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25 Ottobre 2019

Eventi

“Il silenzio e l’incontro” – Opere di Francesco Betti

Bergamo, Palazzo Storico Credito Bergamasco – Banco BPM

15 novembre – 6 dicembre 2019

Dopo tre anni dalla prima mostra di Francesco Betti presso Palazzo Creberg, le opere dell’artista tornano protagoniste nella sede della Fondazione Credito Bergamasco – Banco BPM (Bergamo, Largo Porta Nuova 2), con la mostra Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti, a cura di Angelo Piazzoli, che inaugurerà il 15 novembre 2019 alle ore 17.30, a partecipazione libera e gratuita.

LA MOSTRA – In mostra saranno presenti 21 dipinti, con l’obiettivo di creare un’opportunità per riflettere su alcuni momenti della vita, attraverso attimi di silenzio e ascolto. La ricerca artistica di Francesco Betti è capace di rallentare la vita frenetica e vivere l’esperienza di visita in modo lento e calmo per godere della pacatezza che i suoi dipinti trasmettono.

“L’affascinante mostra – spiega Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Creberg – rappresenta una buona opportunità per una riflessione e per indurci a praticare, in alcuni momenti della vita, spazi di silenzio e di ascolto. Come ricorda Chaplin, “il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Forse perché non può essere comprato. I ricchi comprano rumore. L’animo umano si diletta nel silenzio della natura, che si rivela solo a chi lo cerca”. Le opere di Francesco Betti, oniriche e leggere, raffinate e semplici, intelligenti e comprensibili, rappresentano un segno concreto di lucida ribellione alla banalità e alla superficialità che ci circonda”

INIZIATIVE COLLATERALI – In occasione dell’inaugurazione della mostra “Il silenzio e l’incontro. Opere di Francesco Betti”, la compagnia Antiche Contrade presenterà lo spettacolo “Tanto tuonò che poi piovve: Socrate e le nuvole di Aristofane” diretto da Fulvio Manzoni ed eseguito presso Palazzo Creberg.

La rappresentazione scenica, che si terrà venerdì 15 novembre (ore 17.35, Palazzo Creberg), avrà ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a sedere.

Narrazione di Bruno Pizzi. Musiche a cura di Vincenzo Albini (violino), Gianni Alberti (clarinetto), Gino Zambelli (fisarmonica), Pierluigi Ferrari (chitarra), Valerio Della Fonte (contrabbasso). Direzione artistica di Fulvio Manzoni.

 

INFORMAZIONI

Sede e orari

PALAZZO STORICO CREDITO BERGAMASCO / BANCO BPM – Bergamo, Largo Porta Nuova 2

18 novembre – 6 dicembre 2019

Da lunedì a venerdì, negli orari di apertura della filiale (8.20 – 13.20 e 14.30 – 15.30)

Ingresso libero – Catalogo in distribuzione gratuita

 

Evento inaugurale

Venerdì 15 novembre 2019, ore 17.30 – Palazzo Storico Credito Bergamasco –Banco BPM

Organizzazione

Fondazione Credito Bergamasco (Bergamo)

Curatore

Angelo Piazzoli

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Per informazioni: www.fondazionecreberg.it

La Fondazione Creberg è online su Facebook con la pagina “Fondazione Credito Bergamasco”

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Comunicati

Fabrizio Palermo: CDP a Torino, focus sull’accordo sottoscritto con il Comune

L’AD e DG di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo a Torino per la firma di un protocollo di intesa con il Comune: l’accordo prevede anche l’apertura in sei-nove mesi di una sede del gruppo in centro.

