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Lampadari economici, quali sono i migliori?

Arredare la propria casa risparmiando, non è mai facile. Tantissime sono le soluzioni acquistabili, ma quali tra le tante, valgono veramente la pena?

Il rischio di acquistare lampadari economici online di bassa qualità è altissimo quando non ci si affida ad un consulente esperto, qualcuno che sappia consigliarti alcune tra le soluzioni più riuscite ed affidabili, sebbene economiche. Tra problemi più diffusi, sicuramente vi è la scelta del marchio. Oggi sono tanti i marchi di lampadari low cost, ma come è possibile difendersi dal rischio di acquistare una soluzione realizzata da un marchio scadente?

Per rispondere a queste problematiche, di recente uno dei più noti blog nel mondo dell’illuminazione per ambienti, ha recentemente trattato uno dei suoi post, parlando proprio dei migliori lampadari economici acquistabili online, selezionando alcune tra le idee più apprezzate.

In particolare leggendo l’articolo riportato, si nota subito come buona parte delle soluzioni suggerite, facciano riferimento al mondo dei lampadari led, poiché sono proprio questi in particolare i modelli su cui la gran parte delle aziende di illuminazione più recenti, hanno puntato.

Oltre ai diversi lampadari led, che ad oggi rappresentano la gran parte delle soluzioni più innovative anche in risposta a chi è alla ricerca di un lampadario economico, si osserva come la gran parte delle soluzioni più rilevanti nel mondo dell’illuminazione provengono proprio dal noto marchio svedese Ikea.

Non è un caso infatti che sono proprio le realizzazioni di questo marchio ad apparire tra le più note e diffuse, Grandi classici nel mondo dei lampadari economici, come Melodì o Regolit e tanti altri che tutt’oggi nonostante i diversi anni dal loro debutto, continuano ad essere tra le soluzioni più richieste e maggiormente riuscite.

Uno degli aspetti che sicuramente caratterizza infatti questi lampadari economici sono la regolarità delle linee, nonché l’efficienza delle soluzioni proposte che rimangono tra i bestseller nel mondo dell’illuminazione per ambienti.

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Comunicati Marketing Notizie dal mondo

Una visione globale per l’azione locale: le proposte di Reed Exhibitions per la ripresa del settore fieristico

Nuovi modelli di business, innovazione dei servizi, nuovi sbocchi internazionali e integrazione con la smartness life: in occasione del Global Exhibitions Day 2020 #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, Reed Exhibitions chiama a raccolta le sedi globali per un confronto concreto sul settore fieristico italiano.

Milano, 3 giugno 2020 – Il 3 giugno 2020 ricorre l’appuntamento con il Global Exhibitions day, #Exhibitions are Key to Rebuild Economies, la giornata celebrativa del mondo fieristico, che in Italia rappresenta un’importante settore industriale, capace di generare affari per 60 miliardi di euro e contribuire al 50% delle esportazioni delle imprese che vi partecipano.

Un settore pesantemente segnato dall’emergenza da Coronavirus i cui attori stanno pianificando strategie mirate a una ripresa attenta alle esigenze della salute di espositori e visitatori che permettano lo svolgimento delle manifestazioni in piena sicurezza.

Secondo i dati UFI 2018 il comparto a livello mondiale è un vero motore di sviluppo: sono 116 i miliardi di euro di spesa di espositori e visitatori e 1,3 milioni le persone occupate nel settore che salgono a 3,2 milioni considerando l’indotto come trasporti, ricettività, ristorazione. Ogni anno, in tutto il mondo, i 32.000 eventi fieristici coinvolgono oltre 303 milioni di visitatori e 4.500.000 imprese espositrici. Uno scenario in cui l’Italia è protagonista, al secondo posto in Europa e quarta a livello mondiale: con 200.000 espositori e più di 20.000 operatori a livello globale, circa 1.000 manifestazioni a calendario nel 2019, di cui 200 internazionali, il settore ha un peso rilevante nell’economia italiana.

In tale prospettiva, Reed Exhibitions ha promosso un confronto che ha coinvolto tutte le principali divisioni mondiali, volto a evidenziare la portata dell’impatto che la crisi sta avendo e continuerà ad avere nei prossimi mesi sull’attività delle fiere, sia a indicare alcune strade, che già molti paesi hanno intrapreso, per adeguare le proprie strategie ai cambiamenti strutturali in atto e riprendere ad organizzare al meglio le fiere di business nella New Normal attuale e futura.

Un confronto che ha portato a mettere in atto una serie di  iniziative per la ripresa, a partire da una survey globale per ascoltare il sentiment dei molteplici settori industriali al centro delle manifestazioni, capirne le esigenze e fin da subito predisporre le attività più idonee a loro supporto, ad una ricca attività formativa online e nuove occasioni di visibilità digitale per le aziende espositrici ma anche definire gli interventi da prendere a modello che le istituzioni centrali e locali dovrebbero porre in essere per rimuovere le principali criticità del sistema fieristico nazionale, e per evitare un ulteriore indebolimento del settore.

Forti del network internazionale composto da 30 uffici nei 5 continenti – sottolinea Massimiliano Pierini, Managing Director di Reed Exhibitions Italia – abbiamo tutti gli strumenti per confrontarci con le sedi internazionali e le aziende partner, e individuare esempi efficaci di innovazione nel settore. Abbiamo coinvolto tutta la nostra rete proprio con l’obiettivo di analizzare gli effetti della globalizzazione in un contesto di pandemia e individuare nuove soluzioni e tecnologie per far fronte alla crisi”

Reed Exhibitions Italia, che nel nostro Paese organizza MCE – Mostra Convegno Expocomfort, la fiera biennale leader mondiale sul comfort abitativo, assieme a BIE – Biomass Innovation Expo, That’s Mobility, l’evento annuale sulla smart mobility, e Viscom, la più importante fiera in Europa dedicata al mercato della comunicazione visiva, è parte del Gruppo Reed Exhibitions, l’organizzatore leader mondiale di eventi, con oltre 500 manifestazioni in 30 Paesi

Non solo accogliamo il cambiamento bensì lo ricerchiamo, sfidando lo status quo ogni volta che possiamo – conclude Massimiliano Pierini –. Fa parte del nostro credo aziendale essere pronti a mosse e decisioni coraggiose, sempre alla ricerca di nuove idee. Sono certo che saremo in grado di organizzare le nostre manifestazioni, anche con il supporto di una nuova veste digitale che abbiamo imparato velocemente ad utilizzare in questo periodo, ma sempre come luoghi unici di incontro fisico e di relazioni di business e contribuire così al rilancio dell’economia del nostro Paese.

Reed Exhibitions
Reed Exhibitions è il leader mondiale nell’organizzazione di fiere e congressi che gestisce oltre 500 eventi in 30 Paesi che hanno registrato più di 7 milioni di partecipanti nel 2019. Reed Exhibitions conta 30 sedi in tutto il mondo a disposizione di 43 settori industriali. Reed Exhibitions fa parte di RELX Group plc, leader mondiale nella fornitura di soluzioni e servizi per clienti professionali in numerosi comparti di business.
 
Ufficio Stampa: Flaminia Parrini, Reed Exhibitions Italia, tel.+39 02/43517038, [email protected]

 

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Comunicati Dieta e Alimentazione

“SOMMELIER AT HOME” IL VIAGGIO ENOICO DI ASPI NELLE REGIONI DEL VINO ITALIANO FA TAPPA IN CAMPANIA

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  • 4 Giugno 2020

#SOMMELIERATHOME, LA RASSEGNA DI ASPI – ASSOCIAZIONE SOMMELLERIE PROFESSIONALE ITALIANA PER SCOPRIRE LE MIGLIORI PRODUZIONI ITALIANE, REGIONE PER REGIONE, APRE LE ISCRIZIONI PER IL PERCORSO ALLA SCOPERTA DEI TESORI ENOICI CAMPANI CON IL SOMMELIER ANGELO DI COSTANZO.

 

Prosegue il calendario di appuntamenti #SommelierAtHome di ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana: una rassegna di incontri rivolti ad appassionati e professionisti, rigorosamente online, alla scoperta delle regioni del vino italiano.

Ad ogni incontro, ospitato dalla piattaforma Zoom, un sommelier ASPI introdurrà i partecipanti alla storia e alle produzioni della regione, e li guiderà nella degustazione di un vino, rappresentativo delle tipicità del vitigno o territorio oggetto della lezione, che ASPI invierà direttamente a casa dei partecipanti. A chiudere l’incontro, l’intervento in diretta del produttore, che svelerà ogni segreto del vino e della sua terra.

Dopo la partenza in Piemonte, il viaggio enoico di ASPI fa ora tappa in Campania, tra i territori e i vitigni più iconici della regione. A guidare i partecipanti, Angelo Di Costanzo, già Sommelier dell’Anno per la Guida L’Espresso 2014, oggi nel Food&Beverage Management e Wine Specialist di San Gregorio Ristorazione.

Si comincia martedì 16 giugno, alle 20.30, con I Campi Flegrei, dove nascono i vini del vulcano: alla scoperta di una delle aree viticole più suggestive della provincia di Napoli, dove nascono vini particolarmente autentici, prodotti su sabbie vulcaniche e da vigne a piede franco, in un contesto dal grande valore storico e culturale.

Alla stessa ora, martedì 23 giugno si prosegue con Falerno del Massico, da duemila anni di storia sulla bocca di tutti. Protagonista il grande vino della provincia di Caserta, annoverato come il primo vino doc della storia. Sarà l’occasione per viaggiare in un territorio unico e particolare, dalle mille anime.

La tappa in Campania si conclude martedì 30 giugno, sempre alle 20.30, con Il Greco di Tufo, il grande bianco dell’Irpinia: il vino al centro di questo incontro conserva le caratteristiche del territorio straordinario in cui nasce, nel cuore dell’Irpinia. Prodotto solo in otto comuni del circondario di Tufo, da cui la docg prende il nome, è moderno, già proiettato nel futuro.

E, dopo Piemonte e Campania, il viaggio di #SommelierAtHome di ASPI proseguirà con la terza tappa: si torna nel Nord Italia, alla scoperta della regione Lombardia, in compagnia di Manuele Pirovano, maitre-sommelier del ristorante D’O* di Davide Oldani (MI).

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Per partecipare alle lezioni è necessaria la prenotazione. La quota di iscrizione ad ogni tappa di #SommelierAtHome comprende 3 videolezioni ospitate sulla piattaforma Zoom e la spedizione a casa dei 3 vini che saranno degustati durante gli incontri online (un vino a lezione).

Per informazioni e iscrizioni: [email protected]

ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana. Si propone come punto di riferimento per la Sommellerie professionale, con l’obiettivo di offrire opportunità di crescita ed affermazione ai Sommelier. Dal 2007, anno della sua nascita, è il solo membro per l’Italia dell’Association de la Sommellerie Internationale, ASI. I principali obiettivi di ASPI sono la formazione, a livello professionale, e la diffusione della cultura sul mondo del cibo e delle bevande. ASPI è presente, sul territorio nazionale, con corsi ed attività.

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Attualità e News Business News

Dopo il Lockdown, la ristorazione lombarda riparte “INGRUPPO”. Torna in versione “Reload” l’iniziativa che celebra l’alta cucina e fa riscoprire il piacere della condivisione a tavola

Appuntamento dal 15 giugno al 7 agosto 2020 con la ristorazione gourmet di 19 ristoranti lombardi, di cui 9 stellati. Un’iniziativa che durerà 54 giorni e che da Bergamo, tra le province più colpite dall’emergenza Covid-19, testimonia l’incredibile voglia di rinascita della popolazione e la volontà di portare a termine un progetto che da 8 anni a questa parte valorizza il territorio, a partire dalla riscoperta dei suoi sapori unici.

Non c’è nulla che nella tradizione italiana possa esprimere meglio il momento di una gioia ritrovata, del condividere la stessa tavola. Un atto abituale e familiare che negli ultimi mesi ha perso queste sue connotazioni, ma che oggi assume un sapore ancora più speciale, specie nella regione più colpita dall’emergenza Covid-19. Per questo, la Fase 2 della grande ristorazione lombarda si fa “INGRUPPO”. Dopo cinquantaquattro giorni di chiusura forzata, 19 tra i ristoranti più rinomati delle province di Bergamo, Milano e Monza – Brianza, tra cui 7 stellati e 2 tristellati Michelin, sono pronti a riaprire le loro porte dando appuntamento, dal 15 giugno al 7 agosto, con “INGRUPPO Reload”: la nuova edizione della celebre iniziativa nata per avvicinare anche la clientela meno tradizionale alla ristorazione gourmet. Un format che, in versione “reload”, durerà ben 54 giorni, tanti quanti quelli che sono stati di chiusura. Un segnale forte, espressione della tenacia che da sempre contraddistingue la popolazione bergamasca e della voglia – fortissima – dei ristoratori di portare a compimento un progetto che da ben 8 anni segna il passo della nuova ristorazione.

Riunirsi intorno a una stessa tavola per gustare ricette tradizionali o scoprire nuovi sapori diventa ora un momento di vera felicità. Un’occasione unica, a lungo attesa, che da Bergamo, provincia in cui l’iniziativa è nata e in cui risiedono la maggior parte dei ristoranti aderenti, celebra la fine di un periodo difficilissimo e si fa portavoce di una ripartenza a lungo attesa, fatta della riscoperta di valori essenziali e di momenti autentici, come il condividere un pranzo o una cena, finalmente… insieme!

I clienti potranno scegliere tra le proposte di ristoranti d’eccellenza, come: Da Vittorio e il Mudec di Enrico Bartolini, fiori all’occhiello di INGRUPPO che può vantare ben 2 dei 3 chef tristellati della Lombardia (11 in Italia); Sadler, Casual, Frosio, Il Saraceno, Loro e Osteria della Brughiera, tutti con una stella Michelin; Impronte, new entry di INGRUPPO, che con il giovane chef Cristian Fagone, classe 1988, ha conquistato quest’anno la sua prima stella. E ancora, aderiscono all’iniziativa anche Collina, La Caprese, Lio Pellegrini, Al Vigneto, Antica Osteria dei Camelì, Posta, Roof Garden Restaurant, Tenuta Casa Virginia, Pomiroeu e Cucina Cereda. In totale, 16 ristoranti della provincia di Bergamo, che, secondo la 65°guida Michelin presentata lo scorso novembre, conferma la sua posizione dell’olimpo della ristorazione italiana.

Ognuno di loro, come dal tradizionale format di INGRUPPO, presenterà proposte di alta qualità nella scelta della materia prima, nella creatività e nella realizzazione del piatto, a un prezzo accessibile. Sarà infatti possibile degustare, tutti i giorni, sia a pranzo che a cena, un menu di 4 portate (con acqua, caffè e vino, in alcuni casi anche con entrèè e pre-dessert) al prezzo di 60 euro a persona. Da Vittorio, Sadler e Bartolini, il prezzo sarà invece di 120 euro a persona.

Come previsto dalle nuove normative, i ristoranti rispetteranno rigide regole in fatto di sicurezza igienico-sanitaria. Sarà previsto il distanziamento tra i tavoli che saranno disposti in modo tale che le sedute possano garantire il distanziamento di almeno 1 metro tra i clienti; saranno privilegiati i pagamenti elettronici e vietati i buffet; al termine di ogni servizio al tavolo saranno previste tutte le consuete misure di disinfezione delle superfici, evitando il più possibile utensili e contenitori riutilizzabili se non igienizzati (saliere, oliere, ecc) e sarà stilato un elenco delle prenotazioni che sarà conservato per un periodo di 14 giorni. Tutte accortezze che consentiranno di godere in maniera serena della propria esperienza INGRUPPO. Un appuntamento, quello con la ristorazione gourmet, sempre più apprezzato da una clientela giovane e variegata, tanto che anche durante il periodo di lockdown le richieste per le prenotazioni non si sono mai fermate, anche grazie alla visibilità assicurata dai profili social dell’iniziativa, Instagram e Facebook.

