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4 Febbraio 2016

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NON DIRE FRANCHISING SE NON HAI LA LOCATION GIUSTA.

Potrà sembrare banale ma ancor prima dell’idea vincente, quello che conta per avere successo nel business e quindi anche nel franchising è la location. Scegliere dove aprire la propria attività è come cercare un appartamento dove vivere e come in questo secondo caso si farà attenzione al prezzo dell’affitto, ai mezzi pubblici ed ai vicini di casa, così per la scelta della location esistono diversi criteri da adottare.

Innanzitutto sfatiamo un mito: un basso prezzo d’affitto non significa necessariamente un buon affare. Potreste ritrovarvi nel bel mezzo del nulla e avere come unici clienti i 10 condomini del palazzo accanto. Ma non basta.

Sfatiamo un secondo mito di molti aspiranti franchisee: quello che bisogna mantenersi il più lontano possibile da negozi che trattano il vostro stesso prodotto.

Il motivo? Se i vostri competitor sono lì e sono in espansione significa che i clienti sono tanti e frequentano quella zona. Naturalmente dovete valutare rischi e numeri, ma se si tratta di un settore in espansione ci sarà spazio anche per voi.

Altro aspetto fondamentale è la vicinanza dei mezzi di trasporto, in quanto i vostri clienti verranno da voi se li rendete la vita più facile. Questo vale soprattutto per le grandi città: fermate della metropolitana, bus, tram, stazioni ferroviarie e autostrade sono fondamentali. Oppure la presenza di un parcheggio. Quante volte abbiamo sentito la frase “bello, ma non c’è parcheggio?” o magari ci siamo trovati in un negozio perfetto tranne il fatto che abbiamo dovuto girare mezz’ora per trovare parcheggio?

Infine la scelta della location dipende dal tipo di servizio che volete offrire e dalla tipologia di cliente cercato: una copisteria si posizionerà vicino a scuole, università e uffici mentre per un negozio di piante la location ideale sarà in una zona di villette con giardino.

La regola base nella scelta della location per il vostro franchising è però una sola: conoscere bene il target, cioè le persone che state cercando di attirare e colpire. Se non avete ben in mente chi sono i vostri destinatari sarà impossibile scegliere un luogo adatto ma anche sviluppare una strategia vincente e destinata a durare nel tempo.

In generale consigliamo di non farvi prendere tropo dall’entusiasmo e scegliere la migliore location possibile in modo professionale, cercando e analizzando dati, consultandovi con professionisti e tenendo a freno la passione che rischia di condizionare negativamente una scelta fondamentale: il luogo in cui far sorgere la propria attività.

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FRANCHISING A COSTO ZERO? PURTROPPO NON ESISTE

Quali sono le keyword più utilizzate da chi vuole aprire un franchising e chiede a Google di orientare la sua scelta? Franchising a basso costo,  a basso investimento, low cost e  a costo zero.

Ma non solo: compaiono anche guadagnare con il franchising, ecc. E la passione che dovrebbe animare ogni aspirante imprenditore portandolo a seguire i suoi sogni per fare il lavoro che più gli piace?

Purtroppo a prima vista sembra scomparsa. Secondo l’indagine condotta da BeTheBoss.it e QUICKFairs su un campione di 90mila persone nel 2014, 1 persona su 2 che valuta l’opportunità di mettersi in proprio con il Franchising lo fa perché cerca lavoro.
La causa è la crisi del 2008 che ancora oggi ha lasciato un elevato tasso di disoccupazione a causa della mancanza dell’offerta di lavoro e per mancati rinnovi contrattuali o prepensionamenti.

Chi resta senza lavoro considera il franchising come una forma di aiuto impiego, di lavoro autonomo con cui aprire la propria attività con il supporto di un marchio conosciuto.

MA ESISTE IL FRANCHISING A COSTO ZERO O SENZA SOLDI?

La risposta è no, non si apre un franchising senza fare un investimento. Ed ecco perché: la casa madre o franchisor investe comunque una notevole somma nel mantenere viva la rete, nell’aggiornarla e nell’offrire agli affiliati novità in linea con il mercato. Vi invitiamo dunque a diffidare da chi vi attira dicendo che aprirete un franchising senza soldi o senza investimento, perché è scorretto nei vostri confronti.

Potremmo anche pensare che coloro che cercano termini come “franchising a costo zero” o “franchising gratis” cerchino impieghi più vicini al mondo dei venditori e degli agenti di commercio e diventare quindi venditori dei prodotti dell’azienda. Non esistono o è difficile pensare che esistano franchising a costo zero in quanto se il franchisor ha sviluppato una formula vincente è giusto che l’affiliato paghi il valore aggiunto di entrare a fare parte di una rete.

A seconda delle disponibilità di investimento ci si può orientare verso franchising economici o a basso investimento rispetto alle formule di franchising classico, come può essere l’apertura di un negozio che richiede mediamente almeno 50.000 euro. Solitamente nella categoria del franchising economico rientrano attività che no richiedono né un negozio né un ufficio, ma possono essere svolte da casa.

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NEL FRANCHISING (E NON SOLO) IL MARCHIO È TUTTO

Da millenni i marchi sono parte integrante delle nostre vite e ci permettono di distinguerci dai concorrenti. Oggi con la globalizzazione questa esigenza si è fatta ancora più pressante ed esistono leggi su leggi in difesa e a tutela del marchio.

Pensiamo all’ importanza del marchio nella moda: non solo orienta la scelta del consumatore ma può addirittura determinarla. Per questo il marchio è uno degli asset fondamentali dell’azienda e garanzia di riconoscibilità sul mercato. La stessa cosa accade nel franchising, dove il marchio del franchisor è garanzia di visibilità e posizionamento sul mercato per il franchisee.

Ma se molto le aziende sanno (o credono di sapere) dal punto di vista economico e della comunicazione, ancora scarsa è la conoscenza delle norme che regolano un marchio.

Sappiamo tutti che il marchio veicola messaggi relativi alle caratteristiche proprie del prodotto o servizio che contraddistingue, siano esse qualità, aspetti tecnici o prezzo. Non tutti sanno però che dal momento che viene rivolto a un pubblico tale messaggio deve essere vero: il nostro ordinamento non tollera l’inganno del pubbblico e sanziona pesantemente i marchi ingannevoli quando rimandano a qualità che il prodotto non possiede.

PER TUTELARSI DAI TENTATIVI DI IMITAZIONE È BENE ACQUISTARE I DIRITTI SUL MARCHIO. MA COME SI FA?

E’ necessario registrare il marchio (la registrazione dura 10 anni)  presso gli uffici competenti, nazionali, comunitari ed esteri. Per poter essere validamente registrato il marchio deve avere rappresentazione grafica, essere nuovo e dotato di capacità distintiva nei confronti dei prodotti e servizi di un’impresa. Parole, disegni, lettere, cifre possono trasformarsi facilmente in marchi ma d’altra parte vi è un’ampia categoria di segni che non possono essere registrati come marchio. Un esempio? Segni contrari alla legge, all’ordine pubblico e al buon costume, segni ingannevoli, segni costituiti da parole d’uso comune  e denominazioni generiche di prodotti. Oppure indicazioni descrittive di qualità. Destinazione, provenienza geografica in quanto tali parole devono essere liberamente utilizzabili da tutte le imprese.

Ricordiamoci, in sostanza, che tanto più il marchio sarà lontano da riferimenti a specifici prodotti e servizi che deve contraddistinguere (es. Apple per computer) tanto più sara considerato dalla legge originale e quindi tutelabile nei confronti delle contraffazioni.

Siete in dubbio sull’effettuare o meno la registrazione del marchio? La scelta è solo vostra ma una cosa è certa: i marchi non registrati rischiano di sfumare miseramente al primo attacco dei concorrenti e con essi l’investimento effettuato per promuovere il prodotto e servizio.

 

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SCEGLIERE IL FRANCHISING IDEALE: MISSIONE (IM)POSSIBILE

Iniziamo col dirti che è sempre possibile, con una relativamente rapida ricerca a tavolino e sul campo, determinare la validità di un franchising. Per farlo però è necessario impegnarsi in prima persona in un’analisi delle opportunità di franchising presenti nel mercato italiano magari rivolgendosi ai franchisee già operanti nella propria zona geografica, contattando esperti di settore, visitando i portali dedicati e i siti delle associazioni di franchising. Si tratta di un’attività certamente dispendiosa, soprattutto in termini di tempo.

 I 10 CRITERI PER LA SCELTA DEL FRANCHISING PIÙ ADATTO A TE

Per identificare il miglior franchising, sia che si trovi già pronto alla sfida del mercato sia che si trovi in fase di lancio e sviluppo commerciale:

  1. Credibilità: il franchisor deve essere credibile agli occhi del franchisee e tale credibilità nasce da una serie di elementi concreti come un brand solido, esperienza del franchisor, anni di attività nel settore
  2. Differenziazione: oltre ad essere credibile il franchisor deve differenziarsi dai competitor sia in termini di prodotto e servizio offerto, sia in termini di mercato servito e di strategia operativa.
  3. Know how trasferibile: il sistema adottato dal franchisor deve essere facilmente trasferibile in tempi brevi al potenziale franchisee. Se è un’attività talmente complessa da non poter essere insegnata in 3/4 mesi l’azienda avrà difficoltà a lanciarla.
  4. Adattabilità: bisogna valutare se il franchising scelto ben si adatta alla situazione del mercato in cui operi. Certe attività non sono replicabili in aree geografiche estese per la diversità di gusti e preferenze dei consumatori (ad esempio le diverse regioni italiane hanno diverse abitudini alimentari). Altre funzionano per abilità uniche o talento delle persone che le hanno avviate, altre ancora sono difficilmente adattabili per via delle leggi nazionali.
  5. Attività innovative e già sperimentate: spesso è necessario un negozio o centro pilota per dimostrare che il sistema è sperimentato nel tempo ed è in grado di fornire formazione adeguata ai nuovi franchisee.
  6. Sistemi operativi formalizzati e documentati: le aziende di successo contano su sistemi operativi documentati e quindi facilmente trasferibili ai lori franchisee. Politiche, procedure, sistemi, modulistica e pratiche commerciali fanno parte di un manuale operativo facilmente comprensibile e/o supporto informatico adeguato.
  7. Congruenza tra impegno finanziario e risultati economici: dopo l’investimento iniziale in fase di affilliazione è necessario che il franchisor assicuri risultati economici prevedibili e sicuri dopo un determinato periodo di tempo, sempre tenendo conto dell’abilità del franchisee nella vendita e nella promozione della sua attività.
  8. Trend di mercato e condizioni: la validità del sistema di business avviato dal franchisor deve proiettarsi nel lungo termine e considerare l’evoluzione del mercato, le modifiche dei bisogni del consumatore, la presenza di nuovi competitor.
  9. Capitale: se la formula franchising è uno strumento “low cost” per espandere un business, il franchisor ha bisogno di capitali e risorse per costruire e perfezionare il programma sulla base delle iniziative da avviare e dell’aggressività del suo piano di espansione.
  10. Relazioni di lungo periodo: il franchisor di successo si concentra sulla costruzione di relazioni a lungo termine con i franchisee, e li supporta soprattutto nella faticosa fase di start up. Sfortunatamente però non tutti i franchisor capiscono lo stretto collegamento tra relazioni umane e profitti (motivazione, innovazione) portate dai franchisee.

