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I pesci sono animali intelligenti

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  • 18 Aprile 2012

Ultimamente mi capita sovente di vedere pescatori lungo il fiume… questo mi ha fatto riflettere su questo “sport” ad armi impari chiamato pesca. Giorni fa ho visto un’intervista ad uno sportivo, dove dichiarava che il suo desiderio più grande è tornare a pescare come faceva quand’era piccolo. Ieri sera ho sentito la stessa cosa seguendo uno show comico. Proprio per questo ho deciso di manifestare tutto il mio dissenso per questo “divertimento” dove l’uomo è l’unico ad essere armato. Già quand’ero piccola e i miei parenti mi portavano a pescare in qualche laghetto o sulle rive del fiume Sesia, facevo fatica ad accettare di vedere un animale che si dibatteva con un amo conficcato in gola, non capivo perchè ogni volta che ne abboccava uno, tutta la comitiva esultava.

Ora che non sono più una bambina e fortunatamente ho una consapevolezza maggiore, non riesco più a comprendere come si possa provare piacere nel fare soffrire delle creature che a noi non hanno mai fatto del male. Forse l’intenzione è quella di pavoneggiarsi con gli amici del bar o con i compagni di merende, per quello gareggiano sul numero maggiore di vite annientate. Conosco persone che si divertono ad andare a pesca e poi non mangiano neppure le loro prede, forse perchè tengono alla propria salute e sono consapevoli del fatto che i fiumi e i mari sono ormai inquinati “grazie all’opera umana” e di conseguenza il pesce è contaminato da batteri, parassiti, tossine, mercurio e metalli vari.

Per chi ancora non lo sapesse, i pesci sono animali intelligenti e senzienti, il che significa che sentono il dolore proprio come noi. Come può una persona sentirsi orgogliosa per avere soppresso altre vite? Posso essere soddisfatta e felice quando SALVO una vita, sia quella di un cane che si trova nel mezzo di una strada o quella di un millepiedi che attraversa la stradina che sto percorrendo… la strada non è soltanto mia. A questo proposito, volendo approfondire, è l’uomo che ha distrutto il loro ambiente costruendo strade, palazzi, industrie, cementificando anche dove non si poteva, con gravi conseguenze per tutto l’ambiente. Ha sconvolto la natura, tagliato alberi secolari, fattto deviare corsi d’acqua, cacciato animali a volte fino a provocarne l’estinzione.

Oggi l’uomo si comporta con gli animali come anni fa gli uomini bianchi si comportavano con gli uomini neri. Il più forte opprime e schiavizza il più debole. Abbiamo già dannegiato a sufficienza il mondo degli animali, riusciamo almeno a risparmiar loro la vita? se lo meritano, non credi? o forse crediamo siano a nostra disposizione? e perchè dovrebbero esserlo? perchè fanno parte di una specie diversa dalla nostra? quindi dovremmo credere di poter sfruttare anche gli umani che sono diversi da noi per il colore della pelle o la forma degli occhi? E se fossimo noi ad essere nati pesci? ci piacerebbe ritrovarci con un amo (camuffato da cibo) piantato nella gola?

Sinceramente non provo simpatia per i pescatori come per i cacciatori che uccidono per divertimento. Forse li potrei “capire” se inseriti in un altro contesto, in particolari situazioni, e non con il frigo pieno e tante altre risorse donateci dalla natura alla quale noi non riusciamo neppure ad essere grati. Tutto questo mi fa riflettere sull’avidità dell’uomo e la crudeltà di cui è capace. Ma voglio sforzarmi di trovare il lato positivo anche in questo; nonostante il mio disaccordo sulla pesca, voglio spezzare una lancia in favore dei pescatori che si nutrono del loro pescato.. almeno hanno il coraggio di uccidere con le proprie mani (anzi con i propri ami) l’animale e poi guardarlo con i propri occhi mentre si dibatte contro la vita che se ne va. Cosa del tutto sconosciuta alla maggior parte delle persone che vanno al supermercato a riempire il carrello di cadaveri di animali uccisi da altri.

Troppe volte ho sentito dire “Vado a pesca per rilassarmi un pò”. Vi assicuro che ci sono molti altri metodi di rilassamento, posso suggerirvene qualcuno: disegnare cerchi nell’acqua, camminare a piedi nudi sull’erba, ascoltare musica, guardare un film, preparare il seitan in casa e sentire le mani che vengono massaggiate dall’impasto, leggere un libro, fare l’amore, fare meditazione… continua a leggere

 

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Ambiente: per conoscere tutti i limiti e i parametri di riferimento, ecco il nuovo prontuario Hyper

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  • 17 Aprile 2012

È disponibile una nuova edizione, aggiornata a marzo 2012, del <a href=”http://www.hyperedizioni.com/on-line/Home/Catalogo/GuidePraticheeProntuari-Vademecum/ProntuarioambientaleAgenda2012.html” target=”_blank”>Prontuario</a>, realizzato da Marcello Franco ed edito da Hyper, contenente tutte le schede e le tabelle fissanti i limiti e i parametri di riferimento per le principali tematiche ambientali. Essa, attualmente acquistabile al prezzo promozionale di Euro 18,75, è stata corredata da una pratica agenda settimanale 2012, utile per segnare le scadenze ambientali e i propri impegni.<p>

<p><b><a href=”http://www.hyperedizioni.com/on-line/Home/Catalogo/GuidePraticheeProntuari-Vademecum/ProntuarioambientaleAgenda2012.html” target=”_blank”>Prontuario ambientale + Agenda 2012</a> </b></p>

 

<b>autore</b>: Marcello Franco<br>

<b>edizione</b>: marzo 2012 – ISBN 978-88-7577-094-5<br>

<b>caratteristiche</b>: formato 13 x 21 cm, 214 pagine + Agenda <br>

<b>collana</b>: Guide Pratiche e Prontuari – Vademecum<br>

<b>prezzo</b>: Euro 18,75 anziché 25,00 (-25%) fino al 30 aprile 2012<br>

(+ Euro 5,00 per la spedizione) <br>

 

<p>

<b>Qualità dei corpi idrici</b> </p>

Standard di qualità per le sostanze pericolose nelle acque superficiali <br>

Qualità delle acque superficiali destinate a produzione di acqua potabile<br>

Qualità delle acque idonee alla vita dei pesci salmonidi e ciprinidi<br>

Requisiti di qualità delle acque di balneazione – Obiettivi di qualità per la laguna di Venezia<br>

Acque destinate al consumo umano<br>

 

<b><p>Scarichi Idrici</b> </p>

Scarichi in corpi d’acqua superficiali provenienti da impianti di depurazione di acque reflue urbane<br>

Scarichi di acque reflue industriali in acque superficiali e in fognatura<br>

Scarichi urbani ed industriali che recapitano sul suolo<br>

Scarichi idrici dalla depurazione dei fumi da incenerimento e coincenerimento<br>

Sostanze per le quali non possono essere adottati limiti meno restrittivi di quelli tabellari<br>

 

<b><p>Qualità dell’aria</b></p>

Valori limite e livelli critici – Sogli di informazione e di allarme<br>

Valori obiettivo per arsenico, cadmio, nichel e benzo(a)pirene<br>

Classificazione di zone e agglomerati ai fini della valutazione della qualità dell’aria ambiente<br>

Valori obiettivo e obiettivi a lungo termine per l’ozono<br>

 

<b><p>Emissioni in Atmosfera</b> </p>

Limiti generali di accettabilità delle emissioni in atmosfera – Impianti ed attività in deroga<br>

Limiti di emissione in atmosfera per specifiche tipologie di impianti<br>

Limiti di emissione in atmosfera per impianti di combustione con potenza termica nominale inferiore a 50 MW<br>

Limiti per i composti organici volatili nelle emissioni di determinati impianti<br>

Emissione degli impianti di incenerimento e di coincenerimento di rifiuti<br>

 

<b><p>Classificazione e codifica dei rifiuti</b></p>

Esempi di misure di prevenzione dei rifiuti – Caratteristiche di pericolo per i rifiuti

Individuazione dei rifiuti pericolosi – Elenco europeo dei rifiuti – CER

 

<p><b>maltimento e recupero dei rifiuti </p></b>

Operazioni di smaltimento – Operazioni di recupero – Deposito temporaneo di rifiuti<br>

Rifiuti non pericolosi recuperabili come inerti per rilevati, sottofondi e simili<br>

Recupero di rifiuti non pericolosi in regime semplificato<br>

Recupero di rifiuti pericolosi in regime semplificato<br>

Utilizzazione di fanghi di depurazione in agricoltura<br>

 

<b><p>Classificazione delle discariche e rifiuti smaltibili </b></p>

Classificazione delle discariche – Rifiuti non ammessi in discarica<br>

Criteri e limiti di ammissione dei rifiuti in discarica previsti dal d.m. 27 settembre 2010<br>

 

<b><p>Bonifiche</b> </p>

Valori di soglia di contaminazione (CSC) nel suolo e nel sottosuolo<br>

Valori di soglia di contaminazione (CSC) nelle acque sotterranee<br>

 

<b><p>Inquinamento acustico</b> </p>

Definizioni generali – Valori limite per le sorgenti sonore e classificazione del territorio<br>

 

<b><p>Inquinamento elettromagnetico </b></p>

Definizioni generali<br>

Limiti di esposizione – Valori di attenzione – Obiettivi di qualità<br>

 

<b><p>Autorizzazione integrata ambientale (IPPC-AIA) </b></p>

Attività industriali sottoposte ad autorizzazione integrata ambientale<br>

Impianti ed opere i cui progetti sono sottoposti a VIA<br>

 

<b><p>Sostanze pericolose</b> </p>

Impianti sottoposti alla “Direttiva Seveso” – Le frasi di rischio R – I consigli di prudenza S<br>

Simboli di pericolo<br>

 

<b><p>Appendice </b></p>

Le principali sanzioni in materia ambientale<br>

Datario<br>

 

 

<p>

<b>Hyper Srl</b><br>

Via Degan 12<br>

30172 – Mestre Venezia – Italy<br>

p.i. 03012580274<br>

Ph. +39.041976896 fx +39.041985730<br>

 

<a href=”www.hyperedizioni.com” target=”_blank”>www.hyperedizioni.com</a><br>

 

<a href=”www.facebook.com/hyperedizioni” target=”_blank”>Hyper – Facebook</a><br>

 

<a href=”twitter.com/HyperEdizioni” target=”_blank”>HyperEdizioni – Twitter (@HyperEdizioni)</a><br>

 

<a href=”www.anobii.com/hyperedizioni” target=”_blank”>Hyper – Anobii</a><br>

 

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Cotto Impruneta riduce l’impatto ambientale

I pavimenti di Cotto Impruneta sono certificati ISO 14001 a testimonianza di un impegno reale nella tutela e salvaguardia di un pianeta, che vive una sempre crescente crisi energetica ed ambientale. Suo scopo privilegiato è la riduzione dell’impatto che il suo ciclo produttivo può avere sull’ecosistema.

