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14 Gennaio 2024

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Tutto quello che devi sapere sulle lavanderie industriali

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  • 14 Gennaio 2024

Il boom delle lavanderie industriali è un dato che risalta. Se parliamo in cifre, negli ultimi quattro anni le lavanderie industriali in Italia sono raddoppiate, arrivando a quota 1.200.

Oltre a questa tipologia di lavanderie, esistono aziende che forniscono servizi di pulizie industriali come Impresa Pulizie Firenze, oppure aziende che si occupano di lavanderie industriali, di cui parleremo più approfonditamente nell’articolo di oggi.

Cos’è la lavanderia industriale

La lavanderia industriale prevede il ritiro e la consegna dei capi al centro clienti – risparmiando così sui trasporti -, il lavaggio, l’asciugatura, la stiratura, la piegatura e lo smistamento di ogni capo.

Un lavaggio industriale di buona qualità dipende, tra gli altri fattori, dai macchinari utilizzati dall’azienda e dai prodotti .

Macchinari per lavanderie industriali

Lavatrici industriali

La sua funzione principale è quella di eliminare macchie e batteri che possono riprodursi sui tessuti.

I suoi due processi essenziali sono il lavaggio e la filatura. Le lavatrici industriali possono eseguire fino a 30 programmi preimpostati.

La centrifuga consiste nel ruotare il tamburo per rimuovere quanta più acqua possibile. Se vuoi una misura per valutare se le lavatrici sono efficienti per una lavanderia industriale, tieni presente che quelle ad alta velocità dovrebbero raggiungere tra i 1000 e i 1500 giri al minuto. Se però i capi sono delicati la velocità non dovrebbe superare gli 800 giri al minuto. Devono essere fissati a terra per sicurezza, date le loro grandi dimensioni, la forza centrifuga e l’uso prolungato (fino a 14 ore consecutive).

Essiccatoi industriali

Il lavaggio professionale della biancheria deve essere accompagnato da una buona asciugatura. La funzione di questi dispositivi è quella di eliminare definitivamente le tracce di acqua e umidità dai vestiti. Eliminerà anche i batteri nei processi termici.

Esistono tre tipi di essiccatori a seconda del metodo con cui funzionano:

  • Evacuazione o ventilazione: il sistema più semplice ed economico, ma quello che consuma più energia. Espelle l’umidità direttamente verso l’esterno.
  • Condensazione: il processo è simile ai precedenti, tranne che qui l’umidità si condensa e viene raccolta in un serbatoio interno. L’inconveniente? Svuotalo manualmente. Il vantaggio? Il suo basso costo e la facilità d’uso.
  • Pompa di calore: è il sistema che consuma meno energia e tecnologicamente più innovativo. In questo processo l’aria viene riscaldata attraverso il condensatore della pompa di calore e l’evaporatore provoca la condensazione dell’umidità.

Ferri da stiro o trenino da stiro

Come suggerisce il nome, elimina le pieghe dai capi, per fornire una finitura impeccabile dopo il lavaggio e lasciarli pronti per essere presentati al cliente.

Possiamo dividerli in due tipologie: treni manuali e da stiro.

Manuali: utilizzano il vapore per eliminare le imperfezioni.

Possono essere suddivisi in due:

  • Tradizionali: quelli che tutti abbiamo in casa. Piccolo e facile da usare, anche se a livello personale.
  • Piastre revisione semiindustriali con caldaia: più grandi delle precedenti.

Treni stiranti: sono macchine di grandi dimensioni dove i capi vengono introdotti nella parte anteriore dell’apparecchio ed escono dalla parte posteriore già stirati.

Prodotti per lavanderia industriale

Come puoi immaginare, non ha senso utilizzare macchinari professionali se non si utilizzano prodotti in grado di trattare grandi quantità di indumenti senza danneggiarli.

Uno dei prodotti da tenere in considerazione è Detersol Tede . È una crema idratante smacchiante indicata per capi molto sporchi o macchiati in lavanderie industriali. Detersol AC , invece, è più indicato per processi con acqua di media o bassa durezza.

Detersol Comte è un componente tensioattivo ideale per tutti i tipi di tessuti poiché grazie ai suoi sbiancanti ottici lascia i vestiti pulitissimi e con una gradevole profumazione.

Detersol Iris, invece, è il detersivo di questa gamma più indicato per il lavaggio dei capi colorati.

Cosa deve avere un servizio di lavaggio industriale dei panni

  • Buoni criteri per la pulizia in base al capo. È importante conoscere le caratteristiche di ogni capo (colore e tessuto) nonché il grado di sporco, per adattare il tipo di programma in modo che sia rispettoso delle fibre.
  • Ampia gamma di lavaggio e stiratura. Deve supportare un numero ragionevole e una varietà di servizi. Per esempio:
    • Lavaggio e stiratura camici e divise da lavoro.
    • Noleggio di divise da lavoro.
    • Lavaggio e stiratura di lenzuola e indumenti di alberghi, residence, cliniche e ospedali.
    • Lavaggio e noleggio tappeti e mop.
    • Lavare e stirare le tende.
    • Lavaggio e stiratura biancheria da tavola per ristorazione.
  • Successiva supervisione dei capi. Se dopo il lavaggio non si controlla lo stato dei capi è come se il processo non fosse stato portato a termine. È opportuno verificare che tutti i capi escano in perfette condizioni e la lavanderia non dovrebbe avere problemi a riparare o addirittura sostituire il capo se è stato danneggiato.

Motivi per utilizzare la lavanderia industriale

  • Risparmia tempo. Se stai leggendo questo articolo avrai già immaginato quanto lavoro e tempo potrai risparmiare affidando la lavanderia a un’azienda qualificata, oltre ad essere garanzia di buoni risultati.
  • Più ecologico. Nelle lavatrici tradizionali i lavaggi superiori a 30º comportano consumi piuttosto elevati. Le lavatrici di fascia alta sono anche più efficienti nell’utilizzo dell’acqua, poiché consumano il 20% in meno rispetto a quelle delle nostre case.
  • Più economico. Secondo i dati forniti dall’Istituto per la diversificazione e il risparmio energetico, la lavatrice rappresenta l’11,8% della bolletta elettrica di una casa. Se trasferisci questa spesa alla tua attività, se si tratta di un ristorante, le tovaglie dovranno essere pulite ogni settimana. E se sono uniformi, la periodicità può essere ancora maggiore, e anche l’onere finanziario.

Questo è tutto quello che devi sapere sulle aziende di lavanderia industriale per valutare un servizio di lavanderia e sapere cosa chiedere e cosa aspettarsi da esso. Il servizio di lavanderia industriale di Franet è a tua disposizione. Contattaci per un preventivo.

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Luca Dal Fabbro (Iren): “Vi spiego quali sono le materie prime critiche e perché il nostro futuro ne ha bisogno”

Il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro è stato invitato come ospite al programma “Quasar”, condotto dal Professore Valerio Rossi su RAI. Ha trattato di una tematica dalle significative implicazioni sul piano strategico, economico e ambientale: quella delle cosiddette materie prime critiche.

