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Le reazioni emotive alla gravidanza

Nella maggior parte delle donne, la gravidanza non provoca alcun disturbo ed è anzi accompagnata da un senso di benessere psicologico e fisico. Soprattutto nell’ultimo trimestre però, nell’imminenza del parto, la futura madre può sviluppare un senso di insicurezza con una certe tendenza alla depressione.

E’ un momento critico, in cui la donna in gravidanza deve essere rassicurata. In questi casi la madre della gestante riveste un ruolo importantissimo nel placare le sue inquietudini e nel darle fiducia. Se essa è lontana, il marito diventa l’unico appoggio, per cui il suo incoraggiamento e la sua comprensione possono fare molto per rasserenarla.

Anche il ritrovarsi con altre donne nella stessa situazione durante le lezioni di preparazione al parto può essere molto importante.

Attorno al parto si raccoglie tutta una serie di timori, profondamente radicati nella cultura popolare e richiamati dai ricordi di conoscenti, amiche, parenti che spesso esagerano retrospettivamente le loro esperienze.

L’incertezza della data del parto è un problema che spesso comporta una forte inquietudine. Malgrado i calcoli moderni, non è possibile fissare una data assolutamente precisa del parto, che in genere avverrà in un periodo compreso fra una settimana prima e una settimana dopo quella che è stata indicata.

Inoltre, il timore che il parto provochi danno al figlio o addirittura sia la causa della sua morte è del tutto ingiustificato. Oggi, in Italia, muoiono meno di 3 bambini su 1000 alla nascita, mentre 30 anni fa erano 15, 50 anni fa addiruttura 40, e a metà degli anni 90 morivano 60 bambini su 1000.

Anche il timore delle malformazioni ha, al giorno d’oggi, sempre minore fondamento. Circa 4 nati su 1000 hanno malformazioni: alcune non sono importanti, altre sono correggibili. La diagnosi prenatale delle malformazioni è in grado di anticipare molte di esse e ci si aspetta molti progressi in questo campo in futuro dalle nuove tecniche di diagnosi precoce dalle cellule fetali placentari.

Un altro diffuso timore riguarda l’eventualità di danni personali dovuti al parto: la rottura dell’utero durante le dolorose contrazioni per fare un esempio. E’ una evenienza rarissima, dovuta a pregresso danno uterino, e persino le donne sottoposte a parto cesareo possono avere un parto vaginale successivo senza problemi. Il parto non è più, come lo era una volta, un evento così pericoloso per madre e figlio.

Alcuni timori sono invece di natura sessuale: molte donne temono infatti che il coito possa danneggiare la gravidanza. Non c’è invece alcun motivo per interrompere le normali abitudini. Nell’ultima fase della gravidanza c’è un calo del desiderio sessuale che deve essere considerato del tutto normale.

– Articolo offerto da psicologo Bologna, Amleto Petrarca

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