto dei trasporti privati, hanno portato, a fronte di una riduzione del traffico che va oltre il 65%, ad una diminuzione media di Nox pari al 28%, di Pm10, all’11% e di CO2 attorno al 18%, dati legati sempre, in ogni caso, all’andamento dei fattori metereologici (fonte Arpa Lombardia mese di marzo).

L’impatto della diminuzione dei trasporti sulla qualità dell’aria è sicuramente importante ed apre le porte alla necessità di introdurre nuovi paradigmi di gestione della mobilità, più sensibili al rispetto dell’ambiente e attenzione alle risorse energetiche impiegate, dove la mobilità elettrica, in tutte le sue declinazioni, può svolgere un ruolo importante per riuscire a trasformare questa esperienza in misure concrete per favorire una modalità di spostamento più sostenibile nelle aree metropolitane, riducendo così l’inquinamento atmosferico e il danno alla salute dei cittadini. In questo scenario, si inseriscono anche le prime misure di incentivazione previste dal Governo rivolte a supportare la diffusione della micro mobilità anche elettrica, la realizzazione attraverso l’ecobonus, dell’installazione di colonnine di ricarica nei condomini e fonti rinnovabili, i fondi per la rottamazione dei veicoli più inquinanti e la sostituzione con veicoli elettrici, ibridi o plug-in.

“THAT’S MOBILITY 2020 intende dedicare ampio spazio a questi temi di grande attualità – dichiara Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitons Italia – questa crisi mondiale ha accelerato transizioni già in corso come per esempio lavorare in modo più flessibile, comprare un po’ di più in rete o usare la bicicletta, il nostro intento, come manifestazione b2b, è di aiutare aziende ed operatori a cogliere a pieno le nuove opportunità, non solo per ridisegnare la logistica urbana per vivere meglio la nuova normalità ma anche per affrontare appieno le sfide del cambiamento climatico non più procrastinabili. Stiamo lavorando per offrire un importante momento di riflessione e dibattito fra tutti gli attori per una ripartenza del business per tutta la filiera legata alla mobilità elettrica e della Smart mobility”,

In quest’ottica, THAT’S MOBILITY intende contribuire allo sviluppo dei nuovi paradigmi di trasporto, evidenziati da questa emergenza, per una progettazione delle nuove forme che assumeranno le città del futuro. Un calendario di incontri dunque che a partire dai dati dello Smart Mobility Report, a cura dell’Energy &Strategy Group della Business School del Politenico di Milano, spazierà dai temi legati alla pianificazione di infrastrutture di ricarica pubblica e privata nel nostro paese, allo stato degli incentivi per i veicoli elettrici – che ci auguriamo possa essere ulteriormente incrementato per auto e moto, aggiunge Pierini – dai sistemi di storage e di ricarica intelligente, alle normative nazionali e regionali per lo sviluppo dell’elettrificazione nel nostro paese, alle potenzialità di sviluppo della sharing mobility privata e aziendale per venire incontro alle nuove esigenze di spostamento dei lavoratori e altri ancora in via di definizione.

Tutti gli aggiornamenti su THAT’S MOBILITY sono disponibili su www.thatsmobility.it e sul profilo Instagram, LinkedIn, e Facebook.

 

THAT’S MOBILITY – è una Conference&Exhibition di proprietà di Reed Exhibitions, il leader mondiale nell’organizzazione di fiere e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 30 Paesi che hanno registrato più̀ di 7 milioni di partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 38 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.
Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel. +39 02/43517038, [email protected]
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Boris Johnson non licenzia collaboratore che ha violato la quarantena anti covid-19

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  • 24 Maggio 2020
Boris Johnson non licenzia collaboratore che ha violato la quarantena anti covid-19

Boris Johnson non licenzia collaboratore che ha violato la quarantena anti covid-19

LONDRA (AP) – Il primo ministro Boris Johnson ha dichiarato domenica che non licenzierà il suo principale aiutante per aver presumibilmente violato le regole di blocco nazionale che ha contribuito a creare guidando lungo tutta l’Inghilterra per 400 chilometri fino a casa dei suoi genitori mentre era infettato dal coronavirus.

IMMAGINE IN EVIDENZA: In questa foto pubblicata dal numero 10 di Downing Street, il primo ministro britannico Boris Johnson parla durante un briefing mediatico sul coronavirus a Downing Street, Londra, domenica 24 maggio 2020. Boris Johnson afferma che non licenzierà il suo assistente principale Dominic Cummings per presunta violazione delle regole nazionali di blocco del coronavirus che ha contribuito a creare. (Andrew Parsons / 10 Downing Street via AP)

Il blocco della Gran Bretagna, iniziato il 23 marzo, prevedeva che le persone dovessero rimanere nella loro residenza principale, partendo solo per commissioni ed esercizi locali essenziali. A chiunque avesse sintomi di coronavirus è stato ordinato di isolarsi completamente.

Cummings afferma di aver viaggiato perché sua moglie mostrava sintomi COVID-19, pensava correttamente di essere stato anche infetto e voleva assicurarsi che suo figlio di 4 anni fosse curato.

Johnson ha dichiarato a una conferenza stampa che Cummings aveva “seguito l’istinto di ogni padre e di ogni genitore”.  Cummings, sua moglie e suo figlio hanno seguito le regole isolandosi per 14 giorni una volta che hanno raggiunto Durham.

Dominic Cummings collaboratore di Boris Johnson che violato le regole anti Covid-19

Dominic Cummings, il più stretto collaboratore del Primo Ministro britannico Boris Johnson, lascia la sua casa a Londra, domenica 24 maggio 2020.
Anche politici del partito conservatore del governo britannico hanno aderito all’opposizione chiedendo che il principale aiutante di Johnson venga licenziato per aver infranto le regole di blocco. Dominic Cummings ha viaggiato per 250 miglia (400 km) a casa dei suoi genitori con moglie e figlio mentre era infettato da COVID-19 alla fine di marzo.

Ma i critici del governo hanno espresso indignazione per il fatto che Cummings abbia infranto rigide regole che per due mesi hanno impedito ai britannici di visitare parenti anziani, confortare amici morenti o persino assistere ai funerali dei propri cari. Il partito laburista dell’opposizione ha chiesto un’indagine ufficiale.
Il leader laburista Keir Starmer ha dichiarato che la difesa di Cummings da parte di Johnson è stata “un insulto ai sacrifici fatti dal popolo britannico”. “Le azioni del primo ministro hanno minato la fiducia nel proprio messaggio di sanità pubblica in questo momento cruciale”, ha detto.

L’ex legislatore del lavoro Helen Goodman, il cui padre è morto in una casa di cura durante l’epidemia, ha dichiarato che il comportamento di Cummings è “repellente”. “Qual è stato il punto del sacrificio che tutti abbiamo fatto? Qual era il punto della miserabile e solitaria morte di mio padre? ” ha detto alla BBC.

Parlando all’interno della residenza di Downing St. del primo ministro, Johnson ha detto: “Posso capire perfettamente perché le persone possano sentirsi così confuse e … così offese dall’idea che fosse una cosa per le persone qui e una per le altre”.

Ma ha detto che le “particolari esigenze di cura dei bambini” di Cumming non lo hanno lasciato “nessuna alternativa” se non quello di fare un viaggio di 250 miglia. I ministri del governo hanno negato l’affermazione che Cummings è stato avvistato di nuovo a Durham il 19 aprile, dopo che si era ripreso e tornato a lavorare a Londra. Ma non hanno confermato o smentito il fatto che Cummings abbia visitato un’altra zona  a 30 miglia (50 chilometri) da Durham il 12 aprile.

Cummings è una figura chiave ma controversa nell’amministrazione Johnson. Un collaboratore politico disinteressato che disdegna i media e il servizio civile, è stato uno degli architetti della campagna di successo per portare la Gran Bretagna fuori dall’Unione europea e ha orchestrato la decisiva vittoria elettorale dei conservatori a dicembre.

Il coronavirus ha attraversato le prime file del governo britannico a marzo e aprile, infettando persone tra cui Cummings, il segretario alla salute Matt Hancock e lo stesso Johnson, che ha affermato che il personale medico di un ospedale di Londra gli ha salvato la vita.

Nonostante il sostegno del governo a Cummings, diversi politici del Partito conservatore di Johnson si sono uniti all’opposizione chiedendo il licenziamento dell’aiutante. “Dominic Cummings ha una comprovata esperienza nel credere che le regole non si applichino a lui e nel trattare il controllo che dovrebbe arrivare a chiunque sia in una posizione di autorità con disprezzo”, ha twittato il legislatore conservatore Damian Collins. “Il governo sarebbe meglio senza di lui”.

Un altro politico dei Tory, Steve Baker, ha dichiarato che Cummings deve dimettersi per non “aver rispettato lo spirito, almeno, degli slogan che ha imposto sul resto del paese”. Il governo di Johnson sta già affrontando critiche per la sua risposta a una pandemia che ha colpito la Gran Bretagna più duramente di qualsiasi altro paese europeo.
Il bilancio delle vittime del coronavirus ufficiale della Gran Bretagna ammonta a 36.793, il secondo totale più confermato al mondo dopo gli Stati Uniti. Le statistiche che includono casi di virus sospetti e confermati hanno superato il numero di oltre 40.000.

Il Regno Unito sta gradualmente allentando il suo blocco, consentendo più attività ricreative all’aperto e riaprendo alcuni negozi e aziende. Johnson ha confermato domenica che le scuole primarie possono iniziare a riaprire a giugno, anche se molti genitori e insegnanti temono che non sia ancora sicuro farlo.

Johnson ha affermato che il governo puntava ancora a riportare gli alunni nel primo e ultimo anno della scuola elementare nelle aule il 1 ° giugno, anche se ha riconosciuto che “potrebbe non essere possibile per tutte le scuole”.

Cummings è uno dei numerosi alti funzionari britannici ad essere accusato di aver violato le regole di blocco. L’epidemiologo Neil Ferguson si è dimesso da consigliere scientifico del governo all’inizio di questo mese dopo che un giornale ha rivelato che la sua ragazza aveva attraversato Londra per stare con lui durante il blocco. Ad aprile, Catherine Calderwood ha rassegnato le dimissioni da Chief Medical Officer della Scozia dopo aver viaggiato due volte da Edimburgo alla sua seconda casa.

FONTE: mail.com
IMMAGINI: mail.com | apnews.com

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Calzature di sicurezza, come sceglierle? Comfort e protezione

Come già sappiamo, in un gran numero di lavori l’uso di calzature di sicurezza è obbligatorio  per proteggerci dai rischi che il lavoro può comportare come oggetti pesanti o taglienti, fuoriuscite di liquidi o acidi, aree di lavoro scivolose, calore, elettricità.

Vediamo come sceglierle con la consulenza del portale dedicato alle scarpe antinfortunistiche scarpelavoro.net

calzature di sicurezza

L’evoluzione delle calzature di sicurezza

Anche se si parla di calzature da lavoro, mi viene in mente uno stivale con una punta di ferro pesante e scomoda, il passare degli anni e i progressi tecnologici ci hanno permesso di trovare sul mercato un’ampia varietà di modelli di  scarpe. sicurezza e sicurezza stivali  che oltre ad offrire sicurezza anche fornirci i comfort ed ergonomia, questo elemento di sicurezza di essere amati dai lavoratori.

Tuttavia, ci sono ancora lavoratori che sono riluttanti a indossare scarpe e stivali da lavoro poiché non scelgono il modello di calzatura adeguato per offrire loro comfort e comfort ed è per questo che ora parleremo delle chiavi per scegliere le calzature di sicurezza adatto per ogni lavoratore.

Scelta di calzature di sicurezza

La scelta delle scarpe antinfortunistiche sarà molto importante, poiché saranno sicuramente le calzature che utilizzeremo di più durante la settimana. Pertanto, è necessario scegliere la scarpa che offre sicurezza e comfort.

Ci sono due aspetti fondamentali molto importanti da considerare quando si acquista la  calzatura protettiva più adatta per noi, di cui parleremo di seguito:

  1. Scegli calzature che rispettino le normative e ci proteggano dai rischi

Il primo fatto da tenere presente è che le scarpe o gli stivali che acquistiamo devono essere conformi alle norme di sicurezza ed essere pronti a proteggerci dai rischi del nostro lavoro.

