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Le lampade elettriche

Le lampade elettriche possono essere essenzialmente di 2 tipi: a incandescenza e fluorescenti.

Nelle lampade a incandescenza un filamento di tungsteno percorso da corrente elettrica si riscalda per effetto Joule raggiungendo una temperatura di circa 2500°C e diventa incandescente, emettendo energia in parte sotto forma di energia luminosa.

Il filamento è contenuto in un ampolla di vetro (bulbo della lampada) in cui è stato praticato il vuoto per impedire la rapida ossidazione del filamento che avverrebbe in presenza di aria.

Gli estremi del filamento sono collegati all’attacco della lampada, che può essere a vite o a bainetta e si impiega nel portalampade, a cui fanno capo i conduttori di alimentazione.

Le lampade fluorescenti sono costituite da un elemento tubolare in vetro, riempito da gas a bassa pressione, ai cui estremi si trovano due elementi conduttori, detti anodo e catodo, ai quali viene applicata la tensione di alimentazione.

Alimentando la lampada, il gas si ionizza e diventa conduttore, consentendo il passaggio di corrente tra gli elettrodi, che si realizza attraverso una scarica nel gas. Tale scrica produce radiazioni ultraviolette, non percepibili dall’occhio umano, che colipscono particolari sostanze, dette scintillatori (o fosfori), da cui è rivestita la parete interna della lampada.

Gli scintillatori, eccitati dalla radiazione ultravioletta, emettono a loro volta radiazioni di lunghezza d’onda minore, in prevalenza nel campo del visibile. Il colore della luce emessa dipende dal rivestimento del tubo e può essere variato impiegando opportunemiscele di fosfori.

La ionizzazione del gas può essere prodotta dalla tensione applicata tra anodo e catodo (lampade a catodo freddo) o dal riscaldamento del catodo (lapmpade a catodo preriscaldato) consentito dalla presenza di un elemento ausiliario, detto starter o avviatore.

L’installazione delle lampade fluorescenti comprende anche il collegamento, in serie alla lampada, di un circuito induttivo che ha il copito di stabilizzare la tensione tra gli elettrodi al valore più adatto al funzionamento.

Le principali grandezze atte a caratterizzare una lampada sono la tensione di alimentazione, misurata in volt, la potenza assorbita, misurata in watt, e l’efficienza luminosa, misurata in lumen al watt.

L’efficienza luminosa rappresenta il flusso luminoso emesso dalla lampada per unità di potenza elettrica assorbita, ossia misura l’attitudine della lampada a aconvertire energia elettrica in energia luminosa.

Nella scelta delle lampade, viene generalmente tenuto conto, oltre che dell’efficienza luminosa, anche della tonalità predominante della luce emessa: in base a queste considerazioni, le lampade a incandescenza vengono spesso preferite per il colore più caldo della radiazione fornita e vengono meglio associati ai lampadari rustici. Mentre le lampade a fluorescenza vengono preferite per il loro basso consumo.

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Le materie plastiche termoplastiche

La possibilità di ottenere forme svariate, complesse e secondo le esigenze creative del disegnatore è uno dei punti di forza dei materiali plastici termoplastici, che hanno così conquistato il campo del design per oggetti e accessori di arredamento.

I materiali termoplastici comprendono numerose resine largamente diffuse quali le poliolefine, le policloroviniliche, le poliammidi, il polistirolo e le resine acriliche.

Le poliolefine sono polimeri di composti organici alifatici insaturi caratterizzati da un doppio legame. Tra questi, i più noti sono il polietilene e il polipropilene isotattico.

Le poliolefine servono per fabbricare film, cordami, reti, articoli stampati, rivestimenti da fabbrica lampadari e rivestimenti a spruzzo di superfici metalliche.

Il polivinilcloruro, o PVC, e alcuni suoi copolimeri, consentono di ottenere una vasta gamma di prodotti (opachi o trasparenti, rigidi o con diverso grado di flessibilità) caratterizzati da elevata resistenza agli urti e agli agenti chimici, non infiammabili e con basso costo per unità di volume.

Le resine poliviniliche sono impiegate negli appretti, negli addensanti, negli adesivi e per le soluzioni per la tempra degli acciai. I cloruri di queste resine servono per tubi, valvole, pompe, rivestimenti protettivi, pellicole, tende e rivestimenti vari.

Le poliammidi, universalmente note sotto la denominazione di Nylon, si basano su reazioni che danno luogo a gruppi carbonammidici NH.CO, i quali si inseriscono in catane regolari di gruppi metilici.

Attraverso polimerizzazione e policondensazione, si è giunti a preparare una notevole varietà di polimeri, ciascono dei quali presenta caratteristiche peculiari.

I più noti sono il Nylon 66, che presenta la massima rigidità e durezza; il Nylon 6, caratterizzato da elevata resistenza ma estremamente igroscopico; il Nylon 610, di caratteristiche intermedie e il Nylon 11, che esalta la resistenza agli agenti chimici.

Il polistirolo, infine, è un polimero trasparente, leggero, di stabilità dimensionale e facilmente stampabile anche con tecnologie relativamente semplici. Il polistirolo viene impiegato nelle confezioni, negli imballaggi, come anche per isolatori di prese di corrente, pannelli per frigoriferi, articoli di cancelleria, casalingi e giocattoli.

Sviluppi successivi hanno consentito di produrre polistirolo espandibile di varie densità (per isolamento termico, imballaggio, ecc), polistirolo rinforzato con fobre di vetro, polistirolo antistatico, termoresistente e stabile alla luce.

Le resine acriliche trovano applicazione nei rivestimenti di stoffe e carte da parati per ottenere colori ed effetti speciali, nella fabbricazione di cuoi artificiali e di tele cerate. Altre applicazioni sono nel campo dell’incollaggio, della verniciatura e degli appretti a anche in alcuni tipi di inchiostri per stampa.

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Le reazioni emotive alla gravidanza

Nella maggior parte delle donne, la gravidanza non provoca alcun disturbo ed è anzi accompagnata da un senso di benessere psicologico e fisico. Soprattutto nell’ultimo trimestre però, nell’imminenza del parto, la futura madre può sviluppare un senso di insicurezza con una certe tendenza alla depressione.

E’ un momento critico, in cui la donna in gravidanza deve essere rassicurata. In questi casi la madre della gestante riveste un ruolo importantissimo nel placare le sue inquietudini e nel darle fiducia. Se essa è lontana, il marito diventa l’unico appoggio, per cui il suo incoraggiamento e la sua comprensione possono fare molto per rasserenarla.

Anche il ritrovarsi con altre donne nella stessa situazione durante le lezioni di preparazione al parto può essere molto importante.

Attorno al parto si raccoglie tutta una serie di timori, profondamente radicati nella cultura popolare e richiamati dai ricordi di conoscenti, amiche, parenti che spesso esagerano retrospettivamente le loro esperienze.

L’incertezza della data del parto è un problema che spesso comporta una forte inquietudine. Malgrado i calcoli moderni, non è possibile fissare una data assolutamente precisa del parto, che in genere avverrà in un periodo compreso fra una settimana prima e una settimana dopo quella che è stata indicata.

Inoltre, il timore che il parto provochi danno al figlio o addirittura sia la causa della sua morte è del tutto ingiustificato. Oggi, in Italia, muoiono meno di 3 bambini su 1000 alla nascita, mentre 30 anni fa erano 15, 50 anni fa addiruttura 40, e a metà degli anni 90 morivano 60 bambini su 1000.

Anche il timore delle malformazioni ha, al giorno d’oggi, sempre minore fondamento. Circa 4 nati su 1000 hanno malformazioni: alcune non sono importanti, altre sono correggibili. La diagnosi prenatale delle malformazioni è in grado di anticipare molte di esse e ci si aspetta molti progressi in questo campo in futuro dalle nuove tecniche di diagnosi precoce dalle cellule fetali placentari.

Un altro diffuso timore riguarda l’eventualità di danni personali dovuti al parto: la rottura dell’utero durante le dolorose contrazioni per fare un esempio. E’ una evenienza rarissima, dovuta a pregresso danno uterino, e persino le donne sottoposte a parto cesareo possono avere un parto vaginale successivo senza problemi. Il parto non è più, come lo era una volta, un evento così pericoloso per madre e figlio.

Alcuni timori sono invece di natura sessuale: molte donne temono infatti che il coito possa danneggiare la gravidanza. Non c’è invece alcun motivo per interrompere le normali abitudini. Nell’ultima fase della gravidanza c’è un calo del desiderio sessuale che deve essere considerato del tutto normale.

– Articolo offerto da psicologo Bologna, Amleto Petrarca

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I capelli e i loro disturbi

Nonostante il cuoio capelluto sia particolarmente robusto e resistente, esso può essere danneggiato da un eccessivo o da un uso inesperto di coloranti, scoloranti e permanenti. Inoltre possono influire sulla loro salute anche fattori genetici.

Nella permanente, i capelli vengono prima ammorbiditi, rompendo le giunzioni proteiche che ne formano lo scheletro con il calore o con composti chimici, per potere dare a loro la forma voluta, e poi vengono di nuovo fissati per mezzo di un agente ossidante. Ci sono vari modi di ondulare e arricciare i capelli in modo permanente e nessuno di essi è pericoloso se il lavoro viene effettuato da un parrucchiere esperto.

Oggi i coloranti artificiali hanno rimpiazzato i vecchi, innocui ma poco pratici coloranti vegetali. I coloranti temporanei, che ricoprono solamente i capelli e vengono rimossi con lo shampoo, non sono pericolosi, mentre i coloranti permanenti possono danneggiare il cuoio capelluto.

I coloranti permanenti infatti formano composti colorati all’interno del capello e sono quindi a prova di shampoo. Talvolta la cute può essere allergica a questi prodotti, che andrebbero quindi provati con un applicazione cutanea e controllati dopo 48 ore. Se si dovesse sviluppare una reazione allergica si noterebbe un infiammazione della cute. In questo caso è meglio non usare il colorante.

Capelli grigi:

Il colore dei capelli è determinato dalle proporzioni di due pigmenti: uno nero-marrone e l’altro giallo-rosso.

I capelli ingrigiscono perchè con l’età si forma meno pigmento. I primi capelli grigi si formano sulle tempie per poi estendersi gradualmente al resto della capigliatura. Il processo comincia a un età variabile che dipende da fattori ereditari.

