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Come migliorare la sicurezza nella logistica e nel trasporto merci

Comunicato Stampa

Come migliorare la sicurezza nella logistica e nel trasporto merci

Il 7 febbraio 2019 a Brescia un convegno gratuito si soffermerà sulla sicurezza nella logistica e nei trasporti con particolare riferimento all’evoluzione dei due settori e alle più idonee strategie di prevenzione.

Ci sono attività e settori lavorativi, come il settore dei trasporti e della logistica, dove malgrado il numero di infortuni, anche mortali, a cui sono soggetti i lavoratori, molti rischi non sono riconosciuti o non vengono valutati adeguatamente.

Nel trasporto su strada delle merci spesso si ritiene erroneamente, ad esempio, che per tutelare salute e sicurezza dei lavoratori sia sufficiente verificare che siano in possesso della patente di guida. Si è rilevato infatti, come indicato da alcuni studi, che molti lavoratori con mansione di autista non hanno mai seguito specifici percorsi formativi in materia di sicurezza e salute.

 

Quali sono le azioni utili per migliorare la prevenzione nei settori della logistica e dei trasporti? Come migliorare la formazione e ridurre i tanti infortuni professionali che ancora avvengono nelle attività di trasporto merci?

 

Il convegno su logistica e trasporti

Proprio per migliorare la prevenzione degli infortuni in questi settori, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 7 febbraio 2019 a Brescia il convegno gratuito di studio e approfondimento “Logistica e trasporti in sicurezza”.

Nel convegno saranno sottolineati i rischi nella logistica, nella gestione dei magazzini e nel trasporto, carico e scarico delle merci. Ad esempio con riferimento ai fattori umani da tenere in considerazione, alla sicurezza dei carichi trasportati, alla guida sicura, all’uso della strumentazione (il cronotachigrafo) e agli stili alimentari adeguati all’attività di autotrasportatore.

 

I rischi nelle attività di trasporto merci

Ci soffermiamo su alcuni fattori di rischio nelle attività di trasporto merci.

Intanto bisogna ricordare che le condizioni di lavoro presenti in questa attività sono soggette a continue variazioni correlate all’ambiente di lavoro, alla tipologia specifica di attività svolta, all’utilizzo di strumenti precari e carenti di manutenzione, ai tempi stretti di consegna, …

Ed è dunque necessaria un’attenta valutazione di tutte fasi lavorative correlate al trasporto delle merci, con particolare riferimento a quattro diverse fasi di lavoro:

  • attività di guida e trasporto delle merci;
  • operazioni di aggancio e sgancio di rimorchi e semirimorchi;
  • carico e scarico delle merci;
  • manutenzione dei veicoli utilizzati.

 

Il programma del convegno di Brescia

Il convegno di studio e approfondimento “Logistica e trasporti in sicurezza” si terrà dunque a Brescia il 7 febbraio 2019 – dalle 14,30 alle 17,30 – presso il Palazzo CSMT, via Branze 45, Università degli studi di Brescia.

 

Veniamo al programma del convegno.

 

Moderatore:

  • Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS

 

Relatori:

  • Gianluca Grossi, “Apertura Lavori, sicurezza e trasporti: dal valore economico al fattore umano”
  • Stefano Farina, “La sicurezza dei carichi sui mezzi di trasporto”
  • Simona Ziliotti, “Dalla distribuzione tradizionale all’e-commerce: la gestione della sicurezza nel mondo della logistica”
  • Davide Falteri, “Il modello Eco&Safe, per la guida ecologica e sicura”
  • Marco Tozzi, “L’utilizzo corretto del cronotachigrafo”
  • Eleonora Buratti e Carlo Giolo, “La dieta dei mestieri: la corretta alimentazione dell’autotrasportatore”.

 

Il link per iscriversi al convegno:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/logistica_e_trasporti_in_sicurezza

 

Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria. E ai partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti di aggiornamento per formatori (area 2 – rischi tecnici), addetti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione (ASPP/RSPP) e coordinatori in materia di sicurezza e salute (CSP/CSE).

 

Per informazioni e iscrizioni al convegno:

Direzione Nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

 

10 gennaio 2019

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Un forum per favorire una efficace gestione HSE nelle aziende

Comunicato Stampa

Un forum per favorire una efficace gestione HSE nelle aziende

A Rimini dal 6 all’8 marzo Richmond Italia organizza un evento innovativo per la crescita professionale degli operatori attraverso momenti di formazione, di condivisione e di incontro tra domanda e offerta in materia di salute, sicurezza e ambiente.

Sono sicuramente tre gli obiettivi a cui devono ambire un’azienda e un operatore in ambito HSE (Health Safety Environment) se vogliono non solo migliorare professionalità e competitività, ma anche contribuire efficacemente alla gestione dei rischi e alla riduzione di infortuni e malattie professionali nei luoghi di lavoro.

Uno dei primi obiettivi è sicuramente la formazione, perché è necessario nell’attività HSE non solo migliorare e allargare le competenze, ma anche acquisire costantemente nuovi strumenti e strategie di lavoro.

Un secondo obiettivo è correlato al networking, alla partecipazione ad una rete che favorisca l’incontro e la comunicazione con altri operatori con cui scambiare informazioni, alimentare connessioni e aumentare tutte le opportunità di apprendimento, sviluppo e collaborazione.

Infine un terzo obiettivo è fare business perché la condivisione di esperienze e la formazione devono completarsi e trasformarsi anche in un momento di incontro tra la domanda e l’offerta dei settori salute (health), sicurezza dei dipendenti (safety) e ambiente (environment).

 

Esistono degli eventi innovativi che permettano di raggiungere questi tre obiettivi: formazione, networking e business? Esistono idonei forum per aziende, RSPP e HSE che mettono al centro le persone e le proprie esigenze?

 

Il nuovo Richmond HSE Forum 2019

Con queste premesse e obiettivi si terrà dal 6 all’8 marzo 2019 a Rimini la seconda edizione del “Richmond HSE Forum”. Un Forum innovativo dedicato alle specifiche esigenze di datori di lavoro, RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione) e operatori in ambito HSE che si pone come occasione di condivisione delle esperienze, come momento di formazione e come opportunità di incontro tra domanda e offerta.

 

L’efficacia di questo evento, che si tiene in una incantevole dimora storica riminese con oltre cento anni di storia, dipende dal format utilizzato da Richmond Italia che prevede per ogni partecipante un’agenda, un itinerario personalizzato. L’agenda combina conferenze, incontri di networking con i colleghi di altre aziende e appuntamenti con i fornitori a seconda delle specifiche esigenze dei vari operatori.

 

Chi partecipa al futuro Richmond HSE Forum

I protagonisti dell’evento sono le persone, i loro incontri, le strette di mano, momenti prolifici per futuri scambi professionali.

 

Tre sono le tipologie di partecipanti all’evento:

  • delegates: HSE e QHSE Director, gli RSPP, i Datori di Lavoro, i Safety Manager e tutti i decisori che operano nell’ambito HSE nelle aziende. I delegates partecipano su invito e l’evento è a numero chiuso riservato a 100 persone;
  • exhibitors: le aziende fornitrici che offrono un’ampia gamma di servizi e prodotti nell’area della protezione dalle minacce per la salute e la sicurezza della popolazione e dell’ambiente;
  • speaker: gli ospiti di rilievo nazionale ed internazionale nel settore Health, Safety e Enviroment che, nelle conferenze plenarie ed in altri momenti di approfondimento, apportano contributi di spessore.

 

I partecipanti al Forum potranno:

– esplorare il mercato e cogliere le novità presentate dagli exhibitor senza alcun impegno e in totale libertà;

– partecipare a sessioni formative tenute da relatori esperti e leader del settore;

– conoscere le esperienze dei colleghi di altre aziende;

– tornare a casa con tante idee, domande e molte possibili soluzioni professionali.

 

Il link per conoscere i delegate iscritti al Richmond HSE Forum 2018: http://revents.info/l/113H

 

Il link per conoscere gli exhibitor iscritti al Richmond HSE Forum 2018:

http://revents.info/l/113F

 

Come partecipare al Richmond HSE Forum 2019

Ricordiamo che la partecipazione dei delegate è gratuita e avviene solo su invito, un invito che comprende non solo i pernottamenti e pasti a Rimini, ma anche un’agenda personalizzata di incontri costruita a partire dalle esigenze dichiarate.

 

Il link per richiedere l’invito come delegate o partecipare come exhibitor al Richmond HSE Forum 2019: https://richmond.magnewsemail.com/nl/richmonditalia_page2842.mn

 

I fornitori del settore che intendono partecipare come exhibitor, per presentare la propria offerta ad un’audience selezionata (circa 100 HSE manager), possono richiedere informazioni sui pacchetti di partecipazione ancora disponibili.

 

L’agenda personalizzata conterrà:

  • incontri di business e mealtime: appuntamenti della durata di 15 e di 30 minuti, in cui il delegate si confronta con un fornitore per volta e solamente con i professionisti da lui ritenuti interessanti. Gli incontri in occasione dei due pranzi e della cena (mealtime) saranno occasioni più informali per confrontarsi e fare networking;
  • networking con i colleghi: momenti che offrono la possibilità di incontrare colleghi di altre aziende con cui si potranno scambiare idee, opinioni, e esperienze;
  • conferenze: evitando i tradizionali programmi conferenze tenuti da sponsor, Richmond Italia formula un programma con temi di reale interesse per i partecipanti, invitando relatori che dispongono di un alto livello di competenze.