Esistono diversi tipi di protezione a seconda dei rischi da affrontare :

  • Resistenza allo schiacciamento.
  • Sottopiede antiperforazione.
  • Protezione antistatica.
  • Resistenza al calore.
  • Resistente all’acqua.
  • Resistenza ad oli, idrocarburi o altri agenti chimici.
  • Suola antiscivolo.
  • Assorbimento degli urti.
  1. Seleziona comode scarpe di sicurezza che offrano comfort

Dopo aver selezionato i modelli conformi alle normative e preparati a fronteggiare i rischi del nostro lavoro, sarà molto importante scegliere una scarpa di sicurezza confortevole che ci dia un grande comfort e praticità, poiché dovremo sicuramente indossarla un paio d’ore al giorno.
La scelta di scarpe comode e leggere di sicurezza eviterà molti dolori e problemi ai piedi, che tutti gli utenti che hanno indossato scarpe protettive sanno di essere benvenuti.

Suggerimenti per la scelta delle nostre scarpe antinfortunistiche

Una volta nominati i due punti chiave da prendere in considerazione per la scelta delle scarpe da lavoro al fine di ottenere sicurezza e comfort, procederemo ad indicare una serie di suggerimenti che noi professionisti con esperienza nel settore raccomandiamo:

Scarpe antinfortunistiche con garanzia di qualità

Acquista delle scarpe con una garanzia di qualità realizzate con materiali di qualità. I materiali da scegliere devono essere selezionati in base al lavoro che dobbiamo svolgere e ai rischi che devono essere affrontati.

Tipi di calzature di sicurezza

Di seguito puoi trovare la classificazione delle scarpe secondo le normative :

Calzature comode con il massimo comfort possibile

Cercare nelle nostre calzature il maggior comfort possibile è di vitale importanza, dal momento che come hai visto lo abbiamo considerato nei due punti chiave.
Questo dipenderà molto da ogni utente e dai suoi piedi, ma calzature di qualità realizzate con materiali di qualità ci garantiranno sempre un maggiore comfort, poiché saranno più flessibili e leggere.

Consigliamo l’acquisto di scarpe di sicurezza comode, traspiranti, leggere, flessibili, resistenti e facili da pulire ogni volta che sia possibile  .

Scarpe o stivali a seconda della stagione o del tempo

Un altro aspetto importante da considerare è selezionare il tipo di calzatura adeguato alla stagione dell’anno che siamo o alla temperatura del luogo di lavoro. Tuttavia, questo è già molto particolare per le preferenze e il tipo di lavoro di ciascun utente.

Il più comune è indossare scarpe il più traspiranti possibile in estate e stivali che siano impermeabili e proteggano dal freddo in inverno.

Seleziona la misura appropriata delle nostre scarpe antinfortunistiche

L’acquisto della giusta taglia è anche un altro fattore molto importante per garantire comfort durante la nostra giornata lavorativa.
Dobbiamo scegliere le scarpe che sono del nostro numero e che si adattano bene per sentirsi a proprio agio, ma non troppo, dal momento che non saranno date come scarpe da strada; e se va troppo bene potrebbe farci del male.
È importante muovere bene le dita senza sentire pressione.

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Ambiente Salute e Benessere

Covid-19 – Allarme rifiuti per smaltire milioni e milioni di mascherine e guanti

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  • 23 Maggio 2020
Covid-19 Smaltimento Mascherine e inquinamento ambientale

Si profila un allarme-rifiuti: come smaltire milioni e milioni di mascherine e guanti?

Mentre le diatribe sulle mascherine “di Stato” scatenano un tsunami di polemiche che tracimano sui mass media, nessuno o quasi sembra interessarsi a un problema che l’impiego massiccio di questo dispositivo protettivo (e di altri come guanti in lattice e bottiglie di disinfettante) porta inevitabilmente con sé: il loro corretto smaltimento.
Che – se non affrontato subito ed efficacemente – rischia di trasformarsi molto velocemente in un’emergenza.

I dipartimenti regionali di Legambiente hanno già lanciato l’allarme, spiegando che con l’uscita dal lockdown e inizio della fase 2, con la riacquistata possibilità di fare sport e passeggiate il rischio che  guanti e mascherine verranno abbandonati ovunque è terribilmente concreto. E si tratta di dispositivi monouso, prodotti con materiali non sempre riciclabili, circostanza che aumenta esponenzialmente  la quantità di scarti prodotti, che – come insegnano tristemente molte altre esperienze, su tutte quella delle bottiglie di plastica – rischiano di alimentare il problema dell’inquinamento ambientale, in particolare quello marino. 

Con un’ulteriore aspetto problematico:  a fronte dell’attuale impossibilità di mappare i tutti i portatori asintomatici del coronavirus,  mascherine e guanti sono infatti da considerarsi rifiuti potenzialmente infetti che, come tali, richiedono procedure di smaltimento specifiche. Ma, al riguardo, le informazioni e le indicazioni non si può dire che abbondino, ove si escludano quelle dell’Iss, l’Istituto superiore di sanità, che nelle sue linee guida ricorda che il coronavirus può contaminare questi rifiuti “per un intervallo temporale che va da pochi minuti a un massimo di 9 giorni”.  Le indicazioni per smaltirli sono ovviamente di due tipi: laddove siano presenti soggetti positivi al tampone, in isolamento o in quarantena obbligatoria, l’Iss raccomanda di interrompere la raccolta differenziata e che tutti i rifiuti prodotti dal nucleo domestico siano considerati e gestiti come “rifiuto indifferenziato”. Per la raccolta, debbono essere impiegati almeno due sacchetti (uno dentro l’altro) di idonea resistenza meccanica, che debbono essere opportunamente chiusi con legacci o nastro adesivo, e conferiti negli appositi contenitori stradali e/o esposti al di fuori dell’abitazione secondo il calendario di raccolta.

I soggetti che non sono positivi al virus e che non sono in quarantena obbligatoria dovranno invece rispettare le procedure di differenziazione dei rifiuti rispettando le regole di conferimento del proprio Comune, ma a titolo precauzionale si raccomanda di conferire nel rifiuto indifferenziato fazzoletti, rotoli di carta usata, mascherine e guanti, anche in difformità delle specifiche regole di differenziazione del proprio comune, avendo l’accortezza di utilizzare il doppio sacchetto (uno dentro l’altro) in relazione alla resistenza meccanica dei sacchetti, utilizzando guanti monouso per la chiusura dei sacchetti, effettuata mediante legacci o nastro adesivo. Tali procedure consentirebbero di gestire tutti i rifiuti potenzialmente infetti nella frazione “indifferenziata”, in modo che siano indirizzati verso impianti di termodistruzione e incenerimento, minimizzando la manipolazione.

Legambiente, in uno dei suoi classici e sempre buoni richiami al civismo e al rispetto dell’ambiente, invita intanto a smettere immediatamente “con la pratica di gettare per terra questi presidi sanitari. Quand’anche non infetti, vanno sigillati in sacchetti dedicati e smaltiti nell’indifferenziato”.

Resta il fatto che il problema esiste e si farà sempre più pressante, anche perché gli operatori che abitualmente ritirano i rifiuti urbani non sono preparati a gestire quelli pericolosi e contaminati e solo a Roma i contagiati tra questi lavoratori sono almeno una ventina, e due i morti in Italia. Alcune stime prevedono che lo smaltimento quotidiano salirà presto a circa 20 milioni di mascherine al giorno e toccherà al ministero dell’Ambiente prendere una decisione definitiva per la classificazione di questo tipo di rifiuto.

A giudizio di alcuni esperti della catena dello smaltimento, le mascherine e i guanti andrebbero classificati come rifiuti tossici. Con lo stesso codice (15.02.02*) di assorbenti, filtri dell’olio, stracci e indumenti protettivi contaminati da sostanze pericolose. Se così fosse, non ci sarebbe neanche la capienza per contenerli negli attuali impianti destinati a questo tipo di scarti. 

Entrambe le questioni sono state sollevate con urgenza da Unicircular (Unione imprese economia circolare) e Fise Assoambiente, allarmate dai possibili danni ambientali e dalla flessibilità delle regole di smaltimento domestico, in un momento dove l’attenzione per la raccolta dei rifiuti può essere considerato un argomento secondario.

La questione è comunque arrivata all’attenzione della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali a essi correlati (meglio noto con il più sbrigativo nome di Commissione Rifiuti) che ha svolto un’audizione in videoconferenza del presidente dell’Istituto superiore di sanità  Silvio Brusaferro. Resta da vedere se, in che tempi e quali decisioni saranno prese per fare fronte a un problema che – certamente – non si risolverà da sé.

FONTE: rifday.it
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Eventi

Riapre la mostra fotografica “Segni e Sogni d’Alpe – passione, orgoglio e resilienza”

PALAZZO DELLA RAGIONE – SALA DELLE CAPRIATE – BERGAMO

23 maggio – 28 giugno 2020

INGRESSO GRATUITO

Dispositivi di sicurezza, ingressi contingenti, apertura nei weekend e per il ponte del 2 giugno, Palazzo della Ragione nella Sala delle Capriate in Città Alta riapre al pubblico prolungando nella Fase 2 la mostra “Segni e Sogni d’Alpe – passione, orgoglio e resilienza”, inaugurata lo scorso 21 febbraio e chiusa a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Il progetto fotografico di Marco Mazzoleni sulle orobie bergamasche, promosso all’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo, in collaborazione con la rivista Orobie e curata da Moma Comunicazione S.r.l., riapre, a ingresso gratuito, domani sabato 23 maggio 2020, e sarà prolungato fino a domenica 28 giugno 2020.

Da domani sarà quindi possibile visitare la mostra fotografica nel rispetto di alcune misure di sicurezza, applicate in conformità con le disposizioni ministeriali e dell’amministrazione comunale di Bergamo, quali: l’ingresso contingentato per un massimo di 30 persone a volta, la creazione di un percorso a senso unico che prevenga la creazione di assembramenti, l’entrata dalla scalinata principale di Palazzo della Ragione con uscita sul retro per evitare code e l’utilizzo della mascherina obbligatorio durante la visita. L’esposizione sarà aperta al pubblico solo nel weekend (venerdì dalle ore 15 alle ore 22, sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 19). In occasione del ponte del 2 giugno la mostra resterà aperta in via straordinaria, lunedì 1° giugno dalle 15 alle 19 e martedì 2 giugno dalle 10 alle 19.

In occasione del riconoscimento di Bergamo a “Città Creativa per la Gastronomia – Unesco”, la rete creata nel 2004 dall’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura con lo scopo di promuovere la cooperazione tra le località che hanno identificato la creatività come elemento strategico per lo sviluppo urbano sostenibile, la mostra “Segni e Sogni d’alpe. Passione, orgoglio e resilienza” si focalizza sull’attenzione e sulla cura della realtà orobica di conservare e tramandare le tradizioni alle nuove generazioni in modo spontaneo e in maniera rispettosa verso l’ambiente attraverso una selezione straordinaria di 70 foto che parla di paesaggio, cultura gastronomica, tipicità ed eccellenze del nostro territorio (Orobie bergamasche, lecchesi e valtellinesi) e dialoga con il tema del disegno storicizzato del paesaggio. I territori ricchi di storia uniscono l’elevata biodiversità a una produzione agraria di qualità maturata da antiche tradizioni e da un equilibrio tra intervento dell’uomo e natura che conferisce ai luoghi una bellezza fatta di piccoli segni che cambiano al cambiare delle stagioni.

Il progetto vede il coinvolgimento di tre autori d’eccezione che hanno contribuito con i loro contenuti a sostenere la ricerca fotografica di Marco Mazzoleni: Roberto Mantovani (giornalista e storico dell’alpinismo), Prof. Renato Ferlinghetti (Professore di Geografia dell’Università di Bergamo) e Francesco Quarna (speaker di Radio Deejay, appassionato di alpinismo).

La mostra è corredata dal catalogo, edito Moma Edizioni, in vendita presso la Sala delle Capriate al costo di € 15,00. Per info www.orobie.it

INGRESSO LIBERO ORARI DI APERTURA:

Ven: dalle ore 15 alle ore 22

Sab / Dom: dalle ore 10 alle ore 19

Lunedì 01/06/2020: dalle ore 15 alle ore 19

Martedì 02/06/2020: dalle ore 10 alle ore 19

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Botanica a distanza, visite guidate e percorsi digitali: la ripresa post covid-19 passa dalla rete degli Orti Botanici della Lombardia

Mentre l’Italia abbraccia la fase 2 e corre veloce verso la fase 3, desiderosa di lasciarsi alle spalle l’incubo del lockdown, la natura risplende. E la Rete degli Orti Botanici della Lombardia ne celebra la meraviglia, preparandosi a riaprire i suoi giardini.

La riapertura sarà segnata da tante novità, tra percorsi ad anello, visite per le famiglie e percorsi autoguidati tematici, che saranno messi a disposizione dei visitatori sotto forma di pdf scaricabili da sito per visitare in autonomia le collezioni.

