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Al via il primo festival di fotogiornalismo del IX Municipio

Comunicato stampa

Al via  il primo festival di fotogiornalismo del IX Municipio

Immagini del quotidiano donna

Presentazione 11 aprile – h 19.00

Sala Manzoni via Vetulonia 23 – Roma

Segue aperitivo

Circa 500 le foto in concorso, 6 mostre, 1 workshop e 1 seminario sono questi i numeri della prima edizione del festival di fotogiornalismo “Immagini del quotidiano donna”, promosso dal IX Municipio di Roma su iniziativa della Presidente Susi Fantino e dedicato a due grandi fotogiornaliste recentemente scomparse, Luisa di Gaetano e Gabriella Mercadini, che verrà inaugurato Giovedì 11 aprile, alle ore 19 presso la Sala Manzoni di Via Vetulonia 23.

Un’occasione per tenere alta l’attenzione sul mondo femminile, vittima spesso di feroci atti di violenza. E’ dal 2006, infatti, che la statistica sul femminicidio nel nostro paese è in continuo aumento, una donna uccisa mediamente ogni tre giorni nel 2012. L’obiettivo della manifestazione  è quindi  da un lato quello di far conoscere lo straordinario mondo della fotografia attraverso gli scatti di grandi professionisti e dall’altro narrare, attraverso le immagini, l’universo variegato delle donne, cogliendone umanità, sentimenti, istanze, fragilità e capacità. Donne sempre più impegnate nell’agire e partecipare in tutti gli ambiti della vita sociale, economica, culturale, artistica e politica: “donne vere”, soggetti attivi e partecipi nel privato e nella famiglia, quanto nel pubblico della nostra società multiculturale, mediante il lavoro, la socialità, la cultura. Donne che lottano quotidianamente contro discriminazioni, diritti negati, violenza.

Momento centrale della serata d’inaugurazione sarà la presentazione della giuria  di professionisti chiamata a valutare le tantissime fotografie  partecipanti al concorso  abbinato al Festiva, l presieduta dalla giornalista televisiva e fotografa Silvia Resta e composta dai fotografi Philippe Antonello, Simona Granati, Laura Montanari, Stefano Montesi, Lorenzo Moscia, Sabrina Zimmitti. Le opere in concorso, inoltre, potranno essere visionate sul sito del festival www.fotofestivalnonomunicipio.it e votate da tutti per l’assegnazione del premio della giuria popolare.

Il festival, ideato da Gianni Pinnizzotto e organizzato dall’ Associazione Graffiti in collaborazione con Trust, nei giorni successivi, si articolerà in una serie di appuntamenti.

 

 

Il 12 aprile sarà inaugurata,  presso il Teatro Furio Camillo di Via Camilla 44, una  mostra dei lavori fotografici  di Luisa Di Gaetano e Gabriella Mercadini e   gli stessi giurati, esporranno e racconteranno le loro opere, in  diversi spazi e luoghi  del IX Municipio. Sono previsti, inoltre, per consentire un facile accesso al mondo della fotografia, un workshop, dal titolo “Come progettare e realizzare un racconto fotografico”,  tenuto dal  direttore della scuola di fotografia Graffiti Gianni Pinnizzotto, e il seminario “Come costruire la professione di fotoreporter”, tenuto da Lorenzo Moscia,  fotografo romano che ha realizzato reportage in tutto il mondo. La partecipazione è gratuita fino a esaurimento posti.

Nella serata conclusiva del Festival, che si terrà il 20 Aprile sempre presso la Sala Manzoni, verranno premiate le foto vincitrici del concorso.

 

Mostre:

Venerdi 12 aprile  – Teatro Furio Camillo – Via Camilla 44  – Luisa di Gaetano e Gabriella Mercadini,

Venerdì 12 aprile Ore 18.30 Il Circolo degli Artisti Via Casilina Vecchia 42  Stefano Montesi

Sabato 13 aprile Ore 19.00  Percento musica – Via dei Cessati Spiriti 89  – Laura Montanari

Domenica  14 aprile   Ore 19.00 Graffiti Fotografia –  Via Latina 515 –  Lorenzo Moscia

Mercoledì 17 aprile Ore 18.30 Centro Nascite Il Melograno – Via Saturnia 4/a – Sabrina Zimmitti

Giovedì 18 aprile Ore 18.30  Gelateria Splash – Via Eurialo 102/104 – Simona Granati

Venerdì 19 aprile Ore 18.30 – Pagine e Caffè (caffè letterario) – Via Gallia 37b – Philippe Antonello

WORKSHOP : Come progettare e realizzare un racconto fotografico
Docente Direttore della Graffiti Fotografia: Gianni Pinnizzotto
Luogo: Sede
Seminario Associazione Culturale Graffiti – Via Latina 511/515
Data: sabato 13 aprile  Orario: dalle 10.00 alle 18.00

Seminario: Come costruire la professione di fotoreporter
Docente: Lorenzo Moscia
Luogo: Sede Associazione Culturale Graffiti – Via Latina 511/515
Data: domenica 14 aprile Orario: dalle 17:00 alle 19:00

 

Info: Presidenza IX Municipio 0669609203 – www.fotofestivalnonomunicipio.it
Ufficio stampa: Marino Midena – [email protected]  3477162033

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La Galleria Lo Magno festeggia 20 anni di attività con una mostra-evento

Modica (RG) – Vent’anni fa nasceva la Galleria Lo Magno con annesso laboratorio di cornici su iniziativa di Giuseppe Lo Magno. Per celebrare l’importante anniversario la Galleria Lo Magno organizza una mostra collettiva intitolata “Il silenzio delle nuvole” e articolata in due momenti – una in primavera, l’altra in autunno – con tutti gli artisti che, in questo arco di tempo, hanno collaborato con la Galleria. La mostra è a cura di Antonio D’Amico.
Più che di una collettiva si tratta di una mostra-evento, cui prenderanno parte quasi quaranta importanti artisti. La mostra, oltre a tracciare un bilancio del lavoro svolto dalla Galleria sulla scena artistica e culturale locale, servirà anche a instaurare un interessante confronto tra i generi (pittura, scultura, fotografia, installazioni) e tra le linee di tendenza dell’arte contemporanea.
La prima parte della mostra, dal 7 aprile al 18 maggio, sarà dedicata agli artisti “storici” della Galleria (Sonia Alvarez, Rosario Antoci, Giuseppe Atanasio Elia, Francesco Balsamo, Salvo Barone, Sandro Bracchitta, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo, Piero Guccione, Alessandro Finocchiaro, Giovanni Iudice, Giovanni La Cognata, Luca Macauda, Salvatore Paolino, Franco Polizzi, Giuseppe Puglisi, Franco Sarnari, Piero Zuccaro). Il vernissage è fissato alle ore 19.00.
La seconda, dal 29 settembre al 26 ottobre (vernissage ore 19.00), darà spazio agli artisti “giovani”, cioè a dire con quegli artisti che solo da poco tempo sono entrati a far parte della Galleria: Umberto Agnello, Maria Buemi, Giovanni Blanco, Daniele Cascone, Andrea Cerruto, Giuseppe Diara, Fulvio Di Piazza, Emanuele Giuffrida, Carlo e Fabio Ingrassia, Filippo La Vaccara, Andrea e Marco Mangione, Gianni Mania, Davide Nido, Cetty Previtera, Floriana Rampanti, Giovanni Viola e William Marc Zanghi.
“La Galleria Lo Magno – scrive Antonio D’Amico nel testo introduttivo del catalogo – ha camminato fin qui in un tempo lungo 20 anni e adesso apre gli album dei ricordi per mostrare le identità artistiche più importanti che hanno accompagnato questo percorso”. “Lo Magno – continua il curatore – in 20 anni ha accompagnato la bellezza ad entrare nelle case e adesso ci invita ad entrare nella sua galleria per immergerci in un mondo visivo silente dove i pensieri regnano sovrani e ci restituiscono il fascino del vero”.
Le mostre potranno visitarsi tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.

Info e contatti
Galleria Lo Magno
Via Risorgimento, 91, Modica (RG)
Tel.:0932 763165
mail: [email protected]
web: www.gallerialomagno.it

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“Roads”, Tommaso Chiappa espone nel Chiostro del Bramante

Roma – Dal 16 febbraio al 17 marzo il Chiostro del Bramante – Caffetteria (Via Arco della Pace, 5) ospiterà la mostra “Roads – Un viaggio nell’urbana e naturale meraviglia”, di Tommaso Chiappa a cura di Mariapia Bruno (inaugurazione ore 17.00). 

Il percorso espositivo dell’artista palermitano, come suggerisce il titolo, è incentrato sul tema del viaggio. Un viaggio in cui la meta non è un luogo, ma «un nuovo modo di vedere le cose». Da questo punto di vista, Roma è una meta ideale poiché non è solo un luogo, ma un intreccio di luoghi, volti e storie. Tommaso Chiappa nei suoi monocromi “cattura” angoli, dettagli, elementi isolati di strade, giardini, case protette da mura, siepi e cancelli, grandi alberi, insegne, tabelloni e passaggi metropolitani. Le figure umane che talora abitano o attraversano questi luoghi non sono attori inseriti in una scenografia minimalista di bianco e colori pop, ma soggetti fuori dal tempo e da ogni apparente logica, in una dimensione di astrazione urbana, intoccabili, in cerca di una possibile direzione. I monocromi sono interrotti solo da brevi tratti di colore, con cui l’artista sottolinea un aspetto, una persona o un dettaglio che lo colpisce. 

«E’ il colore che dà forma alle memorie di Chiappa – scrive Mariapia Bruno nel catalogo della mostra – che ne racconta i segreti, non lasciando spazio ad altri elementi: non c’è posto né per il disegno – che è una sagoma sviluppata solo nella mente dell’artista che non trova posto sulla carta accarezzata dal suo pennello -, né per quell’astrattismo ultra diffuso e praticato con molta facilità ai giorni nostri, né per la millenaria ritrattistica che nelle opere del pittore mette da parte il volto dell’uomo e nobilita soltanto i grandi arbusti». 

In tal modo l’artista rilegge la realtà, privata del superfluo, decostruita, facendo emergere ciò che veramente conta e suggerendo nuovi percorsi di senso. Così, i cancelli chiusi sono varchi verso l’altrove o «possibili attraversamenti», gli alberi ritratti sono creature mistiche, silenti testimoni di una Natura che resiste in uno spazio urbano colonizzato dal cemento. 

La mostra potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00. 

 

Info

Chiostro del Bramante Caffetteria 

Arco della Pace, 5 – Roma  

www.chiostrodelbramante.it

 

 

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Tumit, social network per la gestione degli eventi.

Tumit è un social network per la gestione autonoma e gratuita dei propri eventi, permettendo a chi lo visita di contare su un sistema pratico e veloce per trovarli. Tumit è social perchè ogni utente può seguire altri utenti, essere seguito, votare, commentare e recensire.
Ogni evento inserito è istantaneamente geolocalizzato sulle mappe di google maps, indicizzato sui motori di ricerca, e registrato negli archivi del sito. Da allora sarà ricercabile su Tumit attraverso dei sistemi intelligenti, con diverse tipologie di filtri, per area geografica, per tipologia di evento, per data, per area di interesse, per parole chiave …  permettendo di trovare tra le migliaia di eventi disponibili quello che fa al caso giusto per ogni visitatore. Dove, quando, cosa, come e chi. Il tutto navigabile e filtrabile in tempo reale.