L’arte del costruire rappresenta oggi sempre di più una sfida volta all’integrazione della struttura nell’ambiente: uno studio basato sul rispetto delle proporzioni, sulla cura del dettaglio, per una progettazione ordinata e non casuale. Una ricerca di armonia che si esplica anche nella selezione ed utilizzo di materiali naturaliper uno sviluppo sostenibile di volumi, spazi in equilibrio con l’ambiente.

I pavimenti di Cotto Impruneta rappresentano una soluzione efficace non solo perché il cotto è un materiale assolutamente naturale, con la minor emissione di radon, ma anche per tutta una serie di accorgimenti produttivi che il noto brand ha assunto a tutto vantaggio dell’impatto ambientale dell’attività del suo stabilimento produttivo, che gli è valsa la certificazione ISO 14001.

Cotto Impruneta contribuisce alla riduzione dell’impatto che la sua produzione può avere sull’ambiente, attraverso l’utilizzo di gas metano come combustibile ed effettuando il recupero energetico dei gas caldi con i fumi di combustione e dei gas caldi di raffreddamento. Inoltre il sistema di ricircolo forni riesce a riscaldare l’intero comparto produttivo e l’area adibita ad uffici con conseguente risparmio in termini energetici.

L’ottimizzazione dell’utilizzo dell’energia consente un risparmio a tutto beneficio dell’ambiente e della sostenibilità del rinomato cotto fiorentino di Cotto Impruneta.

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ADL GROUP E UNIVERSITA’ DI NAPOLI FEDERICO PRESENTANO “CARICHI TERMICI”

Dal 24 al 26 maggio il primo modulo sui carichi termici estivi ed invernali

ADL Group, attraverso la grande Rete dei Professionisti dell’Energia “Energy Professional Network” e in collaborazione con SOFTel – Centro di Ateneo per l’Orientamento, la Formazione e la Teledidattica dell’Università di Napoli Federico II – presenta il primo modulo formativo sui “Carichi Termici” dal 24 alle ore 14.00  al 26 maggio alle ore 13. Le due giornate formative si terranno a Napoli presso l’Aula SOFTel della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Napoli Federico II in Via Claudio, 21 e sono rivolte ai professionisti e a tutti coloro che si occupano della progettazione, realizzazione e gestione di impianti termici e di condizionamento in ambito civile e industriale.

Con la direzione scientifica del Prof. Ing. Luigi Verolino e del Prof. Ing. Giuseppe Langella dell’Università di Napoli Federico II si partirà da una panoramica sul confort ambientale e sul contributo energetico delle fonti rinnovabili. Verranno affrontati gli aspetti normativi e la metodologia di calcolo dei carichi termici sia invernali che estivi, diversi in primis nell fatto che nel calcolo delle dispersioni invernali si fa riferimento a condizioni stazionarie, mentre  nel caso delle rientrate estive si deve considerare l’estrema variabilità dei flussi termici
legati alla radiazione solare.
L’ultima parte della due giorni sarà dedicata all’analisi e alla risoluzione di due casi studio (uno basato sui carichi termici invernali e uno su quelli estivi) grazie all’ausilio del software TERMUS di ACCA software.

Ai partecipanti sarà distribuito il materiale didattico necessario e le dispense fornite dai docenti oltre al trimestrale di informazione ambientale Ambientarsi. Alla fine del modulo verrà consegnato un attestato di partecipazione nominale a marchio universitario. Le giornate formative dedicate ai carichi termici valgono 8 crediti del sistema dei Crediti Energy Professional Network.

Scarica il programma e la scheda di adesione
http://www.adiellegroup.com/ct/ct.pdf

Per info
Tel. 081 3723198
Fax. 081 2209329
mail:[email protected]

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Il primo progetto di “Casa a 10 kw” – la casa che produce energia – verrà costruito a roma

Technowood , azienda italiana specializzata nella progettazione e costruzione di case a struttura portante in legno, è stata scelta come partner del progetto “ CASA a 10 kw” . Il progetto prevede la realizzazione del primo lotto di 5 ville ( 2 bifamiliari ed una unifamiliare ) presso il XIII Municipio di Roma di cui sono iniziati i lavori in questi giorni . Il progetto è firmato dall’architetto Cristiano Senise .
La  “CASA A 10 KW ” rappresenta la somma dell’ ENERGIA PRODOTTA da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite (il SOLE con i pannelli fotovoltaici, il VENTO con i generatori eolici) +  l’ENERGIA RISPAMIATA mediante l’utilizzo di sistemi passivi quali:

  1. Sistemi naturali di riscaldamento e raffrescamento (il SOLE con le serre termiche ed i camini solari, L’ACQUA con le piscine termiche e le vasche di raffrescamento),
  2. Sistemi murari di tamponatura e solai di copertura ad elevata tenuta termica.

Dal punto di vista ambientale l’importanza di questo progetto è notevole: basti pensare che una casa in classe A assicura un consumo intorno a 30 KWh/mq anno contro i 130 KWh/mq anno di un’abitazione tradizionale italiana.
Tre elementi naturali conducono ed ispirano lo sviluppo progettuale di casa 10 kw : il SOLE ; l’ACQUA ed il VENTO ” dichiara l’architetto Cristiano Senise che ha sviluppato il progetto “10kw”  : il SOLE con i pannelli fotovoltaici , con le serre termiche ed i camini solari , il VENTO con  i generatori eolici ,l’ACQUA con le piscine termiche , le vasche di raffreddamento ed il recupero delle acque piovane. “Casa 10Kw” rappresenta l’improcrastinabile nuova frontiera del vivere e dell’abitare ” conclude l’Architetto Senise .
“ L’ossatura adottata per il progetto è costituita da pareti e solai in X-Lam – dichiara l’Ing. Massimo Arquilla Capo Ufficio Tecnico della Technowood – che associata al coibente termico ed ai solai garantisce la massima efficienza dell’involucro edilizio in termini energetici, acustici e sismici. Tale struttura congiunta all’uso fonti energetiche rinnovabili attraverso il sistema a pannelli fotovoltaici , del solare termico, di ausilio agli impianti tradizionali per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, completano questo sistema di costruzione sostenibile e intelligente ” .
Siamo particolarmente fieri di essere stati scelti come partner di questo progetto intelligente e innovativo che basandosi sui principi fondamentali della bioarchitettura e della sostenibilità rappresenta il futuro della edilizia ” spiega Sergio Semproni , Direttore Commerciale di Technowood . “Siamo certi che progetti come quelli di “casa 10 kw” ,  il primo a Roma , saranno sempre più frequenti e riusciranno a dimostrare realmente i vantaggi di una costruzione a struttura portante in legno quale sistema costruttivo primario per case ad elevato risparmio energetico”.

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Technowood partner del progetto “CASA A 10 KW” con la prima realizzazione a Roma

Technowood , azienda italiana   specializzata nella progettazione e costruzione di case a struttura portante in legno,  è stata scelta come partner  del progetto  “ CASA a 10 kw” . Il progetto , i cui lavori sono inizati in questi giorni , prevede la realizzazione del primo lotto di 5 ville ( 2 bifamiliari ed una unifamiliare )  presso il XIII  Municipio di Roma  . Il progetto è firmato dall’architetto  Cristiano Senise  .  

Il principio innovativo  delle costruzioni del progetto “ CASA A 10 KW”  è  di produrre  energia usando solo  energia rinnovabile.   Infatti “10KW ” rappresenta proprio  la somma dell’ ENERGIA PRODUCIBILE da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite (il SOLE con i pannelli fotovoltaici, il VENTO con i generatori eolici) + l’ENERGIA RISPAMIATA mediante l’utilizzo di sistemi passivi quali:

1)      Sistemi naturali di riscaldamento e raffrescamento (il SOLE con le serre termiche ed i camini solari, L’ACQUA con le piscine termiche e le vasche di raffrescamento),

2)      Sistemi murari di tamponatura e solai di copertura ad elevata tenuta termica.

Dal punto di vista ambientale, il risparmio energetico, e quindi la riduzione delle emissioni inquinanti di questo progetto è notevole: basti pensare   una casa in classe A assicura un consumo  intorno a 30 KWh/mq anno contro i 130 KWh/mq anno di un’abitazione tradizionale italiana.

“ Tre elementi naturali conducono ed ispirano lo sviluppo progettuale di casa 10 kw : il SOLE ; l’ACQUA ed il VENTO ” dichiara l’architetto   Senise  dello studio d’architettura Senise & Szommer   “10kw rappresenta la somma dell’energia producibile da fonti rinnovabili ed ecologiche totalmente gratuite : il SOLE con i pannelli fotovoltaici ,  con le  serre termiche ed i camini solari ,  il VENTO con i generatori eolici ,l’ACQUA con  le piscine termiche , le vasche di raffreddamento ed il recupero delle acque piovane.   10Kw rappresenta l’improcrastinabile nuova frontiera del vivere e dell’abitare conclude l’Architetto Senise .   

Il gruppo di tecnici della Technowood  hanno  adottato una  ossatura portante  costituita da pareti e solai  in X-Lam  che associata al coibente termico  e ai solai a secco garantisce  la massima efficienza dell’involucro edilizio in termini energetici, acustici e sismici. Tale struttura congiunta all’uso   fonti energetiche rinnovabili attraverso il sistema a pannelli fotovoltaici ,  del solare termico, di ausilio agli impianti tradizionali per il riscaldamento e il raffrescamento dell’edificio, completano questo sistema di costruzione sostenibile e intelligente .  

