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L’autorità portuale di Civitavecchia finanzia uno studio epidemiologico sul territorio

Dopo i risultati sull’incidenza delle cause naturali di decesso nella zona di Civitavecchia Pasqualino Monti (presidente AP) ha deciso di finanziare uno studio epidemiologico sull’inquinamento atmosferico

l’Autorita’ Portuale di Civitavecchia ha affidato al Dipartimento di Epidemiologia del SSR della regione Lazio, in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della ASL Roma F, un’indagine sulla salute, sulle abitudini di vita e sui livelli di esposizione ambientale della popolazione residente nel comprensorio di Civitavecchia. Indagine che dovra’ studiare gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei residenti nell’area di Civitavecchia attraverso l’uso di indicatori biologici. L’iniziativa nasce per dare continuita’ agli studi epidemiologici condotti nell’area di Civitavecchia che in passato hanno evidenziato, sia sui residenti che sui lavoratori, eccessi di mortalita’ a causa di diverse patologie polmonari come tumore, mesotelioma pleurico e disturbi respiratori. Tutti i costi dell’indagine saranno sostenuti dall’Autorita’ Portuale di Civitavecchia, nell’ambito delle attivita’ di sostenibilita’ ambientale del porto. L’indagine coinvolgera’, nel biennio 2013-2014, 1200 persone residenti nell’area in studio (comuni di Civitavecchia, S. Marinella, Allumiere e Tolfa) e sara’ accompagnato da una valutazione delle ricadute al suolo delle emissioni atmosferiche degli impianti industriali presenti nell’area attraverso dei modelli di dispersione in collaborazione con ARPA Lazio. Il protocollo dello studio sara’ sottoposto anche all’approvazione di un Comitato Etico.

Si tratta di un accordo storico che nasce soprattutto grazie alla volontà del procuratore Gianfranco Amendola.
«Come procura – ha spiegato Amendola – abbiamo iniziato un’indagine sui presunti danni alla salute provocati dall’inquinamento industriale, sulla base di un esposto presentato dal Forum Ambientalista presieduto da Simona Ricott. Ma compiere un lavoro del genere sarebbe costato qualcosa come 360mila euro. Una cifra così il ministero della Giustizia non avrebbe mai potuto finanziarla, visto che non ha i soldi nemmeno per la benzina delle auto di servizio, così ho pensato di rivolgermi al presidente Monti, il quale si è detto subito entusiasta e disponibile a finanziare questo progetto. Uno studio di cui questo territorio ha bisogno e che non è mai stato fatto. Per questo sono particolarmente grato sia al presidente dell’Authority che al professor Forastiere.» L’Autorità Portuale ha messo a disposizione anche 40mila euro in più rispetto alla cifra stimata dallo stesso Forastiere, arrivando così ad un finanziamento di 400mila euro. «Uno sviluppo senza la tutela della salute. No, questa partita non la gioco – è stata la frase simbolo dell’intervento di Pasqualino Monti, che poi ha proseguito – Questa è un’iniziativa che è perfettamente in linea con questa priorità che mi sono dato dal momento del mio insediamento a Molo Vespucci. Sotto questo aspetto infatti rientrano una serie di iniziative già intraprese, come l’elettrificazione delle banchine, per la quale abbiamo già stanziato 20 milioni di euro, l’installazione di impianti fotovoltaici che coprono già il 60% del fabbisogno dello scalo, il posizionamento della centralina Arpa per il controllo delle emissioni dei fumi delle navi, ma soprattutto i cassini Rewec 3, che producono energia sfruttando il moto ondoso e dunque ad impatto ambientale zero».

Fonte: Assoporti

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Il vicario di Assoporti Pasqualino Monti: “Le crociere possono rilanciare il sistema turistico italiano”

Pasqualino Monti, in qualità di vicepresidente Assoporti, interviene sulla rilevanza delle crociere. Grazie ad itinerari che valorizzino le bellezze storiche, archeologiche e culturali del nostro paese Civitavecchia è diventato il primo porto crocieristico del Mediterraneo

Si è parlato di crociere nel corso del Convegno “La rilevanza delle crociere nel settore del trasporto e del turismo”, organizzato venerdì 23 novembre al Senato dalla cattedra di Diritto della navigazione dell’Università di Roma Tor Vergata e dalla “Rivista del Diritto della Navigazione” che ha rivolto un appello alle forze politiche per un’urgente riforma del Codice della Navigazione – parte marittima, così come è già stato fatto per quella aerea. Nel corso del convegno sono intervenuti Cesare Cursi, Presidente della Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato; Renato Lauro, Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Roberto Cazzulo, Chief Operating Officer del RINA.

Le conclusioni sono state infine affidate al vice presidente vicario di Assoporti Pasqualino Monti che è ritornato sui temi del rinnovamento già illustrati durante la presentazione del POT dei porti di cui è presidente (Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta). Pasqualino Monti ha sottolineato come “la chiave per il futuro sia nel connubio inscindibile tra bellezze e ricchezze storiche, archeologiche e paesaggistiche del nostro Paese “che rappresentano il principale fattore attrattivo e di successo per il settore crocieristico in Italia, e la capacità dei nostri porti di trasferire alle città e ai territori turisti e ricchezza. A Civitavecchia abbiamo piantato un seme in tal senso con “La due giorni del Mediterraneo” che ripeteremo nel 2013 e in cui abbiamo lanciato l’idea del laboratorio degli itinerari, che stiamo sviluppando. La sfida sta nella capacità di realizzare strutture di accoglienza adeguate, collegamenti efficienti, offrire opportunità diverse ai turisti e occasioni di crescita diversificata”. Il Presidente Monti si è detto molto soddisfatto che dal Porto di Civitavecchia arrivino a Roma 1,6 milioni di turisti all’anno con pullman e treni, ma ha detto che lo sarà ancora di più “quando avremo costruito il nuovo porto commerciale a Fiumicino da dove faremo risalire il Tevere fino alla Capitale. L’obiettivo è dunque anche quello di creare nuovi itinerari per valorizzare tesori inediti per far crescere il connubio fra turismo ed economia del mare contribuendo a rimettere in moto il sistema Paese”.

