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From a Distance: il secondo album dei Not a Good Sign!

Fading Records pubblica il nuovo lavoro della formazione milanese, apprezzata in tutto il mondo per la rilettura dinamica e accattivante della tradizione prog-rock, tra temi distopici e graffiante rock di frontiera
 
Not a Good Sign
From a Distance
(51.33 – 10 brani)
Fading Records/AltrOck
Distribuzione Marquee, BTF, Just For Kicks, Pick Up
“Per ogni band il secondo album rappresenta un grande traguardo e soprattutto il momento in cui si mettono a fuoco esperienze e visioni: ci aspettiamo di poter appagare tutti coloro che hanno apprezzato il primo e di riuscire a conquistare altro pubblico, anche non strettamente prog”. Sono orgogliosi, soddisfatti e speranzosi i Not a Good Sign, giunti finalmente al traguardo del secondo disco: è From a Distance, attesissimo sequel del debutto omonimo del 2013. Pubblicato nuovamente da Fading Records/AltrOck, etichetta nostrana tra le più apprezzate all’estero per la qualità della scuderia e l’innovazione di tante proposte, From a Distance è un lavoro di svolta, che conferma le conquiste del precedente e presenta nuovi sviluppi e soluzioni. Laformazione milanese, nata nel 2011 per volontà di Paolo ‘Ske’ Botta e Francesco Zago di Yugen insieme al produttore Marcello Marinone, arriva al nuovo album con una formazione rinnovata e in occasione del concerto/festa del 28 febbraio, ha presentato al pubblico il nuovo chitarrista Gian Marco Trevisan, che ha sostituito il dimissionario Zago, uscito dalla band dopo la realizzazione di From a Distance.
A differenza dei classici del genere e di numerosi dischi di area new progressiveFrom a Distance non predilige le lunghe suite ma si struttura su dieci brani di media durata, caratterizzati da un accattivante incontro di varie anime, dal respiro melodico alla spinta graffiante dell’hard rock. Uno dei principali motivi di distinzione dei Not a Good Sign riguarda l’interpretazione del linguaggio prog-rock, spesso accusato di passatismo e di incapacità di rinnovarsi, rispetto al quale la band dà una propria lettura: “Non riusciamo a considerare Not a Good Sign completamente come un figlio della modernità, ci sono troppi riferimenti timbrici/compositivi alla stagione d’oro del prog ’70 e non solo. D’altro canto, ci sono altrettanti aspetti musicali e di produzione che sono molto vicini a delle esperienze più moderne, a volte persino distanti dal rock. La nostra freschezza risiede nell’onestà dell’approccio, da un lato figlio del proprio tempo, dall’altro memore e portatore di memoria di una stagione musicale indimenticabile”.
Insieme al quintetto compaiono il maestro Maurizio Fasoli (Yugen) al pianoforte,Eleonora Grampa al corno inglese/oboe e Jacopo Costa al vibrafono/glockenspiel: “InFrom a Distance la band è più matura e consapevole, la visione artistica più chiara e intellegibile. C’è una maggiore ricerca melodica e timbrica, ancor più evidenziati i giochi di luce e colore. Questi timbri degli strumenti ospiti impreziosiscono il sound e diventano in qualche occasione addirittura protagonisti assoluti”. Per l’occasione i Not a Good Sign hanno anche realizzato un video per il brano Flying Over Cities, un contributo visivo che sottolinea e rafforza il contrasto tra il testo distopico e il clima musicale dinamico e scattante.
Dopo lo showcase del 28 febbraio, seguiranno vari appuntamenti: 1 marzo (Arlecchino Club, Vedano Olona – VA), 2 marzo (live unplugged Radio Lombardia), 13 marzo (Floyd, Legnano – MI), 27 marzo (Musicolepsia, Melegnano – MI), 29 maggio (live unplugged Radio Cernusco Stereo), 20 agosto (Crescendo Festival – S. Palais sur Mer, Francia).
From a Distance studio Personnel:
Paolo «Ske» Botta, keyboards
Alessio Calandriello, vocals
Alessandro Cassani, bass
Martino Malacrida, drums
Francesco Zago, guitars
Guests:
Maurizio Fasoli (Yugen), grandpiano
Eleonora Grampa, corno inglese/oboe
Jacopo Costa, vibrafono/glockenspiel
Live 2015 line-up:
Paolo «Ske» Botta, keyboards
Alessio Calandriello, vocals
Alessandro Cassani, bass
Martino Malacrida, drums
Gian Marco Trevisan, guitars
Info:
Not a Good Sign:
Fading Records/AltrOck:
Ufficio Stampa Synpress44:
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Memories Of Always: il nuovo album di Franco Baggiani

Jazz, funk, rock e composizione seriale: nel suo tredicesimo lavoro solista, il poliedrico trombettista fiorentino conduce un vulcanico ensemble tra improvvisazione totale e musica colta
 
MEMORIES OF ALWAYS
Sound Records
7 pezzi, 69.18 minuti
Suoni ribollenti, magmatici, vorticosi: un ensemble di sette elementi per sette lunghi pezzi nati in studio tra gesti, occhiate, intuizioni, fughe collettive e meditazioni solistiche. Un sound che rievoca reminiscenze funk alla Miles Davis di metà anni ’70 ma anche tante altre componenti, quello di Memories Of Always, il nuovo album di Franco Baggiani: “In questo lavoro, pur avendo mantenuto nell’impianto globale un certo sapore davisiano anni ‘70, ho guardato ad altro, gli anni ‘70 certo, ma non solo di Davis, anche di Ornette e Sun Ra e molto mi ha ispirato l’ascolto di Alfredo Casella, e di alcuni compositori seriali italiani del secolo scorso. Se la partenza può sembrare davisiana, l’arrivo non lo è di certo”.
Trombettista tra i più prolifici del jazz italiano, figura unica nel suo genere in Europa viste le numerose attività tra discografia, composizione, insegnamento, direzioni didattiche e artistiche, Franco Baggiani percorre in solitaria la sua via di eclettico uomo di jazz, approdando a un disco diverso dagli altri, soprattutto dal precedente My Way Through The Jungle: “Mentre My Way Through The Jungle è stato un omaggio, personale e non didascalico, al Miles del periodo ’69-’74, Memories è una sintesi di tutti i lavori che si frappongono fra questi due lp, lavori più radicali come Think, Florentine Session e The Dead City, nei quali i miei orizzonti si sono confrontati con l’improvvisazione totale, e poi i musicisti, assai diversi e con qualità diverse; quello che non è cambiato mai è che le registrazioni vengono fatte live, vere e proprie session improvvisate in studio”.
Le session in studio alla quale si riferisce il musicista fiorentino sono momenti particolarmente significativi per l’atmosfera e la conduzione. L’ensemble da lui guidato – con la peculiarità di due percussionisti accanto alla batteria – sperimenta una singolare congiunzione tra la musica seriale del ‘900 e la ricerca del groove tipicamente funk, con un’idea di “regia” molto cara a Baggiani: “Ho condotto le session in modo mutuato da un certo tipo di direzione gestuale di derivazione colta europea sviluppatasi negli anni ‘50. Utilizzo 6-7 segnali convenzionali, ad ognuno corrisponde una cosa ben precisa che può riguardare la dinamica, l’uscita o l’ingresso di uno strumento, il contrasto dinamico fra strumenti, una precisa figurazione ritmica, l’indirizzo del brano verso un determinato andamento ritmico, una sezione fiati improvvisata etc. Spesso accade anche che suggerisco all’orecchio dei musicisti frasi o idee sul momento, che devono poi suonare al mio segnale, ho anche sei segnali con la bocca e con gli occhi e anche questi corrispondono a determinati andamenti della musica.‎..”.
Memories Of Always è un lavoro che arricchisce il progetto di Baggiani nella connessione tra diversi linguaggi e rilancia il cammino di un artista produttivo e sempre sorprendente.
Franco Baggiani: trumpet and conduction
Giacomo Downie: baritone sax
Adriano Arena: electric guitar
Lorenzo Forti: bass guitar
Fabio Ferrini: percussion
Alessandro Criscino: percussion
Alberto Rosadini: drums
Info:
Franco Baggiani:
Sound Records:
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Roberto Fedriga: le ‘fotografie in musica’ del cantautore bergamasco

Tra folk-rock, canzone d’autore e jazz, il debutto del giovane artista – allievo di Boris Savoldelli e devoto di Tim Buckley – vede la partecipazione di musicisti del calibro di Guido Bombardieri e Nik Mazzucconi
 
Undersound
è lieta di presentare
ROBERTO FEDRIGA
Undersound
10 brani – 30 minuti
“Avevo un’idea per il mio disco d’esordio: ciò che avevo in testa è stato tradotto in musica senza filtro, e questa è sicuramente la cosa più importante. Ogni mia canzone ha una storia a sè. Spesso sono vere e proprie fotografie messe in musica. In altri casi l’ispirazione viene dal cinema o dalla letteratura. Mi piace poter pensare a questacontaminazione di arti che si intrecciano per nutrire l’ispirazione”. Ha le idee chiare Roberto Fedriga, autore di un felice album di debutto omonimo, partorito con spontaneità e immediatezza, ma con un progetto ben preciso alla base: far parlare il cuore, le proprie passioni, la propria visione della musica e dell’espressività interiore. Roberto Fedriga è un’opera prima onesta, dieci brani che spaziano tra canzone d’autore all’italiana, folk-rock angloamericano, fumoso blues e jazz ballads.
Nato a Lovere (BG) nel 1984, Roberto Fedriga debutta come cantante in varie rock band locali e affina il proprio talento insieme a un maestro speciale, il vocal performer Boris Savoldelli, intraprendendo lo studio del canto jazz.Tom Waits, Nick Drake, John Martyn e soprattutto Tim Buckley lo influenzano profondamente nella tecnica vocale ma soprattutto nella ricerca dell’interpretazione come obiettivo principale dell’espressione musicale. “La scoperta di Tim Buckley è stata una folgorazione per la capacità di fondere più generi musicali, ma soprattutto per ciò che faceva con la sua voce. Cantare le sue canzoni ti porta a superare limiti non solo tecnici, ma soprattutto emozionali. Nel suo caso la tecnica non è fine a se stessa, è quasi involontariamente utilizzata per raggiungere confini psico-fisici mai raggiunti”.
Pubblicato nel settembre del 2014, Roberto Fedriga è un disco collettivo poichè vede la collaborazione, tra gli altri, di importanti musicisti del panorama bergamasco come Nik Mazzucconi e Guido Bombardieri. La grafica curata da Armando Bolivar (ovvero Alessandro Ducoli, apprezzato cantautore), con immagini tratte da un prezioso volume della British Library, dona un tocco fiabesco e arcano a un album ispirato e confidenziale, che rivela all’ascoltatore il mondo interiore e sonoro di Roberto Fedriga.
Info:
Roberto Fedriga:
Fedriga Facebook:
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Daniele Falasca in tour italiano con il Volo


Il 5 settembre al Teatro D’Annunzio: dopo il successo di Taormina il fisarmonicista abruzzese diventa ospite fisso nei concerti italiani del trio di giovani tenori noto in tutto il mondo. Prossime date Napoli e Marostica

Venerdì 5 settembre 2014
Teatro D’Annunzio
Lungomare Cristoforo Colombo 120
Pescara
IL VOLO in concerto:
Special guest Daniele Falasca
Dopo lo straordinario successo delle due serate del 20 e 21 luglio al Teatro Antico di Taormina, Daniele Falasca sarà nuovamente ospite del Volo nei tre concerti della tournée italiana del trio: Pescara il 5 settembre, Napoli il 12 (sarà ospite anche Tullio De Piscopo), Marostica il 16. Se a Taormina il fisarmonicista e compositore abruzzese ha suonato insieme al solo Gianluca Ginoble, per le tre prossime date di settembre, a partire da quella attesissima di Pescara, sarà presente sul palco con il trio al completo. “E’ un’immensa soddisfazione e un grande privilegio poter portare la mia fisarmonica su tre palchi così prestigiosi come quelli di Pescara, Napoli e Marostica: il concerto siciliano con Ginoble è andato talmente bene che il produttore Michele Torpedine e l’arrangiatore Celso Valli hanno fortemente voluto la mia presenza con i tre tenori”. Sarà un trittico imperdibile per gli ammiratori della fisarmonica latin-jazz di Daniele Falasca: lo strumentista abruzzese parteciperà ai brani del Volo e sarà anche un’occasione per poter scoprire il suo ultimo disco Insieme a te.
Il trio del Volo – i giovanissimi tenori Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble – è famoso in tutto il mondo e i concerti di settembre saranno la parte italiana di un lungo tour internazionale: un’occasione speciale per assistere all’incontro tra l’interpretazione moderna delle grandi arie classiche della tradizione italiana e la spericolata fisarmonica di Falasca, musicista attento alla connessione tra diversi linguaggi.
Daniele Falasca sta promuovendo il nuovo album Insieme a te, nato grazie al supporto dei numerosi fans attraverso MusicRaiser: è il suo quinto disco, il terzo per fisarmonica dopo due album per piano solo. Attratto dalla musica sin da quando aveva quattro anni, inizia gli studi musicali grazie alla passione del nonno. Il suo corso di studi è stata impeccabile fino al 2011, anno della riscoperta della fisarmonica, un vecchio amore mai sopito e protagonista più che mai nella sua svolta musicale all’insegna del latin-jazz melodico, mediterraneo e suadente, che ha raccolto tanti apprezzamenti dal pubblico e dai colleghi, come ad es. Fabrizio Bosso con il quale ha collaborato. Il nuovo album miscela latin e jazz, world music e invenzioni strumentali, e gode del torrenziale estro melodico dell’autore, che con la sua fisarmonica Brandoni & Sons ricerca e ottiene un suono molto riconoscibile.
Appuntamento al Teatro D’Annunzio di Pescara il 5 settembre, all’Arena Flegrea di Napoli il 12, in Piazza Castello a Marostica il 16.
Info:
Daniele Falasca:
Daniele Falasca su Facebook:
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TrentinoInJazz 2014: Shamanes e FaRe Jazz Big Band!