Calvizia:

E’ la perdita permanente della quasi totalità dei capelli e in linguaggio medico viene chiamata “alopecia”. La perdita dei capelli irreversibile è dovuta soprattutto a fattori ereditari, che però non agiscono in maniera prevedibile, in quanto non è assolutamente detto che i figli di un uomo calvo diventino calvi a loro volta.

E’ una malattia prevalentemente maschile. E’ raro che i capelli cadano tutti e, anche nei casi più gravi, ne resta una parte. Le donne cominciano a perderli dopo la menopausa ma non in maniera grave come gli uomini.

Forfora:

Il cuoio capelluto si desquama di continuo come il resto della cute. Se la desquamazione è rapida, le cellule morte si depositano sul cuoi capelluto e cadono sulle spalle.

Se viene rimossa grattandosi ci possono essere piccoli saguinamenti nel cuoio capelluto, favoriti dal potere irritante della forofra molto grassa.

Doppie punte:

I capelli possono essere danneggiati da permanente o decolorazione eccessiva e quindi fissurarsi in punta. Non c’è altro da fare, a quel punto, che farseli tagliare dal parrucchiere di fiducia. Per evitare danni, non bisogna usare pettini troppo fitti e spazzole dure, per poi asciugarli con un calore moderato.

Pidocchi:

Il pidocchio è un minuscolo insetto parassita che vive sul cuoio capelluto, dove può depositare uova dal colore tra il grigio e il bianco, dette “lendini”, che restano attaccate al capello. Possono essere eliminati grazie a prodotti contenente malathion.

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Abiti da lavoro per l’inverno

Se il tuo personale avrà bisogno di lavorare all’aperto alla mercè degli elementi quest’inverno, avrà certamente il bisogno di stare asciutto e caldo.

Ecco ciò di cui hai bisogno:

1) Le giacche da lavoro sono state progettate di mantenere il lavoratore al caldo pur permettendogli di muoversi liberamente per svolgere il lavoro al meglio. E’ meglio scegliere giacche con le tasche a zip, più semplici da usare anche con i guanti.

2) In caso di freddo e di pioggia è indispensabile avere abbigliamento da lavoro impermeabile. Giacche e pantaloni assicurano il riparo dalla pioggia e dal freddo, in modo di tenere il lavoratore sempre all’asciutto.

3) Se i lavoratori hanno bisogno di piegarsi spesso per lavorare sulle ginocchia per effettuare riparazioni e manutenzioni, è naturale che dovrai scegliere dei pantaloni molto resistenti, possibilmente con le ginocchiere.

4) I pile sono un abito ideale per stare all’asciutto e al caldo in quei giorni in cui non fa abbastanza caldo per mettere solo una felpa ma neanche troppo freddo per indossare una giacca da lavoro invernale. Oltretutto il pile mantiene al caldo con poco ingombro e peso.

5) Sotto gli indumenti invernali è necessario indossare sempre delle magliette per avere uno strato che aiuti il sudore della pelle senza prendere freddo.

6) Le felpe sono perfette per quando inizia a fare freddo, ma non ancora abbastanza per portare degli abiti invernali. Calde e leggere, aiuteranno i lavoratori a non sentire freddo quando la temperatura inizia a scendere.

7) I guanti sono un capo spesso trascurato e spesso le persone tendono ad acquistarli al supermercato o a scegliere quelli più economici. Avere la giusta quantità di calore, di comfort e di grip è indispoensabile per fare il proprio lavoro in maniera corretta e sicura.

8) I cappelli sono spesso in cima alla lista dei capi di abbigliamento. Forse non lo sai, ma circa un terzo del calore del copro fuoriesce attraverso la testa, quindi è essenziale indossare un buon cappello per mantenerla al caldo.

9) Le calze non devono essere trascurate, così come i guanti. E’ consigliabile fare in modo di tenere le estremità, come mani e appunto piedi, sempre al caldo e all’asciutto. Le calze da lavoro dovrebbero essere scelte fra quelle progettate per resistere al freddo e al bagnato, in modo di tenere sempre i piedi al sicuro dei lavoratori che passano molto tempo all’esterno.

10) Per i lavoratori che passano molto tempo all’esterno in condizioni di scarsa visibilità dovranno sempre indossare abiti da lavoro ad alta visibilità in ogni momento della giornata. Che si tratti di personale di sicurezza, operai che lavorano sulle strade o altro personale specializzato, avranno bisogno di essere sempre ben visibili in ogni condizione atmosferica.

Cova Divise opera da oltre 50 anni nel settore dell’abbigliamento da lavoro a Brescia. E’ specializzata in particolare nei settori alimentare, medicale, dell’industria, della ristorazione e dell’hotellerie. Cova Divise, inoltre, fornisce ai propri clienti il servizio di ricamo e serigrafia con macchinari propri.

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Viaggiare per mare in Sicilia

La Sicilia è la più grande isola del Mediterraneo ed è considerata da tutti terra di turismo e vacanza. Questa bellissima isola è infatti capace di accontentare qualsiasi esigenza dei visitatori. Se da un lato, infatti, la zona costiera è meta di un gran numero di turisti attratti soprattutto dalla bellezza delle coste e dal divertimento offerto di alcune rinomate località turistiche, dall’altro l’entroterra è caratteristico poiché ricco di storia, arte e tradizioni come testimoniano i numerosi siti archeologi e i numerosi parchi nazionali e riserve protette.

Di spiagge in Sicilia ce ne sono per tutti i gusti: lunghe e attrezzate, calette nascoste nella macchia mediterranea, di sabbia o di ciottoli, raggiungibili in barca o a piedi.

Una delle spiagge più conosciute in Italia è Bue Marino, a quattro chilometri da San Vito Lo Capo: una caletta di ciottoli bianchi incastonata tra mare e montagna, affacciata sul tramonto, che si raggiunge lungo una comoda sterrata nella macchia mediterranea.

Ma lungo la costa si incontrano altre insospettabili spiagge. Come nella regina delle riserve, quella dello Zingaro, dove, seguendo per sette chilometri il sentiero che dalla Torre dell’Impiso tocca la Tonnarella dell’Uzzo, la Grotta Grande, si arriva alla spettacolare cala Ficarella, dai colori caraibici, una distesa di sassolini bianchi, protetta da una foresta di palme nane.

E poi mare cristallino e spiagge incontaminate lungo la costa tra Sciacca e Agrigento: è il Capo Bianco, uno dei tratti più suggestivi, nei dintorni della foce del Fiume Platani. Ai piedi, la spiaggia di sabbia bianca a forma di mezzaluna, annunciata dalle dune modellate dal vento, dalla pineta e dal mare, un trionfo d’azzurro.

Ma la Sicilia è anche i suoi arcipelaghi. Ecco quindi nelle Eolie, Lipari, e poi ancora le Egadi, con Favignana, e le Pelagie, con Lampedusa. Dalla spiaggia dei Conigli a Cala Junco, dalla spiaggia della pomice a Cala Rossa, fino alle altre perle della costa, sono davvero numerosi i luoghi da visitare in questa magnifica terra.

Sea Star è specializzata nel noleggio di charter barche a vela nel mondo. La banca dati che supporta il sito è una delle più complete e precise oggi esistenti. Frutto di circa venti anni di esperienza nel settore. Consultala e ti sarà facile trovare la tariffa di noleggio più conveniente o la barca che hai sempre desiderato. Dai Caraibi alle Seychelles, o perché no, in Scozia, passando per le splendide acque del nostro amato Mediterraneo tra Sicilia, Sardegna, Croazia, Turchia, Grecia potrai organizzare la tua crociera in barca.

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Donne ucraine: partner ideali per la vita

Se sei anche tu come la maggior parte degli uomini, prima o poi sentirai la necessità di incontrare una partner fissa con cui passare il resto dei tuoi giorni. Le situazioni di solitudine sempre più spesso presenti nel mondo moderno creano molte difficoltà in questa ricerca, ma non la rendono impossibile, anzi, in alcuni casi la aiutano.

Dal punto di vista della globalizzazione, gli incontri internazionali rappresentano un terreno fertile. Infatti, la distanza tra i paesi impedisce gli incontri affrettati e incoraggia le persone a pensare bene circa la scelta giusta, a fare le domande e conoscere sempre più nuovi dettagli circa il presunto prescelto.

Quali caratteristiche deve avere una donna che cerca un rappresentante del sesso forte interessato ad una relazione seria? Un uomo medio (nonostante il suo paese di residenza) solitamente vuole vedere accanto a se una persona premurosa, simile come spirito, che sappia essere amico, amante e padrona della casa. Ma ovviamente ogni caso è individuale.

Ma non sempre un gentiluomo occidentale riesce a trovare una signora di questo tipo fra le connazionali, spesso orientate più verso la carriera che verso la famiglia. Invece una ucraina media ancora non ha perso la voglia di realizzarsi come perfetta moglie, madre, padrona di casa. Questo offre la possibilità al gentiluomo che sente il bisogno di carezze e premure, di trovare in un altro paese una donna vera e reale.

Alcuni uomini che hanno intenzione di iscriversi ad una agenzia matrimoniale di donne ucraine, temono che le signore possano utilizzare questa possibilità per venire in un paese migliore e per avere una vita più confortevole. Ma non è così per tutte.

Per la prima ondata di ragazze ucraine, partite un tempo verso l’Italia dopo il matrimonio, tale comportamento era davvero tipico. Ma ora per coloro che vogliono emigrare ci sono molti altri modi più facili che cercare un coniuge all’estero. La maggior parte delle donne ucraine che creano oggi i loro profili sui siti di incontri con gli stranieri, sognano davvero di incontrare i partner della propria vita. E, soprattutto, molte di loro sono effettivamente in grado di essere generose con i partner stranieri.

Raramente un uomo potrà rifiutare la possibilità di una relazione con una ucraina. Forse, anche Lei non ha niente in contrario a stare con una donna intelligente, bella, premurosa, fedele e femminile. Come si può non amarla?

Gli uomini apprezzano le ucraine anche per la loro capacità di trovare una soluzione a qualsiasi situazione, per la loro capacità di risolvere le difficoltà, perdonare e supportare il partner. La donna ucraina sa scendere a compromessi e cerca di vedere ogni compito dai diversi punti di vista. Lei aiuta disinteressatamente i suoi cari e spesso subisce disagi per un futuro migliore.

