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News Volontariato e società

Campagna OXO Bergamo “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”:

Si è conclusa la campagna di solidarietà “Ai nostri occhi sono loro i veri eroi”, che in meno di due mesi ha permesso la fornitura gratuita di 884 confezioni di lenti a contatto monouso per personale sanitario e volontari della Croce Rosse e Protezione Civile per un totale di oltre 26.000 lenti a contatto. Il progetto pilota ideato da OXO Italia, consorzio nazionale di ottici optometristi, ha visto il coinvolgimento dei 17 punti vendita presenti sul territorio bergamasco.

Un’iniziativa solidale nata a sostegno del personale medico-infermieristico per aiutare in modo utile e concreto chi, in questo periodo di emergenza, ha messo a rischio la propria salute per salvare quella dei malati da Coronavirus. Questo l’obiettivo di OXO Bergamo che, facendosi promotore del progetto pilota, ha fornito gratuitamente più di 700 confezioni di lenti a contatto giornaliere a marchio OXO a 353 professionisti, tra medici, infermieri di 9 strutture ospedaliere della bergamasca.

La campagna solidale si è estesa anche agli operatori della Croce Rossa e ai volontari della Protezione Civile, cuori della lotta all’emergenza sanitaria, con la fornitura di 178 confezioni di lenti a contatto per 89 operatori sanitari. Un’azione resa possibile grazie al contributo dei 17 punti vendita OXO sul territorio.

Un risultato straordinario, che dimostra quanto la collaborazione e il sostegno sia punti di svolta per la ripartenza, “Siamo orgogliosi del successo di questa iniziativa frutto dall’impegno del consorzio nel fare rete per supportare il nostro territorio – afferma Cesare Ravasio, Presidente di OXO Bergamo – Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati sul nascere di questa campagna dando un piccolo, ma concreto, contributo al personale in corsia ogni giorno”.

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A MILANO LA QUATTRO GIORNI DELLA SALUTE

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  • 12 Aprile 2018

INSIEME PER LA CURA E LA RICERCA ONCOLOGICA. IN COMUNE A MILANO IL ROTARY FIRMA IL PROTOCOLLO A SOSTEGNO DELL’ISTITUTO NAZIONALE DEI TUMORI, TRA PIAZZA SAN CARLO E CORSO VITTORIO EMANUELE IL PERCORSO DELLA SALUTE E ALL’AUDITORIUM SAN FEDELE DUE GIORNI DI CONGRESSO DISTRETTUALE.

Rotary International e Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, insieme per la cura e a ricerca oncologica da sempre. Un rapporto nato il 12 aprile 1928, quando l’allora presidente del Rotary Club e Sindaco di Milano Luigi Mangiagalli inaugurò il primo centro ospedaliero dedicato esclusivamente alla cura e alla ricerca sul cancro a Milano, successivamente diventato l’INT.

Proprio oggi, esattamente 90 anni dopo, il Rotary riconferma il proprio impegno al servizio della collettività rinnovando l’intesa con l’INT con l’apposizione di una targa nella sede dell’Istituto durante la celebrazione del 90esimo. Presenti alla celebrazione il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, il Presidente della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Enzo Lucchini e il Governatore Rotary – distretto 2041, Andrea Pernice.

L’apposizione della targa è stato il primo gesto di una quattro giorni di appuntamenti dedicati alla salute: domani venerdì 13 aprile alle 19.30 a Palazzo Marino, il Governatore Pernice e il Presidente Lucchini firmano un protocollo di intesa volto a sostenere e sviluppare la cura e la ricerca in campo oncologico. Una firma apre i lavori del congresso distrettuale Rotary che si terrà a Milano sabato 14 e domenica 15 aprile. L’invito alla cittadinanza però è al “fuori congresso”, con il Percorso della Salute: 9 postazioni, tra Piazza San Carlo e Corso Vittorio Emanuele, che dalle 10 alle 18 di sabato 14 e di domenica 15 aprile offriranno una serie di screening su diverse patologie per fare informazione, formazione e sensibilizzazione alla prevenzione nell’ambito della salute.

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Detix apre a Torino un nuovo polo dentale

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  • 9 Marzo 2018

Dopo Biella, Novara e Alessandria, Dentix apre la sua quarta clinica in Piemonte, la principale della regione. L’azienda, leader nel settore della cura dentale, martedì 13 marzo inaugura un nuovo centro ad alta specializzazione a Torino portando a 27 le cliniche aperte in Italia e a 405 i professionisti assunti in tutta la penisola.

Dentix aprirà in una zona centralissima di Torino: in via Lagrange 10, nell’edificio in cui prima aveva sede la Banca Popolare di Vicenza. Uno spazio da 265 mq dove saranno impiegati 15 professionisti del territorio che metteranno a disposizione dei pazienti un servizio attento e accurato con aperture dal lunedì al sabato dalle 9 alle 20, prima visita senza impegno e controlli gratuiti ogni sei mesi, per sempre.

Ogni paziente sarà affidato a uno specialista con cui potrà instaurare un rapporto di fiducia destinato a durare nel tempo, godendo di cure personalizzate a prezzi assolutamente accessibili. Aspetto, questo, ancor più rilevante se si considera che, secondo quanto rilevato dal VII Rapporto RBM – Censis sulla Sanità in Italia, oltre 12 milioni di italiani hanno rinunciato o rinviato prestazioni sanitarie per motivi economici e proprio le cure odontoiatriche figurano tra quelle meno accessibili (40,2%). Il Sistema Sanitario Nazionale, infatti, riesce a coprire solo limitate fasce della popolazione, rendendo quello delle cure dentarie un vero e proprio nervo scoperto del sistema sanitario universalistico italiano.

Con il nuovo modello di Dentix, invece, tale distanza viene colmata. Ogni clinica, infatti, è composta da un’équipe di professionisti con il Direttore Sanitario che si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri con l’obiettivo di soddisfare ogni richiesta anche grazie all’utilizzo di macchinari all’avanguardia, come la CAD-CAM, l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica.

Una formula che ha già conquistato il cuore degli italiani e che, c’è da scommettere, conquisterà anche i torinesi. Oltre 1.200 pazienti, infatti, hanno valutato le cure di Dentix ritenendosi per il 99% soddisfatti. Questo, unito al fatto che la Borsa di Londra l’ha indicata come una delle mille aziende che ispirano l’Europa, fa di Dentix un centro sicuro, professionale e di altissima qualità. A testimoniarlo, anche il basso turnover delle cliniche: inferiore alla media del settore.

«Il Piemonte è stata una delle prime regioni in cui abbiamo aperto i nostri centri riscontrando sempre piena soddisfazione dai cittadini. Così oggi siamo felicissimi di poter portare i nostri servizi di prima qualità e le migliori cure a prezzi accessibili nel centro di Torino. Siamo convinti, infatti, che sia fondamentale ricucire il rapporto tra cittadini e mondo dell’odontoiatria. Molti si sono allontanati dalle cure dentistiche a causa della crisi ma hanno diritto di tornare a prendersi cura del proprio sorriso e con le nostre cliniche possono farlo – dichiara Paolo Marzo, Marketing Manager Italia. – Mettiamo il cuore in ciò che facciamo e lo dimostreremo anche con questo nuovo centro. Perché vogliamo che tutti, anche coloro che con la crisi si sono allontanati dalle cure dentistiche, possano tornare a prendersi cura del proprio sorriso. Questa è la formula che a consentito a Dentix di arrivare ad aprire in Italia, dal 2014 a oggi, ben 27 cliniche di proprietà, non in franchising, creando oltre 400 nuovi posti di lavoro, tutti professionisti assunti sul territorio italiano. Questo perché amiamo la provincia italiana e vogliamo dedicarle servizi di prima qualità usufruibili da tutti. È la nostra più grande sfida. E i giudizi dei pazienti sul nostro operato dimostrano che siamo sulla strada giusta».

Dentix in Italia – Dentix, dal dicembre 2014 a oggi ha aperto 27 cliniche, di cui 4 in Piemonte. Basso il turnover nelle cliniche Dentix, inferiore alla media del settore, e grazie a un fatturato da 390 milioni di euro, oltre 5 mila occupati nel mondo (700 in più solo nel 2016) e ben oltre 250 cliniche di proprietà in tutto il mondo, Dentix è stata riconosciuta anche dalla Borsa di Londra come una delle «1000 companies to inspire Europe 2016», le mille aziende che ispirano l’Europa.

DENTIX: Con un’esperienza di oltre 15 anni, Dentix è una compagnia leader del settore odontoiatrico, creata da un odontoiatra. È un’azienda familiare e con un modello di business differente rispetto ad altre catene o alle assicurazioni sanitarie private e che si sviluppa grazie a cliniche di proprietà e non a cliniche in franchising. Ogni clinica di Dentix è composta da un’équipe di professionisti con il Direttore Sanitario che si occupa del coordinamento del lavoro degli odontoiatri, offrendo così un servizio completo che permette di soddisfare le richieste dei pazienti. Inoltre, un gruppo di esperti odontoiatri compone il dipartimento di qualità che, a livello nazionale, garantisce la massima qualità nei trattamenti per ottenere la soddisfazione dei pazienti. Tutti i centri Dentix dispongono delle ultime novità tecnologiche, come la tecnologia CAD-CAM e l’apparecchiatura Digital TAC e la radiografia panoramica con risparmio di tempi e attese. Per quanto riguarda gli impianti, Dentix usa solamente impianti di alta gamma. Grazie all’impegno della compagnia per la soddisfazione dei propri pazienti, questi godono di un’attenzione personalizzata e cortese e di una garanzia scritta e a lungo termine. Questa filosofia si riflette nell’alto indice delle raccomandazioni, tanto che circa il 40% dei pazienti si rivolge a Dentix grazie al consiglio di amici, familiari o conoscenti.

