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Test d’ingresso a Economia “Tor Vergata”: boom d’iscrizioni

13 settembre 2010 Test per le Triennali e dal 20 settembre 2010 Test per le Magistrali

1700 gli iscritti confermati al Test d’ingresso ai Corsi di Laurea Triennale

Il 13 settembre prossimo, alle ore 15.30, presso l’edificio Didattica della Facoltà di Economia dell’Università “Tor Vergata” di Roma(Via Columbia, 2, Aula Magna e aule collegate) si terrà il Test d’ingresso per l’iscrizione al primo anno dei Corsi di Laurea Triennale. Ad esso parteciperanno i candidati che hanno presentato domanda di partecipazione al concorso nel periodo 16 luglio-2 settembre 2010.

La partecipazione al test è obbligatoria per coloro che intendano immatricolarsi al primo anno dei Corsi di Laurea della Facoltà di Economia “Tor Vergata”. In base ai risultati del test sarà formata una graduatoria che permetterà di accedere ai singoli corsi fino al raggiungimento del numero dei posti disponibili.

La graduatoria della prova sarà pubblicata, entro il 20 settembre 2010, sul sito internet d’Ateneo e di Facoltà e sarà inoltre affissa nella bacheca della Segreteria Studenti. Il termine ultimo per le immatricolazioni è il 1 ottobre.

Dal punto di vista numerico si è registrato un vero boom di iscrizioni alla prova di selezione: 1700 candidati avranno la possibilità di frequentare uno dei cinque Corsi di Laurea Triennale se supereranno il test del 13 settembre. I Corsi con i relativi posti disponibili sono:

Economia e Management (CLEM): posti 400

Economia Mercati ed Intermediari Finanziari (CLEMIF): posti 300
Economia Europea (CLEE): posti 200
Economia Professione e Lavoro(CLEP): posti 150
Economia della Cultura, dei Media e del Turismo (CLECMT): posti 150

A partire dal 20 settembre prossimo avranno luogo anche i test d’ingresso ai Corsi di Laurea Magistrale, ripartiti su più date che verranno stabilite nei prossimi giorni.

Anche in questo caso il superamento del test è requisito obbligatorio per poter frequentare uno dei tre Corsi di Laurea Magistrale in lingua italiana della Facoltà.

La graduatoria della prova sarà pubblicata a partire dal giorno 29 settembre 2010 sul sito internet d’Ateneo e di Facoltà e sarà inoltre affissa nella bacheca della Segreteria.

I Corsi di Laurea Magistrale in lingua italiana con i relativi posti disponibili sono:

Economia e Management: posti 300
Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari: posti 150
Scienze Economiche e Sociali: posti 100

Accanto ai Corsi di Laurea in lingua italiana, la Facoltà di Economia dell’Università di Roma “Tor Vergata” è una delle poche in Italia ad offrire alcuni Corsi Magistrali in lingua inglese, denominati Masters of Science. Diversamente dai Corsi in lingua italiana i Corsi di Laurea Magistrale in lingua inglese sono ad accesso libero, seppur con verifica del possesso dei requisiti curriculari; per iscriversi ad essi è necessario compilare l’application form presente sul sito www.economia.uniroma2.it/graduate_courses/.

Per l’Anno Accademico 2010/2011 questo è l’elenco dei Masters of Science:

Business Administration
Economics
European Economy and Business Law


La Facoltà di Economia di Roma “Tor Vergata” e i suoi Corsi

L’Ateneo di Roma Tor Vergata è nato agli inizi degli anni ‘80 ed è stato concepito fin da subito sulla base dei tratti caratteristici dei Campus universitari anglosassoni. La Facoltà di Economia ha circa 4.500 iscritti e si distingue per una particolare attenzione alla qualità della didattica unita a una decisa vocazione internazionale, che le hanno assicurato un’assidua presenza ai primi posti del rapporto Censis-La Repubblica che valuta i migliori atenei italiani: da quando esiste questa importante indagine, la Facoltà ha sempre occupato le prime quattro posizioni e anche nel 2010 ha potuto fregiarsi del prestigioso rating simboleggiato dalle tre “A” che contraddistinguono quelle istituzioni che hanno costantemente occupato i primi posti nel corso degli anni.

La Facoltà recentemente ha anche ottenuto il primo posto tra le Università pubbliche italiane nella prestigiosa classifica Repec, la più ampia collezione al mondo di articoli accademici sull’economia e sulle discipline correlate, che collega informazioni sui lavori, pubblicati e non, di migliaia di economisti.

L’offerta formativa è molto ampia e diversificata. Ecco nel dettaglio i Corsi di Laurea Triennale e Magistrale della Facoltà:

Corsi di Laurea Triennale

Economia e Management (Clem)
Il Clem forma laureati in grado di operare nell’ambito dell’economia e della gestione imprenditoriale. Fornisce gli strumenti fondamentali per la conoscenza del sistema economico e dei mercati, per la comprensione dei comportamenti aziendali e la gestione dei processi generati dalle innovazioni tecnologiche e dalle loro applicazioni.

Chi si laurea nel Clem acquisisce le competenze appropriate per l’interpretazione e la gestione di contesti competitivi, caratterizzati da rapidi processi di innovazione tecnologica. Può quindi inserirsi come operatore in imprese multinazionali e nelle PMI innovative, come analista di settore, business developer ed esperto in strategia aziendale, consulente d’impresa, technology auditor, manager dei diritti di proprietà intellettuale, esperto in trasferimento tecnologico.

Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari (Clemif)
Il Clemif forma laureati in grado di svolgere la propria attività nell’ambito dei mercati finanziari, della gestione finanziaria delle imprese e dell’intermediazione finanziaria. I laureati Clemif sono in grado di fornire soluzioni concrete ai problemi di natura gestionale, organizzativa, operativa propri delle banche e degli altri intermediari finanziari.

Il laureato Clemif è inserito all’interno delle banche o delle Sim come gestore della clientela, del risparmio, della tesoreria, come trader, analista, esperto di fabbisogni finanziari aziendali, credit officer, promotore finanziario. Chi si laurea nel Clemif può anche essere impiegato nelle aree finanziarie delle imprese e delle società di consulenza, nonché nell’ambito della libera professione che si occupa di problematiche finanziarie.

Economia Europea (Clee)
Il Clee fornisce gli strumenti di base per la conoscenza dell’economia internazionale, dal punto di vista teorico e applicato. I laureati Clee acquisiscono, infatti, tutti le competenze metodologiche e professionali necessarie per operare efficacemente nell’ambito dell’analisi economica, delle politiche economiche (nazionali, europee e internazionali) e dello sviluppo sia negli aspetti macro che in quelli micro e settoriali. Particolare attenzione è dedicata all’analisi dei problemi della concorrenza, del riequilibrio regionale e agli effetti che questi fattori producono sui comportamenti delle imprese e, in generale, degli operatori pubblici e privati.

Grazie alla conoscenza dei sistemi economici e produttivi europei e alla capacità di comprensione dell’impatto delle problematiche europee sul sistema produttivo e finanziario del nostro paese, i laureati Clee operano all’interno delle istituzioni e organizzazioni europee e internazionali. La professionalità fornita da questo Corso di Laurea, infatti, è sempre più richiesta soprattutto all’interno delle imprese e delle istituzioni che devono confrontarsi con il sistema di incentivazione, di sostegno e di regolamentazione posto in essere dall’Unione europea. Il laureato Clee si inserirà efficacemente anche nell’attività delle pubbliche amministrazioni che hanno una esigenza crescente di esperti nella gestione delle interazioni tra sistema europeo e internazionale e sistema nazionale.

Economia, Professione e Lavoro (Clep)
L’obiettivo formativo del Clep è di formare persone in grado di operare nel campo della consulenza professionale sia essa di natura amministrativa, gestionale, finanziaria, tributaria, di auditing, di reporting, nonché nell’ambito delle risorse umane e dei problemi del lavoro. A tal fine fornisce gli strumenti necessari per la conoscenza del sistema economico, del quadro normativo in cui le imprese operano e per l’analisi del sistema di gestione aziendale, fornendo altresì le tecniche e le metodologie utili alla soluzione di problemi gestionali, organizzativi e operativi delle aziende.

Attraverso un’offerta didattica fortemente interdisciplinare, il Clep crea figure professionali in grado di operare nell’area della consulenza aziendale. Ma i laureati Clep trovano la propria naturale collocazione nell’ambito della libera professione, come commercialisti o consulenti del lavoro. Un facile inserimento va rintracciato anche nelle aree gestionali d’azienda, in particolare quella delle risorse umane.

Economia della Cultura, dei Media e del Turismo (CLECMT)
L’obiettivo formativo del Clecmt è quello di creare figure professionali che siano in grado di operare con efficienza nell’ambito della gestione economica delle istituzioni che si occupano di beni e servizi culturali nonché nell’ambito della gestione economica delle aziende che operano nel mondo della comunicazione. Il Clecmt fornisce infatti una padronanza delle tecniche e delle metodologie necessarie all’attività di progettazione, amministrazione, gestione, controllo e valutazione di aziende di comunicazione e di strutture preposte alla comunicazione, nonché di istituzioni finalizzate alla valorizzazione e promozione dei beni culturali.

Il Corso è volto a formare laureati in grado di inserirsi presso enti e organismi, pubblici e privati, a livello nazionale e locale: soprintendenze e musei, agenzie di pubblicità, uffici comunicazione e stampa, reti radiotelevisive, portali internet e tutto ciò che attiene il settore dell’editoria.

Corsi di Laurea Magistrale

Economia e Management
Il Corso intende formare laureati in grado di operare nell’ambito dell’economia e della gestione delle imprese e delle istituzioni: fornisce le competenze metodologiche, conoscitive, gli strumenti, anche quantitative di analisi, e le tecniche fondamentali specifiche per poter operare nel campo delle professioni e della consulenza amministrativa, gestionale, finanziaria, giuridica, di auditing, di reporting, nonché nell’ambito della gestione e dell’organizzazione delle imprese, delle risorse umane e dei processi generati dalle innovazioni tecnologiche e dalle loro applicazioni anche in relazione a contesti competitivi caratterizzati da rapidi processi di cambiamento.

Economia dei Mercati e degli Intermediari Finanziari
Questo Corso è diretto alla formazione di professionisti altamente qualificati a svolgere compiti di analisi, valutazione e progettazione nell’ambito dei mercati finanziari, della gestione finanziaria delle banche e degli intermediari finanziari. Il Corso è rivolto a coloro che intendono approfondire le conoscenze statistico-matematiche necessarie per operare sui mercati finanziari, nonché a coloro che intendono operare all’interno di banche e intermediari finanziari, focalizzandosi sull’aspetto gestionale.

Scienze Economiche e Sociali
Il Corso è diretto alla formazione di economisti pienamente qualificati a svolgere compiti di analisi e ricerca in campo macro e micro economico con riferimento alle questioni legate all’economia internazionale e dello sviluppo, all’economia pubblica e alla regolamentazione.

In particolar modo si rivolge a studenti che intendano consolidare le proprie conoscenze nei diversi ambiti della teoria economica, dei metodi matematici e statistici per l’economia e a studenti che vogliono acquisire conoscenze approfondite in materia di economia pubblica e regolamentazione, tanto sul versante giuridico tanto su quello strettamente economico, nonché di conoscenze di economia internazionale che possano permettere l’accesso ad istituzioni economiche sovranazionali.

Corsi di Laurea Magistrale offerti interamente in lingua inglese (Master of Science)

Business Administration
In un contesto di un mondo economico sempre più globalizzato, il Corso di Laurea Magistrale in Business Administration è stato disegnato per incontrare le domande di quegli studenti che sono interessati a un percorso formativo su tematiche avanzate di economia d’azienda e che desiderano intraprendere una carriera lavorativa a livello internazionale. Il Corso intende formare laureati in grado di operare nell’ambito dell’economia e della gestione manageriale delle imprese. Fornisce gli strumenti e in modelli interpretativi fondamentali per la conoscenza dei sistemi azienda e dei relativi ambienti di riferimento per la comprensione dei comportamenti aziendali e la gestione e il controllo dei processi anche a seguito dell’introduzione delle innovazioni tecnologiche e organizzative.

Economics
Il Corso di Laurea Magistrale in Economics fornisce strumenti avanzati di conoscenza teorica ed empirica della realtà economica. I laureati acquisiscono qualificate competenze metodologiche e professionali per operare nell’ambito dell’analisi economica e del disegno delle politiche economiche. Particolare attenzione è dedicata ai problemi micro e macro economici nel contesto dell’economia globalizzata.

European Economy and Business Law
In un contesto di un mondo economico sempre più globalizzato anche a livello di governance mondiale delle istituzioni pubbliche, il Corso di Laurea Magistrale in European Economy and Business Law, impartito in lingua inglese, è stato disegnato per incontrare le domande di quegli studenti che sono interessati a un percorso formativo su tematiche avanzate di studi europei e che desiderano intraprendere una carriera lavorativa a livello internazionale sia in istituzioni sopranazionali che in istituzioni italiane, pubbliche o private.

Il Corso intende formare laureati in grado di operare con competenze interdisciplinari nell’ambito dell’economia e della gestione delle istituzioni europee, avendo cura di fornire elementi specialistici aziendali, economici, giuridici, politici e storici. Fornisce gli strumenti e i modelli interpretativi fondamentali per la conoscenza dei sistemi istituzionali europei e dei relativi ambienti di riferimento ai fini di una più matura comprensione dei comportamenti degli attori istituzionali all’interno dell’Unione Europa e della gestione ed il controllo dei processi politici e normativi, anche a seguito delle più recenti novità istituzionali e giurisprudenziali.

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IX edizione Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media

I futuri dirigenti e professionisti nel mercato della comunicazione e dei media nascono alla Facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata: un anno di frequenza al Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media crea infatti persone in grado di affrontare le tematiche economiche, manageriali, giuridiche e tecnologiche nel settore pubblico, privato, profit e non profit.

Il Master in “Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media”, fondato nel 2002, è di I livello della durata complessiva di un anno. Completano la formazione dei giovani laureati workshop operativi organizzati con aziende (Enel, La7, Cultur-e, Rai Due, Rai Cinema, ISN Virtual Worlds, H3g, 01 Distribution) e uno stage di tre mesi (o un project work per chi lavora), presso aziende di spicco del settore media (televisioni, case cinematografiche, editori) e della comunicazione (agenzie, centri media, aziende committenti) o presso le funzioni comunicazione e marketing di aziende di altri settori. Il Master ha la certificazione del sistema qualità (UNI EN ISO 9001-2000).