Fonte: Civonline

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Pasqualino Monti: museo marino e Oceanario nel porto storico di Civitavecchia

Operativo il piano industriale per lo sviluppo del network dei porti di Roma, con investimenti per la riqualificazione del porto storico: museo marino e marina yachting

Al nuovo piano d’investimenti triennale, presentato il 16 novembre a Civitavecchia, sono stati destinati circa 460 milioni per la realizzazione di nuove infrastrutture nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Parte di queste risorse sono dell’Autorità Portuale, la maggior parte arrivano invece dal Cipe e sono totalmente destinate a nuove spese di investimento per realizzare importanti infrastrutture. “Un piano ambizioso, con tante opere già approvate e appaltate, – spiega Pasqualino Monti – che punta a dare una svolta allo scalo portuale, specie in termini commerciali”. 

Si comincia con quasi 11 milioni di euro per la riqualificazione del porto storico, il  cui progetto prevede la costruzione di uno dei marina yachting più affascinanti al mondo, con mega yacht attraccati tra la darsena romana, Porta Livorno, le mura di Urbano VIII con il mascherone del Bernini e il Forte Michelangelo. 

E ancora 35 milioni di euro saranno investiti per la realizzazione di un museo marino e oceanario, con la possibilità di accogliere oltre 700.000 visitatori all’anno e in grado di movimentare altro 36.000 passeggeri contemporaneamente. 

La società concessionaria Rct realizzerà, infatti, una serie di terminal al servizio delle 6 mega navi che, una volta ultimati gli investimenti, potranno stazionare contemporaneamente sull’antemurale, aggiungendosi agli altri 2 attracchi per unità più piccole situati nel porto storico e agli ulteriori 2 accosti dedicati, previsti a nord nella darsena traghetti. Ma gli investimenti non riguarderanno solo Civitavecchia.  

A Fiumicino – ha spiegato Pasqualino Monti – “Verranno destinati 165 milioni di euro per il nuovo porto commerciale, che punta a rappresentare il nodo di completamento di un sistema logistico strategico per tutto il Paese, non solo per la posizione geografica, alle porte di Roma, ma soprattutto per la rilevanza degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti, quali l’aeroporto internazionale Leonardo da Vinci, Cargo City, Commercity, l’Interporto, la nuova Fiera di Roma, il nodo autostradale tra corridoio Tirrenico e GRA”. 

Oltre 10 milioni di euro verranno investiti invece per  mettere in sicurezza la foce del porto canale, in attesa della realizzazione del nuovo porto commerciale. Nel 2013 saranno avviati lavori per la messa in sicurezza idraulica della foce e la realizzazione di un nuovo ponte pedonale.    

A Gaeta, sono destinati 33 milioni di euro per la realizzazione dei nuovi piazzali operativi, mentre 950 mila andranno a interventi sul lungomare. Prevista anche la riqualificazione completa della zona demaniale del lungomare per un importo di circa 12 milioni di euro.                                              

 
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L’appello di Pasqualino Monti ad Assoporti: uniti per un nuovo piano industriale nazionale

Durante la presentazione del POT a Civitavecchia (460 mln) Pasqualino Monti (vicario Assoporti) auspica l’unità nazionale di Assoporti  per il rilancio del sistema portuale

Il presidente dell’ Autorità Portuale di Civitavecchia e vice presidente di Assoporti, Pasqualino Monti, interviene nella polemica tra le authority di Genova e Venezia e lancia ” un appello all’unità del cluster portuale italiano proponendo a tutti i presidenti dei porti un cambio di marcia che ponga l’Associazione nella posizione di poter presentare al governo una proposta globale, condivisa, di rilancio del settore.

”E’ il momento per la portualità italiana di accantonare divisioni e dissapori e fare uno sforzo di coesione senza precedenti, attraverso un piano industriale nazionale, con progetti, investimenti e fonti di finanziamento per ciascuna opera di ciascun porto e per le infrastrutture di collegamento a terra ” ha aggiunto Monti.

”Con un paese che rischia ogni giorno di essere tagliato fuori dalle rotte del grande trade internazionale – ha detto Monti -, dobbiamo diventare noi, presidenti dei porti, la chiave per superare contrapposizioni e campanilismi e tracciare un documento serio e strutturato che definisca le priorità portuali e logistiche del sistema Italia”.

”Non è un futuro per i porti quello che chiediamo, ma un futuro per il Paese, che senza porti efficienti in grado di programmare uno sviluppo coerente con l’economia e il mercato, si autocondanna ad allargare il gap logistico e competitivo nei confronti dei concorrenti europei e mediterranei” ha concluso il vicepresidente di Assoporti.

Fonte: ANSA

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Pasqualino Monti: investimenti per 460 milioni per il Netowrk portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta

A Labitalia Pasqualino Monti presenta un piano ambizioso, con tante opere già approvate e appaltate, che punta a dare una svolta allo scalo portuale, specie in termini commerciali

“Abbiamo destinato circa 460 milioni alla realizzazione di nuove infrastrutture nei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta. Parte di queste risorse sono dell’Autorità portuale, la maggior parte arrivano dal Cipe e sono totalmente destinate a nuove spese di investimento per realizzare importanti infrastrutture che consentiranno al nostro network di dire la propria in termini commerciali e non solo passeggeri”. Così il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta, Pasqualino Monti, spiega a Labitalia il contenuto del ‘Piano triennale delle opere 2012-2015’ dell’Autorità, presentato oggi a Civitavecchia. Un piano ambizioso, con tante opere già approvate e appaltate, che punta a dare una svolta allo scalo portuale, specie in termini commerciali.

 

“Per Civitavecchia, il porto leader del network, la nostra intenzione -spiega Monti- è farlo divenire nelle merci ciò che è nei passeggeri. Quindi creare l’intermodalità giusta, le interconnessioni viarie, ferroviarie e quant’altro per connetterla al mercato di consumo che è alle proprie spalle. Noi siamo il porto di Roma, ci affacciamo sulla Capitale e sul mercato dell’Umbria, siamo il porto della Thyssen Kroupp e delle acciaierie di Terni e così vogliamo aiutare servire il nostro mercato di consumo”. E l’obiettivo dell’Autorità portuale è di procedere spediti nella realizzazione dei lavori. “Abbiamo appaltato 230 milioni di euro -sottolinea Monti- stiamo realizzando la darsena servizi, la darsena traghetti con dieci nuovi attracchi e il prolungamento dell’antemurale”.

Ma il porto di Civitavecchia non vedrà nei prossimi mesi solo investimenti pubblici. “Il privato, con la società Compagnia Porto, sta realizzando un investimento per la ‘Darsena Enegetico Grandi Masse’ -spiega Monti- che ci consentirà di diventare un polo di bunkeraggio nel cuore del Mediterraneo”.