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STOP ALLE ATTESE CON ZEROCODA

Artexe®, partner tecnologico di Telecom Italia, ha progettato e realizzato un Servizio SaaS pay-per-use offerto in modalità Cloud che permette al cittadino di saltare le code dei servizi con accesso diretto.
Inizialmente, il servizio è stato utilizzato dai soli operatori di Sportello e CUP telefonico che provvedevano a effettuare la prenotazione del “posto in fila” per conto dell’utente, permettendo un’introduzione graduale di questa innovazione tecnologica.
Da qualche settimana il servizio è fruibile da tutta la cittadinanza sia attraverso il sito web direttamente raggiungibile dalla home page aziendale, sia come servizio aggiuntivo nella APP InfosaluteASL7 (scaricabile gratuitamente sia per IOS che per Android).
Il servizio Zerocoda® permette all’utente di registrarsi in pochi semplici passaggi e prenotare da remoto e in completa autonomia l’accesso ai servizi di accoglienza nella struttura desiderata secondo slot temporali che garantiscono l’annullamento dei tempi di attesa.
L’utente ha la possibilità di ricevere conferma della propria prenotazione sia via email che via SMS. Inoltre, accedendo alla propria pagina personale, è possibile gestire, modificare o cancellare le proprie prenotazioni in qualsiasi momento.
“Giorno, ora e luogo del prelievo possono essere prenotati comodamente dal pc di casa, con il cellulare o dai Totem PuntoSi che si trovano nei presidi AUSL 7 della provincia di Siena grazie al nuovo servizio online Zerocoda® ha dichiarato il dr Volpe, vice-commissario dell’AUSL7. “Questo sistema di prenotazione è completamente gratuito e facilmente accessibile e comunque non esclude che il cittadino possa prenotare il posto anche da telefono e di persona allo sportello, ha inoltre precisato. L’utente è libero di scegliere in base alle proprie esigenze”.
La diffusione di questo servizio è stata immediata e di grande impatto, più di 350 persone ogni giorno, distribuite fra gli 8 distretti dove il servizio è attivo, accedono alle strutture grazie a Zerocoda®. La dirigenza si è dichiarata molto soddisfatta del progetto, sia per poter usufruire di uno strumento efficace di comunicazione diretta con il cittadino, sia per aver assicurato una crescente multicanalità nelle modalità di accesso alle diverse strutture del territorio.

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Anche ASSIMP tra gli assistiti Mba- Mutua Basis Assistence – associata ANSI

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  • 4 Giugno 2015

L’ASSIMP Italia – Associazione delle Imprese di Impermeabilizzazione Italiane votato verso il raggiungimento di obiettivi in campo normativo, ha firmato con una delle nostre mutue associate ANSI – Mutua Basis Assistance una convenzione finalizzata all’assistenza sanitaria che permetterà ai titolari ed ai dipendenti di tutte le imprese di impermeabilizzazione iscritte presso di essa di accedere a 4 diverse tipologie di garanzie sanitarie integrative.

Tramite l’adesione al “Fondo Associando”, riservato ad Associazioni, Cral e Sindacati, gli iscritti a diverso titolo all’ASSIMP potranno beneficiare di prestazioni mediche e di tutti i servizi offerti dalla Mutua.

L’ associazione che si prefigura essere punto di riferimento per il settore delle impermeabilizzazioni e quindi dell’edilizia, non persegue alcuno scopo di lucro e crede fortemente nel valore della salute, che è lieta di garantire per il tramite di una Società di Mutuo Soccorso nostra associata.

Così da oggi gli aderenti a questa convenzione si aggiungo ad oltre 1 milione di assistiti dell’ANSI, la quale rappresenta non solo un gruppo di persone e istituzioni con la stessa idea di futuro di questo settore, ma sta anche dimostrando che in Italia ancora oggi si può parlare di socialità.

Volti verso l’obbiettivo principale si prosegue costruendo un valido supporto che possa affiancare il SSN e che vada a togliere a quest’ultimo il peso di spese che non sarebbe in grado di sostenere, anche per questo ANSI svolge costantemente nei confronti delle istituzioni lavoro di promozione e sensibilizzazione per una spesa sanitaria vista come risorsa e non come onere per la collettività.

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PREMIO INNOVAZIONE SANITA’ 2015: La tecnologia Artexe in 2 progetti su 3 dei finalisti per la categoria “gestione della relazione con il cittadino”

In occasione dell’annuale Convegno di presentazione della Ricerca dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano, Artexe ha riaffermato la propria leadership in Italia per quanto riguarda l’innovazione in sanità.

1° posto Premio Fiaso per il progetto “Prelievo amico” dell’A.O.U. di Careggi Firenze

2° posto Premio innovazione digitale per il progetto “Totem self-service 24h” dell’A.O.Desio e Vimercate

PRELIEVO AMICO

Artexe, partner tecnologico di Telecom Italia, ha progettato e realizzato un sistema in grado di prenotare online l’orario di accesso secondo slot che garantiscono l’annullamento dei tempi di attesa. L’utente, attraverso il sito web dell’ospedale, l’applicazione mobile (Smart Hospital) o i totem posizionati all’ingresso della sala d’attesa ha la possibilità di ricevere conferma della propria prenotazione sia via email che via SMS.
In poche settimane si è passati dalle 30 prenotazioni effettuate on-line al giorno alle 100 attuali ed in pochi mesi il numero delle persone prenotate con PRELIEVO AMICO è più di 5.000 con notevoli riduzioni delle attese anche per chi effettua l’accesso diretto.

AREA SELF SERVICE

L’Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate ha installato due AREE SELF-SERVICE da cui è possibile PRENOTARE ESAMI, STAMPARE REFERTI e EFFETTUARE PAGAMENTI con carta Bancomat e Carta di Credito.
A soli pochi mesi dall’installazione i risultati ottenuti sono più che incoraggianti: oltre 500 referti distribuiti ogni giorno, 15.000 pagamenti e 7.500 prenotazioni all’anno, 8.000 ore all’anno di attesa risparmiate dal cittadino, riduzione maggiore del 10% delle richieste effettuate allo sportello

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MODELLI DI PRESA IN CARICO DELLA DIPENDENZA IN ITALIA E IN EUROPA

La  curva dell’invecchiamento della popolazione e l’allungamento della vita media porterà la popolazione ultra 80enne attualmente di 1,7 Mln a circa 4 Mln per il 2050: Il Paese deve affrontare oggi una rivoluzione sistematica della tutela alle “non autosufficienze”.

Si terrà giovedì 5 marzo, a partire dalle ore 14.00, una tavola rotonda che intende approfondire il tema della gestione della dipendenza, evidenziando quanto sia prioritario per l’Italia esaminare la questione non solo sotto il profilo socio-sanitario, ma anche dal punto di vista di sviluppo economico per il sistema paese.

L’appuntamento, che vedrà la partecipazione del Ministero della Salute, si terrà presso l’Hotel Excelsior San Marco di Bergamo alla presenza di esponenti del mondo accademico, esperti di servizi socio-sanitari e membri apicali di fondi sanitari e casse di previdenza.

La rapida evoluzione delle componenti della popolazione, dei suoi bisogni sanitari e socio-sanitari, combinata ad una limitazione delle risorse economiche destinabili a questi servizi ed al cambiamento dei contesti sociali-famigliari, sono gli elementi che hanno spinto all’organizzazione di questo costruttivo momento di riflessione finalizzato alla necessità di stimolare un’evoluzione della presa in carico della “Non Autosufficienza” in Italia.

La tavola rotonda, introdotta da Stefano Ronchi, Managing Director di Valore srl e moderata da Paolo Messa fondatore della rivista Formiche, prenderà il via con un confronto tra l’Italia e altri Paesi europei sul tema dei modelli di presa in carico della dipendenza con l’intervento del Presidente del Gruppo Orpea Jean Claude Marian. Porteranno il loro contributo al confronto Antonio Sebastiano, Direttore dell’Osservatorio sulle Rsa della LIUC, Alberto Portioli, Responsabile Osservatorio ASI del Politecnico di Milano, Claudio Genovesi, Presidente del Fondo Prevaer, Attilio Maria Navarra, Presidente di Italiana Costruzioni, Luigi Mario Daleffe, Responsabile Fondo Sanità, oltre a Roberto Scrivo, Capo della Segreteria del Ministero della Sanità.

Il rapporto Stato-Regioni nella gestione dell’assistenza alla non autosufficienza, le sinergie tra pubblico e privato nella gestione della dipendenza, il ruolo degli investimenti privati a sostegno di politiche di presa in carico della dipendenza e l’effetto sul sistema economico e produttivo, il ruolo dei fondi pensioni, casse di previdenza e fondi sanitari nella gestione della dipendenza, lo stato dell’arte del settore RSA in Italia, la composizione delle prestazioni dei fondi sanitari integrativi: questi i temi di cruciale importanza sui cui sarà sviluppato il confronto alla tavola rotonda di giovedì 5 marzo.