Ad oggi ecco le aziende che hanno assicurato stages e placement agli studenti del Master: 20th Century Fox, Accenture, ABI, Bnl-Bnp Paribas, Banco alimentare del Lazio Onlus, Banco di Sardegna, Capitalia, Carré Noir, Cattleya, Comune di Ciampino, Cinecittà Studios, Ega, Eikon, Enea, Enel, Enit, Eprcomunicazione, Ericsson, Federculture, Fondazione Tor Vergata-Ceis, Fondazioni Italia, Fondazione Rosselli, Ikea, Interferenze, La7 (programmi e testate), Lottomatica, Mediaset (corporate e programmi), free press Metro, Comune di Milano, Minerv@, Nessuno TV, Pfizer, Edizioni Piemme, Politecnico della Cultura delle Arti delle Lingue, Prix Italia, Polizia di Stato, Publicis, Rai (corporate e programmi), Rai Cinema, Rai Trade, Reti, Sipra, Sky, Telecom Italia, Tivù srl, Triangle Production, Unicredit Banca, Vizeum, Walt Disney, Wind.

Ogni anno accademico, ben tre borse di studio in entrata sono state assegnate a studenti meritevoli da Lottomatica e Telecom e, sulla base dei risultati degli esami di primo quadrimestre, tre premi di studio, finora messi a disposizione come rimborso delle quote d’iscrizione al Master, da Agis, Enel, Ericsson, Il Corriere della Sera, Lottomatica, Publicis e Rai Trade.

Le lezioni del Master 2010-2011 cominceranno a febbraio 2011 e sarà possibile iscriversi e frequentare l’intero Master oppure singoli moduli.

Per partecipare al processo di selezione ci si deve “pre-iscrivere” sul sito www.economia.uniroma2.it/master/comunica&media
– compilando l’apposita domanda di ammissione disponibile on line – e partecipare successivamente ad un colloquio valutativo. Il 26 ottobre 2010, infatti, la Direzione del Master inizierà le sessioni di selezione dei pre-iscritti – necessariamente in possesso di diploma di laurea –. Sarà l’occasione per i candidati per presentare personalmente il proprio curriculum vitae, spiegare le motivazioni che hanno portato alla scelta del corso di studi, confrontarsi fra loro e con lo staff del Master. Per chi si laurea in autunno sono comunque previste successive date per i colloqui valutativi.

Il programma comprende lo studio di numerose tematiche organizzate in nove moduli tenuti da docenti universitari e da esperti e operatori del settore: Caratteri nazionali e internazionali dell’Industria della Comunicazione e dei Media, Economia e Regolamentazione della Comunicazione e dei Media, Organizzazione e comunicazione, Tecnologie e processi produttivi, Analisi economica per le decisioni e Valutazione dei progetti, Corporate Finance & Corporate Governance, Editoria dei media: news, entertainment e sport, pubblicità e promotion, education. I settori: televisione e radio; stampa; web; cinema; spettacolo dal vivo, Il caso della comunicazione.

Il tutto è stato “costruito” tenendo conto dell’evoluzione delle teorie, dei metodi e degli strumenti dell’industria della comunicazione e dei media, con particolare riferimento al quadro socio-economico e del mercato del lavoro.

Finora abbiamo avuto ottimi risultati – spiega Luigi Paganetto, Direttore del Master: il 49% degli studenti ha trovato infatti collocazione nel settore comunicazione di aziende, e il 51% in quello dei vari media (tv, cinema, web, carta stampata), a confermare l’intuizione iniziale di una propostadidattica e teorico-pratica ambivalente”.

Simonetta Pattuglia, Coordinatore del Corso, sottolinea che “una delle possibilità più interessanti offerte a chi frequenta il Master è quella di lavorare, durante il periodo di frequenza, su progetti specifici proposti dalle aziende partner; in questo modo l’output del lavoro dei ragazzi potrà poi essere implementato presso le aziende all’interno delle quali andranno a svolgere lo stage, vuoi nel settore della comunicazione vuoi nel settore dei media. A questo proposito c’è da ricordare l’altissima percentuale di placement nelle varie edizioni del Master, costantemente intorno al 90% del totale degli iscritti”.

Francesco Mirabella, studente della VI edizione del Master e ora al marketing strategico di un grande broadcaster televisivo, così commenta la sua esperienza: “Frequentando il Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media ho potuto acquisire competenze in settori da sempre di mio interesse, quali quelli relativi ai convergenti mercati consumer, computer, contenuti e comunicazione, tanto che oggi sono pienamente soddisfatto di poter mettere a frutto l’esperienza maturata all’interno dell’importante broadcaster per cui lavoro“.

Il Master vede fra iMain Partner Enel, Lottomatica, Telecom e Sipra; fra i Partner ANEM, ANICA, FERPI (Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), Ericsson, Fox Channels Italy, Sky, Cinecittà Studios, Polizia di Stato, Rai, Rai Cinema, BNL-Bnp Paribas, Minerv@, Federculture, Giffoni Media Service;fra i Media Partner Il essaggero, Metro, Ega Congressi, Il Denaro, Cultur-e, MondoWeb, Iperclub Vacanze.

Il Comitato tecnico-scientifico del Master è composto da Stefano Balassone Esperto;Fabio Belli Direttore Pianificazione Rai;Maurizio Braccialarghe Direttore Centro Produzione Rai Torino;Claudio Cappon Vice Direttore EBU (European Broadcaster Union); Francesco Cardamone Responsabile Formazione e Comunicazione – Human Resources and Organization Telecom Italia; Gianluca Comin Direttore Relazioni Esterne Enel; Daniele D’Ambrosio Presidente Minerv@; Silvia De Blasio, Direttore comunicazione Vodafone; Paolo Del Brocco Amministratore Delegato RaiCinema;Giuliano FrosiniDirettore European Relations & Public AffairsLottomatica;Lamberto Mancini Direttore Generale Cinecittà Studios e Segretario Generale Anica;Alessandro Militi Executive Director, Advertising Sales & Commercial Development;Roberto Napoletano,Direttore Il Messaggero;Giorgio Paoletti Human Resources Internal Communication Manager Sky;Paolo Romano Strategic Planner Y2K;Luigi Vianello Direttore Relazioni Esterne Mediobanca;Alessio ZagagliaSegretario Generale Fondazione Lars Magnus Ericsson.

Per maggiori informazioni

MASTER IN ECONOMIA E GESTIONE DELLA COMUNICAZIONE E DEI MEDIA

Simonetta Pattuglia, Coordinatore – Dipartimento Studi sull’Impresa

Tel. 06/7259.5510 – 5543; Fax 06/7259.5504

e-mail : [email protected]

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Lavorazione del legno: prospettive per la ripresa

Il legno e la sua lavorazione a livello economico rappresentano un business annuo di circa 5 miliardi di euro.
Come tutti gli altri settori dell’economia industriale anche quello del legno però ha subito una forte inflessione nel 2009 che ha addirittura dimezzato la produttività rispetto al 2008. I segni di ripresa però sono arrivati nel 2010 e proprio dai luoghi dove la produzione e lavorazione del legno è maggiore sono arrivate nel 2010 le ordinazioni più importanti destinate senza ombra di dubbio a diffondersi a macchia d’olio. Sono stati infatti Brasile e Asia a trainare il settore del legname sia per ciò che concerne le ordinazioni sia per ciò che concerne la richiesta di lavorazione e utensili altamente tecnologici di vario tipo che possano produrre particolari prodotti, dalle coperture legno lamellare al legno per abitazioni o altro tipo di costruzioni.
Proprio queste zone del mondo hanno decretato la ripresa del settore della meccanica strumentale per la lavorazione del legno grezzo e la sua successiva trasformazione in prodotti utilizzabili nell’edilizia e nella costruzione di case prefabbricate. Il settore della lavorazione del legno conta da sempre molti addetti ai lavori viste le varie fasi di cui si compone, dal taglio alla raffinazione fino all’ottenimento dei prodotti finiti. Al 2010 ben 300 in Italia sono le aziende che si occupano di tale settore per un totale di 10 mila addetti coprendo una fascia di mercato del 17%, nella quale però la Germania prevale da sempre e tutt’ora con una quota del 29%.
Tra i mesi di aprile e giugno 2010 proprio gli ordini di macchinari atti a questo scopo provenienti da questi paesi ha registrato un aumento di ben il 63,6% e le commesse della sola Italia sono cresciute dell’83%, fattore che evidenzia come la lavorazione del legno e il made in Italy sia sempre fonte di fiducia e elemento da quale ripartire per riemergere positivamente dalla crisi che ci ha colpiti nell’ultimo anno. Ovviamente l’unico modo per far fronte alla crisi economica resta comunque l’essere prudenti perché l’andamento di mercato può indirizzare il business ma non certo riportarlo ai livelli pre crisi.
Un segnale per essere ottimisti è però arrivato dal salone Xylexpo di Milano, maggior fiera del settore della lavorazione legno dopo la Ligna di Hannover, dove si sono registrati molti ritorni di agenti e importatori che hanno effettuato degli ordini, trend che si spera verrà confermato dalle fiere di settore che si terranno nel vicino autunno. E’ certo però, come hanno sottolineato le associazioni di settore italiane, una su tutte Acimall, che la produzione sta molto cambiando lasciando spazio ad una lavorazione del legno molto customizzata e orientata alle esigenze del cliente come nella produzione di case in legno a differenza di quella pre crisi che era molto orientata anche alla produzione industriale e a grandi accumuli di magazzino materiale in genere.
E’ necessaria comunque un’innovazione nel settore della lavorazione del legno in Italia che, a differenza degli altri paesi leader del settore come la Germania, vede solo 20 operai in media per piccola-media azienda contro il doppio delle aziende tedesche. Un’innovazione che sicuramente servirà ad ampliare i mercati, la produttività e la competitività nel campo internazionale.

a cura di Martina Celegato
Prima Posizione srl
Protezione brand

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Immobili italiani, più soldi da stranieri

Gli stranieri vogliono investire sulle case nel nostro Paese e per farlo, aumentano la loro disponibilità economica. Questo è il dato rilevato dalle analisi effettuate da Gate-Away.com, il portale di annunci immobiliari verso l’estero che, esaminando i dati sul secondo trimestre 2010, rileva alcuni punti interessanti per il mercato italiano.

E’ stato riscontrato un incremento del 11,7% del valore medio degli immobili per i quali sono state inviate le richieste, rispetto allo stesso periodo del 2009.

Risultati ancora migliori (+23%) se comparati invece al primo trimestre di quest’anno: un dato molto positivo che incoraggia il settore in questo momento di difficile congiuntura e che vede nell’estero nuove opportunità di sviluppo.

L’aumento più sostanzioso è rilevato dal settore dell’immobiliare di pregio, che prosegue la sua attrattiva verso gli acquirenti stranieri. Un +52% di richieste per questa tipologia, sottolinea che aumenta il numero di compratori che possono investire cifre che vanno da € 500mila a un milione. Leggero aumento anche delle richieste effettuate da chi può spendere più di un milione di euro per immobili di lusso e in aree prestigiose. Tra gli acquirenti più “facoltosi” troviamo i russi, i tedeschi e gli olandesi, che si confermano ancora una volta amanti del Belpaese.

Se da una parte aumenta il “lusso”, dall’altra crescono le richieste anche per immobili con valore fino a € 100.000 (+11%), considerati di fascia bassa e localizzati in tutta Italia.

Interessante da notare, invece, è il calo delle richieste per case di livello medio, cioè quelle comprese tra 100 e 250mila euro, che registrano un -17%, mentre più contenuta è la flessione di contatti per immobili con valore tra 250 e 500mila euro (-1,22%).

Si evidenzia, dunque, che l’allargamento della forbice tra la classi sociali a discapito di quella media, non è un problema confinato soltanto in Italia, ma sembra esserlo anche per moltissimi altri Paesi, rendendo anche questa materia, un tema globale che necessita interventi.

http://www.gate-away.com

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Valutazione degli immobili: in arrivo, finalmente, gli standard internazionali

Sembra ormai al tramonto l’era del perito che, chiamato a valutare un immobile, si barcamena tra prezzi al metroquadro irreali e valutazioni soggettive, quasi fosse un critico d’arte. La rivoluzione normative è ormai alle porte: il Codice delle valutazioni immobiliari dell’Abi, ora in fase di consultazione alla Banca d’Italia e all’agenzia del Territorio, imprime un’ulteriore accelerazione all’applicazione degli standard di valutazione internazionali, riprendendo i princìpi già contenuti nel Codice delle valutazioni immobiliari di Tecnoborsa. Finalmente, aggiungiamo noi di DalProprietario.it, poiché un sistema di valutazione corretto non può che favorire la vendita diretta degli immobili, tagliando fuori tutti quegli intermediari che sulle valutazioni “soggettive” hanno sempre cercato di lucrare.

Utilizzare gli standard significa rendere il processo di valutazione trasparente, così da consentire a chiunque di verificarne la correttezza. Più nello specifico, significa affidare le valutazioni a procedimenti quantitativi basati su rilevazioni di dati reali. Già la prima edizione del Codice di Tecnoborsa, risalente al 2000, e l’ultima, datata dicembre 2005, avevano introdotto in Italia novità di questo tipo. Ma ben più importante è la svolta di oggi, varata col Codice Abi. Un codiche che segnala la crescente attenzione del mondo bancario nella valutazione degli immobili posti a copertura delle esposizioni creditizie, anche in relazione alle istruzioni di vigilanza dettate dalla Banca d’Italia alla fine del 2006.

Il nuovo testo, tuttavia, è ancora provvisorio e l’adesione dei singoli istituti sarà volontaria. Nel frattempo, però, può essere utile vedere come già oggi gli standard internazionali stiano cambiando le perizie. Un esempio ci arriva dal metodo del confronto di mercato, il più usato per il residenziale, nel quale gli standard impongono di individuare il prezzo di vendita di uno o più immobili simili a quello da valutare e di ragionare per differenza. Così, per valutare un alloggio collocato al quarto piano, sarà utile conoscere il prezzo al quale cinque mesi prima è stato magari venduto l’alloggio al piano sottostante. Più dettagliatamente il procedimento della perizia sarà il seguente: il perito dovrà correggere il prezzo di vendita del comparabile (così è denominato l’immobile simile), tenendo conto dell’evoluzione del mercato negli ultimi ciqnue mesi e della differenza di valore legata al piano. Ovviamente più comparabili ci sono e meglio è, ed un bravo perito non dovrà tralasciare nella comparazione altri elementi, come ad esempio lo stato di conservazione dei vari immobili sotto osservazione.