Altra novità riguarda il progetto Botanica a distanza dei Servizi educativi. Una proposta che risponde alle esigenze della nuova didattica. Perché anche in una situazione così eccezionale, gli Orti Botanici continuano ad essere a fianco della scuola, dando la possibilità agli insegnanti di integrare le lezioni online con interessanti spunti per condurre attività pratiche e approfondimenti multimediali. Attraverso un processo co-creativo realizzato a più mani con gli insegnanti, i Servizi Educativi degli Orti hanno infatti predisposto materiali innovativi, per stimolare l’osservazione e la sperimentazione.

Il tutto, mentre la natura si prepara a una nuova, intensa, stagione estiva. Le gemme sono diventate fiori, le clorofille regalano sempre nuove sfumature di verde, gli impollinatori continuano a darsi un gran da fare, attirati dai colori e dai profumi, tra poco compariranno i primi frutti.

Un universo che i giardinieri degli Orti hanno curato con dedizione, rispettando le restrizioni e le indicazioni ministeriali, nell’attesa di poterne presto condividere la meraviglia con tutti i visitatori e di celebrarne la bellezza con la grande festa degli Orti in programma per la settimana del 21 giugno, il solstizio d’estate. Una XVII edizione che arriva in concomitanza con l’”Anno internazionale della salute delle piante” – indetto dalla FAO – invitando tutti gli amanti della natura a riflettere su quanto le piante siano portatrici di benessere e su quanto sia importante il compito degli Orti, veri custodi della biodiversità. Per l’occasione, saranno organizzati incontri digitali, workshop, visite virtuali e in presenza con ingressi contingentati.

«In questo periodo, in cui le nostre consuetudini hanno subito uno arresto forzato, la natura non si è fermata. Ed è da essa che, oggi più che mai, dobbiamo lasciarci ispirare. La natura ci mostra di continuo spirito di adattamento, capacità di resilienza e desiderio di rinascita. Stagione dopo stagione, essa si rinnova e innova con inesauribile ottimismo. Riaprire gli orti della nostra Rete è, perciò, un inno alla vita» – dichiara Martin Kater, presidente della Rete degli Orti Botanici della Lombardia. E aggiunge – «In quanto veri e propri “musei all’aperto”, gli orti daranno la possibilità ai visitatori di godere della bellezza della natura in totale sicurezza. Con una peculiarità: l’esperienza di visita era e resta interattiva e inclusiva. Siamo convinti, infatti, che per apprezzare appieno gli orti della nostra Rete sia fondamentale fare esperienza diretta con le piante e il paesaggio e che proprio da questa esperienza possano nascere emozioni positive che potranno dare a tutti noi la giusta spinta per ripartire».

Ogni Orto botanico riaprirà con tempistiche e modalità specifiche. Agli Orti di Bergamo Città Alta e di Astino, già aperti, si aggiungeranno a partire dal 22 maggio Villa Carlotta, dal 23 l’Orto botanico di Pavia (solo per il sabato e la domenica, con orario eccezionale dalle 10.00 alle 20.00); a partire da giugno, gli Orti di Brera e Città Studi a Milano e di Toscolano Maderno (BS); infine da luglio, riaprirà l’Orto di Bormio (SO). In tutte le sedi gli ingressi saranno contingentati e si consiglia, prima della visita, di consultare il sito dell’Orto di riferimento per verificare eventuali variazioni di orario.

PER INFORMAZIONI E APPROFONDIMENTI

Per aggiornamenti sulle iniziative https://reteortibotanicilombardia.it/2020/05/20/aperti-al-pubblico/

Per richiedere visite guidate per famiglie su prenotazione e a pagamento, scrivere a [email protected].

Per tutte le info sulla Festa degli Orti consultare il sito www.reteortibotanicilombardia.it.

Per i progetti di Botanica a distanza https://reteortibotanicilombardia.it/2020/04/19/botanica-a-distanza/ . Si ricorda inoltre che gli insegnanti delle scuole possono richiedere gratuitamente i materiali didattici sviluppati per i progetti di Botanica a distanza scrivendo a [email protected].

La Rete degli Orti Botanici della Lombardia, è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli Orti botanici aderenti. 
Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto Botanico di Pavia; il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS); Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO). 
La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli Orti Botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative.
www.reteortibotanicilombardia.it

www.ortobotanicodibergamo.it

www.ortibotanici.unimi.it

https://ortobotanico.unipv.eu

www.villacarlotta.it

www.stelviopark.it

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Attualità e News Servizi

Le proposte per la Versilia: contrastare Covid-19 con macchinari all’avanguardia che garantiscono sicurezza e risparmio

Parola d’ordine: sanificare. Con questo obiettivo, gli stabilimenti balneari di tutta Italia sono alla ricerca di soluzioni agili e sicure per contrastare il rischio Covid-19 e preservare la salute dei bagnanti. Si va dai termoscanner trasportabili alle capsule di sanificazione: macchinari che consentono ai gestori dei lidi di rispettare le direttive emesse da Inail in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss).

A seguito dell’emergenza Coronavirus, anche gli stabilimenti balneari della Versilia sono infatti costretti a una vera e propria rivoluzione. Per limitare al massimo il rischio del contagio, dovranno applicare criteri rigorosi: bisognerà rilevare la temperatura corporea degli utenti, limitando l’accesso a chi ha più di 35,7, sarà necessario privilegiare l’accesso su prenotazione agli stabilimenti, gli spazi dovranno essere riorganizzati in modo da assicurare almeno 1m di separazione tra gli utenti, gli ombrelloni dovranno occupare una superficie di 10 m2 ciascuno, sdraio e lettini dovranno essere posizionati a una distanza di almeno 1,5 m e dovranno essere disinfettati a ogni cambio di persona o nucleo familiare. E per vigilare, saranno operativi degli “steward da spiaggia”: personale appositamente formato per rispondere alle domande dei clienti, per far rispettare il distanziamento sociale, per contingentare gli ingressi e contribuire al rispetto generale delle nuove normative.

Ma, è possibile mettersi in regola senza gravare eccessivamente sui costi del personale e senza limitare troppo la libertà dei bagnanti? La risposta arriva da GSI Security, brand della società Protevo Group operante nel campo della sicurezza, che per far fronte ai nuovi protocolli anti Covid-19, propone l’adozione di macchinari certificati CE che agiscono senza bisogno di operatori. Sono apparecchi molto semplici da usare che si aprono e si chiudono come degli ombrelloni e agiscono da vere e proprie attrezzature sanitari, sanificando persone e materiali e rilevando e memorizzando le temperature corporee.

Si tratta, in particolare, di: totem per la sanificazione che, senza bisogno di alcun presidio da parte degli operatori, garantiscono la corretta igienizzazione in entrata e in uscita (si azionano direttamente, tramite sensore, e disinfettano mani e suole); termoscanner trasportabili che effettuano uno screening della temperatura in meno di 5 secondi, lanciando un allarme in caso di rilevazioni sospette; capsule di sanificazione che si attivano automaticamente al semplice ingresso della persona, nebulizzando una sostanza igienizzante su tutti i lati; tunnel di sanificazione, pratici da spostare, utilizzabili anche al chiuso con un sensore ad attivazione automatica, disponibili sia nella versione fissa che espandibile; varchi automatizzati per la disinfezione delle mani, la rilevazione della temperatura e la sanificazione e minitunnel adatti a tutti gli oggetti trasportabili come zaini, borse da spiaggia, cestini e molto altro.

Soluzioni pratiche e “leggere” che consentono ai gestori dei lidi di adottare misure efficaci nel contrasto alla diffusione del virus e che, contemporaneamente, danno la possibilità ai bagnanti di raggiungere i propri lettini in riva al mare senza lunghe attese per i controlli. Il tutto, con la massima sicurezza per chi li istalla e per chi ne usufruisce.

«La Versilia è uno dei luoghi di villeggiatura più famosi e apprezzati al mondo. In un contesto così complicato ci siamo chiesti cosa avremmo potuto fare per aiutare tutti coloro che ogni anno assicurano un’estate ricca di divertimento a migliaia di turisti italiani e stranieri. Dopo una serie di riflessioni, guardando anche a ciò che è stato fatto nel resto del mondo, abbiamo capito che la risposta giusta è nell’innovazione. Con strumentazioni all’avanguardia, possiamo assicurare la giusta sicurezza ai bagnanti, il rispetto delle regole per i proprietari degli stabilimenti e, al tempo stesso, un risparmio nei costi di gestione. Trattandosi di macchinari che lavorano in autonomia, infatti, non si rende necessaria la presenza di un operatore fisico, dando così la possibilità ai gestori dei lidi di poter impiegare in altro modo le proprie risorse. Aspetto questo fondamentale in una fase economica così delicata con la stagione estiva ormai alle porte» – dichiara Antonella Beretta, Responsabile GSI per la direzione della regione toscana

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Business

Think, plan & go: i 3 pilastri per la ripartenza delle imprese

A seguito della pandemia da Coronavirus, il Fondo monetario internazionale ha stimato un calo del Pil per l’Italia nel 2020 del -9,1%, mentre per le aziende è attesa una perdita di fatturato fino a 670 miliardi di euro[1]. Uno scenario critico per le aziende chiamate a ripensare il proprio business per effetto di Covid-19. La pandemia ha, infatti, fatto saltare tutte le variabili in gioco: i mercati, la produzione, la supply chain, l’organizzazione aziendale, e prima ancora l’equilibrio finanziario. Solo chi, senza indugi, saprà ripensare il proprio modello di business riuscirà a superare questa forte crisi: in gioco c’è la continuità aziendale.  Lo sostiene il pool composto dai professionisti specializzati in finanza d’impresa dello Studio BNC e gli advisor industriali di 4WARD CONSULTING, al lavoro nel cuore delle aziende con analisi e soluzioni per la ripresa.

I numeri dell’emergenza – L’impatto del Covid-19 si è abbattuto sul sistema produttivo italiano e internazionale in maniera improvvisa, con una forza distruttiva e diffusa. E non fa eccezione nessun settore (o quasi): si registrano infatti flessioni tendenziali e congiunturali sia nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%) che nelle industrie tessili e abbigliamento (-51,2%) così come nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37,0%). Un po’ meno accentuato è il calo nelle industrie alimentari, bevande e tabacco, con (- 6,5%).

La chiusura dei mercati esteri – Negli ultimi due mesi, il Coronavirus ha travolto le borse di tutto il mondo, con perdite percentuali drammatiche. «Ma i mercati sono stati sconvolti anche da un punto di vista geografico, oltre che finanziario – sottolinea Caterina Lorenzi, partner di 4ward Consulting –. Il deterioramento del contesto macroeconomico globale ha portato a un crollo della domanda di beni e servizi che, aggiunto al blocco delle produzioni, avrà una forte ricaduta sui fatturati, incidendo soprattutto sulle aziende che più commerciavano con l’estero, con grandi incognite rispetto al futuro. Bisognerà costruire, settore per settore, scenari di possibili evoluzioni, tenendo conto dei mercati che per primi mostrano di arrivare alla fase Post Covid, come sembra essere per ora la Cina, anche grazie al controllo rigoroso dell’adesione alle restrizioni anche nella fase 2. Nel frattempo, bisogna risolvere un altro problema geografico: le forniture, che ieri avvenivano su scala globale anche per le PMI e che sono quindi un’altra fonte di criticità per le aziende. Quello che era saggio ieri, nell’aver trovato fonti a basso costo anche in paesi lontani, si trasforma oggi in una spada di Damocle che condiziona la ripartenza: riuscirò ad avere le merci per ricominciare? In quanto tempo e a che costi? Ogni azienda è quindi un mondo a sé, ha criticità che vanno individuate velocemente e risolte ridefinendo completamente modalità operative e processi, per adeguarsi a un “new normal” per ora complesso anche da immaginare, per garantire la continuità dell’azienda, che è il vero tema sul tavolo.»

