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Alessandro Benetton: “Farcela da soli? Magari agli inizi, ma per crescere servono connessioni”

Pensare di dover fare affidamento esclusivamente sulle proprie forze può rivelarsi un errore fatale, avverte Alessandro Benetton. Per fare veramente la differenza è necessaria una solida rete di connessioni.

Alessandro Benetton

Costruire un’impresa, Alessandro Benetton: "Partnership l’unica via per il successo"

Per quanto possano apparire come frasi da dire con orgoglio, "Mi sono fatto con le mie mani", "Non devo niente a nessuno", "Ho fatto tutto da solo" sono parte di quella narrazione che accomuna la figura dell’imprenditore a quella di decisore solitario. Una narrazione che ormai da tempo si è rivelata fallace. Alessandro Benetton ha affrontato l’argomento nell’ultimo episodio della rubrica Youtube #UnCaffèConAlessandro. "All’inizio possiamo partire da soli, affidandoci solo alle nostre forze. Ma arriva sempre il momento in cui il focus passa dall’avviare un’impresa a farla crescere. E tutto si gioca sulla rete di connessioni che abbiamo costruito". Per allargare la propria prospettiva e il proprio business, la capacità di trovare partner adeguati si rivela fondamentale. L’imprenditore fa l’esempio del Gruppo Edizione, che guida da inizio anno nelle vesti di Presidente: "Una realtà solida che comprende aziende importanti, con investimenti internazionali e una prospettiva di lungo periodo. Per costruire un’impresa di queste dimensioni – spiega Alessandro Benettonè necessaria un’infrastruttura di connessioni solide con partner in tutto il mondo".

Alessandro Benetton: "Imprenditori geni solitari? Tutta un’illusione"

Tra le controllate della holding di Treviso anche Telepass e Autogrill, realtà che di recente hanno lavorato proprio in questa direzione: "Per Telepass – ricorda Alessandro Benettonnel 2020 abbiamo deciso di affiancarci a Partners Group, impresa globale di private equity che gestisce asset per 127 miliardi. L’obiettivo era ed è ancora rendere Telepass il leader europeo nel mercato del pagamento legato alla mobilità. Partners Group ha al suo interno aziende del mondo digital e fintech, essenziali per la strategia di sviluppo a livello internazionale. Strategie che da soli – sottolinea – non avremo mai potuto perseguire". Percorsi che, data la presenza di molteplici portatori di interesse, prevedono manovre ed operazioni lunghe, complesse e faticose: "Lo facciamo perché ne vale la pena: spendersi per allargare la propria rete è l’unico modo per crescere davvero". Anche icone come Steve Jobs, Elon Musk e Mark Zuckerberg hanno portato avanti questa impostazione, nonostante su di loro aleggi il mito di "geni solitari": "Basta dare una sbirciata dietro le quinte per capire che è tutta un’illusione. Pensare ad un imprenditore come ad un ‘one man show’ è il primo passo per il fallimento. La verità – conclude Alessandro Benettonè che il valore di un imprenditore è definito in gran parte dalla rete di connessioni che è riuscito a costruirsi".

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Comprare Oro o Venderlo Quale è la Scelta Migliore

Comprare oro o venderlo è una domanda che gli investitori ed i risparmiatori che investono sul prezioso metallo giallo si sono fatti spesso negli ultimi anni.
A rendere la strategia del comprare oro da investimento appetibile agli investitori sono solitamente le crisi economiche o altre situazioni negative per l’economia come l’inflazione.
In questi casi sono molti i privati che si affidano ala rinomata forza dell’oro come bene rifugio da accantonare per realizzare riserve auree che mantengono il valore del denaro investito sul lungo periodo.
Al contrario a prediligere il vendere oro sono le circostanze personali o il desiderio di concretizza una plus valenza data dalla maggiorazione id prezzo rispetto al momento dell’acquisto.
Compare oro da investimento è particolarmente adatto a realizzare riserve di valore in quanto l’oro è facilmente monetizzabile anche sotto forma fisica recandosi presso una attività come questo compro oro Firenze che acquista oro usato in qualsiasi forma o condizione.
Sia che si tratti di lingotti da investimento che di gioielli oggi è possibile detenere questi oggetti per vendere al momento che sopraggiungano esigenze impellenti di liquidità che non possiamo ottenere in altro modo.
Sono molte le persone che oggi puntano sul prezioso metallo giallo per avere scorte finanziarie, il consiglio è sempre quello di non vendere oro usato o nuovo in quanto questo bene aumenta anche lentamente intercalando momenti di ribasso.
Per capire le potenzialità dell’oro come bene rifugio basti pensare che negli ultimi 20 anni il suo valore è aumentato quasi di sette volte un risultato che lo pone come uno dei migliori investimenti in assoluto.
Oltre ad essersi rivelato conveniente il prezioso metallo giallo garantisce anche a stabilità e la sicurezza come pochi altri beni o titoli possono fare.
Pet tutti questi motivi alla domanda comprare o vendere oro si può rispondere che non conviene mai monetizzarlo se non in quei casi in cui le necessità economiche o per qualcosa che desideriamo particolarmente.
In questi casi la scelta di monetizzare il valore dell’oro non è dettata dalla convenienza ma piuttosto da altre ragioni che sono preferite al voler mantenere una riserva aurea che ci metta al sicuro dalle crisi e dall’inflazione oltreché da eventuali altri dissesti.

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Investimenti nell’idrogeno verde, nel 2050 ci darà un quarto del fabbisogno energetico

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  • 26 Luglio 2022

La questione energetica non è mai stata così forte all’interno del dibattito economico e geopolitico. Se la necessità di passare dal combustibile fossile a quello rinnovabile era già avvertita in precedenza, la guerra in Ucraina ha dato ulteriore risalto al problema.
Per riuscire a ridurre la dipendenza energetica dalla Russia occorreranno investimenti importanti. Altrettanto importanti sono quelli richiesti dalla necessaria transizione verso un mondo più sostenibile.

L’idrogeno verde catalizza gli investimenti

irdogeno verdeIn questa ottica, scienziati ed investitori sembrano non avere dubbi sul ruolo che in futuro rivestirà l’idrogeno verde.
In base ad un’analisi contenuta nel Global Energy perspective 2022, a partire dal 2035 il primo elemento della tavola periodica comincerà ad assumere un ruolo sempre maggiore nel settore dei trasporti ed in quello industriale.

Questa crescita attirerà ulteriori investimenti, innescando un ciclo virtuoso che porterà l’idrogeno verde a soddisfare entro il 2050 un quarto della domanda totale di energia in Europa.
Il beneficio non soltanto sarà in termini di minore dipendenza estera (il buy limit forzato di questo periodo sarà un lontano ricordo), ma anche in termini climatici. Infatti consentirà di risparmiare 560 mega tonnellate di anidride carbonica.

Il ruolo dell’idrogeno verde

La rivoluzione dell’idrogeno verde è alimentata da diversi fattori. Oltre alla necessità di spingere gli investimenti nel settore rinnovabile, c’è il vantaggio di ottenere il tutto a zero emissioni. Peraltro si tratta di un elemento facile da trasportare, immagazzinare ed anche distribuire.
Gli investimenti nel settore delle forniture e lo stoccaggio di idrogeno verde renderanno tutto ancora più facile in futuro, mentre oggi risulta molto limitato ad alcune applicazioni industriali e dalla produzione di ammoniaca.

La rivoluzione dei trasporti

Senza dubbio l’impatto maggiore dell’idrogeno verde si avrà nel settore dei trasporti. Nel 2025 dovrebbero esserci 27.000 veicoli alimentati con questo sistema, ma appena 5 anni dopo il numero dovrebbe salire a 300.000. Si viaggerà al ritmo di una martingala, così che nel 2050 supereranno gli 8 milioni. Se così fosse, sarebbero necessari grossi investimenti, soprattutto nelle stazioni di servizio per il rifornimento oggi ce ne sono appena sei in tutta Italia.

Le imprese fiutano l’affare

Questa inevitabile svolta sta spingendo sempre più imprese attive nell’energia a cavalcare l’onda verde. Si moltiplicano progetti ed investimenti, si studiano infrastrutture moderne e si preparano legislazioni in merito. Poche settimane fa Bruxelles – per superare la dipendenza alla Russia – ha varato la politica di sviluppo “Hydrogen Accelerator”.
Il grosso ostacolo al momento sono i costi, che purtroppo sono ancora molto elevate Ma già la diffusione massiva consentirà di ottenere delle piccole economie.

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Visitare Scopello dal mare

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  • 26 Luglio 2022

Scopello è assolutamente uno dei borghi più belli in Sicilia e per questo meta di tantissimi turisti ogni anno. Ci troviamo nella Sicilia occidentale, a pochi minuti d’auto da Castellammare del Golfo e dalle spiagge di San Vito Lo Capo.

Probabilmente l’immagine iconica e più famosa di Scopello è quella dei suoi Faraglioni e della antica Tonnara adiacente. Questa per molti è la porta di ingresso per la Riserva dello Zingaro, un’area marina protetta.

Parliamo sicuramente di una delle mete più apprezzate sia per la gente del luogo che per i turisti, dato che le acque così limpide e lo scenario suggestivo che caratterizzano l’intera zona sono praticamente irripetibili.

 

Il Borgo

Sicuramente può far piacere a tutti visitare il Borgo prima ancora di scoprire il mare di Scopello. Qui vi è una piazza centrale circondata da un piccolissimo centro abitato. All’interno dell’antico baglio è possibile trovare attività di ristorazione varie e negozi di souvenir.

È consigliato di approfittarne per girare a piedi l’intera zona e gustare alcune tra le specialità locali come ad esempio il famoso “pane cunzato”. Da provare sono anche le cassatelle (un dolcetto a base di ricotta) ed il cous cous.

 

I faraglioni di Scopello

I faraglioni di Scopello sono una cartolina vivente, un luogo paradisiaco da fotografare e ammirare più volte. I due Faraglioni dominano la zona e sono arricchiti dalla presenza della Tonnara.

Questo suggestivo scorcio ha reso celebre nel mondo questa angolo di Sicilia. È possibile raggiungere la zona dei Faraglioni In auto o anche a piedi partendo dal Borgo, seguendo un sentiero immerso nella campagna.

 

Scoprire Scopello dal mare

Per scoprire Scopello direttamente dal mare è necessario noleggiare una imbarcazione (ti consiglio Marina Yachting) in zona Castellammare del Golfo e raggiungere l’area dei Faraglioni direttamente a bordo.

Da qui è possibile muoversi e raggiungere alcune località suggestive che si trovano nei paraggi, ad esempio:

 

  • Spiaggia di Guidaloca: La spiaggia di Guidaloca è caratterizzata da ciottoli di piccole dimensioni, un litorale a forma di ferro di cavallo incastonato tra due costoni rocciosi ricoperti di vegetazione. Qui l’acqua è splendidamente chiara ed è un posto che non ti stancherai mai di guardare.
  • Cala Mazzo di Sciacca: Questa è una delle spiagge più belle di Scopello, ed è caratterizzata da un mare dal colore turchese. Solitamente è poco affollata e rappresenta un’occasione unica per fare un bagno in un contesto che è possibile definire paradisiaco.

 

Conclusione

Se stai dunque programmando la tua prossima vacanza in Sicilia, e hai individuato come meta la zona di Scopello e Castellammare del Golfo in particolare, sicuramente fai bene a prenotare una escursione in barca così da poter raggiungere scoprire Scopello direttamente dal mare.

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Cucinare a casa: il 95% degli italiani cerca le ricette su internet

Gli italiani si affidano a Google e ai social network nel momento in cui devono cucinare a casa. Nello specifico, il 95% ricorre almeno ad una fonte online per cercare ricette, mentre il 67% utilizza almeno un social media per trarre ispirazione. 

A guidare le ricerche, c’è ovviamente Google: lo preferisce il 56% degli italiani. Tra i social media, emerge Youtube, scelto dal 46% degli utenti alla ricerca di ricette. Lo studio, condotto dall’Osservatorio Nestlé, suddivide le statistiche anche per fascia d’età: 

  • i 18-24enni (58%) e i 25-34enni (49%) si affidano soprattutto ad Instagram
  • la fascia 35-44 anni (58%) attinge soprattutto dai siti web o dai blog di appassionati di cucina
  • i 45-54enni (43%) preferiscono i tutorial su Youtube
  • gli over 55 (53%) scelgono i ricettari di famiglia.