Il Codice Abi, va osservato in coclusione, purtroppo si ferma qui. Negli Stati Uniti, dove questo metodo è usato fin dagli anni Trenta, si tiene conto anche di alcune caratteristiche qualitative, come ad esempio l’esposizione dell’alloggio o la sua luminosità. Solamente iniziando a raccogliere dati statistici sulla variazione dei prezzi in base a queste caratteristiche, sarà presto possibile introdurre anche in Italia standard di valutazione qualitativa. E allora sì che ogni casa avrà il prezzo che si merita, senza dimenticare che una buona rilevazione statistica dovrà necessariamente rivolgere più attenzione agli immobili posti in vendita diretta, piuttosto che alle compravendite dove un’eventuale mediazione, per forza di cose, finisce sempre con l’interferire sul prezzo finale.

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La corretta ed efficace gestione del nostro BRAND

di Errico Grisot

Molti osservatori politici ed economici concordano nell’affermare che l’attuale situazione di incertezza economica dei mercati non è mai stata così marcata.

Le aziende stanno navigando a vista e il futuro della ripresa economica sembra sempre più lontano e soprattutto controverso. In questi ultimi mesi nella zona euro si sono evidenziate debolezze strutturali suggerite dall’instabilità dei mercati dei titoli di stato. Quest’ultimo fattore di rischio viene gestito dai singoli Stati implementando politiche fiscali più rigorose e più aggressive.

Il mondo produttivo europeo quindi, oltre a subire da qualche anno una difficoltà nell’accesso al credito dovuto alle nuove regole di Basilea, ora affronta anche una recessione globale dei mercati ed in futuro dovrà farsi carico di assorbire un rinnovato rigore della spesa pubblica.

Questo richiede cambiamenti importanti sia per le aziende sia per i singoli lavoratori. Il mercato economico ed il mercato del lavoro imporranno ai propri attori incisivi cambiamenti di comportamento. Il cambiamento nei mercati italiani, europei ed extra europei è diventata una necessità ineluttabile.

Chi non è in grado di concepire ed attuare una modifica delle proprie strategie di medio e lungo periodo non avrà spazio nei prossimi anni. Le aziende italiane, per crescere in un panorama così mutevole mese dopo mese, toccano l’urgenza di sviluppare nuove iniziative commerciali, produttive e nuove soluzioni organizzative che le rendano più adatte ad un clima di incertezza che si sta consolidando. Il mercato del lavoro italiano sta fortemente penalizzando i giovani e coloro che devono riposizionarsi professionalmente.

Quello a cui stiamo assistendo è il consolidamento di mercati instabili cioè mercati in continuo movimento, che se da una parte fanno cadere vecchie certezze, dall’altra non mostrano nuove strade da percorrere.

Incontriamo aziende e imprenditori che quasi vivono alla giornata perché non sono in grado di prevedere cosa potrebbe accadere alla loro struttura tra qualche mese. Quando a settembre l’Italia tornerà dalle ferie di agosto su che mercato si lavorerà? Pochi possono dirlo. Nel nostro paese, oltretutto, per gestire l’emergenza di questi cambiamenti si stanno utilizzando con generosità gli ammortizzatori sociali, ma le indicazioni che provengono dalle istituzioni internazionali spingono affinché queste misure non si protraggano oltre il 2011. Questo significa dover ricominciare a camminare con le proprie gambe in tempi relativamente brevi. Il terreno però non sarà più quello di prima ma completamente diverso.

Sia le aziende che i lavoratori devono sviluppare nuovi paradigmi interpretativi per non percorrere strade infruttuose che non portano in nessun luogo. Le aziende si guardano attorno e si chiedono: dove posso incontrare nuovi clienti che mi facciano crescere apprezzando i miei prodotti o servizi? E i singoli lavoratori allo stesso modo si guardano attorno e si fanno una domanda simile: dove sarà la nuova azienda che mi farà nuovamente crescere professionalmente e mi darà l’opportunità di mantenere e migliorare il mio livello reddituale?

Una risposta a queste due domande non esiste. Per avere una risposta bisogna essere in grado di costruirla, chi non è in grado di costruirsi una risposta non sopravvive e chiude oppure si accontenta e fa dei pericolosi passi indietro. Cominciamo quindi a scomporre il problema e diamo qualche indicazione.

Il modello che la maggior parte delle aziende italiane ha seguito sin qui sta mostrando il fiato corto. Il prodotto o il servizio che veicoliamo è stato concepito fino ad ora come il nostro segno di riconoscimento: quello che noi produciamo racconta la nostra storia ed è così importante che mette in secondo piano tutto. Quindi tutte le nostre energie sono dirette alla costruzione del prodotto. Il budget dell’azienda è fortemente sbilanciato in favore della produzione e della ricerca e sviluppo a scapito dell’area commerciale. L’oggetto che mettiamo in vendita nei nostri negozi, la pizza che serviamo, il lavorato che esce dai nostri torni o dalle nostre macchine è così di alta qualità che racconta a tutti il motivo per cui i nostri clienti ci pagano.

Anche il professionista è abituato a concentrare le proprie energie per la costruzione ed erogazione di un servizio eccellente. Questo è un lavoro importante: il prodotto veicola la nostra immagine ed identità e deve essere impeccabile.

Ma ora il prodotto o il servizio che noi vendiamo è ancora sufficiente per dire al mondo chi siamo e come creiamo valore aggiunto?

Le grandi aziende multinazionali da anni investono quantità enormi di denaro per andare oltre questo concetto: hanno spostato l’attenzione dal prodotto o servizio alla loro immagine ed identità. Fino poco tempo fa riuscire in questo progetto richiedeva ingenti capitali non alla portata delle piccole medie aziende italiane e nemmeno alla portata dei singoli professionisti. Significava infatti comunicare valori e immagini attraverso canali costosi e di grande impatto, solamente le aziende che dovevano rivolgersi ad un ampio pubblico avevano l’interesse a investire in questa direzione.

Ora i canali comunicativi a disposizione sono cambiati e sono diventati accessibili a tutti,
se la grande industria ha investito tanto per spostare l’attenzione dei clienti da un paio di scarpe sportive ad un logo, perché non possiamo fare lo stesso con la nostra azienda o con noi stessi? Questo spostamento è così rilevante che non solo caratterizza il nuovo modo di comunicare delle aziende ma anche dei professionisti e dei singoli lavoratori dipendenti.

Le aziende piccole e medie invece hanno utilizzato fino ad ora strumenti di comunicazione più mirati, basati sulla pubblicizzazione di ciò che producono e di quello che fanno attraverso fiere, cataloghi e brochures. Ma queste attività non danno più lo stesso riscontro del passato, poiché non sono solo i prodotti o servizi che devono attrarre l’interesse dei nostri clienti. La nostra professionalità genera più interesse di ciò che realmente vendiamo, perché è la nostra immagine ed identità professionale che trasmette la fiducia al cliente di ricevere la soluzione giusta alle proprie mutevoli esigenze.

L’aspetto sempre più rilevante della comunicazione della nostra identità professionale è la corretta ed efficace gestione del proprio BRAND. Perché questo contribuisce alla costruzione della fiducia che lega il cliente al proprio fornitore.

In un mercato del lavoro sempre più difficile e competitivo l’attenzione al proprio brand è diventata il punto di partenza nella gestione della carriera lavorativa. Il processo di creazione del proprio “marchio distintivo” si sta estendendo velocemente attraverso le nuove tecnologie dell’informazione. Negli ultimi anni Internet si sta caratterizzando come un ottimo canale comunicativo della propria immagine professionale e personale sia per l’economicità dello strumento sia per la sua efficacia. La rapida crescita dei social network evidenzia questo sviluppo. All’inizio c’erano i siti internet “vetrina” delle singole aziende, ora troviamo le pagine di coloro che creano valore aggiunto alle stesse aziende. Poi ci sono anche le pagine dei loro figli, dei loro nonni. Tutti in qualche modo anche inconsapevolmente stanno costruendo il proprio “personal brand”.

Sia che siate un’azienda, sia un professionista oppure un lavoratore dipendente la costruzione del vostro brand è finalizzato alla realizzazione di tre importanti obiettivi:

1- mostrare una identità credibile, affidabile e soprattutto distintiva della vostra professionalità
2- trasmettere un messaggio convincente agli altri di chi siete e cosa fate
3- facilitare nuove opportunità di collaborazione ed accrescere le vostre relazioni

Questi obiettivi possono essere raggiunti solamente se la vostra attenzione è rivolta costantemente a ciò che nel vostro lavoro crea valore aggiunto. Una volta individuato possiamo trasformarlo in un messaggio da diffondere.
Quando i vostri clienti e conoscenti sentono il vostro nome o il nome della vostra azienda, oppure leggono questo nome su internet, sulla stampa o su una email che avete appena inviato loro, a che cosa pensano?
Quali sono le parole che vorreste che gli altri utilizzassero per definirvi? Quali sono gli aggettivi che i vostri clienti e potenziali clienti oggi utilizzano per descrivere la vostra azienda?
Lo sviluppo e la gestione del brand influenza le risposte a queste domande.

Quando la Apple ha deciso di spiegare al mondo che loro realizzavano prodotti diversi dai concorrenti perché “pensavano delle cose differenti”, ha investito quantità enormi di denaro. Ora invece abbiamo la possibilità di spiegare perché noi siamo differenti dai nostri concorrenti praticamente gratis. La capacità di costruire e diffondere il proprio brand è passata dalle multinazionali ai singoli individui.

Ci sono però due avvertenze da sottolineare: qual è la differenza tra quello che trasmettiamo agli altri e quello che siamo realmente? Se questi due aspetti non sono allineati che cosa si rischia?

Inoltre la diffusione della nostra identità e della nostra immagine è molto appetibile verso aziende che hanno bisogno di raccogliere date sui propri consumatori per poter comunicare direttamente con loro. Il piccolo prezzo che paghiamo per poter diffondere il nostro brand sono le informazioni su di noi che sono utili ad altri.

La creazione del proprio brand coinvolge numerosi aspetti che vanno considerati attentamente per non rischiare di utilizzare delle tecniche così potenti contro noi stessi. Le aziende, anche di piccole dimensioni e con budget limitati, ormai si affidano a professionisti per curare delicato aspetto della crescita della loro attività. Forse anche da noi qualche singolo professionista farebbe bene ad investire parte del suo budget per la definizione e corretta diffusione del proprio unico brand.

Per approfondimenti: www.spheragroup.it

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UNA LUNGA CRISI CHE NASCONDE E GIUSTIFICA MOLTE INADEGUATEZZE: ANALISI E STRATEGIE D’USCITA

di Maurizio Siciliano

La scorsa settimana sul nostro Blog è stato pubblicato un articolo interessante a firma Doctor Who dal titolo (capitani coraggiosi, armiamoci e partite), piuttosto polemico, appunto, verso una classe imprenditoriale spesso definita incapace. La tesi esposta è condivisibile e riconducibile anche ai motivi fondamentali per cui oggi la durata media della vita delle aziende è bassissima.
Secondo una ricerca della Royal Dutch Shell del 1983, condotta sulla lista Fortune delle prime 500 multinazionali al mondo, poche grandi imprese vivevano oltre i 40 anni. Oggi, alla luce dei recenti sconvolgimenti finanziari in ambito globale, il dato di cui sopra è notevolmente peggiorato e per quanto riguarda le piccole e medie aziende italiane è diventato preoccupante.
Conosciamo tutti il ciclo di vita di un impresa: start up, fase di break even, momento di massimo sviluppo dell’attività a cui segue inesorabile una fase calante, prima impercettibile e successivamente inarrestabile. Quando ci si rende conto della situazione il ritardo accumulato è spesso irrecuperabile. Nel momento della discesa è difficile trovare le energie per invertire la tendenza e quando ci si trova di fronte a risultati fortemente negativi e a conseguenti crisi finanziarie, ci si deve affidare a soluzioni di Tourn-around che non sempre sono sufficienti e quindi l’azienda lentamente, e agonicamente, muore.
Gli imprenditori che abbiamo incontrato negli ultimi tempi sono spesso in queste situazioni. Sovente attribuiscono i motivi delle loro difficoltà alle cicliche crisi di mercato, alla concorrenza spesso aggressiva e “scorretta”, alle banche che non concedono più credito a buon mercato e al turn-over di personale. Noi sappiamo però che molti di questi fattori si possono gestire perché fanno parte della capacità di programmare e prevedere. Secondo me ci sono da considerare alcune altre cause, e spesso le elenco ai miei clienti imprenditori: scelte strategiche insensate e velleitarie, investimenti insufficienti, scarsa capacità di innovare, tendenza a privilegiare i terreni di “confort” e le rendite di posizione, incapacità di inserire nuove risorse, favorire cambiamenti negativi della motivazione del personale e, cito Doctor Who, incapacità di mantenere in azienda solo ciò che produce Valore. E questa è solo la punta dell’iceberg! La massa che ci sta sotto è il vero problema: mancanza di Leadership e strategia. E proprio come la massa di ghiaccio immersa che nasconde le vere dimensioni dell’iceberg, questo è un problema impercettibile, ma che dispiega i suoi effetti in una spirale che nel tempo è distruttiva. I problemi dell’oggi sono spesso la conseguenza di questa mancanza di Leadership e della incapacità di fare scelte strategiche corrette. Le conseguenze sono precipitose e si manifestano alla lunga in prepotenti problematiche economiche e finanziarie. Comincia una rincorsa infruttuosa per coprire le falle e restare a galla: il carosello del “tagli dei costi”. Ma ormai il gioco è finito.
Insomma, stiamo tutti sul mercato e a volte si possono avere delle difficoltà perché cambiano le condizioni. Ma le condizioni cambiano per tutti gli attori e i competitor del mercato e se si “perde” la strada della crescita, del Valore e del profitto è perché non abbiamo previsto il cambiamento o perché, prevedendolo, non abbiamo scelto la strategia migliore per affrontarlo!
La crisi finanziaria recente ha accentuato le differenze tra gli imprenditori e i manager che sanno affrontare la “tempesta” e quelli che, pensando di salvare la “nave”, hanno tagliato costi e buttato via in maniera indiscriminata tutto quello che secondo loro è “zavorra”. Eppure, banalmente, basterebbe riconoscere i propri limiti e farsi aiutare.
Le aziende che hanno continuato ad investire sui propri dipendenti e collaboratori in maniera strategica, sono quelle che stanno affrontando in maniera impeccabile la crisi.
Secondo una recente inchiesta di Hay Group, pubblicata su Fortune, ” i manager di queste aziende credono davvero che in ogni impresa le Persone sono il loro bene più prezioso”. Quanti dei nostri manager e imprenditori impegnati nel “carosello” del taglio dei costi ad ogni costo possono dire di pensare lo stesso?!
Analizzando da vicino i dati della ricerca di Hay Group viene fuori un dato inequivocabile, ma molto lontano dalla cultura media aziendale di imprenditori e manager che incontriamo ogni giorno: le Persone sono una risorsa, non una spesa.
Tuttavia, ci sono ancora operatori, imprenditori ci sembra una parola grossa, che in tempi di crisi sistemica e prolungata abbattono la scure della riduzione dei costi sui propri collaboratori. I risultati sono tangibili e visibili: le aziende perdono Valore e quote di mercato. In un lento ed inesorabile processo auto degenerativo lentamente si trasformano nel concime di cui il mercato si nutre per sopravvivere.