 Luca Dal Fabbro

Luca Dal Fabbro: “Queste le materie da cui dipende la nostra industria”

Le materie prime critiche: da esse dipendono numerosi settori della nostra industria, ma molti cittadini non sanno cosa siano o perché ne abbiamo bisogno. Secondo il Presidente di Iren Luca Dal Fabbro, “sono la base di apparecchiature e strumenti fondamentali per la vita quotidiana, per la sicurezza e per l’approvvigionamento energetico”. Ospite al programma RAI “Quasar”, il manager ha evidenziato come per l’approvvigionamento di questi materiali così preziosi l’Italia dipenda molto dall’estero. Luca Dal Fabbro propone tuttavia una soluzione: l’economia circolare attraverso il recupero di questi materiali, che possono essere estratti e riutilizzati attraverso appositi impianti, che Iren ha già realizzato in Italia. “In questo ambito, l’economia circolare è fondamentale. Con una decina di impianti per il recupero delle materie prime critiche, in particolare dai RAEE, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, potremmo recuperare fino al 30% di questi materiali importanti per l’industria italiana.” Con implicazioni non solo economiche, sottolinea il Presidente, ma anche ecologiche: “Salvaguardiamo così anche l’ambiente, riducendo l’impatto derivante dalle estrazioni e dal trasporto dei materiali

Luca Dal Fabbro: “Così le multiutility possono aiutare a compiere la transizione energetica”

Luca Dal Fabbro ha insistito sul fatto che l’intero sistema economico debba essere ripensato per potere aderire al modello di economia circolare, e che tutti – cittadini compresi – debbano fare la loro parte. “È importante reimpostare la nostra industria pensando al recupero e al riutilizzo. I primi attori di questo processo siamo noi: dobbiamo pensare che un cellulare è una miniera preziosa, dunque è importante recuperarne le componenti”. Le multiutility possono, in particolare, esercitare una forma di mediazione tra le istituzioni, i cittadini e le imprese, portando la rivoluzione circolare in tutti i settori della nostra vita: “Dai cittadini alle grandi imprese fino alle pubbliche amministrazioni ci deve essere cooperazione e una linea comune. Le multiutility in questo processo hanno un ruolo fondamentale, avendo un ciclo integrato che va dal recupero dei rifiuti fino al loro trattamento e lavorazione. Il cittadino, dal canto suo, è un anello importantissimo della catena”, ha spiegato Luca Dal Fabbro.

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Dario Lo Bosco: “RFI pronta a rivoluzionare le ferrovie siciliane”

Il sistema ferroviario siciliano si trova oggi ad un punto di svolta. Regista di questo cambiamento Rete Ferroviaria Italiana, con quello che Dario Lo Bosco ha definito “uno sforzo senza precedenti”. Il Presidente è stato intervistato in merito dalla “Gazzetta del Sud”.

Dario Lo Bosco

Dario Lo Bosco: tra velocità e servizi, il nuovo corso delle ferrovie siciliane

Il Presidente di Rete Ferroviaria Italiana, Dario Lo Bosco, ha annunciato sulla “Gazzetta del Sud” un’era di innovazione per il sistema ferroviario nazionale con particolare enfasi sulla Sicilia. Per anni la Regione ha lottato con una rete incapace di soddisfare le esigenze del territorio. Con un investimento totale di 44 miliardi di euro, di cui 17,4 miliardi destinati all’Isola, RFI sta portando avanti un ambizioso progetto di rinnovamento. La linea Palermo-Catania-Messina verrà potenziata per raggiungere i 250 km/h. Allo stesso tempo, si sta ridefinendo l’intera rete regionale con progetti come l’elettrificazione della tratta Palermo-Trapani e l’upgrade della stazione a Birgi (48 milioni di euro) per migliorare il collegamento con gli aeroporti. Sforzi che rappresentano una svolta significativa per il traffico ferroviario siciliano. Oltre al miglioramento delle infrastrutture, Dario Lo Bosco ha ricordato che tra gli obiettivi di RFI c’è anche la trasformazione delle stazioni ferroviarie, che diventeranno veri e propri hub di servizi. Partnership con realtà come Unioncamere e Federfarma aiuteranno a riqualificare le aree, grazie ad una ricca offerta che va dai prodotti enogastronomici ai servizi per la salute e il benessere, includendo anche palestre per i giovani. Un’attenzione particolare è rivolta all’innovazione e al talento, con progetti come la trasformazione della stazione ennese in un centro di ricerca in collaborazione con l’Università Kore di Enna.

Dario Lo Bosco: il percorso professionale del Presidente di RFI

Dario Lo Bosco è un ingegnere, dirigente d’azienda e accademico con una carriera in vari settori. Oltre ad essere Presidente di Rete Ferroviaria Italiana da maggio 2023, è Professore Ordinario nonché Decano presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria. Originario di Raffadali, nato nel 1960, ha conseguito la laurea in Ingegneria Civile presso l’Università di Palermo. Ha iniziato come ricercatore e docente associato, diventando poi responsabile di diversi ambiti scientifici e direttore di laboratori di ricerca. È stato anche Direttore di Master in diversi campi dell’ingegneria e dell’economia, sia all’Università di Reggio Calabria sia presso altri atenei. Come dirigente d’azienda, ha avuto esperienze significative a partire dal 1997, ricoprendo ruoli quali Commissario e Presidente di AST (Azienda Siciliana Trasporti) e consulente per vari Ministeri. Ha assunto incarichi di rilievo in RFI, Trenitalia, TAV e altri enti pubblici, tra cui l’Autorità portuale di Messina e la Camera di Commercio di Catania. È stato anche Vice Presidente di Confindustria Palermo. Nel 2020, Dario Lo Bosco è diventato Presidente di Hellenic Train, parte del Gruppo FS, oltre ad assumere ruoli chiave nella FS Academy e come Direttore Scientifico di una rivista di ingegneria. Per i suoi contributi professionali e accademici, è stato insignito di diversi riconoscimenti, tra cui la nomina a Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il “Paul Harris Fellow” dal Rotary Club di Messina.

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Andrea Benassi (ITA Airways): “Presto flotta di ultima generazione efficiente ed ecosostenibile”

ITA Airways alza il livello del suo supporto al FAI: il Direttore Generale Andrea Benassi ha annunciato il passaggio da Golden Donor a Main Sponsor.

 Andrea Benassi

Andrea Benassi: “ITA Airways diventa Main Sponsor del FAI”

ITA Airways, già riconosciuta come Corporate Golden Donor del FAI, ha deciso di rafforzare ulteriormente il suo impegno sostenendo le Giornate FAI d’Autunno 2023 come Main Sponsor: lo ha annunciato il Direttore Generale Andrea Benassi, che ha preso parte agli eventi del 14 e 15 ottobre. ITA Airways ha abbracciato con entusiasmo la missione del FAI nel preservare e promuovere il ricco patrimonio culturale e naturale italiano. Andrea Benassi ha sottolineato come la scelta di supportare il FAI sia un passo significativo nella direzione della sostenibilità sociale, ambientale e culturale. Questi valori sono profondamente radicati nella strategia aziendale di ITA Airways, rappresentando un fondamento essenziale per la creazione di valore a lungo termine per la società e il Paese. I dipendenti del FAI godranno inoltre, secondo quanto annunciato dal Direttore Generale, di accesso esclusivo a determinate attrazioni e iniziative culturali del FAI.

