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Il biberon e l’alimentazione dei neonati nelle prime settimane

L’allattamento al seno è sempre la soluzione da preferire come metodo di alimentazione dei neonati, ma alcune volte può succedere che la mamma debba assentarsi, magari per motivi lavorativi, ed è quindi costretta a trovare delle alternative all’allattamento al seno, come ad esempio il biberon.
Partendo dal presupposto che diverse sono le modalità di somministrazione del latte e che queste dipendono dall’età del bambino, bisogna tener presente che il biberon potrebbe causare più conseguenze negative che positive, se utilizzato nelle prime settimane di vita. È sicuramente vero che i biberon non costano molto, sono facilmente reperibili sul mercato e si caratterizzano per un utilizzo semplice e piuttosto veloce, ma le tettarelle dei biberon, soprattutto quelle con la base larga e con la punta corta e stretta, possono confondere il bebè, portandolo ad un rifiuto del seno o a poppare in maniera scorretta. Ciò accade perché durante l’allattamento al seno, il neonato prende in bocca una grossa parte del seno, in modo che il capezzolo arrivi fino in fondo alla bocca, in modo da stimolarne la suzione. Con l’allattamento tramite biberon invece, la punta della tettarella arriva normalmente fino al bordo gengivale e a quel punto il neonato è portato non più a succhiare, ma semplicemente ad aprire e chiudere la bocca al fine di stringere la tettarella e far uscire il latte. Se il piccolo si abituasse troppo presto all’utilizzo del biberon, sarebbe indotto a ripetere questo movimento anche durante l’allattamento al seno, risultando inefficace per lui e doloroso per la mamma.
Per evitare di utilizzare il biberon, almeno nelle prime settimane e se la mamma non può essere presente per l’allattamento del neonato, si potrebbe utilizzare un bicchierino, con bordi arrotondati, come quelli da liquore ed appoggiarlo al labbro inferiore del bimbo, evitando di versare il latte direttamente in bocca.
È utile ricordare che il biberon può essere tranquillamente utilizzato quando il bimbo è più grande, senza nessuna conseguenza, ma se proprio si decidesse di usarlo anche prima, è consigliabile sceglierne uno con la tettarella morbida, con base non molto larga e con la punta lunga; i fori inoltre non dovrebbero essere troppo grandi, in modo che il neonato riesca a gestire autonomamente il flusso del latte.
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L’allattamento e lo svezzamento nei primi mesi di vita dei neonati

Durante la crescita di un bebè, è bene che i genitori rispettino i diversi periodi legati alla sua alimentazione senza fretta e soprattutto senza precorrere i tempi. Questo significa che l’allattamento e lo svezzamento di un neonato vanno effettuati con calma e seguendo i consigli del pediatra.
Uno studio del centro di ricerche di Atlanta per la prevenzione e il controllo delle malattie, ha indicato che il 40% delle mamme americane inizia la fase dello svezzamento prima del compimento del quarto mese di vita del bebè; cosa assolutamente sconsigliata dall’organizzazione mondiale della sanità, la quale ritiene che l’allattamento al seno sia più che sufficiente fino al sesto mese e raccomanda comunque di non iniziare lo svezzamento del neonato prima del quarto mese. È necessario aspettare questo tempo per introdurre cibi solidi, perché nei primi mesi di vita l’organismo del piccolo non è ancora pronto per digerire in maniera adeguata elementi come i carboidrati complessi, certi tipi di grassi o le proteine. Al contrario, l’allattamento materno fornisce al bimbo tutte le sostanze nutritive adeguate al suo fabbisogno ed è consigliabile non interromperlo, anche se è già iniziato il periodo dello svezzamento. In particolare, l’allattamento al seno riesce a fortificare il sistema immunitario del neonato, prevenendo il rischio della celiachia e di altre allergie ed è proprio  per questo motivo che il glutine dovrebbe essere introdotto durante il periodo dell’allattamento.
Inoltre non è necessario introdurre i diversi tipi di cibo solido poco alla volta, come avveniva in passato con l’erronea convinzione che questo metodo servisse a proteggere il bambino da eventuali allergie. Oggi alcuni studi hanno evidenziato, che l’effetto potrebbe essere addirittura quello opposto ed è quindi consigliabile non aspettare tempi distanziati prima di offrire al piccolo un’alimentazione variegata e completa. Prima ad esempio si attendeva il sesto mese per il glutine, il settimo per il pesce, l’ottavo per il tuorlo d’uovo e così via.
L’allattamento al seno del neonato è quindi da preferire in ogni caso e non vi sono controindicazioni in caso se ne prolunghi il periodo, al contrario, è fondamentale non procedere ad una interruzione prematura, specialmente senza il permesso del proprio pediatra. L’alimentazione dei bambini è di fondamentale importanza, in particolar modo nel primo periodo di vita, per il loro sviluppo psicofisico.
Per una sana e corretta alimentazione dei neonati, è possibile trovare su NewBabyLand, una vasta scelta di articoli per bambini delle migliori marche: a partire da biberon e seggioloni, fino a omogeneizzati, latte in polvere, tiralatte e cuocipappa. Tutti gli articoli per la prima infanzia possono essere acquistati direttamente online al miglior rapporto qualità/prezzo.