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Lean thinking in sanità: workshop gratuito Bologna 19 Marzo, Roma 26 Marzo

Lean thinking in sanità: workshop gratuito Bologna 19 Marzo, Roma 26 Marzo. Afea srl e Telos consulting portano testimonianze concrete del “pensiero snello” applicato nella sanità italiana

02/03/2015 – Giovedì 19 Marzo presso l’Holiday Inn Express di Bologna Fiera si terrà il workshop gratuito “Lean Thinking in Sanità: innovazione organizzativa, efficienza dei processi, creazione di valore per il paziente” organizzato da Afea Srl, società di servizi informatici integrati per la sanità, e Telos Consulting, società specializzata nella consulenza sui processi lean per le aziende. L’incontro gratuito – che verrà replicato anche su Roma il 26 Marzo presso Villa dei Lecci – è aperto a tutti i professionisti del settore sanitario ed ha l’obiettivo di divulgare la cultura dell’aumentare la qualità del servizio al paziente “facendo di più con meno”, soprattutto in uno scenario dove la spending review anche in sanità deve voler dire non spendere meno, ma spendere meglio.

Durante il workshop saranno presentati dai responsabili degli uffici lean di alcune strutture sanitarie italiane, pubbliche e private, gli straordinari risultati ottenuti dall’approccio del “pensiero snello” all’interno delle proprie aziende sanitarie, dimostrando che è possibile aumentare la qualità del servizio al paziente eliminando semplicemente alcuni tempi morti o cattive prassi. Il workshop inizierà alle ore 09:45 con un welcome drink per tutti i partecipanti, proseguirà con le testimonianze dirette dei relatori per finire alle ore 13:15 con la tavola rotonda assieme ai partecipanti che potranno chiedere informazioni utili anche per la propria struttura.

Per iscriversi è sufficiente inviare una mail con i propri dati (nome e cognome, struttura sanitaria e mail) a [email protected].

Per il programma di Bologna cliccare qui

Per il programma di Roma cliccare qui

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Tasse sull’RC auto: nel 2014 lo Stato incasserà dalle polizze 3,8 miliardi di euro

L’anno volge al termine ed è tempo di bilanci per lo Stato, ma anche per i cittadini. Secondo i calcoli di Facile.it (http://www.facile.it), nel 2014 gli italiani verseranno ben 3,8 miliardi di euro di tasse attraverso il pagamento delle polizze RC auto. Di questi, il 60% sarà destinato a rimpinguare le casse delle Province, organi che fino a non molto tempo fa sembravano destinati all’abolizione. Il portale, leader per la comparazione di assicurazioni, ha definito il gettito complessivo partendo dai dati ANIA relativi al 2013 e rielaborandoli in base alle rilevazioni pubblicate nell’Osservatorio RC auto di ottobre 2014 (http://www.facile.it/assicurazioni/osservatorio/rc-auto-italia.html).
In Italia, su ogni polizza corrisposta alle compagnie per assicurare un’automobile, il peso delle imposte arriva a gravare fino al 26,5%. Di questo, il 10,5% è destinato al Servizio Sanitario Nazionale, che così quest’anno riceverà un gettito pari a poco più di 1,5 miliardi di euro; il restante 16% viene assorbito dalle Province che, nonostante l’essere state ritenute organi da abolire, continuano a svolgere le loro attività, compresa quella di incassare le tasse dei cittadini. Secondo i calcoli del comparatore di RC auto, nel 2014 gli italiani pagheranno alle loro province 2,3 miliardi di euro tramite le polizze assicurative per le loro quattro ruote.
«Stando a quanto si sa attualmente sulla prossima Riforma dell’RC auto, non sembra che lo Stato sia intenzionato a tagliare i costi delle imposte che gravano sulle polizze – sostiene Mauro Giacobbe, Amministratore Delegato di Facile.it. Il maggiore obiettivo della Riforma è quello di combattere le frodi assicurative ricorrendo a strumenti come le scatole nere, che dovrebbero contribuire a far abbassare i premi. Ma nessuna riduzione delle aliquote è al momento al vaglio del Governo.»
Naturalmente non tutte le regioni contribuiscono allo stesso modo al gettito fiscale, sia per il diverso numero di polizze stipulate, sia per l’importo medio del premio per l’assicurazione che varia di provincia in provincia. La Lombardia, la regione in cui si registra il maggior numero di contratti di polizze RC auto, è quella che verserà l’importo più grande nelle casse delle sue province e del Sistema Sanitario Nazionale, pari a circa 605 milioni euro; seguono il Lazio con un gettito di 450 milioni e la Campania che, con i suoi premi particolarmente alti, verserà allo Stato 362 milioni di euro.
Considerando le aliquote applicate in ogni Provincia italiana, Facile.it ha stilato anche la graduatoria delle 20 Province che riceveranno i contributi maggiori attraverso l’RC auto. A dominare la classifica è Roma (quasi 200 milioni di euro); seguono Milano e Napoli che verseranno ai rispettivi organi provinciali 128 e 105 milioni di euro.

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Afea apre una nuova sede a Bologna

L’apertura della sede di Bologna fa parte della nostra strategia di sviluppo che ha come obiettivo quello di supportare i clienti con maggiore prossimità sul territorio e presidiare il centro-nord Italia per le nuove opportunità di business” commenta Alessandro Scassini , CEO di Afea Srl “Afea è cresciuta molto in questi anni perché ha saputo intuire che le attese dei clienti stavano mutando; Ospedali e Case di Cura hanno acquisito consapevolezza del fatto che per eliminare gli sprechi e migliorare la qualità dei servizi ai pazienti sia necessario innovare l’organizzazione, andando oltre l’informatizzazione dei processi e ripensando i modi di fare le cose. Di fronte a questa consapevolezza, Afea è riuscita a diventare qualcosa di più di una software house, investendo moltissimo su H2O – che oggi è un HIS tra i più diffusi ed apprezzati dal mercato – e sulle competenze delle proprie persone ovvero sulla loro capacità di progettare e realizzare, insieme ai clienti, percorsi di reale miglioramento”

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TECNOSAN 2014 “Ricerca ed innovazione in Sanità”

Al via il 2 Aprile la seconda edizione di Tecnosan, il meeting romano dedicato all’eHealth e alle tecnologie sanitarie presso SGM Conference Center di Roma.

Filo conduttore del convegno sarà la “Ricerca ed innovazione in Sanità” come volano dell’economia italiana in un periodo di recessione e come strumento per rendere il SSN sempre più efficace ed efficiente.

Al tema portante e originario dell’ICT in sanità si affiancheranno inoltre corsi ECM dedicati ai professionisti del settore. Dalla biomeccanica dell’arto inferiore con un corso volto a far apprendere i principi base della biomeccanica in condizioni statiche e dinamiche, alla biotecnologia nel trattamento delle lesioni cutanee da pressione che si propone di individuare gli strumenti infermieristici per la pianificazione assistenziale a scopo preventivo.

 

Temi importanti più di carattere strategico di cui si parlerà sono la genetica forense nell’ambito delle cosiddette Scienze Forensi e il marketing in farmacia. Come gestire al meglio il punto vendita? Le relazioni di canale nel settore farmaceutico nell’ottica della farmacia, dei network, del distributore intermedio, dell’industria e degli altri stakeholder anche istituzionali?

I partecipanti potranno iscriversi ai corsi accreditati attraverso Dea Formazione e Servizi.

Gli eventi in programma comprendono corsi formativi da 6 crediti ECM, per 6 ore di formazione, ad un costo pari a 50,00 € – 70,00 € .

Award_Azienda The Best Privacy Guardian

Durante l’evento verrà consegnato il premio “Azienda The Best Privacy Guardian II Edizione” alle aziende che si sono distinte per la sensibilità, la privacy e la sicurezza e per la capacità di utilizzare le moderne tecnologie come leva per migliorare l’efficienza e l’efficacia dei processi sanitari.

Le tracce: l’innovazione digitale per il miglioramento dei processi interni delle strutture sanitarie. Semplificare e dematerializzare: le chiavi per rendere efficienti i processi sanitari. Il controllo e la governance dei processi sanitari attraverso l’innovazione digitale. Come migliorare i servizi ai cittadini e pazienti con le nuove tecnologie digitali.

 

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«140 TAC E RISONANZE SPENTE 18 ORE AL GIORNO. SBLOCCARE I CONCORSI PER ASSUMERE MEDICI E TECNICI»

Stamattina tavola rotonda nella sala Dusmet dell’Arnas Garibaldi di Catania

RADIOLOGIA IN SICILIA: COME ABBATTERE LE LISTE D’ATTESA?

Capodieci: “Abbiamo macchinari all’avanguardia ma mancano risorse umane per utilizzarle”

CATANIA – «Potenziare gli screening per la prevenzione dei tumori, incrementare l’offerta di prestazioni diagnostiche e abbattere le liste d’attesa, che rappresentano una delle criticità del sistema regionale: sono questi gli obiettivi da raggiungere per innalzare la qualità della sanità in Sicilia. Purtroppo oggi la carenza di personale, soprattutto nella branca radiologica, non consente di trovare un punto d’incontro tra domanda e offerta, da cui deriverebbero benefici tanto all’utenza quanto alle risorse professionali impiegate». A puntare il dito sulla carenza di medici e tecnici è il segretario regionale dell’area radiologica Fassid Snr Sicilia, Giuseppe Capodieci, che questa mattina (25 gennaio) presso la Sala Dusmet dell’Azienda Ospedaliera Garibaldi di Catania, ha aperto il convegno “Prestazioni sanitarie: quale appropriatezza?”.

