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24 Giugno 2017

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Dopo i Diaframma,Gazebo,Garbo- Steve Norman & Ciccone Bros. al Black Hole di Milano

Sabato 8 Luglio2017
Pop Up Tour Of Italy 2017
Steve Norman Spandau Ballet & Dj Set Claudio Ciccone Bros – Opening Act Alessia Ciccone
Black Hole – Viale Umbria 118 – Milano 

Diaframma,Gazebo,Garbo sono solo alcuni dei nomi che hanno suonato al Black Hole di Milano ,

I Diaframma sono un gruppo musicale formatosi a Firenze tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta.Garbo Insieme a Faust’O, ai Diaframma e al primo Enrico Ruggeri, è stato un esponente della new wave italiana, corrente musicale nata nei primi anni ottanta e ispirata da artisti internazionali come David Bowie, Bryan Ferry, Japan e Ultravox. Debutta nel 1981 per la EMI con l’album A Berlino… Va Bene contenente il singolo omonimo, il cui videoclip sarà presentato per la prima volta alla trasmissione Mister Fantasy, condotta dall’amico giornalista Carlo Massarini.Gazebo, pseudonimo di Paul Mazzolini (Beirut, 18 febbraio 1960), è un cantante, musicista, arrangiatore e produttore discografico italiano, affermatosi negli anni ottanta nel così detto filone musicale della Italo disco.

Steve Norman Spandau Ballet & Dj Claudio Ciccone Bros. Opening Act. Alessia Ciccone.  

Un “Live Dj Set” molto particolare,un FlashBack Moderno.

Sonorità Post Romantic, ElettroPop Soul & Fusion,  in cui le programmazioni incrociano i suoni live di sassofono, percussioni, elettropad uno spettacolo che ha riscosso grande successo nelle precedenti esclusive esibizioni italiane Roma-Padova,Firenze Cattolica e che contempla anche i grandi successi degli Spandau Ballet.

Omaggio alla musica degli Spandau Ballet dunque, ma non solo: un tuffo nel mare primordiale dell’elettropop, del Funk & della Fusion di Steve Norman Sassofono & Percussioni, pioniere di un suono originale evolutivo quasi terapeutico ,post romantico, del pop elettronico tutto sintetizzatori e del superamento dello stesso in direzioni soul & funk nato dall’esigenza di vivere e sentire la musica pop degli anni 80′ come in un Moderno FlashBack tutto dal vivo insieme al Dj Claudio Ciccone Bros. 

Dj Claudio Ciccone Bros nasce come chitarrista rock negli anni 90′ con la prima band di Rock Duro nata a Scampia che subito si mette all’attenzione del panorama nazionale vincendo il concorso patrocinato  da Teddy Reno e Rita Pavone United Rock for Europe e finendo sulle frequenze di Radio 1 Rai

Alessia Ciccone, opening act Fusion-metropolitano.

Artista cresciuta nell’area napoletana in una città moderna ed antica al tempo stesso:pur con tutte le diversità musicali e letterarie, vive la vita creandosi la propria colonna sonora e fa’ della creatività musicale uno stile di vita.

I Ciccone Bros. provengono dalla naturale parentela con Luisa Veronica Ciccone in arte Madonna nascono artisticamente nel 1990 e sono tra i vincitori del United Rock for Europe di Ariccia patrocinato da Rita Pavone & Teddy Reno .Hanno calcato il palco assieme a nomi importanti come Eduardo Bennato, Francesco Baccini, ospiti al Roxy Bar di Red Ronnie.Nel 2000 si trasferiranno per 12 anni a Londra per ritornare in italia  soltanto nel 2012.Nel 2014 il brano I Racconti di Ale deep house presente nella compilation Cafe’ do’ Friariell Vol.2 registra il primo posto come Top Album su iTunes.Sono reduci dal successo nel marzo 2016 con il brano “Il Tango Dell’Amore”, che ha raggiunto la 26esima posizione nella Top 100 House New Release di BeatPort.

Per tutte le generazioni, anche le più giovani, vive ancora forte il mito degli anni Ottanta.

Steve Norman (Spandau Ballet) & Dj Claudio Ciccone Bros, che già vantano precedenti esperienze, si dimostrano ancora molto affiatati e tra di loro si nota un’amicizia oramai duratura.

Steve Tell us about your dj sets with Claudio Ciccone.

