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22 Novembre 2018

Comunicati

Manovra fiscale 2019: cruciale la fiducia degli investitori nel sistema paese

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  • 22 Novembre 2018

I dottori commercialisti ed esperti contabili di Bergamo, riunitisi in Assemblea Generale, avvertono: «È importante mantenere in equilibrio le misure per la crescita e il rispetto delle regole della finanza». E sulla fatturazione elettronica in arrivo, assicurano: «Nonostante le problematiche dello strumento, siamo pronti. Ancora una volta è fondamentale il nostro ruolo di ponte tra cittadini e fisco».

 «La manovra finanziaria 2019 dovrebbe determinare, nelle valutazioni ufficiali, uno stimolo all’economia. L’effettiva intensità degli effetti dipenderà dal disegno, dalla tempistica e dalle modalità di attuazione delle misure. L’efficacia delle politiche di bilancio nel sostenere l’economia dipenderà anche dal mantenimento della fiducia dei risparmiatori e degli investitori nei confronti del percorso di risanamento delle finanze pubbliche». Simona Bonomelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha aperto così l’Assemblea Generale della categoria convocata per l’approvazione del bilancio preventivo per l’anno 2019.

Tante le preoccupazioni espresse dalla presidente per un Paese che mostra «segnali di ripresa più deboli» rispetto alle altre tre grandi economie europee: Germania, Francia e Spagna. Gli investimenti crescono in misura minore, il divario nella digitalizzazione è evidente ed è lenta la crescita occupazionale. Non solo, i mercati finanziari italiani sono interessati da forti tensioni, connesse con l’incertezza degli investitori sull’orientamento delle politiche economiche e finanziarie. Inoltre, non si può dimenticare l’allarme contenuto nell’indagine macroeconomica condotta dal Cer per Confesercenti secondo la quale, dal lato dei consumi, la stima per il 2018 è di un aumento solo dell’1% registrando così la minore crescita dal 2014 e risultando inferiore all’1,4% auspicato dal Documento di Economia e Finanza del Governo.

«Sul nostro Paese pesano i difetti strutturali dell’economia, quali l’eccesso di pressione fiscale e burocrazia, le carenze logistiche e l’incertezza del diritto. Pertanto, è sempre più necessario realizzare un equilibrio tra le misure per la crescita economica e il rispetto delle regole della finanza. – ha sottolineato la presidente dell’Ordine, Simona BonomelliEd è altresì cogente l’equilibrio nelle politiche di bilancio e una visione di medio – lungo periodo nelle manovre proposte ai cittadini, nel rispetto del tessuto sociale del nostro Paese».

In questo contesto, spiccano i nuovi adempimenti per il fisco, come la fatturazione elettronica tra privati. Uno strumento su cui i commercialisti hanno avanzato da subito diverse perplessità – rispetto ad esempio alla segretezza dei dati -, ma che oggi, auspicando una tempestiva risoluzione delle problematiche esistenti, sono preparati a gestire, dimostrandosi ancora una volta interlocutori attivi e preparati con un ruolo centrale e fondamentale nel rapporto tra il cittadino e il Fisco.

 

Anche per questo, l’Ordine continuerà a investire nella formazione professionale dando la possibilità agli iscritti di partecipare a specifici corsi di specializzazione per rispondere in maniera sempre più efficace alle esigenze delle imprese. Proseguirà quindi anche l’attività della Scuola di Alta Formazione SAF che ha organizzato corsi in  Finanza Aziendale, Diritto del lavoro e Amministrazione del Personale, Diritto, fiscalità e rapporti internazionali, Crisi d’impresa, Consulenza al Family Business – Governance e revisione legale dei conti per le PMI (I nuovi principi di revisione IAS Italia). Continua a crescere, infine, la dimensione all’Ordine che ora conta 1722 professionisti iscritti.

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Comunicati

Le Teorie di Copernico “Effemeridi”è il brano vincitore del premio InediTo 2018

La band capitanata da Francesco Chini dà alla luce un singolo che rappresenta fedelmente i due volti del proprio sound: indie e folk-rock d’autore.