Prima dell’avvento dei social network il 62% prendeva spunto principalmente dai libri di cucina e il 52% dai ricettari di famiglia. Il 46% cercava direttamente la ricetta attraverso Internet, il 35% attraverso trasmissioni televisive dedicate e il 34% si affidava alle ricette lette sui giornali.

Le ricette più cercate su internet 

Secondo i dati di Google Trends, le ricette più cercate su internet sono le più semplici. Al primo posto, troviamo la più amata in Italia, ovvero la pasta: in particolare, sono ricercate ricette come la pasta alla boscaiola, con i peperoni e la classica pasta e fagioli.

Troviamo poi la torta di pere, i pancake, le crepes e, infine, un altro classico, la pizza. In aumento, invece, nuove tendenze come il poke ed il porridge, ma anche ricette fresche come l’insalata di riso.

Infine, gli italiani non rinunciano a prepararsi qualche buon cocktail a casa: i preferiti sono il Sex on the beach ed il Gin Tonic. 

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Come combattere le vene varicose: soluzioni naturali

Oggigiorno, i problemi a carico delle vene attanagliano nello specifico sempre più donne, le quali continuano ad essere alla spasmodica ricerca di rimedi naturali da applicare per tentare di risolvere la spiacevole situazione. Uno su tutti è senza ombra di dubbio la condizione patologica delle vene varicose: a cosa è dovuta, quali sono alcuni accorgimenti che si possono applicare e quali sono i rimedi naturali più utili a questo riguardo? In questa breve ma dettagliata guida analizziamo l’argomento nel dettaglio, fornendo parallelamente alle informazioni utili anche dei consigli efficaci contro questa piaga estremamente frequente.

Vene varicose: cause e sintomi

L’insorgenza delle vene varicose è legata doppio filo ad un’insufficienza della circolazione venosa, disturbo degenerativo che induce un significativo rallentamento e una riduzione del flusso sanguigno proveniente dal cuore e diretto verso le estremità del corpo, canalizzato proprio dalle vene. Tale spiacevole disturbo causa non pochi grattacapi a chi ne soffre, facendo insorgere sintomi come stanchezza, pesantezza delle gambe, dolenzia, gonfiore di gambe e caviglie, crampi notturni, dolorabilità al semplice tatto e vene superficiali in evidenza.

Nonostante si tratti di un disturbo molto diffuso, esistono degli accorgimenti che si possono applicare, delle modifiche che impattano sullo stile di vita quotidiana che potrebbero dare una grossa mano nella riduzione di questo fastidio. Quali? Analizziamone alcuni.

Accorgimenti e rimedi naturali

Un primissimo atteggiamento molto utile a questo riguardo è quello che porta all’ideazione e alla progettazione di attività fisica regolare e quotidiana, effettuabile anche mediante camminate di almeno un’ora al giorno, in modo tale da stimolare positivamente la circolazione sanguigna agli arti inferiori. Oltre a ciò, potrebbe essere d’aiuto anche utilizzare le punte dei piedi ogni qualvolta ci si alza da una posizione seduta, così da stimolare la pompa muscolare del polpaccio che agevola il flusso sanguigno, indirizzandolo verso l’alto. Durante le proprie camminate, è sempre bene utilizzare scarpe comode, dotate di pianta larga e tacco basso, capaci di canalizzare al meglio la circolazione senza ostruirla.

Oltre a questi piccoli accorgimenti, è anche possibile utilizzare dei rimedi naturali, come la crema Varicolift, acquistabile sul sito web www.varicolift.info, la quale potrebbe dare un valido supporto nella diminuzione del dolore, nel rinforzo delle pareti venose e nel miglioramento della circolazione sanguigna.

Parallelamente a quanto descritto, è di fondamentale importanza abbandonare errate abitudini o stili di vita che non fanno che arrecare ancora più difficoltà a carico del flusso ematico, come il vizio del fumo, dell’alcol o dell’abuso del caffè, sostanze che svolgono un’azione vasocostrittrice sulle vene e sulle arterie fungendo da veri e propri tappi a carico del torrente sanguigno. Inoltre, un’occhio di riguardo va anche posto sulla postura che si mantiene per grossi lassi di tempo: se si è relegati per ore su di una sedia a causa di esigenze lavorative, è bene sgranchirsi le gambe ad intervalli regolari di tempo, in modo da riattivare la circolazione sanguigna.

Infine, un ruolo molto importante lo gioca anche il peso corporeo: la quantità di grasso in eccesso potrebbe agevolare l’insorgenza delle vene varicose, in quanto i vasi sanguigni come i capillari e le arterie sono portati a ridurre la loro dimensione per far fronte al quantitativo di grasso distribuito sulla superficie del corpo.

La semplice attuazione di questi piccoli accorgimenti potrebbe migliorare leggermente la situazione, concedendo un pò di sollievo a coloro che soffrono di tale condizione patologica.

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Francesca Dellera, il successo internazionale di una diva del cinema

Il film “La Carne” ha fatto conoscere al pubblico internazionale la sensualità di Francesca Dellera, lanciandola come icona di bellezza internazionale, poi la scelta, per sua intima convinzione, di una vita riservata lontano dai riflettori con il compagno tra Parigi e Londra.

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera: il successo internazionale di una diva del cinema

Francesca Dellera arriva al mondo dello spettacolo inizialmente come fotomodella, ritratta dai più grandi fotografi internazionali come Helmut Newton, Dominique Issermann, Michel Comte, André Rau, Greg Gorman e tanti altri. Il successo arriva quando è chiamata a recitare come protagonista insieme a Gina Lollobrigida nella miniserie “La romana”, remake del film originale di Luigi Zampa, tratto da un romanzo di Alberto Moravia con 10 milioni di spettatori e un successo tale che Moravia la sceglie per dedicarle un’intervista sul settimanale L’Espresso, privilegio che aveva concesso solo a Claudia Cardinale e Sophia Loren. Il riconoscimento internazionale come attrice cinematografica arriva grazie al regista Marco Ferreri, che scrive appositamente per lei il copione del film “La Carne”, presentato con successo al Festival di Cannes, conferma la dimensione internazionale della sua protagonista. Federico Fellini, colpito dall’interpretazione nel film di Ferreri, la scelse per il ruolo della Fata per il film Pinocchio, un progetto al quale il regista pensava da tempo e che avrebbe dovuto avere Roberto Benigni nel ruolo del burattino; la scomparsa prematura del regista impedì però la realizzazione del film. La rockstar Prince, dopo aver visto le sue foto, andò a Parigi per conoscerla e affittò un cinema per vedere da solo il film “La carne”, proponendole di andare con lui in America ed essere la protagonista di un suo videoclip. Successivamente Francesca Dellera si trasferisce in Francia, dove prende parte ad altri importanti progetti come “L’ours en peluche”, film in cui è la protagonista accanto alla più grande star francese Alain Delon con la regia di Jacques Deray, e la miniserie “Nanà”, una coproduzione italo francese tratta dall’omonimo romanzo di Emile Zola, e nel kolossal internazionale “La contessa di Castiglione”, al fianco al mito del cinema francese jeanne Moreau e diretta dalla regista Josée Dayan.

Francesca Dellera: le interviste e la vita in Francia

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

“Ho vissuto una vita intensa, internazionale, dove ho ottenuto tanto, ma il successo e la popolarità sono esperienze molto violente quando si vivono ad appena 20 anni. Per questo, poi, ho fatto del tutto per scomparire”. Con queste parole, estratte da una delle poche e selezionate interviste concesse da Francesca Dellera e rilasciata al “Corriere della Sera” la bellissima attrice spiegava all’intervistatrice e al pubblico il proprio allontanamento dai set cinematografici. Attualmente Francesca Dellera, ha scelto per sua intima convinzione di condurre una vita improntata alla massima riservatezza tra Parigi e Londra insieme al suo compagno. Il pubblico continua a dimostrarle il proprio affetto e il proprio calore con commenti lusinghieri ai post condivisi sul proprio profilo ufficiale Instagram.

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Piattaforme di lavoro: formare gli operatori e migliorare la prevenzione

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Piattaforme di lavoro: formare gli operatori e migliorare la prevenzione

 

Un corso a Brescia il 13 e 14 ottobre 2022 per accrescere le competenze e migliorare la formazione e prevenzione degli infortuni che avvengono nell’uso delle piattaforme di lavoro elevabili.

 

Nei lavori in quota connessi a vari ambiti lavorativi è sempre più diffuso l’uso della piattaforma di lavoro mobile elevabile (PLE), un utilizzo che, specialmente in assenza di un’adeguata formazione e prevenzione dei rischi, espone gli operatori a infortuni che possono anche essere gravi e mortali.

 

Proprio in relazione ai rischi elevati di queste macchine “destinate a spostare persone alle posizioni di lavoro in cui svolgono mansioni dalla piattaforma di lavoro”, l’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 prevede che per i lavoratori che utilizzano piattaforme di lavoro mobili elevabili sia necessaria una specifica abilitazione.

 

Sono disponibili corsi in presenza per aiutare consulenti e formatori a conoscere i rischi delle piattaforme di lavoro e a organizzare un’adeguata formazione dei lavoratori secondo quanto richiesto dalla normativa?

 

Il corso per migliorare formazione e prevenzione con le piattaforme

Per aiutare consulenti e formatori e migliorare la prevenzione degli infortuni, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza a Brescia il 13 e 14 ottobre 2022 un corso di 16 ore in presenza dal titolo “Piattaforme di lavoro elevabili per formatori”.

 

Il corso si propone di porre le basi per:

  • conoscere gli aspetti principali inerenti la normativa riguardante le attrezzature di lavoro;
  • conoscere le attrezzature e i DPI idonei;
  • saper organizzare corsi di formazione sulle attrezzature di lavoro ai sensi dell’Accordo stato regioni 22 febbraio 2012;
  • saper distinguere ed individuare i contenuti di un modulo giuridico-normativo, tecnico e pratico.

 

Segnaliamo che la partecipazione al corso, rivolto a formatori e consulenti che intendono accrescere le proprie conoscenze su questi temi, non abilita il partecipante all’utilizzo dell’attrezzatura, non è da intendersi quale abilitazione del docente/formatore secondo i requisiti previsti dall’accordo Stato Regioni del 22 febbraio 2012 e non consente di rilasciare attestati ai lavoratori che frequentano corsi di formazione riguardanti l’abilitazione all’uso delle attrezzature di lavoro.

 

Piattaforme di lavoro: i principali rischi da conoscere

Sono molti i rischi di cui tener conto nell’utilizzo della piattaforma di lavoro mobile elevabile.

 

Ne ricordiamo molto brevemente alcuni:

  • rovesciamento e ribaltamento;
  • investimento e schiacciamento di persone;
  • elettrocuzione per contatto con linee elettriche aeree;
  • caduta del carico e di materiale dall’alto e proiezione di materiale;
  • caduta dall’alto dell’operatore;
  • uso improprio del mezzo;
  • urti, colpi, impatti, compressioni, cesoiamento e schiacciamento;
  • interferenze con altre macchine e attrezzature in cantiere;
  • rischi indotti da malfunzionamenti;
  • ribaltamento durante le operazioni di salita e discesa del mezzo dal veicolo di trasporto.

 

Le informazioni sul corso per le piattaforme di lavoro elevabili

Il corso di 16 ore è intitolato “Piattaforme di lavoro elevabili per formatori” si terrà, dunque, a Brescia dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 il 13 e 14 ottobre 2022.

 

Il percorso si sviluppa su più moduli:

  • Modulo giuridico: nozioni di base sulla normativa (Titolo III del D. Lgs n. 81/2008, Accordo Stato Regioni 22/02/2012)
  • Modulo tecnico: le piattaforme di lavoro elevabili (Caratteristiche delle piattaforme, componenti strutturali e corretto utilizzo)
  • Modulo pratico presso il campo prove

 

I partecipanti fruiranno anche di 2 moduli in e-Learning propedeutici al corso in presenza. Queste nozioni saranno utili a fornire al partecipante le basi teoriche riguardanti le tematiche che verranno trattate in aula.

 

Riportiamo alcuni degli argomenti e attività svolte durante il modulo pratico (14 ottobre 2022):

  • Approfondimento struttura e componenti delle piattaforme di lavoro elevabili
  • Approfondimento parte pratica
  • Parte pratica: il partecipante proverà l’attrezzatura in questione
  • Rilascio Kit formativo e sua spiegazione
  • Esame finale
  • Debriefing del corso
  • Test di verifica dell’apprendimento

 

Il docente del corso è Giovanni Buffoli, formatore esperto in lavori in quota e Direttore del Centro di Formazione AiFOS Sicurlive.