Per approfondimenti: www.spheragroup.it

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Cinema italiano: a Roma se ne è discusso da un punto di vista economico

economia cinema italiano
Il 14 giugno 2010 si è tenuto il convegno “L’Economia del cinema italiano” organizzato dal Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, dalla Facoltà di Economia di Tor Vergata e dal Dipartimento dei Beni Culturali, Musica e Spettacolo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Roma Tor
Vergata, in collaborazione con Anica e Roma Lazio Film Commission, e diretto da Simonetta Pattuglia (docente di comunicazione e coordinatore del Master) e da Giovanni Spagnoletti (docente del Corso di Laurea in Storia Scienza e tecnica della musica e dello spettacolo). Ha introdotto i lavori Rino Caputo, preside della Facoltà di Lettere e Filosofia, che ha illustrato le modalità di sinergia tra le due facoltà dell’Ateneo mettendo in evidenza la volontà di “formare professionisti dello spettacolo capaci in vari settori e l’importanza della convergenza tra universi scientifico disciplinari contigui”.
L’introduzione alla prima tavola rotonda, Il cinema Arthouse oggi in Italia”, moderata da Enrico Magrelli, è stata affidata al prof. Spagnoletti, che ha fotografato la situazione del cinema di qualità, ponendo l’attenzione sui tagli alla cultura previsti dalla nuova finanziaria e sull’importanza del ruolo delle Film Commission “come strumenti utili per promuovere i luoghi meno conosciuti della nostra cultura”. “Occorre più economia per il nostro cinema che ha tutte le qualità per avere successo in campo internazionale” – ha affermato Michele Bagella, preside della Facoltà di Economia. “Ma per questo – ha continuato – è necessaria più concorrenza nella distribuzione e più attenzione da parte dello Stato per il cinema, che occupa un ruolo fondamentale per la cultura dell’Italia”. Gli ha fatto eco Lamberto Mancini, segretario generale dell’Anica, che ha sottolineato “la necessità di una visione più sistemica che possa elevare i contenuti di questo settore”. Ad animare la discussione è stata la relazione di Barbara Corsi, giornalista che ha svolto una ricerca sul ruolo trainante delle sale di qualità, che ha lamentato uno scarso sforzo nello svolgimento di un “marketing emozionale” teso a richiamare il pubblico sui prodotti più difficili. Altre voci hanno sottolineato “la mancanza di una legge di sistema aggiornata alla nuove tecnologie” e le difficoltà per i produttori ad accreditarsi come imprenditori del denaro pubblico. Tra queste Francesca Cima, produttrice – INDIGO Film. Inoltre Mario Sesti, giornalista e organizzatore del Festival Roma – Sezione Extra, Andrea Occhipinti, produttore e distributore – Lucky Red, Mario Gianani, produttore – Offside: “La nuova conduzione del cinema italiano necessita di un sostegno per l’impresa e non solo per il singolo Film”, ha sottolineato Gianani, polemizzando contro le trattative poco chiare tra distributori e canali televisivi e contro quanti affermano che i film italiani siano troppo cari. Su questo tema, anche l’intervento di Andrea Occhipinti, che ha inoltre posto l’attenzione sul ruolo delle Sale di qualità sulla necessità di far entrare il cinema arthouse nei circuiti dei multiplex. Molto successo ha riscosso l’intervento di Daniele Vicari: “urge differenziare l’offerta e potenziare la sperimentazione che non deve per forza essere legata al basso costo, ma che deve invece essere legata all’investimento”. E, confrontando la produzione cinematografica con quella automobilistica, ha aggiunto: “ vi pare che Marchionne farebbe testare i nuovi veicoli nel garage di casa mia!”. In conclusione Mario Sesti ha posto l’attenzione sulla mancanza del cinema italiano nei palinsesti televisivi e in particolare nella televisione di stato. Sesti ha poi citato l’esempio dell’Auditorium di Roma come possibile sistema innovativo per promuovere il cinema autoriale sulla falsa riga del cineforum.
L’introduzione alla seconda tavola rotonda, “Arte e prodotti dell’ingegno: quale rapporto con la produzione e il marketing”, moderata da Luigi Paganetto, presidente del Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media, è stata affidata a Riccardo Tozzi, presidente produttori Anica, che ha analizzato la storia degli anni d’oro del Cinema italiano sottolineando come la mancanza di una reale competizione tra i nuovi attori della comunicazione e del monopolio che regola il settore della comunicazione in Italia determini un abbassamento del prezzo unitario del consumo del film: “I canali distributivi canonici, televisione e pay-tv, si stanno rivelando un mercato senza sbocco – ha affermato Tozzi. “La ricetta che potrebbe creare una “terza via italiana” diversa rispetto a quella francese, che gode di un sostegno statale intelligente e finalizzato e da quella statunitense, che si basa su una concorrenza molto forte tra le varie parti, capace di generare una richiesta, risiede, secondo Tozzi, nel rinnovo del tax credit, nella protezione del FUS, fondo unico per lo spettacolo, la regolazione dei diritti tv, l’aumento del circuito delle sale, la difesa e la riqualificazione delle sale di qualità, il prelievo dal prezzo del biglietto di una quota da destinare ad interventi compensativi in grado di rilanciare l’economia e l’attenzione alle nuove opportunità offerte dalla Rete. Ha concluso Paganetto: “Quando si parla di innovazione è difficile trovare qualcuno che non sia d’accordo, ma è difficile capire cosa sia l’innovazione, bisognerebbe partire dalla domanda, dal ruolo della Rete nella produzione”.
Inoltre è intervenuto Gino Zagari, direttore generale Anem, il quale ha parlato dei risultati ottenuti grazie al circuito di sale cinematografiche, inaugurate soprattutto nelle piccole province, che hanno generato il cambiamento dello spettatore, che si è trasformato da consumatore a “cercatore di emozioni”. Ha concluso Zagari: “Bisognerebbe far sì che le sale tornassero punti di aggregrazione fino a diventare le agorà moderne, cioè nuovi centri di aggregazione extraurbana”. Gli ha fatto eco Luca Lo Bianco, presidente Roma Lazio Film Commission che, dopo aver zoomato sugli investimenti fatti dalla Film Commission per l’apertura di sale multifunzionali sul territorio, ha concluso il suo intervento lamentando: “si tolgono i fondi alla cultura perché è facile farla passare come un accessorio. Ma se non si punta, anche economicamente, sulla cultura e sull’innovazione – e quindi anche sul cinema e sulle nuove tecnologie – il nostro è un paese senza linfa vitale”.

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Sos Impresa Italia: obiettivo raggiunto e superato, già aiutate oltre 11.600 piccole imprese a guardare oltre la crisi

In sette mesi circa 11.600 piccole imprese italiane sono riuscite a superare una fase di difficoltà dovuta alla crisi finanziaria grazie a nuovi finanziamenti, interventi di proroga delle scadenze o rimodulazione delle loro linee di credito e oltre 15.000 aziende sono state assistite, nella loro regolarizzazione e nel rispetto dei pagamenti. E’ questo il primo bilancio del progetto Sos Impresa Italia, lanciato a fine 2009 da Confartigianato, Cna, e Casartigiani, Confcommercio e UniCredit Group con l’obiettivo di traghettare in sei mesi fuori dalla crisi almeno 10mila imprese sane a rischio chiusura.

I risultati sono stati presentati questa mattina da Roberto Nicastro, Deputy Ceo di UniCredit Group, Gabriele Piccini, Country Chairman Italia di UniCredit Group, Cesare Fumagalli, Segretario generale Confartigianato, Sergio Silvestrini, Segretario generale Cna, Leopoldo Facciotti, Vice Segretario nazionale Casartigiani, Luigi Taranto, Direttore generale Confcommercio e Sergio Bertani, Responsabile crediti Retail Italy di UniCredit Group nel corso del tavolo nazionale di lavoro a Roma. Nell’occasione è stato annunciato che Sos Impresa Italia andrà avanti per altri sei mesi.

La crisi iniziata nel 2007 è stata molto dura ma non ha messo in discussione il modello produttivo italiano. Si è trattato piuttosto di un crollo del commercio mondiale che ha colpito soprattutto imprese e settori a forte vocazione manifatturiera. In una fase di forte discontinuità dell’economia si è dunque prospettata l’esigenza di un nuovo modo di fare banca ed è per questo che UniCredit Group, insieme a Confartigianato, Cna, e Casartigiani, Confcommercio ha dato vita al Progetto Sos Impresa Italia. L’iniziativa nasce da un lungo percorso di collaborazione tra UniCredit, le Associazioni di categoria e i Confidi. Un rapporto che si è consolidato nel tempo e ha consentito di continuare nel corso del 2009 a sostenere complessivamente più di 125.000 piccole aziende con oltre 10 miliardi di euro di nuovi finanziamenti.

In 7 mesi sono stati attivati tavoli di lavoro congiunto su tutto il territorio nazionale, definite insieme con le Associazioni le linee guida e le regole di funzionamento, realizzati 50 tavoli a livello regionale (che vengono riconvocati con cadenza mediamente bimestrale); realizzata una newsletter mensile alle Associazioni per garantire costante monitoraggio dell’iniziativa.

Nel 2009 circa un terzo dei nuovi finanziamenti (oltre 3 miliardi di nuovi finanziamenti a più di 30.000 aziende) sono stati fatti con Associazioni e Confidi. Anche nel 2010 continua il grande apporto di Associazioni e Confidi con oltre 1 miliardo di finanziamenti, mantenendo (e anzi aumentando) il tasso di accettazione delle domande, a testimonianza del supporto del Gruppo alle PMI (dal 76 al 79%).

Sul totale delle imprese clienti di UniCredit negli ultimi 13 mesi il 21% ha avuto almeno un momento di tensione finanziaria ma di queste solo il 3,2% (in controtendenza con la media italiana del 6,7% – fonte Rapporto Prometeia) non è riuscito a superare le difficoltà ed è sfociata in un default oppure ha avuto una richiesta di rientro sui finanziamenti.

Il settore che ha sofferto maggiormente è stato quello dell’edilizia, seguito da quello della distribuzione e della manifattura.

La fiducia delle piccole imprese tuttavia ha tenuto, soprattutto per quanto concerne le previsioni per il futuro e oggi, nonostante i timori per l’andamento dell’economia reale, è in via di stabilizzazione.

Per le piccole imprese le difficoltà sono arrivate soprattutto dal mercato

L’insorgenza della crisi ha congelato gli investimenti e allungato i tempi di pagamento. Anche se le imprese stanno reagendo, ci si aspetta che la ripresa avvenga con gradualità.

Oggi per un rilancio del settore si prospettano tre ambiti di intervento fondamentali:

– innovazione (l’Italia presenta minori investimenti in R&S rispetto alla media UE);
– internazionalizzazione (pur rappresentando lo 0,9% della popolazione mondiale l’Italia ha una quota del 3,5% dell’export mondiale. L’internazionalizzazione è quindi un importante volano per la crescita);
– patrimonializzazione (le piccole imprese sono più indebitate rispetto alle grandi. Ampi margini di miglioramento dal punto di vista della patrimonializzazione aziendale).

UniCredit Group e le Associazioni di categoria continueranno a lavorare al fianco delle piccole imprese: Sos Impresa Italia infatti verrà portato avanti ancora nei prossimi mesi e UniCredit è già pronta ad aderire ad una eventuale proroga da parte dell’Abi della moratoria sui finanziamenti alle Pmi.

Fonte: UniCredit Group News

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SpendereMeglio, il blog che ti fa risparmiare

Si chiama SpendereMeglio ed è il primo blog pensato da UniCredit completamente dedicato al risparmio. SpendereMeglio è un blog friendly destinato ad un’ampia fascia di utenza e fornisce consigli utili per ogni tipo di risparmiatore.

Se anche voi credete che il miglior guadagno è il risparmio, su SpendereMeglio scoprirete istruzioni valide per risparmiare sui vostri consumi quotidiani e domestici: grazie a questo blog potrete imparare ad economizzare sulle vostre bollette, sui costi, i consumi e tutte le spese che da oggi potrete gestire e controllare in maniera più efficiente!

Sul blog SpendereMeglio, inoltre, si possono trovare adeguati consigli e dettagliate informazioni riguardo mutui, prestiti e carte di credito, con tanto di guide dedicate a ciascun argomento. Il blog, infatti, contiene delle sezioni dedicate per queste 3 categorie con decine di articoli riservati a ciascun argomento. Per la ricerca degli articoli pubblicati sul blog, SpendereMeglio dispone di un archivio con articoli suddivisi per tema e data, e un utile strumento di ricerca interna che, attraverso l’inserimento di parole chiave (es. Cerca: “mutuo a tasso fisso” o “conto corrente”), permette di scovare tutti i suggerimenti sugli argomenti desiderati.

Se anche voi pensate di avere dei margini di miglioramento sul metodo di gestione della vostra economia, SpendereMeglio è lo strumento più adatto per sfruttare questa opportunità.

Vi invitiamo quindi a visitare SpendereMeglio, sicuri che non lo lascerete senza aver prima conosciuto almeno un paio di buoni consigli per il vostro risparmio.

