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25 Giugno 2013

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Altran è stato nominato consulente esclusivo e designer di servizi per il Dubai World Central

Altran è stato nominato consulente esclusivo e designer di servizi per il Dubai World Central

Altran è stato nominato consulente esclusivo e designer di servizi per il Dubai World Central

 
[2013-06-25]
 

PARIGI, June 25, 2013 /PRNewswire/ —

Oggi, presso il Paris Air Show, Dubai World Central ha nominato Altran consulente esclusivo e designer di servizi per la realizzazione del Distretto di aviazione, il primo centro di servizi di manutenzione innovativo dedicato a jet ed elicotteri aziendali.

     (Logo: http://photos.prnewswire.com/prnh/20130408/607421 )

Questa estesa collaborazione è il frutto dell’accordo firmato durante il MEBA 2012 (Middle East Business Aviation Airshow) tra Dubai World Central (DWC), Al Habtoor Trading e Altran. L’accordo del 2012 ha approvato il concetto di The Wings Valley, un innovativo centro di manutenzione, riparazione e revisione dedicato all’aviazione privata all’interno del Dubai World Central, che si prevede diventi il più grosso aeroporto al mondo.

Accessibile da un terminal VIP, il Distretto di aviazione sarà realizzato in modo da diventare il vero centro di aviazione privato a Dubai. I proprietari di jet ed elicotteri privati avranno accesso a una gamma completa di servizi (come i servizi di manutenzione standard, la realizzazione dell’abitacolo, l’implementazione di servizi tecnologi e di connettività) in un’unica sede. La priorità sarà l’offerta del servizio “1 stop shop” nel più breve tempo possibile.

Una prima selezione delle principali aziende del settore dell’aviazione verrà effettuata in occasione del lancio ufficiale, prima del Dubai Airshow a novembre 2013. Altran sarà responsabile della definizione del pacchetto di servizi di alto livello, rappresenterà DWC in tutte le questioni di contatto con i locatari e supervisionerà il team degli istituiti di formazione internazionale di ingegneri qualificati, tecnici e responsabili nelle diverse aree coinvolte.

Con la vasta conoscenza del settore aeronautico, Altran ha ottimizzato il progetto iniziale di servizi generali e lo ha trasformato in un sofisticato centro di soluzioni integrate. Abbiamo unottima squadra per rendere ilDubaiWorld Central qualcosa di straordinario e farlo crescere“, ha dichiarato Khalid Ibrahim, Vice-President of Strategy and Corporate Communications del Dubai World Central.

Promosso da Altran, il concetto di Wings Valley sta diventando una realtà per il Dubai World Central, grazie allaccurata conoscenza da parte del gruppo delle necessità e delle opportunità nel settore dellaeronautica. Solo Altran, in qualità di leader a livello mondiale in ingegneria e tecnologia avanzata, è in grado di prevedere quali sono le esigenze specifiche del settore dellaviazione privata. WingsValleyè diventato un marchio che adesso può essere ipotizzabile anche per altre regioni strategiche“, ha commentato Philippe Salle, Chief Executive di Altran Group.

Dalla progettazione alla realizzazione, Altran offre la sua consulenza e il suo supporto al progetto del Distretto di aviazione del Dubai World Central per la costruzione di una nuova tipologia di “valle aeronautica”.

http://www.altran.com

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Rohde & Schwarz presenta all’LTE World Summit il proprio portfolio completo di strumenti per la trasmissione e la misurazione di segnali dedicato agli operatori di rete mobile

Rohde & Schwarz presenta all’LTE World Summit il proprio portfolio completo di strumenti per la trasmissione e la misurazione di segnali dedicato agli operatori di rete mobile

Rohde & Schwarz presenta all’LTE World Summit il proprio portfolio completo di strumenti per la trasmissione e la misurazione di segnali dedicato agli operatori di rete mobile

 
[2013-06-25]
 

MONACO DI BAVIERA, June 25, 2013 /PRNewswire/ —

Per garantire chele applicazioni mobili funzionino senza intoppisugli smartphone, che sia fornitala copertura di reteidealee che quindi l’abbonato abbia un’esperienza ottimale, è necessario eseguire un test completodelle retie dei dispositivi wireless. Rohde &Schwarzè l’unico fornitore di strumenti T&M che proponesoluzioni di misurazione per la progettazione, l’installazione, l’ottimizzazione e la gestione direti di comunicazionesenza fili, il tuttoda un unico produttore.

