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Salute e Benessere

Tipi di chirurgie e il Dott. Luca Campili

Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica.

La chirurgia plastica si differenzia in due categorie, la chirurgia ricostruttiva e la chirurgia estetica. La chirurgia ricostruttiva mira a intervenire su malformazioni e traumi che compromettono la funzionalità di uno o più organi, in seguito a incidenti o danni fisici, oppure a causa di malformazioni congenite. Gli interventi chirurgici possono coinvolgere aree anatomiche anche molto estese, ed essendo necessari per la salute sono a carico del SSN. La chirurgia estetica comprende invece tutti gli interventi chirurgici effettuati per apportare una miglioria fisica, e che sono di solito limitati ad aree del corpo ristrette e superficiali. Rispondendo puramente alla finalità estetica, sono completamente a carico del paziente.

Storia della chirurgia

L’origine della pratica della chirurgia plastica viene fatta risalire all’India antica: a quei tempi era usanza comune amputare il naso della donna adultera o dei trasgressori delle leggi, perciò cominciarono a diffondersi pratiche ricostruttive, come gli innesti cutanei, che consistevano nel taglio di un lembo di pelle sulla fronte del soggetto che veniva utilizzato per ricostruire il naso. Inoltre, nel Sushruta Samhita, documento del chirurgo indiano Sushruta, il medico descrive la ricostruzione dell’orecchio prelevando un lembo di guancia da inserire nella zona da ricostruire. Queste tecniche vennero riprese anche da Ippocrate, che le cita nel suo Corpus Hippocraticum. Nell’antica Roma poi, due dei più grandi medici del tempo, Galeno e Celso, si interessarono di ricostruzioni a fini estetici, tra cui correzioni del labbro e interventi alle orecchie e al naso. Tuttavia, dopo il crollo dell’impero romano, la chirurgia subì una fase di stallo. Un punto di svolta importante si ebbe nel 1597, con la pubblicazione del primo trattato di chirurgia estetica occidentale, il De curtorum chirurgia per insitionem, del medico Gaspare Tagliacozzi.

Dottor Luca Campili: il migliore nella chirurgia estetica a Viterbo

Da oggi sentire di avere dei difetti estetici non è un problema irrisolvibile, anzi! Oggi con il progresso della chirurgia estetica diventa sempre più abituale correggere i difetti che non si accettano nel proprio corpo e diventa sempre più semplice ritrovare noi stessi in un corpo che piace e dà soddisfazione! Oggi la chirurgia estetica a Viterbo  porta il nome di Luca Campili, un professionista in grado di rispondere ad ogni esigenza con grande competenza, ottenendo sempre esiti eccellenti e risultati soddisfacenti per tutti i suoi clienti! La sua professionalità nel settore della chirurgia estetica è ampiamente riconosciuta, i suoi obiettivi mirati a rendere le persone che non si riconoscono nel proprio corpo finalmente soddisfatte e libere di sentirsi a proprio agio in tutte le situazioni, perché felici di avere una silhouette che risponde alle loro esigenze! Il Dottor Luca Campili, specialista di chirurgia estetica a Viterbo, riceve nel suo studio di Via Cesare Battisti 36/C, a Terni. Chiama al 340 584 6841.

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Dottor Luca Campili: il fuoriclasse della medicina estetica

Le radici della medicina estetica

La medicina estetica compare per la prima volta in Francia , nel 1973, grazie ad un intuizione del dott. Jean Jacques Legrand, endocrinologo di Parigi. In Italia appare nel 1975 con la fondazione, ad opera del prof. Carlo Alberto Bartoletti, della Società Italiana di Medicina Estetica (SIME). Inizia un movimento culturale medico-estetico che farà, nel tempo, da nocchiere della medicina estetica internazionale. In qualche modo Bartoletti è da considerare il padre della medicina estetica italiana, e uno dei principali operatori culturali della medicina estetica internazionale.

Psicologia della medicina estetica

Quando si parla di trattamenti estetici dobbiamo confrontarci inevitabilmente con la dimensione psicologica del paziente: lì si trovano le motivazioni più profonde della scelta di sottoporsi a un intervento estetico. Spesso ci si dimentica di quanto è importante per la persona la sintonia tra il proprio aspetto e il proprio modo di sentirsi, una sintonia messa in difficoltà dal passare del tempo che, giorno dopo giorno, porta con sé i segni del cambiamento. Sono le rughe o le depressioni cutanee che nel viso si manifestano con più evidenza, influenzando anche la sfera emotiva e intima. Gli aspetti psicologici ricoprono un ruolo fondamentale nella scelta di iniziare una serie di interventi estetici, ed è bene che essi vengano presi in considerazione dallo specialista al pari delle richieste più esplicite. Il paziente gioca un ruolo fondamentale nel riconoscere ed esporre al medico le proprie sensazioni ed i propri desideri più profondi. Solo così si potrà studiare un piano di trattamento che possa ridare luce alla sua bellezza.

Dottor Luca Campili: il tuo corpo nelle mani di uno specialista

La medicina estetica ha avuto molti miglioramenti negli ultimi anni, e un numero sempre più crescente di persone richiede in maniera sempre più consistente l’ausilio di un professionista che possa soddisfare ogni tipo di richiesta per il proprio corpo. Luca Campili, dottore in medicina estetica a Viterbo, mette a disposizione la propria competenza per soddisfare ogni vostro tipo di desiderio. Dal lifting all’epilazione laser, dal Dottor Luca Campili troverete tutto ciò che fa al caso vostro. Il Dottor Luca Campili, specialista in medicina estetica a Viterbo, lavora nello studio di Via Cesare Battisti 36/C, a Terni. Chiama al 340 584 6841 e prendi subito un appuntamento.