Fabrizio Palermo, Amministratore Delegato e Direttore Generale cdp

Nuova sede a Torino per Cassa Depositi e Prestiti: il commento dell’AD e DG Fabrizio Palermo

“Il protocollo che sigliamo oggi è rivolto al territorio ed è in linea con il sostegno che in passato è stato dato all’intera area piemontese e torinese in particolare”: lo sottolinea l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Cassa Depositi e Prestiti Fabrizio Palermo che lo scorso 13 settembre ha sottoscritto con il Sindaco Chiara Appendino un accordo a sostegno del territorio. Un impegno congiunto, finalizzato al potenziamento di infrastrutture locali, allo sviluppo del sistema urbano e del tessuto produttivo. Non a caso il protocollo prevede anche l’apertura in città di una nuova sede di CDP in sei-nove mesi: l’obiettivo è diventare un punto di riferimento strategico per gli enti della Pubblica Amministrazione, per le imprese e gli altri stakeholder locali, incentivando quindi una relazione più fluida e diretta anche con le comunità locali. Come sottolineato dall’AD Fabrizio Palermo infatti, Torino rappresenta per il gruppo “un indirizzo fondamentale previsto dal piano industriale 2019-2021 perché il territorio è parte integrante della storia di CDP, nata quasi 170 anni fa sul territorio, a Torino, raccogliendo risparmio postale e reinvestendolo sul territorio”.

CDP a Torino: il valore dell’accordo con il Comune nelle parole dell’AD e DG Fabrizio Palermo

“Lavoreremo, quindi, insieme individuando soluzioni finanziarie anche per sostenere progetti finanziari che verranno, come le Atp Finals di tennis, affiancando con una logica nuova l’amministrazione perché ci siamo resi conto che non basta essere finanziatori ma è necessario fare un passo in più, una vera e propria partnership con l’amministrazione” ha evidenziato l’AD e DG Fabrizio Palermo illustrando l’accordo siglato a Torino. Due le macro linee di intervento: “La prima riguarda tutto il mondo delle infrastrutture e del collegamento alla pubblica amministrazione e il secondo mondo delle imprese”. L’AD ha quindi ricordato come saranno nove i progetti su cui investirà il gruppo “per rilanciare e riqualificare importanti aree urbane”, ascrivibili a tre aree: innovazione, supporto alla crescita e accesso al credito. Sull’apertura di una nuova sede, Fabrizio Palermo ha sottolineato come per CDP il legame con il territorio sia fondamentale: “Non è pensabile avere un’operatività concentrata su Roma, vogliamo muoverci sul territorio e la sede sarà un segno tangibile”.

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Comunicati

L’Università degli Studi di Bergamo incontra il Presidente della Repubblica al Kilometro Rosso

L’Università degli studi di Bergamo ha accolto con orgoglio, durante la visita di giovedì 24 ottobre, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Kilometro Rosso, negli spazi che ospitano il laboratorio di meccatronica. Nel 2016 il Capo dello Stato era già stato ospite dell’Università, per l’inaugurazione dell’Anno accademico.

In occasione dei “Giorni della ricerca” è stato Galileo Galilei, padre della scienza moderna, uno dei protagonisti della visita al parco scientifico-tecnologico. Infatti, il Rettore Remo Morzenti Pellegrini, insieme ai docenti di Storia delle rivoluzioni scientifiche, Franco Giudice e Salvatore Ricciardo, ha raccontato al Presidente della Repubblica la scoperta, avvenuta ad agosto del 2018, della prima delle celebri Lettere Copernicane, scritta il 21 dicembre 1613 da Galileo a Benedetto Castelli. A fianco del Rettore anche il prof. Sabino Cassese, giurista, accademico e giudice emerito della Corte Costituzionale, in mattinata in Aula Magna per la tavola rotonda «Un mondo di significati dietro le parole giuridiche». Una presenza a testimonianza dell’impegno dell’Ateneo nella riflessione con esponenti di diversi ambiti scientifici e culturali a favore del sapere civile.

«È stato un onore potere condividere con il Presidente della Repubblica il valore di questa scoperta che ha dato il via a nuove domande e quindi a nuove ricerche. Invitiamo sempre gli studenti ad essere curiosi e non smettere mai di cercare: non esiste “serendipity” senza la voglia di sapere» ha sottolineato il Rettore Remo Morzenti Pellegrini.