I due concerti del cartellone di settembre, due omaggi speciali: il 2 a Alba di Canazei il tributo a Carlos Santana, il 6 a Pergine Valsugana i 40 anni di attività della Big Swing Orchestra
 
Trentino Jazz
Fondazione CARITRO
Provincia autonoma di Trento
Regione Autonoma Trentino Alto Adige
Scuola Musicale Eccher
sono lieti di presentare:
TRENTINOINJAZZ 2014
…battendo nuove vie…
Martedì 2 settembre 2014
ore 14.00
Ciampac – Alba di Canazei (TN)
SHAMANES – Carlos Santana Tribute Band
Sabato 6 Settembre 2014
ore 21.00
Teatro Comunale
Pergine Valsugana (TN)
Dalla Big Swing Orchestra alla FaReJazz Big Band:
40 anni di Big Band a Pergine
ingresso 5 euro
Dopo un fitto calendario di concerti tra luglio e agosto, arrivano le due date disettembre per il TrentinoInJazz 2014, in attesa del cartellone autunnale che partirà il 15 ottobre. Si tratta di due concerti di omaggio, assai diversi nella musica ma entrambi sinceri nell’approccio e nello spirito. Concerto in alta quota il 2 settembre con gli Shamanes, l’apprezzata band di Bolzano che offrirà il suo personale tributo alla musica di Carlos Santana. Il repertorio della Shamanes Band propone tutti i brani del celebre Abraxas, altre a molti altri composti verso lametà degli anni settanta, i più prolifici e creativi di Santana. Il settetto è composto da Bruno Festini (voce), Michele Ometto (chitarra), Roberto Gorgazzini (tastiere), Maurizio Conta (basso), Sandro Giudici (batteria), Jesus Alvarez, Ray El Molinero e Ivo Cestari (percussioni).
Il 6 settembre, al Teatro Comunale di Pergine, un altro omaggio, stavolta alla Big Swing Orchestra per i suoi 40 anni di attività, e ovviamente alla figura di Attilio Donadio, già Direttore della stessa Big Band. Del tributo se ne occupa FareJazz Big Band, l’affiatata orchestra jazz diretta da Stefano Colpi: nata nel 2004 come espressione di un laboratorio didattico iniziato all’interno del Valsugana Jazz Tour, coinvolge musicisti trentini della Valsugana e della Valle dell’Adige in gran parte non professionisti. FareJazz Big Band ha partecipato al Festival Jazz di Bolzano “Jazz & other”, al Dolomiti Ski Jazz e all’edizione 2013 del TrentinoInJazz, suonando spesso con ospiti solisti sia in concerti in Italia che in Austria.
Dopo l’edizione di svolta del 2013, che ha convogliato sotto un’unica denominazione quattro rassegne che prima operavano separatamente (Sonata Islands, NonSole Jazz, Valsugana Jazz Tour e Lagarina Jazz), quest’anno il TrentinoInJazzrafforza l’unitarietà resistendo alla crisi e offrendo un cartellone corposo e variegato, puntando sulle diverse espressioni del jazz contemporaneo, con nomi italiani e stranieri nelle consuete location di sogno della provincia di Trento. Entusiasta e positiva Chiara Biondani, presidente dell’Associazione TIJ: “Anche nel 2014 TrentinoInJazz conferma la sua vocazione a farsi rete, ribadendo l’unione di quattro festival con una storia importante e rilanciando il miglior antidoto alla crisi del settore musicale: un lungo cartellone, ingressi gratuiti e serate a “prezzo simbolico”, proposte jazz per tutti i gusti, un’attenzione speciale da parte delle istituzioni pubbliche trentine per il turismo e la cultura declinati in musica”.
Prossima data: 15 ottobre, Mediterraneo (Trento).
Calendario completo della rassegna___11 luglio-6 dicembre:
www.synpress44.com/02Works.asp?id=2722&stc=3
Mediapartners:
Jazzit: www.jazzit.it
Jazzitalia: www.jazzitalia.net
Senzabarcode: www.senzabarcode.it
Info:
www.trentinojazz.com
0463/424310
TrentinoInJazz 2014 su Facebook:
www.facebook.com/trentinoinjazz
Ufficio stampa:
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Insieme a te: il nuovo disco di Daniele Falasca

Il quinto album del musicista abruzzese in uscita grazie al crowdfunding su MusicRaiser: latin, jazz, tango moderno e melodia per uno dei più grandi talenti italiani della fisarmonica, ammirato da tanti colleghi come Fabrizio Bosso
 
INSIEME A TE
…il quinto album di Daniele Falasca…
13 tracce, 56 minuti
“La mia scrittura è il risultato di un percorso artistico che non si è mai fossilizzato in un solo genere ma, nel corso degli anni, sin da giovanissimo, ha assimilato tanti stili, dalla classica al jazz con influenze di ritmi latini. Sicuramente ho acquisito una maturità anche come fisarmonicista, dopo anni che non suonavo questo strumento ho dovuto studiare per correggere qualche “difetto” (come la gestione del mantice) e da buon perfezionista spero di essere riuscito nell’intento”. E’ particolarmente orgoglioso del suo nuovo disco Daniele Falasca, giovane e talentuoso fisarmonicista che, dopo anni di studi rigorosi e tenaci al pianoforte, ha riscoperto la fisarmonica dedicandosi anima e corpo alla composizione, agli arrangiamenti, alla pubblicazione di dischi e al perfezionamento come strumentista. Insieme a te è il quinto disco del musicista abruzzese, il terzo per fisarmonica dopo due album per piano solo.
Attratto dalla musica sin da quando aveva quattro anni, inizia gli studi musicali grazie alla passione del nonno (fisarmonicista classico). Il suo corso di studi è stata impeccabile: il massimo dei voti ai corsi classici di fisarmonica e clarinetto e di pianoforte al Conservatorio Casella dell’Aquila (con tanto di lode), in seguito corsi di perfezionamento, premi e concerti, fino al 2011, anno della riscoperta della fisarmonica, un vecchio amore mai sopito e protagonista più che mai nella sua svolta musicale all’insegna del latin-jazz melodico, mediterraneo e suadente, che ha raccolto tanti apprezzamenti dal pubblico e dai colleghi, come ad es. Fabrizio Bosso, che ha collaborato con Daniele. Anche il nuovo album si muove nella direzione dei suoi predecessori: a cavallo tra latin e jazz, world music e invenzioni strumentali, gode del torrenziale estro melodico dell’autore, che con la suafisarmonica Brandoni & Sons ricerca e ottiene un suono peculiare e molto riconoscibile.
Insieme a te segue l’apprezzato album La voce dentro me e ha visto la luce grazie al sostegno del pubblico attraverso MusicRaiser, con il quale Falasca ha raccolto i fondi necessari per la realizzazione del disco: “Grazie ai miei ammiratori, al pubblico che mi sostiene e mi segue ai concerti e agli amici (anche musicisti), ho avuto questo importantesupporto per la realizzazione della stampa fisica del disco, tutta la fase che precede la stampa é stata autoprodotta come avvenuto per gli altri cd. Sinceramente non mi aspettavo tanto successo: viviamo in un momento di crisi e la musica, soprattutto quella indipendente, fatica molto ad andare avanti. È stata una stimolante esperienza che ha confermato l’affettodelle tante persone che mi vogliono bene: un segno del destino che mi stimola a continuare su questa strada”.
Insieme a te vede anche la collaborazione di una squadra di validi musicisti: Fabrizio Mandolini (saxophone soprano), Gianluca Caporale (clarinetto e sax tenore), Glauco Di Sabatino (batteria), Amin Zarrinchang (contrabbasso), Bruno Marcozzi (percussioni),Pierluigi Fidanza (chitarre), Alessia Martegiani e Dante Francani (voci).
Info:
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20 per Konsequenz con Girolamo De Simone, Antonello Neri e Pietro Grossi

La factory culturale partenopea celebra il ventennale con tre eccezionali uscite dedicate alla ‘musica di frontiera’ di tre autorevoli compositori: ‘Jommelli Granular’, ‘Iren – ImprovvisAzioni Vesuviane’ e ‘Sacre’
20 per Konsequenz
1994-2014
Girolamo De Simone
Antonello Neri
Pietro Grossi
Venti anni di Konsequenz. Compie vent’anni la carismatica factory culturale (rivista, concerti, ensemble, cd) fondata nel 1994 a Napoli da Girolamo De Simone e da musicisti della statura di Daniele Lombardi, Giancarlo Cardini e Giuseppe Chiari. Per festeggiare l’evento propone tre nuovi dischi, prodotti dall’Associazione Musicale Ferenc Liszt e distribuiti da Masseria dei Suoni. Dedita fin dalla fondazione alla musica di frontiera, Konsequenz è stata un’eccezionale macchina da guerra per la divulgazione e l’affermazione delle nuove estetiche della contaminazione, in anni in cui l’assunto dei plurali in musica non era affatto scontato. In vent’anni di attività Konsequenz ha pubblicato un centinaio di volumi monografici (presenti nelle biblioteche di tutto il mondo), ha realizzato decine di concerti e rassegne musicali, dischi, mostre ed eventi trasversali, tanto da essere riconosciuta come imprescindibile archivio del contemporaneo e anima delle sue memorie, altrimenti inconciliate.
Il primo volume del trittico non poteva non essere il nuovo lavoro di Girolamo De Simone, dal titolo Jommelli Granular (KNZ/011): se nel precedente ScarlAct il compositore napoletano aveva esplorato la ‘dissonanza’ partendo da centinaia di frammenti pianistici mutuati dalle Sonate di Scarlatti, nel nuovo disco propone un aggiornamento della ‘consonanza’ di Niccolò Jommelli (1714-1774, il 25 agosto si celebra il trecentesimo anno dalla scomparsa), attraverso la sintesi additiva granulare. Il risultato è una musica d’atmosfera, contrappuntata da inserimenti del clavicordo, unico strumento a tastiera capace di riprodurre un vibrato delle corde percosse, il cosiddetto ‘Bebung’, che diventa nel lavoro di De Simone una sublimazione della vibrazione, metafonia che rallenta il tempo. Il disco è tuttavia aperto da alcuni brani pianistici ispirati via via all’antica Armenia, ai canti antifonali, o agli arcaici inni cristiani siriani…
Il secondo titolo è un’opera di Antonello Neri, uno dei più noti e apprezzati protagonisti del panorama contemporaneo. Iren – ImprovvisAzioni Vesuviane (KNZ/012) consta di quattro momenti dove la storia è nel primo e nel terzo con due affioramenti bachiani e diviene realtà nei restanti due. “Una guerra illustre contro il tempo – dichiara il compositore aquilano – fu in sostanza detto essere la musica ricorrendo al concetto contenuto nell’apertura manzoniana. Quel che si ha da dire è che la storia esiste FUORI della musica è proprio la musica che rivela questo straordinario anello conoscitivo e lo riflette in se stessa.  NON CONFUNDAR. Sì, perché sarei un mistificato(re) se aderissi alla funesta idea che, siccome in musica il tempo può essere fermo (e fermato), esso in realtà non esiste. A Maria Antonietta la testa gliela tagliarono sul serio. Deriva piantata nell’oggi è questa musica dove anche la memoria di attimi di passato eccelso deve divenire controcultura, strappata al dominio e alla sua dominante ideologia, che non domina il mio cervello”.
Il terzo album del ventennale è una preziosa scoperta: Sacre di Pietro Grossi (KNZ/013). Pioniere della musica elettronica in Italia scomparso nel 2002, Grossi tra il 1975 e il 1980 si avventurò in una rilettura al computer della Sacre du Printemps di Stravinsky, realizzata con Soft. TAUMUS Sintetizzatore TAU2, Istituti del CNR CNUCE e IEI. Autorizzato dalla moglie Marcella Chelotti, Sacre contiene anche OST3 tratto da Ostinati e tetrafono del 1965, due anni prima della preziosa scoperta del compositore: “Nel 1967 ebbi il primo ‘colpo di fulmine’ al computer. In cinque minuti suonai alla perfezione il quinto capriccio di Paganini, e dopo altri cinque minuti ne ho fatto quello che ho voluto”.
Girolamo De Simone, Jommelli granular – KNZ/011
Antonello Neri, Iren – KNZ/012
Pietro Grossi, Sacre – KNZ/013
Pubblicazioni non profit a cura dell’Associazione musicale Ferenc Liszt per i 20 anni di KONSEQUENZ.
Produced by Ferenc Liszt – Konsequenz music project
Distribuzione: www.masseriadeisuoni.org
Info:  3387907394
Konsequenz:
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Il Nuvolo Innamorato: il nuovo lavoro sinfonico di Oderigi Lusi in prima nazionale

Premiata ai Global Music Awards in America, debutta a Pagani venerdì 7 giugno la suite del giovane compositore, ispirata a Nazim Hikmet: l’opera chiude la stagione artistica della Filarmonica Campana con il concerto ‘Atmosfere Francesi’
“La Maison des Artistes”
è lieta di presentare:
Il Nuvolo innamorato
Favola danzante per Orchestra sinfonica e Ensemble etnico
nel programma di
Atmosfere Francesi
Venerdì 7 giugno 2014
Ore 21.00
Circolo Unione
via Mario Ferrante 8 (già Mangiaverri)
Pagani (SA)
Venerdì 7 giugno 2014 a Pagani (SA), nel programma della serata Atmosfere Francesi(ultimo appuntamento per la Stagione Artistica 2013-2014 dell’Orchestra Filarmonica Campana, organizzata da ‘Le Maison Des Artistes’), prima esecuzione nazionale di Il Nuvolo innamorato – Favola danzante per Orchestra sinfonica e Ensemble etnico, l’ultimo lavoro sinfonico di Oderigi Lusi, liberamente ispirato all’omonima fiaba di Nazim Hikmet. L’esecuzione, in forma di Suite per Voce recitante e Orchestra sinfonica, sarà affidata all’Orchestra Filarmonica Campana per l’occasione diretta da Beatrice Venezi. Il concerto prevede altre due prime nazionali: La Voce a te dovuta (G. Marazia) e Amore e Psiche (Ivan Antonio). La partitura del Nuvolo innamorato nasce come Balletto con struttura formale tipica dei Balletti Russi, e nel 2012 ha vinto il 1° premio del concorso di composizione per la danza “Moderato Danzabile” – Accademia Nazionale di danza a Roma. Non solo: è di alcuni giorni fa la notizia della Silver Medal vinta dalla suite in USA, in occasione dei Global Music Awards.
Oderigi Lusi, compositore e musicista eclettico, capace di spaziare anche nei linguaggi jazz e popular, dichiara: ““Le persone care, gli animali buoni e i bravi Nuvoli non scompaiono mai. Chi ama, non muore”. Il senso del mio lavoro e’ tutto in questa frase di Nazim Hikmet. Sono venuto a conoscenza del grande poeta turco grazie a mia moglie Alessia, che mi ha consigliato di scoprire il mondo “magico” delle sue favole, anche come spunto per creare un nuovo progetto. Ho scelto la più famosa, Il Nuvolo Innamorato: il suo potere evocativo mi faceva letteralmente “vedere” luoghi e personaggi, tanto che il passo successivo è stato semplicemente creare una colonna sonora per accompagnare queste “visioni”. E’ stato tutto semplice e naturale, come se la musica fosse stata già contenuta nel racconto stesso. Il messaggio del Nuvolo Innamorato è universale e trascendentale, con un risvolto mistico: un messaggio che tende ad esorcizzare la morte terrena, una sorta di Resurrezione cristianache mi è piaciuto affrontare attraverso la mia musica”.
Atmosfere Francesi presenta i lavori di tre giovani compositori insieme al celebre Prelude a l’apres midi d’un faune di Claude Debussy. Una scelta interessante, con opere accomunate dall’influenza delle arti visive, dalla letteratura e dalla poesia. Il Maestro Giulio Marazia, fondatore e direttore artistico-musicale dell’Orchestra Filarmonica Campana, dichiara a proposito del Nuvolo di Lusi: “Il lavoro che prevede nel suo organico orchestrale archi, legni, ottoni e svariate percussioni utilizza anche specifici strumenti etnici che evocano il carattere ancestrale della storia. Le scale e la modalità utilizzati rimandano a sonorità tipicamente francesi e orientali senza dimenticare incursioni nel linguaggio di matrice bartokiana e stravinskyana. Anche l’uso dell’orchestrazione mostra un sapiente modo di trattare i colori orchestrali rendendo il tutto di piacevole e interessante ascolto”.
Programma:
G. Marazia, La Voce a Te dovuta, 5 episodi per violoncello e orchestra
I. Antonio, Amore e Psiche, poema sinfonico per violino e orchestra
O. Lusi, suite da Il Nuvolo Innamorato per voce recitante e orchestra
C. Debussy, Prelude a l’apres midi d’un faune
Interpreti:
Orchestra Filarmonica Campana
Voce Recitante, Teresa Barbara Oliva
Violino, Elena Nunziante
Violoncello, Antonio Amato
Direttore, Beatrice Venezi
Per info e biglietti:
infoline 388.7251506 – 349.3925763
Oderigi Lusi official website:
Orchestra Filarmonica Campana:
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AcquaTerra: il disco d’esordio di Emian PaganFolk

