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1 Febbraio 2022

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D.lgs. 14/2019: il focus di Cristiano Poponcini sulla revisione dei conti

D.lgs. 14/2019: l’approfondimento di Cristiano Poponcini sul Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza e sulle procedure di allerta interna ed esterna.

Cristiano Poponcini

Cristiano Poponcini: la struttura interna per prevedere e gestire la crisi

Prima di introdurre le disposizioni relative alla revisione dei conti in relazione al D.lgs. 14/2019, Cristiano Poponcini chiarisce il termine “Corporate governance” dell’impresa, definito come l’insieme delle regole organizzative per la gestione e il controllo delle imprese e delle relazioni tra il management, gli shareholder e gli stakeholder, e il sistema che permette di dirigere e controllare le aziende. In Italia, tra i modelli esistenti, viene adottato il modello ordinario che integra la presenza del Consiglio di Amministrazione con il collegio sindacale, incaricato del controllo sull’operato dell’organo amministrativo. A tale proposito, il D.lgs. 14/2019 (Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza – CCII) ha modificato l’art. 2477 c.c., favorendo l’adozione di una struttura interna alla società capace di facilitare l’emersione anticipata e la gestione tempestiva della crisi (con la conseguente ridefinizione delle soglie). L’art. 375, co. 2, del nuovo CCII ha riformato anche l’art. 2086 c.c.: “L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”. Il collegio sindacale e il soggetto incaricato della revisione legale, spiega Cristiano Poponcini, hanno l’obbligo di accertarsi che l’organo amministrativo controlli costantemente l’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa, il suo equilibrio economico-finanziario e il prevedibile andamento della gestione, comunicando allo stesso organo amministrativo la presenza di eventuali segnali di crisi e, in caso di inerzia dello stesso, segnalandolo all’Organismo di Composizione della crisi d’impresa (OCRI).

Cristiano Poponcini: crisi, insolvenza e continuità aziendale

Il nuovo D.lgs. 14/2019, continua Cristiano Poponcini, ha introdotto la definizione di “crisi”, intesa come avviso di insolvenza: lo stato di crisi consente, quindi, agli amministratori e agli organi di controllo societario di prevedere e prevenire l’insolvenza, intuendo i primi segnali di instabilità e adottando di conseguenza i necessari interventi. Nell’iter di allerta, un’altra indicazione da tenere monitorata è il concetto di continuità aziendale, introdotto nel CCII: il soggetto incaricato della revisione legale è tenuto anche a verificare l’adeguatezza dell’utilizzo del presupposto della continuità aziendale da parte degli amministratori: il Collegio sindacale ha il compito di assicurarsi che l’analisi delle voci di bilancio sia fatta secondo la continuità aziendale. Il principio di revisione (ISA Italia 570) enumera gli indicatori finanziari, gestionali o di altra natura che possono suscitare dubbi significativi sulla continuità aziendale. Quando l’organo di controllo e il soggetto incaricato della revisione segnalano all’organo amministrativo la presenza di indicatori di crisi, si innestano due fasi della procedura di allerta. Con la prima (definita interna), chiarisce Cristiano Poponcini, l’organo amministrativo ha una deadline non superiore ai 30 giorni per comunicare le soluzioni identificate con le relative iniziative da adottare. In caso di mancata adozione, nei successivi 60 giorni, delle misure necessarie per affrontare la crisi, prende avvio la seconda fase (definita esterna). Come riportato dal CCII, la comunicazione immediata all’organo amministrativo esonera dalla responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o azioni successivamente poste in essere dal predetto organo.

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Claudio Descalzi: transizione energetica, la tecnologia è il grande filo conduttore

Transizione senza demagogia: le considerazioni dell’Amministratore Delegato di Eni Claudio Descalzi nell’intervista rilasciata a “Il Foglio” lo scorso 26 novembre.

