Domenica 2 ottobre c’è stato il primo turno delle elezioni Generali in Brasile. La battaglia tra Lula e Bolsonaro andrà ancora avanti per un turno e l’ex presidente è in vantaggio per 48% a 43%. A incidere in modo forte sull’esito elettorale sarà anche il programma che i due candidati portano avanti riguardo all’economia brasiliana.
Lula, Bolsonaro e l’andamento dell’economia
Tuttavia, il grosso vantaggio dell’ex presidente nella corsa elettorale si è ridotto progressivamente, di pari passo con il miglioramento dell’economia brasiliana, che sta beneficiando anche della riduzione delle pressioni inflazionistiche. Non si può escludere che Bolsonaro riesca a piazzare il colpo di coda per ribaltare un esito che sembra. Le sorprese sono sempre possibili.
La scelta del ministro dell’economia
I due candidati hanno avuto un approccio diverso riguardo all’indicazione del prossimo ministro dell’economia. Bolsonaro già da tempo ha confermato Paolo Guedes, Lula ha invece lasciato questo nome avvolto nell’incertezza, annunciando tuttavia la sua preferenza per un ministro non tecnico.
Chiunque sarà, si troverà di fronte ad un’economia che ha bisogno di forti interventi, perché anche se il momentum è migliore rispetto a qualche mese fa, la situazione resta complessa.
Lo stato di salute dell’economia brasiliana
Il bilancio pubblico dello Stato brasiliano è gravato da una serie di costi molto rigidi, perché vengono imposti dalla Costituzione. Inoltre anche i vincoli sulla destinazione delle Entrate fiscali limita la possibilità di azione sulla voci spese. Il 90% delle entrate è praticamente vincolato. Il margine di manovra del ministro dell’economia è ridotto, a meno che non si voglia fare breakout dal budget di spesa e rialimentare il debito. Per questo serviranno tempo e pazienza per mantenere ogni promessa elettorale.
Il problema di Bolsonaro
Quello che pesa sulla rielezione di Bolsonaro è il contesto degli ultimi anni. I cittadini brasiliani ricordano il periodo florido sotto il mandato Lula, un periodo di grande prosperità. Invece Bolsonaro è stato presidente in tempi estremamente difficili. L’eredità che lascerà però comprende diverse riforme importanti, come quella delle pensioni e la ristrutturazione del debito.
In ogni caso, fino al ballottaggio in programma alla fine di ottobre, ci sarà un clima di incertezza e di volatilità. Tuttavia il miglioramento delle prospettive fiscali dell’inflazione e dell’economia potrebbe essere un traino per i primi mesi sotto la guida del nuovo presidente.
Mai come stavolta lo scontro politico mette di fronte due view contrapposte. Da un lato i partiti sovranisti anti-euro, dall’altro il mantenimento dello status quo e le basi per fare ripartire l’economia del Vecchio Continente. Le scelte degli elettori avranno ripercussioni sull’economia mondiale del 2019 e dei prossimi anni. Gli investitori internazionali lo sanno, e siccome ci troviamo all’interno di una fase con molta liquidità che aspetta solo di essere sfruttata, l’appuntamento è ghiotto. Da tempo i gestori stanno studiando i
La vittoria di Bolsonaro segna un passaggio storico per il Brasile, visto che gli ultimi 4 governi erano stati tutti del Pt. Ha incassato le congratulazioni da Trump, con l’impegno che la Casa Bianca lavorerà fianco a fianco per migliorare le vite di americani e brasiliani. Inoltre il successo della destra in Brasile si muove lungo il solco già tracciato dai successi del centrodestra in Argentina, Cile, Perù e Colombia. Bolsonaro, personaggio eccentrico che in passato aveva scatenato polemiche con dichiarazioni a favore della dittatura militare e la tortura e contro le donne e le minoranze razziali, ha cavalcato il crescente malessere della società brasiliana, alimentata dalla crisi economica iniziata nel secondo governo di Dilma Rousseff.