La lettera, considerata irrimediabilmente perduta, è stata trovata nella Royal Society Library di Londra dal ricercatore dell’Università di Bergamo Salvatore Ricciardo, sul posto in quanto assegnista di ricerca del PRIN (Progetto di rilevante interesse nazionale) «La scienza e il mito di Galileo in Europa tra il XVII e il XIX secolo», finanziato dal MIUR e che coinvolge diverse università italiane.

Ricciardo si è affrettato a inviarne una riproduzione fotografica a Franco Giudice, docente dell’Università degli studi di Bergamo, e a Michele Camerota, docente dell’Università di Cagliari, responsabili delle unità locali del progetto. Dopo accurati controlli, anche di tipo grafologico, i tre studiosi hanno autenticato la lettera della Royal Society Library, riconoscendone la mano di Galileo. Nel documento epistolare, che costò allo scienziato l’accusa di eresia, Galileo espone per la prima volta la propria visione dei rapporti tra scienza e religione, rivendicando la piena autonomia della ricerca scientifica dalla teologia, e difende il sistema copernicano dalle accuse di inconciliabilità con la Sacra Scrittura.

Il ritrovamento dell’autografo è di estrema importanza in quanto obbliga a riconsiderare la storia dell’immediata ricezione della lettera e la funzione decisiva nel motivare le autorità ecclesiastiche ad assumere un atteggiamento di risoluta opposizione nei confronti delle idee galileiane.

I dettagli dello studio storico sull’autografo della lettera a Castelli, che permette di rivalutare la ricostruzione fino ad oggi nota dei fatti che hanno portato all’abiura di Galilei, sono riportati nel libro “Galileo ritrovato” scritto da Camerota, Giudice e Ricciardo, che il Rettore, Remo Morzenti Pellegrini, ha consegnato in copia unica per il Presidente Mattarella insieme a una copia anastatica della lettera.

Al Capo dello Stato è stato inoltre espresso da parte dell’Ateneo anche l’auspicio che la lettera originale, insieme al telescopio conservato al Museo galileiano di Firenze, vengano esposti nel padiglione italiano all’Expo di Dubai 2020.

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Salute e Benessere

Come Aiutare un Padre Alcolista

In alcuni casi, purtroppo, è il figlio a doversi informare su come aiutare un padre alcolista in quanto desidera sapere cosa fare per aiutarlo ad uscire dal baratro dell’alcolismo.

Come spesso accade, il figlio che si ritrova ad avere un padre alcolista, prova a fargli capire in tutti i modi la gravità della situazione e le problematiche fisiche a cui potrebbe andare incontro se non smette di abusare di alcool.

Ma solitamente, nonostante il problema di alcolismo sia evidente, ci si ritrova a parlare con una persona che cerca in tutti i modi di sminuire la gravità del problema ed allentare così la pressione che viene esercitata su di lui.

Pertanto, in casi come questi, onde evitare che il proprio genitore continui ad abusare di alcool e peggiorare così la situazione è meglio rivolgersi subito ad esperti.

Il Centro per Alcolisti Narconon Gabbiano, attivo dal 1988, è specializzato nel settore del recupero dall’alcolismo ed offre il proprio supporto a tutti quei figli che desiderano sapere come aiutare un padre alcolista.

Quando si desidera aiutare un alcolista è necessario innanzitutto essere a conoscenza del fatto che, alla base di un problema di questo tipo, vi è sempre un disagio, di natura fisica o emotiva, che lui ha cercato di “risolvere” abusando di alcool.

E’ proprio per questo motivo che, quando il figlio propone al padre di farsi aiutare, lui potrebbe rifiutarsi perchè non è disposto in alcun modo ad abbandonare ciò che gli permette di non avvertire più il suo malessere.

Il figlio, che invece desidera a tutti i costi aiutare il padre, non sapendo cosa fare potrebbe pensare che il modo corretto d’intervenire sia quello di non fare nulla ed attendere che sia lui stesso, prima o poi, a capire che necessita d’aiuto.