“Siamo  particolarmente fieri di essere stati scelti come  partner di questo progetto intelligente e innovativo che basandosi sui principi fondamentali della bioarchitettura e della sostenibilità    rappresenta il futuro della edilizia  ” spiega Sergio Semproni   , Direttore Commerciale di Technowood .  “Siamo certi che  progetti come quelli di casa 10 kw il primo a Roma ,   saranno sempre più frequenti   e riusciranno a dimostrare realmente i vantaggi di una costruzione a struttura portante in legno  quale sistema costruttivo primario per case ad elevato risparmio energetico”.

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Il metereologo TV Luca Mercalli visita Baraclit e l’impianto fotovoltaico SolarLAB

Metereologo sull'impianto fotovoltaico SolarLAB di BaraclitL’occasione è stata la presentazione a Bibbiena (Arezzo), lo scorso venerdì, del suo ultimo libro, “Prepariamoci”. Luca Mercalli esperto di clima e fonti rinnovabili, ospite di Baraclit, ha così conosciuto la realtà aziendale e il suo costante impegno nel ridurre i consumi degli edifici industriali. Oggi la Divisione b.POWER è in prima linea nella costruzione di prefabbricati in Classe A e nel recupero di vecchi capannoni con interventi di bonifica e solarizzazione del tetto.

Che Tempo Che Fa in Italia? “Il futuro è nel sole”. A ribadire con forza la necessità di cambiare il modo di fare edilizia, il metereologo di Rai 3 Luca Mercalli e la società casentinese Baraclit. Entrambi convinti dell’importanza e del crescente impiego che devono assumere nella vita economica e in quella di ogni cittadino e azienda, le nuove tecnologie di produzione d’energia pulita.

Il modello di sviluppo sostenibile promosso da Luca Mercalli, impone una revisione radicale delle costruzioni in chiave ‘Green’: tagliare il ricorso ai combustibili fossili, abbattere l’immissione di CO2 in atmosfera, promuovere l’autosufficienza energetica senza però sottrarre terreni preziosi al mondo agricolo. Baraclit ha sposato la filosofia degli Energy Building nel 2009 con la Divisione b.POWER concepita per lo studio e l’integrazione degli strumenti fotovoltaici nelle strutture prefabbricate, sia nuove che preesistenti.

E oggi offre una soluzione anche per i capannoni più datati, da riqualificare sostituendo le coperture obsolete in cemento-amianto con un sistema ultra leggero di pannelli solari a elevata resa alle basse pendenze, senza alterare l’estetica o la funzionalità del tetto. Grazie all’accordo di partnership siglato con Uni-Solar (leader nella produzione di laminati fotovoltaici flessibili), Baraclit b.POWER potrà rivalorizzare il patrimonio di oltre 15.000 vecchi edifici realizzando Impianti Fotovoltaici Integrati con Caratteristiche Innovative (Titolo III del 4° Conto Energia).

Ma spesso le costruzioni – sostiene Luca Mercalli – sono colabrodi energivori che disperdono calore vanificando l’autoproduzione di elettricità dal sole. La risposta architettonica di Baraclit non si è limitata alle coperture, ha considerato anche l’aspetto termico degli involucri. Nelle prossime settimane sarà ufficializzato il lancio di una nuova serie di pannelli di tamponamento, potenziati nelle prestazioni di isolamento termico, che consentono di raggiungere valori di trasmittanza in linea con i più severi standard di KlimaHaus/CasaClima, e in grado di garantire a ogni fabbricato eccezionale confort ambientale e un significativo risparmio energetico.

Le previsioni di Luca Mercalli? Sole per tutto il 2012 sull’intera Penisola, una tendenza meteo che Baraclit si augura a lungo condivisa e accolta dalla classe politico-imprenditoriale italiana per raggiungere la Grid Parity (il momento in cui il kWh dal sole costerà meno del kWh da fonti fossili). Soltanto così si potrà costruire un futuro migliore.

Baraclit dal 1946 è leader nel settore dei prefabbricati in cemento per l’edilizia industriale e commerciale. Con una superficie produttiva di 300.000 mq e oltre 350 dipendenti, l’azienda serve il territorio nazionale e i Paesi esteri limitrofi dallo stabilimento di Bibbiena (AR), il più grande centro di prefabbricazione italiano. Baraclit si è affermata nel panorama dell’architettura industriale lanciando sul mercato strutture rivoluzionarie per innovazione, duttilità applicativa e valore aggiunto. Tra i moltissimi tentavi di imitazione, il sistema Aliant si distingue ancora oggi per l’unicità delle sue caratteristiche costruttive, architettoniche e per l’esclusivo sistema di impermeabilizzazione. Baraclit, in 66 anni di storia, ha all’attivo 15.000 strutture realizzate, oltre 22 milioni di mq coperti con un fatturato annuo di 60 milioni di euro e 2 prestigiosi premi di architettura vinti a livello nazionale, per le sedi di Prada Shoes Factory (Montegranaro, AP) e di Maglificio Gran Sasso (Sant’Egidio alla Vibrata, TE).

b.POWER è la nuova divisione Baraclit concepita per lo studio e l’integrazione dell’energia da fonti rinnovabili nel campo dell’edilizia prefabbricata. Nasce nel 2009 con l’esperienza concreta di SolarLAB, il laboratorio solare per l’industria realizzato nella sede Baraclit di Bibbiena (AR), e oggi tra i più grandi e innovativi impianti fotovoltaici integrati a tetto in Italia. Con un portafoglio impianti di 15 megawatt di potenza e 300.000 mq di “coperture solari” in oltre 40 siti industriali sparsi su tutto il territorio nazionale, la divisione b.POWER è presto divenuta centro di ricerca d’eccellenza sull’energia solare e voce autorevole nel settore dell’Energy Building. b.POWER studia, progetta e realizza edifici prefabbricati autosufficienti, mettendo a disposizione del cliente il patrimonio unico di conoscenze e sperimentazione diretta di SolarLAB e le esclusive tecnologie costruttive di Baraclit (sistemi Aliant® e b2000®).

 

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Gli studenti progettano il verde di Villaggio Amico

Villaggio Amico chiede aiuto ai giovani per diventare sempre più verde: il centro polifunzionale di Gerenzano, a due passi da Saronno e da Milano, si è rivolto ai ragazzi della Fondazione Florovivaistica di Minoprio, in provincia di Como, per la progettazione e la realizzazione dei propri giardini.

 Sono infatti gli alunni dell’ultimo anno dell’istituto tecnico di Minoprio ad avere il compito e l’opportunità di modellare gli spazi verdi dell’intera struttura. Una sfida che consente ai ragazzi di affiancare alle tradizionali materie di studio previste dal programma scolastico un’attività sul campo.

 «Il loro percorso di formazione punta alla specializzazione nel settore del verde ambientale e noi desideriamo che l’ambiente in cui soggiornano i nostri ospiti sia il più possibile piacevole e rilassante – sottolinea lo staff di Villaggio Amico – Questo progetto soddisfa le esigenze di entrambi, dando agli allievi della Fondazione la possibilità di fare pratica e di muovere i primi passi in quello che diventerà il loro ambito professionale e garantendo al centro spazi verdi di elevata qualità».

 L’iniziativa rientra nella filosofia del centro polifunzionale in provincia di Varese, che non vuole essere una semplice casa di riposo per anziani, ma si pone l’obiettivo di aprirsi alle esigenze delle varie fasce d’età, mettendo a disposizione un asilo nido, un centro congressi e un centro di formazione.

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Risparmio energetico, come ottimizzare l’illuminazione in casa

Il risparmio energetico diventa fondamentale in un periodo in cui, anche a causa della crisi economica, i costi dell’energia stanno crescendo e probabilmente continueranno ad innalzarsi. Per abbassare i consumi di corrente nelle nostre abitazioni possiamo provare a riorganizzare l’impianto di illuminazione già presente o possiamo rivolgerci a sistemi di illuminazione più innovativi.

Per quanto riguarda il primo punto, possiamo partire sicuramente dal sostituire le nostre vecchie lampadine a incandescenza con le più efficienti lampade a basso consumo. I lampadari con molte lampadine, in molti casi forniscono più illuminazione di quanta ne esigiamo realmente, pertanto sarebbe bene ottimizzare l’impianto per ridurre inutili sprechi, ad esempio andando ad installare un doppio interruttore che ci permetta di accendere solo poche lampadine per volta.
Per illuminare alcune zone di particolare interesse, come tavoli da lavoro, oggetti d’arredamento o scrivanie, è possibile utilizzare piccole lampade alogene con fascio luminoso orientabile in modo da ottenere il massimo dell’efficacia con minori consumi.

Si può risparmiare sul costo della bolletta anche andando a sfruttare il contributo delle nuove tecnologie. Tra queste troviamo le luci a LED, composte da materiali semiconduttori sovrapposti tra loro e poi avvolti da guarnizioni trasparenti che permettono alla luce di fuoriuscire.  Sono economiche ed ecosostenibili, soprattutto in relazione alle lampadine a risparmio energetico e la loro longevità è elevatissima. Se prima erano presenti solo all’interno di particolari dispositivi di illuminazione, come i fari delle automobili, ora si stanno diffondendo nelle abitazioni, montate all’interno di lampade e di eleganti “led strips”, veri e propri tubi di luce che possono essere adattati perfettamente all’ambiente che si intende illuminare.
Sempre più diffusi sono anche i cosiddetti “switch sensor“, quei sensori in grado di attivare l’illuminazione degli ambienti in modo intelligente, ovvero solo nel momento in cui una stanza viene ad essere percorsa o occupata da una persona, garantendo un risparmio significativo.

Il risparmio energetico è assicurato dai lucernari tubulari che “trasportano” la luce solare direttamente all’interno di ambienti privi di finestre o poco esposti al sole. Il lucernario tubolare cattura la luce solare dal tetto e la riflette lungo una conduttura altamente riflettente, diffondendola nell’ambiente interno. Questi ambienti bui, generalmente, sono illuminati da luce artificiale, ma con questa soluzione è possibile ridurre gli sprechi energetici e i consumi, andando a risparmiare sulle bollette e senza produrre sostanze inquinanti per l’ambiente.

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Anche nella nuova Stazione Tiburtina Oikos è colore e materia sostenibile!