«Attualmente le dotazioni organiche delle aziende ospedaliere – ha continuato Capodieci – prevedono in tutta la Sicilia 600 radiologi in servizio, ma questo numero rimane ancora solo sulla carta, in considerazione del fatto che mancano all’appello 70 medici nei posti previsti dagli Atti aziendali. Inoltre, su tutto il territorio regionale abbiamo 140 macchinari cosiddetti “pesanti”, tra Tac e Risonanze magnetiche di ultima generazione, che vengono utilizzati soltanto per un turno di lavoro (6 ore), e non dodici ore al giorno così come previsto dalle recenti normative regionali. È semplice dunque comprendere quanto e come si potrebbe potenziare l’offerta se solo venissero sbloccati i concorsi per l’assunzione di nuove risorse». La Sicilia, infatti, possiede un parco-macchine tra i più innovativi d’Italia, grazie ai finanziamenti europei, che hanno permesso d’investire in tecnologie di ultima generazione: «Abbiamo strumentazioni all’avanguardia, che hanno due o tre anni di vita – ha aggiunto Capodieci – non dobbiamo e non possiamo aspettare che diventino vecchie e obsolete».

Il sottoutilizzo delle macchine diagnostiche contribuisce di certo ad allungare l’attesa degli utenti che, ancora oggi, per un esame programmabile (e non urgente) sono costretti ad attendere fino a cento giorni: «La parola d’ordine è appropriatezza – ha continuato il senatore Antonio Scavone, radiologo, tra gli ospiti dell’incontro – in Sicilia una prestazione radiologica su tre è inutile: ciò incide sui costi della gestione, sulla qualità del servizio e sull’efficienza delle stesse prestazioni. Da una parte occorre razionalizzazione e buona organizzazione all’interno della categoria, dall’altra un necessario potenziamento dell’organico: sono questi gli unici parametri da seguire per superare le criticità. La categoria dei radiologi siciliani si sta impegnando sull’approccio clinico e sui percorsi diagnostici – così come previsto dal decreto regionale 2428 del 17 dicembre 2013, adesso aspettiamo gli strumenti operativi – le risorse umane – da parte della Regione Siciliana».

Sono intervenuti stamattina anche il Commissario straordinario dell’Arnas Garibaldi Angelo Pellicanò, il presidente incoming della Sirm (Società italiana di radiologia medica) Carmelo Privitera, ed Elio Bennici, alla guida del gruppo di Sirm Sicilia. Al convegno è seguita la tavola rotonda – moderata dal giornalista Nuccio Sciacca – che ha visto gli interventi di Vincenzo Lo Scalzo (segretario regionale Simet-Fassid), Salvo Scardilli (segretario regionale Aupi – Fassid), e Antonio Castorina (segretario generale Sinafo – Fassid).

L’impiego di personale nei laboratori di raggi X è un’emergenza a cui far fronte: «Non comprendiamo il motivo di questo blocco di assunzioni – conclude Capodieci – si parla tanto di rimodulazione della rete ospedaliera e di tagli dei posti letto, ma le prestazioni diagnostiche di radiologia spesso sono ambulatoriali e, al contrario, sono a supporto della prevenzione. Vogliamo dunque risposte concrete per operare con quella efficacia ed efficienza che dovrebbe essere propria di una sanità moderna».

Hanno partecipato alla tavola rotonda i segretari regionali delle associazioni sindacali che fanno capo alla Federazione Fassid, e i rappresentanti di Aimn (Associazione italiana di medicina nucleare), Airo (Associazione italiana radioterapia oncologica), Ainr (Associazione italiana di neuroradiologia).

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Fondi europei per il progetto “SPARKS”: un laboratorio transnazionale per sviluppare nuovi modelli di cura e integrazione delle persone con bisogni speciali

Presentato oggi in conferenza stampa al Senato “SPARKS: pratiche somatiche, arte e creatività per bisogni speciali”, un progetto finanziato dalla Unione Europea – Azione Grundtvig Learning Partnership.

L’Italia è tra i 5 paesi promotori di SPARKS, un programma di scambio e ricerca basato sull’integrazione di pratiche somatiche, creatività, autoapprendimento nell’ottica di un globale processo di democratizzazione della salute. Insieme all’italiana Leben nuova (con sede a Tuscania, Viterbo) partecipano altre quattro organizzazioni attive nell’educazione al movimento somatico: Soma (Francia), Babyfit (Slovacchia), ArtMan (Ungheria), Embody Move Association (Regno Unito).
In apertura dell’incontro la senatrice Donatella Albano ha posto l’accento sulla necessità, soprattutto in ambito sociale e sanitario, di non perdere il treno dei finanziamenti che l’Europa mette a disposizione dei paesi appartenenti all’Unione. L’Italia ogni anno non utilizza miliardi di euro perché sono scarsi i servizi di informazione all’accesso dei fondi e alla realizzazione dei progetti. “Complessivamente, tra fondi nazio-nali ed europei, la dotazione italiana ammonta, fino al 2016, a 60 miliardi di euro che servono a finanziare sia opere infrastrutturali sia la formazione, interventi per il sociale, l’occupazione, l’istruzione ed altro” ha precisato la senatrice. “Dal 2007 l’Italia ha speso 18,3 miliardi di euro e per gli anni 2013-2015 restano da spendere altri 31,2 miliardi; l’Italia ha speso, fino ad oggi, il 37% degli importi disponibili”.
Gloria Desideri, direttrice di Leben nuova e dei programmi formativi BMC in Italia, a questo proposito ha evidenziato come il finanziamento dell’UE costituisca un riconoscimento al lavoro fin qui svolto da tutti i partner che – ciascuno nel proprio paese – da anni sperimentano, nel campo della disabilità, modalità di cura che non si rifanno a protocolli specifici ma adottano approcci sempre diversi a seconda dell’età, delle patologie, dell’ambiente familiare di provenienza. “Le azioni che, come squadra di lavoro, prevediamo in Italia – ha precisato Gloria Desideri – comprendono visite e incontri presso istituzioni sanitarie e scolastiche, associazioni e realtà territoriali dove alcuni di noi operano e seguono gruppi o casi individuali di persone con bisogni speciali, conferenze dimostrative, seminari”.
“Il nostro è un lavoro a lungo termine – ha sottolineato – che andrà avanti oltre i due anni previsti dal fi-nanziamento. La stessa UE ci ha incoraggiato a mettere a punto nuovi programmi e metodi di formazione con l’obiettivo di arrivare a una inclusione dei saperi e dei diversi approcci per aprirci a nuove forme di trattamento della disabilità”.
Thomas Greil, in rappresentanza di Soma, partner francese, ha evidenziato il carattere esperienziale della formazione dei terapisti che utilizzano l’educazione al movimento somatico attraverso l’approccio BMC (Body-Mind Centering): “Nel training le persone fanno esperienza su se stesse di quegli stessi processi di autoapprendimento e autocura che andranno a sollecitare nei pazienti” .
Maddalena Insogna, fisioterapista con esperienza trentennale nella riabilitazione neuro-pediatrica nel servizio pubblico sanitario e impegnata nella formazione BMC, è intervenuta in rappresentanza dell’Unità Operativa Complessa di NPI della AUSL di Viterbo, si è detta orgogliosa che “l’incontro transnazionale SPARKS, previsto in Italia ad aprile 2014, con tutti i partner del progetto si svolga proprio nella nostra AUSL”.

“Questo è il momento – ha detto Insogna – in cui il sistema sanitario mondiale si sta orientando su un concetto di stato di salute e di funzionamento in cui l’azione terapeutica non è solo in riferimento alla malattia, ma anche alla partecipazione e alla qualità della vita della persona”. “In questa direzione – ha aggiunto – un nuovo strumento è stato elaborato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’ICF (Classifi-cazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute)”.

Per informazioni, approfondimenti e materiali audio video:
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Servizi per l’infanzia e la famiglia: ne parla l’avvocato Marco Carra

L’avvocato mantovano Marco Carra, nominato segretario della III commissione “Sanità e politiche sociali” del Consiglio Regionale della Lombardia si schiera a tutela dei servizi per l’infanzia e la famiglia collocandoli come situazione da gestire in modo prioritario a livello regionale.

Carra concepisce i servizi per la prima infanzia come luoghi universalmente idonei ed estremamente utili per lo sviluppo psico-fisico e per il primo apprendimento cognitivo di tipo scolastico del bambino. È importante evidenziare il ruolo educativo dei genitori, anche in relazione ai processi evolutivi delle strutture famigliari e delle nuove condizioni di lavoro, che richiedono una flessibilità di orari spesso poco attenta a conciliare i tempi lavorativi con i tempi per la famiglia.

L’avvocato dice “L’offerta e la qualità dei servizi per l’infanzia, è priorità che la Regione Lombardia deve perseguire al fine di garantire in ogni comunità locale la costruzione di un sistema integrato di questi servizi: asili nido comunali, asili nido aziendali, servizi integrativi al nido, spazi genitori, spazi gioco. È necessario tendere al raggiungimento dell’obiettivo europeo di Lisbona, cioè 33 posti nido ogni cento bambini da 0 a 3 anni, traguardo ancora lontano da raggiungere. Inoltre, va ricercata la piena attuazione alla legge regionale del garante per l’infanzia“.

 

 

 

 

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L’avv. Marco Carra a Mantova incontra il ministro Kyenge

Il noto Avv. Marco Carra, ha recentemente incontrato il Ministro per l’Integrazione e per le Politiche Giovanili Cécile Kyenge, in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Articolo 3, Osservatorio sulle discriminazioni, a Mantova.

 

Carra, rinomato avvocato e Segretario della III Commissione “Sanità e Politiche Sociali” del Consiglio Regionale della Lombardia, ha parlato con l’On. Kyenge di integrazione, welfare, solidarietà e giustizia, temi di comune interesse e a lui alquanto vicini. Il Ministro ha voluto inoltre affrontare assieme a Carra, l’argomento relativo alla proposta di legge per l’assistenza pediatrica ai figli degli immigrati irregolari in Lombardia, in quanto, oltre ad essere stato Presidente dell’Aspef (Azienda Servizi alla Persona e alla Famiglia) del Comune di Mantova, Marco Carra è attivo ed occupato in particolare sulle tematiche riguardanti il diritto sociale sanitario.