Purtroppo, però, ciò potrebbe anche non accadere mai e quindi continua ad abusare di alcool mettendo sempre più a rischio la sua salute.

Pertanto, onde evitare che il proprio caro vada avanti ad abusare di alcool, è meglio rivolgersi subito ad esperti.

Gli operatori del Centro Narconon Gabbiano sanno come parlare con un alcolista e con gestire le obiezioni che lui potrebbe avanzare fino a farle ammetter che necessita d’aiuto.

Se necessario, sono disposti ad affiancare la famiglia, anche a domicilio, con lo scopo di convincere il proprio caro ad intraprendere nell’immediato il Programma Narconon.

Grazie al Centro Narconon Gabbiano migliaia di persone hanno risolto un problema di alcolismo ed ora conducono una vita felice, serena e libera dall’alcool.

Per ulteriori informazioni visita il sito del Centro di Recupero per Alcolisti Narconon Gabbiano oppure chiama il Numero Verde Gratuito 800 178 796 – Attivo 24 ore su 24 – 7 giorni su 7

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Comunicati

ATMONAUTA “ZANZIBAR” è il nuovo singolo del misterioso musicista che canta il mondo dall’alto

Il brano è un omaggio al concetto del qui ed ora, al valore del presente e di chi quel presente lo riempie e lo colora. Il tutto condito da un sound pop moderno sfumato di new wave.  

GUARDA IL VIDEO SU YOUTUBE

«Scoprire se si ha il coraggio di fermarsi, tra un selfie e un altro, tra un appuntamento e un altro, di avere il tempo di innamorarsi di cosa c’è di bello nel mezzo di un istante. Alleggerirsi e staccarsi dalle ansie e dai turbamenti della vita di ogni giorno. Fare cose anche fuori dal comune, metterle in fila con disinvoltura con quelle più banali e semplici che raccontano quello di cui abbiamo spesso bisogno; vivere più serenamente e intensamente ma con leggerezza, come un respiro calmo e profondo di fronte a un bel paesaggio». Atmonauta

“Zanzibar” racconta del momento in cui ti fermi e finalmente prendi consapevolezza dell’importanza di chi ti è a fianco. Zanzibar è il paradiso che ti regala il presente. D’altronde «qualcuno ha detto che “l’oggi è il nostro giorno preferito!”». Atmonauta.

 

Radio date; 12 settembre 2019

Autoproduzione

 

IL MOOD e LO SPIRITO di ATMONAUTA

Atmonauta…personaggio volutamente misterioso (nel video di “Zanzibar”, entra ed esce per tutto il tempo dalla scena con una felpa street non svelando mai la sua identità). Atmonauta è un musicista, scrive canzoni, fotografa e racconta; come uno skydiver su Yosemite, si tuffa nella realtà, che supera spesso la fantasia.

Il mood e lo spirito di Atmonauta nascono dal gesto e dall’azione dei primi skydiver di Yosemite, che con la tuta alare (wingsuit), dopo aver sfidato la vetta, sfidavano il vuoto e le regole del parco che vietavano la scalata.

«La tecnica atmonauti fly, definita da Tiezzi, ha introdotto la possibilità per l’uomo di volare nel senso proprio del termine, grazie alla portanza, fenomeno fisico tipico del volo, e permette anche a più persone di sincronizzare insieme le differenti velocità e traiettorie altrimenti individuali. Il termine “atmonauti”, creato a sua volta dall’inventore della tecnica stessa, significa “navigatori (nauti) dell’atmosfera (atmo)”, in analogia con il termine “astronauti” che significa “navigatori dello spazio”. Linguisticamente, il termine è slittato per metonimia dal “navigatore” alla tecnica stessa». Atmonauta.

Atmonauta si ispira quindi all’azione dell’uomo che supera l’adrenalina del vuoto allo scopo di godere di quello che in genere l’uomo non può fare: volare e guardare il mondo dall’alto verso il basso, ma anche più lontano. In questo senso, ricorda lo stesso Albatros di Baudelaire, che è paragonato al poeta, che diversamente dagli altri uomini, riesce a dominare con le sue grandi ali gli oceani.

