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Davide D’Arcangelo: Impatta4Equity, presentato il nuovo programma di investimento

L’investment company guarda all’innovability italiana ispirandosi ai valori di sostenibilità espressi da Papa Francesco. Il programma è stato presentato a Roma dai fondatori Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: Impatta4Equity, gli obiettivi

Dopo il successo ottenuto dal club deal investor Next4, i fondatori Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta puntano all’innovability italiana e alla transizione ecologica. E lo fanno prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco contenute nell’Enciclica Laudato si’. Nasce così Impatta4Equity, la prima investment company a coniugare criteri ESG e Dottrina Sociale della Chiesa. Promossa dal network di imprese e professionisti IMPATTA, ispirata all’Earth Day e coordinata da Next4, la nuova realtà è stata presentata lo scorso 23 giugno a Roma presso lo spazio Facebook “Binario F”. “Di fronte all’escalation della crisi climatica e alle evidenti difficoltà delle istituzioni, che nonostante 26 Conferenze sul Clima non riescono a invertire la rotta e a fermare il costante aumento delle emissioni di CO2 in atmosfera, Papa Francesco ha invitato ogni cittadino responsabile a fare la propria parte e ha lanciato una piattaforma d’azione globale, Laudato si’ Action Platform, grazie alla quale possiamo tutti contribuire a generare il cambiamento di cui l’umanità e il pianeta hanno sempre più urgente bisogno”, ha dichiarato nel suo intervento il CEO di Impatta4Equity Pierluigi Sassi. L’evento, al quale hanno preso parte anche Davide D’Arcangelo e Angelo Paletta, è stata l’occasione per illustrare agli oltre 100 investitori i dettagli del programma di investimento.

Davide D’Arcangelo: innovazione e abbattimento della CO2, i due progetti pilota

Attraverso il suo programma, la realtà lanciata da Davide D’Arcangelo, Pierluigi Sassi e Angelo Paletta intende finanziare la migliore innovazione italiana, puntando su aziende e start-up inserite in un percorso di economia sostenibile. La valutazione degli investimenti avverrà tramite Values Metrics, strumento di misurazione frutto della collaborazione nata tra Core Values, PWC, Anima e Movimento per l’Economia del Bene Comune. Una combinazione di criteri ESG e valori sociali grazie alla quale i promotori dell’iniziativa intendono replicare i risultati ottenuti dal primo programma d’investimento di Next4 dedicato alla Sanità Digitale, con il club deal investor che in soli due anni è stato in grado di triplicare il proprio valore. Durante la presentazione sono stati svelati anche i dettagli dei due progetti pilota avviati. Il primo andrà a finanziare la realizzazione di una piattaforma destinata alle aziende in grado di certificare l’abbattimento delle emissioni di CO2 delle flotte tramite blockchain. Il digitale è protagonista anche del secondo progetto, che riguarda sempre lo sviluppo di una piattaforma appoggiata a una blockchain ma in grado di certificare la produzione e l’autoconsumo delle future Comunità Energetiche.

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Come un Topper coprimaterasso può migliorare la tua vita e farti risparmiare

Pharmaflex lancia degli innovativi topper ortopedici a doppia densità Made in Italy

Le quasi totalità della popolazione, si sa, passa la maggior parte della giornata stando molte ore in piedi, seduta o davanti ad un pc, magari con postazioni non adeguate. Si riscontra quindi una tendenza ad assumere delle posture che, a lungo andare, vanno ad incrementare il numero già elevato delle persone che soffrono di sintomatologie dolorose a carico di schiena e collo.

Per far fronte a questi fastidi sempre più frequenti, un ruolo cruciale è giocato dalla qualità del riposo notturno, dato che questi possono ripresentarsi ogni giorno fin dal risveglio.

Scegliere il giusto dispositivo per dormire può di fare la differenza

Utilizzare un supporto, che consenta di mantenere una posizione corretta durante la notte, può contribuire efficacemente a risolvere dolori e fastidi, consentendo un risparmio sulle terapie manuali e migliorando la qualità del sonno, con un impatto positivo sulla vita quotidiana.

Ma che succede se in casa si sta utilizzando un materasso vecchio o sbagliato, e non si ha la disponibilità economica per cambiarlo?

Proprio per far fronte a queste necessità è possibile utilizzare un topper coprimaterasso.

Cosa sono i Topper Coprimaterasso

I topper sono dei coprimaterasso imbottiti, più o meno spessi, da stendere sul proprio letto per migliorarne la consistenza. Ancora non conosciuti da tutti, stanno diventando sempre più diffusi nelle case italiane: i consumatori li preferiscono infatti ad un cambio di materasso, proprio perchè considerati una soluzione pratica, economica e funzionale.

I topper sono quindi capaci di sopperire alle mancanze di un materasso usurato o dalla consistenza non piacevole ma, proprio come un materasso standard, i modelli comuni non sono in grado di porre rimedio alle problematiche che interessano la colonna vertebrale.

Per avere un riposo di qualità è importante scegliere il giusto dispositivo per dormire, che permetta di fare la differenza, migliorando la vita diurna.

Per soddisfare queste esigenze nascono i topper ortopedici, dispositivi medici progettati per fornire supporto alle articolazioni e consentire il giusto riposo a chi presenta problematiche di tipo fisiatrico,  consentendo di risolvere il problema in maniera naturale mentre si sta dormendo.

 

 I Topper ortopedici di Pharmaflex

Pharmaflex, azienda Italiana nota per i suoi innovatici cuscini ortopedici, in grado di risolvere a diverse sintomatologie quali Cervicalgia, Reflusso Gastrico e Plagiocefalia, ha ora lanciato un modello di Topper Materasso Ortopedico che ha già riscosso ottimi consensi nelle recensioni degli specialisti del settore.

Come tutti i prodotti del marchio, il Topper Materasso di Pharmaflex è un prodotto innovativo che incorpora tecnologie avanzate, disegnato e testato per aiutare a risolvere tutti quei disturbi della colonna che causano dolori a schiena e collo. Il topper di Pharmaflex agisce assicurando che la colonna vertebrale sia allineata correttamente,mantenendo il corretto distanziamento delle vertebre per evitarne la compressione, responsabile della maggior parte dei sintomi del mal di schiena, con un sollievo immediato.

 

Come per i cuscini Pharmaflex, alla base del topper c’è la tecnologia AirCell, l’evoluzione del Memory Foam: un materiale traspirante con una speciale formula a cellule aperte completamente permeabile all’aria, rinfrescante e piacevole anche nei mesi estivi. Grazie ad AirCell, inoltre, il topper materasso si adatta in maniera ancora più rapida agli spostamenti del corpo rispetto ai topper memory standard, assicurando il massimo comfort in ogni posizione, ma senza deformarsi nel tempo.

 

Le tecnologie che rendono il Topper Ortopedico di Pharmaflex unico sono:

  • 7 differenti zone di supporto specifiche per le diverse zone del corpo;
  • 2 strati a densità variabile, con duplice azione decontratturante e di decompressione;
  • Un’altezza più alta della media di mercato: ben 8cm;
  • La disponibilità in più misure: singolo, una piazza e mezza, matrimoniale e, a richiesta, su misura;
  • Il certificato di Dispositivo Medico di Classe-1

 

 Come funzionano gli strati a diversa densità

La sua stratificazione a base di poliuretano a densità variabile permette al Topper letto di Pharmaflex di assolvere a due compiti:

  1. Decontrazione muscolare: distribuisce il peso del corpo uniformemente, riducendo i punti di pressione e rilassando la muscolatura.
  2. Decompressione vertebrale: favorisce il corretto distanziamento tra le vertebre dorsali e lombari, evitandone lo schiacciamento.

 

Le 7 zone di supporto

Il topper presenta una struttura a onde di dimensioni specifiche, per fornire un perfetto allineamento di ogni parte del corpo:

 

•    Testa e collo

•    Spalle

•    Colonna Vertebrale

•    Bacino

•    Gambe

•    Ginocchia

•    Piedi

La Cover in Fibra di Carbonio

Come tutti i prodotti Pharmaflex, anche il topper ortopedico viene accompagnato da una cover in fibra di carbonio in grado di scaricare le cariche elettromagnetiche accumulate durante il giorno, oltre a essere antibatterica, antiallergica e antivirale.

 

 

Come Provare Pharmaflex Topper Materasso Ortopedico

Il topper Pharmaflex viene venduto online e in alcune farmacie sul territorio. Essendo l’azienda consapevole di quanto un prodotto del genere vada “testato” dalle persone, ripropone la sua formula vincente: la possibilità di provarlo per 30 giorni con reso gratuito e ritiro a casa, oltre a una garanzia di 2 anni per dare la massima tranquillità ai clienti.

 

Il sonno rappresenta il 30% della vita di una persona e influenza significativamente il resto della giornata. L’intuizione dei prodotti Pharmaflex è quella di andare a risolvere diverse sintomatologie dolorose in maniera naturale mentre mentre si sta dormendo, evitando la sostituzione dell’intero materasso ed il ricorso alle terapie, consentendo di far ritrovare uil riposo perfetto anche alle persone che ormai non si ricordavano più com’era.

 

Per Maggiori Informazioni pharmaflex.com

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Andrea Mascetti: l’avvocato tra i nuovi ingressi nel CdA di Proger S.p.A.

L’ingresso dell’avvocato Andrea Mascetti nel CdA di Proger S.p.A.: con oltre 1.000 professionisti operativi in circa 20 Paesi del mondo, la società propone un approccio globale per la progettazione integrata e la gestione di grandi interventi e programmi complessi, in diversi settori, per clienti pubblici e privati.

Andrea Mascetti

Andrea Mascetti entra nel CdA di Proger S.p.A.

Nel comunicare l’ingresso dell’avvocato Andrea Mascetti nel CdA, Proger S.p.A. ne ha sottolineato l’esperienza acquisita in materia di Diritto Civile e Amministrativo. L’avvocato, come comunicato dalla società stessa lo scorso 14 luglio, entra a far parte del Board insieme a Patrizia Ravaioli, Direttore Generale Formez PA – Centro di Formazione e Studi della Pubblica Amministrazione nonché Presidente Associazione Donne Leader in Sanità. Proger S.p.A., nel settore da 70 anni, è oggi una delle prime società di engineering & management in Italia nonché la prima no captive se si considera la posizione di Gruppo: da anni si posiziona stabilmente nel ranking mondiale delle prime 100 società internazionali di ingegneria all’interno della Top 225 International Design Firms stilata dalla prestigiosa testata americana “Engineering News Record”. Andrea Mascetti porterà nel CdA della società le competenze acquisite in oltre 30 anni di carriera.

Andrea Mascetti: profilo professionale e competenze

Nato nel 1971 a Varese, Andrea Mascetti è titolare dello Studio Legale Mascetti. Laureato in Giurisprudenza, agli inizi della sua carriera ha collaborato presso lo Studio Legale Tributario associato a Ernst & Young. Esercita la propria attività professionale prevalentemente nell’ambito del diritto civile e amministrativo, oltre che delle applicazioni del decreto legislativo 231/01. In ambito civile ha maturato una consolidata esperienza in particolare nel diritto commerciale e societario e nelle materie attinenti ai diritti reali, oltre che in alcune aree della responsabilità civile e del diritto del lavoro, sia come consulente che in qualità di processualista. In materia di diritto amministrativo svolge attività difensiva avanti ai TAR e al Consiglio di Stato oltre che consulenza stragiudiziale per enti pubblici, società commerciali e privati in materia di appalti e contratti pubblici, concessioni, partenariato pubblico-privato, urbanistica ed edilizia. Da diversi anni l’avvocato Andrea Mascetti si occupa anche di web reputation e diritto dell’arte.