E le risorse non saranno destinate a sviluppare solo l’aspetto commerciale dello scalo portuale: “Stiamo realizzando le infrastrutture -dice Monti- con la sottoscrizione dell’Accordo di programma con il viceministro Ciaccia, stiamo trasformando il nostro vecchio e piccolo porto di Traiano nel ‘Marina di Roma’ per ospitare grandi yacht. Quindi una serie di investimenti che ci consentiranno di rispondere alle esigenze di mercato, che sono quelle degli armatori delle grandi navi di avvicinarsi il più possibile al proprio mercato di consumo”.

L’obiettivo finale degli investimenti, per Monti, è chiaro. “Civitavecchia -sottolinea- ha delle condizioni geo-fisiche naturali che forse nessun altro porto ha. Pesca 22 metri, 5 milioni di metri quadrati di retro porto, ha la possibilità di ampliare le proprie infrastrutture portuali per qualche chilometro, e, a differenza rispetto agli altri nostri grandi porti, abbiamo l’opportunità di allargarci e di continuare a farlo”. Anche per “entrare nei porti ‘core network’: perché tenere fuori Civitavecchia, il porto di Roma, dai porti di ‘core network’ risulterebbe un grave, gravissimo errore non per Civitavecchia ma per l’intero sistema portuale del Paese”.

Un porto, quello di Civitavecchia, che anche quest’anno, nonostante la crisi, ha mostrato dati in crescita. “Il cofinanziamento di queste opere -ricorda Monti- nasce anche dai risultati raggiunti in questo ultimo anno. Noi abbiamo aumentato del 10% circa la parte commerciale, rispetto ai passeggeri, e la nostra occupazione è aumentata del 16,8% in un anno”.

La speranza, con gli investimenti programmati e messi in cantiere, è di far crescere queste cifre: “Quando si parla di polo di bunkeraggio, di bacino di carenaggio, nuove infrastrutture, +16,8% dell’occupazione in un anno nonostante il porto sia tutto un cantiere -conclude Monti- noi ci auguriamo non dico di raddoppiare le risorse che lavorano nei nostri porti, ma certamente di avvicinarci a tali risultati”.

Fonte: Adnkronos

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Pasqualino Monti e il rinnovamento dei porti. Il porto di Civitavecchia prova a investire nonostante la crisi

Nei prossimi giorni Pasqualino Monti presenterà il nuovo piano operativo del porto di Civitavecchia, che dovrà sostenere lo sviluppo infrastrutturale in un momento difficile

Sono mesi importanti per il sistema portuale italiano, con la riforma della legislatura portuale al vaglio del Parlamento, e la volontà di rinnovamento spesso strozzata dalla crisi generale europea. Se da un lato infatti il sistema portuale diventa sempre meno competitivo rispetto ai concorrenti stranieri, ai porti italiani viene comunque chiesto di farsi promotori di un’azione di rinnovamento che porti ad un ripensamento dell’intero settore. Facile a dirsi, più difficile a farsi, per in realtà a rendere ancora più delicata la situazione è l’incertezza del ruolo presente e soprattutto futuro delle coste tricolori nello scacchiere europeo, dove tra corridoi interni e autostrade del mare gli avanzatissimi porti settentrionali, soprattutto quelli inglesi e olandesi, rappresentano un modello di efficienza a cui spesso la Commissione guarda per indirizzare e omogeneizzare le politiche comunitarie sul tema. Non è però così semplice adottare per le nostre autorità portuali l’organizzazione di stampo nordico. Innanzitutto perché in Italia i porti sorgono su terreni demaniali, mentre il più delle volte negli altri Paesi europei nascono e sono gestiti attraverso l’iniziativa privata. In secondo luogo perché il sistema delle concessioni segue logiche completamente diverse. In questo scenario come stanno reagendo gli attori protagonisti di quello che deve essere un rilancio dei porti su scala nazionale?

Prendiamo l’esempio del porto di Civitavecchia dove nei prossimi giorni (16 novembre)  il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino Gaeta Pasqualino Monti presenterà il piano d’investimenti per i prossimi tre anni, progetti in nuove infrastrutture portuali «già esecutivi» (ovvero già cantierizzabili) per un valore complessivo di oltre 300 milioni di euro, dato che strappa il ruolo di più importante stazione appaltante nel campo della portualità italiana.

Il programma si pone molteplici obbiettivi strategici riguardanti la seconda area di produzione e consumo in Italia (Lazio, Umbria e Marche, collocate su un ideale corridoio Tirreno-Adriatico, destinato a spezzare la cronica incomunicabilità fra i due mari).

Il primo obiettivo sarà quello di replicare nelle merci e nella logistica la primazia raggiunta da Civitavecchia nel traffico crocieristico, facendo del porto della capitale un hub per container e altre tipologie di merce (c’è la disponibilità di aree retro portuali per oltre 5 milioni di metri quadri e gli accosti in acque profonde (22 metri) non hanno paragoni in Italia.

Il secondo obiettivo sarà rappresentato dalla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino (gestito come anche Gaeta dall’Autorità portuale di Civitavecchia nell’ambito di un network regionale), che diventerà un secondo scalo crocieristico in grado di sviluppare su quattro accosti un traffico di oltre 1,8 milioni di passeggeri aggiuntivi rispetto ai 2,6 che oggi Civitavecchia (leader nel Mediterraneo) già accoglie.

Il terzo obiettivo, infine, sarà quello di fare di Civitavecchia un polo di progettazione di business nel settore delle crociere e delle autostrade del mare. Il vice ministro ai Trasporti, Mario Ciaccia («Io credo in Civitavecchia perché credo nella portualità italiana») ha invitato l’Autorità portuale a sfruttare ulteriormente «l’autonomia finanziaria dei porti» esplorando meglio le possibilità che possono venire dalle obbligazioni di scopo e dai project bond («Sono stato contattato da fondi di investimento esteri, non perdiamo queste opportunità»).

Si muove intanto qualcosa dal punto di vista istituzionale. Il vice ministro dei trasporti Mario Ciaccia, infatti, ritorna sull’annosa questione dell’autonomia finanziaria dei porti: ”Stiamo seguendo con attenzione l’iter del decreto di ripartizione delle risorse ai porti perché’ la materiale assegnazione di questo fondo avvenga il più presto possibile”.