 

Contatti e social

 Follow on Instagram: http://instagram.com/atmonautalive

Support on Facebook: http://facebook.com/atmonautalive

Support on Spotify: http://bit.ly/Atmonauta

Shop: https://atmonauta.bandcamp.com

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Follow: http://www.atmonauta.live 

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Lego® Serious Play® per la gestione dei near miss

Comunicato Stampa

Lego® Serious Play® per la gestione dei near miss

Un corso a Brescia il 12 dicembre 2019 per migliorare la gestione dei near miss aziendali attraverso la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®, un processo innovativo progettato per migliorare l’innovazione e le prestazioni aziendali.

Si stima che per ogni incidente grave nei luoghi di lavoro ci siano circa 30 incidenti meno gravi e 300 incidenti che non hanno provocato danni alle persone. Nelle aziende sono infatti moltissimi gli incidenti mancati, cioè gli eventi che potevano causare un infortunio o un danno alla salute, ma per un caso fortuito non lo hanno fatto. Eventi, “near miss”, che se rilevati possono efficacemente segnalare i difetti nel sistema di prevenzione aziendale.

Per affrontare un tema così importante e migliorare la gestione dei near miss aziendali è utile adottare una metodologia formativa innovativa che utilizzi il gioco, un’attività connaturata con il processo di crescita e sviluppo personale e prima forma di apprendimento. E una metodologia efficace è costituita dal LEGO® SERIOUS PLAY® fondata sull’impiego del gioco di costruzione LEGO®.

 

L’innovativo corso per la gestione dei near miss

Per migliorare la gestione degli incidenti e infortuni mancati attraverso l’utilizzo di una metodologia di facilitazione innovativa l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 12 dicembre 2019 a Brescia un corso di 8 ore in presenza dal titolo “WORKSHOP LEGO® SERIOUS PLAY®. Come migliorare la gestione dei near miss”.

Il corso si propone di migliorare la gestione dei near miss aziendali partendo dalla constatazione che molte aziende hanno implementato procedure e protocolli per la rilevazione dei near miss, salvo poi accorgersi che in alcuni casi le rilevazioni sono carenti o poco utili ai fini della prevenzione.

In particolare nell’obiettivo del miglioramento della gestione dei near miss si includono l’aumento del numero delle segnalazioni, il miglioramento della qualità della segnalazione e delle informazioni trasmesse e il rispetto delle procedure aziendali in relazione ai tempi di rilevazione, modulistica, metodi di rilevazione, ecc

Destinatari del percorso formativo sono i manager HSE, gli RSPP/ASPP, i consulenti che operano nel mondo delle imprese e tutti coloro che intendono migliorare la gestione dei near miss.

 

Utilizzare la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®

Per essere un buon formatore e consulente è necessario, oltre ad aver maturato una buona esperienza sul campo, disporre di un’idonea e ben fornita cassetta degli attrezzi con nuove metodologie e tecniche didattiche. E la metodologia LEGO® SERIOUS PLAY®, nata all’inizio degli anni 2000 dalla relazione fra LEGO Group e la business school IMD di Losanna, è finalizzata a sviluppare il pensiero, la comunicazione e la risoluzione di problemi complessi di gestione aziendale attraverso l’impiego dei mattoncini LEGO® come supporto metaforico all’espressione, al confronto e all’accelerazione dei processi decisionali.

La pratica metaforica al centro di LEGO® SERIOUS PLAY® conduce a costruire con le proprie mani modelli tridimensionali del tema in gioco, sia esso di carattere strategico, operativo o relazionale.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso “WORKSHOP LEGO® SERIOUS PLAY®. Come migliorare la gestione dei near miss”, organizzato dall’Associazione AiFOS, si terrà il 12 dicembre 2019 – dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e dalle ore 14.00 alle ore 18.00 – a Brescia presso Aifos Service in via Branze n. 45.