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Convegno ECM- Professioni Sanitarie & ICT

Si svolgerà il 26 ottobre 2013 il convegno “Professioni Sanitarie ed ICT”, patrocinato dalla Fondazione per la sicurezza in Sanità e realizzato dalla Confederazione AnTel-Assiatel/AITIC (Associazione Nazionale Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico) dal Co.NA.P.S. (Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie) in collaborazione con Tecnosan, il meeting romano sulla Sanità digitale.

Il convegno affronterà nell’arco di una giornata le tematiche dell’innovazione tecnologica nella Sanità, l’importanza del continuo aggiornamento nel contesto dell’e-Health dei rappresentanti delle diverse professioni sanitarie e la rilevanza nei percorsi assistenziali del paziente.

Temi salienti del convegno saranno l’inquadramento iniziale delle professioni sanitarie, l’importanza della formazione e delle competenze digitali degli operatori sanitari, l’ICT nella Sanità e l’individuazione di possibili soluzioni proposte dalle aziende attive nel campo dell’Information Communication Technology per innovare il settore e renderlo più efficace ed efficiente.

Al convegno porteranno i loro saluti alcune istituzioni.

Aprirà i lavori Dr. Giovanni Leonardi  (Direttore Generale Risorse Umane e Professioni Sanitarie – Ministero della Salute) con una relazione su “Inquadramento iniziale delle professioni sanitarie”.

Il Presidente della Fondazione per la sicurezza in Sanità, On.le Vasco Giannotti interverrà in mattinata con un intervento dal tema  “Integrazione dei sistema di prevenzione del rischio”.

L’evento, che erogherà 5 crediti ECM, si svilupperà in 4 sessioni suddivise tra mattino e pomeriggio e una tavola rotonda a chiusura del convegno.

Durante la giornata la Fondazione Progenies il n.1 di Health Professionals Magazine, la rivista scientifica indicizzata dei Professionsiti della Salute.

http://www.healthprofessionalsmagazine.it/apps/autos.php

Programma:

Inquadramento iniziale delle Professioni Sanitarie.

Formazione  e competenze digitali in Sanità.

ICT in sanità: ICT e formazione nelle professioni di cura a fondamento della sostenibilità

dei programmi sanitari – Innovazione digitale in Sanità strategia nazionale e ruolo delle istituzioni – Funzioni e criticità del Fascicolo Sanitario Elettronico – Il rischio clinico, come ridurre l’errore e quali tecnologie applicare – Integrazione dei Sistema di prevenzione del rischio.

ICT nelle buone prassi delle PP.SS – Sistema  Informativo Sanitario della Prevenzione Collettiva gli strumenti per la prevenzione –  Il ruolo delle Associazioni all’interno della commissione Nazionale ECM – Risorse ICT da non “tenere a distanza” – MEMPhIS  l’esperienza pilota nella formazione organizzativa attraverso la Fad – Innovazione e tecnologia nella riabilitazione a sostegno dell’efficacia e dell’efficienza dell’intervento riabilitativo.

Sessione non ECM: Case history legata ai vantaggi dell’utilizzo delle tecnologie in sanità e  simulazione di chirurgia in 3D.

Tavola rotonda: “L’impatto dell’ICT sul futuro del S.S.N. e il ruolo strategico delle professioni sanitarie”

Moderatori: Francesco Saverio Proia, Dirigente della Direzione Generale delle Risorse Umane e Professioni Sanitarie – Ministero della Salute

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Presso la UIL Campania convegno su “I fondi interprofessionali e la certificazione delle competenza nel settore sanitario” e presentazione dei risultati del piano formativo “Salute +”

Martedì 4 giugno, alle 16, presso la sede UIL Campania di Napoli, si parla di formazione continua in sanità e delle ruolo dei fondi interprofessionali.

“I fondi interprofessionali e la certificazione delle competenze nel settore sanitario” è il titolo del convegno che vuole esaminare questo importante aspetto del settore sanitario in Campania ed in tutt’Italia.

Nell’evento verranno anche presentati i risultati del Piano formativo “Salute +” finanziato da Fondimpresa e portato a compimento dal Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute con il supporto del socio tecnico e provider nazionale ECM Espansione s.r.l..

Interverranno: Marina Camboni – Erfap UIL Campania; Maria Ocone – Direzione Commerciale Espansione s.r.l.; Vincenzo Schiavone – Presidente Raggruppamento Sanità Confindustria Campania; Giuseppe Abagnale – Presidente Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute; Andrea Bachrach – Presidente O.B.R. Campania; Fulvio Bartolo – Presidente ERFAP UIL Campania; Raffaele Calabrò – Consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti la Sanità; Michele Lignola – Direttore Generale Unione degli Industriali di Napoli; Giovanni Severino – Presidente Sezione Sanità Unione degli Industriali di Napoli. Le conclusioni sono affidate a Sergio Antonio Bolognese – Amministratore Unico di Espansione s.r.l.

“In un quadro generale di evoluzione e flessibilità – dice il responsabile del piano formativo Salute + Sergio Antonio Bolognese – la leva formativa del personale è fondamentale per garantire al cittadino prestazioni sanitarie in linea con l’evoluzione scientifica e tecnologica. L’ECM però non può essere lasciato in balìa dell’autoreferenzialità ed è auspicabile intraprendere un percorso che porti alla certificazione dei professionisti attraverso la definizione e la valutazione delle competenze, dei crediti professionali, della carriera professionale. Nel Piano formativo SALUTE +, finanziato da Fondimpresa, sono state progettate tutte le fasi formative, il metodo, il processo di scelta degli strumenti di valutazione e di definizione degli indicatori di risultato. E’ uno dei piani finanziati nel settore sanitario da Fondimpresa che ha dato i più lusinghieri risultati in chiave di monitoraggio dei risultati”.

Programma del Convegno

Saluto ed apertura dei lavori
Marina Camboni – Erfap Uil Campania

Presentazione dei risultati del Piano formativo aziendale “Salute +” Maria Ocone – Direzione Commerciale Espansione s.r.l.

“I Fondi Interprofessionali e la certificazione delle competenze in Sanità” – Confronto tra esperti.
Moderatore: Vincenzo Schiavone – Presidente Raggruppamento Sanità Confindustria Campania
Contributi:
Giuseppe Abagnale – Presidente Consorzio Scuola Superiore di Scienze della Salute
Andrea Bachrach – Presidente O.B.R. Campania
Fulvio Bartolo – Presidente ERFAP UIL Campania
Raffaele Calabrò – Consigliere del Presidente della Giunta regionale per i temi attinenti la Sanità Michele Lignola – Direttore Generale Unione degli Industriali di Napoli
Giovanni Severino – Presidente Sezione Sanità Unione degli Industriali di Napoli Conclusioni
Sergio Antonio Bolognese – Amministratore Unico Espansione s.r.l.

