Daily Archives

1 Novembre 2024

Comunicati

Marzio Perrelli: dalla finanza internazionale ai vertici di Sky Italia

Dopo anni trascorsi ai vertici di istituzioni finanziarie globali come Goldman Sachs e HSBC, Marzio Perrelli ha messo la sua esperienza al servizio del mondo dei media e dello sport. Dal 2018 è al timone della macchina di Sky Sport, da cui gestisce la negoziazione dei diritti televisivi e la produzione sportiva, oltre alla parte editoriale che anch’essa riporta a lui.

Marzio Perrelli

Marzio Perrelli: il percorso in Sky

Dalla finanza internazionale ai vertici della televisione sportiva, Marzio Perrelli è protagonista di quella che si può definire una carriera poliedrica ed unica nel suo genere. Per anni in Goldman Sachs, dal 2018 è Executive Vice President di Sky Italia ed è Responsabile di Sky Sport. Innovazione e visione strategica le parole chiave della sua gestione: oltre a supervisionare i team editoriali e di produzione, si occupa dell’intero portafoglio dei diritti sportivi. In questi anni la sua esperienza in operazioni complesse e nell’analisi di mercato ha contribuito a rafforzare la posizione della testata nel panorama televisivo, portando l’azienda a ottenere numerosi successi nella trasmissione di eventi sportivi di primo piano.

Gli anni di Marzio Perrelli nella finanza internazionale

Prima di approdare al settore media, Marzio Perrelli ha costruito una solida carriera nella finanza internazionale. Dopo aver studiato al Liceo Francese Chateaubriand di Roma e conseguito una laurea in Economia e Commercio presso l’Università LUISS, entra nel 1993 in Goldman Sachs a New York, distinguendosi come unico italiano selezionato per il programma di formazione per analisti nella divisione Fixed Income, Commodities, and Currencies. Successivamente si trasferisce a Londra, lavorando su una vasta gamma di prodotti finanziari per clienti istituzionali europei. Nel 2001 torna in Italia come CEO e Head of Global Markets per Goldman Sachs Milan, per poi diventare CEO di HSBC Bank Plc Italy, dove ha consolidato la leadership della banca nell’Export Finance e nei mercati globali.

No Comments
Comunicati

Cristina Scocchia intervistata da “Il Messaggero”: il percorso per la quotazione di Illycaffè

Cristina Scocchia sugli obiettivi di Illycaffè: “Accelerare la crescita profittevole dell’azienda soprattutto sui mercati internazionali”.

 Cristina Scocchia

Cristina Scocchia: ingresso in Borsa da ponderare, focus attuale su crescita estera

Espansione interna ed esterna, vision al futuro e quotazione: questi alcuni dei temi affrontati da Cristina Scocchia, AD di Illycaffè, in una recente intervista rilasciata a “Il Messaggero” e incentrata sulle strategie di crescita per l’azienda. Nello specifico di un’eventuale quotazione, la manager ha evidenziato come il Piano Industriale 2022-2026 preveda “una fase espansiva supportata anche da una eventuale quotazione in Borsa. Ogni decisione relativa alla quotazione verrà confermata dagli azionisti nei prossimi mesi in base all’andamento del contesto macroeconomico e geopolitico”. Operazione strategica, dunque, come confermato dall’AD: “È quindi importante che venga selezionata la finestra temporale più favorevole” anche in relazione al fatto che “la quotazione permetterebbe di rafforzare la visione radicata da parte della famiglia Illy di un’azienda family owned and professionally managed, raggiungendo gli standard di governance più elevati con ricadute positive sulla competitività dell’azienda”. Quanto al tema delle acquisizioni, Cristina Scocchia ha osservato come le M&A non siano da escludere, tuttavia “al momento non c’è un’occasione concreta sul tavolo ma se si presentasse quella giusta siamo aperti a considerarla”. L’obiettivo è ora “accelerare la crescita profittevole dell’azienda soprattutto sui mercati internazionali”: con un fatturato ottenuto “circa 1\3 in Italia, il che significa che già 2\3 del fatturato vengono realizzati all’estero”, la mission è “accrescere ancora di più la penetrazione a partire dal mercato americano” e anche “raddoppiare alcune delle filiali europee più importanti a partire dalla Francia, dalla Spagna e dall’Inghilterra e, nel lungo termine, conquistare una presenza significativa in Cina”.