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  • 30 Novembre 2011

Il 28 novembre 2011 è stata inaugurata la nuova Stazione Tiburtina di Roma, firmata dallo Studio ABDR Architetti Associati di Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo.
Il progetto, vincitore del Concorso Internazionale nel 2001, punta sull’uso di materiali minimali: acciaio, alluminio, vetro, pannelli cementizi, per un risultato di grande forza estetica, ma estremamente lineare. Mentre tra il colore e la materia per l’architettura a basso impatto ambientale di Oikos sono stati scelti “Antico Ferro” e “Stucco Romano”.

I progettisti hanno scelto di rievocare le texture metalliche, evitando l’uso di lastre di materiale e invece utilizzando una composizione che nasce dall’Antico Ferro di Oikos, per le colonne e per l’intradosso della vela che fuoriesce dalla stazione. In questo caso si tratta di una finitura “taylor made” studiata appositamente con gli specialisti di Oikos per regalare alle superfici un effetto di “metallo spalmato”, a rievocare un acciao ossidato dal tempo e dagli elementi che si deposita morbidamente sulle forme e sulle cose.
Una texture originale, unica, che i progettisti hanno scelto per valorizzare l’aspetto inedito del proprio modo di progettare e intendere la materia.
E’ l’ultima realizzazione della filosofia di Oikos: l’avanguardia in cui materia e colore si fondono, diventano un’unico elemento che nelle mani del progettista ridisegna la realtà e consegna alle superfici una connotazione temporale che supera i limiti del momento presente.
Nella nuova Stazione Tiburtina Oikos, insieme allo Studio ABDR, riscrive il senso della materia.
http://www.oikos-paint.com/

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Oikos: quando il colore diventa materia d’arte

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  • 28 Novembre 2011

Oikos è protagonista alla Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze, dal 3 all’11 dicembre 2011, nell’opera dell’artista Teorema Fornasari.

 
La sensibilità per l’arte, l’uomo e la natura che caratterizzano Oikos sono stati gli elementi chiave dell’incontro con l’artista veronese. Fondamentale è stata la scelta di un colore, Imperium di Oikos, che potesse diventare “il suo colore”, materia plasmabile che potesse rappresentare la sua arte e la sua poliedrica personalità.
 
Teorema Fornasari, dopo un lungo percorso artistico segnato dalla ricerca e dal cammino verso il nuovo, ha realizzato le prime sculture di puro colore con una tecnica inedita: infatti per la scultura “Re Mida” sono stati utilizzati quasi 10 chili di colore e altrettanti sono stati impiegati nelle opere “Io” e “Gadu”. Un lavoro durato oltre due anni durante i quali ha definito ulteriormente il suo suo movimento “Senso Alieno” di cui queste opere fanno parte.
 
Artista poliedrica e anticonvenzionale, la Fornasari esprime la propria visione del mondo con il suo l’alter ego pittorico “Teoremino”, una sorta di alieno che incarna la sua parte onirica e fanciullesca, allo stesso tempo personaggio fondamentale per colmare vuoti affettivi.Nella sua poetica il colore assolve dunque a due funzioni: la prima e più immediata di ispirazione artistica, la seconda, più intima e celata, quasi terapeutica.
 
In un contesto di prestigio come della Biennale di Firenze il colore di Oikos diventa il protagonista, capace di trasformarsi in materia per l’arte come avviene nell’interpretazione di Teorema Fornasari. Un’esperienza formatasi in stretta collaborazione con Oikos, che ha definito, con lei, il “suo” colore. Una materia espressiva, frutto di una sensibilita’ attenta all’arte e alla natura.
 
Biennale Internazionale dell’Arte Contemporanea di Firenze

dal 3 all’11 dicembre 2011.

 

http://www.oikos-paint.com/

 

 

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COP17: la lotta ai cambiamenti climatici riparte da Durban

Class Meteo Show dà voce alla scienza

Il riscaldamento globale è aumentato del 29% negli ultimi 20 anni e l’Organizzazione meteorologica globale denuncia un nuovo picco di concentrazione dei gas serra, mai così elevata in atmosfera. La situazione è allarmante e cresce la preoccupazione che per il clima non si riesca a fare abbastanza. L’Agenzia internazionale per l’Energia teme che entro cinque anni si possa raggiungere quello che dagli esperti viene chiamato cambiamento climatico irreversibile, le cui conseguenze negative non potranno essere mitigate. Cercare delle misure concrete per evitare la catastrofe ambientale è una delle sfide della Conferenza sul Clima dell’Onu, in programma da lunedì 28 novembre a Durban, in Sud Africa. La COP17 mette insieme 194 paesi, chiamati a decidere il futuro del Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012 senza la firma di Stati Uniti e Cina, due dei maggiori produttori di inquinamento al mondo. Si definirà la raccolta e la destinazione di uno speciale “Fondo Verde” dell’Onu per sostenere progetti, programmi, politiche e attività nei paesi in via di sviluppo.

Crescita eco-sostenibile, politiche di adattamento, lotta a desertificazione e fenomeni meteo estremi saranno punti cruciali per progredire se non bloccando almeno limitando i cambiamenti climatici. Tematiche che continuano ad essere al centro dell’attenzione di Class Meteo Show, la trasmissione scientifica in onda da lunedì a venerdì alle 12 su Class TV Msnbc (canale 27 del Digitale Terrestre) e in streaming su webtv.cubovsion.it. Lunedì, la conduttrice Serena Giacomin, fisica dell’atmosfera, incontrerà il docente ambientalista Gianni Mattioli e il fisico Valerio Rossi Albertini del Centro Nazionale delle Ricerche, presenze indispensabili per comprendere quale strada andrà seguita in futuro per lottare efficacemente contro il clima che cambia.

I telespettatori possono partecipare da casa lasciando le loro domande nella web community Meteo Warriors, raggiungibile da Facebook e dal sito www.classmeteo.com, oppure via e-mail all’indirizzo [email protected].

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ICTINO, un pesce rosso tra i colori

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  • 22 Novembre 2011

Oikos è idealista: le cose le sogna e le fa.

Oikos rappresenta una concreta realtà nel modo di “fare impresa” eticamente responsabile.

L’impegno costante di Oikos ha radici lontane.

Da quasi trent’anni produce materia e colore per l’architettura proponendosi tutti i giorni di rispettare l’ambiente.

Oikos ha basato la sua mission sul recupero e la sua produzione sulla sostenibilità ambientale.

Da qualche mese il pesce rosso ICTINO nuota in un mini acquario che viene riempito con l’acqua di scarico di produzione.

E non c’è da stupirsi.

Difatti il suo impianto di depurazione permette la pulitura e il riutilizzo dell’acqua, ed è proprio nell’acqua di scarico che il pesce rosso ICTINO nuota beatamente e indisturbato. La sua salute, come quella del pianeta, non sono messe a repentaglio. Lo dimostrano i risultati delle analisi effettuate dal gruppo Hera, leader nei servizi ambientali, idrici ed energetici che hanno nuovamente dato esisto assolutamente positivo.

ICTINO nel suo piccolo mondo rappresenta il mondo di Oikos ispirato al pensiero dell’arte, della tradizione e della storia, perché solo ricordando il passato è possibile immaginare un futuro e Oikos lo immagina verde come i suoi colori e limpido come le sue acque.

Per maggiori informazioni visita il nostro sito all’indirizzo  http://www.oikos-paint.com/

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AL VIA LA XIII EDIZIONE DEL CORSO “TECNICO IN PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE E GESTIONE DI IMPIANTI FOTOVOLTAICI”

Il Gruppo ADL, attraverso la rete di professionisti dell’energia “Energy Professional Network”, promuove, in collaborazione con il Centro di Ateneo per l’Orientamento, la Formazione e la Teledidattica SOFTel dell’Università Federico II di Napoli, la tredicesima edizione del corso “Tecnico in Progettazione, Realizzazione e Gestione di Impianti Fotovoltaici”. Lo scopo del percorso formativo, che inizierà il 3 dicembre, è quello di creare una figura in grado di valutare la fattibilità tecnico economica degli impianti fotovoltaici e di gestirne le fasi fino alla post installazione, operando in completa autonomia, dall’iter amministrativo, alla parte elettrica e impiantistica. Le lezioni saranno tenute da plurireferenziati docenti universitari e ricercatori operanti nella filiera delle energie rinnovabili.

Dal 2008, anno in cui è stata realizzata la prima edizione, sono state introdotte importanti novità all’intera piattaforma didattica, prima fra tutte il coinvolgimento attivo di esperti derivanti da importanti realtà aziendali nel panel dei docenti. Il corso è rivolto a professionisti attivi in ambito tecnico, energetico, impiantistico, studenti e neolaureati.

Coloro che lo frequenteranno avranno il software ACCA Solarius, il kit didattico, le dispense delle lezioni, la rivista “Ambientarsi” (trimestrale d’informazione ambientale edito da ADL Publishing Srl), l’iscrizione alla rete Energy Professional Network, l’attestato di partecipazione e, previo superamento di una prova d’esame finale, il certificato di competenze (rilasciato dal Centro di Ateneo per l’Orientamento, la Formazione e la Teledidattica dell’Università Federico II e redatto secondo gli standard richiesti per la valutazione ai fini dell’ottenimento dei CFP e CFU).

PROGRAMMA E SCHEDA DI ADESIONE 

INFORMAZIONI

ADL Group Srl Via Giovanni Merliani, 133 -80129 Napoli

Tel. 081 3723198 / 081 2209329 – Fax. 081 2209329

[email protected]

 

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“Progettiamo un mondo sostenibile”. Il tagliaerba Ambrogio annuncia la partecipazione a Made 2011

Dal 5 all’8 di ottobre si svolgerà a Milano Made 2011, una quattro giorni dedicata all’Architettura, al design e all’edilizia. Al suo interno è stato riservato un ampio spazio alle nuove tendenze dell’architettura green e a quelle aziende che già sono improntate allo sviluppo della sostenibilità ambientale: in questo contesto si inserisce la partecipazione del rasaerba automatico Ambrogio Robot.

Ambrogio Robot partecipa a Made 2011 in qualità di partner di Nemeton Network, punto di riferimento del mondo del verde in relazione all’architettura, alla bio-edilizia e alla sostenibilità ambientale. Scopo primario di questa collaborazione è sviluppare l’ecosostenibilità con i fatti, creando una fitta rete di interconnessioni tra il mondo della produzione, quello degli utilizzatori e quello della ricerca attraverso la promozione di quei progetti rispettosi dell’ambiente e di aziende che già operano attivamente in questa direzione.

