Riserve auree rimpatriate dalle banche centrali di molti paesi che si stanno adoperando per far rientrare nei confini nazionali i lingotti d’oro detenuti nei caveau di altri paesi.
L’oro è il bene rifugio per eccellenza ed è facilmente monetizzabile sia a livello di scambi internazionali tra paesi che tra privati presso attività come questo compro oro Firenze.
Una mossa che in questo momento storico viene associata alle possibili conseguenze delle sanzioni imposte dall’Occidente alla Russia ma che in realtà è motivata anche da altri fattori macroeconomici che potrebbero verificarsi.
Il congelamento di riserve auree russe da parte dell’occidente ha messo in guardia anche altri paesi dal pericolo di incorrere in sanzioni simili in caso di contrasti geopolitici.
Da un sondaggio effettuato è emerso che una parte delle banche centrali è preoccupata per il precedente che si è creato che può essere replicato in caso di dissidi geopolitici tra nazioni.
A conferma di ciò basta prendere in considerazione altre banche centrali come quella tedesca che già da anni ha provveduto al rimpatrio entro i confini nazionali delle proprie riserve auree.
La tendenza delle banche centrali a detenere in modo diretto le riserve auree è motivata da vari fattori che hanno destabilizzato e continueranno a farlo l’economia globale ancora per alcuni anni.
La transazione soprattutto dell’occidente verso una economia più sostenibile è destinata a provocare cambiamenti strutturali nel mondo produttivo che porteranno conseguenze negative in molti settori destinati ad adattarsi a nuovi modelli o soccombere alla transizione ecologica.
La convinzione che l’inflazione nei prossimi anni aumenterà moltissimo come già accaduto anche per servizi e beni essenziali è un altro motivo determinante che spinge le banche centrali ad assicurarsi la disponibilità diretta delle riserve auree senza dipendere da scelte di organismi stranieri.
Le riserve auree sono considerate strategiche dalle banche centrali oltre ad essere un ottimo investimento contro l’inflazione.
Per questo motivo alcuni paesi per poter esercitare liberamente la propria volontà senza il rischio di vedersi bloccare le riserve d’oro hanno deciso di provvedere al rientro in patria dei lingotti d’oro.
Mario Putin: Serenissima Ristorazione pronta a inaugurare una nuova area produttiva
Leader nel settore della ristorazione collettiva, scolastica, aziendale e sociosanitaria, Serenissima Ristorazione, guidata da Mario Putin, vanta un fatturato di 280.000.000 euro, conta oltre 7.000 dipendenti e 13 società correlate. Innovazione e sostenibilità sono i driver strategici nei quali il Gruppo investe da sempre.
Mario Putin: Serenissima Ristorazione amplia il centro cottura di Boara Pisani
A Boara Pisani, in provincia di Padova, sorge il centro cottura in legame refrigerato di Serenissima Ristorazione al quale l’azienda ha dedicato importanti investimenti negli ultimi mesi. La realtà guidata da Mario Putin ha infatti deciso di ampliare il centro cottura, dotandolo di una nuova area produttiva e logistica equipaggiata con attrezzature innovative e tecnologicamente avanzate. Questo contribuirà a rendere i pasti forniti dal leader della ristorazione collettiva ancora più sicuri sotto il profilo igienico-sanitario, migliori dal punto di vista qualitativo e di differenziazione della dieta. Con 30.000.000 di euro investiti su una superficie totale di 12.000 mq e oltre 300 operatori impiegati al suo interno, il centro cottura di Boara Pisani ha tutte le carte in regola per diventare uno dei più moderni e tecnologicamente avanzati d’Europa.
Serenissima Ristorazione: il Cook&Chill della realtà guidata da Mario Putin è un successo negli ospedali
Tra i primi ambiti in cui Serenissima Ristorazione si è specializzata, quello socio sanitario continua ad essere un settore di grandi soddisfazioni. Cook&Chill, la tecnica ideata dalla società guidata da Mario Putin, sta riscuotendo enorme successo tra le strutture sanitarie. Soprattutto a seguito della realizzazione del centro cottura di Boara Pisani, sempre più strutture si sono mostrate interessate. Attualmente, sono 60 i nosocomi che vengono riforniti dal centro cottura. Segno che investire nell’innovazione, puntando al legame refrigerato con il fine di minimizzare il rischio microbiologico e razionalizzare le diete risolvendo i problemi logistici legati al trasporto e alla distribuzione, è stata una scelta più che efficace.