Può essere una risorsa utile sia per coloro che sono alla ricerca di una mostra, una festa paesana, un avvenimento sportivo. C’è la possibilità di votare e recensire gli  eventi più belli.

E’ rivolto anche a chi, in veste organizzativa, all’interno di una pro loco, gruppo giovanile, alberghi e ristoranti, agenzie turistiche, imprese commerciali, ecc., vuole dare visibilità al proprio evento e attività.

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Villaggio Amico dedica una mostra ai bimbi di oggi e di ieri

Una mostra di disegni e fotografie per concludere un progetto integenerazionale durato quasi un anno che ha coinvolto i bambini di oggi e quelli di ieri: Villaggio Amico, il centro polifunzionale di Gerenzano, al confine tra le province di Varese e Milano, organizza per sabato 24 novembre un’esposizione dei lavori realizzati dagli alunni delle scuole elementari gerenzanesi e della scuola materna di Lomazzo nel corso degli incontri del percorso “Anziani in cattedra”.

A partire dallo scorso mese di febbraio, gli ospiti della casa di riposo del centro hanno infatti tenuto alcuni incontri con i bambini degli istituti scolastici del territorio per raccontare loro com’era la vita ai tempi della loro infanzia in classe e fuori, quali materie si studiavano, cosa si mangiava a merenda e com’erano i rapporti con gli insegnanti.

«Uno dei nostri obiettivi è far sentire gli ospiti sempre e comunque parte della società, in cui continuano a giocare un ruolo importante nonostante l’età avanzata. E il progetto intergenerazionale si è inserito in questa filosofia – spiega lo staff di Villaggio Amico – Le loro esperienze di vita sono diventate lezioni di grande interesse per bambini che altrimenti non avrebbero avuto memoria di un’epoca. Siamo molto felici del successo degli incontri, che hanno coinvolto e interessato tanto gli anziani quanto i loro giovanissimi ascoltatori».

In particolare, in occasione dell’inaugurazione della mostra, si potranno sentire le testimonianze degli ospiti della struttura gerenzanese e quelle dei piccoli studenti.

La giornata si concluderà con una castagnata, ovviamente aperta anche agli altri utenti del centro polifunzionale: dagli anziani del centro diurno integrato e del centro Alzheimer ai pazienti dei poliambulatori, dagli ospiti del centro diurno per disabili ai bambini dell’asilo nido con le loro famiglie e ai frequentatori del centro congressi.

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MO.OM Hotel ospita la prima mostra europea di Inbe Kawori

Raccontare cosa significa essere giovani oggi in una megalopoli moderna come Tokyo: è l’obiettivo della fotografa giapponese Inbe Kawori, a soli 32 anni già diventata una figura cult per le community della rete e dei social media locali e internazionali che seguono le ultime tendenze urbane e pop.

Dall’8 novembre 2012 al 31 marzo 2013  MO.OM, il design hotel e motel di Olgiate Olona, in provincia di Varese ma a pochi chilometri da Milano e Legnano, oltre che dalle bellezze naturali del lago Maggiore, del Parco del Ticino e del lago di Como, ospiterà la sua prima mostra personale in Europa.

“SUBURBIA, KIGURUMI, HIKIKOMORI” è una raccolta di 32 ritratti di realtà urbane e suburbane, tendenze e alienazioni ai confini della psicosi e rappresenta il secondo grande appuntamento artistico ospitato dalla MOOM Gallery dedicato al mondo nipponico dopo la mostra di Tomoko Nagao, che ha riscosso un grande successo.

«Inbe Kawori realizza ritratti di ragazze reali. Non modelle, ma persone che amano farsi fotografare, contattate in rete o attraverso i social media; le protagoniste della sua opera amano apparire diversamente, evadere, cercano uno stacco dalla monotonia della quotidianità attraverso, ad esempio, il “Kigurumi”, letteralmente “pigiama” oppure travestendosi – spiega Christian Gancitano, curatore della mostra – Altro soggetto privilegiato della poetica di Inbe è il mondo degli “Hikikomori”. L’artista cattura in modo discreto ma diretto, dall’interno, un fenomeno ritenuto patologico delle società ultra tecnologiche: ragazzi e ragazze giovani chiusi in casa, collegati al mondo soltanto via internet, per lunghi mesi, a volte anni, nelle loro (piccole) abitazioni della megalopoli».

Per l’inaugurazione della mostra, in programma l’8 novembre alle 18.30, si terrà al MO.OM Hotel un talk show sulle ultime tendenze dell’arte giapponese e sui trend del mondo nipponico condotto dal curatore della mostra Christian Gancitano che coinvolgerà la fotografa, l’artista Tomoko Nagao e la scrittrice Francesca Scotti.

«Siamo felici e orgogliosi di proseguire l’esperienza di “Micropop, ultime tendenze artistiche dal Giappone visionario”, un ciclo di tre appuntamenti dedicati al mondo nipponico e promossi dall’associazione culturale AsXPO in collaborazione con MO.OM Hotel – spiega Chiara Rizzolo, art director della MOOM Gallery – La mostra è un’ennesima concreta espressione della filosofia di MO.OM, che non vuole limitare la propria offerta alle camere, al ristorante e all’area wellness, ma mira a coinvolgere gli ospiti in una dimensione di consapevole fruizione artistica».

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“Venezia – New York”, Aldo Damioli espone alla Galleria Quadrifoglio (Siracusa) dal 10 al 25 novembre

Siracusa – Sabato 10 novembre alle ore 17.30 nella Galleria Quadrifoglio Arte Contemporanea (Via dei Santi Coronati 13, Ortigia) si inaugurerà la mostra “Venezia – New York” di Aldo Damioli, a cura di Mario Cucé.

L’artista milanese, protagonista di numerose mostre in Italia e all’estero, esporrà una ventina di acquerelli appartenenti al ciclo pittorico “Venezia – New York”. Si tratta di un “viaggio” iniziato nel 1992 con la raffigurazione di paesaggi metropolitani (New York, Milano, Parigi, Shanghai o Pechino) come se fossero tele di vedutisti veneziani del Settecento.
Le immagini di Damioli appaiono come gli appunti di viaggio di un flaneur che si inoltra nella dimensione cosmopolitica del presente, sulle tracce  di un’architettura “onirica”.

 

«Damioli – scrive il filosofo e critico d’arte Elio Cappuccio nel catalogo della mostra – non ci offre la visione della tradizione settecentesca, in cui la Venezia del Canaletto o la Dresda del Bellotto si mostravano nella chiara luce della ragione. I suoi dipinti ci ricordano in maniera lucidamente analitica che le città in cui viviamo  non possiedono quell’impianto razionale, ma  sono policentriche e i loro spazi hanno perduto ogni scansione gerarchica. Così come accade nella realtà, le sue vedute esprimono una pluralità di linguaggi formali e funzionali che nella quotidianità ci sfugge proprio perché ne siamo assuefatti. Per quanto i progetti avveniristici delle metropoli si proiettino nel futuro, si trovano, allo stesso tempo, a fare i conti col peso della storia su cui devono necessariamente intervenire, apportando modifiche, talora radicali».

«Evocando la luce dei vedutisti veneti del Settecento – continua Cappuccio – in immagini della contemporaneità [l’artista] esprime una sensazione che può provare solo chi, per propria cultura personale, ha familiarità con l’arte del Settecento. Le rovine che Damioli ci mostra non sono pietre consunte dal tempo, ma i vuoti di memoria storica, una perdita che riguarda insieme la dimensione civile e culturale. Questo spiega perché egli fa del paesaggio urbano, sul piano simbolico, il luogo privilegiato in cui si incontrano funzioni, tendenze e bisogni diversi. Questi dipinti ci mostrano una realtà corale in cui il passato e il presente, così come i luoghi della tradizione e le capitali della modernità, non si scambiano i ruoli ma costruiscono un terreno comune di dialogo».
Aldo Damioli (Milano, 1952) ha partecipato a numerose mostre in prestigiosi contesti internazionali (Tirana, Salisburgo, Budapest, Strasburgo, Pechino) e nazionali. Tra le presenze più recenti, si segnalano quelle alla collettiva Nuovi pittori della realtà a cura di Maurizio Sciaccaluga al PAC di Milano (2007), Arte Italiana 1968-2007 Pitturacurata da Sciaccaluga e Vittorio Sgarbi al Palazzo Reale di Milano, alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia (2011)  e alla Biennale Italia Cina (Monza, 2012).
La mostra, aperta fino al 25 novembre, potrà essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00.
Info e contatti
Galleria Quadrifoglio Arte contemporanea
Via dei Santi Coronati 13, Ortigia – Siracusa
Web: www.galleriaquadrifoglio.it
Tel: 0931 64443
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“Exhibition”, personale di Carlo e Fabio Ingrassia nella Galleria Lo Magno (Modica) dall’11 novembre al 5 gennaio

Modica (RG) – Si intitola “Exhibition” l’attesa mostra dei gemelli Carlo e Fabio Ingrassia allestita dall’11 novembre al 5 gennaio 2013 nella Galleria Lo Magno (vernissage domenica 11 ore 19.00).

La mostra reca come sottotitolo una frase del pittore francese neoclassico Jean-Auguste-Dominique Ingres: “Niente colore troppo caldo…eccedete nel grigio piuttosto che nell’infuocato”.
I due giovani artisti catanesi, “lanciati” dalla Galleria di Giuseppe Lo Magno con la collettiva “L’unico tratto” (allestita a Modica e a Catania nella primavera del 2011) e poi approdati alla 54° Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia con due istallazioni, esporranno una decina di opere, tra disegni, pastelli, installazioni, sculture e macchine-struttura che si caratterizzano per la novità formale, anche se l’attenzione alla natura, alla scultura classica e alle opere di artisti del Novecento è costante.

