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10 Settembre 2020

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Cosa sono i tappeti kilim patchwork e perché devi averne uno


Il patchwork è una tecnica che consiste nel cucire assieme pezzi diversi di stoffa, spesso di diverse dimensioni, per un risultato stravagante e moderno. Essendo una lavorazione che richiede materie prime di diverse forme e dimensioni, si presta perfettamente per il riciclo e il riutilizzo di qualsiasi tipo di stoffa, e anche, in questo caso, dei tappeti. Si tratta infatti di una tecnica che viene utilizzata per dare nuova vita a tappeti che altrimenti adrebbero buttati perché usurati o rovinati, tra i più particolari possiamo trovare i patchwork kilim, che utilizzano appunto ritagli dei famosi tappeti kilim.

Tappeti kilim: origini e storia

Questo tipo di tappeto è originario del medio oriente e viene prodotto nelle zone che vanno dai Balcani al Pakistan. La sua particolarità è che viene tessuto, e non intrecciato come i classici tappeti, e proprio per questo non è raro vederli appesi al muro come arazzi. Essendo fatto di tessuto e senza pelo, inoltre, si presta particolarmente bene per essere usato per la realizzazione di tappeti patchwork. Purtroppo però l’assenza di pelo li rende molto più delicati degli altri tappeti, e non c’è quindi da sorprendersi se ci sono giunti pochi tappeti kilim dal passato: anche per questo motivo vengono realizzati i patchwork kilim, per dare nuova vita a questo tipo di tappeto che si rovina facilmente e che deve quindi essere tenuto con estrema cura. Questo fa sì che i kilim siano piuttosto difficili da reperire, soprattutto se di buona fattura, e ha contribuito ad aumentarne negli anni il valore commerciale: ci sono zone del medio oriente che producono questo tipo di tappeto esclusivamente per l’esportazione. Solitamente vengono realizzati in filo di cotone, canapa o lana.

Perché acquistare un patchwork kilim

I tappeti kilim, come abbiamo spiegato poco sopra, sono tappeti molto delicati e per questo, nel corso degli anni, hanno acquistato un certo valore per i collezionisti. Un primo valido motivo per acquistarne un patchwork di kilim è senza dubbio questo: si tratta di una tipologia di tappeto che difficilmente perde valore e può essere sempre rivenduto con facilità, rappresentando un ottimo investimento. In secondo luogo si tratta di tappeti estremamente versatili: essendo, infatti, composti da ritagli di più tappeti, non hanno un unico disegno e un unico schema di colori, ma racchiudono al loro interno diverse fantasie che danno vita a un design unico ed esclusivo che li rende perfetti sia per un arredamento classico sia per uno moderno. Trattandosi poi di un tappeto realizzato dall’unione di diversi tappeti, ognuno di essi è unico nel suo genere: non troverete mai un patchwork kilim uguale a un altro, è perfetto quindi per chi desidera un po’ di unicità ed esclusività nella propria abitazione. Il fatto che si tratti di tappeti senza pelo li rende perfetti come tappeti double face: questo significa che questo tipo di tappeto ha lo stesso disegno da entrambe le parti, e può quindi essere girato in caso si sporcasse o si rovinasse da un lato. Se siete amanti dei tappeti d’epoca, infine, non potete non apprezzare questa tipologia di tappeti, che nasce con l’intenzione di recuperare e riutilizzare tappeti che altrimenti andrebbero buttati e quindi persi per sempre.
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Profilo biografico di Roberto Casula, manager Eni

La laurea in Ingegneria Mineraria, i primi incarichi in Agip S.p.A., le posizioni di rilievo internazionale ricoperte in Eni: formazione ed esperienze professionali di Roberto Casula, ingegnere e manager.