Think, Plan & Go – E’ questa la formula per affrontare la sfida che coinvolge tutti i livelli e tutti i settori aziendali che si basa su tre pilastri: equilibrio finanziario a sostegno del business, strategia commerciale per il rilancio e ottimizzazione dei processi industriali. «Agire tempestivamente, a partire dalla valutazione dell’impatto economico – finanziario generato dalla crisi in corso andando, di conseguenza, ad attivare nuove fonti di liquidità e a individuare l’appropriata struttura finanziaria di medio termine. Attività alla quale si affiancano una strategia commerciale e un’ottimizzazione dei processi industriali studiati nel breve, medio e lungo periodo e costantemente monitorati per fare in modo che siano adeguati con gli scenari mutevoli dei prossimi mesi. Abbiamo studiato questa formula alla luce delle esigenze delle imprese del nostro territorio, molte rischiano di non riuscire a superare questa crisi se non proveranno ad affrontarla con gli strumenti necessari. L’obiettivo del nostro progetto è quello di affiancare gli imprenditori che non hanno solo bisogno di procurare nuova finanza alla propria impresa, ma che hanno l’ambizione di trasformare la sfida del momento in un’opportunità di ripensamento, rilancio e consolidamento del proprio business.» – dichiara Valerio Chignoli, Studio BNC.

Parola d’ordine: integrazione e personalizzazione – L’emergenza Covid-19 per le aziende significa ridisegnare geografie ed ampiezza dei mercati di sbocco e approvvigionamento, ma anche precisare i segmenti serviti e la propria value proposition nonché il modo di finanziarsi e di gestire il proprio capitale circolante. L’affiatamento consolidato dei team di lavoro con competenze multidisciplinari permette all’imprenditore di avere un unico referente in grado di mettere a fattor comune la quantità di informazioni provenienti dalle varie aree della gestione aziendale con il fine di confezionare una soluzione integrata e “taylor-made”.

Il pool di esperti entra in profondità nelle aziende, lavorando in stretta collaborazione con i manager aziendali per implementare azioni strutturate ed interrelate in ogni area della gestione aziendale: si parte da una nuova VISION e si ripensano coerentemente processi ed operatività. KPI definiti e monitorati costantemente garantiscono la rotta. Un intervento su misura per le aziende del nord Italia e in particolar modo della Lombardia, la regione che più di tutte ha sofferto per la diffusione del virus. Ogni azienda è affiancata proattivamente con il coinvolgimento di tutti gli attori del processo decisionale, dalla proprietà alle varie direzioni aziendali.

[1] analisi Cerved

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Società

Perché regalare profumi e come scegliere i più adatti

Regalare profumi ON LINE da uomo o da donna significa comunicare un messaggio ben preciso e per questo la scelta del profumo ONLINE va fatta con grande cautela. Il nostro consiglio è individuare note e essenze sulla base delle esigenze della persona, in modo da adattare il profumo al carattere di chi riceverà il regalo. In tutto questo è importante non dimenticare che proprio il profumo è il modo più originale per comunicare a una persona il nostro amore.

Consigli per scegliere il profumo da regalare

Il profumo rappresenta sicuramente uno dei regali più graditi e apprezzati e tanti sono i siti specializzati nella vendita di Profumi online Originali. Ecco alcuni consigli su come sceglierlo, dato che regalare un profumo è un fatto estremamente personale e che questo accessorio racconta molto di chi lo “indossa”. Al pari del make up e degli abiti, il profumo comunica la personalità ed esprime gusti, carattere e stato d’animo di una persona.

Solitamente si distingue tra due categorie di persone:

– chi è legato allo stesso profumo da tempo e usa sempre quello;

– chi ama sperimentare profumi diversi, per trovare sempre nuovi modi di raccontarsi agli altri.

Nel primo caso, chi sceglie sempre lo stesso profumo lo fa per essere associato ad un certo tipo di personalità, proprio come se la fragranza scelta fosse la propria firma. Nel secondo caso, cambiare profumo a seconda della stagione o del gusto personale, esprime la necessità di comunicare messaggi diversi a seconda dei momenti. Per questo motivo, scegliere il profumo da regalare non è affatto semplice e la prima cosa da fare è capire a quale categoria appartiene il destinatario del regalo.

Chi si occupa di Acquisto Profumi online troverà in rete e nei siti di vendita profumi online originali la piramide olfattiva di numerose essenze, utile a individuare le note principali e a orientare la decisione di acquisto.

Regalare profumi: l’importanza di età e personalità

Oltre alla categoria di persona, nel regalare profumi e nella vendita profumi è importante pensare anche all’età e personalità e alla loro influenza sulla scelta dei profumi. Ci sono poi alcuni fattori aggiuntivi da prendere in considerazione, tra cui ricordiamo:

– stagione dell’anno, dato che ogni periodo è accompagnato da sensazioni e profumi caratteristici. Ad esempio, in inverno cerchiamo calore e sono perfetti i profumi speziati o che richiamano ambra e incenso, mentre in primavera o estate saranno perfette le note agrumate:

– momento della giornata in cui il profumo verrà “indossato”, dato che di giorno sono consigliati bouquet freschi e leggeri e la sera profumi più forti ed intensi, pensati per durare a lungo;

– carattere della persona: una donna dal carattere forte amerà i profumi maschili come vetiver, sandalo e patchouli o quelli speziati. Chi ha un animo più romantico preferirà le fragranze floreali, mentre le donne dinamiche sceglieranno profumi agrumati.

Oltre a questo, un profumo racconta chi lo indossa anche grazie alla sua intensità, dato che è molto diverso regalare un eau de toilette, un eau de parfum o un extrait de parfum, che sono diversi per concentrazione dell’essenza e, quindi, effetto e durata.

Profumi da regalare: l’importanza di rivolgersi a siti specializzati

Quando si parla di profumi online scontati da regalare, l’importante è rivolgersi a siti per l’acquisto profumi online specializzati, come Dyma Profumi. Sul nostro sito troverai tantissimi profumi originali online tra cui scegliere il regalo perfetto per lui e per lei. Ricorda, anche se molto spesso si guarda al prezzo della fragranza, il consiglio degli specialisti è sempre quello di scegliere un profumo 100% originale, per mantenere intatto il valore dell’essenza e la sua piacevolezza.

 

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Prodotti

Consigli su come scegliere un profumo da regalare

Non solo le donne amano i profumi on line e questo “accessorio” è adatto anche agli uomini che vogliono rendere più accattivante il loro stile e look. Scegliere un profumo da uomo, tuttavia, non è semplice e sono tanti gli errori che si rischia di commettere. Vediamo in questo post i consigli di Dyma Profumi per l’acquisto di profumi scontati originali online da uomo.

Cosa caratterizza un profumo (da uomo e non)

Tutti i profumi si caratterizzano per una struttura chimica a piramide, che comprende:

  • note di testa: le prime ad essere percepite, ma che solitamente evaporano dopo mezz’ora dato che sono fresche e leggere;
  • note di cuore: sono più persistenti rispetto alle note di testa e sono solamente spezie o note floreali;
  • note di fondo: sono quelle che aderiscono alla pelle e permettono di lasciare la scia olfattiva desiderata da ogni uomo.

Inoltre, anche se il profumo si presta ad essere indossato in ogni momento della giornata, è importante ricordare quando si acquistano Profumi online Originali che alcune note sono più adatte al giorno ed altre alla sera. Tutto dipende dalla loro avvolgenza e persistenza e per questo quando si sceglie un profumo da uomo è importante fare attenzione alla piramide olfattiva. Le note leggere come agrumi, menta ed eucalipto sono perfette di giorno o nelle calde serate estive.

Ambra, vaniglia, sandalo sono invece essenze più intense e perfette per la sera, anche perché durano più a lungo. Infine, abbiamo le note floreali che sono perfette di giorno o di sera a seconda della loro composizione olfattiva.

Consigli su come scegliere un profumo da uomo per sé

Molti uomini amano comprarsi da loro il profumo, tuttavia andare sui siti di Acquisto Profumi online e scegliere la fragranza giusta non è semplice. Si tratta di una scelta che ha bisogno di tempo e che richiede la conoscenza di essenze e note dato che non è possibile testare il profumo desiderato come in profumeria.

L’ideale, come consigliano i creatori di profumi, sarebbe indossare il profumo qualche giorno prima di prendere la decisione definitiva, ma naturalmente questo non è possibile. Se, in profumeria, per scegliere si usano i cartoncini, chi acquista profumi da uomo online deve affidarsi alle sue conoscenze o comprare il profumo che già conosce.

Sbagliare profumo significa rischiare fastidi come mal di testa e nausea, mentre scegliere una fragranza troppo invadente altera il pH della pelle. Ecco perché nella scelta di un profumo da uomo per sé è meglio continuare ad utilizzare fragranze ed essenze che si conoscono bene, almeno quando si tratta di fare acquisti online. Se, invece, si decide di cambiare profumo meglio testarlo con cura in profumeria e poi trovare la fragranza desiderata sui migliori siti di acquisto profumi online come Dyma Profumi.

Consigli su come scegliere un profumo da regalare

Uomini e donne amano sempre più regalare un profumo a chi amano, compiendo così un atto d’amore vero e proprio. Tuttavia, se scegliere il profumo per sé è difficile, ancora più complesso è scegliere il profumo da regalare agli altri. Il consiglio, in questo caso, è conoscere bene il destinatario, ma anche le sue abitudini. Se il profumo deve essere regalato a qualcuno che esce poco la sera, meglio preferire essenze e fragranze da giorno, mentre se la persona lavora in ufficio il profumo non deve essere invadente.

Chi, invece, utilizza il profumo la sera potrà scegliere note più decise, per colpire la persona amata o raccontare tutte le sfaccettature della sua personalità.

Come vedi, c’è solo l’imbarazzo della scelta e noi di Dyma Profumi, vendita profumi online, abbiamo pensato a proporti una vasta selezione di profumi originali online tra cui scegliere.

 

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Scienza e Tecnologia

Più sicurezza per i dispositivi medici: cresce la richiesta di codici UDI. GS1 Italy unica realtà italiana abilitata al rilascio

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  • 22 Maggio 2020

Nonostante l’emergenza sanitaria abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme di identificazione e tracciabilità dei dispositivi medici in tutta l’Unione europea, le richieste di codici UDI da parte dei produttori non si fermano. GS1 Italy, unica Issuing Entity italiana, aiuta le imprese dei dispositivi medici ad adottare i nuovi regolamenti UE, migliorando la sicurezza dei pazienti, la tracciabilità e i processi di tutta la filiera.

Fino a qualche anno fa la sigla UDI (acronimo di Unique Device Identification) era nota solo agli addetti ai lavori. Ora sta diventando una realtà ampiamente conosciuta a chiunque operi nel settore sanitario.

Lo UDI è infatti il sistema usato per identificare e marcare i dispositivi medici e diagnostici in vitro lungo la supply chain sanitaria in Europa, Stati Uniti e altri paesi per:

  • Garantire la sicurezza dei pazienti.
  • Assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi medici.

E sebbene l’emergenza sanitaria tuttora in corso abbia fatto slittare la data di entrata in vigore delle nuove norme UE riguardanti i dispositivi medici e diagnostici in vitro – rispettivamente i Regolamenti EU 745/2017 e 746/2017 – continua a crescere il numero delle aziende produttrici che ne fanno richiesta.

 

Il sistema UDI e gli standard GS1

Lo UDI è un codice alfanumerico che identifica univocamente ogni dispositivo medico presente sul mercato ed è costituito da due parti:

  1. UDI-DI, che identifica il dispositivo medico.
  2. UDI-PI, che rappresenta le informazioni utili alla tracciabilità e rintracciabilità del dispositivo medico.

I regolamenti europei hanno introdotto anche il BASIC UDI-DI, l’identificativo del modello del dispositivo medico, che descrive una famiglia di dispositivi con la stessa destinazione d’uso, classe di rischio e caratteristiche essenziali di progettazione e fabbricazione.

L’identificativo univoco deve essere applicato sull’etichetta dei dispositivi medici, sulle confezioni e/o sugli stessi dispositivi in formato testuale oppure in formato codice a barre o RFID. I dati descrittivi relativi al dispositivo dovranno poi essere caricati su EUDAMED, la banca dati europea dei dispositivi medici.

Gli standard GS1 sono la soluzione per identificare i dispositivi medici anche nel sistema UDI. In particolare:

  • Il GS1 GTIN per lo UDI-DI.
  • Il GS1 GMN per BASIC UDI-DI.
  • Gli Application Identifier GS1 per rappresentare lo UDI.

 

Realizzare e ottenere lo UDI con GS1 Italy

In Europa, per ottenere un codice UDI i produttori devono rivolgersi ad una Issuing Entity abilitata al rilascio e riconosciuta dalla Commissione europea. L’unica Issuing Entity autorizzata in Italia è GS1 Italy, l’associazione che riunisce oltre 35 mila imprese di beni di consumo e che rappresenta GS1, associazione senza scopo di lucro impegnata nello sviluppo e nel mantenimento degli standard più usati al mondo per un’efficiente comunicazione tra imprese, a partire dal più conosciuto in assoluto: il codice a barre.