Andrea Benassi: “La sostenibilità uno dei pilastri della nostra attività”

Nelle parole di Andrea Benassi la sostenibilità emerge come uno dei pilastri fondamentali del Piano Industriale di ITA Airways. La compagnia aerea di bandiera sta intraprendendo azioni concrete per ridurre l’impatto ambientale e sociale dell’industria dell’aviazione. Uno degli sforzi più significativi riguarda gli investimenti nella modernizzazione della flotta, con l’obiettivo di disporre di aeromobili di nuova generazione dotati di tecnologie avanzate. Entro la fine del Piano Strategico 2023-27, ITA Airways mira a una flotta composta per quasi il 90% da aeromobili di nuova generazione, caratterizzati da un consumo di carburante fino al 25% inferiore e da emissioni di CO2 ridotte. Questo percorso si allinea perfettamente con il programma Net-Zero 2050 dell’ICAO, al quale l’Italia ha aderito volontariamente. Tuttavia, ITA Airways comprende che la decarbonizzazione completa del settore richiederà anche lo sviluppo di carburanti ecosostenibili (SAF), motivo per cui, come annunciato da Andrea Benassi, ha aderito al Patto per la Decarbonizzazione del trasporto aereo insieme a importanti stakeholder italiani.

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La visione di Carlo Messina su temi attuali: leadership europea, AI, giovani e debito pubblico

L’intervista al Consigliere Delegato e Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, condotta dal Direttore de “La Stampa” nel contesto del progetto editoriale “Alfabeto del Futuro”, rivela una visione audace per il futuro dell’Italia in Europa. Il CEO affronta temi cruciali, dalla competitività europea alla gestione dell’intelligenza artificiale, offrendo prospettive innovative su come l’Italia possa emergere in qualità di leader europeo.

Carlo Messina

Carlo Messina: il futuro dell’Italia e l’importanza dell’AI

Carlo Messina sottolinea l’importanza di “un grande disegno” perché l’Europa possa competere con Cina e Stati Uniti ma, affinché ciò accada, l’UE deve superare il vincolo dei diritti di veto. Secondo il CEO, l’Italia, insieme alla Germania, può emergere come un leader europeo, ma solo se “lavorerà sui suoi punti di forza” e se emergerà una prospettiva di collaborazione. Un ulteriore argomento affrontato dal manager è l’introduzione dell’intelligenza artificiale come motore di miglioramento del lavoro e garante dell’occupazione: “L’ho promesso a tutti i dipendenti. Ho spiegato che ci saranno nuovi mestieri, ma nessuno perderà il proprio posto – ribadisce – Anzi, faremo in modo che vengano creati nuovi percorsi all’interno della banca. Il punto di forza delle aziende sono le persone che ci lavorano”. “L’innovazione – aggiunge ancora Carlo Messina – deve essere vista con serenità. È un’opportunità”.

Sostegno ai giovani e gestione delle risorse finanziarie: il focus di Carlo Messina

L’attenzione di Carlo Messina alle prospettive dei giovani si traduce in un invito a investire in modelli positivi. Il CEO sottolinea il ruolo guida delle imprese nel fornire una visione realistica ma incoraggiante, contribuendo così al futuro coinvolgimento dei giovani nella società. L’intervista prosegue quindi sul tema della gestione del debito pubblico: “Non dobbiamo ridurre il debito perché ce lo chiede l’Europa o la Germania. Dobbiamo farlo per noi, per la sostenibilità dei nostri conti pubblici. Penso, poi, ai 300 miliardi di immobili nelle mani dello Stato: valorizzandoli e cedendoli si potrebbe ridurre il debito pubblico e questo ci darebbe ossigeno per leggi di bilancio di più ampio respiro”, spiega. Quanto agli aumenti salariali, Carlo Messina li ritiene giusti “soprattutto a fronte di utili che superano anche le aspettative. E per questo abbiamo lanciato un piano da 1,5 miliardi in cinque anni. Così come vanno alzati gli stipendi”. “La remunerazione degli azionisti è fondamentale – conclude – ma sono gli azionisti stessi ad apprezzare l’impegno sociale delle imprese”.

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Rapporto AiFOS: webinar gratuito sulla qualificazione del formatore

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Rapporto AiFOS: webinar gratuito sulla qualificazione del formatore

 

Il primo febbraio 2024 un incontro in modalità webinar parlerà di qualificazione del formatore, dei risultati della ricerca raccolta nel Rapporto AiFOS 2023 e dell’auspicabile aggiornamento dei criteri di qualificazione.

 

Come ricordato in un contributo Inail pubblicato sul Quaderno della sicurezza AiFOS n. 4 di dicembre 2023 la formazione, in particolare in materia di salute e sicurezza sul lavoro, ‘deve essere intesa non come obbligo ma come processo educativo, come componente essenziale della qualità della vita lavorativa, come misura generale di tutela e, quindi, come agente primario per un cambiamento culturale chiave per il miglioramento dei processi produttivi e per la valorizzazione del capitale umano’.

Partendo da questo assunto, è necessario che in questo importante processo educativo il formatore sia il protagonista di questo cambiamento, con competenze idonee e sempre aggiornate nel tempo, di pari passo con i processi di trasformazione culturale che sono in atto.

 

Per favorire questo aggiornamento e conoscere meglio la situazione attuale, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), che da quasi venti anni realizza corsi di formazione per formatori, ha condotto nel 2023 la nuova attività di ricerca “La qualificazione del formatore alla sicurezza” raccolta nel Rapporto AiFOS 2023.

 

Per conoscere i risultati e riflettere sul futuro della formazione alla sicurezza in Italia si è tenuto il 6 dicembre 2023 un convegno a Roma e si terrà l’1 febbraio 2024 il webinar gratuito “La qualificazione del formatore alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2023”.

 

Il link per iscriversi al webinar:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/la-qualificazione-del-formatore-alla-sicurezza-webinar

 

Il Rapporto AiFOS 2023 e la qualificazione del formatore alla sicurezza

La nuova ricerca AiFOS, che si aggiunge alle tante attività di ricerca svolte dall’Associazione dal 2009 ad oggi, si è svolta a 10 anni dalla pubblicazione del Decreto Interministeriale 6 marzo 2013 che ha definito i criteri di qualificazione dei docenti formatori alla sicurezza.

 

Attraverso dei questionari, compilati in forma anonima tra la fine del mese di maggio e il mese di giugno 2023, alla ricerca hanno partecipato ben 669 formatori da tutta l’Italia.

Una partecipazione capillare che rende i risultati ancora più significativi e utili per conoscere il parere e le indicazioni di queste importanti figure professionali, anche in previsione di un possibile futuro aggiornamento dei criteri di qualificazione stabiliti dal decreto del 2013.

 

I risultati della ricerca sono liberamente consultabili a questo link:

https://bit.ly/dati-rapporto-AiFOS-2023

 

Il Rapporto AiFOS 2023 e il futuro aggiornamento dei criteri

L’Associazione AiFOS ritiene che, a distanza di molti anni dall’approvazione del D.I. 6 marzo 2013, sia ormai necessario cominciare a fare un bilancio relativo alle competenze dei docenti, che ricoprono un ruolo fondamentale per l’efficacia del processo formativo.

 

La Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro avrebbe dovuto entro il 18 marzo 2015 (1 anno dopo l’entrata in vigore del decreto interministeriale) valutare la prima applicazione dei criteri ed elaborare proposte migliorative dell’efficacia dei criteri stessi.