Roberto Casula, manager Eni

Roberto Casula, il percorso formativo e professionale: dalla laurea agli anni Novanta

Roberto Casula, originario di Cagliari, si laurea in Ingegneria Mineraria nel 1988 presso l’università della città sarda. La sua carriera prende il via in Agip S.p.A. dove fino al 1991 lavora come Reservoir Engineer. In questo ruolo si dedica inizialmente a prove di produzione e acquisizione di dati sui pozzi petroliferi. In seguito arriverà a occuparsi più specificatamente di reservoir modelling, supervisionando la modellizzazione numerica del comportamento dinamico dei giacimenti. Nel 1992 si trasferisce in Luanda per lavorare in qualità di Reservoir Engineer e Petroleum Engineer all’interno della consociata Agip Angola Ltd. Nel 1994 ne diventa Chief Development Engineer. È il 1997 quando Roberto Casula rientra in Italia, chiamato a ricoprire in Eni il ruolo di Development and Production Coordinator: tale incarico lo vede coordinare le attività operative e di business legate ai Paesi dell’Africa Occidentale e Centro-Asiatica.

Roberto Casula, il percorso formativo e professionale: dagli anni 2000 a oggi

Responsabile dei Servizi Tecnici di progetto per le attività in Iran, Roberto Casula viene nominato nel 2001 Dirigente e Project Director del progetto Giant South Pars Gas fasi 4-5, incarico che lo porta a trasferirsi a Teheran. Nel 2004 rientra nuovamente in Italia: in Eni Mediterranea Idrocarburi S.p.A., consociata del gruppo con sede a Gela, opera nel ruolo di Managing Director coordinando le attività di esplorazione e produzione sul territorio. Nel 2005 si trasferisce nuovamente all’estero, in Libia: a Tripoli lavora per conto di Eni Nord Africa BV come Managing Director. Nominato a fine 2007 Senior Vice President per la Regione Sub-Sahariana, arriverà a ricoprire la posizione di Presidente delle tre consociate Eni in Nigeria. Nel 2011 Roberto Casula diventa Executive Vice President in Africa e Medio Oriente. Tre anni dopo, Eni, riconoscendogli i traguardi conseguiti nel corso della sua carriera, gli affida il ruolo di Chief Development Operations & Technology Officer: un incarico di rilievo, a diretto riporto dell’AD, che lo ha portato a coordinare per conto del Gruppo attività tecniche e operative, di progettualità, ricerca e sviluppo.

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Smart Working e VoIP al tempo del COVID

Milano, 09 Settembre 2020.

 

In questo tempo di “nuova normalità” e di Smart Working, arriva anche in Italia l’idea a supporto dell’economia e produttività aziendale di una delle aziende leader in Europa per quanto concerne le telecomunicazioni VoIP.

Dopo Regno Unito Germania ed Europa del Nord, TelcaVoIP International porta anche in Italia la propria idea di VoIP e Smart Working a supporto di aziende ed enti che come ben sappiamo si trovano oggi a dover affrontare non solo il contenimento dei costi ma anche la propria presenza sul mercato e sopratutto la propria reperibilità telefonica in tempi di Smart Working.

Ecco allora che l’azienda di telecomunicazioni Inglese propone alle aziende ed enti l’adozione del proprio sistema di telefonia VoIP in cloud che prevede tra l’altro anche la gestione Smart Working tramite App Mobile sia per Android che IOS.

Le aziende e gli enti che adotteranno l’innovativa soluzione VoIP, avranno il vantaggio di non dover pagare più alcun canone per le proprie numerazioni telefoniche che verrebbero “portate” gratuitamente all’interno della nuova infrastruttura VoIP. Senza dubbio un bel vantaggio economico se pensiamo che in Italia ancora il 70% delle aziende è legata ancora alla obsoleta tecnologia ISDN o ancor peggio RTG. Inoltre, per le aziende presenti su mercati NON ITALIANI, TelcaVoIP International fornirà sempre gratuitamente una numerazione telefonica VoIP del paese con il quale si intrattiene il business.

Perchè in tempi di mercati globali e Smart Working, è importante esserci ed essere ovunque.

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Al Parco Ittico Paradiso arriva una nuova specie: tre esemplari di capre orobiche autoctone

Sono arrivati al Parco tre esemplari di capra orobica autoctona, due femmine e un maschio, una preziosa specie protagonista, insieme a tutte le caprette della fattoria, domenica 13 settembre al Parco Ittico Paradiso di un nuovo laboratorio educativo che, dopo il grande successo della giornata sulle Libellule e sulle Damigelle, torna a coinvolgere i più piccoli, in totale sicurezza.