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Lo sviluppo del Porto di Civitavecchia passa anche per la realizzazione della Civitavecchia-Viterbo

La Superstrada è una priorità. Nuovi consensi per la proposta alternativa di Pasqualino Monti per completare l’opera

In un momento come quello attuale il completamento della Civitavecchia-Orte ritorna prepotentemente d’attualità. Anche il candidato alla Presidenza della Regione Nicola Zingaretti, nella sua recente visita a Civitavecchia, si è soffermato sull’argomento. Il collegamento diretto tra Civitavecchia e Viterbo potrebbe offrire importanti opportunità di sviluppo, soprattutto considerando l’importanza strategica del porto di Civitavecchia, che potrebbe agevolare l’approvvigionamento di tutto il viterbese.

In quest’ottica, e viste le scarse disponibilità della finanza pubblica, già a Dicembre la Regione si era detta pronta a valutare soluzioni low-cost per il completamento dell’opera. Lo stesso Presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti si è detto pronto a farsi carico dei costi con la sua Authority pur di vedere completata l’opera.

“l’Autorità Portuale si farà carico della progettazione del tratto mancante di trasversale, al ministero abbiamo detto d’essere pronti. La strada costeggerà il Mignone e avrà un costo di 240 milioni di euro”. Gli interessi di Civitavecchia coincidono con quelli della Tuscia.” Al porto – precisa Monti – le banchine passeranno da diciassette a ventotto chilometri e nel 2013 con l’adeguamento della darsena ci prepariamo a ricevere anche le grandi navi, da 225 metri”.

‘Nella zona della Tuscia mancano le infrastrutture, ma c’è anche carenza di iniziative. Non è stato creato alcun percorso enogastronomico, non c’è una percorso culturale attrezzato. Dal punto di vista dell’attrattività c’è il deserto. Se si riuscisse a dirottare anche il 5% dei 2,6 milioni di turisti da Civitavecchia a Viterbo sarebbe una svolta”.

La proposta sta rapidamente raccogliendo consensi dalle varie amministrazioni locali. Nicola Zingaretti, Presidente uscente della Provincia di Roma e candidato alla carica di Governatore del Lazio, visitando il Porto di Civitavecchia ospite del Sindaco Tidei e dello stesso Pasqualino Monti, ha fornito l’appoggio al progetto della Superstrada:

“Con la Civitavecchia-Orte, che auspichiamo e sosterremo, sarà ancor più possibile il rilancio di un polo, di un ingresso in Italia di assoluta centralità e importanza per il Lazio e per tutto il Paese”. Grazie allo sviluppo del porto civitavecchiese si potrebbe costruire nel Mediterraneo “di uno di quei nuovi poli di sviluppo di cui spesso si parla. Per questo essere vicini ai territori è fondamentale”.

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Mimmo Liguoro (in)canta al Salotto delle 6

Viterbo. La XIII edizione del Salotto delle 6 si chiude con una serata strepitosa grazie alla grande performance di Mimmo Liguoro.
Il giornalista napoletano, già in passato gradito ospite della rassegna di Pasquale Bottone, si è esibito in un One Man Show sui generis: “L’Italia raccontata dalle canzoni” è stata l’occasione per ripercorrere le vicende del Belpaese attraverso la storia della canzone italiana, rivelatasi la vera protagonista della serata. La sorpresa, poi, è venuta direttamente dal pubblico: non solo numerosissimo, ma talmente coinvolto e partecipe da cantare assieme a Liguoro, peraltro molto intonato, i motivi più belli e conosciuti del nostro patrimonio musicale.

Distinzione necessaria, attacca Liguoro, quella tra la musica classica, legata ai ricordi più profondi, e le canzonette, intese in generale come elemento secondario ma correttamente definite da Eugenio Scalfari “custodi della memoria, il più perfetto contenitore di volti, luoghi, vicende, amori: una biografia della persona”. Le canzoni come segnali di memoria, legate al passaggio delle epoche storiche, come un susseguirsi delle stagioni.
Dalle villanelle, forme corali di argomento agreste, apparse inizialmente a Napoli poi divenute fenomeno europeo, alla canzone monodica con voce e strumenti musicali.
Liguoro si sofferma sulla nota “Michelemmà”, che compare nel “Carosello Napoletano” di Giannini. La prima canzone napoletana, conosciuta dal 1660, tra i cui interpreti figura Roberto De Simone, tratta di una invasione dei Saraceni nella capitale del Sud e Liguoro ne percorre con dovizia di particolari la storia: dal falso operato da Salvatore Di Giacomo per far risalire il testo alla scrittura di Salvator Rosa, al significato ancora incerto del titolo e all’ipotesi che la tarantella sia un inno ad una fanciulla nata ad Ischia, e quindi all’isola.
Ciò che colpisce dell’approccio di Liguoro è la capacità di integrare in modo gradevolissimo l’esegesi e la storia di testi e musica con una narrazione mai pesante, arricchita da toni sempre pacati e attenti agli umori del pubblico, continuamente stimolato da Liguoro a intervenire intonando.
È la volta poi di “Santa Lucia”, la prima canzone italiana moderna, trascritta da Cottrau e divenuta un successo all’estero. Seguono “Te voglio bene assaje”, “Addio mia bella Napoli”, “E spingole francese”, “Funiculì Funiculà”, “O sole mio”, accompagnate dal costante canto dell’allegro pubblico.
L’Ottocento secolo d’oro della canzone napoletana, che esplodeva ogni anno nella festa di Piedigrotta: Libero Bovio, Roberto Bracco, Ernesto Murolo, Ferdinando Russo, Rocco Galdieri, Giovanni Capurro, Salvatore Di Giacomo e la finestrella di “Marechiaro”, Salvatore Gambardella, De Curtis e Nicolardi.
Un accenno a Petrolini e alla canzone romana – da “Come te posso ama’” a “Affaccete Nunziata” –, sicuramente presente in quantità minore rispetto alla napoletana, e un tuffo nella Prima Mondiale con la “Canzone del Piave” di E.A. Mario, inno nazionale dal 1943 al 1946, e le canzoni di protesta di fine guerra come “Gorizia”, che narravano della difficile vita dei soldati.
Dalla patria allo spettacolo: la figura della sciantosa, intrigante e ammaliatrice, legata a un’immagine peccaminosa della donna, contrariamente a ciò che avveniva Oltralpe.
Lina Cavalieri e Maria Ciampi, che inventò la “mossa”, il tramonto della sciantosa e il successo delle interpreti nel varietà. Ancora: tabarin, rivista e sceneggiata, da fine Ottocento agli anni tristi della guerra.
Il 1932 anno del primo festival di Sanremo, in realtà Festival partenopeo di canti, tradizione e costumi, e qui Liguoro non nasconde un certo campanilismo. La fine degli anni Trenta con la rivalutazione della campagna nelle canzoni – “Amor di pastorello”, “Reginella campagnola” – e la Seconda Mondiale: “Lili Marleen” trasmessa da Radio Belgrado ogni sera alla stessa ora, osteggiata da Goebbels, malinconica e struggente, in breve tempo cantata da tutti, quasi una liturgia, lontana dallo spirito marziale del guerriero, vicina troppo vicina all’uomo, tanto da indebolire il soldato.
Le parodie del Duce, “Il tamburo principale della banda d’Affori”, e i figli della guerra, “Tammurriata nera”.
Dalle marce militari a una sorridente marcetta di speranza: “Dove sta Zazà”, che nasce in un momento difficile e fa impazzire la gente oppressa da anni dal conflitto armato, un fenomeno epocale con valore catartico. Tra gli interpreti Aldo Tarantino e Nino Taranto, ma Liguoro insiste sull’interpretazione intimista, splendida, di Gabriella Ferri, che ha saputo donarle toni esistenzialisti, una personale intensa riflessione sul malessere.