Un “industrial deal” per l’Europa: la vision di Cristina Scocchia

Parlando dei risultati ottenuti nel corso di due anni, Cristina Scocchia ha espresso soddisfazione per la “crescita significativa da 500 a circa 600 milioni di fatturato, accompagnata da una crescita di oltre il 30% dell’Ebitda. I risultati del primo semestre hanno confermato una crescita a doppia cifra di tutti gli indicatori di redditività”. La manager, intervenuta anche al recente Meeting di Rimini, si è soffermata su quello che lei stessa ha definito come un “industrial deal” per l’Europa, area in cui è importante “accelerare nella messa in comune di risorse per grandi investimenti strategici, dall’autosufficienza energetica alla difesa comune, all’innovazione deep tech e digitale”. Parallelamente, con il costo delle materie prime in aumento anche per la tazzina di caffè, l’approccio è quello di continuare a monitorare l’andamento e, allo stato attuale, senza “nessun aumento previsto nel 2024”. Inoltre, nonostante il caffè “Specialty” stia guadagnando mercato, Cristina Scocchia ritiene che tale tipologia rimarrà una fetta del settore senza sostituire completamente il caffè come bene di massa. A chiusura dell’intervista una riflessione sul Fondo dei Fondi, varato dal Governo per il rilancio delle PMI e gestito da Cassa Depositi e Prestiti: “Dalle notizie che abbiamo questo Fondo si applica solo alle PMI con un fatturato inferiore ai 50 milioni e di conseguenza noi non rientriamo tra le aziende che ne possono beneficiare”.

No Comments
Comunicati

Stefano Venier al Forum The European House-Ambrosetti: l’AD di Snam a colloquio con “Class CNBC”

Stefano Venier: la partecipazione dell’AD di Snam al Forum The European House-Ambrosetti e il punto su transizione e sicurezza energetica nell’intervista a “Class Cnbc”.

Stefano Venier

Stefano Venier al Forum The European House-Ambrosetti: l’intervista all’AD di Snam

L’AD di Snam Stefano Venier, in occasione del Forum The European House-Ambrosetti, è stato intervistato da “Class Cnbc” in merito alla transizione energetica e alle sfide legate alla sicurezza energetica. L’AD di Snam ha sottolineato il valore di soluzioni tecnologiche come la cattura e lo stoccaggio di CO2, con il progetto recentemente avviato a Ravenna: il primo in Italia realizzato a scopi esclusivamente ambientali per contribuire alla decarbonizzazione dei settori industriali. L’impegno di Snam nel progetto Ravenna CCS, aveva sottolineato nei giorni scorsi l’AD di Snam, è “parte integrante del nostro piano strategico ed è coerente con la nostra intenzione di porci quale operatore multimolecola per abilitare una transizione energetica giusta ed equilibrata, nell’ambito della quale offrire anche ai soggetti più energivori la possibilità di intraprendere percorsi di decarbonizzazione che ne preservino la competitività”. Nell’intervista Stefano Venier ha ricordato anche il ruolo fondamentale che l’idrogeno riveste in quest’ottica.