Rode & Schwarz e le sue controllate SwissQual e ipoque presenteranno all’LTE World Summit 2013 di Amsterdam alcuni strumenti di misura per tutte le fasi del ciclo di vita dei servizi di rete. Innanzitutto, i sistemi per prove RF e per l’analisi di protocollo prodotti da Rohde & Schwarz aiuteranno gli operatori di rete nella scelta dell’infrastruttura e dell’apparecchiatura utenti adatte, garantendo che l’apparecchiatura sia conforme agli standard wireless.

Successivamente, gli operatori di rete utilizzeranno le soluzioni di misura prodotte da Rohde &Schwarz per mettere efficacemente in campo le loro reti wireless, per ottimizzandole all’insegna dell’efficienza e dell’esperienza dell’abbonato. Saranno utilizzati degli strumenti di prova manuali per l’installazione in loco della stazione base e per la ricerca delle interferenze. Le soluzioni di benchmarking prodotte da SwissQual forniscono dati comparativi essenziali sulle prestazioni della rete.

Infine, l’analisi approfondita dei pacchetti da parte di ipoque fornirà informazioni dettagliate sul comportamento degli abbonati e una panoramica sull’attuale traffico dati generato dalle applicazioni e dai servizi mobili. Questo consentirà agli operatori di controllare, monetizzare e ottimizzare il traffico.

Roland Steffen, Executive Vice President e Responsabile Divisione T&M, ha commentato: “Insieme a SwissQual e ipoque, le nostre controllate, offriamo una gamma integrata di soluzioni per analizzare l’intero ciclo di vita dei servizi di rete, un approccio unico senza concorrenti sul mercato. Quest’approccio integrato non solo offre ai nostri clienti efficienza nei servizi, ma li aiuta anche a conciliare le esigenze degli abbonati con i loro obiettivi finanziari in un contesto commerciale impegnativo”.

Rohde & Schwarz, SwissQual e ipoque presenteranno il loro comune portfolio di strumenti T&M il 25 e 26 giugno 2013 all’LTE World Summit nel quartiere fieristico di Amsterdam RAI (stand 19, padiglione 10).

Contatto per la stampa:

Christian Mokry, tel. +49-89-4129-13052, e-mail: [email protected]

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SECONDO UN NUOVO STUDIO PUBBLICATO SUL JOURNAL OF HEPATOLOGY, I PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE EPATICO PIÙ ANZIANI RISPONDONO BENE ALLA RADIOEMBOLIZZAZIONE TRAMITE SIR-SPHERES COME I PAZIENTI PIÙ GIOVANI

SECONDO UN NUOVO STUDIO PUBBLICATO SUL JOURNAL OF HEPATOLOGY, I PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE EPATICO PIÙ ANZIANI RISPONDONO BENE ALLA RADIOEMBOLIZZAZIONE TRAMITE SIR-SPHERES COME I PAZIENTI PIÙ GIOVANI

SECONDO UN NUOVO STUDIO PUBBLICATO SUL JOURNAL OF HEPATOLOGY, I PAZIENTI AFFETTI DA TUMORE EPATICO PIÙ ANZIANI RISPONDONO BENE ALLA RADIOEMBOLIZZAZIONE TRAMITE SIR-SPHERES COME I PAZIENTI PIÙ GIOVANI

 
[2013-06-25]
 

BOLOGNA, Italia, June 25, 2013 /PRNewswire/ —

 

In base ai nuovi dati della Valutazione ENRY multicentrica eseguita su 325 pazienti, gli autori suggeriscono che la radioembolizzazione potrebbe rappresentare un’opzione efficace e ben tollerata per una crescente popolazione di pazienti più anziani

I risultati di una nuova analisi multicentrica condotta dai membri dello European Network on Radioembolisation sulla radioembolizzazione con le Microsfere di resina Yttrium-90 (ENRY), pubblicata online sul Journal of Hepatology, la rivista specializzata della European Association for the Study of the Liver[1], potrebbero comportare implicazioni importanti per i pazienti più anziani affetti da tumore epatico primario non operabile (carcinoma epatocellulare).