”Nello specifico il finanziamento di infrastrutture portuali in corso di ripartizione – ha ricordato Ciaccia – è stato così suddiviso: 20 milioni per il Porto di Genova, 25 per il Porto di Savona, 4,3 milioni per il Porto di Gioia Tauro e Cagliari, 33 milioni in 9 rate annuali per il Porto di Civitavecchia”.

”Con il decreto sullo sviluppo è stata finalmente disposta l’autonomia finanziaria dei porti, attraverso una specifica norma con la quale si è stabilito di dare impulso all’infrastrutturazione portuale, destinando ai porti parte dell’Iva e delle accise in essi prodotte” ha detto ancora il vice ministro.

”Per poter essere effettivamente competitivi con i porti del Mar del Nord – ha continuato Ciaccia – occorre che all’interno dei sistemi dell’alto Adriatico e dell’alto Tirreno ognuno degli scali sia messo in condizione di ricevere e trattare le grandi navi di domani. Questo per consentire l’interoperabilità, come terminali mediterranei efficaci, rispettivamente del corridoio Genova Rotterdam e del corridoio Adriatico Baltico.

Considerazioni analoghe vanno condotte per i sistemi portuali campano, pugliese e siciliano, da vedere come sbocchi mediterranei del corridoio Helsinki-La Valletta a servizio di quella parte d’Europa costituita dal Mezzogiorno d’Italia” ha detto il viceministro.

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Pasqualino Monti presenta il nuovo segretario generale dell’autorità portuale di Civitavecchia

Su proposta di  Pasqualino Monti il comitato portuale ha optato per una scelta interna, l’ingegner Ievolella da dieci anni a capo dell’area tecnica

E’ Maurizio Ievolella il nuovo segretario generale dell’Autorità Portuale. «Scegliendo un professionista già interno a Molo Vespucci – ha spiegato il presidente Pasqualino Monti – abbiamo premiato tutta la struttura: i risultati da raggiungere sono importanti, per far crescere lo scalo garantendo nuova occupazione. La strada l’abbiamo tracciata presentando anche in comitato portuale il piano industriale per i tre scali del network». Sul nome di Ievolella, per oltre un decennio a capo dell’area tecnica di Molo Vespucci, c’è stata l’unanimità del comitato portuale. «Sono onorato di questa proposta – ha spiegato il neo segretario – abbiamo obiettivi importanti per Civitavecchia e per tutto il network portuale, da proiettare in ambito mediterraneo. L’area tecnica, in questi anni, è stata fortemente impegnata, soprattutto considerato il volume degli investimenti: e di risultati ne abbiamo raggiunti molti». Commosso l’ex numero due dell’Authority Giuseppe Guacci. «Questo scalo deve andare avanti – ha sottolineato – guai a fermarlo, guai a opposizioni faziose. Oggi il porto di Civitavecchia è guidato da due ex dirigenti e questo deve essere un esempio per gli altri scali». Guacci ha ringraziato tutti i collaboratori che in questi anni lo hanno accompagnato, e in modo particolare il presidente Monti al quale ha promesso ancora collaborazione, almeno fino al nuovo incarico che potrebbe andare a ricoprire. «Guacci ha gestito una fase storica e delicata del porto – ha aggiunto il Presidente – oggi ha altre aspirazioni e questo ruolo gli va stretto: ma lo ringrazio per quanto fatto. Ho scelto Ievolella, preziosissimo collaboratore, anche perché quello che oggi è il porto, in termini di infrastrutture e di sviluppo, è anche merito suo, è l’artefice principale di quanto realizzato in questi ultimi dieci anni. Con lui prossimo entrare nella piena operatività: non c’era la necessità di catapultare qui, dall’esterno, qualcun’altro». Ievolella sarà sostituito dal collega Maurizio Marini.   

Fonte: Civonline

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Il porto di Civitavecchia è l’emblema della crescita, l’economia del mare può sconfiggere la crisi

Traffici in aumento per il porto di Civitavecchia, con investimenti e prospettive di segno positivo per il 2013

In tempo di crisi c’è un settore che cresce. È quello del mare, che sta facendo registrare numeri di tutto rispetto. L’Italia che naviga verso il 2013 carica di ottimismo perché, secondo le previsioni, il comparto registrerà un’ulteriore crescita. A far sorridere gli operatori ci sono i 478 milioni di tonnellate di merce movimentata nel 2011, i 37 miliardi di euro investiti in 10 anni per la modernizzazione di una flotta che, attualmente, è tra le più giovani e tecnologicamente avanzate, il 3° posto in Europa per merci movimentate via mare. Sono alcuni dei dati contenuti nella ricerca del centro studi Srm, collegato al gruppo Intesa-San Paolo, presentata martedì nella sede della Banca d’Italia a Genova. La ricerca, denominata “Trasporti marittimi e sviluppo economico”, affronta le dinamiche dell’Area Med mettendo in luce che, anche in tempo di crisi, il comparto italiano dello shipping continua non solo a tenere, ma a crescere. 

“Ci sono circa 7mila imprese nel cluster dello shipping italiano, di cui 1.300 circa sono nel Nord Ovest e, quindi, in Liguria”, ha sottolineato Massimo De Andreis, direttore di Srm.  “Questo comparto ha un valore moltiplicativo importante sul Pil, tocca molti componenti dell’economia, dalla metalmeccanica alla logistica, alla retroportualità. Non è importante solo per i numeri propri che genera, ma anche per l’effetto di leva che può avere sulla capacità competitiva di tutto il Paese”. Secondo lo studio, le prospettive sono quelle di una crescita del comparto nel 2013. I numeri del porto di Civitavecchia sono esemplificativi di questa situazione: la crescita per lo scalo locale determinata soprattutto dalle merci. 

Con riferimento ai primi 8 mesi del 2012 il traffico complessivo di merci nel porto di Civitavecchia è pari a 7.226 milioni di tonnellate, di cui 680.750 di rinfuse liquide, in special modo prodotti raffinati (più 21%), 3.990 milioni di tonnellate di rinfuse solide (più 8%) e 2.550 milioni di merci varie in colli. A far crescere la percentuale delle rinfuse solide, di cui costituisce il 77% con oltre 3 milioni di tonnellate movimentate, ha contribuito il carbone in crescita del 7%. Aumentati del 30% anche gli sbarchi di prodotti metallurgici, in particolare il ferro cromo, che hanno toccato quota 224.900 tonnellate. Ma a segnare un più 50% è anche tra le rinfuse solide, il traffico dei coils in acciaio pari ad oltre 300 mila tonnellate. Più che positivo il dato del terminal container che registra un aumento del 52% per l’arrivo di container pieni (26.622 teus), mentre i teu vuoti sono diminuiti del 7%.