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Nasce www.cassaintegrazione.it, il sito della Cassa Integrazione in Italia

Appena pubblicato il sito www.cassaintegrazione.it, si annuncia come la guida più completa alla Cassa Integrazione con notizie, aggiornamenti, informazioni, opportunità di lavoro, annunci e normative. Cassaintegrazione.it raccoglie le maggiori fonti di informazione sulla Cassa Integrazione Guadagni, Cigo, Cigs e mobilità aggiornate in tempo reale per aiutare lavoratori, cassaintegrati ed aziende ad orientarsi meglio e cogliere tutte le opportunità di lavoro e guadagno.
Finalmente un sito per chi non vuole stare con le “mani in mano” di fronte a fenomeni come disoccupazione, recessione, cassa integrazione, ma è invece determinato a reagire e fronteggiare la situazione sfruttando tutte le informazioni oggi disponibili.
Per questo nasce Cassaintegrazione.it, con l’obiettivo di fornire in maniera sempre più approfondita ed articolata tutto il supporto informativo sull’argomento, dedicando particolare attenzione alle persone e alle aziende che non hanno intenzione di osservare passivamente gli eventi e piangersi addosso ma desiderano cercare strumenti e strategie per fronteggiare la recessione in modo attivo e con fiducia.
Sul sito sono ovviamente disponibili tutte le normative di riferimento sul tema lavoro e cassa integrazione, ma c’è di più.
Molto interessante ed innovativo, infatti, l’approccio concreto e pragmatico al problema. Nella sezione “guide pratiche” è possibile consultare gratuitamente dei veri e propri “manuali di istruzioni” alla Cassa Integrazione.
Alcuni esempi: Come lavorare e guadagnare senza perdere la cassa integrazione, Come funziona il Piano Famiglia per sospendere le rate del Mutuo in caso di Cassa Integrazione e Mobilità nel 2010 e 2011, e così via.
Aggiornatissima l’area news in tempo reale con tutte le novità pubblicate in italia sull’argomento.
Cassaintegrazione.it si avvia dunque a rappresentare un punto di riferimento per lavoratori, famiglie ed aziende: uno “sportello” non solo di informazione ma anche di supporto per tutte le parti sociali, ideale punto di incontro per superare la congiuntura con spirito positivo e cooperativo.
Link di riferimento: www.cassaintegrazione.it

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Alessandro Marchesi, responsabile commerciale di Mediolanum Comunicazione, in diretta su Mediolanu Channel

La puntata di ieri sera, lunedì 23 novembre, di “Economia, quello che gli altri non dicono”, in onda su Mediolanum Channel, si è aperta con un annuncio stampa veicolante il concetto ‘capovolgi il tuo punto di vista’. È stato subito evidenziato il punto focale della trasmissione: ‘Comunicare positivo ai tempi della crisi’. Proprio a tal proposito Alessandro Marchesi, direttore commerciale Alboran, divisione di Mediolanum Comunicazione, ha sottolineato durante la trasmissione che: “Oggi è importantissimo comunicare ma molte aziende non ne hanno il coraggio ed è un grosso errore perché chi osa può avvantaggiarsi enormemente nei confronti dei competitors. In chiusura ha ribadito come “Tanti nuovi imprenditori sono nati durante una crisi perché si sono ritrovati a dover cercare nuove strade, nuove idee e quindi vincenti”.

Mediolanum Channel è su:
Sky, canale 803
http://www.mediolanumchannel.tv/

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Gestire con cautela le azioni

L’economia italiana risente ancora e senza dubbi della crisi che circa un anno fa ha messo in ginocchio la finanza di tutto il mondo, propagando con un vero e proprio effetto domino, panico tra le grandi società e i grandi investitori.
Tuttavia una buona dose di ottimismo non viene sottovalutata soprattutto da coloro che intravedono nelle loro aziende e attività dei punti saldi per risanare lo scenario economico italiano e forse gli unici motori che possano in qualche modo far ripartire la grande macchina economica.
Nella dodicesima edizione del Forum degli Asset Manager hanno infatti partecipato rappresentanti di spicco tra i quali Carlo Trabattoni, amministratore delegato di Schroders Italia, Pietro Giuliani, Presidente e Amministratore delegato di Azimut Holding S.p.a, Davide Cataldo, responsabile di Pioneer Investment.
Quanto è emerso, è che in questa fase di stasi economica, per quanto i bond continuino a non essere tra le scelte più appealing per gli investitori, rappresentano comunque la soluzione più redditizia e che sa garantire maggiore stabilità alle masse economiche investite.
Secondo lo stesso Pietro Giuliani, è evidente che non ci si poteva aspettare molto dagli investimenti massivi sulle obbligazioni, e questo doveva essere ben chiaro già a partire dall’inizio del 2007. Solo il fatto che lo stesso 2007 rappresentava il quinto di una serie lunga di anni in cui, bene o male, gli affari erano andati a buon fine per tutti, poteva è stao l’ago della bilancio
Attualmente, continua Giuliani, sembra che solo i mercati emergenti saranno quelli con le maggiori probabilità di successo in termini di crescita per i prossimi anni.

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Alessandro Marchesi ospite di Paolo Liguori su Mediolanum Channel

Questa sera, lunedì 23 novembre, alle ore 21.00 verrà trasmesso in diretta su Mediolanum Channel il programma”Economia. Quello che gli altri non dicono!”, che vuole dare un’alternativa a tutti quei media che, in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo, danno un’informazione parziale e fermandosi troppo spesso ai luoghi comuni. Durante la trasmissione, condotta da Paolo Liguori, vengono presentati ospiti che raccontano il loro modo di vivere la crisi, le soluzioni che hanno trovato per non lasciarsi fermare, dando una visione economica “positiva”. Tra gli ospiti della serata Alessandro Marchesi, direttore commerciale Alboran, divisione di Mediolanum Comunicazione: “Comunicare ai giorni nostri vuol dire utilizzare la tradizione con l’innovazione: usare strumenti nuovi ma con criteri tradizionali”.
Satellite: Canale 803 di Sky
Link Sito: http://www.mediolanumchannel.tv

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Ancora echi da “Colazione a Mezzanotte”

Tre letture per emozionare, dare speranza e soprattutto ricordare che l’arte è ancora viva e pulsante.
Parole eleganti e toccanti si sono sentite durante “Colazione a mezzanotte”, anteprima del Mediolanum Market Forum, parole con cui si è voluta aprire una giornata dedicata all’economia ed alla crisi. I versi di Giuseppe Ungaretti che hanno emozionato profondamente il pubblico sono stati seguiti dalle parole di Ermanno Olmi , capaci di dare speranza in un momento di crisi profonda come quello in cui viviamo ed infine dal brano di Gianna Nannini in grado di richiamare quella spiritualità che troppo spesso oggi viene dimenticata.
In un luogo dove l’economia ha sempre regnato la poesia ha trovato uno spazio e lo ha usato per ricordarci che vive ancora. E le emozioni regalate dalle penne di tre grandi artisti risuonano ancora a Palazzo Mezzanotte, cercando di ricordare che arte ed economia devono tornare a camminare fianco a fianco come nel Rinascimento, uno dei periodi più lucenti della nostra storia che guarda caso è venuto dopo un periodo tra i più bui.
“La notte bella” di Giuseppe Ungaretti è stata la poesia che più ha emozionato la platea si può leggere qui di seguito:

Quale canto s’è levato stanotte/che interesse/di cristallina eco del cuore/le stelle/Quale festa sorgiva
di cuore a nozze/Sono stato/uno stagno di buio/Ora mordo come bambino /la mammella/lo spazio/
Ora sono ubriaco d’universo.

E’ possibile vedere tutti gli ospiti che sono stati presenti ed il video del format su Mediolanum Channel

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Alla sua V edizione il Mediolanum Market Forum diventa punto di riferimento del mondo dell’arte, dell’innovazione e della creatività coniugati con la finanza

Il mondo della finanza – grazie alle iniziative di Banca Mediolanum – intraprende con decisione il cammino per far tornare l’uomo al centro dello sviluppo.
Straordinaria affluenza all’edizione di ottobre 2009, con centinaia di domande di partecipazione rimaste inevase per la ridotta capienza del palazzo della Borsa di Milano, location dell’evento.
I temi in discussione e in approfondimento erano molteplici e complessi ma la centralità era rappresentata da una nuova visione etica come strumento per un’economia sostenibile. Questo nuovo approccio, tra l’altro condiviso anche negli ultimi due grandi meeting globali (USA e Turchia) insieme all’ingegno, alla creatività e ad una prospettiva ecologica è stato il grande protagonista del “Mediolanum Market Forum Ottobre 2009” e del nuovo format “Colazione a Mezzanotte”. A ciò si deve aggiungere, nel corso di una straordinaria giornata all’insegna della condivisione e della ‘contaminazione’, il grande impatto dato dalla presenza in sala di un cospicuo numero di artisti confluiti per il battesimo della “Arnoldo Mosca Mondadori Editore”. L’editore ha presentato, infatti, una collana di libri realizzati in numero limitato con tecniche artigianali in collaborazione con RAM, una web radio sull’arte, un occasione di connubio tra arte antica e nuove tecnologie. Su questo primo tema ha preso l’avvio la giornata, allo spaccare delle ore otto di mattina. Questa iniziativa si inserisce in un progetto più ampio di Banca Mediolanum votato a promuovere attività legate alla cultura, per indagare sul ruolo dell’arte e dell’artista nella società contemporanea.

L’evento è stato trasmesso sul canale satellitare Medionalum Channel (Sky 803) ed in streaming su http://www.mediolanumchannel.tv e sul sito www.mediolanummarketforum.com, su questi portali è possibile vedere diversi contributi degli ospiti al Mediolanum Market Forum di ottobre 2008.

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In diretta dal Mediolanum Market Forum presso il palazzo della Borsa di Milano: Piu’ forti della crisi

Il Mediolanum Market Forum – Ottobre 2009, alla sua V edizione affronta l’effetto dirompente che l’ultima grande crisi ha avuto sull’economia e sull’evoluzione produttiva del pianeta, generando nuovi equilibri, nuovi scenari, nuove opportunità.

In questo blocco del programma si approfondirà il tema del valore positivo delle crisi. Ogni evoluzione presenta, prima o poi, un momento critico che ne spezza lo sviluppo lineare con uno sconquasso in grado di ridisegnare i valori in campo e conseguentemente di rilanciare un nuovo e ancor più significativo progresso. Le opportunità offerte dalla grande crisi del 2009: vengono presentati alcuni casi di successo.

Interverranno:
– Alberto Bauli, Presidente Bauli S.p.A.
– Enrico Bracalente, Amministratore Unico Gruppo Nero Giardini
– Massimo Doris, A. D. Banca Mediolanum
– Oscar Giannino, Giornalista
– Remo Lucchi, A. D. Gfk Eurisko
– Giorgio Viganò, Presidente e A. D. di RVA Rasini Viganò S.p.A.

Ecco le loro testimonianze.

Alberto Bauli, Presidente Bauli S.p.A.: “In questo anno difficile è stato possibile crescere ed acquisire quattro marchi storici, operazione già in atto da tempo. Soprattutto in tempo di crisi, puntiamo alla qualità della gestione , degli investimenti. Siamo preparati a sfruttare tutte le occasioni e cogliere il giusto momento. Aumentando le dimensioni possiamo puntare alla maggiore economia di scala; il denaro costa poco… è il giusto momento per fare acquisizioni. C’era la corsa da parte della banche per supportare il nostro progetto di espansione. C’è spazio per fare di più. Il valore delle aziende è sceso, questa è una crisi che riassetterà il tessuto economico. A riguardo dell’export: faremo una joint venture con un’azienda indiana; lì esporteremo la tecnologia che adottiamo, che permette una shelf life allungabile, dunque un risparmio notevole.

Massimo Doris, A. D. Banca Mediolanum:” Noi abbiamo conseguito risultati straordinari quest’anno, +110% rispetto allo scorso anno, nettamente superiori rispetto ai nostri concorrenti. Dobbiamo dire grazie al mix fra decisioni strategiche e opportunità di business. Quando l’anno scorso si parlava di mutui, abbiamo preso una decisione di tagliare i tassi dei mutui, non solo per i nuovi clienti ma anche per quelli che già avevano sottoscritto il mutuo. In tanti aspetti ci siamo posti diversamente dalle altre banche. Ci siamo evidenziati anche per la decisione, subito dopo il fallimento della Lehman, di non penalizzare i nostri clienti e di rimborsarli. Infine,abbiamo raddoppiato gli investimenti pubblicitari ed aumentato le trasmissioni sul nostro canale per tenere informato il mercato. Per il futuro punteremo a prodotti nuovi, come il conto Freedom con grandi vantaggi per il clienti, investiremo sempre in pubblicità e continueremo ad aumentare la formazione. Prevediamo nuovi corsi sia per i consulenti, sia per i manager, ma anche di tipo finanziario per i clienti”.

Remo Lucchi, A. D. Gfk Eurisko afferma: “Il PIL è letteralmente precipitato nel 2008, e si prevede come data per la ripresa il 2017. Le aziende che non hanno preso dei provvedimenti in termini di costi rischiano molto, perché non c’è una ripresa a breve. Bisogna fare innovazione di prodotto, fare veri investimenti per innovazione vera, di prodotto e di processo. Per fare qualità a prezzi interessanti, bisogna fare innovazione di qualità e deve essere perseguita da tutti”.

Enrico Bracalente, Amministratore Unico Gruppo Nero Giardini aggiunge: “L’approccio migliore per affrontare una crisi è aggredirla. Noi già alla fine 2007 abbiamo avuto prime avvisaglie, quindi dai primi mesi del 2008 abbiamo cominciato a fare strategie mirate, investendo moltissimo in formazione, creando una struttura commerciale con più venditori, aumentando la comunicazione. Prodotto, servizio e comunicazione sono i tre fattori principali per un’azienda. In questi momenti difficili bisogna investire sempre, avere la forza economica ed il coraggio. Quando nel 2000 tutti dicevano di dislocare all’estero io sono andato in controtendenza, e questa scelta mi sta premiando anche se allora non è stato facile. Il fatto che oggi il cliente guarda la provenienza del prodotto premia la nostra scelta. In sintesi: noi imprenditori dobbiamo sempre guardare avanti con ottimismo”.

Prosegue Giorgio Viganò, Presidente e A. D. di RVA Rasini Viganò S.p.A.: “Questa crisi è stata anomala perché divisa in più tempi. Noi da subito cercato di soddisfare meglio le esigenze del cliente.Siamo un’azienda famigliare e quindi abbiamo tempi decisionali brevi. Nel 2009 il trend, che per noi era in aumento, ha avuto un rallentamento, ma non un arresto. Abbiamo creato nuova sede che ci ha aiutato molto; abbiamo investito non solo in nuove risorse umane, ma anche nella loro formazione, ed abbiamo puntato molto anche nella comunicazione. Investendo anche nel sociale”.