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I vantaggi dell’allattamento materno spiegati negli Studi Dentistici Vital Dent di Palermo

L’allattamento al seno, come indicano il buon senso e le ricerche scientifiche, è la migliore maniera per nutrire un neonato, sia per i vantaggi sullo stato generale di salute – migliori possibilità di assorbimento, ottime difese immunologiche e predisposizione a uno sviluppo psicologico adeguato, oltre a un ridotto rischio di contrarre allergie alimentari – sia per i vantaggi della bocca stessa. Gli Studi Dentistici Vital Dent di Palermo assicurano che l’allattamento materno fornisce al neonato una giusta predisposizione allo sviluppo fisiologico della cavità orale, il corretto allineamento dei denti, un minore rischio di malocclusione e l’ottimizzazione della forma del palato.

I dentisti degli Studi Dentistici Vital Dent di Palermo ci spiegano che l’alimentarsi dal seno materno può essere riassunto in due passaggi: suzione, dettata da movimenti della mandibola verso il basso e da movimenti della lingua verso il palato che permettono di far affluire il latte nella bocca, e deglutizione.

Invece – specificano gli odontoiatri degli Studi Dentistici Vital Dent di Palermo – con l’allattamento artificiale non viene eseguito il movimento antero-posteriore del complesso lingua-mandibola e il bambino impara a nutrirsi passivamente: il neonato si nutre con una ridotta attività muscolare e la mandibola esegue prevalentemente movimenti verticali, sviluppandosi meno. Con una scarsa attività linguale e labiale, viene assunta una postura linguale e mandibolare scorretta e gli effetti negativi si riscontrano anche successivamente.

Infatti – sottolineano dagli Studi Dentistici Vital Dent di Palermo – una volta memorizzata la diversa organizzazione linguo-labiale e deglutitoria, viene mantenuta anche dopo il passaggio all’alimentazione mista e, in assenza di trattamento logopedistico e odontoiatrico adeguato, molto spesso si perpetua per tutta la vita. Questo diverso schema funzionale va ad alterare i meccanismi deputati al controllo dello sviluppo cranio-mandibolare, determinando l’insorgenza di un grande numero di problematiche e di malocclusioni.

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Guida alla somministrazione del Latte in polvere per i neonati

Lo sentiamo dire da più parti, lo dicono i pediatri ed i dottori più accreditati, lo dicono ricerche condotte da qualificati scienziati, lo dicono persino le case produttrici di latte in polvere per neonati: il latte materno è il miglior alimento che si possa desiderare per la crescita del vostro bambino.

Tuttavia può accadere che per qualsiasi ragione la mamma non possa o non voglia allattare al seno il proprio bambino, è possibile adottare le diverse tipologie di latte in polvere per neonati studiati appositamente per garantire al vostro bambino il nutrimento giusto ed equilibrato per la sua crescita.