 

Durante la giornata verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • introduzione al metodo LEGO® SERIOUS PLAY®
  • la rilevazione dei near miss
  • i principali vantaggi
  • cosa può influire sulla rilevazione
  • come i near miss si inseriscono nel contesto aziendale
  • strategie per il miglioramento delle rilevazioni.

 

La partecipazione al corso vale come 6 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e Coordinatori alla sicurezza, 3 ore di aggiornamento per formatori qualificati seconda area e 3 ore terza area tematica. Il corso è valido anche ai fini della formazione specifica prevista per il Manager HSE (UNI 11720:2018 – area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro) e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (Legge 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/organizzazione-benessere/organizzazione-benessere/workshop_lego_serious_play

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected][email protected]

 

 

24 ottobre 2019

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Salute e Benessere

Come Aiutare una Moglie Alcolista

Purtroppo, ci sono sempre più casi in cui il marito si chiede come aiutare una moglie alcolista perché desidera sapere quali sono i passi corretti da fare per liberarla dall’alcolismo.

Il marito che desidera aiutare la moglie alcolista, come spesso accade, prova a farle capire che deve necessariamente smettere di abusare di alcool ma non appena si affronta tale argomento lei si chiude in sé stessa oppure cerca in tutti i modi di sminuire la gravità della situazione in cui si trova.

In casi come questi, pertanto, la miglior cosa da fare è quella d’intervenire subito ed affidarsi a degli esperti in grado di risolvere un problema di questo tipo.

Il Centro per Alcolisti Narconon Gabbiano, attivo dal 1988, è specializzato nel settore del recupero dalla dipendenza da alcool ed offre il proprio supporto a tutti quei mariti che si chiedono come aiutare una moglie alcolista.

Una delle maggiori difficoltà che il marito incontra nel momento in cui desidera aiutare la moglie alcolista è il non riuscire a farle ammette che ha un problema di alcolismo e che deve risolverlo.

Infatti, come spesso accade, lei minimizza la situazione in cui si trova ed afferma, per esempio: “Non sono alcolizzato!”, “Smetto da solo quando voglio!”, “Non ho nessun problema!”, “Sono gli altri a doversi curare!” “Datemi un’altra possibilità!” ecc..ecc.

In casi come questi, il marito non sapendo come comportarsi, potrebbe decidere di non fare più nulla ed attendere che sia lui stesso, prima o poi, a farsi avanti e chiedere una mano.

Poiché ciò potrebbe anche non accadere mai, è meglio farsi aiutare subito da esperti.

Gli operatori del Centro Narconon Gabbiano sanno come parlare con un alcolista e, con il giusto dialogo, sono in grado di fargli ammettere che ha un problema di alcolismo e che necessita d’aiuto.

Se necessario, sono disponibili ad affiancare la famiglia, anche a domicilio, con lo scopo di convincere il proprio caro ad intraprendere nell’immediato il Programma Narconon.

Grazie al Centro Narconon Gabbiano migliaia di persone hanno risolto un problema di alcolismo ed ora conducono una vita felice, serena e libera dall’alcolismo.

Per ulteriori informazioni visita il sito del Centro di Recupero per Alcolisti Narconon Gabbiano oppure chiama il Numero Verde Gratuito 800 178 796 – Attivo 24 ore su 24 – 7 giorni su 7

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Applique: la scelta giusta per la vostra illuminazione

Ogni volta che andate da vostra nonna il suo terribile lampadario stile impero vi terrorizza e vi siete ripromesse che la vostra casa non avrebbe mai ospitato un aggeggio simile? Avete delle stanze in cui il soffitto è talmente basso che un classico lampadario sarebbe più un impedimento che un vantaggio? Oppure la stanza che dovete illuminare è talmente piccola e poco usata che piazzarci in mezzo un lampadario sarebbe un inutile spreco di una fonte luminosa?

Allora le applique da parete sono esattamente l’accessorio di arredo che fa al caso vostro. Piccole, belle esteticamente e poco ingombranti sono perfette per ogni ambiente.

