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Imprese italiane, che batosta: i rincari delle materie prime costano 46,2 mld l’anno

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  • 13 Ottobre 2021

I prezzi delle materie prime che salgono, creano un bel problema alle piccole e medie imprese italiane. Molte di esse infatti stanno vivendo una impennata dei costi di produzione, che alla fine si trasmette sul fatturato. E in definitiva questo mina la già difficile ripresa nell’era post-Covid.

Un grosso problema per le imprese italiane

impreseOccorre rimarcare che le piccole e medie imprese italiane sono circa 848mila, e impiegano oltre 3 milioni di addetti. Se vanno in difficoltà loro, va in difficoltà tutta l’economia.
Anche perché l’aumento dei costi da sostenere si traduce in un minor valore aggiunto e in una minore propensione ad investire. Ciò compromette i processi di innovazione ma anche i progressi nel lavoro, visto che le aziende in alcuni casi sono costrette a utilizzare gli ammortizzatori sociali, nonostante la ripresa degli ordinativi.

Prezzi delle materie prime alle stelle

Secondo gli ultimi dati, durante il mese di agosto i prezzi delle materie prime hanno avuto un incremento del 31,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Non si tratta soltanto di energia, ma anche di materie prime non energetiche. Ma quel che è peggio è che gli indicatori inversione trend non danno ancora segnali che la situazione a berve cambierà.
Alla fine tutto questo aumento si traduce in un peso di ben 46,2 miliardi su base annua. Di questi, la maggior parte (29,8 miliardi) finisce per gravare sulle piccole imprese della manifattura no food. Altri 12,1 miliardi colpiscono le aziende che operano nel settore delle costruzioni. I restanti 4,3 miliardi si abbattono sulle aziende impegnate nella produzione alimentare.

C’è chi deve fermare la produzione

Per alcune piccole imprese (e parliamo anche di aziende famose nel mondo) si tratta di una batosta per il bilancio. Ma in molti casi anche per la produzione stessa. Il prezzo troppo elevato delle materie prime infatti, rende impossibile l’approvigionamento di tutto quello che occorre per l’attività.

Spesso accade che le aziende devono rinunciare a lavorare, per via delle materie prime troppo care e spesso introvabili. In particolare questo accade nel mondo delle costruzioni. Secondo alcuni dati, quasi una impresa su 10 ha affermato di avere problemi a lavorare per via della scarsità di materiali.
Bisogna rimarcare che sulle materie prime sono anche in atto delle manovre speculative. Insomma, sui rincari c’è chi ci sta marciando.

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Reagire alla crisi: i commercialisti siano alleati degli imprenditori

Investire sulle competenze. Riscoprirsi uniti. Imparare a reagire. Sono queste le leve fondamentali per ripartire secondo Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

In carica da gennaio 2017, Simona Bonomelli ha ripercorso le condizioni dell’economia globale, nazionale e provinciale, soffermandosi sulle conseguenze generate dai due mesi di lockdown. Dalla fine di febbraio la diffusione dell’epidemia di Covid-19 ha infatti determinato un forte impatto negativo sull’attività economica con una contrazione del PIL nel primo trimestre del 4,7% e una riduzione degli occupati, soprattutto tra i dipendenti a termine. Le stesse prospettive della finanza pubblica sono state modificate dall’emergenza sanitaria: il rapporto tra il debito e il PIL, ad esempio, potrebbe aumentare di oltre 20 punti percentuali quest’anno, raggiungendo il 155,7%. Nel contempo, si è attenuata la crescita dei consumi delle famiglie e vi è stato un calo marcato nei servizi turistici, nella ristorazione, nel trasporto, nelle attività ricreative e culturali. Un contesto nel quale i commercialisti sono stati chiamati a dare un importante contributo al Paese con le loro competenze e peculiarità, manifestando proposte concrete al Governo. Da qui, il richiamo a una maggiore coesione e ad un’attenzione crescente al ruolo della categoria.

«Sono numerose le sfide e le opportunità che noi professionisti siamo chiamati a cogliere, ad analizzare e a risolvere nell’ottica di un ruolo che non può più essere solo di comunicazione di nuovi obblighi e adempimenti, ma di alleanza nella gestione aziendale dell’impresa. Durante la pandemia, abbiamo lavorato ininterrottamente per garantire assistenza a imprese e contribuenti, adattandoci in tempi rapidissimi e, non senza difficoltà, a logiche di lavoro nuove. Questa esperienza è stata per noi, come per tutto il mondo del lavoro, un importante banco di prova che può aiutarci a cambiare e a migliorarci. Per farlo, dobbiamo investire sempre di più nelle competenze, dobbiamo fare leva sulla capacità di adattarci, di reagire, di svilupparci, spingendo anche le imprese a fare lo stesso, e dobbiamo agire uniti, condividendo le nostre capacità. Solo così potremo dare la necessaria forza al Paese per ambire a una nuova “ricrescita”» – ha dichiarato Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

Un richiamo forte che trova riscontro in molte delle sfide che attendono le imprese italiane, specie le PMI. Oltre alla ripartenza, l’attenzione per il nuovo Codice della crisi e dell’insolvenza d’impresa (D. Lgs. n. 14/2019) nel quale i professionisti sono chiamati ad avere un ruolo determinante. In molti casi, infatti, le PMI non hanno le competenze e gli strumenti necessari per osservare i nuovi adempimenti e i sistemi di allerta interna. Il ruolo dei commercialisti è quindi fondamentale per far comprendere agli imprenditori la necessità dell’implementazione di un nuovo modello di gestione basato sui moderni sistemi di controllo.

«Le sfide di mercato che si stanno rapidamente e prepotentemente manifestando impongono all’imprenditore un netto cambiamento del modus operandi, essendo ormai imprescindibile la necessità di rilevare tempestivamente i segnali della crisi. Di conseguenza anche la nostra categoria deve essere pronta ad adattarsi alle nuove sfide del tempo, facendo leva sulle sue risorse professionali. È questo l’auspicio con cui vado a concludere il mio mandato in scadenza alle fine dell’anno, un percorso che mi ha fatta crescer a livello personale e professionale, nella consapevolezza che ciascuno di noi è un patrimonio fondamentale per il Paese e che le nostre risorse sono indispensabili per la crescita di ciascuno» – ha concluso Bonomelli.

 

DATI E ATTIVITA’ DELL’ODCEC

Gli iscritti, alla data del 31 dicembre 2019, sono complessivamente 1708 di cui 1696 all’elenco ordinario e 12 all’elenco speciale, oltre a 32 STP. Nel corso dell’anno 2019 vi sono state 37 iscrizioni e 38 cancellazioni (di cui 6 decessi, 19 dimissioni, 10 trasferimenti, 3 radiazioni). Per quanto attiene ai Praticanti al 10 giugno 2020, n. 77 sono iscritti nella sezione A dei Commercialisti e n. 20 sono iscritti nella sezione B degli esperti contabili.

Oltre alle attività ordinarie è proseguito il lavoro dell’Organismo di Composizione della Crisi da sovraindebitamento e di liquidazione del patrimonio del debitore così come l’attività della Scuola di Alta Formazione della Lombardia attraverso la quale si sta cercando di favorire la specializzazione anche in aree che non sono mai state riconosciute a livello istituzionale.

Per informazioni https://www.odcec.bg.it/

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Business

Think, plan & go: i 3 pilastri per la ripartenza delle imprese

A seguito della pandemia da Coronavirus, il Fondo monetario internazionale ha stimato un calo del Pil per l’Italia nel 2020 del -9,1%, mentre per le aziende è attesa una perdita di fatturato fino a 670 miliardi di euro[1]. Uno scenario critico per le aziende chiamate a ripensare il proprio business per effetto di Covid-19. La pandemia ha, infatti, fatto saltare tutte le variabili in gioco: i mercati, la produzione, la supply chain, l’organizzazione aziendale, e prima ancora l’equilibrio finanziario. Solo chi, senza indugi, saprà ripensare il proprio modello di business riuscirà a superare questa forte crisi: in gioco c’è la continuità aziendale.  Lo sostiene il pool composto dai professionisti specializzati in finanza d’impresa dello Studio BNC e gli advisor industriali di 4WARD CONSULTING, al lavoro nel cuore delle aziende con analisi e soluzioni per la ripresa.

I numeri dell’emergenza – L’impatto del Covid-19 si è abbattuto sul sistema produttivo italiano e internazionale in maniera improvvisa, con una forza distruttiva e diffusa. E non fa eccezione nessun settore (o quasi): si registrano infatti flessioni tendenziali e congiunturali sia nella fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%) che nelle industrie tessili e abbigliamento (-51,2%) così come nella metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37,0%). Un po’ meno accentuato è il calo nelle industrie alimentari, bevande e tabacco, con (- 6,5%).

La chiusura dei mercati esteri – Negli ultimi due mesi, il Coronavirus ha travolto le borse di tutto il mondo, con perdite percentuali drammatiche. «Ma i mercati sono stati sconvolti anche da un punto di vista geografico, oltre che finanziario – sottolinea Caterina Lorenzi, partner di 4ward Consulting –. Il deterioramento del contesto macroeconomico globale ha portato a un crollo della domanda di beni e servizi che, aggiunto al blocco delle produzioni, avrà una forte ricaduta sui fatturati, incidendo soprattutto sulle aziende che più commerciavano con l’estero, con grandi incognite rispetto al futuro. Bisognerà costruire, settore per settore, scenari di possibili evoluzioni, tenendo conto dei mercati che per primi mostrano di arrivare alla fase Post Covid, come sembra essere per ora la Cina, anche grazie al controllo rigoroso dell’adesione alle restrizioni anche nella fase 2. Nel frattempo, bisogna risolvere un altro problema geografico: le forniture, che ieri avvenivano su scala globale anche per le PMI e che sono quindi un’altra fonte di criticità per le aziende. Quello che era saggio ieri, nell’aver trovato fonti a basso costo anche in paesi lontani, si trasforma oggi in una spada di Damocle che condiziona la ripartenza: riuscirò ad avere le merci per ricominciare? In quanto tempo e a che costi? Ogni azienda è quindi un mondo a sé, ha criticità che vanno individuate velocemente e risolte ridefinendo completamente modalità operative e processi, per adeguarsi a un “new normal” per ora complesso anche da immaginare, per garantire la continuità dell’azienda, che è il vero tema sul tavolo.»

Think, Plan & Go – E’ questa la formula per affrontare la sfida che coinvolge tutti i livelli e tutti i settori aziendali che si basa su tre pilastri: equilibrio finanziario a sostegno del business, strategia commerciale per il rilancio e ottimizzazione dei processi industriali. «Agire tempestivamente, a partire dalla valutazione dell’impatto economico – finanziario generato dalla crisi in corso andando, di conseguenza, ad attivare nuove fonti di liquidità e a individuare l’appropriata struttura finanziaria di medio termine. Attività alla quale si affiancano una strategia commerciale e un’ottimizzazione dei processi industriali studiati nel breve, medio e lungo periodo e costantemente monitorati per fare in modo che siano adeguati con gli scenari mutevoli dei prossimi mesi. Abbiamo studiato questa formula alla luce delle esigenze delle imprese del nostro territorio, molte rischiano di non riuscire a superare questa crisi se non proveranno ad affrontarla con gli strumenti necessari. L’obiettivo del nostro progetto è quello di affiancare gli imprenditori che non hanno solo bisogno di procurare nuova finanza alla propria impresa, ma che hanno l’ambizione di trasformare la sfida del momento in un’opportunità di ripensamento, rilancio e consolidamento del proprio business.» – dichiara Valerio Chignoli, Studio BNC.

Parola d’ordine: integrazione e personalizzazione – L’emergenza Covid-19 per le aziende significa ridisegnare geografie ed ampiezza dei mercati di sbocco e approvvigionamento, ma anche precisare i segmenti serviti e la propria value proposition nonché il modo di finanziarsi e di gestire il proprio capitale circolante. L’affiatamento consolidato dei team di lavoro con competenze multidisciplinari permette all’imprenditore di avere un unico referente in grado di mettere a fattor comune la quantità di informazioni provenienti dalle varie aree della gestione aziendale con il fine di confezionare una soluzione integrata e “taylor-made”.