 

Il programma conferenze

Il programma conferenze prevede una conferenza plenaria di apertura e diversi speach e workshop: le conferenze sono state pianificate partendo da una survey, un sondaggio, per indagare quali i temi di maggiore interesse per gli operatori del settore HSE.

 

La conferenza di apertura, dal titolo “Felicemente stressati, in sicurezza” e curata da Terenzio Traisci, psicologo del lavoro e ambassador di Italia Loves Sicurezza, permetterà innanzitutto di parlare delle condizioni psicofisiche che favoriscono la sicurezza e il cambiamento culturale. L’intervento fornirà alla platea gli strumenti strategici e pratici per mettersi nelle condizioni migliori per creare un ambiente favorevole intorno a sè, per avviare un processo di cambiamento, che parta dall’ambiente per arrivare ai singoli.

 

Questi i titoli delle altre conferenze e workshop disponibili:

  • Distrazioni alla guida: capita sempre più spesso di vedere automobilisti distratti, intenti ad usare dispositivi mobili, parlare al telefono, rispondere ai messaggi, distogliendo lo sguardo dalla guida. Comportamenti che sono le prime cause di gravi incidenti sulle strade italiane. L’incontro con Gianni Pilato permette una riflessione sulle modalità da adottare per conseguire uno stile di guida sicuro e quali sono gli accorgimenti tecnologici per utilizzare i dispositivi mobili in sicurezza. La tecnologia ci può indubbiamente aiutare, ma è sempre l’essere umano ad attivarla e senza un cambio di mentalità e culturale il numero di incidenti continuerà purtroppo ad avere un trend in crescita;
  • Ruolo, responsabilità e tutele del RSPP: l’intervento di Anna Guardavilla, consulente giuridico e formatrice, illustrerà come gestire il ruolo con diligenza professionale e tutelare sé stessi rafforzando il sistema di prevenzione. Una chiave di lettura del ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, alla luce degli specifici orientamenti della giurisprudenza, fornirà le indicazioni e gli strumenti più idonei da adottare per interpretare correttamente tale funzione e per la propria tutela;
  • Sistemi di gestione della sicurezza: l’incontro con Stefano Massera affronta la nuova norma ISO 45001:2018 e le prospettive di integrazione tra sicurezza, qualità e ambiente sistemi di gestione della sicurezza;
  • HSE- Il valore economico: vi siete mai chiesti quanto può valere per la vostra azienda una buona gestione delle tematiche HSE? Mettete in un angolo i vostri vecchi calcoli e ragioniamo insieme ad Antonio Traversi su cosa davvero può spingere un’azienda a gestire in maniera corretta e produttiva i temi HSE;
  • La cultura della sicurezza in azienda: come far crescere la cultura della sicurezza a partire dal team che se ne occupa? Paolo Grippiolo HSE Manager di A2A porterà la sua testimonianza significativa di una grande azienda;
  • HSE Manager e il dialogo con le altre funzioni aziendali: la comunicazione, soprattutto all’interno dell’azienda, svolge un ruolo chiave nella diffusione della cultura della sicurezza. Come comunicare efficacemente? Come fare perché la comunicazione inneschi comportamenti virtuosi?
  • Formazione innovativa in ambito HSE: una raccolta di case history su progetti innovativi realizzati di recente a cura di Marzia Sabetta, di EPC;
  • L’HSE Manager come custode dell’integrità: come sta evolvendo il ruolo dell’HSE Manager e quali sono le nuove competenze, quali gli strumenti per una gestione manageriale del ruolo? Quali strumenti permettono di avviare un cambiamento culturale e perché l’integrità può essere riconosciuta come l’essenza stessa della funzione HSE? Ne parlerà Francesco La Rosa, Past President di Fondazione LHS;
  • Safety Day: manovre di disostruzione adulto e pediatrico: imparare le manovre è un dovere morale. Durante il laboratorio Simona de Vecchis esporrà le nuove linee guida, le cose da NON fare, gli oggetti pericolosi, le tecniche aggiornate di disostruzione e di rianimazione attraverso l’uso di manichini Trainer che permetteranno di far pratica dal vivo le principali manovre;
  • Laboratorio formativo sull’utilizzo della visualizzazione e della grafica nella comunicazione e nella formazione: sessione formativa di Alfredo Carlo sull’utilizzo della visualizzazione e della grafica nella comunicazione, per capire come concetti complessi possano prendere vita e diventare più comprensibili ed essere meglio ricordati grazie all’utilizzo di immagini e composizioni grafiche;
  • Safety leadership: Paolo Pirri presenta i diversi tipi di leadership. Stili di pensiero, leadership relazionale, management positivo e la promozione del benessere psicofisico e organizzativo.

 

In definitiva la seconda edizione del “Richmond HSE Forum”, che si terrà dal 6 all’8 marzo 2019 a Rimini, è un evento innovativo e imprescindibile per ogni operatore che voglia migliorare efficacemente la propria professionalità sia a livello lavorativo, sia a livello personale.

 

Il link per richiedere l’invito o informazioni per partecipare al Richmond HSE Forum 2019: https://richmond.magnewsemail.com/nl/richmonditalia_page2842.mn

 

 

Richmond Italia – parte di un network internazionale specializzato nell’organizzazione di eventi di business matching, aggiornamento professionale e networking – organizza ogni anno 14 forum in 13 settori diversi, accomunati dal fatto che sono proprio le persone, gli operatori, con le proprie necessità, potenzialità ed esigenze, ad essere al centro.

 

 

Per informazioni:

Richmond Italia srl: Via Benedetto Brin 12, 20149 Milano – Tel: +39 02 312009, [email protected], www.richmonditalia.it

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Comunicati Etica e Società Salute e Benessere

La sicurezza di tutti i lavori: auspici per un anno nuovo

Comunicato Stampa

La sicurezza di tutti i lavori: auspici per un anno nuovo

Gli auspici per un 2019 in cui si possa pensare alla sicurezza di tutti i lavori e di tutti gli ambienti lavorativi. L’importanza di una formazione diffusa e partecipata. A cura di Rocco Vitale, presidente di AiFOS e sociologo del lavoro.

Per coloro che, costantemente, si interessano ed operano per la salute e la sicurezza sul lavoro il 2018 si conclude con un aumento degli infortuni e degli incidenti. La questione nel suo complesso deve essere letta in un contesto complessivo che non è più circoscritto alla “fabbrica” quale luogo di lavoro ma nel contesto del lavoro. Basti pensare all’ultima tragedia della discoteca di Corinaldo dove i giovani ragazzi sono morti a causa della mancata messa in sicurezza dell’ambiente. Sempre più, nel mondo, le feste ed i mercatini di Natale sono occasione di preoccupazione per possibili attentati terroristici. Tra la safety e la security vi è ormai un filo conduttore che deve trovare all’interno del sistema legislativo una coerente parola d’ordine nella formazione diffusa e partecipata.

 

Si tratta di sviluppare una formazione sui comportamenti. In molti casi, ancor oggi, la formazione rappresenta un aspetto formale che si conclude con un pezzo di carta (spesso anche acquistato in varie forme) che non risponde alle esigenze della società nel suo insieme.

 

Deve essere dedicata più attenzione alla valutazione dei rischi che non si può esaurire nella formuletta “Rischio=Probabilità*Gravità”. A ciò bisogna aggiungere l’elemento umano della percezione del rischio. L’innovazione tecnologia e le nuove tecnologie rappresentano sicuramente un traguardo importante ma stiamo attenti a voler pensare ad una prevenzione scientifica dei rischi che, da sola, sia in grado di prevedere e determinare i risultati delle azioni anche se sono ben programmate e pianificate.

 

Un notevole contributo della ricerca sarà lo sviluppo dell’Internet of Things (IoT- Internet delle cose) nell’ottica della fabbrica intelligente e dei prodotti intelligenti: ricordiamo però che questi strumenti sono nelle mani dell’uomo e, quindi, dei suoi comportamenti e della sua consapevolezza che deriva, sempre più, da una maggiore conoscenza ed applicazione della percezione del rischio.

 

Oggi, però, anche se la fabbrica non si è estinta molti lavori si svolgono in altri ambienti e con approcci differenti. Pensare alla sicurezza solo nei luoghi di lavoro è riduttivo e forse bisogna iniziare a pensare alla sicurezza sul lavoro. Di tutti i lavori. E gli ambienti sono anche il mezzo di trasporto, la strada, per le feste all’aperto, le discoteche, le piste di sci, le spiagge e via dicendo. Anche in tutti questi spazi si devono applicare le norme sulla sicurezza. Sono ambienti dove alcuni lavorano ed altri – dal lavoro altrui – ne traggono rilassamento, vacanza, divertimento. I partecipanti devono essere coinvolti nella sicurezza che non riguarda solo ed esclusivamente gli organizzatori.

 

Un mondo sempre più complesso e difficile dove la formazione svolge un ruolo fondamentale e determinante per modificare, cambiare, responsabilizzare i comportamenti delle persone. Sta cambiando il mondo del lavoro, vi è una diffusa crisi della rappresentanza, e quindi dalla cultura della sicurezza bisogna passare alla cultura del lavoro di cui la sicurezza non ne rappresenta una parte ma è parte integrante.

 

In questo mondo complesso e (dis)articolato l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) cerca di fare la sua parte nell’ambito della formazione. E con la Fondazione AiFOS, nei primi due anni, abbiamo contribuito con 100.000,00 € alla realizzazione di progetti sulla sicurezza a favore di enti, associazioni e nel campo della disabilità.

 

Un grazie a tutti certi di trovarci assieme col nuovo anno ad affrontare le sfide che ci attendono.