Uno dei fattori importanti a favore delle ucraine è il loro desiderio prioritario di avere una famiglia vera e propria. Ciò però non significa che gli interessi delle ragazze saino esclusivamente concentrati sulla cucina e sulla nascita dei figli. Le russe e le ucraine solitamente sono persone educate e di ampie vedute.

È difficile dire perché le donne ucraine si differenziano dalle altre persone dello stesso sesso, grazie ad una femminilità cosi straordinaria. Che la causa sia il carattere nazionale della educazione, o la genetica, ciò è un dato incontrastabile. Non è difficile riconoscere le ucraine anche in mezzo alla folla. E tuttavia loro sono spesso affascinanti e piene di energia.

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Le agenzia matrimoniali online: cupido della rete

Le agenzie matrimoniali online sono in continua crescita di numero per un motivo molto semplice: oggi più che mai, per conoscere un uomo o una donna e incontrare la propria anima gemella, si cerca sul web. Navigando in rete è più facile conoscere nuove persone. I Social network, le chat, ma anche i forum dedicati ad argomenti che ci appassionano, sono solo esempi per dare inizio a nuovi incontri virtuali.

Conoscere realmente un uomo o una donna incontrati sul web è invece molto più difficile: la distanza, il tempo e anche la paura del primo appuntamento sono scogli difficili da arginare.

Per questo nascono le agenzie matrimoniali online, dove puoi conoscere e incontrare single che abitano nella tua città, o anche all’estero, che condividono i tuoi stessi interessi e che, come te, sono in cerca dell’anima gemella.

Le agenzie selezionano persone di ambo i sessi presenti nel database tra diversi profili di persone iscritte accertando la compatibilità fisico caratteriale con il richiedente per organizzare un incontro con fine una relazione seria.

L’utilizzo di internet aiuta moltissimo, perché in rete si supera più facilmente la timidezza iniziale di nuovi incontri, e il rapporto viene gestito con maggiore gradualità.

Tra gli aspetti positivi di un’agenzia matrimoniale presente su internet, sicuramente l’ampio database di cui dispone, la facilità di consultazione e di accesso ai profili e del servizio.

La maggior parte delle agenzie matrimoniali aiutano i loro clienti con la registrazione e la creazione il loro profilo. Tutti i nuovi membri ricevono tutto l’aiuto necessario e le indicazioni su come compilare nel modo migliore il loro profilo. Ciò viene fatto per garantire il più alto tasso di successo, in quanto maggiori e più dettagliate sono le informazioni visibili sul profilo, maggiori sono le possibilità che il cliente ottenga una richiesta di contatto da parte di una persona compatibile.

Inoltre un’agenzia matrimoniale che opera sul web può essere consultata comodamente da casa, scegliendo e valutando le diverse schede degli iscritti con calma e confrontandosi, ad esempio, con le persone care, ottimizzando la probabilità di una scelta compatibile, un partner ideale con cui iniziare la conoscenza.

Altro grande vantaggio nell’affidarsi a un’agenzia matrimoniale serie e affidabili, è che tutte le informazioni personali sono al sicuro su server protetti. È possibile registrare e inserire il proprio profilo sapendo che le uniche altre persone che saranno in grado di visualizzarlo sono gli altri membri dell’agenzia.

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Disturbi psichici dovuti all’alcolismo

La psicosi che si incontra con maggiore frequenza negli alcolisti cronici è il delirium tremens. La sua insorgenza è di solito improvvisa. Le cause scatenanti, cioè i fattori capaci di fare esplodere l’episodio psicotico, vengono comunemente considerati i traumi, specie cranici, gli strapazzi fisici e psichici, le malattie infettive generali e la brsca sospensione delle bevande alcoliche: non è infatti raro che il delirium tremens scoppi acutamente in alcolisti costretti improvvisamente all’asteninza.

Spesso preceduto da sintomi premonitori della durata di alcuni giorni (insonnia, ansia, irrequietezza, incubi notturni, ecc.), più raramente soltanto da uno o più accessi epilettici, insorge bruscamente uno stato confusionale con grave perturbamento della coscienza.

Gli elementi più caratteristici del quadro sono rappresentati:

– dal disorientamento nel luogo e nel tempo (il paziente non sa precisare il luogo in cui si trova; dice ad esempio di essere a casa, mentre invece si trova in una stanza di ospedale e non conosce la data neppure approssimativamente), mentre al contrario, è conservato l’orientamento rispetto alla propria persona. Sa dire la propria età, il proprio nome e la propria professione;
– dalla presenza di illusioni e allucinazioni prevalentemente visive. Tipiche sono le allucinazioni zooptiche, visioni di animali, insetti, serpenti in continuo movimento , che si arrampicano sui muri, sui tetti, sul letto e che provocano reazioni emotive di terrore e di angoscia nel malato, che cerca affannosamente di allontanarli o di afferrarli. Spesso sono accompagnate da un delirio a carattere professionale, che ripete cioè, nel suo contenuto, l’ambiente naturale e di vita del soggetto: il contadino, ad esempio, convinto di essere nella sua stalla, cerca il secchio per mungere le mucche, le chiama per nome e urla ordini ai compagni di lavoro, che illusoriamente identifica nei medici o negli inferimeri;
– da una grande irrequietezza psichica e motoria;
– da un tremore grossolano a scosse piuttosto ampie, specialmente alle mani;
– si hanno inoltre profusa sudorazione e facile tendenza al collasso cardiocircolatorio.

Tale sintamologia dura in genere pochi giorni e si risolve quindi rapidamente con un sonno prolungato, dal quale il soggetto si risveglia spossato ma guarito.

La morte tuttavia, dovuta solitamente a insufficienza cardiaca e circolatoria, non è infrequente durante l’accesso di delirium tremens, soprattutto quando si tratta di individui in cattive coindizioni generali e che abbiano già presentato in passato episodi analoghi.

Altre psicosi riscontrabili negli alcolisti cronici, oltre al delirium tremens, sono l’allucinosi alcolica, la psicosi di Korsakoff e il delirio di gelosia.

Lo psicologo Edoardo Savoldi lavora come Psicologo e Psicoterapeuta a Codogno, Casalpusterlengo, San Fiorano e nelle provincie di Lodi, Piacenza e Cremona. Lo psicologo di Cremona si occupa di persone che hanno disturbi d’ansia, depressione, attacchi di panico, sentimenti di bassa autostima, compulsioni e pensieri ossessivi.

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Cenni storici sui Musei Vaticani

Le prime collezioni museali Vaticane nacquero per volontà del diretto predecessore di Leone X, papa Giulio II, che possedeva il famoso “Apollo di Belvedere”, destinato a diventare nel XVIII secolo il paradigma della bellezza ideale classica.

Se però lo studio dell’antico era considerato dai papi rinascimentali la stella polare della cultura, da un altro punto di vista essi vollero permeare di riflessioni teologiche ed evangeliche le principali strutture ambientali in cui si svolgevano la vita di curia e le funzioni religiose.

Gli affreschi della Cappella Sistina, realizzati da Michelangelo in due diversi momenti della sua attività artistica (1508 – 1512, 1536 – 1541) e per due papi diversi (Giulio II e Paolo III), completano il programma teologico avviato dai pittori quattrocenteschi nella zona murale inferiore, per esprimere l’universalità e la perfetta continuità teologica enunciata nell’Antico e nel Nuovo Testamento.

Le storie della Genesi lungo la volta, fra i bellissimi nudi, esprimono nei termini della filosofia neoplatonica, che era alla base della cultura rinascimentale, il percorso della salvezza umana, dalla caduta (rappresentata dall’Ebrezza di Noè) alla redenzione primigenia (raffigurata dagli atti creativi di Dio).

Il fulcro della volta è la “Creazione di Adamo”, in cui Dio infonde con il tocco della mano vita e spirito all’uomo, ancora intatto dal peccato e raffigurato nella perfezione della forma corporea.

Nell’immenso affresco parietale del “Giudizio”, Michelangelo rappresentò invece il dramma dell’umanità, ormai conscia del peccato e degli indispensabili strumenti di salvezza (la fede e la chiesa).

Gli anni in cui vi lavorò, quasi alla metà del secolo XVI, impressero all’opera lo stigma del travaglio interiore dell’artista, e soprattutto dei drammatici trascorsi della Chiesa di Roma: la riforma Luterana e la perdita conseguente di intere nazioni, passate al protestantesimo, come la Germania e l’Inghilterra. Lo stagliarsi dei corpi nudi di santi e diavoli riconduce, pur nella modernità raffinatissima della tecnica pittorica, a un risultato stranamente arcaico nella totale assenza di illusionistica profondità.

Nelle stanze, realizzate da Raffaello e in seguito alla sua morte da Giulio Romano, sotto ben tre pontefici (Giulio II, Leone X e Clemente VII), è esaltata invece la continuazione storica della Chiesa di cui i pontefici, apparendo in prima persona negli episodi dipinti, sono i principali artefici e testimoni.

Le arti e la filosofia sono il corollario intellettuale della teologia e delle prove di fede in cui si articola la storia terrena della Chiesa. Da questo spirito prendono vita e grandi monumenti che sono sotto la tutela dei Musei Vaticani.

Storiaviva Viaggi si occupa di visite guidate ai Musei Vaticani e Roma per rivivere con passione 2000 anni di storia, arte e archeologia.

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I disturbi ossessivi della personalità

Le persone con disturbi ossessivi o anancastici (dal greco anancastos = costretto, forzato) costituiscono un gruppo di personalità psicopatiche caratterizzato da un fenomeno di ossessione o coazione del pensiero.

Parliamo di coazione o di ossessione quando un contenuto di coscienza (rappresentazioni, idee, impulsi) si impone alla mente dell’individuo con una tale insistenza che egli ne è dominato, perchè incapace di scacciarlo, anche se riconosce il contrasto con la propria volontà e vorrebbe a ogni costo liberarsene.

L’ossessivo è dunque perfettamente consapevole della morbosità della propria idea: non ne giustifica in nessun modo la persistenza, la rifiuta, la giudica insensata e lotta, ma inutilmente, per allontanarla. Egli avverte la cozione come qualcosa che, pur provenendo dall’interno della propria psiche, rimane incomprensibile, estranea, contrapposta al suo io responsabile e cosciente.