Il pool di esperti entra in profondità nelle aziende, lavorando in stretta collaborazione con i manager aziendali per implementare azioni strutturate ed interrelate in ogni area della gestione aziendale: si parte da una nuova VISION e si ripensano coerentemente processi ed operatività. KPI definiti e monitorati costantemente garantiscono la rotta. Un intervento su misura per le aziende del nord Italia e in particolar modo della Lombardia, la regione che più di tutte ha sofferto per la diffusione del virus. Ogni azienda è affiancata proattivamente con il coinvolgimento di tutti gli attori del processo decisionale, dalla proprietà alle varie direzioni aziendali.

[1] analisi Cerved

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Imprese più attente alla sostenibilità socio-ambientale. E trascinano l’impact investing

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  • 21 Aprile 2020

Nel mondo delle imprese s’è fatta largo una maggiore consapevolezza che oltre agli utili, occorre tenere in considerazione anche la sostenibilità sociale o ambientale. Questo discorso vale anche per coloro i quali nelle imprese mettono i capitali. Non parliamo solo dei fondatori o dei promotori, ma anche degli investitori semplici.

Gli impact investor e le imprese sostenibili

impact investingGeneralmente succede che gli investitori puntano su imprese per due ragioni. Vogliono investire per guadagnare, oppure lo fanno per scopi filantropici. Chi fa l’una e l’altra cosa, generalmente utilizza due borsellini diversi. C’è però una categoria ben precisa di investitori, i cosiddetti impact investor“, che uniscono le due cose, convinti che si possano cercare rendimenti finanziari interessanti unitamente a fini ambientali e sociali. Tutto in uno.

Le due categorie

Bisogna fare una distinzione. A seconda del peso che un impact investor attribuisce al primo fine e al secondo. Quelli che non vogliono rinunciare al miglior rendimento possibile, sono disponibili ad accontentarsi di ritorno in linea con quelli più bassi offerti dal mercato, pur di ottenere quei miglioramenti sociali e ambientali. Questo gruppo di impact investor di solito come mezzi di investimento utilizza le partecipazioni nelle imprese, i bond o strumenti ibridi (ma chi sa cosa sono i CFD, non potrà utilizzarli in questo caso).

C’è poi un secondo tipo di impact investor. Quello che dà priorità all’impatto socio-ambientale dei suo asset. Pur di ottenere lo scopo, è disposto a ottenere un ritorno più basso di quelli che generalmente si trovano sul mercato (concessionary return). In questo caso ci si concentra prevalentemente sui bond. In sostanza acquista il debito di società rischiose, ma le cui attività possano avere un forte impatto nelle aree in cui operano.

Gli strumenti dell’impact investing

In linea di massima, i due strumenti che maggiormente vengono sfruttati dagli impact investors sono private equity e venture capital. Infatti con questi mezzi di investimento, si può contemporaneamente cercare un rendimento e contribuire a miglioramenti ambientali e sociali.

Circa il 60% dei fondi di private equity che si occupa di impact investing ha un valore moderato. Parliamo di meno di 100 milioni di dollari. In prevalenza puntano su imprese di settori growth, ovvero ad alto potenziale di crescita. Questo riguarda specialmente i mercati emergenti, dove gli investimenti in bond sovrano sarebbero più esposti a RSI failure swing trading.

Riguardo invece ai venture capital che fanno impact investing, l’orientamento ai mercati emergenti è ancora maggiore tra quelli di minore dimensione. Quelli invece più grandi preferiscono fare investimenti in Usa ed Europa, puntando su industrie come l’energia, il trasporto e l’agricoltura e, più in generale, su società che dimostrino di aver adottato pratiche sostenibili da lungo tempo.

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Imprese: obiettivo Emirati Arabi Uniti

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  • 18 Luglio 2018

Abu Dhabi, Ajman, Dubai, Fujairah, Ras Al Khaimah, Sharjah e Umm Al Quwain. Con una popolazione di circa 10 milioni di abitanti e un PIL 2017 di 335 miliardi di euro, i sette Stati degli Emirati Arabi Uniti vantano uno dei prodotti interni lordi più alti al mondo e si distinguono per essere uno dei mercati più interessanti per l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Al momento, gli Emirati sono il 15° mercato di destinazione per l’Italia e il primo mercato di sbocco per le imprese italiane nell’intera area del Medio Oriente. Posizionata al settimo posto tra i fornitori, l’Italia raggiunge una quota di mercato di circa il 3% con un interscambio commerciale positivo e costante. E questo anche grazie alle zone di libero scambio presenti nel Paese (FTZ – Free Tax Zone) che attirano un numero cospicuo di capitali esteri.

Dei sette Emirati, Dubai ne costituisce il fulcro economico, lo snodo dell’intero Golfo Persico.

Dubai oggi è un hub logistico e commerciale di spicco nell’intera regione, certamente il migliore per chi investe in Africa. Per le imprese, la piazza di Dubai rappresenta un luogo dove intercettare le multinazionali che investono in Africa, i capitali del Golfo diretti in Italia e anche un nutrito gruppo di potenziali clienti nei settori più dinamici dell’economia emiratina: quello bancario e assicurativo per esempio, ma anche quello dei trasporti e quello, piuttosto promettente, della salute, che va dal farmaceutico fino alle strutture ospedaliere.

La finanza islamica è ormai argomento di discussione da diverso tempo tra gli esperti in tutto il mondo, ha enormi potenziali inespressi, e porterebbe enormi benefici all’economia globale se inserita in modo appropriato nelle economie occidentali. I fondamenti sono totalmente diversi, cambia il principio sottostante anche se gli strumenti possono nella prassi essere analoghi ed avere delle somiglianze. Il sistema giuridico religioso permea la realtà nella ricerca di soluzioni eque, quindi ad esempio: non esiste finanza pura, deve essere sempre collegata alla finanza reale, minimizzando il rischio di un’esposizione finanziaria non garantita; Salvaguardia della liquidità, per garantire la stabilità del mercato finanziario.

Il mercato è di forte interesse anche per le imprese bergamasche. Già nel 2016 le imprese edili bergamasche, hanno siglato un accordo con Dubai in merito alla ristrutturazione dell’aeroporto e delle linee ferroviarie. Ma molto esigua rimane ancora oggi la presenza di imprese bergamasche in questi Paesi. Le imprese bergamasche prediligono l’export tramite distributori locali, piuttosto che una presenza stabile sul territorio. Elemento che, invece, potrebbe fare la differenza nel Golfo.

Per fare luce sulle potenzialità di questo mercato, evidenziandone le peculiarità in materia fiscale, finanziaria e di diritto societario, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili organizza un convegno di approfondimento in programma giovedì 19 luglio alle ore 15 presso la sede dell’Ordine in via Rotonda dei Mille 1 a Bergamo.

«Nel 2017 l’export italiano verso gli Emirati ha superato i 5,3 miliardi di euro, con un buon andamento soprattutto delle vendite di macchine di impiego generale, dei prodotti  derivanti  dalla  raffinazione  del petrolio e dei metalli preziosi. Ma le possibilità di crescita sono numerose e riguardano anche altri settori. Essere informati è fondamentale per poter operare le scelte migliori per il proprio business. Per questo, nel corso del convegno affronteremo alcuni degli aspetti più importanti legati all’internazionalizzazione delle imprese bergamasche negli Emirati Arabi Uniti inquadrando quali sono i  trend  evolutivi  dell’economia globale e di quest’area nello specifico» – annuncia il dott. Paolo Saita, consigliere dell’ODCEC di Bergamo, delegato della Commissione di Diritto e Fiscalità Internazionale dell’ ODCEC Bergamo.

Il convegno vedrà la partecipazione degli esperti: Laura Diana, componente della Commissione “Diritto e Fiscalità Internazionale” dell’Ordine, Pietro Paolo Rampino, Componente della “Commissione Internazionalizzazione delle Imprese e Rapporti con Organismi Internazionali” dell’ODCEC di Milano, Vice Presidente della Joint Italian Arab Chamber of Commerce (JIACC), docente alla Luiss Business School in ‘ Islamic Finance & Doing Business in MENA area’ e Roberto Scalia, avvocato e professore a contratto di diritto tributario presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Bergamo, nonché presidente della commissione sulla fiscalità della JIACC.

La partecipazione è gratuita. Per informazioni: www.odcec.bg.it

 

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CCNL Metalmeccanici, il contributo welfare aziendale per il 2018 è di €150 per ogni dipendente

Iniziative di welfare aziendale si diffondono sempre più nelle imprese italiane, dopo l’introduzione delle agevolazioni fiscali della Legge di Bilancio 2016. Piani di welfare vengono implementati in aziende più grandi come in quelle più piccole, in quanto i benefici sono trasversali e riguardano tutti i lavoratori.

Sono 32542 i contratti che prevedono l’erogazione dei premi di risultato in welfare aziendale. In questo modo, i premi di risultato da riconoscere ai dipendenti sono totalmente detassati. Oltre a questa tipologia di piano di welfare e a quello su base volontaria da parte dell’azienda, ci sono le misure di welfare introdotte con i Contratti Collettivi Nazionali dei Lavoratori.

A fare da apripista è stato il CCNL Metalmeccanici del settore industria e dal 1°giugno partirà l’obbligo di adempimento del secondo contributo annuale di welfare. Il valore complessivo una tantum riconosciuto è di €150 per ogni dipendente. (Qui tutti gli altri CCNL che, come quello Metalmeccanico, prevedono quota di welfare nel 2018)

partnership cadhoc
Cadhoc, voucher shopping ideale per i lavoratori delle aziende metalmeccaniche

Chi ha diritto al contributo welfare?

Tempo indeterminato e tempo determinato (con almeno tre mesi di lavoro dall’inizio dell’anno, anche non consecutivi). Tutti i lavoratori in forza all’azienda metalmeccanica percepiranno i €150 previsti.  Nel dettaglio, ogni azienda metalmeccanica dovrà provvedere ai lavoratori assunti dall’inizio di giugno 2018 o assunti entro il 31 dicembre 2018. Non ha diritto il personale in aspettativa non retribuita, né indennizzata nei mesi da giugno a dicembre. Collaboratori esterni o tirocinanti non hanno diritto al contributo.

I 150 euro previsti nel CCNL industria per le aziende metalmeccaniche non escludono l’introduzione di un piano di welfare. Si tratta di due misure diverse. Nel secondo caso, si beneficia di importanti vantaggi fiscali e si può implementare un piano di welfare con diverse modalità.

Un piano di welfare infatti prevede di mettere a disposizione beni e servizi per i dipendenti e le loro famiglie. Con un piano di welfare si migliora il clima aziendale e si attivano vantaggi fiscali sia per l’azienda che per il lavoratore. Anche i Premi di Risultato possono essere convertiti in welfare aziendale.

Provider Welfare a cui rivolgersi

Uno dei provider più attivi nel settore, che ha iniziato la sua attività in Italia 31 anni fa è Day Gruppo UP. Già conosciuta per i suoi buoni pasto (molto diffusi e riconoscibili dal caratteristico colore verde), Day propone diversi servizi di benessere per i lavoratori e oltre al ticket buono pasto, il classico servizio sostitutivo di mensa, offre servizio di voucher shopping (Cadhoc) e il Welfare aziendale tramite portale digitale.

E proprio sul sito ufficiale Day Welfare sono specificate alcune nozioni sull’argomento che possono interessate tutti gli imprenditori che desiderano saperne di più sull’argomento welfare, benefici, sgravi fiscali e opportunità. Oltre alla lettura di alcune informazioni base, si può chiedere un confronto gratuito con uno specialista commerciale. A tal proposito, Day ha messo a disposizione una form per potersi registrare sul sito.

Day ha affrontato anche la questione del contributo welfare CCNL Metalmeccanico di €150. La quota prevista non è trattabile o derogabile. È compito delle aziende scegliere la soluzione ideale, che risponde alle esigenze dei dipendenti. Il Contratto Collettivo non indica, infatti la misura specifica da adottore, lasciando libere le imprese di decidere.