L’analisi ha essenzialmente riscontrato esiti identici del trattamento a lungo termine a seguito di radioembolizzazione con l’impiego di SIR-Spheres in 128 pazienti anziani (di almeno 70 anni di età), a confronto con 197 pazienti più giovani (di età inferiore a 70 anni), con caratteristiche demografiche altrimenti simili. “I risultati ottenuti suggeriscono che la sola età non dovrebbe costituire un fattore discriminante per la gestione dei pazienti affetti da carcinoma epatocellulare. Si tratta di un riscontro importante perché vi è la tendenza verso l’età più matura nei pazienti con diagnosi di carcinoma epatocellulare, in particolare nei paesi sviluppati,” ha dichiarato l’autore principale dell’articolo, Dott. Rita Golfieri, MD, Professoressa di Radiologia presso il Dipartimento Malattie Apparato Digerente e Medicina Interna dell’Università di Bologna.

La Prof. Golfieri ha inoltre affermato che “Anche se l’età non rappresenta necessariamente un ostacolo per la gestione dei pazienti più anziani affetti da carcinoma epatocellulare, i medici dovrebbero comunque prendere in considerazione l’età e la fragilità dei pazienti al momento di decidere i trattamenti da utilizzare.

“Ad esempio, la relativa mitezza degli eventi associati alla procedura, dopo la radioembolizzazione con SIR-Spheres, rispetto alla chemioembolizzazione transarteriosa o TACE, suggerisce che una singola efficace procedura di radioembolizzazione potrebbe essere più accettabile per i pazienti anziani rispetto ai cicli multipli di terapia necessari per la TACE.

“Inoltre, anche se sorafenib, l’inibitore della tirosina chinasi, rappresenta una buona opzione di cura per molti pazienti anziani affetti da carcinoma epatocellulare, l’aumento nella frequenza degli eventi avversi associati all’uso di tale sostanza in pazienti di età superiore a 75 anni, potrebbe richiedere una modifica della dose”, ha precisato la Prof. Golfieri.

Il nuovo studio rappresenta il rapporto più recente basato su un’ampia valutazione di 325 pazienti affetti da carcinoma epatocellulare curati da gruppi di specialisti del fegato, oncologi, radiologi interventisti e dottori di medicina nucleare presso otto centri in Germania, Italia e Spagna, e coordinati dal Dott. Bruno Sangro, MD, PhD, Direttore dell’Unità sul Fegato della Clinica Universidad de Navarra, Pamplona, Spagna e presidente del gruppo ENRY.

Informazioni sul carcinoma epatocellulare

Il carcinoma epatocellulare colpisce gli individui il cui fegato è gravemente danneggiato o cirrotico, a causa di patologie come l’epatite e l’alcolismo. Si tratta di una delle 10 forme di cancro più comuni al mondo, con quasi 750.000 casi diagnosticati ogni anno, e della terza principale causa di decesso per tumore[2]. Si verifica più frequentemente nelle aree geografiche in cui l’epatite viene più spesso diagnosticata, come la regione Asia-Pacifico e l’Europa meridionale.

Il cancro epatocellulare può essere curato esclusivamente attraverso l’intervento chirurgico, resecando le parti malate del fegato o tramite trapianto con il fegato di un donatore sano. Tuttavia, questi interventi non sono idonei alla maggior parte dei pazienti, il cui periodo di sopravvivenza potrebbe andare da alcuni mesi a due o più anni, principalmente in base allo stato del loro fegato al momento della diagnosi e all’estensione del tumore.

Risultati principali della Valutazione ENRY basata sull’età

La nuova analisi ha confrontato gli esiti della cura del carcinoma epatocellulare tra 128 pazienti di 70 o più anni (età media 74 anni) con quelli relativi a 197 pazienti più giovani (età media 58 anni). Gli autori hanno anche svolto una sub-analisi aggiuntiva di 49 pazienti molto anziani, di età compresa tra 75 e 87 anni (età media 78 anni).

I gruppi di individui più anziani e più giovani presentavano caratteristiche simili al basale, e molti erano affetti da carcinoma epatocellulare di stadio avanzato multinodulare, presente in entrambi i lobi del fegato, e soffrivano di cirrosi sottostante compensata sufficientemente bene (Child-Pugh di classe A). I pazienti più anziani presentavano un carico tumorale notevolmente inferiore ed il volume del fegato ridotto, sia complessivamente sia per quanto riguarda la quantità oggetto di radioembolizzazione, e avevano contratto con meno probabilità il tumore tramite infezione virale da epatite B.