Concludendo, non esiste sicuramente un franchising migliore in assoluto ma questi 10 criteri possono aiutarti a individuare il franchising migliore per te.

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2015: EMORAGGIA DI POSTI DI LAVORO! NON NEL FRANCHISING.

Il franchising è in crescita e continua a creare posti di lavoro, con un incremento nei primi 6 mesi del 2015 dello 0,6% del fatturato, in linea con la ripresa del PIL e dell’economia italiana.
A fronte di una drammatica emoraggia di posti di lavoro sono quindi sempre di più gli italiani che stanno riscoprendo la loro vocazione imprenditoriale.

Ma quali sono i settori trainanti di questa crescita? Un’anticipazione ci viene data dal Centro Studi RDS del Salone Franchising di Milano.Il settore che segna il maggior numero di aperture di nuovi franchising è il food con un +3% e in particolare aperture di nicchia come ristoranti vegani, per celiaci, a chilometro zero, ristoranti a tema. Segue l’abbigliamento e gli accessori (+2,5%) e in particolare abbigliamento per bambini, camicerie, calze e intimo.

In Italia il totale di 950 franchisor e 51.000 attività affiliate hanno creato nel 2014 un giro d’affari complessivo di 23 miliardi di euro e hanno dato lavoro a 180.000 persone (dati 2014). Anche il fatturato del settore franchising è in crescita ed è passato dai 21,5 miliardi del 2008 ai 23 miliardi del 2014.

QUALI SONO LE AREE DI MAGGIOR DIFFUSIONE DEL FRANCHISING IN ITALIA?

L’area di maggior diffusione è il Nord Italia, ma è in rapidissima espansione nel Centro e nel Sud con una prevalenza della popolazione femminile: il 33,15% del totale degli imprenditori del franchising con un aumenti del 20% dal 2008 al 2014.

Le donne imprenditrici prevalentemente si orientano verso i settori dell’abbigliamento, accessori, moda, cosmetici e profumeria, salute e benessere, articoli per la casa e articoli per bambini. A livello generale invece le merceologie più scelte dagli affiliati sono abbigliamento (20%), food (20%), servizi per la cura della persona (19%), commercio specializzato (17%), articoli per la persona (10%), servizi per le imprese (6%), prodotti per la casa (3%).

Il mondo del franchising sta infine seguendo l’evoluzione più ampia del mondo retail: basti pensare alla nuova tendenza del click&collect store (acquisto su Internet e ritiro in negozio), l’omnicanalità e dello slowpay (pagamento in 3 mesi senza interessi) fino al servizio clienti sviluppato al massimo come fattore chiave della vendita.

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DIPENDENTE O IMPRENDITORE? NON SOTTOVALUTARE LE OPPORTUNITÀ DEL FRANCHISING.

L’attuale congiuntura economica sfavorevole sta spingendo molti giovani e non più giovani a ricorrere all’autoimprenditoria come risposta alla carenza di lavoro
: negli ultimi anni è stata registrata una crescita notevole di impieghi nel lavoro autonomo, in microimprese o catene di franchising.

Ed è proprio il franchising il modello di business più collaudato  e di maggior successo in quanto si caratterizza per la riduzione dei rischi imprenditoriali a patto naturalmente che il franchisor a cui ci si rivolge sia serio e offra un adeguato supporto al franchisee.

I VANTAGGI DI APRIRE UN FRANCHISING

Il franchising è la soluzione più adatta per coloro che non riescono più a ricollocarsi nel mercato del lavoro
e per tutti coloro che hanno spirito imprenditoriale ma non vogliono sobbarcarsi i rischi dell’avvio di una start up da zero. Affidarsi a una catena di franchising significa poter scegliere di collaborare con marchi solidi, forti sul mercato,  con decenni di esperienza  e metodi di business collaudati.

Un know how che consentirà anche all’imprenditore inesperto di confrontarsi nel giro di pochi mesi con i più grandi competitor del settore in cui decide di operare. E’ importante non dimenticare che questa fase di avvio in tutta la sua dinamicità e innovazione sarà comunque caratterizzata dalle regole fissate dal franchisor. La formula del franchising può rivelarsi quindi di sicuro successo se affrontata con convinzione ed entusiasmo da tutta la rete.

Il primo passo? Selezionare un’area di business ben precisa tra la vasta gamma di offerte disponibili, esaminando le diverse opportunità, l’investimento iniziale richiesto, le tendenze di mercato e le condizioni dei franchisor.

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I CONTRATTI DI DISTRIBUZIONE COMMERCIALE: FRANCHISING E SOMMINISTRAZIONE

I CONTRATTI DI DISTRIBUZIONE COMMERCIALE: FRANCHISING E SOMMINISTRAZIONE

Iniziamo col dire che i contratti di distribuzione commerciale sono tutti quelli schemi contrattuali per cui un produttore o un distributore vendono al consumatore finale attraverso la cooperazione con altre imprese indipendenti e autonome.

Queste sostituiscono le forme di integrazione verticale di tipo proprietario come i punti vendita diretti del produttore o del distributore.

I vantaggi per il produttore e il distributore sono i seguenti:

  • Minori costi di distribuzione
  • Minori investimenti per la creazione di una rete commerciale
  • Riduzione o condivisione del rischio imprenditoriale con altre aziende
  • Maggiore velocità e rete capillare di penetrazione sul mercato

I vantaggi per l’impresa che coopera sono invece la rinomanza del prodotto che si distribuisce, il risparmio sui costi pubblicitari e di marketing, sconto sui prezzi di acquisto del prodotto da sponsorizzare.

LA SOMMINISTRAZIONE

Ai sensi dell’art. 1559 del codice civile la somministrazione prevede una pluralità di prestazioni da effettuarsi a cadenza continuata (erogazione di energia elettrica e gas) o a scadenza periodica  (fornitura mensile di carta a una tipografia) o ancora a richiesta del somministrato secondo il suo fabbisogno (fornitura di cibi e bevande ai ristoranti). La somministrazione può essere di consumo, si applica la disciplina della vendita, o d’uso, si applica a beni non consumabili da usare e restituire.

IL FRANCHISING

Detto anche affiliazione commerciale è un contratto tra due soggetti giuridici, entrambi imprenditori, economicamente e giuridicamente indipendenti in base al quale una parte (franchisor) concede all’altra (franchisee) l’utilizzo e lo sfruttamento di un insieme di diritti di proprietà industriale e intellettuale nonché di un know how e si impegna a fornire assistenza tecnica e commerciale al franchisee. A differenza della somministrazione il franchising può riguardare la commercializzazione tanto di beni quanto di servizi.

 

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FRANCHISING DI DISTRIBUZIONE E DI SERVIZI…

In questo articolo del blog vogliamo spiegarti la differenza tra franchising di distribuzione e franchising di servizi, in modo da semplificarti la scelta nel momento in cui ti troverai a prendere questa decisione.

Sicuramente saprai che il franchising (o affiliazione commerciale) è una forma di collaborazione continuativa per la distribuzione di beni o servizi fra un franchisor e un franchisee affiliato, giuridicamente indipendenti l’uno dall’altro.

In particolare il franchisor concede al franchisee l’utilizzo
della propria formula commerciale, insieme al diritto di sfruttare tutto il suo know-how e il marchio. In più si impegna ad assistere il franchisee nell’avvio dell’attività. D’altro canto il franchisee si impegna a far proprie la politica commerciale e l’immagine del franchisor nell’interesse delle due parti e del consumatore finale, nonché nel rispetto delle condizioni contrattuali.

Forse non sai ancora che il franchising si presenta in due diverse tipologie: franchising di distribuzione e franchising di servizi. Facciamo quindi un po’ di chiarezza!

FRANCHISING DI DISTRIBUZIONE

Presuppone che il franchisor abbia messo a punto e sperimentato tecniche e metodi commerciali che fanno parte del know-how che trasferirà al franchisee. In cambio dell’uso del marchio, dei servizi e dei beni forniti il franchisor chiede al franchisee un corrispettivo (royalty) sotto forma di diritto d’entrata e/o canone periodico.

Il franchising di distribuzione è la formula adottata da una società che produce prodotti oppure da una società che offre alcuni prodotti selezionati.

FRANCHISING DI SERVIZI

E’ un sistema nel quale il franchisee non vende prodotti ma offre servizi ideati, messi a punto e sperimentati da un franchisor. Il campo di attività che utilizzano il franchising di distribuzione è molto vasto e va dalla ristorazione al tempo libero, dagli istituti di bellezza ai servizi di consulenza professionale, dall’intermediazione immobiliare all’autonoleggio, ecc.

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MEGLIO SOLI O BEN ACCOMPAGNATI (IN FRANCHISING)?

ECCO ALCUNI ELEMENTI DA TENERE IN CONSIDERAZIONE.

Avete deciso di fare gli imprenditori ed ora? La domanda più difficile a cui rispondere è se sia
meglio avviare
un’attività in proprio o affidarsi a un franchising.

Per aiutarvi a prendere questa importante decisione abbiamo stilato una lista di pro e contro da tenere in considerazione.

  1. Metodo di business

Chi sceglie la formula franchising acquista un metodo e una strategia di business collaudate e condivise dal franchisor con gli affiliati. Il rischio d’impresa è quindi limitato rispetto a chi decide di avviare un’attività in proprio ed è quindi obbligato ad agire in solitario e creare il proprio business model.

  1. Notorietà del marchio

 

Il franchisee è titolare della propria attività pur avendo alle spalle un marchio solido che rende più facile vendere i prodotti e servizi e aumenta il valore della stessa attività. L’imprenditore singolo è invece può contare, soprattutto all’inizio, su una notorietà llimitata e prevalentemente locale e il suo marchio ha un valore decisamente più basso rispetto a quello di chi si affida al franchising.

  1. Attività di marketing e comunicazione

Il franchisee può utilizzare il marchio, l’insegna, il format e l’immagine di marca del franchisor. E’ tutto pronto e assieme al franchising il franchisee acquista anche il “valore” del brand e la cosiddetta immagine di marca che permette di ottenere visibilità nazionale e internazionale.

L’imprenditore che avvia una nuova attività deve invece investire tempo e fondi non indifferenti nella creazione della propria insegna, che rischia di essere conosciuta solo a livello locale.