 

Il tagliaerba Ambrogio non solo fa della tutela del verde e dell’ecosistema dei giardini il proprio lavoro quotidiano, ma è anche progettato per operare in economia energetica riducendo l’immissione di CO2 in atmosfera, dal momento che utilizza una batteria a carica elettrica, e l’impiego di concimi chimici grazie, all’effetto mulching delle sue lame rotanti.

Il Format delle tre A di Nemeton (Agricoltura, Alimentazione, Architettura), che ospiterà il tagliaerba Ambrogio Robot in occasione di Made 2011, è stato creato proprio per fare da “interfaccia fra il mondo della produzione vegetale e le possibilità di evoluzione tecnologica sostenibile, con l’attenzione sempre rivolta al miglioramento della qualità dell’ambiente e quindi della qualità della vita”.

Uno spazio dedicato al green di 2000 mq circa in cui Ambrogio Robot potrà far mostra delle sue qualità di perfetto giardiniere e al contempo sviluppare una rete di opportunità volte al rispetto del pianeta e del vivere bene. L’invito a partecipare a MADE 2011 da parte del piccolo rasaerba va dunque ben oltre i semplici confini commerciali, ma piuttosto evidenzia la volontà di contribuire alla creazione di una vera cultura del verde.

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ADR, ecco la ricetta: sviluppo per il paese, leadership e valore per gli azionisti

Fabrizio Palenzona, sviluppo per il Paese, leadership e valore per gli azionisiti. Ecco la ricetta di Aeroporti di Roma per la crescita del sistema aeroportuale della capitale

Aeroporti di Roma è una realtà imprenditoriale, che persegue progetti di business collegati allo sviluppo del territorio. Le azioni di ADR, guidate da valori aziendali chiari e coerenti, passano attraverso la diffusione e la corretta interpretazione di valori ambientali e sociali alla base del proprio successo.
Per il prossimo futuro il management di ADR intende focalizzare la propria mission su strategie quali:

  • sviluppo per il Paese, garantire al “sistema Paese” la presenza di uno scalo aeroportuale in linea con gli standard europei, in grado di gestire e accogliere quote crescenti di traffico
  • leadership, ADR punta a recuperare il gap infrastrutturale accumulato nel corso degli ultimi anni e a raggiungere una posizione preminente in Europa
  • valore per gli azionisti: una incisiva politica di investimenti che supporti lo sviluppo del business e garantisca nel tempo una adeguata remunerazione agli azionisti

Le attività aeroportuali sono regolamentate da una serie di procedure e istruzioni conformi al cosiddetto Sistema di Gestione Ambientale (SGA): oltre ad assicurarne la corretta gestione, grazie al coinvolgimento sistematico di tutto il personale, il sistema contribuisce a ridurne l’impatto ambientale.

L’impegno e l’attenzione di ADR per l’ambiente non sono soltanto dichiarazioni di principio: nei due aeroporti di Fiumicino e Ciampino sono stati, infatti, adottati degli standard internazionali di qualità. Nel 1998 per l’aeroporto di Fiumicino e nel 2001 per quello di Ciampino, è stata certificata la rispondenza del Sistema di Gestione Ambientale (SGA) alle norme UNI EN ISO 14001.
Con il Sistema di Gestione Ambientale, certificato da un ente esterno, a ulteriore garanzia nei confronti dei lavoratori, degli utenti/clienti e del territorio, ADR ha introdotto un concetto di qualità integrata volto al miglioramento delle attività aziendali anche negli ambiti della tutela ambientale, sicurezza ed igiene del lavoro, attraverso la corretta gestione di procedure relative ad aspetti che possono avere rilevanti impatti ambientali.

Il personale viene coinvolto con campagne di informazione e momenti formativi, così da diffondere la cultura ambientale all’interno dell’organizzazione ed aumentare la consapevolezza dell’impatto della struttura aeroportuale sul territorio. Per individuare i possibili punti di miglioramento nella gestione delle tematiche ambientali, ADR ha costituito un team di auditor interni, che collaborano con le diverse funzioni aziendali per verificare la qualità del Sistema (SGA).

FONTE: Aeroporti di Roma

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Disordini e arresti in Val di Susa

Mercoledì centinaia di attivisti no tav si sono dati appuntamento in Clarea, con l’obiettivo di disturbare l’allargamento delle recinzioni che, secondo il progetto della lobby affaristica della Tav, dovrebbe ospitare il futuro cantiere per la costruzione del tunnel geognostico.

Dopo ore di mobilitazione ed iniziative, leggiamo dall’edizione on line della Stampa con firma il pennivendolo Massimo Numa che un ragazzo romano, Giorgio, è stato fermato.

Dopo ore di ricerca scopriamo che è stato portato in questura a Torino e da li trasferito al carcere delle Vallette in attesa di essere processato per direttissima.

Qui di seguito il comunicato scritto dal Centro Sociale Askatasuna e dal Comitato di Lotta di Popolare di Bussoleno, immediatamente sottoscritto anche dal Circolo di Rifondazione Comunista di Bussoleno

Giorgio libero!

Apprendiamo stamane che Giorgio, giovane ragazzo appartenente al Centro Sociale Acrobax di Roma, si trova al carcere delle Vallette con una serie di accuse legate alla giornata di lotta che ieri, mercoledì 24/08, ha visto centinaia di attivisti No Tav impegnati a disturbare l’allargamento delle recinzioni in località Clarea.

Con gli elementi che abbiamo raccolto in questo ore possiamo affermare con assoluta certezza che ci troviamo di fronte ad una ricostruzione davvero poco chiara e convincente da parte delle forze dell’ordine e della Digos di Torino, ovviamente da subito ripresa dai “giornalisti” copia.veline della questura. Dai giornali emerge infatti che Giorgio sia stato fermato durante le cariche effettuate della polizia per bloccare l’iniziativa degli attivisti No Tav di taglio delle reti poste a protezione del fortino.

Nessuno degli attivisti No Tav però ha visto il fermo di Giorgio, neanche chi si trovava alle reti per le azioni di disturbo e questo ci porta a pensare che ci troviamo di fronte ad un’altra ricostruzione parziale e fittizia creata ad hoc dalla Questura per criminalizzare il movimento e i suoi attivisti.

Pare altresì assurdo che, una volta in stato di fermo, per molte ore sia stato pressoché impossibile avere notizie su di lui e la sua salute. Od ora non siamo a conoscenza del suo stato di salute e soprattutto di quale sia il suo racconto rispetto a ciò che realmente è accaduto.

Probabilmente, nel giro di poche ore, sarà processato per direttissima.

Nell’attesa e nella speranza che lo si possa al più presto riabbracciare, gli esprimiamo tutta la nostra solidarietà.

Ora e sempre No Tav

Csoa Askatasuna e cOmitato di Lotta Popolare di Bussoleno

Circolo di Rifondazione Comunista di Bussoleno

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Tratos Cavi annuncia l’8° evento “Cablatura Metropolitana e FTTH”

Giovedì 8 settembre 2011 si terrà, presso la fattoria Sant’Apollinare a Pieve Santo Stefano, l’8° edizione dell’evento “Cablatura Metropolotana e FTTH” organizzato da Tratos Cavi spa, azienda di fama mondiale e leader nel settore.

Un meeting importante, quello che vedrà Tratos Cavi ospitare nel ruolo di padrona di casa, eminenti personalità appartenenti al mondo della ricerca nel settore delle fibre ottiche e dei più innovativi sistemi di telecomunicazione. Un’ottava edizione densa di aspettative e novità a proposito delle quali si mantiene ancora un certo riserbo, nella ferma volontà di incuriosire, prima, e sorprendere, poi, i numerosi invitati.

Ogni dettaglio è stato curato con l’attenzione che da sempre contraddistingue l’operare dell’azienda in manifestazioni di questa portata. Quasi tutte le tessere del mosaico organizzativo sono al loro posto, anche se manca più di un mese al momento in cui l’ing. Albano Bragagni, Presidente di Tratos Cavi S.p.A, decreterà l’apertura dei lavori, con il consueto saluto iniziale.

L’immagine dell’evento si rinnova in un invito dal concept moderno e attuale, in cui gli skyline metropolitani sono solo accennati e le linee di cablaggio, dopo averli appena “sfiorati” si protendono verso l’infinito.

A fare da cornice alla serie di dibattiti già programmati, che si concentreranno sulle novità inerenti soluzioni di next-generation access, una location suggestiva e del tutto nuova, situata in val Tiberina a circa 600 s.l.m., circondata da prati e boschi. Un contrasto, solo apparentemente, forte quello che si viene a creare tra natura e tecnologia d’avanguardia, che invece si fondono proprio in questo continuo studio inerente sistemi di telecomunicazioni rispettosi dell’ambiente e del paesaggio.

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L’ambiente sceglie il tagliaerba automatico Ambrogio Robot

Sin dagli esordi Ambrogio Robot, IL rasaerba, si è presentato sul mercato come il validissimo ed insuperabile amico di tutti gli amanti di giardinaggio, un aiutante insostituibile che consente di riappropriarsi del proprio tempo non rinunciando ad avere un prato bello e curato. Oggi si scopre che anche l’ambiente sceglie il piccolo robot tagliaerba automatico: grazie alle sue indiscutibili qualità fornisce un contributo essenziale all’ecosostenibilità.

Il prato non è solo un elemento importante di fusione fra gli spazi all’aperto che crea armonia fra le varie zone del giardino. Non rappresenta esclusivamente un “ambiente” in cui muoversi con libertà, rilassarsi, camminare, correre o giocare. Infatti i manti erbosi ben curati sono una fonte inesauribile di aria pulita e ricca di ossigeno, filtrano i cattivi odori, proteggono contro smog ed inquinamento, prevengono l’erosione e riescono ad attenuano la canicola dei mesi estivi.

La foglia dell’erba è la più evoluta ed attiva tanto che per la sua resa nella produzione di materia organica è il top del mondo vegetale. La fotosintesi rappresenta, nei manti erbosi naturali, un processo di fondamentale importanza per la cattura e la conversione dell’anidride carbonica. Tuttavia se la manutenzione dei prati non viene effettuata con regolarità e in modo adeguato se ne potrebbero annullare completamente i benefici.