I piani di welfare creano benessere in azienda per i lavoratori metalmeccanici confapi

Bisogna quindi orientarsi verso una soluzione pratica ed economica, ma anche vantaggiosa per i beneficiari, quindi i lavoratori. La ratio della misura, infatti è quella di dare un contributo concreto che risponda a tutti i bisogni degli aventi diritto.

La soluzione welfare ideale

Attenzione, per buoni spesa non si intendono assolutamente buoni pasto, che rispondono ad una normativa differente e che possono essere già presenti in azienda. Il contributo welfare di €150 non è economico e non si aggiunge allo stipendio in busta paga. Il fringe benefit ideale è il buono shopping Cadhoc, strumento versatile che può rispondere alle esigenze di ogni tipologia di dipendente.
Si presenta sotto forma di carnet di buoni personalizzati, spendibili presso le più importanti catene di negozi nazionali o negli e-commerce più popolari. Cadhoc è un buono per fare la spesa, acquistare tecnologia, arredamento, abbigliamento, prodotti di profumeria, ecc. Inoltre, può diventare buono carburante o voucher albergo.
È esente da IVA, ma l’importo nel corso dell’anno non può superare la soglia di esenzione di 258,23 euro. Rientra pienamente nella quota welfare di €150, quindi, ma può sommarsi ad altre misure come ad esempio, quello dell’auto assegnata in uso promiscuo al dipendente.

Flexible benefit e portale

Nel caso si superasse la quota di €258.23 non è più fiscalmente conveniente lo strumento del buono regalo Cadhoc, ed è opportuna l’attivazione di uno strumento diverso, il portale Day Welfare.

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Al Forum di Sme.UP: «Le imprese e il business 4.0»

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  • 21 Maggio 2018

In un’epoca di profondo cambiamento, tre grandi rivoluzioni sono alle porte: la fatturazione elettronica, la business intelligence e l’Industrial Internet of Things.
Sme.UP, gruppo specializzato nella risoluzione delle complessità del business moderno, da sempre pioniere in fatto di cultura dell’innovazione, ha presentato questa mattina durante il suo Forum 2018 ospitato al ristorante Da Vittorio di Brusaporto le novità e le strategie che consentiranno alle aziende di lavorare in modo integrato traendo valore aggiunto dalle loro attività.
Come noto, dal 1° luglio 2018 la fatturazione elettronica diventerà obbligatoria per gli operatori del settore dei subappalti pubblici e della filiera dei carburanti e dal 1° gennaio 2019 si estenderà a tutte le aziende – imprese, commercianti e professionisti – sia nei rapporti B2B che nel B2C. Per la fatturazione elettronica, il Gruppo mette a disposizione un servizio accreditato che consente di gestire tutte le fasi di invio e ricezione delle fatture in modalità digitale da e verso aziende private e verso la Pubblica Amministrazione, di archiviare le fatture XML in un’unica piattaforma integrabile ai gestionali in uso, di organizzarle, di firmarle e trasmetterle gestendo le ricevute/notifiche. Con il servizio si potrà anche ricevere le fatture XML e inviare notifiche di accettazione/rifiuto, portare in conservazione a norma le fatture, ricercare e consultare le fatture emesse e corredate dai messaggi e notifiche del SdI, da qualsiasi device mobile.

Allo stesso modo, l’Industrial Internet of Things, uno dei trend tecnologici più importanti del decennio (e non solo), sta ormai facendosi sempre più spazio tanto nel lavoro quanto nella vita quotidiana. L’avvicinamento a IoT va di pari passo con lo sviluppo della Smart Industry e dunque presuppone la perfetta interconnessione tra tutte le macchine aziendali. Solo così sarà possibile estrapolare i dati più utili per inviare e ricevere informazioni. Grazie ai software di Sme.UP, i dati sono raccolti in tempo reale e resi immediatamente disponibili per diversi tipi di analisi e visualizzazioni a seconda delle necessità. Così facendo è, ad esempio, possibile monitorare lo stato degli impianti e l’avanzamento della produzione, facendo statistiche, analisi di processo, andamenti e storicizzazione delle attività. Insomma, attivando una strategia totalmente 4.0.

E altrettanto rivoluzionaria è la business intelligence, ovvero tutti quei sistemi che consentono di rendere sempre più efficace ed efficiente l’attività aziendale, migliorando e semplificando i processi decisionali. Parliamo, in particolare, di modelli che permettono di analizzare i dati aziendali, pianificare e simulare (what-if simulation), eseguire il processo legato al budgeting, capire le informazioni racchiuse nei dati esistenti sui vari sistemi informativi e prendere la miglior decisione di business in quel momento. Il Gruppo Sme.UP ha sviluppato strumenti molto intuitivi, come Qlik Sense®, che tramite semplici interfacce drag-and-drop, consente di creare visualizzazioni dati interattive e flessibili con una navigazione più visuale e self-service, lasciando che l’utente liberi il proprio intuito per trovare i dati più utili rispetto a ciò che sta cercando. Con QlikView®, invece, soluzione considerata leader di mercato da Gartner Group, è possibile creare applicazioni personalizzate e complete di analisi guidate, lavorando direttamente sui dati reali nel momento in cui questi servono, eliminando la necessità di creare serbatoi di informazioni che possono diventare obsolete.

«Le aziende sono chiamate a un profondo cambiamento: un business oggi è competitivo se è interconnesso, smart, integrato con software e sistemi interni ed esterni all’azienda e capace di generare potenti flussi informativi. Sia fatturazione elettronica che Industrial IoT che Business Intelligence, impatteranno moltissimo sulle nostre vite con importanti miglioramenti, ma trattandosi di cambiamenti epocali, possono in un primo momento disorientare. Per questo è importante confrontarsi, approfondire, in alcuni casi rimettersi a studiare» – dichiara Silvano Lancini, presidente del Gruppo Sme.UP.

Tutti questi settori vedono il Gruppo Sme.UP in prima linea per fornire soluzioni immediate e performanti che aiutano ogni azienda a gestire al meglio il cambiamento, a partire dal laboratorio di sviluppo Sme.UP LAB fino alle nuove soluzioni pensate per infrastrutture, cloud e security. Strumenti che nell’ottica di un business integrato mettono in dialogo tra loro sistemi software interni ed esterni per fornire un valore aggiunto alle aziende. Con i modelli brevettati dal Gruppo Sme.UP, infatti, le aziende possono aumentare l’affidabilità e la sicurezza dei loro data center, sapere esattamente quanto stanno spendendo, eliminando i costi imprevedibili, possono intervenire da remoto per la risoluzione di eventuali problemi e identificare le esigenze più importanti ottenendo il massimo risultato a livello di efficienza e di efficacia. L’infrastruttura, infatti, è fondamentale per l’operatività quotidiana del business.

«Sono tutti sistemi che rispondono alle esigenze della nuova economia 4.0 e che richiedono non solo macchine evolute ma anche mindset, competenze e visioni all’avanguardia. Il nostro Gruppo sta rafforzando la propria presenza sui mercati e continuerà a crescere anche con prossime acquisizioni offrendo risposte sempre più efficaci alle aziende. La cosa più sbagliata che un imprenditore può fare in questo momento, infatti, è pensare che queste innovazioni siano passeggere. Non è così, siamo nel bel mezzo di una rivoluzione. E solo chi riuscirà a capire come sfruttare e valorizzare queste nuove dinamiche, non rischierà di esserne sopraffatto» – conclude Lancini.

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Men In Brand lancia “Realizza la tua Idea”

Non è facile per chi ha una grande idea imprenditoriale riuscire a realizzarla con successo. Avere una grande intuizione non basta per far sì che essa funzioni e risulti profittevole. Per questo motivo, Men In Brand ha ideato un nuovo servizio che integra tutti quelli già offerti dall’agenzia di comunicazione di Catania. Il progetto si chiama “Realizza la tua Idea, ci pensa Men In Brand” ed offre un servizio di consulenza a 360° per lanciare al meglio l’iniziativa imprenditoriale e renderla profittevole nel medio-lungo termine.

Tra i servizi inclusi nel pacchetto vi è pure quello di consulenza fiscale, grazie a commercialisti professionisti che indicheranno le procedure ideali per la costituzione e la gestione amministrativo-contabile dell’azienda. Non mancano tutti i servizi offerti da Men In Brand, quali:

  • Realizzazione siti web ed e-commerce responsive di forte impatto per il cliente potenziale;
  • Creazione del logo aziendale, che costituisce il punto di partenza della costruzione del brand, oltre che di lavori grafici che hanno lo scopo di pubblicizzare ed allo stesso tempo curare al meglio l’immagine aziendale;
  • Attivazione del marketing all’interno del punto di vendita (POP Marketing), attraverso lavori grafici sia standard che originali per attirare l’attenzione del cliente sul prodotto;
  • Progettazione architettonica d’interni ed esterni, per la realizzazione di stand ad eventi, nonché per organizzare al meglio gli uffici ed i locali dell’azienda;
  • Riprese video in 4k anche aerei mediante droni, per promuovere al meglio l’idea mediante video promo o spot aziendali;
  • Fotografia, per mettere in risalto i servizi ed i prodotti offerti;
  • Search Engine Optimization (SEO) per meglio indicizzare posizionare il sito web aziendale all’interno dei motori di ricerca;
  • Web Marketing, mediante strategie ad hoc per promuovere con il massimo dei risultati l’idea;
  • Soluzioni Personalizzate, tra cui strategie di marketing, business plan, grafica editoriale, branding, rebranding, copywriting e l’organizzazione di eventi e fiere per mettere in contatto l’azienda con i partner, oltre che con i clienti.

 

Realizza la tua Idea è il servizio perfetto per chiunque abbia una grande idea di business, ma non sa come realizzarla. Per richiedere il servizio basta recarsi nella pagina dedicata sul sito “realizza la tua idea” e compilare il form presente all’interno. Lo staff di Men In Brand valuterà nel dettaglio l’idea, rilevandone l’effettiva attuabilità e risponderà entro pochi giorni, proponendo i servizi ed i consigli ritenuti più ideali per il progetto.

 

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Azienda agricola, obiettivo dei giovani imprenditori

Contro ogni pronostico e tendenza l’agricoltura in italia sta mostrando un repentino e radicale cambio di tendenza, si è innestato da qualche tempo un trend di ripresa nella nascita di nuove aziende agricole fondate da giovani, questo ha portato a un forte stimolo all’innovazione nel settore e soprattutto a un restyling dell’immagine di un settore come quello agricolo caratterizzato da arretratezza, obsolescenza e con pochissime prospettive, per diventare, invece, una nuova opportunità di crescita, sviluppo e occupazione.

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NASCE EVEHO GROUP IL PARTNER IDEALE DELLA TUA IMPRESA

 

Eveho Group è una realtà giovane e dinamica che nasce con l’intento di NASCE EVEHO GROUP IL PARTNER IDEALE DELLA TUA IMPRESAorientare l’impresa nella sua internazionalizzazione attraverso una gamma di servizi gratuiti e a pagamento, che spaziano dalle informazioni di primo orientamento sul singolo mercato, alle strategie di penetrazione e di consolidamento delle imprese nei mercati esteri.

Con 12 unità operative e 2 uffici in Italia Eveho Group opera attualmente in oltre 18 paesi con una struttura che si rivolge esclusivamente ai mercati esteri.

 

MODALITA’ OPERATIVE

Le imprese vengono promosse all’estero attraverso l’organizzazione di eventi e di attività coordinate durante le quali le aziende italiane possono presentare la loro produzione e incontrare i potenziali partner esteri

Eveho group sostiene e valorizza l’azienda partner nel suo complesso diffondendo contestualmente la peculiarità e l’eccellenza del sistema produttivo italiano oltre i confini nazionali.