Applique per ogni stile

La tipologia di lampada ovviamente non influenza la scelta dello stile. Di applique da parete infatti ne esistono numerose varianti tra cui poter scegliere per non stonare con la tendenza che avete scelto di adottare in una determinata stanza.

Quindi non preoccupatevi se avete deciso di scegliere uno stile più moderno perché le applique da parete moderne sapranno senza dubbio accostarsi al resto dell’arredamento e valorizzarlo.

Lo stesso discorso naturalmente vale anche per altri stili. Applique da parete classiche oppure applique rustiche non mancano certamente dai vari cataloghi di arredamento e anche se ogni anno la tendenza di arredamento cambia, ogni stile ha i suoi ever-green che saranno facili da reperire anche nei periodi in cui non dovessero essere proprio alla moda.

Oltre alla grande varietà di stili tra cui è possibile selezionare l’applique che fa al caso vostro è possibile scegliere anche tra diversi materiali in cui questa è realizzata, anche se l’utilizzo del materiale spesso è condizionato proprio dallo stile che si decide si adottare.

Per esempio nel caso di applique in stile industrial sarà più facile trovare applique in metallo o metallo misto vetro, piuttosto che plafoniere interamente in vetro oppure strutture in ceramica.

Al contrario se ci immaginiamo una lampada rustica i primi materiali a cui pensiamo sono ceramica e vetro. Di certo non metallo.

Vantaggi di un’applique da parete

Come detto in precedenza grazie alla sua praticità e alla sua versatilità un’applique da parete è facile da disporre all’interno di una casa, in quanto non presenta problemi di stile e neppure di ingombro.

In stanze dal soffitto particolarmente basso, come soffitte o piccole cantine, posizionare più lampade da parete potrebbe essere la scelta giusta per distribuire la luce in modo uniforme senza correre il rischio di sbattere la testa in un momento di distrazione.

Se siete in presenza di stanze particolarmente grandi invece avere solamente delle applique da parete potrebbe essere un po’ poco per illuminare al meglio tutta la stanza. Tuttavia esse possono sempre svolgere il ruolo di fonti di luce secondarie, in questo modo andrete a creare più livelli di luce da poter regolare a vostro piacimento a seconda anche dell’occasione.

Le applique da parete sono particolarmente comode anche in caso di rampe di scale o corridoi particolarmente lunghi. Disporre più punti luce lungo le pareti vi permetterà di illuminare l’ambiente in modo regolare, senza creare uno spiacevole effetto cono d’ombra ai bordi della stanza, con tutta l’illuminazione che si concentra nel mezzo.

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I CAMPIONI DEL BIOMEDICALE VOLANO NEL DISTRETTO EMILIANO BENCHMARK E PERFORMANCE DI UN SETTORE CHE NON CONOSCE CRISI

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  • 25 Ottobre 2019

Il Rapporto 2018 di AreaSCOA fotografa il polo produttivo di Bologna e Mirandola. Palmieri: «La Silicon Valley italiana del biomed compete nel mondo con aziende dinamiche che, per quanto piccole, hanno ottime marginalità e interessanti prospettive di sviluppo»

Con un fatturato complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro e più di 150 milioni di margine operativo lordo, Mirandola e Bologna rappresentano il più importante distretto del settore biomedicale in Europa, terzo nel mondo dopo Minneapolis e Los Angeles. Un polo in cui operano aziende dalle ottime performance e dagli eccellenti potenziali di crescita, a cui AreaSCOA, il marchio di Studio COnsulenti Associati – SCOA che si occupa di analisi di mercato, analisi di settore, business model e di formazione su temi manageriali ed economico-gestionali, ha deciso di dedicare, per il terzo anno, un dettagliato Rapporto di analisi.