 

«Le loro opere – scrive il critico d’arte Paolo Nifosì nel catalogo della mostra – disorientano e attraggono allo stesso tempo, sorprendono e […] restano enigmatiche. Si vorrebbe collocarle in una tendenza, si vorrebbe trovare ascendenze, ma queste, se ci sono, sono molto vaghe e per certi versi irrilevanti». «Eppure – prosegue Nifosì – hanno coerenza, seguono un ductus chiaro. Alcuni animali, una colomba, un toro, un elefante, due cervi, una giraffa, alcune sculture classiche, il Marco Aurelio del Campidoglio, la Nike di Samotracia, una Venere ellenistica, tutti resi col pastello, a grana dura e a grana morbida, con grande perizia, fatti a regola d’arte […], plasticamente resi con un disegno impeccabile, con passaggi chiaroscurali delicati e solidi allo stesso tempo, tutti soggetti contestualizzati in superfici e spazi neutri, organizzati geometricamente in fondali che rimandano alla Bauhaus, alle geometrie neoplastiche olandesi, alcune collocate su piedistalli come monumenti».
Forme plastiche, dunque, che diventano visioni metafisiche, sottratte al fluire del tempo e rese attraverso una scala cromatica di grigi che esprime il trapasso dal buio alla luce.
«Lavorano i nostri – scrive ancora Nifosì – col grigio, col grigio danno tutti i colori. Il grigio conserva in sé tutti i colori che possono essere percepiti da chi guarda, spostandosi e cogliendo in questo modo la luce fisica che colpisce l’immagine. Il loro è un procedere dal buio verso la luce».
La mostra potrà essere visitata tutti i giorni, tranne il lunedì, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 17.00 alle 20.00.
Info e contatti:
Galleria Lo Magno,
Via Risorgimento 91-93, Modica (RG)
Tel. 0932 763165
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L’Ente Provinciale per il Turismo di Avellino presenta: “Rocche, Fortezze e Castelli in Irpinia” immagini come appunti di viaggio. Percorso fotografico tra storia, natura e fede

In un momento in cui è sempre più acceso il dibattito tra cultura e sviluppo economico, l’Ente Provinciale per il Turismo di Avellino si fa promotore della mostra fotografica dedicata ai castelli irpini una terra tutta da scoprire, ricca di storia, cultura, tradizioni e bellezze naturali.
Dal 6 al 13 novembre 2012, per iniziativa dell’EPT di Avellino, sarà esposta a Bari, presso la Sala Angioina del Castello Svevo la mostra fotografica “Rocche, Fortezze e Castelli in Irpinia” immagini come appunti di viaggio. Percorso fotografico tra storia, natura e fede. Le pregevoli foto sono state realizzate da Giuseppe Ottaiano. In Irpinia i siti di incastellamento costituiscono un patrimonio inestimabile: oltre 70 tra manieri, torri e borghi fortificati, dislocati su una superficie di appena 2.791 Kmq. La Mostra fotografica – che rientra nell’ambito di un progetto di promozione extra regionale delle Terre d’Irpinia – presenta al pubblico una selezione delle oltre 120 immagini che compongono un ampio reportage fotografico, il cui obiettivo è quello di proporre i manieri irpini in qualità di forti attrattori turistici, tramite privilegiato tra il territorio e il visitatore. Attraverso le vicende che lungo i secoli hanno interessato i Castelli, si svelano infatti anche tutte le altre preziose risorse dell’Irpinia: arte, cultura e tradizioni, senza dimenticare le tipicità eno-gastronomiche locali, che potranno essere degustate durante la cerimonia di inaugurazione che si terrà martedì 6 novembre alle ore 12 presso la Sala Angioina del Castello Svevo di Bari.
All’evento inaugurale interverrà l’Assessore al Turismo e ai Beni Culturali della Regione Campania, Giuseppe De Mita, che ha più volte ribadito «l’opportunità di valorizzare le specificità territoriali che fanno dell’offerta turistica campana una delle più competitive a livello nazionale».
Con questa iniziativa l’EPT di Avellino intende consolidare un’azione di valorizzazione extra regionale del territorio irpino, ricco di bellezze naturali, di luoghi della storia e numerosi monumenti di epoca medioevale, nonché di santuari, abbazie e basiliche che testimoniano la profonda religiosità di queste terre.

“Rocche, Fortezze e Castelli in Irpinia” immagini come appunti di viaggio. Percorso fotografico tra storia, natura e fede

Bari, dal 6 al 13 novembre 2012
Castello Svevo, Sala Angioina
Piazza Federico II di Svevia, 4
Apertura Castello ore 9,00 – 18,30

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XVII edizione di “Tarquinia a porte aperte – Un museo nella città”

Letteratura, cinema, musica, visite guidate, mostre e convegni: è quanto proporrà la XVIIedizione di “Tarquinia a porte aperte – Un museo nella città”. Organizzata dall’Assessorato alla Cultura, la manifestazione proporrà un ricco calendario di eventi tra la fine di settembre e l’inizio di dicembre. Nell’ambito delle “Giornate Europee del Patrimonio”, il 29 e il 30 settembre apertura gratuita (dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 17 alle ore 19) del Museo Diocesano e Comunale d’Arte Sacra, di Palazzo Bruschi Falgari, dell’Archivio Storico Comunale e della Saladelle Trifore di Palazzo Vitelleschi. Dal 29 settembre al 25 novembre, ogni venerdì, sabato e domenica, si terrà l’iniziativa “I Colori degli Etruschi” con le visite guidate alle tombe del Barone, degli Àuguri e dei Tori, alla Necropoli Scataglini e alla Via dei Principi. Il 30 settembre e il 14 ottobre sarà possibile conoscere i siti archeologici del santuario di Gravisca e della città altomedievale di Leopoli Cencelle. Il 20 ottobre taglio del nastro (ore 17) per la mostra di arte ceramica “Keramikòs 2012”, che sarà accolta nella Sala D. H. Lawrence e nella Galleria Entroterra. Il 24 novembre a Palazzo Bruschi Falgari sarà inaugurata (ore 17) la nuova sede della biblioteca comunale, che verrà intitolata al poeta Vincenzo Cardarelli. La sala consiliare del municipio ospiterà tanti interessanti appuntamenti culturali: dal 6 ottobre al 24 novembre, ogni sabato (ore 17) avrà luogo l’iniziativa “Incontri con l’autore – Anteprima Premio Tarquinia Cardarelli 2012 ”, che vedrà la partecipazione straordinaria di importanti scrittori, giornalisti, critici e intellettuali; dal 14 ottobre al 1° dicembre, ogni domenica (ore 17), si svolgerà la rassegna “Cin’è Musica Concerto”; il 26 ottobre e il 30 novembre (ore 17) saranno presentati i libri Le Tombe dipinte di Tarquinia, vicenda conservativa, restauri, tecnica di esecuzione, di Adele Cecchini, e Graffiti templari in una tomba etrusca di Tarquinia, di Carlo Tedeschi; il 16 e il 24 novembre la musica sarà protagonista con i concerti (ore 18) Le più belle arie del mondo e CoopxVandaxTogo. Fino al 7 ottobre,la Sala Grande della biblioteca comunale ospiterà l’esposizione fotografica “Il Tumulo della Regina – Immagini di una scoperta nella necropoli di Tarquinia” (visitabile dalle ore 10 alle ore 12.30, dalle ore 18 alle ore 20). Per conoscere tutti i dettagli del programma si può contattare l’ufficio informazioni e accoglienza turistica (telefono 0766/849282), la biblioteca comunale (telefono 0766/849224) e l’ufficio dell’Assessorato alla Cultura (telefono 0766/849407).

 

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“Tra segno e colore”, mostra di Vincenzo Castellana a Palazzo Grimaldi (Modica – RG) dal 16 al 30 settembre

Modica (RG) – Domenica 16 settembre alle ore 17.00 a Palazzo Grimaldi (Corso Umberto I, 106) sarà inaugurata la mostra d’arte “Tra segno e colore” di Vincenzo Castellana.

Vincenzo Castellana (Salemi, 1988) è un promettente designer, fumettista e illustratore, formatosi nella Scuola del fumetto di Palermo, dove ha conseguito la specializzazione in Grafica digitale. Ma è anche un artista, per la raffinata visione coloristica e pittorica con cui re-interpreta l’arte grafica e il mondo dei fumetti.

 

«Vincenzo Castellana – scrive Enza Giurdanella nella didascalia pubblicata sulla brochure della mostra –  anche con pochi tratti riesce a cogliere l’essenza di ciò che vuole rappresentare e questo può essere considerato un dono attraverso cui dar voce a una forma espressiva intenta a trasmettere emozioni. La sua abilità nell’imprigionare il colore tra segni grafici tende a volgerlo verso nuove prospettive, sviluppando così idee originali».
L’artista esporrà trenta tavole realizzate con tecniche digitali tra il 2009 e il 2012. Le opere guardano con ironia al mondo del fumetto e dei cartoni animati, ma occhieggiano alla Pop art e all’arte di strada. Il rigore compositivo dell’immagine, le inquadrature, la scelta del colore e delle tonalità concorrono a esprimere equilibrio estetico tra il segno e il colore.
La mostra, aperta fino al 30 settembre, potrà essere visitata tutti i giorni – escluso il lunedì – dalle ore 16.00 alle 20.00.
Info e contatti:
Fondazione Giovan Pietro Grimaldi
Corso Umberto I, 106 – 97015 Modica (RG)
tel. 0932.757459 fax 0932.752415
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UNA GRANDE MOSTRA DI UGO ATTARDI A LATINA: “IL VIAGGIO DI ULISSE”

Sabato 16 giugno 2012 alle ore 18, inaugura presso l’Ex Garage Ruspi a Latina la mostra UGO ATTARDI. IL VIAGGIO DI ULISSE ( a cura di Silvia Pegoraro e Carlo Ciccarelli), che sarà visitabile sino al 29 luglio 2012: 65 opere tra dipinti, sculture e disegni, tutte provenienti dall’Archivio Storico Ugo Attardi di Roma.
Alquanto interessante la sede espositiva: una grande e luminosissima autorimessa per autobus degli anni Trenta, recentemente restaurata e riqualificata dal Comune di Latina.
L’evento – che rientra nelle Manifestazioni per l’80° Anniversario della Fondazione della città di Latina – è promosso dal Consiglio Regionale del Lazio, dal Comune di Latina e dallo stesso Archivio Storico Ugo Attardi (di cui è procuratore Carlo Ciccarelli e del cui consiglio direttivo fa parte Andrea Attardi, figlio dell’artista). L’organizzazione è affidata a Ulisse Gallery Contemporary Art e all’Associazione Orizzonti Culturali di Roma.
Catalogo SILVANA EDITORIALE, con testi, oltre che dei curatori, di Andrea Attardi e dello stesso Ugo Attardi .