Per garantire la trasparenza di tutte le attività, Eveho Group svolge un costante lavoro di monitoraggio dei servizi erogati e del livello della soddisfazione dei clienti, sempre finalizzato al continuo miglioramento degli standard qualitativi offerti in quanto migliorare i servizi rimane sempre l’obiettivo principale; gli standard qualitativi dei servizi vengono infatti costantemente revisionati, con appositi strumenti di valutazione sull’andamento dei servizi e sulla qualità percepita dai clienti.

Chiarezza, competenza, cortesia riservatezza e imparzialità sono i punti cardine su cui si fonda la società Eveho Group per soddisfare le richieste con sempre maggiore tempestività e trasparenza nelle procedure.

 

 

Eveho Group Ltd

39 031 5140063

Via Borgo Vivo, 35 – Como

27 Old Gloucester Street – London

Telefono: +39 031 5140063

Mail: [email protected]

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Il cambio generazionale nelle imprese e la tutela del patrimonio familiare – Evento a Lecco il 29/4/2016

Le imprese familiari sono l’ossatura della nostra economia e la componente fondamentale della ricchezza tanto per le famiglie dei proprietari, quanto per il personale. A Lecco il 29 aprile si tratteggeranno delle strategie utili a tutelarne il valore durante il passaggio generazionale

Nel nostro Paese le aziende a controllo familiare sono quasi un milione, una quantità eclatante che a livello continentale cresce oltre i 14 milioni di unità. Si tratta di imprese che, nel complesso, danno lavoro a più di 140 milioni di europei e generano due terzi del PIL dell’Unione (dati AIdAF). Dai legislatori nazionali e comunitari ci si attenderebbe quindi un’attenzione speciale a questa diffusa categoria aziendale. Si auspicherebbe, in particolare, di ricevere del supporto durante uno dei momenti critici per le imprese familiari, cioè nel passaggio tra generazioni del controllo e della proprietà. Le autorità, come spesso accade, tendono invece a trascurare il tema, lasciando che ciascun imprenditore faccia da sé o che… rimandi il problema.
Il risultato della sostanziale disattenzione pubblica e dell’imprevidenza di molti privati è evidente dalle statistiche, con meno di un terzo delle imprese familiari che riesce a passare alla seconda generazione di imprenditori e solo il 15% che giunge alla terza (fonte Infocamere 2012 e CCIAA Varese).
Gli imprenditori stanno prendendo piena coscienza di questa criticità e il tema è studiato da prestigiose università e viene affrontato operativamente dai più accorti consulenti aziendali e da alcune banche.
Lo Studio Notarile Minussi ed Equity Factory hanno promosso il convegno in programma a Lecco il 29 aprile proprio per fare il punto sulla situazione, illustrando gli approcci che si sono rivelati vincenti per la protezione del patrimonio familiare e per la continuità aziendale.
Le famiglie proprietarie devono “sistemare le proprie cose” volontariamente e tempestivamente, magari ripartendo la ricchezza sulla base del favorevole regime fiscale vigente per le donazioni. Sul fronte patrimoniale, in effetti, gli strumenti a disposizione sono numerosi e un valido professionista saprà creare la struttura specifica per ciascuna situazione, miscelando sapientemente conferimenti, donazioni, patti di famiglia, costituzione di società con azioni a voto plurimo o dai diritti differenziati. Al limite, quando i soci non hanno la volontà o le possibilità finanziarie per mantenere il controllo della società, possono comunque provare a venderla (in questo periodo, tra l’altro, si spuntano delle valutazioni interessanti grazie al “boom” delle compravendite societarie che dal 2015 si sta diffondendo in tutto il mondo).
Più complicato e lento è invece il trasferimento della gestione aziendale, in cui occorre preparare l’azienda all’indipendenza dalla figura del fondatore. Talora questo complesso intervento potrebbe addirittura essere insufficiente. In numerose PMI, infatti, è anche necessario adattare l’assetto dell’impresa al mutato contesto socio-economico agendo su innovazione, governance, credito e internazionalizzazione, magari contestualmente all’inserimento o alla formazione di manager. Solo muovendosi con determinazione secondo una strategia ad ampio spettro le società possono perpetuare i loro vantaggi competitivi e conservare il valore economico.
L’evento SUCCESSIONE IMPRENDITORIALE E TUTELA DEL PATRIMONIO AZIENDALE E FAMILIARE è organizzato dallo Studio Notarile Dott. Daniele Minussi e da Equity Factory il 29 aprile dalle ore 14 presso la Sala Conferenze Banca Popolare di Sondrio Succursale di Lecco, Corso Martiri della Libertà 65 (con ingresso da Via Previati Angolo Via Amendola).
L’incontro, che durerà un paio d’ore, si concluderà con un networking buffet.
L’ingresso è libero fino alla capienza della sala grazie al contributo dei promotori e al patrocinio di Banca Popolare di Sondrio e Assicurazioni Generali (Agenzia di Lecco). Media partner del progetto sono Rivista Innovare e Ammonitore.

Studio Notarile Dott. Daniele Minussi
Prima collaboratore presso un noto Studio di Avvocati associati in Como, poi è magistrato, ricoprendo la funzione di Giudice Istruttore presso il Tribunale civile e penale di Lecco fino al 1992. Superato anche il concorso per la nomina a notaio, dal 1992 Daniele Minussi svolge l’attività notarile nel Distretto di Como e di Lecco. Già Professore a contratto presso il Politecnico di Milano per la cattedra di diritto dell’informatica e dell’informazione, è Docente presso la Formazione Permanente dell’Università Cattolica di Milano. Lo studio notarile Minussi si occupa di ciascuna delle tematiche di impegno proprie della professione. Alla tradizionale area immobiliare, si affianca il diritto dell’impresa e delle società (studio ed elaborazione di atti costitutivi di società di persone e di capitali, fusioni, scissioni, trasformazioni, verbali assembleari). Ambiti di operatività elettivi dello Studio sono il diritto delle successioni e la predisposizione di strumenti di protezione del patrimonio.

Equity Factory
Equity Factory, con consulenti e partner impegnati da anni a livello internazionale, fornisce servizi professionali “su misura” a imprese, imprenditori, banche, investitori e fondi di private equity.
Le attività svolte a beneficio delle aziende a proprietà familiare sono focalizzate sulla crescita, sulle operazioni straordinarie (comprese la ricerca di partner e l’agevolazione dell’ingresso di nuovi soci), sui progetti strategici, sulla programmazione della successione imprenditoriale, sulla riorganizzazione della finanza e della governance.
Equity Factory è in grado di cogliere rapidamente le esigenze del cliente, entrare in azione in tempi ridotti e, grazie all’impiego di professionisti senior, somministrare efficacemente un set di attività diversificate quali l’analisi dei costi e dell’assetto finanziario, la pianificazione strategica, la gestione aziendale, la realizzazione di due diligence e la negoziazione di accordi complessi, anche su scala internazionale.

Per info:
Ufficio Stampa di Equity Factory – Guidalberto Gagliardi – [email protected]

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Al via la prima Campagna istituzionale CDP

Roma, 7 novembre 2014 – Al via la prima campagna pubblicitaria della Cassa depositi e prestiti, firmata da Publicis. L’obiettivo della campagna è raccontare al grande pubblico il ruolo ricoperto da CDP nel processo di crescita dell’Italia – e le risorse che Cassa ha dedicato al futuro del Paese negli ultimi anni – attraverso le diverse attività a sostegno degli investimenti pubblici e, delle infrastrutture e delle imprese .
Il tutto è sintetizzato nella frase: “L’Italia che investe nell’Italia” e declinato dalla quotidianità delle persone che beneficiano dell’attività di CDP. La voce narrante è quella dell’attore Giancarlo Giannini.
La campagna, già presente su alcune testate periodiche, sarà on air da sabato, con la versione video e successivamente sul web. Lo spot è stato girato in diverse città italiane dalla casa di produzione Akita, con la regia di Ago Panini.
La fotografia è di LSD. Il piano media è curato da OMD.

http://www.cdp.it/media/comunicati-stampa/al-via-la-prima-campagna-istituzionale-cdp.html

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Imprese interessate esprimono l’impegno internazionale attraverso la via della felicità

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  • 25 Agosto 2014

 

Imprese interessate esprimono l’impegno imprenditoriale attraverso La Via
della Felicità.
Le piccole imprese nel settore dei servizi in tutto il mondo hanno partecipato
alla “Settimana di impegno aziendale de La Via della Felicità”, volta a
ridurre la criminalità nel vicinato e risollevare le comunità locali.

Dipendenti di imprese di paesi dall’Ecuador nel Kenya, dal Pakistan all’Italia
e dall’Australia agli Stati Uniti, hanno indossato la T-shirt de La Via della
Felicità, hanno distribuito copie de La Via della Felicità ai loro clienti, e
hanno collocato poster nelle loro vetrine, tutto per promuovere i principi de
La Via della Felicità nelle loro zone.

La campagna internazionale per ripristinare i valori morali, espressi
nell’opuscolo La Via della Felicità (sritto dal filosofo umanitario L.Ron
Hubbard) è sostenuta o attuata da una vasta base di organizzazioni e
istituzioni, inclusi i governi federali di Panama e Venezuela, il Dipartimento
delle prigioni d’Israele e una schiera di multinazionali.

Per procurarvi un kit informativo gratuito, inclusa una copia dell’opuscolo de
La Via della Felicità e un DVD che presenta il programma de La Via della
Felicità, cliccate qui.

Inviateci le vostre notizie con foto e video in modo che possiamo condividerli
con altri facendo clic qui per contattarci.

 

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Imprese interessate esprimono l’impegno imprenditoriale attraverso La Via della Felicità.

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  • 21 Febbraio 2014

 

Le piccole imprese nel settore dei servizi in tutto il mondo hanno partecipato alla “Settimana di impegno aziendale de La Via della Felicità”, volta a ridurre la criminalità nel vicinato e risollevare le comunità locali.

Dipendenti di imprese di paesi dall’Ecuador nel Kenya, dal Pakistan all’Italia e dall’Australia agli Stati Uniti, hanno indossato la T-shirt de La Via della Felicità, hanno distribuito copie de La Via della Felicità ai loro clienti, e hanno collocato poster nelle loro vetrine, tutto per promuovere i principi de La Via della Felicità nelle loro zone.

La campagna internazionale per ripristinare i valori morali, espressi nell’opuscolo La Via della Felicità è sostenuta o attuata da una vasta base di organizzazioni e istituzioni, inclusi i governi federali di Panama e Venezuela, il Dipartimento delle prigioni d’Israele e una schiera di multinazionali.

Per procurarvi un kit informativo gratuito, inclusa una copia dell’opuscolo de La Via della Felicità e un DVD che presenta il programma de La Via della Felicità, cliccate qui.

Inviateci le vostre notizie con foto e video in modo che possiamo condividerli con altri facendo clic qui per contattarci.

il liibro è scritto da L. Ron Hubbard

Altre informazioni sulla campagna www.laviadellafelicita.org

 

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Progetto BAROQUE, al Palazzo Grimaldi un convegno su imprese, formazione e sviluppo

Modica (RG) – Venerdì 25 ottobre alle ore 9,30 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) si terrà un convegno dal titolo “Progetto BAROQUE – Imprese, formazione, sviluppo”, organizzato da Civita srl (società siciliana che si occupa di formazione, consulenza aziendale e sviluppo delle risorse umane), con il patrocinio della Fondazione Grimaldi e del Comune di Modica.Il convegno intende tracciare un bilancio conclusivo del progetto “BAROQUE – Qualità ed eccellenza siciliana”, un piano formativo territoriale finanziato da Fondimpresa, che ha coinvolto oltre 100 imprese e più di 500 dipendenti nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa.

I percorsi formativi attivati nell’ambito di BAROQUE hanno puntato alla valorizzazione delle eccellenze del territorio e all’integrazione tra il turismo e gli altri settori economico-produttivi del Sud-est siciliano.

Il convegno sarà articolato in tre momenti. Il primo prevede l’apertura dei lavori con i saluti del sindaco di Modica Ignazio Abbate e del sindaco di Noto Corrado Bonfanti; le relazioni introduttive di Paola Vitto, direttore generale di Fondimpresa (“L’apporto di Fondimpresa alla crescita della formazione in azienda”), e di Nanda D’Amore, presidente di Civita srl (“Storie d’impresa nel Distretto del Barocco”). Coordinerà Antonella Rizza.