Infine da registrare una flessione anche per quanto riguarda il traffico croceristico, che come è ben noto, dallo scorso gennaio ha dovuto fare a meno delle migliaia di passeggeri che ogni settimana avrebbero dovuto effettuare a Civitavecchia il turn around con la Costa Concordia. In totale nei mesi di luglio e agosto i croceristi transitati sono stati 666 mila, circa il 12% in meno degli stessi mesi del 2011 per un totale di 221 navi attraccate.

Le proiezioni per 2013 sono però decisamente migliori. In uno studio fornito da Sergio Senesi di Cemar sul comparto crocieristico, in Italia si realizzerà un incremento in termini di passeggeri movimentati: 10.965.000 unità (+1,63% rispetto all’ottimo risultato del 2012, pari a 10.789.00 passeggeri). In questo contesto è forte l’aggressione al mercato italiano ed europeo da parte delle Compagnie Americane, in particolare il gruppo Royal Caribbean che il prossimo anno sbarcherà sulle nostre coste con la bellezza di 14 navi per una movimentazione di oltre 1,5 milioni di crocieristi. La grande novità targata Usa, è data dall’ingresso negli home port di Napoli per la prima volta scalo d’imbarco per il gruppo di Miami. Il porto principale resta però sempre Civitavecchia con 165 toccate-nave, seguita da Venezia con 113.

A conferma l’arrivo ieri mattina a Civitavecchia dell’ammiraglia della Celebrity Cruise, la «Reflection» inaugurata nei giorni scorsi ad Amsterdam. Un vero e proprio gioiello della marineria, quinta gemella della prestigiosa Classe Solstice, entrata ufficialmente a far parte della moderna flotta di navi di lusso Celebrity. Un autentico gigante del mare: è lunga 315 metri, larga 38 per 126mila tonnellate di stazza capace di ospitare 3.030 passeggeri. Rispetto alle gemelle, Celebrity Reflection può contare su un ponte in più (16 in totale).

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Pasqualino Monti: “Nuova legge sui porti entro fine legislatura”. E i dati del porto di Civitavecchia confermano

L’intervento di Pasqualino Monti (vice presidente Assoporti) si concentra sul ruolo delle Autorità portuali nel sistema logistico

È auspicabile che la nuova legge italiana sui porti venga approvata entro l’attuale mandato parlamentare. Lo ha sottolineato il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia Fiumicino Gaeta, Pasqualino Monti, che riveste anche il ruolo di vice presidente vicario dell’Associazione dei Porti Italiani (Assoporti), nel corso della sedicesima edizione di Euro-Med Convention “From Land to Sea” a Palermo.

Sarebbe importante – ha detto Monti – «che entro la fine della legislatura venga approvata la legge di riforma: pur nella consapevolezza della necessità di ulteriori interventi, sarebbe comunque un segnale importante ed un significativo passo in avanti rispetto alla legge 84/94, che nacque vecchia già 18 anni fa, rispetto alle esigenze della portualità e del mercato, cui bisogna andare incontro. Penso, ad esempio – ha precisato – al superamento dell’attuale ruolo delle stesse Autorità Portuali, che a mio avviso dovrebbero avere competenze anche sulla logistica: non si può pensare, come ad esempio accade proprio a Civitavecchia, di sviluppare le infrastrutture portuali, di avere a disposizione cinque milioni di metri quadrati retroportuali e di rimanere strozzati senza adeguati collegamenti stradali e ferroviari. È necessario – ha rilevato Monti – un soggetto che possa mettere a sistema la rete infrastrutturale. La partita della competitività dei nostri scali non può essere limitata al solo ciclo portuale, ma si gioca anche sui collegamenti alle loro spalle, sull’efficienza nel muovere le persone e le merci una volta sbarcate e uscite dai porti, verso la loro destinazione».

I dati dell’Autorità portuale di Civitavecchia, aggiornati al 31 agosto 2012 riferiti ai primi 8 mesi di quest’anno rispecchiano le parole del suo presidente . In un difficile panorama nazionale il porto di Civitavecchia resta saldamente a galla. A determinare una crescita per lo scalo locale, che compensa le flessioni registrate sul traffico passeggeri, sono decisamente le merci. 

Nel periodo considerato il traffico complessivo di merci nel porto di Civitavecchia è pari a 7.226 milioni di tonnellate, di cui 680.750 di rinfuse liquide, in special modo prodotti raffinati (più 21%), 3.990 milioni di tonnellate di rinfuse solide (più 8%) e 2.550 milioni di merci varie in colli. A far crescere la percentuale delle rinfuse solide, di cui costituisce il 77% con oltre 3 milioni di tonnellate movimentate, ha contribuito il carbone in crescita del 7%. Aumentati del 30% anche gli sbarchi di prodotti metallurgici, in particolare il ferro cromo, che hanno toccato quota 224.900 tonnellate. Ma a segnare un più 50% è anche tra le rinfuse solide, il traffico dei coils in acciaio pari ad oltre 300 mila tonnellate. Più che positivo il dato del terminal container che registra un aumento del 52% per l’arrivo di container pieni (26.622 teus), mentre i teu vuoti sono diminuiti del 7%.

Nel suo intervento il presidente dell’Autorità Portuale di Civitavecchia ha evidenziato anche il rilevante ruolo dello scalo laziale nel sistema delle Autostrade del Mare italiane. «Nel momento in cui per la prima volta il porto di Civitavecchia guadagna traffici grazie alle merci, mentre “soffre” per i passeggeri per cause esogene – ha sottolineato Monti – vogliamo lanciare una sfida che parte proprio dalle Autostrade del Mare, con il raddoppio infrastrutturale ed operativo partito con l’inizio dei lavori della nuova darsena “Sant’Egidio”». Monti ha candidato il porto di Civitavecchia ad essere «lo scalo di riferimento per il mercato romano e del centro Italia, la seconda area di consumo del Paese e la quinta in Europa. «Il porto di Civitavecchia – ha aggiunto – è l’unico in Italia che oggi guadagna il 10% nel traffico delle merci e rispetto allo scorso anno vanta un +16,8% per quanto riguarda l’occupazione nel sistema portuale».