Qui si ferma Liguoro, a furor di popolo il pubblico chiede che il racconto vada avanti, ma l’orario non lo permette. “La seconda puntata nella prossima edizione” è la promessa di Bottone.
Lasciamo la canzone che ha cantato la realtà collettiva e attendiamo la canzone cantautoriale, espressione di singole sensibilità e individualità, una per tutte Luigi Tenco.
L’appuntamento è al prossimo anno, i ringraziamenti vanno a Unindustria, alla Provincia, alla biblioteca, ai collaboratori, alla caparbia tenacia di Paolo Pelliccia e alla sua incredibile capacità innovativa.

Il Salotto delle 6 – Ufficio Stampa
Valentina Petrucci
[email protected]

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Web Land, la Terra “connessa”: Piero Gaffuri, direttore di rai.it, al Salotto delle 6

Viterbo. Uno spaccato dell’Italia contemporanea attraverso il mondo del web in continua espansione e come veicolo di verità e di corretta informazione: venerdì 18 maggio il Salotto delle 6 si tuffa nella rete con Piero Gaffuri, direttore di rai.it, manager e romanziere, che per Lupetti – Rai Eri ha scritto il saggio “Web Land – dalla televisione alla metarealtà”.

Gaffuri parte dall’esperienza di Rai.tv, dall’innovazione tecnologica in un’azienda pubblica, per esplorare quelli che sono i concetti e i linguaggi fondamentali del web: la videorete, quindi i contenuti creativi e il diritto d’autore, e la cybersocialità, l’impatto sociale di internet sulle comunità sparse sul territorio, nuove tribù digitali.
Con Facebook e i social network ci siamo ritrovati catapultati in nuovi scenari di consumo e di relazione sociale che consentono una nuova diffusione della cultura attraverso una diversa modalità: ai contenuti autoriali si affiancano quelli degli utenti, condivisione e partecipazione le nuove parole d’ordine.
“Web Land” indaga in una prospettiva sociologica e antropologica l’onnipresenza del web nel nostro quotidiano e auspica che questa combinazione tra internet e territori, la cosiddetta geolocalizzazione dei contenuti, possa essere un “movimento” in grado di recuperare la cultura delle arti e dei mestieri, un connubio reale, non solo virtuale, tra tecnologie innovative e memoria.

Il Salotto delle 6
ospita Piero Gaffuri
”Web Land, la Terra connessa”

venerdì 18 maggio, ore 18
Sala Conferenze della Biblioteca Consorziale
viale Trento, 24

Il Salotto delle 6 – Ufficio Stampa
Valentina Petrucci
[email protected]

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“INCONTRI GENTILI” OSPITA IL 10 LUGLIO IL QUARTETTO DI SASSOFONI “TACET”

A “INCONTRI GENTILI” IL QUARTETTO DI SASSOFONI “TACET”

Viterbo. Ultimo appuntamento organizzato dall’Associazione Culturale “Incontri Mediterranei” nell’ambito di “Incontri Gentili”, rassegna culturale ideata dalla Provincia di Viterbo in collaborazione con Enel e Banca di Viterbo Credito Cooperativo.
Domenica 10 luglio alle ore 19 il cortile di Palazzo Gentili, in via Saffi, ospiterà il concerto “Musica nel tempo”, eseguito dal quartetto di sassofoni “Tacet”: Francesco Ciocca sax baritono, Francesco Pecorari sax tenore, Armando Beccarla sax contralto, Manuel Silvestri sax soprano.