Ad oggi, tuttavia, il documento non è stato rivisto e i criteri hanno ampliato il loro ambito di applicazione a tutti i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza dove non siano previsti da altre norme requisiti diversi e specifici per i formatori.

 

Anche per questo motivo AiFOS ha ritenuto utile ed opportuno fare un’analisi della situazione, così da raccogliere l’opinione proprio dei docenti qualificati, al fine di far emergere criticità, punti di forza e possibili suggerimenti di modifica al Decreto Interministeriale.

 

Il Rapporto AiFOS 2023 e il webinar gratuito sulla qualificazione del formatore

Proprio per approfondire questi temi, giovedì 1 febbraio 2024 si terrà – dalle ore 14.30 alle ore 16.30 – l’evento gratuito in modalità webinar “La qualificazione del formatore alla sicurezza. Rapporto AiFOS 2023”.

 

Nel webinar saranno illustrati e discussi i risultati della ricerca, che verranno poi sottoposti all’attenzione della Commissione Consultiva per spronarla a rivedere ed aggiornare i criteri di qualificazione, anche alla luce delle nuove competenze digitali e relazionali che il formatore deve aver sviluppato dopo gli anni della pandemia.

 

Infatti, come ricordato nel Quaderno della sicurezza AiFOS n. 4 di dicembre 2023, dalle risposte emerge in tutta chiarezza che “la qualifica del formatore è argomento assai complesso, non comprimibile all’interno di soli sei criteri. Tali criteri, infatti, pur rappresentando una buona base da cui partire, richiedono un aggiornamento, al fine di permettere ai docenti di veicolare una formazione sempre aggiornata, precisa, efficace ed efficiente, al passo coi tempi e le evoluzioni”.

 

Ai partecipanti al webinar sarà inviato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti per Formatori area tematica n.1 e per RSPP/ASPP.

 

Il link per iscriversi all’evento gratuito:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/la-qualificazione-del-formatore-alla-sicurezza-webinar

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595037 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected]

 

11 gennaio 2024

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Finlombarda, Andrea Mascetti: la soddisfazione del Presidente per la conferma del rating di Fitch

Finlombarda: il Presidente Andrea Mascetti sottolinea la centralità del ruolo della finanziaria regionale nel contribuire allo sviluppo economico del territorio. 

 Andrea Mascetti

Finlombarda: l’impegno della finanziaria guidata da Andrea Mascetti per lo sviluppo economico del territorio

È il Presidente Andrea Mascetti a commentare con soddisfazione la notizia della conferma per Finlombarda del rating di lungo termine pari a “BBB” da parte di Fitch Ratings. L’agenzia di rating ha inoltre rivisto l’outlook che passa da negativo a stabile, riflettendo il miglioramento del giudizio “stand-alone credit profile” (SCP) della società da bb- a bb. Il giudizio dell’agenzia riconosce il costante impegno del management di Finlombarda nel perseguimento della mission istituzionale, ovvero concorrere all’attuazione dei programmi regionali di sviluppo economico e sociale a sostegno del territorio. Inoltre conferma i risultati considerevoli che la società finanziaria della Regione Lombardia guidata da Andrea Mascetti è riuscita a raggiungere, a partire dalla crescita del portafoglio conseguita mantenendo al contempo un’elevata qualità.

Andrea Mascetti: l’apprezzamento di Fitch ci dice che stiamo andando nella giusta direzione

Il Presidente di Finlombarda Andrea Mascetti, nel rimarcarne il valore, ha sottolineato come si tratti di “un riconoscimento importante che conferma la centralità del ruolo della finanziaria regionale nel contribuire allo sviluppo economico del territorio con finanziamenti e altri servizi finanziari alle PMI lombarde”. Il Presidente nel suo commento ha posto inoltre l’attenzione sul contesto “di grande complessità con tassi di interesse elevati” in cui Finlombarda si sta muovendo con i numerosi progetti che porta avanti nell’ottica di contribuire significativamente allo sviluppo economico del territorio lombardo. Fondamentale per il giudizio dell’agenzia di rating, osserva Andrea Mascetti, anche “l’efficacia delle strategie e dei risultati raggiunti” da Finlombarda: “L’apprezzamento di Fitch ci dice che stiamo andando nella giusta direzione”.

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Consap: criticità e proposte per sostenere le famiglie numerose nel settore dei mutui

La questione delle famiglie numerose e dei mutui fondiari si fa sempre più rilevante. A tal proposito, il Presidente di Consap Sestino Giacomoni ha sollevato importanti interrogativi sul difficile accesso al credito per chi ha più figli. In un contesto in cui ottenere finanziamenti rappresenta una sfida, emergono criticità legate al cosiddetto “algoritmo della denatalità”, utilizzato dalle banche nella valutazione delle richieste di mutuo.

Consap

Il ruolo di Consap a sostegno delle famiglie

Consap, Concessionaria dei servizi assicurativi pubblici, celebrando il suo trentennale, ha ricevuto il ringraziamento del Governo per il costante impegno a sostegno delle famiglie italiane. Tuttavia, il Presidente Sestino Giacomoni ha evidenziato la necessità di affrontare le sfide connesse all’accesso al credito, specialmente per le famiglie numerose. Il fondo mutui per la prima casa, nato con l’obiettivo di agevolare l’accesso al credito delle famiglie più vulnerabili, offre una garanzia pubblica del 50%, agevolando l’acquisto della prima casa per tutti i cittadini, in particolare giovani coppie sotto i 36 anni e famiglie monogenitoriali, che dal 2021 godono di una garanzia fino all’80% del valore dell’immobile. Nonostante il fondo abbia dimostrato la sua efficacia nell’arco di dieci anni, emergono criticità, in particolare per le famiglie con più figli per le quali non è prevista una categoria prioritaria specifica. “Attraverso l’intervento di Consap – ha sottolineato il Presidente – dobbiamo “sterilizzare” l’algoritmo della denatalità, utilizzato dalle banche per concedere il mutuo. Se all’intelligenza artificiale si affianca la sensibilità umana, lo human touch, si comprende che i figli non possono essere considerati semplicemente un debito, ma una risorsa per la famiglia e la collettività”.

Consap: ampliare l’accesso al Fondo Casa ed estendere la garanzia alle surroghe

La limitazione del tetto Isee a 40mila euro e il limite al finanziamento concedibile sono problematiche specifiche sollevate dalle famiglie con più figli. “Le giovani coppie e le famiglie numerose hanno bisogno di un aiuto concreto per creare e far crescere una famiglia e l’unico modo è un sostegno reale, efficace e facilmente accessibile da parte dello Stato”, ha aggiunto il Presidente Giacomoni. In occasione del trentennale, ha suggerito la creazione di un tavolo tecnico permanente presso Consap. L’obiettivo è portare all’attenzione del Governo la proposta di ampliare i requisiti di accesso al Fondo Casa con la garanzia all’80% anche alle famiglie con più figli. “Mi impegnerò personalmente per portare avanti queste proposte”, ha ribadito. Il Presidente di Consap ha inoltre sottolineato la necessità di estendere la garanzia anche alle surroghe, evidenziando come il Fondo, insieme ad altri aiuti di Stato, sia cruciale per il sostegno alle famiglie e alle giovani coppie “ma non è sufficiente per aiutare realmente le famiglie numerose”. In conclusione, ha invitato a migliorare gli strumenti esistenti per adattarli alle nuove esigenze.