 

Ricordiamo che i corsi sono validi come 16 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, coordinatori alla sicurezza, formatori qualificati seconda area tematica, HSE (area tecnica in materia di sicurezza sul lavoro), Consulenti AiFOS (ambito sicurezza sul lavoro). Il corso è valido anche ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (L. 4/2013).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link:

https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/piattaforme_di_lavoro_elevabili_per_formatori

 

Per informazioni e iscrizioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel.030.6595035 – fax 030.6595040 www.aifos.it[email protected]

 

 

14 luglio 2022

 

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Recensione caldaie Vaillant

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  • 26 Luglio 2022

Recensione caldaie Vaillant

Le caldaie Vaillant rappresentanouna garanzia nel settore, una delle caldaie più presenti nelle case dei romani, abbinano un’ottima qualità ad una grande economicità e facilità di manutenzione.

Recensione caldaie Vaillant: Vantaggi

Le caldaie Vaillant risultano esseremolto facili da installarei, grazie soprattutto alle competenze e agli attrezzi utilizzati dal vostro idraulico nel fare l’intervento potranno essere posizionate in posizione ottimale e soprattutto grazie alla loro estetica non andranno a rovinare l’immagine dei vostri esterni.

come tutte le caldaie un elemento fondamentale risulta essere la manutenzione costante e periodica che eviterà la creazione di future problematiche, prevenire risulta essere sempre meglio che curare; infatti, anche in questo caso grazie di interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria potremmo prevenire futuri problemi più gravi che potrebbero portare ad un’interruzione del funzionamento una la rottura dell’impianto.

Essendo un modello a condensazione, ha una lunga durata e maggiore efficienza rispetto a quelle a camera aperta, sia per quanto riguarda il rendimento sia dal punto di vista delle emissioni di CO2.

si tratta di un modello a metano, in perfetta linea con quelle che sono le direttive europee in materia di emissioni efficienza energetica, sarà possibile infatti richiedere il déco bonus con detrazione fiscale al 50%.

Grazie alla sua tecnologia permette un’efficienza massima in termini di termica e realizzazione dell’apparecchio.

Molti modelli sono dotati di ultime tecnologie che permetteranno la gestione facilitata del vostro apparecchio.

 

Recensione caldaie Vaillant: Svantaggi

L’unico svantaggio riportare l’assenza di un kit sdoppiatore nella dotazione di accessori, che dovrà essere richiesto quando viene acquistato e quindi preso a parte, in quanto si presume che si abbia un scarico di fumi già nell’abitazione.

Svantaggi legati a questo tipo di caldaia sono i classici per questo tipo di impianto, ovvero un’usura nel tempo, una costante manutenzione, e soprattutto attenzione nel funzionamento dei componenti che dovranno essere sostituiti qualora vi sia un abbassamento dell’efficienza dell’impianto.

 

Problematiche comuni caldaie Vaillant

Presenza di calcare nelle tubature, una problematica molto comune che causa il blocco della caldaia e l’assenza di combustibile all’interno dell’impianto, questo vale per qualsiasi tipo di combustibile utile alle caldaie, è strettamente necessario abitualmente controllare lo stato del carburante presente all’interno della caldaia ed eventualmente riportare il livello ad un valore ottimale.
Il nostro consiglio è quello di prevenire le problematiche per evitare la nascita di problemi effettivi futuri che possono portare a maggiori esborsi economici e lavori più complessi, è anche consigliato però fare attenzione nel maneggiare le caldaie.

Anomalie impianto elettrico, una causa molto frequente possiamo entrare la caldaia e l’assenza di corrente elettrica virgola che porterà allo spegnimento della fiamma che dovrà essere riaccesa successivamente una volta torna l’elettricità.

Pressione non idonea nella caldaia, nel caso in cui la caldaia non ha un livello di pressione adeguato e non vi sono le problematiche riportate in precedenza è possibile che vi sia una non adeguata pressione all’impianto, è semplice controllare quest’ultima andando a verificare sul display o sul manometro dirigo la pressione dovrà essere tra 1,5 e due bar nel caso di pressione alta sarà sufficiente aprire una delle valvole di sfogo presente sulle serpentine o sui radiatori, in caso invece di pressione bassa sarà possibile utilizzare la valvola posta sotto la caldaia per ripristinare la pressione adeguata.

Aria nei radiatori, la presenza di aria del radiatore può portare problemi all’impianto idraulico, è molto semplice verificare questa condizione virgola in quanto parte del radiatore rimarrà riscaldata mentre un’altra parte sarà fredda, sarà sufficiente quindi solamente aprire lo sfiato posto radiatore per eliminare l’aria.

Problematiche nel tiraggio dei fumi, la caldaia potrebbe andare in blocco nel caso in cui vi sia un problema all’espulsione dei fumi, sarà necessario un intervento di un professionista per risolvere questa condizione.

Recensione caldaie Vaillant: Conclusioni

recensione caldaie Vaillant mostra come questo tipo di caldaie abbiano molti pregi e soprattutto pochi difetti legati alle caratteristiche tipiche delle caldaie, non troverete quindi difetti o ulteriori problematiche legate al modello ma solamente i classici problemi di ogni tipo di caldaia.

i prezzi risultano essere commerciali, infatti abbinano efficienza economicità e soprattutto non è sempre buona norma multare a risparmio in quanto un risparmio ora potrebbe portare a conseguenze nel futuro, e quindi acquistando un prodotto di scarsa qualità si potrebbe incorrere in problematiche o future spese impreviste.

 

Assistenza Caldaie Vaillant Roma

Manutenzione, assistenza, riparazione, tutto questo e molto altro viene offerto dal nostro servizio di assistenza caldaie a Roma siamo professionisti che operano nel settore attivi h 24 per 365 giorni l’anno, siamo dati di un call center attivo che sarà in grado di consigliarvi la soluzione dei vostri problematiche e vi metterà in contatto con il tecnico più vicino per risolvere tempestivamente tutte le vostre problematiche

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Buddyfit chiude round da 10 milioni, ad assisterlo il team Orrick guidato da Attilio Mazzilli

Il capitale raccolto verrà destinato allo sviluppo di nuovi servizi e alla crescita dell’organico. Tra i protagonisti dell’operazione Attilio Mazzilli, dal 2015 Partner di Orrick e oggi anche Responsabile del Tech Group italiano.

Attilio Mazzilli

Attilio Mazzilli: quarto round per Buddyfit, Orrick assiste la piattaforma di allenamento in streaming

Importante traguardo per Buddyfit: l’app dedicata all’home-fitness ha infatti chiuso un nuovo round da oltre 10 milioni di euro. A guidarlo come lead investor il fondo Azimut Digitech Fund seguito da Cairo Communications, RCS MediaGroup, noti imprenditori italiani e family office. Orrick ha assistito la startup con un team guidato dai partner Attilio Mazzilli e Alessandro Vittoria, rispettivamente Responsabile e membro del dipartimento Technology Companies Group. Ad assistere Azimut lo studio legale Gianni & Origoni e Gellify in qualità di advisor. Per Buddyfit, fondata nel 2019 da Giovanni Ciferri, Stefano Manzoni e Stefano Cortese, si tratta del quarto aumento di capitale, con il primo da 600mila euro e il più recente da 5 milioni di euro. Un successo travolgente, con numeri sempre più importanti anche grazie alla partecipazione di volti noti dello sport e dello spettacolo come Zlatan Ibrahimovic e Diletta Leotta, oggi soci del progetto. Distinguendosi rispetto alle altre app di fitness, la piattaforma offre un servizio di allenamento in diretta streaming che consente di interagire non solo con numerosi personal trainer o sportivi, ma anche con le altre persone che in quel momento seguono la lezione.

Attilio Mazzilli: Buddyfit, dettagli e obiettivi dell’operazione

I risultati raggiunti in pochi anni dalla startup hanno attirato l’attenzione anche di Diadora, diventato technical sponsor dell’iniziativa lo scorso gennaio. Con il capitale raccolto finora, Buddyfit intende sviluppare nuovi servizi, aumentare il proprio organico di 50 unità e continuare il processo di espansione internazionale già avviato con l’ingresso nel mercato spagnolo. “Il nostro obiettivo è quello di aiutare milioni di persone a stare in salute divertendosi – ha dichiarato il CEO Giovanni Ciferri – è una missione che ci riempie d’orgoglio e ci motiva ogni giorno”. A partecipare all’ultimo round della startup anche numerosi sportivi, tra cui Andrea Pirlo, Massimiliano Allegri, Leonardo Bonucci e Marco Verratti. Il team di Orrick era composto, oltre che da Attilio Mazzilli e Alessandro Vittoria, anche dagli of counsel Livia Maria Pedroni e Flavio Notari, head of tax del dipartimento Technology Companies in Italia, e dalla associate Ginevra Rebecchini. Per lo studio GOP presenti invece il partner Federico Dettori e i senior associate Rodrigo Boccioletti, Giovanni Valentini e Matteo Canonico. Ad assistere Buddyfit sotto il profilo finance la svizzera Alvarium.

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Francesco Starace: Ey Italy Outlook, la partecipazione dell’AD di Enel

Ey Italy Outlook, l’intervento dell’AD di Enel Francesco Starace: “Le città svolgono un ruolo determinante nell’utilizzo dell’energia: sarà sempre più prioritario comprenderne l’assetto per ridurre l’impatto sull’ambiente, con un impegno verso Zero Emissioni”.

Francesco Starace

Francesco Starace: la transizione energetica ha portato a una profonda trasformazione, anche delle competenze

Mai come oggi, anche a causa delle profonde trasformazioni che la transizione energetica porta con sé, c’è “sempre più bisogno di persone competenti non solo dentro l’azienda ma in tutto il sistema”: lo ha spiegato Francesco Starace lo scorso 28 giugno nel corso di Ey Italy Outlook, iniziativa a cui hanno preso parte diversi rappresentanti del mondo istituzionale e delle imprese per un confronto su cambiamenti e sfide che il Paese è chiamato ad affrontare. Nel corso del suo intervento, l’AD di Enel si è espresso su diversi temi ribadendo l’importanza di un impegno condiviso “se vogliamo un percorso più sostenibile per il pianeta”. Confrontandosi con il Ministro del Lavoro e dell’Inclusione Sociale Andrea Orlando, l’AD Francesco Starace si è soffermato ad analizzare le possibili ricadute della transizione energetica sul mondo del lavoro e per le persone. In merito l’AD ha ricordato come benessere, apprendimento continuo e sicurezza siano anche “i pilastri dello Statuto della Persona, un modello di lavoro che segna una trasformazione culturale”: il riferimento è al documento redatto da Enel in collaborazione con Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil per sviluppare un nuovo modello di relazioni sindacali con al centro la persona e le sue esigenze. Investire sulla formazione, sulle competenze è indispensabile: basti pensare alle sfide a cui apre il PNRR, uno strumento “necessario” perché indica i progetti su cui concentrarsi da qui al 2026 “ma serve il lavoro che trasforma le intenzioni in effetti e qualcuno lo deve pur fare”. Enel in quest’ottica si è prontamente attivata con “Energie per Crescere” e altri progetti dedicati: “Abbiamo scoperto che ci vogliono circa 10 mila addetti tecnici in più per l’investimento sulle reti elettriche rispetto a quello che abbiamo. Dove sono queste persone? Non ci sono. Abbiamo quindi fatto partire un programma di formazione per tecnici di rete, con dieci centri di formazione in giro per l’Italia. Non sono persone che dobbiamo assumere noi, ma per tutto l’indotto”.