Stefano Venier: il valore degli stoccaggi per la sicurezza energetica del sistema italiano ed europeo

La domanda globale di gas, ha proseguito l’AD di Snam Stefano Venier ai microfoni di “Class Cnbc”, è in aumento, trainata dall’Asia. In questo contesto la sicurezza energetica resta al centro, come ha confermato l’AD: i livelli di stoccaggio di gas risultano attualmente superiori al 93%, superando la media degli ultimi cinque anni. L’acquisizione di Edison Stoccaggio, operazione dal valore di circa 560 milioni di euro, aumenterà la capacità di immagazzinamento del gruppo al 17% del totale europeo, con circa 18 miliardi di metri cubi. Lo aveva spiegato Stefano Venier lo scorso luglio sottolineando il valore dell’operazione attraverso cui “rafforziamo l’assetto industriale di Snam nel settore e, attraverso l’integrazione nel nostro modello di gestione, la resilienza energetica del sistema domestico”. Il Gruppo investirà 1,4 miliardi fino al 2027, e ulteriori 100 milioni dopo la conclusione dell’acquisizione. Il piano prevede l’ammodernamento degli impianti esistenti e l’espansione della capacità con nuovi siti anche attraverso l’implementazione di tecnologie avanzate per migliorarne l’efficienza e la sicurezza.

No Comments
Comunicati

Conoscere le reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa

Comunicato Stampa

 

Conoscere le reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa

 

L’11 ottobre 2024 un corso in videoconferenza si soffermerà sulle reti anticaduta e fornirà indicazioni relative ai controlli, alle verifiche da attuare e alle norme UNI di riferimento.

 

Le reti di sicurezza sono reti tessili molto flessibili che, come dispositivi di protezione collettiva, rientrano tra le opere provvisionali per la messa in sicurezza contro le cadute dall’alto su coperture e vani tecnici in costruzione.

 

Questi sistemi anticaduta, molto utilizzati per i lavori sulle coperture e in grado di consentire di lavorare in altezza senza limitazione dei movimenti, con il tempo possono diventare meno efficaci, ad esempio per l’esposizione delle reti alle diverse condizioni climatiche.

Chiaramente una ridotta efficienza del sistema anticaduta – dovuta alla carenza di controlli, verifiche e manutenzione adeguati – può esporre i lavoratori a elevati rischi in caso di caduta.

 

Esistono corsi in videoconferenza che permettono di avere informazioni adeguate sulle reti anticaduta, sui controlli e le verifiche necessarie? Ci sono percorsi formativi che si soffermano sulle novità normative in materia?

 

Il corso in videoconferenza per la sicurezza delle reti anticaduta

Per fornire informazioni adeguate e aggiornate sulle reti di sicurezza e le modalità di verifica, l’Associazione Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul Lavoro (AiFOS) organizza l’11 ottobre 2024 un corso in videoconferenza di 2 ore dal titolo “Reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa di riferimento”.

 

Il corso si pone l’obiettivo di fornire le indicazioni utili relative ai controlli e alle verifiche da attuare sulle reti anticaduta e presenta la normativa UNI in materia, anche con riferimento alla nuova norma Uni 11939.

 

I docenti del corso:

  • Valentina Bianchi: formatrice e consulente in ambito salute e sicurezza sul lavoro con esperienza nel settore delle reti di sicurezza;
  • Giuseppe Besana: responsabile dei montaggi di un’azienda produttrice di reti di sicurezza, si occupa di formazione per addetti all’installazione di reti di sicurezza ed è membro del Gruppo di Lavoro UNI GL15 ‘Attrezzature provvisionali’.

 

Le novità normative sulle reti di sicurezza

La nuova norma UNI 11939Attività professionali non regolamentate – installatore di reti di sicurezza – requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità” ha l’obiettivo di fornire un panorama esaustivo, omogeneo e unitario sulle reti di sicurezza, a fronte di un quadro normativo incompleto riguardo alla loro fabbricazione e al loro impiego.

 

La norma, che definisce i requisiti e le responsabilità degli addetti al montaggio, allo smontaggio e alle attività di controllo delle reti di sicurezza, presenta tre diverse figure professionali:

  • installatore di reti di sicurezza che effettua il montaggio e lo smontaggio;
  • progettista della rete di sicurezza, che valuta i rischi e redige il progetto di disposizione della rete di sicurezza in riferimento alle caratteristiche del luogo di installazione e alle condizioni ambientali;
  • progettista strutturale che è designato dal committente per la verifica della idoneità strutturale alle forze di carico trasmesse dalla rete di sicurezza alla struttura di supporto e per la verifica degli ancoranti.