 

Il link per conoscere eventi, corsi e iniziative organizzati dall’associazione AiFOS: http://www.aifos.it

 

Per informazioni e iscrizioni:

Direzione Nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it  – [email protected]

 

 

 

19 dicembre 2018

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Comunicati Salute e Benessere

Come analizzare gli infortuni attraverso le mappe mentali

Comunicato Stampa

Come analizzare gli infortuni attraverso le mappe mentali

 

Un corso a Brescia il 29 gennaio 2019 per analizzare i casi di infortunio attraverso l’utilizzo delle mappe mentali con l’obiettivo di evidenziare connessioni e migliorare la prevenzione.

La prevenzione degli incidenti e infortuni professionali è molto difficile laddove sia carente un’adeguata comprensione delle cause che li hanno determinati. Ed è proprio per questo motivo che l’analisi degli infortuni che avvengono nei luoghi di lavoro, è un elemento molto importante in ogni politica di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.

E nell’analisi è importante utilizzare strumenti in grado di evidenziare tutte le connessioni, tutte le carenze e gli errori che hanno dato origine agli incidenti con particolare riferimento anche alle conseguenze penali in caso di infortunio e alle responsabilità dei soggetti aziendali.

Come affrontare l’analisi degli infortuni con idonei strumenti in grado di creare connessioni tra elementi o argomenti che altrimenti apparirebbero distanti?

Il corso per l’analisi dei casi di infortunio con le mappe mentali

Proprio per fornire agli operatori e alle aziende idonee competenze e strumenti per l’analisi degli infortuni, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 29 gennaio 2019 a Brescia un corsodi 8 oredal titolo “Analisi dei casi reali di infortunio attraverso le mappe mentali”.

In particolare il corso si pone l’obiettivo di analizzare casi di infortunio realmente accaduti in azienda e l’iter giudiziario che ha condotto alla sentenza della Corte di Cassazione, dando particolare attenzione all’esame della dinamica, delle modalità di accadimento e delle conseguenze.

Partendo da tale analisi, i partecipanti costruiranno una mappa mentale – utile strumento che permette di creare una schematizzazione dei processi progettuali – relativa agli obblighi e ai compiti di coloro che operano all’interno del servizio di prevenzione e protezione: datore di lavoro, dirigente, preposto, RSPP/ASPP, lavoratori.

Lo strumento delle mappe mentali

Innovazione e creatività sono gli elementi che caratterizzeranno il corso organizzato dall’Associazione AiFOS. E, in questo senso, le mappe mentali risultano essere uno straordinario strumento che, attraverso la rappresentazione grafica del nostro pensiero e la strutturazione dei contenuti in modo gerarchico e associativo, stimolano la memoria, l’apprendimento e l’analisi delle connessioni.

Le “mappe mentali” sono dunque molto utili nella comunicazione del pensiero in quanto si esplicitano graficamente i legami concettuali e si facilita la creazione di associazioni mentali.

Attraverso lo strumento delle mappe mentali i partecipanti al corso saranno in grado di riepilogare, sintetizzare, evidenziare ma soprattutto creare nuove connessioni tra elementi o argomenti che altrimenti apparirebbero distanti. Inoltre potranno comprendere in maniera rapida ed efficace i concetti trattati in aula e avranno a disposizione uno schema di immediata memorizzazione visiva. 

Le informazioni e il programma del corso di Brescia

Per fornire idonee competenze nell’utilizzo delle mappe mentali per l’analisi degli infortuni, si terrà dunque il corso, di 8 ore in presenza, “Analisi dei casi reali di infortunio attraverso le mappe mentali” che avrà luogo il 29 gennaio 2019 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

Questi gli argomenti affrontati durante la giornata formativa:

  • L’organigramma aziendale in ambito sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • Le conseguenze penali in caso di infortunio: l’analisi degli articoli 589 e 590 del Codice Penale;
  • Casi reali: le responsabilità dei soggetti aziendali (datore di lavoro, dirigente, RSPP, preposto, lavoratore, medico competente) attraverso l’analisi delle sentenze della Corte di Cassazione;
  • Gli obblighi dei soggetti aziendali alla luce delle sentenze analizzate;
  • Esercitazioni e simulazioni di casi pratici.

Il corso, che avrà come docente la Dott.essa Giovanna Rosa (avvocato specializzato in sicurezza sul lavoro, ambiente e qualità), è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP, 6 ore per Coordinatori alla Sicurezza e 6 ore per formatori prima area tematica.

Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: http://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/normativa/normativa/analisi_dei_casi_reali_di_infortunio_attraverso_le_mappe_mentali

Segnaliamo che le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, nonché le spese di viaggio e soggiorno, sono integralmente deducibili – entro il limite annuo di 10.000 euro – come previsto dall’articolo 9 della Legge 22 maggio 2017, n° 81 (cosiddetto “Jobs Act dei lavoratori autonomi“).

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

13 dicembre 2018

Ufficio Stampa di AiFOS

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Regolamento Reach: come redigere le schede di dati di sicurezza

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Regolamento Reach: come redigere le schede di dati di sicurezza

Il 22 gennaio 2019 a Brescia un corso permetterà di acquisire le conoscenze e capacità necessarie per redigere correttamente le Schede di Dati di Sicurezza (SDS) ai sensi del regolamento REACH.

 

Le sostanze pericolose, come ricordato dalla campagna europea “Salute e sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose”, rappresentano in molti luoghi di lavoro un rischio significativo per la salute e la sicurezza di lavoratori.

A questo proposito ricordiamo che il 31 Maggio 2018 è entrato in vigore, in tutte le sue parti, il Regolamento REACH 1907/2006/CE, una normativa comunitaria che ha l’obiettivo di migliorare la protezione della salute dell’uomo e dell’ambiente dai rischi derivanti dalle sostanze chimiche, stimolando contestualmente la competitività dell’industria chimica europea.

Il regolamento si applica a tutte le sostanze chimiche, non solo a quelle utilizzate nei processi industriali o dagli utilizzatori professionali durante le fasi di lavorazione, e interessa una vasta gamma di aziende appartenenti a numerosi settori, anche quelle che potrebbero non ritenersi interessate dalle problematiche relative alle sostanze chimiche.

E all’interno del Regolamento REACH la Scheda Dati di Sicurezza (SDS) – un documento disciplinato dal Regolamento 830/2015/UE che aggiorna l’Allegato II del REACH – garantisce la trasmissione delle informazioni utili per la gestione di un prodotto chimico e fornisce un importantissimo strumento di tutela.

 

Come conoscere nel dettaglio le caratteristiche e la funzione delle SDS? Ci sono corsi che permettono di acquisire le competenze per poter redigere idonee Schede Dati di Sicurezza?

 

Il corso per la redazione delle schede dati di sicurezza

Proprio per fornire agli operatori competenze e conoscenze necessarie per poter redigere correttamente, ai sensi del regolamento REACH, le Schede di Dati di Sicurezza (SDS), l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 22 gennaio 2019 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “La redazione delle schede di dati di sicurezza secondo il regolamento REACH”.

 

Questi gli argomenti che verranno affrontati durante il corso:

  • Analisi del Regolamento 830/2015/UE (allegato II Regolamento REACH)
  • Verifica delle richieste presenti sia di carattere generale che di ogni sezione delle SDS e delle informazioni minime richieste e modalità di recupero delle medesime
  • Tecniche di classificazione previste dal Regolamento CLP principalmente per i rischi della salute
  • Esempi di calcolo per le miscele e di verifica dei singoli end point tossicologici
  • Verifica di alcune SDS presenti in mercato
  • Esercitazione di redazione guidata di una SDS di una miscela

 

La funzione delle schede dati di sicurezza

Come precisato nell’Allegato II al regolamento REACH, chi compila la scheda di dati di sicurezza deve tenere presente che tale scheda deve informare il lettore in merito ai pericoli di una sostanza o di una miscela e fornire informazioni su come stoccare, manipolare e smaltire in modo sicuro la sostanza o la miscela in questione. È pertanto importante che le sezioni di riferimento siano tutte compilate in maniera corretta ed accurata per consentire a chi la riceve di determinare se le sostanze o miscele ricevute siano agenti chimici pericolosi e di valutare gli eventuali rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori che derivano dal loro uso. E le informazioni contenute nella scheda di dati di sicurezza devono essere redatte in modo chiaro e conciso.

In definitiva la scheda di dati di sicurezza deve essere compilata da una persona competente che tenga conto delle necessità particolari e delle conoscenze degli utilizzatori.

Risulta pertanto di primaria importanza che i fornitori di sostanze e miscele si attivino affinché chi redige una SDS sia effettivamente competente in materia e abbia ricevuto una formazione adeguata.

 

Le informazioni per il corso di Brescia

Per fornire le competenze adeguate si tiene dunque il corso di 8 ore in presenza “La redazione delle schede di dati di sicurezza secondo il regolamento REACH” che avrà luogo il 22 gennaio 2019 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP, 6 ore per Coordinatori alla Sicurezza e 6 ore per formatori seconda area tematica.

 

Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: http://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/rischi-specifici/rischi-specifici/la_redazione_delle_schede_di_dati_di_sicurezza_secondo_il_regolamento_reach

 

Segnaliamo che le spese di partecipazione a convegni, congressi e simili o a corsi di aggiornamento professionale, nonché le spese di viaggio e soggiorno, sono integralmente deducibili – entro il limite annuo di 10.000 euro – come previsto dall’articolo 9 della Legge 22 maggio 2017, n° 81 (cosiddetto “Jobs Act dei lavoratori autonomi“).