  1. Assistenza

Il franchisee godrà di assistenza da parte del franchisor sia in fase di start up sia nel corso degli anni. L’imprenditore invece è solo e non può contare sul supporto di nessuno nell’avvio e sviluppo della propria azienda.

  1. Formazione

Nel franchising la formazione iniziale per permettere l’ingresso nel mercato anche a chi non ha esperienza nel settore è fornita dal franchisor. L’imprenditore deve invece assicurarsi di avere conoscenze, abilità e personalità per avere successo.

  1. Location

Il franchisee è supportato dal franchisor nella ricerca e selezione della miglior location per aprire l’attività. L’imprenditore è invece libero e potrebbe trovare difficoltà nel reperire i locali migliori in relazione alla sua clientela.

  1. Notorietà del prodotto/servizio

I prodotti e i servizi offerti da chi opera in franchising godono già di notorietà ed accettazione da parte dei potenziali clienti. Questo è il vantaggio competitivo più importante dell’essere franchisee, a patto che la rete goda di buona reputazione.

L’imprenditore indipendente dovrà invece lavorare a lungo sulla selezione dei prodotti/servizi per garantire un’offerta adeguata ai suoi potenziali clienti.

  1. Provenienza dei prodotti: nel franchising la provenienza dei prodotti è unica ed assicurata da fornitori selezionati. L’imprenditore singolo invece è costretto a selezionare con attenzione i prodotti e i fornitori e soprattutto ad inizio attività non potrà godere di sconti di quantità.
  1. Tempistiche reddito: l’entrata nella rete di vendita del franchisor assicura al franchisee un reddito potenzialmente immediato. Chi avvia una propria attività invece avrà un lento sviluppo e potrebbe non avere un flusso di cassa tale da permettergli di continuare l’attività.

E quindi cosa scegliere?

Noi suggeriamo il franchising, perché si può godere della piena libertà del lavoro autonomo senza molte difficoltà. Si tratta di un sistema molto valido in quanto sarà il franchisor a trasmettere il know how e a fornire gli strumenti per iniziare e gestire l’attività.  Il franchising è studiato per chi non ha tutte le compenze per gestire un business: non tutti nascono imprenditori, ma tutti possono seguire un sistema in modo corretto e avere successo.

Quindi la nostra risposta a chi ci chiede se deve iniziare un’attività indipendente o acquistare un franchising è: dipende dalle doti personali dei futuri imprenditori.

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CONTRATTO DI RETE E FRANCHISING: COSÌ SIMILI, COSÌ DIVERSI.

Si sente oggi parlare sempre più spesso di reti d’impresa e contratto di rete. Ma cosa si intende veramente? Con contratto di rete si intende una nuova tipologia di contratto d’impresafinalizzato a consentire a più imprese di collaborare tra loro per il perseguimento di obiettivi comuni.
Il contratto di rete presenta alcune similitudini con il contratto di franchising in quando in entrambi le diverse parti sono giuridicamente ed economicamente indipendenti e vi è la collaborazione per il raggiungimento di un obiettivo comune.La differenza principale sta invece nello scopo e nella causa ultima delle due tipologie di contratto.

Sapete già tutti come si definisce un contratto di franchising, vediamo ora invece nello specifico cos’è un contratto di rete:
disciplinato dal DL 5/2009, dal cd. “Decreto sviluppo” (art. 45 D.L. 83/2012) e dal cd. “Decreto sviluppo bis” (D.L., n. 179/2012) si tratta di un contratto in cui più imprenditori, che sono e restano autonomi, si obbligano a collaborare secondo la forma e negli ambiti previsti dal contratto: scambio di informazioni e/o prestazioni di varia natura (industriale, commerciale, tecnica o tecnologica) o esercizio comune di una o più attività per stimolare l’innovazione e aumentare la competitività.

Diversa è anche la “platea” di imprenditori ai quali i due contratti si rivolgono: il contratto di rete è pensato per le piccole e medie imprese presenti nei distretti industriali per migliorarne la competitività in un mercato ormai globalizzato. Un elemento di vicinanza, questo, completamente assente nel franchising che anzi disporrà i punti affiliati su un territorio sempre più vasto per la diffusione del marchio, dei prodotti e dei servizi sul mercato.

Passiamo ora agli scopi dei due contratti: il contratto di rete nasce per dare impulso all’innovazione e aumentare la competitività delle imprese, il franchising non ha invece uno scopo contrattualmente definito ma si può ipotizzare sia l’incremento della competitività dei franchisee sul mercato.

Per quanto riguarda le obbligazioni contrattuali tipiche del contratto di franchising e di quello di rete vediamo come nel franchising assuma valore centrale la concessione del diritto a utilizzare marchio e know how del franchisor. Nel contratto di rete è centrale invece la definizione del piano economico e/o commerciale che la rete si prefigge di realizzare in comune accordo tra le parti a differenza del franchising in cui è il franchisee ad aderire al progetto imprenditoriale del franchisor. Entrambe le forme contrattuali prevedono loscambio di informazioni tra le parti, mentre l’obbligo di scambiarsi prestazioni non è previsto dal contratto di rete ma solo nel franchising: assistenza tecnica e commerciale, formazione, organizzazione di campagne pubblicitarie e attività di marketing, ecc.

Quello che contraddistingue il contratto di rete dal franchising è la possibilità di costituire un fondo comune per il conseguimento degli scopi della rete nonché l’individuazione di un organo comune per la gestione di tale fondo.

Concludendo possiamo dire che entrambe le forme contrattuali sono contratti tra imprenditori con l’obiettivo di accrescere la competitività delle mprese contraenti sul mercato. Diverso è, invece, lo schema contrattuale: chiuso quello del franchising, plurilaterale e aperto quello del contratto di rete.

 

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FRANCHISING: PUNTA SUI SERVIZI ASSISTENZIALI E AVRAI SUCCESSO!

Nel precedente articolo vi abbiamo segnalato l’opportunità di aprire un franchising nel settore biologico. Oggi vi parliamo invece di un altro settore in crescita, quello dei servizi assistenziali.

Aumento della vita media, progresso della medicina, nuclei familiari con un ridotto numero di componenti hanno portato, negli ultimi anni, alla crescita del numero di anziani che vivono soli e hanno bisogno di assistenza. Un cambiamento nella società che porta all’aumento di richieste di servizi specificamente dedicati agli over 70, con buone prospettive di lavoro per chi vuole inserirsi in questo ramo.

assistenza-anziani-franchisingUno degli investimenti più redditizi è proprio legato all’attività di servizi per anziani in quanto, nonostante la crisi economica, il settore è in crescita.
Se non volete correre rischi eccessivi, la risposta ideale è affiliarsi a uno dei tanti servizi di franchising che gestiscono questa tipologia di servizi. Questo non significa, ricordate, che non dobbiate fare uno studio di fattibilità e una verifica attenta della disponibilità di risorse finanziarie ed economiche necessarie per la realizzazione del progetto.

Inoltre è opportuno frequentare, quando non sia il franchisor stesso a occuparsi della formazione, dei corsi professionali miratidedicati all’assistenza.
Per avere successo nell’offerta di servizi assistenziali agli anziani è opportuno però individuare le condizioni indispensabili: disponibilità a fornire assistenza 24 ore su 24 e possibilità di fornire assistenza medica e infermieristica a domicilio sia in orari diurni sia notturni.

Solo in questo modo risulterete credibili agli occhi del vostro potenziale cliente. Naturalmente scegliendo di lavorare in franchising potrete già contare sull’immagine e la notorietà del marchio al quale vi affiliate e quindi partirete senza dubbio più avvantaggiati rispetto all’apertura di un’attività autonoma.

Continuate a seguire il nostro blog, la prossima settimana saremo online con l’ultimo approfondimento dedicato ai settori in crescita: il mondo della ristorazione!

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FRANCHISING: IL BIO NON CONOSCE CRISI.

La crisi economica che ha colpito duramente l’Italia negli ultimi anni non è riuscita a fermare la crescita del biologico, tanto che l’acquisto di prodotti biologici riguarda ben 7 italiani su 10.

Sarà il desiderio di prodotti più sani o una nuova consapevolezza da parte del consumatore che desidera sostenere attraverso i propri acquisti lo stesso mondo del biologico? Non lo sappiamo, ma tra i progetti più promettenti per chi volesse investire sul proprio futuro c’è l’apertura di un negozio bio, anche grazie ad eventuali incentivi e opportunità in franchising.

Nonostante i primi prodotti biologici siano comparsi sul mercato negli anni ’80 e siano oggi sempre più numerosi sui nostri scaffali, il mercato non è assolutamente saturo: ci sono, infatti, numerose località in cui non è ancora presente un punto vendita dedicato al biologico.

Di seguito vi diamo alcuni veloci consigli per l’avvio di un negozio di prodotti biologici:franchising-bio-in-crescita

  • Individuazione della location più adatta per il proprio negozio. Un vantaggio è sicuramente dato dalla presenza del punto vendita nelle zone maggiormente visitate della città. Temete alti costi d’affitto? Calcolate che gli introiti giornalieri stimati per un negozio biologico sono pari a circa 1.500 euro (dato Assofranchising), per cui potrete coprire l’investimento iniziale in un paio di mesi.
  • Promozione del proprio punto vendita: potrebbe essere interessante organizzare incontri aperti al pubblico presso il punto vendita, in cui vengono approfondite tematiche relative al biologico, alla salute, allo stile di vita.
  • Apertura e disponibilità verso i G.A.S. (Gruppi di Acquisto Solidale) per l’acquisto di prodotti biologici a prezzi vantaggiosi, per la raccolta di merce che i gruppi desiderano acquistare o come luogo di ritrovo per la distribuzione della merce, con incontri anche a cadenza settimanale.

Naturalmente questi sono solo alcuni spunti per chi volesse avviare un’attività in proprio e in particolare nel mercato del biologico in franchising. Continuate a seguirci, nel prossimo articolo vi segnaleremo un’altra opportunità per aprire in franchising.

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DEDICATO AI FRANCHISOR: ECCO SVELATO L’IDENTIKIT DELL’ASPIRANTE FRANCHISEE!

Una recente indagine condotta online da QuickFairs ha coinvolto i visitatori del Salone del Franchising e ci svela l’identikit dell’aspirante franchisee.