Claudio Descalzi

Claudio Descalzi: la risposta razionale è trasformare, non cambiare radicalmente

Per Claudio Descalzi “cambiare non solo è inevitabile, ma è assolutamente giusto”. L’AD di Eni, in un’intervista a “Il Foglio” rilasciata lo scorso novembre all’indomani della COP26 di Glasgow, evidenzia quanto sia importante leggere opportunamente la transizione energetica anche in relazione al contesto storico in cui si sta sviluppando per non rischiare di mancare l’obiettivo. “Abbiamo spinto al massimo la macchina mondo, adesso dobbiamo rimetterla a punto”, sottolinea l’AD di Eni spiegando che demolire le infrastrutture costruite nel corso dell’intero Novecento è impossibile: “Viviamo in una rete di cavi, di tubi, di impianti e processi industriali. Dovremmo smantellare tutto questo oppure possiamo utilizzarlo in modo diverso, adattandolo alle nuove esigenze e alle priorità che ci siamo dati? La risposta razionale è trasformare, non cambiare radicalmente sia per problemi di costi che di tempi, anche se capisco che spesso prevalgono gli impulsi e le passioni”. Si tratta di un “lavoro immenso” che, secondo Claudio Descalzi, “si può fare solo muovendosi di concerto; politica, istituzioni, industria, debbono procedere all’unisono, rifiutando ideologie anti tecnologiche, perché proprio la tecnologia è la chiave della transizione”. Dare obiettivi e mobilitare grandi risorse finanziarie non basta: “Per passare dalle parole ai fatti occorre dotarsi di strumenti adeguati”.

Claudio Descalzi: la tecnologia è il cuore del cambiamento in corso in Eni

La tecnologia dunque è il grande filo conduttore. E oggi più che mai l’indipendenza tecnologica, come osserva Claudio Descalzi, è fondamentale per la sicurezza energetica. Eni guarda da tempo in questa direzione: “Il nostro profilo è quello di una compagnia tecnologica che fa ricerca e possiede tecnologie proprie. A questo scopo, stiamo lavorando e investendo da parecchi anni, abbiamo brevetti, abbiamo soluzioni nuove e tutte nostre”. Tecnologia che, nella vision dell’AD, deve essere neutrale, sartoriale e proprietaria. Neutrale perché per favorire la transizione energetica è necessario utilizzare tutti gli strumenti a disposizione, senza escluderne nessuno. Sartoriale in quanto bisogna adattarla alle singole esigenze che variano da settore a settore e da Paese a Paese. E proprietaria perché “non esiste un supermercato della tecnologia”. L’attenzione non è solo per le tecnologie tradizionali ma anche sulle nuove: se “non si può comprare quello che non c’è” si può comunque lavorare per svilupparlo. Un impegno concreto quello di Eni come dicono i numerosi progetti portati avanti in questi anni: la cattura della CO2 collegata anche all’idrogeno blu che viene dal metano per decarbonizzare i processi della raffinazione, biocarburanti, l’economia circolare, la trasformazione dei rifiuti in prodotti, gli investimenti per bloccare le emissioni di metano, i servizi di distribuzione. E sul nucleare c’è la fusione a confinamento magnetico su cui il Gruppo guidato da Claudio Descalzi è al lavoro insieme al MIT di Boston. Dopo il successo lo scorso settembre del primo test, ora si guarda alle prossime tappe indicate nella road map: la realizzazione di un prototipo di mini impianto nel 2025 e nel 2030 quella del primo impianto industriale di questa tecnologia in grado di immettere energia netta in rete.

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Assegno Unico da marzo: il simulatore online su PMI.it per conoscerne l’importo esatto

Milano, 24 gennaio 2022. Su PMI.it, il portale d’informazione economica e di business per lavoratori e Piccole e Medie Imprese, è online il nuovo simulatore web che quantifica l’importo spettante della nuova prestazione di welfare erogata da marzo 2022 a tutti i nuclei familiari con figli a carico.

Con il servizio online “Calcolo Assegno unico”, si può conoscere in tempo reale a quanto ammonta il sussidio INPS, erogato su base mensile anche a chi è disoccupato ed anche a chi non presenta l’ISEE.

Il nuovo wigdet di simulazione online calcola in pochi click il proprio Assegno unico, a partire da pochi e semplici dati da inserire.

Edita da T-Mediahouse (società del Gruppo Triboo, attivo nel settore digitale e quotato sul mercato MTA di Borsa Italiana), la testata editoriale digitale, verticale su tutte le principali tematiche relative al mondo della PMI italiana, si arricchisce dunque di un nuovo strumento pratico per lavoratori e sostituti d’imposta alle prese con gli obblighi informativi ai propri dipendenti sulla nuova normativa in vigore dal 1° gennaio 2022.