Riva Acciaio: eccellenza e leadership nell’industria siderurgica italiana
Fondata negli anni ‘50 da Emilio ed Adriano Riva, Riva Acciaio è passata dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio di alta qualità. Attraverso una visione lungimirante e una strategia di acquisizioni, l’azienda ha raggiunto una posizione di rilievo sia in Italia sia a livello internazionale, contribuendo alla crescita e al successo dell’industria siderurgica nazionale.
Riva Acciaio: una visione lungimirante per l’industria siderurgica italiana
Riva Acciaio è un’eccellenza nell’industria siderurgica italiana, una realtà di grande importanza che riunisce le attività del Gruppo Riva nella penisola. Fondata nel 1954 da Emilio ed Adriano Riva, rappresenta uno dei principali protagonisti europei nel settore dell’acciaio. La società è controllata dalla capogruppo Riva Forni Elettrici ed è specializzata nella produzione di prodotti lunghi e acciai di alta qualità. Grazie a oltre 60 anni di esperienza, il Gruppo ha consolidato una leadership indiscussa in questo settore, introducendo importanti innovazioni tecnologiche, tra cui la colata continua curva a tre linee, un primato assoluto in Italia, insieme ad altre significative innovazioni siderurgiche. Un elemento di grande valore per l’azienda è il suo avanzato laboratorio di ricerca e sviluppo, situato nello stabilimento di Lesegno (CN), che dispone di sofisticate apparecchiature, tra cui il simulatore termomeccanico “Gleeble 3800”. Questo laboratorio ha stretto numerosi accordi di collaborazione con importanti centri universitari e di ricerca, come il Politecnico di Torino e l’Università di Pisa. Tale sinergia tra l’azienda e le istituzioni accademiche consente di promuovere l’innovazione e lo sviluppo tecnologico nell’ambito dell’industria siderurgica. Dopo la fondazione, Riva Acciaio è cresciuta rapidamente, passando dal commercio di rottami ferrosi alla produzione di acciaio. Nel 1956, viene costruito lo stabilimento siderurgico a Caronno Pertusella, in provincia di Varese, che si distingue per la sua dimensione e per l’adozione di tecnologie all’avanguardia, come il forno elettrico ad arco.
La crescita internazionale di Riva Acciaio
Negli anni ‘60, l’industria siderurgica italiana affronta una forte concorrenza internazionale e per rimanere competitiva, Riva Acciaio introduce la colata continua curva a tre linee, diventando la prima azienda italiana a utilizzare questa tecnologia. Nel frattempo, l’azienda inizia a espandersi sia in Italia sia all’estero attraverso acquisizioni strategiche. Nel 1966, acquisisce le Acciaierie e Ferriere del Tanaro e diventa socia di minoranza nella SEII. Alla fine degli anni ‘60, la produzione di acciaio raggiunge così le 300.000 tonnellate all’anno e l’azienda avvia l’export dei suoi prodotti sui mercati internazionali. Negli anni ‘70, nonostante la crisi petrolifera e la concorrenza estera, il Gruppo siderurgico prosegue con il piano di investimenti e si espande ulteriormente a livello internazionale. Acquisisce la Siderúrgica Sevillana in Spagna nel 1971 e nel 1974 costituisce la Associated Steel Industries (ASI) in Canada, oltre all’acquisizione dell’acciaieria di Iton Seine in Francia nel 1976. Due anni più tardi, diventa il primo operatore europeo a vendere acciaio direttamente in Cina. Alla fine degli anni ‘70, la produzione di acciaio supera 1,1 milioni di tonnellate. Negli anni ‘80, Riva Acciaio continua la propria espansione attraverso acquisizioni in Francia, Belgio e Germania. Acquisisce la maggioranza dell’ALPA (Aciéries et Laminoirs de Paris) in Francia nel 1988, mentre quattro anni più tardi rileva due impianti siderurgici a Berlino. Nel frattempo, la produzione di acciaio continua a crescere rapidamente e nel 1994 raggiunge 5,8 milioni di tonnellate, consolidando la posizione del Gruppo come uno dei principali attori dell’industria siderurgica europea.