Informazioni utili ai franchisor che ogni giorno cercano e selezionano nuovi affiliati: passaggi delicati che rischiano di minare l’intero futuro del progetto di franchising.
L’imprenditore sa bene chi sta cercando e utilizza un suo identikit del franchisee ideale per pubblicare gli annunci sui portali di franchising, riviste specializzate, siti di ricerca lavoro.
Eppure spesso non conosce quelle che sono le caratteristiche reali del franchisee. Ecco cosa è emerso dall’indagine:

  • Uomini: sono il sesso forte quando si parla di franchising con il 73,8% dei rispondenti contro un 26,2% di donne;identikit-aspirante-franchisee
  • 30 – 49 anni: è l’età media del franchisee che ha quindi già esperienza nel mondo del lavoro. Seguono i 50 – 59enni alla ricerca di nuove opportunità professionali. Pochi i giovani, solo il 13,7% dei 21-29enni dichiara di essere interessato ad aprire in franchising;
  • Formazione scolastica medio-alta: laurea nel 24,3% dei casi, scuola superiore per il 63,8%;
  • Voglia di cambiare: il 41,5% degli aspiranti franchisee ha un lavoro a tempo indeterminato e solo il 37,4% è già libero professionista;
  • Mettersi in proprio: è questa la molla che spinge il franchisee a lasciare il proprio lavoro per cominciare una nuova avventura (53,7% dei rispondenti). Il 21,6%, invece, cerca concrete opportunità a rischio calcolato mentre per il 12% degli intervistati, soprattutto donne, il franchising è un modo per trovare lavoro;
  • Disponibilità a investire: i franchisee italiani guardano a opportunità con un livello di investimento medio-alto (20.000 – 50.000 euro), mentre il 38,6% considera interessanti le opportunità entro i 20.000 euro;
  • Ricerca del franchisor: domina Internet (44,8%) con consultazione diretta del sito del franchisor, seguono le fiere e i contatti personali con il franchisor (53,2%) mentre il 52% visita i portali specializzati. Esiste poi un 25,1% degli intervistati che consulta blog, libri e manuali sul franchising;
  • Valutazione dei franchisor: il fattore principale che influenza l’aspirante franchisee è il livello d’investimento (56,6%), seguono i contenuti del contratto (54,1%), la dimensione della rete (51,5%). Sono importanti nella valutazione anche le impressioni personali, l’assistenza e la formazione offerti dal franchisor;

Stai pensando di aprire in franchising? Guarda le proposte dei marchi presenti sul  nostro portale e scegli quella più adatta a te!

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FRANCHISING E RISTORAZIONE: BINOMIO VINCENTE

Aprire in franchising nel settore della ristorazione si conferma anche per questo 2016 una scelta vincente.
Settore che comprende le seguenti categorie merceologiche: fast food, ristorazione a tema, pizzerie, piadinerie, caffetterie e bar, birrerie, enoteche e pub
, gelaterie e yogurterie, chioschi, pasticcerie.

Tante diverse opportunità che hanno generato nello scorso anno un fatturato pari a quasi 2 milioni di euro (+ 5,1% rispetto all’anno precedente) per un totale di quasi 3000 punti vendita in franchising e 30.000 addetti impiegati.

ristorazione-franchisingUna crescita che riguarda non solo il numero di punti vendita aperti in franchising, ma anche il numero dei franchisor che si sono affacciati sul mondo della ristorazione (+0,9% rispetto alla precedente rilevazione).

Si confermano in costante crescita soprattutto pizzerie, caffetterie e ristorazione rapida con un incremento del 1,7% per quanto riguarda i punti vendita, del 4,3% del fatturato e del 7,7% del numero di occupati, a cui si aggiunge l’ingresso di 9 nuovi franchisor.

A tutti coloro che avessero deciso di aprire, in questo 2016 appena iniziato, in franchising non possiamo che consigliare questo settore, specializzandosi magari nel Made in Italy.

Siamo sicuri, visti i numeri, che i risultati saranno positivi. Ti abbiamo convinto? Guarda le proposte divoglioAPRIREUNFRANCHISING.org e scegli quella più adatta a te!

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VUOI APRIRE UN NEGOZIO IN FRANCHISING? PUNTA SULL’ABBIGLIAMENTO!

Vuoi aprire un negozio in franchising? Scegli i negozi di abbigliamento, che rappresentano il secondo settore per fatturato generato e numero di punti vendita aperti sul territorio italianodopo la ristorazione.

Si tratta infatti di un settore che non conosce crisi e di un mercato stabile, in quanto soddisfa un bisogno essenziale: quello di vestirsi. Ma quali sono i requisiti per chi volesse aprire un negozio di abbigliamento?  E quale l’investimento medio da affrontare? Ti rispondiamo in questo articolo.

Requisiti per aprire un negozio in franchising

Il franchising permette ai neofiti di un settore, in questo caso dell’abbigliamento, di realizzare il proprio sogno e avviare un’attività in proprio. Il vantaggio del franchising è la riduzione al minimo dei rischi, in quanto il franchisor solitamente offre:

  • Studio di fattibilità
  • Business plan
  • Assistenza pre e post apertura
  • Corsi di formazione gestionali
  • Scontistica sui prodotti
  • Visibilità e promozione
  • In alcuni casi anche la merce in conto vendita, cioè paghi solo il venduto.

Le doti naturali del negoziante? Abilità comunicative per il contatto con la clientela, abilità, intuito e prudenza nella gestione degli ordini, dinamismo e passione per il settore. Oltre ad una elevata capacità di gestione dello stress.

Se invece vuoi partire da solo la prima cosa da fare quando si decide di aprire un negozio in franchising è la ricerca di nicchie, target e stili in grado di soddisfare le esigenze della clientela nella zona in cui si opera. In secondo luogo dovrete individuare, qualora il franchisor non dia indicazioni in merito, un grossista o produttore che vi rifornisca di merce adatta a soddisfare i gusti della nicchia individuata. Chiarite bene la scontistica, le modalità di approvvigionamento, ecc. Molto più complicato, vero?

Per cominciare sarà sufficiente individuare un locale dalla metratura adatta, aprire partita IVA, iscriversi all’INPS e all’INAIL e segnalare al comune l’avvio dell’attività almeno 30 giorni prima dell’apertura.

Investimento richiesto per aprire un negozio in franchising

Per aprire il vostro negozio in franchising potrebbe essere sufficiente un investimento compreso tra i 15.000 e i 20.000 euro. Queste cifre sono però destinate a salire se il locale è molto ampio (costi d’affitto. Allestimento, arredamento) o la location è molto centrale.

I costi saliranno poi se avete deciso di aprire una boutique con prodotti di marca ed esclusivi rispetto al punto vendita che commercializza prodotti low cost.

Ecco quindi che il costo medio stimato per avviare un negozio di abbigliamento si aggira intorno ai 50.000 euro,  che potrete ottenere tramite un finanziamento a fondo perduto per l’avvio di nuove attività o informandovi per ottenere incentivi alla micro-imprenditorialità offerti dalla vostra provincia di residenza.

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APRIRE IN FRANCHISING: CONVIENE DAVVERO?

In un periodo in cui il mercato del lavoro sembra fermo, molti stanno valutando l’opportunità di avviare un’attività autonoma, magari aprire in franchising.

Ma conviene davvero? E se sì si può fare senza soldi o comunque quanto costa tentare l’impresa?

Tutte domande che gli aspiranti imprenditori si pongono: ecco dunque per voi un breve riepilogo sui vantaggi e svantaggi del franchising.

Navigando in rete vi sarete resi conto che aprire in franchising richiede un investimento iniziale, talvolta anche piuttosto importante: insomma bisogna avere abbastanza denaro per tentare questa strada oppure ricorrere a un finanziamento. Non esiste quindi il tanto cercato franchising a costo zero: come puoi vedere dalle proposte presenti sul nostro sito si parte da 2000 euro per aprire un’agenzia immobiliare.

franchising-conviene-davvero

A fronte di un investimento iniziale più o meno importante ecco quindi i principali vantaggi e svantaggi del franchising.

Vantaggi

  • Rischi inferiori all’attività in proprio: certamente il rischio d’impresa non scompare, ma si riduce notevolmente trattandosi di un business già testato. In più molti franchisor offrono l’esclusiva territoriale volta a limitare la concorrenza. Ricordatevi comunque che nel mondo del business non esistono investimenti sicuri!
  • Know how del franchisor: aprire un negozio con un nome conosciuto rende tutto molto più semplice perché i clienti comprano la marca. Inoltre il franchisor mette a disposizione conoscenze, attrezzature e segreti che hanno un elevato valore, oltre al proprio marchio.
  • Possibilità di cumulare più business: in alcuni casi l’aspirante imprenditore cerca una rendita passiva e il franchising dà la possibilità di dedicare poco tempo ad un business sicuro (ad esempio quello dei distributori automatici)

Svantaggi

  • Costi di affiliazione: il franchisor ti offre il suo marchio e know how ma si fa pagare, talvolta profumatamente. Deve infatti ottenere un guadagno da conoscenze, macchinari e prodotti da lui creati precedentemente ed ora offerti agli aspiranti franchisee.
  • Spese elevate rispetto alle prospettive: nella scelta del franchisor a cui affiliarsi valutate attentamente che le spese siano commisurate ai rischi, che seppur ridotti sono sempre presenti. Valutate attentamente il settore in cui intendete aprire e le possibilità di guadagno.

Avete deciso di aprire in franchising? Selezionate l’opportunità più adatta a voi sulla base dell’investimento iniziale o del settore. Troverete sicuramente quello che cercate!

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5 CONSIGLI PER AVERE SUCCESSO IN FRANCHISING

Direttamente dall’Annuario del Franchising, pubblicazione curata da Assofranchising, ecco 5 cose da sapere assolutamente prima di aprire un franchising. L’obiettivo di questo articolo? Evitare a voi, aspiranti imprenditori, un flop iniziale.

  • Redditività dell’investimento: prima di avviare la vostra attività valutate più alternative, contattate diverse catene e, perché no, settori differenti. Solo a questo punto sarete in grado di individuare un business capace di generare utili e trovare allo stesso tempo quello che più si adatta alle vostre caratteristiche.
  • Notorietà del marchio: forse non ci crederete ma anche l’apertura con un marchio celebre può rivelarsi un flop. Il consiglio è quello di analizzare il fatturato medio dei negozi della stessa catena in rapporto al bacino d’utenza, ovvero al numero dei potenziali clienti.
  • Il settore di attività: il franchising dà la possibilità di diventare imprenditore anche ai neofiti. Il consiglio è però quello di non avviare un’attività commerciale in settori dei quali non si conosce assolutamente nulla. Ma anche si sconsiglia una scelta basata solo sulle preferenze personali perché si trascurerebbe di considerare i potenziali guadagni. Non fatevi attrarre neanche da chi ha avuto successo all’estero e sta muovendo i primi passi in Italia.
  • La scelta dell’insegna: la serietà di un franchisor si vede anche da come seleziona i propri affiliati: i gruppi più seri adottano criteri severi e valutano la reale capacità di fare business e stare sul mercato.
  • La valutazione sul campo: è sempre necessaria la massima trasparenza tra casa madre e aspirante imprenditore, che ha diritto di conoscere la situazione economica e patrimoniale del franchisor. Diffidate quindi di chi vi dà poche informazioni sul business e richiedete sempre l’elenco degli affiliati per un eventuale contatto informativo diretto.