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

29 novembre 2018

 

Ufficio Stampa di AiFOS

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Il metodo “focus group” per valutare il rischio stress lavoro correlato

Il metodo “focus group” per valutare il rischio stress lavoro correlato

Il 13 dicembre si terrà a Brescia un corso per raggiungere una piena consapevolezza teorica e pratica del metodo del “focus group” applicato alla valutazione approfondita dello stress lavoro correlato.

 

Riguardo alla fase di valutazione approfondita dello stress lavoro correlato le indicazioni della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro (art. 6, D.Lgs. 81/2008) prevedono la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori in relazione ad alcuni fattori/indicatori oggetto della valutazione preliminare. E, sempre in relazione alla valutazione di questo rischio, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail) raccomanda l’effettuazione della fase approfondita della valutazione del rischio stress lavoro-correlato già a completamento della fase preliminare.

 

Come valutare correttamente la percezione dei lavoratori?

Se le modalità utilizzate per la valutazione delle percezioni dei lavoratori possono essere diverse (questionari, focus group, interviste semistrutturate, …), il focus group è uno strumento molto versatile che si caratterizza per la capacità, in un confronto diretto con i lavoratori, di far emergere opinioni, esperienze, elementi di criticità e spunti di miglioramento.

 

Esistono corsi per aiutare gli operatori ad affrontare nel modo migliore la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori? C’è un percorso formativo che permetta di conoscere e applicare correttamente il metodo del focus group?

 

Il focus group e la valutazione del rischio stress

Proprio per fornire agli operatori le competenze nell’utilizzo degli strumenti necessari ad un’efficace valutazione del rischio stress lavoro correlato, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza per il 13 dicembre 2018 a Brescia un corso di 8 ore dal titolo “FOCUS GROUP: Strumento per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato”.

Il corso si prefigge di condurre ad una piena consapevolezza teorica e pratica del metodo applicato alla valutazione approfondita dello stress lavoro correlato.

Al termine del percorso formativo, che prevede anche attività esperienziali, il discente sarà in grado di mettere in atto questa metodologia, organizzando e gestendo le sedute di focus group finalizzate alla valutazione del rischio da stress lavoro correlato.

 

Lo strumento del focus group

Il focus group è uno strumento di indagine che si realizza attraverso un’intervista rivolta ad un gruppo omogeneo di persone per approfondire un tema e particolari aspetti di un argomento. È un metodo che è in grado di esplorare in modo approfondito opinioni, atteggiamenti e comportamenti di una collettività approfondendo anche gli atteggiamenti correlati alle scelte comportamentali.

 

Il programma del corso di Brescia

Il corso di 8 ore in presenza “FOCUS GROUP: Strumento per la valutazione del rischio da stress lavoro correlato” si tiene dunque il 13 dicembre 2018 a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 presso AiFOS Service in via Branze 45, c/o CSMT, Università degli studi di Brescia.

 

Gli argomenti del corso:

  • Elementi di metodologia
  • Metodo qualitativo e /o quantitativo
  • Organizzazione e gestione del Focus Group
  • Conclusione del Focus Group e piano d’azione susseguente
  • Le dinamiche di aula
  • Esercitazioni role playing
  • Debriefing

 

Il corso è valido come aggiornamento relativo a 6 ore per RSPP e ASPP di tutti i macrosettori ATECO e 3 ore per formatori terza area tematica.

 

Per avere informazioni e iscriversi al corso è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/comunicazione/comunicazione/focus_group_strumento_per_la_valutazione_del_rischio_da_stress_lavoro_correlato

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

15 novembre 2018

 

Ufficio Stampa di AiFOS

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Comunicati Salute e Benessere Volontariato e società

Riflessioni sulla collaborazione tra RLS, RSPP e medici competenti

Riflessioni sulla collaborazione tra RLS, RSPP e medici competenti

Presentati a Roma il 5 dicenbre i risultati della ricerca dell’Associazione AiFOS del 2018 sulla collaborazione tra i principali soggetti coinvolti nella sicurezza aziendale.

È evidente che nel contesto dinamico ed estremamente variegato del mondo del lavoro attuale sia sempre più importante che i vari attori della salute e sicurezza sul lavoro collaborino attivamente ed efficacemente all’obiettivo di ridurre infortuni e malattie professionali. Tuttavia benché il modello prevenzionale collaborativo sia presente nella normativa nazionale, con riferimento ad esempio al D.Lgs. 81/2008, molte esperienze e ricerche hanno mostrato in questi anni come nei luoghi di lavoro spesso non ci sia una sufficiente collaborazione tra operatori come gli RSPP (Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione), gli RLS (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) e i medici competenti.

 

Qual è la relazione nelle aziende tra RSPP, RLS e medico competente?  E quali sono le difficoltà più riscontrate?

 

Sicurezza partecipata: la collaborazione tra RLS, RSPP e medici competenti

Proprio per rispondere a queste domande e rendere più efficace la collaborazione tra gli operatori, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha condotto una ricerca nel 2018 attraverso tre diversi questionari in cui i vari operatori hanno potuto indicare, tra le altre cose, in quali attività vengono consultati in merito all’organizzazione della formazione e alla valutazione dei rischi, quali sono le modalità di svolgimento della riunione periodica e come sono le relazioni professionali con gli altri attori.

I risultati della ricerca, che costituiscono il Rapporto AiFOS 2018 pubblicato sul “Quaderno della Sicurezza” n°4 del 2018, saranno poi analizzati e diventeranno spunti per importanti riflessioni nel convegno gratuito “La sicurezza partecipata: la collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente” che si terrà il 5 dicembre 2018 a Roma.

 

Riflessioni sui risultati della ricerca

Nell’indagine realizzata dall’Associazione AiFOS, che si è soffermata in particolare sulle risposte di RLS e RSPP, emerge una forte distanza dei giudizi di RLS e di RSPP che, se da un lato possono essere connesse alla tipologia dei diversi compiti da svolgere, riguardano spesso anche temi di carattere generale o trasversale.

Probabilmente in molte risposte ogni operatore si sente chiamato a “difendere” il proprio ruolo e non può sfuggire che se un RSPP è designato o nominato dal datore di lavoro e a questi risponde, un RLS ha come principale riferimento i propri compagni di lavoro.

E forse è proprio in queste differenze di contesto che è racchiusa la insufficiente collaborazione tra le parti.

 

Il convegno sulla collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente

Proprio per riflettere e analizzare la ricerca si terrà, dunque, mercoledì 5 dicembre 2018 a Roma in viale David Lubin 2, presso la Sala del Parlamentino CNEL – dalle ore 9,30 alle 13,00 – il convegno di studio e approfondimento/Rapporto AiFOS 2018 “La sicurezza partecipata: la collaborazione tra RLS, RSPP e Medico Competente”.

 

Questo il programma dell’incontro:

 

Apertura lavori:

Lorenzo Fantini, Direttore dei Quaderni della Sicurezza AiFOS

 

Moderatore:

Francesco Naviglio, Segretario Generale AiFOS

 

Interventi:

Rocco Vitale, Presidente AiFOS, Mario Gallo, Professore a contratto di Diritto del lavoro nell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale: “Presentazione Rapporto AiFOS 2018 – Obiettivo sicurezza: la collaborazione tra RLS, RSPP e medico competente”;

Ester Rotoli, Responsabile Direzione Centrale Prevenzione Inail: “La valorizzazione della figura dell’RLS nel sistema della prevenzione: le azioni Inail a supporto”;

Umberto Candura, Presidente ANMA – Associazione Nazionale Medici d’Azienda e Competenti: “Il Modello ANMA di integrazione del Medico Competente nell’organizzazione aziendale”;

Cinzia Frascheri, Responsabile nazionale CISL salute e sicurezza sul lavoro: “Gli impegni della CISL per valorizzare la figura dell’RLS”;

Lucia Vurro, RSPP Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Luigi Edoardo Renna, RLS Università degli Studi di Bari Aldo Moro: “RSPP e RLS: una strana coppia di fatto”.

 

Il link per il programma e l’iscrizione all’evento:

http://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/sicurezza_partecipata

 

Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria, e a tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato di partecipazione con il rilascio di 2 crediti per Formatori area tematica n.1 (normativa/organizzativa) e RSPP/ASPP.

 

Per informazioni e iscrizioni al convegno:

Direzione Nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

08 novembre 2018

 

Ufficio Stampa di AiFOS

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Comunicati Eventi

Storytelling e formazione: le storie di fortuna e d’infortunio

Storytelling e formazione: le storie di fortuna e d’infortunio

Il 27 novembre si terrà a Torino un convegno per far conoscere lo storytelling, una strategia comunicativa per raccontare storie, di infortuni e sicurezza, e per rendere più efficace la formazione.

Perché la formazione, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sia in grado di modificare e migliorare i comportamenti dei lavoratori, è importante che il formatore utilizzi idonee tecniche di comunicazione. È necessario che il formatore riesca a trasmettere in modo efficace ciò che è davvero importante ai fini della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.

 

Come trasferire ai lavoratori le informazioni “chiave” per la sicurezza? Come comunicarle chiaramente in modo che il ricevente le apprenda in modo duraturo?

 

Una delle strategie comunicative più efficaci per rendere efficace la formazione è lo storytelling, un “raccontare storie/novelle” che può essere utilizzato all’interno di ogni metodologia: nella lezione frontale (ad esempio per chiarire un concetto) come nelle esercitazioni e nelle simulazioni.