Domenica 10 Luglio, ore 19
Viterbo, Cortile di Palazzo Gentili
“Musica nel tempo”
Quartetto di sassofoni “Tacet”
Francesco Ciocca, sax baritono
Francesco Pecorari, sax tenore
Armando Beccaria, sax contralto
Manuel Silvestri, sax soprano

Il quartetto “Tacet” nasce nel 2007 su iniziativa del M° Francesco Ciocca con l’intento di divulgare la musica e far conoscere il sassofono attraverso i suoi repertori. Sconfinando nella diversità dei linguaggi musicali, il materiale eterogeneo dal quale il quartetto ricerca e propone percorsi musicali, intende avvicinare il pubblico a suggestivi e diversi panorami musicali.
Gli intenti e la musica del quartetto sono proiettati nella direzione dell’impegno e della perseveranza, verso l’ambizioso obiettivo di creare nel pubblico un interrogativo, un atteggiamento che sproni alla ricerca della diversità musicale quanto culturale.
Nell’estate del 2007 “Tacet” ha partecipato al corso di perfezionamento musicale nella manifestazione “Farnese Musica Estate”.
Nel 2009 ha frequentato lo stage di alto perfezionamento del Corso Internazionale “Sax in the world” tenutosi a Riccia (CB), collaborando con il M° Gianluca De Lena e perfezionandosi in un notevole repertorio di musica originale per quartetto di sassofoni e pianoforte di importanti compositori come P. Iturralde, A. Piazzolla, P. D’Rivera, L. Bacalov.
Oltre all’attività concertistica nei più importanti festival, il quartetto propone anche l’attività didattica con lezioni-concerto per le scuole primarie e secondarie.
“Tacet” è il silenzio, dimensione infinita e libera. Il silenzio non ha misura, non ha unità, non ha e non può seguire sistemi determinati.
Al silenzio è possibile contrapporsi esclusivamente con il tutto. L’infinito si contrappone al finito, il tutto alla musica, il silenzio al suono, come “Tacet” alla musica.

“Incontri Mediterranei” – Ufficio Stampa
Valentina Petrucci
Tel. 0761 402893 – 339 1803561
[email protected]
www.cittadiorte.it

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FABIO BARILI CELEBRA LE FONTANE DI VITERBO A “INCONTRI GENTILI”

FABIO BARILI CELEBRA LE FONTANE DI VITERBO A “INCONTRI GENTILI”

Proseguono gli eventi musicali organizzati dall’Associazione Culturale “Incontri Mediterranei” all’interno di “Incontri Gentili”, rassegna culturale ideata dalla Provincia di Viterbo in collaborazione con Enel e Banca di Viterbo Credito Cooperativo.

Venerdì 1° luglio alle ore 19 il Cortile di Palazzo Gentili ospiterà il “Concerto per chitarre e ghironda”, eseguito dal musicista e compositore romano Fabio Barili.

Il concerto sin da subito si pone come peculiare non solo perché il M° Barili si esprime da solista attraverso tre strumenti notevolmente diversi tra di loro (chitarra classica, ghironda, chitarra elettrica), ma anche perché percorre un ventaglio musicale che dal 1100 (la ghironda è appunto uno strumento musicale a corde di origine medievale) arriva ai giorni nostri.
Da sottolineare infine la celebrazione delle fontane di Viterbo, un omaggio musicale che Barili riserva al capoluogo della Tuscia, così come fece il bolognese Ottorino Respighi con le fontane e i pini di Roma.

Venerdì 1° Luglio, ore 19
Cortile di Palazzo Gentili, Viterbo
“Concerto per chitarre e ghironda”
Fabio Barili, chitarre e ghironda

Il programma
Con la chitarra classica:
Eduardo Sainz de la Maza (1903-1982), “Campanas del alba”
Isaac Albèniz (1860-1909), “Rumores de la caleta”, “Asturias”
Fabio Barili (1971), “Una piovosa giornata d’estate”
Agustin Barrios (1885-1944), “La catedral”

Con la ghironda:
Tradizionale francese, “Valse a cadet”
Thoinot Arbeau (1520-1595), “Branle de chevaux”
Fabio Barili, “Fontana della Morte”

Con la chitarra elettrica:
Fabio Barili, “Fontana delle erbe”, “Fontana grande”, “Fontana del Gesù”

“Incontri Mediterranei” – Ufficio Stampa
Valentina Petrucci
Tel. 0761 402893 – 339 1803561
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I CONCERTI ESTIVI DI “INCONTRI MEDITERRANEI” A PALAZZO GENTILI

I CONCERTI ESTIVI DI “INCONTRI MEDITERRANEI” A PALAZZO GENTILI

Nell’ambito di “Incontri Gentili”, rassegna culturale estiva di musica, teatro, libri ed arte organizzata dalla Provincia di Viterbo in collaborazione con Enel e Banca di Viterbo Credito Cooperativo, l’Associazione Culturale “Incontri Mediterranei” organizza cinque appuntamenti musicali, che si terranno dal 18 giugno al 10 luglio nel cortile di Palazzo Gentili.

Sabato 18 Giugno, ore 19.00
Il violoncello solista
Francesco Storino, violoncello
Le musiche in programma abbracciano un periodo di 4 secoli, dal 1600 al 1900.
Si tratta di un Ricercare di Domenico Gabrielli, violoncellista bolognese del XVII secolo, della Suite n. 4 in Mi bemolle Maggiore di J. S. Bach, di 2 studi da concerto di David Popper, violoncellista boemo del XIX secolo e della Suite n. 1 di Benjamin Britten.
Il trait d’union dei brani in programma è la ricerca. Ognuno di essi infatti rappresenta un passo avanti rispetto al passato sull’uso del Violoncello come strumento solista assoluto.