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Terna, Stefano Donnarumma rassicura sul gas: “Stoccaggi basteranno ad affrontare l’inverno”

Il gestore della rete elettrica conferma gli obiettivi del Piano al 2025. Stefano Donnarumma: crisi energetica impone accelerazione su rinnovabili, Paese avrà gas a sufficienza.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: Terna, i conti del I semestre 2022

Nonostante le crisi geopolitiche, se la situazione dovesse rimanere inalterata il Paese ha buone possibilità di affrontare il prossimo inverno con sufficienti riserve di gas. Ne è sicuro Stefano Donnarumma: l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Terna lo ha affermato in occasione di una conference call durante la quale sono stati presentati i conti del primo semestre 2022. Il gestore della rete elettrica nazionale chiude con un utile netto in crescita del 3,5%, passando dai 384,6 milioni di euro del primo semestre 2021 agli attuali 398,1 milioni. Aumentano anche i ricavi (+5,9%), che toccano quota 1,33 miliardi di euro rispetto agli 1,26 dell’anno precedente. Boom degli investimenti, in aumento del 10,2%: sono 660,5 i milioni investiti dal Gruppo guidato da Stefano Donnarumma nella prima metà del 2022, in confronto ai 599,6 del 2021. Scende l’indebitamento netto (8,9 miliardi rispetto ai 10 di dicembre 2021), mentre il margine operativo mostra un incremento del 4,1% (946,9 milioni di euro).

Le dichiarazioni dell’AD e DG di Terna Stefano Donnarumma

Forte dei numeri, ora Terna continuerà a lavorare per realizzare gli obiettivi contenuti nel Piano Industriale 2021-2025 "Driving Energy". Tra le priorità, ricorda Stefano Donnarumma, ridurre il più possibile la dipendenza del Paese dalle fonti fossili: "Questo obiettivo si può raggiungere principalmente accelerando sullo sviluppo delle fonti rinnovabili. In tale ottica, la rete è un fattore abilitante cruciale e per questo Terna sta imprimendo un continuo impulso agli investimenti". Sono 10 i miliardi messi sul piatto, di cui 1,7 da investire entro l’anno. Oltre a dedicarsi ad interventi di razionalizzazione delle reti elettriche nelle aree metropolitane (Firenze e Roma sono un esempio), nel secondo semestre sono previsti sia l’avanzamento del Tyrrhenian Link che l’avvio dell’iter autorizzativo per il progetto Adriatic Link. Il Gruppo è inoltre pronto a portare a termine una nuova interconnessione con la Francia, che funzionerà a pieno regime già entro la fine dell’anno. Gli eventi in Ucraina e l’acuirsi della crisi energetica, rassicura Stefano Donnarumma, avranno scarso impatto sulla produzione elettrica: "Possiamo immaginare decisioni del Governo per una riduzione della domanda e questo è il punto più importante, ma per la produzione elettrica prevediamo una normale gestione del sistema".

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Intermediazione rifiuti ed economia circolare: l’esperienza di Marco Nicola Domizio

Marco Domizio ha alle spalle un lungo percorso professionale sviluppato in diverse aree del settore ambientale. Esperienze su cui ha fatto leva per avviare una propria iniziativa imprenditoriale, confluita nella nascita di Ares Ambiente.

Marco Domizio: il modello Ares Ambiente

Operare con criteri di efficienza, economicità e trasparenza nell’intermediazione dei rifiuti e nella gestione di impianti autorizzati: con questa filosofia Marco Domizio, esperto del settore, ha avviato Ares Ambiente nel 2008. La sua intuizione si conferma tuttora efficace a distanza di quasi 15 anni. Questo poiché, in un’ottica di economia circolare, il trattamento dei rifiuti richiede un’attenzione massima sia verso l’ambiente sia verso le persone. Specializzata in attività di smaltimento, recupero e trasporto di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi su tutto il territorio nazionale, Ares Ambiente occupa oggi una posizione di leadership all’interno del settore. Un primato che, per l’azienda fondata da Marco Domizio, significa garantire servizi che mettono continuamente al centro l’efficienza, l’economicità e la trasparenza.

Marco Domizio: sostenibilità e responsabilità in Ares Ambiente

Ares Ambiente fornisce soluzioni funzionali al trattamento di rifiuti caratterizzati in numerosi codici CER (Codice Europeo dei Rifiuti), in linea con quanto prevede l’Elenco Europeo dei Rifiuti – EER 2014/955/UE. Negli anni si è specializzata nella gestione e nel trattamento di rifiuti provenienti da diverse tipologie di produttori o detentori: dalle attività produttive a quelle di vendita all’ingrosso e distribuzione di prodotti di varia categoria merceologica. L’intuizione di Marco Nicola Domizio ha reso possibile la creazione di una realtà basata su principi di sostenibilità e responsabilità, sfere che risaltano anche nel Sistema di Gestione Integrata di Qualità, Ambiente, Sicurezza e Responsabilità Sociale di Ares Ambiente. A questo si abbina il Codice Etico impiegato dall’azienda per promuovere valori di correttezza, lealtà, integrità e trasparenza. Per la realtà fondata da Marco Domizio ciò equivale ad assicurare risposte concrete per le diverse esigenze del settore. Non a caso, l’azienda ha ottenuto standard di certificazione elevati nelle aree Qualità (UNI EN ISO 9001:2015), Ambiente (UNI EN ISO 14001:2015 e Regolamento Europeo EMAS), Sicurezza (UNI ISO 45001:2018) e Responsabilità Sociale (SA 8000:2014).

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Digital wealth management, Gian Maria Mossa: Banca Generali aperta a fintech e blockchain

Banca Generali va incontro alle sfide del futuro con un approccio sempre più orientato al digital wealth management. Servizi fintech e innovazioni come la blockchain possono essere di impulso anche ai settori più conservatori, ha detto l’AD Gian Maria Mossa al Salone del Risparmio di Milano.

Banca Generali, l’evoluzione del digital wealth management al Salone del Risparmio di Milano

Con l’arrivo sul mercato dei nativi digitali anche un’industria tradizionale come quella del risparmio, per sopravvivere, dovrà necessariamente aprirsi all’innovazione. Ed è quello che Banca Generali sta facendo ormai dal 2015: l’Istituto è sempre più orientato verso un modello di digital wealth management in grado di cogliere le potenzialità delle nuove frontiere del mondo finanziario. Integrare servizi fintech e nuove tecnologie nel proprio ecosistema assume oggi un valore sempre più strategico. Ne è convinto l’Amministratore Delegato Gian Maria Mossa, tra i protagonisti dell’ultima edizione del Salone del Risparmio di Milano. Nel suo intervento, il manager ha ricordato il percorso avviato da Banca Generali, prima in Italia a dotarsi di un’architettura digitale e di una piattaforma di open banking. Una strategia che oggi consente all’Istituto di “rispondere con puntualità alle necessità dei clienti” e di guardare a tecnologie come la blockchain, che secondo l’AD “porterà una grande innovazione in termini di semplicità, trasparenza, accesso ed efficacia”.

Digital wealth management: il modello di Banca Generali, eccellenza italiana

In poco meno di dieci anni Banca Generali è riuscita, grazie all’integrazione di nuove tecnologie e servizi di partner terzi, a superare i confini del private banking adottando a tutti gli effetti uno dei modelli di digital wealth management più avanzati nel panorama nazionale. Un risultato riconosciuto anche dal “Financial Times”, che nel 2021 ha nominato l’Istituto “Best Private Bank in Italy”. Al Salone di Milano Gian Maria Mossa ha parlato anche di Nft, token e criptovalute, ricordando “BG Conio”, la recente iniziativa lanciata in collaborazione con l’azienda fondata da Vincenzo di Nicola e Christian Miccoli. Un servizio che dallo scorso febbraio consente ai clienti di comprare e vendere Bitcoin operando direttamente mediante il proprio conto corrente attraverso l’app di Mobile Banking Banca Generali Private. Finora sono circa 20mila i clienti che hanno usufruito della novità, secondo l’AD segno di un interesse sempre maggiore verso il mondo delle criptovalute. Un trend che ha ormai destato l’attenzione di tutto il settore, dalle banche centrali agli operatori privati: “Credo sia molto positivo che anche in Italia gli organismi preposti stiano guardando in chiave costruttiva a questo percorso di innovazione che può aprire a nuove opportunità”.

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Francesco Milleri: “Eyes on Carbon”, l’importanza della decarbonizzazione per EssilorLuxottica

Francesco Milleri: “Eyes on Carbon”, il raggiungimento della Carbon Neutrality (emissioni Scope 1 & 2) nelle attività di EssilorLuxottica previsto entro il 2025.

Francesco Milleri

Francesco Milleri: per vedere in modo chiaro dobbiamo lavorare in modo pulito, la vision di EssilorLuxottica

“Fare del bene sia per i nostri clienti, i consumatori e le comunità di riferimento sia per il pianeta ci dà ancora maggiore fiducia nel domani”, aveva sottolineato l’AD Francesco Milleri lo scorso anno presentando la roadmap per la Sostenibilità di EssilorLuxottica “Eyes on the Planet”. In quell’occasione l’AD aveva parlato inoltre del percorso che il Gruppo ha intrapreso per la progressiva decarbonizzazione delle proprie attività aziendali: non a caso EssilorLuxottica si impegna da tempo nell’individuare soluzioni e processi funzionali all’eliminazione delle emissioni Scope 1 & 2 dalle proprie attività aziendali coinvolgendo diverse aree strategiche e aggiornando regolarmente attrezzature e tecnologie. Il Gruppo punta al raggiungimento della Carbon Neutrality (emissioni Scope 1 & 2) entro il 2025 e, come annunciato dall’AD Francesco Milleri, in Europa entro il 2023.

Francesco Milleri: verso la Carbon Neutrality entro il 2025, cominciando dall’Europa nel 2023

L’impegno per la decarbonizzazione, supportato fortemente dall’AD Francesco Milleri, si inserisce in un quadro più ampio che vede EssilorLuxottica promuovere sempre più iniziative e progetti per contribuire al conseguimento degli SDGs, i 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu. Produrre e utilizzare energia elettrica rinnovabile, ovunque sia possibile, e arrivare a un mix globale di energia elettrica che provenga al 100% da fonti rinnovabili significa ad esempio incentivare il raggiungimento dell’Obiettivo 7 (assicurare a tutti l’accesso a sistemi energetici puliti, economici, sostenibili, affidabili e moderni). E guarda in questa direzione anche la decisione di introdurre nei principali siti di produzione del Gruppo una tecnica di galvanica ecosostenibile (un sistema integrato di trattamento e riciclo dell’acqua). E ancora l’Obiettivo 13 che implica di agire per il clima: nella vision di EssilorLuxottica non significa solamente intervenire per ridurre le emissioni di carbonio ma anche investire in progetti per la protezione e il recupero degli ecosistemi naturali nonché alla promozione del benessere delle comunità locali. L’impegno del Gruppo guidato da Francesco Milleri non riguarda solo chi vi lavora ma anche fornitori e clienti, a riprova che il benessere del pianeta implica uno sforzo trasversale e condiviso. Basti pensare alle spedizioni: EssilorLuxottica dà ai clienti la possibilità di scegliere le modalità di consegna più ecologiche, adattando l’esperienza di acquisto ai loro valori. E lavora in collaborazione con i fornitori logistici alla riduzione delle proprie emissioni indirette (Scope 3) verso l’obiettivo finale di zero emissioni.

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Sostenibilità e sicurezza sul lavoro, un binomio inscindibile

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Sostenibilità e sicurezza sul lavoro, un binomio inscindibile

Online il secondo Quaderno della Sicurezza AiFOS 2022 dedicato alla sostenibilità e alla sicurezza sul lavoro. La versione integrale è disponibile gratuitamente per i soci AiFOS e per tutti i lavoratori del settore pubblico.

 

I temi connessi allo sviluppo sostenibile stanno acquisendo, in relazione alle future sfide ambientali, economico e sociali, sempre più rilevanza in tutte le scelte della nostra società, da quelle istituzionali e aziendali a quelle individuali.

 

Una prima definizione di sviluppo sostenibile risale al 1987 e si trova nel cosiddetto Rapporto Brundtland: la sostenibilità è in grado di “assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri”.