È importantissimo, nel caso si utilizzi il latte in polvere, farsi consigliare dal proprio pediatra quale sia quello più adeguato tenendo conto dell’età del neonato, del suo peso e di altre caratteristiche fondamentali nella scelta del latte da somministrare al piccolo. Ci sono poi, di non minore importanza, le precauzioni e le attenzioni da tenere nel momento della preparazione e della somministrazione del latte.

La pulizia e l’igiene dell’ambiente in cui si prepara e conserva il latte in polvere è fondamentale, la sterilizzazione poi di biberon e tettarelle va fatta una volta al giorno, anche il latte in polvere una volta mescolato con l’acqua, anch’essa di importanza fondamentale per l’alimentazione del bambino, deve essere bollito e raffreddato in acqua fredda. La temperatura del latte deve essere uguale alla temperatura della pelle, circa 37°, per testarlo è sufficiente versare qualche goccia del contenuto del biberon sul dorso della mano o su un altro punto sensibile della pelle.

Da ultimo ma non per ultimo è da sottolineare l’importanza della somministrazione del latte in polvere al neonato. Per le mamme che non possono esercitare l’allattamento al seno è importante nutrire il vostro bambino, seppure dal biberon, in braccio, mantenendo cioè un contatto fisico con il calore e la pelle della mamma, infatti, la vicinanza che l’allattamento al seno produce è importantissima per lo sviluppo del bambino, riprodurre durante l’allattamento artificiale quei gesti teneri non solo è bello per il rapporto tra madre e figlio, è fondamentale per la crescita sana del vostro bambino.

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Allattamento al Seno, uno dei momenti più belli dell’essere mamma

L’allattamento al seno dei neonati è uno dei momenti più dolci dell’essere mamma. È un momento in cui il bambino e la mamma sviluppano quella complicità e quell’attaccamento che durerà tutta la vita. Il momento in cui la mamma ha la possibilità di nutrire e crescere il proprio figlio.

Alcuni consigli sono sempre utili per far sì che questo splendido momento sia vissuto da mamma e bambino nel migliore dei modi.

La posizione corretta durante l’allattamento è forse la prima buona abitudine da tenere a mente quando si allatta il proprio bambino. La posizione più comoda per iniziare sono probabilmente sdraiata su un fianco o seduta, la mamma deve stare comoda mentre da il latte al piccolo, non bisogna in alcun modo rovinare l’atmosfera.

Osservate il vostro bambino durante l’allattamento. La posizione del neonato è corretta quando il naso e il mento del bambino toccano il seno, in caso di seni particolarmente grandi è buona abitudine allontanare il seno dal naso del neonato esercitando una leggera pressione sulla parte superiore.

Vi accorgerete della corretta posizione se il vostro bambino riesce a succhiare il latte dal movimento della sua mascella e dal ritmo della suzione, dapprima veloce poi più rallentata per permettergli di deglutire.

Un altro punto importante riguardante l’allattamento al seno è la quantità delle poppate. Normalmente si tende, sia negli ospedali sia per predisposizione, a programmare le poppate. In ospedale, ad esempio, si tende a portare i bambini alle mamme ad orari prestabiliti mentre per la maggior parte dei neonati sarebbero necessarie più poppate, dalle 8 alle 12 in un giorno. Per quanto riguarda poi la durata delle poppate questa è soggettiva da neonato a neonato; c’è chi prende il latte più velocemente e chi invece ama restare attaccato alla mamma il più a lungo possibile.

In generale è sempre importantissimo consultare il proprio pediatra per trovare il giusto equilibrio nell’allattamento del vostro bambino poi, se il vostro bambino cresce sicuramente lo state nutrendo in modo equilibrato e corretto, l’allattamento al seno è, come abbiamo detto, un momento fondamentale per il rapporto tra la mamma ed il bambino ed è un momento cui va data la giusta importanza e la giusta cura, siate quindi sempre disponibili ad attaccare il vostro piccolo.