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Ugo Attardi (1923-2006), pittore e scultore di fama internazionale, è stato uno dei più validi e poliedrici artisti italiani del Novecento, legato a un concetto di arte come “viaggio” e ricerca interminabile . Di qui anche la sua passione per il mito, e in particolare per il mito di Ulisse, personaggio animato da un’inestinguibile sete di conoscenza e di scoperta, inquieto e tormentato come fu lo stesso Attardi.
Come scrive Carlo Ciccarelli, procuratore dell’Archivio Storico Ugo Attardi e co-curatore della mostra: “L’aspetto più importante del lascito umano ed artistico di Ugo Attardi, per chi l’abbia conosciuto, è la solida voglia di vivere che ha animato la sua vita e che traspira dalle sue opere; una voglia inevitabilmente percorsa da angosce, frutto, molto spesso, del desiderio di vincere la volgarità dei soprusi”.
Ugo Attardi è fra gli artisti contemporanei che meglio hanno saputo appropriarsi del mito attraverso le immagini, creando un eccezionale trait-d’union tra il mito stesso, il mondo dell’ignoto, del sogno e della magia, della grandezza e dell’orrore, e la realtà cruda e prosaica, spesso misera, altrettanto piena di orrore, ma non di grandezza, della contemporaneità. In essa Attardi è riuscito a svelare, proprio tramite la presenza del mito – soprattutto quello di Ulisse, che sempre lo ha particolarmente affascinato – il meraviglioso mistero che comunque, in quanto vita, presenza, carnalità e pensiero, la anima. Il mito è immagine, è figura che senza posa si agita nella mente e nell’immaginario dell’uomo, e che s’incarna nelle immagini – nelle figure – create dall’arte: per questo ad Attardi non è bastata più la ricerca astrattista, alla quale si era dedicato come co-fondatore del gruppo Forma 1 (1947) e si è sentito irresistibilmente attratto verso la figurazione :
“Ho una visione delle cose del mondo possessiva e carnale, e non riuscivo a inverarla in atti e immagini di pura astrazione: sentivo la mancanza della sottile magia della finzione, la finzione propria della figurazione”. Un percorso, un viaggio, tormentato e affascinante, quello di Attardi, che questa mostra vuole documentare.
Il suo stile si potrebbe definire, con espressione ossimorica, ma proprio per questo carica di promesse e contraddizioni, realismo visionario: un’arte che certo non cancella i fantasmi del reale, l’eterna ossessione della referenzialità, e dell’illusione ottica, ma li immerge nel magma vibrante e inarginabile dell’immaginario individuale, di una visione che è sguardo rivolto al reale, ma è sempre anche sogno, immaginazione, allucinazione, luce calda e trasfigurante, o fredda e tagliente, comunque irreale, colore e materia scultorea sontuosi, sensuali, inquietanti.
La trasfigurazione onirica del dato sensibile è potente e sorprendente, e in certi lavori il pittore-scultore Attardi sembra “scorticare” le figure, in un empito che va addirittura oltre l’istanza espressionista, ricostruendone un involucro vivo e bruciante di colori incandescenti e di forme nervose e guizzanti, un fastoso miraggio.
Attardi stupisce e disturba, persuade e violenta, grazie alla sua potente retorica visiva. Chiama in gioco meraviglia, seduzione, provocazione: processi psicologici che violano il canone classico – pur così presente alla sua visione “mitologica” – per immergerlo nell’aura fosca di una grande estetica “barocca”. Essa va a contaminare, gioiosamente o dolorosamente, comunque sempre vitalisticamente, in una sintesi originale, i suoi soggetti “classici”: prima di tutto il corpo umano. Infatti i corpi dipinti sin dalla sua prima fase figurativa (dopo quella astratta di Forma 1) esprimono una sorta di immensa “nostalgia” per la scultura, di desiderio indomabile per la corporeità tangibile della terza dimensione. Un desiderio approdato infatti, nel 1967, alla realizzazione di opere scultoree : tra il ’69 e il ’71 lavora al grandioso Arrivo di Pizarro; degli anni ’70 sono altri monumentali gruppi scultorei in legno, come quelli del ciclo Cortés e la bellezza dell’Occidente (1974-76) o Il ritorno di Cristóbal Colón (ca.1974-1980).
Incise con una precisione ossessiva e acuminata, le figure scolpite da Attardi sprigionano un “perturbante” (unheimlich…) senso di ansia e di angoscia. Con il passar del tempo, tuttavia, le loro forme febbrili vanno placandosi in una compagine più tradizionalmente “classica”, per quanto sempre tesa e vibrante, che sembra voler essere la misura ideale dei personaggi della mitologia e della letteratura classica che esse rappresentano, come il monumentale Ulisse del 1996, o l’Enea del 2003 (tra le ultime opere dell’artista).
Ma è il corpo femminile quello che in Attardi più colpisce e con più efficacia rappresenta la sua cifra espressiva e il paradigma della sua poetica. Dominanti, maestose e regali, feline e inquietanti, aggressive e languide – dalla Circe delle opere ispirate all’Odissea alle danzatrici delle Milonghe argentine, dall’altera e minacciosa Donna Cantante scolpita nel 1984, alla “regina” del quadro Mendicante implora Regina africana (1993) – le donne di Attardi incarnano la matrice stessa del mito originario, la sintesi tra il dolore e l’amore, tra la vita e la morte, tra il bello e l’osceno.

NOTA BIOGRAFICA

UGO ATTARDI (Sori, Genova, 1923 – Roma, 2006)
Nato presso Genova da genitori siciliani, all’età di un anno si trasferisce con loro a Palermo, dove il regime fascista li costringe a tornare, a causa dell’attività sindacale del padre. Fondamentale nel suo percorso d’artista l’approdo a Roma, nel 1945, dove frequenta lo studio di Guttuso, e già nel 1947 entra nel vivo del dibattito artistico partecipando (insieme ad Accardi, Consagra, Dorazio, Guerrini, Perilli, Sanfilippo e Turcato) alla fondazione di “Forma 1”, il primo gruppo astrattista italiano del secondo dopoguerra. Poco dopo avverte però un rinnovato impulso verso la figurazione, sia pure visionaria e problematica, e si allontana definitivamente dall’esperienza astratta, senza tuttavia dimenticarne alcune conquiste formali: dà vita a una personale poetica “classico-espressionista”, fondata su una drammatica compresenza degli opposti: bellezza “classica” e deformità, tenerezza e violenza, fisicità e onirismo.
A partire dagli anni Cinquanta partecipa più volte alla Biennale di Venezia e alla Quadriennale di Roma, e tiene grandi mostre personali nei più importanti spazi espositivi italiani. Nel 1961 aderisce al gruppo “Il Pro e il Contro”, accanto a Calabria, Farulli, Gianquinto, Guccione e Vespignani.
Scrive il romanzo L’erede selvaggio, pubblicato nel 1970, e per il quale ottiene nel 1971 il Premio Viareggio per la narrativa.
Nel 1967 avvia una fervida attività di scultore e nascono, dopo L’ Addio Che Guevara del 1968, alcuni gruppi lignei tra cui L’Arrivo di Pizarro del 1969-71, e bronzi improntati a forte sensualità.
Sue sculture monumentali sono collocate nelle principali capitali europee e mondiali. Fra di esse Il Vascello della Rivoluzione (1988), a Roma, presso il Palazzo dello Sport; Nelle Americhe, del 1992, a Buenos Aires; il celebre Ulisse, del 1996, a New York; Enea (2004), presso il porto della Valletta (Malta). Il grande Cristo del 2002 è entrato a far parte delle collezioni dei Musei Vaticani.
Nel 2006 l’artista riceve dal Presidente Carlo Azeglio Ciampi il titolo di Grand’Ufficiale della Repubblica, per i suoi meriti artistici e per aver saputo diffondere e valorizzare in tutto il mondo il genio e la creatività italiani.
Muore a Roma il 21 luglio dello stesso anno.

SCHEDA TECNICA

Mostra: UGO ATTARDI. IL VIAGGIO DI ULISSE
A cura di: Silvia Pegoraro, Carlo Ciccarelli
Sede: Ex Garage Ruspi, Largo Giovanni XXIII, Latina
Periodo espositivo: 16 giugno – 29 luglio 2012
Inaugurazione: sabato 16 giugno 2012, ore 18.00
Orari: 10.00-13.00 ; 16.00-20.00
Ingresso: libero
Informazioni: Organizzazione Ulisse Gallery Contemporary Art (Via dei Due Macelli, 82 – Roma), Tel. +39.0669380596 ; Fax. +39.06.6780771 ; Email [email protected] ; Sito: www.ulissegallery.com
Catalogo: Silvana Editoriale

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La mostra di Tomoko Nagao porta il Micropop giapponese al MO.OM Hotel

“Kawaiizzazioni”, ovvero riletture in chiave cool di alcuni dei più noti capolavori della storia dell’arte, contaminati con brand conosciuti a livello internazionale: sono le opere dell’artista giapponese Tomoko Nagao, che apriranno “Micropop, ultime tendenze artistiche dal Giappone visionario”, un ciclo di tre appuntamenti dedicati al mondo nipponico e promossi dall’associazione culturale AsXPO in collaborazione con MO.OM Hotel.

Il design hotel e motel di Olgiate Olona, in provincia di Varese e a pochi chilometri dalle bellezze del lago Maggiore e di Como, ospiterà infatti la mostra di Tomoko Nagao nella propria galleria d’arte dal 18 maggio al 30 ottobre, dopo che sarà stata presentata in anteprima a Milano alla Rubin Gallery di via Bonvesin de la Riva il 10 maggio e  con una conferenza del curatore presso Wow Spazio Fumetto in viale Campania il 13 maggio.

«Il rimpossessarsi di icone della cultura di massa utilizzandole come display o “tavolozza” del proprio immaginario rappresenta un’operazione artistica tipica del Micropop giapponese, tesa a contrastare l’operazione di azzeramento di fantasia e di diversità che i brand di consumo di massa esercitano – spiega Christian Gancitano, curatore della mostra e dell’intero palinsesto di eventi di Micropop, che per un anno esploreranno le ultime tendenze dell’arte nipponica – Le opere di Tomoko sono un’allegoria dell’epoca della globalizzazione, raccontata con i suoi simboli e i suoi prodotti, in stile “superflat”, la nota corrente postmodernista di Takashi Murakami».

La mostra è un’ennesima concreta espressione della filosofia di MO.OM, che non vuole limitare la propria offerta alle camere, al ristorante e all’area wellness, ma mira a coinvolgere gli ospiti in una dimensione di consapevole fruizione artistica.

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La galleria Rubin presenta la proposta artistica di MO.OM Hotel

La proposta artistica di MO.OM, il design hotel e motel di Olgiate Olona, in provincia di Varese e a pochi chilometri dalle bellezze del Lago Maggiore, sceglie di comunicare i suoi plus attraverso le ultimissime tendenze POP dell’arte contemporanea internazionale. Milano, città trend setter e multi culturale ospiterà preso la Galleria Rubin la presentazione del programma di eventi organizzati dall’hotel in collaborazione con l’associazione culturale Atelier Spazio XPO per promuovere l’arte e la cultura giapponese.

Il prossimo 10 maggio si terrà una serata di preview della prima mostra in calendario: “Kawaiizzazioni” di Tomoko Nagao, una delle più importanti esponenti del panorama artistico giapponese contemporaneo. Ai rappresentanti della stampa e agli amanti dell’arte in genere verrà offerto un assaggio delle opere di Tomoko, che kawaiizza – ovvero, traducendo il termine in italiano, “rende carini” –  brand, opere d’arte e icone pop di fama mondiale. Il tutto accompagnato da cocktails molecolari offerti da MO.OM.

Inoltre verranno annunciati i successivi appuntamenti dedicati al Sol Levante, che accompagneranno gli ospiti e i frequentatori del MO.OM Hotel fino a maggio del 2013. Se le opere di Tomoko arricchiranno gli ambienti della MO.OM Gallery dall’11 maggio a novembre del 2012, toccherà poi agli scatti di Inbe Kawori, che fotografa il moderno volto della società giapponese, con tutte le sue ricchezze e contraddizioni.

Dalla metà di marzo alla fine di maggio del 2013 sarà invece la volta della mostra “Nipposuggestionàti”, una collettiva di arte pop surrealista influenzata da Manga, anime e culture pop giapponesi.