“I adore Claudio. We have played together so many times now that we have an almost telepathic connection on stage, he seems to know what I’m thinking such as when to bring in the next tune or to loop the current one. He has a similar energy to myself too onstage which only helps in boosting the excitement levels. He is also forward thinking, not immersed in retro for retro’s sake. I feel that we are bringing some of those fabulous tunes of the 80s up to date via the dance floor.”Hi sister, Alessia Ciccone, who plays alto sax has been the our support act in Italy for many shows now.”

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4 Motivi per visitare Porto Cesareo

1) Porto Cesareo è una nota località turistica del Salento, con un litorale di sabbia dorata finissima. Spiagge che permettono alle famiglie di lasciare i bambini a giocare senza alcun problema, grazie alla larghezza di esse e grazie alla bassa marea che caratterizza la zona. La costa, tra baie e lagune, è caratterizzata dalla presenza di promontori, scogli, zone umide e isolotti, tra i quali sono da ricordare l’Isola della Malva e l’Isola Grande, detta l’Isola dei Conigli, ricoperta da una folta pineta. Grazie ai bassi fondali sabbiosi, l’Isola della Malva è raggiungibile passeggiando nelle limpide acque, mentre è possibile visitare l’Isola dei Conigli noleggiando una barca. La costa è delimitata da dune di macchia mediterranea che fanno parte della Riserva Naturale Orientata Palude del Conte e Duna Costiera di Porto Cesareo.

2) Il mare è di conseguenza uno dei fattori per cui vale la pena trovarsi a Porto Cesario un appartamento estivo qui il mare ha le caratteristiche tipiche dei mari caldi degli ambienti sub-tropicali, con formazioni coralline e vegetali, che hanno contribuito all’istituzione dell’Area Naturale protetta di Porto Cesareo. Numerosi sono gli sport che si possono effettuare, dalla pesca alle immersioni con il sostegno dei professionisti locali i quali danno la possibilità di affittare anche il materiale adatto, nel caso in cui ci siano viaggiatori che non hanno avuto la possibilità di portarselo dietro. Meta consigliata quindi a tutti gli amanti delle lunghe nuotate e degli sport acquatici come windsurf e barca a vela.

3) Porto Cesareo insieme alle sue frazioni e località balneari limitrofe, offre una grande quantità di Case Vacanza, Bed & Breakfast, Agriturismi, Residence, Hotel e Villaggi Turistici, dando l’opportunità a tutte le tipologie di esigenze di scegliere la Vacanza dei propri sogni. Si possono affittare per villeggiatura le Case Vacanza nel Salento con un minimo di due notti nei mesi di Aprile, Maggio, Giugno, Settembre e Ottobre, invece per i mesi di Luglio e Agosto si affittano solo settimanalmente da Sabato a Sabato. Inoltre l’agenzia locale di Salento Ville e Appartamenti è possibile affittare Appartamenti, Case al Mare e con accesso diretto in Spiaggia, ville con piscina e giardino, ville in campagna, nell’entroterra e in paese, con interessanti offerte sia in Prenota Prima sia in Last Minute. Alcune Case Vacanze sono attrezzate per i disabili, altre sono adatte ad accogliere bambini, altre ancora permettono di portare con se il proprio animale domestico. Alcune case poi, permettono di avere degli spazi in comune, magari da dividere con amici e parenti e altri spazi personali, per difendere al meglio la propria privacy. Quasi tutte le soluzioni hanno aria condizionata e zanzariere e possono accogliere animali domestici.

4) Il tempo libero offre poi tante soluzioni, nel raggio di pochi chilometri è possibile eseguire ogni tipo di passatempo e attività di bowling, passeggiate a cavallo sulla spiaggia, go kart, snorkeling, escursioni in genere, passeggiate in barca, discoteche per i giovani e per le famiglie. Da Aprile ad Ottobre poi è ricca la programmazione di sagre e feste patronali nel Salento, dove sarà possibile ballare la pizzica, il frenetico ballo tradizionale provocato dal morso della taranta.