Napoli:Sogno di un giovane Pulcinella, il cortometraggio di Yuri Salvatore conquista il web
Un pulcinella giovane acclamato dalle “nuove leve” che nonostante l’epoca cambi rimangono fedele al tempo del loro unico simbolo, che, come afferma una di loro, è “tiempo ‘ca nun passa”. ma è solo un sogno, rappresentato e ben ideato da Yuri Salvatore, figlio di Federico Salvatore che, in collaborazione con l’attrice e sceneggiatrice Eleonora Lentini, realizza il cortometraggio “Sogno di un giovane Pulcinella”.
Girato nella Vicaria, il progetto prende spunto dalla Napoli romantica, lontana dagli stereotipi. Yuri come suo padre, veste di poesia il suo giovane pulcinella, ma anche di quella goliardia malinconica che contraddistingue i “Salvatore”.
nel finale infatti, lo stesso Yuri nei panni di Pulcinella recita dei versi tratti dal libro di suo padre Federico “Poeta involontario”. il cortometraggio ha riscosso in poco tempo un grande consenso da parte dei numerosi appassionati e fan del giovane attore e musicista napoletano. le prime programmazioni sono state su “Tv sei”(visibile nelle marche e Abruzzo) e su Nano tv. un lavoro totalmente indipendente, che vede la partecipazione di:Yuri Salvatore, nel ruolo del giovane Pulcinella, Agata Gervasio nel ruolo di Melissa, Maria Raucci, Antonio Tartaglione, Giovanna Moraca ed Eleonora Lentini.
visibile gratuitamente sul canale youtube “Audio Film Serie channel”. le musiche, sono dello stesso Salvatore, che ha firmato anche la regia.
dopo Federico Salvatore, che nel corto “La ricchezza di Napoli”di Loris Arduino ha egregiamente interpretato un Pulcinella maturo costretto ad artista di strada, anche suo figlio, Yuri, classe 1992, indossa la maschera più importante del panorama culturale partenopeo. a tal proposito ha ribadito:”Il mio Pulcinella giovanile non vuole minimamente sfidare gli altri, figuriamoci mio padre. lui come al solito mi ha guidato ed ispirato per questo piccolo grande progetto, e sono sicuro che ne sarà stato felice. la mia forma di protesta contro chi con la mediocrità tenta di oscurare culture e tradizioni della nostra terra, sarà sempre la proposta.”.
L’editoriale di Valentina Colucci sulla corsa alle terre rare
In un recente editoriale pubblicato su “Formiche”, Valentina Colucci riflette sul tema delle terre rare e su come l’Europa si sta muovendo per aumentare la loro reperibilità senza dipendere troppo da altri Paesi.
Valentina Colucci: l’Europa nella corsa alle terre rare
Sono 34 le materie prime che quest’anno compongono la lista dei minerali critici stilata dell’Europa. Realizzato sulla base di una valutazione della loro reperibilità sul mercato, l’elenco contiene minerali come l’arsenico, il feldspato e il manganese e anche le cosiddette terre rare. Queste ultime, come spiega Valentina Colucci nel suo articolo, “sono un insieme di 17 metalli presenti nella tavola periodica degli elementi chimici che presentano straordinarie proprietà magnetiche e conduttive che le rendono indispensabili in molti settori tra cui, l’industria elettronica, tecnologica aeronautica e militare”. Si tratta di elementi fondamentali per la produzione e il funzionamento di oggetti della quotidianità quali smartphone e lampade a led ma anche di tecnologie come la fibra ottica e i pannelli fotovoltaici.