«Dal momento che l’interesse per la cultura pop giapponese è cresciuto in tutto il mondo, MO.OM Hotel ha deciso di organizzare questo calendario di eventi per affermare la propria attenzione e cura per le novità e i trend contemporanei – sottolineano dalla direzione dell’albergo – La nostra offerta va oltre le camere di design, il ristorante e l’area wellness, per appagare anche le esigenze culturali ed estetiche degli ospiti».

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Il MO.OM Hotel porta in Italia la cultura giapponese

Profumo d’Oriente al MO.OM. Il design hotel e motel di Olgiate Olona, in provincia di Varese, a due passi da città importanti come Busto Arsizio e Legnano, ma anche dalle bellezze del Parco del Ticino, si prepara a ospitare presso la propria galleria d’arte interna una serie di eventi dedicati al Giappone e alla cultura nipponica in tutte le sue espressioni.

Si andrà dalla riproposizioni di appuntamenti tradizionali nel Paese del Sol Levante come la cerimonia del tè a esposizioni delle opere degli artisti giapponesi più conosciuti in ambito internazionale. «In questo periodo stiamo assistendo a una vera e propria riscoperta dell’Asia e del suo millenario patrimonio di cultura e tradizioni – spiegano dalla direzione del MO.OM – E il nostro hotel, nato con l’ambizione di proporsi come polo artistico-culturale di livello per il territorio dell’Altomilanese, non può certo ignorare una tendenza così importante».

Per questo l’organizzazione dell’intero programma volto a presentare la cultura giapponese agli ospiti e ai visitatori dell’hotel progettato dal designer Beppe Riboli è stata affidata a Christian Gancitano, esperto della realtà nipponica e art director.

«L’idea è quella di partire con una prima mostra nella seconda metà di aprile – sottolinea Gancitano – La presenteremo a Milano, perché il pubblico a cui si rivolge l’offerta di MO.OM comprende ovviamente anche abitanti frequentatori del capoluogo lombardo, e poi naturalmente l’esposizione proseguirà negli spazi della MO.OM Gallery».

Tra gli artisti che esporranno nella cornice del design hotel c’è Tomoko Nagao, un nome importante nel panorama artistico giapponese. «Il suo stile è basato sulle Kawaiizzazioni, termine traducibile in italiano con “rendere carino, amorevole” – continua Gancitano – Tomoko kawaiizza brand, opere d’arte e icone pop di fama mondiale. Tutte rilette in chiave nipponica».

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“Imagine – Arte come Energia”23 – 27 FEBBRAIO 2012 FONDAZIONE AEM – CASA DELL’ENERGIA MILANO

“Imagine – Arte come Energia”
imagine immagina a new art nature future ecology… immagina un futuro migliore

2012: ANNO INTERNAZIONALE DELL’ENERGIA SOSTENIBILE

23 – 27 FEBBRAIO 2012
FONDAZIONE AEM  – CASA DELL’ENERGIA
MILANO

FONDAZIONE AEM – PIAZZA PO, 3 – MILANO
“imagine / immagina”: Dal 23 al 27 Febbraio 2012
Inaugurazione 23 Febbraio 2012 ore 18.00
Orario mostra: 15-19 (chiusura: lunedì 27 febbraio 2012, ore 12)

In occasione del 2012, Anno Internazionale del’Energia sostenibile, il mensile “Italia Arte” e l’Associazione Culturale Galleria Folco, con il Patrocinio delle più importanti Istituzioni pubbliche e private, presentano un progetto culturale ed espositivo interamente dedicato all’Arte intesa come Energia creativa, ma anche all’Arte declinata con una particolare attenzione all’Ambiente, che vedrà la partecipazione di numerosi artisti contemporanei. L’obiettivo è quello di creare un percorso attraverso i cambiamenti e le correnti artistiche che oggi caratterizzano il panorama artistico nazionale e internazionale. Il progetto prevede una mostra itinerante in diverse sedi nazionali e internazionali, con un alternarsi di artisti ed opere, da sviluppare in collaborazione con primarie associazioni culturali italiane ed estere, gallerie e fondazioni. Prima sede della mostra sarà la prestigiosa Fondazione AEM - Casa dell’Energia di Milano, dove sarà ospitata l’anteprima internazionale dell’esposizione, dal 23 al 27 Febbraio 2012, curata da “Italia Arte”, con il Patrocinio di Galleria Cassiopea di Roma, 33Contemporary Gallery di Chicago, Zhou Brothers Foundation Art Center, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, Galerie Brehova di Praga e di altre importanti realtà culturali. Altri Patrocini prestigiosi saranno quelli di Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma, Geodis Wilson, Premio Excellence, Consorzio Villa Gualino, Accademia di Belle Arti di Roma, Italia Arte International Web Tv e altri. Il tema sarà quello dell’Arte intesa come energia creativa, sociale e aggregativa, culturale ed espressiva, luogo di incontro di idee e sperimentazioni sui temi più scottanti e attuali della società contemporanea, ma anche inteso come arte ‘sostenibile’, vale a dire opere realizzate con materiali di riciclo, create con oggetti quotidiani destinati a diventare rifiuti urbani e trasformati in ‘bellezza’, installazioni luminose a basso consumo, eccetera. Il tema dell’Energia sostenibile diventa quindi patrimonio della cultura internazionale e, di conseguenza, anche del linguaggio artistico di oggi, su cui gli artisti saranno chiamati a confrontarsi.

Per Informazioni:
ITALIA ARTE
C.so Cairoli, 4 – 10123 Torino – Tel. / Fax: 011.8129776
Guido Folco – Tel. 011.8129776-334.3135903 – Elisa Bergamino – Tel. 347.5429535
Ufficio Traduzioni, Interpretariato, Rapporti con l’Estero: Emma Gozzano
email: [email protected] – www.italiaarte.it

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TORINO “I CONTEMPORANEI” FACOLTÀ DI ARCHITETTURA POLITECNICO DI TORINO

ITALIA ARTE E ASSOCIAZIONE CULTURALE
GALLERIA FOLCO

PRESENTANO LA MOSTRA

“I CONTEMPORANEI”

FACOLTÀ DI ARCHITETTURA
POLITECNICO DI TORINO

13 – 18 FEBBRAIO 2012
INAUGURAZIONE: Lunedì 13 Febbraio dalle ore 17

“Italia Arte” e l’Associazione Culturale Galleria Folco cureranno la mostra “I Contemporanei”, che sarà ospitata dal 13 al 18 Febbraio 2012 nella prestigiosa sede della Facoltà di Architettura e monumento storico del capoluogo piemontese. Per la prima volta questo spazio di eccezionale valore storico-artistico sarà messo a disposizione di enti privati, la casa editrice e società di organizzazione di mostre internazionali “Italia Arte” e l’Associazione Culturale Galleria Folco di Torino, riconosciuti ottimi e unici interlocutori per un evento di tale importanza ospitato dalla sede della Facoltà.

“I Contemporanei” è una mostra internazionale di arti visive contemporanee organizzata dall’Associazione Culturale Galleria Folco in collaborazione con il mensile “Italia Arte – Il meglio della cultura e del Made in Italy” e con selezionate Associazioni Culturali e Gallerie d’arte italiane e straniere. La rivista “Italia Arte” è distribuita in Italia e all’estero presso Musei, Fondazioni, Gallerie, Accademie, Università, Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura nel mondo, Enti pubblici e privati, Aziende pubbliche e private, Istituzioni politiche e artistiche nazionali e internazionali, Fiere di settore nazionali e internazionali.

La mostra gode del Patrocinio di primari enti pubblici e privati, tra cui Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino, Regione Lazio, Provincia e Comune di Roma, Galleria Cassiopea di Roma, Accademia delle Belle Arti di Roma, Galleria Brehova di Praga, 33Contemporary Gallery e Zhou Brothers Art Center Foundation di Chicago, Italia Arte International Web Tv.
La mostra si terrà da LUNEDI’ 13 FEBBRAIO 2012 (CHIUSURA SABATO 18 FEBBRAIO ORE 13). L’inaugurazione si terrà LUNEDI’ 13 FEBBRAIO 2012 DALLE ORE 17. Orario mostra: 10.30-12.30 / 15.00-18.30.

Castello Reale del Valentino
FACOLTÀ DI ARCHITETTURA
POLITECNICO DI TORINO
Viale Pier Mattioli 36
Torino
Per Informazioni:
ITALIA ARTE – COMUNICAZIONE INTEGRATA
C.so Cairoli, 4 – 10123 Torino – Tel. / Fax: 011.8129776
Guido Folco – Tel. 011.8129776 – 334.3135903 Elisa Bergamino – Tel. 347.5429535
Ufficio Traduzioni, Interpretariato, Rapporti con l’Estero: Emma Gozzano
email: [email protected] – www.italiaarte.it

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Milano in mostra

Milano si prepara all’inverno organizzando in diverse location cittadine eventi culturali, musicali ed artistici. Ancora una volta le mostre d’arte saranno protagoniste in città con esposizioni dedicate ad artisti del passato e del presente, mostre di fotografia, arte contemporanea, pittura, scultura e nuove tecnologie.

Un sito dedicato alle mostre che si svolgono in Milano risulta quindi utile e necessario per districarsi nel dedalo di proposte che il calendario delle gallerie d’arte e dei musei del capoluogo lombardo propongono a chi desidera trascorrere qualche ora circondato dall’arte: gli eventi sono inoltre suddivisi per zona per facilitare ulteriorimente la scelta e la ricerca.

Il sito mostremilano.org evidenzia inoltre, nella sezione dedicata alle notizie, eventi anche di altro genere, che spaziano dalla musica, alle fiere, alle stagioni teatrali così da soddisfare le diverse esigenze degli utenti.

La redazione del sito è aperta alla ricezione di comunicati stampa che possono essere inviati tramite il sito stesso così che possano poi essere pubblicati e divulgati come si conviene.

Alcune pagine raccontano curiosità sulla città di Milano e qualche notizia sui suoi luoghi più interessanti da visitare così da poter intervallare la visita alle gallerie d’arte con una bella passeggiata fra i palazzi ed i monumenti della città.

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TOMMASO FRANCHI: LETTINI.

In mostra da Embrice (Roma, Via delle Sette Chiese, 78, Tel. 06.64521396, www.embrice.com), dal 26 maggio all’11 giugno 2011, Lettini, a cura di Paolo Balmas, la produzione seriale di Tommaso Franchi di piccoli oggetti inquietanti, appunto dei lettini. Realizzati in maniera spiritosa, intelligente, bizzarra, con spilli, fiammiferi e altre cose, insomma in maniera divertita. Oggetti caratterizzati da una curiosa fattura con certe sapienze e con certe volute trascuratezze, che fanno vedere un mestiere consumato, malgrado un’esperienza artistica creativa in senso proprio relativamente di giovane età.