La falciatura del prato rappresenta anche in questo specifico contesto un impegno da affrontare con regolarità al fine di irrobustire l’erba, di ridurre la presenza delle erbe infestanti e di massimizzare l’eliminazione di anidride carbonica e la produzione di ossigeno, in modo da diminuire al minimo l’incidenza di malattie.

Ambrogio Robot è dunque una scelta che l’ambiente non può che sostenere con forza, prima di tutto perché si tratta di un tagliaerba automatico alimentato con fonti energetiche rinnovabili e poi perché con il suo lavoro quotidiano opera proprio per l’ulteriore miglioramento dell’assorbimento dell’anidride carbonica. L’alta frequenza di taglio è utile in quanto riduce lo stress per il manto erboso e  produce anche ritagli minimi, che vengono riassorbiti nel manto erboso in modo da ridurre la perdita di nutrienti e la necessità di concimazione.

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Il Palagio produce pavimenti in cotto a km 0

La tendenza attuale porta le aziende ad abbracciare sempre più frequentemente un sistema di gestione ambientale tale da riuscire ad entrare a pieno titolo nella green economy. Il Palagio si inserisce in quest’analisi, dal momento che ha investito ed investe risorse economiche, strumentali ed umane per ridurre l’impatto ambientale del suo sistema produttivo per pavimenti e rivestimenti in cotto di qualità.

Oggi accade sempre più di frequente che le aziende reperiscano materie prime all’estero, magari da paesi in via di sviluppo perché a minor costo. Ma qual è il prezzo reale che il nostro pianeta paga per tutto questo?. “Un interrogativo che deve far riflettere. Noi di Il Palagio non rinunceremo mai all’argilla prodotta dalle cave situate nelle vicinanze dello stabilimento, sia per la qualità eccelsa del prodotto, sia per un senso di responsabilità nei confronti dell’ambiente e del nostro territorio. Perché cercare altrove quello che abbiamo sotto i nostri occhi, anzi sotto i nostri piedi?”.

Dal punto delle qualità chimico fisiche l’argilla galestro, con cui vengono prodotte le tavelle in cotto di Il Palagio, non ha eguali; è la migliore reperibile sul mercato ed è la base su cui trova fondamento l’eccellenza ed il pregio di tutta la produzione del noto marchio imprunetino. Inoltre non necessita di onerose movimentazioni, se non quelle concernenti la distribuzione al cliente del prodotto finale.

Per tutti questi motivi il concetto km 0, che rappresenta la distanza ideale che la materia prima dovrebbe percorrere per giungere il comparto produttivo, si applica perfettamente al contesto di Il Palagio. L’azienda ha assunto la consapevolezza che accorciare le distanze di approvvigionamento significa aiutare l’ambiente e ridurre l’impatto provocato dall’emissione di gas serra dei mezzi di trasporto. Infatti questo aspetto consente a Il Palagio di contribuire in modo evidente ad una minore immissione in atmosfera di polveri sottili, ossidi di azoto e di carbonio, piombo, composti organici volatili e ossido di zolfo.

Inoltre l’utilizzo di materie prime locali e il sostegno ad una produzione che ha luogo interamente in stabilimenti situati nel territorio sono volti a promuovere il patrimonio del territorio e a produrre lavoro e ricchezza che portino sviluppo e crescita al distretto imprunetino.

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Riciclare, la parola d’ordine per Cotto Impruneta

Cotto Impruneta un marchio che ha chiaramente scelto di perseguire un comportamento responsabile nei confronti della sostenibilità ambientale. Investire in tal senso non è un ostacolo per i profitti dell’azienda e al contempo consente di dare il proprio contributo per la salvaguardia e la tutela del pianeta.

Le tavelle per pavimenti e rivestimenti Cotto Impruneta sono realizzate miscelando insieme argilla e acqua, elementi che danno vita ad un materiale naturale al 100%. Nello stabilimento del noto brand imprunetino tutto il processo produttivo è sottoposto a rigidi controlli per diminuirne l’inevitabile impatto ambientale. Particolare attenzione viene posta al riciclo, quale strumento ideale per il contenimento dei volumi di rifiuti da smaltire in discarica e per il risparmio di risorse naturali non rinnovabili, quali la preziosissima argilla Galestro, che rende unico ed inimitabile il cotto imprunetino.

Per quanto riguarda gli scarti di prodotto si riscontrano essenzialmente due tipi di riciclo che concorrono entrambi allo stesso risultato: mantenere inalterata la naturalità del cotto e rispettarne il territorio e l’ambiente. Il riciclo primario vede coinvolti gli scarti di argilla non cotta che, frutto dei tagli e della messa in forma dell’impasto di argilla e acqua, vengono immessi nuovamente nel ciclo produttivo miscelandoli all’argilla essiccata in cava durante la fase di soleggiatura estiva.

Il riciclo secondario, invece, coinvolge tutti gli scarti delle lavorazioni successive all’asciugatura delle tavelle e quelli provenienti dal controllo qualità perché non rispondenti agli elevati standard qualitativi imposti da Cotto Impruneta. In questa fase vengono macinati e successivamente: le polveri derivanti da questa macinazione rispettano i rigidi parametri di granulometria e vengono direttamente inserite nelle fasi successive di lavorazione, aggiunti all’argilla durante la fase di impasto.

La mission di Cotto Impruneta, in questo specifico contesto, mira ad ottenere un prodotto finale che nulla perde in termini di pregio e qualità e che al contempo possa essere considerato un alleato della difesa dell’ambiente e dell’ecosistema: infatti la purezza e la naturalità del cotto non sono in alcun modo alterate perché per entrambi i tipi di riciclo vengono utilizzati solo strumenti ad azione meccanica senza aggiunta di additivi di alcun genere.

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I pavimenti in cotto Il Palagio rivelano la loro anima Green

L’acqua, oltre ad essere il bene più prezioso per l’umanità tanto da essere considerato il petrolio del 21° secolo, è anche uno degli elementi alla base della produzione di pavimenti e rivestimenti in cotto. Il Palagio rivolge un’attenzione sempre più consapevole all’ambiente e nello specifico al riciclo dell’acqua all’interno del suo stabilimento produttivo. Adottare gli accorgimenti giusti per il risparmio dei consumi ed ottimizzarne il recupero, questi alcuni gli aspetti su cui si focalizza la mission aziendale del marchio di cotto imprunetino.

L’acqua insieme all’argilla è l’elemento chiave nella produzione di elementi in cotto: le prestigiose tavelle nascono per l’appunto dalla loro unione. Proprio per questo motivo Il Palagio ritiene che il riciclo dell’acqua, oltre ad essere un’importantissima risorsa per l’azienda in quanto permette notevoli risparmi energetici ed economici, rappresenti in realtà un atteggiamento responsabile nei confronti di un ambiente così generoso: “L’area imprunetina fornisce un’argilla di assoluta eccellenza che ci consente di produrre un prodotto di grande pregio, è nostro dovere osservare il territorio lavorando in modo da preservarlo”.

Il riciclo produce un risparmio di acqua pregiata, ne migliora la qualità dell’approvvigionamento, la rende disponibile per l’ambiente ed inoltre riduce la quantità di affluente trattato, che viene quotidianamente riversato in fiumi e mari in ogni angolo del pianeta, riducendo il conseguente inquinamento.

Nello stabilimento di Il Palagio si effettua un riciclo completo dell’acqua durante le varie fasi di lavorazione del cotto. I risultati, nel corso degli ultimi due anni, sono stati così eccellenti da aver portato ad una riduzione del consumo idrico annuale di circa i ¾. A livello produttivo l’unica acqua che viene effettivamente ancora dispersa  è quella sotto forma di vapore nella fase di essiccatura.

Infine Il Palagio si occupa anche di depurare l’acqua di servizi, docce, spogliatoi e mensa per mezzo di metodologie a basso impatto ambientale, quali i fanghi biologici, prima che essa venga scaricata nei corsi d’acqua, in modo da ridurre l’impatto sul sistema ecologico e sulle riserve idriche per uso alimentare.

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Migliora e proteggi il tuo ambiente con La Via della Felicità

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  • 5 Giugno 2011

Distribuzione a Roma e Latina dell’opuscolo omonimo in occasione della Giornata Mondiale per l’ambiente

Roma 5 giugno 2011 – “Rispetta e proteggi il tuo ambiente” è uno dei 21 precetti scritti dall’umanitario L. Ron Hubbard e pubblicati sul libro “La via della Felicità”. Il 5 giugno del 1972 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite proclamava questa data come Giornata Mondiale per l’Ambiente al fine di esortare un cambiamento positivo in favore dell’ambiente. I volontari della sezione romana della Via della Felicità Internazionale anche in questo week end effettueranno distribuzioni gratuite della versione opuscolo dell’omonimo libro: la prima a Latina effettuata questa mattina e la seconda a Roma al Municipio XIX in programma per la giornata di domani.
La fondazione della “Via della Felicità Internazionale” ha inoltre prodotto una serie di strumenti che supportano l’opuscolo rendendolo ancora più comprensibile attraverso l’uso del video “La via della Felicità”. Un documentario che mette in vita i 21 precetti scritti da L. Ron Hubbard che affiancano un progranmma scolastico dove l’insegnante, grazie all’ausilio della Guida per l’Educatore, conferisce agli studenti la conoscenza dei margini per incamminarsi verso una vita felice all’insegna del rispetto e della tolleranza.
Maggiori informazioni sulla Via della Felicità possono essere trovate consultando il sito thewaytohappiness.org, sito sul quale è anche possibile richiedere e ricevere gratuitamente materiale informativo, o scrivere una mail alla sezione romana su [email protected]

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Vivaterra si impegna per la realizzazione di un prodotto ecosostenibile: il cotto imprunetino

Vivaterra è un gruppo industriale che ha assunto un comportamento socialmente responsabile sotto molteplici punti di vista, fra cui quello della tutela dell’ambiente e del territorio in cui opera.

Il cotto imprunetino dei marchi detenuti da Vivaterra, è apprezzato e conosciuto in tutto il mondo per il suo pregio e quale simbolo di eleganza e distinzione. Nell’ottica dell’architettura moderna vede il suo valore ulteriormente accresciuto grazie alla naturalità, che lo qualifica come un prodotto biosostenibile d’eccellenza.

Vivaterra assicura lo sviluppo dell’attività dei suoi marchi, Il Ferrone, Il Palagio e Cotto Impruneta, con grande trasparenza, responsabilità e attenzione volte a perseguire un uso efficiente di risorse naturali e di energie. Una nuova leva competitiva che consente al gruppo di affermarsi ai più alti standard.