Registri e cronache degli atti del re. Pubblicazioni scientifiche e letterarie. Almanacchi, lunari. Ma soprattutto le prime, antichissime tavole di misurazione di intervalli temporali e grandezze astronomiche basate sull’osservazione della luna, del sole e delle principali stelle visibili durante la navigazione.

Uno strumento tanto essenziale quanto inevitabilmente approssimativo, come quelli che abbiamo a nostra disposizione per decifrare rotte, smarrimenti, perdite, ritrovamenti, nascita, abbandono, morte e rinascita: insomma, la navigazione sognata di ogni vita.

Tutto questo sono le Effemeridi, centro portante dell’omonimo nuovo singolo de Le Teorie Di Copernico. Così come il concetto che ne è alla base, l’ultima fatica della band capitolina viene da lontano.

 

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Hanno suonato:

Francesco Chini – voce

Damir Rapone – basso

Riccardo Piergiovanni – tastiere

Manuele “Dean” Di Ascenzo – batteria, percussioni

E con la speciale partecipazione di Fabiana Testa – chitarre

 

Testo di Francesco Chini, musiche e arrangiamenti di Francesco Chini, Manuele Di Ascenzo, Damir Rapone, Fabiana Testa e Riccardo Piergiovanni

Produzione artistica e arrangiamento in postproduzione: Cristiano Lo Mele

Registrato presso KICK RECORDING STUDIO (Marino) e Garage Ermetico (Leumann) nell’agosto 2018

Cover realizzata da Cristiano Quagliozzi

 

Radio date: 13 novembre 2018

Autoproduzione

 

BIO

Le Teorie di Copernico sono l’esito della ricerca cantautorale di Francesco Chini.

Un percorso fatto di cantautorato e indie folk-rock d’autore che prende forma nel 2014, ma viene da molto lontano. Canzoni che cantano liberamente inquietudini ed intrecci di ragioni emotive, raccontando e domandandosi la contemporaneità in modo ironico e amaro in odore di indie folk rock. Distanze, addii, soli che piovono, lotta, sorpresa e modi per imparare a fare ridere il dolore: forse Copernico avrebbe voluto questa, di rivoluzione.

Nella nuova Teoria del quintetto sono infatti ben visibili e salde le radici del percorso avviato nel 2016 con l’Ep d’esordio “Oh, il buon vecchio Charlie Brown!”, che alla regia di Cristiano Lo Mele (Perturbazione), sin da allora mentore prima ancora che attuale produttore della band, aggiungono per l’occasione la speciale partecipazione di Fabiana Testa alle chitarre.

Allo stesso tempo, l’incessante ricerca condotta tanto sul palco quanto sul campo di battaglia della scrittura quotidiana ha portato ad affermazioni come quella nella II edizione di Non è mica da questi particolari che si giudica un cantautore – in cui il brano Effemeridi ha visto la luce – o nell’ambito dell’edizione 2018 del Premio InediTO – Colline di Torino, e i successivi riconoscimenti e menzioni presso Premio Bindi, Premio Lunezia, CantautoriAMO, GallinaRock e Fonte Nuova Experience.

In un’esplorazione continua, Le Teorie Di Copernico si pongono l’obiettivo antico e universale di leggere e domandarsi la contemporaneità parlando a tutti, senza steccati di sorta, vecchi o nuovi.

Il linguaggio dei cantautori (quello eclettico e meditabondo dei Fossati, dei Ruggeri, dei Bennato e dei Bersani, quello inquieto di Perturbazione, Benvegnù, Donà, Elettrojoyce, Baustelle, Fabi-Silvestri-Gazzè e quello anarchico e autenticamente nuovo di Lucio Leoni, Giovanni Truppi, Bianco e Daniele Celona) ha di nuovo un ruolo centrale nel racconto e nell’indagine quotidiana, e Le Teorie Di Copernico sono qui per testimoniarlo.