Gli standard globali GS1 sono i più diffusi e i più utilizzati dagli stakeholder della supply chain sanitaria: basti pensare che l’83% dei dispositivi medici in USA è identificato con gli UDI di GS1 e che GS1 è attiva come Issuing Agency/Entity anche in molti altri regolamenti UDI nel mondo, in particolare Cina, Corea del Sud e Arabia Saudita.

«Come GS1 Italy – che rappresenta in Italia GS1 AISBL, la Issuing Entity accreditata presso la Commissione europea – stiamo supportando le imprese italiane del settore dei dispositivi medici a implementare lo UDI e mettiamo a loro disposizione le competenze e gli strumenti necessari a sostenerle in questo nuovo importante passo avanti nella digitalizzazione dell’healthcare» commenta Bruno Aceto, ceo di GS1 Italy.

Oltre a rilasciare i codici UDI e a fornire l’assistenza su come rappresentarli mediante codici a barre standard GS1, GS1 Italy fornisce alle imprese assistenza in italiano e personalizzata e mette a disposizione servizi di formazione e di consulenza per aiutare le aziende con la documentazione tecnica dei prodotti (ad esempio, dichiarazioni di conformità, marchio CE, ecc.), a riportare il BASIC UDI-DI e lo UDI-DI e ad implementarli per ottemperare ai requisiti imposti dai nuovi regolamenti europei.

 

L’identificazione dei dispositivi medici assicura tracciabilità ed efficienza

Anche nelle situazioni più complesse come l’attuale emergenza sanitaria, dotare i dispositivi medici di codici UDI consente di armonizzare le norme per la loro identificazione, di accedere alle informazioni fornite dal produttore con una semplice scannerizzazione del codice, di assicurare la tracciabilità e la rintracciabilità dei dispositivi, anche di quelli impiantati nei pazienti, in modo veloce e preciso e di rendere più efficiente la gestione degli inventari e delle scorte di cliniche e ospedali, con l’obiettivo di migliorare la qualità delle cure, la sicurezza del paziente e i processi di business di tutta la filiera healthcare.

 

Per saperne di più, visita il sito di GS1 Italy.

***

 

GS1 Italy è l’associazione che riunisce 35 mila imprese di beni di consumo. Ha l’obiettivo di facilitare il dialogo e la collaborazione tra aziende, associazioni, istituzioni per creare valore, efficienza, innovazione, per dare più slancio alle imprese e più vantaggi al consumatore. Offre soluzioni concrete come i sistemi standard GS1, per favorire la visibilità e l’efficienza della catena del valore. Il più conosciuto è il codice a barre, usato in Italia e in oltre 150 paesi al mondo, permette lo scambio di informazioni tra Industria e Distribuzione con chiarezza, semplicità e senza errori. Propone inoltre tecniche, strumenti, strategie operative: sono i processi condivisi ECR.

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Comunicati Editoriali News

Emma Muscat fidanzata di Marian Richero

fidanzata di Marian Richero
Vi sveliamo tutto su Emma Muscat, cantante ed ex allieva di Maria De Filippi e fidanzata di Marian Richero. Una delle cantanti più apprezzate delle cantanti venute fuori da Amici 17 è Emma Muscat. La giovanissima e meravigliosa cantante maltese ha fatto parlare di sé per la sua voce melodiosa e per il suo rapporto con un altro protagonista del talent, Biondo. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla carriera e la vita privata di una cantante che ha ancora molto da dare al mondo della musica. Andiamo a scoprire alcune curiosità sulla carriera e la vita privata di una cantante che ha ancora molto da dare al mondo della musica.
Emma Muscat fidanzata di Marian Richero
Chi è Emma Muscat Emma Muscat è nata il 27 novembre 1999 sotto il segno del Sagittario. Viveva a Malta con i genitori e il fratello Kurt e frequenta l’Università di Arte dello Spettacolo. Una scelta ovvia per chi come lei ha sempre amato la musica. All’età di 5 anni ha infatti iniziato a cantare e nel corso del tempo ha avuto modo di esibirsi sia nella sua Malta che in Inghilterra. La sua fama in Italia la deve all’ingresso nella scuola di Amici di Maria De Filippi nel 2017. Durante la sua avventura nel talent ha avuto modo non solo di migliorare la sua tecnica, ma anche di imparare l’italiano. Dopo il talent non è riuscita a confermarsi ad altissimi, livelli, ma nel 2019 ha lanciato una nuova hit, Avec Moi, in compagnia di Biondo: che sia la svolta della sua carriera?
Emma Muscat fidanzata di Marian Richero
Emma Muscat entra a far parte della vita di Marian Richero dopo la relazione che ha avuto con Biondo nel agosto 2019. conosciamo meglio Marian Richero classe 1987 ed è nato il 17 maggio a Peshtera in Bulgaria. Anche lui vive e lavora a Milano sempre nello stesso settore della compagna Emma Muscat.
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Società

Andrea Mascetti, lo Studio Legale analizza l’esonero da responsabilità contrattuale

L’approfondimento pubblicato sul sito ufficiale dello Studio Legale di Andrea Mascetti prende in analisi alcune recenti introduzioni apportate dall’approvazione del Decreto Cura Italia. L’Avvocato Francesca Marra, nello specifico, ha illustrato il tema dell’esonero da responsabilità contrattuale per i soggetti inadempienti “causa Coronavirus”.

Andrea Mascetti

Coronavirus e inadempimento delle prestazioni: l’analisi dello Studio Legale di Andrea Mascetti

La tematica dell’esonero da responsabilità contrattuale è stata oggetto di recenti disposizioni nell’art. 91, comma 1, del cosiddetto Decreto Cura Italia convertito in legge, introduzioni apportate dal Parlamento nel contesto delle misure emanate per contenere l’emergenza del Coronavirus in Italia. Lo Studio Legale di Andrea Mascetti, con un approfondimento fornito dall’Avvocato Francesca Marra, si è espresso sulla questione, analizzando l’esonero da responsabilità contrattuale previsto per il debitore inadempiente. “Le misure di contenimento imposte dal Governo con i recenti DPCM ed adottate delle parti contrattuali”, si legge nell’analisi,“assurgono quindi, per espressa previsione di legge, a causa per affievolire o escludere la responsabilità del debitore per ritardata o mancata esecuzione delle obbligazioni su di lui gravanti”. L’Avvocato specifica che tale esonero non è operativo in maniera automatica, bensì è necessaria una valutazione dell’Autorità Giudiziaria: “Laddove il debitore adduca che l’inadempimento sia causato dall’adeguamento alle disposizioni restrittive imposte dai decreti emergenziali”, prosegue il focus dello Studio Legale di Andrea Mascetti, “sarà necessario che questi provi che, per effetto delle stesse e nonostante l’impiego dell’ordinaria diligenza, la prestazione sia divenuta, almeno temporaneamente, impossibile”. L’Avvocato sottolinea quindi che disposizioni dell’art. 91, comma 1, del Decreto Cura Italia possano offrire un ulteriore strumento di tutela per il debitore “per le ipotesi in cui la prestazione sia divenuta in tutto o in parte ineseguibile per causa a lui non imputabile”.

Andrea Mascetti, carriera professionale e attività del fondatore dello Studio omonimo

Affermato professionista del settore legale, Andrea Mascetti è il fondatore dello Studio Legale Mascetti. Nato nel 1971, consegue una Laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano nel 1996, in seguito alla quale si iscrive all’Ordine degli Avvocati di Milano. Dopo un’esperienza professionale nello Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young, dove svolge attività di avvocato fino al 2003, l’anno seguente avvia una propria attività, fondando così lo Studio omonimo grazie alle pregresse competenze in materia di diritto societario e amministrativo. Attualmente, inoltre, Andrea Mascetti fornisce attività consulenziali per società, enti locali e aziende pubbliche, ed è Membro e Presidente di diversi Organismi di vigilanza, Consigli di Amministrazione di banche e società commerciali sia in Italia che all’estero. Tra i suoi incarichi correnti, da giugno 2019 è Coordinatore della Commissione Arte e Cultura di Fondazione Cariplo per la promozione di progetti di utilità sociale. Bibliofilo e appassionato di storia, è animatore di molte iniziative culturali, oltre a occuparsi, da diversi anni, di web reputation e diritto dell’arte.

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Business

Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro nel nuovo sito di Vercelli

Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli, che sarà aperto il prossimo
primo luglio e su cui la società di Mario Putin punta per una nuova idea di servizio mensa rivista alla luce del Covid-19.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione: il nuovo polo industriale di Vercelli

Il pranzo cucinato in camera bianca, da cuochi professionisti e in ambienti simili ai laboratori farmaceutici. Al tavolo «camerieri» muniti di guanti bianchi presentano vassoi termosigillati e declinati in accordo con le esigenze e con le abitudini alimentari del cliente, con pietanze la cui fruizione avviene sui banchi di scuola o sulle scrivanie dell’ufficio. In questo modo ripartirà il servizio di mensa nelle imprese, nelle scuole dell’infanzia e in quelle elementari. Per poter predisporre questa offerta rimodulata alla luce del Coronavirus, Serenissima Ristorazione investe quasi 10 milioni di euro in un polo industriale di Vercelli di recente costruzione, il cui lancio inaugurale è previsto per il prossimo primo luglio e che porterà con sé, oltre al nuovo sito di confezionamento e stoccaggio, anche 150 nuovi posti di lavoro. Tutto questo per un totale di quasi 500 dipendenti e di circa 200 mila pietanze garantite quotidianamente nella regione piemontese dalla società guidata da Mario Putin. “Siamo una società a conduzione familiare specializzata nella ristorazione collettiva per la sanità – queste le parole di Carlo Garbin, direttore di Serenissima Ristorazione – In Italia serviamo più di 120 ospedali e 250 strutture socio assistenziali. In Piemonte, dove siamo già presenti con un sito logistico e produttivo a Grugliasco, lavoriamo al Mauriziano, nelle aziende sanitarie di Vercelli e del Verbano e anche alle Ogr riconvertite a ospedale anti covid. Questa competenza ci permette di poter gestire il mercato delle nuove mense”.

Serenissima Ristorazione: una nuova idea di mensa post Coronavirus

Serenissima Ristorazione è infatti già attiva da tempo sul territorio regionale piemontese e ora punta all’allargamento della base dei clienti-consumatori, alla luce però dei cambiamenti occorsi in questi mesi anche nelle modalità di fruizione del servizio mensa. Proprio per questa ragione il sito di Vercelli adotta le garanzie protocollari caratteristiche del comparto sanitario e, in questo senso, Carlo Garbin approfondisce il discorso spiegando che “le nostre cucine funzionano come camere bianche, proprio come nei laboratori della farmaceutica. I nostri vassoi sono termosigillati. E contiamo di servire i pasti direttamente sui banchi e sulle scrivanie”. A fronte, inoltre, di previsioni che sembrano indicare una prosecuzione del lavoro agile e della chiusura degli istituti scolastici nel corso dei prossimi mesi, con una contrazione di fatturato calcolata del 30% e una riduzione dei margini del 50%, Serenissima Ristorazione è convinta che le mense, dove sono ancora presenti, debbano necessariamente essere ripensate, anche per fare da volano al rilancio dell’intero settore. “Lo studio del Politecnico di Torino sul ritorno a scuola e anche sulla gestione del pranzo ci ha ispirato profondamente – afferma Carlo Garbin – Siamo convinti che la gestione innovativa dei processi di selezione del cibo e della sua preparazione possa rilanciare tutto il comparto”.

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FME Education: il suo tool MyEdu pensato per la didattica a distanza

L’attuale contesto di emergenza sanitaria ha portato alla chiusura degli istituti scolastici, e conseguentemente all’allargamento esponenziale della platea di destinatari della didattica a distanza. Tra i tool per l’insegnamento da remoto progettati per professori e alunni, la soluzione di FME Education si chiama MyEdu.

FME Education

MyEdu di FME Education supporta l’insegnamento a distanza

A causa della pandemia Covid-19, le scuole sono state temporaneamente chiuse e docenti e alunni hanno dovuto intraprendere la via della didattica a distanza utilizzando in modo massivo le nuove tecnologie. Tra questi sistemi digitali a disposizione degli istituti scolastici c’è anche MyEdu di FME Education: l’Editore specializzato in didattica digitale ha predisposto la distribuzione a titolo gratuito delle proprie piattaforme pensate per l’apprendimento online e secondo le indicazioni ministeriali. MyEdu è uno strumento specializzato nell’apprendimento delle materie insegnate durante gli 8 anni di scuola dell’obbligo e costituito da un database di oltre 2mila corsi, verifiche, esercizi, ma anche giochi e contenuti multimediali, in linea con le più recenti linee guida ministeriali. Tra i numerosi vantaggi, sicuramente la possibilità di schematizzare le lezioni sulla base delle esigenze di ciascun alunno o classe, con assistenza puntuale assicurata grazie a un sistema di monitoraggio dei percorsi di apprendimento e dalla messaggistica istantanea integrata. Inoltre i docenti, grazie al team scuole di FME Education, hanno la possibilità di chiedere in qualsiasi momento un supporto specializzato anche per quanto riguarda la realizzazione delle proprie lezioni innovative e della loro condivisione nel network di MyEdu.