L’impegno di Vivaterra a sostegno dell’ambiente e del territorio, in cui i marchi detenuti esplicano la loro attività produttiva, si evince dall’interesse posto alla realizzazione di una serie di prodotti, che per la natura delle materie prime utilizzate, si attestano a pieno diritto tra i materiali costruttivi e di arredo biocompatibili.

L’impegno ecologico di Vivaterra diventa così parte integrante della sua mission, garantito dalla certificazione ISO 14001: 2004, e si estende anche alla salvaguardia dell’ambiente e alla tutela della salute di chi lo abita provvedendo a controlli mirati agli stabilimenti produttivi.

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LA PASSERA D’ITALIA E’ A RISCHIO ESTINZIONE ! Birdfeeding Italia lancia l’iniziativa denominata “PASSEROTTO NON ANDARE VIA”

Il nome comune dell’uccello più conosciuto che vive intorno a noi, la “passera” appunto, normalmente viene sostituito con il nome popolare più accomodante, “passero” o “passerotto”.

E’ evidente che il titolo di questo comunicato, vuole scatenare l’interesse verso la lettura da parte di un pubblico “allargato”,  attratto da un tema il cui titolo potrebbe di primo acchito trarre ironicamente in inganno.

Alziamo gli occhi al cielo e ci accorgiamo che la nostra bella e simpaticissima “Passera d’Italia” o Passerotto, (nome scientifico Passer Italiae) neanche troppo lentamente sta scomparendo dai nostri alberi, dai fili della luce, dai tetti delle case, dalle piazze e dai cortili. Negli ultimi 15 anni si è registrata una riduzione della specie del 50%. (Fonte: Meeting on the decline of the urban House Sparrow, Passer domesticus).
Le cause che hanno portato a questa grave“crisi” sono essenzialmente riconducibili alle attività dell’uomo, il quale, a proprio esclusivo vantaggio, ha portato grandi modificazioni all’ambiente che lo circonda.
Si continua a togliere spazio alla natura, si distruggono i naturali habitat che da sempre hanno rappresentato e costituito una fonte sicura di salvezza e conservazione per tutto quell’inestimabile patrimonio rappresentato dalla biodiversità.

I nostri passerotti, non più protetti a vivere nella propria  consuetudine, si trovano minacciati da predatori che, al contrario, si sono adattati molto più facilmente al nuovo ambiente, che ha ceduto il passo alla cementificazione selvaggia, a scapito di un habitat naturale consolidatosi nei millenni. Chi costruisce non pensa alla vegetazione autoctona, all’ambiente e alla natura e, come se non bastasse, si attende la primavera per ritoccare le chiome degli alberi, per eliminare arbusti e cespugli che paiono inutili, senza pensare che proprio siepi e rovi, sono i luoghi in cui i nostri piccoli amici, trovano protezione ed iniziano a nidificare.

BIRDFEEDING ITALIA, associazione di promozione sociale – no profit – impegnata nel nostro paese, nella diffusione del messaggio socio-culturale che promuove la realizzazione di “Habitat complementari” in ambiente urbanizzato, come strumento di avvicinamento dei Bimbi e delle Famiglie all’Ambiente e alla Natura, promuove  una propria  campagna di salvaguardia e conservazione per tutti quegli “uccellini selvatici” che vivono intorno a noi e nei nostri giardini, allegri mendicanti di briciole gettate dalle mani dei nostri bambini, a volte però troppo facili prede dei nostri mici domestici e delle gazze.

Il progetto denominato “PASSEROTTO … NON ANDARE VIA” , mira pertanto alla sensibilizzazione verso questo tema così attuale, finalizzato ad  “accendere” tanti piccoli ma indispensabili habitat complementari da cortile per gli uccelli selvatici, riscoprendo in loro tanti nuovi piccoli amici da valorizzare e proteggere.
Invitiamo le famiglie, le scuole e i Comuni a partecipare alla nostra iniziativa.
Aderire significa ricevere informazioni su come realizzare l’habitat alternativo e complementare, ricevere una scheda per il censimento dell’avifauna del proprio cortile, giardino o scuola, che andrà ad arricchire le già tante informazioni sullo studio e sulla ricerca di questo fenomeno.

Un progetto dedicato ai Bimbi, ma che deve far riflettere i grandi!
Si partecipa aderendo all’associazione Birdfeeding Italia Aps, attraverso il nostro sito.

Uff. Stampa APS Birdfeeding Italia – Ass. di Promoz. Soc. – Descrizione attività associativa nel sito –
[email protected]
www.birdfeeding.it” http://www.birdfeeding.it
www.facebook.com/birdfeeding” http://www.facebook.com/birdfeeding
www.facebook.com/birdfeeding.italia” http://www.facebook.com/birdfeeding.italia
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APS BIRDFEEDING ITALIA ®
Associazione di Promozione Sociale
Via dell’Appeso, 13 – 44123 Ferrara

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Risultati pulizia costa Pantelleria

Dopo la descrizione romantica di ieri passiamo al reale Alcuni dati che si sono rilevati dopo la raccolta rifiuti sulla costa di domenica 17 Aprile 2011.

Volontari intervenuti 32 (nell arco della giornata)
Tempo impiegato ore 7 circa
Totale rifiuti raccolti 250 kg distribuiti in volume 40% bottiglie plastica riciclabile 25% Polistirolo 15% plastiche non riciclabili 5% vetro riciclabile 15% materiale indistinto. Il legno non quantificabile quali pancali, pannelli,pezzi in distinti sono stati bruciati in loco.

Superfice principale di raccolta stimata 2500 metri quadrati Presenti il comandante Guardiacostiera TV Giovanni Nicosia e Giovanni Bonomo per Legambiente I rifiuti sono stati conferiti differenziandoli con la collaborazione dell AGESP Fondi necessari 35€ per salsiccia e pane e acqua per tutti i partecipanti. Tali fondi sono stati prelevati dalla cassa quote soci associazione Apnea Pantelleria

Note; abbiamo notato che la maggior parte delle bottiglie di plastica PET ed altre plastiche mostravano segni di evidente invecchiamento.Ciò potrebbe significare che l’accumulo di tale rifiuti possa essere sufficientemente lungo da prevedere un possibile stato di pulizia relativamente prolungato del luogo con saltuarie piccole pulizie.Il rifiuto più preoccupante invece pare essere il polistirolo usato nell’attività inerenti la pesca.Infatti frantumandosi il polistirolo diventa praticamente non recuperabile oltre ad essere non riciclabile.Poche le tracce di catrame ma solo forse per gioco correnti. Crediamo che tutto questo possa far pensare ,ma soprattutto agire quando sarà organizzata con Comune e Capitaneria la prossima pulizia della costa.

Link sul portale www.ilovepantelleria.it

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I miei amici Pigmei non sono su Facebook -di Raffaella Milandri

I popoli indigeni non sono un argomento di attualità.Sono anacronistici.
Non vivono all’insegna del consumismo, sono immuni al “Progresso”,
non producono rifiuti tossici, non risentono del caro-benzina.
Non emigrano: sono, appunto, indigeni, e quindi legati alle loro terre ancestrali da sempre.
Pur se oggetti di soprusi inimmaginabili, non chiedono visti e permessi di soggiorno in altri Paesi.
I miei amici Pigmei non sono su Facebook: non sanno nemmeno cosa è un computer.

Ben 300 milioni di persone nel mondo appartengono a popoli indigeni:
Pigmei, Boscimani, Adivasi, Aborigeni australiani, Indios, Maori, Indiani d’America.
E tanti altri popoli dai nomi semi-sconosciuti, che insieme alle loro culture, tradizioni, linguaggi,
sono un patrimonio unico per la storia dell’Umanità.
Come dinosauri umani, molte etnie sono a rischio di estinzione. Senza tutela e protezione.
Anzi, sono oggetto di attacchi mirati nel nome del vangelo Denaro; un vangelo che predica la legge del più forte, in terre dimenticate fino a quando si scoprono risorse preziose e intoccate: petrolio, foreste, diamanti, oro. E’ incredibile come in tutti gli ultimi paradisi terrestri arrivati ai giorni nostri
coesistano risorse naturali e popoli indigeni.
Eppure lo stile di vita dei popoli indigeni, a contatto con la natura, ha fatto sì che, nelle loro terre, non si siano estinti come altrove animali e piante. Guardiani della natura. Ambientalisti , ecologisti perfetti. Poichè sempre vale il detto “homo homini lupus” sono proprio altri uomini che distruggono e mettono in pericolo l’esistenza di queste razze umane, di queste etnie. E molti popoli indigeni sono a rischio di estinzione.

In alcuni Paesi, come in Camerun, i popoli indigeni come i Pigmei non sono nemmeno censiti: sono esseri umani che non esistono. Privati delle loro terre, dei diritti umani più elementari, della propria dignità e spirito semplice e libero. Non esiste paese dove non vi sia discriminazione. Le leggi internazionali adeguate non esistono o, come nel caso del Forest Right Act in India, sono fatte per essere violate. Il diritto alla propria terra, alla propria religione, alla propria lingua , al proprio nome
e alla propria esistenza è stato violato prima ed è violato ORA. ” I nostri nomi originali sono stati cambiati, storpiati e poi cancellati nell’ultimo secolo. Ed ora stiamo lottando per ricomprare la nostra stessa terra, a prezzi salatissimi” mi racconta Marie della tribù dei Salish, negli Stati Uniti.

Non esiste altro posto dove i popoli indigeni vogliano nascere, vivere e morire: la terra dei padri.
“Datemi un carro, un asino: voglio tornare a casa” dice una donna boscimane durante una mia intervista in Botswana. Non desidera altro: deportata dal deserto, strappata da ” casa”, a causa del ritrovamento di un ricco giacimento di diamanti, non vuole soldi o una casa o un lavoro: vuole tornare a casa.

“La nostra vita è molto peggiore di quella dei nostri padri. Fuori dalla foresta non sappiamo come vivere. Siamo vittime di soprusi e violenze” mi dice una donna pigmea in Camerun.