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Pasqualino Monti e Mario Canapini sottoscrivono il protocollo d’intesa per il nuovo porto commerciale di Fiumicino

La variante al PR permetterà di sveltire le procedure per la costruzione del nuovo porto commerciale a Fiumicino

Ieri mattina il presidente dell’Autorita’ Portuale di Civitavecchia Fiumicino e Gaeta Pasqualino Monti e il sindaco di Fiumicino Mario Canapini hanno sottoscritto un protocollo d’intesa quadro per l’attuazione della variante al Piano Regolatore Portuale di Fiumicino.

Il protocollo prevede un’azione congiunta tra le due amministrazioni volta a favorire e facilitare le procedure e le regole che porteranno alla realizzazione del nuovo porto commerciale di Fiumicino.

In particolare, l’accordo prevede di definire e di adeguare le modalita’ di attuazione del Piano Regolatore, considerato il subentro in fase istruttoria dell’Autorita’ Portuale, di avviare un’attivita’ coordinata tra le due amministrazioni per individuare i percorsi essenziali all’attuazione degli interventi infrastrutturali e di procedere all’approfondimento tecnico amministrativo, dopo un’attenta analisi della pianificazione urbanistica, ogni amministrazione per le proprie competenze, al fine di regolarizzare e disciplinare l’utilizzo delle aree che si trovano al confine tra le competenze del demanio portuale e quello comunale.

A margine della firma, dopo un sopralluogo da parte del presidente Monti e del sindaco Canapini, e’ stato riaperto, in attesa di ultimare le opere di arredo urbano della zona, il nuovo tratto di banchina sulla sponda destra, da Palazzo Noccioli alla Chiesa Santa Maria della Salute. Tale tratto comprende due zone di parcheggio e l’apertura dei primi tre ‘salotti urbani’. L’Autorita’ Portuale si e’ resa, inoltre, disponibile a predisporre, sulle banchine dove sara’ previsto un pubblico utilizzo, l’abbattimento delle barriere architettoniche al fine di facilitare l’accesso e la fruizione alle persone diversamente abili.

Durante il sopralluogo si e’ anche esaminata e valutata la possibilita’ di realizzare la nuova passerella pedonale di cui l’Autorita’ Portuale sta per affidare la progettazione, e che sara’, anch’essa, adeguata alle necessita’ dei diversamente abili.

“E’ un altro esempio – ha commentato il presidente Pasqualino Monti – dell’importanza del lavoro sinergico con i comuni del Network. Dal prossimo anno, poi, partiranno le opere per il nuovo porto commerciale di Fiumicino, di cui si parla da tanti anni e che diventera’ finalmente realta’”.

Fonte: Libero Quotidiano

 
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Energia rinnovabile nel porto di Civitavecchia. Pasqualino Monti: “Siamo orgogliosi di essere all’avanguardia”

Pasqualino Monti conferma che nel Porto di Civitavecchia arriverà il sistema Rewec 3, che permette di produrre energia elettrica grazie al moto ondoso

 

L’Autorita’ Portuale di Civitavecchia ha ‘adottato’ una delle 700 idee per far ripartire l’Italia presentate nell’iniziativa dell’Associazione e della Fondazione ‘ItaliaCamp’. Durante l’incontro di lunedi’ scorso nella Sala Verde di Palazzo Chigi, al quale hanno partecipato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Antonio Catricala’, anche in qualita’ di presidente onorario dell’associazione Italiacamp, il presidente onorario della Fondazione Italiacamp, Gianni Letta, il presidente di Italiacamp Fabrizio Sammarco, il presidente della Fondazione Italiacamp Pierluigi Celli, e’ intervenuto anche il presidente dell’Autorita’ Portuale di Civitavecchia Pasqualino Monti.

“Siamo orgogliosi – ha dichiarato Pasqualino Monti – di poter contribuire a realizzare una delle idee vincitrici del concorso per quanto riguarda il Sud, confermando inoltre il porto di Civitavecchia come una eccellenza del Paese, non solo per quanto riguarda i traffici ed il ruolo conquistato nel sistema produttivo, ma anche per la ricerca e lo sviluppo di progetti assolutamente innovativi nel campo delle energie rinnovabili e della tutela ambientale”.

Nel porto di Civitavecchia, infatti, sara’ realizzato il progetto “Rewec 3”, applicando il brevetto per la produzione di energia dal mare della “Wawenergy.it”, spin-off dell’Universita’ Mediterranea di Reggio Calabria e del suo laboratorio naturale di ingegneria marittima Noel. Il dispositivo, una diga a cassoni Rewec3 in grado di convertire l’energia ondosa in energia elettrica, e’ il punto di arrivo della lunga opera di ricerca portata avanti dal professor Paolo Boccotti, come illustrato lunedi’ scorso a Palazzo Chigi dall’ing. Alessandra Romolo, ricercatrice dell’Universita’ Mediterranea.

“L’Autorita’ Portuale – ha spiegato Pasqualino Monti – oltre ad impegnarsi per far realizzare e posizionare i cassoni “Rewec 3″ sul molo di sottoflutto della nuova darsena servizi, che sara’ completata entro i prossimi due anni e mezzo, interverra’ direttamente investendo circa 1 milione di euro per l’acquisto delle prime due turbine per la produzione di energia elettrica. L’obiettivo e’ quello di arrivare a 10 MW di potenza grazie ai cassoni cellulari in grado di sfruttare anche un moto ondoso molto contenuto”.

Fonte: Libero Quotidiano

 
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Porto di Civitavecchia. Tra proteste e rivendicazioni. Uno studio dell’UE per fare chiarezza

Incentivi per le navi ecologiche, banchine elettrificate e controlli. Così sono scesi gli indici di inquinamento

Il porto di Civitavecchia è da sempre al centro di polemiche riguardanti l’inquinamento da fumi.  In realtà secondo uno studio dell’UE l’inquinamento sarebbe in diminuzione nell’ultimo anno (studio consultabile qui). Sempre alto, insopportabile per i cittadini, ma in diminuzione dunque. Come? Con un’azione congiunta di più fattori. Alla fine dello scorso anno il presidente dell’Autorità Portuale Pasqualino Monti ha annunciato una riduzione delle tasse portuali volta a favorire l’attracco delle imbarcazioni meno inquinanti

Così Civitavecchia ha cominciato ad adeguarsi a quanto fatto finora nel resto d’Europa e non solo: città come Le Havre, Anversa, Amsterdam, Los Angeles, giusto per fare qualche esempio, hanno già visto i propri porti imboccare il sentiero verde, introducendo (o sperimentando) sconti esclusivi per le navi green, in grado di generare un risparmio anche del 10%. Il tutto al fine di rilanciare il settore e favorire nel contempo la diffusione del sistema Esi, Environmental ship index, un indice di impatto ambientale che tiene conto del livello di emissioni inquinanti prodotte dalle navi.