La differenza nella sopravvivenza complessiva dei pazienti arruolati nello studio non è stata statisticamente rilevante nel confronto tra i pazienti più anziani (mediana 14,5 mesi ) e quelli più giovani (12,8 mesi). Non sono state neanche riscontrate differenze significative nella sopravvivenza tra i pazienti molto anziani (75 anni o più) e quelli di età inferiore a 75 anni (mediana 14,9 rispetto a 12,8 mesi ).

La radioembolizzazione con SIR-Spheres è stata ugualmente ben tollerata in entrambi i gruppi di età. Gli eventi comuni associati alla procedura, come l’affaticamento, la nausea e/o il vomito, il dolore addominale, la febbre e gli elevati livelli di bilirubina, si sono dimostrati prevalentemente di gravità da lieve a moderata e di breve durata. Quasi nessuno di questi eventi è stato classificato come grado 3 o superiore, ad eccezione di un caso di affaticamento di grado 3 e di due casi di innalzamento della bilirubina di grado 4. L’ulcerazione gastrointestinale (causata dall’imprevisto deposito di microsfere nell’apparato digerente) è stata ugualmente infrequente e di intensità da lieve a moderata nei due gruppi di età. I casi di ulcera gastrointestinale grave (di grado 3 e superiore) sono stati, in effetti, quasi tre volte meno comuni tra i pazienti più anziani (0,8% rispetto a 2,7%).

Quando i dati consolidati dello studio ENRY furono inizialmente pubblicati nel 2011[3], il Professor Sangro sottolineò che: “Poiché ENRY non era uno studio prospettico, i nostri risultati devono essere interpretati in maniera prudente. Quello che possiamo affermare, sulla base della nostra valutazione di una vasta gamma di pazienti affetti da carcinoma epatocellulare e curati attraverso prassi cliniche ordinarie, è che la radioembolizzazione tramite SIR-Spheres attacca direttamente i tumori e risparmia il tessuto epatico vitale. Questa caratteristica della procedura ci consente di ridurre il carico della malattia e, potenzialmente, di incrementare sia la sopravvivenza sia la qualità della vita del paziente. I vantaggi massimi in termini di sopravvivenza riguardano i pazienti con un migliore stato prestazionale, con meno noduli di tumore e senza occlusione della vena porta.

“Adesso possiamo anche dichiarare, sulla base delle analisi della Prof. Golfieri, che i benefici che abbiamo osservato riguardano, in ugual misura, i pazienti più anziani e quelli più giovani, con un potenziale valore aggiunto associato alla radioembolizzazione, per via degli effetti collaterali relativamente tenui rispetto ad altri trattamenti per questa gravissima patologia. Questi pazienti possono contare su poche altre opzioni di trattamento”, ha spiegato il Prof. Sangro.

Le altre opzioni di trattamento, che si sono dimostrate in grado di allungare la sopravvivenza per i pazienti affetti da carcinoma epatocellulare non operabile, comprendono la TACE, che richiede procedure di intervento ripetute ed il ricovero in ospedale a seguito della sindrome di post-embolizzazione che ne consegue, nonché il sorafenib, un farmaco orale assunto due volte al giorno, che può comportare effetti collaterali con conseguente sospensione del farmaco in più di un terzo dei pazienti (38%)[4].

“La radioembolizzazione può anche rappresentare un’opzione sinergica, se associata a terapie farmaceutiche più recenti, come il sorafenib”, ha specificato il Prof. Sangro.

I medici e i pazienti interessati a partecipare ad una delle tre sperimentazioni in corso, controllate e randomizzate, sulla radioembolizzazione con SIR-Spheres, possono ricevere ulteriori informazioni visitando i siti web indicati di seguito:

  • la sperimentazione SORAMIC viene condotta in Europa su SIR-Spheres in combinazione con sorafenib, a confronto con il solo sorafenib, in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare (http://www.soramic.de e http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01126645);
  • la sperimentazione SIRveNIB viene condotta nella regione Asia-Pacifico e si occupa di confrontare SIR-Spheres e sorafenib in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare (http://www.sirvenib.com e http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01135056);
  • la sperimentazione SARAH viene condotta in Francia e si occupa di confrontare SIR-Spheres e sorafenib in pazienti affetti da carcinoma epatocellulare (http://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01482442).