Ai contenuti editoriali offerti ogni giorno da PMI.it, infatti, si associano i servizi accessori ad uso dei lettori (sedi e contatti degli uffici pubblici, modulistica…) tra cui anche i calcolatori online: immediati e gratuiti, questi strumenti di simulazione offrono in tempo reale informazioni personalizzate ad uso pratico, come ad esempio il calcolo dello stipendio netto partendo da una data RAL, il calcolo della decorrenza della propria pensione, il calcolo del proprio ISEE.

Con il Calcolo dell’Assegno unico, PMI.it si conferma dunque una utile risorsa a servizio di famiglie e imprese che cercano online una cassetta degli attrezzi per orientarsi in ambito giuslavoristico e fiscale.

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Municipia S.p.A.: innovazione digitale e sostenibilità, il modello “Augmented City”

Municipia S.p.A. guarda alle città del futuro investendo su innovazione digitale e sostenibilità: la società punta sulla sinergia tra pubblico e privato per accelerare la Digital Transformation e migliorare la vita nei centri urbani.

Municipia S.p.A.

Rigenerazione urbana: progetti e investimenti di Municipia S.p.A.

L’innovazione tecnologica ha un peso importante nella nostra quotidianità, probabilmente anche molto più di quanto ce ne accorgiamo. E lo ha anche per il nostro futuro e per quello delle nostre città: Municipia S.p.A. lo sperimenta ogni giorno attraverso i numerosi progetti che realizza in tutto il Paese. La società del Gruppo Engineering lavora infatti al fianco dei Comuni italiani di ogni dimensione supportandoli nel percorso di trasformazione digitale: innovare nei servizi pubblici significa infatti ripensare i processi per rendere la gestione pubblica più semplice, efficiente, trasparente, sicura, sostenibile, meno costosa. Municipia S.p.A. opera in quest’ottica con progetti e investimenti che guardano ai centri urbani e al miglioramento di ampie aree delle città, una vera e propria rigenerazione urbana da realizzare nel segno dell’innovazione digitale e della sostenibilità anche attraverso la collaborazione tra pubblico e privato.

Municipia S.p.A.: l’impegno per città più tecnologiche, sostenibili ed efficienti

Operando al fianco di migliaia di Comuni di ogni dimensione, Municipia S.p.A. è consapevole di quanto per gli Enti sia importante fare leva su una guida efficace per innovare in settori chiave quali la fiscalità, mobilità sostenibile, servizi sociali, turismo, cultura, sicurezza, efficientamento energetico, gestione dei rifiuti. La tecnologia in questo può fare la differenza anche perché mai come oggi il cambiamento deve guardare al benessere delle persone e del Pianeta: Municipia S.p.A. – Gruppo Engineering in quest’ottica ha improntato il modello "Augmented City" andando oltre il concetto di "Smart City". La società agisce su cinque pilastri fondamentali (Sostenibilità, Sicurezza, Mobilità, Interattività e Welfare) con lo scopo di portare le città a essere sempre più efficienti, sicure, sostenibili, dinamiche e inclusive. La conferma è nei numerosi progetti avviati nell’intero Paese. Funzionali al raggiungimento degli Obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU, puntano su una nuova concezione di tecnologia: non più il fine ma il mezzo necessario per perseguire un miglioramento nella qualità della vita e nell’ambiente circostante.

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Con il Piano di Sviluppo targato Terna il Paese può accelerare verso la transizione

Presentato lo scorso anno, il Piano di Sviluppo è stato lanciato da Terna per guidare il Paese nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione nazionali e internazionali.

Terna

Terna: collegamenti e nuove opere indispensabili per lo sviluppo delle rinnovabili

Si prospetta un 2022 particolarmente impegnativo per Terna. L’operatore della rete elettrica nazionale è infatti alle prese con le fasi iniziali del Piano di Sviluppo 2021 presentato la scorsa estate. Un Piano decennale da 18,1 miliardi di euro e che segna un +25% di investimenti rispetto al precedente. Un’accelerazione giustificata dagli ambiziosi obiettivi delineati nel documento: abilitare la transizione energetica e contribuire al processo italiano di decarbonizzazione. Gli interventi previsti dal Piano riguardano in primis l’integrazione delle rinnovabili. Entro il 2030 Terna punta infatti a installare 40 GW di nuova capacità e produrre il 60-65% di energia elettrica da fonti green. Un traguardo che potrà essere centrato grazie agli investimenti programmati sulla rete italiana, che vanno dal potenziamento delle dorsali Nord-Sud e dei collegamenti con le Isole fino alle interconnessioni con l’estero. Più di 30 le opere strategiche che verranno portate a termine entro il decennio. Tra queste spicca il Tyrrhenian Link, un collegamento sottomarino in corrente continua da 3,7 miliardi che unirà Sicilia, Sardegna e Campania e che, una volta concluso, consentirà il phase-out delle centrali a carbone in territorio sardo.