Novità dell’edizione “Reload”: lo chef stellato Roberto Proto con la sua cucina raffinata in cui il pesce è l’ingrediente protagonista, trasferisce, per la stagione estiva, il ristorante e l’intero staff, dalla storica location di Cavernago al centro di Bergamo. L’edizione estiva del Saraceno sarà presso la Terrazza Fausti, il suggestivo spazio allestito sui Portici del Sentierone di Bergamo, con vista sul cuore pulsante della città.

Per prenotare un pranzo o una cena con il format “INGRUPPO Reload”, si richiede di contattare direttamente, via telefono o via e-mail, il ristorante prescelto. Tutte le info sono disponibili su www.ingruppo.bg.it, anche in inglese.

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Ambiente

Caldo d’inverno e fresco d’estate grazie alle cucce termiche per cani

Tutti noi vorremmo sempre tenere il nostro cane il più vicino possibile. Per la maggior parte delle persone non è solo un animale domestico, ma rappresenta un amico, un figlio, un fratello. A tutto questo si aggiungono le esigenze di spazio: c’è chi tiene il proprio cane in appartamento e chi invece ha la possibilità di farlo scorrazzare all’aperto nel proprio giardino. In entrambi i casi è importantissimo garantire al proprio animale domestico il rifugio migliore possibile, una cuccia che sia funzionale, confortevole e magari anche bella da vedere. Una caratteristica particolarmente importante è che questa mantenga caldo nei mesi invernali e doni un fresco sollievo nelle estati più infuocate: andiamo quindi ad analizzare le caratteristiche principali delle cucce termiche per cani.

Vediamo quali materiali e caratteristiche possono garantire a ciascuna razza di cane autentico comfort e un isolamento termico ottimale.

 

HPL multistrato: il materiale per cucce che stavi aspettando

 

Sebbene già le cucce in legno garantissero una sensazione di benessere e un buon isolamento termico grazie alle loro proprietà, la tecnologia ha recentemente donato un materiale che performa ancora meglio: l’HPL multistrato.

Questo garantisce un grande isolamento termico, perfetto sia per le cucce da esterno che per quelle da interno; una lunga durata nel tempo anche grazie alla resistenza ai morsi e ai graffi dei nostri amici animali più vivaci.

Questo tipo di cuccia termica può essere montata ad incastro senza il supporto di alcun tipo di attrezzo, perfetta anche per chi non è proprio un amante del fai da te. Il tetto apribile consente una facile manutenzione e una pulizia rapida, per cui bastano dei normalissimi detergenti per la casa. A queste cucce sono integrabili accessori per ogni esigenza: ciotole per cibo e acqua e targhette di riconoscimento ad esempio, facilmente montabili anche queste grazie ad un gioco di incastri.

Ultima ma non meno importante caratteristica, le cucce termiche per cani in HPL mulistrato sono interamente made in Italy, disponibili in svariate fantasie e colori, perché una cuccia oltre che confortevole e funzionale può essere anche un tocco di stile aggiuntivo per il proprio giardino o per la propria casa. Il nostro cane si merita il meglio del meglio, perché accontentarsi?

 

Una cuccia termica per cani di ogni razza

 

Nel momento in cui si sceglie una cuccia per cani, oltre che dell’isolamento termico, è necessario tenere conto di altre caratteristiche.

La prima per importanza riguarda indubbiamente le dimensioni: ogni cane a seconda dell’età e della razza, ma anche del carattere e del temperamento, avrà esigenze diverse. Le dimensioni non riguardano solo l’interno della cuccia, che è comunque fondamentale. È bene anche tenere conto del tipo di ingresso (singolo o doppio, ad esempio) e dell’altezza del gradino utile per accedere alla cuccia, che non deve essere né troppo alto né troppo basso per non ostacolare l’ingresso del nostro amico a 4 zampe.

Un’altra caratteristica di cui tenere conto riguarda la collocazione della cuccia: quelle da esterno sono costruite per resistere alle intemperie, mentre nella scelta di una da interno si dovrà ulteriormente badare al suo design e al suo stile per armonizzarla bene con il resto dell’arredamento.

In ogni caso ogni cane è diverso ed è bene garantire il suo benessere in base a cosa ci sembra lo faccia sentire a suo agio: inutile sottolineare che regalargli una bella cuccia calda d’inverno e fresca d’estate, resistente e dotata di accessori non può mai essere un errore.

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Volontariato e società

Discriminazione: webinar per portare maggiore consapevolezza

I volontari di Gioventù per i Diritti Umani organizzano un webinar con un ospite speciale.

Secondo il report dell’ISTAT relativo al bullismo per l’anno 2015: “Nel 2014, poco più del 50% degli 11-17enni ha subìto qualche episodio offensivo, non rispettoso e/o violento da parte di altri ragazzi o ragazze nei 12 mesi precedenti. Il 19,8% è vittima assidua di una delle “tipiche” azioni di bullismo, cioè le subisce più volte al mese. Per il 9,1% gli atti di prepotenza si ripetono con cadenza settimanale.”

E questi dati sono in continuo aumento. Per questo i volontari, nonostante la situazione globale a limitato gli spostamenti, hanno deciso di organizzare una serie di webinar gratuiti per portare maggiore informazione sul rispetto dei diritti umani.

La Gioventù per i Diritti Umani, in inglese Youth for Human Rights International (abbreviazione:YHRI) è un’organizzazione non a scopo di lucro fondata nel 2001 dalla Dott.ssa Mary Shuttleworth, un’insegnante nata e cresciuta nel Sudafrica durante il periodo dell’apartheid, assistendo in prima persona agli effetti devastanti della discriminazione dovuta alla mancanza dei fondamentali diritti umani fondamentali.

Lo scopo di YHRI è insegnare ai giovani i diritti umani, in particolare la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo delle Nazioni Unite, e così ispirarli a diventare sostenitori della tolleranza e della pace. YHRI è ora diventato un movimento mondiale, con centinaia di gruppi, club e filiali in tutto il mondo.

Gli insegna l’istruzione sui diritti umani sia in aula che in contesti didattici non tradizionali. Il nostro obiettivo è raggiungere persone provenienti da ambienti diversi, con materiale che spesso fanno appello alle varie generazioni. Attraverso l’insegnamento dei diritti umani con tutti gli strumenti disponibili: con conferenze, convegni on l’hip-hop e balletti, questo messaggio si è diffuso in tutto il mondo.

Quindi ecco in arrivo il prossimo webinar gratuito dove sarà presente anche un ospite speciale: Sofia Moschin, 2019 Italian Youth Delegate al Congresso del Consiglio d’Europa e Global Peace Ambassador per il continente europeo (nomina da Graça Machel, moglie di Nelson Mandela).

Il webinar si terrà venerdì 5 Aprile 2020 alle ore 20.30 sulla piattaforma ZOOM. Qualche ora prima di iniziare i volontari invieranno il link per accedere al seminario.

“I diritti umani devono essere resi una realtà non un sogno idealistico.” – L Ron Hubbard

Per ulteriori informazioni chiama il 391.438.1933 o scrivi a [email protected].

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Marketing Volontariato e società

Web marketing: una nuova frontiera per il no-profit

Il mondo del no-profit è un universo complesso al cui centro si trova ovviamente l’obiettivo sociale e la missione solidaristica di ciascuna associazione che ne faccia parte. Questo non vuol dire che il terzo settore sia del tutto avulso dalle dinamiche economiche e dai fattori che incidono sulle vendite tradizionali. Per quanto alcuni esponenti di questo mondo sono ancora riluttanti, dunque, in un periodo di così alta competizione è importante sia applicare tecniche di vendita tradizionali che affidarsi a specialisti delle campagne web per il no-profit.

Trovare lead e donatori in un settore così vasto e popolato è sempre più vitale per riuscire ad emergere e raccogliere così i fondi necessari alla realizzazione dei propri nobili obiettivi. Una pianificazione certosina garantita dagli esperti del settore e il rispetto assoluto della mission della propria associazione garantirà il successo a chiunque non avrà timore di ricorrere anche al digital marketing per riuscire a fare del bene.

Posizionamento, social media e advertising non devono sembrare parolacce a chi opera nel terzo settore: raggiungere il proprio pubblico primario e le istituzioni permetterà di trasformare dapprima gli utenti in donatori e poi, di conseguenza, di portare a termine con successo ogni campagna.

Un’opportunita imperdibile

 

Il mondo del web offre infinite possibilità grazie al suo essere partecipativo e in costante mutamento: va da sé che esistono spazi anche per le onlus e per tutto il settore del no-profit. Anche le strategie di marketing digitale, ne consegue, devono essere sempre al passo con i tempi e per fare ciò richiedere una consulenza per il mondo online della propria associazione no-profit potrebbe essere il primo passo per un grande successo.

Per qualunque associazione di questo tipo, avvalersi dei diversi strumenti a disposizione del digital marketing può aumentare esponenzialmente la possibilità che nuovi utenti diventino veri e propri donatori.

Spesso chi non ha mai donato non lo fa per cinismo o disinteresse: la difficoltà di reperire una modalità di donazione online cui accedere semplicemente da casa propria o addirittura la mancanza di informazioni basilari e riferimenti specifici ad una determinata organizzazione al di fuori del mondo offline fa perdere possibili donazioni ogni giorno al mondo del terzo settore.

Perché rinunciare a un sito web davvero informativo o a delle pagine social ben curate quando esistono esperti del settore pronti a provvedere in questo senso?

Raccontare la storia e gli obiettivi di una onlus sul web e farlo bene è un canale potentissimo di informazione e una fonte potenzialmente inesauribile di affezionati e donatori.

 

L’importanza dell’expertise

 

Per i non nativi digitali o per chiunque conosca solo in superficie il mondo del web, una campagna di sensibilizzazione e di marketing online potrebbe presentare molti più problemi che effettivi vantaggi.

Inoltre spesso la forza lavoro impiegata nel no-profit è su scala abbastanza ridotta e assegnare un compito così oneroso a uno dei pochi diventa anche complesso da un punto di vista organizzativo. Per questo affidarsi ad agenzie specializzate nelle consulenze web per le onlus potrebbe rappresentare non solo la soluzione più immediata, ma anche la più redditizia.

Per qualsiasi onlus non è sufficiente avere un pubblico di ascoltatori: è necessario ottenere il loro consenso e il loro interesse e, di conseguenza, una loro forte partecipazione. Affidare il mondo del web a chi se ne intende da un lato attirerà un numero molto più alti di utenti e dall’altro sarà in grado di renderli più facilmente interessati e coinvolti.

Il marketing non è solo sporco e cattivo: nelle mani di chi lo conosce ed utilizzato nella giusta maniera, può rappresentare una differenza sostanziale per tutte le persone e le associazioni il cui principale obiettivo è fare del bene. Basta sapere a chi rivolgersi.

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Editoriali Musica e Video

Pubblicata online la Compilation “WDR – Various Artists” dell’ etichetta White Dolphin Records!

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La Net Label White Dolphin Recordspresenta : “WDR Compilation 2020″(Various Artists).

Uscita sulle piattaforme di musica digitale, la White Dolphin Records raccoglie in questa compilation diversi musicisti e artisti della scena underground italiana e straniera. Sono presenti il  synth pop raffinato degli Inter-Connection, le sequenze industrial dei sudafricani G.L.O.W. , il post pop-rock psichedelico degli Stringe, la potente disco punk dei Commando, la tech house alternativa degli Arbeiter, i ricordi sintetici dei Devya, la dark wave intimista dei Michellanea, il pathos kraut pop di Selfishadows, la vapor wave e la nu-disco dei Dj’s e produttori GialloDj e Rangdage (Estesticadriatica), le preghiere elettroniche introspettive di Think , le chitarre sognatrici di A-SI-NO, l’avant-guarde multimediale dei Supereterodina. 

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Tracks WDR Compilation :

  • Inter Connection – Shuold I
  • Devya – The Fly
  • G.L.O.W. – Brave, Strong and Tenacious
  • Michellanea – 140420
  • Stringe – Zirt
  • Arbeiter – Big deal ( Live Performance)
  • Commando – Gli Amici Infetti
  • G.L.O.W. – Levitate
  • Supereterodina – Oro di Mida
  • Devya – Away
  • A-SI-NO – Nuovo x
  • Stringe – Anita
  • Supereterodina – Fake and Sophisticated
  • Think – Prayer
  • Selfishadows – Secrets
  • Esteticadriatica – Come to me

La compilation é disponibile su Bandcamp e su altri music digital store con questi 12 artisti e 16 tracce as “Name You Price” streaming & download. Sono inclusi i bonus item : foto, copertine e biografie degli artisti.

Etichetta : White Dolphin Records

Link Compilation : https://whitedolphin.bandcamp.com/album/wdr-compilation

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White Dolphin Records 

via 2 giugno 13/D ,  55016

Lucca – Italy

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Musica e Video News

BOAVISTA: “IL MONDO CHE VORREI” è il nuovo singolo della band pop-rock bolognese che anticipa il disco in uscita il prossimo autunno

 

 

Il brano pop intriso di tastiere, synth e groove incalzanti, è stato prodotto da Filippo Manni e scritto dai Boavista in collaborazione con il noto autore romano Paolo Amati.  

 

Dopo l’uscita del singolo d’esordio “Ruggine”, i Boavista ritornano con “Il Mondo che Vorrei”. Il brano, prodotto da Filippo Manni (NUtone Lab), attraversa le prospettive differenti di chi si mette in gioco in una nuova storia. Una canzone che racconta gli stati d’animo di chi vive un nuovo inizio.

«Abbiamo deciso di uscire con “Il Mondo che Vorrei” perché oggi c’è bisogno di sognare e usare po’ di immaginazione. Soprattutto in questo momento, se sai qual è il mondo che vuoi, forse puoi realizzarlo veramente». Boavista

Il testo raccoglie una firma d’eccezione della musica italiana: Paolo Amati.  L’autore romano che ha collaborato con Bungaro, Mietta, Biagio Antonacci, Gianni Morandi, ha partecipato alla scrittura del nuovo singolo dei Boavista, dando vita ad un brano pop fresco ed estivo, intriso di tastiere, synth e groove incalzanti.  

Il singolo precede un album in uscita il prossimo autunno. 

 

Etichetta: NUtone Lab

Radio date: 19 maggio 2020

 

BIO

 

I Boavista sono una band pop-rock di Bologna, formata nel 2019 da un’idea di Simone Tancredi e Luigi Bellanova. 

Seppure di recente formazione, i Boavista vantano numerosi palchi e ore di studio provenienti dal background di ogni singolo componente del gruppo, esperienza che si traduce in sonorità con influenze che oscillano dal rock americano al pop inglese con forti richiami al cantautorato italiano. 

I Boavista portano nelle piazze “Caduta Libera”, album di esordio di Simone, incontrando subito il favore del pubblico, grazie ad un sound maturo e curato in ogni dettaglio. La band approda alle finali regionali di Sanremo Rock catturando l’attenzione della critica e i complimenti della giuria. 