Riferimenti:

  1. Golfieri R, Bilbao JI, Carpanese L, et al on behalf of European Network on Radioembolization with Yttrium-90 resin microspheres (ENRY). Comparison of the survival and tolerability of radioembolization in elderly versus younger patients with unresectable hepatocellular carcinoma. Journal of Hepatology 2013; ePub doi: http//dx.doi.org/10.1016/j.jhep.2013.05.025.
  2. GLOBOCAN. Liver Cancer Incidence and Mortality Worldwide in 2008. http://globocan.iarc.fr/factsheets/cancers/liver.asp accessed 28 June 2011.
  3. Sangro B, Carpanese L, Cianni R et al on behalf of European Network on Radioembolization with yttrium-90 resin microspheres (ENRY). Survival after 90Y resin microsphere radioembolization of hepatocellular carcinoma across BCLC stages: A European evaluation. Hepatology 2011;54:868-878.
  4. Llovet J, Ricci S, Mazzaferro V et al for the SHARP Investigators Study Group. Sorafenib in advanced hepatocellular carcinoma. New EnglandJournal of Medicine 2008;359:378-390.

708-EUA-0613

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Congresso ESH 2013, dallo studio SEVITENSION nuove evidenze sull’efficacia della combinazione fissa olmesartan/amlodipina vs. perindopril/amlodipina nel controllo della pressione arteriosa centrale

Congresso ESH 2013, dallo studio SEVITENSION nuove evidenze sull’efficacia della combinazione fissa olmesartan/amlodipina vs. perindopril/amlodipina nel controllo della pressione arteriosa centrale

Congresso ESH 2013, dallo studio SEVITENSION nuove evidenze sull’efficacia della combinazione fissa olmesartan/amlodipina vs. perindopril/amlodipina nel controllo della pressione arteriosa centrale

 
[2013-06-25]
 

MILANO, June 25, 2013 /PRNewswire/ —

Nel corso del 23° Congresso della Società Europea di Ipertensione sono stati presentati gli ultimi dati dello studio SEVITENSION, che mostrano l’efficacia superiore della combinazione fissa olmesartan/amlodipina rispetto alla combinazione perindopril/amlodipina nel controllo della pressione arteriosa centrale. SEVITENSION prende le mosse dai risultati del precedente studio CAFÉ-Conduit Artery Function Evaluation (parte dello studio ASCOT), che aveva mostrato come i trattamenti in combinazione fissa abbiano effetti differenti sulla pressione arteriosa centrale.

Queste evidenze – ha dichiarato Luis Ruilope, direttore dell’Unità Antipertensiva dell’Ospedale 12 Ottobre di Madrid e coordinatore dello studio Sevitension – potrebbero spiegare la differenza dei risultati clinici fra i due gruppi dello studio ASCOT e fornire utili indicazioni per aiutare i medici a scegliere la miglior opzione di trattamento per gestire in maniera più efficace e conveniente lipertensione, proteggendo i pazienti dal rischio cardiovascolare. Lambizione è quella di raggiungere lobiettivo di controllare adeguatamente la pressione arteriosa nel 70% dei pazienti entro il 2015“.

Gli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina (ACE-I) agiscono bloccando l’enzima che trasforma l’angiotensina I in angiotensina II, mentre gli ARB agiscono bloccando il recettore dell’angiotensina II, offrendo peraltro il vantaggio di minori effetti collaterali rispetto agli ACE-I, in particolare la tosse.

Daiichi Sankyo continua il proprio impegno nell’ipertensione e nello sviluppo dell’olmesartan. Lo studio SEVITENSION si è concentrato proprio sulla valutazione della combinazione fissa olmesartan/amlodipina.