 

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Eventi News

Un caffè con la scienza: appuntamento con i geni delle piante all’Orto Botanico di Brera

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  • 22 Novembre 2018

La rivoluzionaria frontiera del Genome Editing diventa protagonista di una mostra e oggetto di dibattito per i partecipanti allo «Science Cafè»

 

E se la scienza fosse semplice, immediata e coinvolgente come fare quattro chiacchiere tra amici? L’Orto Botanico di Brera dell’Università degli Studi di Milano, sabato 24 novembre, dalle 14 alle 16.30, invita appassionati e curiosi di scienza e in particolare di botanica e genomica a partecipare allo «Science Cafè – Discutere di scienza», un’occasione per dialogare con gli esperti su una delle frontiere scientifiche più affascinanti di tutti i tempi.

A ispirare le riflessioni dello Science Cafè sarà la mostra ospitata all’Orto Botanico di Brera «Alla scoperta del genoma editing», visitabile nei giorni d’apertura dell’orto botanico: dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 16.30, esclusi i festivi, fino al 31 gennaio 2019.

L’esposizione itinerante è stata realizzata dagli studenti dell’Università degli Studi di Milano del dottorato in biologia molecolare e cellulare e dei corsi di laurea magistrale in biodiversità e evoluzione biologica, biotecnologie vegetali, alimentari e agroambientali, molecular biology of the cell, molecular biotechnology and bioinformatics e scienze della produzione e protezione delle piante. Supervisore del progetto Martin Kater, direttore degli orti botanici di Brera e Città Studi, nonché professore di Genetica presso il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e presidente della Rete degli Orti della Lombardia.

La mostra si concentra sull’editing del genoma: una tecnologia piuttosto recente utilizzata per modificare o correggere i geni di qualsiasi organismo, almeno in linea di principio. La sua applicazione in agricoltura e in medicina è un argomento di grande attualità che stimola riflessioni scientifiche ed etiche. Si tratta, infatti, di una tecnologia rivoluzionaria che potrà avere un notevole impatto sulla società nel prossimo futuro.

Per questo, alla luce delle riflessioni sollevate dalla mostra, ai partecipanti sarà richiesto di dividersi in tre tavoli e in ogni tavolo si discuterà di un tema specifico alla presenza di un «facilitatore» che prenderà nota delle riflessioni emerse organizzando tre round da dieci minuti, con conseguente rotazione delle persone tra i tavoli, così che tutti possano affrontare ognuno degli argomenti in programma. Al termine delle riflessioni, i facilitatori esporranno le riflessioni emerse e il direttore dell’Orto Botanico di Brera, Martin Kater, inviterà i presenti a formulare una o più domande-chiave da sottoporre ai ricercatori.

Si conferma così la mission degli Orti botanici lombardi: musei in cui si fa conservazione della biodiversità, ma anche divulgazione, educazione e ricerca. Ambienti accoglienti in cui anche persone non specializzate possono affrontare temi di alto valore scientifico. L’incontro infatti è organizzato nell’ambito del progetto “Scienza e Società – definizione e potenziamento del ruolo degli Orti Botanici lombardi”, co-finanziato da Regione Lombardia, che ha, tra gli altri, l’obiettivo di favorire il dialogo tra il pubblico e chi si occupa di ricerca scientifica in ambito botanico.

La partecipazione allo Science Caffè è gratuita.

L’accesso all’Orto avviene da Via privata F.lli Gabba n. 10 – MM gialla fermata Montenapoleone.

 

INFO

Tel 02 50314683 / 335 6474184
[email protected]

www.museoortibotanicistatale.it

Orari di appertura dell’Orto Botanico di Brera
Lun-sab non festivi, dalle 10:00 alle 18:00 (dal 1 aprile al 31 ottobre)
Lun-sab non festivi, dalle 9:30 alle 16:30 (dal 1 novembre al 31 marzo)

La Rete degli Orti Botanici della Lombardia, è una Associazione non profit, che opera per favorire e promuovere le azioni degli Orti botanici aderenti. Ne fanno parte: l’Orto botanico di Bergamo “Lorenzo Rota”; il Giardino Botanico Alpino “Rezia” di Bormio; gli Orti Botanici milanesi di Brera e Città Studi; l’Orto Botanico di Pavia; il Giardino Botanico “G.E Ghirardi” di Toscolano Maderno (BS); Villa Carlotta Museo e Giardino Botanico a Tremezzina (CO). La Rete, nata nel 2002 per valorizzare e mettere in comune le reciproche esperienze, e costituitasi in Associazione nel 2009, si occupa inoltre della tutela, della conoscenza, della promozione e della valorizzazione del patrimonio culturale vegetale degli Orti Botanici, con particolare attenzione alla conservazione delle piante, alla divulgazione scientifica e alle attività educative. www.reteortibotanicilombardia.it