Cinquanta sculture minime, dei lettini. Talvolta vuoti, talvolta occupati. Abitati da un’umanità allo stato larvale, esistenze in divenire. Bachi, bozzoli sistemati e protetti in una specie di loro grande dormitorio, a vivere delle avventure, dei movimenti, delle libertà possibili. Ciascuno con un’identità che si evolve in direzioni diverse; per ciascuno è progettata una sua storia particolare, un canovaccio: ce ne sono con più futuro e con meno futuro, di più e meno felici. Una descrizione tassonomica, gerarchizzata, anzi, a gerarchia zero, ché mette tutti nella stessa posizione orizzontale, e che finisce però sempre per riaccostarsi a temi delle nostre principali interrogazioni. Una strana situazione che ripropone il tema dell’immobilità e ci induce a chiederci se a un certo punto fra gli istinti umani non ci sia anche quello di non evolversi, un modo di non accettare la nostra fragilità, di non accettare che le cose cambino bloccando tutto formalmente. Un po’ il principio dell’arte, cioè far vivere in eterno un’immagine, una cosa che non vorremmo che cambiasse, o al contrario, la paura dell’arte, intesa come un mutamento possibile, come creazione, per cui ogni opera invita a crearne un’altra e a mantenere quell’atteggiamento di trasmissione, di desiderio che genera desiderio. Interrogativi inquietanti di carattere un metafisico, cui, Tommaso Franchi – pur negandoli, e assumendo piuttosto un atteggiamento quasi da scienziato – non può impedire di tornare a galla.

Tommaso Franchi è nato a Roma nel 1966, con una laurea in fisica e studi d’arte in Italia e Francia, ha una storia personale che lo porta a fare mestieri anche distanti dal campo artistico. Ha partecipato finora a due collettive a Venezia e a Roma. Una produzione artistica pregressa con uno sperimentalismo didattico, lo ha spinto sulle strade di alcune delle esperienza artistiche già consolidate nella storia dell’arte contemporanea.

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DEDICATA AL PITTORE FRED PITTINO UNA SALA DEL MUSEO DI DOGNA

E’ dedicata a Fred Pittino una sala del Museo del Territorio di Dogna (Udine), che inaugurerà Sabato 26 Marzo 2011.

Il pittore Pittino (Dogna 1906, Udine 1991), tra i protagonisti indiscussi del ‘900 artistico friulano, proprio qui ha avuto i suoi natali.

Le opere esposte sono rappresentative di tecniche che l’artista ha saputo utilizzare in oltre 60 anni di carriera, esaltandone le caratteristiche espressive e tecniche.

L’esposizione vuole, infatti, dare una visione completa della vita artistica del pittore che incomincia a dipingere nel 1925, inizialmente dedicandosi alla pittura ad olio, tecnica che sarà sempre presente nella sua produzione.
E’ proprio a questa tecnica viene dedicata la prima parte della mostra, attraverso dieci opere ad olio, che rappresentano differenti epoche e periodi e in cui vengono messi in mostra i temi cari a Pittino, dalle nature morte alle figure, dai paesaggi fino alle “allegorie”, temi presi a pretesto per sviluppare il suo linguaggio pittorico del momento.

Il percorso espositivo continua ripercorrendo l’intensa attività nel campo delle opere parietali, soprattutto di arte sacra, cui il pittore si dedicò dal 1940.
Tornato definitivamente a Udine – dopo un decennio trascorso a Milano a contatto dei maestri del Novecento e dei giovani che agivano nell’ambito di Brera e della Galleria del Milione – l’artista ricevette importanti incarichi per l’esecuzione di affreschi e mosaici.

E’ dedicata a queste tecniche la seconda parte della mostra, in cui vengono esposti opere quali un cartone del particolare di un angelo del mosaico dell’abside del Tempio di Cargnacco (Ud),una copia di un particolare del mosaico dell’abside della Chiesa di Santa Maria della Misericordia dell’Ospedale civile di Udine ed in fine due prove di affresco preparatorie al ciclo musivo realizzato nella chiesa di Flambro (Ud). 

A rappresentazione della produzione grafica di Pittino vengono presentate cinque opere su carta.
Il percorso inizia con un paesaggio a tecnica mista (raramente l’artista usa il disegno anche se colorato  come tecnica fine a se stessa ma più frequentemente come preparatoria ad altre tecniche pittoriche), per poi passare a quattro incisioni, tecnica che approfondisce dagli inizi degli anni settanta e  a cui si dedica poi con passione. Qui sono rappresentate le quattro tecniche, serigrafia, litografia, acquaforte acquatinta e linoleografia, da lui utilizzate sfruttandone le diverse caratteristiche espressive per portare avanti il suo linguaggio come temi ma soprattutto come atmosfere.

Oltre alle opere che caratterizzano questa sezione e che rappresentano più di 60 anni della storia della pittura in Friuli, nell’ultima parte dell’esposizione è stato reso omaggio anche alla sua esperienza di educatore, offerta sia aprendo il suo studio a tanti giovani allievi e curando la direzione artistica della Scuola Mosaicisti di Spilimbergo – scuola ormai nota in tutto il mondo, sia collaborando con il Circolo Artistico e con il C.F.A.P..

L’inaugurazione del Museo del Territorio di Dogna
avrà luogo Sabato 26 Marzo 2011,
alle ore 10.30.

Museo del Territorio
Vicolo del Museo, 2
33010 Dogna (Udine)

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Arte: cibo per la mente e per l’anima.

Arte: cibo per la mente e per l’anima. In una nazione riconosciuta a livello mondiale come culla dell’arte sono centinaia la mostre allestite in ogni periodo dell’anno nelle location più disparate in giro per l’Italia. Il sito www.italiamostre.org si prefigge di dare un panorama il più completo possibile sulle esposizioni inerenti le più disparate forme d’arte. Dall’arte contemporanea, alla fotografia, dalle installazioni site specific, ai video, fino alle mostre dedicate ad artisti del passato più o meno recente, ed in più le mostre tematiche che nascono in concomitanza a ricorrenze laiche o religiose, le nuove acquisizioni dei musei, le opere d’arte concesse “in prestito” da istituzioni museali straniere ed esposte in Italia.

Come potrete verificare ci sono mostre che possono destare l’interesse di ognuno, dalle mostre interattive adatte anche ad un pubblico giovanissimo a quelle che potremmo definire “di nicchia” presso piccole e grandi gallerie d’arte.

Le informazioni sono complete: indirizzi, recapiti telefonici, eventuale costo d’ingresso e date di apertura, nonché cenni inerenti la tipologia dell’evento o l’artista in mostra.

Completano il sito approfondimenti sulle mostre di maggior richiamo, corredati di immagini, ed indirizzi ed informazioni sulle gallerie d’arte aperte su tutto il territorio nazionale, divise per regione e province.

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Scuotto Allestimenti: organizzazione di mostre, convegni e manifestazioni

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  • 28 Settembre 2010

Trovare un’azienda specializzata nell’organizzazione di mostre, convegni e manifestazioni, oggi è davvero una stupidaggine da quando è possibile mettersi in contatto con Scuotto Allestimenti, il quale rappresenta un gruppo operante nel settore degli allestimenti ormai da diversi anni, periodo in cui l’intero staff ha avuto l’opportunità di maturare una certa esperienza, che gli ha consentito di meglio intendere come soddisfare le esigenze della clientela.

Tra i vari servizi messi a disposizione del pubblico, Scuotto Allestimenti si propone come punto di riferimento per i seguenti ambiti: musei, stands, noleggio, congressi, ricevimenti, manifestazioni e cartellonistica. Quanto appena elencato equivale ai principali settori in cui i collaboratori Scuotto Allestimenti operano, tuttavia, l’attività spazia in molte altre direzioni.

Il personale responsabile di questa azienda mira a realizzare allestimenti volta per volta sempre più elaborati, allestimenti che devono necessariamente possedere caratteristiche che li rendono unici nel loro genere. Per saperne di più sulle molteplici soluzioni pensate e proposte da Scuotto Allestimenti, non esitare a contattare immediatamente il suo staff, il quale sarà lieto di fornirti tutti i dettagli che cerchi. In alternativa ti consigliamo di prendere subito visione del sito web, dove sono contenute le informazioni principali che contraddistinguono l’operato di questo team.

Link al sito: www.scuotto.it

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Il ritorno alla manualità nell’arte contemporanea

C’è ancora spazio nell’arte contemporanea e nel mondo del digitale per la manualità? Gli artisti devono tornare ad essere degli artigiani, o devono continuare a seguire la scia del minimalismo e del concettualismo?

Con l’arte concettuale, l’arte povera e il minimalismo, l’artista ha cessato di essere un homo faber, un artigiano dalla straordinaria manualità, e ha smesso anche di sporcarsi le mani, immergendole, graffiandole, rovinandole con la materia e con i colori. Ma questo non significa che non sia possibile un’inversione di tendenza, anzi: ci sono dei segnali che indicano un ritorno dell’artista alla manualità, alla produzione artigianale delle proprie opere, un ritorno insomma alle botteghe di un tempo, nelle quali i più grandi artisti del Rinascimento e di altre epoche storiche lavoravano circondati dai propri arnesi, da collaboratori e da apprendisti che desideravano apprendere la tecnica del maestro. Un ritorno agli arnesi e al lavoro manuale, nell’epoca in cui viviamo, non significa però riprendere in mano solo scalpello e pennello, significa anche riuscire a sfruttare al meglio le nuove attrezzature utensili, frutto delle più recenti innovazioni tecnologiche, che pur non essendo stati studiati appositamente per creare opere artistiche, possono comunque entrare in questo mondo, mettendosi al servizio dell’estro e della creatività dei nuovi o dei futuri maestri dell’arte contemporanea.

Il mondo dell’arte e quello della tecnologia hanno già trovato dei terreni d’incontro, come dimostra per esempio la mostra “La nuova manualità nell’era digitale”, tenutasi nella chiesa sconsacrata di San Carpoforo di Milano nel corso del 2009. Un evento nato dalla collaborazione tra due dei più importanti esponenti dei relativi mondi, che solo all’apparenza si muovono su binari paralleli, ossia l’Accademia di Belle Arti di Brera e la Bosch Elettroutensili, che ha messo a disposizione dei laboratori dell’Accademia un’ampia scelta di utensili. Con la coordinazione di Gaetano Grillo, artista e docente presso la stessa Accademia, 25 giovani artisti hanno potuto esporre le proprie opere, create con elettroutensili Bosch, Skil e Dremel, con l’intento dichiarato di dimostrare come sia possibile un ritorno alla manualità utilizzando anche degli elettroutensili di ultima generazione. I giovani artisti che hanno presentato le proprie opere hanno utilizzato, tra l’altro, levigatrici, trapani e pistole a spruzzo, avvalendosi solo di strumenti con tecnologia al litio, per unire all’intento creativo anche la volontà di contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente: gli elettroutensili al litio, infatti, contengono il 70% in meno di metalli pesanti rispetto agli attrezzi alimentati con batterie al nichel cadmio, e producono il 40% di anidride carbonica in meno. Le opere realizzate sono state poi valutate da una giuria presieduta dal direttore dell’Accademia, che ha premiato gli artisti più meritevoli con dei kit completi di elettroutensili, ad incoraggiare questi giovani talentuosi a continuare sulla strada della manualità per esprimere la propria creatività.