Conclude Oscar Giannino,giornalista opinionista, : “Sì, ci sono tante opportunità in questa crisi. Ho un termometro aggiornato a ieri di tutto quello che fanno le aziende. Il dato è che i grandi gruppi hanno fatto tagli molto incisivi . Mentre prima si doveva fare outsourcing, oggi bisogna fare inforcing, investendo sulla formazione. Oggi la manifatturiera italiana non è morta, anzi è vitale più che mai.
Da aprile noi stiamo assistendo nel settore della manifattura ad un processo di dislocazione mondiale, soprattutto intorno alla Cina. Di fronte a questa sfida avremo una crescita come quella che si è vista dopo l’Euro”.

L’evento sarà visibile sul canale satellitare Medionalum Chanell (Sky 803) ed in streaming worldwide sul sito http://www.mediolanumchannel.tv oppure su www.mediolanummarketforum.com a partire dalle ore 9.30 dell’8 ottobre 2009.

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Colazione a (palazzo) mezzanotte: ‘Dopo il ‘diluvio’ nel nome della contaminazione tra arte e finanza.

Nasce un nuovo format come anteprima del Mediolanum Market Forum in programma l’8 ottobre dalle ore 8: “Colazione a mezzanotte” nel quale verrà presentata – su invito di Banca Mediolanum – la nuova casa editrice “Arnoldo Mosca Mondadori Editore”.
La parola d’ordine dell’incontro è ‘contaminazione’. Il mondo della finanza e dell’economia si incontra con quello dell’arte e della cultura: l’arte da mero investimento ritorna ad essere espressione profonda dell’anima, espressione che aiuta a riportare l’uomo al centro di tutte le attività, anche quelle dell’economia. Un compositore, Ennio Morricone, un poeta, Valentino Zeichen, uno scrittore, Paolo Maurensig, un musicista, Carlo Crivelli ed uno scultore, Getulio Alviani, sono invitati a raccontare la loro esperienza quali fautori dei preziosi volumi della casa editrice Arnoldo Mosca Mondadori. Presenzieranno all’evento Dora Stiefelmeier, Mario Pieroni, Cristina Mondadori, Livia Pomodoro e Sara Doris oltre naturalmente a Arnoldo Mosca Mondadori. L’organizzazione dell’incontro è a cura di Mediolanum Comunicazione-Divisione Alboran.

L’evento sarà visibile sul canale satellitare Medionalum Chanell (Sky 803) ed in streaming worldwide sul sito http://www.mediolanumchannel.tv oppure su www.mediolanummarketforum.it a partire dalle ore 9.30 dell’8 ottobre 2009.

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“Mediolanum Market Forum – ottobre 2009”. DOPO IL DILUVIO

30 settembre 2009. Si avvicina la data della quinta edizione del “Mediolanum Market Forum”, che si terrà giovedì 8 ottobre 2009 con diretta su Sky e sul web dalle ore 9.30 alle 13.40 presso Palazzo Mezzanotte, Piazza degli Affari, Milano.
Il convegno verrà trasmesso in tutta Europa in doppio audio (italiano e inglese) sul canale satellitare Mediolanum Channel (Sky 803) ed in streaming worldwide su internet (www.mediolanumchannel.tv) in 3 lingue (italiano, inglese e spagnolo).
La struttura generale del Forum prevede una ripartizione in 4 blocchi, moderati da Andrea Cabrini, Direttore di Class – Cnbc. La partecipazione è strettamente ad invito.

Introduzione
Obbiettivo principale di questa edizione del Mediolanum Market Forum sarà quello di valutare quali siano le mosse e gli atteggiamenti più adatti per cogliere i segnali di ripresa che giungono da diverse parti. Siamo probabilmente al guado della grande crisi, ma è necessario saper leggere nel modo corretto tutti gli indicatori – non sempre omogenei – che giungono da mercati, economia reale, media e istituzioni. Come ci si comporta allora dopo il diluvio?
L’effetto dirompente che l’ultima grande crisi ha avuto sull’economia e sull’evoluzione produttiva del pianeta sta generando nuovi equilibri, nuovi scenari e nuove opportunità. Una nuova etica sembra essere lo strumento per un’economia sostenibile del domani; e poi l’ingegno e la creatività, la capacità cioè di innovare prodotti e processi produttivi in modo più efficiente, economico ed ecologico. Siamo dunque in una fase estremamente turbolenta: la ripresa è visibile all’orizzonte, ma nel breve periodo potrebbero prevalere ancora timori, incertezze e impulsività.
Di questo nuovo mondo che si sta generando bisognerà imparare le regole, capirne le opportunità e conoscerne alcuni meccanismi. Ecco allora che i protagonisti dell’economia e del mondo bancario potranno chiudere il Forum cercando di delineare il profilo del dopo-crisi, così che la ripresa non diventi un panorama sconosciuto nel quale rischiare di perdersi, ma un mondo migliore colmo di opportunità e regole più solide per tutti. Il convegno è presentato da Banca Mediolanum e organizzato da Mediolanum Comunicazione.

Gli argomenti affrontati durante l’incontro

ORE 8.00
Anteprima della Arnoldo Mosca Mondadori Editore.

ORE10.30
PIU’ FORTI DELLA CRISI
Il valore positivo delle crisi. Ogni evoluzione presenta, prima o poi, un momento critico che ne spezza lo sviluppo lineare con uno stravolgimento in grado di ridisegnare i valori in campo e conseguentemente di rilanciare un nuovo e ancor più significativo progresso. Le opportunità offerte dalla grande crisi del 2009: alcuni casi di successo.

ORE 11.15
L’ANNO CHE VERRA’
I settori e le innovazioni su cui puntare per una ripresa ancor più impetuosa. La velocità del progresso (tecnologico, informatico, nelle comunicazioni) come una costante in continuo aumento nel corso della storia: un moltiplicatore di opportunità col quale non sempre è facile stare al passo. Verranno presentati e raccontati alcuni esempi concreti di produttività, imprenditorialità e ingegno.

ORE 12.20
QUELLO CHE SERVE ALLA GENTE
Negli ultimi 20 anni l’atteggiamento e la consapevolezza dei consumatori sono cambiati come pure gli stessi meccanismi di domanda-offerta. Oggi, aziende ma soprattutto banche, imprese e mondo della consulenza stanno davvero dando ai consumatori ciò di cui hanno bisogno? Quali sono le priorità? Etica nel mondo degli affari e nella fruizione delle risorse: ‘business oriented’ o ‘customer oriented’? L’importanza di una corretta ed efficace comunicazione; i guasti di una cattiva comunicazione; l’importanza di saper ascoltare.

ORE 13.00
IL PARADISO PERDUTO
Il grande nodo dello Scudo Fiscale, tra etica e opportunità. Un’operazione coordinata dai più importanti paesi del mondo che potrebbe portare in Italia alcune centinaia di miliardi di Euro. Dove confluirà o dove dovrebbe confluire questa liquidità? Che contributo potrà dare alla ripresa economica? Avrà conseguenze sui mercati e sull’economia del Paese?

Diretta dalle ore 9.30 su Mediolanum Channel Sky 803 ed in streaming worldwide su www.mediolanumchannel.tv

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Giuseppe Mascitelli: vision, tecnocreatività e ‘wearable technology’

Milano, 26 settembre 2009. L’anno Europeo della Creatività e Innovazione (“The European Year of Creativity and Innovation 2009”) ha portato alla ribalta, durante il periodo più impegnativo della crisi mondiale, l’importanza del concetto di innovazione coniugato con quello della creatività e sull’argomento è stato intervistato Giuseppe Mascitelli, AD di Mediolanum Comunicazione.
Ecco l’intervista avvenuta durante la preparazione di un evento che si terrà a Palazzo Mezzanotte di Milano nei primi giorni di ottobre.

Nei periodi di recessione, come quello che stiamo vivendo, qual è il ruolo che devono svolgere la creatività e l’innovazione?

“La creatività, in questo particolare momento, diventa la medicina per guarire, ma con questo non intendo la medicina da ‘pronto intervento’ bensì quella che saprà, passato il momento di emergenza, essere la vera linfa vitale della ripresa che sta già mostrandosi in questo finale di anno…’.

‘Gente Money’ del gennaio 2001 pubblicava una sua intervista riguardante Planet Alboran, una web tv antesignana con oltre 50 canali tematici, intervista in cui testualmente asseriva: “Con il progetto Planet Alboran vogliamo essere soprattutto multicanale: i nostri programmi si ricevono via satellite, via cavo, con modem normale o con Adsl. Stiamo anche sperimentando un formato per cellulare. Tv, pc o cellulare non importa il media di arrivo…”.
Quello che affermava ben 8 anni fa risulta ancor oggi di massima attualità: possedeva la sfera magica per vedere il futuro?

“La mia formazione a Urbino nella facoltà di filosofia e la frequentazione di un gruppo di lavoro capeggiato dalla Jervis Comba, mi ha aiutato a non accontentarmi mai e di cercare sempre il ‘non-visto’ …. Anche ora, in cui mi adoperando per la contaminazione tra un linguaggio teatrale e polisensoriale con uno tecnologicamente avanzato, mi sento di portare un messaggio di innovazione. Continuo a ripeterlo e lo ribadisco anche in questa occasione: il concetto di ‘Tecnocreatività’, da me espresso nei primissimi anni ’90, è il riassunto della tendenza vincente in questi anni di forte trasformazione”.

Per concludere. Tutti ora parlano di web, social network, interazione computerizzata e lei invece, grazie alla partnership, fatta già qualche anno fa, con Mobango, una Mobile Company, guarda alla telefonia mobile e alle opportunità che potrebbe generare: non si stanca di essere sempre avanti di un passo?

“Come diceva Walt Disney bisogna guardare sempre avanti e nel caso decidessimo di voltarci verso il passato deve servire solo per essere più attenti ed esperti nell’affrontare le nuove sfide; ma per capirle in profondità è necessario avere dimestichezza con un approccio di stampo culturale/antropologico che ci insegna come i simboli, i valori e le idee condivise possono appartenere a specifiche comunità e diventare il vero ‘collante’ per tenerle vive e coese. L’interazione applica questo concetto e Mobango – una delle prime community per mobile nate in internet con quasi 5 milioni di utenti iscritti – rappresenta un’ulteriore evoluzione: l’essere ‘wearable’, proprio dei cellulari preannuncia come il concetto di condivisione e social networking si appresti a diventare ‘indossabile’ “.

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Ripresa economica lunga, faticosa e lenta

Il Centro studi di Confindustria ha stimato che tra il 2009 e 2010 i posti di lavoro che si perderanno saranno intorno ai 700000 e nonostante che tutti gli indicatori economici mondiali danno chiari segni di ripresa tale ripresa sarà lenta, faticosa e graduale per cui necessita intervenire con nuove politiche imprenditoriali per potersi allontanare da questa situazione piena di incertezze.
Il Presidente della Confindustria Emma Marcegaglia individua nelle grandi ristrutturazione e nelle riconversioni, per le quali è necessario ottenere il credito, le priorità per uscire il più velocemente dalla crisi.
Anche il ministro delle finanze Tremonti ha nuovamente confermato che il danaro per le imprese li possono mettere i governi e le banche, ma, anche se il governo si sta adoperando con il massimo impegno sono le banche le principali attrici e da loro ci si aspetta in impegno maggiore attraverso l’utilizzo dei Tremonti Bond.
Al momento risulta che solamente il Banco popolare abbia utilizzato i bond governativi mentre invece le banche più grandi quali Intesa Sanpaolo e Unicredit hanno recentemente dichiarato che non intendono utilizzarli andando contro gli interessi del paese Tremonti ha dichiarato che le grosse banche ragionano da “grande industria bancaria” per cui risultano poco idonee a servire un tessuto produttivo come quello italiano, richiamando le banche stesse all’accordo firmato pochi mesi fa al quale hanno aderito la maggior parte degli istituti di credito italiani(Moratoria dei debiti alle PMI) altrimenti non ci sarà per gli istituti di credito la detassazione sulle perdite sui crediti.

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Informazioni economiche, banche, mutui, prestiti, finanziamenti e le ultime notizie di Economia.

Economia

Il Sito di Economia dedicato all’economia in ogni suo aspetto “Economia Oggi“, con utili informazioni economiche e le ultime notizie di economia, presenta il propio Forum sull’Economia.

Potrete discutere dei problemi e degli aspetti dell’Economia della Finanza e del Lavoro semplicemente registrandovi al sito.

L’obiettivo perseguito di Economia Oggi è quello di rendere più facile e accessibile il difficile linguaggio tecnico adoperato per descrivere l’attuale crisi finanziaria che sta sconvolgendo il mondo intero.

Economia Oggi tratta argomenti quali; Accesso al Credito, finanziamenti a privati e finanziamenti alle aziende, Lavoro (anche B2B, per trovare aziende partnership), Basilea 2 (Pilastri, Sistemi di Ponderazione, Rischi), Rating (Analisi Quantitativa, Analisi Qualitativa, Analisi Andamentale), Confidi (Consorzi di garanzia collettiva dei fidi).

Inoltre sono presenti utili esempi per la compilazione di documenti quali; esempio di fatture, fatture e ritenute d’acconto per contribuenti minimi, cambiali, F24, sospensione del mutuo, esempio di valutazione bancaria.

Infine tutto su Mutui e Prestiti;

– Mutuo a tasso fisso, Mutuo a tasso variabile, Mutuo a tasso variabile con limete Cap e Floor, sospensione del mutuo, mutui alle aziende, calcola la rata del tuo mutuo, scegli il mutuo più conveniente.

– Il prestito personale, Cessione del quinto, Prestito cambializzato, prestiti online, prestiti veloci.

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Disponiamo inoltre di sezioni indicate a rendere più visibile il proprio sito web, grazie ad un’ innovativa web directory aziendale dove si potrà in maniera opzionale anche indicare se si cercano collaboratori, dipendenti, stagisti o creare rapporti di partnership con altre aziende (B2B) ed inoltre si potranno inviare articoli e annunci gratis riguardanti la propria azienda, il proprio lavoro, l’economia e la finanza.

Offriamo strumenti per gli studenti universitari per la stesura della propria tesi e una sezione dedicata all’istruzione con download di file utili di economia creati dallo staff di Economia Oggi.