 

Il convegno sullo storytelling

Proprio per far conoscere questa strategia comunicativa in ambito formativo l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) ha organizzato il 27 novembre 2018 a Torino il convegno gratuito “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio”. Un convegno in cui i relatori esporranno la loro esperienza professionale o di volontariato, raccontandone gli aspetti generali (descrizione evento generico) ma poi focalizzandosi su come si sono sviluppati gli interventi secondo il ruolo ricoperto e quali criticità sono state rilevate. Tutti gli eventi che saranno presentati hanno avuto un profilo catastrofico, in cui hanno perso la vita o si sono infortunate gravemente più persone.

 

In particolare i quattro scenari presi in esame dai relatori riguarderanno:

  • Ponte Morandi – 14 agosto 2018;
  • Terremoto Abruzzo 2009 – “L’albero della memoria”;
  • Piazza San Carlo – 3 giugno 2017;
  • Hotel Rigopiano – 18 gennaio 2017.

 

Il programma del convegno di Torino

Il convegno di studio e approfondimento “Storytelling: storie di fortuna e d’infortunio” si terrà dunque a Torino il 27 novembre 2018 – dalle 14,30 alle 17,30 – presso il Circolo degli Ufficiali in corso Vinzaglio, 6.

 

Questi gli interventi e il programma del convegno:

 

Saluti istituzionali

  • Col. Michele Corrado, Direttore del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria
  • Maggiore Co. Ing. Canaparo arch. Elena

 

Moderatore

  • Lara Calanni Pileri, Formatore Qualificato AiFOS

 

Relatori

  • Maria Teresa Fenoglio, Psicologa esperta in Psicologia dell’emergenza
  • Sauro Mazzanti, Responsabile formazione VVF Sardegna (in attesa di conferma)
  • Elisa Troglia, Psicologa e Psicoterapeuta (in attesa di conferma)
  • Stefano Farina, Vice presidente AiFOS Protezione Civile

 

Dibattito finale e chiusura dei lavori

  • Rocco Vitale, Presidente AiFOS

 

In mattinata (ore 10.30-12.30) è stata organizzata una visita guidata gratuita al vicino Museo Storico Nazionale dell’Artiglieria, polo museale di storia delle tecnologie militari ubicato nel Maschio della Cittadella (angolo fra Corso Galileo Ferraris e Via Cernaia).

 

Il link per iscriversi al convegno:

https://aifos.org/home/eventi/intev/convegni_aifos/storytelling_storie_di_fortuna_e_infortunio

 

Si ricorda che il convegno è gratuito, ma con iscrizione obbligatoria. E ai partecipanti al convegno verrà consegnato un attestato di presenza valido per il rilascio di 2 crediti di aggiornamento per formatori (area 3 – comunicazione), addetti e responsabili del servizio di prevenzione e protezione (ASPP/RSPP).

 

 

Per informazioni e iscrizioni al convegno:

Direzione Nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

 

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Sviluppo sostenibile: la salute e la sicurezza nella strategia d’impresa

Sviluppo sostenibile: la salute e la sicurezza nella strategia d’impresa

Due corsi a Brescia e a Roma tra novembre e dicembre per valorizzare l’interazione tra gli aspetti di sostenibilità e quelli legati alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Lo sviluppo sostenibile è uno sviluppo ‘che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri’ (Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo – WCED). Una modalità di sviluppo sempre più necessaria perché la terra è un ecosistema chiuso, le sue risorse sono limitate e lo sviluppo umano non può ‘superare’ i limiti biofisici del pianeta neanche grazie all’innovazione tecnologica.

Come affrontare nelle aziende italiane la sfida dello sviluppo sostenibile? E come promuovere questo sviluppo anche attraverso politiche e pratiche a tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro?

Il nuovo corso su sostenibilità, salute e sicurezza
Per permettere alle aziende di parlare di sostenibilità e di dare il giusto rilievo al tema della salute e sicurezza, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza due corsi, uno a Brescia e uno a Roma, tra novembre e dicembre 2018, dal titolo “Sostenibilità: la salute e la sicurezza nella strategia d’impresa”.

Il corso ha come obiettivo quello di fornire le conoscenze e competenze utili a identificare le modalità più idonee a valorizzare, all’interno del proprio contesto organizzativo, l’interazione tra gli aspetti di sostenibilità e quelli legati alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Queste le date e le sedi dei due corsi:
– 19-20-21 novembre 2018 – Aifos Service – Brescia, Via Branze, 45 – 030 6595035 – [email protected]
– 11-12-13 dicembre 2018 – Gruppo Ambiente Sicurezza – Roma, Via di San Nicola da Tolentino, 22B – 06 64763266 – [email protected]

L’importanza della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro
Benché il tema della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sia presente in tutti i framework e gli standard internazionali sulla sostenibilità d’impresa, viene spesso poco valorizzato nelle strategie di sostenibilità. Generalmente il rapporto tra salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sostenibilità si risolve solo nella dimensione della rendicontazione: i dati sulla salute e sicurezza sono inseriti nei report di sostenibilità e sono comunque utilizzati per misurare le performance dell’azienda in materia di sostenibilità.

Invece salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e sostenibilità possono rafforzarsi a vicenda e creare congiuntamente un maggiore impatto positivo in particolare in alcuni ambiti di mutuo interesse come a titolo di esempio la gestione della catena di fornitura, il diversity management e la cultura aziendale.

Il programma del corso sulla sostenibilità
Questi gli argomenti che saranno affrontati nel corso di 24 ore che si terrà, a Brescia e a Roma, in tre giornate tra novembre e dicembre 2018:
– Definizioni e concettualizzazioni riguardanti la sostenibilità d’impresa
– Sostenibilità d’impresa e gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro: gli elementi di intersezione
– Il concetto di diversity e impatto sulle performance aziendali
– Il concetto di sostenibilità nella catena di fornitura: applicabilità dell’articolo 26 e/o del Titolo IV
– Documentazione obbligatoria per la qualifica dei fornitori
– Introduzione allo stakeholder management
– La mappatura degli stakeholder: strumenti ed esperienze a confronto
– Metodologie e strumenti di analisi degli stakeholder
– La progettazione e implementazione di una politica di stakeholder management
– Introduzione al concetto di benessere organizzativo
– Principali strategie motivazionali
– Benefici in termini di salute e sostenibilità d’impresa

La partecipazione al corso vale come 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP e come 8 ore di aggiornamento per Formatori qualificati prima area tematica e 8 ore di aggiornamento per Formatori qualificati seconda area tematica.

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi-qualificati/organizzativa/organizzativa/sostenibilita_la_salute_e_la_sicurezza_nella_strategia_d_impresa

Segnaliamo, infine, che le spese sostenute per l’iscrizione ai corsi qualificati AiFOS, nonché le spese di viaggio e soggiorno, sono integralmente deducibili – entro il limite annuo di 10.000 euro – come previsto dall’articolo 9 della Legge 22/05/2017, n° 81 “Jobs Act dei lavoratori autonomi”.

Per informazioni e iscrizioni:
Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected][email protected]

25 ottobre 2018

Ufficio Stampa di AiFOS
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Comunicati Volontariato e società

Fondazione AiFOS: il bando 2019 per la promozione della sicurezza

Fondazione AiFOS: il bando 2019 per la promozione della sicurezza

La Fondazione AiFOS rende disponibili 40.000 euro per il co-finanziamento di progetti per lo sviluppo della cultura della sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro.

Uno degli obiettivi più importanti della Fondazione AiFOS – nata nel 2016 dalla volontà dei soci Fondatori AiFOS, Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro, e Aifos Service Società Cooperativa – è quello del sostegno/sensibilizzazione nel settore della salute e sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro e di promozione della cultura della prevenzione nei settori dell’istruzione e della formazione.

Il nuovo bando per la cultura della sicurezza
Ed è proprio partendo da questa mission che è stato recentemente lanciato il nuovo bando annuale, il Bando “Progetti di sicurezza” 2019, un bando che è destinato a: istituzioni scolastiche ed enti del terzo settore, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, enti filantropici, imprese sociali, incluse le cooperative sociali, reti associative, società di mutuo soccorso, associazioni, riconosciute o non riconosciute, fondazioni e altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi (Art. 4, decreto legislativo n. 117 del 2017).

Lo scopo del bando è quello di fornire supporto economico alla realizzazione di progetti a scopo sociale, culturale, sportivo, educativo, di prevenzione diretti a giovani e adulti, con un particolare focus sul terzo settore, sulla protezione civile e sulle istituzioni scolastiche, universitarie e di ricerca.

Gli interventi finanziabili dalla Fondazione
I progetti che possono avere il supporto della Fondazione dovranno riguardare interventi promossi da enti del terzo settore o da istituzioni scolastiche, orientati alla promozione della cultura della sicurezza negli ambienti di vita e lavoro.

Questi interventi dovranno essere diretti a:

– accrescere la cultura dei giovani e degli adulti nell’ambito della salute e sicurezza nei luoghi di vita e lavoro, attraverso progetti formativi ed informativi (esclusi quelli obbligatori ai sensi di legge), pensati appositamente per accrescere la consapevolezza ed il patrimonio di conoscenze in materia.
– migliorare le condizioni di salute e sicurezza all’interno delle comunità suddette con interventi di miglioramento degli ambienti di vita e lavoro, mediante l’implementazione delle strutture, dei sistemi, delle procedure di salute e sicurezza e di benessere, introduzione di nuovi materiali o strumentazioni volti al perfezionamento delle condizioni lavorative.