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Serenissima Ristorazione: l’attività e l’impegno per il sociale

Serenissima Ristorazione è un’azienda leader nel settore della ristorazione collettiva, posizione raggiunta grazie allo standard elevato dei servizi e prodotti offerti e alla sua continua attività di ricerca e sviluppo. La realtà è inoltre impegnata in progetti per il sociale e legati al tema della sostenibilità.

Serenissima Ristorazione

Le attività di Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione, grazie all’impegno costante nella ricerca e sviluppo e al mantenimento di uno standard particolarmente elevato dei servizi e dei prodotti alimentari offerti, non ha mai smesso di crescere e punta ad espandersi sempre di più anche all’estero. Con 200.000 pasti prodotti giornalmente, la società è specializzata nella fornitura di servizi di ristorazione sociosanitaria e partecipa, inoltre, ad importanti interventi di project financing. Serenissima Ristorazione è rinomata per garantire, pure mediante altre società affiliate al Gruppo come la Rossi Catering, una considerevole diversificazione di servizi e prodotti italiani di qualità con un’offerta economica vantaggiosa.

L’impegno di Serenissima Ristorazione per il sociale

Oltre alla primaria attività di ristorazione, Serenissima Ristorazione è impegnata in progetti e iniziative per il sociale. Una collaborazione particolarmente rilevante in tal senso è quella con l’Azienda Ospedaliera di Padova, con la quale ha attivato un Servizio Banca del Latte Umano Donato (BLUD) – Lactarium, grazie al quale contribuisce a fornire tutti gli apporti nutrizionali essenziali ai neonati prematuri o con altre problematiche che impediscono loro l’allattamento al seno. Tramite accordi con l’Associazione Ozanam Onlus di Vicenza, il Consorzio di Cooperative L’Arcolaio e l’Associazione Diakonia Onlus, Serenissima Ristorazione ha potuto destinare derrate alimentari e altre pietanze cucinate integre ma non consumate ai soggetti bisognosi. Infine, la società è stata anche promotrice di una campagna di sensibilizzazione e informazione sul risparmio e il recupero alimentare.

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Sfide e soluzioni: Luca Dal Fabbro affronta la crescente povertà energetica

Il Banco dell’Energia ha recentemente riunito la 5ª Plenaria dei Firmatari del Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica” a Roma, un appuntamento fondamentale per fare il punto sulla situazione energetica in Italia e presentare nuovi progetti. A margine dell’evento, Luca Dal Fabbro, Presidente di Iren, ha rilasciato un’intervista a “Il Giornale d’Italia”, sottolineando l’urgenza di affrontare la crescente povertà energetica nel Paese.

Il Presidente di Iren, Luca Dal Fabbro

Povertà energetica: Luca Dal Fabbro sottolinea l’urgenza di soluzioni concrete

Dal recente studio dell’Osservatorio Italiano Povertà Energetica (OIPE) emerge un dato preoccupante: il numero di famiglie italiane in povertà energetica potrebbe salire fino al 12% nel 2024. Luca Dal Fabbro ha sottolineato come tale fenomeno non possa essere ignorato e che sia responsabilità delle utilities, compresa Iren, affrontarlo con soluzioni concrete. “In Europa ci sono 40 milioni di famiglie in povertà energetica e in Italia l’8,5% delle famiglie sono coinvolte. È un fenomeno che va contrastato, ed è responsabilità delle utilities, come Iren e le altre, affrontarlo e risolverlo. Non possiamo lasciare indietro famiglie che non possono riscaldare la casa o preparare un pasto perché manca il gas”, ha dichiarato. Il Presidente di Iren ha anche evidenziato l’importanza del Banco dell’Energia nel comprendere il fenomeno, fornire formazione per il risparmio e creare comunità energetiche. Servono progetti pratici nelle aree più disagiate del Paese, ha sottolineato Luca Dal Fabbro, superando gli interessi particolari delle singole utilities e collaborando come comunità per risolvere i problemi delle famiglie italiane.

Luca Dal Fabbro: l’impegno del Banco dell’Energia

Durante l’incontro, è emerso che il Banco dell’Energia ha raccolto e distribuito oltre 10 milioni di euro, sostenendo più di 13.000 famiglie attraverso oltre 70 progetti in tutto il territorio nazionale dal 2016 a oggi. Tuttavia, la “poli-crisi” che affligge le famiglie italiane continua, con il 64% degli italiani che lamenta difficoltà nel mantenere il proprio tenore di vita negli ultimi tre anni. L’aumento dei costi energetici è diventato una fonte crescente di preoccupazione, con l’80% degli intervistati che teme rincari nelle bollette. L’indagine IPSOS ha anche evidenziato la necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla povertà energetica, con circa il 30% degli italiani che conosce almeno il termine. Luca Dal Fabbro ha inoltre sottolineato l’urgenza di porre maggiore attenzione alle fasce più vulnerabili, in particolare gli anziani. Le comunità energetiche, recentemente approvate dall’Unione Europea, sono considerate una soluzione concreta per affrontare la povertà energetica. “Dobbiamo dare soluzioni concrete agli italiani, per risolvere il problema della povertà energetica ed, in generale, del caro bolletta”, ha quindi concluso Luca Dal Fabbro.

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Perché l’Oro ha un Grande Valore da Sempre

L’oro ha un valore significativo da tempi antichi per diverse ragioni che lo rendono non solo un metallo particolarmente utile come tale ma anche ideale per essere considerato una riserva di valore facilmente trasportabile in poco spazio senza preoccupazioni per la sua conservazione.
Questo ha reso l’oro appetibile a al punto da essere considerato una sorta di moneta alternativa anche alle valute correnti di oggi essendo facilmente monetizzabile in ogni luogo ed in ogni momento come testimoniato dalla diffusione di attività come questo compro oro Firenze.

Per comprendere meglio il motivo per cui questo metallo prezioso ha riscontrato tale successo elenchiamo alcuni fattori determinanti:

Scarsità e resistenza

: L’oro è relativamente raro sulla Terra e ha delle proprietà chimiche che lo rendono resistente alla corrosione e all’ossidazione. Queste caratteristiche contribuiscono alla sua durabilità nel tempo, mantenendo il suo valore.

Utilizzo in varie industrie

: L’oro ha molteplici utilizzi pratici in settori come l’elettronica, la tecnologia, la medicina e la gioielleria. La sua conducibilità e resistenza alla corrosione lo rendono prezioso in molte applicazioni industriali.

Storia come riserva di valore

: Da tempi antichi, l’oro è stato considerato un deposito di valore. È stato usato come moneta in molte civiltà e culture e ha svolto il ruolo di riserva di valore in tempi di instabilità economica o politica. Questa reputazione di stabilità e affidabilità ha contribuito a mantenere il suo valore nel corso dei secoli.

Richiesta come investimento

: Gli investitori considerano l’oro un bene rifugio in tempi di incertezza economica. Quando ci sono turbolenze nei mercati finanziari o inflazione, l’oro spesso mantiene o aumenta il suo valore, poiché è visto come un investimento sicuro.