Irpinia e Scandinavia, Salento e Irlanda: debutta il quartetto di folk pagano, ispirato all’incontro tra Mediterraneo e culture celtiche e sciamaniche. Un concept album sul potere del femminile per una formazione attivissima dal vivo
 
Emian PaganFolk
sono lieti di presentare
ACQUATERRA
Emian/Low-Fly
8 brani – 41 minuti
“Il termine “pagano” è nato come dispregiativo verso coloro che vivevano al di fuori delle città “civilizzate”. In un certo senso pagane erano le persone che non si mischiavano alla frenesia e al caos cittadino, che si tenevano lontane dal potere, che mantenevano un rapporto sincero con la Natura e i suoi cicli, curandosi con le erbe, ritualizzando le fasi importanti dell’anno, danzando e suonando per il proprio villaggio. Il nostro Pagan Folk è vicino a questa scelta di vita”. Emian PaganFolk è una formazione campana nata il 21 dicembre 2011, che utilizza il folk per esprimere un’adesione a scelte di vita ancestrali, lontane dalla frenesia contemporanea e vicine a valori antichi e naturalistici.
Il disco d’esordio AcquaTerra è una suggestiva e ammaliante sequenza di brani tradizionali rivisitati dal quartetto: attraverso l’omaggio alla propria terra e alle proprie acque, Emian opera una sintesi tra linguaggi folk nordeuropei e mediterranei. Tre musicisti campani e un salentino che guardano all’Europa del Nord immaginando un percorso comune: “Nella scala musicale delle aree Celtiche ritroviamo la pentatonica dell’Oriente, in quella del Nord Europa c’è il sentore della scala musicale del Sud Italia. I tempi ritmici si somigliano… Abbiamo in comune il mare, questo grande e antico mezzo di comunicazione che porta novità, vita ma anche guerre e morte. In Salento ci sono scogliere e piane che evocano il paesaggio Irlandese, in Irpinia ci sono fiumi, cascate, boschi di conifere che evocano i paesaggi tipici del Nord. Di mediterraneo c’è la luce, il sole, il magma sanguigno che ci scorre dentro e che è tipico della gente del Sud”.
I principi femminili che reggono l’universo, storie di terra e di mare, suoni di fiumi e invocazioni pagane, racconti di grandi re e danze in cerchio: AcquaTerra non è un semplice album, è un viaggio nel passato guidato da strumenti inconsueti, da flauti overtone Siberiani al doppio flauto campano, dal jouhikko della tradizione Scandinava al bodhràn Irlandese suonato con un battente, dalla pandereta Galiziana al bouzouki. Un album autoprodotto che i ragazzi venderanno durante i concerti, che si preannunciano come sempre numerosi: in soli due anni di attività,gli Emian hanno collezionato una notevole mole di live, compresa la vittoria nel 2013 del Ferrara Buskers Festival nella categoria ‘artisti accreditati’. Gli Emian sono pronti al tour di presentazione di AcquaTerra, ecco le prossime date: 9 Maggio Palaolimpic (Colleferro, Roma), 12 maggio Cult (Castrignano de Greci, Lecce), 17 Maggio ArciEutopia (Galatina, Lecce), 31 Maggio Kaos Cafè (Scafati, Salerno), 21 Giugno La contesa di Sant’Eliano (Benevento).
EMIAN PAGANFOLK:
Aianna Egan: irish harp, vocals and bodhràn
Emain Druma: percussions, vocals and fiddle
Rohan: bass, irish bouzouki and back vocals
Máirtín Killian: drums, percussions, acoustic guitar and vocals
Info:
Emian PaganFolk:
http://paganfolkemian.wix.com/emianpaganfolk
Emian Facebook:
https://it-it.facebook.com/emianpaganfolk
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ST’ART: tutta un’altra musica!

Mercoledì 28 maggio all’Antoniano di Bologna l’originale festival autogestito: gli alfieri new prog Silver Key, la magica chitarra folk-blues di Marcello Capra, il jazz-rock teatrale degli Altare Thotemico, l’ethno-rock del Notturno Concertante. Prosegue il crowdfunding su MusicRaiser
 
ST’ART
LO STATO DELL’ARTE
…tutta un’altra musica…
Mercoledì 28 maggio 2014
h. 20.00
Cinema Teatro Antoniano
via G. Guinizelli 3
Bologna
ingresso 7 euro
“Negli ultimi anni per le band alternative è diventato sempre più difficile, se non impossibile, presentare idee nuove e originali. Molti locali storici della musica live italiana hanno chiuso i battenti e quelli che sono rimasti faticano a sopravvivere, spesso costretti a programmare cover e tributi per avere un maggiore afflusso di pubblico. Così molti musicisti sono costretti a lasciare nel cassetto opere valide e innovative. Abbiamo quindi formato un’associazione autofinanziata di musicisti e artisti, provenienti da tutta Italia, per dar vita a un festival e tanto altro”.
Esordisce così il manifesto di St’Art – Lo Stato dell’Arte, un progetto che coalizzamusicisti di diversa provenienza, genere ed estrazione: i promotori hanno deciso diautogestire la realizzazione di un festival chiedendo il supporto del pubblico attraverso una campagna di fundraising con MusicRaiser. Il festival si svolgerà alCinema Teatro Antoniano di Bologna mercoledì 28 maggio, con le esibizioni dei quattro promotori del progetto: Silver Key, Marcello Capra, Altare Thotemico, Notturno Concertante, realtà molto diverse tra di loro, unite dalla voglia di dare risalto alla musica di qualità.
Nati nel 1992 e riformatisi nel 2006 come tribute band dei Marillion, i milanesi Silver Key sono una delle più interessanti realtà europee del new progressive, come testimonia il loro ultimo disco In the Land of Dreams, composto totalmente da materiale originale. Viene dal prog anche Marcello Capra: torinese, fondatore dei leggendari Procession nel 1971, dal 1978 inaugura una fortunata carriera solista che prosegue ancora oggi all’insegna di un folk blues acustico, di cui è uno dei più apprezzati rappresentanti europei con il suo inconfondibile flatpicking. Radicale cambio di atmosfere con gli Altare Thotemico: l’ensemble bolognese guidato dal performer vocale Gianni Venturi propone un jazz-rock psichedelico e visionario, che ha trovato lusinghieri apprezzamenti con il nuovo album Sogno Errando. La longeva band avellinese Notturno Concertante punta invece a una fusione di linguaggi: rock, folk, pop, acustico e jazz in una miscela elegante e raffinata, tra canzoni e strumentali.
Fino al 28 maggio prosegue la campagna di crowdfunding su MusicRaiser a sostegno del progetto, appuntamento a Bologna con ‘tutta un’altra musica’!
Mediapartners:
Hamelin Prog: www.hamelinprog.com
Almax Magazine: www.progettoalmax.it
Deliri Progressivi: www.deliriprogressivi.com
Info:
St’Art:
www.gruppostart.it
Musicraiser:
www.musicraiser.com/it/projects/2248
Synpress44 Ufficio Stampa:
www.synpress44.com
Tel. 349/4352719 – 328/8665671
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Fasano Jazz 2014: 17 anni di grande musica!

Dal 30 maggio la cittadina pugliese inaugura la nuova edizione della rassegna: in cartellone, tra gli altri, Deluci & Angeli, Artchipel Orchestra con Phil Miller, Keith Tippett e Julie Tippetts, Alex Carpani e le grandi voci prog italiane con David Cross
 
Il Comune di Fasano (BR)
Assessorato alle Attività Culturali
è orgoglioso di presentare:
FASANO JAZZ ’14
XVII EDIZIONE
Fasano (BR)
30 maggio-11 giugno 2014
30 maggio 2014: al via l’Edizione n. 17 del Fasano Jazz! Sette serate di ottima musica a prezzi accessibili, quasi ottanta musicisti coinvolti, presentazioni di libri, mostre di dischi e suggestive location in una delle cittadine più belle della Puglia: questo il segreto dell’edizione 2014 della popolare rassegna jazz, nota per la qualità della proposta e quest’anno caratterizzata da artisti locali e vedette internazionali. Diciassette anni di jazz significa continuità, tenacia, determinazione, sensibilità da parte dell’amministrazione comunale e costanza da parte della direzione artistica: un continuo successo anche negli ultimi anni, funestati dalla crisi che ha colpito anche il settore della musica dal vivo.
Il festival si apre con il “prologo” del 30 maggio: “Sul sentiero dei suoni” è un’iniziativa che nasce dal locale (la Scuola Secondaria di Primo Grado “G. Bianco – G. Pascoli” di Fasano) con un ensemble di 25 giovanissimi percussionisti coadiuvati da strumentisti che utilizzano suoni tradizionali (didgeridoo, cornamusa) e timbri classici del jazz (sax). Il 31 maggio Fasano Jazz entra nel vivo inaugurando ufficialmente il cartellone con “Napoli in Jazz”: la rilettura jazzistica di classici della canzone napoletana antica e moderna, con musicisti di eccellenza come il trombettista fasanese Mino Lacirignola e un ensemble di talenti come Vendola, Accardi, Gargiulo e Lomuscio. In apertura la presentazione del libro di Donato Zoppo “King Crimson. Islands – Testi commentati” (Arcana) lancia subito l’assist verso la serata finale, che avrà come special guest uno dei musicisti che ha legato la sua storia alle vicende dei King Crimson. Fasanese doc ma di fama internazionale, il trombettista Vincenzo Deluci – 2 giugno – presenta il suo Apocalypse Trio con uno dei più originali musicisti italiani, quel Paolo Angeli noto in tutto il mondo per la sua chitarra sarda “preparata”, caratterizzata da 18 corde. Il 5 giugno il pianista Aquilino De Lucacon il suo Jazz Project – ensemble di otto musicisti – proporrà un tributo alla musica del celebre James Taylor dal titolo “Sweet James… Session”. Un’occasione speciale per sentire la grande canzone a stelle e strisce e il miglior jazz italiano (Campanale, Savio Vurchio & Co.).
La dimensione internazionale del Fasano Jazz si farà sentire il tutto il suo fascino il 7 giugno: la Artchipel Orchestra di Ferdinando Faraò con la partecipazione straordinaria di Phil Miller, Keith Tippett e Julie Tippetts, un concerto speciale nella longeva tradizione del Fasano Jazz. Premiata come miglior formazione al Top Jazz 2012 di Musica Jazz, la Artchipel – orchestra composta da 25 elementi – rileggerà la musica di Canterbury, la cittadina inglese cara al pubblico fasanese per i numerosi gemellaggi musicali avvenuti qui nel corso degli anni. Con Faraò e le musiche di Soft Machine, Gilgamesh, Art Bears e National Health, ci saranno tre giganti: Phil Miller(chitarrista di punta di Canterbury,membro di Delivery, Matching Mole, Hatfield & The North etc.), Keith Tippett e Julie Tippetts.
Keith e Julie saranno da soli nel duetto “Couple in Spirit” l’8 giugno: pianoforte e voce per due personalità poliedriche, trasversali ed eccentriche, sposati dal 1970. Collaboratore di formazioni leggendarie come King Crimson e Centipede, Keith ha all’attivo una cospicua discografia nella quale ha esplorato i rapporti tra jazz, improvvisazione radicale e musica colta; Julie, dopo il grande successo con Steampacket e Brian Auger, lascia il jazz-soul per addentrarsi in territori più sperimentali. Gran finale l’11 giugno all’insegna del progressive-rock italiano, che Fasano Jazz ha seguito sempre con attenzione: ancora una volta a Fasano la band di Alex Carpani, uno dei nostri tastieristi rock più noti all’estero, con “Vox In Progress”. Si tratta di uno spettacolo incentrato sui grandi brani e i più amati cantanti del prog italiano: l’ex Acqua Fragile e PFM Bernardo Lanzetti, il fondatore delle Orme – oggi solista – Aldo Tagliapietra, il leader degli Osanna Lino Vairetti, con il batteristaGigi Cavalli Cocchi (CSI, Ligabue, Mangala Vallis). Ulteriore special guest: David Cross, leggendario violinista deiKing Crimson nella formazione “eroica” del 1973-74.
Da diciassette anni Fasano Jazz si dimostra manifestazione sui generis per la lettura data al jazz, per le proposte che attirano diversi segmenti di pubblico, per l’attenzione alla varietà, al talento e alla qualità. Fasano Jazz non è solo ottima musica con grandi maestri e giovani interpreti ma anche un’opportunità per conoscere la bellissima città pugliese, ricca di tradizione e arte.
Programma:
PROLOGO:
Venerdì 30 maggio
Teatro Sociale
ore 20
“SUL SENTIERO DEI SUONI”
da un’idea di Giuseppe Berlen
Progetto musicale realizzato da alunni
della Scuola Secondaria di Primo Grado
“G. Bianco – G. Pascoli” di Fasano
“Bianco Pascoli Percussion Ensemble”
25 percussionisti con:
Giuseppe Berlen: direttore d’esecuzione
Pasquale D’Attoma: voce recitante
Gianni Gelao: cornamusa, flauti, armonica e altri strumenti popolari
Domenico Poteca: didgeridoo
Roberto Ottaviano: sassofono
ingresso libero
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Sabato 31 maggio
Teatro Sociale
ore 20
Opening:
Presentazione cartellone rassegna a cura del giornalista Donato Zoppo
e presentazione del libro
“KING CRIMSON – ISLANDS – Testi commentati” (Arcana)
con i giornalisti
Italo Interesse (Quotidiano di Bari)
Nicola Morisco (La Gazzetta del Mezzogiorno)
ore 21:
NAPOLI IN JAZZ
Patty Lomuscio: voce
Mino Lacirignola: tromba & flicorno
Andrea Gargiulo: pianoforte
Giorgio Vendola: contrabbasso
ingresso libero
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Lunedì 2 giugno
Teatro Sociale
ore 21
VINCENZO DELUCI “APOCALYPSE TRIO”
feat. PAOLO ANGELI
Vincenzo Deluci: tromba & electronics
Paolo Angeli: chitarra sarda “preparata”
Camillo Pace: contrabbasso & electronics
Giuseppe Mariani: live electronics
ingresso: 5 euro
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Giovedì 5 giugno
Teatro Sociale
ore 21
AQUILINO DE LUCA JAZZ PROJECT
“Sweet James … Session – omaggio alla musica di James Taylor”
Savio Vurchio: voce solista
Daniela Desideri: voce & cori
Nikka Di Cosola: voce & cori
Aquilino De Luca: pianoforte & tastiere
Pako Baldassarre: sassofono
Joe Belviso: chitarra
Pino Mazzarano: chitarra
Ruggiero Bruno: basso
Mimmo Campanale: batteria
ingresso libero
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Sabato 7 giugno
Teatro Kennedy
ore 21
ARTCHIPEL ORCHESTRA
diretta da FERDINANDO FARAO’:
“Canterbury & Soft Machine”
Ospiti:
Phil Miller
Keith Tippett
Julie Tippetts
Musiche di:
Fred Frith, Alan Gowen, Hugh Hopper, Dave Stewart,
Keith Tippett, Robert Wyatt, Ferdinando Faraò
Marco Mariani, Gianni Sansone: trombe
Massimo Cavallaro, Rosarita Crisafi, Massimo Falascone, Paolo Profeti: sassofoni
Francesca Petrolo: trombone
Simone Mauri: clarinetto basso
Paolo Botti, Eloisa Manera: archi
Mariangela Tandoi: fisarmonica
Massimo Giuntoli: tastiere
Beppe Barbera: pianoforte
Gianluca Alberti: basso elettrico
Lorenzo Gasperoni: percussioni
Stefano Lecchi: batteria
Naima Faraò, Serena Ferrara, Giusy Lupis, Filippo Pascuzzi: voci
Visuals:
AU + Fabio Volpi e Rosarita Crisafi
Ingresso: 10 euro
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Domenica 8 giugno 2014
Teatro Sociale
ore 21
KEITH & JULIE TIPPETT:
“Couple in Spirit”
Keith Tippett: pianoforte
Julie Tippetts: voce
Ingresso: 5 euro
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Mercoledì 11 giugno 2014
Teatro Kennedy
ore 21
“VOX in PROGress” – ITALIAN PROG OF ‘70s AND MORE…
Alex Carpani Band
feat. David Cross & Friends
Bernardo Lanzetti: voce
Aldo Tagliapietra: voce & basso elettrico
Lino Vairetti: voce & chitarra
David Cross: violino
Gigi Cavalli Cocchi: batteria
ALEX CARPANI BAND
Alex Carpani: tastiere & voce
Joe Sal: voce
Ettore Salati: chitarre
GB Giorgi: basso elettrico
Alessandro Di Caprio: batteria
ingresso: 10 euro
Direzione artistica:
Domenico De Mola
Mediapartners:
Drumset Mag: www.drumsetmag.com
Jazzitalia: www.jazzitalia.net
MovimentiProg: www.movimentiprog.net
Senzabarcode: www.senzabarcode.it
Radio Senise Centrale: www.radiosenisecentrale.net
Informazioni:
Tel. 080-4394123
Fasano Jazz:
www.fasanojazz.it
Synpress44 Ufficio Stampa:
www.synpress44.com
Tel. 349/4352719 – 328/8665671
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Odysséas: il lungo viaggio prog-rock dei Syndone