Terna: il ruolo dell’innovazione e della digitalizzazione

Secondo le stime, le azioni messe in campo da Terna da qui al 2030 permetteranno di ridurre ogni anno le emissioni di CO2 di circa 5,6 milioni di tonnellate. Inoltre, l’operatore prevede di demolire 4.600 km di infrastrutture ormai obsolete. Il Piano, secondo le parole dell’AD e DG Stefano Donnarumma, da poco nominato Presidente di GO15, avrà un forte impatto anche sull’economia: "Per ogni miliardo investito in infrastrutture ne genera tra due e tre in termini di PIL e consente di creare moltissimi nuovi posti di lavoro". Investimenti e infrastrutture che, tuttavia, da sole non basteranno a rilanciare il Paese e a raggiungere gli obiettivi nazionali e internazionali sul clima. Innovazione e digitalizzazione sono infatti gli altri due fattori considerati abilitanti nella strategia di Terna. Per questo, nel Piano Industriale 2021-2025, il Gruppo ha deciso di investire circa 900 milioni per implementare in azienda un processo di Open Innovation. Circa 70 i progetti finora attivi e che riguardano attività come il controllo da remoto degli asset, l’utilizzo di sistemi di sensoristica e la diagnostica predittiva.

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Edizione S.p.A., la Presidenza va ad Alessandro Benetton: “Ho visto un’occasione di discontinuità”

Alessandro Benetton ha deciso di accettare l’incarico come Presidente di Edizione: l’obiettivo del cambio di statuto e di management è ridare lustro al Gruppo.

Alessandro Benetton

Alessandro Benetton: "Presidenza Edizione la sfida più grande della mia carriera"

Alessandro Benetton è il nuovo Presidente di Edizione S.p.A.: la decisione è stata annunciata lo scorso 14 gennaio dallo stesso imprenditore attraverso il suo canale Youtube. Il fondatore di 21 Investimenti ha accettato la nomina ricevuta dall’Assemblea straordinaria. Durante la stessa seduta la Holding controllata dalla famiglia Benetton ha anche approvato la trasformazione da società a responsabilità limitata a società per azioni. A ricoprire la carica di Amministratore Delegato Enrico Larghi. "Si tratta di un passo molto importante per me, nonché probabilmente la sfida più grande della mia carriera – ha dichiarato Alessandro Benettonanche se vi confesso che non avrei mai pensato di arrivare qui. Il mio lavoro è sempre stato 21 Invest, e non ho mai avuto a che fare, fino ad oggi, con le aziende di famiglia, se non per un breve periodo". La Holding racchiude tutte le aziende dei Benetton, dai trasporti fino al settore immobiliare, e controlla realtà quali Atlantia, Autogrill e Benetton Group. Diverse le novità del nuovo statuto, tra cui una governance che prevede un periodo di lock up di cinque anni e l’introduzione del diritto di prelazione nel controllo di Edizione a favore della famiglia Benetton.

Alessandro Benetton: la Presidenza di Edizione un’opportunità per cambiare approccio industriale

È il 2012 quando Alessandro Benetton decide di guidare la transizione del Benetton Group entrando nel CdA e diventandone Presidente. Si tratta dell’unico arco temporale in cui l’imprenditore si è occupato direttamente degli affari di famiglia. La notizia della nomina a Presidente di Edizione S.p.A. rappresenta dunque una svolta significativa nel suo percorso: "Ho deciso di non rimanere in panchina ma di mettermi in gioco, insieme ai miei cugini, con l’obiettivo di riportare Edizione a quello che è sempre stata negli anni: un punto di riferimento italiano nel mondo". L’imprenditore arriva alla guida della Holding dopo un periodo particolarmente complesso: "Nella mia carica di presidente ho visto che c’è una occasione di discontinuità, per reinterpretare l’approccio industriale che ci ha caratterizzato come famiglia nel tempo. Quando mi è stata presentata l’occasione di potere avere un peso reale nelle decisioni del gruppo – ha concluso Alessandro Benettonho scelto di coglierla".

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