RIFLESSIONI SUI CONTENUTI DEL CONVEGNO
In un quadro generale di costante evoluzione e flessibilità, la leva formativa del personale sanitario assume un’importanza fondamentale per garantire al cittadino prestazioni appropriate, che devono essere erogate da professionisti la cui competenza è in linea con le evoluzioni scientifiche e tecnologiche.
L’Educazione continua in medicina (ECM) è il processo mediante il quale gli operatori sanitari curano il proprio sviluppo professionale continuo, con l’obiettivo di rispondere alle esigenze dei pazienti, al Servizio sanitario e alla propria crescita professionale. In realtà, per garantire prestazioni così complesse ed in progress, non è possibile lasciare l’acquisizione delle competenze professionali in balia dell’autoreferenzialità. Viceversa, è necessario individuare percorsi e costrutti metodologici che ne certifichino e ne comprovino l’evidenza. Non è sufficiente frequentare un corso e successivamente iniziare ad utilizzare o applicare le nuove metodiche apprese, in quanto la correttezza di esecuzione di tali metodiche può restare in capo al solo giudizio del professionista.
La formazione continua, nel creare una cultura volta a garantire la sicurezza del paziente, dovrebbe individuare strategie formative che contemplino la costruzione e l’utilizzo di criteri oggettivi a favore della riconoscibilità, valutabilità e certificabilità delle competenze acquisite.
Nella sanità italiana il sistema ECM è stato confermato quale strumento atto a garantire la formazione continua: il fine ultimo è quello di migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali dei professionisti, quindi assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza nell’attività sanitaria.
Da qui però la necessità di affiancare la logica dei crediti con quella del portfolio di competenze, che dovrebbe responsabilizzare ad una qualità oggettiva e non autoreferenziale, nonché costituire elemento per la valorizzazione delle singole professionalità. Mediante questo strumento, collegato agli standard condivisi dalla specifica comunità scientifica, si possono esplicitare le competenze/performance individuali secondo criteri di confronto dichiarati.
Nel contesto italiano si parla ancora poco di certificazione, non ne abbiamo la cultura e siamo sprovvisti di standard nazionali, a differenza di quanto accade in altri Paesi. Negli USA sono addirittura previsti programmi di mantenimento della certificazione (Maintenance of certification – Moc), nonché la necessità, per alcune branche specialistiche, di aderire singolarmente a database di outcome riconosciuti o a programmi di valutazione delle qualità clinica.
In quest’ottica è auspicabile intraprendere un percorso che porti alla certificazione dei professionisti attraverso la definizione e valutazione delle competenze, dei crediti
professionali, della carriera professionale. Una cultura della competenza, inizia dall’apprendimento e dal Critical thinking, con particolare attenzione alla metodologia del Problem Based Learning (PBL), che permette di supportare il processo di ragionamento. Da ciò derivano altri importanti outcome a cui può portare un programma di apprendimento strutturato sulle metodiche del Pbl, e cioè l’abilità di risoluzione dei problemi, il ragionamento critico e la capacità di prendere decisioni.
La pratica clinica richiede il pensiero critico poiché induce ad andar oltre l’immediata prospettiva dell’agire secondo schemi consueti, per aprirsi a dubbi, domande e valutazioni alternative. Il giudizio clinico è il pensiero critico traslato nell’area clinica. La sfida per la formazione in sanità consiste nella capacità di fornire le risorse, i contenuti e le strategie per sviluppare il pensiero critico e creare i presupposti per trasferire le conoscenze teoriche nel contesto clinico. In questo ambito, più che altrove, è necessario elaborare un bilancio delle competenze, mappare le competenze agite per un loro confronto con l’atteso professionale, nonché capire quale strumento sia da prevedere affinché si possa misurare il livello di abilità raggiunta dalla persona. Dal confronto tra l’atteso e l’acquisito (gap) si determina il bisogno individuale e ne scaturiscono gli obiettivi educativi.
Riguardo ai metodi di valutazione, alle riflessioni valoriali, agli strumenti e ai metodi da adottare, il sistema ECM nazionale propone ipotesi ancora “primitive”. In questo senso, spingere in direzione della certificazione delle competenze nel settore sanitario significa avvalorare il sistema dell’aggiornamento professionale nel suo complesso ed aiutare il SSN verso nuovi sviluppi in professionalità ed efficienza.
Nel Piano formativo SALUTE +, finanziato da Fondimpresa sono state progettate tutte le fasi formative, il metodo, il processo di scelta degli strumenti di valutazione e di definizione degli indicatori di risultato. È uno dei piani finanziati nel settore sanitario da Fondimpresa che ha dato i più lusinghieri risultati in chiave di monitoraggio dei risultati.
Fondimpresa negli Avvisi del Conto di Sistema privilegia le attività formative oggetto di certificazione delle competenze, analoga operazione viene più blandamente eseguita anche da altri Fondi Interprofessionali nella gestione delle risorse che vengono impiegate a favore dell’aggiornamento professionale dei lavoratori della sanità.
La variabile CERTIFICAZIONE nella formazione professionale ed in particolare nell’ECM, ha un costo a volte molto elevato rispetto agli standard di spesa correnti per le altre attività propriamente formative. Ad esempio, il solo versamento al Ministero della Salute del contributo per l’assegnazione di un credito ECM (equivalente in media ad 1 ora di formazione), costa al Provider 31 euro.
Mediamente, il finanziamento complessivamente assegnato per un’ora di formazione nell’ambito di un avviso di Fondimpresa è tra i 165 ed i 180 euro ed in questo importo rientrano tutte le voci di spesa dalla progettazione alla rendicontazione dei costi. La sproporzione tra i costi della certificazione delle competenze e le risorse finanziarie assegnate è evidente.
Anche per questi motivi, la certificazione delle competenze rischia di diventare lo spauracchio delle attività formative e vari segnali indicano per questa importante fase della formazione un futuro dubbio ed incerto.
L’esperienza formativa di SALUTE + evidenzia l’importanza di una necessaria complementarietà tra la valorizzazione dei singoli professionisti e il loro sviluppo professionale con l’appropriatezza della prestazione sanitaria. Il piano, nel suo percorso, ha definito passaggi fondamentali necessari alla costruzione di un meccanismo di valutazione delle competenze acquisite, nonché piste di approfondimento che possano divenire attività di ricerca e di riflessione, con l’intento di favorirne la diffusione culturale e la costruttiva esperienza.

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E’ online il forum per la qualità in sanità: WeCareForum.it

Dai primi di maggio è online WeCareForum.it, il nuovo sito dedicato alle tematiche della qualità, della sicurezza, del miglioramento e dell’innovazione nella gestione dei processi sanitari.
Il portale nasce con l’obiettivo di diventare il punto d’incontro e di confronto di tutti i professionisti del settore sanitario che hanno operato e operano con passione e dedizione e che per questo vogliono contribuire al miglioramento della qualità in sanità e dell’assistenza a beneficio dell’intera collettività.

Sviluppato a partire dall’idea di un gruppo di professionisti del settore, WeCareForum.it è costituito da singole sezioni, dedicate alle tematiche della Certificazione della qualità, dell’Accreditamento sanitario istituzionale e professionale, della Qualifica dei fornitori di servizi esternalizzati in ambito sanitario, in cui verranno riportati articoli di interesse comune e alcune case history con l’obiettivo di stimolare lo scambio di informazioni tra gli iscritti.

Il vero e proprio cuore di questa community è, infatti, rappresentato dell’area Forum, un luogo virtuale di discussione e di confronto strutturato, in cui i partecipanti possono riportare le proprie esperienze, realizzate o in fase di realizzazione, esprimere opinioni e dare il loro contributo creando, così, utili momenti di riflessione per sviluppare in senso pieno il concetto di qualità in sanità.

Per fornire una visione completa relativa a queste tematiche e stimolare ulteriormente il dibattito, sul portale sono anche presenti una sezione dedicata ai Dispositivi Medici e alla relativa normativa, con riferimenti specifici alla Direttiva 93/42/CEE e alle Linee guida; inoltre un calendario costantemente aggiornato in cui verranno riportate informazioni sugli Eventi di riferimento per il settore e sui Corsi di formazione su qualità e sanità e un’area News per rimanere sempre aggiornati sulle principali notizie in ambito sanitario.

Ma non solo. Gli utenti hanno, anche, la possibilità di iscriversi alla Newsletter, selezionando gli argomenti di proprio interesse tra quelli presenti sul sito, e di porre una o più domande specifiche al team di WeCareForum.it entrando nell’area L’esperto risponde, con la garanzia di ricevere una risposta entro 72 ore.

WeCareForum.it è quindi rivolto a Medici, Professionisti, Istituzioni ed Enti operanti direttamente e/o indirettamente nel settore sanitario, con l’auspicio di diventare una vera e propria community di professionisti che si confrontano ed interagiscono in maniera aperta e propositiva per il miglioramento della qualità in sanità.

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News importanti da GVM Care&Research

Importanti news dal Gruppo GVM Care&Research.

·         Fibrillazione atriale: ora è possibile controllarla grazie al Prof. Nasso.

Grazie alla scoperta del Prof. Giuseppe Nasso, specialista GVM Care & Research – Gruppo di sanità italiano fondato e presieduto da Ettore Sansavini – è ora possibile monitorare in modo semplice ed affidabile il rischio di fibrillazione atriale, ovvero un delle più frequenti forme di aritmia cardiaca causata dagli atri del cuore.

·         Maria Cecilia Hospital: il laboratorio di Emodinamica al Congresso Internazionale Euro PCR a Parigi.

Il Laboratorio di Emodinamica di Maria Cecilia Hospital  – struttura appartenente al gruppo italiano di sanità GVM Care & Research, fondato e presieduto da Ettore Sansavini  – parteciperà anche quest’anno al Congresso Internazionale Euro PCR che si svolgerà a Parigi dal 21 al 24 Maggio 2013.

·         Il Percorso Virtuoso della Malattia Cardio-Vascolare.

il Percorso Virtuoso della Malattia Cardio-Vascolare” è il titolo del convegno promosso da Villa Torri Hospital – struttura del Gruppo italiano di sanità GVM Care & Research fondato e presieduto da Ettore Sansavini – in programma per sabato 8 Giugno presso l’Aemilia Hotel di Bologna.

·         SAN PIER DAMIANO – intervento effettuato con successo per Mattia Graffiedi, oggi dimesso.

Mattia Graffiedi è stato dimesso nella giornata di oggi, mercoledì 15 Maggio 2013, dopo essersi sottoposto ad un intervento al ginocchio sinistro presso il San Pier Damiano Hospital di Faenza – struttura appartenente al Gruppo di sanità italiano GVM Care & Research, fondato e presieduto da Ettore Sansavini.

 

Per ulteriori informazioni newsroom.gvmnet.it

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ULSS 5 ARZIGNANO: MENZIONATA PER IL PREMIO INNOVAZIONE ICT IN SANITÀ 2013 DEL POLITECNICO DI MILANO

L’Azienda Unità Locale Socio Sanitaria 5 di Arzignano (Ovest Vicentino) ha ottenuto una menzione nell’ambito del Premio Innovazione Ict in Sanità 2013 nella categoria “Servizi Digitali al Cittadino” per il progetto “Riorganizzazione dei servizi di Pronto Soccorso”. La menzione è stata assegnata in occasione del convegno di presentazione della Ricerca 2013 dell’Osservatorio ICT in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano.

Il progetto è stato menzionato per l’approccio multidisciplinare utilizzato nella revisione dei servizi di Pronto Soccorso che ha combinato la riorganizzazione delle attività di prima accoglienza e di gestione delle attese con le opportunità offerte dalle tecnologia ICT, conseguendo un miglioramento del livello informativo al paziente e di razionalizzazione delle attività degli operatori sanitari.