Francesco Storino ha iniziato gli studi musicali all’età di 6 anni e nel 1982 si è diplomato in Violoncello presso il Conservatorio “G. Verdi” di Torino sotto la guida del M° Sergio Patria conseguendo nell’occasione il premio “Gaetano de Napoli” per il Violoncello; nel frattempo ha approfondito gli studi di Composizione col M° Elio Pochettini e di Armonia col M° Enore Zaffiri. Si è in seguito perfezionato con Franco Maggio Ormezowsky, Anatoli Nikitin (primo violoncello dell’Orchestra Filarmonica di San Pietroburgo), Frans Helmerson e Janos Starter.
Come violoncellista ha iniziato immediatamente una brillante carriera vincendo svariati concorsi nazionali ed internazionali fra cui quello di 1° Violoncello presso il Teatro “G. Verdi” di Trieste e quelli organizzati dal Maggio Musicale Fiorentino, dalla RAI di Torino, dal Teatro Regio di Torino e dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma, della cui Orchestra fa parte dal 1984. A partire dal 1998 ha iniziato a dedicarsi al settore Education dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di cui è stato Coordinatore Artistico ed in questo ruolo ha iniziato a mettere a frutto i suoi studi di Composizione, scrivendo musiche che sono state eseguite dai Solisti dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Tale attività è stata premiata nel 2005 col prestigioso Premio F. Abbiati dalla critica musicale italiana.
Il successo ottenuto in tali occasioni gli ha fruttato nuove commissioni e le sue musiche sono state eseguite da prestigiose Orchestre come i Solisti Italiani e l’ORT (Orchestra della Toscana). Ha approfondito, tramite specifici studi, la divulgazione musicale presso le nuove generazioni e ciò lo ha portato ad intraprendere negli ultimi anni un percorso che ha avuto come massimi traguardi i successi ottenuti nella serie dei Family Concert dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia dove si è esibito come violoncellista e divulgatore al fianco di musicisti come Uto Ughi, Ennio Morricone, Amii Stewart ed artisti come Marco Presta ed Antonello Dose. E’ uno dei fondatori della “Juniorchestra!”, il prestigioso complesso junior dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Domenica 19 Giugno, ore 19.00
Antonio Flinta Quartet
Antonio Flinta, pianoforte
Claudio Gioannini, batteria
Roberto Bucci, contrabbasso
Piercarlo Salvia, sax tenore
“The group has a swinging, soulful sound…there’s a bit of McCoy Tyner in Antonio Flinta’s attack and a touch of Bill Evans in his improvisations…This trio takes its cues from the wide mainstream of American Jazz piano but add their own distinctive energy to the sound”. (Cadence Magazine – USA)
“Un invidiabile interplay è forse il dato più rilevante del loro suonare il jazz”. (Giuseppe Mavilla – Jazzitalia)
“Un prezioso equilibrio tra solidità tecnica, coscienza storica del jazz e creatività contemporanea” (Bruno Pollacci – Animajazz)

Antonio Flinta, pianista e compositore cileno, studia a Madrid e Roma e successivamente vince una borsa di studio per perfezionarsi al Berklee College of Music (Boston, USA). Si stabilisce in Italia e nel 1993 l’incontro con Roberto Bucci, contrabassista cresciuto soprattutto grazie alle esperienze musicali dal vivo e curatore del festival “Artena Jazz 3000” e con Claudio Gioannini, batterista diplomatosi con “honors” al Percussion Institute of Technology (USA), fondatore della Staff Music School (Roma e Viterbo).
Da allora il trio ha partecipato a numerosi festival nazionali ed internazionali e registrato quattro CD: “The Meeting” (2000), “Tree and Figure” (2003-splasc(H) records), “La Edad De La Ira” (2005-splasc(H) records), e “Portraits and Songs” (2007-splasc(H) records). La composizione “Ninietta” inclusa nell’album “La Edad De La Ira” è stata finalista del 2006 USA Songwriting Competition.Con il nuovo disco “Tamed” (2009) sempre per la Splasc(H) il trio diventa quartetto con la collaborazione del polistrumentista Piercarlo Salvia( seminari con Steve Grossman, Joe Diario, Barry Harris, lavori teatrali per il cinema e la televisione, solista in diverse rassegne musicali internazionali in Svizzera, Lussemburgo, Juan Les Pins, Edimburgo, e dal 2000 collaboratore come didatta e concertista con Attilio Berni e la collezione “Saxophones”, la più vasta raccolta di sassofoni d’epoca al mondo). Il quartetto, basato su composizioni originali e interplay, esplora diversi aspetti della musica: ritmo, colore, forma… I brani sono a volte aperti all’improvisazione totale, a volte nella forma di “standards” di jazz, sempre tenendo in mente che la musica, linguaggio universale, deve communicare. Tra le recenti esibizioni, sono da segnalare: Sibiu Jazz Festival, Ploiesti Jazz Summit, Brasov Jazz Days, Bucarest EuropaFest, Sonvico in Jazz (Svizzera), Ankara Jazz Festival, “China Tour”, Bansko Jazz Festival (Bulgaria), Kaamos Jazz (Finlandia), ecc…

Sabato 25 Giugno, ore 19.00
Two for the road
Erika Notarangelo, voce
Giacomo Anselmi, chitarra elettrica

Il Duo si è formato nel 2002 e in quasi dieci anni si è dedicato alla rivisitazione di standard della musica jazz nel primo periodo e si è avvicinato in seguito, ad artisti della musica più conosciuta come musica pop .
Svolge un’intensa attività live e partecipa ad importanti eventi culturali organizzati dai maggiori festival italiani ed europei.