Marco Minnemann e John Hackett gli special guest nel quinto disco della band: un concept ispirato al mito omerico, affascinante progressive italiano tra novità e tradizione. In copertina ‘A Oriente’ di Lorenzo Alessandri
 
Fading Records
è lieta di presentare:
ODYSSÉAS
… I Syndone con Marco Minnemann e John Hackett…
Fading Records/Altrock 2014
13 brani, 50 minuti
“Nel viaggio c’è l’essenza dell’uomo, l’idea di spingersi sempre oltre per “cercare”. Amiamo le persone proiettate costantemente alla ricerca di qualcosa, di qualcuno: noi stessi siamo così. Non crediamo alle persone che si considerano “arrivate”. Quale opera allora poteva affiancare meglio il concetto di viaggio (interiore ed esteriore) se non l’Odissea? Questa esigenza di spinta continua verso la sperimentazione e la ricerca può essere vista come l’essenza stessa della musica prog”. Il lungo cammino dei Syndone, partito alla fine degli anni ’80 nell’epoca d’oro della rinascita progressive e giunto ora al quinto disco Odysséas, trova un riferimento esistenziale e letterario davvero importante: il viaggio, il percorso di scoperta e conoscenza, il guardare avanti e altrove come metafora di una musica sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.
La rock band torinese, tornata nel 2010 dopo un lungo periodo di silenzio, è praticamente inarrestabile: il tastierista Nik Comoglio, il vocalist Riccardo Ruggeri e il vibrafonista Francesco Pinetti, dopo due ottimi album come Melapesante (2010) e La bella è la bestia (2012) tornano con Odysséas, il loro disco più ambizioso e completo. Ancora una volta un concept album – in copertina A Oriente (1979), splendida tela del compianto Lorenzo Alessandri, uno dei padri del surrealismo italiano – ma con la nuova etichetta Fading Records, collana progressive della AltRock, label nostrana tra le più seguite al mondo. Il prog-rock dei Syndone, possente, articolato e accattivante, punta alla novità e alla complessità senza dimenticare lo slancio melodico e il rispetto della tradizione, come sostiene Comoglio: “Unitamente alla ricerca del nuovo bisogna onorare le radici della musica che tentiamo di modernizzare: questo è il motivo per cui uso sempre suoni di tastiera vintage e analogici accanto a elementi freschi molto forti come il drumming di Marco, la scrittura di Francesco o l’uso personalissimo e geniale del cantato di Rik. È un modo per farti vedere cosa c’è al di là di un muro alto, dandoti però la sensazione di restare sempre con i piedi per terra”.
Al trio si sono affiancati numerosi collaboratori e due special guest altisonanti, Marco Minnemann e John Hackett. Il popolare drummer tedesco (ha suonato, tra gli altri, con Steven Wilson, Adrian Belew, The Aristocrats, Levin e Rudess etc.) ha registrato tutte le parti diventando qualcosa in più di un semplice ospite: “Ho appena registrato la batteria nel mio studio per questi fortissimi ragazzi della band italiana Syndone. Un gruppo con il quale lavorare è stato veramente piacevole. Non vedo l’ora di ascoltare tutto. E’ stato un piacere registrare per loro”. Insieme a lui un altro straordinario musicista ha offerto la sua arte a Odysséas: John Hackett, flautista colto ed eclettico, noto soprattutto per la sua collaborazione con il fratello Steve Hackett. “E’ stato un immenso piacere registrare con i Syndone e aggiungere il mio flauto a una scrittura così raffinata. Grazie!”. I Syndone sono pronti per questa nuova avventura, con tanto di concerti che verranno presto annunciati.
Info:
Syndone:
Fading Records:
Ufficio Stampa Synpress44:
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For His Wine & Chamber: il nuovo album dei ClayToRide!

Registrato in presa diretta negli studi analogici della Prosdocimi e masterizzato da Ronan Chris Murphy, il debutto della band veneta rifiuta la classificazione in generi e propone un graffiante rock contemporaneo
 
La Simbiosi Dischi
&
Prosdocimi Recording Studio
sono lieti di presentare:
FOR HIS WINE & CHAMBER
…il nuovo disco dei ClayToRide…
La Simbiosi Dischi
7 brani – 28 minuti
“Non pensiamo che ci sia tanta differenza a fare rock nel 2014, nel ‘68 piuttosto che nel 2024: suonare è una necessità, è esprimere il proprio essere in una delle maniere più significative che l’uomo stesso abbia. La simbiosi che nasce con i propri amici/fratelli di band è la soddisfazione più grande che il rock, come tutta la musica, può darti”. E’ una vera e propria dichiarazione programmatica, quella dei ClayToRide: la giovane formazione veneta è orgogliosa del proprio spirito di gruppo, caratterizzato sin dagli esordi da una forte spontaneità e dal rifiuto di etichette e collocazioni in generi. For His Wine & Chamber ne è la dimostrazione: un album nato sostanzialmente live, con sette pezzi testati in concerto e realizzati in studio con la stessa grinta e immediatezza del palco.
Nati nel 2011 e subito catapultati in una fitta attività concertistica, i cinque ragazzi di Thiene (VI) nel 2012 pubblicano l’ep Age Of Innocence, al quale segue immediatamente il lavoro di realizzazione dell’album d’esordio. Un making of che va in parallelo ai live: i ClayToRide infatti hanno l’opportunità di aprire i concerti per nomi del calibro di Tre allegri ragazzi morti, Actionmen, Tony LaMuerte, Airway, ExKGB e molti altri. L’incontro con il produttore Mike 3rd e gli studi Prosdocimi ha fatto il resto: “Conoscere (attraverso una fruttuosa vendemmia) Mike e il suo Studio è stata per noi la manna dal cielo, il classico colpo di fulmine/fortuna al momento giusto. Eravamo molto curiosi di poter sperimentare la presa analogica delle tracce, Mike ci ha dato la possibilità di constatare che registrare in analogico è veramente come fare all’amore senza preservativo”.
For His Wine & Chamber, registrato dal vivo in studio – nel classico regime “analog style” Prosdocimi – e masterizzato dall’autorevole produttore californiano Ronan Chris Murphy, è un lavoro di ottimo rock contemporaneo, che ingloba influenze classicamente hard, post-grunge, alternative e neopsichedeliche. E a chi chiede cosa significhi ClayToRide, i ragazzi rispondono: “Fango siamo e come la musica ci plasmiamo? Siamo degli impavidi surfisti di “lahars”? Oppure siamo semplicemente ossessionati dal frutto femminile?
Siamo per la libera interpretazione, ed è meglio fermarsi qui. È bello fermarsi qui”.
ClayToRide:
Andrea Pasquetto: voice, mouth organ
Gregorio La Salvia: guitar, voice
Stefano Sartori: guitar, voice
Matteo Tretti: drums
Michele Thiella: bass guitar
ClayToRide:
Prosdocimi Recording Studio:
Ufficio stampa Synpress44:
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Elemento H2O: il nuovo album di Chiara Rosso

La raffinata vocalist piemontese torna con un disco ispirato all’acqua, alla memoria, alla femminilità: tra jazz e canzone d’autore, l’album rivela il mondo sonoro e tematico dell’autrice, circondata da musicisti del calibro di Franco Olivero e Riccardo Zegna
 
Chiara Rosso
&
Geco Records
sono lieti di presentare:
ELEMENTO H2O
…acqua, femminilità, musica d’autore…
Geco Records
Distribuzione Egea Music
13 brani – 58 minuti
“L’Acqua è elemento di purificazione e sento il bisogno, in questo momento storico-sociale molto confuso e, per così dire, in decadenza, di tornare alla mia “essenza”, ricondurmi al mio essere, ritrovare la mia autenticità di persona, donna e musicista. L’acqua col suo fluire è emblema di femminilità, pace e rigenerazione. Dopo l’uragano, la quiete…”. E’ così che Chiara Rosso presenta Elemento H2O: un disco dichiaratamente ispirato alla simbologia dell’acqua, pubblicato dall’etichetta “tutta al femminile” Geco Records e distribuito da Egea Music. Un disco che porta Chiara nel territorio a lei più congeniale: a cavallo tra jazz e canzone d’autore, pop e ricerca, tra le leggendarie jazz vocalist del passato e le grandi interpreti rock americane.
Elemento H2O è un’opera suggestiva che vede tornare in pista l’autrice piemontese dopo alcuni anni di silenzio discografico. Nel 2007 il suo duo Hederix Plann si fece notare con Libero Arbitrio, ma Elemento H2O è molto differente, come nota Chiara: “Rispetto a Libero Arbitrio, figlio di un organico più sobrio di estrazione indie-rock, Elemento H2O è un disco introspettivo, sicuramente più maturo. Dietro ci sono anni di jazz, ma non ho dimenticato l’amore per il rock, la canzone d’autore, la musica etnica. É stato in qualche modo anticipato da una crisi personale, umana, spirituale. Ma dalle crisi si rinasce più forti. E in questo percorso di ricostruzione, l’acqua ha avuto una funzione fondamentale per me”… Alla musicalità poliedrica e coinvolgente, Elemento H2O risponde con testi intimisti e riflessivi: il divenire delle cose, il cambiamento, l’infanzia e il ricordo, il turbamento interiore e la ricerca della propria direzione, l’amore e la leggerezza della libertà.
Chiara è al centro del disco, autrice di musica e testi, circondata da un team di ottimi musicisti: Enzo Fornione, Marco Allocco, Francesco Bertone, Paolo Franciscone, Matteo Negrin, Gianni Virone, infine Franco Olivero (che si è occupato degli arrangiamenti e di vari strumenti) e uno dei grandi pianisti del jazz italiano, ovvero Riccardo Zegna. “L’apporto che hanno dato i musicisti è assolutamente fondamentale. Hanno suonato esattamente come avrei voluto che fosse il suonato Elemento H2O, anzi, molto meglio! La loro classe e la loro esperienza hanno contribuito a rendere questo lavoro raffinato, elegante e di grande qualità.”
Chiara Rosso:
Geco Records:
www.gecorecords.it
Ufficio stampa Synpress44:

 

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Stella Polare: il nuovo libro di Claudio Sottocornola


Crisi del sacro, scuola ed educazione, recessione economica, critica alla civiltà tardo-capitalistica, questione gay: l’ultima fatica del ‘filosofo del pop’ è un saggio mémoire sulle transizioni della contemporaneità, dedicato a Giacomo Leopardi e Johnny Hallyday

 
CLD – Claude Productions
e
Marna Editrice
sono lieti di presentare
STELLA POLARE
il nuovo libro di Claudio Sottocornola
Si intitola Stella Polare (Ed. Marna, pp.240, euro 15.00) il nuovo libro di Claudio Sottocornola, il popolare uomo di cultura lombardo noto per la sua esperienza multidisciplinare tra divulgazione filosofica, musica e cultura pop. L’ultima fatica del docente bergamasco – meglio noto come ‘filosofo del pop’ per l’ampiezza degli interessi e la poliedricità delle attività – si ricollega direttamente alle “questioni” poste nel precedente I Trascendentali Traditi (2011). Dopo il ponderoso lavoro multimediale di Working Class, che lo ha visto operativo dal territorio al web tra musica e filosofia, Sottocornola torna alla scrittura: Stella Polare è una raccolta di saggi sullo status quaestionis dell’attuale crisi di civiltà, una sequenza di interventi che passano in rassegna i temi più cari al filosofo orobico, dal declino del sacro alla cultura pop, dal problema educativo al pensiero debole, dalla ridefinizione dei ruoli alla questione gay, dalla recessione economica al mutamento dei paradigmi culturali in atto, nella ricerca di verità esistenziali e non ideologiche.
Cultura di massa e nuovi media, buona e cattiva televisione, raduni giovanili, maternità ed evoluzione del ruolo femminile, senso della festa e crisi della religione: tematiche che un intellettuale inquieto come Sottocornola inquadra all’interno di una civiltà percepita come sempre più degradata, claustrofobica, autoreferenziale. Dopo aver dedicato il precedente libro a Pier Paolo Pasolini, ora l’autore rivolge il suo pensiero a Giacomo Leopardi, poeta del desiderio da lui particolarmente amato, al quale associa sorprendentemente il divo del rock Johnny Hallyday, ribadendo così il valore dirompente che egli attribuisce alle icone della popular music.
Docente di Filosofia e Storia al Liceo Mascheroni e di Storia della canzone e dello spettacolo alla Terza Università di Bergamo, Sottocornola conferma la sua visione non convenzionale, addentrandosi in un’indagine che utilizza poesia, musica, immagini per esprimere un pensiero olistico e circolare, che punta a includere e valorizzare ogni posizione teoretica, ogni approccio esistenziale, ogni ambito di realtà. Sottocornola torna sulla pista autobiografica sia nel saggio mémoire che nella poesia, soffermandosi sulle difficoltà della spiritualità occidentale, avvicinata come àmbito di una più autentica fenomenologia della vita nella sua concretezza e quotidianità.
Claudio Sottocornola:
Marna Editrice:
Ufficio stampa Synpress44:
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The Dark Side Of The Wall: l’anti-tributo della R-Evolution Band