 

Gli argomenti del corso e le informazioni per iscriversi

Il corso di 2 ore “Reti anticaduta: controlli, verifiche e normativa di riferimento” si svolgerà l’11 ottobre 2024, dalle 14.30 alle 16.30, in videoconferenza.

 

Durante la videoconferenza verranno affrontati i seguenti argomenti:

  • reti di sicurezza: definizione e cenni storici;
  • dispositivi di protezione collettiva;
  • tipologie di reti e classificazione;
  • metodi di applicazione;
  • controlli e verifiche;
  • come leggere l’etichetta di una rete di sicurezza;
  • documentazione necessaria per il montaggio di una rete anticaduta;
  • norme UNI di riferimento: la nuova norma Uni 11939;
  • UNI EN 1263 -1,2; UNI 11808-1/2;
  • test di verifica dell’apprendimento.

 

La partecipazione al corso vale come 2 ore di aggiornamento per RSPP/ASPP, per Coordinatori alla sicurezza, per formatori qualificati seconda area tematica.

Il corso è valido anche ai fini della formazione prevista per il Manager HSE e ai fini della formazione necessaria per l’iscrizione al Registro Consulenti AiFOS (ambito salute e sicurezza sul lavoro).

 

Per avere ulteriori dettagli sul corso e iscriversi, è possibile utilizzare questo link: https://aifos.org/home/formazione/corsi/corsi-in-programma/corsi-in-programma/reti-anticaduta-controlli-verifiche-e-normativa-di-riferimento

 

Per informazioni:

Sede nazionale AiFOS – via Branze, 45 – 25123 Brescia c/o CSMT, Università degli Studi di Brescia – tel. 030.6595035 – fax 030.6595040 – [email protected] –  [email protected]

 

19 settembre 2024

 

 

Ufficio Stampa di AiFOS

[email protected]

http://www.aifos.it/

 

No Comments
Comunicati

Eni, Claudio Descalzi: Ravenna CCS diventa una realtà industriale, l’avvio della Fase 1

Eni e Snam avviano Ravenna CCS: primo progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ in Italia, sta affermando il proprio pionierismo anche su scala mondiale per efficienza e potrà giocare una parte importante nel raggiungimento degli obiettivi fissati dall’Unione Europea di dotarsi entro il 2030 di una capacità di stoccaggio di CO₂ pari ad almeno 50 milioni di tonnellate per anno. La soddisfazione dell’AD di Eni Claudio Descalzi

 Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: Ravenna CCS, l’avvio del primo progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ in Italia

Un progetto di grande importanza per la decarbonizzazione è diventato realtà industriale”: lo evidenzia l’AD di Eni Claudio Descalzi commentando l’annuncio dell’avvio delle attività di iniezione della CO₂ in giacimento relative alla Fase 1 di Ravenna CCS. Primo progetto in Italia per la cattura, il trasporto e lo stoccaggio permanente della CO₂, è realizzato nell’ambito di una Joint Venture paritetica costituita con Snam a scopi esclusivamente ambientali per contribuire alla decarbonizzazione dei settori industriali. La Fase 1, avviata ufficialmente lo scorso 3 settembre, ha l’obiettivo di catturare, trasportare e stoccare la CO₂ emessa dalla centrale Eni di trattamento del gas naturale di Casalborsetti, nel Comune di Ravenna, stimata in circa 25mila tonnellate per anno: l’anidride carbonica, una volta catturata, viene trasportata fino alla piattaforma offshore di Porto Corsini Mare Ovest, attraverso condotte precedentemente utilizzate per il trasporto del gas naturale e opportunamente riconvertite. Infine sarà iniettata nell’omonimo giacimento a gas esaurito dove viene stoccata permanentemente a circa 3.000 metri di profondità. Ravenna CCS garantisce livelli di abbattimento superiori al 90%, e con punte fino al 96%, della CO₂ in uscita dal camino della centrale con una concentrazione di carbonio inferiore al 3% e a pressione atmosferica, le condizioni più severe ad oggi riscontrabili dal punto di vista industriale. Elemento distintivo del progetto inoltre è l’alimentazione dell’impianto di cattura della centrale di Casalborsetti con energia elettrica da fonti rinnovabili, con il risultato di evitare ulteriori emissioni di CO₂. Peculiarità che ne attestano la leadership su scala internazionale, come riporta in una nota il Gruppo guidato da Claudio Descalzi: Ravenna CCS si configura infatti come il primo progetto al mondo su scala industriale con tale efficienza di cattura.