Il ritorno alla manualità nell’arte, sembra dirci l’evento, è dunque possibile, anche grazie alle aziende operanti in settori completamente diversi da quello artistico, come quello della vendita elettroutensili, e che permettono all’artista di entrare in una nuova dimensione del fare, per molti versi diversa rispetto a quella degli artisti/artigiani di un tempo, ma con degli innegabili punti di contatto.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – posizionamento motore ricerca

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Biokip Gallery’s “Nothing To Lose” art-show @ Assab One

… il profumo contagioso della libertà, l’odore acido dei fumogeni, la disordinata fretta della trasformazione, l’elegante compostezza del potere, il suono ipnotico dei sogni, il rumore cupo e grezzo dei sampietrini, l’attesa fiduciosa del cambiamento, la fredda puntualità del “nulla è cambiato”, il sapore dolce dell’illusione, quello amaro del disincanto…

L’insoddisfazione, l’ansia ed il malcontento che ci tengono compagnia oggi, figli dell’incertezza come unica certezza, non sono poi così diversi da quelli che hanno portato i giovani di un paio di generazioni fa a “fare il ‘68”.
In fondo, il mondo che si cercava di ri-costruire nel ’68 era basato su ideali e valori così solidi da rasentare l’utopico ma, a piantargli gli occhi dritti negli occhi a quel mondo ora, si fissa una realtà in cui davvero pochi se la cavano.
Gli squali hanno ancora più fame di prima, il numero di pesci piccoli cresce giorno su giorno (come la sfiducia nel sistema); forse forse qualcosa è andato storto, e in più ci si aiuta di meno, ci si conosce di meno, ci si sorride di meno. Insomma, l’attuale situazione sociale sembra un flash-back del ’68: essere è avere, volere il potere, l’infinito finito di un trito dovere.
I giovani del ’68 assomigliano ai giovani d’oggi, invischiati tra nepotismi, spintarelle, raccomandazioni e favoritismi vari, ma decisi e pronti a muoversi per cambiare le cose, che così non va, che così non si può.
Lo scopo della Biokip Gallery è di incanalare questo fermento così energico (senza prediche e sofismi, ma con ironia e complicità) nella retta via, quella scomoda e difficile, ma l’unica coerente e costruttiva.

La nuova esposizione della Biokip Gallery “Nothing To Lose” non vuole essere una vuota critica contro chi “ha fatto il ‘68”, né vuole generalizzare o banalizzare la generazione in questione. La coerenza, l’impegno, la voglia di fare-cambiare, l’energia creativa di certe persone (quelle che davvero “hanno fatto il ’68, protagoniste di rivoluzioni umane e culturali) sono solo da rispettare e da ammirare.
Piuttosto, ”Nothing To Lose” sarà una sorta di déjà vu creativo, un sogno rivelatore, oppure una “post eventum”, ma soprattutto l’invito, a tutti i giovani e non, di prendere solo il meglio del ’68 (che di buono ce n’è stato) per non ricommettere gli errori di ieri, così che oggi si possa sul serio cambiare il domani. In fin dei conti, sarà un inno alla speranza, una speranza ribelle e rumorosa, una speranza che non s’aspetta le cose cambino da sole, ma una speranza che s’ingegna in prima linea per (cercare di) migliorare la società in cui viviamo.

Info e lista artisti su: www.biokip.com/nothingtolose

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“CatARSi” di Claudia Cei prorogata fino al 7 febbraio alla Sala dei Putti di Pietrasanta

Su iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta (LU) prosegue fino al 7 febbraio alla Sala dei Putti del Chiostro di Sant’Agostino, la mostra “CatARSi”, a cura di Alice Barontini, in un allestimento di grande livello con ventidue quadri e sette sculture di Claudia Cei.

Inaugurata il 16 gennaio dall’Assessore Daniele Spina, la mostra raccoglie alcune delle opere più significative del percorso della giovane artista livornese realizzate dal 2005 ad oggi.
La prima parte della Sala dei Putti offre al visitatore quattro dipinti su tela e due su lamiera del periodo delle Forze Perenni, quando il soggetto d’elezione della ricerca di Claudia erano catene arrugginite e schiavetti, gabbie per uccelli e trappole per topi. Soggetti che imprigionano il corpo ma che più propriamente esprimono il disagio dell’anima e il desiderio di rompere questi legami, sottolineato dall’unione di due tele o pannelli di ferro che sono il supporto su cui la pittrice realizza i propri dipinti di grandi dimensioni ad olio ed acrilico.
Due sculture in bronzo indicano l’ingresso della seconda sala: una Minotaura, disinvolta con una tavolozza in mano, e un Minotauro che si copre il volto in atteggiamento quasi imbarazzato.
Entrano così in gioco nuovi vincoli da spezzare con lacci di una Camicia di forza e cinghie di una sedia elettrica (il cui titolo riprende El sueño de la razón produce monstruos della serie di acqueforti Los Caprichos di Goya), una ghigliottina e un corpo di Ermafrodito che con un gesto approssimativamente vezzoso sembra interrogare lo spettatore sul suo essere uomo o donna.
Nel proseguimento del percorso di purificazione catartica ci accompagna il mito del Minotauro e del Labirinto in una rivisitazione del tutto personale a cui l’artista è giunta dopo una lettura, a suo dire “fulminate”, di Los reyes di Julio Cortázar. Estremamente particolare e di carattere il riproporre opere considerate pietre miliari della storia dell’arte come i ritratti dei Duchi di Urbino e dei Coniugi Arnolfini di grandi Maestri come Piero della Francesca e Jan van Eyck: un’operazione audace e più che riuscita, capace di dimostrare il vero talento dell’autrice e che svela l’ARS evidenziato nel titolo della mostra e l’idea di un cammino di conoscenza ed evoluzione spirituale attraverso l’Arte.
Un’arte che sembra veramente aprire verso nuove vie poiché Claudia Cei ci guida verso il fondo della Sala dei Putti come verso l’altare di una cappella su cui è esposto in bella evidenza, anziché un crocifisso, un Autoritratto allo specchio posto su un cavalletto per pittori, ai cui lati sono proposte due opere che, a sorpresa a mio avviso, suggerisco una via d’uscita da un’ipotetica stanza, un interno che persiste, come collocazione generale dei soggetti, in pressoché tutte le opere esposte nella seconda sala.
Minotauri che trascinano i propri crani scarnificati e fuori misura, specchi che svelano volti sfigurati e maschere che non velano la verità interiore di un volto, teste che si aprono per osservare il proprio vuoto interiore; le sculture in gesso e rete metallica danno rilevo al nitore e alla trasparenza delle tele e delle tavole sagomate, ricoperte di uno stucco bianco che lascia intravedere la preparazione del fondo dorato, reminiscenza sacra della tradizione delle icone bizantine.
Claudia Cei sottopone con forza alla nostra attenzione temi dolenti della nostra contemporaneità, un aiuto a pensare attraverso un’immagine della bellezza che guida verso il segreto dell’esistenza e che ingentilisce l’inenarrabile “male oscuro” da cui tutti noi vorremmo liberarci.

Pietrasanta, Chiostro di Sant’Agostino – Sala dei Putti
Orario: 16-19, chiuso il lunedì

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Aperbacco! presenta “Tag&Crew”

Sei stanco del solito aperitivo non creativo?

Sabato 5 dicembre Aperbacco! presenta “Tag&Crew”

break dance su sfondo di graffiti+free drink&stuzzicheria

dalle 18 alle 23 a Villa Franchin, Viale Garibaldi 155, Mestre

I BLACK SHADOW (break dancer vincitori di scalo 76 su Rai 2) balleranno sul fondale creato dagli URBAN CODE, gli ormai celebri writers che hanno inondato il parco Bissuola con i loro Graffiti. Esposizione urban t-shirt by BOBBA DESIGN. Alla consolle dj klez

Sabato 5 dicembre dalle 18 alle 23 a Mestre presso Villa Franchin in Viale Garibaldi 155 prende vita “Tag&Crew”, aperitivo creativo organizzato dallo staff di Aperbacco in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili e Pace del Comune di Venezia

La Villa Franchin

“Tag&Crew” è una valida alternativa al solito aperitivo asettico. Al ritmo della musica mixata da dj klez e accompagnato dall’esposizione di urban t-shirt by BOBBA DESIGN prenderà vita lo spettacolo di break dance interpretato dai BLACK SHADOW – vincitori di scalo 76 su Rai 2- sullo sfondo dei graffiti disegnati per l’occasione dagli URBAN CODE – writers di solito cre-attivi al Parco della Bissuola.

L’inizio dell’evento è previsto per le 18 e sarò insaporito da svariati aperitivi e invitanti stuzzichini.

Alla musica penserà dj klez

“Tag&Crew”

Sabato 5 dicembre

c/o Villa Franchin, Viale Garibaldi 155, Mestre

dalle 18 alle 23

Ingresso libero

Info:

site: www.partyxtutti.com/tag-crew

facebook: http://www.facebook.com/event.php?eid=180991907009&ref=ts

mail: [email protected]

Alice: 349.21 44 219

Marco 347.5896127

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La fan page “La Venaria Reale” su Faceook raggiunge i 1.000 fan in un mese

In meno di un mese dalla sua creazione, la fan page ufficiale de La Venaria Reale ha superato la soglia dei 1.000 fan. Inoltre, le interazioni (commenti, messaggi in bacheca e preferenze) e la qualità dei post sono in crescita costante.
Tali dati sono indice del fatto che i contenuti pubblicati sulla pagina stanno conquistando sempre più la platea di fan, destando il loro interesse e stimolandoli alla partecipazione attiva.
La fan page nasce come vetrina sui Grandi Eventi che la Reggia di Venaria organizzerà ed ospiterà. A tali eventi è dedicata la scheda “Mostre”, che ne offre una panoramica: l’evento centrale è oggi la mostra “Diademi e gioielli reali. Capolavori dell’arte orafa italiana per la Corte Sabauda”.
L’obiettivo principale della pagina è quello di coinvolgere il più possibile i propri fan: solo affiancando elementi partecipativi a contenuti di qualità, infatti, è ipotizzabile ottenere una crescita sostanziale delle adesioni, delle interazioni, dell’interesse generale del “pubblico”.
In quest’ottica, sono stati lanciati due quiz(“Scopri quale pietra preziosa si adatta meglio alla tua personalità!” e “Quanto gemmologo c’è in te”) ed un sondaggio (nella scheda omonima), “Qual è oggi il regalo più ambito da una donna?”. Ma, soprattutto, un contest fotografico, che si concluderà il 24 ottobre p.v. e che sta riscuotendo un apprezzabile successo. Le immagini “vincitrici” verranno pubblicate sull’album ufficiale de La Venaria Reale su Flickr e sul sito ufficiale delle Residenze Reali del Piemonte.
Ottimo successo hanno avuto, in termini di gradimenti e commenti, i video e gli album fotografici sulla Reggia pubblicati: ciò ha ulteriormente spinto le adesioni e le interazioni.
Infine, sono stati contattati gli amministratori di fan page e gruppi su Facebook incentrati sulla Reggia, su Venaria, su altri beni architettonici, richiedendo loro di inoltrare un messaggio di promozione della fan page ai propri fan e membri, in modo da allargare quanto più possibile il bacino di potenziali utenti.