A questo punto non ci resta che invitarvi a seguire il nostro blog , a cercare la vostra opportunità di franchising. Buon lavoro!

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VUOI APRIRE IN FRANCHISING? CONTRIBUTO DI 10.000 EURO

E’ quanto mette a disposizione la regione Lombardia: un contributo per aprire in franchising un negozio pari a un fondo complessivo di 452.000 euro. I destinatari? Coloro che vogliono aprire un’attività in franchising o ampliarla.

Ai candidati selezionati sarò offerto un contributo a fondo perduto pari a 10.000 euro a fronte di un investimento superiore o pari a 20.000 euro. Il contributo può essere utilizzato per la ristrutturazione del punto vendita e l’acquisto di beni come hardware e software.

Tutte le informazioni per la presentazione della candidatura sono disponibili sul sito Sviluppo Economico Regione Lombardia assieme alle informazioni necessarie, l’elenco delle località e i franchisor coinvolti. Ad esempio in Lombardia i territori selezionati sono quelli di Cinisello Balsamo, Lainate, Parabiago, Pioltello e Sesto San Giovanni.

Di seguito un estratto.

Destinatari: aspiranti imprenditori che intendono avviare un’attività in franchising e ad imprese già esistenti che intendono riconvertire o ampliare l’attività affiliandosi a uno dei franchisor coinvolti.

Tipologia ed entità del contributo: contributo a fondo perduto pari a 10.000 euro, per la copertura di un investimento superiore o uguale a 20.000 euro. A tale importo si sommano agevolazioni del Comune, dei proprietari immobiliari e del franchisor.

Spese ammissibili: opera inerenti la struttura, l’allestimento e le attrezzature del punto vendita;  acquisto di software o hardware e altri beni strumentali.

Candidatura:  sul portale della Regione sarà possibile scegliere fino a 10 franchisor d’interesse e inviare la propria candidatura.

La presentazione delle domande è possibile dalle ore 12 del 10 febbraio 2016 alle ore 16 del 14 aprile.

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WMG scommette sull’infrastruttura di rete di Interoute per la propria piattaforma di gaming online WMGear

Il Virtual Data Centre di Interoute offre un’infrastruttura ICT flessibile e adattiva per favorire lo sviluppo dell’azienda leader nella realizzazione di piattaforme di gioco in rete

 

Roma, 4 Febbraio 2016Interoute, l’operatore proprietario del più grande network e piattaforma di servizi cloud in Europa, annuncia oggi che WMG, azienda italiana leader nello sviluppo di sistemi di gioco conformi alla normativa AAMS, ha scelto la propria rete ad alta capacità e bassa latenza e la soluzione di Virtual Data Centre (VDC) di Milano per offrire la piattaforma di gioco online all’utente finale.

 

WMG S.r.l. è un’azienda italiana nata nel 2011 con l’obiettivo di sviluppare e gestire una piattaforma di gaming online e un sistema di Video Lottery Terminal (VLT) proprietario in compliance con la normativa di riferimento italiana. Nata dalla joint venture tra MAG Elettronica S.r.l. e CMS Gaming Ltd, WMG ha alle spalle l’esperienza di chi produce giochi land-based da oltre dieci anni.  Con una media di 6 titoli di successo ogni anno, come Fowl Play Gold, l’azienda mette sul mercato i contenuti più accattivanti per il pubblico dei giocatori, con feature sempre nuove e garantendo ai propri utenti massima stabilità e praticità d’uso della piattaforma.

 

Grazie al supporto infrastrutturale di Interoute, WMG ha lanciato, a settembre 2015, la propria piattaforma proprietaria di gaming online WMGear sviluppata in Java, con l’obiettivo di portare i contenuti di gioco più famosi nel mercato dell’online gaming. Il network avanzato di Interoute fornisce il massimo livello di ridondanza e flessibilità e, grazie alla soluzione di VDC di Milano, rende superfluo l’acquisto, la gestione e la manutenzione dell’infrastruttura IT fisica, già interamente integrata nei data center di Interoute connessi via fibra in tutta Europa. Inoltre, Interoute consente di avere capacità di banda a disposizione quando necessario, e far sì che in qualunque momento, anche nei periodi di picco di gioco online, gli utenti possano comunque ottenere un’esperienza di gioco immediata e fluida.

 

La soluzione di WMG è oggi presente nei portali di diversi concessionari di gioco online italiani e gestisce ogni minuto una media di 200 sessioni freeplay connesse, con picchi di oltre 500 utenti nell’orario serale: nonostante questi importanti flussi di traffico, la piattaforma di online gaming offre un up-time del 99.9%.

 

Alessandro Rampazzo, Product Manager Online di WMG, ha commentato: “La nostra sfida era di offrire a tutti gli utenti, in qualsiasi zona del territorio italiano, un’esperienza di gioco fluida e immediata, che garantisse il massimo divertimento senza alcuna interruzione. Interoute si è dimostrato il perfetto alleato per vincere questa sfida, grazie alla sua rete proprietaria ad alta capacità e capillarmente diffusa in tutta Italia, in grado di offrire un elevato livello di flessibilità e soluzioni scalabili e ottimali.”

 

Simone Bonannini, Amministratore Delegato di Interoute Italia, ha aggiunto: “Siamo contenti che un’azienda all’avanguardia e in rapida crescita come WMG abbia scelto le nostre soluzioni per la connettività e computing. È un’ulteriore testimonianza di come Interoute sia apprezzata non solo dal punto di vista tecnologico, ma anche come una società capace di generare valore per i propri partner. Vogliamo essere una vera spinta all’innovazione e siamo convinti che questo sia soltanto il primo passo di una lunga collaborazione”.

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Milano Art Gallery: Clara De Santis protagonista in mostra

Presso la nota galleria bassanese “Milano Art Gallery” situata a 50 metri dalla famosa Piazza della libertà, in via portici lunghi 37, verrà allestita la mostra pittorica di Clara De Santis, intitolata “Bellezze immortali” che si svolgerà dal 30 aprile al 13 maggio 2016. Il vernissage d’inaugurazione, è fissato per sabato 30 aprile. L’organizzatore dell’iniziativa è il manager della cultura Salvo Nugnes. L’esposizione, è visitabile ad ingresso libero.

L’arte della De Santis si sviluppa all’insegna di una comunicazione ricercata, garbata, spontanea e svincolata da regole e canoni troppo costrittivi e conformanti. Il suo mondo artistico, è costituito da atmosfere ariose, dove gli effetti luminosi e cromatici regalano una cornice scenica delicata, suadente e carezzevole. L’artista campana sarà presente anche alla grande mostra di Spoleto Arte, ideata e organizzata da Salvo Nugnes e allestita presso il secolare Palazzo Leti Sansi a Spoleto, dal 27 giugno al 27 luglio 2016.

La curatrice Dottoressa Elena Gollini, ha spiegato “Nella pittura della De Santis il connubio di sapienza tecnica e conoscenza spirituale, che dialogano insieme in armonia ed equilibrio, trasmette forti vibrazioni energetiche e allarga i confini della ragione, con raffigurazioni intrise di valenza evocativa. Le visioni sono avvolte da una luce speciale, che dissolve e consuma ogni incertezza interpretativa, offrendo prospettive di immediato approccio, che conquistano da subito il fruitore”.

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Garcinia Cambogia per dimagrire

La Garcinia Cambogia è un frutto dalle potenti proprietà dimagranti, che aiuta a perdere peso senza fatica e senza controindicazioni. Molti studi clinici recenti, hanno dimostrato che la garcinia cambogia possiede straordinarie proprietà snellenti che aiutano a:

  • Prevenire gli attacchi di fame
  • Rendere il metabolismo più veloce
  • Inibire la trasformazione degli zuccheri e dei carboidrati in grassi
  • Bruciare i tessuti adiposi in eccesso

IL modo migliore per beneficiare degli effetti della garcinia cambogia è quello di assumere un integratore alimentare in capsule. In italia è possibile acquistare alcuni tipi di garcinia cambogia in erboristeria, ma la scelta migliore, viste le qualità e l’efficacia, è quella di acquistare online.

I migliori integratori di garcinia cambogia vengono infatti prodotti in Inghilterra e sono senza dubbio la soluzione migliore ed efficace contro i kg di troppo.

Come scegliere l’integratore di garcinia cambogia?

Su internet ci sono molte aziende che vendono la garcinia cambogia, ma non tutti gli integratori sono uguali, quindi scegliere un buon integratore, fà davvero la differenza. La migliore azienda con sede in Inghilterra che opera anche in italia con un sito user friendly è senza dubbio la Nutrition Slimming. Si tratta di un azienda seria ed affidabile che produce e vende integratori di ottima qualità. Il loro prodotto migliore è senza dubbio la garcinia cambogia complex, prodotto completo e molto efficace.

La opinioni sulla garcinia cambogia complex sono tutte positive e chi prova questo prodotto, oltre che a ricevere un servizio professionale e un customer care molto attento, riesce a raggiungere risultati straordinari in termini di dimagrimento.

L’azienda, come poche, consiglia ovviamente di associare la garcinia cambogia ad un’ alimentazione equilibrata, quindi se vuoi dimagrire davvero, devi metterci un minimo impegno, poi l’estratto di garcinia cambogia farà il resto.

Importante ricordare che questo integratore di garcinia cambgia è naturale al 100% e non offre nessun effetto collaterale. Ogni confezione contiene 60 capusle e bisogna assumere una capusla al mattino prima di colazione e 1 prima di pranzo.

Dimagrire a volte può sembrare un impresa impossibile, ma grazie alla garcinia cambogia da oggi si può.

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Restyling sito web: tutti gli aspetti da considerare

Se il tuo sito web è stato fatto tra i tre e i cinque anni fa, è probabile che sia giunto il momento di rinnovarlo. Nell’era dei Social Network un sito web deve essere sempre in linea con gli obiettivi, le strategie aziendali e presentarsi tecnologicamente competitivo.

Su XODUS Blog, potrai scoprire quali sono gli aspetti da considerare affinchè un restyling possa fare davvero la differenza. L’articolo è diviso in due parti: nella prima, spieghiamo perchè il restyling di un sito web non può essere legato semplicemente all’estetica, nella seconda illustriamo tutti gli aspetti da prendere in considerazione, quali il budget, le strategie da adottare, quali strumenti scegliere.

Leggi “Restyling sito web: non solo estetica”

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CON VIZEAT A SAN VALENTINO SI FESTEGGIA L’AMORE…PER IL BUON CIBO

La celebre piattaforma per il social eating invita gli utenti a condividere la passione per il cibo, anche nel giorno più romantico dell’anno.