“Dopo averci arrestato e torturato, ci hanno detto : adesso toglietevi di mezzo o spariamo su tutti.”
racconta un adivasi dell’Orissa, dove è in atto una lotta spietata di una multinazionale per un ricco giacimento di bauxite, che causa deportazioni di interi villaggi (in campi di “riabilitazione”, come li chiamano) nonchè un terribile inquinamento dalle conseguenze mortali su flora, fauna e esseri umani.

Le testimonianze che raccolgo sono un pesante fardello che porto con me, per condividerlo sotto forma di foto e filmati -in preziosa lingua originale- in conferenze-reportage che sono un appello umanitario ed un importante documento. Perchè vado in Paesi lontani, a rimestare nel fango, a testa bassa? Per poter girare a testa alta in nome di un allarme da lanciare. “Solo l’informazione può salvarci” questo è il messaggio semplice e incisivo di Kumti Majhi, un leader tribale dell’Orissa , contenuto in un appello che ho diffuso su sua esplicita richiesta. All’interno della conferenza-reportage “Scomode Verità” , itinerante in diverse città italiane.

Oggi si è tutti adirati e pronti a far la voce grossa per ripulire la propria fetta di mondo. Ma globalizzazione, attenzione, vuol dire che la nostra fetta di mondo non è più limitata al quartiere, alla città, al Paese. Ciò che accade in Giappone arriva a toccarci in un attimo. I mercati finanziari sono soggetti all’effetto domino immediato. Il mondo è di tutti.
La cultura dei popoli indigeni è un tesoro che appartiene a tutti e va salvaguardato prima che scompaia. Dice Gyani, donna della tribù dei Kusunda in Nepal: “sono l’ultima rimasta, dopo di me nessuno parlerà più la mia lingua.”

Fotografa umanitaria e attivista per i diritti umani dei popoli indigeni, Raffaella Milandri, nei suoi viaggi in solitaria, si dedica alla fotografia intesa come strumento di sensibilizzazione, denuncia e comunicazione sul tema dei diritti umani e delle problematiche sociali . Con particolare attenzione ai popoli indigeni. Dice la fotografa : “Viaggiare non vuol dire visitare luoghi, ma percepire l’animo dei popoli”
Raffaella Milandri si impegna in campagne informative e di denuncia attraverso foto, filmati e interviste . Attraverso mezzi di comunicazione e social network lancia appelli, raccoglie firme e missive di denuncia da inviare a Organizzazioni internazionali, Presidenti e Ministri di diverse nazioni, tra cui Sonia Gandhi e il Commissariato per l’eliminazione delle Discriminazioni Razziali dell’ONU. Svariate sue foto sono state donate per aste di beneficenza e raccolte fondi a fini benefici.

Per informazioni e contatti scrivere a [email protected]

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La tecnologia Nova Verta si applica alla verniciatura nel settore nautico

Nova VertaGli elevati livelli tecnologici raggiunti negli anni da Nova Verta International consentono l’ottimale utilizzo dei suoi impianti di verniciatura anche nel settore nautico, dove la perfezione delle finiture rappresenta un valore dal quale nessun cantiere  può prescindere nella realizzazione di qualunque genere di imbarcazione.

Il preannunciarsi della nuova stagione estiva pone l’attenzione su un settore, quello nautico, fortemente colpito dalla crisi economica mondiale, ma che nonostante tutto conta, solo in Italia, circa 800 comunità costiere che di esso vivono. Pregio, lusso, distinzione e perfezione sono caratteristiche irrinunciabili che necessitano di professionalità e tecnologia all’avanguardia per essere riprodotte. Da questo presupposto è partita la sfida di Nova Verta la cui flessibilità e versatilità progettuale ha reso possibile la creazione di impianti che si adattassero alle esigenze di questo settore sia in termini di dimensioni strutturali che di dotazioni tecnologiche.

La verniciatura rappresenta una fase cruciale durante il processo produttivo di un’imbarcazione, essa ha sostanzialmente due finalità, la prima estetica, personalizzabile anche a seconda delle richieste del committente, la seconda di barriera protettiva dall’azione disgregante del sale marino, da quella ancora più deleteria dei raggi UV del sole, ed infine dall’aggressione delle sostanze organiche presenti nel mare. Solo per le imbarcazioni in alluminio rappresenta un vezzo puramente estetico in quanto questo tipo di materiale sopportando bene tutti i fattori corrosivi sopraelencati, potrebbe essere lasciato “al naturale”.

Le caratteristiche chimico fisiche delle vernici sono molto cambiate nel corso degli ultimi anni, ma anche se adesso hanno tassi di nocività e tossicità inferiori si comunque rende necessaria l’adozione di impianti garantiti e certificati come quelli di Nova Verta, che tutelino la salute degli operatori e dell’ambiente circostante. Infatti la verniciatura deve avvenire in completo controllo per quanto concerne la sicurezza del processo produttivo, dal momento che oggi le restrizioni normative in materia sono sempre più severe e rigide.

La tecnologia applicata al mondo dell’automotive viene nel settore nautico ancora più esaltata  e  le cabine di verniciatura Nova Verta incrementano la sicurezza garantendo risultati impeccabili, in quanto consente l’esame di parametri quali temperatura e umidità, così come il controllo dei flussi di circolazione dell’aria e il filtraggio della stessa prima dell’immissione. L’impianto di verniciatura è così diventato un’apparecchiatura indispensabile per il cantiere navale moderno, anche a causa dell’incremento delle prestazioni richieste: scafi più grandi, tempi realizzativi brevi e costi più contenuti.

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BIRDFEEDING ITALIA a Euroflora 2011

BIRDFEEDING ITALIA a Euroflora 2011
– Fiera di Genova 21 Aprile – 01 Maggio –
“Un Uccellino per Amico e il Giardino della Biodiversità”

BIRDFEEDING Italia è l’Associazione di Promozione Sociale che ufficialmente nel nostro Paese, diffonde la cultura dell’habitat complementare per gli “uccellini” selvatici dei nostri giardini, cortili, terrazzi, parchi pubblici o privati e comunque all’interno di contesti urbanizzati.

Attraverso esercitazioni di laboratorio didattico, si insegna come realizzare un Habitat Family, si offre ai ragazzi e ai visitatori della fiera l’opportunità di entrare a stretto contatto con il mondo della natura e dei nostri piccoli amici selvatici che vivono intorno a casa: uccelli, farfalle, coccinelle, api, ricci e pipistrelli.

Impareremo a realizzare il giardino della Biodiversità grazie alla reintroduzione delle piante autoctone, degli arbusti e dei fiori utili per la conservazione di tutti questi nostri piccoli amici. Coloreremo i disegni degli uccelli selvatici più comuni, costruiremo mangiatoie con il materiale di post-consumo, ascolteremo i canti degli uccelli ed impareremo a riprodurli, prepareremo gli alimenti da appendere ai rami
degli alberi e tante altre curiosità.

L’Attività prende il nome di “Birdfeeding”: s’insegna ai bimbi il valore ed il rispetto per la natura e la libertà, così importante soprattutto per un uccellino nato libero e con il dono di poter volare. Insegneremo ai ragazzi che posizionando dei nidi e delle mangiatoie, potranno osservare passerotti, pettirossi, cardellini, merli, tortore,
senza doverli tenere in gabbia.

In Italia e in Europa si sta registrando un drastico calo della popolazione dei passeri e di tante altre piccole specie. Le principali cause sono da imputarsi alle profonde modificazioni ambientali operate dall’uomo nel corso degli ultimi 15 anni.

La creazione di habitat complementari in ambito urbano, aiuta la natura laddove l’uomo l’ha modificata a suo esclusivo vantaggio. Creare l’habitat complementare nel proprio giardino è come accendere una lampadina sul territorio: gli uccelli hanno una memoria incredibile e durante i viaggi migratori ricordano dove possono sostare e sfamarsi. Praticamente dal cielo vedono il nostro habitat come una lampadina accesa, che gli segnala un giardino amico sul territorio.

Undici giornate di laboratorio didattico aperte a tutti i visitatori
della fiera. All’interno dell’area Birdfeeding i visitatori potranno sperimentare questa nuova ed appassionante attività naturalistica per il tempo libero. Presenteremo i BIRDY RANGERS, il programma di sensibilizzazione dedicato ai bimbi amici e difensori dell’ambiente e della natura.

Realizzare un habitat all’interno del cortile della scuola, significa anche creare un piccolo sistema educativo per la conservazione della biodiversità, che ci aiuta a sensibilizzare i bimbi di oggi per crescere nell’ottica di una maggiore eco-consapevolezza.

Birdfeeding Italia Vi aspetta ad EUROFLORA 2011. Non mancate!

Uff. Stampa APS Birdfeeding Italia
Ass. di Promozione Sociale
[email protected]

http://www.birdfeeding.it
http://www.facebook.com/birdfeeding
http://www.facebook.com/birdfeeding.italia

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Fermata la realizzazione di 38 turbine offshore a largo di Pantelleria

data: 01 marzo 2011

Il ministero dell’Ambiente boccia il progetto di eolico offshore da realizzare al largo di Pantelleria (canale di sicilia) ideato e presentato dalla “Four Wind Srl”. L’area dove doveva sorgere originariamente il progetto appartiene alla rete dell’Ue ‘Natura 2000′ per la protezione degli habitat.

La commissione tecnica del ministero dell’ambiente, dopo un’ attenta analisi, boccia il progetto anche per le eventuali ripercussioni sull’economia ittica e per il rischio sismico.

La decisione della commissione tecnica del ministero dell’ambiente è in linea con le indicazioni della Regione Siciliana, infatti l’assessore Regionale Gianmaria Sparma ha espresso grande soddisfazione che conferma la correttezza della posizione, espressa dalla giunta di governo siciliana, di contrarietà al rilascio delle autorizzazioni per impianti eolici nel canale di Sicilia.

Anche l’associazione ambientalista Greenpeace commenta con favore la notizia ma mette l’accento sull’altro pericolo da scongiurare per la salvaguardia del Mediterraneo: le trivellazioni petrolifere, infatti la società “Northern Petroleum” ha indicato nel mare a nord di Pantelleria una possibile area per future esplorazioni ed eventuali interventi.

Secondo l’associazione Greenpeace il Mediterraneo è un’ importante patrimonio e risorsa per tutti i paesi che vi si affacciano e quindi va rispettato e salvaguardato soprattutto dal punto di vista naturalistico.

Leggi la notizia originale sul portale www.ilovepantelleria.it
cliccando sul seguente link: link notizia originale

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