La situazione è ben diversa quando, in un soggetto, si ha l’evidente e incondizionato dominio di certe tendenze su alcune altre, ad esempio degli istinti sulle norme morali: in questo caso, infatti, il prevalere degli istinti è vissuto, non come una coazione, ma come il risultato di un conflitto tra due diversi stati psichici (l’uno inferiore e l’altro superiore); conflitto che l’individuo è in grado di comprendere e di riconoscere mentre si svolge nell’ambito stesso della propria personalità.

Nella coazione invece non c’è conflitto tra opposte tendenze, ma l’imporsi primitivo e originario di un qualche cosa che il soggetto sente prodotto dalla sua stessa psiche, e nello stesso tempo estraneo alla propria volontà: in lui è vivo il sentimento di avere la coscienza occupata da un contenuto che egli non desidera, ma che, ciò nonostante, persiste rendendo vani tutti i suoi sforzi per allontanarlo.

Prendiamo in considerazione, per fare un esempio, una persona che abbia l’idea ossessiva di avere lasciato aperta la porta di casa: tale persona è assolutamente convinta del contrario, è quindi ben certa di averla chiusa, ma non riesce tuttavia a scacciare il dubbio che la tormenta, e si sente costretta, per ritrovare la tranquillità, a ritornare sui propri passi per controllare. Non è poi detto che questa fissazione ceda dopo la prima verifica… ed ecco che che questa persona eseguirà nuovi e ripetuti controlli, e questo, sia chiaro, pur riconoscendo l’assurdità di tale comportamento.

L’idea coatta di potersi infettare può “costringere” un soggetto con disturbo ossessivo a lavarsi ripetutamente le mani, a sfuggire gli estranei come possibili portatori di microbi, a evitare accuratamente di dare la mano a chiunque: in questi casi abbiamo dunque delle fobie.

Nella fobia ossessiva ciò che è veramente temuto non è il contenuto della fobia stessa ma la “coazione” stessa. Se l’ossessivo finisce con il temere oggetti o situazioni è solo perchè non ha nessun altro modo per evitare di essere continuamente tormentato dalla sua coazione.

Accanto alle idee coatte possiamo avere le rappresentazioni coatte; in esse si ha la riproduzione di percezioni, uditive o visive in genere, che ritornano insistentemente alla mente, come melodie musicali, voci, ecc.

Gli impulsi coatti possono insorgere primitivamente (ad esempio, impulsi a compiere ripetutamente particolari azioni) o essere secondari a idee o a rappresentazioni ossessive (ad esempio, impulsi di buttarsi da una finestra, ecc).

Lo psicologo Massimo Tortorelli ha conseguito la Laurea in Psicologia e la Specializzazione post laurea in Psicoterapia Sistemica Relazionale. La sua attività clinica riguarda: disturbi dell’umore, depressione, disturbi d’ansia, disturbo ossessivo compulsivo, attacchi di panico, disturbi di personalità, stress e disturbo post-traumatico, disturbi psicosomatici, disagi relazionali ed esistenziali, disturbi nella sfera affettivo-relazionale e sessuale, psicosi, psicologia e psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza.

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La terapia di coppia a Messina

Affinchè una coppia funzioni al meglio, ognuno dei due partner deve essere capace di rapportarsi all’altro riconoscendolo come un individuo separato da sè, con caratteristiche proprie e indipendenti, con pensieri e modalità autonome con cui poter negoziare la relazione e la vita in comune.

La terapia di coppia va ricercata quando la coppia inizia ad incontrare delle difficoltà, le quali possono essere di diverso tipo a seconda della fase del ciclo vitale della famiglia: ad esempio una coppia senza figli, la nascita del primo figlio, la crescita e distacco dai figli, il pensionamento, ecc.

I problemi possono essere rintracciati, ad esempio,

– Nella sessualità,
– Nella difficoltà di comunicazione,
– Nelle divergenze delle modalità genitoriali,
– Nei conflitti,
– Nei tradimenti,
– Nelle dipendenze,
– In qualsiasi evento che cambi in modo disadattivo la dinamica di coppia.

I problemi più frequenti sono le difficoltà comunicative, le quali portano alla concatenazione di discussioni inutili e distruttive nelle quali si fa soffrire e si soffre, senza pervenire ad alcuna soluzione. Oppure può accadere l’esatto contrario: i membri della coppia non comunicano tra loro.

Gli obiettivi della terapia di coppia sono quelli che seguono:

– Incrementare all’ interno della coppia le capacità di comunicazione,
– Addestramento nella risoluzione dei problemi,
– Acquisizione di una maggiore consapevolezza del modo in cui gli schemi mentali, gli atteggiamenti e le modalità soggettive di pensiero influiscono sulle proprie emozioni e sul proprio comportamento, aiutando a realizzare cambiamenti nelle convinzioni, nelle attribuzioni e nelle aspettative qualora esse si rivelino controproducenti, irrazionali e distruttive,
– Incrementare un interscambio di condotte positive,
– Aumentare il livello di autostima dei componenti della coppia,
– Aiutare ad acquisire e mantenere una maggiora conoscenza delle emozioni del partner,
– Conseguire una maggiore accettazione e intimità da parte di entrambi i partner,
– Acquisire consapevolezza del proprio modello di attaccamento e delle dinamiche dei propri modelli operativi interni (schemi mentali che orientano le aspettative e i comportamenti nelle relazioni affettive significative), e determinarne una ristrutturazione positiva quando essi siano del tipo “insicuro”, così da apprendere a identificare, sperimentare, esplorare, capire ed esprimere meglio le proprie emozioni, e gestirle in modi più appropriati.

La Dott.ssa Nadia Barberis, presso il suo studio di Messina, offre consulenze psicodiagnostiche, sostegno psicologico, psicoterapia psicoanalitica, sia all’individuo che alla coppia. La terapia di coppia è una delle molte problematiche di cui si occupa.

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L’abuso del diritto

L’abuso del diritto è l’espressione con la quale si indica genericamente l’esercizio anormale di un diritto o di un potere, cioè effettuato in maniera contrastante con le finalità e le funzioni per le quali quel diritto è stato riconosciuto o quel potere è stato conferito.

Nel diritto penale italiano l’abuso dà luogo a particolari figure di reato. Tali sono per esempio:

– l’abuso di ufficio da parte del pubblico ufficiale che abusa appunto dei poteri inerenti alle sue funzioni al fine di favorire o danneggiare altri;
– l’abuso dei mezzi di correzione o disciplina;
– l’abuso della credulità popolare qualora dal fatto derivi un turbamento dell’ordine pubblico;
– l’abuso di autorità contro arrestati o detenuti consistente nel sottoporre i medesimi a misure dirigore non consentite dalla legge;
– l’uso abusivo di sigilli o di strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione.

L’abuso è inoltre elemento costitutivo di determinati reati. Tali sono per esempio:

– l’abuso di folgio firmato in bianco in alcuni casi di falsità in atti;
– l’abuso dello stato di infermità mentale o deficienza psichica di una persona nella circonvenzione di incapaci;
– l’abuso di strumenti sonori o di segnalazioni acusitche nell’ipotesi di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.

Infine, alcuni tipi di abuso sono indicati come circostanze aggravanti di reati. Per esempio:

– l’abuso dei poteri inerenti a una pubblica funzione;
– l’abuso di autorità o di relazioni domestiche o di ufficio, di coabitazione o di ospitalità.

Nel diritto civile italiano si fa riferimento all’abuso, fra l’altro:

– in materia di immagine, per quanto riguarda l’esposizione o la pubblicazione dell’immagine di una persona fuori dai casi consentiti dalla legge oppure con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa;
– in materia di patrià potestà, nel caso in cui il genitore violi o trascuri i poteri ad essa inerenti con grave pregiudizio del figlio;
– in materia di proprietà, relativamente al divieto dei cosiddetti atti emulativi.

L’Avvocato Giuseppe Migliore è esperto in Diritto penale e criminale e si occupa esclusivamente dell’assistenza e della difesa di indagati ed imputati in procedimenti penali, suo ambito esclusivo di attività in qualità di avvocato penalista Roma. Partecipa a processi su tutto il territorio nazionale, pur essendo iscritto all’Albo degli Avvocati di Roma.

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Cosa è la “vite”?

Con “vite” si indicano le specie del genere Vitis della famiglia delle vitacee, coltivate in tutto il mondo e soprattutto nei paesi dell’Europa meridionale per i loro frutti (uva), usati per il consumo diretto e per produrre il vino.

Le viti hanno radici ramificate, fusto esile, rami sarmentosi (tralci) interrotti da nodi e internodi sui quali si inseriscono le foglie (pampini), alterne, palminervie, a 3-5 lobi, piccolate, all’ascella delle foglie si formano le gemme.

Opposti alle foglie e alle gemme si originano i fiori, perlopiù ermafroditi, pentameri, con ovario biloculare, di colore verdastro, riuniti in infiorescenze a grappolo, e viticci o cirri, organi aggrappanti filiformi che si attorcigliano ai sostegni.

Il frutto è una bacca globosa o ovoidale contenente 2-4 semi legnosi e oleosi (vinaccioli), che però possono anche mancare (uve apirene).

Alcune specie, le cosiddette uve asiatiche, sono coltivate a scopo ornamentale (amurensis, coignetiae, davidii, reticolata, ecc.), ma le specie più note ed economicamente più importanti sono quelle coltivate per la produzione dell’uva.

Queste ultime si dividono in: viti europee, con la sola specie vitis vinifera, di origine molto antica, da cui sono derivate numerosissime varietà, e viti americane, con una quindicina di specie, tra cui la berlandieri, la labrusca, la riparia e la rupestris, che sono servite da portainnesto alla vite europea nella ricostruzione dei vigneti distrutti, alla fine del secolo scorso, dalla fillossera, in quanto resistenti a questo parassita, e vengono usate per formare ibridi produttori diretti.

Si distinguono inoltre vitigni per uva da vino, per uva da tavola e per uva da essiccare.