Il plafond del bando e il ruolo della Fondazione
La Fondazione sostiene la realizzazione dei progetti con le risorse messe a disposizione per un importo complessivo di € 40.000,00 e:
– monitora l’effettiva realizzazione del progetto con azioni di valutazione in itinere ed ex-post;
– diffonde i risultati conseguiti dai singoli progetti al fine di sviluppare una più ampia conoscenza dei progetti ritenuti maggiormente meritevoli.

L’importo totale dei progetti o di fasi dei progetti per cui viene richiesto il finanziamento, non deve essere inferiore a € 1.000,00 e non può superare €5.000,00. Il contributo erogato dalla Fondazione non potrà superare il 50% dell’importo del progetto medesimo o di fase dello stesso, fino ad un massimo di € 2.500,00.

La presentazione delle domande
Le domande di contributo devono essere presentate entro le ore 12.00 del 31 dicembre 2018, salvo eventuali proroghe.

Il link della Fondazione AiFOS per avere informazioni e scaricare il bando 2019: https://www.fondazioneaifos.org/index.php/bando-sicurezza

Per informazioni:
Fondazione AiFOS – Palazzo CSMT – via Branze, 45 – 25123 Brescia – tel. 030.6595037 – https://www.fondazioneaifos.org/ – [email protected]

11 ottobre 2018

Ufficio Stampa di AiFOS
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Iter per la certificazione del sistema gestione integrato (SGI)

Certificazione del sistema di gestione integrato (SGI): sempre più organizzazioni hanno un approccio integrato ai sistemi di gestione volontari, cioè affrontano in modo organico le logiche comuni delle normative relative a differenti rischi organizzativi (qualità, ambiente, sicurezza luoghi di lavoro, sicurezza dati, sicurezza stradale, corruzione etc…).

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Sicurezza sul Lavoro: aumentano le morti bianche nel 2015.

 

Sono stati pubblicati dall’Inail, alla vigilia del 1° maggio, i dati relativi alle statistiche sugli incidenti lavorativi nel 2015.

Successivamente ad un decennio di dati positivi, il 2015 vede un incremento del 15% di casi di decesso sul luogo di lavoro: 752 contro i 652 dello stesso periodo del 2014.

Gli infortuni sul lavoro invece, secondo i dati, evidenzierebbero una diminuzione del 4,1% rispetto all’anno precedente.

 

Le statistiche dimostrano palesente che il settore dell’edilizia risulta quello con il maggior numero di infortuni, seguito dai settori trasporto e magazzinaggio, attività dei servizi di alloggio e ristorazione e comparto manifatturiero.

 

Ma come possiamo prevenire gli infortuni sul lavoro?

 

Il Testo Unico per la Sicurezza (D.Lgs 81/08) impone degli obblighi in capo al Datore di Lavoro, che abbia almeno un dipendente, destinati  alla prevenzione degli infortuni.

Per prima cosa, la nomina da parte del Datore di Lavoro di un RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), che coordini e gestisca le attività del servizio di prevenzione e protezione dei rischi (SPP), risulta indispensabile.

 

Inoltre, è disposta la nomina del RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza), figura eletta direttamente ed in modo autonomo dai lavoratori, che gestisce gli aspetti della salute e della sicurezza degli stessi all’interno dell’azienda.

Un altro strumento che partecipa alla riduzione del rischio nei luoghi di lavoro è il DVR (Documento di Valutazione dei Rischi), stipulato dal Datore di Lavoro sinergicamente con il RSPP, RLS e Medico Competente con lo scopo di individuare i fattori di rischio e le misure di sicurezza e di prevenzione.

 

Il legislatore inoltre, per diminuire il numero di incidenti sui luoghi di lavoro,  ha inoltre previsto in capo al datore di lavoro, l’obbligo di informazione, formazione e addestramento obbligatori per i lavoratori mediante appositi corsi sulla sicurezza sul lavoro.

 

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“Quaderni per immagini” Inail: comunicazione non convenzionale per la sicurezza sul lavoro

Una collana composta da otto opuscoli dal titolo Quaderni per immagini”, nata dalla collaborazione congiunta del Dipartimento per le Innovazioni Tecnologiche e della Direzione centrale pianificazione e comunicazione dell’Inail è stata pubblicata nei giorni scorsi.

 

La collana si pone l’obiettivo di garantire un elevato livello di sicurezza nei cantieri edili, scenario del  più alto numero di infortuni gravi e mortali, in cui la forte presenza di lavoratori stranieri rende fondamentale la comunicazione delle norme e procedure per la sicurezza dei lavoratori in modo ancor più efficace e rigoroso, così da superare le naturali barriere linguistiche.

 

Per questo, nella collana Quaderni per immagini”, l’Inail utilizza una comunicazione non convenzionale, fondata su immagini disegnate dettagliatamente, abrogando i testi del tutto.

 

Il primo opuscolo della collana, “Trabattelli, tratta informazioni sull’utilizzo in sicurezza delle differenti tipologie di trabattello, spesso impiegate dall’interno dei cantieri temporanei o mobili qualora sia necessario spostarsi velocemente nel luogo di lavoro e svolgere attività ad altezze non elevate.

 

Compete al Datore di Lavoro la scelta del tipo di trabattello più idoneo, tenendo presente diversi fattori, quali:

 

  • le dimensioni dell’impalcato;
  • l’altezza massima in base alla presenza o all’assenza di vento;
  • l’uso di stabilizzatori, sporgenze esterne e/o zavorre;
  • il tipo di accesso agli impalcati: scala a rampa, scala a gradini scala a pioli inclinata, scala a pioli verticale;
  • i carichi orizzontali e verticali che possono contribuire a rovesciarlo;
  • le condizioni del terreno;
  • la classe di carico;
  • la necessità degli ancoraggi.

 

Consulta l’opuscolo Inail Trabattelli

 

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Regolamento Europeo 2016/425: i requisiti obbligatori dei DPI nel mercato europeo

Con la pubblicazione in Gazzetta Europea del 31 marzo 2016 del Regolamento Europeo 2016/425 sui dispositivi di protezione individuale (DPI), la Comunità Europea ha regolamentato la libera circolazione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) nel mercato europeo stabilendo i requisiti per la progettazione e la fabbricazione dei dispositivi, con l’obiettivo di assicurare la protezione della salute e della sicurezza dei fruitori. Il Regolamento è applicabile  a tutti i dispositivi di protezione individuale, fatta eccezione per quelli progettati per le forze armate, per l’uso privato e l’autodifesa.

Quali sono i requisiti dei DPI conformi nel mercato europeo?

 

Il Regolamento UE 2016/425 che sopprime la Direttiva 89/686/CEE, determina in primo luogo i requisiti di processo: il fabbricante dovrà effettuare una valutazione preventiva dei rischi da cui deve proteggere il DPI; sulla base di questa, dovrà in seguito progettarlo e fabbricarlo.

 

I requisiti di tipo generale come ergonomia ed innocuità che permettano al lavoratore di eseguire agilmente l’attività che lo espone a rischi, usufruendo del miglior livello di protezione possibile in assenza di rischi intrinseci e di altri fattori di disturbo, devono essere rispettati nella fabbricazione dei DPI.

Il Regolamento UE 2016/425 non entra in conflitto con il diritto degli Stati Membri di emanare nuove leggi  sulll’uso dei DPI, purchè che tali prescrizioni non trattino  la progettazione dei DPI immessi sul mercato europeo in conformità col nuovo Regolamento.
In caso, poi, di fiere, mostre e dimostrazioni o eventi analoghi, gli Stati membri non impediscono la presentazione di DPI non conformi al nuovo regolamento, ma è obbligatorio esporre un’indicazione visibile che dovrà precisare chiaramente che il DPI non è conforme al nuovo regolamento e non sarà disponibile sul mercato fino a quando non sarà stato reso conforme. Durante queste dimostrazioni, devono quindi  essere adottate adeguate precauzioni per salvaguardare la sicurezza delle persone.

 

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Prevenzione incendi: nuova linea guida per gli edifici sottoposti a tutela

La recente pubblicazione della Circolare del Dipartimento dei Vigili del fuoco n. 3181 del 15 marzo 2016 da parte del Ministero dell’Interno si pone l’obiettivo di dare indicazioni nell’ambito della prevenzione incendi negli edifici sottoposti a tutela (D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004), aperti al pubblico e adibito a contenere attività contemplate dal punto 72 dell’allegato 1 al D.P.R n. 151 del 1° agosto 2011, come, ad esempio, mostre, archivi, gallerie, musei, esposizioni e biblioteche.

 

Le caratteristiche morfologiche e strutturali peculiari degli edifici in oggetto possono comportare delle limitazioni nell’applicazione delle misure stabilite dalle regole tecniche per la prevenzione incendi e, in alcuni casi, per attuare queste ultime, sono indispensbili interventi troppo invasivi non compatibili con i vincoli storico-artistici posti sull’immobile.

 

Per questo motivo, la linea guida promossa dal Ministero dei Beni Culturali in accordo con il CCTS (Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi), ha l’obiettivo di fornire al progettista uno strumento di sostegno per l’individuazione delle misure di sicurezza antincendio richiedendo, in seguito ad una attenta valutazione dei rischi, all’istituto della deroga che permette l’adozione di misure alternative a quelle previste dalle regole tecniche.

 

Le soluzioni tecniche in deroga contenute nelle linea guida affidano la compensazione del maggior rischio di incendio, causato dal mancato rispetto delle regole tecniche, all’azione congiunta e complementare delle azioni conformi stabilite dal D.M. del 3 agosto 2015 e delle misure aggiuntive, anche di tipo gestionale, per la salvaguardia degli occupanti e dei beni tutelati.