Il risultato di questo incontro porta ad un disco, con singolo d’esordio Ruggine, realizzato sotto la direzione artistica di Filippo Manni (Nutone Lab). Il 19 maggio 2020 arriva il secondo singolo, Il Mondo che Vorrei, anticipando il progetto discografico in uscita nell’autunno 2020.

 

I Boavista sono: Simone Tancredi, voce; Luigi Bellanova, chitarre; Gianluca Frascà, tastiere; Alberto Zapparoli, batteria; Alessandro Marani, basso.

 

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ETICHETTA E MUSIC PRODUCTION: NUTONE LAB

 

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Musica e Video

MATTEO ROVATTI: “SOTTOSOPRA” è il nuovo singolo del cantautore rock patrocinato dal Comune di Sassuolo

Il brano scritto e composto dall’artista emiliano già autore per i Nomadi, racconta l’importanza del riscoprire i valori della vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Sottosopra” è un invito a ritrovare le proprie radici quando lo stile di vita moderno rischia di allontanarci definitivamente da noi stessi. 

«L’albero dei valori della vita è sottosopra. Le sue radici, fonte eterna di energia vitale, non attingono più il loro nutrimento dalla terra e rischiano di seccarsi inesorabilmente. I bambini, luce e purezza nelle tenebre del mondo, ci aiutano a ritrovare il coraggio e la forza di capovolgere quell’albero, spesso dimenticato, dandogli così nuova vita. “Ridere vince la paura. Vivere è sempre vera gioia, sì”». Matteo Rovatti

Protagonisti del video di “Sottosopra” sono gli alunni della scuola primaria “LUIGI CAPUANA” – Istituto Comprensivo 4º Ovest. Anche per questo motivo l’amministrazione comunale di Sassuolo ha concesso il patrocinio al progetto discografico del cantautore emiliano, riconoscendo i valori di comunità e di fiducia nelle nuove generazioni espresse dal loro concittadino in questo brano.  

 

Matteo Rovatti voce, Maurizio Mancini tastiere, mixaggio e mastering

Produzione: Indian

Radio date: 22 maggio 2020

 

BIO

Matteo Rovatti nasce a Sassuolo nel 1972. 

Nel marzo del 2008 pubblica il suo primo ep “Vedere” contenente cinque canzoni inedite. Con l’omonimo singolo “Vedere”, partecipa alla tappa di Carpi del concorso “Fammi sentire la voce” organizzato da Radio Bruno, arrivando in finale alla tappa di Formigine e vincendo il Premio Magazine. A giugno del 2012 apre il concerto dei Nomadi al Campo Sportivo di Castelvetro. 

Matteo Rovatti è autore e compositore insieme a Giuseppe Carletti e Massimo Vecchi della canzone “Tutto vero” pubblicata nel disco di inediti dei Nomadi “Lascia il segno” uscito il 19 maggio 2015. Seguono i singoli pubblicati dai Nomadi: “Va di vivere”, “Lontano” e “Questa vita”. 

Nel giugno del 2016 apre il “Come Potete Giudicar Tour Nomadi” a Mestrino di Padova e successivamente, nella stessa estate, anche le tappe di Udine, Brescia e Jesolo del “Festival Show”. 

Nel luglio del 2016 partecipa al concorso “Sulla via (Emilia) per Woodstock”, vincendo il Premio Carlino D’oro messo in palio dal “Resto del Carlino”.

Nel Novembre del 2016 si esibisce al “Mapei Stadium di Reggio Emilia” durante l’intervallo della partita di Serie A TIM Sassuolo-Atalanta. A settembre 2017 esce il suo nuovo singolo “L’estate tornerà” con cui si posiziona al primo posto della Classifica Indipendenti Emergenti.

A gennaio del 2018 esce il nuovo singolo “Amami davvero”, anche questo posizionato al primo posto della Classifica Indipendenti Emergenti.

 

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Attualità e News Società

500 mila euro per Ospedali, Rsa e medici di medicina generale. Strumenti per l’emergenza ma anche per ripartire in sicurezza

Mascherine, Dispositivi di Protezione Individuale, termo scanner, ventilatori polmonari e barelle bio-contenitive per ospedali milanesi, medici di medicina generale, RSA, associazioni di mutuo soccorso, associazioni di volontariato e istituzioni carcerarie. Una mobilitazione dal valore di oltre 500 mila euro attivata dal Distretto Rotary 2041 a sostegno dell’area metropolitana milanese in cui opera.

Un’azione che è parte di un più ampio progetto dal valore di 1,3 milioni di euro realizzato da tutti e 13 distretti italiani per dotare 28 centri ospedalieri di tecnologie avanzatissime.

Sul fronte milanese, particolarmente impegnato nella battaglia contro il Coronavirus, la solidarietà di Rotary ha visto donazioni a diverse realtà del territorio.

L’Ospedale Luigi Sacco ha ricevuto una barella bio-contenitiva, dispositivo fondamentale che permette il trasporto in sicurezza per pazienti infetti, isolandoli completamente, 10.000 mascherine chirurgiche, mascherine filtranti e due ventilatori polmonari. «Questa donazione da parte del Rotary – afferma il Prof. Piergiorgio Danelli, Responsabile del Dipartimento Chirurgico dell’ospedale – rappresenta sicuramente una grande spinta nell’ottica di una maggior solidarietà futura. Per quanto riguarda il momento attuale, la donazione della barella bio-contenitiva costituisce naturalmente un grande aiuto per il trasporto di pazienti nella massima sicurezza».

All’Ospedale di Garbagnate Milanese sono invece stati donati due ventilatori polmonari, uno da parte dei club del Distretto 2041, l’altro da parte del Rotary Club Naviglio Grande San Carlo. Anche l’Ospedale Gaetano Pini di Milano ha ricevuto un ventilatore polmonare e riceverà nei prossimi giorni un termo scanner.

Termoscanner e ventilatori sono andati anche a, tra gli altri, Policlinico, l’Istituto Nazionale dei Tumori, Fondazione Pelucca RSA di Sesto San Giovanni, l’Ospedale Niguarda e l’Associazione Fratelli San Francesco.

Agli Ospedali San Carlo e San Paolo di Milano sono destinati due gate con termo scanner in grado di rilevare istantaneamente la presenza di febbre, una Covid Triage Unit, cabina isolata in cui è possibile seguire il triage in modo sicuro senza contatto, e una barella ad alto bio-contenimento per il trasporto di un paziente infetto.

Il Comune di Milano ha invece ricevuto una fornitura di 5.126 facciali filtranti da destinare ai medici di Medicina Generale e pediatri di libera scelta. Le mascherine sono state consegnate alla Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e al Direttore della Protezione Civile Dott. Cristiano Cozzi nella sede della Protezione Civile.

«È un’esperienza estremamente toccante e impegnativa – dichiara il governatore del Distretto Rotary 2041 Simonetta Tiezzi -. Ho la fortuna di avere a fianco una grande squadra: questo lavoro svolto insieme ci fa capire l’importanza dell’unione e della condivisione, specialmente in un momento di emergenza. Siamo molto contenti, perché il risultato è davvero ottimo: con donazioni come i ventilatori polmonari portatili pensiamo al presente ma strumenti come i termoscanner ci permettono di guardare al futuro per prevenire e limitare i contagi».

 

MATERIALE IN CONSEGNA

Termoscanner: RSA Golgi Redaelli, RSA Pio Albergo Trivulzio, RSA Sacra Famiglia di Cesano Boscone, RSA Fondazione Pelucca di Sesto San Giovanni, Ospedale Luigi Sacco, Ospedale Fatebenefratelli, Ospedale Vittore Buzzi, Ospedale Macedonio Melloni, Istituto Nazionale dei Tumori, Ospedale Mangiagalli, Ospedale di Sesto San Giovanni

Ventilatori Polmonari: Ospedale Niguarda, Ospedale Bassini di Cinisello Balsamo

Ecografo: Ospedale di Rho

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Salute e Benessere

Daiichi Sankyo Astrazeneca presentano i risultati dei trial di Fase II al Congresso ASCO 2020

Daiichi Sankyo e Astrazeneca presentano al Congresso ASCO 2020 i risultati dei trial di Fase II DESTINY-Gastric01, DESTINY-Lung 01, DESTINY-CR01 su trastuzumab deruxtecan

Dopo l’approvazione dell’FDA per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2 positivo, l’anticorpo monoclonale coniugato ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) di Daiichi Sankyo e Astrazeneca ha dimostrato risposte tumorali clinicamente significative anche nel carcinoma gastrico HER-positivo, nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 e nel carcinoma colorettale HER2 positivo. Al Congresso Virtuale dell’American Society of Clinical Oncology (#ASCO20) i risultati dei trial di Fase II DESTINY-Gastric01, DESTINY-Lung 01, DESTINY-CR01

Tokyo -Basking Ridge, NJ- Monaco, 29 maggio 2020 – Dopo l’approvazione dell’FDA per il trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, l’anticorpo monoclonale coniugato ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) di Daiichi Sankyo e Astrazeneca ha dimostrato risposte tumorali clinicamente significative anche nel carcinoma gastrico HER-positivo, nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2 e nel carcinoma colorettale HER2positivo. Al Congresso Virtuale dell’American Society of Clinical Oncology (#ASCO20) presentati oggi i risultati dei trial di Fase II DESTINY-Gastric01, DESTINY-Lung 01, DESTINY-CR01.

DESTINY-Gastric01 – ENHERTU nel carcinoma gastrico HER2-positivo
I risultati dettagliati dello studio registrativo, controllato, randomizzato di fase II DESTINY-Gastric01 hanno mostrato che ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) ha portato ad un miglioramento clinicamente e statisticamente significativo della risposta obiettiva (ORR) e della sopravvivenza complessiva (OS )- un endpoint chiave secondario – rispetto alla chemioterapia, in pazienti affetti da carcinoma gastrico HER2 positivo non resecabile metastatico o da adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea HER2-positivo con dimostrata progressione di malattia nonostante due o più regimi di trattamento comprendenti trastuzumab e chemioterapia. I dati presentati all’ASCO 2020 sono stati pubblicati simultaneamente sul The New England Journal of Medicine.

Il tasso di risposta obiettiva (ORR), valutato mediante revisione centrale indipendente, è stata del 42,9% con ENHERTU in monoterapia (6,4 mg/kg) (p<0,0001; CI: 33,8-52,3) rispetto al 12,5% osservato nei pazienti trattati con chemioterapia scelta dallo sperimentatore (paclitaxel o irinotecan). Nei pazienti trattati con ENHERTU sono state osservate 10 risposte complete (CR) e 41 risposte parziali (PR), rispetto a nessuna risposta completa e 7 risposte parziali osservate in quelli trattati con la chemioterapia.
Nell’analisi intermedia predefinita dell’endpoint secondario chiave, la sopravvivenza complessiva, i pazienti trattati con ENHERTU hanno mostrato una riduzione del 41% del rischio di morte rispetto ai pazienti trattati con chemioterapia (basata su un hazard ratio [HR] di 0,59; intervallo di confidenza al 95% [CI]: 0,39-0,88; p = 0,0097). La sopravvivenza mediana complessiva (OS) con ENHERTU è stata di 12,5 mesi, contro 8,4 mesi della chemioterapia. L’OS stimata a un anno con ENHERTU era del 52,1% contro il 28,9% nel braccio di controllo.
ENHERTU ha mostrato un tasso di controllo della malattia (DCR) dell’85,7% (IC: 78,1-91,5) rispetto al 62,5% (IC: 48,5-75,1) della chemioterapia, con una durata mediana della risposta (DoR) di 11,3 mesi (CI: 5,6-NE), rispetto a 3,9 mesi (IC: 3,9-4,9) della chemioterapia.

Il carcinoma gastrico è il quinto tumore più comune al mondo e la terza principale causa di morte per cancro, con un tasso di sopravvivenza a 5 anni del 5% nei casi di malattia metastatica; nel 2018, sono stati segnalati circa un milione di nuovi casi e 783.000 decessi.
Circa un carcinoma gastrico su cinque risulta essere HER2-positivo. Il carcinoma gastrico viene solitamente diagnosticato in fase avanzata, ma anche quando la diagnosi avviene nelle fasi precoci, la sopravvivenza rimane modesta. Il trattamento di prima linea raccomandato per il carcinoma gastrico avanzato o metastatico HER2-positivo è la chemioterapia in associazione con trastuzumab, un farmaco anti-HER2, che ha dimostrato un miglioramento degli outcomes rispetto alla sola chemioterapia. Per il carcinoma gastrico che progredisce con il trattamento di prima linea, trastuzumab non ha mostrato ulteriori benefici e non sono attualmente approvati altri farmaci anti-HER2.

“ENHERTU è la prima terapia anti-HER2 che mostra un miglioramento nella sopravvivenza globale dei pazienti con carcinoma gastrico metastatico HER2-positivo dopo trattamenti precedenti. – Ha affermato Antoine Yver, MD, MSc, vicepresidente esecutivo e responsabile globale del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di Daiichi Sankyo – Questi dati sono incoraggianti e significativi per quei pazienti con carcinoma gastrico avanzato che dopo progressione hanno limitate opzioni terapeutiche e mostrano un alto tasso di mortalità. Stiamo lavorando con le autorità regolatorie per rendere ENHERTU accessibile a questi pazienti il prima possibile”.

DESTINY-Lung 01 – ENHERTU nel carcinoma polmonare non a piccole cellule con mutazione HER2

I dati intermedi dello studio di fase-II DESTINY-Lung01, attualmente in corso, hanno mostrato che ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan) ha indotto una risposta tumorale positiva in pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso non resecabile e/o metastatico con mutazione HER2, la cui malattia è progredita nonostante una o più terapie sistemiche.

L’endpoint primario (tasso percentuale di risposta obiettiva) valutato da una revisione centrale indipendente (ICR) nei pazienti trattati con ENHERTU in monoterapia (6,4 mg/kg) è stato del 61,9%. I pazienti hanno raggiunto un controllo di malattia (DCR) del 90,5%, con una sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) di 14 mesi. La durata mediana della risposta (DoR) e la sopravvivenza complessiva (OS) non erano ancora state raggiunte al momento dell’estrazione dei dati.
Nello studio DESTINY-Lung01, i pazienti erano stati trattati con una mediana di due precedenti regimi terapeutici (range 1-6), e la maggior parte di essi aveva ricevuto chemioterapia a base di platino (90,5%) e trattamento anti-PD-1 o PD-L1 (54,8%). La durata mediana del trattamento è stata di 7,75 mesi (0,7-14,3) con una durata mediana di follow-up di 8 mesi (1,4-14,2). All’estrazione dei dati del 25 novembre 2019, il 45,2% dei pazienti con NSCLC metastatico e mutazione HER2 è rimasto in trattamento con ENHERTU.

Il carcinoma polmonare è la principale causa di morte per cancro sia negli uomini che nelle donne ed è responsabile di circa 1/5 di tutti i decessi per cancro. Il carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) corrisponde a circa l’80-85% di tutti i carcinomi al polmone. Per i pazienti con malattia metastatica, la prognosi è particolarmente infausta, poiché la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è solo del 6-10%. Nel decennio scorso, l’introduzione di terapie mirate e di inibitori checkpoint ha migliorato il panorama terapeutico per i pazienti affetti da NSCLC avanzato o metastatico; tuttavia, per coloro che non sono eleggibili agli attuali trattamenti o per coloro i quali il cancro continua a progredire sono necessari nuovi approcci terapeutici. Attualmente, nessun farmaco è specificamente approvato per il trattamento di pazienti affetti da NSCLC con mutazione HER2.