Francesco Starace: le città svolgono un ruolo cruciale per costruire un percorso sostenibile per il pianeta

Le città svolgono un ruolo determinante nell’utilizzo dell’energia: nel quadro della transizione energetica assumono quindi un certo rilievo, come ha evidenziato l’AD di Enel Francesco Starace intervenendo a Ey Italy Outlook. “Per ridurre l’impatto sull’ambiente, con un impegno verso Zero Emissioni, sarà sempre più prioritario comprenderne l’assetto”: l’auspicio dell’AD di Enel è che “le amministrazioni pubbliche italiane possano capire il beneficio della trazione elettrica per spostare le persone nelle città”. Enel lavora da tempo su possibili soluzioni che possano contribuire a migliorare l’utilizzo dell’infrastruttura metropolitana nel mondo: “Per farlo ci sono tanti modi. Abbiamo un’iniziativa, Net Zero Carbon Cities, che ci dice come grandi città possono fare un utilizzo più efficiente di tutte le infrastrutture cittadine per permettere un miglioramento della qualità di vita, delle relazioni tra le persone e anche nell’utilizzo di energia e materie prime”. Francesco Starace ha parlato anche di “iniziative energetiche e analisi dei dati che utilizzano le infrastrutture che abbiamo”. Nelle città le più capillari sono i punti luce: “L’illuminazione pubblica urbana è una rete di cui nessuno parla mai, ma è pervasiva. Abbiamo accoppiato al servizio basico quello di rilevazione e intelligente scambio dati per permettere alle amministrazioni delle grandi città di capire, intervenire e migliorare su quello che succede. Ci sono vari progetti pilota, per esempio sul trasporto pubblico urbano abbiamo cominciato a Santiago in Cile e poi a Bogotà e a San Paolo. Partendo da un test abbiamo circa 3 mila autobus pubblici a trazione elettrica in funzione. È la più grande flotta di bus elettrici fuori dalla Cina. In Italia ne abbiamo 17. Questo è il nostro cruccio. Speriamo che prima o poi le amministrazioni pubbliche italiane capiscano il beneficio”.

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ICS Maugeri S.p.A.: aperto a Codogno un nuovo centro medico specializzato

ICS Maugeri S.p.A. contribuisce ad ampliare l’offerta sanitaria di Codogno partecipando alla collaborazione che ha portato all’apertura del centro medico specializzato Codognosalute.

ICS Maugeri S.p.A.

ICS Maugeri S.p.A.: facciamo conoscere Codogno per le sue eccellenze mediche

Codogno, un piccolo comune lombardo di circa 15.000 abitanti, poco più di due anni fa è diventato famoso per essere stato il luogo in cui è stato ricoverato il paziente 1 affetto da Covid-19. Oggi, grazie ad un’iniziativa che prevede la collaborazione di ICS Maugeri S.p.A., la città ha finalmente la possibilità di riscattarsi. Nasce infatti il nuovo centro medico specializzato Codognosalute, un concentrato di eccellenze mediche che si impegna a mettere la persona al centro. Il poliambulatorio, sorto in via Alberici 28, mette a disposizione dei cittadini di Codogno e della Bassa Lodigiana diversi servizi medici. Tra queste: ecografie cliniche, cardiologia, otorino, oculistica, ginecologia e dermatologia. Basato su una filosofia di prossimità e vicinanza ai pazienti, Codognosalute promette risposte diagnostiche rapide e percorsi di cura adeguati.

ICS Maugeri S.p.A.: la cerimonia di inaugurazione

Il taglio del nastro del poliambulatorio nato in collaborazione con ICS Maugeri S.p.A. è avvenuto lo scorso giovedì 20 giugno. Alla cerimonia di inaugurazione c’era anche il parroco, il monsignor Iginio Passerini, il quale ha dato la sua benedizione. Nel pomeriggio, i professionisti sanitari hanno invece dato il via all’open day, aprendo il centro a tutta la popolazione. Guido Duccio Castellotti, Presidente di "Lodisalute" e "Codognosalute", ha commentato l’apertura del poliambulatorio definendolo "un’occasione importante per Codogno" e "un’iniziativa del territorio per il territorio". La nuova realtà si caratterizza per l’atteggiamento etico nei confronti dei pazienti e dell’essere umano in generale, che viene finalmente messo al centro.

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Espresso Translations – Agenzia di Traduzione Professionale

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  • 12 Luglio 2022

In un mondo professionale moderno e interconnesso, la traduzione è uno strumento di comunicazione efficace tra aziende e professionisti. Funge da corriere per la trasmissione della conoscenza ed è essenziale per lo sviluppo complessivo di un’economia globale. Ciò ha reso cruciali i servizi di traduzione, soprattutto quelli che offrono personale madrelingua. Questo ci porta ad una delle agenzie di traduzione più rinomate al mondo, Espresso Translations.

Presentazione di Espresso Translations

Espresso Translations è una rinomata agenzia di traduzione globale che fornisce servizi di traduzione di alto livello a privati e aziende di tutto il mondo. Grazie a una rete di traduttori professionisti madrelingua, l’azienda è in grado di offrire servizi linguistici in oltre 150 lingue in numerosi settori. Espresso Translations fornisce i suoi servizi in conformità con la certificazione ISO, in grado di produrre risultati di alta qualità.

Servizi offerti da Espresso Translations

Espresso Translations offre diversi servizi quali traduzione, trascrizione, sottotitolazione, desktop e publishing e altro ancora. Ogni documento fornito dal cliente viene tradotto da un traduttore madrelingua con un minimo di 5 anni di esperienza. Esperti revisori controllano e revisionano il documento prima di consegnarlo al cliente. Di seguito sono elencati alcuni dei servizi offerti da Espresso Translations.

  • Servizi di traduzione linguistica

Espresso Translations è in grado di fornire traduzioni di qualità superiore con l’aiuto di oltre 2000 linguisti professionisti che coprono più di 150 lingue. L’azienda garantisce traduzioni di qualità superiore che soddisfano qualsiasi esigenza multilingue.

  • Servizi di sottotitolazione multilingue

Espresso Translations fornisce sia sottotitoli nella stessa lingua che sottotitoli tradotti, il che dimostra la sua flessibilità. L’azienda è in grado di consegnare il progetto in base alle esigenze del cliente..

  • Servizi di trascrizione

Espresso Translations è in grado di gestire documenti in tutti i formati, compresi quelli in formato .txt o persino quelli scritti a mano. Può inoltre gestire qualsiasi tipo di e-mail, messaggio di testo o qualsiasi altro tipo di corrispondenza.

  • Servizi di localizzazione

Molte aziende desiderano rivolgersi al proprio pubblico non solo a livello linguistico. Espresso Translations offre una localizzazione di qualità superiore che può aiutare i suoi clienti ad adattare culturalmente il loro marchio o prodotto software per adattarlo a determinati mercati esteri. Questo servizio viene fornito in oltre 150 lingue.

  • Desktop publishing (DTP)

Il desktop publishing è l’uso del personal computer per progettare libri e opuscoli destinati a essere stampati con stampanti laser o a getto d’inchiostro. Espresso Translations offre servizi di desktop publishing, particolarmente utili come opzione di pubblicazione indipendente.

  • Altri servizi

Espresso Translations offre una serie di altri servizi correlati, come la traduzione audio, la trascrizione commerciale, la traduzione di film, la trascrizione spagnola, la traduzione video, la trascrizione accademica, la trascrizione di podcast, i servizi di doppiaggio, la trascrizione di interviste e molti altri servizi.

Espresso Translations è in grado di fornire i propri servizi come promesso, in modo da soddisfare al meglio i desideri dei propri clienti. Per saperne di più su questa agenzia di traduzione globale, visitate il sito https://www.espressotranslations.com/it/ per maggiori informazioni.

Informazioni su Espresso Translations

Espresso Translations è un’agenzia di traduzione globale che fornisce servizi di traduzione a prezzi accessibili in oltre 150 lingue. È nota per fornire i suoi servizi di traduzione di alto livello in 60 minuti o meno, motivo per cui è ricercata da alcune delle aziende più importanti del mondo.

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L’azienda Ideal Standard porta Atelier Collections al Salone Internazionale del Bagno

Ideal Standard, i punti di forza della linea Atelier Collections: ogni collezione di questo laboratorio di idee riunisce innovazione e bellezza per favorire la realizzazione di progetti senza tempo.

Ideal Standard

Ideal Standard: la linea Atelier Collections al Salone del Mobile di Milano

Ha destato molta curiosità la linea Atelier Collections di Ideal Standard, presentata recentemente anche nel corso del Salone del Mobile di Milano, importante manifestazione internazionale a cui l’azienda dalla storia ultra-centennale ha preso parte quest’anno per la prima volta. "Il nostro contributo più recente alla cultura del design" la definisce Ideal Standard: la linea Atelier Collections è stata infatti progettata anche nell’ottica di promuovere l’importanza del processo di creazione. Da Solos a Calla e Joy Neo: ogni collezione della linea riunisce innovazione e bellezza per favorire la realizzazione di progetti senza tempo. L’azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno guarda ad Atelier Collections come a un laboratorio di idee: le diverse collezioni sono parti di un universo che crea un progetto unico.

Ideal Standard: in Atelier Collections il valore intramontabile del design

La cultura del design è profondamente radicata nella storia ultra-centennale di Ideal Standard. In quest’ottica è stata progettata anche Atelier Collections: la nuova linea inaugura "una nuova era del design che affonda le radici nel nostro heritage portando avanti il nostro contributo al valore eterno del design". D’altronde, come sottolineato anche dal Chief Design Officer Roberto Palomba, un progetto ben concepito trascende completamente la sua funzione e diventa
senza tempo: "Alcuni progetti Ideal Standard, creati da icone italiane come Ponti e Castiglioni, incarnano alla perfezione questo principio. Sono onorato di seguire le orme di questi maestri italiani e supportare il progresso costante dell’azienda verso l’ideazione e lo sviluppo di innovazioni che, ancora una volta, ridefiniranno non solo il bagno, ma il design in generale". Atelier Collections si colloca alla perfezione in questo percorso.

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Maire Tecnimont: per il Gruppo guidato da Alessandro Bernini crescono ricavi, MOL e utile netto

Il Gruppo guidato da Alessandro Bernini ha reso noti i risultati economici e finanziari fatti registrare durante i primi tre mesi del 2022. Confermato l’impegno a supporto della transizione energetica.

Alessandro Bernini

Alessandro Bernini: Maire Tecnimont, il 2022 inizia nel segno della ripresa

Nonostante le incertezze dei mercati e il contesto geopolitico sfavorevole, Maire Tecnimont apre il 2022 con numeri più che soddisfacenti. Il Gruppo leader nella trasformazione delle risorse naturali, guidato da Alessandro Bernini, ha comunicato i risultati economici e finanziari relativi al 1° trimestre 2022. Da segnalare una crescita importante dei ricavi, che passano dai 625,71 milioni del 2021 ai 728,43 di oggi (+16,4%). In forte aumento anche il Margine di Business (64,9 milioni, +7,6%) e il Margine Operativo Lordo (EBITDA), che sale a 43,7 milioni di euro (+15,5%) con una marginalità del 6,0%. In lieve risalita anche l’utile netto, a quota 18,4 milioni (+1,5%). Migliorata anche la Posizione Finanziaria, che al 31 marzo mostra disponibilità nette per €22 milioni. Confermato l’impegno in tema di transizione energetica. Oltre ad aver firmato un contratto da USD 230 milioni con un importante produttore internazionale di prodotti chimici per la realizzazione di un impianto di ammoniaca blu negli Stati Uniti, nel primo trimestre Maire Tecnimont ha portato a termine diverse acquisizioni nella energy transition, che insieme alla gas monetization oggi compongono quasi l’80% del Portafoglio Ordini (€9.281,8 milioni).

Alessandro Bernini: per Maire Tecnimont nuovi traguardi anche in materia ESG

Pochi giorni dopo la comunicazione dei numeri del primo trimestre, il Gruppo guidato da Alessandro Bernini si è reso protagonista di un nuovo traguardo. La società quotata su Euronext ha infatti annunciato di aver ottenuto il rating "AA" da Morgan Stanley Capital International (MSCI) Research e il rating "Gold" da Ecovadis. Si tratta di due delle agenzie di rating ESG più importanti al mondo, impegnate nel valutare le performance ambientali, sociali e di governance delle aziende a livello internazionale. Soddisfatto l’Amministratore Delegato: "Abbiamo pienamente integrato i criteri Esg nella nostra strategia industriale – ha dichiarato Alessandro BerniniVogliamo condividere con i nostri fornitori il nostro impegno ad essere abilitatori della transizione energetica globale". Il progetto della MeT Zero Task Force, destinata alla riduzione delle emissioni di CO2, nasce proprio con questo intento: "Un esempio di innovazione guidata dalle nostre persone, il pilastro principale del nostro modello di business", ha commentato il manager.