 

Questo è possibile perchè il D.M. del 3 agosto 2015, intitolato “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi”, disciplina regole più flessibili che consentono al professionista di scegliere quale soluzioni adottare in base a valutazioni di tipo prestazionale.

 

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Prevenzione incendi: nuova linea guida per gli edifici sottoposti a tutela.

La recente pubblicazione della Circolare del Dipartimento dei Vigili del fuoco n. 3181 del 15 marzo 2016 da parte del Ministero dell’Interno si pone l’obiettivo di dare indicazioni nell’ambito della prevenzione incendi negli edifici sottoposti a tutela (D.Lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004), aperti al pubblico e adibito a contenere attività contemplate dal punto 72 dell’allegato 1 al D.P.R n. 151 del 1° agosto 2011, come, ad esempio, mostre, archivi, gallerie, musei, esposizioni e biblioteche.

 

Le caratteristiche morfologiche e strutturali peculiari degli edifici in oggetto possono comportare delle limitazioni nell’applicazione delle misure stabilite dalle regole tecniche per la prevenzione incendi e, in alcuni casi, per attuare queste ultime, sono indispensbili interventi troppo invasivi non compatibili con i vincoli storico-artistici posti sull’immobile.

 

Per questo motivo, la linea guida promossa dal Ministero dei Beni Culturali in accordo con il CCTS (Comitato Centrale Tecnico Scientifico per la prevenzione incendi), ha l’obiettivo di fornire al progettista uno strumento di sostegno per l’individuazione delle misure di sicurezza antincendio richiedendo, in seguito ad una attenta valutazione dei rischi, all’istituto della deroga che permette l’adozione di misure alternative a quelle previste dalle regole tecniche.

 

Le soluzioni tecniche in deroga contenute nelle linea guida affidano la compensazione del maggior rischio di incendio, causato dal mancato rispetto delle regole tecniche, all’azione congiunta e complementare delle azioni conformi stabilite dal D.M. del 3 agosto 2015 e delle misure aggiuntive, anche di tipo gestionale, per la salvaguardia degli occupanti e dei beni tutelati.

 

Questo è possibile perchè il D.M. del 3 agosto 2015, intitolato “Approvazione di norme tecniche di prevenzione incendi”, disciplina regole più flessibili che consentono al professionista di scegliere quale soluzioni adottare in base a valutazioni di tipo prestazionale.

 

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Formazione specifica dei Lavoratori: chiarite le modalità di erogazione.

Il parere del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stato richiesto dall’ Assobiomedica, in merito alla formazione specifica dei lavoratori, tramite una istanza di interpello.

 

La richiesta di chiarimenti, nel dettaglio, riguarda la possibilità per le aziende di “erogare ai lavoratori la formazione specifica in modalità e-learning o comunque tramite strumenti tecnologici che consentano l’interazione – seppure a distanza – tra docenti e discenti.”

 

Il Ministero adotta come normativa di riferimento l’ Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 2011 poiché, secondo l’art. 37 del D.Lgs 81/08, regolamenta  i contenuti minimi, la durata e le modalità di formazione dei Lavoratori.

In particolare il testo di legge, afferma che il Datore di Lavoro deve assicurarsi che ogni lavoratore riceva una adeguata e sufficiente formazione nell’ambito della salute e della sicurezza sul lavoro con particolare attenzione ai rischi derivanti dalle mansioni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione.

 

Nell’ottica di quanto riportato il Ministero, per rispondere all’interpello n° 4/2016, cita il terzo punto dell’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre 20  il quale decreta che “sulla base dei criteri e delle condizioni di cui all’Allegato I, l’utilizzo della modalità di apprendimento e-learning è consentito solo per la formazione generale dei lavoratori”. Se ne deduce quindi che, la formazione specifica dei lavoratori, deve essere erogata obbligatoriamente in presenza di un formatore qualificato.
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Mettiamo in chiaro le responsabilità degli RSPP

Nel mondo del lavoro e in particolare nelle aziende italiane è sempre più importante garantire la sicurezza dei lavoratori. A questo scopo il D.Lgs. 81/2008 ha definito la figura dell’RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) all’interno della azienda , figura preposta alla gestione e all’organizzazione del sistema appartenente alla prevenzione e alla protezione dai rischi.

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V Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati: New Perspectives in Confined Spaces Safety

Mercoledì 18 Novembre 2015
Sala Eventi del Tecnopolo D.I.E.F.
Via P. Vivarelli 2 – 41125 Modena (MO)

Il giorno 18 Novembre 2015, dalle ore 9:00 alle ore 18:00, presso la sala eventi del Tecnopolo D.I.E.F. di Modena, avrà luogo il V Convegno Nazionale sulle attività negli Spazi Confinati. Si tratta di un evento gratuito organizzato dal C.R.I.S. all’interno del progetto: “A Modena La Sicurezza Sul Lavoro, in Pratica” (www.sicurezzainpratica.eu).
Il convegno nasce dal desiderio di arricchire il tema della sicurezza sul lavoro di nuovi spunti e riflessioni, concentrando l’attenzione sulle attività svolte nell’ambito dei Confined Spaces. L’obiettivo consiste nel creare un occasione di confronto, dinamico e a più livelli, tra tutti quelli attori del sistema di prevenzione nazionale e internazionale che hanno acquisito una specifica competenza nell’ambito delle attività che si svolgono in questo particolare tipo di spazi. Perché la sicurezza è una questione troppo importante per lasciarla all’improvvisazione.
Nel corso della giornata sono previsti numerosi interventi tra rappresentati di Enti, Organizzazioni Nazionali e Testimonial Aziendali. Particolare rilievo assume la presenza, in videoconferenza, di Neil Mc Manus, uno dei massimi esperti internazionali del settore, che illustrerà le più recenti indicazioni operative sul tema degli spazi confinati.
Queste le principali tematiche toccate durante la giornata:
• Rassegna delle normative internazionali in tema di attività nei Confined Spaces;
• Emergenza sanitaria nei Confined Spaces: individuazione di possibili misure di intervento;
• Il ruolo della vigilanza sulle attività svolte negli spazi confinati o sospetti di inquinamento;
• Proposta di un protocollo di sorveglianza sanitaria all’interno degli spazi confinati;
• Si può certificare la sicurezza dei lavoratori? Dubbi e soluzioni;
• Le molteplici attività di ricerca dell’Inail sul tema dei Confined Spaces;
• Relazione tra rischi atmosferici : Intervento in videoconferenza di Neil Mc Manus.
Il workshop è parte del progetto: “A Modena La Sicurezza Sul Lavoro, In Pratica” sviluppato con lo scopo di realizzare una rete tra Istituzioni, Aziende ed Università per fare emergere criticità e trovare soluzioni nell’applicazione della normativa in materia di sicurezza sul lavoro, e per condividere e diffondere le buone prassi, nello sforzo comune di garantire livelli di sicurezza sempre migliori. Il progetto è stato promosso dalla Direzione INAIL di Modena ed ha coinvolto il Centro Interdipartimentale sulla Prevenzione dei Rischi negli Ambienti di Lavoro (CRIS) dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia insieme a numerose associazioni datoriali, ordini e associazioni professionali, Prefettura, Provincia, Comune, Direzione Provinciale del Lavoro e ASL, con l’intento di raccogliere ed analizzare le esperienze della aziende del territorio, al fine di realizzare indicazioni pratiche e semplificate per diversi aspetti inerenti la gestione della sicurezza sul lavoro.
Maggiori dettagli sono disponibili sul sito:
www.sicurezzainpratica.eu

Per iscriversi:

http://sicurezzainpratica.eu/eventi/5-convegno-nazionale-sulle-attivita-negli-spazi-confinati/

 

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Regole e normative sui corsi antincendio in azienda

La prevenzione incendi è una delle molteplici attività che riguarda l’ampio discorso relativo alla sicurezza sul lavoro così come normato nel Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro D. Lgs. 81/08, ed è strettamente legata ad altre azioni e figure professionali che operano all’interno dell’ambito lavorativo, come dipendenti e/o consulenti esterni, per rendere più sicuro il luogo di lavoro stesso.

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Il Primo Soccorso – formazione per le aziende

Il PRIMO SOCCORSO è l’insieme delle azioni che chiunque può prestare alle vittime di un incidente o di un malore nell’attesa che intervenga un soccorso sanitario qualificato che risponde ad un numero sanitario unico (118) istituito su tutto il territorio nazionale per le chiamate relative alle emergenze ed al soccorso.

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RSPP: la figura di riferimento della sicurezza in azienda

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e l’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione (ASPP) sono figure le cui funzioni sono disciplinate dal D.Lgs 81/2008.

La prima introduzione di queste figure nel mercato del lavoro italiano risale al 1994 quando vennero recepite alcune direttive europee riguardanti la sicurezza e la salute dei lavoratori.

Si tratta di esperti in sicurezza, protezione e prevenzione designati dal Datore di Lavoro per la gestione e il coordinamento in sinergia con RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) e con MC (Medico Competente) delle attività riguardanti il Servizio di Prevenzione e Protezione dei Rischi (SPP).

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La valutazione del rischio incendio e la formazione della squadra antincendio

Ad oggi la principale normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro è rappresentata dal D.Lgs. 81/2008 e dalle successive sue modifiche ed integrazioni. Tale normativa, che ha interamente sostituito il più famoso D.Lgs. 626/94, è altresì nota con il nome di “Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro” poichè ha puntato a realizzare l’unificazione all’interno di un unico testo normativo la pregressa legislazione in materia.
Da un’attenta lettura del Decreto Legislativo in analisi si evince tuttavia una carenza relativa ad un aspetto fondamentale della prevenzione dei rischi in azienda ossia all’adozione di una serie di misure per la prevenzione e la protezione dei lavoratori dal rischio di incendio.