Valentina Colucci: l’Action Plan on Critical Raw Materials
Nonostante il loro nome, le terre rare possono essere trovate in abbondanza in diverse parti del mondo. La Cina, l’Australia, gli Stati Uniti, la Russia, il Brasile e il sud-est asiatico sono tutti luoghi in cui sono reperibili. “Dovunque, tranne che nel Vecchio Continente”, afferma Valentina Colucci nell’articolo. Gli unici ad essere esclusi sono infatti proprio i Paesi del Vecchio Continente. Per questo motivo, nel 2020 la Commissione Europea ha presentato l’Action Plan on Critical Raw Materials per rispondere appunto al rischio di carenza o interruzione di tali minerali. Le soluzioni prevedono la riduzione della dipendenza da Paesi terzi da raggiungere mediante la diversificazione delle fonti di approvvigionamento, il miglioramento dell’efficienza e della circolarità dell’uso delle risorse e politiche di stoccaggio strategico di prodotti che contengono le materie critiche.
Tecnicaer Engineering a Bologna: il team guidato da Fabio Inzani riqualificherà l’Autostazione
Tecnicaer Engineering, società guidata da Fabio Inzani, si è aggiudicata la gara d’appalto per la riqualificazione del complesso dell’Autostazione di Bologna. Il progetto di restyling prevede la creazione di una nuova piazza e la ristrutturazione integrale interna.
Fabio Inzani: la transizione da “non-luogo” a spazio identitario dell’Autostazione di Bologna
L’antropologo francese Marc Augé è stato il primo ad introdurre il concetto di “non-luogo”, con il quale voleva identificare uno spazio non identitario, storico o relazionale, che si contrapponeva ai cosiddetti luoghi antropologici. I “non-luoghi” sono dunque tutte quelle zone di passaggio in cui non ci sono segni di relazioni sociali, di storie condivise e di appartenenza collettiva, come può appunto essere un’autostazione. Il progetto realizzato dal team guidato da Fabio Inzani punta invece a superare tale concetto attraverso la creazione di un nuovo spazio che diventi identitario per la città di Bologna. L’area in questione possiede già enormi potenzialità vista la vicinanza strategica con numerosi punti di interesse della città storica. Via Indipendenza, Piazza VIII Agosto, Piazza XX Settembre e il Parco della Montagnola sono tutti a pochi passi dall’Autostazione, così come anche la Rocca Galliera e il tratto dell’antica cerchia muraria.
Fabio Inzani: gli interventi che riqualificheranno l’area
La proposta di Tecnicaer prevede la creazione di uno Smart Green Building, classificabile come nZEB (nearly Zero Energy Building), in un contesto reso vivace ed attraente dalla presenza di attività di varia natura e di una nuova piazza collocata di fronte alla struttura. Il team diretto da Fabio Inzani si occuperà inoltre dell’ampliamento volumetrico verso est, della ristrutturazione integrale interna e del rifacimento della facciata. Quest’ultima, che dovrà proteggere l’edificio dall’esterno e creare una quinta attrattiva verso la piazza, è stata concepita come una “pelle” contemporanea e attiva che informa gli utenti mediante schermi LED e codici QR. La parte esterna resterà, invece, fedele al progetto originale del 1967 ideato dagli architetti Luigi Vignali e Luigi Riguzzi. Con questo intervento, Tecnicaer Engineering intende trasformare l’Autostazione di Bologna in un edificio completamente sostenibile, a basso impatto ambientale e altamente performante sotto il profilo energetico. L’opera, eseguita attenendosi ai protocolli ambientali di riferimento, ovvero LEED e ITACA, renderà possibile tutto ciò grazie all’utilizzo di soluzioni passive intelligenti, alla condivisione dei principi costruttivi che riducono l’apporto delle componenti impiantistiche e all’uso di tecnologie innovative installate all’interno della centrale tecnologica.
Gian Maria Mossa: Banca Generali punta sui giovani per disegnare la consulenza del domani
“New Generation”, il valore del progetto di Banca Generali dedicato ai ragazzi nelle parole dell’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa: “Vogliamo creare nuove opportunità e percorsi in cui realizzarsi per i consulenti del domani”.
Gian Maria Mossa: SOS giovani, quale futuro per la consulenza finanziaria?