Questa definizione si è evoluta nel tempo. Se la sostenibilità era inizialmente centrata sugli aspetti ecologici, ha ormai acquisito un significato più globale che tiene conto sia della dimensione ambientale che di quella economica e sociale: tre ambiti che sono in un rapporto sinergico e sistemico e che portano ad un nuovo modello e definizione di progresso e di benessere.

 

Per approfondire il tema dello sviluppo sostenibile mettendo in rilievo anche le connessioni con la salute e la sicurezza sul lavoro, è stato pubblicato dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) il nuovo Quaderno della Sicurezza AiFOS n. 2 del 2022 dal titolo “Sostenibilità e sicurezza sul lavoro, un binomio inscindibile”.

 

Il link per poter sfogliare la demo online:

https://www.aifoservice.it/sfogliabili/quaderni-della-sicurezza/2022/Q2/Demo/

 

I Quaderni della Sicurezza AiFOS: un punto di riferimento del settore

I Quaderni della Sicurezza sono una rivista scientifica trimestrale a carattere monografico edita dall’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) dal 2010. La Direzione Scientifica è affidata all’avvocato Lorenzo Fantini, già dirigente della divisione salute e sicurezza del Ministero del lavoro.

 

I Quaderni della Sicurezza AiFOS sono divenuti punto di riferimento nel settore, ottenendo grandi riconoscimenti non solamente a livello nazionale: su tutti, spiccano i contributi esclusivi concessi annualmente dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA)

 

A partire dal 2020 la pubblicazione non è più in formato cartaceo, ma esclusivamente online, al fine di ridurre l’impatto ambientale delle attività associative nell’ambito dei progetti di sostenibilità AiFOS: ciò consente di risparmiare 1720 kg di carta, 26 alberi, 757.000 litri di acqua, nonché 13.072 kWh di energia elettrica all’anno.

 

Il Quaderno della Sicurezza 2/2022: sostenibilità e sicurezza sul lavoro

Nel Quaderno della Sicurezza AiFOS n. 2/2022 l’editoriale di Lorenzo Fantini sottolinea come la “visione integrata” delle tre dimensioni dello sviluppo – ambientale, sociale ed economico (senza dimenticare la responsabilità istituzionale) – “si concretizza proprio nell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e si finalizza alla redazione dei 17 Obiettivi per lo Sviluppo sostenibile (Sustainable development goals, SDGs) redatti dall’Onu: ecco allora che ‘assicurare il soddisfacimento dei bisogni della generazione presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di realizzare i propri’ diventa la definizione di sviluppo sostenibile che si propone di creare un nuovo modello di società, secondo criteri di maggior responsabilità in termini sociali, ambientali ed economici, finalizzati ad evitare il collasso dell’ecosistema terrestre”.

 

Ricordiamo che nell’Agenda 2030, programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU, sono diversi gli obiettivi, i goal direttamente o indirettamente connessi ai temi del benessere, della salute, della sicurezza su lavoro e della formazione.

Ne riportiamo alcuni:

  • goal 3 – Salute e benessere
  • goal 4 – Istruzione di qualità
  • goal 5 – Parità di genere
  • goal 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica
  • goal 12 – Consumo e produzione responsabili
  • goal 15 – Vita sulla terra (Ambiente)

 

In questo disegno complessivo di un nuovo modello di società – continua l’editoriale – il Quaderno racconta come tutti “possono fare la loro parte, non solo dalle aziende ai consumatori finali, ma anche ogni singolo attore della sicurezza”.

Senza dimenticare che in questo momento di transizione, “il valore di un atteggiamento etico è ormai innegabile, tanto che la sostenibilità è considerata come un elemento strategico in grado di innescare nuove dinamiche competitive e di giocare un ruolo cardine nella competizione dei mercati”.

 

Il link per poter sfogliare la demo online:

https://www.aifoservice.it/sfogliabili/quaderni-della-sicurezza/2022/Q2/Demo/

 

La diffusione gratuita dei Quaderni della Sicurezza ai dipendenti pubblici

Al di là della possibilità per i soci AiFOS di leggere la versione integrale della rivista, l’Associazione AiFOS ha deciso di diffonderla gratuitamente tra i lavoratori del settore pubblico con l’obiettivo è di aumentare conoscenza, consapevolezza e prevenzione nel settore pubblico dei temi connessi a salute, sicurezza, formazione e sostenibilità.

 

Per leggere la rivista i dipendenti pubblici possono registrarsi utilizzando il seguente link:

http://bit.ly/Iscrizione-gratuita-Quaderni-AiFOS

 

La sostenibilità – è ancora Lorenzo Fantini a sottolinearlo nell’editoriale – è la ‘chiave di volta’ “per affrontare le sfide per l’impostazione di un nuovo modello di società. Ciò potrà essere possibile solo imparando a mettere in discussione sia i bisogni che le soluzioni, misurando l’impatto diretto delle innovazioni” e cercando di valutarne anche i riflessi indiretti. Solo allora si sarà in grado di realizzare un’innovazione responsabile e sostenibile, “in grado di modificare il tessuto della società attraverso una maggiore attenzione alle responsabilità morali, verso cui ciascun individuo dovrebbe sentirsi impegnato”.

 

Per informazioni:

Direzione nazionale AiFOS: via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia tel.030.6595037 – www.aifos.it[email protected]

 

28 luglio 2022

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

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Cannabis terapeutica: cos’è, vantaggi, tipologie e novità

La cannabis terapeutica, nota anche come marijuana, è un tipo di farmaco derivato dalla pianta di cannabis. Contiene sostanze chimiche note come cannabinoidi, che hanno dimostrato di avere effetti terapeutici.

La cannabis agisce interagendo con il sistema endocannabinoide (ECS) dell’organismo. Si tratta di un sistema di recettori che si trovano in tutto il corpo, compreso il cervello. Questi recettori sono coinvolti in molte funzioni diverse, tra cui la regolazione del dolore, dell’appetito e dell’umore.

Quando i cannabinoidi della cannabis si legano a questi recettori, possono contribuire a modulare queste funzioni. Questo può dare sollievo a sintomi come il dolore e la nausea, e può anche migliorare la qualità della vita delle persone affette da determinate condizioni mediche.

Esistono diversi modi per utilizzare la cannabis terapeutica. Può essere fumata, inalata come vapore, consumata sotto forma di edibili o applicata topicamente. Il metodo di utilizzo dipende dalle preferenze del paziente e dalla condizione da trattare.

La cannabis terapeutica è utilizzata per trattare un’ampia gamma di condizioni, tra cui:

  • Dolore cronico
  • Artrite
  • Cancro
  • Malattia di Crohn
  • Sclerosi multipla
  • epilessia
  • Nausea e vomito
  • Perdita di appetito
  • Ansia
  • Depressione
  • Disturbo da stress post-traumatico
  • Disturbi del sonno

Ottenere una prescrizione per la cannabis terapeutica

Per ottenere una prescrizione per la cannabis terapeutica, occorre consultare innanzitutto un professionista sanitario autorizzato. Può trattarsi di un medico, di un infermiere o di un assistente medico.

L’operatore sanitario dovrà valutare l’anamnesi e i sintomi attuali del paziente. Dovrà inoltre stabilire se esistono altri potenziali trattamenti da provare prima.

Se l’operatore sanitario decide che la cannabis terapeutica è una buona opzione di trattamento, ne prescriverà la ricetta.

Sono disponibili diversi tipi di prodotti a base di cannabis terapeutica.

La cannabis terapeutica si presenta in molte forme diverse, a seconda dell’uso che se ne farà.

Tipi di cannabis medica

In Italia spesso si parla di preparazioni galeniche effettuate da farmacie specializzate.

I brand di cannabis terapeutica prescrivibili in Italia, in base alle concentrazioni di CBD/THC, sono:

  1. Bedrocan
  2. Bedrolite
  3. Bedrobinol
  4. Bediol
  5. Bedica
  6. Sativex

Ci sono numerose proposte di legge in Parlamento che potrebbero migliorare la situazione per i pazienti permettendo la coltivazione della cannabis per uso terapeutico, ma al momento non sembra che la classe politica sia interessata a portare avanti questa battaglia.

Metodi di assunzione della cannabis terapeutica

Ci sono diversi modi in cui le persone possono assumere la cannabis terapeutica. Il metodo più comune è quello di fumarla, ma alcune persone preferiscono mangiarla sotto forma di edibili o berla come tè. Esistono anche forme topiche di cannabis terapeutica che possono essere applicate direttamente sulla pelle.

Fumare la cannabis terapeutica è il metodo di consumo più popolare, ma non è necessariamente il più efficace. Fumare qualsiasi cosa può essere dannoso per i polmoni e il fumo di marijuana contiene molte delle stesse tossine e sostanze cancerogene del fumo di tabacco. Tuttavia, fumare cannabis terapeutica permette al paziente di sentirne gli effetti quasi immediatamente.

Mangiare cannabis terapeutica è una buona alternativa per chi non vuole fumarla. Cannabis-gli edibili infusi stanno diventando sempre più popolari man mano che sempre più persone ne conoscono i benefici. Gli edibili possono richiedere un po’ più di tempo per fare effetto rispetto al fumo, ma in genere durano di più e forniscono un livello di sollievo più costante.

Bere cannabis terapeutica è un’altra opzione che sta crescendo in popolarità. Il tè alla cannabis può essere preparato utilizzando foglie di cannabis fresche o gemme di cannabis essiccate. Si dice che questo metodo di consumo sia delicato per lo stomaco e aiuti il corpo ad assorbire i cannabinoidi in modo più efficace.

Sono disponibili anche forme topiche di cannabis terapeutica. Questi prodotti vengono applicati direttamente sulla pelle e sono ritenuti utili per il trattamento di dolore, infiammazione e altre condizioni. I prodotti a base di cannabis per uso topico non sono tipicamente psicoattivi, per cui non producono gli stessi effetti collaterali come fumare o mangiare cannabis.

La cannabis terapeutica può essere un trattamento utile per chi soffre di un’ampia varietà di condizioni. È importante parlare con un professionista sanitario qualificato per determinare se la cannabis medica è adatta a voi.

Alternative alla cannabis terapeutica tradizionale

Purtroppo in Italia c’è un grosso problema di reperibilità della cannabis terapeutica.

Anche avendo in mano una ricetta per poter ottenere la cannabis con alto THC, è probabile che le farmacie della propria zona non abbiano disponibilità della sostanza.

Questo accade perché lo stato importa dall’Olanda una quantità insufficiente di cannabis, spingendo le persone a doversi rivolgere al mercato nero oppure a coltivare cannabis in casa.

Una recente alternativa efficace e legale è data dalla cannabis terapeutica HHC.

La cannabis all’HHC è un nuovo tipo di cannabis, perfettamente legale in quanto venduta con pochissimo THC, in grado di generare effetti terapeutici simili a quelli del THC.

Moltissimi pazienti si stanno rivolgendo ai grow shop italiani che vendono cannabis light dato che sono certi di trovare il prodotto e non devono più rivolgersi al mercato nero per reperire la propria terapia.

L’HHC è una vera novità nel mercato perciò nessuno sa come si svilupperà in futuro, ma attualmente è sicuramente un’opzione da considerare se si sta cercando una cannabis con effetti benefici e che eviti rischi con la legge.

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Massimo Malvestio: “Inflazione? Unica arma della BCE è ‘sterilizzare’ il debito pubblico dei Paesi”

La guerra ha contribuito alla crescita dell’inflazione, ma le cause sono altre. A spiegarlo è l’avvocato Massimo Malvestio. Il fondatore di Praude AM aveva lanciato l’allarme in un editoriale dell’aprile 2021.