Giacomo Anselmi inizia a studiare chitarra classica a dieci anni con il Maestro Mario D’Agosto e, dopo aver conseguito ottimi risultati nell’ambito classico, passa allo studio della chitarra elettrica ed acustica interessandosi più a musica rock e pop. Cresce studiando e suonando cover di chitarristi come Blackmore, Page, Clapton e più avanti Van Halen, Malmsteen, Di Meola, Rhoads, Vai, Satriani, e molti altri.
A diciassette anni entra a far parte del quintetto rock romano Schwartz.
Nel 1889 lascia l’Italia per approfondire le proprie conoscenze musicali e si iscrive al Musicians Institute di Los Angeles. In California studia chitarra rock con Paul Gilbert, Marty Friedman, Jennifer Batten, Bruce Bouillet; composizione jazz con Scott Henderson; analisi con Carl Schroeder e lettura con David Oakes.
Con la chitarra jazz-fusion studia e si esibisce con Scott Henderson, Frank Gambale, Mike Miller, Joe Diorio, Don Mock, Ron Eschete, Norman Brown, Wayne Johnson, Carl Verheyen.
Nel settembre 1990, consegue da Scott Henderson il “Certificate of completion”, diploma ufficiale del Musicians Institute di Hollywood, sezione Guitar Institute of Technology.
Nel 1991 torna in Italia e suona in diverse formazioni jazz e fusion collaborando con musicisti prestigiosi come Antonello Salis, Han Bennik, John Ramsey, Dario La Penna, Lello Panico, Dario Deidda, Stefano Di Battista, etc.
Partecipa a concerti e rassegne con il quartetto di Lorenzo Fontana e con il suo trio: Gag Trio. Studia arrangiamento e composizione con il Maestro Bruno Tommaso e approfondisce chitarra jazz con Dario La Penna.
Nel 1994 entra nel gruppo Synthaxis di Carlo Mezzanotte, con il quale incide due cd: “Visibile” e “Cieli Diversi”. Nel frattempo svolge attività come turnista rock e pop.
Nel 1995 partecipa a diversi progetti musicali, lavorando per la BMG e la BAOL MUSIC di Roma.
Nel 1996 collabora con la Band Babylon che a novembre dello stesso anno partecipa alle selezioni finali di “Sanremo Giovani”. Nel 1997 registra un album con l’artista Cenere e prende parte a “Help” di Red Ronnie. Nello stesso anno registra un album con l’artista BMG David Colaiacomo con il quale partecipa alla promozione televisiva.
Nel giugno 1998 suona con Claudio Baglioni in occasione della manifestazione “Stadio Aperto” allo stadio Olimpico di Roma.
Nel 1999 inizia la collaborazione live con Andrea Ra fino alla registrazione dell’album Scacco Matto. Nel 2000 entra nella band della cantante e conduttrice Rita Forte.
Nel febbraio 2002 entra nelle Nuove Tribù Zulu, band che con il cd Sulla Strada vanta oltre 6000 copie vendute. Partecipa ad importanti seminari tenuti, tra l’altro, da Steve Vai, Frank Gambale, Scott Henderson e collabora al mensile “Chitarre”, oltre ad insegnare nelle seguenti scuole: Staff Music School di Viterbo, Pan Pot di Terni e Chitarre di Orvieto.
E’ dimostratore ufficiale per la ditta Aramini, strumenti musicali.
E’ endorsed ufficiale per Riot e Carella Guitars.
Ha realizzato il video “Suonare nello stile di Pat Metheny” (AV6045 – Playgame).

Venerdì 1° Luglio, ore 19.00
Concerto per chitarre e ghironda
Fabio Barili, chitarre e ghironda

Fabio Barili è nato a Roma nel 1971 ed ha studiato sotto la guida del M° F. Taranto con il quale si è diplomato al Conservatorio Briccialdi di Terni e all’Accademia Internazionale di Alto Perfezionamento ARTS ACADEMY di Roma, con una tesi sulle forme musicali dell’Ottocento, specializzandosi nell’ interpretazione del repertorio chitarristico dello stesso secolo. Ha partecipato ai corsi ed ai concerti organizzati da ORFEO officina di musica contemporanea, presso l’Istituto Italo – Latino Americano di Roma. Ha partecipato ai corsi di perfezionamento dei Maestri F. Taranto, R.Fabbri, R.Dyens, E. Fernandez (Perugia Classico 1999), S. Di Stefano, C. Carfagna. Attualmente approfondisce lo studio della musica preromantica, in particolare J. S. Bach. Di quest’ ultimo sta curando la trascrizione per chitarra delle Sei Sonate e Partite BWV 1001-1006 per violino solo e delle Sei Suites BWV 1007-1012 per violoncello solo. Ha inciso per l’etichetta indipendente FNB RECORDS un CD dedicato alla musica di J. S. Bach (Sonata BWV 1001, Suite BWV 995, Suite BWV 996). E’ diplomato in Chitarra Elettrica presso la Lizard – Centro Didattico Musicale di Firenze. Suona costantemente come solista ed in duo di chitarra, chitarra e canto, chitarra e violino. Ha collaborato come esecutore con lo staff del Teatro Bagaglino di Roma ( M. Castellacci-P.F. Pingitore ). In qualità di compositore ha depositato oltre 50 brani di musica per chitarra e per chitarra e voci. Ha composto le musiche per vari spettacoli teatrali, tra i quali La Tempesta di W. Shakespeare con la quale ha partecipato alla tourneè nazionale con la compagnia del Teatro S. Leonardo di Viterbo. Ha suonato al festival musicale di Red Hill di Londra, eseguendo brani per sola chitarra acustica di sua composizione. Collabora da tempo con il direttore d’orchestra Marco Boemi (Pavarotti & Friends 1998 –Phil Collins 2003) in alcune incisioni di famose arie d’opera, eseguite dai migliori cantanti lirici in attività e non , tra i quali il famosissimo baritono Giuseppe Taddei.

Domenica 10 Luglio, ore 19.00
Musica nel tempo
Quartetto di sassofoni Tacet
Francesco Ciocca, sax baritono
Francesco Pecorari, sax tenore
Armando Beccaria, sax contralto
Manuel Silvestri, sax soprano

Il quartetto Tacet nasce nel 2007 su iniziativa del M° Francesco Ciocca con l’intento di divulgare la musica e far conoscere il sassofono attraverso i suoi repertori. Sconfinando nella diversità dei linguaggi musicali, il materiale eterogeneo dal quale il quartetto ricerca e propone percorsi musicali, intende avvicinare il pubblico a suggestivi e diversi panorami musicali.
Gli intenti e la musica del quartetto sono proiettati nella direzione dell’impegno e della perseveranza, verso l’ambizioso obiettivo di creare nel pubblico un’interrogativo, un atteggiamento che sproni alla ricerca della diversità musicale quanto culturale.
Nell’estate del 2007 Tacet ha partecipato al corso di perfezionamento musicale nella manifestazione Farnese Musica Estate.
Nel 2009 ha frequentato lo stage di alto perfezionamento del Corso Internazionale “Sax in the word” tenutosi a Riccia (CB), collaborando con il M° Gianluca De Lena e perfezionandosi in un notevole repertorio di musica originale per quartetto di sassofoni e pianoforte di importanti compositori come P. Iturralde, A. Piazzolla, P. D’Rivera, L. Bacalov.
Oltre all’attività concertistica nei più importanti festival, il quartetto propone anche l’attività didattica con lezioni-concerto per le scuole primarie e secondarie.
Tacet è il silenzio, dimensione infinita e libera. Il silenzio non ha misura, non ha unità, non ha e non può seguire sistemi determinati.
Al silenzio è possibile contrapporsi esclusivamente con il tutto. L’infinito si contrappone al finito, il tutto alla musica, il silenzio al suono, come Tacet alla musica.