Il quadro che Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali, delinea in un recente post su LinkedIn parla chiaro: “La ricchezza privata si mantiene su livelli molto elevati ma è detenuta per la gran parte dalle persone più mature, lasciando poco spazio ai giovani, di frequente esclusi dalle dinamiche patrimoniali familiari, trascurati dai professionisti del settore e nell’angolo nel confronto generazionale su queste tematiche che impattano il loro futuro”. L’AD nel post invita quindi a riflettere su come anche la consulenza finanziaria risenta del fatto che non sempre il dibattito sull’urgenza demografica e le riforme per le generazioni future riesca a trovare lo spazio che meriterebbe nell’agenda politica e nella sfera delle imprese. “Numeri alla mano, infatti sono sempre meno i giovani che si avvicinano alla nostra professione. Oggi solo il 12% dei professionisti ha meno di 40 anni. E se si considerano gli under 35, la percentuale scende drammaticamente al 2%. Una vera e propria emergenza che rischia di invertire la traiettoria di crescita di un’industria che s’è ritagliata negli ultimi anni un ruolo sociale ed economico molto importante; al servizio della protezione e della pianificazione dei progetti di vita delle famiglie”, spiega l’AD di Banca Generali Gian Maria Mossa.
Gian Maria Mossa: “New Generation”, il progetto innovativo di Banca Generali per formare i consulenti del domani
L’AD Gian Maria Mossa su LinkedIn pone quindi in evidenza le ricadute per la consulenza finanziaria: “Chi vuole avvicinarsi oggi alla consulenza deve ancora affrontare barriere d’ingresso di tipo formativo, finanziarie e di affinità generazionale con la gran parte della clientela, ancora troppo limitanti”. Basterebbe però guardare “alle iniziative sviluppate in Paesi come Israele e Singapore (ma anche Paesi più vicini a noi come la Germania) per rendersi subito conto che senza un cambio di marcia concreto non sono solo i nostri giovani quelli che rischiano di pagare il conto più salato di questa situazione, ma tutti noi trovandoci in difetto di quello slancio di idee e di innovazione che tracciano le rotte del futuro sostenibile”. Necessario per l’AD Gian Maria Mossa è quindi “il contributo di tutti e uno sforzo strutturato nella giusta direzione”. È in quest’ottica che anche Banca Generali si sta impegnando portando la tematica del ricambio generazionale tra le priorità più alte del piano di sviluppo. “Lo dobbiamo al nostro Paese ma lo dobbiamo anche a tutti i nostri stakeholder poiché lo scenario che stiamo affrontando necessita di risorse nuove ed approcci diversi”. L’impegno dell’Istituto è nelle diverse iniziative lanciate in questi anni. Tra queste anche il progetto innovativo ‘New Generation’, dedicato interamente ai ragazzi: “Vogliamo creare nuove opportunità e percorsi in cui realizzarsi per i consulenti del domani. La nuova generazione di banker potrà aiutarci ad aumentare la produttività complessiva della nostra rete, fornendo nuovi stimoli ed energie anche ai colleghi più senior, oltre che aiutarci a raggiungere nuovi target di clientela”.
Il piano del Gruppo FS, Luigi Ferraris: efficienza e modernizzazione delle infrastrutture
Gruppo FS si sta impegnando in una grande sfida: rendere la mobilità più moderna, integrata, resiliente e sostenibile. La strategia del Gruppo ha come obiettivo principale la costruzione di un ecosistema di mobilità sostenibile e logistica integrata, basato su infrastrutture interconnesse e resilienti. L’intervista all’AD Luigi Ferraris.