Massimo Malvestio

Massimo Malvestio: politiche monetarie espansive e bassa natalità tra le principali cause dell’inflazione

Circa un anno fa, in un’intervista rilasciata al quotidiano “Veneziepost”, l’avvocato e fondatore di Praude Asset Management Massimo Malvestio aveva avvertito sul rischio, per la tenuta economica del Paese, di un’inflazione al 5%. Una previsione quanto mai accurata: con l’aumento dei prezzi, infatti, oggi in Italia si dirige pericolosamente verso la doppia cifra percentuale. Nonostante il confitto scoppiato in Ucraina abbia accelerato il fenomeno, con punte del 20% nei Paesi baltici dell’area euro, l’inflazione è un fenomeno che parte da molto più lontano. In una nuova intervista l’esperto ha provato a spiegarne le cause principali. Tre gli ordini di fattori che, secondo Massimo Malvestio, hanno cominciato a prevalere sulle forze deflattive. Il primo è senza ombra di dubbio da ricercare nelle politiche espansive che le banche centrali hanno portato avanti negli ultimi anni e che hanno prodotto una crescita abnorme delle masse monetarie. Anche le dinamiche demografiche hanno pesantemente influito sul fenomeno, con i nati negli anni ’60 che si avviano verso la pensione in un contesto di crisi di nascite e di manodopera: “E questo non è un problema solo italiano – spiega l’avvocato – si pensi alla Cina dove la one child policy sta cominciando a produrre tutti i suoi effetti anche sulle dinamiche della domanda e offerta di lavoro”.

Massimo Malvestio: ESG fattore dirompente, sempre meno gli investimenti in energia e materie prime

Nell’analisi di Massimo Malvestio il terzo e ultimo fattore legato all’avvento dell’inflazione è la comparsa delle politiche ESG (Environmental, Social and Governance). Criteri che oggi vengono imposti dalle banche e dai fondi non più solo alle società quotate. La conseguenza è stata l’abbandono quasi totale degli investimenti in risorse energetiche e materie prime, con l’Europa che oggi si trova a dover rimediare: “Devono accettare non solo politiche che di ESG non hanno nulla, ma anche legittimare interlocutori e regimi che sul piano dei valori rappresentano l’esatto contrario di quello che queste politiche ESG dicono di volere perseguire”. Finora l’inflazione è stata tenuta sotto controllo dalla Banca Centrale Europea attraverso ingenti acquisti di titoli di stato. Un’opzione che oggi appare sempre meno replicabile, conclude Massimo Malvestio: “Se il fenomeno perdurerà non vedo come la BCE potrà continuare ad acquistare bond per sostenere il mercato. Credo che la ‘sterilizzazione’ del debito pubblico dei singoli stati sia l’unica arma rimasta nell’arsenale per fermare lo spread e la frammentazione fintanto che l’inflazione rimane ai livelli attuali”.

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Eventi HAPPY BIO estate 2022 in Romagna con “gente che ama ospitare e coltivare”

Il progetto “Happy Bio” è un tour di andata e ritorno dalla campagna al mare che in questi vent’anni ha disegnato nuovi orizzonti e coltivato stili di vita consapevoli. I molti mesi quasi vissuti “con il freno a mano tirato” hanno reso ancor più grande la voglia, delle persone, di svolgere attività all’aria aperta. Questo privilegia naturalmente le destinazioni che offrono esperienze turistiche strutturate e ben organizzate per cui oggi è fondamentale raccontare e dare visibilità a tutti quei luoghi che hanno un grande potenziale, descrivere quello che la destinazione sta facendo per riorganizzare il sistema turistico e altre informazioni utili a far percepire la destinazione come sicura, serena e, soprattutto, eco-friendly”.

Promosso da Confcommercio Ravenna, Faggioli Experience, dagli stabilimenti balneari e strutture ricettive, cofinanziato dalla Camera di Commercio di Ravenna e dal Comune di Ravenna.

Simbolo della proposta “Happy Bio 2022” il ritorno, ai turisti in vacanza in questa calda estate, di tanta fresca frutta biologica con una stuzzicante degustazione in compagnia oppure in privato con una deliziosa “frutta box” confezionata dalle aziende agricole del territorio di cui capofila Borgo Basino di Cusercoli (FC).

Francesca Faggioli, della “Faggioli Experience”, attuatore del progetto, ha introdotto l’obiettivo dell’iniziativa con queste parole: “Nell’ultimo periodo abbiamo avuto modo di pensare alla nostra quotidianità con l’occasione di rivalutare in modalità eco-friendly le “risorse” del nostro territorio. La gente, i luoghi e sicuramente fra i principali punti di partenza del buon vivere quotidiano l’alimentazione. Proprio questi elementi hanno dato vita al messaggio dell’edizione HAPPY BIO 2022 “Romagna: gente che ama ospitare e coltivare”, immediata espressione di una vocazione territoriale, inserita come elemento centrale per poter conservare “le emozioni di una vacanza ospitale che coltiva … non solo la terra ma relazioni e passioni.“

Fin dalla sua prima iniziativa sulla costa “Happy Bio” ha saputo ispirare e intrattenere, “giocando” la carta dello scambio di conoscenze ed esperienze, per sviluppare anno dopo anno i contenuti dell’eco-sostenibilità in termini di biodiversità, acqua, clima, diversificazione, paesaggio, qualità, educazione e turismo. Migliorando i suoi contenuti esperienziali sostenuti dalla condivisione sui social media dei protagonisti.

Gli appuntamenti saranno al Bagno Perla 34 di Punta Marina Terme, Bagno Nautilus 36 di Punta Marina Terme, Bagno Marinamore 82 di Marina di Ravenna, Albergo Medusa di Punta Marina Terme, Bagno Kiribati 64 di Punta Marina Terme, Bagno Kamala 12 di Punta Marina Terme, Bagno SoleLuna di Lido di Savio, Hotel Bahamas di Lido di Savio, Bagno Ventaglio 66 di Punta Marina Terme, Bagno Baloo Beach 14 di Punta Marina Terme

Incontro di presentazione Martedì 2 agosto ore 17:00 ai Bagni Bologna, Bolognino e Angolo B di Punta Marina Terme.

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Francesca Dellera: il successo internazionale dell’attrice che ha scelto oggi una vita riservata

Dai primi lavori come fotomodella al successo internazionale, fino alla scelta di una vita riservata: Francesca Dellera è e continua a essere un’icona di bellezza e sensualità a livello internazionale. Le tappe fondamentali della sua carriera.

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera: la scelta di una vita riservata

“Ho vissuto una vita intensa, internazionale, dove ho ottenuto tanto, ma il successo e la popolarità possono essere esperienze molto violente quando si vivono ad appena 20 anni. Per questo, poi, ho fatto di tutto per scomparire”: Francesca Dellera, icona di bellezza nel mondo, ha rilasciato questa dichiarazione in un’intervista al “Corriere della Sera”. Così dunque la bellissima attrice parla della sua scelta di allontanarsi dalle scene cinematografiche. Francesca Dellera ha fatto una scelta di vita ben precisa improntata alla più assoluta riservatezza nonostante la sua fama continui ad accompagnarla grazie alle interpretazioni di successo che hanno costellato la sua carriera di attrice. Francesca Dellera vive oggi serenamente tra Parigi e Londra insieme al suo compagno.

Francesca Dellera: la carriera di un’icona di bellezza e sensualità

Francesca DelleraFrancesca DelleraFrancesca Dellera

Francesca Dellera è un’artista ancora seguita e ricercata nonostante la sua scelta di una vita riservata. Il contatto con il mondo dello spettacolo avviene inizialmente come fotomodella, ritratta dai più grandi fotografi internazionali come Helmut Newton, Dominique Issermann, Michel Comte, André Rau, Greg Gorman e tanti altri. Sul set, invece, Francesca Dellera ha recitato al fianco di Gina Lollobrigida nella miniserie televisiva “La romana” adattamento dell’omonimo romanzo di Alberto Moravia che, colpito dall’interpretazione di Francesca, le dedicherà un’intervista (privilegio concesso solo a Sofia Loren e Claudia Cardinale). Il successo internazionale arriva col regista Marco Ferreri che la definisce “la pelle più bella del cinema italiano” e che per lei scrive la sceneggiatura del film “La Carne” presentato con successo al Festival di Cannes. Federico Fellini, colpito dall’interpretazione nel film di Ferreri, la scelse per il ruolo della Fata per il film Pinocchio, un progetto al quale il regista pensava da tempo e che avrebbe dovuto avere Roberto Benigni nel ruolo del burattino; la scomparsa prematura del regista impedì però la realizzazione del film. La rockstar Prince, dopo aver visto le sue foto, andò a Parigi per conoscerla e affittò un cinema per vedere da solo il film “La carne”, proponendole di andare con lui in America ed essere la protagonista di un suo videoclip. Successivamente Francesca Dellera si trasferisce in Francia, dove prende parte ad altri importanti progetti come “L’ours en peluche”, film in cui è la protagonista accanto alla più grande star francese Alain Delon con la regia di Jacques Deray, e la miniserie “Nanà”, una coproduzione italo francese tratta dall’omonimo romanzo di Emile Zola, e nel kolossal internazionale “La contessa di Castiglione”, al fianco al mito del cinema francese Jeanne Moreau e diretta dalla regista Josée Dayan. Dopo quest’ultimo film, per sua intima convinzione, ha deciso di staccarsi dal mondo dello spettacolo per vivere serenamente tra Parigi e Londra insieme al suo compagno.

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Da “Cliché Motta” a Federico Motta Editore: la storia della Casa Editrice

Editoria: oltre 90 anni di esperienza hanno consentito a Federico Motta Editore di proporre volumi innovativi e di alta qualità. Oggi è un punto di riferimento nel panorama italiano.

Federico Motta Editore: dalla riproduzione fotomeccanica all’editoria

La storia di Federico Motta Editore ha inizio nella prima metà del ‘900. È infatti il 1929 quando, dall’idea del fondatore Federico Motta, nasce la “Cliché Motta”, ditta specializzata inizialmente nella riproduzione fotomeccanica. Il passaggio alla sfera editoriale avviene successivamente, negli anni ’30, grazie alla stampa di alcuni fumetti iconici dell’epoca. Qualche decennio più tardi la Casa Editrice raggiunge un ulteriore traguardo: nell’Italia degli anni ’50 vede la luce la prima edizione della nota Enciclopedia Motta. Poco dopo, il canale distributivo viene rimpiazzato dalla vendita diretta alle famiglie che consente alla Casa Editrice di entrare nelle case di milioni di italiani. Con l’arrivo dei figli di Federico Motta, Anselmo e Virginio, la “Cliché Motta” arricchisce e aggiorna ulteriormente l’offerta proponendo una serie di volumi incentrati sui temi della medicina, psicologia, botanica, geologia e zoologia. Gli anni ’80 segnano infine la nascita ufficiale dell’odierna Casa Editrice Federico Motta Editore.

L’impegno di Federico Motta Editore tra qualità, autorevolezza e innovazione

Federico Motta Editore è da sempre impegnata nella creazione di prodotti culturali autorevoli e di alta qualità con una costante attenzione all’innovazione. Sono questi i principi cardine alla base del lavoro e delle opere del Gruppo Editoriale che gli hanno consentito di affermarsi come una delle principali Case Editrici sul panorama nazionale. La qualità dell’offerta e l’autorevolezza sono state confermate dai numerosi riconoscimenti ottenuti nel corso degli anni. All’Ambrogino d’Oro ricevuto nel 1980, si sono aggiunti il Premio Speciale per la Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri (2004) e il premio Pirelli InterNETional Awards (2007). Anche in termini di innovazione Federico Motta Editore ha saputo rimanere al passo con i tempi e con le nuove tecnologie: dalla diffusione del Sonobox negli anni ’80, soppiantato negli anni ’90 dai CD-ROM e dalle Tavole Transvision, ai progetti legati al web, tra i quali l’Enciclopedia Motta con Internet TV o mottaformazione.it.

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Fabio Inzani (Tecnicaer): la nuova Terapia Semi-Intensiva del Maria Vittoria di Torino

Tecnicaer Engineering, di cui Fabio Inzani è Presidente, ha completato il progetto e la direzione lavori del nuovo reparto di Terapia Semi-Intensiva dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino. All’inaugurazione erano presenti anche l’Assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi, il Direttore Generale dell’ASL Città di Torino Carlo Picco e il Direttore del D.I.R.M.E.I. Emilpaolo Manno.