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L’AD di Illycaffè Cristina Scocchia si racconta in un’intervista a “Quarta Repubblica”

Cristina Scocchia è l’attuale Amministratore Delegato di Illycaffè. Prima di entrare nella famosa azienda leader nella produzione di caffè, ha guidato due importanti realtà della cosmetica: L’Oréal Italia e KIKO Milano.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: il percorso che l’ha portata a diventare Amministratore Delegato a 40 anni

In un’intervista del 2021, Cristina Scocchia racconta di essersi interessata al percorso per diventare AD durante gli anni dell’università, in particolare a seguito di una presentazione tenuta da un’importante multinazionale americana, la Procter & Gamble. Affascinata dai loro discorsi sul talento, la valorizzazione e il merito, decise di mandare un curriculum e fu assunta per uno stage di tre mesi a Roma. Al termine dello stage, l’Amministratore Delegato dell’azienda le propose un contratto, con la premessa che oltre a lavorare a tempo pieno si sarebbe dovuta laureare a pieni voti. "Mi disse: qui devi lavorare come se fossi laureata e poi laureati col massimo dei voti perché noi assumiamo solo chi ha 110", ricorda. L’AD di Illycaffè ammette che la gavetta è stata dura ma che quando le si è palesata l’opportunità non ha perso tempo. Dopo la laurea si è occupata per quattro anni della vendita in Europa e negli Stati Uniti di un prodotto per dentiere. Nel 2013, all’età di 40 anni, è stata chiamata da L’Oréal per guidare la filiale italiana e con la sua gestione è riuscita a riportare l’azienda alla crescita, ottenendo persino il riconoscimento della legione d’onore dall’ambasciatore francese per l’obiettivo raggiunto.

Cristina Scocchia in KIKO: da co-pilota di una multinazionale estera a pilota di una multinazionale italiana

Una volta vinta la sfida di far tornare L’Oréal a prosperare, Cristina Scocchia affronta una nuova avventura. "A quel punto ho sentito che non volevo più fare il copilota, occupandomi di un’azienda bellissima ma come capo di una filiale. Volevo provare a fare non più il copilota ma il pilota", afferma. Così diventa Amministratore Delegato di KIKO, portando l’azienda a raggiungere i 600 milioni di fatturato e ad aprire circa 900 negozi in 27 Paesi. Grazie a un importante percorso di trasformazione fortemente voluto dall’AD, l’azienda è riuscita a dare grande prova di resilienza persino in un periodo difficile come quello della pandemia. Le basi strategiche gettate tra il 2018 e il 2019, comprendenti innovazione di prodotto, crescita dell’e-commerce e trasformazione digitale, hanno infatti permesso a KIKO di raddoppiare la profittabilità in due anni e di resistere al colpo dato dalla pandemia. In piena emergenza Covid-19, l’azienda è persino stata capace di estendersi in tre nuovi Paesi, aprendo negozi nei Balcani, in Arabia Saudita e in Grecia. La KIKO guidata da Cristina Scocchia ha conquistato anche il mercato cinese, dove è cresciuta esponenzialmente in pochissimo tempo, soprattutto grazie all’e-commerce.

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Digital Wealth Management: il focus di Banca Generali sulle caratteristiche del settore

Digital Wealth Management, quali le strategie più efficaci per proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio? Banca Generali ne ha esplorato il funzionamento con un’analisi pubblicata sul blog ufficiale.

Cos’è il Digital Wealth Management? Il focus di Banca Generali

Un servizio integrato e multidisciplinare è quello che contraddistingue il Wealth Management, espressione in lingua inglese che indica il concetto di "gestione della ricchezza". Il termine prende le forme del Digital Wealth Management quando tale servizio integra con sé gli approcci e gli strumenti legati al digitale. Come illustrato da Banca Generali, si tratta di un servizio professionale rivolto principalmente a individui e/o famiglie benestanti, con il fine di proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio. In questa prospettiva, per "patrimonio" "non si intende esclusivamente la liquidità e gli investimenti finanziari", bensì "la ricchezza familiare nel suo complesso, che può anche essere costituita da proprietà immobiliari, da altri beni di valore, quali ad esempio collezioni di opere d’arte e, nel caso delle famiglie imprenditoriali, dall’impresa di famiglia". Strategie efficaci in tal senso prevedono una necessaria visione d’insieme (in altri termini, un "approccio olistico") che mira, per l’appunto, a proteggere, valorizzare e trasmettere il patrimonio "secondo le volontà ed in piena conformità con la normativa di riferimento". Per far ciò, specifica Banca Generali, è di centrale importanza la figura del consulente di fiducia, anche per improntare strategie che, piuttosto che basarsi su piani a breve termine, prediligano l’adozione di approcci con una visione nel lungo periodo.

Digital Wealth Management e consulenti di fiducia: alcuni esempi di successo in Banca Generali

L’analisi di Banca Generali prosegue focalizzandosi sul ruolo del consulente di fiducia nei servizi di Digital Wealth Management. Una figura, come precisato, di cruciale importanza per "assistere la famiglia nella predisposizione di un inventario del patrimonio familiare", passaggio che consente di esprimere una stima del valore del patrimonio complessivo. Il consulente di fiducia, inoltre, "supporta il referente del nucleo familiare nella rilevazione dei bisogni e dei progetti di vita" e "imposta e sviluppa la pianificazione, tipicamente pluriennale, degli interventi e delle attività funzionali al raggiungimento degli obiettivi stabiliti". Il suo ruolo prevede un lavoro di collaborazione con gli altri professionisti di fiducia – quali il commercialista o l’avvocato – nonché di monitoraggio sulle attività svolte dai diversi specialisti. Tra i suoi compiti figurano anche quello di aggiornare costantemente la famiglia sull’avanzamento del piano concordato e di verificare con il referente eventuali modifiche da apportare. Emerge dall’analisi di Banca Generali come ciò presupponga un rapporto di fiducia consolidato con la famiglia, oltre che una conoscenza profonda sugli obiettivi e sulle dinamiche in essa presenti. È questo il motivo per cui l’Istituto dedica grande attenzione alla specializzazione e alla multidisciplinarità nel Digital Wealth Management: per farlo, non a caso, può contare su professionisti dedicati, partner d’eccellenza e strumenti tecnologici avanzati. Tale impegno ha condotto, ad esempio, all’elaborazione di BG Personal Advisory, modello di consulenza evoluto che garantisce una visione integrata sul patrimonio, e alla realizzazione della piattaforma BGPA, strumento ad alto impatto tecnologico che consente di esaminare la sfera degli investimenti finanziari e le altre componenti del patrimonio, come gli asset immobiliari, familiari e di impresa.

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Il fenomeno dei rifiuti tecnologici: le considerazioni di SG S.p.A. sulla questione

La società attiva nella distribuzione dei beni tecnologici di consumo, SG S.p.A., è ben consapevole dei problemi di natura ecologica legati al settore della tecnologia. Di seguito, le considerazioni sul triste fenomeno dei rifiuti tecnologici.

SG S.p.A.

SG S.p.A.: rifiuti tecnologici, un fenomeno in crescita

Il modo in cui il mercato tecnologico è radicalmente cambiato ha influito profondamente sul ciclo di vita dei nostri device. Se un tempo i prodotti tecnologici duravano parecchio, grazie anche all’usanza di ripararli nei centri di assistenza specializzati, oggi ogni device che ci passa per le mani ha gli anni, o meglio i mesi, contati. La velocità con cui vengono proposti strumenti sempre più innovativi e i prezzi relativamente contenuti con cui vengono messi sul mercato non fanno che attirare schiere di techno addicted e appassionati, che abbandonano i loro “vecchi” device ancora perfettamente funzionanti pur di assicurarsi i modelli più aggiornati. SG S.p.A., sempre informata in materia di novità tecnologiche, sottolinea come tutti i produttori siano oggi soggetti alle moderne strategie di mercato che impongono loro di lanciare continuamente nuovi prodotti. Tale tendenza ha però contribuito all’insorgenza di un fenomeno ben poco compatibile con l’impellente necessità di costruire un futuro più ecologico: quello dei rifiuti tecnologici. Ad ogni nuovo lancio da parte di un brand, l’ammontare dei device dismessi da smaltire cresce vertiginosamente.

SG S.p.A.: considerazioni sulle alternative presenti e future

Una delle prime considerazioni fatte da SG S.p.A. riguarda le caratteristiche dei nuovi modelli proposti, i quali presentano differenze sempre meno rivelanti rispetto alle versioni precedenti. Per questo motivo, strumenti tecnologici di largo consumo come gli smartphone oggi non vengono più svalutati con la stessa rapidità di qualche anno fa. Da non molto ha preso rapidamente piede il mercato dei refurbished, vale a dire dei prodotti ricondizionati. Le aziende acquistano device dismessi, li ricondizionano sul piano estetico e di software, e li ripropongono a prezzi ridotti. Questo è sicuramente un modo per limitare almeno in parte il problema. Alcuni brand, tra cui la nota Samsung, stanno tentando di rispondere alle nuove esigenze offrendo prodotti che siano qualitativamente superiori e soprattutto durevoli nel tempo. Ne è un esempio il Samsung S22 Ultra, il quale assicura quattro major updates e cinque anni di patch di sicurezza. Infine, SG S.p.A. rende nota la presenza di prodotti davvero rivoluzionari come gli smartphone Fairphone che propongono una scocca e una scheda madre universali sui quali poter montare la componentistica in tutta autonomia. Sebbene al momento si tratti ancora di device di nicchia, costituiscono comunque un primo passo verso alternative più ecologiche.

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Recensione caldaie Fondital        

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  • 10 Luglio 2022

Recensione caldaie Fondital

Le caldaie Fondital sono una garanzia nel settore, le più frequenti nelle case italiane di tutta la capitale, posseggono una grandissima qualità e un’ottima efficienza garantite da una facile manutenzione, continua a leggere l’articolo per scoprire di più.

Recensione caldaie Fondital: Punti di forza

Le caldaie Fondital sono di una facile installazione grazie alle competenze e all’attrezzatura utilizzata dai tecnici per portare a termine l’intervento e posizioneranno ottimamente le vostre caldaie non andare a rovinare l’immagine dei vostri esterni.

Un aspetto fondamentale risulta essere la manutenzione, dovrebbe essere costante e periodica per evitare la creazione di problemi futuri, prevenire è meglio che curare, anche in questo caso gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria possono prevenire gravi problemi futuri che potrebbero portare a un esborso economico maggiore.

Essendo un modello a condensazione, ha una lunga durata e maggiore efficienza rispetto a quelle a camera aperta, sia per quanto riguarda il rendimento sia dal punto di vista delle emissioni di CO2.

si tratta di un modello a metano, in perfetta linea con quelle che sono le direttive europee in materia di emissioni efficienza energetica, sarà possibile infatti richiedere il déco bonus con detrazione fiscale al 50%.

Grazie alla sua tecnologia permette un’efficienza massima in termini di termica e realizzazione dell’apparecchio.

I modelli più recenti sono dotati di ottime tecnologie che renderanno possibile una maggiore e più sicura gestione della tua caldaia.

 

Recensione caldaie Fondital: Punti di debolezza

L’unico punto di debolezza di questo tipo di impianto è la non presenza di uno sdoppiatore nella dotazione di accessori; infatti, si dà per scontato che nelle abitazioni vi sia già un impianto per questo tipo di caldaia.

ulteriori problematiche sono legate ai problemi tipici delle caldaie, ovvero muso nel tempo costante manutenzione e attenzione funzionamento dei componenti che dovranno essere controllati e eventualmente sostituiti quando necessario.

 

Problematiche comuni caldaie Fondital

Mancanza di combustibile

Una problematica molto comune dovuta l’assenza dell’elemento fondamentale per il funzionamento che dovrà essere regolato.

Anomalie impianto elettrico

le anomalie dell’impianto elettrico possono portare ad un blocco della caldaia e devono essere risolte tempestivamente.

Pressione non idonea

la caldaia potrebbe avere problematiche di pressione che potrebbero portare ad una troppa o poca pressione che dovrà essere regolata.

Presenza di aria nell’impianto

La presenza di aria nell’impianto può portare ad un non corretto funzionamento dell’impianto stesso, sarà quindi necessario rimuovere l’aria all’interno di quest’ultimo.

Problematiche al tiraggio fumi

anche le problematiche al tiraggio dei fumi sono molto comuni, infatti possono portare al non corretto smaltimento del fumo presente all’interno dell’impianto.

 

Recensione caldaie Fondital: Conclusioni

recensione caldaie Fondital mostra come questo tipo di caldaie abbiano molti pregi e soprattutto pochi difetti legati alle caratteristiche tipiche delle caldaie, non troverete quindi difetti o ulteriori problematiche legate al modello ma solamente i classici problemi di ogni tipo di caldaia.

i prezzi risultano essere commerciali, infatti abbinano efficienza economicità e soprattutto non è sempre buona norma multare a risparmio in quanto un risparmio ora potrebbe portare a conseguenze nel futuro, e quindi acquistando un prodotto di scarsa qualità si potrebbe incorrere in problematiche o future spese impreviste.