Luigi Ferraris: il Piano industriale del Gruppo FS, sfide e progetti
Per favorire il trasporto collettivo rispetto a quello privato e promuovere la logistica multimodale, spiega Luigi Ferraris, Gruppo FS sta effettuando investimenti mirati che porteranno a un aumento del 20% della capacità della rete. Un maggior numero di corse e una maggiore frequenza, insieme a un’integrazione sempre più stretta con i mezzi su gomma, contribuiranno ad aumentare del 30% il numero di passeggeri su treni e autobus. Ma non è tutto: tra gli obiettivi da raggiungere vi è anche la necessità di raddoppiare la quota di merci trasportate su rotaia. Inoltre, vi è l’importante fine di ridurre la distanza tra il Nord e il Sud del Paese e di contribuire alla transizione ecologica, puntando a raggiungere la neutralità carbonica entro il 2040, ovvero dieci anni prima dell’obiettivo stabilito dall’Europa. Il Piano industriale decennale del Gruppo FS, continua Luigi Ferraris, include un totale di investimenti pari a 190 miliardi di euro, che si basa sui fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), di cui Gruppo FS è un attuatore chiave con un finanziamento di 25,5 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di rendere le infrastrutture di mobilità del nostro Paese sempre più moderne, interconnesse e resilienti.
Luigi Ferraris: sinergie e poli di business, la creazione di un sistema integrato
Gruppo FS ha inoltre comunicato l’impegno per valorizzare le potenzialità delle controllate e sfruttare le varie sinergie attraverso la creazione di quattro nuovi poli di business (Infrastrutture, Passeggeri, Logistica e Urbano). Da qui, sottolinea Luigi Ferraris, nasce un ruolo di indirizzo, coordinamento, controllo strategico e finanziario sulle capogruppo di settore. Tutto ruota intorno alla parola sinergia, non solo tra le società che appartengono allo stesso polo ma anche tra i poli stessi. Il Polo Infrastrutture è guidato da RFI e include anche Anas, Italferr e la parte infrastrutturale di Ferrovie del Sud Est. Avrà un ruolo fondamentale nella realizzazione di opere stradali e ferroviarie accessibili, integrate e interconnesse. Dall’altro lato c’è poi il Polo Passeggeri, la cui capogruppo è Trenitalia che, collaborando con Busitalia e Ferrovie del Sud Est, sviluppa soluzioni di mobilità sempre più integrate tra il trasporto ferroviario e su gomma. Mercitalia Logistics è invece la capogruppo del Polo Logistica e coordina sette società operative a livello nazionale e internazionale: l’obiettivo è aumentare del 100% la percentuale di traffico merci su rotaia, adottando un approccio sistemico che includa la collaborazione con gli autotrasportatori per quanto riguarda i collegamenti con porti, aeroporti e centri logistici. La responsabilità del Polo Urbano, ricorda ancora Luigi Ferraris, consiste infine nella gestione e riqualificazione del vasto patrimonio immobiliare fondiario del Gruppo, nella promozione dell’integrazione modale nelle zone urbane, garantendo al contempo una logistica efficiente per le fasi iniziali e finali della catena di approvvigionamento.
Cristina Scocchia, Legion d’Onore e nuove sfide per l’AD di Illycaffè
Cristina Scocchia è la manager alla guida di Illycaffè: l’azienda è cresciuta oltre le aspettative e ora punta ad accelerare sui mercati esteri.
Illycaffè, i primi risultati dell’era Cristina Scocchia: crescita in doppia cifra e obiettivi confermati
L’esperienza in Procter&Gamble, la nomina come AD di L’Oreal Italia e i numerosi traguardi raggiunti alla guida di KIKO Milano. Poi, da gennaio 2022, l’ingresso in Illycaffè. Nonostante il cambio di settore e le nuove sfide che ha comportato, Cristina Scocchia continua a confermarsi tra le top manager italiane. Lo scorso anno l’azienda triestina, in un contesto caratterizzato da rincaro di energia e materie prime, ha chiuso il bilancio con ricavi consolidati pari a 567,7 milioni (+13,6% rispetto al 2021) e un utile netto di 14,2 milioni (+18,9%). Una crescita a doppia cifra confermata anche dai risultati del primo trimestre di quest’anno, con Illycaffè che ha registrato un ulteriore aumento dei ricavi consolidati (13,2%) e in generale un andamento positivo per tutti gli indicatori economici. Confermati investimenti e obiettivi per il 2026, con il Piano che prevede l’ampliamento della fabbrica di Trieste, il rafforzamento dell’IT e l’espansione sui mercati esteri, in particolare negli Stati Uniti.