Fan page su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Venaria-Reale-Italy/La-Venaria-Reale/110791226579

Sito ufficiale Residenze Reali del Piemonte: www.residenzerealidelpiemonte.it

Album ufficiale de La Venaria Reale su Flickr: http://www.flickr.com/photos/la_venaria_reale/

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Nuova fan page ufficiale “La Venaria Reale” su Facebook

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  • 29 Settembre 2009

E’ nata la nuova fan page ufficiale della Venaria, pensata e strutturata per divenire una sorta di vetrina sui Grandi Eventi che la Reggia organizzerà ed ospiterà.

A tali eventi è dedicata la scheda “Mostre”, la sezione più importante della pagina. Essa offre una panoramica degli eventi in corso: in questi giorni le luci della ribalta sono dedicate alla mostra “Diademi e gioielli reali. Capolavori dell’arte orafa italiana per la Corte Sabauda”.
Nella sezione sono presenti una breve presentazione, un box per inoltrare l’invito agli amici, l’elenco di link agli altri social network che compongono l’ecosistema
digitale La Venaria, la possibilità di scaricare la brochure della mostra.

Ma gli elementi centrali della scheda sono quelli che favoriscono il coinvolgimento e la partecipazione degli utenti: i quiz “Scopri quale pietra preziosa si adatta meglio alla tua personalità!” e “Quanto gemmologo c’è in te”. I quiz hanno l’obiettivo di garantire l’interesse degli utenti e di “movimentare” la fan page.

Con lo stesso scopo è stato realizzato il sondaggio (nella scheda omonima) “Qual è oggi il regalo più ambito da una donna?”, altro importante elemento di interattività.

In “Bacheca” sono stati inseriti una serie di aneddoti e curiosità relativi
ai gioielli, mentre nelle “Foto”, sono stati caricati 2 album di immagini (in parte relative ai capolavori esposti,, in parte fotografie di diamanti celebri.

Attorno alla fan page è stata costruita una vera e propria campagna di promozione su Facebook: in particolare, abbiamo coinvolto altri gruppi e fan page incentrati sulla Venaria, sui gioielli, su beni artistici ed architettonici.

La pagina verrà costantemente arricchita di novità e proposte, che avranno l’obiettivo di coinvolgere ed accrescere ulteriormente gli utenti.

Fan page su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Venaria-Reale-Italy/La-Venaria-Reale/110791226579

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Eventi dell’estate veneziana

Sono sempre di più i turisti italiani e stranieri che scelgono Venezia come meta per le loro vacanze. Ecco una breve guida dei maggiori eventi che si terranno in Laguna durante l’estate.

Gli eventi, i concerti e le mostre sono davvero numerosissimi. Prima fra tutti non possiamo non nominare la Biennale d’Arte. Giunta ormai alla 53. edizione, è sempre però l’evento più atteso da tutti gli appassionati d’arte moderna e contemporanea. Il titolo quest’anno è “Fare Mondi” e si riferisce all’atto del creare dell’artista secondo la propria ‘weltanschauung’: l’opera d’arte è la concretizzazione della ‘visione del mondo’ di chi la realizza. Moltissimi sono gli artisti italiani ed internazionali che espongono le loro opere in questa meravigliosa cornice e tutti i turisti che sceglieranno di prenotare un albergo Venezia centro avranno la possibilità di godere di queste kermesse.

Altre mostre in programma, sempre molto interessanti, sono quella dei capolavori futuristi al museo Peggy Guggenheim, che racchiude capolavori di tutti i maggior artisti futuristi,ossia Balla, Boccioni, Carrà, Russolo e Severini, insieme a quelli di altri artisti legati al movimento, nell’anno dell’anniversario della pubblicazione del Manifesto del Futurismo di Marinetti. Sempre al museo Guggenheim possiamo ammirare la mostra di Robert Rauschenberg, con una selezione di circa 40 sculture provenienti da istituzioni e collezioni private. Negli anni ’80 Rauschemberg ha concentrato il proprio interesse artistico sull’esplorazione delle proprietà visive del metallo. Assemblando oggetti vari, soprattutto materiali di scarto raccolti nelle stazioni di benzina, pezzi di automobili abbandonate, e altri rifiuti industriali deleteri per l’ambiente, l’artista texano ha creato crea altorilievi e sculture che ricordano i suoi primi Combines, da cui nasce così la serie di Gluts, qui in mostra.

Organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla Vervoordt Foundation, In-finitum, prevista a Venezia, Palazzo Fortuny dal 6 giugno al 15 novembre 2009, esplora la categoria dell’Infinito nelle sue diverse accezioni, dal non-finito all’illimitato, con un approccio multidisciplinare in cui arte, scienza e filosofia di ere e civiltà diverse si incontrano e si confrontano.

Oltre alla Biennale ci sono però anche molti altri appuntamenti da non perdere, come il grande concerto in Piazza San Marco di Leonard Cohen il 3 Agosto, l’unica data italiana di questo evento imperdibile, in cui il famoso poeta, scrittore e cantautore canadese presenterà i brani che l’hanno reso famoso durante la sua carriera quarantennale.
Un artista dalla classe inimitabile che incanterà il pubblico riproponendo i brani più famosi della sua ultra quarantennale carriera, nel corso della quale ha venduto oltre 21 milioni di dischi in tutto il mondo, un’occasione da non perdere per chi sceglierà di dormire a Venezia.

Da segnalare anche i concerti nella casa di Goldoni, col titolo “Serenata Italiana”, le domeniche di luglio, con la musica delle due compositrici veneziane Barbara Strozzi e Anna Bon. E da non perdere sicuramente ci sono i venerdì del Conservatorio, a Palazzo Pisani, con L’Ensamble Klavierimba del Conservatorio di musica Benedetto Marcello di Venezia.

Durante tutta l’estate inoltre si terrà il mercatino dell’antiquariato nella pescheria del ponte di Rialto, ogni seconda domenica e lunedì del mese. Non si può dimenticare poi una delle tradizioni più antiche e suggestive di Venezia, la festa del Redentore il 18 e 19 luglio. Una delle feste più tradizionali che risale all’anno 1576, epoca in cui, a causa di una terribile pestilenza che infieriva sulla città, il Senato della Repubblica fece voto di innalzare un tempio in onore di Cristo Redentore nell’isola della Giudecca. A tale tempio sono legati i famosi architetti Andrea Palladio e Antonio Da Ponte, appuntamento irrinunciabile durante le vostre vacanze Venezia.
Nella serata del terzo sabato di luglio centinaia di imbarcazioni, ornate di fronde e palloncini multicolori, si radunano nel Canale della Giudecca e nel Bacino di S. Marco. Dalle rive illuminate e sui balconi si assiepa una grande folla per assistere a questa festa che trionfa con un grande spettacolo. Poi le barche, fra canti e suoni, si irradiano per i canali della città per ricongiungersi verso l’alba al Lido ad attendere il levar del sole.
La giornata di Domenica è dedicata al pellegrinaggio alla Chiese del Redentore, attraversando il ponte di barche.

A cura di Martina Meneghetti
Prima Posizione Srl – Reputazione Online

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Roma: La mente di Leonardo, 1 Maggio – 30 Agosto 2009

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  • 26 Giugno 2009


Presentare l’opera di Leonardo Da Vinci in modo esauriente è sicuramente un’impresa ardua: il suo interesse verso i più diversi campi del sapere, dall’arte alla scienza, che gli è valso l’appellativo di “genio universale”, lo ha portato ad esplorare gli ambiti più disparati, e nonostante molti siano stati gli eventi e le mostre a lui dedicati in tutto il mondo, questi si sono concentrati per lo più su un singolo aspetto della sua attività, approfondendo una parte degli studi effettuati dal genio, ma senza dare un’idea unitaria del suo lavoro.

La mostra “La mente di Leonardo”, che si terrà a Roma, a Palazzo Venezia, tra il primo maggio e il 30 agosto 2009, segna un’inversione di tendenza in questo senso, e si propone di fornire un quadro completo dell’opera di Leonardo. La mostra, infatti, che ha già attirato molti turisti nelle guest house di Roma, non si focalizzerà su un unico ambito di studio (l’arte, la tecnologia, l’anatomia, gli studi d’acqua e sul volo, solo per fare qualche esempio), ma cercherà di affrontare l’opera di Leonardo da una diversa prospettiva: presentando i vari campi di studio cui il grande scienziato e artista si è interessato, la mostra si propone di indagare il modo in cui Leonardo concepiva la conoscenza e il suo metodo di analisi, in modo da portare alla luce come, nel suo metodo di studio, ci fossero delle costanti applicabili a tutti i campi del sapere. Leonardo, infatti, concepiva la conoscenza in modo unitario, nella convinzione che a governare tutte le operazioni della natura e dell’uomo ci fossero le stesse leggi.

Se organizzerete un viaggio a Roma e visiterete la mostra, avrete dunque modo di scoprire come l’intera produzione di Leonardo fosse caratterizzata da metodi di analisi comuni, e potrete vedere con i vostri occhi i risultati dei suoi studi. Negli spazi espositivi di Palazzo Venezia saranno infatti esposti disegni originali e manoscritti, ma anche modelli funzionanti di progetti di Leonardo e postazioni digitali per vedere, seppur in modo virtuale, le sue opere andate perdute. I modelli funzionanti, in particolare, sono stati costruiti con rigore certosino, seguendo pedissequamente i progetti di Leonardo e utilizzando materiali, come il legno, che fossero riconducibili all’epoca in cui visse il genio, e insieme ai disegni, veri e propri pezzi pregiati, ci aprono le porte al mondo e alla mente di Leonardo: tra gli oggetti esposti, da segnalare un disegno e dei frammenti autografi che testimoniano il progetto di un teatro con palcoscenico e scene mobili pensato da Leonardo per la rappresentazione dell’Orfeo di Poliziano a Milano, e altri due disegni che testimoniano l’interesse di Leonardo per le macchine volanti.

La mostra di Roma non tralascia nemmeno l’ambito artistico, cui Leonardo apportò un importante contributo: a Palazzo Venezia saranno infatti esposti alcuni disegni preparatori, due opere pittoriche uscite dalla sua bottega, Leda Spiridon e Leda Borghese (Leonardo interpretò il mito di Leda e il cigno come simbolo della prorompente vitalità della natura, presente in tutte le forme animate), e una tavola realizzata da un anonimo artista fiorentino, che trasse ispirazione dagli studi di Leonardo per una Madonna col Bambino e San Giovannino.

Affrettatevi a prenotare hotel 5 stelle a Roma (la città è sempre affollata in estate) e non perdetevi la mostra “La mente di Leonardo”.

Biglietti: 9 euro, ridotti 7 euro
Date: 1 Maggio – 30 Agosto
Dove: Palazzo Venezia, Roma, Italia
Articolo a cura di Trenet Srl – web design grafico

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