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Salute e Benessere

Correlazione Cancro TEV Daiichi Sankyo Italia presenta la ricerca MediPragma

La ricerca MediPragma commissionata da Daiichi Sankyo Italia dimostra che il TEV è per i pazienti oncologici la seconda causa di morte dopo la neoplasia

Roma 20 novembre 2018 – Daiichi Sankyo Italia ha presentato oggi alla stampa il rapporto di MediPragma “Cancro e tromboembolismo venoso: il peso della convivenza sui pazienti”, una ricerca realizzata in Italia con interviste ai pazienti oncologici in terapia eparinica per il tromboembolismo venoso, al fine di comprendere, attraverso testimonianze dirette, l’impatto di questa condizione di co-morbilità sulla vita quotidiana di chi ne è afflitto e le strategie di coping attuate per gestirla. Una correlazione, quella tra cancro e TEV, che è seria, frequente e potenzialmente fatale, eppure spesso ignorata o sottovalutata dai pazienti stessi, che non sono sempre adeguatamente preparati dagli specialisti ad affrontarla. E’ questo uno degli aspetti principali emersi dalla ricerca, di cui hanno discusso eminenti cardiologi, ematologi, oncologi e rappresentanti di associazioni di pazienti.

Il cancro viene oggi considerato un fattore di rischio cardiovascolare perché si associa ad una aumentata incidenza di eventi tromboembolici, infatti il TEV è una co-morbilità particolarmente frequente e ricorrente nel paziente con cancro, con un’incidenza di sei volte superiore rispetto alla popolazione generale, e ne costituisce la seconda causa di morte dopo la neoplasia stessa1. Il tromboembolismo venoso (o tromboembolia venosa) insorge con la formazione di un coagulo di sangue all’interno di una vena profonda, di solito negli arti, o nella pelvi (Trombosi Venosa Profonda), e se un frammento del coagulo si stacca e viaggia fino ad ostruire le arterie polmonari determina una embolia polmonare. Studi su pazienti sopravvissuti al cancro hanno dimostrato che circa un terzo di essi muore per malattia cardiovascolare1.

Di tutti i casi di TEV il 20% si verifica proprio nel paziente oncologico, e ciò dipende da vari fattori quali il tipo di tumore, lo stadio e l’estensione del cancro, l’età, l’immobilizzazione, la chirurgia e alcuni trattamenti chemioterapici.1 “La correlazione tra queste patologie è ormai al centro dell’attività assistenziale e di ricerca dell’ematologia italiana, soprattutto da quando le nuove terapie hanno cronicizzato la maggior parte delle neoplasie ematologiche prima incurabili, rendendo particolarmente importante il ruolo delle alterazioni coagulative – specialmente la trombosi venosa e l’embolia polmonare- legate alle neoplasie stesse o alla loro terapia”, ha spiegato il Prof. Sergio Siragusa, Vice Presidente S.I.E Società Italiana Ematologia, commentando gli ultimi dati di letteratura scientifica.
Il rischio è maggiore nei primi mesi fino a due anni dopo la diagnosi, e il rischio di recidiva persiste anche successivamente.
Inoltre, i pazienti oncologici in trattamento per TEV hanno sopravvivenza minore, prognosi peggiore e costi sanitari più elevati rispetto a coloro che non soffrono di eventi tromboembolici.2 Durante la chemioterapia il rischio di TEV è fino a 7 volte maggiore se paragonato ai pazienti senza cancro.