La storia di FME Education

FME Education è un Editore specializzato nell’ambito della didattica che propone contenuti fortemente innovativi per una platea di istituti scolastici e famiglie, pensati per lo studio e la crescita dei ragazzi. L’offerta dell’Editore si rivolge a professori, alunni e genitori, mentre la sua mission è riassumibile nel motto “Imparare divertendosi!”: tecnologia e creatività unite sono in grado di agevolare l’insegnamento e di renderlo più stimolante e piacevole e che, in questo modo, è anche possibile arrivare al duplice traguardo della semplificazione dell’apprendimento da parte degli alunni e dell’insegnamento dei professori. FME Education ha pensato e messo in pratica un ambiente didattico digitale modulare chiamato MyEdu, nello specifico una piattaforma dotata di un vasto repository di corsi, esercizi pratici, giochi e verifiche su tutte le materie curricolari caratteristiche del periodo della scuola dell’obbligo. I contenuti di MyEdu soddisfano le più recenti linee guida ministeriali del MIUR. L’Editore si propone sia alla scuola che alla famiglia, e a loro offre sistemi pensati in modo specifico in base alle singole necessità dei diversi protagonisti: insegnanti, ragazzi e genitori.

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Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

Comunicato Stampa

Far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza

L’Associazione AiFOS scrive una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni per far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza.  

 

La formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base non solo di ogni strategia di prevenzione di infortuni e malattie professionali, ma anche delle misure per fronteggiare le emergenze correlate alla gestione e al contenimento del contagio del virus SARS-CoV-2.

A raccontarlo è una lettera aperta scritta dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), a tutela di tutti gli operatori che si occupano di formazione alla sicurezza, per richiedere di far ripartire la formazione alla sicurezza sul lavoro in presenza nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative.

 

LETTERA APERTA al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Presidente della Conferenza delle Regioni

 

Egregi Presidenti,

la formazione alla sicurezza sul lavoro è alla base delle misure per fronteggiare le emergenze da Coronavirus anche se – in modo incomprensibile – è stata dimenticata ed abolita dalle norme e dai decreti. Dopo la prima fase della pandemia e la totale chiusura delle attività (comprensibile ed utile) si assiste, nella fase della ripresa, alla mancanza di serie indicazioni e di consapevolezza dell’importanza della formazione quale elemento essenziale per la sicurezza sia negli ambienti di vita che di lavoro.

La formazione alla sicurezza è strettamente connessa al lavoro: non è cosa a parte, ma parte integrante.

Soprattutto nella fase di apertura delle attività produttive, commerciali e sociali che adottano tutte le misure di sicurezza ed applicano il “Protocollo” siglato tra le parti sociali, pare naturale ed ovvio che i medesimi lavoratori possano svolgere, soprattutto all’interno degli ambienti di lavoro, una formazione utile anche alla luce dei pericoli che la pandemia ha fatto emergere.

Sono aperte le attività, i parchi, le chiese e ci si ostina a “tener chiusa” la formazione in presenza.

Si è sempre fatta una certa confusione tra la formazione alla sicurezza sul lavoro e la formazione professionale ed altre tipologie di formazione. La formazione alla sicurezza è quella prevista dal D. Lgs. 81/2008 e le norme che obbligano i datori di lavoro a fornire la formazione ai lavoratori neo assunti, quando cambiano mansione o all’introduzione di nuove tecnologie o attrezzature di lavoro non sono state abolite. Allo stesso tempo non si incide sulla riduzione degli infortuni e degli incidenti sul lavoro per decreto, ma questo si può fare solo con una seria formazione.

Alcune regioni hanno con chiarezza definito come la videoconferenza abbia il medesimo valore della lezione d’aula e laddove possibile questa modalità è stata molto apprezzata. Siamo certi che proseguirà anche in futuro. Sappiamo bene, tuttavia, che è una metodologia non adatta a tutti i lavoratori, a tutti i settori e a tutte le tipologie di corsi di formazione, in particolare a quelli che prevedono parti pratiche e utilizzo di attrezzature.

Per quanto riguarda la formazione pratica e l’addestramento vi sono state, solo da alcune regioni, aperture alla possibilità di un loro svolgimento, senza voler ammettere che le attività pratiche hanno sempre bisogno di una parte teorica.

Sotto questo aspetto l’Accordo sancito in sede di Conferenza Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, riguardante la formazione dei lavoratori, precisa che detta formazione può avvenire sia in aula che sul luogo di lavoro e, come vuole la legge, in orario di lavoro. Pare ovvio e scontato che proprio le azioni indotte dalla pandemia da COVID-19, che comprendono anche l’informazione e la formazione dei lavoratori, devono poter essere svolte in presenza, nei luoghi di lavoro, nel rispetto delle misure precauzionali già adottate per la ripresa delle attività lavorative!

Si prenda atto – con serietà e tempestività – che questo settore, che coinvolge migliaia di formatori e consulenti della sicurezza, è stato abbandonato a se stesso e che a tutta la categoria da noi rappresentata più viene impedito di lavorare proprio nel momento in cui la loro azione è quanto mai utile ed indispensabile per combattere la pandemia.

 

Accompagnare le aziende, le imprese ed i lavoratori nell’applicazione delle misure di sicurezza si fa con la formazione alla sicurezza sul lavoro che deve subito essere consentita in presenza sull’intero territorio nazionale poiché gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali non conoscono confini e la formazione delle persone sta alla base della salute e sicurezza di tutti.

 

 

Invitiamo tutti gli operatori a diffondere la lettera che è scaricabile attraverso il seguente link:

https://bit.ly/Far-ripartire-la-formazione-alla-sicurezza-sul-lavoro-in-presenza

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

21 maggio 2020

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Eventi News Scienza e Tecnologia

AUGMENTED CITY: LA MILANO DIGITAL WEEK A BERGAMO

Durante l’emergenza sanitaria numerose istituzioni e realtà della città di Bergamo hanno lavorato per supportare le attività sanitarie, industriali, educative e commerciali, consentendo alla cittadinanza di usufruire dei servizi essenziali.

Augmented city è il titolo dell’iniziativa promossa dall’Università degli studi di Bergamo in occasione della Milano Digital Week a Bergamo che si terrà martedì 26 maggio dalle 10 alle 13 in diretta streaming con l’obiettivo di riflettere sul ruolo della tecnologia e della digitalizzazione nella riorganizzazione della sanità, dell’economia, dell’educazione, degli spazi pubblici, privati, industriali e dei servizi.

In collegamento da diversi luoghi simbolo della fase 2 dell’emergenza sanitaria (per esempio Ospedale Papa Giovanni XXIII, Università degli studi di Bergamo, Kilometro Rosso, Confindustria, Aeroporto di Orio al Serio) i relatori presenteranno i risultati delle sperimentazioni e degli studi, nonchè le modalità con cui imprese, ricercatori, docenti ed esperti di tecnologia, sociologia digitale, smart cities, robotica e machine learning continuano a cooperare per consentire un graduale ritorno alla normalità.

L’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla Piattaforma della Milano Digital Week e sul canale Youtube della SdM – Scuola di Alta Formazione dell’Università degli studi di Bergamo. Modera il conduttore radiofonico Pepe Moder.

Per informazioni www.digitalweekbergamo.com [email protected]

 

La Milano Digital Week a Bergamo è un’iniziativa finanziata dall’università degli studi di Bergamo e promossa dal Dipartimento di Scienze Aziendali, Economiche e Metodi Quantitativi, coordinata dalla prof.sa Daniela Andreini e direttrice del Master in Digital Business Development e dal dott. Pepe Moder docente nello stesso master universitario e conduttore di Radio24. Milano Digital Week è la principale manifestazione italiana dedicata all’educazione, alla cultura e all’innovazione digitale promossa dal Comune di Milano. L’evento bergamasco Augmented city è il primo a svolgersi fuori dal territorio milanese.

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Le Cornelle ripartono tra nuove nascite e rispetto delle nuove misure di sicurezza

Si riaprono i cancelli del Parco Faunistico Le Cornelle: è tempo di ripartire. E non c’è nulla che incarni il desiderio di rinascita più delle specie animali che, tra nascite e innamoramenti, rendono ogni stagione unica. Così sarà anche quest’anno, nella fase 2 del post Covid-19, con tante novità: dall’adozione di tutte le prassi igienico – sanitarie richieste dal protocollo governativo, alla nascita di due cuccioli di fenicotteri.

Così come previsto dalle normative, l’accesso all’area di circa 24 mila metri quadrati in via Cornelle, 16 a Valbrembo, in provincia di Bergamo avverrà solo rispettando un rigido protocollo di sicurezza che prevede la misurazione della temperatura all’ingresso che è consentito solo se muniti di mascherine. All’interno del Parco sono dislocati dispenser con gel disinfettante e guanti monouso. Verrà inoltre rispettato il distanziamento sociale e, in particolare l’accesso alle due aree coperte “Rettili” e “Foresta Tropicale” così come per l’area “Selva”, sarà contingentato.

Per evitare assembramenti gli ingressi al Parco sono contingentati per questo si incentiva la vendita online dei biglietti con la tipologia “open” che consente l’ingresso con corsia preferenziale ad ingresso diretto. Tutte accortezze fondamentali per tornare a godere dello spettacolo che regalano le tante specie ospitate dal Parco.

ORARI

Il Parco è aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00.

Per acquistare il biglietto online: https://www.lecornelle.it/informazioni/biglietti-online/

Parco Faunistico Le Cornelle

Via Cornelle, 16, Valbrembo (BG)

www.lecornelle.it

UFFICIO STAMPA PARCO LE CORNELLE

[email protected]

BElive | studio associato

Claudia Rota: +39 348 5100463  –  [email protected]

Lucia Masserini: +39 333 3513421  – [email protected]

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News Volontariato e società

Campagna OXO Bergamo “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”:

Si è conclusa la campagna di solidarietà “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”, che in meno di due mesi ha permesso la fornitura gratuita di 884 confezioni di lenti a contatto monouso per personale sanitario e volontari della Croce Rosse e Protezione Civile per un totale di oltre 26.000 lenti a contatto. Il progetto pilota ideato da OXO Italia, consorzio nazionale di ottici optometristi, ha visto il coinvolgimento dei 17 punti vendita presenti sul territorio bergamasco.

Un’iniziativa solidale nata a sostegno del personale medico-infermieristico per aiutare in modo utile e concreto chi, in questo periodo di emergenza, ha messo a rischio la propria salute per salvare quella dei malati da Coronavirus. Questo l’obiettivo di OXO Bergamo che, facendosi promotore del progetto pilota, ha fornito gratuitamente più di 700 confezioni di lenti a contatto giornaliere a marchio OXO a 353 professionisti, tra medici, infermieri di 9 strutture ospedaliere della bergamasca.

La campagna solidale si è estesa anche agli operatori della Croce Rossa e ai volontari della Protezione Civile, cuori della lotta all’emergenza sanitaria, con la fornitura di 178 confezioni di lenti a contatto per 89 operatori sanitari. Un’azione resa possibile grazie al contributo dei 17 punti vendita OXO sul territorio.

Un risultato straordinario, che dimostra quanto la collaborazione e il sostegno sia punti di svolta per la ripartenza, “Siamo orgogliosi del successo di questa iniziativa frutto dall’impegno del consorzio nel fare rete per supportare il nostro territorio – afferma Cesare Ravasio, Presidente di OXO Bergamo – Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati sul nascere di questa campagna dando un piccolo, ma concreto, contributo al personale in corsia ogni giorno”.

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Covid-19, appello Ue per ripresa green: Francesco Starace unico AD italiano tra i firmatari

Enel, Francesco Starace è l’unico AD italiano nella European Alliance for a Green Recovery: “Investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia e in Europa”.