«Campioni del biomedicale» – questo il titolo del rapporto – analizza 121 aziende, fornendo indicazioni circa: i valori delle singole aziende, i valori macro dei due distretti, la loro evoluzione nel tempo e i valori mediani delle aziende caratterizzati dalla produzione di una classe di prodotti simili. Il rapporto nasce per essere d’aiuto agli imprenditori del settore, affinché possano effettuare benchmarkingin maniera veloce e intuitiva, e per mettere a disposizione di fornitori, consulenti, operatori finanziari e policy maker, uno strumento di analisi dei dati delle aziende del settore, contribuendo così alla valorizzazione del patrimonio imprenditoriale emiliano-romagnolo.

Sviluppatosi a partire dal 1962 per intuizione del lungimirante farmacista Mario Veronesi che inventò uno dei primi dispositivi per infusione, il distretto è oggi riconosciuto come la Silicon Valley del biomed in Italia. Un’area che occupa complessivamente circa 5.000 addetti, con prevalenza di società a responsabilità limitata (97 aziende su 121). Le aziende del distretto sono soprattutto di media o piccola dimensione e solo tra le società più grandi prevale la forma delle società per azioni (18% del campione). Il rapporto dimostra in particolare come l’appartenenza a un gruppo aziendale con altre imprese del settore sia fortemente correlata alla dimensione: le 58 aziende inserite in gruppi fatturano oltre l’80% del totale dei due distretti. In termini di redditività invece non c’è una differenza evidente tra le aziende inserite in gruppi esteri e quelle di gruppi italiani, mentre le aziende stand alone hanno margini maggiori di quelle appartenenti a gruppi esteri.

Analizzando il fatturato si evidenziano inoltre le differenze tra i risultati dei due distretti: nel periodo 2014-2017 il fatturato delle aziende bolognesi è cresciuto di oltre 150 milioni di euro, mentre per quelle mirandolesi è diminuito di quasi 20 milioni di euro, risentendo ancora in parte della recessione del 2012 e del sisma verificatosi nello stesso anno. Valore della produzione, immobilizzazioni totali e numero di aziende dei due distretti sono, invece, piuttosto simili, anche se nell’insieme le aziende di Mirandola esprimono maggiori margini e indebitamento netto.

Non solo, i dati mostrano un’evidente specializzazione rispetto alle produzioni: in particolare, le aziende che producono Materiali sono concentrate nel distretto di Mirandola, quelle che realizzano Protesi e Mobili in quello di Bologna, mentre le aziende della classe più numerosa – Apparecchi e Componenti – si ripartiscono in maniera equilibrata tra i due distretti. Tra i comparti si distingue per importanza la sottocategoria dell’odontoiatria che in termini di ricavi vale il 26% del comparto Protesi e il 36% di quello dei Mobili. Analizzando gli indici di bilancio di ciascun comparto, in ogni caso, si rileva che per quanto eterogenea sia la tipologia produttiva delle imprese del settore biomedicale, esistono degli economics che possono essere ritenuti stabili.

«Nonostante la ridotta dimensione media delle sue aziende, il distretto biomedicale emiliano è assolutamente strategico: qui si concentrano aziende innovative, con elevata redditività e propensione all’esportazione, con tassi di crescita superiori a quelli di altri settori industriali. Proprio la piccola dimensione rende tali aziende interessanti aprendo a grandi opportunità di aggregazione. Ma per far sì che le aziende riescano a cogliere le migliori opportunità di crescita, è necessario spingerle a confrontarsi non solo con il proprio storico, ma con i competitors e con il mercato di riferimento. Per questo abbiamo realizzato uno studio dettagliato che consente a ogni imprenditore di comparare le performance della propria impresa con dati esterni. Noi di SCOA, che da sempre operiamo al fianco delle PMI e che abbiamo un’importante esperienza in operazioni di M&A, siamo convinti infatti che razionalizzare e contestualizzare i dati, mettendoli a disposizione degli imprenditori in maniera comprensibile e facile da utilizzare, possa essere fondamentale per contribuire allo sviluppo economico e sociale della nostra Regione, il cui tessuto imprenditoriale rappresenta un’eccellenza del nostro Paese» –dichiara Federico Palmieri, presidente SCOA.

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