Fabio Inzani

Fabio Inzani: il progetto di Tecnicaer Engineering per il Maria Vittoria di Torino

Il team guidato da Fabio Inzani ha portato a termine il progetto e la direzione lavori del nuovo reparto di Terapia Semi-Intensiva destinato ai pazienti Covid-19. Il miglioramento delle finiture e una particolare attenzione nella scelta dei colori, volta a favorire l’umanizzazione degli spazi, hanno consentito di assicurare un’elevata qualità “alberghiera”. La progettazione impiantistica del reparto ha inoltre tenuto conto non solo dell’aspetto prestazionale, ma anche dell’efficientamento energetico. La divisione dei flussi del personale in ingresso e in uscita garantisce la flessibilità e la sicurezza degli spazi in fase di gestione pandemica. L’intervento si caratterizza inoltre per l’utilizzo di tecnologie e materiali che, offrendo un’elevata qualità dal punto di vista manutentivo, di durabilità e di economia gestionale, con metodologie di posa disassemblabili, garantiscono il rispetto delle direttive sui criteri ambientali. Il progetto per il nuovo reparto, sviluppato dal gruppo di lavoro coordinato da Fabio Inzani, rientra nell’ambito del Piano Arcuri: le iniziative volte a contrastare l’emergenza sanitaria mirano al rafforzamento della rete ospedaliera, al potenziamento e all’ampliamento delle aree intensive e alla ristrutturazione dei reparti di pronto soccorso.

Fabio Inzani: alla guida di Tecnicaer Engineering dal 2001

Nato a Rimini nel 1967, Fabio Inzani si laurea in Ingegneria Aeronautica presso il Politecnico di Torino con abilitazione alla libera professione dal 1994. Nel 1996 si specializza in “Progettazione e Gestione di Edifici Ospedalieri”, con iscrizione presso il Ministero della Sanità in qualità di tecnico abilitato. Dal 2001 è alla guida di Tecnicaer Engineering, specializzata nel settore della progettazione sanitaria, scolastica, carceraria e delle grandi opere pubbliche. La società di Ingegneria Integrata ha realizzato strutture sanitarie, ampliamenti e ristrutturazioni di complessi ospedalieri sul territorio nazionale ed estero tra cui l’Ospedale Dei Bambini “Vittore Buzzi” a Milano, il Day Center 2 dell’Ospedale di Circolo di Varese, il nuovo ospedale Galliera di Genova, il Polo Materno Infantile dell’Ospedale Sant’Orsola di Bologna, la ristrutturazione e l’ampliamento del Presidio Ospedaliero del Mugello e gli ampliamenti dell’Ospedale di Prato, degli Spedali Civili di Brescia e dell’Ospedale di Empoli. Da oltre 25 anni Fabio Inzani opera in qualità di Ingegnere General Manager in ambito di edilizia ospedaliera, scolastica e carceraria a livello nazionale e internazionale.

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Gruppo FS: ecco cosa prevede il nuovo Piano Industriale 2022-2031

Gruppo FS punta su innovazione, digitalizzazione e connettività: il Gruppo presenta il nuovo percorso strategico e industriale da 190 miliardi di euro di investimenti per i prossimi dieci anni. Previste 40mila nuove assunzioni.

Il nuovo piano industriale di Gruppo FS

Prosegue la visione strategica e industriale di lungo periodo portata avanti da Gruppo FS: il Piano Industriale 2022-2031, presentato a Roma lo scorso maggio dalla Presidente Nicoletta Giadrossi e dall’Amministratore Delegato Luigi Ferraris, prevede un programma di investimenti da oltre 190 miliardi di euro. Nell’arco del Piano è inoltre prevista, oltre a una profonda riorganizzazione della governance e a una nuova struttura organizzativa, la creazione di 40mila nuovi posti di lavoro. Non solo, il progetto mira anche all’aumento del 20% dell’offerta di viaggio: un incremento, ha precisato Luigi Ferraris, che non interesserà “solo l’alta velocità ma anche i treni regionali”. “Speriamo – ha aggiunto – con un approccio più integrato di poter allargare l’offerta di servizi. Pensiamo che la vera sfida sia quella del trasporto collettivo”. Gli investimenti e gli interventi pianificati da Gruppo FS consentiranno inoltre di ridurre i tempi di percorrenza sulle principali tratte ferroviarie (come Torino-Genova, Milano-Genova, Milano-Trieste, Napoli-Bari, Palermo-Catania, Sassari-Cagliari). Stando alle previsioni, al termine dei dieci anni i ricavi raggiungeranno quota 22,5 miliardi di euro, mentre l’EBITDA 3,9 miliardi, con una crescita media annua (CAGR) rispettivamente pari al 6,9% e all’8,2%. Il Gruppo punta inoltre a raddoppiare la quota di merci trasportate su ferro: “Dell’11% di merci che viaggiano ora su rotaia le Fs detengono una quota del 50%. Pensiamo di raddoppiare la quota merci al 2031”, ha fatto sapere l’AD.

Gruppo FS: le parole dell’AD Luigi Ferraris

Il Piano Industriale 2022-2031 presentato da Gruppo FS “intende – ha commentato l’AD – imprimere un’accelerazione agli investimenti e, con una visione di lungo periodo, dare maggiore certezza all’esecuzione delle opere nei tempi previsti. Lavoriamo per rendere le nostre infrastrutture sempre più moderne, interconnesse e resilienti e i servizi di mobilità calibrati sulle diverse esigenze dei nostri clienti”. Sono diversi gli obiettivi stabiliti dal Gruppo. “Intendiamo promuovere un trasporto collettivo multimodale, e più sostenibile anche in ambito urbano”, oltre a “raddoppiare la quota di trasporto merci su ferrovia, contribuire alla transizione ecologica non solo rendendo più attrattivo l’uso del treno, il mezzo più ecologico per eccellenza, ma anche autoproducendo da fonti rinnovabili almeno il 40% del nostro consistente fabbisogno energetico”, ha aggiunto. Gruppo FS punta inoltre sulla creazione di nuovi posti di lavoro. Il Gruppo prevede infatti “l’assunzione nel suo arco temporale di 40mila persone e vede proprio nelle persone il suo principale fattore abilitante, insieme all’innovazione, alla trasformazione digitale e alla connettività – ha concluso l’AD – inizia per noi tutti un Tempo Nuovo e sono certo che proprio le nostre persone, oggi come ieri, sapranno trasformare questo piano in realtà, mostrandosi all’altezza delle sfide che ci attendono”.

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Terna, Stefano Donnarumma: “Crescente impegno verso transizione e indipendenza energetica”

Terna lavora per accompagnare il Paese verso il net zero. L’AD e DG Stefano Donnarumma lo ha ribadito agli azionisti durante l’ultima Assemblea.

Stefano Donnarumma

Stefano Donnarumma: sole e vento la chiave per l’indipendenza energetica italiana

La crisi energetica degli ultimi mesi e l’acuirsi del conflitto ucraino sono chiari indizi della necessità, per il Paese, di accelerare il percorso di transizione in atto. Come gestore delle reti per la trasmissione dell’energia elettrica, Terna ricoprirà un ruolo strategico nel processo. A ricordarlo è Stefano Donnarumma, Amministratore Delegato e Direttore Generale, che durante l’ultima Assemblea degli azionisti ha dichiarato che il Gruppo continuerà a “investire e a favorire l’indispensabile integrazione delle rinnovabili nella rete nazionale”. Sole e vento rappresentano per l’Italia una risorsa strategica su cui puntare non solo in vista degli obiettivi di neutralità climatica, ma anche per rafforzare l’indipendenza energetica del Paese considerati i mutamenti sempre più repentini dello scenario geopolitico. Con alle spalle un 2021 estremamente positivo sia sotto il profilo dei risultati che sulla realizzazione delle opere, il Gruppo guidato da Stefano Donnarumma è pronto a rafforzare il suo impegno per guidare il Paese. Va in questa direzione l’accelerazione degli investimenti prevista dall’aggiornamento del Piano industriale, che mette in campo 10 miliardi per la transizione e lo sviluppo del Paese.

Stefano Donnarumma: transizione ecologica, un obiettivo raggiungibile solo con il digitale

La vera sfida per Terna è rappresentata dalla digitalizzazione. Non a caso la società ha deciso di dedicare circa 1,2 miliardi di investimenti all’innovazione tecnologica e culturale: “La digitalizzazione – ha dichiarato Stefano Donnarumma rivolgendosi agli azionisti – avrà un ruolo centrale per abilitare transizione energetica a beneficio dell’intero sistema elettrico”. Sono quattro i cluster tecnologici individuati dal Gruppo – Digital, Energy Tech, Advanced Materials, Robotics – e ben 70 i progetti di innovazione attivati nel 2021 che prevedono tra le altre cose l’installazione di sensori, sistemi di monitoraggio, diagnostica predittiva e automazione dei processi. Per rafforzare il proprio ruolo come hub energetico del Mediterraneo, il Gruppo intende accelerare anche sulla realizzazione delle infrastrutture dopo il record storico raggiunto lo scorso anno con ben 37 opere autorizzate dal MITE. Nell’arco del Piano, Terna realizzerà infatti nuovi collegamenti con Francia, Austria, Tunisia e Grecia che, ha ricordato Stefano Donnarumma, andranno ad aggiungersi alle 26 linee transfrontaliere già attive.

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Gianni Lettieri, al via la nuova edizione del concorso “Piccoli Imprenditori”

Coinvolte nell’iniziativa numerose scuole del napoletano. Gianni Lettieri: "Dobbiamo diffondere la cultura di fare impresa".

Gianni Lettieri

Il commento di Gianni Lettieri: "Sviluppo del Sud, serve cultura di impresa e voglia di intraprendere"

Divulgare la cultura di impresa e lo spirito imprenditoriale tra gli studenti della Campania è questo l’obiettivo di "Piccoli Imprenditori", progetto promosso da Gianni Lettieri durante il suo mandato come Presidente dell’Unione Industriale di Napoli. Il concorso vuole ribaltare la logica del "posto fisso" e promuovere un messaggio diverso: grazie a idee, costanza e preparazione tutti hanno la possibilità di diventare imprenditori e dare lavoro anche ad altre persone. Migliaia i giovani studenti di scuole medie e superiori finora coinvolti nel concorso, che presto partirà con una nuova edizione. Ad annunciarlo è lo stesso Presidente di Atitech. Prevista per l’anno scolastico 2022/2023, l’iniziativa coinvolgerà diverse classi del territorio napoletano: "Tutto quello che vorrei trasmettere ai bambini ed ai ragazzi, racchiuso in due sole parole, è lo ‘spirito imprenditoriale’ – ha commentato Gianni Lettieri in occasione dell’annuncio -. Dobbiamo diffondere la cultura di fare impresa, la voglia di intraprendere". Per farlo, è necessario che i giovani si cimentino in prima persona: "Al sud abbiamo meno imprese del nord, abbiamo bisogno di più aziende per creare sviluppo e posti di lavoro, e i nostri ragazzi devono crescere con questa mentalità".

Gianni Lettieri: i dettagli del concorso

La nuova edizione del concorso ideato da Gianni Lettieri verrà divisa in tre fasi. Durante la prima parte del progetto, gli studenti riceveranno un libricino illustrato dal titolo "Piccoli Imprenditori". Le informazioni contenute riguardano i diversi step di un progetto imprenditoriale, dal posizionamento sui mercati alle strategie di marketing. Con l’ausilio dei docenti i giovani inizieranno a realizzare la propria idea imprenditoriale. La selezione dei lavori ritenuti più interessanti darà inizio alla seconda fase: per questa edizione il focus si sposterà sulla sostenibilità a tutti i livelli. Durante la terza fase, prevista in primavera, ci sarà l’evento di premiazione che si svolgerà o presso la Città della Scienza o presso gli hangar Atitech a Capodichino. Per l’imprenditore napoletano il rilancio del progetto "sarà di aiuto per gli studenti anche in questo difficile periodo". Con la partecipazione al concorso, gli studenti potranno apprendere nozioni fondamentali in vista di un eventuale futuro imprenditoriale: "Sarà un modo per evadere dalle importanti attività didattiche quotidiane e per dedicare un po’ di tempo a ciò che, apparentemente, può sembrare un gioco ma che racchiude tanti concetti utili ed importanti, accennati ed evidenziati nel libricino, che possono essere oggetto di studio a tutti i livelli e per tutte le classi", conclude Gianni Lettieri.