Lo studio SEVITENSION ha analizzato la combinazione di 40 mg di olmesartan e di 10 mg di amlodipina per valutare se questa fosse in grado di abbassare la pressione arteriosa centrale a un livello simile a quello ottenuto con la somministrazione di 8 mg di perindopril e di 10 mg di amlodipina, valutata nello studio CAFE’. I risultati mostrano che non solo questo obiettivo è stato raggiunto, ma che la combinazione olmesartan/amlodipina abbassa la pressione arteriosa centrale in misura maggiore rispetto alla combinazione con perindopril. Tale risultato è stato confermato anche con altre modalità di misurazione, compresa quella brachiale standard e quella ambulatoria nelle 24 ore. L’altra evidenza scientifica emersa dallo studio riguarda il fatto che il 75,6 % dei pazienti trattati con la combinazione olmesartan/amlodipina sono stati in grado di “normalizzare” la loro pressione arteriosa a livelli più bassi di 140/90 mmHg, cioè lo standard raccomandato dalla Società Europea di Ipertensione. La proporzione dei pazienti che hanno ottenuto lo stesso livello di pressione arteriosa con la somministrazione della combinazione con perindopril é stata invece più bassa di quasi il 20% (57,5 %).

Dalla pubblicazione dello studio CAFÉ, la combinazione di 8 mg di perindopril con 10 mg di amlodipina è stata considerata lo standard ideale. Questo standard è stato comparato con lassociazione di 40 mg di olmesartan e 10 mg di amlodipina, che è riuscito ad abbassare i livelli della pressione arteriosa centrale in modo più significativo. Migliore è la risposta della pressione arteriosa, minori sono i rischi di sviluppare eventi cardiovascolari, ha concluso Ruilope.

Olmesartan+Amlodipina

  • Olmesartan è un antagonista recettoriale dell’angiotensina II. L’angiotensina II svolge fisiologicamente molteplici ruoli tra i quali il restringimento dei vasi sanguigni (vasocostrizione), e porta alla produzione di un altro ormone chiamato aldosterone, che è responsabile della ritenzione di liquidi. Impedendo l’azione dell’angiotensina II, olmesartan determina una vasodilatazione, abbassando la pressione.
  • Amlodipina è un calcio-antagonista a lunga durata indicato per ridurre la pressione arteriosa; agisce rilassando la muscolatura liscia delle pareti arteriose, diminuendo la resistenza periferica totale.

Contatti

Daiichi Sankyo
Elisa Porchetti                                              
Tel.+39-0685255-226    
[email protected]                    

Daiichi Sankyo Europa

Daiichi Sankyo, il cui headquarter europeo è situato a Monaco, ha 12 filiali in Europa e un sito produttivo mondiale situato a Pfaffenhofen, Germania. Per maggiori informazioni visita il sito http://www.daiichi-sankyo.it

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Importante retrospettiva su Piero Manzoni al Städel Museum di Francoforte

Importante retrospettiva su Piero Manzoni al Städel Museum di Francoforte

Importante retrospettiva su Piero Manzoni al Städel Museum di Francoforte

 
[2013-06-25]
 

FRANKFURT AM MAIN, Germania, June 25, 2013 /PRNewswire/ —

L’artista Piero Manzoni (1933-1963), scomparso prematuramente all’età di 29 anni, nonostante la sua breve vita è uno degli artisti più influenti dell’arte italiana del dopoguerra. Il 13 luglio 2013 avrebbe compiuto 80 anni. In quest’occasione, che ricorre esattamente cinquant’anni dopo la sua morte, il Städel Museum di Francoforte rende omaggio a questa figura emblematica dell’avanguardia del dopoguerra europeo con una retrospettiva completa. “Piero Manzoni – Quando i corpi diventano arte” è la prima retrospettiva in assoluto su Manzoni in ambito tedesco nonché la prima presentazione museale al di fuori dell’Italia da oltre due decenni. La mostra, che rimarrà aperta dal 26 giugno al 22 settembre 2013, presenta la radicalità della sua articolata posizione artistica che sottopone il Ready-made di Duchamp a una brillante revisione, completando la riflessione su temi emblematici della modernità, la monocromia ad esempio, e aprendo l’arte pittorica agli ambiti del quotidiano e dell’estetica della merce. Con opere quali la Merda d’artista, (presumibilmente) 30 grammi di merda dell’artista in edizione assolutamente limitata, o Socle du monde (Base del mondo, 1961), un piedistallo che eleva il mondo a opera d’arte, Manzoni creò delle icone della storia dell’arte più recente. Oltre 100 lavori  di tutti i periodi creativi dell’artista offrono, nell’ambito della mostra, uno sguardo articolato su una produzione artistica ancor oggi persuasiva  tra arte informale e l’emergere di un nuovo concetto artistico, tra Modernismo e Neoavanguardia, arte e vita quotidiana. La presentazione delle opere dei tre artisti contemporanei Erwin Wurm (*1954), Leni Hoffmann (*1962) e Bernard Bazile (*1952) nel foyer del museo fa da introduzione saggistica alla mostra; presentando l’incessante influenza di Manzoni sull’arte contemporanea, essi si interrogano sull’importanza degli aspett! i emblem atici dell’opera di Manzoni nel presente.