Tra i primi, in Italia, i più noti sono:

– per la prduzione di vino rosso, aleatico, barbera, barzemino, bonarda, dolcetto, freisa, grignolino, lambrusco, nebbiolo, raboso, refosco, sangiovese, ecc.
– per la produzione di vino bianco, albana bianchino, cortese, garganega, malvasia, moscato, piccolit, prosecco, trebbiano, verdicchio, vernaccia, ecc.

Tra le uve da tavola si ricordano tra le altre, la baresana, l’italia, il pizzutello, la regina, la verdea e lo zibibbo. Come uva da essiccare soprattutto la sultanina.

Diffusi sono anche molti vitigni stranieri, tra i quali: cabernet, merlot, pinot, riesling, sauvignon, shiraz, ecc.

La vite è coltivata in tutto il mondo, ma in particolare tra i paesi bagnati dal Mediterraneo. Tra le regioni italiane in cui è più intensamente praticata la viticoltura sono: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia, Lazio, Toscana e Piemonte.

Altri Paesi importanti produttori di uva oltre l’Italia sono: la Spagna, la Francia, la Turchia, l’Algeria e gli Satti Uniti. L’uva secca è prodotta soprattutto in Grecia, Turchia e Stati Uniti.

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Come comportarsi in caso di avvelenamento

Con avvelenamento si può indicare sia la contaminazione, da parte di una tossina o di un veleno di una sostanza (acqua, cibo, ecc.), sia la patologia ed eventualmente la morte conseguenza di questi eventi.

Le vie di introduzione di un veleno nell’organismo sono veramente molteplici: ingestione, inalazione, contaminazione degli occhi o della cute, inoculazione attraverso la puntura di insetti o tramite il morso di aninali, inezione endovenosa o intramuscolare.

Le conseguenza del veleno sull’organismo possono essere varie. Di seguito un breve elenco:

– Delirio, disturbi visivi, perdita di coscienza.
– Shock e arresto cardiaco.
– Insufficienza e arresto respiratorio.
– Vomito, diarrea.
– Dolori addominali, debolezza muscolare estrema.
– Improvvise e inspiegabili emorragie.

Ogniqualvolta si presenti una di queste situazioni senza una causa precisa, si deve sospettare la possibilità di un avvelenamento.

In attesa dell’intervento di un medico, sempre indispensabile, si possono mettere in atto rimedi temporanei, consultando telefonicamente ilk pronto soccorso, per non compromettere ulteriormente le condizioni della vittima. Infatti, molti rimedi popolari nel caso di avvelenamento possono risultare non inutili in qualche caso, ma estremamente dannosi in tutti gli altri. Solo la competenza di un esperto è in grado di indirizzare le prime cire da effettuare.

E’ possibile partecipare a un corso di primo soccorso per imparare quali sono le pratiche più utili in tutti i casi di infortunito o in cui è necessario soccorrere una vittima, tra cui anche i casi di avvelenamento.

Alcune regole valgono costantemente per diverse circostanze:

– In caso di contaminazione di occhi e cute, bisognerà lavare abbondantemente con acqua corrente;
– Porre un laccio emostatico a monte del punto morso da una vipera;
– In caso di avvelenamento da gas, allontanare tempestivamente la vittima dal locale che ne è saturo;
– Non provocare mai il vomito nel caso di ingestione di sostanze corrosive, che risultano meno dannose se rimangono nello stomaco, dotato di una mucosa resistente alla loro azione, al contrario dell’esofago e della bocca;
– Diluire il veleno ingerito dando da bere alla vittima acqua o albume d’uovo, sostanze senza specifiche controindicazioni. Al contrario, bisogna tenere presente che il latte, benchè utile in generale e soprattutto nella neutralizzazione di acidi e alcali corrosivi, è controindicato nel caso di ingestione di insetticidi o derivati del petrolio, di cui facilita l’assorbimento;
– Preoccuparsi comunque sempre della validità della respirazione e della circolazione: il fegato e i reni normalmente ossigenati sono in grado di depurare più facilmente l’organismo dal veleno assorbito.

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Come pulire l’oro

La cosa più importante, quando si possiedono dei gioielli in oro come anelli, braccialetti, o anche le fedi nuziali, è imparare a conservarli e a pulire l’oro nella maniera adeguata, con i prodotti giusti e con la frequenza ideale in modo da conservarne la bellezza anche col passare del tempo.

Soprattutto se pensiamo che ci sono alcuni gioielli che ci teniamo a conservare adeguatamente perché sono legati ad un periodo particolare della nostra vita (fidanzamento, matrimonio, battesimo, comunione, cresima) o simboleggiano un passaggio importante della nostra vita (un braccialetto che ci è stato regalato il giorno del nostro compleanno dalla fidanzata, una medaglietta che abbiamo ricevuto il giorno del nostro primo stipendio dai nostri genitori, ecc.).

In commercio ci sono parecchi prodotti specifici per la pulizia dell’oro anche se di solito i più comuni sono in forma di crema e vanno emulsionati per qualche minuto, tramite dei panni morbidi, e poi risciacquati; è bene sempre però accertarsi leggendo le etichette, che nel prodotto in questione non sia contenuto mercurio, dato che questo elemento è la maggiore causa di perdita di lucentezza e del tipico colore grigiastro che colpisce l’oro.

Inoltre quando stiamo per fare la pulizia gioielli, dobbiamo anche considerare il fatto che il trattamento che dobbiamo fare è diverso a seconda anche del fatto che il gioiello sia solamente in oro o che contenga anche pietre preziose, poiché queste ultime sono molto delicate e suscettibili a deterioramento se poste a contatto con sostanze troppo aggressive.

Nel caso più semplice e comune, di pulizia oro giallo, possiamo tranquillamente ricorrere anche a soluzioni più tradizionali e naturali, di certo non aggressive nei confronti dell’oro: un sistema senza controindicazioni infatti, per ottenere dei gioielli splendenti e puliti è quello di immergere il gioiello in un contenitore riempito con acqua a 50°C e frizionarlo con sapone neutro o detergente per piatti non aggressivo; dopo dieci minuti di ammollo si può procedere e spazzolare il gioiello con uno spazzolino a setole morbide, facendo attenzione a passare bene soprattutto le parti a contatto con la pelle, come la parte interna degli anelli, dei bracciali e la parte dei ciondoli che è a contatto con la pelle, dato che il sudore, le creme per il corpo ed i profumi, sono causa di opacità del materiale.

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Perdita dati PC: le 4 cause principali

Esistono molti motivi per cui è possibile perdere i dati presenti sul disco fisso del computer o su altri supporti di memoria. Ecco un elenco di quelli principali:

Danno fisico

Una delle ragioni più comuni per la perdita di dati è il danno fisico. Può dipendere da un semplice difetto di fabbricazione, oppure da fattori esterni come urti, cadute, il contatto con polvere, sporco o acqua, sovratensioni elettriche, incendi o numerosi altri motivi oltre a questi. Sono tutti fattori che possono causare al dispositivo (Hard Disk, Pen Drive, Smartphone, ecc..) anche danni interni oltre a quelli visibili esternamente.

I danni fisici richiedono inevitabilmente l’aiuto di un esperto nel recupero di dati. A meno che non si sia molto esperti in materia, si disponga di una camera bianca, di strumenti per il recupero e delle parti di ricambio necessarie, un tentativo “fai da te” renderà quasi certamente impossibile recuperare i dati successivamente anche da mani più capaci.

Un esperto di recupero dati è in grado di valutare il danno e quali parti sarà necessario sostituire in modo di avere nuovamente il dispositivo funzionante. Spesso utilizzerà per la sostituzione delle parti danneggiate un dispositivo della stessa marca e modello. Se il recupero dei dati sarà completo o meno dipenderà dalla portata del danno stesso.

Crash del sistema

Per fortuna, se il problema è relativo a un sistema operativo non più funzionante, significa che probabilmente non c’è nulla di rotto nel dispositivo. Le aree contenenti i dati sono solitamente sicure, quindi le possibilità di un loro recupero completo sono molto elevate.

Quello che l’esperto di recupero dati deve fare è copiare i dati dal disco rigido del dispositivo non funzionante in uno nuovo. Anche in questo caso però, le azioni fai da te possono essere più dannose che benefiche, quindi è sconsigliato provare a svolgere questa delicata operazione da soli. La cosa migliore è sempre quella di portare il dispositivo in un centro specializzato nel recupero dati.

Malware

I virus informatici possono essere estremamente dannosi per un computer. Installare sul proprio sistema operativo un buon programma anti-virus quindi, non è solo consigliato, ma è assolutamente necessario. Oltre a un anti-virus è anche utile installare un programma anti-malware, in quanto spesso questi non vengono riconosciuti come virus.

Alcuni virus si diffondono velocemente in tutto il computer e in tutti i dispositivi che gli sono collegati, quindi, anche se si dispone di un Hard Disk esterno per il backup, è necessario eliminare il virus o malware il prima possibile per evitare che il backup venga infettato.

Oltre all’utilizzo dei programmi anti-virus e anti-malware è importante fare molta attenzione quando si scaricano file o applicazioni online, assicurandosi che le fonti siano sicure e non aprendo mai i file inviati tramite email da mittenti sconosciuti.

Cancellazione accidentale

Può capitare a chiunque di eliminare o sovrascrivere un file senza rendersi conto della sua importanza o addirittura in maniera del tutto fortuita.

Di solito si tratta di eventi accidentali e non volontari, ma in alcuni casi può essere un’azione voluta per eliminare delle prove. In circostanze di questo genere degli esperti di recupero possono essere assunti per le indagini forensi e il ripristino dei dati nascosti o eliminati.

Nel caso dei file sovrascritti purtroppo il recupero è molto difficile, spesso impossibile.

Recovery Italia è un’azienda specializzata nel recupero dati, che ha investito le proprie energie nel realizzare un centro tecnologico avanzatissimo, per poter soddisfare qualsiasi esigenza ed ottenere risultati su qualsiasi caso di perdita dati, dalla rottura di un pen drive usb, ad un hard disk drive che ha subito un allagamento, fino ad arrivare al recupero di sistemi aziendali complessi come SAN o sistemi Raid.

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7 trucchi per scattare foto migliori con lo smartphone

La qualità della macchina fotografica (o dello smartphone) contano, ma conta anche la mano del fotografo e alcune conoscenze di base che possono essere d’aiuto per scatti più soddisfacenti. Non è necessario essere un fotografo per matrimonio, pubblicitario o di moda per fare foto di qualità.