Come distruggere e ricostruire il capolavoro dei Pink Floyd: un’originale operazione di destrutturazione di ‘The Wall’ mostra il lato oscuro dell’opera di Roger Waters e introduce componenti metal, colte, elettroniche e jazz
Wide Production
è lieta di presentare:
THE DARK SIDE OF THE WALL
1979-2013
Wide Production
26 tracce, 66 minuti
“Tutto iniziò negli anni ’80 quando mio zio mi regalò il vinile di The Wall. Me ne innamorai subito in maniera maniacale, ma mai avrei immaginato che la mia esperienza personale e musicale mi avrebbe portato ad affrontarlo in maniera così intima e allo stesso tempoviolenta. Più che di profanazione parlerei di rivoluzione ed evoluzione”. Vittorio Sabelli – fiatista, arrangiatore e mente della R-Evolution Band – si confessa così: da un lontano amore per il capolavoro floydiano è nato il suo recente proposito di rielaborazione, che alcuni giornalisti hanno definito “anti tributo” vista la lontananza dall’originale e lo spirito anticonformista. The Dark Side Of The Wall non è un semplice tribute album nè un prevedibile esperimento da cover band: è il risultato di un’appassionata, scrupolosa e irriverente rivisitazione dell’opera di Roger Waters.
Dopo due album incentrati su varie forme di contaminazione jazz, la R-Evolution Band svolta e si accosta a The Wall con uno spirito differente da quanto solitamente accade. Non è un caso che Sabelli e i suoi abbiano individuato un “nuovo concept” alla base del lavoro: “La certezza che ci ha guidato fin dall’inizio è stata quella di volerci distinguere nettamente dalle cover/tribute band, operando un lavoro profondo di revisione, manomissione e ri-arrangiamento dei singoli brani a seconda del loro ruolo all’interno della setlist. Ogni brano doveva essere in sintonia con quello precedente e allo stesso tempo visto in funzione di quello successivo, oltre ad avere un ruolo ben preciso all’interno di macro aree tematiche”.
Metal, elettronica, musica colta contemporanea, blues, musica etnica: il rock sontuoso e struggente di The Wall è accantonato in favore di un viaggio sorprendente e visionario negli aspetti più oscuri del disco del 1979. “Dopo questo lavoro destrutturante, far rinascere i brani con caratteristiche completamente differenti pur preservandone alcune tipicità è stata la vera e propria sfida! Revisioni stilistiche, tematiche, armoniche, ritmiche e formali sono state operate per ciascun brano, cercando di far emergere quegli elementi che nel disco originale risultano meno evidenti. Chi si aspetta di ‘comprendere’ tutti questi aspetti nella loro complessità fin dal primo ascolto rimarrà probabilmente deluso, ma chi vorrà dedicargli il giusto tempo arriverà a scoprire il ‘lato oscuro’ di The Wall”.
R-Evolution Band:
Vittorio Sabelli: clarinetto, voce, sax alto e baritono, arrangiamenti
Marcello Malatesta: keys, cbu programming
Gabriele Tardiolo ‘Svedonio’: chitarre, bouzuki, lap steel
Graziano Brufani: basso, contrabbasso
Oreste Sbarra: batteria
Info:
R-Evolution Band:
Synpress44 Ufficio Stampa:

 

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Sonata Islands meets Mahler: la ‘parafrasi jazz’ del Canto della Terra


Zone di Musica pubblica il nuovo album dell’ensemble trentino Sonata Islands: la rivisitazione di una delle opere più emblematiche di Gustav Mahler, esplorando tra jazz, musica colta e rock con musicisti del calibro di Achille Succi, Giovanni Falzone e Francesco Cusa

Zone di Musica
è lieta di presentare:

SONATA ISLANDS MEETS MAHLER

Sonata Islands rilegge il Lied von der Erde

Zone di Musica
6 tracce, 69 minuti

“Gustav Mahler è un compositore contaminato e impuro per eccellenza. La sua composizione si nutre di musica popolare, il suo essere musicista è quello del compositore e dell’esecutore insieme: se fosse nato 40 anni fa sarebbe senza dubbio stato un jazzista… Non a caso quello che resta l’esperimento di contaminazione più riuscito di Uri Caine è ispirato alla musica di Mahler!”. Dopo il felice tributo al patrimonio Rock in Opposition, Sonata Islands torna con un’altra ambiziosa rivisitazione: Das Lied von der Erde di Mahler, riveduto alla luce del temperamento eclettico e della natura sfuggente dell’ensemble guidato dal flautista trentino Emilio Galante.

Das Lied von der Erde (1908), intreccio di architettura sinfonica e ciclo liederistico, è la più personale partitura di Gustav Mahler (1860-1911). Composto a Dobbiaco, residenza estiva del musicista negli ultimi anni, il Lied simboleggia un congedo letterario e musicale: la fonte esotica, un antico ciclo di poesie cinesi, è la maschera dietro la quale il compositore parla di sé e dell’uomo. Un canto all’eternità, all’inconsumabile giovinezza della natura, alla contemplazione dell’eterna ciclicità della vita nella quale si mitiga anche l’angoscia.

Sonata Islands meets Mahler è una sorta di “parafrasi jazz per sestetto”: a partire dai testi messi in musica da Mahler, un dialogo immaginario – una cornice e cinque frammenti redatti dallo scrittore e musicologo Giuseppe Calliari – ripercorre le figure che via via prendono congedo da chi “si incammina verso i monti”, per fare ritorno “alla terra natale”. L’operazione conferma la disponibilità di Sonata Islands a far confluire musica colta, jazz e rock in un contesto tra avanguardia e comunicazione. Per l’occasione l’elastica formazione di Galante, ensemble “a geometria variabile” sempre aperto a collaborazioni e “diversivi”, si avvale di alcuni formidabili talenti del jazz di confine come Achille Succi, Giovanni Falzone e Francesco Cusa.

Sonata Islands:
Emilio Galante: flute, piccolo
Giovanni Falzone: trumpet
Achille Succi: clarinet, bass clarinet and alto sax
Simone Zanchini: accordeon
Stefano Senni: double bass
Francesco Cusa: drums

Info:

Sonata Islands:
www.sonataislands.com

Zone di Musica:
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Alex Carpani Band & David Jackson: concerto e clinic al Cine Teatro Fanin!


Sabato 26 ottobre a San Giovanni in Persiceto (BO) l’imperdibile concerto della band con il celebre sassofonista inglese: un tributo ai Van Der Graaf Generator fuso alla musica del giovane tastierista bolognese. Nella mattina di domenica 27 un’eccezionale clinic con il ‘Van Gogh del sassofono’

Cine Teatro Fanin
e
Comune di S. Giovanni in Persiceto (BO)
sono lieti di presentare:

ALEX CARPANI BAND
PLAYS
VAN DER GRAAF GENERATOR AND ACB’S MUSIC
WITH DAVID JACKSON

Sabato 26 ottobre 2013
ore 21:00
Cine Teatro Fanin
Piazza Garibaldi 3C
San Giovanni in Persiceto (BO)

Ingresso 12 euro,
ridotto 10 euro.
Ingresso gratuito
per chi parteciperà alla clinic di David Jackson del 27 ottobre.

Sabato 26 ottobre al Cine Teatro Fanin di S. Giovanni in Persiceto (BO) un appuntamento speciale con il grande progressive-rock di ieri e di oggi: Alex Carpani Band con il leggendario David Jackson, ex sassofonista dei Van Der Graaf Generator! E’ proprio dallo straordinario patrimonio rock lasciato dai Van Der Graaf che riparte il tastierista bolognese Alex Carpani, che in questo nuovo progetto rende omaggio al Generatore coinvolgendo uno special guest d’eccezione come Jackson, affiancandovi anche i brani migliori del proprio repertorio: “Il concerto non è un tributo ai Van der Graaf Generator, ma una rivisitazione dal nostro punto di vista, in cui la personalità di ogni musicista emerge liberamente e in cui anche David si trova a suonare quella musica in un modo nuovo e per lui molto emozionante. Non dimentichiamo, poi, che per metà concerto David suona con noi la mia musica, che acquista nuove sfumature attraverso il suo strumento”.

Il poliedrico tastierista è noto all’audience internazionale grazie ai numerosi concerti e agli album Waterline (2007) e The Sanctuary (2010), ai quali seguirà l’imminente 4 Destini: negli ultimi anni Carpani ha ottenuto l’apprezzamento della critica di tutto il mondo con un progressive-rock dinamico e sognante,
tra le melodie all’italiana e i grandi scenari rock cari a Emerson Lake & Palmer e Genesis. La sua band, nata nel 2006 e divenuta una delle formazioni di rock sinfonico più attive a livello internazionale, si è avvalsa della collaborazione di Aldo Tagliapietra e delle copertine di Paul Whitehead. Il concerto con David Jackson è il più recente progetto di Carpani, e i numerosi concerti in giro per il mondo testimoniano la qualità dell’operazione.

David Jackson non ha bisogno di presentazioni: fiatista tra i più creativi e inconfondibili della storia del rock, è stato tra i protagonisti dell’epoca prog-rock con i Van Der Graaf fino al 2005, quando è uscito dal gruppo. Soprannominato “il Van Gogh del sassofono” per la fantasia e l’inventiva, Jackson fa da special guest per la band di Carpani, impreziosendo non solo classici del Generatore come Killer, Refugees, Theme One e Darkness, ma anche i pezzi della band. Carpani dice di lui: “David Jackson è fondamentalmente un ragazzo per l’entusiasmo e l’energia che tira fuori ogni volta che saliamo sul palco. In più c’è molta spontaneità e molta leggerezza in lui, che rendono tutte le cose più semplici. Infine, la sintonia tra di noi e la sua umiltà ci fanno star bene anche fuori dal palco, quando si passa tanto tempo assieme”. Domenica 27, nella mattinata, David terrà una clinic speciale in cui illustrerà l’uso del sassofono nel rock, i suoi segreti e le sue tecniche: la quota di partecipazione è di 50 euro e darà la possibilità di assistere gratuitamente al concerto del 26. Prossimi concerti della Alex Carpani Band: 29 novembre Teatro Zeppilli, Pieve di Cento (BO), 30 novembre Club Il Giardino, Lugagnano di Sona (VR).

ALEX CARPANI BAND
feat.DAVID JACKSON
Alex Carpani: tastiere & voce
Joe Sal: voce
Ettore Salati: chitarre
Giambattista Giorgi: basso elettrico
Alessandro Di Caprio: batteria

Special guest
David Jackson: sassofono & flauto

Info clinic:
[email protected]
Marco Schiavina 348-806.40.80

Alex Carpani Band:
www.alexcarpani.com

Cine Teatro Fanin:
www.cineteatrofanin.it

tel. 051.821388

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Colors: il disco d’esordio di Luca Poletti con special guest Paolo Fresu!


Un eccitante album di debutto per il giovane pianista veneto: il celebre trombettista è l’ospite di lusso in un’opera prima fresca e accattivante, un concept ispirato alle suggestioni dei colori che esplora varie anime del jazz contemporaneo

Luca Poletti Trio
è lieto di presentare:

COLORS

Special guest: Paolo Fresu

17 tracce, 68 minuti

Un disco dedicato ai colori, un’opera prima frizzante e delicata per il giovane pianista bellunese: è Colors, Lp di debutto di Luca Poletti, che si presenta al pubblico con un album ricco di jazz, messaggi e speranze. Innanzitutto un originale concept, come spiega orgoglioso l’autore: “Il disco è una sorta di viaggio, pezzi senza soluzione di continuità che rievocano la storia di un pianista che, in cerca di ispirazione, fa zapping tra le frequenze radio alla ricerca di qualcosa che lo possa coinvolgere. Trova prima Monteverdi, poi Chopin, Petrucciani e Leonard Bernstein (i miei amori!) finchè scopre una composizione che lo colpisce. Sintonizza meglio e… zac, parte il disco. I brani scorrono finchè verso la fine del disco il segnale diventa improvvisamente così disturbato che il pianista decide di spegnere e sedersi al pianoforte per ripercorrere ciò che ha sentito. Avendo ascoltato questi brani una volta sola, cerca di eseguire quello che ricorda…”.

Nato a Belluno nel 1986, Luca Poletti ha una carriera già sorprendente: laureato in pianoforte, musica jazz, strumentazione e composizione per banda a Trento, ha vinto numerosi festival internazionali, ha collaborato con colossi del calibro di Uri Caine, Steve Swallow, Bruno Tommaso e per Colors ha immaginato subito una tromba d’eccezione, Paolo Fresu. “Paolo è quel genere di artista di cui ti puoi innamorare facilmente: suono avvolgente e radicato, fraseggio intrigante, eleganza e profondità in ogni singola nota… un artista unico. Queste caratteristiche sono estremamente vicine al mio ideale di suono, di intenzione musicale e di visione della Musica; dentro di me ho sempre saputo che l’artista perfetto per questo disco sarebbe stato lui”. Registrato da Stefano Amerio agli Artesuono in compagnia di Fresu e del trio di Poletti, Colors riassume bene il mondo sonoro caro al pianista: “La varietà stilistica è stata una scelta quasi obbligata per via dei miei interessi musicali che vanno da Monteverdi a Charlie Parker passando per i Pink Floyd, Herbie Hancock, Mingus e i Led Zeppelin. Per me il Jazz, in fondo, è proprio questo, sintetizzare ed esprimere il proprio mondo cercando di essere ascoltatore attento del proprio presente”.

Diciassette pezzi intervallati da Preludi (di cui due scritti da Fresu), un’intrigante eterogeneità di fondo e la freschezza delle intenzioni rendono Colors un album sincero e piacevole, con brani che rivelano storie personali e sensazioni: “Raining Grey esprime ciò che mi trasmette la città di Trento e la mia curiosità per compositori come Luciano Berio, Sirene la mia passione viscerale per l’armonia, Strolling Around la leggerezza del vagare senza meta e le meravigliose sonorità ECM, This Is For You una parte molto importante del mio cuore come Leo, brano dal sapore pop dedicato al mio nipotino. Ho sperimentato alcune soluzioni free in Bastian oirartnoC, in Preludio e fuga (dalla realtà) invece è uscita la parte più intima e fumosa del jazz, in Sold 20% emerge la mia passione per il funk nero con una strizzata d’occhio ai Tower of Power”.

Info:

Luca Poletti:
www.lucapoletti.com

Luca Poletti:
www.facebook.com/LucaPolettiMusician

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Sintesi: il nuovo disco dei Roccaforte!