Informazioni sulla mostra “Piero Manzoni – Quando i corpi diventano arte”

Luogo: Städel Museum, Schaumainkai 63, 60596 Francoforte sul Meno, Germania, http://www.staedelmuseum.de

Durata della mostra: 26 giugno – 22 settembre 2013

Contatti per la stampa e relazioni con il pubblico: Silke Janßen, addetta stampa, telefono +49(0)69-605098-234, fax +49(0)69-605098-188, [email protected]

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Internazionalizzazione e comunicazione d’impresa all’estero

Secondo Evento Italiano PRNewswire: Internazionalizzazione e comunicazione d’impresa all’estero

Secondo Evento Italiano PRNewswire: Internazionalizzazione e comunicazione d’impresa all’estero

 
[2013-06-25]
 

BRESCIA, Italia, June 25, 2013 /PRNewswire/ —

La sede della CDO, nel cuore di Brescia, ha ospitato PR Newswire per svolgere la seconda tappa della loro espansione all’insegna di un evento tutto italiano.

Per vedere la multimedia news release clicca qui:

http://www.multivu.com/mnr/61928-prnewswire-italy

Il workshop ha avuto luogo l’8 giugno in una location ad hoc. Brescia, infatti, e’ una miscellanea di attivita’ anche molto diverse fra loro ma che, passando dall’industria al credito e dall’abbigliamento alla fonderia, sino alle associazioni di categoria, mostrano l’incessante e appassionato lavoro di quella brescianità votata alla fatica e alla creatività che ha reso questa provincia tra le più operose e produttive d’Europa e che continua a investire sul proprio futuro.

Grazie all’aiuto di Riccardo Camossi, Responsabile Area sviluppo e Gestione associati CDO, si è potuto realizzare questo evento che ha visto un alto numero di aziende interessate all’espansione e visibilità all’estero. L’evento ha infatti avuto un’ampia affluenza, con più di 40 partecipanti di diversi settori tra cui export, moda, energia e prodotti casalinghi.

Simona Turla, Business Development Manager di PR Newswire, ha spiegato come la distribuzione wire sia un metodo più efficace per distribuire notizie e comunicati stampa, se paragonato alla sola distribuzione tradizionale via email. Con la sua esperienza e solida reputazione nel mercato internazionale, PR Newswire lavora per incrementare la visibilità del cliente, valorizzandone l’immagine, o supportandolo in un momento di crisi per stimolarne le vendite e annunciarne il successo.

Il nostro obiettivo finale è di aiutare micro, piccole e medie imprese italiane che guardano all’internazionalizzazione come la chiave per uno sviluppo di successo e la promozione del proprio brand.

Questo è solo l’inizio di una serie di eventi che si terranno sul territorio italiano nel prossimo futuro.

PR Newswire

PR Newswire è il leader mondiale nei servizi innovativi di marketing e comunicazione che permette ad aziende ed organizzazioni di divulgare le informazioni ad un pubblico mirato a livello globale. Partner di fiducia di numerosissime aziende da oltre 60 anni, PR Newswire è estremamente utile nella promozione del brand, nelle strategie di informazione, nell’orientamento delle vendite e nell’aumento dei profitti.

CDO

La CDO è un’associazione imprenditoriale di rilevanza nazionale che associa 34 mila imprese, soprattutto piccole e medie. È presente con 38 sedi in Italia e 17 all’estero (in Argentina, Brasile, Bulgaria, Cile, Colombia, Francia, Israele, Kenia, Paraguay, Perù, Polonia, Portogallo, Repubblica di San Marino, Spagna, Svizzera, Ungheria e Venezuela). La CDO è presente nel mondo anche attraverso i network di sedi operative del consorzio per l’internazionalizzazione Co.Export e della Fondazione Avsi (CDO Network). 

Per maggiori informazioni:

Simona Turla
Business Development Manager
PR Newswire Europe
Phone: +44(0)207-454-5111
[email protected]

Video: http://www.multivu.com/mnr/61928-prnewswire-italy

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