DESTINY-CR01- ENHERTU nel carcinoma colorettale HER2-positivo

I risultati aggiornati dello studio di fase-II DESTINY-CRC01 hanno dimostrato che ENHERTU® (trastuzumab deruxtecan), ha indotto una risposta clinicamente significativa del tumore in pazienti affetti da carcinoma colorettale non resecabile e/o metastatico HER2-positivo, precedentemente trattati con almeno due linee di terapia standard.

Il carcinoma colorettale è la seconda forma più comune di cancro nelle donne e la terza negli uomini. Nel 2018, più di 1,8 milioni di persone nel mondo hanno ricevuto una diagnosi di carcinoma colorettale, e circa 880.800 pazienti sono deceduti a causa della malattia. Circa il 25% dei pazienti ha ricevuto una diagnosi di malattia metastatica, in cui il carcinoma si è diffuso ad altri organi, e approssimativamente il 50% dei pazienti affetti da carcinoma del colon-retto svilupperà metastasi durante il trattamento.

L’obiettivo primario (tasso di risposta obiettiva, ORR), valutato mediante revisione centrale indipendente (ICR), ha mostrato una risposta nel 45,3% dei pazienti trattati con ENHERTU (6,4 mg/kg). Nella stessa popolazione ENHERTU ha dimostrato un controllo della malattia (DCR) dell’83%, con una sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) di 6,9 mesi. La durata mediana della risposta (DoR) e la sopravvivenza complessiva (OS) non erano state raggiunte al momento dell’estrazione dei dati.
Questo tipo di risposta è stata registrata anche nei diversi sottogruppi. Nei pazienti precedentemente trattati con un regime anti-HER2 (n=16) la risposta obiettiva (ORR) è stata del 43,8%. I pazienti erano stati trattati con una mediana di 4 precedenti regimi terapeutici (range 2-11), e tutti loro avevano già ricevuto chemioterapia con irinotecan e oxaliplatin. La durata mediana del trattamento è stata di 4,8 mesi (range 1-11). All’estrazione dei dati del 9 agosto 2019, il 38,5% dei pazienti era ancora in trattamento con ENHERTU in tutte le coorti.

Salvatore Siena, MD, Professore di Oncologia Medica al Dipartimento di Oncologia ed Emato-oncologia dell’Università degli Studi di Milano e al Niguarda Cancer Center, nonché sperimentatore principale dello studio DESTINY-CRC01, ha commentato: “Sperimentare nuove terapie come un farmaco diretto contro HER2 è fondamentale per il trattamento del carcinoma colorettale, in quanto i pazienti che ne sono affetti hanno poche opzioni dopo progressione nel setting avanzato. I risultati ottenuti nello studio DESTINY-CRC01 in pazienti con malattia metastatica HER2 positiva sono impressionanti e spingono a nuove ricerche, specialmente considerando che molti di questi pazienti hanno ricevuto numerose linee di terapia in precedenza”

“Queste risposte clinicamente significative e durature in pazienti con carcinoma colorettale HER2-positivo avanzato rafforzano la nostra convinzione che HER2 è un target farmacologico importante per il trattamento di questa malattia – ha commentato José Baselga, MD, PhD, Vice Presidente esecutivo, Ricerca e Sviluppo in Oncologia di AstraZeneca – ENHERTU ha dimostrato un’attività clinica significativa in quattro differenti setting di tumore, rafforzando così il potenziale di questo anticorpo monoclonale coniugato nel migliorare la prognosi dei pazienti affetti da tumori HER2 postivi ”.

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HER2
HER2 è un recettore di membrana tirosin-chinasico presente sulla superficie delle cellule di molti tipi di tumore, tra cui quello mammario, gastrico, polmonare e colorettale. In alcuni tumori, la sovra-espressione di HER2 è associata ad una specifica alterazione genetica di HER2 nota come amplificazione ed è spesso associata ad una malattia aggressiva con una prognosi infausta.
Altre alterazioni genetiche di HER2 (chiamate mutazioni HER2) sono state identificate nel NSCLC, specificamente adenocarcinomi, come target molecolari distinti e sono presenti in circa 2-4% dei pazienti affetti da NSCLC. Tali mutazioni genetiche HER2 acquisite sono state associate indipendentemente alla crescita delle cellule tumorali e a prognosi infausta.
La sovra-espressione e amplificazione di HER2 si ritrova nel 2-5% dei pazienti affetti da carcinoma del colon-retto. Gli studi indicano che l’amplificazione di HER2 può essere associata alla resistenza alla terapia anti-EGFR (recettore del fattore di crescita dell’epidermide) e ad una ridotta sopravvivenza.

ENHERTU
ENHERTU (trastuzumab deruxtecan) è un anticorpo-coniugato (ADC) specifico per il recettore HER2. È l’ADC leader del portfolio oncologico di Daiichi Sankyo e il programma più avanzato nella piattaforma scientifica ADC di AstraZeneca. Gli ADC sono medicinali antineoplastici mirati che forniscono un agente citotossico (“carico farmacologico”) alle cellule neoplastiche mediante un chemioterapico legato a un anticorpo monoclonale diretto contro uno specifico bersaglio espresso dalle cellule neoplastiche.
Realizzato con l’impiego della DXi, la tecnologia ADC brevettata di Daiichi Sankyo, ENHERTU è composto da un anticorpo anti HER2 umanizzato, a cui è legato, tramite un legame a base tetrapeptidica, un carico citotossico, rappresentato da un nuovo inibitore della topoisomerasi I.

ENHERTU (5,4 mg /kg) è approvato negli Stati Uniti e in Giappone per il trattamento di pazienti adulti con carcinoma mammario HER2-positivo non resecabile o metastatico, i quali hanno ricevuto due o più precedenti regimi di trattamento anti-HER2. L’approvazione si basa sullo studio DESTINY-Breast01.

ENHERTU non è stato ancora approvato per alcuna indicazione in UE né in Paesi al di fuori del Giappone e degli Stati Uniti. È attualmente in fase di sperimentazione a livello globale per varie indicazioni. La sicurezza e l’efficacia non sono state ancora stabilite per l’uso proposto.

Il Programma di Sviluppo Clinico ENHERTU
Un ampio e completo programma di sviluppo è attualmente in corso a livello globale con sei studi registrativi che stanno valutando l’efficacia e la sicurezza di ENHERTU in monoterapia per il trattamento di diversi tumori con espressione di HER2, inclusi i carcinomi mammario, gastrico, colorettale e polmonare. Sono in corso ulteriori trials su ENHERTU in associazione con altri trattamenti anti-cancro come l’immunoterapia.

Nel maggio 2020, ENHERTU ha ricevuto la designazione Breakthrough Therapy (BTD) dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per il trattamento di pazienti con adenocarcinoma non resecabile/metastatico gastrico o della giunzione gastro-esofagea HER2-positivo che hanno ricevuto due o più regimi di trattamento precedenti, tra cui trastuzumab, e la designazione di farmaco orfano per il carcinoma gastrico, incluso quello della giunzione gastroesofagea. Nel marzo 2018, ENHERTU ha ricevuto la designazione SAKIGAKE per un potenziale utilizzo nella stessa popolazione di pazienti HER2- positivi e una New Drug Application supplementare sNDA è stata presentata per l’approvazione al Ministero della salute, del lavoro e del welfare giapponese (MHLW) nell’aprile 2020.

Nel maggio 2020, ENHERTU ha anche ricevuto una BTD per il trattamento di pazienti con carcinoma polmonare metastatico non a piccole cellule (NSCLC) che presentino una mutazione di HER2 e abbiano mostrato progressione della malattia durante o dopo la terapia a base di platino.

La collaborazione tra Daiichi Sankyo e AstraZeneca
A marzo 2019, Daiichi Sankyo e AstraZeneca hanno finalizzato una collaborazione a livello globale al fine di sviluppare e commercializzare congiuntamente ENHERTU in tutto il mondo, eccetto che in Giappone, dove Daiichi Sankyo manterrà i diritti esclusivi. Daiichi Sankyo sarà unica responsabile per la produzione e la fornitura.

Daiichi Sankyo Oncologia

La missione di Daiichi Sankyo Global in ambito oncologico, è far leva su una ricerca scientifica innovativa spingendosi oltre il pensiero scientifico tradizionale, al fine di sviluppare trattamenti significativi per i pazienti affetti da cancro. L’azienda è impegnata a trasformare la scienza in valore per i pazienti, e questo impegno permea ogni sua scelta. Ancorata alla sua nuova tecnologia DXd dei farmaci anticorpo-coniugati (ADC), la ricerca di Daiichi Sankyo include laboratori di bio/immuno-oncologia in Giappone e Plexxikon Inc., il suo centro di R&S sulla struttura delle “small molecules” a Berkeley (California). Per maggiori informazioni, consultare www.DSCancerEnterprise.com

Fonte: https://bit.ly/2AoAgZS

Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti
Tel.+39 0685255-202
[email protected]

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Attualità e News Etica e Società

Bando “Nuove economie di comunità” la pandemia Covid-19 non ferma il lavoro della Fondazione Istituti Educativi

500 mila euro destinati alla diffusione di una cultura dell’integrazione, per il miglioramento della convivenza civile, la coesione sociale e il miglioramento delle condizioni di vivibilità del territorio e della comunità, la valorizzazione delle risorse ambientali locali, la tutela del comparto agroalimentare locale della filiera corta e la promozione dei principi dell’economia sociale e solidale e della sostenibilità ambientale. Fondi messi a disposizione dalla Fondazione Istituti Educativi di Bergamo attraverso il bando “Nuove economie di comunità”, che ha selezionato i 10 progetti meritevoli del finanziamento, per un totale di 90 soggetti partner, con un’attenzione particolare alla fascia più vulnerabile della società che, a causa della pandemia, è tra le più colpite dalla crisi. Un bando che ha visto la partecipazione di ben 30 progetti con il coinvolgimento di più di 200 soggetti.

Tre gli ambiti di intervento: “territori smart land”, “cultura di sistema e alleanze generazionali” e “economie trasformative e circolari” in cui i progetti dovevano rientrare, fondamentale inoltre la capacità di fare rete sul territorio con enti, associazioni o strutture partner. Finanziamenti significativi che attualizzano gli scopi statutari della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo (FIEB) individuati nella qualità della vita, nella marginalità sociale, nel diritto/dovere di istruzione e formazione e nello sviluppo della persona umana. Una nuova tappa nella lunga storia della Fondazione in stretto rapporto con l’economia della terra e della comunità.

“Abbiamo scelto i progetti più innovativi e capaci di coinvolgere il maggior numero di soggetti sociali. Diversi progetti hanno mostrato di avere un impatto positivo dal punto di vista dell’occupazione e dell’inclusione di soggetti svantaggiati ovvero la tutela e la valorizzazione del comparto agroalimentare locale. Obiettivo della FIEB, attraverso questo bando, è sostenere e promuovere lo sviluppo di un sistema economico locale solido, solidale e sostenibile” spiega Luigi Sorzi, Presidente della Fondazione Istituti Educativi di Bergamo “Nonostante l’emergenza da Covid-19, abbiamo deciso di onorare il nostro impegno per la provincia Bergamasca, per tutelare le peculiarità e le tipicità di un territorio operoso, dinamico e pronto a ripartire con grande forza. Alcuni dei progetti, avranno rilevanza anche nell’ambito della ripartenza economica post emergenza, e quindi per noi hanno un grande valore aggiunto” conclude Sorzi.

Tra i progetti assegnatari, “Migrantour a Bergamo: i nuovi cittadini raccontano il territorio” proposto come capofila dalla Coop. Impresa sociale Ruah S.C.S, che si propone l’obiettivo di valorizzare il turismo esperienziale con un forte coinvolgimento dei giovani migranti e “Una rete per costruire una economia della persona e della sostenibilità” proposto come capofila dal Biodistretto dell’Agricoltura Sociale di Bergamo, con l’intento di creare un Distretto dell’Economia sociale e solidale provinciale. “Relazioni in prova, relazioni in scena” proposto come capofila da Cea Servizi si occupa di sensibilizzare sul tema dell’apicoltura e dell’orticoltura; “Il recupero delle eccedenze alimentari verso una nuova sostenibilità” proposto come ente capofila da Coop. Namastè coinvolge rete di supermercati e numerosi volontari, anche nel mondo della disabilità mentre “Le 5 R: recupero, riuso, riciclo, riutilizzo risorse” proposto come ente capofila da Associazione Diakonia lavora per dare nuova vita ad oggetti riciclati. Cinque infine i progetti trasversali a più ambiti: “I mercati degli agricoltori per il benessere della comunità” proposto come ente capofila da Promoisola, progetto multiarea con più azioni e ricaduta nel territorio Isola Bergamasca; “Nutrire relazioni per sostenere il futuro” proposto come ente capofila da Ca’ Al del Mans, quale progetto innovativo per la Valle Brembana; “Proposte di turismo sostenibile delle terre alte del Sebino settentrionale” proposta dall’ente capofila Associazione Bossico Borgo Diffuso, quale progetto turistico innovativo per l’area del Sebino; “Cre-attivi per natura” proposto come ente capofila dalla Coop. Città del Sole, quale migliore progetto di creazione di collaborazioni e partnership nell’ambito dell’economia circolare; “Giro-Tondo” proposto come ente capofila da Azienda Bergamasca Formazione, quale migliore progetto multiarea con focus formazione nell’ambito agroalimentare.

“Il bando sulle nuove economie di comunità – dichiara il consigliere Matteo Rossiha portato in evidenza una realtà fortemente presente sul nostro territorio che cerca di promuovere ogni giorno un’economia che metta al centro la persona, l’ambiente e la comunità anziché il profitto e lo sfruttamento delle risorse naturali. E’ una risposta chiara alla domanda di senso che molte persone si pongono – dopo questa crisi – con la speranza di poter costruire un nuovo modello di sviluppo, ed è la strada giusta sulla quale costruire il rinascimento del nostro territorio, mettendo al centro quei valori che durante la crisi ci hanno dato la possibilità di rimanere uniti come comunità bergamasca”. 

 

I progetti saranno presentati in un webinar mercoledì 10 giugno alle ore 20.30. Per partecipare alla presentazione https://www.istitutieducativi.it/bandi-contributi/

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Comunicati Musica e Video News

MEZZAVERA: “PER CASO, DI FRETTA, IL SABATO MATTINA” è il secondo singolo estratto dall’album d’esordio “VIZI CAPITALI”

Mezzavera - Per aso di fretta il sabato mattina

Un amore nato da un inaspettato incontro di un sabato mattina è al centro del nuovo brano della cantautrice romana, vincitrice di Lazio Sound 2019. 

“Per caso, di fretta, il sabato mattina” nasce a piazza Santa Maria in Trastevere, con Lucio Dalla nel cuore e gli occhi gonfi di un amore che per caso, di fretta, il sabato mattina ha piantato le sue radici tra i sampietrini romani:

 

«Questa canzone racconta di un amore che profuma di leggerezza, baciato dalla luce del sole di un sabato mattina qualunque dove, tra una spesa al supermercato e un caffè in centro, scoppia un sorriso contagioso che sa di cantautorato italiano». Mezzavera

Il singolo è il secondo estratto dall’album d’esordio “Vizi Capitali” – «un disco che è un tuffo in acqua seguito da una vasca di 25 metri in apnea. Prendi il fiato e ti butti, ti immergi, ti lasci trascinare giù, sconfitto dal peso dell’acqua che senza fare rumore ti attraversa», – racconta la cantautrice romana.