“Per tutte queste ragioni, la conoscenza da parte dei medici e dei pazienti delle problematiche legate al TEV è fondamentale – ha dichiarato il Prof. Antonio Russo, Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università degli studi di Palermo –dal momento che queste sono molto correlate con il processo neoplastico poiché ne impattano il management e la prognosi”. Le linee guida ESMO sottolineano da diversi anni che il TEV ha importanti risvolti sia sulla prognosi dei pazienti oncologici sia sulla loro qualità di vita eppure, nonostante sia una complicanza a volte devastante e potenzialmente fatale, gli stessi oncologi spesso sottostimano questo tipo di tossicità e di riflesso molti pazienti non seguono cure adeguate3. A sottolineare la necessità di informare e sensibilizzare innanzitutto pazienti e caregiver e in secondo luogo istituzioni e operatori sanitari sui rischi di questa patologia correlata al cancro è stato il Prof. Francesco De Lorenzo, Presidente della Coalizione europea dei pazienti oncologici (ECPC) e Presidente della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO) il quale ha dichiarato che: “Il rischio di trombosi correlato al cancro è pressoché ignorato non soltanto dai malati italiani, ma anche da quelli di numerosi Paesi europei e a dimostrarlo chiaramente sono i risultati di un sondaggio europeo condotto da ECPC sul livello di consapevolezza dei pazienti oncologici sui rischi della trombosi: il 72% dei pazienti intervistati ha rivelato di non essere consapevole di correre un maggiore rischio di TEV, e per il 28% di coloro che invece ne erano consapevoli, la conoscenza della patologia è avvenuta solo dopo averla sperimentata, ma il livello di comprensione delle implicazioni si è dimostrato comunque basso. Un altro dato rilevante riguarda le modalità con cui ne sono venuti a conoscenza, solo il 13% dei pazienti ha ricevuto informazioni in merito da medici ospedalieri e il 6% dai medici di base, mentre gli altri hanno fatto ricerche personali o si sono confrontati con parenti e amici”.

Cancro e tromboembolismo venoso: il peso della convivenza – La voce dei pazienti

Una scarsa consapevolezza che emerge con evidenza dalla ricerca italiana MediPragma, che rileva come il peso del tromboembolismo venoso e della terapia eparinica giunga come inaspettato e imponderato per i pazienti oncologici, costituendo una possibilità che spesso diventa realtà e alla quale non erano stati preventivamente preparati dallo specialista di riferimento. Ne deriva una minimizzazione e banalizzazione della gravità del TEV rispetto al cancro, sia da parte del medico che del paziente, che considerano la relativa terapia, rispetto alle preoccupazioni dettate dal cancro, come un fatto transitorio e ineludibile, nonostante emergano chiaramente le difficoltà di una somministrazione quotidiana di eparina: una terapia percepita come invasiva, definita anche come “scolapasta” per via delle numerose iniezioni che causano ematomi addominali e dolore alla somministrazione che spesso, tra l’altro, richiede l’aiuto di un caregiver. Il conflitto tra le strategie di coping e sottovalutazione e la realtà della gestione della terapia, intaccano ulteriormente la tenuta psicologica e la voglia di combattere del paziente che è già di per sé un paziente fragile che ha dovuto affrontare un percorso ad ostacoli: diagnosi di tumore, chemioterapia e/o radioterapia, diagnosi di TEV, inizio della terapia eparinica.
A ciò si aggiunge la perdita di autonomia del paziente che generalmente a seguito della trombosi e delle difficoltà di movimento, vede stravolta la sua routine quotidiana, non riesce più ad uscire da solo e trova difficile svolgere in modo indipendente anche banali attività come salire le scale.
Le interviste delineano dunque un impatto devastante sulla vita dei pazienti e dei loro familiari e caregiver, che ha un prezzo altissimo a livello psicologico, economico e sociale. L’insorgenza del TEV in pazienti con tumore può comportare, infatti, l’allontanamento dal lavoro e l’isolamento sociale, e un conseguente peso sui familiari, che da “attori secondari” con ruolo di sostegno psicologico e morale per il paziente che sfida il cancro, passano all’improvviso ad essere co-protagonisti nella gestione della terapia della trombosi, con un supporto che diventa fisico/pratico (somministrazione e/o promemoria del farmaco, supporto alle attività quotidiane etc). L’impossibilità di essere autosufficienti e l’allettamento seppur temporaneo a causa del TEV, faticano ad essere accettati dal paziente in quanto rappresentano inconsciamente una indiretta percezione di sconfitta nei confronti del tumore. Emerge dunque il bisogno insoddisfatto di coloro che sono afflitti da questa condizione, un maggiore supporto da parte dei medici non solo nella preparazione di ciò che devono affrontare ma una vicinanza rassicurante e costante che risolva loro i dubbi sulla gestione pratica della terapia, come quelli relativi a sede, modalità e tempi di iniezioni dopo la comparsa degli ematomi.