 

Milano, 3 febbraio 2016 – Che siate o no fan delle ricorrenze, è innegabile che San Valentino sia sul calendario una scusa in più per festeggiare, anche a tavola. E poco male se non avete un partner con cui scambiarvi prelibatezze, e meglio ancora se non avete programmi per la serata più romantica di tutto l’anno. VizEat, il leader europeo del social eating, rivoluziona non solo il modo di pensare alla tavola, ma anche di celebrare il San Valentino.

“La tavola è il primo social network” è il motto a cui si ispira VizEat, che tutti i giorni in tutto il mondo fa sì che le tavole imbandite di migliaia di host ospitino turisti e locali che hanno voglia di condividere i loro momenti più gustosi. Nata in Francia, VizEat è oggi la piattaforma di social eating leader in Europa, con una estesissima rete di host, di cui oltre 1000 solo in Italia.

Poco importa, quindi, se a San Valentino non avete con voi la metà della mela, grazie a VizEat e ai suoi host potrete trascorrere la serata con persone con cui condividere almeno una passione…quella per il cibo!

“Per tanti innamorati San Valentino è una ricorrenza speciale, per i nostri host è un giorno come un altro, in cui non si perde l’occasione di fare incontri unici e preparare la tavola per ospiti con cui condividere il proprio piatto preferito.” spiega Ester Giacomoni, country manager di VizEat per l’Italia “Via quindi il pigiamone alla Bridget Jones e bando ai pop corn da soli sul divano: ovunque vi porti la vostra serata, con VizEat ci sono un host e una tavola imbandita che vi stanno aspettando”

E per far scoccare l’amore (almeno verso questo nuovo modo di concepire la tavola) VizEat offre a tutti i nuovi utenti uno sconto del 15% sulla prima prenotazione. Sarà sufficiente utilizzare il codice SANVALENTINO* e godersi una serata all’insegna del buon cibo e dei migliori incontri, quelli inaspettati.

*promo code valido esclusivamente sulla prima prenotazione, da effettuarsi dal 3 febbraio 2016 al 14 marzo 2016

 

A proposito di VizEat

VizEat è il leader europeo del social eating che connette i viaggiatori con gli Host locali per un momento di condivisione della tavola nelle loro case. È un’occasione di scambio tra persone provenienti da ogni parte del mondo per scoprire nuove culture gastronomiche. Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito www.vizeat.com

 

Ufficio Stampa VizEat

Competence Corporate & Marketing Communication:

Michele Andreoli [email protected]

Chiara Carobello [email protected]

Giulia Rabbone [email protected]

Fulvio Fiorentino [email protected]

Tel: 02 45489954

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Yamaha Motor accelera sicurezza e velocità con Verizon

Yamaha Motor – uno dei più grandi produttori al mondo di motociclette, prodotti per la nautica e altri prodotti motorizzati – ha scelto Verizon per supportare due dei suoi importanti programmi di Information Technology a partire da quest’anno. Il team Investigative Response (RISK) di Verizon aiuterà l’azienda nel gestire al meglio i rischi per la sicurezza, mentre Verizon Digital Media Services contribuirà a migliorare l’esperienza online dei clienti.

Fondata nel 1955, Yamaha Motor ha sede a Shizuoka, in Giappone, e ha più di 50.000 dipendenti in 200 paesi in tutto il mondo. Le minacce legate al cybercrime sono fonte di crescente preoccupazione per le multinazionali giapponesi a causa del numero sempre più elevato di importanti violazioni dei dati negli ultimi mesi. Le recenti statistiche della National Police Agency giapponese indicano un aumento degli episodi di criminalità informatica del 40% rispetto al 2014.

Costante rafforzamento della sicurezza per tutte le operazioni a livello globale di Yamaha Motor

Attraverso il servizio Rapid Response Retainer di Verizon, Yamaha Motor avrà accesso diretto alle risorse per la sicurezza di Verizon, come ad esempio analisi forense digitale e expertise negli incidenti informatici, con tempi di risposta rapidi ed elevati livelli di servizio (SLA). Questa partnership permetterà, inoltre, al Computer Security Incident Response Team (CSIRT) di Yamaha Motor di rafforzare ulteriormente le proprie competenze nella sicurezza globale.

Taku Harako, Senior Supervisor della divisione Process & IT di Yamaha Motor, ha affermato: “Abbiamo sempre implementato rigorose misure di sicurezza interne ed esterne per proteggere i dati e il network dei nostri clienti da casi di cybercrime. Tuttavia, con l’incremento della frequenza e la sofisticazione di episodi di questo tipo, diventa fondamentale migliorare le nostre misure di sicurezza esistenti. Con la creazione di un CSIRT interno siamo anche in grado di ridurre ulteriormente il rischio potenziale di violazione dei dati e garantire attività ‘business as usual’ nel più breve tempo possibile. Abbiamo scelto di lavorare con Verizon per la qualità a livello globale del supporto per incident response.”

Secondo Bryan Sartin, Managing Director del Risk Team di Verizon: “i rapidi tempi di risposta migliorano la capacità dei clienti di riconoscere in modo attendibile un attacco informatico, così da poter reagire prontamente in futuro. Se – sfortunatamente – un cliente subisce una violazione, i nostri esperti possono intervenire in tempo reale, analizzare la violazione e la sua origine e sviluppare soluzioni per evitare che questo accada di nuovo”.

Velocità: un’esigenza chiave

Yamaha Motor ha scelto il servizio Content Delivery Network (CDN) di Verizon, powered by Verizon Digital Media Services, per migliorare la customer experience online. Il servizio CDN di Verizon permetterà a Yamaha Motor di fornire, rapidamente e in modo sicuro, contenuti di alta qualità agli utenti in aree geografiche selezionate. Verizon Digital Media Services mette insieme gli elementi chiave che rendono possibile una content experience straordinaria. La piattaforma di nuova generazione integra una CDN di altissimo livello e una soluzione di video streaming unica nel suo genere per trasformare i contenuti in un’esperienza di prim’ordine, su qualunque schermo e in tutto il mondo. Tetsu Inagaki, responsabile della divisione Process & IT di Yahama Motor, ha detto: “I contenuti online sono in continua evoluzione, diventano sempre più ricchi e dinamici, e gli utenti online si aspettano un’esperienza coerente. Operiamo con 131 siti in tutto il mondo e avere una CDN affidabile rappresenta una priorità, indipendentemente dall’ubicazione. Abbiamo scelto di lavorare con Verizon perché ha dimostrato di poter migliorare significativamente le prestazioni in Asia orientale”.

Negli ultimi 12 mesi, Verizon ha aggiunto oltre 20 nuovi points of presence (POP) alla propria CDN, come ad esempio Batam, Helsinki, Jakarta, Kaohsiung, Melbourne, Milano, San Paolo, Stoccolma, Vienna e Varsavia, così come POP aggiuntivi in molte città già servite, tra cui Londra, Madrid, Parigi e Amsterdam.

Verizon Enterprise Solutions aiuta i clienti a migliorare la customer experience, a incrementare la crescita e le performance di business e a gestire i rischi. Tramite una serie di piattaforme sicure di mobility, cloud, networking strategico, Internet of Things e di advanced communication progettate per le aziende, Verizon Enteprise Solutions contribuisce a creare nuove opportunità per l’innovazione, l’investimento e la business transformation. Per maggiori informazioni: www.verizonenterprise.com

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Solido regolatore lineare da 36V, 800mA con estesa area SOA dispone di uscite di monitoraggio della corrente e della temperatura

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  • 4 Febbraio 2016

Linear Technology Corporation annuncia l’LT3089, un solido regolatore lineare da 800mA con un ampio range di tensioni di ingresso e funzioni di usabilità dei tasti, monitoraggio e protezione. Il dispositivo è provvisto di un’area SOA (safe operating area) estesa rispetto ai regolatori esistenti, cosa che lo rende ideale per le applicazioni con tensioni ingresso-uscita elevate e ad alta corrente di uscita dove i regolatori tradizionali limitano l’uscita. L’LT3089 utilizza un riferimento per l’origine della corrente per singole impostazioni della tensione di uscita della resistenza e consente di regolare l’uscita fino a 0V. Il limite della corrente in uscita può essere impostato esternamente con una singola resistenza. L’architettura di questo regolatore, combinata con la bassa regolazione (millivolt) di linea e carico, consente il facile collegamento in parallelo di più circuiti integrati per la diffusione del calore e una corrente di uscita più elevata. La corrente per il monitoraggio di corrente del dispositivo può essere sommata alla corrente impostata per la compensazione della caduta di linea, dove l’uscita dell’LT3089 aumenta insieme alla corrente per compensare le cadute di linea.

L’LT3089 raggiunge una regolazione di linea e carico senza precedenti, inferiore a 2mV, indipendentemente dalla tensione di uscita e presenta un range di tensioni di ingresso da 1,2V a 36V. Il dispositivo è adatto alle applicazioni che richiedono più rail. La tensione di uscita è programmabile con una sola resistenza da 0V a 34,5V con un dropout di 1,2V. Il riferimento di corrente su chip con trimming di 50µA ha una precisione di ±1%. La regolazione, la risposta ai transienti e il rumore all’uscita (27µVRMS) sono indipendenti dalla tensione di uscita per via dell’architettura a inseguitore di tensione del dispositivo. L’LT3089 è facilmente configurabile come fonte di corrente a 2 terminali che utilizza solo due resistenze. I condensatori di ingresso e uscita per la stabilità sono opzionali sia in modalità regolatore lineare che in modalità di corrente.

L’LT3089 offre numerose funzionalità di monitoraggio e protezione. Il limite della corrente può essere programmato con una singola resistenza esterna. Le uscite di monitoraggio forniscono un’uscita di corrente proporzionale alla temperatura (1 µA/°C) e alla corrente di uscita (200µA/A), consentendo facili misurazioni basate sulla terra. Il monitoraggio della corrente può essere utilizzato per compensare le cadute del cavo. I circuiti di protezione interna dell’LT3089 prevengono l’inversione dell’ingresso, la corrente inversa, il limite della corrente interna e lo shutdown termico.

Secondo Robert Dobkin, vice presidente Linear Technology della divisione Engineering e CTO, “La solida architettura, le funzioni di protezione e monitoraggio del regolatore LT3089, offrono ai progettisti nuovi strumenti per un design affidabile. Sono disponibili package DD-Pak per la dissipazione della potenza elevata e vari package per montaggio superficiale destinati alle applicazioni che utilizzano un livello di potenza inferiore. La potenza e la temperatura del sistema possono essere facilmente controllate per garantire il funzionamento corretto”.