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Concerto di Blandizzi al Carcere di Pozzuoli, un successo che libera le emozioni

Mercoledì 21 giugno 2017, alle ore 15:30, per la Giornata Internazionale della Musica, si aprono i cancelli del Carcere Femminile di Pozzuoli con un concerto di Lino Blandizzi insieme alle detenute. Le regole sono molto ferree, per entrare si lascia tutto all’ingresso, telefoni compresi. Dopo due grandi cancelli che si chiudono alle spalle, si esce sul cortile esterno per raggiungere il teatro che è già gremito di visitatori e detenute. L’impatto emotivo è molto forte, un concerto, che per un attimo sembra trovarsi tutti da un’altra parte, con un’altra vita, un’altra forza e una nuova energia. Il cantautore inizia con il brano “Nessuno è più diverso” insieme al coro delle Donne, in un’atmosfera suggestiva, supportata dalla proiezione di immagini toccanti. Blandizzi interpreta i brani più significativi della sua carriera artistica, alcuni anche dall’alto contenuto sociale, alternando duetti e inediti con le ospiti della casa penitenziaria. Un evento, una giornata di musica che unisce, grazie alla sensibilità del Direttore Dott.ssa Stella Scialpi, che ha permesso questo evento, al Comandante Dott.ssa Fortuna Paudice, alla collaborazione preziosa degli educatori Maurizio Cozzolino e Cinzia Ciarleglio e di tutti gli agenti del Corpo di Polizia Penitenziaria.
Si può avere un trascorso di tanti live alle spalle, dice Blandizzi, ma ci sono concerti speciali che lasciano un segno indelebile e questo è uno di quelli indimenticabili, ora sento dentro le loro voci, la loro forza di reagire… quel canto finale struggente quando Marcella urla: libertà. L’artista, che già in precedenza ha collaborato con il carcere nel laboratorio di lettura e scrittura “San Suu Kyi”, quest’anno ha iniziato un suo progetto dal titolo “VocisospesediDonne”, un laboratorio di musica, dove intende sperimentare, cercando di entrare nel mondo interiore delle ospiti del carcere, per creare e elaborare le loro “cadute”, quei passi sbagliati, che hanno privato loro della libertà. Storie che diventano canzoni.

 

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RAI Serie TV: ecco i punti di forza di “Tutto può succedere”

Serie TV RAI, Tutto può succedere. In questo remake di Parenthood il team lavora di leggerezza valorizzando bene una naturale inclinazione per la commedia.

«Siamo una famiglia, sì o no?», chiede Sara (Maya Sansa) a sua figlia Ambra (Matilda De Angelis), adolescente sveglia ma insicura, cresciuta con un padre irresponsabile e problematico. La ragazza non risponde: è appena arrivata a Roma da Genova con sua madre e suo fratello Denis (Tobia De Angelis), dopo la dolorosa ma inevitabile separazione da quel padre disastroso.

Non conosce ancora, Ambra, gli abbracci e le risate collettive, le ansie condivise e quanto sia bello spartire coi calorosi parenti romani la gioia di un regalo offerto dalla vita. Non sa molto del tepore dolce di sentirsi ramo di un albero robusto e rigoglioso, composto da due nonni, dai loro quattro figli e da un bel mucchio di nipoti, tra cui lei.

Scoprirà tutto durante un viaggio lungo due stagioni, sempre su Rai Uno, dal 27 dicembre del 2015 al 29 giugno prossimo, quando la disordinata orchestra dei Ferraro suonerà per l’ultima volta la sua vitalità caotica ma coinvolgente, il suo entusiasmo spassoso e un poco confusionario, chiassoso ma sensibile. I problemi delle varie generazioni si accompagneranno per l’ultima volta all’allegria, in un volteggio finale di risate ed emozioni.

Ventisei puntate in tutto, di peripezie esistenziali e sentimentali, durante le quali Ambra, piccolo e prezioso anello di un ampio girotondo familiare, ha incontrato i vistosi difetti dei suoi tanti familiari: dal testardo e orgoglioso nonno Ettore (Giorgio Colangeli) alla saggia e sottilmente malinconica nonna Emma (Licia Maglietta), fino alle tante zie e zii carnali e acquisiti, ognuno coi propri figli a completare il gran concerto. Tanti chicchi di un gustoso grappolo, ognuno dal sapore unico: ecco i Ferraro, coralità agrodolce che parla di bullismo e di vuoti nell’anima portati dal pensionamento, di video virali e di gravidanze involontariamente interrotte, del lavoro che si perde a quarantatré anni e della paura che si prova.