 

Assistenza Caldaie Fondital Roma

Assistenza caldaie Fondital Roma, manutenzione riparazione e tutti i servizi relativi al vostro impianto, offriamo un servizio di assistenza caldaie a Roma attivi h 24 per 365 giorni l’anno, siamo dotati di una rete capillare di tecnici che saranno in grado di raggiungervi il prima possibile per risolvere la vostra problematica e sistemare il vostro impianto idraulico.

 

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AiFOS: un bilancio sociale che guarda con fiducia al futuro

Comunicato Stampa

AiFOS: un bilancio sociale che guarda con fiducia al futuro

 

Pubblicato il Bilancio Sociale 2020-2021 dell’Associazione AiFOS. Le difficoltà della pandemia, la base associativa, gli eventi, la formazione e i nuovi obiettivi di mandato.

 

L’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS), una delle prime associazioni operante nel settore della formazione e della sicurezza, in occasione della Convention AiFOS 2022, svoltasi finalmente di nuovo in presenza, ha presentato il suo quarto bilancio sociale, il nuovo Bilancio Sociale 2020-2021.

 

Il Bilancio Sociale rappresenta sempre un momento molto importante di un’associazione. Differentemente dal bilancio connesso alla contabilità, questa rendicontazione permette di diffondere agli iscritti e a tutti gli stakeholder una rappresentazione delle azioni e degli impegni presi per il raggiungimento dei propri scopi sociali ed istituzionali.

 

Il nuovo bilancio sociale e la pandemia da Covid-19

La nuova rendicontazione, che presenta le attività degli anni 2020 e 2021, è stata innegabilmente condizionate dalla pandemia da Covid-19 che ha colpito e sconvolto l’intero pianeta. E, come ricordano il Segretario Generale Francesco Naviglio e il Presidente Rocco Vitale, l’operosità della associazione è stata messa a dura prova.

Tuttavia questa situazione “ci ha permesso – con un’importante dimostrazione di coraggio ed un notevole sforzo – di cambiare passo, adeguandoci non solo al nuovo presente, ma anche guardando con fiducia al futuro, puntando, con maggiore convinzione di prima, sulla cultura del lavoro, della salute e della sostenibilità, per permettere a tutto il network AiFOS di affacciarsi con serenità e rinnovata fiducia al prossimo domani, pieno di nuove sfide, ma anche di grandissime nuove occasioni che la ripresa sociale ed economica ci sta offrendo”.

 

Malgrado le difficoltà connesse alla pandemia l’Associazione si è riorganizzata per garantire la prosecuzione dei servizi e l’assistenza ai soci, senza mai interrompere l’operatività.  È stato necessario gestire, nel caos iniziale di norme, decreti e protocolli, un’enorme mole di informazioni da veicolare a soci ed utenti nella maniera più chiara e corretta possibile, al fine di non aggiungere confusione, ma cercando di rendere i concetti chiari.

Ne è scaturita una serie di iniziative, comunicazioni, linee guida, eventi webinar di aggiornamento, percorsi formativi, azioni filantropiche e di comunicazione sociale, pillole di micro-learning, video, materiali utili. E tutto ciò ha portato AiFOS a ricevere la menzione per la sezione salute, sicurezza e benessere organizzativo del Premio AIFEccellenza della Formazione” per il “progetto formativo e informativo dedicato a lavoratori, professionisti della sicurezza e studenti per affrontare il Covid-19”.

 

Il bilancio sociale 2020-2021, la base associativa e gli eventi

Il nuovo “Bilancio Sociale 2020-2021” dell’Associazione AiFOS ricorda che la base associativa è costituita da soci persone fisiche, singoli professionisti e da aziende di consulenza e di servizi, aziende che si occupano di formazione e consulenza in materia di sicurezza sul lavoro e che operano nel settore dei lavori edili, studi professionali che operano nel settore dell’ingegneria civile, aziende che impiegano nei rispettivi settori macchine e attrezzature, nonché aziende che operano nel settore della sanità pubblica e privata. Le aziende associate condividono la mission di AiFOS e testimoniano l’interesse dell’impresa alle tematiche della salute e sicurezza sul lavoro.

Malgrado il periodo pandemico, il numero di soci nel 2020 è leggermente aumentato rispetto al 2019: un bel riconoscimento per il lavoro svolto dall’associazione, che si è dimostrata punto di riferimento credibile ed interlocutore per il mondo della salute e sicurezza.

 

Riguardo poi all’attività di rappresentanza della categoria AiFOS in qualità di associazione nazionale di categoria ben l’81 % degli associati ritiene molto/moltissimo soddisfacenti tali attività, anche tramite le azioni intraprese dalla confederazione Confcommercio e dalla federazione Confcommercio Professioni.

All’associazione viene oggi riconosciuto a livello nazionale il ruolo di importante e privilegiato interlocutore delle istituzioni sui temi della formazione e consulenza in materia di sicurezza sul lavoro.

 

Sono moltissimi gli eventi, le attività formative, comunicative e filantropiche, anche connesse alla Fondazione AiFOS, descritte nella relazione sociale 2020-2021.

 

A titolo esemplificativo possiamo ricordare che gli eventi organizzati sono stati 19 (di cui 2 in presenza) nel 2020 e 22 (di cui 6 in presenza) nel 2021, raggiungendo complessivamente 10.396 persone. E la formazione in aula ha riguardato 18.503 corsi nel 2020 e 23.073 corsi nel 2021: nel 2021 il numero dei corsi in presenza è tornato a crescere superando di poco il numero di corsi del 2019.

I partecipanti ai corsi formati in videoconferenza sono stati, invece, 21.170 nel 2020 e 33.377 nel 2021, mentre sono stati 72.471 gli utenti dei corsi in eLearning nel 2020 e 67.472 nel 2020.

 

Tra le tante attività, fra 2020 e 2021, ricordate nel Bilancio Sociale figurano poi 8 Quaderni della Sicurezza pubblicati e due diverse ricerche e Rapporti AiFOS:

  • 2020: il Rapporto AiFOS “Lavoro, sicurezza e formazione ai tempi del Coronavirus”
  • 2021: il Rapporto AiFOS “Videoconferenza per la salute e sicurezza: cambia il lavoro, cambiano le metodologie”.

 

I nuovi obiettivi di mandato dell’associazione fino al 2025

Nel 2021 si sono poi svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche associative e il Consiglio nazionale, insieme alla presidenza, ha tracciato gli obiettivi di mandato che accompagneranno l’associazione fino al 2025:

  • Ampliare la platea dei soggetti della sicurezza: l’associazione deve osservare le nuove esigenze della sicurezza, puntare alla formazione del management aziendale, pensare alla formazione dei datori di lavoro, formare manager per il benessere aziendale e personale, puntare sulle giovani generazioni ed il contesto scolastico;
  • Sostenibilità e innovazione: sicurezza e sostenibilità sono ormai un binomio inscindibile. Ma sappiamo davvero che cosa è la sostenibilità? Sappiamo quali sono le sfide che ci aspettano? E gli obiettivi da raggiungere? L’associazione deve fornire ai soci occasioni di informazione, formazione, strumenti, opportunità strategiche e di sviluppo sui temi della sostenibilità e dell’economia circolare;
  • Rafforzare la crescita associativa: promuovere iniziative e progetti per tendere ad un maggiore coinvolgimento dei soci, per elevare la qualità dei servizi offerti dagli associati e la loro professionalità. Coinvolgimento dei soci e dei CFA alla vita attiva dell’AiFOS, puntando anche sull’offerta di servizi rivolti alla gestione d’impresa e ai modelli di business e su servizi più efficaci;
  • AiFOS sul territorio: promuovere iniziative sul territorio del network associativo, in particolar modo nelle regioni del centro-sud Italia, attraverso attività, progetti dedicati, valorizzazione delle esperienze e delle specificità dei singoli Centri di Formazione e associati;
  • Promozione di azioni per revisione normative: attraverso la collaborazione con partner credibili e con azioni autonome dell’associazione, intraprendere azioni per promuovere la revisione normativa in materia di sicurezza.

 

Riguardo all’ultimo obiettivo, in considerazione dell’intensa attività legislativa in materia di sicurezza sul lavoro e formazione di questi ultimi mesi, il Segretario Generale e il Presidente sottolineano che la formazione efficace ha assunto finalmente una nuova importanza e “sarà fondamentale l’azione dell’associazione che potrà intervenire nel dibattito legislativo con le proprie proposte”. E l’associazione AiFOS “sarà a fianco dei formatori e dei professionisti della sicurezza, rimettendo al centro dell’attenzione la prevenzione”.

 

Il link per accedere al Bilancio Sociale 2020-2021:

https://aifos.org/home/associazione/int/comunicazioni_associati/bilancio_sociale_aifos_2020-2021

 

Chi volesse avere ulteriori informazioni sull’Associazione può fare riferimento a AiFOS via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595031 – fax 030.6595040 www.aifos.it – [email protected].

 

 

 

07 luglio 2022

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Banche la paura della recessione spinge giù le commissioni

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  • 10 Luglio 2022

Il mondo intero e l’Eurozona in particolare stanno viaggiando spediti verso una recessione economica. Infatti per domare l’inflazione galoppante, le banche centrali devono alzare i tassi di interesse, ma questo deprime la crescita economica e spinge inesorabilmente verso una marcia indietro dell’attività economica. In una parola: recessione.

Recessione e asset delle banche

bancheSi tratta di uno scenario che i dati sugli asset under Management delle banche italiane stanno palesando già da molte settimane se non mesi. È proprio in questo ambito infatti che il deterioramento del sentiment degli investitori si riflette immediatamente.

Infatti va evidenziato che dai fondi italiani sono defluiti capitali per oltre 1,3 miliardi di euro nel primo trimestre dell’anno. Nel secondo trimestre gli stop loss sono addirittura cresciuti, tanto che questa cifra è giunta addirittura a 3,3 miliardi. Inoltre lo stock totale di AuM (asset under management) è sceso dell’1% M/M, sostenuto da movimenti di mercato sfavorevoli.

L’asset management del resto rimane un’attività a carattere ciclico, con elevata sensibilità rispetto all’umore del mercato. Non c’era dubbio quindi che le attuali turbolenze, dovute al deterioramento del quadro macroeconomico, avrebbero avuto delle conseguenze.

La corsa verso i rifugi sicuri

Sono importanti spie di allarme di un umore che si è fatto sempre più cupo, e che sta spingendo i mercati verso gli asset rifugio (primo fra tutti il dollaro americano, giunto sui massimi di 20 anni). Del resto lo dimostra anche il crollo verticale delle borse europee, che nelle ultime settimane sono andate paurosamente a marcia indietro.

Rieprcussioni sui conti delle banche

Tutto questo influenzerà inevitabilmente anche i conti economici delle banche, visto che fare trading con volumi inferiori, va a comprimere fatalmente le commissioni. Le prospettive dei ricavi delle banche italiane quindi sono peggiorate. Inoltre l’allargamento degli spread sovrani italiani e il deterioramento economico generale potrebbero continuare ulteriormente a peggiorare il sentiment degli investitori.

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L’azienda Ideal Standard propone i.life, una soluzione completa per il bagno

Ideal Standard: grazie alla sua modularità, la collezione i.life consente un’ampia varietà di soluzioni, con un’attenzione particolare all’igiene e alla sostenibilità in termini di risparmio idrico.

Ideal Standard

Ideal Standard: la mission e i valori dell’azienda leader nella progettazione di soluzioni per l’ambiente bagno

Portare innovazione, qualità e design nel mondo. Da oltre 100 anni Ideal Standard, azienda leader nella progettazione di soluzioni per il bagno, lavora per plasmare il futuro del Modern Living provando a dare risposta alle necessità, attuali e future, della propria clientela. Il carattere avanguardistico delle numerose proposte, dai sanitari alla rubinetteria, ma anche cabine e piatti doccia, vasche, mobili, ceramiche e accessori per il bagno, racconta di un’azienda abituata ad anticipare e non a inseguire: non a caso Ideal Standard ha rivoluzionato il settore introducendo una serie di innovazioni che hanno contribuito a rendere l’ambiente bagno sempre più sicuro, sostenibile e confortevole. L’ottica di conciliare funzionalità e design nelle soluzioni proposte e garantire risposte rapide ed efficaci alle necessità attuali e future dei clienti è anche alla base di i.life, uno dei progetti più recenti concepiti appositamente per portare la semplicità del design in tutte le case.