Nel secondo momento Silvia Reali, responsabile del progetto BAROQUE, illustrerà cifre e risultati del piano formativo e ne discuterà con Ornella Laneri, presidente regionale Confindustria Alberghi e Turismo; Pinuccio La Rosa, segretario dell’Associazione Le Soste di Ulisse; Sebastiano Monaco, titolare della Pasticceria Corsino (Palazzolo Acreide) e Franco Ruta dell’Antica Dolceria Bonajuto.

Infine, seguirà una tavola rotonda sul tema “Formazione aziendale per lo sviluppo del territorio”, con interventi di Giuseppe Barone, direttore del Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania e presidente della Fondazione Grimaldi; Paolo Loreto, docente di Organizzazione delle reti turistiche (Università di Catania); Marco Romano, docente di Imprenditorialità, nuove imprese e business planning (Università di Catania); Giovanni Catalano, direttore di Confindustria Sicilia; Ciro Strazzeri, presidente di OBR Sicilia; Monica Genovese segretario regionale della Cgil Sicilia. Coordinerà il giornalista Nino Amadore (“Il Sole 24ore”).

 

Info e contatti

Fondazione G.P. Grimaldi

Corso Umberto I, 106, Modica (RG)

Tel: 0932 757459

Web:www.fondazionegrimaldi.it

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SALUTE DELLE IMPRESE: PRIME EVIDENZE DAI BILANCI 2012

Gli effetti negativi della crisi di questi ultimi anni si sono manifestati anche nei conti delle aziende italiane. A questo riguardo, le prime evidenze che emergono dall’analisi dei dati e degli indicatori di bilancio relativi all’anno 2012, realizzata da CRIF Decision Solutions su 300.000 bilanci depositati, certamente esprimono un generale peggioramento dello stato di salute delle imprese italiane e un proseguimento sul trend di peggioramento dei principali indicatori avviatosi negli anni recenti.

In particolare, a fronte di una contrazione dell’attività produttiva evidente in tutti i diversi settori economici, è risultata prioritaria l’attenzione ai costi. La riduzione del giro d’affari e la necessità di ridurre i costi è infatti visibile nella diminuzione delle spese del personale, che passano dal 13% del 2009 all’11% del 2012 se rapportate al valore della produzione, e di quelle gestionali, che progressivamente si riducono di circa 3 punti percentuali nel corso degli ultimi 3 anni, raggiungendo nel 2012 il livello più basso della serie osservata (25% circa del valore della produzione). Per altro queste evidenze risultano in linea con le dinamiche economiche generali, dove il tasso di disoccupazione ha continuato a salire generando una rilevante crisi occupazionale.

Un ulteriore elemento di difficoltà è legato al finanziamento dell’attività d’impresa. La contrazione delle erogazione da parte del sistema bancario nazionale, evidente in modo diffuso per tutto il 2012, unitamente al contestuale calo degli investimenti hanno ridotto la quota di indebitamento bancario, che solo nel 2012 si è contratto di 3 punti percentuali rispetto all’anno precedente (rispetto al totale debiti), e dei debiti finanziari.

Sotto questo aspetto vanno ricordate le difficili condizioni dei mercati finanziari che, nonostante il miglioramento seguito all’intervento della BCE con l’annuncio del programma OMT avvenuto a fine estate 2012, hanno continuato a risentire del clima di incertezza economica e politica del nostro paese. A ciò si aggiungono la necessità di controllo del rischio di credito e di rafforzamento dei requisiti patrimoniali che hanno inasprito le politiche di erogazione del credito.

La mancanza di un supporto finanziario ha in parte dirottato le imprese verso una gestione orientata all’utilizzo della leva commerciale, innescando una catena di ritardi di pagamento che ha coinvolto i vari livelli delle filiere produttive, destabilizzando l’equilibrio finanziario di molte imprese. A questo proposito, l’aumento dei debiti commerciali è evidente a partire dal 2009, con una crescita complessiva del 15% nel triennio 2009-2012; contestualmente i debiti finanziari diminuiscono, attestandosi nel 2012 al 17% circa del totale passivo.

L’analisi di CRIF Decision Solutions mette anche in evidenza la contrazione della redditività delle imprese, con una marginalità più ridotta, e il  trend di contrazione risulta ancora più serio se si osservano le dinamiche di lungo periodo. Ad eccezione del 2010, dove si è assistito ad un lieve recupero del ROS e del ROI, negli altri anni le imprese hanno infatti subito una progressiva riduzione della redditività. Le prime evidenze del 2012 confermano questa tendenza per il ROS, che si è quasi dimezzato rispetto al 2007 attestandosi al 2%, e per l’ebitda margin, che scende al 6,8%; il ROI, invece, rimane stabile al 2% rispetto al 2011.

Tuttavia esistono sostanziali differenze nelle dinamiche settoriali; a fronte di un peggioramento della marginalità nella filiera delle costruzioni e nell’industria degli autoveicoli e del motociclo, dove anche la redditività mostra ulteriori segnali di cedimento con tutti i principali indicatori negativi e in peggioramento nel 2012, si rileva un miglioramento o un mantenimento dei margini raggiunti nei settori che, nonostante la lunga crisi, hanno “tenuto” sul mercato grazie a caratteristiche di apertura internazionale e propensione all’export e a forti tradizioni locali. Si tratta, nello specifico, dell’alimentare e della meccanica in ambito manifatturiero, settori di spicco dell’economia nazionale. Nei servizi si sottolineano le buone performance del segmento dei servizi alle imprese e anche in quello dei servizi alla persona che hanno mediamente una marginalità superiore rispetto al complesso delle attività produttive.

In termini di equilibrio finanziario si rileva una sostanziale stabilità del margine di struttura secondario che rimane comunque prossimo all’unità, senza sostanziali variazioni rispetto agli anni passati.

 

Link alla news : http://www.gianpaololuzzi.it/?p=3378

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Agroalimentare e Reti di Impresa: sfida ai mercati internazionali

Reggio Emilia – Le reti d’impresa come strumento di qualificazione del settore agroalimentare per vincere le sfide del mercato. Ruoterà intorno a questo tema il Convegno “Agroalimentare e Reti di Imprese: sfida ai mercati internazionali”, organizzato da ASSORETIPMI e Global Marketing martedì 12 marzo 2013, dalle ore 14 alle 19, presso il Classic Hotel – Best Western Premier (Viale Pasteur 121/C ) di Reggio Emilia.

L’evento, patrocinato dalla Regione Emilia Romagna e dalla Provincia di Reggio Emilia, rappresenta un momento d’approfondimento: l’obiettivo è offrire alle aziende agroalimentari strumenti pratici per cogliere le opportunità delle reti d’impresa, puntando all’export e all’internazionalizzazione come leva per superare la crisi e i profondi cambiamenti che il settore sta affrontando.

Mai come in questa delicata fase di transizione economica e politica, le piccole e medie imprese devono agire insieme su uno scenario più globale, per diventare più competitive e superare gli svantaggi della piccola dimensione. La crisi ha accentuato alcune dinamiche del mercato, rendendo decisiva la cooperazione tra le PMI dell’agroalimentare, un settore che da solo rappresenta il 15% del PIL italiano e che, negli ultimi tempi, ha scontato la mancanza di conoscenze e mezzi necessari per puntare verso scenari più aperti e competitivi, come quelli delle economie estere emergenti. Collaborazioni strategiche e internazionalizzazione ormai sono diventati slogan sulla bocca di tutti: le piccole imprese hanno bisogno di imparare il modo di fare rete e di essere accompagnate in questo nuovo percorso.

 

Il Convegno di martedì 12 marzo nasce da questa premessa e dall’incontro tra ASSORETIPMI e Global Marketing, azienda specializzata in consulenza commerciale, marketing strategico e operativo sui mercati internazionali.

«Crediamo che l’aggregazione in rete sia una grande chance per le PMI, come strumento innovativo per superare crisi congiunturali o strutturali e competere sullo scenario internazionale e l’input decisivo in termini di sviluppo occupazionale e sociale e di rilancio dell’economia del nostro Paese» afferma Eugenio Ferrari, presidente di ASSORETIPMI. «La promozione delle iniziative degli associati e degli imprenditori e professionisti accreditati costituisce una rilevante opportunità per offrire importanti occasioni di confronto, approfondimento e discussione nello studio, realizzazione, promozione e supporto gestionale per coloro che intendano organizzarsi in reti di imprese».

«Vista la nostra conoscenza dei mercati internazionali nel settore food, e dopo aver analizzato come si muove la concorrenza internazionale, abbiamo pensato di creare progetti specifici per l’internazionalizzazione delle aziende agroalimentari» spiega Claudio Zanoni, responsabile commerciale Italia Global Marketing. «Vorremo parlare ai piccoli imprenditori del settore agroalimentare senza tanta teoria o discussioni astratte, ma portando testimonianze dirette di reti di imprese già formate, che evidenzino le difficoltà iniziali, ma anche la crescita e i successi».

Nel corso del pomeriggio, si alterneranno anche tanti esperti e professionisti del settore per illustrare vari aspetti legati alle reti di impresa, come quelli giuridici, delle agevolazioni fiscali o dei finanziamenti. Ma sarà possibile assistere anche ai racconti di best practice e testimonianze dirette di reti di impresa del settore Agroalimentare.

«Abbiamo cercato a lungo un caso di rete estera che si avvicinasse al modello di azienda artigianale italiana. Lo abbiamo trovato. Un gruppo di aziende estere, all’inizio artigiani con poche chance di sopravvivenza, interverranno in videoconferenza per testimoniare il loro cambiamento, che chiamerei dall’Artigianato alla Rivoluzione Industriale, un bellissimo esempio di rete di imprese da seguire» conclude Zanoni.

 

La partecipazione al Convegno “Agroalimentare e Reti di Imprese: sfida ai mercati internazionali” è gratuita. È obbligatoria la registrazione sul sito di Global Marketing: http://www.globalmarketing-it.com/sito/agroalimentare_12_marzo.html

o sul sito di ASSORETIPMI: http://www.retipmi.it/pmi/

Per informazioni

Global Marketing: Sig. Zanoni Claudio – Tel. +39 392 2540869, E-mail [email protected]

ASSORETIPMI: Sig.ra Monica Franco –Tel 348 4525093

 

Convegno “Agroalimentare e Reti di Imprese: sfida ai mercati internazionali”

Martedì 12 marzo

Ore 14 – 19

Classic Hotel – Best Western Premier (Viale Pasteur 121/C ) – Reggio Emilia

 

Programma:

Ore 14.00 – Registrazione partecipanti

Ore 14.30 – Benvenuto e inizio lavori – Eugenio Ferrari, Presidente ASSORETIPMI

Ore 14.40 – Internazionalizzarsi o essere internazionalizzati? Il caso KOSAROM (diretta call estera)

Ore 15.00 – Il ruolo delle Reti di Imprese nell’agroalimentare, dal mercato locale alla competizione internazionale – Maria Birsan, Global Marketing

Ore 15.20 – Il contratto di rete e le altre forme di aggregazione – Donato Nitti, Studio Legale Nitti & Associati

Ore 15.40 – Bandi, finanziamenti e agevolazioni comunitarie per le reti di impresa – Francesco Lazzarotto, Warrant Group

Ore 16.00 – Lo sviluppo delle reti di mpresa in Italia – Monica Franco, Vicepresidente ASSORETIPMI

Ore 16.10 – Il ruolo delle banche a sostegno delle reti – Gruppo Cariparma

Ore 16.30 – Coffee break

Ore 16.50 – Le strategie commerciali e di internazionalizzazione delle micro imprese e PMI. Proposte e progetti di Rete – Maria Birsan, Global Marketing

Ore 17.10 – Sace e gli strumenti a supporto dell’internazionalizzazione delle PMI – Stefano Gherardi, SACE

Ore 17.30 – Case History – “R.I.T.A. Rete Italiana Tecnologie Agroalimentari” – Mario Mancini, Gruppo Mancini

Ore 17.50 – Case History – “Il chinotto nella rete” – Marco Abaton, Coordinatore della Rete

Ore 18.10 – Case History – “Eccellenza, dono di natura” – Giuseppe Finocchiaro, Eskaton International

Ore 18.30 – Dibattito finale con domande delle imprese partecipanti

Ore 19.00 – Chiusura lavori

 

 

Organizzatori:

ASSORETIPMI (Associazione RETI DI IMPRESE PMI) è l’associazione senza fini di lucro tra imprenditori, reti di imprese, professionisti e persone interessate allo sviluppo dell’aggregazione, nata dal social network Linkedin, all’interno del gruppo RETI DI IMPRESE PMI, che oggi conta oltre 7.000 membri.