L’LT3089 è disponibile in una serie di package per il montaggio su superficie con caratteristiche termiche avanzate, tra cui un package DFN a 12 pin da 4 x 4mm con basso profilo (0,75mm), un package TSSOP a 16 pin con funzionalità termiche avanzate e un package DD-Pak a 7 pin; tutti consentono di dissipare 2W nelle applicazioni con montaggio superficiale senza richiedere dissipatori di calore. Sono disponibili molte versioni di grado/range di temperature diverse, tra cui: grado E e grado I da -40°C a 125°C, grado H da -40°C a 150°C e grado MP ad alta affidabilità da -55°C a 150°C. I prezzi per 1.000 unità partono da $2,13/cad. per il grado E. Per maggiori informazioni, visitare la pagina www.linear.com/product/LT3089.

Riepilogo delle caratteristiche: LT3089

 

  • Solido regolatore lineare industriale
  • Estesa area SOA (Safe Operating Area) con uscita di 800mA
  • Monitoraggio della corrente di uscita: IMON = IOUT/5000
  • Monitoraggio della temperatura di giunzione: 1μA/°C
  • Ampio range di tensioni in ingresso: da 1,2V a 36V
  • Una singola resistenza imposta la tensione di uscita da 0 a 34,5V
  • Corrente del pin SET di 50μA: precisione iniziale 1%
  • Facile collegamento in parallelo per una corrente più elevata o la distribuzione del calore
  • Limite di corrente impostabile dall’esterno
  • Condensatori su ingresso o uscita opzionali
  • Regolazione carico <1mV tipica
  • Regolazione linea <0,001%/V tipica
  • Limite di corrente, shutdown termico e protezione contro l’inversione dell’ingresso
  • Disponibile nei package DFN a 12 pin da 4mm × 4mm, TSSOP a 16 pin,

DD-Pak a 7 pin

I prezzi mostrati sono puramente indicativi e possono variare in base a dazi, tasse, imposte e tassi di cambio.

 

Linear Technology

 

Linear Technology Corporation, inclusa nell’indice S&P 500, progetta, produce e commercializza da oltre trent’anni un’ampia gamma di circuiti integrati analogici ad alte prestazioni per le principali aziende di tutto il mondo. I prodotti Linear Technology rappresentano un “ponte” tra il mondo analogico e l’elettronica digitale per le soluzioni del settore industriale, automotive e delle comunicazioni, i dispositivi di rete, i computer, la strumentazione medicale, i prodotti di largo consumo e i sistemi militari e aerospaziali. Linear Technology produce inoltre sistemi di power management, conversione dati e condizionamento dei segnali, circuiti integrati RF e di interfacciamento, sottosistemi µModuleÒ e dispositivi di rete con sensori wireless. Per ulteriori informazioni, visitare il sito www.linear.com

 

, LT, LTC, LTM, Linear Technology, il logo Linear e µModule sono marchi registrati di Linear Technology Corp. Tutti gli altri marchi sono di proprietà dei rispettivi titolari.

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PRN: La presenza globale di Litera ampliata da accordi con nuovi rivenditori

La presenza globale di Litera ampliata da accordi con nuovi rivenditori

 
[2016-02-04]
 

MCLEANSVILLE, North Carolina, 4 febbraio 2016 /PRNewswire/ — Litera Corporation ha annunciato oggi una serie di nuove partnership in diversi continenti che favoriranno la sua espansione continua mirata a fornire tecnologie di tipo follow the sun e il supporto necessario.

Litera aveva già annunciato una nuova partnership per la rivendita con IRIS, una società con sede nei Paesi bassi, per coprire i Paesi Bassi e l’Europa. IRIS ha già iniziato a rivolgersi ai settori legali, legale per aziende, e della contabilità in BENELUX (Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo), Nordici (Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia) e DACH (Germania, Austria e Svizzera). IRIS offre una base di clienti professionali molto vasta con una grossa conoscenza del mercato locale in particolare delle tendenze regionali che si riflettono sulle esigenze dei clienti.  

A completamento di questa espansione vi è un nuovo accordo con TOTVS, il sesto maggiore sviluppatore di software ERP al mondo, che copre Brasile e America Latina. TOTVS ha scelto Change-Pro®, la tecnologia avanzata di Litera per il confronto di documenti da integrare con la piattaforma software Fluig di TOTVS. La piattaforma software Fluig integra senza problemi le applicazioni, conservando la interoperabilità tra i sistemi informativi utilizzati dalle aziende a prescindere dall’architettura nativa dell’applicazione. 

Inoltre, Litera ha annunciato una nuova partnership con il rivenditore enterprise SoftMart, che ha la propria sede in Pennsylvania. SoftMart sta presentando gli strumenti avanzati di Litera per il confronto di documenti ad aziende, istituzioni educative, e della sanità e opererà anche con Litera per portare la tecnologia per il confronto dei documenti Change-Pro® alle piccole e medi società legali in tutta l’America Settentrionale e nei Caraibi. 

Il Vice Presidente senior di Litera del Corporate Development, Norm Thomas ha dichiarato, “Da tempo Litera ha grandi partnership che ampliano il potere e le aspettative della tecnologia Litera nell’intero ciclo di vita dei documenti per chi opera in mobilità.  Adesso stiamo sfruttando questo momento per raggiungere mercati nuovi sia dal punto di vista geografico che per dimensioni dei clienti.”

Gilmar Hansen, Direttore prodotti di Fluig ha dichiarato, “Siamo davvero entusiasti di poter lavorare con i partner migliori nei loro rispettivi mercati. Essi possono portare i benefici del nostro ampio e sofisticato set di prodotti più rapidamente di quanto potremmo fare noi costruendo una forza vendita diretta per quei mercati. Grazie a questi accordi un maggior numero di clienti potrà beneficiare delle soluzioni di Litera.”

Il Presidente di Litera, Paul Domnick, ha dichiarato, “Abbiamo ricevuto una grossa domanda da questi mercati e da partner selezionati in ognuno dei mercati e che nutrono la nostra stessa passione per l’assistenza clienti e per rapporti di lunga durata con la clientela. Queste partnership ci consentono di avere una presenza globale che rafforzerà il marchio Litera, oltre a offrire ai nostri clienti tecnologia e supporto di tipo follow the sun.”

L’ampia suite di Litera per la produttività e la gestione del rischio mette a disposizione delle organizzazioni Content Confidence® che non teme rivali. Tecnologie brevettate per la creazione di documenti, collaborazione e tecnologie di controllo rendono fluidi i flussi di lavoro e forniscono un nuovo livello di protezione delle informazioni con governance a livello dei documenti anche all’esterno dell’organizzazione. Questa capacità sono ora disponibili in qualsiasi posto o dispositivo, in qualsiasi ambiente grazie a Litera Anywhere™. Ciò consente agli utenti da remoto di accedere in modo semplice agli strumenti e ai contenuti di cui hanno sempre bisogno per poter svolgere il proprio, e semplifica la collaborazione efficace e sicura da attacchi informatici tra utenti che sono in mobilità e in località diverse e team e organizzazioni. Per maggior informazioni visitare il sito www.litera.com  

Contatto: Dawn Hudgins, 1-336-375-2991, [email protected]

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EMP e Star Wars, quando il merchandising batte il botteghino

Risultati da record per la saga: a dicembre un terzo del fatturato generato dal merchandise di film e TV su EMP è stato firmato Star Wars

Milano, 4 febbraio 2016 – Il successo incredibile dell’ultimo episodio di Star Wars non si misura solo al botteghino cinematografico. Anche dal punto di vista del merchandise, il settimo episodio della saga stellare, uscito in Italia lo scorso dicembre, ha battuto tutti i record. Lo confermano i dati registrati sul campo da EMP, il più importante sito di e-commerce in Europa, che certificano il successo senza precedenti di ogni tipo di gadget legato al film.

Nel mese di dicembre, il merchandise di Star Wars da solo ha rappresentato il 5,4% del fatturato complessivo del mese di EMP, e il 32,4% del fatturato generato dalla gadgettistica ispirata a film e TV. In pratica, un terzo del merchandise di questo specifico settore venduto nel corso del mese era ispirato a Star Wars, con un successo letteralmente senza precedenti.

“Che sia musicale o cinematografico, il successo del merchandise dipende in maniera diretta dal successo dell’artista o dell’evento a cui fa riferimento, ed è indubbio che una campagna di comunicazione massiccia come nel caso di Star Wars si sia vista molto di rado”, spiega Alberto Gaglio, Country Manager di EMP Mailorder Italia. “Se a questo aggiungiamo il fascino unico di questa saga e la grande varietà – oltre all’elevata qualità – del materiale disponibile, è facile spiegare risultati commerciali davvero mai registrati prima.”

Il merchandise rappresenta da sempre una fetta importante dell’offerta di EMP: quello musicale in primo luogo, che conta in media per il 14,6% del fatturato annuale complessivo, ma anche quello legato a cinema e TV che rappresenta il 10,2% del totale.

“Se EMP nasce storicamente nel mondo musicale, il peso che cinema e TV hanno nella nostra offerta è aumentato gradualmente, per rispondere in modo efficace alle richieste del nostri clienti”, aggiunge Gaglio. “Rispetto a chi ama un determinato artista, stile o prodotto visuale, il nostro compito è quello di regalare il sogno di potersi immedesimare, almeno con la fantasia. Ed è per questo che il merchandise non perde nulla del suo fascino.”

Nell’ultimo trimestre 2015, tra tutto il merchandise (di tutti i tipi, da quello musicale a tutti gli altri) commercializzato da EMP, Star Wars è stato di gran lunga il più gettonato; seguono a distanza elevata (meno della metà del fatturato di Star Wars ciascuno) AC/DC, The Nightmare Before Christmas, Assassin’s Creed, Batman e Minions.

L’offerta completa di EMP – che comprende abbigliamento, accessori, merchandising, gadget, supporti musicali e tanto altro ancora – è disponibile al sito www.emp-online.it.
EMP
EMP Mailorder Italia è la filiale italiana di EMP Merchandising, azienda che da oltre 25 anni opera in Germania ed in Europa ed è un punto di riferimento per tutto il merchandise del vecchio continente. Sponsor dei maggiori festival europei, EMP ha un moderno centro logistico in Germania da dove partono migliaia di spedizioni ogni giorno e milioni di cataloghi ogni anno. EMP opera direttamente anche in Germania, Svizzera, Austria, Olanda, Belgio, Francia, Inghilterra, Finlandia, Svezia, Danimarca, Norvegia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Spagna e Portogallo, oltre che in tutto il mondo con il catalogo internazionale.