La longeva rock band piemontese torna con il quarto album: la rinnovata formazione – sempre attivissima dal vivo, con più di 300 concerti alle spalle – rivisita i propri classici, una sorta di ‘antologia di inediti’ a cavallo tra rock, metal, progressive e numerose influenze

Roccaforte
&
Keep Hold

sono lieti di presentare:

SINTESI

…il nuovo disco dei Roccaforte…

Keep Hold S.r.l.
12 brani, 53 minuti

“Dopo aver distrutto, costruito, sperimentato, discusso, condiviso e rivoltato ogni atomo dei Roccaforte per più di un anno, Sintesi è la rappresentazione tangibile di ciò che siamo oggi e, soprattutto, della nostra musica”. Attivi dal 2001 (dopo un periodo di assestamento inaugurato nel 1993), a dodici anni di distanza dalla loro genesi i Roccaforte pubblicano il quarto album Sintesi: una sorta di “antologia di inediti” che ripercorre la lunga storia del gruppo piemontese con la rivisitazione dei brani più rappresentativi tratti dai tre album finora incisi. Dal metal al pop-rock, dal progressive al funk, dall’alternative alla canzone d’autore, le anime dei Roccaforte risultano meglio amalgamate che in passato e rendono Sintesi il miglior biglietto da visita per la band alessandrina.

I Roccaforte hanno fotografato questo nuovo percorso con tre Ep, una sorta di percorso preparatorio a Sintesi, come dichiara la band: “Il primo Ep Origine, dalla copertina bianca, simboleggia l’inizio: siamo entrati in studio dopo un mese dall’ultimo cambio di line-up alla batteria. Metamorfosi rappresenta, come il viola della copertina, la trasformazione veloce che dall’inizio ha modificato il nostro sound, il nostro modo di scrivere e di suonare. Evoluzione – colore giallo – è quello che vorremmo raggiungere dopo un lungo percorso iniziato tanti anni fa con un’impronta tendenzialmente pop e che si è evoluto nel tempo, crescendo e maturando, verso una venatura più progressive rock”. Sintesi è la summa di questo cammino, un album che riassume le svariate influenze che caratterizzano la band, fa il punto della situazione e al tempo stesso rilancia una nuova partenza per il quintetto.

Brani risalenti agli anni ’90 come Vetrine e Giubbotto in pelle nera, pezzi importanti per i premi ricevuti come 20 mq di libertà, ma anche inediti come Avatar: Sintesi passa in rassegna i momenti più significativi della storia dei Roccaforte, caratterizzata in modo particolare da una grande esperienza sul palco, con più di 300 concerti all’attivo dal 2005 ad oggi che li rendono unici nel loro genere. A colpire ancora una volta la varietà stilistica: “Una critica che ci viene fatta è che la nostra musica non è collocabile in un genere ben definito. Ma è quello che vogliamo. Infatti ci definiamo eclettici. Ognuno di noi arriva da esperienze e gusti musicali diversi e abbiamo voluto mantenere queste caratteristiche. Il fatto che non possiamo essere definiti vuol dire che il nostro lavoro è riuscito con successo”.

Info:

Roccaforte:
www.roccaforte.it

Roccaforte su Facebook:
www.facebook.com/pages/Roccaforte/49428471642

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Il Giardino Disincantato: il “manifesto per la nuova musica” di OTEME


Tra canzone d’autore, progressive, Rock in opposition e musica contemporanea, il laboratorio sonoro del compositore Stefano Giannotti arriva al disco d’esordio. Un ensemble ‘a geometria variabile’, innovativo e indipendente dalle logiche di mercato, alla ricerca di ‘terre emerse’. Special guest Thomas Bloch

OTEME
&
Edd Strapontins

sono lieti di presentare:

OTEME – Osservatorio delle Terre Emerse
in
IL GIARDINO DISINCANTATO

Edd Strapontins – Distr. Ma.Ra.Cash
11 brani, 61 minuti

“Le terre emerse sono isole, continenti da esplorare, dove una volta che ci siamo addentrati potemmo trovare luoghi familiari, ma anche strani, inusuali. Le nostre terre emerse sono zone in cui accadono cose non propriamente diritte, almeno secondo il mercato, ambiti di ricerca creativa, contaminazioni. L’osservatorio è una specie di laboratorio: molti dei musicisti che vi roteano attorno sono giovani e formati all’arte contemporanea in un percorso abbastanza lungo, faticoso, ma anche divertente”. Così Stefano Giannotti presenta OTEME – Osservatorio sulle Terre Emerse: un laboratorio aperto alle connessioni tra varie aree musicali e culturali, caratterizzato dall’eclettismo di fondo e soprattutto dall’elasticità, dal movimento indipendente e svincolato dalle logiche del mercato. Il disco d’esordio Il Giardino Disincantato ne è una prima e piena testimonianza.

OTEME è un ensemble da camera la cui ampiezza e consistenza variano a seconda dei brani e dei linguaggi adottati: Il Giardino Disincantato è un’operazione coraggiosa e poliedrica nella quale entrano in gioco diverse anime. Dall’eredità art-rock e progressive alle conquiste della musica colta classica e contemporanea, dalla canzone d’autore al teatro musicale fino alle asprezze del Rock In Opposition: strumenti inconsueti (componium, teponatzli, la glass harmonica suonata dall’autorevole Thomas Bloch, già ospite di Radiohead, Tom Waits, Gorillaz, John Cage etc.), ironia e surrealismo da Battisti-Panella a Stravinskji, dai King Crimson a John Cage. Come dichiara Giannotti: “L’idea che sta sotto al Giardino è quella della creazione di canzoni e brani non di fruizione immediata, usa-e-getta; in quasi tutti i brani sembra di stare fermi ma ci si muove, o viceversa, proprio perché non esiste una tonica ed una dominante, ma ci si muove su procedimenti modali sporcati da dissonanze e curiosità sonore”.

Il lucchese Stefano Giannotti (1963) è un compositore assai apprezzato all’estero – in particolare in Germania – per la sua lunga esperienza nel campo della radio arte: OTEME è un’esperienza complementare ai suoi lavori, con un’attenzione spiccata per l’unione tra colto e popular, per un’idea di rinnovato ascolto. “La musica, a volte anche quella colta, asseconda l’idea di un ascolto immediato: gran parte delle produzioni hanno un forte impatto sonoro ma poca sostanza, poiché grazie alla tecnologia e alla vita frenetica, insicura, ci siamo abituati alla superficialità, ad ascoltare musica mentre si fanno altre cose. Molta arte contemporanea basa il suo pensiero sulla molteplicità degli impulsi; in parte aderisco anch’io a questa visione, ma credo che sarebbe bello poter cominciare ad ascoltare di nuovo”.

Info:

OTEME:
www.stefanogiannotti.com/oteme.html

Ma.Ra.Cash:
www.maracash.com

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Ferragosto Sannazzareno 2013: la XXXIII Edizione!


Dal 7 al 18 agosto l’imperdibile rassegna giunta al trentatreesimo anno: Francesco Di Bella, The Reggae Circus, Ariacorte, Piccola Banda Maruzzella e Las Karne Murta i protagonisti del programma di San Nazzaro. Divertimento, musica, sport, circo, teatro e giochi

L’Associazione Culturale ‘Ferragosto Sannazzareno’
con il Patrocinio del Comune di San Nazzaro,
il contributo della Camera di Commercio di Benevento,
il contributo della BCC di San Marco dei Cavoti e del Sannio – Calvi
e la collaborazione della Pro Loco San Nazzaro

è lieta di presentare

FERRAGOSTO SANNAZZARENO 2013
33ma Edizione

San Nazzaro (BN)
7 – 18 agosto 2013

Dal 7 al 18 agosto 2013 torna l’attesissimo appuntamento con il Ferragosto Sannazzareno, la storica rassegna di San Nazzaro (BN) giunta alla XXXIII Edizione, un ricco calendario di eventi per la manifestazione più attiva dell’estate sannita, unica nel suo genere per la costanza e l’afflusso di persone. Trentatre edizioni per un cartellone che ogni anno – anche in questo 2013 che sta vedendo soccombere a causa della crisi moltissime iniziative – punta allo stare insieme con serenità e gioia, grazie all’entusiasmo e all’impegno degli organizzatori, sempre pronti a coniugare musica, giochi, teatro, danza, attività culturali e divertimento per ogni età. Come accade ogni estate, con il Ferragosto San Nazzaro diventa l’isola del divertimento e della spensieratezza per i residenti e i numerosi turisti.

Da mercoledì 7 agosto a giovedì 15 tornei di pallavolo, calcio balilla, basket 2 vs 2, dama, carte (tressette, briscola, scopa piett’àpietto), animazione e giochi per bambini. Giovedì 8 agosto inaugura il programma musicale il Concerto sotto le stelle del Coro Parrocchiale “Aurora” e già venerdì 9 in Villa Comunale il concerto più atteso: Francesco Di Bella dei 24 Grana insieme ad Alfonso Fofò Bruno in Ballads, un progetto speciale che sta riscuotendo notevole successo. In apertura alle 21.30 il coinvolgente live dei Roots Funky Ensemble. Domenica 11 tocca a un’altra band di fama nazionale: i The Reggae Circus di Adriano Bono, uno spettacolo itinerante di musica reggae e arte circense. Seguirà il dj-set a cura di Gianpiero De Nicola.

Serata rock lunedì 12 con i Las Karne Murta, la travolgente formazione dirty swing che torna a San Nazzaro, acclamata a gran voce dopo il successo dello scorso anno; in apertura lo spettacolo beat di Tony Bitter. Martedì 13 un’altra formazione molto amata, ormai di casa al Ferragosto Sannazzareno: la Piccola Banda Maruzzella, che farà ballare l’intera piazza dopo gli artisti di strada Metamorfosi Art e lo spettacolo di fuocoFentaise. La vigilia del Ferragosto, mercoledì 14, è affidata alla musica salentina degli Ariacorte, altro nome di fiducia della rassegna, sul palco dopo la commedia ispirata a Io speriamo che me la cavo. La serata clou di giovedì 15 è nel solco della tradizione: raduno di auto d’epoca al mattino, le grandi danze con Antonio Mandato e All Music Band, la premiazione della Giornata Nazionale dello Sport e infine l’immancabile rito della megatombolata notturna.

Come ogni anno il Ferragosto ha il suo grande spazio per i giochi e per i momenti di socialità: venerdì 16 in tutto il paese si terrà l’amatissima Caccia al tesoro, sabato 17 la passeggiata eco-enologica che vede puntualmente la partecipazione di centinaia di persone e domenica 18 la rassegna si chiuderà con il musical ‘Forza venite gente’ a cura del coro parrocchiale Aurora. Il Ferragosto Sannazzareno non è solo divertimento, ma anche un’occasione per scoprire e riscoprire sotto nuova luce il territorio che vede nella città di San Nazzaro il suo fulcro.

Programma:

8 Agosto
Villa Comunale
Ore 20,00:
Concerto sotto le stelle del Coro Parrocchiale “Aurora”

9 Agosto
Villa Comunale
Ore 21,30:
Roots Funky ensemble
Ore 22,30:
“Ballads” con Francesco di Bella e Alfonso Bruno

11 Agosto
Piazza Roma
Ore 21,30:
The Reggae Circus di Adriano Bono
Ore 24,00:
DJ Set a cura di Gianpiero de Nicola

12 Agosto
Piazza Roma
Ore 21,15:
Tony Bitter
Ore 22,30:
Las KarneMurta

13 Agosto
Piazza Roma
Ore 21,15:
Metamorfosi Art
“FENTAISE”: un sogno tra le fiamme di fuoco
Ore 22,30:
Piccola Banda Maruzzella

14 Agosto
Piazza Roma
Ore 21,15:
Premiazione Giochi per bambini e
spettacolo teatrale tratto da “Io speriamo che me la cavo”
Ore 22,30:
Ariacorte

15 Agosto
Piazza Roma
Mattina:
raduno non itinerante di Auto e Moto d’Epoca a cura di Mario Ibelli e in collaborazione con A.S.A.S. (Automotoclub Storico Antico Sannio)
Ore 21,00:
Antonio Mandato e la All Music Band
Ore 22,00:
Premiazioni Giochi,
Giornata nazionale dello sport a cura della S.S.San Nazzaro
calcio a 5
Ore 24,00:
Megatombolata

16 Agosto
Dal mattino:
Caccia al Tesoro

17 Agosto
Piazza Roma
Ore 10,00:
Passeggiata Eco – Enologica

18 Agosto
Piazza Roma
Ore 20,00:
Musical ‘Forza venite gente’
a cura del coro parrocchiale Aurora

Info:

Comune di San Nazzaro:
www.comune.sannazzaro.bn.it

Infoline: 328.3359219

Synpress44 – Ufficio Stampa:
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E-mail: [email protected]

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Imperfetta Solitudine: torna Pensiero Nomade


Quarto album per il progetto del chitarrista Salvo Lazzara, in trio con il trombettista Luca Pietropaoli e il percussionista Davide Guidoni. Un’opera emozionante e intensa, al crocevia tra jazz-fusion, acustico e minimalismo

Salvo Lazzara
&
Zone di Musica

sono lieti di presentare:

IMPERFETTA SOLITUDINE

Zone di Musica
11 brani, 52 minuti

“Avevo voglia di mescolare le stesse varie influenze e approcci tecnici del precedente album, lo stesso amore per l’elettronica e la stessa tensione filmica, ma con maggiore “misura”. In Imperfetta Solitudine c’è unfilo conduttore di tipo narrativo, uno stratagemma a livello compositivo che parte dal proposito di fondereesperienze musicali diverse, senza confonderle”. Salvo Lazzara presenta così, con un’idea di fondo immaginifica che fonda senza confondere, il nuovo album di Pensiero Nomade, dal titolo Imperfetta Solitudine. E’ il quarto disco del chitarrista di origine siciliana (romano di adozione), un nuovo passo in avanti nel percorso evolutivo del progetto, sempre incentrato sulla confluenza di varie anime, dal jazz alminimal, dalla cultura acustica alle possibilità espressive dell’elettronica.

Già chitarrista dei Germinale, una delle più eclettiche e moderne formazioni di prog-rock italiano degli anni ’90, Lazzara inaugura Pensiero Nomade al termine dell’esperienza con la band pisana: debutta con Per questi e altri naufragi (2007), bissa con Tempi migliori (2009) e ottiene lusinghieri responsi critici con il terzo lp Materia e Memoria (2011). In quest’ultimo disco Lazzara era circondato da ottimi musicisti, due dei quali compongono il trio di Imperfetta Solitudine: sono Luca Pietropaoli, apprezzato trombettista di Outside The Cave e Electric Posh, e Davide Guidoni, percussionista assai attivo tra progressive e contaminazioni rock come Daal.

I riferimenti di Lazzara spaziano dagli Oregon a Terje Rypdal, da Steve Tibbetts a David Sylvian, come ribadisce il nuovo album, che rilancia un’interpretazione personale e raccolta – quasi cameristica – della fusion contemporanea, però si distacca dai precedenti per la ricerca di purezza, l’alleggerimento dei suoni, la visione dello spazio musicale in chiave più minimale ed essenziale. Imperfetta Solitudine esce per Zone di Musica, una delle etichette italiane più intriganti nel campo del nuovo jazz italiano, con nomi come Antonio Jasevoli, Rosa Brunello ed Elias Nardi.