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Allattamento misto, integrare il proprio latte con quello in polvere

Ci sono casi in cui una mamma è impossibilitata ad allattare al seno il proprio bambino. Alcuni di questi possono essere dovuti alla mancanza di produzione di latte o alla presenza di alcune patologie per le quali medici e pediatri sconsigliano di allattare al seno.

L’alternativa, nel caso ci siano impedimenti ad allattare naturalmente è possibile ricorrere al latte in polvere adattato. Si può ricorrere a questo tipo di latte anche nel caso in cui il latte materno non sia sufficiente a coprire il fabbisogno nutrizionale del neonato, il cosiddetto allattamento misto, dove il latte artificiale in polvere viene aggiunto al latte materno affinché il bambino sia alimentato correttamente a seconda dei suoi bisogni.

Il latte in polvere è un derivato del latte vaccino, il latte di mucca appunto, del quale invece è sconsigliata la somministrazione ai neonati in allattamento o durante lo svezzamento a causa dell’eccessivo apporto proteico presente. Il latte in polvere, si chiama adattato appunto perché è un derivato del latte vaccino reso più idoneo alle esigenze nutritive dei lattanti e avvicinandolo alle proprietà del latte materno che rimane il miglior nutrimento possibile per il proprio bambino.

L’allattamento misto può avvenire o perché la mamma non ha latte a sufficienza o perché agenti esterni fanno sì che non possa allattare al seno il bambino, per motivi di lavoro  o altro. Si rende allora necessaria l’aggiunta di latte artificiale nell’alimentazione quotidiana dei bambini.

Per i neonati prematuri, o per i bambini di peso notevolmente inferiore alla media, è preferibile il latte materno, infatti, nonostante esistano tipi di latte speciale studiate appositamente per le esigenze dei neonati sottopeso, il latte materno ha delle proprietà naturali che nessun latte artificiali potrà mai avere perché è personalizzato per ogni bambino e si modifica a seconda del fabbisogno del piccolo.

Il latte artificiale, liquido o in polvere, è suddivisibile in due macrocategorie; il latte per neonati e il latte di proseguimento, indicato per i bambini che hanno da poco iniziato lo svezzamento.

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I bambini ed il latte materno

La nascita di un bambino è sempre un evento di grande felicità prima di tutto per i genitori e poi per tutti i parenti che circondano la neo famiglia.

Proteggere il neonato è opera di tutti e è una cosa a cui si partecipa anche senza rendersene conto perfettamente, ma la prima protezione, la protezione più forte che rende il bambino più robusto, è quella della mamma, che anche solo grazie allattamento del neonato.

Il latte materno è una fonte inesauribile di sostanze benefiche per il neonato, che lo aiuta nella crescita ma soprattutto lo protegge, rendendolo forte e resistente.

Queste considerazioni sono state messe in evidenza da uno studio condotto su bambini nati tra il 2000 ed il 2006, che ha permesso di campire in modo ancora più approfondito come allattamento dei bambini al seno permetta una crescita migliore ed uno sviluppo più importante delle difese immunitarie, questo misurando la corrispondenza tra mesi in cui il bambino è stato allattato al seno e numero i malattie infetti che hanno contratto.

Il latte materno infatti, permette uno sviluppo migliore e maggiore delle difese immunitarie del neonato, rendendolo più forte e resistente agli agenti patogeni che possono minacciarlo nei primi mesi di vita.

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Ospedale amico del bambino

Nel 1990 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS/WHO) e l’ UNICEF hanno lanciato una campagna mondiale per promuovere l’allattamento al seno, volta a invertire la tendenza dell’uso di surrogati del latte materno e a sostenere tutte le precauzioni volte alla corretta nutrizione dei bambini.