Il PS di Arzignano rappresenta il progetto pilota della Regione Veneto per il miglioramento della gestione delle attese in Pronto Soccorso. Partito nel Gennaio 2012 ed entrato a regime nel Settembre 2012, si basa su cinque pilastri fondamentali:

• il miglioramento e il potenziamento del Triage;
• l’introduzione di una nuova figura di assistente di sala d’attesa che, fungendo da intermediario tra l’infermiere del triage, gli altri operatori sanitari e il cittadino, fornisce a quest’ultimo informazioni sui tempi d’attesa, sui motivi dell’attesa, ecc.;
• l’identificazione di un medico referente a cui far riferimento per questioni che i diversi operatori non riescono a risolvere;
• l’introduzione di una soluzione tecnologica, MR-You Enterprise® Pronto Soccorso di Artexe;
• il miglioramento del comfort ambientale del Pronto Soccorso.

Il premio è un’iniziativa nata nel 2010 per creare occasioni di conoscenza e condivisione dei progetti che si sono distinti per capacità di utilizzare l’Ict come leva di innovazione e miglioramento nel mondo della Sanità in Italia.

«L’obiettivo del riconoscimento è di generare un meccanismo virtuoso di condivisione delle esperienze di eccellenza – spiega Mariano Corso, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Ict in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano – con particolare riferimento alle strutture sanitarie italiane, che spesso non conoscono appieno i benefici derivanti dall’adozione di moderne tecnologie digitali come leva per migliorare le loro performance».

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Vignale: Da oggi in Piemonte il “Progetto Salute” dedicato all’epilessia

È stata approvata oggi la mozione, Vignale primo firmatario, “Interventi a favore dei soggetti affetti da epilessia”.

La mozione votata oggi è  finalizzata a migliorare la qualità della vita delle persone con epilessia e delle loro famiglie attraverso una efficace assistenza socio-sanitaria, a diminuire i costi socio-sanitari attraverso diagnosi precoci ed adeguate terapie e ad eliminare, attraverso una capillare azione di comunicazione tutti i pregiudizi e la disinformazione su questa patologia.

Il testo infatti impegna la giunta regionale a redigere un ‘Progetto Salute’ sulla patologia in grado di  assicurare, per la prima volta in Piemonte, il miglioramento della qualità di vita dalle persone affette dalla malattia attraverso l’istituzione di centri regionali di assistenza (presso l’azienda ospedaliera S.Giovanni Battista di Torino e l’AOU Maggiore della Carità di Novara), l’individuazione di spazi indonei di diagnosi e cura oltre che la divulgazione di messaggio informativi finalizzati a far conoscere meglio la malattia.

In Piemonte, circa l’1% dei residenti è affetto da epilessia, e i maggiori picchi di incidenza si registrano nei bambini e negli adolescenti. Secondo una ricerca della Lice, la Lega italiana contro l’epilessia, il 40% del totale dei pazienti sono bambini sotto i 14 anni. E di questi, sempre secondo la banca dati italiana, il 20% ha meno di due anni.

Secondo la LICE inoltre, pur conoscendo approssimatamene la patologia, ben  il 60% degli insegnanti non sa come comportarsi. Questi dati ben dimostrano la disinformazione generale su questa patologia, spesso legata al pregiudizio se non addirittura al tabù.

Se è vero che grazie ai farmaci di nuova generazione, alle tecniche chirurgiche ed alla elevata esperienza clinica oggi si riesce a contrastare in modo efficace questa malattia, è decisamente più difficile diradare le paure legata alla disinformazione e al pregiudizio. Il grande pubblico infatti conosce poco l’epilessia, anche perchè non raramente chi ne soffre ha paura di farlo sapere, come se avere le crisi fosse una colpa. Vi è un tabù sull’epilessia, che è necessario sconfiggere. Per questo è importante offrire alla cittadinanza la più ampia informazione.

Per questi motivi, grazie anche all’importante sostegno e contributo dell’A.P.I.C.E, Associazione Piemontese Contro l’Epilessia, ho redatto prima un testo di legge, trasformato, dopo il voto del piano socio sanitario regionale che già includeva la maggior parte degli impegni, in mozione.

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“L’accoglienza del paziente” al centro di un corso formativo il 25 gennaio a Maria Cecilia Hospital di Cotignola

L’accoglienza in un’organizzazione orientata al cliente” è il titolo del corso che il Servizio Formazione GVM organizza per venerdì 25 gennaio nella Sala Convegni di Maria Cecilia Hospital, struttura di Cotignola (Ravenna) appartenente a GVM Care & Research (gruppo fondato e presieduto da Ettore Sansavini). Il corso, accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie, sarà tenuto da Alessandra Pasqualini Galliani. «Parleremo di bisogni, attese e urgenze di un paziente che entra in una struttura sanitaria, fra esigenze terapeutiche ma anche di tipo relazionale – anticipa la docente – Alcuni sostengono che la terapia è fatta del 25 per cento di biologia, tecnologia, farmacologia, e per il 75 per cento di relazioni umane, in grado di trasmettere cura e attenzione autentiche, di rassicurare il paziente di essere “in buone mani”. Il primo passaggio per rendere la relazione rassicurante è proprio il momento dell’accoglienza, in cui viene testata la fiducia e il credito che il paziente associa alla struttura, che va confermata con una relazione umana continuativa, di ascolto e comunicazione, tra tutto il personale e il paziente. La gestione di queste situazioni può caratterizzare lo “stile” dell’organizzazione e generare la percezione d’affidabilità della struttura».

Il corso, che si svolgerà dalle 14 alle 20, inviterà i partecipanti a riflettere su questi temi, cercando di decodificare i bisogni e le attese dei pazienti nella fase di accoglienza e durante tutto il percorso presso la struttura, comprendendo come, oltre all’approccio terapeutico, sia rilevante la cura relazionale. La modalità di lavoro sarà interattiva, in uno scambio continuo docente – partecipante.

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Pdl irresponsabile fa mancare la maggioranza in Consiglio regionale

Solo un PDL irresponsabile può far mancare la maggioranza ad un assessore della propria giunta e votare insieme al PD, gli ordini del giorno sull’ emodinamiche piemontesi.

L’atteggiamento del PDL tenuto oggi in Consiglio Regionale è la dimostrazione che il partito di maggioranza in Regione oggi è stato pronto a sconfessare un piano socio sanitario votato da loro stessi pochi mesi fa.

Vista la drammatica situazione in cui viviamo oggi non si può prendere la strada del rigore e contemporaneamente promuovere quella della spesa. Per questo motivo il gruppo di Progett’Azione, con me oltre che con i consiglieri Burzi e Tentoni, abbiamo votato contro ordini del giorno che di fatto richiedono alla Regione costi oggi non più sostenibili.

Questo è il tempo delle scelte evidentemente oggi il PDL ha fatto la propria. Se è ben comprensibile la difficoltà ad assumere decisioni poco popolari, come la razionalizzazione dell’emodinamiche piemontesi, ci chiediamo come farà chi oggi ha votato a favore della spesa a spiegare domani ai cittadini un eventuale aumento delle pressione fiscale causato proprio dal non rispetto dei parametri di spesa sanitaria. Perché se è scontata la posizione dei partiti di minoranza, è assolutamente ingiustificabile quella del più grande partito di maggioranza.

Gian Luca Vignale

consigliere regionale Progett’Azione

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GVM rafforza la propria presenza in Sicilia: avviato il Misilmeri Medical Center

GVM Care & Research, il gruppo sanitario fondato e presieduto da Ettore Sansavini, sviluppa ulteriormente la propria presenza in Sicilia. Dopo lo storico Maria Eleonora Hospital di Palermo, attivo fin dal 1992, e le più recenti acquisizioni di Agrigento Medical Center (2004) e Cosentino Hospital di Palermo (2011), il 9 novembre verrà inaugurato ufficialmente il poliambulatorio specialistico Misilmeri Medical Center, situato nel centro a 15 km da Palermo. “Il nostro poliambulatorio propone attività ambulatoriali e visite mediche specialistiche di cardiologia, ginecologia, ortopedia e neurologia, ma anche consulenze specialistiche in dermatologia, diabetologia, dietologia, psicoterapia, trattamento dell’obesità e del sovrappeso, auricoloterapia, agopuntura addominale, endocrinologia, nefrologia, senologia e urologia – spiegano  Giustina Romano ed Egidio Montadoni, rispettivamente Amministratore Delegato e coordinatore del poliambulatorio, la cui direzione sanitaria è affidata al dottor Stefano Mantegna – La nostra struttura si avvale di molti prestigiosi professionisti del network GVM Care & Research, per rispondere ai più avanzati e qualitativi criteri in materia di assistenza ambulatoriale. La competenza dei nostri professionisti e la dotazione delle più moderne attrezzature garantiscono ogni necessità primaria di diagnosi e cura per il benessere del paziente, che costituisce il centro attorno al quale ruota la nostra attività, in linea con la filosofia di GVM Care & Research”.

Il Misilmeri Medical Center si trova in Viale Europa 119 a Misilmeri, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20. Info: 091.8733597.

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Nomentana Hospital adotta H2O, il software gestionale ERP per case di cura di Afea

Nomentana Hospital di Fonte Nuova (RM) intende diventare il punto di riferimento regionale per la riabilitazione, e a supporto di questo obiettivo ha avviato un progetto di revisione dei sistemi informativi, finalizzato a ridurre i costi e migliorare la qualità dei servizi al paziente.

Come partner in questo cambiamento tecnologico e organizzativo, Nomentana Hospital ha scelto Afea che offrirà le soluzioni e la consulenza utili a raggiungere una migliore efficienza operativa e una maggiore condivisione delle informazioni a supporto del processo di diagnosi, cura e assistenza.

Il nuovo sistema informativo si baserà su H2O, il software gestionale per case di cura sviluppato da Afea, che permetterà di attivare un sistema unico per la gestione del percorso del paziente all’interno della struttura.