Domenica 13 settembre i bambini verranno accompagnati in un viaggio “in fattoria” alla scoperta di questi animali comuni ma le cui peculiarità sono sconosciute ai più. I bambini potranno così scoprire e prendersi cura degli esemplari presenti al parco aiutando il personale addetto e conoscendo le nuove arrivate al parco: le capre orobiche. Da questa settimana infatti il Parco Ittico ospita tre esemplari, due femmine e un maschio, di questa particolare specie tipicamente originaria delle Orobie e caratterizzata da corna imponenti che si torcono verso i lati, mantello dai colori più svariati e un pelo lungo che sfuma dal nero al grigio.

I laboratori avranno una durata di tre quarti d’ora e, nell’area dedicata, i bambini oltre a conoscere da vicino i due esemplari protagonisti del laboratorio avranno a disposizione materiale creativo, per creare dei piccoli lavoretti a tema, disposto su grandi tavoli per permettere il distanziamento sociale e che ad ogni uso verrà disinfettato dal personale addetto.

Durante i laboratori, i bambini verranno divisi in piccoli gruppi e sarà possibile iscriversi direttamente al Parco nella postazione dedicata. All’interno del Parco, vengono rispettate tutte le norme di sicurezza vigenti per il protocollo Covid-19 che prevedono: l’utilizzo di dispenser igienizzanti disponibili all’ingresso e all’uscita, e nella zona dei laboratori, la sospensione del servizio navetta – con la possibilità di avvicinarsi al Parco in auto, percorrendo l’ultimo tratto a piedi –, e l’obbligo di mascherina.

In caso di maltempo gli eventi saranno rimandati a data da destinarsi. Per info: www.parcoittico.it 02/9065714 – [email protected]. Per rimanere aggiornati sui prossimi eventi visitare la pagina Facebook e Instagram del Parco.

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Una coppia di anelli eterni: le fedi nuziali

Uno dei momenti più attesi e romantici di ogni matrimonio è senza dubbio quello dello scambio degli anelli, un gesto apparentemente semplice con cui però i due innamorati si impegnano in una promessa di amore eterno. Questo è un momento in cui tutto sembra essere perfetto, ma chi si è sposato sa quanto sia difficile e complessa la scelta della fedi nuziali.

I futuri sposi, infatti, sono consapevoli del fatto che dovranno portare al dito la fede nuziale finché morte – o divorzio – non li separerà. Risulta quindi di grande importanza scegliere il modello di anello che si adatti perfettamente allo stile sia dello sposo che della sposa.

Per non sbagliare, alcuni optano per dei modelli più semplici, composti da due anelli di forma e colore identici, ma, ovviamente, di dimensioni diverse per lui e per lei. Sempre più sposi scelgono però di optare per una coppia di fedi nuziali caratterizzata da due anelli differenti: per lui un anello semplice e tradizionale, per lei, invece, un anello impreziosito dall’aggiunta di una piccola pietra preziosa o di un piccolo diamante.

Il materiale più gettonato è senza dubbio l’oro in tutte le sue variazioni di colore; oltre al tipico oro giallo risultano, infatti, di grande tendenza le fedi nuziali in oro rosa, in oro bianco e nel cosiddetto oro champagne. Molto raffinate ed eleganti sono anche le fedi bicolore, spesso in oro e argento, e le preziosissime fedi in platino.

Alcuni consigli per scegliere le fedi

La scelta è quindi vastissima e, per non essere colti impreparati una volta arrivati in gioielleria, è necessario farsi un’idea generale, magari spulciando tra i vari cataloghi cartaceri e online. Se siete persone che si fanno prendere facilmente dall’ansia, cercate di pianificare l’acquisto delle fedi nuziali con un certo anticipo. In questo modo avrete la possibilità di ponderare con tranquillità la vostra scelta e di consultarvi con i vostri gioiellieri di fiducia. Se volete poi personalizzare i vostri anelli nuziali con l’incisione dei vostri nomi, di una data o di una parola significativa per la coppia, il consiglio è quello di rivolgersi a una gioielleria con almeno due o tre mesi di anticipo.