Il D.Lgs.81/2008 introduce l’obbligo per il datore di lavoro di procedere alla valutazione di tutti i rischi per i lavoratori e di redigere uno specifico documento di valutazione dei rischi (documento valutazione rischi Roma) tuttavia, a differenza di altri rischi specifici adeguatamente trattati nel corpo del testo, non specifica quali siano gli elementi da considerare per condurre un’adeguata valutazione del rischio incendio.
In tal caso la normativa di riferimento è invece il Decreto Ministeriale n° 64 del 10 marzo 1998  “Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro”, all’allegato I del quale sono indicate le linee guida per la valutazione del rischio incendio nei luoghi di lavoro.

Le fasi necessarie ad una corretta valutazione del rischio incendio sono le seguenti:

  1. identificazione dei pericoli di incendio (materiali combustibili ed infiammabili, adesivi infiammabili, gas infiammabili, grandi quantitativi di carta e materiali di imballaggio, materiali plastici, grandi quantità di manufatti infiammabili, prodotti chimici che possono essere da soli infiammabili o che possono reagire con altre sostanze provocando un incendio, prodotti derivati dalla lavorazione del petrolio, vaste superfici di pareti o solai rivestite con materiali facilmente combustibili);
  2. identificazione delle sorgenti di innesco (presenza di fiamme o scintille dovute a processi di lavoro, quali taglio, affilatura, saldatura, presenza di sorgenti di calore causate da attriti, presenza di macchine ed apparecchiature in cui si produce calore non installate e utilizzate secondo le norme di buona tecnica, uso di fiamme libere, presenza di attrezzature elettriche non installate e utilizzate secondo le norme di buona tecnica);
  3. identificazione e caratterizzazione dei soggetti esposti, con riferimento non solo ai lavoratori, ma anche a tutti i soggetti che a vario titolo (pubblico, appaltatori, etc.) possono essere presenti all’interno dell’area di lavoro;
  4. eliminazione e/o riduzione dei pericoli di incendio attraverso l’eliminazione diretta delle fonti di pericolo o la loro sostituzione con elementi meno pericolosi.

Al termine di questi step è possibile valutare il rischio di incendio residuo che può essere classificato esclusivamente in tre differenti livelli:

  • rischio di incendio basso: luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propaga-zione dello stesso è da ritenersi limitata;
  • rischio di incendio medio: luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata;
  • rischio di incendio elevato: luoghi di lavoro o parte di essi, in cui per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti pro-babilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio.

All’esito della valutazione dei rischi di incendio, il datore di lavoro adotta le misure finalizzate in primis alla prevenzione del rischio stesso e quindi a garantire la protezione di tutti i soggetti esposti.

Tra le principali misure di protezione, obbligo sancito altresì dal D.Lgs.81/2008 vi è quella di costituire una squadra di addetti al servizio antincendio ossia una squadra di lavoratori designati dal datore di lavoro che previa adeguata formazione dovranno intervenire per fronteggiare l’emergenza e garantire l’evaquazione dei lavoratori e di tutti i soggetti esposti.

Tali corsi di formazione (corso addetto antincendio Roma) hanno una durata che è funzione del livello di rischio valutato in azienda ossia:

  • corso per addetti antincendio in attivita’ a rischio di incendio basso – durata 4 ore;
  • corso per addetti antincendio in attivita’ a rischio di incendio medio – durata 8 ore;
  • corso per addetti antincendio in attivita’ a rischio di incendio elevato – durata 16 ore;

gli argomenti di ciascun corso sono poi dettagliati all’allegato IX dello stesso Decreto Ministeriale.

Si segnala tuttavia come la formazione dei soli addetti antincendio non è l’unica attività di formazione che deve essere erogata dal Datore di Lavoro per garantire un’adeguata prevenzione e protezione dal rischio incendio.

Il datore di lavoro ha altresì l’obbligo nell’ambito dei corsi di formazione organizzati ai sensi dell’art. 37comma 2 del D.Lgs.81/2008 (formazione lavoratori Roma) di formare tutti i lavoratori sul rischio in esame e sulle misure di prevenzione e protezione predisposte in azienda.

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Corsi Online Sicurezza Sul Lavoro

StudioGamma offre corsi online a distanza per le imprese e per i professionisti interessati ad ampliare le proprie conoscenze e a migliorare la propria competitività in ambito lavorativo. StudioGamma opera da oltre quindici anni nel settore e si impegna a formare professionisti di alto livello con un valido corso sicurezza sul lavoro.

Secondo quanto stabilito dal D.Lgs. 81/08 ogni addetto alla sicurezza in azienda deve essere formato adeguatamente, al fine di garantire l’effettiva sicurezza degli impiegati e dell’ambiente lavorativo. StudioGamma si occupa proprio della formazione dei responsabili della sicurezza, proponendo un efficace corso online D.Lgs. 81/08.

L’offerta formativa è ampia ed i corsi 81/08 sono accessibili facilmente online. Inoltre, StudioGamma offre la possibilità di ricevere corsi in house o in aula, al fine di soddisfare le esigenze di ogni singolo cliente. Fra i corsi più richiesti troviamo il corso sicurezza, il corso coordinatore sicurezza cantieri e i corsi rspp.

I corsi rspp (Responsabile Servizi di Prevenzione e Protezione) sono stati progettati seguendo minuziosamente quanto stabilito dall’articolo 32 comma 2 del D.Lgs. 81/08 e dalla conferenza Stato-Regioni del 26 Gennaio 2006. E’ stato poi aggiornato rispettando la L. 98/13, emanata a seguito del Decreto del “Fare” D.L. n. 69/2013.

Ai dirigenti StudioGamma offre un corso online dirigenti della durata di sedici ore, per imparare a gestire ed organizzare la sicurezza, individuare e valutare i rischi, comunicare con e formare i propri lavoratori. Al termine del corso tutti i partecipanti riceveranno un attestato di frequenza.

StudioGamma si occupa anche della formazione degli energy manager del futuro, proponendo loro un esaustivo corso formazione online (con attestato riconosciuto) della durata di quaranta ore, grazie al quale il cliente imparerà a conservare ed utilizzare in modo razionale l’energia. Restando in ambito energetico, StudioGamma offre un corso riservato alla certificazione energetica degli edifici ed un corso di sedici ore riguardo il rischio elettrico PES PAV.

Corsi online più brevi, ma non per questo meno importanti, sono il corso rischio stress (otto ore, interamente online) ed il corso rischio rumore (quattro ore, interamente online). Entrambi i corsi sono molto richiesti e fino ad oggi i clienti di StudioGamma hanno espresso pareri molto positivi riguardo il servizio offerto.

Per maggiori informazioni si prega di visitare – www.studiogammaonline.it

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LA TUA VITA IN SICUREZZA: NON CASCARE IN NESSUN RISCHIO

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  • 10 Ottobre 2013

La maggioranza delle persone recandosi al proprio impiego al mattino danno per scontato che il posto in cui lavorano sia un luogo assolutamente sicuro. E deve essere esattamente così. La realtà dei fatti, però, ci dice che esistono dei lavori molto più rischiosi di altri dove chi deve garantire la sicurezza ha delle responsabilità e degli accorgimenti sicuramente maggiori.

Secondo la relazione annuale dell’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) nel 2012 il numero degli incidenti sul lavoro riconosciuti sono stati 496mila circa, 790 dei quali si sono rivelati mortali. Il trend è in calo rispetto al 2011 dell’8,78% e del 27% rispetto al 2008, segnando una tendenza positiva ma cui di sicuro non si può certo gioire. Negli ultimi anni gli infortuni per caduta dall’alto hanno rappresentato una delle cause più ricorrenti, ricoprendo il 25-30% circa dei casi.

Feny è un’azienda che da molti anni si occupa di sicurezza sul lavoro vendendo, progettando e installando sistemi anticaduta e linee vita e proponendo consulenza e formazione specifica su queste tematiche.
Feny si forma dall’unione di specialisti e partner provenienti dal settore della sicurezza i quali, avendo vissuto centinaia di incidenti occorsi nei cantieri, hanno deciso di contribuire attivamente alla prevenzione delle fatalità in ambiente lavorativo.
A questo proposito Mario Giaquinta, responsabile clienti Feny, dichiara: “La divulgazione e la sensibilizzazione di pubblico, aziende e addetti del settore è sempre stata una nostra priorità ed è fondamentale perché primo o poi queste tragedie diventino realisticamente un percentuale tendente allo zero”.

In quest’ottica, Feny segnala un importante pubblicazione, arrivata alla terza edizione, redatta dall’U.L.S.S. 15 “Alta Padovana” – Regione Veneto: IO NON CI CASCO.
Questo opuscolo è nato con l’obiettivo di fornire ai coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione, alle imprese e ai capo-cantiere i criteri per una efficace progettazione e pianificazione delle misure di sicurezza nei lavori in altezza, partendo dall’analisi di singoli contesti di rischio. Per assicurare una reale riduzione degli infortuni sul lavoro, alla base dei quali vi è spesso una assente o inidonea progettazione della sicurezza, è necessario iniziare da una adeguata e completa valutazione del rischio, considerando globalmente tutte le situazioni potenzialmente pericolose.

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