“Siamo particolarmente orgogliosi di presentare questa ricerca, soprattutto per la metodologia con cui è stata condotta, ovvero ascoltando direttamente la voce dei pazienti, che corrisponde a quello che è da sempre l’impegno di Daiichi Sankyo. I pazienti non sono numeri o statistiche e noi continuiamo ad ascoltare i bisogni insoddisfatti di coloro che soffrono di patologie, co-morbilità e condizioni per vari motivi trascurate, e a lavorare per offrire loro una risposta – ha spiegato Massimo Grandi Amministratore Delegato di Daiichi Sankyo Italia – E siamo felici di collaborare con le associazioni di pazienti come FAVO al raggiungimento di questo traguardo, che però non deve restare un obiettivo dei singoli, che siano medici, aziende o associazioni, ma deve diventare uno scopo comune, con l’attuazione di sinergie tra istituzioni, professionisti sanitari con varie specializzazione mediche, e soprattutto con il coinvolgimento dei pazienti che devono restare al centro del nostro agire”.

Bibliografia

1.N.Maurea et al., Tromboembolismo venoso e fibrillazione atriale nel paziente oncologico, G Ital Cardiol 2018;19(9 Suppl 1):3S
2. D. Imberti et al.,Antithrombotic Therapy for Venous Thromboembolism in patients with cancer: expert guidance, Expert Opinion on Pharmacotherapy 2018, 19:11, 1177–1185
3. Le complicanze tromboemboliche nel paziente con cancro: le linee guida ESMO, CASCO- vol.1, n.2 – ottobre-dicembre 201

FonteDaiichi Sankyo

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Etica e Società

ICE CUBE PARTECIPA MY SPIRITS MILANO 2018

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  • 22 Novembre 2018

I migliori drink nascono solo da ingredienti eccellenti, a partire dal ghiaccio. Per questo Ice Cube, azienda leader in Italia nel ghiaccio alimentare confezionato, partecipa, lunedì 26 novembre al Museo Storico Alfa Romeo, alla giornata conclusiva di My Spirits Milano 2018, il ciclo di appuntamenti interamente dedicato al mondo degli Spirits e pensato specificamente per gli addetti ai lavori e per tutti gli appassionati del mondo dell’Ho.Re.Ca.

Ice Cube firmerà il ghiaccio che sarà utilizzato nelle numerose iniziative in programma, come per il cocktail inedito che sarà creato da Bruno Vanzan, tra i TOP10 bartender al mondo, vice campione del mondo WFA e vincitore del premio “miglior cocktail” al campionato mondiale IBA, nonché testimonial di Ice Cube. Il ghiaccio, infatti, è un ingrediente fondamentale per preparare drink di qualità e quello di Ice Cube è certificato IFS (International Food Standard) secondo le vigenti normative igienico sanitarie CE. Un ghiaccio prodotto con acqua oligominerale, microbiologicamente puro, inodore e insapore che con un 1kg di cubetti consente di realizzare circa 10 cocktail o 20 drink, diventando a tutti gli effetti il partner ideale per ogni bevanda.

I partecipanti a My Spirits Milano, tra exhibition flair e seminari come “Il ritorno dell’Aperitivo” e “Il Gin è italiano” in cui approfondire la cultura della mixology ed essere aggiornati sulle nuove tendenze del mercato degli Spirits, avranno la possibilità di «toccare con mano» la qualità e l’innovazione del ghiaccio Ice Cube conoscendo da vicino i suoi prodotti nel corner dedicato. Qui potranno trovare, accanto ai più tradizionali ghiaccio in cubetti e ghiaccio crushed, anche i prodotti della linea premium – Ice Deluxe (cubi di ghiaccio purissimo 5x5x5cm), Iceball (eleganti sfere del diametro di 6 cm) e Ice Block (il maxi cubo da 25cm di lato) -, nonchè i nuovissimi Ice Brick, per realizzare cubetti e sfere a un prezzo notevolmente inferiore, e le Ice Cup, i bicchieri fatti su misura contenenti cubetti di ghiaccio puro Ice Cube ideali per gustare bevande take away.