Messa a fuoco

Per mettere a fuoco il soggetto si può usare l’auto-focus, funzionalità utilissima che non manca nemmeno nelle fotocamere più elementari. Questa funzione è fenomenale e dà risultati fantastici; è l’ideale soprattutto per chi è poco pratico e ha poca dimestichezza con la messa a fuoco manuale. Solitamente è possibile selezionare l’autofocus dalle impostazioni della fotocamera, oppure attivarlo premendo per metà il pulsante dello scatto prima di fare la foto.

Funzione HDR

La funzione HDR è presente su molti smartphone. L’HDR utilizza per la stessa immagine numerosi scatti siccessivi, con livelli di illuminazione moltovari, creando così una gamma di sfumature di colore più elevata.

La luce

L’illuminazione è l’elemento più importante in una fotografia. Se siete all’aperto è sempre meglio evitare di inquadrare gli oggetti controluce. Se per qualche motivo non siete in grado di riprenderli da una posizione differente e sono sufficientemente vicini è possibile rimediare illuminandoli con il flash.

Il flash

Il flash deve essere usato con parsimonia: quando scatta significa che la luce dell’ambiente non è ottimale. Il flash rischia anche di creare macchie bianche di luce sulle foto. Tieni a mente che non va mai utilizzato nelle fotografie a distanza.

Lo zoom

L’uso dello zoom digitale è sconsigliato, in quanto la fotografia che viene realizzata perde molto in qualità. E’ piuttosto molto meglio ritagliare il particolare desiderato dopo avere fatto la fotografia all’immagine complessiva.

Orientamento

E’ preferibile scattare le fotografie in orizzontale piuttosto che in verticale. Il campo visivo comprende circa 180 gradi in orizzontale circa, mentre lo scatto verticale ne comprende solo 130.

Filtri

Se dopo avere scattato una fotografia ti rendi conto che la luce non era quella ottimale o che la messa a fuoco non era perfetta puoi correggere l’errore con l’uso di alcuni filtri. Molte immagini risultano migliori grazie a filtri semplici come il seppia o il bianco e nero.

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La fotografia pubblicitaria

La fotografia pubblicitaria viene utilizzata per scopi commerciali; tratta della realizzazione di servizi fotografici destinati a cataloghi, depliant, stampati descrittivi o di promozione locale.

Il fotografo pubblicitario scatta fotografie di oggetti, merci, edifici e paesaggi che vengono poi utilizzati per la promozione e per la pubblicità di varie merci. La fotografia pubblicitaria è tipicamente utilizzata nel settore della vendita al dettaglio e all’ingrosso e in materiali per la vendita promozionale.

I settori di applicazione della fotografia pubblicitaria sono molto vari. Eccone alcuni:

Still-life. Fotografia pubblicitaria degli oggetti
Food. La fotografia dei prodotti alimentari
Fotografia industriale. Fotografia di strutture architettoniche, edifici, aziende, uffici e palazzi
Advertising. Si tratta della realizzazione di un’immagine progettata in sinergia con il messaggio pubblicitario dell’azienda.

Un’immagine ben fatta è in grado di trasmettere all’osservatore le caratteristiche del soggetto e le sue qualità. Le immagini di un catalogo devono comunicare, indurre il desiderio d’acquisto, dare fiducia nel marchio. Il loro ruolo è creare familiarità con il prodotto e l’azienda. Il servizio fotografico è dedicato interamente al prodotto. L’illuminazione e lo stile sono di solito neutri, in modo da non sminuire il prodotto stesso.

La fotografia pubblicitaria si può dividere in due grandi categorie:

Immagine tecnica;
Immagine emozionale.

La prima è la fotografia che deve mostrare le caratteristiche del prodotto o in generale dell’oggetto nel modo più oggettivo possibile. In questo caso il compito del fotografo è fare in maniera che il soggetto fotografato risulti il più possibile uguale nella foto è nella realtà.

Per fare ciò esistono delle tecniche ben precise che permettono, ad esempio di riprodurre fedelmente i colori, di avere delle prospettive corrette e una illuminazione che permetta di vedere tutti i dettagli. Naturalmente ciò che si va a fotografare deve comunque risultare bello sia che si tratti di un accessorio di moda, di una chiave inglese o di un mobile.

Nella fotografia emozionale quello che conta è l’emozione che viene trasmessa dall’immagine. Nella foto emozionale la cosa più importante è raccontare una storia, una storia in cui il potenziale cliente dell’azienda si possa positivamente immedesimare. Nella foto emozionale non è indispensabile vedere bene il prodotto, anzi a volte la rappresentazione del prodotto è marginale.

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L’incarico RSPP in azienda

La formazione continua dei lavoratori e dei loro rappresentanti è tra i punti chiave per una corretta politica aziendale della sicurezza e della prevenzione. Quella del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione) sta diventando una figura professionale sempre più importante per lo sviluppo e la gestione delle misure di sicurezza del lavoro all’interno di un attività lavorativa.

Si tratta di un soggetto (può essere interno ad una azienda o un professionista esterno) in possesso di capacità e requisiti adeguati alla natura dei rischi presenti sul luogo di lavoro e relativi alle attività lavorative, che svolge i compiti di cui all’articolo 33 del Decreto Legislativo 81/08 e coordina il servizio di prevenzione e protezione dai rischi, ovvero l'”insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori”, articolo 2 comma 1 del Decreto Legislativo 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni.

Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è, secondo il Decreto Legislativo n. 81 articolo 17 del 9 aprile 2008, la “persona, in possesso delle capacità e dei requisiti professionali descritti nell’art. 32, designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi”.

Il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione collabora con il datore di lavoro, il medico competente ed il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza alla realizzazione del Documento di valutazione dei rischi e partecipa assieme al medico competente ed al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza alla riunione periodica indetta annualmente dal datore di lavoro. La legge non prevede sanzioni o contravvenzioni per il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, tuttavia l’RSPP è responsabile del “reato di evento” se l’infortunio si verifica a causa della consulenza erroneamente resa.

L’articolo 17 del Decreto Legislativo n 81 del 9 aprile 2008 stabilisce la nomina del RSPP come uno degli obblighi del datore di lavoro, che non può delegare tale compito, per coordinare lavoratori, sistemi e mezzi dell’azienda al fine di prevenire e/o gestire i rischi per i lavoratori.

Perchè nominare un RSPP esterno all’azienda? Quali sono i vantaggi?

Innanzitutto un RSPP esterno ha più disponibilità di tempo rispetto a un lavoratore o al datore di lavoro. Trattandosi della sua attività principale, l’RSPP esterno ha più tempo da dedicare in azienda, ed alle attività richieste alle sua figura, quali la valutazione dei rischi aziendali e gli interventi per ridurli e prevenirli.

Inoltre, gli RSPP esterni sono dei professionisti che svolgono questa attività in via esclusiva, per questo motivo possono garantire una maggior esperienza e preparazione dovuta al loro costante aggiornamento sulle normative di sicurezza sul lavoro.

Lo Studio Tecnico La Placa è disponibile per l’incarico RSPP Milano come professionista esterno, con tutti i vantaggi che ne conseguono per il datore di lavoro.

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L’uomo e le regioni mediterranee

Fin dall’antichità classica i paesi ricoperti da foreste dell’area mediterranea subirono massicci disboscamenti ed erosione del suolo. Nel V secolo a.C. Platone descrisse in questo modo le colline aride e brulle dell’Attica, che erano state spogliate di recente dai loro alberi: “Quel che oggi rimane è come lo scheletro di un uomo malato, dal momento che tutta la terra fertile e soffice è andata perduta”.

Alla fine dell’età classica i danni erano già irreparabili, ma l’uomo andava imparando dai propri errori un miglior uso della terra: la diffusione di tecniche agricole più razionali e di specie più adatte gli permise di sfruttare al meglio le caratteristiche dell’ambiente mediterraneo.

Molte civiltà si susseguirono nell’area mediterranea e ciascuna di esse provocò grandi mutamenti nell’ambiente naturale. Sulle montagne furono abbattute ole conifere, i cui tronchi lunghi e dritti erano molto ricercati dai costruttori di navi, e le latifoglie, il cui legname veniva bruciato per fare carbone; soltanto di alcuni alberi utili, come il castagno, furono curati i rimboschimenti.

Sulle colline pedamontane il diffondersi dell’agricoltura e dell’allevamento causò la distruzione di varie aree di foresta: in queste aree fu però sperimentato il terrazzamento del terreno che evitò l’erosione del suolo. Le tecniche di irrigazione intanto raggiunsero il più alto livello nella fitta rete di acquedotti e di canali costruiti dai Romani.

Fu introdotta anche la diversificazione delle culture: l’olivo e la vite in collina, il grano e altri cereali in pianura. Tutto il Mediterraneo andò intanto popolando si città e di porti. Piante esotiche come i cedri, i melograni e i fichi furono introdotte allora dai mercanti e furono in seguito coltivate su vasta scala per l’esportazione.

L’Europa meridionale, con la sua lunga storia di insediamenti umani, di agricoltura e di pastorizia, ha subito grandi trasformazioni e alterazioni del suo ambiente naturale. Nel corso dei secoli praticamente tutta la foresta mediterranea europea è stata eliminata o dalle attività agricole o dal pascolo e particolarmente sui pendii ripidi e rocciosi, la distruzione della foresta ha significato una maggiore erosione ed un irrimediabile deterioramento del suolo.

L’agricoltura ha causato meno danno alla vegetazione che non l’allevamento del bestiame. L’uomo infatti, perfezionando le pratiche agricole, ha imparato a selezionare le colture più adatte alle caratteristiche del suolo e del clima di una regione: così la coltivazione di cereali in pianura e di olivi e viti in collina si è rilevata un ottimo sistema di sfruttamento del terreno nell’area mediterranea.

L’allevamento del bestiame invece provoca spesso un deterioramento più grave del suolo: particolarmente dannosa ad esempio è la capra, onnivora, che torva cibo nel fogliame, nella corteccia degli alberi e nei cespugli del suolo. Difficilmente dopo l’assalto della capra la vegetazione puà tornare al suo stato originario, ma viene sostituita da cespugli tipici della macchia mediterranea.