Info:

Salvo Lazzara:
www.reverbnation.com/pensieronomade

Zone di Musica:
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Synpress44 Ufficio Stampa:
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Be My Producer: il crowdfunding per il nuovo album di Valeria Caputo


Dopo il nuovo video e il nuovo sito, la giovane cantautrice lancia con Kapipal la raccolta fondi per sostenere il suo secondo disco. Un ‘investimento culturale e artistico’ , presto le date dei concerti estivi

Dopo la pubblicazione del nuovo videoclip tratto dal primo disco Migratory Birds e il lancio del rinnovato sito, Valeria Caputo comunica ufficialmente di essere al lavoro sul nuovo album. E’ il secondo album della cantautrice di origine pugliese, attesissimo dopo gli ottimi responsi della critica (Jam, Ondarock, Rockerilla, L’Isola della musica italiana, Sussidiario, Rockit etc.) e i soddisfacenti risultati di una densa stagione live. Per l’occasione Valeria ripropone la formula del crowdfunding: Migratory Birds era nato grazie a questo “azionariato popolare” e anche il nuovo album vuole avvalersi di questa spinta dal basso, con la novità di Kapipal.

Dichiara Valeria: “Credo profondamente nella nuova espressione di mecenatismo popolare del crowdfunding: è democratica ed è sostenuta da una motivazione personale, non indotta dalle grandi formule commerciali che a volte impongono cosa e chi si debba ascoltare. Ho scelto Kapipal perchè permette una serie variabile di opzioni che consentiranno ai sostenitori di scegliere la formula migliore per finanziare istantaneamente il nuovo album, a seconda dei propri desideri”.

In attesa dei nuovi concerti estivi, che verranno annunciati presto, Valeria è pronta ad affrontare questa nuova sfida di una produzione dal basso, offrendo diverse possibilità ai propri sostenitori: “La moneta scelta per le transazioni è il dollaro ma niente paura, tutti potranno contribuire da qualsiasi paese grazie alla conversione in fase di pagamento. Ci sarà la possibilità persino di ricevere a casa una versione in vinile in esclusiva per chi partecipa al crowdfunding… qualcosa che in futuro potrà avere un certo valore! Incitiamo tutti a partecipare perché più che un contributo si tratta di un investimento culturale e artistico”.

Informazioni:

Kapipal:
http://www.kapipal.com/valeriacaputonews

Valeria Caputo:
http://www.valeriacaputo.com

Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com

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Gong: la nuova edizione del Rock In Progress Festival!


Il 12 e 13 luglio a Bologna torna la gloriosa rassegna: due giorni di progressive italiano con Mangala Vallis e Bernardo Lanzetti, Altare Thotemico, Accordo dei Contrari, Silver Key, Master Experience, Qube e Kerygmatic Project

We Love Vintage
Ma.Ra.Cash
Gigi Cavalli Cocchi
Serena 80
sono lieti di presentare:

GONG 2013
Rock In Progress Festival

Venerdì 12 e sabato 13 luglio 2013

Serena 80
Quartiere S. Donato
Via della Torretta 12/3
Bologna

Ingresso gratuito

Venerdì 12 e sabato 13 luglio a Bologna torna Gong – Rock In Progress Festival! Si tratta della settima edizione della rassegna ideata e diretta da Gigi Cavalli Cocchi (batterista di Ligabue, CSI, Mangala Vallis etc.), nata a Reggio Emilia nel 2004. Dopo un’ultima edizione a Parma nel 2011, il Gong Festival approda a Bologna grazie alla collaborazione con We Love Vintage e Serena 80. “In qualche modo l’edizione di quest’anno è un ritorno alle origini – dichiara Gigi – quando il festival era nato per dare visibilità agli artisti italiani, e ricorda per certi aspetti quello che era negli anni ‘70 il Charisma Festival, che raccoglieva sullo stesso palco gli artisti di quell’etichetta. Il Gong 2013 ha un po’ questo sapore, essendo cinque band legate alla label Ma.Ra.Cash”.

Gong Festival è una rassegna dedicata al mondo del progressive-rock, genere nel quale l’Italia ha sempre espresso grandi talenti, dagli anni ’70 ad oggi. Nella sua storia il Gong ha dato spazio alle nuove leve e ai nomi più importanti del prog contemporaneo, e anche il cartellone dell’edizione 2013 – ad ingresso gratuito nonostante le difficoltà economiche del periodo – lo conferma. Aprono il festival venerdì 12 luglio i Master Experience, giovane formazione di Reggio Emilia autrice di un raffinato prog-metal, e seguono i Silver Key, band lombarda più vicina alle atmosfere del classico new prog all’inglese. Chiusura di lusso con i Mangala Vallis: la formazione reggiana, tra i nomi di punta del nuovo prog italiano all’estero, avrà come special guest Bernardo Lanzetti, storica voce di Acqua Fragile e PFM nonchè ex componente dei Mangala.

Sabato 13 tocca ai Qube aprire le danze con il loro concerto di tributo ai classici del prog, seguiti dai Kerygmatic Project, nuova formazione piemontese di area neo-prog. Giocano in casa gliAccordo Dei Contrari, avvincente band che incarna in pieno le nuove tensioni di area rock-jazz più sperimentale, e assai ricercata è anche la nuova incarnazione degli Altare Thotemico, il gruppo guidato dal poeta Gianni Venturi che presenta il nuovo disco all’insegna dell’incontro tra jazz, teatro-canzone e prog. Secondo Cavalli Cocchi “pensare prog dovrebbe essere il manifesto di una totale apertura mentale, perché questo universo è nato per abbattere i confini tra un genere e l’altro e per me ha rappresentato un vero e proprio stile di vita. Il Gong è una “dark side” della musica indubbiamente molto underground, che partendo dall’amore per il rock progressivo continua – in questi tempi moderni di musica commerciale e di “Amicieicsfactor” – a muoversi in quel territorio creativo, vissuto con lo spirito dei nostri tempi”.

Programma:

12 luglio 2013
Ore 20.00
Master Experience
Silver Key
Mangala Vallis – special guest Bernardo Lanzetti (Vox 40)

13 luglio 2013
Ore 19.00
Qube
Kerygmatic Experience
Accordo dei Contrari
Altare Thotemico

Mediapartners:
Drumset Mag: www.drumsetmag.com
Krock: www.krock.it
MovimentiProg: www.movimentiprog.net
VivaLowCost: www.vivalowcost.com
Wonderous Stories: www.wonderoustories.it

Info:

Serena 80: tel. 051-6330776

Gong Festival:
http://gong.cavallicocchi.it

Synpress44 Ufficio Stampa:
www.synpress44.com
E-mail: [email protected]

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Sogno Errando: tra jazz e poesia il ritorno degli Altare Thotemico


A quattro anni di distanza dal disco d’esordio, il gruppo bolognese diventa band aperta e pubblica il suo manifesto “contro la staticità in musica”: non solo progressive ma soprattutto liberatoria free-form all’insegna dell’mprovvisazione

Ma.Ra.Cash
è lieta di presentare:

SOGNO ERRANDO
Il nuovo disco degli Altare Thotemico

7 brani – 65 minuti
(Ma.ra.Cash Records)

A quattro anni di distanza da un omonimo album di debutto che aveva lanciato nel panorama progressive italiano e straniero gli Altare Thotemico, la formazione bolognese torna con un’opera ambiziosa, coraggiosa, molto diversa dal primo disco: Sogno Errando è un album che custodisce ancora la tensione poetica interpretata da Gianni Venturi – anomala figura di poeta, attore e interprete – inserendola in un contesto mai così vicino al jazz e all’improvvisazione.
“Non crediamo sia cambiata la direzione, il punto d’arrivo è il medesimo: sono semplicemente cambiati i mezzi che usiamo per arrivare. Lo sviluppo musicale del gruppo – in particolare grazie all’impulso dato dal pianista Leonardo Caligiuri – ci ha spinto verso il jazz, inteso come chiave di lettura per miscelare le diverse tendenze di ognuno di noi. Rispetto al primo disco l’energia è la stessa, così la voglia di giocare, di creare senza vincoli, senza pensare a cosa ne sarà di ciò che nasce! Una sorta di estraneazione o follia creativa, presente crediamo in tutti e due gli album”.

Sogno Errando è figlio di un nuovo organico: con i fondatori Gianni Venturi, Valerio Venturi (basso) e Leonardo Caligiuri (pianoforte) si schierano musicisti poliedrici come Emiliano Vernizzi (fiati), Max Govoni (batteria) e Gabriele ‘Legolas’ Toscani (violino). Una line-up inedita che sancisce lo spostamento verso territori jazz: “Siamo convinti che la staticità non sia musica! Amiamo il Jazz perché dentro c’è tutto: si pensi a Miles Davis… Non ci rivolgiamo più al mondo progressive a meno che non s’intenda progressione, cioè movimento orizzontale. Con questo album cerchiamo di fondere diversi stili musicali e ci rivolgiamo a chiunque ama la musica: “Costruire il futuro con elementi del passato”, per citare Goethe”.

Composto da sette lunghi brani che congiungono l’improvvisazione e la free-form, la canzone d’autore, il jazz elettrico caro ad Area e Soft Machine e l’enfasi teatrale di un ispirato Venturi, Sogno Errando è un anomalo concept album. “Non è una storia raccontata con più testi – dichiara la band – ma un album nato da un concetto-guida: le correnti sotterranee, le culture dimenticate, alce nero, la terra, la memoria, la profondità. Le composizioni nascono sempre dall’incontro tra Venturi e Caligiuri: parlando, bevendo, suonando, andando al cinema, pensando, i due trovano l’idea, il concetto dal quale tutto si dipana. La copertina con il volto senza occhi rappresenta lo spegnimento della mente e l’apertura delle porte della percezione”…

Informazioni:

Altare Thotemico:
https://it-it.facebook.com/pages/Altare-Thotemico/153261531379777

Ma.Ra.Cash:
www.maracash.com

Ufficio stampa Synpress44:
www.synpress44.com

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Al via la XVI Edizione di Fasano Jazz!

Dall’1 al 12 giugno 2013 si festeggiano 16 anni di jazz e rock nella cittadina pugliese: tra i numerosi nomi in programma spiccano Paolo Fresu, Aldo Tagliapietra, David Jackson, Nathaniel Peterson, Raiz e i Radicanto, Ezio Guaitamacchi, Danilo Rea

Il Comune di Fasano (BR)
Assessorato alle Attività Culturali
è orgoglioso di presentare:

FASANO JAZZ ’13
XVI EDIZIONE

Fasano (BR)
1-12 giugno 2013

Sedici anni di grande jazz. E non solo: dalla sua prima edizione nel 1998, Fasano Jazz ha sempre puntato alla qualità, al coinvolgimento di nomi storici e giovani promesse, a una proposta musicale varia e sfaccettata, che si apre anche al rock, al blues e alla world music.Dall’1 al 12 giugno 2013 si svolgerà la XVI Edizione del Fasano Jazz, appuntamento ormai storico che ogni anno a Fasano (BR) proponeil meglio del jazz italiano e internazionale accanto a concerti rock e in particolare progressive. Dopo il grande successo dell’edizione 2012, la direzione artistica curata dall’infaticabile Domenico De Mola – con il sostegno dell’Amministrazione Comunale – Assessorato alle Attività Culturali – conferma un ricco cartellone di concerti nel quale spiccano anche eventi dedicati alla letteratura musicale.

Si comincia sabato 1 giugno al Teatro Kennedy, sede storica della rassegna: dopo l’inaugurazione della mostra fotografica Scorefaces di Ninni Pepe (dedicata ai protagonisti del mondo della musica, illustrata da Alessandro Achilli di Musica Jazz), un tuffo nella magia deiBeatles con Danilo Rea, Ares Tavolazzi e Ellade Bandini. Questo trio di straordinari musicisti porta a Fasano la propria rielaborazione diclassici beatlesiani in chiave jazz: un omaggio all’arte dei Fab Four e alla loro attualità. Martedì 4 si passa all’aperto (Sagrato Chiesa Matrice) per un tributo a una delle band italiane più amate degli ultimi anni, gli Almamegretta: i loro classici saranno rivisitati in chiave world-jazz dai pugliesi Radicanto insieme allo special guest Raiz, che ha partecipato al loro ultimo album Casa. All’aperto anche la terza serata (giovedì 6 giugno): la rilettura degli evergreen di Bob Marley da parte dell’eclettico trio Valentini-Pace, in chiusura una leggenda del rock-blues, il focoso bassista Nathaniel Peterson con il suo trio.

Venerdì 7 giugno si passa all’altra sede storica del Fasano Jazz, il Teatro Sociale, per un appuntamento speciale con una delle più importanti firme del giornalismo musicale italiano: Ezio Guaitamacchi, insieme alla vocalist Brunella Boschetti Venturi, presenta il suo nuovo libro Rockfiles. 500 storie che hanno fatto storia (Arcana) in uno show tra musica, aneddoti e storici pezzi rock.Sabato 8 al Kennedy un concerto attesissimo: Paolo Fresu! Il celebre trombettista, autentico colosso del jazz internazionale che l’anno scorso aveva annullato la sua partecipazione per motivi di salute, arriva a Fasano con il Devil Quartet: un’occasione speciale per gustare il suo nuovissimo album Desertico, tra i più acclamati lavori discografici del 2013.

Gran finale tutto dedicato al progressive, corrente alla quale il Fasano Jazz ha sempre dedicato attenzione, diventando così una rassegna unica nel suo genere. Martedì 11 al Sociale serata incentrata su una delle più amate e carismatiche prog band: i Van Der Graaf Generator! Dopo la presentazione del nuovo libro di Paolo Carnelli Van Der Graaf Generator. La biografia italiana (Arcana) e il concerto della giovane band veneta Former Life, la Alex Carpani Band omaggia il Generatore con la partecipazione straordinaria di David Jackson. Il leggendario fiatista dei Van Der Graaf – ribattezzato dalla critica “il Van Gogh del sassofono” – sarà presente anche alla serata conclusiva (mercoledì 12, Kennedy) come ospite di Aldo Tagliapietra: l’ex vocalist e bassista delle Orme presenta dal vivo il capolavoroFelona e Sorona in versione integrale. Un tributo live a una delle massime opere del progressive internazionale a 40 anni dalla sua uscita: presenteranno la serata Mario Giammetti e Donato Zoppo, due tra le più seguite firme in campo prog.

Fasano Jazz da oltre tre lustri propone una sua interpretazione del jazz, offrendo ogni anno intriganti proposte che riescono a soddisfare i palati fini, a solleticare i cultori più attenti, a coinvolgere gli ascoltatori più curiosi. Da sedici anni a Fasano si valorizza il talento e l’impegno: Fasano Jazz non è solo ottima musica con grandi maestri e giovani interpreti ma anche un’opportunità per conoscere labellissima città pugliese, ricca di tradizione e arte.