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Il portale di Economia, “Economia Oggi”

http://www.economiaoggi.it

è stato realizzato da:

Web of Quality “Realizzazione siti internet e servizi web”

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Porchietto, elezioni provinciali di Torino. Il programma

Torino, 26 maggio 2009 – E’ on-line da oggi sul sito www.claudiaporchietto.it il programma per il futuro della Provincia di Torino della candidata alla presidenza del centrodestra, Claudia Porchietto.

Nato dopo un’ampia e attenta condivisione con il territorio, fatto dunque partire dal basso, dalle proposte di migliaia di cittadini e amministratori incontrati nei tre mesi passati a visitare tutte le città della provincia di Torino e dalla forte condivisione in rete, racchiude in una sintesi di 13 pagine un progetto a lungo termine per ridisegnare un’identità all’ente territoriale. Caratteristica principale del programma di Claudia Porchietto è quella di dare tempi certi per gli interventi già dichiarati che andranno rispettati.

Alcuni punti cardine del programma sono:

Dare più sicurezza, creando le condizioni per una convivenza serena e sicura per tutti, in modo che la gente non abbia più paura di passeggiare nelle proprie strade. E su questo si incentra il progetto di polizia provinciale, con la creazione di macroaree comunali per una razionalizzazione delle polizie locali, presentato nei giorni scorsi.

Proteggere il lavoro, incentivando le aziende che producono sul nostro territorio e utilizzando tutti i mezzi e le risorse per combattere la disoccupazione. Ciò per pensare al domani, collaborando con le parti sociali, rilanciando la formazione professionale e rafforzando lo spirito imprenditoriale. La nostra provincia deve offrire, in un contesto di forte coesione sociale, certezze per il presente e opportunità ai nostri figli.

Fare la Tav e le infrastrutture, perché da troppi anni si parla della Tratta ad Alta Velocità Torino- Lione, della Tangenziale Est e della quarta corsia della Tangenziale Nord, senza che tali interventi siano ancora partiti e dimenticando che portare la nostra provincia al centro del principale asse di comunicazione nel continente vuol dire creare posti di lavoro per la gente e sviluppo per l’economia locale. Ciò avverrà ascoltando le esigenze delle comunità interessate, perché le opere diventino una vera occasione per il futuro del territorio.

Rivedere i consorzi rifiuti, abbassare la tassa e sviluppare la raccolta differenziata con metodi più moderni abolendo il “Porta a Porta”, poiché tale sistema è stato un vero fallimento, che ha causato disagi e un aumento smisurato dell’imposta per cittadini e imprese. Accorpando i consorzi, tagliando le spese inutili e abolendo il “porta a porta”, mantenendo la differenziazione di plastica, carta, alluminio e vetro, si garantirà la riduzione della tassa rifiuti del 30%.

Tagliare gli sprechi, perché in tempo di crisi non è possibile continuare a finanziare consulenze, iniziative costose e poco proficue, creare uffici senza funzioni precise e utilizzare risorse per consulenze inutili. Bisogna ridefinire, con rigore e determinazione, le competenze e la struttura della Provincia eliminando gli sprechi e snellendo la burocrazia. La Provincia deve tornare a fare il proprio lavoro al servizio del cittadino nell’ottica dell’efficienza.

Costruire il futuro, perché il nostro non sia più il territorio del passato e delle occasioni perdute, dove chi amministra naviga a vista mentre i cittadini vedono un lento e inesorabile declino. E’ necessario tornare a credere nelle nostre capacità, ispirandoci a quelle persone e quelle aziende che, nate e cresciute nella nostra provincia, ottengono successi in tutto il mondo. Aiutando concretamente chi ha voglia di fare e di emergere, la nostra provincia andrà riportata al posto che le spetta in Italia e in Europa.

Molti i temi trattati nel programma che vanno dal welfare all’ambiente, dall’economia al turismo, dalla cultura all’agricoltura e alle montagne, fino alla cura e all’impegno da destinare alla commemorazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Interventi fondamentali saranno da ritenersi quelli destinati alla viabilità, all’edilizia scolastica, al rilancio della formazione e al completamento della banda larga.

Viabilità
La Provincia di Torino è quella col maggior numero di incidenti nel 2007; il 59% di questi avvengono su strade provinciali. Si rendono pertanto necessari interventi strutturali per la messa in sicurezza delle strade come presupposto per un rapido e sicuro collegamento viario e per diminuire la mortalità. Andranno potenziate le infrastrutture per garantire un sostegno alla domanda e per creare una rete in grado di sostenere lo sviluppo economico. In particolare andranno realizzati al più presto alcuni interventi sulla rete stradale:

– tangenziale est di Torino
– decongestionamento del traffico gravante sulla cintura di Torino attraverso il potenziamento dei mezzi e dei percorsi alternativi.
– collegamento delle stazioni TAV con il resto della provincia
– completamento dell’Autostrada Torino-Pinerolo
– messa in sicurezza della 460 (strada statale di Ceresole)
– circonvallazione di Rivarossa e Front e collegamento con pedemontana

Edilizia scolastica
Andrà realizzata una mappatura completa, che oggi non esiste, delle reali necessità strutturali di tutti gli edifici scolastici che fanno capo alla Provincia, i quali, per più del 50%, non rispondono alla normativa antisimica. Avendo un quadro chiaro delle necessità di ristrutturazione si partirà con gli interventi che dovranno avere tempi certi di realizzazione. Tali interventi, grazie a strumenti di coinvolgimento di privati anche tramite il project financing, come avvenuto in altre regioni italiane, potranno avvenire in tempi certi per tutti gli istituti. La gestione del patrimonio di edilizia scolastica dovrà recepire i più elevati principi di razionalizzazione degli interventi manutentivi ordinari e straordinari e più alti standard qualitativi. Perché sicurezza vuole dire anche scuole sicure per i nostri figli.

Formazione
Verrà sostenuto l’apprendistato, con progetti che supportino la formazione di chi cerca lavoro e andrà favorito il duraturo inserimento in azienda. Si dovrà far crescere il sistema degli operatori della formazione professionale, coinvolgendo gli esperti dei singoli settori in cui la formazione sia finalizzata alla ricerca di lavoro. Sviluppare il sistema d’alta formazione torinese, promuovendo ulteriormente Torino come città di formazione internazionale.

Banda larga
Ultimo aspetto da sottolineare la necessità di completare, in accordo con la Regione, il raccordo con la banda larga per la connessione veloce a internet in tutti i Comuni della provincia. Ciò per permettere, mettendo a disposizione collegamenti moderni e veloci, quello sviluppo che il nostro territorio si merita.

“Il nostro è un progetto di lungo termine basato sulla concretezza e sulla voglia di ricostruire un’identità alla Provincia che la porti ad attirare nuove iniziative, attività e popolazione – ha sottolineato Claudia Porchietto. L’obiettivo è quello di sviluppare lavoro e ricchezza in un ambiente con la più alta qualità della vita. Ciò dovrà avvenire ripensando l’ente in termini di efficacia ed efficienza, con minori tempi burocratici e con netti tagli agli sprechi e alle spese inutili, in modo che possa finalmente tornare ad essere veramente utile ai cittadini”.

www.claudiaporchietto.it

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Economia, Economia ed ancora Economia…

Lo staff di Economia Oggi vi da il benvenuto nel suo nuovissimo portale riguardante il mondo dell’Economia, l’obiettivo perseguito è quello di rendere più facile e accessibile il difficile linguaggio tecnico adoperato per descrivere l’attuale crisi finanziaria che sta sconvolgendo il mondo intero.

Saranno trattati argomenti riguardanti il credit crunch, saranno chiariti quali sono i pilastri sui quali si basa Basilea 2, cosa è il rating e come è possibile migliorarlo, e perchè i Confidi sono un utile strumento per l’accesso al credito.

Avremo inoltre sezioni dedicate alla pubblicizzazione delle aziende e siti web degli utenti di “Economia Oggi” con una innovativa directory dove si potrà in maniera opzionale anche indicare se si cercano collaboratori, dipendenti, stagisti o creare rapporti di partnership con altre aziende.

Potrete inoltre inviare i vostri comunicati stampa sull”economia, la finanza, il marketing o la vostra azienda stessa il tutto sempre e completamente gratis!

Offriamo utili strumenti per gli studenti universitari per la stesura della propria tesi e una sezione dedicata all’istruzione economica.

Economia Oggi TUTTO sull’Economia!

www.economiaoggi.it

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Al Mediolanum Market Forum le riflessioni sul mondo che verrà

Importante momento di riflessione e confronto tra i big presenti provenienti dal mondo dell’economia, del giornalismo, dell’editoria e della finanza. Si è parlato di emozionalità ma anche di nuove industrie, sviluppo sostenibile e creatività: gli scenari futuri all’insegna dell’ottimismo

Milano, 30.04.09. Si è concluso ieri con la terza e quarta sezione di interventi, dal titolo rispettivamente “Crisi emotiva e crisi reale” e “Il mondo che verrà”, la quarta edizione del Mediolanum Market Forum che si è svolto, dalle 10 alle 14, a Palazzo Mezzanotte in Piazza degli Affari a Milano. Le due sezioni finali, come le due iniziali, sono state moderate da Andrea Cabrini, Direttore di Class – Cnbc.

Il convegno è stato trasmesso in tutta Europa, sia in italiano che in inglese, in diretta sul canale satellitare Sky 803 e in streaming, in tre lingue, sul sito Mediolanum Channel.

Ennio Doris, Oscar Giannino, Paolo Panerai, Mario Platero, Paolo Scaroni e Marco Tronchetti Provera si sono confrontati sulla recessione odierna, sia dal punto di vista psicologico che economico e sul sistema bancario, imprenditoriale ed energetico in Italia.

Paolo Scaroni, AD Eni, ha dichiarato: “Non esistono motivi per cui il prezzo del gas debba salire ulteriormente (anche se è già di per sé alto). La nostra azienda punta a due macro obiettivi: migliorare la quantità di petrolio estratto (da ogni pozzo si estrae un massimo del 30% del potenziale), in modo che si possa usufruire di 30 anni di idrocarburi in più; sosteniamo fortemente la scommessa sul solare, l’unica fonte veramente rinnovabile ed inesauribile”.

Marco Tronchetti-Provera, Presidente Pirelli & C. Spa, ha affrontato la strategia della sua azienda  per poi spaziare sul concetto di ecosostenibilità: “Pirelli continua a investire nella ricerca, ad esempio in nuovi pneumatici che aiutano a ridurre i consumi. L’industria può diventare ecocompatibile solo se esiste un sistema di controllo che vigila sull’applicazione delle leggi. Il modo di costruire case, auto e ambienti cambierà nel prossimo decennio e costituirà un’opportunità di sviluppo, perché consentirà la creazione di un indotto, di servizi ma anche di produzione industriale. Nasceranno quindi migliaia di nuove industrie che produrranno con un nuovo concetto di ecosostenibilità. Quest’ultima non è infatti più riferita soltanto a specifici prodotti ecologici ma è divenuta un concetto generale che noi abbiamo adottato in toto”.

E’ intervenuto a questo punto Ennio Doris, Presidente Banca Mediolanum, affermando che “Anche il ministro Marcegaglia sta diventando più ottimista. Sono d’accordo con Brunetta sul fatto che ci sia un dividendo della crisi. In America c’è un risparmio superiore a 700 miliardi di dollari grazie al basso prezzo del petrolio. Energia e tassi bassi, fattori in atto in questo momento, sono condizioni favorevoli per la ripresa”.

Il giornalista Oscar Giannino ha invece puntualizzato che “I mercati monetari e le istituzioni regolano la situazione finanziaria; è vero che la risposta deve provenire dal basso, ma questa dipende più dall’offerta che dalla domanda (la crisi del mercato dell’auto, ad esempio, è dipesa da una sovraofferta). E’ positivo il fatto che il Governo in questo momento possa spendere poco perchè questo lascerà ampi spazi all’offerta, compresa quella delle banche che concorreranno nell’attirare clienti”.

Tronchetti Provera ha evidenziato che “La crisi consente alcune riforme e ne impedisce altre, ma bisogna sempre tenere la tensione sociale sotto controllo, in modo da impedire la rottura e da tutelare le parti più deboli”, mentre Ennio Doris è convinto che i governi stiano “facendo sforzi enormi e le iniziative messe in capo stanno dando buoni risultati. In questa crisi esistono “medicine” (come bassi tassi e costo del petrolio) che non erano disponibili in passato.  In più questa recessione sta aumentando la creatività e dando un’accelerazione alle imprese creando innovazione, condizioni per lo sviluppo e nascita di nuove soluzioni che possono trasformarsi in opportunità: occorre non farsi distrarre dai problemi a breve termine ma guardare in prospettiva”.

La quarta sezione, “Il mondo che verrà”, ha affrontato le grandi opportunità proposte dalle banche sul breve periodo e la duplice beffa, della crisi reale e di quella generata dai media, sul lungo periodo. Si è discusso anche dei segnali che possono indicare lo status dell’economia mondiale.

Pietro Cafaro, Professore di storia economica e sociale, Università Cattolica Milano, ha espresso il suo parere sull’attuale crisi: “Quella odierna è una piccola crisi che porterà ad un cambiamento che pone fine al ‘900, il secolo breve che comincia alla fine dell’ ‘800 con la nascita del capitalismo. Si uscirà da questa crisi con la nascita di nuove potenze economiche (ma non ancora finanziarie) che hanno adottato la stessa impronta capitalistica dell’Occidente”.

Ennio Doris ha affrontato la situazione negli USA: “E’ in atto un’anomalia: negli Stati Uniti i prezzi di marzo, il livello più basso a cui sono arrivate le Borse, sono uguali a quelli del ’96, mentre il PIL è raddoppiato. Si prevede perciò che nei prossimi 12 anni i mercati dovranno riequilibrare i valori della Borsa e ciò rappresenta un’occasione”.

“Le famiglie continuano a non investire” ha spiegato Oscar Giannino “perché manca la comprensione e la fiducia, soprattutto verso chi propone obbligazioni che mirano ad una ripatrimonializzazione dell’istituto di credito più che all’interesse del consumatore. Le banche dovrebbero avere interlocutori attenti a monitorare la situazione che istillano maggiore fiducia e sicurezza”.