In questo senso L’Autorità Portuale ha anche comunicato di voler provvedere all’elettrificazione delle banchine al più presto e con mezzi propri (la nuova Darsena in costruzione sarà provvista della prima banchina elettrificata in Italia). Questo insieme al nuovo protocollo d’intesa con la capitaneria di porto, firmato sempre da Monti, ha generato l’abbassamento dei livelli d’inquinamento rilevato dall’UE.

Le emissioni di diossido di zolfo (SO2) nei porti dell’UE si sono infatti notevolmente ridotte anche grazie a norme più severe sul contenuto di zolfo nei carburanti utilizzati dalle navi durante ormeggio e ancoraggio. Gli scienziati del Centro comune di ricerca (JRC), il servizio scientifico interno della Commissione europea, hanno misurato i parametri chiave della qualità dell’aria nei porti del Mediterraneo prima e dopo l’entrata in vigore, nel gennaio 2010, dei requisiti che impongono un basso contenuto di zolfo. Nei porti europei si è riscontrata una diminuzione media del 66% della concentrazione di diossido di zolfo, sostanza nociva alla salute e all’ambiente. Le misurazioni effettuate nei porti al di fuori dell’UE hanno invece mostrato che la concentrazione di SO2 è rimasta invariata.

La concentrazione di diossido di zolfo è diminuita notevolmente in tre dei quattro porti europei dove sono state effettuate le misurazioni: Civitavecchia, Savona e Palma di Maiorca. Per quanto Civitavecchia il calo è stato addirittura da 4 a 0,5 ppbV. La concentrazione giornaliera media di tutti i porti è scesa mediamente del 66%. Le misurazioni effettuate dal JRC nel porto di Barcellona sono risultate inutilizzabili a causa delle significative variazioni giornaliere, ma misurazioni indipendenti effettuate nel porto di Barcellona e nelle vicinanze del porto di Palma di Maiorca hanno confermato una forte diminuzione dei livelli di diossido di zolfo nel 2010 rispetto al 2009. Al contrario, nel porto di Tunisi non si è riscontrata una riduzione del diossido di zolfo né degli altri agenti inquinanti misurati nei quattro porti (Civitavecchia, Savona, Palma di Maiorca e Tunisi), a dimostrazione del fatto che la minore concentrazione di diossido di zolfo è conseguenza diretta dell’applicazione delle normative Europee.

 
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Prenotazione traghetti e navi su iTraghetti.com

Web e turismo negli ultimi anni hanno consolidato il legame che si concretizza in un sistema sempre più semplice nell’utilizzo ed efficace, nello stesso tempo, nella ricerca di risorse quali hotel, voli, traghetti e pacchetti vacanza. Sempre più persone si affidano ai portali turistici per cercare un pacchetto vacanza a buon prezzo, il volo più economico, l’hotel più bello. Il tutto comodamente seduti sulla poltrona di casa. Si accede al web e in pochi click hai il tuo biglietto stampato, senza fatica e in pochi minuti. Soprattutto nel settore della biglietteria aerea e navale, il web guadagna fette di mercato considerevoli, togliendole alle agenzie che, se non si adeguano opportunamente, rischiano di veder ridotte notevolmente i propri servizi e, di conseguenza, i propri guadagni. Il settore aereo è tra i più forti sul web, in termini di transazioni online. Ultimamente, anche la biglietteria per traghetti, navi e aliscafi sta prendendo piede e sempre più gente sceglie i tanti portali online per consultare collegamenti marittimi, orari, prezzi e compagnie e prenotare i biglietti direttamente dal computer di casa. I portali che si occupano di prenotazione online di traghetti mettono a disposizione dell’utente potenti motori di ricerca interni che permettono di configurare al meglio il proprio viaggio in traghetto. A partire dal porto di arrivo e al porto di partenza, è possibile stabilire date, orari, compagnie marittime che operano il collegamento, numero di persone e specifiche del mezzo laddove presente. Basta un po’ di dimestichezza con il pc e conoscere tutti dettagli della tratta da fare, il resto lo fa il web che restituisce tutte le combinazioni di viaggio possibile, orari e prezzi. Basterà una carta di credito per completare il tutto con l’acquisto del vostro viaggio in traghetto, nave o aliscafo, verso la destinazione scelta. Le compagnie di navi e traghetti stanno rivolgendo sempre attenzione al web quale canale di promozione e vendita di ticket. Internet è uno strumento potente che elimina passaggi intermedi e raggiunge direttamente il potenziale acquirente. Tutto questo si traduce nella possibilità di viaggiare in traghetto a costi sempre più contenuti e abbordabili. La possibilità di viaggiare in nave o traghetto a costi contenuti, oltre alla possibilità di portare la macchina, ha attirato un gran numero di persone che scelgono sempre più la nave per raggiungere la meta delle loro vacanze. Anche per coloro che hanno paura di prendere l’aereo possono, in nave o traghetto, raggiungere molte destinazioni sia in Italia che all’estero grazie alle numerose compagnie marittime e agli altrettanto numerosi collegamenti tra un porto e l’altro. E cosa dire delle splendide crociere e a quelle gigantesche navi che ospitano migliaia di persone, con ogni tipo di servizio e svago a bordo. Navi di ultima generazione costruite secondo elevatissimi standard di sicurezza che renderanno la vostra crociera unica e rilassante, in giro per i luoghi, le isole e le coste più belle del mondo.

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Fantasporto, il festival internazionale del cinema di Porto

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  • 14 Gennaio 2009


A Porto si svolge ogni anno uno dei 25 festival cinematografici più importanti d’Europa: il Festival Internazionale del Cinema di Porto, conosciuto anche come Fantasporto.

Creato nel 1981 (ma è solo nel 1982 che diventa una vera e propria gara) dagli editori della rivista “Cinema Novo”, Fantasporto nasce come vetrina per film di genere fantasy e fantascientifico, ma dopo il successo ottenuto fin dalle sue prime edizioni, gli organizzatori dell’evento hanno deciso di ampliarne la programmazione includendo film anche di altri generi, in particolare horror e thriller, in quanto attirano ancor più turisti nei vari alloggi a Porto. Quest’anno, dal 16 febbraio al 1 marzo, Porto ospiterà la 29^ edizione di questo festival, che negli anni è diventato l’evento cinematografico più importante del Portogallo.