Francesco Starace, AD Enel

Francesco Starace: sostenibilità e investimenti green nel futuro dell’economia, l’alleanza Ue

Una ripresa economica all’insegna dello sviluppo sostenibile. È l’obiettivo per cui è nata la European Alliance for a Green Recovery: lanciata lo scorso 14 aprile su iniziativa dell’eurodeputato francese Pascal Canfin, Presidente della Commissione per l’ambiente del Parlamento europeo, riunisce forze politiche, imprenditoriali ed esponenti della società civile provenienti da 17 Paesi Ue. Tra loro anche l’Amministratore Delegato di Enel Francesco Starace, l’unico italiano dei 37 manager d’azienda che ne fanno parte. I membri dell’Alleanza, come riporta una nota, “si sono impegnati a lavorare insieme per creare, supportare e implementare soluzioni per preparare le nostre economie per il mondo di domani”. Fondamentale, secondo il loro punto di vista, è sostenere una strategia economica che preveda “investimenti green” e piani di rilancio funzionali anche alla lotta contro il cambiamento climatico e a incentivare la biodiversità. Sono 180 le personalità che hanno sottoscritto l’appello: oltre a Francesco Starace e agli altri 36 dirigenti d’azienda, fanno parte della European Alliance anche 79 deputati, 28 associazioni imprenditoriali, la confederazione sindacale europea, 7 ONG e numerose associazioni europee.

European Alliance for a Green Recovery: Francesco Starace a “La Stampa”

“L’emergenza sanitaria sta dimostrando come l’adozione di strategie e modelli di business sostenibili, oltre ad avere effetti positivi a livello sociale, rende le aziende meno rischiose e quindi più competitive, garantendo una maggiore solidità nel lungo termine” ha spiegato Francesco Starace a “La Stampa” parlando dell’iniziativa. L’AD ha sottolineato in diverse occasioni come il Green Deal europeo rappresenti in questa prospettiva una grande opportunità. Enel lo ha intuito da tempo e oggi più che mai è fortemente intenzionata ad accelerare in questo percorso dal momento che “le rinnovabili sono sempre più competitive”. Come infatti ha evidenziato a “La Stampa” Francesco Starace, unico AD italiano ad aderire alla European Alliance for a Green Recovery, “investire nelle fonti rinnovabili, nella trasformazione digitale e in un modello energetico sostenibile è un’occasione unica per il rilancio economico e sociale post Covid-19 in Italia ed in Europa”.

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News

Market allocation, ecco la sfida più complicata per i gestori durante la pandemia

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  • 21 Maggio 2020

In questo momento, ovunque si girino gli operatori di mercato vedono più rischi che potenziali opportunità. E’ l’effetto Covid, che ha spazzato via interi settori di investimento, polverizzando guadagni maturati nel corso di anni. Ci siamo svegliati di soprassalto dal sogno di un bull market perenne. La market allocation è diventata la sfida più complessa da affrontare.

Le difficoltà della market allocation

market allocationServe prudenza, e questo è fuor di dubbio. I settori più attrattivi rimangono quelli meno colpiti dalla crisi, ma non basta. All’interno di essi, occorre fare una selezione di società che offrano qualità di bilancio, maggiore visibilità degli utili e brand forti. E non ce ne sono molte in giro. Ma il succo della market allocation è proprio questo. In ogni caso, è chiaro a tutti che non potrà esserci una vera ripresa finché sul mercato non ci sarà un cambio di testimone a favore di settori più colpiti dalla crisi, come consumi discrezionali, energetici, finanziari.

Ma non dipende soltanto da fattori economici, bensì anzitutto da quelli sanitari. Se le prospettive di crisi sanitaria miglioreranno visibilmente, allora i potenziali aumenteranno e i rischi scenderanno. Al momento però il rapporto di forza è esattamente al contrario.

Utili troppo compressi

Nella dinamica della market allocation, un ruolo chiave l’hanno sempre avuto gli utili. Al momento però, le prospettive sono nulle e le stime ancora passibili di ribasso. Non si vede ancora all’orizzonte la famosa candela shooting star (quella che segnala l’inversione di rotta). L’economia è infatti crollata in una recessione mai vista negli ultimi 70 anni, con prospettive di decrescita degli utili a due cifre. Si teme che il peggio nelle statistiche economiche debba ancora arrivare. Probabilmente la frenata sarà peggiore di quella della crisi del 2008. Prendendo come riferimento lo S&P 500, pur senza essere troppo pessimisti, si può ipotizzare un calo degli utili per quest’anno a -20%.

La ripresa vera quindi è molto lontana. Probabilmente non avrà la forma di una V, bensì la forma di una U. Non si vedrà nessun inverted hammer. In sostanza si prevede una fase di stallo prima di vedere la ripresa del Pil. E questo nella migliore delle ipotesi, perché rimane ancora in piedi lo scenario di una ripresa a W, quindi calo-ripresa-nuovo calo-nuova ripresa, nel caso la curva dei contagi torni a irrigidirsi.

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Business

Software per la sicurezza sul lavoro

Il nuovo software per la sicurezza sul lavoro, Job81, ti permette di avere sempre sottocchio le esigenze della tua azienda a tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitandoti problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

Il testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è un complesso di norme della Repubblica Italiana, in materia di salute e sicurezza sul lavoro, emanate con il decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81.

Il decreto legislativo 81/2008 propone un sistema di gestione della sicurezza e della salute in ambito lavorativo preventivo e permanente, attraverso:

1) l’individuazione dei fattori e delle sorgenti di rischio;
2) la riduzione, che deve tendere al minimo, del rischio;
3) il continuo controllo delle misure preventive messe in atto;
4) l’elaborazione di una strategia aziendale che comprenda tutti i fattori di una organizzazione (tecnologie, organizzazione, condizioni operative, ecc…).

Il decreto, inoltre, ha definito in modo chiaro le responsabilità e le figure in ambito aziendale per quanto concerne la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di salvaguardare l’integrità psicofisica dei lavoratori eliminando o cercando di ridurre al massimo i rischi che possono procurare dei danni a questi soggetti.

Il datore di lavoro, in virtù di queste sue responsabilità, deve anche adempiere agli obblighi che gli impongono di mettere nelle condizioni il lavoratore di utilizzare macchinari, utensili e strumentazioni che non presentino nessun rischio per la salute e l’integrità.

A questo si affianca anche l’obbligo di informare e formare i dipendenti circa i pericoli che possono derivare da un utilizzo non idoneo dei macchinari e degli utensili.

A tal proposito, recentemente il D.Lgs. 106/2009, rispetto al D.Lgs. 81/2008, ha previsto delle sanzioni penali più pesanti per la violazione di questi obblighi.

Oltre al dovere di informare, al datore di lavoro viene anche attribuito il compito di vigilare e verificare il rispetto da parte dei lavoratori delle norme antinfortunistiche.

Il datore di lavoro ha quindi un duplice obiettivo: garantire una corretta informazione ed un esatto addestramento, e osservare attentamente che quanto insegnato sia poi messo in pratica dai dipendenti.

Il software per la sicurezza sul lavoro Job81 è nato per permettere di tenere sempre sottocchio tutti gli obblighi di sicurezza e ambiente evitando al datore di lavoro problemi e sgradevoli quanto onerose sanzioni.

Aggiornamenti normativi automatici

Il software gestionale online per la sicurezza e per la gestione della documentazione dedicato ad aziende, professionisti e RSPP, viene tempestivamente aggiornato per adempiere alla normativa di riferimento.

Semplice reperibilità delle informazioni

Job81 ragiona come te! La piattaforma è studiata per rendere ogni operazione pratica e veloce: tutto viene catalogato con una logica impeccabile per aver sempre chiara la situazione dei dipendenti e dell’azienda.

Zero costi hardware grazie al cloud

Tutti i dati inseriti vengono salvati in cloud azzerando la possibilità di perdere informazioni importanti a causa di potenziali attacchi alla sicurezza della rete aziendale.

Riduzione dei tempi di lavoro

Il responsabile del servizio prevenzione e protezione (RSPP) grazie al software gestionale per la sicurezza perde meno tempo nella verifica della situazione aziendale e ha più tempo per seguire altre attività.

Digitalizzazione dei documenti

E’ ora di dire addio ai documenti cartacei per azzerare il rischio di smarrimento o di errore in fase di archiviazione. Job81 prevede la digitalizzazione di ogni tipo di documento in modo da facilitarne la ricerca e l’archiviazione.

Rischio sanzioni ridotto al minimo

Per evitare di incorrere in procedimenti penali e sanzioni amministrative, Job81 mette a disposizione dell’utente una panoramica aziendale per avere sempre sotto mano la situazione formativa e le certificazioni di ogni dipendente.

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Covid-19 – Donald Trump si lancia contro Obama dopo le critiche al comportamento contro l’epidemia

Donald Trump arriva alla Casa Bianca su Marine One dopo un fine settimana a Camp David

Covid-19 – Donald Trump si lancia contro Obama dopo le critiche al comportamento contro l’epidemia

“Obama è stato un presidente incompetente”: Trump si lancia contro l’ex presidente dopo le critiche al comportamento contro l’epidemia
Trump afferma di aver sentito i commenti negativi di Obama solo dopo le osservazioni fatte sul suo predecessore

IMMAGINE IN EVIDENZA: Donald Trump arriva alla Casa Bianca su Marine One dopo un fine settimana a Camp David (AFP via Getty Images)

Di ritorno da un fine settimana a Camp David, il presidente, Donald Trump , rispondendo ai giornalisti se avesse avuto qualche reazione alle critiche mosse sabato dal suo predecessore, Barack Obama .
Trump ha affermato di non aver ascoltato i commenti, ma ha dichiarato di Obama: “Era un presidente incompetente. Questo è tutto ciò che posso dire. Gravemente incompetente. ”
Il presidente non ha fatto ulteriori domande ed è entrato  rapidamente nella Casa Bianca,  dopo essere sceso un momento prima dal Marine One (Elicottero presidenziale .
Sabato scorso Obama si è rivolto ai laureati di college e università storicamente neri. Ha rimproverato l’attuale presidente per il comportamento in  risposta al coronavirus , dicendo che ha rilevato delle inettitudini nel cuore del governo.

L’articolo continua dopo l’immagine



“Più di ogni altra cosa, questa pandemia ha completamente, finalmente, fatto cadere il sipario sull’idea che così tanti addetti ai lavori sanno cosa stanno facendo”, ha detto l’ex presidente.
“Molti di loro non stanno nemmeno fingendo di essere al comando.”
Obama ha detto ai laureati: “Quindi, se il mondo migliorerà, dipenderà da voi”.
Sabato scorso, l’ex presidente ha tenuto un discorso separato agli anziani delle superiori durante una cerimonia di inizio virtuale ampiamente trasmessa  in streaming, durante la quale è apparso anche per parlare rivolgendosi al signor Trump.

“Sfortunatamente, molti cosiddetti adulti, compresi alcuni con titoli fantasiosi e lavori importanti, pensano ancora cose che finiscono per non far capire più nulla”.

Domenica mattina, anche il consigliere della Casa Bianca Peter Navarro ha risposto al discorso, dicendo che era contento che Obama avesse un nuovo lavoro come segretario stampa del candidato presidenziale Joe Biden , prima di riferirsi alla precedente amministrazione come “kumbaya di incompetenza”.

È la seconda volta in altrettante settimane che Obama ha criticato pubblicamente l’attuale amministrazione, dopo che è trapelato l’audio di lui che ha definito la risposta della Casa Bianca a Covid-19 un “disastro assoluto caotico”
Trump ha reagito furiosamente cercando di produrre per rappresaglia uno scandalo  parlando di uno pseudo ” Obamagate “.

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Roma, prima assemblea di Progetto Italia: Carlo Malinconico Presidente della nuova forza moderata

“Serve una forza moderata per portare l’Italia fuori dalla stagnazione e dalla decrescita”: con questo messaggio, Carlo Malinconico ha inaugurato la prima assemblea di Progetto Italia per la buona politica, nuova forza moderata e riformista, nata nell’alveo politico del centrodestra italiano.

Carlo Malinconico

Carlo Malinconico all’inaugurazione di Progetto Italia

Si è svolto il 4 marzo a Roma, nella sala conferenze del Dub House Hotel, il primo incontro nazionale della nuova formazione di centrodestra denominata Progetto Italia per la buona politica, nata con il fine di far convergere le voci moderate e liberaldemocratiche italiane. Il movimento vede Carlo Malinconico, ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, nelle vesti di Presidente, e Massimo Baldini in quelle di Coordinatore Nazionale. “La priorità è l’economia”, è il messaggio chiaro di Carlo Malinconico, che ha sottolineato la volontà di Progetto Italia di mettere al centro il sistema delle imprese italiane. L’intervento del giurista ha poi toccato un altro tema caro alla nuova forza politica di stampo moderato: il ruolo dell’Italia nello scenario politico ed economico internazionale, soprattutto in quello europeo: “L’Italia è un grande Paese oggi sottodimensionato in ambito internazionale”, ha dichiarato il Presidente di Progetto Italia, “dobbiamo recuperare un ruolo soprattutto sullo scacchiere europeo: Francia e Germania lavorano a una conferenza sul futuro dell’UE mentre noi siamo assenti a questi tavoli”. Come indicato anche dal nome prescelto per il nuovo movimento moderato, dall’incontro è emersa la necessità di fare ritorno a una “buona politica”, che dia voce al mondo moderato, liberale e democratico e che permetta al Paese di uscire dall’attuale periodo di crisi socio-economica.