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Prospettive di crescita in Illycaffè: Cristina Scocchia guida il Gruppo verso la quotazione

In seguito alla nomina ad Amministratore Delegato di Illycaffè, Cristina Scocchia ha fatto il punto su alcuni dei maggiori obiettivi che attendono lo storico Gruppo di Trieste.

Cristina Scocchia

Cristina Scocchia e Illycaffè, prospettive di sviluppo

Manager dalla solida esperienza internazionale, Cristina Scocchia è approdata in Illycaffè a gennaio 2022, quando il Gruppo l’ha nominata al ruolo di Amministratore Delegato. Una sfida professionale che, dopo le esperienze di successo in L’Oréal Italia e KIKO Milano, la vede impegnata nel definire e implementare la prossima fase di crescita per Illycaffè. La stessa manager aveva anticipato, in un’intervista al “Corriere della Sera”, il sopraggiungere di una nuova avventura in un importante Gruppo italiano. L’annuncio giunse poi a novembre 2021 quando Cristina Scocchia confermò si trattasse di Illycaffè, con nomina resa effettiva dal 1° gennaio 2022. La manager approda così in un settore del tutto diverso rispetto alle precedenti esperienze lavorative: il ruolo, come confermato da Cristina Scocchia in diverse interviste, prevede obiettivi di grande portata come quello della quotazione in Borsa.

Cristina Scocchia: gli indirizzi previsti nel futuro Piano Industriale

Con Cristina Scocchia Illycaffè si pone l’obiettivo di rafforzare la propria posizione competitiva in Italia, mercato chiave in cui punta a crescere sia nel settore Horeca sia negli altri canali. L’azienda di Trieste, specializzata nella produzione di caffè di alta qualità sostenibile, ha infatti in programma anche di espandersi nel canale della grande distribuzione. Sul fronte estero, il Gruppo intende crescere a livello internazionale partendo dall’Europa, zona che presenta ampi margini in Paesi quali Spagna, Francia e Germania. Lo sviluppo del business guidato da Cristina Scocchia ha poi in programma di raggiungere i mercati statunitense e cinese, ritenuti strategici dal Gruppo. Non da ultimo, tra gli obiettivi indicati dall’AD anche importanti strategie di crescita per realizzare un efficace processo di quotazione in Borsa.

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Pierroberto Folgiero: Castellammare di Stabia, la bravura di questo cantiere è la polivalenza

Fincantieri: le considerazioni dell’AD Pierroberto Folgiero in occasione della visita, lo scorso 17 giugno, allo stabilimento di Castellammare di Stabia con il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e il Presidente Claudio Graziano.

Pierroberto Folgiero

Pierroberto Folgiero: il carattere polivalente del sito stabiese

La bravura di questo cantiere è di essere polivalente. L’AD di Fincantieri Pierroberto Folgiero, insieme al Presidente Claudio Graziano, ha accompagnato lo scorso 17 giugno il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio in visita allo stabilimento di Castellammare di Stabia. "Se sei polivalente, se sei sul ciclo, se sei sull’anticiclo, sei nel posto giusto": l’AD ha così sottolineato il valore dei progetti in sviluppo all’interno dello stabilimento. Navi sia destinate ad uso civile che militari: "Questa polivalenza nel tempo ti garantisce più stabilità del carico di lavoro". La visita del Ministro degli Affari Esteri è stata anche l’occasione per fare il punto sul futuro del sito stabiese. "Della necessità di rinforzare l’infrastruttura si sta parlando da tempo, è arrivato il momento per farlo anche perché sulle navi ad alta tecnologia e innovazione ci sarà tanto da fare. Aumentare la produttività è fondamentale", ha spiegato in merito Pierroberto Folgiero. La bravura, ha specificato l’AD, è nel fare accadere le cose: "E in questo Paese far accadere le cose è un esercizio di concertazione importante. Ma ora vedo allineamento di interessi e forza, bisogna crederci, noi ci crediamo, siamo a Castellammare anche per questo".

Pierroberto Folgiero: il valore della sostenibilità e l’importanza della formazione per il futuro del settore

Durante la visita nello stabilimento di Castellammare di Stabia, l’AD di Fincantieri Pierroberto Folgiero ha inoltre ricordato il progetto in sviluppo all’interno del cantiere per la costruzione di Zeus, imbarcazione sperimentale con un sistema di propulsione elettrica alimentata sia da batterie sia da fuel cell ad H2: nei prossimi anni navigherà per testare e confrontare le diverse tecnologie ‘zero emission’ di cui sarà dotata. Zeus rappresenta efficacemente il forte impegno di Fincantieri a favore della sostenibilità, su cui l’AD si è espresso anche nei giorni scorsi: "Essere leader nella transizione energetica, nei carburanti verdi, nel gas, nell’idrogeno, quando questi nuovi scenari saranno industrialmente percorribili, significa lanciare anche da questo punto di vista il messaggio della forza di un’azienda con un grande passato ma a prova di futuro". Pierroberto Folgiero a Castellammare ha parlato anche dell’importanza della formazione di nuove leve: "Proiettandoci a dieci anni la cantieristica e navalmeccanica dovrà riportare gli italiani dentro i cantieri. Anche nelle ditte esterne. Questi cantieri del Sud già lo fanno: se si vuole reindustrializzare l’Italia e l’Europa bisogna estendere questa tendenza sull’intero territorio. Questo ce lo ha insegnato il Covid: riportare in Italia alcuni cantieri di fornitura, spingendo su chi fa formazione di maestranza italiana". L’invito dell’AD dunque è a rilanciare le scuole professionali.

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PA e innovazione, Davide D’Arcangelo: il Public Innovation Manager come abilitatore di cambiamento

Oggi, con l’avvento dell’era digitale e i cambiamenti imposti dalla pandemia, è necessario capire il valore strategico e lo sviluppo tecnologico anche nell’ambito della Pubblica Amministrazione. In un editoriale su “Formiche”, Davide D’Arcangelo ha analizzato l’importanza della figura del Public Innovation Manager.

Davide D'Arcangelo

Davide D’Arcangelo: la trasformazione della PA e l’importanza del Public Innovation Manager

L’Unione Europea ha basato le scelte di politica comunitaria sui temi dell’innovazione, della transizione ecologica e della crescita occupazionale nel breve e lungo periodo, incentivando gli Stati membri ad abbracciare economie sostenibili e servizi digitali. Definito da Davide D’Arcangelo come un professionista “abilitatore di cambiamento”, il Public Innovation Manager ha quindi un ruolo decisivo nel processo di trasformazione e transizione digitale della Pubblica Amministrazione. Del resto, la ripresa e la rinascita del nostro Paese sono determinate dalle decisioni prese dalle istituzioni, dagli enti e dalle amministrazioni locali. Da qui la capacità della Pubblica Amministrazione di “diventare un acceleratore della crescita economica e sociale dell’Italia, un vero e proprio catalizzatore della ripresa”. Tuttavia, sottolinea Davide D’Arcangelo, tale processo di trasformazione e innovazione non può verificarsi casualmente: è infatti opportuno “traslare le competenze dell’innovation management all’interno degli enti pubblici, dando vita alla nuova figura del Public Innovation Manager”.

Davide D’Arcangelo: le competenze e il ruolo del Public Innovation Manager

Il Public Innovation Manager risponde quindi alla necessità di rendere più efficiente la Pubblica Amministrazione. Nel delineare tale figura, Davide D’Arcangelo sottolinea la multidisciplinarità del professionista che può vantare competenze in consulenza strategica, innovation management, coaching e project management. Sono infatti le soft skills trasversali e una visione strategica a contribuire alla conclusione del processo di trasformazione e transizione digitale degli enti pubblici. La nuova figura svolge “il ruolo dello stratega”, occupandosi della ricerca e dello sviluppo di progetti innovativi. Il profilo del Public Innovation Manager risulta essere capace di “governare e guidare la trasformazione dell’ente pubblico, spronandolo a pensare ed agire in modo nuovo, facilitando l’individuazione continua di nuove opportunità che si concretizzano nel benessere economico e sociale per i cittadini e le imprese”, ha aggiunto Davide D’Arcangelo. Dal momento che il fine ultimo è creare valore pubblico, non resta che sfruttare le opportunità offerte dal PNRR e impiegare le risorse in modo ottimale.

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Serenissima Ristorazione, la Chief Purchasing Manager Giulia Putin è tra le Top100 secondo “Forbes”

Un prestigioso riconoscimento per Giulia Putin, Chief Purchasing Manager di Serenissima Ristorazione, che conferma la grande attenzione del Gruppo verso il mondo femminile e le capacità di ciascun dipendente.

Serenissima Ristorazione

Serenissima Ristorazione, Giulia Putin tra le Top100 di “Forbes”

Serenissima Ristorazione, azienda solida che da sempre sa valorizzare anche le donne e le loro competenze. Lo dimostra un grande traguardo raggiunto dalla Chief Purchasing Manager Giulia Putin, tra le 100 figure professionali femminili premiate da “Forbes Italia”. La prestigiosa rivista ha infatti pubblicato a luglio 2022 la Top100 annuale dedicata al tema, riconoscendo alla manager impegno, dedizione e grande capacità di leadership. Serenissima Ristorazione continua dunque la sua tradizione con la seconda generazione della famiglia Putin. Giulia ricopre l’incarico dal 2006, occupandosi della gestione delle procedure d’acquisto, di coordinare le attività dei buyer e di fornire analisi dei report sugli acquisti, così da perseguire obiettivi di miglioramento. “Noi donne ci mettiamo costantemente in discussione e sentiamo l’esigenza di dimostrare, soprattutto se dobbiamo conciliare carriera e famiglia”, ha commentato. “Se io sono riuscita a realizzarmi professionalmente lo devo molto a mio marito Federico, che mi ha aiutata moltissimo nella gestione della famiglia, ma anche a mia madre che mi è stata sempre vicina in questo e a mio padre, il regista vero di Serenissima Ristorazione, che mi ha sempre dato una grande fiducia e non è mai entrato nel mio ruolo e nell’ambito delle mie decisioni”.

Giulia Putin: Serenissima Ristorazione e il valore delle donne

“Non appena ho saputo della notizia, ho reagito con molto stupore”, ha commentato Giulia Putin, esprimendo orgoglio e fierezza per il riconoscimento ricevuto. In Serenissima Ristorazione non è una novità vedere una donna ricoprire ruoli apicali: “Uno dei nostri amministratori delegati è donna, a capo dell’ufficio qualità, dell’ufficio marketing&comunicazione così come nell’ufficio gare, abbiamo una donna. Questo per dire che nella nostra realtà aziendale si può crescere se si ha voglia di mettersi in gioco e dare il proprio contributo.” Laureata in Economia e Legislazione di Impresa presso l’Università Bocconi di Milano, Giulia Putin ha lavorato prima in PricewaterhouseCooper, acquisendo l’esperienza necessaria per poi svolgere al meglio l’incarico in Serenissima Ristorazione. “Sono cresciuta in base alle mie capacità e ai miei talenti e nella nostra azienda funziona alla stessa maniera, chi desidera dare il suo apporto trova il suo posto e questo a prescindere dal sesso biologico”. L’importante, sia per le donne che per gli uomini, è studiare, investire su se stessi e avere tenacia.

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L’azienda Ideal Standard: il progetto del Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club Milan

Ideal Standard ha trovato uno spazio di prestigio all’interno del progetto curato dallo Studio Marco Piva per riqualificare e restaurare Palazzo Bertarelli a Milano.