Status simbolico

: L’oro è spesso associato a status, lusso e bellezza. Viene utilizzato per gioielli e ornamenti in molte culture come simbolo di ricchezza e prestigio.
In sintesi, l’oro ha un grande valore da sempre grazie alla sua combinazione di proprietà fisiche uniche, utilizzo pratico in molte industrie, storia come riserva di valore e la percezione culturale come simbolo di ricchezza e status. Questi fattori hanno contribuito a mantenere la sua domanda e il suo valore nel corso dei secoli.

 

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Gianni Lettieri, il successo di un imprenditore lungimirante

Gianni Lettieri è un imprenditore dalla visione innovativa e con una passione per le sfide. Ha fondato e gestito numerose aziende in diversi settori, dimostrando adattamento e capacità di anticipare le tendenze. Nel 2009 ha puntato sulla manutenzione aeronautica, portando Atitech a livelli di eccellenza e trasformandola nella più grande MRO indipendente del mercato EMEA.

L'imprenditore Gianni Lettieri

L’evoluzione di Atitech sotto la guida di Gianni Lettieri

Imprenditore e dirigente d’azienda originario di Napoli, Gianni Lettieri è Presidente e Amministratore Delegato di Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia quotata in Borsa. Ma è anche tra i leader nel settore della manutenzione aeronautica, grazie alla sua Atitech, la più grande MRO (Maintenance, Repair and Overhaul) indipendente del mercato EMEA (Europe-Middle East-Africa). L’azienda fornisce servizi altamente qualificati di manutenzione di base, progettazione tecnica, soluzioni di design aeronautico e attività di officina, con una clientela di oltre 100 società tra compagnie aeree, enti istituzionali e governativi. Con sede a Napoli Capodichino e una base operativa a Roma Fiumicino, l’azienda dispone di nove hangar e offre il proprio servizio di manutenzione di linea su 32 scali periferici, di cui 21 in Italia e undici all’estero. Visione strategica e innovativa, crescita, qualità e sostenibilità i valori portati avanti da Gianni Lettieri, con Atitech che nel 2022 ha registrato un fatturato di 69 milioni di euro e prevede di arrivare a 160 milioni nel 2023. Ad affiancare l’imprenditore negli ultimi anni anche la figlia Annalaura Lettieri, che oggi ricopre il ruolo di General Counsel di Meridie.

Tessile, rinnovabili e investimenti: le tappe imprenditoriali

Gianni Lettieri ha iniziato la sua carriera nel 1979, aprendo a Monza e Casandrino degli stabilimenti produttivi per la lavorazione di tessuti, tintoria e finissaggio. Da allora, si è fatto strada nel settore tessile e dell’abbigliamento, arrivando a creare la prima società europea specializzata nella produzione di tessuto denim-ring e raggiungendo una certa fama anche negli Stati Uniti. Dopo aver dato vita alla Compagnia per lo sviluppo di energia rinnovabile CO.S.ER. S.r.l., attiva nell’ambito della produzione di energia da fonti rinnovabili, nel 2007 co-fonda Meridie, che oggi guida insieme ad Annalaura Lettieri, tramite la quale nel 2009 acquisisce Atitech. Gianni Lettieri ha ricoperto anche diversi incarichi istituzionali, tra cui la presidenza dell’Unione degli Industriali della Provincia di Avellino e quella dell’Unione degli Industriali della Provincia di Napoli. Si è reso inoltre artefice di numerose iniziative a sostegno delle aziende, dei giovani e della legalità su tutto il territorio napoletano.

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Snam alla COP28: il resoconto dell’AD Stefano Venier su LinkedIn

COP28, il punto su LinkedIn dell’AD di Snam Stefano Venier: “Si è distinta in questa edizione la condivisa determinazione nell’andare avanti con responsabilità, consapevolezza e convinzione, perché il futuro è un compito che riguarda tutti e non un sogno in cui tuffarsi a occhi chiusi”.

Stefano Venier

Stefano Venier: il bilancio dell’AD di Snam sulla COP28

L’AD di Snam Stefano Venier è intervenuto a Dubai in occasione della COP28, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. “Sono stati giorni intensi, di confronto, condivisione, ascolto”, scrive nel post in cui ripercorre quanto avvenuto nell’ambito dell’evento. “Partito per Dubai, sapevo che fosse necessario trovare un segnale di fiducia e speranza verso un percorso complesso, che su alcuni temi sostanziali non ha ancora un chiaro execution plan”: l’AD di Snam racconta anche come sia tornato a casa con “una consapevolezza in più”, ossia che “il clima è una delle prime e assolute sfide dei nostri tempi e per poterla affrontare, a partire dall’energia, dobbiamo guardare a ogni possibile soluzione per abbattere le emissioni, senza più remore ideologiche (‘there’s no silver bullet’) e una buona dose di pragmatismo anche sul fronte del mondo finanziario”. Stefano Venier sottolinea quindi come si sia consolidato “nei diversi consessi (aperti e ristretti) l’approccio verso una piena neutralità tecnologica, che spero lasci alle nostre spalle una volta per tutte l’artificiosa competizione tra elettroni e molecole verdi e/o decarbonizzate, abbandonando progressivamente l’idea che ci sia una soluzione ‘that fits for all’”.

Stefano Venier, l’invito dell’AD di Snam: andare avanti con responsabilità, consapevolezza e convinzione

L’AD Stefano Venier evidenzia su LinkedIn anche l’attinenza tra iniziative e posizioni discusse nell’ambito della COP28 e le soluzioni che compongono l’Energy Transition Platform di Snam: “In partnership con l’Hydrogen Council è stata lanciata una Dichiarazione d’azione pubblico-privata sui corridoi commerciali transfrontalieri dell’idrogeno e dei suoi derivati, oltre ad una Dichiarazione di intenti intergovernativa, essenziale, sugli standard globali di certificazione dell’idrogeno e il riconoscimento degli schemi di certificazione esistenti. È stato prospettato a diversi tavoli l’impiego di tecnologie di abbattimento della CO2, come la CCS (fronte su cui siamo già impegnati direttamente e attraverso le nostre subsidiaries e di cui ho discusso all’Atlantic Council)”. E ancora “è stato espresso da oltre 100 Stati Membri un impegno importante verso il raddoppio dell’efficienza energetica (che abbiamo sottolineato vada vista a livello ‘di sistema’) così come da parte delle imprese, in particolare Hard to Abate, verso la decarbonizzazione, come ribadito dai lavori presidiati dalla International Renewable Energy Agency (IRENA) e dalla Alliance for Industry Decarbonization (AFID), di cui Snam fa parte”. Resta ancora tanto da fare “sul fronte dell’implementazione di norme e regolamenti semplificati, dei meccanismi di sostegno finanziario, della maturità e innovazione delle tecnologie, delle infrastrutture di trasporto e del coordinamento tra sviluppo di domanda e offerta ‘di scala’ assoluta”, osserva infine Stefano Venier: “Si è però distinta in questa edizione la condivisa determinazione nell’andare avanti con responsabilità, consapevolezza e convinzione, perché il futuro è un compito che riguarda tutti e non un sogno in cui tuffarsi a occhi chiusi”.