Claudio Descalzi: affrontiamo la complessità della transizione energetica con concretezza e determinazione

La cattura e lo stoccaggio della CO₂, ha sottolineato Claudio Descalzi rimarcando il valore del progetto, si configura come “una pratica efficace, sicura e disponibile fin da ora per abbattere le emissioni delle industrie energivore le cui attività non sono elettrificabili”. L’AD ha quindi ribadito che “utilizziamo i nostri giacimenti esauriti, le nostre infrastrutture esistenti e il nostro know-how nelle tecniche di reiniezione per offrire un servizio molto competitivo per il quale stiamo riscuotendo un grandissimo interesse”. Eni affronta “la complessità della transizione energetica con concretezza e determinazione, accrescendo e valorizzando le soluzioni a nostra disposizione per decarbonizzare le nostre attività e i vari ambiti dei sistemi economici e industriali”. Dalle rinnovabili ai biocarburanti, dalla CCS alla chimica sostenibile “siamo impegnati a fornire ai nostri clienti una varietà di soluzioni con costante attenzione alla competitività economica e alla domanda reale di chi l’energia la deve utilizzare per lavorare e produrre”, ha ricordato infine Claudio Descalzi.

No Comments
Comunicati

Olbia, nuovi progetti per Atitech: Gianni Lettieri sull’accordo strategico

Nuovo capitolo nella storia di Atitech: la MRO di Capodichino si occuperà della gestione di due hangar dell’aeroporto di Olbia con l’obiettivo di creare un centro d’eccellenza per la manutenzione di business jet. A raccontare l’operazione su Radio Napoli Centrale il Presidente Gianni Lettieri.

 Gianni Lettieri

Gianni Lettieri: “La nostra missione? Riportare in Italia la manutenzione aeronautica a 360°

Sono passate poche settimane della stipula dell’accordo tra Atitech e Alisarda Real Estate S.r.l., la società controllata da Geasar S.p.A. che gestisce l’aeroporto di Olbia-Costa Smeralda. Per i prossimi dieci anni l’azienda di Capodichino gestirà gli hangar Avio1 e Avio2 dell’aeroporto di Olbia. Spazi che verranno trasformati per ospitare fino a sei baie dedicate alla manutenzione di base e due baie per la ristrutturazione degli interni, con un focus specifico sul settore dell’aviazione business, in particolare sui jet privati. Gianni Lettieri, Presidente della MRO, ne ha parlato nel suo intervento al programma Barba&Capelli in onda su Radio Napoli Centrale. “Quella di Olbia è un’attività nuova rispetto a quello che attualmente fa Atitech – ha spiegato l’imprenditore –. La nostra missione è da sempre quella di riportare in Italia la manutenzione aeronautica a 360°, oramai scomparsa perché tutti i Governi che si sono succeduti hanno trascurato il settore concentrandosi esclusivamente sulla compagnia di bandiera; mentre la Germania con Lufthansa Technik fa numeri stratosferici, con i dipendenti che oramai superano le 13.000 unità. In Francia, invece, c’è France Industries, in Spagna c’è Iberia e anche in Grecia c’è una compagnia nazionale di manutenzione”.