 

Dicono di lei

“In ogni dove del disco c’è la voglia che diviene bisogno di alzare la testa contro i periodi scuri del proprio fondo. E ci piace questa voce dalle tinte scure che un poco si macchia di quel blues dannato di vita”. Mondospettacolo

“E il disco di Mezzavera è un concentrato di quotidianità e di verità in questo magico incontro tra la verità della vita e il suono digitale delle nuove forme discografiche”. Loudvision

“Spazio vitale: ecco una buona parola per decantare un disco che ha dentro di sé l’ingenuità e la potenza del libero pensiero”. Blogmusic

Un esordio metropolitano che quasi ci riporta ai nostri anni adolescenziali, i novanta, quelli che non erano fatti di grandi città ma solo di province rivoluzionarie”. Just Kids Magazine 

 

Radio date: 7 maggio 2020

Pubblicazione album: 2 gennaio 2020

Autoproduzione

 

BIO

Cecilia Spinelli, in arte Mezzavera, nasce a Roma classe ’95. Nel 2019 pubblica il primo singolo “Luna Bugiarda” con la produzione e l’arrangiamento di Matteo Costanzo ed affronta le prime significative esperienze live in diversi locali della Capitale. Nel 2019 scrive il suo primo album “Vizi Capitali”, in pubblicazione nel 2020; l’originalità dei brani di questo album è rappresentata da una particolare attenzione ai testi, tutti in lingua italiana, e ad una varietà delle atmosfere anche all’interno della medesima canzone, miscelando momenti di intensa intimità ad altri dove a prevalere sono l’ironia ed il divertimento. La scrittura è tagliente e attenta a creare immagini che restano impresse nella mente dopo un singolo ascolto. 

Con il singolo “Luna Bugiarda” Mezzavera partecipa al contest Lazio Sound organizzato dalla Regione Lazio dove si classifica tra i finalisti della sezione Indie e vince il Premio della Critica assegnato dal MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti). Ad ottobre prende quindi parte al Festival di Faenza 2019 dove si esibisce sul palco principale di Piazza del Popolo in apertura della serata live di Morgan e dei Negrita. A novembre prende parte alla programmazione della Milano Music Week come ospite del MEI. 

Il 20 dicembre 2019 arriva in radio il singolo “Grattacieli”, che anticipa l’album “Vizi capitali”, pubblicato a gennaio 2020. A maggio 2020 è il turno del secondo singolo “Per caso, di fretta, il sabato mattina”.  

 

 

Contatti e social

 

IG: mezzavera_

FB: https://urly.it/33qgr

 

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Comunicati News Salute e Benessere

L’approfondimento di Susanna Esposito su vaccini e salute dei bambini

“I vaccini devono essere intesi come un vantaggio per la salute dei figli, non come una costrizione, ma spesso questo concetto stenta a passare”: è il messaggio lanciato da Susanna Esposito sull’importanza delle vaccinazioni nei bambini.

Susanna Esposito

Susanna Esposito: i vaccini per la salute dei più piccoli e il ruolo del pediatra

Professore ordinario di Pediatria e Direttore della Clinica Pediatrica dell’Ospedale dei Bambini di Parma, Susanna Esposito è intervenuta sulla tematica di stretta attualità riguardante l’importanza dei vaccini nei confronti della salvaguardia della salute e della lotta alle malattie infettive. “I vaccini hanno un ruolo determinante nel preservare la salute dei bambini, ma anche degli adulti e degli anziani”, scrive la Professoressa, “grazie alle vaccinazioni sono state salvate nel mondo milioni di vite e alcune malattie sono quasi del tutto scomparse”. Nonostante la portata scientifica di tale strumento, però, i vaccini a volte dividono l’opinione pubblica e sono al centro di un dibattito che contrappone vaccinisti e anti-vaccinisti. Il messaggio della Professoressa è rivolto soprattutto a quei genitori che, piuttosto che rivolgersi alla competenza di professionisti sanitari, preferiscono effettuare scelte per la salute dei propri figli affidandosi a quanto circola sul web. Per porre rimedio a ciò, sottolinea l’infettivologa, il ruolo del pediatra è di cruciale importanza poiché “ha il compito di informare e formare le famiglie sull’importanza dei vaccini”, un compito necessario a “far capire che la vaccinazione è l’unico strumento efficace contro il rischio di morte o complicanze gravi legate a morbillo, rosolia, meningite e altre malattie infettive”.

Vaccini, i falsi miti smentiti dalla Professoressa Susanna Esposito

L’intervento pubblicato da Susanna Esposito sul sito dell’Associazione Amici del Bambino Malato – ABM, Onlus da lei fondata nel 2009 insieme a Nicola Principi, prosegue analizzando alcuni dei falsi miti più comuni riguardanti l’argomento dei vaccini, come quello, abbastanza diffuso, del presunto legame tra vaccinazioni e autismo. Il messaggio della Professoressa è chiaro: “Attualmente non esistono studi scientifici in grado di dimostrare una correlazione tra vaccini e autismo”. Un altro, anch’esso comune, è rappresentato dal dubbio relativo alla composizione dei vaccini: “Erroneamente si crede che i vaccini contengano sostanze dannose per la salute dei bambini. I vaccini invece non contengono né mercurio né i suoi derivati”, spiega Susanna Esposito, “e alcuni prodotti presentano solo in minima parte sali di alluminio che ne rafforzano l’effetto”. Un’altra diffusa credenza riguarda la relazione tra influenza e vaccino antinfluenzale, il quale “talvolta può generare effetti collaterali di durata transitoria, come qualche linea di febbre o inappetenza” e questo, purtroppo, “fa subito pensare ad una non efficacia del vaccino antinfluenzale”. Infine, il falso mito secondo cui sarebbe meglio ammalarsi che vaccinarsi, ma, anche in questo caso, il consiglio dell’infettivologa non lascia adito a dubbi: “Il rischio che si corre contraendo l’infezione naturale è molto più alto del rischio legato alla vaccinazione”.

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News

SAVAGE : “WHERE IS THE FREEDOM” è il secondo singolo estratto dall’album  “LOVE AND RAIN”

SAVAGE - Where Is The Freedom

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’icona degli anni ’80 di Don’t cry tonight e produttore di Corona, Alexia, Zucchero e molti altri, lancia un brano elettropop di sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici.
«Noi siamo il futuro, il futuro dipende da noi, questa è una canzone che mette a focus i problemi legati all’ambiente e al degradarsi del nostro pianeta». Savage
Con “Where is the freedom”, Savage regala al suo pubblico una nuova sfumatura di “Love and Rain”, l’album uscito lo scorso febbraio che ha segnato il ritorno in scena del cantautore e produttore dance internazionale. Dopo il primo singolo “I Love You”, che ha dato spazio a tematiche legate ai sentimenti, è arrivato ora il turno di un brano che pone al suo centro il problema ambientale.

Il pezzo sarà lanciato anche in diverse versioni dance remixate: una club version con sonorità attualissime, una più latina con il featuring di ICE MC, e altre italodisco, per gli amanti del genere più classico.

 

“Love and rain” è l’ultimo album di inediti di Savage che egli stesso definisce scherzosamente guitar free”. Non sono infatti state usate chitarre in nessuna canzone. Sono presenti invece un sacco di violini veri che si sposano con l’elettronica pop per creare il tipico sound malinconico/dark di Savage. Gli strumenti usati nel progetto sono quelli che hanno fatto innamorare generazioni di musicisti, quali: Linn Drum, Simmons, Roland 909 e 808, Minimoog, Roland Jupiter, Mellotron, Prophet 5, Roland TB 303, Emulator.

 

Dicono di lui

“Per gli amanti della musica pop elettronica Love and Rain è una vera e propria goduria”. Music Letter

“Se amate gli anni ’80, la dance, non vi piacciono particolarmente le chitarre, questo è il disco da ascoltare a palla tutto il giorno tappati in casa”. Il Blog dell’Alligatore

“Love and Rain” pubblicato dalla DWA Records lo scorso febbraio è già icona di un grande periodo italiano… ma è icona di oggi, con scritture inedite ed una scrittura ed un suono di grandissimo livello. Tanto di cappello a questo ritorno… Savage” Just Kids Magazine

 

“Savage canta l’amore… e non ha alcuna intenzione di somigliare a qualcuno dei nuovi “artisti” digitali dell’era moderna capace soltanto di clonare gli antichi partigiani del suono”. Loudd

 

“Colpisce la coerenza ma soprattutto la forza di stile di Savage con cui oggi riesce a celebrare a pieno quel periodo di un passato non tanto vicino”. Raro più

 

Etichetta: DWA RECORDS

 

Radio date: 18 maggio 2020 

 

Pubblicazione singolo/maxisingolo: 22 maggio 2020

Pubblicazione album: 7 febbraio 2020 

 

BIO 

 

Savage è il popolare artista anni ‘80, cantante famoso ma anche produttore di artisti pop quali CORONA, ALEXIA, DOUBLE YOU, ICE MC.

Il suo vero nome è Roberto Zanetti. Nasce a Massa Carrara, in Toscana e sin da piccolo ha una grande passione per la musica. La sua prima vera esperienza professionale è con il gruppo SANTAROSA con cui registra il singolo di successo “SOUVENIR”, a cui lavora anche Zucchero Fornaciari.

Dopo questo progetto Roberto continua a suonare con altri gruppi quali I VICINI DI CASA e TAXI. Proprio con i TAXI la collaborazione con ZUCCHERO continua e i due suonano insieme per un certo periodo tanto che quando ZUCCHERO debutta a Sanremo i TAXI lo accompagnano per la successiva tournée. Sempre coi TAXI Roberto produce il suo primo brano dance, TO MIAMI.

Subito dopo, a fine 1983, Roberto registra DON’T CRY TONIGHT e sceglie il nome d’arte SAVAGE. Il brano è una grande hit italiana dapprima, ma anche europea subito dopo. In Italia viene invitato in tutti i più importanti programmi TV quali MISTER FANTASY, DISCORING, PRONTO RAFFAELLA, AZZURRO, FESTIVALBAR, SUPERCLASSIFICA SHOW. Il video viene trasmesso per mesi da VIDEOMUSIC.

In Europa il brano esplode in Spagna, Francia e Germania. Proprio i tedeschi definiscono questo nuovo genere di dance melodica col termine ITALODISCO e Savage è considerato “il re dell’Italodisco”. Nella primavera 1984 esce il secondo singolo ONLY YOU che rafforza il suo successo che si espande anche in tutti i paesi dell’Est. Negli anni ‘84/’85 si esibisce live cantando in più di 300 spettacoli in tutta Europa. Con i singoli successivi la popolarità varca i confini e i suoi brani vengono distribuiti anche nei paesi Asiatici e Giappone. Nel 1989 Savage prende parte al festival di SOPOT in Polonia, trasmesso anche in Russia e tutti gli altri paesi dell’Est (l’equivalente del Festival di Sanremo). Nella serata della finale presenta 5 canzoni come ospite Superstar e diventa così uno dei più famosi artisti internazionali del periodo. Popolarità che lo porta ancora oggi ad effettuare tour in quei paesi.

Dopo il 1990 però decide di fare uno stop alla carriera di performer per dedicarsi a quella di produttore scrivendo una serie infinita di successi sia dance (CORONA, ALEXIA, DOUBLE YOU, ICE MC) che pop ZUCCHERO (Baila Morena), GAZOSA (Wwwmipiacitu).

In questi anni avvia un’unica tournée negli Stati Uniti e Brasile (New York, Chicago, Boston, Miami, Rio, San Paolo). Nel 2005 SAVAGE viene invitato ad un festival in Russia e si esibisce allo Stadio Olimpico di Mosca di fronte a 22mila persone, per la TV russa. Successivamente inizia nuovamente un’attività continuativa di spettacoli toccando tutti i paesi dell’Est e tornando in USA e Canada.

Nel 2020 arriva l’album di ritorno dal titolo LOVE AND RAIN. Il primo singolo estratto è I LOVE YOU. Il 18 maggio arriva il secondo singolo “Where Is The Freedom”.

 

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Musica e Video News

FRANCESCO LIPPELLI: “APPLE TREE” è l’album strumentale del giovane compositore di musica classica contemporanea

Francesco Lippelli - “APPLE TREE”

Otto brani inediti composti al piano in un solo giorno, costituiscono il nuovo progetto del musicista già autore e arrangiatore di Alessandro Casillo e per la trasmissione “Amici di Maria De Filippi”.

«Apple Tree rappresenta la purezza della mia musica ma anche l’integrità dei miei ideali e dei miei valori. Con questo album voglio testimoniare e soprattutto ricordare il fatto che sia possibile scrivere otto composizioni in un solo giorno. Per tal motivo era così doveroso da parte mia omaggiare il simbolo della creatività per eccellenza: il melo, così ritenuto dagli antichi celti. Inoltre, Apple Tree sprigiona l’amore in tutte le sue forme, da quello terreno a quello ultraterreno, cercando spesso la retta via per il superamento dei conflitti fino al raggiungimento del sublime». Francesco Lippelli

Quella del musicista calabrese è una musica priva di etichette e di confini prestabiliti. Una musica fatta di continuità, evoluzione, piuttosto che di “rivoluzione”, e che, in ogni sua forma, è espressione del proprio tempo.

«È vero, probabilmente il solo definirsi “compositore di musica classica contemporanea”, potrebbe fare arrabbiare qualcuno, ma ci sono abituato ed ho la strada già spianata dal mio amico Giovanni Allevi. Secondo me la musica classica contemporanea è un nuovo linguaggio musicale, colto ed emozionale, che afferma una nuova intensità melodica sulle forme della tradizione classica.  Non è semplice prendersi la responsabilità e il tempo sufficiente a scrivere note che ora definiamo “pop” e che un giorno potrebbero rappresentare a pieno il “sistema” accademico musicale, mentre si producono canzoni per Amici o nuovi ragazzi emergenti». Francesco Lippelli.

TRACK BY TRACK

Intro

L’album è costituito da intro e outro, filo conduttore dell’intero progetto. Infatti, se “Intro” e “Outro” le ascoltassimo di seguito ci accorgeremmo che fondamentalmente sono un’unica composizione.  L’Intro è una sorta di praeludium al progetto, uno slancio. Termina con una sospensione, come a dire “to be continued”.

Dyson Sphere

L’energia necessaria per dar vita a questo album in un solo giorno. “Ho preso spunto da una mia piccola ricerca scientifica che ha visto come oggetto la sfera di Dyson appunto, una enorme struttura che potrebbe essere applicata attorno ad una stella allo scopo di catturarne tutta l’energia”.

144

Il 144 è un numero potente ed è il quadrato perfetto di 12, non a caso nella Bibbia rappresenta la misura in braccia delle mura della nuova Gerusalemme, indicata dal settimo angelo. “Questo numero mi spinge ad avere sempre pensieri positivi e ottimisti, soprattutto quando sto per intraprendere un nuovo percorso. Il 144 per me è come un Maestro che con la sua bacchetta indica il cammino, alla scoperta di nuove mete”. 

Remember me

“Remember me ha trovato ispirazione nel fiore a cinque petali Nonriscordardime e spero di rappresentare in musica tutta l’energia positiva possibile. Ciò che voglio esprimere è: tienimi tra i tuoi pensieri e ricordati di me”.