Ad esempio a Pantelleria, isola del Mediterraneo che si trova tra la Sicilia e la Tunisia famosa anche per i suoi dammusi, la flora è costituita totalmente dalla macchia mediterranea, assai rigogliosa nelle regioni sud-orientali. Gli elementi dominanti della macchia mediterranea sono costituiti dalla ginestra, dal corbezzolo e dal pino marittimo; sulle cime più alte boschi di pini, che a quote più basse sono sostituiti da querce.

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Come scegliere il propio cane

I fattori da tenere in considerazione per la scelta di un cane sono moltissimi. Per esempio, se in precedenza si è già posseduto un cane, ciò può costituire un fattore influente sulla razza da scegliere. Naturalmente tutto ciò perde la sua importanza se il cane non era di razza pura, in quanto le sue caratteristiche non possono essere riconducibili a un altro animale.

La scelta di un cane di razza pura consente, ad esempio, al proprietario di conoscere fin da subito con una certa approssimazione, di quale tagli sarà il suo cane, quali saranno le sue caratteristiche di base, il suo comportamento in casa e fuori, nonchè la sua minore o maggiore affettività con i membri della famiglia. Tutte cose che non sono minimamente prevedibili quando si parla di un incrocio.

L’acquisto di un cane deve essere motivato da uno scopo: si vorrà farne un compagno di giochi per i bambini oppure lo si considererà quasi un membro della famiglia concedendogli anche troppi privilegi? Da questo nasce la necessità di considerare il trasporto del cane in macchina ovunque sia possibile, in modo di non lasciarlo da solo in casa quando si è costretti a stare via qualche giorno. Per lui infatti potrebbe essere una terribile esperienza anche se gli si lasciasse cibo e acqua a sufficienza.

A seconda della razza scelta il cane può vivere benissimo sia in casa che all’esterno. Se viene lasciato all’esterno, ad esempio in giardino, è ovviamente necessario acquistare per lui un box per cani o una cuccia in un negozio specializzato in cucce per cani. In questo modo sarà sempre al riparo dal freddo invernale, dal vento e dalla pioggia.

E’ bene tenere presente che il cane deve essere portato fuori sia per le sue necessità fisiologiche, sia perchè possa fare un pò di moto. E’ bene pensare anche alla responasbilità della preparazione del cibo nella quantità adatta alla sua taglia.

Il suo addestramento dovrebbe essere seguito da una persona sola, la quale potrà quindi meglio individuarne i pregi e i difetti. In fatto di moto è ovvio che questo debba essere proporzionato alla taglia del cane, all’età e alle caratteristiche dei suoi arti. Il padrone potrà farsi seguire ovunque sia possibile, meglio se in luoghi dove il cane possa godere di una certa libertà.

Sulla scelta del cane può influire anche la spesa di mantenimento. I cani di grossa taglia devono mangiare da mezzo a un chilogrammo di carne ogni giorno e circa mezzo chilo di crocchette. Ovviamente i cuccioli devono essere nutriti con alimenti adatti alla loro età.

Se si vuole che il cane sia immune da malattie spesso fatali è necessario farlo vaccinare periodicamente. All’inizio sono anche necessarie la sverminatura, la pulizia periodica dei denti e il taglio delle unghie.

E’ importante tenere presente che è bene valutare anche il proprio carattere, accertandosi di non essere troppo legati alle proprie abitudini, in modo di non avere dei pentimenti quando sarà necessario dedicargli molto tempo, molte cure e molta pazienza. Esistono oltre 300 razze canine: non vi è che l’imbarazzo della scelta, ma è necessario riflettere bene prima di decidere.

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Budget e programmazione aziendale

Il budget è un bilancio di previsione che costituisce una parte del programma operativo generale di impresa. Esso contiene le previsioni dei costi e dei ricavi di impresa e quindi del reddito di esercizio; accoglie anche le entrate e le uscite monetarie previste per il futuro esercizio e quindi per differenza i fabbisogni o le eccedenze di cassa.

Solitamente il budget annuale viene scisso in budget attinenti a periodi più brevi (trimestri o mesi) allo scopo di meglio indirizzare, responsabilizzare ed in seguito controllare le attività degli organi dell’impresa.

In senso lato il budget è sinonimo di “programma generale operativo di impresa”: accoglie le previsioni attinenti a tutti i fatti che interessano la gestione dell’impresa, cioè le previsioni attinenti alle vendite, agli approvvigionamenti, alle spese, all’andamento delle scorte, all’andamento del fabbisogno finanziario, ecc.

A seconda del periodo a cui le previsioni si riferiscono il budget può essere a breve, medio o lungo termine. In quest’ultimo caso è detto anche “piano di lungo periodo”.

La programmazione aziendale prende in esame la produzione dell’azienda. Si concretizza nella compilazione del programma futuro della produzione che, coordinato con tutti gli altri programmi (vendite, acquisti, finanziamenti, ecc.), costituisce il budget generale dell’azienda.

La programmazione della produzione è legata strettamente con la programmazione delle vednite; infatti se l’azienda prevede un aumento delle vendite, il programma della produzione si muoverà nellostesso senso. Inoltre è legato agli sviluppi della situazione economica e finanziaria dell’azienda, infatti una pesante situazione finanziaria inciderà negativamente sugli sviluppi futuri della produzione.

Infine è sempre compito dell’attività di programmazione il confronto dei risultati consuntivi raggiunti con i dati riguardanti la produzione prevista nei programmi e l’analisi critica degli eventuali scostamenti riscontrati.

Affinchè il controllo risulti più efficiente il programma di esercizio deve essere scisso nei preventivi di produzione a più breve termine e il tutto deve essere inquadrato nell’ambito della pianificazione di azienda. Per fare ciò è possibile affidarsi a società di consulenza aziendale esterne specializzate nella redazione del budget e nel controllo degli scostamenti.

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Il mal di schiena e le sue cause

La maggior parte delle persone soffre almeno una volta nella vita di mal di schiena. Solo in pochi di questa casi il mal di schiena è sintomo di una malattia.

Con l’espressione mal di schiena si descrive il dolore riferito alla parte bassa della schiena, che corrisponde alla regione lombosacrale e al coccige. Il dolore può essere acuto o cronico ed è provocato da moltissime cause, per cui a volte sono difficili la diagnosi e il trattamento.

Il meccanismo per cui si crea il dolore può essere innescato dadifetti congeniti o acquisiti della colonna vertebrale o da contrattura dei muscoli che la muovono dovuta alla loro infiammazione o a posture difettose. La parte inferiore della colonna vertebrale infatti è molto mobile e può piegarsi in avanti, indietro o di lato, oltre a potere ruotare. La maggior parte dei dolori di schiena è dovuta alle contratture muscolari provocate dall’assunzione di posizioni sbagliate.

Gli infortuni che provocano più comunemente il mal di schiena, escludendo i traumi gravi per cui si lussano o fratturano le vertebre, nascono quasi sempre da sforzi improvvisi e violenti a cui non si è abituati. Anche un lavoro manuale apparentemente banele, come spostare un mobile della casa, può essere pericoloso per un organismo non allenato.

Bisognerebbe quindi evitare o affrontare con attenzione ogni sforzo, mentre sarà opportuno abituare il fisico a un lavoro muscolare moderato e costante, che vede begli esercizi ginnici e nel nuoto le attività ottimali.

La cura di questi mali di schiena di origine traumatica consiste nel riposo, nell’applicazione di calore nella parte dolorante e nell’assunzione di antidolorifici se necessario.

Ma a cosa è dovuto il mal di schiena?

Fin da quando i nostri antichi progenitori impararono a camminare eretti, la razza umana ha sempre sofferto di mal di schiena. Un evoluzione durata milioni di anni non è riuscita ad adattare perfettamente la nostra colonna vertebrale alla stazione eretta, in quanto costruita per una deambulazione a quattro zampre

La colonna è costretta a uno sforzo notevole, specialmente a livello cervicale e lombosacrale, dove non ci sono le costole a fissarla. La colonna vertebrale è infatti sostenuta da muscoli e legamenti, che tendono a fissarla, non riuscendo però a evitare continui movimenti di flessione e distorsione.

Ogni lavoro muscolare coinvolge anche la colonna vertebrale, e sforzi troppo violenti possono danneggiare legamenti e muscoli prima delle stesse vertebre. Anche i dischi intervertebrali, una specie di cuscinetti ammortizzatori posti tra vertebra e vertebra, possono venir edisolocati da movimenti inconsulti e degenarano con l’età, fino a perdere la loro elasticità.

Se il riposo non è sufficiente a fare passare il dolore si può ricorrere all’aiuto di un centro massaggi. Si tratta di una cura alternativa che può essere molto utile per apportare sollievo, quindi i medici non si oppongono al loro utilizzo, ma è sempre necessario chiedere il parere del proprio medico prima di iniziare un trattamento di massaggi.

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Il linguaggio umano e il suo sviluppo

Con il termine linguaggio si indica la facoltà dell’uomo di di associare contenuti di pensiero a certe manifestazioni fonetiche. Il linguaggio è la caratteristica fondamentale che differenzia l’uomo dagli altri esseri viventi.

Diversamente dagli animali infatti, nei quali il linguaggio è una manifestazione ereditaria immutabile, il linguaggio dell’uomo è una creazione sociale, cioè si è formato, modificato, arricchito attraverso i tempi nei rapporti reciproci tra gli uomini, e viene trasmesso come bagaglio culturale alle nuove generazioni, che a loro volta lo possono modificare e integrare per soddisfare le loro particolari esigenze.

Altra caratteristica fondamentale del linguaggio umano è che ogni sua manifestazione può essere analizzata e suddivisa in unità minori, le quali possono variamente combinarsi ed esprimere contenuti di pensiero diversi. Inoltre, essendo la creazione di un gruppo sociale, il linguaggio umano non è lo stesso presso i vari gruppi umani, anche se spesso si verificano reciproche influenze.

Il linguaggio si realizza tramite segni linguistici, ognuno dei quali costituisce un associazione del concetto che si vuole esprimere e della parola. Tali associazioni di concetto e suono sono diverse a seconda del gruppo sociale in cui si sono formate. Ad esempio, il oncetto di “fiume” è stato associato dai Greci alla parola “pòtamos“, dai Latini alla parola “flumen“, dagli Anglosassoni alla parola “river” e dagli Slavi alla parola “rieka“.