Olbia attività dall’alto valore aggiunto. Apertura aeroporto di Salerno un’occasione per la città

In merito all’espansione in Sardegna, il Presidente di Atitech ha dichiarato: “Olbia è un’operazione altrettanto importante per il nostro percorso. La Sardegna è una regione straordinaria, ma allo stesso tempo difficile, per cui c’è bisogno di attività ad alto valore aggiunto. La manutenzione e gli allestimenti di business jet in Italia infatti non esistono”. Sulla recente apertura dell’aeroporto di Salerno, Gianni Lettieri si è detto soddisfatto: “Sono stato da sempre un fautore dell’apertura. È l’unica possibilità per dare un’ulteriore svolta allo sviluppo di una bellissima città dalle grandi potenzialità. Ci sono riusciti e Gesac, prima ancora della partenza, ha siglato già degli accordi interessanti con Ryanair ed EasyJet: di fatti ci sono già 10-11 voli giornalieri, non solo per l’Italia ma anche per l’Europa. Una regione come la Campania con 5 milioni e mezzo di abitanti aveva decisamente bisogno di un secondo aeroporto”, ha concluso l’imprenditore.

No Comments
Comunicati

La sfida del mercato vitivinicolo per Gruppo Argea (Botter, Mondodelvino, Cantina Zaccagnini)

Botter, azienda che ha saputo unire la tradizione familiare con una visione globale del mercato, rappresenta una delle storie di successo più affascinanti nel panorama vitivinicolo italiano. Fondata nel 1928, ha inizialmente operato come una piccola attività commerciale focalizzata sulla vendita di vino in fusti e damigiane ai dettaglianti locali. Oggi, con oltre 90 anni di esperienza, è diventata un player internazionale ed è entrata a far parte del Gruppo Argea insieme a Mondodelvino e Cantina Zaccagnini.

Botter

Botter: crescita e internazionalizzazione

Il percorso di crescita di Botter è stato segnato da tappe fondamentali, a partire dagli anni ‘50, quando la seconda generazione ha introdotto la commercializzazione dei vini in bottiglia, ampliando il raggio d’azione dell’azienda sul mercato nazionale e gettando le basi per l’espansione internazionale. Negli anni ‘70, l’azienda ha risposto alla crescente globalizzazione dei consumi di vino ampliando la gamma dei suoi prodotti, con un occhio di riguardo ai mercati esteri. Una svolta significativa è arrivata negli anni ‘80, quando ha iniziato a collaborare con piccoli e medi produttori locali, espandendo così la propria offerta di vini provenienti da vitigni autoctoni di regioni italiane come Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. Tale strategia ha consolidato l’approccio multi territoriale che ancora oggi caratterizza l’azienda, permettendole di offrire al mercato globale una vasta selezione di vini italiani di qualità. Il 2021 ha segnato un nuovo capitolo nella storia di Botter con l’uscita del fondo DEA Capital e l’ingresso di Clessidra SGR, che ha dato vita a un importante progetto di investimento nel settore del vino in Italia. Questo progetto ha portato alla nascita del Gruppo Argea, che inizialmente ha acquisito Botter e Mondodelvino. Nel 2022 ha poi concluso una nuova importante operazione siglando l’accordo per l’acquisizione di Cantina Zaccagnini, azienda vitivinicola storica e prestigiosa con sede a Bolognano (Pescara). Un investimento che ha consentito il rafforzamento del proprio posizionamento su un’area strategica come l’Abruzzo e nel mercato statunitense.  

Botter tra innovazione e sostenibilità: le chiavi per il futuro

Botter, come parte integrante del Gruppo Argea, continua oggi il suo percorso di crescita, affiancata da un management che condivide la visione strategica della famiglia. L’azienda è costantemente impegnata a comprendere l’evoluzione dei gusti e delle esigenze dei consumatori di vino in tutto il mondo, un impegno che si traduce in continui investimenti in ricerca, sviluppo e innovazione. Con un approccio orientato al futuro e una solida base nella tradizione, Botter si pone l’obiettivo di continuare la sua espansione, mantenendo alta la qualità dei suoi vini e rafforzando la sua posizione sia in Italia sia all’estero.

No Comments