Cristina Scocchia: efficientamento, innovazione e formazione i pilastri della strategia
La strategia portata avanti da Cristina Scocchia si basa da sempre su innovazione, digitalizzazione e valorizzazione delle persone. È così che durante i suoi mandati come AD, la manager ha portato L’Oreal Italia fuori dalla crisi e guidato la crescita organica di KIKO Milano. A testimoniare il contributo apportato anche i numerosi riconoscimenti ottenuti durante la sua carriera, tra cui il titolo di “Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur” da parte dell’ambasciatore francese Christian Masset. Più di recente Cristina Scocchia è stata premiata come “Marketer of the Year 2022” dalla Società italiana marketing (Sim) proprio per le strategie innovative e i valori espressi in ambito sociale oltre che economico. Anche il Piano ideato per Illycaffè punta tra le altre cose a sviluppare il canale e-commerce e ad aumentare la sicurezza informatica, oltre che a potenziare la formazione dei dipendenti attraverso l’Università del Caffè, il Centro d’eccellenza di Trieste nato nel 1999 e che oggi conta 26 sedi fuori dall’Italia.
Destinati a direzioni diverse- Il nuovo libro di Mazzolini
“Destinati a direzioni diverse. Un giorno cambieremo forma, cesseremo di esistere. Di noi resteranno ricordi, pensieri nello sguardo di chi ci ha conosciuto, ombre sul muro destinate a scomparire. Che ne sarà dei sogni, dove andranno i desideri? Forse la voglia di infinito che scuote la nostra imperfezione non è soltanto l’estensione di una coscienza evoluta, ma è carne e sangue da incontrare, è meta ultima di un desiderio.”
Dopo un periodo di silenzio, Guido Mazzolini torna a proporre un nuovo testo. I lettori, abituati ai romanzi e alle poesie dello scrittore cremonese, si troveranno questa volta a fare i conti con un testo diverso e unico nel suo genere. Il titolo è esplicito: Destinati a direzioni diverse, e in questi percorsi differenti si rappresentano sentimenti, azioni, parole, meditazioni quotidiane condivise per riflettere sulle tematiche fondamentali dell’uomo. Ciascun argomento occupa poche pagine ed è sublimato in frasi forti, da leggere senza fretta, per non perdere le ombre più nascoste del loro significato. Un testo che ha bisogno di consapevolezza, perché può succedere che l’opinione dell’autore possa risultare così inedita da lasciare spiazzati. Gli argomenti sono suddivisi in sei categorie: Di stelle e di vita, di fuoco e di cuore, di uomini e sogni, di morte d’amore, di vento e di foglie, di terra e di carne. “Certe parole sono incatenate in un gioco d’incastri senza fine. Una sull’altra, ammassate, e crescono torri splendenti, dal basso verso l’alto, dall’animale all’angelo, dal meschino al sublime…” Nell’introduzione l’autore riporta al centro la parola, affidandole un compito profetico e divinatorio, indicando la funzione di scoperta insita nel testo, che probabilmente andrebbe letto ignorando l’ordine dei capitoli, ma affrontando un tema alla volta, in ordine sparso.
La fiducia nella capacità dell’uomo di redimersi rende il testo lontano da logiche religiose o di fede, anche se il riferimento all’ascesi e sempre ben presente in ogni pagina. “Ma siamo altro, luce e desiderio, speranza e destino, grandi passioni e meschine piccolezze. Uomini e donne capaci di tutto, anche di un amore in grado di accogliere le scelte sbagliate, la delusione e il lutto. Un amore che guarda oltre l’apparenza delle cose, con occhi e cuore aperti.” In fondo è questo il significato della letteratura, scoprire l’essenza più intima dell’uomo ed elevarlo al cielo.
Un corso per conoscere il nuovo regolamento macchine
Comunicato Stampa
Un corso per conoscere il nuovo regolamento macchine
Due ore in videoconferenza per conoscere gli aspetti più rilevanti del nuovo Regolamento macchine 2023/1230: componenti di sicurezza, intelligenza artificiale, manuale di sicurezza, importatore e distributore, …
Nel mondo del lavoro l’utilizzo delle macchine continua a provocare un numero altissimo di infortuni, anche gravi e mortali, e per migliorare la prevenzione degli infortuni è necessario, oltre ad effettuare una corretta installazione e manutenzione, integrare la sicurezza nella loro progettazione e costruzione.