Un evento da non perdere per scoprire tutti i segreti sul ghiaccio alimentare confezionato più innovativo e autentico che ci sia e per essere perfettamente aggiornati sulle nuove tendenze del magico mondo degli Spirits.

ICE CUBE è il primo produttore in Italia di ghiaccio puro per uso alimentare. Il ghiaccio ICE CUBE è prodotto con acqua oligominerale pura, cristallina, inodore e insapore, ottenuta dalle sorgenti di Scillato, nel gruppo montuoso delle Madonie, in Sicilia. L’elevata qualità è assicurata dalla conformità del processo produttivo e del prodotto finale alle normative vigenti CE sulla produzione di alimenti.

ICE CUBE copre tutto il territorio nazionale, comprese le isole, avvalendosi di operatori specializzati e piattaforme dedicate. Si rivolge al canale Ho.Re.Ca e al canale G.D.O. con una propria rete di vendita e numerosi intermediari. Il canale Ho.Re.Ca è quello di maggiore ricettività e semplicità di penetrazione, tanto che oggi ICE CUBE conta più di 140 distributori lungo tutto lo stivale con una produzione di 3mila tonnellate di ghiaccio l’anno.

Il ghiaccio ICE CUBE può essere acquistato anche nei supermercati, nei centri commerciali, negli alimentari della GDO e nel canale Cash&Carry dove è presente nel 90% dei punti vendita sul territorio nazionale, con un incremento delle vendite del 35% nei C&C e del 172% nella GDO tra il 2015 e il 2017.

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Le carte geografiche, l’idea più originale per i tuoi regali di Natale

Trovare l’idea giusta per un regalo di Natale davvero azzeccato è tutt’altro che semplice.

Se il destinatario è un conoscente, rischiamo di non indovinare i suoi gusti; se invece è una persona cara della quale conosciamo bene le preferenze, ci rendiamo conto di averle già regalato di tutto.

La soluzione? Le carte geografiche!

Eleganti e raffinate, sono sempre gradite e non passano mai di moda. E’ relativamente recente la scoperta di questo tipo di stampa come fonte di ispirazione per una grande varietà di articoli, dai capi d’abbigliamento agli accessori (borse, cinture, portafogli), dall’oggettistica alla cartoleria.

Ma uno dei settori in cui le carte geografiche danno davvero il meglio sono i complementi d’arredo.

Con la sua capacità di evocare viaggi da sogno e atmosfere esotiche, ogni stampa geografica è in grado di donare alla casa o all’ambiente di lavoro un immediato tocco di calore e di magia.

In più, con la sua straordinaria versatilità, questo particolare soggetto si adatta splendidamente a tutti gli stili e a tutti gli ambienti, prestandosi bene a tante interpretazioni diverse.

Avresti mai pensato che una carta geografica potesse diventare un elegante paralume? Scegli un planisfero antico o una mappa vintage con la planimetria di Roma e realizza la lampada perfetta per l’amica sofisticata o il collega appassionato di storia.

Stai cercando un’idea fresca e frizzante per una ragazza dall’indole romantica ma al tempo stesso amante delle novità?

Opta per una cartina moderna nei toni del rosa acceso e usala per personalizzare una sedia in legno e alluminio: diventerà l’attrazione principale della sua cameretta!

E per un amico o un parente dai gusti classici e un po’ retrò? Orientati sulla tradizionale carta geografica murale, antica o vintage.

Una carta settecentesca dell’Impero Romano, una cartina dell’Italia del 1800 o una mappa del mondo del Cinquecento: basta scegliere il soggetto preferito, completarlo con una bella cornice e il gioco è fatto. Buone Feste!

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