Lo scopo principale di Fantasporto è quello si presentare film di qualità, sia dal punto di vista estetico che tematico, oltre che cercare nuove forme di espressione cinematografica. E molti sono infatti i film di qualità che ogni anno vengono presentati alla mostra, sia realizzati da registi famosi i che da artisti non ancora universalmente conosciuti ma che, proprio grazie a questa importante vetrina, cominciano a farsi conoscere e ad ottenere successo. Tra i protagonisti delle passate edizioni sono da ricordare, solo per fare qualche esempio, nomi quali David Lynch, Quentin Tarantino, Ridley Scott e i fratelli Wachowski.

I film presentati al Festival sono divisi in 8 categorie, di cui 3 comprendono film in concorso: la selezione ufficiale, che vede competere lungometraggi e cortometraggi appartenenti al genere fantasy; la settimana dei registi, alla quale partecipano lungometraggi senza restrizioni di genere; la sezione Orient Express, nella quale vengono presentati film asiatici. I film facenti parti della prima categoria si contenderanno dei prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio per miglior film, miglior regia, attore, attrice, sceneggiatura, effetti speciali, il premio speciale della giuria (che viene assegnato per l’originalità degli aspetti tecnici e artistici), miglior cortometraggio fantasy, il premio “Méliés D’Argent”. La giuria della settimana dei registi assegnerà invece i seguenti premi: miglior film, regista, sceneggiatura, premio speciale per l’originalità, miglior attore e attrice. I film compresi nella categoria “Orient Express” concorreranno invece all’assegnazione del premio per il miglior film della categoria e del premio speciale. Le rimanenti 5 categorie comprendono film fuori concorso e sono: Panorama & Première; Anima-te (dedicata ai film di animazione); Cortometraggi; Retrospettive (una delle quali sarà dedicata al regista portoghese José Fonseca e Costa e un’altra al cinema prodotto in Gallizia); Panorama del cinema portoghese. Come si evince dal nome di quest’ultima categoria, un ruolo fondamentale verrà giocato dal cinema portoghese: pur essendo un festival internazionale, che raccoglie pellicole girate da registi provenienti da tutto il mondo, uno degli scopi che Fantasporto si prefigge è quello di supportare e promuovere il cinema portoghese.

Grazie a queste variegate sezioni, tutti i cinefili, che possono tranquillamente alloggiare in economia presso gli ostelli gioventù Porto, apprezzeranno di sicuro questo festival, che attira ogni anno più di 100.000 visitatori, desiderosi di godersi la visione di una delle circa 300 pellicole di qualità che vengono presentate annualmente alla mostra, ma attratti anche dagli eventi collaterali che si sviluppano durante il periodo del Festival.

Fantasporto è la più importante vetrina cinematografica del Portogallo: se sei un appassionato di film, in particolare di fantasy e di fantascienza, prenota ora un bed and breakfast Porto e goditi questo festival!

Date: 16 Febbraio – 1 Marzo 2009
Dove: Porto, Portogallo

Distrubuzione a cura di
Trenet Srl – Realizzazione e commerce

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La nuova normativa per il trasporto conto terzi limita a 1,5t la libera circolazione. LogistiCoop Genova mette a disposizione i propri requisiti a tutti i padroncini!

23/12/2008 – A seguito dell’ entrata in vigore del D.M. 161 del 2005 è divenuto attuativo il D.lgs 395 del 2000, apportando modifiche sostanziali per l’iscrizione all’Albo conto terzi.

L’iscrizione varia a seconda della tipologia veicolare con la quale s’intende esercitare l’attività dell’autotrasportatore:

veicoli con portata a pieno carico inferiore a 1,5 t.
veicoli con portata a pieno carico superiore a 1,5 t.
La novità più rilevante è la richiesta dei tre requisiti, sottoelencati, per tutti coloro che intendono esercitare l’attività di autotrasporto, con l’unica eccezione di esenzione per chi svolge tale attività con mezzi inferiori a 1,5 t di massa complessiva.

Nel dettaglio il decreto in oggetto prevede il possesso del:

requisito dell’onorabilità. L’art. 5 del D.lgs 395/2000 ha ampliato la casistica dei motivi ostativi per tale requisito. Il comma 7 del medesimo articolo prevede l’iscrizione nei ruoli dell’imposte sui redditi delle persone fisiche o giuridiche relativamente al reddito d’impresa;
requisito della capacità professionale: attestato di abilitazione al trasporto nazionale e/o internazionale conseguente al superamento di un esame, qualora non se ne sia già in possesso. (N.B.: possono accedere direttamente alla prova di esame coloro che sono in possesso didiploma di scuola superiore. Il corso dipreparazione è obbligatorio per coloro che hanno un titolo di scuola inferiore.);
requisito della capacità finanziaria. Può consistere in un affidamento da parte di imprese che esercitano attività bancarie di € 50.000,00 per lo svolgimento dell’attività di trasporto, comprensivo del primo mezzo, e va incrementato di € 5.000,00 per ogni mezzo aggiuntivo, ovvero si può presentare lo stato patrimoniale o il conto di bilancio della ditta per le medesime cifre.
Si rammenta, per coloro che sono già iscritti all’Albo che il Decreto ministeriale ha previsto dei tempi per l’adeguamento dei requisiti sopra specificati, ovvero:

coloro che sono iscritti all’albo in base alla L. 454/97 o art. 1 del D.M. 198/91 hanno 48 mesi di tempo per l’adeguamento a tutti e tre i requisiti;
coloro che sono statiiscritti all’albo tra il 1° gennaio 1978 ed il 31 maggio 1987 (esenti parziali) hanno 24 mesi di tempo per adeguarsi a tutti e tre i requisiti.
Sono esenti dal comprovare tutti e tre i requisiti coloro che risultano essere titolari di autorizzazioni (esenti totali) alla data del 31 dicembre 1977 e coloro che sono iscritti all’albo in base all’art. 2 del D.M. 198/91 poiché già in possesso dei tre requisiti verificabili d’ufficio.
Scegli LogistiCoop Genova, scegli l’affidabilità di una cooperativa all’avanguardia.

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