Programma:

Sabato 1 giugno 2013
Teatro Kennedy

ore 20:00:
Inaugurazione mostra fotografica
SCOREFACES
a cura di Ninni Pepe
presentaAlessandro Achilli (“Musica Jazz”)

ore 21:00:
DANILO REA TRIO
“Beatles in Jazz”
Danilo Rea: pianoforte
Ares Tavolazzi: contrabbasso
Ellade Bandini: batteria

Ingresso: 5 euro

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Martedì 4 giugno 2013
Sagrato della Chiesa Matrice
ore 21:00

RAIZ & RADICANTO
“Casa”
Raiz: voce
Giuseppe De Trizio: chitarra classica & mandolino
Fabrizio Piepoli: basso elettrico, voce & loop
Adolfo La Volpe: chitarra elettrica & oud
Nanni Chiapparino: fisarmonica
Francesco De Palma: batteria

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Giovedì 6 giugno 2013
Sagrato della Chiesa Matrice
ore 21:00

opening act:
VALENTINI – PACE TRIO
“Huru Wetu – omaggio a Bob Marley”
Connie Valentini: voce
Camillo Pace: contrabbasso
Antonio Lore: tromba

second set:
NATHANIEL PETERSON BAND
Nathaniel Peterson: basso elettrico & voce
Fulvio Feliciano: chitarra
Nino La Montanara: batteria

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Venerdì 7 giugno 2013
Teatro Sociale
ore 21:00

EZIO GUAITAMACCHI
feat. BRUNELLA BOSCHETTI VENTURI
“Rock Files”

in collaborazione con “Il Presidio del Libro” – Fasano
(presenta Donato Zoppo)

Ingresso libero

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Sabato 8 giugno 2013
Teatro Kennedy
ore 21:00:

PAOLO FRESU
“Devil Quartet”
Paolo Fresu: tromba, flicorno & elettronica
Bebo Ferra: chitarra
Paolino Dalla Porta: contrabbasso
Stefano Bagnoli: batteria

Ingresso: 10 euro

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Martedì 11 giugno 2013
Teatro Sociale
ore 21:00

PAOLO CARNELLI
“Van Der Graaf Generator – La biografia italiana”
in collaborazione con “Il Presidio del Libro” – Fasano
(presenta Donato Zoppo)

opening act:
FORMER LIFE
“Electric Stillness”
Andrea De Nardi: tastiere, organo Hammond & voce
Matteo Ballarin: chitarre & voce
Carlo Scalet: basso elettrico & voce
Manuel Smaniotto: batteria

second set:
ALEX CARPANI BAND
feat.DAVID JACKSON
“plays Van Der Graaf Generator”
Alex Carpani: tastiere & voce
David Jackson: sassofono & flauto
Joe Sal: voce
Ettore Salati: chitarre
Giambattista Giorgi: basso elettrico
Alessandro Di Caprio: batteria

Ingresso: 5 euro

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Mercoledì 12 giugno 2013
Teatro Kennedy
ore 21:00

Introduzione di
Mario Giammetti e Donato Zoppo

“ALDO TAGLIAPIETRA & BAND feat. DAVID JACKSON
40mo Anniversario Live 1973-2013
con l’esecuzione della prima versione originale e inedita di FELONA E SORONA”
Aldo Tagliapietra: voce & basso elettrico
David Jackson: sassofono & flauto
Aligi Pasqualetto: tastiere
Andrea De Nardi: organo Hammond & tastiere
Matteo Ballarin: chitarre
Manuel Smaniotto:batteria

ingresso: 10 euro

Direzione artistica:
Domenico De Mola

Mediapartners:
JAM: www.jamonline.it
Drumset Mag: www.drumsetmag.com
Jazzitalia: www.jazzitalia.net
MovimentiProg: www.movimentiprog.net

Informazioni:
[email protected]
Tel. 080-4394123

Fasano Jazz:
www.fasanojazz.it

Synpress44 Ufficio Stampa:
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E-mail: [email protected]

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Europa Minor: il ritorno dei Tugs!


La band livornese attiva dal 1978 torna con un’ambiziosa opera rock dedicata a un’idea “altra” di Europa, tra letteratura, arte, umanesimo e ideali. La piccola orchestra rock presenta un’affascinante operazione tra progressive e canzone d’autore, pubblicata in cd e vinile. In arrivo un tour promozionale

Todomodo Music-All
e
AMS/BTF
sono lieti di presentare:

EUROPA MINOR

Viaggio musicale attraverso otto secoli di storia,
letteratura e teatro europeo

Ams/Btf
12 brani – 75 minuti

Un grande e atteso ritorno: lunedì 8 aprile Ams/BTF pubblica Europa Minor, il disco di debutto dei Tugs, la storica formazione rock livornese.Europa Minor è il punto di arrivo di un lungo e formidabile percorso caratterizzato da numerosi spettacoli di teatro rock del quale la band rappresenta un’eccellenza tutta nostrana: l’album è la colonna sonora di un’ambiziosa opera rock personale ed emozionante, incentrata su un’idea “umanistica” e “altra” di Europa. Dichiarano i Tugs: “Crediamo che occorra fare fronte comune contro l’idea predominante della meraUnione mercantile e finanziaria del nostro continente. Le ragioni del nostro stare insieme risiedono nella cultura millenaria che ci unisce, forgiata da una serie impressionante di lotte di emancipazione, idealità, sacrifici e purtroppo guerre. Il nostro stare insieme si chiamaletteratura, cinema, danza, poesia, musica e non spread. Non vogliamo apparire sciovinisti o eurocentrici, la nostra é una tradizione nobilissima ma non l’unica e non la migliore. Semplicemente una tra le tante. Ecco perché abbiamo aggiunto il “diminutivo” Minor alla parolaEuropa. Una cultura tra mille culture”.

I Tugs sono una delle più importanti e amate band del ricco panorama rock livornese: nati nel 1978, hanno portato avanti la loro idea diteatro rock e di adesione ai principi del progressive anche durante i difficili anni ’80; dopo una lunga pausa si sono riformati e finalmente sono arrivati all’album d’esordio Europa Minor. Rappresentato dal vivo con successo grazie alla suggestiva interazione tra band e attori, Europa Minor è un’opera rock appassionata e colta che ripercorre alcuni passaggi salienti della storia d’Europa tra guerre e ricostruzioni, tragedie e speranza, sangue e poesia. I Tugs rievocano la grande tradizione progressive – quella romantica e fiabesca dei Genesis, quella spumeggiante e mediterranea di PFM e Orme – fondendola con unavena folk, in piena atmosfera da cantastorie. Il disco – pubblicato da Ams/BTF, una delle case discografiche prog più attive a livello internazionale – ribadisce la vitalità di un’opera rock toccante e coinvolgente nella messinscena, sorprendente anche su cd e vinile.

I Tugs hanno atteso il momento giusto per completare il loro progetto, rivitalizzando pezzi nati anni fa grazie a un nuovo organico di dieci elementi, una vera e propria “piccola orchestra rock”. Dichiara la band: “Le composizioni sono assolutamente vintage, ma chi di noi in questi anni ha proseguito la carriera artistica ha portato tutto il proprio bagaglio di esperienze. Volevamo realizzare il sogno musicale della nostra gioventù: sognavamo violini, flauti, mandolini e violoncelli che a quei tempi non potevamo permetterci. Suonavamo, con la miserrima attrezzatura tecnica dell’epoca, in un fondo triangolare. Davvero. Il nostro fondo era composto di sole tre pareti, il suono era pessimo e certi timbri risuonavano solo nella nostra testa. Ora tutti i colori che sognavamo sono li: una piccola orchestra di 10 elementi con la quale ci siamo sbizzarriti come un pittore un po’ fuori di testa che mischia i colori. Il lavoro di cesello timbrico e sonoro nell’orchestrazione dei brani del nostro tastierista Marco Susini é stato fantastico”. Europa Minor si appresta a calcare i palchi, i Tugs infatti sono pronti a una nuova stagione di concerti di cui segnaliamo le prime date: Livorno (Cavern Club – opening act per Osanna,11 aprile), Milano (Teatro Della Luna – opening act per The Wall Live Orchestra, 13 aprile); Livorno (Teatro delle Commedie, 18 maggio); Livorno (Cavern Club, 1 giugno).

Tugs:

Voce e Chitarra: Pietro Contorno
Chitarra: Nicola Melani
Tastiere: Marco Susini
Basso: Bruno Rotolo
Batteria: Fabio Giannitrapani
Violino: Francesco Carmignani
Flauto: Claudio Fabiani
Chitarre, mandolino e mandola: Antonio Ghezzani
Violoncello: Martina Benifei
Percussioni: Matteo Scarpettini

Informazioni:

Tugs:
http://it-it.facebook.com/pages/Tugs/141670019250720

BTF:
www.btf.it

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Musica d’acqua: il nuovo album dei Sursumcorda!


L’acqua, il cinema, la musica per le immagini: il nuovo disco della formazione milanese raccoglie brani per cortometraggi, documentari e altri lavori visivi. Una struggente raccolta di brani che spaziano tra folk, jazz, musica d’autore e ricerca

A Cup In The Garden
è lieta di presentare:

MUSICA D’ACQUA
Le “immagini sonore” dei Sursumcorda

11 brani – 30 minuti

Sono vere e proprie “immagini sonore” quelle che caratterizzano Musica d’acqua, il nuovo album deiSursumcorda. “Sculture di note” modellate assecondando la “liquidità” di un suono che solo una formazione così preparata, affiatata ed esperta poteva concepire e realizzare. In questo ultimo lavoro che raccoglie il meglio della più recente attività per il cinema e il piccolo schermo, l’acqua diventa il fil rouge, l’idea-forza che regge l’intera operazione: “Da sempre abbiamo cercato di dare estrema flessibilità al nostro stile – dichiara il gruppo – sia nelle colonne sonore che nelle canzoni. Flessibilità non vuol dire però inafferrabilità, perché pensiamo che la musica, come l’acqua, sia “comprensibile”. La musica applicata alle immagini deve avere la capacità di rendere più efficace il messaggio quindi adattarsi mantenendo una chiara identità, un suo stile. Ogni musicista nel gruppo diventa polistrumentista allo scopo di ampliare il linguaggio musicale, che diventa estremamente fluido”.

Musica d’acqua non è affatto un’antologia: i Sursumcorda hanno messo insieme un lotto di brani composti per cortometraggi, documentari e spot di vario genere nell’arco di un anno e mezzo, rivisitando il tutto alla luce della sensibilità attuale, e lavorando a un’idea di musicalità ampia, sfaccettata e policromatica, dapiccola orchestra. Non è un caso che, mai come questa volta, i Sursumcorda valorizzino ancora di più la loro disponibilità ad un organico aperto: folk, jazz, world music, scrittura d’autore e di ricerca, strumenti occidentali e orientali, popular e tradizionali, acustici ed elettronici, convivono in 11 brani dalla raffinata filigrana. Tra i pezzi spiccano le musiche realizzate per due cortometraggi che hanno fatto molto parlare di loro: il pluripremiato Francesco e Bjorn di Fausto Caviglia (migliore colonna sonora a Corti d’autore 2012 e Raccorti Sociali 2011) e Amir di Jerry D’Avino (attualmente in concorso al David di Donatello).

Musica d’acqua arriva in un periodo particolarmente fortunato per i Sursumcorda, che hanno trascorso un2012 ricco di concerti su diversi tipi di palchi, dai teatri alle grandi platee all’aperto. Formazione con un passato da buskers e un presente di particolare attenzione a una musica libera da convenzioni e schemi, i sei lombardi vivono il live come ulteriore strumento per affinare il proprio rapporto con l’immagine, come ribadisce l’atmosfera struggente e levigata del nuovo album. Dichiarano i musicisti: “Per noi è fondamentale capire nei live se l’emozione che abbiamo provato nella fase di composizione sulle immagini è percepita anche dal pubblico. È davvero una sorpresa quando scopriamo che oltre ad aver provato le nostre emozioni, chi ci ascolta ne aggiunge altre: significa che il tentativo di “far viaggiare” con la musica è riuscito”.

Sursumcorda:
http://www.sursumcorda.it

A Cup In The Garden:
http://www.acupinthegarden.com

Synpress44 Ufficio stampa:
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Dalla parte del cervo: il disco d’esordio degli Edaq


Contaminato e coinvolgente, ricco di influenze ma rispettoso della tradizione, il ‘folk d’arte’ dell’ensemble piemontese in un magnifico debutto. Il classici del bal-folk europeo nella rivisitazione coraggiosa dell’affiatato sestetto, alfiere della ‘folktronica dall’arco alpino’

Grand-Mere Associazione Culturale
è lieta di presentare:

DALLA PARTE DEL CERVO

Il debutto degli Edaq

12 brani – 67 minuti

“Essere dalla parte del cervo significa per noi muoverci in un vasto e inesplorato territorio in cui gli unici punti cardine sono il rispetto per le tradizioni musicali a cui ci rifacciamo e l’amore per la libertà espressiva. Assume anche una valenza più profonda, se vogliamo spirituale, in cui ciascuno di noi ritrova nella “sua parte del cervo” quella spinta che lo porta a battersi per ciò che ritiene giusto”. Dalla parte del cervo: mai titolo fu più indicativo di un approccio, un’inclinazione, una scelta di campo. E’ il titolo del disco d’esordio degli Edaq (acronimo del nome originale Ensemble D’Autunno Quartet), un eccellente debutto per una formazione i cui membri provengono da diverse esperienze di lavoro sul materiale tradizionale (in particolare quello piemontese e transalpino) ma anche da collaborazioni jazz, rock e pop.

La chiave di lettura di un’opera intrigante e audace come Dalla parte del cervo sta proprio nella confluenze di diverse vicende artistiche e nella rilettura dei classici “bal-folk” europeo, il tutto con la massima libertà espressiva senza tradire lo spirito dei brani originali. Non è un caso che gli Edaq parlino di “folk-art”: “Cerchiamo di fare in modo che questa musica diventi una sorta di arte popolare, forse per essere più precisi di artigianato popolare, in cui si vanno a mescolare diversi linguaggi multimediali. A volte ricorriamo anche all’uso di video proiettati durante il concerto, che in qualche modo rappresentino in immagini i nostri suoni”. Ascoltare il disco degli Edaq oppure un loro concerto è l’occasione per essere trasportati nelle valli occitane, in Francia e nelle valli francoprovenzali del Piemonte, ma con un occhio di riguardo alle possibilità offerte dalla musica contemporanea, in particolare dal jazz e dall’elettronica.

Francesco Busso (ghironda), Gabriele Ferrero (violino), Flavio Giacchero (cornamusa, clarinetto basso), Enrico Negro (chitarre), Stefano Risso (contrabbasso) e Adriano De Micco (percussioni) hanno svariate collaborazioni all’attivo, differenti estrazioni ed esperienze: questa eterogeneità di partenza si traduce in una rilettura pulsante e sfaccettata, che punta a rendere leggibile agli occhi dell’ascoltatore moderno una musica antica. Ascolti di ogni tipo (gruppi francesi, bretoni e inglesi come Perlimpinpin Folc, Gwerz e Blowzabella,il folk revival storico, la musica africana e balcanica, il rock) hanno condotto gli Edaq ad elaborare valzer, polche, scottish e mazurche (ma anche Bill Evans…) puntando a un’originale “folktronica dall’arco alpino”.

Informazioni:

Edaq:
http://www.edaq.it

Ufficio stampa Synpress44:
http://www.synpress44.com

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