Carlo Malinconico, la carriera del giurista e Presidente di Progetto Italia

Originario di Roma, città dove tutt’oggi risiede insieme a sua moglie, Carlo Malinconico è laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano. Avvocato dello Stato durante i cosiddetti anni di piombo, diventa Consigliere di Stato nel 1985, superando, come primo in graduatoria, uno dei concorsi pubblici più complessi. In seguito a tale esperienza, nel 2002 riceve un incarico di docenza nella Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze (SSEF), a cui fa seguito l’ottenimento della cattedra di Giurisprudenza presso l’Università di Udine. Al contempo, le competenze specialistiche nel settore legale lo conducono alla fondazione dell’omonimo Studio Legale, specializzato nell’ambito del diritto amministrativo. Nel 2005 il giurista ottiene un altro incarico di docenza, insegnando Giurisprudenza presso l’Università di Roma – Tor Vergata. Esperto di diversi rami del diritto, tra gli incarichi di rilievo di Carlo Malinconico spiccano quelli di Segretario Generale del secondo Governo Prodi e Sottosegretario di Stato del Governo Monti. È stato, inoltre, Capo dell’Ufficio Legislativo del Ministero del Tesoro, Consigliere Giuridico dell’Autorità della concorrenza e del mercato, oltre che Direttore Generale dell’Autorità dell’energia elettrica.

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News Salute e Benessere

Gli aspiranti medici al lavoro per il test di medicina

Mentre il test d’ingresso alle Facoltà di Medicina e Chirurgia in programma il prossimo 1° settembre è ancora circondato da incognite a causa dell’emergenza Covid-19, molti aspiranti medici guardano verso l’estero per iniziare la loro carriera internazionale.

Quest’anno saranno 13.500 i posti disponibili per le Facoltà di Medicina e Chirurgia delle università pubbliche italiane (+ 17% rispetto allo scorso anno), ma si stima che il 1°settembre si presenteranno al test ben 70mila future matricole. Il numero di esclusi è altissimo ma c’è una strada alternativa che piace sempre di più: molti aspiranti medici guardano, infatti, all’estero per una carriera internazionale.

Le università straniere offrono infatti, più tempo all’esperienza in corsia e in sala operatoria grazie a percorsi didattici basati in gran parte sulla pratica, lo studio in lingua inglese in un contesto accademico, il confronto con modalità didattiche innovative che spaziano da laboratori di biochimica fino alle simulazioni di casi clinici su simulatori dei pazienti e soprattutto maggiori opportunità di carriera, grazie al conseguimento di un titolo accademico valido in Europa, Canada e USA. L’esperienza internazionale, infatti, fa spiccare il volo alle carriere: in media la retribuzione lievita del 40%, le prospettive di occupazione sono molto maggiori, il mercato di riferimento è più stimolante.

Lo sostiene Medicor Tutor, società che accompagna gli aspiranti medici preparandoli a una brillante carriera universitaria con prospettive internazionali, a fronte di 6 anni di attività in Italia a fianco di più di 1.000 studenti che hanno scelto di studiare Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia oltre frontiera.

Mete preferite e università di prim’ordine per gli aspiranti medici italiani: la Charles University di Praga (tra le 30 migliori università d’Europa), la Masaryk University di Brno (tra le 100 migliori università d’Europa), ma anche l’Universidad Europea di Madrid, l’Universidad Europea di Valencia, la Università Pavol Josef Safarik di Kosice in Slovacchia, la University of Rijeka a Fiume in Croazia, l’European University Cyprus a Nicosia e la Pleven Medical University in Bulgaria.

«Secondo lo studio condotto da The Joint Action on European Health Workforce Planning and Forecasting la prospettiva di una carriera internazionale è sempre più attrattiva per gli aspiranti medici. Si stima che in Europa nei prossimi anni ci sarà bisogno di un milione di professionisti sanitari. Aver studiato in un contesto internazionale, con una formazione in lingua inglese, sarà un plus riconosciuto che consentirà al giovane universitario di costruire il proprio percorso lavorativo, certo di aver ricevuto la migliore formazione possibile. Teorica, sì, ma anche pratica. Perfetta per affrontare ogni genere di situazione» – dichiara Luca Petti Cammarata, direttore generale di Medicor Tutor.

 

TEST D’INGRESSO – Le prossime date per i test di ingresso nelle facoltà di Medicina, Odontoiatria e Fisioterapia delle Università partner di Medicor Tutor sono le seguenti:

– Università di Rjeka (Fiume): Sabato 18 Luglio 2020 – Verona/Roma/Milano;

– Charles University di Praga (sede di Pilsen): Sabato 25 Luglio 2020 – Roma/Milano;

– Masaryk University di Brno: Sabato 01 e Lunedì 03 Agosto 2020 – Roma/Milano;

– UPJS University di Kosice: Sabato 22 Agosto 2020 – Roma/Bari/Milano.

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Comunicati

I vantaggi offerti da un antifurto wireless

Gli antifurti casa wireless sono i piu affidabili? Questa è una delle prime domande che ci si dovrebbe porre quando ci si accinge ad acquistare un sistema allarme casa di questo tipo. Come noto, gli impianti wireless sono quelli che funzionano senza fili: le varie componenti sono collegate le une con le altre attraverso delle onde radio utilizzando frequenze convenzionali. Optando per una soluzione di questo genere, non si ha più a che fare con cablaggi ingombranti e, di conseguenza, non si è costretti a effettuare alcun tipo di lavori di muratura.

 

Caratteristiche della centrale di allarme

A prescindere dal tipo di centrale con cui si ha a che fare, a ciascun rivelatore deve corrispondere una zona specifica della casa. Grazie a questa prerogativa, se si dovesse verificare un guasto a essere esclusa sarebbe unicamente una parte dell’impianto. A volte la centrale può includere un pulsante silenzioso anti rapina: nel momento in cui esso viene premuto, il combinatore telefonico e il sistema wifi integrato trasmette un segnale di allarme silenzioso. Infine, è indispensabile che la centralina possieda una batteria a tampone di backup, così da poter funzionare anche quando l’energia elettrica viene a mancare.

 

La soluzione antifurto casa offerta da Beta Elettronica

Con l’azienda Beta Elettronica si può essere certi di proteggere la propria abitazione e la propria attività commerciale. Questa azienda, infatti, propone un allarme antifurto wireless multifunzionale, che non solo rileva intrusioni da parte di estranei e tentativi di effrazione, ma ha anche la capacità di segnalare fughe di gas, allagamenti o fumo, di gestire la domotica per la casa etc etc. Volendo, è possibile collegare il sistema con una centrale operativa allo scopo di verificare quello che sta succedendo in tempo reale. Il sito di Beta Elettronica consente a chi lo desidera di calcolare un preventivo direttamente online in soli 60 secondi.

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Musica e Video

Phil May è morto. Musicista e icona della musica rock britannica degli anni sessanta

Phil May - The Pretty Things

Musica in lutto, il cantante e leader della storica band è morto per un incidente in bicicletta

18 Maggio 2020

Grave lutto nel mondo della musica rock. A 75 anni è morto Phil May. Ad inizio settimana è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Queen Elizabeth Hospital di King’s Lynn, nel Norfolk, a seguito di una bruttissima caduta in bicicletta.
Le sue condizioni erano gravissime e purtroppo i medici non sono riusciti a salvargli la vita. La notizia è stata confermata dal manager della band: “È con profonda tristezza che il management di The Pretty Things deve annunciare la morte del leader della band, Phil May. Phil è morto alle 7.05 di venerdì 15 maggio al Queen Elizabeth Hospital, Kings Lynn, Norfolk. Aveva 75 anni.

Il cantante stava trascorrendo la quarantena nel Norfolk contea dell’Inghilterra orientale, si affaccia a nord e a est sul Mare del Nord, insieme alla moglie e alla famiglia. La scorsa settimana il cantante era uscito da casa per fare un giro con la bicicletta ed è rimasto ferito dopo una bruttissima caduta. Soccorso immediatamente dagli operatori sanitari e trasportato d’urgenza all’ospedale di King’s Lynn, Phil May era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico all’anca.

Grande musicista e icona della musica rock britannica, Phil May aveva fondato nel 1963 i The Pretty Things, insieme al chitarrista Dick Taylor. Riconosciuto per il suo stile unico e sicuramente fuori dagli schemi del tempo, May fu uno dei primi a presentarsi al grande pubblico coi capelli lunghi. I Pretty Thing, tra i principali esponenti musicali del movimento mod, erano nati a Londra nel 1963, grazie a May e al chitarrista Dick Taylor. Quest’ultimo aveva suonato nei Little Boy Blue and the Blue Boys con Keith Richards e Mick Jagger, divenuti poi i Rolling Stones con l’ingresso di Brian Jones.
Il nome per il nuovo gruppo, The Pretty Things, fu scelto in onore del titolo di una canzone composta nel 1955 da Willie Dixon. Il loro suono caratterizzato da una certa frenesia fu subito apprezzato dal pubblico, tanto che nel biennio 1964-1965 ben tre dischi entrarono nelle classifiche: Rosalyn / Big Boss Man; Don’T Bring Me Down / We’ll Be Together; Honey I Need / I Can Never Say.

Photo by Frank Hoensch/Redferns via Getty Images

Lo straordinario successo fece però implodere la band: Pendleton abbandonò il gruppo nel dicembre 1966, seguito due mesi dopo da John Stax. Si chiudeva così un capitolo della storia musicale dei Pretty Things.
La band di May ha tenuto uno dei suoi ultimi concerti il 13 dicembre 2018 a Londra, con la partecipazione di amici come David Gilmour (ex Pink Floyd) e Van Morrison.

FONTE:  caffeinamagazine.it
IMMAGINI:  caffeinamagazine.it | youtube.com

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Eventi News Salute e Benessere

Il Sistema Sanitario “alla prova” dell’emergenza | Al via il 25 maggio il webinar organizzato da Aipda e coordinato dal rettore Remo Morzenti Pellegrini

Un confronto su come il Sistema Sanitario ha reagito all’emergenza Covid-19 è d’obbligo. A fare da moderatore all’incontro il rettore Remo Morzenti Pellegrini, membro del Consiglio direttivo dell’Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo.  

Sotto la direzione di AIPDA, Associazione Italiana Professori di Diritto Amministrativo, il 25 maggio, dalle ore 15.00 alle ore 18.00, si terrà il webinar dal titolo ‘Il Sistema sanitario “alla prova” dell’emergenza’, un confronto e dibattito per riflettere e discutere sui temi più caldi dell’attualità. A presentare l’incontro sarà Carla Barbati, presidente di Aipda, mentre a introdurre e coordinare i diversi interventi sarà il rettore Remo Morzenti Pellegrini, membro del Consiglio direttivo.

Si prospetta un incontro denso di contenuti, considerata la grande partecipazione, che vede come ospiti: Andrea Lenzi, Ordinario di Endocrinologia dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita; Franco Locatelli, Ordinario di Pediatria generale e specialistica dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”  e Presidente del Consiglio superiore di Sanità; Domenico Mantoan, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco; Walter Ricciardi, Ordinario di Igiene Generale Applicata dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e membro del comitato esecutivo OMS. Gli esperti dialogheranno con i professori di diritto amministrativo di diverse università italiane: Nicola Aicardi, Università degli Studi di Bologna, Giandomenico Falcon, professore Emerito dell’Università di Trento, Rosario Ferrara, Università degli Studi di Torino e Luiss, Libera Università Internazionale degli Studi Sociali “G. Carli” di Roma eAlessandra Pioggia, Università degli Studi di Perugia. Il dibattito finale verrà introdotto e coordinato da Alfredo Contieri e Marina D’Orsogna, membri del Consiglio direttivo di Aipda.

La partecipazione è gratuita e accessibile tramite la piattaforma Zoom. Sarà possibile iscriversi al webinar entro il 24 maggio, inviando una mail di richiesta all’indirizzo di posta: [email protected].

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