Un sistema organico di segni linguistici costituisce una lingua. Le varie lingue che si conoscono, pur diversificandosi una dall’altra per la serie dei segni linguistici, presentano però strutture interne abbastanza simili e comunque con gli stessi principi organizzativi. Il principio fondamentale è che ogni segno linguistico può essere scomposto in unità minori munite di un proprio significato. Così, per esempio, la parola italiana “lavabile” si può scomporre nel tema “lav-” che contiene il significato fondamentale di “lavare” e nel suffisso “-abile” che contiene l’idea di possibilità di essere sottoposto a quella determinata azione.

La formazione del linguaggio umano è stata certamente contemporanea alla formazione della cultura umana. Dare un nome agli oggetti, alle qualità e alle azioni significa distinguere, catalogare, giudicare, dare cioè a ciascuna cosa un particolare significato che la distingue dalle altre, e questo presuppone anche che questa distinzione sia condivisa dagli altri individui appartenenti al gruppo.

La formazione del linguaggio ha quindi accompagnato la conoscenza che l’uomo, insieme con gli altri uomini del suo gruppo, è venuto facendo del mondo che lo circonda. Essa è dunque un operazione che non ha mai smesso di svilupparsi e modificarsi, così come non è mai cessato il lavoro di ricerca dell’uomo.

Questo articolo è stato realizzato da: Scuola di Inglese a Milano e Monza

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Dischi ibridi SSHD: di cosa si tratta?

I dischi ibridi sono unità di archiviazione che combinano in un solo componente un disco allo stato solido (SSD) di piccole dimensioni con un disco a tecnologia magnetica (HDD). Dalla combinazione di SSD e HDD nasce l’acronimo SSHD, che significa Solid State Hard Drive.

L’obiettivo dei dischi SSHD è quello di aggiungere un pò di velocità, caratteristica dei dischi allo stato solido, alla capacità dei dischi tradizionali mantenendo un buon rapporto tra costo, prestazioni e caratteristiche.

Il compito della componente SSD in un disco ibrido è quello di operare come una cache nella quale è tenuta una copia dei dati (informazioni oppure applicazioni) usate più frequentemente, in modo di migliorare le prestazioni complessive dell’unità di archiviazione. Per garantire elevate prestazioni durante le frequenti fasi di lettura e scrittura della cache SSD, la maggior parte dei dischi ibridi utilizza memorie flash con celle SLC.

In generale, la cache ha dimensioni di pochi Gbyte rispetto alla capacità di un disco SSD, in quanto la funzione di questa zona di memoria è solo di parcheggio temporaneo delle informazioni richieste più di frequente. Infatti la cache non è visibile o accessibile all’utente.

Esistono due tipologie di dischi ibridi che combinano le caratteristiche di quelli SSD e HDD:

– Il primo è indicato come sistema ibrido a doppio disco: gli ibridi a doppio disco combinano un unità SSD e una HDD che sono fisicamente separate all’interno del computer, soprattutto nei notebook. Generalmente l’unità SSD deve occupare il minor spazio possibile e lasciarne per l’installazione del disco HDD, che deve sottostare per standard e limiti fisici a dimensioni precise.
– Il secondo è quello comunemente individuato come disco ibrido puro: le unità ibride pure, integrano in un solo componente sia la parte SSD che la parte HDD.

Le unità a doppio disco hanno bisogno di un software esterno che si occupi dello smistamento delle informazioni, mentre in un disco ibrido puro (SSHD) la gestione è affidata al firmware del disco, all’interno del quale il produttore colloca i propri algoritmi di gestione e di arbitraggio per definire quelli sono i file che devono essere mantenuti anche nella cache oltre che sul disco magnetico.

I dischi ibridi sono buone soluzioni sui notebook, dove lo spazio pone dei limiti sulle dimensioni e sualla quantità dei componenti installabili. Sui computer desktop è invece più pratico attingere ai pregi di entrambe le tecnologie acquistando sia un unità SSD che una HDD alle quali dare compiti specifici in base alle loro caratteristiche.

Nel caso di cancellazione fortuita dei dati presenti sul disco o di rottura dello stesso, non provare mai a riparare il danno con il fai date, ma affidati sempre a un’azienda specializzata nel recupero dati. Il recupero completo è infatti possibile anche per i dischi ibridi SSHD.

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Training autogeno contro lo stress

Cosa è lo stress esattamente? Possiamo dire che si tratta di una reazione di adattamento dell’organismo a un cambiamento fisico o psichico. Come si attiva? Attravserso sia stimoli esterni che interni. Questo vuol dire che lo stress dovuto a una situazione esterna può essere aggravato dal pensiero continuo su quella situazione.

Le conseguenza dello stress sono: ansia, tfatica, panico, insonnia, depressione, tachicardia, irregolrità del battito cardiaco, ipertensione, asma, iperventilazione, colon irritabile, mancanza di fiato, dispepsia, eccessiva sudorazione, eiaculazione precoce e diminuzione del desiderio sessuale.

Come può essere curato lo stress?

Il rilassamento tramite yoga, meditazione o training autogeno può essere molto utile. Ad esempio, il training autogeno è una tecnica di rilassamento ideata negli anni Trenta dal neurologo tedesco Schultz, che oggi viene utilizzata con successo in campo medico, psicopedagogico e sportivo. Si tratta di un metodo clinico e terapeutico riconosciuto, validato da numerose ricerche scientifiche.

Il training autogeno è costituito da una serie di esercizi standard di rilassamento che riguardano sei distretti fisiologici: muscolare, vascolare, cardiaco, respiratorio, addominale e cefalico.

Alcuni degli esercizi fondamentali sono:

l’esercizio della pesantezza: attraverso il quale si produce uno stato di rilassamento nei muscoli e negli organi interni;
l’esercizio del calore: produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno;
l’esercizio del cuore: produce un miglioramento della funzione cardiovascolare;
l’esercizio del respiro: favorisce un miglioramento della funzione respiratoria;
l’esercizio del plesso solare: produce un aumento del flusso sanguigno in tutti gli organi interni;
l’esercizio della fronte fresca: può favorire l’eliminazione del mal di testa producendo una leggera vasocostrizione nella regione encefalica.

Il training autogeno è indicato per persone che soffrono di ansia, somatizzazioni, attacchi di panico, insonnia e stress. Si rivolge però anche a chi vuole semplicemente migliorare il proprio benesse psico-fisico. Il training autogeno consente un recupero più rapido delle energie, il miglioramento della concentrazione nello studio e nel lavoro, una migliore gestione delle risorse fisiche e mentali, una maggiore sicurezza e fiducia in se stessi e di conseguenza un accrescimento delle capacità di affrontare lo stress.

Il training autogeno può essere affiancato da un terapia presso uno specialista, che offra consulenze psicodiagnostiche, sostegno psicologico, psicoterapia psicoanalitica, e che si occupi delle problematiche relative ad ansia, attacchi di panico e depressione.

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Cosa indossare all’appuntamento con una ragazza ucraina?

Hai conosciuto una bellissima ragazza ucraina, magari attraverso un sito di incontri oppure un agenzia matrimoniale, e finalmente sei riuscito ad ottenere il tuo primo appuntamento con la ragazza dei tuoi sogni. Che cosa dovresti indossare per non rovinare tutto fin da subito?

Tanto per iniziare, se non lo hai ancora notato, alle ragazze ucraine e alle ragazze che provengono dai paesi dell’ex Unione Sovietica in genere, piace vestirsi in maniera elegante e molto femminile. E’ praticamente impossibile vedere una ragazza di tali origini che se ne va in giro per la città in scarpe da ginnastica e tuta. A meno che non stia lavorando sarà sempre vestita di tutto punto.

Quindi, se vuoi fare una bella impressione, devi curare anche tu il tuo aspetto quando andrai al tuo primo appuntamento con lei. Anzi, non solo al primo, ma anche ai successivi (se sarai stato bravo a ottenerne).

Innanzitutto devi pensare al fatto che per il vostro primo appuntamento lei vorrà essere ancora più femminile del solito: probabilmente andrà in un salone di bellezza a farsi fare i capelli e a curare le unghie, si truccherà al meglio e indosserà il più bel vestito che possiede con un bel tacco alto.

Immagina a questo punto di arrivare vestito in jeans e maglietta al luogo dell’appuntamento. Probabilmente lei avrà già deciso di scaricarti al primo sguardo.

Fai molta attenzione quindi a quello che indossi per il primo appuntamento con la ragazza dei tuoi sogni. Non è necessario indossare giacca e cravatta come se si stesse andando a un matrimonio, ma bisogna comunque vestirsi in maniera elegante. L’ideale è mettersi almeno una bella camicia a maniche lunghe e un paio di pantaloni. Anche i jeans vanno benissimo, ma non devono essere di quelli colorati, pieni di strappi e a vita troppo larga che scendono facendo vedere le mutande. Non è per niente figo come credi..

Altra cosa importante è NON indossare le scarpe da ginnastica. Non stai andando al parco a portare il cane, ma stai uscendo con una bellissima ragazza che ha perso ore per farsi bella per te. Indossa delle scarpe eleganti. Nere andranno benissimo, e stanno bene sia con i pantaloni che con i jeans.

Se ti piace portare barba di un paio di giorni va bene, ma non deve dare l’idea di essere trascurata. A meno che tu non stia sempre con la barba lunga dovresti pensare di rasarti prima di uscire. Ricordati poi di mettere un pò di buon profumo. Non troppo, ma che si senta.

Quindi, ricapitolando: una camicia elegante sopra, un paio di pantaloni oppure di jeans puliti, scarpe eleganti nere ai piedi. Se fa freddo puoi indossare anche una giacca sopra la camicia. Per quanto riguarda la camicia, per quanto faccia macho (secondo alcuni) fare vedere il pelo.. cerca di non sbottonarla troppo o di mettere sotto una maglietta.

Ora che abbiamo visto come dovrai vestirti passiamo al comportamento. Ricorda che per una ragazza ucraina è molto importante che un uomo sia un perfetto gentiluomo: aprile sempre la porta e aiutala a mettere il cappotto. Questi piccoli gesti che spesso vengono trascurati possono farle pensare, quando mancano, che a mancare siano anche la tua cultura o l’interesse nei suoi confronti.

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