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Trasparenza, efficienza ed economicità: Ares Ambiente e i principi chiave della micro-raccolta

La gestione efficiente dei rifiuti è diventata una priorità imprescindibile per la nostra società. In questo contesto, Ares Ambiente si è affermata come anello di congiunzione nella catena di gestione dei rifiuti, offrendo servizi completi e trasparenti nell’ambito della micro-raccolta.

Ares Ambiente

Trasparenza, efficienza, economicità: i principi fondamentali di Ares Ambiente

Attiva dal 2008, Ares Ambiente si distingue come un partner affidabile per coloro che cercano servizi gestiti con trasparenza, efficienza ed economicità. La missione dell’azienda è fondata sulla tutela della salute umana e dell’ambiente, valori che permeano ogni fase del suo operato. Il Gruppo offre un servizio completo di micro-raccolta, che comprende il ritiro di varie tipologie di rifiuti, pericolosi e non pericolosi. Utilizzando mezzi iscritti alle categorie 4 e 5 secondo la normativa ADR, l’azienda assicura il rispetto delle regole tecniche e legali. I veicoli utilizzati sono dotati di personale tecnico abilitato per il campionamento e di laboratori di analisi per la caratterizzazione dei rifiuti. Ares Ambiente fornisce sistemi di confezionamento e imballaggi conformi alle normative vigenti per i rifiuti pericolosi e non pericolosi. Questi materiali vengono utilizzati sia per lo stoccaggio in loco sia per il trasporto, garantendo un approccio sicuro e responsabile. Fusti, scatole, sacconi, big bags e cisternette sono solo alcune delle opzioni disponibili.

Ares Ambiente: gestione documentale e tracciabilità su tutta la filiera

La gestione documentale è un aspetto cruciale per Ares Ambiente. L’azienda si occupa infatti della documentazione necessaria per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti, garantendo una tracciabilità completa su tutta la filiera. Ogni passo del processo è supportato da prove documentali, assicurando la conformità con le normative vigenti. Lo smaltimento dei rifiuti avviene attraverso l’accesso diretto a impianti di smaltimento finali, discariche e termovalorizzatori. L’azienda si impegna inoltre a collegare le piattaforme di stoccaggio direttamente con gli impianti finali e a favorire soluzioni di trattamento, smaltimento e recupero. Le attività coinvolte spaziano da carrozzerie a officine meccaniche, fonderie, imprese edili, concerie, aziende chimiche, attività del settore agro-alimentare e ittico, fino alle attività nel settore degli imballaggi e falegnamerie.

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Giuseppina Di Foggia: i tre consigli della manager

Nel corso di un incontro tra donne leader di aziende a San Francisco, l’AD e DG di Terna Giuseppina Di Foggia ha parlato dei valori che le hanno permesso di raggiungere il successo professionale.

 Giuseppina Di Foggia

Giuseppina Di Foggia presente all’incontro tra donne leader

L’AD e DG di Terna, Giuseppina Di Foggia, è stata invitata a un evento presso l’Innovation Center di Mind The Bridge a San Francisco, dove ha avuto l’opportunità di incontrare le fondatrici di sette scaleup spagnole. Da due anni, Desafia, acceleratore di startup con sede a San Francisco, supporta le migliori startup spagnole nell’espansione internazionale: l’edizione del 2023 si è concentrata sulle leader donne. Desafia l’ha coinvolta nel confronto tra le leader, in cui ciascuna di loro ha condiviso la propria visione su temi legati alla diversità, alla carriera e al ruolo della donna.

I consigli di Giuseppina Di Foggia: tre strategie per una carriera di successo

Nel corso dell’incontro, Giuseppina Di Foggia, AD e DG di Terna, ha esposto il suo punto di vista su cosa significa essere un leader al femminile, in un contesto in cui si è spesso trovata ad essere “l’unica della stanza”. Nello specifico, ha sintetizzato la propria esperienza in tre insegnamenti, che rivolge in particolare alle donne che si accingono a intraprendere una carriera nel mondo manageriale. In primo luogo, Giuseppina Di Foggia consiglia di mantenere un atteggiamento di continua curiosità verso ambiti diversi e lontani dalla propria esperienza, atteggiamento riassumibile nella massima “Ho un professore per tutto”. Tale consiglio riflette particolarmente l’esperienza della manager, che nasce infatti come ingegnere, e ha solo in seguito intrapreso un percorso di formazione nel management che l’ha portata alla sua posizione attuale. In secondo luogo, l’AD e DG di Terna suggerisce di lasciare perdere l’ego e l’autoreferenzialità, mettendo in discussione le proprie idee e accettando consigli e miglioramenti da altri. “Non voglio sentirmi dire sempre sì, sono pagata per portare idee e le idee non hanno gerarchia”, ha commentato. Infine, la manager ha sottolineato l’importanza di avere un obiettivo definito, ma anche di poter disporre sempre di alternative. “È necessario avere delle aspettative ma non sempre dipende solo da te”, ha concluso.

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30 anni di Consap: il discorso dell’AD Vincenzo Sanasi D’Arpe

Vincenzo Sanasi D’Arpe è intervenuto in occasione del convegno “30 Anni di Consap, assicuriamo agli italiani un futuro migliore”, sottolineando l’importanza delle società pubbliche nella politica industriale.

Vincenzo Sanasi D'Arpe

L’intervento di Vincenzo Sanasi D’Arpe al convegno per i 30 anni di Consap

Il convegno “30 Anni di Consap, assicuriamo agli italiani un futuro migliore”, organizzato in occasione del trentesimo anniversario di Consap, ha visto l’AD Vincenzo Sanasi D’Arpe parlare di cambiamento culturale e procedurale, sia in relazione al piano societario che a quello dei singoli Fondi, riferendosi in particolar modo al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, e anche del criterio del merito, sottolineando che “senza merito e competenza non ci può essere competitività”. Riprendendo poi le parole utilizzate dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo discorso di insediamento, ha richiamato il “Piano Mattei per l’Africa”, considerato da Vincenzo Sanasi D’Arpe una “straordinaria intuizione”.

Il pensiero di Vincenzo Sanasi D’Arpe sul ruolo delle società pubbliche nella politica industriale

Vincenzo Sanasi D’Arpe ha posto l’accento sull’importanza di una politica industriale “prima di tutto nazionale che si confronti con quella UE”. Secondo l’AD di Consap le società pubbliche costituiscono “lo strumento fondamentale della politica industriale”. Da qui nascerebbe la necessità di “tutelare le grandi realtà pubbliche non solo nel perimetro d’azione delle loro attività – tramite il ricorso alla golden share e alla golden power – ma nel senso più ampio del termine”. Vincenzo Sanasi D’Arpe ha sottolineato infatti che la loro incidenza nell’economia nazionale assume una particolare rilevanza anche quale fattore per il potenziamento degli interessi industriali privati.

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Luca de Meo: la sfida dell’auto europea tra elettrico e regolamentazione

Per mantenere il suo primato storico nell’automotive, l’Europa deve accelerare sulla decarbonizzazione. Per realizzare un hub delle auto del futuro servono tuttavia incentivi e soprattutto una visione olistica da parte dei vertici di Bruxelles. È il messaggio lanciato da Luca de Meo, CEO di Renault Group, durante la presentazione del manifesto per la transizione green dell’Associazione europea dei costruttori di automobili.