Per favorire questa integrazione e fornire indicazioni chiare e omogenee sui requisiti essenziali di sicurezza e di tutela della salute e sulle procedure di valutazione della conformità, è stato emanato, e pubblicato il 29 giugno 2023 sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, il nuovo Regolamento (UE) 2023/1230 del Parlamento e del Consiglio del 14 giugno 2023 relativo alle macchine e che abroga la direttiva 2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e la direttiva 73/361/CEE del Consiglio.
Il nuovo Regolamento entrerà in vigore il 19 luglio 2023, ma, a parte alcuni articoli, si applicherà dal 14 gennaio 2027 e, solo da quest’ultima data, sarà abrogata la precedente direttiva macchine (direttiva 2006/42/CE).
Esistono percorsi formativi per cominciare a conoscere gli aspetti rilevanti del nuovo regolamento macchine? Cosa indica il regolamento sui manuali di istruzione, sui nuovi componenti di sicurezza o sulle nuove tecnologie?
Il nuovo corso in videoconferenza sul regolamento macchine
Proprio per favorire la conoscenza della nuova normativa europea, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 18 e 19 luglio 2023 due edizioni di un corso in videoconferenza di 2 ore dal titolo “Il nuovo Regolamento macchine 2023/1230”.
Ricordiamo che il provvedimento europea ha l’obiettivo di stabilire i requisiti di sicurezza e di tutela della salute per la progettazione e la costruzione di macchine, prodotti correlati e quasi-macchine al fine di consentire la loro messa a disposizione sul mercato o la loro messa in servizio, garantendo al contempo un livello elevato di tutela della salute e di sicurezza delle persone, in particolare dei consumatori e degli utilizzatori professionali.
Il docente del corso è Claudio Delaini, ingegnere specializzato nella sicurezza dei macchinari
Dalla direttiva al regolamento e l’attenzione alle nuove tecnologie
Se nell’Unione europea una direttiva è un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che i paesi membri dell’Unione europea (UE) devono realizzare e ciascun paese può decidere come procedere, il Regolamento è, invece, un atto legislativo vincolante e deve essere applicato in tutti i suoi elementi nell’intera Unione europea.
Sicuramente una delle novità del Regolamento 2023/1230 riguarda l’attenzione allo sviluppo tecnologico delle macchine e ai possibili rischi che si insidiano nelle tecnologie digitali, ad esempio in relazione all’applicazione dell’Intelligenza artificiale, e all’impatto che queste tecnologie possono avere sulla sicurezza delle persone.
Il nuovo Regolamento estende poi il concetto di macchina anche al prodotto non ancora dotato di software.
In particolare, il software deve essere previsto dal fabbricante e soggetto alla procedura di valutazione della conformità. Inoltre, il software con funzioni di sicurezza, se realizzato separatamente, potrebbe essere dichiarato a parte come componente di sicurezza.
Tra le altre novità presenti nel Regolamento 2023/1230 fanno la loro comparsa le figure dell’importatore e del distributore, per i quali sono previsti oneri specifici.
I contenuti del corso e le informazioni per iscriversi
Il corso di 2 ore “Il nuovo Regolamento macchine 2023/1230” si svolgerà, dunque, in due edizioni il 18 luglio 2023 e il 19 luglio 2023, dalle 14.00 alle 16.00, in videoconferenza.
Durante il corso verranno affrontati i seguenti argomenti:
- la trasformazione da Direttiva a Regolamento
- l’entrata in vigore
- principali novità
- le figure dell’importatore e del distributore
- i nuovi componenti di sicurezza
- l’intelligenza artificiale
- manuale di istruzioni in digitale
La partecipazione al corso vale come 2 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, per Coordinatori alla sicurezza, per formatori qualificati prima area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro).
Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/il-nuovo-regolamento-macchine-2023-1230
Per informazioni:
Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected] – [email protected]
06 luglio 2023
Ufficio Stampa di AiFOS
http://www.aifos.it/