ASSORETIPMI è organizzata in Delegazioni Territoriali in fase di espansione e copertura nazionale ed estera, Comitati e Dipartimenti.

 

GLOBAL MARKETING è una società che si occupa di consulenza commerciale, marketing strategico e operativo sui mercati internazionali. Per l’esperienza maturata e le capacità professionali del personale multilingue che ne forma la struttura, GLOBAL MARKETING è in grado di offrire una vasta gamma di servizi, assicurando alla propria clientela (microimprese, PMI e grandi aziende) un’assistenza specialistica altamente qualificata.

La profonda conoscenza della cultura, della mentalità, dei bisogni e delle aspettative dei vari paesi, oltre che dei rispettivi aspetti legali e burocratici, consente a GLOBAL MARKETING di offrire alle aziende la possibilità di entrare in nuovi mercati esteri, o di consolidare quelli in cui sono già eventualmente presenti, aiutandole a raggiungere il loro obiettivo primario: aumentare le vendite, acquisendo una nuova, selezionata clientela.

Global Marketing è ufficialmente la delegazione provinciale di Reggio Emilia per l’associazione ASSORETIPMI (Associazione RETI DI IMPRESE PMI).

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Imprenditore Online: progettare Business su Internet

Imprenditore Online: Un nuovo modo di fare affari su Internet.

Il vero volto di Imprenditore Online è un team di professionisti in grado di offrire progetti commerciali, consulenza e formazione alle Imprese che vogliono sviluppare nuovi mercati e fare affari su Internet.

Il Mercato su Internet è costantemente in forte espansione ed oggi, se non si investe anche in esso, il rischio per l’impresa di non essere competitiva è sempre maggiore.
Questa è l’idea basilare su cui si basa Imprenditore Online.

Internet non è un “mercato”  da affrontare con un solo sito aziendale oppure, in cui ci si può semplicemente divertire ma al contrario, è un “mondo” articolato e veloce in cui serve il massimo controllo e velocità nelle risposte per non correre il rischio di disperdere i propri investimenti.

Grazie al supporto e all’alta specializzazione dei suoi collaboratori, Imprenditore Online mette a disposizione dei suoi clienti, Servizi in grado di sviluppare completi progetti commerciali online per ogni impresa, così da poter garantire attendibili modelli di Business .

Le regole operative di Imprenditore Online sono esattamente Conoscere, Controllare, Presidiare e Vendere sul grande Mercato: Internet.

“La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità” (Randy Pautsch)

I professionisti di  Imprenditore Online  offrono alle Imprese anche incontri  formativi  in aula o in azienda, durante i quali forniscono le necessarie informazioni e, soprattutto, la pratica “sul campo” per affrontare i nuovi mercati digitali.

“Progettare Affari su Internet per la Tua Impresa, Ovunque.” , questo è Imprenditore Online.

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POLONIA:NUOVE OPPORTUNITà DI MERCATO PER LE IMPRESE ITALIANE

Si svolgerà a Verona, martedì 20 Novembre, alla presenza di illustri relatori nel campo economico-finanziario, il Convegno “Polonia: nuove Opportunità di Mercato per le Imprese Italiane” che presenterà le ampie opportunità di investimento del Paese a fronte del piano di privatizzazioni varato dal Governo polacco.

Il Convegno, patrocinato dall’Ufficio di Promozione del Commercio e degli Investimenti dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia, UniFiere, Concessionario Esclusivo per l’Italia dell’Ente Fieristico MTP Poznan, e UniCredit si rivolge agli imprenditori e ai rappresentati delle istituzioni finanziarie interessate alle opportunità di investimento in Polonia e al mercato fieristico polacco. Il Pil della Polonia, infatti, nel 2012 dovrebbe crescere del 2,5%, più che in ogni altro paese dell’Unione Europea. È una crescita economica sostenibile che poggia su sani fondamenti delle finanze dello stato e su una forte stabilità politica.

 

Il Convegno sarà aperto da Piotr Kozowski, Primo Segretario dell’Ambasciata della Repubblica di Polonia in Roma, Capo dell’Ufficio di Promozione del Commercio e degli Investimenti. Seguiranno gli interventi di Agata Karbowniczek, Capo Ufficio Marketing della ZES – Zona Economica Speciale di Wabrzych, accompagnata da Urszula Soliska-Marek,  Presidente della ZES. Tomasz Buczek, Direttore del Dipartimento di Strategia e dello Sviluppo del Comune di Biaystok, accompagnato da Przemysaw Tuchliski, Vice Direttore del Dipartimento del Sindaco del Comune di Biaystok. Krzysztof Babij, Manager dei Progetti d’Investimento, Zona Economica Speciale di Kostrzy e Subice. Mirosaw Karapyta, Presidente della Regione Podkarpackie.

 

INFORMAZIONI PER LA STAMPA | Mattea Guantieri | 333 6375821 | ufficiostampa@unifiere.com

 

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Nanoweeks: i ricercatori incontrano gratuitamente a domicilio le imprese

Dal 29 ottobre al 7 dicembre 2012

I ricercatori incontrano gratuitamente a domicilio le imprese

L’iniziativa è a cura del Polo di Innovazione Regionale delle Nanotecnologie guidato dall’Agenzia per lo Sviluppo dell’Empolese Valdelsa (Asev). L’obiettivo congiunto è migliorare le conoscenze sui processi produttivi e ampliare anche le possibilità di mercato. L’iniziativa è rivolta a tutte le aziende della Toscana.
Ecco come fare.

Tecnici e ricercatori delle Università di Firenze, Siena, Pisa della Scuola Normale e del Cnr a disposizione, gratuitamente, delle aziende di tutta la Toscana che vogliono approfondire e migliorare le conoscenze sui processi produttivi e sulle opportunità che il mercato può offrire, attraverso il contributo diretto di chi opera quotidianamente nel settore delle nanotecnologie. Dal prossimo 29 ottobre al 7 dicembre il Polo Regionale di Innovazione per le Nanotecnologie (Nanoxm), attraverso l’iniziativa delle Nanoweeks, mette a disposizione di tutte le imprese del territorio toscano (anche di quelle non iscritte al Polo) che desiderino approfondire vari temi, il proprio know-how e le proprie strutture di ricerca allo scopo di favorire il confronto diretto su diversi filoni tematici di applicazione delle nanotecnologie, una delle “tecnologie chiave ed abilitanti”, individuate dalla Commissione Europea quale motore principale dello sviluppo economico. Le nanotecnologie rappresentano, infatti, la nuova frontiera della scienza moderna con applicazioni in settori tra i più diversi come l’edilizia, la medicina, l’ambiente, l’agroalimentare, l’industria tessile, le energie alternative, la meccanica, l’elettronica, il legno, tra cui anche interessanti applicazioni nel restauro dei beni culturali. 
Cos’è Nanoxm. Nanoxm è il Polo di Innovazione Regionale per le Nanotecnologie ed ha avviato la propria attività tramite un cofinanziamento regionale nel luglio 2011 grazie alla iniziativa di un partenariato composto da 2 centri servizi per le imprese (oltre All’Asev opera Apea, l’Agenzia di Sviluppo Locale della Provincia di Siena) e 4 centri di ricerca (la Scuola Normale Superiore di Pisa, l’Università di Siena, il Consorzio Icad e il Consorzio Internuniversitario Nazionale per la Sicurezza e la Tecnologia dei Materiali di Firenze), che ne rappresentano oggi il soggetto gestore, ed alla adesione di circa 50 imprese che sin dalla fase di presentazione della proposta ne hanno appoggiato l’iniziativa. La guida del Polo Regionale per le Nanotecnologie Nanoxm, che oggi unisce la totalità dei centri di ricerca regionali sul tema e coinvolge oltre 70 aziende, è stata affidata ad Asev, l’Agenzia per lo Sviluppo Empolese Valdelsa che ha sede a Empoli (Firenze) in via delle Fiascaie 12. Asev ha sviluppato importanti progetti di cooperazione internazionale finalizzati allo scambio di conoscenze per favorire l’applicazione delle nanotecnologie e al mercato europeo. In tale contesto Asev sostiene anche la costituzione di un laboratorio toscano per le Nanotecnologie (che a breve avrà sede a Empoli) che realizzi programmi di ricerca applicata finalizzata, di supporto a filiere produttive eterogenee, in partneship con componenti pubbliche, imprenditoriali e scientifiche. L’adesione al Polo Nanoxm per le aziende è gratuita.
Nanoweeks. Le aziende interessate possono richiedere gratuitamente visite da parte dei ricercatori del Polo (come detto si tratta di tecnici delle Università di Firenze, Siena, Pisa, della Scuola Normale e del Cnr) su uno o più temi applicativi di specifico interesse, oppure visite presso laboratori o strutture di ricerca aderenti al Polo, per l’avvio di collaborazioni su specifici temi di ricerca. Per riservare la visita è necessario indicarne le caratteristiche visitando il sito www.nanoxm.it. All’interno è possibile scaricare e riempire l’apposito form di richiesta che dovrà essere inviato poi all’indirizzo [email protected] Sarà cura del Polo individuare la struttura di ricerca e i ricercatori idonei, organizzando l’incontro nei giorni più appropriati.

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CANTIERE POPOLARE (PID) – On. Pippo GIANNI: ” L’impignorabilità delle imprese”

L’on. Pippo Gianni di Cantiere Popolare è primo firmatario di un disegno di legge che punta a rendere impignorabili i beni che sono strumentali all’attività delle aziende. Il Disegno di Legge è stato reso noto stamani nel corso di una conferenza stampa.

“Esistono molte aziende – ha spiegato Gianni – che vantano crediti nei confronti dello Stato. Proprio a causa dei ritardi con i quali lo Stato paga i suoi debiti, tali aziende si rendono inadempienti nei confronti dello stesso e, pertanto, subiscono il pignoramento dei beni sia mobili che immobili strumentali all’attività d’impresa. “Le disposizioni che attualmente regolano la riscossione, in questo momento devono essere modificate. L’impatto che le azioni poste in essere dalle società Equitalia e Riscossione Sicilia sui cittadini è pesante e a volte addirittura insostenibile come purtroppo testimoniato dai numerosi suicidi sia di cittadini che di piccoli imprenditori che si stanno susseguendo a ritmi insostenibili per un paese civile. A ciò si aggiunga il paradosso attraverso il quale lo Stato, debitore nei confronti dei cittadini, pone in essere azioni vessatorie nei confronti di privati e di aziende che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione.” “Per tutti questi motivi con la mia proposta di legge – ha detto l’on. Gianni – si vogliono alleggerire alcuni gravami per il debitore e contemporaneamente porre dei limiti al potere di riscossione della società Equitalia e Riscossione Sicilia, stabilendo l’impignorabilità dei beni mobili strumentali all’esercizio di qualsiasi attività economica, garantendo in tal modo la possibilità di continuare a svolgere l’attività lavorativa o d’impresa necessaria per il pagamento dei debiti e per la sopravvivenza del soggetto titolare dell’attività economica.”

Nel Corso della conferenza stampa, l’on. Pippo Gianni, coadiuvato dal Dott. Giuseppe Maria Liberto, Responsabile Nazionale dipartimento economia e lavoro di Cantiere Popolare, ha illustrato le proposte del partito per il programma del candidato presidente della Regione On. Nello Musumeci.