Wind of Europe

È un omaggio alla cultura europea, ai grandi geni del passato e del presente, creando un’atmosfera riflessiva e rassicurante. Composizione che in alcuni passaggi tocca l’atonalità, allontanandosi per poco dal sistema tonale, per farne rientro subito dopo. “Con questo aspetto voglio celebrare i grandi compositori del XX secolo come Schoenberg, Berg, Webern e altri”.

46

“Il 46 è vita, è il numero che più rappresenta tutti noi. Basti pensare che quarantesei sono i cromosomi umani.

Con questo brano ho voluto celebrare la vita, non a caso ho tratto ispirazione dal famoso canone di Pachelbel”.

Moon Dust

“Moon dust”, polvere di luna, è una composizione al piano ispirata alla luna. Non a caso ha una forma ciclica. Da un punto di vista introspettivo, la luna rappresenta per il compositore la profondità dello “io” nascosto, della magia e dell’esoterismo. La musica che affiora sul pentagramma diventa per questo la voce del proprio inconscio.

Outro

L’Outro è costituito da tre parti identiche, trasposti di tonalità. Ha un carattere piuttosto riflessivo e malinconico. Anche questo brano ha una fondamentale caratteristica perpetuante, come non volesse mai finire.

Pubblicazione album: 28 maggio 2020

Autoproduzione

BIO

Francesco Lippelli, nato nel 1996 in una cittadina calabrese, è pianista, compositore e produttore musicale.

Nel 2013 vince il concorso Schools International Talents ricevendo così una borsa di studio presso la ST. JOHN INTERNATIONAL UNIVERSITY, università di Boston: “FOR THE GREAT TALENT AND PASSION DEMONSTRATED DURING THE COMPETITION”.

A luglio 2014 viene invitato da Sony Classical Italy a partecipare al Festival di Madesimo, suonando all’apertura dell’evento. Un anno dopo Francesco suona con Giovanni Allevi al Madesimo Music Festival (Sony Classical Italy) e sempre nel 2015 le sue composizioni vengono inserite al primo posto nella playlist di Venice Classic Radio. Successivamente viene invitato a sostenere un concerto da Steinway & Sons Italia e Bmw Italia in occasione della nuova produzione “serie7” di Bmw.

Il 21 maggio 2017 Francesco suona per Piano City Milano nella prestigiosa Villa Reale della Galleria d’Arte Moderna di Milano (Piano Center della manifestazione).

Da Febbraio 2018 collabora come autore ed arrangiatore con   Alessandro Casillo.

A Febbraio 2019, nelle vesti di autore, scrive per Amici, “Con la musica e il resto”. Il brano è stato trasmesso dalle reti Mediaset, Realtime e Sky. Inoltre, è stato inserito in “XVII”, l’album di nove brani inediti di Alessandro Casillo.

Il 28 maggio 2020 esce il suo disco di inediti Apple Tree anticipato dal singolo Moon dust.

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Ambiente Attualità e News

Climate Change: Lyreco aderisce al progetto ForestaMI per compensare le emissioni di CO2 di alcune attività dell’azienda

La natura che durante il lockdown si è riappropriata degli spazi urbani è stata motivo di stupore, soprattutto per i lombardi, fortemente colpiti fisicamente e moralmente dall’emergenza sanitaria. Dare a flora e fauna la possibilità di rimanere in città e convivere con gli esseri umani anche in questa fase 2 – e nelle future – è uno dei motivi che ha spinto Lyreco Italia, azienda leader nella distribuzione di soluzioni e servizi per l’ambiente di lavoro, a scendere letteralmente in campo per il nostro Pianeta. A Parco Nord Milano, un gruppo di dipendenti – nel totale rispetto e tutela della salute collettiva e individuale – in rappresentanza dell’azienda, insieme alle squadre dell’ente no-profit Rete Clima, ha piantato 150 alberi con l’obiettivo di compensare, lungo il ciclo di vita arboreo, le emissioni di CO2 generate dal sito internet aziendale e dalla convention annuale tenutasi lo scorso gennaio e contribuire alla Fase 2 della natura urbana.

Durante la convention, a cui hanno partecipato oltre 500 persone, sono stati emessi 26.668 kg di anidride carbonica, calcolati sommando le emissioni relative all’allestimento dell’evento, il riscaldamento della location, l’elettricità utilizzata e gli spostamenti dei partecipanti, compensati con la piantagione di 50 alberi. Le visualizzazioni al sito web relative all’anno 2019, che ammontano a 18.221.436, sono compensate invece con la piantagione di 10 alberi. Un impegno che Lyreco ha deciso di rafforzare ulteriormente, piantando altri 90 alberi.

In questo modo sia la convention annuale sia il sito web hanno ottenuto il rilascio del marchio ambientale emissioni CO2 zero® da parte di Rete Clima, ETS (Ente del Terzo Settore) di natura non profit che promuove azioni di Corporate Social Responsibility e di sostenibilità nel settore privato e degli appalti pubblici.

«I drammatici impatti del cambiamento climatico ci ricordano, oggi più che mai, il nostro dovere nel rispettare l’ambiente che ci circonda» – dichiara Gregory Lienard, Chief Executive Officer Lyreco Group.

L’iniziativa contribuisce così ad ampliare il polmone verde di Milano, sposando l’obiettivo del progetto ForestaMI, promosso dal Comune di Milano, Città metropolitana di Milano e Regione Lombardia, in collaborazione con Fondazione Comunità Milano Onlus, Politecnico di Milano, Fondazione Falck e Sistemi Urbani/Gruppo Ferrovie dello Stato italiane: piantare 3 milioni di alberi entro il 2030 e ridurre la temperatura percepita in città.

Paolo Viganò, Presidente di Rete Clima risponde: «Ringraziamo Lyreco che ha supportato questa attività di forestazione urbana come forma di impegno aziendale per il miglioramento del territorio locale e per la tutela del clima globale, come strumento di azione-comunicazione ambientale. Promuovere queste azioni di miglioramento urbano tramite forestazione ha peraltro un valore oggi ancora maggiore, in quanto il COVID-19 ci ha mostrato in maniera chiara come la mancanza di tutela della natura possa generare effetti negativi sull’uomo, sulla società e sull’economia».

«Abbiamo iniziato il percorso della sostenibilità da 10 anni a questa parte, in maniera pioneristica, dando l’esempio nel nostro settore. Abbiamo sviluppato una selezione di prodotti totalmente green, con tutte le certificazioni del caso, riconosciute sia a livello europeo, sia a livello mondiale. Ora però, crediamo che la cultura della sostenibilità debba fare un passo avanti verso l’economia circolare. È un impegno che ci vedrà in prima linea nei prossimi 5 anni, con l’obiettivo di diventare, entro il 2025, la prima azienda, nella nostra industry, con una forte presenza di prodotti riciclabili. Così potremo ricercare soluzioni che preservino questo pianeta per le future generazioni» – commenta Simone Schiavetti, Direttore Generale di Lyreco Italia.

 

LA STRADA GREEN DI LYRECO

La piantagione di 150 alberi è solo l’ultima iniziativa tra quelle già adottate dall’azienda nel campo della sostenibilità. Lyreco, infatti, sta sviluppando soluzioni per l’ambiente di lavoro completamente life recycle, con l’obiettivo di diventare la prima azienda del settore Workplace che aderisce completamente al sistema dell’economia circolare.

Cinque, in particolare, i campi d’azione perseguiti: la creazione di una gamma di prodotti interamente pronta al riciclo e di conseguenza un servizio di raccolta e riutilizzo degli stessi, l’eliminazione di tutti gli articoli in plastica monouso dagli uffici, la definizione di uno standard di Economia Circolare per il settore Workplace e la sostituzione di tutti i packaging non riciclabili, non riutilizzabili e non compostabili. Misure che in parte sono già state attivate: i toner esausti, ad esempio, vengono ritirati, rigenerati e riutilizzati dando loro una seconda vita (un’iniziativa che conta già più di 1.000 referenze); in sede sono stati istallati dei dispenser per l’acqua e a tutti i dipendenti sono state fornite delle borracce ecosostenibili – e, grazie anche alla collaborazione dei fornitori, ai packaging tradizionali si stanno sostituendo imballaggi con scatole Lyreco certificate FSC a ridotto impatto ambientale e pronte al riciclo.

Inoltre, in Lyreco anche il trasporto è sempre più sostenibile: l’azienda dispone infatti di 10 mezzi di trasporto full electric, 22 a gas naturale e 4 linee notturne alimentate a LNG (Liquid Natural Gas). Tra gli importanti risultati in termini di sostenibilità, nel 2019, Lyreco è stata la prima azienda del suo settore a ottenere per i suoi cataloghi la certificazione Ecolabel: il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea (Ecolabel UE) che contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

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Prodotti

Come funziona il collare antipulci?

Sicuramente quando cerchi un efficace antiparassitario per cani troverai il collare antipulci come un’opzione eccellente. Tuttavia, sai come funziona questo prodotto? Prima di utilizzare qualsiasi prodotto simile, è importante essere chiari sul suo meccanismo d’azione, nonché sulle regole per usarlo e sul tempo di scadenza.

Prima di tutto, devi sapere che il collare antiparassitario è un prodotto altamente riconosciuto sul mercato degli animali domestici. La sua efficacia è dimostrata, in quanto non è un antiparassitario di recente fabbricazione e utilizzo.

collare antipulci

collari antiparassitari per cani hanno anche il vantaggio di avere un’azione preventiva, ti aiutano anche a risolvere il problema delle pulci quando il cane li ha già. Tieni presente che i collari non possono essere utilizzati solo sui cani, ma i gatti reagiscono positivamente ai suoi effetti.

Meccanismo d’azione dei collare antipulci

Avendo chiare le caratteristiche generali del collare antiparassitario,  è importante sapere come funziona. Il collare antipulci è realizzati con un materiale speciale, in cui è incorporata una miscela di insetticidi. Questi si diffondono nei fluidi della pelle e della pelliccia, dal collo, a coprire l’intero corpo.

L’insetticida emesso dal collare antiparassitario  viene assorbito dal parassita, producendo l’inibizione degli enzimi nel sistema nervoso degli acari. Pertanto, la funzione riproduttiva della pulce collassa e accorcia il suo processo di sviluppo. In questo senso, quando si usano  collari antiparassitari per cani  la riproduzione viene inibita, viene respinta e la peste viene uccisa.

L’azione dei collari antipulci  è tossica. Pertanto, non influenza solo il parassita, ma può anche danneggiare l’uomo o il cane stesso.

Suggerimenti per indossare collari antipulci

Il meccanismo di azione e protezione fornito dal collare antiparassitario  è molto efficace, ma questo dipende da diversi fattori. È importante tenere a mente una serie di suggerimenti quando si usano correttamente i collari per la deformazione del cane:

  • Consultare un veterinario per scegliere la composizione ideale in base all’organismo nocivo da combattere.
  • Seleziona marchi riconosciuti che soddisfano gli standard sanitari richiesti.
  • Leggere attentamente le istruzioni prima di indossare la collana.
  • Una volta scoperta la confezione, è consigliabile indossare i guanti, poiché la tossicità è maggiore quando è nuova.
  • Seleziona, preferibilmente, collari che non evaporano i cattivi odori, in modo da non disturbare l’olfatto del tuo cane.
  • Prima di indossarlo, familiarizza il tuo cane con il colletto, ma senza lasciarlo leccare o morderlo.
  • Quando lo si posiziona, è necessario lasciare uno spazio di almeno due dita tra il collo e il colletto.
  • Scegli collane di dimensioni regolabili.
  • Si consiglia di conoscere la data di scadenza e sostituirla quando è scaduta.
  • Controlla eventuali reazioni allergiche quando indossi la collana per la prima volta.
  • Controllare periodicamente la presenza di pulci o zecche, anche se il cane ha il collare di rugiada.
  • Dopo aver toccato o accarezzato un cane con un collare parassita,è necessario lavarsi le mani per evitare l’avvelenamento umano.
  • Fai attenzione ai bambini che vivono con l’animale, per evitare avvelenamenti.

Quanto spesso cambiare il collare antiparassitario

Uno dei vantaggi offerti dal collare antipulci  è il lungo tempo di protezione, poiché a differenza di altri collari antiparassitari, possono durare fino a 8 mesi prima della scadenza.

Collare antiparassitario

Tuttavia, non tutte le varietà di collane hanno la stessa scadenza. Pertanto è importante tenere conto di quanto tempo offre ogni produttore. Inoltre, devono essere presi in considerazione altri fattori, ad esempio quando un collare parassitario è esposto all’acqua per lungo tempo, il suo meccanismo d’azione è probabilmente ridotto.

Se il cane è infestato da parassiti o pulci, anche con il collare, probabilmente dovrà essere sostituito. Questo perché esiste la possibilità che il tempo di azione sia scaduto.

Si consiglia di cambiarlo almeno 2 volte l’anno a seconda del tempo indicato dal produttore. Ad oggi, non ci sono marchi di collane noti che offrono protezione per un anno consecutivo.

Sebbene i collari antiriflesso per cani offrano una protezione efficace, quando il tuo cane ha le pulci è anche l’ideale per combinarli con altri vermifughi.

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Dieta e Alimentazione

“CUOR DI NOCE”

Oggi vogliamo farvi conoscere una realtà imprenditoriale entusiasmante, stiamo parlando di Tenuta La Spiga un’azienda agricola nata subito dopo la bonifica di questi terreni di Torre di Fine, proprietà della famiglia Gaggia dal 1923, oggi rappresentata da Alessandro Gaggia che porta avanti con passione l’azienda di famiglia. A Tenuta la Spiga si coltivano noce da frutto, noce da legno, nocciolo, mais, frumento e Glera…l’azienda è diventata un modello di eccellenza e per noi è stato un colpo di fulmine: le loro noci sono un qualcosa di sublime.

*Entriamo nel dunque, Alessandro perché comprare le vostre noci?

Cuor di Noce è prima di tutto sinonimo di qualità. Tutte le noci commercializzate con nostro marchio provengono dai nostri terreni: questo ci permette di controllarle in ogni fase dalla coltivazione alla vendita.  Cuor di Noce, viene essiccata piano piano per avere un equilibrio perfetto tra croccantezza e dolcezza, ed è buona a settembre come a maggio. Nei nostri laboratori, inoltre facciamo molti controlli accurati per garantire l’alta qualità delle nostre noci che ci ha permesso di ottenere le certificazioni SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata) e ISO 22005 che garantisce la rintracciabilità del prodotto.


*Che tipologia di noci producete?

La produzione è cosi suddivisa: per il 70% noce Lara e per il 30% noce Chandler. Recentemente abbiamo piantato, in collaborazione con Veneto Agricoltura alcune piante di Noce Pecan, chiamata anche la noce degli indiani d’America, ma dobbiamo pazientare ancora qualche anno per raccogliere i primi frutti. La noce Pecan è un’ottima antiossidante naturale, aiuta a contrastare le insorgenze di malattie cardio-circolatorie. In America è molto famosa e apprezzata nella cucina di tutti i giorni: la tanto amata Pecan Pie ne è la conferma!

Per concludere Alessandro, da questa breve esperienza il tempo trascorso insieme mi ha fatto conoscere un gran signore e un imprenditore lungimirante, un luogo a me sconosciuto nel quale si è in costante contatto con l’ambiente e la natura procurando un senso di benessere immediato. I turisti non possono solo essere affascinati dal punto di vista della location, ma anche di mete per svolgere attività, sperimentare qualcosa di nuovo, che permetta loro di esplorare mondi sconosciuti alla vita quotidiana o di riscoprire tradizioni passate.