La regola principale resta comunque quella di non seguire le mode del momento. Scegliete una coppia di anelli che rispecchi la vostra personalità e che possa abbinarsi con facilità non solo con i vostri altri gioielli, ma anche con i vostri look migliori. Evitate, inoltre, di acquistare gioielli scomodi, pesanti e difficili quindi da indossare.

Chi deve acquistare le fedi nuziali

Infine, una volta stabilito il modello perfetto, si deve decidere a chi spetta il compito di acquistare le fedi. Se in passato, infatti, questo compito era una prerogativa del futuro marito, oggi le situazione è diversa e la coppia tende a dividersi equamente le spese. Le migliori fedi nuziali possono infatti raggiungere cifre importanti, soprattutto se sommate a tutti gli altri costi che comporta una cerimonia nuziale ben ideata.

Sarà quindi sempre molto apprezzato il generoso gesto di un testimone di nozze o di un famigliare che si mostra disposto a sobbarcarsi questa importante spesa.

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Private Equity: il profilo professionale di Nicola Volpi, CEO di Movidea

Ritratto biografico e professionale di Nicola Volpi: oggi CEO di Movidea e Consigliere di Amministrazione di Pagani Automobili, è riuscito ad affermarsi nel settore del Private Equity grazie alla consolidata esperienza e un track record di successi.

Nicola Volpi

Nicola Volpi: laurea, specializzazioni e incarichi professionali

Laureato in Business Administration presso l’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, Nicola Volpi avvia il suo percorso professionale dopo aver conseguito la specializzazione in Finance presso la SDA Bocconi. Inizia a lavorare come analista per conto di Sefimeta S.p.A. (Gruppo Montedison) e in seguito arriva in Sanpaolo Finance, Investment Bank del gruppo San Paolo (oggi Banca Intesa) nel ruolo di Responsabile della divisione di Leverage Finance. Si fa strada nel settore organizzando a partire dal 1987 le prime operazioni di Buy-Out in Italia. È il 1995 quando decide di intraprendere una nuova avventura professionale all’interno di una delle prime realtà a occuparsi di Private Equity nel nostro Paese, Schroder Ventures Italy, di cui due anni dopo diventa partner. Nel 1999 crea insieme ad altri soci Permira, che con fondi gestiti per oltre 40 miliardi di euro arriva ad affermarsi rapidamente nel settore del Private Equity inserendosi tra i grandi operatori nel mondo. Nel 2005 è chiamato a ricoprire l’incarico di Chief Executive Officer di Permira Associati S.p.A. e successivamente viene incluso nell’Executive Committee per coordinarne lo sviluppo di Permira nel mondo. In questi anni, sotto la guida di Nicola Volpi, Permira finalizza operazioni di acquisizione e dismissione su aziende attive a livello internazionale: per citarne alcune, Ferretti Yachts, Marazzi, Valentino, Sisal, TFL, Veneta Cucine.

Movidea e Pagani Automobili S.p.A.: le attuali esperienze professionali di Nicola Volpi

Il presente professionale di Nicola Volpi porta il nome di Movidea, holding di partecipazioni di cui è co-fondatore. La società di investimento opera nel settore dei beni e dei servizi di lusso in ambito italiano e internazionale, a supporto di realtà con importanti idee di business attraverso l’immissione di capitali dei Soci e di know-how strategico, finanziario ed economico. Oggi ne è Presidente e Amministratore Delegato. Fa parte, inoltre, del Consiglio di Amministrazione di Pagani Automobili S.p.A.: nel 2013 ne è diventato azionista, con ruoli di indirizzo strategico e supporto alla crescita. Tra il 2014 e il 2018 ha operato nel Board di FC Internazionale S.p.A. Appassionato di sport, musica, arte moderna e viaggi, Nicola Volpi ha fondato Campo Base, un club di appassionati con cui da oltre dieci anni organizza avventure in giro per il mondo in posti insoliti, a contatto con la natura.

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