Ideal Standard: i.life, la collezione che migliora il tuo benessere offrendo praticità e bellezza

Dai lavabi ai sanitari fino ai mobili: attraverso i.life l’azienda Ideal Standard è in grado di offrire una vasta gamma di proposte versatili, destinata ad ampliarsi nel tempo, dando la possibilità ai clienti di progettare un ambiente bagno moderno, essenziale e votato ad un comfort duraturo. È "un progetto che nasce per un mercato ampio e trasversale, con un design semplice ed accattivante perfetto per la vita di tutti i giorni", ha sottolineato Roberto Palomba, Chief Design Officer di Ideal Standard. Nella progettazione di i.life si riflette l’attenzione particolare che l’azienda riserva all’igiene e alla sostenibilità in termini di risparmio idrico. Basti pensare alle proposte di i.life, prima linea del programma ad essere lanciata da Ideal Standard: una selezione di lavabi, vasi e bidet provvisti della migliore ingegneria e delle soluzioni tecnologiche leader del settore. Tutti i vasi i.life, ad eccezione dei modelli staccati da parete, dispongono infatti della nuova tecnologia di igiene RimLS+, con uno scarico potente e senza brida che assicura una profonda pulizia a ogni utilizzo: una tecnologia innovativa che unisce pulizia, igiene e risparmio d’acqua.

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Ferrovie dello Stato Italiane, Luigi Ferraris insignito del Premio Guido Carli

Ad assegnare il riconoscimento una giuria di top manager, imprenditori ed editori presieduta da Gianni Letta. Luigi Ferraris: “Doveroso ringraziare chi lavora in questo Gruppo”.

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: le motivazioni del Premio

Enel, Poste Italiane, Terna. “Un talento che ormai non conosce confini” quello di Luigi Ferraris, che per questo motivo lo scorso 6 maggio è stato insignito del Premio Guido Carli. Giunto alla sua XIII Edizione, il riconoscimento prende il nome dallo statista e governatore della Banca d’Italia e nasce per premiare le personalità del made in Italy capaci di dare lustro al Paese. Nel corso della sua lunga carriera, che oggi lo vede nelle vesti di Amministratore Delegato del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Luigi Ferraris si è distinto sia per l’impegno sociale e manageriale che per aver diffuso le competenze italiane nel mondo. Intervistato a latere della cerimonia di premiazione, tenutasi presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, l’AD di FS Italiane si è detto onorato del premio ricevuto: “Guido Carli è stato un precursore e un convinto sostenitore del progetto europeo e oggi il Gruppo FS Italiane è tra i protagonisti dell’evoluzione del mercato ferroviario europeo”. A consegnare il riconoscimento Aldo Bisio, Amministratore Delegato di Vodafone Italia e componente della giuria di top manager, imprenditori ed editori presieduta da Gianni Letta.

Luigi Ferraris: “Connettere il continente europeo la priorità”

Durante il suo intervento, Luigi Ferraris ha colto l’occasione per ringraziare le persone di Ferrovie dello Stato Italiane: “Ho trovato grande umanità e spirito di servizio, che si è manifestato a pieno durante la crisi pandemica con passione e dedizione. Nonostante le tragedie che stiamo vivendo – ha evidenziato l’AD di FS Italiane – colgo l’ottimismo nell’entrare in una fase nuova, di rinascita”. Il riferimento è al contesto geopolitico ed economico internazionale che si è venuto a creare negli ultimi mesi: “Mai come oggi abbiamo un impegno così forte nel connettere le persone in modo rapido ed efficiente, con infrastrutture che ci permettono di muoverci non solo nel nostro Paese, ma anche nel resto del continente – ha spiegato Luigi Ferraris, che poi ha aggiunto – L’Europa si è definitivamente aperta alla concorrenza ferroviaria e le nostre società sono presenti e operano con successo in diversi paesi come Francia, Grecia, Spagna, Germania, Olanda e Gran Bretagna”.

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Cerveno: il contributo di Gruppo Riva per il restauro della Via Crucis

Un contributo di 20mila euro per il restauro della Via Crucis del borgo di Cerveno: Gruppo Riva è sempre più legato alla Valle Camonica, località che ospita tre dei suoi cinque stabilimenti italiani.

Gruppo Riva

Gruppo Riva: la donazione alla parrocchia di Cerveno

Un accordo che prevede un contributo di 20mila euro per il restauro del capolavoro artistico di Beniamino Simoni: Gruppo Riva conferma la sua attenzione al patrimonio artistico della Valle Camonica donando questa cifra alla parrocchia di Cerveno. Già tre anni fa l’operatore siderurgico aveva destinato lo stesso importo, avvalorando l’attenzione al territorio che da sempre ne contraddistingue il modus operandi. Soddisfatti il Presidente del CdA del Gruppo, Valerio Bisio, il Consigliere Delegato Andrea Martinelli e il parroco don Giuseppe Franzoni, promotore degli interventi di restauro. Bisio si è congratulato con il sacerdote per la “magnificenza dell’opera cervenese e per il clima di condivisione attorno a un bene così caro alla cittadinanza locale e di inestimabile valore storico, artistico e religioso”. Il parroco ha, a sua volta, espresso la sua gratitudine al Gruppo Riva per il contributo al restauro e per il sostegno offerto ai bisogni della comunità e del territorio in generale.

Valle Camonica e Gruppo Riva: uno storico legame

Gruppo Riva ha messo al centro del suo operato aziendale l’attenzione nei confronti dei territori in cui possiede degli stabilimenti, sia in Italia che all’estero. In particolare, si è sviluppato un legame sempre più profondo con la Valle Camonica, considerata negli anni un vero e proprio “distretto industriale siderurgico”, grazie alla presenza di ben tre stabilimenti. A Malegno Gruppo Riva ha avviato il più antico degli stabilimenti in terra bresciana, realizzato negli anni ’30. Oggi sono 70 i dipendenti operativi all’interno del complesso, che garantisce un’alta qualità del prodotto, un’attenta integrazione ambientale e un’applicazione certosina della tutela alla sicurezza e alla salute dei lavoratori. Del 1983 è invece lo stabilimento di Cerveno, conosciuto prevalentemente per il suo laminatoio. Quello di Sellero è arrivato, invece, nel 1995: la fabbrica è costituita da un laminatoio e da un’avanzata torneria cilindri. Da circa 40 anni il legame tra Gruppo Riva e la Valle Camonica si rafforza, anche attraverso l’attenzione al territorio e alle iniziative culturali e artistiche che lo contraddistinguono.

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Gianni Lettieri: l’intervista al Patron di Atitech sui temi legati alla guerra e al Sud Italia

Il Presidente di Atitech Gianni Lettieri affronta i principali temi legati al Mezzogiorno e all’attuazione del PNRR: l’intervista rilasciata alla giornalista Anna La Rosa per il quotidiano "La Discussione".

Gianni Lettieri

Gianni Lettieri illustra i progetti futuri di Atitech

Atitech è oggi la compagnia di manutenzione indipendente più grande d’Europa: il suo Patron Gianni Lettieri ha rivelato i progetti futuri che la vedranno protagonista. L’azienda ha concluso l’acquisizione del 70% di SEAS (società di manutenzione di linea con sede a Bergamo e basi in tutta Italia) e ha, inoltre, firmato l’accordo con IAI (società aerospaziale Israeliana) per la conversione dei 737 Boeing da passeggeri a cargo. L’attenzione adesso è tutta su Fiumicino: "Abbiamo partecipato al bando di gara per la vendita del ramo maintenance di Alitalia in amministrazione straordinaria", ha dichiarato il Presidente. La conclusione del contratto consentirà di rilevare il ramo manutenzione con circa 1.000 dipendenti. Olbia sarà poi lo step successivo: Atitech ha presentato un progetto per la manutenzione e gli allestimenti di business jet con l’acquisto, dalla liquidazione in bonis di Air Italy, dei laboratori e del magazzino. "Insomma – ha dichiarato Gianni Lettieristiamo lavorando per riportare in Italia una infrastruttura importante per il Paese, la manutenzione aeronautica a 360 gradi, dai motori ai componenti, dalla linea alla fusoliera".

Guerra in Ucraina, Mezzogiorno e PNRR: l’intervento di Gianni Lettieri

L’intervista, in seguito, ha avuto ad oggetto il tema della guerra in Ucraina e gli effetti che sta causando al nostro Paese: "È una tragedia inaspettata", ha commentato Gianni Lettieri. "In Europa non ce lo possiamo permettere, le nostre aziende, i nostri mercati, le nostre famiglie, subiranno pesanti conseguenze". Nonostante le diplomazie abbiano commesso un grave errore, sottovalutando il problema, secondo il Patron di Atitech sono ancora in tempo per agire tempestivamente, presentando proposte concrete e scongiurando così l’impennata dell’inflazione. L’intervista ha quindi toccato i temi del Mezzogiorno e dei fondi stabiliti dal PNRR: oggi più che mai è importante colmare quel divario che da sempre separa il Sud dal Nord dell’Italia. "Non dimentichiamo – ha aggiunto il Presidente di Atitech – che per decenni il Pil del Nord è cresciuto al 3/4% l’anno, quindi un buon numero, ma sommato a quello del Mezzogiorno, questo dato crollava miseramente, abbassando il dato nazionale al di sotto dell’uno per cento". Il Governo dovrebbe indirizzare gli investimenti verso il Mezzogiorno creando nuove infrastrutture. Non solo, secondo Gianni Lettieri è fondamentale rafforzare la capacità progettuale e di spesa del Sud Italia dei fondi del PNRR: "È sufficiente osservare quanti miliardi di euro di fondi strutturali della Comunità Europea non siano stati spesi. Questi fondi poi – ha concluso – non solo sono stati disimpegnati, ma sono andati a beneficio di Paesi concorrenti del nostro Meridione, soprattutto dell’Est Europa".

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Singular™ di Ideal Standard: la progettazione del bagno diventa scalabile, semplice e flessibile

Funzionalità ed estrema personalizzazione sono i punti di forza di Singular™, il servizio di progettazione su misura concepito da Ideal Standard per le stanze da bagno. Palomba: "Semplifica il processo senza rinunciare alla creatività"

Ideal Standard

Semplificare la progettazione del bagno: la mission di Ideal Standard

Oltre 100 anni di esperienza nel settore, numerose collaborazioni con i maestri del design e continua ricerca di tecnologie sempre più innovative. C’è questo ed altro dietro il nuovo approccio alla progettazione per il bagno lanciato da Ideal Standard. Con Singular™, questo il nome scelto dall’azienda, progettisti, rivenditori e utenti finali avranno la possibilità di creare soluzioni totalmente personalizzate per l’intero ambiente bagno o per un’area specifica. Un processo che si caratterizza per la sua scalabilità, flessibilità e soprattutto semplicità, senza tuttavia rinunciare alla propria creatività. Diverse infatti le alternative offerte dall’azienda, che vanno dalla rubinetteria alle ceramiche, fino a vasche, docce e altri accessori. "Per me Singular rappresenta una sorta di kit – ha spiegato Roberto Palomba, CDO di Ideal Standard, in occasione della presentazione tenutasi lo scorso aprile – che ogni persona può utilizzare per trovare soluzioni per un bagno personalizzato e ineccepibile dal punto di vista funzionale. Consente di abbinare prodotti scelti tra diverse collezioni, modelli, finiture e dimensioni, per ottenere infinite soluzioni, ognuna con una propria identità unica".

Ideal Standard: Singular™, un approccio cross-category che si rivolge a più settori

Grazie alle numerose soluzioni cross-category di Singular™, Ideal Standard è in grado di dare vita ad un ambiente confortevole dove design, funzionalità, igiene e consumo d’acqua raggiungono un equilibrio perfetto. La personalizzazione consente di rispondere alle esigenze di ogni settore, dal residenziale all’hotellerie fino a scuole e strutture sanitarie: "Che si tratti di un piccolo progetto o di 100 bagni, la nostra consulenza, il servizio di progettazione su misura e la grande esperienza del team garantiscono il supporto tecnico ed estetico necessario alla pianificazione di ogni ambiente – ha dichiarato il Co-Amministratore Delegato di Ideal Standard Jan-Peter Tewes – Ai nostri clienti viene offerta l’opportunità di esplorare molte soluzioni all’interno del nostro ampio portfolio di prodotti, attraverso un semplice processo di selezione integrato, efficiente e sostenibile, arrivando al risultato desiderato nel rispetto delle tempistiche e del budget".