In particolar modo l’attenzione è stata concentrata sulla necessità di rendere utile per il territorio la presenza di molte imprese extraregionali .

L’art. 37 dello Statuto siciliano, prevede la obbligatorietà per tutte le aziende che operano sul territorio e che non hanno sede legale in Sicilia, di versare nelle casse regionali la quota di imposte relativa ai redditi prodotti in Sicilia. Ciò farebbe emergere il PEL ( prodotto esterno lordo ).

Mentre il PIL rappresenta la ricchezza prodotta in una Regione da coloro che hanno la sede legale nella stessa regione, il PEL rappresenterebbe la ricchezza prodotta anche dalle imprese, che pur avendo la sede legale fuori dalla Regione, posseggono gli stabilimenti produttivi in Sicilia. E pertanto, risulta evidente come l’entrata del bilancio della regione Siciliana potrebbe avere una impennata se tutte le attività economiche che insistono nell’Isola, pagassero le imposte nel territorio dove generano ricchezza.

Tutto ciò è possibile solo attraverso l’emanazione dei decreti attuativi dell’articolo 37 dello Statuto.

Con questo sistema la Sicilia potrebbe immediatamente incassare l’IVA prodotta nel suo territorio generando un enorme flusso di cassa che consentirebbe di porre fine alla carenza di liquidità che attanaglia da sempre la regione siciliana. Con parte di questo gettito aggiuntivo si potrebbe istituire il “gratta e vinci del contribuente”, ossia un biglietti da consegnare al consumatore ogni qualvolta lo stesso richieda lo scontrino fiscale o la fattura. Ciò farebbe emergere l’evasione fiscale che in Sicilia è stimata intorno ai 14,5 miliardi di euro. Se pensiamo che il deficit della Sicilia è di 5,5 miliardi, la conclusione è facile.

Siracusa, 6 ottobre 2012

SITO ON. PIPPO GIANNI http://www.pippogianni.it

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automobile.it: l’usato come soluzione per le imprese

Gli imprenditori lo sanno: la crisi e l’aumento della pressione fiscale, uniti alle problematiche legate alla stretta creditizia, stanno avendo effetti evidenti sulle potenzialità d’investimento delle aziende, sia PMI sia, persino, società più grandi e quotate. In uno Stato in cui la gran parte del trasporto, tanto di persone quanto di merci, avviene ancora su gomma, la disponibilità di veicoli commerciali è una necessità quotidiana, ma come contenere i costi? Grazie alle opportunità offerte dal mercato dell’usato e dal web, ad esempio su portali di compravendita quali www.automobile.it.

I risultati del mese di giugno 2012 sul mercato dei veicoli commerciali nuovi, prendendo come esempio campione gli autocarri con peso totale a terra fino a 3,5t, mostrano un trend in flessione (dati UNRAE): 10.050 i veicoli targati nel mese di giugno, il 30,4% in meno rispetto al volume dello scorso anno (14.448 unità). Il primo semestre del 2012 registra 64.126 immatricolazioni e una riduzione del 36,7% rispetto ai livelli di un anno fa.

“L’usato emerge, quindi, come soluzione taglia-costi per le aziende, grazie a portali come automobile.it che mettono a disposizione un’ampia offerta di annunci, un’interfaccia di ricerca user-friendly, personalizzabile con diversi parametri, e una declinazione Mobile, per accedere al sito ovunque dal proprio smartphone. Inoltre, tra i nostri partner sono presenti diversi concessionari specializzati nella vendita di questa tipologia di veicoli, che mettono a disposizione la loro expertise nel settore” commenta Marilda Qerimi, Country Manager Italia di automobile.it.

Su www.automobile.it sono disponibili mezzi ad hoc, suddivisi in sezioni per tipo di attività: furgoni, autocarri, motrici e rimorchi di diverso tonnellaggio per il trasporto di materiali, macchinari per l’edilizia come ruspe e scavatori, e ancora autobus, macchinari agricoli e carrelli elevatori. Presenti oltre 3.500 annunci, di cui 1.800 per i veicoli fino a 7,5T, 900 per i veicoli oltre 7,5T e 800 tra bus, rimorchi e altre tipologie.

Un ottimo rimedio per potenziare il vostro business con l’equipaggiamento necessario, acquistando in tutta sicurezza direttamente dal concessionario-proprietario, ma anche una piattaforma dove mettere in vendita i vostri veicoli commerciali usati, se avete deciso di cambiare attività.

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Aziende e ditte di traslochi italiane

“Con l’ausilio di internet e grazie alla segmentazione dei portali informativi anche risparmiare sul trasloco é diventato semplice: scopri come fare!

Stai traslocando e cerchi ditte di traslochi a cui richiedere preventivi? Da oggi nasce una nuova fonte di informazioni e consigli su come fare un trasloco: potrai chiedere e ricevere aiuto su argomenti relativi ai trasferimenti e traslochi per privati e aziende.

Le migliori aziende di traslochi nazionali e internazionali hanno personale qualificato e attrezzature all’avanguardia: tuttavia il costo di un trasloco varia proprio in base alle risorse impiegate, e di conseguenza é nostro compito cercare di risparmiare sul prezzo finale scegliendo le persone giuste.

Da Milano a Roma moltissime imprese di traslochi offrono la propria esperienza per garantire traslochi veloci e sicuri: dove trovare un elenco delle migliori aziende di traslochi italiane divise per città?

Nel nuovo sito che offre news e recensioni sulle ditte di traslochi in Italia troverai articoli dedicati ai trasferimenti a Roma, a Milano e nelle principali città italiane.

Sei un’impresa di traslochi e vuoi ottenere pubblicità gratuita? Visita la directory dei traslochi e trasporti e avrai la possibilità di aggiungere i dati aziendali per essere contattato da clienti interessati a traslochi nella tua zona.

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Ursamajor a TuttoFood 2011: l’innovativa associazione consortile presenta i prodotti in esclusiva e il nuovo E-Commerce!

Conferenza stampa: 9 Maggio Ore 11:00 – Sala Gamma Pad. 22

Ursamajor Group Pad.22 stand S1T10

Ursamajor Group, l’originale unione tra le migliori imprese del settore distributivo Ho.Re.Ca e Retail in Italia, è l’esempio di come un’intesa basata su accurati principi di competenza e qualità possa costituire la risposta più efficace alla complessità del mercato attuale. E questo singolare modello di partnership nasce in un mondo vasto e multiforme, come quello del settore italiano dell’alimentare.

Così, quale migliore vetrina per presentare il nuovo e innovativo brand nel mercato Ho.Re.Ca e Retail se non la più importante rassegna internazionale sul business alimentare? Ursamajor, infatti, sarà protagonista alla famosa fiera TuttoFood Milano 2011, come innovativa associazione consortile che riunisce, sotto un unico marchio, le migliori realtà aziendali italiane nel settore della distribuzione alimentare.

In questa esclusiva cornice, Ursamajor presenterà in anteprima i suoi straordinari prodotti, come il Lupino, e il suo grande E-Commerce: il rivoluzionario negozio virtuale, dove ogni singolo Partner può esporre i prodotti e servizi garantiti dal proprio brand alimentare. Vieni alla fiera TuttoFood di Milano, il nuovo punto di incontro tra il settore produttivo e distributivo dell’industria alimentare italiana è tutto da scoprire!

Scopri l’E-Commerce… e vinci l’iPad!

Partecipa alla conferenza e potrai vincere uno dei due iPad in palio per testare in diretta il primo rivoluzionario E-Commerce dei distributori Food!

Ursamajor Group ha scelto lo spazio privilegiato del B2B dell’industria alimentare per presentare ufficialmente la sua moderna filosofia, che è già realtà. Lunedì 9 Maggio alle ore 11, nella sala Gamma del Pad. 22, la stampa specializzata, le associazioni di categoria, le aziende e tutti gli operatori del settore sono invitati alla speciale conferenza, in cui interverranno:

Giuseppe Arditi (per Ursamajor Group)

Roberto Del Zotto (per Ristopiù Lombardia)

Alessandro Lanzani (per Lagogel)

In occasione della presentazione della sua realtà imprenditoriale, Ursamajor ha organizzato una speciale sorpresa: durante l’incontro, saranno estratti tra i presenti due iPad per condurre una dimostrazione in tempo reale del maneggevole e innovativo funzionamento dell’E-Commerce, il nuovo punto di incontro tecnologico e reale tra i clienti, i fornitori e i distributori del mercato Food italiano; uno spazio forte e condiviso in grado di promuovere le diverse realtà aziendali associate al gruppo.

A seguire un esclusivo rinfresco con i prodotti del marchio Davigel, presso lo stand Ursamajor Pad.22 stand S1T10.

CONFERMA LA TUA PARTECIPAZIONE

Innovazione anche nel gusto: è arrivato il Lupino!

Ursamajor, basandosi su una certificata garanzia di valori e qualità, è sempre attento alle tendenze del mercato e alle evoluzioni del gusto. Per questo, è il distributore esclusivo per l’Italia dei prodotti a base di Lupino, permettendo a tutte le diverse aziende affiliate di commerciare questi speciali alimenti!

Il lupino, infatti, costituisce la nuova frontiera dei nutraceutici: è leggero e facilmente digeribile, un’ottima fonte di fibre e proteine. E’ totalmente sicuro perché non geneticamente modificato e, soprattutto, rappresenta un formidabile alleato contro i più comuni disturbi: come diabete, ipertensione, colesterolo e stitichezza.

Dopo il successo ottenuto lo scorso Febbraio alla Fiera Sapore 2011, Ursamajor Group propone anche nella prestigiosa cornice di TuttoFood le sue innovative proposte alimentari a base di lupino, una vera e propria rivoluzione del gusto unito alla salute, che si sono già conquistate l’Innovation Award alla fiera riminese.

www.ursamajorgroup.org

Rafforza il tuo business nel settore della distribuzione alimentare e vieni a scoprire l’esclusiva realtà di Ursamajor Group alla Fiera TuttoFood 2011! Perché l’unione fa la forza… e la qualità!

Ufficio Stampa Artémida

Emanuela Lodolo – [email protected]

Tel: 02.45482672 – Mob: 333.2648370

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Consulenza energetica per professionisti e imprese: gli esperti di Utilità al servizio del cliente

L’azienda Utilità, dal 2000 fornitore di energia elettrica e gas naturale a professionisti e imprese, offre insieme alla fornitura un servizio gratuito di consulenza energetica alle imprese. Il servizio consente di tracciare il profilo di consumo di una specifica attività imprenditoriale, così da poter offrire l’offerta di fornitura energetica più adatta a soddisfare le esigenze emerse.

Per effettuare una consulenza energetica accurata, Utilità analizza le fatture dei consumi energetici dell’impresa in esame e valuta la convenienza del suo attuale contratto di fornitura energetica. Operando con la massima trasparenza, gli esperti di Utilità suggeriranno di restare con l’attuale fornitore se si gode già di un trattamento particolarmente vantaggioso. Al contrario, se il contratto risulta poco conveniente, Utilità proporrà un’offerta di fornitura energetica personalizzata, studiata dai suoi professionisti esperti in materia di energia e ambiente.

Attraverso il servizio di consulenza sull’energia Utilità può dunque proporre offerte competitive per la fornitura di energia elettrica e di gas naturale, ma anche aiutare le imprese nella corretta gestione dei consumi attraverso tecniche di uso razionale dell’energia, promuovendo altresì il ricorso alle energie alternative allo scopo di salvaguardare l’ambiente contenendo i costi energetici.

Richiedere una consulenza energetica gratuita da parte dei professionisti di Utilità è molto semplice: titolari di imprese e aziende possono richiedere una consulenza energetica attraverso il numero verde 800 94 39 39 – dal lunedì al venerdì, dalle 8:00 alle 20:00 – oppure compilando il modulo online per essere contattati direttamente da un referente tecnico-commerciale di Utilità.