Remo Lucchi, AD Gfk Eurisko, ha evidenziato le cose positive che questa crisi ha portato: “Se nel 2008 le persone intervistate manifestavano l’impossibilità di progettare il futuro, la crisi e il terremoto hanno portato ad un cambiamento di approccio. Si è capito che il sistema produttivo non può non funzionare e ad un orientamento verso l’armonia politica, la responsabilità sociale, l’economia sostenibile, il senso di appartenenza e riscatto e la valorizzazione della qualità”.

L’economista Giovanni Palladino si è trovato d’accordo con Lucchi, affermando che “Questa crisi porterà alla pace mondiale e alla voglia di costruire piuttosto che di distruggere. In prospettiva la ricchezza verrà ricreata e si procederà, grazie alle scienze esatte, verso il progresso. Peccato che le scienze morali non abbiano avuto lo stesso sviluppo”.

Ennio Doris ha concluso il Mediolanum Market Forum con parole all’insegna dell’ottimismo: “Il mondo di oggi è ricco di opportunità straordinarie. Dopo questa crisi siamo tutti unanimi nel dire che si prepara un periodo di soddisfazione che ripagherà dell’insoddisfazione degli ultimi 12 anni, perciò guardiamo avanti”.

Info
Mediolanum Channel: http://www.mediolanumchannel.tv/
Minisito del Mediolanum Market Forum:

http://www.mediolanumchannel.tv/mediolanum_market_forum/mmf_200904_home.php

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È il momento del fare!

Basta parole, mettiamoci al lavoro”, queste le prime parole di Claudia Porchietto commentando l’investitura ufficiale alle elezioni per la Presidenza della Provincia di Torino del prossimo giugno. La candidata per PdL e Lega proviene dal mondo del lavoro e questo le consente di essere vicina alle problematiche del mondo produttivo e ai bisogni delle persone; per comprendere meglio le esigenze di tutti gli abitanti della provincia di Torino ha dichiarato: “Io mi impegno, sin da ora, a tenere aperti i canali di condivisione on line, a prescindere dal fatto che il risultato finale delle elezioni sia a mio favore o no. Credo nella trasparenza, nella condivisione e nell’innovazione e ho quindi bisogno di tutti coloro che vorranno rendersi utili per creare un percorso diverso e migliore per la nostra Provincia”. E termina con un perentorio invito:“Inviatemi le vostre osservazioni e segnalazioni per il nostro territorio”.  Ecco come contattare Claudia Porchietto: Sito: www.claudiaporchietto.it Ning ‘Cambiare insieme’: http://cambiareinsieme.ning.com/ Blog ‘Provincia e lavoro’: http://provinciaelavoro.blogspot.com/ Profilo personale in Facebook: http://www.facebook.com/home.php?ref=home#/profile.php?id=1372954338&ref=ts Fan page in Facebook ‘Claudia Porchietto Presidente’: http://www.facebook.com/pages/CLAUDIA-PORCHIETTO-PRESIDENTE/50394234891?v=wall&viewas=1372954338

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Forex Pros rivela la collezione completa delle sue tabelle di quotazioni.

Forexpros.it è fiera di rivelare la collezione completa dei suoi strumenti commerciali in tempo reale. Questi sono alcuni degli strumenti più avanzati che si possono trovare tutti raggruppati in un unico sito Internet e sono completamente gratuiti.

Nel portale dedicato al forex è possibile trovare cinque diverse tabelle di quotazioni, in grado di soddisfare le neccesità infomative di tutti i traders, brokers, gestori fondi e investitori privati che vogliono conoscere più a fondo il mondo forex.

Con la Tabella delle Valute Singole e dei Tassi Incrociati è possibile comparare la valuta scelta a tutte le altre valute del mondo.

Con la tabella dei Tassi Forex In Diretta delle Valute Principali si ha l’accesso ai dati forex aggiornati dal vivo sui principali incroci di valute, in un formato facile da leggere.

Nella Tabella de Tassi di Cambio Incrociati in tempo reale si accede ai dati forex aggiornati dal vivo su molti incroci di valute, in maniera semplice ed immediata.

La lettura della tabella dei Tassi di Cambio in tempo reale è molto semplificata dall’utilizzo delle bandierine del paese dal quale proviene la valuta.

Nella tabella dei Prezzi dei Futures è possibile trovare le quotazioni dei Futures delle valute, dei prodotti per l’energia, dei titoli, dei prodotti come carne, grano, caffè, zucchero e dei metalli.

Chi siamo
Forexpros.it è un portale informativo che fornisce notizie, analisi, grafici e informazioni sul forex. Ha sviluppato vari strumenti, come il calendario economico, le tabelle dei tassi d’interesse e degli indici, il cambia valute e i grafici forex sui tassi incrociati, tutti aggiornati in diretta e scaricabili completamente gratis.

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Forex Pros rivela la collezione completa dei suoi strumenti di trading.

Forexpros.it è fiera di rivelare la collezione completa dei suoi strumenti commerciali in tempo reale. Questi sono alcuni degli strumenti più avanzati che si possono trovare tutti raggruppati in un unico sito Internet e sono completamente gratuiti.

1. Grafici Flash – questi grafici di facile lettura contengono le alimentazioni di dati in tensione e forniscono le informazioni in diretta degli accoppiamenti di valuta di vostra scelta. E’ possibile anche aggiungere gli indicatori, quali le fasce di Bollinger

2. Grafici Forex in successione – questi grafici multipli avanzati, basati sul sistema Java, mostrano i 22 accoppiamenti di valute maggiori. E’ possibile scegliere i 4 grafici di accoppiamenti di valute da visualizzare sul desktop e contemporaneamente mantenere aperti altrettanti grafici supplementari! Si può cambiare l’apparenza dei grafici, modificando la scala temporale, il formato e lo zoom. Si possono anche aggiungere gli studi o gli indicatori quali le fasce di Bollinger e le onde di Elliot e infine salvare il lavoro eseguito!

3. Punti di Pivot – i punti di Pivot, il supporto ed i calcoli di resistenza sono ampiamente ritenuti come la strategia commerciale più semplice, tuttavia di maggior efficacia. Questi chiari indicatori di resistenza o di debolezza del mercato sono usati come base per la maggior parte dell’analisi tecnica. Il punto di Pivot è il punto in cui l’andamento del mercato cambia da ribassista a rialzista. E’ possibile osservare le tabelle dei punti di Pivot classici, Fibonacci, Camarilla, di Woodies o di Demark con i chiari segnali di compra/vendita.

4. Indicatore di Media Mobile – strumento in grado di segnalare quando vendere/comprare tutti gli accoppiamenti di valute principali, su una cronologia di tempo fino a 200 giorni indietro. E’ calcolato aggiungendo tutti i prezzi di chiusura in un determinato periodo del giorno e dividendoli per il numero totale di valori. E’ possibile selezionare il tipo di media mobile selezionando il tempo dall’elenco: più breve è il periodo e più dettagliato è l’indicatore.I livelli di media mobile semplice o esponenziale sono interpretati come supporto in un mercato in crescita o la resistenza in un mercato in caduta.

Chi siamo
Forexpros.it è un portale informativo e punto d’incontro per traders, brokers, gestori fondi e investitori privati che vogliono conoscere più a fondo il mondo forex.
Fornisce notizie, analisi, grafici e informazioni su forex. Ha sviluppato vari strumenti, come il calendario economico, le tabelle dei tassi d’interesse e degli indici, il cambia valute e i grafici forex sui tassi incrociati, tutti aggiornati in diretta e scaricabili completamente gratis.
 

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I dottorati di ricerca: crescità personale, investimento per il futuro o lavoro post laurea?

Col passare degli anni il mondo dell’università sta cambiando notevolmente e dimostra di voler prestare una sempre maggiore attenzione alla realtà produttiva esterna. I vari seminari, corsi, master che vengono frequentemente organizzati e allestiti sono proprio rivolti alla possibilità di voler rendere più accessibile la soglia delle ristrette esigenze curriculari, al fine di creare un maggior collegamento tra le conoscenze acquisite e gli sbocchi produttivi esistenti.

Cosa dice la legge
La legge di riferimento in questo senso è la n. 449 del 27 dicembre 1997, la quale elargisce crediti di imposta a imprese e soggetti di diversa natura dietro una assunzione degli oneri relativi a borse di studio che sono state concesse per la frequenza a corsi di dottorato di ricerca, nel caso in cui il relativo programma di ricerca sia concordato con il soggetto di cui al presente comma e nei casi di assunzione a tempo pieno… di titolari di dottorato di ricerca. La legge in questione, intitolata misure per la stabilizzazione della finanza pubblica, ha delineato tali orientamenti al fine di stabilire un’importante e utile connessione fra il mondo della cultura e il mondo del lavoro: ma per quanto riguarda i dottori di ricerca che operano nell’ambito delle materie umanistiche, questi orientamenti non forniscono alcun ausilio. Al contrario, è possibile ipotizzare che i provvedimenti citati in precedenza creeranno un numero spropositato in favore dei posti di dottorato istituiti nelle facoltà scientifiche e tecnologiche, che, essendo favorite nel mantenere delle relazioni durature e importanti col mondo dell’impresa, potranno usufruire di sostanziose integrazione economiche volte a finanziare borse dottorali, mediante convenzioni con soggetti pubblici e privati che sono in possesso dei requisiti di elevata qualificazione culturale e scientifica e di personale, strutture ed attrezzature idonee.

Gli svantaggi del dottorato di ricerca
L’iniziativa del dottorato di ricerca presenta essenzialmente due svantaggi: anzitutto, la struttura tradizionale della Laurea è rimasta immutata e senza sostanziali variazioni, con una durata che è generalmente superiore alla durata media degli altri paesi, mentre il dottorato di ricerca è un’iniziativa che si è semplicemente aggiunta. Inoltre, il fatto che non si sia richiesto e dato alcun privilegio e vantaggio al dottorato per quanto riguarda l’accesso al mondo delle professioni, ha privato il dottorato stesso di un ruolo essenziale nella ricerca lavorativa. Il dottorato è dunque diventato semplicemente un titolo di mero significato accademico, valutato e richiesto soltanto con finalità propedeutiche alla futura carriera universitaria e di ricerca. Alcuni dottorati, poi, specialmente quelli delle materie scientifiche, il dottorato viene ridotto spesso a una semplice continuazione della tesi di laurea e un percorso obbligato al mondo della ricerca. In questo caso, infatti, il dottorato di ricerca assume i contorni di un mezzo di sfruttamento di lavoro semigratuito e un supporto non legale alla reale attività didattica. Nell’ambito delle professioni esso contraddistingue una sorta di apprendistato, pagato dallo Stato, necessario per essere cooptato con i tipici fenomeni di dipendenza lavorativa.

Materie scientifiche
Nell’ambito delle materie scientifiche, il dottorato di ricerca ha subito delle pesanti ripercussioni sulla sua stessa struttura, soprattutto a causa della sua eccessiva accademizzazione: come primo aspetto che risalta in questo senso, c’è il fatto che si è completamente rinunciato a rendere il dottorato un livello culturalmente più elevato della laurea, a causa di corsi di insegnamento troppo generici e dedicati a persone con interessi diversi (tra l’altro sono dei corsi gestiti male, perché svolti a titolo gratuito e spesso coincidenti con corsi specialistici del corso di laurea, con una conseguente scarsa correlazione tra la capacità di apprendimento degli studenti e il livello del corso stesso). Un altro aspetto che bisogna sottolineare è la presenza del concorso selettivo di ingresso: in questo caso, si ottiene generalmente una borsa di studio che permette di frequentare il dottorato. Questo elemento favorisce sicuramente una sorta di contrapposizione tra i dottorandi per l’inserimento nel mondo della ricerca: si andranno dunque a curare maggiormente i risultati pratici (pubblicazioni o titoli equivalenti…) piuttosto che il miglioramento della preparazione personale.

La borsa di studio
La borsa di studio relativa al dottorato di ricerca si è evoluta nel corso del tempo, sotto la spinta di particolari interessi. Inizialmente il numero di posti di dottorato era limitato a causa del numero di borse di studio assegnate a ogni facoltà e da queste ultime a ogni materia specifica. La selezione dei candidati idonei avviene tramite concorso generalista, un concorso che dovrebbe premiare il merito, ma non perfettamente definito nel dettaglio dei suoi obiettivi. Attualmente si è però proceduto verso la soluzione delle borse sponsorizzate, ovvero pagate da enti nazionali di ricerca (come ad esempio il CNR, ENEA…): tra l’altro vi sono anche alcune realtà più avanzate, di industrie private che hanno convenienza a veder preparate, a un costo modesto, persone di alta qualificazione. Le borse di studio sponsorizzate vengono pagate quindi da enti esterni al fine di svolgere un lavoro di ricerca su un tema preciso e rappresentano una soluzione senz’altro utile, rappresentando una sorta di anticamera un lavoro vero e proprio successivo.

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Forex Pros lancia una due nuovi Grafici di Valute

Forex Forex Pros, il portale informativo di forex, ha lanciato due nuovi tipi di grafici in tempo reale, in grado di assistere i traders nell’analisi del mercato in maniera esaustiva e professionale.

Il portale di forex, uno dei più avanzati nel web, ha lanciato due nuovi grafici caratterizzati dal progresso e dalla semplicità d’uso.

Ciò che è speciale circa questi nuovi grafici esclusivi è che non sono disponibili in nessun altro sito e sono completamente gratuiti.

La grande novità di questi due grafici, i Grafici delle Valute e i Grafici Forex in Successione, è che sono basati sul sistema Java, alimentati da dati in tempo reale ed è possibile introdurre degli indicatori, come le fasce di Bollinger e le onde di Elliot.
Inoltre si possono staccare dal sito e posizionare sul desktop in modo da visionarli e analizzarli in qualsiasi momento ed è possibile salvare il lavoro eseguito su un particolare grafico, in modo da continuare lo studio in un secondo momento.
C’è anche l’opzione di cambiare l’apparenza dei grafici variando il tipo di grafico (a candele giapponesi, a punti, a linee, ecc), modificando la scala temporale e adattandola al paese desiderato e zummando dentro alle diverse sezioni.

 Chi siamo
Forexpros.it è un portale informativo e punto d’incontro per traders, brokers, gestori fondi e investitori privati che vogliono conoscere più a fondo il mondo forex.
Fornisce notizie, analisi, grafici e informazioni su forex. Ha sviluppato vari strumenti, come il calendario economico, le tabelle dei tassi d’interesse e degli indici, il cambia valute e i grafici forex sui tassi incrociati, tutti aggiornati in tempo reale e scaricabili completamente gratis.

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