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“In mezzo alla fretta”, fuori il nuovo singolo di Galoni

“IN MEZZO ALLA FRETTA”

In mezzo alla fretta” è una riflessione sui ritmi concitati del nostro tempo. Ritmi che rendono difficile fermarsi e avere momenti di riflessione.

In particolare, questo pezzo tratta la difficoltà di trovare spazio per momenti di incontro.

Momenti di vita, di legami. Momenti che creano uno storico per il cuore e per la mente e che dovrebbero essere prioritari per la costruzione dei rapporti.

Troppo spesso invece diventano singolari ricordi da attaccare a un frigorifero (per chi ancora ci tiene)”.

ASCOLTA IL SINGOLO QUI

Crediti artistici

Progetto grafico: Chiara Lanzieri
Produzione artistica: Emanuele Colandrea/Emanuele Galoni
Mix: Emanuele Colandrea/Alessandro Di Nunzio
Master: Alessandro Di Nunzio
Musicisti: Emanuele Galoni (Voce, chitarra acustica, cori), Emanuele Colandrea (Chitarre, elettriche, sinth, piano, drum, cori), Valerio Manelfi (basso) , Andrea Ruggiero (Strings), Giuliano Bastianelli (chitarra elettrica), Fabio Giandon (drum)

Testo e Musica: Emanuele Galoni
Arrangiamenti: Emanuele Colandrea/Emanuele Galoni

BIOGRAFIA
In mezzo alla fretta” è il nuovo singolo di Galoni, in uscita il primo Luglio. Il brano segue “Buoni propositi per il nuovo anno” pubblicato in dicembre e “L’esercizio fisico di piangere”, instant song sul periodo del lockdown, uscita nel 2020.

Cantautore folk della provincia di Latina è da sempre attivo a Roma. “Greenwich” (2011) e “Troppo bassi per i podi” (2014) e “Incontinenti alla deriva” (2019) sono i tre album all’attivo.

Il suo brano “Carta da parati” è stato inserito nel 2014 nella lista dei candidati al premio Tenco come miglior canzone dell’anno.

Apprezzato per il suo stile di scrittura, attraverso il quale ha costruito un mondo narrativo insolito nella nuova canzone d’autore, Galoni si presta alle contaminazioni moderne di matrice nordeuropea, mantenendo una radice tipica della tradizione cantautorale italiana.

In mezzo alla fretta”, che, come gli album precedenti, si avvale della produzione artistica di Emanuele Colandrea, sarà inserito nel prossimo album in cantiere, la cui uscita è prevista per il prossimo inverno.

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Gianni Lettieri: la carriera imprenditoriale del Presidente di Meridie S.p.A.

Gianni Lettieri, classe 1956, nasce a Napoli dove oggi ha sede la società di manutenzione di aeromobili più grande d’Europa di cui è Presidente. Ricopre la stessa carica per Meridie S.p.A., prima investment company del Sud Italia quotata in Borsa.

Gianni Lettieri

Le prime esperienze imprenditoriali di Gianni Lettieri nel mondo tessile

Una volta conseguito il diploma da geometra, Gianni Lettieri si iscrive alla Facoltà di Economia Aziendale e inizia contemporaneamente a lavorare per un’azienda di La Spezia. Si avvicina al mondo dell’imprenditoria nel 1979, anno in cui intraprende una collaborazione con un industriale lombardo per aprire uno stabilimento produttivo di lavorazione dei tessuti. Attiva sia a Monza (MI) che a Casandrino (NA), la fabbrica si occupa di lavorazione dei tessuti, tintoria e finissaggio. Dopo aver maturato circa dieci anni di esperienza nel settore tessile, l’imprenditore fonda la prima società europea specializzata nella produzione di tessuto denim-ring. Il prodotto si rivela un successo e raggiunge anche i mercati esteri. Il volto di Gianni Lettieri arriva persino ad occupare la copertina di una rivista internazionale sulla quale si legge: "Giovanni Lettieri selling Denim to the Americans". È il 1995 quando avvia una joint venture con il gruppo indiano Raymond e costituisce la Raymond Calitri India, la prima azienda produttrice di denim in India. Qualche anno prima si aggiudica all’asta Manifatture Cotoniere Meridionali, superando due affermati imprenditori del Nord Italia.

Gianni Lettieri: l’acquisizione di Atitech

Nel 2006 Gianni Lettieri si avvicina al mondo delle energie rinnovabili e fonda la Compagnia per lo sviluppo di energia rinnovabile CO.S.ER. S.r.l., attiva nel settore della produzione di energia proveniente da fonti rinnovabili, allora un ambito con considerevoli prospettive di crescita. Un anno dopo, nel 2007, entra anche nel settore finanziario, attraverso la holding di famiglia, e costituisce in collaborazione con altri soci Meridie S.p.A. In principio denominata Investimenti e Sviluppo Mediterraneo S.p.A., Meridie S.p.A. è la prima investment company del Sud Italia a essere quotata nella Borsa Italiana sul segmento MIV. È sempre attraverso Meridie che fonda la start up Medsolar S.p.A., attiva nel comparto delle energie rinnovabili, e acquisisce Atitech S.p.A., azienda italiana specializzata nella manutenzione di aeromobili civili e militari con sede a Napoli. Diviene Presidente di quest’ultima nel 2009 e la trasforma nella società indipendente di manutenzioni più grande d’Europa.

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Luigi Ferraris a “Il Sole 24 Ore”: Gruppo FS, maxi Piano da 190 miliardi con priorità sul PNRR

Oltre 190 miliardi di investimenti su infrastrutture e tecnologie, fibra e digitale, con un focus sugli indirizzi del PNRR: l’AD di FS Italiane Luigi Ferraris ne ha parlato al Forum con i giornalisti de "Il Sole 24 Ore" e di "Radiocor Plus".

Luigi Ferraris

Luigi Ferraris: FS Italiane, 190 miliardi di investimenti per infrastrutture e tecnologie

Luigi Ferraris, Amministratore Delegato di FS Italiane, traccia le sfide che attendono il Gruppo FS nel prossimo futuro. L’orizzonte temporale è quello del Piano Industriale 2022-2031, presentato il 16 maggio a Roma, con oltre 190 miliardi di euro su infrastrutture e tecnologie, due pilastri per la modernizzazione del Paese. L’AD ne ha parlato al Forum "Il Sole 24 Ore", organizzato presso la stazione di Milano Centrale. "Nel 2021 abbiamo messo a terra uno sforzo di oltre 12 miliardi e chiuderemo il 2022 più o meno allo stesso livello", ha dichiarato l’AD: "L’anno prossimo dovremo cominciare con il primo salto per mantenere la velocità di crociera di 18/19 miliardi. I 190 miliardi di investimenti includono infrastrutture, tecnologia, treni e altro, ma la componente che richiederà lo sforzo maggiore è quella delle infrastrutture". L’AD Luigi Ferraris ha evidenziato che "la priorità numero uno è l’attuazione del PNRR che vale 24 miliardi per Ferrovie, la stazione appaltante più importante del Piano nazionale. Il nostro primo obiettivo, quindi, è lanciare, nella seconda parte del 2022, a partire da giugno, tutte le gare necessarie per rispettare la scadenza al 2026 del Recovery". La necessità è "mettere in sicurezza il PNRR e le condizioni per farlo ci sono", nonostante uno scenario di aumento dei prezzi "dal 20 fino a oltre il 30%", come evidenziato dall’AD: "Il tema dell’aumento dei prezzi rimane, ma personalmente sono convinto che non durerà a lungo".

Luigi Ferraris, 4 nuovi poli in FS Italiane: Infrastrutture, Passeggeri, Logistica, Urbano

Parlando di infrastrutture, Luigi Ferraris ha sottolineato come queste non siano da intendere come una "suddivisione in lotti", bensì come "progetti a vita intera" che consentano "a chi deve pianificare gli investimenti di avere visibilità e certezza sull’intero percorso". L’AD ha poi indicato i punti chiave del Piano Industriale: "Anzitutto c’è una grande sfida, la crescita del trasporto su rotaia per arginare il congestionamento delle strade" e l’obiettivo di "favorire il trasporto collettivo multimodale rispetto al trasporto privato". Integrazione, poi, tra RFI e ANAS per dare "impulso al progetto ‘Smart road’ di digitalizzazione e connettività delle strade" e tra le società di trasporto viaggiatori su ferro e gomma "per favorire soluzioni integrate di mobilità e proporre un’offerta più personalizzata". Si tratta di "circa 15 miliardi investiti dal polo che ha capogruppo Trenitalia con Busitalia e Ferrovie del Sud Est, per la parte di trasporto passeggeri". Il polo Logistica, invece, con Mercitalia Logistics capogruppo, avrà "sette società operative a livello nazionale e internazionale, come Mercitalia Rail, Tx Logistik e Mercitalia Intermodal". Il polo Urbano, infine, si occuperà di "gestire e rigenerare il patrimonio immobiliare del Gruppo". Come osservato da Luigi Ferraris, il Piano decennale prevede l’ingresso di nuove professionalità, con 40.000 assunzioni tra figure tecniche, ingegneri civili, informatici, project manager e carpentieri. Non da ultimo, il tema della connettività a bordo e nelle stazioni: "Un primo progetto nel breve periodo per portare, nei prossimi 18 mesi, il 4G sull’alta velocità" e, in seconda battuta, "dotare di fibra ottica tutta la rete ferroviaria e quella stradale prossima ai binari, abbiamo infatti quasi 12.000 chilometri di strade contigue all’infrastruttura ferroviaria", ha dichiarato in conclusione l’AD.

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“Non alimentate la cultura del benpensante”: Mario Melazzini riflette sul concetto di malattia

In occasione della Giornata Mondiale del Malato, l’Amministratore Delegato di ICS Maugeri S.p.A., Mario Melazzini, torna a riflettere sul tema della malattia confutando l’idea secondo la quale la vita di un malato non è degna di essere vissuta.

Mario Melazzini

Mario Melazzini contro la cultura del benpensante

L’AD di ICS Maugeri S.p.A. introduce il tema della cultura del benpensante per esporre il suo punto di vista sulla questione. È vero che “quando si è colpiti da una malattia, qualunque essa sia, ma soprattutto se grave e invalidante, a prima vista pare impossibile, se non insensato, coniugarla con il concetto di salute”, racconta Mario Melazzini. È però inammissibile, e addirittura pericoloso, sostenere che alcune condizioni di salute rendano indegna la vita e convertano il malato o disabile in un peso sociale. Tale visione della malattia infonde nei malati un forte senso di solitudine e il dubbio che agli occhi della società la loro persona sia indifferente. Bisognerebbe invece trasmettere loro l’idea che “un corpo malato può portare salute all’anima, rendendola più forte, più tenace, più determinata, più disponibile a buttarsi con tutta se stessa in quello che si vuole”. Il sopraggiungere della malattia non cancella le emozioni e i sentimenti. La dignità e la speranza possono essere ravvivate anche attraverso il rapporto tra malato e curante, perché “il fatto che l’altro c’è è fonte di speranza ed è un fatto presente” e questo permette di “guardare al futuro poggiando sul presente e su quello che c’è di positivo”. È necessario quindi smettere di alimentare la cultura del benpensante.

Mario Melazzini: quando la medicina e la scienza hanno il dovere di intervenire

Un passo fondamentale da compiere quando si è affetti da una qualche patologia è riuscire a superare le barriere che essa impone. La malattia, infatti, è capace di erigere una serie di Colonne d’Ercole, “superate le quali non è possibile tornare indietro, ma è ancora consentito guardare avanti”. Al fine di raggiungere lo scopo è essenziale focalizzare l’attenzione su ciò che è possibile conseguire, anziché rimuginare su quanto non è più nelle nostre capacità. In alcuni individui spesso capita che con l’insorgere della malattia la scala di valori tenda a cambiare e che di conseguenza il dolore, fisico o psicologico che sia, si faccia strada. È proprio a questo punto che la medicina e la scienza hanno il dovere di intervenire “per eliminare o alleviare il dolore delle persone malate o con disabilità, e per migliorare la loro qualità di vita, evitando ogni forma di accanimento terapeutico”. Per questo motivo, Mario Melazzini conclude auspicando che le Istituzioni si impegnino il più possibile ad assicurarsi che i malati ricevano i trattamenti, le cure e i sostegni adeguati.

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