Francesco Ciocca compie gli studi musicali presso il Conservatorio Perosi di Campobasso diplomandosi in Sassofono con il massimo dei voti.
Prosegue i suoi studi seguendo corsi di perfezionamento nazionali ed internazionali fra i quali 1°, 2°, 3° Stage del sassofono città di Fermo e partecipa ai seminari internazionali di Macerata.
Successivamente entra a far parte, dal 1995 al 1998, della prestigiosa classe internazionale di sassofono del Conservatorio di Bordeaux, ottenendo la medaglia d’oro. Nella stessa città inoltre ha conseguito i diplomi nelle seguenti discipline: Musica contemporanea, Musica d’Ensemble, Sassofono, Decifrage. Frequenta la classe di Analisi e le Masterclasses concerto tenute sulle varie estetiche musicali del Sassofono a partire dalla nascita fino ai giorni nostri, sotto la guida di Jean Marie Londeix, M. B. Charrier e Christian Lauba.
E’ vincitore di importanti concorsi nazionali ed internazionali tra i quali: A.I.D.I. di Roma, Ruvo di Puglia, G. Curci di Barletta, Franz Schubert, Paolisso di Taranto, Stresa, La nota d’oro di Formia, Giovani promesse di Taranto, 1° Palma delle Muse di Campobasso, Premio speciale della giuria Riviera del Conero, Moncalieri, ecc.
Svolge attività artistica sia come solista che in formazioni cameristiche (duo, quartetto, sestetto, ensemble, bande nazionali).
Dedica particolare attenzione alla letteratura del ‘900. Nel 1997, insieme con Mark Kysela, Sebastian Pottmeier, Miguel Cantero, Ana Lencina, Barry Cockcroft e Pablo Coello, ha dato forma ad un comune progetto sonoro che ha portato alla realizzazione dell’Ensemble Atmosphere, il cui obiettivo è quello di portare a conoscenza del pubblico il repertorio contemporaneo delle varie culture europee ed extraeuropee, esibendosi in Spagna, Francia, Germania, Austria e Italia.
Ha eseguito varie tournèe con l’orchestra Sax Chorus, Italian Sax Orchestra, l’Orchestra De Jeunes del Conservatorio di Bordeaux, l’Orchestra del Conservatorio di Fermo, l’Ensemble Twelve Sax del Conservatorio di Campobasso, di cui è il promotore.
Nel 1998 ha partecipato ai Congressi Mondiali tenutosi a Valencia e nel 2000 a Montreal interpretando brani in prima esecuzione, sia da solista sia in formazioni cameristiche.
E’ ideatore e direttore artistico della manifestazione internazionale del sassofono Sax In The World, giunta alla decima edizione.
Ha svolto docenze ai Corsi di Alto Perfezionamento a Serracapriola (FG) nel 1999, a Riccia (CB) nello stage “Sax in the World” nelle nove edizioni svolte, a Farnese (VT) nel 2007 e 2008 sulle tematiche “Metodologia e Tecnica del Sassofono”, “Dodecafonismo e Serialismo”, “La sonata di Denisov”, “Impressionismo”, “Insegnare ad Insegnare”, “La tecnica inerente all’arte”, “Classicismo e Neoclassicismo”, “Propedeutica Musicale”, in collaborazione con Jean Marie Londeix e l’Ensemble Atmosphere, di cui è componente.
E’ titolare della classe di Sassofono presso la Scuola Comunale di Viterbo.
Vincitore assoluto del concorso per esami e titoli presso la Banda Nazionale dell’Esercito, 1° sax baritono, 2° sax soprano, 1° sax basso, con la quale svolge intensa attività concertistica in tutto il mondo.
E’ ideatore e componente del Mediterranea Group e dell’Orquesta Mediterranea, con le quali realizza spettacoli di musica, poesia e tango argentino.
Laureato con il massimo dei voti e la lode in Storia, Scienze e Tecniche della Musica e dello Spettacolo nella facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Francesco Pecorari inizia i suoi studi nella scuola musicale comunale di Viterbo candidandosi da privatista nei Conservatori di Perugia e Teramo, ma è sotto la guida del M° Francesco Ciocca che si diploma in Sassofono presso il Conservatorio Respighi di Latina. Ha frequentato lo stage di alto perfezionamento per quattro edizioni consecutive del Corso internazionale di sassofono “Sax in the word” con docenti di conservatori europei del calibro di Sebastian Pottmeier, Josè Miguel Cantero Thomas e Ana Lencina Sanchez. Partecipa da tre anni al corso di perfezionamento musicale in sassofono nella manifestazione Farnese Musica Estate, nella cui edizione del 2009 ha tenuto un corso di storia della musica ed estetica musicale per la classe di sassofono. Dal 2005 svolge attività di docente, anche in propedeutica musicale. Si esibisce come concertista nel Quartetto di Sassofoni, Ensemble di Sassofoni, Tuscia Wind Orchestra e nel gruppo sperimentale “35mm” che unisce musica a videoarte. E’ attraverso questa formazione che partecipa alla V e VI edizione di Accenni di Contemporaneo, festival di cultura musicale contemporanea. Con Tacet, oltre ad aver svolto concerti in vari luoghi d’Italia, ha impartito lezioni concerto in alcune scuole primarie e secondarie di Roma. Ha suonato per la I, II e III edizione di Giovani Esordi (Mostra di pittura e incisioni dell’Accademia delle belle arti di Roma) con concerti solistici di musica contemporanea e proponendo una performance sinestetica con la pittrice Verdiana Patacchini. Ha partecipato nella prima edizione di Migranta (Festival di linguaggi ed espressioni contemporanee) ad un laboratorio sulla conduzione gestuale con l’Ensemble Tacet diretto da Marco Colonna, in un progetto multimediale insieme alla pittrice Jessica Pintaldi. Ha collaborato con la compagnia teatrale Fòóls per lo spettacolo Quotidiane assurdità. Nel 2007 si è laureato, con una tesi in Etnomusicologia sotto la guida del Prof. Giovanni Giuriati, in Letteratura, Musica e Spettacolo nella Facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza dove è attualmente iscritto al corso di laurea specialistica in Musicologia e beni musicali.