Non si tratta quindi di un singolo fattore, ma di più elementi collegati, connettere esperienze sensoriali uniche con il luogo scelto.

E’ da provare!

www.cuordinoce.it

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Prodotti

Riscopri il fascino rustico dei lampadari in ceramica

Se stai cercando di creare l’atmosfera giusta nella tua casa di campagna o vuoi arredare la tua nuova cucina con un tocco decisamente country, questo articolo fa proprio al caso tuo. La scelta dell’arredamento è sempre un momento cruciale dell’abitare un posto, i mobili ci faranno compagnia per molto tempo. Spesso viene sottovalutata l’importanza di una corretta illuminazione, ma la scelta delle lampade è fondamentale per trasmettere personalità ad un ambiente e per renderlo davvero godibile.

Nel caso dell’arredamento rustico o country esiste una certezza: niente trasmette calore e accoglienza come un lampadario in ceramica. Perfetto per illuminare la cucina e la zona da pranzo ma non solo, questo complemento d’arredo è proprio quel tocco vintage che stavi cercando.

Andiamo dunque a scoprire il mondo delle lampade rustiche, i molti modelli disponibili, i materiali utilizzati e le migliori collocazioni per rendere il nostro bel lampadario il centro dell’attenzione.

 

Un lampadario in ceramica, mille pregi

 

Un bel lampadario in ceramica racchiude in sé molteplici vantaggi: innanzitutto possiede versatilità, in quanto è un complemento d’arredo che fa bella figura negli appartamenti cittadini come nelle case di campagna, dalla cucina al salotto passando per la sala da pranzo.

Pur presentando un materiale di prima qualità come la ceramica, inoltre, è solitamente venduto a prezzi contenuti: cosa c’è di meglio di poter comprare la bellezza con pochi soldi?

La ceramica, bianca o decorata, la fa da padrone in queste splendide lampade, ma è la commistione con l’ottone delle strutture che dona quella personalità inimitabile. Se poi le lampade rustiche sono montate su dei saliscendi il richiamo vintage è assicurato.

La loro aura vintage è impareggiabile. Niente fa tornare alla mente i bei ricordi dei tempi andati, magari nella casa dei nonni, come un lampadario rustico. La tua vita sembrerà scorrere più lenta con una lampada country ad illuminarla, la sua luce calda renderà ogni serata a tavola decisamente più piacevole.

Le migliori collocazioni per le tue lampade rustiche

 

Sei qui perché adori il lampadario in ceramica che hai acquistato ma non sai bene dove posizionarlo? Vorresti scegliere un set di illuminazione country ma sei indecisa sugli abbinamenti? Nessun problema.

Sebbene spesso le lampade rustiche vengano utilizzate per cucine e sale da pranzo, questi complementi di arredo permettono di esaltare anche ambienti di lavoro e ristoranti!

Una lampada country è sempre la risposta se si vuole trasmettere calore e accoglienza, oltre al fatto che si sa, il vintage è sempre di gran moda. Una libreria o uno studio che vogliano mantenere un ambiente classico e raffinato senza però rimanere eccessivamente freddi non hanno che da optare per un lampadario country, magari in abbinamento con del mobilio in legno.

Le lampade in ceramica danno il loro meglio anche negli ambienti esterni. Posizionate su un tavolo permetteranno delle cene sotto le stelle davvero magiche. Nei mesi freddi, invece, perché non cenare nella propria taverna illuminati da un lampadario in ceramica? Si avrà sempre la sensazione di essere in una grande famiglia.

Dopo questa carrellata non ti resta che scegliere il modello che più si addice alla tua casa, ricordando che con un lampadario in ceramica non si sbaglia proprio mai.

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Comunicati Salute e Benessere Società

La ricerca su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Comunicato Stampa

La ricerca su lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus

Disponibili due questionari per conoscere cosa si sta facendo nelle aziende per affrontare l’emergenza COVID-19. Un questionario è rivolto ai coordinatori di cantiere e l’altro a RSPP, consulenti, formatori e HSE manager.

 

Negli ultimi mesi, in modo inaspettato ed improvviso, il nostro paese è stato sconvolto dall’emergenza sanitaria COVID-19 che ha duramente colpito tutti noi.

Questa emergenza ha ambiato radicalmente i rischi e la prospettiva del mondo del lavoro, sia nel breve termine che nel prossimo futuro.

In questo periodo si è assistito, gioco forza, a una serie di provvedimenti che hanno indotto persone e organizzazioni a cambiare, spesso radicalmente, abitudini e comportamenti.

In particolare, il tema salute e sicurezza sul lavoro ha ritrovato il proprio ruolo centrale nel dibattito istituzionale, in quanto la sua tutela è oggi condizione fondamentale per poter garantire la riapertura delle attività lavorative.

A distanza ormai di qualche mese dai primi provvedimenti restrittivi e nella cosiddetta seconda fase dell’evoluzione epidemiologica, è bene cominciare a fare qualche riflessione e a porsi qualche domanda. È necessario capire, ad esempio, come le aziende e gli operatori hanno fronteggiato e stanno fronteggiando l’emergenza. È importante comprendere quali strumenti siano stati utilizzati, quali criticità sono state riscontrate e quali sono le impressioni generali dei vari attori della sicurezza aziendale.

 

La nuova ricerca su lavoro, sicurezza e formazione nell’emergenza COVID-19

Proprio per raccogliere importanti risposte sull’emergenza COVID-19 nei luoghi di lavoro, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) – su impulso del suo Comitato Scientifico presieduto dall’Ing. Marco Masi – ha avviato una nuova attività di ricerca per indagare come i professionisti della sicurezza hanno gestito la fase emergenziale.

Questa attività di monitoraggio si aggiunge ai tanti lavori di ricerca che l’Associazione AiFOS ha realizzato negli anni: sui lavoratori (2009), sui formatori (2010), sui datori di lavoro (2011), sui medici competenti (2012) e sui coordinatori per la sicurezza (2013). L’associazione ha poi approfondito anche rilevanti temi come la formazione eLearning (2014), il rapporto tra risorse umane e sicurezza sul lavoro (2015), la sicurezza nelle strutture scolastiche (2016), l’efficacia della formazione (2017), la collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente (2018) e il monitoraggio del D.Lgs. 81/2008 (2019).

 

Il questionario per RSPP, consulenti, formatori e HSE manager

Un primo questionario è rivolto a RSPP, consulenti, formatori e HSE manager e comprende domande e raccolte di dati, in forma anonima, su vari temi.

 

Le principali sezioni del questionario:

  • valutazione dei rischi, protocollo anticontagio, DPI e collaborazione soggetti sicurezza
  • informazioni ai lavoratori
  • smartworking
  • formazione salute e sicurezza in modalità videoconferenza ed e-learning
  • impressioni generali

 

Nel questionario gli operatori potranno indicare, ad esempio, qual è stato l’impatto dei diversi provvedimenti restrittivi sulle attività aziendali, se è stata fatta una valutazione dei rischi, se ci sono stati casi di persone sintomatiche, se c’è stata collaborazione nella redazione del Protocollo anticontagio e cosa è stato fatto in materia di informazione e formazione.

 

Il questionario per i coordinatori di cantiere

Il secondo questionario è rivolto ai coordinatori di cantiere.

In questo questionario oltre ai temi già evidenziati, ad esclusione dello smartworking, ci si soffermerà sull’attività del coordinatore, ad esempio con riferimento all’organizzazione del cantiere, alla redazione dei costi della sicurezza, alle attività di sanificazione e all’atteggiamento riscontrato nei committenti, nei responsabili dei lavori, nelle imprese e tra i lavoratori.

 

Il link per accedere ai due questionari:

https://aifos.org/home/news/int/nostre_attivita/rapporto_aifos_2020

 

I questionari e il Rapporto AiFOS 2020

L’associazione AiFOS dedica dunque il futuro Rapporto AiFOS 2020 al lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del coronavirus. Il Rapporto raccoglierà i risultati della ricerca che saranno poi adeguatamente presentati in specifici incontri.

I dati raccolti nei questionari verranno elaborati e analizzati esclusivamente in forma anonima e aggregata – nel pieno rispetto della normativa sulla privacy – e non saranno riconducibili a singoli operatori o singole aziende.

Proprio per l’importanza di questo monitoraggio che ci fornirà rilevanti indicazioni su come affrontare correttamente la salute e la sicurezza anche durante scenari emergenziali come quello attuale, invitiamo RSPP, consulenti, formatori, HSE manager e coordinatori a supportare la ricerca compilando i questionari e diffondendo il link ad altri colleghi, al fine di ampliare il campione rappresentativo che costituirà la base della ricerca.

 

Chi volesse avere informazioni su come visionare, ricevere, utilizzare i questionari può fare riferimento a AiFOS via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected].

 

 

28 maggio 2020

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Comunicati Musica e Video News

GREGORIO MUCCI – “MEGLIO MORIRE”: in radio dal 15 maggio il nuovo singolo del cantautore pistoiese

Meglio morire - Gregorio Mucci

Un synth-funk contaminato da un frizzante pop anni ’80 unito ad un rock ‘n roll italiano, caratterizza il brano che lancia un’ironica invettiva sulla massificazione della società.

 

“Meglio Morire” è una tipica espressione colloquiale italiana che indica il forte desiderio di distacco e la sensazione di rigetto nei confronti di qualcosa o di qualcuno. La società contemporanea, secondo il punto di vista dell’artista, è un accatastamento di abitudini effimere che alimentano la conduzione di una vita ordinaria, fatta di abbagli e di illusioni.

 

«Guardando distrattamente la TV, una sera vidi uno spot che mi indusse una riflessione: le pubblicità usano sempre la fisicità come esca per vendere il prodotto. E se la pubblicità funziona, vuol dire che il loro metodo è giusto. Significa che la parte animale dell’uomo predomina sulla sua miglior qualità: l’intelletto». Gregorio Mucci

 

Partendo da questo concetto, Gregorio Mucci racconta le vicende quotidiane che riflettono le abitudini dei giovani italiani collegandole alle loro più comuni, e alle volte peggiori, caratteristiche. Con grande ironia, “Meglio morire” mette di fronte alla scomoda realtà della noia, del senso di fallimento, dell’assenza di stimoli.

 

Il singolo anticipa un Ep che verrà pubblicato ad ottobre 2020. 

L’articolo continua dopo l’immagine



Radio date: 15 maggio 2020

Pubblicazione Ep: ottobre 2020

 

Etichetta: Agnus Records

 

BIO

Gregorio Mucci nasce in Toscana, il 14 Giugno 1989.

Fin da bambino prende lezioni di piano finché, all’età di 11 anni, grazie agli insegnamenti del suo maestro Maurizio Ferretti, Gregorio comincia a buttar giù parole (quasi tutte in lingua inglese) ed immagini, dando loro un ritmo e un sound. All’età di vent’anni si trasferisce a Los Angeles, ad Hollywood in particolare, che diventa casa sua per due anni. Qui arriva una nuova consapevolezza: la volontà di scrivere testi in lingua italiana. 

Tornato in Italia, nel 2013, l’artista partecipa al celebre Festival di Castrocaro, dove arriva in semifinale. Tra i giudici scrutinatori c’è il grande musicista, compositore e produttore Claudio Fabi, che nota subito l’artista pistoiese e propone al ragazzo di entrare a far parte del Campus della Musica, della quale Fabi è direttore artistico. I brani scritti da Gregorio Mucci, “Tu mi porti giù” e “Ovunque ma non lì”, vengono inseriti in due compilation del Campus della Musica, seguite da tour nazionali ai quali l’artista ha partecipato. Nel 2019 termina la sua avventura con il Campus. All’inizio del 2020, Gregorio entra in contatto con Agnus Records, una nuova etichetta discografica indipendente toscana. L’artista si avventura verso un progetto entusiasmante, fresco e dal carattere innovativo. Con Agnus Records, Gregorio lancia il primo singolo “Meglio morire”, in uscita il 15 maggio. Ad arrangiare i suoi pezzi e ad accompagnarlo sul palco e in studio, ci sono Alessio “Il Secco’’ Burberi (batteria), Filippo Ciampi (chitarra) e Riccardo Landi (synth bass, basso e tastiere).

 

 

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Business Comunicati News

Roberto Casula (Eni): l’importanza dell’unificazione dei mercati del gas

La frammentazione dei mercati europei del gas è causa di diversi problemi, tra cui la difficoltà di approvvigionamento. Roberto Casula, manager di Eni S.p.A., ha spiegato questo concetto in diverse occasioni di rilievo.

Roberto Casula

Roberto Casula: una riflessione sul rifornimento del gas in Europa

Roberto Casula, manager di Eni S.p.A., è stato al centro del panorama mondiale per il rifornimento del gas. Con una importante carriera alle spalle, è stato responsabile in Italia della Direzione Tecnica e di ogni attività tecnico-operativa di progetto, ricerca e sviluppo. Come ha sottolineato in diverse occasioni ed eventi internazionali, è sempre più necessaria l’unificazione della pluralità dei mercati del gas che sono oggi presenti in Europa. La frammentazione comporta infatti disomogeneità nell’approvvigionamento della materia prima, nonché difficoltà nel sistema di trasporto con conseguenti perdite economiche. Secondo Roberto Casula serve maggior coinvolgimento del continente africano, sul quale investire così da farlo diventare un fornitore importante di materie prime per l’Europa. Il gas, infine, è centrale nel processo di decarbonizzazione, in quanto fonte energetica alternativa e di sostegno alle rinnovabili.

Roberto Casula: il percorso professionale del manager di Eni

Dopo aver concluso l’Università, conseguendo la laurea in Ingegneria Mineraria, Roberto Casula ottiene l’abilitazione alla professione di Ingegnere ed entra a far parte di Agip S.p.A., assumendo l’incarico di Reservoir Engineer. Nel 1992, in Luanda, lavora presso la consociata Agip Angola Ltd dove svolge mansioni di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer, diventando Chief Development Engineer nel 1994. La sua carriera professionale continua in Italia, dove ritorna tre anni più tardi per ricoprire l’incarico di Development and Production Coordinator in Eni S.p.A. Nel 2000 Roberto Casula viene nominato Department Manager per le operazioni in Iran, mentre l’anno successivo diventa Dirigente e Project Director del progetto in corso a Teheran denominato giant South Pars Gas fasi 4-5. Nel 2004 è Managing Director della società Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A. È stato, inoltre, Senior Vice President per l’area della Regione Sub-Sahariana, Chairman delle tre consociate Eni situate in Nigeria ed Executive Vice President nel 2011 (Africa e Medio Oriente) e Chief Development Operations & Technology Officer.

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Servizi

Le migliori tariffe per il noleggio auto a breve termine

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  • 27 Maggio 2020

Oggi sono tanti gli utenti che preferiscono noleggiare un’auto per fare un weekend fuori dalla propria città o comunque una settimana di vacanza, spostandosi anche di qualche centinaio di chilometri. Le ragioni stanno nel cercare di evitare di stressare la propria auto facendole percorre così tanti chilometri, optando dunque per un autonoleggio che consentirà di lasciare la propria auto parcheggiata in casa e contemporaneamente usufruire di un mezzo sicuro ed efficiente per la propria vacanza.