Fonte: Utilità spa

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Sapra segnala il bando Inail per i finanziamenti volti alla realizzazione di interventi per la salute e sicurezza sul lavoro

Oggetto della segnalazione di questi giorni da parte di Sapra Sanità, sempre aggiornata e informata su tutti gli aggiornamenti, mutazioni concernenti la Medicina del Lavoro, è il bando pubblicato dall’Inail finalizzato ad incentivare le aziende ad investire in sicurezza: si tratta di un totale di 60 milioni di euro destinati alle piccole e medie imprese.

Sapra Sanità nel corso degli ultimi mesi ha più volte suonato il campanello di allarme concernente la sicurezza nei luoghi di lavoro, ben consapevole che è necessario intervenire in modo deciso se si vuole avere la speranza di raggiungere nel 2012 la riduzione del 25% degli infortuni sul lavoro, obiettivo stabilito per tutti i paesi appartenenti alla comunità europea.

I soldi stanziati dall’Inail saranno suddivisi tra le varie regioni e verranno destinati a quelle aziende fermamente decise a puntare sulla sicurezza sul lavoro. Dal 10 dicembre il progetto è attivo sul sito internet dell’Inail dove si potranno verificare i prerequisiti per accedere al bando di finanziamento. Le richieste andranno presentate dalle ore 14.00 del 12 gennaio 2011 e dovranno essere inviate per via telematica direttamente sul portale Inail. Lo sportello telematico riceve le domande in ordine di arrivo e chiuderà il 14 febbraio 2011. La chiusura potrebbe essere anticipata in caso di esaurimento dei fondi disponibili nel budget regionale.

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono tra le priorità assolute di Sapra Sanità e sottolinea come il costo di un incedente sul lavoro non sia di facile previsione, all’indennizzo si aggiungono, infatti, le spese medico-legali, la perdita di produttività, le spese relative all’inserimento di personale sostitutivo, mentre rendere la propria azienda sicura oltre ad avere un costo certo, se ci si affida ad una struttura seria e professionale, aggiunge valore alla produttività e all’intera realtà aziendale.

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Settimo Rapporto UniCredit sulle Piccole Imprese “La ricerca di nuovi mercati: la sfida delle piccole imprese fra cambiamento e tradizione”

Internazionalizzazione, esportazione e scoperta di nuovi mercati più dinamici sono le grandi opportunità che le piccole imprese possono e devono cogliere per rilanciare l’economia del paese. Con 6000 interviste a piccoli imprenditori italiani clienti UniCredit e un questionario ad oltre 200 Associazioni di categoria e Confidi, il settimo Rapporto sulle Piccole Imprese tasta il polso alla vitalità e reattività di quei circa 5 milioni di imprese con meno di 50 addetti attualmente operanti in Italia, e ne evidenzia le possibilità di crescita grazie alla ricerca di nuovi mercati.

Il questionario, in particolare, tocca un ricco ventaglio di temi: dall’innovazione alla collaborazione tra attori di territorio, dalla strategia di impresa all’internazionalizzazione, dal rapporto banca-impresa al ruolo di Confidi e Associazioni di categoria.

Il Rapporto è stato presentato a Roma ad inizio mese presso il Palazzo della Cancelleria nel corso di una tavola rotonda sul tema “La ricerca di nuovi mercati: la sfida delle piccole imprese fra cambiamento e tradizione”, introdotta da Paolo Savona, Presidente del Fondo Interbancario per la Tutela dei Depositi, cui hanno preso parte l’on. Adolfo Urso , XIV Commissione, Politiche dell’Unione Europea; l’on. Raffaello Vignali, Consigliere del Ministro dello Sviluppo Economico per le Politiche delle PMI; Roberto Nicastro, Direttore generale UniCredit; Ivanhoe Lo Bello, presidente Confindustria Sicilia; Paolo Carli, presidente HENRAUX SPA e Aldo Bonomi, presidente Consorzio A.A.STER.

L’analisi si articola su tre filoni di approfondimento, partendo dalle leve a disposizione delle piccole imprese per affrontare la sfida dei mercati esteri: la valorizzazione del territorio, inteso come patrimonio conoscitivo, naturale e produttivo, l’innovazione e la rete tra imprese. Internazionalizzazione e competitività dei territori sono infatti aspetti fortemente complementari: il made in Italy nasce, cresce e si sviluppa a livello locale ed è dal forte radicamento locale che trae la propria forza a livello globale.

Per approfondimenti: UniCredit Group News

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Con i Servizi Post Vendita di Utilità monitorate online le forniture energetiche della vostra azienda

Utilità, azienda leader nella fornitura di energia elettrica e gas naturale alle imprese, attraverso il proprio sito web mette a disposizione dei clienti numerosi servizi di post vendita online, offrendo nel complesso un servizio ancora più completo ed efficiente a quanti negli anni hanno scelto di affidarsi ad Utilità per soddisfare il fabbisogno energetico della propria attività.

Accedendo all’area privata del sito i clienti di Utilità possono monitorare facilmente le proprie forniture di elettricità e gas direttamente online. I servizi post vendita messi a disposizione consentono infatti all’utente di poter autonomamente consultare i dati contrattuali e tecnici delle forniture attive; visualizzare, stampare e archiviare le fatture mensili in anticipo rispetto alla ricezione del documento cartaceo; consultare lo storico delle fatture e monitorare i consumi mensili fatturati.

Nell’area privata del sito i clienti possono inoltre essere inviati suggerimenti e segnalazioni per aiutare Utilità a migliorare la qualità del servizio erogato.

Accedere ai servizi post vendita di Utilità è molto semplice: basta collegarsi al sito, cliccare su “Area Clienti”, poi sul pulsante “Accedi”, e registrarsi come nuovo utente inserendo il proprio numero di partita IVA, il Codice Cliente composto da quattro numeri – presente su ogni fattura di Utilità – e un indirizzo email attivo.

Per i servizi post vendita i clienti di Utilità possono inoltre contare su un Servizio Clienti telefonico gratuito – 800 94 39 39 – attivo dal lunedì al venerdì (ore 8-20) per richieste di informazioni e chiarimenti.

Infine, per essere aggiornati in tempo reale su novità del mercato, promozioni e iniziative, è possibile iscriversi alla Newsletter mensile di Utilità.

Se non siete ancora clienti Utilità richiedete subito un preventivo gratuito: personale esperto e qualificato saprà sicuramente proporvi la soluzione più vantaggiosa per contenere i costi della vostra fornitura di energia elettrica e gas naturale.

Fonte: Utilità spa

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L’Agenda di Confindustria 2011 “Al volante del territorio”

L’idea iniziale, che l’Agenzia Della Nesta si era prefissata nella realizzazione dell’Agenda per Confindustria, sembrava quella di voler progettare qualcosa di “semplicemente” bello e nuovo, ma questa volta è riuscita ad andare oltre all’obiettivo prestabilito. Il risultato finale di mesi di studio, confronti ed elaborazioni grafiche ha portato alla creazione di un oggetto pregiato e dal fascino indiscutibile.

È sufficiente che lo sguardo si posi sulla copertina, oppure che le dita ne sfiorino la superficie per percepire l’unicità, la raffinatezza e il carattere di questa realizzazione: un carattere discreto ma dirompente.

L’idea che ha mosso tutto il progetto creativo ruota intorno alla certezza che quest’anno Confindustria dovesse presentare non solo uno strumento utile e comodo alla scrittura di impegni, appuntamenti e note, finalità primaria di un’agenda, ma soprattutto un oggetto che portasse in sé rimandi al “percorso”, alla crescita e allo sviluppo che le aziende, del territorio aretino, hanno portato avanti, seppur tra mille difficoltà, stringendo i denti ma proponendosi sempre in vesti nuove. Un lavoro grafico e di creazione in cui riecheggiano il rigore, l’organizzazione, la grinta ma anche l’eleganza, la raffinatezza e il gusto per la distinzione e l’eccellenza. Un progetto che sappia plasmare e coniugare praticità, bellezza e tangibilità.

In copertina solo elementi grafici dalle linee pulite ed essenziali, impresse su un supporto cartaceo di vero pregio e stile, impreziosito da riserve UV che riescono ad esaltare una grafica minimalista. Tutto contribuisce a far si che l’attenzione dell’osservatore si posi sull’aspetto principale di questo progetto: il messaggio di Confindustria a tutte le aziende sue associate. Il lungo cammino iniziato nel passato della realtà imprenditoriale del territorio aretino, che continua oggi e che prosegue nel futuro inarrestabile perché basato sulla solidità, sull’efficienza e sulla volontà di rinnovarsi. Un messaggio di buon auspicio e di ottimismo, di impegno e di fiducia, per l’anno che verrà.

Il pay off creato dal presidente Giovanni Inghirami “Al volante del territorio” e impresso sulla copertina dell’Agenda è fortemente evocativo e di forte impatto per le aziende: un invito a prendere in mano il proprio destino, ad investire nella propria crescita e nel proprio prodotto con il supporto e il sostegno di Confindustria, da sempre impegnata sui temi legati al territorio e alla sua crescita.

33 sono le aziende che hanno fortemente voluto sostenere il messaggio di Confindustria per l’anno 2011, divenendo co-protagoniste di questo progetto. Sono nomi, esperienze, storie che danno prestigio al nostro territorio a dimostrazione che la solidità si costruisce nel tempo con determinazione e professionalità. La loro sostanza si esprime attraverso 33 brevi monografie che narrano l’essenza stessa del fare impresa oggi.

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Come creare e aprire un social network: quali tecnologie usare

DEDO – Social network software è la piattaforma software innovativa, modulare e semplice da utilizzare per aprire social network pronti all’uso adatta a imprese, aziende, enti locali, pubblica amministrazione e organizzazioni no-profit.

Grazie ai moduli preimpostati e personalizzabili, DEDO è lo strumento di comunicazione e web marketing efficiente per avere il proprio social network. Integrabile anche al sito Web già esistente, DEDO presenta numerosi vantaggi. Tra questi, potenziare le relazioni con i clienti da fidelizzare, raggiungere utenti nuovi attraverso campagne di comunicazione e marketing, espandere la visibilità dell’azienda sui motori di ricerca per essere costantemente trovati dagli utenti, aumentare le vendite di prodotti e servizi, analizzare le esigenze reali dei clienti per mezzo del dialogo diretto e la partecipazione, migliorare la reputazione sul web (web reputation), guadagnare mediante la vendita degli spazi pubblicitari, accrescere il fatturato per mezzo di servizi avanzati a pagamento per gli utenti, distinguersi dai competitor che impiegano strumenti di comunicazione e marketing più tradizionali.

Con DEDO si autorealizza la segmentazione del target selettiva e spontanea per proporre le campagne di comunicazione e marketing più efficaci per promuovere prodotti, servizi, iniziative speciali, promozioni, idee, progetti, know-how ed esperienze personali e collettive.

Le community di utenti danno vita a conversazioni di vario tipo, quali recensioni, feedback, scambi di opinione, suggerimenti e coinvolgono gli opinion leader, cioè coloro i quali hanno la massima credibilità per persuadere in modo autorevole gli utenti. Di riflesso, si innesca il meccanismo del passaparola, da sempre prezioso per ampliare la forza commerciale di marchi, brand, eventi e iniziative di qualsiasi natura.

Studi e ricerche confermano ormai da tempo che azioni commerciali nel Web 2.0 basate su mezzi quali banner e link hanno un effetto limitato a fronte di investimenti dispendiosi. Al contrario, le campagne di web marketing adeguatamente costruite e diffuse nei social network arrecano benefici di gran lunga superiori e a costi decisamente più ridotti. Oltre ai social media più noti (es. Facebook, Twitter, FriendFeed, YouTube, ecc.), che spesso si rivelano improduttivi ai fini del marketing nel Web, i social network ad hoc rappresentano la nuova frontiera della comunicazione e del marketing e consentono di radunare fasce di utenza tangibilmente interessate a prodotti, servizi e tematiche proposti.

Per informazioni, contattare i numeri 0382.554425 o 345.3438080 (ore 10-18, lunedì-venerdì), aggiungere gli account Skype dflsrl o communication_village o scrivere un’e-mail a [email protected]

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