Armando Beccaria, nato a Viterbo nel 1961, inizia gli studi musicali all’età di 8 anni con la madre pianista ed il padre cultore di musica jazz. Nel 1979 consegue il diploma di clarinetto presso il Conservatorio di S. Cecilia in Roma e si specializza frequentando per diversi anni i corsi di Siena Jazz, utili ad approfondire il relativo linguaggio musicale. Ha partecipato con il Banco del Mutuo Soccorso alla presentazione del disco “Di terra” nei concerti di Torino, Verona, Genova, Pisa e Roma. Come solista di sassofono ha collaborato con la Camerata Polifonica Viterbese diretta da Fabrizio Scipioni. Insegna Educazione Musicale presso la Scuola Media Statale dove svolge anche laboratori di coro integrato al teatro.

Manuel Silvestri ha frequentato la Scuola Musicale Comunale di Viterbo studiando con il M° Francesco Ciocca e, da privatista, ha sostenuto i seguenti esami: Licenza di teoria, solfeggio e dettato musicale conseguita nel 2002 presso il Conservatorio Licinio Refice di Frosinone; Licenza di Pianoforte complementare conseguita nel 2004 presso il Conservatorio G. Briccialdi di Terni; Diploma di 5° anno in sassofono conseguito nel 2006 presso il Conservatorio G. Braga di Teramo. Ha frequentato lo stage di alto perfezionamento per quattro edizioni consecutive del Corso internazionale di sassofono “Sax in the word” con docenti di conservatori europei. Ha partecipato alla prima edizione di Migranta (Festival di linguaggi ed espressioni contemporanee) con l’Ensemble di sassofoni. Ha realizzato concerti con il quartetto Tacet in vari comuni italiani e, con lo stesso ha partecipato a lezioni concerto nelle scuole primarie e secondarie della capitale. Attualmente frequenta il 3° anno della facoltà di ingegneria civile presso la facoltà Roma Tre.

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Comunicati

A Palazzo Doria Pamphili convegno sul rene policistico

Per i Medici, ma anche per i Pazienti e le loro famiglie –

Fa tappa a Viterbo, sabato 19 febbraio 2011, il Road Show 2010-2012 AIRP con il corso di aggiornamento su “Il rene policistico e le sue manifestazioni”, rivolto a medici di medicina generale e nefrologi, ma aperto anche alla partecipazione dei pazienti affetti da questa patologia.

Si tratta della quarta tappa (dopo Milano, Foggia e Firenze) di un Road Show nazionale, curato da AIRP Associazione Italiana Rene Policistico onlus, l’unica associazione in Italia che promuove programmi di informazione e di supporto ai pazienti affetti dalla patologia del rene policistico (ADPKD).

“Alla base della nascita di AIRP sta la necessità di diffondere cultura, informazione e comunicazione sulla malattia policistica renale per fare uscire, chi ne è affetto, da quel senso di impotenza e spaesamento che spesso creano un muro di solitudine”, dichiara Luisa Sternfeld Pavia, vice presidente AIRP, “Il corso si propone l’obiettivo di illustrare e diffondere ai Medici di Medicina Generale, ai Medici di famiglia, ai Nefrologi, ai Biologi e agli Infermieri le più recenti evidenze in merito al rene policistico favorendo la diagnosi precoce già dai primi sintomi della malattia, di raggiungere un efficace livello di prevenzione e di costruire un nuovo tipo di relazione/interazione tra medico e paziente” specifica ancora Luisa Sternfeld Pavia.

L’incontro si terrà dalle 8.30 alle 16.00 presso il Palazzo Doria Pamphili – Aula Donna Olimpia, Piazza dell’Oratorio 2, San Martino al CiminoViterbo, e vedrà la partecipazione di prestigiosi relatori della regione Lazio (UOC Nefrologia e Dialisi di Viterbo, Ospedali S.Giovanni, San Camillo, Bambin Gesù e GB Grassi di Roma, Università La Sapienza di Roma). Direttori scientifici saranno il Dott. Sandro Feriozzi (Viterbo) e il Prof. Francesco Scolari (Montichiari – Brescia).

ll corso prevede anche una tavola rotonda con i pazienti e le loro famiglie, che potranno dare voce alle molte domande sulla malattia del rene policistico e sulle diverse tematiche ad essa correlate, favorendo così una relazione più diretta tra medici e pazienti.

Verrà anche allestito un angolo con videocamera (SharingCorner) dove i partecipanti potranno lasciare un breve messaggio che sarà poi condiviso in rete.

Per informazioni: www.renepolicistico.it

A.I.R.P. onlus
Associazione Italiana Rene Policistico
Via Garofalo, 31 – 20133 Milano
Tel. +39 3342490433 – Fax +39 1782755791
[email protected]
Per donazioni: C/C postale n. 73690091 – IBAN IT60 A 03359 01600 1000 0001 2375

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