Ideal Standard

Radisson Collection Hotel, Palazzo Touring Club Milan: il coinvolgimento di Ideal Standard nel progetto

Che si tratti di un’azienda leader nel settore della progettazione di soluzioni per il bagno, lo dicono anche i numerosi progetti in cui Ideal Standard è coinvolta per la qualità, in termini di funzionalità e design, che contraddistingue le sue proposte. Come nel progetto curato dallo Studio Marco Piva per riqualificare e restaurare Palazzo Bertarelli a Milano, trasformato in quella che oggi è la sede del Radisson Collection Hotel Palazzo Touring Club Milan. Ideal Standard ha trovato uno spazio di prestigio all’interno del progetto: il nuovo hotel a cinque stelle è nato grazie a un intervento architettonico e di interior design che ha preservato l’heritage storico e culturale del palazzo che lo ospita, una delle più belle espressioni del tardo Liberty milanese e sede storica del Touring Club Italiano, coniugando storicità e contemporaneità.

Ideal Standard: soluzioni e idee per l’Hotellerie

La sfida era di creare degli spazi funzionali e integrati al contesto storico dell’edificio da un lato e alle esigenze di una società in continua evoluzione dall’altro: Ideal Standard è stata scelta proprio per esaltare lo stile contemporaneo degli ambienti bagno nelle 89 camere dell’hotel. I lavabi da appoggio Strada II e i sanitari Tesi, due collezioni lanciate dall’azienda che si distinguono per le linee morbide, i profili discreti e il delicato minimalismo, impreziosiscono dunque tutti i bagni delle camere dell’hotel, ognuno diverso dall’altro al fine di promuovere un gioco di contrasti attraverso finiture di rivestimento di grande carattere, contraddistinti da cromie dal bianco al grigio. Come tutti i prodotti all’interno dell’ampia offerta di Ideal Standard, anche Strada II e Tesi permettono al progettista di unire design di prima qualità e performance eccezionali, garanzie sempre più ricercate per i progetti in ambito contract dove è centrale l’utilizzo di soluzioni che combinino design, prestazioni e durabilità.

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Private banking, nel nuovo Piano di Banca Generali al centro giovani e formazione

Banca Generali: nuove assunzioni, formazione e prodotti di private banking alternativi per potenziare la rete e sostenere i risparmiatori italiani.

Banca Generali: un modello di private banking sempre più "giovane"

Una raccolta netta tra i 6 e i 7,5 miliardi di euro l’anno con un obiettivo triennale che si attesta tra i 18 e i 22 miliardi. Quello contenuto nel Piano 2022-2024 presentato lo scorso febbraio da Banca Generali è un obiettivo finanziario ambizioso, soprattutto considerando i mutamenti avvenuti negli ultimi mesi. Per rispondere alle sfide dell’inflazione e dell’aumento dei tassi di interesse, l’Istituto punta su formazione, giovani e soluzioni di private banking che possano offrire ai clienti nuove forme di investimento alternative. Una strada che ha già dato i suoi frutti, con la rete di consulenti e banker in grado di registrare lo scorso maggio 2,5 miliardi di raccolta nonostante la forte volatilità dei mercati. A spiegarlo è il Vice Direttore Generale di Banca Generali, Marco Bernardi, che in un’intervista rilasciata a "We Wealth" ha parlato di un "ambizioso progetto" che prevede l’assunzione di circa 165 banker all’anno. Già in questi primi mesi del 2022 sono stati 90 i nuovi ingressi, di cui 30 giovani: "Quello del ricambio generazionale è un altro target che ci siamo prefissati. I nuovi ingressi hanno un’età media di 42 anni, nettamente inferiore rispetto alla media sia del settore di 53 anni che della nostra struttura".

Private banking, i cambiamenti post Covid-19

Due i fattori che hanno contribuito ai risultati ottenuti dalla rete di Banca Generali. Da un lato la pandemia ha portato ad un indebolimento delle banche commerciali sui territori, lasciando un’area di risparmiatori alla ricerca di nuovi interlocutori. L’inflazione degli ultimi mesi ha poi spostato l’attenzione verso soluzioni di private banking di breve termine: "Oggi il nostro settore ha l’opportunità di accompagnare i risparmiatori in percorsi che, con uno scenario inflattivo all’8%, necessariamente devono dare del valore aggiunto rispetto a lasciare i soldi sul conto corrente", ha commentato Bernardi. In un contesto in cui i mercati appaiono profondamente mutati, l’attività formativa dedicata a consulenti e banker ha quindi la priorità: "Non solo da un punto di vista di aggiornamento delle competenze – sottolinea – ma anche dello studio e dell’approfondimento di nuove competenze. Esemplificativo è stato il periodo del Covid, dove i professionisti hanno dovuto imparare una nuova modalità di comunicazione". L’intenzione di Banca Generali è quella di "creare laboratori dove condividere idee, impressioni e necessità dei clienti" in modo da offrire prodotti di private banking sempre più efficienti e rispondere alla domanda sempre più ingente di asset alternativi. Un percorso che l’Istituto ha avviato già nel 2019 con il lancio di BG4Real, che offre soluzioni di investimento nell’economia reale.

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L’impegno di Gruppo Riva per una siderurgia sostenibile

Gruppo Riva opera dagli anni ’70 sui principali mercati internazionali, consolidando la propria leadership grazie allo sviluppo di prodotti costantemente all’avanguardia. Particolare attenzione è posta nei confronti del rispetto ambientale.

Gruppo Riva

Rispetto ambientale: per Gruppo Riva un obiettivo aziendale primario e irrinunciabile

La sostenibilità ambientale è oggi un impegno condiviso dalla maggior parte delle realtà imprenditoriali. Tra queste anche Gruppo Riva, che da anni sostiene un modello di economia circolare e gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Una rigorosa politica in materia ecologica, orientata al pieno rispetto della sostenibilità ambientale delle attività produttive, dei prodotti e dei servizi, viene applicata a tutti gli stabilimenti del Gruppo che sono infatti dotati di moderni sistemi di gestione ambientale. Le diverse strategie messe in atto sono perfettamente in linea con il processo di transizione energetica e con i valori di economica circolare, non solo, sono inoltre orientati al conseguimento degli obiettivi stabiliti dall’Accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La produzione dell’acciaio rappresenta uno dei cicli industriali più vicini all’economia circolare: grazie alle sue caratteristiche, l’acciaio è a tutti gli effetti considerato un prodotto green. Le proprietà del materiale, unite all’utilizzo di forni elettrici, consentono a Gruppo Riva di vantare prodotti in grado di contribuire allo sviluppo di un modello economico basato sulla limitazione delle emissioni e sul riciclo dei materiali.

I valori di Gruppo Riva e la strategia di investimenti

I valori alla base della politica aziendale di Gruppo Riva, quali innovazione, qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale, uniti a una continua strategia di crescita, consentono di mantenere alti gli standard qualitativi dei prodotti, dei servizi e dei processi. Specializzato nella realizzazione di prodotti lunghi per l’edilizia, l’automotive, la meccanica e la cantieristica, il Gruppo ha capitale interamente privato e impiega oltre 5.300 dipendenti, con una presenza sempre più qualificata di diplomati e giovani laureati. I 21 siti produttivi sono dislocati in Italia e all’estero tra Francia, Germania, Belgio, Spagna e Canada. L’azienda “mantiene un’importante quota di mercato nei prodotti “lunghi” – oltre il 10% a livello europeo (UE a 27) – che ne conferma la posizione di leadership in questo importante segmento di mercato”. Il piano di investimenti portato avanti da Gruppo Riva nel corso degli anni consente di gestire impianti a norma e perfettamente integrati nell’ambiente circostante.

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Le difficoltà degli ospedali esaminate da Giampiero Catone in un editoriale

Il punto di Giampiero Catone sull’attuale situazione della sanità in Italia: “Ospedali in forte difficoltà per la grave carenza di personale. Liste d’attesa impossibili, interventi gravi rinviati. Un milione e mezzo di persone senza nemmeno il medico di famiglia. Intanto si parla dei test universitari di selezione per le facoltà di medicina a numero chiuso”.

Giampiero Catone

Giampiero Catone: allarme sanità, gli ospedali in “codice rosso”

È un editoriale lucido e critico quello di Giampiero Catone dedicato al tema della sanità pubblica nel Paese. Un argomento gravoso ma necessario da affrontare, anche perché il messaggio di SOS da parte delle corsie sguarnite di personale è oggi sempre più forte. Per quale motivo, allora, bloccare gli accessi per chi vuole studiare medicina? “Un metodo inventato per fare selezioni più o meno alla rinfusa che ha creato un vuoto di professionisti”, si legge nell’articolo: “L’idea era quella di bloccare gli accessi di troppi aspiranti medici. Una selezione preventiva che non ha certo giovato al sistema sanitario nazionale”. Sarebbe bello e razionale, invece, che la selezione avvenisse con “esami veri, durante il percorso di studio e di formazione che sono la garanzia della preparazione dei medici. Invece blocchiamo tutto prima”. A fare da contraltare, ancora in negativo, anche “percorsi demenziali, spesso labirintici e irrisolvibili” che segnano l’accesso dei pazienti al sistema sanitario. Per Giampiero Catone “la sanità è nel baratro senza che si dica chiaramente il perché. Gli ospedali sono alle prese con un caos pericoloso. Dalle corsie ospedaliere sempre più in affanno arrivano gli SOS da ogni parte d’Italia per la carenza di medici”.

Giampiero Catone: assunzioni e superamento dei limiti di spesa, alcune considerazioni

La riflessione di Giampiero Catone ritorna poi sulla questione dei test d’accesso, citando il fatto che, per l’anno accademico 2022/2023, sarà data più attenzione alle materie disciplinari e meno alla logica e alla cultura generale. “Vedremo quanti ragazzi si sottoporranno al quiz di ingresso”, scrive, “quanti supereranno l’esame, infine il dato del ‘numero chiuso’. Magari tra pochi anni ci accorgeremo che metà dei medici presenti nelle nostre corsie di ospedale saranno stranieri, laureati in Paesi che nemmeno sanno cosa siano i test di ingresso. Dovremmo affidarci a professionisti che ci auguriamo sappiano l’italiano”. Ma cosa fare per arginare una crisi così ampia che parte dall’accesso agli studi e giunge alle basi del sistema sanitario? Come riportato nell’editoriale, le associazioni professionali chiedono di “assumere tutto il precariato che si è sviluppato nel settore durante la pandemia e quindi andare oltre i limiti imposti alla spesa sul personale”, allargando la platea delle assunzioni anche “a medici specializzandi a partire dal terzo anno”. Un ulteriore elemento per il cambio di rotta, osserva in conclusione Giampiero Catone, è auspicare che “con i fondi dedicati alla sanità dal Piano nazionale di Ripresa si possa imboccare una nuova strada”.

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“Il Giornale d’Italia” intervista Carlotta Ventura: i giovani, “influencer” in tema ambientale

Carlotta Ventura intervistata a margine di UPA22, assemblea annuale dell’Associazione Utenti Pubblicità Associati: un messaggio per evidenziare come le nuove generazioni siano le più grandi alleate per tenere alta l’attenzione verso l’ambiente.

Carlotta Ventura

Carlotta Ventura: ascoltare i giovani sulle necessità del rispetto ambientale

Capacità di informare e influenzare da un lato, leve decisionali dall’altro. Si potrebbe riassumere così il significato di un recente intervento di Carlotta Ventura, Direttore Communication, Sustainability and Regional Affairs in A2A, in occasione di UPA22, l’assemblea annuale dell’Associazione Utenti Pubblicità Associati, tenutasi il 6 luglio al Teatro Strehler di Milano. Intervistata da "Il Giornale d’Italia", la manager ha parlato dell’importanza delle nuove generazioni nei confronti della transizione ecologica: "Abbiamo deciso di dare spazio ai giovani, per consentire alle nuove generazioni di raccontare quello che vogliono da noi in tema di rispetto dell’ambiente". Carlotta Ventura ha inoltre ricordato il progetto "Rispettare ENERGIA ACQUA E AMBIENTE #GIOVAATUTTI" realizzato da A2A insieme alla Redazione Fonti Attendibili: il risultato è la creazione di un fumetto, Azzurra, per diffondere pratiche virtuose sulla sostenibilità ambientale e sull’uso consapevole di risorse cruciali come l’acqua e l’energia.