Ambra, al pari di ogni personaggio di Tutto può succedere, osserva la fatica di tutti per tenere in piedi il proprio nucleo, le prove continue che la vita impone a ogni età, le tempeste a volte indomabili che aggrediscono gli amori che parevano al sicuro, gli errori e le rinunce che plasmano i bilanci personali, il sudore colato per crescere i figli, doni infiniti che a volte vivono problemi che non possiamo annullare, soltanto lenire, magari affrontandoli con la bravura esemplare di Alessandro (Pietro Sermonti), primogenito di Ettore ed Emma, e di sua moglie Cristina (Camilla Filippi), che oltre a essere i genitori di Federica (Benedetta Porcaroli), intelligente e riservata coetanea di Ambra, lo sono anche di Max (Roberto Nocchi), che ha otto anni e la sindrome di Asperger. Il tempo speso per il figlio non toglie ad Alessandro la capacità di spendersi per gli altri, non scalfisce la sua propensione ad «aggiustare le persone», come sintetizza suo padre a un certo punto. Le difficoltà non tolgono ai Ferraro il piacere di incontrarsi, aumentano semmai il bisogno di tenersi stretti, sciogliendo la complessità del vivere in una cena con brindisi e autoironico ripescaggio di aneddoti dal passato.

Sa tenere la porta aperta al mondo esterno, questa arruffata famiglia italiana: ha il merito di aprirsi ai portatori di sana rottura e quindi di crescita, al loro sguardo esterno e libero che aiuta a sforbiciare i cordoni ombelicali ancora intatti. Sanno pure pregare, i Ferraro, qualche volta, anche se nonna Emma non sa bene da dove cominciare: «Padre nostro — confessa ad alta voce — so che non ci parliamo molto spesso». Poi, però, ringrazia per i tanti doni ricevuti e chiede preghiere per i propri cari, conquistandosi così l’applauso della tavolata e un “brava” da tutti i commensali.

Tutto può succedere è il remake italiano della statunitense Parenthood, serie cult da sei stagioni in tutto, dal 2010 al 2015, a sua volta ispirata al film Parenti, amici e tanti guai di Ron Howard, del 1989. Se in quel vigoroso family drama i dialoghi brucianti e le vivide interpretazioni rendevano credibili tutte le tensioni e i ritorni alla pace, il team lavora di freschezza e leggerezza, valorizzando bene la naturale inclinazione italiana per la commedia. Se l’intensità di Parenthoodfotografava nitidamente la contemporaneità americana, Tutto può succedere pennella, senza idealizzarlo mai, l’affresco di una media borghesia italiana che sa tanto di normalità. Le sfumature favolistiche vengono diluite con attenzione nel realismo, in questa serie dal linguaggio popolare ma curato, e se diverse avventure incontrano il lieto fine, capita a volte che i limiti personali o le scelte fatte portino a un dolore irreversibile, alleggerito solo in parte da parole di conforto, dalla corsa sincera in aiuto, dalla battuta che indebolisce la solitudine e la sofferenza.

«Siam fatti così — dice Sara della sua famiglia — ci elettrizziamo per poco», mentre Carlo (Alessandro Tiberi), il più giovane dei quattro figli di Ettore ed Emma, sintetizza i suoi parenti con un ironico «son strani», quando li presenta a Feven (Esther Elisha), la ragazza che sei anni dopo una loro breve relazione si è rifatta viva presentando a Carlo il figlioletto Robel, che in poco tempo lo trasformerà da inguaribile immaturo a padre affettuoso e innamorato. Senza quelle barriere psicologiche che invece impediscono a sua sorella Giulia (Ana Caterina Morariu), determinato e tosto avvocato, di costruire una relazione profonda con la piccola Matilde, più legata invece al padre Luca (Fabio Ghidoni), anche lui avvocato ma poco ambizioso e anche per questo reinventatosi felicemente giardiniere.

È l’ennesima tessera di un puzzle che ricorda le potenzialità della famiglia mettendone in mostra le mille imperfezioni, che racconta come uniti il difficile diventi un po’ più facile e si possa anche acchiappare la felicità, talvolta. «Empatia — spiega il piccolo Max — vuol dire entrare dentro. Come se io potessi diventare te e tu me». Ecco, i Ferraro, a modo loro, vivono la famiglia in questo modo: cercano la verità negli occhi dell’altro e se serve intervengono per il loro bene. E non è poco.

Fonte: L’Osservatore Romano

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