Luca de Meo

Luca de Meo: mercati aperti e regole eque per decarbonizzare il settore

L’automotive europeo è pronto alla decarbonizzazione, ma chiede all’Europa di fare la sua parte. Questo è il senso del manifesto per la transizione green dell’auto presentato da Luca de Meo. In vista delle elezioni del 2024 e della Cop 28 di Dubai, il CEO di Renault Group – recentemente riconfermato nel ruolo di Presidente di ACEA – è tornato a parlare delle sfide che attendono il settore facendo il punto sulle istanze dei costruttori europei. Rivolto al Parlamento e alla Commissione Europea, il documento dell’Associazione, #FutureDriven, si basa su tre pilastri fondamentali: offerta, produzione e domanda di veicoli a emissioni zero. E se il manager non ha dubbi sulla necessità di decarbonizzare il settore, lo stesso vale per il cambio di passo chiesto ai vertici europei in merito ai regolamenti, numerosi e spesso contrastanti tra loro. “Il nostro settore è nel mezzo della più grande trasformazione da oltre un secolo e l’Europa deve garantire mercati globali aperti e regole commerciali libere ed eque”, ha affermato il CEO di Renault Group. 

L’auto elettrica è il futuro, ma serve un approccio olistico: il punto di Luca de Meo

Per rendere l’Europa un hub dell’auto del futuro, Luca de Meo continua a sostenere quindi che l’Europa debba modificare il suo approccio, basato oggi su una regolamentazione eccessiva e contraddittoria. Da qui al 2030 sono almeno cinque i regolamenti attesi in materia, tra cui il Net-Zero Industry Act e il Critical Raw Materials Act. Semplificazione e una visione più olistica le richieste dei costruttori europei, insieme a una maggiore collaborazione con i decisori politici. Due gli obiettivi: da un lato sviluppare la produzione di una gamma diversificata di modelli a emissioni zero, dall’altro incentivare adeguatamente la domanda di veicoli green con uno sforzo congiunto di tutti i livelli politici, da Bruxelles fino ad arrivare ai Comuni. Solo così, ha concluso Luca de Meo, l’Europa potrà garantire al settore condizioni di parità rispetto ai competitors americani e cinesi.

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Luigi Ferraris: investimenti record del Gruppo FS in Calabria

Luigi Ferraris ha presentato nel corso di una conferenza stampa l’entità degli investimenti del Gruppo FS in Calabria nel contesto dell’imponente Piano decennale. Il manager ha sottolineato come la posizione strategica della Calabria le garantisca un ruolo chiave nella mobilità del Paese.

 Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: “La Calabria? Regione dal potenziale enorme

La Calabria ha un ruolo strategico per l’Italia e l’Europa, la sua posizione la pone al centro dei collegamenti tra il Mediterraneo e l’Europa”: lo ha affermato Luigi Ferraris nel corso di una conferenza stampa nella quale ha sottolineato la centralità della regione nel Piano di investimenti decennale del Gruppo FS. Tra le finalità c’è infatti il rilancio della regione e dell’intero Sud Italia attraverso un potenziamento dei trasporti: “È una regione con un potenziale enorme, che può essere valorizzato solo con una maggiore integrazione con il Paese e con l’Europa. Con il Piano industriale siamo impegnati a investire 200 miliardi nei prossimi dieci anni. Di questi, il 40% delle risorse è dedicato al Mezzogiorno e 13,4 miliardi alla Calabria”. Luigi Ferraris ha affermato che il successo del Piano, tuttavia, dipende anche dal sostegno della realtà locali: “Riteniamo che gli investimenti che stiamo portando avanti insieme al Governo, alla regione, alle istituzioni, siano davvero una grande opportunità per la Calabria, ma solo con la collaborazione di tutte le parti coinvolte potremo realizzare appieno e fare in modo che portino a risultati concreti”. In particolare, l’AD del Gruppo FS ha evidenziato l’importanza di partnership strategiche con il tessuto imprenditoriale calabrese: “Le imprese, anche quelle del territorio, devono farsi trovare pronte a recepire questa mole di investimenti e dovranno collaborare per sviluppare nuovi servizi e opportunità. Oggi c’è una programmazione che va oltre il singolo lotto funzionale e vede la reale prospettiva della regione”.

Luigi Ferraris: “Ecco gli interventi che metteremo in atto per una Calabria più connessa e competitiva

Luigi Ferraris ha rivelato che il Piano di investimenti prevede una serie di interventi multisettoriali, tra cui elettrificazione e potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e stradali, nuovi treni regionali, collegamenti Intercity con convogli ibridi e riqualificazioni di stazioni e aree urbane. Le infrastrutture chiave, come le linee ferroviarie Jonica e Salerno-Reggio Calabria, riceveranno particolare attenzione. Inoltre, il Gruppo FS si impegnerà nella rigenerazione urbana delle aree ferroviarie dismesse e nel potenziamento dei terminali logistici, contribuendo così a rafforzare le infrastrutture e l’economia della regione. Tali investimenti, se applicati in collaborazione con il Governo e le istituzioni locali, porteranno, nelle parole di Luigi Ferraris, a una Calabria “più connessa, moderna e competitiva”, con benefici a lungo termine per la regione e l’intero Paese.

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Alessandro Benetton: la paura di non essere se stessi sul web

Le riflessioni di Alessandro Benetton nella video-rubrica “#UnCaffèconAlessandro” sul mondo dei new media e la rappresentazione online di noi stessi.

Il fondatore di 21 Invest Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: cosa ho imparato approcciandomi al mondo dei new media

Alessandro Benetton racconta il mondo contemporaneo e le prossime sfide del futuro nella video-rubrica “#UnCaffèconAlessandro”: dall’innovazione digitale agli investimenti delle piccole e

medie imprese sono molti i temi trattati dall’imprenditore da quando, diversi anni fa, le ha dato vita. In un recente video in cui parla del mondo dei new media, Alessandro Benetton ricorda quando iniziò a “muovere i primi passi sul web, e in particolare sui social, per comunicare con i giovani e comunicare le mie iniziative come imprenditore”. All’inizio “non è stato semplicissimo, perché quando ho iniziato mi sono trovato davanti ad uno strumento potente, ma anche ad un mucchio di domande”. La paura era di non riuscire a “trovare un equilibrio tra l’Alessandro che comunica online e quello che potresti incontrare a un evento o a un incontro di lavoro”. Una paura che oggi può dirsi infondata.

Alessandro Benetton: l’importanza di mantenere la propria autenticità anche online

Nel video, Alessandro Benetton riflette in particolare sulla paura di non essere se stessi sul web: “Nell’intento di sviluppare il nostro brand personale online siamo spesso preoccupati dall’idea di essere sempre noi stessi, ma non funziona così”. D’altronde “nessuno di noi è se stesso al 100%, sempre”: neanche con parenti e amici, spiega Alessandro Benetton, arriviamo a proiettare all’esterno “la totalità del nostro essere, figuriamoci con conoscenti e colleghi di lavoro”. Fondamentale quindi per chi decide di approcciarsi al web e ai social nel comunicare se stesso è la consapevolezza dell’esistenza di “regole, offline e online, che regolano la presentazione di noi stessi”: giusto rimanere autentici ma importante è anche la forma con cui decidiamo di farlo, rimarca infine l’imprenditore.

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