Carlotta Ventura: Generazione Z è alleata per informare e influenzare

Come sottolineato da Carlotta Ventura, "Azzurra è una ragazzina che si sente responsabile del pianeta e cerca di influenzare i comportamenti degli adulti": se sono questi ultimi ad avere "le leve decisionali per far accadere le cose", è anche vero che i giovani sono "i veri esperti in tematiche ambientali e sono coloro che influenzano i comportamenti all’interno delle famiglie". Non a caso, l’obiettivo di "Azzurra" è avvicinare tra loro i giovani e gli adulti: la Generazione Z vuole essere, infatti, alleata nella transizione ecologica e parte attiva del cambiamento.

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Paolo Gallo (Italgas): “Creare un polo nazionale che si occupi di efficienza energetica a 360°”

L’obiettivo di Italgas è trasformare le reti nazionali e diventare il principale gestore hi-tech.: “La scommessa ambientale – spiega Paolo Gallo al “Corriere della Sera” – è prima di tutto una scommessa tecnologica”.

Paolo Gallo

Crisi energetica, Paolo Gallo: il Piano 2022-2028 di Italgas

Considerando l’attuale crisi energetica e le possibili conseguenze del conflitto in Ucraina, “il nostro Paese non può permettersi di sprecare risorse”, ha spiegato Paolo Gallo in un’intervista pubblicata sul “Corriere della Sera”. Con l’approvazione del Piano 2022-2028, Italgas ha messo sul piatto un ingente investimento pari a 8,6 miliardi di euro. Le risorse verranno destinate al processo di digitalizzazione del network e, allo stesso tempo, anche alla gestione idrica e all’efficienza energetica. Nonostante la situazione complicata, ha commentato l’AD del Gruppo, il nostro Paese può contare sui flussi alternativi provenienti dal Nord Africa, dal Nord Europa e dall’Azerbaijan e su tre rigassificatori che hanno consentito all’Italia di raggiungere circa il 60% di riempimento della capacità di stoccaggio. “Le iniziative che il governo ed Eni hanno messo in campo stanno dando risultati”. Avremo quindi gas a sufficienza per il prossimo anno, ma resta il fatto che le risorse disponibili non sono infinite. “La proposta del governo di un Price cap al prezzo del gas la ritengo giusta e doverosa”, ha aggiunto Paolo Gallo augurandosi che anche altri Paesi decidano di seguire la scelta dell’Italia.

Paolo Gallo: Italgas pronta ad acquisire reti idriche

Grazie agli investimenti in tecnologia, ha spiegato Paolo Gallo, oggi la rete di distribuzione del gas ha dispersioni minime, solo lo 0,1%. Realtà ben diversa per la rete elettrica che registra invece dispersioni per circa il 10% e quella idrica che ha raggiunto e superato il 40%. Tali perdite potrebbero essere ridotte trasferendo le tecnologie nel mondo del servizio idrico. “Un problema che questa estate è particolarmente sentito per via della siccità. Perciò siamo disponibili a valutare l’acquisizione di reti idriche o anche partnership industriali”. Perché è così importante digitalizzare la rete? Innanzitutto consente di gestire più efficacemente tutti gli aspetti operativi. Inoltre, la presenza di una rete smart è necessaria per poter accogliere tecnologie di reverse flow e ospitare quindi i nuovi gas, biometano e idrogeno. “Vogliamo creare un grande polo nazionale che si occupi di efficienza energetica a tutto tondo – ha spiegato l’AD – E lo faremo attraverso acquisizioni e aggregazioni. Abbiamo previsto 340 milioni di euro di investimenti”. A tale proposito, Italgas ha previsto la realizzazione a Torino, tra il 2023 e il 2024, di un centro di ricerca e sviluppo su metano, biometano e idrogeno verde. “Attraverso un know how con pochi eguali al mondo – ha concluso Paolo Gallopermetterà alle nostre reti e ai nostri impianti di continuare a giocare un ruolo strategico nella transizione energetica”.

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Enel: l’iter professionale di Claudio Machetti

Avviato il suo percorso professionale presso il Banco di Roma nel 1982, Claudio Machetti ha ricoperto ruoli di crescente rilievo: dall’esperienza in Ferrovie dello Stato Italiane all’attuale carica in Enel.

Claudio Machetti

Dal 2000 a oggi: la carriera di Claudio Machetti presso il Gruppo Enel

Claudio Machetti ricopre da maggio 2014 la carica di Direttore della Global Energy and Commodity Management Business Line del Gruppo Enel (fino a marzo 2021 denominata Global Trading). Si occupa di gestire il sourcing di carbone, gas e olio combustibile, oltre a dirigere l’attività del Gruppo nei mercati all’ingrosso di gas ed energia elettrica. Precedentemente è stato Direttore della Global Trading e UpStream Gas Business Line. Ha esordito professionalmente in Enel nel 2000 come responsabile dell’Area Finanza e successivamente, dal 2005 al 2009, è stato Direttore finanziario. Prima di ricoprire l’attuale carica è stato inoltre Direttore della funzione Risk Management. Nel corso della sua carriera professionale presso il Gruppo, Claudio Machetti è stato nominato Consigliere di Amministrazione di Endesa, Terna e Wind, oltre che di numerose società di Enel. Ha inoltre assunto il ruolo di Presidente di FondEnel e Fopen, i due fondi pensione del Gruppo.

La carriera di Claudio Machetti presso il Banco di Roma e Ferrovie dello Stato Italiane

Classe 1958, Claudio Machetti nasce a Roma dove nel 1982 consegue la Laurea in Scienze Statistiche presso l’Università La Sapienza. L’anno successivo segna l’avvio della sua carriera presso il Banco di Roma assumendo ruoli di crescente rilievo: inizialmente impiegato nella filiale di Milano, nel 1984 viene trasferito alla Direzione Centrale di Roma in qualità di analista finanziario curando l’IPO di alcune società nella Borsa Italiana. Sei anni più tardi viene invece nominato Vicedirettore Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. Terminata l’esperienza presso il Banco di Roma, nel 1992 entra in Ferrovie dello Stato Italiane. Inizialmente viene nominato Dirigente Responsabile dell’Unità Mercati Finanziari e nel 1996 diventa Direttore della Finanza Operativa. Negli stessi anni Claudio Machetti collabora alla fondazione di Fercredit, società finanziaria specializzata in ambito captive nei settori del factoring, del leasing e del credito al consumo, diventando successivamente Amministratore Delegato.

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I successi e la lungimiranza di Antonio Liseno

Originario della Basilicata, Antonio Liseno ha saputo cogliere con successo le diverse opportunità di crescita. Fondatore della cooperativa Moderna Agricoltura Lavellese e di SG S.p.A., è inoltre il proprietario del San Barbato Resort Spa&Golf.

Antonio Liseno

Antonio Liseno: la prima esperienza imprenditoriale

Originario di Lavello, in Provincia di Potenza, Antonio Liseno nasce il 26 gennaio 1967 e si diploma con la qualifica di Perito Agrario. Il 1987, segna il primo importante traguardo: la nascita di Moderna Agricoltura Novellese, una Cooperativa specializzata nella raccolta, trasformazione e commercializzazione di prodotti ortofrutticoli locali sul territorio nazionale e internazionale. In poco tempo arrivano importanti risultati e la società raggiunge 500 soci consorziati con 300 addetti all’attività agricola, affermandosi così come una delle principali realtà di produzione e distribuzione. Grazie alla gestione della Cooperativa, Antonio Liseno apprende velocemente le dinamiche e i processi logistici legati alla grande distribuzione. Perfeziona così le competenze tecniche della conduzione agricola e quelle finanziarie di gestione delle tesorerie aziendali. Le skills acquisite gli consentono di definire un profilo manageriale di rilievo nella collaborazione con la Grande Distribuzione.

Due importanti traguardi nel percorso professionale di Antonio Liseno

Le competenze acquisite, unite alla conoscenza dei processi di gestione logistica e alla consapevolezza delle relative problematiche finanziare, consentono ad Antonio Liseno di intuire le potenzialità del mercato dei dispositivi di telefonia mobile. Nel 2007 nasce quindi il progetto SG Trading, diventata successivamente SG S.p.A. L’azienda è specializzata nella distribuzione di prodotti elettronici di largo consumo ed è il principale partner nazionale di grandi brand quali Xiaomi, Lg, Apple, Oppo e Huawei, oltre a essere il partner commerciale di Telecom Italia. Ad oggi conta 120 addetti e 3mila agenzie di commercializzazione e distribuzione convenzionate in tutto il mondo. Il 2018 segna un altro importante successo. Antonio Liseno inaugura nella sua terra natia il San Barbato Resort Spa&Golf, un vero e proprio polo di eccellenza nel cuore della Basilicata. Con 60 addetti provenienti dal territorio lucano, il luxury Resort ospita le personalità più note della cucina nazionale e internazionale, valorizzando in particolar modo i prodotti locali. Il ristorante Don Alfonso è tra i motivi di orgoglio dell’intera regione: con la Stella Michelin conquistata il 25 novembre 2020, il ristorante propone un’offerta culinaria di alto livello.

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Claudio Descalzi: Eni sottoscrive un nuovo contratto in Algeria, i dettagli

L’accordo sottoscritto da Eni con SONATRACH, Oxy e TotalEnergies riguarda i blocchi 404 e 208 localizzati onshore, nel prolifico bacino del Berkine, nell’Algeria orientale: il commento dell’AD Claudio Descalzi.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: dall’Algeria ulteriori volumi di gas per export e mercato domestico

Ulteriori volumi di gas in arrivo. Lo afferma l’AD di Eni Claudio Descalzi parlando dell’accordo lo scorso 19 luglio con SONATRACH, Oxy e TotalEnergies per i blocchi 404 e 208 in Algeria. Nello specifico si tratta di un "production sharing contract (Psc)" relativo ai due blocchi localizzati onshore, nel prolifico bacino del Berkine, nell’Algeria orientale. Firmato ai sensi della nuova legge algerina sugli idrocarburi del 2019, il contratto permetterà ai partner di potenziare gli investimenti, aumentando le riserve di idrocarburi dei giacimenti e prolungandone la vita produttiva per ulteriori 25 anni: al centro inoltre, come riporta la nota in cui il Gruppo guidato da Claudio Descalzi annuncia la firma dell’accordo, la futura valorizzazione di quantità significative di gas associato che potrebbero diventare disponibili per l’esportazione, contribuendo alla diversificazione delle forniture di gas all’Europa.

Claudio Descalzi: l’impegno di Eni per la transizione energetica

"Con questo nuovo contratto saranno messi a disposizione per l’export e per il mercato domestico ulteriori volumi di gas, coerentemente con l’impegno di Eni per la transizione energetica", ha commentato l’AD Claudio Descalzi nel sottolineare il valore dell’operazione che porta Eni a crescere ulteriormente in Algeria, dove è presente dal 1981: principale azienda internazionale del Paese, annovera una produzione equity di 100.000 barili di petrolio equivalente al giorno. L’accordo, ha aggiunto l’AD Claudio Descalzi, evidenzia inoltre "l’importanza della partnership strategica con SONATRACH, finalizzata a investimenti a lungo termine in Algeria per massimizzare il valore degli asset". Il piano di attività concordato include inoltre iniziative in materia di sostenibilità: in particolare si guarda allo sviluppo di nuove tecnologie per migliorare il fattore di recupero delle riserve e ridurre le emissioni di CO2 attraverso progetti di efficienza energetica e decarbonizzazione.

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