Esistono per questo apposite tipologie di noleggio: in particolar modo gli utenti interessati a questa soluzione ricorrono al noleggio a breve termine anche per più di una volta l’anno. In questo settore esistono davvero tante aziende che offrono auto moderne e ben curate ad ottimi prezzi, ma la cosa difficile è riuscire ad individuare chi fra tutti offre le migliori condizioni e quale possa essere l’auto giusta che consenta a tutta la famiglia di spostarsi senza far rimpiangere la propria auto. Da questo punto di vista, il sito zorro.it rappresenta uno strumento davvero valido in quanto consente rapidamente di riuscire ad individuare le migliori offerte per il noleggio auto a breve termine, anche per il weekend, consentendo a tutti di trovare l’auto giusta e al prezzo giusto. Tutte le offerte a disposizione sono davvero semplici da consultare, così come lo è individuare quella che si ritiene più adatta alle proprie necessità o alle abitudini di tutta la famiglia.

All’interno dell’apposita categoria è possibile scegliere se optare per un noleggio a breve o a lungo termine, così come un noleggio giornaliero o mensile, potendo visionare direttamente le varie auto a disposizione ed il relativo prezzo, così da individuare esattamente la tipologia di veicolo di proprio interesse al miglior prezzo.

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Dieta e Alimentazione

“D’AVENA TARTUFI: UNA AZIENDA DINAMICA

D’Avena Tartufi è un’azienda che nasce nel 2000, e si occupa nella distribuzione all’ingrosso del tartufo, ma con una particolarità, distribuire prevalentemente prodotti freschissimi in quanto vengono acquistati direttamente dai cosiddetti “cavatori”, ovvero dai cercatori e dai raccoglitori di tutto il mondo con prevalenza dal territorio italiano e dalla rinomata Regione confinante dell’Istria, mantenendo artigianalità e la cura nei dettagli sono valori fondamentali, e oggi l’azienda D’Avena Tartufi è una realtà affermata in tutto il mondo: il suo marchio è un segno della storia della cucina italiana.

Ho avuto modo di assaggiare anche la loro linea food di salse e creme, e sono rimasto gradevolmente sorpreso, si percepisce qualità e appagamento nell’abbinare queste salse, perché il cibo accompagna tutta la nostra esistenza risultando un importante moderatore del benessere, delle relazioni e delle emozioni, conoscere queste realtà è l’espressione del “comfort food”.

 

Articolo completo: https://www.maderural.com/davena-tartufi-una-azienda-dinamica/

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Comunicati News

Gruppo Riva, Lesegno riparte con la Fase 2

In Italia è iniziata ufficialmente la Fase 2: Gruppo Riva, multinazionale del settore siderurgico proprietaria di 5 stabilimenti sul territorio nazionale, ha riaperto lo stabilimento di Lesegno.

Gruppo Riva

Lesegno, Sindaco Rizzo: “Soddisfatti per la ripresa del Gruppo Riva”

È da più di una settimana che il Paese è entrato nella fase della riapertura: dal 4 maggio il Governo italiano ha infatti allentato alcune delle misure restrittive messe in campo contro l’emergenza sanitaria, permettendo la ripresa di alcune attività economiche. Tra queste anche quelle del Gruppo Riva, eccellenza del settore siderurgico a livello internazionale: lo stabilimento di Lesegno, in provincia di Cuneo, è tornato a pieno regime. Il Primo Cittadino del Comune si è detto soddisfatto delle misure di sicurezza adottate in modo da tutelare i lavoratori: “Tutte le operazioni interne della produzione sono state ricalcolate e ridistribuite con nuovi criteri dettati dalle attuali esigenze di sicurezza per contenere la diffusione del Coronavirus”, ha dichiarato il Sindaco Emanuele Rizzo. Tutti gli operai dello stabilimento sono stati forniti di dispositivi di protezione individuali e informati sul rispetto della distanza di sicurezza: inoltre all’ingresso del sito avviene la misurazione della temperatura corporea grazie all’intervento della Croce Rossa. La ripartenza del Gruppo Riva è stata accolta con favore dall’Amministrazione Comunale: Lesegno dà lavoro a più di 300 dipendenti, oltre ad essere un polo di ricerca e sviluppo per la società.

Il Centro R&S del Gruppo Riva

Fondato dai fratelli Emilio e Adriano, Gruppo Riva oggi è una realtà siderurgica internazionale, con siti produttivi sparsi tra Europa e Nord America. Una delle chiavi del successo dell’azienda è la continua ricerca di soluzioni tecnologiche sempre più performanti: già poco dopo la sua nascita, è stata la prima in Italia ad adottare nei suoi stabilimenti la tecnica della colata continua. In quello di Lesegno è presente dagli anni ’90 un vero e proprio Centro di Ricerca e Sviluppo, grazie al quale il Gruppo ha potuto stabilirsi negli anni in un mercato estremamente competitivo. Strumentazione all’avanguardia, simulazioni di scala e soprattutto contributi importanti hanno fatto sì che il laboratorio potesse partecipare anche a progetti europei dedicati all’innovazione siderurgica. Università come quelle di Genova, Pisa e Brescia, e ancora il Politecnico di Milano e di Torino, hanno infatti collaborato con il Gruppo Riva in diverse attività sperimentali e di ricerca, dando la possibilità agli studenti di produrre tesi di laurea e dottorati di ricerca.

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Salute e Benessere

L’importanza della socialità per gli anziani

Il tema dell’isolamento sociale e del suo impatto sulla popolazione degli anziani ha stimolato la ricerca nell’ultimo decennio. Diversi studi italiani ed internazionali hanno mostrato i rischi connessi a questa particolare condizione.

Si evidenzia che il benessere dell’anziano può essere pregiudicato a diversi livelli: mentale, emotivo e fisico. L’isolamento sociale o un ridotto accesso alla socialità aumenta considerevolmente il rischio di sviluppare le seguenti patologie:

  • Depressione
  • Obesità
  • Diabete
  • Attacchi d’ansia
  • Ipertensione
  • Declino cognitivo

Gli anziani che versano in condizioni di isolamento sociale hanno inoltre un’aspettativa di vita sensibilmente più breve rispetto a quelli attivi ed inseriti in un contesto di relazioni sociali. È quindi essenziale affrontare il problema e cercare soluzioni efficaci.

Abbiamo chiesto un parere ad Alessandro Bonafiglia, titolare della casa famiglia per anziani Borgo Virginia, situata a Rocca Susella, nel cuore dell’Oltrepò Pavese: “I momenti di interazione sociale sono fondamentali per creare e mantenere in benessere dell’anziano. Presso la nostra struttura promuoviamo con costanza attività ricreative per favorire l’interazione tra gli ospiti e quella con lo staff che offre assistenza. In questo modo evitiamo che l’anziano trascorra le sue giornate lasciandosi andare.

Alcuni anziani, dopo la scomparsa del coniuge, restano molto tempo soli e spesso passano le proprie giornate senza obiettivi e senza interazioni. Altri necessitano un aiuto per svolgere le comuni operazioni quotidiane, ostacolati degli acciacchi fisici o dalle condizioni fisiche non ottimali. In questi casi l’inserimento in una struttura per anziani può essere un toccasana per uscire dall’isolamento sociale e ritrovare il buon umore.

Può essere anche una soluzione valida per chi lamenta problemi di mobilità. Qualcuno ha difficoltà a camminare, altri non si sentono più sicuri quando si tratta di guidare: condizioni differenti che portano però al medesimo esito, l’isolamento presso la propria abitazione.

Presso una struttura dedicata l’anziano può trovare l’ambiente ideale per coltivare relazioni sociali e interagire frequentemente con altre persone. Spesso gli ospiti condividono situazioni comuni, è quindi più semplice trovare la complicità e la comprensione di altre persone. La presenza di uno staff attento e premuroso facilita l’inserimento nella comunità e offre un supporto sicuro in caso di bisogno. L’insieme di queste condizioni favorevoli contribuisce ad aiutare l’anziano anche dal punto di vista emotivo. Si osserva una maggiore serenità, e la possibilità di esprimersi ed essere ascoltati stimola un atteggiamento più attivo e positivo.

Occorre inoltre ricordare che chi viene ospitato in una residenza per anziani può continuare a ricevere visite di parenti e nipoti. Non si spezza la catena che unisce la famiglia. Indirettamente, anche i parenti gioveranno di questa nuova situazione. Sapendo che il loro caro è seguito e assistito con continuità tutti si sentiranno più tranquilli.

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Prodotti Scienza e Tecnologia

Distruggidocumenti da casa: alcuni consigli

Vuoi proprio disfarti di quella bolletta già pagata e ti limiti a gettarla nel cestino? Pensi che strappare la lettera della banca sia sufficiente per non mettere in circolazione i tuoi dati sensibili? Non vuoi far conoscere il tuo indirizzo e ritieni che cancellarlo da un foglio prima di buttarlo sia sufficiente? Non è proprio così. Qualsiasi foglio gettato nella spazzatura può essere facilmente ritrovato e ricomposto da un qualunque malintenzionato che voglia approfittarsi dei tuoi dati. Firme, codici e indirizzi farebbero bene ad essere distrutti. È qui che entra in scena uno strumento davvero utile: il distruggidocumenti.

Se ti sembra che un macchinario così complesso sia adatto solo a grandi aziende ed uffici professionali, forse non sai che esistono modelli appositamente pensati per la sicurezza delle case e dei piccoli uffici.

Per guidarti in questa scelta, che a prima vista può sembrare ardua viste le numerose componenti da considerare e l’elevato tasso tecnico di ciascuna, ti illustreremo alcune semplici caratteristiche di cui tenere conto nell’acquisto di un distruggidocumenti a uso domestico.

 

Scegli la tipologia di taglio più adatta a te

 

I distruggidocumenti presentano due diversi modi di tagliare i fogli che vi si inseriscono: a strisce o in frammenti.

La prima tipologia generalmente consente, a parità di tasso qualitativo, di distruggere un numero più elevato di documenti alla volta rispetto alle macchine che tagliano a frammenti, che però garantiscono un livello di sicurezza maggiore dato le parti più piccole in cui un qualsiasi foglio viene ridotto.

Esistono poi delle sottocategorie inerenti la tipologia di taglio.

I distruggidocumenti a strisce sopra illustrati forniscono una sicurezza di base e per questo sono sempre meno comuni nelle grandi aziende, ma spesso possono essere sufficienti per un uso personale nella distruzione di documenti meno confidenziali.

Un’evoluzione di questa tipologia è data dalle macchine a taglio trasversale, che distruggendo contemporaneamente in due direzioni rendono molto complesso il riassemblaggio dei documenti. Questa particolare caratteristica li rende perfetti per qualunque tipo di utente.

I distruggidocumenti a diamanti sono molto simili ai precedenti, ma sbriciolano ulteriormente la carta e per questo risultano generalmente più costosi.

Infine è possibile acquistare distruggidocumenti a taglio crittografico, per l’eliminazione di dati altamente confidenziali. In virtù di ciò, questo tipo di tecnologia viene utilizzato quasi esclusivamente da apparati governativi e militari.

Tipologia d’uso perfetta per la casa

 

Se per un uso domestico si può assumere sia sufficiente un livello di sicurezza basico, è tuttavia importante scegliere un distruggidocumenti delle dimensioni e della potenza più congeniali alle modalità di utilizzo domestiche.

In virtù di ciò si consiglia di rimanere sulle piccole dimensioni e scegliere in base all’intensità e alla frequenza con la quale si ritiene di utilizzare il distruggidocumenti.

I macchinari di tipo compatto distruggono circa 50 pagine al giorno e possiedono il vantaggio di poter essere riposti nel momento in cui rimangono inutilizzati.

I distruggidocumenti da scrivania, invece, possono arrivare alla distruzione di 100 pagine al giorno, a volte anche 10 alla volta. A differenza della prima tipologia, inoltre, sono dotate di un pratico sportello che rende comodo lo svuotaggio e la manutenzione, mentre nei modelli con coperchi rimovibile è facile generare disordine in casa.

 

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Musica e Video News

10 HP: “FORSE” è il terzo singolo estratto dal concept album “MANTIDE”

10HP Album "Mantide"

La band siciliana presenta un’intensa rock ballad che racconta la dimensione poco definita tra sogno e realtà. 

 

 

“Forse” parla dell’inquietudine provocata dal dubbio, della paura di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato, della sensazione claustrofobica che solo i peggiori incubi riescono a generare.

Questo è il terzo singolo estratto da “Mantide”, il progetto discografico della band siciliana pubblicato a marzo 2020. Pur caratterizzandosi di svariate sfaccettature, il disco può essere quasi considerato un concept album. I temi ricorrenti fanno riferimento al viaggio metaforico come racconto di un percorso introspettivo, alle domande sul senso della vita, alla difficile impresa di districarsi tra le mille insidie che mettono a dura prova la ragione e la lucidità dell’essere umano.

 

In questo lavoro la band ha consolidato il proprio sound che, da sempre è stato caratterizzato dall’uso di basso, chitarra e batteria, ma a cui si è aggiunta in questo caso qualche incursione minimalista di elettronica. Il risultato è una miscela di rock graffiante, che non disdegna sonorità d’oltreoceano, ma che non nasconde al contempo un’affinità col pop-rock nostrano, anche grazie ai testi e le melodie tipicamente Made in Italy.

Ed ecco il terzo brano “Forse”

 

Dicono di loro

 

“I 10 HP sono una band che sembra saltata fuori dagli anni ’90, quando il cantautorato di matrice italiana incontrava il pop-rock d’oltremanica, per dare vita a un ibrido mediterraneo che ha fatto scuola” Mescalina

 

“Graffiante, dolce, romantico, aggressivo contro le maschere sociali”  Cherry Press

 

“I 10HP si caratterizzano per una scelta rock originale, un disco come “Mantide” giova a rinfocolare l’anima” Musica Intorno

 

“Uno di quei dischi che fa bene al cuore e che ci ricordano le basi della bellezza pop rock italiana”  Loudvision

 

“MANTIDE è una tappa importante del percorso artistico dei siciliani 10HP che propongono un disco completo, ricco di storie da raccontare e da far vivere agli ascoltatori che si troveranno catapultati in universi ineludibili” Low Music

 

Radio date: 15 maggio 2020

Pubblicazione album: 20 marzo 2020

 

BIO

 

I 10 HP nascono nell’estate del 2005 nell’entroterra siciliano.

Nel 2007 pubblicano l’album “Verde, Bianco e…Rock”. Finalisti al Festival Pub Italia, nel 2008 si classificano ottavi al festival Martelive, vincendo il premio “visibilità su YouTube” e ottengono il quarto posto e il premio “Miglior Arrangiamento” al Lennon Festival.

Sempre nel 2008 si classificano al primo posto nel contest Alice Tutta un’altra musica, entrando tra i 12 finalisti del Premio De Andrè. Nello stesso anno ottengono il quarto posto nella finale di Sanremo Rock. Nel 2009 sono terzi al Lennon Festival, tra i finalisti di Area 24 web music contest, del Transilvania music contest e tra i semifinalisti del Pop Rock Contest e del Tour Music Fest.

Nel 2010 vincono il Gallirecords Italia Festival, etichetta con cui pubblicano l’album “L’ennesimo errore”.

Nel 2012 sono tra i 12 finalisti della categoria Giovani del 62° Festival di Sanremo.

Nel 2014 suonano a Perm, in Russia e l’anno successivo ad Aarhus in Danimarca.

Il 20 marzo 2020, anticipato dai singoli “Mantide” e “Figli della luna”, viene pubblicato l’album “MANTIDE”, mentre a maggio esce il terzo singolo “Forse”.

 

Membri del gruppo: Giacomo Di Cara (voce e basso), Nicola Merlisenna (chitarra e cori), Leonardo Brucculeri (batteria).

 

 

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