H2O supporterà le esigenze cliniche e gestionali nell’area clinica, amministrativa e in quella ritenuta più strategica della riabilitazione: ricovero, prenotazione prestazioni, refertazione specialistica e diagnostica, cartella clinica fisioterapica, magazzino e farmacia, fatturazione e flussi ASL.

Grazie alla completezza funzionale e alla capacità di dialogo con soluzioni terze parti, H2O consentirà di standardizzare e velocizzare procedure operative, pianificare e controllare risorse, condividere le informazioni tra gli tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura e riabilitazione: medici, infermieri, fisioterapisti, operatori socio-sanitari.

La soluzione implementata da Afea, integrerà inoltre, strumenti per il controllo di gestione e l’analisi delle performance, che permetteranno al management di Nomentana Hospital di analizzare e per monitorare in tempo reale l’andamento economico-finanziario della struttura e la qualità dei servizi erogati. In particolare, sarà possibile effettuare il controllo del magazzino e dei consumi di farmaci e materiali sanitari, valutazione dei ricoveri, analisi delle prestazioni ambulatoriali erogate…

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Maria Eleonora Hospital apre nuovo Poliambulatorio a Palermo

Il Maria Eleonora Hospital continua a rafforzare i propri investimenti sulla Sanità siciliana. L’ospedale, accreditato con il SSN e appartenente alla holding italiana GVM Care & Research – fondata da Ettore Sansavini – annuncia l’apertura del nuovo Poliambulatorio presso la sede distaccata di via Paolo Gili.

Il Poliambulatorio è dotato di macchinari e strumentazioni mediche di ultima generazione e diventerà uno dei punti di riferimento in Sicilia per quanto riguarda la diagnostica relativa a branche come ortopedia, neurochirurgia, chirurgia generale e oculare.

L’apertura del Poliambulatorio di Palermo credo sia la conferma dei costanti investimenti del Gruppo nel settore Sanitario in Sicilia”, ha commentato il dottor Aldo Panci, Amministratore Delegato di Maria Eleonora Hospital. “Il personale medico a disposizione del Poliambulatorio è particolarmente prestigioso e si avvale della perfetta integrazione tra medici già operanti in Regione e esimi professionisti provenienti da tutta Italia, come il dottor Rodolfo Rocchi, il dottor Vasina e il dottor Vito Bongiorno che verrà direttamente dalla Francia, con cui sono in atto delle trattative per un suo trasferimento a Palermo in pianta stabile: si tratta di un grande esperto sulle patologie legate alla spalla”. 

“I medici si avvarranno anche del Cosentino Hospital per effettuare gli interventi chirurgici. Il nostro obiettivo – continua il dottor Panci – è quello di riuscire ad abbattere il grave problema della migrazione di pazienti verso strutture extra-regionali, che crea disagi per gli spostamenti e aggravi delle spese sanitarie per la nostra Regione”.

In particolare,  il dottor Piergiorgio Vasina è il massimo esperto italiano per quanto riguarda la chirurgia mini-invasiva dell’anca per via anteriore con ausilio della robotica e della navigazione.

 

Luciano Majelli

Consultant Barabino&Partners S.p.A.
E-mail: [email protected]
Tel.: 02/72.02.35.35
Fax: 02/89.00.519
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Primo intervento chirurgico di posizionamento di impianti zigomatici

Al Maria Cecilia Hospital di Cotignola – clinica del Gruppo Villa Maria fondato da Ettore Sansavini –  il 3 settembre scorso è stato praticato un primo intervento chirurgico di posizionamento di impianti zigomatici. Gli impianti zigomatici permettono, a chi non ha osso sufficiente al mascellare (arcata superiore), di posizionare  in pochi giorni di trattamento una protesi fissa in sostituzione della tradizionale ed ingombrante dentiera. Questo tipo di intervento oggi rappresenta l’alternativa migliore all’innesto d’osso nei casi di atrofia al mascellare.

Mentre l’implantologia dentale tradizionale permette al paziente con pochi denti o addirittura senza più denti (edentulo) di ritornare a masticare con i denti fissi mediante l’inserimento nell’osso di “viti” in titanio, la particolarità degli impianti zigomatici è quella che si possono posizionare anche laddove il paziente non ha più osso a sufficienza, per cui gli impianti tradizionali non sono indicati; gli “zigomatici” sono impianti molto più lunghi, arrivano anche a  5 cm, e vengono ancorati all’osso zigomatico anche nei casi di minima quantità ossea della mascella, la cosiddetta atrofia ossea.

Solitamente dopo 2-3 giorni dall’intervento si può posizionare una protesi dentaria fissa (con la tecnica del carico immediato)  con evidenti vantaggi per il paziente sia dal punto di vista estetico che funzionale e, soprattutto psicologico. A Cotignola, per la prima volta, l’intervento è stato eseguito da un’equipe composta dal dottor Stefano Stea, responsabile della Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale,  e dal dottor Giorgio Ban, odontoiatra implantologo. L’intervento di implantologia zigomatica viene eseguito in anestesia generale ed in regime di ricovero; a Maria Cecilia Hospital prevede sempre la collaborazione tra l’implantologo e il chirurgo maxillo-facciale.

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Intervento di Ettore Sansavini membro Comitato Esecutivo AIOP Nazionale e Presidente di GVM Care & Research

L’esigenza di provvedere con urgenza ad una revisione della spesa pubblica ha portato il Governo ad anticipare alcuni provvedimenti che, mentre da un lato andranno ad incidere sui costi delle Istituzioni, dall’altro mireranno alla riduzione della spesa per i servizi pubblici.

Consapevoli della necessità di mettere mano ai costi sostenuti dall’intero apparato, quello che stona nei cosiddetti “tagli” alla spesa sanitaria è la paventata riduzione del 2% del fondo sanitario destinato agli erogatori privati accreditati, i quali rappresentano gli unici costi certi, misurabili e verificabili da parte di chiunque.

E’ bene chiarire all’opinione pubblica che le strutture ospedaliere private accreditate vengono remunerate dalle Asl sulla base di tariffe stabilite dalla stessa P.A., il più delle volte a valori ulteriormente scontati e solo per le prestazioni effettivamente erogate.

Basti considerare che, sul totale delle prestazioni erogate dal servizio sanitario, il 25% è stato fornito da ospedali privati accreditati e che il costo sostenuto dallo stato per tali prestazioni è pari solo al 15% della spesa sanitaria complessiva (dati 2010). In altre parole spendendo il 15% si sono curati il 25% di tutti i malati.

Inoltre, le stesse aziende ospedaliere private hanno i loro bilanci pubblicati (cosa che non vale per l’ospedalità pubblica) e sono chiamate sia a soddisfare i requisiti tipici del concessionario di pubblico servizio sia ad operare secondo le logiche del mercato, ossia salvaguardando la redditività e riducendo le inefficienze.

Per questa ragione, una indiscriminata riduzione del fondo sanitario già contrattualizzato con gli erogatori privati accreditati, non farà altro che ridurre la loro capacità di fornire prestazioni sanitarie a favore di tutti i cittadini, quantificabili in 56.000 ricoveri ospedalieri annui in meno per patologie oncologiche, neurochirurgiche, cardiologiche, ortopediche, per la dialisi, ecc., difficilmente assorbibili dalla capacità del sistema pubblico.

Inoltre la spesa ospedaliera pubblica aumenterebbe immediatamente dello 0,6% di ciò che oggi spende lo Stato.

Una manovra è giusta ed equa se mostra di incidere sulle inefficienze e sui costi ingiustificabili e fuori controllo.

Spesso si crede erroneamente che gli ospedali privati “sottraggano” pazienti al sistema pubblico. Al contrario, gli ospedali privati accreditati rappresentano un elemento di complementarietà rispetto al Sistema Sanitario Nazionale, rispondendo in modo efficace ed efficiente a specifiche esigenze dell’utenza e di fatto permettendo uno snellimento del flusso dei pazienti che accedono ai servizi sanitari.

Gli ospedali privati accreditati sono l’unica voce certa nelle spese della sanità pubblica. Questa riduzione decisa dal Governo produrrebbe l’unico effetto di privare significativamente i cittadini del loro fondamentale diritto alla tutela della salute.

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Il Comune di Tarquinia mette a disposizione 25.000 euro per integrare temporaneamente il servizio ospedaliero di emergenza

«L’Amministrazione s’impegna a stanziare un contributo per integrare il servizio ospedaliero di emergenza in questi mesi estivi». Lo afferma il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola, che ha inviato una lettera al direttore generale dell’Ausl di Viterbo Adolfo Pipino in cui illustra la proposta. «Il Comune mette a disposizione un fondo una tantum di 25.000 euro per l’erogazione di servizi essenziali da parte del presidio. – prosegue – Un atto indispensabile, perché si sta assistendo a una lenta e progressiva riduzione delle prestazioni. In questo modo si penalizzano i cittadini tarquiniesi e le migliaia di turisti che affollano il litorale». Ancora una volta l’Amministrazione scende in campo in difesa dell’ospedale. «Il Comune lavora per dare un futuro alla struttura, che rappresenta un’eccellenza della rete ospedaliera viterbese. – prosegue – Come primo cittadino lotterò fino all’ultimo per tutelare il presidio, nonostante una politica sanitaria regionale scriteriata». Dal centro destra in due anni nessuna risposta ai problemi della sanità. «Il PdL non riesce a tagliare sprechi e abusi. – conclude – Tuttavia continua ad adottare provvedimenti che stanno portando allo sfascio il sistema sanitario regionale e provinciale, con disagi notevoli per l’utenza. Al centro destra tutto questo però non importa».

 

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