Una nuova contro tendenza nei confronti della modernità del novecento, un riavvicinamento alla naturalità del sistema a cui apparteniamo…

Nel corso del novecento era diventato d’uso comune ricorrere durante l’allattamento all’uso di farine lattee in sostituzione del latte materno. Questa tendenza è ancora quella dominante nella maggior parte dei paesi del mondo. Nelle regioni più sviluppate, la possibilità di allattare il proprio bimbo con surrogati del latte materno, biberon e accessori vari era sicuramente vista come una modernizzazione a cui aderire per il meglio del bimbo stesso è permetteva anche una maggiore emancipazione delle donne. Nei paesi in via di sviluppo però, dove le condizioni igienico-sanitarie sono molto precarie e dove l’acqua è un bene incerto, le conseguenze di questa nuova tendenza hanno condotto ad una maggiore incidenza di morte, malattie e denutrizione. Oggi molte donne continuano a fare ciò che la prassi gli dice di fare e questa prassi, come detto, è ancora quella si svezzare prematuramente il bimbo e di aiutarsi con il latte in polvere.

Il latte naturale, ovvero quello che un bimbo può serenamente prendere dal seno della propria madre, è un vero è proprio tesoro, esso  fornisce al bimbo tutto ciò di cui necessita, dall’acqua alle sostanze di difesa immunitaria, al nutrimento richiesto da quel particolare stadio di vita. Un neonato che si nutre esclusivamente di latte materno non soffrirà mai la sete, rafforzerà il proprio sistema immunitario e avrà un nutrimento che si adatta alla crescita giorno dopo giorno poichè è il latte stesso a cambiare nel coso delle ore e delle giornate per adattarsi ad una mervigliosa creatura quale un bimbo.

L’iniziativa “ospedale amico del bambino” offre alle strutture sanitarie le linee guida per diventare veri e propri centri di sostegno all’allattamento materno. Un ospedale che aderisce all’iniziativa si impegna a non accettare campioni gratuiti o a buon mercato di surrogati del latte materno, di biberon o tettarelle e ad attuare dieci passi fondamentali per favorire l’allattamento al seno.
Dalla promozione di questa iniziativa ad oggi sono stati più di 19.000 gli ospedali, in 140 Paesi in via di sviluppo e industrializzati, a ottenere il riconoscimento “amico del bambino”.

I dieci passi raccomandati per il successo dell’allattamento al seno” sono:

  1. Definire un protocollo scritto per l’allattamento al seno da far conoscere a tutto il personale sanitario
  2. Preparare tutto il personale sanitario per attuare compiutamente questo protocollo
  3. Informare tutte le donne in gravidanza dei vantaggi e dei metodi di realizzazione dell’allattamento al seno
  4. Aiutare le madri perché comincino ad allattare al seno già mezz’ora dopo il parto
  5. Mostrare alle madri come allattare e come mantenere la secrezione lattea anche nel caso in cui vengano separate dai neonati
  6. Non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su precisa prescrizione medica
  7. Sistemare il neonato nella stessa stanza della madre ( rooming-in ), in modo che trascorrano insieme ventiquattr’ore su ventiquattro durante la permanenza in ospedale
  8. Incoraggiare l’allattamento al seno a richiesta tutte le volte che il neonato sollecita nutrimento
  9. Non dare tettarelle artificiali o succhiotti ai neonati durante il periodo dell’allattamento
  10. Favorire la creazione di gruppi di sostegno alla pratica dell’allattamento al seno, in modo che le madri vi si possano rivolgere dopo essere state dimesse dall’ospedale o dalla clinica.

Tutto ciò smentisce la paura di molte donne di non avere abbastanza latte o di non poter sopperire adeguatamente alle necessità del proprio figlio. Secondo questa filosofia infatti è proprio un buon attaccamento al seno e quindi l’avvio di un allattamento naturale e continuativo nel tempo a favorire dal punto di vista biologico la produzione del latte. Se si aggiunge il fatto che l’allattamento al seno rende più intimo e stretto il raporto madre-figlio giovando alla salute, al benessere e alla serenità di entrambi, allora questa iniziativa assume una nobiltà priva di misure..

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