Contatti per la stampa
AXICOM
Sandro Buti, Lorena Ferrario
Email: [email protected], [email protected]

EMP
Fabio Rodighiero, Marketing Manager
Email: [email protected]

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Fine dei saldi invernali a Roma: grandi occasioni fino al 15 febbraio 2016. Due weekend di shopping pernottando a Hotel Centrale Roma

Shopping romano approfittando degli ultimi 10 giorni di saldi invernali: ecco le vie più note e per tutte le tasche, raggiungibili con comodità da Hotel Centrale Roma, l’albergo ad angolo con via del Corso e via del Babuino, con l’aggiunta di una serie di regole che i commercianti devono rispettare per non ingannare i clienti

Nella città eterna i saldi della collezione autunno/inverno 2016 sono cominciati il 5 gennaio e termineranno il 15 febbraio: conviene approfittare di questi ultimi 10 giorni e di ben due weekend per fare un ottimo shopping a prezzi convenienti. Per trovare interessanti occasioni, ecco un elenco delle principali vie della moda romana: tra le strade delle grandi firme, via Condotti; via del Babuino; piazza di Spagna; via Borgognona e via delle Carrozze; si possono invece trovare negozi più a buon mercato in via del Corso, che collega Piazza del Popolo a Piazza Venezia; via Nazionale vicino a Piazza Repubblica; viale Trastevere e via Cola di Rienzo. Ricordiamo che anche le stazioni di Roma, prima tra tutte Termini, offrono numerose occasioni di shopping. In genere le boutique rimangono chiuse il lunedì mattina e aprono nel pomeriggio; le aperture domenicali dipendono invece dal periodo e dalle ordinanze. L’orario di apertura si aggira intorno alle 10 del mattino e prosegue fino al tardo pomeriggio, soprattutto in occasione di grandi appuntamenti, spesso fino alle 20. A seconda del negozio e della gestione, si trova anche l’apertura continuata nella pausa pranzo.

Per approfittare della fine dei saldi conviene pernottare, per chi viene da fuori città, in un albergo comodo per muoversi e in centro città: l’Hotel Centrale Roma di via Laurina 34 si trova ad angolo con via del Corso e via del Babuino, a due passi da Piazza di Spagna, via Condotti e Piazza del Popolo. Offre un ottimo rapporto tra qualità e prezzo (specialmente se si prenota direttamente dal sito) perché è un tre stelle Superior con un buon servizio e un’ottima pulizia.

Ecco infine alcune regole per non farsi ingannare dai saldi: i commercianti devono porre, sul cartellino, il prezzo originario e affiancare la percentuale di sconto che viene applicata mentre è facoltativo inserire il nuovo prezzo; la merce in saldo deve essere separata da quella venduta a prezzo pieno ed è soggetta alle stesse regole di quella classica: se dovesse essere difettosa o non piacere al cliente, si può chiedere la sostituzione o il rimborso, a patto che si abbia ancora lo scontrino e ricordiamo infine che i commercianti sono obbligati a rispettare il calendario.

Per avere la tariffa più conveniente prenota direttamente dal sito di Hotel Centrale Roma:

http://hotelcentraleroma.it/

 

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Ricambi auto, se sei un meccanico costano meno

Ermes Autoricambi non è un semplice rivenditore di ricambi e articoli per auto, ma offre anche servizi pensati per automobilisti e installatori. La sua offerta è ampia ed è diversificata in base al profilo con cui si effettua l’ordine. Per quanto riguarda le officine ad esempio, Ermes personalizza l’esperienza d’acquisto con caratteristiche dedicate, a partire dai prezzi riservati esclusivamente a loro.

Valvola EGR, eps rigenerati e core assy sono tra i ricambi auto più richiesti dagli installatori. Per questo Ermes li propone nel suo catalogo online su ermesautoricambi.it a prezzi speciali.

La valvola EGR permette il ricircolo di una parte dei gas di scarico. La sua funzione è infatti quella di abbassare il livello di inquinanti presenti in essi riducendo per di più le emissioni di ossidi di azoto. Non sono pochi i problemi legati al malfunzionamento di questo dispositivo, a partire dallo sporco che si accumula a causa del continuo passaggio di gas di scarico. Per risolvere il problema, è possibile pulire la valvola EGR con prodotti specifici, ma non sempre è sufficiente: in questi casi la sostituzione è indispensabile.

Se effettui l’accesso come officina su ermesautoricambi.it la valvola EGR costa meno, così come tutti gli altri articoli del catalogo.

Gli eps rigenerati sono sottoposti a un attento processo di rimessa a nuovo. La rigenerazione è un modo per ottimizzare le risorse ripristinando le condizioni iniziali del prodotto. In che modo avviene? Con alcuni passaggi: smontaggio del pezzo, controllo e ricostruzione dei componenti, e infine montaggio.

Avvicinarsi alla rigenerazione, acquistando eps rigenerati, presenta diversi vantaggi sia per gli automobilisti che per le officine: economicità, dovuta al risparmio di risorse; qualità, in quanto le caratteristiche tornano allo stato iniziale; garanzia, la stessa prevista per i prodotti nuovi; in ultimo, non per importanza, l’aspetto dell’eco-compatibilità, che permette di rispettare l’ambiente grazie a un minor spreco energetico e di materiali. Inoltre, da Ermes la spedizione e il reso per i piantoni rigenerati sono gratuiti.

Il core assy è il centro della turbina. Data l’importanza di questo ricambio, potrebbe rivelarsi la sola causa di un malfunzionamento di tutto il turbocompressore. In questo caso è sufficiente la sua sostituzione per ripristinare la funzionalità dell’intero dispositivo. Per questo Ermes propone un servizio per la revisione del tuo turbo, che comprende quindi anche il controllo del core assy stesso. È possibile prenotare il ritiro (di cui si incaricherà Ermes) direttamente dal sito, ottenendo così il check-up presso i suoi laboratori.

Per questo servizio e per l’acquisto di turbo o core assy la spedizione è bloccata a 1.99 €.

Ordinare su Ermes è semplice e senza rischio di errore: la valvola EGR, gli eps rigenerati e il core assy sono presenti in tre categorie divise per argomento. Una volta selezionati i ricambi, è possibile continuare la ricerca per marca e modello di veicolo.

Su ermesautoricambi.it potrai acquistare approfittando dei vantaggi e dei servizi riservati alle officine. Ci trovi anche sulla pagina facebook Ermes Autoricambi.

 

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Mercato immobiliare residenziale: nel 2015 prezzi scesi del 5,1%. -2,9% nel II semestre

Se il 2015 è stato un anno positivo per il mercato immobiliare – grazie alla forte ripresa dei mutui, che ha rimesso in moto tutto il settore – per quanto riguarda i prezzi di vendita è stato contraddistinto da una ulteriore contrazione: -5,1% in un anno, con un -2,9% solo nel secondo semestre 2015. È questo il dato principale dell’Osservatorio sul mercato immobiliare residenziale italiano condotto dall’Ufficio Studi di Immobiliare.it (http://www.immobiliare.it).

A dicembre 2015 il prezzo medio ponderato richiesto per gli immobili residenziali italiani è sceso a 2.056 euro per metro quadro (era 2.166 un anno prima). Il dato che spinge all’ottimismo è, invece, quello relativo all’ultimo trimestre, contraddistinto da una vera e propria frenata della discesa prezzi: -0,4% da ottobre a dicembre.

Il calo degli importi richiesti per metro quadro è il principale responsabile della stazionarietà dell’offerta immobiliare, che nel corso dell’anno ha subito una variazione minima: a dicembre 2015 l’offerta immobiliare residenziale in vendita era, secondo i calcoli del portale, nell’ordine di 1.250.000 unità; a questi immobili vanno aggiunti i circa 450.000 immobili in offerta di affitto.

«La discesa dei prezzi di vendita – dichiara Guido Lodigiani, Direttore Corporate e Ufficio Studi di Immobiliare.itpur in fase d’arresto nell’ultimo trimestre dell’anno, non ha certamente stimolato la volontà di mettere in vendita i propri immobili, portando molti proprietari ad attendere tempi migliori

Nord, Centro e Sud; grandi e piccole città

A differenza di quanto registrato nel corso del 2014 – anno contraddistinto da un calo maggiore dei prezzi nelle regioni del Centro e del Sud Italia e da una maggiore tenuta a Nord – il 2015 vede la situazione ribaltata: nel corso dell’anno è proprio al Nord del Paese che si è registrata la riduzione più consistente dei prezzi richiesti, -5,7%. Il picco è in Liguria, che ha perso in media il 7,6% dei prezzi a metro quadro, seguita da Friuli Venezia Giulia (-7,3%) e Sicilia (-7,0%).

Questa discrepanza non varia anche isolando i dati del secondo semestre, visto che i prezzi delle case del Nord Italia sono scesi del 3,5% da giugno a dicembre – contro i -2,2% e -2,4% delle altre zone del Paese.

Interessante notare come, nel corso dell’anno, i cali registrati nelle grandi città (quelle con più di 250mila abitanti) e nei piccoli centri siano percentualmente simili, benché in termini assoluti costi sempre di più comprare casa nelle metropoli rispetto ai piccoli centri (2.699 euro/mq VS 1.684); a livello semestrale, invece, sono i centri di dimensioni maggiori a vedere un calo leggermente più elevato dei prezzi medi richiesti (-3,1% vs -2,7%).

La Regione con il prezzo medio di vendita più elevato è il Trentino Alto Adige (3.014 euro per metro quadro), mentre la Regione in cui il dato medio è il più basso è la Calabria, con 1.115 euro a metro quadro richiesti a dicembre.

I capoluoghi di Regione

Il 2015 è l’anno in cui Roma ha definitivamente ceduto il primato di capoluogo più caro a Firenze: pur perdendo meno rispetto alla città toscana (-4,3% vs -6,0%), la Capitale non riesce a riguadagnare il suo storico primato, assestandosi a 3.413 euro al metro quadro. Firenze, con i suoi 3.436 euro al metro quadro, è quindi il capoluogo più caro d’Italia. Milano è ancora terza sul podio dei prezzi di vendita, con una media di 3.262 euro richiesti al metro quadro per le abitazioni.

Pur con prezzi in leggera crescita rispetto ad un anno fa, è Catanzaro il capoluogo di Regione che ha i prezzi più bassi d’Italia, con una media al metro quadro pari a 1.195 euro (-1,9% nel secondo semestre).

Il capoluogo di regione che nel corso del 2015 ha subito il calo maggiore dei prezzi è Trieste: la città del Friuli Venezia Giulia ha vissuto una notevole contrazione, pari al 9%, sebbene la tendenza dell’ultimo trimestre riporti ottimismo al comparto immobiliare cittadino.

Scende notevolmente anche il valore degli immobili ad Ancona (-7,5% in un anno) e a Genova (che perde il 7,1% in un anno ma arresta la discesa nel secondo semestre). In controtendenza la performance de L’Aquila, che vede un incremento del suo prezzo medio di vendita nel settore residenziale, pari al 2,3%: questo dato è frutto della crescita dei prezzi medi registrata nel solo secondo semestre (+3%), che ribalta i numeri in negativo della rilevazione del primo semestre e, in generale, il crollo degli ultimi anni, più netto che altrove.

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